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Binocolo N.33 Novembre 2014 10 .pdf



Nome del file originale: Binocolo N.33 - Novembre 2014-10.pdf
Autore: Gruppo Amici del Binocolo

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N° 33 – Novembre 2014

Liberal Democratici

Newsletter del Gruppo “Amici del Binocolo” - Imola

Cattolici Democratici

Riformatori

“Da noi le correnti non trovano più accoglienza.
Le persone migliori vanno avanti a prescindere dalle proprie collocazioni ”
(Tiziano Campagnoli, Segretario comprensoriale Dc, in una intervista del 1986)

In questo numero:















L’editoriale di Vittorio Feliciani
L’Osservatore GIZETA
L’angolo della posta
Amarcord
La frase celebre del personaggio
Spettegulez
L’intervento del vicesindaco
Una voce dal coro
Il palazzo racconta
Il caso
La fotonotizia 1/2/3
I sosia del mese
Le frasi curiose
Pulcis in fundo

Gli “Amici del Binocolo” sono un Gruppo culturale indipendente che si
propone di promuovere e stimolare il dibattito, il confronto e la ricerca su
temi di politica e attualità con particolare riferimento al territorio del Circondario di Imola.
Esso offre uno spazio aperto e plurale di riflessione e incontro per tutti.

L’EDITORIALE DI VITTORIO FELICIANI
La disponibilità del
Presidente Napolitano
ad essere interrogato
sulla ventilata trattativa Stato-mafia è un
esempio di grande
serietà istituzionale e
di reale volontà di
trasparenza. C’è da
chiedersi, però, quanto giovi al prestigio
dell’Italia l’esposizione processuale del
suo Presidente. Mah!
Tutti i distinguo sulla
scia del Jobs Act, anche se in parte comprensibili,
rischiano di minare la credibilità del partito; ciò che fa
rabbia è l’esibizione fine a se stessa di esponenti del
PD che cercano visibilità a tutti i costi, dando così ossigeno a chi evoca o invoca scissioni.
Cari Civati, Cuperlo e Bindi, state tranquilli e sostenete il Governo Renzi perché allo stato non ci sono altre
vie praticabili e perché ciò che di buono e utile avete
da proporre non vada disperso in inutili schermaglie.
Forse, una più concreta volontà di mediazione tra le
idee diverse farebbe bene al partito e al Governo
Renzi.
Mediazione anche con le OO.SS. per evitare tensioni
e scontri sociali sempre in agguato a causa di una
crisi interminabile che esaspera migliaia di lavoratori; i
fatti romani del 29 ottobre lasciano intravvedere una
generale fragilità emotiva e una certa voglia di menare le mani.
Oggi occorre fare appello alla responsabilità di tutti
per trovare soluzioni che diano prospettiva al valore
del lavoro e a milioni di lavoratori che vedono un futuro incerto.
Cambiare verso al paese è un obiettivo doveroso,
nobile e irrinunciabile, ma va attuato senza dimenticare la complessità sociale, storica e culturale dell’Italia.
È in atto una guerra economico-finanziaria-culturale
che sta sfilacciando la coesione sociale, partendo
dalle famiglie sempre più fragili ed esposte al mutare
degli interessi. In questo clima allarmante, ruberie e
corruzione vanno perseguite, lo ripetiamo, come alto
tradimento, anche perché non è più possibile sopportare che ogni opera pubblica risulti inquinata dal malaffare.
Come si può pretendere che privati investano in opere pubbliche con il rischio del pizzo, attentati, tangenti
e vessazioni che finiscono per rendere improduttivi
quanto impegnato? Affermare la legalità con la durezza necessaria è di per sé fattore di sviluppo!
La riforma del codice stradale contempla nuove e più
severe norme al fine di prevenire e punire l’incoscienza stradale e le tragedie connesse. Notizia ottima,
comunque questo editoriale insisterà con il suo appello fino all’approvazione della relativa legge di modifica
del Codice della Strada. Il Binocolo ancora una volta
fa appello al Governo e al Parlamento affinché mettano mano al Codice Penale introducendo il reato di

Omicidio Stradale con pene accessorie che mettano
fuori dalle strade chi uccide da ubriaco o drogato. Tutti
hanno diritto ad un giusto processo, in primo luogo le
Vittime e i loro Famigliari!
A Imola?
Imola è in lutto per la scomparsa di Giorgio Bettini
giornalista, scrittore e amante della montagna. Anni fa
portò lo scrivente a visitare il rinnovato Museo della
Montagna sulle colline torinesi. Durante il percorso
parlammo delle nostre diversità politiche; a fine viaggio rimasero intatte ma ne comprendemmo le ragioni
più profonde. Alla Famiglia i sentimenti di profondo e
sincero cordoglio.
La crisi infinita ha colpito migliaia di lavoratori imolesi
e segnali concreti di controtendenza non se ne vedono. Speriamo bene!
Questo è il mese del voto regionale: Bonaccini è il
candidato Governatore di tutto il PD e il 23 sapremo il
peso specifico del programma annunciato dal successore di Vasco Errani. Più complessa, come è naturale,
la corsa alle preferenze da parte dei candidati, resa
più paritaria dalla benemerita cancellazione del
“listino” del Presidente. È indispensabile che il territorio imolese abbia una solida rappresentanza in Regione, perché in gioco ci sono aspetti importanti della vita
di ogni giorno.
Dopo l’ingresso per mera via legislativa nella Città
Metropolitana di Bologna, Imola ha bisogno di una
forte tutela per mantenere servizi indispensabili: sanità, sociale e trasporti.
Il Binocolo apprezza la nomina del Dr. Vittorio Chioma
a Direttore del Distretto della ASL di Imola: la sua solida esperienza medica e in campo sociale sono una
garanzia per il proficuo percorso di integrazione sociosanitaria.
Questo mensile si fa portavoce di quanti temono che
la Città Metropolitana si porti dietro e dentro anche la
sanità più qualificata, lasciando a Imola il residuale. Il
23 si vota anche su questo !
Stupisce la polemica sulla Mostra dedicata a San Giovanni Paolo II allestita, con ottimo gusto ed elegante
sobrietà, all’Autodromo Ferrari di Imola e premiata dal
Presidente Napolitano. Colpa della scarsa conoscenza dei rapporti del Santo con l’Autodromo e con lo
sport in generale? L’imprimatur di Mons. Luigi Negri,
certo non di manica larga sulle procedure religiose,
tranquillizza tutti.
Sorprende il provvedimento di chiusura della Discoteca delle Acque Minerali a seguito delle lamentele per il
rumore. Certo, tutti hanno diritto al riposo, ma se si
vuole eleminare ogni rumore causato anche dall’Autodromo e da Imola in Musica si propone una città spenta, di certo non adatta ai giovani.
La ricerca di possibili soluzioni meditate e mediate è
un percorso doveroso che potrà contribuire a dare
spirito e vivacità alla nostra Città.
Per ora godiamoci il “Baccanale 2014”. Masticare piano!

N°33 – Novembre 2014

Vittorio Feliciani

pag. 2

L’OSSERVATORE GIZETA

I VOTI DI PREFERENZA
C’era una volta il grande Partito della Sinistra italiana diretto dal Centralismo Democratico. Quel partito era autorevole e, quando proponeva
una persona, i militanti e i
simpatizzanti lo votavano
senza battere ciglio. Poteva
in un certo senso essere candidato anche un cavallo con
la certezza che esso sarebbe
stato eletto.
Poi sono accadute cose nuove anche perché il mondo
è cambiato: sono crollati i muri, sono sorti nuovi partiti
dalle ceneri dei vecchi con incorporazioni, fusioni e
altro ancora. Sono state introdotte le primarie ed il
Partito ha perso la funzione che un tempo aveva. Infine è arrivato Matteo Renzi e nulla è stato più come
prima.
La base ha smesso di ubbidire ad un vertice non più
unito ed i territori sono entrati in competizione tra loro.
Oggi le primarie non vengono solamente celebrate
per indicare il prescelto ad una carica monocratica

bensì per stabilire coloro che in un determinato territorio entrano in una lista. In questo secondo caso i prescelti debbono affrontare la concorrenza di tutti gli altri
candidati e in un partito plurale l’esito non è così scontato. Gli elettori nell’esprimere la scelta guardano le
idee, le proposte e la storia dei candidati senza considerare come unico criterio quello che indica dove e’
ubicata la casetta di chi vorrebbe farsi eleggere.
Perseverare nel riproporre i vecchi schemi “sic et simpliciter” rappresenta una mera illusione.
Non esiste oggi un gregge condotto da un pastore ma
un elettorato esigente che deve essere persuaso. È
già capitato che il gregge disattenda le indicazioni del
pastore in occasione delle primarie e questo potrebbe
ripetersi anche alle secondarie.
Se i vincitori delle primarie di un determinato territorio
avranno un approccio aperto ed inclusivo verranno
votati altrimenti fette di elettorato dirigeranno le loro
preferenze altrove.
“Nel segreto della cabina elettorale solo Dio ti vede”
recita un indimenticabile aforisma di Giovannino Guareschi.
GIZETA

N°33 – Novembre 2014

pag. 3

I Candidati regionali del Pd
della Provincia di Bologna
}Con voi in Regione ~

}Credo in una Regione
più vicina ai cittadini e
alle persone.~

}È necessario mettersi a
disposizione con energia,
competenza e onestà.~

Simonetta
Saliera

Francesca
Marchetti

area Cuperlo

area Cuperlo

}Con voi in Regione~

}Il mio impegno è
rivolto alle politiche per
la sicurezza e il
contrasto all’illegalità.~

Stefano
Caliandro

Roberto Poli

area Cuperlo

area Cuperlo

Elena Leti
area Cuperlo

Manuela
Marsano

}Vivo la politica
con estremo
impegno, senza
condizionamenti.~

area Renzi
}Mi candido per
continuare a
costruire una
Regione aperta:
trasparente e
accogliente.~

Antonio
Mumolo
area Civati

}Per una
politica
coraggiosa e
trasparente
io ci sono.~

Giuseppe
Paruolo

}No al vitalizio, no
alle auto blu, le cene
le pago da me.~

}Mi candido
perché sono
convinto che in
Emilia Romagna
si apra una fase
nuova.~

Luigi
Tosiani
area Renzi

area Renzi
}Ho deciso di
impegnarmi
nelle istituzioni.
Prendiamoci
cura della nostra
Regione.~

Daniela
Vannini
area Civati

Fulvio
De Nigris
società civile

L’ANGOLO DELLA POSTA
 Gent.ma redazione del Binocolo, Si avvicinano

 Preg.ma redazione del Binocolo, come mai non

le elezioni regionali e le chiedo umilmente come
sia stato designato il candidato di Forza Italia e
del Centrodestra per la presidenza della Regione.
Silvio Perduti
Gent.mo Silvio Perduti,
noi abbiamo notizie di un candidato col codino della
Lega Nord, attualmente Sindaco di un piccolo comune
del ferrarese, ma del candidato di Forza Italia non
abbiamo proprie notizie.
Arrivederci e grazie.

si hanno più notizie della riforma dei Forum da
parte dell’Ass. Lo Buono?
Piergiorgio Fiumi
Preg.mo Sig. Fiumi,
nemmeno della lista ufficiale di Sel-Imola, partito
dell’Ass. Lo Buono, si hanno più notizie.
Arrivederci e grazie.

 Gent.ma redazione del Binocolo, ci sono possibilità che il Candidato del Movimento 5 Stelle
alla Presidenza della Regione Emilia Romagna
possa prevalere?
Quinto Grillini
Gent.mo Sig. Grillini,
quello che sappiamo è che non possiamo escludere che anche il candidato ufficiale pentastellato possa
essere espulso dal movimento per
un qualche motivo prima della celebrazione del voto. Non sarebbe il
primo. Arrivederci e grazie.

 Preg.ma redazione del Binocolo, una volta conclusa la stagione del Sindaco Manca, tornerà a
bussare la Sinistra antagonista per un’alleanza
con il Pd?
Donatella Munese
Preg.ma Donatella,
la legislatura del Sindaco Manca certamente finirà,
ma non sappiamo se al termine del suo mandato esisterà ancora una sinistra antagonista.
Arrivederci e grazie.
Chi volesse partecipare alla rubrica L’angolo della
posta può tranquillamente inviare via e-mail al Binocolo il quesito da sottoporre alla Redazione con certezza di risposta nel numero successivo.
amicidelbinocolo@gmail.com

AMARCORD
dal “NUOVO DIARIO” primavera 1949

LA CELERE E LE COMPAGNE
“In una delle solite adunanze “la migliore” ha
avvertito le compagne che prossimamente
giungerà in Imola un grosso reparto della Celere. Urla, improperi, epiteti progressivi si sono
elevati spontanei da tutto l’uditorio all’indirizzo di quei ... e, con intingoli speciali, del ministro Scelba.

“La migliore” non potendo evidentemente accontentare tutte, ha fatto uno spontaneo elenco.” (episodio realmente accaduto)

Sedata la spontanea esplosione “la migliore”
ha fatto notare che in fin dei conti anche loro
sono figli di mamma e che naturalmente anche
loro avranno bisogno di cuciniere, lavandaie,
sarte ecc. Chi delle presenti - ha poi chiesto era disposta a fare quei servizi?
E allora da tutte le parti, spontaneamente, si è
sentito dire nella patria lingua: me, me, me.

N°33 – Novembre 2014

pag. 5

LA FRASE CELEBRE DEL PERSONAGGIO
SIMONE DE BEAUVOIR

“Lo schiavo che obbedisce
spesso sceglie di obbedire.”
SPETTEGULEZ

IL MORBO DEL PETALO BIANCO
Il lettore non distratto avrà potuto notare, nell’agenda
politica locale, la calendarizzazione in successione di
due iniziative sullo stesso tema promosse da esponenti del medesimo partito.
Il 22 ottobre presso la Sala Aurora è stato il Segretario politico del Pd Marco Raccagna a promuovere un
incontro sul Jobs Act. Pochi giorni dopo, il 27 ottobre,
sul medesimo tema era stato il responsabile Enti Locali PD Pietro Taraborrelli ad organizzare un confronto con la giovane turca
Valentina Paris (iniziativa
sconvocata all’ultimo minuto con la tradizionale
dicitura “a causa di impegni istituzionali sopravvenuti”) attraverso lo strumento
dell’associazione
culturale “Rifare l’Italia”.

Tutto questo può essere sintomo di vivacità culturale
ma anche, come direbbe Veltroni, di rottura degli argini.
Gli esperti parlano di una sorta di ebola infettiva sviluppatasi nell’incontro tra i due partiti genitori del Pd.
Una specie di morbo racchiuso in origine tra i petali di
un fiore che spunta nei prati a primavera.
Questo virus porta ad esempio una mano a non collaborare con l’altra, un territorio a fare i pugni con quello
vicino, il gruppo dirigente a
ritrovarsi senza gruppo e i
militanti a non rinnovare
l’iscrizione.
Al momento nessun antidoto o rimedio è stato ancora scoperto. Vedremo,
vedremo!
IL PETTEGOLO

N°33 – Novembre 2014

pag. 6

NELL’INTERVENTO DEL VICESINDACO
Il RICORDO DEL BEATO PAOLO VI
Paolo VI, al secolo Giovanni
Battista Montini, bresciano,
per molti anni uomo chiave
della Curia romana, arcivescovo di Milano e quindi papa
dal 1963 al 1978, è stato proclamato beato dal suo quarto
successore.
Francesco condivide con lui
lo sguardo positivo verso il
mondo - al quale il cristiano guarda, scrisse don Montini nel lontano 1929 «non come a un abisso di perdizione ma come a un campo di messe» - e lo slancio
missionario per annunciare il Vangelo a tutti, anche ai
più lontani, con parole e approcci nuovi.
Paolo VI è tutt'oggi un papa poco conosciuto, quasi
schiacciato tra le grandi e popolari figure di Giovanni
XXIII e Giovanni Paolo II. Eppure è stato una figura
chiave della Chiesa del Novecento.
Paolo VI visse in tempi di grandi trasformazioni non
solo internazionali, ma anche interni: il travaglio del
post-concilio, a cui non era estraneo il Sessantotto,
trasformò questo sacerdote e vescovo di origini lombarde - figlio di un giornalista fondatore del Partito

Popolare e di un cattolicesimo fatto di impegno sociale
e opere, di impegno culturale e intellettuale - nel traghettatore chiamato a guidare la Chiesa in tempi tormentati mantenendola unita.
Un primo banco di prova per lui fu proprio la guida di
una navicella, quella dell'assise convocata da Giovanni XXIII, rimasta senza il suo timoniere. Giovanni Battista Montini, creato cardinale e valorizzato da papa
Roncalli, venne scelto dal conclave del giugno 1963
proprio perché capace di incarnare quella linea mediana in grado di tenere in qualche modo unite sia le
spinte verso il rinnovamento e la riforma, sia quelle
conservatrici. Venne eletto per portare a termine il
Concilio e guidarlo con mano sicura, portandolo fuori
dalle secche verso le quali voleva condurlo la minoranza intenzionata a chiuderlo in fretta magari facendo marcia indietro. Ma anche tenendolo al riparo dalle
incontrollate spinte in avanti dell'altra minoranza, intenzionata a mettere tutto in discussione e a rivoluzionare la Chiesa.
Il primo vero miracolo di papa Montini è stato quello
di aver portato a termine il Vaticano II facendo sì che i
documenti fossero votati praticamente all'unanimità. Il
pontificato di Paolo VI aprì nuovi scenari: i viaggi intercontinentali, il dialogo con i cristiani e le religioni. Presentò la Chiesa all’Onu non come maestra di civiltà
ma come esperta di umanità.
Gli ultimi mesi di vita di Giovanni Battista Montini furono duri e difficili. Ormai malato e stanco, Paolo VI affrontò nel marzo del 1978 il sequestro del suo amico
di una vita, Aldo Moro. E fece un gesto rimasto nella
storia, un gesto clamoroso: quello di scrivere una lettera agli “uomini delle Brigate Rosse”, dicendo di
“inginocchiarsi” dinanzi a loro per chiedere la liberazione di Moro. Ma il 9 maggio di quell’anno, nel bagagliaio di una R4 rossa, lo statista democristiano venne
ritrovato assassinato. “Dies amara valde”, giorno di
infinita tristezza, è la frase che risuonò sulle labbra
dell’anziano Pontefice.
Fu quello, probabilmente, l’inizio della fine. Se ne andò in punta di piedi, il 6 agosto del 1978, affranto
dall’assassinio di Moro e dall’impotenza di quei giorni.

Roberto Visani
Vice Sindaco di Imola

N°33 – Novembre 2014

pag. 7

UNA VOCE DAL CORO

L’AMMINISTRAZIONE
DI SOSTEGNO
Carissima redazione del
Binocolo,
nella seduta del 15 ottobre
il Consiglio Comunale ha
approvato all’unanimità la
mozione depositata dal
Partito democratico per
valorizzare e promuovere
l’istituto dell’amministrazione di sostegno.
L’amministrazione di sostegno rappresenta una forma di tutela nuova rispetto
agli istituti giuridici tradizionali dell’interdizione e dell’inabilitazione, si tratta infatti di una tutela realmente
“personalizzata”, poiché attribuita con decreto del Giudice Tutelare in base agli specifici bisogni, aspirazioni
e richieste della persona, ponendo al centro l’individuo
e la sua cura, non solo i semplici aspetti finanziari o
patrimoniali.
Di fronte al cambiamento demografico che si sta registrando in questi anni per cui sono sempre maggiori i
nuclei composti da anziani soli, e di fronte alla preoccupazione dei genitori di figli disabili, sono nati nella
nostra città numerosi progetti, che hanno visto impegnate le Istituzioni e diverse realtà dell’Associazionismo e del Volontariato.
E insieme a queste realtà e in collaborazione con il
Tribunale di Bologna, l’Amministrazione intende verificare la possibilità di creare uno sportello in Palazzo
Calderini, già sede della Sezione Distaccata del Tribunale di Bologna, al fine di offrire un aiuto a coloro che

hanno necessità di chiedere la nomina di un amministratore di sostegno ma che sentono troppo pesante il
recarsi a Bologna.

Il voto unanime del Consiglio è la prova che tutta la
nostra città è attenta ai problemi delle persone anziane e sole e dei disabili.
Per questo il Partito democratico continua ad auspicare e a promuovere la preziosa collaborazione tra istituzioni e realtà del terzo settore affinché l’accoglienza
e il sostegno alle persone sole e disabili si realizzi attraverso progetti concreti.
Questa volta voglio allora proprio ringraziare le opposizioni che di fronte ai progetti importanti della città
per tutelare la dignità della persona umana sempre si
dimostrano collaborative.

N°33 – Novembre 2014

Avv. Daniela Spadoni
Consigliera comunale Pd

pag. 8

IL PALAZZO RACCONTA (9a puntata)

QUELLA SERA A SAN PROSPERO
Nell’inverno 1984 erano state calendarizzate dalla
Segreteria Dc le assemblee congressuali. In quell’occasione le sezioni tornavano miracolosamente in vita
ed i capicorrente si mobilitavano per motivare al voto
gli iscritti spesso assopiti da una sorta di letargo politico.
Nelle campagne il convincimento dei soci non era
semplice per la tradizionale diffidenza dei coltivatori
della terra verso i forestieri e gli sconosciuti.
Era pertanto consuetudine, per i capibastone, farsi
vedere in assemblea al momento del voto. Ovviamente in precedenza veniva compiuto il tradizionale giro di
telefonate e visite agli iscritti per farli “ben votare”.
Era una sera umida e fredda dell’autunno 1984 ed una
Citroën partì dopo cena da via Massimo D’Azeglio
Imola in direzione San Prospero.
Alla guida il leader moderato Giuseppe Gamberini con
accanto il gemello politico Pietro Odoni; nel sedile posteriore si era invece sistemato un giovane di belle
speranze.
Durante il tragitto Giuseppe Gamberini esclamò con
voce rauca: “A San Prospero dobbiamo stare attenti
ad Elio Lanzoni. Era Polettiano fino al 1974 poi me lo
sono improvvisamente ritrovato nella corrente Campagnolesca. Non vorrei che avesse fatto il giro degli
iscritti per conto del suo nuovo capo”. Trascorse una
manciata di secondi e puntuale giunse la replica di
Odoni: “abbiamo dalla nostra il Segretario di sezione
Galassi, non credo abbia dormito”. Ancora silenzio
ma, come sempre accadeva con Gamberini, si diffuse
subito una insopportabile atmosfera di iella. “Andrà
tutto bene” commentò il giovane per stemperare il clima sempre più funesto. La Citroën giunse nel piazzale
della Chiesa anche perché la sezione Dc, come in
tutte le frazioni, aveva ubicazione in Canonica.
I tre forestieri furono accolti dal Segretario locale Claudio Galassi che li accompagnò in una saletta per l’as-

semblea. I tre visitatori tirarono subito un sospiro di
sollievo perché stranamente non vi erano presentatori
della lista concorrente. “Sta a vedere che facciamo il
pieno” sussurrò a denti stretti Pietro Odoni.
Nella saletta le sedie erano disposte in semicerchio
sulle quali erano accomodati una dozzina di uomini
attempati in paziente attesa. Essi scrutavano in continuazione l’orologio posto sul polso o nel taschino e le
espressioni dei loro volti apparivano stanche e soprattutto assenti. Claudio Galassi così introdusse: “Buona
sera a tutti apriamo l’assemblea di circolo chi vuole
intervenire”. Prese la parola proprio Giuseppe Gamberini per illustrare i punti salienti della mozione relativa
alla sua lista. Immediatamente alcuni presenti si assopirono mentre altri, assorti nei loro pensieri, guardavano il soffitto, il lampadario o semplicemente il nulla.
Solo Elio Lanzoni, con un occhio semiaperto, ascoltava furtivo la presentazione. Concluso l’unico discorso
la parola passò ai presenti come da consuetudine per
il dibattito.
Nessuno intervenne!!
“Bene procediamo con la votazione ma prima vado a
recuperare mio padre che sta giocando a carte nel bar
del Circolo” esclamò Galassi sparendo nella sala attigua dalla quale si levava un vociare piuttosto intenso.
Il voto era naturalmente segreto e l’urna accolse in
una manciata di secondi le schede elettorali. Stava
per iniziare lo spoglio ma i presenti, per nulla interessati dall’esito, si levarono in piedi sparendo come fulmini verso le loro abitazioni e occupazioni.
Il risultato fu una Caporetto per la lista di Gamberini:
un solo voto (quello del Segretario) registrato mentre
la lista avversa aveva fatto il pieno dei consensi.
Gamberini e Odoni si appartarono in uno stanzino con
un attonito Galassi uscendone alcuni minuti successivi
scurissimi in volto.
I due assieme al silente giovane risalirono sulla Citroën in direzione Imola. Iniziò praticamente subito e
con voce roca la sceneggiata di Gamberini: “Ma come! Abbiamo a San Prospero dalla nostra il Segreta-

N°33 – Novembre 2014

pag. 9

rio il quale doveva compiere il giro di sette famiglie ma
quel compito l’ha svolto Lanzoni per l’altra lista e come se non bastasse Galassi ha spiegato male al padre come doveva votare e quell’anziano per errore ha
votato per gli altri”. A quel punto il sempre “inglese”
nei modi Gamberini si lasciò andare ad un impietoso
“vaffa”.
Questo episodio rappresenta simbolicamente l’atmosfera permeata da iella che si trascinava Gamberini.
Egli era divento il leader di una covata di giovani leoni
tutti centristi ma con tendenze conservatrici ed insofferenti al regno doroteo dove imperava Laerte Poletti.
Giuseppe Gamberini era una persona passionale ed
onesta, virtù queste non sempre efficaci in un ambiente politico frequentato da parecchi doppiogiochisti con
il pelo nello stomaco.
Il “Nostro” faceva trasparire nei discorsi una sorta di
pessimismo cosmico che attirava inesorabilmente la
iella al pari della calamita con il ferro.
Ricordano i pettegoli: “Se c’era una iniziativa pubblica
da organizzare Gamberini appariva sempre pessimista nell’esito e soprattutto sul numero di presenze in
sala. Egli prevedeva maltempo o tempesta la sera

dell’iniziativa anche se si era in primavera inoltrata
oppure metteva in guardia per una contemporanea
partita di calcio o di uno sceneggiato televisivo che
avrebbe indotto i simpatizzanti a starsene comodamente in pantofole sul divano di casa propria.”
Da Gamberini potevano giungere scatti d’ira, punte di
orgoglio e timori reverenziali. Era un bravo oratore e
non mancavano nel nostro “intuizioni politiche” ragguardevoli.
Il rivale era per lui Tiziano Campagnoli perché entrambi questi emergenti erano agli antipodi su tutto.
Il borghigiano era taciturno, sfuggente ed imprevedibile nei suoi efficaci colpi politici. Gamberini al contrario
era affabile, cortese, generoso ma debole nell’organizzazione. Non potevano pertanto i due galletti di Vallata (anche se le vallate di provenienza erano diverse)
andare d’accordo. Senza feeling era arduo immaginare una alleanza anche solo tattica tra i due. Per questo Gamberini e Campagnoli furono sempre avversari
e competitori fino alla scomparsa della Democrazia
Cristiana.
Gabriele Zaniboni

IL CASO

“C’E’ QUALCOSA DI STRANO”
DIREBBE EMILIANO
Le elezioni regionali del 23 novembre si stanno avvicinando a passi da gigante ma non si nota in giro alcuna mobilitazione. C’è qualcosa di strano.
Forza (?) Italia è talmente debole da non aver avuto la
forza di presentare in Regione un proprio candidato
alla Presidenza; i Pentastellati perdono le loro migliori
stelle a partire dai Sindaci di Parma e Comacchio; le
forze minori sono polverizzate e l’altra Sinistra è ridotta a presenza fantasma. C’è qualcosa di strano.
Il Pd fa le primarie e vincono i candidati outsider con
la città di Imola umiliata dalle periferie del Circondario.
Poi ti accorgi che c’è comunque un’imolese in lista,
ma è stata inserita dai bolognesi. Che strano!
Durante la cena di autofinanziamento del Pd per le
regionali non fanno parlare i candidati presenti Roberto Poli e Francesca Marchetti. C’è qualcosa di strano.
Gli alleati del Pd di “Fornace Viva” annunciano solennemente di votare alle prossime regionali per il

“Nuovo Centrodestra” e nel Pd locale nessuno apre
bocca per l’avvenuta capriola. Non solo: alla cena di
autofinanziamento del Pd per le regionali tra i partecipanti appaiono proprio i signori di “Fornace Viva” accorsi ad ascoltare e finanziare gli avversari del Pd.
Tutto ciò è molto strano!
Aleggia nell’aria il fantasma della resa dei conti con i
vincenti di oggi che potrebbero cedere presto il posto
ai nuovi vincitori ossia gli esclusi di ieri, Presidenti
onorari compresi.
I vincenti, un tempo bravissimi a tramare, non si accorgono di essere oggi loro stessi i tramati: che strano.
Allora veramente “c’è qualcosa di strano” come amava ripetere sempre l’ex Sindaco di Bari Emiliano, considerato da tanti suoi colleghi un tipo piuttosto ... strano.
L’OPINIONISTA

N°33 – Novembre 2014

pag. 10

LA FOTONOTIZIA 1

Una stanca platea sportiva incontra i candidati del Pd al Molino Rosso

LA FOTONOTIZIA 2

L’editorialista del Binocolo Vittorio Feliciani alla cena di autofinanziamento Pd

N°33 – Novembre 2014

pag. 11

LA FOTONOTIZIA 3

Primi candidati bolognesi “in circolazione” a Imola.

N°33 – Novembre 2014

pag. 12

I SOSIA DEL MESE

Gabriele Salvatores
(regista)

Giuseppe Paruolo
(candidato Pd alle Regionali)

Carlo Ancelotti
(allenatore)

Roberto Poli
(candidato Pd alle Regionali)

N°33 – Novembre 2014

pag. 13

LE FRASI CURIOSE

HANNO DETTO... O SCRITTO!
Se dovessero vincere dinamiche
pseudo-correntizie non ci sarà un
dopo.
Marco Raccagna (Segretario Pd Imola)

Tra noi c’è contrasto sulle preferenze.
Dino Pietro Tonelli (Civatiani “barricaderi”)

Non siamo al sicuro dal rischio di
altre alluvioni.
Davide Tronconi (Assessore)

Il Pd di viale Zappi non mi sostiene,
ma a contare sono gli imolesi.
Daniela Vannini (candidata Pd in Regione)

Ci sta che il Sindacato esprima opinioni con manifestazioni e scioperi.
Roberto Poli (candidato Pd in Regione)

Il Jobs Act ha spunti interessanti
ma non si deve andare allo scontro mediatico
Francesca Marchetti (candidata Pd in
Regione)

L’opera immateriale in piazza è
spenta.
Movimento 5 Stelle Imola

N°33 – Novembre 2014

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PULCIS IN FUNDO

LA SINDROME DI FELTRINELLI

Giangiacomo Feltrinelli, morto dilaniato il 14 marzo
1972 mentre stava (sembra) predisponendo un attentato ad un traliccio in località Segrate, si definiva comunista e rivoluzionario di sinistra.

partecipare alle manifestazioni di piazza. Ovviamente
questo non avviene nella stagione estiva perché troppo impegnati nel godersi i soggiorni nei mari esotici
pagati dal ricco papà.

Egli aveva tuttavia un problemino: era straricco per
essere un proletario e troppo nobiliare nelle origini per
essere considerato un figlio del popolo.

Essi in genere sposano le tesi terzomondiste ma dalla
miseria di questi sfortunati se ne stanno ben alla larga.

Anche oggi per redimere una sorta di peccato originale i figli di papà, che raccontano in giro di essere di
sinistra, difficilmente abbracciano le posizioni riformiste preferendo invece ad esse quelle oltranziste.

Ai rampolli di questa sinistra salottiera e fintamente
barricadera la “Pulce” dedica una poesia di Pierpaolo
Pasolini rivolta agli universitari romani dopo gli scontri
con i poliziotti a Valle Giulia:

Se si apre una difficile discussione sulla riforma del
lavoro, gli ammalati della sindrome di Feltrinelli sposano subito le tesi massimaliste anche se le fabbriche
essi le conoscono solo per averle viste in televisione.

“Avete le facce di figli di papà, lo stesso occhio cattivo,
sapete essere prepotenti, ricattatori e sicuri, prerogative piccolo borghesi. Quando ieri a Valle Giulia avete
fatto a botte con i poliziotti io simpatizzavo per loro
perché sono i figli dei poveri”.

Questi rampolli amano unirsi ai cortei sindacali e a

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