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Handout Montagna .pdf



Nome del file originale: Handout-Montagna.pdf
Titolo: Microsoft Word - Handout-1.docx
Autore: Luca Marengo

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Anteprima del documento


Soccorso Alpino Ticino
Istruttori
Dr. med. Fabio Lanzi
Simon Bernhard
Lesioni da freddo, ipotermia, valanghe, zecche e malattia da montagna
Temi trattati
1. Il freddo
2. Ipotermia
3. Lesioni da freddo locali
4. Vittime di valanghe
5. Malattia da montagna (AMS, HAPE, HACE…)
6. Zecche
Il Freddo
1. Introduzione
• L’essere umano è una creatura a sangue caldo: i margini di tolleranza per le
temperature sono piuttosto ristretti (T°: 35.4–37.8 °C)
• Principio: nucleo – involucro
§ Nucleo: organi vitali à temperature costanti
§ Involucro: periferia à temperature variabili
• Regolazione della temperatura attraverso il cervello
§ Equilibrio tra produzione e perdita di calore
§ Produzione: metabolismo, attività muscolare
§ Perdite: conduzione, irradiazione, evaporazione, corrente
• I congelamenti sono frequenti (statistiche dell’ospedale di Chamonix)
§ 7000 incidenti in 20 anni: 22% congelamenti
§ 1620 casi (ca. 80/anno in una zona a rischio) tendenza alla
regressione (migliore preparazione, migliore materiale)
2. Fattori responsabili per la perdita di calore
• Ridotta temperatura ambientale
• Altitudine (-0.65° ogni 100m)
• Effetto del vento (Windchill à Windstopper)
§ Aumento esponenziale della dispersione di calore in presenza di vento
dovuto alla corrente
§ La temperatura percepita è più bassa di quella registrata
• Vestiti inappropriati (strati!), testa (15% della dispersione)
• Ridotto movimento
• Ridotte riserve energetiche
• Umidità (in acqua dispersione di calore x 200!)
• Sostanze: alcol, nicotina, farmaci
• Malattie preesistenti
3. Lesioni da freddo
• L’irrorazione sanguigna dell’involucro diminuisce in modo proporzionale
all’aumento del freddo
• L’obiettivo finale è quello di mantenere la temperatura centrale del corpo
• Quando la temperatura centrale scende al di sotto dei 35°C, si parla di
ipotermia

Generalizzate: ipotermia
Locali: congelamenti
T° di congelamento della pelle: -0.53°C
11 minuti a -1.9°C inizio delle lesioni
Inizialmente indolore
Parti a rischio sono le parti più esposte (superficie > volume)
§ Dita di mani e piedi
§ Naso, orecchie
4. Basi di patofisiologia
• Meccanismo delle lesioni: raffreddamento progressivo della pelle causa una
vasocostrizione à ridotta irrorazione sanguinea à ridotto apporto d’ossigeno
à morte cellulare
• Cristallizzazione delle cellule solo più tardi nel processo
• NB: i piedi bagnati possono subire lesioni anche a temperature > 0°C (ricorda:
in acqua la dispersione di calore è 200x più rapida)
• I gradi non sono definibili sul campo ma solo retrospettivamente
5. Gradi delle lesioni locali
I.
Congelatio erythematosa
• edema (gonfiore, senza necrosi), tessuti bianco-grigiastri, indolore ma anche
iposensibile,
dopo riscaldamento: arrossamento fino a colore marrone, possibile lesione
cutanea dopo giorni
• Guarigione: di solito completa restitutio ad integrum
II.
Congelatio bullosa
• Formazione di fiacche chiare (senza rischio di infezione o distruzione del
tessuto sottocutaneo) con parziale necrosi superficiale, apparente sensazione
di caldo, colorazione rosso-bluastra, la lesione diventa chiara alcuni giorni
dopo, molto sensibile al bordo del tessuto non congelato
• Guarigione: di solito completa restitutio ad integrum, evtl. sensibilità
aumentata al freddo in futuro
III.
Congelatio escharotica
• Formazione di fiacche chiare (senza rischio di infezione o distruzione del
tessuto sottocutaneo) con parziale necrosi superficiale, apparente sensazione
di caldo, colorazione rosso-bluastra, la lesione diventa chiara alcuni giorni
dopo, molto sensibile al bordo del tessuto non congelato
• Guarigione: disturbi permanenti della sensibilità, turbe funzionali e danni
permanenti
IV.
Congelatio gangraenosa
• Coinvolgimento dei muscoli e ossa, gangrena, necrosi (colorazione nera della
pelle)
• Guarigione: sempre con perdita di tessuto con cicatrizzazione (trattamento
operativo secondario, settimane/mesi)
6. Management
• Sul campo
§ Evitare le ipotermie generali
§ Allentare i capi di abbigliamento stretti
§ Rimuovere gli indumenti bagnati del paziente
§ Bevande calde







-2-

Evacuare in un ambiente caldo (proseguire solo se disturbi non
permanenti!)
§ Non rimuovere le scarpe in loco
§ Non frizionare con la neve! Non massaggiare!
§ Il massaggio peggiora le lesioni tessutali (cristalli di ghiaccio)
§ Evitare di sollecitare la parte lesa
In capanna
§ NB: assolutamente niente nicotina, poco alcol
§ Iniziare immediatamente con riscaldamento!
§ Bevande calde
§ Riscaldare velocemente le parti congelate con bagno d’acqua 40
°C (a temp. tiepida), evitare caldo secco
§ Antidolorifici (il riscaldamento può essere particolarmente doloroso),
unico caso dove in montagna l’aspirina è consigliata
§ Fasciatura sterile in caso di ferite aperte (non aprire le fiacche!)
§ Trasportare il paziente all’ospedale o dal medico
§



Ipotermia
1. Introduzione
• Raffreddamento generalizzato < 35°C
• La diminuzione della temperatura rallenta i processi metabolici
• Quanto più rapidamente subentra l’ipotermia, tanto migliori saranno le
possibilità di sopravvivere
• Il raffreddamento generale protegge gli organi vitali dalla mancanza di
ossigeno
2. Conseguenze
• Cervello: alterazioni dello stato di coscienza
• Sistema cardiovascolare: frequenza cardiaca rallentata à arresto cardiaco
Arresto cardiaco a partire da una temperatura di ca. < 30 °C
• Respirazione: diminuzione della frequenza respiratoria à arresto della
respirazione
• Muscolatura: brividi da freddo per produrre calore, i brividi da freddo cessano
quando la temperatura è < 32 °C
3. Stadi dell’ipotermia

-3-

4. Profilassi
• Abbigliamento caldo
• Non portare indumenti stretti
• Indumenti asciutti per cambiarsi
• Mangiare abbastanza
• Bevande calde
• Niente alcool
• Niente nicotina
• Movimento
• Pianificare la gita
• Previsioni del tempo
• Evitare lo sfinimento
• Minimizzare la superficie di contatto con il suolo freddo
• Proteggersi dal vento
• Telo di emergenza (il foglio evita l’irradiazione di calore)
Vittime da valanga
1. Management
1. Stato di coscienza
• cosciente: scaldare, trasporto in ospedale (IT 1-2)
• Incosciente
2. Respirazione
• Presente: attenzione medica, ospedalizzare (IT 3)
• Non presente
3. Ferite letali
• no: iniziare BLS
• sì: prognosi infausta
4. Tempo di sepoltura e T°
• > 32°C, > 35min: procedere con BLS
• < 32°C, < 35min: procedere con ECG
5. ECG
• VF: IT 4 (defibrillazione, max 3. volte)
• Asistolia: valutazione vie aeree
6. Sacca d’aria
• presente: IT 4
• Assente, vie aeree ostruite da neve: paziente considerato deceduto

-4-

Malattie d’alta montagna
1. AMS (acute mountain sickness)
• Abitare in alta montagna a lungo non è possibile:
§ Ridotta pressione dell’aria
§ Ridotta umidità
§ Alte radiazioni UV
§ Freddo
§ Condizioni climatiche, tempeste, neve, valanghe…
• Basi fisiche: la temperatura
§ Riscaldamento dal suolo: perdita di 6.5°C ogni 1000m
§ Aria calda sale, aria fredda scende: cambiamenti del tempo
• Basi fisiche: raggi UV
§ Onde elettromagnetiche tra luce visibile e raggi X
§ UV-A (315-400nm), UV-B (280-315nm), UV-C (<280nm)
§ Il carico di raggi UV aumenta tra l’8 e il 18% ogni 1000m
§ L’aria più «pulita» (senza particelle di polvere), pressione atmosferica
più bassa e riflesso dalla neve/ghiaccio
§ Occhi: congiuntivite, cecità
§ Pelle: eritema
§ I raggi vengono assorbiti dalla pelle (diverse reazioni +/- utili: Vitamina
D, tumori)

-5-









Reazioni fisiologiche in altitudine
§ Altitudine minore (< 1500 m)
• Nessun adattamento
§ Media altitudine (1500 - 2500 m)
• Adattamento istantaneo sufficiente
(risposta ventilatoria ipossica, frequenza cardiaca)
§ Alta montagna (2500 - 5300 m)
• Possibili problemi cardiaci
• Adattamento istantaneo insufficiente (necessita più tempo)
§ Altitudine esterma (> 5300 m)
• Impossibile l’adattamento completo a lungo termine
(vetta e ritorno)
Gli stadi
§ Leggera: lieve cefalea, disturbi leggeri del sonno, poco appetito,
nausea
§ Moderata: cefalea, insonnia, nausea, poco appetito, nausea, vertigini
§ Severa: forte cefalea (non regredisce con le medicine), temperatura >
37.4°C, vomito, nausea, importanti vertigini, spossatezza
§ HACE: severa + atassia, disturbo della coordinazione, coma,
confusione, agitazione
Terapie
§ Leggera: acclimatizzazione, considerare di restare un’ulteriore giorno
alla stessa altitudine
§ Moderata: acclimatizzazione, restare 1 ulteriore giorno alla stessa
altitudine, Diamox 250mg, antiinfiammatori
§ Severa + HACE: scendere (> 1000m), antiinfiammatori, Diamox 250
mg x2, ossigeno, evtl. camera iperbarica (provvisorio!) Dexametasone
8 mg + 4 mg ogni 6 ore
Prevenzione
§ Buona acclimatizzazione
• Prima risposta: risposta ventilatoria ipossica (HVR)
o Dipendente da vari fattori (altitudine, esercizio fisico,
medicamenti, droghe, malattie), indipendente da sesso
e condizione fisica!
• Segni di acclimatizzazione:
o Polso nella norma (a riposo)
o Respiro profondo
o Aumento della diuresi
o Scomparsa del mal di testa
§ Buona preparazione (non esclude la comparsa della AMS)
§ Buona nutrizione
§ Buona idratazione
§ Evitare medicamenti, alcol, sigarette
§ Adeguare gli sforzi

-6-

2. HACE (High altitude cerebral edema)
3. HAPE (high altitude polmunary edema)
• Edema polmonare (accumulo di fluidi nei polmoni)
• Di solito dopo 2 o 3 giorni al di sopra dei 2500m
• Affanno (inizialmente sotto sforzo poi anche al riposo) tipicamente resta
indietro rispetto al gruppo, tosse, associato ad AMS, cianosi, più tardi catarro
bianco schiumoso, tachicardia
• Terapia: scendere, Nefedipina, Dexametasone, ossigeno, camera iperbarica,
Sidenafil
4. HARH (High altitude retinal haemorrage)
• Microscopiche emorragie alla retina
• Solitamente sopra 4300m
• Aumento del flusso del sangue + disidratazione
• Fino a 50% degli alpinisti
• Raramente sintomatico, ogni tanto dei disturbi di messa a fuoco
• Raramente deficit visivi permanenti
• Associato all’HACE
5. HAFE (High altitude flatulent expulsion)

-7-

Zecche e le loro malattie
1. Cosa sono?
• Acaro
• Parassita che si nutre di sangue (umano e animale, sottospecie diverse)
• Vettori di diverse malattie: Borelliosi, Encefalite, Altre più rare: tularemia,
febbre Q
2. Borelliosi
• Batterio che colonizza la zecca
• 3000-5000/anno (in Svizzera)
• Trasmissione nelle 12-24h
• Incubazione: 5 settimane
• Svariati sintomi (cefalea, artralgie):
§ Erythema chronicum migrans
§ Più avanti: meningite, paralisi dei nervi del viso
• Trattamento antibiotico
3. FSME/Encefalite
• Virus delle ghiandole salivari della zecca
• 100-250/anno in Svizzera
• Trasmissione diretta
• 1 settimana di incubazione
• Sintomi (2 fasi)
• Sindrome influenzale
• Meningite (un parte anche con conseguenze gravi)
• Trattamento sintomatico
• Prevenzione
§ Informarsi dove sono le zone a rischio endemico
§ Proteggersi
§ Vaccinazione se si abita nelle zone ad alto rischio

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