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Mese di maggio .pdf



Nome del file originale: Mese di maggio.pdf
Titolo: Liturgia per le nozze di
Autore: Giovanni Natoli

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Chiesa Madre “Visitazione della Beata Vergine Maria” – Noepoli (PZ)

Testi di www.preghiereagesuemaria.it
2

1 Maggio
IL RUOLO DI MARIA
Maria, madre di Gesù e madre nostra,
mediante la sua molteplice intercessione, ci
ottiene continuamente le grazie della salvezza
eterna. Questa è la voce costante della Chiesa
che si ripete nel tempo, invocando Maria con i
titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice,
Mediatrice. Noi sappiamo e con San Paolo
professiamo che "uno solo è Dio e uno solo è
il mediatore tra Dio e gli uomini: l'uomo Gesù
Cristo. Egli ha dato la sua vita come prezzo
del riscatto di tutti noi". In questa azione
redentiva di Cristo, unico mediatore, qual è il
ruolo di Maria, che noi invochiamo come
nostra Avvocata e Mediatrice? In ciascuna di
queste tappe della Redenzione, Maria ha
svolto una funzione del tutto eccezionale. Ella,
umile serva del Signore e madre del Redentore, è stata anche la "compagna
generosa del Figlio nella sua opera di mediazione", cooperandovi con la
sua obbedienza e con la sua fede, con la sua speranza e con la sua carità
materna. La mediazione di Maria a favore degli uomini nasce dal beneplacito di Dio e sgorga dai meriti di Cristo. Maria attinge la sua efficacia
dalla mediazione di Cristo, agisce in piena sintonia con il volere del Figlio,
"si prende cura dei fratelli del Figlio suo, ancora pellegrinanti e posti in
mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella Patria
Celeste".
Fioretto: Nei momenti di debolezza, quando mi sentirò confuso e
scoraggiato devo ricordarmi che Maria è rifugio e aiuto dei cristiani.
Giaculatoria: Ausilio dei cristiani, Vergine clemente prega per noi. Volgi
a noi quegli occhi tuoi misericordiosi.

3

2 Maggio
MEDIATRICE DI GRAZIE
Anche noi, sia pure in misura ben diversa, partecipiamo alla mediazione di
Cristo presso il Padre, con la nostra preghiera e con la santità della vita.
Tuttavia, Maria partecipa a questa mediazione di Cristo, con una pienezza
tale da non ammettere paragone con nessun' altra creatura: "La mediazione
di Maria è strettamente legata alla sua maternità divina, possiede un
carattere specificamente materno, che la distingue da quello delle altre
creature". Maria è talmente unita e conforme ai sentimenti del Cristo che
nessun aspetto della sua mediazione presso il Padre, a nostro favore, è
estraneo alla sua comprensione di Madre.
Nella comunicazione delle grazie, Maria interviene in piena solidarietà
con il Figlio: Ella desidera ciò che il Figlio desidera, vuole ciò che il Figlio
vuole, compie ciò che il Figlio compie. Maria ci è stata data come Madre
mediatrice di grazie, non perché Dio sia da noi lontano e inaccessibile, ma
perché possiamo comprendere quanto ci è vicino e accessibile nella figura
materna di Maria.
La Madonna, nella sua opera di mediazione, insieme al Figlio, ci aiuta a
sentire Dio più vicino, ci muove ad avvicinarci a Lui con maggior fiducia,
ci spinge a vivere la nostra adozione a figli di Dio, conformando la nostra
vita al modello esemplare, che è Cristo, modello da invocare e da imitare,
se vogliamo un giorno essere eredi della sua stessa gloria nella casa del
Padre.
Fioretto: Non solo nei momenti di disperazione o di dolore, ma in ogni
evento della mia vita chiederò l’aiuto e la protezione alla Madre di Dio.
Giaculatoria: Gesù, Giuseppe e Maria siate la salvezza dell’anima mia.

4

3 Maggio
MADRE MIA, FIDUCIA MIA
Alla Madonna ci rivolgiamo per ottenere varie grazie: la salute per noi o
per i nostri cari, la pace interiore e con i nostri fratelli, l'amore al raccoglimento, al silenzio... Maria ce le ottiene: Maria ci ottiene tutto quello che
serve per la nostra santificazione, per la nostra vita, per la nostra gioia.
Ecco perché i Santi riponevano in lei ogni loro fiducia. Se ci rechiamo a
san Giovanni Rotondo, sopra la porta della cella di Padre Pio si legge
questa scritta: "Maria è tutta la ragione della mia speranza"
(S. Bernardo). Ma, attenzione: Maria ci ottiene ogni grazia, perché le
attinge alla sorgente unica, che è solo Gesù! Gesù ce le ha meritate con la
sua vita, col suo sacrificio, col suo sangue; ma ha incaricato la sua divina
madre di distribuirle. Ma qual è la grazia delle grazie? Che Maria susciti in
noi un grande, sconfinato amore per il suo dilettissimo Figlio Gesù. Perciò
dobbiamo ravvivare la nostra fede: perché Gesù adesso non si scopre con
gli occhi della carne, ma solo con quelli della fede. Altrimenti non
possiamo capire come Maria Maddalena, come i due discepoli di Emmaus
non abbiano potuto riconoscere Gesù che parlava loro. Gli occhi della carne
vedevano un ortolano, un viandante sconosciuto: ed era Gesù, che si fa
riconoscere (come dice S. Paolo) solo con gli occhi della fede. Questa è la
differenza tra noi, poveri di fede, e i santi. Noi, dopo mezz'ora, un'ora di
adorazione ci stanchiamo... I Santi riuscivano a trascorrere giornate intere,
notti intere in chiesa, senza nemmeno accorgersene.
Fioretto: Non devo far passare giorno senza rivolgere un pensiero a
Maria: "Madre mia, fiducia mia!".
Giaculatoria: "O luce amabile degli occhi nostri, porgete suppliche per i
figli vostri".

5

4 Maggio
MADRE DEI POVERI
Nei giorni in cui la nostra vita procede senza alcuna difficoltà materiale
certamente il nostro cuore è rivolto a ben altri interessi. Ci sentiamo
autonomi e autosufficienti. Non abbiamo bisogno di niente e di nessuno.
Ma basta un disguido, una malattia o un problema economico per farci
riflettere, sentire una nullità. E in questi momenti che comprendiamo la
povertà, la miseria e la disperazione di chi non ha un boccone per sé o per i
propri figli. Maria ci viene incontro con la sua vita vissuta nella semplicità
e povertà di Nazaret. Perciò Maria è madre dei poveri. Del povero che non
ha casa, del povero che non ha pane, che non trova lavoro, che sta alla porta
della chiesa. Maria è madre dei poveri perché li soccorre, muove i cuori e la
mano in loro favore, li consola. Li incoraggia, li guida, e li ammaestra con
la sua vita, col suo esempio. Mostra loro la casa umile e povera di Nazaret;
fa vedere l'umile grotta di Betlemme, l'esilio verso l'Egitto... insegna un
segreto per sopportare la povertà e tramutarla in vera ricchezza. Se sono
povero e mi rivolgo a Maria, la povertà non sarà per me una croce. Se
desidero che Maria mi ami vuoterò il mio cuore di tutte le cose terrene, per
riempirlo dell'unico grande tesoro: Gesù. Maria paziente e materna
continua a offrire a tutti il dono che fa ricchi: Gesù. Bisogna invocare
Maria, amarla. Attaccarsi al suo manto materno, prendere quella mano che
ci porge e non lasciarla mai più. Raccomandiamoci ogni giorno a Maria,
nostra Madre, rallegriamoci, lavoriamo con Maria, soffriamo con Maria.
Desideriamo di vivere e di morire tra le braccia di Gesù e di Maria.
Fioretto: Pregherà di più, cercherò di arricchire questo mio povero cuore
pieno solo di miserie e di aspirazioni terrene.
Giaculatoria: "Dischiudimi, o Maria, del ciel le porte quando sarà vicino
alla morte".

6

5 Maggio
IN ANSIA PER NOI
Alle volte siamo angosciati, abbiamo un grosso dispiacere per la perdita o
la malattia di qualche persona cara; e siamo senza pace o sul punto di
perderla. Allora, sarà bene ricordarci delle parole di Gesù: "Imparate da
me... e troverete la pace per le vostre anime" (Mt 11,28), La Madonna, che
meditava ogni parola del suo Gesù, ci aiuti a ricordarla: sono mite e umile
di cuore? Senza mitezza e senza umiltà, niente pace. È il consiglio che ogni
confessore dà ai suoi penitenti. Ma arrivare alla mitezza e umiltà di Gesù,
attraverso quelle di Maria... oltre tutto la Madonna è la Riconciliatrice.
Nell'Antico Testamento, Dio inviava i patriarchi, Mosè, i profeti. Ora
manda sua Madre, quale ambasciatrice di pace, di riconciliazione. I Santi e
la stessa liturgia paragonano Maria all'arcobaleno che è messaggero di
sereno, di pace. La Madonna è certamente lieta nel vederci così fedeli,
puntuali, raccolti. Ci attende ogni sera coi suoi doni di Paradiso. Per tutti ha
un sorriso, un rimedio, una grazia. Un Santo la vide con le mani cariche di
doni, di grazie e chiese: "O mamma, perché non le distribuisci?". "Perché
nessuno me le chiede!", rispose. Abbiamo tante cose da chiedere... tante
cose da dirle. E’ una mamma e noi siamo suoi figli. Un figlio ha diritto di
chiedere tutto alla sua mamma proprio come fanno i bambini con le loro
mamme della terra. La Madonna è sempre sollecita del nostro bene, sempre
in ansia che ci facciamo del male, che il demonio ci tenti. Dicono i Santi
che Maria si riposerà solo quando vedrà tutti i suoi figli, sani e salvi,
accanto a lei, alla fine del mondo.
Fioretto: Ad imitazione della Madonna cercherò di riconciliare col mio
esempio e con la preghiera quanti fossero in disaccordo fra loro.
Giaculatoria: "Lasciate, o Vergine, che anch 'io vi onori, Voi siete la gioia
dei cuori.

7

6 Maggio
MARIA CONOSCE LA VIA
Nelle apparizioni, le mani sono la parte del
corpo della Madonna, dopo gli occhi, poste in
maggior risalto. Maria alza le mani nella
preghiera, riceve nelle sue mani le grazie,
stende le mani a noi per invitarci ad
avvicinarci, vorrebbe stringerci tutti al suo
cuore. Apre le mani per far piovere su di noi le
sue grazie.
Lasciamoci condurre da Maria: le sue mani
ci sosterranno. Chiudiamo gli occhi come
facevamo da bambini con la nostra mamma e
lasciamoci condurre da Maria. Ella conosce la
via: sa dove condurci, dove arrivare. Imitiamo
le mani di Maria: la loro purezza immacolata
in ogni azione. La loro operosità instancabile,
la loro frequenza nel congiungersi con la preghiera.
"Le mani, spesse volte, suppliscono alla lingua, agli occhi... Ho visto
mani innocenti di bimbi mandare baci alla Madonna e ne provai gioia e
venerazione. Ho visto mani congiunte in preghiera che mi commossero.
Mani diafane di ammalati che stringevano il crocifisso e ne ebbi conforto.
Mani caritatevoli versare nella mano del povero l'elemosina. Mani
misericordiose posarsi sul capo dell'afflitto e sollevarlo. Mani consacrate
benedire il popolo, la campagna, il pane... assolvere un peccatore, versare
l'acqua rigeneratrice sul capo del neonato. O mani di Maria, beneditemi"
(S. Giovanni Bosco).
Fioretto: Preghiamo Maria di aprire le sue mani per benedirci e per
accoglierci tra le sue braccia, in vita. in morte, in cielo.
Giaculatoria: " Vergine fedele sempre al tuo Signore fà che tale diventi
questo mio cuore!"

8

7 Maggio
CONFORTO PER CHI SOFFRE
Oggi i pellegrinaggi portano migliaia di sofferenti ai santuari di Maria:
Lourdes, Fatima, Pompei, Loreto e a tanti altri. Un popolo intero che chiede
grazie, la sanità e la santità a Maria. Lo sanno bene: è Gesù che guansce,
ma guarisce e compie il miracolo, mosso dalla preghiera, dal desiderio
della sua madre: Maria non prega invano! E la grazia, la guarigione la
chiedono a Maria. La Madonna dei malati è presente non soltanto nei
grandi santuari, ma nelle immagini venerate su tanti altari; nelle immagini,
in tante povere case. E’ sempre la Madonna che veglia e alla quale si
rivolge chi soffre. Viene pregata durante il giorno, durante le notti senza
sonno e senza sollievo. E chiedono un po' di riposo, un po' di pazienza, di
rassegnazione. Per quante persone la malattia è stata strnmento di salvezza!
In Paradiso spariranno certo tutti questi mali che ci travagliano. La
sofferenza è lo strnmento con cui Gesù ci associa alla sua opera di
redenzione, per la salvezza delle anime. Dobbiamo accogliere volentieri
questo messaggio come una grazia particolare, con la quale ci chiama a
seguirlo sulla via del Calvario, a portare la nostra croce di ogni giorno. La
nostra vera infermità è l'incomprensione del valore della sofferenza
cristianamente sopportato. Preghiamo perché la sua carezza materna scenda
sulle palpebre stanche, sulle membra indolenzite. E la sofferenza fisica e
morale non lasci indifferente il cuore di Maria, nostra madre.
Fioretto: Osserverò Maria ai piedi della croce, penserò alle sue
sofferenze. Ci darà forza, coraggio e fiducia nelle nostre infermità.
Giaculatoria: Dalla fame, dalle guerre, dalle malattie di questi tempi,
proteggici o Maria.

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8 Maggio
ANCHE LEI SOTTO LA CROCE
Maria, la Madre addolorata, si incontra con Gesù sulla via del Calvario.
Questo incontro è la rinnovazione del suo grande dolore, che ora dopo
trent'anni di generosità, sta per essere compiuto. La Madonna della Via
Crucis mi insegna così il vero amore a Gesù. E l'unione profonda,
comunione di vita, è la sofferenza vissuta insieme. Maria la condivide
spinta dal suo grande amore per il Figlio. E io, da peccatore pentito, devo
seguire Gesù, se voglio veramente chiamarmi cristiano. Non devo
camminare molto per trovarla questa via: è la vita di ogni giorno! La
Madonna vede Gesù cadere a terra: una, due, tre volte per il dolore, per il
peso dei nostri peccati. Maria lo sa e il suo cuore cade con suo Figlio sotto
lo stesso peso. Gesù non fa un miracolo per alleggerire la sua croce ed
evitare la sofferenza. La Madonna si mette sotto la croce, guarda Gesù,
vede suo Figlio morire sulla croce e sentirlo dire: Ecco i tuoi figli! Così
Maria diventa la madre nostra, di tutti noi, poveri peccatori.
Più si ama Maria, più si diventa buoni. Se ameremo molto Maria,
diventeremo molto buoni; se l'ameremo in modo straordinario, diventeremo
santi. Ecco perché non esistono santi che non siano stati immensamente
devoti della Madonna. A Maria, alla madre mia, dirò tutto quello che mi
turba, mi inquieta. Tutto quanto ho in cuore lo confiderò a Maria, mia
madre. A Maria mi attaccherò proprio qui sotto la croce, perché mi ama.
Fioretto: Vicino a Gesù e a Maria non mi sarà difficile rialzarmi, se li
prego, se li invoco. Continuerà il cammino per salire il mio Calvario.
Giaculatoria: "Madre di ogni dolore, prega per noi e per tutti i figli tuoi".

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8 Maggio: SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI

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I. - O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui
nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina
gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la
bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in
Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della
festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl'idoli e dei demoni, effondiamo
con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi
esponiamo le nostre miserie.
Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo
sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia,
sull'Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui
volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre,
quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e
afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del
vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori:
sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e
trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti,
qual siete, Regina di pace e di perdono. Salve Regina.
II. - È vero, è vero che noi per primi, benché vostri figliuoli, coi peccati
torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il
vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma
Voi ricordatevi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di
quel sangue divino e l'ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel
testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, vi
dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come
nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi
stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle
nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti,
e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur
dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi
imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo,
che torni pentito al cuor vostro. Misericordia per tutti, o Madre di
Misericordia. Salve Regina.
III. - Che vi costa, o Maria, l'esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha
Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue
misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo,
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circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il
vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature
tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si estende fino
all'inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria.
Voi siete l'Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite
di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della vostra
protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere
liberati da tanti flagelli.
Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli,
perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre ginocchia, e la mistica
corona che miriamo nella vostra mano, c'ispirano fiducia che noi saremo
esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi, ci
abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri,
ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.
Salve Regina.
Chiediamo la benedizione a Maria.
Un'ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in
questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l'amore vostro costante, e
in modo speciale la vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai
vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete
benedetti.
Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori
della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete
chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre:
concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il
nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano
l'onore del vostro Santuario.
Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei, e
quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo
di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti
d'inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più.
Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia; a te l'ultimo bacio della vita che si
spegne. E l'ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro
soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o
unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate
ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.
Salve Regina
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9 Maggio
IL SORRISO DI UNA MADRE
Come sono belli quei quadri in cui si vede la Madonna sorridere a Gesù,
stringerselo al petto, proprio come fanno tutte le mamme col loro
bambino! È bello crescere sotto i suoi sguardi! No, non si può fare a meno
di una mamma! Osserviamo la differenza tra un bambino che cresce con la
sua mamma e un bambino che cresce in un brefotrofio. In un brefotrofio, il
bambino ha tutto: cure, igiene, latte, vestitini, medicine, assistenza... ma gli
manca qualche cosa; anzi gli manca tutto: gli manca il sorriso della
mamma. Le infermiere sono brave, bravissime: ma a volte stanno li solo
per lo stipendio. Finite le loro ore, se ne vanno e lasciano i bambini ad altre.
La mamma non ha orario, e non è stipendiata. La sua ricompensa sta nel
sorriso del suo bambino... Il bambino può fare a meno di tante cose, ma non
della mamma. Ecco ciò che un giovane delinquente, incise con un chiodo,
sulla parete della sua cella, in un carcere minorile: "Senza la mamma, la
vita non ha scopo". "Il Santo" di Fogazzaro (celebre romanzo) non dovrebbe essere un santo cattolico, perché non dimostra un particolare amore
alla Madonna. Si racconta che quando venne eletto Papa Leone XI, nel
1605, il cerimoniere che lo aiutava a rivestire i sacri paramenti, voleva
slegargli lo scapolare di Maria. "Fermati, gli disse il Papa. lasciami Maria
perché Maria non lasci me!".
Fioretto: Invocherò Maria che è la Madre fedele in modo che le sue mani
materne possano riaccendere le lampade spente dei suoi figli.
Giaculatoria: "Di un sorriso la mia vita ha bisogno ed è per questo che a
te sempre ricorro".

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10 Maggio
RALLEGRA I NOSTRI CUORI
Padre Caterini ci ricorda che, quando dirigeva i pellegrinaggi dall'Italia alla
Salette, si fermava per la messa e il pranzo nel devoto Santuario di N.S. del
Laus. Qui si venera una bellissima statua in marmo bianco: la Madonna con
un braccio tiene Gesù Bambino e con l'altro allontana da noi un frutto. La
spiegazione è semplice: ci allontana il frutto della morte, e ci offre Gesù, il
frutto della vita. Del resto, la prima volta che nel Vangelo si incontra il
nome della Madonna, è subito indicato come un annuncio di gioia.
L'Angelo dell'Annunciazione dice a Maria: rallegrati... gioisci, o piena di
grazia! Quando poi va da S. Elisabetta, riempie quella casa di una gioia
sconfinata: persino il bambino in seno a S. Elisabetta sussulta di gioia. E
Maria canta la sua gioia col suo festoso Magnificat! Ecco che cos'è la
devozione alla Madonna, causa nostrae laetitiae.
È una bella invocazione nelle Litanie lauretane: Causa nostrae
laetitiae.La devozione alla Madonna, oltre a tutto quello che stiamo
dicendo in questo mese, ha un non so che di festoso, di gioioso, che non
hanno le altre devozioni. Tutti i 31 giorni del suo bel mese, sono i giorni di
festa. Basta entrare in un Santuario mariano: quant’aria di festa con le
campane, i fiori, gli stendardi. I Santi hanno detto che perfino il nome
rallegra e ricorrono a quel curioso artificio: Ave -Eva. "Eva" rappresenta le
spine, il dolore, il pianto; "Ave" rappresenta le rose, la gioia, il canto. Eva
ci ha fatto perdere il paradiso quaggiù; Ave ce lo ha riportato, portando
Gesù. Eva ha aperto la valle delle lacrime; Maria ha aperto la valle della
felicità.
Fioretto: Cercherò di vivere la presenza di Gesù e di Maria, fonti della
vera gioia. Pregherà se la tristezza è in agguato.
Giaculatoria: Madre della gioia, prega per noi e per tutti i figli tuoi.

15

11 Maggio
SI SCEGLIERA’ I SUOI APOSTOLI
San Luigi di Montfort, grande devoto della Madonna, ci ricorda che verrà il
tempo in cui Maria si sceglierà i suoi Nuovi Apostoli, gli Apostoli della
Nuova Era: "Sì, Dio vuole che la sua Santa Madre sia conosciuta, amata e
onorata ora più che mai. C iò accadrà sicuramente se con la grazia e la luce
dello Spirito Santo i predestinati entrano nella pratica interiore e perfetta
della devozione che manifesterà loro. Allora conosceranno le grandezze di
questa Sovrana e si consacreranno interamente al suo servizio.
Allora sapranno che Maria è il mezzo più sicuro, più facile, più breve e più
perfetto per andare a Gesù Cristo. Ma chi saranno questi servi, schiavi e
figli di Maria? Saranno fuoco ardente, ministri del Signore, che metteranno
dappertutto il fuoco del Divino Amore. Porteranno nel cuore l'olio
dell'amore, l'incenso della preghiera nello spirito e la mirra della
mortificazione nel corpo. In ogni luogo saranno il buon odore di Gesù
Cristo per i poveri e per i piccoli, mentre saranno odore di morte per i
grandi, i ricchi e i superbi. Senza attaccarsi a nulla, né stupirsi di nulla, né
mettersi in pena per nulla, spanderanno la pioggia della parola di Dio e
della vita eterna, tuoneranno dentro il peccato, grideranno contro il mondo,
colpiranno di fronte il diavolo e i suoi seguaci. Lasceranno, al loro
passaggio di predicatori, soltanto l'oro della carità che è il pieno
compimento della legge... Ma quando avverrà tutto questo? Dio solo lo sa.
Compito nostro è di tacere, pregare ed attendere".
Fioretto: Anch'io posso unirmi spiritualmente a questi apostoli della
Nuova Era pregando, facendo qualche piccola penitenza e aiutando i
bisognosi.
Giaculatoria: "Maria, infiamma il mio cuor con la forza del tuo amor".

16

12 Maggio
MI ONORO DI ESSERE SUO SERVO
Maria è la nostra Regina e noi siamo i suoi sudditi felici, i suoi soldati, i
suoi fedeli servitori, orgogliosi di obbedire ad ogni suo minimo cenno. I
suoi sudditi si onorano di incoronarla con le corone più preziose e adornarla
dei monili più belli, degni della più bella Regina che Dio ci abbia mai dato.
Chi ha visto infatti il suo sorriso non ha più desiderato altro dalla vita. I
suoi soldati sono il risultato di un'accurata selezione. Abbiamo la Legione
di Maria, composta di fedelissimi, fondata nel 1921 dall'irlandese Frank
Duff, e l'Armata Azzurra, sorta nel 1947, per diffondere in tutto il mondo il
messaggio di Fatima; la Madonna poi si è scelta lei personalmente, in tutto
il mondo, un esercito di sacerdoti, suoi fedeli soldati, pronti ad obbedire ad
ogni suo invito e a dare anche la vita per lei. Si tratta del Movimento
Sacerdotale Mariano, aperto anche ai laici e da lei fondato l'8 maggio 1972.
I suoi servi si prosfrano umilmente davanti a lei proclamandosi suoi
fedeli servitori, felici di poter baciare quel piede soavissimo che schiacciò il
capo del serpente antico. Quest'ultimo fatto è confermato non solo dal
"protovangelo", ma anche dalle apparizioni del 1830 (Medaglia miracolosa)
a S. Caterina Labouré, cui la Madonna apparve col serpente sotto i piedi.
"Io stesso mi onoro di essere suo umile servo, come insegna il Montfort, e
tale ho voluto essere per pagare i miei debiti verso Dio in mancanza di
opere buone". Si tratta naturalmente di una servitù d'amore, come succede
in tutto ciò che riguarda Dio e non di una schiavitù d'odio, come succede in
ciò che riguarda il mondo.
Fioretto: Devo diventare sempre più convinto di far parte dei fedelissimi di
Maria col diffondere la sua devozione nell'ambiente in cui vivo.
Giaculatoria: "Dischiudimi, o Maria, del ciel le porte, quando sarò vicino
alla morte".

17

13 Maggio
VIVO DEL SORRISO DI MARIA
Il conte De Bruissard così ci racconta un
fatto di cui egli stesso fu protagonista. "Ero
a Cantets, nel tempo in cui si parlava tanto
delle apparizioni di Lourdes. Non credevo
allora né alle apparizioni, né all'esistenza di
Dio: ero un ateo. Avevo letto in un giornale
del paese che il 16 luglio Bernardette aveva
avuto un'apparizione e che la Vergine le
aveva sorriso, e perciò avevo deciso di
recarmi a Lourdes per cunosità. Mi recai
dunque in casa dei genitori, e trovai
Bernardette seduta alla porta, intenta a
rammendare un paio di calze. Dietro mia
richiesta, ella mi parlò delle apparizioni con
una semplicità e una sicurezza che mi
turbarono. - Ma insomma, le dissi, come sorrideva quella bella Signora? La
piccola pastorella mi guardò con aria di stupore, poi dopo un istante di
silenzio, esclamò: O Signore, bisognerebbe essere un santo del cielo per
rifare quel sorriso! Io mi sentivo disarmato. No, non mentiva, ed io ero lì
pergettarmi in ginocchio davanti alei per chiederle perdono. E Bernardette
allora disse: - Poiché vi professate peccatore, io vi farò il sorriso della
Vergine. Allora si alzò lentamente in piedi, congiunse le mani e abbozzò un
sorriso talmente celeste, quale io non ho mai visto su labbra mortali. Vidi il
suo viso riflettere una luce che mi turbò. Senza accorgermi ero già caduto
in ginocchio davanti a lei persuasa di avere visto il sorriso di Maria sul
volto di Bernardette. Da quel giorno porto in me, in fondo all'anima quel
sorriso. Ora vivo del sorriso di Maria!".
Fioretto: Se avrò qualche dubbio sulla mia fede, mi rivolgerò da qualche
bravo sacerdote che certamente con l’aiuto di Maria, saprà consigliarmi
e... sorridermi.
Giaculatoria: O Maria, Madre mia, guarda il mio dolore, guarda la mia
solitudine, guarda in fondo al mio cuore: sorridimi!

18

14 Maggio
PRIVILEGI E AIUTI
Le più grandi rivelazioni del Medio Evo avvengono nel XIII secolo, che è il
secolo d'oro della cristianità. E’ tutta una fioritura di Ordini religiosi, tra cui
i Servi di Maria, i Domenicani, i Francescani e i Carmelitani sono i più
devoti di Maria ed a tutti lei dona un ricordo della sua predilezione. Ai
Servi di Maria il privilegio di avere per lei un culto particolare; a San
Domenico dona il rosario; a San Francesco il perdono di Assisi; ai
Carmelitani, nella persona di San Simone Stock, nel 1251 la Madonna
concede lo scapolare del Carmine col privilegio sabatino. Altro famoso
privilegio, che la Madonna concede per tulli i suoi figli, è la grazia di
morire nell'amicizia di Dio per tulli coloro che reciteranno ogni giorno tre
Ave Maria, come risulta dalle rivelazioni da lei falle alla monaca tedesca S.
Matilde (1241-1298).
Nel 1432 sono famose le apparizioni della Madonna di Caravaggio ad
una donna di nome Giovannella, e le conferma con dei miracoli tra cui
quello della fontana miracolosa che sgorga chiara nel prato e di un ramo
secco che, piantato nel terreno, fiorisce per convincere gli increduli. Erano
tempi difficili per la cristianità. La Chiesa d'Oriente era già separata fin dal
1054. Quella d'Occidente era travagliata dallo scisma, che prelude già alla
Riforma Protestante. La Madonna voleva salvare la Chiesa dalle divisioni e
trasmelle alla veggente messaggi di unione per le Chiese dissidenti, ma
soprattutto per la Chiesa d'Oriente. La veggente si reca fino a
Costantinopoli per riferire all'Imperatore il messaggio di pace e di unità
della Madonna. La riunificazione temporanea si ottiene di fallo nel
Concilio di Firenze del 1438.
Fioretto: Le richieste di Maria devono diventare il mio programma di vita.
Reciterò il santo Rosario ogni volta che mi sarà possibile.
Giaculatoria: Tu dei veggenti sei la luce splendente, rischiara nelle
tenebre a noi la mente.

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15 Maggio
CI RENDE VITTORIOSI
Quando nel 1492 Colombo scopri l'America, consacrò a Maria tutti quei
territori. Egli aveva capito molti secoli prima quanto la Madonna gradisca
la consacrazione dei popoli al suo Cuore Immacolato, affinché lei abbia il
diritto di proteggerli. Anche ai nostri giorni sarà la consacrazione a Maria
che ci otterrà l'unità dei cristiani. Solo la Madre, infatti, col suo immenso
amore materno, riuscirà a radunare attorno a sé tutti i suoi figli dispersi. E
se qualcuno la invoca con insistenza: "Monstra te esse Matrem!" (Mostra
che sei Madre) - lei risponde (come è realmente accaduto): - Monstra te
esse filium!' (Mostra che sei figlio). Maria farà il suo dovere di madre, se
noi ci mostriamo suoi veri figli. Nel 1571 la vittoria delle armate cristiane
contro i Turchi a Lepanto è da tutti attribuita a Maria, invocata col rosario:Aiuto dei cristiani. Altrettanto nel 1683 la vittoria contro i Turchi alle
porte di Vienna. E che dire delle gioie, delle consolazioni spirituali, delle
estasi che la Madonna concede ai Santi suoi devoti nel corso della storia?
Maria è la mia guida e il mio aiuto. Devo vincere le passioni, le
tentazioni, le insidie del male. Devo vincere la paura che ho delle difficoltà,
della fatica, della continua lotta. Destinato ad un lungo viaggio per arrivare
alla terra promessa, ho bisogno di una guida. Maria è la mia guida e il mio
aiuto. Uniti a Maria, vinceremo i nostri nemici. Con quale arma? Il Santo
Rosario.
Fioretto: Nei momenti di peggior sconforto, nelle tribolazioni che
potranno affliggermi non dovrà più sentirmi solo. Penserà a Maria, regina
vittoriosa sempre.
Giaculatoria: Tu dei vincitori sei fuoco ardente: rischiara nelle tenebre a
noi la mente.

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16 Maggio
PROTEGGE I SUOI FIGLI
L’epoca delle grandi apparizioni inizia però dal 1830 con la Medaglia
Miracolosa, che la Madonna fa coniare per proteggere i suoi figli che la
portano devotamente, invocandola: "O Maria, concepita senza peccato,
pregate per noi che ricorriamo a Voi". Poi si susseguono le quattro più belle
apparizioni, che sono come i quattro vangeli della Vergine. Tutte
custodiscono dei segreti ed hanno tutte un messaggio di preghiera e di
conversione.
La Salette (1846) - La Madonna appare a 1800 metri d'altezza sulle Alpi
francesi, a due pastorelli: Melania e Massimino. Maria conferma loro la sua
divina maternità, dicendo che non può più trattenere il braccio del suo divino Figlio che minaccia di castigare il mondo per i troppi peccati. Ha
compiuto anche là vari prodigi e guarigioni a conferma del fatto.
Lourdes (1858) - La Madonna appare per ben 18 volte a Bernardette in
una grotta; conferma il dogma della Immacolata Concezione e fonda qui la
sua città prodigio, dove tuttora guarisce miracolosamente tanti corpi e tante
anime malate.
Fatima (1917) - La Madonna appare sei volte a tre pastorelli: Giacinta,
Francesco e Lucia, e lancia il suo accorato lamento: "Ci sono troppe anime
che vanno all'inferno, perché non c'è chi prega e si sacrifica per loro!".
Concede il privilegio di fare una buona morte a coloro che seguiranno la
pia pratica dei Primi cinque Sabati del mese e dimostra di essere Signora di
tutti i popoli in quanto dice che il suo Cuore Immacolato dovrà trionfare in
tutto il mondo.
Fioretto: Le richieste della Madonna devono essere da me ascoltate. Sarà
fedele alla recita del santo Rosario in spirito di penitenza e di riparazione.
Giaculatoria: "Tu dei cristiani sei la retta via, dona a noi la luce e così
sia.

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17 Maggio
ANDRÒ IO PER IL MONDO
Tre Fontane (Roma - 1947). La Madonna della Rivelazione converte un
pastore protestante e la sua famiglia. Previene il dogma della sua
Assunzione in Cielo e dice: - "Sono colei che sono nella Trinità Divina". La
statua dell'apparizione fu subito benedetta da Pio XII in piazza S. Pietro.
Ma la conferma ufficiale della Chiesa è nell'aria, dato che migliaia di
persone, sacerdoti compresi, hanno assistito a più riprese ai prodigi quivi
verificatisi nel sole, che ricordano quello di Fatima. Abbiamo poi le
lacrime della Madonna, come a Siracusa e in tanti altri luoghi. Durante le
apparizioni avvenute a Porto S. Stefano, per esempio, negli anni 50/60, una
statua della Madonna ha pianto lacrime di sangue. Perché? La spiegazione
sta forse in un punto del messaggio che dice: "in Italia verranno tanti
terremoti, che non sapranno dove nascondersi!". A seguire bene tutti questi
interventi celesti, si nota come è tutta una catechesi quella che fa la
Madonna nei riguardi dei suoi figli, e la frequenza delle apparizioni sembra
voglia prepararci ad una grande purificazione che ci aspetta. "Andrò io per
il mondo a convertire la gente!" - aveva detto la celeste Madre nel 1948. E
mantiene la parola! Infalli tante altre apparizioni avvengono un po' dovunque: in Spagna, in Cecoslovacchia, in Ungheria, nella ex-Jugoslavia, in
Russia, in Giappone e in Cina. In Cecoslovacchia sono avvenute nel 1958
apparizioni e prodigi tali, nella cittadina di Turzovka, da meritare il nome
di Lourdes slovacca.
Fioretto: Invocherà sempre Maria in modo che possa essere la via più
breve per giungere in Paradiso.
Giaculatoria: "Verso chi si smarrisce, sii clemente e pia, dolce vergine
Maria".

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18 Maggio
CI PURIFICA DA OGNI MISERIA
Tutto ciò che possiedo è di Maria: il mio corpo e la mia anima, le mie
preghiere, i miei desideri, le mie opere e i meriti, le mie pene e le mie croci,
e, perché no... anche i miei peccati. Non vi pare bello offrire i peccati?
Ebbene sappiate che la discepola diletta del Sacro Cuore, S. Margherita M.
Alacoque, desiderava ardentemente offrire un bel regalo a Gesù per
ricambiarlo di tanti favori spirituali, ma non sapeva cosa offrirgli. E Gesù la
fece restare trasecolata dicendole: - "Offrimi i tuoi peccati, affinché io
provi ancora una volta la gioia divina di perdonarteli". Io posso rivolgermi
a Maria esclamando: "Ti offro le mie miserie, non avendo neanche una
virtù da offrirti; ti offro i miei peccati, non avendo neanche un'opera buona
da offrirti. Vieni in me con le tue virtù. Purificami, o Madre Santa.
Bruciami, tu che sei la fiamma inestinguibile che estingue le mie miserie, le
mie ingratitudini e tutti i miei talenti rovinati.
Si racconta di un'anima santa che avendo offerto la sua vita come vittima,
chiedeva alla Madonna la conversione della Russia. Al che la Vergine
rispose: "Cara figliola, la conversione della Russia è un fenomeno così
complesso che, per ottenerlo, non basta il sacrificio di una sola o anche di
tante anime: ci vuole l'agonia di tutta la Chiesa! In unione col S. Padre e
con tulli i vescovi del mondo, o Maria, consacro al tuo Cuore Immacolato
tutto l'universo, tutto me stesso e tutta l'umanità. O Regina di tullo
l'universo, Regina di tutta l'umanità, prega per noi.
Fioretto: Quando starò per affondare, prenderò quella corona e chiederò
l'aiuto a Maria, che certamente non saprà negarmelo.
Giaculatoria: "Madre Santa, perdono, impetra a noi colpevoli di mille
errori, Tu che sei rifugio dei peccatori".

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19 Maggio
DIGNITA’ ECCELSA
Maria è la Madre di Dio, la "Sancta Mater
Dei". Pio XI, per il 15° Centenario del
Concilio di Efeso, nel 1931, ha riaffermato
questa verità dogmatica dandone la ragione
teologica: "Infatti se il Figlio della Beata
Vergine Maria è Dio, per certo colei che lo
generò, deve chiamarsi con ogni diritto
Madre di Dio. Se una è la persona di Gesù
Cristo e questa è divina, senza alcun dubbio
Maria deve da tutti chiamarsi non solamente
Madre di Cristo uomo, ma Madre di Dio
e Theotocos ". Il Beato Papa Giovanni nella
sua professione di fede, dice: "La gloriosa,
santa e sempr e Vergine Maria viene
proclamata dai cattolici Madre di Dio nel
senso più vero e più proprio della parola, perché da lei egli prese umana
carne. Pertanto, poiché propriamente e veramente il Figlio di Dio si incarnò
in lei, noi la riconosciamo come Madre di Dio, che da lei fu concepito e
venne alla luce". San Tommaso dice: "Maria è Madre, secondo l'umana
natura, di una persona che possiede a un tempo la divinità e l'umanità".
Dunque Maria è la Madre di Dio. Questo titolo è il maggiore dei privilegi,
il più alto degli onori, la dignità più eccelsa che possa avere una semplice
creatura della terra. Per il fatto che Maria è Madre di Dio - scrive il Dottore
Angelico - la Beata Vergine è rivestita di una dignità quasi infinita, a motivo del bene infinito che è Dio stesso. Perciò non si può concepire nulla di
più alto di lei, come nulla vi può essere di più eccelso di Dio". Come la
nave di Cristoforo Colombo, la Santa Maria, attraverso l'Oceano scoprì un
nuovo mondo; così la Santa Madre di Dio, è la nostra nave con cui noi,
attraverso le tempeste e traversie della vita, approdiamo all'Eterno.
Fioretto: In ogni momento della mia vita devo ricordarmi di avere una
tenera Madre che guida i miei passi in modo da percorrere sempre le vie
del bene.
Giaculatoria: "Madre di Dio, Madre bella, dei miei passi, sei la vera luce,
il sentiero, la stella"

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20 Maggio
DUE MADRI UN SOL CUORE
Ciascuno di noi ha due madri quaggiù: una ci ha dato la vita del corpo,
l'altra ci dà la vita della grazia e dell'eternità. Nostra madre ha dato a
ognuno di noi i primi palpiti, il primo nutrimento, i primi sorrisi e le prime
gioie. La Madre divina, nell'ordine soprannaturale, ci dà le stesse sue
attenzioni che una madre dà per la vita di suo figlio, la tenerezza di tutta se
stessa per formare in noi il destino eterno. Sulla nostra culla vi erano due
cuori di madre che battevano all'unisono; nella vita, l'ombra di nostra
madre ci segue inseparabilmente come dall'alto la Madre divina
accompagna i nostri passi e i nostri battiti; all'ultimo estremo traguardo
troveremo, in un unico abbraccio, il cuore di queste due madri esultanti per
il nostro arrivo alla Casa paterna.
I primi anni della vita di un fanciullo sono straordinariamente più
importanti di tutti gli altri che seguiranno, come un fiume maestoso deve
alle prime origini, alle sorgenti, il suo lungo cammino. E nessuno meglio
della madre è il libro aperto e vivo, all'eterno domandare del bimbo che attende la sua risposta. Perciò ella è la prima Maestra della formazione
spirituale e intellettuale del figlio.
Lo scrittore Mècs racconta che nella sua piccola bocca di bimbo sua
madre pose furtivamente il nome di Dio. E la madre di S. Clemente
Hofbauer, dopo la morte del padre, condusse il ragazzo davanti a un
crocifisso e gli disse: "D'ora innanzi questo è tuo Padre" - e guardando la
Vergine Santa aggiunse - e questa è tua Madre". Due madri in un sol cuore!
Fioretto: Rechiamoci in chiesa e preghiamo la santa Madre di Dio
affinché abbia un occhio particolare attenzione verso la nostra madre
terrena.
Giaculatoria: "Insegnaci ad amare Gesù il tuo Figlio e dona al nostro
cuore il tuo amabile consiglio".

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21 Maggio
LE MANI DI UNA MADRE
La prima culla dell'uomo, la più naturale, la più bella, la più adatta è stata
quella di nostra madre, quando per nove mesi ci tenne vicino al suo cuore.
Noi, prima di nascere, siamo stati cullati dai passi, dal respiro e dal calore
di nostra madre! E poi venne la luce e il primo contatto col mondo esterno.
Ma le braccia di mamma furono le nostre prime tiepide fasce. Dall'intreccio
delle sue braccia forse è nata l'idea del canestro, del paniere-culla o zana,
delle pelli di renna dei lapponi, della navicella dei greci, della danda dei
nostri bambini. Anche per il Figlio di Dio che si fa uomo una culla è
indispensabile come per il figlio della più povera delle madri. Senza la
culla non vi è famiglia; spesso da un'unica culla si è sviluppato un villaggio
intero, un'intera città, un popolo. E mentre le madri col piede dondolano le
culle e con le mani sferruzzano, rammendano o filano, il ritmo della storia
corre con il dondolìo delle culle. Una culla piena è sempre un gran dono di
Dio all'umanità. A Betlemme, Maria diede alla luce il suo Figlio
primogenito, "lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia". E la luce
della redenzione per tutti gli uomini si accese nella storia dei millenni
cristiani, in una stalla, accanto al cuore trepidante della Madre del Verbo di
Dio e degli uomini. Quanta riconoscenza deve l'umanità a lei, per aver
cullato fra le sue braccia i primi sonni del Salvatore del mondo! E Dio
benedica anche mille e mille volte le mani che, piene di amore, giorno e
notte mi cullarono i primi sonni!
Fioretto: Offrirà a Maria il mio cuore affinché lo lasci puro e innocente
come quello di un bambino
Giaculatoria: "Madre, stringi al tuo cuor l'Agnello santo che un dì
bagnasti con materno pianto, offri al Padre per lui l’uman dolore perché
scenda il conforto ad ogni cuore".

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22 Maggio
MADRE DI OGNI BONTÀ
Una canzone popolare canta: "Son tutte belle le mamme del mondo". E
questa bellezza universale rimane intatta, in tutte le mamme, anzi aumenta
e non sfiorisce con gli anni, anche quando sul volto materno appaiono le
prime rughe coi primi fili d'argento. Fulton Sheen, in una pagina vibrante di
soave poesia, arditamente afferma: "La maternità è una naturale Eucaristia.
A ogni bimbo attaccato al suo seno, la madre dice: prendi e mangia: questo
è il mio corpo, questo è il mio sangue. Se tu non ti nutri della mia carne e
non bevi il mio sangue, non avrai la vita in te". Pare un'ardita analogia
poetica, ma insieme è realtà. La prima dote di una madre è un continuo
dono di amore di tutta se stessa, per tutta la vita.
Forse noi uomini traduciamo questa dote essenziale materna in un
termine più accessibile, quando si dice per antonomasia: la bontà materna.
E’ unica nel suo genere."Il profumo della bontà - dice Socrate - è il più
adatto per una madre". Vivessi mille anni, non potrei mai dimenticare la
bontà di mia madre! Nessun'altra donna sarà capace come lei e quanto lei di
ridarmi questo misterioso dono della vita. E quando penso alla dolce Madre
di Gesù, alla sua virginea, fresca e ineguagliabile bontà materna, è come se
tentassi di portare un po' di cielo in terra, simile al fiorire di un'aurora in un
chiaro e limpido mattino. Perciò Dante l'ha chiamata - "Donna del
Paradiso" - "Bellezza che letizia tutti i Santi" - perché aduna in sé, come in
un vasto oceano, e la grazia, la misericordia, la pietà, la magnificenza
"quantunque in creatura è di bontate".
Fioretto: A Maria, alla madre mia, dirò tutto quello che mi turba, mi
inquieta. Tutto quanto ho in cuore lo confiderò a Maria.
Giaculatoria: "Madre di ogni bontà, prega per noi e per i figli tuoi.

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23 Maggio
SOTTO IL SUO MANTELLO
La Madonna non manca di prendersi cura dei peccatori. Sono i figli dei
suoi dolori. Come Gesù intercede per essi presso il Padre, così lei presso
Gesù. Nelle apparizioni li ricorda abitualmente. Ai fanciulli di Fatima
raccomanda: "Pregate per i peccatori. Andate a baciare la terra per
penitenza, per la conversione dei peccatori". Più pressante ancora l'invito
rivolto a Bernardetta a Lourdes: "Sacrificatevi per i peccatori". A Siracusa
la sua immagine nella casa di un operaio, versò lacrime; ma non è che una
delle ultime manifestazioni del genere. La Madonna piange per i peccatori
per la cui salvezza il suo Gesù è salito sulla croce! Vicino a Genova sorge il
santuario “La Madonnetta”, dedicato alla “Madre dei peccatori”. A
Palermo. a ricordo di un prodigioso intervento di liberazione di tre condannati a morte, fu eretto il santuario della “Madonna della catena”. Si legge
nelle "Rivelazioni di S. Gertrude che in occasione di una festa
dell'Assunzione ebbe la visione di questa "dolce Madre che fece l'atto di
aprire il suo mantello, come per accogliere tutti quelli che si fossero rifugiati sotto il suo patrocinio. I santi angeli allora, avanzando, le presentarono
tutte le persone che si erano preparate a celebrare tale festa con particolare
devozione; esse erano raffigurate da graziose giovanette... Vede anche tante
piccole bestiole di ogni specie accorrere a rifugiarsi sollo il mantello della
Madonna: raffiguravano i peccatori che avevano per lei una particolare
devozione".
Fioretto: Per i miei peccati non li farò rattristare più, mi stringerò sempre
più vicino a Gesù e a Maria. Starà attento a non allontanarmi più da loro.
Giaculatoria: "Gesù, Giuseppe e Maria donate forza e perseveranza
all'anima mia".

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24 Maggio
QUANTO CI AMA
Un vero devoto di Maria deve capire una
cosa: che la Madonna e il peccato non
possono stare insieme. Una devozione alla
Madonna c he non ispiri un grande orrore
del peccato, una fuga dalle cattive
occasioni, è una devozione superficiale,
anzi è falsa. Come chi porta i fiori alla Madonna, e poi la domenica non va a messa o
coltiva un'amicizia cattiva. Del resto basta
aprire la Sacra Scrittura, fin dalle prime
pagine. Il primo peccato: Adamo ed Eva
credevano di diventare simili a Dio, di fare
a meno di Dio; sembrano quasi sfidare Dio.
E Dio ha fatto conoscere la loro nudità, la
loro miseria e povertà. È il cosiddetto Protovangelo: cioè il primo lieto annunzio
della salvezza, alla luce di quella promessa, l'umanità è vissuta secoli e millenni, aspettando quella Donna che avrebbe sconfitto il demonio e il
peccato.
Ecco perché una vera devozione alla Madonna implica necessariamente
l'odio al peccato, l'orrore del peccato, la fuga di ogni occasione, costi quel
che costi. Ecco perché i Santi dicono che Dio ha premiato l'umiltà e la
verginità di Maria. S. Agostino dice: "Piacque per la verginità, concepì per
l'umiltà". Che bello! Come sentiamo che tutto questo è vero, è storico.
Motivo di più per avere orrore del peccato, come il demonio ha paura e
orrore di Maria. Maria ha schiacciato la testa del demonio, per sé e per noi
tutti. Oh, quanto aveva ragione Dante di cantare: "Nel ventre tuo si raccese
l'amore". Sì, l'amore per Iddio e per tutti i suoi figli: una fiamma d'amore
che non si spegnerà più.
Fioretto: O Amiamo Maria o amiamo Satana, suo nemico. La nostra
presenza dinanzi a Maria, ci dice che abbiamo scelto: vivere con Maria.
Giaculatoria: Vergine Santa, donami conforto e forza nei momenti di
debolezza.

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25 Maggio
NON ABBANDONA NESSUNO
In un angolo del Cremimo, a Mosca, appoggiata al muro di cinta, si trova
una piccola chiesa dove si custodisce l'antica Icona di Maria, detta "Gioia
inattesa". Molte candele, giorno e notte, stanno accese davanti a quel volto
oscuro, dagli occhi tanto espressivi. Si racconta che un bandito d'una
crudeltà inaudita, sfuggiva a tutti gli agguati che venivano tesi. Ma un
giorno fu preso, fu buttato in un sotterraneo e legato al muro con pesanti
catene. Quasi folle dall'ira, impotente, ad un tratto afferrò con le mani il
collo della camicia e... si fermò di scatto. Sentì una piccola crocetta retta da
una catenina, quella del battesimo che ogni russo porta fino alla sepoltura.
O Signore, io sono stato battezzato! Tremava; la bocca non proferiva più
bestemmie. Ancora uno sforzo ed un grido rauco. "Madre di Dio, aiutami!
Intercedi, salvami dalla dannazione eterna". Ed ecco le catene si spezzano e
per misericordia divina appare una Icona della Beata Vergine Maria.
Quando il boia aprì la porta, trovò l'assassino in orazione. Egli si alzò:
"Fratello, eccomi; sia fatta la volontà di Dio". Le catene spezzate,
l'assassino pareva un santo. Corsero a fare il rapporto. "Chi è stato
perdonato da Dio, noi uomini non possiamo giudicare - disse il vecchio
metropolita - liberatelo, che vada con Dio e cerchi di non peccare più".
L'assassino fu lasciato libero. Morì da santo. Fu dipinta un'Icona su quel
fatto straordinario, ed è quella medesima che si trova oggi al Cremlino. (V
Cehunova, "Luci sull'Est")
Fioretto: Madre dei sofferenti, donami un cuore retto in ogni momento
della mia vita in modo che possa essere di esempio a quanti mi circondano.
Giaculatoria: "Dalle catene dei miei peccati - liberami, o Madre degli
abbandonati".

30

26 Maggio
E’ SPARITA! NON C'È PIÙ!
Quel pomeriggio dell'11 luglio 1951 si stava trebbiando in un aia di Runco
di Portomaggiore, un paese della bassa ferrarese. Un operaio stava
cercando uno straccio per pulire le pulegge, quando, rovistando tra le robe
vecchie, trovò un arazzo su cui era impressa l'immagine della Madonna col
Bambino fra rami di ulivo. L'operaio, preso l'arazzo, lo legò a un braccio
della trebbiatrice che continuava a sgranare spighe. Sassi, ingiurie, sputi
finirono sull'Immagine della Madonna.
Infine uno dei più facinorosi si fece avanti, strappò dal palo l'immagine,
salì sulla trebbiatrice e con un gesto di trionfo la cacciò nella voragine della
macchina, tra i denti d'acciaio che l'avrebbero maciullata. "Ecco - urlò con
la bava alla bocca - la Madonna ha fatto il miracolo! E sparita! Non c'è
più!". Finì in tal modo la parodia e nessuno più si curò dell'immagine della
Madonna della Pace. Ma Maria ricomparve sette mesi dopo, la sera della
Festa della Purificazione, il 2 febbraio 1952.
Un bovaro stava disfacendo una balla di paglia pressata per fare la lettiera
alle mucche. Con stupore vide fra la paglia un pezzo di stoffa. Lo estrasse e
lo guardò: era l'immagine della Madonna della Pace che tornava silenziosamente, umilmente alla luce come Gesù tra la paglia di Betlemme.
Trepidante la portò al parroco. La notizia si sparse. Accorse il popolo,
intervenne l'arcivescovo e si celebrarono feste solenni di riparazione con
una grande processione. Da quel giorno l'immagine della Madonna della
Pace è la protettrice di Runco.
Fioretto: O Madre Santa, voglio dedicare a te questa giornata agendo e
pregando nel modo migliore in riparazione di tanti sacrilegi.
Giaculatoria: "Verso chi si smarrisce, sii clemente e pia, Vergine Santa,
dolcissima Maria".

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27 Maggio
RENDICI SERVI DI GIUSTIZIA
Vergine offerente, rendici servi della giustizia e più ancora della carità. Fa'
che si aprano i nostri occhi per vedere i più poveri; fa' che si apra il nostro
cuore per amare i più dimenticati; fa' che si aprano le nostre mani per dare
ai più bisognosi. Nessuno soffra per causa nostra; tutti trovino in noi dei
veri amici. "Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno
saziati"(Mt 5,6). La giustizia da sola non basta, ci vuole la carità. Il mio e il
tuo sono termini confortati dalla giustizia. Ma fin quando si parlerà di mio e
di tuo ci saranno sempre delle ingiustizie. Non basta la giustizia. E’ l'amore
che rende più giusto il mondo. C'è gente che sta troppo bene, c'è gente che
sta troppo male. Questa somma ingiustizia grida vendetta al cospetto di
Dio. Deve essere così vivo nel cristiano il senso della giustizia da
trasformare la seconda virtù cardinale nel primo precetto evangelico:
l'amore del prossimo. La vera "fame e sete di giustizia" deve portare
necessariamente ad essere affamati ed assetati di quella carità autentica con
la quale, anche se non si spegnerà completamente, certamente però si
placherà la fame e la sete dei nostri fratelli più poveri, più bisognosi.
Mettiamoci in ascolto del profeta Isaia: "Prodiga te stesso all'affamato e
sazia chi ha fame e brillerà nell'oscurità la tua luce e le tue tenebre saranno
come il meriggio". In tal modo chi dona diventa "figlio della luce"perché
"figlio dell'amore".
Fioretto: Cerchiamo di fare contenta qualche persona povera con un atto
di delicata carità.
Giaculatoria: "Vergine Santa, tu che sei l'unica creatura in cui si specchia
la vera giustizia, prega per noi

32

28 Maggio
AUMENTA LA NOSTRA FEDE
Vergine fedele, ricca di fede purissima, risana la nostra fede malata,
irrobustisci la nostra fede debole, illumina la nostra fede opaca, rendi più
sicura la nostra fede incerta, ravviva la nostra fede grigia, riscalda la nostra
fede fredda. Smuovi la nostra fede pigra. Vergine fedele, accresci la nostra
fede. Per questo come gli apostoli diciamo al Signore: "Accresci in noi la
fede". "Se aveste fede, quanto un granellino di senapa, potreste dire a
questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi
ascolterebbe"(Lc 17,6). Il seme della senapa è il più piccolo di tutti i semi.
Gesù l'ha preso come esempio per significare il meraviglioso sviluppo del
regno di Dio, la sua forza strepitosa, mentre agli inizi era tutto tanto minuto
e tanto piccolo. La fede, dono di Dio, è stata seminata in noi nel battesimo;
noi abbiamo il dovere di coltivarla, di farla crescere, di farla maturare: una
fede così personale, così convinta, così robusta da giungere a rendere
possibile l'impossibile, come il dire ad un gelso di sradicarsi dalla terra e
di trapiantarsi nel mare: un dire al quale corrisponde l'attuazione.
Una fede grande, dunque! Una fede che rispecchi quella della Madonna,
del centurione, della donna cananea, dei martiri, dei santi. La fede in Dio
Padre, in Gesù Cristo Figlio di Dio, nello Spirito Santo. La fede sul mistero
della Chiesa, della Eucarestia, della Vergine Maria. La fede proclamata dal
Vangelo e insegnata dalla Chiesa. Una fede autentica, schietta, semplice
come quella dei grandi Santi.
Fioretto: Fare una verifica sullo stato della nostra fede. E nel frattempo
recitiamo un "Atto di fede".
Giaculatoria: "O Maria Santissima, Vergine fedele, ricca di fede
purissima, prega per noi".

33

29 Maggio
MADRE DI TUTTI I POPOLI
Madre di tutto il genere umano: è l'ultimo dono che Gesù ha vo luto fare
alla madre sua. Nel cuore di Maria, Gesù ci ha dato di riporre ogni
speranza, perché a lei ha affidato il genere umano. E dalla terra si eleva una
continua invocazione a Maria, la madre di ogni popolo, e in modo speciale
dei più deboli, dei più poveri. Dagli ospedali, dalle carceri, dalle campagne,
da ogni casa, dai palazzi dei ricchi, dai casolari dei poveri, dalle aule
scolastiche, dalle case religiose, dalle strade, dai cuori feriti e tormentati,
dalle anime pure e fervorose, da tutta la terra è una voce, un grido che si
leva a Maria: Aiuto dei cristiani, rifugio dei peccatori, Consolatrice degli
afflitti, salute degli infermi... Maria, prega per noi, peccatori, adesso e
nell'ora della nostra morte. E dal cuore materno di Maria scende la forza,
l'aiuto, la pace, il coraggio, il perdono... perché il popolo l'ama, la loda, la
proclama Regina. E’ la gioia della Chiesa, la gloria del popolo cristiano, la
salvezza dell'umanità. Le chiese più belle, le lodi più belle, le pitture più
belle, le feste più belle sono per Maria. Anche nei cuori più induriti, un
residuo di amore per Maria vi rimane. Se non altro una grande voglia di
una sua carezza materna. Chi ama la Madonna sempre la ricorda e parla di
lei. All’anima addolorata è conforto. Al morente è porta del Paradiso.
Maria sarà presso di noi come una tenera madre al capezzale del figlio
moribondo.
Fioretto Spesso mi troverò ad essere una povera creatura sperduta fra la
gente. Mi ricorderò che Maria mi ama e pensa anche a me.
Giaculatoria: "Madonna del popolo, Madre sincera, - fiducia e coraggio infondici a sera".

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30 maggio
PREGA PER NOI ADESSO
“Maria, Madre di Dio, prega per noi... adesso. Non vogliamo accumulare,
capitalizzare sicurezze. Ci basta sapere che "adesso" preghi per noi, ci
proteggi. Abbi pietà dei troppi "adesso" trascurati, ignorati, disattesi". (A.
Pronzato). Prega per noi, adesso...
A Maria - la Vergine dell'Avvento - chiediamo di renderci vigilanti
nell’attesa, così che, finito l'unico corso della nostra vita terrena, possiamo
entrare al banchetto nuziale ed essere annoverati tra i beati. A lei, da noi
contemplata nella gloria della Città di Dio, chiediamo "la vittoria delle
prospettive eterne su quelle temporali, della vita sulla morte"(Paolo VI). A
lei, modello compiuto del discepolo di Cristo, chiediamo di saper essere
"artefici della città terrena e temporale, ma pellegrini solerti verso quella
celeste ed eterna; promotori della giustizia che libera l'oppresso e della
carità che soccorre il bisognoso, ma soprattutto testimoni operosi
dell'amore che edifica Cristo nei cuori" (Paolo VI).
"Madre della speranza, cammina con noi! Cammina con l'uomo di questo
inizio di Terzo Millennio, con l'uomo di ogni razza e cultura, d'ogni età e
condizione. Cammina con i popoli verso la solidarietà e l'amore, cammina
con i giovani, protagonisti di futuri giorni di pace. Hanno bisogno di Te le
Nazioni che di recente hanno riacquistato spazi di libertà ed ora sono
impegnate a costruire il loro avvenire. Ha bisogno di Te l'Europa che
dall'Est all'Ovest non può ritrovare la sua vera identità senza ri-scoprire le
comuni radici cristiane". (Giovanni Paolo Il)
Fioretto: Mi metterò nelle mani della Madonna e farò un atto di carità per
perseverare nel cammino della salvezza.
Giaculatoria: "Se insorgono i venti delle tentazioni, guarda la stella,
invoca Maria".

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31 Maggio
CI CONDURRÀ IN CIELO
Tutto l'arco dell'esistenza terrena viene affidato a Maria, perché ella ci
insegni a contare i nostri giorni e ci ottenga la sapienza del cuore vigilante.
L'ora della morte - come passaggio dal tempo all'eternità della vita - è il
momento decisivo d'ogni creatura umana. "Alla morte di un uomo si
rivelano le sue opere. Prima della fine non chiamare nessuno beato; un
uomo si conosce veramente alla fine"(Sir 11,27-28). Ci rivolgiamo quindi a
Maria. A lei affidiamo l'ora, il momento della nostra morte: un momento di
cui non sappiamo "né il giorno, né l'ora". E’ bello vedere Maria non solo
ricevere le anime come la morte a lei le porta, ma portarle essa stessa a
ricevere la corona di gloria meritata con la sua assistenza. "Occorre
augurare, specialmente alla gioventù odierna esposta a tanti pericoli, che la
devozione a Maria divenga il pensiero dominante di tutta la vita. Con
l'assiduità della preghiera si deve fare di Maria la quotidiana mediatrice, la
nostra vera avvocata, sicché possiamo sperare che Ella, assunta nella gloria
del Cielo, nell'ora del nostro trapasso... possa essere nostra Avvocata presso
la divina bontà e misericordia". San Luigi da Montfort pone sulle labbra di
Maria questa consolante "promessa": "Felici quelli che, col soccorso della
grazia divina, praticano le mie virtù e camminano sulle tracce della mia
vita... Felici nella loro morte, che è dolce e tranquilla. E alla quale
abitualmente assisto di persona per introdurli io stessa nelle gioie del
Cielo". (Trattato della vera devozione a Maria, n.200).
Fioretto: Faccio un proposito che mi aiuti a vivere ogni giorno la
devozione a Maria, in modo che trasformi la mia vita.
Giaculatoria: "Gesù, Giuseppe e Maria - assistetemi nell'ultima mia
agonia".

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