File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



ferrovieri2.0 aprile 2015 .pdf



Nome del file originale: ferrovieri2.0 aprile 2015.pdf

Questo documento in formato PDF 1.4 è stato generato da PDFMerge! (http://www.pdfmerge.com) / iText® 5.5.2 ©2000-2014 iText Group NV (ONLINE PDF SERVICES; licensed version), ed è stato inviato su file-pdf.it il 02/04/2015 alle 18:27, dall'indirizzo IP 93.65.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1194 volte.
Dimensione del file: 1.2 MB (4 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


Ferrovieri2.0
 Aprile 2015 

LA PRIVATIZZAZIONE INCALZA
Le funzioni di programmazione e amministrazione
del
trasporto ferroviario regionale sono state
trasferite alle Regioni nel 2000. In assenza di una
pianificazione nazionale
dei trasporti
e di
finanziamenti adeguati i rischi di questa sorta di
federalismo ferroviario sono la desertificazione
ferroviaria di interi territori, specie nel mezzogiorno
del Paese oltre alla scomparsa dei collegamenti
interregionali. Queste scelte sono funzionali anche ai
progetti di smembramento del gruppo FS e alla sua
privatizzazione; per questo ci opponiamo alla messa
a gara del trasporto regionale, variante locale di quel
processo tendente a privare la collettività di un bene
comune per favorire i profitti privati di banche,
speculatori ed evasori fiscali.
Quella di mettere a gara il trasporto ferroviario
regionale è esclusivamente una scelta politica in
quanto non esiste alcun obbligo di legge. I
regolamenti europei lasciano ai singoli stati le scelte
organizzative, mentre la normativa del nostro Paese
a riguardo è abbastanza contraddittoria; da ultimo è intervenuta la Corte Costituzionale che con
la sentenza n. 199 del 20 luglio 2012 ha abrogato l'obbligo di assegnare tramite gara i servizi di
pubblica utilità dando quindi la possibilità di rinnovare o rinegoziare i contratti di servizio.
Ad oggi in un quadro molto differenziato, riassunto nella mappa in alto, l' Emilia Romagna risulta
essere l'unica regione che ha messo a gara il servizio ferroviario.
Partita con dichiarazioni roboanti, Alfredo Peri ex assessore alla mobilità sentenziava:”L’Emilia
Romagna scarica Trenitalia: da giugno bando aperto alle aziende europee” fino ad arrivare al neo
assessore Raffaele Donini che si dice ”pronto a scatenare la gara del ferro”, ad oggi la situazione è
di stallo. L'unica offerta pervenuta è quella al rialzo da parte della cordata Tper-Trenitalia su cui si è
aperta una fase di negoziazione che non preannuncia nulla di buono per i diritti dei lavoratori.
La clausola sociale frettolosamente firmata dai sindacati complici, una clausola inefficace e
facilmente raggirabile, alla prima occasione mostra già qualche crepa.
Al di là della politica degli annunci che caratterizza anche gli amministratori locali, obbiettivi della
gara sono: costituire la società ferroviaria regionale modello Trenord, un nuovo poltronificio per
riciclare politicanti e sindacalai; smembrare il gruppo Fs per favorirne la privatizzazione; abbattere
diritti e costo del lavoro. La struttura del recente contratto di lavoro, figlio dell'accordo del 28
giugno 2012, , è lo strumento utile per disarticolare l'unità contrattuale dei ferrovieri con la
contrattazione di secondo livello.
Il rinnovo del materiale rotabile è l'argomento forte cui punterebbe la gara. Un tema molto
sentito anche perchè le condizioni dei treni che circolano in regione sono a dir poco pietose.
Ma anche su questo argomento c'è troppo fumo e in attesa dell'arrosto registriamo che la
tempistica per l'immissione dei nuovi treni è molto labile al pari della quantità, i nuovi treni che
dovevano essere 85 ora sono diventati 75! Nel frattempo in attesa della rivoluzione ferroviaria
del '17, del duo Peri-Donini, Trenitalia sta dirottando in Emilia Romagna i treni più scalcinati, dopo
lo scambio Minuetto - Ale 582 per l'orario estivo si prevede quello Taf – Vivalto che sicuramente
contribuiranno a peggiorare il servizio fino a tutto il 2016.

segue

Ferrovieri2.0                                                 2
Lo stato in cui versa il trasporto regionale è
sicuramente
indifendibile:
vetture
sovraffollate,
vetuste
e
sporche,
manutenzione a dir poco insufficiente, ritardi
e soppressioni, carenze di personale.
La ragione primaria di questa situazione va
ricercata nei continui tagli di finanziamenti al
settore operati da tutti i governi che si sono
susseguiti in quest'ultimo decennio e nel
dirottamento delle risorse per favorire l'alta
velocità e la costruzione di infrastrutture su
strada.
La Regione Emilia Romagna non è estranea a
questa impostazione: oltre a tagliare i
finanziamenti, non ha destinato neanche un
centesimo dei Fondi Strutturali Europei al
trasporto pendolare mentre ha destinato
ingenti risorse per le grandi opere inutili
(people
mover,
autostrada
Cispadana,
Passante nord, Fico, nuova stazione
Mediopadana di Reggio Emilia).
La messa a gara del servizio viene presentata come la soluzione a tutti i problemi che affliggono il
trasporto pubblico, In realtà suo unico effetto sarà quello di portare all'aumento delle tariffe e al
peggioramento delle condizioni di lavoro e del servizio.
A nostro parere va profondamente rivisto anche il meccanismo di finanziamento del trasporto.
L'introduzione di coefficienti astratti come quello di riempimento dei mezzi e dei meccanismi
premianti o penalizzanti portano all'abbandono di linee e mezzi; a tale proposito non è casuale
l'esclusione dalla gara della tratta Piacenza- Cremona.
Una ferrovia sicura ed efficiente, treni non affollati, puliti e puntuali, stazioni non abbandonate
richiedono forti investimenti, capacità e direzione gestionale da parte dello stato perché il sistema
dei trasporti, come tutti i servizi di pubblica utilità, è bene primario di una società civile, per questo
ci opponiamo alla frammentazione del gruppo FS e alla privatizzazione del trasporto pubblico.
Della serie Predicare bene
e razzolare peggio!
Conoscendo le acrobazie di
cgilcisluil, non ci stupiamo
più di tanto nel ritrovarli fra
le 669 sigle sindacali che
compongono la federazione
internazionale
e
che
condividono - a parole- il
rapporto qui di fianco.
Nei fatti li ricordiamo intenti
a condividere tutti i processi
di privatizzazione, magari
con le cosiddette regole.
Noi che viviamo sulla nostra
pelle gli effetti disastrosi
delle
regole
previste
dall'ultimo
contratto
di
lavoro sappiamo bene di
cosa si tratta!

Ferrovieri2.0                                               3

LA DEMOCRAZIA SOSPESA
Dovete scusarci se torniamo ancora una volta a
parlare di democrazia, qualcuno sicuramente
storcerà il naso e dirà in cuor suo: basta!! ci avete
stracciato le p…e con questa democrazia!!!. Ed
invece siamo ancora qui a parlare di democrazia:
di democrazia violata, di democrazia cancellata, di
democrazia sospesa…… Sospesa forse è questo il
termine giusto, perché stiamo vivendo, ormai da
parecchi anni, in un tempo in cui richiedere e far
applicare dei semplici principi democratici è
sempre più difficile, è sempre più complicato.
Sembra quasi che qualsiasi anelito alla discussione
democratica e al serio confronto fra diverse idee,
non meriti alcuna considerazione, anzi da molti
viene ritenuta una perdita di tempo. Ed anche
quando è proprio la stragrande maggioranza dei
cittadini a richiederla, ecco che interviene
qualcosa di SUPERIORE e di PREPOTENTE che
mette tutto a tacere ed annulla qualsiasi
discussione proclamando un non ben identificato
INTERESSE NAZIONALE. Lo è per la TAV in Val di
Susa, dove una inutile quanto dannosa e
dispendiosa opera faraonica viene imposta con la
forza e l’arroganza di un potere che vede solo
l’interesse di grandi aziende, e sicuramente di
qualche politico, contro la volontà dell’intera
popolazione della valle; si è arrivato addirittura a
processare come fosse un terrorista lo scrittore e
poeta ERRI DE LUCA colpevole di aver preso le
difese degli oppositori a questo scempio.
Sicuramente c’è qualcosa che non va in questa
Italia Renziana, ogni opposizione o semplice
contestazione viene immancabilmente bollata di
estremismo e di disfattismo, come se il dibattito
democratico non fosse più possibile o addirittura
pericoloso. In ogni contesto della vita sociale
assistiamo a stravolgimenti e coercizioni che poco
hanno a che vedere con uno stato democratico
quale vuole definirsi il nostro: le banche pur
avendo fatto il pieno di denaro pubblico grazie
alla BCE, non concedono crediti se non ai soliti
amici deprimendo ancora di più la nostra già
asfittica economia; il mondo del lavoro
dipendente viene compresso e umiliato da leggi
come quella della Fornero e reso evanescente e
incerto dal Jobs Act; la tanto auspicata riforma
fiscale per cominciare finalmente a far pagare chi
non ha mai pagato non esiste, anzi quando si

mette mano al fisco lo si fa per allargare le maglie
della legge per premiare gli evasori; lo stesso
impianto democratico è a rischio per la necessaria
riforma elettorale ma che purtroppo sembra
orientata verso l’ennesima truffa a danno dei
cittadini per garantire l’accesso ai posti decisionali
ad una ristretta cerchia di oligarchi e di utili servi;
nel mondo sindacale viviamo la stessa condizione
che vivevano decenni fa gli operai dei paesi del
cosiddetto
“socialismo
reale”
dove
gli
imbarazzanti sindacati di regime erano gli unici
autorizzati a trattare per loro, ed ogni voce
contraria e libera era considerata pericolosa e
reazionaria;
le scelte in ambito economico
effettuate da questo governo di non eletti non
prevedono robusti interventi nel settore pubblico
per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro ai
giovani e ai disoccupati ma anzi sono indirizzate
ad ossequiare le direttive della Commissione
Europea con contrazione della spesa pubblica ed
abbandono
delle
politiche
sociali.
Gli attacchi che stiamo subendo sulla nostra pelle
di lavoratori e cittadini sono innumerevoli e molto
pesanti, ma quello che fa più paura è il senso d’
impotenza e di quasi rassegnazione che si respira
in giro, come se fosse ormai impossibile ed inutile
opporsi a tutto questo…..non è così, abbiamo
ancora la forza e l’intelligenza di combattere
tutto questo, dobbiamo radunare le nostre forze
ed i nostri ideali per contrastare il cosiddetto
“nuovo che avanza” , che poi tanto nuovo non è.
Abbiamo ancora la possibilità di far valere le
nostre idee e le nostre aspirazioni, l’abbiamo
dimostrato con la straordinaria partecipazione a
tutte le azioni di sciopero indette dalle forze
sindacali di base in questi anni per contrastare gli
accordi liberticidi ed i contratti a perdere firmati
dai sindacati confederali.

Ferrovieri2.0                                                 4

CHI LA DURA LA VINCE

Mercoledì 25 marzo una delegazione di lavoratori
e RSU dell’OGR di Bologna, una coraggiosa ed
indomita delegazione, sotto una pioggia
battente, è tornata a manifestare alla sede
regionale dell’INAIL in Galleria 2 Agosto.
Di buon mattino una avanguardia delle RSU è
arrivata in perlustrazione presidiando l’ingresso
con cartelli ed appropriato striscione di lotta;
argomento, riconoscimento dell’esposizione all’
AMIANTO. Immediatamente il Capitano Fais ha
cominciato ad interrogare tutti gli esseri viventi
che entravano od uscivano dalla porta, personale
delle pulizie compresi, chiedendo se c’era il
Direttore in servizio, poi, instancabile, si è rivolto
pure verso le telecamere che controllano
l’ingresso, con gesti equivoci ed in parte
sconosciuti, sicuramente retaggio di una cultura
sardorovigotta che lo ha segnato per sempre, in
senso buono. Nel frattempo, in bicicletta, armati
di ombrelli ed altri cartelli, usati in questo caso
come parapioggia, sfidando il pericolo e le leggi
della fisica, arrivava alla spicciolata il resto della
truppa, per dare man forte nel tentativo di
scovare dove si era nascosto il Direttore. Ad un
certo punto, con grande arguzia, il sergente Mari
si recava in missione, sempre alla ricerca dello
Stesso, nel vicino bar, dove altro poteva essere il
Pavido? Al primo sorso del pessimo caffè
Linchiong, il sergente veniva richiamato all’ordine
dal capitano Fais, “Presto il Direttore ci riceve”.
Con gran sostegno da parte dei lavoratori,
accompagnati da una modesta segretaria, i due
RSU entrano quindi nella sede INAIL, salgono
delle modeste scale ed arrivano nel modesto
ufficio, dove già in attesa, tremante dopo avere

visto dalle telecamere la presenza di RoboFais, ci
aspetta il modesto Direttore che ci chiede “Qual
buon vento?” Tempesta !
Ma come, dopo più di 200 morti, una sentenza
del Tribunale di Bologna, con una relazione del
perito nominato dallo stesso, il Dottor
Alberghini, che afferma di esposizione fino al
1997, tre sentenze della Corte dei Conti che
sentenziano il diritto per i ricorrenti alla
rivalutazione ai fini pensionistici degli anni di
esposizione, un’altra relazione del perito
nominato dalla Corte, la Dottoressa Belpoggi
dell’Istituto
Ramazzini
che
dimostra
tecnicamente una esposizione diffusa in tutta
l’officina fino al 1997 ben oltre le 100 fibre/litro,
dopo tutto questo, cosa stiamo aspettando? “E
ma il vostro curriculum, che ci ha inviato la
ferrovia, dice che dopo il 1983 l’amianto non
c’era più in OGR”, è stata la risposta del
Direttore, spalleggiato dall’Ingegnere che nel
frattempo era arrivato, “e poi abbiamo già
parlato con il Patronato, sanno tutto, non
preoccupatevi”.
Il Capitano non ci ha visto più, minacciando di
tornare con tutto l’esercito dell’Officina, di
legarsi con una catena ai cancelli dell’INAIL con
un branco di pecore fatte arrivare dalla terra
natia, di mettere allo spiedo nella Galleria,
maialini, il Patronato e la segretaria con
l’Ingegnere, è riuscito a strappare una promessa
al Direttore, ormai affranto per una imminente
riunione senza essersi fatto il caffè; il sergente
aveva visto giusto!
Dopo Pasqua tutte le carte, le perizie, le
sentenze di cui sopra saranno valutate da
apposita commissione istituita allo scopo ed a
breve arriverà risposta positiva!? Bene, se no, lo
sapete, sarà guerra!
Siamo scesi per informare la truppa che
aspettava trepidante e speranzosa, qualcuno già
fantasticava di trasferirsi a Cuba da subito,
vivendo da nababbo con la pensione, poi ce ne
siamo andati, con la bicicletta, con l’ombrello,
con i cartelli, lo striscione.
Pioveva ancora, maledetto tempo, maledetta
INAIL, però il cielo si stava aprendo.
MALEDETTO AMIANTO!


ferrovieri2.0 aprile 2015.pdf - pagina 1/4
ferrovieri2.0 aprile 2015.pdf - pagina 2/4
ferrovieri2.0 aprile 2015.pdf - pagina 3/4
ferrovieri2.0 aprile 2015.pdf - pagina 4/4

Documenti correlati


Documento PDF ferrovieri2 0 aprile 2015
Documento PDF ferrovieri2 0 maggio
Documento PDF fs2 0 giugno 2015
Documento PDF calendario tpc
Documento PDF mollecontrastopiaggio
Documento PDF accoglienza trieste


Parole chiave correlate