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Raffaele Garofalo Criminologia, studio sul delitto .pdf



Nome del file originale: Raffaele Garofalo - Criminologia, studio sul delitto.pdf
Titolo: Garofalo, Raffaele (1851-1934). Criminologia : studio sul delitto e sulla teoria della repressione / per R. Garofalo,.... 1885.

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Criminologia : studio sul
delitto e sulla teoria
della repressione / per
R. Garofalo,...
Source gallica.bnf.fr / Bibliothèque municipale de Lyon-part Dieu

Garofalo, Raffaele (1851-1934). Criminologia : studio sul delitto e sulla teoria della repressione / per R. Garofalo,.... 1885.

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— SerieI, Yol. II.
BIBLIOTECA
ANTROPOLOGICO-GIURIDICA

CRIMINOLOGIA
STUDIO

SUL

SULLE

DELITTO,

E SUI MEZZI

DI

SUE CAUSE

REPRESSIONE

PEK

R.

GAROFALO

BOMA

- TOHINO

-FIBENZE

BOCCA

FRATELL!
MHRM

M 8. M.

188E

429^1
— Serie Yol. II.
BIBILOTECAANTROPOLOGICO-GIURIDICA
I,

CRIMINOLOGIA
STUDIO

SUL

SULLE

DELITTO,

SUE

E SUI MEZZI DI REPRESSIONE

PER

R.

GAROFALO

KOMA

- TOEINO

-FIRENZE

BOCCA

FRATELLI
LIBRAI

DI S. M.

1885.

CAUSE

PROPRIETA

LETTERARIA

Torino — Tip. e Lit. Camilla e Bertolero.

ERRATA-OORRIGE

(PAROLE)
PAQ.

RIGO

10

9 e 10

DOVE SI LEaan

LEQOASI

. . . un ideale della condotta
non

si pud imaginare
ciuando in una societii
menti

altruistici

. . un ideale dclla

che

se non

non si puo

i senti-

siano

affatto

egoistici

negli

praffacendoli

e qitasi sopprimen-

che

se non

imaginare
quando in una societa

i

monti

egoismo

di

ragionevole

siano pienamentefitsicon

so~

compenetrati

condotta

di un

senti-

quelli

hene inteso altruismo.

doli.
197

284

34

...

della educazione,

della

22

spcrita, della educazione.
. . . a sosliluire una pona crimi-

. . della

pro-

perpetua

(LETTERE)
15

32'

1

42
4S
95
154
241
302

convemenza

conviaenza

14

Massagfti
reazionale

Massageti
razionale

ultimo

eleinentW

elemcntnri

comuso

camuso

12

rigo 1° della nota (1) Strafmases
ultimo
jalotcu
33 (nella

noia)

esemptan

della pro-

sperita, della sicurezza.
. , a sostiluii-e una pcna criminale alla correzionale, una pena

nale alla correzionale, una pena
perpelua alla correzionale.

12

educazione,

Slrafmawes
jalons
esempn

aila tcmporanea.

PREFAZIONE

H buon senso popolare chiama dottrinarii quelli che applicano concetti assoluti in evidente contraddizione con lo stato
reale della societa.
PRANOESCO
DE SANOTIS(Articoli
politici).

La societa contemporanea offre una stranaantinomia.
Noi vediamo da per tutto la maggioranza sovrana,
onnipotente, anche la dove la sua incompetenza e manifesta o la sua imparzialita
impossibile.
Solo in un campo essa si arresta, dubbiosa dei suoi
solo allora essa indaga i limiti della sua sodiritti;
vranita,
quando si trova di contro la piu abbietta, la
piii nociva fra le minoranze, quella dei delinquenti.
Mentre il senso morale si va estendendo in ogni direzione e va acquistando una delicatezza sempre maggiore, mentre vi e 1'abisso fra una nazione moderna
ed una tribu

di selvaggi, i costumi di questi ultimi
e
fra noi da pochi esseri anormali;
sono riprodotti
la societa ne subisce ogni giorno 1'orribile spettacolo.

—

VI

—

'

. .

offende i piu profondi suoi sentimenti, i piu
e pure essa non sa trovare il modo
sacri suoi diritti,
e il suo
di rendere meno gravi la sua vergogna

II delitto

dolore.
rassegnazione dipende in gran parte
Quesfapatica
dalla prevalenza di una dottrina che ha segnato limiti
alla reazione sociale contro il delitto, in nome di alcuni
principii giuridici malamente trasportati nel campo della
in se medesimo il fenomeno,
questa dottrina ha preteso stabilire le norme assolute ed
invariabili
della reazione. Lungi dal prefiggersi lo scopo
criminalita.

Senza studiare

della

distruzione,
od, almeno, di una considerevole
attenuazione del male, essa non tende ad altro che a
realizzare alcuni suoi ideali. Quando vince un punto,
sia pure contrastato dal piii elementare buon senso,
dalla evidenza delle necessita sociali, essa e lieta dei
suoi trionfi,
poco curandosi del suo deviamento dalla
missione

che la societa,

credula

e sedotta,

le avea

afBdato.
Cosi affermansi

come « glorie di una scuola » le vitdal piu. pericoloso individualismo.
Oosi

torie

riportate
decantasi il progresso
continuo
chiamata

aumento

del diritto

penale, mentre e in
il male che questa scienza sarebbe

a curare.

II risultato

che si e ottenuto e stato quello di contrastare 1'applicazione di una grande, universale legge di
natura, origine delle nostre presenti condizioni di vita,
origine di ogni civilta, la selezione.
E cio si e fatto in un tempo in cui questa legge di natura era piu largamente, piu sistematicamente studiata.

—

.'-.''.

Invano

VII

—

la propagazione erediSpencer esclama: « Non puo

la scienza dimostra

taria del delitto. Invano
farsi un piu triste dono alla posterita che ingombrarla
di un numero sempre crescente d'idioti, di oziosi e di
delinquenti. Soccorrere i malvagi vuol dire preparare
maliziosamente ai nostri discendenti una moltitudine di
nemici.

Si ha il diritto

di chiedere se la sciocca filan-

tropia che pensa soltanto a raddolcire i mali del monon
mento e persiste a non vedere i mali indiretti,
produca nell'insieme una piu grande quantita di miserie che 1'estremo egoismo».
I giuristi rispondono presentando progetti di nuovi
codici che aboliscono quasi del tutto i mezzi di eliminazione, e non oppongono altro argine. alla delinquenza
che 1'ospitalita nelle case dello Stato, ove i malfattori
hanno diritto

al pane ed all'ozio,
e donde usciranno
ad infestare di nuovo la societa e perpetuare la razza
degenerata.
Senza alcuno studio delle cause della criminalita,
senza alcuna cognizione degii effetti dei castighi, senza
alcuna distinzione delle classi di rei a cui 1' uno o
l'altro
mezzo repressivo e piu o meno adatto — i
nostri penalisti s' immaginano di aver raggiunto la
perfezione.
Alla societa che chiede soccorso nella lotta
il delitto essi forniscono,
elaborate.

in cambio d'armi,

contro
formole

Alla scienza sperimentale che loro addita la vera via
da seguire, essi oppongono principii tolti ad imprestito
ad una vieta metafisica.

• ''

I naturalisti,
intrusi;—essi,

—

fm

—

-.,'-.

che studiano il delinquente, sono gli
che non lo conoscono, sono le persone

competenti!
Mentre e dimostrato

non essere il delitto

che l'ef-

fetto di anomalie

psichiche, di abitudini inveterate, di
ambienti malsani, i giuristi non sanno vedere in esso
— mentre si tratta
che una colpa volontaria;
di
prevenire il male rendendo quelle tendenze innocue,
quelle abitudini impossibili, quella corruzione minore,
essi rifiutansi a studiare gli ostacoli da porre sulla via
che il reo ha cominciato a percorrere, e pretendono castigarlo in proporzione della sua responsabilita morale,
cioe a dire della supposta liberta ch'egli avea di scegliere
fra il bene ed il male. Cosi, in cambio di adattare la
repressione alle esigenze della pubblica moralita e sicurezza, essi 1'adattano ad un termine la cui esistenza e
sempre dubbia, una incognita che determinanO superficialmente con metodi incerti, senza preoccuparsi altrimenti del vantaggio o del danno sociale che ne risulti.
Questa scuola del diritto penale classico, vedendo chela moderna psicologia e 1'antropologia invadevano il suo
campo e scuotevano le sue fondamenta, non ha saputo
resistere in altro modo che dando a queste scienze la
del delitto e 1'imputaccia di volere la riabilitazione
nita dei malfattori.
La falsita

di quesfaccusa e cosi evidente che niuno
potrebbe accogiierla in buona fede, salvo chi fosse affatto
ignaro della moderna filosofia positiva. E pure sono
queste le armi con cui si combattono i sociologi
al delitto!
hanno alzato il grido: Guerra

che

—

'..''

IX

—

Un movimento, a cui 1'autore di questo scritto non
fu estraneo (1), si e prpdotto gia da qualche anno in
Italia per concretare i risultati della scienza e studiarne
1'applicazione alla penalita. Una scuola e sorta, accolta con vive simpatie in Francia, Germania e Russia,
ed ha gia esposto, benche frammentariamente,
tutta
una nuova teoria penale.

(1) I primi tentatiyi di appiicazione delle idee scientifiche al trattamento
dei rei furono fatti da DESPINE(Psychologie naturelle) e da LOMBROSO
(JJomo
delinquente, 1876). La possibilita di una riforma del diritto penale con la
scorta delle nuove teorie fu additata
nello scritto
lavoro Diun

Studii

recenti

criterio

fiu dal 1878 nel Griornale

Napoletano,
ampiamente, nel

di penalita
(GAROFALO)e, piu
positivo della penalita, Napoli, 1880, dello stesso autore.

Seguirono gli importanti lavori di FERRI, Diritto penale ed antropologia eriminale (nellMrc7». di Psieh. e scienze penali, 1880), Nuovi orizzonti del diritto

e della procedura

penale, Bologna, 1881 ; La seuola positiva di diritto
penale, Siena, 1883; Socialismo e criminalita,
Torino, 1883 — quelli di
P[JGLIA (La nuova fase evolutiva del diritto penale, Messina, 1882; II reato
Messina, 1884; Prolegomeni allo siudio del diritto repressivo,
Torino, 1883) — quelli di POLETTI (Di una legge empirica nella criminalita,
Udine, 1880; II sentimento nella scienza del diritto penale, Udine, 1882)
—
gli altri scritti di G-AROFALO(Le riforme delVon. Villa, Torino, 1880; II
tentativo criminoso con mezzi inidonei, 1882; Cio che dovrebbe essere wn
d'infanticidio,

sociali di alcune teorie giuridiche,
giudizio penale, 1882; I pericoli
1882;
Alcune osservazioni sul progetto del Codice penale, 1884) — quelli infine
di A. SETTI, La forza irresistibile,
Torino, 1884, e di V. PORTO,La scuola
criminale positiva, Padova, 1884. In Eussia -seguono quesfindirizzo
MINZLOPP
(Caratteri della classe delinquente, 1881), DMITRY DRILL (Iluomo delinguente,
1882) ed altri. In Germania lavorarono nel medesimo senso KRAEPELIN (Die
des Strafmasses, Lipsia, 1880; La colpa e la pena, nellaMvistadi
filosofia scientifica, Milano, 1883) — "WILLERT (Das Postulat der Abschaffung
des Strafmasses, 1882) — LISZT (Der Zweclcgedarike in Strafrecht,
Mar1883). — Nella letteratura socialistica, in cui
burgeruniversitatsprogramm,
finora il problema della criminalita non era stato abbastanza curato, sono notevoli
Abschaffung

1'opuscolo di P. TURATI, II delitto e la questione sociale, Milano, 1883, e il libro
di COLAJAOTI,Socialismo e Sociologia criminale, Catania, 1884.

Ora e tempo di raccogliere e, conchiudere, coordinando le idee ad un principio non arbitrario, non metafisico, ma biologico ed irrecusabile; — di determi.narne quindi le possibili applicazioni, non sulla base
delle ipotesi, ma su quella delle esperienze gia fatte; —
di vedere infine quale parte della legislazione possa conservarsi, quale debba modificarsi o radicalmente mutarsi
perche mal rispondente allo scopo.
Io non presumo al certo di aver esposto lo schema
eompleto del nuovo sistema penale; nel presente stadio
della scienza molte lacune sono ancora da colmare.
Nondimeno ho voluto, con alcune proposte concrete,
mostrare la possibilita di pratiche applicazioni dei nostri
principii. Ma senza dubbio, anche in quelle poche for^
mole, la critica rilevera molte imperfezioni, molti punti
deboli. Forse a me medesimo, fra qualche anno, tutto
questo lavoro non parra che un semplice abbozzo. Ma
tale pensiero non ha potuto distogliermi dalla pubblicazione di questo libro, perche sono intimamente convinto che la via in esso tracciata sia la vera. Altri
sapra renderla

Napoli,

piu agevole, piu diritta,
10 luglio

1884.

piu sicura..

SOMMARIO

PAETE
L'AZIONE

CEIMINOSA

I.
E LA

EEAZIONE.

CAP. 1.
IL

DELITTO

NATURALE.

La parola delitto non appartiene ai giuristi — Significato di questa parola nel
. linguaggio comune — Eicerca delle norme di condotta, la cui violazione pu6
dirsi criminosa — Analisi dei sentimenti od istinti che costituiscono il senso
morale — Lhniti in cui il senso morale posseduto dalle razze superiori e
di pieta — II sentimento di giustizia relativo alla proidentico — L'istinto
prieta — Come tutti i delitti naturali si riconducano alla violazione di questi
— Bazze che difettano degl'istinti
altruistici
elementari —
Evoluzione del senso morale — Se possa sorgere il concetto di nuovi delitti.
3-41
Pag
due sentimenti

CAP. 2.
LA

LEGGE DELL'ADATTAMENTO.

I. Eeazione razionale della societa contro il delitto — La
forma costante — Porma assoluta di eliminazione: pena di
tezza deiristinto
pietoso rende minore la pieta per alcuni
minazione parziale, cioe da un determinato ambiente —

eliminazione come
morte — La delica— Elidelinquenti
Modalita.
— L' espiazione morale —

LI. Impulso individuale di reazione: La vendetta
II patimento dei rei — La reazione sociale spontanea tende indirettamente
allo stesso scopo della razionale — Giustificazione del principio « punitur
ne peceetur ».
quia peccatum » e suo accordo col principio « punitur
m.
rv.

Se la eliminazione produca gli effetti preventivi
rale — Motivo del timore.
La eliminazione

dei castighi:

Motivo mo-

dei rei come mezzo di selezione — Teoria delFeredita psi-

cologica.
Pag

42-83

—:

.—:.ocii

PABTE II.
LE

CAUSE

DELITT0.

DEL

CAP. 1.
L'ANOMALIA

DEI

DELINQUENTI.

abbia sempre
I. Se il pervertimento
morale, che e la condizione del delitto,
natura patologica — Distinzione fra malattia ed anomalia — La pazzia morale e la delinquenza istintiva.
LT. Caratteri antropologici piu frequenti nei rei d'istinto — Tipo delTomicida
— Inefficacia dei castighi —
e del ladro — Caratteri
psicologici comuni
Inemendabilita.
fortuiti — Senso in cui deve intendersi questa parola — La
Delinquenti
e dei fortuiti non
differenza fra l'anomalia psichica dei delinquenti istintivi
e che una differenza di grado — Omicidio per impulso collerico — Omi— Clima e
cidio per impulso di ambiente — Eeati endemici ed imitativi
bevande alcooliche, temperatura — Cause occasionali del furto.
Appendice (A) Caratteri antropologici dei selvaggi e degli uomini primitivi.
III.

(B) Eicerche sul cervello nei delinquenti.
(C) Sulla classificazione dei delinquenti.
87-136

Pag.
CAP. 2.
INFLUENZE

HODIFICATRICI

DEGL'ISTINTI.

—
della scuola correzionalista e sue contraddizioni
La cura morale dei delinquenti secondo Despine — Efficacia delTedueazione
morali — Diverse opinioni — Limiti probabili
snlla formazione degl'istmti
di ogni effetto educativo — Conchiusioni — Ci6 che rimane in piedi della
— Assurteoria correzibnalista e suo accordo con la teoria dell'adattamento

Postulato

non dimostrato

dit&. dell'eclettismo

dei nuovi penalisti

italiani.
137-160

Pag.
CAP. 3.
INPLUENZE

SOCIALI.

I. La ineguaglianza economica ^- II dehtto come reazione contro la iniquita
— Eelazione
sociale — Se la miseria sia una causa specifica di criminalita
fra le condizioni economiche ed i crimini mossi da cupidigia — II proleta-

'

,

--

—

XIII

—

riato non da ad essi un contingente maggiore delle classi agiate — Se la
miseria abbia almeno un'influenza indiretta sulla criminalita — Nessun ef. fetto benefico delTagiatezza e della istruzione letteraria.
sociali in rapporto alla criminalita — Teoria preventiva inLT. Le istituzioni
. diretta di Eomagnosi — Idee di Quetelet — Proposte concrete di leggi tendenti a rimuovere le cause piu comuni di delitti — Limitazione delTattivita
— Quali siano i mezzi preventivi indiretti che lo Stato possa ado.legislativa
— I « sostitutivi
penali » del Perri.
perare cohtro il delitto
.

Pag.

161-201

PAETE III.
LA

EEPEESSIONE.
CAP. 1.

CBITEEII

DI PUNIBILITA.

I. IL CONCETTOGICRIDICODEL DELITTO. Scuola francese e scuola italiana — n
— La pena come castigo — Teorie assodelinquente quale uomo normale
lute: — non possono risolvere il problema penale — Teoria classica italiana:
— tutela giuridica — n limite della giustizia.
II.

III.

LA RESPONSABILITAMORALE. II libero arbitrio nel delinquente — Eesponsa— La forza
bilita relativa — Impossibile
applicazione di questo principio
irresistibile interna — Gontraddizioni della teoria, della legislazione e della
— Perche
pratica — II vizio di mente — Punibilita dei delinquenti pazzi
non debbano essere puniti di morte — L'ubbriachezza
e l'eta quali cause
di diminuita responsabilita — Assurdo teorico e pratica impotenza.
LA PROPORZIONE
PENALE.Criterii

del delitto: loro complicazione
quantitativi
— Impossibilita di determinare un criterio esclusivo della
gravita relativa dei
delitti — Proporzione della pena al male od al danno del delitto — Proporzione della pena alla spinta criminosa — Critica di questo sistema —

positivo — Obbiezioni e risposte — U merito e demerito negli atti
determinati — Proteste in nome della giustizia.
IV. IL TENTATIVO CRIMINOSO.Diversi punti di partenza — Caratteri del tentativo — Atti preparatorii — Quando possano essere considerati come veri
tentativi criminosi — Idoneita di mezzi — Teorie germaniche — Soluzione
della quistione.
Criterio

V. Di ALCUNEALTRE TEORIE GIURIDIOHE.Complicita — Incomunicabilita
delle
qualita personali — Mandato — Cumulo di reati — Eecidiva propria ed
impropria — La recidiva impropria e di maggior pericolo sociale — Limitazione della recidiva secondo il progetto del nuovo Codice italiano — Come

•,. —-

XIV

—

si colpisca in Italia la recidiva — Esempio opposto dato dalla Prancia —
La prescrizione — Eagioni che giustificano la prescrizione delPazione penale — Se possa ammettersi anche la prescrizione della pena ed in quali limiti
— Assurdita delle amnLstie
pei dehtti comuni, e del principio ch'esse aboliscano 1'azione penale e la recidiva — La grazia sovrana — Suoi pericoli.
VI. EISPOSTAAD ALCUNEOBBIEZIONI.
VII.

L'APPLICAZIONEDELLEPENE.Dififerenza fra le pene scritte nei codici e quelle
che si applicano — Assurdi derivanti dalla massima pro reo — Come siano
puniti i rei abituali.

VILT. LA RIPARAZIONEDEL DANNO.Poca serieta delTobbligo imposto ai rei di
riparare il danno — Teoria di Spencer — Lato della quistione non considerato da questo scrittore — Ostacoli pratici alla realizzazione del suo sistema — Limiti

in. cui e ammessibile — La coercizione alla riparazione come
succedaneo della pena in alcune categorie di reati.
205-319

Pag
CAP. 2.

LA PEESECUZIONE
DEI MALFATTORI.
Influenza

del sistema di procedura sulla criminalita

—

Eequisiti

d'una buona

procediira.
I. L'ISTRUZIONE. Azione pubblica e privata — II giudizio di accusa — H se— II carcere preventivo — La liberta prowisoria.
greto istruttorio
II. IL GIUDIZIO. Assurdi del sistema accusatorio — Porme razionali del giudizio — L'appello — U ricorso in Cassazione — Proposte di riforme.
III. I GIUDICI. N6 giuristi ne giurati — Qualita necessarie nei magistrati —
del giuri con la civilta moderna — Deplorabile esperienza
Incompatibilita
fatta dallTtalia — Proposte di restrizione del potere dei giurati.
Pag.

.

.

320-374
CAP. 3.

L'lNEPFICACIA

DEL

PRESENTE

SISTEMA

REPRESSIVO.

Aumento della criminalita in Prancia, Belgio, Prussia, Austria, Spagna ed Italia
— Aumento assoluto dei delitti — Aumento della piu grave criminalita
—
Aumento delle recidive — Statistiche italiane — Se sia vero che il movimento
ed accenni alla discesa — Confronto delT nltimo periodo coi precedenti — Primato italiano nei reati di sangue — U
mestiere del delinquente valutato economicamente — Probabilita d'impunita
— Modi di eludere la
— La
pena — Eecidiva dei liberati da gravi pene
onesta — Non e
teoria della proporzione fra 1'attivita
illecita e 1'attivita
nuova — Eagioni che la confutano — La criminahta dei secoli passati —
Effetto sensibile dei mezzi eliminativi.
ascendente siasi arrestato

Pag

375-419

XV

CAP. 4.
DELLE

APPLICAZIONE
In qual modo il criterio

NORME RAZIONALI

delTadattamento

DI REPRESSIONE.

sia applicabile

alla legislazione.

I.
OFFESE

AL SENTIMENTO

pena di morte

DELINQUENTI ISTINTIVI. Necessita della
quello dell» premeditazione.
EEI PRESUNTIISTINTIVI. Servigi utili
vedere il sanguinario o stupratore

DI PIETA.
— Criterii

sostituiti

a

che 1'antropologia pu6 rendere per far preistintivo — Mezzo repressivo adatto ai rei

presunti istintivi.
EEI FORTUITI. La provocazione — Sentimento di onore famighare — Amor patrio — Pregiudizi di luogo o di classe — Porme adatte di eliminazione —
Eeati a cui 6 applicabile la riparazione coattiva, come succedaneo della pena.
Epilogo.

Pormole

concrete.
II.

OFFESE AL SENTIMENTO DI GIUSTIZIA.
Eei istintivi

e fortuiti

— Varieta

delle cause e ricerca

dei mezzi

repressivi,
— Colonie

a ciascuna — Modo di determinare 1'ambiente opportuno
agricole per gli oziosi e pei fanciulli — Eeati in cui la repressione pu6 limitarsi alla riparazione coattiva — Eei abituali — Eelegazione — Obbieadatti

zione a questo sistema e confutazione
Pormole concretei
Epilogo.

delle medesime.

III.
EEATI
Eepressione normale
necessarii.

di questi

reati

INVOLONTARII.
— Casi in cui i mezzi

eliminativi

sono

IV.
AZIONI
Appendice.
Pag

DA REPRIMERSI

CON PENE ANALOGHE

Quadro che riassume il

ALLE

nuovo sistema penale.
:

PRESENTI.

420-480

xvi

—

CAP. 5.
CONCLUSIONI
DELLA

SOUIETA

RELATIVE

CONTEMPORANEA

ALLE

CONDIZIONI

E DELLlTALIA

IN

PARTICOLARE.

Impossibilita di apphcare ad un tratto la teoria positiva — Necessita di riforme graduali — Cio che si pu6 tentare presentemente — Proposte di riforme nella procedura, nelle leggi di pubblica sicurezza, nel sistema penitenziario — Lo statu quo nella legislazione penale 6 preferibile ai prpgetti
ispirati dal dottrinarismo giuridico — Modificazioni parziali che potrebbero
farsi al Codice penale.
Appendice (A). Possibilita
Pag

d'una colonia penitenziaria

italiana.
481-495

PARTE

1/AZIONE

Gktotiw.

— !•

I.

CRIMINOSA E LA REAZIONE.

CAPITOLOI.
IL DELITTO

NATUEALE.

« L'uomo, malgrado molte cause di dubbio, pu6,
in generale,
e prontamente,
fare la distinzione fra
morali

le piu

alte e le piu

basse regole

».
(DARWIN, Orig.

deWuomo,

cap. 3°).

La parola delitto non appartiene ai giuristi — Significato popolare di questa
comune — Eicerca delle norme di condotta, la cui vioparola nel linguaggio
lazione pu6 dirsi criminosa — Analisi dei sentimenti od istinti che costituiscono il senso morale — Limiti
superiori e identico — L'istinto

in cui il senso morale posseduto dalle razze
di pieta — II sentimento di giustizia relativo alla proprieta — Come tutti i delitti naturali si riconducano alla violazione di questi due sentimenti — Razze cbe difettano degl'istinti
altrui. stici elementari — Evoluzione del senso morale — Se possa sorgere il concetto di nuovi delitti.

LA

PAKOLA

DELITTO

NON

APPAETIENE

AI

GIUEISTI.

Quasi tutti gli scrittori che in questi ultimi tempi hanno studiato il fenomeno del delitto dal punto di vista naturale, hanno
preso ad esaminare il soggetto, 1'uomo delinquente, e ne hanno
fatto la descrizione antropologica e psicologica. Essi non hanno
creduto necessario determinare obiettivamente il fenomeno, cioe
a dire tracciare i confini che separano da tutte le altre le azioni
E seguita da ci6 una certa elasticita che rende
malagevoli -le applicazioni scientifiche alla legislazione. L' uomo
delinquente dei naturalisti e egli 1' autore di qualsiasi delitto
chiamate delitti.

'3SP

— 4 —

preveduto dalle leggi di uno Stato, ovverp solo di qualche parconsiderata come
ticolare specie di violazioni ? La criminalita,
ha essa limiti
fenomeno naturale-sociale,
piu ampii o piii ristretti di quella designata dal Codice? Ecco il primo dubbio
che occorre spontaneo tutte le volte che si confrontano con le
leggi penali le conchiusioni degli studi sulla criminalita.
Sembrami che il punto di partenza in una ricerca di tal genere debba essere la nozione precisa di ci6 che sia da intendersi
per delitto naturale. Non si tratta qui di una parola tecnica il
cui significato non possa ricavarsi altronde che dalle leggi scritte.
Ed invero, quella parola, prima che nella legge, trovasi nel linguaggio comune. Essa esprime dunque un' idea popolare. II legislatore non l'ha definita; egli non ha fatto che raccogliere un
certo numero di azioni, le quali, a suo credere, offrono i caratteri del delitto. Ora, la sua classificazione non pu6 vincolare il
sociologo, il quale osserva come in uno stesso tempo, e talvolta
in uno stesso paese, coesistono diversi codici penali, alcuni dei
quali escludono dal numero dei delitti azioni che altri vi comprendono. Ci6 prova che i limiti sono incerti ed arbitrari; laonde
il sociologo non pu6 rivolgersi all'uomo di legge e domandargli
la definizione del delitto, a quel modo ch'ei rivolgerebbesi al chimico per averne la nozione di un sale o di un acido, owero al
o del magnetismo.
fisico per averne quella dell'elettricita
II delitto e un fenomeno sociale, oggetto di diverse discipline,
alcune delle quali sono dette penali. A queste si 6 dato un carattere giuridico, onde 1'insegnamento ne ha preso posto accanto
a quello del diritto civile. Vedremo piu innanzi quanta eterogeneita vi sia fra le due materie e con quanto poco criterio esse
furono affidate ai medesimi uomini,

tanto per la teoria, che per

1'applicazione.
Non entriamo

ancora nel penetrale di Temi, e soffermiamoci
alcun tempo. innanzi alla soglia, nel mondo profano al giure.
La parola delitto esprime nel linguaggio popolaro 11 concetto
di un'azione

che viola le norme sociali di suprema importanza,

— 5 —
unie universalmente sentita. Importanza,
e la cui'immoralita
versalita, ecco i caratteri di quelle norme la cui violazione comunemente dicesi criminosa; — ecco i criterii con cui potremo
discernerle dalle altre leggi sociali.
• Quali sono dunque i precetti di condotta che ci offrono simili
caratteri ?
Questa ricerca non pu6 farsi molto rapidamente;
un'analisi alquanto minuta.

VAEIABILITA

DI UNA PAETE DELLE

essa richiede

NORME SOCIALI.

Ogni societa ha un cosi gran numero di norme, che pu6 ben
dirsi non esservi proprio alcuna nostra azione sottratta del tutto
alUimpero di qualcuna fra esse. Altre sembrano stabili, immutanei secoli; altre variano di generazione in generazione, talvolta di anno in anno; altre sono comuni ad un popob; altre
proprie di una citta, di una regione, di una borgata.

bili

Tutfi

cosi detti

usi sociali

non sono che norme di condotta

a cui la maggioranza degli uomini si sottomettono:
dalle cerimonie piu solenni al modo di salutare ed alla foggia del vestire, dal modo di fare 1'ospitalita e di riceverla a quello di contraccambiare un favore, dalla lingua che bisogna paiiare e dalle
frasi che bisogna dire in alcune circostanze fino alla espressione
che si deve dare al volto, ed alle inflessioni con cui certe parole
vanno pronunziate.
Coloro che si ribellano a questa parte di norme dette di « etichetta » o di « convenienza » sono chiamati ora eccentrici, ora
stravaganti, ora zotici ed ineducati; essi eccitano il riso o la
compassione; qualche volta anche il disprezzo.
Di simili prec^etti ve n'ha di comuni a tutte le classi, ve n'ha
di speciali ad ogni strato della societa, e ve n'ha infine di quelli,

"'
,•

—

6

—

che dascuno s'impegna ad osservare in
ancora piu particolari,
come il
alcune piccole assoeiazioni riguardanti fini determinati,
commercio, 1'arte, la scienza, la politica, la religione ed anche.il
divertimento.
. Spesso si permettono in un aggregato, in una sfera sociale,
in una particolare associazione cose che altrove si vietano. Inoltre
1'essere un'azione vietata o permessa dipende talvolta dalle ore
del giorno, dalla localita, dallo scopo per cui si e riuniti.
Cosi, ad esempio, in certe occasioni una' signora potra mostrarsi scollacciata; in altre occasioni non potrebbe far ci6 senza
In un ballo, il cavaliere, che, forse un motaccia d'impudicizia.
mento innanzi, era ignoto alla sua dama, potra danzare con lei,
tenendole il braccio stretto intorno alla vita, ci6 che, fuori di
quel caso, nessuno ardirebbe di fare, salvo nelle segrete espansioni delFamore.
Simili norme, piu o meno generali, piu o meno assolute, sono
quasi ogni nostro movimento. La tradizione, l'abitudine, 1'esempio fanno si che noi, senza neppure indagarne la
e per meritare il
ragione, ci sottomettiamo ad esse volentieri,
nome di persone ben educate, desideriamo mostrare in ogni occasione di non ignorarle.
li a dirigere

Queste leggi varie, superficiali, oscillanti, sono dominate da altre
piu generali, le quali penetrano dall' alto al basso la societa tutta
quanta, come il raggio del sole si proietta attraverso liquidi strati
sovrapposti; ma, come questo si rifrange diversamente secondo le diverse densita, cosi anchequelle subiscono in
ogni classe sociale alcune notevoli variazioni. Tali sono i precetti
l'uno all'altro

che si sogliono chiamare di morale, che, piu agevolmente degli altri,
si possono sinteticamente raccogliere in pochi grandi principii: direttivi della condotta.
Le prime norme a cui ho accennato, quelle che propriamente formano il cerimoniale, hanno il carattere di una continua mutabilita;
maggiore costanza, ma punto assoluta, trovasi nei precetti della
morale. Qui le variazioni sono piu lente e meno sensibili in uno

'•'.

—.'?

—.

spazio ristretto ed in un'epoca non lunga. Le grandi differense,
gli strani contrasti appariscono solo quando si confrontano fra
rasze diverse, ovvero grandi periodi storici. Nondimeno
alcune differensse aboastanm sensibili si possono osservare facil-

loro

mente anche in popoli della stessa razza od in epoche non molto
.
lontane.
Basta, per averne la prova, il piu superficiale esame della storia e
uella etnografia. La nostra morale presente einformata dalla dottrina
ui Cristo. Ma lasciamo pure da parte alcuni principii del Vangelo
che, sebbene fossero predicati da per tutto, non hanno potuto mai
attecchire e diventare sentimento: quello, ad esempio, di sopportare
le ingiurie senza reagire, — di rendere il bene pel male, — di
desiderare il bene dei proprii nemici, — principii che si possono
dire affatto sconosciuti alFepoca greco-romana. Prendiamo invece
qualcuna delle massime comunemente ammesse nella nostra societa
coritemporanea, ad esempio il dovere di rispettare la liberta personale
di totti gli uomini.
Questo principio 6 stato lungamente negato nella nostra stessa
razza: in tutta 1'Europa alFepoca antica, in America fino a venti
anni fa esisteva la schiavitii: la Eussia ha da pochi lustri abolito
il servaggio.
Ora, presso tutti codesti popoli non era immorale pel padrone
costringere la volonta dello schiavo, servirsene come di uno strumento, separarlo dalla sua famiglia, percuoterlo ed anche sottoporlo a tormenti.
II mondo classico, cosi vicino al nostro pel grado e pel genere della sua civilta, aveva costumanze religiose e sociali che
oggi si direbbero francamente immorali e non sarebbero tollerate.
L'evidenza con cui celebravansi certi misteri della natura, il culto
a Venere e a Priapo, gli amuleti fallici, la prostituzione religiosa
in Cipro ed in Lidia, il cedere la propria donna ad un amico
(Koma), 1'adulterio della donna sotto il tetto coniugale ordinato
dal marito in caso di sua inabilita
simo sesso di.cui

(Sparta), 1'amore pel medesi parla da scrittori greci come di cosa non

_

8

_

*

-'

,

pure tollerata, ma anche lodevole (1), e cento altri usi affattc*
dissimili dai nostri, proverebbero, se alcuno ne dubitasse, quali
grandi variazioni abbia subito una parte della morale in Europa,in meno di venti secoli.
Al medio evo credevasi opera meritevole uccidere i nemici di
*

Santa Chiesa ed abbruciare gli eretici. Dicesi, in una leggenda,,
che Eiccardo cuor di Leone alla crociata si facesse portare a pranzodella carne di fanciullo saraceno (2); si narrava ci6 senza orrore,
ed il soprannome datogli dalla storia mostra che nella opinione
dei contemporanei il carattere cavalleresco di qiiel Ee non fu
offuscato da tali atti di cannibalismo.
1
Che se poi, lasciando da parte la storia, consideriamo alcuni
aspetti, un po' piix minuti, della morale odierna, ne osserveremo
facilmente la varieta, non pure fra 1'Europa e 1'Oriente, ne frar
la nostra e le altre razze, ma nella stessa Europa di questo sefra un popolo e 1'altro, e, nello stessd popolo, fra
colo XIX
regione e regione, fra classe e classe della societa.
Non pu6 negarsi, ad esempio, che 1'amore libero nelle fanciulle
sia molto piu sparso e meno riprovato nella razza germanica che
nella nostra. II sentimento della liberta di una donna non anspiega questa maggiore tolleranza. Viceversa, il
sentimento della fedelta e del rispetto alla parola giurata, che in
quella razza e stato sempre molto vivo, congiunto alla nordica
cora maritata

degli affetti, fa considerare come cosa molto riprovevole
1'adulterio, assai piu che nelle razze latine. La liberta delle fanciulle
trovasi ad un grado anche maggiore nelUAmerica del Nord, ove e
stata possibile la costituzione di societa di free lovers che fra noi

profondita

sarebbero vietate dalla polizia come corruttrici

de'costumi.

(1) Solone vietava a chi non era uomo libero 1'amare fanciulli, annoverandat
decorose. — PLTJTARCO,Vita
s\ fatto amorefra le applicazioni piu belleepiu
di Solone.
anglaise. Tome 1°, ch. 2, § 7.
(2) V. H. TAIHE. Be la litterature

Nella stessa nasione, ma in diverse regioni e citta, ovvero semplicemente nelle diverse classi che compongono una popolazione, la morale presenta aspetti in qualche punto dissimili. « Se vi ha qualche
cosa — dice Bagehot — in cui gli uomini differiscono di molto,
morali,
questa e la finezza e la delicatezza delle loro intuizioni
sia- qualunque il modo in cui noi d spieghiamo 1'origine di questi
seritimenti. Per assicurarcene non e necessario fare un viaggio fra
selvaggi; parliamo solo con gl'Inglesi della classe povera, coi nostri
proprii domestici, e saremo abbastanza edificati! Le classi infime,
ne' paesi civili, come tutte le classi ne'paesi barbari, sono evidentemente sfornite della parte piu delicata di quei sentimenti che
complessivamente noi designiamo col nome di senso morale » (1).
Nella plebe romagnola — per offrire qualche esempio italiano — 1'idea del coraggio e spesso 1'opposto di quella di tutti
gli altri popoli, perche ivi si
con agguato il proprio nemico.
altre grandi citta, si da dello
smarrito, non se ne impossessi

applaude a chi aggredisce anche
Nella plebe di Napoli, e forse di
sciocco a chi, trovato un oggetto
o cerchi

del proprietario

per re-

stituirglielo.
Pra' contadini di alcuni luoghi della Provenza, ogni matrimonio
suol essere preceduto dal contatto fra fidanzati, perche non si vuole
rischiare di sposare una donna sterile. Ed ancora in qualche villaggio d'Italia il contadino non soffre nella pubblica stima se sposa
una fanciulla

che abbia avuto commercio

con un ricco signore e
e con una dote.

che gli venga offerta incinta
Senza ricorrere dunque ai costumi degli Orientali
e degli Africani, ne a quelli degli antichi barbari e de' moderni selvaggi,
vedesi che anche qggi negli stessi popoli di razza europea, e ne' diversi

strati

di un medesimo popolo, varia
della parola « onesto » —

(1) BAGKHOT, Lois scientifiyues
page 128. Paris, 1883.

di molto il significato

du dsveloppement

des nations.

Livre

3",

— 10 —
Data dunque una diversita di costumi che rispecchia un diverso
modo di sentire nella razza, nel popolo e nella classe sociale,
1'azione dell' individuo che a questo costume si conforma, non
potra dirsi immorale, benche contraddica alle norme della morale
assoluta.

EVOLUZIONE

DELLA

MOEALE.

Che eosa e la morale assoluta secondo la scuola evoluzionista ?
Sssa e un' ideale della condotta che non si pu6 immaginare se
non quando in una societa i sentimenti altruistici
siano affatto
compenetrati negli egoistici sopraffacendoli e quasi sopprimendoli.
Ma in ogni stadio della evoluzione si pu6 avere una morale relativa
consistente nell'adattamento

dell'individuo

alla societa (1).

e
La schiavitu, ad esempio, giudicata in rapporto all'ideale,
una istituzione immorale perche una societa perfetta non pu6
ammettere il dominio di un uomo suLValtro. Ma era forse immorale per ogni proprietario di schiavi ai tempi antichi il negare
ad essi la liberta? Nell'epoca piu civile di Eoma solea darsi la
condizione di liberto ad uno schiavo antico e fedele in premio dei
suoi servigii, od anche ad uno schiavo che per la sua non comune
era in grado di solintelligenza e coltura o per altre attitudini,
levarsi dalPumile sua condizione. Con simili affrancamenti parziali la morale del tempo tendeva all'ideale.
La morale relativa e in una lenta ma continua evoluzione, che e
quella appunto de'sentimenti altruistici. Ai primordii dell'umanita
essi non esistono che in una forma rudimentale, come un'appendice di sentimenti egoistici. L'istinto dellapropria
conservazione
si estende prima

alla

famiglia,

poscia alla

(1) SPENCER,Le basi della morale evolueionista.

tribu;

diventa. per

— 11 —
effetto della simpatia verso i nostri simili, benevolenza ed amore;
e come simili si considerano, man mano, quelli soli che appartengono alla medesima tribu, gli abitanti del medesimo paese,
gli uomini della medesima razza, infine gli uomini tutti di qualsiasi razza.
L'idealista

non pu6 precorrere che di poco il suo tempo, ne
accelerare grandemente il processo evolutivo. « Lo stesso idealismo religioso-etico del cristianesimo, con la sua concezione della
umanita come di una sola famiglia di Dio, pote mettere radice
soltanto dopo compiutasi la formazione di un solo impero monmerce i rapporti mondiali creati dalle armi e dalla
Senza questa preliminare
condizione, 1'etica
politica deiKpmani.
cristiana non avrebbe trovato un terreno propizio per la diffudiale, soltanto

pratico delle sue idee » (1).
, L' insieme delle idee morali di un intero popolo non e mai
« sorto da'meri principii
come lo statuto di una sofilosofici,

sione ed il consolidamento

cieta commerciale

vien fuori

dalle idee della speculazione mated'idee morali e il prodotto di una

» (2). Questo capitale
elaborazione di tutti i secoli che ci precedono, e da cui esso ci
viene trasmesso per Feredita aiutata dalla tradizione.
riale

La varieta

delle norme

di

condotta

sociale

deriva

da questa
varieta d'idee morali nelle diverse razze. L'ossequio alle norme e
istintivo, perche Tindividuo,
generalmente, vi si conforma senza
sforzo e senza opera di raziocinio, ma per pura virtu di sentimento.
L'esame delle. norme di condotta pu6 dunque ricondursi a quello
dei sentimenti sociali che trovansi nel popolo.
Sia che, secondo Darwin, la simpatia istintiva pei nostri simili

fosse la prima origine de'sentimenti
sociali, sia, come crede
Spencer, che, all' epoca de' primi aggregati umani, il raziocinio
mostrasse la necessita di alcune regole di convivenza, e che que-

(1) SCHAEFFLE, Struttura
(2) Idem, op. e loc. cit.

e vita

del corpo sociale.

Cap. 5°, II.

— 12 —

:

*

sta nozione acquisita e trasmessa ai discendenti si mutasse, per
certo e che esiste oggi in
evoluzione ereditaria, in un istinto;
ogni rasza, un senso od istinto morale innato che non e punto
il prodotto di un raziocinio individuale da cui sia indicata la migliore norma di condotta e 1'utilita, in certi casi, dell'altruismo
col sacrifizio dell'egoismo (1).
Coloro che negano 1'esistenza del senso morale innato osservino
che non sipu6 assolutamente attribuire ad un raziocinio il sentimento altruistico che rende gli animi dei piu teneri fanciulli
compassionevoli verso persone estranee e da cui non possono sperare alcuna utilita, e loro fa desiderare di alleviarne le sventure.
Ne pu6 spiegarsi altrimenti che con 1'esistenza di un senso morale il non richiesto ed oscuro sacrifizio che alcuni uomini fanno
talvolta

interessi in omaggio al dovere. Senza dubche la convenienza sociale e possibile solo con

deioro vitali

bio il

principio
una certa contemperazione di egoismo e di altruismo spiega l'oridelle idee morali (2). Non e meno vero
gine pnma utilitaria

morali fondamentali sono state sviluppate e si svilup(1) « Alcune intuizioni
pano ancora nella razza, e benche esse siano il risultato di esperienze accumulate di utilita, divenute gradualmente organiche ed ereditarie, esse sono ora
dalla esperienza cosciente
Tutte le esperienze di utiindipendenti
lita organizzate e consohdate attraverso tutte le generazioni passate della razza
nervose corrispondenti
che per trasmisumana, hanno prodotto modiflcazioni
continua sono divenute in noi certe facolta d' intuisione ed accumulazione
affatto

zione morale, certe emozioni corrispondenti alla condotta buona o cattiva, che
individuali
di utilith
non hanno alcuna base apparente nelle esperieme
La preferenza e 1'awersione diventano organiche per l'eredita degli effetti delle
openose fatte da'nostri progenitori
esperienze piacevoli
SPENOBR,Le basi della mor. evol. Cap. 7°.

».

e nella tribu i sentimenti d' interesse comune
(2) K Nella famiglia primitiva
e la riprovazione che ordinariamente
accompagnavasi ad ogni atto delT indiriduo darmoso all'associazione, dovevano finire con 1'originare Fidea del bene
e del male.

Questa idea, trasmessa per 1' azione dell' eredita alle varie generazioni, dovea divenire un istinto piu o meno pronunziato ». — MAUDSLEY, La
nelle mal. ment., traduz. di A. Tamassia, cap. 1°, pag. 64.
responsabilita

-

13 —

pertanto che ne' casi singoli V altruismo produce spesso il male
ad
se questi lo preferisce, ci6 non pu6 attribuirsi
dellindividuo;
altro che alla prevalenza di un sentimento che lo spinge ad agire,
senza alcun riguardo alle conseguenze, in conformita di una norma
ch'egli ha dentro di se, la norma del dovere ch'egli vede chiaramente, senza alcuna opera di raziocinio (1). Ecco il senso morale, in tutto, od almeno in gran parte, congenito, ereditato.
del raziocinio individuale, gli individui
piu disonesti non sarebbero, come spesso accade, quelli che, per
la loro maggiore intelligenza,
potrebbero piu facilmente elevarsi
Se la morale fosse frutto

alla concezione delle leggi di adattamento e di contemperazione
delFegoismo con 1'altruismo.Per converso, molti uomini di mediocre
morali, non
intelligenza sono ossequenti ai piu rigorosi principii
ma perche sentono inconsciamente
perch6 essi ne vegganoTutilita,
se medesimi obbligati a rispettarli
(2).
Questo senso morale 6 dunque, almeno in parte, organico.
6 stato creato
Esso, al pari di tutti gli altri nostri sentimenti,
nella razza per evoluzione ereditaria, ed ha la sua sede in ci6
che nella psicologia contemporanea sindica col nome amplificato
di mente. E dunque una delle attivita
del cervello. Pu6 essere
deficiente neglindividui
di debole intelligenza, pu6 perdersi per.
malattia e pu6 mancare del tutto in altri individui di comune od

(1)« Quantunque 1'uomo, com'e al presente, abbia pochi istinti speciali, avendo
perduto quelii che potevano avere i suoi primi progenitori, non e questa una
ragione perche egli non abbia potuto conservare, da un periodo sommamente
un certo grado di amore istintivo
e di simpaiia
pel suo simile
L'imperiosa parpla dovere sembra puramente racchiudere in se l'interaa
consia esso innato od acquisito in parte,
sapevolezza di un istinto persistente,
che gli serve di guida, qu&ntunque possa essere disobbedito ». — DARWIN,
remoto,

L'origine
deWuomo, cap. 3°.
(2) E stato osservato essere enormemente maggiori le differenze fra i popoli
civiii ed i selvaggi nel campo intellettuale
che nel campo morale. Alcune tribu
selvagge hanno una moralita eguale a quella degli
assai meno sviluppata.
intelligenza

Europei,

ma tutte

hanno

.

—

14.—

'

"

anche superiore intelligenza, i quali sono veri mostri neirprdine
psichico, spiegabili come fenomeni atavistici. Le gradazioni sono
•infinite « dalla suprema energia di una volonta ben costrutta
all'assenza completa del senso morale » (1).
Ora la quistione da farsi 6 la seguente:
Questo senso od istinto morale e esso proprio di ciascuna razza,
diverso in ogni momento della evoluzione, ovvero una, parte ne e
- comune a tutti i
popoli e puo rintracciarsi in qualsiasi tempo,
in qualsiasi condizione di aggregati umani?
La persistenza di alcuni principii di condotta attraverso i secoli,
la loro identita fra genti lontanissime ha fatto credere aLVesistenza
di una norma uniforme dettata alVumana coscienza, la recta ratio
di Cicerone, Yimperaiivo categorico di Kant.
II punto di vista da me prescelto mimpedisce ogni discussione
metafisica; ma credo opportuno osservare che, se da una parte
il naturalista

non pu6 accettare incondizionatamente tali formole
astratte, ne ammettere 1'esistenza di una identica morale miversale,
perche smentita dalla storia e dalla etnografia, pure, d'altra parte,
che la
egli non deve affrettarsi a proclamare, senza limitazioni,
morale sia sempre variabile secondo i tempi e i luoghi.
Una simile affermazione 6 ora divenuta quasi un luogo comune;
ma unidea esposta cosi indeterminatamente potrebbe giustificare
errori. E necessario precisare i termini. Bisogna vedere
quando, come' e fino a qual punto la morale possa variare, scesecondo la diversitd
verando l'uno dalFaltro i diversi principii,
molti

dei sentimenti a cui essi mettono capo e investigando ilimiti
in
cui questi sincontrano nella specie umana, limiti di razza,, di
tempo, di luogo, di civilta.
Quesfanalisi 6 importante, perche essa potra farci distinguere
quei sentimeri^i che, acquisiti dalla razza, non si perdono piu ma
sono soltanto suscettibili di un perfezionamento sempre maggiore,

(1) MAUDSLEY,op. cit., pag 36.

•

-15-

e che si ritrovano

quasi identicamente in periodi' storici diversi
ed in tutti glj aggregati sociali civili o semi-civili, — da altri sentimenti proprii di un tempo, di una razza, di un popolo, e quindi
assai piu superficiali ed incostanti.
Insomma noi vogliamo ricercare se vi sia un senso morale universale nelle razse umane superiori, lasciando in disparte gli uomini
della pietra grezza e della pietra liscia e le tribu degenerate
od arrestate nel loro sviluppo, le quali riproducono ancor oggi i
costumi

preistorici.
Eu detta una fantasticheria

la recta ratio

naturae congruens,
diffusa in omnes, constans, ma pure vi ha in queste parole la
verita, a patto che quella recta ratio non si consideri come un
attributo primitivo,
originario della natura umana, bensi come un
prodotto della evoluzione, ovvero, ci6 che importa lo stesso, non si
estenda alle razze preistoriche e alle loro odierne rappresentanti,
le tribu selvagge, ne, infine, comprenda la morale come un tutto
omogeneo, ma invece solo alcune delle norme in cui essa si decompone, norme derivanti da alcuni sentimenti divenuti organici
od istintivi

negli

uomini

viventi

in societa civili o semi-civili.

Se potremo provare questa derivazione, dovremo conchiudere
che una parte del senso morale e identico nei limiti
medesimi.
Ed allora

chiameremo

DELITTO NATURALE, Voffesa a questi
ed isiintivi
deWuomo socievole.

sentimenti profondi
Esaminiamo dunque le diverse norme che si riferiscono

soli

al senso

morale.

VAEIABILITA DI ALCUNI SENTIMENTI.

Ho gia fatto un accenno alla varieta di alcuni usi sociali derivati
dal sentimento del pudore. Bastera qualche osservazione per mostrare come questo sia assai meno istintivo di quanto da molti
si crede.

— 16 —

*

Bisogna distinguere qui due cose affatto diverse: il pudore
che consiste nel celare la propria nudita, e quello che consiste
della libidine.
Per ci6 che riguarda
nel resistere agli stimoli
il primo, 6 facile notare 1'immensa diversita del costume, a seconda
delle classi, della educazione, de' tempi e dei luoghi. Ne ho gia
recato qualche esempio parlando della Grecia e di Roma antica.
Oggi la donna Araba si' copre financo il volto con un fitto velo,
la donna piu onesta porta il
petto affatto scoperto, la Nubiana e 1'Abissina vanno quasi del
tutto ignude e la Giapponese si mostra cosi ne'pubblici
bagni.
In Europa la popolana meridionale cela il seno con gran cura ad
mentre

in altri

luoghi

d'Oriente

ogni sguardo, mentre la signora delle classi alte lo scopre in parte
nelle feste e nei ricevimenti della sera. Viceversa, la prima adoparole che
pera nel suo linguaggio, con la massima semplicita,
danza stretta
alla seconda ripugnano come oscene. Ma quesfultima
fra le braccia del suo cavaliere e la prima non permette ch'egli
le tocchi neppur la mano.
Quanto alValtra specie di pudore, tutti hanno potuto sperimentare che esso cede quasi sempre alVamore. E ben raro che una donna
resista lungamente alla insistenza appassionata di un. uomo a lei
molto simpatico. Anche nelle migliori
classi della societa in cui
le fanciulle si custodiscono con grandi precauzioni, le pareti delle
loro virginee stanze accolgono spesso segreti tali da fare impali personaggi dello Zola. La castita di molte altre e mantenuta
dalla mancanza di vive premure, ovvero di una
principalmente
audace ed abile seduzione.
lidire

Se dunque il pudore femmineo suol essere vinto dalla passione
od anche da una semplice simpatia, bisogna dire che questo sentimento non ha radici molta profonde nelVorganismo.
Noi possiamo dunque mettere da" banda le norme sociali che
concernono il pudore pubblico, perche la loro variabilita
e troppo
grande, anche in un solo popolo ed in un'epoca sola. Esse non
costituiscono la moralita
profonda, sostanziale, identica in tutte
le societa civili, ma fannno parte della moralita specifica di un

'

_'17

—

^opolo o di una classe sociale. Quanto alla impudicizia privata,
essa non ha importanza che dal punto di vista famigliare e dal
aieligioso.
A tutti

e nota la diversa profondita del sentimento religioso
.anche in quei popoli che adorano con le stesse forme la Divinita.
Ma, in generale, nelVEuropa contemporanea la moralita pubblica si
considera come indipendente dalla religione, ci6 che non si sarebbe
potuto concepire in Grecia e nella Roma repubblicana, ne per tutto
il corso del Medio Evo, ne oggi si concepisce in Oriente.
La bestemmia, 1'eresia, il sacrilegio, la stregoneria ed anche
la scienza in contraddizione coi dogmi furono un tempo i piu gravi
misfatti. II pregiudizio religioso fu cosi vivo da far commettere
atroci stragi ed inique spogliazioni. Esso spiega in parte la cru^
delta dei crociati contro i Saraceni, e quella degli Spagnuoli contro
gVindigeni Americani.
II sentimento religioso antico era connesso intimamente al patriottico, poiche dal culto degli Deicredevasi dipendesse la salute
della patria. II medesimo pregiudizio si e osservato in molte tribu
barbare moderne.
Nella razza europea il sentimento religioso ha perduto questo
•carattere. Esso non 6 altruistieo se non nei suoi effetti, perche,
per un intento egoistico, la propria salvazione, spinge alla benevolenza e alla giustizia. Ma questi ultimi sentimenti si ritrovano
anche in uomini in cui difetta la fede cristiana. II successo della
morale evangelica deve attribuirsi
prineipalmente alVavere essa
indirettamente favorito lo sviluppo dei sentimenti altruistici fondamentali. In questo campo il cristianesimo, con Vaiuto delle
sanzioni di oltre tomba, ha senza dubbio contribuito
progresso della razza europea.

al maggior

Noi dobbiamo dunque escludere dalle norme universali di con-dotta anche quelle derivanti dalla religione.

GAKOFII,».

— 2.

18

Cl6

CHE

NON

VARIA

NELLA

MORALE.

se non inNon e possibile trovare Vuniformita e Vinvariabilita
quelle norme che si riferiscono ad alcuni sentimenti altruistici piu o,
meno sviluppati a seconda delle condizioni delVaggregato sociale-,
ma esistenti fin dai punto in cui questo si mostra fornito di UH
organismo atto a congiungere gVinteressi ed a rimuovere le collisioni.
Quali sono questi sentimenti altruistici fondamentali della natura umana?
Essi possono ridursi a due: la benevolenza e la giustizia, i
quali, spuntati nella famiglia, estesi poi alla tribu, alla nazione;
alla razza, oggi non conoscono altri limiti che quelli delVumanita. La morale moderna si e generalizzata e spiritualizzata, passando sopra agli aggregati speciali e divenendo piu direttamente
altruista. Ma se lo. spazio si e allargato per alcuni sentimenti,
Vintensita

di altri

e diminuita.

II sentimento religioso, quello della famiglia e quello della patriao della fedelta al Ee, nen costituiscono piu il fondo della pubblica morale, se non in quanto sono connessi agli altri due sentimenti di benevolenza e di giustizia. Ne segue che la violazionedei primi, a meno che non leda questi ultimi, non ha Vimpronta
di una cosi profonda immoralita da assumere carattere criminoso,
certi periodi eccezionali di rivoluzioni
salvo, per il patriottismo,
o di guerre in cui esso ritorna predominante.
II vero delitto naturale de' nostri tempi deve sempre contenere;
un elemento di disumanita o i'ingiustizia,
anzi e da questo elemento essenzialmente costituito.

19

LlSTINTO

DI PIETA.

Esaminiamo dunque dapprima il sentimento, modemo nella sua
estensione, delVcwwore o della benevolenza verso i nostri simili.
Esso corrisponde, fra'sentimenti

a quello egoistico della
propria conservazione. Divenuto organico prima di ogni altro nel
seno di un aggregato famigliare, benche la leggenda di parecchi
popoli cominci con un fratricidio, fu uno degli ultimi a svilupaltruistici,

parsi negli aggregati superiori. Nei popoli divisi in caste arrestavasi ai limiti di queste, nelVantichita classica non si estese
agli schiavi che nei tempi prossimi al cristianesimo. Solo negli
ultimi

secoli ha cominciato ad abbracciare anche le razze umane

inferiori.
« La pieta, nella sua origine, non e puramente altruistica. Come
il piacere che 6 costituito dalla rappresentazione del piacere e il
sentimento che provoca Vazione generosa, cosi Vemozione che provoca il tentativo di addolcire il dolore eun dolore costituito dalla
La simpatia pel dolore prorappresentazione del dolore altrui
duce nella condotta modifieazioni di diverso genere. In primo luogo
essa reprime gli atti con cui s'infligge intenzionalmente un dolore.
Quesf effetto osservasi in gradi diversi. Se non esiste alcuna animosita fra due persone, il movimento con cui Vuna di esse
urta Valtra, suscita un sentimento spontaneo di rammarico fra
quasi tutti gli uomini adulti, eccetto quelli del tutto brutali;
la rappresentazione del dolore fisico prodotto in tal modo 6 sufficientemente vivo presso quasi tutte le persone civili per indurle
ad evitare con cura di produrlo. Dove esiste un grado maggiore
di potenza rappresentativa, vi ha una ripugnanza viva ad infliggere un dolore anche non fisico. Lo statodispirito penoso che sarebbe
eccitato in un altr'uomo da una parola dura o da un atto offensivo e raffigurato

con tanta chiarezza che una tale immagine

e

—

20 —

,

completamente. E fra le persone simdel dispiacere che esse possono propatiche larappresentazione
vare e cosi viva da impedire loro soventi volte di dire o di fare
cose spiacevoli, le quali esse avrebbero pure il dovere di dire o
sufficiente per distogliercene

di fare: il sentimento della pieta fa ostacolo, anche quando non
dovrebbe, alla produzione di uno stato doloroso (1) ».
La parola pieta pu6 dunque adoperarsi da noi, come e stata da
Spencer, per indicare un sentimento di ripugnanza dalla crudelta,
ripugnanza da cui ha origine la resistenza agVimpulsi contrarii.
Questo sentimento che, nelle societa primitive, vedesi ristretto
alle relazioni domostiche e pertanto conserva piu della natura
egoistica che delValtruistica, tende sempre piu ad assumere quesf ultima con Vevoluzione morale.
« La maggior parte dei selvaggi vedono con indifferenza i patimenti degli stranieri, ed anche ne provano piacere. E cosa nota
come le donne e i bimbi del Nord-America aiutassero a torturare
i loro nemiei.....

Man mano che Vuomo progredisce nelVincivilimento e le tribu poco numerose si uniscono per formare comunita piu grandi, la piu semplice ragione insegnera ad ogni insociali e ie sue
dividuo che egli deve estendere i suoi istinti
simpatie a tutti i membri della medesima nazione, sebbene non
li conosca personalmente. Giunto una volta a questo punto, non
vi e piu che un ostacolo artificiale a ci6 che le sue simpatie non
siestendano agli uomini di tutte le nazioni e di tutte le razze.
«Invero, se siamo separati da questi uomini da grandi differenze nelVaspetto e ne'costumi, V esperienza sfortunatamente diihostra quanto tempo ci vuole perche possiamo veriire a considerarli

come nostri

simili.

che vuol dire Tumanita
acquisiti

merali

piu' tardivi

(1) SpfiNCER, Princ.
(2) DARWIH, Orig.

La simpatia oltre i confini umani,
verso le bestie, sembra essere fra gli

di Psijiol.,
deWuomo,

» (2).

Vol.
Cap. 3°.

2°, Corollarii,

cap. 8°.

_

21 —

Un pppolp civile e dunque, normalmente, alieno dalla crudelta.
« Benche vi siano fra gli uomini civili individui in cui soprav•oivequesta nota del carattere sehaggio, pure il piacere di far seffrire non e generale, ed oltre il gran numero di coloro che mostrano benevolenza, vi hanno persone che spendono tutto il loro
tempo ed una gran parte della loro fortuna in opere di filantropia senza alcun pensiero di ricompensa attuale o futura » (1).
Ecco dunque le gradazioni di tale sentimento: Al vertice, filantropia, virtu dipochi;piu
giu, benevolensa, piu comune ma non
ancora universale; al di sotto, pietd od umanitd, istinto ereditario
di razza, dicui sono soltanto privi alcuni individui nei quali soprawive o ricorre la crudeltd primitiva.
La determinazione della violazione criminosa dev'esserci dunque fornita dal grado minimo, piu comune di cosi fatto istinto,
la pietd od umanitd, cioe a dire V avversione al dolore dei nostri simili.
Ma qui cade in acconcio una distinzione: II dolore pu6 essere
fisico o morale, o- meglio, pu6 essere prodotto da una causa fisica
ovvero da una causa morale. .
Cause di quesf.ultimo genere sono talvolta non meno dirette
delle prime e possono, come quelle, produrre un grave male, ed
anche la morte. Ma, in generale, esse sfuggenp ad una precisa
determinazione, tanto n.el loro modo d'agire che neiloro effetti. La
spcieta non pu6 dunque preoccuparsene; Vomicidio morale rimarra
sempre un'utopia.
Viceversa, quasi tutti ripugnano dal vedere sbffrire il loro simile per una causa materiale. L'azione ehe, con un messofisicof
h diretta a produrre un dolore e, al sommp gradp, anti-spciale.
Pertantp qualsiasi aggressione per uccidere, per recdre danno al
corpo di un uomp, qualsiasi aziorie preerdinata ad un simile effettp, cpme un incendio, una rotbura di strade ferrate, una esplo-

(1) SPENCER, Le basi della mor. evol., Cap. 10°.

-

22 -

sione, ecc., lede il senso morale piu comune; quello a cui piu
rare sono le eccezioni. Cosi pure, benche Veffetto sia piu lento,
e una lesione del sentimento di umanita Veccessodi lavoro meccanico imposto ad un tenero fanciullo, tale da potersi prevedere
che lo sviluppo del suo corpo ne sara arrestato, la sua salute per
sempre distrutta.
per commettere atti di
libidine o per qualsiasi altro scopo e del pari Un' offesa al sentimento di pieta. II dolore • potra in questi casi essere morale
La violazione della liberta individuale

piuttosto che fisico, ma questa distinzione qui poco importa, poiche esso non ha nulla di vago, nulla dindeterminato;
e Veffetto
diretto
delitto,

di un' azione fisica. L' offesa al senso mol-ale, quindi il
e nelVostacolo posto ai liberi movimenti (sequestro deila

e nel costringimento delValtrui volonta, nella violenza
(stupro, ratto violento). Similmente la diffamasione e
la calunnia, benche producano un dolore morale, sono pure azioni

persond),
libidinosa

ben determinate

e trovano il loro posto naturale accanto alle aggressioni alla persona, di cui, nella vita sociale, V onore forma
parte integrante. Che anzi la calunnia, causa di una pena sofferta da
un innocente, pu6 assimilarsi alla stessa azione che direttamente
produca un dolore identico a quello della pena, Vomicidio nel
Caso di condanna a morte, il sequestro della persona nel caso di
condanna alla prigionia.
Ecco come mettono capo ad un solo sentimento, ta pietd, azioni
che ledono diritti diversi e che sono classificate nei codici come
reati affatto eterogenei. Noi faremo rientrare nella medesima cache sotto forma di attentato
tegoria anche quel delitto politko,
alla vita

del capc dello Stato, o dei suoi funzionarii,
lede il
sentimento di umanita. La vera criminosita delVazione, secondb
il sentimento morale contemporaneo, non trovasi gianella
circostanza che la vittima
natura delVomicidio

sia un Sovrano od un suo ministro; la
non pu6 dirsi mutata per la qualita del-

1'ucciso. Ma, se ci6 e vero, per la medesima ragione il delitto politico in quei casi rimane pur sempre un delitto naturale. Non

—

23 -

*e meno delinquente il fanatico settario che uccide il suc Re di
qualsiasi omicida mpsso da altre cause, poiche il sentimento di
umanita fu leso dalVuno e dalValtro in eguale misura.
i quali non ofChe si dira poi di tutti
quei reati politiei,
fendono il senso morale per disumanita od improbita inerente alVazione, ma ledono nondimeno, con la sicurezza dello Stato, il sendel patriottismo ?
Certo questo sentimento fa parte della morale, ma esso, come
ho detto poc'anzi, nelVodierna civilta non e piu fondamentale; un
uomo pu6 disobbedire al governo del proprio paese, pu6 prefetimento

rire alla propria un' altra nazione senza essere considerato come
Dunque, nonostante le gravi pene che
profondamente immorale.
uno Stato, per propria difesa, deve minacciare ai ribelli, ai settarii, agli apostoli di idee sovversive, la pubblica coscienza non
riconoscera mai in essi il delinquente, a meno che non sia leso
E
dalla. loro azione uno dei due sentimenti morali predominanti.
awenuto nel sentimento del patriottismo
una evoluzione in senso
opposto a quella delVistinto di pieta. Questo 6 divenuto, quello ha
cessato dalVessere necessario alla moralita delVuomo.

IL SENTIMENTODI GIUSTIZIA.

Passiamo alValtro

sentimento

altruistico

prevalente in un popolo civile, la cui lesione reputasi universalmente delitto. Questo
sentimento non e che una parte di quello complesso della giuil quale « non consiste in una rappresentazione di semplici piaceri o semplici dolori provati dagli altri, bensi nella rappresentazione di quelle emozioni che gli altri risentono quando si fa
stisia,

•dstacolo o si lascia libero corso alla manifestazione

di quelle attivita
per mezzo delle quali si raggiungono i piaceri o si allontanano i dolori
II limite verso cui s' incammina questo sentimento altruistico

superiere

e lo stato in cui ogni cittadino,

incapace di

-24—

.

qualsiasi altra violazione della propria liberta, soffriranpndimeno volentieri le restrizioni di questa liberta rese necessarie dai diritti altrui. Che anzi, non solo soffrira tale restrizione,
tollerare

ma la riconoscera ed affermera spontaneamente » (1).
Inteso cosl il sentimento di giustizia, molte azioni ppsspno offenderlo senza che pertanto si possano dire criminose^ E la ragione ne e chiara. Nellostadio presente di evoluzione morale (stadio
di lunghi secoli) un sentimento cosi complesso non pu6 essere
posseduto in tutta la sua perfezione che dalle nature privilegiate,
una minoranza nella societa (2). Perche possa dunque esistere Voffesa criminosa, che 6 offesa ai sentimenti piu comuni, e necessario ricercare quella parte del sentimento di giustizia che costituisce la
misura

media in cui esso,e generalmente posseduto.
Per riuscire in questa ricerca, investighiamo il sentimento egoistico che ad esso corrisponde. Ogni sentimento altruistico
deve

averne uno, poiche « se una sensazione od emozione non e stata risentita, essa non pu6 essere simpaticamente eccitata » (3). Questo
sentiinento egoistico 6 quello della libera attivita personale che vuole
i mezzi di soddisfazione dei proprii desiderii. Primo fra' desiderii e
quello del spstentamentp. Dal piacere diretto che procura il prendere gli alimenti, si passa a quello di teherli in serbo (possesso), el'uno e Valtro sono comuni agli animali. L'uomo primitivo v'aggiunge tosto il piacere del possesso di quegli oggetti che possono
servire a procurargli

alimenti, a premunirlo

contro il freddo, a pro--

Vol. 2. Corollarii, cap. 8°.
(1) SPENCER.Princ. di Psieohgia.
•
(2) Viceversa, Videa della giustizia anche nelle cose piu minute, e coinunissima. Ma questa idea, che in tutta la sua estensione e posseduta tmiversalmente, non diviene senUmento se non in pochi individui. Un esempio della differenza fra Videa ed il sentimento della giustizia si ha nel bambino. Questi
distingue perfettamente cio che e suo, da cid che e degli altri, ma pure tende
continuamente ad appropriarsi l'altrui. La medesima cosa si osserva nel selvaggio.
(3) SPENCER,op. e loc. cit.


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