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001 Rossano verso rifiuti zero .pdf



Nome del file originale: 001 Rossano verso rifiuti zero.pdf
Autore: madeo francesco

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PARTITO DEMOCRATICO

ROSSANO (CS)

PARTITO DEMOCRATICO ROSSANO

“VERSO RIFIUTIZERO AL 2020”

PD COORDINAMENTO ROSSANO

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ROSSANO (CS)

Gennaio 2014

INTRODUZIONE GENERALE
Il concetto di “buona prassi” è derivato dall’inglese “best practice”, letteralmente “miglior
pratica”. E’ nato all’inizio del XX secolo (Frederick Taylor, The Principles of Scientific
Management - Harper & Brothers Publishers, New York 1911): è un'idea manageriale che
asserisce l’esistenza di una tecnica, un metodo, un processo o un'attività, che sono più
efficaci nel raggiungere un particolare risultato, di qualunque altra tecnica, metodo,
processo, ecc. Si afferma che con i processi adeguati, i giusti controlli e le corrette analisi, il
risultato voluto può essere ottenuto evitando problemi e complicazioni impreviste.
“Le buone prassi, ponendosi in un’ottica critico-riflessiva e assumendo un approccio aperto
e flessibile, diventano modalità operative, azioni e strategie, che offrono un contributo alla
soluzione di problemi.
Per migliore pratica o migliore prassi o buona prassi (dall'inglese best practice) si intendono
in genere le esperienze più significative, o comunque quelle che hanno permesso di ottenere
migliori risultati, relativamente a svariati contesti
Partendo da questo concetto abbiamo analizzato le migliori esperienze fatte in Italia sulla
gestione dei rifiuti ed abbiamo verificato che la Miglior Buona prassi è quella del comune di
Capannori.
Quanto fatto a Capannori può essere assunto come modello da applicare con i dovuti
adattamenti alla nostra realtà. Così invitiamo il comune di Rossano, 38.000 abitanti 149
kmq in Provincia di Cosenza, (Capannori 46.000 abitanti, estensione 165.50 kmq in
provincia di Lucca) ad aderire alla “Strategia rifiuti zero”. Attraverso una delibera di
Consiglio comunale, l’adesione alla strategia “Rifiuti Zero” si declina nella scelta “di
intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il
2013 il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata combinando questi obiettivi con un
impegno costante mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti. L’amministrazione con
determinazione e coraggio devefare sua questa sfida per la sostenibilità, costruendo
alternative che passano attraverso una vera partecipazione della cittadinanza alla costruzione
di buone pratiche collettive.
In questo percorso la buona prassi del Comune di Capannori ha dimostrato che l’aumento
dei rifiuti non è più un dato immodificabile, ma solo un fattore che può essere governato con
il coraggio di una politica che guarda alla sostenibilità e alla necessità di scelte coraggiose e
concrete per un comune futuro possibile. Anche a Rossano possiamo dunque costruire una
politica ambientale i cui punti fondamentali sono due: SOSTENIBILITA’ e
PARTECIPAZIONE.

LA GERARCHIA DEI RIFIUTI
La Direttiva europea 2008/98/Ce del 19 novembre 2008, definisce una "gerarchia dei rifiuti"
che stabilisce in generale un «ordine di priorità» di ciò che costituisce «la migliore opzione
ambientale nella normativa e nella politica dei rifiuti».In testa alla gerarchia figura la
prevenzione, ossia misure (prese prima che una sostanza,un materiale o un prodotto sia
diventato un rifiuto) che riducono la quantità di rifiuti,anche attraverso il riutilizzo dei
prodotti o l'estensione del loro ciclo di vita, gli impatti negativi dei rifiuti prodotti
sull'ambiente e la salute umana oppure il contenuto di sostanze pericolose in materiali e
prodotti.
Segue poi la preparazione per il riutilizzo, ovvero le operazioni di controllo, pulizia e
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riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in
modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento. Viene poi il riciclaggio,ossia
qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per
ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri
fini. Esso include il ritrattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il
ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di
riempimento.
Segue poi il recupero diverso dal riciclaggio, come il recupero di energia o altre operazioni
il cui principale risultato sia di «permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile sostituendo
altri materiali». A questo proposito, la direttiva precisa che gli impianti di incenerimento dei
rifiuti solidi urbani possono essere intesi come attività di recupero unicamente se
rispondono a determinati requisiti di "efficienza energetica" fissati dalla direttiva stessa.
Vi è, da ultimo, lo smaltimento che consiste in qualsiasi operazione diversa dal recupero
anche quando l'operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di
energia, come il deposito in discarica, la biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli,
l’iniezione dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o in faglie geologiche naturali,
l'incenerimento o il deposito permanente (ad es. sistemazione di contenitori in una miniera).
Al riguardo, la direttiva sottolinea che gli Stati membri «non dovrebbero promuovere,
laddove possibile, lo smaltimento in discarica o l'incenerimento di materiali riciclati».
Entro il 2015, gli Stati membri dovranno istituire regimi di raccolta differenziata «almeno»
per la carta, il metallo, la plastica e il vetro. Dovranno pertanto adottare le misure necessarie
affinché, entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti domestici di
carta, metallo, plastica e vetro (e, possibilmente, di altra origine) sia aumentata
complessivamente almeno del 50% in termini di peso. Inoltre, entro il 2011, si doveva
formulare un piano d'azione per ulteriori misure di sostegno a livello europeo volte, in
particolare, «a modificare gli attuali modelli di consumo» e definire una politica di
progettazione ecologica (eco-design) dei prodotti che riduca al contempo la produzione di
rifiuti e la presenza in essi di sostanze nocive, favorendo tecnologie incentrate su prodotti
sostenibili, riutilizzabili e riciclabili.
Più in particolare, per rafforzare la prevenzione, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei
rifiuti, gli Stati membri potranno adottare misure legislative o non legislative volte ad
assicurare che qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi,
trasformi e tratti, venda o importi prodotti (produttore del prodotto) sia soggetto ad una
responsabilità estesa. Tali misure, è precisato, potranno includere l'accettazione dei prodotti
restituiti e dei rifiuti che restano dopo l'utilizzo di tali prodotti, nonché la successiva
gestione dei rifiuti e la responsabilità finanziaria per tali attività. Potranno anche
contemplare l’obbligo di mettere a disposizione del pubblico informazioni relative alla
misura in cui il prodotto è riutilizzabile e riciclabile.
A livello nazionale il Decreto Dlgs 152/2006, il cosiddetto Decreto Matteoli, pone
l’obiettivo di raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 31.12.2012.

DAL CASSONETTO AL PORTA A PORTA
Nell’affrontare il tema rifiuti il primo elemento cardine su cui vogliamo intervenire è il
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sistema della raccolta. E’ dimostrato in tutta Italia che il sistema industriale e meccanizzato
dei grandi mezzi di raccolta e dei grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione dei
rifiuti e la raccolta differenziata rimane a livelli troppo bassi non riuscendo a superare, se
non in casi eccezionali, il 35-40% di differenziazione.
Il Comune di Rossano vuole avviare una completa riorganizzazione del servizio andando ad
eliminare dal territorio tutti i cassonetti ed attivando la raccolta domiciliare “Porta a porta”,
con la consegna a tutte le famiglie degli strumenti per la raccolta differenziata.
Questa scelta è una scelta strategica politico e culturale, una rivoluzione sia per
l’amministrazione che per tutte le famiglie a cui si chiede, con fiducia, un piccolo sforzo
per contribuire a far sì che gli scarti non siano più un problema per l’ambiente e la comunità,
ma una risorsa che possa essere riutilizzata e riciclata, tornando a nuova vita invece di
occupare discariche o finire incenerita.
Vogliamo investire in questa scelta come in una scelta per il FUTURO, l’unica possibile per
raggiungere elevate percentuali di raccolta differenziata e per dimostrare che i benefici sono
per tutti: per i cittadini, per l’ambiente, per i lavoratori, ed il decoro urbano.
Vogliamo essere il primo Comune in Calabria ad aver avviato una politica integrata sui
rifiuti e sull’ambiente che non solo miri al necessario aumento della raccolta differenziata,
ma che costruisca una strategia integrata per la riduzione dei rifiuti ed il loro completo
riutilizzo, con un investimento immane nella partecipazione, nell’informazione e nella
sensibilizzazione volto a raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero”.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
SISTEMA DI RACCOLTA
Sistema di raccolta a domicilio, integrale, senza cassonetti per nessuna tipologia di rifiuto
filo strada. Tipologia di rifiuti raccolti in modo differenziato:
 Carta e cartone,
 multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, barattoli in metallo, scatolette, buste in
plastica vaschette alimenti ecc.)
 organico e verde,
 sfalci e potature,
 ingombranti,
 oli esausti,
 assimilati per tutte le utenze non domestiche.
Tutti i contenitori e i sacchetti saranno distribuiti a domicilio gratuitamente agli utenti.
 ORGANICO: 1 Bio-pattumiera aereata abbinata a Sacchetti in mater-bi; 1
Contenitore colore marrone di 25 litri con chiusura antirandagismo per deposito dei
sacchetti in mater-bi.
 CARTA: 1 cestone in plastica bianco
 MUTIMATERIALE 1 contenitore blu ed un Sacco in polietilene di colore blu
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trasparente
 NON RICICLABILE Sacco in polietilene di colore grigio 1 contenitore per gli olii
esausti di cucina. Sacco colore viola per la raccolta dei pannoloni per anziani e
pannolini per bambini.
Calendario settimanale ritiri:
 2 ritiri per l’organico,
 2 ritiri per il multimateriale
 1 ritiro per carta e cartone;
 1 ritiro per indifferenziato





Inoltre:
ritiro gratuito a domicilio su prenotazione per gli ingombranti
ritiro mensile per olii esausti
ritiri personalizzati e supplementari per pannoloni e pannolini
ritiri supplementari su prenotazione delle potature e sflalci.

Il servizio avverrà su tutto il territorio comunale e verrà implementato nel giro di un anno..
Il passo successivo sarà l’applicazione della tariffa puntuale, che permetterà di calibrare la
tariffa anche in base al rifiuto effettivamente prodotto dalle famiglie attraverso la
contabilizzazione dei rifiuti del materiale non riciclabile, metodo sperimentato con successo
in numerosi comuni del nord Italia.
MEZZI ECOLOGICI
Verranno previsti mezzi a metano e mezzi elettrici per la raccolta dei rifiuti a domicilio, che
riducono ulteriormente l’impatto ambientale della raccolta.

LE ISOLE ECOLOGICHE
Con l’eliminazione di tutti i cassonetti stradali è di fondamentale importanza aprire nel
territorio comunale le due isole ecologiche sempre aperte ai cittadini, dove sia possibile
portare qualsiasi tipo di scarto e di rifiuto, anche ingombrante, elettrico…. in qualsiasi ora
della giornata.
L’area si configura come un grande piazzale recintato, dove sono dislocati i container dei
diversi materiali differenziati, una pesa per i camion e le auto (per la pesatura del netto
conferito) ed un’area con un casottino dove c’è la presenza costante di un operatore e la pesa
dei piccoli materiali di fronte al sistema computerizzato che gestisce la ricarica delle tessere.
I rifiuti conferiti nell’isola ecologica vengono pesati ad ogni scarico e il peso del rifiuto, a
seconda del materiale conferito, viene trasformato in un punteggio.
I cittadini che si servono delle isole ecologiche vengono registrati e ad ogni utenza viene
distribuita una scheda magnetica individuale che registra i punti e a fine anno, per chi supera
una certa quota , riceve a casa un premio simbolico di un assegno da TOT euro.
Nel futuro bisogna far entrare in funzione altre isole ecologiche con l’attivazione negli
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stessi spazi di un centro per il riuso. In questo modo sarà possibile evitare lo smaltimento
grandi quantità di scarti, potendo allungare la vita di rifiuti conferiti ma ancora utilizzabili
(attraverso la vendita), poter attivare al contempo un centro per la riparazione ed il riutilizzo
dei beni recuperabili. Questo permetterà di unire ai vantaggi ambientali, utilità sociale ed
economica nonché una buona pratica per la socializzazione dei buoni comportamenti.

I VANTAGGI ECONOMICI
Più rifiuti in discarica più costi: il costo del conferimento in discarica dell'indifferenziato è
notevolmente superiore a quello del conferimento agli impianti del differenziato:

I VANTAGGI OCCUPAZIONALI
Un ulteriore elemento positivo dell’esperienza di raccolta domiciliare è l’aspetto del lavoro.
Il “porta a porta” necessita infatti di un numero più elevato di operatori. Questo non
significa, però, maggiori costi perché questi sono stati compensati dai risparmi ottenuti dal
mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Questi risparmi si possono investire non solo
in mezzi più piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche garantendo un risparmio
sulla tariffa al cittadino.

I VANTAGGI PER I CITTADINI
Con i risparmi ottenuti dal non dover smaltire i rifiuti indifferenziati, oltre a coprire i costi
delle nuove assunzioni, si può riconoscere una riduzione della tariffa ai cittadini. La
riduzione può essere una percentuale sulla parte variabile.
Ai vantaggi legati alla riduzione della tariffa si aggiungono anche i vantaggi di un servizio
di grande qualità.
L’eliminazione definitiva dei cassonetti comporta inoltre un maggior decoro urbano e
l’eliminazione di tante piccole discariche abusive che si formano accanto ai cassonetti.
Si registra anche una utilità sociale dovuta alla costruzione di un rapporto proficuo, positivo
e spesso educativo degli operatori con la cittadinanza, con la quale si costruisce spesso,
soprattutto per le fasce più anziane della popolazione, un rapporto quotidiano che
rappresenta anche una sicurezza ed un punto di riferimento.
I cittadini possono inoltre conferire qualsiasi tipologia di rifiuti presso due ISOLE
ECOLOGHICHE dotate di un sistema informatico che registra ogni conferimento ed
attribuisce all’utente un punteggio registrandolo su una tessera magnetica. A fine anno il
punteggio si trasforma in un bonus economico inviato con assegno direttamente a domicilio.

I VANTAGGI AMBIENTALI
Con la raccolta differenziata si inviano a riciclaggio TOT tonnellate di rifiuti.
Con il “Porta a porta”, grazie all’aumento della raccolta differenziata e alla riduzione dei
rifiuti, si ottiene una riduzione dei rifiuti indifferenziati a smaltimento di TOT tonnellate di
scarti.
Questo porta a
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- minore abbattimento di alberi (carta);
- minor consumo di milioni di litri di acqua;
- minore emissione di tonnellate di CO2 (vetro e plastica, organico sfalci).

IL RICICLAGGIO
Tutto il materiale raccolto in maniera differenziata è avviato a riciclo
L’organico, in attesa di poterlo trattare in un impianto da programmare, viene inviato
all’impianto di compostaggio, ed è destinato alla produzione del compost. Il Compost viene
poi indirizzato verso tre filiere: l’utilizzo diretto in agricoltura, la commercializzazione alle
aziende che producono terriccio ed un’ultima parte alle aziende che producono fertilizzanti.
La carta viene selezionata tra carta congiunta e selettiva, è venduta attraverso il consorzio
COMIECO per il recupero della carta.
Il mutlimateriale (vetro, plastica e lattine) viene avviato ai rispetti consorzi del riciclo.
La plastica viene suddivisa in 5 colori (trasparente, azzurrata, blu, verde e ad alta densità) al
fine di valorizzarla al meglio nel mercato del riciclo.
Nemmeno gli scarti di questo processo di selezione vengono avviati a smaltimento perché
sono riutilizzati dall’azienda per la produzione di pancali in materiale riciclato.

LA RIDUZIONE DEI RIFUTI
La strategia “Rifiuti zero” verso cui si vuole indirizzare l’Amministrazione comunale, cerca
di combinare riciclaggio, e dunque raccolta differenziata spinta, con politiche mirate a
prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti.
Vogliamo avviare politiche mirate a ridurre la produzione degli scarti cercando di legare
buone pratiche ambientali con buone pratiche in campo sociale ed economico.

Di seguito alcune azioni intraprese dal comune di Capannori che possono essere
implementate anche nel nostro comune ma con un poò di fantasia si possono
inserire altre azioni.
Compostaggio domestico
Circa il 30% dei rifiuti soldi urbani è composto dall’umido, la frazione organica. L’organico
è l’elemento che dà più problemi quando rimane misto agli altri rifiuti perché crea liquidi
pericolosi nelle discariche e problemi negli impianti di smaltimento.
Il compost, detto anche terricciato o composta, è il risultato della decomposizione e
dell'umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura,
scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata) da
parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed equilibrio
tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione.
Il compostaggio tecnicamente è un processo biologico aerobico e controllato dall'uomo che
porta alla produzione di una miscela sostanze umificate (il compost) a partire da residui
vegetali sia verdi che legnosi o anche animali mediante l'azione di batteri e funghi.
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Il compost può essere utilizzato come fertilizzante su prati o prima dell'aratura. Il suo
utilizzo, con l'apporto di sostanza organica migliora la struttura del suolo e la
biodisponibilità di elementi nutritivi (azoto). Come attivatore biologico aumenta inoltre la
biodiversità della microflora nel suolo.
Attraverso una campagna per il Compostaggio domestico, si possono, assieme alla
cittadinanza, eliminare dai rifiuti tonnellate di organico che sono andate direttamente nei
terreni e negli orti, invece di finire nei cassonetti.
Per incentivare questa buona pratica si può riconoscere un’ulteriore sconto del 10% sulla
parte variabile della tariffa a tutti i cittadini che praticano l’auto compostaggio.
L'amministrazione regala ad ogni cittadino il composter, un bidone traforato di plastica che
è ritirabile, previa la firma, in comune, di un modulo prestampato con l’autocertificazione e
le istruzioni per produrre un buon compost dai propri scarti organici.
Ogni anno si effettua una verifica su un campione di quanti fanno il compostaggio.
L’elemento di sconto sulla bolletta è sicuramente un grande incentivo alle famiglie per
avviare il compostaggio domestico.

Rossano acquista verde
Nel 2003 l’Unione europea ha invitato tutti i Paesi membri ad elaborare, entro il 2006, piani
d’azione per “l’integrazione delle esigenze ambientali negli appalti pubblici”. Il Piano di
azione nazionale italiano (Pan Gpp) è stato approvato solo nell’aprile del 2008, ma mancano
ancora i decreti attuativi che definiranno i requisiti per definire “verde” un bene o servizio
oggetto del bando. Tecnicamente, si chiamano “criteri ambientali minimi” e riguardano una
dozzina di tipologie di prodotto individuate. Nell’estate 2009 una comunicazione della
Commissione europea ha posto ai Paesi membri l’obiettivo di inserire i criteri del Gpp nel
50% delle gare d’appalto della pubblica amministrazione entro il 2010.
Purtroppo, in Italia l’acquisto sostenibile della pubblica amministrazione non funziona
nemmeno quand’è un obbligo di legge: il decreto legislativo 22 del 1997, undici anni fa,
obbligava le Regioni a coprire il 40% del proprio fabbisogno con carta riciclata. Sei anni
dopo, il decreto 203 del 2003 obbligava tutti gli enti pubblici a coprire il 30% del proprio
fabbisogno annuo di manufatti e beni (dalla carta, ai mobili) con materiale riciclato. Ma
l’operatività del decreto è ingessata da “condizioni” che ne limitano (o azzerano) l’efficacia.
Il ritardo nell’attuazione dei principi del Green Public Procurement non è cosa da poco: la
spesa della pubblica amministrazione copre il 16% del prodotto interno lordo dell’Unione
europea. In Italia, i “consumi” della pubblica amministrazione -l’insieme di Comuni,
Province, Regioni, ministeri ed enti di ricerca-valgono circa 115 miliardi di euro all’anno.
Per sottolineare anche l’importanza dell’utilizzo dei materiali riciclati e di alimentare il
mercato dei prodotti con materie prime seconde, il Comune di Rossano, fra i primi in
Calabria, adotta il sistema degli acquisti verdi, con un delibera di adesione alla procedura
GPP (Green Public Procurement) tutti gli acquisti dell’ente comunale saranno vincolati ad
una procedura che selezioni i prodotti fatti dando una preferenza a quelli prodotti con
materiale riciclato in modo da sostenere la domanda dei prodotti realizzati con un minor
impatto ambientale e dimostrare che anche attraverso gli acquisti si può incidere.
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Oltre alla procedura per acquisti verdi sarà avviato un sistema interno al palazzo comunale
che attivi la raccolta differenziata ed il recupero dei rifiuti speciali come, ad esempio, i toner
delle stampanti, che in questo modo possono essere rigenerati e avviati a nuova vita. Per la
buona riuscita del progetto è necessario formare bene il personale e motivarlo nella scelta e
nella selezione dei materiali, con aggiornamenti costanti delle opportunità e delle migliorie
del mercato.
Per informazioni http://www.acquistiverdi.it o http://www.forumcompraverde.it

Acqua buona nelle mense ( a Rossano l'acqua com'è ???)
L’Italia è il paese Europeo con il maggior consumo pro-capite di acque minerali. L’acquisto
di acque minerali comporta gravi conseguenze sull’ambiente per i rifiuti che producono ma
anche per la grande circolazione di tir che attraversano l’Italia nel trasporto dell’acqua del
Sud Italia al Nord e viceversa. Senza considerare che l’acqua di rubinetto è più sicura,
controllata e garantita dell’acqua minerale che ha parametri di inquinanti, per legge, molto
più permissivi rispetto a quella “del sindaco” (vedi tabella sotto). Quel che è grave è che più
dell’80% delle acque minerali sono imbottigliate in contenitori di plastica (in Pet), il cui
costo si aggira sui 1 cent contro i 25 cent per la bottiglia di vetro. I costi dello smaltimento
ricadono sulle regioni che spendono di più di quanto incassino dai canoni delle concessioni
di sfruttamento delle fonti. I consumi di acqua minerale sono cresciuti in quantità, nella
seconda metà degli anni '90, mediamente del 3% l'anno. Oggi gli italiani sono i più grossi
consumatori di acqua minerale in termini di consumo pro-capite: 172 litri. E nella crescita
dei consumi sta pesando in misura maggiore che in passato la parte meridionale del Paese,
con consumi pro-capite meno forti rispetto alle altre zone ma in crescita a ritmi più elevati.
Valore limite di alcune sostanze contenute nell’acqua potabile e nell’acqua minerale
Valori limite acque minerali
Valori limite acque potabili
Decreto 542/92 – Dm
Decreto L. 31/2001
31/05/2001
Arsenico totale
10
50
(µg/l)
Bario (µg/l)
1
Cromo (µg/l)
50
50
Piombo (µg/l)
10-25
10
Nitrati (mg/l)
50
45-10*
Alluminio (µg/l) 200
Nessun limite
Ferro (µg/l)
200
Nessun limite
Manganese (µg/l) 50
2000
Fluoruro (mg/l)
1,50
Nessun limite
* Valore relativo ad acque destinate all’infanzia

Con l’inizio dell’anno scolastico 2014 si sostituiranno progressivamente dalle mense
scolastiche le acque minerali con l’utilizzo delle brocche di acqua del rubinetto.
Questo ci fa risparmiare:
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 bottiglie di plastica non immesse nell'ambiente,
L’Amministrazione comunale può firmare un Protocollo d’Intesa con Arpacal che effettua
periodicamente un’analisi chimica sull’acqua che esce direttamente dal rubinetto della
scuola.
I risultai vengono pubblicati all’interno della scuola per dare evidenza a tutti dell’ottima
qualità dell’acqua utilizzata.
All’inizio del percorso è stato importante realizzare incontri serali con i genitori per spiegare
la bontà del progetto e la sicurezza sulla qualità dell’acqua erogata dai rubinetti. E’ stato
importante abbinare, agli incontri formativi con i tecnici, anche “assaggi” di diversi tipi di
acqua minerale e di rubinetto riscontrando che effettivamente non c’era alcuna differenza e
che i preconcetti a volte costruiscono una realtà diversa nelle nostre menti.

La Via dell’Acqua
Valorizza la presenza delle fonti con una cartellonistica stradale e l’indicazione della qualità
dell'acqua e proprietà dell’acqua che ne sgorga e la garanzie dell’assoluta sicurezza
nell’utilizzo. Il progetto “La Via dell’Acqua” consente di trasformare i luoghi che a volte
erano anche poco conosciuti, in luogo di incontro, di socializzazione e di “bene comune”,
dando alla comunità la fruizione gratuita per l’approvvigionamento idrico ma anche luoghi
dove si vive e si incontra la comunità.
L’Amministrazione comunale può firmare un Protocollo d’Intesa con Arpacal che effettua
periodicamente un’analisi chimica sull’acqua che esce direttamente dal rubinetto della
scuola.
I risultai vengono pubblicati all’interno della scuola per dare evidenza a tutti dell’ottima
qualità dell’acqua utilizzata

Latte alla Spina
Il latte fresco che acquistiamo mediamente al supermercato ad un costo di circa 1,40 euro,
viene pagato agli allevatori soltanto molto di meno. C’è del denaro che dunque si perde tra
trattamento, imballaggio, distribuzione e, soprattutto, in pubblicità. Questo meccanismo sta
di fatto strangolando i piccoli produttori che vedendosi così poco riconosciuto il loro lavoro
sono spesso costretti a chiudere stalle ed aziende agricole.
Per la riduzione degli imballaggi ma anche per la valorizzazione della “Filiera corta del
latte” a Rossano si realizzerà un distributore automatico del latte alla spina.
Grazie a questo distributore:
 il cittadino potrà avere un latte più fresco, non trattato e più genuino,
 il latte sarà più economico perché con 1 euro si acquista 1 litro di latte fresco appena
munto;
 all’allevatore viene riconosciuto più del doppio rispetto a quanto riconoscono le
centrali del latte;
 il latte può essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e
risparmiando all’ambiente l’utilizzo dei contenitori “usa e getta”.
L’Amministrazione comunale si farà carico dell’acquisto (con circa 15 mila euro) del
macchinario e dell’installazione per poi affidare la gestione all’Associazione provinciale
degli allevatori che a sua volta effettuerà una convenzione con gli allevatori della zona
disponibili a rifornire il macchinario.
Per legge gli allevatori che riforniscono distributori automatici del latte alla spina devono
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dotarsi della certificazione “Latte alta qualità” che implica una maggiore cura nei passaggi
del latte dalla mammella della vacca fino al contenitore refrigerato ed una maggiore igiene
per il prodotto.

Detersivi alla spina
Detersivi di qualità, naturali ed ecologici, di produttori locali, possono essere acquistati,
usando direttamente un proprio contenitore. In punti vendita del Comune di Rossano è
possibile acquistare detersivi alla spina risparmiando e facendo risparmiare all’ambiente lo
smaltimento di tanti inutili imballaggi.
Anche in questo caso l’Amministrazione comunale si è fatta carico dell’acquisto (con una
spesa di nemmeno 2.000 euro) di contenitori in acciaio, con un rubinetto, che permettono
l’erogazione alla spina del prodotto e l’acquisto anche con propri contenitori.
Comune, Associazione di categoria (Confesercenti o Confcommercio) stipuleranno una
convenzione che impegna tutti gli enti ed associazioni nella massima comunicazione
dell’iniziativa. I produttori locali si potranno far carico, se l'iniziativa ha successo, di fornire
loro stessi ai negozianti i contenitori in comodato d’uso gratuito per la vendita del prodotto.
Un importante strumento per la diffusione della pratica della vendita alla spina sarà il
cambio del regolamento della tariffa per le attività commerciali in cui si inserirà un
incentivo per le attività che sceglievano lo sfuso. In pratica per i negozianti di Rossano che
vendono alla spina non si applica il calcolo la tariffa nella parte del negozio che è destinata
alla vendita dello sfuso.

Ecosagre
Grazie al nuovo Regolamento e all’impegno delle associazioni si è eliminato l’utilizzo
dell’usa e getta di plastica nelle sagre estive. “Ecosagre” significa ridurre l’impatto
ambientale delle manifestazioni estive paesane nel territorio comunale. Gli organizzatori
delle sagre estive, infatti si impegnano a:
 differenziare tutti gli scarti prodotti dalla sagra e dei partecipanti;
 ridurre la produzione di rifiuti e di imballaggi durante le feste
 utilizzare stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili o in materiale compostabile
Dall’approvazione, del nuovo Regolamento, ogni anno si risparmieranno centinaia di
migliai di coperti usa e getta e nelle sagre si mangia dunque con piatti di coccio e posate
lavabili oppure con il materiale usa e getta in mater-bi che può essere riciclato nell’organico.

Pannolini ecologici
I pannolini usa e getta fin dalle fasi iniziali della loro produzione (consumo di cellulosa,
consumo
di acqua ed energia e utilizzo di sbiancanti chimici e materie plastiche per la produzione)
sprecano risorse e inquinano l'ambiente. Per produrre pannolini usa e getta per un solo
bambino si richiede una quantità di cellulosa pari a circa 10 grandi alberi. Ogni bambino
produce all'incirca una tonnellata di questi rifiuti difficili da trattare e non biodegradabili. Il
loro tempo di decomposizione, variabile da 200 a 500 anni, aumenta in condizioni di
carenza di acqua e ossigeno, condizioni che alcuni genitori riproducono volontariamente,
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richiudendo ogni singolo pannolino in un sacchetto di plastica. Lavare pannolini in modo
ecologico fa risparmiare risorse non rinnovabili e riduce l'emissione di anidride carbonica in
atmosfera.
L’uso dei pannolini lavabili comporta anche notevoli vantaggi per la salute del bambino che
non ha materie plastiche a contatto con la pelle ma solo tessuti naturali che non comportano,
come quelli usa e getta, arrossamenti, eritemi, allergie.
Grazie ai pannolini lavabili si riduce notevolmente la produzione di rifiuti ma anche la
spesa. Considerando che per un utilizzo esclusivo di pannolini lavabili occorre un kit di
almeno 15-20 pezzi, e ad eccezione dei pannolini a taglia unica che accompagnano il bimbo
dalla nascita al vasino, occorrono almeno 2 o 3 kit completi di pannolini per ogni taglia, la
spesa-pannolini per i lavabili è dell'ordine delle centinaia di euro.
Il genitore che compra pannolini usa e getta, invece, spende complessivamente di più, in
quanto un bimbo in media consuma settimanalmente un pacco da 10€, il che significa
almeno 500 € annuali.
I nuovi pannolini lavabili, semplici da usare, sono riutilizzabili: per il 90% sono costituiti da
cotone biologico e materiali naturali, si possono lavare anche in lavatrice e comportano un
risparmio di oltre il 70% per le famiglie rispetto ai normali pannolini.
L’Amministrazione comunale, investendo circa 7.000 euro, può effettuare un bando per le
famiglie interessate a collaborare al progetto.
Il Comune fornirà dunque alle famiglie che ne fanno richiesta, il primo kit e, dopo
un'iniziale sperimentazione di 20 giorni, a chi intende proseguire nel progetto, fornisce il
secondo kit con una sovvenzione del 50%. I pannolini sono acquistabili in farmacia ed il
loro utilizzo verrà illustrato in un’assemblea pubblica aperta a tutti i genitori.

Assorbenti ecologici
Sono disponibili presso la farmacia gli assorbenti ecologici. Grazie alla possibilità di essere
lavati e più volte riutilizzati contribuiscono alla riduzione dei rifiuti. C'è anche un risparmio
per le signore perché con la spesa equivalente del consumo di quattro mesi dello stesso
prodotto "usa e getta" si acquistano assorbenti ecologici che durano 10 anni. Il prodotto è
anallergico e facilmente lavabile. Altri comuni incentivano o promuovono l’utilizzo delle
“coppette” che pure sono altrettanto efficienti per la riduzione della produzione dei rifiuti ed
inoltre diminuiscono notevolmente i consumi idrici per il lavaggio.

Mercatino di scambio e riuso
Gli oggetti inutilizzati possono essere utili agli altri. E' questa l'idea che sta alla base del
mercatino di scambio e riuso. In una piazza individuata per l’iniziativa, a cadenza
bimestrale, i cittadini possono portare oggetti, libri, mobili… e possono venderli ma anche
scambiarli e barattarli con altri oggetti.
L’iniziativa ha una doppia valenza sociale ed ambientale: di carattere ecologico perché in
questo modo si allunga il ciclo di vita dei materiali ma anche sociale perché attraverso
queste iniziative si ricostruiscono legami, rapporti e occasioni d’incontro per la comunità.
Al termine dell’iniziativa gli espositori, invece di riprendersi il materiale avanzato, possono
lasciare in piazza le cose che non servono più, e con queste viene fatta un’asta oppure
vengono regalate. Gli oggetti avanzati vengono poi riciclati.
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Via la plastica da tutte le mense
Con la nuova gara delle mense scolastiche e comunali, il Comune mette al bando l'usa e
getta. In tutte le mense scolastiche e comunali dove ancora si usava la plastica, vengono
invece inserite le lavastoviglie industriali ed i piatti di coccio. Niente più piatti o bicchieri di
plastica ma piatti lavabili che permetto un ulteriore e notevole riduzione nella produzione
degli scarti.

Uno spazio permanente per il riutilizzo, lo scambio ed il riuso
Il comune realizzerà una terza isola ecologica, che sarà in uno spazio al coperto con la
possibilità, per le cose conferite ancora in buono stato, di renderle disponibili per chi ne
avesse bisogno prevenendo, anche in questo caso, la produzione dei rifiuti e prolungando la
vita dei materiali prima del loro smaltimento

Centro di Ricerca Verso Rifiuti Zero
Il Progetto "Passi concreti verso Rifiuti Zero" è un progetto che si basa sulla costituzione di
un CENTRO DI RICERCA E RIPROGETTAZIONE RIFIUTI ZERO che sviluppa un
lavoro di analisi del rifiuto residuo del Comune. Esso ha lo scopo essenziale di individuare
la tipologia di materiali, di oggetti e/o items ancora presenti nel rifiuto a valle di RD. Una
volta individuati i flussi residui il progetto provvederà a indirizzare il proprio lavoro in due
direzioni.
1. Nel migliorare i livelli di intercettazione dei materiali oggetto di RD al fine di
azzerare tendenzialmente i "conferimenti impropri" nel residuo (per esempio. frazioni
organiche, materiali cartacei, plastiche, vetro ecc). Ciò comporta un'opera di migliore
comunicazione rivolta ai cittadini mirando l'intervento a massimizzare le rese di RD.
2. l'altra direzione invece attiene quei flussi ed in particolare quegli oggetti e/o items
che allo stato attuale non sono nè riciclabili e/o compostabili o che lo sono con
difficoltà. esempi del primo tipo sono rappresentati da rasoi usa e getta, cialde per il
caffè e più in generale da prodotti "monouso"; esempi del secondo tipo sono
rappresentati da "polimateriali" quali il tetrapack, blister e da molte tipologie di
plastiche a partire dagli shoppers. Ebbene a questo proposito Il Centro di Ricerca
Rifiuti Zero (cardine dell'intero progetto) inizierà un processo di Riprogettazione
Industriale di tale "criticità" individuata e sulla base di una proposta circostanziata
metterà il produttore autore di quel "bene di consumo" di fronte alle proprie
responsabilità chiamando in causa quello che la messa in atto della strategia rifiuti
zero definisce la responsabilita' estesa del produttore (ERP).
Infine il progetto, mette in essere (o condividerà) iniziative volte alla riduzione dei rifiuti
alla fonte attraverso il proprio Sportello per la riduzione dei rifiuti diffondendo verso il
circuito commerciale le positive esperienze dei negozi con prodotti alla spina, prodotti sfusi
ecc. e contribuendo alla diffusione di pannolini e pannoloni riusabili.
Inoltre viene svolto un lavoro di "qualificazione merceologica" dei materiali raccolti
attraverso le RD anche finalizzato a creare localmente una filiera del riciclaggio e del
compostaggio ed uno rivolto a promuovere Centri per la riparazione e il riuso/
decostruzione/commercializzazione di beni usati a cui consentire una "seconda vita". Il
progetto infine censirà a livello nazionale ed internazionale le "buone pratiche" con lo scopo
di assumerle e di farle conoscere.
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Un esempio di cosa è stato fatto a Capannori
Lettera alla Lavazza e avvio di un tavolo sulla riduzione dei rifiuti
A partire dal luglio 2010 il team operativo del Centro di Ricerca ha effettuato diversi
sopralluoghi presso la stazione di trasferimento dei rifiuti del comune dove viene conferito il
“rifiuto non riciclabile”. Attraverso questi sopralluoghi condotti in collaborazione con il
soggetto gestore ASCIT è stata riscontrata una grande quantità di capsule da caffè.
L’indicazione che viene data alle utenze circa la gestione di tale imballaggio è quella della
collocazione nel contenitore del “residuo” da inviare a smaltimento in quanto trattasi di
plastica parzialmente contaminata dalla residua polvere di caffè. In particolare è stata
riscontrata l’altra presenza di capsule daal marchio Lavazza a cui il Centro ha scritto:
Per questo il Centro di Ricerca ha aperto un “caso studio” su questa tipologia di
imballaggio muovendo dalla constatazione di un errore di progettazione dello stesso (vedi
su
http://www.rifiutizerocapannori.it/documenti/finish/5/22.html
le
slides
della
presentazione del progettista del centro ricerca Luca Roggi) per aprire senza alcun spirito
polemico un “percorso condiviso” per un suo “ripensamento” in grado di superare le
“criticità” attualmente evidenziate dai sopralluoghi. Già, nel corso di un seminario
nazionale tenutosi a Capannori il 20-21 novembre scorsi è stato avanzato un “ventaglio” di
alternative a cui, cortesemente, vorremmo coinvolgervi considerando anche la necessità da
parte dei produttori di avviarsi sempre più nella direzione di farsi carico dei propri prodotti
dalla “culla alla tomba”. In questo percorso di responsabilizzazione risiede o meno la
possibilità di vincere la “sfida della sostenibilità ambientale” a cui tutti (cittadini, imprese
e enti pubblici) siamo chiamati a rispondere. una disponibilità vostra ad aprire un
confronto costruttivo sarebbe di grande rilevanza non solo per contribuire a risolvere una
“criticità” relativa ad una corretta gestione dei materiali di scarto ma anche per avviare un
processo positivo nella applicazione di una responsabilità estesa delle imprese legata a
criteri di sostenibilità ambientale e di eticità.
Pochi giorni dopo, anche grazie alla visibilità mediatica avuta dall’iniziativa, Lavazza ha
risposto organizzando un incontro presso la sua sede di Torino con AIIPA (loro
Associazione di categoria) e del Politecnico di Torino da cui si è avviato, dal Febbraio 2011,
un gruppo di lavoro per approfondire la fattibilità tecnica delle alternative.

Gradimento della cittadinanza
L’Università “La Sapienza” di Roma ha preso in esame Capannori, Roma e Salerno per uno
studio sul gradimento della popolazione in tre casi dove è stata attivata la raccolta
domiciliare. Secondo lo studio Capannori è risultato il miglior caso con il 94% della
popolazione soddisfatta del servizio di raccolta. Il merito va al coinvolgimento
dell’amministrazione comunale che è riuscita ad organizzare un’efficace campagna di
comunicazione e di partecipazione attiva sul “porta a porta”. Infatti il 98,6% degli abitanti
del comune sono stati informati attraverso materiale informativo spedito a casa, mentre il
46% ha partecipato attivamente a riunioni e assemblee pubbliche. E’ grazie alla
comprensione da parte dell’opinione pubblica dell’importanza delle buone pratiche
ambientali se oggi il 99% della popolazione capannorese pratica regolarmente la raccolta
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differenziata.
A dirlo è lo studio “Il riciclo e le best practices” condotto da un gruppo di ricercatori
dell’Università “La Sapienza” di Roma, che è stato presentato nel corso del convegno
“Cestinare il cestino” che si è tenuto nella capitale nell’ambito della “Settimana europea
2010 per la riduzione dei rifiuti”.
La ricerca ha messo a confronto realtà locali prevalentemente virtuose dove si pratica con
successo la raccolta differenziata. Gli studiosi hanno intervistato i cittadini di Capannori
(oggi all’82% di raccolta differenziata), del comune di Salerno (60,3% di differenziata nel
2009), del I Municipio di Roma e del comune sardo di Pabillonis (74,4% di differenziata nel
2009) focalizzandosi su cosa ne pensa la popolazione del servizio di raccolta rifiuti e sul
ruolo svolto dalla comunicazione.
Fra quelli presi in esame, Capannori è il territorio in cui i cittadini effettuano la raccolta
differenziata con maggiore attenzione, con una percentuale del 99%. Che i cittadini
abbiano compreso l’importanza di adottare buona pratiche ambientali lo dimostrano le
motivazioni per le quali praticano la differenziazione dei rifiuti. Il 50% degli intervistati a
Capannori e il 41,4% a Salerno hanno risposto “per non fare la fine di Napoli”. Altre
spiegazioni sono state “per rispetto ambientale”, “per dovere civico” e per “il recupero dei
materiali”. Valutazioni positive anche per la comunicazione. Dall’analisi dei dati emerge
che Capannori è il Comune dove una più alta percentuale di cittadini reputa che le
informazioni siano trasparenti, complete e credibili. Nei quattro casi, i mezzi preferiti per
reperire informazioni sono stati manifesti e volantini, passa parola, assemblee pubbliche e
stampa e tv locali. Capannori, infine, è il comune in cui più cittadini (91%) sanno a chi
rivolgersi per ottenere risposte in caso di domande o dubbi sul “porta a porta”: i preferiti
sono gli operatori che effettuano la raccolta, il Comune e il numero verde di Ascit.

I dati e i risultati di questo percorso
Grazie alla raccolta domiciliare e ai progetti sulla riduzione, oggi a Capannori i rifiuti non
aumentano più, bensì diminuiscono. Grazie alla duplice strategia della raccolta domiciliare
abbinata ad una costante campagna di informazione sulle buone pratiche ed i numerosi
progetti attivati per la riduzione degli scarti siamo arrivati al grandissimo risultato di una

riduzione complessiva annua del 21,2% della produzione complessiva dei rifiuti
rispetto ai dati dal 2004.
Un dato estremamente positivo si riscontra nella produzione pro-capite di rifiuti giornalieri,
che dal 2004 ad oggi è andata progressivamente calando.
Si è infatti passati da 1,92 Kg di rifiuti pro capite al giorno del 2004 a 1,39 kg del gennaio
2009 e per quanto riguarda i rifiuti indifferenziati, sempre giornalieri pro capite, da 1,21 Kg
del 2004 a 0,48 Kg del gennaio 2009

PREMI AL COMUNE DI CAPANNORI
 Premio Toscana Ecoefficente 2005 Progetto GPP “La procedura per gli Acquisti
verdi” Premio Toscana Edoefficiente 2008 Progetto “ Punto di erogazione di latte
vaccino dal produttore al consumatore con utilizzo di bottiglie di vetro riciclabili e
riusabili” www.regione.toscana.it/premioecoefficiente
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 Premio Comuni Ricicloni 2006, 2007. 2008 e 2009
 Premio Comuni Riutilizzatori 2008 Progetto “Riutilizzo dei toner e del materiale
elettrico” e 2009 “Acquisto materiale ricilato” http://www.comuneriutilizzatore.it
 Premio 2008 Comuni Virtuosi “Per aver adottato l’opzione zero rifiuti come strategia
di qui al 2020 e per le politiche messe in campo miranti alla riduzione alla fonte dei
rifiuti www.comunivirtuosi.org
 Premio 2009 Ecoitech 2009 “ Primo comune in Italia ad aver aderito alla strategia
rifiuti zero entro il 2020 con una serie di iniziative che vanno dalla raccolta 'porta a
porta' alle eco-sagre".
http://www.amicidellaterra.it/adt/index.php?option=com_content&task=view&id=68
0
 Premio 2010 Un Bosco per Kyoto
http://www.accademiakronos.it/attivita/boscoperkyoto.html

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