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IL SERGENTE NELLA NEVE.pdf


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Mario Rigoni Stern - Il sergente nella neve

tendente del tenente, rispondeva: – Campanelli! – Era
questo il nome di convenienza del nostro caposaldo e
quello di un alpino di Brescia che era morto in settembre. Dall’altra parte del filo rispondevano: – Qui Valstagna: parla Beppo –. Valstagna è un paese sul fiume
Brenta lontano dal mio dieci minuti di volo d’aquila
mentre qui indicava il comando di compagnia. Beppo, il
nostro capitano nativo di Valstagna. Pareva proprio di
essere sulle nostre montagne e sentire i boscaioli chiamarsi fra loro. Specialmente di notte quando quelli del
Morbegno, che erano nel caposaldo alla nostra destra,
uscivano sulla riva del fiume a piantare reticolati e conducevano i muli davanti alle trincee e urlavano e bestemmiavano e battevano pali con le mazze. Chiamavano persino i russi e gridavano: – Paesani! Paruschi,
spacoina noci! – I russi, stupefatti, stavano a sentire.
Ma dopo abbiamo preso anche noi confidenza con le
cose.
Una notte di luna sono uscito con Tourn, il piemontese, a cercare qualcosa fra case diroccate piú discoste. Siamo scesi in quei buchi che sono davanti ad ogni isba, dove i russi ripongono le provviste per l’inverno e la birra
d’estate. In uno c’erano tre gatti che facevano all’amore,
e che, seccati, balzarono fuori mandando scintille dagli
occhi facendoci prendere un gran spavento. Quella volta
trovai una pentola di ciliege secche e Tourn due sacchi di
segala e due sedie, ed io in un altro buco, uno specchio
grande e bello. Volevamo portare quella roba nella nostra tana, ma c’era la luna e la vedetta russa che stava al
di là del fiume non voleva che portassimo via la sua roba
e ci sparò. Forse aveva ragione, ma lui non l’avrebbe potuta adoperare, e le pallottole ci passavano vicine fischiando come a dirci: «Mettete giú». Dietro un camino
abbiamo aspettato che una nube coprisse la luna, poi,
saltando fra le macerie, abbiamo raggiunto la nostra tana
dove i compagni ci aspettavano.

Letteratura italiana Einaudi

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