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Report Sanità 2014 WEB BLOG Gennaro OLIVIERO.pdf


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1. Introduzione
In Campania, il comparto Sanitario assorbe circa i 2/3 del Bilancio Regionale. Cifre che ad una prima impressione - potrebbero sembrare proporzionate, ma non è così: il
prezzo pagato dai cittadini per il raggiungimento del pareggio dei conti nel settore, è
estremamente gravoso in termini di salute.
Una prima conferma a questa premessa deriva dall’analisi dei costi del Servizio
Sanitario Regionale (2009-2011): sulla base dei conti consolidati delle Aziende Sanitarie
Locali e delle Aziende Ospedaliere rilevati dal Sistema Informativo Sanitario, nella
media del triennio 2009-2011, la spesa sanitaria pro-capite in favore dei residenti in
regione è stata pari a 1.786 Euro, un dato inferiore alla media delle altre Regioni a
Statuto Ordinario ed a quella italiana (rispettivamente 1.845 e 1.857 €). Nello stesso
periodo la spesa è diminuita in media dell’1,0% annuo, mentre è cresciuta nel resto del
Paese (+1,2%). Gli investimenti fissi, pro-capite, in sanità ed assistenza sociale,
continuano ad essere i più bassi in Italia: 83,61 €, contro 126,09 (ISTAT, “Rapporto sulla
vita quotidiana”; 2014). Si tenga presente che, secondo il “Rapporto Sanità” del
Ministero della Salute (2013), le regioni con spesa inferiore non configurano una
maggiore efficienza, quanto il possibile rischio di una significativa carenza di servizi.
Una seconda riprova viene fornita dal CEIS dell’Università Roma Tor Vergata, il quale
nel recente (2012) “VIII Rapporto Sanità”, nell’analizzare l’influenza del contesto socioeconomico sulle perfomance sanitarie regionali, individua la situazione particolarmente
svantaggiata in Regione Campania. Questa risulta essere costantemente ultima nelle
tre macrovariabili considerate: capitale umano (risorse non finanziarie a disposizione
degli individui, principalmente determinate da istruzione ed informazione), capitale
sociale (fondamentalmente, una risorsa fondata sull’esistenza di un qualche tipo di
relazioni e/o di norme sociali) e indice di deprivazione (una misura che,
approssimativamente, esprime e rispecchia le condizioni di vita, sia intermini di disagio
economico-materiale, sia in termini di svantaggio culturale, sociale e di classe).
La cattiva gestione Caldoro e del centrodestra, che continua a mostrarsi del tutto
inerte e con scarse capacità amministrative in tema di salute pubblica - come del resto
in altri servizi essenziali - rischia di inasprire le ristrettezze che tante persone devono
quotidianamente fronteggiare.
Quanto si viene a considerare, non rappresenta il frutto di una comunicazione politica
di parte, quanto la lettura di uno scenario desolante causato dalle logiche fallimentari
del centrodestra campano. Il 48° Rapporto Annuale - Anno 2014 - del Censis, espone di
una regione prima in ben 3 dei 6 fattori usati per la misurazione dell’incertezza socioeconomica: insicurezza occupazionale, mancata partecipazione femminile al lavoro e
disoccupazione 25-34 anni. Nessuno può negare, a questo punto che la Campania
venga oggettivamente percepita, dai suoi stessi cittadini, una scialuppa che navighi a
vista, senza una meta definita. Ciò che si espone, ha delle ripercussioni
immediatamente misurabili, esempio lampante la più bassa aspettativa di vita dei

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