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Fayyum e Fayyumismo nella pittura di Paolo Fundarò .pdf



Nome del file originale: Fayyum e Fayyumismo nella pittura di Paolo Fundarò.pdf
Titolo: Fayyum e Fayyumismo nella pittura di Paolo Fundarò
Autore: al Karama newspeper egypt

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FAYYUM e FAYYUMISMO NELLA PITTURA di PAOLO FUNDARO’
L’Incontro delle tre più grandi e importanti civiltà del mondo. (traduzione articolo
del quotidiano nazionale al karama newspaper egypt 14-21 settembre 2014)

Vorrei gettare luce su una fase importante della nostra storia antica che abbaglia il
mondo, sempre densa di fascino in ogni nuova scoperta nella terra dei faraoni.
Cosa accade quando le più grandi civiltà si incontrano? Nasce qualcosa di
eccezionale da cui scaturisce il fascino e il mistero dei dipinti del Fayyum;
nonostante l’unicità di questi dipinti il pubblico specialmente in Egitto li ha
trascurati e sono rimasti in ombra. I ritratti realizzati in epoca copta sono
considerati un ponte di collegamento tra l’arte antica e quella medievale; una
tappa unica ed importante di grande significato storico per lo sviluppo della
pittura antica. La pittura su supporto ligneo iniziata in Grecia continua in epoca

copta; si tratta di dipinti ad uso funerario su pannelli di legno inseriti tra le bende
delle mummie il cui impiego deriva dall’antico Egitto, quando era in uso la
pratica della maschera modellata in gesso, usanza che continua sino all’ epoca
copta.
Questi ritratti rappresentano una “scuola” fiorita in Egitto nella regione del
Fayyum e differiscono dallo stile precedente dopo aver subito influenze esterne;
quando subentra una maggior ricercatezza del dettaglio fisiognomico. Questi
dipinti unici si distinguono per essere stati realizzati per rappresentare le
sembianze individuali ad uso funerario; differiscono dall’arte egizia per un potente
naturalismo ricco di sentimenti in cui i volti dipinti appaiono con occhi espressivi,
vibranti e profondi. Riflettono la personalità dei volti raffigurati e contengono una
potenza interna in grado di sbalordire; rivelano la maestria tecnica dell’artista e la
sua capacità di imitare la natura. Gli sguardi di questi volti dipinti mostrano la
loro ansia di vita eterna il cui realismo segue la tradizione greca. “E come se
fossimo in un luogo in bilico tra la vita e la morte, dove la morte sembra viva e
immortale” (André Malraux)
I tratti dei volti sono egiziani accompagnati dai nomi in greco; acconciature,
abbigliamento e ornamenti seguono la tradizione romana. L’arte greca era
interessata a rappresentare il volto e il corpo umano. L’arte greco-romana
riproduce soprattutto la vita, quella dell’antico Egitto la morte. Gli antichi egizi
seguivano una tradizione funeraria in cui si dipingeva il sarcofago; qui abbiamo
dottrina e tradizione faraonica ma con uno stile greco-romano. In questa unica
combinazione sono arrivati i ritratti: fusione culturale di tre civiltà. Dopo essere
stati esposti in numerose mostre in Europa i ritratti sono divenuti famosi quanto il
mito del Faraone d’oro (Tutankhamon). Rinvenuti in vari luoghi, a nord di
Saqqara e a sud sino ad Assuan, la maggioranza proviene però dall’area del
Fayyum; termine che ha dato origine al nome dei ritratti.
Data l’importanza del loro significato storico e culturale spero abbiano una
maggiore attenzione e studio. Un grazie all’eccezionale lavoro dell’artista italiano
Paolo Fundarò; molto legato alla civiltà Egizia ha recuperato la tecnica usata nei
ritratti del Fayyum che adopera nell’ambito della stessa originaria energia stilistica.
L’accademia d’Egitto a Roma ha accolto il suo lavoro organizzando una mostraconferenza sull’arte dei ritratti del Fayyum. Un grazie alla direttrice dell’accademia,
prof.ssa Gihane Zaki che ha valorizzato l’importanza di questo periodo della storia
egiziana.

Dottor Maged Gayed
Esperto restauratore del Ministero Antichità Egizie e vicedirettore del Centro
Italo-Egiziano per il Restauro e l’Archeologia del Cairo.


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