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Storia del Comandante Gino.pdf


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Guido Boffa e tanti altri, la passione per un’attività che sembra non
dare profitto ma che aiuta tutti noi a ritrovare la nostra identità e il
forte legame di appartenenza al territorio in cui viviamo.
Ci sono tanti progetti analoghi a quello che ha visto gli studenti
dell’Università del Gusto riempire di memorie i granai virtuali del
mondo contadino. Che si tratti di Banche della Memoria o di Case,
come nel caso dell’Arvangia, poco interessa . Quello che ritengo
non vada dimenticato è il forte slancio, ricco di entusiasmo, che
spinge migliaia di persone a cercare i ricordi degli anziani, a
ordinarli, a dare loco voce. Tradizioni, credenze, superstizioni,
vicende di guerra, storie di emigrazione, racconti di vita, di lavoro,
di svago che hanno accompagnato l’esistenza dei nostri genitori e
dei nostri antenati per buona parte del Novecento ritrovano nei
depositi di memoria che ciascuno di noi ha creato una propria
ragion d’essere.
Il libro che il comandante “Gino” e Beppe Fenocchio hanno scelto
di pubblicare va in questa direzione, allarga gli orizzonti di
conoscenza che già sappiamo usare, aggiunge informazioni rimaste
fino ad oggi inedite, puntualizza e, soprattutto, spiega le ragioni di
una scelta non facile, quella di combattere per la libertà rischiando
la propria vita a fianco dei partigiani.
Da piemontese parco di parole, non credo sia necessario aggiungere
altro. Le parole possono avere il loro fascino e strappano applausi
quando a pronunciarle sono personaggi di alto profilo come Carlin
Petrini. Ma al di là dei discorsi che fanno presa sul pubblico, il
tratto distintivo nasce non solo dagli annunci che facciamo ma
dall’evidenza delle cose concrete che si realizzano e quando queste
iniziative non hanno costi e alimentano percorsi virtuosi di
volontariato, di
studio, di lavoro, di condivisione e di
partecipazione possiamo davvero fermarci a battere le mani, anche
restando in silenzio. Ce lo ricordava Pavese che il tacere è la nostra
virtù più preziosa e che finisce con l’essere la cornice più
appropriata quando ci pone davanti ai dati concreti dell’impegno
responsabile e della fatica.

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