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GUIDA SCAVI COMPLETA.pdf


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torri di forma generalmente quadrangolare, circolare ed una pentagonale, poste a difesa delle porte;
due delle torri quadrangolari, sul lato sud-orientale, furono integralmente restaurate nell’Ottocento;
una di esse è tuttora utilizzata come sede della Fondazione Paestum e della sua biblioteca. La
maggior parte di queste torri ha un basamento pieno ed è accessibile solo dal cammino di ronda,
mentre altre presentavano inferiormente un accesso anche dall’interno della città.
In corrispondenza dei punti cardinali e delle due arterie principali della città, si aprono le
quattro porte principali d’accesso: Porta Marina ad ovest, Porta Aurea a nord, Porta Sirena ad est e
Porta Giustizia a sud.
Alle porte si aggiungono altre 47 piccole aperture o postierle, funzionali sia all’organizzazione
della difesa e ad eventuali sortite in caso di guerra, sia ad un più facile accesso alla città in tempo di
pace.
È probabile che il limite della città, nelle fasi più antiche, non si discostasse molto da quello
marcato in seguito dalla cinta muraria. Tale limite era forse segnato soltanto da una palizzata o da un
aggere all’interno del quale non era possibile seppellire i morti. Tracce di una cinta muraria piu’
antica sono state di recente individuate sul versante meridionale presso Porta Giustizia.
Puntualizzazioni sulla cronologia saranno possibili in seguito alle ricerche lungo il tratto sud-est
dove sono tuttora in corso attività di scavo e restauro.
Le strutture oggi visibili sono per lo più il risultato di modifiche e restauri compresi nell’arco
cronologico tra il IV e il I secolo a.C.
Un forte intervento distruttivo fu senza dubbio causato dalla costruzione della “Via delle
Calabrie” (odierna via della Magna Grecia, ex statale 18) che, realizzata nel 1828 dal governo
borbonico, attraversa ancora oggi la città antica, dividendola in due. La costruzione della strada
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