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lodico .pdf


Nome del file originale: lodico.pdf
Titolo: RM1311-09-09-C1
Autore: PLS01

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attualità

giovedì 13
novembre
2014

di Valerio Rossi Albertini*
el mondo classico era un
presagio funesto, perché
rappresentava la perturbazione dell’ordine cosmico superiore, altrimenti ritenuto perfetto ed immutabile. Nella tradizione cristiana fu riabilitata, per
il servizio da GPS reso ai Re Magi, ma restava pur sempre un segnale celeste trascendente. La
cometa, con il suo candido sbuffo, è rimasta per tanto tempo
uno splendido mistero insondabile. Poi la scienza ha cominciato ad affiggere il suo sguardo potente, scoprendo che una cometa ha una parentela molto stretta con le palle di neve e poco o
niente a che fare con stelle e galassie, da cui sembrava provenire. La cometa in questione,
7P/Churyumov-Gerasimenko, è
molto terrestre anche negli effluvi, avendo un odore misto di
uova marce e di alcool e stalla,
con zaffate pungenti e soffocanti di ammoniaca e note aromatiche di aceto e mandorla amara…
Adesso siamo all’ultimo atto
dell’esplorazione, l’incontro
ravvicinato. Per la prima volta
nella storia dei viaggi spaziali,
un manufatto umano si è depositato sul suo nocciolo di ghiaccio, il lander Phile. E’ un cubo
della dimensione di una lavatrice, trasportato dalla sonda denominata Rosetta, proprio ad evocare la funzione che gli è stata affidata di decifrazione dei segni
che troverà sulla cometa. Ad enfatizzare l’eccezionalità dell’evento, è stato perfino coniato il
neologismo “accometaggio”, sul
paradigma di atterraggio ed allunaggio. Ma arrivare a destinazione non è stato facile. Sono occorsi dieci anni di viaggio senza soste, per un totale di 6 miliardi di
km. A confronto arrivare sulla
Luna è stata una passeggiata
quindicimila volte più breve. Rosetta era come una boccia su un
tavolo da biliardo (lo spazio intorno al Sole), che doveva colpire il boccino, cioè il nucleo della
cometa. Non era possibile fare un
tiro diretto, perché i deboli motori di Rosetta erano in grado di fare solo piccoli movimenti di aggiustamento della traiettoria e
non avrebbero mai potuto sospingerla fino lì, dove è avvenuto l’incontro. Si è dovuto quindi
utilizzare un espediente chiamato “effetto fionda”, dove per fionda si intende quella rotante, di
Davide contro Golia per intenderci: nella sua traiettoria Rosetta si è avvicinata a diversi pianeti; ognuno di questi l’ha temporaneamente catturata con la sua
forza di gravità, trascinandola
con sé nel suo moto di rotazione
intorno al sole, per poi scagliarla
nello spazio, in una direzione diversa da quella di provenienza,
appunto come la palla da biliardo che rimbalza sulla sponda.
Rosetta, in questo modo, ha fatto
quattro volte il giro del tavolo,
cioè quattro orbite intorno al Sole. La difficoltà era che, in questo
caso, anche il boccino è in movimento (ad una velocità enorme),
e che il tavolo non è cento volte
più grande della biglia, come in
un biliardo normale, ma cento di
miliardi di volte più grande!!!
Ma perché fare tutto questo sforzo e questa strada per posarsi su
una cometa? La cometa ha un nucleo di ghiaccio, ma non sappiamo quanto denso e resistente. All’interno potrebbero essere presenti molecole biologiche, che alcune teorie vorrebbero alla base
della vita sul nostro pianeta. Per
questo le analisi fatte sul posto
sarà così importante: Invece di
portare frammenti della cometa a
casa, portiamo gli strumenti di
indagine sulla cometa e ci faccia-

9

CARL DJERASSI

N

L’uomo che inventò
la pillola: «Mai più
sesso per proceare.
Solo per piacere»
ui è l’uomo che ha liberato le donne. Uno degli
scienziati del gruppo che inventò la pillola
anticoncezionale. Il Professor Carl Djerassi allora
aveva 28 anni, oggi ne ha 91. E’ nato a Vienna, è
cittadino statunitense e ha lasciato una bellissima
intervista all’Indipendent nella quale auspica che
entro qualche decina d’anni si farà sesso per piacere,
solo per piacere. Alla riproduzione ci penseranno i
medici, spera lui. Il sesso andrà per conto suo e la
riproduzione del genere umano (desideri di maternità

L

ORMAI È POSSIBILE FARE I FIGLI
CONGELANDO GAMETI SPERMA
E OVULI. E AVERLI QUANDO
CI PARE. AVERLI NELL’ETÀ
PIÙ ADATTA. SOPRATTUTTO
PER LE DONNE QUESTA È UNA
LIBERAZIONE. E AMEREMO
DI PIÙ I BAMBINI

IERI L’AGGANCIO

Evviva! Rosetta
ha abbracciato
la cometa dopo
10 anni di viaggio
LA SONDA EUROPEA È ARRIVATA.
CI FORNIRÀ DATI IMPORTANTISSIMI.
LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA
mo spedire i risultati, come
quando si va a studiare lo stato di
conservazione di un affresco in
un museo: si portano le macchine nel museo, non l’affresco in laboratorio…, ma il modulo che è
molto più piccolo. La cometa ha
un diametro di 4 km, come una
piccola città. In questi mesi si è
cercato e trovato l’angolino giusto su cui scendere e rimanere.
Lì, il modulo ha arpionato la superficie per evitare di essere sbalzato e si aggrapperà come un cavaliere alle redini, per il resto del
viaggio, inviando nelle prossime
settimane i preziosi dati scientifici.
Sorprendente è il fatto che, in
questo momento, la Terra è più
distante da Rosetta, che dal Sole.
Cinque volte di più. Siccome la
luce del Sole impiega otto minuti ad arrivare sulla Terra, i dati
trasmessi impiegheranno mezz’ora, poiché viaggiano alla stessa velocità della luce. Nella missione, promossa e - adesso possiamo ben dire- compiuta, dall’Agenzia Spaziale Europea, l’Italia è stata in prima fila fin dalla
sua ideazione, con la planetologa
Angioletta Coradini, scomparsa
nel 2011. Oggi partecipa alla missione con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), con le universita’ Parthenope e quella di Padova, il Politecnico di Milano, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e
Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).Importante la parteci-

pazione dell’industria, con le
aziende del gruppo Finmeccanica Thales Alenia Space, Telespazio e Selex.
Aspettiamo, ormai giustificatamente fiduciosi che, come nel caso della Rosetta originaria, i nostri scienziati champollioni interpretino i segnali di Phile e ci
parlino con parole nuove, di cielo e di vita.
*Fisico- Ricercatore Cnr Ism.

SOPRA
LA SONDA
ROSETTA.
SOTTO CARL
DJERASSI

e/o paternità inclusi) si risolverà fuori dalla camera da
letto.
Lo scienziato si augura che la divulgazione
dell’informazione scientifica funzioni così bene da
moltiplicare alla svelta il numero di persone giovani
che decidono di congelare i gameti, sperma e ovuli,
per decidere di avere figli poi quando vorranno, senza
dover affrettarsi a farli per evitare che sia troppo tardi.
”Il congelamento degli ovuli è un’assicurazione per la
maternità che inizieranno a utilizzare le donne più
preparate e ambiziose” dice Djerassi. ”I migliori anni
riproduttivi della donna coincidono al momento con
una tappa della sua vita in cui le donne mediamente
stanno ancora lottando per trovare il loro posto nella
società. Con l’arrivo della vitrificazione, le donne
potranno avere figli più avanti, con la tranquillità di
sapere che nasceranno sani e forti. Il congelamento di
ovuli permette alla donna di utilizzare i suoi gameti
dopo qualche anno senza che questi siano
invecchiati”.
Da scienziato ne è entusiasta: ”Finalmente le donne
possono posticipare il momento di essere madri senza
rischiare di avere problemi di fertilità”. Da
intellettuale prevede una nuova rivoluzione dei
costumi: ”Chi dice che questi bambini in provetta
distruggono il nucleo familiare, dice una stupidaggine.
Un figlio desiderato è un figlio che verrà amato, e un
figlio amato è il più grande collante all’interno di una
relazione. Diminuiranno gli aborti. Cambieranno le
relazioni sessuali”.
Djerassi racconta anche che, all’epoca della creazione
della pillola, esisteva la possibilità di produrre
l’equivalente maschile dell’anticoncezionale orale
feminile, ma che nessuna casa farmaceutica era
interessata. Motivi economici, spiega lui. Sarebbero
serviti troppo tempo e troppi soldi per dimostrare che
l’utilizzo del farmaco non avrebbe comportato
danneggiamenti alla qualità dello sperma.
Lui è figlio di un ebreo bulgaro e di un’austriaca. I
suoi genitori si conobbero nella facoltà di medicina
dell’università di Vienna, si sposarono e si trasferirono
a Sofia. ha vissuto i primi cinque anni della sua vita in
Bulgaria e poi a Vienna. I suoi genitori divorziano, ma
nel 1938, pieno nazismo, si risposano
per tentare di salvare il padre di Carl
dalle persecuzioni razziali. La madre
riesce a procurarsi a Londra un visto
per gli Stati Uniti. Arrivano tutti e tre
a New York nel 1939 con 20 dollari
in tasca. Nel 1942 Carl Djerassi si
laurea in chimica e da allora non
smette di studiare. Dal 1959 insegna
chimica all’università di Stanford e è
presidente dei Laboratori Syntex a
Città del Messico. Nel 1951 ha
partecipato insieme ai messicani Luis
E. Miramontes e Jorge Rosenkranz
all’invenzione del progesterone
sintetico, meno noto della pillola ma
assai utile.
Racconta ora che la pillola
femminile, in realtà, era pronta già
nel 1951: ”Ma negli anni cinquanta
nessuno era interessato a controllare
le nascite. Uscivamo dalla Seconda
Guerra Mondiale e la gente aveva
bisogno di fare figli. Nei Sessanta
c’era il rock ‘n’ roll, il movimento
hippy e quello femminista, le donne
si liberavano. Era il momento
giusto”.


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