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salute e genere cuore .pdf



Nome del file originale: salute e genere cuore.pdf
Autore: Matteo_

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Salute e Genere

Differenze di genere del cuore

Relatore Matteo Bellagamba

Indice
1) Descrizione del cuore umano
2) Funzionamento
3) Alcune problematiche cardiovascolari
4) Differenze tra uomo e donna
 Differenze anatomiche
 La sindrome tako-tsubo
 Differenza sintomatica nel infarto miocardico
5) Trattamenti differenziati di genere
6) Cambiamenti culturali e progressi scientifici
7) Fattori di rischio
8) Prevenzione
 La vera prevenzione
9) Conclusioni

Introduzione
Con questa relazione di salute e genere ho tratto l’occasione per documentarmi su
alcune malattie cardiovascolari e trovare interessanti differenze tra uomo e donna.
L’obbiettivo di questa tesi è introdurre nozione anatomiche di base sul funzionamento
del cuore, parlare di alcune problematiche cardiovascolari evidenziando le differenze
di genere, citando anche osservazioni di due cardiologi del territorio Ferrarese e
Riminese. Integrando anche importanti informazioni su fattori di rischio e prevenzione
di alcune malattie cardiovascolari nell’adulto e nei bambini. Concludo con alcune mie
riflessioni sul apparato cardiovascolare della donna e dell’uomo.

Descrizione del cuore
Il cuore umano si trova nella cavità toracica mediastinica tra i 2 polmoni, leggermente
a sinistra rispetto alla linea mediana. Esso ha il compito di pompare il sangue in tutti i
tessuti periferici. Il cuore è formato da 2 atri, 2 ventricoli, 2 valvole atrioventricolari
(mitrale XS / tricuspidale XD) e 2 valvole semilunari, questa struttura completa il suo
lavoro grazie ai vasi sanguinei (Arterie. Vene, Capillari)
Il pericardio è una membrana sierosa che riveste il cuore, serve per diminuire l’attrito
tra le superfici viscerali durante la contrazione cardiaca, lo possiamo suddividere in:
Pericardio viscerale porzione a contatto con il cuore,
Pericardio parietale porzione a contatto con i visceri,
Liquido pericardico in mezzo a queste 2 pareti lubrifica riducendo attrito tra le 2
pareti.
Sezionando il cuore troviamo 3 strati distinti:
Epicardio che riveste la superfice esterna del cuore a contatto con il pericardio,
Miocardio costituito da tessuto muscolare cardiaco, che ha la particolarità di essere un
muscolo striato involontario.
Endocardio che riveste la superfice interna del cuore comprese le valvole.
Il cuore ha bisogno di ossigeno e sostanze nutritizie per eseguire il suo lavoro, garantite
dai vasi coronarici.

Funzionamento
La circolazione sanguigna si suddivide in 2 circoli.
Nella piccola circolazione polmonare il sangue carico di anidride carbonica arriva nel
atrio destro supera la valvola tricuspidale entrano nel ventricolo destro per essere spinto
verso i polmoni dove effettua scambi gassosi (Co2 – O2) negli alveoli polmonari, e
riporta il sangue carico di ossigeno al atrio sinistro.
La grande circolazione sistemica porta il sangue dal ventricolo sinistro a tutti i tessuti
del corpo umano e riporta il sangue ricco di anidride carbonica al atrio destro. Le
valvole semilunari ha il compito di impedire il reflusso del sangue nei ventricoli.
Il ciclo cardiaco è composto da una sistole (contrazione) e una diastole (rilasciamento)
queste 2 fasi eseguite in sequenza formano 1 battito cardiaco, di norma con frequenza
70 batti/min.
Si ha la contrazione cardiaca grazie a cellule nodali e alle fibre di conduzione che
riescono a garantire i giusti impulsi elettrici per garantire una frequenza cardiaca
efficace. L’impulso parte dal nodo Seno-Atrioventricolare, percorre le vie internodali
arrivando al nodo atrioventricolare, prosegue nel fascio di HIS propagandosi nelle fibre
di Purkinje.

Alcune problematiche cardiovascolari
Infarto miocardio (attacco cardiaco)
L’infarto miocardio è una carenza di ossigeno causata da una interruzione della
circolazione sanguigna dei vasi coronarici, essa provoca la necrosi dei miocardiociti,
se tale condizione non è trattata in tempo, porterà alla morte della muscolatura cardiaca.

Angina pectoris
Angina pectoris è una condizione che produce un intenso dolore toracico, essa è causata
da una insufficiente ossigenazione del miocardio, generalmente insorge quando il
cuore aumenta il carico di lavoro normale.

Ischemia
L’ischemia è la diminuzione totale o parziale del afflusso di sangue ad un organo, in
particolare nel cuore porta alla diminuzione od ostruzione dei vasi coronarici.

Insufficienza cardiaca
L’insufficienza cardiaca è una condizione in cui il cuore si indebolisce, la contrazione
del miocardio non garantisce una sufficiente circolazione di ossigeno e sostanze
nutritizie ai tessuti periferici.

Trombosi coronarica
Formazione di un trombo, frammento di grandi dimensioni generalmente colesterolo
che ostruisce un vaso coronarico.

Arteriosclerosi
L'arteriosclerosi è un processo alterativo a carico delle arterie, che vanno incontro a
modificazioni morfologiche e strutturali di tipo degenerativo: allungamento, perdita di
elasticità, ispessimento della parete.

Cardiopatie congenite
Sono definite cardiopatie congenite tutte quelle malattie che insorgono a causa di
malformazione genetiche del cuore.

Differenze di genere
Differenze anatomiche
Un interessante osservazione che possiamo fare sul cuore delle donne parte dal ciclo
uterino, in quanto beneficiano di un effetto protettivo degli ormoni estrogeni dell’età
fertile che viene a decadere dopo la menopausa, per questo motivo risulta che nelle
donne alcune problematiche legate ai vasi coronarici si manifesta mediamente 10 anni
più tardi rispetto all’uomo.
Dopo i 70 anni l’incidenza di malattia coronarica è sovrapponibile nei due sessi.
Le Arterie Coronarie delle donne sono anatomicamente o funzionalmente diverse
rispetto all’uomo si è ritenuto che il diametro delle arterie coronarie femminili è
inferiore a quelle maschili ma in particolare si è dimostrato che esse sono più reattive
alle modificazioni ormonali e agli stress esterni, tali differenze non sempre sono
vantaggiose come ci fa notare la sindrome di tako-tsubo.
La sindrome tako-tsubo
Nel 1991 i Cardiologi giapponesi hanno individuato una nuova malattia cardiaca
definita come sindrome TAKO‐TSUBO. In questa situazione clinica acuta,
potenzialmente letale, il cuore assume la forma rotondeggiante come un pallone.
Questa malattia è piuttosto rara, l'incidenza nella popolazione generale è di 1:36.000,
colpisce nel 90% dei casi le donne, con maggiore probabilità dopo la menopausa, ed
insorge quasi sempre subito dopo un intenso stress emotivo, e in rari casi con stress
fisico. I sintomi di questa malattia sono molto simili a quelli dell’infarto miocardico:
dolore toracico, dispnea, sincope, palpitazioni e ipotensione. La diagnosi medica di
questa sindrome è importante che venga fatta correttamente, anche se e molto simile
all’infarto, perché la terapia da instaurare non è sovrapponibile a quella di un infarto
miocardico acuto.
Differenza sintomatica nel infarto miocardico
Uno studio statunitense condotto da ricercatori Watson Clinic e Lakeland pubblicato
sul Journal of American Medical Association (JAMA) evidenzia alcune differenze tra
uomo e donna sotto 2 aspetti principali (sintomi e mortalità). I dati per la ricerca sono
stati presi da un registro nazionale americano e comprendono poco più di 1 milione di
pazienti con il 42,1% donne, contando 1977 ospedali tra il 1994 e il 2006.
Il sintomo di dolore o fastidio al torace è presente con maggiore prevalenza negli
uomini 42,0% che donne 30,7%. Tuttavia non è ancora stato scoperto perché i pazienti
fanno o non esperienza del dolore al toracico. Altri sintomi dell’infarto possono essere:
respiro corto, nausea, vomito, palpitazioni cardiache, svenimento o collasso, essi
possono essere accompagnati al dolore toracico ma non è una costante. Lo studio ha

anche riscontrato una tendenza per infarto miocardico senza dolore, di essere più
comune tra le donne giovani che negli uomini giovani, ma la differenza tra i due sessi
diminuiscono con il crescere della età. Da ricorda che l’attacco di cuore può essere
asintomatico. La statistica evidenzia che l’infarto del miocardio, colpisce mediamente
le donne a 73,9 anni rispetto agli uomini 66,5 anni. I ricercatori hanno anche scoperto
che la mortalità senza dolore toracico tende ad essere più elevata tra le donne giovani
con età minore di 54 anni che tra gli uomini della stessa età, la statistica cambia quando
si superano i 65 anni, le donne senza dolore toracico hanno meno probabilità di morire
rispetto agli uomini della stessa età. I ricercatori hanno concluso che la probabilità di
morire dentro un ospedale per un attacco cardiaco sono 14,6% per le donne e il 10,3%
per gli uomini.

Trattamenti differenziati di genere
Uno studio condotto in Germania pubblicato da “European Journal of Heart Failure”
su 1.857 pazienti e 829 medici, conclude che le patologie cardiache sono curate meglio
negli uomini che nelle donne.
Il Dr. Roberto Ferrari presidente 2008-10 di “ESC” European Society of Cardiology.
Attuale Docente di Cardiologia, Università degli Studi di Ferrara, commenta la ricerca,
affermando che la causa di questa disparità sta nel sesso del medico, i cardiologi di
sesso maschile curano meglio le persone del proprio sesso, in quanto seguono
scrupolosamente le linee guida fornite, mentre le cardiologhe riesco a esercitare un
buon trattamento sia sul genere femminile che su quello maschile.
Ferrari in oltre ha molto sensibilizzando la scarsa importanza attribuita alle patologie
cardiovascolari nelle donne e alla differenza di sintomi e trattamenti legati a tali
condizioni.
A tali esigenza ESC, la società europea cardiologi, composta da medici specialisti per
la prevenzione, cura, linee guida dei trattamenti cardiovascolari, ha attivato una
campagna di sensibilizzazione per i cardiologi sulle ricerche e trattamenti delle malattie
cardiovascolari nelle donne chiamata “A woman's heart”.

Cambiamenti culturali e progressi scientifici
Il dottor Piovaccari, ha fatto alcune riflessioni sulle malattie cardiovascolari nelle
donne, e come i fattori di rischio siano cambiati nel tempo.
Dr. Giacomo Piovaccari attuale direttore del dipartimento malattie cardiovascolari di
Rimini.
Tra le donne neoplasie come quelle alle mammelle e utero erano una causa di morte
molto diffusa, ma adesso grazie alla prevenzione al progresso scientifico e
all’allungamento della vita media iniziano ad aumentare i decessi legati a malattie
cardiovascolari anche tra le donne.
Una altra considerazione evidenzia i cambiamenti degli stili di vite femminili negli
ultimi anni. L’uomo aveva un grande fattore di rischio in più della donna, ovvero il

fumo, le statistiche evidenziano che negli anni 50 le fumatrici donne erano pochissime
rispetto agli uomini, mentre adesso non c’è più la netta differenza quantitativa come
nei anni 50. Altri fattori di Rischio nella donna sono: la Menopausa e la pillola
anticoncezionale.

Fattori di rischio
I Cardiologi, in base a studi clinici effettuati in vari anni hanno potuto osservare alcune
abitudini di vita o predisposizioni genetiche che portano a una probabilità maggiore
alla insorgenza di malattie cardiovascolari, alcuni fattori di rischio possono essere:
 Fumo e tabacco. Il fumo e l’esposizione a lungo termine al fumo passivo,
determinando la formazione di depositi di colesterolo e di altre sostanze che
possono ostacolare il flusso del sangue, ciò determina il rischio che si formino
coaguli di sangue mortali (trombosi)
 La mancanza di attività fisica. Uno stile di vita inattivo contribuisce ad elevati
livelli di colesterolo nel sangue e all’obesità. Al contrario le persone che
svolgono regolare esercizio fisico presentano una migliore salute
cardiovascolare, che diminuisce il rischio globale di infarto. L’esercizio è utile
anche per ridurre la pressione sanguigna alta.
 Obesità. Le persone obese presentano un elevata percentuale di grasso corporeo.
L’obesità aumenta il rischio di malattie al cuore poichè è associata ad alti livelli
di colesterolo nel sangue, pressione alta e diabete.
 Genetico. Se una persona ha famigliari che in passato hanno avuto attacchi di
cuore potrebbe avere ereditato una condizione genetica che aumenta la
probabilità di insorgenza di malattie cardiovascolari. Alcune di esse possono
essere dovute a cardiopatie congenite.
 Ipertensione. La pressione arteriosa è determinata dalla quantità di sangue che
il cuore pompa e dall’ammontare della resistenza al flusso di sangue nelle arterie.
Nel corso del tempo la pressione alta può danneggiare le arterie che trasportano
sangue al cuore, accelerando l’arteriosclerosi. Il rischio di pressione sanguigna
alta aumenta con gli anni, ma i principali colpevoli sono l’obesità e una dieta
troppo ricca di sale. L’ipertensione può essere anche un problema ereditario.
 Diabete. Il diabete è l’incapacità del corpo di produrre adeguatamente o di
reagire correttamente all’insulina. Il diabete può manifestarsi già durante

l’infanzia, ma appare più spesso nella mezza età e tra persone in sovrappeso,
esso aumenta notevolmente il rischio di un attacco al cuore.
 Stress. Si può reagire allo stress in modi che possono aumentare il rischio di
infarto miocardico. Se si è sotto stress si può infatti mangiare troppo oppure
fumare di più per la tensione nervosa. Troppo stress, così come troppa rabbia,
può anche aumentare la pressione sanguigna.
 Alcool. Se consumato con moderazione, l’alcool può avere un effetto protettivo
contro l’infarto. Gli uomini non dovrebbero consumare più di due drink al giorno
e le donne non più di uno. Un’eccessiva assunzione può alzare la pressione
sanguigna e i livelli di trigliceride, aumentando il rischio di attacco cardiaco.
Nella donna si aggiunge anche:
 La pillola anticoncezionale. Gli ormoni presenti dentro la pillola rappresentano
un fattore di rischio per la loro azione favorente la trombosi coronarica in
particolare quando associati ad Ipercolesterolemia, Ipertensione Arteriosa e
Diabete.
 Terapia ormonale sostitutiva. L’impiego di queste terapie per attenuare le
caldane o altri sintomi neurovegetativi come palpitazioni e sudorazioni causati
dalla menopausa provoca gli stessi rischi della pillola anticoncezionale.
E’ possibile modificare o eliminare molti di questi fattori di rischio per ridurre la
probabilità di avere un attacco cardiaco, ma non è possibile modificare altri fattori di
rischio, come quelli sessuali o ereditari. Molti campanelli di allarme si possono vedere
già dai bambini, dal indice di massa corporea e dalla pratica o meno di attività fisiche,
l’educazione su questi aspetti può ridurre drasticamente le probabilità di insorgenza di
malattie nella età adulta. Il rischio aumenta per le donne nel periodo successivo
alla menopausa, di solito dopo i 55 anni. Se il padre è stato colpito da una malattia
cardiaca prima dei 55 anni e la madre prima dei 65 anni, il rischio di sviluppare malattie
al cuore è maggiore.

Prevenzione
Lo stile di vita può influenzare in larga misura la salute del cuore. Assumere le misure
seguenti può aiutare non solo a prevenire, ma anche a riprendersi da un attacco di cuore:
 Non fumare. Per i fumatori, smettere di fumare, è un importantissimo passo per
la prevenzione per tutte le patologie cardiovascolari, anche se non è semplice













per fumatori cronici smettere, ridurre le sigarette a 1-2 al giorno porta notevoli
benefici a tutto l’organismo. Per raggiungere tal scopo esistono alcuni piani di
trattamento che aiutano a smettere di fumare.
Regolari controlli medici. Alcuni dei principali fattori di rischio per l’infarto,
elevato colesterolo nel sangue, pressione alta e diabete, non generano alcun
sintomo nelle fasi iniziali. Il medico può eseguire dei test per verificare
l’insorgenza di questi problemi.
Attività fisica. L’attività fisica regolare aiuta a migliorare la funzionalità del
muscolo cardiaco anche a seguito di un attacco di cuore. Esso aiuta a raggiungere
e a mantenere un peso sano, a controllare diabete, colesterolo e pressione alta.
L’attività fisica non deve essere troppo intensa nel caso di precedenti
problematiche cardiache. Per esempio, camminare 30 minuti al giorno e per
cinque giorni alla settimana può migliorare lo stato di salute.
Peso adeguato. L’obesità mette sotto sforzo il cuore e può contribuire a
determinare colesterolo elevato, pressione alta e diabete. Perdere peso aiuta a
ridurre il rischio di malattie cardiache.
Dieta sana. Troppi grassi saturi e colesterolo nella dieta possono restringere le
arterie dirette al cuore. Farsi prescrivere una dieta bilanciata e seguire i consigli
di un dietologo per il mantenimento di una adeguata massa corporea è molto
importante per l’omeostasi del organismo e la prevenzione di malattie non solo
cardiovascolari. Ad esempio il pesce fa parte di una dieta sana, mangiate molta
frutta e verdura perché contengono sostanze antiossidanti, ossia sostanze
nutritive che aiutano a preservare l’elasticità ed il corretto flusso di sangue nelle
arterie coronarie.
Stress. Per ridurre il rischio di un attacco di cuore, cercate di ridurre lo stress
quotidiano. Rivalutando le abitudini lavorative, e trovare un modo sano per
minimizzare gli eventi stressanti.
Alcolici. Bere più di uno o due bevande alcoliche al giorno aumenta la pressione
del sangue, per cui se necessario smettere completamente il consumare di
alcolici. Da un punto di vista di salute cardiaca, uno a due bicchieri al giorno
sono l’ideale per gli uomini, mentre le donne è consigliato consumare una
bevanda alcolica al giorno.

La vera prevenzione
La vera prevenzione parte al momento della nascita e i genitori sono i diretti interessati!
Le abitudini alimentari dei bambini impartite nei primi anni di vita hanno un impatto
enorme sulla alimentazione in età adulta, insegnare ai figli come alimentarsi già da
piccoli è la strada migliore per la prevenzione della obesità e di tutte le problematiche
associate, non solo quelle cardiache. Un altro importantissimo ruolo che hanno i
genitori è incoraggiare i bambini a fare attività fisica, qualunque essa sia, porta notevoli
benefici al bambino in una ottica bio-psico-sociale, e in età adulta, praticarla con
costanza aiuta al mantenimento di un idonea massa corporea.

Conclusioni
Esistono molte differenze tra l’apparato cardiovascolare della donna e dell’uomo,
alcune di esse devono ancora essere scoperte, ma con le conoscenze attuali possiamo
già notare alcuni trattamenti differenziati nella donna e nel uomo per la cura e la
prevenzione delle malattie cardiovascolari. Infatti le statistiche ci fanno evidenziare
che nelle donne l’insorgenza di malattie cardio vascolari avvieni con 10 anni di ritardo
grazie alla influenza di ormoni estrogeni durante il ciclo uterino che vengono a
diminuire con la menopausa. La sintomatologia di un infarto miocardico si differenzia
nei 2 generi, ma anche essa va a diminuire con l’aumentare della età. I cardiologi negli
ultimi anni hanno dato sempre più importanza alla differenza di genere scoprendo
molte tecniche per i trattamenti e la prevenzione delle problematiche cardiovascolari
che si adattano al meglio nella donna e nell’uomo, non sottovalutando mai l’importanza
della educazione alla salute nei primi anni di vita. La campagna di sensibilizzazione
“A woman's heart” ha già dato i suoi frutti riconoscendo ad alcuni cardiologi delle
onoreficenze sulle scoperte inerenti le differenze di trattamenti delle problematiche
cardiovascolari nel uomo e nella donna. In conclusione è importante trovare differenze
di genere per avere un migliore trattamento delle malattie, migliorando la qualità della
vita e aumentare le possibilità di sopravvivenza della popolazione.

Riferimenti
Anatomia umana “Martini”
http://www.nhs.uk/news/2012/02February/Pages/heart-attack-symptoms-gender.aspx
http://www.escardio.org/Pages/index.aspx
http://www.docvadis.it/giancarlo.piovaccari/document/giancarlo.piovaccari/il_cuore_
e_la_donna/fr/metadata/files/0/file/Il%20Cuore%20e%20la%20donna.pdf
http://www.docvadis.it/dottgiulianobucciardini/document/dottgiulianobucciardini/la_
sindrome_tako_tsubo/fr/metadata/files/0/file/takotsubo.pdf


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