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La Sveglia Febbraio 2015 .pdf



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PERIODICO A CURA DELL’ASSOCIAZIONE VIVI IL TUO QUARTIERE COLLE DELL’ORSO

Direttore Responsabile: Giancarlo Carlone

ANNO IX - NUMERO 2 - FEBBRAIO 2015

Registrazione al Tribunale di Campobasso n. 3-2007 del 3-3-2007

Un sentito augurio da
parte
di
tutta
l’Associazione Vivi il tuo
Quartiere Colle dell’Orso al nuovo Presidente del Centro Sociale Anziani
Colle dell’Orso. L’entusiasmo con cui Franca Patanè ha accettato l’incarico
ci fa ben sperare in un rapporto di collaborazione tenace e creativo; insieme ci adopereremo per invogliare gli anziani e i giovani a frequentare il
centro, anche solo per fare una partita, leggere il giornale, parlare di un
argomento a piacere. Tutto è pronto per affrontare insieme gli ostacoli che
si incontreranno lungo il cammino!
Vi lascio convinto che prenderete in considerazione il nostro invito. Il vostro
contributo associativo per il nuovo anno sarà utile anche per la manutenzione del nostro amato “Parco della Madonnina”, che sarà abbellito e arricchito da gonfiabili e da un tappeto elastico.
La nostra Associazione desidera con ogni mezzo collaborare con la Parrocchia di San Pietro per un reciproco aiuto nelle vicissitudini che interessano
non pochi del nostro Quartiere e in virtù di questo ha deciso di riservare
uno spazio ne “La sveglia” a Padre Ioachim Blaj e ai suoi collaboratori
(v. pagina 3).
Per coloro che ritirano il pacco mensile con i viveri, si comunica che nel mese di Febbraio 2015 dovranno riempire dei moduli, disponibili presso
l’Associazione, attestanti la loro situazione economica.

Il Centro Sociale Anziani di Colle dell’Orso
saluta il nuovo Presidente
Sono aperte le attività 2015. Si rinnova
l’invito a tutti gli abitanti del Quartiere a
iscriversi all’Associazione.
Il costo è di soli € 15 annuali; un piccolo
investimento che vi offre la possibilità di
condividere con Noi il vostro tempo e la
vostra creatività.
Il nuovo Presidente del Centro Sociale Anziani, Franca Patanè, propone per il nuovo
anno numerose novità. Tante, infatti, sono
le idee e numerosi gli incontri che si terranno nei locali dell’Associazione per discutere
di interessanti temi, che vanno dalla prevenzione all’alimentazione,. ma anche ai
viaggi e alle attività ricreative.
Il nostro Centro Sociale apre le porte anche
ai giovani per un confronto attivo e costruttivo fra generazioni.
Vi saluto e vi aspetto in Associazione …

Il Presidente

Il Presidente

Salvatore Molinaro

Franca Patanè

In Associazione si svolgono i seguenti corsi
TEATRO - CABARET - CHITARRA - GINNASTICA - PILATES - BALLI DI GRUPPO BALLI DI COPPIA - ZUMBA - CARAIBICI - HIP HOP - COREOGRAFICO PER BAMBINI LINGUA SPAGNOLA - CANTO (VOCI BIANCHE)

2 - FEBBRAIO 2015

PERIODICO A CURA DELL’ASSOCIAZIONE VIVI IL TUO QUARTIERE COLLE ELL’ORSO

“Fabrizio Pulvirenti, il medico siciliano
di Emergency contagiato dal virus Ebola
in Sierra Leone, è tornato a casa, dichiarato ufficialmente guarito dai sanitari
dell'Ospedale Spallanzani di Roma dove
è stato ricoverato a novembre”.
Del virus Ebola si conoscono 5 specie,
quattro delle quali sono responsabili
della malattia. Il virus prende il nome
dal fiume Ebola, tributario del fiume
Congo nello Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo), dopo l’epidemia
di febbre emorragica scoppiata nel
1976 in quelle zone. Gli umani si sono
rapidamente contagiati quando, penetrati nella giungla per il disboscamento
o la ricerca di minerali, si sono cibati di
carne di pipistrello che, probabilmente,
ha una funzione di serbatoio naturale
del virus, riuscendo questo a sopravvivere all’interno dell’animale, senza provocare alcun sintomo, per moltissimo
tempo.
Il contagio tra gli esseri umani può avvenire:
attraverso il contatto diretto con i fluidi
e le secrezioni ( saliva,sangue, sudore, feci, urina, vomito, sperma)
l’esposizione a oggetti (come aghi) che
sono stati contaminati con secrezioni
infette.

occhi rossi, brividi, dolori articolari e
muscolari. Successivamente compaiono
i sintomi gastrointestinali come diarrea,
nausea, vomito e mal di stomaco, inappetenza. La terapia si limita, purtroppo
al supporto del paziente ed alla gestioIl virus Ebola
ne dei sintomi attraverso la somminiNON si contrae il virus:
strazione di liquidi ed elettroliti in fle- se si entra in contatto con persone bo, di ossigeno, trasfusioni di sangue.
senza sintomi (ma che poi sviluppano la
febbre emorragica); infatti, si può essere contagiati solo da persone che hanno già i sintomi della malattia poiché
solo dopo la comparsa dei sintomi il
virus è presente nei fluidi biologici;
- viaggiando in aereo con una persona
che poi ha sviluppato i sintomi;
Dott. Fabrizio Pulvirenti
- attraverso la puntura di una zanzara
perché l’Ebola si diffonde solo tra mam- Per questo gli occidentali, come il dott.
miferi e non ci sono prove dirette che Fabrizio Pulvirenti e Amber Winson,
venga trasportato dagli insetti come l’infermiera che ha contratto il virus
avviene per esempio per la malaria con dell’Ebola dopo aver curato il «paziente
le zanzare. Al momento solo uomini, zero», hanno avuto maggiori probabiliscimmie, primati e pipistrelli possono tà di guarire. Non esiste vaccino e quinvenire contagiati (e trasmettere) il vi- di la prevenzione diventa una tappa
rus.
fondamentale ed è per questo che chi
Le persone infette diventano contagio- viaggia deve ricordare di evitare le zose quando sviluppano i sintomi. Il perio- ne geografiche di focolai già noti, di
do di incubazione (cioè il tempo che lavarsi frequentemente le mani, usando
intercorre tra l'esposizione al virus e acqua e sapone o prodotti a base di
l’insorgenza dei sintomi) è compreso alcool almeno al 60 per cento ed evitafra 2-21 giorni, in media circa 8-12 gior- re di mangiare la carne di animali selvani. I primi sintomi sono simili a quelli tici nei paesi in via di sviluppo.
influenzali: malessere, debolezza, febbre, mal di gola, arrossamento cutaneo,
Dott.ssa Antonella Giordano

Il 12 gennaio 2015 il quartiere Colle dell'Orso ha perso una sua cittadina onoraria: la Sig.ra ADA SILVESTRI.
Vogliamo salutarla con le parole scritte per lei dalla nostra amica Sandra Sica Perretta: “Una nonnina dagli occhi azzurri incredibilmente vivi, non velati dagli anni. La ricorderemo seduta al sole sotto il portone, come una lucertolina; girare per le strade del
quartiere, anche col girello, dopo essersi rotta l'anca, bussare alla porta dei vicini per scambiare due parole per colmare, seppur
per pochi minuti, la Sua grande solitudine e la Sua voglia di contatti umani. A me ha dato tanto ed insegnato tantissimo. Per molti, come per le mie figlie Sara e Cristina, una nonna acquisita per la quale nutrivano grande affetto, e Lei era bisognosa di darne e
di riceverne. La vita con questa donna non è mai stata generosa: vedova giovanissima con due bimbi piccoli da crescere da sola.
Grandissima lavoratrice e grandissima Mamma e Nonna fino alla fine. Rimarrà per sempre nei nostri cuori. Con affetto CIAO e
GRAZIE SIGNORA ADA !!!"

PERIODICO A CURA DELL’ASSOCIAZIONE VIVI IL TUO QUARTIERE COLLE ELL’ORSO

FEBBRAIO 2015 - 3

“Buon anno cari lettori, eccomi a Voi dopo due mesi di assenza causa morte di mio figlio Carmine, avvenuta il 17 novembre
2014 … e poi già avevo perso un altro figlio Roby nel 2010, il 19 febbraio. Forse sono nata per “soffrire”. Sembrerebbe una
frase banale ma non lo è … però scrivendo per Voi i gialli e le storie mi sento un po’ sollevata. Ormai sono 7 anni che mi conoscete e vi posso assicurare che mi sento vicina a Voi tutti e sono certa che leggerete con interesse i miei scritti; in questo
modo non mi sento abbandonata … Ciao carissimi con affetto la vostra Irma Gianfagna.“
Bentornata Irma! Ecco a voi il racconto di questo mese.

In un piccolo paese della provincia di Matera viveva una famiglia apparentemente normale, il padre Gustavo, la madre Gabriella e due figli uno di 11 anni Marco e l’altra di 18 mesi Chiara...Marco era solo figlio di Gabriella che lo aveva avuto a soli
16 anni e non riconosciuto dal padre biologico, l’altra bimba invece era figlia sia di Gustavo che di Gabriella sposati regolarmente così che l’uomo aveva potuto dare il suo cognome anche al piccolo Marco e sembrava averlo accettato come figlio
suo. Nessuno sapeva ciò che accadeva in quella casa: Marco era continuamente maltrattato da Gustavo il quale lo rimproverava qualsiasi cosa facesse e lo guardava con disprezzo e, se Gabriella si permetteva di intervenire a favore del figlio, picchiava anche lei. Marco in questo ambiente malsano soffriva moltissimo e così prendeva la sua bicicletta e se ne andava in
un rifugio che si era creato in una parte di un piccolo bosco dove giocava con i suoi compagni e non andava nemmeno a
scuola. Il padre venne a sapere dagli stessi compagni di gioco del figlio delle assenze fatte da Marco a scuola e Gustavo lo
massacra di botte e chiede anche a quei 5 ragazzi di prendere in giro il figlio sempre e autorizza loro di sottrarre la bicicletta, l’unico suo svago. Un pomeriggio vanno al rifugio, lo trovano infreddolito e magrissimo ma non ne hanno pietà iniziano
ad infierire contro di lui chiamandolo vigliacco, scemo ed ignorante. Marco reagisce solo quando vede che gli stanno prendendo la bicicletta, loro lo assalgono con pugni e calci riducendolo in fin di vita. Lo troveranno il mattino seguente vicino ad
un ruscello senza vita con la sua bicicletta ma il suo viso era sereno aveva concluso la sua odissea. Dopo molte indagini la
polizia arresta i 5 ragazzi perché dietro un cespuglio li aveva visti un nonno che non era intervenuto ma la sua testimonianza era importante. I ragazzi impauriti e minorenni temevano di raccontare tutto ciò che Gustavo aveva fatto al ragazzo edanche l’istigazione alla loro spedizione punitiva.

C'era una volta … Iniziamo così anche quest'anno le nostre riflessioni come Chiesa locale di Campobasso-Bojano, sulla Sacra
Scrittura. Ci accostiamo con venerazione utilizzando un brano bellissimo, non sempre adeguatamente conosciuto, perché
oggi si è un po' perso il gusto di raccontare la Bibbia. Forse un tempo si amava di più questo genere di “storia sacra”. Era
bello raccontare intorno al braciere... Oggi la vita è cambiata e molto. Non si ha più il tempo del braciere... Eppure non è
finito il tempo del racconto. Anzi, sempre più, i piccoli, spenta la televisione, chiedono alla mamma e al papà: - Raccontami
una storia... e poi un'altra ancora! - E non sempre basta per addormentarli ...
Narrare quindi sempre di più. Come ha fatto Dio stesso che ha parlato con fatti e con parole intimamente connessi.
Ma perché la nostra Chiesa ha scelto di narrare proprio la storia di Giuseppe venduto dai fratelli? La spiegazione sta in un
duplice atteggiamento: da una parte stiamo celebrando in diocesi l'anno di GESÙ , figlio del Padre delle Misericordie che ci
riporta alla nostra realtà di essere con lui e tra di noi FRATELLI.
È l'Anno della FRATERNITÀ. Infatti tema pastorale dell'anno è “CITTADINI E FRATELLI, PROFEZIA DI UN MONDO NUOVO”
È quindi decisivo confrontarsi con quelle figure bibliche che meglio ci aiutano a camminare sui sentieri della fraternità, come avviene nella storia avvincente di Giuseppe, venduto dai fratelli.

Qualità
e servizio
al prezzo
giusto

4 - FEBBRAIO 2015

PERIODICO A CURA DELL’ASSOCIAZIONE VIVI IL TUO QUARTIERE COLLE ELL’ORSO

INGREDIENTI

400 gr di petto di tacchino
1 bicchiere di birra scura
Grani di pepe
2 cucchiai di aceto di mele
100 gr di farina
30 gr di fecola
Sale e pepe qb

Una piccola ferita guarirà prima se su
di essa applicherete un paio di chiodi
di garofano polverizzato.

PROCEDIMENTO

Riduce a fettine sottili le fette di tacchino, mettetele a
macerare in una ciotola con ½ bicchiere di birra, 1 cucchiaio di aceto e il pepe per almeno 1 ora. Intanto in
un’altra ciotola preparate una pastella con la farina, la
fecola, il sale e la rimanente birra. Trascorso il tempo di
macerazione asciugate le fette di tacchino e tagliatele a
listarelle, immergetele nella pastella e friggete in olio
bollente.

Volete un alito fresco? Fate degli
sciacqui con 1 porzione di aceto e due
di acqua

Martedì Grasso 17 Febbraio 2015 ci troveremo in Associazione per salutare il Carnevale 2015 con
una fantastica cena, che avrà inizio alle ore 20,00. Ospite gradito e interlocutore della serata sarà il
prof. Afonso Di Costanzo , esperto in malattie neurodegenerative, che risponderà alle domande che
gli verranno poste su tale patologia. Per Info e dettagli sulla cena rivolgersi a Michele Petrella (cell.
338 68 92 510) entro e non oltre il 12 Febbraio 2015.

Grafica e impaginazione a cura di Rossella Menotti - collaboratore Alessia Alfonso - Stampato da CSG Copisteria


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