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La.Gazzetta.dello.Sport.01.05.2015.By.PdS .pdf



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www.gazzetta.it / GazzettaTv canale 59

venerdì 1 maggio 2015 anno 119 - numero 102 euro 1,40

DOPO LA BOMBA CARTA NEL DERBY
D

IL POSTICIPO DI SERIE A

JUVE, FESTA SCUDETTO
SENZA LA CURVA SUD
IL CLUB: «E’ INGIUSTO»

POKER EMPOLI
PER IL NAPOLI
UN NAUFRAGIO

I giudice chiude il settore dello Stadium per 2 turni, multato il Toro
Il
LLa società bianconera: «Una decisione con enormi incongruenze»

I toscani vincono 4-2 con tre autoreti
su sei gol. Per Benitez Champions più
lontana: -6 dalla Lazio, -5 dalla Roma

CATAPANO, GRAZIANO, GRIMALDI, LAUDISA ALLE PAGINE 8-9
C

CITO, D’ANGELO, LICARI, MALFITANO ALLE PAGINE 10-11

IL COMMENTO
di Andrea Elefante
23

LE COLPE DEL NAPOLI
GODONO LAZIO E ROMA
Il primo verdetto di Empoli è
scritto con il sangue delle ferite
del Napoli: godono Roma e
Lazio e solo un suicidio le
potrà privare della prossima
Champions League. Il secondo
verdetto era scritto da un po’:
se il Napoli non arriverà in
Champions sarà solo colpa sua.
L'ARTICOLO A PAGINA 23

PORTO FRANCO
di Franco Arturi
23

LA GRANDE CARPI
TUTTA DA STUDIARE

MILAN

Qui a sinistra il broker thailandese
Mr. Bee Taechaubol. Sotto il presidente
del Milan Silvio Berlusconi.
In basso a sinistra Pippo Inzaghi

LA MELINA
DI SILVIO
Sembrava imminente l’annuncio della cessione. Ma Berlusconi ha preso tempo e
il summit decisivo è saltato. Mr. Bee resta a Milano in attesa di una risposta alla
proposta di 500 milioni per il 60%. Tutto rinviato ad oggi: o si riapre o si rompe

Li hanno visti con aria
perplessa davanti alla pizzeria
“Grotta Azzurra”, in Piazza
dei Martiri a Carpi.
Quasi smarriti. Sotto un sole
che li scioglieva: capirai,
due svedesi sulla cinquantina.
Non era il loro habitat.

LE NOSTRE
INTERVISTE
1

Gasp e il Genoa
«Bel giocattolo
Non si tocca»
«Stagione stupenda.
All’Inter non mi hanno
dato tempo per lavorare»
GRIMALDI A PAGINA 15

Gian Piero Gasperini, 57 anni

2

Suarez fa 80
«Il mio erede?
Scelgo Pirlo»
«Mi volle Helenio Herrera e
Moratti versò 300 milioni
al Barça: un’enormità»
CECERE A PAGINA 17

L'ARTICOLO A PAGINA 23

L’ANALISI
di Massimo Arcidiacono

EXPO: E’ ARRIVATO
IL TEMPO DEI FATTI
Ci siamo, dunque. Dopo tanto
parlare è giunto il tempo dei
fatti. Faremo una figuraccia o
ancora una volta mostreremo
l’anima più profonda
dell’italiano: trovare la forza
quando nessuno ne avrebbe
più? Regalarsi un sorriso
quando altri piangerebbero?

Luis Suarez, 80 anni domani

INZAGHI SALVO (PER ORA)
MA BASTA FIGURACCE
GOZZINI, NICITA, OLIVERO, PASOTTO ALLE PAGINE 2-3-5-6

Inzaghi ancora in sella
ma a fatica. Al momento
di votargli la fiducia
Galliani ha
abbandonato l’aula

L'ARTICOLO A PAGINA 39

DOMANI NOTTE
BOXE MONDIALE

SPORTWEEK

ARMANI, 40 ANNI DI STILE
IN EDICOLA DOMENICA

DA NON
PERDERE
1 Mertens non ce l’ha fatta
Per il difensore belga
fatale l’infarto in campo

Mayweather
Pacquiao
A Las Vegas
soldi e follie

BOLDRINI A PAGINA 22

2 Tra Rossi e Marquez
la ruggine resta
E Dovizioso... spera
FALSAPERLA, ZAMAGNI PAGINE 28-29

BUON 1°MAGGIO
Per la festa dei lavoratori
non saremo in edicola
domani. Seguiteci in Tv e sul
web. Torneremo domenica.

3 Rebellin assolto 2 volte
Minaccia terrorismo
GP Francoforte annullato
GHISALBERTI, MARABINI PAGINE 32-33

ROTTAMA

30

LOPES PEGNA, NARDUCCI PAGINE 30-31
9 771120 506000

w

IL ROMPIPALLONE
di GENE GNOCCHI

& RINNOVA

50 5 0 1>

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

39

2

Primo piano R Il futuro rossonero

Partita
a scacchi
Salta l’incontro
con Mr Bee
Berlusconi
prende tempo
1In mattinata l’annuncio della cessione del Milan

al gruppo thailandese sembrava imminente.
Ma da Arcore non è mai arrivato l’ok per il summit
che era previsto in serata. Oggi si riparte o si rompe?

Bee
Taechaubol,
41 anni,
broker
thailandese,
è a Milano
da domenica
REUTERS

Maurizio Nicita
Marco Pasotto

L’

altra notte, pochi minuti dopo che Bee Taechaubol se n’era andato, un tifoso ha urlato passando in macchina davanti a Villa
San Martino: «Vendi c...o!». Ma Silvio Berlusconi per il momento non ha venduto. La giornata
di ieri, che a un certo punto del pomeriggio sembrava incanalata verso la fumata bianca, si è
chiusa coi tentennamenti di Berlusconi, coi dubbi, ed è stata un ottovolante di voci fino all’ora di
cena inoltrata, quando è stato chiaro che il secondo incontro fra Mr. Bee e Berlusconi non ci
sarebbe stato. Premessa d’obbligo: non era scritto da nessuna parte che l’affare si sarebbe chiuso
con certezza in tempi così rapidi – stiamo comunque parlando di una compravendita che
parte da una base di 500 milioni per il 60% del
club –, ma le buone sensazioni (diventate poi ottime) dell’entourage del finanziere thailandese
avevano autorizzato un deciso ottimismo. Il secondo incontro comunque non è da ritenersi annullato, ma semplicemente slittato. Molto pro-

SERATA IN ALBERGO
PER L’UOMO D’AFFARI:
LA CENA CON UN AMICO
E I SELFIE SU INTERNET
● Mr Bee continua a dividersi tra il possibile
affare milanista e la movida milanese. Ieri lo
aspettavano in tanti all’esterno del Park Hyatt,
l’hotel a due passi dal Duomo dove soggiorna
con la moglie. Invece i curiosi e i tifosi, circa una
trentina, hanno visto ugualmente tanti
personaggi, ma non quello che desideravano
incontrare. Dall’hotel sono usciti Maria Grazia
Cucinotta, Pierce Brosnan, Christian De Sica,
Luca Argentero, Alessandro Siani. Andavano
tutti a festeggiare i 40 anni della maison Giorgio
Armani. E lui? Mr Bee non è uscito dall’albergo,
ha aspettato l’evolversi della situazione e ha
quindi preferito cenare all’interno in compagnia
di Filippo Ricci, direttore creativo del marchio di
famiglia di alta sartoria fiorentina. Tutte notizie
che il finanziere thailandese fa sapere sempre
immediatamente ai suoi follower su Instagram.

babilmente a oggi, anche perché a mezzanotte è
scaduto il termine firmato nel preliminare, dove
è contenuta una penale. Uno scenario temporale
che potrebbe cambiare solo se le due parti decidessero una proroga di comune accordo.
SOTTO TRACCIA Quale può essere la causa di
quello che è comunque stato un rallentamento
inatteso? Ballano diverse opzioni. Ad esempio
Berlusconi potrebbe voler analizzare meglio le
garanzie finanziarie a medio-lungo termine degli imprenditori rappresentati dal broker di Bangkok. Un’altra pista valida è rappresentata dall’altra cordata, quella cinese di Richard Lee.

500

● i milioni di euro dell’offerta presentata
da Bee Taechaubol a Silvio Berlusconi per rilevare
il 60 per cento della società di via Rossi

LA NOMINA

E Piersilvio sale
Adesso è anche
a.d. di Mediaset
● Sale, sale sale Pier Silvio
Berlusconi. Ieri il secondogenito
di Silvio Berlusconi, 46 anni,
già vice presidente di Mediaset,
è stato nominato anche
amministratore delegato del
gruppo al posto di Giuliano
Andreani, che rimane
presidente di Publitalia, la
concessionaria di pubblicità del
gruppo dove Piersilvio cominciò
a lavorare giovanissimo, nel
1992. La prima riunione del Cda
di Mediaset dopo l’assemblea
di ieri ha anche conferito allo
stesso Adreani «l’incarico di
supportare l’amministratore
delegato nella definizione del
posizionamento strategico
del gruppo nel mercato
pubblicitario e nelle relazioni
commerciali con i maggiori
investitori». Pier Silvio non sarà
solo nella gestione di Mediaset.
Il gruppo, che ieri in Borsa
ha chiuso con un +1,14%, ha
nominato pure il comitato
esecutivo di cui oltre al neo
a.d. fanno parte il presidente
Confalonieri e i consiglieri Gina
Nieri, Marco Giordani
e proprio Giuliano Adreani.

L’uomo d’affari di Hong Kong, che a ottobre era
stato ospite di Silvio a San Siro, pur muovendosi
senza il clamore mediatico di Bee, ha proseguito
i contatti con Arcore. E non ci sarebbe nulla di
strano se avesse tentato un rilancio che nelle ultime ore ha fatto vacillare Berlusconi. Un’altra
ipotesi è legata al destino di Barbara, che ieri ha
trascorso tutta la giornata a Villa San Martino:
tra le volontà dell’ex premier ci sarebbe quella di
mantenere per sua figlia un ruolo di primo piano. Se poi a tutto ciò aggiungiamo che ieri per la
famiglia Berlusconi è stata una giornata decisamente campale, dal momento che all’ordine del
giorno non c’era solo il Milan, ma pure i destini
di Mediaset e di Inzaghi, ecco un quadro completo per spiegare lo slittamento.
NIENTE COMUNICATI Certo, si potrebbe dire
che se Silvio fosse stato convinto al cento per
cento, forse la faccenda sarebbe già andata in
porto. Evidentemente il presidente rossonero ha
ancora dei dubbi e tentenna per acquisire certezze sotto ogni aspetto (a chi gli sta vicino non
si stanca di ripetere che compie questo passo
«con la morte nel cuore»). Mr. Bee, dal canto
suo, non si aspettava uno scenario del genere.
Quando l’altra notte ha lasciato Arcore era piuttosto ottimista, ma adesso col passare delle ore
quell’entusiasmo è venuto un po’ a mancare.
Probabilmente si attendeva un comunicato,
qualche cenno ufficiale dal Milan che invece
non è arrivato. L’ottimismo era tale che Taechaubol mercoledì notte aveva prenotato una
sala dell’hotel in cui alloggia, con l’idea di utilizzarla ieri sera per la prima conferenza stampa da
azionista rossonero: ma in mattinata l’ha disdetta, segno che c’era già qualcosa che non andava.
In realtà lungo il pomeriggio ci sono stati momenti in cui era filtrato nuovamente un deciso
ottimismo. Pareva fatta. Bee ha fatto tappa nello
studio legale di riferimento per le ultime prati-

29

● Gli anni di presidenza di Berlusconi al Milan
dove ha vinto tutto: coppa Campioni, Mondiale
per club, scudetti, supercoppe e coppa Italia
Piersilvio Berlusconi, 46 anni

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

3

fL’ALLENATORE

SALVATO ANCORA

Pippo è in gioco
Che rimonta...
Dal quasi addio
ai giocatori
alla conferma
1Inzaghi era stato chiaro con i suoi: «Dovete finire

bene, con o senza di me». Brocchi era pronto, poi
la decisione del club che ritiene più colpevoli i giocatori

G.B. Olivero
INVIATO A MILANELLO (VA)

A

che, mentre a Arcore erano riuniti gli stati maggiori di Fininvest: l’a.d. Cannatelli, il d.g. Pellegrino e il responsabile delle acquisizioni aziendali Franzosi, oltre al presidente Mediaset Confalonieri.
VERDETTO Insomma, sembrava tutto pronto ad
accoglierlo. Ma il tempo è passato e la chiamata
da Arcore non è arrivata. C’è anche stato chi ha
segnalato il thailandese piuttosto nervoso in hotel, ma ieri sera è apparso di nuovo sorridente su
Instagram, dove ha postato una foto scattata a
cena con l’amico fiorentino Filippo Ricci, direttore creativo di un marchio di sartoria. In attesa
dell’incontro di stasera, dal suo entourage trapela ovviamente un po’ di incertezza visti i tentennamenti di Berlusconi, ma di base resta comunque una certa fiducia: le ulteriori garanzie chieste da Silvio sono state presentate e Taechaubol
e soci considerano la trattativa conclusa. In altre
parole, si torna al punto di partenza: occorre attendere il verdetto di Silvio.
(hanno collaborato Pessina-Schira)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvio
Berlusconi,
78 anni, è
presidente
del Milan dal
20 febbraio
del 1986 ANSA

vanti con Pippo. Fino
a Napoli e anche nelle seguenti quattro
partite, quelle che mancano
alla conclusione del campionato, a meno che domenica sera il Milan non riesca
nell’impresa di spostare un
po’ più in là il limite dell’indecenza e arricchisca ulteriormente la collezione di
figuracce. Avanti con Pippo
Inzaghi ed è comprensibile.
Sono i tanti motivi che hanno guidato la scelta di Silvio
Berlusconi e Adriano Galliani. In ordine sparso: la
consapevolezza che i giocatori hanno più colpe del tecnico; la considerazione che
a cinque giornate dalla fine
nemmeno un incrocio tra
Guardiola, Mourinho e
Conte potrebbe cambiare
qualcosa; la volontà di non
bruciare un altro giovane
allenatore come Brocchi; e
naturalmente la concentrazione dei dirigenti sulla
trattativa con Mr Bee.

LA SITUAZIONE Questo
non significa che Inzaghi
non sia stato vicino all’esonero. Cristian Brocchi era
stato allertato, aveva parlato sia con Berlusconi sia con
Galliani e aveva dato la sua
disponibilità. Ma poi ha prevalso il buon senso. In realtà
Inzaghi ha rischiato perché
la prestazione contro il Genoa è stata se possibile an-

cor più deludente di quella di
Udine: ci si aspettava una reazione e invece la squadra era
molle, svagata. Sembrava arrivata per caso a San Siro. In
questi casi la diagnosi è semplice: l’allenatore non ha più in
mano il gruppo, che magari gli
gioca addirittura contro. In realtà probabilmente non è così:
i giocatori hanno semplicemente mollato e la conseguenza (non la causa) è che di sicuro non fanno nulla per aiutare
il proprio tecnico. Paradossalmente è ancora peggio: non lo
fanno apposta, sono proprio
così. Scarsi e demotivati.
IL DISCORSO Ieri mattina alle
11 Inzaghi ha diretto l’allena-

RIl tecnico adesso

sta pensando alla
trasferta di Napoli:
sarà complicata
da tre squalifiche

mento a Milanello. Prima ha
parlato molto brevemente alla
squadra, un minuto circa: «Non
so se io ci sarò ancora nelle
prossime partite, ma voi avete
l’obbligo di finire bene, con dignità, onorando la maglia e voi
stessi. In queste ultime due partite abbiamo deluso chi credeva
in noi». Parole chiare, sentite,
che arrivavano dal cuore. Mercoledì notte Pippo aveva ancora
difeso la squadra, almeno pubblicamente, ma era arrabbiatissimo: lui per primo non si

Filippo
Inzaghi, 41
anni, allena il
Milan dalla
scorsa estate.
Prima aveva
guidato gli
Allievi e la
Primavera del
club
rossonero IPP

aspettava un’altra prestazione
così negativa. Dopo l’allenamento i giocatori hanno abbandonato il centro sportivo: il ritiro non è servito a nulla e si è
concluso mestamente. Pippo è
rimasto ancora qualche ora a
Milanello per rivedere l’incontro con il Genoa, per preparare
l’allenamento di stamattina e
per cominciare a studiare la formazione da opporre al Napoli.
Al San Paolo il Milan sarà in
emergenza: senza gli squalificati Abate, Mexes e Menez, con
alcuni infortunati, giocatori
fuori forma e in generale un
ambiente privo di entusiasmo,
non sarà facile preparare la gara. Ma quando è arrivata la notizia della conferma Inzaghi ha
sorriso e ha trasmesso nuovamente la sua grinta ai collaboratori. Pippo non molla, è convinto di riuscire a tirare fuori

qualcosa di buono da un gruppo che sembra concentrato ormai solo sulle vacanze. Pippo sa
che la fiducia della società non
c’è più ed è consapevole dei rischi che corre: il calendario del
Milan non è semplice visto che
sulla strada dei rossoneri ci saranno squadre in lotta per la
Champions (Napoli, Roma) e
per l’Europa League (Torino).
Solo Sassuolo e Atalanta (che
all’ultima giornata sarà probabilmente già salva) non hanno
obiettivi da raggiungere. Ma Inzaghi pensa solo al campo e a
un Milan da rivitalizzare. Tra
due giorni si va al San Paolo:
«Vedi Napoli e poi muori», si dice. Pippo, però, sembrava spacciato già ieri. E invece è ancora
lì, con la voglia del primo giorno anche se l’ultimo si avvicina
sempre di più.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

4

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Primo piano R Il futuro rossonero

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

«Silvio, giusto
vendere
E Inzaghi
aveva bisogno
della gavetta»
1Da Galli fino a Savicevic: il parere

di quattro ex del Milan tra Mr Bee,
la cessione del club e il destino di Pippo

Bee Taechaubol
e Filippo Inzaghi,
41 anni entrambi
ANSA/LAPRESSE

Alessandra Gozzini
Davide Longo

FATICO A IMMAGINARE
UN MILAN SENZA
BERLUSCONI: È L’UOMO
CHE LO HA AMATO DI PIÙ

MILANO

P

ippo è stato l’eroe che ha
scritto alcune tra le imprese più recenti, quando il
romanzo dell’epoca Berlusconi
era già lungo come un poema.
Alla fine mancano pochissime
pagine: il presidente deciderà a
breve se cedere la proprietà del
club, l’allenatore magari chiuderà il campionato ma la sua avventura rossonera è di fatto già
conclusa. Altri protagonisti della grande storia milanista commentano il momento, il primo è
Giovanni Galli, che in rossonero
ha comandato l’Italia e l’Europa:
«Se Berlusconi tratta la cessione
è perché ama talmente tanto il
Milan da volerlo in buone mani,
dunque cerca l’interlocutore
giusto. Vuole che alla squadra
sia garantito un futuro di primissimo livello, a uno qualsiasi non
venderebbe mai. Non gli appartiene un ruolo di minoranza:
uno come Silvio o tiene il comando o cede. Fatico a pensare
un Milan senza di lui, è l’uomo
che in assoluto ha amato di più
la squadra. Vero, ha avuto risultati positivi per la sua immagine
ma dall’altra parte ci ha lasciato
un patrimonio. Io sono legato a
un altro calcio, quello di un altro
secolo. Ora vedo che le potenze
mondiali sono straniere e che la
direzione in cui va il calcio di oggi, il nostro ma non solo, è verso
imprenditori che arrivano da
lontanissimo. Mi auguro però
che al Milan, anche si arrivasse
davvero a una cessione, rimanesse una cultura manageriale
italiana». Sul futuro del gruppo:
«Inzaghi? Non è cambiando guida tecnica che si può cambiare
una squadra. Qui tanti giocatori
arrivavano da stagioni negative
e Pippo ha toccato qualcosa di
molto più grande di lui. Ha certamente esperienza del mondo
Milan ma un conto è far parte di
un gruppo, un altro è esserne la
guida. La seconda è una cosa talmente difficile e pericolosa che
pure uno come lui ne è finito
stritolato. Lo dico con grande dispiacere, augurandomi che questa esperienza non comprometta la sua carriera futura».
VIERCHOWOD A parlare della
situazione attuale è anche Pietro
Vierchowod, un anno milanista
nel 1996-’97: «Se si è arrivati a
questo punto, dopo tanti anni e
tanti soldi spesi, è anche giusto
che Berlusconi ceda a chi può
garantire un futuro. L’Europa è
piena di investitori arabi e non
solo, significa che se si vuole andare avanti a grandi livelli servono mezzi finanziari notevoli, e
se i potenziali acquirenti li hanno, ben vengano. Dispiace che
non ci siano imprenditori italiani in grado di farlo, ma se chi arriva può garantire una certa
competitività, perché non farlo?
Inzaghi ha avuto una squadra a

5

Giovanni Galli, 57 anni, al Milan dal 1986 al 1990

SE GLI IMPRENDITORI
STRANIERI HANNO
GRANDI MEZZI,
BEN VENGANO
Pietro Vierchowod, 56 anni, al Milan nel 1996-1997

IL MILAN DI PIPPO
GIOCA CONTRO
NATURA, NON
COMANDA MAI
Aldo Serena, 54, al Milan nell’82-83 e dal ‘91 al ‘93

MI AUGURO CHE LA
SQUADRA POSSA
TORNARE GRANDE
COME LO ERA CON ME
Dejan Savicevic, 48 anni, al Milan dal 1992 al 1998

disposizione con poche qualità,
mentre le grandi squadre si fanno con i grandi giocatori. Forse è
stata affrettata anche la scelta di
affidare a lui la panchina, a Pippo, come agli altri, serve la gavetta. Buttarlo lì in una situazione del genere è stato frettoloso e
lui ne ha sofferto. Sarebbe stato
difficile con un grande Milan, figuriamoci con questo».
SERENA In rossonero Aldo Serena ha trionfato in Italia, oggi
analizza: «Probabilmente si è reso conto anche Berlusconi che
un ciclo è finito, ora devono rendersene conto i tifosi e tutto
l’ambiente. Quando finisce una
storia così vincente c’è sempre
incertezza, a maggior ragione
quando si affacciano successori
stranieri che possono suscitare
timore e preoccupazione. Ma se
quelle sono le intenzioni di Berlusconi c’è poco da fare. Inzaghi? Che la sua avventura sia al
capolinea rientra nell’ordine
delle cose, lo sa lui per primo. È
stata una stagione sbagliata, nel
2015 il Milan ha quasi sempre
fatto male e giocato contro natu-

ra. Nella sua natura c’è il possesso palla e il comando del gioco,
questo Milan, pure quando ha
fatto bene, era sempre subordinato, un gruppo che giocava
d’attesa, che stava in secondo
piano».
SAVICEVIC A ricordare un passato gloIL NUMERO
rioso ci ha pensato
ieri anche Dejan Savicevic, ospite a Milanello. Così a Milan
Channel: «Chi può
assomigliarmi tra i
giocatori attuali? È I trofei conquistati
difficile parlare di dal Milan di Silvio
miei eredi. Ci sono
però calciatori di Berlusconi, alla
fantasia come Cerci, guida del club
Menez e Suso. Per rossonero dal 1986
fare grandi risultati
devi però avere una grande
squadra. Spero che il Milan torni
presto grande come lo era ai
miei tempi, ci sono persone come Galliani e Berlusconi che
hanno grande esperienza e che
per il futuro sanno cosa fare».
Magari cedere a Mr Bee.

28

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo piano R Il futuro rossonero

6

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

In crisi e svalutato: Milan, che fine
1Da Cerci a De Sciglio, la stagione rossonera è un incubo: ora tutti sono sotto esame
IL RENDIMENTO E LE QUOTAZIONI DEI GIOCATORI DOPO 12 MESI

CENTIMETRI

non avevano modificato nulla.

rie di regole non scritte che alterano il reale valore dei giocatori. Più sincere sono di solito le meTUTTI SOTTO ESAME Della mancanza di un vero die-voto, che sono lo specchio del rendimento. La
leader nel gruppo si è già discusso a lungo. Ma sufficienza è un lusso per pochi: tra chi ha giocaciascuno avrebbe potuto fare individualmente di to almeno 16 partite, ossia quasi il 50%, solo Bopiù facilitando quindi la crescita di tutta la squa- naventura (6,07) e Poli (6) oltre al bravissimo
dra. Se non è accaduto, la colpa non è dell’allena- Diego Lopez (6,33) meritano la promozione. Metore. E i giocatori, adesso, non hanno più alibi. nez, invece, nonostante i 16 gol e alcune buonisTra l’altro si apre una fase molto delicata. Se dav- sime prestazioni ha una media-voto pari a 5,85. I
vero andrà in porto la cessione del club, i nuovi peggiori sono Muntari (5,38), Cerci (5,46: l’anproprietari cercheranno di individuare in fretta no scorso nel Toro era a 6,27), Honda (5,60: un
le lacune tecniche e proveranno a rivolu- anno fa 5,75), Rami (5,65: un anno fa 5,96). Dezionare l’organico. Se instro ha giocato poco e in un contevece non cambiasse nulla
sto tattico non semplice per un
LA CIFRA
ai vertici, resterebbe l’esicentravanti classico, ma la sua megenza di rinforzare sensibilmendia-voto (5,55) è preoccupante sote la rosa. E di sfoltirla: 31 giocatoprattutto se confrontata con il 6,5
ri sono un numero esagerato andel 2013-14 con la Roma. Il Milan
che per una squadra che fa le copnon intende riscattarlo al prezzo
pe, figuriamoci per un club escluso
pattuito (16 milioni circa), potrebdall’Europa per il secondo anno Sono le sconfitte del
be chiedere alla Roma il rinnovo
consecutivo. Chiunque si troverà Milan in campionato: del prestito, ma le ultime giornate
al comando, dovrà vendere molto
di questo campionato saranno un
e comprare bene: operazione non lo stesso numero
esame importante per Destro e per
delle
vittorie.
semplice vista la svalutazione getutti gli altri giocatori. Esame dopnerale del gruppo. Rispetto al- I pareggi sono 13
pio: tecnico e caratteriale. Perché
l’estate scorsa, la quotazione di
il Milan deve voltare pagina in fretCerci ed El Shaarawy, tanto per fare due nomi, è ta e per riuscirci servono bravi calciatori e uomini
scesa di una decina di milioni; quella di Paletta di veri. Un cross ben fatto vale quanto una rincorsa
4 milioni; quella dello sfortunato Montolivo di in più a metà campo; un gol in rovesciata è meno
un paio di milioni. Male anche Destro (-6 milio- prezioso di una maglia fradicia di sudore a fine
ni) e De Sciglio (-5). Gli unici sorrisi arrivano da partita. Inzaghi lo sa e per tanti mesi ha provato
giocatori che ovviamente il Milan non venderà: a trasmettere i valori in cui crede a un gruppo che
sono cresciuti il valore di Antonelli (+2,5 milio- per un po’ lo ha seguito e poi si è sfaldato di fronte
ni), Menez (+5), Diego Lopez (+2,5) e Bona- alle prime difficoltà. La scialba partecipazione
ventura (+4). Ma il mercato è soggetto a una se- dei giocatori non è una sconfitta di Inzaghi, ma
dei giocatori stessi che adesso hanno poco tempo
Il capitano Riccardo Montolivo, 30 anni,
per dimostrare di meritare il Milan. Per molti è
e il centravanti Mattia Destro, 23: due dei simboli un’impresa impossibile.
della difficile stagione del Milan FORTE
© RIPRODUZIONE RISERVATA

G.B. Olivero
INVIATO A MILANELLO (VA)

P

eggio di così non possono fare. O forse sì,
perché a questo punto sembra che non ci
siano limiti. Tante volte nel corso di questa
stagione abbiamo pensato che il Milan avesse
toccato il fondo e puntualmente siamo stati
smentiti. Sotto processo è finito sempre Pippo Inzaghi, perché nel calcio succede così. Le imbarazzanti prestazioni contro Udinese e Genoa, però,
hanno smascherato il bluff di un gruppo di giocatori senza carattere e con qualità tecniche normali. Si poteva fare più di così, certo. Se fossero
stati evitati alcuni errori gravi nel corso del campionato, il Milan sarebbe adesso in lizza per un
posto in Europa League. Ma è giunto il momento
di guardare in faccia la realtà e forse, da questo
punto di vista, le figuracce con Udinese e Genoa
sono un aiuto per i dirigenti che devono ricostruire la rosa per evitare di vivere un’altra stagione
terribile. I limiti tecnici possono essere compensati da doti atletiche e soprattutto caratteriali.
Ma mercoledì sera i rossoneri passeggiavano per
il campo e non avevano né la forza né l’intenzione di pressare il Genoa. La quintessenza della
partita sono stati i primi cinque minuti, ossia
quelli in cui sarebbe stato lecito attendersi un Milan aggressivo e determinato, motivato non solo
dalle necessità di classifica ma anche dai giorni
di ritiro vissuti a Milanello. Nei primi cinque minuti la tecnica e la tattica solitamente passano in
secondo piano. Un giusto approccio alla gara può
facilitare tutto l’incontro. Beh, nei primi cinque
minuti il Milan non è uscito dalla propria area e
Diego Lopez ha dovuto compiere i primi due
grandi interventi della sua serata da fenomeno.
Quell’inizio è stato il segnale peggiore perché dimostrava che le critiche, la contestazione, il ritiro

10

CAMPIONATO ITALIANO | A1PALLANUOTO
SABATO 2 MAGGIO
Atene
Piscina Olimpica
Sori
Piscina Comunale

18:00
20:30

CHAMPIONS LEAGUE MASCHILE  DECIMA GIORNATA
OLYMPIAKOS ATENE
AN BRESCIA
PRO RECCO
RADNICKI KRAGUEJVAC

MARTEDÌ 5 MAGGIO

CHAMPIONS LEAGUE
SABATO 2 MAGGIO
DIRETTA ALLE 20:30

PRO RECCO

vs RADNICKI
KRAGUEJVAC

MASCHILE

Brescia
Sori

DIRETTA ALLE 19:00

AN BRESCIA

vs CARPISA YAMAMAY
ACQUACHIARA

FEMMINILE

vs CARPISA YAMAMAY

MERCOLEDÌ 6 MAGGIO - PLAYOFF SCUDETTO

19:30
20:30

AN BRESCIA
PRO RECCO

19:00
20:30

AN BRESCIA
PRO RECCO

Piscina di Mompiano
Piscina Comunale

19:00
20:00

CARISA SAVONA
CN POSILLIPO

CARPISA YAMAMAY ACQUACHIARA
BPM SPORT MANAGEMENT
CARPISA YAMAMAY ACQUACHIARA
BPM SPORT MANAGEMENT

MARTEDÌ 5 MAGGIO
Savona
Napoli

Piscina Zanelli
Piscina Scandone
Piscina Zanelli
Piscina Scandone

RN BOGLIASCO
CC NAPOLI

Piscina Cascione
Piscina Plebiscito

CARISA SAVONA
CN POSILLIPO

Piscina Cappuccini
Piscina Comunale

RN BOGLIASCO
CC NAPOLI

SEMIFINALI PLAYOFF SCUDETTO  GARA UNO
14:30
20:00

MEDITERRANEA IMPERIA
PLEBISCITO PADOVA

14:30
19:30

DESPAR MESSINA
RN BOGLIASCO

MERCOLEDÌ 6 MAGGIO
Messina
Bogliasco

GARA UNO 11  9
GARA UNO 7  12

SEMIFINALI QUINTO POSTO  EVENTUALE GARA TRE
19:00
20:00

DESPAR MESSINA
RN BOGLIASCO

SEMIFINALI PLAYOFF SCUDETTO  GARA DUE
MEDITERRANEA IMPERIA
PLEBISCITO PADOVA

MASCHILE
dal 1985 al 1986 CN Posillipo
1987

Pescara

dal 1988 al 1989 CN Posillipo
1990

Canottieri Napoli

dal 1991 al 1992 RN Savona
dal 1993 al 1996 CN Posillipo
dal 1997 al 1998 Pescara
1999

Roma

dal 2000 al 2001 CN Posillipo

SEMIFINALI QUINTO POSTO  GARA DUE

SABATO 2 MAGGIO
Imperia
Padova

GARA UNO 15  7
GARA UNO 10  8 dtr

SEMIFINALI PLAYOFF SCUDETTO  EVENTUALE GARA TRE

MERCOLEDÌ 6 MAGGIO
Brescia
Sori

Savona
Napoli

DIRETTA ALLE 19:30

ACQUACHIARA

SEMIFINALI PLAYOFF SCUDETTO  GARA DUE

MERCOLEDÌ 6 MAGGIO

MARTEDÌ 5 MAGGIO - PLAYOFF SCUDETTO
AN BRESCIA

Piscina di Mompiano
Piscina Comunale

ALBI D’ORO
RECENTI

2002

Pro Recco

2003

Brescia

2004

CN Posillipo

2005

RN Savona

dal 2006 al 2014 Pro Recco

FEMMINILE
dal 1985 al 1991 Volturno
dal 1992 al 2006 Orizzonte Catania
2007

Fiorentina WP

dal 2008 al 2011 Orizzonte Catania
2012

Pro Recco

2013

Rapallo Pallanuoto

2014

Mediterranea Imperia

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

7

Serie A R

8

Da sinistra, Gigi Buffon, 37 anni, con Giorgio Chiellini, 30, Andrea Barzagli, 33, Leonardo Bonucci, 27 (di spalle Stephan Lichtsteiner, 31) LIVERANI

La Juve ha due facce
Turnover scudetto
E «rombo» con il Real
1Pogba in gruppo mercoledì: il ritorno di Coppa non è
impossibile. A fine maggio Allegri rinnova fino al 2017
Mirko Graziano

COME CAMBIA

MILANO

CON LA SAMP (3-5-2)

«S

BUFFON
BARZAGLI

BONUCCI

VIDAL
PADOIN

OGBONNA
STURARO

MARCHISIO

MORATA

DE CEGLIE

LLORENTE

CON IL REAL (4-3-1-2)
BUFFON
LICHTSTEINER BONUCCI CHIELLINI
VIDAL

PIRLO

EVRA

MARCHISIO

PEREYRA
MORATA

TEVEZ
GDS

erve un miracolo per perdere questo
scudetto», ha detto Massimiliano Allegri subito dopo la vittoria sulla Fiorentina. E allora a Genova, sponda Sampdoria,
la Juventus dovrebbe proporre un massiccio turnover in vista dei primi novanta minuti contro il
Real Madrid, semifinale d’andata (in programma a Torino) della competizione più prestigiosa
a livello di club. Basta un punticino per portare a
casa il quarto titolo consecutivo. Anzi, in caso di
mancato successo della Lazio a Bergamo (i biancocelesti giocano 24 ore dopo la Juve), sarebbe
scudetto a prescindere. Al traguardo con quattro
turni d’anticipo: altra potenziale tappa storica in
casa Juve. Stagione comunque già straordinaria
per Max, che a fine maggio firmerà il rinnovo
fino al 2017.
TURNOVER Ieri lavoro leggerissimo per chi ha
giocato con la Fiorentina, più intenso per gli altri. Si è rivisto in gruppo l’italobrasiliano Romulo, che ora insegue la condizione migliore con
vista sulla finale di Coppa Italia. Prove tattiche
poche, pochissime. Di fatto, Allegri inizierà a
preparare la trasferta genovese solo oggi. Si va

però verso l’utilizzo del 3-5-2: Buffon fra i pali;
Barzagli, Bonucci e Ogbonna dietro; Padoin e De
Ceglie sulle fasce; Marchisio in regia; Vidal e
Sturaro interni; Morata e Llorente di punta. Da
non escludere la carta Storari al posto di Buffon,
mentre Llorente non deve considerarsi già fuori
gioco per la sfida di Champions. È in netto svantaggio nei confronti di Morata ma il ballottaggio
è ancora aperto, e in questo senso la gara di domani sera verrà attentamente valutata dal tecnico livornese. Barzagli ancora titolare? Niente
turnover per lui? Possibile se verrà confermata
l’indiscrezione di un Allegri intenzionato a giocarsela a petto in fuori con il Real Madrid, senza
quindi rinunciare alla difesa a quattro, con Bonucci-Chiellini coppia titolare davanti a Buffon.
IL GALA DI MARTEDÌ È fondata la pista del
«rombo», soluzione che Allegri ritiene sulla carta maggiormente adatta per provare a infastidire la corazzata guidata da Carletto Ancelotti. Anche Antonio Conte, nella scorsa stagione, decise
di affrontare gli spagnoli con la difesa a quattro,
e furono due gare dignitosissime: sconfitta 2-1 a
Madrid, ma con Chiellini espulso; 2-2 al ritorno.
Il 3-5-2 è sicuramente più solido dal punto di vista difensivo, ma allo stesso tempo potrebbe costringere Tevez e compagni a una gara di quasi
totale contenimento, senza fra l’altro disporre di

Massimiliano
Allegri,
47 anni, prima
stagione sulla
panchina
della Juve
LAPRESSE

veri specialisti del contropiede. Insomma, martedì sera la Juve potrebbe presentarsi così: Buffon in porta; Lichtsteiner ed Evra terzini; Bonucci-Chiellini coppia centrale; Pirlo in regia; Vidal
e Marchisio interni; Pereyra alle spalle di Morata
e Tevez. Fa un certo effetto vedere fuori Barzagli,
ma sarebbe lo stesso se a finire in panchina fosse
Chiellini, nonostante Giorgione non sia reduce
da prestazioni particolarmente affidabili.
POGBA CI PROVA Intanto, arrivano buone notizie dal fronte Pogba. Ieri il francese ha fatto un
punto della situazione con lo staff medico, e «la
risonanza magnetica a cui è stato sottoposto —
viene spiegato in una nota ufficiale della società
— ha evidenziato un’ulteriore positiva evoluzione della lesione muscolare. Il calciatore effettuerà un programma personalizzato fino a mercoledì, quando è ipotizzabile un suo rientro in gruppo». Da quel momento sarà una rincorsa ancor
più convinta verso la semifinale di ritorno, per
poter dare una mano anche parziale. Non facile,
ma a questo punto obiettivamente possibile. Il
22enne gigante di Lagny-sur-Marne si era bloccato a Dortmund, il 18 marzo scorso: fuori al 28’
del primo tempo per una lesione di secondo grado al bicipite femorale destro. Si era parlato di
non meno di 50 giorni di stop. Siamo ai limiti.
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LA PUNTA NEL MIRINO

Un ostacolo in più per Cavani:
il pressing dell’Atletico Madrid
1I bianconeri

restano in pole
ma l’uruguaiano
del Psg prende
tempo

Carlo Laudisa
claudisa@gazzetta.it
@carlolaudisa

L’

insidia più pericolosa arriva da Madrid, sponda
Atletico. Nelle riflessioni
di queste ore Edinson Cavani e
suo fratello Fernando si sono
soffermati con interesse sulla
proposta del club spagnolo

che, a questo punto diventa il
concorrente più agguerrito
della Juventus. E dire che nei
pensieri del centravanti uruguaiano la prospettiva di vestire la maglia bianconera resta
ancora quella più affascinante.
Ed è il motivo per cui la partita
è ancora tutta da giocare. Il
club di Andrea Agnelli gode
ancora dei favori dei pronostici. Adesso, però, viene il bello.
A Torino vogliono capire se poter contare sull’appoggio del
giocatore prima di sedersi al
tavolo della trattativa con l’esigente Paris Saint Germain.
L’INGAGGIO La questione economica ovviamente è in cima a
tutto. Ed Edinson Cavani gua-

dagna già molto bene al Psg:
allo stipendio da 7,5 milioni di
euro netti vanno aggiunti 2 milioni di premi facili che lo portano a sfiorare quota 10 milioni.
IL BUDGET Se Cavani scegliesse di dare la priorità tecnica all’opzione bianconera è chiaro
che Marotta metterebbe sul
piatto una proposta economica
adeguata. Diciamo intorno ai 7
milioni di euro con una base
quadriennale di contratto. Ma
questo è un passaggio successivo. Solo se dall’ex napoletano
verrà concessa una sorta di
esclusiva da far valere al momento opportuno e mettersi al
riparo dal rischio di un’asta.

LE INSIDIE L’Atletico Madrid,
più dello stesso Manchester
United, ha accelerato i lavori
su questo fronte in vista di una
partenza del croato Mandzukic, su cui hanno messo gli
occhi un bel po’ di società della
Premier League. La sua stella
ha brillato in questa stagione,
ma prevale l’idea di mettere a
segno un’altra bella plusvalenza. Anche per questo il Cholo
Simeone ha deciso di sostituirlo con un giocatore di valore
che interpreti al meglio la sua
filosofia di gioco. E per questo
motivo si sta spendendo in prima persona per questa soluzione, per strappare Cavani alla
concorrenza. Tuttavia l’appeal
della Juventus è forte. Cavani

Edinson Cavani, 28 anni, uruguaiano, attaccante del Psg dal 2013-14 AFP

vede ancora la Juve davanti a
tutti, nonostante lo solletichi
l’idea di diventare l’alter ego di
Cristiano Ronaldo nella capitale spagnola. La vicenda non
verrà chiarita in tempi brevissimi, anche perché gli impegni
di campo hanno il sopravvento

in questa fase della stagione.
Ora Marotta mette la testa sul
Real Madrid (com’è giusto che
sia): più avanti si trarranno le
conclusioni con il cannoniere
intristito dall’ombra di Ibrahimovic.
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VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

TRIESTE E LO STADIUM
LE TRE FESTE SCUDETTO

6 MAGGIO 2012
Cagliari-Juventus 0-2, 37ª giornata
I bianconeri, a Trieste per l’inagibilità del
Sant’Elia, festeggiano il primo scudetto della
gestione Andrea Agnelli. A fine partita
invasione di campo dei tifosi GETTY IMAGES

Titolo a un punto
In caso di sconfitta
occhio alla Lazio
● Alla Juve basta un punto per
avere la certezza matematica del
quarto scudetto consecutivo.
Domani potrà festeggiare a
Genova in caso di vittoria e di
pari, indipendentemente dal
risultato della Lazio, seconda a 14
punti (e con gli scontri diretti
sfavorevoli). In caso di sconfitta
con la Samp, i bianconeri
potrebbero ugualmente essere
campioni d’Italia se la Lazio
dovesse pareggiare o perdere a
Bergamo con l’Atalanta; in caso
di vittoria di biancocelesti, invece,
tutto sarebbe rinviato alla 35ª
giornata. In qualunque caso sarà
ininfluente il risultato della Roma,
che a quattro giornate dalla fine
arriverebbe al massimo a -12, ma
ha gli scontri diretti sfavorevoli.

5 MAGGIO 2013
Juventus-Palermo 1-0, 35ª giornata
Il secondo tricolore si festeggia allo Stadium:
il gol di Vidal permette ai bianconeri di
chiudere il campionato con tre giornate
d’anticipo: è lo scudetto numero 29 REUTERS

5 MAGGIO 2014
Juventus-Atalanta 1-0, 36ª giornata
Terzo titolo di fila, ancora festa allo Stadium.
I giocatori hanno sfilato con le maglie celebrative
prima del match: scudetto già matematico la
sera prima grazie al k.o. della Roma ANSA

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Alessandro Catapano

L’

evento è «intollerabile»,
certo. «Degno della massima riprovazione e sanzione morale, penale e sportiva», nemmeno la Juventus ha
dubbi. Ma il club bianconero
annuncia ricorso alla Corte
d’appello. E la reazione che
mostra alla chiusura per due
turni del Settore Sud dello Stadium, disposta dal giudice
sportivo per punire il lancio
della bomba carta nel settore
dei torinisti durante il derby di
domenica scorsa — unitamente a 50.000 euro di ammenda,
stessa cifra comminata al Torino —, è sdegnata fin dall’incipit: «La Juventus desidera far
rilevare le enormi incongruenze che hanno portato alle decisioni odierne del giudice sportivo...».
LA RESPONSABILITÀ Non si
contesta il fatto in sé. Quello è
incontestabile, e oltretutto va
detto che Gianpaolo Tosel ha
evitato di calcare la mano, pur
registrando altri lanci di petardi e oggetti per tutti i 90’, limitandosi a due turni di chiusura,
appena uno in più della recente sanzione inflitta alla curva
Sud romanista per uno striscione, e nemmeno dei più ingiuriosi. La sanzione pecuniaria è
la più alta prevista dal codice
per punire la responsabilità oggettiva della società, vero. Ma
il giudice sportivo ha voluto
evitare, di fronte a un episodio
tanto grave — definito con inusitata durezza «atto delinquenziale per la potenzialità lesiva
del materiale esplodente utilizzato» — di concedere attenuanti e/o esimenti della pena.
Se lo avesse fatto, il resto d’Italia gli avrebbe dato addosso. La
Juventus, invece, ne ha contestato l’applicabilità: «... non
avendo permesso i dispositivi
di sicurezza e le telecamere
dello stadio Olimpico di Torino
a disposizione delle forze dell’ordine (e in carico alla società
granata, ndr) di individuare il
o i materiali autori dell’atto delinquenziale», si giunge «alla
paradossale vicenda odierna:
in assenza del responsabile
materiale si punisce, oltremodo, il responsabile, o peggio il
presunto responsabile, oggettivo». È la vecchia battaglia delle
società contro una norma che
in molti, anche nelle istituzioni
calcistiche, vorrebbero cambiare. Ma finché esiste, il giudice ha il dovere di applicarla.

9

La Sud chiusa
per due turni
E il club attacca
il giudice Tosel
1«Enormi incongruenze nella decisione...»

Pronto il ricorso. Toro, 50mila euro di multa

La bomba
carta lanciata
durante
Torino-Juve
2-1 da tifosi
bianconeri
all’Olimpico IPP

NEL MUCCHIO Inevitabile pure
che «vittime» della sanzione finiscano tifosi che non erano all’Olimpico e per colpe di altri
non potranno festeggiare lo
scudetto juventino (ammesso

che non arrivi già a Genova,
dove peraltro ai bianconeri è
vietata la trasferta). «Il settore
Ospiti dell’Olimpico ospitava
circa 1400 tifosi — si legge nella nota —, la Tribuna Sud dello
Stadium è normalmente occupata da 9800. Ancora una volta
si colpisce una folla indiscriminata perché non si è stati in
grado di individuare i reali responsabili». Anche qui, un’annosa e comprensibile contestazione, risolvibile, però, solo
quando le società, Juventus
compresa, collaboreranno attivamente col Viminale per segmentare ulteriormente i settori
degli stadi.
SUL SERIO? Infine, l’appunto
più capzioso, su una contraddizione solo linguistica, che la
Juventus rileva a proposito
delle indagini della polizia sui
lanciatori della bomba: davvero avete ancora qualche dubbio
che siano stati gli juventini?
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8

● le persone arrestate (più 15
denunciate) per atti violenti nel
corso del derby di Torino, come
precisato dalla questura di
Torino che sta indagando

10

● le persone ferite domenica
scorsa all’Olimpico di Torino in
seguito al lancio di una bomba
carta, esplosa nella curva
occupata dai tifosi granata

1757

● i Daspo emessi dalla
magistratura da settembre alla
scorsa settimana: altri 16 ne
sono stati richiesti dopo i fatti
relativi al derby Torino-Juventus

L’AVVERSARIA DI SABATO

Stavolta fischia Ferrero: «Arbitri, più uniformità»
1Il presidente della Samp: «Con il Verona
2-3 episodi dubbi, fate voi... Ma l’Europa
non sfumerà: solo lo spumante sfuma»
Filippo Grimaldi
GENOVA

N

essun allarme vero e proprio, ma un po’ di malessere sì, esiste. La Sampdoria fa due conti e scopre che il
conto è in rosso. «Non parlo mai
degli arbitri, li ho sempre difesi,
perché senza di loro non ci sarebbe calcio. Chiedo, però, una
maggiore uniformità di giudizio»: così il presidente blucerchiato Massimo Ferrero, nella
notte di Samp-Verona, decisamente infastidito per il rigore
negato a Regini proprio allo

scadere della ripresa, dopo essere stato agganciato da Martic.
«Ci siamo giocati la partita sino
alla fine, ma con due o tre episodi dubbi. Datevi una risposta...», ha aggiunto il numero
uno di Corte Lambruschini. Prima di chiudere, quindi, con una
battuta, di fronte all’ipotesi che
questo pari interno possa in
qualche modo condizionare i
blucerchiati sulla via dell’Europa League: «L’Europa non sfumerà, solo lo spumante sfuma».
LA VOLATA Ferrero predica il
calcio pulito, sogna stadi moderni ed aperti alle famiglie,

Massimo Ferrero, 63 anni, proprietario della Samp da giugno 2014 GETTY

ma a partire dalla trasferta di
Firenze i conti in fatto di arbitraggi non tornano più. Ecco,
perché adesso, in vista della volata finale e delle ultime cinque
giornate di campionato, il presidente interviene sull’argomento. Poi, certo, la squadra ha
perso un po’ di brillantezza, dopo una stagione giocata a mille
all’ora, l’infortunio di Eder è
stato pesantissimo, e adesso anche se i blucerchiati restano padroni del loro destino, per dirla
con le parole di Mihajlovic, c’è
la consapevolezza di non poter
più sbagliare. La Samp è da mesi una lieta sorpresa del campionato, eppure oggi si sente un
po’ rompiscatole a margine del
club delle grandi, e chiede soltanto di potersi giocare le sue
carte sino in fondo. Intanto, sul
fronte del processo relativo al

fallimento della compagnia aerea Livingstone, l’udienza di ieri si è risolta in un nuovo rinvio.
Tutto da rivedere, dunque, l’11
giugno prossimo. In quella data
Luca Labianca, gup di Busto Arsizio (Varese), dovrà esprimersi
sulla richiesta di patteggiamento della pena di un anno e dieci
mesi per lo stesso Massimo Ferrero.
RISCOSSA «Siamo ancora lì e
ce la giocheremo anche sabato
con la Juve», è il monito del capitano Palombo, ieri sera ospite
d’onore (insieme al rossoblù
Burdisso, in mezzo a 400 ragazzi)) del Fair Play Day alla Sala
Chiamata del Porto, promosso
dalla società Genova Calcio, e
che rispecchia in pieno l’ideale
di calcio tanto caro allo stesso
presidente della Sampdoria.
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10

Serie A R Posticipo 33a giornata
1

EMPOLI

4

NAPOLI

2

2

PRIMO TEMPO 3-0
MARCATORI Maccarone (E) all’8’, aut.
Britos (N) al 42’, Saponara (E) al 46’
p.t.; aut. Laurini(E) al 19’, aut. Albiol (N)
al 37’, Hamsik (N) al 46’ s.t.
EMPOLI (4-3-1-2) Sepe; Laurini (34’
s.t. Mario Rui), Tonelli, Rugani, Hysaj;
Vecino, Valdifiori, Croce; Saponara (18’
s.t. Zielinski); Maccarone, Pucciarelli
(36’ s.t. Verdi). PANCHINA Bassi,
Giacomel, Barba, Somma, Signorelli,
Diousse, Brillante, Mchedlidze, Tavano.
ALLENATORE Sarri. CAMBI DI
SISTEMA nessuno. BARICENTRO
molto basso (46,5) ESPULSI nessuno.
AMMONITI Laurini, Tonelli, Verdi

3

NAPOLI (4-2-3-1) Andujar, Maggio,
Koulibaly, Britos, Ghoulam (7’ s.t.
Albiol); Gargano, Inler (27’ s.t.
Gabbiadini); Callejon, Hamsik, Mertens
(14’ s.t. Insigne); Higuain. PANCHINA
Rafael, Colombo, Henrique, Luperto,
Jorginho, Mesto, David Lopez, Zapata.
ALL Benitez. CAMBIO SISTEMA
nessuno. BARICENTRO molto basso
(47,7). ESPULSI nessuno
AMMONITI Ghoulam
ARBITRO Massa di Imperia.
NOTE spettatori e incasso non
comunicati. Tiri in porta: 7-5. Tiri fuori:
1-5. Angoli: 6-4. Fuorigioco: 0-5.
Recupero: 1’ p.t., 5’ s.t.

● 1 Esplode a fine gara la gioia dei giocatori dell’Empoli. Dopo questa vittoria sul Napoli manca solo un punto per la salvezza
aritmetica della squadra 2 L’amarezza di Marek Hamsik a fine partita 3 Un simpatico messaggio dei tifosi di casa rivolto a
Denis dopo l’episodio di domenica scorsa che ha portato alla maxisqualifica dell’atalantino ANSA LAPRESSE

Il solito Napoli si butta via

1Dopo tre vittorie consecutive, è preso a pallate dall’Empoli: 4-2 con due autoreti

La Champions sfugge, gli resta l’Europa League. Saponara strepitoso: 1 gol e mezzo
L’esultanza
di Maurizio
Sarri, 56 anni,
allenatore
dell’Empoli
dal 2012
LAPRESSE

Mimmo Malfitano
INVIATO A EMPOLI (FIRENZE)

T

utto da rifare. Stavolta la lezione è stata pesante, di quelle che umiliano e che non
consentono repliche. L’illusione della continuità
è svanita in una notte da brividi, contro un Empoli spettacolare, che il professor Sarri ha saputo
preparare in modo impeccabile per sostenere
un esame quasi proibitivo. Ma i suoi ragazzi
hanno dimostrato di essere preparati, pronti
a rispondere alle sollecitazioni di un avversario che nelle ultime settimane ha rifilato gol e
sconfitte a tutti gli avversari. Così, è nata la partita perfetta che il Napoli ha subito dal primo
secondo di gioco e per trequarti di gara, senza
mai dare la sensazione di poterla rimettere in
piedi. Quattro reti al passivo fanno storia, il
Napoli non li prendeva dal 2009, contro il Genoa (4-1), con Donadoni in panchina. Stavolta, è toccato a Rafa Benitez subirle. Il tecnico
spagnolo s’è dovuto piegare allo strapotere dell’avversario e nulla ha potuto contro la migliore
freschezza atletica dell’Empoli e contro i disastri compiuti dai suoi stessi difensori. Adesso,
ci sarà bisogno di una nuova ripartenza per riprovare l’aggancio alla zona Champions League. La risposta tanto attesa, dopo le vittorie
di Roma e Lazio, non c’è stata, ma nulla è ancora compromesso secondo l’allenatore spagnolo.
TRAVOLGENTE L’Empoli è stato travolgen-

te, ha dominato in tutti i reparti, evidenziando il dalla panchina, ma la squadra è apparsa svuotameglio di sé sulla linea di centrocampo, dove Ve- ta mentalmente e ferma sulle gambe, al punto
cino, Valdifiori e Croce hanno ridimensionato le che l’Empoli ha potuto chiudere il primo tempo
velleità di Inler e Gargano: loro due sono stati segnando due reti nei minuti finali, al 42’ c’è stainfilati da tutte le parti e sovrastati sul piano fisi- to l’autogol di Britos, mentre al 46’ Saponara ha
co, mentre i tagli e le incursioni di Saponara segnato un gran gol in rovesciata, lasciando senhanno aperto delle falle gigantesche nella dife- za parole i giocatori del Napoli che sono rientrati
sa. S’è capito subito che sarebbe stata una notte negli spogliatoi storditi dall’uno-due avversario.
di sofferenza per il Napoli, quando dopo 30 secondi, Koulibaly e Maggio hanno dovuto contra- TIMIDA REAZIONE Ci ha provato, Benitez, a ristare Saponara giunto a pochi metri da Andujar mettere in piedi la partita inserendo prima Alper evitare il peggio. Le prestazioni del difensore biol al posto di Ghoulam e poi Insigne per un
francese e di Britos sono state
insignificante Mertens. Ma c’è
inquietanti, così come il rendistato poco da fare contro i fenomento di Maggio e Ghoulam
Tre autoreti su sei meni di Sarri. Croce è stato il
sugli esterni. Dalle loro parti
incubo di Gargano, menreti. La squadra di vero
hanno affondato a ritmi sostetre le ripartenze di Maccarone
nuti Pucciarelli e Maccarone
Benitez dominata e Pucciarelli hanno tenuto in
che, all’8’, ha concluso in gol
apprensione la difesa
sul piano del gioco continua
uno scambio con lo stesso comnapoletana. C’è voluta un’autopagno d’attacco.
rete di Laurini per consentire al
e della corsa
Napoli di dare un senso all’ultiPOCA SPINTA Il Napoli è venuma mezz’ora. Ma l’illusione
to meno anche nella fase offensiva, quella che le della rimonta è durata appena 18 minuti, perché
ha permesso, finora, di imporsi in Europa e spes- poi ci ha pensato Albiol a infilare il suo portiere
so in campionato. Callejon e Mertens non hanno realizzando la terza autorete della serata. Il gol
mai saltato i rispettivi marcatori, Hysaj e Laurini di Hamsik, nei minuti di recupero, ha reso meno
hanno giocato molto sull’anticipo, riuscendo a disonorevole il risultato. L’impressione, comunridurre al minimo i rifornimenti per Gonzalo Hi- que, è che ci sia stato un calo psicologico, probaguain, lasciato tutto solo a lottare contro Tonelli bilmente fisiologico considerate le pressioni che
e Rugani: di lui si ricorda soltanto un tiro respin- vive il Napoli in questo periodo. Tra una settimato da Sepe nel primo tempo.
na si giocherà l’andata della semifinale di Europa League e questo pensiero inevitabilmente
SAPONARA SHOW Nei 45’ iniziali c’è stato poco avrà influito sulla prestazione del Castellani.
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Napoli, Benitez ha provato a sollecitare i suoi

R

LA MOVIOLA
di VINCENZO
CITO

KOULIBALY
IN FUORIGIOCO
SUL SECONDO
GOL AZZURRO
Dopo appena 30 secondi
Saponara entra in area,
Koulibaly lo allontana col
braccio: il contatto sembra
lieve, anche se il giocatore
dell’Empoli rotola a terra. Un
intervento scomposto e
rischioso ma non da rigore.
Proteste a specchio di
Maggio e Saponara che
lamentano interventi a
gomito alto di Pucciarelli e
Gargano: in entrambi i casi
l’arbitro li ritiene involontari.
Da annullare il gol di
Hamsik: il fuorigioco di
Koulibaly non è passivo
perché il giocatore salta
davanti alla palla
disturbando il portiere.
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L’ANALISI TECNICA

Benitez balla in mezzo, Sarri dirige un’orchestra
1Il Napoli è troppo largo e concede
spazi all’Empoli, irresistibile per
la velocità, i triangoli e la profondità
Fabio Licari

LA MOSSA

N

MACCARONE

PUCCIARELLI
SAPONARA

PASSAGGIO
GDS

on è soltanto questione
di approccio alla partita
(comunque sbagliato
nel caso del Napoli), concentrazione e scarso rendimento
anche dei singoli più attesi.
Quella dell’Empoli, sarebbe
meglio dire di Sarri, è una vera
e propria lezione tattica impartita al Napoli e a Rafa Benitez
che mai riesce a trovare contromisure adatte e subisce

sempre, complice anche la
sfortuna negli autogol.
NAPOLI, CHE DISPOSIZIONE
Pur corto (29 metri), e neanche troppo largo (oltre 44 metri), il Napoli comunque offre
corridoi che l’Empoli mai si sarebbe immaginato. Saponara
agisce da «10» moderno e rapido alle spalle della coppia Pucciarelli-Maccarone, con il primo a sfiancarsi nel pressing e il
secondo a dettare la profondità. Quei tre sfruttano la cattiva
disposizione del Napoli nella
zona più importante del campo
per chi si difende. Coulibaly e
Britos sono infatti molto larghi
e i due centrali davanti, Gargano e Inler, sono in linea e scala-

no poco ad aiutare. Proprio in
questi spazi aperti, e grazie alla velocità degli interpreti empolesi, nasce il primo gol che
sorprende la difesa del Napoli,
lenta e, ancora una volta, distratta. Maccarone sembra un
fulmine, Coulibaly non fa una
bella figura.
EMPOLI, CHE SCHIERAMENTO
Che l’Empoli abbia meccanismi mandati a memoria si capisce da altri indicatori. Infatti,
pur con un baricentro molto
basso (46 metri, come il Napoli), l’Empoli lascia (di poco) il
possesso ai rivali (51-49) rendendolo comunque vano. Infatti è Sarri che ha il vantaggio
territoriale e il controllo del

gioco: grazie ad una disposizione nella quali tutti rispettano le distanze e soprattutto
sembrano giocare a memoria.
Una disposizione da scuola,
con gli esterni difensivi che coprono gli esterni senza abbandonare i centrali, con le due
mezzali vicine al play Valdifiori e così dinamiche da creare
superiorità numerica. E con i
due attaccanti che partono vicini e poi si allargano per aprire le maglie della difesa già larga di suo. Tanta profondità e
triangoli veloci e precisi che
non lasciano scampo al Napoli,
molto statico e quasi in linea.
Preda facile per chi sa dove e
come stare in campo.
Mirko Valdifiori, 29 anni ANSA

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VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

fIL PERSONAGGIO

LE PAGELLE
di VI. D’.A.

RUGANI ANNULLA
ANCHE HIGUAIN
GHOULAM-ALBIOL,
COPPIA DISASTRO
EMPOLI

8
IL MIGLIORE
SAPONARA

8
Al Milan c’era così tanta qualità da
non trovare spazio per uno così?
Ammazza il Napoli, pesca corridoi
misteriosi e gira alla Parola il 3-0.
Esce per una contrattura
SEPE 6 Contro il suo passato e il
suo futuro incassa due gol senza
capire bene come.
LAURINI 6,5 Mette la museruola a
Mertens. Sfortunato nell’autogol.
MARIO RUI 6 Gioca 16’ con il
recupero, partecipa alla festa.
TONELLI 7 Dopo Denis, un altro
centravanti argentino. Stavolta
vince il duello in tutto e per tutto.
RUGANI 7 La personalità del
grande giocatore. Se Higuain non
calcia mai in porta è anche merito
suo.
HYSAJ 6,5 Callejon è spento e gli
agevola la serata.
VECINO 7 Va a mille all’ora,
travolge la mediana azzurra.
VALDIFIORI 7,5 Sogno di De
Laurentiis, dimostra di meritare
l’attenzione e una grande chance
con la solita regia sapiente.
CROCE 8 Qualcuno ci spieghi
perché è arrivato in A 32 anni. E’
l’uragano che spazza via i sogni
azzurri.
ZIELINSKI 6,5 Fa rifiatare un
esausto Saponara e si esibisce in
un paio di belle giocate.
MACCARONE 7,5 Vecchio a chi? E’
davvero Big e porta a scuola Britos.
PUCCIARELLI 7 Una zanzara
fastidiosissima che umilia la forza
fisica dei centrali avversari. Suo
l’assist per Maccarone-gol (Verdi
s.v.).
ALL. SARRI 8 Finiti gli aggettivi
per esaltare il lavoro di un uomo
umile, ma dalle grandissime idee.
Vedere l’Empoli è uno spettacolo.

NAPOLI

L’EX ROSSONERO

Saponara come Parola
Riecco il figliol prodigo
snobbato dal Milan
1Un gol in rovesciata come nelle figurine e altre magie varie

Con Inzaghi non giocava, Sarri ne ha fatto un giocatore decisivo

Vincenzo D’Angelo
INVIATO A EMPOLI (FIRENZE)

T

i aspetti Higuain, Hamsik
e Callejon e un Napoli arrembante all’inseguimento di un posto Champions. Ma
nella notte di Empoli sono i
lampi di Maccarone, Saponara
e Croce a illuminare il Castella-

ni. Tre protagonisti con storie
diverse. Big Mac è l’uomo di
esperienza, il leader di una
squadra di ragazzi terribili che
ama giocare a calcio e si diverte
con la personalità e la sfacciatezza degli scugnizzi di una
volta. Saponara è il figliol prodigo tornato a casa per sentirsi
ancora importante, per dimostrare che nei piccoli club si

può fare spettacolo. E poi c’è
Croce, che ha dovuto aspettare
i 32 anni per cimentarsi con la
Serie A, dopo aver navigato e
combattuto per una carriera intera in Lega Pro.
ORO SAPONARA Nel giorno in
cui il Milan conferma ancora
una volta piena fiducia a Filippo Inzaghi, Riccardo Saponara

si diverte a mettere il dito nella
piaga dolorante del suo ex allenatore. Gol in mezza rovesciata
al Napoli, in stile Parola delle
figurine Panini. Dribbling a ripetizione a irretire la disastrosa
difesa azzurra e continue verticalizzazioni di prima a trovare
corridoi nascosti all’occhio
umano. Eppure per sei mesi Inzaghi non ha saputo cavare
nulla dal suo talento, pochi
spezzoni senza lasciare traccia.
Insomma, qualcosina in più di
Niang, mai utilizzato da Pippo
e tra i migliori del Genoa nella
festa di mercoledì a San Siro.

IL NUMERO

11

i punti in meno del Napoli
rispetto allo scorso
anno: alla 33a giornata
ne aveva 67 ed era terzo.
Ora con 56 è quarto

«BIG» MAC Saponara inventa,
Maccarone segna. Negli ultimi
mesi è una costante a Empoli.
Nell’anno d’oro di Big Mac, entra anche il Napoli nell’esclusivo club delle big colpite, dopo Lazio, Roma e Milan.
Maccarone per l’Empoli è
una sentenza, e quando segna la squadra di Sarri non
perde mai. I suoi 10 gol
hanno portato cinque vittorie e altrettanti pareggi. Sì,
la sua firma sul miracolo
Empoli è scolpita nel granito.
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4
IL MIGLIORE
GABBIADINI

6
Salva la faccia, forse perché entra
troppo tardi, a frittata fatta. Ma è
questo il punto: perché rinunciare
sempre a lui? Almeno ci prova,
come sempre.
ANDUJAR 5 Oscar alla sfortuna:
due autogol in una gara li hanno
presi in pochi.
MAGGIO 5 Il meno peggio lì dietro.
Ma non una bella prova per
omaggiare il rinnovo.
KOULIBALY 4 Capito perché Rafa
non gli fa più vedere il campo?
BRITOS 4 Perde ogni duello e si fa
irridere più volte da Maccarone.
GHOULAM 4 Dalla sua parte
l’Empoli sfonda facile. Sembra il
commissario di gara di F1, piantato
sulla sua pedana a osservare cosa
gli accade attorno.
ALBIOL 4,5 Partecipa al festival
dell’autogol per non far sentire i
compagni troppo in imbarazzo.
GARGANO 4 L’11 dell’Empoli è la
sua «Croce». Gli sbuca ovunque, lo
salta sempre
INLER 4 Se si giocava a
nascondino, non avrebbe avuto
avversari.
CALLEJON 5 Qualche ripartenza
sorprende l’Empoli. Ma una volta
prese le misure, sparisce.
HAMSIK 5,5 Male anche lui, ma
entra nei gol. Spara su Sepe nella
carambola dell’1-3, segna il 2-4.
MERTENS 4,5 Senza guizzi, né
idee e cattiveria.
INSIGNE 5 Vorrebbe dare una
scossa, ma non gli riesce nulla.
HIGUAIN 5,5 Predica nel deserto.
Mai una sponda banale, ma
nemmeno un tiro in porta.
ALL. BENITEZ 4 Finito il ritiro,
finita la magia? E con le piccole
sbaglia sempre l’approccio.
MASSA
Irregolare il gol
di Hamsik,
Koulibaly era in offside davanti a
Sepe ma sbaglia Costanzo.
Generoso con Vecino e Gargano,
ai quali abbona un giallo.
COSTANZO 5 DI FIORE 6
VALERI 6 GAVILLUCCI 6

5,5

11

Il gioco più tuo.

12

Serie A R Lo strano avversario

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Il derby del cuore
Reja: «Questa Lazio
è anche un po’ mia»

Parma avanti
Ok dei curatori
Ora si aspetta
il sì del giudice

1Il tecnico dell’Atalanta cerca la salvezza contro l’ex

E

INCONTRO COI GIOCATORI

Sandro Piovani
PARMA

è più vicina. «Risultato fondamentale, alla fine potevamo anche vincere (palla-gol di Bianchi, ndr), ma va bene così. Il
traguardo è vicino, ma non l’abbiamo ancora centrato. Guai a
distrarsi». Poi una volta acquisita la permanenza matematica,
si potrà programmare il futuro.
«Mi piacerebbe restare a lungo
all’Atalanta. Questa è una società modello con un centro
sportivo che ha pochi eguali in
Italia. Insomma, ci sono le condizioni ideali per lavorare». E
per continuare a sfidare, da ex,
la sua Lazio.

sercizio provvisorio del
Parma: ieri scadeva la
proroga chiesta dai curatori fallimentari Anedda e
Guiotto. Che hanno espresso
parere favorevole, in attesa
della decisione del giudice
Rogato. Il nodo era l’abbattimento del debito sportivo
corrente, ovvero del debito
che il Parma ha nei confronti
dei suoi tesserati (giocatori e
staff) dal 19 marzo scorso,
giorno della dichiarazione di
fallimento del club. «La decisione dei curatori è giunta al
termine di un lungo incontro
svoltosi allo stadio Tardini
con i calciatori e i tecnici in
rosa, la maggior parte dei
quali ha sottoscritto l’accordo per la riduzione dei propri compensi fino alla fine
del campionato, garantendo
così la sostenibilità economica dell’esercizio provvisorio»: recita il comunicato dei
curatori. Mancano dunque
alcune adesioni: il timore è
che firmare questo accordo
possa cancellare la messa in
mora effettuata da alcuni
giocatori nei mesi scorsi. Ora
si attende l’ok del tribunale,
perché, come spiegano ancora i curatori, «si ritengono
accresciute le possibilità di
cessione dell’azienda sportiva del Parma Fc».

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squadra. «Pioli da Champions, ma non faremo sconti»
Stefano Cieri
ROMA

N

o, non sarà una partita
come le altre. E non solo
perché la sua Atalanta
deve raccogliere i punti che ancora mancano alla salvezza; e
perché la sua (ex) Lazio ha la
possibilità di spiccare il volo
verso la Champions. No, non
sarà una partita come le altre
perché per Edy Reja sfidare la
Lazio sarà un’incredibile tempesta di emozioni. Accadrà domenica a Bergamo. E sarà la
prima volta che zio Edy sfiderà
da avversario la squadra che è
stata sua per tre anni pieni, distribuiti nell’arco di quattro stagioni. Arrivò a Formello a febbraio 2010, con una squadra
che aveva un piede e mezzo in
B: la salvò e nelle due stagioni
successive la portò a un soffio
della Champions. La delusione
per il traguardo mancato (per
due volte) al fotofinish lo indusse a lasciare, ma poi un anno e mezzo dopo (gennaio
2014) Lotito lo richiamò per
salvare una squadra che, al secondo anno di Petkovic, stava

pericolosamente scivolando
verso il baratro. La tirò fuori dai
guai e poi sfiorò una miracolosa
qualificazione in Europa League. «E l’avremmo ottenuta se il
pubblico ci avesse aiutato (i tifosi disertavano lo stadio per
contestare Lotito, ndr). E’ stato
questo il motivo che mi ha spinto ad andar via da Roma».
LAZIO, TUTTO PREVISTO Di
questa Lazio però, fermi restando i grandissimi meriti di Pioli,
c’è anche tanto di Reja. «Avevo
iniziato a impostare la nuova
stagione con Lotito e Tare, certi
acquisti li abbiamo ponderati
assieme». Poi però è arrivato
Pioli. «E ho fatto i complimenti
ai dirigenti per la scelta: Pioli
era l’uomo giusto al posto giusto. Ha un organico completo
grazie anche alla crescita di alcuni giovani che avevano iniziato con me». Una squadra, insomma, in grado di mettere le
mani su quella Champions che
a Reja è sfuggita per ben due
volte. E lui il suo contributo da
ex laziale l’ha dato con quel pari strappato all’Olimpico alla
Roma. Che gli ha fatto pervenire attestati di stima da parte dei

Edy Reja, 69 anni, è l’allenatore dell’Atalanta dal 4 marzo ANSA

IL DEBUTTO
CON LOTITO
A INIZIO 2010
● Edy Reja all’Olimpico
ai tempi in cui allenava la
Lazio. Il tecnico goriziano
è rimasto sulla panchina
biancoceleste per due
stagioni e mezzo, da
febbraio del 2010 a giugno
del 2012. E poi altri
sei mesi da gennaio
a giugno del 2014 ANSA

suoi ex tifosi. Gli stessi che per
domenica lo invitano ad avere
un atteggiamento più clemente...
ATALANTA, MANCA POCO Ma
non sarà così perché l’Atalanta
non è ancora salva e perché, per
una questione di par condicio
con le pretendenti alla Champions, a Reja non dispiacerebbe
fermare la Lazio dopo aver imposto il pari sia alla Roma sia al
Napoli (entrambe fuori casa).
Racimolare uno o più punti significherebbe anche mettere in
cassaforte una salvezza che, comunque, dopo il pari di Cesena,

Serie A R

La rinuncia
di Re Totti
«Sì, accetto
la panchina»

FINALE DI RITORNO

Sanabria e Oiko,
lotta per la Coppa
tra «bimbi» da A

nel ritorno ha una media punti
più bassa: «Ora conta arrivare
in Champions, ma serve rispetto»
ROMA

L

a sua unicità, in fondo, la
racconta un dato di fatto:
anche quando non gioca,
Francesco Totti riesce a rubare i
riflettori a chiunque. Soprattutto
quando dichiarazioni forti sulla
(presunta) difficoltà della sua gestione spazzano i dubbi. «Per la
Roma sogno il meglio», dice. Ma
una cosa è certa: il girone di ritorno della Roma corre il rischio di
diventare un processo al suo capitano che, a 38 anni, ha ancora
voglia di fermare il tempo.
ACCUSA Ma Roma è citta di sentenze, basandosi su numeri taglienti. Dopo il giro di boa del
campionato la squadra, con Totti
in campo, ha messo insieme solo
9 punti (su 27 a disposizione),
frutto di una vittoria, 6 pareggi e
2 sconfitte. In sua assenza invece
i punti sono stati 11 (su 15), frutto di 3 vittorie e 2 pari. Non solo.
Negli ultimi match si è notato come Pjanic si sia giovato dell’assenza del capitano e così ieri Garcia – dovendo ridisegnare la
squadra per il forfeit di Keita – ha
scelto Doumbia al posto di Totti.
Domanda: ma la sua è una giubilazione di fatto, magari antica-

1

● il punto a partita, in media,
fatto dalla Roma con Totti in
campo, nel girone di ritorno:
9 punti in 9 partite, frutto di una
vittoria, 6 pareggi e 2 sconfitte

2,2

● la media punti a partita della
Roma, senza Totti in campo,
nel girone di ritorno: 11 punti
conquistati su 15 disponibili,
frutto di 3 vittorie e 2 pareggi

mera a un mancato rinnovo di
contratto nel 2016? Non crediamo. Innanzitutto perché davanti
non sono al top (Ljajic ha problemi, Doumbia e Ibarbo sono ancora modesti) e poi perché del suo
futuro si parlerà solo avanti.
DIFESA Ovvio che a Totti dispiaccia questo clima. Se nel ritorno il dati sono impietosi, nell’andata invece il bottino era stato di 8 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte (28 punti su 42 disponibili:
media di 2 a match). Il senso del
suo pensiero è questo: fra Coppe
e campionato, per via della mo-

Marco Calabresi
Francesco Oddi

LAZIO

(4-3-3)

ROMA

ROMA

(4-3-3)

U

1Col capitano in campo, la Roma

Massimo Cecchini

13

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Francesco Totti, 38 anni, ha segnato 6 reti in questo campionato TEDESCHI

destia di chi lo ha affiancato, gli è
stato chiesto un super-lavoro che
ha finito per spremerlo. Altro capitolo il rinnovo. Totti dice: quando mai io ho deciso da solo una
cosa del genere? È stato sempre
fatto in accordo col club e fra un
anno sarà ancora una volta così,
parlando direttamente con Pallotta, con cui sul tema c’è un feeling particolare per via anche del
merchandising. Non basta. Il capitano sarebbe ben lieto che arrivassero campioni, e con loro andrebbe volentieri in panchina. In
passato, anzi, gli è stato chiesto di
chiamarli per convincerli ed è
pronto a rifarlo. Non è un caso
perciò che ieri abbia scritto:
«Dobbiamo centrare il 2° posto...
Ciascuno di noi dovrà mettere da
parte opinioni sulla stagione sino
alla fine. Processi e decisioni rimandiamoli a giugno. Giocare mi
fa chiaramente piacere, però valuto le cose al di là della mia presenza: mi sento di dare un contributo tanto da dentro, quanto fuori dal campo. Voglio chiarire una
cosa: io non ho mai chiesto di
cambiare il mio contratto. Per la
Roma ho sempre desiderato e sognato il meglio, ma il rispetto verso tutti è importante e non deve
mai mancare». Un appello che
difficilmente sarà ascoltato.
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GUAI ALLA CAVIGLIA

Lo specialista
a Pjanic: basta
infiltrazioni
● È noto come nelle ultime
settimane Miralem Pjanic
stia stringendo i denti per via
dei problemi ai tendini della
caviglia destra. A Trigoria si
dice che lo stesso Garcia gli
abbia chiesto un sacrificio
sottoponendosi anche a
infiltrazioni pur di essere
utile alla causa che si chiama
Champions League. Il
bosniaco ha risposto
«obbedisco», ma ha chiesto e
ottenuto un consulto
olandese col professor
Cornelis Van Dijk, lo stesso
che ha operato Strootman e
tanti altri calciatori.
L’olandese gli ha
raccomandato di limitare al
minimo le infiltrazioni per
evitare che il piede perda di
sensibilità, ma il punto
definitivo si farà a fine
stagione. Non è escluso che
Pjanic possa anche operarsi
per una operazione di
ripulitura dei tendini.

no, Antonio Sanabria,
è nato e cresciuto in
Paraguay anche se si è
affermato in Spagna; l’altro,
Christopher Oikonomidis,
arriva da Sydney anche se ha
il padre greco. Eppure, le
due gioie più grandi le hanno vissute entrambi in Germania, nello stesso stadio, il
Fritz Walter di Kaiserslautern. Sanabria ci ha esordito
con la nazionale maggiore,
Oikonomidis è andato per la
prima volta in panchina, entrando nella successiva amichevole dei Socceroos, in
Macedonia. E Sanabria, quest’anno, in Germania ha segnato pure due gol con la
maglia della Roma, al
Bayern Monaco in Youth League: nelle prime 7 apparizioni in Primavera segnò solo quel giorno, in una partita
poi persa 3-2. Si è ripetuto in
campionato, tripletta in Roma-Frosinone: 10 partite, ha
segnato solo in due, pure se
ne ha fatti cinque, come a dire che la classe c’è, la continuità vediamo. Segnasse oggi, avrebbe indulgenza plenaria: la Roma parte dall’1-0
firmato Verde dell’andata,
con un gol in trasferta De
Rossi avrebbe in tasca la sua
seconda Coppa Italia, dopo
quella del 2012.
DIFFERENZE Oikonomidis,
invece, è considerato solo un
fuoriquota per la Primavera,
chiamato da Pioli per le
emergenze: quest’anno è
successo cinque volte (tre in
campionato e due in Coppa
Italia), ma mai un minuto in
campo. A Sanabria è andata

TV ore 18.15 Rai Sport 1 ANDATA 0-1
ARBITRO Rapuano di Rimini
All. S. Inzaghi
2
POLLACE

1
GUERRIERI
5
MATTIA

10
MURGIA
7
PALOMBI

6
PRCE
4
PACE

3
SECK

8
VERKAJ

9
11
TOUNKARA OIKONOMIDIS

7
FERRI

22
SANABRIA

11
VERDE

8
PELLEGRINI

6
MACHIN

10
D'URSO

3
5
4
2
SAMMARTINO CAPRADOSSI CALABRESI PAOLELLI
All. A. De Rossi

1
MARCHEGIANI
CENTIMETRI

meglio: due presenze, per 33’
complessivi con Cagliari (quando Verde partì titolare) e Parma. Diverso, tra i due, è soprattutto il costo dei cartellini: la
Roma per Sanabria (che ha giocato la seconda parte della scorsa stagione nel Sassuolo, 2 presenze), ha già sborsato 4,9 milioni al Barcellona – con eventuali bonus si potrebbe arrivare
a 12 –, mentre Oikonomidis è
arrivato a Formello nell’estate
del 2013 dopo essersi svincolato dall’Atalanta. Al momento,
però, nel derby dei trofei vinti
Oikonomidis batte Sanabria
2-0 (Coppa Italia e Supercoppa,
in cui Chris ha anche segnato il
gol decisivo). Oggi allunga la
Lazio o accorcia la Roma?
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CAMPIONATO Nel weekend si gioca
la terzultima giornata di regular season.
OGGI: Pro Vercelli-Fiorentina (Girone A,
ore 15); Perugia-Milan (Gir. B, ore 12). Domani il resto del programma.

IL PROGETTO

Il Colosseo di Pallotta? Dove trottava Varenne
1Viaggio nel sito di Tor di Valle: qui non prima

1

2

del 2018 sorgerà il nuovo stadio dei giallorossi
L’architetto Meis: «Acciaio, vetro e travertino»

Alessandro Catapano
ROMA

D

al centro del campo, dove
un tempo trottava e vinceva pure Varenne — oltre
che i Soldatino, King e D’Artagnan di Febbre da cavallo — lo
sguardo arriva alla cupola di San
Pietro e Paolo, il punto più alto
del quartiere, proprio dove viveva Pasolini. Poco più in là, la sagoma inconfondibile del Palazzo
della Civiltà del Lavoro, che i romani chiamano affettuosamente
Colosseo quadrato. Fellini ci passava giornate intere, e ci girò alcune scene de La dolce vita. È il
monumento simbolo dell’Esposizione universale di Roma, un’antesignana dell’Expo, che nel
1942 avrebbe dovuto celebrare il
trionfo dell’architettura fascista,
versione metafisica dell’antica
Roma, prima che scoppiasse la
guerra. In questo pezzo di terra
bagnata dal Tevere, sulla direttrice che porta all’aeroporto di
Fiumicino ma ad un passo dalla
città, proprio dove allora la capi-

tale cominciò a espandersi verso
il mare, (un) domani sorgerà lo
stadio della Roma, avveniristico
per materiali e sicurezza ma ispirato proprio a quell’antica romanità: «Un Colosseo moderno, in
acciaio e vetro, ma con parti delle tribune costruite in travertino», rivendica con orgoglio Dan
Meis, l’architetto venuto da una
cittadina del Colorado per disegnare un’opera da un miliardo e
mezzo di investimenti.
AMBIZIONI Ecco, rispetto alle
velleità di espansione che generarono l’Eur, non si pensi ad ambizioni tanto più piccole. Anzi, in
questo primo giro concesso alla
stampa, in cui ci accompagnano
il Ceo del progetto Mark Pannes,
texano di Austin, e il d.g. romanista Mauro Baldissoni, camminiamo su un’area di 54 ettari. Benvenuti a Tor di Valle. Scelta tra
120 proposte, preferita dopo
l’ultima scrematura alla Palmiro
Togliatti e a Torre Spaccata, a lavori completati ospiterà uno stadio da 52.500 posti estendibili a
60mila, concepito per calcio e

3

● 1 Trivella in azione per eseguire i carotaggi
● 2 A colloquio con Baldissoni sotto la tribuna
dell’ippodromo ● 3 Lo stadio come dovrebbe essere

concerti; cinque campi di allenamento nei quali si trasferirà la
prima squadra, mentre Trigoria
diventerà, nelle migliori intenzioni, una versione romana de La
Masia di Barcellona; una cittadella dell’intrattenimento, denominata Convivium, che farà da
collante tra la zona sportiva e il

centro direzionale, in cui sono
previste tre torri di 200 metri disegnate dall’archi-star Libeskind, effetto della compensazione edilizia (non residenziale,
of course) che il costruttore Luca
Parnasi, partner di Pallotta, piazzerà ai migliori offerenti. I numeri sono impressionanti: 3.000

RPrevisti 320

milioni di opere
pubbliche. Il Ceo
Pannes: «Superiori
alle nostre attese»

posti di lavoro e 400 milioni il costo solo per lo stadio. Quando il
progetto, a cui lavorano 30 persone e un paio di grandi multinazionali dell’edilizia, sarà stato
completato e avrà ottenuto l’ultima autorizzazione, prima che
partano le costruzioni, fissate ottimisticamente a fine anno, dalle
tasche di Pallotta, Parnasi e partner saranno usciti già 55 milioni.
GLI OSTACOLI Sono almeno tre:
le opere pubbliche richieste dal
Comune tra prolungamento della metropolitana, svincoli stradali e ponti pedonali, del valore
complessivo di circa 320 milioni,
per ammissione di Pannes «superiori alle nostre proposte iniziali»; il denaro (di difficile reperimento) e i tempi necessari a
completarle (senza, lo stadio
non otterrà l’agibilità); i passaggi burocratici ancora da fare, prima in Comune, dove attendono
il progetto esecutivo entro il 15
giugno, poi in Regione (ma Pallotta si è portato avanti con il Governatore Zingaretti). Perciò, tra
autorizzazioni e collaudi, «lo stadio — ammettono Pannes e Baldissoni — non sarà pronto prima
dell’estate 2018», sempre che nel
frattempo non intervengano i tipici ritardi italici. Totti, se va bene, avrà 42 anni.
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14

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A R

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

A TU PER TU CON...

15

CONTENUTO
PREMIUM

L'IDENTIKIT

HA DETTO

GIAN PIERO
GASPERINI
NATO IL 26 GENNAIO 1958
A GRUGLIASCO (TO)
RUOLO ALLENATORE
EX CENTROCAMPISTA

Gian Piero Gasperini nasce come
giocatore nelle giovanili della
Juve con cui fa un’apparizione in
prima squadra in Coppa Italia.
I suoi momenti migliori sono il
quinquennio al Palermo in B e
quello al Pescara promosso in A.
Nel suo curriculum ci sono
Reggiana, Cavese, Pistoiese,
Salernitana e Vis Pesaro.

MI PARAGONA AGLI
SPAGNOLI, MA I
TECNICI ITALIANI
SONO PIÙ BRAVI
SU IAGO FALQUE
CENTROCAMPISTA DEL GENOA

IN PANCHINA
Anche come allenatore inizia
nelle giovanili juventine nel 1994.
Nel 2003 debutta su una
panchina «pro» guidando il
Crotone dalla C1 alla B. Nel 2006
fa il primo passaggio al Genoa
dove rimane tre anni e mezzo
ottenendo subito la promozione
in A. Il salto all’Inter è datato
2011 ma dura solo tre mesi.
L’anno dopo è al Palermo,
subentrato ed esonerato. Nel
2013 torna al Genoa da Preziosi.

Gasperini
«PREZIOSI, VENDI
TANTI GIOCATTOLI
MA LASCIAMI
STARE QUESTO»
L’INTERVISTA di FILIPPO GRIMALDI
GENOVA

T

anto per capire: Gian Piero Gasperini aveva
quattro mesi di vita quando il Genoa di Abbadie e Barison conquistò l’ultimo successo
rossoblù in casa del Milan, prima della vittoria di
due giorni fa del tecnico di Grugliasco. In mezzo,
57 anni e 23 partite del Grifone a San Siro. E’
proprio cambiata la prospettiva. Per anni il Genoa ha scrutato l’orizzonte della Serie A navigando a vista. Ora non più. È salito in cima alla Lanterna, e da lì appare tutto diverso. «Nelle ultime
stagioni ci era già sembrato un buon risultato
portare via un pareggio da Milano. Stavolta, invece, c’era la sensazione di poter interrompere
questo lungo digiuno. In casa avevamo battuto i
rossoneri, ma là ha un sapore tutto diverso. Sembra che sia stato tutto facile, ma due settimane
prima i rossoneri hanno pareggiato il derby e ad
Udine erano segnalati in crescita».
Altra differenza: un Genoa abituato per lungo tempo a guardarsi alle spalle ed ora invece proiettato
sulle prime della classe. Strana sensazione.
«Questa è veramente una bellissima stagione.
Vorrei fermare questo momento e farlo durare il
più possibile. Intorno a noi c’è di nuovo entusiasmo, fra i giocatori si avverte serenità, abbiamo
un obiettivo importante a cui puntare, ma senza
stress. Nel gruppo di testa, quelli con la testa più
libera siamo noi. Si è visto anche sul campo. Certe giocate ti riescono solo sei leggero».
La proprietà commutativa secondo Gasperini:
cambiando gli uomini, il risultato resta uguale. La
gara con il Milan insegna.
«Mercoledì una delle soddisfazioni più grandi è
stata proprio questa: rispetto all’incontro con il
Cesena, pure quello giocato molto bene, sono entrati Tino Costa, Bergdich, Niang, Edenilson e Izzo. Cinque giocatori di movimenti su dieci equi-

valgono a mezza squadra. In totale, quindici elementi utilizzati nelle ultime due partite. Hanno
portato energia e qualità, è la prova di quanto la
rosa sia di nuovo quadrata, anche se l’infortunio
di Perotti resta una perdita grave».
Uno spogliatoi maledettamente compatto.
«Una novità assoluta rispetto al passato, anche
per il sottoscritto. In altri tempi il Genoa aveva
potuto contare su un nucleo preciso intorno a cui
ruotava tutto il resto. Da Juric a Milanetto, da
Criscito a Biava, da Milito a Sculli, da Mesto a
Bocchetti, che abbiamo rivisto l’altra sera, con
Marco Rossi su tutti. Qualche giorno fa ho contato quanti elementi io abbia allenato da quando
sono tornato qui, nell’ottobre 2013: 59 in meno
di un anno e mezzo. Solo cinque di quelli che
avevo trovato sono ancora qui. Quest’anno
non ci sono solo buoni giocatori, ma anche
uomini con valori umani importanti. E il nucleo è sudamericano. Da loro è arrivata questa impronta. Burdisso è straordinario, ma
anche Tino Costa, Roncaglia, Perotti e Rincon
hanno cementato il gruppo. Pure nelle piante,
quando fai un innesto, il tronco cresce più forte dell’originale. Ci hanno seguito tutti sul piano atletico e tattico, è la mia soddisfazione più
grande, al di là dei risultati. Spero davvero che il
presidente Preziosi possa mantenerlo tale. E’ un
valore non legato agli investimenti».
Permette una battuta? Se lei voleva mettere in difficoltà il presidente (con un occhio fisso al bilancio) sul futuro, ci sta riuscendo.
«Guardi che pure Preziosi la pensa come me...».
Gasp l’alchimista s’è superato. Ha rimesso a nuovo
gente come Perotti, Iago, Niang...
«Noi abbiamo continuato a guardare dietro per
un po’, ora non più. Gennaio è stato strano: partito Pinilla, si sono fatti male Matri e poi Perotti,
eppure abbiamo trovato soluzioni alternative,
per esempio con Fetfatzidis. Ma è stato doloroso

Gian Piero
Gasperini, 57
anni, davanti
alla curva Sud
genoana ANSA

IL SUO INFORTUNIO
PER LA NOSTRA
SQUADRA E’ UNA
PERDITA GRAVE
perdere chi è passato di qui: Sturaro, Antonelli,
Rosi, Greco, Antonini... Abbiamo ricominciato,
ma è sempre un rimescolamento. Con i giocatori
passati dal Genoa in questi anni, avremmo potuto
allestire una squadra da Champions. Spero proprio che si vendano sempre più giocattoli e sia
così possibile crescere ancora. Attenzione: lo dico
dando tutti i meriti del caso a Preziosi, che ha
saputo scegliere bene i giocatori. Credo comunque che sia difficile fare meglio di quest’anno.
Abbiamo approfittato di qualche situazione, ma
rimangono una disparità economica e mediatica
folli. Obiettivamente, si è parlato poco di noi e
troppo di chi ci sta dietro da mesi».
Iago l’ha definita un allenatore spagnolo, per la
sua ricerca continua del risultato abbinato al bel
gioco.
«Apprezzo il complimento, per certe squadre spagnole è così, come una allenata da Ancelotti... A
me piace la mentalità spagnola, ma credo che i
tecnici italiani siano più bravi».

SU DIEGO PEROTTI
ATTACCANTE DEL GENOA

CONTRO IL MILAN,
COME ALTRI
COMPAGNI,
HA DATO QUALITA’
SU M’BAYE NIANG
ATTACCANTE DEL GENOA

Si è ricreato un rapporto solido con la piazza.
«I genoani sono sempre stati esigenti, ma un conto è spingerti a fare sempre meglio, un’altra è
rimpiangere ciò che non hai fatto. Prima prevaleva questa minoranza, ora sento di nuovo canti e
cori. I brusii ci sono, ma sommersi. Il Genoa deve
essere gioia ed entusiasmo».
Lei guarda oltre fine contratto, nel 2016?
«Godiamoci questo momento, apprezziamolo insieme. Ricordo un detto: “La ragione prevale sul
cuore, ma il cuore ha delle ragioni che la ragione
non conosce”».
Lei ha detto: «Giudicato incapace da tanti incapaci»: la ferita dell’Inter resta aperta.
«Un’esperienza dolorosa. Ho iniziato ad allenare
ragazzini di dodici anni e mi sono guadagnato
ogni categoria con i risultati. Ho dovuto vincere
la B per andare in A ed andare in Europa League
con il Genoa per arrivare all’Inter. Si può essere
criticati, ma là è stata una cosa che ti devasta, ti
annulla, come allenatore e come uomo.
Un’esperienza durissima: l’unico modo di rispondere è lavorare, ma non ne ho avuto la
possibilità. Mi spiace, perché poi è stata invece
data a Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri. Io, alla
terza settimana di campionato, ero già fuori. Uno
stop molto brusco. Fui accolto con entusiasmo,
ma subito bocciato nella mia idea di calcio. Per
fortuna sono ripartito dal Genoa».

CON LUI AL GENOA
SONO PASSATI
TANTI GIOCATORI
DA CHAMPIONS
SU ENRICO PREZIOSI
PRESIDENTE DEL GENOA

Genoa e Samp in paradiso. La città può supportare due club in Europa?
«Economicamente non saprei, ma consideriamo l’entusiasmo della piazza. Il calcio delle due
squadre genovesi dimostra che, nonostante la
crisi, qui si può lavorare bene».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL TECNICO DEL GENOA: «VORREI
FERMARE IL TEMPO, È UNA STAGIONE
STUPENDA. L’INTER? NON HO POTUTO
LAVORARE, GLI ALTRI L’HANNO FATTO»

16

Serie A R Il futuro

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

CONFIDENTIAL

Zenga si confessa:
«Io, Modì, i musei
e... Caniggia»

IL PROFETA CHE RISOLVE
Anderson Hernanes, 29 anni, è tornato titolare in Verona-Inter 0-3
dell’11 aprile scorso. Per lui, finora, 3 gol in campionato ACTION

IL «BIMBO» CHE CRESCE
Mateo Kovacic, 20 anni, ultimamente titolare nel derby e nella vittoria
a Udine. al momento ha segnato 5 gol in A e 3 in Europa League AFP

Hernanes-Kovacic, rieccoli
Ma ne resterà soltanto uno

1 L’ Inter gode per il rilancio dei due trequartisti. La caccia a Touré,

però, porterà a scegliere chi andrà via. E Shaqiri è diventato un rebus
Matteo Dalla Vite
MILANO
@Emmedivu

C

hi ci sta rimettendo di più
è il genio della lampada,
Xherdan Shaqiri. Non
gioca più, e in questo non giocare più ha visto decollare l’Inter.
Magari domenica toccherà a
lui. Oppure no: sarebbe la quinta panchina di fila. Tutta «colpa» di due esplosioni, una fragorosa e l’altra più attutita ma
attesa da tempo: quelle di Hernanes e di Kovacic.
L’OBBLIGO E LE DOMANDE Shaq
si interroga perché è venuto all’Inter per giocare e a giocare
piace a tutti. «Sento cose strane
su Shaqiri - ha detto più volte
Mancini - ma ogni giocatore arrivato a gennaio a un certo punto ha per forza situazioni di ambientamento da perfezionare».
Giusto. Quello di Shaqiri non è
un caso. È un mini rebus, oppure uno stop&go lunghino: perché quell’obbligo di riscatto è
come se fosse fatto e lui resterà
a Milano. «L’accordo con i nerazzurri dura fino al 2019», ha
detto a Blick il fratello procuratore Erdin. Resta il fatto che
adesso, da trequartista, parte il
Profeta e che il 4-2-3-1 per il
quale lo svizzero era arrivato

viene spalmato solo in caso di
necessità di assalti. E a Shaq,
per ora, non resta che attendere. Pur facendosi domande.
VETRINA, PROFETA, PSG Già,
perché adesso le... risposte le
sta dando tutte Hernanes, migliore in campo da 4 partite. Sarà il suo amico mental coach
Sandro Corapi, sarà la fiducia o
cos’altro, ma non c’è dubbio che
gli stia riuscendo tutto e anche
molto bene. Conseguentemente, oggi, il Profeta (che con Zanetti sarà all’apertura EXPO) ha
riattivato il proprio valore: ora
è decisamente un altro rispetto
a quello che veniva giudicato
non adeguato ai 20 milioni spesi. Perché Hernanes, in fondo,
si è messo in vetrina da solo:
Mancini ne ha capito lo stato di
forma e lo ha rilanciato. C’è chi
ha ipotizzato il Profeta come osservato dal Psg che a centrocampo qualcosa farà. Ed è stato
accostato all’interesse (antico)
dell’Inter per Lavezzi, anche se

RPer le fasce, dopo

Zukanovic, idee
Sala (Verona) e
Masuaku. Ieri altro
contatto per Yaya

Hernanes ha detto: «Non me ne
andrò prima di aver vinto».
MATEO, TOURE’ E DYBALA Eppure i rumors dicono quanto segue: per arrivare a Yaya Touré
(e magari pure a Thiago Motta,
visto che è sfumato Toulalan)
serve un’uscita pesante. E quella eventuale di Handanovic potrebbe non bastare considerando le mire offensive su Dybala
(offrendo milioni e 2 giovani:
Bardi e Crisetig?). E allora, ecco
che l’altro target inseguito da
mezza Europa è quello di Kovacic: «Ha cambiato la gara contro la Roma», ha detto Mancini;
si è guadagnato il rigore (e non
solo) a Udine. Lo hanno accostato a Liverpool e Barça. Nel
frattempo anche ieri, dopo 3 incontri già avvenuti, l’Inter si è
sentita con l’agente di Touré
perché la fase preparatoria per
l’assalto finale (quadriennale
farcito di bonus) è basilare in
attesa del prezzo ultimativo che
il City darà a fine Premier.

LA STRIGLIATA

Mancini alla
squadra: «Mai
più 35’ così»

A DESTRA PIACE SALA In tutto
questo, prosegue lo scouting
per la due fasce: bloccato Zukanovic, sondato Masuaku
(Olympiacos, per Taider) e piace Jacopo Sala, laterale destro
gialloblù che in Verona-Inter
impressionò i nerazzurri.

● APPIANO GENTILE (m.d.v.) I
silenzi di martedì sera e
mercoledì mattina hanno
caricato ancor più il discorso che
Roberto Mancini ha fatto ieri alla
squadra. Quei 35’ finali
giocherellati avevano mandato su
tutte le furie il tecnico per aver
rischiato il 2-2 pur avendo la
superiorità numerica, cosa già
avvenuta e non sfruttata nel ko
contro la Fiorentina. Quando
Mancini ha radunato tutti per
cinque, franchissimi, minuti, la
rabbia non gli era ancora
passata e il discorso alla squadra
ha avuto potere abrasivo e
persuasivo. «Non voglio che
succeda mai più una cosa del
genere» ha sostanzialmente
detto. E ha ribadito che se i primi
55’ sono stati da Grande, ecco
che quel finale rischiava di
buttare mesi di lavoro in maniera
inaccettabile. La chiosa del
tecnico è stata un ammonimentoamarcord: guai ad affrontare il
Chievo come è successo col
Parma. Quella Pasqua lavorativa
non va dimenticata.

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Walter Zenga, 55 anni, durante l’intervista su GazzettaTv

Paolo Condò

L

a moglie di Walter Zenga, Raluca - donna bellissima - è un’orientalista che parla otto lingue e
prima di sposarsi non aveva
alcuna cognizione del gioco
del calcio. «Confidential»
vuol dire potersi permettere
il privilegio di dire a Walter
«non proprio il tuo tipo...»
senza farsi mandare al diavolo, che per un interista viscerale come lui è davvero
la peggiore delle destinazioni. Raluca è romena, Walter
l’ha conosciuta nel lungo
periodo vissuto a Bucarest.
La prima volta in cui la portò a Milano la coppia avrebbe meritato una telecamera
dedicata ventiquattr’ore su
ventiquattro. «Eravamo in
albergo, domenica mattina,
a San Siro di pomeriggio
c’era Inter-Reggina, le faccio “Amore...“. Lei mi blocca: “Pensa che fortuna, c’è
una mostra di Modigliani,
questo pomeriggio la andiamo a vedere”. Sappiamo
tutti che nella fase della luna di miele noi maschietti
siamo un po’, come dire...».
Arrendevoli. «Ecco, arrendevoli. Fu così che una domenica milanese, con l’Inter
in campo a San Siro, me ne
andai a una mostra di Modigliani. Ma per amore si fa
anche questo».
MEMORIA STORICA Ci sono
ex giocatori che ricordano a
stento le loro partite più importanti. Walter Zenga è del
tipo opposto: una miniera
di aneddoti, in gran parte
esilaranti, su una carriera
vissuta molto fast e in qualche occasione pure furious.
La nona puntata di «Confidential», in onda stasera al-

le 21.05 sul canale 59 di GazzettaTv, è innanzitutto molto
divertente («Mentre guardavamo i quadri sentivo alle mie
spalle uno che diceva alla moglie “no, non può essere Zenga,
gli assomiglia solo”»). Poi si
parla di storia d’Italia, sia pure
calcistica. E arriva un’ammissione inedita... «Che rapporto
ho con il gol di Caniggia? Quello che si ha con le cose che vengono tramandate in maniera
sbagliata... È vero che il mio fu
un errore, ma di lì a dire che
abbiamo perso il Mondiale per
colpa mia... Calmini, eh! Non
diciamo cazzate. Per colpa mia
abbiamo soltanto pareggiato
una semifinale». Zenga ha ragione, quella sera sbagliò anche chi non riuscì a portare
l’Italia su un più sicuro 2-0 dopo il vantaggio di Schillaci e
sbagliarono Donadoni e Serena che si fecero parare i rigori
da Goycoechea, decretando la
fine del sogno mondiale di Italia 90. E in ogni caso, se avessimo passato la semifinale ci sarebbe stata da sbrigare la pratica non proprio scontata di una
finale contro la Germania. Detto questo, però, Walter non
aveva mai ammesso esplicitamente l’errore nell’uscita su
Caniggia: molti giri di parole,
ma l’orgoglio - che in lui trabocca - l’aveva sempre tenuto
un passo al di qua. Grazie per
aver varcato quella frontiera
con noi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONDO’ CONFIDENTIAL
STASERA
ALLE 21,05

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Compleanno R L’ex campione interista

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

LA FESTA
2

3

● 1 A destra, Luisito Suarez accanto a Mario Corso: sulla maglia c’è lo
scudetto conquistato con l’Inter nel ‘63. 2 Suarez, in basso a destra, con
la coppa Campioni 3 Contempla il Pallone d’oro vinto nel 1960 col Barça

«DI STEFANO MEGLIO
DI PELE’ E MESSI
PIRLO IL MIO EREDE»
IL RACCONTO di NICOLA CECERE

M

i trovo a Barcellona ma il compleanno
lo festeggio a Milano di sicuro... Sono
ancora l’unico spagnolo ad aver vinto il
Pallone d’Oro e nel 1960 giocavo nel Barça...
Così ho deciso di donare questo trofeo al museo
del club che festeggia i trent’anni. In cambio mi
hanno dato una maglia numero 10 col mio nome e non quello di Messi... Cedendomi all’Inter
di Angelo Moratti per circa 300 milioni di lire il
Barcellona riprese la costruzione del nuovo stadio iniziata nel 1957 ma poi fermatasi per mancanza di fondi: dico, almeno un anello, una tribuna chiamata Luisito Suarez.... Non so a quanti euro ammonta una cifra del genere, ricordo
bene però che a Milano, negli anni interisti,
ascoltavo una canzone il cui ritornello diceva
“Se potessi avere mille lire al mese”». Luis
Suarez Miramontes, sublime regista della
Grande Inter, spegne domani ottanta candeline. Vedendolo di persona o in tv dove viene
spesso invitato, sembra ancora quell’elegante
giovanotto che a testa alta pennellava lanci di
cinquanta metri per lo scatto di Jair o di Mazzola. Per dare ai giovani un’idea, lo accosteremmo a Pirlo. Giusto?
COME PIRLO «Sì, è quello che più si avvicina
alle mie caratteristiche per visione di gioco,
la capacità di smarcarsi, la precisione dei

lanci. Lui fa gol soprattutto su punizione, io avevo uno scatto breve che mi permetteva di segnare su azione, ma alcune doti sono simili. Non i
guadagni, purtroppo: noi stavamo bene ma non
è possibile il minimo paragone con i campioni
di oggi. Che giocano un calcio più frenetico e
dispendioso ma dove le marcature sono più larghe: i difensori della mia epoca ti seguivano pure in bagno. Il calciatore che ho più ammirato è
Alfredo Di Stefano, madridista argentino. Più
completo di Pelé, di Maradona, di Messi: sapeva fare tutto. Un orgoglio succedergli nel Pallone d’Oro».
LA MACELLERIA «Al Barça ci arrivai dal Deportivo la Coruña, la mia squadra di riferimento
essendo io galiziano. La storia è questa. Nel dopoguerra mio padre aveva una macelleria in un
quartiere popolare della città. Io ero nato nove
anni dopo il secondogenito perché mamma desiderava una femminuccia: oh no, il terzo maschio! Coccolatissimo, avevo come principale
occupazione quella di prendere a calci, per strada, un pallone fatto di stracci. Pepinho, il primogenito già si avvicinava alla serie A mentre
Agustin, il secondo, prometteva di più (ma poi
non andrà oltre la B) quando io entrai nell’oratorio di San Tommaso. Ah, finalmente un pallone fatto di cuoio. E poi il biliardino, il
ping-pong... Il paradiso di cui parlavano i sacerdoti non doveva essere troppo diverso».

Suarez

CONTENUTO
PREMIUM
1

● Luisito Suarez
con l’Inter ha
conquistato
3 scudetti,
2 coppe dei
Campioni,
2 coppe
Intercontinentali

17

80
● Suarez compie domani 80
anni. Ha anche allenato l’Inter
tre volte (‘74-75, ‘91-92 e ‘9596), vinto l’Euro Under 21 con
la Spagna nell’86 e guidato la
nazionale maggiore a Italia 90

A MILANO MI VUOLE
HELENIO HERRERA
E MORATTI INVESTE
300 MILIONI DI LIRE,
CON QUEI SOLDI
IL BARCELLONA
COMPLETO’
IL CAMP NOU
IL PROVINO «A furia di giocare, i miei compagni si accorsero che avevo qualità superiori alle loro e mi spinsero a tentare la via del
Depor. Mi selezionarono insieme con altri 25
ragazzini, ci divisero in due squadre, e ci facevano scontrare sul campo vero, cioè allo
stadio prima della partita di serie A. In breve
venni tesserato e inserito nella Primavera
nonostante avessi appena sedici anni. Mingherlino ma tosto, tenace. In carriera non ho
mai alzato la voce con i compagni, credo che
il carisma nasca dall’esempio quotidiano negli allenamenti non dalle urla di spogliatoio».
LA GRANDE INTER «Deportivo, poi subito il
Barcellona con scudetti, coppe varie ma non
quella dei Campioni persa in finale 3-2 contro il Benfica. E soprattutto l’incontro con
Helenio Herrera, allenatore già entrato nel
futuro. Fu lui a volermi a Milano. La sua Inter
poteva contare oltre che su un gruppo di giocatori bravissimi su un presidente eccezionale e su un fine intenditore di calcio quale fu
Italo Allodi. Fra noi si giocava a carte o al
biliardo, i ritiri erano lunghi e spesso esagerati. Però stando tanto assieme una squadra
può far leva anche sulla forza della coesione
sulla volontà comune di arrivare ai traguardi. Nel nostro ciclo incise tanto. Io ero fra i
più esperti ma solo una volta apostrofai bruscamente il giovane Sandro Mazzola, paralizzato dall’emozione prima della finale di
Vienna: “noi andiamo ad affrontare il Real,
se vieni anche tu spicciati che si comincia”».
GIOVANI E DONNE «Ho smesso di giocare a
38 anni dopo tre stagioni nella Sampdoria.
Ero d’accordo per avviare il settore giovanile
ma la società dovette rinviare. Una mattina
ero a Nervi diretto al solito bar per fare colazione quando incontro il presidente del Genoa, Fossati: mi propone di andare da loro. E
così inizio ad allenare sentendomi però un
insegnante in mezzo a dei ragazzi. Avrei dovuto rimanere con i giovani, come dimostra
il titolo europeo vinto con la Under spagnola, non ero portato per gestire una squadra di
calciatori affermati: ai miei occhi certe cose
sembravano facili, non riuscivo a capire che
potessero apparire difficili per i giocatori. La
vita mi riservato molto più di quello che sognavo da bimbo. Ho avuto una moglie spagnola, una italiana, un figlio, Luis jr, al quale
avrei dovuto evitare il supplizio dell’omonimia con relativi paragoni calcistici (ah tuo
padre di qui, tuo padre di là: ha fatto il biologo!) e in vecchiaia mi godo tre nipotine che vivono a Madrid: chissà
mia madre da lassù quanto mi
invidia...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ALLENAMENTO
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18

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Magic +3 R Campionato

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Fiorentina horror
Un’ossessione
lunga undici metri

34a

1Contro la Juve i viola hanno sbagliato il quinto

rigore in campionato su sei tentativi: eguagliato
il record negativo del 1978-79 e del 1996-97

GIORNATA
IL PROGRAMMA
DOMANI ore 18 Sampdoria-Juve
(1-1) ore 20.45 Sassuolo-Palermo (1-2)
DOMENICA ore 12.30 Roma-Genoa
(1-0) ore 15 Atalanta-Lazio (0-3),
Fiorentina-Cesena (4-1), Inter-Chievo
(2-0), Verona-Udinese (2-1) ore 20.45
Napoli-Milan (0-2) LUNEDÌ ore
20.45 Cagliari-Parma (0-0) MERCOLEDÌ ore 15 Torino-Empoli (0-0)

CLASSIFICA
SQUADRE

PT

JUVENTUS
LAZIO
ROMA
NAPOLI
SAMPDORIA
GENOA
FIORENTINA
INTER
TORINO
MILAN
PALERMO
CHIEVO
VERONA
EMPOLI
UDINESE
SASSUOLO
ATALANTA
CAGLIARI
CESENA
PARMA (-7)

76
62
61
56
51
50
49
48
48
43
42
40
40
38
38
36
32
24
24
16

PARTITE

RETI

G

V

N

P

F

S

33
33
33
33
33
33
33
33
33
33
33
33
33
33
33
33
33
33
33
33

23
19
16
16
12
13
13
12
12
10
10
10
10
7
9
8
6
5
4
6

7
5
13
8
15
11
10
12
12
13
12
10
10
17
11
12
14
9
12
5

3
9
4
9
6
9
10
9
9
10
11
13
13
9
13
13
13
19
17
22

63
63
46
59
41
49
46
50
40
46
46
25
41
38
37
39
31
38
31
27

19
31
25
43
36
38
41
39
36
42
48
33
57
42
45
52
46
63
58
62

Giovanni Sardelli
FIRENZE

C

ecchini alla rovescia. Non
bastasse il dispiacere di essere scivolati fuori dalla
zona che porterebbe in Europa, si
è aggiunto il dolore di entrare
nella storia della Fiorentina. Ma
dalla parte meno nobile. Con i 5
rigori sbagliati (su 6 tentativi) in
questo campionato, i viola eguagliano il proprio record negativo
di errori dal dischetto in una sola
stagione di Serie A del 1978-79 e
del 1996-97 (4 errori di Batistuta, uno di Baiano). Mancherebbero 5 giornate per fare anche
peggio.

SOTTO A CHI TOCCA In genere
c’è errore ed errore. Quelli dagli
undici metri viola sono stati invece tutti decisivi. Il primo fu

Rodriguez (sull’1-0 Samp), poi
Gomez (sull’1-0 Parma) e ancora Babacar (sullo 0-0 contro il
Torino), Diamanti (sullo 0-0 con
il Verona) prima del nuovo errore di Gonzalo con la Fiorentina
sotto 2-1 allo Stadium. Nessuna
di queste partite è stata poi vinta
dai viola. Anzi. Esclusa la sfida
con il Toro, terminata poi 1-1, la
formazione di Montella ha perso le altre 4 gare. Impossibile dire come sarebbe finita senza tutti quegli errori. Sicuramente
meglio di così. Il prossimo chi lo
tirerà? Ancora Gonzalo, qualora
dovesse sentirsela. Altrimenti,
tocca a Pizarro.
NUMERI GIÙ, GIOCO SU La
quarta sconfitta consecutiva in
campionato non può far piacere.
Allarma anche il dato delle reti
subite. Dieci nelle ultime 4 sfide,
41 in totale. Solo il Milan (con 42)

ha fatto peggio delle squadre nella parte sinistra della classifica. E
anche avere il miglior marcatore
in campionato (Babacar) fermo a
7 gol non è il massimo. In Europa
la Fiorentina vola, in A serve un
cambio di marcia. Il calendario
pare aiutare con Cesena, Empoli,
Parma, Palermo e Chievo nelle ultime 5. Ma le partite vanno vinte
sul campo. Per questo dopo la
sconfitta di Torino i giocatori si
sono ripromessi di fare 15 punti
per tornare in Europa. Probabilmente ne basterebbero 13. Ma
perdere il treno sarebbe gravissimo. Quando la Fiorentina mette
in campo tutto il proprio potenziale l’impressione reale è che se
la possa giocare con tutte. Compreso il Siviglia, dominatore di
molte delle ultime edizioni dell’Europa League. Dovrà farlo anche in campionato. Da subito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

DOMENICA ore 15 a Firenze
STADIO Franchi
Andata 4-1

1
1.30
23. PASQUAL
1. NETO

X
2
5.25 10.00

PREZZI da 10 a 130 euro
TV Sky Calcio 3 HD; Premium Calcio 3

19. BASANTA
20. BORJA VALERO

15. SAVIC

72. ILICIC

7. PIZARRO

40. TOMOVIC

CHAMPIONS PRELIMINARI DI CHAMPIONS
EUROPA LEAGUE RETROCESSIONI

92. DEFREL

9. GILARDINO
5. BADELJ
18. DIAMANTI

7. CARBONERO

11. BRIENZA

24. PERICO

9. A. RODRIGUEZ

PROSSIMO TURNO
SABATO 9 MAGGIO, ore 18
UDINESE-SAMPDORIA
JUVENTUS-CAGLIARI
MILAN-ROMA ore 20.45
DOMENICA 10 MAGGIO, ore 15
CHIEVO-VERONA ore 12.30
CESENA-SASSUOLO
EMPOLI-FIORENTINA
PALERMO-ATALANTA
PARMA-NAPOLI ore 18
LAZIO-INTER ore 20.45
LUNEDI’ 11 MAGGIO, ore 20.45
GENOA-TORINO

19

34. CASCIONE

(2-2)
(3-1)
(0-0)
(1-0)
(1-1)
(1-1)
(3-3)
(0-2)
(2-2)
(1-2)

MARCATORI
20 RETI Tevez (2, Juventus).
18 RETI Icardi (4, Inter); Toni (3,
Verona).
16 RETI Menez (8, Milan).
15 RETI Higuain (3, Napoli).
13 RETI Dybala (3, Palermo);
Quagliarella (3, Torino).
12 RETI Klose (Lazio); Gabbiadini
(Napoli; 7 nella Sampdoria); Di Natale
(Udinese).
11 RETI Callejon (Napoli); Berardi (6,
Sassuolo).
10 RETI Maccarone (1, Empoli); Iago
Falque’ (2, Genoa); Felipe Anderson
(Lazio).
9 RETI Mauri (Lazio); Eder (1,
Sampdoria); Thereau (Udinese).

49
PUNTI

25. CAPELLI
5. GIORGI
15. KRAJNC

FIORENTINA
4-3-3

33. RENZETTI

PANCHINA 12 Tatarusanu, 4 Richards,
38 Rosi, 28 Alonso, 6 Vargas, 10 Aquilani,
14 M. Fernandez, 16 Kurtic, 17 Joaquin,
29 Bernardeschi, 74 Salah, 33 M. Gomez.
ALLENATORE Montella.
BALLOTTAGGI nessuno.
SQUALIFICATI Go. Rodriguez (1).
DIFFIDATI Basanta, M. Gomez, Kurtic, Diamanti, Neto,
Borja Valero.
INDISPONIBILI Babacar (40 giorni), Rossi (30), Lezzerini (15).
ALTRI Rosati, Lazzari, Bagadur, Lupatelli, Octavio, El Hamdaoui.
DRITTE SÌ Gilardino NO Savic

30. AGLIARDI

24
PUNTI

CESENA
4-3-1-2

PANCHINA 1 Leali, 81 Bressan, 2 Nica,
14 Volta, 8 De Feudis, 23 Tabanelli,
26 Mudingayi, 44 Cazzola, 77 Zé Eduardo,
18 Djuric, 19 Succi, 32 Moncini.
ALLENATORE Di Carlo.
BALLOTTAGGI Perico-Volta 55-45%,
Cascione-Mudingayi 55-45%, A. Rodriguez-Succi 55-45%.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI Renzetti, A. Rodriguez, Krajnc.
INDISPONIBILI Marilungo (stagione finita), Pulzetti (20 giorni),
Magnusson (15), Lucchini (da valutare).
ALTRI Yabrè, Dal Monte, Valzania.
DRITTE SÌ Carbonero NO Capelli

Il rigore sbagliato da Gonzalo Rodriguez, 31 anni, della Fiorentina GETTY

QUI CESENA

Carbonero
unica nota lieta
per Di Carlo
● CESENA Un sorriso in
mezzo a un lunghissimo elenco
di rimpianti. Nel 2-2 di
mercoledì sera che di fatto ha
quasi condannato il Cesena di
Di Carlo alla Serie B, spicca il
bellissimo lob di Carlos
Carbonero, che nella ripresa
aveva ribaltato il vantaggio
dell’Atalanta e illuso il popolo
romagnolo, poi gelato
dall’acrobazia di Pinilla. L’ex
River Plate è l’unica nota lieta
dell’ultimo mese dei
bianconeri, a secco di vittorie
da ormai otto turni e incapaci
di vincere uno scontro diretto,
ma comunque trascinati prima
al Bentegodi contro il Verona,
quindi al Ferraris contro il
Genoa e infine al Manuzzi
contro l’Atalanta, da un
Carbonero finalmente
convincente dopo un inverno
complicato. Nell’ultimo mese il
colombiano ha infatti firmato il
50 per cento dei gol del
Cesena (tre su sei), provando
a tenere accesa una fiammella
che mercoledì sera si è
praticamente spenta
irrimediabilmente. Ma non
certo per colpa sua.
Luca Alberto Montanari

DAMMI IL 5
LE SICUREZZE

GILARDINO
Si è sbloccato col Cagliari, ora
torna titolare: bis col Cesena?

FARIAS
È in forma,
può fare male
al Parma

FLORENZI
Terzino o no,
corre per due
e con qualità

LAZAAR
Girone di
ritorno con
bonus inattesi

HANDANOVIC
Col Chievo in
casa si va sul
velluto?

5 DA PAURA
IL RISCHIATUTTO

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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squadra e di fare i tuoi
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MORATA
Non segna da un po’ in A: la sua
partita sarà quella da ex col Real...

HONDA
Va al
rallentatore,
pure alla Magic

BENASSI
Momento non
felicissimo per
il classe ‘94

DRAME’
Nel ritorno
sono rari i 6 in
pagella...

KARNEZIS
A Verona,
senza mezza
difesa: dura...

20

Magic +3 R Campionato

DOMANI ore 18 a Genova
STADIO Ferraris
Andata 1-1

1
3.10
3. MESBAH
5. ROMAGNOLI
6. DUNCAN

DOMANI ore 20.45 a Reggio Emilia
STADIO Mapei Stadium
Andata 1-2
3. LONGHI

33. BRIGHI

20. PADOIN

9. MORATA

25. BERARDI

76
PUNTI

5. OGBONNA

PANCHINA 30 Storari, 77 Audero,
3 Chiellini, 39 Marrone, 26 Lichtsteiner,
21 Pirlo, 37 Pereyra, 7 Pepe, 11 Coman, 32 Matri,
10 Tevez.
ALLENATORE Allegri.
BALLOTTAGGI Vidal-Pereyra 60-40%,
Llorente-Matri 70-30%.
SQUALIFICATI Evra (1).
DIFFIDATI Chiellini, De Ceglie, Lichtsteiner, Pereyra, Vidal.
INDISPONIBILI Pogba e Rubinho (da valutare), Romulo
(4 giorni), Asamoah (10), Caceres (15).
DRITTE SÌ Barzagli NO Morata

5. JUAN JESUS

28. JAJALO

7. LAZAAR

X
4.50

2
8.00

8. PALACIO

4. MARQUEZ

18. BUBNJIC

1. BIZZARRI

PANCHINA 25 Bardi, 90 Seculin,
20 Sardo, 5 Gamberini, 34 Biraghi,
10 Christiansen, 14 Cofie, 11 Vajushi, 18 Feftatzidis,
19 Botta, 31 Pellissier, 9 Pozzi.
ALLENATORE Maran.
BALLOTTAGGI Radovanovic-Christiansen 55-45%,
Dainelli-Gamberini 55-45%, Izco-Cofie 60-40%,
Schelotto-Biraghi 60-40%.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI Izco, Radovanovic, Zukanovic, Dainelli, Schelotto.
INDISPONIBILI Mattiello (stagione finita), Zukanovic (da valutare).
ALTRI Puggioni, Anderson. DRITTE SÌ Meggiorini NO Frey

27. WIDMER

66. PINZI

19. GUILHERME

PANCHINA 32 Ferrari, 5 Sorensen,
71 Martic, 33 Agostini, 28 Brivio,
30 Campanharo, 20 Christodoulopoulos,
70 Fernandinho, 93 Fares, 7 Saviola,
96 Cappelluzzo. ALLENATORE Mandorlini.
BALLOTTAGGI Marques-Sorensen 70-30%,
E. Pisano-Brivio 60-40%.
SQUALIFICATI Gu. Rodriguez (1), Valoti (1).
DIFFIDATI Martic, E. Pisano, Hallfredsson, Tachtsidis, Greco,
Christodoulopoulos, Jankovic, N. Lopez.
INDISPONIBILI Gollini, Rafael, J. Gomez, Jankovic e Hallfredsson
(da valutare), Ionita (stagione finita) DRITTE SÌ Toni NO Marquez

38
PUNTI

31. KARNEZIS

UDINESE
4-3-1-2

89. PIRIS

L’ANTICIPO DI DOMANI

PANCHINA 22 Scuffet, 97 Meret,
50 Coppolaro, 26 Pasquale, 34 Gabriel Silva,
21 Hallberg, 8 Fernandes, 13 A. Zapata,
94 Aguirre, 9 Perica.
ALLENATORE Stramaccioni.
BALLOTTAGGI nessuno.
SQUALIFICATI Domizzi e Badu.
DIFFIDATI Allan, Heurtaux, Kone, Thereau, Wague, Pinzi.
INDISPONIBILI Wague (10 giorni), Evangelista (15), Heurtaux (7),
Geijo (da valutare).
ALTRI Jadson, Bochniewicz.
DRITTE SÌ Allan NO Bubnjic

L’INIZIATIVA

Sassuolo, dove sta Zaza?
Il centravanti smarrito
contro la star Dybala
1L’attaccante degli emiliani non segna da tre mesi: aspettando

la chiamata Juve, sfida l’argentino, pure lui nel mirino bianconero
Marco Guidi

T

re mesi di buio, dieci presenze senza gol. «Dove
sta Zazà?», si chiedeva
Raffaele Cutolo nella celebre
canzone anni Quaranta. Settant’anni dopo e un accento in
meno, ce lo chiediamo anche
noi. Che fine ha fatto Simone
Zaza? Nella mappa del fantacalcio se ne sono perse le tracce
dal primo febbraio, quando
con un gran sinistro trafisse
Handanovic in Sassuolo-Inter.
Una rete da centravanti della
Nazionale. Ma da allora, scena
muta in area di rigore e qualche tirata d’orecchio di Eusebio Di Francesco. Potessero,
striglierebbero l’attaccante lucano anche molti fantallenatori, perché non solo Zaza ha
smarrito la via del gol, ma in
primavera non vede ombra di
sufficienza. Dieci partite, un
solo 6, abbassato a 5,5 dal solito, immancabile cartellino
giallo. Sono già dieci le ammonizioni in stagione, due in più

6. ALLAN

5. DANILO

40
PUNTI

CHIEVO VERONA
4-4-2 3-5-2

21. FREY

PANCHINA 30 Carrizo, 46 Berni,
33 D’Ambrosio, 55 Nagatomo, 26 Felipe,
54 Donkor, 77 Brozovic, 20 Obi, 27 Gnoukouri,
91 Shaqiri, 11 Podolski, 28 Puscas.
ALLENATORE Mancini.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI Campagnaro, Dodò, Hernanes.
BALLOTTAGGI Kovacic-Gnoukouri 60-40%,
Palacio-Podolski 55-45%, Santon-D’Ambrosio 60-40%,
Hernanes-Shaqiri 60-40%. INDISPONIBILI Dodò e Jonathan
(stagione finita), Andreolli (3 giorni), Campagnaro (da valutare).
ALTRI Bonazzoli. DRITTE SÌ Hernanes NO Juan Jesus

77. THEREAU

3. DAINELLI

12. CESAR

56. HETEMAJ

9. TONI
17. N. LOPEZ
33. KONE

40
PUNTI

PREZZI da 10 a 75 euro
TV Sky Calcio 4 HD; Premium Calcio 4

3. E. PISANO

10. DI NATALE

13. IZCO

48
PUNTI

2
3.45

19. GRECO

24. SCHELOTTO

8. RADOVANOVIC

X
3.55

77. TACHTSIDIS

8. OBBADI
26. SALA

69. MEGGIORINI

PANCHINA 1 Ujkani, 5 Milanovic, 22 Ortiz,
4 Andelkovic, 33 Daprelà, 14 Della Rocca,
15 Bolzoni, 18 Chochev, 25 Maresca, 21 Quaison,
96 Bentivegna, 10 Joao Silva.
ALLENATORE Iachini.
BALLOTTAGGI Jajalo-Maresca 60-40%,
Terzi-Andelkovic 60-40%.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI Vazquez, Dybala, Daprelà, Bolzoni, Morganella.
INDISPONIBILI Makienok ed Emerson (da valutare),
E. Barreto (15 giorni), Morganella (stagione finita).
ALTRI Fulignati, Monteleone. DRITTE SÌ Belotti NO Jajalo

18. MORAS

22. BENUSSI

23. BIRSA

43. PALOSCHI

PALERMO
3-4-1-2

1
2.10

25. MARQUES

88. HERNANES

42
PUNTI

12. G. GONZALEZ

DOMENICA ore 15 a Verona
STADIO Bentegodi
Andata 2-1

10. KOVACIC

13. GUARIN

2. VITIELLO

19. TERZI

PANCHINA 1 Pomini, 79 Pegolo, 20 Bianco,
21 Fontanesi, 27 Benucci, 29 Mandelli,
32 Natali, 6 Chibsah, 30 Lazarevic,
83 Floro Flores 99 Floccari, 96 Sereni
ALLENATORE Di Francesco
BALLOTTAGGI Zaza-Floccari 55-45%,
Biondini-Natali 55-45%.
SQUALIFICATI Cannavaro (1).
DIFFIDATI Brighi, Missiroli, Biondini, Acerbi.
INDISPONIBILI Terranova e Antei (stagione finita), Magnanelli
(3 giorni), Donis (3), Vrsaljko (5), Polito (5), Gazzola (da valutare).
ALTRI Caselli, Lodesani, Alhassan. DRITTE SÌ Berardi NO Longhi

PREZZI da 20 a 305 euro
TV Sky Calcio 1 HD; Premium Calcio 1
e Calcio HD

15. VIDIC

18. MEDEL

INTER
4-3-1-2

27. RIGONI

70. SORRENTINO

1
1.42

9. ICARDI

20. VAZQUEZ

36
PUNTI

JUVENTUS SASSUOLO
3-5-2 4-3-3

DOMENICA ore 15 a Milano
STADIO Meazza
Andata 2-0

21. SANTON

9. DYBALA

15. BARZAGLI
19. BONUCCI

PANCHINA 88 Frison, 33 Romero,
25 A. Coda, 19 Regini, 8 Correa,
32 Marchionni, 21 Soriano, 77 Wszolek,
9 Okaka.
ALLENATORE Mihajlovic.
BALLOTTAGGI Bergessio-Okaka 60-40%.
SQUALIFICATI Acquah (1).
DIFFIDATI Obiang, Duncan, De Silvestri, Romagnoli.
INDISPONIBILI Eder e De Vitis (stagione finita), Cacciatore
(15 giorni), L. Djordjevic (15).
ALTRI Ivan, Lulic, Massolo.
DRITTE SÌ De Silvestri NO Duncan

23. RANOCCHIA

99. BELOTTI

1. BUFFON

17. DE CEGLIE

1. HANDANOVIC

10. ZAZA

3. RISPOLI
23. VIDAL

8. MARCHISIO

SAMPDORIA
4-3-3

7. MISSIROLI

19. TAIDER

14. LLORENTE

27. STURARO

2
2.65

17. SANSONE

15. ACERBI

18. BERGESSIO
24. MURIEL

X
3.40

PREZZI da 20 a 65 euro
TV Sky Sport 1 HD, Calcio 2 HD
e Supercalcio HD; Premium Calcio
e Calcio HD

31. PELUSO

8. BIONDINI

14. OBIANG

51
PUNTI

1
2.62

47. CONSIGLI

99. ETO’O

17. PALOMBO
29. DE SILVESTRI

2
2.40

PREZZI da 25 a 100 euro
TV Sky Sport 1 HD, Calcio 1 HD e
Supercalcio HD; Premium Calcio
e Calcio HD

2. VIVIANO

26. SILVESTRE

X
3.25

Simone Zaza, 23 anni ANSA

Paulo Dybala, 21 anni LAPRESSE

delle reti. Un ruolino inaccettabile.

mento col gol per nove gare
consecutive, sbloccandosi il 16
marzo 2014 col Catania. Ma
erano gli esordi in Serie A e la
maglia azzurra era ancora una
chimera. Oggi Zaza rappresenta una delle speranze del c.t.
Antonio Conte, quindi l’astinenza preoccupa eccome e non
solo al fantacalcio.

TENDENZA Non è la prima volta che Zaza resta a digiuno di
+3 per così tanto tempo. Basti
pensare che alla sua prima stagione col Sassuolo, il centravanti segnò il 1° dicembre 2013
al Cagliari e mancò l’appunta-

SFIDA A DYBALA Lo scorso anno fu il Catania, quest’anno i
Magic allenatori sperano sia
un’altra siciliana, il Palermo, a
risvegliare il bomber. A stimolare Zaza c’è poi il confronto diretto con Dybala, enfant prodige dei rosanero. I due domani
saranno avversari, ma nella
prossima stagione non è escluso che giochino insieme. La Juve ha su Zaza un diritto di opzione che potrà essere esercitato già in estate. Mentre non è
un mistero che sulla Joya il
pressing bianconero è forte. Di
recente ha rallentato la marcia
dei gol (sono comunque 13 in
campionato), ma non smette
di convincere. Nelle ultime nove gare è arrivato un solo +3,
ma il folletto argentino è stato
insufficiente in una sola occasione. Insomma, anche quando non segna fa il suo e pure
qualcosa in più. Aspettando di
conoscere il suo futuro, Dybala
sogna l’Argentina. «Non è facile, con tutti gli attaccanti che ci
sono - rivela a «I signori del calcio» di Sky -. Messi poi è il migliore al mondo e al Mondiale
non c’era nemmeno Tevez.
L’Italia? Io mi sento più argentino». L’Albiceleste non dovrà
pagarlo 40 milioni, come invece pretende Zamparini dal club
che lo acquisterà. «Il prezzo lo
fa chi compra - ribatte Dybala -.
Spagna, Inghilterra e Germania? Grandi campionati, seguo
i primi due e ci andrei a giocare, il tedesco no». Zaza all’estero non ci pensa. Ma se vuole la
Juve, deve convincere da qui al
31 maggio. Sassuolo e fantallenatori gli saranno riconoscenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mapei stadio aperto
Più steward e tifosi,
meno agenti e costi
1A Reggio Emilia

il primo esperimento
in collaborazione
con il club neroverde,
la Lega e il Comune
Andrea Tosi
INVIATO A REGGIO EMILIA

M

eno Polizia e più
steward per garantire vigilanza e sicurezza negli stadi. E’ l’iniziativa che la questura di Reggio
Emilia e il Sassuolo Calcio
hanno presentato nell’ambito del progetto pilota «Mapei
Stadium sempre più uno stadio aperto» in una conferenza che ha visto come relatori
Luca Vecchi, Isabella Fusiello, Raffaele Ruberto, rispettivamente Sindaco, questore
e prefetto della città del Tricolore, Giovanni Carnevali,
a.d. Sassuolo, Roberto Massucci, dirigente dell’Osservatorio Nazionale manifestazioni sportive e Marco
Brunelli, direttore generale
della Lega Serie A. Per ora è
previsto solo un test, quello
di domani sera per SassuoloPalermo: al Mapei ci saranno 40 poliziotti a garantire

l’ordine pubblico insieme a 200
steward.
RISPARMIO E FIDUCIA La dottoressa Fusiello ha spiegato il
progetto: «Nella partita di sabato è previsto l’impiego di un
quantitativo minimo di personale della Polizia rispetto ai 180
agenti che in media destiniamo
a questo servizio. Questa iniziativa comporta un notevole risparmio di agenti, che potranno essere destinati ad altri compiti, e di costi per la comunità
(in questo caso circa 30mila euro ndr)». Il Sassuolo si accolla
l’onere di aumentare il suo contingente di steward che normalmente si aggira sui 150200: domani sera saranno almeno 30 unità in più. «Da quando abbiamo acquistato lo stadio
di Reggio Emilia, abbiamo abolito le barriere tra i settori, aumentato gli spazi famiglia e ampliato la tecnologia - ha spiegato Carnevali -. Inoltre, la qualità
dei nostri steward è molto elevata. Con questo progetto, vogliamo lanciare un segnale di fiducia per costruire un nuovo
modello di calcio sicuro. Come
club siamo preoccupati davanti
alla violenza che innesca il calo
del pubblico. Bisogna reagire.
Dopo tante parole, noi proviamo a fare i fatti».
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VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

DOMENICA ore 12.30 a Roma
STADIO Olimpico
Andata 1-0

1
1.55
35. TOROSIDIS

26. DE SANCTIS

X
4.00

2
6.25

DOMENICA ore 15 a Bergamo
STADIO Atleti Azzurri d’Italia
Andata 0-3

PREZZI da 25 a 120 euro
TV Sky Calcio 1 HD e Supercalcio HD;
Premium Calcio e Calcio HD

23. ASTORI

1
5.00
93. DRAMÉ

57. SPORTIELLO

13. A. MASIELLO

4. NAINGGOLAN
44. MANOLAS
24. FLORENZI

88. DOUMBIA

24. IAGO

11. NIANG

18. BERGDICH

21. EDENILSON

91. BERTOLACCI

61
PUNTI

14. RONCAGLIA

50
PUNTI

1
1.50
3. STRINIC

77. GARGANO

24. INSIGNE

X
4.33

2
6.50

1
1.66
8. AVELAR
44. BRKIC

56
PUNTI

90. COP

5. GHEZZAL
4. MENDES

80. JORQUERA

13. RAMI

43
PUNTI

24
PUNTI

23. DIEGO LOPEZ

PANCHINA 32 Abbiati, 99 Donnarumma,
14 Albertazzi, 17 C. Zapata, 19 Bocchetti,
81 Zaccardo, 4 Muntari, 18 Montolivo,
92 El Shaarawy, 22 Cerci, 8 Suso, 11 Pazzini.
ALLENATORE Inzaghi.
BALLOTTAGGI Alex-C. Zapata 55-45%,
Honda-Cerci 55-45%.
SQUALIFICATI Abate (1), Mexes (1), Menez (1).
DIFFIDATI Alex, Bonaventura, De Jong.
INDISPONIBILI Antonelli, Paletta ed Essien (da valutare),
Agazzi (stagione finita).
ALTRI Mastour. DRITTE SÌ Bonaventura NO Bonera

16
PUNTI

15. COSTA

23. NOCERINO

22. IACOBUCCI

18. GOBBI

MILAN CAGLIARI
4-3-3 4-3-1-2

25. BONERA

PANCHINA 1 Rafael, 15 Colombo, 16 Mesto,
4 Henrique, 26 Koulibaly, 31 Ghoulam,
19 D. Lopez, 8 Jorginho, 7 Callejon, 14 Mertens,
91 D. Zapata.
ALLENATORE Benitez.
BALLOTTAGGI Insigne-Mertens 60-40%,
Britos-Koulibaly 60-40%, Higuain-D. Zapata 60-40%.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI Maggio, Koulibaly, Britos.
INDISPONIBILI Michu (20 giorni), Zuniga e De Guzman
(da valutare). ALTRI Uvini.
DRITTE SÌ Insigne NO Britos

3. LILA

2. DE SCIGLIO

21. VAN GINKEL

26. VARELA

88. M. CODA

34. DE JONG

33. ALEX

NAPOLI
4-2-3-1

17. FARIAS
40. MPOKU

16. DESSENA

16. POLI

2
5.00

10. JOAO PEDRO

14. F. PISANO

9. DESTRO

X
3.90

PREZZI da 9 a 39 euro
TV Sky Sport 1 HD, Calcio 1 HD
e Supercalcio HD.

37. DIAKITÈ

20. EKDAL

9. HIGUAIN

28. BONAVENTURA

PANCHINA 1 Berisha, 77 Strakosha,
85 Novaretti, 18 Gentiletti, 13 Konko,
39 Cavanda, 5 Braafheid, 23 Onazi, 24 Ledesma,
14 B. Keita, 9 F. Djordjevic, 34 Perea.
ALLENATORE Pioli. BALLOTTAGGI Mauri-B. Keita
60-40%, Ciani-Novaretti 70-30%.
SQUALIFICATI Klose (1).
DIFFIDATI De Vrij, B. Keita, Ledesma, Radu.
INDISPONIBILI Biglia (7 giorni), Cana (7), De Vrij (7), Ederson (5),
Pereirinha (5).
ALTRI Sculli, Tounkara.
DRITTE SÌ Candreva NO Mauricio

LUNEDÌ ore 20.45 a Cagliari
STADIO Sant’Elia
Andata 0-0

10. HONDA

23. GABBIADINI

LAZIO
4-3-3

PANCHINA 1 Avramov, 2 Stendardo,
33 Cherubin, 5 Scaloni, 3 Del Grosso,
7 D’Alessandro, 18 Estigarribia, 16 Baselli,
21 Cigarini, 28 Emanuelson, 99 Boakye, 9 Bianchi.
ALLENATORE Reja. BALLOTTAGGI Biava-Stendardo
60-40%, Migliaccio-Cigarini 55-45%, MoralezEmanuelson 60-40%. SQUALIFICATI Denis (4),
Benalouane (1). DIFFIDATI Boakye, Sportiello, Zappacosta,
Moralez, Biava, Dramé, Carmona, Pinilla, Migliaccio.
INDISPONIBILI Raimondi (stagione finita).
ALTRI Frezzolini, Rosseti, Grassi, Kresic, Kessie.
DRITTE SÌ Pinilla NO Bellini

32. CEPPITELLI

33. ALBIOL

22. MARCHETTI

26. RADU

PREZZI da 20 a 120 euro
TV Sky Sport 1 HD, Calcio 1 HD
e Supercalcio HD; Premium Calcio
e Calcio HD

5. BRITOS

17. HAMSIK

62
PUNTI

19. LULIC
2. CIANI

PANCHINA 23 Lamanna, 39 Sommariva,
2 Tambè, 5 Izzo, 93 Laxalt, 16 Lestienne,
38 Mandragora, 19 Pavoletti,
20 T. Costa, 22 Borriello.
ALLENATORE Gasperini.
BALLOTTAGGI Niang-Borriello 60-40%.
SQUALIFICATI Burdisso (1).
DIFFIDATI Niang, Pavoletti, De Maio.
INDISPONIBILI Perotti e Ariaudo (stagione finita).
ALTRI Prisco, Parente, Antonini, Panico.
DRITTE SÌ Iago NO Marchese

45. ANDUJAR

11. MAGGIO

33. MAURICIO

7. F. ANDERSON

32
PUNTI

GENOA ATALANTA
3-4-3 4-4-1-1

15. MARCHESE

DOMENICA ore 20.45 a Napoli
STADIO San Paolo
Andata 0-2

8. BASTA

32. CATALDI

4. DE MAIO

PANCHINA 1 Lobont, 28 Skorupski,
33 Spolli, 42 Balzaretti, 2 Yanga-Mbiwa,
25 Holebas, 32 Paredes, 48 Uçan, 20 S. Keita,
10 Totti, 8 Ljajic, 7 Iturbe.
ALLENATORE Garcia.
BALLOTTAGGI Astori-Yanga-Mbiwa 60-40%,
Torosodis-Holebas 70-30%.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI Keita, Maicon e Florenzi.
INDISPONIBILI Strootman (stagione finita), Castan e Maicon
(da valutare). ALTRI Verde, Pellegrini, Sanabria.
DRITTE SÌ Pjanic NO Astori

88. INLER

16. PAROLO

6. S. MAURI

1. PERIN

33. KUCKA

ROMA
4-3-3

11. MORALEZ
51. PINILLA

22. ZAPPACOSTA

19. IBARBO

PREZZI da 15 a 205 euro
TV Sky Calcio 2 HD; Premium Calcio 2
e Calcio 2 HD

10. A. GOMEZ

87. CANDREVA

8. MIGLIACCIO

6. BELLINI

88. RINCON

15. PJANIC

2
1.70

17. CARMONA

20. BIAVA

27. GERVINHO

16. DE ROSSI

X
3.75

21

28. FEDDAL

PARMA
3-5-2
PANCHINA 91 Bajza, 38 Rossetto,
27 Santacroce, 6 Lucarelli, 2 Cassani,
31 Mariga, 21 Lodi, 8 J. Mauri, 17 Palladino.
ALLENATORE Donadoni.
BALLOTTAGGI Ghezzal-Palladino 55-45%,
Mendes-Cassani 55-45%, Lila-J. Mauri 55-45%.
SQUALIFICATI Mirante (1) e Belfodil (1).
DIFFIDATI Lodi, Nocerino.
INDISPONIBILI Galloppa e Prestia (da valutare).
ALTRI Broh, Esposito, Haraslin, Taider, Erlic.
DRITTE SÌ Feddal NO Ghezzal

PANCHINA 1 Colombi, 27 Cragno,
21 Balzano, 2 Ale. Gonzalez, 15 Rossettini,
33 Capuano, 5 Conti, 4 Crisetig, 30 Donsah,
9 Longo, 25 Sau. ALLENATORE Festa.
BALLOTTAGGI F. Pisano-Balzano 60-40%,
Joao Pedro-Donsah 60-40%.
SQUALIFICATI Cossu e Murru.
DIFFIDATI Dessena, Ale. Gonzalez, Mpoku, Ceppitelli, Sau,
Farias.
INDISPONIBILI nessuno.
ALTRI Barella, Husbauer, Carboni, Caio Rangel, Muroni.
DRITTE SÌ Joao Pedro NO F. Pisano

TORINO

Maxi Lopez, futuro incerto
per il panchinaro goleador

MERCOLEDÌ ore 15 a Torino
STADIO Olimpico
Andata 0-0

1
1.70
30. PADELLI

24. MORETTI

14. GAZZI

19. MAKSIMOVIC

11. M. LOPEZ

94. BENASSI
33. PERES

88. VECINO

5. SAPONARA
20. PUCCIARELLI

O

tto minuti contro la Roma, sessanta secondi
contro il Palermo, quando Maxi Lopez sveste la tuta ed
entra in campo, segna e fa male. A Palermo l’attaccante argentino è andato oltre, realizzando un secondo gol che
avrebbe regalato al Torino il
momentaneo sesto posto, utile
per l’accesso in Europa. Peccato che il direttore di gara Gervasoni abbia negato un gol
(forse regolare) a completamento di una rimonta non insolita in casa granata (16 punti
in campionato da situazione di
svantaggio sono un record).
Non è la prima volta che, entrando insieme dalla panchina, Maxi Lopez ed El Kaddouri
incidono sul risultato: bravi i
due granata a lasciare il segno,
ma sono brillanti solo con gli
avversari più stanchi? Se lo
chiedete a loro vi diranno ovviamente di no. Lo stesso Maxi,
nonostante le priorità siano il
bene della squadra, il risultato
e il rispetto dell’allenatore, poco concorda con «il fine giustifica i mezzi». Vorrebbe giocare
dal 1’, perché le energie non gli
mancano. Lo ha detto chiaramente anche a Palermo, a fine
partita. «Le scelte le fa il mister
e bisogna accettarle, ma io sto

7. MACCARONE

27. QUAGLIARELLA

Francesco Bramardo
TORINO

2
4.50

PREZZI Ingresso solo per gli abbonati.
TV Sky Sport 1 HD, Calcio 1 HD
e Supercalcio HD; Premium Calcio e
Calcio HD

36. DARMIAN

7. EL KADDOURI

25. GLIK

X
3.45

2. LAURINI

6. VALDIFIORI
19. BARBA

48
PUNTI

11. CROCE

TORINO
3-5-2

24. RUGANI

33. SEPE

23. HYSAJ

PANCHINA 13 Castellazzi, 1 Ichazo, 5 Bovo,
18 Jansson, 3 Molinaro, 21 Gaston Silva, 4
Basha, 8 Farnerud, 15 Alv. Gonzalez, 17 Martinez,
22 Amauri.
ALLENATORE Ventura.
BALLOTTAGGI nessuno.
SQUALIFICATI Vives (1).
DIFFIDATI Amauri, Maksimovic, Padelli, Quagliarella.
INDISPONIBILI nessuno.
ALTRI P. Barreto e S. Masiello.
DRITTE SÌ M. Lopez NO Benassi

38
PUNTI

EMPOLI
4-3-1-2

PANCHINA 98 Giacomel, 28 Bassi,
50 Somma, 21 Mario Rui, 8 Signorelli,
4 Diousse, 25 Brillante, 18 Verdi,
27 Zielinski, 9 Mchedlidze, 10 Tavano.
ALLENATORE Sarri.
BALLOTTAGGI Laurini-Mario Rui 55-45%.
SQUALIFICATI Tonelli (1).
DIFFIDATI Maccarone, Mario Rui, Zielinski.
INDISPONIBILI Pugliesi (da valutare).
ALTRI Biggeri, Guarente.
DRITTE SÌ Saponara NO Laurini

Maxi Lopez, 31 anni, esulta dopo il gol segnato al Palermo LAPRESSE

RAnche a Palermo

l’argentino ha
fatto gol entrando
a gara in corso:
resterà in granata?

bene e penso di poter giocare
una partita intera e con continuità. Decisivo a partita in corso? Spero che Ventura non se
ne sia accorto, se no non mi
schiera più dall’inizio».
RINNOVO Un’altra cosa ha rivelato l’attaccante di Buenos
Aires. In scadenza di contratto,

Maxi Lopez e il suo agente si
sono incontrati la settimana
scorsa con la società per discutere il rinnovo. Il club ha piena
fiducia nel giocatore, così il
tecnico e i tifosi, per i quali Maxi è diventato in pochi mesi un
simulacro, però... «Però al momento siamo distanti», l’ammissione del bomber. Un anno
più opzione per il secondo la
proposta del Toro, triennale la
richiesta dello staff del giocatore, al di là del «quantum»,
che balla tra 400 e 600 mila euro. Alla prima fumata nera seguiranno altri incontri, perché
il rinnovo lo vogliono tutti, in
primis il giocatore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

TACCUINO
GIOCHERÀ A MIAMI

Bonazzoli riparte
dal calcio Usa
● Emiliano Bonazzoli a 36 anni
riparte: il centravanti ex
Brescia, Reggina e Samp ha
firmato per il Miami Fusion,
nella Major League americana.

BENEFICENZA/1

Domani a Parma
in campo per i bimbi
● Domani alle 14 presso lo

stadio del Rugby «XXV Aprile» di
Parma si svolgerà l’evento
benefico «Tutti in gioco ma non
per gioco» a favore delle Onlus
Noi per Loro e Giocamico,
operanti all’interno dell‘ospedale
pediatrico «Pietro Barilla» di
Parma. In campo la squadra dei
Giornalisti Rai, la Nazionale
Magistrati e la All Star Parma, con
personaggi come il pugile
Clemente Russo, la pattinatrice
Carolina Kostner e Antonio
Benarrivo, ex difensore di Parma
e Nazionale.

BENEFICENZA/2

L’Admo League
per salvare la vita
● Dal 12 al 23 maggio si svolgerà in
Toscana l’Admo League, un torneo
di calcio promosso
dall’Associazione italiana Donatori
di Midollo Osseo. L’iniziativa, che
vedrà coinvolte squadre da sei
regioni italiane, è volta a
sensibilizzare i cittadini alla
donazione di midollo che può
aiutare i malati a guarire da tumori
e gravi patologie del sangue.

22

Mondo R Il caso

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

SPAGNA

LE ALTRE TRAGEDIE DEL CALCIO

MARC-VIVIEN FOE’
Il centrocampista muore nel
2003 durante la semifinale
della Confederation a Lione
Camerun-Colombia.

ANTONIO PUERTA
Il difensore muore il 25 agosto
2008, a 32 anni, tre giorni dopo
l’infarto in campo durante
Siviglia-Getafe

DANIEL JARQUE
Il difensore dell’Espanyol muore
l’8 agosto 2009 a Coverciano
durante il ritiro estivo della sua
squadra.

PIERMARIO MOROSINI
Il centrocampista del Livorno
muore durante la partita di
Pescara il 14 aprile 2012.
Aveva 25 anni.

Mertens non ce l’ha fatta
Fatale l’infarto in campo

1Il difensore del Lokeren, 24 anni, era stato ricoverato lunedì
Su twitter i messaggi di cordoglio di Nainggolan e Lukaku

Stefano Boldrini

L'IDENTIKIT

I

l miracolo invocato lunedì
sera dai medici dell’ospedale Oost-Limburg, dove Gregory Mertens, 24 anni, difensore del Lokeren, era stato ricoverato dopo l’arresto cardiaco subito in campo nel primo tempo
del match contro le riserve del
Genk, non si è verificato: alle
15.30 di ieri il giocatore è morto. Dopo tre giorni di coma farmacologico e con un costante
peggioramento delle sue condizioni, la situazione clinica era
diventata irreversibile. Con il
consenso della famiglia, accanto a Gregory al momento del decesso, i macchinari che lo tenevano in vita sono stati staccati. Il
club belga ha annunciato la notizia su twitter, ma oggi il Lokeren sarà regolarmente in campo
a Westerlo. La federazione belga
ha ordinato un minuto di silenzio prima delle gare. I tifosi del
Lokeren hanno annunciato che
renderanno omaggio «nel modo
più appropriato. Il numero 4
della sua maglia sarà presente
allo stadio».
LA LISTA La scomparsa di Gregory Mertens si aggiunge ad una
lunga lista di calciatori morti
per problemi cardiaci: il camerunese Marc-Vivien Foe nel
2003 durante la semifinale di
Confederations Cup contro la
Colombia; lo spagnolo del Siviglia Antonio Puerta, il 25 agosto
2007; Daniel Jarque, difensore
dell’Espanyol, scomparso in ritiro di Coverciano l’8 agosto

GREGORY
MERTENS
NATO IL 21 FEBBRAIO 1991
A ANDERLECHT (BELGIO)
RUOLO DIFENSORE
MORTO IL 30 APRILE 2015

Gregory Mertens era un
difensore del Lokeren, club che
partecipa alla serie A belga.
Mertens ha iniziato la sua
carriera da professionista nel
Cercle Brugge, club nel quale è
restato fino all’estate del 2014
prima di passare al Lokeren.
Nel Cercle de Bruges ha giocato
87 partite segnando 10 gol,
mentre nel Lokeren in questa
stagione aveva giocato 22
partite.
Gregory Mertens, 24 anni, qui con la maglia del Lokeren GETTY

2009; Piermario Morosini, giocatore del Livorno, stroncato da
un infarto il 14 aprile 2012 a Pescara. La magistratura belga ha
aperto un’inchiesta. Secondo il
Lokeren, il difensore aveva superato i controlli medici prescritti dall’Uefa e secondo i risultati era uno dei giocatori più in
salute. Lunedì, quando Mertens
è crollato in campo, le sue condizioni sono apparse subito disperate. Gli staff sanitari di Lokeren
e Genk hanno cercato di rianimarlo per 30 minuti con l’aiuto
del defibrillatore. Mertens è stato trasportato in ospedale, ma le
dichiarazioni rilasciate dai medici non lasciavano spazio a

grandi speranze. Mertens è stato indotto in coma farmacologico, ma la situazione è progressivamente peggiorata, fino all’epilogo di ieri.
LA CARRIERA Mertens era cresciuto nel vivaio dell’Anderlecht. Dopo i passaggi nel Dibeek
Sport e nel Gent, nel 2010 era
approdato nel Cercle de Bruges.
Nel gennaio 2014, il trasferimento al Lokeren, dove ha disputato 22 gare e partecipato all’Europa League. Con l’Under
21, 7 presenze e 1 gol.
I MESSAGGI In Inghilterra ed
Italia, dove giocano diversi cal-

ciatori belgi, le reazioni sono
state immediate. «Il mio pensiero va alla famiglia in un momento difficile. RIP Gregory», il messaggio su twitter del romanista
Nainggolan. «La vita è pazza. Un
giorno ci sei e quello dopo te ne
vai. RIP Gregory», le parole sempre su twitter di Romelu Lukaku,
centravanti dell’Everton. Anche
Fabrice Muamba, l’ex centrocampista del Bolton sopravvissuto ad un infarto sul campo del
Tottenham nel febbraio 2012, ha
affidato ai social il suo pensiero:
«Un’orribile notizia sapere che
Gregory Mertens è scomparso.
Aveva solo 24 anni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Real si gioca
la Liga a Siviglia
Vietato sbagliare
Filippo Maria Ricci
CORRISPONDENTE DA MADRID

P

er Juventus e Fiorentina
l’appuntamento è sabato
sera al Sanchez Pizjuan.
Alle 20 c’è un appetitoso Siviglia-Real Madrid, tosto preludio alla settimana europea:
martedì Juve-Real, giovedì Siviglia-Fiorentina. Il Madrid,
già a -2 dal Barça, si gioca la Liga. Il Siviglia, imbattuto in casa
da 34 partite, la Champions.
Nessuno può perdere, un pareggio potrebbe essere fatale.
Risparmiarsi sembra vietato, il
turnover sconsigliato nonostante il rischio di perdere pezzi per le semifinali europee.

TORNA BALE E se Unai Emery
ha maggiori alternative di livello qualitativo molto simile,
Aleix Vidal e Vitolo o Reyes e
Denis Suarez come esterni,
Bacca o Gameiro davanti, Mbia
in alternativa a Iborra davanti
alla difesa, il Madrid ha la coperta corta. Ieri è tornato in
gruppo Gareth Bale, che a Siviglia sicuramente avrà spazio.
Benzema (rientro previsto a Torino) e Modric (out fino a fine
Liga) sono esclusi. La riapparizione del gallese condiziona le
scelte di Ancelotti, che deve
sempre pensare a come supplire l’assenza dell’insostituibile
Modric.
CHI PER MODRIC? Le alternative naturali al croato sono Illarramendi, disastroso con l’Almeria e poco o nulla considera-

to da Carlo nelle partite importanti, Lucas Silva, arrivato dal Brasile
in gennaio, lanciato subito forte e
poi trascurato, il desaparecido
Khedira, prossimo allo svincolo e
con la testa altrove. E allora ecco
prendere corpo il bis della mossa
anti-Atletico nell’ultimo derby di
Champions: Sergio Ramos a centrocampo. Perché è difficile per
Ancelotti lasciare fuori uno tra Ramos, Pepe e Varane e perché il
grande carattere del sivigliano può
supplire agli evidenti limiti tattici
legati allo spostamento da stopper
a interno. Perché Carlo non lo usa
davanti alla difesa, dove giostra
l’infallibile Kroos, uno che invece
ha sempre giocato un pochino più
avanti. E Bale? Vista l’assenza di
Benzema, nella ricerca del precario equilibrio blanco e data la nota
idiosincrasia del gallese alla solidarietà difensiva per Ancelotti
l’idea più praticabile sembra quella
di schierarlo al posto del Chicharito, in attacco al fianco di Ronaldo
con Isco e James larghi e la coppia
Kroos-Ramos in mezzo. Uno schema che al momento ha quotazioni
alte anche per Torino. Domani la
risposta, nel partidazo con vista
sull’Italia. Ieri intanto è finita 1-1
tra Rayo Vallecano e Valencia, nella notte Granada-Espanyol. Oggi
l’anticipo della trentacinquesima
Real Sociedad-Levante.
CLASSIFICA: Barcellona 84 punti; Real
Madrid 82; Atletico Madrid 75; Siviglia,
Valencia 69; Villarreal 53; Malaga,
Athletic Bilbao 47; Celta Vigo 45;
Espanyol, Rayo Vallecano 42; Real Sociedad 40; Elche 37; Getafe 36; Levante 35;
Almeria, Eibar 31; Deportivo La Coruna
29; Granada 25; Cordoba 20.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

TACCUINO
FRANCIA

SPAGNA

Oggi Metz-Marsiglia

Messi ancora padre

Stasera in campo il Marsiglia
di Bielsa sul campo del Metz
nell’anticipo della
trentacinquesima giornata di
Ligue 1. I marsigliesi devono
cercare di mantenere il
quinto posto che vale
l’accesso all’Europa League
dopo essere stati superati
anche dal St Etienne. La
Chanpions è a 5 punti.

BARCELLONA Leo Messi ha
annunciato sul suo profilo
Instagram che la compagna
Antonella Roccuzzo aspetta il
loro secondo figlio. Il fuoriclasse
del Barça ha postato una foto del
suo primogenito, Thiago, che
bacia la pancia della mamma
accompagnata dal messaggio:
«Thiago, mamma e papà ti
amano».

COMPLEANNI

I primi quarant’anni di Beckham, senza trucchi
1Da stravagante a elegante:

il percorso di un giocatore
baciato dal successo. E dai flash

Alessandra Bocci

E

bbene sì, nel suo armadio c’è di tutto, portato prima di tutti. Il sarong (una specie di
gonna della quale si è poi pentito), il jeans
strappato, la bandana, lo smoking, catenoni crocifissi orecchini, il cerchietto per i capelli. Nel
suo armadietto dei cosmetici ci sono stati shampoo schiarenti e altre amenità, adesso arrivano
le creme antirughe. Nei suoi cassetti qualcuno
ha pensato di trovare in passato persino gli slip
rubati alla moglie Victoria, la quale replicò piccata: «Ovvio che non usa le mie mutande, non ci
entrerebbe neppure con una gamba sola». David
Beckham il re del cross e del look diventa domani un diversamente giovane: compie quarant’anni e per festeggiare ha invitato gli amici in un

lussuoso palazzo di Marrakech, perché i soldi
non gli mancano. E non gli mancano neppure le
amicizie importanti: per lui, Victoria, i quattro
figli e gli altri cucinerà lo chef Gordon Ramsey,
che in passato ha creato menù natalizi anche per
i cani di Beckham. Un bell’esempio di famiglia
allargata.
NON SOLO MODA David Beckham ha cominciato con le meches e l’elastico dei boxer fuori dai
pantaloni, ha incontrato Giorgio Armani e la sua
immagine è pian piano cambiata. I tatuaggi tornavano utili per la pubblicità della biancheria,
poi venivano nascosti sotto camicie impeccabili
e abiti blu. La sua carriera di giocatore si avviava
alla fine, quella di sex symbol no, e con gli anni
David ha saputo tenere la rotta in mezzo a pettegolezzi, copertine, cambi di squadra e continenti. Perché con tutto questo glamour, i paparazzi
sempre all’erta e l’attenzione ininterrotta dei
media di tutto il mondo (la presentazione quando arrivò al Milan in prestito fu un evento) c’era
il rischio di incagliarsi nelle secche della popolarità, invece Beckham resiste e c’è perfino qualcuno che si ricorda che tutto nasce dal pallone.

Sopra David Beckham con tutta la famiglia alla
maratona di Londra, sotto con la moglie LAPRESSE

Da un uomo che non mollava mai. che quando si
è rotto il tendine d’Achille a San Siro ha passato
il pallone a un compagno prima di zampettare
fuori con il piede ciondoloni. Uno che ha saputo
fare il capro espiatorio per la nazionale inglese e
resistere anni in un campionato, quello americano, che non è ancora diventato come lui sperava, anche se continua a inseguire una franchigia
in Mls da dirigente. Uno del quale l’attaccante
Andy Cole diceva: «Con i suoi passaggi è Natale
ogni domenica». Uno che il Manchester United
mandò a maturare a Preston, l’allenatore era
David Moyes, che poi ha raccontato: «David è
stato lì pochi mesi, abbastanza per affezionarsi.
Quando siamo stati promossi è venuto con suo
padre nello spogliatoio a festeggiare. Non ci aveva dimenticato». Uno che a Milanello aveva fatto innamorare tutti. I milioni e i record (ha giocato più partite in nazionale di Bobby Moore)
completano il quadro, con gli abiti e i tagli di
capelli, ma David Beckham è essenzialmente
più di un uomo alla moda. E ora che entra nel
club dei diversamente giovani gli si può perdonare anche l’incauto sarong.
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VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

OPINIONI
La vignetta

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Twitter

di Stefano Frosini

FERNANDO ALONSO
Pilota di F.1
● Un nuovo video sul mio
canale YouTube..! Spero
davvero che vi piaccia
molto!!!! Enjoy!
@alo_oficial

ANDREA LO CICERO
Ex azzurro di rugby
● Per chi non lo avesse
ancora fatto vi ricordo di fare
una piccola donazione per il
sisma in Nepal: n. 45596
@andrealocicero1

ELISA DI FRANCISCA
Olimpionica di scherma
● Ci siamo!!! Il trio pink in
partenza per gara di
Coppa del mondo a
#Tauber!
@ElisaLovesJesi

La corsa Champions

IL COMMENTO
FANTE
di ANDREA ELEFANTE
email: aelefante@rcs.itt
twitter: @andrelefantee

I

l primo verdetto di Empoli è
scritto con il sangue delle ferite
del Napoli: godono Roma e
Lazio e solo un suicidio le potrà
privare della prossima Champions
League. Il secondo verdetto era
scritto da un po’, e neanche troppo
fra le righe, negli atti delle indagini
preliminari relative alle prime 33
giornate di campionato: se
effettivamente il Napoli non arriverà
in Champions League sarà solo sua
colpa, sua grandissima colpa. E il
rimprovero non sarà - nel caso - per
non aver vinto l’Europa League, che
regala il pass automatico: può
capitare. Quello che non può
succedere al Napoli, squadra come
minimo da 3° posto, è ritrovarsi ad
arrossire come ieri sera a Empoli.
Un’altra volta, e nella notte
battezzata come quella della risposta
a Lazio e Roma; quella della

possibile quarta vittoria consecutiva,
come accaduto solo una volta, a fine
gennaio/inizio febbraio. Allora,
dopo la giornata numero 22, il
Napoli era a - 4 dalla Roma e a +8
sulla Lazio. Venticinque giorni fa,
dopo la sconfitta con la Roma,
Benitez si era ritrovato a -9 da
Garcia e a -8 da Pioli. Ieri sera, dopo
la partita di Empoli, poteva
continuare a tampinarli con appena
due e tre punti di ritardo.
L’ipotetica è diventata di nuovo
condizionale negativo: non «poteva»,
ma «avrebbe potuto». Il solito, non
richiesto, omaggio al suo andamento
sinusoidale. Questa squadra si
riscopre ciclicamente barca esposta
al vento delle proprie fragilità, e si fa
travolgere dagli eventi: prima la
dolce vita, medicata e guarita da De
Laurentiis con un ritiro benefico,
almeno a giudicare dai risultati. Ora
le schermaglie presidente-Benitez, le
incertezze del tecnico, gli ultimatum
del numero uno. Ma c’è dell’altro:
non può non esserci altro se il Napoli
non guarisce mai dai sui inciampi
difensivi - addirittura comico quello

del 2-0 di ieri - se da un giorno
all’altro si ritrova sulle gambe,
macchinoso, distratto, molle, a tratti
quasi allo sbando. Prima di reagire
solo nella ripresa, con una volontà
così improvvisa da generare rabbia,
più che consolazione.
Questa squadra non riesce mai a
tenere attaccata la spina più di
tanto: una recidività così insistente
che non sembra neanche più così
decisivo, ormai, stabilire se sia più
colpa di Benitez o della squadra.
Dalle macerie del primo tempo di
ieri sera emerge solo un paradosso
che è inspiegabile a prescindere:
come un meccanismo perfetto nelle
precedenti tre partite possa
improvvisamente impallidire di
fronte ad uno spartito che lo è
altrettanto, ma lo è stato con un’altra
continuità. E il fatto che gli schiaffi
più forti siano arrivati da Riccardo
Saponara, l’uomo di Sarri con più
qualità, è stato solo un ulteriore
«affronto» alle proprie qualità.
Tante, rispetto a quelle dell’Empoli:
ma da sole non bastano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Verso la sfida di Champions

CARLETTO TEME LA JUVE E IL RICORDO DEL ’98
MARCA
A
LA DIFFERENZA
di SANTIAGO
SEGUROLA
n Champions non sono stati molti
i confronti tra il Real Madrid e la
Juventus. Quando la tifoseria
madridista ricorda i duelli con le
squadre italiane, pensa soprattutto al
Milan e all’Inter. L’Inter di Helenio
Herrera mise fine all’esperienza al
Real di Di Stefano, e al glorioso ciclo
della squadra che aveva vinto cinque
Coppe dei Campioni. Ma è il Milan ad
essere considerato il grande rivale del
Real, un avversario storico venuto
meno negli ultimi anni, vittima di un
triste declino di cui non gioiscono i
tifosi spagnoli, sensibili alla
tradizione e diffidenti dei nuovi ricchi
che governano il calcio. In Spagna la
Juve è sempre stata considerata come
la squadra meno europea d’Italia, e al
contempo come la più italiana della
Serie A. Ha dovuto attendere molti
anni prima di vincere una Coppa dei

Campioni e il palmarès che vanta è al
di sotto del suo prestigio e delle sue
possibilità. La percezione del club di
Torino come emblema dell’italianità
affonda le radici nei Mondiali del
1982, e nella vittoria degli azzurri,
pieni di giocatori della Juventus, sulla
Germania. Quell’edizione dei
Mondiali ha segnato il calcio
spagnolo, che da allora ha sviluppato
un grave complesso di inferiorità nei
confronti di quello italiano. Le cose
sono cambiate nel 1998. Contro ogni
pronostico, il Real Madrid ha
sconfitto la Juve nella finale di
Amsterdam, mettendo fine a un
digiuno che durava da 32 anni.
Malgrado il Real disponesse di
giocatori migliori, in Spagna si
temeva l’affidabilità e la superiorità
tattica della squadra italiana. Le
ripercussioni di quel successo furono
immediate e durature. Nelle squadre
spagnole crebbero la fiducia e
l’autostima, i due ingredienti che
hanno permesso di raggiungere il
trono del calcio europeo. Dal 1998,
Real e Barcellona hanno vinto sette
edizioni della massima competizione

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
andrea.monti@gazzetta.it
VICEDIRETTORE VICARIO
Gianni Valenti
gvalenti@gazzetta.it
VICEDIRETTORI
Pier Bergonzi
pbergonzi@gazzetta.it
Stefano Cazzetta
scazzetta@gazzetta.it
Andrea Di Caro
adicaro@gazzetta.it
Umberto Zapelloni
uzapelloni@gazzetta.it
Testata di proprietà de “La Gazzetta
dello Sport s.r.l.” - A. Bonacossa © 2015

KEVIN STROOTMAN
Calciatore della Roma
● Un onore e un grande
divertimento essere tra questi
ragazzi, scuola Carducci
#IlRispetto Parteda Qui
@Kevin_strootman

MARC MARQUEZ
Iridato di MotoGP
● Eccomi con il maestro
@ANieto_Oficial per le
strade di Jerez
@marcmarquez93

L’analisi

LE COLPE DEL NAPOLI, LAZIO E ROMA GODONO

I

23

PRESIDENTE
Maurizio Costa
AMMINISTRATORE DELEGATO
Pietro Scott Jovane
CONSIGLIERI
Gerardo Braggiotti,
Laura Cioli,
Paolo Colonna,
Teresa Cremisi,
Dario Frigerio,
Tom Mockridge,
Stefano Simontacchi
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE MEDIA
Alessandro Bompieri

continentale, e sono costantemente
tra le semifinaliste. Da quell’anno
non hanno perso nessuna delle finali
che hanno disputato. In Spagna si
crede che il Real Madrid sia
l’indiscusso favorito: la Juve gode di
rispetto, ma tutti già pregustano una
finale Barça-Real Madrid. Tuttavia è
bene non dimenticare la posizione in
cui si trova attualmente la Juve,
opposta rispetto a quella del 1998.
Non è la squadra favorita, ma ha
fame, si è ricostruita in modo
efficace, ha ottimi giocatori, e non ha
sulle spalle la pressione con cui deve
convivere il Real, per il quale la
Champions rappresenta da sempre
una vera e propria ossessione.
All’interno del club, il più prudente è
Ancelotti. Ha addirittura parlato
della possibilità di italianizzare la
partita, se necessario. È preoccupato,
e i motivi non gli mancano. Senza
Modric il gioco del Real perde molto.
E non è nemmeno sicura la presenza
di Benzema, uno dei pupilli del
tecnico. Questa Juve gli ricorda il
Real del 1998.

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LA GRANDE CARPI
TUTTA DA STUDIARE
PORTO FRANCO
CO
RTURII
di FRANCO ARTURI
email: farturi@gazzetta.it
etta.it
twitter:@arturifra

L

i hanno visti con aria
perplessa davanti alla
pizzeria «Grotta Azzurra»,
in Piazza dei Martiri a
Carpi. Quasi smarriti. Sotto
un sole che li scioglieva: capirai,
due svedesi sulla cinquantina. Non
era il loro habitat. In più, quella
strana aria persa. Dopo qualche
minuto, li seguono con gli occhi
mentre si dirigono sotto i portici.
Poi scompaiono. L’indomani li
«ritrovano» su Facebook. E in città
il passaparola è immediato:
diventano il caso del giorno. I
dipendenti dell’ufficio turistico
comunale raccontano il mistero: la
coppia, in viaggio romantico in
Italia, era partita in mattinata in
auto da Venezia, direzione Capri e
la sua celebre grotta. Scherzi del
correttore o della digitazione sul
navigatore: “p” ed “r” si scambiano
di posto, e loro escono docili
dall’autostrada in piena pianura
padana. Il resto lo sapete. Non è
una barzelletta: è accaduto
realmente nell’estate del 2009,
debitamente pubblicato dalla
stampa locale.
Un storiella che sembrerebbe
portare acqua al mulino dei nemici
dei piccoli centri nella «grande»
(una volta, purtroppo) serie A:
Carpi chi? Be’, piano. Il lavoro di
questa città è conosciuto nel
mondo: difficile che le nostre
mogli, sorelle, figlie o fidanzate,
non indossino almeno un capo Liu
Jo, Twin-set, Blumarine, Gaudi, Via
delle Perle, Manila-Grace, Denny
Rose, E-Gò. Vi risparmio il fatturato
globale, ma è imponente. Un
distretto fra i maggiori d’Europa
nel campo, con una
diversificazione anche in altri
settori.
La neopromossa è espressione di
una città di 73 mila abitanti, ben
più grande di Avellino o Ascoli che
hanno fatto epoca in A. E, se
vogliamo darci un taglio europeo,
delle francesi Monaco-Montecarlo,

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Guincamp e Bastia; della tedesca
Hoffenheim, delle spagnole Eibar e
Villarreal o dell’inglese Burnley.
Piccolo, prima che bello, è
inevitabile nel calcio che conta: le
grandi città italiane, dopo Roma,
Milano, Torino, Napoli, Genova,
Palermo, sono finite. E anche le
medie (Firenze, Bologna, Catania)
sono state imbarcate da tempo. E
allora non si vede con chi si
dovrebbe completare il numero
delle più brave. I bacini di utenza?
Evidentemente contano sempre
meno, visto che gran parte delle
nostre maggiori società hanno in
pancia progetti di stadioli da 40-42
mila posti che probabilmente a
Carpi in queste giornate magiche
potrebbero pure riempire.
Chi se ne frega, scusate il termine,
se in Emilia non c’è una metropoli?
Hanno sempre fatto grandi cose
egualmente. Con un pizzico di
divertita follia. Non trovate nelle
piazze di tante altre regioni d’Italia
monumenti al maiale (Castelnuovo
Rangone), a un’auto rossa
(indovinate quale) o all’aceto
balsamico tradizionale
(Spilamberto) o a un atleta
(Dorando Pietri).
A proposito di Dorando, pochi
sanno che non è nato a Carpi, dov’è
cresciuta la sua leggenda, ma a
Correggio, la cittadina confinante,
come il celebre pittore e Ligabue,
amatissima rock star di «Lambrusco
e pop corn». Ma a «Cherp», come
dicono in dialetto, accolgono,
riciclano, reinventano e migliorano
tutto. Anche il calcio. Sono
flessibili: erano all’inizio del
Novecento i primi produttori dei
cappelli di paglia, poi si sono
buttati su camicie e maglie (anni
60) facendo i miliardi e ora sono
passati alla moda pronta. Sono
svegli, in particolare le donne,
socialmente avanti decenni. Non a
caso sono spesso loro a guidare in
prima persona le imprese. Forse
per questo secondo lo stesso
Ligabue (citazione da «Radio
Freccia», un capolavoro di poesia)
le ragazze di Carpi «se la tirano». E
gli uomini evidentemente sanno
tirare in porta. La Serie A sarà più
ricca con questa gente.

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Serie B R Mister in musica

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Cosmi, techno e house a palla
«Così torno a sfidare il Perugia»
1Il tecnico del Trapani affronta la squadra che l’ha lanciato e racconta i suoi gusti
«Che emozione vincere a San Siro! Con Materazzi ci salvammo con Cafè del mar»
Gabriella Mancini
INVIATA A TRAPANI

L’

uomo del fiume è ritornato al mare. Lui, perugino cresciuto sulle rive del
Tevere, dopo tante panchine è
sbarcato a Trapani con la stessa
passione dell’esordio alla Pontevecchio. Serse Cosmi, jeans e
maglia grigi, battuta pronta, si
racconta nella tranquillità della
sede siciliana, una villa affacciata sul mare che accoglie anche la mensa per i giocatori.
Una sensibilità particolare la
sua, quella di chi ha perso il padre a quattordici anni e si è dovuto costruire tutto da solo. Filo conduttore della sua vita, la
musica.
«Quando debutto in una squadra mi informo subito sui gusti
dei giocatori. Se ascoltano canzoni banali non va bene, compro gli stereo e li installo nella
sala massaggi — sorride — così
crescono meglio. Quando alle-

AL TRAPANI VOGLIO
DEDICARE «CHI TIENE ‘O
MARE» DI PINO
DANIELE: QUESTO E’ UN
LUOGO BELLISSIMO
SERSE COSMI
ALLENATORE DEL TRAPANI

Quanto costa la spontaneità?
«Molto, ma è una scelta. Voglio
sentirmi libero di uscire, stare
in mezzo alla gente e dire la
mia. Se voglio andare in discoteca e mettere su musica con un
giubbotto di pelle lo faccio».

navo il Perugia, in ritiro c’erano
dischi impronibili. Scherzando
con Materazzi, dicevamo: “Difficile salvarsi con queste canzoni qua...”. Cambiai musica:
deep house, tipo Cafe del mar».
E oggi su quali suoni punta?
«House music raffinata, tipo
Loco Dice, techno con il tedesco
Sven Vath e il nostro Marco Carola. Non so se la ascoltano perché la metto io — ridacchia —
ma è di qualità. Qua ho ritrovato l’entusiasmo. Ho 56 anni, ma
più vado avanti e più ascolto
musica techno e house, ogni
mattina in auto. In famiglia sono uno dei pochi casi in cui mio
figlio mi chiede di abbassare
l’audio».
Se il Trapani fosse un brano?
«Molti mi chiedono: perché sei
andato a Trapani? Io qua sto benissimo. Stadio senza barriere,
nessun coro contro, quando abbiamo pareggiato al 94’ contro
il Bari il Comandante, nel senso
che il nostro presidente Vittorio
Morace è armatore, è venuto
negli spogliatoi e ci ha detto,
con dolcezza: “Continuate così,
ci salveremo, andate dalle vostre famiglie”. Un grande. Ho
avuto presidenti che hanno rotto lo spogliatoio con cazzate:
invece di rafforzarlo lo demolivano. Sono qua perché avevo
bisogno di respirare aria pulita
e rimettermi in discussione.
Non è la fine della carriera».

L’imitazione di Crozza «se non
fai il crosse ti spezzo la gamba»
quanto ha condizionato il suo
cammino?
«Tanto. Ne ho parlato anche
con Maurizio. In molti hanno
visto in me il tecnico che, se serve, appende tutti al muro, ma
non è così. Pensano solo alla
grinta, ma non agli aspetti tattici, innovativi. Tutti bravi ad appiccicare etichette sbagliate».

E a Formentera fa il dee jay...
«Dee Jay è una parola grossa.
Mi diverto, mi concedono di
farlo una volta all’anno al Bananas. E ho “suonato” anche all’Amnesia di Ibiza. Io alla console e sotto ballavano 5mila
persone. Proprio bello».
La melodia che l’ha fatta innamorare di sua moglie?
«You’ve got a friend di James
Taylor. La più bella canzone
d’amore è Quando sarò capace
d’amare di Gaber».
Serse Cosmi, 57 anni a giorni, allena il Trapani e fa il dj per hobby

La canzone, quindi?
«Chi tiene ‘o mare di Pino Daniele. Un luogo bellissimo»
Un brano nel quale si identifica?
«Rewind di Vasco. Lo ascoltavo
spesso quando allenavo l’Arezzo e continuo a farlo. Non so se
è un limite o una qualità, ma
dopo un risultato raggiunto
riavvolgo sempre il nastro della
mia vita. Sono così».
E allora riavvolgiamolo, il nastro. Con quale musica è cresciuto?
«Con Fabrizio De Andrè e anche Giorgio Gaber, poi De Gre-

gori. Merito delle mie sorelle
più grandi. Verranno a chiederti
del nostro amore mi ha folgorato. Anche Storie di un impiegato. Mi fidavo più di De Andrè
che dei politici per capire il ‘68.
Tra i gruppi stranieri Pink
Floyd, Genesis...».
Ha mai conosciuto De Andrè?
«No, purtroppo. Quando allenavo il Genoa ero andato a Via
del campo. Creuza de mà allo
stadio era un brivido. La musica è importante: simbolicamente ha trasformato la Coppa
dei Campioni in Champions League».

L’emozione più forte nel calcio?
«Quando con il Perugia abbiamo battuto il Milan a San Siro».
Domani tornerà nella sua Perugia, con quale stato d’animo?
«Non vedo l’ora che inizi la partita, soprattutto perché non vedo l’ora che finisca. Il Perugia
non vorrei mai affrontarlo, è
una squadra di qualità, le auguro i playoff a prescindere dal
nostro risultato. Noi lottiamo
per la salvezza e daremo tutto.
La mia famiglia? Non penso che
venga allo stadio, gli amici sì».
Poi, comunque vada, house
music a palla.
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LA SUA
HIT PARADE

IL BRANO PREFERITO
● Fabrizio De Andrè
«Verranno a chiederti del
nostro amore»
«Mi ha folgorato. Sono
cresciuto con le sue canzoni»

IL LEIT-MOTIV
● Vasco Rossi
«Rewind»
«Dopo un risultato raggiunto
riavvolgo sempre il nastro
della mia vita. Sono fatto così»

L’ALTERNATIVO
● Loco Dice
Techno e house music
«La house music raffinata la
ascoltiamo in sala massaggi»

Serie B R L’intervista

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

«Venite americani
Qui a Frosinone
sappiamo far calcio»
1Il presidente Stirpe invita domani i proprietari del Bologna
«Il progetto A nasce da squadra, stadio e centro sportivo»

Una settimana fa, 10 degli 11 titolari che hanno battuto il Carpi
c’erano già in Lega Pro.
«Solo Dionisi era nuovo. E il
Carpi è un ottimo punto di riferimento, è la prova che nel calcio i progetti fatti bene funzionano: colgo l’occasione per fare i complimenti».

Nicola Binda

S

tirpe di nome e di fatto.
Il presidente del Frosinone (dal 2003) negli anni
Sessanta aveva il padre proprietario del club e lo zio massimo dirigente: conquistarono
loro, nel 1966, la prima promozione in Serie C. Oggi Maurizio Stirpe può essere il primo
a portare il Frosinone in A, soprattutto in caso di vittoria
nello scontro diretto di domani con il Bologna. E se la squadra di Lopez troverà un avversario in gran forma, i proprietari americani Saputo e Tacopina saranno accolti da un
vero capitano d’industria. Stirpe, presidente degli industriali
di Roma e Lazio, è leader del
gruppo PSC (componenti per
auto, moto ed elettrodomestici), con circa 2.200 dipendenti, 12 stabilimenti e 2 centri di
progettazione tra Europa e
Brasile.
Presidente, potrà guardare gli
americani dall’alto in basso, e
non solo per la classifica...
«No no, mi risulta che Saputo
sia molto più grande di me... E’
un imprenditore di notevole
spessore, venuto a investire nel
calcio in Italia e questo è un
grandissismo titolo di merito.
Sarò felice di conoscerlo».
Lo accoglierà in uno stadio come il Matusa che non è proprio
un gioiello, almeno per come
sono abituati loro...
«Eh sì, da questo punto di vista
lasciamo a desiderare, però
stiamo facendo uno sforzo per
migliorare. Il Comune ha un
progetto e si occuperà della realizzazione delle opere di impiantistica sportiva, lasciando
ai privati la possibilità di sviluppare le aree commerciali».

ambito le competenze e le qualità calcistiche che prima acquisivamo da fuori. Abbiamo
puntato sul settore giovanile,
Allievi e Berretti sono diventati
campioni d’Italia e siamo ripartiti da lì. L’artefice di quei successi era Roberto Stellone e gli
abbiamo affidato la prima
squadra dandogli la possibilità
di portarvi i giovani migliori,
prendendo da fuori solo giocatori che sposavano la nostra
causa. Dopo tre anni siamo tornati in B e mantenuto la stessa
filosofia: non la stravolgerò
mai. Vogliamo fare un calcio
sostenibile, con l’apporto dell’azionista che non sia il limite
allo sviluppo del progetto».

Se andate anche voi in Serie A
cosa dirà Lotito?
«E’ stato un veggente, quindi è
un grande competente di calcio...».

Uno stadio per la A?
«Uno stadio che potrà accogliere il Frosinone in modo dignitoso, a prescindere dalla categoria. Ma ancora più a cuore
mi sta il progetto per il centro
sportivo: stiamo lavorando sodo per colmare la lacuna che ci
impedisce di sviluppare il settore giovanile come vorremmo. Ma nel giro di un anno
avremo la soluzione, probabilmente in un comune vicino
(Ferentino, ndr)».

LOTITO? SE AZZECCA SU
NOI E CARPI PROMOSSI
IN A È UN VEGGENTE E
GRANDE INTENDITORE
DI CALCIO...
MAURIZIO STIRPE
PRESIDENTE DEL FROSINONE

Insomma Stirpe, ne ha da insegnare agli americani! Magari
anche come si vince la B: il Frosinone che rincorre la A è un
progetto serio, che nasce da
molto lontano...
«Nasce dalla retrocessione del
2011 in Lega Pro e adesso, al
primo anno in B, rincorre un
obiettivo che non era stato preventivato. Siamo contenti di
fare i playoff, si tratta di un
grandissismo risultato che non
deve essere banalizzato».
Ma presidente, non crede alla
promozione diretta?
«Ci accingiamo a vivere una
volata entusiasmante, spero
che vinca chi ha più merito».
Speriamo. Ma cosa accadde dopo quella retrocessione?
«Abbiamo impostato un concetto di calcio diverso dal passato, sviluppando nel nostro

Maurizio
Stirpe,
57 anni,
presidente
del Frosinone,
insieme
al tecnico
Roberto
Stellone
LAPRESSE

Lei è uno dei presidenti che ha
rappresentato grande insoddisfazione ad Abodi e Tavecchio
per il mancato rispetto degli accordi economici da parte della
Serie A. Che ne pensa di questa
fase delicata per la Lega di B?
«E’ un momento molto importante. Dobbiamo avere un volume di ricavi indispensabile a
migliorare l’equilibrio economico e finanziario delle nostre
imprese e i patti devono essere
rispettati. E occorre con Serie
A e Lega Pro un vincolo di solidarietà sempre maggiore».
Quest’anno si è ritrovato al centro di due casi spinosi: il primo,
dopo la partita con l’Entella, la
presunta lite negli spogliatoi
con l’arbitro Aureliano smentita dai verbali della Questura.
«Preferisco non parlarne».
Poi c’è stato il derby con il Latina, che è stato rinviato con motivazioni discutibili.
«Era una situazione che doveva essere gestita meglio».
E’ vero che quest’anno ha saltato una sola partita, e per colpa
della sua gatta?
«Sì, una serale con il Perugia.
Mia moglie mi ha chiamato,
era dal veterinario: ho preferito stare con loro...».
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PROGRAMMA E ARBITRI DELLA 39a

Saputo sarà al Matusa
deluso dal Montreal
Lopez, ricorso respinto
● BOLOGNA Joey Saputo sarà a Frosinone per
seguire il Bologna. Il magnate italo-canadese
confida in un successo per smaltire la delusione
per il k.o. casalingo del suo Montreal nella finale
di ritorno della Champion’s League Concacaf: 42 a favore dei messicani dell’America davanti a
61mila spettatori dopo l’1-1 dell’andata. Al
Matusa, accanto a Saputo, siederanno il
presidente Tacopina e l’allenatore Lopez che
deve scontare la seconda giornata di squalifica
(la Corte d’Appello ha respinto il ricorso), al suo
posto ci sarà ancora il vice Fini che recupera
Masina, Maietta e Buchel.
● Ecco gli arbitri della 39a giornata di Serie B.
LE PARTITE DI DOMANI (ore 15)
Bari-Cittadella (1-0): Abisso di Palermo.
Catania-Livorno (2-4): Mariani di Aprilia.
Frosinone-Bologna (2-2): Pinzani di Empoli.
Lanciano-Ternana (1-0): Pasqua di Tivoli.
Perugia-Trapani (2-2): Merchiori di Ferrara.
Pro Vercelli-Crotone (1-0): Abbattista di
Molfetta.
Spezia-Brescia (1-0): Saia di Palermo.
Varese-Latina (0-1): Ripa di Nocera Inferiore.
Vicenza-Entella (1-2): Gavillucci di Latina.
LE PARTITE DI DOMENICA
ORE 15 Avellino-Pescara (0-0): Minelli di Varese.
ORE 18 Modena-Carpi (0-1): Baracani di Firenze.
CLASSIFICA Carpi p. 75; Frosinone 64; Bologna
63, Vicenza 62; Spezia e Pescara 57; Perugia 56;
Avellino e Livorno 54; Bari e Lanciano 48;
Catania 47; Modena e Trapani 46; Ternana e
Crotone 44; Latina 43; Pro Vercelli e Entella 42;
Cittadella 40; Brescia (-6) 36; Varese (-4) 32.

CALCIOSCOMMESSE

Un esposto di Federbet
per le giocate anomale
su vittorie del Catania
● MILANO Federbet ha presentato un secondo
esposto alla Procura di Busto Arsizio, come
integrazione a quello fatto dopo le giocate
anomale riscontrate su Varese-Catania del 2
aprile e su alcune partite della Pro Patria. Sono
segnalate altre due partite del Catania: quelle
vinte in casa con Trapani (flussi anomali sul 2
nel primo tempo e poi 1 e over nel finale,
proprio come è andata) e Ternana. Inoltre,
sono state segnalate anche due partite di Lega
Pro: Messina-Ischia e Vigor Lamezia-Paganese,
finite 1-1 con la quota del pari crollata. Dopo
queste gare i bookmaker hanno sospeso le
quotazioni del girone C; da questa settimana
non accetteranno più scommesse neppure sul
girone B e forse solo su due gare del girone A.
La Procura si sta muovendo da settimane e
avrebbe già trovato dei riscontri.
● VIOLENZA L’assemblea della Lega di B ha
approvato un protocollo d’accoglienza che le
società di casa devono garantire a quelle
ospiti, con un responsabile per il servizio.

Lega Pro R Oggi la 37a giornata del girone A (ore 15)

Bassano, caccia a 3 punti per blindare la B
S
i gioca oggi la penultima giornata del girone A di Lega Pro. Ecco il programma con le
formazioni e gli arbitri (inizio alle ore 15):

ALBINOLEFFE (4-3-1-2) Offredi; Maietti, Moi, Allievi, Cortinovis; Gazo, Spinelli, Corradi; Girasole; Silva Reis, Momentè.
(Amadori, Pacifico, Ondei, Calì, Bentley, Bradaschia, Pesenti). All. Mangone.
MANTOVA (3-4-3) Festa; Todisco, Marchiori, Blaze; Gonzi,
Zammarini, Di Santantonio, Pondaco; Gyasi, Beleck, Sartore. (Zima, Scrosta, Creati, Raggio Garibaldi, Zanetti, Said,
Boniperti). All. Juric.
ARBITRO Pagliardini di Arezzo (Larotonda-Affatato). (1-2)
COMO (3-5-2) Crispino; Ambrosini, Giosa, Marchi; Marconi,
Castiglia, Fietta, Cristiani, Casoli; Defendi, Le Noci. (Falcone,
Lebran, Fautario, Berardocco, Rolando, Ganz, De Sousa).
All. Sabatini.
PAVIA (3-4-1-2) Fiory; Abbate, Biasi, Marino; Ghiringhelli,
Pederzoli, Rosso, Sereni; Cesarini; Soncin, Ferretti. (De Toni,
Cristini, Corvesi, Carraro, Cogliati, Grbac, Sabato). All.
Maspero.
ARBITRO Serra di Torino (Margani-Saia). (2-1)
TV diretta su Raisport 1.
CREMONESE (3-5-2) Galli; Gambaretti, Zieleniecki, Castellini; Marchi, Finazzi, Jadid, Palermo, Crialese; Pasi, Brighenti.
(Quaini, Campagna, Baschirotto, Tripsa, Haouache, Ciccone,
Manaj). All. Giampaolo.
TORRES (4-2-3-1) Testa; Cafiero, Marchetti, Migliaccio,
Imparato; Giuffrida, Foglia; Buonaiuto, Baraye, Maiorino;
Scotto. (Costantino, Funari, Aya, Cerone, Petermann, Marinaro, Colombi). All. Bucchi.
ARBITRO Bichisecchi di Livorno (Lombardi-Martinelli). (2-3)
FERALPI SALO’ (4-3-3) Branduani; Tantardini, Leonarduzzi,

Ranellucci, Broli; Fabris, Pinardi, Cavion; Bracaletti, Zamparo,
Galuppini. (Proietti Gaffi, Carboni, Juan Antonio, Zerbo, Cittadino, Ragnoli, Palma). All. Scienza.
LUMEZZANE (4-3-1-2) Furlan; Monticone, Belotti, Nossa,
Pippa; Baldassin, Genevier, Gatto; Varas; Sarao, Cruz. (Bason,
Biondi, Pantano, Bagnai, Alimi, Furaforte, Ekuban). All. Nicolato.
ARBITRO Sassoli di Arezzo (Bologna-Graziano). (3-1)
MONZA (4-3-1-2) De Lucia; Cojocnean, El Hasni, Martinez,
Pugliese; Conti, Uliano, Asante; Pessina; Torri, Bernasconi.
(Chimini, Caracciolo, Corduas, Lucarini, Acampora, De Vita,
Valencic). All. Pea.
BASSANO (4-2-3-1) Rossi; Toninelli, Priola, Zanella, Semenzato; Cenetti, Proietti; Furlan, Nolè, Iocolano; Pietribiasi.
(Grandi, Ingegneri, Stevanin, Davì, Cattaneo, Cortesi, Maistrello). All. Asta.
ARBITRO Baroni di Firenze (Robilotta-Semperboni). (1-2)
NOVARA (3-4-3) Tozzo; Freddi, Gavazzi, Vicari; Garufo,
Faragò, Pesce, Foglio; Gonzalez, Evacuo, Corazza. (Montipò,
Martinelli, Miglietta, Bianchi, Dickmann, Adorjan, Della
Rocca). All. Toscano.
AREZZO (3-5-1-1) Rosti; Villagatti, Panariello, Guidi; Brumat,
Cucciniello, Dettori, Gambadori, Sabatino; Yaisien; Bonvissuto. (Benassi, De Martino, Crescenzi, Franchino, Erpen,
Padulano, Mariani). All. Capuano.
ARBITRO Mastrodonato di Molfetta (Ficarra-Zinzi). (0-0)
REAL VICENZA (3-5-2) Tomei; Quintavalla, Pavan, Piccinni;
Chiarello, Cristini, Dalla Bona, Ungaro, Carlini; Bruno, Gomes. (Bonato, Beccaro, Calcagnotto, Malagò, Sandrini,
Bardelloni, Margiotta). All. Marcolini.
PORDENONE (3-5-2) Careri; Rosania, Ferrani, Ghinassi;
Placido, Fortunato, Mattielig, Maracchi, Bertolucci; Franchini, Maccan. (Maniero, Salvatori, Buratto, A. Migliorini, G.
Migliorini, Ravasi, Simic). All. Rossitto.

ARBITRO Pelagatti di Arezzo (Sgheiz-Margini). (1-1)
RENATE (4-3-3) Cincilla; Muchetti, Adobati, Riva, Morotti;
Chimenti, Perini, Scaccabarozzi; Iovine, Odogwu, Cocuzza.
(Vannucchi, Bonfanti, Di Gennaro, Mantovani, Radrezza,
Florian, Spampatti). All. Boldini.
ALESSANDRIA (3-5-2) Nordi; Sosa, Sirri, Sabato; Vitofrancesco, Cavalli, Obodo, Mezavilla, Mora; Rantier, Marconi.
(Poluzzi, Nicolao, Picone, Spighi, Valentini, Taddei, Germinale). All. D’Angelo.
ARBITRO Di Ruberto di Nocera Inf. (Orlando-Meozzi). (1-1)
SÜDTIROL (4-3-3) Melgrati; Tait, Mladen, Zullo, Martin;
Furlan, Bertoni, Branca; Marras, Novothny, Fischnaller.
(Miori, Allegra, Peverelli, Fink, Cia, Campo, Shekiladze). All.
Stroppa.
GIANA (4-4-2) Paleari; Perico, Bonalumi, Polenghi, Solerio;
Rossini, Marotta, Pinto, Augello; Sinigaglia, Gasbarroni.
(Ghislanzoni, Montesano, Di Lauri, Crotti, Perna, Spiranelli,
Recino). All. Albé.
ARBITRO Robilotta di Sala Cons. (Vitaloni-Angotti). (0-1)
VENEZIA (4-3-1-2) Fortunato; Capogrosso, Cernuto, Legati,
Dell’Andrea; Zaccagni, Giorico, Espinal; Varano; Magnaghi,
Guerra. (D’Arsié, Peccarisi, Scanferlato, Scialpi, Chin, Hottor, Marton). All. Serena.
PRO PATRIA (4-3-3) Melillo; Guglielmotti, Lamorte, Pisani,
Taino; Bovi, Arati, Giorno; Candido, Serafini, Terrani. (Perilli,
Zaro, Panizzi, Palumbo, Romeo, D’Errico, Baclet). All. Montanari.
ARBITRO Giovani di Grosseto (Marcolin-D’Annibale). (2-0)
CLASSIFICA Bassano p. 70; Novara (-3) 68; Pavia (-1) 67;
Alessandria 63; Como 61; F. Salò 53; Arezzo 49; Real Vicenza 48; Mantova (-3), Torres e Cremonese 46; Venezia (-3)
45; Südtirol 44; Giana 42; Renate 41; Monza (-6) 38; Lumezzane 35; Pro Patria (-1) 32; Pordenone 31; AlbinoLeffe 29.

GLI ALTRI GIRONI
Domani c’è il B, domenica il C
Il Teramo vede la promozione
● Oggi il girone A, domani il B e domenica il C: la
penultima giornata della Lega Pro è spalmata in tre
giorni. Il Gubbio ha deciso di concedere l’ingresso
gratuito ai tifosi per la gara con la Pro Piacenza che, in
caso di vittoria, può valere la salvezza diretta.
Ecco il programma (si gioca sempre alle ore 15):

GIRONE B
DOMANI Ascoli-Ancona (andata 1-2); Gubbio-Pro
Piacenza (0-1); L’Aquila-Grosseto (2-1); LuccheseReggiana (1-1); Pisa-Tuttocuoio (4-1); PontederaCarrarese (1-1); Prato-Santarcangelo (0-1); San MarinoForlì (0-1); Savona-Teramo (0-4); Spal-Pistoiese (5-1).
CLASSIFICA Teramo p. 71; Ascoli 67; Reggiana 62; Spal
58; Pisa 56; Ancona e L’Aquila 54; Tuttocuoio 50;
Pontedera 48; Lucchese 47; Grosseto (-1) 43; Pistoiese
42; Carrarese 41; Gubbio, Santarcangelo, Prato e Forlì
40; Savona (-2) 37; Pro Piacenza (-8) 33; San Marino 30.
GIRONE C
DOMENICA Barletta-Foggia (andata 1-0); CasertanaSavoia (3-0); Cosenza-Benevento (2-3); Juve Stabia-Vigor
Lamezia (1-1); Lecce-Ischia (1-2); Lupa Roma-Aversa
Normanna (1-3); Matera-Melfi (1-1); Messina-Salernitana
(0-1); Paganese-Martina (0-2); Reggina-Catanzaro (0-1).
CLASSIFICA Salernitana p. 79; Benevento 72; Matera e
Juve Stabia 66; Casertana e Lecce 63; Foggia (-1) 60;
Catanzaro 50; Melfi (-2) 45; Cosenza 44; Vigor Lamezia
43; Barletta (-6) 41; Lupa Roma 40; Martina 37; Paganese
36; Messina 31; Ischia (-1) 30; Aversa Normanna (-1) 29;
Savoia (-4) 25; Reggina (-6) 21.

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VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Calcio a 5 R Speciale playoff

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Sogno Pescara, sfida Asti
In due contro la Luparense

27

LA RICORRENZA

1Da oggi playoff. I veneti, campioni uscenti, puntano al record: nessuno ha

vinto 6 scudetti. Abruzzesi, primi in regular season, e piemontesi gli altri favoriti
Marco Calabresi

U

na versione riadattata
della frase di Gary Lineker, da 11 anni, potrebbe valere anche per il campionato di Serie A di calcio a 5. «È
un gioco semplice. Dieci giocatori rincorrono un pallone per
40 minuti e alla fine una veneta
vince». È successo nove volte:
due tricolori all’Arzignano, due
alla Marca, ben cinque alla Luparense, che se riuscisse a conquistarlo anche quest’anno,
staccherebbe la Roma Rcb diventando la squadra più scudettata di sempre. Ma non sarà facile, soprattutto dopo l’infortunio a Humberto Honorio, unico
a vincere tutti e cinque gli scudetti: si è fatto male ad Asti, due
settimane fa, si teme la rottura
del crociato, la Luparense spera
che gli esami scongiurino lesioni, altrimenti per Julio Fernandez sarebbero guai. L’allenatore
spagnolo, per gara-1 dei quarti,
torna a Roma, da dove il 22 novembre riprese il timone della
squadra dopo l’esonero di Musti: quel giorno vinse la Lazio
(scesa dal primo al settimo posto in metà stagione), ma la Luparense ha trovato comunque il
modo di tornare nelle posizioni

L’ALBO D’ORO
All’inizio fu Roma
Dal 2011 il tricolore
abita in Veneto
1983-84 Roma Barilla 1984-85 Roma
Barilla 1985-86 Ortana 1986-87
Marino Calcetto 1987-88 Roma RCB
1988-89 Roma RCB 1989-90 Roma
RCB 1990-91 Roma RCB 1991-92 BNL
Roma 1992-93 Torrino S.Club 1993-94
Torrino S.Club 1994-95 BNL Roma
1995-96 BNL Roma 1996-97 BNL Roma
1997-98 Lazio 1998-99 Torino 19992000 Intercart Genzano 2000-01
Roma Lamaro RCB 2001-02 Furpile
Prato 2002-03 Furpile Prato 2003-04
Samia Arzignano 2004-05 Perugia
2005-06 Arzignano 2006-07 Alter Ego
Luparense 2007-08 Alter Ego
Luparense 2008-09 Alter Ego
Luparense 2009-10 Daf Chemi
Montesilvano 2010-11 Marca Futsal
2011-12 Alter Ego Luparense 2012-13
Marca Futsal 2013-14 Alter Ego
Luparense.
La classifica: Luparense e Roma RCB
5; BNL Roma 4; Roma Barilla, Torrino,
Arzignano, Prato e Marca Futsal 2;
Ortana, Marino, Lazio, Torino, Genzano,
Perugia e Montesilvano 1.

che le competono, salvo cedere
il primo posto soltanto per lo
svantaggio negli scontri diretti.
PESCARA PRIMO Così, a chiudere la regular season in testa è
stato il Pescara, che ha vinto sia
l’andata al PalaRigopiano che il
ritorno a Bassano. C’è tanta Luparense, nell’organico costruito
dalla famiglia Iannascoli: dall’allenatore, Fulvio Colini, a
tanti giocatori che lo scorso anno – o in passato – sono transitati per San Martino: Ercolessi,
Caputo, Rogerio, Canal. Ma ci
sono anche pescaresi acquisiti
come PC (Luiz Claudio Costa),
Morgado e Nicolodi, l’azzurro
Leggiero e un portiere, Antonio
Capuozzo, ritrovatosi in Serie A
quasi per caso. A difendere la
porta doveva essere Leandro
Garcia Pereira, ma l’infortunio
a una mano ha costretto la società a tornare sul mercato: Capuozzo avrebbe dovuto giocare
nella Real Dem (C1), ha invece
fatto tre salti in avanti e sta facendo una grande stagione. Per
il Pescara, c’è l’ostacolo Latina
degli ex Menini e Battistoni, che
nel 2011 erano in campo nell’unica finale scudetto giocata
nella storia degli abruzzesi,
persa contro la Marca.
ASTI, TERZO TENTATIVO Di finali, il Pescara ne ha perse altre
due quest’anno, sempre contro
l’Asti, in Winter Cup e in Coppa
Italia: gli Orange di Polido puntano alla tripletta e a uno scudetto sfumato in semifinale nel
2013 e l’anno scorso. Due delusioni enormi, da riscattare a cominciare da stasera, quando la
sfida di Ferrara contro il Kaos
aprirà i playoff. Il roster dell’Asti fa impressione (ma occhio
agli emiliani, che ad Asti hanno
vinto l’ultimo precedente in
campionato) e chissà se il calo
di fine regular season sia servito
per tirare il freno in vista della
volata. La sfida più spettacolare
si gioca però a Rieti, dove arriva
l’Acqua&Sapone: la squadra di
Patriarca non perde in casa da
gara-1 dei quarti di un anno fa,
gli abruzzesi grazie a un grande
girone di ritorno sono risaliti
dall’ottava alla quarta posizione, sono in un grande momento
ma dovranno stare attenti alla
coppia Crema-Zanchetta (quest’ultimo un ex), 40 gol in due.
Record degni di Lineker.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

1

2

La festa del Montesilvano ad Almaty nel 2011

Montesilvano,
dall’Euro all’oblio
Ora si gioca la A
1Il 1 maggio 2011 saliva sul tetto

d’Europa, prima di precipitare in B
Adesso può completare la risalita

3

● 1 PC, Rogerio e Capuozzo (Pescara) CASSELLA ● 2 Manoel Crema, 26 anni, capocannoniere
della regular season e stella del Rieti RINALDI ● 3 La Luparense campione 2014 CASSELLA

IL TABELLONE
QUARTI

QUARTI

(8) LATINA

-

-

-

-

3-8 ev. 10 maggio
(1) PESCARA

KAOS FERRARA (6)
oggi-7 ev. 9 maggio

FINALE
SEMIFINALI

15-20 ev. 22 maggio

(5) RIETI

-

domani-7 ev. 9 maggio
(4) ACQUA&SAPONE -

15-20 ev. 22 maggio

QUARTI
gara-3 in casa della meglio piazzata
SEMIFINALI
gara-3 in casa della meglio piazzata
FINALE
gara-1, gara-4 e gara-5 in casa della meglio piazzata
(tra parentesi la posizione in regular season)

-

LAZIO (7)
3-8 ev. 10 maggio

-

uattro anni fa, il Montesilvano si preparava a vivere il suo giorno più bello. È ad
Almaty, in Kazakistan, oltre settemila
chilometri dal lungomare abruzzese,
che il 1 maggio del 2011 si realizzò il sogno di
una città di 50mila abitanti che già l’anno prima era salita sul tetto d’Italia. Ma vincere la
Uefa Futsal Cup, la Champions League del futsal, battendo colossi come Benfica e Sporting
Lisbona, fu un’impresa da leggenda e mai
eguagliata da club italiani. Quasi come quella
di vedere Fulvio Colini, tecnico di quel Montesilvano, in giacca e cravatta anziché in maglietta e pantaloni della tuta.
IN SERIE B Domenica scorsa, in casa di quello
Sporting che il Montesilvano riuscì a battere in
finale, proprio la squadra di Almaty (il Kairat)
si è laureata campione d’Europa. Il Montesilvano, invece, il giorno prima era al PalaDante
di Sestu, a giocarsi l’andata della semifinale
dei playoff del campionato di A2. Sì, perché
due anni fa, nell’estate del 2013, il presidente
Antonio Iervolino ha deciso di ripartire dalla
Serie B: tanti dei campioni del 2011 (Mammarella, Calderolli, Cuzzolino e Borruto, passato
per gli spagnoli dell’Inter Movistar) sono rimasti a giocare al palazzetto intitolato a Corrado Roma, ma con la maglia dell’Acqua&Sapone – che nel frattempo si era trasferita lì da
Città Sant’Angelo – mentre il Montesilvano
iniziò a dominare il campionato fino a centrare l’accoppiata promozione-Coppa Italia.

ASTI (3)

28 maggio-3-5 ev. 11 ev. 13 giugno
SEMIFINALI

Q

LUPARENSE (2)
GDS

PLAYOFF Quest’anno, a metà campionato, con
la qualificazione alla Final Eight di A2 già sfumata, impegni personali hanno impedito a
Gianluca Marzuoli di proseguire l’avventura
in panchina: la società ha richiamato Antonio
Ricci, che ad Almaty era il vice di Colini, e da
quel giorno il Montesilvano non ha più perso.
Della squadra del 2011, sono rimasti soltanto
il terzo portiere Francesco Scordella (48 anni
a giugno, è anche il preparatore) e il dirigente
Marco Troilo, mentre di Calderolli non c’è Fabricio, ma il fratello minore Fernando. Domani, al PalaRoma, c’è il ritorno contro il Cagliari, sconfitto 2-1 all’andata, poi le due eventuali
finali contro la vincente di Pesarofano-Came
Dosson. Al palazzetto, sopra il cronometro, ci
sono le foto dei trionfi del Montesilvano, compreso quello di Almaty: oggi, quattro anni dopo, i giocatori guarderanno in alto e proveranno a imitare quei campioni.
m.cal.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

28

Motomondiale R GP Spagna

GARA ALLE 14
DIRETTA SU SKY

Domenica si corre a Jerez (4.423 m), 4a
gara (su 18) del motomondiale 2015. Tutto
in diretta su Sky Sport MotoGP HD e in
differita su Cielo.
OGGI Prime libere: 9-9.40 Moto3; 9.5510.40 MotoGP; 10-55-11.40: Moto2.
Seconde libere: 13.10-13.50 Moto3; 14.05-

14.50 MotoGP; 15.05-15.50 Moto3.
Domani Terze libere 9-9.40 Moto3;
9.55- 10.40 MotoGP; 10.55-11.40 Moto2.
Qualifiche Moto3 12.35-13.15. Quarte
libere MotoGP 13.30-14. Qualifiche 1
MotoGP 14.10-14.25. Qualifiche 2
MotoGP 14.35-14.50. Qualifiche Moto2

15.05-15.50.
DOMENICA Warm-up Moto3 8.40-9;
Moto2 9.10-9.30; MotoGP 9.40-10.
Gare: Moto3 alle 11 (23 giri) ; Moto2 alle
12.20 (26); MotoGP alle 14 (27).
GAZZETTA IT Tempo reale, notizie,
risultati, foto e curiosità sul nostro sito.

GAZZETTA TV Approfondimenti e
collegamenti con i nostri inviati.
CLASSIFICHE
MotoGP: 1. Rossi 66 p.; 2.
Dovizioso 60; 3. Iannone 40.
Moto2: 1. Zarco 53; 2. Rins 49
Moto3: 1. Kent 66; 2. Vazquez 49.

QUI DUCATI

Dovi: «Mi aspetto
dei passi avanti
verso la vittoria»
1E Iannone: «A Jerez

abbiamo sempre fatto
fatica, ma questa
GP15 è molto diversa,
più agile. Andrà bene»

INVIATO A JEREZ

L

a prova del nove. La Ducati, dopo tre gare positive —
tre secondi posti per Andrea
Dovizioso ed un terzo di Andrea
Iannone — arriva sulla pista
più temuta. Qui prima della
doppietta Texas-Argentina aveva provato il collaudatore Michele Pirro, ma di quell’esperienza non si troverà traccia.
Perché le GP15 sono identiche a
quelle viste oltre oceano. «Ma
in questo momento — dice Dovizioso —non è importante
portare novità. Per vari motivi
nelle prime tre gare, non abbiamo mai avuto la possibilità di
girare con continuità. Qui sembra che avremo bel tempo e mi
aspetto di poter fare dei passi
avanti come messa a punto che
ci permettano di lottare per la
vittoria».
DIFFICOLTÀ Questa non è pista
Ducati. «Qui abbiamo sempre
fatto fatica — commenta Iannone —. Ci sono tanti cambi di
direzione, curve strette. Però
questa moto è completamente
diversa, più agile. Sono convinto che andremo bene». «È possibile — incalza Dovi — visto che
con i suoi curvoni in appoggio
in qualche modo ricorda l’Argentina. Qui il problema è il
grip. Ce n’è poco in assoluto,
ma soprattutto c’è una grande
differenza tra mattina e pomeriggio».
RECUPERO Particolarmente atteso è Iannone, terzo in classifica, ma un po’ in ombra rispetto
agli altri protagonisti. «È normale. L’anno scorso ero
in un team satellite ed
entrare nei meccanismi di quello ufficiale richiede tempo.

Ancora non ho confidenza
con i settaggi elettronici e
quindi non posso guidare rilassato come serve per andare forte. Non sono contento
dei risultati in assoluto, ma
di come ho gestito le situazioni sì. L’obiettivo rimane
sempre lo stesso: lottare tra i
primi 5 e provare ad arrivare
il più avanti possibile».
TEST Alle prove post GP si
fermerà Pirro per il primo
vero confronto diretto tra
Michelin e Bridgestone. I
due Andrea, invece,gireranno l’11 e il 12 al Mugello, per
preparare la gara di casa. «In
un campionato così lungo e
competitivo — spiega Dovizioso — bisogna amministrare le forze. Quindi, piuttosto che girare su una pista
dove si è già corso, meglio
una dove si correrà. E che pista!».
RIVOLUZIONI Ci sarà invece
l’Aprilia, che farà debuttare
il cambio seamless (veloce)
provato da Biaggi sulla Superbike. Ma per la gara Marco Melandri non fa promesse. «Non può andare peggio
di così? Mai mettere limiti
alla Provvidenza… Soffriamo quando c’è poco grip e
qui è un gran problema».
f.f.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Dovizioso, 29 anni, pilota
Ducati e 2° nel Mondiale IPP

Valentino-Marquez
non è acqua passata
1Ruggine per il duello argentino. Battuta (con sorriso

teso) di Rossi: «Ci baceremo meno, ma a letto tutto ok»

Filippo Falsaperla
INVIATO A JEREZ (SPAGNA)

N

ulla sarà come prima. Il
pensiero lampeggiava
nel pomeriggio di Termas de Rio Hondo, dopo il contatto che aveva tolto di gara
Marc Marquez e lanciato Valentino Rossi nell’orbita del decimo Mondiale. Se n’è avuta la
conferma ieri, quando i due si
sono ritrovati faccia a faccia in
conferenza stampa. Oddio, in
mezzo c’era Andrea Dovizioso,
secondo a sorpresa in campionato, a fare da cuscinetto. Niente più sorrisi, frasi a metà. «Forse ci baceremo meno, ma a letto

va tutto ancora bene», sorride
Valentino: «Una risposta scema
a una domanda scema». Ma la
tensione è generale. Alla domanda su come hanno visto
contatti, i colleghi si sono chiamati fuori, con più o meno eleganza. «Ero troppo lontano nel
mio 5o posto», ha fatto ironia
Jorge Lorenzo; «Ho da pensare
ai problemi miei, sono fatti loro», ha svicolato Dovizioso; «Fatemi essere contento del mio
podio», ha detto perfino Cal
Crutchlow, che di solito non le
manda a dire.
AMICIZIA Vale si accoda alla
versione di Marc: «È vero, la
Honda e la Yamaha in curva

hanno linee differenti. Può succedere che ci si incroci». Meglio
non rovinare i rapporti, almeno
in pubblico, come è già successo, gli ricordano. «Mah, con
Biaggi non è che fossimo grandi
amici. Dopo quell’episodio (i
cazzotti di Barcellona 2001;
n.d.r.) sono rimasti gli stessi:
cioè nulli. Con Gibernau (spallata qui, all’ultima curva nel
2005; n.d.r.) eravamo amici,
ma in Qatar nel 2004 me l’aveva
fatta sporca dicendo che avevo
pulito la piazzola di partenza.
Mi avevano fatto partire ultimo
e per rimontare ero caduto facendomi male al mignolo. Devo
dire che adesso con Sete va molto meglio». E con Marc? «In pi-

sta ce le diamo di santa ragione,
ma fuori ci rispettiamo. Credo
che i nostri rapporti non cambieranno molto». Sinceramente
invece Valentino «partecipa» al
racconto dell’incidente che a
Jerez metterà in pista lo spagnolo con il mignolo sinistro
fratturato. Rossi nei confronti
del dolore non è mai stato un
cuor di leone. Commenta con il
viso che si contorce, come se lo
stesse provando: «Io ci sono
passato con la spalla nel 2010. Il
fuoristrada, il cross, sono divertenti e sono il modo migliore
per allenarsi, perché si usano
moto al limite come queste che
guidiamo qui. Dobbiamo usarle
con attenzione, ma serve fortu-

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

JORGE LORENZO

CAL CRUTCHLOW

«L’inizio della stagione non è stato dei migliori, perché io voglio
lottare per il podio, ma ho comunque raccolto punti importanti.
Qui devo attaccare. La moto è molto più competitiva rispetto al
2014 ma il livello è alto. In un attimo puoi ritrovarti dietro»

MOTOGRINGO
RINGO
di RINGO

Valentino Rossi, 36 anni,
leader del Mondiale MILAGRO

L’ITALMOTO
VA A VELE
SPIEGATE,
LA SPAGNA...

«Come giudico la collisione in Argentina tra Valentino e Marc? Non
è cosa che mi riguardi però a me è andata bene perché ci ho
guadagnato un podio! Comunque devo assolutamente alzare il
ritmo, continuare a spingere ed essere più incisivo nei primi giri»

«È stata solo sfortuna
non cambio strategia»

1Marc: «Nessuna guerra psicologica: il rapporto con Vale resta
uguale. Rivincita? Col dito malconcio, non sono io il favorito»

S

na per non farsi male».
GIOIA Meglio pensare a questa
pista «bellissima, dove ho vinto
tanto, ma dove l’ultima volta è
tanto lontana, addirittura il
2009». Però l’animo è alto,
«perché fino ad agosto stiamo
in Europa, i viaggi sono brevi.
Poi qui c’è un’atmosfera stupenda: quando fai le curve 8-9-10 è
come entrare in uno stadio.
Senti la gente, l’incitamento».
Ma poco dopo c’è l’ultima curva… pericolosa. Gli chiedono
se è meglio essere in testa o secondo. La sua esperienza vacilla: «In quella curva ne abbiamo
viste. Io con Sete, Jorge con
Marc. È perfetta per fare battaglie, ma la posizione dipende da
molte cose: soprattutto quanto
sei forte in frenata». Non dice
che la cosa migliore sarebbe arrivare con un po’ di vantaggio,
ma questo Vale è diverso. «Ci
sono piloti che a 36 anni preferiscono stare a casa e non prendersi rischi. Io non sento di fare
fatica a portare al 100% la moto
per tutta la gara. Credo che la
differenza sia la motivazione. E
io ancora non sono stanco di andare in giro a provare di fare il
massimo con la Yamaha». Ma
l’approccio è più riflessivo:
«L’obiettivo è migliorare turno
dopo turno e fare una gara da
podio. Se viene di più, meglio».

i va in Spagna per la
prima volta con gli
spagnoli attapirati, e
non poco, perché dietro e
perché malandati.
Pedrosa non pervenuto,
Lorenzo (c’è) non
pervenuto, il magico
Marquez ingessato,
mentre la flotta italica
viaggia a vele spiegate.
Secondo voi Valentino si
lascia scappare l’occasione del vantaggio di 30
punti? La corazzata
Potemkin spagnola è
diventata un barchino,
mentre l’armata tricolore
Brancaleone un cacciatorpediniere. Gli ammiragli
Rossi, Dovi e Iannone
hanno ora un dovere: non
mollare. Ahimé, si è
trasformato in Pearl
Harbor il progetto ApriliaMelandri e ci chiediamo
perché. Chiudo con il
cross: auguri a Cairoli
fratturato alla mano
sinistra come Marc. E
ricordo il nostro Sic che
qui a Jerez, nel 2004, vinse il 1° GP nella 125.
twitter @virginringo
ringo@virginradio.it
Ascolta Virgin Moto
Race il venerdì e il
lunedì alle 15.50.

Bagno di folla per Marc Marquez ieri a Jerez; in primo piano il mignolo sinistro incerottato MILAGRO

Giovanni Zamagni

di salire in moto per capire le
sue reali condizioni.

JEREZ

I

l sorriso è lo stesso dei
tempi migliori: anche
nelle avversità, Marc
Marquez non perde il buon
umore. «Sono fortunato,
perché posso correre», dice.
Ma i problemi sono reali: fisicamente non è al meglio e
in classifica i punti da recuperare sono già 30, non pochi, tenendo conto lo stato
di forma di Valentino Rossi.
Insomma, ce ne sarebbe abbastanza per essere preoccupati, ma Marquez non lo è
(o non lo sembra) e aspetta

© RIPRODUZIONE RISERVATA

GLI ALTRI MOTORI
FORMULA 1

Raikkonen colpito
dalla nuova Ges
Oggi è in Ungheria
● «E’ bella e molto diversa dalla fabbrica di prima».
La nuova Gestione Sportiva della Ferrari, che si
sviluppa su 5 piani per una superficie totale di oltre
21.000 metri quadrati, piace a Kimi Raikkonen, che
ha potuto visitarla mercoledì durante una trasferta
di lavoro a Maranello, dove ha lavorato al
simulatore. A far da cicerone al finlandese il d.t.
James Allison: Kimi è rimasto favorevolmente
impressionato dalla qualità dell’ambiente,
dall’illuminazione dei locali e persino… dall’elasticità
del pavimento. In attesa di riprendere il
campionato a Montmelò (Spagna) il prossimo fine

29

Kimi Raikkonen, 35 anni, al volante della SF15-T AFP
settimana (8-10 maggio), il finlandese oggi si
esibirà a Budapest dove si tiene il terzo Nagy
Futam, che vedrà esibirsi sulle strade della capitale
magiara tante vetture di differenti categorie: dalla
F. 1 alla Nascar, passando alle Ferrari Challenge.
Raikkonen guiderà una F10, la F,.1 del 2010.

DINAMICA Il mignolo sinistro,
fratturato sabato e operato
d’urgenza in anestesia locale
dal dottor Mir, è naturalmente
ancora fasciato: Marc ripercorre quanto successo mentre si
allenava con la moto da dirt
track. «Dico sempre: questo è
l’ultimo giro, poi ne faccio un
altro e un altro ancora… Sono
caduto (non spiega la dinamica, ma parlando con Smith racconta che gli si è chiuso lo sterzo; n.d.r.) e chi mi seguiva mi è
salito sopra la mano: poteva
andarmi peggio». Poi la corsa a
Barcellona, dove si è interve-

nuti inserendo una placca di titanio e sei viti. «Mi sono fatto
male alle 14 e alle 18 erano già
pronti ad operarmi: sono stati
fantastici. Adesso sto bene», dice, non del tutto sicuro su quali
potranno essere i problemi a
guidare una moto da oltre 250
Cv. «Probabilmente faticherò
in accelerazione e in frenata:
vediamo come reagisce il dito».
INCIDENTE Diversa la reazione
su quanto accaduto in Argentina, sul contatto con Rossi al penultimo giro: Marquez non
perde serenità, ma il sorriso è
certamente meno marcato:
«Per quanto riguarda la scelta
della gomma confermo che è

stata fatta quella giusta: con la
extra dura non avremmo avuto
nessuna possibilità di vincere,
mentre così me la sono giocata
fino a pochi chilometri dal traguardo. Poi c’è stato il contatto: io e Valentino non abbiamo
parlato di quanto successo,
credo che entrambi sappiamo
qual è stata la dinamica». Ecco
un argomento che Marc affronta a fatica: non vorrebbe
più parlare di quell’episodio.
Costretto a farlo, non prende
una posizione definitiva. «Rossi ha cambiato direzione, probabilmente facevamo due linee differenti e sono stato sfortunato a toccarlo con la ruota
anteriore. Questa volta è successo a me, in un altro GP potrebbe accadere a un altro: sicuramente la prossima volta
mi comporterò in maniera differente», butta lì, ben attento a
evitare qualsiasi polemica. «Il
rapporto con Valentino non
cambierà, tra noi non ci sarà alcuna guerra psicologica: non
l’ho mai fatta, non inizierò certo adesso», dice un po’ infastidito. Difficile capire se l’episodio possa realmente lasciare
degli strascichi, però il campione della Honda non ha nessuna
intenzione di cambiare strategia. «Non ho fatto errori, è stato solo un episodio sfortunato:
io ho sempre corso così e continuerò a farlo».
INSEGUIMENTO Così Marquez
si ritrova a 30 punti, se si fosse
accontentato del 2o posto, sarebbe a soli 10. «Questo è il mio
stile, do sempre il 100%: ero in
lotta per la vittoria, nell’ultimo
giro può sempre accadere
qualcosa». Potrebbe, quindi,
succedere nuovamente a
Jerez. «Non credo, non sono
certo il favorito per la vittoria:
viste le mie condizioni, mi considererei fortunato se arrivassi
in scia a Rossi all’ultima curva». Se così sarà, potrebbe accadere qualsiasi cosa. «È il bello della MotoGP» sorride spavaldo.
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ALLA 6 ORE

IL RICORDO

Libere a Spa
Nakajima finisce
in ospedale

Oggi a Imola
il Villeneuve Day
con Joanna

● (an. gat.) Prove libere
condizionate dalla pioggia alla 6
ore di Spa, seconda tappa del
Wec. Miglior tempo nella prima
sessione per la Porsche 919
Hybrid di Dumas-Jani-Lieb,
seguita dalla Toyota Ts040
Hybrid di Davidson-BuemiNakajima, ma quest’ultimo non
correrà: è in ospedale per una
frattura rimediata a una
vertebra cervicale. Primo italiano
Marco Bonanomi (Audi) (5°).
Oggi qualifiche, domani la gara.
WTCC — (an. gat.) Tappa a
Budapest con Lopez (Citroën)
che guida la classifica (93 p.)
davanti a Loeb (76). Domani
prove, domenica gare alle 13.15 e
14.15 in diretta su Eurosport.

La Formula E di Trulli e Liuzzi

FORMULA E

Liuzzi sarà al via
del GP di Monaco
col team di Trulli
● Vitantonio Liuzzi correrà anche
il settimo appuntamento della
Formula E in programma a
Montecarlo nel prossimo fine
settimana con il team di Jarno
Trulli, pure lui al via. «Monaco è
un circuito fantastico —
commenta Tonio —e questa è una
corsa che ho sempre amato».

● Oggi all’Autodromo Enzo e
Dino Ferrari di Imola si tiene
Passion Day dedicato a Gilles
Villeneuve. Ci saranno la vedova
Joanna, Mauro Forghieri,
progettista e d.t. Ferrari in quegli
anni e alcuni dei suoi meccanici:
Piero Corradini, Paolo Scaramelli,
Delio Bianchi, Umberto Boni e il
cuoco Luigi «pasticcino»
Montanini. L’ingresso costa 10
euro (gratis sino a 11 anni).
GIOVINAZZI 2O — (ant. gat.) Pole
di Felix Rosenqvist (Prema) ad
Hockenheim nell’Euro F3.
Secondo Antonio Giovinazzi.
F.4 E GT (an. gat.) — Scattano da
Vallelunga (Roma) il tricolore di
F4 (25 piloti) e quello GT (39
vetture). Ingresso gratuito.

30

Siamo in onda! R

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

MATTINA
7.05 e 7.35 Explorers: avventure pericolose
8.05 Sfide senza limiti
8.30 Offside
9 Gazzetta News
9.30 Gazzetta News
10.05 Extreme Fishing
11.05 Perfection: momenti di gloria
11.30 Campioni a confronto

12.05 The Speedgang - La banda dei motori
13, 13.30 e 14 Gazzetta News
POMERIGGIO
14.15 Gazzetta News Sottocanestro
14.45 Autogol News
15.05 Sfide senza limiti - 1^ TV
15.30 Perfection: momenti di gloria - 1^ TV
16.05 Extreme Fishing

17.05 The Speedgang - La banda dei motori
18.05 Sfide senza limiti
18.30 Tuttogol
19 Calcio Market
19.45, 20 e 20.30 Gazzetta News
20.30 Gazzetta News
SERA
20.45 Autogol News

21.05 Condo’ Confidential - 1^ TV
21.35 Bomber
22.30 Perfection: momenti di gloria
23.00.00Calcio Market
23.30 Gazzetta News
0 Gazzetta News Sottocanestro
1 Tuttogol
dalle 7 ogni ora il notiziario 11x90

Match del secolo, istruzioni per l’uso

1La vigilia dell’incontro di Las Vegas raccontata alle 13.30 sul canale 59. E alle 14.15 Trainotti a Sottocanestro

I

l match del secolo raccontato da GazzettaTv.
Nella notte tra domani e domenica Floyd
Mayweather e Manny Pacquiao incrociano i
guantoni con in palio il titolo dei pesi welter, oggi
sul canale 59 tutto quello che c’è da sapere sul
match di Las Vegas. In studio dalle 13.30, con
Riccardo Crivelli e la conduzione di Patrizio Pavesi. ospiti il campione d’Europa dei pesi superleggeri Michele Di Rocco e il manager Salvatore
Cherchi, che negli anni ‘80 e ‘90 ha portato negli
Stati Uniti diversi italiani a combattere contro i
più forti dell’epoca. A corredo dei pronostici, i
servizi per spiegare chi sono e quanto guadagnano i pugili del momento, raccontati anche attraverso un profilo tecnico: da qui una carrellata sui
temi dell’incontro. In collegamento l’inviato a Las
Vegas Fausto Narducci, con Massimo Lopes Pegna invece a raccontare in un servizio come gli
Stati Uniti stanno vivendo l’attesa del match.
COL DIRIGENTE RIVELAZIONE Ottanta minuti al
termine della stagione regolare della Serie A di
basket, e tanti verdetti ancora da scrivere. Se ne
parla oggi alle 14.15 negli studi di GazzettaTv nel
consueto appuntamento settimanale del venerdì
con la rubrica Sottocanestro, condotta da Michele Gazzetti e con la partecipazione di Franco Casalini. L’ospite di giornata è Salvatore Trainotti,
direttore generale di Trento che, al momento
quarta in classifica in Serie A pur essendo una
matricola, è stata fin qui la grande sorpresa del
campionato. La Dolomiti Energia domenica è impegnata sul campo dell’altra neopromossa, Capo
d’Orlando, per difendere la posizione in classifica
nel giorno in cui Sassari, che ha gli stessi punti,
ospiterà nel big match di giornata Venezia secon-

clic

COME RISINTONIZZARE
I VOSTRI TELEVISORI
E VEDERE IL CANALE 59

Michele Di Rocco, qui contro Nieto, è a Gazzetta Tv BOZZANI

Salvatore Trainotti, direttore generale di Trento CIAMILLO

da in graduatoria. Lo studio sarà l’occasione anche per tratteggiare tutti i possibili scenari nelle
lotte più importanti di queste ultime due giornate: quella per il secondo posto e quella per la salvezza si incroceranno nella trasferta di Reggio
Emilia sul campo di Caserta, mentre è vorticosa
la lotta per gli ultimi due posti playoff tra Bologna, Pistoia, Cantù, Roma e Cremona. È solo l’antipasto dell’appuntamento con la partita settimanale trasmessa da GazzettaTv: domenica alle
22.15 sarà trasmessa in differita la sfida tra l’Enel

Brindisi, fresca di certezza di un posto ai playoff,
e la capolista Emporio Armani Milano.
SPECIALE MILAN I riflettori restano accesi anche sul mondo del calcio. Torna alle 19 l’appuntamento quotidiano con Calcio Market, con Carlo
Laudisa e la conduzione di Federica Migliavacca.
Piatto forte, uno speciale sul Milan, nelle ore decisive per la cessione della società e la scelta della
guida tecnica, con un occhio agli scenari futuri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

● Eseguire le seguenti procedure.
Se possiedi Tv o Decoder Digitale Terrestre
1. Premere il tasto MENU sul telecomando
2 Selezionare Impostazioni/Avanzate
3. Posizionarsi sulla voce relativa alla
Sintonizzazione automatica dei canali e premere il
tasto OK, accedi alla configurazione dei canali
4. Impostare Modalità di sintonia dei canali su DTV
5. Posizionarsi sul pulsante Avvia scansione e
premere il tasto OK per avviare la ricerca.
Soluzione dei problemi
Se avete già provveduto alla risintonizzazione senza
esito e il vostro televisore è collegato ad un sistema
con antenna centralizzata, fate verificare dal vostro
antennista che sia presente nella centralina
dell’antenna stessa il modulo (o filtro) necessario
per la ricezione dei segnali tv del canale/mux 55
(frequenza 746 MHz), quello che supporta anche il
canale 59 di Gazzetta Tv. Se il modulo manca, fatelo
inserire: è un’operazione molto semplice.
Se possiedi una Sky Digital Key
1. Premere il tasto Menu del telecomando SKY e
premere OK per accedere al digitale terrestre
2. Premere il tasto rosso (Ricerca) e lasciare
invariata la configurazione
3. Premere due volte il tasto rosso (Avvia ricerca)
4. Attendere il completamento dei canali e quindi
premere OK

L’evento R Domani notte il Mondiale welter

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

31

La boxe punta tutto su MayPac
1A Las Vegas soldi, follie e un dubbio: Mayweather-Pacquiao rilancerà uno sport in crisi?
Fausto Narducci
INVIATO A LAS VEGAS (USA)

U

na cosa è certa: la boxe
non aveva mai vissuto
niente di simile. Se dal
punto di vista tecnico o della caratura dei personaggi Mayweather-Pacquiao, ribattezzato
MAYPAC in un felice acronimo,
sbiadisce di fronte ai confronti
dell’epoca d’oro di uno sport in
qualche modo anacronistico,
non c’è dubbio che il match del
secolo in programma domani
all’MGM Grand di Las Vegas si
calerà in una realtà «social» che
ne accresce i confini generando
non solo guadagni record ma
anche fenomeni di interesse e
partecipazione giovanile che lo
sport del ring non aveva mai conosciuto.
LAS VEGAS Las Vegas, l’unico
angolo del pianeta che poteva
ospitare un evento simile, è il
Paese del Bengodi dove famiglie, uomini d’affari e disperati
— chissà perché con stazza media superiore al quintale — possono nascondere i problemi sotto il tappeto verde della roulette. È la terra dei sogni. Per giunta siamo nel weekend del «cinco
de mayo»: festa civile messicana ormai estesa agli Stati Uniti
che allunga di due giorni il ponte della felicità con incassi da
capogiro. Ai margini della celebre Strip si può trovare ancora
una camera di terz’ordine a cifre che superano i 500 dollari a
notte, i biglietti per la cerimonia
del peso di oggi vengono rivenduti al mercato nero fra i 136 e i
446 dollari, partendo da un costo ufficiale di 10. Così come la
visione a circuito chiuso limitata agli alberghi della catena dell’MGM costerà ai ritardatari intorno ai 500 dollari, consumazione compresa. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se il solo
match (senza indotto) produrrà
per l’organizzazione Top RankMayweather Promotions un
guadagno di 400 milioni di dollari così divisi: 300 milioni con
la sola pay per view (100 dollari
in HD, per un minimo di 3 milioni di acquirenti previsti), 35
per i diritti globali e le sponsorizzazioni (Tecate ha pagato 5.6
milioni), 74 con il botteghino.

BORSE: 270 MILIONI
Mayweather e Pacquiao alla
presentazione del match.
Si divideranno una borsa di
270 milioni di euro: 162 allo
statunitense, 108 al filippino.
Arbitro: Kenny Bayless
Giudici: Clements, Moretti,
Feldman FOTO IPP

LA SFIDA
FLOYD MAYWEATHER JR.
MANNY PACQUIAO
ETÀ

38

36

ALTEZZA

173 169

PESO

66

VITTORIE

47

VITTORIE PER K.O.

PARI

clic
DIRETTA IN 28 PAESI
IN ITALIA SU DEEJAY TV
IN CHIARO DALLE 5
● Mayweather-Pacquiao è
trasmesso in diretta tv in 28
Paesi. In Italia è in esclusiva
e in chiaro su Deejay Tv
(canale 9 digitale terrestre)
con «La grande notte della
boxe». Domani alle 23, in
diretta dal PalaTiziano di
Roma, l’intercontinentale Ibf
supermedi tra De Carolis e
Ali Ndiaye. Alle 3 inizio della
diretta da Las Vegas con i
sottoclou LomachenkoGamalier Rodriguez (piuma
Wbo) e Leo Santa Cruz-Josè
Cayetano (piuma). Alle 5
Mayweather-Pacquiao.

ferenza sostanziale a far pendere fortemente anche le scommesse a favore del padrone di
casa è la parabola della carriera: Money è ancora al top, imbattuto e integro nel corpo e
nella mente; PacMan ha imboccato da almeno due anni la fase
discendente con la controversa
sconfitta contro Bradley e quella devastante contro la bestia
nera Juan Manuel Marquez (solo due vittorie in quattro sfide)
che hanno fatto suonare un
campanello d’allarme rimasto
acceso dopo tre vittorie poco significative. Proprio il messicano «Dinamita» (che Mayweather ha sovrastato nel 2009)
rompe l’equilibrio nel confronto fra i cinque avversari in comune (De La Hoya, Mosley,
Hatton, Cotto battuti da entrambi) ma la sensazione è
un’altra: il filippino capace di
agitare le braccia come una
fionda contro De La Hoya nel

2008 era più forte del Mayweather che battè Oscar per split
decision l’anno prima. Dopo 7
anni sembra però difficile pensare che domani gli basterà venire costantemente in avanti
per avere ragione del fuoco di
sbarramento dell’americano
che lo sovrasta in altezza (+ 3
cm) e allungo (+13 cm), vantaggio rilevante per la sua
produzione di colpi a segno.
Il difensore Mayweather però ha sempre sofferto i pugili
mancini. Il rischio è che la
sfida del secolo diventi anche la noia più mortale di
tutti i tempi, visto che i due
sfidanti non vincono per
k.o. rispettivamente dal
2011 (Ortiz) e 2009 (Cotto). Mayweather-Pacquiao
sarà un trampolino di lancio o una pietra tombale
per il futuro della grande
boxe?

57

26

38

0

2

SCONFITTE
IL MATCH A questo punto c’è il
Mondiale dei welter: Mayweather porta le corone Wbc e super Wba, Pacquiao quella Wbo.
Come hanno confermato i toni
amichevoli della conferenza
stampa di presentazione di
mercoledì sembra quasi la parte
secondaria. Dopo aver riempito
il portafoglio i due rivali fondamentalmente si rispettano: in
fondo entrambi hanno avuto
un’infanzia difficile nel Michigan e nelle Filippine, caratterizzata dal ruolo dominante delle
madri con i padri rispettivamente assenti (Pacquiao) o
troppo impegnati nei rudi insegnamenti dello sport di famiglia (Mayweather); entrambi,
dopo un trascurabile dilettantismo, hanno scalato categorie (8
Pacquiao, 5 Mayweather) in
una carriera pro che dura da
circa 20 anni. Nonostante l’età
ravvicinata (38 anni Mayweather, 36 Pacquiao), la prima dif-

66

0

5

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA POLEMICA
con sette accuse per lo stesso
reato da cinque ragazze diverse, possa combattere indisturbato. Lo scorso ottobre Ray Rice, giocatore di football dei
Baltimore Ravens, è stato sospeso a tempo indeterminato
dopo essere stato inchiodato
da un video in cui lo si vede
mettere k.o. la sua fidanzata.
Ora potrebbe tornare in campo, ma nessuna squadra gli ha
più offerto un contratto.

In tv a 100 dollari, Usa divisi
«Uscite a cena, sarà meglio»
Massimo Lopes Pegna
CORRISPONDENTE DA NEW YORK

E

ra un pezzo che gli Usa
non vivevano una vigilia
di un incontro di boxe come fosse la notte degli Oscar o
il Super Bowl, la finale del football americano. Incollati agli
schermi non ci sarà certo quel
tipo di audience oceanica (40 e
120 milioni di spettatori: sono i
programmi tv più visti ogni anno negli States), ma ci si aspetta di sbriciolare ogni primato
legato alla pay-tv, con almeno
tre milioni di acquisti al prezzo
record di 100 dollari. Perché
Floyd Mayweather-Manny Pacquiao non è solo una grande
sfida di pugilato, è un avvenimento e il Paese lo vive come
tale.
ATTESO DA ANNI Da anni la

noble art in America è uno
sport di nicchia, qualcuno dice
addirittura moribondo. E
un’atmosfera da super happening mancava dai tempi di
Mike Tyson e da alcuni dei match precedenti di Mayweather,
quando veniva srotolato il tappeto rosso e dalla vicina Los
Angeles traslocava per l’occasione mezza Hollywood. Non
tutti quelli che compreranno la
diretta in pay-per-view (altro
fatto storico, c’è stata un’alleanza fra Hbo e Showtime, le
due tv concorrenti che hanno
sotto contratto i pugili) sono
appassionati di questo sport,
spesso accusato di essere troppo violento. Molti lo vedranno
perché è semplicemente l’evento da non perdere, come il Super Bowl, appunto. Se a Las Vegas non si trova una stanza è
perché chi se lo può permettere
vuole sentirsi parte di qualcosa

di speciale. Insomma, io c’ero.
Vivere l’aria di festa in un ambiente da Paese dei Balocchi,
anche se costretti a restare fuori dalla Grand Arena dell’Mgm,
accessibile a 16.500 persone.
PRO E CONTRO Di Mayweather
e Pacquiao si stanno occupando tutti. Non solo i canali dello
sport o le sezioni specializzate
dei quotidiani. C’è un interesse
che va al di là di ciò che accadrà
sul ring. Qualcuno si chiede
che indice di ascolto potrebbe
avere l’incontro se offerto gratuitamente su un grande
network. Magari superare le finali Nba o le World Series di
baseball, che nel 2014 hanno
avuto una media di 14.9 e 13.8
milioni di spettatori. Ma c’è anche chi va controcorrente. Molti editorialisti si sono chiesti
perché Floyd, condannato a tre
mesi per violenza domestica e

Il morso di Tyson a Holyfield nel 1997. Il 5° match più ricco REUTERS

I 10 MATCH PIU' RICCHI DI SEMPRE (IN MILIONI DI EURO)
INCASSO*

MATCH

SEDE

CATEGORIA

358

Mayweather-Pacquiao

Las Vegas

Welter Wbc, Wbo, Wba

ANNO

134

Mayweather b. Alvarez

Las Vegas

Superwelter Wbc, Wba

2013

122

Mayweather b. De La Hoya

Las Vegas

Superwelter Wbc

2007

100

Lewis b. Tyson

Memphis

Massimi Wbc, Ibf

2002

90

Holyfield b. Tyson

Las Vegas

Massimi Wba

1997

2015

86

Tyson b. McNeeley

Las Vegas

Nessun titolo

1995

84

Mayweather b. Cotto

Las Vegas

Superwelter Wba

2012

72

Holyfield b. Foreman

Atlantic City

Massimi Wbc, Wba, Ibf

1991

70

Holyfield b. Tyson

Las Vegas

Massimi Wba

1996

67

Pacquiao b. Mosley

Las Vegas

Welter Wbo

2011

*: comprende diritti tv e botteghino

COMANDANO I SOLDI Nella
boxe non esiste la figura forte
di un commissioner, come nella Nfl, che possa squalificare
Mayweather. Anche se c’è sempre più sensibilità su uno dei
crimini più vili, come la violenza sulle donne, l’America usa
spesso standard diversi. A Las
Vegas comandano i quattrini e
il voto popolare, perché non c’è
alcun obbligo di vedere Floyd
in azione sul ring. Sarah Spain,
giornalista di Espn, suggerisce:
«Devolvete metà di quei cento
dollari in beneficienza e con il
resto andate fuori a cena: avrete passato una serata migliore».
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32

Ciclismo R Il caso

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

«Il fatto non sussiste»
Rebellin assolto due volte

IN TURCHIA

1 Clamorosa sentenza del Tribunale di Padova. Positivo a Pechino 2008
e accusato di evasione fiscale, il veneto viene riabilitato dopo sette anni

Claudio Ghisalberti
INVIATO A PADOVA

«D

avide Rebellin è assolto perché il fatto
non sussiste». Le parole del giudice Beatrice Bergamasco scorrono velocissime
nell’aula Ambrosoli del Tribunale di Padova. Eppure sono
parole che probabilmente faranno giurisprudenza. Antonino De Silvestri, il difensore di
Rebellin, ascolta a capo chino.
Dall’altro lato della stanza c’è
David Aiello, l’avvocato dello
Studio Valori, che rappresenta
il Coni, la parte civile. Il pm
non lascia nemmeno che il giudice legga tutta la sentenza, si
toglie la toga, una sistematina
alla coda dei capelli, infila la
mano nella borsetta, prende lo
smartphone e manda un messaggio.
ACCUSE Eppure le richieste
dell’accusa erano state pesanti
contro Rebellin: un anno di pena per violazione della legge
376/2000 legata alla positività
all’Epo-Cera all’Olimpiade di
Pechino 2008 (il vicentino fu
argento: prima medaglia olimpica italiana dopata) e un anno
per «estero vestizione», evasione fiscale. Sarebbe stata fittizia
la residenza monegasca di Rebellin tra 2003 e 2008. La
Guardia di Finanza, guidata
dal colonnello Maccani, che
aveva agito su mandato della
Procura di Padova, aveva stimato che Rebellin avrebbe sottratto al fisco quasi 7 milioni di
euro. Il Coni, che si era costituito parte civile, aveva chiesto
una sanzione di 500mila euro.
Entrambi hanno avuto torto.
INDIZI Il giudice ha in pratica
accolto la tesi difensiva dell’avvocato De Silvestri, uno dei
massimi esperti italiani di diritto sportivo, docente all’Univer-

UNA VICENDA
ANCORA OSCURA

sità Ca’ Foscari. «Questo, per
quanto riguarda il doping, era
un processo indiziario a carico
di Rebellin – spiega il legale –
ma non c’era nessuna prova a
suo carico. L’unico dato di fatto
è la squalifica, però non siamo
in grado di stabilire se la condanna inflitta a livello sportivo
sia giusta o ingiusta. Sappiamo
che ci sono state delle falle nella catena di custodia dei campioni, che alcuni di essi erano
deteriorati e non più utilizzabili. Anche il metodo utilizzato
per trovare il Cera al tempo
non era validato. Poi mancava
come prima cosa il lodo del Tas
(il tribunale arbitrale dello
sport, al quale Rebellin si era
appellato, senza successo: ndr)
perché il Coni non lo ha prodotto. Ma anche nel caso ci fosse stato, non bisogna dimenticare che il Tas è un organismo
transnazionale non governativo. Il lodo è un lodo privato di
diritto svizzero». Sentenza che
potrebbe fare giurisprudenza
perché «sottolinea la netta differenza tra le norme Cio, dove
per giudicare colpevole un atleta basta un “confortante convincimento del collegio giudicante”, con quelle dell’ordinamento italiano secondo le quali
una persona per essere condannata deve essere “colpevole oltre ogni ragionevole dubbio”. Per l’evasione fiscale, invece, le prove erano evidenti e
schiaccianti che Rebellin è residente a Montecarlo».

Modolo,
chi si rivede
Gruzdev,
pugni a Zhupa
Alessandro Conti

I

Davide Rebellin, 43 anni, vicentino di Madonna di Lonigo, è pro’ dal 1992: 65 vittorie, tra cui Amstel, Freccia e Liegi
nel 2004; San Sebastian e Zurigo; la Tirreno-Adriatico 2001. Più 1 tappa al Giro nel 1996 e 6 giorni in rosa BETTINI

PAROLE «Adesso posso tirare
un grandissimo sospiro di sollievo – dichiara Davide, che
corre dal 2013 per la squadra
polacca CCC Sprandi, al termine della tappa del Giro di Turchia dove è leader —. Questa
sentenza è una liberazione da
una preoccupazione enorme.
Certo, dentro di me avevo la
consapevolezza di non avere
sbagliato. Ma un conto è la pro-

pria coscienza, un altro una
sentenza di un tribunale italiano. Inutile girargli intorno, era
un pensiero che mi disturbava.
Quello che è successo ha influenzato molto negativamente anche la mia vita privata. Per
fortuna che ho trovato una
donna fantastica che mi è stata
e mi è vicina. Anche a livello
sportivo non è stato facile. Ero
all’apice della carriera e di colpo mi sono trovato tutte le porte chiuse in faccia: squadre, organizzatori, colleghi... Mi sentivo rigettato da tutti. Ma non
ho voluto mollare, non potevo
mollare anche se magari, vista
anche l’età, avrei potuto farlo.
Ho ricominciato da squadre

piccole, ma volevo tornare. Il
giorno che smetterò di correre
lo farò da persona libera, con
dignità». Intanto c’è da vincere
questo Giro di Turchia che finisce domenica: «Certo, lo voglio. La tappa più dura era
quello che ho vinto. Ma anche
la prossima (oggi, ndr) ha un
finale impegnativo. Però la vittoria più bella è questa in tribunale».
Davide Rebellin non ha infranto le leggi italiane. E ora lasciatelo correre. Anzi, applauditelo
lungo le strade perché il «Rebella» a 43 anni, e 24 stagioni
in sella tra i professionisti, è ancora uno dei migliori.

PECHINO, 9 AGOSTO 2008: 2°
Ai Giochi Olimpici di Pechino 2008
la Nazionale è diretta dal c.t. Franco
Ballerini. Davide Rebellin, nel giorno del
37° compleanno, conquista la medaglia
d’argento alle spalle di Sanchez (Spa)
e davanti a Cancellara (Svi)

2009: 847 NUOVI TEST PER IL CERA
Al Tour 2008, grazie a un nuovo
metodo antidoping, è scovata la nuova
Epo: è il Cera, che incastra Riccò e
Piepoli. Così il Cio decide di analizzare
di nuovo 847 campioni di sangue,
inviati ai laboratori di Parigi e Losanna

28 APRILE: REBELLIN POSITIVO
Alle 18.10 del 28 aprile 2009, il Coni
è informato che Rebellin è positivo
al Cera: con lui altri 4, tra cui Ramzi,
marocchino, oro olimpico nei 1500.
Il vicentino è squalificato 2 anni e
deve restituire la medaglia d’argento

Nibali-Froome-Quintana: si fa sul serio
Albasini, domani in
salita sarà battaglia.
Una troupe della Cnn
intervisterà il siciliano

Ciro Scognamiglio
INVIATO A PORRENTRUY (SVIZZERA)

S

i muove anche la Cnn per
Vincenzo Nibali. Una troupe della televisione americana è in arrivo nel weekend al Giro di Romandia: nell’ottica di un
reportage sulla candidatura del
Kazakistan (Almaty) per i Giochi
olimpici invernali 2022 (contro
Pechino), vogliono intervistare sia

il siciliano, capitano per la terza
stagione dell’Astana, sia Alexander Vinokourov, il general manager dell’Astana che verrà apposta
tato la
in Svizzera dopo aver saltato
lezioni
Liegi per partecipare alle elezioni
ato alla
nel Paese che hanno portato
riconferma alla presidenza di Nazarbayev.
ri nella
Intanto, nella corsa che ieri
Mourey-Porrentruy, terza tappa,
el leaha visto il bis allo sprint del
der in classifica, lo svizzeroo Miulian
chael Albasini, su Julian
ruso,
Alaphilippe e Damiano Caruso,
rtita
lo Squalo ha tentato la sortita
in discesa nel finale («c’eraa stato un rallentamento, ma i Movistar hanno chiuso»), dopo
che Nairo Quintana aveva fatto
lo stesso e Chris Froome eraa parso molto attento in testa al grup-

Vincenzo
Nibali, 30
anni, sta
entrando
in forma AFP

R«È la mia vittoria

più bella. Quanto
successo ha
colpito anche
la mia vita privata»

RIl legale: «Viene

sottolineata
la netta differenza
tra norme
sportive e penali»

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GIRO DI ROMANDIA

1Bis del leader

Sacha Modolo, 27 anni BETTINI

po. Prove tecniche di grande sfida,
insomma: oggi verso Friburgo tappa di transizione, ma domani l’arrivo in salita di Champex Lac chiama tutti e tre, oltre a Rigoberto
Uran (che
(c prepara il Giro) e ai
francesi Peraud, Pinot e Bardet,
che pensano
pens
al Tour. Previsto maltempo. E grande spettacolo.
ARRIVO 1. Michael Albasini (Svi, Orica)
ARRIVO:
172,5 km in 4:14’56”; 2. J. Alaphilippe
(Fra); 3.
3 D. Caruso; 4. Rui Costa (Por); 5.
Gerrans (Aus); 7. Uran (Col); 15. Froome
Gerran
(Gb); 220. Nibali; 32. Quintana (Col).
CLASSIFICA:
CLAS
1. Michael Albasini
Orica); 2. Santaromita a 20”; 3.
(Svi, O
Froome (Gb); 4. S. Yates (Gbr); 5. J.
Froom
Alaphilippe (Fra) a 24”; 14. Nibali a 37”;
Alaph
27. Qu
Quintana a 1’. OGGI: 4a, La Neuveille-Friburgo
169 km. DOMANI: 5a
veilletappa, Friburgo-Champex Lax (162
tappa
km). TV: dirette Bike Channel dalle 16
© RIPRODUZIONE RISERVATA

l successo dopo sei mesi
e mezzo di digiuno e
quattro piazzamenti,
tra secondo e terzo, dall'inizio della stagione. «Questa
vittoria mi dà fiducia per il
Giro. E poi volevo dimostrare alla squadra che c'ero. So
di aver fatto un buon inverno». Sacha Modolo ha conquistato la quinta tappa del
Giro di Turchia: una volata
particolare al termine di una
salita non pronunciata ma
costante di 3 km. Il 27enne
veneto della Lampre-Merida
adesso punta alle vittorie di
tappa al Giro d'Italia. Sono
almeno sei i finali di frazione
adatti a lui nella corsa rosa.
Dello sprint in Turchia ha
fatto parte anche Davide Rebellin, che è arrivato nono e
ha incrementato il vantaggio in testa alla classifica: ha
rifilato altri 15" a Kristijan
Durasek, compagno di squadra di Modolo, che ora è a
22". Durante la tappa, ad
una settantina di km dal traguardo sono volati cazzotti.
È lo stesso Modolo a raccontare la scena alla quale ha assistito: «Gruzdev (Astana,
ndr) voleva passare e si è
messo a insultare. Eravamo
tutti concentrati. Zhupa
(Southeast, ndr) gli ha detto
di stare tranquillo e poi gli
ha dato un pugno». A fine
tappa la giuria, rivisti i video
ha squalificato il corridore
kazako.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

RICORSO AL TAS CONTRO IL CIO
Rebellin nega sempre la colpevolezza
e porta il Cio (comitato olimpico) al
Tas. La difesa: il laboratorio di Parigi
accreditato solo il 30/7/2009 per il
test-Cera; niente catena di custodia
dei campioni del sangue in Cina

Lo sai?
IL VIA DALLA LIGURIA
PER LA QUINTA VOLTA

2 ANNI DI STOP, POI RIPARTE
E poi le date sbagliate sui verbali; si
dice che i campioni sono 7, in realtà 3.
Rebellin perde, il Tas conferma i 2
anni. Ma non si arrende, torna a
correre nel 2011 e vince subito la Tre
Valli Varesine. Come adesso, a 43 anni

DOMANI A MANCHESTER

Torna il record dell’Ora
Dowsett sfida 52,491 km

-8
● Mancano otto giorni
al 98° Giro d’Italia, che
scatterà sabato 9 maggio da
San Lorenzo al Mare con una
cronosquadre di 17,6 km e
traguardo a Sanremo. Gran
finale a Milano domenica 31
maggio. La Liguria ospiterà
la Grande Partenza per
la quinta volta dopo Genova
1980 (vincitore finale Hinault),
Genova 1992 (Indurain),
Genova 2004 (Cunego) e
Sanremo 1987 (Roche).

Alex Dowsett, inglese, 26, in pista a Manchester
● Il numero: 52,491 km in un’ora. Appartiene
all’australiano Rohan Dennis. È il record
dell’ora che cercherà di abbattere domani
l’inglese Alex Dowsett, 26 anni, pro’ della
Movistar. Nel 2013 superò l’ex capitano
Wiggins e Nibali nella crono di Saltara al Giro
d’Italia. Appuntamento alle 14 al velodromo di
Manchester, dove è nata la superpotenza
britannica. Diretta Tv su Eurosport 2, 13.45.

Ciclismo R Paura in Germania
DA MONACO ’72
ALLA MARATONA
DI BOSTON

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

1

33

2

3

● 1 Giochi di Monaco ’72: l’assalto
al Villaggio olimpico dei terroristi
palestinesi di Settembre Nero: 17
morti. ● 2 Giochi di Atlanta ’96:
bomba al Centennial Park, un
morto e 110 feriti. ● 3 Boston
Marathon 2013: due fratelli
ceceni piazzano due ordigni al
traguardo della maratona più
antica, tre morti e 264 feriti

Terrorismo, corsa annullata

1Arrestati due turchi, preparavano un attentato: nel mirino il Gp Francoforte di oggi?
La Polizia non lo esclude: «Troppe domande ancora aperte, non potevamo rischiare»
1

Paolo Marabini

2

A

spettavano sul percorso
più di mezzo milione di
persone. Ma la Rund um
den Finanzplatz EschbornFrankfurt, o Gp di Francoforte
che dir si voglia, la manifestazione più importante del calendario tedesco, pronta a osannare il nuovo campione di casa
John Degenkolb, re di Sanremo
e Roubaix, oggi non si farà. Annullata per terrorismo. Ed è la
prima volta che succede nell’ultracentenaria storia del ciclismo. «Abbiamo valutato i rischi, al momento ancora troppe domande rimangono aperte, perciò abbiamo deciso di
cancellare l’evento: la sicurezza è la nostra priorità». Questo
l’annuncio con cui Stefan Müller, capo della Polizia Criminale dell’Assia, di concerto con gli
organizzatori, alle 19.15 di ieri
ha cancellato la grande festa
sulle rive del Meno.
FORTI SOSPETTI Troppo delicato il momento internazionale. Troppo vivo il triste ricordo
dell’attentato all’arrivo della
Maratona di Boston di due anni
fa, che costò tre morti e 264 feriti, per dare l’ok alla manifestazione, dopo il raid che nella
notte di mercoledì è culminato
con l’arresto di due persone, un
trentacinquenne tedesco di origini turche e la moglie, turca,
fortemente sospettati di legami
con il terrorismo islamico. Il
raid nell’abitazione della coppia a Oberursel, cittadina situata proprio sul percorso di gara,
tra Eschborn e Francoforte, ha
portato al sequestro di materiale destinato alla realizzazione
di numerosi ordigni. Oltre a un
tubo esplosivo funzionante
(una pipe bomb), sono stati tro-

3

4

● 1 Gli agenti della Polizia Criminale analizzano il materiale trovato nell’abitazione della coppia di terroristi
turchi a Oberursel AFP ● 2 I poliziotti hanno setacciato tutto il percorso del Gp Francoforte alla ricerca di
eventuali ordigni EPA ● 3-4 Altri due momenti dell’operazione che ieri ha coinvolto oltre 600 agenti AFP-AP

LA CHIAVE

Da 15 giorni movimenti
sospetti sul percorso
della gara tedesca
più importante: erano
attese 500mila persone
Sequestrato materiale
per costruire decine
di ordigni, 600 poliziotti
al lavoro. Ma è addio alla
sfida Degenkolb-Kristoff

vati cento proiettili, parti di un
fucile d’assalto, un razzo anticarro da addestramento, varie
sostanze chimiche e tre litri di
acqua ossigenata, che può essere impiegata per produrre il
Tapt, cioè il perossido di acetone: lo stesso fu utilizzato da Richard Reid, «l’uomo dalle scarpe bomba», che nel 2001 cercò
di far saltare un aereo statunitense in volo da Parigi a Miami.
INDAGINI SERRATE «Secondo
le nostre informazioni abbiamo
evitato un attacco terroristico»
ha precisato Müller, anche se
non c’è ancora una palese correlazione tra il materiale trova-

to e l’intenzione di provocare
uno o più attentati proprio in
occasione del Gp di Francoforte. Però ci sono molti indizi. Le
indagini sulla coppia sono scattate un paio di settimane fa,
quando sono stati registrati
movimenti sospetti dell’uomo
in vari punti del percorso. Fino
al blitz decisivo di mercoledì
notte, dopo due giorni di marcamento stretto. «Da quando
c’è stato l’attentato alla Maratona di Boston, l’attenzione in
Germania su ogni grande evento sportivo, non solo podistico,
è aumentata a dismisura» ha
precisato Müller. «Così è stato
anche in questa occasione».

VETRINA Ieri oltre 600 poliziotti hanno setacciato ogni
metro del percorso e non hanno trovato nulla, ma il rischio
era ugualmente troppo forte,
anche a fronte di uno schieramento supplementare di forze
dell’ordine e dei nuclei anti-terrorismo. Il Gp di Francoforte è,
con la Cyclassics di Amburgo,
la massima vetrina del ciclismo
tedesco: 53 edizioni, vincitori
illustri da Stablinski ad Altig,
da Merckx a Maertens, Bartoli,
Zabel, Degenkolb e Kristoff, ultimo trionfatore. E proprio la
sfida fra il re della Roubaix e il
re del Fiandre era il piatto forte
dell’edizione 2015 (attesi an-

che Pozzato, Paolini e Cunego),
col contorno di una gara juniores e di una per under 23. Senza
dimenticare le tante altre manifestazioni collaterali, non solo
sportive, per un 1° maggio di
grande festa, capace appunto
di attirare mezzo milione di
persone sulle strade di Francoforte, una delle città simbolo
della Germania, ma soprattutto
cuore finanziario dell’Europa,
sede della Bce. Non è una resa.
Ma certo fa impressione che anche lo sport debba fare i conti
sempre di più con il terrorismo.
ha collaborato Filippo Cataldo
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34

Pallavolo R Oggi gara-3 di semifinale

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Vujevic infinito
«Io e Perugia
sempre avanti»
1«Non smetterò, il mio Stephan mi dà

forza, ora lo sappiamo: Trento è battibile»
stagione?
«Me lo chiedono tutti, e io dico che non lo so. Ma più
la fine si avvicina e più penso di no: c’è tempo per
mettermi a fare il dirigente qui a Perugia. La testa
dice di andare avanti, non sono ancora stanco di
pallavolo. Bisogna capire cosa ne pensa il fisico,
perché vado avanti solo se capisco di essere utile:
non voglio prendere in giro nessuno».

Mario Salvini

B

asta solo guardare quel che fa in difesa. In un
set capita due, tre, quattro volte che l’attacco
avversario arrivi esattamente lì, tra le sue
braccia. Anche se foste alla prima partita di pallavolo in vita vostra capireste che non può essere fortuna. E che ci sono volte in cui Goran Vujevic sa esattamente dove andrà la palla. Ventisei stagioni in se- Diciamo allora che gara-3 non sarà la sua ultima parrie A e una vita in nazionale gliel’hanno insegnato. tita…
Insieme a molte altre cose. Il resto forse lo ha sem- «Beh, quello no. Spero proprio di no».
pre avuto. «Voi vedete quello che fa in partita. Ma
dovreste esserci in allenamento: di fronte all’inten- Quest’anno avete vinto gara-3 a Verona, l’anno scorso gara-5 a Piacenza: questa squasità con cui lavora, qualsiasi comdra sa come si fa…
pagno di squadra si vergognereb«Sì, in effetti qualcosa vuol dire,
be a non dare sempre il 110%. E’
anche se ogni situazione è diverun esempio straordinario». Sono
sa. Trento in casa ha sempre vinparole di Bino Rizzuto. E se il tuo
to, sarà dura, ma in gara-2, dopo
direttore sportivo dice così, signiquattro sconfitte in stagione, abfica che certe qualità ce le hai ● Gli anni di Goran Vujevic: alla
biamo finalmente capito che non
dentro, da sempre. Insieme alla 26ª stagione in serie A (una in
è imbattibile».
forza misteriosa di guardare quel- A-2 con Perugia): 19 in Italia, 6
la foto appesa sulla curva dei tifo- in Jugoslavia col Partizan, una
Età e esperienza danno una consasi di Perugia, di guardarla ogni in Grecia all’Olimpiakos Pireo
pevolezza diversa del gioco…
giorno e di continuare a giocare.
«Sì, ed è una bella sensazione. Mi
Ci sono mille storie, con cui si podà gusto indovinare le mosse detrebbe raccontare Vujevic, ma
gli avversari, capire dove andrà la
non si può non partire da lì. Dal
palla. La consapevolezza però è
sorriso del suo Stephan, morto a
anche quella dei tuoi limiti. Non
5 anni nel settembre del 2013. «I ● Le finali di Perugia: l’anno
tifosi hanno voluto chiamare la scorso l’attuale club fu sconfitto salto più come prima, e non ho
più la botta in attacco. Così devo
curva col suo nome, una cosa di da Macerata; nel 2005 l’allora
dare quasi tutto in quel che mi riesono molto grato a tutti loro. Du- Rpa fu battuto in tre partite da
sce meglio: la ricezione, la difesa.
rante le partite, ma anche in alle- Treviso.
E poi magari se mi capita un atnamento, alzo lo sguardo e lo vetacco fondamentale cerco di saldo. Penso che gli è sempre piaciuto stare lì, fare casino coi tifosi. E’ lì che fa il tifo per tare oltre i limiti, di tirar fuori anche quello che non
noi, per me. E’ sempre con me». Stasera some sem- ho».
pre, a Trento, nella bella che deciderà chi andrà in
finale contro Modena.
Che effetto fa giocare con ragazzi tanto più giovani?
E’ difficile capirsi?
Meglio prenderla alla larga: questa è la sua ultima «Mah, all’inizio cerco di non farlo capire che c’è tan-

42
2

Goran Vujevic,
42 anni: con la
nazionale della
Jugoslavia ha
vinto
l’Olimpiade di
Sydney 2000 e
l’Europeo 2001.
Montenegrino,
al momento
della divisione
tra Serbia e
Montenegro ha
scelto di non
andare più in
nazionale. E’
all’8ª stagione
a Perugia
TARANTINI

ta differenza. Ma in effetti certi potrebbero veramente essere miei figli. Ci scherziamo su, loro mi
chiamano “vecchio”, cose così. Poi però quando comincia l’allenamento le differenze spariscono. E alla fine no, non è difficile capirsi. Anzi, spesso sono
più amico coi più giovani. Fanno sentire più giovane
anche me”.
Un oro olimpico e un oro europeo con la Jugoslavia,
nessuna vittoria coi club: si sente in credito?
«Quando sono arrivato in Italia, nel 1996 (a Brescia, ndr) c’erano solo due stranieri per squadra:
quindi per essere in una grande bisognava essere
tra i 5-6 migliori al mondo. E io non ero quello che
faceva 30 punti a partita nemmeno allora. Sono arrivato a giocare un paio di finali, in Coppa Italia,
con Montichiari (nel 2000, ndr), l’anno scorso in
campionato. Mi è sempre mancato qualche punto
per vincere, ma non posso essere dispiaciuto. So di
aver fatto sempre tutto il possibile. Non ero io a scegliere in che squadra andare».
Chi o cosa deciderà gara-3 Trento-Perugia?
«Non sono molto bravo a fare pronostici: siamo 50
ne 50. Bisogna solo giocare bene, giocare meglio
degli altri; non ci sono segreti. Non ci sono mai».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

18.30 RAISPORT1
Trento con Nemec
Dall’Umbria 500
tifosi annunciati
(niba-an.me.) Dentro fuori: gara-3
Trento-Perugia (18.30 dir. RaiSport1)
Organico al completo per Stoytchev
che conferma Zygadlo-Nemec, SoléBirarelli, Lanza-Kaziyski, con Colaci
libero. Per Trento, a caccia della
settima finale in otto stagioni, e’ alla
nona gara di spareggio in un playoff,
finora quattro vinte ed altrettante
perse. Dall’Umbria partiranno in 500,
con 7 pullman messi a disposizione
dalla società e con mezzi propri. La
finale significherebbe ammissione alla
Champions League. Grbic potrà
contare su tutti i giocatori e al centro
preferirà ancora Barone a Beretta .
Dall’inizio: De Cecco-Atanasijevic, ButiBarone, Fromm-Vujevic, Giovi libero.
FINALE Chi vince da domenica
affronta Modena in finale (al meglio
delle 5 partite)

DONNE

Casalmaggiore: il paese che va in Champions
1Il più piccolo

centro di A-1,
15.000 abitanti, si
gode la sfida
d’Europa

Davide Romani
Giovanni Gardani

«A

Casalmaggiore si
vantano per conto
loro»: c’è un detto
nella parte più a Sud della provincia allungata di Cremona,
che espresso nel dialetto locale
fa pure rima, ma che ai casalesi
non piace proprio. Lo hanno inventato, a dirla tutta, i vicini di
casa, a mo’ di campanilistico
sfottò. Ebbene, da mercoledì sera Casalmaggiore ha tutto il diritto di vantarsi, e non solo per
conto proprio…
BALLO EUROPEO Una Cenerentola al gran ballo della finale
scudetto. Una piccola Davide
pronta a sfidare i Golia della
pallavolo europea. Un paesino
di 15.000 sullo stesso livello
delle capitali europee. Casal-

maggiore, stavolta grazie all’impresa della Pomì Volley, è
sempre più no-limits. E non intende fermarsi. Dopo i successi
in campionato — davanti in
classifiche alle più ambiziose
Modena, Piacenza e Busto Arsizio — si appresterà a sfidare le
giganti europee. Nell’ultima Final four la cittadina più piccola
a essere rappresentata era Police: 34.000 abitanti circa. Poi
Busto Arsizio 82.000 e Istanbul
che supera i 13 milioni. Una metropoli: in Italia solo Villa Cortese ha battuto questo record,
se parliamo di numero minimo
di abitanti, con 6mila anime a
popolarla. Ma un conto è essere
parte dell’hinterland legnanese
(e dunque milanese), un altro
fare sport in una provincia come Cremona, sportivamente
forse non così povera, ma neppure così avvezza agli allori pesanti. Non dimentichiamoci infatti che la Pomì, già capace di
spingere l’asticella oltre la storia con la conquista della semifinale, ha regalato alla provincia che si espande sotto il Torrazzo la prima finale scudetto
della sua storia, e di conseguenza la prima Champions League.
NODO PALASPORT In questa
primavera di successi casala-

LA GUIDA
Domani a Novara
gara-1 scudetto

A inizio stagione la Pomì giocava a Viadana poi, dopo il crollo del tetto del palazzetto, è passata a Cremona TARANTINI

schi resta un piccolo sassolino
che potrebbe allentare l’ingranaggio di una favola entusiasmante che si sta scrivendo.
Crollato il tetto del PalaFarina
di Viadana, Casalmaggiore ha
scelto Cremona — che ha vinto
la concorrenza di Montichiari e
Parma — per finire la regular
season e giocare i playoff. Un binomio che si è rivelato vincente
con una media di 3000 spettatori che promuove la scelta. Ma
in vista della nuova stagione
tutto è ancora da stabilire. Intanto una prima grana andrà risolta già per gara-2 nella finale

contro Novara: al PalaRadi, infatti, lunedì sera arrivano gli
Harlem Globetrotters. Si esibiranno fin verso le 23, ma la Igor
Gorgonzola, da regolamento,
avrà diritto all’allenamento
martedì mattina con il taraflex
già steso. Morale? I volontari
della Pomì faranno orari extra e
allestiranno il campo praticamente di notte. E per l’anno
prossimo? Al PalaRadi vorrebbero giocare un po’ tutti: ferma
restando la Vanoli Basket, anche la Pieve 010 Hockey, altro
miracolo di provincia, chiede il
palazzetto cremonese per le ga-

re europee, mentre la Juvi, storica squadra cittadina di pallacanestro, potrebbe avanzare
una richieste, specie se dovesse
acquisire un titolo di serie B. Un
sovraffollamento inatteso e difficile da incastrare. «Noi non
abbiamo ancora scelto – precisa
Massimo Boselli Botturi, presidente della Pomì – ma se siamo
venuti qui a Cremona, è per restare. Anche perché la risposta
del pubblico merita una conferma». Ecco perché la Champions
farà tappa per la prima volta
sotto il Torrazzo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La finale scudetto scatta domani
(20.30 diretta RaiSport1), con gara-1 a
Novara, a casa della Igor Gorgonzola
che ha vinto la stagione regolare
(Casalmaggiore aveva chiuso al
secondo posto) .
AZZURRE Prima raduno stagionale
della nazionale femminile di Marco
Bonitta, che dal 5 al 15 maggio
lavorerà presso il Centro Pavesi a
Milano, per preparare i primi impegni
agonistici stagionali. Su indicazione
del ct azzurro sono state convocate
diciannove atlete: Camera e Pisani,
(Unendo Yamamay Busto Arsizio);
Malinov, Spirito, Egonu e Guerra (Club
Italia); Caracuta e Sorokaite
(Nordmeccanica Piacenza); Pascucci,
Parrocchiale e Calloni (Bisonte San
Casciano); Melandri, Loda, Sylla e
Mambelli (Foppapedretti Bergamo);
Perinelli (Savino del Bene Scandicci);
Folie (LiuJo Modena). A questo gruppo
il 12 maggio si uniranno Arrighetti
(Lokomotiv Baku) e Caterina Bosetti
(Galatasaray Istanbul).
DEL CORE (a.a.) Il Kazan di Antonella
De Core ha vinto lo scudetto russo
proseguendo la scia di successi iniziati
con la Champions e il campionato
2013-14 e il Mondiale. Gli sono bastate
solo tre gare per aver la meglio sulla
Dinamo Mosca: 3-0 e 3-0 nelle gare
casalinghe, 2-3 (28-26, 16-25, 19-25,
25-20, 6-15) nella Capitale

Basket R Serie A

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Roma tra playoff e futuro incerto
Dalmonte prova l’ultimo sussulto

1Il tecnico: «Stagione problematica, ma contro Bologna ci assegniamo il 51% di chance

Non so cosa succederà al club, però i segnali non sono buoni: perderci sarebbe un danno»
Mario Canfora
ROMA

È

la classica partita da dentro o fuori, per Roma. Che
un mese e mezzo fa (prima
di ospitare Reggio Emilia) era
penultima, mentre domenica
va a giocarsi a Bologna la possibilità di acciuffare poi i playoff
nell’ultima giornata battendo
Cantù in casa. Dovesse perdere
a Casalecchio, l’addio alla post
season sarebbe matematico.
«Giochiamo in trasferta — spiega il tecnico dell’Acea, Luca Dalmonte —, ma ci assegniamo il
51% di possibilità di vittoria. E
se non dovessimo farcela dopo
aver dato tutto, mi piacerebbe
vedere dei sorrisi».
Comunque vada, per l’Acea arrivare fino a questo punto è quasi
un successo.
«Prima della gara con Reggio
Emilia mai mi sarei aspettato di
giocarmi questo spareggio. Invece, la nostra rincorsa è stata
entusiasmante, con cinque vittorie nelle ultime sette gare. Abbiamo avuto troppe porte girevoli, tanti guai, passando dalla
partenza di Triche, ai problemi
di Gibson, all’infortunio di Jones, il nostro leader (che ha ieri
rescisso il suo contratto in Lega,
un atto dovuto, ndr), l’uomo su
cui era stata costruita la squadra in estate. Noi all’inizio non
eravamo nelle nomination
playoff, io cocciutamente l’ho
sempre ricordato. Allo stesso
tempo, abbiamo fatto una grande figura in Eurocup, e coerentemente sostenevo che a causa
delle troppe variabili che hanno
inquinato il nostro cammino,
dovevamo pensare gara dopo
gara. Pensate, nel ritorno per
ragioni di forza maggiore abbiamo dovuto cambiare il quintetto 6 volte su 13. Ora Roma ha
raggiunto un equilibrio decente
e mi piace ricordare che siamo
la squadra che in A subisce meno punti di tutti. Nelle ultime

Luca Dalmonte, 51 anni, durante un timeout della sua Acea: il tecnico nativo di Imola è anche il vice di Simone Pianigiani nell’Italia CIAM-CAST

sette giornate, ha tenuto le avversarie a una media ben sotto i
70 punti: sarebbe davvero un
peccato non disputare i playoff
perché avrebbe margini per
consolidarsi».

«FONTECCHIO
FARÀ STRADA,
SARÀ IL LEADER DELLA
NOSTRA UNDER 20
ALL’EUROPEO IN CASA»
LUCA DALMONTE
COACH ACEA ROMA

Uno dei più seguiti, nella Granarolo, sarà Simone Fontecchio:
per vederlo dal vivo domenica
dovrebbe esserci anche il direttore scouting e lo scout Europa
dei Celtics...
«Ha saputo ritagliarsi un suo
spazio offensivo, nonostante i
tre terminali che ha in squadra,
Ray, Hazell e White. Ha un impatto atletico di livello, l’atteggiamento in campo è super, difensivamente può giocare su tre
ruoli. Sarà il leader della nostra
Under 20 che disputerà in luglio l’Europeo in casa».

Che pensa dei nostri italiani?
«Detto che chi è bravo alla fine
giocherà sempre, è però giunto
il momento che per crescere
facciano sempre più parte di
un’organizzazione di gioco, di
un sistema, e non legati al semplice corri e tira che non so
quanto possa aiutare a migliorare. Questo, se vogliamo che i
nostri atleti abbiano una dimensione sempre più europea».
Il nostro campionato perde d’interesse o no?
«Non direi, intanto c’è grande
equilibrio e questo viene tradotto anche come interesse crescente. Mancano due giornate
alla fine della stagione regolare
e ci sono tante situazioni ancora
aperte, dai due posti liberi per i
playoff, alla salvezza».

Intanto, il futuro del club è ad
ampio rischio: dopo che il nuovo
stadio della Roma calcio va per
le lunghe, e quindi anche l’interesse di Pallotta per il basket,
ora si va dalla rinuncia alla A ad
ipotesi più disparate...
«Non so cosa accadrà: gli indizi
delle ultime tre stagioni, con gli
investimenti sempre in calo,
non hanno mai invitato all’ottimismo. Se le cose dovessero andare male, sarebbe riduttivo e
ingiusto addossare le responsabilità solo al presidente Toti che
ha investito tantissimo, ma occorrerebbe tirare in ballo chi
non è mai subentrato. La perdita di Roma sarebbe un danno
per l’intero movimento, bisognerebbe avere la forza di ripartire dal gradino più basso».
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35

LA NOVITÀ

Lega-Fip: idea
per un 6+6
dal 2016-17
● (canf) Riunione di Lega ieri
a Bologna: tanti i temi, come
la richiesta da far pervenire
alla Fip, nel consiglio dell’8
maggio, di un progetto che
premi non solo l’utilizzo dei
giocatori italiani, ma anche
degli Under 25 e 21. Ci sarà da
affrontare, con la Fip, il tema
della formula da adottare: si
lavora per un accordo per il
6+6 a partire dalla stagione
‘16-17. Arbitri: la Lega chiede
di mantenere il sorteggio, la
Fip rivuole il designatore. Il
discorso è serrato, ma la
possibilità che «vinca» l’idea di
Petrucci resta alta. Tv: ci sono
4 broadcaster interessati: a
giorni partiranno le trattative.
Infine, visto che la Lega ha
chiuso il bilancio in attivo (di
350mila euro), il presidente
Marino ha comunicato che
alle società verranno restituiti
i 10mila euro spesi per
l’utilizzo dell’instant replay,
strumento comunque da
migliorare ancora tanto.
CUSIN K.O. (a.r.) Stagione
finita per Marco Cusin che
ieri si è sottoposto ad un
ulteriore esame radiografico
che ha evidenziato un lieve
ritardo di consolidazione
ossea della frattura del 2°
metacarpo della mano destra.
Un ulteriore controllo verrà
eseguito il prossimo 4
maggio.

Finale donne
Gara-4: Ragusa
ha il match ball
● Stasera (20.30, Sky Sport
2) gara-4 di finale scudetto a
Ragusa, con la Passalacqua
in vantaggio 2-1 su Schio.
Vincendo le siciliane
conquisterebbero il tricolore.
In caso di sconfitta, gara-5
lunedì a Schio.
PLAYOFF A-2 - Ieri ultima
bella del primo turno di
playoff in A-2: Trieste-Ferrara
71-61. Così i quarti (domani
gara-1): Casale MonferratoBiella; Torino-Ferentino;
Verona-Agrigento; BresciaTrieste.

PLAYOFF NBA

Atlanta vola con Carroll, ex «svista» del draft
1Hawks 3-2 coi Nets
grazie all’ala presa
col n. 27, esempio di
come le scelte siano
un terno al lotto

Massimo Oriani

I

l draft è la scienza meno
esatta che esista nel mondo dello sport. Greg Oden
prima di Kevin Durant, Sam
Bowie prima di Michael Jordan. La lista degli errori potrebbe riempire un volume
delle pagine bianche. DeMarre Carroll ne farebbe sicuramente parte. L’ala di Atlanta,
scelto da Memphis col numero
27 al draft 2009, poi tagliato
da Houston e Denver prima di
firmare con Jazz e Hawks, è
stato il match winner di gara-5, portando Atlanta sul 3-2
nella serie di primo turno con i
Nets rivelatasi più difficile del
previsto, anche se le 8 sconfitte nelle ultime 15 gare di sta-

gione regolare avrebbero dovuto far scattare l’allarme.
FASOULAS Valutare correttamente il talento a livello collegiale o – ancor più complicato
– oltreoceano, non è semplice.
Partendo dal 1980, le topiche
di scout e gm regalano chicche
su chicche. Nel 1986 Mark Price, 4 volte All Star, uno dei più
grandi tiratori che la Nba abbia mai visto e la cui maglia
numero 25 è appesa al soffitto
della Q Arena, venne scelto
proprio col 25 da Dallas, che
girò subito i diritti a Cleveland. Due numeri dopo toccò a
Dennis Rodman, 5 volte campione Nba, pescato da Detroit.
Prima di loro, vennero selezionati Maurice Martin col 16 da
Denver (69 gare tra i pro’) e
Anthony Jones (3.4 punti di
media in carriera) col 21 da
Washington. Nello stesso
draft, Phoenix mise le mani su
Jeff Hornacek a metà secondo
giro (n.46), poco dietro Panagiotis Fasoulas (Portland, 37)
Gus Binelli (Atlanta, 40), che
la Nba l’hanno poi vista solo in
tv.

DeMarre Carroll, 28 anni, in carriera tagliato da Houston e Denver AFP

Stephen Jackson non è mai diventato una stella ma ha pur
sempre vinto un titolo con gli
Spurs nel 2003 e non da comprimario. Chi lo scelse? Phoenix col 42 al draft ‘97, ma la sua
stagione da rookie fu quella del
2000-01 coi Nets, dopo aver
sbarcato il lunario tra Australia
e Venezuela. Nel 2002 a
Tayshaun Prince (anello in
quintetto con Detroit due anni
dopo, preso col 23) e Carlos
Boozer (Cleveland, 35, 2 volte
All Star, oro a Pechino), vennero preferiti Nikolos Tskitishvili
(Denver, 5) Bostjan Nachbar
(Houston, 15), Jiri Welsch
(Phila, 16), ma anche Melvin
Ely (Clippers, 12) e Marcus
Haislip (Bucks, 13). Più che
una scienza quindi, una lotteria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

BIS GRECO Dieci anni più tardi
i Lakers si assicurarono un play
che gli fece poi vincere più di
un titolo coi suoi canestri decisivi, Derek Fisher, al numero
24. Chissà come l’hanno presa
in Colorado visto che col 23 i
Nuggets puntarono sul greco
Efthimios Rentzias, visto poi

anche a Siena nel 2004-05...
Ma quel draft è passato alla
storia come quello in cui Vitaly
Potapenko venne scelto dai Cavs col 12, e quindi preferito a
tali Kobe Bryant (Charlotte col
13, subito girato ai Lakers in
cambio di Vlade Divac) e Steve
Nash (Phoenix, 15).

Est, gara-5: Atlanta-Brooklyn 107-97
(serie 3-2, stanotte gara-6); ClevelandBoston 4-0; Chicago-Milwaukee 3-2
(ieri gara-6); Washington-Toronto 4-0.
Ovest, gara-5: Memphis-Portland
99-93 (serie 4-1); LA Clippers-San
Antonio 2-3 (ieri gara-6); Golden
State-New Orleans 4-0; Houston-Dallas 4-1.

ALTRE TOPICHE

43

● Michael Redd, scelto da
Milwaukee nel 2° giro, divenne
un All Star nel 2004 e vinse
l’oro con gli Usa all’Olimpiade
di Pechino 2008

72

● Mark Eaton venne scelto al 4°
giro da Utah, poi All Star nell’89
e uno dei migliori centri difensivi
di sempre. Ancora suo il record
di stoppate in una stagione (456)

0

● Ben Wallace non venne scelto
al draft ‘96, quando uscì dal
college. Finì col vincere 4 volte
il premio di difensore dell’anno
e il titolo 2004 coi Pistons

36

Tennis R La nuova tendenza

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

QUANTI CAMPIONI DIVENTATI ALLENATORI

Vincenzo Martucci

TACCUINO

@VinceMartucci

1 ● 1 Stefan Edberg, 49 anni, a
colloquio con Roger Federer
GETTY ● 2 Mats Wilander, 50 anni,
già capitano di Davis, ha allenato
Marat Safin, Tatiana Golovin e
Paul-Henri Mathieu LAPRESSE ● 3
Magnus Norman, 38 anni, con
Stanislaw Wawrinka, attuale
numero 9 al mondo AP ● 4 Jonas
Bjorkman, 42 anni, da marzo
allena Andy Murray GETTY
2

D

apprincipio fu Lennart
Bergelin, da buon tennista ad allenatore-faro di
Bjorn Borg. Poi è stato John-Anders Sjogren, coach studioso
dei particolari, padre del poliedrico Mats Wilander. Quindi,
dagli istruttori svedesi con gli
atleti solo svedesi è scaturito il
bum di quei fenomeni di volontà ed applicazione, l’epopea dei
nipotini dell’Orso ed addirittura 6 finali di coppa Davis consecutive (dall’84 all’89), trionfi
Slam a raffica ed egemonia nei
«top ten». Dopo di che c’è stato
l’oblìo e oggi il primo svedese
nella classifica mondiale dei
professionisti, Elias Ymer, è soltanto al numero 171. Torneranno in auge? Difficile, finché il
golf sarà più popolare della racchetta. Intanto, i grandi del tennis di ieri si sono riciclati come
allenatori. Nel 2001, il re di 7
Majors, l’ex n. 1, Wilander, ha
aperto la strada guidando prima Marat Safin e poi Wayne
Ferreira, Tatiana Golovin e
Paul-Henri Mathieu. Per deviare verso la carriera di commentatore tv: da coach, era troppo
ingombrante. Il «gemello», Joakim Nystrom, ex numero 7 in
singolare e campione di un
Wimbledon in doppio, forse era
invece troppo dimesso, chioccia
di professionisti buoni, ma non
eccelsi come Jarkko Nieminen,
Jurgen Melzer e Jack Sock.
Scottato dai propri fallimenti,
da talento precoce bloccato dai
troppi alti e bassi, Peter Lundgren (già 25 Atp) s’è specializzato come guida di star bizzose,
come il cileno Marcelo Rios, che
portò nei primi 10, come il giovanissimo Roger Federer, che
ereditò dal povero Peter Carter,
e come altri talenti di prima
qualità, da Marcos Baghdatis a
Grigor Dimitrov. Prima di deragliare su Stan Wawrinka e Da-

3

UOMINI

Monaco, ciao Fognini
Battuto da Thiem
Dopo 24 ore dall’eliminazione
di Bolelli, è durato solo 56
minuti il secondo turno di
Fabio Fognini, numero 29 al
mondo, sulla terra di Monaco,
travolto 6-3 6-0 dall’austriaco
Dominic Thiem, numero 44.
A Monaco (Ger, 494.000 ,
terra), 2° turno: Murray (Gb) b.
Zverev (Ger) 6-2 6-2, Thiem
(Aut) b. FOGNINI 6-3 6-0,
Rosol (R.Cec) b. Stakovsky
(Ucr) 7-5 6-2, Melzer (Aut) b.
Andujar (Spa) 4-1 rit.
A Istanbul (Tur, 494.000 ,
terra), 2° turno: Dodig (Cro) b.
Lajovic (Ser) 5-7 7-6(1) 6-4,
Dimitrov (Bul) b. Golubev (Kaz)
6-3 6-2, Bellucci (Bra) b.
Istomin (Uzb) 7-6(4) 6-3,
Cuevas (Uru) b. Gabashvili
(Rus) 4-6 6-4 6-4.

4

Da Edberg a Bjorkman
Il coach parla svedese

DONNE

Knapp e Pennetta
fuori a Marrakech

1I grandi del tennis di ieri si sono riciclati come allenatori di successo

Nessuna azzurra in semifinale
sulla terra di Marrakech.
Pronostico rispettato nel 6-0
3-6 6-3 in un’ora e 59’ di Elina
Svitolina, numero 25 Wta, su
Karin Knapp, reduce dal
successo sulla Vinci. Sorpresa
invece la sconfitta di Flavia
Pennetta, numero 26 al
mondo, battuta 6-2 5-7 7-5 in
due ore e 10’ dall’ungherese
Timea Babos, 86 del ranking.
A Marrakech (Mar, 220.000
, terra), quarti: Schmiedlova
(Slk) b. Bacsinszky (Svi) 6-3 3-6
7-5, Svitolina (Ucr) b. KNAPP 60 3-6 6-3, Babos (Ung) b.
PENNETTA 6-2 5-7 7-5,
Mladenovic (Fra) b.
Arruabarrena (Spa) 6-4 6-1.

Federer, Murray, Wawrinka: va di moda la scuola tecnica scandinava

niela Hantuchova. Più successo, da coach, ha avuto Magnus
Norman, che, nel 2000, vinse
Roma e fu finalista al Roland
Garros e arrivò al numero 2 del
mondo. Fu stoppato da problemi all’anca, alle ginocchia e anche al cuore, inteso come una
valvola, ma anche come passione, per la collega Martina Hingis. Con la sua accademia, «Good for great tennis», ha aiutato
anime in pena come Dimitrov.
E, accanto agli ex colleghi Mika-

el Tillstrom e Nicklas Kulti, ha
soprattutto rilanciato la carriera del connazionale Thomas
Johansson, ha rivitalizzato
quella di Robin Soderling - classifica record di numero 4 del
mondo, due finali di fila al Roland Garros e unico castigatore
di Rafa Nadal a Parigi negli ultimi 10 anni - e ha portato
Wawrinka a salire al numero 3,
interrompendo l’egemonia dei
Fab Four negli Slam, col trionfo
agli Australian Open 2014.

PAZIENZA Nel filone dei coach
svedesi spicca, ovviamente, Stefan Edberg, 6 urrà Slam in singolare e 3 in doppio, più la corona di n. 1 nella classifica. Dal
gennaio 2014, il ballerino del
net sta aiutando Roger Federer
a giocare il miglior tennis di
sempre. Ma allenare il Magnifico è relativamente facile. Più
dura sarà per l’intelligente cultore della volée Thomas Bjorkman, campione di 4 Slam di
doppio, spingere a rete Andy

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Murray per fargli superare il
nuovo impasse. E chissà se Thomas Johansson, ex numero 7 e
campione di un miracoloso Australian Open, saprà svezzare il
talento croato Borna Coric.
Avrà la pazienza dell’omonimo
Hogstedt, già numero 38 del
mondo, guida di Tommy Haas,
Li Na e Maria Sharapova? Vale
anche per Thomas Enqvist, che
deve indirizzare i tiri mancini di
Fernando Verdasco.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

1TENNISTAVOLO: MONDIALI Oggi il primo oro ai Mondiali individuali a Suzhou (Cina), nel doppio misto.

TUTTENOTIZIE

In finale Xu Xin/Yang Ha Eun (Cina/Sud Corea), che superano 4-1 in semifinale Wong Chuting/Doo Hoi Kem
(Hong Kong), e Yoshimura/Ishikawa (Giappone) che battono 4-2 Kin Hyok Bong/Kim Jong (Nord Corea).

ATLETICA

SCI ALPINISMO

Domani Mezzalama
L’arrivo a Cervinia

Le azzurre
della 4x400
inseguono
il pass olimpico

Claudio Gregori

I

l Cervino non è un monte, è un totem sacro. Come il Fujiyama, le Tre
Cime di Lavaredo, il Cerro
Torre o l’Ama Dablam. Si celebrano i 150 anni della conquista e il Trofeo Mezzalama, la più antica e famosa
gara di sci alpinismo del
mondo, fa una piroetta rituale e inverte il percorso.
La 20a edizione si corre domani da Gressoney La Trinité a Breuil-Cervinia. Il Cervino, roccioso starter per 19
edizioni, diventa giudice
d’arrivo.

1Ai Mondiali di staffette alle Bahamas

riflettori anche su Bolt. Caso-Giamaica
Bonfanti, Spacca, Grenot, Bazzoni: la 4x400 sesta lo scorso anno COLOMBO

Andrea Buongiovanni

C’

è un caso-Giamaica
ad accendere la vigilia dei secondi Mondiali di staffette, in programma domani e domenica a
Nassau, alle Bahamas. Ieri
nove atleti della delegazione
caraibica hanno rinunciato
al breve viaggio che li avrebbe portati a destinazione.
Tra loro, anche nomi importanti quali quelli di Julian
Forte, frazionista della
4x100 vincitrice dodici mesi
fa, Kemarley Brown, Andrew
Fisher e, tra le donne, Elaine
Thompson, rivelazione della
stagione col suo 10”92 sui
100, miglior crono mondiale
e la quattrocentista Shericka
Williams. Sono tutti legati

VELA

Coppa America:
c’è il Giappone
con Barker?

La presentazione della sfida
● (r.ra.) E’ stata ufficializzata
la sfida giapponese alla 35a
America’s Cup. Team Japan
gareggerà con il colori del
Kansai Yacht Club, il team
supportato da SoftBank fa
capo a Masayoshi San, l’uomo
d’affari più ricco del Giappone.
General manager della
squadra nipponica è Kazuhiko
Sofuku, veterano di 4 edizioni
della Coppa, secondo
indiscrezioni dell’equipaggio
dovrebbe far parte anche
Dean Barker ex skipper di
New Zealand. «Guidare una
sfida giapponese in Coppa
America è un sogno che si
avvera», ha detto Sofuku (nel
mondo velico conosciuto
come Fuku) «E’ una grande
opportunità per il Giappone e
per i velisti giapponesi tornare
all’America’s Cup, stiamo
pianificando di costruire il
nostro team utilizzando le
World Series per reclutare e
formare i velisti giapponesi
per il nostro equipaggio».
L’ultima sfida giapponese in
Coppa America risale a 15
anni fa con Nippon Challenge
(Auckland 2000). Dopo il
ritiro di Luna Rossa tornano a
essere 6 i partecipanti alla 35a
Coppa America.

37

alla University of Tecnology e
fanno parte dell’Mvp, uno dei
due club dominanti dell’Isola,
quello guidato da coach Stephen Francis, in passato capitanato da Asafa Powell e al centro
delle note vicende doping di Lignano Sabbiadoro 2013.
BOLT-GATLIN «Sono tornati
stanchi e acciaccati dalle Penn
Relays dello scorso weekend –
dice il presidente Bruce James –
non sarebbero in grado di rappresentare al meglio il Paese».
E’ ovviamente una scusa e resta
da capire coso ci sia dietro. Gli
occhi di tutti, così, saranno ancor di più su Usain Bolt, stella
della squadra insieme a ShellyAnn Fraser e Veronica Campbell. Il sei volte oro olimpico è
nella rosa di 4x100 e 4x200:
seppur a distanza, con gli Stati

IPPICA

Elwood Medium
A Padova Thor
prova di forza?
● (e.lan.) A Padova (inizio
convegno 15.15) il 112° Elwood
Medium (Gr. 2 – m 1640) che
ricorda e celebra il primissimo
americano giunto in Italia per
opera del mitico Vincenzo
Stefano Breda. Al Breda si
presentano dieci “T” senza le
prime lame. In evidenza Thor Di
Girifalco (D. Di Stefano), che, col
numero 1, si gioca le migliori
chance di successo, forte delle
cinque vittorie ottenute nelle
ultime sei uscite. Poi Talish As
(E. Bellei), vincitrice a due anni
del Gp Anact e dell’Allevatori
Filly, e Tresor Zs (A. Farolfi), di
norma velocissimo al via.
● QUALIFICHE
MAURA
(e.lan.) Intensa sessione di
qualifiche e prove pubbliche
trotter milanese della Maura. In
evidenza l’1.12.4 di Owen’s Club,
fermo dal Nazioni 2013.
● IERI 3-14-5-12-6(e.lan.) A
Firenze ottava vittoria in
carriera per Re Manfredi. 1. Re
Manfredi (C. Colombi), 2 Dream
Of Desert, 3 Ivanka, 4 Gan, 5
Pepparone. Tot. 3,70; 1,99, 5,67,
6,98 (119,92). Quinté: N.V. Quarté:
N.V. Tris: € 1.548,15.
● OGGI QUINTÉ A NAPOLI
(e.lan.) (inizio 15.10) Scegliamo
Ranymede Fas (8), Osiride D’Or
(12), Miglio (13), Psiche Roc (10),
Lorenz Del Ronco (11), Larice Jet
(6). ANCHE Tr., M.Giorgio (15.25).
Gl. Milano (14.30), Siracusa
(15.00), Roma (15.35).
● STELLE (e.lan.) Inizia oggi a
Montegiorgio il 7° Campionato
dello Stelle, kermesse ippica
benefica, a supporto di Exodus.
Esclusione a sorpresa per
Jessica Pompa, testimonial della
fondazione di don Antonio Mazzi,
che si è detto dispiaciuto per la
scelta del Mipaaf.

Uniti ovvi avversari presenti in
forze, dovrebbe vedersela con
Justin Gatlin e, solo nel solo primo, con Tyson Gay.
QUI ITALIA Con in gara 669 atleti di 43 Paesi per un montepremi di 1,4 milioni di dollari, si
assegnano i titoli di 4x100,
4x200, 4x400, 4x800 e staffetta
medley (4x1200-400-8001600), maschili e femminili. A
rendere il tutto ancor più intrigante, il fatto che le gare olimpiche (4x100 e 4x100), alle prime otto, assegneranno un pass
diretto per Rio 2016. L’Italia è
presente nelle due 4x100, nella
4x200 uomini e nella 4x400
donne. E’ quest’ultima che, dopo il 6° posto 2014 e pensando
ai Giochi, può ambire alle cose
migliori. Ci sono le altre sette finaliste di dodici mesi fa (Usa,

Giamaica, Nigeria, Francia, Polonia, Gran Bretagna e Brasile
nell’ordine), manca la Russia
(allora squalificata in batteria),
sono di nuovo assenti l’Ucraina
argento europeo, la Germania e
l’India, tra le altre si aggiungono Cuba e Giappone e attenzione ad Australia, Canada e Trinidad & Tobago. Tra le azzurre
tornano Grenot, Bazzoni e Bonfanti e, al posto della Spacca, ci
sarà Chigbolu o Milani. «Decideremo i quartetti dopo la riunione tecnica» dice il d.t. Massimo Magnani. E’ in programma
oggi alle 21 italiane. Domani
(diretta Eurosport 2 dall’1 di
notte italiana), per centrare la
finale di domenica e quindi
l’Olimpiade, servirà probabilmente un crono migliore del
3’30”67 che bastò nel 2014.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

RUGBY

Finali coppe: oggi
Challenge, domani
Tolone-Clermont

ATLETICA
● DEBUTTI AZZURRI (si.g.) A Palo Alto
(Usa) domani Stefano La Rosa (10.000),
Giulia Viola (5000), Sara Galimberti
(10.000), Patrick Nasti e Valeria Roffino
nei 3000 siepi.
● A ODERZO (a.fr.) Oggi (diretta
RaiSport 2 ore 17) 20° Giro di Oderzo
(Tv). Tra gli uomini (km 9.8) Lalli, Rachik,
El Mazoury, Kiprop (Uga). Tra le donne
(km 5.5) Incerti, Weissteiner e Zanatta.

BASEBALL

Bakkies Botha, seconda linea
Oggi alle 20.45 allo Stoop,
Edimburgo-Gloucester è la
finale di Challenge Cup (dir.
Sky Plus). Domani alle 18, a
Twickenham, ToloneClermont è la finale di
Champions (dir. Sky 3). È la
riedizione della sfida del 2013,
vinta dai rossoneri che ora
centrano il terzo titolo di fila impresa mai centrata prima mentre i gialloblu inseguono
il primo titolo continentale.
Nel Tolone, Bakkies Botha è
all’ultimo match in carriera.
NUOVE ZEBRE (ma.p.) Della
cordata che ha rilevato il 74%
delle azioni delle Zebre fanno
parte il Colorno, che ha
sborsato la quota maggiore
dei circa 250mila , l’Amatori
Parma e il Noceto. A titolo
personale sono intervenuti i
soci dello stesso Colorno e il
presidente del Piacenza 1947.
Tre acquisti: rientra il flanker
Emiliano Caffini, arrivano i
piloni destri Emiliano Coria e
Guillermo Roan.
SPAREGGIO (i.m.) Domani
alle 16 il ritorno dello
spareggio Calvisano-Rovigo
(andata 17-17) per decidere il
club che parteciperà alla
prossima Challenge Cup con
Zebre o Treviso.

IL CAST Sono 280 le squadre, 840 atleti. La gara è di
45 km, con 3430 metri di dislivello in salita e 2867 in discesa. Il percorso: Gressoney La Trinité, 1637 m, rifugio Mantova, 3500 m, Naso
del Lyskamm, 4100 m, rifugio Quintino Sella al Felik,
3585 m, Castore 4226 m,
passo di Verra 3848 m,
Schwarz Tor 3700 m, Colle
del Breithorn, 3826 m, Plateau Rosà, 3500 m, canalone del Teodulo, Breuil-Cervinia, 2000 m. Una stupenda cavalcata su neve e
ghiaccio. Tra i favoriti Italia

● SESTA (m.c.) La 6a di andata. Oggi e
domani. Ore 20.30: Parma-Rimini; San
Marino-Padova; Bologna-Godo (gara-2 a
campi invertiti); a Roma: Nettuno2-Città
di Nettuno. Classifica: Rimini, Bologna
700 (7-3); San Marino, Padova 600 (6-4);
Città di Nettuno 444 (4-5); Parma 400
(4-6); Nettuno 2 300 (3-7); Godo 222 (2-7)

BASKET CARROZZINA


COPPA CAMPIONI (e.san.) Tra oggi e
domenica, ad Alba Adriatica e Roseto
degli Abruzzi, Final 8 di Coppa Campioni
con Amicacci Giulianova (organizzatrice), Unipol Sai Briantea84, Porto Torres
e S. Lucia Roma.

CANOTTAGGIO


TRIO 2016 Da oggi a domenica a
Piediluco l’ultima TRio 2016 e il 2°
meeting. Nella TRio, Trials italiani, 141
atleti tra gruppo olimpico e atleti di
interesse nazionale.

FOOTBALL


IFL (m.l.) Con i Seaman Milano domani
a Thonon (Fra) per la Champions, così la
week 7. Domani: Rhinos Milano-Bolzano
(18). Domenica. Ore 15: Parma-Torino;
Ferrara-Ancona; Roma-Lazio; NapoliBologna (15.30). Classifiche. Nord:
Seamen, Bolzano 833 (5-1); Parma 667
(4-2); Rhinos 500 (3-3); Torino 167 (1-5);
Bergamo 0 (0-6). Sud: Lazio 1000 (6-0);
Ancona 833 (5-1); Bologna 500 (3-3);
Roma, Ferrara 333 (2-4); Napoli 0 (0-6).

HOCKEY GHIACCIO


MONDIALI Da oggi, a Praga e Ostrava,
i Mondiali (finale il 17). Tra le tante stelle
Sidney Crosby (Canada), Jaromir Jagr
(R.Ceca) e Evgeny Malkin (Russia).

● PLAYOFF NHL E’ Tampa Bay l’ultima
ammessa alle semifinali di Conference dei
playoff Nhl. Giovedì, nei quarti della Eastern,
Tampa Bay-Chicago 2-0 (serie 4-3).

1 (Damiano Lensi-Matteo
Eydallin-Michele Boscacci)
e Italia 2 (Manfred-Reichegger-Robert Antonioli-Lorenzo Holzknecht) i francesi
Xavier Gachet-William Bon
Mardion-Yoann Sert e, in
campo femminile, la squadra svizzero-franco-spagnola Séverine Pont-CombeMireia Miró -Laetitia Roux.
IL PERCORSO Il percorso –
dopo i due rinvii: la gara era
prevista per il 25 aprile e,
poi, per il 1º maggio – è in
condizioni ottimali. Si è dovuto anche scolpire il ghiaccio. E il crepaccio, in fondo
alla discesa del Castore, si
supera su scale. Non c’è Kilian Jornet Burgada, 27 anni, lo skirunner più famoso.
Iscritto per la gara del 25
aprile, subito dopo è partito
per Kathmandu per salire e
scendere l’Everest in un
giorno. È bello sapere che,
dopo il terremoto che ha
colpito il Nepal, ha rinunciato all’exploit per cercare
– ha detto - «di portare aiuto
nelle zone remote di montagna». Burgada, sul Monte
Bianco, era salito e sceso in
8h42’ da Courmayeur a
Chamonix. E sul Cervino
era salito e sceso in 2h52’.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Paesi. Italia con Verde, Bruno (66),
Maddaloni, Regis (73), Ciano (81), Di
Guida (100) e tra le donne Moscatt
(48), Giuffrida (52), Centracchio,
Quintavalle (57), Gwend (63), Cantoni
(70), Galeone (78) e Marchiò (+78).

HOCKEY IN LINE


FINALE (m.l.) Oggi gara-4 (su 5). Ore 16:
Cus Verona-Milano (dir. RaiSport 2, s. 1-2).

NUOTO


HOCKEY PISTA
FINAL FOUR EUROLEGA A BASSANO
(m.nan.) Domani e domenica a Bassano del
Grappa (Vi) Final Four di Eurolega. Domani
(diretta Raisport 2) - Ore 17: Vic (Spa)-Porto
(Por). Ore 20.30: Breganze-Barcellona
(Spa). Finale domenica alle 17.

HOCKEY PRATO


CAMPIONATO (g.l.g.) Domani 6a di
ritorno: Eur-Amsicora; De Sisti Roma-San
Vito; Bonomi-Ferrini; Cus Cagliari-Bra 3-5
(26/4); Suelli-Fincantieri (24/5).

JUDO


AZZURRI IN CROAZIA L’Ijf Gp a
Zagabria riaccende la corsa olimpica che,
da oggi a domenica, vedrà impegnati 60

«Sconto» Schwazer
Fiorella convocato
dalla procura Coni
● (v.p.) Il medico Pierluigi
Fiorella è stato convocato per il 7
maggio dalla procura antidoping
del Coni nel procedimento sullo
sconto di pena di Schwazer. Che
dice di avergli riferito dell’epo
nell’aprile del 2012. Fiorella
finora ha negato rinviando la sua
difesa nel merito al processo
penale (che partirà in estate
dopo l’«astensione» del giudice
Carlo Busato e la sua
sostituzione con Carla Scheidle).
Ora Fiorella potrebbe anticipare
in sede sportiva una parte della
sua difesa. Uno degli addebiti
contestati è la violazione
dell’articolo 2.9, una specie di
«complicità» di secondo grado, lo
stesso che aveva portato alla
condanna della Kostner.

FONDISTI A COZUMEL (al.f.)
Domani a Cozumel (Mex) la 4a tappa di
Coppa Del Mondo con Rachele Bruni,
Martina Grimaldi, Bridi, Ponselè,
Furlan, Sanzullo, Ruffini e Vanelli.

PALLANUOTO


CHAMPIONS Domani, ultima giornata
dei preliminari. Nel girone A, Olympiacos
(Gre)-Brescia alle 16.15 italiane, Pro
Recco-Radnicki (Ser) alle 20.30 (dir.
RaiSport 2) ed Eger (Ung)-Barceloneta
(Spa). Classifica: Pro Recco 27; Eger 13;
Barceloneta 11; Olympiacos 10; Radnicki
9; Brescia 8.
● DONNE Domani andata semifinali:
Imperia-Messina (14.30),e PadovaBogliasco (20). Ritorno il 6, ev. bella il 9.

SCHERMA
QUALIFICAZIONI RIO AL VIA
Da oggi la Coppa del Mondo,
qualificazioni olimpica (fino al 31/3/16).
Ogni tappa assegnerà un punteggio che
determinerà il ranking, da cui dipenderà
l’acquisizione del pass per Rio. In questo
primo atto, a Pechino sciabola donne, a
Johannesburg spada donne (Fiamingo), a
San Pietroburgo i fiorettisti (Baldini, Avola
e Cassarà), a Tauber fiorettiste, a Parigi
spada uomini (Garozzo, Pizzo, Tagliariol),
a Madrid sciabolatori (Montano,
Occhiuzzi). L’assenza della gara a squadre
dal programma olimpico, impone un
limite di 2 fiorettiste: confronto Di
Francisca, Errigo, Vezzali, Batini.

SOFTBALL
● QUINTA (m.c.) Girone A: oggi, dalle
13, Rovigo-Bollate; domani: dalle 17
Caronno-Staranzano, 18-20,30 NuoroLa Loggia. Girone B: domani 18-20,30
Bussolengo-Sestese, Forlì-Collecchio;
domenica dalle 11 Bologna-Parma.

TUFFI


WORLD SERIES (al.f.) Da oggi a
domenica a Londra, Cagnotto,
Verzotto, Batki e Dallapè.

38

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

GAZZA GOLOSA

1Io confido che la diversità vincerà, perché non ci si può opporre.

Pagina a cura di
Pier Bergonzi
e Daniele Miccione

Sta già vincendo
Carlo Petrini (da «Cibo e libertà»)

1

NON SOLO CIBO

Cotarella:
«Palazzo del Vino
gioiello del
Padiglione Italia»
2

3

Riccardo Cotarella, 66 anni, umbro
● Carlo Petrini, 65 anni, fondatore di Slow Food; 1. I tre padiglioni all’Expo ospitano una mostra, uno spazio conferenze, la degustazione di formaggi. Fatti in legno
riciclabile richiamano lo stile delle cascine lombarde: al centro gli orti; 2. Un dettaglio della mostra; 3. Biodiversità e patate MARCO DEL COMUNE - ARCHIVIO SLOW FOOD

«Perché il nostro futuro
dipende da una patata»
1Petrini, fondatore di Slow Food, racconta la sua Expo:

«Il valore della biodiversità e i contadini che porterò a Milano»
Daniele Miccione

C

arlin Petrini, in questi mesi, non
ha risparmiato critiche all’Expo.
Adesso è lì a discuterne, sul divanetto in pelle marrone che usa per
le intervista, nel luminoso ufficio
che si affaccia sulla corte interna dell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche. Petrini è fondatore e
punto di riferimento di Slow Food, è il più
ascoltato guru mondiale nel campo dell’alimentazione: avrebbe voluto un’altra rassegna. Ci ragiona su: «L’Expo andava bene nell’Ottocento quando le novità non si vedevano direttamente sul telefono!». Si rammarica che la politica italiana non abbia scelto di
stare al centro del dibattito su alimentazione, lotta allo spreco, biodiversità e diritto al
cibo «perché saranno presto temi centrali
della politica mondiale». Poi si butta tutto
alle spalle: «E’ andata così adesso cerchiamo
di non fare una brutta figura».
Con lui, nel giorno dell’inaugurazione, facciamo un giro virtuale dell’Expo. Non sa come saranno i padiglioni ma i temi gli stanno
a cuore. Da oggi tutti potranno visitare la
rassegna sulla nutrizione. Ma è bello farci un
giro dopo aver letto la versione di Carlin Petrini.
Apre l’Expo: le aree tematiche sono i padiglioni più ambiziosi. Il primo è dedicato alla storia
dell’uomo attraverso il rapporto con la natura
e il cibo.
«In passato c’era molta più coscienza del valore del cibo, oggi questa società tende a ridurlo a una specie di carburante».

giusta paga a tutti».
Nel Biodiversity Park ci siete anche voi. Perché la
biodiversità è importante?
«La biodiversità è l’unico serio investimento per
le generazioni future. Dobbiamo essere grati ai
nostri vecchi che c’è l’hanno tramandata e preoccupati - molto preoccupati - perché negli ultimi 110 anni ne abbiamo perso il 70 per cento.
Parlo di migliaia e migliaia di specie di frutta,
verdura, animali perché il paradigma della società dell’accumulazione ha distrutto l’agricoltura. Questo è un dato di fatto».
Ma perché perdiamo razze?
«Perché si privilegiano quelle forti e produttive
e si lasciano morire le altre. Quelle che non hanno la stessa capacità di adattamento alla monocoltura. E così ci troviamo con meno specie e
meno razze. E non abbiamo l’intelligenza di capire che questo nella storia dell’umanità è già
avvenuto. Con esiti disastrosi. Basta pensare alla carestia in Irlanda».
Le patate...
«Esatto, quando la patata prese un virus nell’Ottocento ci furono carestie, morti e due milioni di
migranti negli Stati Uniti. Fu sostituita andando
nelle Ande peruviane, dove esisteva il germoplasma. Lì, a metà dell’Ottocento, c’erano 5.000
specie di patate, oggi ce ne sono 800. Quelle
sono le banche da cui si attinge. Ma se queste
banche si immiseriscono che futuro ci aspetta?
Certo se io vengo a fare questi argomenti a te e
alla tua famiglia, che non avete mai sofferto la
fame, mi dite: vabbè, la biodiversità d’accordo,

Si può tornare indietro?
«Si deve tornare indietro se vogliamo dare
senso alla vita e cambiare questo sistema alimentare».
Nel Future Food District si parla del cibo del
futuro.
«Non vedo trasformazioni. Mi ricordo che
quando ero giovane, negli anni Settanta, si
diceva: “Nel Duemila mangeremo con una
pastiglia”. Tutte palle, tutte palle. Il cibo del
futuro mi auguro sia almeno buono, pulito e
giusto. Buono nella qualità, pulito nei confronti dell’ambiente, giusto per garantire la

CREDO NELL’ORTO
COME MOMENTO
DIDATTICO:
DEVE ENTRARE
NELLE SCUOLE
CARLO PETRINI
SUGLI ORTI

IN UN SECOLO
ABBIAMO PERSO
IL 70% DELLE
VARIETÀ: UN
VERO DISASTRO
CARLO PETRINI
SULL’AGRICOLTURA

e chi se ne fotte, basta che andiamo avanti...
Non è così perché tu devi tirarti un po’ indietro
e vedere il futuro, capire dove si va a parare».
Nel Children Park si parlerà di sostenibilità spiegata ai bambini.
«L’alimentazione deve entrare nelle scuole: i
tempi sono ormai maturi. Credo nell’orto come
momento didattico. Il nostro incasso andrà per
l’80% all’Expo e per il 20% al nostro progetto
degli Orti in Africa».
Padiglione Arts&Foods. C’entra l’arte con l’alimentazione?
«La gastronomia e il cibo, a dispetto di chi vuole
vedere solo la ricetta, è una scienza multidisciplinare, complessa, oggi si direbbe olistica. Il cibo si interfaccia con tutte le discipline. Del resto
cosa avviene attorno a una tavola quando mangiamo? Si parla di filosofia, si parla di politica,
si parla di sport. E l’occasione ti è data dal desco».
I Cluster radunano i Paesi nei Padiglioni collettivi
per identità tematiche: riso, cacao, caffè, cereali
e tuberi, frutta e verdura, spezie. C’è un prodotto
a cui è più legato?
«Il mio più grande alimento è la curiosità. Cerco
di appropriarmene tutti i giorni. Vado in giro e
cerco con curiosità di capire l’elemento distintivo di una comunità per entrare in armonia con
quelle persone».

1Il presidente del comitato

Expo: «Racconteremo l’identità
dell’enologia italiana. Ogni giorno
1.300 etichette in degustazione»
Pier Bergonzi

E

il vino? Il prodotto di punta della nostra agricoltura avrà uno spazio enorme (2000 metri quadrati) all’interno
del Padiglione Italia. La regia è affidata a
Riccardo Cotarella, il più prestigioso degli
enologi italiani, presidente delle associazioni di categorie italiana e mondiale. Umbro, 66 anni, Cotarella lavora da mesi al
progetto. «Non c’è prodotto come il vino
che possa rappresentare l’Italia nella sua
identità e nella sua diversità - spiega il presidente del comitato scientifico di Expo -.
Devo ringraziare il ministro Martina che ha
creduto fin dall’inizio nel progetto. E posso
dire con orgoglio che il Palazzo del vini,
con i suoi tre piani, è il gioiello del Padiglione Italia, Avremo 1300 vini in degustazione e tutte le realtà della nostra enologia
avranno una straordinaria vetrina».

GUSTO ED EMOZIONI Cotarella quando
parla dei nostri vini si entusiasma. «Per tecniche di produzione, trasversalità, biodiversità e qualità siamo di gran lunga il Paese più importante del mondo per il vino dice -. Abbiamo pensato a un primo piano
emozionale, dove ascoltare, annusare, sentire... Al secondo piano saranno protagoniste le bottiglie: tra singole aziende, consorzi e istituzioni tutta l’Italia enologica sarà
rappresentata. I visitatori avranno la possibilità di degustare i vini serviti dai dispenser, erogatori professionali che garantiscono integrità e freschezza. Al terzo piano ci
sarà una grande terrazza per rilassarsi e
consentire alla mente di metabolizzare le
sensazioni provate». L’obiettivo di Expo-vino è ambizioso. «Vogliamo conquistare
nuove frontiere e nuove generazioni. Vogliamo che il mondo scopra la ricchezza
culturale, la straordinaria identità del vino
italiano».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chiudiamo con i cluster dedicati agli habitat. Mediterraneo, isole e mare, zone aride.
«Sono temi che meritano approfondimento. Il
Mediterraneo è molto fragile e compromesso,
nelle zone aride l’acqua diventerà un dramma
in grado di scatenare guerre più del petrolio e
negli Oceani c’è un’isola fatta di plastica dalle
parti della Groenlandia che fa paura...».
Questi temi non interessano granché...
«Ma figuriamoci a chi interessano! Questi erano
i temi che volevo dibattere. Ma all’Expo non erano previsti nemmeno i contadini... Per questo
abbiamo deciso con i ragazzi di Slow Food di
fare un’edizione speciale di Terra Madre giovani. A ottobre porteremo a Milano migliaia di
contadini sotto i 40 anni da tutto il mondo. Stiamo raccogliendo i fondi per pagare i viaggi. Per
l’ospitalità mi appello al cuore dei milanesi. Oh,
a proposito, tu un contadino a casa me lo devi
ospitare! Non facciamo scherzi, eh...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

BOTTURA APRE
LA CASA DEGLI CHEF
● Identità Expo: 200 grandi chef e sei
mesi di eventi per esplorare il meglio
delle cucina mondiale. Si parte oggi
con il numero 1 italiano, Massimo
Bottura, della Francescana di Modena,
che presenta un nuovo piatto:
«Tagliolini primavera in astratto», dove
la pasta fresca viene fatta fermentare.

AltriMondi R

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

1

2

39

L'ANALISI
di MASSIMO
ARCIDIACONO

LA PROVA
DEI FATTI
PER L’ITALIA
CHE RESISTE
3

IL FATTO
DEL GIORNO
IL PIANETA
A MILANO
● 1 La coda per acquistare i biglietti di Expo: per Federalberghi, sono attesi 9 milioni di visitatori italiani
● 2 Un momento della protesta di ieri per le vie di Milano ● 3 Il tenore Andrea Bocelli, 56 anni, e il soprano
Diana Damrau, 43, durante il concerto in piazza Duomo a Milano: 10 mila le persone presenti OMNI/ANSA/AP

È il giorno dell’Expo
tra speranze e timori:
il mondo farà la fila
per vedere i padiglioni?
1Un’occasione per portare il Paese fuori dalla crisi, ma oggi

preoccupano i black bloc. Previsti milioni di turisti e mille ministri
di GIORGIO DELL’ARTI

bloc stavano esagerando con
gli atti di vandalismo.

@gda@gazzetta.it

Dovremmo presentare l’Expo,
che apre oggi, con tutti i suoi
problemi e le sue occasioni. Invece abbiamo il dovere di riferire sugli incidenti di ieri e sui
pericoli di oggi, dato che sono
venuti da tutta Italia e da parecchi Paesi stranieri a contestare l’esistenza stessa della
manifestazione, qualificata
più o meno come l’espressione
più avanzata del capitalismo
assassino, o qualcosa di simile.

1

Però non è morto nessuno.
No, e volendo ci stiamo
facendo impressionare da un
migliaio di persone, non tutte
giovanissime (ci sono tre tedeschi espulsi e uno dei tre ha
52 anni) e non tutte compatte
dietro lo slogan No Expo: ieri
black bloc e centri sociali a un
certo punto sono venuti alle
mani, per ragioni non chiarissime, forse perché i black

2

Ci vuole una cronaca precisa.
Beh, davanti al Castello
Sforzesco c’è l’Expo Gate, ieri
mattina alcuni tipi staccatosi
dal corteo partito poco prima
da largo Cairoli hanno scritto
davanti al tendone della struttura (messa lì per dare informazioni ai turisti): «#1m no
expo» dove #1m dovrebbe tradursi «primo maggio». La statua al centro della piazza è stata coperta da una bandiera,
due manifestanti, arrampicatisi sul tetto dell’Expo Gate hanno esposto lo striscione:
«Grande Evento uguale Grande Bufala. No Expo: un altro
mondo è possibile». Il corteo
ha poi sfilato, diretto verso via
Melchiorre Gioia. C’era un furgone decorato con finte confezioni di patatine fritte McDonald’s, in mezzo uomini e donne mascherati in modo da sfottere Enel, Coca Cola e altre
aziende sponsor dell’Expo. In

viale Majno è stato tentato un
assalto contro la sede della
Manpower, la società che ha
ingaggiato i giovani per conto
dell’Expo, è intervenuta la Celere con un paio di cariche. Anche i giornalisti, per l’occasione, hanno rimediato qualche
sberla. Un notaio in giacca e
cravatta, evidentemente dotato di un notevole sense of humor, ha esposto al balcone una
bandiera tricolore. Da sotto
l’hanno bersagliato con uova e

Su Gazzetta.it al via
una sezione speciale
con news e video
● Anche la Gazzetta.it seguirà
l’Expo giorno per giorno con un
mini-sito dedicato: informazioni
di servizio e curiosità, gallery e
video su quanto accadrà a RhoPero, ma anche sulle migliaia di
iniziative previste a Milano. La
sezione è già in piena attività.
La completano i blog Padiglione
Gazza e Gazza Golosa.

bottiglie di plastica vuote. Dopo essersi fatto un poco imbrattare, il buon borghese è
rientrato in casa scuotendo appena la testa. Gli agenti hanno
perquisito un po’ di appartamenti sospetti - esercizio che
hanno compiuto assiduamente
anche nei giorni scorsi -, arrestato una donna, sequestrato
mazze ferrate, liquidi infiammabili, eccetera. I responsabili
dell’ordine pubblico hanno paura soprattutto per oggi.

3

Che cosa dovrebbe succedere, oggi?
Ci sarà un corteo da via
XXIV Maggio lungo via De
Amicis e via Carducci, con arrivo in piazzale Cadorna. La polizia impedirà deviazioni verso
il centro. Si dicono tutti certi
dell’arrivo di venti-trentamila
persone. I manifestanti pretendono che la loro protesta si
chiami “Le Cinque Giornate” di
Milano, in memoria di quelle
del 1848, senza però che vi sia
Radetzky né austriaci da cacciare. Sul banco degli imputati
ci sono pure Renzi e il Jobs Act.

4

Parliamo dell’Expo propriamente detto.
L’Expo milanese ha come
titolo: «Nutrire il Pianeta.
Energia per la vita» e svilupperà molti temi in questo ambito,
dall’agricoltura alla produzione del cibo. Resterà aperta fino
al 31 ottobre. Inaugura Renzi,
col Papa in collegamento video. Alle 18, cominciando dal
Duomo, suoneranno le campane delle chiese della diocesi.
Stasera, alla Scala, Turandot di
Puccini, diretta da Chailly. Ieri
sera, invece, anteprima in piazza Duomo, Lang Lang al pianoforte e Bocelli al microfono, in
mondovisione. L’Expo sarà una
grande occasione e una grande

vetrina. Saranno presenti
145 Paesi, rappresentati in 80
padiglioni, tre organizzazioni sovranazionali (Onu, Ue,
Comunità Caraibica) e 13 organizzazioni civili. Padiglione Italia è un quartiere che si
sviluppa lungo una strada di
325 metri intorno alla quale,
organizzate in borghi e piazzette, vengono presentate le
eccellenze italiane. Sono attesi a Milano 20 milioni di visitatori (9 milioni di italiani)
con una spesa turistica stimata sui 3,5 miliardi, 10 milioni
i biglietti già venduti. I target
finanziari per i sei mesi che
durerà l’esposizione non sono calcolati, ma secondo le
stime del New York Times è atteso un fatturato di 10 miliardi di euro, 19 mila posti di lavoro all’interno del sito, poco
meno di 80 mila all’esterno.

5

Mattarella?
Verrà il 2 giugno. Putin
arriverà il 15, la Merkel
il 17 (giornata dedicata alla
Germania). Anche il francese
Hollande e l’inglese Cameron
verranno nei giorni dedicati
ai loro Paesi. Michelle Obama è attesa per il 4 luglio.
Non si sa quando, ma anche
Papa Francesco verrà all’Expo, probabilmente visiterà il padiglione turco in segno
di disgelo dopo le dichiarazione sul genocidio armeno.
Durante i sei mesi sono attesi
all’interno del sito espositivo
da 40 a 70 capi di stato o di
governo, oltre mille ministri
e un gruppo nutrito di rappresentanti delle varie famiglie reali del mondo. Il sindaco Pisapia appare sicuro di
sé: «Sarà una bella inaugurazione e il livello dei padiglioni vi stupirà».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

C

i siamo, dunque.
Dopo tanto parlare è
giunto il tempo dei
fatti. Faremo una
figuraccia o ancora una
volta mostreremo l’anima
più profonda dell’italiano:
trovare la forza quando
nessuno ne avrebbe più?
Regalarsi un sorriso
quando altri
piangerebbero? Lanciarsi
in contropiede e segnare il
gol della vittoria a un
avversario che era parso
sovrastante? È vero, ci
sono stati anni per
preparare l’Expo, ci sono
stati ritardi, polemiche e
scandali, ahinoi. Ma, alla
fine, chi ha visitato in
anteprima la cittadella di
Rho-Pero racconta piccole
meraviglie. Di padiglioni
fiabeschi, di molto verde,
di un Palazzo Italia di
grande eleganza, di una
percentuale di incompiute
minore dei timori. Di una
testimonianza del saper
fare di tanti artigiani. E
chi ha vissuto Milano
negli ultimi mesi, l’ha
osservata trasformarsi,
mettersi in tiro,
inaugurare strade, ponti,
musei, mostre, darsene,
metro: l’Expo, di certo,
sarà servita alla città a
volersi più bene. Non
sappiamo ancora se sarà
un successo, se la
macchina della sicurezza
sarà sufficiente, se i black
bloc prenderanno il
sopravvento su chi
dissente (e ha diritto di
farlo in modo pacifico), se
i 20 milioni di visitatori ci
saranno o se i punti di Pil
ipotizzati arriveranno.
Questa Expo più di altre,
però, non dovrà essere
solo business: il tema che
lo caratterizza (“nutrire il
pianeta, energia per la
vita”) richiede un mettersi
in discussione alla nostra
civiltà e al nostro modello
di sviluppo. Poi a ottobre,
se il bilancio sarà positivo,
è dolce pensare che
l’esperienza dell’Expo
possa giovare a lanciarsi
verso l’Olimpiade 2024.
Piaccia o no (si valuti bene
l’Expo o meno), all’Italia
bisognerà dire chapeau.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Orari e trasporti
Cosa c’è da sapere
per partecipare

4 DOMANDE A...
MAURIZIO MARTINA

MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
CON DELEGA ALL’EXPO

crescita culturale del mondo.
Expo sarà per 6 mesi un
immenso laboratorio di idee».
● Riuscirà ad indicare la via del
futuro?

«Un laboratorio di idee
e un luogo dove contribuire
alla sfida contro la fame»
● Dopo una lunga corsa e uno
sprint finale (non ancora
concluso), oggi si inaugura
l’Expo di Milano. Con quali
auspici?
«Personalmente sono
emozionato. Prende il via una
straordinaria avventura, frutto
di un lavoro immenso e di tanta

passione. Per il nostro Paese è
un’occasione unica e una grande
responsabilità».
● Perché comprare un
biglietto e visitare la nostra
Esposizione Universale?
«Per essere dentro la sfida
globale e contribuire alla

«Noi pensiamo che risolvere il
problema della fame del mondo
non sia un’utopia, ma
un’ambizione possibile. A patto
che tutti noi, da oggi, facciamo la
nostra parte».
● La risposta sarà nella Carta
di Milano?
«Quella sarà l’eredità
immateriale dell’Expo 2015. Sarà
l’eredità civile del nostro sforzo.
Invito tutti a firmarla anche
online su www.cartadimilano.
org. Conto su milioni di firme che
faranno dell’Italia la Patria del
diritto al cibo».

Il ministro delle Politiche Agricole con delega all’Expo, Maurizio
Martina, 36 anni, ieri nella sede della Gazzetta dello Sport BOZZANI

● Expo comincia oggi e
terminerà il 31 ottobre: sarà
aperta tutti i giorni dalle 10 alle
23 e potrà ospitare, nell’arco
di una giornata, un massimo di
250 mila persone. Il Decumano,
la via principale che attraversa
l’Expo, è lunga 1,5 km e incrocia
trentadue viali. Esistono biglietti
per un giorno specifico o per
uno a scelta (costo 34 o 39 euro
per chi ha più di 14 anni, 29 o 33
per uno studente, 24 o 28 per
un over 65 anni): i dettagli sono
consultabili sul sito Internet
expo2015.org. All’Esposizione
Universale si arriva con la
metropolitana (Linea 1, fermata
Rho Fiera Milano) e con le linee
ferroviarie suburbane S5, S6,
S11 e S14 ma sono disponibili
anche quattro parcheggi
per le auto, su prenotazione.

40

AltriMondi R

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

LA CONSULTA BOCCIA

No al blocco
delle pensioni
della Fornero

La Camera semivuota durante il terzo voto di fiducia sull’Italicum: l’opposizione ha infatti lasciato l’Aula ANSA

Italicum, per Renzi
arriva un doppio sì
Lunedì il voto finale
1Ancora assente la minoranza del Pd. Disertano
anche le opposizioni che pensano al referendum
Elisabetta Esposito

M

atteo Renzi porta a casa anche le fiducie numero 2 e 3 sull’Italicum, con l’opposizione che sceglie di lasciare l’Aula e la minoranza dem ferma a 37 «assenti
per motivazioni politiche». Il
primo via libera della Camera
arriva in mattinata: 350 sì, 193
no, un astenuto. Nel pomeriggio
il secondo: 342 sì (dieci in meno
rispetto alla votazione di mercoledì ma con in più quello dell’ex
M5S Rostellato), 15 no (per
l’Aventino delle opposizioni deciso dopo un vertice improvvisato in Transatlantico) e un
astenuto. Una curiosità, mentre
la Lega, con Sel, M5S, Forza Italia e Fratelli d’Italia, abbandonava l’Aula, Umberto Bossi ha
deciso di esprimere il suo voto.
Quanto agli assenti del partito
del premier, i nomi restano gli

stessi di due giorni da Bersani a
Letta, da Cuperlo alla Bindi, da
Fassina a Epifani e Civati.
STRATEGIE Adesso tutto si gioca con il voto finale atteso per
lunedì sera. Renzi chiede la
«presenza obbligatoria» dei
suoi, mentre il ministro delle Riforme Boschi si mostra tranquilla: «Sono fiduciosa ma prudente. Aspettiamo lunedì ma finora
sono soddisfatta della risposta
compatta della maggioranza».
Resta ancora da decidere la
strategia che le opposizioni
adotteranno per far saltare la riforma elettorale, impresa che a
oggi appare comunque molto
difficile. Al momento perde
quota il voto segreto, ancora
non richiesto da nessuno. La
sensazione è che quest’ipotesi
possa addirittura favorire la
maggioranza, in parte perché
alcuni dei dissidenti Pd, di fronte alla possibile caduta del go-

TASCABILI
PRENDE IL POSTO DI DE BORTOLI DOPO SEI ANNI

Luciano Fontana, 56 anni, è stato condirettore del Corsera dal 2009 a oggi

Fontana direttore del Corsera
Scelto dal Cda all’unanimità
● Luciano Fontana è il nuovo direttore del Corriere della Sera. Il Cda
di Rcs ha scelto all’unanimità una soluzione interna per sostituire
Ferruccio De Bortoli. Fontana, condirettore del Corsera dal 2009,
nato a Frosinone 56 anni fa, lavora in via Solferino da 18 anni, dopo gli
11 trascorsi all’Unità. Il Cda gli affida un mandato «pieno, senza limiti di
tempo». Fontana si è detto «emozionatissimo», l’a.d. di Rcs Pietro Scott
Jovane afferma: «Il suo modo di interpretare i valori del Corriere,
così come la sua capacità di innovare insieme ad una squadra forte,
faranno di lui un’eccellente guida». Mentre il presidente Maurizio Costa
parla di «riunione particolarmente efficace» e formula a Fontana
«un sentito augurio di buon lavoro per le sfide che lo attendono».

verno minacciata da Renzi in
caso di bocciatura dell’Italicum,
potrebbero “a volto coperto” finire col dire sì; in parte perché
potrebbe verificarsi quanto sperato dal vice capogruppo Pd, Ettore Rosato, ossia che «con lo
scrutinio segreto i deputati di
Forza Italia e i miei amici di
M5S votino la riforma». Più accreditata appare invece l’ipotesi
Aventino: i gruppi coinvolti ne
hanno iniziato a parlare già ieri
e andranno avanti nel weekend,
anche alla luce della “prova” di
ieri. In caso di approvazione
della legge, in diversi — dai Cinque Stelle a Sel, da Forza Italia a
Pippo Civati — hanno comunque già manifestato l’intenzione
di chiedere un referendum
abrogativo. «I cittadini così potranno fare quello che i parlamentari non hanno potuto fare», ha detto ieri il deputato della minoranza dem.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

● Sul governo Renzi è in
arrivo una stangata da 5
miliardi di euro. Il motivo? La
Consulta ha bocciato ieri la
norma Fornero del 2011 che
bloccava per il 2012 e il 2013
la rivalutazione automatica
dei trattamenti pensionistici
al costo della vita per gli
assegni superiori a tre volte
il minimo Inps. La legge era
contenuta nel Salva Italia del
governo Monti «in
considerazione della
contingente situazione
finanziaria». Ma per la Corte
Costituzionale «l’interesse dei
pensionati, in particolar
modo i titolari di trattamenti
previdenziali modesti, è teso
alla conservazione del potere
di acquisto delle somme
percepite, da cui deriva in
modo consequenziale il
diritto a una prestazione
previdenziale adeguata.
Tale diritto,
costituzionalmente fondato,
risulta irragionevolmente
sacrificato nel nome di
esigenze finanziarie non
illustrate in dettaglio».
Secondo l’Avvocatura dello
Stato l’impatto sui conti
pubblici sarebbe di circa 1,8
miliardi per il 2012 e circa 3
per il 2013. Elsa Fornero,
allora ministro del Lavoro,
torna dunque nell’occhio del
ciclone e stavolta si difende
così: «Il blocco della
perequazione non fu scelta
mia, ma di tutto il Governo, a
partire da quelli che
guardano ai conti. Venne
ritenuta necessaria perché
dava risparmi immediati.
Vengo rimproverata per
molte cose, ma quella fu la
cosa che mi costò di più. Se
la Consulta l’ha bocciata avrà
avuto le sue buone ragioni».

LA CRISI NON MOLLA

Il Jobs Act non sfonda
Sale la disoccupazione
Tra i giovani è al 43,1%
Daniele Vaira
@danvaira

S

i inceppa il Jobs Act. Il
contratto a tutele crescenti con gli sgravi fiscali per le aziende che assumono, entrato in vigore lo
scorso 7 marzo, non è servito
ancora a ridurre la disoccupazione. Anzi, i dati dell’Istat sono impietosi. A marzo i senza
lavoro sono tornati a crescere
di 0,2 punti percentuali (da
febbraio) e sono arrivati al
13%. A preoccupare è soprattutto il calo degli occupati: dopo la diminuzione di febbraio,
il mese scorso i lavoratori sono diminuiti dello 0,3%, con
59 mila unità in meno rispetto
a 30 giorni prima, tornando
sul livello dello scorso aprile.
La disoccupazione giovanile a
marzo risale oltre il 43%: il
tasso segna un aumento di 0,3
punti percentuali a quota
43,1%, dal 42,8% di febbraio
(si tratta del livello più alto da
agosto scorso). A marzo le
persone in cerca di occupazione sono 3,302 milioni, in aumento dell’1,6% da febbraio.
E anche l’inflazione cresce e si
ferma a 0 dal - 0,1% di marzo.
«I dati segnalano un’Italia ancora invischiata nella stagnazione economica», il commento di Confesercenti. Il governo ha frenato i pessimismi:
«È presto per fare bilanci, vedremo gli effetti nei prossimi
mesi», la replica d’ufficio. A
regalare un po’ di ottimismo ci
ha provato Bankitalia nel Bollettino Economico, stimando
che il Pil del primo trimestre
di quest’anno «sia lievemente
aumentato, beneficiando di
una modesta crescita produzione industriale». Il secondo

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti

dato (+0,5%) è stato evidenziato
da una ricerca di Confindustria.
Positivi anche i segnali che arrivano dagli indicatori Istat sulla
fiducia nel manifatturiero, che
registrano ad aprile un miglioramento. Le brutte notizie arrivano, però, anche dalla fotografie
delle pensioni da parte dell’Inps:
il 64,3% degli assegni ha un importo inferiore a 750 euro, percentuale che sale al 78,2% tra le
donne mentre riguarda il 45,2%
degli uomini. L’importo medio ha
raggiunto gli 825,06 euro nel
2015 dai 780,14 del 2012.
LE REAZIONI Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan
non nasconde le difficoltà: «L’Italia esce da una recessione lunga
tre anni che ha portato via quasi
il 10% del Pil. Una ferita strutturale alla capacità economica del
Paese che si aggiunge agli ostacoli alla crescita accumulati negli
ultimi due decenni». Critiche sono arrivate, invece, oltre che dall’opposizione («fallimento dle
governo Renzi), dalla leader della Cgil, Susanna Camusso, che ha
individuato nei numeri della disoccupazione l’esatta definizione
di ciò che costituisce «l’emergenza nel Paese». «Il tema del lavoro
dovrebbe essere l’ossessione di
chi ci governa ma non mi pare sia
così», le parole della sindacalista.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

13% 3,3
L’ex ministro Elsa Fornero

● Il tasso di disoccupazione
rilevato a marzo dall’Istat.
I senza lavoro sono saliti dello
0,2% rispetto a febbraio,
quando erano il 12,8%.

● I milioni di persone che
cercano un’occupazione. Sono
aumentati dell’1,6% rispetto
a febbraio. Non solo: a marzo
è aumentata anche l’inflazione.

ARRESTATI DUE ROMENI

ESTRATTO VIVO UN 15ENNE DOPO CINQUE GIORNI

Roma , truccatore
trovato cadavere:
ucciso per 100 euro

Nepal, superate le seimila vittime
E adesso scatta l’emergenza colera

● Mario Pegoretti, il truccatore di
61 anni trovato morto domenica
a Roma, sarebbe stato ucciso
durante una rapina. I carabinieri
hanno arrestato due romeni di 18
e 21 anni, uno dei quali scarcerato
a marzo. Fatali una serie di colpi
di pietra al volto: tutto per un
modesto bottino, solo un orologio
del valore di poco più di 100 euro.

A Katmandu si continua a scavare

UNA VERA ESECUZIONE

NEL PARCO SUL BALTICO

● Nuovi incubi in Nepal, dopo il devastante terremoto che ha
provocato oltre 6 mila vittime e 13 mila feriti. Con un sistema fognario
gravemente danneggiato, i cadaveri in putrefazione tra le macerie
e migliaia di persone che dormono all’addiaccio, il Paese deve
affrontare il grave rischio di epidemie, tra cui il colera. Nel mare
di morti c’è però un raggio di speranza. Nel giorno in cui i
soccorritori stavano per dichiarare la fine delle ricerche dei
superstiti, un ragazzo di 15 anni è stato estratto vivo dalle macerie di
una pensione della capitale, crollata nel sisma di sabato. Intanto è
atterrato ieri il volo dell’Aeronautica Militare con a bordo la task
force del sistema di protezione civile italiana inviata per fornire
assistenza sanitaria e supporto tecnico-operativo alle popolazioni.

IN PAKISTAN

Milano, spari
Ecco il lemure
in strada: muore innamorato
donna romena
della Merkel
● Una donna romena di 35 anni,
Teodora Catauta, madre di una
bambina di 10, è stata uccisa a
colpi di pistola ieri mattina a San
Vittore Olona (Milano). Un uomo
ha atteso che uscisse di casa,
quindi le si è avvicinato in auto e ha
sparato. I carabinieri gli danno la
caccia, ma le ricerche partono dal
38enne Tiziano Rossi, già diffidato
dall’avvicinarsi all’abitazione.

● Fino a ieri il lemure era noto
soprattutto per essere uno dei
personaggi del celebre film di
animazione «Madagascar».
Adesso però questo animaletto
simile a un procione sta godendo
di una nuova e inaspettata fama.
Il merito è di Angela Merkel.
Durante la sua visita al «bird
park» di Marlow, un’area
protetta non distante dal Mar

Attacco a Malala
25 anni di cella
per dieci talebani
Angela Merkel e il «suo» lemure AFP
Baltico, un lemure è infatti salito
sulla spalla del cancelliere
tedesco, per la gioia dei fotografi.
Ma anche la Merkel sembra aver
gradito: lo ha coccolato, gli ha
dato da mangiare e si è lasciata
andare a enormi sorrisi.

● Condannati a 25 anni (il
massimo della pena in Pakistan)
dieci talebani coinvolti nell’attacco
in cui, nel 2012 nel Paese, fu ferita
Malala Yousufsai, oggi 17enne
attivista per l’istruzione femminile
premio Nobel per la pace nel
2014. Malala fu operata al capo in
Inghilterra, dove vive ancora oggi.
I veri killer e il mandante sono
tuttavia ancora latitanti.

AltriMondi R

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

APPUNTAMENTI DA NORD A SUD

Festival in gara
Guerre Stellari
contro lo Hobbit

1Non solo musica per il 1° maggio: Napoli si

GAZZAWEEKEND

dedica ai fumetti, lungo il Po si diventa fotografi,
a Mantova le strade si colorano di clown e mimi

a cura di F.RIZ.

ANCHE A BOLOGNA CONCERTO IN PIAZZA

duetti (J-Ax con Noemi, entrambi giurati a The Voice) Si
tratta della venticinquesima
edizione del “concertone” promosso dai sindacati e ripercorrerne la storia è un po’ come rileggere la storia della nostra
musica leggera (e della nostra

tv): nella prima edizione,
anno 1990, si esibirono, tra
gli altri, i Litfiba, Zucchero e
Bennato. Ma il primo maggio si festeggia in musica
anche a Taranto (dalle 14):
nell’area del Parco Archeologico delle Mura Greche di
Taranto, sono attese almeno 100mila persone per lo
spettacolo organizzato dal
Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, sorto tre anni fa dopo il sequestro degli impianti inquinanti dell’Ilva. Sul palco, tra
gli altri, Caparezza, Marlene Kuntz, Velvet, Francesco
Baccini, Officina Zoé, Subsonica, Bud Spencer Blues
Explosion. Da segnalare anche il concerto di Bologna in
Piazza Maggiore (dalle 17)
con un omaggio a Freak Antoni, storico leader degli
Skiantos e l’esibizione dei
KuTso, rivelazione al Festival di Sanremo, che suoneranno prima a Roma. La serata sarà conclusa da Eugenio Finardi.

NEL FERRARESE

DUE GIORNI DI EMOZIONI

Il 1° maggio è in musica
Show a Roma e Taranto

U

na festa, due concerti: il primo maggio ha
una doppia colonna
sonora, in arrivo da Roma e
da Taranto. Nella capitale
appuntamento alle ore 15 in
Piazza San Giovanni in Laterano, con diretta su Rai 3
dalle 15 alle 24. «Lasciatevi
spettinare e stupire», invita
la conduttrice, Camila Raznovich, che promette «una
festa di musica, senza dimenticare le emergenze del
mondo: l’ecatombe nel Mediterraneo e il terremoto in
Nepal». Nel programma, tra
gli altri, Almamegretta e Teresa De Sio, Mario Venuti
con Mario Incudine e James
Senese con Napoli Centrale,
la PFM ed Enrico Ruggeri,
Alex Britti e Goran Bregovic, Paola Turci e Lo Stato
Sociale. Previsti anche

Fan di «Guerre Stellari» a Milano. Sotto, Elijah Wood ne «Lo Hobbit»

1A Milano i patiti

di Lucas, a Roma
quelli di Tolkien:
è un fine settimana
dal gusto fantastico
Francesco Rizzo

I

l ponte del primo maggio?
Conduce in un’altra dimensione. Ovvero, tra le galassie
in fiamme immaginate da George
Lucas oppure in un fantasy che
unisce le generazioni. Magari con
una puntatina nella fantascienza
dagli intenti pacifisti di Star Trek.
Il fine settimana manda in scena
un vero e proprio confronto tra i
festival a tema. Il via domani a Roma, con l’Hobbit Day, che raduna
alla Casa del Cinema (Villa Borghese) tutti gli appassionati della
saga creata da John Ronald Reuel
Tolkien e i più famosi doppiatori
dei film di Peter Jackson, in occasione dell’uscita in dvd dell’ultimo episodio, La Battaglia delle cinque armate. Verrà allestito un villaggio a tema dove
mescolarsi ai cosplay
(gli appassionati che
indossano costumi legati alla saga), imparare la scrittura degli
elfi, assaggiare la cucina della Terra di
Mezzo. Prevista anche
una mostra con le prime

edizioni dei romanzi di Tolkien
e testi e lettere appartenuti allo scrittore, mentre l’illustratore Piero Crida commenterà tavole diventate copertine di libri del “papà” della saga.
FORZA Domenica, all’Arena di
Milano (ma aree a tema sono
previsti anche in piazza Duomo e al Castello Sforzesco),
spazio invece allo Stars War
Day 2015, la festa dei patiti di
Guerre Stellari (a dicembre
l’uscita di Episodio VII - Il Risveglio della Forza): previste aree
tematiche, animazione, riproduzioni del Landspeeder di
Luke Skywalker. In attesa di lunedì 4 maggio, perché May the
fourth be with you («Il 4 maggio sia con te») suona come
May the Force be with you («che
la Forza sia con te»). Non vi basta? Resta sempre la possibilità
di fare un salto a Starcon
2015, a Bellaria Igea Marina
(Rimini) dove, tra lezioni di
combattimento con la spada
Bat’leth di Star Trek, letture
notturne dai romanzi di
Harry Potter, gare di fanta-modellismo e incontri
con figure come Brian
Muir, scultore inglese
autore dell’armatura e del casco di
Dart Fener, si arriva fino a domenica sera. E
poi si torna nella nostra dimensione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

DOMANI BOMBINO

Noemi sarà di scena a Roma

Il Market Sound Lungo il fiume Po Artisti di strada
Arrivano 6 mesi ora si impara
per colorare
non solo di note a fare fotografie le vie di Mantova

Bombino, 35 anni, è nato in Niger

A Comacchio (Fe) scuola di foto

Clown e mimi padroni di Mantova

● Domani brunch jazz, beach
volley, Dj set e il concerto gratis
del rocker-tuareg Bombino. E poi,
in 6 mesi di appuntamenti, anche
Annalisa (16/5), i Verdena (12/6),
gli Sheppard (6/7), Renga (10/7),
Club Dogo (18/7), Arbore (7/9),
Subsonica (19/9). È l’Estathé
Market Sound nell’area dei
Mercati Generali di Milano, con
parco divertimenti e street food.

● Imparare a raccontare
l’ambiente attraverso l’obiettivo:
il Parco del Delta del Po ospita
il Festival della Fotografia
Naturalistica, con appuntamenti
didattici anche per bimbi,
escursioni in barca, mostre,
proiezioni e degustazioni a base
di riso. Il cuore del Festival
è a Comacchio (Ferrara).
FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA

● Mimi, clown, acrobati. Ma
anche angoli della città ricoperti
di lana colorata grazie
all’impegno di 300 volontari,
il cabaret, le acrobazie, la musica
del Circo Paniko e tarocchi viventi
attorno alla Rotonda di San
Lorenzo. Mantova ospita,
da domani fino a domenica
il Festival degli Artisti di Strada,
per le vie e le piazze della città.

NATURALISTICA, A COMACCHIO
(FERRARA) FINO A DOMENICA

ARTISTI DI STRADA A MANTOVA
PER INFO: ARTEDELLASSURDO.IT

ESTATHÉ MARKET SOUND A MILANO
INFO: ESTATHEMARKETSOUND.IT

21/4 - 20/5
TORO

21/5 - 21/6
GEMELLI

22/6 - 22/7
CANCRO

23/7 - 23/8
LEONE

24/8 - 22/9
VERGINE



6-

6,5

6,5

6-

7+

7+



I due giorni di festa
v’esaltano. Anche
se certi rapporti vi
fanno venire gli
zebedei grossi
come la Lapponia.
Schermatevi.
L’amor, pure suino,
è al top.

L’emotività vi gioca
scherzacci, tempo
per voi ce n’è poco,
family e affetti in
generale sono una
palla: giornate
rognose. Ma la
fornicazione
consola.

La Luna vi conduce
verso buoni
successi personali
e, se lavorate,
professionali. Bene
anche il
commercio, con
faccia di glutei.
L’ormone vi incita.

Ogni conferma è
raggiungibile in
questi due giorni.
Con risvolti
finanziari consolanti
e spese OK. Un
colpo di fortuna,
poi, aleggia. Pure
suino. Uau.


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23/9 - 22/10
BILANCIA

23/10 - 22/11
SCORPIONE

23/11 - 21/12
SAGITTARIO

22/12 - 20/1
CAPRICORNO

21/1 - 19/2
ACQUARIO

20/2 - 20/3
PESCI


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C’è la Luna nel
vostro segno, oggi
e domani, che
calamita buone
notizie provenienti
da ogni direzione. I
rivali scoppiano, il
sudombelico
s’intenerisce.

Sembrano
aspettarvi due
giornate stanche.
Perché forse
dovrete fare tutto
da soli o muovervi
fra le noie. E la
fornicazione is a
mortal ball.

Favori e fortuna vi
arrivano dallo staff
in cui operate e
dagli amici. E ogni
impresa, news,
ingaggio sono
possibili. Amor
sacro e suino
favoriterrimi.

Storta è la Luna,
latitante è la
serenità: che voglia
di fuggire via. E di
rifugiarvi nella
fornicazione, oggi e
domani: le stelle
approvano (e
agevolano).

Potete far faville in
ogni circostanza,
pure perché
fascino, efficienza,
fiuto (vostri)
crescono. E
suinamente
esercitate happily,
sia oggi sia domani.

Gli zebedei si
gonfiano, la
cupezza v’assale:
ripigliatevi,
amatevi, siate più
strateghi, specie se
vi toccasse
lavorare. E pure sul
piano suino, please.


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NAPOLI È «COMICON»,
CAPITALE DEL FUMETTO

● Napoli eletta capitale del
fumetto fino a domenica: alla
Mostra d’Oltremare torna
«Comicon». Oltre ad un
omaggio a Milo Manara, ci
sarà un percorso dedicato ai
50 anni di «Linus» e non
mancheranno eventi sui 75
anni della Marvel. Tra i 250
espositori previsti i principali
editori nazionali del settore
(nella foto, l’investigatrice Julia
di casa Bonelli).
COMICON A NAPOLI, FINO A
DOMENICA, WWW.COMICON.IT

GITE AL SAPOR DI VINO
LE LANGHE... DA BERE
● Un giorno all’aria aperta in
cui scoprire gli aromi del vino:
degustazioni tra le province di
Cuneo (Langhe) e di Asti
(Monferrato). Oggi a
Barbaresco (Cn) si scoprono
Malvasia di Casorzo,
Barbaresco e Chardonnay.
Domani a Nizza (At) Verduno
Pelaverga e Ruchè.

LA FESTA DELLE BICI
SCOPRE L’ARGENTARIO
● Esplorare la zona
di Orbetello (Grosseto) e del
Monte Argentario in bicicletta,
accompagnati da guide
esperte: l’Orbetello Bike
Festival propone escursioni
su itinerari differenti ma
anche ciclo-officina, proiezioni
e giochi per i più piccoli.
ORBETELLO B. F., ISCR. 15 EURO,
ORBETELLOBIKEFESTIVAL.COM

LO SPORT IN TV

21/3 - 20/4
ARIETE

È festa, ci si rilassa,
si mangia: evitate
dunque sfigolagne
e pedanterie. Oltre
che eccessi
deleteri. Il
capolavoro suino
(vostro), però, si
staglia.

AGENDA

VINUM DEGUSTAZIONI 10 EURO,
INFO-PRENOTAZIONI 0173/361051.

OROSCOPO LE PAGELLE di ANTONIO CAPITANI

Ci son più tensioni
nei vostri rapporti
che nel PD. Il che è
tutto dire: la “due
giorni” di festa si
preannuncia
faticosina. E il
sudombelico è
indelicato.

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42

VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

oppure nei giorni feriali
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VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

1Le divise di Londra 2012 firmate da Armani sono state

GAZZALOOK

impreziosite dall’iscrizione all’interno della fodera sinistra
della giacca della prima strofa dell’inno nazionale italiano

Armani
1

40

2

● 1 Cate Blanchett in abito pantalone bianco all’ingresso del Silos di Giorgio Armani● 2 Anche l’attore
Leonardo Di Caprio ha risposto all’invito dello stilista e ha sfilato sul red carpet milanese AP/REUTERS

anni di leggenda

GLI ABITI DI UNA VITA NELLA PIU’ GRANDE SFILATA DI SEMPRE
Giorgio Armani, Special Ambassador di Expo Milano 2015, ha
festeggiato ieri sera i 40 anni della Maison con una sfilata che ha
ripercorso la sua storia nel nuovo spazio espositivo, il Silos in via
Bergognone a Milano. Presenti il premier Matteo Renzi con moglie e
figlia e tanti ospiti tra i quali Leonardo Di Caprio, Cate Blanchett, Tina
Turner, Pierce Brosnan e il premio oscar italiano Paolo Sorrentino.

Giorgio Armani è nato a Piacenza l’11 luglio 1934: la prima
collezione risale al 1975, la sua ricchezza è valutata in 7,6 miliardi
di dollari. Ieri a Milano ha festeggiato i 40 anni di carriera.

Rigore creativo e stile per una moda senza fine
1

2

3

4

Fabrizio Sclavi

«H

5

7

8

6

11

9

10

● 1 Kate Moss in passerella, 2012 ● 2 1990, stile casual ● 3 L’ex première dame Carla Bruni in nero ● 4
1980, Richard Gere in American Gigolò vestito Armani ● 5 Grigio e gessato nel 2013 ● 6 Milla Jovovich
sfila nel 1991 ● 7 Casual ed estivo per l’uomo, 2015 ● 8 A tutto gessato nel 2008 ● 9 Rara sfilata uomo e
donna insieme nel 2010 ● 10 Una recente creazione, 2015 ● 11 Modelli in impermeabile bianco, 1991

o lavorato sodo» dice Giorgio Armani. Il rigore creativo è sempre stato la
sua arma. Sempre in prima linea per
vincere la battaglia contro le mode che passano
veloci e contro l’eleganza dettata dalla borghesia più rigida. Una carriera iniziata 40 anni fa,
quando decide il grande balzo buttandosi in
passerella per presentare il proprio marchio.
Dopo essersi fatto le ossa come buyer di moda
alla Rinascente di Milano, nel 1975 ecco l’invenzione: la giacca da uomo decostruita. Uno
schiaffo a tutte quelle giacche intirizzite e piene
di artifizi: porta in passerella la giacca per l’uomo che ha voglia di vestire lo stesso abito sia per
le situazioni formali che per il tempo libero. Un
capo disegnato sul corpo, quasi come una divisa
sportiva, morbida e maschile, colorata con una
tavolozza ispirata alla natura. Un’invenzione
adeguata agli uomini che a fine anni ‘70 volevano sentirsi liberi.
IL SUCCESSO Nella carriera dello stilista niente
è lasciato al caso. Nel 1980 ecco che riesce a
mettere la nuova giacca a Richard Gere in American Gigolò. Da questo momento il successo è
assicurato e con la copertina del settimanale
«Time» del 1982 dedicata a Re Giorgio, l’Italia
diventa simbolo di eleganza. L’impero Armani si
espande con grande velocità ma tutto è sempre
controllato a vista dallo stilista che diventa maestro della più importante orchestra della moda.
Dirige e coordina tutto quello che serve per fare
di una passione un grande business. Creatività
rigorosa ma non noiosa, senza compromessi.
Ogni cosa passa da lui, che sembra vivere giornate di 48 ore. Si occupa della creazione dei tes-

suti sempre nuovi, tridimensionali, morbidi
ma non svolazzanti. Dirige una squadra di
giovani assistenti che gli fanno sentire il polso
di quello che vogliono i giovani. Sceglie, fa
cucire, fa scucire e ricucire fino a che le sue
«creature» realizzano quello che aveva in
mente. Organizza le sfilate prima nel palazzetto di via Borgonuovo, gotha della borghesia milanese e poi nel teatro progettato per lui
da Tadao Ando, l’architetto giapponese, maestro dell’architettura essenziale. Poi nel 2000
presenta la sua collezione anche al Guggenheim di New York. Si aprono così affascinanti scenari in tutto il mondo, ma Armani
continua a controllare e seguire tutto da vicino, con lo stesso entusiasmo di quando ha cominciato.
CHE NUMERI Così, ci avviciniamo alla Giorgio
Armani azienda leader della moda e del lusso
con oltre 6.700 dipendenti in tutto il mondo.
Fanno parte di questa orchestra anche tanti
«solisti», linee curate e seguite con la tenacia
di sempre. Nasce l’Emporio Armani, Armani
Collezioni e Armani Casa distribuiti nei 2.473
punti vendita di proprietà del gruppo. Dalla
sua fucina viene sviluppato con successo globale l’interesse per lo sport ed ecco le divise
create da Re Giorgio, subito posizionate sul
podio delle Olimpiadi. Un impero creato e curato da quell’uomo con i capelli bianchi che
ancora si agita per preparare le sfilate e che si
emoziona quando appare in passerella a ringraziare il mondo che lo applaude. Un rigore
che Giorgio Armani riesce ancora a mantenere perché intrinseco in un grande creativo che
dà valore alla normalità di una vita dedicata
al lavoro e agli affetti che lo circondano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ALTRA STORIA

Re Giorgio & lo sport
Scudetto e medaglie
Vincenzo Di Schiavi

G

iorgio Armani e lo
sport. Un connubio,
intriso di stile e passione, che ormai si declina in
mille modi. Volti, storie, imprese. Abbracciando, nel
tempo, molteplici discipline.
Dopo una lunga parentesi

nel football americano segnata
dalla sponsorizzazione dei Seamen, dal 2004 l’epicentro è la
pallacanestro. Che vuol poi dire
Olimpia Milano. Il celebre stilista ne diventa main sponsor
proprio in quell’anno, centrando subito una finale scudetto
con la Fortitudo, persa per un
canestro aggiudicato con l’instant replay. Poi, nell’agosto

● Armani festeggia lo scudetto vinto a Siena nel 2014 LAPRESSE

2008, il grande salto: Armani
acquista il club più blasonato
d’Italia, riportando lo scudetto
a Milano (un anno fa) dopo 18
stagioni e riposizionandolo nel
gotha del basket europeo da cui
era uscito dopo lustri di disperate carestie. «L’ho fatto per Milano» le prime parole da proprietario, 7 anni fa, rimarcando
nel concreto il senso di riconoscenza verso la città in cui alberga il cuore pulsante di un
impero planetario. Ma lo sport,
per la grande casa di moda milanese, è pure la miniera da cui
estrarre raffiche di testimonial:
Beckham, Shevchenko, Kakà e

Cristiano Ronaldo, tra gli dei
del pallone. Rafa Nadal nel
tennis. Poi c’è la nutrita batteria di nuotatori: la divina
Pellegrini, Filippo Magnini,
Luca Dotto, oltre all’iridato
Christof Innerhofer nello sci,
tanto per rimanere in casa
nostra. Dove il Gruppo Armani fa rima con azzurro.
Col marchio EA7 infatti sono
state firmate le divise olimpiche di Londra 2012 e Sochi
2014. Un impegno che si protrarrà fino a Rio 2016. La terza olimpiade griffata Armani.
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VENERDÌ 1 MAGGIO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT


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