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appunti di diritto pubblico .pdf



Nome del file originale: appunti_di_diritto_pubblico.pdf
Titolo: DIRITTO PUBBLICO
Autore: bertello

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CORSO DI DIRITTO PUBBLICO 2011
Il corso è suddiviso in:
ï‚·

Parte Introduttiva

ï‚·

Fonti del diritto

ï‚·

Organizzazione dello Stato

ï‚·

Diritti di libertà

PARTE INTRODUTTIVA
NOZIONE DI DIRITTO
Insieme delle regole di condotta che disciplinano i rapporti tra i
soggetti di una collettività in un dato momento storico
rapporti tra soggetti

cambiamenti temporali

FUNZIONI DEL DIRITTO (grande insieme delle regole giuridiche)
ï‚·

FUNZIONE REPRESSIVA = Repressione di comportamenti socialmente pericolosi (neminem
laedere)
Diritto Penale – Diritto Amministrativo – Diritto Tributario
( es. Art. 624 c.penale - Furto )

ï‚·

FUNZIONE ALLOCATIVA = Attribuzione agli individui ed alla collettività di beni e servizi
Diritto civile – Diritto commerciale – Diritto Tributario – Diritto
Amministrativo
( es. Art. 832 codice civile – Diritto di proprietà )

ï‚·

FUNZIONE ISTITUTIVA DI POTERI = Istituzione ed assegnazione di poteri pubblici
Diritto Costituzionale – Diritto Amministrativo (D. Pubblico)
Diritto Tributario – Diritto Processuale
( es. Art. 70 Costituzione – Funzione legislativa/potere alle
due Camere ) ( es.: potere costituente: nel 1948 in Italia,
oggi, in Nord-Africa )

DIRITTO PUBBLICO

DIRITTO PRIVATO

Attività ed organizzazione dei pubblici
poteri e loro rapporti con i soggetti privati

Rapporti tra soggetti privati

Diritto Costituzionale
Diritto Amministrativo
Diritto Regionale ed Enti locali
Diritto Penale – Diritto Processuale
Civile, Penale ed Amministrativo
Diritto Tributario
Diritto Internazionale

Diritto Privato – Diritto Commerciale
Diritto Fallimentare
Diritto Industriale
Diritto di Famiglia

GRUPPO SOCIALE
Aggregazione umana finalizzata al perseguimento ed alla
soddisfazione di interessi e/o esigenze comuni
o
o

NECESSARIA = Stato – Famiglia ( in cui si nasce )
VOLONTARIA = Associazione culturale, sportiva, partito politico, sindacato
( famiglia che una persona si crea ) – Interessi a lui affini
© Nando Boccon - 2011

1

All‟interno del gruppo sociale si creano
… e si creano

RAPPORTI tra i soggetti che lo compongono

REGOLE che disciplinano tali rapporti

… che vengono riconosciute ed accettate dai componenti del gruppo attraverso il

CONSENSO

Vi sono due tipologie di regole :
REGOLE ISTITUZIONALI
ï‚·

Valori intorno ai quali il gruppo sociale si è costituito
(artt. 1-54 Cost.)
ï‚·

Principi Fondamentali

REGOLE ORGANIZZATIVE
ï‚· Organizzazione e struttura del gruppo sociale
E’ necessario che il gruppo sociale esprima un :

PRINCIPIO ORDINATORE
che componga e risolva i conflitti tra i singoli interessi individuali e quelli generali del gruppo sociale e
stabilizzi nel tempo tale composizione
Il PRINCIPIO ORDINATORE può operare come :
ï‚·

TIRANNIA = prevalenza degli interessi di in singolo su tutti i componenti del gruppo sociale

ï‚·

OLIGARCHIA = prevalenza degli interessi di un gruppo limitato su tutti i componenti del gruppo
sociale

ï‚·

DEMOCRAZIA = garanzia di proporzionale soddisfacimento degli interessi di tutti i consociati

Strumenti che garantiscono la democrazia
ï‚· SEPARAZIONE DEI POTERI ( r. organizzative )
 GARANZIA COSTITUZIONALE DELLE LIBERTA’ ( r. istituzionali )

GRUPPO SOCIALE

REGOLE ISTITUZIONALI

REGOLE ORGANIZZATIVE

PRINCIPIO ORDINATORE

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2

LA COSTITUZIONE ITALIANA
Entrata in vigore 1 gennaio 1948
REGOLE ISTITUZIONALI
Dall‟articolo 1 al 54
PRINCIPI FONDAMENTALI, valori intorno ai quali si è costituito il gruppo
sociale Stato
Principi Fondamentali e I Parte della Costituzione
REGOLE ORGANIZZATIVE
dall‟articolo 55 al 139
Volte ad assicurare la tutela di quei valori
II Parte della Costituzione
Occorre rimarcare che attualmente ci troviamo in presenza di un POTERE COSTITUITO, l‟unico in atto oggi
in Italia, ovvero il potere del Parlamento così come deriva dalla Costituzione e dai suoi limiti, che è cosa ben
diversa dal POTERE COSTITUENTE, ovvero quello degli anni 1946-1947, che ha cessato di esistere dopo
la nascita della Costituzione italiana, esaurendosi nel 1947.

TEORIE GIURIDICHE
TEORIA ISTITUZIONALE di SANTI ROMANO
Della Pluralità degli ordinamenti giuridici
Ogni gruppo sociale costituisce un ORDINAMENTO GIURIDICO - ISTITUZIONE – CORPO SOCIALE
ORGANIZZATO, si propone il conseguimento di fini comuni e assume delle regole. Da questo deriva
la pluralità degli ordinamenti giuridici.
ORDINAMENTO GIURIDICO : Complesso di norme che traggono la loro GIURIDICITA’ dal fatto di
essere ESPRESSIONE della struttura del gruppo
ï‚·

ORDINAMENTO GIURIDICO ORIGINARIO o SOVRANO che non riconosce nessun soggetto a
se superiore. La sovranità risiede sempre nello Stato – Tutti gli altri ordinamenti sono derivati
(comuni, province, regioni, verso il basso, e anche Unione Europea, verso l‟alto)

Sullo stesso territorio non possono coesistere più ordinamenti sovrani, la sovranità è unica. Ad un
ordinamento sovrano od originario possono però corrispondere molti ordinamenti derivati.
ï‚·

ORDINAMENTO GIURIDICO DERIVATO (AUTONOMO) in quanto deriva i propri poteri da un
ordinamento superiore

Esempi di ordinamenti derivati sono Comuni, Province, Regioni, verso il basso, mentre le Prefetture
sono semplicemente delle circoscrizioni del potere statale che coincidono col territorio provinciale e non
degli enti autonomi, e anche l‟Unione Europea, verso l‟alto, il Parlamento Europeo come derivazione del
potere dei Consigli dei Ministri degli Stati membri.
TEORIA NORMATIVA di HANS KELSEN (Germania)
Ogni norma trova fondamento in una norma superiore
Tutte le norme trovano fondamento e validità nella NORMA FONDAMENTALE
Problema della norma fondamentale: è UNA NORMA PRESUPPOSTA COME ULTIMA E SUPREMA LA
CUI VALIDITA’ NON PUO’ ESSERE DEDOTTA
( in Italia la COSTITUZIONE ) - Se la norma inferiore non rispetta la superiore è illegale

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3

NORMA GIURIDICA
La norma giuridica detta le regole di comportamento ai componenti di un gruppo sociale che possono
essere:
ï‚·

Scritte

ï‚·

Non scritte

ï‚·

Consuetudinarie

Le caratteristiche sono :
ï‚·

Generalità = applicabilità ad una pluralità indeterminata di soggetti ( le norme speciali si
riferiscono ad ipotesi determinate )

ï‚·

Astrattezza = ripetibilità dell’applicazione nel tempo ( le norme eccezionali si riferiscono a
specifiche situazioni e non sono ripetibili nel tempo )
Le consuetudini sono norme non scritte che non possono essere in contrasto
con le norme scritte.

Generalità = Tutti i soggetti
Astrattezza = Tutti i casi
ATTI GIURIDICI = Atti derivanti dalla manifestazione della volontà giuridica dell‟uomo
FATTI GIURIDICI = Fatti presi in considerazione di per se e non in quanto determinati da una espressa
manifestazione di volontà ( eventi naturali – nascita e morte )
PRINCIPIO DI EFFETTIVITA’ = una norma è effettiva quando è osservata, rispettata dai consociati (
concreta applicazione ). Infatti non è sufficiente che una determinata regola
sia prevista come tale, ma a ciò deve accompagnarsi l‟effettivo
adeguamento dei comportamenti individuali e sociali alla norma stessa.
Destinatari delle norme giuridiche sono i
SOGGETTI DI DIRITTO = Centro di imputazione di interessi socialmente e giuridicamente rilevanti

Posizioni giuridiche soggettive


Persone Fisiche



Persone Giuridiche

Persone Fisiche
CAPACITÀ GIURIDICA
Art. 1 c.c. - La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita.
I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita
 Idoneità ad essere titolari di posizioni giuridiche soggettive
CAPACITÀ DI AGIRE
Art. 2 c.c. – La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore età si acquista
la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita un'età diversa.
Sono salve le leggi speciali che stabiliscono un'età inferiore in materia di capacità a prestare il proprio lavoro.
In tal caso il minore è abilitato all'esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro.
 Capacità di agire cioè di compiere atti giuridici volti a costituire, modificare od estinguere
posizioni giuridiche - 18° anno - Le cause che limitano la capacità di agire sono : l‟incapacità
legale ( minori, infermi di mente ecc.) l‟incapacità naturale
E’ soggetto di diritto chi ha la capacità giuridica, la quale indica l’idoneità ad essere titolari di
situazione giuridiche soggettive, cioè l’idoneità ad essere titolari di diritti e destinatari di obblighi.

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4

Persone Giuridiche
ï‚·

Pubbliche ( Art. 11 c.c - Le province e i comuni nonché gli enti pubblici riconosciuti come persone
giuridiche, godono dei diritti secondo le leggi e gli usi osservati come diritto pubblico.)

ï‚·

Private ( Art. 1 D.P.R. 10/02/2000 nr. 361 - acquistano personalità giuridica con l‟iscrizione nel
registro delle persone giuridiche - es. associazioni, società commerciali come S.p.a. ed S.r.l. )
Autonomia Patrimoniale
Art. 1.
Procedimento per l'acquisto della personalità giuridica
1. Salvo quanto previsto dagli articoli 7 e 9, le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di
carattere privato acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato
dall'iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture.
2. La domanda per il riconoscimento di una persona giuridica, sottoscritta dal fondatore ovvero da
coloro ai quali e' conferita la rappresentanza dell'ente, e' presentata alla prefettura nella cui provincia
e' stabilita la sede dell'ente. Alla domanda i richiedenti allegano copia autentica dell'atto costitutivo e
dello statuto. La prefettura rilascia una ricevuta che attesta la data di presentazione della domanda.
3. Ai fini del riconoscimento e' necessario che siano state soddisfatte le condizioni previste da norme
di legge o di regolamento per la costituzione dell'ente, che lo scopo sia possibile e lecito e che il
patrimonio risulti adeguato alla realizzazione dello scopo.
4. La consistenza del patrimonio deve essere dimostrata da idonea documentazione allegata alla
domanda.
5. Entro il termine di centoventi giorni dalla data di presentazione della domanda il prefetto provvede
all'iscrizione.
6. Qualora la prefettura ravvisi ragioni ostative all'iscrizione ovvero la necessità di integrare la
documentazione presentata, entro il termine di cui al comma 5, ne da' motivata comunicazione ai
richiedenti, i quali, nei successivi trenta giorni, possono presentare memorie e documenti. Se,
nell'ulteriore termine di trenta giorni, il prefetto non comunica ai richiedenti il motivato diniego ovvero
non provvede all'iscrizione, questa si intende negata.
7. Il riconoscimento delle fondazioni istituite per testamento puo' essere concesso dal prefetto,
d'ufficio, in caso di ingiustificata inerzia del soggetto abilitato alla presentazione della domanda.
8. Le prefetture istituiscono il registro di cui al comma 1, entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento.
9. Le prefetture e le regioni provvedono, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, ad attivare collegamenti telematici per lo scambio dei dati e delle informazioni.
10. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, da adottarsi entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente regolamento, sentito il Ministro dell'interno, sono determinati i
casi in cui il riconoscimento delle persone giuridiche che operano nelle materie di competenza del
Ministero per i beni e le attività culturali e' subordinato al preventivo parere della stessa
amministrazione, da esprimersi nel termine di sessanta giorni dalla richiesta del prefetto. In
mancanza del parere il prefetto procede ai sensi dei commi 5 e 6.

Per quanto riguarda la capacità di agire la persona giuridica opera attraverso i suoi organi cioè
amministratori, presidente o dai singoli membri se autorizzati ed è imputata direttamente alla persona
giuridica

POSIZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE

DI SVANTAGGIO ( PASSIVE )

DOVERI
OBBLIGHI
ONERI

DI VANTAGGIO ( ATTIVE )

Rapporto sinallagmatico

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POTERE GIURIDICO
FACOLTA‟
DIRITTI SOGGETTIVI
INTERESSI LEGITTIMI
INTERESSI SEMPLICI O DI FATTO

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Di SVANTAGGIO o PASSIVE
DOVERE = E‟ una situazione giuridica imputabile ad una generalità di soggetti, prevista per la soddisfazione
di un interesse generale
Art. 4 Cost. - Dovere di svolgere un‟attività lavorativa
Art. 30 Cost. - Dovere di mantenere i figli
tenuta dell‟ordine pubblico
Art. 53 Cost. - Dovere di concorrere alle spese pubbliche
OBBLIGO = Un soggetto è tenuto ad osservare un determinato comportamento nei confronti di un altro
soggetto cui l‟ordinamento riconosce il diritto soggettivo di pretendere l‟osservanza
( Obbligo di prestare la propria opera nell‟ambito di un rapporto di lavoro – Obbligo del genitore
di mantenere i propri figli )
ONERE = E‟ una situazione giuridica in base alla quale un soggetto può scegliere se tenere un determinato
comportamento al fine di ottenere un certo risultato.
( è meno del dovere e dell‟obbligo: posizione giuridica particolare, meno generalista )
Di VANTAGGIO o ATTIVE
POTERE GIURIDICO = imputabile ad una generalità di soggetti per il soddisfacimento di un interesse
rilevante proprio od altrui
( es. Art. 51 cost. possibilità di accedere a cariche elettive )
FACOLTA’ = Capacità di compiere attività giuridicamente rilevanti
DIRITTI SOGGETTIVI = Tutela diretta ed immediata azionabile avanti al giudice ordinario.
Si distinguono in:
ï‚·

ï‚·

DIRITTI ASSOLUTI ( vincola tutti i soggetti dell‟ordinamento )
Sono riconosciuti ad un soggetto nei confronto di tutti.
ï‚·

Diritti Fondamentali ( Art. da 1 a 54 Cost. - es. Art.42 proprietà )

ï‚·

Diritti Reali ( Diritti di godimento e di garanzia - es. Diritto di proprietà )

DIRITTI RELATIVI ( vincola solo soggetti determinati )
( es. Diritti di credito )

INTERESSI LEGITTIMI = Verso i poteri pubblici – Tutela indiretta e mediata ( giudice amministrativo )
Non protetti direttamente ma solo in quanto coincidenti con l‟interesse pubblico
( Es. l‟interesse di un soggetto all‟esclusione dalla graduatoria di un concorso dei
concorrenti privi dei requisiti )
INTERESSI SEMPLICI O DI FATTO = Privi di tutela giuridica ( es. interesse di alcuni cittadini ad avere un
lampione sulla strada - si possono far valere in sede elettorale )

CONCORSO PUBBLICO
POTERE GIURIDICO = Riconosciuto a tutti i cittadini di accedere ai pubblici uffici in condizione di
parità - Art. 97 c. 3 Cost. DIRITTO SOGGETTIVO = a partecipare ad un concorso pubblico a seguito della pubblicazione del
bando di concorso
ONERE = possibilità di scegliere se iscriversi secondo le modalità ed entro i termini fissati nel bando
di concorso, al fine di poter partecipare alle prove
INTERESSE LEGITTIMO = al regolare svolgimento del concorso in conformità alla relativa disciplina
posta nel pubblico interesse
INTERESSE SEMPLICE all‟indizione di un concorso

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LA COSTITUZIONE
È entrata in vigore il 1° gennaio 1948 con l‟approvazione da parte dell‟Assemblea Costituente, a seguito del
referendum monarchia/repubblica del 2 giugno 1946

CARATTERI DELLA COSTITUZIONE
RIGIDA
Limiti alla possibilità di modificazione
ï‚· Espressi: Forma Repubblica ( Art. 139 )
ï‚· Impliciti: i Principi Fondamentali ( Sentenza Corte Costituzionale n. 1146 del 1988 ) non
sono modificabili “in peius” ma soltanto “in meius” per i consociati
In tutti gli altri casi
e‟ necessario un procedimento aggravato ( Art. 138 Cost. )
Doppia deliberazione da parte di entrambe le Camere: 1° deliberazione a
maggioranza semplice: metà + 1 dei votanti – 2° deliberazione, ad almeno
tre mesi dalla prima, almeno a maggioranza assoluta: metà + 1 dei
componenti l‟organo (senato: 315 + senatori a vita – camera: 630
deputati).
Se si raggiunge addirittura la maggioranza dei 2/3 dei membri di ciascuna
camera nella 2° deliberazione che sono favorevoli la modifica entra
immediatamente in vigore.
Se invece si raggiunge solo la maggioranza assoluta, o comunque non i
2/3, ci sarà la possibilità, entro tre mesi, di proporre un referendum
costituzionale.
Per poterla modificare non è sufficiente un procedimento ordinario
Non sono modificabili i diritti fondamentali
Una Legge Ordinaria che contrasta con la Costituzione è invalida.
Nel sistema giuridico italiano la fonte primaria è la Costituzione ed il giudice chiamato a decidere sulle norme
che contrastano con essa è la Corte Costituzionale.
LUNGA
Su molti argomenti contiene una disciplina non limitata a generali enunciazioni di principio, ma estesa ad
aspetti applicativi e di dettaglio
( Es. misure restrittive della libertà personale - Art. 13 – libertà di stampa - Art. 21 )
Disciplina tutti i settori e gli aspetti fondamentali della vita giuridica, economica e sociale del paese ( 139
articoli ).
Contiene numerose riserve di legge costituzionale demandando ad una fonte di pari grado l‟attuazione di
quanto da essa stabilito direttamente.
PROGRAMMATICA
Individua alcuni OBIETTIVI FONDAMENTALI da raggiungere per mezzo di norme c.d. programmatiche
ï‚·

Definiscono una TAVOLA DI VALORI a cui si deve ispirare tutta l‟attività
politica.

Es. attuazione diritti sociali ( lavoro, istruzione, salute ) che devono essere resi
effettivi. Sono obiettivi in positivo
1. NORME PROGRAMMATICHE: ispirano l‟intero ordinamento giuridico ma non bastano a fondare
situazioni giuridiche soggettive che il giudice possa soddisfare direttamente senza che sia il
legislatore a fornire gli strumenti concreti ( Art. 4 Cost. )
2. NORME PRECETTIVE: Norme immediatamente applicabili dall‟interprete senza necessità di una
ulteriore attività legislativa
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CONTRATTATA ED APERTA
La Costituzione è il risultato di un compromesso tra le forze politiche presenti all‟assemblea costituente.
E‟ orientata verso diverse scelte politiche, economiche e sociali, con il solo limite del rispetto dei valori
fondamentali in essa contenuti.
Programma che può essere integrato ed attuato in modo differente a seconda dei mutamenti sociali,
culturali e politici.
Es.: Art. 41 - L‟iniziativa economica privata è libera.
I diritti soggettivi e gli interessi legittimi si fanno valere :
CIVILE
Giudice di pace
Tribunale Civile
Corte d‟appello civile
Corte di Cassazione civile

PENALE
Giudice di Pace ( dal 2004 )
Tribunale penale
Corte d‟appello penale
Corte di Cassazione penale

LA COSTITUZIONE E I SUOI PRINCIPI
NORME ISTITUZIONALI
REGOLE ISTITUZIONALI
PRINCIPI FONDAMENTALI ( Art. 1-12)
PARTE I
DIRITTI DOVERI DEI CITTADINI ( Art. 13- 54 )
PARTE II
ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA ( Art. 55 – 139 )
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
LIBERTA’ e CARATTERI FONDAMENTALI
Art.1 Referendum del 02/06/1946 la Repubblica vinse per un scarto di voti molto piccolo
DEMOCRAZIA principio ordinatore ( maggioranza)
PRINCIPIO LAVORISTA
SOVRANITA‟ appartiene al popolo ( elezione del Parlamento )
Forma . SEPARAZIONE DEI POTERI
CONTROLLO E BILANCIAMENTO DEI POTERI
COSTITUZIONE IN SENSO FORMALE : Principi e norme fondamentali che reggono la collettività politica e
la sua organizzazione formalmente stabiliti in un testo scritto ( law in book )
COSTITUZIONE IN SENSO MATERIALE : Vivente – come viene applicata L‟ordine concreto che
caratterizza ogni società: ruolo di fatto esercitato dal gruppo politico predominante ( law in action )

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PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE
ï‚·
ï‚·
ï‚·
ï‚·
ï‚·

PRINCIPIO DEMOCRATICO
PRINCIPIO PERSONALISTA
PRINCIPIO PLURALISTA
PRINCIPIO LAVORISTA
PRINCIPIO AUTONOMISTICO

PRINCIPIO DEMOCRATICO
Carattere dell‟assetto politico istituzionale per cui FONTE DEL POTERE POLITICO E‟ IL CONSENSO DEI
GOVERNATI. Principio ordinatore della DEMOCRAZIA. La sovranità appartiene al popolo ( Art. 1 Cost. )
ed è esercitato con strumenti di democrazia:
ï‚·

DIRETTA il popolo si esprime direttamente ( referendum – abrogativo – fonti primarie - o
costituzionale – fonti di rango costituzionale)

ï‚·

RAPPRESENTATIVA ( elezioni politiche e amministrative )
ï‚· Parlamentari senza vincolo di mandato
Elezioni politiche - Ordinamento SOVRANO ( Parlamento )
Elezioni amministrative - Ordinamento DERIVATO ( Regioni – Province – Comuni )

ï‚·

ELEMENTI CHE CONCORRONO A REALIZZARE IL PRINCIPIO DEMOCRATICO
ï‚·

PRINCIPIO DELLA MAGGIORANZA ( semplice, assoluta, qualificata )

ï‚·

LIMITATA CON GARANZIE POSTE A TUTELA DELLE MINORANZE

ï‚·

TRASPARENZA NELL‟ESERCIZIO DEI POTERI PUBBLICI

ï‚·

TUTELA DELLE LIBERTA‟ CIVILI

ï‚·

EFFETTIVA PARTECIPAZIONE ALL‟ORGANIZZAZIONE DEL PAESE

ï‚·

SEPARAZIONE DEI POTERI (Montesquieu: legislativo – esecutivo - giudiziario)

ï‚·

GARANZIA DELLA LIBERTA‟

PRINCIPIO PERSONALISTA
Posto come fine fondamentale lo sviluppo della PERSONA UMANA

( Art. 2 Cost. )

Esistono tre gradi di tutela:
1.

Tutela del singolo come individuo

2.

Tutela delle formazioni sociali

3.

Tutela del singolo nelle formazioni sociali

Sfera della PERSONALITÀ FISICA e MORALE INVIOLABILE ( es. Divieto di pena di morte - Art. 27 Cost. )

Art. 3, Comma I, Cost. – principio di uguaglianza formale (Stato liberale)
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di
razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Disciplinare in modo uguale situazioni uguali ed in modo diverso situazioni diverse.

Art. 3, Comma II, Cost. – principio di uguaglianza sostanziale (Welfare State)
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la
libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva
partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Es.: aiuti economici per i soggetti meno abbienti/borse di studio – diritto di difesa/avvocato d‟ufficio
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PRINCIPIO PLURALISTA
È strettamente collegato al principio personalista ed attiene alla tutela delle formazioni sociali ( Art. 2
Cost. ) autonome dello stato, famiglia, sindacati, partiti, confessioni religiose. Anche le associazioni sono
titolari di diritti di libertà ed hanno autonomia normativa.
Potestà Legislativa
Potestà Normativa

Stato/Regioni (Art. 117 Cost.)
Associazioni, Famiglia

Tutela dei diritti dei singoli nelle formazioni sociali anche contro poteri privati. ( es. tutela del lavoratori
nell‟impresa L. 300/70 )
PRINCIPIO LAVORISTA

( Art. 1, Comma 1, Cost. ) L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL
LAVORO.
Strumento per la realizzazione della personalità e di adempimento del dovere di solidarietà sociale. (Es.:
dovere di pagare le tasse/imposte in base alla propria capacità contributiva).
Diritto al lavoro come diritto sociale ( Art. 4 Cost. ) – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto
al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una
funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
NORMA PROGRAMMATICA – (Politiche economiche) - Lavoro utilizzato come criterio valutativo della
posizione da attribuire ai cittadini nello stato.
ART. 139 Cost. – La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale, è
immodificabile, se no c‟è il sovvertimento dell‟ordine costituzionale.
PRINCIPIO AUTONOMISTA

( Art. 5 Cost. ) - La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei
servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi
della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
AUTONOMIA = CAPACITA‟ DI PRODURRE NORME GIURIDICHE (Regioni, Provincie, Comuni, Città
Metropolitane, Roma) - Enti Pubblici Territoriali - Legittimati dal basso.
Art. 114 Cost. - Regola di distribuzione del potere politico-amministrativo fra diverse istituzioni autonome
DECENTRAMENTO = TRASFERIMENTO DI FUNZIONI E COMPITI DAL CENTRO ALLA PERIFERIA
Es. il PREFETTO coordina gli Uffici Territoriali del Governo e rappresenta il potere esecutivo nella
circoscrizione provinciale. Legittimazione dall‟alto.
Art. 118 Cost.
( La Repubblica = Stato + Autonomie = somma dei due ordinamenti Sovrano e Derivato )
Lo Stato sovrano non potrà minacciare le autonomie locali ( Non sono state previste le Comunità Montane
quindi si possono abolire ) Per le grandi città, CITTA‟ METROPOLITANE, ( es. più di 1 milione di abitanti )
era previsto un ordinamento diverso che però non è mai stato attuato.

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Fonti Costituzionali

LE FONTI DEL DIRITTO NELL’ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO

COSTITUZIONE
Trattati UE
( ex trattati CE )
LEGGI COSTITUZIONALI E
LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE

Fonti Primarie

LEGGE ORDINARIA
Regolamenti degli
Ordini Costituzionali
(fonti extra-ordinem)
Principio di Competenza
ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE
(Decreti Legge – Decreti Legislativi)
Statuti Regionali
Leggi Regionali

Regolamenti CEE
Direttive CEE

Fonti Secondarie

REFERENDUM ABROGATIVO

REGOLAMENTI GOVERNATIVI
D.P.R.
Statuti degli
Enti Autonomi
Regolamenti
degli Enti
Autonomi

REGOLAMENTI
INTERMINISTERIALI
D.I.

REGOLAMENTI
MINISTERIALI
D.M - D.P.C.M.
____________________________________________________________

Fonti di rango Costituzionale: le leggi costituzionali sono quelle che integrano il testo della Costituzione
affiancandosi ad esso e soddisfano la riserva di legge costituzionale; le leggi di revisione costituzionale
sono quelle che modificano uno o più articoli della Costituzione; entrambi i tipi di legge per essere adottati
necessitano del procedimento aggravato ex art. 138 già visto per la Costituzione.
Fonti Primarie: a carattere chiuso, cioè solo quelle indicate dalla Costituzione. Leggi ordinarie ( adottate dal
Parlamento attraverso il procedimento legislativo ) - Atti aventi forza di legge ( Decreti Legge, adottati dal
Governo in casi straordinari di necessità ed urgenza da convertire in legge dal Parlamento entro 60 gg. –
controllo successivo - Decreti legislativi, adottati dal Governo su legge-delega del Parlamento – controllo
preventivo - contenete l’oggetto, cioè la materia, i principi ed i criteri direttivi, il termine ) funzione
legislativa esercitata dal Governo (eccezione) – Due punti di vista: Attivo: possono modificare l‟ordinamento
giuridico come fossero una legge ordinaria – Passivo: capacità di resistere all‟abrogazione da parte di fonti di
rango secondario. - Referendum Abrogativo (abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente
forza di legge dello Stato o delle Regioni) – Regolamenti degli Ordini Costituzionali - Statuti e Leggi regionali.
Fonti secondarie: a carattere aperto nel rispetto del principio di legalità. Regolamenti governativi (D.P.R.) –
Regolamenti interministeriali (D.I.) – Regolamenti ministeriali (D.M. – D.P.C.M.) – sono graduati al loro
interno secondo l‟ordine.
Fonti Extra Ordine – Fuori dal sistema delle Fonti ( es. Consuetudini )
Le fonti di pari grado sono regolate tra loro da un criterio di tipo cronologico.
Tra le fonti primarie ed i regolamenti degli ordini costituzionali si applica il criterio della competenza
(rapporto eccezionale).
Tra una legge ordinaria ed un referendum abrogativo il rapporto è di tipo cronologico.
Rapporti tra fonti di rango diverso sono regolati dal criterio gerarchico, in caso di contrasto la fonte inferiore
è invalida. Es.: tra la costituzione e fonti primarie prevale la prima, in caso di contrasto tra un regolamento
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ed una legge primaria prevale la legge primaria, nel primo caso possiamo avere l‟intervento della Corte
Costituzionale, solo se adita, la cui funzione principale è quella di fare il controllo di legittimità costituzionale
delle leggi e degli atti aventi forza di legge dello Stato e delle Regioni che può portare alla declaratoria di
illegittimità costituzionale, cioè la fonte primaria che contrasta con la Costituzione viene dichiarata
incostituzionale.
I tre criteri servono per risolvere i contrasti ( antinomìe ) che possono sorgere tra le fonti.
La fonte secondaria che contrasta con la fonte primaria è invalida e può subire il vaglio (il controllo) da parte
del Giudice ordinario o amministrativo.
Fonti primarie dell‟Unione Europea sono i Trattati, ad ultimo il Trattato di Lisbona entrato in vigore il 1°
dicembre 2009, che devono essere ratificati dai singoli Stati. Fonti secondarie sono i regolamenti,
immediatamente applicati, e le direttive, che necessitano di attività di recepimento dagli Stati membri, e
devono essere convertite in fonti nazionali, normalmente fonti primarie.
Fonti primarie dell‟ordinamento regionale sono gli statuti regionali, le leggi regionali, fonti secondarie sono gli
statuti degli enti autonomi ed i regolamenti degli enti autonomi.
Il criterio di competenza regola i rapporti tra l’ordinamento statale e gli ordinamenti derivati, es.: tra
legge statale e legge regionale applichiamo l‟art. 117 Cost. che disciplina la competenza delle materie
relative, tra leggi statali e fonti dell‟Unione Europea prevale la fonte competente a disciplinare la materia in
esame così come indicato nei Trattati dell‟U.E..

COSTITUZIONE
( Fonte sulle Fonti )

FONTI PRIMARIE a carattere chiuso
( Forza di Legge )

FONTI SECONDARIE a carattere aperto
( Principio di legalità )

Fonti primarie a carattere chiuso perché date dalla costituzione.
Fonti secondarie a carattere aperto: può istituire nuove fonti nel principio di legalità.

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GLOSSARIO
La norma è VIGENTE quando è stata approvata seguendo la procedura prevista dalla Costituzione se è
una legge o dalle leggi se si tratta di un regolamento, la promulgazione del Presidente della Repubblica ed
un periodo di tempo detto la “vacatio legis” ed entra in vigore, normalmente, dopo 15 giorni dalla sua
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. La Costituzione italiana è entrata in vigore il
1° gennaio 1948, da allora essa è vigente.
Tuttavia, non tutto ciò che è vigente viene realmente osservato ed allora prende significato il PRINCIPIO DI
EFFETTIVITÀ: una norma è effettiva quando è applicata. Vi sono norme vigenti ma ineffettive, la norma
diventa ineffettiva quando la sua violazione non viene sanzionata ed i cittadini iniziano a credere che quella
norma non esista, non sia cogente o non sia vigente o, ancora, sia stata abrogata; ad esempio: la norma
sull‟uso delle cinture di sicurezza in auto inizialmente era ineffettiva perché non era applicata la sanzione
amministrativa per la sua inosservanza, anche se già vigente; la norma sul finanziamento pubblico dei partiti
politici era vigente ma ineffettiva perché non sanzionata fino al caso di “mani pulite” che vide coinvolto
Bettino Craxi.
Per noi assume particolare importanza lo studio della Costituzione VIVENTE o materiale, che non significa
solo vigente, ma anche applicata e quindi quell‟assetto di poteri che oggi esiste ed è reale nel nostro Paese
e non è esattamente quello scritto ma frutto di un‟INTERPRETAZIONE di una norma scritta in un certo modo
ma da cui si ricava una norma che ha un contenuto diverso.
Altra cosa è se la norma è LEGITTIMA o ILLEGITTIMA: la fonte primaria se viola la Costituzione è illegittima,
si ha quindi il caso dell‟ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.
Il Parlamento esercita poteri in quanto espressione della sovranità popolare, ma attraverso i limiti previsti
dalla Costituzione e quindi attraverso dei rappresentanti, ma la sovranità dei rappresentanti viene limitata in
ogni caso dalla Costituzione: il Parlamento non può approvare una legge con qualsiasi contenuto solo
perché espressione del popolo. Sia il Parlamento che il popolo hanno l‟obbligo di rispettare tutti i poteri
costituiti con la Costituzione del 1948.

ORIGINI DEL COSTITUZIONALISMO MODERNO
Nasce con le rivoluzioni liberali del XVIII secolo.
RIVOLUZIONE FRANCESE 1789

RIVOLUZIONE AMERICANA 1774-1781

Trova espressione in tre documenti fondamentali:
ï‚·

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO - Francia - 1789

ï‚·

DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA - America - 1779

ï‚·

COSTITUZIONE AMERICANA - America - 1787

COSTITUZIONALISMO NORD AMERICANO
LA COSTITUZIONE: insieme di regole che riflettono un ordine obiettivo e si presenta alla ragione e alla
volontà individuale come un dato preesistente ( leggi divine, tradizione, diritto naturale )
La costituzione garantisce e riconosce come preesistenti DIRITTI FONDAMENTALI già posseduti come
patrimonio individuale e collettivo.
IL POPOLO: comunità con un nuovo legame che supera quello con la madrepatria.
Guerra di indipendenza americana - 1774 – 1781
Ribellione delle 13 colonie inglesi del Nord America (ordinamenti derivati) contro la madrepatria
(ordinamento originario sovrano) e proclamazione della loro indipendenza nel 1776.
La dichiarazione d'indipendenza apre con queste affermazioni: "Noi riteniamo che le seguenti verità siano di
per se stesse evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni
diritti inalienabili, che fra questi sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità. Che allo scopo di garantire
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questi diritti, sono creati fra gli uomini i governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei
governati…"
Nuovo ordinamento Giuridico sovrano
Strutturata in due parti:
ï‚·

TAVOLA DEI DIRITTI - BILL OF RIGHTS
o

Diritti naturali inalienabili che vengono riconosciuti come innati, non attribuiti.
( dottrina filosofica del GIUSNATURALISMO – diritti naturali innati della persona umana )

ï‚·

ORGANIZZAZIONE - FORM OF GOVERNMENT
o

Norme che regolano l‟organizzazione per assicurare la tutela dei diritti.

Il preambolo alla Costituzione recita: "Noi popolo degli Stati Uniti, al fine di perfezionare la nostra Unione,
garantire la giustizia, assicurare la tranquillità all'interno, provvedere alla difesa comune, promuovere il
benessere generale, salvaguardare per noi e per i nostri posteri il bene della libertà, poniamo in essere
questa Costituzione quale ordinamento per gli Stati Uniti d'America".
Composta da 7 Articoli
o
o
o
o
o

Potere Legislativo ( Art. 1 )
Potere Esecutivo ( Art. 2 )
Potere Giudiziario ( Art. 3 )
Gli Stati ( Art. 4 )
Revisione e vigenza della Costituzione ( Art. 5 - 7 )

Obiettivo BILANCIAMENTO e SEPARAZIONE DEI POTERI, visti come poteri serventi della comunità,
utilizzati per garantire i diritti e basati sul consenso popolare.
Creare un governo stabile ed autorevole che sia espressione diretta della volontà popolare e stabilire
dei limiti costituzionali all’abuso di potere.
La Carta Americana prevede una repubblica presidenziale, basata sulla separazione dei poteri e affida alla
Corte Suprema il compito di vigilare sull‟ordinamento costituzionale.

COSTITUZIONALISMO FRANCESE
LA COSTITUZIONE: insieme di regole capaci di conformare artificialmente l‟ordine politico, prodotte dalla
ragione e/o dalla volontà umana, consapevolmente esercitate in un momento storico preciso.
La costituzione intesa come atto unilaterale di un nuovo potere dominante individuato nella
NAZIONE – Potere costituente – sovvertimento dell’ordine costituito e abbattimento della monarchia.
Esiste un legame antecedente alla Costituzione: vi è, infatti, un‟entità collettiva sovrana già strutturata
denominata NAZIONE, che è il presupposto affinché la Nazione stessa produca la Costituzione. Ciò impone
una radicale rottura con il presente. I diritti devono essere attributi ex-novo e il POPOLO è inteso come
soggetto rivoluzionario.
La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del cittadino del 1789 sancisce alcuni principi fondamentali ancora
oggi ritenuti essenziali nella formulazione di ogni costituzione.
L'art. 1 stabilisce che "Gli uomini nascono e rimango liberi ed uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non
possono essere fondate che sull'utilità comune"; l'art. 2 prosegue sancendo come il fine di ogni associazione
politica sia la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell'uomo: essi sono la libertà, la proprietà, la
sicurezza e la resistenza all'oppressione (o diritto di resistenza).
Con la Rivoluzione francese nasce altresì l'idea della sovranità della Nazione. Con l'ancien regime si aveva
ancora un'identificazione tra lo Stato e la persona del Re, emblematica la celebre frase di Re Luigi XIV
"L'Etat c'est moi"; con il passaggio, a seguito della rivoluzione, ad una forma di stato liberale, subentra
l'identificazione tra lo Stato e la Nazione composta da "singoli cittadini eguali". L'art. 3 della Dichiarazione
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sancisce espressamente come "il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun
corpo, nessun individuo può esercitare un'autorità che non emani espressamente da essa".
L'art. 16, infine, contiene uno dei principi più importanti: "Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è
assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha Costituzione"; in base a tale principio deriva che
solo il nuovo stato possiede una Costituzione, e non anche l'Ancien Regime.
Ancien Regime

Stato Assoluto

Identificazione tra lo Stato e la persona del Re

Rivoluzione francese

Stato Liberale

Identificazione tra STATO e NAZIONE composta da singoli cittadini eguali

Riassumendo:
ï‚·

Secondo il Costituzionalismo Nord Americano la Costituzione è un insieme di regole che
riflettono un ordine preesistente: La Costituzione riconosce e garantisce i diritti fondamentali
già posseduti dall’uomo.

ï‚·

Secondo il costituzionalismo Francese la Costituzione è un insieme di regole prodotte dalla
volontà umana e capaci di conformare artificialmente l’ordine politico: i diritti devono essere
attribuiti.

COSTITUZIONE IN SENSO MODERNO
Solo il nuovo stato possiede una Costituzione. Rottura con l‟ordinamento precedente.
ï‚·

GARANZIA DEI DIRITTI

ï‚·

SEPARAZIONE DEI POTERI

DIRITTO OGGETTIVO: è una regola comune imposta da altri o posta dalle parti che dà luogo a vincoli
reciproci.
DIRITTO SOGGETTIVO: determina in capo ad un soggetto situazioni giuridiche favorevoli o di
vantaggio ( diritti in senso soggettivo ) mentre in capo ad altri determina il
sorgere di corrispondenti situazioni non favorevoli o di svantaggio (
obblighi ) tutelato in modo diretto e immediato.

CARATTERISTICHE DI UNO STATO MODERNO sono:
ï‚·

LA POLITICITA’: l‟ordinamento statale assume fra le proprie finalità la cura almeno potenzialmente
di tutti gli interessi generali che riguardano una determinata collettività stanziata su un determinato
territorio.

ï‚·

LA SOVRANITA’: supremazia rispetto ad ogni altro potere costituito al suo interno e la sua
indipendenza rispetto a poteri esterni.

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PRINCIPI FONDAMENTALI
PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA
Con la nascita degli Stati Liberali di fine 700 il principio di eguaglianza diviene:
ï‚·

CONDIZIONE NECESSARIA per il libero sviluppo della persona umana e per la realizzazione di una
maggiore giustizia sociale

Il nostro ordinamento riconosce due tipi di EGUAGLIANZA :
ï‚·

IN SENSO FORMALE - Art. 3, Comma 1 - Divieto di discriminazioni
ingiustificate/obbligo di discriminazioni giustificate – Es.: Diritto all‟istruzione -

ï‚·

IN SENSO SOSTANZIALE - Art. 3, Comma 2 -

( In Italia Divorzio solo nel 1970 in Francia già nel 1800 )
( Per situazioni uguali trattamenti uguali, per situazioni diverse trattamenti diversi ).
OBIETTIVO UNIONE EUROPEA migliorare la qualità della vita del singolo e del gruppo sociale.
LIBERTA’ FONDAMENTALI

Nel „700…
Inizialmente concepite come LIBERTA’ NEGATIVE
Limite negativo ai pubblici poteri a garanzia dell‟autonomia
e indipendenza dell‟individuo nei confronti dello stato
( Es. Libertà personali, di domicilio, di comunicazione, ecc )

Nell‟800…
L‟evoluzione dello Stato ha determinato lo sviluppo
delle LIBERTA’ POSITIVE ( O DIRITTI POLITICI )
Comporta una partecipazione attiva alla vita dello
Stato che deve rendere effettivo l‟esercizio delle
Libertà Negative
( Es. Diritto di associazione, di riunione, di voto, ecc. )

Nella prima metà del 900 nascono i DIRITTI SOCIALI
nati al fine di riequilibrare le disparità sociali
mediante l‟intervento dei pubblici poteri
( Es. Diritto al lavoro, alla salute, all‟istruzione )
Art. 3, comma II, Cost.

LIBERTA’ DALLO STATO
↓
Dovere di astensione e
di non Interferenza

LIBERTA’ NELLO STATO
↓
Dovere di azione positiva
dei poteri pubblici

LIBERTA’ MEDIANTE
LO STATO

Art. 3, comma II, Cost. – NORMA PROGRAMMATICA È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la
libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva
partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
In questo comma ritroviamo il principio dell’uguaglianza in senso sociale ed economico (uguaglianza
sostanziale), da non confondere con il principio dell‟”egalité” della Rivoluzione Francese, cioè il divieto di
discriminazioni, indicato nel primo comma dell‟art. 3 Cost. (uguaglianza formale).

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Art. 2 Cost.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni
sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale.
In questo articolo ritroviamo il principio della “fraternité” della Rivoluzione Francese, cioè il principio di
solidarietà.
Si parla di DIRITTI DI QUARTA GENERAZIONE per i diritti legati alle NUOVE TECNOLOGIE ed alla
BIOETICA.
CARATTERISTICHE DEI DIRITTI FONDAMENTALI
ï‚· PREESISTENTI AL RICONOSCIMENTO: Non derivano la propria esistenza dal riconoscimento e non
sono perciò revocabili dallo Stato (Giusnaturalismo.)
ï‚· INVIOLABILI: Da tutti, soprattutto dai pubblici poteri.
ï‚· ASSOLUTI: Possono essere fatti valere nei confronti di tutti.
 INALIENABILI: Non possono essere trasferiti per atto di volontà del titolare.
ï‚· IMPRESCRITTIBILI: Non si estinguono in caso di mancato esercizio anche per un tempo prolungato.
 IRRINUNCIABILI E INDISPONIBILI: Il titolare non può rinunciarvi né disporne con atti di diritto privato.

Ripasso PRINCIPIO AUTONOMISTA – Art. 5 Cost.
Non esiste un ordinamento decentrato, ma delle Circoscrizioni decentrate – Differenza tra
autonomia e decentramento.
LIBERTÀ NEGATIVE
LIBERTÀ POSITIVE
DIRITTI SOCIALI – Art. 3, comma II, UGUAGLIANZA SOSTANZIALE

TEORIA DI COSTANTINO MORTATI
______________________________________________________________________________________
COSTITUZIONE IN SENSO FORMALE: Principi e norme fondamentali che reggono la collettività politica e
la sua organizzazione formalmente stabiliti in un testo scritto ( law in book ) in un determinato momento
storico;
è diversa dalla
COSTITUZIONE IN SENSO MATERIALE: VIVENTE – come viene applicata. L’ordine politico concreto
che caratterizza ogni società: ruolo di fatto esercitato dal gruppo politico predominante ( law in action ).

Art. 6 Cost.
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Cosa si intende per lingua? Sono le lingue delle regioni di confine come Valle d‟Aosta e Trentino Alto Adige,
francese e tedesco, e non i dialetti come l‟occitano.

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Art. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non
richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto
non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Norma importante che riguarda un principio fondamentale, una libertà fondamentale, che è la LIBERTÀ DI
RELIGIONE, pilastro fondamentale degli ordinamenti democratici. Nell‟ordinamento italiano attuale si supera
l‟idea della religione di stato, prevista nello Statuto Albertino, per giungere allo STATO LAICO, pur nel
rispetto e nel confronto col fenomeno religioso, testimoniato dall‟articolazione territoriale sul territorio italiano
della Chiesa Cattolica ma anche di altre confessioni religiose. Nel 1929 sono stati stipulati i Patti
Lateranensi, nel 1946 venne stabilito che lo stato italiano non è uno stato confessionale, l‟ordinamento non
richiama i principi confessionali nella Costituzione ma attribuisce indipendenza e sovranità a Stato e Chiesa
Cattolica ciascuno nel proprio ordine, quindi l‟indipendenza e sovranità territoriale della Chiesa viene limitata
allo Stato Città del Vaticano, così come l‟organizzazione della Chiesa non può essere oggetto di ingerenze
da parte dello Stato (organigramma dei ministri del culto) perché riservata alle scelte del Pontefice attraverso
le regole del Diritto Canonico. Quando l‟organizzazione clericale opera sul territorio dello Stato italiano, dove
quest‟ultimo ne ha la piena sovranità operano i Patti Lateranensi; si pensi al fatto che, prima del 1929, chi si
sposava in Chiesa doveva poi ripetere l‟atto in Comune, non essendo attribuite funzioni civili al ministro del
culto. Costituzionalmente, il rango dei Patti Lateranensi è stato elevato al di sopra della legge ordinaria, tanto
da renderli non modificabili con legge ordinaria, se non tramite l‟accordo tra le parti (es.: modifica del 1984 –
8 per mille, contributi, beni culturali della Chiesa), diversamente occorre svolgere la procedura aggravata di
revisione costituzionale.
La libertà di religione viene richiamata anche nell‟art. 3, comma 1°, della Costituzione, attraverso il DIVIETO
DI DISCRIMINAZIONE RELIGIOSA, in questo senso c‟è il collegamento con l‟art. 8, comma 1°.
I rapporti con le altre confessioni religiose sono regolati come i rapporti con qualunque altro GRUPPO
SOCIALE ORGANIZZATO che persegue interessi comuni, a cui l‟ordinamento pone il LIMITE DI NON
CONTRASTARE CON L‟ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO (es.: pratiche di mutilazione religiosa o
disparità di trattamento tra uomo e donna). L‟equivalente dei Patti Lateranensi per le confessioni religiose
diverse dalla Chiesa Cattolica sono LE INTESE, i Patti sono quindi un tipo di intesa. La religione musulmana
non ha ancora, ad oggi, stabilito un‟intesa con lo stato italiano perché non ha una struttura con un vertice in
grado di contrattare gli accordi.

Art. 19
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o
associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti
contrari al buon costume.
Specificazione del principio della libertà di riunione ed associazione (processioni, cortei, “fare culto”) in cui il
buon costume viene interpretato estensivamente come divieto di turbativa dell‟ordine pubblico.

Art. 20
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere
causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica
e ogni forma di attività.
In questo articolo viene considerata la struttura delle associazioni religiose, vista dal punto di vista negativo
delle limitazioni, è storicamente derivato dallo spoglio dei beni religiosi avvenuto nell‟800 con le azioni contro
la Chiesa e le istituzioni religiose. Attualmente questa tendenza si è capovolta portando a delle agevolazioni
particolari verso la Chiesa (esenzioni ICI, 8 per mille, ecc.) attraverso le scelte politiche dei governanti.

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Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Il primo comma dell‟articolo è quello su cui si basa la doppia valenza degli atenei universitari, peraltro già
esistenti da diversi secoli (Torino – 600 anni): da un lato la didattica, attraverso l‟insegnamento, dall‟altro la
ricerca, con il collegato problema delle risorse da destinarvi.
Il secondo comma, in via di interpretazione evolutiva, stabilisce il principio su cui si basa il DIRITTO
DELL’AMBIENTE, cioè la tutela più ampia del paesaggio, intesa come tutela dagli inquinamenti, tutela
dei beni culturali e del governo del territorio.

Art. 10
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati
internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla
Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla
legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. (*)
NOTE:
(*) La legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1, ha disposto che l'ultimo comma dell'art. 10 e l'ultimo comma
dell'art. 26 della Costituzione non si applicano ai delitti di genocidio.
Questo articolo si occupa dell‟ORDINAMENTO INTERNAZIONALE, fondato sui TRATTATI, che in sostanza
sono dei contratti tra stati.
Le norme generalmente riconosciute sono norme che non necessitano di essere scritte ma che si
tramandano (es.: i prigionieri di guerra non devono essere uccisi – DIRITTO BELLICO).
Nel secondo comma si fa l‟ipotesi di un trattato che riguarda la posizione giuridica dello straniero sul territorio
italiano. I trattati internazionali normalmente si basano sul PRINCIPIO DI RECIPROCITÀ, cioè si
riconoscono agli altri stati i diritti che vengono riconosciuti al proprio.
Il DIRITTO D‟ASILO, concesso allo straniero alle condizioni stabilite dalla legge, estremamente restrittive, si
limita a pochi e rari casi.
L‟ESTRADIZIONE rappresenta il trasferimento di un soggetto all‟autorità giudiziaria di un altro Paese, per
essere giudicato, data la mancata uniformità dell‟ordinamento giudiziario nei vari stati. Quella per reati politici
non è ammessa perché può verificarsi il caso in cui nell‟altro ordinamento sia prevista la pena di morte,
secondo la nostra Costituzione vietata, tranne che nei casi di genocidio.

ORDINAMENTO INTERNAZIONALE
ï‚·
ï‚·
ï‚·
ï‚·
ï‚·

La base sociale è costituita non da persone fisiche ma da entità collettive (Stati con ordinamenti
sovrani)
Non c‟è niente che si ponga nei confronti dei consociati in posizione sovraordinata
Non ha un organo legislativo che produca norme aventi come destinatari tutti i soggetti
Manca un meccanismo organizzato di soluzione delle controversie fra i soggetti
La tutela degli interessi soggettivi è affidata all‟istituto dell‟autotutela

Le norme del diritto internazionale sono NORME DI ORIGINE CONSUETUDINARIA, quindi FONTI-FATTO
nel senso che sono consuetudini che obbligano tutti i soggetti dell’ordinamento, rivolte alla
collettività ed, in particolare, agli Stati.

DIRITTO INTERNAZIONALE CONSUETUDINARIO - Norme del diritto internazionale generale formatesi nei
secoli ed internazionalmente riconosciute.

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DIRITTO INTERNAZIONALE PATTIZIO – Si fonda sui Trattati e sugli Accordi, su speciali fonti, modificabili a
seconda del contesto storico.

CONCEZIONE DUALISTA
Ordinamento Statale ed Ordinamento Internazionale sono separati. Se parliamo di Unione Europea la
sovranità resta agli Stati, non ci sono due ordinamenti sovrani, è la concezione monista rovesciata come
primato dell‟ordinamento statale in quanto ordinamento sovrano che delega i suoi poteri a quello europeo.
L‟ordinamento internazionale rappresenta invece tante sovranità che dialogano tra di loro e stipulano
contratti.

Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione
delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità
necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le
organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
L‟articolo si ricollega allo schema ordinamento originario sovrano/ordinamenti derivati autonomi della teoria
istituzionale della pluralità degli ordinamenti giuridici, che fonda il rapporto tra ordinamento nazionale de
Unione Europea oltre che tra ordinamento nazionale e tutte le altre organizzazioni internazionali come, ad
esempio, l‟O.N.U., ma con due caratteri completamente diversi: l‟adesione all‟ONU è frutto della scelta di
aderire ad un trattato internazionale, la scelta di aderire all‟Unione Europea è stata per lungo tempo
considerata solo un trattato internazionale, occupandosene, anche dal punto di vista scientifico, i professori
di diritto internazionale, una materia separata, ma è poi prevalsa l‟idea che non esiste una branca del diritto
internazionale che studia l‟Unione Europea, ma che essa ricada in tutte le altre discipline e gli altri istituti,
perché l‟ordinamento unitario è entrato nell‟ordinamento nazionale dei singoli stati.
Il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali significa che, come
ordinamento sovrano, l‟Italia non partecipa a missioni di guerra, ma può parteciparvi come stato facente
parte dell‟ONU quando la decisione è presa dal consesso internazionale attraverso gli strumenti detti
Peacekeeping (mantenimento della pace) e Peace enforcement (riportare la pace).
L'Organizzazione delle Nazioni, in sigla ONU, spesso abbreviata in Nazioni Unite, è la più
importante ed estesa organizzazione intergovernativa: sono, infatti, suoi membri 192 Stati del mondo
su un totale di 201.
Le Nazioni Unite hanno come fine il conseguimento della cooperazione internazionale in materia di
sviluppo economico, progresso socioculturale, diritti umani e sicurezza internazionale. Relativamente
alla sicurezza internazionale in particolare hanno come fine il mantenimento della pace mondiale
anche attraverso efficaci misure di prevenzione e repressione delle minacce e violazioni ad essa
rivolte.
La sede centrale delle Nazioni Unite si trova a New York (USA). L'attuale Segretario Generale delle
Nazioni Unite è Ban Ki-Moon che ha sostituito Kofi Annan il 1º gennaio 2007.
Nel 2001 le Nazioni Unite e il Segretario Generale Kofi Annan furono insigniti del Premio Nobel per la
pace, ma già in precedenza altre organizzazioni dipendenti dell'ONU furono premiate con un Nobel
per la Pace:
ï‚· nel 1954 e nel 1981 l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR);
ï‚· nel 1965 il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF);
ï‚· nel 1988 le forze delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite è nata con la carta di San Francisco il 26 giugno del 1945 per
cooperare per una vita migliore in tutto il mondo e per la pace, dopo la catastrofe della seconda guerra
mondiale.
I membri delle Nazioni Unite sono gli Stati che accettano gli obblighi imposti dal suo statuto e che
sono ritenuti in grado di farne fronte.
Il 3 luglio 2006 gli Stati membri delle Nazioni Unite sono diventati 192, con l'adesione del Montenegro.
Oltre ai 192 stati membri, altre 75 rappresentanze presenziano all'assemblea in qualità di "osservatori
delle Nazioni Unite", come la Santa Sede (in rappresentanza della Chiesa cattolica e dello Stato della
Città del Vaticano), che gode dello status di "osservatore permanente delle Nazioni Unite" come "stato
non membro" e anche l'Autorità Nazionale Palestinese, che gode dello status di "osservatore delle
Nazioni Unite" come "entità".
Un'organizzazione simile era stata operativa dal 1920 al 1946, con il nome di Società delle Nazioni.
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Un passo fondamentale per la creazione dell'ONU fu la stipulazione della Carta Atlantica, da parte del
Presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt e del Primo ministro britannico Winston Churchill;
l'evento si svolse il 14 agosto del 1941 a Terranova.
Il 26 giugno 1945, a San Francisco, ebbe luogo la Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite. Il 24
ottobre venne firmato lo Statuto da parte dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza
delle Nazioni Unite, e dalla maggioranza degli altri 49 firmatari. I membri del Consiglio di sicurezza
sono i cinque stati usciti vincitori dalla Seconda guerra mondiale:
ï‚·
Cina
ï‚·
Francia
ï‚·
Unione Sovietica
ï‚·
Gran Bretagna
ï‚·
Stati Uniti
La prima Assemblea generale, con la presenza di 51 Stati, si tenne il 10 gennaio 1946 a Londra.
Già dal 1945 fu istituita dall'ONU la FAO (Food and Agricolture Organization), allo scopo di ridurre i
problemi della fame nel mondo.
A Torino c’è una sede dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, agenzia dell’ONU.
L‟art. 11 è stato poi interpretato per l’adesione all’Unione Europea: al Mercato Comune Europeo nel 1957
e, via via, all‟evoluzione che questo mercato comune ha avuto dal 1957 ad oggi, evoluzione sviluppatasi in
maniera sempre più consistente al punto di far dubitare se la sovranità sia ancora in Italia o sia stata
devoluta all‟Unione Europea, anche se, per ora, la sovranità è considerata sempre dello stato nazionale
perché, anche solo dal punto di vista formale, il trattato prevede ancora la possibilità di recedere da parte
dello stato e quindi sia la scelta libera di aderire come quella libera di recedere esprimono ancora la
sovranità nazionale e, ciò nonostante, dal momento che si è deciso di aderire al trattato si sono devolute
all‟Unione Europea materie e competenze sempre più vaste e sempre più importanti, da quella in materia di
moneta fino alla libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali (diritto di stabilimento), attraverso
l’INTERPRETAZIONE EVOLUTIVA dell‟art. 11, perché l‟interpretazione data originariamente al testo è stata
pensata per l‟adesione ad organizzazioni internazionali come l‟ONU, mentre alcuni fondatori costituenti
avevano già in mente il sogno europeo degli “Stati Uniti d‟Europa”, peraltro irrealizzato anche ad oggi, ma
che lo ha reso l‟anello di congiunzione tra Costituzione italiana e trattato dell‟Unione Europea. Il rapporto di
derivazione tra ordinamento sovrano italiano ed ordinamento derivato dell’U.E., che legittima
l’appartenenza dell’Italia all’U.E., sta nell’art. 11 Cost..

Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali
dimensioni.

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FONTI DEL DIRITTO

MODI ATTRAVERSO I QUALI IL DIRITTO NASCE E SI RINNOVA
RUOLO CENTRALE DELLA LEGGE COME ESITO DI UN MOVIMENTO CHE HA PORTATO AD
ACCENTRARE LA POTESTA’ NORMATIVA
L‟impero Romano è considerato la culla del diritto ( Responsabilità aquiliana = fuori dal contratto Art. 2043
c.c. nell‟ordinamento giuridico italiano ).
In passato la fonte per antonomasia era la LEGGE. Si aveva il ruolo centrale della legge come esito di un
movimento che aveva portato ad accentrare la potestà normativa, ad esempio nel sovrano, nel senso precostituzionale moderno, un solo soggetto che emanava le leggi con rapporti di sudditanza prevalentemente
nobiliari su cui si basava l‟organizzazione dello stato.
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ASSOLUTISMO: concentrare nelle mani del sovrano la potestà normativa
Legittimazione naturale – potere derivato da Dio e riservato alla discendenza maschile – derivato
dall‟Impero Romano e sviluppatosi nelle successive Monarchie Assolute – viene superato nel

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COSTITUZIONALISMO MODERNO: idea di sovranità del parlamento rappresentativo del
popolo
Il parlamento come complesso di Camere – in Italia Camera e Senato, in America il Congresso –
che emana le leggi, fonte principale del diritto – la sovranità non è più assoluta ma limitata al quadro
costituzionale – ma il sistema normativo “esplode”, cioè si moltiplicano le fonti, solo con le

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COSTITUZIONI DEL II DOPOGUERRA: principio del pluralismo sociale ed istituzionale
Si afferma la teoria della pluralità degli ordinamenti giuridici ed il governo multilivello, cioè livelli di
organizzazione che emanano le fonti, attraverso una complessità articolata. Ogni ordinamento
autonomo emana le proprie fonti (dal greco: auto – nomos): norme statali, norme regionali, norme
provinciali, norme comunali, norme della comunità montana, norme europee.

Il Parlamento viene eletto in base ad una Costituzione Immutabile.
IL POTERE COSTITUENTE è quello creato con il referendum del 1946 e si è esaurito nel 1948. Oggi non
c’è più nessun potere costituente in atto. Ci sono solo POTERI COSTITUITI
Nella Costituzione sono indicati anche i poteri del Parlamento
POTERE LEGISLATIVO è in atto sempre ( es. anche nel 2001 modifica costituzione )
Pluralismo = Stato - Regioni - Province – Comuni – Diritto Internazionale )

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LE FONTI DELL’ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO
COSTITUZIONE
Trattati UE – TFUE
( ex trattati CE )
LEGGI COSTITUZIONALI
LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE

LEGGE ORDINARIA
Regolamenti degli
Ordini Costituzionali
(fonti extra-ordine)
Principio di Competenza
ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE
(decreti Legge – decreti legislativi)
Statuti Regionali
Leggi Regionali

Regolamenti UE
Direttive UE
REFERENDUM ABROGATIVO

REGOLAMENTI GOVERNATIVI
D.P.R.
Statuti degli
Enti Autonomi
Regolamenti degli
Enti Autonomi

REGOLAMENTI
INTERMINISTERIALI
D.I.
REGOLAMENTI
MINISTERIALI
D.M - D.P.C.M.

Fonti Primarie: Leggi ordinarie ( adottate dal Parlamento attraverso il procedimento legislativo ) - Atti
aventi forza di legge ( Decreti Legge, adottati dal Governo in casi straordinari di necessità ed urgenza Decreti legislativi, adottati dal Governo su legge-delega del Parlamento, contenete l’oggetto, cioè la
materia, i principi ed i criteri direttivi, il termine ) funzione legislativa esercitata dal Governo (eccezione) –
Due punti di vista: Attivo: possono modificare l‟ordinamento giuridico come fossero una legge ordinaria –
Passivo: capacità di resistere all‟abrogazione da parte di fonti di rango secondario. Referendum Abrogativo
(abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente forza di legge dello Stato o delle Regioni) –
Statuti e Leggi regionali –
Fonti secondarie: Regolamenti governativi (D.P.R.) – Regolamenti interministeriali (D.I.) – Regolamenti
ministeriali (D.M. – D.P.C.M.) – sono graduati al loro interno secondo l‟ordine.
Fonti Extra Ordine – Fuori dal sistema delle Fonti ( es. Consuetudini )
Le fonti di pari grado sono regolate tra loro da un criterio di tipo cronologico.
Tra le fonti primarie ed i regolamenti degli ordini costituzionali si applica il criterio della competenza.
Tra una legge ordinaria ed un referendum abrogativo il rapporto è di tipo cronologico.
Rapporti tra fonti di rango diverso sono regolati dal criterio gerarchico, in caso di contrasto la fonte inferiore
è invalida. Es.: tra la costituzione e fonti primarie prevale la prima, in caso di contrasto tra un regolamento
ed una legge primaria prevale la legge primaria, nel primo caso possiamo avere l‟intervento della Corte
Costituzionale, solo se adita, la cui funzione principale è quella di fare il controllo di legittimità costituzionale
delle leggi e degli atti aventi forza di legge dello Stato e delle Regioni che può portare alla declaratoria di
illegittimità costituzionale, cioè la fonte primaria che contrasta con la Costituzione viene dichiarata
incostituzionale.
I tre criteri servono per risolvere i contrasti ( antinomìe ) che possono sorgere tra le fonti.
La fonte secondaria che contrasta con la fonte primaria è invalida e può subire il vaglio (il controllo) da parte
del Giudice ordinario o amministrativo.
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Fonti primarie dell‟Unione Europea sono i Trattati, ad ultimo il Trattato di Lisbona entrato in vigore il 1°
dicembre 2009, che devono essere ratificati dai singoli Stati. Fonti secondarie sono i regolamenti,
immediatamente applicati, e le direttive, che necessitano di attività di recepimento dagli Stati membri, e
devono essere convertite in fonti nazionali, normalmente fonti primarie.
Fonti primarie dell‟ordinamento regionale sono gli statuti regionali, le leggi regionali, fonti secondarie sono gli
statuti degli enti autonomi ed i regolamenti degli enti autonomi.
Il criterio di competenza regola i rapporti tra l’ordinamento statale e gli ordinamenti derivati, es.: tra
legge statale e legge regionale applichiamo l‟art. 117 Cost. che disciplina la competenza delle materie
relative, tra leggi statali e fonti dell‟Unione Europea prevale la fonte competente a disciplinare la materia in
esame così come indicato nei Trattati dell‟U.E..

COSTITUZIONE
( Fonte sulle Fonti )

FONTI PRIMARIE a carattere chiuso
( Forza di Legge )

FONTI SECONDARIE a carattere aperto
( Principio di legalità )

Fonti primarie a carattere chiuso perché date dalla costituzione.
Fonti secondarie a carattere aperto: può istituire nuove fonti nel principio di legalità.

PRINCIPI DEL SISTEMA DELLE FONTI
1. UNITÀ
2. COERENZA SISTEMATICA
3. COMPLETEZZA
Servono per interpretare le norme del ns. ordinamento giuridico.

UNITÀ: significa che tutte le norme dell’ordinamento giuridico italiano possono essere ricondotte al
potere costituente, cioè alla nostra Costituzione. Kelsen si interrogava su quale fosse la fonte sulle fonti,
noi sappiamo che è la Costituzione, la nostra “cartina di tornasole”.

COERENZA SISTEMATICA: l‟ordinamento prevede i criteri ed i meccanismi per risolvere i contrasti
tra le disposizioni normative consentendo all‟interprete di sciogliere le antinomìe, cioè il contrasto tra le
fonti, e di individuare la norma che deve essere applicata in concreto. I problemi che sorgono, cioè le
antinomìe, sono dovuti al fatto che un medesimo comportamento può essere disciplinato in modo
contrastante da norme differenti, cioè da fonti del diritto diverse. Viene garantita attraverso i criteri di
risoluzione delle antinomìe tra le fonti individuati mediante il principio di coerenza sistematica.

COMPLETEZZA: per risolvere le lacune normative sono stati individuati dei sistemi per cui la
completezza è garantita dall’analogia e dall’interpretazione.
Antinomìa = contrasto tra le fonti del diritto, quando uno stesso comportamento può essere consentito da
alcune fonti del diritto e vietato da altre; l‟interprete deve decidere se il comportamento può essere
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realizzato, con o senza sanzioni; esse nascono sia per l‟evoluzione dell‟ordinamento sia perché i casi
concreti possono travalicare le previsioni legislative ed infine perché da parte del legislatore spesso non
viene tenuto conto delle fonti preesistenti, anche di grado diverso, quando non addirittura dei principi stessi
della Costituzione.
Lacune normative = nascono da nuove situazioni che non sono ancora state disciplinate (es.: bioetica).
Le fonti si distinguono ulteriormente in:
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FONTI SULLA PRODUZIONE DEL DIRITTO = fatti od atti che l’ordinamento legittima alla
produzione di norme giuridiche. Ad esempio: la consuetudine è un fatto giuridico, basato sul
convincimento dei consociati che il comportamento tenuto sia giuridicamente rilevante, non deve
essere contra ius, gli usi sono fatti giuridici, entrambi producono effetti giuridici. Sono le norme che
disciplinano i modi di produzione del diritto oggettivo individuando i soggetti titolati di potere
normativo ed il procedimento di formazione degli atti prodotti. Si trovano già, in parte, enunciate nel
testo della Costituzione, laddove attribuisce potere legislativo alle due Camere, o laddove stabilisce
la disciplina del referendum abrogativo ed, in dettaglio, nella Legge 400/1988 che disciplina, ad
esempio, il procedimento per l‟adozione di un decreto-legge o di un decreto legislativo.
FONTI DI PRODUZIONE DEL DIRITTO = sono quegli atti che producono il diritto, quindi le fonti
fatto, come le consuetudini, e le fonti atto, come la Costituzione, le leggi ed i regolamenti. Per
avere una fonte di produzione del diritto dobbiamo avere una fonte sulla produzione del diritto, ad
esempio, non possiamo avere una consuetudine senza che la fonte sulla produzione del diritto ci
dica quando esiste la consuetudine o una legge ordinaria senza che una fonte sulla produzione del
diritto attribuisca a quella determinata fonte il valore di legge ordinaria.
FONTI DI COGNIZIONE DEL DIRITTO = servono a mettere a conoscenza i consociati dell‟esistenza
delle fonti del diritto, hanno una valenza conoscitiva. Si dice: “l’ignoranza della legge non viene
scusata”, cioè il consociato non può invocare a sua scusante il fatto che ignorava la legge perché
esistono le fonti di cognizione, che sono strumenti che vengono utilizzati per mettere il consociato
nella posizione di non poter invocare l‟ignoranza della legge; una volta pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale la legge entra in vigore normalmente entro 15 giorni (vacatio legis), tempo concesso ai
cittadini per venire a conoscenza della nuova fonte del diritto. Le leggi regionali del Piemonte sono
pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

Le fonti sulla produzione del diritto sono nate dall‟esigenza di procedimentalizzare il sistema di attuazione
delle fonti del diritto (prima, con l‟assolutismo monarchico, la parola del re era legge, non sottoposta a
controllo procedimentale) nel rispetto del principio di separazione dei poteri.
Principio di generalità ed astrattezza. La norma è giuridica quando è generale ed astratta: generale
perché applicabile ad una pluralità indeterminata di soggetti, astratta perché ripetibile l‟applicazione nel
tempo. Fanno eccezione le norme speciali, perché non sono generali, si riferiscono a ipotesi determinate, e
le norme eccezionali, perché non sono astratte, si riferiscono a specifiche situazioni e non sono ripetibili nel
tempo.
Un atto fonte può essere ESISTENTE, VALIDO ed EFFICACE. Questi tre presupposti possono anche non
coesistere.
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ESISTENTE = quando viene emanato nell’esercizio di un potere conferito al suo autore. Ad
esempio, le camere che fanno una legge ordinaria emanano un atto esistente.
VALIDO = quando rispetta le norme procedimentali e sostanziali che disciplinano l’esercizio
del potere. Un atto giuridico è valido quando è adottato nel rispetto della fonte sulla produzione del
diritto che lo disciplina.
EFFICACE = quando produce i suoi effetti giuridici. Una legge ordinaria viene pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale e prima che diventi efficace devono trascorrere almeno 15 giorni – la vacatio legis
-, prima dello spirare del 15° giorno la legge è esistente e valida, ma non ancora efficace, perché
non ancora idonea a produrre effetti giuridici.

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Un atto può essere esistente ed efficace, ma non valido, se non è stato rispettato l‟iter procedurale per la
sua approvazione e quindi può comportare il ricorso alla Corte Costituzionale per un vizio procedurale,
anche se nel frattempo esplica i suoi effetti.
VACATIO LEGIS - La fonte del diritto diventa efficace quando il consociato ne ha avuto conoscenza
attraverso le fonti di cognizione ed è spirato quel termine minimo che viene dato ai consociati per acquisirne
padronanza. Il termine è normalmente di 15 giorni, ma può essere ampliato o ridotto dalla fonte medesima.
Ad esempio, il regolamento attuativo del Codice dei Contratti Pubblici, fonte secondaria, stabilisce 6 mesi di
tempo prima della sua entrata in vigore.
CRITERI DI RISOLUZIONE DELLE ANTINOMIE TRA LE FONTI
I criteri di risoluzione delle antinomie tra le fonti servono per ricondurre il nostro ordinamento giuridico al
principio di coerenza sistematica e sono: GERARCHIA, ABROGAZIONE o COMPETENZA.
PRINCIPIO DI GERARCHIA
La norma di rango superiore prevale su quella di rango inferiore e quest’ultima non può abrogarla
anche se successiva nel tempo.
I ranghi sono tre: costituzionale, primario e secondario. Gli ordinamenti giuridici che consideriamo sono tre:
regionale, statale ed Unione Europea. L‟unico ordinamento giuridico originario o sovrano è quello statale,
mentre gli altri due sono derivati. La norma di grado inferiore è invalida e questo assume significato quando
si verifica l‟antinomia tra le fonti: una legge ordinaria o un decreto legislativo od un decreto legge che
disciplinano una materia in modo contrastante con la Costituzione, oppure un regolamento governativo che
disciplina una materia in modo contrastante con una legge ordinaria od un decreto legge od un decreto
legislativo.
Se una stessa condotta è disciplinata in modo diverso da fonti di rango diverso siamo tenuti ad applicare la
fonte di rango superiore, anche se quella di rango inferiore esiste, la fonte di rango inferiore è invalida.
Il grado di invalidità è differente a seconda del grado delle fonti in contrasto: se una legge ordinaria del 2011
contrasta con la Costituzione del 1948, prevale comunque la Costituzione perché di rango superiore, inoltre
la legge viene dichiarata invalida e ne viene dichiarata anche l’illegittimità costituzionale ad opera della
Corte Costituzionale con efficacia “erga-omnes” (tra tutti i consociati). Nel nostro ordinamento un giudice
ad hoc è chiamato a sindacare l‟illegittimità costituzionale delle fonti primarie. Se tale illegittimità verrà
confermata dalla Corte Costituzionale la fonte verrà cancellata dal nostro ordinamento giuridico. La Corte
Costituzionale non fa un sindacato diffuso di legittimità delle leggi primarie nei confronti della Costituzione,
cioè non controlla capillarmente tutte le leggi, ma deve essere adita, cioè interpellata, su quella singola fonte
primaria che contrasta con la Costituzione, quindi può passare molto tempo prima che una fonte primaria
che contrasti con la Costituzione sia dichiarata illegittima costituzionalmente, o può anche non esserlo mai e
continuare ad essere applicata come se nulla fosse. La Corte Costituzionale può essere adita in via
incidentale, nel corso di un processo, oppure in via principale, solo ad opera dello Stato, delle Regioni e
nelle materie di loro competenza nel termine di 60 giorni dalla pubblicazione della legge.
In caso di contrasto tra una fonte secondaria ed una fonte primaria si parla sempre genericamente di
invalidità, però deve essere specificato in questa eccezione: il giudice ordinario amministrativo (Consiglio
di Stato) può accertare questo contrasto annullando la fonte secondaria, insieme al provvedimento lesivo per
il cittadino, con efficacia “erga-omnes” (tra tutti i consociati); il giudice ordinario può solo disapplicare la
norma secondaria che contrasta con la primaria, con efficacia esclusivamente “inter partes” tra i soggetti del
processo.

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PRINCIPIO DI ABROGAZIONE (CRONOLOGICO)
Il principio di abrogazione si applica tra norme di pari grado. Detto anche principio cronologico o
principio di successione delle leggi nel tempo, dice che la norma successiva prevale sulla norma
precedente, attenendo al momento dell‟entrata in vigore.
Distinguiamo tra NORMA ABROGATRICE e NORMA ABROGATA.
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La NORMA ABROGATRICE si applica ai rapporti giuridici futuri.
La NORMA ABROGATA non viene cancellata immediatamente dall‟ordinamento, si applicherà
ancora ai rapporti giuridici ancora pendenti (diversamente si dicono esauriti – sentenza passata
in giudicato – prescrizione – decadenza - acquiescenza) perché nel nostro ordinamento vige il
principio per cui il rapporto giuridico è disciplinato dalla fonte del diritto in quel momento vigente.

Nel caso eccezionale di NORMA ABROGATRICE RETROATTIVA la stessa va a disciplinare anche i
rapporti giuridici ancora pendenti, i quali, quindi, muteranno di disciplina. La retroattività deve essere indicata
nel dispositivo della norma stessa, che se ne attribuisce il potere.
La specificazione attiene espressamente alla materia penale laddove si dice che se sono previste delle
modificazioni in materia penale che contengono disposizioni di vantaggio per il reo (=condannato) anche se
questi era stato condannato con sentenza passata in giudicato vengono ad applicarsi tali disposizioni per il
principio del “favor rei”. Espressione che vediamo in particolare parlando di sentenze della Corte
Costituzionale di accoglimento: se un cittadino è stato privato della sua libertà personale ex art. 13 Cost. in
base ad una disposizione in seguito reputata incostituzionale avrà diritto a che la sua situazione giuridica
venga ripresa in considerazione, anche se il rapporto giuridico è concluso perché la sentenza non è più
impugnabile.
Si hanno poi tre TIPI DI ABROGAZIONE ( secondo Art. 15 preleggi )
1. ABROGAZIONE ESPRESSA: ha efficacia “erga-omnes”, è una disposizione della norma
abrogatrice, il legislatore dichiara espressamente che la norma anteriore è abrogata. Può concorrere
con la
2. ABROGAZIONE IMPLICITA: intervento di una nuova disciplina dell‟intera materia ( già disciplinata
con una norma anteriore che viene quindi abrogata ). Ha efficacia per l‟operatore del diritto che la
effettua.
3. ABROGAZIONE TACITA: incompatibilità tra la nuova norma e quella preesistente ( si sceglie tra
una e l‟altra ). Ha efficacia per l‟operatore del diritto che la effettua. Si tratta di due disposizioni che
disciplinano dettagliatamente in modo diverso lo stesso aspetto. (es.: decreto “milleproroghe”, in cui
diverse disposizioni vanno ad abrogare in modo tacito disposizioni esistenti).
RAPPORTI PENDENTI
Sono i rapporti che sono ancora azionabili, cioè sono quei rapporti che possono ancora essere
sottoposti ad un giudice, sono ancora aperti, le parti stanno ancora relazionandosi.

RAPPORTI ESAURITI
Sono i rapporti che non possono più essere azionati davanti al giudice, cioè non possono più trovare
tutela. Sono quelli in cui si perde l’esercizio perché decorso del tempo (per prescrizione o
decadenza), per volontà dell’interessato (acquiescenza) o per giudicato (quando il rapporto è stato
definito con sentenza non più impugnabile). In tutti gli altri casi il rapporto è ancora pendente.

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PRINCIPIO DI COMPETENZA
Utilizziamo il criterio di competenza quando abbiamo delle antinomie tra il sistema dell’ordinamento
originario statale ed ordinamenti derivati (regionali o comunitari) o quando dobbiamo rapportare
regolamenti degli organi costituzionali con le altre fonti primarie.

Art. 117 Cost.
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché
dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Solo lo stato e le regioni hanno potestà legislativa. L‟unico rinvio all‟ordinamento comunitario è questo
perché l‟art. 117 è frutto di revisione costituzionale ad opera della legge 3/2001, che ha modificato tutto il
titolo V della Costituzione, inserendo i principi dell‟ordinamento comunitario perché l‟Italia ha aderito
all‟ordinamento comunitario in base ad un‟interpretazione estensiva dell‟art. 11 Cost..
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea;
diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario;
sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull'istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città
metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei
dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno;
s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.
Il secondo comma indica un elenco delle materie in cui lo stato ha potestà legislativa esclusiva, cioè solo lo
stato può legiferare in quelle materie. Da citare ad esempio: politica estera e rapporti internazionali dello
Stato, immigrazione, rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose, cittadinanza, stato civile e anagrafi.
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione
europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva
l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione
professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del
territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della
comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza
complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza
pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e
organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere
regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione
concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Il terzo comma indica le materie di legislazione concorrente, laddove concorrente significa che lo stato deve
fissare i principi fondamentali della materia ed il legislatore regionale deve dettare le norme di dettaglio,
quindi una legge di cornice unica statale, che lo stato è tenuto ad adottare, e 20 discipline di dettaglio
differenti. Lo stato non può entrare nel dettaglio ma deve dettare solo i principi; sarebbe incostituzionale una
legge dello stato che in materia di potestà legislativa concorrente vada a disciplinare anche nel dettaglio
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perché priverebbe la regione del potere di disciplinare il dettaglio. L‟art. 117 è un grande contenitore di
antinomie, anche perché spesso è difficile per il legislatore collocare le materie in esame.
Un esempio potrebbe essere dato da una legge della Regione Piemonte che disciplina in modo contrastante
la materia dell‟immigrazione disciplinata dalla legge statale, per cui il 2° comma del 117 prevede la potestà
legislativa esclusiva dello stato, quindi noi non dovremmo applicare la legge regionale ma quella statale,
perché la prima andrebbe a legiferare in una materia che non è di sua competenza.
Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata
alla legislazione dello Stato.
Il quarto comma indica la potestà legislativa esclusiva residuale regionale. Nel 2001 è stato ampliato
notevolmente l‟ambito legislativo delle regioni, capovolgendo la situazione rispetto al passato, anche se in
concreto è difficile individuare materie che non siano state previste nel comma precedente.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza,
partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono
all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea, nel rispetto
delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del
potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle
Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le
Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello
svolgimento delle funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne
nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle
cariche elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle
proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti
territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato. (*)
NOTE:
(*) L'art. 117 è stato sostituito dall'art. 3 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Il testo originario dell'articolo era il seguente:
«La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle
leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto con l'interesse nazionale e con quello di
altre Regioni:
ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi dipendenti dalla Regione;
circoscrizioni comunali;
polizia locale urbana e rurale;
fiere e mercati;
beneficenza pubblica ed assistenza sanitaria ed ospedaliera;
istruzione artigiana e professionale e assistenza scolastica;
musei e biblioteche di enti locali;
urbanistica;
turismo ed industria alberghiera;
tranvie e linee automobilistiche di interesse regionale;
viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale;
navigazione e porti lacuali;
acque minerali e termali;
cave e torbiere;
caccia;
pesca nelle acque interne;
agricoltura e foreste;
artigianato;
altre materie indicate da leggi costituzionali.
Le leggi della Repubblica possono demandare alla Regione il potere di emanare norme per la loro
attuazione.»
Si riporta di seguito l'art. 11, recante disposizioni transitorie, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3:
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«1. Sino alla revisione delle norme del titolo I della parte seconda della Costituzione, i regolamenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono prevedere la partecipazione di rappresentanti
delle Regioni, delle Province autonome e degli enti locali alla Commissione parlamentare per le questioni
regionali.
2. Quando un progetto di legge riguardante le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e all'articolo 119
della Costituzione contenga disposizioni sulle quali la Commissione parlamentare per le questioni regionali,
integrata ai sensi del comma 1, abbia espresso parere contrario o parere favorevole condizionato
all'introduzione di modificazioni specificamente formulate, e la Commissione che ha svolto l'esame in sede
referente non vi si sia adeguata, sulle corrispondenti parti del progetto di legge l'Assemblea delibera a
maggioranza assoluta dei suoi componenti.»

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L’INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE
La ricerca di cui all‟art. 9 Cost. significa anche, nel campo delle materie giuridiche, fare interpretazione, ossia
elaborare un significato che il ricercatore trae dal collegamento normativo e dall‟applicazione
giurisprudenziale e dal collegamento tra diverse disposizioni elaborando una proposta di interpretazione
nuova che può essere accolta dal giudice, affermandosi ed, a quel punto, il legislatore può accoglierla e
formalizzarla in una nuova disposizione scritta.
L’interpretazione è trarre il significato dal testo scritto, nel nostro ordinamento.
Nell‟ordinamento americano si è partiti dai casi, dai precedenti (in latino “state decisis”).
Nel diritto la questione del dare significato alle parole scritte si complica perché l‟interprete deve conoscere
le tecniche interpretative, deve applicarle e, soprattutto, deve studiare chi le ha già applicate e, quindi, qual è
il significato che si da ad un testo scritto, cioè l‟interpretazione che si è affermata e consolidata:
l’interpretazione vigente. (Costituzione scritta
Costituzione vivente o materiale)
La Costituzione scritta e vigente è quella approvata nel testo del 1948, la Costituzione vivente o
materiale è quella applicata oggi, concretamente, nell‟esercizio dei poteri, nell‟applicazione delle regole
(es. la risoluzione ONU per le missioni sulla Libia – applicazione della regola internazionale in linea con il
nostro ordinamento – art. 11 Cost.).
A questo punto occorre richiamare il Codice Civile del 1942:
Disposizioni sulla Legge in generale o disposizioni preliminari al codice civile (preleggi)
Art. 12 Interpretazione della legge
Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato
proprio delle parole secondo la connessione di esse, …
Il primo tipo, pertanto, di interpretazione è la
1. INTERPRETAZIONE LETTERALE: consiste nell‟interpretare la disposizione non attribuendo ad
essa altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione
di esse
Con l‟interpretazione letterale si utilizzano dunque le REGOLE DEL LINGUAGGIO e si fa riferimento
unicamente al SIGNIFICATO TECNICO GIURIDICO delle parole.
Il Codice Civile, legge ordinaria che contiene questa disposizione, è una fonte primaria, la Costituzione, che
è fonte sovraordinata non prevede disposizioni sull‟interpretazione, quindi essa vale come principio generale
per tutte le fonti.
ï‚· scopo soggettivo
… e dalla intenzione del legislatore.
INTERPRETAZIONE TELEOLOGICA
ï‚· scopo oggettivo
Potremmo dire che è la “ratio legis”, ovvero la ragione per cui il legislatore ha introdotto quella norma, quel
testo scritto (ad esempio quella del legislatore del 1948, nel caso della Costituzione), ma anche la “ratio” del
legislatore di oggi che non ha abrogato quella disposizione perché vuole darle un nuovo significato. Quindi
l‟intenzione può essere STORICA, se quella del momento in cui la norma è stata approvata, o un‟intenzione
ATTUALE, se conforme all‟indirizzo politico od al contesto economico, sociale di oggi, cambiando anche
totalmente il significato del testo scritto e l‟intenzione del legislatore di oggi non è un‟intenzione che può
essere slegata da tutto il contesto normativo di tutte le altre disposizioni scritte ed approvate dopo questa e
quindi negli anni:
2. INTERPRETAZIONE LOGICO - SISTEMATICA: consiste nel valutare la disposizione alla luce non
solo del testo, ma anche delle altre disposizioni dell’ordinamento, in modo da coordinare con
esse il significato e la portata.
Dallo stesso identico testo scritto si possono ricavare tante norme diverse, cioè tanti significati
diversi. L’interpretazione è dare significato, che vuol dire effetti giuridici, ad un testo scritto
(Interpretazione creativa).
Il testo della Costituzione è un chiaro esempio di come non serva, non sia utile cambiarlo perché
l‟interpretazione ci consente di adattarlo e di considerarlo assolutamente adeguato ai bisogni di oggi. Se
l‟interpretazione fosse solo quella letterale si rende palese come la rigidità renderebbe molto celermente le
norme vecchie da cambiare, mentre invece con l‟interpretazione le si possono adattare, possibilità notevole
che non sempre viene sfruttata.
Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle
disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide
secondo i princìpi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.
© Nando Boccon - 2011

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ENUNCIATO LINGUISTICO = DISPOSIZIONE
E’ un testo scritto che può assumere significati diversi. Dalle DISPOSIZIONI si ricavano le NORME
che sono il frutto dell’interpretazione.
La interpretazione è un processo logico attraverso il quale si attribuisce un significato: da un testo scritto io lo
leggo, analizzo le parole, il significato letterale, applico tutte le tecniche interpretative e ricavo un significato,
che si esprime come NORMA: la norma giuridica è il significato che io do alla disposizione nel momento in
cui la devo applicare (a seconda di chi la applica – es. i giudici). Durante la Rivoluzione Francese si disse
che i giudici dovevano essere “la buche de la loi”, cioè la bocca della legge, perché i rivoluzionari tentavano
di bloccare e rendere impossibile l‟interpretazione permettendo solo strettamente quella letterale dato che i
giudici erano ancora dei membri di famiglie nobiliari e quindi occorreva vincolarli attraverso l‟imposizione per
legge dell‟interpretazione strettamente letterale.
Da uno stesso testo scritto si possono ricavare più norme differenti: ad esempio,
Art. 3 Cost. comma 1 → “ tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzione di sesso,di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali “ →
L‟espressione “tutti i cittadini” in senso letterale vuole dire “tutti coloro che hanno la cittadinanza italiana”
ovvero che hanno la carta d‟identità in tasca. E allora uno straniero che vive e lavora in Italia? Oppure un
extracomunitario che vive e lavora qui? Sono puniti in modo diverso se rubano rispetto a noi? Qual è
l‟interpretazione che si è affermata (ma che potrebbe sempre cambiare)? Finora si è affermata
l‟interpretazione estensiva, che ha fatto sì che all‟espressione “tutti i cittadini” si sia dato il significato di “tutti”,
come se la parola “cittadini” non fosse scritta, tutti coloro che si trovano sul nostro territorio nazionale, perché
l‟uguaglianza formale è assicurata come principio generale (l‟”egalité” della Rivoluzione Francese) a tutte le
persone umane. Nella Costituzione americana l‟interpretazione data è quella più restrittiva, dove per “tutti” si
intendono i maschi di razza bianca. In Italia per cittadini si intendono anche gli apolidi, cioè coloro che sono
privi di cittadinanza, e gli stranieri, anche extracomunitari. L‟espressione “senza distinzione di sesso” in
senso letterale indicherebbe esclusivamente maschi e femmine, senza tenere conto dei gay, con la presa
d‟atto di questa realtà (es.: esercito americano e gay) si realizza l‟interpretazione estensiva del divieto di
discriminazione dell‟omosessualità. Altro fattore di discriminazione è la lingua, che ha il significato di nondialetto, perché questi non sono tutelati dalla Costituzione, mentre le minoranze linguistiche (francese e
tedesca) sì. Nel caso delle religioni l‟interpretazione è quella estensiva: tutte le religioni, anche quelle che
devono ancora nascere.
EGUAGLIANZA FORMALE

INTERPRETAZIONE
Attribuzione di un significato

NORMA
Disposizione interpretativa

→

ATTRAVERSO L’INTERPRETAZIONE DELLA
DISPOSIZIONE SI OTTIENE LA NORMA
( testo scritto interpretato )

Nell‟Art. 3 della Cost. comma 1 Esempio “ Tutti i cittadini “ significa i cittadini, gli apolidi ( che non hanno
cittadinanza ) e gli stranieri. ( INTERPRETAZIONE ESTENSIVA ampliando il significato ) SESSO = Norma
1 - LINGUA=Norma 2 - RELIGIONE=Norma 3 ecc.

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TECNICHE DI INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE
1. INTERPRETAZIONE LETTERALE: consiste nell‟interpretare la disposizione non attribuendo ad
essa altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione
di esse.
Con l‟interpretazione letterale si utilizzano dunque le REGOLE DEL LINGUAGGIO e si fa riferimento
unicamente al SIGNIFICATO TECNICO GIURIDICO delle parole.
Esempio:
Art. 16 Cost.
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale,
salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna
restrizione può essere determinata da ragioni politiche.
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di
legge.
In questo articolo le parole “territorio nazionale” sono interpretate esclusivamente in senso letterale,
non potendosi estendere i confini territoriali.
2. INTERPRETAZIONE ESTENSIVA/RESTRITTIVA: con l‟interpretazione estensiva/restrittiva il
significato delle disposizioni è considerato più ampio/più ristretto rispetto a quello che il solo testo
potrebbe indicare.
Ciò è possibile ad esempio:
ï‚·

Mettendo in relazione la disposizione con altre norme dell‟ordinamento (che riconoscono
altri diritti ad altri soggetti)

ï‚·

Considerando l‟intenzione del legislatore: interpretazione TELEOLOGICA ( Dal greco
“teleos”, cioè fine, scopo )

Esempio:
Applicando l‟art. 12 delle preleggi nell‟interpretazione dell‟art. 3, comma 1, della Cost. secondo le
intenzioni del legislatore del 1948 “Tutti i cittadini“ significa tutti i cittadini presenti sul territorio
nazionale, compresi gli apolidi (che non hanno cittadinanza) e gli stranieri (INTERPRETAZIONE
ESTENSIVA ampliando il significato) e questo lo si desume dai lavori preparatori di chi ha scritto la
Costituzione.
Art. 2 T.U. delle leggi di pubblica sicurezza del 1931 “Il Prefetto, nel caso di urgenza o per grave
necessità pubblica, ha facoltà di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell'ordine
pubblico e della sicurezza pubblica…”
Quando questa disposizione venne scritta (periodo fascista) di essa veniva data una
interpretazione estensiva e da tale disposizione si poteva desumere la norma in base alla quale il
Prefetto poteva adottare provvedimenti in deroga alle leggi ed ai principi dell‟ordinamento come
l‟arresto anche per motivi politici.
Il legislatore non ha cambiato la disposizione, lasciandola vigente, perché, con la caduta del
fascismo e l‟avvento ed il consolidamento democratico, si è affermata un‟interpretazione restrittiva
dei poteri del Prefetto: si può desumere la norma in base alla quale il Prefetto può intervenire per
la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica ma nel quadro dei limiti costituzionali
(arresto solo nei casi e nei modi previsti dalla legge, per atto motivato dell‟autorità giudiziaria, in via
d‟urgenza solo per 48ore, salvo la convalida dell‟arresto che deve arrivare nelle successive 48ore –
art. 13 Cost.).
3. INTERPRETAZIONE SISTEMATICA: consiste nel valutare la disposizione alla luce non solo del
testo, ma anche delle altre disposizioni dell’ordinamento, in modo da coordinare con esse il
significato e la portata.
Esempio
Art. 2 Cost. “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia
nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri
inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

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33

Tale disposizione ha significato solo ed in quanto la si mette in relazione a tutte le altre norme
costituzionali che stabiliscono quali devono essere considerati come diritti inviolabili ( fa riferimento
per i diritti inviolabili alla tavola dei valori ).
4. INTERPRETAZIONE EVOLUTIVA: consiste nell‟interpretare la disposizione alla luce delle mutate
esigenze e caratteristiche della società, in modo da ottenere dallo stesso testo una norma
diversa, adeguata alle diverse esigenze della realtà sociale.
Esempio
Il concetto di “buon costume”e conseguentemente gli atti contrari al buon costume: in passato si era
molto più rigidi e rigorosi, su di una spiaggia non sarebbe mai stato ammesso il topless, mentre oggi
è accettato. Gli “atti osceni in luogo pubblico” una volta potevano consistere in un bacio, mentre oggi
non è più così.
Art. 11 Cost., comma 2,: “ …consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alla limitazione di
sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e
favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
Era stato pensato e formulato per permettere all‟Italia di aderire ad organizzazioni internazionali
come l‟O.N.U., per evitare la risoluzione delle controversie internazionali attraverso la forza e la
guerra, mentre la sua interpretazione evolutiva ha portato ad accettare limitazioni di sovranità ben
più grandi e consistenti per legittimare l‟adesione all‟ordinamento dell‟UNIONE EUROPEA via via
come si è evoluta, con un ordinamento che ha assorbito via via sempre più poteri.
(l‟ Art. 117 come tutto il titolo quinto della costituzione è stato modificato dalla legge costituzionale
del 2001)
5. INTERPRETAZIONE ADEGUATRICE: consiste nell‟interpretare la disposizione alla luce non solo
del mutato contesto sociale ma anche dei mutati principi che informano il sistema.
In questo caso, la necessità di adeguamento è più radicale, perché la stessa disposizione si trova
collocata non solo in un mutato contesto sociale, ma anche in un mutato contesto giuridico
(principale mutamento è stata l’approvazione della Costituzione).
Tutte le norme pre-costituzionali devono interpretarsi adeguandole e quindi ricavandone un
significato conforme alla Costituzione; ove ciò non fosse possibile la Corte Costituzionale è
intervenuta per eliminarle.
Esempio
A Costituzione vigente, per parecchi anni, si considerava conforme alla stessa che il reato di
adulterio femminile esistesse e non esistesse l‟adulterio maschile, ingiustificabile in base al principio
di eguaglianza. La Corte Costituzionale gradualmente ha superato questa discriminazione.
6. INTERPRETAZIONE AUTENTICA: (con una legge successiva il legislatore da interpretazione
autentica della legge emanata). E‟ fornita dalla stessa fonte che ha emanato la disposizione da
interpretare. L‟interpretazione autentica produce normalmente effetti retroattivi, perché non pone
una nuova norma, ma precisa quella ricavabile della disposizione interpretata.
Non è una disposizione nuova che scrive la norma, ma è un‟interpretazione che viene tradotta in un
testo scritto per spiegare il significato da dare a una disposizione precedente che creava contrasti
interpretativi.
Materia Penale. Questo non è possibile se c‟è una norma che sanziona un reato e viene
interpretata, perché scritta male, dai giudici in maniera permissiva e troppo blanda, come efficacia
sanzionatoria, perché fa eccezione la materia penale (ex art. 25 Cost.) “ Nessuno può essere punito
se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso “ → “favor rei” - a
favore del reo. A meno che l‟interpretazione autentica non comporti un maggior favore per gli
imputati.

APPLICAZIONE ANALOGICA (non si parla di interpretazione)
Art 12 disposizioni sulla legge in generale – comma 2: “se una controversia non può essere decisa con una
precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso
rimane ancora dubbio , si decide secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico Stato“
Mentre negli altri casi si da un significato alle parole, in questo se non si riesce a risolvere con
l‟interpretazione, sia essa estensiva, adeguatrice, sistematica o evolutiva, e non si trova la norma da
applicare, si guardano i casi simili ma diversi e le materie analoghe ma diverse; si parla quindi di
applicazione analogica di una disposizione che riguarda un caso diverso, una materia diversa, ma che
applichiamo in quanto analogo. È un‟operazione, dal punto di vista logico, diversa.
© Nando Boccon - 2011

34

Il fondamento dell‟applicazione analogica (non si parla di interpretazione perché si ribaltano dei piani diversi)
ha luogo quando mancano disposizioni applicabili, se vi è una LACUNA nell‟ordinamento, si applicano le
norme desumibili da disposizioni che disciplinano “materie analoghe“ o i “principi generali
dell’ordinamento giuridico dello Stato“.
L‟art. 12 delle preleggi prevede due tipi di analogia:
ANALOGIA LEGIS
In assenza di disposizioni applicabili ad una data materia, l‟interprete applica le norme desumibili da
disposizioni che disciplinano CASI SIMILI O MATERIE ANALOGHE.
Esempio
Codice della Navigazione: queste regole create, attraverso migliaia di anni, per l‟andare per mare (per
l‟acqua) sono state applicate analogicamente, solo nell‟ultimo secolo, per l‟aria ed allora si parla di Codice
della Navigazione Aerea, che di per sé può parere assurdo. Il linguaggio stesso: rotte, ecc., è stato in prima
battuta applicato al cielo con un‟operazione di analogia, anche se navigare per mare e per aria sono cose
ben diverse.
ANALOGIA IURIS
In assenza di disposizioni applicabili ad una data materia, nonché di norme desumibili da disposizioni in
materie analoghe, l‟interprete applica le norme desumibili dai “PRINCIPI GENERALI DELL’ORDINAMENTO
GIURIDICO”.
Esempio
La legge sulla procreazione assistita, non avendo precedenti disposizioni in materia, è stata disciplinata
attraverso i principi generali dell‟ordinamento con riguardo alla tutela della vita.
L‟art. 14 delle preleggi stabilisce il divieto di interpretazione in via analogica delle norme penali speciali
(quelle che fanno eccezione a regole generali).

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PROCEDURE PER APPROVARE LE FONTI
ORGANIZZAZIONE
IL PARLAMENTO
2 Organi Costituzionali

CAMERA DEI DEPUTATI

SENATO DELLA REPUBBLICA

Montecitorio

Palazzo Madama

630 DEPUTATI

315 SENATORI elettivi
+
SENATORI a vita e di diritto (ex
Presidenti della Repubblica – oggi 2)

18 Anni→

25 Anni→

ELETTORATO ATTIVO
Chi può andare a votare, cioè esercitare la
libertà positiva del diritto di voto.

→25 Anni

ELETTORATO PASSIVO
Chi può essere eletto

→40 Anni

XVI LEGISLATURA 29 aprile 2008
Senatori Elettivi 315 + Senatori a vita e di diritto: ex Presidenti della Repubblica, Art. 59 c.1° della
Costituzione + Senatori a vita di nomina presidenziale Art. 59 c. 2° "per avere illustrato la Patria per altissimi
meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario" - Se ne possono nominare al massimo 5 (per ogni
Presidente della Repubblica, interpretazione estensiva). Attualmente sono 6 in totale: Oscar Luigi Scàlfaro –
Carlo Azeglio Ciampi + Giulio Andreotti – Rita Levi Montalcini – Emilio Colombo – Sergio Pininfarina
La caratteristica del nostro Parlamento, la regola base, è il

BICAMERALISMO PERFETTO

ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTO ESERCITANO SEPARATAMENTE LE MEDESIME FUNZIONI
Esempio:
Lo stesso medesimo disegno di legge deve essere approvato separatamente da entrambi i rami del
Parlamento, con il medesimo testo.
Ad eccezione delle funzioni esercitate dal Parlamento in seduta comune.
Esempio: Elezione del Presidente della Repubblica
Oggi il Parlamento è, di fatto, un luogo di ratifica di decisioni già prese fuori dal Parlamento da pochi. I
Parlamentari sono scelti dai partiti non dai cittadini (non gli danno preferenze nelle votazioni) (questa è la
situazione di fatto ).
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36

Ciascuna camera elegge tra i propri membri, a scrutinio segreto il presidente e l‟Ufficio di presidenza - Art.
63 Costituzione “ Ciascuna Camera elegge tra i suoi componenti il presidente e l’Ufficio di presidenza.
………..”

Alla CAMERA
A maggioranza dei 2/3
Pres. FINI G.

Al SENATO
A maggioranza assoluta
Pres. SCHIFANI R.

Le modalità di elezione sono stabilite dai regolamenti ( regolamenti degli organi costituzionali ) della Camera
e del Senato. Art. 64 “ ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta sui suoi
componenti...”
UN PRESIDENTE
E i componenti dell‟ufficio del
Presidente
PRINCIPALI FUNZIONI DEL PRESIDENTE:
ï‚·

Programma i lavori parlamentari

ï‚·

Dirige le discussioni in aula

ï‚·

Garantisce il rispetto del regolamento

ï‚·

Assicura il mantenimento dell’ordine all’interno dell’aula

E‟ la maggioranza che definisce il calendario dei lavori – I tempi sono lunghi per cui si fanno delle scelte
politiche – All‟interno delle due Camere non possono entrare le forze dell‟ordine. L‟ordine è mantenuto dai
Commessi, dipendenti delle camere. Il Presidente programma i lavori parlamentari, non da solo, ma con la
Conferenza dei Capigruppo, perché chi decide cosa mettere all‟ordine del giorno decide cosa potrà essere
approvato e cosa non arriverà alla discussione in aula.

ARTICOLAZIONI DELLE CAMERE
GRUPPI PARLAMENTARI: sono lo strumento di organizzazione della presenza dei partiti politici nelle
Camere, la proiezione all‟interno delle camere dei partiti politici. I partiti politici non ci sono all‟interno delle
camere perché sono associazioni private previste dalla Costituzione che operano in base ad un loro
ordinamento, spesso non riconosciute. All‟interno delle camere, siccome chi viene eletto lo viene sulla base
di una campagna elettorale fatta dai partiti politici, una volta eletti si aderisce ad un gruppo parlamentare e
quel gruppo parlamentare esercita le funzioni politiche all‟interno della camera. Nello stesso gruppo si
iscrivono
Senato della Repubblica

Camera dei Deputati
Riuniscono
/

\

Senatori ( minimo 10 )

Deputati ( minimo 20 )



Che appartengono al MEDESIMO PARTITO o MOVIMENTO POLITICO



Svolgono FUNZIONI POLITICHE



L‟adesione ad un gruppo è OBBLIGATORIA
o

SENATO - Art. 14, comma II, Reg. Senato, entro 3 giorni dalla prima seduta sono tenuti ad
indicare il gruppo parlamentare di appartenenza.

o

CAMERA – Art. 14, comma III, Reg. Camera, i deputati devono indicare entro 2 giorni dalla
prima seduta a quale gruppo parlamentare appartengono.

I parlamentari che non dichiarano a quale gruppo appartengono o che non sono accettati da nessun gruppo
formano il così detto GRUPPO MISTO, che può avere anche 20 o 30 persone, tutti quelli che, in sostanza,
non riescono a coagularsi attorno ad un gruppo esistente e quindi non riescono a fare GRUPPO
AUTONOMO.
© Nando Boccon - 2011

37

I gruppi parlamentari rappresentano esattamente la connotazione, il colore politico dei partiti che hanno vinto
le elezioni, quelli che non dichiarano vanno a confluire nel gruppo misto. I gruppi sono importanti e gli eletti
cercano di confluire in un gruppo autonomo perché in Parlamento si opera per gruppi, non per individui:
il tempo d‟aula è ripartito tra i gruppi, non ai singoli deputati, poi all‟interno del gruppo viene spartito secondo
la propria organizzazione; il gruppo ha poi un Presidente, che partecipa alla definizione del programma dei
lavori parlamentari, attraverso la Conferenza dei Capigruppo;
Attribuzioni dei gruppi parlamentari:
1. Svolgono funzioni essenzialmente politiche.
2. I Presidenti dei gruppi partecipano alla DEFINIZIONE DEL PROGRAMMA dei lavori parlamentari.
3. Designano tra i propri membri i componenti delle COMMISSIONI PARLAMENTARI.
Composizione dei gruppi parlamentari ( XVI legislatura )

inizio
Leg.

oggi

mag
2008

mar
2011

Popolo della Libertà

275

227

Partito Democratico

217

206

Lega Nord Padania

60

59

Unione di Centro

35

35

Futuro e Libertà per l'Italia

-

30

Iniziativa Responsabile (Noi Sud-Libertà ed Autonomia, Popolari d'Italia Domani-PID,
Movimento di Responsabilità Nazionale-MRN, Azione Popolare, Alleanza di Centro-AdC,
La Discussione)

-

29

Italia dei Valori

29

22

Gruppo Misto

14

22

Totale

630

630

Gruppi parlamentari

© Nando Boccon - 2011

38

Composizione del Gruppo Misto

inizio Leg.

oggi

Componenti politiche
mag 2008 mar 2011
Alleanza per l'Italia

-

6

Movimento per le autonomie-Alleati per il sud

8

4

Liberal Democratici-MAIE

-

3

Minoranze Linguistiche

3

3

Noi Sud/Lega Sud Ausonia

-

-

Noi Sud Libertà e Autonomia, I Popolari di Italia Domani

-

-

Noi Sud Libertà e Autonomia - Partito Liberale Italiano

-

-

Repubblicani, Azionisti, Alleanza di Centro

-

-

deputati non iscritti ad alcuna componente

3

6

Totale

14

22

Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari ( o Conferenza dei capogruppo )
Composizione → ne fanno parte tutti i presidenti dei gruppi parlamentari
ASSISTE il presidente della Camera e del Senato, quando questi lo ritiene utile, per tutto ciò che riguarda lo
svolgimento dei lavori dell‟aula e delle commissioni.
COMMISSIONI PARLAMENTARI
Sono l‟articolazione più importante internamente alle Camere perché davvero operano ed elaborano i
progetti di legge. Sono previste dalla Costituzione e “composte in modo da rispecchiare la proporzione
dei gruppi parlamentari” → rispecchiano la proporzione esatta tra maggioranza e minoranza (i gruppi che
sono in maggioranza in assemblea lo sono anche in commissione) ogni gruppo ha una rappresentanza in
ogni commissione. In certi casi la commissione può anche approvare un disegno di legge (se la
maggioranza della commissione lo approva è come se lo avesse approvato la maggioranza dell‟aula), ci
sono casi in cui le funzioni legislative sono esercitate non da camera e senato ma dalle commissioni, in sede
deliberante, legislativa. Ad esempio: la legge che ha consentito di finanziare la ristrutturazione dell‟edificio
sede della facoltà di scienze politiche a Cuneo è stata approvata in commissione e non passata in aula (non
sarebbe mai passata!) grazie all‟accordo tra maggioranza ed opposizione del tempo per farla approvare in
commissione.
Art. 72 Cost., comma III, e Art. 82 Cost., Comma II:


Sono competenti per materia (commissione affari esteri, c. interno, c. giustizia, c. economia e
finanze, c. sanità, c. lavoro, c. agricoltura)



Composizione:
o

Monocamerali: composte solo da deputati o solo da senatori

o

Bicamerali: miste con numero uguale di deputati e senatori
© Nando Boccon - 2011

39



Durata:
o

Permanenti: svolgono la loro funzione per tutta la legislatura (es. commissione di vigilanza)

o

Temporanee: per un certo periodo di tempo (es. commissioni di inchiesta)

La presidenza della commissione ha una notevole importanza perché è il presidente che rappresenta la
commissione, la convoca, la presiede e ha il compito di riferire all‟assemblea.
Normalmente la Costituzione, quando parla di commissioni parla di Commissioni parlamentari
monocamerali permanenti.
Commissioni parlamentari permanenti monocamerali al Senato (XVI legislatura)
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.

Affari costituzionali
Giustizia
Affari esteri, emigrazione
Difesa
Bilancio
Finanze e tesoro
Istruzione pubblica, beni culturali
Lavori pubblici, comunicazioni
Agricoltura e produzione agroalimentare
Industria, commercio, turismo
Lavoro, previdenza sociale
Igiene e sanità
Territorio, ambiente, beni ambientali
Politiche dell'Unione Europea

COMMISSIONI PARLAMENTARI PERMANENTI: il ruolo delle commissioni dipende dal tipo di
procedimento scelto.
Si riuniscono in tre sedi, secondo tre modalità:
IN SEDE REFERENTE
La commissione competente per materia esamina il progetto di legge, fa l‟istruttoria, vota, cioè inizia ad
elaborare le modifiche possibili del disegno di legge redatto già in articoli, articolo per articolo, decide gli
emendamenti cambiandone il testo, lo discute, si presenta una relazione di maggioranza, una relazione di
opposizione e poi si ricomincia tutto in aula; l‟aula, di nuovo, discute, vota gli emendamenti, articolo per
articolo, fa la votazione finale e lo approva. La sede referente è una sede di istruttoria preparatoria che poi
rimanda tutto all‟aula; è la sede normale. Se non si dice niente ogni progetto di legge viene assegnato alla
commissione in sede referente.
Invece le sedi speciali sono:
IN SEDE REDIGENTE
Significa che fa tutto quello che fa la referente ed, in più, redige e approva il progetto di legge articolo per
articolo (anche la referente lo approva articolo per articolo ma non ha efficacia per l‟aula, è solo
un‟approvazione con rilevanza interna, il voto sugli emendamenti ha rilevanza interna) che sostituisce la
votazione articolo per articolo dell‟aula, quindi si entra in aula e si fa la votazione per l‟approvazione finale
senza possibilità di modifica. Serve per accelerare i lavori quando si ha già deciso di approvare il disegno.
La commissione non si può riunire quando i deputati sono in aula, sono momenti diversi.
IN SEDE LEGISLATIVA o DELIBERANTE
È quella in cui la commissione fa tutto, per quel ramo del Parlamento. Significa che la commissione esamina
il progetto di legge, lo approva articolo per articolo e approva con votazione finale: l‟aula non vedrà mai quel
progetto di legge, perché ha consentito a non vederlo, perché c‟è stata una larga intesa sull‟assegnare quel
progetto di legge alla commissione in sede deliberante. In base all‟art. 72, se il Governo o un quinto dei
componenti della commissione stessa o un decimo dei componenti della camera vogliono tornare in aula si
può tornare in aula e, quindi, salta questa semplificazione, questa accelerazione.

© Nando Boccon - 2011

40

Ci sono alcune materie per cui si può solo operare in sede referente, è obbligatorio, non si può operare in
altra sede, sono materie particolarmente delicate in cui è necessario che tutto avvenga in assemblea. La
composizione delle commissioni parlamentari è poi particolarmente importante che rispecchi così
com’è la composizione dei gruppi parlamentari proprio perché può operare anche in sede legislativa,
per cui nessuno vedrà mai il progetto di legge a parte la commissione medesima, si rende quindi necessario
garantire attraverso questa regola la rappresentanza dei gruppi di minoranza in assemblea.
Le commissioni parlamentari non hanno il potere dell‟iniziativa legislativa, che è invece attribuita a ciascun
parlamentare, esse hanno le proprie funzioni in uno stato già avanzato dell‟iter legislativo, non attengono
alla funzione dell’iniziativa legislativa.

LA FUNZIONE LEGISLATIVA - Formazione delle leggi

ART. 70 Cost.
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere.
Funzione istitutiva di poteri

ART. 71 Cost.
L’iniziativa delle leggi appartiene al governo, a ciascun membro delle camere ed agli organi ed enti ai quali
sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno 50.000 elettori, di un
progetto redatto in articoli.
Di solito, quando si sente parlare di “proposta di legge” significa che arriva dal popolo, quando si sente
parlare di “disegno di legge” significa che è di derivazione del Governo. Il popolo non ha un generale
potere di iniziativa legislativa ma deve già presentare un testo articolato e strutturato in articoli.

IL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DELLE LEGGI ORDINARIE

Il procedimento di formazione delle leggi ordinarie si articola in diverse fasi:
I.
II.
III.
IV.
V.

INIZIATIVA
COSTITUTIVA
PROMULGAZIONE
PUBBLICAZIONE
→ Vacatio legis ( attesa )
ENTRATA IN VIGORE

1 - INIZIATIVA LEGISLATIVA
ï‚·

GOVERNO come organo, nel suo insieme (non i singoli ministri – da non confondere se anche
parlamentari) → Art. 71 Cost. comma I e II → GOVERNATIVA

ï‚·

MEMBRI DEL PARLAMENTO ( singoli deputati o senatori ) → Art. 71 Cost. comma I e II →
PARLAMENTARE

ï‚·

50.000 ELETTORI (proposta di legge già strutturata in articoli - se non trovano un parlamentare che
li rappresenti) → Art. 71 Cost. comma I e II → POPOLARE

ï‚·

Ciascun Consiglio Regionale → Art. 121 Cost. comma II → REGIONALE

ï‚·

CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) nelle materie economiche e sociali →
Art. 99 Cost. comma III → CNEL

Questi sono GLI UNICI SOGGETTI che nel nostro ordinamento hanno l’iniziativa legislativa.
Le commissioni parlamentari non hanno potere di iniziativa legislativa, si instaurano in un‟altra fase più
avanzata.
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Il potere di iniziativa legislativa può essere conferita anche ad altri organi da LEGGE COSTITUZIONALE
( Riserva di legge costituzionale )
Il procedimento legislativo è un procedimento, significa che è costituito da una concatenazione di fasi,
abbiamo visto la fase dell‟iniziativa. Nel nostro ordinamento il potere di iniziativa legislativa spetta al Governo
nel suo insieme (non ai singoli ministri) come organo, il principale titolare dell‟iniziativa legislativa. Quasi tutti
i disegni di legge vengono presentati dal Governo perché espressione della maggioranza parlamentare, di
conseguenza sarà interesse della stessa maggioranza parlamentare portarlo a termine. Molto più difficile è
portare a termine dei disegni di legge quando provengono da un parlamentare di minoranza.
Si parla genericamente di progetto di legge, però è possibile trovare anche la denominazione disegno di
legge o proposta di legge, sono tre termini tendenzialmente sinonimi. Parte della dottrina (gli studiosi del
diritto) sostiene che il disegno di legge viene utilizzato quando c‟è l‟iniziativa governativa, ma non sempre è
così, poiché vi sono disegni di legge presentati anche da parlamentari o da consigli regionali.
Il progetto di legge è costituito da due elementi:
ï‚·
ï‚·

il testo dell’articolato (la legge suddivisa in articoli)
una relazione illustrativa (che spiega il contenuto della legge in modo discorsivo)

e questo per tutti i progetti di legge. La relazione è particolarmente significativa nel caso di proposte di legge
ad iniziativa popolare: si pensi alle raccolte di firme in luoghi pubblici, sarebbe troppo oneroso per gli
eventuali sottoscrittori mettersi a leggere tutti gli articoli mentre è di più rapida consultazione leggere la
relazione illustrativa.
Ci sono addirittura materie in cui è obbligatoria l’iniziativa legislativa governativa, ad esempio l‟art. 81
Cost. in materia di bilancio, in questo caso il governo non solo è il soggetto principale ma è l‟unico
legittimato a proporre l‟iniziativa legislativa.
Oltre al Governo nel suo insieme, che può decidere indistintamente se presentare il progetto di legge alla
Camera dei Deputati od al Senato della Repubblica perché libero (in materia di bilancio, più delicata, un
anno viene presentata la proposta di legge finanziaria alla Camera ed un anno al Senato, per consuetudine),
possono essere titolari di iniziativa legislativa:
 Ciascun parlamentare, presentando la proposta di legge alla camera di appartenenza (senatore al
Senato, deputato alla Camera)
 Il C.N.E.L., nelle materie di sua competenza (art. 99 Cost.)
 50.000 elettori, per iniziativa popolare.
Di solito le proposte di legge per iniziativa popolare non hanno quasi mai esito positivo, non vanno mai a
scaturire in una legge perché è difficile raccogliere tutte le firme necessarie, dato il metodo di raccolta che
presuppone che il cittadino abbia contezza dell‟articolato, mentre nel referendum abrogativo è molto più
semplice per il binomio sì/no del quesito posto e la materia più sentita, ma le probabilità aumentano se
qualche parlamentare si fa carico della proposta.
Le Commissioni Parlamentari non hanno potere di iniziativa legislativa, esse si instaurano ed hanno un ruolo
nella seconda fase, la fase cd. Costitutiva.
I.
II.
III.
IV.
V.

FASE dell‟INIZIATIVA LEGISLATIVA
FASE COSTITUTIVA
PROMULGAZIONE
PUBBLICAZIONE
→ Vacatio legis ( attesa )
ENTRATA IN VIGORE

2 – FASE COSTITUTIVA
Entrano in gioco le Commissioni Parlamentari. Le Commissioni Parlamentari sono composte in modo da
rispecchiare la composizione del Parlamento, le proporzioni dei gruppi parlamentari, e possono operare
anche in sede legislativa: in questo caso tutta la fase costituiva avviene in commissione, è per questo che
assume particolare importanza che anche in commissione siano rappresentati i gruppi di minoranza.

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Le Commissioni possono operare in tre sedi: referente, redigente e legislativa. A differenza di come
operano queste commissioni possiamo avere tre diverse procedure:
A. Procedura ORDINARIA o normale: quando la commissione opera in sede referente
B. Procedura ABBREVIATA: quando vengono ridotti i termini per le scansioni procedurali
C. Procedura SPECIALE: si ha quando le commissioni operano
o in sede legislativa o deliberante (quando c‟è largo consenso)
o in sede redigente
A) PROCEDURA ORDINARIA o normale
L‟assegnazione alla commissione competente per materia è compito del presidente della camera. Il
presidente di ciascuna delle Camere, nel momento in cui vede posto nell‟ordine del giorno un disegno di
legge concernente una certa materia, lo attribuisce (il progetto di legge redatto in articoli) alla commissione
competente per materia. Solamente in caso di contrasto, cioè quando la decisione del presidente non è
accolta, sarà possibile votare in camera per risolvere il conflitto.
Una volta ricevuta la proposta di legge la commissione competente per materia (Commissioni Monocamerali
Permanenti) procede alla
1) TRATTAZIONE IN COMMISSIONE (in sede referente) – tre letture o
o
o

Discussione generale sul progetto di legge
Discussione articolo per articolo e votazione di eventuali emendamenti
Stesura di una o più relazioni

Viene individuato un soggetto, detto relatore, che sarà incaricato di relazionare all‟aula i lavori della
commissione. Una o più delle altre commissioni possono esprimere pareri (il disegno di legge viene
accompagnato da varie relazioni a volte anche dell‟opposizione) e possono essere proposti degli
emendamenti, cioè le modifiche che vengono apportate all’originario progetto di legge. Già uscendo
dalla commissione il progetto può essere votato perché la commissione in sede referente ha già il potere di
mutare il disegno di legge.
↓
2) TRASMISSIONE ALLA CAMERA
↓
3) TRATTAZIONE IN ASSEMBLEA ALLA CAMERA
L‟esame del progetto in assemblea si sviluppa attraverso tre momenti:




Discussione generale
Esame e votazione articolo per articolo e voto sugli emendamenti
Dichiarazione di voto e votazione finale

Sia la commissione che la camera possono già fare una dichiarazione di voto negativa e quindi già
archiviare la proposta di legge. Il procedimento può sempre interrompersi, o per volontà della commissione o
per volontà della camera e poi sarà, a seconda dell‟iniziativa, il soggetto che potrà ripresentarla (es.
l‟iniziativa di un parlamentare respinta, a distanza di mesi, potrà essere ripresentata per essere inserita
nell‟ordine del giorno con la speranza di portarla a compimento). Non tutti i disegni di legge vanno a
tramutarsi in legge, tantissimi vengono archiviati; alcuni non vengono neanche discussi dalle commissioni,
altri vengono cestinati strada facendo dalla commissione o da una camera piuttosto che dall‟altra.
Una volta che si addiviene ad un testo definitivo di una camera, tale testo è trasmesso all‟altra camera.
Se il progetto di legge è approvato:
↓
4) TRASMISSIONE AL PRESIDENTE DELL’ALTRA CAMERA
Il fatto che in una camera si utilizzi il procedimento cd normale (commissione in sede referente) non vincola
anche l‟altra camera. Nell‟altra camera la commissione potrebbe operare in sede deliberante o in sede
legislativa.
Questo perché c‟è un bicameralismo perfetto → si segue lo stesso iter della prima camera → deve essere
approvato nell‟identico testo – NAVETTE PARLAMENTARI → Se viene modificato viene ritrasmesso alla
prima camera che voterà solo per le parti modificate.
Ci sono materie particolarmente delicate in cui la nostra Costituzione ci obbliga a scegliere il procedimento
ordinario.
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RISERVA D’ASSEMBLEA (o procedimento legislativo ordinario)
La Costituzione (Art. 72, comma IV) impone il procedimento ordinario per i progetti di legge in materia:





Costituzionale ed elettorale
Di delegazione legislativa
Di autorizzazione a ratificare trattati internazionali
Di approvazione di bilanci e consuntivi (es. legge finanziaria)

In questi casi la commissione può operare solo in sede referente perché sono materie talmente delicate che
si vuole che le tre votazioni avvengano sia in assemblea sia poi nelle camere.
I regolamenti di Camera e Senato, fonti primarie rapportate alle altre fonti primarie per un criterio di
competenza (art. 96 bis e 71 II R.D.C. e 35 R.S.), impongono inoltre il procedimento ordinario:
 La conversione in legge dei decreti legge
 La riapprovazione di progetti di legge inviati alle Camere dal Presidente della Repubblica
B) PROCEDURA ABBREVIATA
(Art. 72, comma II, Cost.)
La Costituzione riserva al regolamento di ciascuna camera la disciplina dei “procedimenti legislativi
abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza”.
Tale urgenza però non è tale da giustificare l‟adozione di un Decreto-Legge.
TUTTI I TEMPI SONO RIDOTTI ALLA META’ (tempi dell‟aula e termini): si velocizza il procedimento senza
però mutarne la forma.
C) PROCEDURA SPECIALE o DECENTRATA
(Art. 72, comma III, Cost.)
Si ha procedura speciale o decentrata quando le commissioni operano in sede redigente o in sede
deliberante o legislativa:
1 - COMMISSIONI IN SEDE LEGISLATIVA o deliberante
 L‟esame, l‟approvazione articolo per articolo e la votazione finale si svolgono in commissione senza
passaggio in assemblea.
Tuttavia, proprio perché in questo caso tutto l‟iter si svolge in commissione e l‟assemblea non vede nulla è
possibile richiedere il ritorno all‟assemblea.
 Fino al momento della votazione finale possono richiedere la procedura normale (ordinaria):
o Governo
o 1/10 dei membri di una camera
o 1/5 dei membri della Commissione stessa
2 - COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE (votazione in assemblea)
 Previa discussione generale in assemblea
 Su richiesta all‟unanimità del capogruppo o di 4/5 dei componenti della commissione
 Può essere conferito alla commissione competente il compito di redigere il testo del progetto di
legge.
 Il testo è sottoposto nuovamente all‟assemblea per la votazione finale. Il testo può essere solo
approvato o respinto in toto senza possibilità di proporre, introdurre o votare emendamenti.
VOTAZIONE FINALE (al fondo di ogni procedura)
Il progetto di legge approvato da una camera viene trasmesso all‟altra camera.
SE MODIFICATO E’ RITRASMESSO ALLA PRIMA CAMERA

CAMERA dei
DEPUTATI

Navette Parlamentari

SENATO della
REPUBBLICA

FINCHE’ ENTRAMBE LE CAMERE NON APPROVANO IL MEDESIMO TESTO
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Questo passaggio del disegno di legge da una camera all‟altra viene definito “NAVETTE
PARLAMENTARI”: la trasmissione da una camera all‟altra per addivenire alla definizione di un testo unico.
Nel caso in cui una delle due camere abbia apportato delle modifiche al disegno di legge, quando questo
viene valutato dall‟altra camera è possibile votare solo più sugli emendamenti, non è necessario riaddivenire
ad una votazione articolo per articolo.
I regolamenti di Camera e Senato prevedono procedure abbreviate in seconda lettura: il progetto è
riesaminato solo nelle parti modificate.
Anche a seguito del procedimento delle navette parlamentari è sempre possibile che il progetto di legge
venga cestinato, messo da parte o che passino mesi o anni prima di addivenire ad un testo definitivo. La
procedura legislativa non sempre porta ad una legge nuova. Tanto più un disegno di legge è espressione
della maggioranza, tanto più è probabile che vada a buon fine.
Come si fa a votare un disegno di legge?
Per la votazione, sia alla Camera che al Senato, è necessario il numero legale, che è dato dalla metà più
uno dei componenti l‟organo. Per arrivare a votare su un disegno di legge è necessario che, nelle camere,
siano presenti la metà più uno dei componenti. Un escamotage che è stato creato è però dato dal fatto che il
numero legale, sia alla Camera che al Senato, si presume. Non si fa l‟appello dei presenti, salva la richiesta
di verificazione, cioè è possibile richiedere la verifica del numero legale, ma se non viene richiesta, presunto
il numero legale la deliberazione è comunque valida.
Gli astenuti sono coloro che non esprimono il loro giudizio rispetto ad un determinato disegno di legge. Al
Senato, gli astenuti sono invitati ad allontanarsi dall‟aula, non andando neanche a ricoprire il numero legale,
mentre alla Camera dei Deputati gli astenuti sono comunque presenti e quindi possono andare a soddisfare
il numero legale. Questa disparità è stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale, che però la ha
reputata ampiamente legittima perché rientra della discrezionalità del regolamento di ciascuna camera.
NUMERO LEGALE (O QUORUM COSTITUTIVO) E QUORUM DELIBERATIVO

Numero legale (o Quorum Costitutivo o
Strutturale ) per la validita‟ della seduta: la meta’
+ 1 dei componenti l’organo
Non si può deliberate nulla se non si raggiunge il
numero di legge. E‟ presunto se non viene
richiesta la verifica.

Quorum deliberativo ( o funzionale ) per la
validita‟ della deliberazione: la meta‟ + 1 dei
presenti.
Maggioranza semplice (leggi ordinarie)
la metà + 1 dei votanti

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Esempio: Camera 630 deputati - NUMERO LEGALE 316 (metà + 1 componenti) la seduta non può svolgersi
validamente se manca tale numero. QUORUM DELIBERATIVO: es. deputati presenti 400 → 201 (metà + 1
presenti) nessuna votazione è valida se non partecipa al voto almeno tale numero di deputati.
Senato: 321 senatori - NUMERO LEGALE 162 (metà + 1 componenti) QUORUM DELIBERATIVO es.
senatori presenti 200 → 101 (metà + 1 presenti)
Altra regola dell‟ordinamento è che il voto deve essere PALESE (in contrapposizione al voto segreto), per
cui si associa al deputato (o al senatore) il suo voto. Il voto è SEGRETO quando si vota sulle persone, non
si associa il voto al deputato (o senatore) che lo ha espresso.
ALTRI QUORUM DELIBERATIVI
MAGGIORANZA ASSOLUTA
quorum deliberativo per la validità delle deliberazioni: metà + 1 dei componenti l’organo
Esempio: approvazione del regolamento di Camera e Senato - Art. 64 Cost. “ ciascuna camera adotta il
proprio regolamento a maggioranza assoluta dei componenti ...”
MAGGIORANZE QUALIFICATE: 2/3 o 3/5 dei presenti o dei componenti
La costituzione prevede maggioranze di 2/3 dei componenti ad esempio negli articoli :
 Art. 79 comma I → concessione di amnistia e indulto “ l’amnistia e l’ indulto sono concessi con legge
deliberata a maggioranza dei 2/3 dei componenti di ciascuna camera, in ogni suo articolo e nella
votazione finale...”
 Art. 83 comma III → elezione del Presidente della Repubblica “ … L’elezione del Presidente della
Repubblica ha luogo con scrutinio segreto a maggioranza dei 2/3 dell’assemblea …”
 Art. 138 comma III → al fine di sottrarre leggi costituzionali e di revisione costituzionale al
referendum popolare “ Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda
votazione da ciascuna delle camere a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti ”
Una volta che il disegno di legge, con testo identico, è stato approvato da entrambe le camere esso passa
alla promulgazione da parte del Presidente della Repubblica e può scaturire sia da una camera che
dall‟altra.

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3 – PROMULGAZIONE
La promulgazione è l‟atto formale con cui il Presidente della Repubblica dichiara in modo solenne che la
legge è stata approvata e che i cittadini hanno l‟obbligo di osservarla.
Art. 73 Cost. - “Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione.
Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l'urgenza, la legge è
promulgata nel termine da essa stabilito. Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano
in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un
termine diverso.”
Art. 74 Cost. - “Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con un messaggio
motivato alle camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge,
questa deve essere promulgata”
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
entro e non oltre un mese dall’approvazione della legge può:

RINVIARE alle Camere, con
messaggio motivato, il
testo di legge per una nuova
deliberazione Art. 74 Cost.

Se le Camere (obbligate al
procedimento ordinario)

PROMULGARE la legge
approvata dalle Camere

Approvano nuovamente lo
stesso testo

Il P.d.R. deve
promulgare

Apportano le modifiche
richieste (tutte)
(è il caso normale)

NON
RIAPPROVANO

Apportano solo in parte le
modifiche richieste

NUOVO
RINVIO
Perché il
testo di legge
è nuovo

LA LEGGE NON E’
PROMULGATA

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4 - PUBBLICAZIONE
Art. 73 Cost., comma III: “Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il
quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine
diverso.”
Subito dopo la promulgazione (e comunque non oltre 30 giorni da essa), Il Ministro della Giustizia
(guardasigilli) appone il sigillo dello stato alla legge e provvede alla PUBBLICAZIONE del testo integrale
sulla:
GAZZETTA UFFICIALE: La Gazzetta Ufficiale, quale fonte ufficiale di conoscenza delle norme in vigore in
Italia e strumento di diffusione, informazione e ufficializzazione di testi legislativi, atti pubblici e privati, è edita
dall‟Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e pubblicata in collaborazione con il Ministero della Giustizia, il
quale provvede alla direzione e redazione della stessa.
Altra fonte di cognizione del diritto italiano è la Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
Italiana, che non costituisce elemento integrativo della fattispecie pubblicitaria al cui verificarsi è subordinata
l‟efficacia degli atti in essa contenuti, ma assolve la funzione di agevolarne il reperimento e la consultazione.
Viene stampata annualmente.
5 – ENTRATA IN VIGORE
Avviene dopo 15 giorni dalla pubblicazione, ma il termine può essere abbreviato o prolungato in sede di
approvazione della legge ( art. 73, comma III, Cost. ).
Il periodo di tempo intercorrente tra pubblicazione ed entrata in vigore è detto VACATIO LEGIS ( Vacanza di
legge ).

APPROVAZIONE DELLA LEGGE ORDINARIA

CAMERA

A maggioranza semplice
(la metà + 1 dei votanti)

NAVETTE
PARLAMENTARI

La legge deve essere
approvata da entrambe le
camere nello stesso testo

A maggioranza semplice
SENATO

ï‚· PROMULGAZIONE del
Presidente della Repubblica
ï‚· PUBBLICAZIONE sulla
Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana
ï‚· ENTRATA IN VIGORE
normalmente dopo un periodo
di 15 giorni dalla pubblicazione
(vacatio legis)

(la metà + 1 dei votanti)

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PROCEDIMENTO DI APPROVAZIONE DI FONTI COSTITUZIONALI
(Art. 138 Cost.)
Doppia approvazione – Procedura Aggravata
Art. 138 Cost. “Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da
ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a
maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne
facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli
regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti
validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle
Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.”

PRIMA APPROVAZIONE
a maggioranza semplice

SECONDA
APPROVAZIONE a
maggioranza
assoluta

CAMERA

NAVETTE
PARLAMENTARI

CAMERA

3 MESI per richiedere il
REFERENDUM

Maggioranza
assoluta in
ciascuna camera

dopo almeno 3
mesi
REFERENDUM
richiesto

pausa di riflessione

SENATO

ï‚· 500.000 elettori
ï‚· 5 consigli regionali
ï‚· 1/5 deputati o senatori

REFERENDUM
non richiesto

SENATO

Maggioranza di
2/3 in ciascuna
camera

Maggioranza
non favorevole

Maggioranza
favorevole

LA LEGGE
COSTITUZIONALE
E’
PROMULGATA

LA LEGGE NON E’
PROMULGATA

La maggioranza dei 2/3 è una maggioranza molto ampia, per questo non c‟è più referendum.
Nel referendum costituzionale non è necessario il quorum del 50%+1 degli aventi diritto al voto,
indipendentemente dai soggetti che si recano al voto il referendum è valido.
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