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088 15 A 0215 01 ES T01 A Relazione generale .pdf



Nome del file originale: 088_15_A_0215_01_ES_T01 - A - Relazione generale.pdf
Titolo: 088_15_A_0215_01_ES_T01 - 1. Relazione generale
Autore: Debora

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REGIONE PIEMONTE
PROVINCIA DI VERBANIA
COMUNE DI PIEVE VERGONTE

BANDO TRIENNALE 2015-16-17 EDILIZIA
SCOLASTICA - MUTUI
Art. 10 D.L. n. 104/2013 - Decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze di concereto con il Ministro
dell'istruzione e dell'università e della ricerca e con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in data
21/01/2015

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA SCUOLA PRIMARIA E
SECONDARIA DI PRIMO GRADO DI PIEVE VERGONTE
committente :

COMUNE DI PIEVE VERGONTE
area di sviluppo e fase di progetto:

PROGETTO ESECUTIVO
tipologia elaborato

FASCICOLO DELLE RELAZIONI





Relazione generale
Quadro economico
Relazioni specialistiche
Calcoli esecutivi delle strutture

scala elaborato 0

1

2

3

4

10

5

codice elaborato

A

088 15 A 0215 03 ES T01

SIGLA ELAB.

data

FEBBRAIO 2015
progetto architettonico

STUDIO RIPAMONTI
vicolo Pasquello, 8 - 28887 - OMEGNA (VB)
tel +39 0323 63352 - fax + 39 0323 63352
e-mail ripamontistudio@tin.it

progetto architettonico
Arch. Massimo Zoppi - Baveno

E - mail: massimo.zoppi@zoppiarchitettura.it

collaborazione per progetto strutturale e
coordinamento alla sicurezza
Ing. Franco Falciola - Domodossola
E - mail: studiotecnicofalciola@gmail.com

collaborazione per progetto impiantistico
Ing. Francesco Brambati - Domodossola
E - mail: studio@studiobrambativco.cit

SOMMARIO:

1.

PREMESSA ............................................................................................................... 1

2.

OBIETTIVI E FINALITA' DEL PROGETTO ................................................................ 2

3.

DESCRIZIONE DEI CRITERI E DEI CONTENUTI DEL PROGETTO ....................... 4

4.

ASPETTI DIMENSIONALI ......................................................................................... 9

5.

ASPETTI ECONOMICI E FINANZIARI .................................................................... 11

0

1. PREMESSA
La presente relazione contiene le informazioni e specificazioni richieste in base al
D.Lgs. 163/2006 e relativi allegati e regolamenti.
Il progetto è stato predisposto nel febbraio 2015.
Il progetto concerne la ristrutturazione generale e l'ampliamento dell'edificio
scolastico del capoluogo di Pieve Vergonte.
L'edificio e le aree pertinenti sono classificate dal PRG vigente quali standard a
servizi pubblici per l'istruzione; pertanto il progetto risulta compatibile con le
previsioni degli strumenti urbanistici.
L'area non risulta soggetta a vincoli di natura storica, artistica o archeologica.
L'area è stata oggetto di rilievo planoaltimetrico con riporto delle quote esistenti e di
progetto sugli elaborati grafici.

1

2. OBIETTIVI E FINALITA' DEL PROGETTO
Obiettivo principale del progetto è la riorganizzazione della struttura scolastica
comunale esistente, con particolare riferimento al miglioramento delle prestazioni
energetiche (attualmente insoddisfacenti), al miglioramento di standard antisismici,
alla riqualificazione funzionale degli spazi nel rispetto del D.M. 18/12/1975.
L'attuale dislocazione delle funzioni è il risultato di adeguamenti e ampliamenti
introdotti nel corso del tempo, senza tuttavia ottenere una struttura di livello
prestazionale soddisfacente.
La struttura è dimensionata per ospitare una sezione del ciclo di scuola primaria e un
ciclo di scuola secondaria di primo grado per due sezioni (considerato che in questo
caso il Comune di Pieve Vergonte ospita anche l'utenza del Comune di Piedimulera).
Gli spazi e le strutture sono attualmente dislocati in un edificio a due piani (oggetto
nel corso del tempo di adeguamenti e ampliamenti) e in una parte di un edificio
originariamente sede comunale (poi trasferita), adattata a scuola e collegata
direttamente al corpo principale. Nell'area scolastica è presente un edificio
originariamente costruito per ospitare un asilo nido, mai entrato in funzione.
Lo stato della struttura, oltre alla necessità di interventi di miglioramento energetico,
antisismico e tecnologico, richiede una revisione generale delle caratteristiche
distributive e funzionali degli spazi con l’obiettivo di mettere a disposizione spazi
strutturati al meglio per la didattica e le attività accessorie.
In sede di valutazione generale, da parte dell'Amministrazione si è ritenuto di
preferire un intervento di riqualificazione, adeguamento e ampliamento dell'edificio
esistente, piuttosto che la costruzione di una nuova struttura, per le seguenti
motivazioni:


la riorganizzazione
complessiva dei volumi esistenti consente, con una
integrazione volumetrica per una palestra, di raggiungere standard prestazionali
pienamente adeguati alla disciplina dell'edilizia scolastica;



la localizzazione dell'attuale struttura risulta favorevole per la vicinanza al centro
abitato e per la presenza, sul confine dell'area scolastica, della viabilità di
servizio comunale che consente un favorevole accesso veicolare, pur senza
significative interferenze dirette del traffico con l'area scolastica e la presenza di
utenti in età infantile;



la localizzazione della struttura nella sede attuale fruisce di una favorevole
esposizione, in particolare per il soleggiamento e l'illuminamento naturale senza
ostacoli;



la centralità dell'area non impedisce di disporre di una superficie riservata e
protetta, soprattutto in base all'estensione prevista per l’area scolastica verso
monte (sul lato opposto alla strada) già attualmente indicata dal PRG vigente;
2



la realizzazione di una nuova struttura in altra localizzazione comporterebbe
nuovo consumo di suolo, anziché un intervento di riqualificazione di suolo già
consumato;



la scelta di trasferire altrove la struttura scolastica comporterebbe il disuso
dell'edificio attuale, di proprietà comunale, non facilmente riutilizzabile né
alienabile.

Le finalità dell'intervento proposto sono rappresentate da:


miglioramento nel rispetto delle normative vigenti dell'edificio scolastico (per tutti
gli aspetti funzionali, energetici, antincendio e antisismici);



esclusione dall'uso per attività scolastiche della parte collocata nell’edificio
originariamente sede dei servizi comunali (inadatto per caratteristiche costruttive
e funzionali);



organizzazione di una struttura corrispondente ai requisiti prestazionali richiesti
dalla normativa vigente in materia di edilizia scolastica;



collegamento diretto di tutti gli spazi funzionali;



superamento completo delle barriere architettoniche;



qualificazione degli aspetti architettonici per rappresentare il significato civico e
simbolico della scuola;



ampliamento per la realizzazione di uno spazio dedicato alle attività motorie;



dimensionamento adeguato all'utenza comunale
intercomunale (scuola secondaria di primo grado).

(scuola

primaria)

e

Il progetto prevede di dare unitarietà architettonica alla struttura, pur nell'articolazione
prevista dei volumi, disposti su piani diversi, che consente di inserire l'edificio
coerentemente con la morfologia del suolo e le preesistenze del contesto,
caratterizzato da costruzioni di dimensione, forma e materiali/colorazioni vari, non
appartenenti al nucleo di antica formazione.

3

3. DESCRIZIONE DEI CRITERI E DEI CONTENUTI DEL PROGETTO
Il progetto riguarda la ristrutturazione e l'ampliamento della struttura scolastica di
Pieve Vergonte da utilizzare per la sede della scuola primaria (per un ciclo completo
di 5 classi) e della scuola secondaria di primo grado (per un ciclo completo di due
sezioni per 3+3 classi).
3.1. Aspetti architettonici
La ristrutturazione dell'esistente comporta:


l'esclusione dell'utilizzazione dell'edificio dell'ex sede comunale (oggi
parzialmente integrato con le scuole e in parte destinato ad altre funzioni), che
acquisisce autonomia funzionale con relativa eliminazione del corpo di
fabbricazione di collegamento esistente;



la ristrutturazione generale dell'edificio scolastico esistente su due piani con le
finalità sopra elencate e con la riqualificazione dell'accessibilità, la
razionalizzazione della distribuzione interna e la dotazione di spazi didattici e di
servizio con dimensionamento e caratteristiche coerenti con le norme dell'edilizia
scolastica e con il miglioramento dell'offerta didattica e formativa;



il riutilizzo dell'edificio a un piano esistente a monte (ex asilo nido mai entrato in
funzione) per la collocazione di funzioni specializzate, collegato direttamente alla
costruzione principale con una struttura a ponte;



la costruzione in ampliamento di un volume a un piano, per una palestra dedicata
alle attività motorie, collegato con un percorso interno diretto alle aree restanti
della struttura;



la sistemazione degli spazi esterni riservati alla struttura scolastica (con
previsione di futuro ampliamento secondo le indicazioni di P.R.G.).

Il risultato finale dell'intervento di ristrutturazione sarà un edificio articolato in tre
componenti principali, caratterizzate dimensionalmente in modo diverso,
architettonicamente e morfologicamente coerenti (con prospetti articolati con
aperture e rapporti tra vuoti e pieni omogenei e con coperture uniformate) e
connesse con elementi di collegamento orizzontali e verticali simili.
Considerata l'esigenza di adeguamento funzionale e prestazionale della struttura, si
sono compiute le seguenti scelte architettoniche:


il volume principale, dedicato in prevalenza agli spazi per attività didattiche, è
stato dotato di un nuovo corpo dei collegamenti verticali, separato dall'edificio e
trattato con materiali di finitura (rivestimento in legno) utilizzati per tutti gli elementi
di collegamento o di funzioni accessorie introdotti dal progetto; l'edificio è stato
dotato di due ingressi sui due lati di accesso da nord e da sud, convergenti su un
4

unico atrio con un unico punto di controllo; la distribuzione orizzontale ai piani
viene mantenuta con un corridoio centrale, provvisto di uscite di sicurezza sulle
testate, su cui affacciano gli spazi didattici e al cui centro si trova una ampio atrio
collettivo;


l'esigenza di dotare l'edificio principale di “cappotto” termico e di nuovi serramenti
con idonee caratteristiche di isolamento, ha dato l'occasione per una
ricomposizione di vuoti e pieni dei prospetti, con introduzione di elementi
cromatici utilizzati per ottenere un effetto di articolazione delle superfici, in modo
da limitare l'effetto monolitico della costruzione preesistente;



l'esistente edificio a un piano, mai utilizzato, situato a monte, è oggetto di un
limitato ampliamento che consente l'inserimento, secondo norma, di un locale
mensa con accesso diretto per il servizio dei pasti preconfezionati; oltre a ciò
l'edificio è oggetto di una ristrutturazione complessiva con predisposizione di
spazi per funzioni speciali e con la formazione di un collegamento diretto al corpo
principale per mezzo di un “ponte” chiuso; anche per questo volume sono stati
utilizzati i criteri di ricomposizione architettonica dei prospetti, come illustrato per
l'edificio principale;



al fine di dotare la struttura scolastica dello spazio per le attività motorie con
caratteristiche di palestra A1, richieste dalla normativa di settore vigente, il
progetto prevede l'ampliamento con un nuovo corpo realizzato con la tecnologia
delle strutture a pannelli portanti in listelli di legno (tipo X-Lam), adeguatamente
completati da “cappotto” esterno; si tratta di una modalità costruttiva che
garantisce le migliori prestazioni unitamente a rapidità di esecuzione e a
sostenibilità ambientale (eventualmente certificata);



il progetto prevede la riorganizzazione dei servizi igienici secondo norme di
settore e di superamento delle barriere architettoniche, distribuiti per la migliore
accessibilità e funzionalità nelle diverse parti che compongono la struttura;



per tutti i corpi costituenti la struttura è previsto il rifacimento delle coperture,
attualmente disomogenee, con orditura in legno lamellare, isolamento termico con
materiale coibentante sull’estradosso del solaio dell’ultimo piano e manto in
lamiera metallica grecata.

Il progetto comprende la sistemazione degli spazi esterni a corredo dell'edificio, in
funzione di mantenere l'articolazione morfologica del terreno su livelli diversi,
coerentemente con il contesto circostante e compatibilmente con il superamento
delle barriere architettoniche per l’accesso all’edificio.
Ciò integra la scelta di articolazione dei volumi della struttura, in modo da migliorare
la compatibilità con un contesto esterno caratterizzato da costruzioni di limitato
volume e altezza piuttosto che di grandi dimensioni.
Gli spazi esterni attualmente in uso sono destinati a essere integrati con quelli
confinanti a monte che il P.R.G. vigente classifica come standard di area per
l'istruzione.
5

Inoltre l'area contigua è individuata dal P.R.G. per la realizzazione di uno standard
pubblico o di uso pubblico a parcheggio che potrà essere utilizzato a servizio diretto
della struttura scolastica.
E' previsto anche il miglioramento dell'esistente strada veicolare di accesso che
tuttavia si intende mantenere ad accessibilità limitata e controllata, privilegiando l'uso
pedonale per ragioni di sicurezza degli utenti della scuola (salvo regolamentazione
per l’accompagnamento dei minori che utilizzano la struttura).
Sul lato opposto della struttura è stato recentemente realizzato un raccordo stradale
di servizio con predisposizione in testata di spazio per lo stazionamento di bus
scolastico. Per tale ragione il progetto prevede la formazione di un secondo nuovo
accesso alla scuola sul lato sud, integrativo di quello esistente sul lato nord.
3.2. Materiali e tecnologie utilizzati
Gli edifici esistenti sono stati realizzati in parte con muratura piena e in parte con un
telaio strutturale in c.a. realizzato in opera. I solai originari sono del tipo misto in
travetti in c.a. e laterizio, ad eccezione dell'ampliamento più recente dove sono stati
impiegati solai a lastra (tipo predall).
I tamponamenti esistenti sono del tipo in laterizio con camera centrale coibentata, ma
complessivamente caratterizzati da basse prestazioni per quanto riguarda
l’isolamento termico.
Gli interventi di consolidamento e miglioramento antisismico di progetto sono illustrati
e descritti nel testo specifico.
Per quanto riguarda le opere edili e di finitura previste dal progetto, gli interventi
indirizzati sia al soddisfacimento di esigenze funzionali e prestazionali che
all'obiettivo del miglioramento architettonico della struttura scolastica.
La superficie esterna dell'edificio (pareti esterne ed estradosso solaio delimitanti
l'involucro) necessitano di migliorare le caratteristiche prestazionali per il
contenimento dei consumi energetici relativi alla climatizzazione interna, sia per il
riscaldamento invernale che per il mantenimento del raffrescamento estivo.
Per ottenere un completo isolamento dell'involucro il progetto prevede l'applicazione,
su tutte le pareti esterne degli edifici esistenti oggetto di ristrutturazione, di una
pannellatura “a cappotto” in prodotto di sintesi dello spessore di cm. 12 di e la posa
all'estradosso del solaio esterno di un doppio “materassino isolante” dello spessore
complessivo di 16 cm. posato direttamente.
Analoga soluzione è prevista per l'isolamento della costruzione di ampliamento,
destinata alle attività motorie, la cui struttura in pannelli pieni di tavole di legno

6

(sistema X-Lam) è coibentata sulle pareti esterne e sul solaio con gli stessi materiali
previsti per gli edifici ristrutturati.
La superficie esterna del “cappotto” è rifinita con uno strato di “intonachino”
pigmentato.
La struttura in pannelli di legno tipo X-Lam è dimensionata con elementi portanti di
cm. 10 di sezione, verificati rispetto alle norme antisismiche. I pannelli sono
interamente prefabbricati in produzione, con il taglio a misura e la predisposizione
delle aperture, e successivamente trasferiti e assemblati direttamente in cantiere.
La superficie interna dei pannelli X-Lam verso la palestra è dotata di elementi di
miglioramento ed è utilizzata direttamente per l'installazione degli impianti a vista.
Le pareti interne degli edifici in ristrutturazione di cui si prevede il mantenimento sono
state costruite con tecniche “tradizionali”.
Le nuove pareti divisorie previste dal progetto sono realizzate con tecnologie
compatibili con quelle preesistenti.
Per le pareti interne esistenti di cui è prevista la conservazione, il progetto si limita
alla manutenzione con esecuzione di rappezzi e rasature, con tinteggiatura finale
complessiva di superfici esistenti e di nuova costruzione.
Le nuove pareti sono rifinite in superficie con intonaco civile e tinteggiate con pitture
lavabili.
Le coperture esistenti sono di tre forme e di tipi diversi, parte a falde e parte piane.
Il progetto prevede la loro sostituzione completa, uniformandone caratteristiche
funzionali, strutturali e architettoniche.
Le nuove coperture sono a unica falda di pendenza con struttura in legno lamellare,
posato su murature continue nel sottotetto, correnti in quattro allineamenti (due di
banchina e due centrali). L’inclinazione delle coperture verso sud e verso est è
utilizzata per l’installazione di impianti per solare termico e fotovoltaico.
Le travi lamellari sono dimensionate in funzione delle diverse luci dei tre volumi che
compongono la struttura (edificio originario a due piani, edificio esistente attualmente
inutilizzato e nuovo edificio in ampliamento).
Tali misure risultano rispettivamente di cm. 68x16 per la palestra e cm. 45x14 per le
altre parti con interasse delle travi di cm. 200.
Le travi principali lamellari sono completate con una orditura secondaria sempre in
legno lamellare.
Il manto di copertura è formato da pannelli “sandwich” o semplice (nei casi di
coibentazione sottostante) con superficie esterna in lamiera grecata preverniciata in
acciaio.

7

La lattoneria di completamento delle coperture è anch'essa in lamiera preverniciata.
Il progetto prevede la sostituzione completa dei serramenti, in parte conservando le
dimensioni esistenti delle aperture e in parte modificandole o realizzandone di nuove,
anche con la costruzione in taluni casi di una controparete “ventilata”, avanzata
rispetto al filo esterno della muratura finita, con lo scopo di ottenere un effetto
articolato e cromatico per ragioni compositive dei prospetti.
I serramenti previsti da progetto sono realizzati con profilato in PVC con vetri isolanti,
in modo da garantire un coefficiente di isolamento conforme alla classe energetica A.
Il progetto prevede la formazione di un nuovo corpo dei collegamenti verticali
realizzato in c.a. (sia per le strutture verticali che per le rampe). Tale elemento svolge
anche funzioni utili per la verifica antisismica della struttura (cfr. testo specifico). Il
nuovo corpo dei collegamenti verticali è rivestito con “cappotto” termico.
Il nuovo collegamento verticale comprende l'installazione di un nuovo ascensore
dimensionato secondo le prescrizioni vigenti per il superamento delle barriere
architettoniche.
Il volume dei collegamenti verticali, così come il collegamento a ponte tra i due edifici
preesistenti ristrutturati e i nuovi corpi accessori, di servizio alla mensa e alla struttura
per le attività motorie, sono previsti con un rivestimento delle superfici esterne in
listellature di legno trattato per esterni. Ciò incide sull’effetto di articolazione
morfologica e di uniformazione del linguaggio architettonico.
Il progetto prevede il rifacimento dei pavimenti esistenti, e la nuova realizzazione di
quello per lo spazio dedicato alle attività motorie, con gomma artificiale e, in parte,
con listoni con superficie in laminato antiusura, applicati su sottofondo idoneo
(massetto pieno o struttura “galleggiante”) dotato di “tappetino” antirumore.
Negli spazi destinati ai servizi con utilizzazione di acque correnti, il progetto prevede
l'utilizzazione, sia per pavimenti che rivestimenti delle pareti, di ceramica.

8

4. ASPETTI DIMENSIONALI
Nella tabella seguente è riportato il raffronto tra le misure relative agli standard
previsti dal D.M. 18/12/1975 e quelle previste dal progetto di ristrutturazione e
ampliamento dell’edificio scolastico.
Le dimensioni richieste dal decreto risultano rispettate.
La variabilità delle dimensioni delle superfici previste a progetto deriva dal
condizionamento determinato da elementi costruttivi e strutturali preesistenti non
modificabili.
Descrizione attività

SCUOLA PRIMARIA
5 classi x 27 alunni = 135 alunni
1.01 Attività didattiche
attività normali

attività interciclo
1.02 Attività collettive
attività integrative e della comunità
educatica
mensa e relativi servizi *
1.03 Attività complementari
biblioteca insegnanti
connettivo e servizi igienici

SCUOLA SECONDARIA
6 classi x 30 alunni = 180 alunni
2.01 Attività didattiche
attività normali

attività speciali
attività musicali
2.02 Attività collettive
attività integrative e della comunità
educatica
biblioteca alunni
mensa e relativi servizi *
2.03 Attività complementari
atrio
uffici ***
connettivo e servizi igienici

standards ex DM 18.12.1975
mq./
n.
mq. altezza
alunno alunni Totali

1,80
1,80
1,80
1,80
1,80
0,64

27
27
27
27
27
135

48,60
48,60
48,60
48,60
48,60
86,40

300
300
300
300
300
300

0,40

135

54,00

0,70

135

0,13
1,54

progetto
mq. altezza

AULA 1
AULA 2
AULA 3
AULA 4
AULA 5

54,00
50,00
51,50
49,00
49,00
99,50

3,50
3,50
3,50
3,50
3,50
3,50

300

59,50

3,50

94,50

300

131,35

3,20

135
135

17,55
207,90

300
240

30,70
294,00

3,50
2,80

1,80
1,80
1,80
1,80
1,80
1,80
1,00
0,24

30
30
30
30
30
30
180
180

54,00
54,00
54,00
54,00
54,00
54,00
180,00
43,20

300
300
300
300
300
300
300
300

56,00
56,00
55,20
55,30
58,80
55,70
185,40
43,80

3,20
3,20
3,20
3,20
3,20
3,20
3,20
3,20

0,60

180

108,00

300

110,30

3,20

0,40
0,50

180
180

72,00
90,00

300
300

72,70
128,70

3,20
3,20

0,20
0,90
2,25

180
180
180

36,00
162,00
405,00

240
300
240

39,60
/
412,20

3,20
/
2,80

AULA 1
AULA 2
AULA 3
AULA 4
AULA 5
AULA 6

9

Descrizione attività

standards ex DM 18.12.1975
mq./
n.
mq. altezza
alunno alunni Totali

2.04 Spazi per l'educazione fisica
Palestra tipo A1**

330,00

550

progetto
mq. altezza

334,00

5,50

* servizio condiviso - doppio turno di refezione
** servizio condiviso
*** direzione didattica presso altra sede
area coperta < 1/3 area totale

10

5. ASPETTI ECONOMICI E FINANZIARI
Il seguente quadro economico e finanziario è stato formulato attraverso la
progettazione esecutiva (con computo metrico estimativo) dell’intervento di
ristrutturazione generale e ampliamento, con riferimento a forniture e lavorazioni
previste dal Prezziario Regionale per le opere pubbliche.

11

12

RELAZIONE SPECIALISTICA DEGLI IMPIANTI

DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI

GENERALITA’
L’intervento di ristrutturazione e riqualificazione edilizia previsto nel progetto architettonico con
una nuova distribuzione interna, impone il completo rifacimento degli impianti, senza possibilità
alcuna di recupero, anche parziale, dei componenti esistenti.
IMPIANTO TERMICO
La situazione attuale vede due centrali termiche, una a servizio del Corpo A (scuola elementare) ed
una a servizio del corpo B (scuola media).
Dalle centrali termiche, ognuna dotata di generatore di calore, oramai obsoleti, si distaccano le
dorsali che alimentano i terminali, costituiti da radiatori delle più diverse tipologie.
Il progetto prevede, anche per disponibilità di spazi, di realizzare una sola centraletermica
nell’edificio B e di trasformare il locale centrale termica nell’edificio A in sottostazione, in modo da
limitare, per quanto possibile, la lunghezza delle dorsali.
Il collegamento tra la nuova centrale termica e la sottostazione è realizzato con condotta di
teleriscaldamento interrata, nell’area sud del plesso.
L’impianto è diviso in più zone in modo da poter termoregolare indipendentemente più volumi del
nuovo edificio che accorpa gli edifici esistenti, creando una sola unità.
La distribuzione che corre (nell’edificio A) in parte interrata nei corridoi ed in parte nel
controsoffitto del Piano Terra, eseguita in rame, sarà fortemente coibentata.
Il generatore di calore a 4 stelle avrà i requisiti di rendimento ed emissione previsti dalla vigente
DGR 46-11968 del 04.08.2009.
IMPIANTO SANITARIO E PRODUZIONE ACQUA CALDA
Viene realizzato con nuove dorsali in materiale plastico (tipo Mepla) coibentato, mentre la
produzione dell’acqua calda sanitaria è ottenuta nel corpo Bdalla nuova centrale termica,
fortemente integrata da pannelli solari termici in grado di fornire non meno del 60% del
fabbisogno di acqua calda sanitaria.
Nel corpo A l’integrazione è ottenuta da una pompa di calore con accumulatore incorporato
funzionante con un COP medio nell’anno non inferiore a 4.
IMPIANTO ELETTRICO
Viene totalmente rifatto; un quadro generale posto nel corpo A in area non raggiungibile dal
pubblico, distribuirà l’energia ai sottoquadri posti in siti strategici per ottimizzare le dorsali.
Oltre all’impianto elettrico di potenzaed illuminazione sono previsti l’impianto di emergenza,
l’impianto citofonico, l’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche e la nuova rete di terra.
2

Per quanto concerne l’illuminazione sono impiegate lampade LED per aumentare l’efficienza
energetica.
IMPIANTO FOTOVOLTAICO
E’ previsto un impianto della potenza di 9,36kWp, con pannelli posati sulla falda rivolta a sud del
Corpo A, in grado di sopperire a non meno del 50% circa del fabbisogno energeticodel nuovo
plesso.
EFFICIENTAMENTO ENERGETICO ED ENERGIE ALTERNATIVE
Come sommariamente citato i nuovi impianto si affidano alle migliori tecnologie oraesistenti:
-

Caldaia a condensazione
Illuminazione a LED
Pompe elettriche a b asso consumo
Impianti elettrici rifasati
Pannelli solari termici per acqua calda
Pompe di calore per produzione acqua calda sanitaria
Pannelli fotovoltaici con scambio sul posto.

QUANTIFICAZIONE DEL RISPARMIO ENERGETICO
Il miglioramento energetico è dipendente da:
a) Involucro edilizio
b) Impianto
INVOLUCRO EDILIZIO
L’isolazione al piano terra rispetto al terreno, l’isolazione delle pareti con rivestimentoa cappotto
dello spessore di 12 cm., la coibentazione del sottotetto con materassino di lana di vetro spessore
16 cm.e la sostituzione dei serramenti con nuove finestre aventi trasmittanza media U = 1,1
W/m2°C., ridurranno i consumi a non meno del 60% circa.
IMPIANTI
L’aumento dei rendimenti di produzione, distribuzione, regolazione ecc. porta ad una riduzione del
fabbisogno energetico non inferiore al 50%.

LA CLASSE ENERGETICA ORA DEFINITA DALLA LETTERA “E” (249 kWh/m2anno), DOPO
L’INTERVENTO, COME DA VERIFICA SECONDO LA LEGGE N. 10 DEL 01.09.1991 e s.m.i, SARA’
DEFINITA DALLA LETTERA “A” (42 kWh/m2anno).

3

STUDIO BRAMBATI ING. FRANCESCO
PIAZZA MATTEOTTI N. 12 – 28845 DOMODOSSOLA (VB)
TEL. 0324/240896

IMPIANTOFOTOVOLTAICO DA 9,36 kWp

PROGETTAZIONE E COMPUTO METRICO

INDICE

PREMESSA

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ELENCO AUTORIZZAZIONI

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TEMPI DI REALIZZAZIONE

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3

NORMATIVA E LEGGI DI RIFERIMENTO

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DIMENSIONAMENTO, PRESTAZIONI E GARANZIE

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ANALISI DELL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO
• Sito di installazione
• Descrizione dell’impianto
• Radiazione solare e analisi delle ombre

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SPECIFICHE TECNICHE DEI COMPONENTI
• Generatore fotovoltaico
• Strutture di sostegno dei moduli
• Gruppo di conversione
• Quadri elettrici
• Cavi elettrici e di cablaggio
• Sistema di controllo e monitoraggio (SCM)

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IMPIANTO DI MESSA A TERRA (MAT)

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DIMENSIONAMENTO DELL’IMPIANTO

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VERIFICA TECNICO-FUNZIONALE

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CERTIFICATI E DICHIARAZIONI

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STIMA DEI COSTI

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PREMESSA

Il presente progetto, a carattere preliminare, riguarda la realizzazione di un impianto fotovoltaico
della potenza di 9,36 kWp, da posare sulla copertura dell’edificio sede di scuola elementare e
materna, sito in Via Rosmini nel Comune di Pieve Vergonte VB.
In accordo con la committenza l’impianto verrà installato sulla falda rivolta verso sud con n°39
moduli in silicio cristallino complanari alla superficie (inclinazione circa 20°).
Come meglio specificato di seguito, si prevede un unico gruppo di conversione cc-ca (inverter)
che verrà posato in apposito locale ventilato ricavato all’interno dell’edificio.

ELENCO AUTORIZZAZIONI

Considerato che il sito di installazione non è soggetto a vincoli (paesaggistico, idrogeologico,
ecc), le uniche autorizzazione/comunicazioni necessarie sono:
- SCIA/comunicazione a livello comunale;
- Domanda all’ente distributore di energia elettrica come utente attivo (cambio contatore).

TEMPI DI REALIZZAZIONE

I tempi di esecuzione delle opere possono essere quantificati in circa 30 gg (sono esclusi i tempi
tecnici derivanti dalle autorizzazioni per l’allacciamento in rete).

NORMATIVA E LEGGI DI RIFERIMENTO

La normativa e le leggi di riferimento da rispettare per la progettazione e realizzazione degli
impianti fotovoltaici sono:
□ CEI 64-8: Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in
corrente alternata e a 1500 V in corrente continua;
□ CEI 11-20: Impianti di produzione di energia elettrica e gruppi di continuità collegati a
reti di I e II categoria;
□ CEI EN 60904-1 (CEI 82-1): Dispositivi fotovoltaici Parte 1: Misura delle caratteristiche
fotovoltaiche tensione-corrente;
□ CEI EN 60904-2 (CEI 82-2): Dispositivi fotovoltaici - Parte 2: Prescrizione per le celle
fotovoltaiche di riferimento;
3

□ CEI EN 60904-3 (CEI 82-3): Dispositivi fotovoltaici - Parte 3: Principi di misura per
sistemi solari fotovoltaici per uso terrestre e irraggiamento spettrale di riferimento;
□ CEI EN 61727 (CEI 82-9): Sistemi fotovoltaici (FV) - Caratteristiche dell'interfaccia di
raccordo con la rete;
□ CEI EN 61215 (CEI 82-8): Moduli fotovoltaici in silicio cristallino per applicazioni
terrestri. Qualifica del progetto e omologazione del tipo;
□ CEI EN 61646 (CEI 82-12): Moduli fotovoltaici (FV) a film sottile per usi terrestri –
Qualifica del progetto e approvazione di tipo;
□ CEI EN 50380 (CEI 82-22): Fogli informativi e dati di targa per moduli fotovoltaici;
□ CEI 82-25: Guida alla realizzazione di sistemi di generazione fotovoltaica collegati alle
reti elettriche di Media e Bassa tensione;
□ CEI EN 62093 (CEI 82-24): Componenti di sistemi fotovoltaici - moduli esclusi (BOS) Qualifica di progetto in condizioni ambientali naturali; (CEI, ASSOSOLARE);
□ CEI EN 61000-3-2 (CEI 110-31): Compatibilità elettromagnetica (EMC) - Parte 3: Limiti
- Sezione 2: Limiti per le emissioni di corrente armonica (apparecchiature con corrente di
ingresso <= 16 A per fase);
□ CEI EN 60439 (CEI 17-13): Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per
bassa tensione (quadri BT),
□ CEI EN 60529 (CEI 70-1): Gradi di protezione degli involucri (codice IP);
□ CEI EN 60099-1 (CEI 37-1): Scaricatori - Parte 1: Scaricatori a resistori non lineari con
spinterometri per sistemi a corrente alternata;
□ CEI 20-19: Cavi isolati con gomma con tensione nominale non superiore a 450/750 V;
□ CEI 20-20: Cavi isolati con polivinilcloruro con tensione nominale non superiore a
450/750 V;
□ CEI EN 62305 (CEI 81-10): Protezione contro i fulmini
□ UNI 10349: Riscaldamento e raffrescamento degli edifici. Dati climatici;
□ CEI EN 61173 (CEI 82-4): Protezione contro le sovratensioni dei sistemi fotovoltaici
(FV) per la produzione di energia
□ CEI EN 61724 (CEI 82-15): Rilievo delle prestazioni dei sistemi fotovoltaici. Linee
guida per la misura, lo scambio e l'analisi dei dati;
□ IEC 60364-7-712 Electrical installations of buildings - Part 7-712: Requirements for
special installations or locations Solar photovoltaic (PV) power supply systems.
□ D.M. 37/2008 e successive modificazioni per la sicurezza elettrica.
□ D. Lgs. 09/04/08 n° 81 Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n° 123, in
materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
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□ CEI 20-91 Cavi speciali per impianti solari FG21M21;
□ DM 5/5/2011 Incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. (4°
conto energia.
I riferimenti di cui sopra possono non essere esaustivi. Ulteriori disposizioni di legge, norme e
deliberazioni in materia, purché vigenti al momento della pubblicazione del presente elaborato,
anche se non espressamente richiamate, si considerano applicabili.

DIMENSIONAMENTO, PRESTAZIONI E GARANZIE

La quantità di energia elettrica producibile sarà calcolata sulla base dei dati radiometrici di cui
alla norma UNI 10349 utilizzando i metodi di calcolo illustrati nella norma UNI 8477-1.
Gli impianti fotovoltaici dovranno essere realizzati rispettando le seguenti condizioni:

Pcc> 0,85 * Pnom * I / ISTC
In cui:
Pcc è la potenza in corrente continua misurata all’uscita del generatore fotovoltaico, con
precisione migliore del ± 2%;
Pnom è la potenza nominale del generatore fotovoltaico;
I è l‘irraggiamento espresso in W/m2 misurato sul piano dei moduli, con precisione migliore del
± 3;
ISTC pari a 1000 W/m2 è l’irraggiamento in condizioni di prova standard;
Tale condizione sarà verificata per I > 600 W/m2.

Pca> 0.9 * Pcc
In cui:
Pcaè la potenza attiva in corrente alternata misurata all’uscita del gruppo di conversione con
precisione migliore del ± 2%;
Tale condizione sarà verificata per Pca> 90% della potenza di targa del gruppo di conversione.
Non sarà ammesso il parallelo di stringhe non perfettamente identiche tra loro per esposizione,
e/o marca, e/o modello, e/o numero dei moduli impiegati. Ciascun modulo, infine, sarà dotato di
diodo di by-pass.
Sarà, inoltre, sempre rilevabile l’energia prodotta (cumulata) e le relative ore di funzionamento.

ANALISI DELL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO
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Il presente progetto è relativo alla realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica
tramite conversione fotovoltaica, avente una potenza di picco pari a 9.360 Wp.

Dati relativi al committente
Committente:

Comune di Pieve Vergonte

Indirizzo:

Via Dott. Cicoletti n. 35 – 28886 Pieve Vergonte
(VB)

Recapito telefonico:

0324.86122

Codice fiscale / Partita IVA:

00421700030

Località di realizzazione dell’intervento
Indirizzo:

Via Rosmini – 28886 Pieve Vergonte (VB)

Destinazione d’uso dell’immobile:

Edificio scolastico

Intestatario utenza:

Comune di Pieve Vergonte

Tipologia fornitura:

Trifase 400 V

Dati relativi al posizionamento del generatore FV
Posizionamento del generatore FV:

Su tetto a falda

Angolo di azimut del generatore FV:



Angolo di tilt del generatore FV:

20°

Fattore di albedo:

Erba verde

Fattore di riduzione delle ombre Kombre:

0,8

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SITO DI INSTALLAZIONE
Il campo fotovoltaico sarà installato sulla falda rivolta a sud della copertura dell’edificio in
oggetto. L’inclinazione rispetto all’orizzontale è di circa 20° (tilt).
Ai fini della sicurezza verranno utilizzati opportuni ponteggi e/o piattaforme elevatrici in
accordo con il DLgs 81/08 e con le eventuali indicazioni della direzione lavori in fase esecutiva.
E’ stato scelto un fattore cautelativo di riduzione delle ombre pari a 0,8.

DESCRIZIONE DELL’IMPIANTO
L’impianto fotovoltaico sarà costituito da n°39 moduli, suddivisi in n°3 stringhe con le seguenti
caratteristiche:
- n°3 stringhe con n°13 moduli fotovoltaici ciascuna, modello REC 240PE (240 Wp);
per una superficie totale dell’impianto di circa 65 m².
Per la conversione da corrente continua ad alternata si prevede un unico inverter trifase da 10
kW: SMA TRIPOWER 10000TL completo degli accessori necessari per il montaggio incluso gli
scaricatori interni DC SPD KIT 2-10.

RADIAZIONE SOLARE E ANALISI DELLE OMBRE
La valutazione della risorsa solare disponibile è stata effettuata prendendo come riferimento la
effettiva località di installazione, secondo quanto indicato nella norma UNI 10349.
Come già citato in precedenza è stato scelto un fattore di riduzione delle ombre pari a 0,8.

Irraggiamento solare
ENEA – UNI 10349
Calcolo della radiazione solare globale giornaliera media mensile (Rggmm) su superficie
inclinata
Dati di input:
Coordinate località (Pieve Vergonte):
- latitudine: 46°8'27''
- longitudine: 8°19'28''
Orientazione della superficie:
- azimut solare: 0
- inclinazione: 20
Modello per il calcolo della frazione della radiazione diffusa rispetto alla globale: ENEASOLTERM
Coefficiente di riflessione del suolo: 0.25
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Mese
Gennaio
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
Dicembre

Rggmm su
Ostacolo sup.incl.
assente
1,94
assente
3,05
assente
4,37
assente
4,87
assente
5,42
assente
5,87
assente
5,86
assente
5,16
assente
4,20
assente
3,16
assente
2,24
assente
1,62

U.misura
kWh/m2
kWh/m2
kWh/m2
kWh/m2
kWh/m2
kWh/m2
kWh/m2
kWh/m2
kWh/m2
kWh/m2
kWh/m2
kWh/m2

Radiazione globale annua sulla superficie
inclinata

1455 kWh/m²

SPECIFICHE TECNICHE DEI COMPONENTI

GENERATORE FOTOVOLTAICO
Il generatore fotovoltaico si comporrà di moduli del tipo REC 240PE con una vita utile stimata
di oltre 20 anni senza degrado significativo delle prestazioni.
Le altre caratteristiche del generatore fotovoltaico sono:
Numero moduli:

39

Potenza nominale

240 Wp

Celle:

Silicio policristallino alta efficienza

Tensione circuito aperto VOC

37 V

Corrente di corto circuito ISC

8,6 A

Tensione VMP

29,9 V

Corrente IMP

8,0 A

Grado di efficienza:

14,5 %

Dimensioni:

1665 mm x 991 mm x 38 mm

La potenza complessiva da raggiungere sarà di 39 x 240 Wp = 9360 Wp.

Pertanto il campo fotovoltaico sarà così configurato:
Numero di stringhe

3

Numero di moduli per stringa

12
8

Superficie complessiva moduli

65 m²

I valori di tensione alle varie temperature di funzionamento (minima, massima e d’esercizio)
rientrano nel range di accettabilità ammesso dall’inverter.
I moduli saranno forniti di diodi di by-pass. Ogni stringa di moduli sarà sezionabile per
interventi in caso di guasto, manutenzione etc.
Al fine di garantire la protezione dalle scariche di origine atmosferica, la linea elettrica
proveniente dai moduli fotovoltaici sarà messa a terra mediante appositi scaricatori di
sovratensione incorporati nell’inverter stesso,

STRUTTURE DI SOSTEGNO DEI MODULI
I moduli saranno installati sull’attuale copertura in tegole con apposita struttura costituita da
profili ed ancoraggi in acciaio inox, il tutto di corredo alla fornitura dei moduli. Non ci sono
particolari prescrizioni a riguardo della tenuta dei moduli al vento considerato che i moduli sono
complanari al tetto a saldamente ancorati allo stesso. L’intero impianto è ad esecuzione “su
edifici” in integrazione con tetto a falda.

GRUPPO DI CONVERSIONE
Il gruppo di conversione è composto dal convertitore statico (Inverter).
Il convertitore c.c./c.a. utilizzato è idoneo al trasferimento della potenza dal campo fotovoltaico
alla rete del distributore, in conformità ai requisiti normativi tecnici e di sicurezza applicabili. I
valori della tensione e della corrente di ingresso di questa apparecchiatura sono compatibili con
quelli del rispettivo campo fotovoltaico, mentre i valori della tensione e della frequenza in uscita
sono compatibili con quelli della rete alla quale viene connesso l’impianto
Le caratteristiche principali del gruppo di conversione sono:
□ Inverter a commutazione forzata con tecnica PWM (pulse-widthmodulation), in
conformità a quanto prescritto per i sistemi di produzione dalla norma CEI 11-20 e dotato
di funzione MPPT su due canali (inseguimento della massima potenza);
□ Ingresso lato cc da generatore fotovoltaico gestibile con poli non connessi a terra, ovvero
con sistema IT.
□ Rispondenza alle norme generali su EMC e limitazione delle emissioni RF: conformità
norme CEI 110-1, CEI 110-6, CEI 110-8.
□ Protezioni per la sconnessione dalla rete per valori fuori soglia di tensione e frequenza
della rete e per sovracorrente di guasto in conformità alle prescrizioni delle norme CEI
9

11-20 ed a quelle specificate dal distributore elettrico locale. Reset automatico delle
protezioni per predisposizione ad avviamento automatico.
□ Conformità marchio CE.
□ Grado di protezione adeguato all'ubicazione in prossimità del campo fotovoltaico (IP54).
□ Dichiarazione di conformità del prodotto alle normative tecniche applicabili, rilasciato
dal costruttore, con riferimento a prove di tipo effettuate sul componente presso un
organismo di certificazione abilitato e riconosciuto.
□ Campo di tensione di ingresso adeguato alla tensione di uscita del generatore FV.
□ Efficienza massima ≥ 90 % al 70% della potenza nominale;
□ Completo di dichiarazione inerente le dispersioni non pericolose di corrente continua
verso terra;

Il gruppo di conversione sarà composto da n° 1 inverter tipo “Tripower 10000 TL”.

Le caratteristiche tecniche dell’inverter scelto sono le seguenti:
Potenza massima in uscita:

10000 W

Tensioni in ingresso consentite:

150 – 800 V

Corrente massima in ingresso:

33 A

Efficienza:

97,5 %

Peso:

65 kg

QUADRI ELETTRICI
Quadro lato corrente continua
Si prevede di installare un quadro sul lato DC del convertitore, per il sezionamento (n°3
sezionatori quadripolari) delle tre stringhe, tipo stagno IP55 24 moduli.

Quadro di parallelo lato corrente alternata
Si prevede di installare un quadro di parallelo sul lato AC, costituito da un quadro doppio
isolamento IP55 54 moduli posto a valle del convertitore statico, completo di protezione
differenziale tipo A, protezioni magnetotermiche, scaricatori di sovratensione e spazio per il
contatore unidirezionale per la misurazione dell’energia prodotta. Il dispositivo di interfaccia rete
è già incluso nell’inverter.

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CAVI ELETTRICI E DI CABLAGGIO
Il cablaggio elettrico avverrà per mezzo di cavi con conduttori isolati in rame con le seguenti
prescrizioni:
□ Tipo FG7 se in esterno o in cavidotti su percorsi interrati
□ tipo N07V-K se all’interno di cavidotti di edifici;
□ tipo FG21M21 6 mm² per i cavi solari di collegamento delle stringhe all’inverter.

Inoltre i cavi saranno a norma CEI 20-13, CEI20-22II, CEI 20-37 I, CEI 20-91 marchiatura
I.M.Q., colorazione delle anime secondo norme UNEL.
Per non compromettere la sicurezza di chi opera sull’impianto durante la verifica o
l’adeguamento o la manutenzione, i conduttori avranno la seguente colorazione:
□ Conduttori di protezione:

giallo-verde (obbligatorio)

□ Conduttore di neutro:

blu chiaro (obbligatorio)

□ Conduttore di fase:

grigio / marrone

□ Conduttore per circuiti in C.C.:

positivo con “+” e negativo con “–“ (rosso e nero)

SISTEMA DI CONTROLLO E MONITORAGGIO (SCM)
Il convertitore è predisposto per il monitoraggio ed il controllo da remoto.
Il sistema di controllo e monitoraggio del sistema, permette per mezzo di un computer ed un
software dedicato, di interrogare in ogni istante l’impianto al fine di verificare la funzionalità
dell’inverter installato con la possibilità di visionare le indicazioni tecniche (Tensione, corrente,
potenza etc..).
E’ possibile inoltre leggere nella memoria eventi del convertitore tutte le grandezze elettriche dei
giorni passati.

IMPIANTO DI MESSA A TERRA

Le stringhe saranno, costituite dalla serie di singoli moduli fotovoltaici, singolarmente
sezionabili e provviste di protezioni contro le sovratensioni.
Non è prevista la separazione galvanica tra la parte in corrente continua dell’impianto e la rete in
quanto tale separazione è sostituita da una protezione sensibile alla corrente continua verso terra.

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Soluzioni tecniche diverse da quelle sopra suggerite, sono adottabili, purché nel rispetto delle
norme vigenti, della buona regola dell’arte e in accordo con la direzione lavori che dovrà avallare
preventivamente le varie scelte.
Ai fini della sicurezza l’impianto fotovoltaico è gestito come impianto IT con moduli fotovoltaici
di classe II senza il collegamento a terra dei supporti.

DIMENSIONAMENTO DELL’IMPIANTO

In base alle norme UNI 8477-1 e UNI 10349, l’irraggiamento calcolato come ai punti precedenti,
con le restrizioni ed ipotesi del caso, risulta essere pari a 1455 kWh/m².
La potenza alle condizioni STC (irraggiamento dei moduli di 1000 W/m² a 25°C di temperatura)
risulta essere:

PSTC = PMODULO x N°MODULI = 240 x 39 = 9360 Wp
Considerando un’efficienza del B.O.S. (Balance of system) del 90% che tiene conto delle perdite
dovute a diversi fattori quali: maggiori temperature, superfici dei moduli polverose, differenze di
rendimento tra i moduli, perdite dovute al sistema di conversione la potenza sul lato c.a. sarà
uguale a:

PCA= PSTC x 90% = 8424 Wp
L’energia producibile su base annua dal sistema fotovoltaico è data da:

E [kWh/anno) = (I x A x Kombre x RMODULI x RBOS)
In cui:

I = irraggiamento medio annuo = 1455 kWh/m²
A = superficie totale dei moduli = 65 m²
Kombre = Fattore di riduzione delle ombre = 0,8
RMODULI = rendimento di conversione dei moduli = 14%
RBOS = rendimento del B.O.S. = 90%

Pertanto, applicando la formula abbiamo:

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E = (1455 x 65 x 0,8 x 14% x 90% ) = 9533 kWh/anno
Il valore di 9533 kWh/anno è un valore indicativo dell’energia che il sistema fotovoltaico
produrrà in un anno se non vi sono interruzioni nel servizio.
I misuratori di energia prodotta saranno due:
□ un contatore idoneo alla misura bidirezionale dell’energia scambiata con la rete (M1),
installato presso il punto di consegna a cura del Distributore di Energia Elettrica.
□ un contatore idoneo alla misura bidirezionale dell’energia (M2) con visualizzazione della
quantità di energia elettrica prodotta dal sistema fotovoltaico ai fini del riconoscimento
della tariffa incentivante prevista dal DM 05/05/2011, installato in uscita del gruppo di
conversione, a cura del Distributore di Energia Elettrica.
Le eventuali predisposizioni murarie saranno a cura dell’installatore dell’impianto FV.

VERIFICA TECNICO-FUNZIONALE

Al termine dei lavori l’installatore dell’impianto effettuerà le seguenti verifiche tecnicofunzionali:
□ corretto funzionamento dell’impianto fotovoltaico nelle diverse condizioni di potenza
generata e nelle varie modalità previste dal gruppo di conversione (accensione,
spegnimento, mancanza rete, ecc.);
□ continuità elettrica e connessioni tra moduli;
□ messa a terra di masse e scaricatori;
□ isolamento dei circuiti elettrici dalle masse;

L’impianto deve essere realizzato con componenti che assicurino l'osservanza delle due seguenti
condizioni:
a) condizione da verificare:

Pcc> 0,85*Pnom *I / ISTC;

in cui:


Pcc è la potenza in corrente continua misurata all'uscita del generatore
fotovoltaico, con precisione migliore del ± 2%;



Pnom è la potenza nominale del generatore fotovoltaico;



I è l'irraggiamento [W/m²] misurato sul piano dei moduli, con precisione migliore
del ± 3%;



ISTC, pari a 1000 W/m², è l'irraggiamento in condizioni di prova standard;

Tale condizione deve essere verificata per I > 600 W/m².
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b) condizione da verificare:

Pca> 0,9*Pcc.

in cui:


Pca è la potenza attiva in corrente alternata misurata all'uscita del gruppo di
conversione della corrente generata dai moduli fotovoltaici continua in corrente
alternata, con precisione migliore del 2%.

La misura della potenza Pcc e della potenza Pca deve essere effettuata in condizioni di
irraggiamento (I) sul piano dei moduli superiore a 600 W/m².
Qualora nel corso di detta misura venga rilevata una temperatura di lavoro dei moduli,
misurata sulla faccia posteriore dei medesimi, superiore a 40 °C, è ammessa la correzione in
temperatura della potenza stessa. In questo caso la condizione a) precedente diventa:
a') Pcc> (1 - Ptpv - 0,08) * Pnom * I / ISTC
Ove Ptpv indica le perdite termiche del generatore fotovoltaico (desunte dai fogli di dati dei
moduli), mentre tutte le altre perdite del generatore stesso (ottiche, resistive, caduta sui diodi,
difetti di accoppiamento) sono tipicamente assunte pari all'8%.
Le perdite termiche del generatore fotovoltaico Ptpv, nota la temperatura delle celle
fotovoltaiche Tcel, possono essere determinate da:


Ptpv = (Tcel - 25) * γ / 100

oppure, nota la temperatura ambiente Tamb da:


Ptpv = [Tamb - 25 + (NOCT - 20) * I / 800] * γ / 100

in cui:


γ: Coefficiente di temperatura di potenza (parametro, fornito dal costruttore, per
moduli in silicio cristallino è tipicamente pari a 0,4÷0,5 %/°C).



NOCT: Temperatura nominale di lavoro della cella (parametro, fornito dal
costruttore, è tipicamente pari a 40÷50°C, ma può arrivare a 60 °C per moduli in
vetrocamera).



Tamb: Temperatura ambiente; nel caso di impianti in cui una faccia del modulo sia
esposta all’esterno e l’altra faccia sia esposta all’interno di un edificio (come
accade nei lucernai a tetto), la temperatura da considerare sarà la media tra le due
temperature.



Tcel:è la temperatura delle celle di un modulo fotovoltaico; può essere misurata
mediante un sensore termoresistivo (PT100) attaccato sul retro del modulo.

CERTIFICATI E DICHIARAZIONI
Dovranno essere emessi e rilasciati dall’installatore i seguenti documenti:
14

□ manuale di uso e manutenzione, inclusivo della pianificazione consigliata degli interventi
di manutenzione;
□ dichiarazione attestante le verifiche effettuate e il relativo esito;
□ dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/08;
□ certificazione rilasciata da un laboratorio accreditato circa la conformità alla norma CEI
EN 61215, per moduli al silicio cristallino, e alla CEI EN 61646 per moduli a film sottile;
□ certificazione rilasciata da un laboratorio accreditato circa la conformità del convertitore
c.c./c.a. alle norme vigenti e, in particolare, alle CEI 11-20 per il dispositivo di interfaccia
interno al convertitore stesso;
□ certificati di garanzia relativi alle apparecchiature installate;
□ garanzia sull’intero impianto e sulle relative prestazioni di funzionamento.
La ditta installatrice, oltre ad eseguire scrupolosamente quanto indicato nel presente progetto,
dovrà eseguire tutti i lavori nel rispetto della REGOLA DELL’ARTE.

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STIMA DEI COSTI



DESCRIZIONE

QUANTITA’

PREZZO UNITARIO



IMPORTO IVA INCLUSA

FORNITURA E POSA DI
1

PANNELLI SOLARI P=240 W

39

450,00

17.550,00

CORPO

3.890,00

3.890,00

1

4.000,00

4.000,00

CORPO

3.500,00

3.500,00

CORPO

1.500,00

1.500,00

CORPO

5.500,00

5.500,00

CORPO

1.500,00

1.500,00

CORPO

1.500,00

1.500,00

INCLUSO ACCESSORI.
FORNITURA E POSA DI
2

STRUTTURA DI SOSTEGNO DEI
MODULI PER TETTO IN TEGOLE
FORNITURA E POSA DI

3

CONVERTITIRE CC-CA
INVERTER 10 KW
FORNITURA E POSA DI QUADRI

4

ELETTRICI ION CC E IN CA
INCLUSO PROTEZIONI
FORNITURA E POSA DI LINEE E

5

TUBAGGI INCLUSO EVENTUALI
PASSAGGI MURARI
PROGETTAZIONE, DIREZIONE

6

LAVORI, COLLAUDO DEGLI
IMPIANTI(INCLUSO IVA E CASSA)

7

ONERI PER ALLACCIAMENTI
ONERI PER LA SICUREZZA

8

DLGS 81/08 INCLUSO PONTEGGI,
RECINZIONI, DPI, ECC.

TOTALE LAVORI INCLUSO
IVA

38.940,00

16

CALCOLI DELLE STRUTTURE:
RELAZIONE DI CALCOLO E VERIFICA SISMICA

RELAZIONE GENERALE .................................................................................................................................. 3
- DESCRIZIONE GENERALE OPERA ..................................................................................................................... 3
- DESCRIZIONE DELLE CARATTERISTICHE GEOLOGICHE DEL SITO ........................................................ 4
- NORMATIVA DI RIFERIMENTO............................................................................................................................. 4
PRESTAZIONI ATTESE – CLASSE DELLA COSTRUZIONE - VITA ESERCIZIO - MODELLI DI CALCOLO
– TOLLERANZE – DURABILITÀ - PROCEDURE QUALITA’ E MANUTENZIONE .......................................... 5
COMBINAZIONI DELLE AZIONI SULLA COSTRUZIONE ................................................................................... 6
AZIONI AMBIENTALI E NATURALI .......................................................................................................................... 6
DESTINAZIONE D’USO E SOVRACCARICHI VARIABILI DOVUTO ALLE AZIONI ANTROPICHE ............. 9
DEFINIZIONE CARICHI E COMBINAZIONI DI CARICO .................................................................................... 10
Definizione carico permanente ............................................................................................................................ 10
Definizione carico accidentale .............................................................................................................................. 10
Carico da neve (D.M. 14/01/2008) ...................................................................................................................... 10
MODELLI DI CALCOLO............................................................................................................................................ 12
TOLLERANZE ............................................................................................................................................................ 13
DURABILITÀ ............................................................................................................................................................... 13
RELAZIONE DI CALCOLO.............................................................................................................................. 14
NORMATIVA DI RIFERIMENTO ............................................................................................................................. 14
REFERENZE TECNICHE (Cap. 12 D.M. 14.01.2008)......................................................................................... 14
MISURA DELLA SICUREZZA ................................................................................................................................. 14
CRITERI ADOTTATI PER LA SCHEMATIZZAZIONE DELLA STRUTTURA .................................................. 14
SOFTWARE UTILIZZATI – TIPO DI ELABORATORE ....................................................................................... 17
CODICE DI CALCOLO, SOLUTORE E AFFIDABILITA’ DEI RISULTATI ........................................................ 17
VALUTAZIONE DEI RISULTATI E GIUDIZIO MOTIVATO SULLA LORO ACCETTABILITÀ ....................... 17
PRESTAZIONI ATTESE AL COLLAUDO .............................................................................................................. 18
CARATTERISTICHE GEOMETRICHE E DI ARMATURA DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI .................... 18
SPOSTAMENTI/ROTAZIONI NODI NON BLOCCATI ANTE OPERAM ........................................................... 21
SPOSTAMENTI/ROTAZIONI NODI NON BLOCCATI POST OPERAM ........................................................... 22

2

RELAZIONE GENERALE
PROGETTO:

RISTRUTTURAZIONE

EDILIZIA

DELLA

SCUOLA

PRIMARIA

E

SECONDARIA DI PRIMO GRADO DI PIEVE VERGONTE, sita in Pieve Vergonte (Vb), di
proprietà del Comune di Pieve Vergonte.
Il sottoscritto dott. ing. FRANCO FALCIOLA nella qualità di progettista delle strutture al
fine di adempiere agli obblighi previsti dal D.M. 14.01.2008 e s.m. e i., dichiara sotto la
propria responsabilità quanto riportato nella presente relazione generale.
- DESCRIZIONE GENERALE OPERA
L’intervento riguarda la ristrutturazione della scuola primaria e secondaria in comune di
Pieve Vergonte.
Le opere di ristrutturazione derivano dalla necessità di effettuare interventi di
adeguamento funzionale della scuola e nel contempo al suo miglioramento dal punto di
vista strutturale.
Per quanto riguarda le caratteristiche generali dell'intervento si rimanda alla relazione
illustrativa generale.
Gli aspetti di carattere strutturale previsti in progetto rientrano negli interventi di
adeguamento e sono finalizzati ad accrescere la capacità di resistenza delle strutture
esistenti alle azioni considerate.
Per quanto riguarda gli aspetti procedurali si precisa quanto segue:
la Giunta Regionale del Piemonte con D.G.R. n. 11-13058 del 19 gennaio 2010 ha
provveduto all’aggiornamento ed all’adeguamento dell’elenco delle zone sismiche in virtù
di quanto disposto con l’O.P.C.M. 3519/2006 e sulla base della proposta di classificazione
conseguente ai risultati dello studio affidato al Politecnico di Torino – Dipartimento di
Ingegneria Strutturale e Geotecnica incollaborazione con il Centro di Competenza
Eucentre di Pavia.
La medesima deliberazione, preso atto dell’applicazione delle N.T.C. su tutto il territorio
regionale e sulla base della considerazione che il profilo tecnico della sicurezza delle
costruzioni è da ciò garantito, individua le procedure di deposito e controllo applicabili nelle
diverse zone sismiche, sia in ambito edilizio che in ambito urbanistico.
Al fine di assicurare il rispetto delle prescrizioni dettate per le costruzioni in zone sismiche,
su tutto il territorio regionale ogni costruzione, riparazione e sopraelevazione di
consistenza strutturale è
3

sottoposta all’obbligo di denuncia prima dell’inizio dei lavori ai sensi dell’art. 93 del D.P.R.
6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
edilizia) e s.m.i.
La denuncia rappresenta, di per sé, un adempimento obbligatorio su tutto il territorio
piemontese, indipendentemente dalla zona sismica. La realizzazione di opere sottoposte
agli obblighi di cui all’art. 93 del D.P.R. 380/2001 in mancanza della denuncia costituisce,
infatti, violazione di legge passibile delle sanzioni previste dall’articolo 95 del D.P.R.
380/2001.
Il Comune di Pieve Vergonte ricade in zona sismica 4 e per gli interventi ricadenti nei
Comuni compresi nella zona sismica 4, sono sottoposte rispettivamente a:
a) denuncia prima dell’inizio dei lavori ai sensi dell’articolo 93 del D.P.R. 380/2001 e
controllo a campione:
· tutte le opere e gli interventi relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali strategiche e
rilevanti di cui ai numeri 1.1. e 1.2 dell’Allegato 1 e le scuole di ogni ordine e grado di cui al
numero 2.1, lettera a) del medesimo Allegato 1
b) denuncia prima dell’inizio dei lavori ai sensi dell’articolo 93 del D.P.R. 380/2001:
· tutte le opere e gli interventi diversi da quelli di cui alla lettera a)
- DESCRIZIONE DELLE CARATTERISTICHE GEOLOGICHE DEL SITO
L’opera oggetto di progettazione strutturale ricade nel territorio comunale di Pieve
Vergonte.
Per la caratterizzazione geotecnica si è fatto riferimento alla relazione geologica redatta
nell’ambito della formazione del PRGC ed inoltre alla relazione geologica redatta
specificamante per il presente progetto da parte del Dott. Geol. Corrado Caselli.
L’esatta individuazione del sito è riportata nei grafici di progetto.
- NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Il calcolo delle opere si è svolta nel rispetto della seguente normativa vigente:


D.M 14.01.2008 - Nuove Norme tecniche per le costruzioni;



Circ. Ministero Infrastrutture e Trasporti 2 febbraio 2009, n. 617 Istruzioni per l’applicazione delle

“Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui al D.M. 14 gennaio 2008.

4

PRESTAZIONI ATTESE – CLASSE DELLA COSTRUZIONE - VITA
ESERCIZIO - MODELLI DI CALCOLO – TOLLERANZE – DURABILITÀ PROCEDURE QUALITA’ E MANUTENZIONE
Le norme precisano che la sicurezza e le prestazioni di una struttura o di una parte di essa devono
essere valutate in relazione all’insieme degli stati limite che verosimilmente si possono verificare durante la
vita normale.
Prescrivono inoltre che debba essere assicurata una robustezza nei confronti di azioni eccezionali.
Le prestazioni della struttura e la vita nominale sono riportati nei successivi tabulati di calcolo della
struttura.
La sicurezza e le prestazioni saranno garantite verificando gli opportuni stati limite definiti di concerto
al Committente in funzione dell’utilizzo della struttura, della sua vita nominale e di quanto stabilito dalle
norme di cui al D.M. 14.01.2008 e s.m. ed i.
In particolare si è verificata :


la sicurezza nei riguardi degli stati limite ultimi (SLU) che possono provocare eccessive

deformazioni permanenti, crolli parziali o globali, dissesti, che possono compromettere l’incolumità
delle persone e/o la perdita di beni, provocare danni ambientali e sociali, mettere fuori servizio
l’opera. Per le verifiche sono stati utilizzati i coefficienti parziali relativi alle azioni ed alle resistenze
dei materiali in accordo a quando previsto dal D.M. 14.01.2008 per i vari tipi di materiale. I valori
utilizzati sono riportati nel fascicolo delle elaborazioni numeriche allegate.


la sicurezza nei riguardi degli stati limite di esercizio (SLE) che possono limitare nell’uso e

nella durata l’utilizzo della struttura per le azioni di esercizio. In particolare di concerto con il
committente e coerentemente alle norme tecniche si sono definiti i limiti riportati nell’allegato
fascicolo delle calcolazioni.


la sicurezza nei riguardi dello stato limite del danno (SLD) causato da azioni sismiche con

opportuni periodi di ritorno definiti di concerto al committente ed alle norme vigenti per le costruzioni
in zona sismica


robustezza nei confronti di opportune azioni accidentali in modo da evitare danni

sproporzionati in caso di incendi, urti, esplosioni, errori umani.


Per quando riguarda

le fasi costruttive intermedie la struttura non risulta cimentata in

maniera più gravosa della fase finale.

5

COMBINAZIONI DELLE AZIONI SULLA COSTRUZIONE
Le azioni definite come al § 2.5.1 delle NTC 2008 sono state combinate in accordo a quanto definito al §
2.5.3. applicando i coefficienti di combinazione come di seguito definiti:
Tabella 2.5.I – Valori dei coefficienti di combinazione

Categoria/Azione variabile
Categoria A Ambienti ad uso residenziale
Categoria B Uffici
Categoria C Ambienti suscettibili di affollamento
Categoria D Ambienti ad uso commerciale
Categoria E Biblioteche, archivi, magazzini e ambienti ad uso
industriale
Categoria F Rimesse e parcheggi (per autoveicoli di peso ≤ 30 kN)
Categoria G Rimesse e parcheggi (per autoveicoli di peso > 30 kN)
Categoria H Coperture
Vento
Neve (a quota ≤ 1000 m s.l.m.)
Neve (a quota > 1000 m s.l.m.)
Variazioni termiche

ψ0j
0,7

ψ 1j
0,5

ψ 2j
0,3

0,7
0,7
0,7
1,0
0,7
0,7
0,0
0,6
0,5
0,7
0,6

0,5
0,7
0,7
0,9
0,7
0,5
0,0
0,2
0,2
0,5
0,5

0,3
0,6
0,6
0,8
0,6
0,3
0,0
0,0
0,0
0,2
0,0

I valori dei coefficienti parziali di sicurezza γGi e γQj utilizzati nelle calcolazioni sono dati nelle NTC 2008
in § 2.6.1, Tab. 2.6.I.

AZIONI AMBIENTALI E NATURALI
Si è concordato con il committente che le prestazioni attese nei confronti delle azioni
sismiche siano verificate agli stati limite, sia di esercizio che ultimi, individuati riferendosi alle prestazioni
della costruzione nel suo complesso, includendo gli elementi strutturali, quelli non strutturali e gli impianti.
Gli stati limite di esercizio sono:
- Stato Limite di Operatività (SLO)
- Stato Limite di Danno (SLD)
Gli stati limite ultimi sono:
- Stato Limite di salvaguardia della Vita (SLV)
- Stato Limite di prevenzione del Collasso (SLC)
Le probabilità di superamento nel periodo di riferimento PVR , cui riferirsi per individuare l’azione sismica
agente in ciascuno degli stati limite considerati, sono riportate nella successiva tabella:

Stati Limite PVR :

Probabilità di superamento nel periodo di riferimento VR

Stati limite di

SLO

81%

esercizio

SLD

63%

Stati limite ultimi SLV

10%

SLC

5%

Ai sensi dell'art. 7.1. e della Circolare esplicativa C7.1 della NTC l'analisi è stata svolta considerando lo
stato limite ultimo e nello specifico lo Stato Limite di salvaguardia della Vita (SLV).
6

Con l'analisi dei risultati (riassunti nei tabulati allegati) si è inoltre verificato che tutte le funzioni di controllo ed
autodiagnostica del software abbiano dato esito positivo.

7

Per la definizione delle forme spettrali (spettri elastici e spettri di progetto), in conformità ai dettami del D.M.
14 gennaio 2008 § 3.2.3. sono stati definiti i seguenti termini:


Vita Nominale



Classe d’Uso;



Categoria del suolo;



Coefficiente Topografico;



Latitudine e longitudine del sito oggetto di edificazione.

Tali valori sono stati utilizzati da apposita procedura informatizzata sviluppata dalla AMV s.r.l., che, a
partire dalle coordinate del sito oggetto di intervento, fornisce

i parametri di pericolosità sismica da

considerare ai fini del calcolo strutturale, riportati nei tabulati di calcolo.
Si è inoltre concordato che le verifiche delle prestazioni saranno effettuate per le azioni derivanti dalla neve,
dal vento e dalla temperatura secondo quanto previsto al cap. 3 del DM 14.01.08 e della Circolare del
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2 febbraio 2009 n. 617 per un periodo di ritorno coerente alla
classe della struttura ed alla sua vita utile.

8

DESTINAZIONE D’USO E SOVRACCARICHI VARIABILI DOVUTO ALLE AZIONI
ANTROPICHE
Per la determinazione dell’entità e della distribuzione spaziale e temporale dei sovraccarichi variabili si farà
riferimento alla tabella del D.M. 14.01.2008 in funzione della destinazione d’uso.
I carichi variabili comprendono i carichi legati alla destinazione d’uso dell’opera; i modelli di tali azioni
possono essere costituiti da:


carichi verticali uniformemente distribuiti

qk [kN/m2]



carichi verticali concentrati

Qk [kN]



carichi orizzontali lineari

Hk [kN/m]

9

I valori nominali e/o caratteristici qk, Qk ed Hk di riferimento sono riportati nella Tab. 3.1.II. delle NTC
2008.
In presenza di carichi verticali concentrati Qk essi sono stati applicati su impronte di carico appropriate
all’utilizzo ed alla forma dello orizzontamento; in particolare si considera una forma dell’impronta di carico
quadrata pari a 50 x 50 mm, salvo che per le rimesse ed i parcheggi, per i quali i carichi si sono applicano
su due impronte di 200 x 200 mm, distanti assialmente di 1,80 m.

DEFINIZIONE CARICHI E COMBINAZIONI DI CARICO
Definizione carico permanente
g1 = 350daN / m 2 (350 kg/m2)



Peso proprio solaio

:



Permanente:

g 2 = 300daN / m 2 (300 kg/m2)



Muratura perimetrale

g 4 = 300daN / m 2 (300 kg/m2)



Copertura

g 5 = 200daN / m 2 (200 kg/m2)

Definizione carico accidentale


q1 = 300daN / m 2 (200 kg/m2)

Carico accidentale interno:

Carico da neve (D.M. 14/01/2008)
Per la definizione del carico da neve si fa riferimento ai seguenti parametri:


zona di riferimento: Zona 1



altezza sul livello del mare: a s = 230m



carico da neve al suolo: q sk = 1.39 ⋅ 1 + ( a s / 728) 2 = 155daN / m 2

[

]

Il carico da neve sulla copertura si calcola come:

q s = µ i ⋅ q sk ⋅ C e ⋅ Ct dove:
C e è il coefficiente di esposizione assunto pari a 1
C t è il coefficiente termico assunto pari a 1

µ i è il coefficiente di forma per il carico da neve


Carico neve assunto in sede di verifica:

10

q sk = 200daN / m 2 (200 kg/m2)

Carico da vento (D.M. 14/01/2008)
Zona

vb,0 [m/s]

a0 [m]

ka [1/s]

1

25

1000

0,01

as (altitudine sul livello del mare [m])

250

TR (Tempo di ritorno)

10

vb = vb,0

per as ≤ a0

vb = vb,0 + ka (as - a0)

per a0 < as ≤ 1500 m

vb (TR = 50 [m/s])

25,000

αR (TR)

1,00000

vb (TR) = vb×αR [m/s])

25,000

p (pressione del vento [N/mq]) = qb·ce·cp·cd
qb (pressione cinetica di riferimento [N/mq])
ce (coefficiente di esposizione)
cp (coefficiente di forma)
cd (coefficiente dinamico)

Pressione cinetica di riferimento

2

qb = 1/2∙ρ∙vb

(ρ = 1,25 kg/mc)

qb [N/mq] = 390,63



qb = 60daN / m 2 (60 kg/m2)

Carico vento assunto in sede di verifica:

Carico distribuito con riferimento globale Z
Descrizione

Neve Zona I Alpina

Cod.

5

Cond. carico

Condizione 3

Tipo
Azione/categoria

Val. iniz.

Variabile: Neve

-0.020000

Dist. iniz.
nodo I
0.000

Val.
finale
-0.020000

Dist.fin.
nodo I
0.000

Aliq.inerz. Aliq.inerz.
SLD
0.0000

0.0000

Carico distribuito con riferimento globale Z, agente sulla lunghezza reale
Descrizione

Cod.

Cond. carico

Tipo
Azione/categoria

Val. iniz.

Dist.iniz.
nodo I

Val.
finale

Dist.fin.
nodo I

Aliq.inerz. Aliq.inerz.
SLD

Peso proprio solaio

1

Condizione
peso proprio

Permanente: Peso
Proprio

-0.035000

0.000

-0.035000

0.000

1.0000

1.0000

Permanente

2

Condizione 1

Permanente: Permanente
portato

-0.030000

0.000

-0.030000

0.000

1.0000

1.0000

Categoria C1 Ospedali, ristoranti,
banche, scuole

3

Condizione 2

Variabile: Aree di acquisto
e congresso

-0.030000

0.000

-0.030000

0.000

0.6000

0.6000

Peso proprio
tamponamento

4

Condizione 1

Permanente: Permanente
portato

-0.030000

0.000

-0.030000

0.000

1.0000

1.0000

Neve Zona I Alpina

5

Condizione 3

Variabile: Neve

-0.020000

0.000

-0.020000

0.000

0.0000

0.0000

Copertura

6

Condizione 3

Variabile: Neve

-0.020000

0.000

-0.020000

0.000

1.0000

1.0000

11

COMBINAZIONI DI CARICO
NORMATIVA: NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI - D.M. 14/01/2008 (STATICO E SISMICO)
COMBINAZIONI PER LE VERIFICHE ALLO STATO LIMITE ULTIMO
Num.
1

2

Descrizione
Dinamica

Statica

Parametri
Azione sismica:
Presente

Azione sismica:
Sisma assente

Tipo azione/categoria

Condizione

Moltiplicatore

Permanente: Peso Proprio

Condizione peso proprio

1.000

Permanente: Permanente portato

Condizione 1

1.000

Variabile: Aree di acquisto e congresso

Condizione 2

1.000

Variabile: Neve

Condizione 3

1.000

Permanente: Peso Proprio

Condizione peso proprio

1.300

Permanente: Permanente portato

Condizione 1

1.300

Variabile: Aree di acquisto e congresso

Condizione 2

1.500

Variabile: Neve

Condizione 3

1.500

COMBINAZIONI PER LE VERIFICHE ALLO STATO LIMITE D'ESERCIZIO
Num.
3

4

5

Descrizione
Rara

Parametri

Tipo azione/categoria

Condizione

Moltiplicatore

Tipologia: Rara

Frequente

Quasi permanente

Tipologia:
Frequente

Tipologia: Quasi
permanente

Permanente: Peso Proprio

Condizione peso proprio

1.000

Permanente: Peso Proprio

Condizione peso proprio

1.000

Permanente: Peso Proprio

Condizione peso proprio

1.000

COMBINAZIONI PER LE VERIFICHE ALLO STATO LIMITE DI DANNO
Num.
6

Descrizione
S.L.D.

Parametri
Azione sismica:
Presente

Tipo azione/categoria
Permanente: Peso Proprio

Condizione

Moltiplicatore

Condizione peso proprio

1.000

MODELLI DI CALCOLO
Si sono utilizzati come modelli di calcolo quelli esplicitamente richiamati nel D.M. 14.01.2008 ed in
particolare:
•analisi elastica lineare per il calcolo delle sollecitazioni derivanti da carichi statici
•analisi dinamica modale con spettri di progetto per il calcolo delle sollecitazioni di progetto dovute
all’azione sismica
•analisi degli effetti del 2° ordine quando significativi
•verifiche sezionali agli s.l.u. per le sezioni in c.a. utilizzando il legame parabola rettangolo per il
calcestruzzo ed il legame elastoplastico incrudente a duttilita’ limitata per l’acciaio
•verifiche plastiche per le sezioni in acciaio di classe 1 e 2 e tensionali per quelle di classe 3
•verifiche tensionali per le sezioni in legno
•analisi statica non lineare (push Over), quando specificato, nelle elaborazioni numeriche allegate
La definizione quantitativa delle prestazioni e le verifiche sono riportati nei fascicoli delle elaborazioni
numeriche allegate.

12

TOLLERANZE
Nelle calcolazioni si è fatto riferimento ai valori nominali delle grandezze geometriche ipotizzando che le
tolleranze ammesse in fase di realizzazione siano conformi alle euronorme EN 1992-1991- EN206 - EN
1992-2005:
-

Copriferro

–5 mm (EC2 4.4.1.3)

-

Per dimensioni ≤150mm ± 5 mm

-

Per dimensioni =400 mm ± 15 mm

-

Per dimensioni ≥2500 mm ± 30 mm

Per i valori intermedi interpolare linearmente.

DURABILITÀ
Per garantire la durabilità della struttura sono state prese in considerazioni opportuni stati limite di
esercizio (SLE) in funzione dell’uso e dell’ambiente in cui la struttura dovrà vivere limitando sia gli stati
tensionali che nel caso delle opere in calcestruzzo anche l’ampiezza delle fessure. La definizione
quantitativa delle prestazioni, la classe di esposizione e le verifiche sono riportati nel fascicolo delle
elaborazioni numeriche allegate.
Inoltre per garantire la durabilità, cosi come tutte le prestazioni attese, è necessario che si ponga
adeguata cura sia nell’esecuzione che nella manutenzione e gestione della struttura e si utilizzino tutti gli
accorgimenti utili alla conservazione delle caratteristiche fisiche e dinamiche dei materiali e delle strutture La
qualità dei materiali e le dimensioni degli elementi sono coerenti con tali obiettivi.
Durante le fasi

di costruzione il direttore dei lavori implementerà severe procedure di controllo sulla

qualità dei materiali, sulle metodologie di lavorazione e sulla conformità delle opere eseguite al progetto
esecutivo nonché alle prescrizioni contenute nelle “Norme Tecniche per le Costruzioni” DM 14.01.2008. e
relative Istruzioni.

13

RELAZIONE DI CALCOLO


NORMATIVA DI RIFERIMENTO



D.M 14.01.2008 - Nuove Norme tecniche per le costruzioni;



Circ. Ministero Infrastrutture e Trasporti 2 febbraio 2009, n. 617 Istruzioni per l’applicazione delle
“Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui al D.M. 14 gennaio 2008;



REFERENZE TECNICHE (Cap. 12 D.M. 14.01.2008)



UNI ENV 1992-1-1 Parte 1-1:Regole generali e regole per gli edifici.



UNI EN 206-1/2001 - Calcestruzzo. Specificazioni, prestazioni, produzione e conformità.



UNI EN 1993-1-1 - Parte 1-1:Regole generali e regole per gli edifici.



UNI EN 1995-1 – Costruzioni in legno



UNI EN 1998-1 – Azioni sismiche e regole sulle costruzioni



UNI EN 1998-5 – Fondazioni ed opere di sostegno



MISURA DELLA SICUREZZA
Il metodo di verifica della sicurezza adottato è quello degli Stati Limite (SL) che prevede due insiemi di

verifiche rispettivamente per gli stati limite ultimi SLU e gli stati limite di esercizio SLE.
La sicurezza viene quindi garantita progettando i vari elementi resistenti in modo da assicurare che la
loro resistenza di calcolo sia sempre maggiore delle corrispondente domanda in termini di azioni di calcolo.



CRITERI ADOTTATI PER LA SCHEMATIZZAZIONE DELLA STRUTTURA
La struttura è stata modellata con il metodo degli elementi finiti utilizzando vari elementi di libreria

specializzati per schematizzare i vari elementi strutturali.
In particolare le travi ed i pilastri sono schematizzati con elementi trave a due nodi deformabili
assialmente, a flessione e taglio.
Tale modello finito ha la caratteristica di fornire la soluzione esatta

in campo elastico lineare per cui

non necessita di ulteriore suddivisioni interne degli elementi strutturali.
Gli elementi finiti a due nodi possono essere utilizzati in analisi di tipo non lineare potendo modellare
non linearità sia di tipo geometrico che meccanico con i seguenti modelli :
1.

Matrice geometrica per gli effetti del II° ordine

2.

Non linearità meccanica per comportamento assiale solo resistente a trazione o compressione

3.

Non linearità meccanica di tipo elasto-plastica con modellazione a plasticità concentrata e duttilità
limitata con controllo della capacità rotazionale ultima delle cerniere plastiche.

14

Per le verifiche sezionali i legami utilizzati sono:
LEGAME PARABOLA RETTANGOLO PER IL CALCESTRUZZO

Legame costitutivo di progetto del calcestruzzo

Il valore εcu2 nel caso di analisi non lineari sarà valutato in funzione dell’effettivo grado di confinamento
esercitato dalle staffe sul nucleo di calcestruzzo.

LEGAME ELASTICO PREFETTAMENTE PLASTICO O INCRUDENTE O DUTTILITA’ LIMITATA PER
L’ACCIAIO

Legame costitutivo di progetto acciaio per c.a.

-

legame rigido plastico per le sezioni in acciaio di classe 1 e 2 e elastico lineare per quelle di classe 3 e 4

-

legame elastico lineare per le sezioni in legno

-

legame elasto-viscoso per gli isolatori

15

Legame costitutivo isolatori

Il modello di calcolo utilizzato risulta rappresentativo della realtà fisica per la configurazione finale
anche in funzione delle modalità e sequenze costruttive.

16


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