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GARDEN WHEEL

Due riflessioni dalle quali prende forma Garden Wheel:
1 - L’idea ecologista e il nuovo modo di approcciarsi alla relazione con gli elementi naturali ha
portato nell’ultimo periodo ad un concetto di progettazione del paesaggio decisamente
estremista. Si è passati da una totale libertà di manipolazione della natura che ha caratterizzato gli
anni passati, al suo completo opposto, vale a dire ad un rispetto che porta ad una sacralizzazione e
monumentalizzazione della natura stessa. Questo comportamento si configura quasi come una
paura nell’utilizzo e nella manipolazione della vegetazione.
2 – Il concetto che più di ogni altro viene espresso da una pianta è quello de ll’immobilità e della
stabilità. Proprio per la sua conformazione, per il fatto che abbia delle radici che scavano in
profondità nel terreno una pianta è vista come un elemento immobile, che non ha possibilità di
spostarsi durante il corso del tempo.
Da queste due riflessioni prende forma il progetto Garden Wheel. Si configura come un semplice
elemento esagoneale in travi di legno collegate da piastre di acciaio. Agli angoli dell’esagono sono
appesi dei vasi contenenti diverse essenze arboree. La volontà è quella di giocare con le piante e
farle muovere per tornare ad un rapporto più diretto e più umano con questi elementi naturali. La
forma a “ruota panoramica” deriva proprio dalla volontà di creare un’attrattiva con la quale le
persone possano interagire.
Le essenze sono le più comuni erbe aromatiche utilizzate in cucina ogniuna delle quali presenta un
odore caratteristico facilmente riconoscibile. In questo modo si vuole stimolare l’utilizzo
dell’istallazione da parte dei visitatori che potranno interagire con questa facendo girare la ruota
modificando la posizione delle piante nel tempo.

PROGETTO DI:
Jacopo Agnolazza, architetto junior