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Il caso Aldrovandi Federica Conenna .pdf



Nome del file originale: Il caso Aldrovandi - Federica Conenna.pdf
Autore: Utente

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IL CASO DI FEDERICO ALDROVANDI

Di Federica Conenna matricola n.743289
a.a 2012/2013

FEDERICO ALDROVANDI

Analisi del clamoroso caso di Federico Aldrovandi, ragazzo ferrarese ucciso a soli 18 anni in un fermo
di polizia il 25 settembre 2005: Federico, decide di tornare a casa a piedi, dopo una serata, nei pressi di
Viale Ippodromo a Ferrara, incontra la pattuglia Alfa 3, composta di due agenti, questi ultimi
descrivono il ragazzo come un invasato e chiamano rinforzi. Dopo alcuni minuti sono raggiunti dalla
pattuglia Alfa due con dentro altri due poliziotti. Il fermo di polizia si trasforma in uno scontro
violento di quattro poliziotti contro un ragazzo, dove si rompono addirittura due manganelli. Federico
muore, è chiamata un’auto medica che provò inutilmente a rianimarlo con massaggi cardiopolmonari,
e ne dichiara il decesso.

Il fatto è stato spinoso fin dai primi avvenimenti: numerose le incongruenze riguardo alla versione dei
poliziotti presenti e le perizie del perché i genitori del ragazzo sono stati avvisati 5 ore dopo il decesso,
la prova schiacciante del video della polizia scientifica che riprende la scena del delitto e di sottofondo
si sentono commenti scabrosi degli imputati, del perché l’auto e i manganelli rotti usati nella
colluttazione non fossero stati sequestrati.

La vicenda era ed è tuttora oggetto di grande attenzione mediatica poiché la stessa madre di Federico,
Patrizia Moretti, si è servita dei media, per cercare di risolvere il caso e trovare i colpevoli.

Un aspetto che ritengo interessante da osservare è quale ruolo hanno avuto i media in questo caso: il
blog di Patrizia Moretti ha velocizzato le indagini, riesce inoltre a creare associazioni e manifestazioni,
addirittura Amnesty International ha espresso solidarietà alla famiglia Aldrovandi, Youtube con
documentari, la foto della salma di Federico ha giocato un ruolo fondamentale come impatto mediatico
al pubblico.

Dall’altra parte ci sono la televisione e i giornalisti che danno una forma di notizia più “pudica”,
moralista, poco risolutoria, quasi confusionale, poiché questi media sono unidirezionali. Inoltre i
giornali sono finanziati da multinazionali potenti o dai partiti, automaticamente gli articoli avranno
uno stampo politico. Interessante anche l’aspetto di come queste vicende e propagande riescano a
sensibilizzare il pubblico, renderlo più consapevole rispetto a queste vicende tabù Stato – Polizia –
Cittadino.

IPOTESI

La mia ipotesi è che i New e old media hanno avuto un ruolo fondamentale nella vicenda. Grazie
all’attenzione mediatica nazionale, si è potuto risolvere un caso spinoso, con depistaggi e
favoreggiamenti agli imputati. Inoltre si è potuto rendere pubblico un caso che in molti hanno cercato
di insabbiare.

DOVE E COME?

La ricerca si svolge con l’analisi del blog di Patrizia Moretti, Youtube, Facebook, servizio del TG1 e TG5,
testate giornalistiche di spicco come Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Manifesto, Il Secolo d’Italia,
Libero.

Intendo codificare il fatto ossia definire la produzione, il contenuto del messaggio, la situazione e la
tecnologia. Decodificare ossia definire il contesto e i supporti, definire come il pubblico ha reagito, se
sono stati soggetti attivi o passivi, se ha influito il consumo mediatico. Se la drammatizzazione della
coscienza tramite il blog di Patrizia abbia influenzato l’opinione pubblica. Come questa vicenda e i
supporti mediatici abbiano contribuito a creare due comunità immaginarie: solidali con i poliziotti

Di Federica Conenna matricola n.743289
a.a 2012/2013

arrestati (manifestanti Coisp) contro quelli solidali con la Fam. Aldrovandi, e come questo si ripercuota
sulla società. Vorrei dare alla mia etnografia un imprinting etico e mettermi al di fuori dal contesto.

PERCHÉ?

Questo caso mi ha incuriosito perché è potrebbe accadere a me, in prima persona o qualsiasi altro
ragazzo della mia età. Inoltre penso che lo Stato non prepari in modo adeguato il Corpo di Polizia, per
riuscire ad affrontare situazioni difficili o ambigue che possono sfociare in tragedie. Ritengo il caso di
Federico Aldrovandi meriti attenzione, ma soprattutto uno sguardo critico verso i media che ne hanno
decise le sorti. In confronto a questo fenomeno mi pongo solidale alla famiglia Aldrovandi, ma
soprattutto riconosco di essere stata un elemento “cavia” dei media.

LETTURE

“Il dono al tempo di internet” di Marco Aime, “Identità Catodiche” Piero Vereni.
Due libri consigliati dalla Prof Sara Zambotti: “Davanti al dolore degli altri” di Susan Sontag, “La
camera chiara” di Roland Barthes, “È stato morto un ragazzo” documentario di Filippo Vendemmiati.

DESCRIZIONE

Il primo fenomeno mediatico che caratterizza il caso Aldrovandi è il blog di Patrizia Moretti e Lino
Aldrovandi, visibile tuttora sul web http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/.
.

COPYRIGHT © 1999-2007 ELEMEDIA S.P.A. TU 1

Il blog è nato Lunedì 2 Gennaio 2006, Patrizia scrive post, dove racconta la vicenda al fine di attirare
attenzione mediatica affinché tutti possano conoscere il caso di Federico e velocizzare le indagini, gli
esiti degli esami ufficiali non erano ancora stati depositati e le affermazioni della polizia non
combaciavano col corpo di Federico pieno di contusioni e lacerazioni profonde. Il messaggio che
manda la madre di Federico è di aiuto e verità a un pubblico non ancora ben definito.
Il blog tuttora è molto attivo e non si dedica solo al caso di Federico ma presta attenzione anche a casi
simili come quello di Carlo Giuliani, Stefano Cucchi e Giuseppe Uva.
Inoltre Patrizia voleva interrompere il silenzio dei Ferraresi e dei media ufficiali, poiché girava la voce
che fosse morto un albanese e la notizia del decesso non è apparsa sui necrologi. E’ proprio
nell’obitorio che Patrizia Moretti decide di scattare una foto alla salma di Federico (vedi copertina) per
testimoniare che il figlio non è morto per un malore o per droga, ma per gravi percosse eseguite dai
quattro poliziotti che hanno eseguito il fermo.

Di Federica Conenna matricola n.743289
a.a 2012/2013

Si può notare che il primo post del Blog ha ben 912 commenti di risposta, i commenti iniziali sono di
amici e parenti, ipotizzo che tramite la rete di conoscenti/amici il blog abbia spopolato. Sono per lo
più messaggi di solidarietà e incoraggiamento verso la famiglia. Grazie a questo blog sono stati
organizzati fiaccolate di solidarietà e il comitato “Verità per Aldro”.

COMITATO VERITA' PER ALDRO 1

Il giorno 21 Febbraio 2006 è resa pubblica per la prima volta la foto della salma di Federico, al seguito
del post ci sono 501 commenti di risposta, mi ha colpito come alcune persone rilevano che Federico
sia stato ammazzato (scritto in maiuscolo) e che la colpa è degli agenti di polizia, cosa che sui giornali
o in televisione non potrebbe mai accadere.
In questo caso la foto ha svolto un ruolo fondamentale nella vicenda, senza che i giudici e i giornali ne
parlassero, le persone avevano già preso posizione solo guardando una foto. È chiaro che gli
utilizzatori del media ha avuto un ruolo pienamente attivo.

Analizzo i video nell’archivio on-line del TG1 e TG5, purtroppo nell’archivio ufficiale online non c’è
nessun servizio che risale al 2006, ci sono solo video dell’anno corrente 2013, quando ormai il caso è
stato risolto. E tutti sanno la verità.

In compenso ho trovato il canale ufficiale di Federico su Youtube, dove c’è un piccolo archivio di alcune
puntante del TGR Romagna risalenti al 2007 http://www.youtube.com/watch?v=twSNCwrz3ZU,
nel video la madre Patrizia denuncia i depistaggi avvenuti.
Un altro video del 2009 http://www.youtube.com/watch?v=flfmRnpa6I4 dove si annuncia
dell’arrivo dell’avviso di garanzia ai quattro poliziotti imputati, dopo ben 4 anni dalla morte di
Federico. Mi ha colpito la freddezza e la velocità dei servizi che durano appena 2 minuti. Comunicano
solo l’essenziale, poiché i giudici non si sono espressi, neanche i TG si sbilanciano con i commenti. Il
pubblico fruitore è passivo, poiché può solo ascoltare senza replicare.

Si può notare un cambiamento delle notizie dei TG, poiché hanno captato che questa vicenda è
“notizia” appena ci sono svolte importanti ne dedicano parecchi servizi, come ad esempio il TG5 il 29
e 28 Marzo 2013 dedica addirittura 4 servizi uguali di cui riportano la manifestazione del Coisp a
favore dei poliziotti condannati dalla Cassazione.

Di Federica Conenna matricola n.743289
a.a 2012/2013

http://www.video.mediaset.it/ricerca/ricerca.shtml?q=tg%205%20aldrovandi&scope=video.
mediaset.it&sort=date&numPage=1 .
Gli archivi on-line del Corriere della Sera iniziano dal 13 Gennaio 2006, il cui primo articolo del blog di
Patrizia Moretti.

“Morto a 18 anni. La madre sul blog: ditemi la verità. Ferrara, i sospetti della famiglia: picchiato dagli
agenti. La questura: non è vero.

DAL NOSTRO INVIATO FERRARA - Steso a terra, ammanettato, il volto sull' asfalto, le mani dietro la
schiena. Così è morto Federico Aldrovandi, 18 anni, di Ferrara, studente di elettrotecnica, pony express
nel tempo libero. Se n' è andato all' alba del 25 settembre scorso, dopo una notte passata a Bologna,
con gli amici. Che cosa l' abbia ucciso non è chiaro. Per trovare la verità la madre, Patrizia, ha aperto un
blog su Internet (federicoaldrovandi.blog.kataweb.it): oggi è tra i più consultati d' Italia. […]

I genitori vedono Federico con il volto tumefatto. All' autopsia inviano i loro periti. Dall' esame
tossicologico risulta che quella sera il ragazzo ha fatto uso di droghe: probabilmente due francobolli
all' Lsd, comperati in un centro sociale. Ma all' ipotesi del malore dovuto alla droga mamma e papà
Aldrovandi si ribellano. Per loro la questione è un' altra: «Sospettiamo che Federico sia stato picchiato
dai poliziotti - spiega l' avvocato, Fabio Anselmo -, sul corpo aveva segni di manganellate. Forse poteva
essere salvato». Nessun dubbio, invece, in questura: «Gli agenti hanno fatto del loro meglio - dice il
questore Elio Graziano -. Le percosse? La procura ha fatto sapere che l' autopsia le ha escluse come
causa di morte. Volevamo solo impedirgli di farsi del male». E i legali della famiglia: «E' la terza
versione fornita dalla questura dopo il malore fatale e l' aggressione selvaggia». AUTOPSIA - Ora
occorrerà attendere gli esiti dell' autopsia. Ma sulla morte di Federico sono in tanti a volere chiarezza.
A cominciare dai deputati di Rifondazione Titti De Simone e Franco Giordano, che hanno presentato
un' interrogazione a Pisanu; a Dario Franceschini della Margherita; al sindaco di Ferrara, Gaetano
Sateriale (Ds), che chiede alla magistratura di «trovare la verità»”. Mottola Grazia Maria Pagina 21 (13
gennaio 2006) - Corriere della Sera.

L’articolo è molto completo dal punto di vista descrittivo, anche imparziale, riporta tutte e due le
versioni dei fatti. Si può notare che la verità non la cerca solo Federico Aldrovandi ma anche
importanti esponenti statali come il Sindado di Ferrara, deputati di Rifondazione e Margherita. Il
pubblico fruitore è passivo, anche se viene linkato il blog di Patrizia per i più interessati alla vicenda.
Riporto un altro articolo del 15 Gennaio 2006.

“La morte di Federico Spunta una testimone: «Quel ragazzo era a terra e chiedeva aiuto» Oggi sit-in di
protesta. DAL NOSTRO INVIATO FERRARA - L' ha tenuto nascosto per quasi quattro mesi. Con il
dubbio che non fosse vero. Un segreto sulla morte di Federico Aldrovandi, il diciottenne morto a
Ferrara il 25 settembre scorso, sotto gli occhi di alcuni agenti di polizia. Se l' è portato dentro come un
macigno. Poi giovedì scorso ha letto il blog su Internet aperto dalla mamma di Federico, e si è convinta
a parlare. […] Il poliziotto cercava di ammanettare il ragazzo, ma lui si dimenava, non ci riusciva. Ad un
certo punto ho sentito che il ragazzo respirava male. Diceva: Aiutatemi, aiutatemi. Ho sentito l' agente
che rispondeva: Ti aiutiamo noi. Poi la poliziotta ha detto: Ma che cosa hai fatto?"». Il racconto finisce
qui. Intanto, per tener viva la memoria di Federico, gli amici si sono riuniti in un comitato, il «Comitato
Verità per Aldro». Oggi la prima iniziativa: un sit-in alle 11, in piazza Trento e Trieste, di fronte al
Duomo. Nel prossimo fine settimana, invece, è prevista una fiaccolata in via Ippodromo.” Mottola
Grazia Maria Pagina 22 (15 gennaio 2006) - Corriere della Sera.

L’articolo molto descrittivo, riporta citazioni precise, e addirittura il nome della testimone. La
giornalista è sempre Mottola Grazie Maria, probabilmente affezionata al caso. Riporta inoltre le
iniziative a favore di Federico.

Di Federica Conenna matricola n.743289
a.a 2012/2013

Articoli simili si susseguono, sempre abbastanza descrittivi, ricchi di citazioni e commenti. Inoltre si
può notare la drammatizzazione e la spettacolarizziazione nell’articolo, come se fosse una sorta di
puntata di CSI. Dove si può vedere da molto vicino e con occhio critico una vicenda così delicata.

Gli archivi on-line di Libero partono dal 2012 a sentenza ormai già espressa, mi colpisce la descrizione
dettagliata del caso e la possibilità di poter replicare all’articolo offrendo anche la possibilità di
cliccare lo stato d’animo provato durante la lettura dell’articolo, ci sono ben 41 “arrabbiati” a discapito
dei 3 “allegri”.
http://www.liberoquotidiano.it/news/Italia/1043481/Tre-anni-e-mezzo-ai-poliziotti-cheuccisero-Federico-Aldrovandi.html

“Giustizia è arrivata. Dopo quasi sette anni è giunta alla fine la tragica vicenda di Federico Aldrovandi,
il 18enne che all'alba del 25 settembre del 2005 morì a Ferrara, in via Ippodromo, durante un arresto
compiuto da quattro agenti della Polizia, ora giudicati colpevoli della morte del ragazzo.

Sentenza definitiva - E la sentenza definitiva della Cassazione conferma che non fu un malore dovuto
alle droghe ingerite dal giovane a causarne la morte. Furono le botte, il pestaggio dei poliziotti a
provocare l'arresto cardiocircolatorio di Federico. E ora quei quattro agenti, che erano ancora in
servizio dopo essere già stati valutati colpevoli nei due primi gradi di giudizio, sono stati condannati a
3 anni e mezzo di reclusione dalla quarta sezione penale della Cassazione, che ha confermato la
sentenza della Corte d'Appello di Bologna, contro la quale i quattro poliziotti Enzo Pontani, Paolo
Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri avevano fatto ricorso.

Niente carcere - I quattro sono stati considerati responsabili di omicidio colposo per uso eccessivo
della forza. Le ricostruzioni investigative e le perizie hanno confermato che il giovane Federico è morto
a causa del pestaggio dei poliziotti, e in particolare per la compressione della cassa toracica a terra che
avrebbe impedito una regolare respirazione. Non per le droghe che aveva assunto in quantità troppo
modiche per essere motivo della morte.” L’articolo non indica il giornalista che l’ha scritto.
Nell’archivio on-line de Il Messaggero ho trovato solo un articolo del 19 Aprile 2013 riguardo al caso
Aldrovandi riguardante la manifestazione del Coisp a favore del poliziotti arrestati.
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/aldrovandi_spostato_questore_ferrara_patri
zia_moretti/notizie/268909.shtml
Negli archivi on-line del Manifesto non ci sono notizie riguardo il caso di Federico, solo un articolo
riguardo la manifestazione dei Coisp, un breve trafiletto di 16 righe senza dettagli o spiegazioni.
http://www.ilmanifesto.it/areaabbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20130508/manip2pg/06/manip2pz/339938/manip
2r1/aldrovandi/
Negli archivi on-line de Il Secolo d’Italia c’è solo la notizia riguardante la manifestazione dei
Coisp
del 27 Marzo 2013, è possibile commentare e visualizzare i commenti solo se si è registrati sul sito.

Mi ha colpito come influisce sull’opinione pubblica l’interattività di un blog, ossia il possibile botta e
risposta istantaneo, anche direttamente agli interessati della vicenda. Al contrario dei TG o giornali
dove l’unilateraticità è tipica. Inoltre è più facile consultare gli archivi di un blog o Youtube, che di un
TG o di una testata giornalistica, poiché non sono state archiviate tutte le notizie, ipotizzo il perché
penso che sia faticoso archiviare le notizie o articoli di 7 anni fa, non potendo così approfondire e
confrontare la mia ricerca.

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In compenso trovo il Forum/Blog ufficiale del Coisp ( Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale
della Polizia), i post riguardo ad Aldrovandi e la manifestazione avvenuta a Ferrara sotto il comune
dove lavora la madre, sono schierati a favore dei poliziotti condannati. Spiegano il perché si schierano
a favore dei condannati attraverso un video. Nel post non è possibile commentare.
http://www.coisp.it/detail.asp?iNews=17414&iType=23
© COPYRIGHT 2003 - 2012 - CO.I.S.P. 1

A volte i post sono solo titoli e riportano il download a un file PDF la cui spiegazione è molto
dettagliata del perché si schierano a favore dei poliziotti condannati, ossia perché loro non hanno
goduto del provvedimento svuota carceri e quindi non sarebbero dovuti andare in carcere ma ai
domiciliari, quindi affermano che la legge non è uguale per tutti e che la verità si vuole cercare solo
quando fa comodo.
http://www.coisp.it/detail.asp?iNews=17481&iType=23

MANIFESTAZIONE COISP E PATRIZIA MORETTI 1

Riporto qui di seguito il documentario su Youtube di Filippo Vendemmiati “ È stato morto un ragazzo”,
documentario completo di interviste, filmati e descrizioni dal giorno della morte di Federico fino alla

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a.a 2012/2013

sentenza definitiva. Ritengo che il docu - film sia molto toccante e particolareggiato. Anche qui vige la
regola della spettacolarizzazione, cibo mediatico per i fruitori. Le visualizzazioni sono molto poche
solo 3.086, con solo 24 “mi piace” e 4 commenti, tutti in disaccordo sulla vicenda e d’accordo sul fatto
che poteva essere evitata. Gli stessi amanti del Corpo di Polizia, vogliono che i responsabili siano puniti
e allontanati.
“lutuzov 1 mese fa : proprio perché amo l'istituzione della Polizia vorrei che tutte le mele marce
coinvolte in questo caso (compreso questore e vice) fossero punite in modo esemplare”.
http://www.youtube.com/watch?v=iGCjrPSwbZQ

CASES STUDIES

I Case Studies che mi hanno colpito particolarmente è il ruolo della foto della salma di Federico,
prendo come guida il testo “Davanti al dolore degli altri” di Susan Sotang.

“Le sofferenze in genere sono considerate degne di rappresentazione, soprattutto quelle imputabili
all’ira, divina o umana. La voglia di immagini che mostrano corpi sofferenti sembra essere forte quasi
quanto il desiderio di immagini che mostrano corpi nudi. Una scena orripilante ci invita ad essere
meri spettatori, incapaci a guardare. Riuscire a catturare la morte nell’attimo stesso in cui
sopraggiunge e imbalsamarla per sempre è qualcosa che solo le macchine fotografiche sanno fare. “
(Sontag 2003 :35, 52).
Inoltre al contrario delle foto di un morto di guerra ad esempio, la foto della salma di questo caso ha
un nome, un cognome e una storia: Federico Aldrovandi, 18 anni, ucciso. Questo aiuta il pubblico ad
immaginare la morte di un 18enne e i suoi ultimi attimi di vita.

“La familiarità di certe fotografie plasma la nostra conoscenza del presente e del passato più recente.
Le fotografie tracciano percorsi di riferimento e possono servire da totem per una causa: un
sentimento si cristallizza più facilmente attorno a un’immagine che a uno slogan verbale. [..]. La
fotografia fissa un evento nella nostra mente”. (Sontag 2003 : 74, 75).

“la compassione è un emozione instabile. Ha bisogno di essere tradotta in azione, altrimenti
inaridisce.” (Sontag 2003 : 88). Per questo sono numerose le manifestazioni e comitati a favore della
fam. Aldrovandi, a confronto dell’unica manifestazione Coisp e oltretutto molto contestata.
Inoltre l’uso di una fotografia rende reale la vicenda. “Qualunque situazione deve essere trasformata in
uno spettacolo per diventare reale – vale a dire – interessante ai nostri occhi”. (Sontag 2003 : 95).

“Le immagini parlavano troppo; esse facevano meditare, suggerivano un senso – un senso diverso da
quello della lettera. In fondo la fotografia è sovversiva non quando spaventa, sconvolge o anche solo
stigmatizza, ma quando è pensosa”. (Barthes 2003 : 39).

Questa vicenda è stato cibo mediale per l’Italia intera, il popolo si è affezionato alla vicenda,
soprattutto in questo secolo dove l’estremizzazione di fatti, corpi, parole è all’ordine del giorno. Ormai
se non c’è sangue e morte, nulla più incuriosisce un uomo medio. I blogger per essere seguiti e cercare
seguaci, scrivono più particolari possibili, allegano documenti video, foto, per essere sempre più
credibili e reali, quindi veri.
La ricerca della propria identità che si sta decomponendo e “falsificando” è sempre più assidua, solo il
crudo e semplice è essenziale.
Patrizia Moretti ha dichiarato più volte che la foto del figlio è stata l’unica vera arma con cui ha
combattuto questa guerra contro le istituzioni Italiane.

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Un altro Stude Case che mi ha colpito è il blog di Patrizia Moretti.
“Il dono al tempo di internet” di Marco Aime prende in considerazione punti fondamentali per questa
ricerca etnografica. Partendo dalla diversa concezione di “dono – regalo” di Mauss sia mutato con
l’avvento di internet, si spiega come blog, forum, e enciclopedie libere sostituiscano ormai vecchio
regalo solido. Adesso si regalano informazioni a sconosciuti, creando così delle community più o meno
immaginate. “Abbiamo visto come il dono crei legami e abbia bisogno di relazioni, […] face to face. Oggi
però il web consente di allargare a dismisura la propria rete di contatti e di stabilire relazioni con un
numero sempre più ampio di persone << virtuali >> . […] Lo scambio avviene tra perfetti sconosciuti,
che in comune hanno però l’appartenenza alla stessa comunità online con l’unico obiettivo di
condividere informazioni” (Aime 2010 : 30).

Grazie a questa nuova forma di dono del nuovo millennio si è potuta costruire una community a favore
della Famiglia Aldrovandi e della risoluzione del caso. Inoltre credo che si stia consolidando un nuovo
rituale del dono al tempo di internet ossia lo scambio incondizionato di informazioni, commenti o
semplicemente confronto di opinioni il cui culmine giunge quando la possibile community
immaginaria s’incontra nella realtà.
II blog di Patrizia Moretti e ma anche del Coisp hanno contribuito a creare delle comunità virtuali,
manifestazioni e comitati. Grazie al semplice passa-parola queste comunità immaginarie si sono
riunite nella realtà creando un fenomeno sociale visibile. Grazie a blog dettagliati la persone hanno
potuto scegliere liberamente la fazione verso cui schierarsi, anche senza esserne direttamente
coinvolti.
Inoltre il senso di appartenenza si consolida grazie “all’ideale comune che da vita a una forma di
comunità che lotta unita per una sorta di riequilibrio” (Aime 2003 : 64).
Queste comunità si contrappongo alla filosofia del denaro che vige nella realtà attraverso la solidarietà
incondizionata, ma soprattutto la gratuità.

Entrambi gli Stude Cases confermano la mia teoria, ossia che i new media hanno un ruolo
fondamentale e attivo in vicende spinose come il Caso Aldrovandi.

“Identità Catodiche” di Piero Vereni 2008 definisce il gusto come pratica habitus che si manifesta
attraverso le pratiche sociali, quindi determinati gusti corrispondono a determinate classi sociali. In
questi anni di crisi che colpiscono l’Europa si è sviluppato il gusto del vero, ma soprattutto della verità
e un caso come quello di Aldrovandi riesce a conciliare tutti questi punti.
“il capitale mediatico, cioè la quota di immaginazione come pratica sociale resa disponibile del sistema
complesso d’immagini e informazioni che attraversano i campi precostituiti del sociale. Alcune
stimolanti riflessioni sul sistema dei mezzi di comunicazione di massa ruotano attorno all’idea di
immaginazione”. (Vereni 2008 : 61)
Grazie alla spettacolarizzazione e all’immaginario collettivo si è potuto raggiungere un risultato
soddisfacente della risoluzione del Caso Aldrovandi.

Di Federica Conenna matricola n.743289
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CONCLUSIONI

La mia etnografia parte dall’analisi del blog di Patrizia Moretti elemento chiave della vicenda, come già
affermato in precedenza, concludo che grazie al blog, ai suoi fruitori l’Italia intera è potuta venire a
conoscenza di questo fatto controverso, addirittura può esserne partecipe in prima persona
contattando direttamente i genitori di Federico. Il blog ricco di dettagli e particolari che pochi giornali
rivelano ha conquistato il pubblico e lo ha fatto affezionare alla vicenda.
L’immagine rivelativa della salma di Federico è stato il cavallo di battaglia della vicenda, è diventato il
simbolo della “ricerca della verità”, della voglia di istituzioni sane e che sappiano affrontare anche le
situazioni più avverse o ambigue. Grazie all’analisi più tecnica di Susan Sontag, si sono capiti i
meccanismi che un’immagine sanguinaria fa vivere a un pubblico fruitore. Compassione, verità,
solidarietà, sentimenti che l’uomo italiano di oggi, in tempo di crisi, ha bisogno di provare, per
ritrovare la sua identità e per farla ritrovare anche al prossimo. Probabilmente senza il blog e la foto
la vicenda non sarebbe stata di tale importanza, anzi sarebbe potuta addirittura decadere, grazie
all’attenzione mediatica di figure di spicco come deputati, sindaci ed a un pubblico molto vasto.
Lavorare sull’archivio dei blog è stato molto facile, grazie ai quali ho potuto apprendere molte piccole
verità celate.
Al contrario lavorare sull’archivio delle testate giornalistiche si è rivelato più difficile, in quanto molti
articoli non erano stati archiviati, poiché il lavoro d’archivio è noioso. Invece aggiornare un blog è
molto più semplice e piacevole.
Non ho potuto realmente confrontare i new e old media, ma ho solo potuto raggiungere la
constatazione che il blog è chiaramente più dettagliato poiché di parte.
Inoltre credevo di trovare articoli a chiaro stampo “sinistra” o “destra”, potendo analizzare solo il
giornale “Libero” e “Corriere della Sera” posso dichiarare che i giornali sono alquanto imparziali con le
descrizioni e i commenti, posso smentire la mia dichiarazione iniziale, lo stampo politico non ha
influito sugli articoli letti.
Posso anche confermare che le vicende Stato – Polizia – Cittadino non siano più tabù come nel 2006,
anche se ancora nelle Istituzioni Pubbliche Italiane ci siano persone che tentano di insabbiare la
verità.
Adesso grazie all’interattività di internet il pubblico può “cercare” la verità o scegliere da che parte
stare.

Un altro elemento che ha influito è la spettacolarizzazione, la drammatizzazione dell’io, l’immaginario
e il senso di appartenenza hanno giocato un ruolo fondamentale sulle pratiche sociali.
Si pensa che nella società odierna questi valori vadano decadendo, in realtà si stanno solo spostando,
adesso il nuovo mondo è internet, dove la gratuità vige sovrana. Grazie alla gratuità il pubblico utente
si sente più coinvolto poiché lo collega al fattore sincerità. Sentimenti e valori primordiali, che si
stanno decomponendo nella società reale.
Termino che tutti questi fattori combinati simultaneamente hanno fatto si che questa vicenda abbia
avuto importanza nazionale e di conseguenza le “persone giuste” si sono mosse per risolvere il caso,
dimostrando che nonostante tutto in Italia la verità si può trovare, anche se con mille controversie da
parte delle stesse Istituzioni.

Di Federica Conenna matricola n.743289
a.a 2012/2013

BIBLIOGRAFIA – SITOGRAFIA

Marco Aime, Il dono al tempo di internet, Einaudi, 2010

Piero Vereni, Identità Catodiche, Meltemi, 2008

Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri, Mondadori, 2006

Roland Barthes, La camera chiara, Einaudi, 2003.

http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Federico_Aldrovandi
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/.
http://www.veritaperaldro.it/

http://www.youtube.com/watch?v=twSNCwrz3ZU
http://www.youtube.com/watch?v=flfmRnpa6I4

http://www.video.mediaset.it/ricerca/ricerca.shtml?q=tg%205%20aldrovandi&scope=video.medias
et.it&sort=date&numPage=1 .
http://www.liberoquotidiano.it/news/Italia/1043481/Tre-anni-e-mezzo-ai-poliziotti-che-ucciseroFederico-Aldrovandi.html

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/aldrovandi_spostato_questore_ferrara_patrizia_mo
retti/notizie/268909.shtml
http://www.ilmanifesto.it/areaabbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20130508/manip2pg/06/manip2pz/339938/manip2r1/al
drovandi/
http://www.coisp.it/detail.asp?iNews=17414&iType=23
http://www.coisp.it/detail.asp?iNews=17481&iType=23
http://www.youtube.com/watch?v=iGCjrPSwbZQ

Di Federica Conenna matricola n.743289
a.a 2012/2013


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