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Antica Medicina Cimmerica .pdf



Nome del file originale: Antica Medicina Cimmerica.pdf
Autore: dora

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Antica Medicina Cimmerica
"Tratto da una stampa originale del 1903."
UNA RISTAMPA
DEL RICORDO
ISTORICO DA
B.W.& CO.
ALL'OCCASIONE
DELLA
RIUNUONE
DELLA "BRITISCH
MEDICAL
ASSOCIATION" A
SWANSEA, 1903.

Lo stendardi della Croce di Re Caldwaladr Vendigaid, ultimo Re Britannico, sostenuto dal Drago
Rosso del Paese del Galles

Lo stemma del Paese del Galles
UNA RISTAMPA DEL RICORDO OFFERTO DA B.W. CO. ALL'OCCASIONE DELLA RIUNIONE DELLA
"BRITIDH MEDICAL ASSOCIATION" A SWANSEA, 1903.

BURROUBHS WELLCOME & CO.
LONDRA, SYDNEY E CITTà DEL CAPO

INTRODUZIONE
La pubblicazione di questo volumetto quale ricordo dell’Adunanza
dell’Associazione Medica Britannica a Swansea, destò tale interesse fra i soci cui
venne distribuito, che mi credo giustificato nel farne una ristampa onde
maggiormente diffonderlo.
Già da lunghi anni mi occupo di ricerche intorno ai metodi primitivi usati nelle
arti sanitarie così fra i popoli civili, come fra quelli non civilizzati. Ed è stata mia
cura speciale rintracciare l’origine dell’ uso di certi rimedi per sapere se 1’
impiego di tali sostanze nella cura di varie malattie fosse il risultato di studi ed
osservazioni pratiche - di causa ed effetto - ovvero se le proprietà di siffatti
rimedi fossero state scoperte solo per caso, o se le vantate virtù fossero
puramente immaginarie e attribuite per causa di qualche suggestione
superstiziosa.
Da per ogni dove, nelle tradizioni popolari, negli antichi manoscritti, nei primi
libri a stampa trovansi disseminate moltissime notizie, ma non è cosa facile
scoprirne la storia vera ed autentica. Mi auguro che l’Esposizione storica di
oggetti medici, chimici e farmaceutici che vado organizzando per il 1905 in
Londra, condurrà alla scoperta di molti fatti, ed alla elucidazione di molti punti
oscuri relativi alle origini di vari medicinali. Essa servirà altresì a far conoscere
molti oggetti medici ed affini d’interesse storico, finora conosciuti soltanto dai
possessori e loro amici personali.
Gradirei oltremodo qualsiasi informazione intorno a tradizioni mediche come
pure appunti riguardanti antichi metodi di cura da manoscritti, da libri a stampa,
ecc., ancorché detti appunti fossero ben poca cosa in se stessi, essi potrebbero
formare importanti anelli di congiunzione nella catena delle evidenze storielle.
Apprezzerei pure moltissimo qualsiasi consiglio o suggerimento circa
l’Esposizione istessa. In ultimo mi propongo offrire al corpo medico un volume
che racchiuda in forma riassuntiva tutte le notizie che avrò potuto adunare.
HENRY S. WELLCOME

MEDDYGON MYDDFAI
Fac-simile di una pagina del Meddygon Myddfai, opera medica manoscritta completa dai medici di
Myddfai nel XIII° secolo circa.

ANTICA MEDICINA CIMMERICA

SEBBENE la storia della medicina nel Paese di Galles sia nei suoi primordi piena d’interesse, poco
studio si è ad essa applicato, e le notizie sono scarse. Tuttavia i dati finora raccolti sono
sommamente attraenti, ed hanno largamente ricompensato lo studioso.
Si ritiene che la medicina fosse annoverata tra “ Le nove arti rurali conosciute e praticate dai
Cimbri, prima che questi possedessero città e sovranità,” cioè, prima di Prydain ab Aedd Mawr,
circa 1,000 A.C.
In quell’epoca primitiva, i sacerdoti e maestri erano i Gwyddoniaid, o uomini del sapere, i quali
venivano con-siderati come le principali scaturigini della sapienza del paese. Come presso altri
popoli nei primi albori della civiltà, i sacerdoti cimmerici del Gwyddoniaid univano I5 ufficio di
medicatori del corpo a quello di maestri della religione.
È a questi uomini che si attribuisce L’inizio della antica arte sanatoria nel Paese di Galles. Le tre
scienze da essi principalmente studiate erano: l’astronomia, la teologia, e la botanica medica. I
rimedi da loro usati nella cura degli infermi erano, nella maggior parte, limitati alle erbe.
Durante il regno di Prydain, i Gwyddoniaid si divisero in tre ordini ; quelli dei Druidi, dei Bardi e
degli Ovati ; ciascuno dei quali aveva obblighi e privilegi speciali.
I Druidi erano addetti ai riti mistici e religiosi, ed alla medicina ; i Bardi all’arte oratoria, alla poesia
ed alla musica ; e gli Ovati alle scienze naturali.

“... ma lo studio deposto
Dinanzi ai sacri riti, allor nel bosco,
Ogni casta s’aveva il proprio posto. “

I Druidi erano tenuti in tale venerazione dal popolo, che la loro autorità era pressoché assoluta.
Negli affari pubblici, la loro approvazione era essenziale, e la loro influenza era sovrana.

CARTA DI WALLIA (PAESE DI GALLES), ETC A.D. 1259

Gaule afferma che “ il popolo era così profondamente imbevuto di superstizioni per opera dei suoi
Druidi maghi, ed era a loro siffattamente schiavo, che questi usurparono il diritto di determinare
ogni controversia, sia pubblica che privata, riguardante qualsiasi materia o causa tanto criminale
che civile, e così giudicavano, distribuendo ricompense o castighi a loro piacimento ; e chi si
rifiutava a subire la loro sentenza, veniva da loro interdetto, con divieto a qualsivoglia persona di
aver commercio con esso.”
Già nell’anno 430 A.C. (prima dei tempi d’ Ippocrate), si può desumere dalle leggi di Dyvnwal
Moelmud, scritte intorno a quel periodo di tempo, che l’arte medica era protetta ed incoraggiata
dallo Stato. In esse leggi, la medicina, il commercio e la navigazione sono dette le tré arti civili, e
ciascuna di esse godeva di uno speciale privilegio di corporazione. Questo privilegio affermasi
veniva “per concessione e creazione del signore (lord) del territorio, autenticato da una corte di
giustizia, e distinto dai privilegi generali di paese e di famiglia.”
È probabile che i Druidi e gli Ovati abbiano acquistato qualche conoscenza della medicina greca
per mezzo dei Fenici o degli Etruschi che avevano commercio con la Britannia, poiché in epoca

ulteriore, il nome d’ Ippocrate viene menzionato, ed i suoi scritti erano tenuti in altissimo pregio
dai medici di Myddfai.
L’antichità dello studio della medicina Druidica è affermata da parecchi storici antichi, e Strabene
asserisce che i Druidi avessero nozioni di fisiologia.
Il loro sistema di cura medica, salvo i riti superstiziosi, era decisamente razionale. Essi
escogitavano in primo luogo i mezzi di maggiore efficacia, e poscia chiamavano in aiuto la loro
religione che, a sua volta, subiva l’influenza delle superstizioni particolari del momento.
Per le malattie degli organi interni e per le affezioni croniche, pare che essi solessero unire l’uso
del bagno freddo, del moto e del cambiamento d’aria alla somministrazione di erbe e semplici.
Attribuivano somma importanza al bere l’acqua di taluni pozzi che possedevano proprietà minerali
speciali. Stabilirono delle regole generali per la conservazione della salute, in forma di brevi
precetti o aforismi, raccomandando la giovialità, la temperanza, il moto e l’alzarsi per tempo.

CELEBRAZIONE DI UN RITO MISTICO DRUIDICO

I Druidi consacravano gran parte del loro tempo allo studio delle proprietà medicinali delle piante,
e ad alcune erbe attribuivano virtù magiche. Primeggiava fra queste la verbena, usata per ungere
la persona, per prevenire le febbri, per procurare amicizie e per ottenere quanto si potesse
desiderare.
Onde ritenere le sue proprietà misteriose, era d’uopo cogliere la pianta con alcune cerimonie al
sorgere della costellazione del cane, allorquando, tanto il sole come la luna si fossero trovati sotto
alla linea dell’ orizzonte. Prima di svellere la verbena occorreva propiziare la terra mercé libazioni
di miele, e la mano sinistra era sola da adoperarsi. Sradicata che fosse, la pianta veniva scossa in

alto, e le foglie, i gambi e le radici di essa venivano separatamente essiccati all’ombra. La verbena
era anche uno degli ingredienti del caldajo mistico di Ceridwen.
In quanto al vischio, Plinio afferma che “i Druidi ritenevano nulla essere più sacro, purché l’albero
sul quale cresceva fosse una quercia.” Essi divinizzarono il vischio, e non potevano a questo
avvicinarsi che in atto di profonda devozione e riverenza.
“Essi scelgono i boschi di quercia di preferenza a qualsiasi altro,” dice Plinio, “e non compiono riti
di sorta senza fronde di quercia. Essi ritengono che qualunque cosa nasca su quegli alberi sia
mandata dal cielo, ed è un segno che la divinità ha voluto prescegliere quell’albero.”
“Siccome il vischio è piuttosto raro, esso va raccolto, quando si trova, con grandi cerimonie nel
sesto dì della luna, che per loro da principio ai mesi ed agli anni, ed al periodo di trenta anni che
essi chiamano epoca, perché in quel punto la luna ha sufficiente influenza ed è quasi nella fase
media.”
“ Essi chiamano questa pianta nel loro linguaggio ‘Sana-tutto,’ e dopo aver preparato sotto l’albero
1’ occorrente per il sacrifizio e per la festa, essi vi conducono due tori bianchi, le cui corna non
furono mai prima legate. L’ arcidruida, in paludamenti bianchi, sale sull’albero, e con un falcino
d’oro taglia il vischio che viene ricevuto in un panno bianco. Le vittime vengono allora sacrificate, e
si offrono preci alla divinità onde voglia rendere il suo dono propizio a coloro ai quali viene
distribuito. Essi ritengono che renda fecondo ogni animale che ne beva un decotto, e che sia un
rimedio, contro ogni sorta di veleno.

ARCIDUCA
Col pettabotta di giustizia e la falciuola d'oro. Alla morte d'un Arciduca, il successore veniva eletto
per votazione dei membri dell'ordine.

Il vischio aveva ancora presso i Druidi il nome di “ Pren-awyr”—“La Pianta dell5 Aria,” perché la
considera-vano come simbolo dell’ amore sacro che discende dall’ aria quale dono celeste. Oltre le
molte altre virtù medicinali dai Druidi attribuite al vischio, il quale viene tuttora chiamato nel
Paese di Galles con l’antico nome druidico “Sana-tutto,” era in speciale modo stimato quale
preventivo della sterilità, ed era sotto questo riguardo considerato quale fattore importante nel
perpetuare ed accrescere la razza.
Il Lycopodium Selago, o Stregonia, era altra pianta somma-mente stimata dai Druidi, e da loro
usata nella cura delle affezioni degli occhi. Al pari del vischio, veniva raccolta colla massima cura.
Nessun arnese di ferro doveva toccarla, ne la mano ignuda era creduta degna di tanto onore, ma
veniva svelta con la mano destra rivestita d’ uno speciale indumento o sagus.
Siffatto indumento doveva avere un’origine sacra, e doveva essere stato tolto di nascosto ad una
persona sacra soltanto con la mano sinistra. Colui che raccoglieva il licopodio doveva essere un
Druida, vestito di bianco, coi piedi scalzi, lavati in acqua purissima. Egli dovea offrire un sacrificio di

pane e vino prima di procedere a cogliere la pianta che veniva poi portata via dal luogo ove era
nata, in un panno nuovo e pulito.
Nel “ Kadir Taliesin “ il Selago vien chiamato “ II dono di Dio,” Davydd (il Domatore) ; e nella
moderna lingua gaelica “Gràs Duw,” o “ La grazia di Dio.”
Questa pianta era anche considerata come un amuleto atto a proteggere il portatore da qualsiasi
disgrazia.
Al Samolus, o Lino d’acqua, i Druidi attribuivano poteri sopranaturali atti ad allontanare e curare
talune malattie. Il nome cimmerico di questa pianta era “ Gwlydd.”
L’agrifoglio e l’edera erano entrambe piante sacre per i Druidi. Nella lingua gaelica, l’edera dicesi
“lorwg,” che significa “il verde del duce supremo,” implicando l’attributo creativo primissimo di
Celi* o Cêd. La predilezione delle capre per l’edera è ben conosciuta, ed “è probabile,” dice uno
storico del Paese di Galles, “ che questa sia la ragione che rese l’edera una pianta sacra presso i
Druidi.”
La betulla era anche tenuta in gran pregio. Ha nome“Bedwen,” o “Letto sacro,” in gaelico.

UN SACERDOTE DEL CWYDDONIAID

Secondo la tradizione, era con un ramo di quest’albero che i Druidi purificavano i loro discepoli,
attingendo con esso della rugiada contenuta in un vaso a forma di barca ; onde “ Letto,” qui
significa “barca.” Il simbolo di Cêd, la dea celtica, era 1’ arca del sole, chiamata lt Llong Voel”
(Battello Nudo). Le madri del Paese di Galles castigano tuttora i loro figliuoli con un bastoncello di
betulla.
Si dice che i Druidi avessero pure in grande venerazione il frassino di montagna che si rinviene di
frequente in prossimità dei cromlechs e dei monumenti da essi eretti. Il frassino veniva anche
piantato vicino alle case onde proteggerle dagli spiriti maligni, mentre bastava tenerne in mano un
ramo per essere preservati dagli incantesimi e sortilegi.
La ghianda era per i Druidi l’emblema della fecondità; poiché la ghianda nella sua cupola era uno
degli emblemi fallici primitivi, la ghianda rappresentante I5 attributo maschile, la cupola quello
femminile.
Non v’ha dubbio che i Druidi studiassero diligentemente le proprietà delle piante, e fossero abili
nella cura di talune malattie, ma non si hanno dati sicuri sul limite da essi raggiunto nella

conoscenza della medicina. Borlase afferma che avessero nozioni di anatomia, e che
sperimentassero sul corpo di uomini vivi ; ma, non vi sono documenti in prova di siffatta
asserzione.
Passato il periodo druidico, la prima referenza storica intorno alla medicina cimmerica antica è
quella di Taliesin, “Capo dei Bardi” nel 6° secolo.
Questo Capo eminente era dotto in medicina e fisiologia. Egli scrisse del corpo umano :—“ Vi sono
tre organi principali intrattabili : il fegato, il rene, ed il cuore. Vi sono tre membrane intrattabili: la
dura madre, il peritoneo e la vescica urinaria. Vi sono tre moleste infermità: la malattia dell’
articolazione del ginocchio, la malattia della sostanza di una costola, e la tisi, poiché se in una di
queste si forma materia purulenta, non si sa mai quando potrà guarire.”
Poco è noto intorno alle condizioni della medicina nel Paese di Galles tra il sesto ed il settimo
secolo poiché il paese fu dilaniato da contese e guerre fino ai tempi di Howel Dha,
soprannominato Howel il Buono, che visse intorno al 930 A.D. Questo monarca promulgò un
codice di leggi nel quale si rilevano notizie interessantissime intorno ai medici di quel periodo.

UN SACRIFICIO DRUIDICO DI PRIGIONIERI DI GUERRA
"I prigionieri di guerra saranno sgozzati sugli altari, o bruciati vivi entro custodie, in onore degli
dei"
Antica legge druidica

Una delle leggi riguarda l’ufficio ed i privilegi di un medicante o medico della Corte Reale, con un
ragguaglio dei suoi doveri e delle sue retribuzioni.
Al medico o medicante di corte veniva concesso un terreno franco ed un cavallo ; egli aveva
ancora il diritto di ricevere dalla regina i suoi vestimenti di lino, e quelli di lana, dal re.
Nella sala del palazzo, la sua scranna veniva collocata a pie d’un pilastro presso il sovrano, ed egli
abitava con il capo di casa reale.
I suoi doveri consistevano nel somministrare gratuitamente i farmachi al capo della casa reale ed a
tutti coloro che abitassero entro il palazzo.
Nulla a lui era dovuto “oltre le vestimenta insanguinate dei suoi pazienti, salvo nel caso di una
delle tre ferite pericolose, cioè un colpo sulla testa penetrante fino al cervello, un colpo sul corpo
che mettesse a scoperto le budella, e la rottura di uno dei quattro mèmbri. “ Per ciascuna di
queste tre pericolose ferite il medicante aveva diritto “a nove ventine di pence ed il vitto, o ad una
libbra senza il vitto, nonché le vestimenta lorde di sangue del paziente.”

Il medicante aveva diritto alle seguenti retribuzioni in talune circostanze :
“ Per applicazione di una tasta—24 pence.
“Per un applicazione di unguento rosso—12 pence.
“Per un applicazione di erbe su di un tumore—4 pence legali.
“ Per salasso—4 pence.”
Il medicante doveva richiedere una garanzia d’irresponsa-bilità dai congiunti del ferito nel caso che
questi venisse a morire “per causa del rimedio di cui avrebbe fatto uso, e se il medicante non
prendesse questa precauzione, tolgieva su di sé la responsabilità.”
Egli doveva accompagnare gli eserciti.
Non doveva mai allontanarsi dal Palazzo senza 1’ autorizzazione del re.
Aveva facoltà di viaggiare per la strada ed anche fuori della strada in compagnia del messo dell’
ammalato.
Era lecito a chiunque di adoperare il cavallo di un altro per andare a chiamare il medicante per una
persona m pericolo di vita, senza necessità di fare ammenda.

CULTO DRUIDICO

Altri dati autentici intorno alla medicina cimmerica troviamo al principio del secolo decimoterzo,
quando regnava Rhys Gryg, figlio di Rhys ab Gruffydd, principe della parte meridionale del Paese di
Galles. Questi fu valoroso soldato, e si distinse nelle guerre di quei tempi. Secondo la consuetudine antica, egli aveva il suo medico di casa, per nome Rhiwallon, il quale era coadiuvato dai suoi
tre figliuoli, Cadwgan, Gruffydd, ed Einion, e viveva in un luogo detto Myddfai nella contea di
Carmarthenshire. Sotto il di lui patronato, questi medici fecero una raccolta di ricette medi-cinali
applicabili a varie malattie del corpo umano, “quale documento della loro abilità, nel caso non si
trovasse alcuno che avesse, al pari di loro il sapere necessario.” Molte di queste ricette erano già
praticate da tempo immemorabile ed infatti alcune di esse si possono far risalire al tempo di
Howel il Buono e fors’anche al sesto secolo.

Sono però i medici di Myddfai che le raccolsero mettendole per la prima volta in iscritto, ed è in
siffatto modo che ci viene trasmesso il prezioso documento delle conoscenze mediche di quel
periodo.
Il manoscritto consta di 18^ paragrafi, che racchiudono delle notizie interessantissime sull’
anatomia, fisiologia, medi-cina, chirurgia, patologia, materia medica e terapeutica.
La prima parte tratta della cura di varie malattie, come pulmonite, febbri infettive, ascite,
peritonite e molte altre. La chirurgia si mostra alquanto progredita. La pratica generale per la
rimozione di qualsiasi tumore o condizione morbosa, pare fosse quella di tentare in primo luogo 1’
uso dei medicinali da prendersi internamente o da applicarsi ali5 esterno, e questi riuscendo
inefficaci, ricorrere al coltello o al cauterio. Vengono particolarmente menzionate la lithotomia e la
trapanazione del cranio, nonché l’allacciatura delle emorroidi. Diamo qui un saggio di alcuni
aforismi contenuti nel manoscritto :—
“Vi sono tre ossa nel corpo umano che una volta fratturate non si risaldano più ; queste ossa non
esistono nell’ uomo appena nato, e sono : il dente, la rotola del ginocchio e l’osso frontale.”
“ Le tre più grandi difficoltà per il chirurgo sono : la ferita della glandola mammaria, la ferita
dell’artico-lazione del ginocchio e la ferita del polmone.”
La materia medica di cui è fatto menzione nel manoscritto comprende circa 175 piante, fiori,
radici, ecc. ; fra queste vanno notate la digitale, il papavero, la valeriana, la menta piperita, la
scoparla, ecc.

GIOIELLO DRUIDICI
Questo gioiello, che si suppone il pettabotta di un Arciduca, venne trovato vicino al collo di uno
scheletro nell'aprire un tumulo a Kingston, Barham Downs, presso Cantebury.
Esso è in oro, adorno di granate e turchesi, e misura circa nove centimetri in diametro.

La loro preparazione consisteva in decotti, infusi, pillole ed unguenti. Nella seconda parte del
manoscritto trovasi un numero grandissimo di ricette raccomandate per la cura di diverse
malattie. Citiamo gli esempi seguenti :
“ Per l’eczema.- Unguento di miele d’ edera, midollo di volpe e resina bianca.
“ Per la sordità.- Urina d’ariete con bile d’anguilla e succo di frassino da schizzare nell’ orecchio.
“ Per una ferita di punta.- Prendi ed applica lo stereo di un toro.
“ Per procurare il sonno.- Prendi teste di papavero pestate nel vino.
“ Per il mal caduco.—Brucia un corno di capra, dirigendone il fumo verso il paziente, e questi,
stimolato dall’ odore, si alzerà immantinente. Prima che si sollevi dal suolo applica sulla di lui testa
della bile di cane, e il male svanirà per sempre.”
I medici di Myddfai prescrissero un vero corso d’igiene, nel quale era raccomandato di far uso di
un clistere o di un emetico ogni mese. Rhiwallon ed i suoi figli furono prima medici di Rhys Gryg,
signore dei Castelli di Liandovery e Dynevor, il quale concesse loro titoli, terre e privilegi a Myddfai
per sussidiarli nella pratica dell’arte sanitaria, e per il benefìzio di coloro che richiedessero il loro

aiuto, La loro fama si estese ben presto, ed i loro servigi venivano richiesti in tutto il paese. I
discendenti di questa antica famiglia di sanitari continuarono a praticare la medicina nel Paese di
Galles senza alcuna interruzione fino alla metà del secolo decimottavo quando l’ultimo
discendente diretto morì nel 1743.
Si nota un progresso notevole nella conoscenza della medicina in un altro manoscritto cimmerico
antico, attribuito al Medico Howel, figlio di Rhys, e questi figlio di Llewellyn, figlio di Filippo il
Medico, discendente diretto di Einion.
Una gran parte di questo manoscritto si riferisce alla dietetica, e racchiude una tavola contenente
molte norme curiose per regolare l’alimentazione tanto nello stato di salute che in quello di
malattia. Emetici, purganti, suppositori e cordiali sono frequentemente raccomandati al pari di
bagni di varie specie. E raccomandato il salasso di tanto in tanto, e le applicazioni locali, quali
empiastri e rivulsivi, sono spesso menziona

in alto: Doppio Cromelic a Plas Newydd in Anġlesey
in basso: Cromelic in Anġlesey
Esistono tuttora bellissimi cromeliches nel Paese di Galles il cui uso è stato spiegato in diversi
modi. Una delle credenze è, che siano avanzi di grandi altari di pietra sui quali si compivano
sacrifici umani nei riti misteriosi druidici: un'altra credenza è che siano memorie monumentali
indicanti le tombe degli eroi di un periodo anteriore a quello dei capi cimmerici.

La data esatta di questo manoscritto non è conosciuta, ma esso venne probabilmente scritto
intorno allo scorcio del secolo decimoquinto. L’opera è divisa in 815 paragrafi, ed incomincia con
numerose congetture circa le cause che danno origine a varie malattie ; per esempio:
“ La febbre è promossa da eccesso di caldo e di freddo.”
“ Il veleno eruttivo del sangue, o i tumori, vengono prodotti da irregolarità nel mangiare e nel
bere, da ostruzioni nello stomaco, nelle vene, o in altri vasi cavi del corpo, in modo che il cibo, i
fluidi, il sangue, gli umori non possono passare come di solito.”
“Il furuncolo o carbonchio, e la peste, sono determinati da veleno penetrante nel sistema.”

“Da queste cause procedono tutte le febbri e le malattie inerenti al corpo umano, ma possono
essere curate coll’ajuto di rimedi attivi.”
La gotta era attribuita “all’essiccamento di umori che si mutavano in terra calcarea.” La paralisi era
dovuta al sangue divenuto pigro o viscido nelle vene. La meningite era cagionata da acqua
insinuatasi sotto alla fontanella e premente sopra il cervello e le sue membrane. La tisi era
considerata come il risultato di un veleno eruttivo del sangue.
In questo manoscritto sono menzionate otto-cento piante, fiori, radici, ecc., alcune delle quali
sono usate in medicina al giorno presente. Erano usate, tra le sostanze inorganiche : il solfato di
rame, l’allume, il mercurio, lo zolfo, l’antimonio ed il piombo. Ecco alcuni curiosi saggi delle ricette
contenute nel manoscritto suddetto :“ Per vermi nei bambini.—Prendi i capelli del bambino, tagliuzzali quanto più puoi e mesci con la
polpa di una mela cotta o con del miele quanti ne potrà sorreggere una corona d’oro. Con ciò
ucciderai il verme. “ ‘
“ Per estrarre un dente senza dolore.—Prendi dei tritoni, da alcuni chiamati lucertole, e di quei
disgustosi insetti che si trovano in estate fra le felci. Calcinali in un vaso di ferro e fanne uno
polvere. Bagna poi l’indice della mano destra, immergilo nella polvere, ed applicalo di frequente
sul dente, avendo cura di non sputare, ed allora il dente cadrà da se senza dolore. E stato
provato.”

PEITHYNEN' - LIBRO DRUICO
Il 'Peithnen' era telaio di legno costruito assai ingegnosamente e fornito di sbarre quadrangolari
che potevano rivoltarsi. Su ciascuna sbarra era incisa una stanza di quattro versi, generalmente
qualche composizione dei Bardi.
Durante il regno di Enrico IV era considerato come delitto applicare i bambini del Paese di Galles
allo studio o insegnar loro qualsiasi mestiere in qualunque città o borgata del regno. Fu allora che
gli abitanti del Paese del Galles ritornarono all'antica usanza druitica d'insegnare su sbarre di
legno.

“ Per dolore nell’occhio.—Prendi la bile di una lepre, di una gallina, di un anguilla e di un cervo,
dell’urina fresca e delle foglie di caprifoglio, poi incidi il fusto di una pianta d'edera e mesci ogni
cosa con la gomma che trasuda dall’edera ; fa bollire rapidamente e filtra a traverso un panno fine
di lino. Raffreddata che sia la miscela, inseriscine un po’ nell’ angolo dell5 occhio, e sarà una
meraviglia se colui che F adopera “non vede le stelle in pieno meriggio in conseguenza delle virtù
di questo rimedio.”

“Per stranguria e malattia della pietra. —Prendi il sangue e la pelle di una lepre, e fanne una
polvere ; mesci con sidro fatto di mele dalla buccia rossa, e bevi con idromele o birra. L’ammalato
non deve bere altro, e la pietra si disgregherà e verrà espulsa. Se ne vuoi una prova, prendi una
cucchiaiata di detta polvere, e mettila con acqua nel cavo di una pietra acida e questa sarà
certamente disciolta nel giorno seguente.”
“Unguento per uso generale.—Prendi il grasso dell’oca maschio, il grasso di un gatto maschio, ed il
grasso di un cinghiale rosso; tre dramme di cera azzurra (cera cuprea), del crescione, dell’assenzio,
delle piante di fragola rossa, e primola. Fa bollire il tutto in acqua pura. di fonte, e riempine un oca
maschio che arrostirai ad una certa distanza dal fuoco. Il grasso che ne cola si conserva con ogni
cura in un vaso. È un unguento prezioso per ogni sorta di dolori nel corpo umano, ed è simile ad un
unguento fatto originariamente da Ippocrate. Ciò è provato.”
“ Per detergere gli occhi.—Prendi delle sardelle fresche e ponile al sole o a tale distanza dal fuoco
che vadino soggette ad un simile grado di calore, finché da esse trasudi dell’ olio. Mesci quest’olio
con del miele ed ungi con esso gli occhi. “
“ Per procurare il sonno.—Fa bollire delle teste di papavero nella birra, da ciò a bere al paziente,
ed egli dormirà,”
La preparazione dell’ olio di fegato di merluzzo era nota ai medici del Paese di Galles di quel
periodo, come ben si può rilevare dalla ricetta seguente :
“Per fare un cerotto.—Prendi due oncie di olio di merluzzo, due oncie di pece, due oncie e un
quarto di mastice, ed un oncia di incenso. Mesci bene il tutto e poni sul fuoco, aggiungendovi
molto succo di piantaggine. Intingi la tela in queste materie fuse in modo che ne assorba la
maggior quantità possibile. Poi fa raffreddare. Conviene riscaldarla al fuoco quando occorre usarla
per una contusione o altro trauma del corpo umano.”

HOWEL DHA
AUTORE DI "HEN LYFR Y TY GWYN"
Il "Libro della Casa Bianca" fu la prima collocazione delle leggi cimmeriche.
"Howel il Buono, di Dyfed, costituì e promulgò leggi da seguirsi in tutti i suoi domini, e che vennero
osservate nel Paese di Galles fibchè il popolo ricevette le leggi inglesi al tempo di Edoardo I, ed in
alcune contrade anche molto tempo dopo. Queste leggi possono leggersi oggidì tanto in latino
come in gaelico." Così scrisse Caradog di Liancarvin, ma le pergamene originali vennero perdute
prima del 1300. Ne esistono tuttavia degli estratti di attendibile autenticità. si crede che la "Casa
Bianca" fosse situata nel Carmarthenshire presso l'odierna whitland.

Alla fine del manoscritto trovasi un elenco delle cose necessarie ad un medico :
” 1. Una lancetta per salassare o per aprire un ascesso ; anche un coltello alquanto più grande.”
“ 2. Una spatola di acciaio o d’ argento per spalmare gli empiastri.”
“ 3. Un tubo ed una vescica per iniezioni nella vescica urinaria o nel retto.”
“ 4. I suoi empiastri, i suoi unguenti, le sue pillole, le sue polveri, le sue pozioni in buone condizioni
onde potersi somministrare senza indugio ad ogni richiesta od occasione.”
“ 5. Un giardino di alberi ed erbe per la coltivazione di erbe, arboscelli ed alberi che non crescono
natural-mente in ogni luogo, e di alberi e piante di paesi stranieri che richiedono cure speciali onde
svilupparsi nel Paese di Galles.”

Vi sono ottimi consigli pel giovane medico. Lo si esorta ad essere affabile, gentile, mite, umile,
intelligente, savio e signorile nei modi e nelle azioni, nelle parole e nella condotta, avendo cura di
non dare soggezione a coloro che deve esaminare, specialmente le donne.
“Egli deve aver sempre presso di sé, in caso di bisogno, la busta dei suoi ferri chirurgici, gli emetici
e gli antidoti. Egli deve essere pio tanto per natura che per abitudini, affinché la benedizione di Dio
sia costantemente su di lui e su le sue azioni, ed affinché egli sia coscienzioso nel compiere ciò che
è bene e giovevole nella pratica della sua arte.”
Uno studio accurato di questo manoscritto interessante dimostra che l’arte della medicina
esercitata nel Paese di Galles nel xv° secolo fosse più progredita e più scevra da superstizioni che
nella maggior parte dei paesi europei di quei tempi.
Le medicine venivano preparate con cura ed attenzione, e le loro proprietà esperimentate ; alcuni
rudi tentativi venivano fatti per analizzare i sintomi delle malattie prima d’incominciarne la cura.
Prima d’iniziare 1’esercizio della sua professione, il giovane medico doveva fare un corso di studi
preliminari e subire un’ esame finale “ affinché egli fosse esperto nel giudizio e nella scienza dei
savi ed abili medici che lo precedettero.” I consigli e gli assiomi dati come guida al praticante
provano che gì5 ideali di questi primitivi padri della medicina Cimmerica, erano elevati, e che il
loro sapere era molto progredito relativamente ai tempi in cui vissero.

DRUIDI SFODERANO LA SPADA
Druidi compiendo un antica cerimonia. La grande spada di Gorsedd veniva sfoderata in occasione
di una dichiarazione di guerra, e non si rimetteva nel fodero finché non venisse proclamata la
pace.
L'Arciduca tre volte domadava a voce alta: "A oes heddwch?" (Havvi pace?)
E se la popolazione rispondeva:Y mae rhyfel! (Vi è guerra!) - Si sfoderava la spada.

CREDENZE DRUIDICHE

Pettabotte druidiche

Rappresentazione del sole,
delle stelle e
della costellazione d'acquario
su di un'antica moneta gallica

La medicina, l’astronomia e la religione erano strettamente associate
presso i Druidi. Essi credevano che l’anima fosse eterna e che le stelle fossero mondi
successivamente abitati da spiriti emigranti dalla terra. Essi studiavano particolarmente le
parvenze della luna ; e credevano che essa fosse come la terra, un mondo con montagne e altre
simili fattezze, e che fosse abitata delle anime felici. La luna era per essi la dimora e il pegno
evidente dell’immortalità. Per questa ragione occupava un posto importante nella loro religione, e
l’ordine delle loro festività era disposto in modo da seguire il giorno che ad essa era dedicato. La si
richiedeva in tutte le loro .cerimonie e le invocazioni si facevano ai suoi raggi. Per la loro
venerazione al corpo lunare i Druidi vengono quindi rappresentati con la falce tra le mani. La
mezzaluna di dieci giorni era guardata come l’emblema nel cielo del meraviglioso battello che si
chiamava “ Llong Voel.” Anche oggi gli abitanti del Paese di Galles danno alla luna crescente il
nome di “Llun” (l’Immagine). Il “Llong Voel “ o Battello Nudo, senz’albero ne remi (poiché riceveva
la sua forza motrice dello Spirito della Regina del Cielo) è anche simboleggiato per la corazza d’oro
portata dall’arcidruido. In tempi di difficoltà e di calamità, alla luna rivolgevano le loro suppliche.
Tacito racconta infatti che i Romani trovarono una resistenza accanita nel Paese di Galles ; quivi, i
Britanni armati erano capitanati da Druidi, i quali, “colle braccia levate al cielo, dalle creste delle
loro alte montagne, invocavano i loro dei, e scagliavano maledizioni sugli invasori, suscitando un

vero terrore nel cuore dei soldati romani.” I Druidi ritenevano che la fortuna fosse assai più
propizia nel plenilunio.

STONEHENGE
"Cor Mawr Cyroeth" = Il Gran Santuario del Dominio

Rappresentazione del sole,
della luna e delle stelle su
di un'antica moneta gallica

La parola rath, che in gaelico vuoi dire circolo o ruota, significa anche
fortuna. Essi credevano nell’influenza della luna tanto sugli esseri umani come sulle cose
inanimate. La luna crescente, piena o mancante era rispettivamente l’emblema della prosperità,
del successo completo e della decrescente fortuna. Si regolava quindi il momento iniziale delle
imprese importanti in conformità delle fasi della luna.
“ Era così profonda in essi la convinzione di una vita futura nei pianeti,” afferma Pomponio Mela,
“che era uso presso i Druidi dare danaro in prestito da restituirsi nell’ altro mondo.”
Gli Ovati insegnavano le strette affinità che regnano in tutta la natura, gl’infiniti mondi dello spazio
lavorando tutti all’unisono con questo.

Si considerava il sole come dimora dello Spirito supremo, mentre nella luna stava la sua consorte.
Il sole, di conseguenza, “guidava il giorno” e la luna “guidava la notte.” Da ciò essi desumevano
che l’uomo, “governatore del giorno,” fosse governato dal sole, e che la donna fosse governata
dalla luna. I Druidi insegnavano che la donna avesse tre periodi luminosi in ciascun mese, ed un
periodo fosco.
Essi conoscevano perfettamente lo zodiaco, e sapevano che il sole mette circa 365 giorni per
attraversare i dodici segni, e che vi fossero quindi circa trenta giorni e mezzo in ciascun segno.
Questo numero era considerato dai Druidi come quello che segnasse la fase più bella della vita
dell’uomo; sapevano che verso la metà di questo periodo l’uomo diventa pubere, che all’età di
circa 45 anni egli è nella pienezza della sua forza fisica, e che intorno ai 61 anni ha raggiunto il
periodo di maturità intellettuale e varcato il meriggio.
Oltre che nei dodici segni o magioni dello zodiaco, i Druidi dividevano i cieli settentrionali in dodici
segni dette “ Tywysogaethau “guide o consiglieri,” e quelli meridionali in altri dodici segni chiamati
“ Cyfiawnion.”
Essi rappresentavano cedesti ventiquattro segni ausiliari dei cieli per mezzo di due cerchi
intersecantesi l’un 1’altro, come due anelli di una catena, e ciascun cerchio constava di dodici
pilastri.

Trovavasi inoltre al centro di ciascuno dei due cerchi un altro cerchio più piccolo di dodici pilastri,
ciascuno dei quali simboleggiava i dodici segni dello zodiaco, per dimostrare che lo zodiaco aveva
influenza uguale sui cerchi dei due emisferi.
Si veneravano pure le stelle ed altri corpi celesti sebbene in grado minore. Si pensava che la Via
Lattea fosse la città di Gwyon, il cui genio, per nome Dow, si credeva dimorasse nella costellazione
di Cassiopea. Un altro essere mitico, per nome Arturo, aveva la sua sede nell’Orsa Maggiore, che i
Druidi chiamavano il “Carro d’Arturo.”
Molti dati intorno all’astronomia dei Druidi vengono forniti dalle monete degli antichi galli, i quali
erano dello stesso stipite di quelli che praticavano il druidismo nella Britannia.
Si trovano su alcune di queste monete e medaglie dei simboli astronomici, come il sole, la luna, il

carro del sole, l’orsa, ed altre costellazioni. Parecchi di questi simboli paiono tolti ai Caldei ed agli
Egizi, e vennero comunicati ai Druidi probabilmente dai Fenici. I circoli concentrici con punto
centrale, la semiluna con un globulo od una stella, e la linea a zig-zag, erano usati in Egitto come
emblemi rispettivi del sole, del mese, dell’anno e dell’acqua, e pare avessero lo stesso significato
presso i Druidi.

Altri segni ancora, come quello qui disegnato e sue molteplici combinazioni, i cerchi
concentrici, i globuli, gli anelli, i caratteri alfabetica in forma di costellazione, e la ruota con raggi, si
rinvengono pure sopra, le armi di bronzo trovate in paesi Celtici, Germanici, e Scandinavi.
L’uso d’imprimere le proprie idee astronomiche sulle monete non è particolare alle nazioni
occidentali, poiché si sono trovate delle monete di questa fatta in Cina, in Corea e nel Giappone,
sulle quali sono impressi i segni dello zodiaco.

LA SACRA FALCIUOLA D'ORO

"...Così il bronco
Era dell'oro avviticchiato all'alce
Ond'era sorto, e così lievi al vento
Crepitando movea l'aurate foglie.
tosto che 'l vide Enea di piglio dielli,
E desioso, ancor che duro e valido
Gli sembrasse, a la fine lo svelse; e seco
All'indovina vergine lo trasse."
I Druidi attribuivano un potere misterioso al vischio quando veniva trovato su una quercia. Alla
fine dell'anno, una solenne processione avea luogo, formata dai tre ordini di druidi. Di bocca in
bocca passava il motto: "L'anno nuovo è per incominciare, si colga il vischio." Un sacerdote saliva
sull'albero, e con una falciuola d'oro tagliava il vischio, che veniva ricevuto in un panno bianco
disteso al suolo.

Nelle cerimonie dei Druidi, si facevano invocazioni al sole, alla
luna, alle stelle e ad ogni altro fenomeno visibile, ma al di sopra della Natura era riconosciuto un
grande principio generatore e motore che i Celti annoverarono, forse in epoca posteriore, fra gli
attributi dei loro somme dei.
“ La conoscenza loro dell’ astronomia era tale,” dice Toland, “che in uno dei loro tempi nell’isola di
Lewis ciascuna pietra vi si trova disposta in corretto ordine astronomico.”
Una specie di vetro o sostanza vitrea trovata nei tumoli (cairnus), dimostra che il vetro non fosse
sconosciuto ai Druidi ; conoscenza che avevano probabilmente acquistata per mezzo dei Fenici.

Fra le divinità venerate dai Druidi si annoverano Mercurio, ritenuto inventore delle arti, Apollo,
Marte e Giove.

l cubo era usato da loro quale simbolo di Mercurio, e anche per significare la verità,
mentre la più alta e maestosa quercia del bosco era sacra a Giove.
I Druidi compievano i loro riti e le loro cerimonie misteriose sulle colline e nei boschi. Questi ultimi
erano recinti di grandi quercie che circondavano i loro tempi sacri chiamati “llwyni” e nei quali
erano dei “gorseddau” o monticelli, sui quali sedevano per emettere i loro decreti ed arringare il
popolo; delle “carneddau” o mucchi di pietre sui quali compievano alcune forme del loro culto ; e
dei “cromlechau” o altari, sui quali si compievano le solennità dei sacrifizì.

L’ arcidruida sceglieva, coll’approvazione dell’intero ordine, la più bella quercia del
bosco, e compieva il rito della consacrazione. Dopo aver staccato tutti i rami laterali egli procedeva
ad unire due di essi alla parte superiore del tronco in modo che si stendessero su ciascun lato
come le braccia di un uomo, e formassero la forma di una croce. Al disopra e al disotto dell’ unione
di questi rami essi incidevano nella corteccia dell’albero la parola “Thau.” E innanzi ad essa
compievano i loro più sacri riti.

L'ORIGINE DELLA FRECCIA
Questo antico simbolo cimmerico, chiamato "le tre verghe o i tre raggi di luce", significava l'occhio
di luce, o la luce radiante dell'intelligenza, sparsa sul circolo druidico. Questo emblema venne
adottato da Re Edoardo III come uno dei suoi stemmi. esso venne anche assunto da suo figlio il
Principe Nero, e da altri principi del paese di Galles. La freccia larga trovasi come segno della Real
Casa già nel 1386, e dopo il 1693 venne usata come timbro delle marci governative.

La quercia pare sia stata tenuta della razza Aria in maggiore venerazione di qualsiasi altro albero.
Essa era non solo annoverata fra gli alberi sacri dei Germani, ma ritenuta come la loro principale
divinità, e ancora oggi esistono tracce evidenti del suo culto. Agli antichi abitatori d’Italia, la
quercia era sacra più che ogni altro albero. Il simulacro di Giove Capitolino in Roma, secondo Livio
era semplicemente una quercia. La corona civica dei Romani era di quercia, e un serto di quercia
era il guiderdone per eminenti servigi resi allo Stato.
I Greci adoravano Zeus dimorante nella quercia sacra a Dodona e supponevano che Io stormire
delle foglie di essa fosse la voce del dio. Secondo la credenza degli antichi Greci, la ghianda era il
cibo principale dell5 uomo fino a che Demeter introdusse il grano. E per ciò si portavano rami di
quercia nei suoi misteri ad Eleusi.
I quattro emblemi druidici erano: il trifoglio al solstizio di primavera ; la quercia al solstizio
d’estate, la spiga di grano al solstizio d’autunno; ed il vischio al solstizio d’inverno.
Alcune delle massime e regole dei Druidi tramandate fino a noi, fanno luce sui loro costumi e sulle
loro credenze. Sono le seguenti :—
“Nessuno sarà iniziato fuori del sacro bosco.”
“Il vischio dev’essere raccolto con venerazione, e possibilmente alla sesta luna. Dev’essere tagliato
con un falcino d’oro.”
“ Ogni cosa provenne in principio dal cielo.”
“Gli arcani delle scienze non debbono essere affidati allo scritto, bensì alla memoria.”
“La polvere di vischio rende le donne feconde.”
“I disubbidienti debbono essere esclusi dai sacrifizì.”
“Le anime sono immortali.”

“L’anima trasmigra in altri corpi dopo la morte.”
“ In circostanze straordinarie è uopo sacrificare un uomo.”
“Gli eventi futuri vengono svelati dal modo come cade il corpo della vittima o si muove dopo
essere caduto, dal modo come si apre la ferita e dal modo come fluisce il sangue.”
“ I prigionieri di guerra debbono essere sgozzati sugli altari, o bruciati vivi entro una custodia di
vimini per onorare gli dei.”

L'ARPA DEL PAESE
"TELYN AUR TELINORIUS"
(L'arpa d'oro degli arpisti)
Soltanto tre istrumenti musicali sappiamo essere stati in uso presso gli antichi Cimri, il crwth (una
specie di violino), la "pibcorn" (cornamusa", e l'arpa. Le antiche Triadi ci fanno conoscere che "il
suonar l'arpa" era uno dei tre segni che distinguevano il Britanno libero dallo schiavo. Giraldus
osservava che gli antichi Britanni "di gran lunga sorpassavano in eccellenza tutte le altre nazioni
occidentali, non solo nell'armonia, ma nel genio delle loro canzoni e delle loro improvvisazioni."

“ Il danaro dato in prestito in questo mondo, sarà restituito nell’altro.”
“ Vi è un’altro mondo, e coloro che si ammazzeranno per seguire i loro cari, vivranno ivi con essi.”
“La luna è un rimedio sovrano per tutto. “
“ Il disubbidiente sia scomunicato; lo si deprivi dei benefìzi della legge; sia sfuggito da tutti e gli si
rifiuti qualsiasi impiego.”
“Tutti i capi di famiglia sono re nelle proprie case ; essi hanno diritto di vita e di morte sulla moglie,
su i figli e sugli schiavi.”

I Druidi erano esperti nella magia, e specialmente nella divinazione. Il rito più solenne della
divinazione era compiuto esaminando con cura i visceri delle vittime sacrificate e giudicando dalla
loro apparenza se gli dei fossero o non fossero propizi. Essi traevano pure presagi dalla caduta e
dai moti convulsi delle membra, nonché dal modo con cui il sangue scaturiva dal corpo subito
dopo che la vittima avea ricevuto il colpo fatale.
Essi presagivano gli eventi futuri col guardare nei pozzi sacri e nei ruscelli, dopo che questi fossero
stati agitati col ramo di una quercia o con una verga magica.
I Druidi consideravano il l° Novembre come notte di mistero. Essi celebravano annualmente in
detta occasione la ricostruzione del mondo. Un rito terribile si connetteva a questa cerimonia
poiché le sacerdotesse druidiche dovevano rompere e poi ricostruire il tetto del loro tempio, come
simbolo della distruzione e ricostruzione del mondo. Se alcuna di loro, nel trasportare il materiale
per il nuovo tetto lasciasse cadere il suo sacro fardello, era perduta. Le compagne, prese di
fanatico furore, si precipitavano su di essa e ne dilaniavano il corpo, e sembra non passasse anno
senza che vi fossero una o più vittime. Quella medesima notte i Druidi spegnevano il fuoco sacro
che si teneva di continuo acceso entro i sacri recinti, e a quel segnale, tutti i altri fuochi venivano
spenti l’uno dopo l’altro e la profonda oscurità della notte primitiva regnava su tutto il paese.
Allora le ombre dei deceduti dell’anno precedente dirigevano verso l’occidente, ed erano
trasportati per mezzo di battelli al tribunale del dio della morte.

S. Davide (Dewi Sant), il santo protettore del Paese del Galles. Si crede che fosse di sangue reale e
che abbia incoronato Re Arturo. La sua elezione all'ARcivescovato del Paese di Galles, alcuni anni
prima della venuta di S. Agostino, segna un progresso importante nella propagazione missionaria
della fede cristiana tra i Cimri.

In uno dei suoi poemi, Taliesin allude ad una grande moria detta “peste gialla di Rhôs,” che fece
strage nella parte settentrionale del Paese di Galles nel sesto secolo. Il bardo attribuisce la causa di
questo flagello ad “una stranissima creatura che verrà dalla laguna.” Egli fa quindi una descrizione
fantastica del demonio della malattia che sembra accennare grossolanamente all’idea di un
microbo come causa della pestilenza.

“ Discopri tu che sia
La forte creatura anteriore al diluvio,
Senza carne, senza ossa,
Senza vene, senza sangue,
Senza capo, senza piedi;
Non sarà ne più vecchia ne più giovane
Che al principio.
Per tema di un diniego
Questa creatura
Non ha bisogni volgari.

“Gran Dio! come il mare imbianca
Al suo primo giungere !
Fervidi sono i suoi aliti
Quando giunge dal meridione;
Grandi sono i suoi vapori
Quando s’avventa su le coste del mare.

“ Ella è nel campo, ella è nella foresta,
Senza mano e senza piede,
Senza segni di vecchiezza,
Quantunque ella sia coeva

Con le cinque età o periodi ;
Ed anche più antica
Ben che i loro anni siano innumerabili.
Ed è anche così vasta
Come la superficie della terra ;
E non fu nata,
E non fu vista mai.

“Tortuoso è il suo corso,
E non verrà quando la si invoca.
Per mare e per terra
È indispensabile.
Ella non ha eguale,
È quadrilatera,
È sconfinata,
È incomparabile ;
Giunge dai quattro canti della terra
Senza alcun avviso
E comincia il suo viaggio
Di su la cima dei massi marmorei.
“È sonora, è muta,
È lieve,
È forte, è coraggiosa,
Quando scorre sopra la contrada.
È silenziosa, è vocale,
È clamorosa,
Ed è la più strepitosa

Su la faccia della terra.
È buona, è cattiva,
È estremamente nociva.

“ Ella è celata
Perché la vista non la può discernere ;
È malefica, è benefica,
È là ed è qui.
Andrà in dissoluzione,
Ma la sua offesa non avrà riparo,
Non soffrirà per ciò che ha commesso
Perché ella è senza colpa.
“È umida ed è secca,
Arriva di frequente,
E procede dal calore del sole,
E dal freddo della luna,
La luna le è meno benefica,
Perché il suo calore è minore.
Un Essere l’ha preparata
Tra tutte le creature
Con uno scoppio tremendo
Per rovinare vendetta
Su Maelgwn Gwynedd.”

ANTICO CARRO DI GUERRA CIMMERICO AVVIANTESI ALLA BATTAGLIA
"Il carro di guerra s'avanza come la face della morte, il carro veloce di Cuthullin l'audace figlio di
Semo. S'incurva all'indietro come onda presso alla riva, come la nebbia di brughiera attraversata
dai raggi del sole. Il suo timone è di legno di tasso lucido, il suo sedile è di osso levigatissimo, i suoi
fianchi sono ispidi di lance, il suo piano è lo sgabello degli eroi." – Ossian.

FUNERALE DI UN ANTICO CAPO CIMMERICO
Copiato dal quadro di W.W.Collins, R.I.

L' ANTICA CAPRA SELVATICA DEL PAESE DI GALLES
" Non per Cadwaladr e tutte le sue capre.,"
SHAKESPEARE, Enrico V.

La capra è stata associata col Paese di Galles dai tempi più remoti, probabilmente perché gli
antichi Cimri nelle loro fortezze di montagna ritraevano da questo animale la maggior parte del
loro cibo, in forma di latte e selvaggina. Nei tempi antichi le montagne del Paese di Galles
racchiudevano, una razza eccezionalmente bella di capre selvatiche, ed anche oggidì se ne trovano
alcuni splendidi esemplari nel Glamorgan-shire. Pennant, il zoologo gaelico, fa menzione di una
capra le cui corna misuravano 3 piedi e 8 pollici con una larghezza di 3 piedi tra le due estremità di
esse.

IL MITO DELLA CAPRA
Fin dai tempi di Mosè, la capra venne associata ad alcune strane pratiche e cerimonie. Secondo Y
antico rituale ebraico, nel gran giorno di espiazione i peccati del popolo erano simbolicamente
caricati sul capo della capra, che veniva poi scacciata nel deserto. In siffatto modo la capra venne
dotata di mitiche virtù, come quella che portava via ogni male. Questo spiegherebbe l’antico
usanza di condurre una capra in giro per la casa di un ammalato onde portarne via la malattia o
infezione, e questa superstizione può rinvenirsi anche in altri usi popolari. Nel Lincoinshire gli

affttavoli sogliono tenere una capra fra mezzo alle loro greggi perché credono che sia “sano per il
bestiame.” Nella Virginia, si crede che la capra allontani le malattie e distrugga le erbe malefiche.
Anche in Irlanda, si ritiene che la capra “porti buona fortuna e mangi le erbe velenose.”
La capra venne associata alla medicina fin dalla più remota antichità, e si attribuivano ad alcune
parti del suo corpo le più meravigliose virtù.
Il pelo della capra veniva adoperato dai Babilonesi nei loro incantesimi, più di tremila anni A.C., e
gli antichi Greci credevano che il sangue bollito della capra fosse un antidoto pei veleni.
Plinio afferma, a proposito delle virtù medicinali della capra :—
“Lo sterco espelle la pietra, così pure le ceneri ottenute dai peli. Gli stregoni ne adoperano la
carne, arrostita ad un fuoco in cui si sia bruciato il corpo d’un uomo, contro il mal caduco. Il succo
di un fegato arrostito di capra cura la debolezza della vista. Anche la bile e buona a ciò, tenendo gli
occhi sopra il vapore. Unito a miele, viene usato nella idropisia e con crusca nella dissenteria.”
Si riteneva che il grasso possedesse qualità astringenti e applicavasi con sale ai paterecci, o si
versava fuso nell’orecchio per la sordità.
Mesue raccomanda “il corno destro della capra per le eruttazioni,” ed egli afferma ancora che “il
pelo della capra scaccia i serpenti.” “ II succo della testa, bollito insieme coi peli, cura l’ernia. Le
ceneri del femore servono da dentifricio al pari di quelle della maggior parte degli animali forniti di
vello. Gli stregoni usano dare il cervello di capra che fanno passare a traverso un anello d’oro, ai
bambini prima di poppare, per prevenire 1’ epilessia ed altre malattie.”
Bartolommeo Glanvill, scrivendo della capra nel secolo decimoquinto, afferma : “Che i serpenti
vengono discacciati ed allontanati mercé la cenere ottenuta con corna di capra e col pelo bruciato
della medesima, e per mezzo delle corna di capra si può combattere l’effetto di varie specie di
veleno e si può distruggere molta superfluità di carne morta generando carne nuova e sana, si
possono anche prosciugare gli umori fluenti e sanare le ferite in stato di suppurazione, ancorché
fossero cancerose. Si migliorano e curano altresì le ferite con pelli fresche di capre.
Molti scrittori medici del medio evo attribuiscono proprietà rimarchevoli e poteri solventi al
sangue di capra.

Glanville dice : “II sangue di capra mescolato e bollito con ciliege
selvatiche distrugge i veleni vegetali e animali, cura il morso dei vermi striscianti, e guarisce la
puntura degli scorpioni. Il sangue di becco nutrito con juie, disgrega meravigliosamente la pietra;
tanto nella vescica come nei reni, sradica i polipi ed altre superfluità di carne nel naso. Diversi
autori affermano che il sangue caldo di un becco può disciogliere una pietra focaia e renderla
malleabile.”
Topsell dice, a proposito del sangue di capra, che “il sangue di capra ha proprietà impareggiabili;
esso forbisce il ferro arrugginito meglio che la lima ; rammollisce una pietra di diamante e tutto ciò
che il fuoco non scioglie e il ferro non rompe; essendo di natura così invincibile che sprezza ogni
cosa violenta pure vien disciolto dal sangue caldo di capra.”
Lo stesso scrittore osserva inoltre: “Le capre vennero sacrificate a Bacco perché sciupavano le viti.
I Mendesi adoravano la capra perché credevano somigliante al loro dio Pane. Gli Egizi
divinizzarono il becco per i suoi organi genitali. I Gentili avevano pure una capra di bronzo
cavalcata da una venere di ottone. Si riteneva che le capre selvatiche d’Egitto non fossero mai
morsicate dagli scorpioni. L’erba selvatica caprina è mangiata dalle capre selvatiche ed è molto
stimata dagli Arabi contro le vertigini perché le capre che ne mangiano non vengono mai affette
da tal malore. Vi sono cacciatori che bevono, con questo scopo, il sangue caldo della capra
selvalica.”
Nei secoli decimosesto e decimosettimo, i vari organi della capra avevano una parte importante
nella materia medica. Il fegato, la bile, la milza, le corna, gli escrementi, ed il latte venivano tutti
usati come farmachi.
Il sangue di capra era raccomandato da Pomet come sudorifero, aperiente, e risolvente, e ottimo
nella cura della pleurite, della ritenzione di urina e della pietra nella vescica. Van Helmont afferma
che “se sospendete un becco per le corna ripiegando le gambe posteriori ai lati del corpo e, in
questa posizione, asportate i suoi testicoli, e poi fate essiccare il sangue che sgorga dalla ferita,
esso diventerà duro come il vetro e sarà difficile pestarlo in polvere. Un dramma di questa
sostanza curerà infallibilmente la pleurite senza ricorrere al salasso.”
Anche nell’Oriente, la capra è stata da lungo tempo vantata per le sue proprietà medicinali.
I medici indigeni dell’ India avevano uno strano modo di curare l’asma in cui la capra ha una parte
importante:I1 ghee, preparato con carne di capra, veniva somministrato all’infermo internamente,
ed una capra era condotta tre volte al giorno nella di lui camera. Si ordinava all’infermo di

valersene come guanciale, di tenerla abbracciata durante i parossismi, aspirando il forte odore
dell’ animale; ed egli sarebbe stato guarito della sua infermità in pochi giorni.

Il Drago del Paese di Galles
"Cambria, amo il tuo ardito genio,
I tuoi vecchi Druidi ed i loro terribili riti,
I tuoi Bardi che, toccando le corde sonori,
Risvegliavan l'anima guerriera del Re.
Amo le tue valli Siluriane
Rinfrescate dalla brezza della Sabrina,
Che adescaron i Romani ad attaccare
I carri armati con falci di Arverage."
Ode alla Cambria

LA CRONOLOGIA
DEI CIMBRI

Si crede che la culla dei Cwmry, Cumri o Cymry fosse nella parte meridionale dell’Indostan, la cui
estremità meridionale, il Capo Comorin, deriva il suo nome dalla medesima radice. Il significato
della parola Sanscrita “ Kumari “ è : un giovane, un principe.
Il seguente è un esempio interessante delle relazioni che esistono tra la lingua Cimmerica e 1’
ebraica :—Ebraico:“Byllang adonai-eth cal nêoth Jangeob.” Cimmerico :“ By-llw-ng adonydh holl
neuodh Jago.” Italiano: “Il Signore ha ingoiato tutte le abitazioni di Giacobbe.”—
Lam. ii. 2.
I° Re di Ynys Pridhain, “ Britannia, 1’Isola bella “ (secondo le Triadi Cimmeriche). Circa 1000 anni
A.C.
La Britannia, sul margine estremo del mondo allora conosciuto, da Erodato chiamata
Kασσιτερίδες, “le Isole di stagno.” 450 A.C.
La Britannia menzionata da Aristotile come Bρεταυικαί Nησοι, “le Isole Britanniche.” 320 A.C.
Caractacus (Caradog) condotto prigioniero a Roma. A.D. 51.
Bran, “ II Beato,” dicesi abbia introdotto la fede Cristiana in Britannia, dopo una sua visita a Roma.
A.D. 52.

Il “ Capo Gwelig,” o “.Sommo Re,” è successore del Dux Brittanniarum romano, e prende l’insegna
di “Dragone del gran Pendragono.” Circa A.D, 420.
Gran numero di Antichi Britanni respinti dai Romani nel Paese di Galles. A.D. 447.
Taliesin, uno dei più celebri bardi, fioriva. Circa A.D. 520.
S. Davide (Dewi Sant), eletto Primate del Paese di Galles, fonda il monastero di S. Davide a Mynyw,
e trasferisce colà il Primato da Caerleon. A.D. 544-601.
L’ antico Eisteddvoddau restituito, col motto, “ Y gwir yn erbyn y byd “
(“La verità contro il Mondo”). Circa A.D. 550. (Formalmente sanzionato dalla Regina Elisabetta nel
dì 26 Maggio, 1568.)
Morte del gran Cadwaladr. A.D. 688.
Rhodri Fawr (Rodrìgo il Grande) tiene a bada la sovranità Sassone, ma i capi gaelici riconoscono
finalmente come re Alfredo il Grande. A.D. 750-885.
Howel Dha di Dyfed (Pem.) procede alla codificazione delle leggi del Paese di Galles. A.D. 930.
Gruffydd ap Llewellyn diviene Re del Paese di Galles Settentrionale. A.D. 1039.
Aroldo invade il Paese dì Galles a fonda una colonia Sassone presso Offa’s Dyke dalla parte di
Radnor. A.D. 1063.
Dopo secoli di lotte, i Cimmeri ed i Sassoni si uniscono per opporsi ai Normanni. A.D. 1066-1100.
I Normanni invitati a prender parte a lotte intestine nel Paese di Galles, vi si stabiliscono a poco a
poco. A.D. 1087.
Le “ Chansons de Geste” (Ballate su gesta di Cavalieri) dei trovatori, contengono i primi accenni su
Merlino, il profeta, e su Re Arturo e la sua Tavola Rotonda, come pure sulla “ Ricerca del sacro
Calice.” A.D. 1150.
Enrico II. sottomette il Paese di Galles. A.D. 1157.
L’antica Chiesa Inglese, dopo secoli di dispute (durate sotto circa 30 Primati del Paese di Galles),
riconosce la supremazia dell’Arcivescovo Stefano Langton (Enrico III.). A.D. 1216-28.
Liewellyn ap Jorwerth, Re di Gwynedd (Paese di Galles settentrionale), diviene “Principe di tutto il
Paese di Galles), rende omaggio a Enrico III., ma in seguito si ribella. A.D. 1267-82.
Llewellyn ap Gruffyd, disfatto da Edoardo I., e il Paese di Galles definitivamente sottomesso.
Carnarvon, Anglesey, Merioneth, Flint, Cardigan, and Carmarthen dichiarate contee Britanniche,
sotto il titolo complessivo di “ Principato del Paese di Galles.” A.D. 1283.

Statuti di Rhuddian, per mezzo dei quali 150 signorie nel Paese di Galles Centrale e Meridionale (Le
“ Marches “ o signorie limitrofe del Paese di Galles) ritenevano le proprie leggi e Corti di Giustizia,
facendo atto di fedeltà al Re d’Inghilterra. A.D. 1283.
Edoardo II. nato a Carnarvon, e in seguito proclamato Principe di Galles. A.D. 1284-1300.
Le severe “ Leggi del Paese di Galles “ provocano nuova ribellione. Owain Glyndyfrydwy (Owen
Glendower, o Owen della valle del Dee) è incoronato Re del Paese di Galles a Machynlleth, ma è
poi in seguito completamente disfatto. A.D. 1400-1415.
Enrico VII. (Tudor), discendente del grande Cadwaladr, conquista la corona Inglese, affratella
finalmente gl’Inglesi con gli abitanti del Paese di Galles, e verifica la profezia che avea confortato il
popolo cimmerico per circa mille anni. A.D. 1485.

“Ma, dopo lunga pena, avrem riposo
Se il barbarico stuol mondi ne lasci ;
Ed i Britanni impero avran novello
E mai più si vedrà straniera gente.”

Enrico VIII. abolisce con apposito statuto le “marches” del Paese di Galles, e pone Denbigh,
Montgomery, Radnor, Monmouth, Breck-nock, Glamorgan, e Pembroke sotto governo di contea. Il
Paese di Galles viene unito ed incorporato con l’Inghilterra per atto di Parlamento. A.D. 1536.
Prima Bibbia stampata in lingua gaelica. A.D. 1588.
Giorgio, attuale Principe di Galles, per comando del Re Edoardo VII., aggiunge il Dragone Rosso del
Paese di Galles al suo stemma, e così “ II Dragone del grande Pendragono” adorna di bel nuovo il
blasone del capo titolare della razza cimmerica. 8 Nov. 1901.

IL PORRO DEL PAESE DEI CIMBRI
(UN RICORDO DELLA FESTA DI S. DAVIDE)
Un antica poesia dice di S.Davide:
"Beveva solo l'acqua cristallina,
E si nutriva dei porri che coglieva nei campi;
In memoria di ciò, a ogni ricorrenza
L'abitante del paese di Galles si fregia di quella pianta.

La tradizione racconta che la vigilia di S.Davide A.D. 640, un Re del Paese del Galles meridionale
seppe che un esercito Sassone stava per attaccarlo, i soldati essendo travestiti. Il Re ingiunse ai
suoi seguaci di sradicare ciascuno un porro da un campo vicino e portarlo come segno di
riconoscimento e così riporti l'indomani insigne vittoria. Shakespire fa spiegare a Enrico di
Monmouth per mezzo di Fluellen l'usp che corre nel Paese del Galles di portare un porro il giorno
di S.Davide, "il quale uso, come sa la Maestà vostra, è ancora oggi onorevole emblema di servizio."

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Il testo di questo articolo non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della
pubblicazione ufficiale cartacea.


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