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ai principi di trasparenza e ascolto condiviso che sono alla base di un processo
davvero partecipativo.
·           Infine, ci chiediamo quale sarà il percorso attuativo che il governo intende
prevedere. Noi auspichiamo che un progetto tanto cruciale per la vita del Paese trovi
sviluppo in seno al Parlamento, garantendo un ampio e adeguato dibattito nelle sedi
designate. Qualora ad esempio venisse previsto l’utilizzo di una legge delega,
temiamo che si riducano parecchio le possibilità di confronto.
I fondi della “buona scuola”
La prima condizione per realizzare “la buona scuola” è investire maggiori risorse. Si
può discutere della loro razionalizzazione, delle modalità con le quali spenderli, ma
non su un dato oggettivo: il nostro Paese spende poco in Istruzione e riduce gli
investimenti pubblici da circa vent’anni. Solo il 4,8% della spesa pubblica italiana
rispetto al Pil è indirizzato all’istruzione. La Finlandia, la migliore scuola europea, è
sopra di 2 punti esatti. Gli obiettivi di Europa 2020 ci chiedono di abbassare al 10%
l’abbandono scolastico, portare al 40% il livello della popolazione adulta laureata e
costruire un vero sistema di formazione permanente. Per farlo vanno recuperate
quelle risorse e serve procedere con un’iniezione di spesa pari agli obiettivi fissati nel
programma europeo, a partire dalla destinazione del 3% del Pil in ricerca e sviluppo.
Riforma dei saperi, riforma dei cicli?
Tutte le associazioni ritengono che una riforma davvero significativa dovrebbe farsi
carico di alcune questioni che il Rapporto non tratta. In particolare, non c’è traccia di
una diversa strutturazione del percorso scolastico. Le scuole medie continuano a
rappresentare un momento critico dell’esperienza scolastica; la trasmissione dei
saperi è spesso male organizzata tra biennio e triennio delle scuole superiori; siamo
uno dei pochi Paesi in cui il termine delle scuole superiori è previsto a 19 anni, e non
a 18. Per questi motivi ci chiediamo se non sia il caso, ora che il governo intende
intervenire sulla scuola, di pensare a una riforma dei cicli che riorganizzi davvero
l’istruzione italiana. Senza di essa, non potremo dare una risposta a gravi problemi
strutturali del sistema italiano cui facevamo riferimento. Qualora venisse istruita una
discussione sulla riforma dei cicli, avremmo piacere di portare un contributo
mediante un tavolo tecnico in seno al Forum.
CINQUE TEMI CONDIVISI
Nelle differenti sensibilità delle singole associazioni, alcune tematiche risultano per
tutti centrali nella costruzione di una “buona scuola”. Si tratta di:
1.     Diritto allo studio
2.     Organi collegiali e rappresentanza
3.     Valutazione e autovalutazione