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installazioni vegetali l orto in tavola .pdf



Nome del file originale: installazioni-vegetali-l-orto-in-tavola.pdf
Autore: Giulia

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CONCORSO DI PROGETTAZIONE
PER INSTALLAZIONI VEGETALI
TEMPORANEE
“L’ORTO IN TAVOLA”
in collaborazione con

GARDEN WHEEL

Due riflessioni dalle quali prende forma Garden Wheel:
1 - L’idea ecologista e il nuovo modo di approcciarsi alla relazione con gli elementi naturali ha
portato nell’ultimo periodo ad un concetto di progettazione del paesaggio decisamente
estremista. Si è passati da una totale libertà di manipolazione della natura che ha caratterizzato gli
anni passati, al suo completo opposto, vale a dire ad un rispetto che porta ad una sacralizzazione e
monumentalizzazione della natura stessa. Questo comportamento si configura quasi come una
paura nell’utilizzo e nella manipolazione della vegetazione.
2 – Il concetto che più di ogni altro viene espresso da una pianta è quello de ll’immobilità e della
stabilità. Proprio per la sua conformazione, per il fatto che abbia delle radici che scavano in
profondità nel terreno una pianta è vista come un elemento immobile, che non ha possibilità di
spostarsi durante il corso del tempo.
Da queste due riflessioni prende forma il progetto Garden Wheel. Si configura come un semplice
elemento esagoneale in travi di legno collegate da piastre di acciaio. Agli angoli dell’esagono sono
appesi dei vasi contenenti diverse essenze arboree. La volontà è quella di giocare con le piante e
farle muovere per tornare ad un rapporto più diretto e più umano con questi elementi naturali. La
forma a “ruota panoramica” deriva proprio dalla volontà di creare un’attrattiva con la quale le
persone possano interagire.
Le essenze sono le più comuni erbe aromatiche utilizzate in cucina ogniuna delle quali presenta un
odore caratteristico facilmente riconoscibile. In questo modo si vuole stimolare l’utilizzo
dell’istallazione da parte dei visitatori che potranno interagire con questa facendo girare la ruota
modificando la posizione delle piante nel tempo.

PROGETTO DI:
Jacopo Agnolazza, architetto junior

BUDDLEJA
BI
ANCO I
NVERNO
VERZE
GI
ALLO AUTUNNO
ZUCCHE

ROSSO ESTATE
POMODORIE PEPERONI

GI
OSTRA “
AROMATI
CA”

VERDE PRI
MAVERA
VARI
ETA’DII
NSALATE

SENTI
RE VEDERE TOCCARE

PERGOLATO CON VI
TE E ROSE

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OC
PI
ANTA -SCALA 1:
25
TAV1

RTO

SENTI
RE VEDERE TOCCARE

GI
OC
PI
ANTA -SCALA 1:
25
TAV2

RTO

MELO (p)ORTO in UFFICIO
Quando l’orto arriva in città anche la vita in ufficio cambia aspetto. Un ambiente di
lavoro agreste per stimolare creatività e benessere. Orticole a portata di mano, che
s’intrecciano con strumenti tecnologici e che si armonizzano in un ufficio in modo
divertente. Uno spunto di riflessione su tempi e ritmi contrapposti, un suggerimento
all’uso di alimenti sani per pause di lavoro benefiche.

Descrizione:
L’installazione di forma rettangolare (mt. 5x4) rappresenta un ufficio. Lo spazio è
definito dalle librerie, da orticole in vasi e da uno stipite di una porta che offrono
accessi da vari punti. Tutti gli elementi: scrivania, libreria e mensole sono in legno
naturale. La cassettiera della scrivania ha due cassetti aperti nei quali sono posti i
contenitori con gli alveoli con insalate pronte al trapianto. Le mensole e le librerie
sono allestite con orticole collocate sui ripiani e nei faldoni. Un paio di jeans, seduto
sulla sedia, diventa un originale portafiori, il vecchio monitor di un pc colmo di fiori e
colori rappresenta lo screen-saver. L’attaccapanni è realizzato con gli attrezzi da
giardino, anche le lampade e gli oggetti sono tutti rappresentati e/o allestiti con
ortaggi.

PROGETTO DI:
Paolo Beretta, Antonella
Covino, Matteo Locatelli,
Riccardo Siani, tecnici
progettisti di spazi verdi

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Relazione illustrativa del progetto

Un’ Oasi Urbana
Sono ancora pochi in città i luoghi come chioschi o
chiringuiti dove al riparo dal movimento della città che
vive e freme si “mangia di stagione”, si rieduca il palato e
si rifiuta l’industria alimentare in favore di alimenti
prodotti con cura.
Sono invece in continua crescita gli orti urbani che
forniscono un servizio con costi limitati e migliorano la
vivibilità delle aree dove vengono ricavati.
La proposta di progetto tende a coniugare questi due
luoghi di piccole dimensioni strutturandosi con gli
elementi tipici dell’orto: aree di coltivo; sentieri; tutori;
pacciamatura; piante, ma trasfigurandoli in una sorta di
“Oasi Urbana” per coltivare e degustare gli alimenti.

1. Vista dall’ingresso dell’installazione

L’involucro esterno è un “recinto” di forma ellittica
costituito da tutori in legno, per le piante che si
sviluppano in altezza, a protezione di un interno verde di
aree coltivate.
La forma non rettilinea delle aree di coltivo, da un lato
meglio si adatta all’involucro che le contiene, dall’altro

garantisce alle piante zone di differente esposizione
solare.
La diversità, invece, della forma e delle dimensioni di
queste vasche in legno, considera le famiglie di piante che
devono contenere.
Un sentiero, dalle dimensioni tipiche di quello degli orti,
che si snoda poi tra di esse permette di raggiungere tutte
le parti coltivate.

2. Planimetria generale dell’installazione

Le piante proposte per essere esposte, oltre a
caratterizzarsi per essere stagionali (fave piselli, aglio
ursino, rucola, lattuga, fragole ed erbe aromatiche),
stanno effettivamente conoscendo una rinnovata fortuna
nella ristorazione, che può trovare in questo spazio
temporaneo un punto di degustazione dei prodotti.

3. Proposta delle piante da orto coltivate

Il metodo di costruzione, i materiali usati e la loro
tecnologia sono i fattori più importanti nel determinare
l’impatto estetico e allo stesso tempo nel minimizzare le
fasi di costruzione e rimozione di questa struttura
espositiva temporanea.

PROGETTO DI:
Sarah Zezza, architetto

"ORTABILE"

L’Ortoterapia, è una nuova terapia alternativa che nasce negli Stati Uniti, dove
da parecchi anni è studiata e praticata; recentemente anche in Europa e in
Italia si sta sviluppando.
L’ortoterapia, consiste nel prendendosi cura di organismi vivi; questo stimola il
senso di responsabilità e di socializzazione, combatte il senso di isolamento e
di inutilità in persone con handicap fisici o negli anziani soli.
L'idea di "ORTABILE" nasce proprio da questi principi, che portano a creare un
orto, accessibile soprattutto a persone con ridotta capacità motoria.
Dei semplici pallet, diventano dei vasi, dei contenitori che accolgono la terra
che a sua volta accoglie verdure e piante aromatiche; 4 vasi convergono
idealmente ad un grosso vaso centrale, intorno al quale una tavola invita a
consumare i prodotti che madre natura offre.
A sua volta, i vasi sono collegati tra di loro da cassette di verdure, poste su di
un piano, con sottostante spazio libero, in modo che non ci sia impedimento ad
avvicinarsi e lavorare, seminare, coltivare, raccogliere.
"ORTABILE" è composta da moduli che possono creare accostamenti diversi
per diverse esigenze.
Tutti i materiali previsti sono riciclati e riciclabili.

PROGETTO DI:
Elena Monticelli, architetto

LAVANDA

PEPERONI

RAPANELLO

LATTUGHINO

MISTICANZA

SPINACI

MELANZANE

CICORIA ROSSA

PORRO

BIETOLE
CICORINO DA TAGLIO

SEDANO

PREZZEMOLO
CIPOLLE
LATTUGA A CEPPO

POMODORINI
BASILICO

ROSMARINO
SALVIA

ZUCCHINE

TIMO

SEDANO
PREZZEMOLO
BIETOLE
CICORINO DA TAGLIO

CIPOLLE
LATTUGA A CEPPO

RAPANELLO

LATTUGHINO

MISTICANZA

SPINACI

CICORIA ROSSA

LAVANDA

PORRO

FAGIOLINI

PIANTA sc. 1: 20

ORTABILE

ORTHO CULTURA
- SAPER VEDERE L’AGRICOLTURA -

ORTHO CULTURA racconta un progetto pensato per suggerire e sensibilizzare di fronte
la necessità di rileggere l’agricoltura. Pensarla ed immaginarla in modi nuovi rispetto al
passato, perdendo pregiudizi e preconcetti storici e storicizzati, tendendo ad un’idea di
agricoltura nuova, accompagnata per questo da nuove forme e stimoli. Saper vedere
l’agricoltura con occhi nuovi rivalutandone il carattere strategico a livello economico e
sociale.
ORTHO CULTURA interpreta la necessità di guardare all’agricoltura non solo come un
mezzo per “vivere in economia”, ma anche come opportunità di “fare economia”,
ricominciare a credere che con un’agricoltura nuova, smart, intelligente e
all’avanguardia per metodi e gestione, si possa creare business.
Un’agricoltura 3.0 per approccio ed atteggiamento, per questo alla portata di chiunque.
L’installazione si configura come un elemento flessibile caratterizzato da una
progettazione aperta che sottende la possibilità di utilizzo a varia scala e su scenari
profondamente diversi. Suggerisce un approccio di condivisione e collaborazione
proponendo una lettura mai univoca dello spazio.
Tavolati in legno montati ad incastro realizzano una griglia ortogonale statica che regola
l’inserimento degli elementi necessari alla coltivazione, vera parte dinamica. Pozzetti in
c.l.s. trovano nuovo utilizzo tra le maglie del basamento dando vita a passerelle
distributive. L’installazione perimetrata da elementi verticali, permeati e permeabili,
idealizza pareti e narra uno spazio architettonico in cui elementi classici del costruire
vengono prestati all’orto che diviene, in tal modo, urbano.
L’area a disposizione è infine completata da uno spazio in cui un vuoto progettuale
definisce nuovi luoghi di relazione, incontro, scambio ed apprendimento.

PROGETTO DI:
Edoardo Cosmi, ingegnere civile ambientale

ORTOdaspORTO
ORTOdaspORTO è un mercato, una bancarella street-food, un luogo divertente ed accogliente in
cui fermarsi, fare due chiacchiere e curiosare.
L’idea è quella di proporre un orto take-away, che faccia da eco all’ormai consolidata formula di
consumare cibo e bevande all’interno dei mercati, tra le bancarelle di frutta e verdura. L’orto
compare, in versione mignon, all’interno del bicchiere di un caffè americano, di coca -cola, o di un
aperitivo a seconda dell’ora del giorno, oppure prende vita dai noti contenitori per patatine fritte,
o addirittura può essere scovato dentro ai coni tipici dei cosiddetti “ finger food”.
E in ogni mercato che si rispetti abbondano le cassette di legno… per contenere la frutta?
Assolutamente no!!! Per accogliere un altro ORTOdaspORTO!

PROGETTO DI:
Christian Abate, geometra

RELAZIONE
L’installazione “ORTOINFIABA” associa il tema della fiaba alla Natura, si sviluppa su una superficie di 5m
X 5m con un parterre (o più d’uno), centrale di dimensioni 3,6m X 2m dove trova spazio il tema centrale
dello stand. La fiaba si sviluppa su binari orizzontali, che si alternano a intarsi di ricca vegetazione
orticola. Piccole piante aromatiche e decorative trovano il loro spazio nelle prime file, mentre una
vegetazione più florida si innesta alle spalle della casetta a definire una rigogliosa quinta verde. I binari
hanno la funzione di distribuire gli elementi nella parte centrale, rialzata rispetto alla quota di campagna
grazie ad una struttura modulare di bancali in legno. Questa differenza di quota permette di inserire le
sagome e collocare i vasi delle piantine. Le essenze orticole e decorative verranno alloggiate negli intarsi
del bancale provviste del loro vaso, in modo da mantenere intatto il loro apparato radicale, e a fine
evento vendute; ovviando alle problematiche legate al rinvaso. Tutta la struttura verrà realizzata con
materiali ecologici e a basso costo di facile reperibilità e smantellamento. Per la struttura si avranno n°6
bancali di legno di pino di dimensione 1,2m x 1m. Della stessa essenza, le sagome dei personaggi. Il
podio avrà un rivestimento in prato a rotoli o in alternativa moquette di colore verde. I personaggi sono
tre: Cappuccetto Rosso, Silvano il lupo “Ortolano
” e la Casetta della Nonna, le figure variano da
un’altezza di 0,9 m a 1,2m. Le sagome sono realizzate in legno di pino dello spessore di circa 1-2 cm
realizzate mediante taglio laser che garantisce un taglio perfetto senza lasciare schegge o intaccare
bordi e superficie dell’oggetto. Con la stessa tecnica verrà realizzato un testo 3D slogan dello stand
“ORTOINFIABA”.

PROGETTO DI:
Prisco Ferrara, architetto

Relazione illustrativa progetto ortOplà
Il benessere e la salute sono sempre più un’esigenza dell’uomo che cerca di soddisfarla
attraverso un'alimentazione varia ed equilibrata. Ove possibile la scelta dell’autoproduzione di
prodotti ortofrutticoli si rivela un modo per provvedere al proprio sostentamento con prodotti
sani e cresciuti naturalmente.
E' da queste considerazioni che nasce l'idea di portare fisicamente l'orto in tavola, con il
presupposto che ognuno possa creare il proprio orto domestico.
Il progetto prende le mosse dalla parcella e le dona dapprima consistenza, rendendola un
volume, e successivamente uno spazio in quota permettendole di divenire un piano
d'appoggio, un vero e proprio tavolo.
È così che l'orto raggiunge la tavola diventando il tavolo stesso.
La parcella, da sempre considerata come luogo di coltivazione, ma al contempo anche punto di
aggregazione sociale in cui condividere i momenti della semina, della cura e del raccolto,
diventa ora, attraverso le sue diverse configurazioni, dapprima uno spazio che richiama l'idea
del pic-nic sul prato, successivamente, in poche e semplici mosse, si passa ad una vera e
proprio tavola in cui la componente sociale e l'utilizzo dei prodotti dell'orto sono il tema
conduttore e predominante.
L'installazione è costituita da tre piani mobili/tavoli realizzati con strutture modulari di legno
che possono accogliere al loro interno dei vasi con le essenze stagionali.
Ogni tavolo ospita al suo interno essenze differenti: verdure di stagione, piante da frutto ed
erbe aromatiche ricoprono con colori e profumi i piani mobili. Tre totem, uno per ogni tavolo,
illustrano le caratteristiche delle essenze e delle piante che sono in esposizione, fornendo
informazioni utili riguardanti tempi della semina, valori nutrizionali, proprietà benefiche e
come curarle.

PROGETTO DI:
Francesco Garbagnati, architetto

Shade
La tavola è intorno all’orto. La corrispondenza è letterale. Il cibo può essere consumato direttamente dove
viene coltivato. Può essere coltivato dove viene consumato. Una struttura in legno, aerea e leggera,
costruisce intorno all’orto un involucro permeabile. E’ uno spazio di convivialità, definito da lunghe panche
in legno ombreggiate da pannelli di tessuto trasparente. Le panche sono anche tavolo, per imbandire, per
coltivare l’orto, per trasformare e lavorare gli ortaggi.
I pannelli ombreggianti sono uno schermo trasparente e mutabile, il vento ne scompone la forma, vi apre
dei varchi, lo solleva e riabbassa. Il livello di schermatura, dall’esterno, costringe il visitatore ad abbassarsi
per vedere, a sedersi sulle panche, a mettersi allo stesso livello degli ortaggi coltivati al centro della
struttura. All’interno di questa sorta di recinto magico, che va attraversato scostando gli stati di tessuto, lo
schermo incornicia invece un quadrato di cielo, libero sopra all’orto.
La fascia aperta alla base, e le panche, invitano ad accostarsi, a partecipare a quanto accade all’interno. I
confini sono punto di incontro e convivialità.

PROGETTO DI:
Giuseppe Mascheroni, architetto paesaggista



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