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dibattito consiglio com elmas 1 .pdf



Nome del file originale: dibattito consiglio com elmas 1.pdf
Titolo: C.C.n.50 del 13.12.2010
Autore: maurizioscameroni

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COMUNE DI ELMAS
PROVINCIA DI CAGLIARI

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Numero 50 del 13/12/2010
Oggetto:

ESAME PROPOSTA DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE E
URBANISTICA DELL'AREA EX F.A.S.. INDIRIZZI - RINVIO

L’anno duemiladieci il giorno tredici del mese di Dicembre, presso questa Sede Municipale,
convocato nei modi di legge per le ore 09.40, si è riunito il Consiglio Comunale, in seduta Pubblica.
Assume la presidenza SERRA ANTONIO
Partecipa il Segretario Dott.ssa MELIS ANNA MARIA
Il presidente, accertato il quorum dei presenti, dichiara aperta la seduta, previa nomina degli
scrutatori nelle persone dei Sigg:
ARGIOLAS GIUSEPPE
MASSETTI ERCOLANO
PES SOLANGE
Dei Signori consiglieri assegnati a questo Comune e in carica, risultano presenti per la
discussione del punto in oggetto:
Nominativo

PISCEDDA VALTER
ENA ANTONIO
FADDA FABRIZIO
PES SOLANGE
ARGIOLAS GIUSEPPE
LAI IVAN
MASSETTI ERCOLANO
STRAZZERI MARIANO
FRAU LAMBERTO
PESSIU RICCARDO
PILI ALESSANDRA
SUELLA GIULIA
TONIOLO ORNELLA
PINNA FRANCESCO ANTONIO
DORE MARIANO
BRANCA GRAZIANO
SERRA ANTONIO
Ne risultano presenti n.13 e assenti n.4

Presenti

SI
SI
NO
SI
SI
NO
SI
SI
SI
NO
SI
SI
SI
SI
SI
NO
SI

Il verbale allegato viene letto, approvato e sottoscritto.

Il Segretario Comunale
(MELIS ANNA MARIA)

Il Presidente
(SERRA ANTONIO)

Il sottoscritto Segretario Comunale certifica che copia della presente deliberazione è stata pubblicata all’albo
pretorio di questo comune dal __04/01/2011___________
Elmas,__________

Il Segretario Comunale
(MELIS ANNA MARIA)

COMUNE DI ELMAS
PROVINCIA DI CAGLIARI

Ufficio:

Assessorato:

PROPOSTA DI DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 03/12/2010 N. 50

Oggetto: ESAME PROPOSTA DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE
URBANISTICA DELL'AREA EX F.A.S.. INDIRIZZI - RINVIO

E

DELIBERA N.50 SEDUTA DEL 13/12/2010

 Soggetta a controllo

 immediatamente eseguibile

PISCEDDA VALTER



PESSIU RICCARDO



ENA ANTONIO



PILI ALESSANDRA



FADDA FABRIZIO



SUELLA GIULIA



PES SOLANGE



TONIOLO ORNELLA



ARGIOLAS GIUSEPPE



PINNA FRANCESCO ANTONIO



LAI IVAN



DORE MARIANO



MASSETTI ERCOLANO



BRANCA GRAZIANO



STRAZZERI MARIANO



SERRA ANTONIO



FRAU LAMBERTO



Il Segretario Comunale
D.ssa Anna Maria Melis

Il Presidente
Antonio Serra

Il Presidente constatata la presenza del numero legale dei Consiglieri intervenuti, dichiara aperta la
seduta alle ore 9,40
Prima di cedere la parola all’Assessore Ena che illustrerà l’ordine del giorno, chiede se ci sono
interrogazioni.
La Consigliera Suella dichiara:<< C’è una comunicazione e un’interrogazione. Ho ricevuto incarico
dal Consigliere Lai di giustificarlo, in quanto per ragioni di studio non potrà essere presente a
questo Consiglio.
Per conto del Comitato promotore per il referendum, leggo il comunicato. “Egregio signor Sindaco,
il comitato promotore, che con la sua azione ha promosso il referendum del 20 giugno ultimo
scorso, le invia questa lettera per ricordare a lei, e a tutta l’Amministrazione, i risultati dello stesso
referendum. I quasi milleduecento cittadini che si sono espressi per dare attuazione ai piani di
risanamento previsti dal P.U.C. prima di ogni ulteriore incremento urbanistico in nuove aree,
trovano in questo comitato il portavoce delle loro istanze. Pertanto noi riteniamo che sia necessario,
prima di intraprendere qualsiasi decisione tesa a nuovi consumi di territorio, riflettere attentamente
sull’esito del referendum stesso. Bisognerebbe chiedersi se i cittadini che non hanno espresso la
loro opinione, siano cittadini poco informati, indifferenti, rassegnati perché convinti dell’inutilità di
ogni loro espressione, oppure cittadini in buona fede che hanno creduto alle parole riportate sulla

lettera che lei stesso ha inviato in tutte le case delle famiglie di Elmas, con la quale lei consigliava
di diffidare di chi diceva che il Sindaco vuol far costruire centinaia di case dentro la vecchia
Ferriera. Oggi, alla luce di quanto sta accadendo, possiamo affermare che quei timori erano
purtroppo pienamente giustificati. Infatti nella proposta di delibera del Consiglio comunale del 3
dicembre 2010 avente per oggetto l’ordine del giorno odierno, leggiamo con preoccupazione che al
punto a) della delibera la Giunta manifesta la volontà di promuovere la proposta presentata alla
Villa Del Mas S.r.l. che, con l’uso di anglicismi, smaschera nella sostanza le reali intenzioni della
società, cioè lo stravolgimento del P.U.C. proponendo nuove unità abitative residenziali da
affiancare a quelle destinate all’edilizia popolare, che si configurano in una enormità di nuovi metri
cubi di cemento. Se il nostro Comune ravvisa che ci sia la necessità di nuove abitazioni destinate
alle famiglie meno abbienti, noi proponiamo che si faccia un’indagine che stabilisca quante famiglie
di Elmas hanno questa esigenza e si individuino le aree già previste dal P.U.C. vigente. Esprimiamo
tutta la nostra preoccupazione per la minaccia che incombe sul nostro territorio oggetto negli ultimi
mesi di mire espansionistiche da parte di soggetti diversi. In particolare, entrando nel merito della
proposta di Villa Del Mas S.r.l., le ricordiamo che l’intervento di bonifica a cui la società è
obbligata per legge, prescinde da qualunque decisione comunale. Inoltre ancora una volta, come nel
caso delle mire della So.G.Aer. nelle aree di Santa Caterina, si utilizza lo specchietto per le allodole
della creazione di ipotetici posti di lavoro che dovrebbero essere il viatico per qualsiasi tipo di
speculazione. Questo comitato ritiene che il Sindaco debba amministrare il proprio Comune,
tenendo in gran conto gli interessi della collettività che rappresenta e nel caso specifico, data la
delicatezza dell’argomento, c’è in gioco la sostenibilità e la vivibilità delle nostre esistenze, presenti
e future, non debba avere un mandato in bianco. Una responsabilità di tale portata deve
necessariamente essere condivisa con tutte le forze politiche presenti in Consiglio e con tutta la
cittadinanza. Le deleghe in bianco non si rilasciano a nessuno. Questa è, per fortuna, la prima regola
della nostra democrazia e i Consiglieri che dovessero farlo, non sono degni di sedere tra i banchi di
questo Consiglio. Quindi ancora una volta la invitiamo, per il bene di questo paese, a non avviare
percorsi amministrativi contrari alla manifestata volontà popolare, oltre che al mandato che a suo
tempo le venne conferito dagli elettori.
Con i migliori saluti, il Comitato per il Referendum”. La lettera è stata appena protocollata e la
allego agli atti.>>
Il Presidente: << Questa non è una interrogazione. Il comunicato non è rituale perché le
comunicazioni al Sindaco non si fanno in Consiglio da parte di un organo esterno al Consiglio
stesso>>.
La Consigliera Suella:<< Questo non è previsto dal Regolamento. È una sua idea ma non c’è
scritto. Leggiamo l’interrogazione. “Al Sindaco del Comune di Elmas. Premesso che il 25 ottobre
2010, su richiesta dei Consiglieri comunali Pes, Lai e Suella, venne convocato il Consiglio
comunale con la proposta che questo organismo deliberasse: di respingere ogni tentativo di
prevaricazione messo in atto dalla società di gestione aeroportuale rispetto alle competenze di
questo Consiglio circa i compiti dello stesso nella programmazione territoriale; di dare incarico al
Sindaco affinché attivi ogni procedura, legale e amministrativa, rivolta ad inficiare ogni atto di
grave prevaricazione istituzionale quale quello posto in essere dalla società di gestione
dell’aeroporto di Elmas; considerato che nell’esposizione iniziale del Sindaco, lo stesso affermava
che: “In data 4 agosto 2010 sul quotidiano La Nuova Sardegna è apparso questo avviso pubblico:
“Richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale ai sensi dell’articolo” – eccetera – dove l’Enac
annuncia la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale per lo studio di impatto ambientale
relativo al piano di sviluppo aeroportuale dell’aeroporto di Cagliari Elmas”, eccetera; considerato
ancora che in riferimento alla proposta di deliberazione proposta dai Consiglieri dell’opposizione, il
Sindaco esprimeva le seguenti considerazioni: “Però che ci sia un Consiglio comunale che dà
mandato al Sindaco per tutelare gli interessi dell’Ente attraverso tutte le sedi legali, questo
sinceramente è un atto che mi sento di non dover accogliere, perché rientra già nelle mie
competenze”. Proseguendo poi con un’altra affermazione con cui diceva: “Quindi io ritengo di
avere, nei tempi giusti, con la strategia giusta, posto in essere tutti gli atti che era necessario porre in
essere”; rilevato il risultato dell’annullamento della seduta del Consiglio per la mancanza del
numero legale dovuta all’abbandono dell’Aula da parte del Sindaco e dei Consiglieri di
maggioranza; valutata la deliberazione della Giunta comunale n. 127 del 25 novembre 2010
(Ricorso straordinario al Capo dello Stato) dalla quale la Giunta municipale deliberava: di proporre

ricorso straordinario al Capo dello Stato avverso l’avviso pubblicato dall’Enac su La Nuova
Sardegna; di autorizzare il Sindaco a costituirsi in giudizio; tutto ciò considerato, si interroga il
Sindaco per chiedere: come mai il Sindaco, che in sede di lavori del Consiglio comunale aveva
affermato di non dover ricevere alcun mandato da parte del Consiglio comunale per tutelare gli
interessi dell’Ente, rigettando quindi la proposta dei Consiglieri Pes, Lai e Suella, è dovuto trenta
giorni dopo ricorrere all’autorizzazione della Giunta comunale per poter procedere in giudizio
contro l’Enac; come mai il Sindaco, che in sede dei lavori del Consiglio comunale aveva dichiarato
di non dover accogliere la proposta dei Consiglieri Pes, Lai e Suella in quanto tirava di aver già
posto in essere tutti gli atti che era necessario porre in essere, è, invece, con successiva data di trenta
giorni dovuto ricorrere allo strumento del ricorso straordinario; si chiede altresì al Sindaco: di voler
rendere pubblici gli atti di opposizione legale e giuridica che lo stesso aveva detto di avere per
intero posto in essere. I Consiglieri comunali, Giulia Suella, Ivan Lai, Solange Pes, Mariano Dore,
Ornella Toniolo, Graziano Branca”>>.
Il Presidente: << Diamo atto che viene presentata per iscritto l’interrogazione rivolta al Sindaco. Il
Sindaco intende rispondere>>.
Il Sindaco: << La mia risposta sarà molto breve. Perché non ho accettato il mandato del Consiglio.
Perché il mandato al Sindaco lo dà la Giunta, come lei dovrebbe sapere. Perché ho rigettato la
proposta fatta in Consiglio da Lai, Suella e Pes. Perché la consideravo, e la considero tuttora,
assolutamente strumentale e in malafede. Mi si invita a rendere pubblici gli atti. Gli atti che compio,
sono tutti già abbondantemente pubblici, in quanto tali>>.
La Consigliera Suella:<< La risposta è ridicola, Sindaco, perché lei si è fatto dare un mandato dalla
sua Giunta e il mandato che il Consiglio voleva darle, era un mandato ancora più forte più
importante. Lei è dovuto ricorrere a quello della Giunta una volta che è stato stanato da questo
Consiglio, che le ha invece fatto, ha rilevato come lei davanti alla bugia che aveva detto di aver
adottato nei tempi giusti e con la strategia giusta di aver posto in essere tutti gli atti, che era
necessario porre in essere, invece le abbiamo fatto notare che non aveva posto in essere tutti gli atti,
così come lei dichiarava, perché non aveva fatto il ricorso. E aveva detto che aveva fatto tutto e
quindi nell’interesse dei cittadini aveva adottato tutti gli atti per tutelare gli interessi dei cittadini.
Non aveva fatto, invece, l’unico atto che avrebbe dovuto fare. Tant’è che una volta che è stato
scoperto, lei ha dovuto ricevere un mandato dalla sua Giunta per fare ricorso al Capo dello Stato.
Prima del Capo dello Stato, però, c’era il Tar Sardegna che è molto vicino. Piazza del Carmine se
ne occupa prima delle nostre questioni. Il Capo dello Stato forse ha anche altro a cui pensare, però
lei comunque ha aspettato all’ultimo momento, poi una volta che non poteva fare diversamente. Se
questo Consiglio, o comunque questa parte del Consiglio, non avesse rilevato questa grave
mancanza da parte sua, il tutto sarebbe filato liscio senza che nessuno sapesse. Anzi, sapeva
semplicemente quello che lei ha voluto far credere, che bastava un suo voto contrario in consiglio
d’amministrazione della So.G.Aer. per dire che lei aveva adottato tutti gli atti. Non è così. Questo
era l’atto che andava fatto, tant’è che poi alla fine lei lo ha anche fatto. Gli atti che noi le chiediamo,
le chiediamo di renderli pubblici, perché le chiediamo che ci venga data consegna di questi atti.
Glielo stiamo chiedendo in questo Consiglio, quindi è una cosa formale, ufficiale. Quanto al
mandato, le abbiamo già detto che lei rappresenta questo Consiglio, rappresenta i cittadini, ma a
maggior ragione se lei è contrario all’ampliamento dell’aeroporto in direzione del paese, così come
dice, a maggior ragione non avrebbe dovuto avere alcuna difficoltà ad accogliere la richiesta di
questo Consiglio di votare tutti insieme e dire no tutti insieme all’ampliamento dell’aeroporto. Cosa
che lei non ha fatto, è scappato, ha fatto mancare il numero legale, se n’è andato insieme alla sua
maggioranza. Quindi ha fatto chiarezza e l’ha fatto abbondantemente. Chiarezza nel senso che
chiaramente ha dimostrato che lavora in una direzione che non è quella dell’interesse dei cittadini.
Pertanto, vorrei aggiungere anche questo, se c’è qualcosa di strumentale, sono le sue azioni, quando
lei utilizza la stampa per dire che sarebbe opportuno che maggioranza e opposizione lavorassero
uniti e fossero unite, andassero insieme nella direzione di dire no all’ampliamento dell’aeroporto. È
lei che non lo vuole fare. Noi l’abbiamo fatto con un atto formale, che è stato quello di convocare
un Consiglio per invitare lei, ma tutto questo Consiglio, a dire no tutti insieme. Pertanto sono anche
affermazioni e bugie che si dicono sui giornali per far credere il contrario>>.
Il Sindaco interviene per fatto personale:<< Per completezza di comunicazione. Nel senso che
prima ho detto strumentale, malafede, adesso ci aggiungo anche ignoranza. Perché di fronte a certe

affermazioni non si può dire diversamente. Capisco che sia inutile continuare a spiegare qualcosa a
chi non vuole spiegazioni. Il fatto personale è quando si dice che...>>
( Si discute in modo confuso)
Il Presidente sospende il Consiglio alle ore 9,50.
La seduta riprende dopo la sospensione alle ore 10,10.
Il Presidente invita il Segretario Generale a procedere all’appello nominale dei Consiglieri.
Sono presenti 12 Consiglieri ed assenti n.5 (Fadda, Pessiu, Pili, Lai, Branca).
Il Presidente:<< Possiamo passare alla trattazione dell’unico argomento previsto per oggi e prima
nominiamo gli scrutatori nelle persone dei Consiglieri Argiolas, Dore e Pes. Ricordo che
l’argomento che si tratta oggi è: “Esame proposta di riqualificazione ambientale e urbanistica
dell’area ex F.A.S. – Indirizzi”. L’Assessore Ena>>
Il Consigliere Dore:<< Vorrei richiamare un attimo l’attenzione del Presidente e del Segretario
comunale relativamente alla predisposizione della convocazione del Consiglio, si fa riferimento alla
convocazione di seduta ordinaria. Il Regolamento del Consiglio richiama lo Statuto. All’articolo 27
dello Statuto dice: “Il Consiglio comunale si riunisce due volte l’anno in sessione ordinaria, l’una
nei mesi di aprile, maggio e giugno, l’altra nei mesi di ottobre, novembre e dicembre; le ulteriori
sedute sono straordinarie o straordinarie urgenti”. L’articolo 4 del Regolamento dice: “Il Consiglio
comunale si riunisce in sessione ordinaria e straordinaria come da Statuto”. Dice ancora all’articolo
6 che esiste pure la convocazione d’urgenza, ma per ragioni molto precise. Noi oggi l’argomento
che stiamo trattando non è un argomento che rientra fra quelli definiti dallo Statuto, che sono
esclusivamente bilancio e argomentazioni che riguardano il bilancio; la domanda che pongo è:
possiamo procedere con questa formula a discutere gli argomenti che oggi noi abbiamo all’ordine
del giorno? E questo me lo dovrà dire il Segretario comunale. Metteremo a verbale una sua precisa
dichiarazione dove legittima la regolarità di questo Consiglio comunale. Quindi la richiesta precisa.
Tenuto conto del fatto che lo Statuto stabilisce che sono sessioni ordinarie solo ed esclusivamente le
argomentazioni che riguardano il bilancio, oggi all’ordine del giorno: “Esame proposta di
riqualificazione ambientale e urbanistica dell’area ex F.A.S. – Indirizzi”, quindi non può essere
assolutamente assoggettata a convocazione di carattere ordinario. Perché non sono argomentazioni
di bilancio. Tenuto conto del fatto che abbiamo un Consiglio comunale in corso e dobbiamo
procedere all’argomento all’ordine del giorno, possiamo con questa formula procedere e
considerare valida questa seduta con questo tipo di convocazione? Io chiedo al Segretario comunale
che si esprima e che dica al Consiglio se possiamo, o non possiamo, procedere. Grazie>>.
Il Segretario generale:<< Mi sembra evidente che si tratta di un errore di battuta, è un errore
materiale, perché l’Ufficio evidentemente ha sbagliato, inserendo o prendendo lo schema, anche
perché, come lei giustamente rileva, l’oggetto è compatibile con la seduta straordinaria, i tempi di
convocazione corrispondono esattamente a quelli di una convocazione straordinaria e tutta l’azione
dell’Ente, del Consiglio e degli organi è improntata a far sì che si raggiungano questi risultati. Mi
pare che questo errore non sia tale da impedire che la seduta possa andare avanti>>.
Il Consigliere Dore:<< Gradirei che venisse messo a verbale...>>.
Il Segretario generale:<< Io non posso mettere a verbale...>>.
Il Consigliere Dore:<<Gradirei, parlo con il Presidente, quando il Presidente darà la facoltà al
Segretario di intervenire, interverrà, ora sta parlando un Consigliere Comunale, sta rispondendo al
Presidente. È stata solo consultata, non ha facoltà di parola in Consiglio Comunale. Dico, chiedo al
Presidente che indichi al Segretario comunale, e noi la invitiamo a porre a verbale tutto quello che è
stato già detto, tra l’altro lo troverà registrato nella registrazione, sperando che la registrazione non
abbia problemi, ma possiamo anche metterlo per iscritto, ed è importante, sono importanti le sue
affermazioni che lei giustifica attraverso un errore umano, che negli atti pubblici l’errore umano
solitamente non trova mai giustificazione. Le norme si rispettano, si applicano così come sono state
concepite. Quando una norma è interpretata in maniera diversa, gli atti vanno corretti. Quindi noi
riteniamo che questa seduta di Consiglio comunale convocata in questa maniera non abbia alcuna
validità, faremo richiesta specifica a chi dovrà poi in qualche modo valutare tutto questo. Noi
chiediamo al Presidente che, in via del tutto prudenziale, questa convocazione debba essere
annullata, perché la forma è assolutamente difforme da quanto previsto dalla norma>>.

Il Consigliere Frau:<< Due cose sull’argomento. Appare palese che c’è un errore di battuta sul
modulo di convocazione del Consiglio comunale. Ma vorrei dire una cosa, io capisco che chi ha
segnalato questa cosa qua, ha fatto bene, però la delibera se si dovesse andare avanti, è una delibera
di indirizzi, prova ne sia che non comporta né un impegno di spesa, non comporta né un impegno
eventualmente di variante sul territorio, prova ne sia che non ha nessuna firma di regolarità tecnica,
perché questa di fatto, con gli indirizzi, è una discussione politico-amministrativa sul fatto che c’è
una proposta di partecipazione ad un bando di housing sociale. Questo volevo ricordare. Se fosse
stata una delibera impegnativa sia sul territorio, che sul bilancio, forse concorderei . Però in questo
caso no>>.
Il Consigliere Dore:<< Comprendo il ruolo del capogruppo, avrei fatto anch’io al suo posto la
stessa identica cosa, però la camicia di delibera prevede, dice: delibera – quindi delibera, anche se
non c’è il parere ed è chiaramente anche questa volta del tutto anomalo, perché stiamo parlando di
pianificazioni e stiamo parlando del cambio di destinazione d’uso di un’area della quale è in corso
una procedura di bonifica radicale, quindi non stiamo parlando di un’area qualunque, stiamo
parlano di un’area satura di veleni, che continua ad avvelenare la nostra comunità quotidianamente,
che ci sia Eolo o che piova, perché basta andare a vedere il sito per rendersi conto che quanto viene
affermato, è falso, quando si dice che il sito è messo in sicurezza, è falso, è assolutamente falso – si
dice “di dare mandato al Sindaco successivamente all’approvazione regionale del progetto” e si dice
anche: “di rendere il presente atto, con separata e unanime votazione, immediatamente eseguibile”.
Quindi non stiamo parlando di un atto, dove si parla di semplice esame di valutazioni di carattere
generale. Stiamo parlando di un progetto preciso, che gira negli ambienti di questa
Amministrazione ormai da almeno quattro anni. Quindi io ripropongo al Presidente la richiesta che,
trattandosi di un argomento di tale rilevanza, non può essere considerato assolutamente accoglibile,
per quanto ci riguarda, una convocazione di questo genere, perché si presterebbe ad interpretazioni
particolari. Oltretutto mi sembra anche poco lineare che una maggioranza, che ha in mente di
portare avanti un’argomentazione di tale importanza, rischi di far saltare qualunque loro atto, solo
perché c’è un vizio nella predisposizione dell’atto. Quindi, non lo so, una valutazione, vedete voi,
noi comunque sia vi chiediamo lo scioglimento del Consiglio comunale di oggi, perché l’atto che lo
ha convocato, è illegittimo>>.
Il Presidente: <<Sospendo il Consiglio per meglio valutare la questione posta dal Consigliere
Dore>>.
La seduta viene sospesa alle ore 10,20 per riprendere alle ore 10,35 .
Il Presidente invita il Segretario Generale a procedere all’appello nominale dei Consiglieri.
Sono presenti 12 Consiglieri ed assenti n.5 (Fadda, Pessiu, Lai, Branca, Toniolo).
Il Presidente:<< Preso atto di quanto ha dichiarato la dottoressa Melis in ordine alla predisposizione
di questa convocazione e delle osservazioni anche che ha fatto il Consigliere Dore in merito
all’espressione letterale della convocazione, ritengo che la sostanza della natura di questo Consiglio
sia quella di un Consiglio straordinario, anche perché per quanto riguarda i tempi di convocazione, i
tempi di trasmissione ai Consiglieri della relativa documentazione, pertanto prendo atto della
documentazione, si tratta di un errore materiale, ritengo – ma questa è la mia opinione che può
essere confrontata nelle sedi opportune – di poter continuare questo Consiglio.>>
Entra Toniolo.
La Consigliere Pes.<< Sull’ordine dei lavori. Io insisto ribadendo quanto già precisato dal
Consigliere Dore. È evidente che qua non si tratti di errore materiale, perché scrivere “ordinario” in
luogo di “straordinario”, ha, come è evidente, una portata sostanziale e non certo materiale. Quindi
è impossibile procedere oltre. L’atto è inficiato. Se si trattasse di errore materiale, e un errore
materiale che potrebbe essere, per esempio, l’indicazione di una data diversa, l’indicazione di un
nome diverso da quello che dovrebbe esserci, l’indicazione di un luogo diverso da quello che
effettivamente era da indicare, questi sono tutti esempi di errori materiali, che possono essere sanati
con una semplice rettifica. In questo caso scrivere “ordinario” in luogo di “straordinario”, non ha la
stessa portata degli esempi che ho fatto prima. Perché, come ho detto, ha una portata sostanziale e
non certamente materiale. Quindi non è sanabile con una rettifica, che comunque andrebbe fatta
qualora si trattasse di errore materiale. E invece ho visto che in ogni caso, nonostante questa
maggioranza, la dottoressa Melis, il Presidente del Consiglio, abbiano affermato trattarsi di errore
materiale, erano pronti a dare nuovamente avvio ai lavori senza neppure provvedere ad una rettifica

formale di tutti gli atti a disposizione dei Consiglieri. Quindi ribadendo, siccome non è un errore
materiale questo, si chiede che questo Consiglio comunale venga rinviato ad un’altra seduta,
convocata secondo legge. Quindi senza che gli atti ancora una volta, perché questo purtroppo non è
l’unico caso, siano irregolari. Irregolari secondo legge, naturalmente. Quindi insisto perché si
decida in tal senso, ma non perché ci debba essere una deliberazione con alzata di mano,
semplicemente perché bisogna dare atto del fatto che questi atti sono viziati e che vanno sanati nella
maniera loro propria. Quindi la dottoressa Melis se invece, così come il Presidente del Consiglio
che ha sottoscritto questa convocazione, ritengono che ciò non sia, cioè che sia diversamente
rispetto a quello che ho detto io, che inseriscano a verbale la loro posizione. Che scrivano in
maniera chiara, senza interpretazioni di nessun tipo, che questo atto è un atto perfetto, esente da
vizi. Ce lo dicano. Una volta che questo è stato certificato, tutti quanti sono anche più tranquilli nel
proseguire eventualmente questo Consiglio comunale. Perché parlare e dire cose importanti come
quelle che oggi devono necessariamente essere dette, e poi magari ritrovarci di fronte ad un caso di
invalidità di questa seduta comunale, perché se l’atto è viziato, anche la seduta è invalida, nessuno
vuole andare incontro a questo. Credo che non lo voglia nessuno, nessuno, nessuno proprio. I
cittadini, i Consiglieri comunali per loro, e neanche portatori di interessi in questa proposta di
delibera. Quindi se si vuole andare avanti, e io sono dell’avviso che non si debba andare avanti,
perché non si possa andare avanti, il Presidente del Consiglio e la Segretaria comunale, che ha una
funzione ben precisa nell’ambito del Consiglio comunale, scrivano chiaramente nel brogliaccio che
la dottoressa sta compilando, che si assumono la responsabilità del fatto che questo atto non risulti
essere viziato. E che sia un atto perfettamente valido. Ce lo scriva. Dopodiché si può anche andare
avanti.>>
La Consigliera Toniolo:<< Il fatto stesso che il Regolamento dei lavori del Consiglio e delle
Commissioni consiliari dedichi ben quattro articoli, io credo che non sia cosa da poco. Il fatto stesso
che l’articolo 5 preveda come convocazione: “Il Consiglio comunale è convocato dal Presidente, se
nominato, mediante avvisi scritti”, quindi io dico una valenza il fatto che si scelga anche la forma
scritta ce l’abbia. È il documento con cui i Consiglieri, il Sindaco e la Giunta vengono convocati i
protagonisti del Consiglio comunale. Che qualcuno voglia limitare detto errore ad un semplice vizio
di forma, a me sembra che invece qui si ravvisino più che altro vizi di sostanza, perché le riunioni
dei Consigli comunali sono di seduta ordinaria e di seduta straordinaria. Poi esiste anche la
straordinaria urgente. Quindi non è che si possa dire: se non è zuppa, è pan bagnato. Certo, se non è
ordinaria, è necessariamente straordinaria o viceversa. Il fatto che si contempli la forma scritta per
la convocazione, che detta forma scritta sia soggetta a notifica dell’interessato, tanto è vero che di
norma si appone anche una firma, come è stato notificato, io credo che questo atto non debba essere
vanificato con delle semplici disquisizioni orali in pieno Consiglio, non in un errore di battuta.
Questo lo dice chi ha proferito questo. Ma chi riceve, non necessariamente deve fare elucubrazioni
mentali. Probabilmente hanno sbagliato, probabilmente ho usato uno stampato diverso, perché voi
sicuramente nel computer avete due soluzioni, seduta ordinaria e seduta straordinaria. Quello che è
grave, è che prima si parlava di ignoranza e si è disquisito sull’ignoranza da parte dell’una o da
parte dell’altro o da parte di quell’altro, ma qui in quattro righe c’è un errore di sostanza, perché è
opinabile che sia di forma. Io qui ravviso un errore di sostanza. Tra l’altro doppio errore, perché
viene nominata seduta ordinaria e poi gli atti, come previsto dalle sessioni ordinarie, vengono
consegnati in termini diversi. Quindi è proprio un mix di errori. E siccome rileggere non costa
niente, io dico che scritte quattro righe vadano almeno rilette prima di apporre la firma e prima di
procedere ad una notifica dell’ordine del giorno. Quindi io dico che tutto si può perfezionare, i
Consiglieri dovrebbero essere riconvocati con la giusta indicazione della seduta straordinaria,
perché non trattandosi né di bilancio di previsione, né di consuntivo, non può essere sicuramente
paragonata alla forma ordinaria. Ma io dico che i vizi ci sono, da quella parte il vizio sembrerebbe
formale, ma per me è sostanziale, anche perché esistono due fattispecie, l’una esclude l’altra.
Quindi io dico che deve essere ritirato, perché il vizio di sostanza annulla l’atto e questo è un atto
notificato agli interessati, che ne chiedono il ritiro perché la forma e la sostanza sono errati. Quindi
io insisto sul vizio di sostanza e chiedo che venga ritirato l’ordine del giorno e che venga riproposto,
anche perché bastano tre giorni per convocare un Consiglio comunale, io non credo che costituisca
chissà quale inghippo. Questo è quello che normalmente si insegna con le prime nozioni di diritto,
che cos’è l’atto e che cosa sono i vizi. Quindi ritengo che sarebbe buona norma comportarsi come la
legge richiede. Grazie>>.

La seduta viene sospesa alle ore 10,47 per riprendere alle ore 11,00 .
Il Presidente invita il Segretario Generale a procedere all’appello nominale dei Consiglieri.
Sono presenti 13 Consiglieri ed assenti n.4 (Fadda, Pessiu, Lai, Branca).
Il Presidente:<< Possiamo riprendere. Abbiamo ascoltato con attenzione le osservazioni che sono
state fatte, io ho tentato di ricostruire la vicenda e posso dire che la responsabilità di questa svista è
mia, perché ho firmato io, ma io ho inteso convocare un Consiglio in seduta straordinaria, tant’è che
i tempi di convocazione, la fornitura dei documenti ai Consiglieri sono stati rispettati, l’argomento
rientra tra quelli del Consiglio in seduta straordinaria, è vero che c’è questo errore che io, firmando,
avrei dovuto rilevare ma, ripeto, la sostanza di questo Consiglio è quella, fermo restando che le
osservazioni che sono state fatte si riferiscono ad un errore, che effettivamente c’è, e ne prendo atto,
mi assumo io la responsabilità di questo refuso che, a mio avviso, non toglie la natura di Consiglio
straordinario a questa riunione. Per cui ritengo, ma questa è, ripeto, la mia opinione, sentito anche,
oltre l’intervento dei Consiglieri che si sono espressi, anche quello della Segretaria, ritengo che
possiamo continuare. Sullo stesso argomento? Vedo che continuiamo. Consigliera Pes e Consigliera
Toniolo. Prego>>.
La Consigliera Pes:<<Sempre sull’ordine dei lavori. Non mi sembra che siano state date delle
spiegazioni diverse da quelle che lei, Presidente del Consiglio, aveva detto all’inizio. Quindi adesso
questo suo nuovo pronunciamento non sta facendo certamente chiarezza. Fra l’altro lei adesso ha
detto: me ne assumo la responsabilità di questo errore, ma qua noi non stiamo parlando per
individuare un responsabile, stiamo semplicemente mettendo in evidenza il fatto che questa
convocazione è viziata e che un vizio di tal fatta comporta l’invalidità di tutto ciò che ne consegue,
cioè della deliberazione stessa. Quindi non abbiamo fatto alcun passo avanti. Rinnovo la richiesta
di rinviare la trattazione dell’ordine del giorno ad altra seduta, convocandola in maniera adeguata.
Quindi sanando tutte quelle irregolarità, tutti quei vizi sostanziali, e non certamente di forma, che
inficerebbero l’atto. In ogni caso, non può esserci una semplice dichiarazione di responsabilità. Noi
abbiamo invitato il Presidente del Consiglio e la Segretaria comunale a mettere una precisa
dichiarazione a verbale. In assenza di questa dichiarazione, si può dire tutto, però sono sempre
parole e quindi le parole spesso non danno, quasi sempre, la garanzia che devono dare. Quindi
prima richiesta che venga come ho detto prima, rinviata la trattazione ad altra seduta, previa notifica
regolare, diversamente, in subordine proprio, che la Segretaria, che l’avvocato Serra mettano a
verbale quello che il Presidente ha detto, e soprattutto la volontà di voler dar seguito a questo
Consiglio comunale, nonostante la minoranza tutta abbia evidenziato un vizio di forma, di fronte al
quale qualunque tipo di lavoro di questo Consiglio, ma non perché oggi si sta deliberando su questo
specifico argomento, la posizione di questi amministratori sarebbe stata identica anche se
dovessimo deliberare di altro. Di fronte a vizi sostanziali degli atti, atti notificati ai Consiglieri
comunali, quindi stiamo parlando veramente di atti che hanno una loro valenza e una loro portata
pubblica, perché se no se si disattendono tutte queste regole di base, ma quale tipo di garanzia
legale dà un Consiglio comunale? Non ne darebbe affatto. Adesso passo la parola a chi l’ha
richiesta e invito tutta la maggioranza, soprattutto il Presidente del Consiglio e la dottoressa Melis,
ad agire di conseguenza>>.
La Consigliera Toniolo:<< Riprendendo l’intervento precedente, volendo completarlo, io voglio
significare che il fatto di errore in questo caso da parte del Presidente del Consiglio che si assume le
responsabilità, e tengo a precisare che nessuno sta cercando un capro espiatorio per le
responsabilità, a noi non interessa, perché sostanzialmente i responsabili sono due, sempre a norma
di Regolamento, quello che a me preme dire, è che la convocazione del Consiglio comunale è un
atto amministrativo a tutti gli effetti. Tra l’altro, oltre i Consiglieri che sono destinatari, attraverso
notifica, dello stesso, l’articolo 9 prevede anche la pubblicità. L’ordine del giorno di ciascuna
seduta deve essere pubblicato all’albo pretorio nei tempi di consegna ai Consiglieri previsti
dall’articolo 8, quindi anche i cittadini potrebbero opporre significando che loro stessi sono stati
informati della convocazione di un Consiglio comunale attraverso l’affissione dell’ordine del giorno
all’albo pretorio e possono essere stati ingannati sulla sessione ordinaria o straordinaria. Per cui
l’atto è nullo in questo caso, salvo ripresentazione di ulteriore atto che fughi ogni dubbio. Io,
Consigliere comunale, che sono stata informata attraverso notifica, ho ravvisato il vizio sostanziale.
E gradirei che almeno queste parole fossero riportate nel verbale. Probabilmente lo stesso
Consigliere Pes, essendo oggetto di notifica, ha ravvisato lo stesso vizio di sostanza. Gli stessi

cittadini che hanno avuto modo di leggere quanto pubblicato all’albo pretorio, hanno avuto,
potrebbero aver avuto lo stesso dubbio. Questo sembra veramente assurdo voler minimizzare e
imporre la volontà di coloro i quali siedono dall’altra parte nel convincere noi che i vizi sono di
forma e non di sostanza. Ma siccome la forma scritta ha una sua valenza, io gradirei sottolineare che
sono stata convinta del vizio di sostanza, perché quanto mi è stato notificato è contrario all’articolo
4, all’articolo 5, all’articolo 6, all’articolo 7, all’articolo 8 e all’articolo 9 del Regolamento del
Consiglio. Questo è un modo di condurre i lavori in modo difforme, ma non è la prima volta che si
fa qualcosa contrario a regolamenti, norme, disposizioni, per cui io dico che attraverso l’articolo 5 si
evidenziano due soggetti, il Presidente che è tenuto a riunire il Consiglio in un termine non
superiore a venti giorni, che ha usato evidentemente un modulo errato, così dice lui, poi io non lo so
se ci sono dei preconfezionati, comunque quando si convoca un Consiglio, siccome non è un
teatrino da poco, bisognerebbe controllare che almeno gli elementi essenziali dell’atto siano
rispondenti a quello che si intende fare. Copia della richiesta della convocazione di Consiglio deve
essere presentata, sempre secondo l’articolo 5, al Segretario comunale per l’istruttoria e per
l’acquisizione dei pareri di legge sulle eventuali proposte di delibera. Quindi evidentemente il
doppio controllo faceva sì che l’atto, che è stato consegnato a noi e notificato nelle forme di legge,
fosse già passato al vaglio di chi lo propone e di chi lo completa. Quindi io dico che io, Consigliere
comunale, sono convinta che l’atto a me consegnato, contenga vizio di sostanza. Io sono un
soggetto del Consiglio comunale, nessuno può impormi una giustificazione diversa da quella che io
ho eccepito. Quindi questo mi sembra veramente un abuso che qualcuno tenti di convincere pari
parte, perché io e il Presidente del Consiglio siamo due Consiglieri comunali esattamente identici,
lui in più ha l’opportunità di convocare i Consigli, e lo fa male. E io lo rilevo in quanto Consigliere.
Quindi io, voglio dire, ci tengo che venga precisato se si sta contravvenendo agli articoli dal 3 al 9 e
che io, destinataria di notifica, sia convinta che sia un errore di sostanza. Tanto basta. Poi fate
quello che volete, questo mi pare che sia contravvenire alle regole generali di un atto
amministrativo soggetto a notifica in forma scritta. Tutte le elucubrazioni conseguenti, voi me le
dovete dimostrare con un altro atto in forma scritta. Giustificazioni verbali non servono
assolutamente a modificare un atto amministrativo che è stato notificato ai soggetti interessati. E
allo stesso pubblico, e alla cittadinanza che ha modo, attraverso l’albo pretorio, di venire a
conoscenza dell’ordine del giorno. Grazie>>.
Il Presidente:<<Ribadisco quanto ho già detto prima, prendiamo atto delle ulteriori osservazioni dei
Consiglieri che sono intervenuti e quindi possiamo continuare, a mio avviso. Naturalmente chi è di
opinione contraria, come è evidente che ci siano opinioni contrarie, ha tutti gli strumenti per mettere
in discussione la regolarità di questo Consiglio. Possiamo riprendere i lavori. Consigliera Suella>>.
La Consigliera Suella:<<Facciamo una precisazione doverosa a questo punto, ma per un dovere nei
confronti dei cittadini e di questo intero Consiglio. Mi pare che l’assunzione di colpe da parte del
Consigliere Serra sia oltre che scorretto nella sostanza, anche infantile, non siamo qui a cercare un
responsabile dell’errore che non dovrebbe inficiare l’atto, perché non lo vizia, non è questo, stiamo
parlando di questioni ben più importanti e profonde. Ma ne è la riprova oggi di quanto io ho
affermato nel Consiglio precedente, e rispetto alle mie affermazioni l’Assessore Ena ha finto
indignazione, quando ho fatto notare che questa Amministrazione è usa procedere contravvenendo
alle leggi, ai regolamenti, alle norme, agli statuti, agli ordini, alle discipline, dunque oggi è
l’ennesima riprova che si va avanti contravvenendo al Regolamento, a riprova che quello che io
dico è confortato dagli atti. Non sono bugie, le bugie le dice qualcun altro. Questi sono dati di fatto
sotto gli occhi di tutti. Sull’ordine dei lavori. Per dire che lei non può andare avanti prima di aver
preso una decisione, avere messo a verbale, nero su bianco, che lei e la Segretaria comunale ritenete
che questo atto sia valido, che non ci sia un errore sostanziale, un vizio sostanziale, come
evidenziato dai quattro Consiglieri (Pes, Toniolo, Dore, Suella), che si tratta invece di errore
materiale, spiegando anche su quali basi questo vizio viene interpretato come errore materiale
piuttosto che sostanziale. Lei è un avvocato, quindi lo dovrebbe fare. Lei non sa che si procede
così? Faccia finta per un attimo, anche se questo non è un tribunale, di trovarsi davanti ad un
giudice...>>.
La Consigliera Pes:<<Aspetti un attimo. Deve verbalizzare ciò che deve far entrare dentro quel
procedimento, lo faccia adesso e poi ne dia lettura al Consiglio. Dopodiché si può andare avanti.
Prima di questa azione, lei non lo può fare, anche perché la Segretaria comunale nonostante sia stata
invitata a pronunciarsi e a spiegare su quali basi lei ritiene che questo sia un errore materiale, non

l’ha fatto. Oggi il giudice qui è la Segretaria comunale. Lei non può dire andiamo avanti,
disattendendo quello che i Consiglieri le stanno chiedendo>>.
Si discute in forma di dialogo.
Il Presidente:<< Lei non mi può dire di mettere a verbale quello che vuole lei, io ho messo a verbale
la mia interpretazione dei fatti>>.
La Consigliera Pes:<< Lei ha paura di mettere per iscritto qualcosa che sa benissimo non
essere...>>.
Il Consigliere Frau :<<Penso che questa discussione sia tediosa, perché poi alla fine qualcuno
rifiuta di entrare nel merito dell’ordine del giorno proposto. Volevo dire due cose. Uno, che l’atto
presentato, per come è stato presentato, si sostanzia in una convocazione straordinaria, perché la
notifica è avvenuta cinque giorni prima del Consiglio, il deposito degli atti è avvenuto come da
seduta straordinaria, è stato fatto un errore, secondo me, materiale, un errore proprio di battuta nella
convocazione. Siccome al Presidente è stato richiesto, io penso che Lei deve esprimere una
determinazione, e la determinazione è che la proposta di ordine del giorno e di convocazione del
Consiglio comunale si sostanzia, per come è avvenuta nei tempi e nei modi, per una convocazione
straordinaria e c’è stato un errore materiale di battuta, di digitazione dove anziché “straordinaria” è
stato digitato “ordinaria”. Io penso che lei deve dare questa determinazione, poi naturalmente verrà
riportata nel verbale. Siccome questo lo chiede anche chi mi ha preceduto, la discussione può
andare avanti>>.
Il Presidente: << Ho già detto che la mia determinazione è nata dal fatto che io ho inteso convocare
un Consiglio straordinario e che l’errore di battitura, di trascrizione, eccetera, non toglie la natura di
Consiglio straordinario a questa seduta. Assessore Ena, prego. Passiamo alla trattazione
dell’argomento all’ordine del giorno che, ricordo, è: “Esame proposta di riqualificazione ambientale
e urbanistica dell’area ex F.A.S. – Indirizzi”>>.
Il Consigliere Dore:<< Presidente, io ho posto, inizialmente il problema, vorrei anche concludere.
Io ho posto il problema e poi chiaramente si è sviluppato l’argomento con tutti gli interventi
autorevoli e competenti, credo, perché la materia è particolare, ma trattata da persone che di
giurisprudenza hanno fatto scuola, quindi credo che abbiano titolo per entrare nel merito. Le
affermazioni semplici, molto generiche fatte dal Segretario comunale nella sua dichiarazione,
ammettendo di aver commesso un semplice errore di battitura, ma comunque con la responsabilità
di non aver verificato l’errore, perché la responsabilità è precisa, ha un ruolo specifico, e quel ruolo
prevede che debba essere verificato qualunque atto che deve essere portato in Consiglio comunale
per la sua efficacia. Ne ha responsabilità piena. Altrettanta responsabilità non voglio attribuire al
Presidente, perché il Presidente firma l’atto, solitamente, come fa solitamente il Sindaco, ha chi
predispone, o l’Assessore, ha chi predispone, e infatti sono pagati da questa Amministrazione per
svolgere il ruolo di filtro, io sono convinto che anche il Presidente questo lo abbia fatto in assoluta
buona fede. Però, in realtà, non si vuole porre rimedio, perché qui si vuole mettere in croce chi non
ha magari responsabilità precise, perché forse avrebbe dovuto leggere con più attenzione, a volte c’è
solo il tempo per porre la firma, perché si è convinti che chi avrebbe dovuto fare il filtro, chi
avrebbe dovuto predisporre gli atti, avrebbe dovuto fare le cose fatte in maniera precisa, cosa che
invece ormai è consuetudine in questo palazzo, e non perché io abbia qualcosa in contrario nei
confronti dei dipendenti. I dipendenti qui dentro ci sono dipendenti modello, purtroppo scappano.
Quelli bravi vanno via e poi a volte vengono rimpiazzati da gente che forse non è neppure
all’altezza della situazione. Questa è la triste nota. Ora, se si vuole rimediare a questo problema, lo
si deve rimediare non prendendo il Presidente e mettendolo in croce: assumiti tu le responsabilità, tu
sei il fesso che ha firmato, tu ne paghi le conseguenze. A me questo non sta bene. Io invece credo
che debba essere fatta una dichiarazione precisa e la dichiarazione deve essere fatta dal
responsabile, che è il Segretario comunale, il quale ha la competenza della verifica degli atti e la
certificazione della regolarità degli atti. Questo deve essere fatto dal Segretario comunale. Il
Consiglio comunale che vuole essere sereno nella propria attività, nello svolgimento del proprio
mandato, deve poter riprendere i lavori del Consiglio comunale con la certificazione che colui che
ha la competenza esclusiva della regolarità degli atti, si attribuisca le responsabilità dell’atto non
chiaro, dell’atto non errato, dico – voglio essere ancora più buono – non chiaro, perché non è
chiaro, e indichi in maniera precisa come può essere sanato. Perché diversamente, noi vi riteniamo

responsabili non solo di aver compiuto un atto irregolare, ma di voler sanare l’atto irregolare in
maniera irregolare. Questo è quello che io dico>>.
Il Consigliere Ena:<< Prima di entrare nel merito della discussione, io non devo né prendere le
difese della dottoressa Melis, né del Presidente del Consiglio, però le cose che loro hanno sostenuto,
sono assolutamente vere. Siamo in presenza di un mero errore materiale, perché se così non fosse
stato e la seduta fosse stata ordinaria, il Consiglio non si poteva convocare, perché se voi leggete il
Regolamento, c’è scritto che per le sedute ordinarie il Consiglio va convocato almeno dieci giorni
prima della seduta. Se voi osservate qui, questa nota è partita il 6 dicembre, oggi è il 13 dicembre e
questo sta a significare che quanto sostenuto, sia dalla dottoressa e sia dal Presidente del Consiglio,
è assolutamente vero. Lo potete valutare anche voi, perché, diversamente, non sarebbe potuta essere
una seduta ordinaria. Sarebbe dovuta partire almeno attorno al 2 dicembre. Questo è il
Regolamento. Questo lo dico non perché debba per forza prendere, assumere le difese della
dottoressa e del Presidente del Consiglio che sono assolutamente capaci di difendersi da soli, però
hanno esattamente detto la verità. Se poi vogliamo attorno a questo costruire un teorema, va bene,
però questo sta nelle cose. Per cui io ritengo che questa seduta sia assolutamente valida e che possa
continuare>>.
La Consigliera Suella :<< Per precisare ancora una volta, non siamo in ricerca di responsabili, né in
cerca di colpe, perché non è questo, ma è un dato formale e ufficiale quello che sottolineo, quando
un atto è viziato, fosse anche per un errore materiale, l’errore invalida gli atti successivi. Su questo
chiedo alla Segretaria di esprimersi in maniera formale e scritta>>.
Il Presidente:<< La dottoressa ha già risposto, mi riferisce>>.
Il Segretario generale:<< Allora, mi scusi, posso ripetere, ma non posso scrivere e parlare nello
stesso tempo. C’è la registrazione. La convocazione contiene un errore di battuta e se la si rilegge
come è scritta, ha in neretto una data, che è quella del 13 dicembre 2010, alle ore 9.00. Questo è in
neretto. È stato convocato cinque giorni utili prima, senza contare quello in cui è uscito e il giorno
in cui si è tenuto il Consiglio. Sono in tutto sette giorni. Nessuno si è accorto che invece di
straordinario c’era scritto ordinario. Lei potrà non crederci, ma questa è la verità. Detto questo, la
finalità di un atto amministrativo e dell’attività tutta, di qualsiasi ente, ha riguardo alla sostanza
dell’attività e al fatto che un atto volto a perseguire un interesse concreto deve essere finalizzato al
raggiungimento del risultato. Di fatto questo atto, questa convocazione errata, con questa parola
errata, ha dimostrato di aver raggiunto perfettamente lo scopo, dato dal fatto che i Consiglieri sono
qui. Di conseguenza l’errore, che è un errore puramente formale e non di sostanza, è stato sanato
dalla presenza stessa dei Consiglieri qui dentro. Prova ne sia il fatto che voi siete qui. Avete avuto la
possibilità, quando vi siete accorti di questo errore, per sei giorni pieni, di rimarcare questo errore e
non l’avete fatto. Quando un atto è viziato in maniera incontrovertibile, chi poteva fare
osservazioni per sanare quell’atto e non le ha fatte, quantomeno condivide la responsabilità. Se io
mi fossi accorta di questo errore l’avrei rilevato, ma questa convocazione non l’ho vista, io ho
visto la proposta e basta, il Presidente l’ha firmata in Segreteria, chi l’ha fatto non è importante, ma
state continuando a dire che non vi interessa chi sono i responsabili, ma li avete già messi al palo,
mi pare, perché è stato detto esplicitamente chi sono i responsabili, sono due, li avete citati prima
mi pare. Siccome ho un po’ di febbre oggi, forse sto parlando un po’ troppo, ma in questa
convocazione c’è una data in neretto, un orario e c’è un Consiglio convocato. Quello che è il mio
pensiero credo di averlo esplicitato molto tranquillamente in maniera succinta, come è il mio
compito, all’inizio>>.
Il Presidente: <<Mi pare che l’argomento sia stato trattato abbastanza. Per cui dobbiamo andare
alla sostanza>>.
La Consigliere Pes:<< Deve essere chiarita una cosa, che qua non c’è alcuna condivisione di
responsabilità, perché la responsabilità se la prende, piena e tutta, chi va avanti e chi si cristallizza
in posizioni che sono alquanto discutibili. E giusto perché la dottoressa mi dice: rifletta sulle parole
che sto per dirle, qui lei poco ne sa sul fatto che qualche cittadino che ha visto pubblicato all’albo
pretorio questa convocazione, non abbia già fatto un esposto. Lei questo non lo sa e non lo può
escludere. Così come i Consiglieri comunali avevano la possibilità di evidenziare questo vizio, così
come hanno fatto, proprio all’esordio di questo Consiglio comunale, come una condizione di
procedibilità proprio. E se non ci si pronuncia in maniera chiara per iscritto, quindi a scioglimento

di questa riserva, non può andare avanti il Consiglio. Proprio perché è una condizione di
procedibilità, diversamente non si chiamerebbe tale. Quindi questa era la prima data utile, perché i
Consiglieri comunali potessero evidenziare un vizio sostanziale, quale è quello di cui si sta parlando
sino ad oggi. Perché è molto facile dire che se non è ordinaria, sarebbe straordinaria, quasi come se
le due cose fossero interscambiabili. Non è così, perché c’è una differenza sostanziale tra i due tipi
di convocazione. E quindi siccome qualcuno ha anche detto che ci vuole poco a riconvocare un
Consiglio comunale, anzi, a me risulta che questa maggioranza, siccome è abituata a suddividere gli
ordini del giorno, come se i Consigli comunali non costassero alla comunità, siccome ce n’è uno
bello pronto da essere convocato come pacchetto natalizio, regalo ai cittadini perché questi regali
grandi e importanti si fanno proprio in coincidenza con le festività, vedi prossimità di Ferragosto,
vedi prossimità delle vacanze natalizie, quindi siccome la maggioranza è impegnata, forse la
dottoressa non lo sa, però la maggioranza è impegnata – e il Presidente del Consiglio, che fa parte di
questa maggioranza, lo sa bene ugualmente – è impegnata a lavorare alla preparazione del prossimo
Consiglio comunale, che cosa implica prendere atto di ciò che sino adesso abbiamo detto, quindi
oggi chiudere i lavori di questo Consiglio, inserire questo punto all’ordine del giorno che abbiamo
tutti interesse a discutere, lo stiamo facendo ogni giorno. Ogni giorno parliamo, tra le tante cose che
riguardano questo territorio, anche della questione, per ora la definisco questione, della ex Ferriera,
ma non lo facciamo solo noi Consiglieri, evidentemente lo fanno anche i cittadini. Prima è stata data
lettura all’inizio di questo Consiglio anche di una lettera aperta da parte del comitato promotore del
referendum. Sono cittadini, non fanno politica. Quindi proprio per non perdere tempo e per
risparmiare i costi di questa comunità nella convocazione dei Consigli comunali, visto che ne
dovete convocare un altro per dicembre, spostate anche questa>>.
Il Consigliere Dore:<< Io intervengo dopo aver sentito il funzionario responsabile fare delle
affermazioni gravi, molto gravi. Anch’io ho la febbre, sono stato convocato per questa mattina alle
9.00, ora inconsueta, e sono venuto a fare fino in fondo il mio mestiere, il mio dovere. Questo è
quello che ha stabilito una parte dei cittadini di questo Comune, io non sono al soldo di questa
Amministrazione, non sono dipendente di questa Amministrazione, potevo tranquillamente
starmene a casa e invece ho deciso di essere presente qua, nonostante avessi letto che la
convocazione che è stata fatta per oggi, per questo argomento all’ordine del giorno, è assolutamente
sbagliata. Che il Segretario comunale mi dica che qualcuno ha sbagliato, per me non è una
giustificazione. Avrebbe dovuto lei far correggere l’atto, quando ha apposto la sua firma. Avrebbe
dovuto lei presentare al Presidente del Consiglio l’atto perfetto, in modo che il Presidente del
Consiglio non fosse indotto in errore. In qualche modo ci sono delle responsabilità. Le
responsabilità vanno sanate. Vi abbiamo chiesto di sanarle in Consiglio, fate, scrivete, ve lo ha pure
detto il vostro capogruppo, ha detto: si sani l’atto con una dichiarazione dove si certifica che questo
errore è un semplice errore di trascrizione e non c’era alcuna volontà di commettere qualcosa di
illegittimo. Perché si tende a voler andare avanti con una sorta di menefreghismo come è capitato
tante volte? Ma questa è un’impronta che in qualche modo questa consiliatura l’ha avuta dall’inizio.
È normale. Perché io ricordo bene che nella scorsa consiliatura, che la squadra bene o male
rappresentava gli stessi colori, vi era della gente garantista, vi era della gente che quando un atto
non era stato presentato nel modo migliore e preparato in maniera difforme dagli Uffici, era
garantista e ritirava gli atti e lo ripresentava in sedute successive. Oggi invece, nonostante sia
emerso in maniera eclatante che gli atti non sono regolari, si vuol far finta di nulla e si vuole andare
avanti con una arroganza, anche perché io capisco che qui dentro questa Sala ci sono degli ospiti
che attendono la discussione e forse l’alzata di mano e la conta per capire chi è d’accordo o chi non
è d’accordo su quello che si sta facendo. C’è comunque presente qualcuno che, come ha fatto in
altra occasione, ha preso l’aereo ed è venuto qui a partecipare ai lavori del Consiglio comunale.
Ormai è una consuetudine non solo per questo argomento. Quindi siamo controllati. Questo
Consiglio comunale agisce su, presumo, degli inviti, in modo che si partecipi, ci possa essere una
sorta di controllo per verificare se in qualche modo sono state soddisfatte o meno le attese. Io
capisco che questa potrebbe essere una delle ragioni, ed è per questa ragione che comunque si vuole
andare avanti. Resta il fatto che qui il funzionario responsabile con le sue dichiarazioni che non
sono assolutamente esaustive e che non sono assolutamente, e che non certificano l’errore
presentato, il Presidente del Consiglio che capisco che si sente tirato da una parte e dall’altra, è
abbastanza in croce, ritiene di andare avanti. Ripeto, nonostante ci sia stato un richiamo, secondo
me saggio, da parte del loro capogruppo, ma ho capito che invece il regista di tutta questa situazione

ha deciso che bisogna andare avanti. Siccome abbiamo capito, non l’abbiamo capito oggi,
l’abbiamo capito all’inizio della consiliatura, chi furbescamente fa il regista di questa situazione, è
chiaro che poi alla fine tutti coloro i quali parteciperanno a questa questione, saranno equamente
responsabili di quello che è stato fatto, che è stato compiuto dal responsabile, ripeto, del
procedimento e dal Presidente del Consiglio che, comunque, nonostante tutto, intende andare
avanti>>.
La Consigliera Suella:<< Per fatto personale>>
Si discute confusamente.
Il Presidente:<< Non si interrompe, stavo parlando. Stavo rispondendo al Consigliere Dore, al quale
volevo dire che non c’è stato menefreghismo, perché stiamo discutendo questa questione da due ore
un quarto e ribadisco per l’ennesima volta che abbiamo già dato atto che si tratta di un errore
materiale e che la natura di questo Consiglio è un Consiglio straordinario. L’abbiamo detto più
volte. C’è stato questo errore materiale nella convocazione. D’altra parte in tutto il Comune è stato
affisso il cartello: “Il giorno lunedì 13 dicembre 2010 alle ore 9.00, in seduta straordinaria, si riunirà
il Consiglio”. Questo è tappezzato in tutto il paese… Siccome abbiamo deciso, abbiamo ritenuto di
poter proseguire questo Consiglio, gli interventi e alcuni consiglieri sono intervenuti cinque, sei,
sette volte, non tutti, poiché naturalmente può sembrare un’attività ostruzionistica, cediamo ancora
una volta la parola alla Consigliera Suella che ne ha fatto richiesta, alla Consigliera Pes, dopodiché
sospendo il Consiglio per riprenderlo immediatamente con la trattazione dell’argomento all’ordine
del giorno. Prego>>.
La Consigliera Suella:<< Per fatto personale alla Segretaria comunale che mi indicava come se io
avessi messo in dubbio la vostra buona fede nell’errore e mi diceva: anche se lei non ci crede.
L’approssimazione non si addice a chi, come la Segretaria, deve garantire la regolarità degli atti,
perché alle richieste dei Consiglieri che chiedono una certificazione scritta sulla regolarità degli atti,
la Segretaria non si può sottrarre. E questo non lo ha fatto e quindi io chiedo ancora volta che lo
faccia. Non può sottrarsi ad una richiesta di questo tipo. L’ha fatto verbalmente, le abbiamo chiesto
di porre per iscritto come il vizio è sanato per le ragioni che volete indicare>>.
La Consigliera Pes:<< A dimostrazione del fatto che l’attività nostra non è né ostruzionistica, né
pretestuosa, giusto per veramente iniziare i lavori di questo Consiglio, mi dia lettura la Segretaria –
o lei, Presidente del Consiglio – delle parti del verbale che sta stilando con molta attenzione la
Segretaria comunale, dove vi è verbalizzato ciò che lei ha detto. Con una aggiunta, se mi consente,
qualora non sia stato già inserito, di garanzia per i componenti del Consiglio relativo alla regolarità
del tutto, affinché si possa andare avanti veramente sull’ordine dei lavori>>.
Il Presidente:<< Allora, per concludere, gli appunti che prende la Segretaria, sono appunti e si
chiama brogliaccio, che poi metterà a verbale con le forme dovute, con le forme di procedura e poi
c’è la registrazione>>.
La Consigliera Pes:<< Ci dia lettura del brogliaccio. Vi state esimendo da una richiesta e tutto
questo dimostra la malafede vostra. La malafede di cui prima parlava il Sindaco. Non si rende conto
che ciò di cui parla molto spesso, anzi spessissimo, è qualcosa che lui... cioè gli si riflette contro>>.
La seduta viene sospesa alle ore 11,45 per riprendere alle ore 12,25 .
Il Presidente:<< Riprendiamo il Consiglio. Peraltro vi è stata la defezione della Segretaria, le sue
condizioni sono andate peggiorando, le è salita ulteriormente la temperatura e allora io ritengo,
riteniamo che il Consiglio debba essere sospeso. Quindi faccio io l’appello>>.
Il Presidente procede all’appello nominale dei Consiglieri.
Sono presenti 14 Consiglieri.
Il Presidente:<<Il Consiglio è validamente costituito, però, stante l’assenza del Segretario
comunale, è sciolto. Do atto a verbale dell’impedimento. Il Consiglio verrà riconvocato a
domicilio dei signori Consiglieri>>.
La Seduta del Consiglio comunale viene sciolta alle ore 12,28.


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