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Giuseppe Amato – LA VERA STORIA DI ABRAMO
più cattivo degli altri mi arrovella il cervello da quando per la prima volta mi sono imbattuto in questo episodio.
Mi sono messo nei panni del ragazzo ed ho provato solo orrore. Poi ho provato a mettermi
nei panni del padre e qui ho provato un brivido di grande tristezza pensando ad un altro motivo: perché non potrebbe essere Abramo che vuole uccidere Isacco? Senza alcun ordine
dall’alto, anzi inventandosi l’ordine di Dio come alibi per un omicidio che, se realizzato sarebbe peggiore di quello di Caino ma che ne discenderebbe come una macchia del DNA
della famiglia di Adamo.
Altro che peccato originale: un tentativo di omicidio che oggi uno psichiatra potrebbe facilmente identificare nella lotta eterna tra padre e figlio, lotta e conflitto inconsapevole ma
che esiste nascosto e serpeggiante dentro di noi maschi: la stessa lotta che esplode tra maschi del branco per la conquista della femmina quando a primavera gli ormoni esaltano il
desiderio della riproduzione.
Sto andando troppo lontano? Non credo, ma il motivo che spingerebbe Abramo ad uccidere
Isacco non potrebbe essere legato al fatto della scoperta che Isacco non è suo figlio?
Quante volte durante il racconto di questa lunga (e spesso noiosa e ripetitiva storia) qualcuno ha volutamente ripetuto ed insistito sulla promessa di Dio di una lunga progenie? E perché tanta insistenza? Non è che Abramo cercava di convincersi o effettivamente Dio cercava di convincerlo che valeva la pena di accettare questo strano figlio, strano perché frutto di
un ventre sterile come quello di Sara?
Avvenente e vecchia nello stesso tempo, ceduta prima al faraone poi ad un altro re per ottenere favori e denaro, oro ed altre ricchezze materiali sotto la scusa della paura di essere ucciso?
Perché non potremmo dire che Isacco è un figlio di puttana? Troppo grave l’insulto (non
per Isacco ma per Sara?).
Ecco, ora il mistero si è così amplificato anziché ridursi: Isacco come figlio di un faraone o
di un re non ebreo e comunque non figlio di Abramo.
Provate a pensare come prima conseguenza, in questi giorni non grave ma gravissima: gli
arabi potrebbero a questo punto rivendicare la vera discendenza da Dio attraverso Ismaele
mentre cadrebbe la tradizionale discendenza degli ebrei (e poi dei cristiani) attraverso Isacco, come vorrebbe far credere l’antico testamento.
CONCLUSIONE:
La Palestina non è stata promessa ad Abramo e agli ebrei da alcun Dio
Sara forse resta incinta per opera del Faraone prima o forse di un altro re dopo
Crolla il castello costruito da Mosé e discendenti per raccordare in una storia unica i fatti a
lui contemporanei con quelli effettivamente accaduti ad Abramo ed ai suoi antenati
Mi fermo per ora qui perché la tesi che Isacco non è figlio di Mosé sarebbe molto difficile
da sostenere. Ma non deve essere esclusa. Merita almeno una meditazione natalizia, come
io mi accingo a fare: ci vedremo dopo Natale e dopo aver purificato ogni malevola intenzione. Buon Natale.
Terminato la sera del 24 dicembre 2006, in attesa della nascita del Figlio di Dio, in una
grotta, al freddo e al gelo, nel dolce ricordo di una pura e felice infanzia piena di fede nelle
fiabe e nelle leggende su un Dio che ci ama.

Giuseppe Amato, Assisi 24 dicembre 2006
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