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i padroni del nostro cibo .pdf



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I padroni
del nostro
cibo

aprile 2015

DALLA CHIMICA
AL PIATTO

1

I padroni
del nostro
cibo

LA FILIERA SPIEGATA

I padroni
del nostro
cibo

Nella logica capitalista, la terra è
solo un substrato da usare per la miscelazione di ingredienti industriali
con l’obiettivo di ottenere quantità crescenti di prodotti da vendere.
Per questo il viaggio nell’agricoltura comincia dalle imprese di sementi, pesticidi
e fertilizzanti.

1

1

2

2

3

Tolti i piccoli agricoltori, che
producono per sé o per il mercato
locale, nel mondo rimangono pochi milioni di imprese agricole, che pur
essendo di grandi dimensioni, sono
in una posizione di forte dipendenza
nei confronti delle imprese chimiche – che impongono prezzi elevati
sui loro prodotti –, e dei grossisti – che impongono prezzi stracciati su ciò che comprano.

3 Pochi grossisti fungono da ac-

quirenti esclusivi delle principali derrate agricole. Il che
li rende così potenti da decidere
loro cosa e come deve essere prodotto, lasciando agli agricoltori
tutti i rischi commerciali e finanziari.

4

4 I grossisti rivendono alle im-

prese industriali. In certi
casi (es. caffè, cacao, zucchero)
le imprese di trasformazione comprano direttamente dai produttori
con la stessa arroganza dei grossisti.

5

5 Le imprese di trasformazione ri-

vendono ai supermercati che a
loro volta vendono ai consumatori.

2

I padroni
del nostro
cibo

I FATTUCCHIERI
DEI FERTILIZZANTI

La natura è organizzata per garantire alle piante ciò che serve
per la loro crescita.
Ma bisogna accontentarsi di ciò che dà.
La moderna agricoltura industriale invece pretende
alte rese, per cui inonda i terreni di fertilizzanti. I maggiori fertilizzanti sono fosforo, potassio
e azoto. Mentre i primi provengono da giacimenti naturali, i fertilizzanti azotati sono sostanze chimiche ottenute in mega impianti industriali (ce ne sono
circa 500 nel mondo) che usano una grande quantità di
energia e idrocarburi, principalmente metano.
Così, l’agricoltura industriale utilizza fra le 80 e le 100 unità di energia esterna
per ottenere un’unità di energia alimentare; quella naturale ne impiega solo 4.
[Fonte: David Pimentel, 2010]

Yara
Agrium
FERTILIZZANTI
A livello mondiale
il giro d’affari dei fertilizzanti
corrisponde a 160 miliardi di $.
I maggiori produttori
di fertilizzanti:
Yara (N)
6,4%
Agrium (CAN)
6,3%
Mosaic (USA)
6,2%
PotashCorp (CAN)
5,4%
CF Industries (USA) 3,8%
Altri
71,9%

Mosaic
PotashCorp
CF Industries

Altri

ll leader mondiale dei fertilizzanti è Yara,
una multinazionale di proprietà dello stato norvegese.
Possiede stabilimenti in oltre 50 paesi
per un totale di 12mila dipendenti. Fattura 15 miliardi di dollari.
Yara produce anche prodotti chimici per l’industria bellica.

Nell’immediato i fertilizzanti garantiscono alte rese, ma nel lungo periodo
l’eccesso di sostanze chimiche deteriora i suoli fino a renderli improduttivi.
A livello mondiale si perdono ogni anno 75 miliardi di tonnellate di terreno
fertile. Senza contare la contaminazione dei fiumi e dei mari.
[Fonte: David Pimentel, 2010]

3

I padroni
del nostro
cibo

L’ACCOPPIATA
SEMENTI-PESTICIDI
Monsanto

Il mercato mondiale delle sementi
vale 40 miliardi di dollari.
5 multinazionali controllano
il 60% del mercato mondiale.

Altri

SEMENTI
Monsanto (Usa)
26,0%
Du Pont (Usa)
18,2%
Syngenta (Svizzera)
9,2%
Bayer (Germania)
3,3%
Dow (Usa)
3,1%
Altri 40,2%

Du Pont
Dow
Bayer

Syngenta

Syngenta
Altri

Il mercato mondiale dei pesticidi
vale 41 miliardi di dollari.
6 multinazionali controllano
il 76% del mercato mondiale.
PESTICIDI
Syngenta (Svizzera) 23,1%
Bayer (Germania)
17,1%
Dow (Usa)
9,6%
Monsanto (Usa)
7,4%
Du Pont (Usa)
6,6%
Basf 12,3%
Altri 23,9%

Basf

Bayer

Du Pont
Monsanto

Dow

SEMENTI E PESTICIDI
SONO DUE SETTORI INTRECCIATI.
Molte imprese presenti nell’uno,
sono presenti anche nell’altro.

4

[fonte: Agropoli, Declaration de Berne, 2014]

SEMENTI E PESTICIDI
IDENTIKIT DEI 4 BIG

I padroni
del nostro
cibo

Sede centrale: Svizzera
Fatturato 2014: 15 miliardi di $
Profitti netti 2014: 1,6 miliardi di $
Dipendenti: 28.000
Nazioni in cui opera: 90

Sede centrale: USA
Fatturato 2014: 16 miliardi di $
Profitti netti 2014: 2,7 miliardi di $
Dipendenti: 27.000
Nazioni in cui opera: 70

Azionisti: proprietà molto frazionata
principalmente fra fondi di investimento, assicurazioni e banche.

Azionisti: proprietà riconducibile a
un migliaio di azionisti per la
maggior parte fondi di investimento,
assicurazioni e banche.

Attività principali: l’80% del suo
fatturato proviene dalla produzione e
vendite di sostanze chimiche per
l’agricoltura (erbicidi, insetticidi,
fungicidi).
Il restante 20% proviene dalle sementi, compresi Ogm.

Attività principali: il 67% del suo
fatturato proviene dalle sementi
comprese Ogm. Il restante 33% da
prodotti chimici per l’agricoltura.
È specializzata in soia e mais di cui
vende non solo le sementi, ma anche i
prodotti chimici di supporto (fertilizzanti, erbicidi, insetticidi).

Sede centrale: Germania
Fatturato 2014: 42 miliardi di $
Profitti netti 2014: 3 miliardi di $
Dipendenti: 112.000
Nazioni in cui opera: 75

Sede centrale: USA
Fatturato 2014: 36 miliardi di $
Profitti netti 2014: 5 miliardi di $
Dipendenti: 64.000
Nazioni in cui opera: 90

Azionisti: proprietà molto frazionata
principalmente fra fondi di investimento, assicurazioni e banche.

Azionisti: proprietà molto frazionata
principalmente fra fondi di investimento, assicurazioni e banche.

Attività principali: il 50% del suo
fatturato proviene dalla farmaceutica, 28% da materiali innovativi per
l’industria e il 22% da prodotti per
l’agricoltura (pesticidi e sementi).

Attività principali: il 40% del suo
fatturato proviene da materiali
innovativi per l’industria, il 32% da
prodotti per l’agricoltura (pesticidi
e sementi tramite la filiale Pioneer),
il 21% da farmaceutica, il 7% da
elettronica e comunicazione.

5

SEMENTI E PESTICIDI
I GUAI DEI 4 BIG

I padroni
del nostro
cibo

Nel 2014 Monsanto ha accettato di
indennizzare dei produttori dell’Oregon i cui raccolti di grano erano
stati contaminati da sementi Ogm non
approvati dalle autorità degli Stati
Uniti (Reuters 12 novembre 2014).
Dal 2010 al 2014 ha speso circa 30
milioni di dollari per attività di
lobby sui partiti politici statunitensi.
Nel maggio 2014 la militante indiana
Vandana Shiva ha organizzato una
marcia contro Monsanto per protestare
contro la sua presenza In India dove
controlla il 95% del mercato dei semi
di cotone, da cui ottiene alti profitti alle spalle dei piccoli produttori
fortemente indebitati.
Negli ultimi anni migliaia di contadini indiani si sono suicidati in
India a causa dei debiti legati alle
sementi e ai prodotti chimici.

Dei 24 principi chimici prodotti da
Syngenta, 9 non sono ammessi in
Svizzera. Fra essi il paraquat che
nel Sud del mondo provoca molte
intossicazioni anche mortali (Pan
Germany 2012).
Nel 2014 l’Associazione degli apicoltori canadesi ha avviato un procedimento giudiziario contro Syngenta e
Bayer per la morte massiccia di api
provocata dai loro prodotti.
Nel 2012 Syngenta ha messo a disposizione 2 milioni di dollari contro
l’iniziativa denominata Prop 37
promossa negli Stati Uniti per ottenere l’etichettatura dei prodotti Ogm
(Huffington Post 26 ottobre 2012).

Nello stato del West Virginia (Usa)
DuPont è al centro di un maxi processo per il rilascio di sostanze inquinanti che avrebbero procurato danni
sanitari a migliaia di persone.
Il 15 settembre 2014 è stata condannata dalle autorità statunitensi al
pagamento di una multa di quasi 2
milioni di dollari per avere fornito
rapporti non veritieri sui rischi
dell’erbicida Imprelis e averlo messo
in commercio con etichette inadeguate
(Epa newsrelease).
Nel 2013 e 2014 ha speso circa 20
milioni di dollari per attività di
lobby sui partiti politici statunitensi (Open secrets).

Secondo l’associazione tedesca Pan,
Bayer vende nel Sud del mondo 15
prodotti classificati come altamente
rischiosi; 11 di essi sono proibiti
in Germania (Pan Germany 2012).
Bayer è criticata per la produzione
di pesticidi che uccidono le api
(Follow the honey, FoE).
Negli USA Bayer spende una media di 6
milioni di dollari l’anno per attività di lobby nei confronti dei partiti
politici (Open secrets).

6

I padroni
del nostro
cibo

LE SEMENTI OGM

COMMERCIO MONDIALE
DELLE SEMENTI
[45 miliardi di dollari]

1/3 OGM
Il giro d’affari mondiale delle sementi OGM
ammonta a 15 miliardi di dollari
pari ad 1/3 dell’intero fatturato per sementi.
4 multinazionali (Monsanto, Syngenta, DuPont,
Bayer) controllano la totalità del mercato.

COSA SONO E PERCHÉ PREOCCUPANO
Ogm sta per organismi geneticamente modificati e si riferisce ad
esseri viventi (batteri, piante o animali), con patrimonio genetico (Dna) alterato in laboratorio allo scopo di ottenere specie
con caratteristiche non presenti in natura. Ad esempio Monsanto
ha sviluppato un tipo di soia resistente al Roundup, un erbicida
che produce lei stessa allo scopo di poter vendere, in un unico
pacchetto, l’erbicida (considerato cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Salute) e il seme resistente.
Dal 1991, anno in cui comparve la prima semente ogm, sono state
brevettate molte modifiche per le più svariate ragioni che non sempre si sono dimostrate all’altezza delle promesse. Ad esempio sementi modificate per resistere agli insetti, nel tempo hanno perso
questa capacità per lo sviluppo di insetti che si sono adattati. E
succede che in India migliaia di contadini si siano suicidati perché indebitati per acquistare sementi e pesticidi senza riuscire
ad ottenere ricavi adeguati.
Le multinazionali cercano di tranquillizzarci, ma molti scienziati sono fortemente critici perché non si sa quali effetti possono
produrre sulla salute umana, né si conoscono gli effetti rimbalzo
che si possono avere nel lungo periodo negli ecosistemi.
Fino ad oggi le sementi ogm sono state introdotte principalmente
nell’ambito della soia, del mais, del cotone, della colza. Negli
Stati Uniti gli alimenti ogm sono coltivati liberamente e venduti
senza obbligo di segnalazione in etichetta. In molti paesi europei, Italia compresa, le coltivazioni ogm non sono ammesse, ma è
ammessa la loro presenza negli alimenti purché evidenziati in etichetta oltre la soglia dello 0,9%. La segnalazione non è prevista
per i prodotti provenienti da animali allevati con mangimi ogm.

7

I padroni
del nostro
cibo

TERRE OGIMIZZATE
NEL MONDO
Nel mondo,
le terre coltivate ad OGM
sono il 13% del totale
[181 milioni di ettari
su un totale di 1.386]

13%

LA RIPARTIZIONE PER NAZIONI
Usa 41%
Brasile 20%
Argentina 13%
Canada 6%
India 6%
Altri 14%

Altri

India
Canada

Usa

Argentina

Brasile

8

[Fonte: GMO Compass, 2015]

NAZIONI
PIÙ OGIMIZZATE

I padroni
del nostro
cibo

TERRE NAZIONALI DESTINATE A OGM

Argentina
24

80%

milioni di ettari
su

30

Brasile
36

71%

milioni di ettari
su

59

Usa
73

42%

milioni di ettari
su

174

Canada
11

24%

milioni di ettari
su

45

India
11

7%

milioni di ettari
su

159

9

[Fonte: GMO Compass, 2015]

I padroni
del nostro
cibo

SEMENTI
PIÙ OGIMIZZATE
RIPARTIZIONE MONDIALE DELLE TERRE OGM
[PER TIPO DI COLTURA]

3%
5%
Altro
Colza
14%
Cotone

45%
Soia

33%
Mais

TERRE MONDIALI DESTINATE A OGM
Soia
79

74%

milioni di ettari
su

107

Cotone
24

70%

milioni di ettari
su

34

Mais
57,4

32%

milioni di ettari
su

[PER SINGOLE COLTURE]

179

Colza
8,2

24%

milioni di ettari
su

34

10

[Fonte: GMO Compass, 2015]

AGRICOLTURA
NELL’UNIONE EUROPEA

I padroni
del nostro
cibo

Nell’Unione Europea, l’agricoltura occupa 170 milioni di ettari.
Le aziende agricole (comprese quelle a conduzione familiare) sono 12 milioni.
I lavoratori salariati sono 10 milioni.

49%

3%

Terre

Aziende

48%

48%

2%

50%

Il 49% dei proprietari (5.880.000 aziende) dispone del 2% dei terreni dedicati all’agricoltura
(3.400.000 ettari - media: 5,7 ettari).
Il 48% dei proprietari (5.760.000 aziende) dispone del 48% dei terreni dedicati all’agricoltura (81.600.000 ettari - media: 14,17 ettari).
Il 3% dei proprietari (360.000 aziende) dispone del 50% dei terreni dedicati all’agricoltura
(85 milioni di ettari - media: 236 ettari).

L’Unione Europea spende per l’agricoltura 55 miliardi (40% del bilancio UE) l’anno:
il 77% per aiuti diretti alle aziende agricole e industriali,
il 23% per il miglioramento agricolo.

55 milardi di €
(40% del bilancio)

23%
aiuti per il
miglioramento
agricolo

11

77%
aiuti diretti

[Fonte: Eurostat, 2014]

L’AGRICOLTURA NEL
COMMERCIO MONDIALE

I padroni
del nostro
cibo

Gran parte della produzione agricola è consumata all’interno dei paesi
produttori. Tuttavia il commercio mondiale dei prodotti agricoli ammonta
a 1.650 miliardi di dollari pari al 7,5% di tutti gli scambi, servizi
inclusi, e al 10,4%, servizi esclusi.
COMPOSIZIONE DEL COMMERCIO MONDIALE (SERVIZI INCLUSI)
(totale 22.139 miliardi di dollari)
Prodotti agricoli
1.650 = 7,5%

Servizi
4.645 = 20%

Combustibili e minerali
3.996 = 18%

Manufatti
11.848 = 53,5%

COMPOSIZIONE DEL COMMERCIO MONDIALE (SERVIZI ESCLUSI)
(totale 17.494 miliardi di dollari)
Prodotti agricoli
1.650 = 10,4%

Combustibili e minerali
3.996 = 22,8%

Manufatti
11.848 = 67,7%

12

[Fonte: WTO, 2014]

I padroni
del nostro
cibo

COMMERCIO
AGRICOLO MONDIALE
PER PRODOTTI
Bevande
7,5%
Oli vegetali
5,7%

Cotone e altro
17%

Zucchero
3,7%
Soia e altri semi
oleoginosi
5,7%

Caffè, tè, spezie
6,7%

Latte e derivati
5,6%
Pesce
9,4%

Carne
11,4%
Cereali e derivati
12,3%
Frutta e verdura
15%

13

[Fonte: Elaborazione dati WTO e FAO, 2014]

LE MULTINAZIONALI
BAZAR

I padroni
del nostro
cibo

Il commercio agricolo mondiale è gestito da varie multinazionali di cui alcune specializzate in singoli prodotti, altre in più di uno.
Fra quest’ultime, quattro - Archer Daniels Midland, Bunge, Cargill e Dreyfus - si spartiscono la quasi totalità di cereali, soia e oli di semi. A causa delle loro iniziali
esse sono anche collettivamente indicate come ABCD.

A

Archer Daniels
Midland
Multinazionale
statunitense con
un fatturato di 90
miliardi di dollari e 31mila dipendenti impiegati in
265 stabilimenti.
Fra i più grandi
commercianti mondiali di cacao, è
molto attivo anche
nell’olio di palma
e soia senza trascurare i cereali
e la produzione di
bioetanolo.

C

B

D
Bunge
Multinazionale
brasiliana con un
fatturato di 60
miliardi di dollari e 32mila dipendenti.
Oltre ad essere il
più grande produttore di fertilizzanti del Sud
America è anche il
più grande commerciante di cereali,
soia, zucchero,
olio di semi di
questa parte di
mondo. Produce anche olio di soia e
bioetanolo tramite
400 impianti.

Cargill
Multinazionale statunitense con un
fatturato di 135
miliardi di dollari
e 143mila dipendenti.
I suoi affari vanno
dalla vendita di
semi e pesticidi,
alla commercializzazione di cereali,
soia, cacao e carne che ottiene sia
tramite allevamenti
propri, che tramite la produzione su
contratto con fornitori esclusivi.

14

Dreyfus
(Luis Dreyfus)
Multinazionale
francese con un
fatturato di 63 miliardi di dollari e
34mila dipendenti.
È fra le prime nella commercializzazione di riso e
cotone. In Brasile
gestisce 30.000 ettari di agrumeti
per la produzione
di succo d’arancia
di cui controlla
il 15% del mercato
mondiale.

I padroni
del nostro
cibo

IL CIBO CASINÒ

Sul cibo si può guadagnare anche tramite la speculazione che consiste nel
trarre vantaggio sulle variazioni dei
prezzi. Una tipica mossa speculativa è
quella di chi compra una casa a 100 per
rivenderla qualche tempo dopo a 110.
Anche caffè, cacao, grano, cotone, sono
acquistati e venduti solo per guadagnare sulle variazioni dei prezzi e ciò
spiega perché le borse internazionali,
in cui si scambiano prodotti agricoli,
siano più affollate da banche e fondi finanziari, che da imprese della filiera
alimentare.
Nel 2008 la speculazione sui cereali
ha provocato un aumento del prezzo del
pane che ha fatto passare il numero degli affamati da 900 milioni a oltre un
miliardo.

Nel 2013 il valore dei contratti di
caffè stipulati a scopo speculativo è
stato di 784 miliardi di $, 34 volte
il valore di quelli stipulati a scopo
commerciale (28 miliardi di $).

784

mld. $

Valore dei contratti
stipulati
a scopo speculativo

28

mld. $

15

Valore del caffè
commercializzato
[Fonte: Intercontinental Exchange, 2014 ]

L’INDUSTRIA
DEL MACELLO

I padroni
del nostro
cibo

fornitori
di mangimi

il 40%
dei cereali mondiali
è dato in pasto
agli animali

allevatori
centinaia di migliaia
tra USA, Europa
e America Latina

l’allevamento animale
contribuisce al 15%
della produzione
di gas a effetto serra

industria
delle carni

Impronta idrica della carne
Servono

15.415 l. x 1 kg di manzo
4.325 l. x 1 kg di pollo
6.000 l. x 1 kg. di maiale.
In confronto, servono
336 l. x 1 kg di fagioli.

16

I padroni
del nostro
cibo

LA FILIERA
DEL CAFFÈ

La produzione di caffè coinvolge 25 milioni di famiglie
e contribuisce al 3,5% del commercio agricolo mondiale.
Gli acquirenti mondiali si dividono in grossisti e grandi torrefattori.

Grandi
torrefattori

Grossisti
60%

40%

12%

12%

Piccoli torrefattori
comprano sia dai
grossisti che dai
grandi torrefattori

Consumatori

17

LA RIPARTIZIONE
DEL PREZZO
DEL CAFFÈ

I padroni
del nostro
cibo

Il prezzo
di un pacchetto di caffè
(tasse escluse)

33%

Dettagliante

Profitto torrefattori

12%

Pubblicità

17%

Torrefazione e
impacchettamento

25%
6%
7%

Esportazione e trasporto
Coltivatori

18

[Fonte: International Trade Centre, 2012]

I FABBRICANTI
DI CIOCCOLATO

I padroni
del nostro
cibo

Il cacao è prodotto da 5-6 milioni di piccoli
produttori in Africa occidentale, America
Latina e Asia.
I casi di piantagioni possedute da imprese
del cioccolato sono rari (fra questi Ritter
sport che ha avviato una piantagione di cacao
in Nicaragua).
5 paesi si aggiudicano il
73% delle esportazioni:
Costa d’Avorio (36%), Ghana (22%),
Indonesia (11%), Nigeria (6%), Brasile (5%).
Il 41% della materia prima è acquistata da tre grandi
grossisti che provvedono alla prima lavorazione:
Cargill, ADM e Barry Callebaut.
Altri grandi acquirenti diretti sono colossi del
cioccolato come Nestlè, Mondelez, Mars.
Costa
d’Avorio

Nigeria

Ghana

Indonesia

IL MERCATO MONDIALE DEL CIOCCOLATO
Altri
Mars
Yildiz
Storck
Lindt

Ferrero
Mondelez

Mars
22%
Mondelez 21%
Nestlé
17%
Hershey’s 9%
Ferrero
9%
Lindt
4%
Storck
3%
Yildiz
3%
Altri
14%

Hershey’s

Nestlè

19

[Fonte: ICCO, 2013]

I padroni
del nostro
cibo

I SIGNORI
DELLA BANANA

Il 40% delle banane commercializzate
dalle quattro più grandi multinazionali proviene da piantagioni proprie.
L’altro 60% è fornito da produttori terzisti.
Il settore occupa circa 7 milioni di persone,
principalmente in America Latina.
Il maggiore esportatore di banane è l’Ecuador
che si aggiudica il 35% delle vendite.
5 multinazionali controllano quasi la metà del mercato mondiale.

RIPARTIZIONE DEL PREZZO DELLA BANANA
fasi controllate dalle
multinazionali bananiere
distributore

importatore

34,7%

maturazione

11,4%

23,9%

esportatore

5,5%

produttore

6,1%

tariffe

11,8%
salario lavoratore

6,7%

IL MERCATO MONDIALE DELLA BANANA
Chiquita

Del Monte

Chiquita
Del Monte
Dole
Fyffes
Noboa (Bonita)
Altri

Altri

13%
12%
11%
6%
2%
56%

Dole

Fyffes
Noboa

20

[Fonte: Bananalink, 2014]

I padroni
del nostro
cibo

LE INDUSTRIE
ALIMENTARI GLOBALI

fatturato 2014 100 miliardi di $
dipendenti 339.000

fatturato 2014 66 miliardi di $
dipendenti 274.000

fatturato 2014 35 miliardi di $
dipendenti 110.000

21

I padroni
del nostro
cibo

I GRANDI DELLA
DISTRIBUZIONE
Nel mondo (per fatturato 2011, in miliardi di $)
1° Walmart

(USA)

318,9

2° Carrefour (F)

82,8

3° Tesco

(UK)

74,4

4° Metro

(D)

66,7

5° Kroger

(USA)

64,9

In Italia (ripartizione percentuale)
Coop

Altri

Conad

Selex

Pam

Coop
15,3%
Conad
11,3%
Selex
8,2%
Auchan
7,6%
Carrefour 6,4%
Eurospin
4,2%
Despar
4,1%
Sigma
3,7%
Pam
3,4%
Altri
35,8%

Auchan

Sigma
Despar

Eurospin

Carrefour

22

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