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NELLA

SALA SONO ESPOSTI DIZIONARI E

LIBRI PROVENIENTI DALLA

BIBLIOTECA DEL

LICEO.
LE

GRIGLIE

ESPERIENZE
LETTERARIO,

ESPOSITIVE
DIDATTICHE
SVOLTE

PRESENTANO
IN
NEL

DELL’ANNO DAGLI STUDENTI DEL

CAMPO
CORSO

LICEO.

IL

MATERIALE ESPOSTO IN QUESTA SEZIONE È
STATO REALIZZATO DALLA CLASSE III CLASSICO
IN SEGUITO ALLA ALLA CONSULTAZIONE E ALL'
ANALISI DI ALCUNI DIZIONARI PRESENTI NELLA
BIBLIOTECA DELL'ISTITUTO SOTTO LA GUIDA
DELL'INSEGNANTE VIASSONE ANTONELLA

ABBEVERATO. S.m. Quel rimanente del liquore lasciato nel vaso da chi ha
bevuto prima

ABBEVERATOJO. S.m. Ricettacolo d'acqua ove beono le bestie, che comun.
dicesi Pila, quando n’ abbia la forma

ABECEDARIO. Agg. Ordine abecedario, più com. alfabetico. Abecedarii chiama
Sant’Agostino i salmi, i cui versetti seguono l’ordine dell’alfabeto; che non si
direbbero alfabetici

ALLIGAZIONE. S.f. Chiamasi Regola d’Alligazione quella per mezo della quale
si determina il prezzo medio di due o più derrate, ovvero di più cose mescolate, o la
proporzione da servirsi nel fare un miscuglio di cui è assegnato il prezzo.
TRATTO DA: NICOLO’ TOMMASEO E BERNARDO BELLINI- DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA, NUOVA RISTAMPA DELL’EDIZIONE
INTEGRA - TORINO- UNIONE TIPOGRAFICO - EDITRICE TORINESE 1929-VII

ALLIEVO. S.m. Chi è allevato, o E’ stato allevato. Comprende i sensi e del Primo
allevare allattando, e poi dello Svolfere tutte le facoltà fino all’ultimo compimento.
Dell’ammaestramento e dell’educazione. Allievo di un istituto religioso, d’un
collegio, d’una scuola. Principe, allievo di tale o tal prete o cortigiano. L’Allievo,
perché sia tale, deve più o meno prossimamente convivere col maestro o educatore,
per non breve spazio di tempo.

ALUNNO. S.m. Il giovane di collegio, dove convive con altri, ed è ammaestrato e
educato. Sin dal primo ch’egli entra è Alunno; non è Allievo se non quando è
alquanto innanzi negli studi. Gli scuolari esterni non sono propriam. Alunni. Certi
collegi tengono bene gli alunni, in quanto li pascono; ma non n’escono però buoni
allievi.
TRATTO DA: NICOLO’ TOMMASEO E BERNARDO BELLINI- DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA, NUOVA RISTAMPA DELL’EDIZIONE
INTEGRA - TORINO- UNIONE TIPOGRAFICO - EDITRICE TORINESE 1929-VII

ANDRIOLO. S., m. Qualità di grano duro e grasso, che generalmente produce le
spighe corte, grosse, riquadrate, e armate di reste, con le glume irsute e bionde; i
granelli pure sono biondi, talvolta rossicci, secondo i terreni, e battuti facilmente
depongono i gusci.

BURBANZA. S.f. dimostrazione odiosa di superiorità insultante, con più o meno
boria o bruschezza. Tiene, anco, nel suono, del Borioso e del Brusco e del Burbero

BURATTO. S.m. Sorta di Drappo rado, e trasparente
CECCHERINO. S.m. Che per lo più usasi nel plur. parlando di polli piccoli e
magri, quasi cecche. Ho comprato due galletti che son due ceccherini
TRATTO DA: NICOLO’ TOMMASEO E BERNARDO BELLINI- DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA, NUOVA RISTAMPA DELL’EDIZIONE
INTEGRA - TORINO- UNIONE TIPOGRAFICO - EDITRICE TORINESE 1929-VII

COCOI. S.m. Voce nella quale gli altri Toscani criticano i Fiorentini, volendo con
essa esprimere il parlar in gola. Parlar coi cocoi.

COCOLLA

E

CUCULLA. S.f. Parte della veste di sopra, portata segnatum. da

monaci e frati.

DISCHIATTARE. V.n.ass. Non avere convenienza, né simiglianza colla sua
schiatta. Degenerare

GIACONETTA. S.f. Sorta di roba di cotone. Un vestito di giaconetta, segnatam.
per donna.

TRATTO DA: NICOLO’ TOMMASEO E BERNARDO BELLINI- DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA, NUOVA RISTAMPA DELL’EDIZIONE
INTEGRA - TORINO- UNIONE TIPOGRAFICO - EDITRICE TORINESE 1929-VII

MONTABANCO. Agg.e S.m. comp. Cantambanco, Saltimbanco, Ciarlatano
NOCCO. S. m. Qui giace Nocco, diceva il P.Cesari, che l’avrà preso da qualche
comico vecchio, e faceva ridere fuor di commedia, intendendo Qui è il nodo, La
difficoltà della cosa.

PANCARPO. S.m.Spettacolo degli antichi Romani, in cui robusti, arditi ed
esercitati atleti combattevano per una data somma di denaro, in ogni sorta di fiere,
nell’anfiteatro. In orig. ogni sorta di frutti, e poi ogni varetà di fiori, ed infine per
metaf., mischia con belvedi varie specie.

PLUMARIO. S. m. Maestro di ricamo.
TRATTO DA: NICOLO’ TOMMASEO E BERNARDO BELLINI- DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA, NUOVA RISTAMPA DELL’EDIZIONE
INTEGRA - TORINO- UNIONE TIPOGRAFICO - EDITRICE TORINESE 1929-VII

ELETTRICITA’. Fonte di energia, di natura ancora ignota, che si manifesta sia
come causa sia come effetto di fenomeni termici, chimici, meccanici. Proprietà che
hanno i corpi quando si trovino in certe circostanze, quando p.e. vengono strofinati
in condizioni opportune, di attirare e respingere corpi leggieri, di emettere scintille,
di produrre commozioni nel sistema nervoso, ecc.

GABBANA. Veste da camera molto alla buona. Camiciootto per lo più bianco
senza bavero, di assistenti e convalescenti negli ospedali.

GERMA. Nave mercantile del Levante, di forma tonda, a 4 vele, per un carico
sino a 1500 tonnellate. Piccolo naviglio delle coste dell’Arabia meridionale
TRATTO DA: VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA COMPILATO DA NICOLA ZINGARELLI – SETTIMA EDIZIONE INTERAMENTE
RIVEDUTA – NICOLA ZANICHELLI EDITORE – BOLOGNA 1947

GINNASIO. Corso di studi di umanità, che ha per fondamento il latino, con vari
insegnamenti, di varia estensione secondo i paesi. In Germania è, senz’altro,
l’istituto degli studi medi tra gli elementari e i superiori, distribuiti in otto classi;
in Italia , un corso di studi di 5 anni, 3 di ginnasio inferiore 2 di superiore; ma di
revente, con la creazione del liceo moderno, che comincia, come il classico, al 4°
anno, è in realtà costituito dai primi tre anni di preparazione al liceo.

POFFARE. Escl. di meraviglia. PUO’ FARE. Può mai fare, è mai possibile, Può
mai essere, Che meraviglia!

RAUMILIARE. Placare, Addolcire, Ammansire
RIBOBOLO. m. Motto proverbiale, concettoso, arguto, dei Fiorentini
TRATTO DA: VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA COMPILATO DA NICOLA ZINGARELLI – SETTIMA EDIZIONE INTERAMENTE
RIVEDUTA – NICOLA ZANICHELLI EDITORE – BOLOGNA 1947

MACCHIA, CHIAZZA, CHIOSA, FRITTELLA, PACCIAME,
PATTUME
La chiosa è macchia fatta sul vestito o su panni; la macchia è sulla persona, o
qualunque sia cosa: pelle, fogli, panni, legni, vetri, pianeti. C’è chi arrosisce più
d’una chiosa sull’abito che d’una macchia nell’anima.
Chiosa è, per lo più, macchia grande; ma può ben darsi una macchietta appena
visibile. Chiosa e chiosato non hanno i traslati di macchia: macchiar la coscienza,
la fama, le mani di sangue innocente. Chiosa è della lingua famigliare, del par che
frittella e frittellone, che dicono, per lo più, macchie d’unto, sempre però sui vestiti.
Smacchiare, levare le macchie; gli altri due non han verbo analogo. Pacciame,
sudiceria non poca, di materia appresa, non che di macchia; asciutto più di
pattume.
TRATTO DA: NICCOLÒ TOMMASEO, DIZIONARIO DEI SINONIMI DELLA LINGUA ITALIANA – MILANO, BIETTI & REGGIANI EDITORI, 1913

PALPEBRA, LAPPOLA, LAPPOLARE, LAPPOLEGGIARE
La palpebra è la pelle che copre l’occhio; i peli in cima alle palpebre, nel dialetto
lucchese, chiamansi lappole; e quindi si fa lappoleggiare, che dice acconciamente il
moto delle palpebre in su e in giù per fare escire dall’occhio qualche corpicciuolo che
vi sia penetrato e dia noja. Finchè non mi si dia un altro termine che dica lo stesso,
io mi terrò lappoleggiare, non come una lappola della lingua, ma come un fiore.
E nel Pisano, attesta il Lambruschini, nel senso medesimo, dicesi lappolare, che
par non esprima la ripetizione frequente dell’atto. Si può lappolare un tratto. C’è
chi per vizio o per infermità, o per ammiccare furbettamente, lappoleggia.

TRATTO DA: NICCOLÒ TOMMASEO, DIZIONARIO DEI SINONIMI DELLA LINGUA ITALIANA – MILANO, BIETTI & REGGIANI EDITORI, 1913

CISPA, CACCOLE, CACCHERELLI
Cispa, degli occhi. Occhi cisposi, occhi cispellini. Ma l’occhio può esser cisposo perché
non lavato; cispellino è abituale difetto.
Caccola e caccole del naso. Naso caccoloso. Poi di certi animali, le capre per esempio,
si dice che hanno le caccole là dove è bello il tacere. Nel traslato: stare su tutte le
cacacole, cioè su tutte le ciarlucce, le futili novità. Caccolone e caccolona chi ha le
caccaole al naso, e, volgarmente, chi sta su tutte le braghe.
Cacherelli l’escremento de’ topi, delle capre, delle pecore. Cacherello, ragazzuccio
piccolo, per celia. Sono passate le capre, e i cacherelli fumano, si dice quando si vede
fumare il sigaro a un ragazzuccio.
TRATTO DA: NICCOLÒ TOMMASEO, DIZIONARIO DEI SINONIMI DELLA LINGUA ITALIANA – MILANO, BIETTI & REGGIANI EDITORI, 1913

CHANTILLY: a Roma leziosamente così chiamano la panna montata, o lattemiele,o
“fiocca”. Anna Potoche,nel suo “voyage d’Italie”, ricorda che nell’anno in cui essa
venne a Roma, cioè nel 1830, era di gran moda andare al dopopranzo da Nazarri
in Piazza di Spagna a gustrarvi la delisiosa spuma di latte, Adesso, non meno
volentieri la società … elegante va alla latteria di Villa Borghese a ustarvi lo
chantilly. Il nome esotico entrò in Roma con l’occupazione francese, durata fino al
1870. Chantilly, presso Parigi, castello dei Condè, pingui praterie e allevamenti di
mucche.

CHAPEUA-CLAQUE: voce francese, cappello a molla, fatto a staio, di stoffa nera,
che per mezzo di molle deprimesi e portasi poi sotto braccio come una stacciata, e
premendo le molle fa claque e prende la nota forma di cilindro.Avverti anche qui le
molte voci nostre regionali per indicare il cappello a staio, cioè cilindro a Milano,
bomba a Roma e nell’Italia centrale, tuba a Napoli, canna a Venezia. Il termine
comune e decoroso è tuba.
TRATTO DA: NICCOLÒ TOMMASEO, DIZIONARIO DEI SINONIMI DELLA LINGUA ITALIANA – MILANO, BIETTI & REGGIANI EDITORI, 1913

CERZIORARE- per accertare è dal lat. certiorem facere = far consapevole, e
riflessivamnte cerziorarsi. In altro senso che giuridicamente, è pesante.

CERVO

VOLANTE. è il francese cerf-volant. In italiano, aquilone. Cometa, stella

cometa, si dice in Romagna, Lombardia, ed è voce tolata in tal senso dallao
spagnuolo per indicare quel noto trastullo dei ragazzi, specie di aeroplano.

FRESCHÌN. dicono a Venezia; e significa odor di pesce non fresco (so pesse sa da
freschin), di acque stagnanti, di vasellame mal governato, e simili. Estensivamente,
anche di pesona che si crede ciò che non è (el sa da freschin).
TRATTO DA: NICCOLÒ TOMMASEO, DIZIONARIO DEI SINONIMI DELLA LINGUA ITALIANA – MILANO, BIETTI & REGGIANI EDITORI, 1913

FRISORE. dal francese friseur, parrucchierre, barbiere. “Ma è voce che oggi, almeno
in Toscano, si vergognano di adoperaArla gli stessi parrucchieri”. Così il Rigutini.
Vero è che la vergogna fu tanta che vi hanno sostituito, nelle scritte dei negozi,
l’altra parola francese coiffeur. Usato è il part. francese frisé per arricciato.

GRIMPEUR. voce francese dello sport; da grimper = arrampicarsi con l’aiuto delle
mani e dei piedi: dicesi degli alpinisti arrampicatori, abili cioè nello scalare e
arrampicarsi su le più alte vette

GRINGO. voce ispano-argentina, che serve a designare gli europei dimoranti nella
Repubblica Argentina, ed ha lieve senso spregiativo: si contreappone a criollo =
creolo, indieno. Gli spagnoli sono poi detti gallegos (cioè della Galizia). Gringo pare
essere corruzione di grieco = greco. Onde la frase spagnuola hablar en gringo,
parlar in modo incomprensibile.
TRATTO DA: NICCOLÒ TOMMASEO, DIZIONARIO DEI SINONIMI DELLA LINGUA ITALIANA – MILANO, BIETTI & REGGIANI EDITORI, 1913

IMPIEGOMANIA. neologismo del linguaggio familiare, o detto talora in senso faceto
per indicare la generale tendenza odierna di procacciarsi la vita diventando
impiegati delle grandi macchine amministrative.

ISABELLA. è detto di un noto colore giallo lionato, ma chiaro, specie parlando del
pellame o mantello dei cavalli. Il nome provenne da Isabella d’Austria, figlia di
Filippo II re di Spagna e sposa di Alberto, figlio di Massimiliano II. Avendo
seguito il marito nella guerra contro gli olandesi, giurò di non muarsi di
baiancheria sino alla presa di Ostenda. Ma avendo questa città resisitito tre anni,
la regina fu costretta a tenersi addosso per tanto tempo la stessa camicia: la quale
tolta, diè nome al colore che avea, ricordando ai posteri la petrinacia muliebre e la
sudiceria, insieme, di questa donna.
TRATTO DA: NICCOLÒ TOMMASEO, DIZIONARIO DEI SINONIMI DELLA LINGUA ITALIANA – MILANO, BIETTI & REGGIANI EDITORI, 1913

RAPPEL. premio per gli assicuratori sugli affari conclusi purchè si raggiung un
certo limite in un dato tempo

RAT

D’HOTEL. in guanti, tratto fine, bel portamento, ben vestito: è il borsaiolo

specialista che lavora nei grandi alberghi. Spesso internazionale anche lui, e avente
quale collaboratrice una donna, baronessa, contessa e artista. Tradotto in topo
d’albergo.

RADIO-TELEFONÌA. sistema Broadcasting (làncio di là): applicazione delle onde
hertziane al telono, e così ci è permesso, stando a casa nostra a Roma, udire la
musica di Parigi.
TRATTO DA: NICCOLÒ TOMMASEO, DIZIONARIO DEI SINONIMI DELLA LINGUA ITALIANA – MILANO, BIETTI & REGGIANI EDITORI, 1913

RADIO-TELEFONO-VISIONE. invenzione americana che permette di udire e vedere
imagini a distanza mercè le onde-hertziane (telkegrafia senza fili), 1928. Divido in
tre parti l’unica parola perché la lingua italiana scoppia a queste formazione
mostruose.

REVIGGIÒLO. voce di incerta etimologia: specie di cacio tenero, schiacciato, che si
fa in maggio e nell’autunno in Toscana. Scrivesi anche raveggiòlo.

SCAGNOZZO. si dice specialmente e con ispregio del prete da poco e misero, che va
in cerca di messe e di funerali a scopo di lucro. Genericamente chi esercita un’arte
senza conoscenza. Etimologia incerta. Da cane? Quasi andando in cerca come fa il
cane famelico?
TRATTO DA: NICCOLÒ TOMMASEO, DIZIONARIO DEI SINONIMI DELLA LINGUA ITALIANA – MILANO, BIETTI & REGGIANI EDITORI, 1913

TELEGRAFO ELETTRO-MAGNETICO: Una delle più grandi invenzioni di questi giorni,
la quale ha fatto dimenticare ogni altro sistema di telegrafia, per la celerità comparabile a
quella della luce, con cui si possono trasmettere le notizie.
TRATTO DA: NICOLO’ TOMMASEO E BERNARDO BELLINI- DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA, NUOVA RISTAMPA DELL’EDIZIONE INTEGRA TORINO- UNIONE TIPOGRAFICO - EDITRICE TORINESE 1929-VII

TELEGRAFO: m. Apparecchio col quale per mezzo della corrente elettrica, aprendo e
chiudendo il circuito, si trasmettono a distanza segni convenzionali di lettere, numeri e sim.
TRATTO DA: VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA COMPILATO DA NICOLA ZINGARELLI – SETTIMA EDIZIONE INTERAMENTE RIVEDUTA –
NICOLA ZANICHELLI EDITORE – BOLOGNA 1947

RADIOTELEGRAFIA: E’ il nome dato alla telegrafia detta senza fili, che Guglielmo Marconi
appliò su la teoria delle onde hertziane. Ora questa parola parve un tantino lunghetta,
specialmente radiotelegrafare, per una cosa tanto rapida, e i giornali italiani, che qualche
volta si ricordano che esiste una lingua italiana ne discussero (cfr. Marzocco, 15 febbraio
1903). Si propose di portsr via quel tele, e veniva radiografia. Ma si confondeva con
radiografia = impressione coi raggi X o del Roentgen! Allora se ne occuoarono uomini
illustri, fra glia altri Domenico Comparetti proponendo actigrafia e Francesco d’Ovidio
proponendo actinografia. Ribattè il Comparetti essere actinografia parola già spesa nelle
scienze fisiche, ecc.

TRATTO DA: NICCOLÒ TOMMASEO, DIZIONARIO DEI SINONIMI DELLA LINGUA ITALIANA – MILANO, BIETTI & REGGIANI EDITORI, 1913

ABBEVERATO. S.m. Quel rimanente del liquore lasciato nel vaso da chi ha
bevuto prima

ABBEVERATOJO. S.m. Ricettacolo d'acqua ove beono le bestie, che comun.
dicesi Pila, quando n’ abbia la forma

ABBIOSCIARE. V.n.pass. Cadere o gettarsi alla peggio, sdrajone, per ispossateza,
o altro.
Trasl. Abbattersi

ABBURRATTARE. V.a. Cernere, Separare la farina dalla crusca, per mezzo del
buratto ed anche dello straccio

TRATTO DA: NICOLO’ TOMMASEO E BERNARDO BELLINI- DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA, NUOVA RISTAMPA DELL’EDIZIONE
INTEGRA - TORINO- UNIONE TIPOGRAFICO - EDITRICE TORINESE 1929-VII

IL

LAVORO ESPOSTO IN QUESTA SEZIONE È TRATTO DAL PRIMO

DOCUMENTO

UFFICIALE

DALL’UNITÀ

D’ITALIA

DI

REVISIONE

DEI

PROGRAMMI DELLA SCUOLA MEDIA ED È STATO SVOOLTO DAGLI

II E IV CLASSICO
DELL’INSEGNANTE SORCIS MARIA GRAZIA
ALUNNI

DELLE

CLASSI

SOTTO

LA

GUIDA

DELL’INFINITA

SERIE DI PROPOSTE DI RIFORMA DELLA SCUOLA ITALIANA SI

TROVA TESTIMONIANZA NELLA BIBLIOTECA DEL

LICEO

IN VARI DOCUMENTI,

TRA I QUALI SI DISTINGUE PER AMPIEZZA E MODERNITÀ UN VOLUME DEL

1919 INTITOLATO “I PROGRAMMI DELLE SCUOLE MEDIE E LORO REVISIONE”.
SI TRATTA DI UNA PUBBLICAZIONE DEL MINISTERO DELLA PUBBLICA
ISTRUZIONE CHE RIASSUME IL “PODEROSO LAVORO” SVOLTO SOTTO LA
“DIREZIONE DELLE SCUOLE MEDIE” DALL’ISPETTORATO DIRETTO DAL
PROF.VITTORIO FIORINI NEGLI ANNI CHE PRECEDETTERO LA PRIMA GUERRA
MONDIALE, A SUPPORTO DI UNA PROPOSTA DI RIFORMA DEI CINQUE ANNI
CORRISPONDENTI ALLA SOMMA DEGLI ATTUALI TRE ANNI DI SCUOLA MEDIA E
DEI PRIMI DUE ANNI (BIENNIO) DELLA SCUOLA SUPERIORE.

PER

CLASSICO
SONO ANALIZZATI DUNQUE I PROGRAMMI (CON I RELATIVI QUADRI ORARIO)
DELL’INTERO GINNASIO, DALLA PRIMA GINNASIO (L’ATTUALE PRIMA MEDIA)
ALLA QUINTA GINNASIO (L’ATTUALE SECONDA LICEO).
IL

SI

INTERESSÒ DI SCUOLA IN QUALITÀ DI

MEMBRO DEL CONSIGLIO SUPERIORE
DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE FRA IL 1913 E IL 1916 E FU MINISTRO DELLA
PUBBLICA ISTRUZIONE DAL 19 GIUGNO 1916 AL 29 OTTOBRE 1917.
LA

BREVE DURATA DEL SUO INCARICO DI MINISTRO (POCO PIÙ DI UN ANNO) FU

DOVUTA ALLA ROVINOSA DISFATTA DI

CAPORETTO: È PRESUMIBILE CHE ANCHE

LA PROPOSTA DI RIFORMA DELLA SCUOLA DA LUI PRESENTATA SI SIA ARENATA
DI FRONTE AI TRAGICI AVVENIMENTI DI QUELL’ANNO.

CURIOSAMENTE IL LIBRO NON PRESENTA NESSUN ACCENNO
CORSO, SE NON QUESTA LACONICA OSSERVAZIONE:

ALLA GUERRA IN

“LA SCUOLA È ASSOCIATA, DINNANZI ALLA STORIA, ALLE FORTUNE
PATRIA DAL SANGUE GENEROSO DI TANTI GIOVANI DA ESSA EDUCATI”.

DELLA

“DA ANNI FU ESPRESSO IL DESIDERIO CHE I PROGRAMMI FOSSERO SOTTOPOSTI
A PONDERATA REVISIONE. (…) OGNI NUOVA DIRETTIVA DEVE DIVENIRE
FAMIGLIARE ALLE MENTI DI COLORO A CUI SPETTA DI SEGUIRLA: PER QUESTO ,
PRIMA DI PROMUOVERNE LA SANZIONE ESECUTIVA E MENTRE GLI UFFICI
AMMINISTRATIVI
STUDIERANNO
I
PROVVEDIMENTI
PER
L’ATTUAZIONE
GRADUALE, ACCOLGO LA PROPOSTA DI PUBBLICARLI. (…) A CAUSA DEI
RIMANEGGIAMENTI PARZIALI, IN PASSATO LE SCUOLE HANNO SUBITO UN
PROCESSO DI DEFORMAZIONE. SI PRESENTA INVECE ORA UN LAVORO DI
RIFORMA INTESO AD UN MIGLIORAMENTO DELLA SCUOLA TUTTA INTERA.
IMMUTATE RIMANENDO LA PARTIZIONE DELLA SCUOLA SECONDARIA IN TRE
RAMI (CLASSICO, TECNICO E MAGISTRALE) E LA PARTIZIONE DI CIASCUNO IN
DUE GRADI, I CRITERI GENERALI POSSONO RIASSUMERSI COSÌ:
-OTTENERE
MAGGIOR
CONTINUITÀ
TRA
I
GRADI
D’ISTRUZIONE;
-RENDERE PIÙ ATTIVO ED ESERCITATIVO L’INSEGNAMENTO (ED ALLEVIARE COSÌ
IL LAVORO DOMESTICO)
SUGGERENDO NUOVI MEZZI ED ESPEDIENTI
DIDATTICI;
-COORDINARE TRA LORO I VARI INSEGNAMENTI E COMBATTERE OGNI METODO
CHE NON SI ADDICA ALLA CAPACITÀ MENTALE DEGLI ALUNNI.”

IL MINISTRO CHE NELLA PREFAZIONE , DATATA 10 OTTOBRE 1917 ,
PRESENTA L’OPERA È FRANCESCO RUFFINI.
NATO A LESSOLO (IVREA) NEL 1863 E MORTO A TORINO
NEL 1934, RUFFINI È STATO PROFESSORE ORDINARIO
DI
DIRITTO
CANONICO
E
DIRITTO
ITALIANO
RISPETTIVAMENTE ALLE UNIVERSITÀ DI GENOVA E DI
TORINO, PRESIDE DELLA FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA
DELL'UNIVERSITÀ DI TORINO E RETTORE DELLA
MEDESIMA FINO AL 1913. OGGI È DEDICATA A LUI LA
BIBLIOTECA DEL DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA IN
LUNGO DORA SIENA A TORINO.
FU PRESIDENTE DELL’ACCADEMIA DELLE SCIENZE DI
TORINO DAL 1922 AL 1928; FU INFINE PROFESSORE
ORDINARIO DI DIRITTO ECCLESIASTICO ALL'UNIVERSITÀ
DI TORINO FINO AL 1931, QUANDO FU “COLLOCATO A
RIPOSO”
PER NON AVER VOLUTO PRESTARE IL
GIURAMENTO DI FEDELTÀ AL FASCISMO. SU OLTRE
MILLEDUECENTO
ACCADEMICI,
SOLTANTO
DODICI
OPPOSERO UN RIFIUTO.

NOTA AUTOGRAFA DEL PRESIDE ANFOSSI (ANNO
1919) CHE INVITA GLI INSEGNANTI ALLA
CONSULTAZIONE DI UNA SEZIONE DEL TESTO

IL PROGRAMMA DI LATINO

PROPOSTO NEL

GINNASIO DI UN SECOLO FA

I CLASSE (CORRISPONDENTE ALL’ATTUALE PRIMA MEDIA) 7H A SETTIMANA
 MORFOLOGIA: STUDIO DELLE PAROLE VARIABILI E DEI VERBI REGOLARI
 TRADUZIONE: SEMPLICI FRASI DALL’ITALIANO AL LATINO E VICEVERSA
 CONFRONTO TRA L’ITALIANO E IL LATINO (ETIMOLOGIA)
II CLASSE (CORRISPONDENTE ALL’ATTUALE SECONDA MEDIA) 7H
 MORFOLOGIA: RIPASSO E STUDIO DEI VERBI IRREGOLARI E

DELLE FORME

INVARIABILI





TRADUZIONE: SEMPLICI FRASI DALL’ITALIANO AL LATINO E VICEVERSA
LETTURA: “FAVOLE” DI FEDRO, “BREVIARIUM AB URBE CONDITA”
EUTROPIO, “VITAE EXCELLENTIUM IMPERATORUM” DI CORNELIO NEPOTE
STUDIO A MEMORIA DI ALCUNI BRANI

DI

III CLASSE (CORRISPONDENTE ALL’ATTUALE TERZA MEDIA) 7H
 MORFOLOGIA: RIPASSO E STUDIO DELLA LEGGE DELL’ACCENTO, DELL’USO
DEI CASI E DELLA CONCORDANZA; PRIME NOZIONI DI SINTASSI
 TRADUZIONE: SEMPLICI FRASI DALL’ITALIANO AL LATINO E VICEVERSA






LETTURA: “ELEGIE” O “METAMORFOSI” DI OVIDIO, “DE BELLO GALLICO” DI
CESARE, “LETTERE” DI CICERONE, “STORIA DI ALESSANDRO MAGNO” DI
CURZIO RUFO
STUDIO A MEMORIA DI ALCUNI BRANI
INTRODUZIONE ALLA METRICA
BREVI NOZIONI DELLA MITOLOGIA GRECA E ROMANA

IV CLASSE (CORRISPONDENTE AL PRIMO ANNO DI LICEO) 6H
 MORFOLOGIA: RIPASSO E STUDIO DELLE PROPOSIZIONI NEL CONFRONTO
CON L’ITALIANO
 TRADUZIONE: SEMPLICI BRANI
 LETTURA: BRANI DI CESARE, SALLUSTIO, VIRGILIO (“BUCOLICHE”) E
TIBULLO
 STUDIO A MEMORIA DI ALCUNI PASSI, SPECIALMENTE DEI POETI
 STUDIO APPROFONDITO DELLA METRICA
 ILLUSTRAZIONE GEOGRAFICA DEL MONDO GRECO E ACCENNI ALLA VITA
PUBBLICA DEL POPOLO GRECO

V CLASSE (CORRISPONDENTE AL SECONDO ANNO DI LICEO) 6H
 MORFOLOGIA: RIPASSO E STUDIO DELLA SINTASSI, CONFRONTO CON
L’ITALIANO
 TRADUZIONE: BRANI TRATTI DA CLASSICI ITALIANI
 LETTURA: OPERE DI LIVIO, CICERONE, VIRGILIO (“ENEIDE”) E PROPERZIO
 STUDIO A MEMORIA DI ALCUNI BRANI
 ILLUSTRAZIONE GEOGRAFICA DELL’ITALIA ANTICA E CENNI ALLA VITA
PUBBLICA DEL POPOLO ROMANO

LO

STUDIO DEL LATINO INIZIAVA IN QUELLA CHE ORA CORRISPONDE ALLA PRIMA
MEDIA ED ERA MOLTO PIÙ APPROFONDITO RISPETTO AL GRECO. UNA
DIFFERENZA RISPETTO ALLA SCUOLA ATTUALE È L’ABITUDINE IN PASSATO DI FAR
MEMORIZZARE AGLI ALUNNI MOLTI BRANI E DI FARLI ESERCITARE SULLA
METRICA A PARTIRE DALLA III CLASSE. LA GRAMMATICA E LA MORFOLOGIA
ERANO DILUITE IN TUTTI E CINQUE GLI ANNI DEL GINNASIO, ANTICIPANDO LA
TRADUZIONE ALLO STUDIO TEORICO. ANCHE NELL’ATTUALE GINNASIO DEL
LICEO “GANDINO” RECENTEMENTE SI STA CERCANDO DI RIPRISTINARE UN
METODO DI APPRENDIMENTO SIMILE DURANTE IL PERCORSO SCOLASTICO
LICEALE.

IL PROGRAMMA DI GRECO

PROPOSTO NEL

GINNASIO DI UN SECOLO FA

III CLASSE (CORRISPONDENTE ALL’ATTUALE TERZA MEDIA) 1H A SETTIMANA
 MORFOLOGIA: STUDIO DEGLI ARTICOLI, DELLE DECLINAZIONI REGOLARI,
PRESENTE INDICATIVO E INFINITO DEI VERBI IN - Ω
 STUDIO DEL LESSICO E CONFRONTO CON L’ITALIANO
 ESERCIZI DI LETTURA E SCRITTURA
 STUDIO DELLE LEGGI FONETICHE
IV CLASSE (CORRISPONDENTE AL I ANNO DI LICEO) 4H
 MORFOLOGIA: STUDIO DEGLI AGGETTIVI, DEI PRONOMI, DEI VERBI

E DELLE

CONCORDANZE




TRADUZIONE: FAVOLE, SENTENZE E BREVI RACCONTI
ALL’ITALIANO E VICEVERSA
STUDIO DEL LESSICO E CONFRONTO CON L’ITALIANO

DAL

GRECO

V CLASSE (CORRISPONDENTE AL II ANNO DI LICEO) 4H
 MORFOLOGIA: RIPASSO E STUDIO DELLE FORME

IRREGOLARI E DELLE

PAROLE INVARIABILI





TRADUZIONE: FAVOLE, SENTENZE
ALL’ITALIANO E VICEVERSA
LETTURA: LUCIANO E ANACREONTE
STUDIO DELLA SINTASSI

E

BREVI

RACCONTI

DAL

GRECO

LO STUDIO DEL GRECO SI CONCENTRAVA NEGLI ULTIMI TRE ANNI DEL GINNASIO.
NEL PRIMO ANNO SI SVOLGEVA UNA SOLA ORA SETTIMANALE, MENTRE NEI
RESTANTI DUE LE ORE ERANO QUATTRO.
LA GRAMMATICA ERA DISTRIBUITA IN TUTTI E TRE GLI ANNI. I PROGRAMMI DELLA
TERZA E DELLA QUARTA CLASSE ERANO SIMILI A QUELLO DELL’ATTUALE PRIMO
ANNO DI LICEO. NELLA QUINTA CLASSE, INVECE, SI COMPLETAVA
L’APPRENDIMENTO DELLA MORFOLOGIA.
LA TRADUZIONE NEGLI ULTIMI DUE ANNI SI LIMITAVA A TESTI PIUTTOSTO
SEMPLICI. PARTE DEL PROGRAMMA ERA DEDICATA AL CONFRONTO CON
L’ITALIANO E ALLO STUDIO DELL’ETIMOLOGIA DELLE PAROLE.

IL PROGRAMMA DI ITALIANO

PROPOSTO NEL

GINNASIO DI UN SECOLO FA

I CLASSE (CORRISPONDENTE ALL’ATTUALE PRIMA MEDIA) 7H A SETTIMANA


CURA DELL’ORTOGRAFIA, DELLA LETTURA AD ALTA VOCE E DELLE
CONVERSAZIONI

ACCORTAMENTE

PREPARATE;

STUDIO

DELLA

MORFOLOGIA ED ESERCIZI DI ANALISI LOGICA



ANALISI DEI PIÙ CELEBRI SCRITTORI TOSCANI PER CONFRONTARLI CON
L’USO DEI DIALETTI.

II CLASSE (ATTUALE SECONDA MEDIA) 7H A SETTIMANA
 AMPIO SPAZIO ALL’ANALISI LOGICA E DEL PERIODO; CONTINUAZIONE
DELL’ESERCIZIO SETTIMANALE DI CONVERSAZIONE IN PREPARAZIONE
DELLE COMPOSIZIONI SCRITTE

 LETTURE

DEGLI SCRITTORI CLASSICI E STUDIO A MEMORIA DEI LORO

PASSI PIÙ FAMOSI

 LETTURE DI STORICI O NOVELLIERI MODERNI FRA I PIÙ POPOLARI

III CLASSE (ATTUALE TERZA MEDIA) 6 H A SETTIMANA
 RIPASSO

DELLO STUDIO DEI PRIMI ANNI CON PARTICOLARE ATTENZIONE

ALLE DIFFERENZE FRA DIALETTO E LINGUA COLTA



GUIDA ALL’UTILIZZO DEL DIZIONARIO ITALIANO

 LETTURA

E COMMENTO DI

SCRITTORI CLASSICI E CONTEMPORANEI;

ANALISI E STUDIO A MEMORIA DI POESIE.

 ESERCIZI DI COMPOSIZIONE
LETTERE,DIALOGHI)

SCRITTA (BREVI NARRAZIONI, DESCRIZIONI,

IV CLASSE ( PRIMA LICEO ATTUALE) 5 H A SETTIMANA
 LETTURA

E IL COMMENTO DELL’ “ILIADE” NELLA VERSIONE DI

PINDEMONTE; AGLI STUDENTI CONSIDERATI PIÙ BRAVI

MONTI

O

È DATA LA

POSSIBILITÀ DI APPROFONDIRE LO STUDIO CON LETTURE A CASA DI OPERE
INTERE

(INDICATE

DALL’INSEGNANTE)

DA

ESPORRE

ORALMENTE

AI

COMPAGNI: SONO CONSIGLIATE LE TRAGEDIE DI MONTI, LE COMMEDIE DI
GOLDONI, I DRAMMI DI METASTASIO.

 ESERCIZI

SCRITTI SU ARGOMENTI SUGGERITI DALLE LETTURE; STUDIO A

MEMORIA DI PASSI SCELTI

 STUDIO

DI TECNICHE STILISTICHE, FIGURE RETORICHE, METRO ED

ARMONIA

V CLASSE (ATTUALE SECONDA LICEO) 5H A SETTIMANA


STUDIO E COMMENTO



APPROFONDIMENTO

DELL’

“ENEIDE”NELLA VERSIONE
CARO, DELL’ORLANDO FURIOSO E DEI PROMESSI SPOSI.
DELL’ESERCIZIO

DI

COMMENTO

A

DI ANNIBAL

POETI

E

PROSATORI ANTICHI E MODERNI



ESPOSIZIONE ORALE DELLE OPERE LETTE A CASA: CONSIGLIATI ANCHE
LIBRI DI LETTERATURE STRANIERE IN BUONE VERSIONI ITALIANE.

IL PROGRAMMA DI MATEMATICA PROPOSTO NEL GINNASIO DI UN SECOLO FA
1° CLASSE (ATTUALE PRIMA MEDIA) 3 H SETTIMANALI
 ARITMETICA PRATICA:
QUATTRO OPERAZIONI CON NUMERI INTERI E RAZIONALI;POTENZE;
USO DEI SEGNI ARITMETICI; PROBLEMI CON QUATTRO OPERAZIONI
NOZIONI DI DIVISIBILITÀ E DI NUMERO PRIMO; PROVA DEL 9; M.C.D.;
M.C.M. DI DUE NUMERI
 GEOMETRIA SPERIMENTALE:
NOZIONI PRELIMINARI; RETTA E SEGMENTI; PIANO, SEMIPIANO ED ANGOLI;
CIRCONFERENZA E CERCHIO, ARCHI E SETTORI; RETTE PERPENDICOLARI,
ANGOLI RETTI, ACUTI E OTTUSI; RETTE PARALLELE; TRIANGOLI (ISOSCELE
E RETTANGOLO): CRITERI DI UGUAGLIANZA; MULTIPLI DI SEGMENTI,
ANGOLI, ARCHI
2° CLASSE (ATTUALE SECONDA MEDIA) 3 H SETTIMANALI
 ARITMETICA PRATICA:
NUMERI FRAZIONARI, SIGNIFICATO DI M/M;
TRASFORMAZIONE DI
FRAZIONI; LE QUATTRO OPERAZIONI SULLE FRAZIONI; USO DEI SEGNI
ARITMETICI SULLE FRAZIONI

 GEOMETRIA SPERIMENTALE:
PROBLEMI GEOMETRICI CON QUADRILATERI E POLIGONI; DIVISIONE DI
UNA CIRCONFERENZA; TEOREMA DI PITAGORA; MISURA DEI POLIGONI;
TEOREMA DI TALETE ; TRIANGOLI SIMILI E TRIANGOLO RETTANGOLO;
LUNGHEZZA DI UNA CIRCONFERENZA
3° CLASSE (ATTUALE TERZA MEDIA) 2 H SETTIMANALI
 ARITMETICA PRATICA:
PROPRIETÀ DELLE OPERAZIONI; QUADRATI E RADICI QUADRATE
REGOLA DEL TRE SEMPLICE
 GEOMETRIA SPERIMENTALE
RETTA E PIANO PERPENDICOLARI; PIANI PARALLELI E PERPENDICOLARI;
PRISMA, PARALLELEPIPEDO, CUBO; CILINDRO, CONO, SFERA; METRO
CUBO
CLASSE


(ATTUALE PRIMA LICEO) 2 H SETTIMANALI
 ARITMETICA RAZIONALE:
PROPRIETÀ DELLE CINQUE OPERAZIONI; CRITERI DI DIVISIBILITÀ
M.C.D.; M.C.M.
 GEOMETRIA:

RETTE E PIANI; SEGMENTI E ANGOLI; RETTE PERPENDICOLARI; TRIANGOLI;
POLIGONI; RETTE PARALLELE; SOMMA DEGLI ANGOLI INTERNI DI UN
TRIANGOLO; PARALLELOGRAMMI E TRAPEZI
5° CLASSE (ATTUALE SECONDA LICEO) 2 H SETTIMANALI
 ARITMETICA RAZIONALE:
FRAZIONI E PROPRIETÀ; PROPRIETÀ ALLE PRIME CINQUE OPERAZIONI
SULLE FRAZIONI; RIASSUNTO SULLE PROPRIETÀ DELLE OPERAZIONI
RAZIONALI; NUMERI DECIMALI; PROPORZIONI NUMERICHE
 GEOMETRIA:
LUOGHI GEOMETRICI ; CIRCONFERENZA E PROPRIETÀ
POSIZIONI RELATIVE DI UNA RETTA E DI UNA CIRCONFERENZA
PROPRIETÀ DEGLI ARCHI, DELLE CORDE, DEGLI ANGOLI AL CENTRO
POSIZIONI RELATIVE DI DUE CIRCONFERENZE
CIRCONFERENZA INSCRITTA O CIRCOSCRITTO AD UN TRIANGOLO
POLIGONI REGOLARI: QUADRANGOLO, ESAGONO, TRIANGOLO REGOLARI
INSCRITTI IN UNA CIRCONFERENZA

DIFFERENZE CON I PROGRAMMI ATTUALI
 L’ARITMETICA RAZIONALE DELLA 4° CLASSE NON È PIÙ IMPOSTATA SUL
CALCOLO ALGEBRICO: I CRITERI DI DIVISIBILITÀ, L’UTILIZZO DELLE TAVOLE
ED IL CALCOLO VELOCE NON SONO PIÙ AFFRONTATI, IN QUANTO
SOSTITUITI DALL’UTILIZZO DELLA CALCOLATRICE E DEI PROGRAMMI
INFORMATICI,PROGRAMMI CHE PERMETTONO ANCHE DI RAPPRESENTARE
GRAFICAMENTE IN GEOMETRIA CON PRECISIONE, SENZA L’UTILIZZO DI
MATITA, RIGHELLO, COMPASSO O GONIOMETRO (AD ES. CABRI
GEOMETRE, GEOGEBRA…)
 LA GEOMETRIA VIENE STUDIATA COME GEOMETRIA PIANA ED ANCHE COME
GEOMETRIA ANALITICA DA PUNTI E RETTE FINO AI PARALLELOGRAMMI E
TRAPEZI NEL BIENNIO (EX GINNASIO), MENTRE LUOGHI GEOMETRICI,
CIRCONFERENZA, CERCHIO, ARCHI, POLIGONI INSCRITTI E CIRCOSCRITTI,
SIA COME GEOMETRIA PIANA SIA IN GEOMETRIA ANALITICA VENGONO
AFFRONTATI NEL PRIMO ANNO DEL TRIENNIO (EX 1^ LICEO CLASSICO). IN
GENERALE OGGI SI PRIVILEGIA L’ESERCITAZIONE CON DIVERSE TIPOLOGIE
DI QUESITI E CON LETTURA DI GRAFICI: NON CI SI LIMITA ALLA MERA
DIMOSTRAZIONE DI TEOREMI O ALLO SVOLGIMENTO ALGEBRICO DI
ESERCIZI.

I METODI D’INSEGNAMENTO DELL’ITALIANO,
DEL LATINO E DEL GRECO
“CHI

HA

CONOSCENZA

DI

SCUOLE

SA

CHE,

SCADUTO

AFFATTO

NELL’OPINIONE GENERALE ED ELIMINATO ORAMAI DAI NOSTRI ISTITUTI IL
VECCHIO INDIRIZZO DOGMATICO NELL’INSEGNAMENTO GRAMMATICALE
E RETTORICO, È SUBENTRATO A QUESTO L’INDIRIZZO FILOLOGICO,
FONDATO SULLE INDAGINI DELL’EVOLUZIONE STORICA DELLE LINGUE.”

IL METODO DELLA FILOLOGIA COMPARATA, CHE
VORREBBE FARE “DELLA GRAMMATICA E DELLA
LETTERATURA UNA SCIENZA”, SUSCITA PERPLESSITÀ NEL
RELATORE
LA

GRAMMATICA E LE ISTITUZIONI DI LETTERATURA

(…)

NON HANNO

AVUTO COSÌ ALTRO VALORE CHE QUELLO DERIVANTE DALLA LORO
FORMA STORICA, COMPARATIVA, INSOMMA CRITICA.

LO

STESSO DEVE

DIRSI DELLA LETTURA DEGLI SCRITTORI, RISPETTO AI QUALI ASSUNSERO
NELLA

SCUOLA

PRIMARIA

IMPORTANZA

L’ILLUSTRAZIONE

DI

UNA

NOTIZIA,IL COMMENTO DI UNA PAROLA, LA RESTITUZIONE DI UN PASSO.

È

GIUSTO RICONOSCERE CHE OGGI QUESTO INDIRIZZO NON INCONTRA

PIÙ IL FAVORE UNIVERSALE.

TUTTAVIA ANCHE IL METODO “EMPIRISTA” NON PARE
ADEGUATO ALLO STUDIO DELL’ITALIANO, DEL LATINO E
DEL GRECO
GLI

EMPIRISTI, ADEGUANDO TALE STUDIO A QUELLO DI QUALSIASI

LINGUA MODERNA, NON VEDENDO NELLA GRAMMATICA IL FONDAMENTO
DI TUTTA LA COLTURA LETTERARIA, VORREBBERO
FOSSE

APPRESA

PRATICAMENTE,

QUASICHÈ

CHE OGNI COSA

IMPORTASSE

AVER

DELL’ITALIANO E DEL LATINO QUELLA CONOSCENZA CHE LE SCUOLE
PRIVATE DI LINGUE MODERNE OFFRONO DEL FRANCESE, DELL’INGLESE
E DEL TEDESCO AI COMMESSI VIAGGIATORI.

LA SOLUZIONE
SEGUENTE:
“I

PROSPETTATA

DAL

RELATORE

È

LA

NUOVI PROGRAMMI PRESCRIVONO LO STUDIO SISTEMATICO DELLE

GRAMMATICHE ITALIANA, LATINA E GRECA NON COME FINE, MA COME
MEZZO PER ESERCITARE IN GENERE LA FACOLTÀ DI RIFLETTERE E DI
RAGIONARE, E PER ESPRIMERE IL PENSIERO PROPRIO O COMPRENDERE IL
PENSIERO

ALTRUI,

NON

COME

CLASSIFICAZIONE

E

DESCRIZIONE

SCIENTIFICA DI FATTI LINGUISTICI MA COME AVVIAMENTO E TIROCINIO DI
PARLARE E DI SCRIVERE, O DI TRADURRE, IL CHE È COME DIRE PENSARE.”

LA
LEZIONE
DEVE
ESSERE
SOPRATTUTTO CONVERSAZIONE
“PER
OGNI

LETTURA,

SCRITTURA

E

LE CLASSI INFERIORI GIOVA PRESCEGLIERE QUEGLI SCRITTORI CHE IN
TEMPO

FURONO

RITENUTI

MAESTRI

NELL’ARTE

DI

ESPRIMERE

IL

PENSIERO CON GRAZIA, VIVEZZA E SEMPLICITÀ E CHE FECERO USO DI VOCI E
DI MODI PRETTAMENTE ITALIANI.

MA

NON È MENO UTILE DAR POSTO

CONTEMPORANEAMENTE A QUALCUNO DEGLI SCRITTORI MODERNI PIÙ FACILI E
PIÙ CORRETTI, AFFINCHÈ LA MENTE DELL’ALUNNO NON S’INFORMI SOLO DELLA
VITA DEL PASSATO, MA SENTA E PARTECIPI DELLA NUOVA.

NELLA SCELTA
DEGLI SCRITTORI APPARIRÀ IL GUSTO DELL’INSEGNANTE. (…) L’AVVIAMENTO
AL COMPORRE SI BASI SULL’ABITUDINE ALL’OSSERVAZIONE DEI FATTI DELLA
VITA ESTERIORE, SULLA RIFLESSIONE RIGUARDO AI PROPRI SENTIMENTI, SULLA
CONSIDERAZIONE DEGLI ESEMPI RICAVATI DAGLI SCRITTORI. (…) MA NIENTE
PUÒ GUIDARE MEGLIO I DISCENTI DELLA “CONVERSAZIONE”, PREDISPOSTA

DAL DOCENTE QUANTO AGLI ARGOMENTI ED ALLO SCOPO DA RAGGIUNGERE,
CURATA SECONDO ORDINE E CHIAREZZA: DA UN LAVORO SIFFATTO VERRÀ
FUORI QUASI COMPOSTA LA MATERIA DELLO SCRIVERE.”

SE ALLA SCUOLA CLASSICA SI RIMPROVERA DI NON ESSERE
ADATTA ALLA MODERNITÀ, LA RESPONSABILITÀ È DEGLI
INSEGNANTI: VA RICORDATO LORO CHE “DOCEO” REGGE DUE
ACCUSATIVI, QUELLO DI PERSONA E QUELLO DI COSA!
“MOLTI INSEGNANTI, VOLUTAMENTE O INCONSCIAMENTE, SONO INCURANTI
DELL’ELEMENTO “PERSONALITÀ DELL’ALUNNO”, TUTTI
INTENTI PER
CONSUETUDINE ED APPAGAMENTO DI STUDI ALL’ELEMENTO “COSA”
E
DIMENTICHI , NEL LORO INTELLETTUALISMO ERUDITO,
NEL LORO
CLASSICISMO, NEL LORO STORICISMO, DI QUANTO DAI CLASSICI PUÒ DEDURSI
IN EDUCAZIONE ED IN FORMAZIONE DI INTELLETTI E DI COSCIENZE:
L’ASTRAZIONE DALLA REALTÀ VIVENTE NON PUÒ ESSERE IL PROGRAMMA DI

ALCUNA

SCUOLA

DISEGNATA

DA

PERSONE

RAGIONEVOLI,

MA

SOLO

LA

DEFORMAZIONE.”

IL PESO DEL LAVORO DOMESTICO DIPENDE DALLA QUALITÀ
DELL’INSEGNAMENTO IN CLASSE
“SE LE LEZIONI SONO ACCONCIATAMENTE ALTERNATE E LE NOZIONI DATE CON
ORDINE , CHIAREZZA E VIVACITÀ, CON CRITERIO DI GRADAZIONE, CON VARIETÀ
E FRESCHEZZA DI APPLICAZIONI E DI ESERCITAZIONI ATTIVAMENTE DIRETTE E
SORVEGLIATE, SU UN DISEGNO IN CUI LA LOGICA ASTRATTA DELLA SCIENZA SI
TRASFORMI IN PENSIERO VIVENTE, SI AFFIDA ALLO STUDIO A CASA UNA CALMA
E SICURA RIELABORAZIONE DI QUANTO FU APPRESO.

SE

INVECE LE LEZIONI

SONO IMPARTITE ALLA STRACCA, SENZA UN DISEGNO O SU UN DISEGNO
TROPPO RIGIDO, SI AFFIDA ALLO STUDIO A CASA UNA AFFANNOSA E MALCERTA
RIELABORAZIONE DI NOZIONI

INSUFFICIENTEMENTE APPRESE.

NON

DUNQUE

IN ALCUNA CLASSE VI SIA ASSEGNAZIONE DI STUDIO DOMESTICO SUL LIBRO DI

TESTO PRIMA CHE LA MATERIA NE SIA STATA PRESENTATA, ANZI VISSUTA,
NELLA SCUOLA MERCÈ LA LEZIONE A VIVA VOCE.”

I PROGRAMMI PROPOSTI VANNO ADATTATI ALLE ESIGENZE
DEGLI ALUNNI
“DALLA

LETTURA

COMPRENDERANNO

DELLE
CHE

PRESENTI

QUALUNQUE

ISTRUZIONI
PROGRAMMA,

GLI

INSEGNANTI

ANCHE

IL

PIÙ

SPECIFICATO, DEVE CONSIDERARSI IN FUNZIONE DELLA SCOLARESCA CHE
DOVRÀ SEGUIRNE LO SVOLGIMENTO E CHE NESSUNA TRATTAZIONE PUÒ DIRSI
ESAURITA SENZA LA COOPERAZIONE ASSIMILATRICE DEGLI SCOLARI.

(…) IL

PROGRAMMA RAPPRESENTA NON IL CONTENUTO ED IL FINE, MA LA FORMA ED IL
MEZZO DELL’ATTIVITÀ DEI DOCENTI, PERCHÉ IL CONTENUTO E IL FINE DELLA
SCUOLA SONO GLI SCOLARI.”

LA NECESSITÀ DI UNA RIFORMA DEL CLASSICO
“L’ORGANISMO

LICEO-GINNASIO QUALE FU
LEGGE CASATI DEL 1859 È SENZA
DEL

CREATO DALLA

DUBBIO IL PIÙ FELICE DI QUANTI QUELLA LEGGE
ORDINÒ,

PERCHÉ

RISPONDE

A

PERMANENTI

QUESTO

BISOGNI

TIPO

PROFONDI,

(…) TUTTAVIA

DI

SCUOLA

GENERALI

E

LA SCUOLA CLASSICA

POTÈ CONSIDERARSI INTANGIBILE SOLO FINCHÈ
NON SI AVVERTÌ IN ESSA LA MANCANZA DI OGNI

MA DAL
GIORNO IN CUI ENTRARONO IN ESSA I “REALIA”
DELLA COLTURA (LINGUE VIVE, SCIENZE, STORIA,
GEOGRAFIA, ECC.), IL MOTO RIFORMATIVO FU
FATALMENTE AVVIATO. (…) IL RIORDINAMENTO
CONTATTO

CON

LA

MODERNA.

VITA

DETTE LUOGO A DICIASSETTE DISEGNI DI LEGGE

PARLAMENTO NON EBBE MAI
DISCUTERE. MA DELL’ESSERSI QUESTE
CHE IL

AGIO DI
RIFORME

ARENATE LA CAUSA DEVE ANCHE RICERCARSI
NELLA DIFFICOLTÀ DI SOSTITUIRE ALL’ANTICO UN
NUOVO

ORDINE

GINNASIO

HA

RISPONDERE

DI

COSE:

INFATTI

OSSATURA
ANCORA

COSÌ

OGGI

DELL’EDUCAZIONE FORMATIVA”

IL

LICEO-

SALDA
AI

DA

BISOGNI


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