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25aprile .pdf


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Considerazioni eretiche sul 25 aprile
Cogliamo l'occasione della solita e inutile retorica della "liberazione" del nostro Paese – che ricorre
ogni 25 aprile – per dirvi due paroline "ribelli" alla solita propaganda nazionale che ubriaca il
popolo con falsi miti ad uso e consumo degli illusi di ogni colore politico.
Non ci vorrà molto e non vi annoieremo neppure con le obiezioni che di solito si muovono – e non
a torto! – a chi si lascia andare a facili festeggiamenti, e cioè che quasi tutti tra coloro che si sono
ribellati al fascismo "andando in montagna" sono stati, in precedenza, esemplari camicie nere.
Vuoi per convinzione effettiva, vuoi perché "tenevano famiglia", vuoi per interesse... Però lo erano.
Chiedere a Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, per citarne uno solo.
Non diremo neppure tutto questo e da dire ce ne sarebbe, come si può intuire. Tuttavia
considerate solamente la condizione in cui vive il nostro Paese. Solo questo e qualche pensiero al
riguardo.
OGGI L'ITALIA NON E' UNA NAZIONE LIBERA; non lo è mai stata in quanto Paese a sovranità
limitata per volere degli USA vincitori, che hanno generosamente sovvenzionato (tramite la CIA,
come è stato da tempo ammesso dai diretti interessati) la conservazione democristiana. Per
tacere dei rossi dell'URSS che foraggiavano a piene mani il PCI, il più potente partito comunista in
Europa.
Oggi la gran parte delle leggi nazionali devono essere conformi ai "canoni" – politico-ideali e
regolamentari – di una istituzione sovranazionale chiamata Unione europea. In pratica, un organo
già scarsamente democratico (prevale infatti l'esecutivo – la Commissione – sul legislativo, il
Parlamento) e per di più monopolizzato da un blocco di interessi di parte – la Germania – detta
legge in Italia.
Si evoca spesso lo scenario della cosiddetta Troika (Commissione Europea, Banca Centrale
Europea e Fondo Monetario Internazionale) come "colei" che amministra la Grecia senza
opposizioni (Tsipras e compagni, infatti, stanno al gioco). Ma non c'è bisogno di agitare spauracchi
spacciandoli come qualcosa di distante: la Troika è già qui. L'ha portata Mario Monti quando
commissariò, nel 2011, il pur colpevolissimo Berlusconi e si è protratta fino ad oggi con il terzo
presidente del Consiglio non eletto dal popolo italiano, Matteo Renzi.
Il quale ha appunto fatto approvare un Jobs Act come principale regalo agli eurocrati dell'austerità
e dei diritti negati. Chi potrebbe infatti negare che questo provvedimento, cavallo di battaglia del
governo, sia un indubbio passo indietro sul tema dei diritti del lavoratore? Insomma, pare proprio
che, al giorno d'oggi, quisquilie come elezioni e sovranità nazionale non possano proprio
permettersi di disturbare il dio Mercato, che poi non è altro che la gentile definizione dietro la quale
gli speculatori cercano di nascondere nomi e operato dei signori Juncker, presidente della
Commissione Europea, Draghi, governatore della BCE (a proposito: riflettete su quanto il
quantitative easing, ossia l'acquisto di bond sovrani degli Stati membri deciso unilateralmente,
possa ripercuotersi in tema di scelte legate all'economia nazionale e all'architettura istituzionale
dei Paesi membri, dopo un'iniziale euforia dovuta alle nuove liquidità...) e della signora Merkel,
cancelliere tedesco.
Potremmo proseguire ancora e ancora, ma, come detto, non vogliamo annoiarvi. Vi lanciamo dei
semplici spunti di riflessione su una situazione che noi – e non solo noi – riteniamo
particolarmente grave.
Queste notizie non le troverete sui giornali o sulle riviste, se non in remoti trafiletti da trentesima
pagina, e nessuno di coloro che il 25 aprile riesumano la retorica della "liberazione" avrà certo
voglia di parlarne. Ma sono fatti che vanno riportati e approfonditi, perché ci aiutano a capire per
quale motivo noi italiani siamo sempre l'ultima ruota del carro.

FRONTE BOLOGNESE
facebook.com/fronte.bologna


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