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Siamo convinti che “la buona scuola” abbia bisogno di studenti protagonisti,
consapevoli, responsabili. Per questo il nostro desiderio è che venga potenziato il
D.P.R. 567/96. Cominciamo dal presentare di nuovo la proposta di modifica del D.P.R.,
che apporta accorgimenti per noi importanti. Potremmo mettere in campo altre
proposte: dalla regolamentazione del referendum studentesco alla messa in atto di
corsi per la formazione alla partecipazione e alla rappresentanza; dalla presenza dei
rappresentanti della Consulta Provinciale in Consiglio d’Istituto alla definizione
univoca dei ruoli di Comitato studentesco e Organo di garanzia. Per questo chiediamo
di istituire un tavolo tecnico, con la partecipazione anche di docenti, genitori e
Consulte, che dovrà concludere i suoi lavori entro il mese di gennaio (in tempo per
l’eventuale traduzione legislativa de “La buona scuola”).
3. Valutazione (e autovalutazione) diacronica e partecipata
Il tema della valutazione è al centro del progetto di “La buona scuola”.
Sull’argomento, le nostre associazioni hanno posizioni molto diverse. Ad esempio
riguardo alla valutazione dei docenti: alcuni sono favorevoli a processi valutativi e
autovalutativi direttamente legati a una premialità anche economica per docenti e
scuole – come ipotizzato in “La buona scuola”; altri invece non condividono questa
visione. Tuttavia, il punto che ci ha trovato di comune accordo riguarda le modalità
degli eventuali processi valutativi e autovalutativi – che nel Rapporto non vengono
esplicitati: ci aspettiamo forme di valutazione diacronica e partecipata. La
valutazione a nostro parere non può fare riferimento a delle fotografie istantanee
(per esempio il test INVALSI sotto forma di prova singola in un dato momento
dell’anno); e siamo a favore di processi valutativi che coinvolgano anche la voce degli
studenti e delle loro famiglie. Precondizione necessaria è una rivisitazione del Sistema
di Valutazione Nazionale, così che:
·      INVALSI e INDIRE siano resi indipendenti dal MIUR
·           L’intero SNV goda di risorse adeguate, affinché possa sviluppare processi
valutativi che siano di lungo periodo e finalizzati a un vero miglioramento delle
potenzialità educative di sistema
Le forme dei processi valutativi andranno dunque implementate e aggiornate, per
poter davvero disporre di una valutazione diacronica e partecipativa.
4. Competenze di cittadinanza
La scuola non è “buona” se non prepara gli studenti a essere cittadini autentici. Oggi,
la scuola italiana fatica molto a trasmettere competenze di cittadinanza. Un’ora
settimanale di “Cittadinanza e Costituzione”, ma priva di monte ore autonomo, è del
tutto insufficiente e anzi viene spesso evasa. Nel documento “La buona scuola” si
parla di una necessaria alfabetizzazione economica, e si nomina “Cittadinanza e
Costituzione” solo per suggerirvi l’inserimento della educazione al digitale.