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Economia .pdf



Nome del file originale: Economia.pdf
Autore: Emanuela

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L’analisi di bilancio è un’attività di tecniche prevalentemente quantitative di elaborazione
dati, con cui si effettuano indagini sul bilancio d’esercizio per ottenere informazioni sulla
gestione e sull’impresa. Attraverso quest’analisi si rileva se l’andamento dell’azienda sia
grave o modesto.
L’analisi quindi, è rivolta al controllo dell’equilibrio dell’impresa.
L’equilibrio reddituale si basa sulla capacità dell’impresa di produrre reddito, per un
tempo sufficiente a remunerare tutti i fattori della produzione.
L’equilibrio finanziario riguarda la valutazione della capacità di un’impresa di rispondere
in modo tempestivo ed economico agli impegni finanziari richiesti dalla gestione.
Esistono, al riguardo, due dimensioni:
• Finanziaria: crediti/debiti
• Monetaria: entrate ed uscite.
L’equilibrio patrimoniale, da ultimo, riguarda la relazione tra capitale proprio (netto) e
capitale di terzi.
Il bilancio d’esercizio rappresenta la principale fonte di informazione sulla gestione
dell’impresa. Il contenuto obbligatorio del bilancio d’esercizio è disciplinato dall’art. 2423
c.c. e prevede la divisione delle seguenti parti:
• Stato Patrimoniale: illustra la composizione del patrimonio dell’impresa suddiviso in
Attività e Passività;
• Conto Economico: illustra la formazione del risultato economico dell’esercizio
mediante la contrapposizione dei ricavi e dei costi;
• Nota Integrativa: atto non contabile che illustra il contenuto dei precedenti documenti
contabili e i criteri di valutazione adottati nella formazione dei valori dello Stato
Patrimoniale.
Queste informazioni possono essere desunte dal Rendiconto finanziario che illustra la
dinamica dei flussi finanziari in un determinato esercizio.
Si rilevano, quindi, i risultati della gestione finanziaria distinti in:
Fonti: quantità e qualità delle risorse finanziarie acquisite;
Impieghi: quantità e qualità della destinazione o utilizzo delle risorse.
Dall’analisi del Rendiconto è possibile desumere il grado di solvibilità e di liquidità
dell’azienda, ovvero:
- Solvibilità: capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni;
- Liquidità: capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni a breve con le attività
liquide (liquidità immediate) o facilmente liquidabili (liquidità differite).
L’analisi di bilancio per INDICI permette di elaborare indici e quozienti
sull’andamento economico e sulla situazione patrimoniale e finanziaria
dell’azienda.
Tali indici possono essere unicamente con valori dello stato patrimoniale o del conto
economico, oppure possono mettere a confronto i due valori, quelli PATRIMONIALI e
quelli ECONOMICI.
Lo Stato patrimoniale viene rappresentato a sezioni divise e riclassificate secondo criteri
finanziari: le attività sono classificate secondo il grado di liquidità mentre le passività
secondo la loro scadenza e provenienza.
In riferimento al conto economico distinguiamo due strutture:
- Schema scalare a VALORE AGGIUNTO
- Schema scalare a COSTI E RICAVI della produzione
LA RIELABORAZIONE E RIVALUTAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE, si calcola
con

- gli impeghi rappresentati dalla somma dell’attivo corrente dato da Liquidità Immediate,
Differite e Disponibilità di Magazzino, e dell’attivo immobilizzato dato da Immobilizzazioni
Materiali, Immateriali, Finanziarie
- le fonti rappresentati dalla somma del capitale di terzi formato da Passività Correnti e
Passività Consolidate, e dal capitale proprio formato da Capitale Sociale, Riserve e Utile da
Accantonare.

LA RIELABORAZIONE E RIVALUTAZIONE DEL CONTO ECONOMICO IN FORMA
SCALARE A COSTI E RICAVI DELLA PRODUZIONE si ha con la differenza tra valora
della produzione e costi della produzione da cui si ricava il reddito operativo, da cui si
addiziona o sottrae il risultato della gestione finanziaria, quello della gestione atipica e il
risultato della gestione straordinaria, meno le imposte sul reddito che danno come risulato
il reddito netto d’esercizio.

Un’azienda si dice elastica quando riesce ad uniformare in modo economico, la propria
produzione alle mutevoli richieste del mercato.
Nell’analisi di bilancio per indici, troviamo diverse voci, tra queste il calcolo della
RIGIDITA’ ed ELASTICITA’ DEGLI IMPIEGHI, che esprimono la parte del capitale
investito nelle immobilizzazioni (R) e dell’attivo circolante (E), l’indice di DIPENDENZA
ed AUTONOMIA finanziaria, il quoziente e l’indice DI INDEBITAMENTO quest’ultimo
detto anche LEVERAGE (il C.P. deve essere alto perché non ci sia indebitamento, =1
buono, >1 indebitamento).
Tra gli INDICI FINANZIARI che mettono a confronto le entrare con le uscite, troviamo gli
INDICI DI COPERTURA E SOLIDITA’ AZIENDALE, INDICI DI SOLVIBILITA’ ed INDICI
DI ROTAZIONE. Per avere una struttura finanziaria sana l’azienda deve avere entrate che
riescano a coprire le uscite e le esigenze d’impresa. In genere per gli investimenti a breve

termine come materie prime o merci, è consigliabile usufruire di debiti a breve termine,
mentre investimenti a M/L termine come immobilizzazioni, vengono finanziati con
capitale proprio o/e con debiti a lungo termine.
Gli INDICI DI SOLIDITA’ composti dalla capacità dell’azienda di mantenersi nel tempo,
adattandosi alle variabili condizioni esterne ed interne.
Gli INDICI DI SOLVIBILITA’ servono ad accertare in che misura la combinazione fra
impeghi e fonti sia in grado di creare flussi monetari equilibrati fra entrate ed uscite.
Gli INDICI DI ROTAZIONE segnalano quante volte il capitale investito e gli elementi che
lo accompagnano si rinnovano, cioè ritornano in forma liquida attraverso i ricavi di
vendita.
L’analisi di bilancio analizza anche gli INDICI DI REDDITIVITA’, che sono i più
importanti, poiché permettono di osservare la capacità di un impresa di produrre redduto
e di generare risorse. Sono il ROE, il ROI, il ROT, il ROS e il TASSO DI INCIDENZA
DELLA GESTIONE NON CARATTERISTICA.
Il ROE è il tasso di redditività del capitale proprio, e si ricava con il rapporto tra reddito
netto d’esercizio con il capitale proprio. Questo indice della redditività, indica i mezzi
impiegati nell’azienda dal proprietario o dai soci, cioè la redditività del capitale di rischio e
la capacità potenziale di autofinanziarsi. Esso può essere influenzato direttamente dal ROI,
dal LEVERAGE ed dall’INCIDENZA DELLA GESTIONE NON CARATTERISTICA.
E’ scomponibile nel prodotto dei tre quozienti quindi equivarrà al ROI x Ci/Cp x Rn/Ro
Il ROI è il tasso di redditività del capitale investito e si ha con il reddito operativo fratto il
capitale investito. Il ROI è un indice di redditività che esprime il complesso dei capitali
investiti nell’azienda. Dipende dal ROS e dal ROT, quindi dal prodotto ricavato tra i due.
Il ROS è l’indice di redditività delle vendite che prende in considerazione i ricavi di vendita.
Aumenta all’aumentare dei ricavi e al diminuire dei costi e si calcola con il reddito
operativo fratto ricavi netti di vendita.
Il ROT è il tasso di rotazione degli impieghi ed esprime il numero di volte in cui il capitale
investito ritorna sotto forma di vendita in un anno amministrativo. E’ determinato dalla
divisione fra ricavi di vendita e totale impieghi.
Il TASSO DI INCIDENZA DELLA GESTIONE NON CARATTERISTICA si ricava con il
reddito netto d’esercizio fratto il reddito operativo. Gli elementi della gestione finanziaria,
extracaratteristica, straordinaria e del carico fiscale, contribuiscono alla variazione di
questo indice. Risultato <1 è negativo.


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