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etichettatura .pdf



Nome del file originale: etichettatura.pdf

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Anteprima del documento


• Attraverso una
puntuale
etichettatura il
consumatore
dovrebbe essere
in grado di
effettuare scelte
consapevoli e
responsabili.

E’ considerato “ingrediente”
qualsiasi sostanza - compresi
gli additivi - volontariamente
aggiunta nella fabbricazione
o nella preparazione di un
prodotto alimentare, ancora
presente nel prodotto finito,
anche se in forma modificata.
modificata.

Sono sempre indicati
in ordine di peso
decrescente al
momento della loro
utilizzazione.
Se l’etichetta
mette in rilievo la
presenza o il limitato
tenore di un
ingrediente, di questo
deve essere indicata
la quantità in
percentuale.

Un ingrediente composto deve essere
seguito all’indicazione dei propri
componenti. La quantità di acqua
aggiunta deve essere indicata se
supera in peso il 5% del prodotto finito.

Un allergene è una sostanza solitamente innocua
per la maggior parte delle persone, ma che in taluni
individui (i soggetti allergici) è in grado di produrre
manifestazioni allergiche di varia natura anche
molto gravi (asma, orticaria). Sono possibili
allergeni:
•Cereali contenenti glutine e prodotti derivanti;
•Crostacei e prodotti derivanti ;
•Uova e prodotti derivanti ;
•Pesce;
•Latte e prodotti derivanti;
•Frutta a guscio.

E’ importante evidenziare la loro presenza
attraverso un carattere, uno stile o uno
sfondo differente rispetto a quello degli altri
ingredienti. Il nome dell’ allergene deve
essere ripetuto ogni volta che si presenta in
più ingredienti impiegati nella preparazione
dell’ alimento.

La quantità netta di un alimento è espressa
utilizzando, a seconda dei casi, il litro,
centilitro, millilitro, il chilogrammo o il
grammo:
In unità di volume per i prodotti liquidi
In unita di massa per gli altri prodotti
Per i prodotti contenuti in preimballaggi
non vendibili singolarmente è comunque
sufficiente l’indicazione sulla confezione
principale della quantità totale.
Se un prodotto solido è immerso in un
liquido accessorio (es. mozzarella), deve
essere indicata anche la quantità di
prodotto sgocciolato.

“ Da consumarsi entro …” è la
data entro la quale il prodotto
deve essere consumato

MODALITA’ DI CONSERVAZIONE

Sono menzioni
obbligatorie solo se è
necessaria l'adozione
di particolari
accorgimenti in
funzione della natura
del prodotto.

Per gli alimenti di uso non
comune, è indispensabile
specificarne le modalità di
conservazione e di
utilizzazione

Per lotto di
produzione si
intende un insieme
di unità di vendita
di una derrata
alimentare,
prodotte,
fabbricate o
confezionate in
circostanze
praticamente
identiche.

Dichiarazione nutrizionale



Indicazioni complementari:
Caffeina, Fitosteroli e
fitostanoli, liquirizia.......



A basso contenuto calorico...



A basso contenuto di grassi....



A basso contenuto di zuccheri...



Senza zuccheri aggiunti....



Ad alto contenuto di proteine...



Fonte di fibre....

Un aroma è la caratteristica data da un cibo o da un'altra
sostanza derivante dalla combinazione di odore e sapore.
La principale differenza tra aromi naturali ed artificiali
consiste nel fatto che, secondo la normativa vigente in
Europa, ai primi appartengono gli aromi ottenuti attraverso
diversi procedimenti da ingredienti naturali , mentre ai
secondi tutti quegli aromi ottenuti per sintesi chimica di
laboratorio e che imitano (o meno) l'originale presente in
natura.

Sostanze prive di valore nutritivo impiegate per
conservare le caratteristiche del prodotto, per evitarne
l’alterazione spontanea, per esaltarne l’aspetto, il
sapore, l’odore o la consistenza.

•Coloranti
•Conservanti (acido ascorbico, nitriti,
nitrati, solfiti)
•Antiossidanti
•Stabilizzanti, addensanti, gelificanti,
emulsionanti
•Esaltatori di sapidità
•Agenti di rivestimento



Di solito compaiono alla fine dell’elenco.
Evitarli è quasi impossibile, essi sono
presenti nella maggior parte degli
alimenti che si acquistano al
supermercato e sono utilizzati sia per
conservare i prodotti sia per renderli più
invitanti.

La legge stabilisce come e quando, ma
soprattutto quali additivi possono essere
usati.

Gli additivi sono sostanze che sono
utilizzate dall'industria alimentare per
migliorare alcune caratteristiche del
prodotto come:
– tempo di conservazione (conservanti)
– aspetto e colore (coloranti,
emulsionanti, ecc.)
– sapore (esaltatori di sapidità,
correttori di acidità, ecc.)
• Gli additivi non hanno alcun valore
nutrizionale e non sono sempre così
innocui.


Gli Additivi

In una lattina da 330 millilitri sono
presenti 35 grammi di zucchero, che
attenuano l’asprezza causata dall’acido
fosforico. A sua volta l’acido attenua la
sensazione di dolcezza. Anche l’anidride
carbonica disciolta contribuisce un poco
all’acidità della bevanda, ma possiamo
trascurare questo effetto. Avete idea di
quanto potere dolcificante abbiano 35
grammi di zucchero? Una bustina di
zucchero (4 o 5 g ). Quindi una lattina di
Coca Cola contiene dalle sette alle nove
bustine di zucchero. Vi sembra
impossibile? E’ l’effetto dell’aspro dovuto
all’acido fosforico

Se hai sete quindi bevi acqua.....

Alcuni
esempi




Nitrati (E249, E250)
Nitriti ( E251, E252)
– Sono conservanti utilizzati nei salumi, insaccati e carni lavorate,
impediscono lo sviluppo del batterio Clostridium botulinum, il
batterio che produce una tossina mortale, il botulino. Inoltre
mantengono vivace il colore della carne e ne migliorano il
sapore.
– I nitrati in piccole dosi non sono pericolosi, mentre i nitriti
legandosi alle ammine presenti in altri cibi formano le
nitrosammine, considerate potenzialmente cancerogene.



Polifosfati (E450)
– Si trovano principalmente negli
insaccati cotti, il prosciutto cotto, la
spalla cotta e nei formaggi fusi, per
renderli più morbidi e succosi.
– Possono dare problemi digestivi e
poiché forniscono all’organismo dosi
massicce di fosforo, per poter essere
eliminato, questo minerale è legato
agli atomi di calcio e poi eliminato
insieme. In pratica, un eccesso di
fosforo si traduce in una perdita di
calcio, a danno di ossa e denti.
– Sarebbe bene evitarli, soprattutto
nell’alimentazione dei bambini;
proprio per questi aspetti le nuove
norme sul prosciutto cotto vietano
l’uso di questi additivi nei prosciutti
cotti di alta qualità.



Solfiti (da E220 ad E228)
– Evita la fermentazione della frutta secca evitandone
l’imbrunimento naturale.
– Questi additivi sono irritanti per il tubo digerente e
distruggono la vit. B1 fondamentale per il sistema
nervoso.
– Inoltre, possono dare reazioni allergiche e sono
sospettati di essere legati all’iperattivismo infantile.
• E220
Anidride Solforosa
• E221
Sodio Solfito
• E222
Sodio Solfito Acido
• E223
Sodio disolfito
• E224
Potassio Disolfito
• E226
Calcio Solfito
• E227
Calcio Bisolfito Acido
• E228
Solfito Acido di Potassio



Glutammato (E620, E621)
– Rafforza il gusto degli alimenti, lo troviamo in quasi tutti i piatti pronti,
nel dado, nelle salse, nelle patatine e snacks, ecc.
– Oggi si ritiene che possa causare mal di testa e problemi a livello del
sistema nervoso, ma solo nelle persone predisposte.



Acido alginico e arginati (da E400 ad E405)
carragenine (E406, E407).
– Sono addensanti presenti soprattutto nelle salse e
conferiscono loro la cremosità.
– Possono provocare reazioni allergiche e, se
ingerite in grandi quantità, alterano il metabolismo.

• Lecitina di soia (E322), Butilidrossianisolo (E320), Acido Lascorbico (E300-E304).
– Li ritroviamo nei prodotti da forno, cereali, biscotti e merendine.
Sono antiossidanti, impediscono che i grassi si ossidino,
irracidendosi.
– La lecitina di soia non è considerata tossica, ma favorisce la
metabolizzazione e il trasporto degli acidi grassi dal fegato alla
periferia. In dosi elevate può influire sull’assorbimento intestinale.
– Per quanto riguarda l’E320, secondo alcuni, potrebbe distruggere
la vitamina D, aumentare i livelli di colesterolo e causare allergia.
– L’acido L-ascorbico altro non è che la vit. C, è innocuo anche se
in forti dosi può avere un effetto lassativo.

IL TITOLO ALCOLOMETRICO

SIGNIFICATO
Si intende la misura del contenuto
di etanolo in una bevanda alcolica.
La sua definizione e le unità di
misura per esprimerlo possono
variare a seconda delle legislazioni
applicate nei diversi paesi del
mondo.

Che cos’è?
Il titolo alcolometrico
volumico è un’ indicazione
obbligatoria delle bevande
alcoliche aventi un contenuto
di alcool superiore a 1,2% in
volume (vino, birra, liquori)
Nei prodotti alimentari come
i dolciumi la quantità di
alcool non deve essere
menzionata.

Valori Tipici









Birra:4% - 13%
Sidro: 5 – 7%
Vino: 10 - 15%
Porto: 20%
Vodka 35% - 45%
Whisky: 40% - 60%
Grappa: 37% - 70%
Assenzio: 65% - 90%

ETICHETTE
INGANNEVOLI

Le informazioni contenute nelle etichette
alimentari si distinguono in obbligatorie e
facoltative; in particolare, le informazioni
obbligatorie sugli alimenti sono apposte in
un punto evidente in modo da essere
facilmente visibili ed eventualmente indelebili, inoltre devono
essere stampate in modo da assicurare chiara leggibilità.

Non facciamoci
ingannare dalla
illustrazione che
appare sulla
confezione del
prodotto perché
non è
rappresentativa
del suo reale
aspetto

L’immagine riportata in
etichetta può trarre in
inganno quindi un attenta
lettura della denominazione
commerciale ci renderà più
consapevoli nell’ acquisto.
Ad esempio accade che
sulla confezione di un
prodotto ci sia
un’immagine che sembra
una panna ma che è
ottenuta non dal latte ma
da grassi idrogenati. In tal
caso non può chiamarsi
“panna” e dovrà avere una
denominazione di fantasia.

Confrontando due prodotti
simili che ci interessano
possiamo farci un'idea di quale
dei due sia qualitativamente
migliore. Se per esempio
nell'etichetta alimentare di due
biscotti l'ordine di olio extra
vergine di oliva e margarina
sono invertiti è meglio scegliere
il prodotto in cui l'olio extra
vergine di oliva compare per
primo.

Senza zucchero: se tra gli ingredienti troviamo sciroppo di
glucosio, sciroppo di fruttosio, amido di mais, sciroppi vegetali,
il prodotto contiene sostanze con indice glicemico simile al
saccarosio.
Preferire prodotti dolcificati con succo d’uva o succo di mela
o fruttosio puro
Senza grassi: se nell’etichetta troviamo i mono e digliceridi
degli acidi grassi sono per il nostro organismo equivalenti ai
grassi.
Preferire gli alimenti contenenti grassi mono-polinsaturi (olio
di oliva extravergine, olio di arachidi, olio di mais, olio di
soia)
Da evitare
Oli vegetali non idrogenati, oli vari poiché non ne viene
specificato la provenienza, oli vegetali idrogenati (margarina),
olio di palma o di cocco, poiché danneggiano la nostra salute.

Il testo evidenzia  il piacere di
un affettato con un contenuto di
grassi del 5%  e sottolinea che
si tratta di un valore basso.
Anche l’assenza di glutine
viene segnalata molto bene.
Tutta la confezione rimanda alla
leggerezza. In realtà ha lo
stesso contenuto di grassi e
fornisce le stesse calorie di altri
prodotti, anche della stessa
casa, che non “vantano” queste
qualità

Nutella

Grassi vegetali idrogenati
Olii Vegetali

Olii Tropicali

Olio di Cartamo 9%

Olio di Palma 49%

Olio di Girasole 10%

Olio di Cuore di Palma
82%

Olio di Canola 12%

Olio di Cocco 87%

Olio di Grano 13%

 

Olio d'Oliva 13%

 

Olio di Sesamo 14%

 

Olio di Soia 15%

 

Olio di Arachidi 17%

 

Olio di Semi di Cotone
26%

 

Pertanto, anche nei prodotti vegetali andrà accuratamente letta l'etichetta
alla ricerca dei seguenti ingredienti:
1. olii vegetali -non meglio specificati
2. olii vegetali non idrogenati
3. margarina
4. olio di palma o di cuore di palma
5. olio di cocco



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