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4.     Competenze di cittadinanza
5.     Statuto degli studenti in stage
1. Una legge quadro nazionale sul diritto allo studio
Il diritto allo studio era al primo posto anche nel precedente incontro dello scorso 14
maggio. In quell’occasione presentammo la nostra proposta di legge quadro – che
torniamo a consegnare – e chiedemmo se il ministro intendesse assumere un impegno
politico sulla tematica del diritto allo studio. Ci fu risposto di sì. Che cosa è cambiato
in questi mesi? Come mai ne “La buona scuola” non si parla di diritto allo studio? Per
noi, “la buona scuola” comincia proprio dal diritto allo studio: comincia dalla
possibilità di assicurare una scuola di qualità a tutti gli studenti. Oggi il diritto allo
studio è materia di competenza regionale: pertanto, in assenza di una legge quadro
nazionale, assistiamo a gravi sproporzioni tra le Regioni. Gli studenti italiani non
possono avere “più o meno diritto allo studio”, a seconda della Regione in cui si
trovano ad abitare. Così si ledono gli articoli della nostra Costituzione (numeri 3, 33 e
34) che fanno appunto dello studio un diritto di ogni cittadino. Il tema si fa ancora più
urgente davanti alla richiesta di revisione della spesa che la legge finanziaria ha
imposto alle Regioni per i prossimi mesi: diventa imprescindibile che lo Stato preveda
dei livelli di prestazioni minimi.
Per questo nella nostra proposta di legge quadro stabiliamo alcuni servizi essenziali,
divisi tra “servizi sussidiari” e “servizi alla persona”, che una legge quadro nazionale
dovrebbe stabilire, ovviamente previa discussione nella Conferenza Stato-Regioni.
Insistiamo su questo punto, sul quale da tempo il nostro Forum si esprime: non esiste
“buona scuola” senza una legge quadro nazionale sul diritto allo studio.
2. Organi collegiali e rappresentanza: per un potenziamento della partecipazione
studentesca
Ne “La buona scuola” viene accennata una nuova composizione degli organi collegiali,
ma non si fa menzione delle assemblee studentesche. Speriamo che il governo non
abbia intenzione di ridurre gli attuali spazi di partecipazione studentesca
(assemblee di classe, assemblee d’istituto, comitato studentesco…), e su questo
chiediamo un chiarimento. Altro tema sul quale ci teniamo ad avere delucidazioni:
l’aggiornamento del Testo Unico del 1994. Vorremmo avere la certezza che il nuovo
T.U. non metterà in discussione le rappresentanze studentesche, fondamentali per la
vita democratica della comunità scolastica. Rappresentanze studentesche che sono un
diritto, e pertanto vanno anch’esse stabilite a livello nazionale. Ancora, ci sono
aspetti di cui vorremmo sapere di più: quali saranno i poteri di controllo del Consiglio
d’Istituto sull’operato del Dirigente, figura molto potenziata nell’idea di “La buona
scuola”? È possibile definire le modalità d’interazione tra reti di scuole? Quale sarà la
sorte dei livelli decisionali extra-scolastici (per esempio gli ex U.S.T.)?