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01 2015 InformAttivo 1marzo pubblicità 01 .pdf



Nome del file originale: 01-2015-InformAttivo-1marzo--pubblicità-01.pdf
Titolo: 01-2015-InformAttivo-1marzo--pubblicità-01
Autore: brigida

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L ’I NFORM
N
A TTIVO

“L’ALLOCCO”

““O
Onnlliinnee””
Edizione per Imola, BOLOGNA e Comuni della
città Metropolitana

Direttore responsabile: Brigida Miranda - Marzo 2015 Anno I Numero 01
_____________________________________________
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___________________________________

IMPRENDITORIA E CENTRO STORICO,
SIAMO STANCHI
CHI DEGLI ANNUNCI
Da quando si è insediato, il sindaco
ndaco di Imola, Daniele
Manca, ha solo fatto degli annunci rispetto al rilancio
del lavoro e al sostegno degli imprenditori.
E’ doveroso ritornare sulla questione del centro storico
e dell’imprenditoria in generale, non solo perché non
abbiamo sentito proferire parola dagli assessori di
riferimento, ma anche perché sembra di essere di
fronte a vero e proprio menefreghismo.
Ill sindaco dice di voler agevolare dal pagamento delle
tasse le nuove attività, ma non quelle che da decenni
danno anima e corpo per restare
estare in piedi, per non farsi
schiacciare dalla crisi.
Il lungo elenco degli esercizi del centro che hanno
chiuso dovrebbero essere un campanello d’allarme
d’alla
per
questa amministrazione: la pasticceria La Rocca, Circo
Sforza, Bar Otello, July Bar (che non haa più riaperto) e
altre attività che faticano ad andare avanti e di cui
sentiamo quotidianamente parlare e delle quali
raccogliamo le preoccupazioni.
E’ chiaro che le tante chiusure del centro storico non
sono tutte imputabili alla crisi o all’amministrazione
all’amministrazi
comunale.
Ma se questi locali non vengono più riaffittati, allora sì
che qui c’è una responsabilità politica. Perché se un
locale resta vuoto troppo a lungo, l’amministrazione
deve farsii delle domande, deve chiedersi quali sgravi
fiscali può offrire, deve mettere in campo azioni per
richiamare le persone in centro, anziché allontanarle
ingessando completamente la parte storica con la Ztl
h24
24 e dirottando con queste politiche le persone verso i

grandi centri commerciali.
E cosa dire poi delle Acque Minerali?
M
Rispetto a questo
tema, il sindaco della Città sembra Loris Lorenzi che si è
tenuto il “giochino” della Benicomuni,
Benicomuni nonostante sia in
pensione e che viene a dettare leggi dall’alto della sua
società in house, dicendo che sulla questione rumore le
valutazioni si concluderanno a fine marzo. Quindi, è già
chiaro che la discoteca d’estate non potrà riaprire.
Come Forza Italia vogliamo ribadire che noi la faccia ce
l’abbiamo sempre messa per tutelare i negozi di vicinato,
quei negozi e quelle attività che garantiscono un presidio
importantissimo del territorio.
Il nostro partito presentò in Regione un progetto di legge
per ridimensionare i permessi concessi per i grandi centri
commerciali, documento che fu bocciato dalla
maggioranza.
Ma noi le nostre battaglie continuiamo a farle, forse
f
siamo
gli unici che si battono costantemente per questo tema,
prima con le raccolte firme, poi con documenti in
Consiglio comunale, senza mai avere una risposta da
coloro che governano, dai
quale aspettiamo ancora la
risposta
sulla
nostra
richiesta
di
una
Commissione per il centro
storico.
Simone Carapia
Capogruppo FI Imola e
Nuovo Circondario Imolese

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“In questo
uesto primo numero online
on
de
L’InformAttivo, in collaborazione con
L’Allocco, intervengono rappresentanti di
d
diversi Partiti Politici
litici e Liste Civiche di
Comuni dell’ Area Metropolitana
olitana e del
Circondario imolese.

Dal
al prossimo numero,
numero che avrà cadenza
trimestrale, invitiamo i lettori a scrivere,
scrivere a
commentare, a fare domande e segnalazioni su
temi di attualità.
Scriveteci all’indirizzo
informattivo.redaz@gmail.com

Pagina n. 1

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““O
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Edizione per Imola, BOLOGNA e Comuni della
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DISSESTO IDROGEOLOGICO, E’ ORA DI PASSARE DALLE PAROLE
PAROL AI FATTI!!!
Il neo presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini,
nella prima seduta di Assemblea, ha preso un impegno concreto rispetto
ai temi della difesa del suolo e del dissesto idrogeologico. Un impegno
che arriva dopo anni di ritardi
di e che assume un’importanza ancora
maggiore alla luce dei recentissimi disagi causata dall’ondata di
maltempo di inizio febbraio, alla quale il nostro territorio si è rivelato
assolutamente impreparato. Ora è tempo di passare dalle parole ai fatti.
“Siamo d’accordo quando il Presidente afferma che ci si attiva troppo
spesso solo nell’emergenza e non nella prevenzione,
– afferma il capogruppo di Forza Italia al Circondario Simone
Carapia - ma vorremmo anche ricordare che le politiche
po
regionali su
questo tema hanno sempre portato la firma del Pd. E che Bonaccini è
ancora segretario regionale, è seduto in Consiglio regionale e rappresenta
dunque la continuità con Errani. Afferma anche di voler avviare politiche
di consumo di suoloo zero, quando a Imola poi si sta facendo tutt'altro. Se
ora c’è una sorta di mea culpa su politiche che sono sempre state carenti,
ben venga. Noi la prendiamo come un’ammissione di responsabilità e
speriamo che il dietrofront sia reale e che le dichiarazioni
dichiarazi
di Bonaccini
non rimangano solo sulla carta. Dopo l’alluvione del 20 settembre scorso
abbiamo letto critiche pesanti proprio dai responsabili dei Servizi tecnici
di Bacino, enti che sono dirette emanazioni della Regione, e che
lamentavano la scarsità dii fondi per procedere a una adeguata
programmazione” “La programmazione intelligente in questi anni non è
stata una priorità di questa Regione, per dirla con un eufemismo
– prosegue Manuel Caiconti, capogruppo Vallata libera a
Casalfiumanese -.
La regimentazione delle acque oggi appare una necessità reale così come
la manutenzione degli alvei del fiume Santerno. Basta fare un giro per
capire in quale stato di incuria versi l’alveo del Santerno a monte di
Fontanelice per esempio, nella zona della Riva dei Cavalli. In questi
anni, leggi regionali assurde e regolamenti incomprensibili hanno
impedito ai privati di contribuire alla pulizia degli alvei, per esempio
attraverso la raccolta di legname, mentre per contro le amministrazioni e
gli enti preposti non hanno fatto il loro dovere. Intanto però gli abitanti
continuano a pagare tutti gli anni la tassa alla bonifica Renana che
dovrebbe servire proprio a queste manutenzioni. Sono queste le

contraddizioni che la Regione deve risolvere, problemi
proble concreti a cui
deve mettere seriamente mano” “Gli eventi alluvionali dello scorso
settembre hanno messo in luce tutti i limiti di una gestione poco efficace
volta solo ad affrontare l’emergenza
– commenta Vito Vecchio, capogruppo della lista Per
Pe Fontanelice -.
Ma questi eventi calamitosi ormai non possono più essere considerati
come eccezionali ma stanno diventando sempre più la normalità. E non
bastano certo gli annunci e i buoni propositi per risolverli. Dunque, bene
le dichiarazioni di Bonaccini,
ini, ma ora passiamo ai fatti”.

Simone Carapia

Manuel Caiconti

Vito Vecchio

Frane e dissesto idrogeologico nella vallata del Santerno

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I primi due mesi di Bonaccini. Bignami: tanto rumore. Per nulla?
Sono trascorsi quattro mesi dalla vittoria elettorale di
Bonaccini. Il Presidente bonsai, giacché scelto da nemmeno il
40% dei votanti, ci ha dispensato proclami roboanti e
un’agenda di impegni da vertigini. Degno sodale del premier
Renzi, ha tentato di sedurre
rre la comunità regionale con due
parole d’ordine oggi in voga: velocità e discontinuità.
Alla rapidità nell’insediamento della nuova
Assemblea legislativa e della nuova Giunta regionale, però,
Bonaccini ha fatto seguire una fase di comica incertezza
inc
culminata in una duplice deliberazione. Il primo atto di
nomina degli assessori con relativa attribuzione di deleghe,
infatti, si è incredibilmente rivelato incompleto, tanto che
alcune funzioni amministrative sono riamaste orfane di
assessore, costringendo
tringendo il neo Presidente ad adottare una
seconda delibera correttiva. Quanto poi all’agenda di
impegni all’insegna della discontinuità, culminata nel
Programma di mandato approvato il 26 gennaio, nel corso
del dibattito in Aula l’ho liquidata come un’opportunità
un’op
persa. Mi aspettavo, infatti, più concretezza e incisività nel
trattare i tanti problemi che la Regione dovrà affrontare nel
prossimo quinquennio.
Bonaccini, invece, ci ha sciorinato
tante enunciazioni di principio su cui ci si potrebbe trovare
trovar
d’accordo ma che immediatamente ingenerano delusione
poiché si avverte che non sono accompagnate da una mappa
chiara e circostanziata delle tappe che dovrebbero segnare il
tanto evocato cambiamento di percorso rispetto al passato.
Il dubbio, infatti, sorge
ge spontaneo. È possibile che questa
radicale ancorché necessaria opera di discontinuità possa
essere realizzata da chi, come il neo presidente, è stato al
centro delle politiche regionali nei passati cinque anni,
periodo nel corso del quale ha ricoperto la
l carica di
consigliere regionale, il ruolo di segretario regionale del PD e
di responsabile nazionale degli enti locali dello stesso partito?
Se rispetto al Programma di mandato concedo a Bonaccini
l’onere della prova, non posso che essere critico sulla
s
scelta di
confermare un apparato burocratico di vertice costituito da
dirigenti, 184 dei quali percepiscono emolumenti che in
media superano i 100 mila euro, che in passato troppe volte

hanno dato prova di mancanza di imparzialità
amministrativa. Laa tanto sbandierata discontinuità deve
partire proprio dal ricambio di direttori generali e dirigenti.
Una scelta questa sì di vera discontinuità di cui Bonaccini
deve farsi carico se intende realmente perseguire l’obiettivo
di rendere più efficace ed efficiente
ciente la macchina regionale al
fine di sgravare i cittadini e le imprese dall’eccesso di
burocrazia e rendere trasparente e imparziale l’attività
amministrativa. Ciò a tutela in particolare di quei settori
della società regionale che non sono organici al PD e al suo
diffuso e pervasivoo sistema di potere. Sistema di potere –
peraltro sempre da me denunciato – sul quale l’inchiesta
giudiziaria in corso denominata Aemilia, nella quale vengono
indagati i rapporti d’affari tra mafie e imprese, anche di
natura cooperativa,
ooperativa, nel settore dell’edilizia e gli intrecci con il
mondo della politica, dell’amministrazione pubblica e delle
professioni, potrebbe gettare una nuova inedita e
sorprendente
te luce. Plaudo alle dichiarazioni del Presidente
Bonaccini secondo le quali la Regione si costituirà parte civile
nei confronti degli imputati, senza guardare in faccia a
nessuno. Sulla battaglia per la legalità, sperando sia praticata
e non solo proclamata, Bonaccini mi vedrà sempre
convintamente e indefessamente al suo fianco.

Galeazzo Bignami, capogruppo FI – Regione Emilia-Romagna

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UN SOGNO CHE POTREBBE DIVENTARE REALTA':
RIPORTARE A IMOLA LA MOTO GP
Rilanciare l'autodromo
odromo Enzo e Dino Ferrari, valutando la
possibilità di ospitare competizioni motociclistiche della
massima serie. E' questo l'obiettivo di un'interrogazione che
ho presentato alla giunta regionale,, alla quale il
sottosegretario Rossi ha risposto positivamente,
positivam
lasciando
intendere che questa è una possibilità concreta. Il
I tutto nasce
nell 2013 quando il sindaco di Imola Daniele Manca, in
seguito alla sua rielezione, affermò che avrebbe interessato
la Regione per riportare a Imola la Moto Gp. Noi non
abbiamo dimenticato quelle dichiarazioni e crediamo sia ora
di passare dalle parole ai fatti.
La Federazione Internazionale dell'Automobile (Fia) ha
infatti riconfermato fino al 2017 la licenza di primo grado
del circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola, abilitando
abilit
così
l'impianto sportivo a ospitare nuovamente la massima serie
automobilistica. Ma il ritorno della Formula Uno presso
l'autodromo di Imola sarebbe alquanto improbabile dati i
proibitivi costi organizzativi. Di qui la proposta di ospitare
le competizioni
ioni su due ruote. Nel 2016 scadrà il contratto tra
Moto Gp e Autodromo di Misano : un'occasione d'oro per
Imola e in questa partita la Regione deve fare la sua parte,
visto che il nostro circuito è gestito da una società a
maggioranza pubblica e viene tuttora
tora mantenuto da un
Consorzio di Comuni. La perdita dei grandi eventi
all'autodromo Enzo e Dino Ferrari ha portato a un calo
considerevole sull'indotto turistico del territorio
territ
imolese
negli ultimi anni. Chiediamo dunque che il nostro circuito
sia inserito nel sistema di Motor Valley,, al fine di

rilanciare davvero il nome del nostro Autodromo
contribuendo anche a portare turisti e visitatori in tutta
l'area imolese. Abbiamo creato anche una pagina facebook
"Vogliamo la MOTO GP a Imola" che ha già 1200 “like”.
Sarà una piattaforma virtuale
dove confrontarci e discutere
con tutti coloro che credono
nel sogno di riportare la
Moto Gp a Imola. Un sogno
che potrebbe diventare realtà
con l'impegno della Regione.
Daniele Marchetti,
consigliere regionale
Lega Nord

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“INUTILE LAMENTAR
RSI SE POI LI CONTINUIAMO
O A VOTARE…”
I Comuni del Circondario in questi ultimi tempi piangono
piangon
miseria e quando devono fare i bilanci si lamentano del come lo
Stato centrale li costringa a tartassare i propri cittadini
.
Si dimenticano i nostri Sindaci che da tre anni al Governo non
c’è più l’uomo brutto e cattivo o forse lo sanno molto bene visto
che governando il Pd non vogliono disturbare il manovratore e
non sono capaci di ottenere vere risorse per i propri territori e
modifiche sulle modalità di tassazione. Rimane il fatto che,
senza ridurre gli sprechi, i servizi offerti peggiorano.
peg
Anzi in
alcuni casi costa meno e c’è più qualità nel rivolgersi al privato
piuttosto che all’Asl di Imola, per esempio. Oppure pur pagando
tasse salatissime sulla casa, sui rifiuti, sull’addizionale Irpef,
basta un po’ di neve prevista da tempo per
er gettare nel caos i
nostri comuni con disservizi che in altre parti del mondo a parità
di inverno non ci sono.
Mantenere il consenso elettorale
costa, occorre che i Sindaci del Circondario ripensino alla
pletora di associazioni, enti, eventi a cui destinano
des
una
notevolissima serie di contributi. Occorre che ripensino
all’Azienda servizi alla persona e al suo Consiglio di
Amministrazione, a tutte le società in house e ai relativi
consigli di amministrazione dove per bilanciare la presenza dei
vari comuni
ni alle volte ci sono numeri di troppo. Rivedere tutto
ciò significa forse perdere consenso in termini elettorali
(consenso comunque in declino), ma sicuramente serve a
recuperare risorse senza aggravare di tasse i cittadini. Lo slogan
"chi è più ricco più
iù deve dare" è corretto fino a quando dare non
significhi vessare, fino a quando dare non si scontri con una
realtà di crisi dove la prima casa non è un lusso ma una
necessità (TASI), dove la raccolta dei rifiuti che ci vincola a una
società che opera in regime di monopolio non è la raccolta
dell’oro, dove non si può sempre operare sull’addizionale irpef

che colpisce chi è entrato in cassa integrazione o non ha più un
lavoro basandosi al più sui redditi degli anni precedenti.
Poi cosa significa ricco
icco se la TASI non guarda in faccia al reddito
di una persona, se non considera se si hanno o meno a carico
persone diversamente abili, nella maggior parte dei nostri
comuni? Ecco. Se qualcuno volesse aprire gli occhi e smetterla
di lamentarsi e cominciare
re ad agire questo sarebbe già un
risultato. Il mistero dei nostri Comuni in genere è questo: ci si
lamenta, ci si lamenta, ci si lamenta poi al momento del voto tutti
intruppati a perpetuare chi causa i lamenti. Certo, ci sono i
sostenitori convinti che non
on distinguono l’oro dal fango per cui
trovano sempre un motivo per tutto, poi ci sono i sostenitori per
convenienza, senza ideali ma pragmatici, ma gli altri, quelli che
votano lamentandosi prima e dopo? Mah.
Intanto prepariamoci ad un altro giro di valzer con aumenti di
addizionale Irpef, TASI, TARI. E non dite che non lo avevamo
detto.
Gianluigi Gallo, lista civica "Il Tuo Comune"

Gianluigi Gallo

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IMU agricola e partecipanze
L' IMU è una tassa odiosa. Una imposta di possesso sulla
proprietà. Per gli agricoltori è sul mezzo di produzione, dato che
è dovuta sui terreni agricoli.
Nata come IMPOSTA MUNICIPALE UNICA con lo scopo di
d
finanziare i servizi Comunali è presto diventata un bancomat per
lo stato, che ne carpisce oltre la metà e costringe i comuni al
ruolo di esattori in sua vece.
Il pasticcio dell'IMU 2014 SUI TERRENI MONTANI forse non
è noto a tutti. In breve i succhiasangue
iasangue del ministero,
parzialmente a conoscenza della diversa redditività esistente tra
un terreno di pianura ed uno in collina, hanno rimediato un
episodio in stile LETTA che si è risolto solo pochi giorni fa,
definendo chi e come ad una data quota fosse esente dal
pagamento e chi no. Un pasticcio incredibile, se si pensa si
riferisce ad una imposta dello scorso anno. Ma siccome c’è
Renzi, se ne sono accorti in pochissimi. Renzi è così: soporifero
agli errori.
In questa incredibile vicenda, nata a Giugno 2014 e conclusasi
nel 2015 si è intrufolata l'ennesima ingiustizia: l’ esenzione IMU
per “per i terreni ad immutabile destinazione agro-silvoagro
pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile”. La
notizia è che l'esclusione non era
ra presente nel decreto del
Governo, ma è sta aggiunta al Senato con emendamento di tre
senatori del Partito Democratico: GIANLUCA ROSSI,
SANTINI, VACCARI.(Umbria, Veneto ed Emilia).
Ora chi sono i proprietari di questi terreni ad immutabile
destinazione, altresì detti di "Serie A"? Le Partecipanze agrarie,
fenomeno Medievale
dievale di persone graziate da Dio
D e dalla storia.
Dei previlegiati, insomma. Che ricevono la terra da tempo
immemorabile per linea di discendenza e la tramandano di padre
in figlio.
glio. Non la possono vendere, è vero: ma non la possono
nemmeno perdere e ne godono i frutti del lavoro come tutti gli
agricoltori. Nella nostra regione sono sei, compresa Villa
Fontana di Medicina tutte concentrate nella bassa pianura

emiliana, tra il Panaro
aro ed il Sillaro: Nonantola, Cento, Pieve di
Cento, S. Giovanni in Persiceto e S. Agata Bolognese.
Poi c’ è una fettona nelle Regole Cadorine e nelle Comunanze
Laziali. Ma io mi occupo di casa mia e a Villa Fontana il discorso
vale 120.000 euro di IMU (mia stima). Che mancheranno,
perlomeno fino alla copertura promessa dal Governo.
Ovviamente le amministrazioni comunali sedi delle partecipanze
davano rilevanza alla notizia, come dire: è merito nostro. D’altro
canto è noto come queste terre siano feudi elettorali del partito
Democratico, dati elettorali alla mano. Fortunosamente al
governo ci sono anche persone sveglie, che opportunamente
sollecitate dal territorio (sich!) hanno provveduto a rilevare e far
rilevare l’ingiustizia: e dato che costava poco si è provveduto a
rettificare. In fondo erano tasse che venivano a mancare. E
l’avevano fatto sotto il naso del governo. Con Decreto 6/2015 il
governo ha provveduto a puntualizzare che l’esenzione è riferita
al 2014, ma che nel 2015, con i nuovi criteri, le Partecipanze in
pianura saranno considerate alla stregua di tutti gli altri.
Un po’ di giustizia in questo mondo. Le tasse andrebbero pagate
in misura minore a fronte di servizi eccellenti. Non è il caso
dell’Italia. Ma siccome siamo in un momento eccezionale,
ecc
almeno non siano considerati eccezionali taluni
talu cittadini ed altri
no.
Francesco Landi,
Landi consigliere NCD Medicina

Francesco Landi

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Tsipras vincitore delle elezioni in Grecia !
La recente vittoria elettorale dell'estrema sinistra di Tsipras in
Grecia ha suscitato in Italia entusiasmo e desiderio di emulazione
in molte parti politiche, ad iniziare dalla sinistra radicale, che al
compagno greco si era ispirata nelle elezioni europee del maggio
scorso, ottenendo però scarsi consensi. Oggi plaudono alla
vittoria di Tsiprass anche i grillini e non solo, con un'evidente
incoerenza fra il proprio progetto politico che vorrebbe l'uscita
dell'Italia dall'Euro e quello del neo Premier greco, determinato a
restare ancorato all'Euro, appellandosi per altro sia al “buon
cuore” dei creditori
reditori tra i quali l'Italia che deve avere “solo”, si fa
per dire, 40 miliardi, che all'ulteriore “protezione” dalla B.C.E.
Curioso poi il fatto che le sinistre nostrane abbiano taciuto e finto
di non sapere che Tsipras,, avendo mancata la maggioranza
assoluta
oluta in Parlamento, si è alleato con un piccolo partito di
estrema DX, xenofobo, autarchico ed isolazionista. Da parte sua,
il nostro Premier Renzi, che nel semestre di Presidenza Europea
del Consiglio U.E., non è riuscito ad ottenere per l'Italia neppure
un modesto sforamento del pareggio di bilancio e nemmeno a
fermare l'incremento del nostro debito pubblico, ha inizialmente
illuso Tsipras dicendosi al suo fianco nella lotta contro il rigore
abbandonarlo repentinamente
alla figuraccia che ha rimediato
davanti agli elettori Greci,
poiché si è dovuto rimangiare
quasi tutte le promesse fatte in
campagna elettorale. Detto
questo mi sento di suggerire un
po' più di cautela e meno facili
entusiasmi
ai
politicanti
nostrani !
Bruno Selvatici

Coordinamento Forza Italia
di Imola

“La ripresa all'italiana”

Renzi, Padoan, supportati dai soliti giornaloni e TV compiacenti,
a dir poco, con grande clamore hanno annunciato che il 2015,
come il Premier l'ha definito, sarà l'anno felix, la ripresa
economica è iniziata, si preannunciano cambiamenti epocali e si
esce finalmente dal tunnel della crisi e così via.
Quale
il
motivo di tanta soddisfazione? Semplice, è bastato l'annuncio che
forse a fine del primo trimestre del 2015 il PIL dell'Italia
del
potrebbe crescere dello 0,1 %. E tutti, da bravi soldatini, a
parlare di ripresa e di primi significativi segnali dell'efficacia
delle riforme di Renzi (quali?)! Ma ci si rende conto di quanto
tutto questo è ridicolo, cosa potrà essere mai uno 0,1%
0,
di crescita
del PIL, quando in realtà si dovrebbe tener conto che dall'inizio
della crisi nel 2008 ad oggi il PIL italiano è calato di un quarto ((
25%) e da 5° potenza economia mondiale di allora oggi siamo
scivolati in 12° posizione! Per risollevare veramente
v
le sorti
dell'economia
italiana ci vorrebbe ben altro! A iniziare dal
Governo che dovrebbe ridurre drasticamente gli sprechi, ridurre
le imposte ed eliminare il 90% delle oltre 200.000 leggi che oggi
impediscono l'amministrazionee della giustizia e favoriscono solo
la corruzione!
Francesco Mariani
Coordinamento Forza Italia di Dozza

Francesco Mariani

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SAN LAZZARO, QUANTI DUBBI SUL CANTIERONE "CREALIS"...
Intorno alla metà di marzo ha preso piede la prima parte del
"Cantierone" Crealis sulla via Emilia, nel Capoluogo del nostro
comune. Un cantiere che Sindaco edd amministrazione chiamano
di "riqualificazione",
iqualificazione", termine che non trova condivisione per il
nostro partito. Innanzitutto, il Crealis è figlio della brutta
esperienza vissuta dai Sanlazzaresi qualche anno fa, il Progetto
Civis, terminato
inato con una trasformazione pesante del territorio ed
un nulla di fatto ampiamente descritto dagli organi di
informazione.
Ad oggi San Lazzaro necessita sì di una
riqualificazione delle infrastrutture, come Forza Italia ha più
volte ripetuto anche pubblicamente:
icamente: strade mal conservate,
marciapiedi pericolosi e distrutti. Ma non certamente quella
proposta dal progetto Crealis, che ancora una volta trasforma il
territorio a danno dei cittadini. Un progetto da 184 mln di euro,
che modificherà il tratto della via consolare nel centro del
capoluogo, un cantiere che, in varie fasi, durerà fino alla terza
settimana di ottobre 2015, ergo 7 mesi. Molti i punti critici,
molte le problematiche che si andranno a creare col tempo:
partendo dai parcheggi, ridotti del 10% e spostati interamente
sulla carreggiata, con una larghezza di 1metro e 98 (troppo
ridotta per permettere una comoda apertura della portiera lato
strada). I marciapiedi, nella maggior parte dei casi, vengono
ve
ampiamente ridotti; purché l'amministrazione
l'amministrazion e i tecnici li
definiscano a norma, nulla toglie che siano evidentemente troppo
stretti. Tale riduzione è operata per la creazione di una pista
ciclabile di 500 metri circa, inutile sia per lunghezza sia a livello
urbanistico: la via Emilia infatti è pocoo percorsa da biciclette
oggi, e lo sarà anche domani con un evidente spreco di denaro
pubblico. Aggiungiamo che una fermata sarà posta dinnanzi ad
un distributore di benzina: una scelta a nostro avviso pericolosa,
sia per la vicinanza di materiali infiammabili,
abili, per le esalazioni
emanate dai distributori nonché per il chiaro abbondante
abbon
passaggio di auto che, in accesso e in uscita dal distributore (da e

su via Emilia), metterebbero ad ogni svolta in pericolo
per
i pedoni.
Ultime ma sicuramente più rilevanti sono le conseguenze
economiche per i commercianti, dei quali cogliamo l'appello,
proponendo di sospendere l'imposizione delle imposte locali, dato
che nel corso dei prossimi 8 mesi avranno un cantiere davanti
d
alla
saracinesca, con prevedibili ripercussioni sulle vendite. Per non
parlare degli incarrozzamenti a raso (banchine degli autobus a
27cm) che loo stesso Sindaco Isabella Conti aveva promesso di
eliminare ove presenti, in campagna elettorale, promessa
prome
ampiamente disattesa oltre che chiaramente acquisita dalle
proposte degli azzurri sanlazzaresi oltre che da ASCOM che anche
in quel caso ebbe da ridire. Avremmo sicuramente preferito una
più lunga e importante condivisione con la cittadinanza, una
pesante rielaborazione dei progetti operata assieme alle categorie,
alle associazioni oltre che ai partiti. Rinnovando tutto il nostro
appoggio alle fascee che saranno più danneggiate
danne
da questo
"cantierone", mi permetto di affermare che non ci fermeremo
dinanzi
nanzi a tutto questo, sicuramente porteremo avanti la nostra
ferma opposizione al progetto con tutti i mezzi a nostra
disposizione: probabilmente cominceremo con una raccolta firme
e organizzeremo alcuni incontrii con i cittadini.
Francesco Rossi, consigliere Forza Italia
San Lazzaro di Savena
Il Crealis

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In collaborazione con

L ’I NFORM
N
A TTIVO

“L’ALLOCCO”

““O
Onnlliinnee””
Edizione per Imola, BOLOGNA e Comuni della
città Metropolitana

CITTA’ METROPOLITANA, UN SURROGATO DI ENTE LOCALE NATO GIA’ MORTO
Il primo gennaio 2015 la Città Metropolitana è formalmente subentrata
alla Provincia di Bologna in tutti i suoi rapporti e in tutte le sue
funzioni. O almeno,
lmeno, così dovrebbe essere. Da quando si è insediato,
questo ente di secondo grado - che è andato a sostituire l’ente Provincia
che invece era di primo grado (con i suoi rappresentanti direttamente
eletti dai cittadini) – è rimasto impietosamente fermo all’adozione
al
del
solo Statuto. Gli innumerevoli ambiti funzionali della Città
Metropolitana di Bologna avrebbero dovuto essere trasferiti in parte
dalla ex Provincia e in parte dalla Regione: ma stiamo vivendo una
situazione di stallo inammissibile su una
na riforma istituzionale imposta
dall’alto e che, nella sua attuazione, rischia di minare lentamente le
autonomie territoriali dei Comuni che
he ne fanno parte. Dal punto di
vista della “democrazia”, basti pensare al fatto che il Comune di Imola,
"spalleggiato"
alleggiato" da una discutibile pronuncia del Tribunale, ha negato
perfino un semplice referendum consultivo, chiesto da un Comitato di
cittadini, per fare in modo che gli imolesi potessero esprimersi in modo
favorevole o contrario all'adesione alla Città Metropolitana
etropolitana di Bologna.
Un atteggiamento di assoluta arroganza, quello manifestato dal Sindaco
Manca e dalla sua giunta, decisamente in contrasto con i principi di
democrazia (in questo caso, partecipativa) che dovrebbero sempre
uniformare l'attività amministrativa
inistrativa degli Enti locali. Ma ci sono anche
problemi di carattere più pratico. A oggi la Città Metropolitana è
sprovvista delle risorse necessarie allo svolgimento delle sue funzioni e
c’è ancora molta confusione, per esempio, sul futuro dei dipendenti
dipenden ex
Provincia. I limiti della CM sono emersi anche durante l’ondata di
maltempo dello scorso 6 febbraio, con una gestione dell’emergenza a
dir poco allucinante. Esiste, per esempio, un coordinamento della
Protezione civile a livello metropolitano? No. E forse sarebbe stato uno
dei primissimi aspetti da tenere in considerazione
erazione. Ci troviamo,
insomma, di fronte a una situazione incresciosa, ascrivibile
all’indolenza di un Governo che, in oltre dieci mesi, non è stato capace
di emettere i decreti di competenza per il trasferimento delle funzioni
alla CM. Vicenda che sta ingessando completamente i Comuni che
hanno in essere rapporti, convenzioni, accordi di programma e
territoriali con la ex Provincia di Bologna. A ciò si aggiunga che, a
tutt'oggi,, il Sindaco metropolitano non ha ancora presentato le linee

programmatiche in ordine alle attività ed ai progetti da sviluppare su
tutto il territorio della ex Provincia,: insomma, nessuno conosce le
intenzioni di Merola e soci (quali territori, ed in quali
qua ambiti, si
incentreranno prioritariamente le "attenzioni" della Città metropolitana
? Quali e quante risorse, non necessariamente economiche, verranno
destinate ai singoli Comuni ? Tutto tace...), tantomeno i cittadini ed i
propri rappresentanti istituzionali.
ionali. Il cattivo pensiero (si farà peccato,
ma ci si prende...) è che Merola voglia rimandare il più possibile le
questioni oggettivamente spinose da affrontare, fino ad arrivare alle
nuove elezioni del Consiglio metropolitano, coincidente con le nuove
elezioni del Comune di Bologna, nella
nell prossima primavera 2016.
Perché questo è l'altro aspetto obiettivamente surreale della riforma
voluta dal governo Renzi: il sindaco metropolitano è di diritto il
Sindaco di Bologna, senza alcun mandato "popolare" che possa
p
in
qualche modo legittimarlo. E del Comune capoluogo, la Città
metropolitana segue ogni sorte, compreso lo scioglimento del Consiglio
per qualunque ragione ciò avvenga. Non è un caso quindi che i territori
più lontani da Bologna si sentano
entano sempre più abbandonati e indifesi,
vista la netta impostazione
stazione "bolognacentrica" assuma
assu
dal nuovo Ente.
Questa Città metropolitana ci è stata venduta come una grande
opportunità per tutti i territori, ma si sta rivelando sempre più un
u
fallimento. Che nostalgia per la "vecchia" ma democratica Provincia!
Provincia

Michele Facci – consiglieere metropolitano “Uniti per
l’Alternativa”
co

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““O
Onnlliinnee””
Edizione per Imola, BOLOGNA e Comuni della
città Metropolitana

ALAN FABBRI: “LA LEGA NORD SEMPRE TRA
RA LA
L GENTE”
“Dopo il successo elettorale la Lega è tornata in contraria a ogni principio di equità nei confronti
con
della

strada, tra la gente, per le proprie battaglie.
La campagna elettorale per noi non finisce mai,
sapete sempre dove trovarci”. Così Alan Fabbri,
già candidato alla presidenza, ora alla testa del
gruppo del Carroccio in Regione, che ha messo a
segno - con la guida di Matteo Salvini – uno
storico 20%, sfiorato. E nella Ferrara di Fabbri,
per due soli punti percentuali, non c’è stato
st
uno
storico sorpasso sul centrosinistra di Bonaccini.
“In questi mesi abbiamo denunciato le
infiltrazioni
nfiltrazioni mafiose, quando ancora il Pd
sottostimava il rischio, abbiamo sollecitato il
Partito democratico a sfiduciare il sindaco
Coffrini, nella Brescello diventata epicentro delle
mafie in Emilia Romagna, abbiamo chiesto una
commissione di trasparenza sul sistema
cooperativo, a tutela del buon nome di chi fa
buona cooperazione, stiamo difendendo la sanità
dal rischio tagli, siamo per la tutela dei presidi
ospedalieri, abbiamo sollecitato Bonaccini a fare
di più, e meglio, su ricostruzione post sisma,
sicurezza
e
lavoro,
in
un
atteggiamento
costruttivo
e
propositivo.
Vogliamo dire basta a un’immigrazione sfrenata,

nostra gente: in una risoluzione abbiamo già voluto
impegnare Bonaccini e la sua giunta a dire stop alle
moschee e controlli ferrei in quelle esistenti:
Il rischio di infiltrazioni terroristiche è troppo elevato
per dormire sugli allori.
i. La Lombardia, con la sua legge
anti-moschee,
moschee, deve fare scuola. Su ogni tema possiamo
contare sul fondamentale apporto dei nostri
parlamentari, che hanno portato – e continuano a farlo
- le ragioni dei nostri territori alla Camera e al Senato.
Ora si gioca la partita decisiva del Milleproroghe. I
parlamentari Pd hanno promesso tanto, li aspettiamo al
varco, non accetteremo più annunci caduti nel vuoto”.

Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord Regione
Emilia-Rom
magna

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“In questo
uesto primo numero on line de
L’InformAttivo, in collaborazione con
L’Allocco, intervengono rappresentanti
di diversi Partiti Politici
litici e Liste Civiche di
Comuni dell’ Area Metropolitana
ana e del
Circondario imolese.

Dal
al prossimo numero,
numero che avrà cadenza
trimestrale, invitiamo i lettori a scrivere o a
commentare, fare domaande e segnalazioni su
temi di attualità.
per inviare email utilizzare l’ indirizzo
informattivo.redaz@gmail.com

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