File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



Statuto 20141119 Proposta Definitivo .pdf



Nome del file originale: Statuto_20141119_Proposta Definitivo.pdf

Questo documento in formato PDF 1.4 è stato generato da Writer / OpenOffice.org 3.2, ed è stato inviato su file-pdf.it il 07/12/2014 alle 20:21, dall'indirizzo IP 2.34.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1135 volte.
Dimensione del file: 124 KB (17 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


Proposta di Statuto
della Città metropolitana di Bologna

(per la Consultazione di Enti, Organizzazioni e Associazioni, Cittadini)

Consiglio Metropolitano del 18 novembre 2014

PREAMBOLO
La Città Metropolitana di Bologna
ispirando la propria azione
ai principi della Costituzione della Repubblica, della Carta dei diritti fondamentali
dell’Unione Europea e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
condividendo
la volontà di realizzare un nuovo sistema comune, di carattere federativo e solidale tra le
comunità e i territori che la compongono, in grado di valorizzare in una visione condivisa le
proprie caratteristiche e tradizioni in una nuova identità metropolitana;
allo scopo
di perseguire un più avanzato livello di sostenibile sviluppo ambientale, economico e
sociale, assicurando il contesto più idoneo per le migliori condizioni di vita delle persone e
per lo svolgimento delle attività produttive, agevolando la fruibilità dei servizi e la mobilità
nell'intero territorio metropolitano;
di realizzare i requisiti istituzionali e sostanziali per svolgere una attiva funzione di
propulsione e di snodo nell’ambito del territorio della Regione Emilia-Romagna;
di sviluppare il proprio ruolo in ambito nazionale ed europeo;
nella consapevolezza
dell’esigenza di conseguire, nel proprio ambito, una più efficace distribuzione delle
funzioni, un'armonizzazione delle regole e una semplificazione delle attività amministrative
che consentano tempi adeguati per decidere e realizzare infrastrutture e servizi
indispensabili per l'attrattività e la qualità del nostro territorio;
dell’importanza fondamentale, a questi scopi, di sviluppare la più ampia condivisione di
obbiettivi, progetti, azioni, mezzi;
di adottare, dunque, forme innovative di cura degli interessi comuni, migliorando
l’efficienza dell’azione pubblica, anche attraverso il coinvolgimento dei privati,
razionalizzando l’uso delle risorse; in modo da coniugare efficienza e uso rigoroso delle
risorse pubbliche;
di adeguare, in definitiva, il modo di essere e di funzionare delle istituzioni del territorio alle
domande poste dall’attuale fase della vita del Paese e all’evoluzione delle realtà
metropolitane europee;
a conclusione
di un processo di lavoro comune che, negli ultimi venti anni, ha trovato un avvio con
l’Accordo per la Città metropolitana del 14 febbraio 1994 e con l'istituzione volontaria della
Conferenza metropolitana dei Sindaci;
di una esperienza diffusa nella istituzione di una serie di soggetti associativi, dalle Unioni
di Comuni al Circondario di Imola, delineando nell’intero territorio metropolitano un vera e
propria intelaiatura istituzionale, quale base solida e funzionale per la realizzazione di una
nuova,delle norme stabilite dalla Costituzione (artt. 114 e seguenti) e dalla legge (7 aprile
2

2014, n. 56);
in riferimento
alle disposizioni dello Statuto della Regione Emilia-Romagna che, tra l’altro, chiamano la
Città metropolitana a concorrere all’attività regionale legislativa, amministrativa e di
programmazione (art. 8) e impegnano l’Assemblea legislativa ad individuare le funzioni
della Città metropolitana (art.26);
approva il seguente Statuto
Titolo I
Principi generali
Art. 1
La città metropolitana di Bologna
1. La Città metropolitana di Bologna è ente territoriale di area vasta dotato di autonomia
normativa, amministrativa e finanziaria secondo i principi fissati dalla Costituzione, dalle
leggi e dal presente Statuto.
2. La Città metropolitana è ente costitutivo della Repubblica ai sensi dell’articolo 114 della
Costituzione e rappresenta il territorio e le comunità che la integrano, curandone gli
interessi e promuovendone lo sviluppo.
3. Coordina la propria attività con quella dei Comuni singoli o associati del suo territorio, in
conformità ai principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, valorizzando
prioritariamente il ruolo delle Unioni.
4. La Città metropolitana considera le diversità territoriali come un valore per la definizione
delle politiche di area vasta, con particolare riferimento alle caratteristiche e alle esigenze
dei territori montani.
5. La Città metropolitana assicura piena e leale collaborazione con gli enti locali territoriali,
la Regione e lo Stato, evitando inutili sovrapposizioni di apparati e funzioni.
6. La Città metropolitana promuove il principio di partecipazione dei cittadini e dei
residenti, sia come singoli, sia in forma associata, anche al fine di valorizzarne i saperi e le
risorse. Assicura la massima trasparenza della sua attività amministrativa. Informa la
propria azione ai principi di imparzialità, equità, efficienza ed efficacia.
7. La Città metropolitana assicura il pieno rispetto, formale e sostanziale, dei diritti e dei
doveri dei cittadini e di chi vive e lavora nel suo territorio, senza distinzione di sesso,
religione, etnia, lingua, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.
8. La Città Metropolitana promuove il confronto delle culture e l'integrazione delle persone
provenienti da altri stati, che riconoscono i valori della Costituzione e partecipano allo
sviluppo economico e sociale della comunità metropolitana.
Art. 2
Territorio e sede
1. Il territorio della Città metropolitana coincide col territorio dei Comuni che, sulla base
della legge statale e della Costituzione, sono in essa ricompresi.
2. Le variazioni del suo territorio hanno luogo nel rispetto di quanto previsto dall’art. 133
della Costituzione.
3. La Città metropolitana di Bologna ha un proprio stemma e gonfalone, stabiliti con le
3

stesse modalità previste per l'approvazione di modifiche Statutarie.

Art.3
Sussidiarietà orizzontale
1. La Città metropolitana, ispira la propria azione al principio di sussidiarietà orizzontale e
di collaborazione con le istanze sociali ed economiche nell'area metropolitana, favorendo
la crescita sostenibile e la diffusione dell’iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo
svolgimento di attività di interesse generale e di cura dei beni comuni.
2. La Città metropolitana opera secondo un metodo di confronto con le forme associative,
le categorie produttive, le organizzazioni sindacali e le aziende pubbliche presenti sul
territorio metropolitano.
Art.4
Semplificazione
1. Nell'ambito di una politica unitaria di innovazione e semplificazione, la Città
metropolitana ispira la propria azione al miglioramento della qualità della vita dei cittadini,
delle famiglie e delle imprese, sulla base di iniziative mirate alla progressiva riduzione
delle procedure e degli adempimenti, degli oneri amministrativi e dei costi anche in
termini di tempo, eliminando sovrapposizioni e duplicazioni.
2. L'azione sarà incentrata in particolar modo sull'accesso ai servizi, sulle politiche fiscali,
sulle procedure in materie di attività produttive, sul governo del territorio anche attraverso
proposte di collaborazione con la Regione e gli altri enti pubblici interessati, finalizzate al
miglioramento del rapporto tra amministrazione pubblica e cittadino secondo principi di
equità, trasparenza e correttezza.
3. La Città metropolitana garantisce alle attività produttive, per tutte le pratiche di loro
interesse, sportelli unici direttamente o tramite Unioni di Comuni.
Art. 5
Armonizzazione
1. La Città metropolitana persegue l’armonizzazione delle regole, relative in particolare
all'accesso ai servizi, alle politiche fiscali e tariffarie, alle attività produttive, governo del
territorio al fine di migliorare il rapporto tra amministrazione pubblica e cittadini secondo
principi di equità, trasparenza e correttezza.
Art. 6
Pari opportunità
1. La Città metropolitana, persegue la realizzazione delle pari opportunità, agendo contro
ogni discriminazione basata sul sesso e operando anche mediante azioni di contrasto alla
povertà, di accesso all'istruzione e ai servizi socio-sanitari, di partecipazione allo sviluppo
economico nonché ai processi decisionali.
2. La Città metropolitana, riconoscendo che la parità tra donne e uomini è un diritto
fondamentale, stabilito dal Trattato sull'Unione europea e dalla Carta dei diritti
4

fondamentali dell'Unione europea, si impegna, secondo le leggi vigenti, anche di carattere
regionale, ad assicurare la presenza di entrambi i sessi in tutti gli organi e le strutture
organizzative collegiali, ivi compresi quelli degli enti, aziende e istituzioni alle quali
partecipa in via maggioritaria o che da essa dipendono.
Art. 7
Rapporti europei e internazionali
1. La Città metropolitana di Bologna persegue, nello svolgimento del proprio ruolo e
nell’esercizio delle proprie funzioni, l’obbiettivo di concorrere al processo di integrazione
europea.
2. A tal fine promuove e assicura rapporti di collaborazione e cooperazione con le altre
Aree metropolitane europee e altri enti territoriali degli Stati dell'Unione, promuovendo
forme di coordinamento e di associazione tra le Città e le aree metropolitane dell’Unione.
3. La Città metropolitana, considerando suo compito favorire la collaborazione e
l’integrazione economica e culturale con gli altri popoli, concorre alla costruzione di reti di
relazioni con le altre Città e aree metropolitane del mondo, anche mediante la
partecipazione a forme di coordinamento.
Titolo II
Partecipazione popolare e trasparenza amministrativa
Art. 8
Partecipazione
1. La partecipazione si svolge in via primaria presso i Comuni del territorio metropolitano,
quali soggetti di prossimità a diretto contatto con i cittadini.
2. La Città metropolitana sostiene e valorizza gli strumenti di partecipazione attivati dai
Comuni, nei termini previsti dalla legge e dai rispettivi statuti.
3. E’ compito degli organi metropolitani assicurare il collegamento tra le esperienze di
partecipazione comunali e i processi decisionali della Città metropolitana, anche mediante
la considerazione delle priorità emerse nei territori nell’ambito della pianificazione
strategica.
4. Un apposito regolamento disciplina forme di consultazione e partecipazione della
popolazione, anche secondo modalità semplificate e informatiche, nel rispetto delle
esigenze di contenimento dei costi. Disciplina inoltre, per questioni di rilevanza generale di
competenza della Città metropolitana, la consultazione popolare tramite referendum.
5. I cittadini, singoli o associati, possono presentare agli organi della Città metropolitana
istanze, petizioni o proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela degli
interessi della comunità metropolitana, secondo le modalità previste dal regolamento di cui
al precedente comma.
6. La Città metropolitana assicura le funzioni di difesa civica dei cittadini mediante
convenzione con la Regione Emilia-Romagna, promuovendo l'adesione anche delle
Unioni e dei Comuni.
Art. 9
Trasparenza e accesso agli atti
1. La Città metropolitana riconosce la trasparenza quale principio fondamentale della
propria attività amministrativa.
2. La Città metropolitana assicura, anche attraverso il proprio sito internet istituzionale, i
5

diritti dei cittadini alla trasparenza e alla conoscibilità dei documenti e delle informazioni in
suo possesso.
3. La Città metropolitana assicura l’accesso ai documenti amministrativi da parte degli
interessati e la partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo, nei termini e
secondo le modalità stabiliti dalla legge.

Art. 10
Attività di comunicazione
1. La Città metropolitana assicura la più adeguata informazione sulle proprie attività e
l’accesso ai suoi uffici, servizi e prestazioni.
2. Nella propria attività di informazione, la Città metropolitana adegua i mezzi adottati e le
modalità comunicative anche in forme differenziate, tenendo conto dei destinatari e delle
caratteristiche specifiche delle sue diverse aree territoriali.
3. Nel promuovere la propria attività comunicativa, la Città metropolitana assicura il
coordinamento e il coinvolgimento dei comuni singoli e associati.
Art. 11
Principi di cittadinanza digitale
1. Tutti i cittadini hanno eguale diritto di accedere alla rete internet, in condizione di parità,
con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine
economico, sociale e territoriale. La Città metropolitana si impegna a sviluppare
progettualità adeguate per garantire l’esercizio di tale diritto.
2. I dati prodotti dalla Città Metropolitana di Bologna devono essere resi universalmente
disponibili sotto forma di dati aperti (Open data).
3. La Città metropolitana si impegna ad utilizzare prioritariamente software liberi o a codice
sorgente aperto (Open source).
4. La Città metropolitana agli scopi sopra descritti assicura un ampio ricorso a forme di
consultazione e modalità di partecipazione in rete, promuovendo l'elaborazione e lo
sviluppo delle forme di democrazia digitale.
Titolo III
Ruolo e funzioni della Città metropolitana
Art. 12
Pianificazione strategica
1. Il Consiglio metropolitano, sulla base di una proposta della Conferenza metropolitana
espressa secondo la procedura prevista dall'articolo 30 del presente Statuto per
l'approvazione del bilancio, approva e aggiorna annualmente il piano strategico
metropolitano triennale, quale atto di indirizzo per l’ente e per l'esercizio delle funzioni dei
Comuni e delle Unioni di Comuni compresi nel territorio dell'area metropolitana, anche, e
con particolare riferimento, all’esercizio di funzioni delegate o attribuite dalla Regione. Nel
piano strategico si definiscono gli obiettivi generali, settoriali e trasversali di sviluppo nel
medio e lungo termine per l'area metropolitana, individuando le priorità di intervento, le
risorse necessarie al loro perseguimento e il metodo di attuazione.
2. L’adozione e la revisione del piano strategico si ispirano al principio di trasparenza e al
6

metodo della partecipazione e del confronto con le organizzazioni pubbliche e private
presenti nel territorio.
3. L'attività della Città metropolitana, così come quella dei Comuni compresi nel suo
territorio, per quanto riguarda le attività previste nel piano strategico metropolitano, è
oggetto di azioni periodiche di monitoraggio e di valutazione in relazione agli obiettivi
determinati nel piano strategico.
4. In relazione ai cambiamenti intervenuti e ai risultati conseguiti, il sindaco metropolitano
sottopone al Consiglio metropolitano le proposte di revisione e adeguamento del piano
strategico.
Art. 13
Ambiente e governo del territorio
1. La Città metropolitana opera per aumentare la sua resilienza ovvero per consentire alle
sue componenti sociali, economiche e organizzative di reagire ai traumi e ai cambiamenti
senza degenerare o interrompere le proprie funzioni. A tale scopo predispone idonei
strumenti permanenti che consentano di perseguire tale obiettivo.
2. La Città metropolitana è consapevole che lo sviluppo delle attività umane è dipendente
dalla qualità degli ecosistemi che lo sostengono a livello locale e globale, che esistono
limiti di sicurezza che non devono essere superati e che ciò pone inevitabilmente dei limiti
alla crescita economica, quando questa è basata sul consumo delle risorse e produce
rifiuti e sostanze inquinanti.
3. La Città metropolitana, nel quadro delle funzioni che le sono attribuite, cura la migliore
tutela e valorizzazione delle risorse ambientali, naturali e paesaggistiche, come beni
primari della collettività e delle generazioni future; persegue il contenimento del consumo
del suolo favorendo metodi e sistemi di perequazione territoriale; promuove politiche di
riqualificazione edilizia e rigenerazione urbana.
4. La Città metropolitana esercita funzioni di pianificazione territoriale, primariamente
approvando il piano territoriale generale metropolitano, che - in coerenza con gli indirizzi
del piano strategico - comprende la programmazione ed il coordinamento della mobilità, le
strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture di competenza della
comunità metropolitana, le politiche ambientali sostenibili e di sviluppo insediativo,
l’individuazione dei poli funzionali e industriali metropolitani, nonché tutti i contenuti
assegnati ai piani territoriali di coordinamento di competenza delle Province. In tali ambiti,
il piano territoriale generale ricomprende e sostituisce, in forma unitaria, i piani di settore,
in conformità con la normativa statale e regionale vigente. Il piano territoriale fissa vincoli e
obbiettivi all’attività e all’esercizio delle funzioni dei Comuni compresi nel territorio
metropolitano; nel rispetto di quanto previsto dalla legge, include contenuti strutturali dei
piani comunali e costituisce il quadro di riferimento per i piani operativi di competenza dei
Comuni.
5. La partecipazione dei Comuni al procedimento di formazione del piano territoriale
generale è disciplinata dal regolamento.
6. Ai sensi dell’art. 5 del presente Statuto, la Città metropolitana persegue la migliore
omogeneità e integrazione delle normative edilizie locali, tendendo alla massima
armonizzazione dei regolamenti urbanistici ed edilizi per l’intera area metropolitana.
Art. 14
Sviluppo economico e attività produttive
1. La Città metropolitana, allo scopo di perseguire la realizzazione delle condizioni
7

strutturali e funzionali più favorevoli ad uno sviluppo economico sostenibile e,
particolarmente, all’insediamento, alla crescita e alla riconversione delle imprese e delle
attività produttive nell’area metropolitana, promuove e assicura sostegno all'attività
economica, di ricerca e innovazione e alla creazione di impresa in materia di industria,
commercio, politiche agricole e sviluppo rurale, servizi e risorse turistiche, in coerenza con
il piano strategico metropolitano.
2. La Città Metropolitana, coordina lo svolgimento delle proprie funzioni in materia di
sviluppo economico, con le politiche attive del lavoro e della formazione, di competenza di
altre istituzioni, al fine di valorizzare il capitale umano, la migliore occupazione e la
conoscenza.
3. La città Metropolitana si impegna a facilitare il rapporto fra Pubblica Amministrazione e
sistema produttivo, semplificando le procedure e tutelando il diritto all’esercizio dell’attività
economica unitamente al benessere dei cittadini.
Art. 15
Sviluppo sociale, scuola, Università ed edilizia scolastica
1. La Città metropolitana persegue le migliori condizioni di equità nello sviluppo delle
politiche sociali nelle diverse parti del territorio metropolitano, con particolare riferimento
alle condizioni di accesso e fruizione dei servizi.
2. La Città metropolitana individua nella qualità del sistema integrato educativo scolastico
il fattore fondamentale di sviluppo sociale, culturale e professionale dei cittadini e opera,
nell’ambito delle attribuzioni che le sono conferite, al fine di assicurare le condizioni più
adeguate ed efficaci per lo svolgimento delle funzioni di istruzione e formazione.
3. Al fine di attivare politiche di sviluppo basate sulla conoscenza e sull'innovazione, la
Città metropolitana promuove la ricerca in particolare attraverso la collaborazione con
l'Università valorizzando il ruolo e le potenzialità nel contesto economico e sociale del
territorio.
Articolo 16
Rete metropolitana della viabilità
1. La Città metropolitana è proprietaria e gestisce, con compiti di manutenzione e
sviluppo, la rete metropolitana della viabilità; garantisce i principali collegamenti
sovracomunali.
2. Entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente Statuto, la Città metropolitana verifica,
con le Unioni ed i Comuni, i segmenti del reticolo stradale da trasferire alla rete
metropolitana e quelli da trasferire ai Comuni o alle loro forme associative, destinando,
eventualmente, le necessarie risorse.
Art. 17
Servizi per i Comuni e le Unioni
1. La Città Metropolitana presta servizi e promuove attività a favore dei Comuni e delle
Unioni che la compongono, d'intesa con questi; in particolare esercita funzioni di
predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti
di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive.
Titolo IV
Comuni e Unioni nel sistema metropolitano
8

Art. 18
Conferimento di funzioni della Città metropolitana ai comuni dell’area
1. Il Consiglio metropolitano, su proposta del Sindaco, sentita la Conferenza
metropolitana, può attribuire l'esercizio di funzioni della Città metropolitana a Comuni
singoli o associati.
2. La deliberazione di conferimento di funzioni dispone il contestuale trasferimento di
risorse umane e strumentali necessarie per farvi fronte.
3. All’attuazione della deliberazione consiliare di attribuzione di funzioni si provvede
mediante convenzione tra la Città metropolitana e i Comuni o le Unioni di comuni
interessati. La convenzione precisa, tra l’altro, la durata del conferimento delle funzioni e i
le forme di esercizio delle attività di coordinamento e vigilanza di competenza della Città
metropolitana.
4. Del contenuto delle deliberazioni e delle convenzioni attuative è in ogni caso data
preventiva informazione alla Conferenza metropolitana.
Art. 19
Forme di collaborazione tra Città metropolitana e Comuni
1. Secondo il procedimento previsto nell’articolo precedente, la Città metropolitana può
stipulare accordi, convenzioni e altre forme di cooperazione e collaborazione con i Comuni
dell’area metropolitana o le loro Unioni ai fini della organizzazione e gestione comune di
servizi e funzioni, o per la realizzazione di opere pubbliche di comune interesse.
2. Per lo svolgimento di funzioni, servizi o specifiche attività, singoli Comuni e Unioni dei
Comuni possono avvalersi degli uffici della Città metropolitana ovvero la Città
metropolitana può avvalersi degli uffici di Comuni o Unioni di Comuni, in base a
convenzioni che definiscono obiettivi, modalità, durata dell’avvalimento, disciplinando i
rapporti finanziari tra le amministrazioni coinvolte.
3. La Città metropolitana può stipulare convenzioni con Comuni e Unioni dei Comuni per la
organizzazione di uffici condivisi per lo svolgimento di funzioni, servizi o specifiche attività,
individuando l’amministrazione capofila presso la quale opererà l’ufficio, e definendo gli
aspetti organizzativi, funzionali e finanziari.
Art. 20
Cooperazione metropolitana in materia di gestione e valorizzazione delle risorse umane
1. La Città metropolitana promuove la cooperazione tra le amministrazioni locali del
territorio metropolitano per ottimizzare l’efficienza dei rispettivi uffici e servizi secondo
criteri di efficacia, economicità, trasparenza, semplificazione e valorizzazione delle
professionalità di dirigenti e dipendenti.
2. In particolare, la Città metropolitana, nell’interesse dei Comuni e delle Unioni di Comuni
che aderiscano a specifiche convenzioni, può provvedere: a) al reclutamento, alla
formazione e all’aggiornamento professionale di dirigenti e dipendenti; b) agli adempimenti
relativi alla gestione dei rapporti di lavoro; c) all'organizzazione e al funzionamento
dell’ufficio per i procedimenti disciplinari, d) all’assistenza legale in materia di lavoro alle
dipendenze della pubblica amministrazione.
3. La Città metropolitana promuove lo sviluppo coordinato e omogeneo della
contrattazione collettiva decentrata integrativa di livello territoriale metropolitano e, a tale
fine, può prestare assistenza tecnico-amministrativa ai Comuni e alle Unioni di Comuni in
9

materia di relazioni sindacali.
Art. 21
Cooperazione in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza
1. La Città metropolitana promuove la migliore attuazione delle politiche e delle discipline
in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza al fine di assicurare l'esercizio
coordinato e omogeneo delle attività in cui queste di sviluppano a livello territoriale
metropolitano. In particolare, nell’interesse dei Comuni e delle Unioni di Comuni che
aderiscano a specifiche convenzioni, può curare l’elaborazione di piani comuni,
l’elaborazione del codice di comportamento, l’organizzazione e il funzionamento dell’ufficio
per i procedimenti disciplinari.
2. La Città metropolitana può rendere assistenza tecnico-amministrativa ai Comuni e alle
Unioni di Comuni per gli adempimenti in materia di protezione dei dati personali, sensibili e
giudiziari.
3. La Città metropolitana promuove il coordinamento degli organismi indipendenti di
valutazione e degli analoghi organismi previsti negli ordinamenti dei Comuni e delle Unioni
di Comuni per favorire lo scambio di esperienze e il miglioramento delle rispettive attività in
coerenza con le indicazioni delle Autorità indipendenti individuate dalla legge competenti
per materia.
Art. 22
Accordi tra Città metropolitana e Comuni e Unioni di Comuni esterni all’area metropolitana
1. La Città metropolitana promuove modelli ottimali per la gestione integrata di servizi
pubblici di comune interesse, forme di coordinamento tra le rispettive attività, prevedendo
anche, ove la natura del servizio o delle prestazioni lo consentano, il reciproco
avvalimento di uffici, o forme di delega finalizzate a massimizzare l’economicità,
l’efficienza e l’efficacia dei servizi. A tale scopo può stipulare accordi e convenzioni con
comuni, singoli o associati, e anche con altri enti esterni al territorio metropolitano.
2. Gli accordi e le convenzioni di cui al precedente comma sono approvati dal Consiglio
metropolitano a maggioranza assoluta, su proposta del Sindaco.
3. Agli accordi tra la Città metropolitana e soggetti esterni al suo territorio possono
partecipare anche comuni singoli o associati interni alla Città metropolitana.
Art. 23
Vigilanza e controllo sull’attuazione di accordi
1. Le attività di vigilanza del Sindaco metropolitano sull’attuazione degli accordi e delle
intese sottoscritti con Comuni e Unioni di Comuni sono svolte mediante la facoltà dei
consiglieri metropolitani di accedere agli atti, ai documenti e alle strutture organizzative
relative all'oggetto dei medesimi accordi e intese, secondo il principio di competenza
ripartita tra organi politico-amministrativi e organi tecnico-gestionali.
2. Il Sindaco metropolitano presenta annualmente al Consiglio una relazione sullo stato di
attuazione e sul funzionamento degli accordi e delle altre forme di collaborazione cui
partecipa la Città metropolitana.
Titolo V
Organi della Città metropolitana

10

Art. 24
Organi della Città metropolitana
1. Sono organi della Città metropolitana:
• il Consiglio metropolitano;
• la Conferenza metropolitana;
• il Sindaco metropolitano.
2. Il Sindaco metropolitano e i consiglieri metropolitani rappresentano l’intera comunità
metropolitana.
Capo I
Il Consiglio metropolitano
Art. 25
Funzionamento del Consiglio
1. L’elezione del Consiglio metropolitano, la sua durata in carica, il numero dei componenti
e la loro posizione giuridica sono disciplinati dalla legge dello Stato.
2. Il Consiglio è dotato di autonomia funzionale e organizzativa.
3. Il funzionamento del Consiglio, nel quadro dei principi stabiliti dallo Statuto, è
disciplinato dal regolamento, approvato a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il
regolamento indica anche le modalità per la convocazione e per la presentazione e
discussione delle proposte. Indica il numero dei consiglieri necessario per la validità delle
sedute, prevedendo che in ogni caso debba esservi la presenza di almeno un terzo dei
consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco metropolitano. Il regolamento
disciplina le forme di garanzia e di partecipazione assicurate a tutti i consiglieri.
4. Il regolamento può prevedere l’istituzione di una o più Commissioni. Disciplina, altresì,
la gestione delle risorse assegnate al Consiglio per il suo funzionamento.
5. Il Consiglio è presieduto dal Sindaco metropolitano che lo convoca e ne fissa l’ordine
del giorno.
6. Le sedute del Consiglio sono pubbliche, salvo i casi in cui il regolamento consiliare ne
preveda la segretezza. In linea di massima, esse devono essere convocate con modalità
che non comportino l’impossibilità per i consiglieri di adempiere le loro funzioni quali
consiglieri metropolitani e sindaci o consiglieri dei comuni di appartenenza.
7. All’attività del Consiglio, per quanto non previsto dal presente Statuto e dal
regolamento, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di legge previste per i
Consigli comunali.
Art. 26
Attribuzioni del Consiglio metropolitano
1. ll Consiglio metropolitano è organo con funzioni normative e deliberative, nonché di
indirizzo, programmazione e controllo sull’attività politico-amministrativa della Città
metropolitana.
2. Spettano al Consiglio metropolitano le seguenti competenze:
a) deliberare gli atti fondamentali che la legge riserva alla competenza dei Consigli
comunali, con particolare riferimento a regolamenti, piani e programmi;
b) proporre alla Conferenza metropolitana lo statuto e le sue modifiche;
c) approvare gli atti di organizzazione dei servizi pubblici di ambito metropolitano;
d) adottare, su proposta del sindaco metropolitano, gli schemi di bilancio da sottoporre al
11

parere della Conferenza metropolitana e approvare le variazioni agli stanziamenti di
competenza delle missioni e dei programmi;
e) approvare l’adesione e la partecipazione a istituti, associazioni e altre organizzazioni
pubbliche e private, nonché il relativo recesso;
f) deliberare i criteri per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili
finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti
pubblici e privati;
h) definire le delimitazioni territoriali e le perimetrazioni di competenza della Città
metropolitana;
i) adottare ogni atto che sia sottoposto dal sindaco metropolitano;
l) esercitare le altre funzioni a esso attribuite dallo statuto.
3. Il Consiglio si esprime, con proprio parere motivato, sulle dichiarazioni e sulle linee
programmatiche presentate dal Sindaco e sugli eventuali adeguamenti successivi.
Art. 27
I consiglieri metropolitani
1. Ogni consigliere metropolitano rappresenta la comunità metropolitana, esercita le sue
funzioni senza vincolo di mandato con piena libertà di opinione e di voto e esercita le
attività politico-amministrative connesse all'espletamento del proprio mandato.
2. I Consiglieri hanno il dovere di esercitare con lealtà le loro funzioni e di partecipare a
tutte le sedute del Consiglio metropolitano e alle Commissioni cui siano assegnati, salvo
motivato impedimento.
Art. 28
Diritti dei consiglieri
1. I Consiglieri metropolitani hanno diritto di presentare proposte di deliberazione o di atto
d’indirizzo nelle materie di competenza del Consiglio, salvo quelle riservate al potere di
proposta del Sindaco, e hanno diritto, secondo quanto stabilito dal regolamento del
Consiglio, di intervenire e presentare emendamenti sia nel corso dell’esame nelle
Commissioni di cui fanno parte che nell’ambito delle sedute consiliari.
2. I consiglieri metropolitani hanno diritto di ottenere dagli uffici e dalle istituzioni
metropolitane, nonché dagli enti partecipati, tutte le informazioni utili all’espletamento del
mandato. Sono tenuti al segreto nei casi previsti dalle leggi.
3. Sulla base di accordi di reciprocità stipulati tra la città metropolitana e i comuni
appartenenti al suo territorio, i consiglieri metropolitani hanno analogo diritto nei confronti
degli uffici e delle istituzioni dei comuni dell’area metropolitana, limitatamente alle
informazioni utili all’espletamento del loro mandato. Di analogo diritto godono i consiglieri
dei comuni ricompresi nell’area rispetto agli uffici e alle istituzioni della Città metropolitana.
4. Gli accordi di reciprocità fra Città metropolitana e comuni individuano il soggetto
chiamato valutare la rispondenza delle richieste presentate alle funzioni istituzionali
ricoperte dal richiedente e ne stabiliscono le modalità d'esercizio.
Art. 29
Decadenza dalla carica di consigliere per assenze ingiustificate
1. La decadenza per mancata partecipazione alle sedute consiliari, in assenza di idonee e
valide cause giustificative, comunicate per iscritto anche in forma elettronica alla
Segreteria generale entro la fine di ogni seduta, può essere promossa d'ufficio dal Sindaco
metropolitano, da ciascun consigliere e da chiunque altro vi abbia interesse.
12

2. La decadenza è dichiarata dal Consiglio, con deliberazione adottata a maggioranza dei
tre quarti dei consiglieri assegnati, compreso il Sindaco.
3. Sono considerate, a mero titolo esemplificativo, cause giustificative, della mancata
partecipazione alle sedute consiliari quelle riconducibili a malattia, a motivi familiari,
impegni lavorativi, professionali, istituzionali, partitici e sindacali dei consiglieri interessati.
4. Il procedimento di decadenza è avviato dal Sindaco metropolitano per la mancata
partecipazione a tre sedute consecutive ovvero per intero alle apposite sessioni dedicate
all'approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto di gestione.
5. Al consigliere sono contestate le assenze ingiustificate e assegnato un termine non
inferiore a dieci giorni per fornire giustificazioni; il Sindaco informa il Consiglio medesimo
dell'avvenuto avvio del procedimento di decadenza nella prima seduta utile.
6. Qualora il Consiglio non ritenga giustificate e documentate le cause addotte dai
consiglieri, nei dieci giorni successivi formula richiamo formale con la maggioranza di cui
al precedente comma 3; in caso di ulteriore assenza, sempre ingiustificata, li dichiara
decaduti nel rispetto della procedura e dei tempi stabiliti nei commi precedenti.
Capo II
Art. 30
La Conferenza metropolitana
1. La Conferenza metropolitana è l’organo collegiale composto da tutti i sindaci dei
Comuni compresi nella Città metropolitana, con poteri propositivi, consultivi nonché
deliberativi in relazione alla approvazione dello statuto e delle modifiche statutarie, ai sensi
dell’art. 1, commi 8 e 9, della legge n. 56/2014.
2. La Conferenza metropolitana svolge funzioni consultive in relazione ad ogni oggetto di
interesse della Città metropolitana, su richiesta del sindaco o del consiglio metropolitano.
3. La Conferenza è convocata e presieduta dal Sindaco metropolitano che ne fissa l’ordine
del giorno. Il Sindaco è tenuto a convocare la Conferenza, in un termine non superiore a
venti giorni, quando lo richieda un quinto dei sindaci, inserendo all’ordine del giorno la
questione richiesta.
4. La Conferenza approva il regolamento per disciplinare il proprio funzionamento,
potendo prevedere la costituzione di Commissioni permanenti o istituite per l’esame di
specifiche questioni.
5. La Conferenza metropolitana, ai sensi dell'art. 1, commi 8 e 9, della legge n. 56/2014,
delibera in materia di statuto e approva il parere sugli schemi di bilancio con i voti che
rappresentino almeno un terzo dei Comuni compresi nella Città metropolitana e la
maggioranza della popolazione complessivamente residente. Fatti salvi questi casi, la
Conferenza assume le proprie deliberazioni a maggioranza dei voti, sempre che questi
rappresentino almeno (un quarto o un quinto…) dei Comuni e (il 40% o un terzo…) 1 della
popolazione complessivamente residente.
6. La Conferenza si avvale di una struttura di supporto messa a disposizione nell’ambito
degli uffici del Consiglio metropolitano.
Capo III
Art. 31
Il Sindaco metropolitano
1

DA DEFINIRSI IN SEDE DI ADOZIONE

13

1. Il Sindaco metropolitano è l’organo responsabile dell’amministrazione della Città
metropolitana, ne è il rappresentante legale e rappresenta tutti i cittadini che fanno parte
della comunità metropolitana.
2. Il Sindaco metropolitano:
a) convoca e presiede il Consiglio metropolitano e la Conferenza metropolitana;
c) sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti;
d) propone al Consiglio gli schemi di bilancio, delle relative variazioni e dello schema di
rendiconto di gestione;
e) attua gli indirizzi generali del consiglio;
f) riferisce annualmente al consiglio sulla propria attività e svolge attività propositive e di
impulso nei confronti dello stesso;
g) nomina e designa i rappresentanti della Città metropolitana presso enti, aziende,
società od organismi comunque denominati;
h) adotta in via di urgenza atti che rientrano ordinariamente nelle competenze del
Consiglio metropolitano, da sottoporre a ratifica del Consiglio stesso nei sessanta
giorni successivi, a pena di decadenza;
i) compie tutti gli atti rientranti ai sensi dell'articolo 107, commi 1 e 2, nelle funzioni degli
organi di governo, che non siano riservati dalla legge al consiglio e alla conferenza
metropolitana;
l) esercita le altre funzioni attribuite dalla legge e dallo statuto;
m) adotta in via d'urgenza i provvedimenti di variazione di bilancio, secondo quanto
previsto dall'articolo 175, comma 4 del D.Lgs. n. 267/2000.
3. Entro novanta giorni dall'insediamento, dall’insediamento del Consiglio metropolitano, il
Sindaco presenta al Consiglio un documento contenente le linee programmatiche relative
all’azione ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Nei successivi trenta giorni,
ciascun consigliere puo proporre modifiche, adeguamenti ed integrazioni, mediante la
presentazione di appositi emendamenti al documento. Nei seguenti venti giorni, il Sindaco
metropolitano sottopone il documento al Consiglio metropolitano nella sua forma definitiva,
per la sua approvazione.
4. La medesima procedura è seguita per l’eventuale adeguamento del documento.
5. L’attuazione delle linee programmatiche è oggetto di verifica di metà mandato da parte
del Consiglio. A tal fine, il Sindaco metropolitano, presenta al Consiglio, un documento di
verifica in cui sono illustrati, globalmente e per singoli settori di competenza, l'attività
svolta, i risultati ottenuti, lo stato di realizzazione del programma di governo.
Art. 32
Il Vicesindaco e i consiglieri delegati
1. Il Sindaco metropolitano nomina un Vicesindaco, scelto tra i consiglieri metropolitani,
stabilendo le eventuali funzioni a lui delegate e dandone immediata comunicazione al
Consiglio metropolitano.
2. Il Vicesindaco esercita le funzioni del sindaco metropolitano in ogni caso in cui questo
ne sia impedito.
3. Il Vicesindaco decade dalla carica per revoca del provvedimento di nomina da parte del
Sindaco metropolitano, di cui lo stesso dà motivata comunicazione al Consiglio. Il
Vicesindaco rimane in carica fino all’insediamento del nuovo sindaco metropolitano,
qualora il Sindaco metropolitano decada dalla carica per cessazione dalla titolarità
dell’incarico di sindaco del Comune di provenienza.
4. Fatta salva la propria funzione di sovrintendenza al funzionamento dei servizi e degli
uffici all'esecuzione degli atti,il Sindaco metropolitano assegna deleghe delle funzioni di
14

propria competenza, ivi compresa l'adozione dei relativi provvedimenti, a uno o più
consiglieri metropolitani, definendo l’ambito delle deleghe conferite, per materia, per
territorio o per singoli progetti o questioni. Dell'attribuzione delle deleghe ai Consiglieri
metropolitani, il Sindaco dà immediata comunicazione al Consiglio.
5. I consiglieri metropolitani delegati esercitano le funzioni loro conferite dal Sindaco
metropolitano sotto la sua direzione e coordinamento.
6. Il Sindaco metropolitano può revocare le deleghe di funzioni conferite a consiglieri,
dandone motivata comunicazione al Consiglio. In ogni caso, le deleghe di funzione
attribuite ai Consiglieri metropolitani perdono efficacia (decadono) 2 in caso di scioglimento
del Consiglio o all’insediamento del nuovo Sindaco metropolitano.
Art. 33
Riunioni del Sindaco con Vicesindaco e Consiglieri delegati
1. Il Sindaco può convocare riunioni con il Vicesindaco e i Consiglieri metropolitani
delegati al fine di condividere e concorrere all'elaborazione delle politiche ed al
coordinamento delle attività della Città metropolitana
Art. 34
Gratuità delle cariche di governo della Città metropolitana
1. Le cariche negli organi di governo nella Città metropolitana sono esercitate a titolo
gratuito, fermo restando il diritto al rimborso delle spese documentate sostenute
esclusivamente per l'esercizio del mandato, salvo diversa disposizione di legge.
Titolo VI
Amministrazione e personale
Art. 35
Criteri generali in materia di organizzazione degli uffici
1. Gli uffici e i servizi della Città metropolitana sono organizzati secondo le modalità
stabilite dal regolamento.
2. Nell’organizzazione degli uffici e dei servizi, la Città metropolitana persegue obbiettivi e
criteri di coordinamento, responsabilità, efficienza, efficacia, contenimento dei costi,
flessibilità, valorizzazione delle professionalità, promozione delle pari opportunità e rispetto
delle relazioni sindacali.
Art. 36
Direttore generale e Segretario generale della Città metropolitana
1. Il Sindaco metropolitano nomina il Direttore generale e ne dà informazione al Consiglio
metropolitano attribuendo l’incarico al Segretario generale, ad un dirigente o ad altra
persona di comprovata competenza ed esperienza. La durata dell’incarico non può
eccedere quella del mandato del Sindaco. L’incarico può essere revocato anticipatamente
con provvedimento motivato del Sindaco metropolitano e ne dà informazione al Consiglio
metropolitano Il Direttore generale sovrintende alle funzioni dei dirigenti e ne coordina
l’azione per il perseguimento degli obiettivi stabiliti dagli organi della Città metropolitana.
2. Il Sindaco metropolitano nomina il Segretario generale della Città metropolitana, che
2

DA DEFINIRSI IN SEDE DI ADOZIONE

15

assicura la conformità dell'azione amministrativa della Città metropolitana alle leggi, allo
statuto e ai regolamenti. Svolge compiti di collaborazione e di assistenza giuridica e
amministrativa agli organi della Città metropolitana, cura la verbalizzazione delle sedute
del Consiglio metropolitano e della Conferenza metropolitana, roga i contratti nell’interesse
della Città metropolitana e svolge gli ulteriori compiti previsti dalla legge, dallo statuto e dai
regolamenti o conferiti dal Sindaco metropolitano.
Art. 37
Dirigenti
1. Ai dirigenti della Città metropolitana spetta la direzione degli uffici e dei servizi
attraverso la gestione amministrativa, finanziaria e tecnica dei medesimi. A tale fine essi
dispongono di autonomi poteri di spesa e di organizzazione delle risorse professionali,
finanziarie e strumentali affidate, nel rispetto delle direttive impartite dal Sindaco
metropolitano o dai Consiglieri delegati.
2. I dirigenti adottano i provvedimenti di propria competenza, che impegnano
l’amministrazione verso l’esterno, nel rispetto dei principi d’imparzialità e buona
amministrazione, e in relazione ai medesimi sono direttamente responsabili, in via
esclusiva, in relazione agli obiettivi assegnati dall’Ente, della correttezza amministrativa,
della efficienza e dei risultati della gestione.
3. Il regolamento disciplina i casi in cui il direttore generale o, se questo non sia nominato,
il segretario generale, esercita il potere sostitutivo nei confronti dei dirigenti, in caso
d’inerzia o per motivi di eccezionale gravità ed urgenza, riferendone immediatamente al
Sindaco metropolitano.

16

Art. 38
Processi di riorganizzazione
1. La Città metropolitana istituisce, previa convenzione da stipulare con i Comuni dell’area,
l’osservatorio sui processi di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni nel territorio
metropolitano, al fine di favorire lo sviluppo e la piena valorizzazione delle risorse
professionali disponibili.
2. L’osservatorio è servizio organizzato congiuntamente dai comuni e dalla Città
metropolitana, con particolare riferimento al personale di questi enti.
Titolo VII
Disposizioni transitorie e finali
Art. 39
Modifiche allo Statuto
1. Le modifiche al presente Statuto sono approvate dal Consiglio metropolitano e dalla
Conferenza metropolitana con le medesime modalità e maggioranze previste per la sua
prima adozione.
Art. 40
Disposizione transitoria in tema di piano strategico
Entro un anno dall’entrata in vigore del presente Statuto, il Consiglio metropolitano adotta
il piano strategico ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56, art. 1, comma 44, lett.a)
avvalendosi dei progetti individuati nel patto concordato il 9 luglio 2013 e nel relativo piano
strategico adottato in via volontaria e consensuale, aggiornando e integrando i contenuti e
stabilendo le relative priorità.
Art. 41
Entrata in vigore
1. Lo Statuto è pubblicato, nelle forme di legge, sul sito internet della Città metropolitana
ed entra in vigore decorsi trenta giorni dalla pubblicazione.
2. Lo Statuto è inoltre trasmesso alla Regione Emilia-Romagna al fine della pubblicazione
nel Bollettino Ufficiale, ed inviato al Governo centrale per essere inserito nella raccolta
ufficiale degli statuti.

17


Documenti correlati


Documento PDF perrone 2016
Documento PDF arredo giardino piscine articoli mare campeggio 2013
Documento PDF brazilor de craciun
Documento PDF diessetti 2014 classic 150
Documento PDF statuto 20141119 proposta definitivo
Documento PDF coppe 2013


Parole chiave correlate