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La.Gazzetta.Dello.Sport.02.06.2015.By.PdS .pdf



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martedì 2 giugno 2015 anno 119 - numero 128 euro 1,40
http://www.dasolo.info

www.forst.it

www.gazzetta.it / GazzettaTv canale 59

MERCATO

IL C.T. MONDIALE CREDE NELLA JUVE

CASA GAZZETTA

LIPPI ARU E IL GIRO
«A BERLINO
SI VINCE
COSI’»

10

L’IDEA DI BERLUSCONI:
MILAN A DONADONI
SE ANCELOTTI DICE NO

26

«Non immaginavo
di andare tanto forte
Merito del gruppo»

Leonardo a GazzettaTv: «Niente
Carletto? Meglio tenere Inzaghi»
LAUDISA, OLIVERO ALLE PAGINE 9-10-11

MARABINI, PASTONESI E SCOGNAMIGLIO
ALLE PAGINE 26-27-28-29

Aru con i compagni dell’Astana: Cataldo, Rosa e Tiralongo

Roberto Donadoni, 51 anni, al Parma dal 2012

L’allenatore che ha guidato i bianconeri in 4 finali
di Champions spiega perché Allegri può farcela:
«Nessuno dispone di tanta compattezza e il Barça
concede troppo... E date il Pallone d’oro a Buffon»

8

INTER-ICARDI
RINNOVO DA RE
GELATA YAYA
SPUNTA NANI

LICARI
A PAGINA 2-3

IL COMMENTO di Luca Gialanella
21

IL SEGRETO È LA CRESCITA GRADUALE

Per Maurito contratto
da top player. Mancini:
«Voglio 8-9 giocatori»

Fabio Aru in Gazzetta, un anno dopo. Nel 2014
l’Italia lo aveva scoperto con la vittoria a Plan di
Montecampione e il terzo posto sul podio finale
di Trieste. Lui, tamburino sardo, era soltanto
una promessa alla partenza da Belfast. Adesso,
365 giorni dopo, Aru è un’altra persona.

FINALE
CHAMPIONS

-4

BREGA, DALLA VITE ALLE PAGINE 8-9

15

IL NAPOLI DA EMERY
DE LAURENTIIS OFFRE
3,8 MILIONI L’ANNO

L’ARTICOLO A PAGINA 21

31

GALLINARI

«Io leader
azzurro
per Europeo
e Olimpiade»

Viaggio per due a Madrid: il presidente dal
tecnico del Siviglia, Benitez dal «suo» Real
Marcello Lippi e
Gigi Buffon nel
2006 a Berlino
con la Coppa
del Mondo

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

MALFITANO, G. MONTI A PAGINA 15

16

TORNA L’UOMO RAGNO
LA SAMP VA A ZENGA
MONTELLA RIMANE?

BUSQUETS : «MESSI ALA
E IL BARÇA VOLA ANCORA»

RICCI A PAGINA 7

GRIMALDI, SARDELLI A PAGINA 16

STORIE E PERSONAGGI
DA NON PERDERE
1

In Serie A utilizzati
17 sistemi di gioco diversi
Torna di moda il 4-3-3
FROSIO A PAGINA 17

50 6 0 2>

2
9 771120 506000

CHINELLATO A PAGINA 31

Basket, Lavrinovic show
Reggio vince a Venezia
la semifinale è sull’1-1
DI SCHIAVI ALLE PAGINE 30

3

MotoGP, Rossi-Lorenzo
Come è dura gestire
una storica rivalità
FALSAPERLA A PAGINA 25

33

ROLAND GARROS

Errani ai quarti
«Senza doppio
sono più forte»
Ora c’è Serena
MARTUCCI
A PAGINA 33

EXTRA TIME
LACAZETTE,
IL RE DI FRANCIA
SI RACCONTA

w

IL ROMPIPALLONE di Gene Gnocchi
Una buona notizia nel disastro del Napoli:
il pallone del rigore di Higuain non è andato
perso, l’ha recuperato Samantha Cristoforetti.

2

Champions League R -4 giorni alla finale dihttp://www.dasolo.info
Berlino

A TU PER TU CON...

LIPPI
«SOLO LA JUVE
SA BATTERE
IL BARCELLONA»
L’ALLENATORE PIÙ VINCENTE DELLA JUVENTUS
MODERNA, CAMPIONE DEL MONDO A BERLINO,
SPINGE ALLEGRI E SPIEGA PERCHÉ PUÒ FARCELA:
«NESSUNO DISPONE DI TANTA COMPATTEZZA»

Max, tu pu
L’INTERVISTA
di FABIO LICARI
INVIATO A VIAREGGIO (LUCCA)

«S

cusi, Marcello, posso fare una foto con lei
mentre il mio fidanzato è in spiaggia?»,
dice la bella signora, e potevano esserci
scuse peggiori per uno scatto col c.t. campione del
mondo. Non è facile fare un’intervista a Marcello Lippi sul lungomare di Viareggio: non c’è tifoso che non
lo fermi, lo saluti, gli chieda una foto. Appena rientrato dalla Cina, dove ha lasciato il Guangzhou nelle mani dell’allievo Fabio Cannavaro, Lippi «legge» con noi
Juve-Barcellona. E tanto, tanto di più.
Lei aveva detto: mi rivedo in Allegri. Profetico.
«Ho anche detto che questa Juve stava compiendo lo
stesso percorso di crescita della mia: prima in Italia,
poi in Europa, magari un giorno arriverà l’Intercontinentale (oggi Mondiale, ndr). Ci si arriva in un solo
modo: con tre-quattro grandi successi internazionali.
Tipo quelli con Borussia e Real».
Da grande squadra.
«A Dortmund la Juve ha preso possesso del campo,

andato allo stadio, sono entrato in campo e sono rimasto 20 minuti a guardare».

mostrando la consapevolezza della sua forza. Poi in
casa con il Real ha segnato più di un gol. A Madrid ha
un po’ sofferto, ma chi non soffre lì, e poteva anche
vincere. Dopo tre scudetti, Allegri è stato un valore
aggiunto. Non ha tolto nessuna certezza, ha fatto crescere tatticamente la Juve che ora gioca con due moduli senza problemi. In Italia la superiorità è imbarazzante».
L’hanno ammesso tutti.
«Sì, anche Garcia che ha vinto il campionato delle inseguitrici. Potrebbe dominare per anni. Mentre le altre si chiedono chi sarà il prossimo allenatore, la Juve
ha fatto due grandi colpi, Dybala e Khedira, ed era
quella che ne aveva meno bisogno. Scordatevi che
vincere stanchi: ti fa sentire sempre più forte. E gli
altri ti temono».
E se Allegri facesse meglio di lei?
«Magari! Non sono certo invidioso».
Gli invidierà l’emozione dell’entrata a Berlino.
«Noo! Quelle sensazioni le ho vissute tutte. E poi a
Berlino, non lo sa nessuno, sono tornato, qualche anno dopo la finale. Ero invitato al festival del cinema e
una mattina alle 8, tutto solo, ho preso un taxi e sono

TI SOLLEVA
DAL DOLORE

Dalla Francia di Zidane al Barcellona di Messi.
«Luis Enrique è straordinario per come ha reinventato il Barça e fatto convivere i tre fenomeni. Sembra
abbiano trovato inconsciamente un accordo: Suarez
e Neymar riconoscono che Messi è il leader, si mettono al suo servizio, e in cambio ne ricevono assist che
prima lui non faceva».
Diverso dal Barça di Guardiola.
«Quello esercitava una superiorità esagerata e aveva
un possesso palla del 75%, quasi noioso. Ora comanda, verticalizza, se perde palla la riconquista subito e
in tre secondi va al tiro. Ma non ha mai incontrato
squadre come la Juve».

«IN DIFESA IL BARÇA
CONCEDE TANTO:
SE SI APPROFITTASSE
DI QUESTE GENTILI
CONCESSIONI...»

In che senso?
«Bayern e Real sono forti, ma non hanno la stessa solidità difensiva, e non intendo atteggiamento. Nessuno
si protegge così bene né ha tanta qualità in mezzo e
davanti. Non penso che quei tre troveranno il gol con
la solita facilità. E poi in difesa concedono tanto: se la
Juve sfruttasse queste gentili concessioni… Deve solo
crederci».

DI SOLLIEVO
CON UNA SOLA
APPLICAZIONE

Senza passare
dallo stomaco

Ginocchio

Gomito

Schiena

Collo

Indicato per il trattamento locale del DOLORE e
dell’INFIAMMAZIONE di natura traumatica e reumatica
di ARTICOLAZIONI, MUSCOLI, TENDINI e LEGAMENTI.
Disponibile in farmacia nella confezione da 4 e 8 cerotti.
È un medicinale a base di Piroxicam che può avere effetti
indesiderati anche gravi. Leggere attentamente il foglio illustrativo.
Autorizzazione del 03/04/2014.

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

3

CONTENUTO
PREMIUM
LE SUE 4 FINALI DI CHAMPIONS E QUELLA DI BERLINO
Quattro finali di Champions con la Juventus e una finale Mondiale da c.t. dell’Italia: la carriera di Marcello
Lippi è ricca di serate storiche. 1 Lippi festeggia all’Olimpico di Roma il successo nella Champions 1995-96,
dopo aver battuto ai rigori l’Ajax 5-3 AP 2 Il gol del provvisorio 2-1 della Juve a Monaco di Baviera, nella
finale del 1996-97 persa 3-1 contro il Borussia Dortmund: Del Piero di tacco riapre la sfida nella ripresa,
rispondendo alla doppietta di Riedle nel primo tempo; Ricken poco dopo chiude la gara VILLA 3 Seconda
notte amara: ad Amsterdam nel 1998, la Juventus perde 1-0 con il Real Madrid, grazie al gol di Mijatovic,
che salta anche Peruzzi prima di appoggiare in rete 4 La finale tutta italiana di Manchester nel 2003:
Lippi stavolta ai rigori viene beffato dal Milan di Ancelotti (sullo sfondo), dopo lo 0-0 maturato nei tempi
supplementari REUTERS 5 La festa a Berlino 2006, ancora ai rigori: Francia battuta 6-4, dopo l’1-1 al 120’ AFP
1

2

3

Viareggio e Livorno sono un po’ rivali…
«Loro hanno il pesce di scoglio, noi quello di sabbia,
un po’ meno saporito. I livornesi sono simpatici, una
fabbrica di barzellette. Walter Chiari e Gino Bramieri
venivano qui, nei bar del “poncio”, nei ristoranti, per
imparare le battute».
Cosa si dice ai giocatori prima di una finale?
«Niente di particolare. Non è un Mondiale: dopo un
anno, se sei in finale, sei molto più forte che all’inizio.
E non c’è bisogno di fare come Al Pacino in Ogni maledetta domenica, anzi: a Berlino alcuni azzurri hanno
passato la notte della vigilia al Kempinski con sigaretta. Che vuoi dirgli?».
Ha parlato con Allegri?
«Gli ho telefonato con un amico comune da un baracchino di pesce sul mare. Gli ho detto: ”Prenditi una
giornata di relax, con gli amici, con la famiglia, e rilassati”. Credo l’abbia fatto».

4

5

Futuro. Perché Pogba dovrebbe lasciare la Juve per
andare in club che non è arrivato in finale?
«Non so se andrà via, ma se la Juve vuole costruire su
di lui non lo lascerà. Però ha ragione Allegri: sia meno
gigione. Mi fa impazzire quando fa una finta e in velocità taglia a fette gli avversari, ma certe leziosità le
faccia lontano da Buffon».
Adesso arriva Dybala.
«Geniale. Non ha un grande fisico, ma è forte, resistente, e ha un piede col quale fa tutto. Prima o seconda punta, un grande attaccante».

uoi
Questo Barça è come il Brasile del 1982 contro l’Italia?
«Certo il suo tridente è il più forte del momento, e il
Barcellona, lo dico da tempo, è la miglior squadra di
tutti i tempi. Qualità, mentalità, gioco, cantera e, oltre ai successi di club, un Mondiale e due Europei.
Nessuno ha fatto meglio».
La sua Champions è Ravanelli-Vialli-Del Piero...
«Un po’ rivoluzionario allora. Vialli e Ravanelli facevano pressing alto, il centrocampo accorciava, e c’era
la qualità di Ale e Baggio. Con Boksic e Padovano abbiamo cambiato: non pressing né possesso, ma verticalizzazioni e velocità».
Ora la coppia Morata-Tevez è uno spettacolo.
«Prima si diceva che Tevez-Llorente fossero perfetti,
poi Morata ha imposto tecnica e velocità».
Con la Champions Tevez sarebbe Pallone d’oro?
«Come Buffon. Non so quanti siano al vertice da vent’anni, sempre i migliori e i più vincenti nel loro ruolo.
E di nuovo in finale di Champions dopo 12 anni. La
Serie B dopo il Mondiale, la ricostruzione con la sua
esperienza e il suo carisma. Ci sono fenomeni come
Messi e Ronaldo, ma Buffon meriterebbe un riconoscimento. Come lo meritava Maldini. I trofei sono im-

«CONTRO IL MURO
BIANCONERO
NEYMAR, SUAREZ
E MESSI
NON TROVERANNO
IL GOL CON LA
SOLITA FACILITÀ»

«UN MATTINO ALLE
8 SONO TORNATO
ALL’OLIMPICO
DI BERLINO: SONO
ENTRATO IN CAMPO
A GUARDARMI
INTORNO PER 20’»

portanti, ma oggi è riconosciuto quel che si fa fuori
campo, la leadership morale: ecco perché nel 2006 è
stato premiato Cannavaro, non certo il prototipo di
Pallone d’oro e World Player. Lo hanno scelto c.t. e
capitani e non c’è riconoscimento più importante».

Un po’ di merito è anche di Conte, no?
«Allegri l’ha detto: Antonio e la società entreranno
nella storia bianconera per quello che hanno fatto.
Comunque le ultime cinque finali di coppa della Juve
sono con tecnici toscani...».

Se un italiano come Ancelotti tornasse?
«Spero. È il migliore al mondo. Nessuno ha la sua
esperienza in campo e in panchina. Saggio, preparato, simpatico, dialoga e gestisce campioni come nessuno. Non andrebbe in Champions: ma uno che ne ha
vinte così tante può concedersi un progetto legato a
un rapporto personale».
E Lippi tornerà?
«Non torno a fare l’allenatore. Ho avuto tante offerte
negli ultimi tempi da Inghilterra, Turchia e non solo… Ora mi godo l’estate poi, da ottobre, se una nazionale media avesse bisogno di me, sarei pronto. Altrimenti sto bene così».

Pirlo ha conosciuto stagioni migliori.
«Certi infortuni muscolari ti impediscono di raggiungere la forma migliore. Ma ovunque va riceve l’accoglienza che meritano solo i campioni».
A Berlino c’era un terzo azzurro: Barzagli.
«Il migliore con Bonucci e Chiellini. Dopo il Mondiale
aveva avuto una flessione. Non capivo come avesse
accettato il Wolfsburg, allora non il top, da campione.
Peccato per lui che Allegri abbia scelto la difesa a 4
con la quale ha vinto in Europa. E poi visto il Bayern a
tre col Barça? Ha quasi marcato a uomo, ha avuto
tanti problemi. Comunque: non si vince in 11 ma in
14».

Tevez-Morata-Dybala come il tridente del Barça?
«Può essere, prima devono dimostrare qualcosa. Ma
la Juve pensa a 5 grandi attaccanti in rosa. Berardi e
Zaza mi piacciono molto, e mi piace la filosofia del
blocco italiano. Non è un caso che vinca come il
Guangzhou pieno di cinesi. Le squadre con 11 stranieri di 5 continenti non possono avere stessa compattezza morale e psicologica, stesso senso di appartenenza. Scommetto che alcuni neanche sanno dove
si gioca domenica. Gli stranieri sono importanti, ma
Buffon, Pirlo e gli altri trasmettono valori fondamentali».

«SE VINCE SABATO,
BUFFON MERITA
IL PALLONE D’ORO:
È LEADER DA 20 ANNI,
IN CAMPO E FUORI»

La nostra Nazionale com’è messa?
«Ho parlato con Antonio, è molto motivato. Sa le difficoltà del campionato, i pochi selezionabili, ma tutti
rispondono con entusiasmo alla sua chiamata. Certe
situazioni possono comprometterne la serenità, ma
lui sa com’è il gioco».
Possibile un doppio incarico con un club?
«In Italia no. Sa che Yaki Elkann lo aveva chiesto ad
Abete per me? Ma il presidente capì che non era il
caso, immagini alla prima convocazione… Io comunque sarei stato a disposizione».
Che idea s’è fatto della situazione alla Fifa?
«Che forse le riforme non servirebbero soltanto in Italia ma anche in altre istituzioni mondiali».
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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Berlino

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Morata: «Suarez, ti rubo
il mestiere e la Coppa»

«NON SEMPRE
SI IMPONE
LA SQUADRA
PIU’ FORTE...»

1«Studio Luis, mi piace come gioca, ma battere lui e il Barça porterebbe
la Juventus nella leggenda». Tevez: «Non è una sfida tra me e Messi»

ANDREA PIRLO
REGISTA DELLA JUVE

Mirko Graziano

5

«PER CONQUISTARE
LA COPPA
CI VOGLIONO
UNDICI ANIMALI»
LEONARDO BONUCCI
DIFENSORE JUVE

TORINO

Chiellini: «Leo,
quel gol in A
non lo faresti»

C

erto, il tridente del Barcellona è roba da manicomio. Luis Enrique dispone
del più grande giocatore del
mondo (Messi), dell’erede di
Pelè (Neymar) e del Pistolero di
Salto (Suarez), letale come Tex
Willer. Ma occhio a sottovalutare la prima linea della Juventus.
Anche Massimiliano Allegri ha
in mano «carichi» pesanti: Carlos Tevez è l’eroe dei due mondi, ha vinto tutto in Sudamerica
e in Europa; Alvaro Morata, poi,
è l’unico campione d’Europa in
carica che potrà difendere il suo
titolo a Berlino. Il ragazzino di
Madrid fu uno dei protagonisti
della storica «decima» del Real
Madrid, e quest’anno, in semifinale, si è preso il lusso di buttare fuori in prima persona i suoi
ex compagni: pesantissimo e
decisivo il gol al Bernabeu che
di fatto ha segato la panchina
del mai troppo amato Carletto
Ancelotti. Una Coppa che Morata ha nel sangue, due centri nei
180’ contro il Borussia Dortmund, un 2015 partito alla
grande in generale: dieci reti,
distribuite in altrettante partite; scalpi prestigiosi, Milan e Inter in campionato, appunto Borussia e Real in Europa.
IDOLO SUAREZ «Sì, lo ammetto,
mi chiamano in tanti da Madrid
- racconta Alvaro -, mi chiedono
di battere il Barcellona (sorride,
ndr), ma il mio pensiero è soprattutto la Juve, vincere con la
Juve, entrare nella storia del
club: se portiamo a casa la
Champions siamo nella leggenda». Detto questo, «è evidente
che sia uno stimolo in più avere
il Barça come avversario, vi direi una bugia sostenendo il contrario, sono cresciuto nel Real...». Di quei tre là davanti ha
grande considerazione, «sono
eccezionali, ma quello che seguo con maggiore attenzione è
Suarez, il più simile alle mie caratteristiche. Lo studio, mi piace come gioca, cerco di rubargli
il mestiere». E straordinario è
tutto il Barcellona, «la più forte
squadra del mondo forse, ma
occhio, perché questa Juve ha
armi importanti da mettere sul
campo. La nostra difesa, per
esempio, è parecchio forte. Ce
la invidia tutta Europa. Garantisco in prima persona, so bene

1«Messi è il top
degli ultimi 30
anni, ma nella
Liga si difende
peggio che qui»

Fabiana Della Valle
INVIATA A TORINO

S

Carlos Tevez, 31 anni, argentino, e Alvaro Morata, 22, spagnolo, coppia d’assi dell’attacco della Juventus RAMELLA

DA MADRID TANTI
MI CHIEDONO
DI SUPERARE
IL BARCELLONA...
ALVARO MORATA
ATTACCANTE JUVE

LEO FENOMENO,
LORO FAVORITI,
MA NOI FAREMO
UNA GRAN PARTITA
CARLOS TEVEZ
ATTACCANTE JUVE

quanto siano terribili i vari Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini
e Ogbonna, gente che ti rende la
vita durissima anche in allenamento». Infine, la dichiarazione d’amore: «Non ho parlato di
rinnovo con la Juve, di certo io
qui sto bene, sono felice e voglio
restarci a lungo».
CHE BACHECA! Ma il condottiero del popolo bianconero è soprattutto lui, Carlos Tevez, el
Jugador del Pueblo, il più amato in Argentina. Più di Messi.
Una carriera lunghissima, chilometri e chilometri che lo hanno portato in Brasile prima, in
Inghilterra poi e ora in Italia.
Ha vinto scudetti ovunque: uno
in Argentina con l’amato Boca
Juniors, uno in Brasile (Corinthians), tre in Inghilterra (2 con
il Manchester United e uno con
il City), quindi due in bianconero. Ha portato a casa una Copa
Libertadores (Boca 2003) e una
Champions League (United

2008), ovvero il massimo al di
qua e al di là dell’Oceano. Una
bacheca ricca di 19 trofei a livello di club, ai quali va aggiunta la
medaglia d’oro conquistata ad
Atene 2004 con la Nazionale
olimpica. In bella vista pure tre
Palloni d’Oro sudamericani, e
se sabato sera la Juve supererà
il Barcellona, l’Apache avrà
messo più di una mano anche
sul Pallone d’Oro europeo, roba
mai vista prima. «Carlos è da
Pallone d’Oro, altro che storie conclude Morata -, giocargli accanto è una fortuna. Fa la differenza, a prescindere dai gol. E’
un trascinatore, è contagioso il
suo modo di interpretare le gare». L’Apache a Mediaset chiarisce subito: «Non è una sfida fra
me e Messi, per entrambi conta
solo la Champions. La squadra è
la cosa più importante. Loro sono favoriti, Leo è un fenomeno,
servirà una grandissima partita, e sapremo farla».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

MERCATO

Occhi aperti per Oscar
Allegri vuole Berardi subito
1Dopo la finale Marotta si aspetta un sì

convinto da Tevez. Anche Zaza è pronto
TORINO

I
Domenico Berardi, 20 anni GETTY

n Inghilterra, a Londra per
la precisione, non sono passate inosservate all’inizio
della scorsa settimana le passeggiate di Fabio Paratici e Massimiliano Allegri. Presenze che
hanno ispirato voci di mercato
sui media locali. Si è letto: «Nel
mirino della Juve ci sono Oscar
e Aaron Ramsey». Facciamo

chiarezza allora: Allegri era in
ferie con la compagna, mentre
il d.s. bianconero doveva discutere di alcuni giovani per la Primavera. Detto questo, Oscar è
un obiettivo reale, anche se ai
limiti dell’impossibile. «Ramsey
no», fanno sapere da corso Galileo Ferraris. Allegri vorrebbe
un trequartista puro, Oscar piace molto al tecnico livornese,
ma il Chelsea è bottega di lusso
e il brasiliano nel 2012 è stato
pagato 32 milioni di euro.
ATTESA TEVEZ Intanto Marotta
attende una risposta definitiva
da parte di Tevez. E l’argentino

dovrà darla prima di partire per
la Coppa America, non più tardi
di domenica mattina insomma.
I dirigenti bianconeri non metteranno pressione sul ragazzo,
di fatto ogni contatto di mercato è rinviato a dopo la finale di
Champions. Dunque in corso
Galileo Ferraris sperano che sia
proprio l’Apache a rompere gli
indugi con un «sì» pieno di entusiasmo.
ZAZA E BERARDI Settimana
prossima la Juve farà definitivamente suoi sia Berardi sia Zaza. Poi, Allegri parlerà in prima
persona coi ragazzi per capirne
ambizioni e programmi. Zaza si
è detto pronto al grande salto,
Berardi non è ancora stato chiaro. Max è rimasto parecchio colpito dal talento calabrese e vorrebbe portarlo subito a Torino.
mi.gra.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

arà la partita della vita
un po’ per tutti. Per chi
non ha mai giocato
una finale di Champions (come Vidal e Pogba), per chi
non ha mai vinto quel trofeo
ed è l’unico che manca in bacheca (Buffon), per chi invece ne vorrebbe un altro con
una maglia diversa (Tevez,
Pirlo, Evra). Juve-Barcellona
è Davide contro Golia, una
squadra normale contro una
guidata da un extraterrestre.
Così la Juventus punta tutto
sul carattere, sulla voglia di
ribaltare il pronostico e perché no, anche sulla fortuna.
Paul Pogba lo dice senza vergogna: «In finale serve anche fortuna». I l francese poi
nega distrazioni: «Io distratto dal mercato e alla mia ultima partita con la Juve? La
gente può credere quello che
vuole. Non ho rimpianti, sono molto felice qui. Allegri
mi ha dato del gigione? Lo
prendo come un consiglio,
quello che dice il mister è vero: devo essere concentrato
durante tutta la partita. Ma è
il mio modo di essere: gioco
il mio calcio, con la mia personalità, non cambio».
NON SIAMO VITTIME Di sicuro non serve lambiccarsi il
cervello su come fermare

Messi e compagnia: meglio giocare in scioltezza. «Una finale
crea tanta adrenalina e pochi
pensieri - dice Allegri -. Non servono due ore di video o due allenamenti al giorno, basta conoscere le caratteristiche degli avversari. Non dobbiamo andare a
Berlino aspettando che ci facciano gol, ci saranno momenti favorevoli a noi e dovremo sfruttarli.
C’è tanto entusiasmo adesso, lo
scetticismo iniziale poteva essere normale visto che era appena
andato via un allenatore che
aveva fatto benissimo in Italia.
La Juve però non ha avuto tanti
tecnici che avevano già allenato
un grande club prima e io sono
uno di questi. Al Milan avevo
vinto scudetto e Supercoppa e
sempre centrato almeno gli ottavi di Champions».
UNDICI ANIMALI Per Buffon la
Juve «ha meno del 35% di possibilità di vincere, perché il Barcellona è più forte del Real. Ma non
sarà un successo in ogni caso, solo se vinceremo. Altrimenti sarà
una delusione. Se poi qualcuno
di loro volesse fare come Zidane
al Mondiale 2006 e farsi espellere, noi saremmo contenti». Per
Pirlo siamo sul 50 a 50: «Nel calcio non sempre vince la squadra
più forte. Il futuro? Ora non ci
penso». Bonucci è convinto che
per batterli servano «undici animali», per Vidal «tutte le volte
che la Juve è partita sfavorita ha
ribaltato la situazione». Chiellini
invece sogna di fermare il Dio
del calcio: «Se limitiamo le qualità del Barça potremo avere delle possibilità. Messi è il miglior
giocatore degli ultimi 30 anni,
contro l’Athletic ha fatto un gran
gol ma non credo che in Italia sarebbe riuscito a segnarlo. Nella
Liga si gioca meglio ma si difende peggio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Stasera la Partita del cuore
Del Piero torna allo Stadium
● Una serata speciale allo
Juventus Stadium: si gioca la
24a Partita del Cuore tra la
Nazionale Cantanti e i
Campioni per la Ricerca.
Non solo. Tra i Campioni
scenderanno in campo
Massimiliano Allegri, Pavel
Nedved, Andrea Agnelli, John
Elkann e Alessandro Del
Piero, che per la prima volta,
dopo l’ultima partita contro
l’Atalanta nel 2012, torna
in campo nello stadio
bianconero. Nella stessa
formazione anche star come
Liam Gallagher degli Oasis,
Eros Ramazzotti e Gary
Dourdan e campioni come
Jorge Lorenzo, Dovizioso e
Aru. In panchina c’è Brio.
I cantanti confidano nello
zoccolo duro formato da

Barbarossa, Ruggeri, Masini,
Belli, Fabi, Raoul Bova, Marcorè e
delle new entry Il Volo, Boosta
dei Subsonica e Lorenzo Fragola.
Direttore tecnico Luca
Argentero. Si scherza, ma tutti ci
tengono a fare bella figura,
l’arbitro è Roberto Rosetti,
diretta su Rai 1 con Bruno Pizzul
e su Radio2. L’idea del general
manager Gianluca Pecchini è di
unire il calcio alla musica,
aspettatevi uno show che si
aprirà con il trasformista Arturo
Brachetti. L’incasso andrà alla
Fondazione piemontese per la
ricerca sul cancro e alla
Fondazione Telethon, potete
contribuire fino a domani
tramite sms al numero 45509,
ultimi biglietti su Listicket.
Gabriella Mancini
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Berlino

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7

Parla Busquets:
«Messi all’ala
il nostro segreto»
1«Ormai avevano preso le misure al Barça,
che bravo Luis Enrique a riprogrammarci»

l’abbiamo assorbita. Gran parte del lavoro l’ha
fatto lui».

Filippo Maria Ricci
INVIATO A BARCELLONA
@filippomricci

Q

uando si parla di Sergio Busquets, Xavi
s’infastidisce. Perché, come già Pep Guardiola e poi Vicente Del Bosque, lo ritiene
un giocatore fondamentale, una delle
chiavi principali del successo del Barça e della
nazionale e secondo lui non riceve gli elogi che
merita.«A me va bene così – si schermisce lui –.
Io sono uno che si fa gli affari suoi e vive lontano
dalla pubblicità. Non mi piace apparire, ma vincere con i compagni sì». Gli riesce bene: a 26
anni è già a 18 titoli col Barça più Mondiale ed
Europeo con la Spagna.

Però si dice che non abbia relazioni idilliache con
alcuni giocatori.
«Falso. Si è voluta dare un’altra dimensione a
cose che non ne avevano».
Ma potrebbe andar via.
«Non voglio che se ne vada, però non dipende da
me. Va considerato che ci sono le elezioni che
possono cambiare tutto. Io spero che resti».

Lei era al Barça anche nel «triplete» di Guardiola.
«La filosofia è molto simile. La differenza è che
quest’anno abbiamo sfruttato di più il contrattacco. Abbiamo maggiori varianti. E ci ha aiutato tanto il fatto che Leo si sia sistemato sulla faCerca la sua terza Champions. Sorpreso dalla scia. È molto più devastante quando converge
presenza della Juventus?
verso il centro, può tirare, en«Se ci fossimo visti in settemtrare, combinare. E il fatto di
bre avrei detto sì. E anche fino
avere in Suarez un punto di ri«LA JUVE E’ ARRIVATA
a dicembre nel gruppo ha riferimento fisso in attacco ci fa
A BERLINO
schiato. Poi col passare del
bene. Inizialmente avevamo
CON UN CALCIO POCO
tempo sì che l’ho vista bene,
Eto’o, poi Pep lo cambiò con
BRILLANTE,
MA
HA
preparata per arrivare fino in
Leo e fu speciale perché sorfondo. Quando ha battuto il
MERITATO LA FINALE»
prese tutti. Dopo un paio d’anMadrid pensavo fosse favorita
ni ci hanno preso le misure, bie quando al ritorno il Madrid
sognava cambiare ancora e
non ha sfruttato le sue occasio- SERGIO BUSQUETS
l’abbiamo fatto».
ni non ho avuto dubbi. Con le BARCELLONA
squadre italiane è sempre così:
Come ci siete arrivati?
competitive, sanno ciò che vogliono e come otte- «Parlando. Perché tutti sanno che il nostro uonerlo. La Juve non è arrivata in finale con un mo più dirompente è Leo, il migliore del mondo.
calcio brillante e segnando tanto, ma merita di Se sta in mezzo all’attacco e gli avversari non lo
esserci ed è una squadra compatta, molto diffici- lasciano giocare perdiamo tanto. A noi interessa
le da battere. In una finale conta vincere, non lo che Leo abbia la palla per il maggior tempo posstile di gioco».
sibile. Viste le difficoltà è venuto naturale il ritorno di Leo alle origini, sulla fascia».
Siete largamente favoriti. Troppa euforia?
«No. O almeno, non per noi. Capisco la gente: è L’apporto di Suarez?
normale che sognino dopo che lo scorso anno «Notevole. È stato complicato: veniva da un Paenon abbiamo vinto nulla. Però noi sappiamo se e da una squadra dove si gioca in maniera
quanto è difficile e piacevole vincere, ed è ciò completamente diversa. Ed è stato 4 mesi fermo.
che conta».
Mi ha sorpreso positivamente non solo per i gol
ma per come si è adattato: al Liverpool era il
Lei è l’ancora di una squadra a trazione anteriore. numero 1 e tutti giocavano per lui, era la stella.
Vertigini?
Qui no. Ha preferito segnare meno e lavorare
«No, quest’anno siamo molto più compatti. Ab- per la squadra. Mi sembra felice».
biamo preso meno gol tanto in situazioni di strategia che su azione. Con Luis Enrique abbiamo Neymar è passato da 15 a 38 gol stagionali.
lavorato parecchio e siamo migliorati difensiva- «Il salto che ha fatto dal Santos al Barça, dal Bramente: l’inserimento di Suarez ci aiuta tantissi- sile all’Europa è stato molto grande. E poi l’anno
mo e con Rakitic e Iniesta ci muoviamo bene e scorso Leo è stato spesso infortunato e tutto il
restiamo serrati. E poi ottima difesa e due gran- mondo pensava che Neymar dovesse risolvere
di portieri. In generale rispetto a un anno fa la ogni cosa: non può e non dev’essere così. Ora c’è
differenza è nel fisico: stiamo molto meglio e si equilibrio».
nota, l’impatto di Luis Enrique è stato molto positivo. Ha un’idea del calcio molto chiara e noi Sei dei titolari, incluso lei, hanno vinto 5 o più

QUI JUVE

M

eno quattro. La finale
di Berlino è sempre più
vicina. Domenica i giocatori della Juventus si sono goduti l’ultimo giorno di riposo
prima dell’evento clou della stagione. Ieri la squadra è tornata
a lavorare: appuntamento in
mattinata allo Stadium, per la
seduta aperta ai media (almeno
per la prima parte). C’erano anche Andrea Agnelli, Beppe Marotta, Fabio Paratici e Pavel Ne-

AFP

campionati con il Barcellona.
«E’ il trionfo di un sistema, di una filosofia, di un
gruppo. Statisticamente è bestiale, anche perché qui c’è una squadra come il Madrid che ogni
estate spende cifre colossali per prendere i migliori giocatori. Vincere 5 delle ultime 7 Liga, e
una l’abbiamo lisciata per un solo gol, è incredibile. E non penso che la gente lo stia valutando
come dovrebbe: abbiamo fatto qualcosa di straordinario, difficile da ripetere».
A proposito di Madrid, è sorpreso dal licenziamento di Ancelotti?
«Per un verso sì. Ha fatto un buon lavoro, è un
grande allenatore e aveva tutta la squadra con
lui, dopo l’addio gli hanno mandato grandi messaggi di affetto. Però il Madrid ha un presidente
che ha sempre fatto queste cose: in questo senso
nessuna sorpresa».
Nella Juventus nella sua posizione gioca Pirlo.
«Io so quanto si fa fatica a giocare lì e l’altro giorno ho visto una statistica di Madrid-Juve: Pirlo è
stato uno di quelli che hanno fatto più chilometri. Corsa che si aggiunge alle sue grandi qualità:
organizza, usa i due piedi, impone il ritmo che
vuole alla gara. È un giocatore super completo».
E Morata?
«Ha fatto una grande stagione. Era difficile pensare che potesse acquisire tanta importanza in
una squadra come la Juve. Veniva dal Madrid
dove aveva giocato poco, si è adattato al sistema
e in questa fase finale della stagione è stato decisivo. In nazionale è arrivato con grande rispetto,
quasi timidezza però sta progredendo con decisione: se continua così con la Juve sarà il nostro
9, una presenza fissa con la nazionale».
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L'IDENTIKIT
SERGIO
BUSQUETS
NATO A SABADELL (SPAGNA)
IL 16 LUGLIO 1988
RUOLO CENTROCAMPISTA
ALTEZZA 189 CM PESO 79 KG

Suo padre è stato il portiere
del Barcellona due decenni fa,
lui è la colonna del
centrocampo di questo
gruppo, plasmato da
Guardiola e ora guidato da
Luis Enrique. Sergio Busquets
non è entrato alla Masia da
bambino, come alcuni suo
compagni famosi. Il
Barcellona lo prende nel
2005, a 17 anni. Ma tre anni
dopo debutta nella Liga e
inizia la scalata al successo.
Nel suo palmares ci sono 5
campionati, 3 Coppe del Re, 4
Supercoppe spagnole, 2
Champions, 2 Supercoppe
europee e 2 Mondiali per club.
Dal 2009 è anche in nazionale.
Nella doppietta della Spagna
Mondiale-Europeo 2010 e
2012 è sempre protagonista.
Da quest’anno ha il numero 5,
più consono al suo ruolo ed
ereditato da Puyol. Prima
aveva il 28.

QUI BARCELLONA

Barzagli in ansia
Verdetto definitivo
tra oggi e domani
INVIATA A TORINO

Sergio
Busquets,
26 anni,
a sinistra,
festeggia la
vittoria nella
Coppa del Re
con
l’allenatore
Luis Enrique,
45 anni, alla
prima
stagione,
trionfale, con
il Barcellona

dved, che hanno assistito all’allenamento a bordo campo. Recuperati tutti i giocatori che
erano tornati acciaccati dall’ultima di campionato contro il Verona: Marchisio, Bonucci ed
Evra sono a posto. Ancora da
verificare le condizioni di Barzagli: tra oggi e domani Allegri
saprà se avrà a disposizione il
difensore (fermo per un infortunio muscolare) per la finale.
VENERDÌ LA PARTENZA La settimana procederà regolarmente a Vinovo fino a giovedì, ve-

nerdì è previsto invece il decollo per Berlino: Allegri ha voluto
seguire le abitudini di Champions, ovvero arrivo nella sede
della partita solo il giorno prima, un po’ per scaramanzia, un
po’ per alleggerire la pressione
sulla squadra. Anzi, fosse stato
per lui avrebbe fatto anche la rifinitura a Vinovo, come è sua
abitudine in Coppa, ma l’Uefa
obbliga le due finaliste ad allenarsi a Berlino. La Juve partirà
in tarda mattinata, per essere in
Germania in tempo per l’ultimo
test all’Olympiastadion e per la
classica conferenza stampa.
Formazione praticamente
scontata, con Tevez e Morata in
attacco, Vidal trequartista, Pogba Pirlo e Marchisio a centrocampo e linea difensiva composta da Lichtsteiner, Bonucci,
Chiellini ed Evra.
f.d.v.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Esami per Iniesta
Niente lesioni
ma finale in dubbio

N

el secondo dei due
giorni di riposo concessi da Luis Enrique
al Barça, Andres Iniesta è
andato a farsi vedere dai
medici al centro tecnico di
San Joan Despì. Gli esami
realizzati al polpaccio destro uscito dolorante dalla
finale di Coppa del Re sono
positivi, anche se la presenza di Iniesta a Berlino è tutt’altro che scontata. L’ecografia ha escluso una rottura, ma il muscolo del gemello è al limite. Iniesta vuole

giocare a tutti i costi e non è
preoccupato per un’eventuale
rottura, l’estate non presenta
impegni con la nazionale, dallo staff tecnico invitano alla
prudenza e vogliono i titolari
al 100%. Alla finale con la Juventus mancano ancora quattro giorni pertanto ogni previsione è prematura.
DUE CANDIDATI In caso di forfait di Iniesta si giocheranno il
posto Xavi e Rafinha. Intanto
la moglie di Andres, Anna Ortiz, ha dato alla luce il secondo-

genito della coppia, chiamato
Paolo Andrea. Così, in italiano,
magari con ispirazione a Maldini e Pirlo. Oggi a San Joan
Despì porte aperte alla stampa
per il Media Day, intanto emergono dichiarazioni varie dei
giocatori: Messi ha elogiato
Xavi, «Il miglior giocatore della
storia del calcio spagnolo», e
Dani Alves, «Il miglior laterale
del mondo, sarà molto difficile
trovare un altro come lui» ha
detto del brasiliano che salvo
miracoli dell’ultima ora lascerà
il Barça a fine mese. E sul tridente da 120 gol: «Il segreto
sta nella nostra relazione: andiamo molto d’accordo anche
fuori dal campo». La chiusura
all’ottimismo di Rakitic: «In testa abbiamo una sola idea:
quella del trionfo». La Juventus è avvisata.
f.m.r.
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Serie A R Manovre nerazzurre

8

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UN TRONO PER DUE

Icardi a un passo
dal rinnovo
La nuova Inter
riparte dal suo re

Re del gol
ma in coppia
Mazzola
con Orlando

Mazzola, 72 anni, e Orlando, 76

1Dopo una A da capocannoniere (con Toni),

MILANO

Maurito pronto per un contratto da top player:
tre milioni più bonus l’anno fino al 2019
partenza da 3 milioni più bonus. Cifre da top
player, appunto.

Matteo Brega
Matteo Dalla Vite

P

rima fa e più guadagna. Mauro Icardi capocannoniere con Toni: questo si sa. Mauro Icardi che dopo due giorni di riposo tornerà a Milano domani: e anche questo, bene o
male, si sa. Quel che invece se ne sta dietro alle
pieghe di un rinnovo-tormentone è che se Maurito firmerà entro questa settimana — ovvero
prima di farsi le vacanze lunghe e vere — il suo
nuovo stipendio pari a 3 milioni di euro partirà
fino dal primo luglio. Senza rischiare di trascinare la trattativa al prossimo mese e quindi slittare il nuovo salario.

WEEK-END COL BOTTO? Ieri sera, dopo la gara
con l’Empoli, Maurito è andato a cena con tutta
la famiglia e i suoi agenti. In mattinata, invece,
aveva parlato con il ds Piero Ausilio e aveva ricevuto rassicurazioni su tutto: noi (Inter) vogliamo che resti qui; io (Mauro) voglio restare all’Inter. Ed è andato in campo più sciolto, diventando re dei bomber, un sovrano (coabitante) che ai
22 in Serie A ha aggiunto i 4 in Europa League e
un’altra rete in Coppa Italia per un totale di 27
stagionali. Numeri che pesano. Ma al momento
conta che forse come mai siamo alle ultime battute di un filmone che entro il prossimo weekend potrebbe avere il tanto agognato epilogo.
Firma fino al 2019, diritti d’immagine 50 e 50 e

I

pionato) mettendo insieme anche assist decisivi
(come quello per Palacio di domenica sera).

IL GOL IN PIU’ E GLI ASSIST Riguardo alla serata MONDO INTER «Voglio restare qui» ha ribadito il
contro l’Empoli, Maurito ha il rammarico di un numero 9. Nella testa di Mauro è cresciuta nel
gol mangiato: quello su cross (da destra, violen- corso dei mesi l’idea che il mondo Inter possa
to e teso) di Palacio, lui che s’impappina all’ulti- diventare il suo universo. Ecco perché vivendo
mo secondo andandoci di destro e non di sini- giorno per giorno con Javier Zanetti ha capito
stro per chiudere verso la porta.
quanto il nerazzurro sia ormai
Sarebbe stato il sigillo che l’avrebparte della vita. E come il capitano
be issato sulla cima solitaria dei
del Triplete vorrebbe diventare il
bomber, naturalmente senza dinuovo simbolo della società di Erimenticare i gol annullati («Quello
ck Thohir. L’Atletico Madrid lo
in rovesciata contro il Cesena, per
cerca (ufficiosamente) da mesi,
esempio», dice lui) o i pali e le traconvinto che la camiseta numero
verse. Ma nella trasformazione di
9 di Mario Mandzukic stia meglio
un giocatore che non è più solo un
sulle spalle di Mauro. Un cambiacentravanti attendista c’è anche il
mento di vocale e lo slittamento di
capitolo assist: ne ha fatti cinque
una consonante. Non proprio così
in campionato. Significativo come
semplice se ti accorgi che Icardi a
dato, visto che quando arrivò Ro- La maglia celebrativa di
Milano sta davvero bene. La Nord
berto Mancini nel novembre scor- Icardi pubblicata su twitter che lo ha aspettato a fine gara doso sembrava fosse solo un centramenica sera dopo la doppietta
vanti d’area. E monotematico, ovvero interessa- contro l’Empoli mentre festeggiava con la moto solo alla finalizzazione. Il Mancio ci ha lavora- glie Wanda Nara e i quattro figli è stata la fototo, lo ha reso più disponibile alla squadra, lo ha grafia del suo momento. Domani tornerà in citammodernato. Come quando si fa il restyling di tà, pronto a firmare il rinnovo prima di volare in
una vettura. A tratti ha quasi ottenuto il risultato vacanza. Quella corposa e meritata. Spera entro
opposto, rendendolo altruista all’ennesima po- la fine della settimana, per potersi godere un
tenza. Ma l’indole è rimasta quella. Alla fine è mese di «stacco mentale». Il 3 luglio la stagione
cresciuto così tanto da segnare con una regolari- ricomincia. A pensarci bene, è dopodomani.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
tà impressionante (7 gol nelle ultime 9 di cam-

Mauro Icardi,
22 anni, ha
segnato 27 gol
in stagione:
22 in
campionato,
uno in Coppa
Italia e 4 in
Europa
League
LIVERANI

LA STORIA DEI CANNONIERI NERAZZURRI

GIUSEPPE MEAZZA
Capocannoniere della Serie A
a girone unico per tre volte.
Nel 1929-30 con 31 gol, nel
1935-36 con 25 gol, nel 193738 con 20 gol.

ROBERTO BONINSEGNA
L’unico nerazzurro capace
di vincere la classifica
marcatori per due stagioni
consecutive: 24 gol nel 197071 e 22 nel 191-72.

ALDO SERENA
È stato il capocannoniere
della Serie A nell’anno
dell’Inter dei record
di Giovanni Trapattoni:
per lui 22 gol nel 1988-89.

CHRISTIAN VIERI
In carriera ha segnato oltre
cento gol con la maglia
dell’Inter. Nel 2002-03 Bobo
diventa capocannoniere
segnando 24 reti.

ZLATAN IBRAHIMOVIC
L’ultimo re interista prima
di Icardi. Nel 2008-09
realizza 25 gol. L’Inter inanella
il 4° scudetto di fila (e vincerà
pure quello successivo).

cardi con Toni non è la
prima volta e chissà se
sarà l’ultima. Intanto la
storia dei capocannonieri
registra la nona volta in cui
due bomber hanno finito la
stagione di Serie A appaiati
e sul trono dei capocannonieri. Una corona in due, e
all’Inter era già successo.
I 22 DI ALTAFINI E MILANI
Il precedente interista avvenne nella stagione 196465 quando Sandro Mazzola
fece 17 gol come Alberto
Orlando, allora alla Fiorentina. La rassegna dei «due
sovrani» iniziò nell’annata
1931-32: con 25 gol, ecco
Petrone (Fiorentina) e
Schiavio (Bologna). Poi,
sette anni dopo e quindi nel
campionato 1938-39, ecco
Boffi (Milan) e Puricelli
(Bologna) con 19 reti. Per
molti anni successivi non ci
fu più l’accoppiata, e così
bisogna passare agli Anni
60, ovvero al 1961-62
quando Altafini (Milan) e
Milani (Fiorentina) si spartirono lo scettro con 22 gol.
ANCHE UN TRIO A seguire
(annata 1962-63), Manfredini (Roma) e Nielsen (Bologna) si trovano spalla a
spalla a quota 19 reti. Poi è
la volta di Mazzola e Orlando, quindi eccoci agli Anni
70 con addirittura un trio
di capocannonieri: sono
Pulici (Torino), Rivera (Milan) e Savoldi (Bologna)
con 17 gol. Poi, si salta direttamente agli Anni 90:
Protti (Bari) e Signori (Lazio) raggiungono la vetta
insieme con 24 gol. Nel
2001-02, prima di ieri, è
andata in scena l’ultima
volta di un binomio in testa: è capitato a Hubner
(Piacenza) e Trezeguet (Juventus) che si piazzarono
in testa con 24 gol. Totale: 9
volte. In attesa dei prossimi
coinquilini del gol.
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Yaya gela Mancini
Motta-Benatia: si può
Sondaggio per Nani
1Touré: «Resto al City», ma a giorni è atteso a Milano

per l’Expo. Il tecnico: «Ne voglio 8-9». Resiste Kondogbia
Matteo Brega
Matteo Dalla Vite

1

2

AUBAMEYANG E CUADRADO
Stesso prezzo (quello dei 40)
fatto per Aubameyang: il Borussia Dortmund tiene a lui e
ha sparato questo prezzo al ds
Ausilio che si era avvicinato all’idea di avere il ragazzo. La pista non è sparita, così come
quella che porta a Cuadrado:
tutto sta a Mourinho e al Chelsea, ovvero capire quanto ci
tengono a ricusare (o quasi)
un grosso investimento.
NANI E CARRILLO Ma l’ultima

RTentativo per

Cuadrado, ma
solo in prestito.
Aubameyang:
il Borussia vuole
40 milioni

L

a secchiata gelida è arrivata. Mittente: Yaya Touré, il sogno XXL di Mancini che ormai assume i contorni
del miraggio. «Resterò assolutamente al Manchester City dice Yaya al Manchester Evening news -. I nostri fans non
devono essere preoccupati.
Voglio la Champions per i tifosi, farò tutto quello che posso
per questo obiettivo».
YAYA ALL’EXPO? Ma il bello - o
il mistero - è che il gigante ivoriano parrebbe atteso a Milano: finita la tournée in Canada, Yaya potrebbe arrivare a
metà settimana in visita all’Expo. Tutto da riscrivere
quindi? Mancini tenterà l’ultimo aggancio? Le sue parole
(che seguono quelle dell’agente e che sono conseguenza dell’incontro col presidente del
City) fanno intendere che pertugi non ce ne siano. L’Inter ha
avviato da tempo il Piano-B
(Allan) ma che sia possibile un
colpo di coda? Chissà.

interista. Quanto a Kondogbia, nulla è perduto: il ragazzo
(costo: fra i 30 e i 40 milioni)
piace ma il Monaco non vuole
privarsene.

3

1. Nani, 28 anni, Sporting ma di proprietà del Manchester United.
2. Thiago Motta, PSG, 32. 3. Mehdi Benatia, Bayern, 28 AFP-LIVERANI

MOTTA PIU’ CONVINTO Intanto - e non è un’alternativa a
Touré perché sono due giocatori utilizzabili diversamente ecco che va avanti il discorso
legato a Thiago Motta: il suo
entourage ha ascoltato prospettive e offerta di rinnovo
del Psg ma dall’altra parte nel
giocatore cresce la curiosità e
l’apprezzamento per il proget-

to che Mancini e Thohir vogliono portare avanti. Così,
l’ex Thiago parrebbe ora molto più sensibile alla avance nerazzurre pur restando vigile
su ciò che saprà offrirgli il
PSG. Tutto è in divenire e
aperto ma va registrato come
l’oriundo - a differenza di
qualche giorno fa - oggi sia più
aperto all’idea di essere perno

voce riguarda un vecchio pallino: Nani, che quest’annata se
l’è fatta allo Sporting Lisbona
e che a giugno rientrerà dal
prestito al Manchester United.
L’Inter ha sondato il giocatore
la settimana scorsa. Siamo ai
primi approcci: con 10 milioni
il giocatore potrebbe muoversi. Dall’Argentina: Inter sempre forte sul baby centravanti
Carrillo (Estudiantes).
BENATIA, AVANTI Chiusura
con Mehdi Benatia: nonostante il silenziatore-Inter e il muro-Bayern, l’idea va avanti. I
bavaresi ci tengono al francomarocchino ma stanno sondando il mercato dei centrali
difensivi. Quindi, chissà...
(ha collaborato Luca Pessina)
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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

9

A GAZZETTATV

Leonardo chiaro:
«Mancini chiede
un undici tutto suo»
1Poi, un messaggio
al Milan: «Se non
arriva Ancelotti,
meglio continuare
con Pippo Inzaghi»

MILANO

«Q

uando Mancini
dice che servono
8-9 nuovi acquisti intende dire
che vuole avere una squadra
sua, un gruppo di giocatori
in cui rivedere la propria
identità». Leonardo, ospite
ieri sera a «Senza appello»
su GazzettaTv, ha spiegato
così la dichiarazione del tecnico interista al termine della partita contro l’Empoli.
«Ma quando ha scelto di tornare in nerazzurro - ha commentato l’ex allenatore di Inter e Milan - lo ha fatto consapevolmente. Sapeva quello che avrebbe trovato. Gli
interisti hanno trovato un
punto di riferimento in lui,
un po’ quello che farebbero i
milanisti con Ancelotti se decidesse di tornare sulla panchina rossonera».
«O CARLO O PIPPO» Leonardo coglie l’occasione per
passare in rassegna tutta la
stagione delle milanesi. «La
stagione del Milan fino a di-

cembre era anche positiva, poi
ci sono stati più bassi che alti.
Così come per l’Inter, un’annata
così è anche figlia di scelte societarie». Giusto ripartire da
Ancelotti? «Sì, però se Carlo dovesse rinunciare il piano B dovrà cambiare perché questa
scelta non ha eguali. Se rifiutasse, io terrei Inzaghi. Facendo
però una squadra buona per le
sue idee di calcio. E soprattutto
concedendo un po’ di pazienza
al suo lavoro. Cosa avrei fatto io
se Berlusconi avesse parlato di
me come ha fatto di Pippo? Forse me ne sarei andato...».
FIFA, MENO POTERE Ma in generale cosa deve fare questo
Milan? «Quando non hai più le
risorse economiche per stare
all’avanguardia, devi capire la
nuova dimensione e progettare. E prima di tutto, fare chiarezza societaria». Chiusura sullo scandalo-Fifa: «La Fifa deve
perdere potere».
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Leonardo, 45 anni BOZZANI

10

Serie A R Mercato

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Idea di Berlusconi:
se Ancelotti dice no
il Milan a Donadoni
1In attesa della risposta di Carlo emerge

una nuova candidatura per il dopo-Inzaghi
Carlo Laudisa
@carlolaudisa

A

spettando Carlo Ancelotti il Milan ripensa ad
un altro importante rossonero del passato: Roberto
Donadoni. Ormai siamo prossimi all’appuntamento preso
dall’a.d. Adriano Galliani con il
suo ex allenatore. Entro domani il Milan attende la fatidica
risposta, evidentemente legata
all’esito del consulto in programma a Vancouver sull’eventualità di un intervento
chirurgico che potrebbe obbligare il tecnico di Reggiolo a un
periodo di convalescenza ancora da definire.

ANCELOTTI AL MILAN?
C’E’ IL 50% DELLE
POSSIBILITA’. CI DARÀ
UNA RISPOSTA
IL 3 GIUGNO
ADRIANO GALLIANI
A.D. DEL MILAN

I SUMMIT Nei quattro incontri
madrileni della scorsa settimana Ancelotti è stato sincero con
il suo ex dirigente e grande
amico. Ha ascoltato con interesse i progetti del club, ma ha
anche messo in evidenza l’esigenza di staccare per un periodo dopo la stressante esperienza al Real. Per invogliarlo il
manager milanista gli ha offerto le opzioni migliori, sia dal

punto di vista contrattuale sia
tecnico. Ad un triennale da 4
milioni a stagione (più premi)
va associato quel budget da circa 120 milioni di euro per una
stagione all’impronta della riscossa. È evidente che Silvio
Berlusconi punta sul ritorno di
Carletto per affidargli la guida
di un nuovo ciclo ambizioso.
Argomenti che hanno lasciato
traccia nella testa dell’allenatore che, guarda caso, nel salutare il gradito ospite giovedì
scorso ha lasciato aperta la
porta delle speranze rossonere
con una frase emblematica:
«Diciamo che ci sono 50 possibilità su 100 che io torni al Milan». Da allora i contatti diretti
si sono interrotti. Galliani è
consapevole di aver fatto il
possibile e sa bene che in questi
momenti di riflessione un
pressing esagerato potrebbe
produrre effetti controproducenti. Inutile cercare scampoli
di verità in questi frangenti delicati. Se mai in questi giorni
l’ex milanista è rimasto in contatto con Ernesto Bronzetti, il
suo amico consulente che gli è
stato vicino anche nei giorni
dell’addio al Real.

Sopra Carlo Ancelotti, 55 anni,
dopo il Milan ha allenato Chelsea,
Psg e Real Madrid. A sinistra
Roberto Donadoni, 51 anni, al
Parma dal 2012 FORTE-LAPRESSE

RDomani l’ex

tecnico del Real
dovrebbe
comunicare
la sua decisione

ALTERNATIVE In questa fase di
stand-by il Milan è fatalmente
inerte sugli altri fronti. Ovviamente per scelta. Un atteggiamento giustificato dalla volontà presidenziale di non considerare (al momento) altre opzioni. Non a caso ieri il neopresidente della Regione
Liguria Giovanni Toti, intervenendo a «Un giorno da peco-

ra», ha detto: «Cosa pensa Berlusconi del possibile arrivo di
Ancelotti al Milan? Lui è determinato e ottimista». Del resto
già nelle scorse settimane Galliani aveva bloccato Unai Emery (ora nel mirino del Napoli),
così come si era interessato a
Sinisa Mihajlovic (anche lui
nell’agenda di De Laurentiis),
mentre per motivi differenti
non sono mai state approfondite le candidature di Antonio
Conte (è dura strapparlo alla
Figc) e quella di Vincenzo
Montella (per non intralciare
le scelte dei Della Valle).
LA BANDIERA Piuttosto tra Arcore e via Aldo Rossi è più facile che prenda corpo l’idea di af-

fidare la squadra a un ex milanista. Detto che Cristian Brocchi cattura le simpatie di Silvio
Berlusconi (ha proposto ad Ancelotti di inserirlo nel suo
staff), è vero che appare troppo impegnativo affidargli ora
una simile responsabilità.
Semmai va letta con grande attenzione la posizione di Roberto Donadoni. Anche a Parma in
una stagione travagliata ha dimostrato qualità tecniche e
morali di prim’ordine. A 51 anni l’ex commissario tecnico
dell’Italia ha già alle spalle una
carriera importante e il suo nome cattura le simpatie del popolo rossonero. Sarà la volta
buona?
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C’è spazio
per Menez
nella rosa
del futuro?

PLUSVALENZA? Si dice che il
Monaco stia pensando a lui,
che qualche altra squadra straniera potrebbe ingolosirlo proponendogli la partecipazione
alla Champions o all’Europa
League. Menez sa, però, che
nel Milan è titolare e in una
squadra di vertice (italiana o
straniera) probabilmente no.
Ed è consapevole che anche al
Milan, nel caso arrivasse un allenatore che non lo stima
quanto Inzaghi, rischierebbe
di avere meno spazio. Il club
rossonero, tra l’altro, potrebbe
effettuare una ricca plusvalenza visto che Menez è arrivato a
parametro zero. La situazione
che tanto sembrava semplice,
quindi, è decisamente ingarbugliata.

1Il francese è uno dei grandi

dubbi a causa della sua anarchia
Pippo Inzaghi, 41 anni, ha
inventato Menez falso nove BOZZANI

G.B. Olivero
MILANO

E’

abbastanza ingiusto
che l’ultima immagine
del campionato di
Jeremy Menez sia stato il cartellino rosso che gli ha sventolato in faccia l’arbitro Giacomelli nel finale di Milan-Genoa. Una doppia ammonizione, un insulto uscendo dal
campo, la squalifica per quattro giornate e poi un dolore al
nervo ischiatico che gli ha fatto
saltare anche la trasferta di
Bergamo che ha chiuso il campionato rossonero. Insomma,
Menez è in vacanza dal 29
aprile e dovrebbe essere tra i
pochi sicuri del proprio futuro:
i 16 gol e alcune ottime prestazioni hanno reso un po’ meno
brutta la stagione del Milan.
Però, per l’ennesima volta,
quando si tratta di Menez il destino è bizzarro e adesso la
conferma del francese, sebbe-

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

jeremy Menez, 28 anni, ha un contratto con il Milan fino al 2017 FORTE

ne probabile, non è sicura.
Molto dipenderà dal nome dell’allenatore, ma questo non
rende meno strana la situazione: in fondo quale tecnico si
metterebbe a discutere il capocannoniere della squadra che
va ad allenare? Nessuno, se
non si trattasse di Jeremy. Che
da sempre divide e da sempre
fa discutere.

33

● le presenze di Menez, su
38 giornate di campionato:
ha saltato solo le ultime cinque
partite, 4 per squalifica e una
per infortunio

LE CIFRE La stagione di Menez,
sebbene macchiata dalla lunga
squalifica finale e da alcune
prove svogliate e negative, resta sicuramente positiva: 33
presenze su 38 (ha saltato, come detto, solo gli ultimi cinque
incontri), 31 gare da titolare, 2
ingressi dalla panchina, 20
partite giocate per intero, altre
7 con almeno 80’ in campo. Il
titolare per eccellenza del Milan di Inzaghi e anche il capocannoniere con i suoi 16 gol:
solo una volta (a Roma con la
Lazio) i rossoneri hanno perso
quando Jeremy ha segnato. Le
cose migliori le ha fatte vedere
giocando da falso nove, nella
posizione che gli ha ritagliato
addosso Inzaghi forse anche
per ovviare all’assoluta anarchia tattica: 19 volte Menez è
stato il centravanti della squadra, nelle altre occasioni è partito da sinistra. Sempre con la
sua andatura ciondolante, la
voglia di fare la differenza da
solo, la difficoltà a seguire uno
spartito. Jeremy è fatto così:
prendere o lasciare. Il Milan ci
sta pensando.
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11

QUELLI IN SCADENZA

Rinviati
i colloqui con
gli svincolati
● Le vacanze sono iniziate, i
giocatori del Milan sono già
partiti o hanno la valigia
pronta. Alcuni di loro, però,
ossia quelli che hanno il
contratto in scadenza,
aspettano con ansia la
chiamata di Adriano Galliani
per capire se c’è ancora
spazio nel Milan del futuro.
La società, però, ha
saggiamente deciso di
rinviare i colloqui individuali:
i giocatori saranno chiamati
solo dopo l’annuncio del
nuovo allenatore. Sarà lui a
indicare quali elementi
meriteranno il rinnovo e
quali, invece, dovranno
trovarsi un’altra
sistemazione. I giocatori con
il contratto in scadenza sono
Abbiati, Bonera, De Jong,
Pazzini, Mexes ed Essien.
Non verrà esercitato il diritto
di riscatto per Bocchetti e
Destro, Van Ginkel torna al
Chelsea e poi si vedrà. De
Jong, che in passato aveva
rifiutato il rinnovo, adesso
sarebbe disponibile ma il
club è meno propenso. E
sullo sfondo c’è anche
un’offerta del Galatasaray.

Nigel de Jong, 30 anni LAPRESSE

12

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Serie A R

La Lazio ora è in orbita
E se fosse solo l’inizio?

1L’approdo in Champions come punto di partenza per traguardi

ancora più ambiziosi. Lotito: «Se mi fanno fare lo stadio vinco tutto»

Luca Bianchin
Stefano Cieri
ROMA

«E

adesso si può aprire
un ciclo». Nel marasma del dopopartita
di Napoli tra le tanti frasi pronunciate dai protagonisti, alcune scontate, altre un po’ meno,
a colpire l’immaginario collettivo dei tifosi laziali è stata proprio questa. La straordinaria e
inaspettata stagione della Lazio
di Pioli sarebbe stata in ogni caso un punto di partenza per futuri, più ambiziosi traguardi.
Ma chiuderla senza portare a
casa nessun risultato tangibile,
dopo aver sognato Coppa Italia
e Champions League, avrebbe
probabilmente tarpato le ali di
un gruppo che proprio ora sta
cominciando a volare. Ecco perché quel terzo posto arrivato
nella maniera più rocambolesca possibile diventa una sorta
di pietra miliare, dalla quale
partire per costruire un futuro
ancora più importante.
MERCATO LAMPO «Entro duetre anni vogliamo lottare per lo
scudetto», annunciò qualche
mese fa il d.s. Igli Tare. Sembrava una boutade, oggi invece il
sogno appare un progetto praticabile. Magari già dal prossimo
anno. Il mercato sarà così im-

Un’immagine della notte di festa a Formello dopo la qualificazione in Champions: Pioli abbraccia Biglia LAPRESSE

prontato a rendere il gruppo
ancora più forte e completo,
senza pensare al preliminare di
Champions da affrontare in
agosto. Tre giocatori sono già
stati acquistati, tutti a parametro zero: il difensore olandese
Hoedt, il centrocampista inglese Morrison e l’esterno spagno-

lo Patric. Tare ieri ha annunciato che c’è anche un quarto acquisto che presto sarà svelato.
Potrebbe essere l’attaccante argentino Bergessio, che si è appena svincolato dalla Samp. A
gennaio era stato vicinissimo
alla Lazio, aveva già raggiunto
l’intesa economica con Lotito,

FELIPE ANDERSON
NON E’ IN VENDITA.
SE NE PUO’ PARLARE
SOLO SE MI OFFRONO
CENTO MILIONI DI EURO

ma il passaggio saltò perché
non fu raggiunta l’intesa tra i
club. Ora l’affare è possibile. Tare, sempre ieri, ha annunciato
altri due colpi in arrivo: un attaccante e un centrocampista. Il
primo potrebbe essere Borini,
in uscita dal Liverpool, mentre
per il centrocampo una pista
buona è quella che porta a
Gashi, albanese del Basilea. C’è
poi il capitolo rinnovi. A Pioli,
vero artefice del miracolo Lazio, il contratto sarà prolungato
al 2017 (con ritocco dell’ingaggio), poi sarà la volta di Marchetti, anche lui in scadenza
2016.

VERSO I PLAYOFF

Gli spauracchi
sono lo United
e il Valencia

LOTITO EUFORICO La qualificazione in Champions consentirà,
al netto di offerte irrinunciabili,
di trattenere tutti i big della rosa (Klose resta un rebus: a giorni farà sapere se continuerà o
meno, i segnali sono però negativi). Per quanto riguarda i nuovi arrivi, invece, la premiata ditta Lotito-Tare continuerà a puntare su giocatori poco conosciuti, ma di prospettiva. Il «modus
operandi» non cambierà neppure con la Champions. Anche
perché il tesoretto da 40 milioni
circa sarà effettivo solo col superamento del preliminare ad
agosto (evento per niente facile
da realizzare). Però le stelle resteranno. «Anderson? Non lo
vendo per meno di 100 milioni», ha detto ieri scherzando
(ma non troppo) Lotito a margine dell’evento per il premio Ghirelli. Il presidente ha anche fissato la nuova frontiera della sua
gestione societaria: costruire
uno stadio di proprietà. «Se mi
danno le autorizzazioni lo faccio in tre anni. A quel punto posso anche raddoppiare il fatturato. E se ci riesco la mia Lazio
vince tutto». E se il progetto va
davvero in porto il ciclo aperto
domenica sera a Napoli rischia
di diventare davvero trionfale.

● Una tra Manchester
United, Valencia, Bayer
Leverkusen, Shakhtar
Donetsk e Ajax. Questo
riserverà alla Lazio il
sorteggio del playoff di
Champions League il 7 agosto
a Nyon.
NON TESTA DI SERIE MA...
La squadra biancoceleste,
salvo cataclismi, non sarà
testa di serie: quindi nel
doppio confronto (and. 18-19
agosto, rit. 25-26) affronterà
una delle 5 squadre che
hanno il ranking Uefa più alto
tra le 10 che andranno a
comporre il tabellone dei
playoff delle non campioni.
L’unica incognita è
rappresentata dal fatto che
Shakhtar e Ajax devono
prima superare un ulteriore
turno preliminare. Potrebbe
essere una formalità, visto
che gli avversari che avranno
di fronte saranno più deboli,
ma in estate tutto è possibile.
Solo se dovessero uscire
Shakhtar e Ajax e anche il
Cska Mosca (non testa di
serie) la Lazio sarebbe testa
di serie. Molto difficile.
CHE RIVALI Tra i cinque
possibili avversari, i primi due
(Manchester United e
Valencia) sono proibitivi. Un
po’ meglio (ma neanche
tanto) sarebbe il Leverkusen.
Temibile, ma meno rispetto a
qualche anno fa, lo Shakhtar,
ridimensionato a causa anche
del conflitto in Ucraina. Più
abbordabile, invece, l’Ajax:
forse la migliore delle
avversarie possibili.

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CLAUDIO LOTITO

LACRIME DOPO ERRORI

E Felipe Anderson:
«Il mio grido finale
era una liberazione»
1Il brasiliano atteso
da due amichevoli
con la maglia della
Seleçao: «Sfrutterò
questa chance»
Nicola Berardino
ROMA

L

a gioia è esplosa al fischio
finale del San Paolo. E ha
invaso lo spogliatoio della
Lazio. Ogni gesto cercava abbracci e sorrisi. Così, nel garage dello stadio napoletano,
nell’attesa per salire sul pullman, Candreva girava con una
busta di biscotti al cioccolato
da distribuire ai compagni. Il
viaggio verso Roma tra canti e
cori. Alle 3.30 l’arrivo a Formello. Con 10 mila tifosi ad
aspettare la squadra di Pioli.
Per un nuovo bagno di folla,
anzi di entusiasmo. Dopo quello di tre giorni prima con 5 mila
cuori biancocelesti all’allenamento oppure l’abbraccio dell’altro ritorno da Napoli, nella
notte dell’8 aprile dopo la semifinale di Coppa Italia. Sul
pullman scambio di maglie tra i
giocatori. Così Cataldi è sceso
con quella del suo «maestro»
Ledesma e Marchetti ha indossato la numero 19 di Lulic, eroe
laziale per il gol alla Roma nella Coppa Italia vinta nel 2013.
PROTAGONISTI Ha dimenticato le lacrime che lo avevano ac-

compagnato al momento della
sostituzione al San Paolo: Felipe Anderson sentiva su di sé il
peso di qualche errore di troppo. «Il mio grido a fine gara era
di eccitazione e sollievo. Non
meritavamo di rimanere fuori
dalla Champions, sarebbe stato
troppo ingiusto» ha detto il ieri
il brasiliano che ora è atteso
dalla Seleçao per due amichevoli prima della Coppa America. «Voglio sfruttare questa
chance». Non è riuscito a frenare tutta la propria soddisfazione nemmeno Miro Klose, che
nella sua carriera ha vinto praticamente tutto. «Una grandissima gioia, i nostri tifosi ci danno una carica enorme». Il tedesco è già proiettato verso i preliminari di Champions. «Siamo
felici, ma non siamo ancora lì
dove vogliamo perché mancano due partite importanti. Sono orgoglioso di quanto abbiamo fatto». E, proprio per i nuovi appuntamenti in calendario,
il ritiro veneto di Auronzo dovrebbe scattare già dal 6 luglio.
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Felipe Anderson, 22 anni LAPRESSE

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

nella stessa direzione: «Il rigore? Ho pensato che nostro Signore Gesù avrebbe provveduto». Ecco. Danilo, più prosaicamente, ha ringraziato Pioli: «Mi
ha dato subito fiducia, anche
dopo gli infortuni». Anche a
gennaio, quando sembrava che
Cataldi potesse andare all’Empoli. Ad agosto, invece, c’è il caso che vadano tutti a Old Trafford: «È giusto che Roma abbia
due squadre in Champions. So
che nel preliminare rischiamo
di trovare United e Valencia ma
è così, dobbiamo affrontare le
grandi».

fIL GIOIELLO DELLA LAZIO

CATALDI

Danilo dice hallelujah
«Il rigore di Higuain:
c’è stato un Dio anche lì»
1Il centrocampista ringrazia il tecnico Pioli: «Dopo gli infortuni

mi ha dato fiducia. All’Olimpico voglio affrontare Iniesta e Modric»

L'IDENTIKIT
DANILO
CATALDI
NATO A ROMA
IL 6 AGOSTO 1994
RUOLO CENTROCAMPISTA DELLA
LAZIO E DELL’UNDER 21

Cresciuto nell’Ottavia, è acquistato
dalla Lazio nel 2006. Dopo la
trafila nelle minori biancocelesti,
nel 2011 fa parte prima degli Allievi
Nazionali e poi della Primavera
vicecampione d’Italia. Nel 2013
vince il premio «Piermario
Morosini», poi passa alla prima
squadra. Nel 2013 va in prestito al
Crotone, poi, dopo 38 presenze e
4 gol, fa ritorno alla Lazio. Il 10
gennaio 2014 è convocato per la
prima volta dal c.t. dell’Under 21
Gigi Di Biagio. Esordisce con gli
azzurrini il 5 marzo, in agosto
segna il primo gol nell’amichevole
persa contro la Romania. L’esordio
in A arriva il 18 gennaio 2015 e a
marzo indossa già la fascia di
capitano dopo l’uscita di Mauri.

Luca Bianchin
@lucabianchin7
ROMA

I

Cataldi, insieme, hanno
due ore di sonno. Danilo
domenica sera ha dormito
pochino: è tornato da Napoli
con la squadra e ieri mattina era
convocato per le 10.30 al Foro
Italico: niente Federer, solo la
presentazione dei convocati per
il ritiro dell’Under 21. Papà
Francesco invece ha chiuso a
zero. Ha visto la partita, ha guidato fino a Formello dove la
squadra è arrivata alle 3, poi è
andato a lavorare. Succede ogni
mattina: se Danilo è un eroe per
i tifosi della Lazio, papà è un
working class hero, un simbolo
dell’Italia occupata. Consegna
bibite ai ristoranti e (per ora) ha
deciso di non smettere, anche
se il figlio potrebbe mantenere
tutti per qualche anno. Non si
sa come calci con il destro, ma
la maglia dell’Italia, come da foto sul profilo Instagram di Danilo, gli sta più che bene.

LA MAGLIA DI LEDESMA Cataldi parla spesso dei genitori. Anche ieri, ragionando di Nazionale: «Sono sensazioni bellissime, vengo da una famiglia molto umile». La stanza dove ha
dormito quelle due ore è la solita, in un mini appartamento a
Roma, assieme a mamma e papà: Danilo è un ’94 e solo a settembre prenderà una casa per
sé. A proposito, altre cose che si
possono fare da solo nei primi
ventun anni di vita: vincere una
finale Primavera da miglior giocatore, giocare 16 partite in Serie A, trovare la fidanzata finita
per 24 ore sui siti laziali. Anche
per questo, Danilo non è il calciatore giovane dell’immaginario collettivo: di sicuro è più forte, probabilmente meno presuntuoso. Alla festa di fine stagione è arrivato con la maglia di
Ledesma, che in teoria sarebbe
un rivale nel ruolo, e ieri scherzava con Viviani, che per la solita teoria è la soluzione preferita
da Di Biagio per il centrocampo
dell’Under. Rivalità zero: amiconi.

EURO UNDER 21

Di Biagio vuole
il massimo,
ma adesso
deve scegliere
1La lista va consegnata entro domenica:
sono a rischio Izzo, Murru, Dezi e Verre
ROMA

T

avecchio lo dice in modo
soft ma lo dice: «Le Olimpiadi sono il massimo
dell’espressione sportiva di un
Paese. Saremmo in difficoltà
se non ci arrivassimo». Il c. t.
non è una brutta professione
ma ha picchi di stress da Himalaya: Di Biagio ha conquistato
l’Europeo Under 21 contro pronostico e ora il presidente della
Figc gli fa notare che insomma,
sarebbe bene arrivare tra le
prime quattro. Di Biagio ci proverà con i suoi ragazzi perché
nella lista dei convocati per il
ritiro non ci sono El Shaarawy
e De Sciglio. Si sapeva, ma ieri
è arrivata la conferma: a meno
di cataclismi, non raggiungeranno l’Under nemmeno dopo
la stage con Conte. Niente convocazione anche per Cragno,
Goldaniga, Molina, Fossati e
Fedato, che un po’ speravano.
Potenziali problemi: sulla sinistra, in difesa, un giocatore in
più avrebbe fatto comodo e i
trequartisti sono forti ma non
abbondanti. Possibili vantag-

Danilo Cataldi, 20 anni, quest’anno 16 presenze in Serie A FORTE

R«Giusto che Roma

abbia due squadre
in Champions,
pure se ci toccano
subito le big»

OLD TRAFFORD Higuain, però,
probabilmente ha cambiato la
vita anche a lui: «Quando ho visto il rigore per il Napoli ho pensato che magari poteva mandarla fuori — ha detto Danilo
—. Non poteva andare così, infatti c’è stato un Dio anche ieri».
Lotito poco dopo ha guardato

IL PRESIDENTE FIGC
vono finire la stagione con Juve, Entella e Avellino. Saranno
giorni di esperimenti. Di Biagio proverà il 4-3-3, l’alternativa al 4-2-3-1, verificherà la forma e probabilmente proverà
Romagnoli da terzino sinistro.
Può essere una soluzione in
più. Sabato sera, mal di testa:
l’Uefa pretende la lista dei 23
convocati entro domenica e ci
sono da tagliare 4 giocatori. Izzo, Murru, Dezi e Verre sono i
soliti sospetti ma il finale del
film è aperto. Dezi, ad esempio, potrebbe rimontare su Crisetig, Baselli o Benassi, nel caso in cui Di Biagio voglia un
giocatore offensivo in più.
«Non firmerei per arrivare alle
Olimpiadi come quarto — ha
detto ieri il c.t. —. Abbiamo
tutte le possibilità per raggiungere il massimo obiettivo».
Forse lo pensa anche Rui Jorge, il c.t. del Portogallo avversario dell’Italia che ieri ha dato
la sua lista. Ci sono Ruben Neves, 18 anni e 9 partite in
Champions col Porto, William
Carvalho, diga multimilionaria dello Sporting, Bruno Fernandes dell’Udinese e quasi
tutti i giocatori chiave delle
qualificazioni. Non sarà facile,
ma neanche per loro.
l.b.
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I 27 AZZURRINI CONVOCATI

Gigi Di Biagio, 43, c.t. azzurro GETTY

gi: il gruppo è quello delle qualificazioni, sa lottare e sta bene
insieme.
I QUATTRO TAGLIATI La prima
cena insieme è stasera, ad Appiano Gentile. Da domani allenamenti per tutti tranne Sturaro, Battocchio e Trotta, che de-

PORTIERI Bardi (Chievo), Leali
(Cesena), Sportiello (Atalanta).
DIFENSORI Barba (Empoli), Bianchetti (Spezia), Biraghi (Chievo), Izzo
(Genoa), Murru (Cagliari), Romagnoli
(Sampdoria), Rugani (Empoli), Sabelli
(Bari), Zappacosta (Atalanta).
CENTROCAMPISTI Baselli (Atalanta),
Battocchio (Entella), Benassi (Torino),
Cataldi (Lazio), Crisetig (Cagliari), Dezi
(Crotone), Sturaro (Juventus), Verre
(Perugia), Viviani (Latina).
ATTACCANTI Belotti (Palermo),
Berardi (Sassuolo), Bernardeschi
(Fiorentina), Longo (Cagliari), Trotta
(Avellino), Verdi (Empoli).

13

in Belgio a novembre.
A Berlino tifo Juve.
Conto di risolvere
i problemi con Agnelli»

R

itiro della maglia azzurra 39 in ricordo della strage dell’Heysel.
Un’amichevole con il Belgio
da giocare proprio in quello
stadio. E un viaggio a Berlino
da «tifoso» bianconero, sperando che con Andrea Agnelli
si risolva presto il contenzioso. Il presidente Figc Carlo Tavecchio parla a Radio 24 con
vista sulla finale Juve-Barça.
RITIRO MAGLIA «Proporrò
al Consiglio federale il ritiro
della maglia 39 della Nazionale italiana come gesto simbolico che dà il senso di un ricordo storico», ha detto Tavecchio ricordando la petizione lanciata dall’Associazione
familiari delle vittime.
AMICHEVOLE La Figc sta lavorando a un’amichevole
contro il Belgio a novembre,
nell’ex Heysel: «Stiamo trattando con la federazione belga. Mi auguro che avvenga,
per dare un segnale alle giovani generazioni». L’Heysel
sia d’insegnamento: «Sento
molto il problema della sicurezza degli stadi e l’ho sempre
portato all’ordine del giorno
per gli impianti piccoli della

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FINAL EIGHT PRIMAVERA

Tavecchio: «L’Italia
giocherà all’Heysel
E ritiro la maglia 39»
1«Un’amichevole

TIRA! Danilo tutto sommato
preferirebbe i grandi. Il suo mito è Federer e nel calcio ha gli
stessi gusti: classe-potenza 3-0.
«Non ho uno stadio preferito,
ho sempre sognato solo l’Olimpico, però mi piacerebbe giocare contro Iniesta e pure Modric
è uno spettacolo. Non perde
una palla in 90 minuti». Di Biagio non lo ha sentito ma si vede
che lo conosce: lo vorrebbe un
po’ meno di costruzione e un
po’ più... Lampard. «Danilo,
dobbiamo cominciare a tirare
in porta», gli ha detto davanti a
tutti. E poi: «Cataldi non ha fatto ancora gol, non è normale. Io
e Pioli ne abbiamo parlato, sappiamo quanti margini ha, anche
se nessuno se ne rende conto».
Gol o non gol, Cataldi in Under
troverà spazio, nel centrocampo a due (bene) o da mezzala
nel 4-3-3 (perfetto). Ieri ha detto che tutte le nazionali partono
allo stesso livello ma poi ha
scelto le più pericolose: «La Serbia e la Germania». Sono le più
solide, le più aggressive. Come
l’auto: ad aprile ha fatto un incidente e ha sostituito la 500 con
una 500 Abarth. Più aggressiva,
come lui… se solo tirasse in
porta.

Lega Dilettanti. Deve essere un
monito per le generazioni a cambiare atteggiamento, anche se
non credo siamo ancora a buon
punto».
FORZA JUVE Tavecchio sarà a
Berlino: «Andrò a tifare Juve».
L’occasione per rivedere Andrea
Agnelli con il quale prosegue il
dialogo su tanti temi, comprese
le sentenze di Calciopoli: «Gli ho
parlato il giorno della finale di
Coppa Italia e abbiamo trovato
un’intesa su parecchi problemi.
Credo che prima dell’inizio del
campionato risolveremo anche
l’annosa questione della denuncia. Accordo? No, tratteremo la
questione». Poi Tavecchio ha
confermato quanto rivelato dalla Gazzetta, che Conte gli ha
chiesto di prolungare di due anni
il contratto: «Il processo? In Italia e nel mondo quante persone
hanno situazioni da chiarire con
la giustizia? Non vedo cosa c’entri con la preparazione e con il
lavoro che sta facendo. Nessuno
gli fa problemi».
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Carlo Tavecchio GETTY

Quarti di fuoco
con Lazio-Inter
e Torino-Milan
● Sarà Roma-Spezia la gara
inaugurale delle Final Eight
Primavera. Ieri a Savona (una
delle città che ospiterà la
fase finale insieme a Genova
e Chiavari, dal 9 al 16 giugno)
è stato effettuato il sorteggio
per il tabellone: possibile
derby romano in semifinale,
mentre la stracittadina di
Milano può esserci solo in
finale. Il nuovo regolamento
ha reso ancor più equilibrati
gli accoppiamenti: Fiorentina,
Inter, Roma e Torino (teste di
serie) non potevano infatti
incrociarsi con squadre
affrontate nel girone durante
la stagione regolare. Così ai
quarti troviamo già due sfide
durissime, come Lazio-Inter e
Torino-Milan. In Liguria ci
saranno molti ragazzi che
hanno debuttato in Serie
A in questa stagione: dai
romanisti Verde a Pellegrini,
ai milanisti Felicioli, Mastalli,
Calabria e Di Molfetta. L’Inter
avrà Gnoukouri, forse
Bonazzoli ma non Puscas,
che sarà impegnato con
l’Under 21 della Romania per
le qualificazioni all’Europeo
2017. Occhio alla sorpresa
Spezia, che davanti può
contare sul capocannoniere
del torneo, Umar Sadiq ,
autore di 26 reti in 26 partite.
IL PROGRAMMA
QUARTI 9/6: Roma-Spezia
(Genova, ore 16.30), LazioInter (Savona, ore 21); 19/6:
Torino-Milan (Genova, ore
16.30), Bari-Fiorentina
(Chiavari, ore 21);
SEMIFINALI 12/6 a Savona
(18); 13/6 a Chiavari (21)
FINALE martedì 16 a Chiavari
(ore 18).

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Serie A R

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Ora la Roma detta
le regole a Garcia
Ma Rudi ci starà?
1Dopo le frizioni, giovedì a Londra si parlerà di staff

e budget: al francese sarà chiesta più collaborazione
IL SUMMIT GIALLOROSSO
ALEX
ZECCA

MAURO
BALDISSONI

CONSIGLIERE
DEL PRESIDENTE

JAMES
PALLOTTA

DIRETTORE
GENERALE

WALTER
SABATINI
DIRETTORE
SPORTIVO

PRESIDENTE

GLOBAL
CEO
ITALO
ZANZI

ALLENATORE
RUDI
GARCIA
GDS

Massimo Cecchini
ROMA

C

i sono graffi che si curano
con un sorriso, altri invece che si infettano per
averli sottovalutati. La conferenza di sabato di Garcia, in fondo, è il classico esempio di come
l’apparente serenità del dopo
partita domenicale, nasconda

tensioni che forse solo il presidente Pallotta, nel vertice di
giovedì a Londra, riuscirà a placare. Intanto il calendario delle
partenze è deciso: oggi si muoverà il d.g. Baldissoni e domani
toccherà al d.s. Sabatini. Come
dire, prima dell’arrivo di Garcia
da Parigi, ci sarà una riunione
solo tra vertici societari.
SABATINI SEVERO Da Trigoria

in molti fanno sapere che l’allenatore, rivelandolo a sorpresa
ai media (anche questa cosa
non gradita), si sia autoinvitato
a un incontro in realtà solo dirigenziale. Due giorni fa comunque è stato proprio Sabatini a
parlare chiaro: «Garcia ha sbagliato la recita di fine anno, le
sue opinioni non sono state
molto gradite». E a poco è valsa
la difesa del francese: «Volevo
proteggere la società». Il club ha
mugugnato non poco, anche
per la precisazione: «Se non
avessi parlato di scudetto dopo
la partita con la Juve, non saremmo arrivati neppure in Europa League». In realtà alla Roma sono convinti di avere messo
a disposizione di Gracia una
buona squadra, forse un po’ sopravvalutata, ma in grado senz’altro di fare più strada in Coppa Italia ed Europa League. Se il
mercato tutte le parti dicono sia
stato concordato, di certo il tecnico ha scelto il preparatore, Paolo Rongoni, che non ha trovato
lo giusto feeling con lo staff medico (e viceversa).
IL BUDGET In un’annata con diverse malinconie, l’unica vera

Il presidente James Pallotta, 57 anni, e il tecnico Rudi Garcia, 51: il matrimonio va avanti da 2 stagioni ANSA

autocritica pubblica è stata
quella del d.s. Sabatini dopo il
mercato di gennaio. Ecco, adesso Pallotta pretenderà chiarimenti prima di decidere quale
budget licenziare per la prossima stagione. Un anno fa fu di
circa 15 milioni, adesso non è
detto che si possa ripetere visto
la tagliola del fair play finanziario che imporrebbe di spendere
quanto si introita. Per fortuna ci
sono i 50 milioni circa della
Champions, però fare un budget è più complicato di quanto si
creda visto che viene fatto tenendo conto degli ingaggi e delle rateizzazioni nei pagamenti,
quelle passate e quelle future.
Morale: meglio non aspettarsi
enormi iniezioni di denaro, ma
una nuova ridefinizione delle
priorità. Ovvero: a decidere è il
club su tutti gli aspetti, a cominciare dalla preparazione per finire con la comunicazione.

GARCIA RIFLETTE Non è un caso che il nuovo preparatore, il
canadese Darcy Norman, sia già
a Roma (dove ha già trovato casa e iscritto i figli a scuola),
mentre come supervisore medico si fa il nome dello statunitense Brain Mc Keon. Intendiamoci, nessuno vuole esonerare
Garcia – che ha un contratto in
essere fino al 2018 – tant’è che
ieri Sabatini ha detto «Resterà
di sicuro», ma di certo gli si
chiederà se sia soddisfatto di restare in un club che ha certe regole e certi parametri da rispet-

RSabatini sicuro:

«Resterà». Ma il
tecnico francese
precisa: «I soldi
siano spesi bene»

tare anche a livello di espressione del pensiero. Per il francese,
in fondo, contano due cose, che
riportiamo affidandoci alle sue
parole: 1) «L’importante è che i
soldi siano spesi bene»; 2)
«L’importante è che non si illudano i tifosi». Al momento siamo convinti che il punto d’incontro si possa trovare, ma ormai a Roma nessuno si sorprenderebbe davvero se Garcia,
dopo Londra, decidesse di salutare con un inchino. La voglia di
crescere, però, resta tutta. E anche ieri, in una iniziativa ai Musei Capitolini promossa dalla
fondazione benefica «Roma Cares» – l’arte spiegata ai bambini
da uomini del calcio – ieri Sabatini ha detto: «Se la Roma riuscisse a competere per lo scudetto, iniziative del genere
avrebbero un altro peso». Proprio vero.
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IL CASO

Yanga-Mbiwa aggredito: «Erano tifosi della Lazio»

La ricostruzione della tentata aggressione a Yanga-Mbiwa: il francese viene riconosciuto da due uomini, gli animi si scaldano, poi l’intervento di una pattuglia della polizia mette in fuga i due aggressori RINALDI

1Il francese inseguito all’alba in pieno

centro. Polizia cauta sul «movente derby»
Sabatini: «È un episodio che ci rattrista»
Davide Stoppini
ROMA

C

he il suo nome fosse Mapou, per dirla con una
canzone che è diventata
un tormentone via radio e sui
social, lo sapevano bene i due
ragazzi che all’alba di lunedì
mattina hanno provato ad aggredire Yanga-Mbiwa in pieno
centro a Roma, a due passi da
Palazzo Chigi. È andata così,
almeno secondo la ricostruzione fornita dal francese alla polizia: ore 4.30, il difensore era
appena uscito in compagnia di
due amici da un famoso locale,
il Gilda, quando è stato avvici-

nato da due uomini che lo hanno riconosciuto, al punto che
gli avrebbero urlato «romanista di m...». Ecco perché YangaMbiwa si è detto sicuro di fronte agli agenti che gli aggressori
fossero tifosi della Lazio, circostanza sulla quale la polizia resta cauta. Il francese e i suoi
due amici si sono spaventati: il
tono della voce si è alzato parecchio, i due aggressori avrebbero portato anche le mani all’altezza della vita, come per
mimare l’utilizzo delle cinture.
Cinture che però non sarebbero mai state impugnate. Non
c’è stata una colluttazione tra i
due gruppi: quando YangaMbiwa è arrivato scappando

sotto i portici della Galleria Alberto Sordi, la pattuglia di polizia in servizio proprio nella
piazza di fronte si è accorta del
«movimento», richiamata dalle
urla. Gli aggressori, nel frattempo, si erano già dileguati
nelle vie limitrofe, in direzione
piazza Venezia. Una tentata
aggressione in piena regola,
che Yanga-Mbiwa ha poi raccontato al telefono ai dirigenti
della Roma in mattinata, prima
di prendere un volo per Parigi
nel primo pomeriggio. Con
l’animo decisamente più disteso, racconta chi l’ha incrociato
nello scalo di Fiumicino, al
punto di concedersi alle foto di
diversi tifosi.
TELECAMERE Non ci sarebbe
stata premeditazione, secondo
la ricostruzione della polizia: i
due aggressori avrebbero incrociato per caso Yanga-Mbiwa
in centro. Sembrerebbe da

escludere pure il movente della
rapina, che difficilmente sarebbe stata messa in piedi in
una zona così controllata dalle
forze dell’ordine. In ogni caso il
francese ha deciso di non sporgere denuncia per l’accaduto.
Ma la polizia sta comunque
cercando attraverso le numerose telecamere di zona di

identificare i due aggressori.
«È un episodio che ci rattrista
molto — ha commentato il d.s.
giallorosso Walter Sabatini —.
Stiamo parlando di un ragazzo
straordinariamente educato e
in gamba e per questo siamo
rammaricati. Lui l’ha presa con
molto spirito, quello che lo
contraddistingue. È un ragazzo

Il colpo di testa con cui Mapou Yanga-Mbiwa, 26 anni, ha steso la Lazio PEGASO

sereno e non ha voluto drammatizzare perché non è proprio nelle sue abitudini. Anzi, a
noi ha detto che non ha avuto
nemmeno troppa paura».
CHE SETTIMANA Ma certo non
si è divertito, al termine di una
settimana vissuta sopra le rigue. Merito — o colpa, a seconda del punto di vista — di una
rete decisiva nel derby contro
la Lazio di lunedì scorso, che
ha fatto diventare YangaMbiwa in poche ore re dei social network, protagonista dell’etere romano, persino personaggio involontario di una specie di Carnevale-sfottò messo
su da tifosi della Roma domenica pomeriggio a Ponte Milvio, prima della partita con il
Palermo. La settimana perfetta, in un mondo perfetto. Da
queste parti è finita diversamente.
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Serie A R Le panchine

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

15

UN VIAGGIO PER DUE IN SPAGNA
FRANCIA

Rotta Benitez

Rafael
BENÍTEZ

Rotta De Laurentiis

Firenze
Mar
Mediterraneo

MADRID

ITALIA

Orario arrivo

ROMA

Barcellona
12.55

Orario partenza

13.00
10.10

Valencia

SPAGNA

10.15

Napoli

Aurelio
DE LAURENTIIS

GDS

giusti per convincerlo e perché
è disposto a pagare la clausola
di 1,5 milioni.

IL FUTURO

De Laurentiis
stringe i tempi
Blitz da Emery
e super offerta
1Il presidente vola

a Madrid: al tecnico
del Siviglia proposti
3,8 milioni a stagione
Mihajlovic alternativa

Klopp ha deciso:
«Dopo sette anni
uno di pausa»
● Qualche spiffero da parte
del suo entourage aveva fatto
intuire la sosta, ieri Jürgen
Klopp, che un paio di stagioni
fa venne cercato anche dal
Napoli, ha fatto sapere
ufficialmente di volersi
fermare, togliendosi dal
mercato, soprattutto quello
inglese: «Mi prenderò una
pausa fino a nuovo avviso.
Dopo 7 anni intensi ed
emozionanti con il Borussia
Dortmund, voglio lasciare
che i ricordi si assestino
prima di iniziare una nuova
sfida ricaricato e motivato»,
ha detto Klopp all’agenzia
Sid. Come lui fece Guardiola:
poi andò al Bayern, indirizzo
gradito anche a Klopp se il
catalano andrà in Inghilterra.

Mimmo Malfitano
NAPOLI

S

tessa destinazione, Madrid, ma voli diversi, seppur privati. Aurelio De
Laurentiis è arrivato a Capodichino ieri mattina ed è partito
5 minuti dopo Rafa Benitez. E
il suo piano segreto è stato subito svelato dai cronisti presenti in aeroporto, per provare a
strappare le ultime battute napoletane al prossimo allenatore del Real Madrid. La piccola
bugia, «vado a Roma», dichiarata per motivi di opportunità,
non ha convinto nessuno. Il
presidente del Napoli s’è avviato all’uscita riservata ai voli
privati e sul tabellone delle
partenze è comparso il suo volo delle ore 10.15, con destinazione Madrid. Un viaggio programmato nelle ore antecedenti la sfida con la Lazio, concordato con l’amministratore
unico del club, Andrea Chiavelli, che l’ha seguito nella capitale spagnola per convincere
Unai Emery ad accettare la
panchina del Napoli, con Sinisa Mihajlovic che resta sempre
sullo sfondo. Una missione che
potrebbe avere risvolti positivi
già a partire dalle prossime
ore, perché De Laurentiis è
convinto di avere gli argomenti

A MADRID Le parti si sono date
appuntamento in un albergo
del centro, la delegazione napoletana ha atteso il ritorno di
Emery dal viaggio in Marocco,
dove il Siviglia ha giocato
un’amichevole ad Agadir. Nel
frattempo c’è stato un nuovo
incontro con il procuratore del
tecnico basco, col quale sono
state discusse le modalità dell’eventuale accordo che verrebbe subito sottoscritto se
Emery dovesse dire sì alla proposta napoletana. De Laurentiis ha presentato un’offerta di
3,8 milioni a stagione per i
prossimi tre anni, a fronte degli 1,5 che lo stesso allenatore
percepisce dal Siviglia. Una cifra importante, che potrebbe
coprire lautamente la mancata
partecipazione alla prossima
Champions, ottenuta dopo
aver conquistato l’Europa League, battendo in finale proprio
il Dnipro che aveva, a sua volta, eliminato il Napoli, in semifinale.
TENTAZIONE Nei progetti futuri di Unai Emery è prevista anche un’esperienza in Serie A. A
questo punto si tratterebbe soltanto di anticipare di un anno o
due le sue intenzioni. Lui vorrebbe restare a Siviglia, così
come fece nella passata stagione, respingendo le offerte del
Milan. Ma teme che un nuovo
no al calcio italiano potrebbe
impedirgli di veder realizzato
il suo programma. Resta da capire che cosa gli proporrà De
Laurentiis sul piano tecnico, al
di là della questione economica, molto vantaggiosa. Il progetto legato a Benitez è fallito,
e per buona parte bisognerà rifondare. Insomma, ci vorranno argomenti molto convincenti più che le chiacchiere:
fallire un’altra volta sarebbe
imperdonabile.
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DOPO IL FLOP

Rafa già Real
a peso d’oro
E su Higuain
c’è la Premier
1Benitez domani

verrà presentato
ai Blancos: 3 anni
di contratto, pronti
oltre 15 milioni

Rafael Benitez, 55 anni,
spagnolo, ha allenato per
due stagioni il Napoli ACTION

NAPOLI

È

andato via di buon’ora,
lasciando l’albergo che
l’ha ospitato nei due anni
di Napoli, dirigendosi verso
l’aeroporto. A Capodichino,
c’era ad attenderlo un volo privato, messogli a disposizione
da Florentino Perez, il presidente del Real Madrid. Due ore
di volo e Rafa Benitez s’è trovato subito proiettato nella nuova dimensione. All’appuntamento col dirigente madrilista
è stato accompagnato dal suo
procuratore, Quillon: c’erano
da definire gli ultimi dettagli
dell’accordo che lo legherà al
club per i prossimi tre anni, con
uno stipendio di 5,2 milioni di
euro netti a stagione. «Sono felice, emozionato e motivato,
comincia il sogno», ha detto
prima d’imbarcarsi, per poi
congedarsi con un «Forza Napoli, sempre». Una magra consolazione per gli addetti allo
scalo, arrabbiati e delusi per
come è finita questa stagione.
PRESENTAZIONE La presentazione ufficiale avverrà domani
al Santiago Bernabeu dopodiché, l’avventura napoletana se
la lascerà definitivamente alle
spalle, compresa la delusione
per il fallimento di questa sta-

gione. Il quinto posto finale è
stato l’epilogo inimmaginabile, è servito a scatenare la contestazione della gente. Contro
la Lazio, per la prima volta, tutto lo stadio ha insultato e fischiato Aurelio De Laurentiis,
l’artefice numero uno del fallimento, insieme con l’allenatore spagnolo. Il quale ha chiesto
a Fabio Pecchia, il suo secondo,
di seguirlo a Madrid. Ma l’ex
centrocampista di Napoli e Juve vorrebbe una panchina tutta per sé.
ADDIO COL SORRISO Ha lasciato Napoli col sorriso, Rafa
Benitez. Gli è bastato una notte
per metabolizzare la sconfitta
di domenica e le conseguenze
che, adesso, dovrà sopportare
il suo sostituto. Probabilmente, le immagini di questi due
anni le cancellerà con un colpo
di spugna, rapito come è già
stato dal fascino dei blancos.
Lascerà al suo erede un ambiente disastrato, provato dalle
delusioni di quest’anno, a partire dall’eliminazione dal preliminare di Champions, dalla finale di coppa Italia mancata;
dalla semifinale di Europa League persa nel doppio confronto
con il Dnipro, avversario non
certo irresistibile, fino all’amarezza provata domenica sera.
HIGUAIN VIA Il futuro del Pipita caratterizzerà la prossima
estate, che si preannuncia calda, perché ci sono pochissime
probabilità che resti. Sa bene,
Aurelio De Laurentiis, che solo
la partecipazione alla Champions l’avrebbe potuto convincere a rispettare il contratto, in
scadenza nel 2018. Su Higuain
s’è lanciato il Manchester United, mentre dirigenti dell’Arsenal hanno incontrato Fernando, il fratello-procuratore. La
Premier League gli è molto
gradita, mentre Callejon potrebbe trasferirsi, con un anno
di ritardo, all’Atletico Madrid.
m.mal.
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DENTRO LA CRISI

Napoli, tutti i numeri di una stagione da dimenticare
1Fase difensiva inesistente: 126 reti

subite in due anni, 93 solo in campionato.
Mercato sbagliato e strutture da rifare

Gianluca Monti
NAPOLI

I

l fallimento del Napoli,
quinto in campionato dopo
il terzo posto dello scorso
anno, è nei fatti ma anche, se
non soprattutto, nei numeri. Di
certo, per il nuovo allenatore
riuscire a fare meglio di Benitez
non sarà un’impresa impossibile. Rafa ieri ha salutato mettendo in valigia due stagioni deludenti nelle quali non ha mai re-

galato ai tifosi azzurri i gironi di
Champions, a differenza di
quanto aveva fatto Mazzarri. Le
sue colpe sono sotto gli occhi di
tutti. La squadra è apparsa sempre poco equilibrata: 54 gol subiti in campionato (addirittura
73 in stagione) sono un’enormità. Se ci aggiungiamo quelli
presi lo scorso anno (39 in campionato, 53 totali) si arriva a
126 reti subite in due stagioni.
MENO QUINDICI Il problema
fondamentale è che il Napoli ha

La delusione di Gonzalo Higuain, 27 e (destra) Josè Callejon, 28 INSIDE

chiuso l’annata con quindici
punti in meno rispetto a dodici
mesi fa (e senza giocare la
Champions) e per questo la società non è immune da responsabilità per i mancati investimenti sul mercato. La spaccatura tra i napoletani e De Laurentiis non è mai stata così
evidente. Al vetriolo gli striscioni di domenica perché il club
non ha una sede in città, spende
meno delle altre di A per il vivaio, non ha un centro sportivo e
così finisce che il ritiro pre partita si svolge nello stesso albergo dove domenica a pranzo si
festeggiavano due comunioni
con canti e balli. Non il massimo
per preparare la sfida decisiva
per il terzo posto.

STATISTICHE Nessun alibi, però, può essere fornito ai giocatori che sono mancati nei momenti topici della stagione. Non
è bastato essere la prima squadra in assoluto per tiri totali,
nello specchio ed occasioni create perché troppa è stata l’imprecisione sotto porta nonostante il Napoli disponga di
grandi attaccanti. Se in stagione fallisci cinque rigori su nove
(4 errori di Higuain e uno di Insigne) vuol dire che emotivamente ci sono dei problemi e se
prendi un gol ogni 7,09 tiri degli
avversari (peggio solo il Parma)
è palese che davanti ai portieri
si sono spalancate praterie. Anche così si spiega il flop azzurro.
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16

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Serie A R Le panchine

Zenga, il ritorno
dell’Uomo Ragno
Riparte dalla Samp
1Ieri incontro a Roma con Ferrero, oggi vede il d.s.

Osti. Per Mihajlovic lettera d’addio. Bergessio risolve

Walter Zenga, 55 anni, è tornato a San Siro il 3 maggio per essere premiato prima di Inter-Chievo IPP

COSI’ NEL 2015-16

Filippo Grimaldi

ATALANTA
REJA
CARPI
CASTORI
CHIEVO
MARAN
EMPOLI
SARRI?
FIORENTINA
MONTELLA?
FROSINONE
STELLONE
GENOA
GASPERINI
INTER
MANCINI
JUVENTUS
ALLEGRI
LAZIO
PIOLI
MILAN
?
NAPOLI
?
PALERMO
IACHINI
ROMA
GARCIA
SAMPDORIA
ZENGA?
SASSUOLO
DI FRANCESCO
TORINO
VENTURA
UDINESE
COLANTUONO
VERONA
MANDORLINI
Manca la vincitrice dei playoff di B, in nero
i nuovi allenatori

E’

GENOVA

tornato l’Uomo Ragno.
Fumata (quasi) bianca
dopo l’incontro romano
di ieri pomeriggio in via Bocca di
Leone, a Palazzo Torlonia, fra
Massimo Ferrero, il suo consigliere Antonio Romei e Walter Zenga,
ormai a un passo dalla panchina
della Sampdoria per la prossima
stagione. Dopo i contatti dei giorni scorsi fra il presidente blucerchiato e l’ex portiere con un passato alla Samp una ventina di anni fa, ieri c’è stato l’atteso incontro fra le parti — due ore circa di
colloquio, fra le 17.30 e le 19.30
— che ha dato di fatto esito positivo.

OSTI IN CAMPO Prima di formalizzare l’accordo (un anno senza
opzioni a 700mila euro più bonus
legati ai traguardi) che permetterà a Zenga di tornare nel calcio

italiano cinque anni e mezzo dopo la sua ultima esperienza a Palermo, l’Uomo Ragno dovrà incontrare Carlo Osti, il direttore ds
del club di Corte Lambruschini, a
l quale spetterà un ruolo decisivo
in questa trattativa. Sarà infatti
lui ad esporgli le strategie della
società in vista del prossimo mercato. Il finlandese Moisander,
prelevato dall’Ajax, è il primo acquisto già ufficializzato da tempo, ma è probabile che lo stesso
Osti dovrà lavorare anche in usci-

ta, ma già ieri l’uomo-mercato
Samp è riuscito a trovare l’accordo per la risoluzione del contratto
di Bergessio. Ma partirà anche
Okaka, mentre per Ferrero «rimarrà Soriano». Dubbi anche sul
futuro genovese di Eto’o. Soltanto dopo che Zenga avrà valutato e
accettato i piani della società (il
presidente non ha abbandonato il
sogno Balotelli), si penserà davvero alla firma di un impegno
che, presumibilmente, sarà di durata annuale con opzione sino al
30 giugno 2017.
ALTERNATIVA In manca dell’ufficialità, rimane dunque ancora
valida — almeno sulla carta —
l’altra vera candidatura del tecnico empolese Sarri, mentre si può
definire ormai definitivamente
tramontata l’ipotesi-Paulo Sousa,
ancora legato al Basilea e giudicato comunque troppo simile a
Mihajlovic — anche a livello comportamentale — per proseguire
sulla medesima strada intrapresa
con il serbo. Anche in questo senso, la linea di condotta è chiara.
Serve un nome nuovo, di caratura
ed esperienza internazionale (in
vista di un probabilissimo ritorno
in Europa League: domattina sapremo), ma al tempo stesso un
tecnico capace di sfruttare il suo
carisma, possibilmente con un
approccio più soft. L’anno appena
concluso è stato infatti estremamente logorante per il gruppo anche sul piano psicologico.
ADDIO Ieri s’è consumato anche
l’ultimo atto dell’addio — scritto
da tempo — di Mihajlovic, che
domenica sera era sceso rapidamente negli spogliatoi, evitando
la passerella finale sul prato del
Ferraris insieme alla sua squadra
ed al presidente, sotto gli occhi di
una tifoseria che prima della gara
gli aveva riservato anche qualche
fischio. Il principale motivo dell’addio addotto dall’allenatore
serbo (che secondo Ferrero si
prenderà ora un anno sabbatico)è racchiuso in un aforisma del
solito JFK: «Dobbiamo usare il
tempo come uno strumento, non
come una poltrona». Il senso è
chiaro: dopo avere salvato la
Samp da una possibile caduta, un
anno fa, l’ha riportata nei quartieri nobili del calcio italiano. E, a
questo punto, può considerare
chiusa la sua missione e saldato,
per usare le sue parole, un antico
debito di riconoscenza con la
piazza blucerchiata.
BILANCIO Tempo di addii, ma
pure di bilanci. Così, poche ore
dopo il suo ormai ex allenatore,
anche il presidente Ferrero ha voluto salutare (e ringraziare) tutti i
protagonisti, in campo e fuori, di
una stagione memorabile. Che lui
definisce semplicemente così:
«La grande bellezza blucerchiata».

Massimo Ferrero, 63 anni ANSA

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

FIORENTINA

Affetto a valanga
E se Montella
volesse restare?
1Dalla famiglia ai
cori del Franchi:
per Vincenzo
si aprono spiragli
di permanenza

Giovanni Sardelli
FIRENZE

S

cenari aperti. Ed è già
un vittoria. La Fiorentina prepara il futuro
organizzando il presente. Il
nodo da sciogliere, questione ovviamente primaria, riguarda il tecnico che siederà sulla panchina viola nella stagione 2015-16. L’allenatore ci sarebbe, visto che
il contratto di Vincenzo
Montella scadrà tra due anni. Ma solo motivazioni
massimali ed entusiasmo a
mille saranno accettati dalla proprietà gigliata. Un
morale depotenziato influirebbe negativamente
su squadra e risultati. Intorno a questo si discute a
Firenze. Anzi, solo di questo. Montella sì, Montella
no. Il toto Aeroplanino impazza.
INCONTRI Tanto è successo
nell’ultimo mese. Con l’allenatore che, giorno dopo
giorno, ha maturato una
convinzione. Il suo gruppo
ha fatto oltre il massimo,
per migliorare (o anche solo confermarsi) serve moltissimo. Inteso come giocatori e investimenti. Dubbi
che ha manifestato alla società oltre che a mezzo
stampa. Per questo fino a
72 ore fa l’ipotesi di un
Montella vestito di viola
per il quarto anno consecutivo era per lo meno azzardata. Sabato, prima della
sfida con il Chievo, il tecnico ha parlato con il patron
Andrea Della Valle, il presidente esecutivo Cognigni,
il direttore generale Rogg
ed il ds Pradè. Che hanno
aperto le prime crepe sulle
ferme convinzioni del tecnico.

Vincenzo Montella, 40 anni ANSA

AFFETTO DA STADIO Il dopo
partita di domenica ha fatto il
resto. La squadra che lo omaggia, lo stadio che applaude.
Lui e il suo gruppo di lavoro in
mezzo alla festa. Una città che
ha ritrovato compattezza e
gioia nello stare insieme.
«Questo Franchi mi ha fatto
venire qualche dubbio in più»,
il commento del diretto interessato a caldo. Retromarcia
clamorosa? Ancora no. Ma
certo è che gli spiragli si sono
ingigantiti.
SUMMIT Montella ha preso
tempo: domani, o più probabilmente giovedì, darà una risposta alla Fiorentina. Il tecnico ieri mattina ha incontrato
nuovamente il ds Pradè prima
di soffermarsi con il dg Rogg.
Stati d’animo e prime indicazioni di mercato il menù della
chiacchierata. E l’impressione
che l’Aeroplanino fosse particolarmente attento a quanto
prospettato e non lontano con
testa e cuore. Anche la famiglia di Montella potrebbe accettare più che volentieri una
permanenza in riva all’Arno.
Come finirà? Impossibile saperlo. L’ipotesi di un addio è
sempre, assolutamente, presente, e la Fiorentina pensa
comunque a eventuali sostituti: ma l’addio non è più l’unica
strada. Giorni caldi a Firenze.
Decisioni importanti in arrivo.
E scenari inaspettatamente
aperti.
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GENOA

Preziosi a cena con Mr Lee: il futuro passa da Taiwan
1Il socio del presidente rossoblù nella

Giochi Preziosi è pronto a investire. Domani
il verdetto per il ricorso sulla licenza Uefa

L’imprenditore di Taiwan, Michael Lee, ed Enrico Preziosi allo stadio IPP

Alessio Da Ronch
GENOVA

O

ggi il Genoa nominerà
l’arbitro incaricato di sostenere i rossoblù nel ricorso presentato al Collegio di
garanzia del Coni. Domani la
società ligure affronterà il verdetto, con poche speranze di
successo, anzi conscia che le
stesse sono vicinissime allo zero, ma potrà farlo comunque
con il sorriso.
CENA CINESE Il futuro in casa
Genoa conta molto più del presente e l’eventuale delusione
per la bocciatura Uefa potrà essere cancellata guardando lontano. Talmente lontano da arrivare fino in Cina. A Reggio
Emilia in molti sono rimasti
stupiti dal coinvolgimento di-

mostrato da Michael Lee, il socio cinese della Giochi Preziosi. La sua presenza, la seconda
in assoluto ad assistere ad una
partita del Genoa, la prima in
trasferta, le sue parole: «E’ possibile che io investa nel Genoa», e i suoi salti, seguendo il
ritmo dei cori sotto la curva occupata dai tifosi rossoblù hanno scatenato i sogni di tutti coloro che amano il Grifone . La
cena serale con Preziosi a Forte
dei Marmi ha portato certezze
in più. Lee, cinese di Taiwan, è
pronto ad investire anche nel
Genoa attraverso la sua Ocean
Gold Global (che opera in particolare nel settore delle pietre
preziose e dei giocattoli), resta
solo da stabilire con quali quote. La maggioranza rimarrà a
Preziosi, ma l’intervento di Lee
sarà sostanzioso e, soprattutto,
dovrebbe essere veloce.

TEMPISTICA Xi Jinping, il presidente della repubblica popolare cinese, è un grande amante del calcio ed ha invitato gli
investitori cinesi ad aiutare la
Cina nel far evolvere questo
sport. Non saranno posti ostacoli, insomma, per coloro che
vorranno investire capitali all’estero puntando a fare affari
con il calcio. Michale Lee, al
momento, sta preparando il
suo piano d’azione. Ha già preso visione dei conti del Genoa
ed è animato da grande entusiasmo. Il suo intervento, insomma, sarebbe imminente,
tanto da poter incidere anche
sulla pianificazione della prossima stagione da parte della
società. Per questo per il Genoa
partecipare o meno all’Europa
league non sarà fondamentale,
l’aiuto cinese per Enrico Preziosi, che ha superato la crisi fi-

nanziaria degli ultimi anni e ha
già sistemato il bilancio, farebbe cambiare prospettiva a tutto
il mercato rossoblù.
GIOIELLI Non ci sarà uno stravolgimento, la partenza di Bertolacci, attualmente in comproprietà tra Genoa e Roma,
appare comunque inevitabile,
ma la società potrebbe affrontare le ulteriori trattative, quelle che chiamerebbero in causa
Perotti e Iago Falque in particolare, con un’ottica diversa:
non più con la necessità di vendere, ma con la possibilità di
cedere i propri talenti solo di
fronte a offerte irrinunciabili.
Il Grifone, insomma, dovrà
probabilmente accontentarsi
di giocare in Italia, ma lì potrebbe presentarsi con tutti i
suoi gioielli.
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Calcio R La tendenza

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

TATTICA E NOVITÀ

17

CONTENUTO
PREMIUM

I seguaci di Zeman
LA DIFESA A TRE
NON È PIÙ LEGGE
VIRATA SUL 4-3-3
L’ANALISI di ALEX FROSIO
@alexfrosio

C

i sono i due fedelissimi, Benitez e Sarri,
e il trasformista Stramaccioni. C’è, soprattutto, il sistema guida della Serie A:
è il 4-3-3 l’impianto di gioco scelto in
maggioranza durante questa stagione
dagli allenatori della massima serie, almeno come
formazione di partenza rileggendo i tabellini di
trentotto giornate di campionato. Il 3-5-2 seminato da Antonio Conte, che aveva attecchito in maniera imponente sulle lavagne tattiche dei nostri
tecnici, si attesta appena dietro: del resto è stato
soppiantato proprio alla radice juventina, visto
che Massimiliano Allegri lo ha riproposto ma alternandolo in modo equivalente con il 4-3-1-2 (i
due sistemi sono stati utilizzati 17 volte dai campioni d’Italia, che hanno aggiunto per tre volte il
4-3-2-1 e una volta il 4-3-3).

IL TRIDENTE La Juve ha vinto così ma a dispetto
del dominio non rappresenta il volto tattico della
Serie A. I cui contorni hanno una linea a quattro
dietro e il tridente davanti: il 4-3-3 si è visto in ben
217 formazioni schierate ed è stato utilizzato almeno una volta da 14 squadre (Roma in testa, 33,
poi Sassuolo con 32). Il ritorno di Zdenek Zeman,
profeta del 4-3-3, non è stato fortunatissimo, ma
incarna perfettamente la voglia rinnovata di un
calcio attraente, magari interpretato con quell’equilibrio che non è mai stato il punto forte degli
insegnamenti del boemo. Il tridente allarga il fronte d’attacco, movimenti offensivi, varietà di situazioni, anche copertura se i due esterni si sacrificano in fase di copertura (nella variante 4-5-1 che si
è vista 10 volte). Ed è forse proprio questa ricerca
di equilibrio – due mezzali a tutto campo più un
centrocampista davanti alla difesa – che differenzia l’Italia dal resto d’Europa, dove il modulo-guida è quasi ovunque il 4-2-3-1, che di fatto prevede
un centrocampista in meno e un fantasista in più.

tattica è costata allo spagnolo più critiche che elogi. Quelli non sono mancati invece a Maurizio Sarri, dogmatico nella scelta del suo 4-3-1-2, impianto base oliatissimo nei movimenti non solo offensivi ma anche difensivi (la linea empolese si muove con sincronie sconosciute a gran parte delle
altre squadre del campionato). Davanti, un trequartista «vero» – prima Verdi, poi ancora meglio
Saponara – come quasi tutte le squadre, e sono
state tante (14, per un totale di 141 formazioni
schierate con il 4-3-1-2, più le 22 volte che si è
visto il doppio trequartista nel 4-3-2-1), che hanno puntato sul «dieci»: uomini, finalmente, di fantasia e inventiva (Pereyra e lo stesso Tevez, Shaqiri
e Hernanes, Honda, Eder...), non centrocampisti
adattati.
SI DIRADA LA «TRE» Per tornare al discorso di
partenza su Conte e i suoi eredi, il 3-5-2 è solo il
terzo sistema più utilizzato (113 volte, da 13 squadre, il Torino in testa con 28). La difesa a quattro
doppia nettamente quella a tre (o a cinque): 546 a
214. Con menzione speciale per Gasperini, profeta
del 3-4-3, in qualche caso alternato al 4-3-3. Va
notato invece come il 4-4-2, l’impianto più ortodosso partendo dal quartetto di retroguardia, sia
quasi superato. Soltanto 48 volte gli allenatori sono ricorsi a questo sistema, con cui Maran – il più
assiduo – ha dato continuità ai risultati-salvezza
del Chievo.

I TRASFORMISTI L’Italia comunque si conferma patria della
tattica (e magari per questo ha
vinto la Juve capace di cambiar
DE SANCTIS
pelle). Sono stati complessivamente 17 i sistemi di gioco di
TOROSIDIS MANOLAS YANGA-MBIWA HOLEBAS
partenza visti in Serie A in questa stagione. Dieci li ha utilizzati
KEITA
DE ROSSI NAIGGOLAN
Andrea Stramaccioni con l’Udinese: è lui il re dei trasformisti.
Strama ha girato e rigirato i suoi
TOTTI
con frequenza quasi settimanaFLORENZI
GERVINHO
le, passando dal 4-4-2 al 3-4-1-2,
GDS
dal 3-5-1-1 al 4-3-2-1, fino a un
insolito 3-3-3-1 o al 4-1-3-2 che
Rudi Garcia,
si è visto altrove soltanto a Parma, dove Donadoni,
51 anni. La
costretto forse dalla diaspora cui ha assistito a stasua Roma in
gione in corso, ha alternato 9 sistemi. In realtà, coquesto
me l’Udinese ha cambiato tanto anche l’Inter. Ma
campionato
qui entra in gioco il cambio netto di direzione: dal
ha utilizzato il
3-5-2 (e varianti) di Mazzarri alla quasi imprescin4-3-3 per 3
dibile difesa a quattro di Mancini, comunque declivolte, più di
nata in tanti modi diversi. Da questo punto di vista,
tutti REUTERS
almeno sull’altra sponda milanese Pippo Inzaghi
ha cercato la linea della continuità. Tante formazioni diverse, è vero, ma declinate quasi sempre
allo stesso modo: qualche tentativo con il 4-3-1-2
(quattro volte) e il 4-2-3-1, soprattutto 4-3-3. Almeno su questo, in linea con il campionato.

IL 4-2-3-1: NAPOLI
ANDUJAR
MAGGIO

ALBIOL

KOULIBALY GHOULAM

DAVID LOPEZ
CALLEJON

INLER
HAMSIK

MERTENS

HIGUAIN
GDS

IL 4-3-3: ROMA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I DOGMI Pian piano forse ci stiamo arrivando anche noi: il 4-2-3-1 si è visto in tutto 79 volte, lo
hanno utilizzato 12 squadre. In testa, quasi ovviamente e forse non a caso considerando l’europeismo in questione, la squadra guidata da uno straniero, Rafa Benitez, uno dei due fedelissimi del
campionato. Rafa non ha mai tradito il credo del
4-2-3-1, proposto 38 volte su 38. L’Italia del trasformismo non l’ha presa benissimo: l’ortodossia

Rafa Benitez, 55 anni GETTY

Giampiero Ventura, 67 anni ANSA

IL 3-5-2: TORINO
PADELLI
MAKSIMOVIC

GLIK

BENASSI
PERES
QUAGLIARELLA

MORETTI
EL KADDOURI

GAZZI

DARMIAN
MARTINEZ
GDS

È CONFERMATO, SIAMO LA PATRIA DELLA TATTICA: IN SERIE
A SI SONO VISTI 17 SISTEMI DIVERSI. E CON DIFESA A QUATTRO
E LE TRE PUNTE CI DISTINGUIAMO DALL’EUROPA DEL 4-2-3-1

18

Magic +3 R Campionato

http://www.dasolo.info

I VERDETTI

L’ANNO CHE VERRÀ
IL VIA IL 2 AGOSTO
CON LA COPPA ITALIA
LA SERIE A TORNA
NEL WEEK-END 22-23

CAMPIONE D'ITALIA
Juventus
IN CHAMPIONS LEAGUE
Juventus e Roma
AL PLAYOFF DI CHAMPIONS
Lazio
IN EUROPA LEAGUE
Fiorentina e Napoli,
Sampdoria al 3° preliminare

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

LA PROSSIMA SERIE A
RETROCESSE
Cagliari, Cesena, Parma
CAPOCANNONIERI
Icardi (Inter)
e Toni (Verona)

22
gol

Atalanta
Carpi
Chievo
Empoli
Fiorentina
Frosinone
Genoa
Inter
Juventus

Lazio
Milan
Napoli
Palermo
Roma
Sampdoria
Sassuolo
Torino
Udinese

Cagliari, big
per la panca:
idea Ventura
sprint Sarri

GLI APPUNTAMENTI IN ITALIA

Verona,
La vincitrice
dei playoff
di Serie B

2 agosto Primo turno eliminatorio Coppa Italia
8 agosto Finale Supercoppa Juventus-Lazio a Shanghai*
9 agosto Secondo turno eliminatorio Coppa Italia
15 agosto Terzo turno eliminatorio Coppa Italia
22 agosto Prima giornata di Serie B
22-23 agosto Prima giornata di Serie A
29 agosto Seconda giornata di Serie B
29-30 agosto Seconda giornata di Serie A
*Se la Juve vince la Champions, sarà impegnata l'11 agosto
nella Supercoppa europea e la Supercoppa Italiana sarà posticipata

DOPO UN SOLO ANNO

Strama-Udinese:
firma per l’addio
Ecco Colantuono
1Ieri a Londra

la risoluzione:
pronto il tecnico
che si è svincolato
dall’Atalanta

1Giulini vuole il ritorno del granata

Per l’empolese pronto un triennale

Stefano Martorano

38

a

GIORNATA

Francesco Velluzzi
INVIATO A CAGLIARI

I

l pensiero è stupendo. Ed è
un chiodo fisso. Tommaso
Giulini ieri ha lasciato Cagliari con una sola idea in testa:
riportare subito la squadra in
Serie A. Per questo motivo sta
riflettendo attentamente sulla
scelta del prossimo allenatore.
Ha avuto un incontro ieri e ne
avrà un altro. E vuole un nome
importante, un tecnico di peso,
«con la cazzimma», al quale garantire un contratto importante, ma con le basi solide per dominare la B. Ha pensato a tecnici eccellenti, Ventura (il sogno), Guidolin (ancora incerto
su cosa fare), ma ha altre idee
che lo affascinano. Una è Maurizio Sarri, al quale il Cagliari
proporrebbe un triennale alto.
Poi c’è un altro big: Gian Piero
Gasperini, legatissimo al nuovo
d.s. Stefano Capozucca. Se dovesse rompere col Genoa potrebbe aprirsi uno spiraglio.
L’altro capitolo riguarda Andrea Stramaccioni, desideroso
di rifarsi dopo la bruciatura di
Udine e abile nel lavoro con i
giovani sui quali il Cagliari pun-

terà forte. Più defilati Marino,
Bisoli, lo stesso Festa che, pure
ha fatto 13 punti in 7 partite e
ha nel vice Suazo un punto di
riferimento per i calciatori.
FUTURO Giulini vorrebbe chiudere per l’allenatore entro giovedì, ma la situazione ingarbugliata di tante panchine fa pensare che il nuovo tecnico firmerà la prossima settimana.
Intanto si lavora per i giocatori.
«Non voglio smantellare la
squadra e qui c’è gente con contratti importanti che deve aiutarci a risalire», spiega il presidente. Che terrà Sau (che può
avere richieste ed è allettato
dalla A, Udine? Torino?), Cragno, Ceppitelli, Capuano, Balzano, Crisetig (il prestito dall’Inter è biennale), Joao Pedro,
Barella, forse Murru. E farà subito una proposta a Diakitè. Poi
parlerà con l’Udinese per riavere Brkic che è felice, ma non
vuol perdere la Nazionale. Dei
portieri andrà via Colombi. Il
Carpi potrebbe averlo con un
prestito biennale. Ieri in sede è
passato Andrea Cossu, ma il suo
ciclo col Cagliari sembra finito.
Per un fatto tecnico e anagrafico. Il terzino Pisano può andare
all’estero mentre verrà fatto un
estremo tentativo per tenere
Donsah ormai in orbita Juve.
Diverse le posizioni di Ekdal e
Rossettini: il forte centrocampista svedese (contratto fino al
giugno 2016) piace in Premier

UDINE

H

Tommaso Giulini, 37 anni, ha acquistato il Cagliari l’11 giugno 2014 LAPRESSE

(Tottenham? Watford?) e alla
Lazio. È destinato a partire. Se
l’offerta sarà consistente andrà
via anche il centrale difensivo.
Arrivi? L’unico nome di cui si
parla è la punta Ardemagni.
PROGETTI Intanto la società lavora ai nuovi progetti. Il ritiro?
L’idea è di farlo in Sardegna.
«Ma aspettiamo il tecnico». A fine luglio verrà inaugurato lo
store di piazza Yenne dove si faranno tutti gli eventi. In attesa,
verrà ampliato l’altro. Gli abbonamenti per la B (ancora al S.
Elia) avranno prezzi più bassi:
ridotti e curve sotto i 100 euro.
Sui giovani Beretta già lavora,
ora la Primavera di Canzi andrà
a Zagabria per un importante
torneo internazionale. Il futuro
è già cominciato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

CHI RESTA, CHI VA
Donsah in orbita Juve
Ekdal ha ammiratori
in Premier League
RESTANO
AVELAR, BALZANO, BARELLA,
CAPUANO, CEPPITELLI, CRAGNO,
CRISETIG, DESSENA, FARIAS,
MURRU, JOAO PEDRO, SAU
VANNO VIA
DONSAH, CAIO RANGEL,
COLOMBI, CONTI, COP, COSSU,
EKDAL, GONZALEZ, LONGO,
MPOKU, PISANO
IN DUBBIO
BRKIC, DIAKITE’, ROSSETTINI

anno già voltato pagina Andrea Stramaccioni e l’Udinese. Ieri,
infatti, il tecnico romano ha
risolto il suo contratto con la
società bianconera, che ha
deciso di non far valere l’opzione con la quale Stramaccioni avrebbe potuto sedersi
ancora per un anno sulla
panchina bianconera. L’incontro si è tenuto a Londra,
nel quartier generale di Gino Pozzo, sempre più «englishman», legato alla capitale britannica per affari,
ma soprattutto per seguire
da vicino il «suo» Watford,
fresco di promozione in Premier League. Un affare anche quello, certo, con 120
milioni di euro appena entrati nelle casse degli Hornets. Londra ha quindi fatto
da sfondo alla risoluzione
del contratto, con tanto di
buonuscita per uno Stramaccioni che in settimana
non aveva certo avuto bisogno dei servizi segreti britannici per capire che la sua
avventura a Udine era al capolinea.
C’È COLANTUONO Troppe,
infatti, le indiscrezioni arrivategli sul telefonino come
un fiume mediatico in piena, con tanto di nome del
suo successore, quel Colan-

tuono che proprio ieri si è ufficialmente liberato dell’Atalanta. Dopo la risoluzione trattata
la scorsa settimana col d.g. bergamasco Pierpaolo Marino, e
relativa buonuscita di 800 mila
euro intascata dal «Cola», ieri
l’Atalanta ha formalizzato il
tutto depositando in Lega la rescissione. Un ulteriore indizio
per accostare il nome del tecnico romano a quello della famiglia Pozzo. E questo Stramaccioni lo sapeva già, anche se domenica a Cagliari aveva lasciato aperta la porta annunciando
un incontro a breve con Gino e
Gianpaolo Pozzo, che un anno
fa lo vollero fortemente alla
conduzione tecnica, scommettendo sul rilancio bianconero
nell’anno zero post Guidolin. A
dirla tutta Strama a Cagliari
aveva comunque lasciato presagire la chiusura, con una frase sibillina («Chi verrà a Udine
dovrà sposare in toto il progetto
della società»), che riassume le
divergenze tecniche avute ultimamente con i Pozzo, con la
gestione dei senatori Di Natale,
Pinzi e Domizzi come pomo
della discordia. Insomma, una
rottura che il tecnico sembra
avere avuto anche col capitano
bianconero che, a proposito di
annunci, a breve farà sapere a
tutti di avere scelto ancora
l’Udinese, almeno fino al 2016.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Stramaccioni, 39 ANSA

TACCUINO
GIUDICE SPORTIVO

In Serie A
14 squalificati
● Sono 14 i giocatori di Serie A
fermati, tutti per un turno, dal
giudice sportivo dopo le partite
dell’ultima giornata: Cofie e
Dainelli (Chievo), Ghoulam
(Napoli), Izzo, Pavoletti, Rincon e
Roncaglia (Genoa), Parolo e Lulic
(Lazio), Pepe (Juventus), Iturbe
(Roma), Magnanelli (Sassuolo),
Terzi (Palermo), Wague
(Udinese). Per quello che
riguarda i club, ammende di 30
mila euro alla Roma, di 20 mila
al Milan, di 10 mila all’Atalanta
e all’Inter e di 5 mila al Napoli.

PREMIO GHIRELLI

Tra i vincitori
Turco e Cucci
● Premiati i vincitori della
quarta edizione del Premio
letterario Antonio Ghirelli. Per la
categoria «saggistica» scelto

Fabrizio Turco, collaboratore
Gazzetta, autore con Vincenzo
Savasta di «Il calcio
dimenticato». Gli altri premiati
sono Italo Cucci (narrativa, «Il
capanno sul porto»), Antonio
Felici (favole del calcio, «Stella
d’Africa»), Giuseppe Melone
(fotografia), Agostino Tibaudi e
Matteo Basile (tecnica e studi
specializzati, «La preparazione
fisica per ruoli») e Fabio Benaglia
(menzione speciale Marco
Ansaldo, «Mio figlio è un
fenomeno»).

ERRATA CORRIGE

Tre ammonizioni
da aggiungere
● In questa ultima giornata di
Serie A nei tabellini pubblicati
ieri da Gazzetta mancano le
ammonizioni di Hernanes (Inter),
Volta (Cesena) e Terzi (Palermo).
Ai fini del gioco Magic, i cartellini
sono stati comunque conteggiati.
Ci scusiamo per l’inconveniente.

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Magic +3 R Campionato

38a
GIORNATA

CLASSIFICA SETTIMANALE
POS.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20

NOME PARTECIPANTE
SPETTOLI SEBASTIANO
DE MILATO UMBERTO
ZANNONI MARTIN
GIUFFRIDA SALVATORE
BARELLI DARIO

PROV.
BO
VA
RA
CT
TO
TO
CAVIGIOLI MARCO
NO
LABBADIA ERMETE
LT
GATTO LEONARDO
BG
GIAMPAOLO SAVERIA
CN
MARCONE EMANUELE
TA
CUTRUPI ANTONIO
TA
BRAMBILLA LUCIANO
LC
VARALDO VALERIO
SV
GUBELLO VINCENZO
LE
CIMA GIANNI CARLO
MI
DE FANTIS MARCO ANTONIO PU
DAMIANI GIORGIO
RI
STASI MICHELE
BA
DAVINO RAFFAELE
NA

SQUADRA
MAGIC SEBA
MATTEO&PAPA'
WILDPUSSY
REAL SPARTACUS
GRANATORI
TULIPANI 8
BRACCIO58
FOLLIE D'INVERNO
LO GATTO TEAM
ATRAZIONE-INFERNALE
ANTOFRASABY 8
LIDOREAL
FANTAFICCHIA 78
VES 5
201505ULTIMA
GRANATA
IL DEFA
SIRIOEGIORGIO1
DESHAMPS
NONNA CIRA AMA GIOVANNI E MARIACIRA G9

PUNTI
103,5
103,0
101,5
101,5
101,5
100,0
99,5
99,5
99,0
99,0
99,0
99,0
99,0
98,5
98,5
98,0
97,5
97,5
97,5
97,5

CLASSIFICA GENERALE
POS.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20

NOME PARTECIPANTE
BIANCOFIORE DONATELLO
PAUSELLI LUCA
RUSSO FRANCESCO
PAUSELLI LUCA
CINQUE ROBERTO
PAOLO ACQUAROLI WALTER SVANOSIO
MILO LUCA
RUSSO SALVATORE
FAVALLI ROBERTO
RECCHI STEFANO
VALLELONGA DAVIDE
CINQUE ROBERTO
DELAIDINI DUILIO
TRAVAGLINI ANDREA
OGGIANO RAFFAELE
TONELLO CLAUDIO
CINQUE ROBERTO
OGGIANO RAFFAELE
OGGIANO RAFFAELE
RUSSO GIUSEPPE

PROV.
BA
PG
NA
PG
NO
SO
NA
CE
CR
PG
RC
NO
BS
BO
SS
CN
NO
SS
SS
CL

SQUADRA
SEREDONA LAF 196
BLIBLI S1
I PEZZETTONI 11
BLIBLI U
FAIV 278
MARE&MONTI88
LUIGI O' CAPITAN 94
BOB8
R.A BIANCOBLU 4
STEFCIN 52
BIS 005
FAIV 269
DODO'S REVENGE
TEROLDEGO 2
RAFFOGG10
LGASM04
FAIV 072
RAFFOGG24
RAFF8
TEX DEL LAF GEN 03

PUNTI
2854,5
2851,5
2850,0
2842,5
2842,0
2839,0
2839,0
2837,5
2836,0
2835,0
2835,0
2834,5
2833,5
2833,0
2833,0
2833,0
2832,0
2831,5
2831,5
2831,0

PORTIERI
CODICE
GIOCATORE
101 ABBIATI (MIL)
102 AGAZZI (MIL)
103 AGLIARDI (CES)
104 ANDUJAR (NAP)
105 AVRAMOV (ATA)
175 BAJZA (PAR)
106 BARDI (CHI)
107 BASSI (EMP)
109 BENUSSI (VER)
110 BERISHA (LAZ)
111 BERNI (INT)
112 BIGGERI (EMP)
113 BIZZARRI (CHI)
114 BRESSAN (CES)
115 BRKIC (CAG)
116 BUFFON (JUV)
117 CARBONI (CAG)
118 CARRIZO (INT)
171 CASTELLAZZI (TOR)
119 COLOMBI (CAG)
120 COLOMBO (NAP)
121 CONSIGLI (SAS)
122 CRAGNO (CAG)
124 DE SANCTIS (ROM)
168 DIEGO LOPEZ (MIL)
126 FREZZOLINI (ATA)
176 FRISON (SAM)
127 FULIGNATI (PAL)
130 GOLLINI (VER)
131 HANDANOVIC (INT)
132 IACOBUCCI (PAR)
177 ICHAZO (TOR)
166 KARNEZIS (UDI)
134 LAMANNA (GEN)
135 LEALI (CES)
136 LOBONT (ROM)
137 LUPATELLI (FIO)
138 MARCHETTI (LAZ)
165 MASSOLO (SAM)
170 MERET (UDI)
140 MIRANTE (PAR)
141 NETO (FIO)
143 PADELLI (TOR)
144 PEGOLO (SAS)
145 PERIN (GEN)
146 POLITO (SAS)
147 POMINI (SAS)
148 PUGGIONI (CHI)
174 PUGLIESI (EMP)
149 RAFAEL C.B. (NAP)
150 RAFAEL D.A. (VER)
172 ROMERO S. (SAM)
151 ROSATI (FIO)
152 RUBINHO (JUV)
153 SCUFFET (UDI)
154 SECULIN (CHI)
155 SEPE (EMP)
156 SKORUPSKI (ROM)
173 SOMMARIVA (GEN)
157 SORRENTINO (PAL)
158 SPORTIELLO (ATA)
160 STORARI (JUV)
161 STRAKOSHA (LAZ)
162 TATARUSANU (FIO)
164 UJKANI (PAL)
167 VIVIANO (SAM)

MAGIC
PUNTI
5,5
0
0
0,5
0
0
0
1,5
0
0
0
0
2,5
0,5
3
3,5
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
2,5
5
6
0
6
0
0
0
4
0
0
5
0
0
0
0
0
6
0
0
0
8
0
0
0
1,5
0
0
4
0
5
3
0
0
6
0
4

MEDIA QUOT.
5,3
6
0
2
4,25
6
4,07
3
3
1
6
1
5,14
4
3,75
4
4,47
7
5,55
9
0
1
6
1
5,41
16
0,5
1
4,55
11
5,91
24
0
1
4
1
6
1
2,67
1
0
1
4,71
16
3,82
4
5,39
21
4,93
15
5,5
1
0
1
0
1
4,83
1
5,27
20
4,15
1
6
1
5,01
16
6,25
1
4,25
7
0
1
0
1
5,05
18
0
1
6
1
4,42
15
4,97
13
4,88
13
0
4
5,41
19
0
1
5,62
5
6
3
6
1
4,57
3
4,75
10
5,4
4
0
1
0
1
4,33
4
6
1
4,9
13
4,17
1
6
1
4,7
16
4,99
15
5,5
1
0
1
4,72
5
4,5
1
5,1
14

CAMPIONATO MEDIA
P.
V.
G. VOTO
11
6,5
-8
6,1
0
0
0
10
-19
6,15
15
5
-24
5,7
1
-1
5
0
0
0
10
-17
6,15
7
5,5 -17
5,86
16
-25 6,06
10
-9
6,15
0
0
0
0
0
0
28 5,5 -24 6,29
1
5,5
-5
5,5
21
6
-34
6,17
33 5,5 -20 6,35
0
0
0
1
-1
7
0
0
0
3
-8
5,5
0
0
0
35
-53 6,21
14
-26 5,68
35
-26 6,14
28
-42
6,3
1
-1
6,5
0
0
0
0
0
0
3
-5
6,5
37 5,5 -47 6,24
7
6
-15
5,5
1
0
0
0
37
-51 6,33
8
6
-9
6,31
28
-49 5,84
0
0
0
0
0
0
30
6
-29 6,13
0
0
0
0
0
0
33
6
-60 6,17
29
-35 6,24
25
-31 5,96
0
0
0
32
-38 6,52
0
0
0
4
7
-4
6,62
0
0
0
0
0
0
23
-30 5,87
20
7
-35 6,12
10
-12
6,35
0
0
0
0
0
0
2
5,5
-5
6
0
0
0
31
-35
6,1
3
6
-5
5,83
0
0
0
35
6
-51
6,17
37
6
-55 6,38
5
-4
6,3
0
0
0
9
6
-11
6,17
3
-4
5,83
29
6
-30
6,2

R.
0
0
0
0
0
0
2
0
0
1
0
0
0
0
0
2
0
0
0
0
0
1
0
0
2
0
0
0
0
4
0
0
1
3
2
0
0
0
0
0
1
0
1
0
1
0
0
0
0
0
3
1
0
0
0
0
0
0
0
0
2
0
0
0
0
0

ESPAMM
0/0
0/0
0/0
0/1
1/0
0/0
0/0
0/0
0/1
0/0
0/0
0/0
0/1
0/0
0/0
0/0
0/0
0/0
0/0
0/1
0/0
1/2
0/0
0/1
1/2
0/0
0/0
0/0
0/0
0/2
0/0
0/0
0/2
0/0
1/1
0/0
0/0
2/5
0/0
0/0
1/4
0/4
0/3
0/0
1/0
0/0
0/0
0/0
0/0
0/0
1/1
0/1
0/0
0/0
0/0
0/0
0/0
0/0
0/0
0/1
0/4
0/0
0/0
0/0
0/0
0/3

MAGIC
PUNTI
0
6,5
6
0
5
0
0
0
0
0
0
0

MEDIA QUOT.
5,83
5
6,14
11
5,48
5
0
3
5,37
6
5,75
9
5,71
6
5,5
6
5,83
4
5,79
4
6,29
4
5
3

CAMPIONATO
P.
V.
G.
23
0
0
32 6,5
3
22
6
0
0
0
0
35
5
0
21
0
1
22
0
1
32
0
0
6
0
0
8
0
0
7
0
1
2
0
0

R.
3
0
1
0
1
0
2
1
0
0
0
0

ESPAMM
0/5
1/7
0/4
0/0
0/10
0/3
0/4
1/5
0/0
0/2
0/1
0/1

DIFENSORI
CODICE
GIOCATORE
201 ABATE (MIL)
202 ACERBI (SAS)
203 AGOSTINI (VER)
204 ALBERTAZZI (MIL)
205 ALBIOL (NAP)
206 ALEX (MIL)
207 ALONSO (FIO)
208 ANDELKOVIC (PAL)
209 ANDREOLLI (INT)
210 ANTEI (SAS)
211 ANTONINI (GEN)
212 ARIAUDO (GEN)

MEDIA
VOTO
5,8
6
5,61
0
5,6
5,78
5,57
5,64
5,83
5,93
5,92
4,75

213 ASTORI (ROM)
214 AVELAR (CAG)
424 BAGADUR (FIO)
215 BALZANO (CAG)
216 BALZARETTI (ROM)
217 BARBA (EMP)
218 BARZAGLI (JUV)
219 BASANTA (FIO)
220 BASTA (LAZ)
221 BELLINI (ATA)
223 BENALOUANE (ATA)
227 BIANCO (SAS)
228 BIAVA (ATA)
229 BIRAGHI (CHI)
429 BOCCHETTI (MIL)
410 BOCHNIEWICZ (UDI)
230 BONERA (MIL)
231 BONUCCI (JUV)
232 BOVO (TOR)
398 BRAAFHEID (LAZ)
233 BRITOS (NAP)
234 BRIVIO (VER)
235 BUBNJIC (UDI)
236 BURDISSO (GEN)
237 CACCIATORE (SAM)
238 CACERES (JUV)
239 CAMPAGNARO (INT)
241 CANA (LAZ)
243 CANNAVARO (SAS)
244 CAPELLI (CES)
402 CAPUANO (CAG)
245 CASSANI (PAR)
246 CASTAN (ROM)
247 CAVANDA (LAZ)
248 CEPPITELLI (CAG)
249 CESAR (CHI)
250 CHERUBIN (ATA)
251 CHIELLINI (JUV)
253 CIANI (LAZ)
254 CODA (SAM)
255 COLE (ROM)
258 COSTA (PAR)
259 DAINELLI (CHI)
260 D'AMBROSIO (INT)
261 DANILO (UDI)
262 DAPRELA' (PAL)
263 DARMIAN (TOR)
264 DE CEGLIE (JUV)
265 DE MAIO (GEN)
266 DE SCIGLIO (MIL)
267 DE SILVESTRI (SAM)
268 DE VRIJ (LAZ)
403 DEL GROSSO (ATA)
433 DIAKITE (CAG)
271 DODO' (INT)
272 DOMIZZI (UDI)
405 DONKOR (INT)
274 DRAME' (ATA)
275 EDENILSON (GEN)
278 EMANUELSON (ATA)
414 EMERSON (PAL)
279 EVRA (JUV)
281 FEDDAL (PAR)
282 FELIPE (INT)
437 FONTANESI (SAS)
285 FREY (CHI)
286 GABRIEL SILVA (UDI)
287 GAMBERINI (CHI)
289 GASTON SILVA (TOR)
290 GAZZOLA (SAS)
411 GENTILETTI (LAZ)
291 GHOULAM (NAP)
292 GLIK (TOR)
293 GOBBI (PAR)
294 GONZALEZ ALE. (CAG)
417 GONZALEZ G. (PAL)
296 HENRIQUE (NAP)
297 HEURTAUX (UDI)
419 HOLEBAS (ROM)
298 HYSAJ (EMP)
300 IZZO (GEN)
301 JANSSON (TOR)
302 JONATHAN (INT)
303 JUAN JESUS (INT)
304 KONKO (LAZ)
305 KOULIBALY (NAP)
306 KRAJNC (CES)
307 LAURINI (EMP)
308 LAZAAR (PAL)
309 LICHTSTEINER (JUV)
310 LONGHI (SAS)
311 LUCARELLI (PAR)
312 LUCCHINI (CES)
313 MAGGIO (NAP)
314 MAGNUSSON (CES)
315 MAICON (ROM)
316 MAKSIMOVIC (TOR)
413 MANOLAS (ROM)
319 MARCHESE (GEN)
320 MARIO RUI (EMP)
321 MARQUES (VER)
399 MARQUEZ (VER)
322 MARTIC (VER)
324 MASIELLO (TOR)
426 MASIELLO A. (ATA)
428 MAURICIO (LAZ)
326 MESBAH (SAM)
327 MESTO (NAP)
328 MEXES (MIL)
329 MILANOVIC MILAN (PAL)
330 MOLINARO (TOR)
406 MONTELEONE (PAL)
331 MORAS (VER)
332 MORETTI (TOR)
333 MORGANELLA (PAL)
335 MUNOZ (SAM)
336 MURRU (CAG)
338 NAGATOMO (INT)
436 NATALI (SAS)
340 NICA (CES)
341 NOVARETTI (LAZ)
342 OGBONNA (JUV)
430 ORTIZ (PAL)
343 PALETTA (MIL)
404 PARENTE (GEN)
345 PASQUAL (FIO)
346 PASQUALE (UDI)
347 PEDRO MENDES (PAR)
348 PELUSO (SAS)
420 PERES (TOR)
349 PERICO (CES)
400 PIRIS (UDI)
352 PISANO E. (VER)
351 PISANO F. (CAG)
354 RADU (LAZ)
355 RAIMONDI (ATA)
356 RAMI (MIL)
357 RANOCCHIA (INT)
358 REGINI (SAM)
359 RENZETTI (CES)
421 RICHARDS (FIO)
360 RISPOLI (PAL)
362 RODRIGUEZ GON. (FIO)
363 RODRIGUEZ GUI. (VER)
364 ROMAGNOLI (SAM)
365 RONCAGLIA (GEN)
366 ROSI (FIO)
367 ROSSETTINI (CAG)
368 RUGANI (EMP)
371 SANTACROCE (PAR)
432 SANTON (INT)
372 SARDO (CHI)
373 SAVIC (FIO)
374 SCALONI (ATA)
375 SILVESTRE (SAM)
418 SOMMA (EMP)
376 SORENSEN (VER)
434 SPOLLI (ROM)
377 STENDARDO (ATA)
427 STRINIC (NAP)
431 TAMBE (GEN)
380 TERRANOVA (SAS)
381 TERZI (PAL)
382 TOMOVIC (FIO)
383 TONELLI (EMP)
384 TOROSIDIS (ROM)
435 UVINI (NAP)

4
5,5
0
6,5
6
4
0
0
7
0
5
0
0
5,5
5,5
0
0
6
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
6,5
0
0
6
0
0
0
0
5,5
0
0
0
0
0
5,5
0
4,5
0
7,5
0
4,5
5,5
9,5
6
6
6
0
0
0
0
5,5
0
5,5
6
6,5
6
0
5,5
0
0
0
0
6
3,5
7,5
6,5
6
6,5
0
5,5
0
5,5
4
0
0
5,5
0
4
4,5
6
6
6
0
6,5
0
6
5
0
6,5
0
0
6
0
6
0
0
4,5
5,5
0
0
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0
0
0
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10,5
0
0
5,5
6
0
5
0
5,5
0
5,5
0
0
6,5
0
7,5
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0
6
0
0
0
0
0
5
6
0
0
0
6
0
9,5
3,5
0
6
5
0
6
6
5,5
6
7
0
0
5,5
0
0
5,5
0
6
6
5,5
0
0

5,75
5,82
0
5,54
6
6,32
6,17
5,89
6,13
5,6
5,57
4,75
6,25
5,39
5,44
6
5,5
6,29
5,9
5,7
5,15
5,62
5,7
5,78
5,75
6,45
5,31
5,35
5,61
5,38
5,81
5,56
5,5
6
5,4
5,62
5,58
5,95
5,77
6
5,5
5,88
5,87
5,55
6,08
5,56
6,33
6,15
5,92
4,91
6,27
5,98
5,88
5,5
5,63
5,67
5
5,5
6,12
6,15
5,6
6,07
5,55
5,46
6,17
5,78
5,45
5,74
5,8
5,5
6,7
5,52
6,86
5,64
5,33
6,09
5,33
5,8
5,65
5,78
6,12
5,56
6,25
5,47
5
5,74
5,4
5,59
6,14
6,19
5,68
5,5
5,59
5,55
5,46
6,12
5,85
5,92
6,33
5,94
5,47
5,4
5,5
6
5,54
5,3
5,47
5,25
5,82
0
5,68
0
5,79
6,1
5,98
6,15
5,07
5,5
6
4,83
5,2
5,87
0
5,57
6
6,44
5,58
5,66
5,48
6,26
5,42
5,72
5,37
5,38
5,73
6,62
5,72
5,89
5,5
5,85
5,61
5,71
6,28
5,46
5,98
5,59
5,64
5,86
6,29
5,57
6,11
5,72
5,86
5,83
5,98
5,67
5,39
5,5
5,98
5,83
5,67
5,67
5,57
5,75
6,39
5,78
0

7
8
1
4
4
8
7
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12
5
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3
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4
4
1
4
15
5
5
2
4
4
8
4
4
4
4
7
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5
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11
4
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10
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11
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16
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10
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16
11
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3
1
5
12
6
4
9
1
4
3
8
4
6
4
4
6
4
20
9
4
10
4
7
5
9
7
4
3
6
4
6
5
5
11
14
5
7
6
6
3
4
9
10
4
9
4
5
4
3
4
5
4
4
8
3
7
1
8
13
4
6
3
5
4
2
4
7
3
6
1
12
5
6
6
12
4
8
5
4
7
4
5
11
6
6
4
7
16
4
9
7
4
10
14
4
7
4
8
3
9
1
3
4
8
6
4
4
4
7
12
7
2

24
31
1
25
1
18
10
24
27
15
27
3
18
18
9
0
16
34
15
16
19
13
6
30
11
10
10
17
25
30
15
18
1
16
25
28
13
28
12
2
11
22
30
23
37
22
33
13
33
17
33
30
13
9
20
11
2
29
30
11
9
21
20
15
3
31
11
20
5
18
5
21
32
33
12
28
11
26
24
36
20
9
2
32
2
27
22
15
29
32
19
28
28
29
12
14
27
30
11
34
18
26
16
1
14
15
16
7
20
0
24
0
35
35
20
17
8
14
3
8
5
25
0
21
0
20
21
21
28
34
21
31
19
13
24
6
21
33
28
23
10
29
30
13
30
32
11
32
38
15
9
9
29
3
29
2
10
1
24
9
6
9
15
24
28
20
0

4,5
6
0
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7
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5,5
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6
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7,5
6,5
6
6,5
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5,5
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0
5,5
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1
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2
0

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5,63
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5,7
6
6,06
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5,7
6,15
5,73
5,72
5,25
6,08
5,56
5,5
0
5,71
6,15
6,04
5,8
5,47
5,65
5,7
5,87
5,85
6,2
5,5
5,59
5,83
5,57
5,88
5,53
5,5
6,07
5,54
5,89
5,58
6,04
5,82
6
5,59
5,82
6,03
5,64
6
5,66
6,12
5,58
5,94
5,21
5,94
6,07
5,79
5,67
5,61
5,86
5,5
5,55
6,03
6
5,6
5,98
5,53
5,46
6,17
5,82
5,4
5,79
6
5,61
6,2
5,62
6,33
5,72
5,46
6,09
5,39
5,75
5,59
5,81
6,07
5,71
6,25
5,69
5
5,81
5,48
5,73
5,86
5,97
5,74
5,57
5,66
5,67
5,5
5,92
5,78
6,07
6
5,92
5,67
5,56
5,61
6
5,65
5,6
5,53
5,38
5,76
0
5,77
0
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6,06
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0
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6,11
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5,83
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0/4
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1/8
0/0

386 VIDIC (INT)
388 VITIELLO (PAL)
389 VOLTA (CES)
390 VRSALJKO (SAS)
391 WAGUE (UDI)
422 YANGA MBIWA (ROM)
392 ZACCARDO (MIL)
394 ZAPATA C. (MIL)
395 ZAPPACOSTA (ATA)
396 ZUKANOVIC (CHI)
397 ZUNIGA (NAP)

0
5,5
4,5
6
4,5
0
0
0
6,5
5,5
0

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6
5,43
6,1
6,3
5,74
6,83
5,62
6,23
5,91
5,75

19

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

8
7
4
8
5
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4
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8
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24
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29
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5,83
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1/7
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0/7
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MEDIA
VOTO
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5,88
6,44
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5,71
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5,88
0
5,8
5,86
5,86
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5,91
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5,97
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6,06
6,16
5,59
5,98
6,07
5,78
6,5
6,09
5,71
6
5,81
0
6,02
5,62
5,5
5,96
5,83
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6,03
5,67
0
6,24
6,08
5,55
6,03
5,98
0
5,9
5,79
5,7
6,24
5,55
5,97
6,21
5,7
5,84
6,03
5,47
5,71
5,82
5,81
6
5,55
5,72
5,91
5,55
6,12
5,91
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5,94
5,64
0
0
6,33
6,14
6,13
5,94
5,85
5,95
5,91
5,98
5,33
6,12
6,03
6
5,38
0
6,41
5,82
6
5,67
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R.
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0/5
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1/3
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0/9
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0/2
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0/0
0/0
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1/4
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1/4
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0/5
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0/2
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0/12
0/0
0/4
1/2
0/7
0/2
1/9
0/0
1/0
0/0

CENTROCAMPISTI
CODICE
MAGIC
GIOCATORE
PUNTI MEDIA QUOT.
501 ACQUAH (SAM)
5
5,52
6
504 ALLAN (UDI)
0
6,2
14
506 ANTONELLI (MIL)
0
6,34
13
507 AQUILANI (FIO)
0
5,71
9
509 ASAMOAH (JUV)
0
5,86
4
743 BADELJ (FIO)
8,5
5,61
7
510 BADU (UDI)
5
5,9
9
725 BARELLA (CAG)
7
6,17
1
512 BARRETO E. (PAL)
0
6,44
7
513 BASELLI (ATA)
9,5
6,2
10
514 BASHA (TOR)
0
6,17
5
517 BENASSI (TOR)
10
6,12
11
763 BERGDICH (GEN)
0
5,73
6
519 BERTOLACCI (GEN)
5
6,74
20
521 BIGLIA (LAZ)
0
6,46
13
522 BIONDINI (SAS)
6,5
5,83
9
523 BIRSA (CHI)
5,5
5,89
10
524 BOLZONI (PAL)
0
5,75
5
525 BONAVENTURA (MIL)
13
6,68
21
526 BORJA VALERO (FIO)
6
6,11
13
527 BRIENZA (CES)
5
6,97
18
528 BRIGHI (SAS)
0
5,62
7
529 BRILLANTE (EMP)
0
5,25
3
759 BROZOVIC (INT)
9,5
5,86
10
532 CAIO RANGEL (CAG)
0
5,88
4
736 CAMPANHARO (VER)
0
5,73
4
534 CANDREVA (LAZ)
10
7,41
29
738 CARBONERO (CES)
0
5,95
10
536 CARMONA (ATA)
0
5,59
7
537 CASCIONE (CES)
0
5,63
6
538 CATALDI (LAZ)
7
5,82
6
539 CAZZOLA (CES)
0
0
4
540 CHIBSAH (SAS)
0
5,88
4
541 CHOCHEV (PAL)
6
6,38
10
755 CHRISTIANSEN (CHI)
0
5,62
4
542 CHRISTODOULOPOULOS (VER) 0
6,28
9
543 CIGARINI (ATA)
5,5
5,86
11
544 COFIE (CHI)
4
5,67
4
545 COMAN (JUV)
0
6,43
5
546 CONTI (CAG)
0
5,42
4
751 CORREA (SAM)
6
5,7
5
548 COSSU (CAG)
0
5,84
5
749 COSTA T. (GEN)
0
6,92
9
549 CRISETIG (CAG)
6
5,62
6
551 CROCE (EMP)
6,5
6,28
14
553 D'ALESSANDRO (ATA)
0
5,78
7
740 DAVID LOPEZ (NAP)
5
5,88
10
554 DE FEUDIS (CES)
5
5,58
5
731 DE GUZMAN (NAP)
0
6,09
6
555 DE JONG (MIL)
5,5
5,98
11
556 DE ROSSI (ROM)
5,5
5,87
10
557 DE VITIS (SAM)
0
0
1
558 DELLA ROCCA (PAL)
5,5
5,7
4
559 DESSENA (CAG)
0
5,96
9
754 DIAMANTI (FIO)
0
5,95
13
563 DONSAH (CAG)
0
6,62
9
564 DUNCAN (SAM)
6,5
6,07
10
566 EDERSON (LAZ)
0
7
4
567 EKDAL (CAG)
0
6,48
14
568 EL KADDOURI (TOR)
0
6,16
16
571 ESSIEN (MIL)
0
5,2
3
572 ESTIGARRIBIA (ATA)
0
6,11
4
737 EVANGELISTA (UDI)
0
5,4
4
573 FARNERUD (TOR)
0
6,37
10
574 FELIPE ANDERSON (LAZ)
4,5
7,5
23
575 FERNANDES (UDI)
7,5
6,02
12
576 FERNANDEZ M. (FIO)
5,5
6,55
15
577 FETFATZIDIS (CHI)
0
6,72
6
578 FLORENZI (ROM)
6
6,57
20
580 GALLOPPA (PAR)
0
5,61
4
581 GARGANO (NAP)
0
5,88
7
583 GAZZI (TOR)
6,5
5,86
9
584 GIORGI (CES)
0
5,63
6
767 GNOUKOURI (INT)
0
6,25
4
745 GOMEZ (ATA)
6
6,55
17
585 GONZALEZ ALV. (TOR)
0
5,86
4
586 GRASSI (ATA)
6
6
1
587 GRECO (VER)
5,5
5,69
7
590 GUARENTE (EMP)
0
6
3
591 GUARIN (INT)
0
6,79
16
592 GUILHERME (UDI)
0
5,62
7
722 HALLBERG (UDI)
0
5,5
4
593 HALLFREDSSON (VER)
7,5
6,2
13
594 HAMSIK (NAP)
6
6,7
23
595 HERNANES (INT)
6,5
6,71
18
596 HETEMAJ (CHI)
0
5,87
9
597 HONDA (MIL)
5,5
6,38
10
753 HUSBAUER (CAG)
0
0
4
715 IAGO (GEN)
5
7,37
25
598 ILICIC (FIO)
10
7,04
21
600 INLER (NAP)
5
5,61
6
601 IONITA (VER)
0
6,28
3
712 IZCO (CHI)
6
6,18
11
603 JADSON (UDI)
0
6
2
760 JAJALO (PAL)
5,5
6
8
605 JANKOVIC B. (VER)
6
5,97
7
744 JOAO PEDRO (CAG)
9,5
6,13
11
606 JOAQUIN (FIO)
0
6,64
14
607 JORGINHO (NAP)
0
5,42
7
608 JORQUERA (PAR)
6
6,11
8
609 KEITA S. (ROM)
0
6,4
11
723 KONE (UDI)
0
5,75
9
610 KOVACIC (INT)
8
6,3
14
613 KUCKA (GEN)
6
6,17
14
615 KURTIC (FIO)
0
5,55
5
616 KUZMANOVIC (INT)
0
5,79
4
618 LAXALT (GEN)
6
5,71
5
619 LAZAREVIC (SAS)
0
6,04
5
620 LAZZARI (FIO)
0
6
4
621 LEDESMA (LAZ)
7
5,6
5
741 LESTIENNE (GEN)
5
5,97
10
750 LILA (PAR)
6
6,27
8
734 LODI (PAR)
0
5,78
7
622 LULIC (LAZ)
6,5
6,48
10
623 MAGNANELLI (SAS)
5,5
5,86
8
747 MANDRAGORA (GEN)
0
6,17
1
626 MARCHIONNI (SAM)
0
5,5
4
627 MARCHISIO (JUV)
6
6,65 20
628 MARESCA (PAL)
6,5
5,88
6
746 MARIGA (PAR)
0
5,61
4
629 MARRONE (JUV)
0
0
4
632 MASTOUR (MIL)
0
0
2
748 MATTIELLO (CHI)
0
6,25
1
634 MAURI J. (PAR)
7
6,24
13
633 MAURI S. (LAZ)
0
7,07
19
720 MEDEL (INT)
6
5,77
10
635 MENEZ (MIL)
0
7,29
20
636 MERTENS (NAP)
7
6,62
23
637 MIGLIACCIO (ATA)
0
5,88
6
639 MISSIROLI (SAS)
7,5
6,39
15
642 MONTOLIVO (MIL)
0
5,28
3
643 MORALEZ (ATA)
7,5
6,7
18
761 MPOKU (CAG)
9,5
6,47
13
765 MUDINGAYI (CES)
6
5,72
6
646 MUNTARI (MIL)
0
5,65
4
724 MURONI (CAG)
0
0
1
649 NAINGGOLAN (ROM)
7,5
6,77
20
652 NOCERINO (PAR)
6
6,2
13
653 OBBADI (VER)
6
6,05
8
654 OBI (INT)
0
5,94
4
655 OBIANG (SAM)
5,5
6,12
11
656 OCTAVIO (FIO)
0
0
3
657 ONAZI (LAZ)
10
5,88
6
658 PADOIN (JUV)
7
5,76
6
659 PALOMBO (SAM)
0
5,97
10
660 PAREDES (ROM)
5,5
5,86
4
661 PAROLO (LAZ)
7,5
6,94
24
766 PELLEGRINI (ROM)
0
6
1
662 PEPE (JUV)
4
5,75
5
663 PEREIRINHA (LAZ)
0
5,25
4

CAMPIONATO
P.
V.
G.
24
5
1
35
0
1
31
0
4
25
0
0
7
0
0
21
6
1
27
5
1
3
7
0
24
0
2
22 6,5
2
6
0
1
25
7
3
11
0
0
34 5,5
6
27
0
3
28 6,5
0
35 5,5
0
23
0
0
34
7
7
28
6
2
30
5
8
23
0
0
3
0
0
15 6,5
1
6
0
0
15
0
0
34 7,5
10
22
0
3
33
0
0
29
0
1
16
7
0
5
0
0
8
0
0
18
6
3
4
0
0
22
0
1
33
6
0
18
5
0
14
0
0
18
0
1
6
6
0
22
0
2
6
0
2
28
6
0
37 6,5
1
25
0
0
32
5
1
25
5
0
23
0
3
29 5,5
3
26 5,5
2
0
0
0
5
5,5
0
28
0
1
11
0
2
21
0
2
26 5,5
1
4
0
1
33
0
5
32
0
3
13
0
0
9
0
1
4
0
0
22
0
1
32 4,5
10
31
6
3
29 5,5
2
9
0
2
35
6
5
17
0
0
24
0
0
30 6,5
0
27
0
0
4
0
0
24
6
3
8
0
0
3
6
0
25 5,5
0
1
0
0
28
0
6
34
0
0
4
0
0
28 6,5
1
35
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8
26
6
5
32
0
0
29 5,5
6
2
0
0
32
5
13
25
7
8
19
5
1
18
0
2
28
6
2
0
0
0
16
6
1
18
6
1
29 6,5
5
23
0
2
23
0
0
17
6,5
1
26
0
2
28
0
1
35
7
5
34
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2
21
0
1
14
0
0
12
6
0
18
0
1
3
0
0
13
6
0
23
5
1
13
6
2
23
0
2
25
6
3
29
6
1
5
0
0
1
0
0
35
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0
9
0
0
0
0
0
0
0
0
4
0
0
33
7
2
29
0
9
35
6
0
33
0
16
31
6
6
20
0
1
33 6,5
4
10
0
0
30 6,5
5
16 6,5
3
9
6
0
16
0
2
0
0
0
35 6,5
5
25
6
3
22
6
1
11
0
1
34 5,5
3
0
0
0
16
7
1
25
6
0
36
0
1
10 5,5
1
34 5,5
10
1
0
0
12
5
1
3
0
0

664 PEREYRA (JUV)
666 PEROTTI (GEN)
667 PINZI (UDI)
669 PIRLO (JUV)
670 PIZARRO (FIO)
671 PJANIC (ROM)
672 POGBA (JUV)
673 POLI (MIL)
674 PUCCIARELLI (EMP)
733 PULZETTI (CES)
675 QUAISON (PAL)
677 RADOVANOVIC (CHI)
681 RIGONI (PAL)
714 RINCON (GEN)
682 RIZZO (SAM)
683 ROMULO (JUV)
684 SALA (VER)
762 SALAH (FIO)
686 SAPONARA (EMP)
688 SCHELOTTO (CHI)
752 SHAQIRI (INT)
690 SIGNORELLI (EMP)
691 SORIANO (SAM)
693 STROOTMAN (ROM)
694 STURARO (JUV)
756 SUSO (MIL)
695 TABANELLI (CES)
696 TACHTSIDIS (VER)
697 TAIDER (SAS)
698 UCAN (ROM)
764 VAJUSHI (CHI)
699 VALDIFIORI (EMP)
700 VALOTI (VER)
726 VALZANIA (CES)
742 VAN GINKEL (MIL)
758 VARELA (PAR)
701 VARGAS J. (FIO)
702 VAZQUEZ (PAL)
703 VECINO (EMP)
704 VERDI (EMP)
705 VIDAL (JUV)
768 VITALE (JUV)
706 VIVES (TOR)
707 WIDMER (UDI)
709 WSZOLEK (SAM)
727 YABRE (CES)
713 ZAPATA A. (UDI)
710 ZE' EDUARDO (CES)
711 ZIELINSKI (EMP)

10,5
0
0
6,5
6
6,5
5,5
6,5
10,5
0
6,5
0
0
5,5
0
0
6
7,5
5
5,5
0
0
5
0
6
0
5,5
5,5
0
5,5
0
5,5
6
0
5,5
9,5
6,5
11
6,5
7,5
0
0
8
0
0
0
0
0
0

6,58
6,87
5,75
6,88
6,1
6,55
7,42
6,05
6,53
6,19
6,62
5,93
6,85
6,05
6,12
6,17
6,5
7,53
7,58
5,74
6,1
6,06
6,25
6
5,95
5,7
5,17
5,96
6,38
5,5
6
6,42
6,6
5,25
5,69
6,39
6,15
7,11
6,19
6,08
6,73
6
5,93
6,14
5,75
0
6
5,46
5,92

19
15
6
14
11
19
17
11
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9
21
10
4
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10
22
19
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5
15
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9
4
4
9
11
4
4
15
3
1
6
15
10
24
13
10
18
1
10
13
5
1
4
3
9

MAGIC
PUNTI
8,5
0
0
0
8,5
0
10
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0
0
0
5
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0
0
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5
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0
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10
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9
0
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0
10
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0
0
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14
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0
0
0
0
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0
0
10
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0
0
0
0
0
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0
0
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0
0
0
0
2
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10
9
0
0
0
10,5

MEDIA
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5,92
7,17
6
6,44
0
7,56
5,88
6,29
5,53
5,86
5,83
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5,72
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0
5,96
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6,54
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6,19
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7,76
7
5,5
5,81
5,72
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7,17
7,5
6,81
6,41
0
6,26
5,83
6
6,04
7,71
6,06
6,35
5,68
7,04
5,92
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5,9
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6,21
7,97
6,24
6,06
5
6
7,39
6,78
6,48
5,42
7,16
5
6,62
6
6,88
6,86
6,47
6,5
5,5
0
7,02
6,5
7,12
6,68
6,35
6,67
6,2
6,68
6
7,27
6,08
7,29
5,5
5,71
6,9
5,7
5,75
5,5
7,46
6,45
6
0
6
6,4
6,7
6,23
0
6,36
5,91
8,3
6,72
7,95
7
0
6,5
7,36
6,73

QUOT.
5
10
12
3
17
1
33
11
6
5
5
3
5
6
21
1
15
6
14
1
20
17
19
33
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4
8
18
28
20
4
8
21
1
13
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10
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12
5
23
12
18
1
30
7
37
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14
4
12
29
17
21
7
25
3
4
11
11
24
13
17
3
1
22
13
14
14
14
26
12
22
1
17
15
21
5
7
19
14
4
1
27
12
4
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4
17
17
9
2
5
10
35
20
41
22
4
3
16
20

35
27
19
20
26
34
26
33
34
9
19
31
31
29
15
4
16
16
18
29
15
13
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6
25
5
7
34
27
4
0
36
10
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17
19
19
37
36
26
28
1
28
36
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0
1
13
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0
0
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6,5
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0
6,5
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0
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0
6
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0
0
5
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5,5
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0
5,5
0
6
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5,5
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6,5
0
0
7
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0
0
0
0
0

4
4
1
4
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5
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1
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2
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0
1
1
4
0
1
0
0
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0
0
1
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1
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0
1
2
0
0
0
1
0

6,17
6,41
5,87
6,08
6,1
6,08
6,46
6,03
6
5,88
6,15
5,98
6,16
6,16
5,96
6,17
6,23
6,34
6,44
5,81
5,93
5,72
5,98
5,7
6
5,7
5,17
5,87
5,93
5,75
0
6,35
6,1
5,5
5,53
6,13
5,92
6,28
6,08
5,98
6,1
6
5,85
5,87
5,5
0
0
5,29
6

2
5
0
4
2
5
2
0
3
0
1
0
0
1
0
0
1
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0
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1
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0
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0/4
0/7
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0/8
0/5
0/1
0/0
0/0
1/2
0/3

MEDIA
VOTO
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6,17
0
5,97
0
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5,86
5,55
5,47
5,83
6,08
5,88
5,83
0
5,46
6,21
5,65
5,67
5,99
5,58
5,77
6,32
5,96
5,5
5,59
5,06
6,47
6,27
6
6,12
5,97
0
5,72
6
5,7
5,86
6,24
5,67
5,98
5,67
5,96
5,55
6,12
5,75
6,03
5,95
6,09
5,88
5,86
5,5
5,93
6,08
6
5,76
5,53
6,16
5
6,25
5,54
5,93
5,95
5,86
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0
6,27
5,88
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5,9
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5,91
5,62
5,93
0
6,17
5,5
6,21
5,75
5,25
6,02
5,5
5,5
5,5
6,28
5,78
6
0
6
5,94
5,93
5,86
0
5,64
5,61
6,61
5,96
6,36
5,94
0
6,1
6,07
5,87

R.
0
0
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0
2
1
2

ESPAMM
0/2
0/4
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0/0
0/3
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1/13
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0/2
0/1
1/2
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0/1
1/4
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0/4
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0/1
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1/5
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0/0
0/4
0/1
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0/4
0/4
0/0
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1/6
0/3
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0/0
0/1
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1/8
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0/3
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0/6
0/3
0/3
0/5
0/0
0/0
0/2
0/11

ATTACCANTI
CODICE
GIOCATORE
801 AGUIRRE (UDI)
803 AMAURI (TOR)
805 BABACAR (FIO)
807 BARRETO P. (TOR)
810 BELOTTI (PAL)
912 BENTIVEGNA (PAL)
812 BERARDI (SAS)
905 BERGESSIO (SAM)
813 BERNARDESCHI (FIO)
907 BIANCHI (ATA)
814 BOAKYE (ATA)
919 BONAZZOLI (INT)
815 BORRIELLO (GEN)
816 BOTTA (CHI)
817 CALLEJON (NAP)
916 CAPPELLUZZO (VER)
819 CERCI (MIL)
917 CODA M. (PAR)
928 COP (CAG)
938 DAL MONTE (CES)
823 DEFREL (CES)
824 DENIS (ATA)
825 DESTRO (MIL)
826 DI NATALE (UDI)
827 DJORDJEVIC (LAZ)
922 DJORDJEVIC L. (SAM)
828 DJURIC (CES)
935 DOUMBIA (ROM)
829 DYBALA (PAL)
830 EDER (SAM)
923 EL HAMDAOUI (FIO)
831 EL SHAARAWY (MIL)
932 ETO'O (SAM)
915 FARES (VER)
908 FARIAS (CAG)
929 FERNANDINHO (VER)
833 FLOCCARI (SAS)
834 FLORO FLORES (SAS)
835 GABBIADINI (NAP)
925 GEIJO (UDI)
837 GERVINHO (ROM)
838 GHEZZAL (PAR)
931 GILARDINO (FIO)
841 GOMEZ M. (FIO)
842 GOMEZ T. (VER)
934 HARASLIN (PAR)
844 HIGUAIN (NAP)
846 IBARBO (ROM)
847 ICARDI (INT)
848 INSIGNE (NAP)
849 ITURBE (ROM)
924 JOAO SILVA (PAL)
850 KEITA B. (LAZ)
851 KLOSE (LAZ)
853 LJAJIC (ROM)
854 LLORENTE (JUV)
855 LONGO (CAG)
856 MACCARONE (EMP)
914 MAKIENOK (PAL)
857 MARILUNGO (CES)
858 MARTINEZ (TOR)
859 MATRI (JUV)
860 MAXI LOPEZ (TOR)
861 MCHEDLIDZE (EMP)
862 MEGGIORINI (CHI)
863 MICHU (NAP)
911 MONCINI (CES)
864 MORATA (JUV)
865 MURIEL (SAM)
867 NIANG (GEN)
868 NICO LOPEZ (VER)
869 OKAKA (SAM)
870 PALACIO (INT)
871 PALLADINO (PAR)
872 PALOSCHI (CHI)
918 PANICO (GEN)
874 PAVOLETTI (GEN)
875 PAZZINI (MIL)
876 PELLISSIER (CHI)
877 PEREA (LAZ)
936 PERICA (UDI)
878 PINILLA (ATA)
927 PODOLSKI (INT)
880 POZZI (CHI)
933 PUSCAS (INT)
881 QUAGLIARELLA (TOR)
886 RODRIGUEZ (CES)
910 ROSSETI (ATA)
887 ROSSI (FIO)
890 SANABRIA (ROM)
892 SANSONE N. (SAS)
893 SAU (CAG)
921 SAVIOLA (VER)
920 SERENI (SAS)
895 SUCCI (CES)
896 TAVANO (EMP)
897 TEVEZ (JUV)
898 THEREAU (UDI)
899 TONI (VER)
900 TOTTI (ROM)
901 TOUNKARA (LAZ)
930 VERDE (ROM)
903 ZAPATA D. (NAP)
904 ZAZA (SAS)

CAMPIONATO
P.
V.
G.
8
6
1
21
0
1
20
0
7
1
0
0
38
6
6
3
0
0
32
7
15
23 5,5
1
7
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1
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0
0
19
0
3
4
0
0
8
0
0
21
5
0
38 5,5
11
0
0
0
16
0
1
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2
16
5
4
4
0
0
34
5
9
32
5
8
31
0
8
33
0
14
24 5,5
8
3
0
0
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5
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13 4,5
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0
13
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0
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0
29
0
6
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0
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6
15
13
6
1
24
0
2
19
5
0
14
6
4
20
0
4
26 7,5
6
2
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6
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0
2
36 7,5
22
20
5
2
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2
1
0
0
23
0
1
34
7
13
32 5,5
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31
7
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5
0
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0
10
4
0
0
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0
1
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3
21
0
7
31
8
9
25
7
4
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0
4
3
0
0
2
0
0
29
0
8
27 4,5
4
19
0
5
24
0
5
32
0
4
35
7
8
22 6,5
4
37
5
9
1
0
0
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7
26 6,5
4
27 6,5
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5
0
0
9
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1
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0
9
17
0
1
3
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0
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0
0
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0
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0
2
0
0
35 6,5
5
28
7
7
15
0
1
0
0
0
9
0
2
26
0
2
32 5,5 20
37
6
10
38
7
22
27
6
8
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7,5
11

20

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Siamo in onda! R

MATTINA
7.05 Campioni a confronto
7.30 Campioni a confronto
8.05 Perfection: momenti di gloria
8.30 Perfection: momenti di gloria
9 Gazzetta News
9.30 Giro d’Italia 2015 Best of
10.05 The Speedgang-La banda dei motori
11.05 Perfection: momenti di gloria

11.30 Campioni a confronto
12.05 Sport Science
13 Gazzetta News
13.30 Speciale Giro d’Italia 2015 – Fabio Aru
14 Gazzetta News
POMERIGGIO
14.15 Le nuove forze del calcio
14.30 Simona Atzori si racconta

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

14.45 Gazzetta News
15 The Speedgang-La banda dei motori
15.45 Sfide senza limiti
16.10 Giro d’Italia - Best of – Fabio Aru
17.05 Bomber
18 Perfection: momenti di gloria
18.30 +3 Fantanews
19 Calcio Market
19.15 Calcio Market

SERA
19.30 Gazzetta News
20 Gazzetta News
20.30 Gazzetta News
21.05 Perfection: momenti di gloria
21.35 Pazzi per i derby
22.30 Condò Confidential
23 Gazzetta News
23.30 Gazzetta News

Rebus panchine: è tempo di Calciomarket

1Su GazzettaTv si parla di Serie A col sondaggio sugli allenatori. E c’è l’intervista alla ballerina Simona Atzori
mento è per le 14.15. Poco dopo
andrà in onda Simona Atzori si
racconta, l’intervista di Claudio
Arrigoni a Simona Atzori in cui
la ballerina senza braccia parlerà della danza, della pittura, dei
libri scritti, della sua esemplare
forza d’animo e del suo spettacolo, Una stanza viola, che andrà in scena il 6 giugno al teatro
comunale di Limbiate. Repliche
domani alle 18.45 e sabato alle
14.45.

Gabriella Mancini

È

finita la Serie A e parte il
valzer delle panchine: di
questo si parlerà alle 19 su
GazzettaTv, canale 59 del digitale terrestre, all’interno di Calciomarket, con gli aggiornamenti sul mercato e la lente
d’ingrandimento sul Milan. In
studio Federica Migliavacca, il
nostro esperto Carlo Laudisa e
Letterio Pino, agente Fifa legato
a Mauro Icardi e a Xherdan
Shaqiri. Preparatevi per il sondaggio, puntato sulle panchine
di Fiorentina, Napoli e Milan.
Chi scegliereste tra Donadoni,
Montella, Sarri e Spalletti per la
Viola? Al posto di Benitez chi
vorreste tra Emery, Mihajlovic,
Montella e Spalletti? EnigmaMilan: chi sarà il successore di
Pippo Inzaghi? Dite la vostra tra
Ancelotti e ancora loro, Emery,
Mihajlovic e Montella. Scatenatevi. L’appuntamento sarà replicato a mezzanotte.
ANCORA GIRO Due gli appuntamenti dedicati al Giro d’Italia
appena concluso: alle 9 e mezza rivivremo i momenti più significativi delle tappe, alle
13.30 avremo in studio i prota-

gonisti del Team Astana, a cominciare dal festeggiato Fabio
Aru, secondo dietro a sua maestà Alberto Contador. Dalla
Gazzetta si trasferirà a Torino,
dove questa sera anche lui parteciperà alla Partita del Cuore.
Con il giovane sardo saranno
nostri ospiti Fabio Cataldo, Paolo Tiralongo, Diego Rosa e il
direttore sportivo Giuseppe
Martinelli. I due programmi sa-

ranno replicati nel pomeriggio,
alle 16.10.
UNDER 21 A due settimane dal
via degli Europei Under 21 in
Repubblica Ceca, Le nuove forze
del calcio si concentra sui ragazzi di Gigi Di Biagio che il 18 giugno saranno impegnati contro
la Svezia. Un punto sui gironi e
le squadre top per seguire al
meglio le partite. L’appunta-

Unay Emery,
43 anni, fa
festa dopo
la vittoria
dell’Europa
League: il
tecnico del
Siviglia piace
tantissimo
in Serie A EPA

FANTACALCIO Verso sera appuntamento con +3 Fantanews, l’ultimo appuntamento
con la rubrica dedicata al Fantacalcio. In primo piano i top e i
flop dell’ultima giornata e un
primo piano dell’attaccante argentino del Napoli Gonzalo Higuain che ha chiuso con diciotto reti, ma ha sbagliato il rigore
nella partita-spareggio contro
la Lazio per un posto in Champions. In primo piano anche i
vincitori dei +3 Awards: miglior giocatore di Fantacalcio
della settimana, Magic bidone
dell’anno, e miglior colpo all’asta. Il programma si conclude
con un passaggio sui top e flop
della stagione e uno sui vincitori di Magic Gazzetta.
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E VEDERE IL CANALE 59
● Eseguire le seguenti procedure.
Se possiedi Tv o Decoder Digitale Terrestre
1. Premere il tasto MENU sul telecomando
2 Selezionare Impostazioni/Avanzate
3. Posizionarsi sulla voce relativa alla
Sintonizzazione automatica dei canali e premere il
tasto OK, accedi alla configurazione dei canali
4. Impostare Modalità di sintonia dei canali su DTV
5. Posizionarsi sul pulsante Avvia scansione e
premere il tasto OK per avviare la ricerca.
Soluzione dei problemi
Se avete già provveduto alla risintonizzazione senza
esito e il vostro televisore è collegato ad un sistema
con antenna centralizzata, fate verificare dal vostro
antennista che sia presente nella centralina
dell’antenna stessa il modulo (o filtro) necessario
per la ricezione dei segnali tv del canale/mux 55
(frequenza 746 MHz), quello che supporta anche il
canale 59 di Gazzetta Tv. Se il modulo manca, fatelo
inserire: è un’operazione molto semplice.
Se possiedi una Sky Digital Key
1. Premere il tasto Menu del telecomando SKY e
premere OK per accedere al digitale terrestre
2. Premere il tasto rosso (Ricerca) e lasciare
invariata la configurazione
3. Premere due volte il tasto rosso (Avvia ricerca)
4. Attendere il completamento dei canali e quindi
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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

OPINIONI
La vignetta

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Sabato la finale di Champions con il Barcellona

O

rmai si contano i giorni, le ore,
i minuti che mancano al
match dell’anno. Quel mitico
slogan («Andiamo a Berlino»)che fu
scandito ai Mondiali di Germania dai
tifosi italiani viene ripetuto nelle
ultime settimane dalla gente che ama
la Juventus. Tutti monitorano le
parole e i gesti di Massimiliano
Allegri, nuova icona bianconera.
Ed è giusto così. Perché l’impresa di
conquistare lo scudetto, la Coppa
Italia e di guadagnarsi la finale di
Champions l’ha compiuta lui con i
suoi ragazzi. La domanda che quasi
tutti ripetono ossessivamente è: chi
fermerà Messi? Come farà la Juve ad
arginare quei tre diavoli(il fuoriclasse
argentino, Neymar e Suarez)? Una
volta si marcava a uomo e ci si
esercitava sui duelli in campo, tipo

Gentile-Maradona o Furino-Rivera o
Morini-Riva. Oggi il calcio è un’altra
cosa, un gioco collettivo dove i
reparti si aiutano per frenare gli
avversari. Ma Allegri starà
certamente studiando le mosse per
arginare la valanga blaugrana. Forse
il reparto più importante è il
centrocampo. Se giochi con Pirlo hai
più fantasia, possiedi un’arma letale
sulle palle inattive, hai un giocatore
che con un lancio ti può mettere
Tevez e Morata o chiunque altro
davanti al portiere avversario.
Se sposti Marchisio nella zona di
Pirlo e fai giocare Sturaro,
battagliero e grintoso come pochi, sei
più coperto, contrasti meglio gli
avversari, proteggi di più la difesa ma
perdi tasso tecnico. Forse per Allegri
sarà questa la decisione più difficile
da prendere. In attacco il duo TevezMorata non ha alternativa. Né
Llorente né Matri possono insidiarli,
ma la composizione della panchina
non è definita del tutto. Nel senso
che un giovane rapido e ambizioso
come Coman potrebbe far comodo

nelle fasi finali del match o nel corso
di eventuali tempi supplementari.
Infine la difesa, il reparto più solido,
quello che ha preso meno gol in
campionato: Bonucci-Chiellini al
centro con Evra e Lichtsteiner sugli
esterni. Speriamo che Barzagli ce la
faccia a recuperare per la panchina.
Se Allegri volesse passare dal 4-3-1-2
al 3-5-2 è lui l’uomo che può
consentirgli di farlo senza
inquietudini.
Quello che emerge in questi giorni è
l’assoluta serenità della squadra,
tutt’altro che rassegnata al
Barcellona. Andranno a Berlino per
portare a casa la Coppa. Una finale
come questa somiglia tanto (con
tutto il rispetto)a un conclave: chi
entra Papa probabilmente esce
cardinale. In poche parole, i
pronostici valgono poco. Saranno la
determinazione dei singoli e del
gruppo, le mosse tattiche dei tecnici,
le giocate dei fuoriclasse e la fortuna
(indispensabile) a definirne l’esito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Dopo lo splendido secondo posto al Giro

ARU, IL SEGRETO È LA CRESCITA GRADUALE
mai scivolato oltre il quinto posto.
Al Giro ha combattuto con Quintana
e Contador, alla Vuelta ha staccato
Froome. Cioè è già arrivato al
meglio dei rivali.

IL COMMENTO
di LUCA GIALANELLA
email: lgialanella@rcs.it

F

abio Aru in Gazzetta, un anno
dopo. Nel 2014 l’Italia lo aveva
scoperto con la vittoria a Plan
di Montecampione e il terzo posto
sul podio finale di Trieste. Lui,
tamburino sardo, arrivato dal
ciclocross per conquistare le grandi
montagne, era soltanto una
promessa alla partenza da Belfast.
Adesso, 365 giorni dopo, Aru è
un’altra persona. È il presentefuturo dell’Italia nelle corse a tappe.
Ha entusiasmato sulle strade della
corsa rosa con i gradi di capitano
sulle spalle. Ha fatto vacillare
Contador sullo sterrato del Colle
delle Finestre.
Aru compirà 25 anni il 3 luglio. In
due stagioni e tre grandi giri ha già
conquistato cinque tappe di
montagna: tre al Giro, due alla
Vuelta. In tutte e tre le corse non è

Nella sua Astana c’è Vincenzo
Nibali, che dei big da giri è
sicuramente il più completo.
Pensate: Contador ha vinto, in linea,
solo il campionato spagnolo e la
Milano-Torino; il siciliano è salito
sul podio della Sanremo e della
Liegi, può vincere il Lombardia, è
arrivato quarto al Mondiale 2013.
Nibali e Aru sono la traiettoria del
ciclismo italiano per i prossimi dieci
anni. Il primo, maglia gialla del
2014, vincitore di tutti i tre grandi
giri. Il secondo il suo erede, con
caratteristiche un po’ diverse: è più
simile a Contador, nelle grandi
classiche dobbiamo ancora testarlo.
Alla stessa età, Aru ha già vinto più
tappe nei giri di Pantani, per
esempio, anche se il Pirata era salito
sul podio pure del Tour. La corsa
francese che parte tra 32 giorni la
vedrà in televisione, l’Astana sarà
tutta per Nibali. Però il progetto dei

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
andrea.monti@gazzetta.it
VICEDIRETTORE VICARIO
Gianni Valenti
gvalenti@gazzetta.it
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dello Sport s.r.l.” - A. Bonacossa © 2015

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Maurizio Costa
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Tom Mockridge,
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HEIKKI KOVALAINEN
Pilota di Formula 1
● Un cigno che cavalca un
alce! Grande foto di
@Vulppi @ChrisGPackham
(tweet della BBO Wildlife)
@H_Kovalainen

RED BULL RACING
Scuderia di Formula 1
● Un grande spettacolo.
Grazie al #Perú e atutto il
suo popolo. @CarloSainz
@redbullracing

L’ex tecnico del Real e il Milan

LA JUVE E IL CONCLAVE DI BERLINO
BIANCO E NERO
O
di ANTONIO DI ROSA

21

prossimi 12 mesi di Aru è già
delineato. Terzo al Giro 2014, quinto
alla Vuelta 2014, secondo al Giro
2015: l’obiettivo è adesso la Vuelta,
dove il sardo sarà accompagnato
dallo stesso gruppo (Tiralongo,
Rosa, Cataldo, Malacarne) della
corsa Gazzetta. E poi? E poi nel
2016 ci sarà il Tour de France.
Sì, il d.s. Martinelli ieri ci ha svelato
come intende programmare la
crescita di Fabio. Tour, cioè il
palcoscenico più pregiato. Il Giro
2016? Vediamo, aspettiamo. Perché
intanto in Italia il prossimo anno
tornerà sicuramente Vincenzo Nibali
dopo i due anni di Tour. E siccome è
meglio puntare a due obiettivi
diversi con i due campioni, ecco che
il Tour dovrà diventare il gradino
della crescita internazionale di
Fabio. Del resto la Grande Boucle
nelle ultime edizioni ha imitato le
migliori caratteristiche dei tracciati
italiani: tappe dure e salite, poca
cronometro. E il modo di correre del
sardo, attaccante senza paura,
sicuramente conquisterà i francesi.

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ANCELOTTI SEPARATO
DA PEREZ GIA’ NEL 2013
POTRÀ IMITARE ROCCO
TEMPI SUPPLEMENTARI
TARI
di ALBERTO CERRUTI
TI
email: acerruti@rcs.it

Caro Cerruti, è passata una
settimana ma non ho ancora capito
il motivo del licenziamento di Carlo
Ancelotti dal Real Madrid, perché
non possono bastare l’eliminazione
in Champions League e il secondo
posto dietro un grande Barcellona.
E poi non capisco perché il Milan
voglia Ancelotti, ripetendo
l’esperienza di Arrigo Sacchi e
Fabio Capello che fallirono al
ritorno.
Gianni Vezzani, Milano

I

n effetti il caso-Ancelotti,
perché così si può definire, è
destinato a passare alla
storia del Real Madrid in
generale e di Florentino
Perez in particolare. È vero che
nemmeno Vicente Del Bosque
venne confermato dallo stesso
presidente nel 2003, malgrado
avesse appena vinto la Liga, un
anno dopo la Champions.
Tornando indietro nel tempo,
anche Capello, campione di
Spagna nel 2007, fu costretto a
lasciare dal presidente di allora,
Calderon. Viene voglia di pensare,
quindi, che i rapporti
contraddittori tra gli allenatori e i
rispettivi presidenti della Casa
Blanca nascano proprio nella culla
della Coppa dei Campioni, perché
il Real Madrid ha conquistato le
prime cinque coppe consecutive
con ben tre allenatori: José
Villalonga (1956-1957), Luis
Carniglia (1958-1959) e Miguel
Muñoz (1960).
Nemmeno questi precedenti, però,
bastano per giustificare l’esonero
di Ancelotti, che ha avuto il merito
di vincere la Decima, di chiudere il
2014 con quattro titoli (come non
era mai avvenuto nella storia del
Real Madrid) e soprattutto di
godere dell’appoggio
incondizionato dei tifosi e della

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squadra, finalmente unita dopo le
polemiche che l’avevano dilaniata
nella gestione di Mourinho. E
allora, visto che non può bastare
un’eliminazione in semifinale di
Champions né un secondo posto
nella Liga, ripenso a una
confidenza di Florentino Perez, a
questo punto in prescrizione. Era il
5 novembre 2013, giorno della
sfida a gironi tra Juventus e Real
Madrid, quando Florentino
nell’albergo di Torino che lo
ospitava mi spiegò perché si era
già stancato di Ancelotti, da lui
fortemente voluto pochi mesi
prima. L’accusa era quella di voler
accontentare tutti, a cominciare
dalla staffetta dei due portieri,
senza scegliere una squadra-base,
con la sorprendente rivelazione
che già pensava a Zinedine Zidane
come eventuale sostituto di
Ancelotti! Salvatosi un anno fa
soltanto grazie alla Decima, don
Carlo è stato quindi scaricato con il
primo pretesto dell’eliminazione in
Champions e adesso tutti si
chiedono se davvero tornerà al
Milan, rischiando di fallire come
Sacchi (undicesimo nel 1997 dopo
aver rilevato Oscar Tabarez) e
Capello, decimo un anno dopo. In
effetti, se non avesse una squadra
all’altezza, anche Ancelotti, tra
l’altro il tecnico che ha resistito di
più con Silvio Berlusconi (sette
campionati e mezzo tra il 2001 e il
2009), rischierebbe. Ma se davvero
accetterà la corte di Adriano
Galliani, i tifosi devono sperare che
ripeta l’unico caso di ritorno
positivo nella storia del Milan:
quello del grande Nereo Rocco,
che lasciò con una Coppa dei
Campioni nel 1963 e poi rivinse
ancora di più quando tornò nel
1967. Riconquistati scudetto e
Coppa dei Campioni, aggiunse una
Coppa Intercontinentale, due
Coppe delle Coppe e tre Coppe
Italia. Dieci titoli in totale, che lo
rendono il tecnico più vincente
nella storia del Milan. Ancelotti per
ora è a quota 8 e magari questo
potrebbe essere un motivo in più
per convincerlo a tornare.

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22

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Serie B R Ritorno semifinali playoff

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

BOLOGNA

Le chiavi tattiche delle due sfide

(4-3-1-2)

AVELLINO

(4-3-1-2)

OGGI ore 18.30

ANDATA 1-0

VICENZA
PESCARA

6
KRSTICIC

9
CACIA

BOLOGNA
● Un muro davanti a Da Costa
C’è un tesoro da conservare: in
difesa Maietta (foto) e compagni
garantiscono una buona solidità.

AVELLINO
● Il «due con» per sfondare
A Rastelli non basta una vittoria
di misura, così si affida a 2 punte
e all’ispirazione di Sbaffo (foto)

VICENZA
● La forza dei leader
Marino deve vincere e si affida a
chi finora è stato determinante:
Di Gennaro (foto) e Cocco.

PESCARA
● Uomini da ripartenze
Oddo punterà sui brevilinei per
sfruttare le ripartenze. Politano
e Bjarnason (foto) uomini-chiave.

Ecco le armi delle 4 sorelle
per andare a giocarsi la A
1All’Avellino servono due gol di scarto per accedere alla finale e il Bologna alza il muro

Il destino del Vicenza passa da Di Gennaro e Cocco, ma la velocità del Pescara fa paura

Roberto Pelucchi

I

playoff sono come interminabili partite a scacchi. Alla
vittoria, al passaggio del turno, si arriva spesso per vie tortuose. La frenesia quasi mai paga.
Serve sangue freddo. E, più che
in campionato, diventano determinanti gli allenatori. Le loro
scelte, le loro strategie. Stasera si
definiranno le due squadre che si
giocheranno l’ultimo posto per
salire in A. Ecco le possibili chiavi
tattiche per conquistare la finale.
BOLOGNA E’ la squadra uscita
meglio dalla partita di andata.
Forte del quarto posto ottenuto
alla fine della stagione regolare,
ha sbancato Avellino grazie a
Sansone e può permettersi anche
il lusso di perdere con un gol di
scarto. Non è l’attacco il punto di
forza dei rossoblù, anche se i nomi degli attaccanti in rosa dovrebbe far pensare il contrario:
nel girone di ritorno, al Dall’Ara,
il Bologna ha segnato soltanto 8
gol, lo ha sottolineato anche il
d.s. Corvino di recente. Però il
Bologna ha la seconda miglior difesa del campionato (35 gol incassati in 42 partite) e stasera
proprio la difesa dovrà essere il
valore aggiunto, per evitare di
complicarsi la vita. Davanti a Da
Costa la linea composta da
Mbaye, Oikonomou, Maietta e
Masina dà buone garanzie (anche se Maietta non sta benissimo). Una difesa capace di non
andare in affanno davanti agli at-

VENERDÌ LA FINALE DI ANDATA
PLAYOFF

SEMIFINALI

PERUGIA

1

PESCARA

2

SPEZIA
AVELLINO

PESCARA

A R
1

VICENZA

0
ore 21
RITORNO Oggi
ore 18.30

d.t.s.
1

AVELLINO

0

BOLOGNA

1
A R

FINALE

5 e 9 giugno
ore 20.30 A R

2

PLAYOUT

ENTELLA

A R
2

MODENA

2

RITORNO
sabato 6 giugno
ore 18.30
GDS

IL REGOLAMENTO DEGLI SPAREGGI
PLAYOFF In caso di parità (di punti e di reti) al 90’, va in finale la squadra che si è
piazzata meglio in campionato (niente supplementari), ossia quella che gioca il
ritorno in casa. Lo stesso regolamento vale nella finale per la Serie A.
PLAYOUT In caso di parità (di punti e di reti) al 90’, resta in B la squadra che si è
piazzata meglio (niente supplementari), ossia quella che gioca il ritorno in casa.

tacchi dell’Avellino darebbe più
fiducia a tutta la squadra.
AVELLINO Rastelli non ha alternative: per andare in finale deve
vincere con due gol di scarto e –
come ha confermato ieri lo stesso
tecnico – l’obiettivo è quello di segnare il prima possibile, restando
comunque impermeabili dietro,
per mettere ansia al Bologna. Per
sfondare Rastelli ha scelto il «due
con», ossia due punte (Trotta e

Mokulu) più il trequartista Sbaffo, colui che tra le linee dovrà
aprire la squadra avversaria. E in
panchina, come armi supplementari, ci saranno Castaldo
(non al meglio) e Comi, decisivo
nell’impresa di La Spezia. Vincere con due gol di scarto a Bologna
sembra qualcosa di più di un’impresa, ma mai dire mai.
VICENZA Quella di Marino è
una squadra che durante la sta-

gione si è esaltata come collettivo, ma quel collettivo ha preso
via via sicurezza nelle proprie
forze facendo leva su due giocatori imprescindibili: Di Gennaro
a centrocampo e Cocco in attacco. La mente e il braccio. La loro
assenza a Pescara (per squalifica) si è fatta sentire, riaverli nel
match da vincere a tutti i costi – e
con qualunque risultato – sarà
fondamentale, anche se il centravanti ha avuto problemi fisici
che potrebbero limitarlo parecchio. Contro il Frosinone, nella
sfida che ha blindato il terzo posto dei veneti, hanno segnato
proprio loro, Di Gennaro e Cocco, non senza patimenti. La forza
– mentale e tecnica – dei leader
sarà determinante ancora una
volta.
PESCARA Gli abruzzesi guadagneranno la finale anche pareggiando. Un risultato sconosciuto
a Oddo, che da quando ha ereditato la panchina di Baroni ha soltanto vinto (tre su tre). Il Pescara
è una squadra attrezzata per fare
una partita come quella di stasera, lo si è già notato a Perugia.
Niente arrembaggi, anche perché la fatica comincia a farsi sentire, ma una gara accorta, che
permetta di sfruttare le caratteristiche dei giocatori. Si punterà
sui brevilinei per sfruttare le ripartenze. Gli uomini chiave possono essere Bjarnason e Politano, gente di gamba e di fiato, capace di spaccare in velocità la difesa avversaria.
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30
MOKULU

11
SBAFFO

3
ZITO
13
VISCONTI

21
KONE
5
ELY

(4-2-3-1)
ANDATA 0-1
1
BREMEC

7
2
20
MBAYE OIKONOMOU MAIETTA
16
5
CASARINI MATUZALEM

(4-3-3)

OGGI ore 21

1
DA COSTA

23

25
MASINA

21
LARIBI
11
SANSONE
29
TROTTA
4
ARINI

6
FABBRO

20
BITTANTE

31
SAMPIRISI

26
CAMISA

23
GENTILI

3
D'ELIA

4
21
8
MORETTI DI GENNARO CINELLI
27
LAVERONE

8
PASQUATO

19
COCCO

10
GIACOMELLI

42
SANSOVINI
25
BJARNASON

32
MEMUSHAJ
29
13
ROSSI
ZUPARIC

7
POLITANO
34
TORREIRA
15
11
SALAMON ZAMPANO

1
FRATTALI

1
FIORILLO

BOLOGNA Solo dopo la rifinitura Rossi
deciderà se schierare dall’inizio Maietta,
altrimenti c’è Ferrari. Si punta al rientro di
Krsticic sulla trequarti, Cacia favorito su
Mancosu. Bruciati 18 mila biglietti, curva
Bulgarelli esaurita. Gli ultrà hanno invitato
Tacopina in curva, ma per motivi di ordine
pubblico sarà in tribuna. PANCHINA 35
Coppola, 24 Ferrari, 3 Morleo, 32 Ceccarelli,
29 Buchel, 23 Bessa, 10 Mancosu, 18
Acquafresca, 33 Improta. ALL. Rossi.
SQUAL. nessuno. DIFF. Maietta.

VICENZA Dopo Manfredini è out anche
Brighenti: Camisa-Gentili coppia di difesa.
In porta Bremec, in mezzo al campo torna
Di Gennaro. Cocco ce la fa, Ragusa
dovrebbe partire in panchina. Restano
poche centinaia di biglietti, si va verso il
tutto esaurito. PANCHINA 12 Serraiocco,
14 Garcia Tena, 6 Alhassan, 20 Sbrissa,
29 Coulibaly, 16 Vita, 34 Mancini, 24 Petagna,
28 Ragusa. ALL. Marino. SQUAL. Vigorito.
DIFF. Ragusa, Moretti, Sampirisi, Laverone.

AVELLINO Out Chiosa, Soumarè e
D’Angelo. In difesa c’è Fabbro, in mezzo
torna Arini e in attacco spazio a Trotta.
Castaldo in panchina. Circa 2 mila i tifosi al
seguito. PANCHINA 22 Gomis, 17 Vergara,
25 Almici, 14 Regoli, 23 Angeli, 26 Filkor, 18
Schiavon, 10 Castaldo, 9 Comi. ALL. Rastelli.
SQUAL. Pisacane. DIFF. D’Angelo, Kone,
Mokulu, Sbaffo, Zito e Schiavon.

PESCARA Melchiorri in panchina, in attacco
spazio a Sansovini. Torreira e Pasquato
probabili titolari. Dubbi Memushaj-Brugman
e Salamon-Fornasier-Zuparic. Un migliaio i
tifosi pescaresi. PANCHINA 18 Aresti,
2 Pucino, 6 Fornasier, 16 Brugman, 24 Selasi,
10 Caprari, 28 Lazzari, 19 Pettinari,
9 Melchiorri. ALL. Oddo. SQUAL. nessuno.
DIFF. Melchiorri, Zampano e Torreira.

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ADDIZIONALI Pasqua-Nasca.
TV Sky Calcio 1 HD, Supercalcio HD e
Premium Calcio. PREZZI 20-45 euro.

A PESCARA

Morosini, prima sorpresa
Livorno fuori dal processo
● (a.cat.) Prima udienza
dibattimentale e primo colpo
di scena: il Livorno è stato
prosciolto nel processo
penale per l’omicidio di
Piermario Morosini,
deceduto in seguito ad una
crisi cardiaca durante il
match con il Pescara del 14
aprile 2012 disputato allo
stadio Adriatico. Il
procedimento, in corso nel
tribunale di Pescara, vede
imputati per omicidio colposo
i medici del Pescara calcio,
Ernesto Sabatini, del Livorno,
Manlio Porcellini, e del 118 del
capoluogo abruzzese, Vito
Molfese. Ieri il giudice
monocratico Valentina
Battista ha accolto la
richiesta di proscioglimento
formulata dall’avvocato
Mattia Grassani di Bologna,
estromettendo il Livorno dal
processo, in quanto il club di
Spinelli — citato al pari del
Pescara calcio quale

responsabile civile per il
comportamento del suo medico
— non aveva avuto accesso
durante le indagini preliminari
all’incidente probatorio.
Rigettata, invece, l’eccezione
presentata dalla Asl di Pescara:
secondo il giudice la sussistenza
di un rapporto di lavoro con
Molfese non consente di
estromettere l’ente. Nella
prossima udienza, l’8 febbraio
2016, verranno ascoltati i primi
cinque testimoni dell’accusa.

Piermario Morosini FOTOGRAMMA

Lega Pro R Il giudice sportivo

Rissa di Messina: che stangata

1Pesanti squalifiche per Ferrigno, Tedesco, Aronica e Cirillo. Forte multa all’Aversa
Alberto Paoli
FIRENZE

L

a rissa di Messina-Reggina e
le intemperanze dei tifosi
dell’Aversa Normanna hanno portato a sanzioni pesantissime del giudice sportivo.
MESSINA-REGGINA Il Messina
dovrà pagare un’ammenda di 30
mila euro soprattutto per il comportamento dei suoi tifosi: «accensione di numerosi fumogeni e
petardi lanciati più volte in campo, soprattutto dopo il gol della
Reggina, che ha costretto l’arbitro
a sospendere la gara per 5 minuti;
lancio in campo anche di bottiglie
semipiene; al termine della gara
alcuni spettatori hanno scavalca-

to la rete di recinzione e aprendo
una porta hanno fatto entrare in
campo altri tifosi con intento aggressivo». Il giudice ha punito anche il «comportamento gravemente omissivo degli addetti alla
sicurezza che contribuivano a un
principio di rissa fra calciatori e
dirigenti delle due squadre nell’intervallo». L’arbitro aveva chiesto la sostituzione degli addetti
alla sicurezza con agenti delle forze dell’ordine, ma il funzionario
di polizia – non avendo personale
a disposizione – ha potuto sostituirli soltanto con altri addetti.
Dopo la gara l’auto che trasportava gli arbitri è stata colpita da sassi e cinghiate. La rissa che si è scatenata nell’intervallo ha visto per
protagonisti Ferrigno, d.s. del
Messina, inibito fino al 30 settem-

l’espulsione e per aver sputato addosso a un addetto alla sicurezza). Due giornate a Cirillo, anche
lui della Reggina, per aver rivolto
alla tifoseria avversaria espressioni offensive e provocatorie, scatenandone la reazione. Infine,
2.500 euro di ammenda alla Reggina per il lancio di fumogeni e
petardi e il danneggiamento delle
strutture dello stadio, con l’obbligo di risarcimento dei danni.
Steward ferito a Messina SAYA

bre («Minacciava verbalmente alcuni giocatori della Reggina e li
aggrediva con spinte»), il tecnico
della Reggina, Tedesco (4 giornate di squalifica per frasi offensive
e provocatorie a un avversario e
offese all’arbitro), il difensore
reggino Aronica (3 giornate per

AVERSA Ventimila euro di ammenda all’Aversa Normanna per
una lunga serie di violenze dei tifosi: lancio di tre bottiglie d’acqua
verso il portiere dell’Ischia, quarto arbitro offeso e colpito da sputi; tentativo di alcune persone di
aggredire i giocatori dell’Ischia;
addetto federale colpito da botti-

glie semipiene; all’uscita dallo
stadio una persona non identificata ha raggiunto l’arbitro, offendendolo e rovesciandogli addosso
una bottiglia d’acqua, con gli addetti alla sicurezza che non sono
intervenuti. Quattro giornate di
squalifica a Magliocchetti perché
«dopo un’ammonizione appoggiava minacciosamente la testa su
quella dell’arbitro», a cui «rivolgeva frasi offensive e minacciose».
ALTRI
PROVVEDIMENTI
Playoff: una giornata a Furlan e
Pietribiasi (Bassano), Bernardi
(Matera) e Mignanelli (Reggiana). Playout: due giornate a De
Lucia (Monza), una a Guglielmotti e Taino (Pro Patria), Bini (Pro
Piacenza), Benedetti (Reggina),
Giordano (Ischia), Maccan (Pordenone), Sanna (Savona). Una
anche a Groppi (secondo del Forlì). Dirigenti: inibito fino al 31
agosto Trotta (Ischia) per comportamento offensivo verso l’arbitro. Ammende: 1.000 euro alla
Pro Patria e 500 alla Pro Piacenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Como-Bassano:
l’andata si gioca
domenica alle 16
● La Lega ha fissato gli orari
di inizio della finale playoff tra
Como e Bassano: l’andata si
gioca domenica al Sinigaglia
con inizio alle 16. Il ritorno
domenica 14 giugno, sempre
con inizio alle 16. Entrambe le
partite saranno trasmesse in
diretta televisiva su Rai Sport.
In caso di parità di punti e di
gol segnati dopo la partita di
ritorno, si disputeranno i
tempi supplementari. In caso
di ulteriore parità saranno i
rigori a decretare l’ultima
squadra che salirà in B.
● DIRIGENTI Alessandro
Battisti è il nuovo d.s. de
L’Aquila, il d.g. Pino Iodice si
dimette dall’Ischia, Carmine
Donnarumma va al posto di
Armando Ortoli a Catanzaro.

24

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Formula 1 R Verso il Canada

NEL GP DEL 1999
TRE IRIDATI
FINIRONO K.O.

1

2

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

3

Il muro del circuito di Montreal
non ha mai fatto tante vittime
illustri come nell’edizione 1999
del GP del Canada: da sinistra
Damon Hill (1) al 14° giro, Michael
Schumacher (2) al 29° e Jacques
Villeneuve (3) al 34°.

Da Schumacher a Vettel
Se il Muro diventa Mito

1L’ultima curva di Montreal è sempre un’insidia per tutti i piloti
E su twitter Seb esorcizza il pericolo con la foto dell’urto nel 2011
Luigi Perna
@pernagazzetta

S

i potrebbe chiamare il
Muro del pianto oppure il
Muro della vergogna. Invece è il Muro dei campioni. In
inglese «Wall of champions».
Famoso, per chi mastica la F.1,
quanto quello della celebre
canzone dei Pink Floyd. È piazzato all’uscita dell’ultima curva
del circuito di Montreal, quella
che immette sul rettilineo principale: una chicane fra le più insidiose di tutto il Mondiale. I piloti frenano a 320 all’ora, ci si
infilano a circa 150 toccando il
cordolo a destra e quello a sinistra, e in uscita sfiorano il muretto a pochi centimetri. È un
esercizio velocissimo di abilità,
coraggio e coordinazione. Roba
che un comune mortale chiu-

derebbe gli occhi per un istante
sperando di ritrovarsi tutto intero. Basta infatti un minimo
errore, appena una sbavatura,
per piantare le ruote di destra
contro le barriere di protezione
e il cemento. Fine dei giochi.
Game over.
TRIPLICE BOTTO Lo sa chi ci ha
messo la firma, che non è proprio come imprimere la propria
impronta delle mani sulla
«Walk of fame». Per esempio
Jacques Villeneuve, uno che sul
circuito dell’isola di Notre Dame intitolato al padre Gilles
non è mai stato profeta. Nel
1997, anno del titolo mondiale
con la Williams, andò a sbattere
alla fine del primo giro, mentre
inseguiva Michael Schumacher. Ma fu due anni dopo, nel
1999, che il muretto divenne il
Muro dei campioni. Toccò pri-

Il tedesco Sebastian Vettel, 27 anni, contro il muro nelle libere 2011

ma a Damon Hill, iridato 1996,
finirci contro con la Jordan al
14° giro. Poi fu la volta di Michael Schumacher, iridato
1994-95, al 29° giro mentre era
al comando con la Ferrari. E infine, al 34° giro, la vittima fu di
nuovo Villeneuve sulla Bar. Co-

sì, con tre campioni del mondo
giustiziati in un solo colpo, il
muretto si meritò imperitura
fama come il Muro di Grammont al Giro delle Fiandre di ciclismo. Il botto di Schumi è stato addirittura immortalato con
un modellino per collezionisti.

Sia prima che dopo, ci sono stati però altri battesimi «dolorosi» all’ultima curva di Montreal.
Da Trulli a Berger, da Coulthard
a Barrichello, da Button a Montoya, fino a Sebastian Vettel,
che nel 2011 si schiantò con la
Red Bull durante le prove libere. Fra i «grandi» ancora in attività, solo Lewis Hamilton, Fernando Alonso e Kimi Raikkonen sono stati risparmiati.
SCELTA SOFT E domenica si torna sul luogo «incriminato». C’è
la settima gara del Mondiale,
con tanti motivi di interesse: su
tutti il clima in Mercedes dopo
l’erroraccio della sosta ai box a
Montecarlo, costato la vittoria a
Hamilton, e la verifica dello stato di salute della Ferrari di Vettel e Raikkonen. La Pirelli ha
scelto di rischiare qualcosa,
portando mescole soffici e super soffici come nel Principato,
pur essendo Montreal una pista
ben più severa per sollecitazioni e degrado termico. Chissà
che non diventi un assist per la
rossa, considerando che la
SF15-T è la più gentile con le
gomme. Mentre vedremo se la
Mercedes sarà incolume dai
guai ai freni che l’anno scorso
avevano obbligato al ritiro Hamilton, costringendo Nico Rosberg ad accontentarsi del secondo posto dietro a Daniel
Ricciardo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

TACCUINO
PIANO DI RILANCIO

Manor, che colpi
Ecco Bell e Furbatto
● L’uomo d’affari Stephen
Fitzpatrick sta investendo
forte per rilanciare la Manor.
Come consulente arriverà
infatti Bob Bell, ex direttore
tecnico Mercedes, mentre il
capo progetto sarà l’italiano
Luca Furbatto, che ha firmato
le Toro Rosso più interessanti.
Resta Gianluca Pisanello a
capo degli ingegneri in pista e
saranno reclutati una trentina
di tecnici. Ancora più stretto il
rapporto con la Ferrari, che
fornisce i motori ed era
creditrice della Marussia, si
spiega così l’ingaggio di Bell.

INCONTRA ECCLESTONE

Renault al bivio
● La Renault sta trattando sul
suo futuro in F.1. Potrebbe
restare come motorista,
creare un proprio team a fine
2016 oppure lasciare. Il
presidente Carlos Ghosn ha
incontrato Bernie Ecclestone
a Montecarlo. «Penso che il
colloquio sia stato utile — dice
Cyril Abiteboul —. Vogliamo
un ritorno maggiore».

Motomondiale R Dopo il GP Italia

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

25

Rossi-Lorenzo e un finale già scritto

1Nel 2009-10 la rivalità portò dissapori e divorzio. Ora dominano. Come si gestiranno? Sarà solo affare loro?
ALL’ARRABBIATA-1 CHE BOTTO!

Filippo Falsaperla
INVIATO A SCARPERIA (FIRENZE)

D

omenica, ore 14 e 33:
potrebbe diventare uno
dei minuti chiave del
campionato. In quel momento
Marc Marquez, dopo una rincorsa pazzesca che lo aveva
portato dal 13° al 2° posto in 3
giri, cadeva alla curva 3, mettendo in casella il secondo zero
della stagione, dopo il duello
rusticano finito male con Valentino Rossi in Argentina. Così, in un soffio, mentre Andrea
Dovizioso era già da un po’ al
box per leccarsi le ferite per
una gara che poteva essere
trionfale e si era invece trasformata in una disfatta a causa di
una corona rovinata, la
Yamaha diventava padrona del
Mondiale.
CONFRONTO La vittoria di Jorge Lorenzo ed il podio di Valentino, hanno infatti accorciato
la classifica (6 punti sempre a
favore di Rossi) in casa, a Iwata, mentre l’hanno allungata,
forse definitivamente, per gli
altri. Le due Ducati sono a -35
(Dovi) e -37 (Andrea Iannone), Marc addirittura a 49, cioè
2 gran premi su 6. Campionato
chiuso? Forse. Probabilmente.
POTERE Il fattore fondamentale è che in fuga ci sono non
uno, ma due piloti e diventa
difficile immaginare che entrambi possano accusare a raffica le battute a vuoto (due
Marquez, una Dovizioso) che
sono toccate agli altri protago-

Jorge Lorenzo, 28 anni, e Valentino Rossi, 36, sul podio del GP Italia 2015. Prossimo GP al Montmelò ANSA

nisti. Anche perché in questo
momento la Yamaha sembra –
anzi lo è: 5 vittorie su 6 e la moto migliore, la più equilibrata,
la più facile da guidare e da
portare al limite. Certo, avere
tanti pretendenti alle prime
posizioni può portare via punti
a vicenda ai protagonisti, ma
questa carta è a doppia faccia:
può essere un vantaggio o un
ulteriore freno per gli inseguitori.
EQUILIBRI Diciamo che il pallino passa in mano agli uomini
in blu Yamaha. Che, dopo esse-

re riusciti a far diventare competitiva la M1, da metà della
scorsa stagione ad oggi, adesso
devono affrontare la gestione
del fattore umano. Perché una
lotta fratricida può alzare il livello della competizione, ma al
tempo stesso i rischi. Il fatto
positivo è che… ci sono già
passati, nel 2009-2010 — con
tanto di muri e «spionaggio»
nei box — e sono vaccinati. Si
può dire che si siano preparati
a questa evenienza e hanno
fatto crescere gli anticorpi.
AMICIZIA La parola d’ordine

nel box adesso è diventata armonia. I due si aggrediscono
agonisticamente, ma vivono e
lasciano vivere. Per esempio,
alla vigilia di questa gara, si sono scambiati regali a vicenda
per le rispettive collezioni di feticci. Valentino ha dato una sua
tuta, Jorge il casco. Ma è inevitabile che la tensione, col passare delle gare cresca. Sarebbe
strano il contrario. La Yamaha
deve essere brava a gestire la
situazioni, gli avversari incrociano le dita affinchè scoppi la
bolla e il discorso si riapra.
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1

2

3

4

Durante i test Michelin di ieri al Mugello, Valentino Rossi è incappato
all’Arrabbiata-1 in una brutta caduta: 1. perde l’anteriore e vola verso la
via di fuga; 2. ruzzola sul ghiaione; 3. si appoggia dopo il botto e
controlla la moto; 4. rassicura gli uomini del soccorso CIAMILLO-CASTORIA

Test Michelin: tutti i big a terra
Melandri-Aprilia: divorzio nell’aria
● (f.f) La Michelin ha tenuto i
piloti ufficiali, meno Iannone
(Ducati) e Aleix Espargaro
(Suzuki) infortunati e Melandri
(Aprilia: si parla di divorzio), un
giorno in più al Mugello per
provare le gomme 2016. In
particolare le anteriori – ne
hanno portate 4, tre con
struttura differente, una anche
con diversa mescola – che
aveva dato qualche problema

3 DOMANDE A...

3 DOMANDE A...

3 DOMANDE A...

MASSIMO
MEREGALLI

LIVIO
SUPPO

PAOLO
CIABATTI

«Il clima attuale
non fa prevedere
gli attriti passati
Sono più maturi»

«La corsa è aperta
ma a Marc noi
dovremo ridare
fiducia nella moto»

«Ci crediamo
Iannone euforico
Dovi non vede
l’ora di rifarsi»

RESPONSABILE YAMAHA

● Il campionato è chiuso?
«Ancora mi sembra presto
per dire che è un affare
nostro. Prima di questa gara
pensavo che ci saremmo
dovuti difendere da Honda e
Ducati, che aveva preparato
bene l’appuntamento. Ma
sognavo anche di fare
proprio primo e terzo, però
senza riuscire a prendere
tutto questo vantaggio che

Trieste, laurea
ad honorem
per Furusawa
● Il «guru» della Yamaha,
Masao Furusawa, riceverà
domani la laurea honoris
causa in Ingegneria
Meccanica all’Università di
Trieste. Furusawa, classe ’51,
è entrato in Yamaha nel 1974
occupandosi dello studio
delle vibrazioni e nel 1980 ha
sviluppato il montaggio
ortogonale del motore. Fra il
’92 e il ’98 ha progettato
motoslitte, ma nel 2003 è
diventato responsabile della
divisione tecnologica di
Yamaha Racing,
legandosi alle vittorie di Rossi
con la generazione delle M1.
Lasciata la Casa di Iwata
lavora come consulente.

TEAM PRINCIPAL HONDA

dà al campionato un’altra
direzione. Adesso dobbiamo
approfittare della situazione,
perché sono sicuro che la
Honda riuscirà a superare i
propri problemi. Il pacchetto
Marquez-Honda è vivo.
● Come pensate di gestire la
squadra?
«Andiamo avanti come abbiamo
fatto finora. La Yamaha non ha
mai fatto giochi di squadra:
vedremo a tempo opportuno. Il
clima oggi in squadra non fa
prevedere gli attriti del passato.
Jorge e Valentino sono più
maturi, si rispettano: si sfidano
in pista, non fuori».
● Come vedete i vostri piloti in
questo momento?
«In questo momento Jorge ha il
rendimento che dovrebbe
essere il suo: non come l’anno
scorso, ma come il 2013, prima
dell’incidente di Assen. È
fisicamente e mentalmente
preparato. In questa situazione
è facile lavorare con lui: se gli
mettessero la gomma davanti
dietro girerebbe con gli stessi
tempi. Valentino è in una forma
psicofisica che non gli ho mai
visto nei 3 anni in cui abbiamo
lavorato insieme. Qui la gara è
stata condizionata dalla brutta
partenza, ma è sereno».
f.f.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

● Il campionato è chiuso?
«Credo sia ancora aperto. Il
distacco di Marc dalle
Yamaha è importante, ma è il
frutto di due zeri, non della
scarsa competitività: avesse
fatto sesti o ottavi posti
sarebbe stato più difficile.
Invece, lui ha fatto gli zeri
quando stava comunque
lottando per il podio. Del
resto, per tutti i piloti è

Factory semplice
o con l’aiutino
Baruffa sul 2016
● (f.f.) C’è una battaglia in
corso per lo «status» di
factory semplice o «con
aiutino» nel 2016. Per
semplificare: nel 2017 si
passerà dal sistema attuale
(podi e vittorie: con una si
perdono i motori liberi) a un
sistema a punti. Ma si sono
dimenticati del... 2016. Honda
vuole la nuova regola, Ducati
l’attuale. «Perderemo gli aiuti
- dice Ciabatti - perché
speriamo di vincere, ma è
per principio: i giapponesi
vogliono dei vantaggi su
alcune questioni tecniche». E
Livio Suppo (Honda): «Ducati
vuole discutere particolari
approvati all’unanimità».

(leggasi cadute a raffica) nella
prima uscita a febbraio in
Malesia. Il risultato? Buono
come tempi (intorno all’1’47”
basso), non altrettanto per la
sicurezza. Nel pomeriggio sono
caduti, con discreti danni alle
moto, Jorge Lorenzo (curva 4,
la Materassi), Marc Marquez
(12, Correntaio) e Valentino
Rossi (8, Arrabbiata-1).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

RESPONSABILE DUCATI

normale che ci siano dei
problemi, anche negli anni
migliori: l’anno scorso ci sono
state 3 gare negative e nel 2013
due zeri. Statisticamente
dovrebbe o potrebbe succedere
anche agli avversari. Diciamo
che Marc non deve più
sbagliare, mentre gli altri hanno
due jolly da potersi giocare».
● Come pensate di gestire la
squadra?
«La priorità è dare a Marquez la
confidenza nella moto che aveva
l’anno passato. Lui ha la
potenzialità per vincere su
qualsiasi pista, noi gli dobbiamo
dare la possibilità di sentirsi a
proprio agio. Ma ci devono
aiutare anche gli avversari…».
● Come vedete i vostri piloti in
questo momento?
«Vedo Dani contento: in Qatar
era davvero preoccupato,
mentre a Le Mans e qui è
apparso tranquillo e soddisfatto.
Marc ha vinto tantissimo, ma è
ancora molto giovane e sta
affrontando un momento
difficile. Ma ne ha avuti anche in
passato, soprattutto quando in
Moto2 c’era stato il problema
all’occhio che ha rischiato di
compromettergli la carriera.
Credo che abbia carattere e
intelligenza per superare tutto».
f.f.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

● Il campionato è chiuso?
«In realtà, la rincorsa al
Mondiale non era nei nostri
piani per il 2015, però se
dopo 6 gare hai due piloti
terzo e quarto e hai fatto il
podio in tutte le gare, ad
eccezione di Jerez, allora un
pensiero lo fai. Noi crediamo
di essere ancora in corsa.
Senza il problema (corona,
n.d.r.) Dovizioso sarebbe

Boom per Sky:
+31% nei 6 GP
Pure Cielo...vola
● Ascolti in crescita per il
Motomondiale su Sky con la
diretta del GP Italia: la gara
della MotoGP, dalle 14 su Sky
Sport MotoGP HD, Sky Sport
1 HD e sui canali del mosaico
interattivo, è stata vista nel
complesso da 902.463
spettatori medi, con il 5,38%
di share e 1.106.887 spettatori
unici. Rispetto al 2014 nei
primi 6 GP si registra un
+31%. E vola anche Cielo (in
chiaro): la MotoGP è stata
vista da 2 milioni e 669mila
spettatori (15,94% di share).
Durante l’ultimo giro è stato il
canale più visto d’Italia: 2
milioni e 947 mila con una
share del 18,2%.

andato sul podio. Abbiamo
perso tanti punti, ma pensiamo
di poter continuare ad esserci».
● Come pensate di gestire la
squadra?
« Indipendentemente dalla
realtà del campionato, noi i
programmi li avevamo prima
dell’inizio. Siamo in fase di
sviluppo, rincorriamo la
competitività e quindi appena
abbiamo a disposizione
qualcosa che va meglio lo
portiamo in pista. Dal primo
luglio verrà congelata
l’elettronica in vista del
software unico del 2016, ma noi
potremo continuare ad evolvere
il motore».
● Come vedete i vostri piloti in
questo momento?
«Iannone è euforico dopo aver
fatto la sua gara migliore,
considerando anche le
condizioni fisiche. Dovizioso è
conscio che senza il problema
tecnico avrebbe lottato per il
podio e non vede l’ora di essere
a Barcellona per riprovarci.
Strategie di gestione? Le fai
sempre. Perché il compagno è il
primo avversario, ma al di là
delle differenze caratteriali, nel
box percepisco un’atmosfera
serena. E non vedo perché non
dovrebbe essere così in futuro».
f.f.
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26

98° Giro d’Italia R Casa Gazzetta

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«L'ASTANA È UNA SQUADRA MOLTO ORGANIZZATA,
TUTTI SANNO COSA FARE. HO ACCETTATO SUBITO»

«CI SENTIAMO PARTE DI UN PROGETTO,
È UN PIACERE CRESCERE IN UN GRUPPO COSÌ»

DARIO CATALDO 30 ANNI

DIEGO ROSA 26 ANNI

Aruota

Ciro Scognamiglio
MILANO
twitter@cirogazzetta

Q

uando ha accettato l’invito della Gazzetta
a passare in redazione all’indomani di un
Giro d’Italia difficile da dimenticare – 2°
alle spalle del solo Contador, 2 tappe vinte, un giorno in rosa, maglia bianca dei giovani
–, Fabio Aru l’ha detto subito: «Voglio che vengano anche Paolo Tiralongo, Dario Cataldo,
Diego Rosa. Senza di loro, e tutti gli altri compagni, dove sarei mai potuto arrivare? La risposta
me la do da solo: da nessuna parte».

«Un gruppo fantastico
La mia forza al Giro?
Non mollare di testa»

CARATTERE Se non avesse pensato e detto una
cosa del genere, non sarebbe Fabio Aru. La retorica non appartiene a questo ragazzo sardo che
pedala con determinazione feroce e giù di bici è
esattamente come quando pedala: concreto, efficace, diretto. Basti pensare al rendimento negli ultimi 3 grandi giri che ha disputato: Giro
2014 (una tappa, terzo); Vuelta 2014 (due tappe, quinto) prima della 98ª edizione della corsa
rosa appena archiviata. Abbastanza per cominciare a parlare di «sicurezza». C’è anche il d.s.
Giuseppe Martinelli che regala riflessioni interessanti: «Non ho mai avuto una squadra così
forte»; «Per l’anno prossimo consiglierò a Fabio,
certo dopo aver analizzato i percorsi, di puntare
sul Tour»; «Il momento più bello del Giro è stato non pensavo di fare un Giro così bello. Non ho
sul Colle delle Finestre, lì ho pensato che si pote- rimpianti. E quanti tifosi avevo! Ho visto anche
va riaprire tutto». Ma il protagonista è stato na- tante, tante bandiere sarde. Ho dovuto lasciare
turalmente l’Aru-pensiero. «I sacrifici non mi la mia bella isola per realizzare i miei sogni, ma
spaventano. Io e i miei compagni per preparare continuo a portarla dentro di me».
questo Giro abbiamo passato settimane lontano
da casa ma se avessi avuto voORIGINI C’è sempre un sorriso
glia di fare l’aperitivo me ne sapronto se si parla della sua terrei rimasto in Sardegna». «Se ti
ra. Adesso si è scelto un so«È STATO UN GIRO
confronti nelle cose facili, non
prannome che lo riflette appieDISPENDIOSO.
IL
TOUR?
cresci. Per questo non recrimino, il Cavaliere dei quattro moNON
VORREI
SBAGLIARE
no sulla eccessiva lunghezza
ri, con riferimento alla bandieE CHIEDERE TROPPO
della crono di Treviso, è stata
ra sarda. D’altro canto né
una esperienza che mi servirà.
AL MIO FISICO»
«Giglio di Villacidro», né «MuE resto curioso di capire che
flone del Linas» erano mai
cosa avrei potuto fare se fossi
troppo entrati nel suo cuore.
stato al massimo». «In ritiro
Ieri è stata l’occasione per
«A SCUOLA HO SEMPRE
mangiamo veramente poco in
ricordare i viaggi anPUNTATO
A
SALVARMI,
relazione agli sforzi che sostedata e ritorno sul
AL CONTRARIO DEL
niamo. Così non vediamo l’ora
Continente per andaCICLISMO: QUI VOGLIO
di essere alle corse per mangiare a correre.
re di più (ha detto di pesare a
OTTENERE IL MASSIMO»
«A volte, a causa del
fine Giro sui 59 chili, ndr…)».
vento, si cambiava l’ae«Il segreto del grande giro che
roporto di atterraggio, da Olha fatto l’Astana è il gruppo. Ci FABIO ARU
bia a Cagliari o viceversa. Io
siamo allenati assieme e quan- PRO’ DAL 2012, 5 SUCCESSI
non mi sono mai scoraggiato.
do è possibile ci frequentiamo
A scuola non ero un fenomeno,
lontano dalle corse (ieri Cataldo ha realizzato ho sempre puntato a «salvarmi», a differenza
un bellissimo disegno in suo onore, ndr). Landa del ciclismo. Però i compiti, specie le versioni di
ha dimostrato grande fedeltà alla causa anche latino e greco che al Classico non sono banali, li
se qualcuno non ci credeva». «Dei tanti compli- ho sempre fatti con scrupolo. Non volevo restare
menti, mi ha fatto particolarmente piacere il indietro, perdere tempo, così sfruttavo ogni motweet del Presidente del Consiglio Matteo Ren- mento, anche le prime ore del mattino. Se avessi
zi». «No, considerati i problemi che ho avuto scelto di fare l’Università? Avrei puntato su qual-

1Il sardo, 2°, è venuto con Rosa,

Cataldo e Tiralongo. «Stavo male
pure al via di Cervinia e Sestriere»
Esami per intolleranze alimentari

Da sinistra: Dario Cataldo,
30 anni, Diego Rosa, 26,
e Paolo Tiralongo, 37, si
divertono con il loro capitano
Fabio Aru, 24, in Gazzetta
FOTOSERVIZIO FABIO BOZZANI

SUL CANALE 59

Aru e i suoi scudieri su GazzettaTv
Speciale Giro alle 13.30 e 16.10

A

ccendete la tv e sintonizzatevi su GazzettaTv, canale 59 del digitale terrestre: oggi alle 13.30 e alle
16.10 speciale Giro d’Italia con
Fabio Aru, il d.s. Giuseppe
Martinelli e i fidi scudieri Paolo
Tiralongo, Dario Cataldo e Diego Rosa. Il sardo dell’Astana rivivrà le emozioni della corsa
rosa e racconterà i retroscena,
con uno sguardo rivolto al futuro. Il tutto con siparietti curiosi
e divertenti. Martinelli verrà
scherzosamente (ma non troppo) messo alla “sbarra” da Andrea Berton e risponderà punto
per punto alle principali accuse
mosse alla tattica dell’Astana.

http://www.dasolo.info

5

«IL MOMENTO PIÙ BELLO DEL GIRO? L'ABBRACCIO
DI FABIO DOPO LA MIA VITTORIA DI TAPPA»
PAOLO TIRALONGO 37 ANNI

libera
1

2

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

27

● Le tappe nei grandi giri vinte da Fabio Aru:
Plan di Montecampione (Giro 2014), San Miguel de Aralar
e Monte Castrove (Vuelta 2014), Cervinia e Sestriere (Giro 2015)

HA PEDALATO
IN REDAZIONE!
MOGLI E FIDANZATE

3

● 1. Fabio Aru si diverte a pedalare
nei corridori della redazione della
Gazzetta
● 2. Il sardo, con Cataldo, Rosa e
Tiralongo, posa nell’«astronave» che
si trova nell’ufficio centrale
● 3. I quattro moschettieri
dell’Astana sono stati accompagnati
da fidanzate e mogli: da sinistra
Valentina (compagna di Aru),
Alessandra (Rosa), Angela (moglie di
Tiralongo) e Alessandra (Cataldo)

cosa legato alla psicologia, è una materia che mi cenza, crono di Treviso). E in realtà Fabio non si
interessa molto». La giornata, dopo la cena-fe- sentiva al massimo – leggi dolori di pancia –
sta di domenica sera in un ristorante del centro neppure al mattino delle due tappe (Cervinia e
di Milano legato alla gloria interista Javier Za- Sestriere) – poi concluse da trionfatore. Paranetti a base di carne argentina («Qualche sfizio, dossalmente solo nell’ultima tappa ha comindopo un mese a pasta in bianco e petti di pollo, ciato ad avvertire sensazioni veramente buone.
ce lo si può togliere»), era cominciata non trop- Perché? Già domenica a Orbassano, nel centro
po tardi per Fabio. Dall’albergo milanese, in zo- convenzionato con la squadra, sono stati effetna Porta Garibaldi, lui e la squadra si sono mossi tuati una serie di esami. Ulteriori accertamenti
verso Expo, per una visita guidata al padiglione seguiranno, a cominciare da una gastroscopia e
del Kazakistan di cui Astana è la capitale. Tutti altri test endoscopici: prima del Giro, Aru aveva
sono rimasti impressionati dallo spettacolo in già analizzato tra le altre cose la composizione
4D – studiato dai produttori di Avengers - che ha della flora batterica intestinale, e fatto un test
illustrato il Paese, il nono più grande del mondo per escludere la salmonella. Si vuole indagare
e il maggiore in assoluto tra quelli che non han- per capire se ci possano essere intolleranze alino accesso diretto al mare. Non potevano man- mentare alla base del malessere.
care i prodotti tipici – tipo la mela Aport (fino a
un chilo) e la bevanda Kumys,
TOUR Al mattino, sempre alche deriva dal latte di giumenl’Expo, a proposito della parteta -, gli storioni e gli spettacoli
cipazione al Tour de France
«QUELLO CHE FABIO
di danza e musica locale, parti(che scatta tra 32 giorni, sabaHA FATTO NEGLI ULTIMI
colarmente applauditi. Se poto 4 luglio, da Utrecht, Olan2
GIORNI
DEL
GIRO
trà, Aru tornerà ad Expo da tuda), aveva detto: «Le possibiliNON ME LO SAREI
rista, più avanti. «In Kazakità sono 50 e 50». Ma al «fixing»
MAI ASPETTATO»
stan ci sono già stato due volte.
del pomeriggio, in realtà, sono
E’ un Paese moderno e dinamiapparse molte meno. Aru è alla
co. Ho visitato Astana e anche
terza stagione completa da
Almaty, più vicina alla Cina.
professionista, il Tour non l’hai
«NON AVREI
Eravamo andati a pedalare e
corso, ne è sinceramente (coSCOMMESSO NEMMENO
poco ci è mancato che sconfime è ovvio) attratto. Ma il Giro
UN CENTESIMO, L’AVEVO
nassimo».
è stato a dir poco dispendioso
VISTO FARE VERAMENTE
(«Non vorrei commettere l’erTANTA FATICA»
TEST Oggi Fabio sarà a Torino
rore di chiedere troppo al mio
alla partita del cuore (Jufisico»), il blocco Astana per il
ventus Stadium). In ballo
Tour già ben definito e Vincenun servizio fotografico GIUSEPPE MARTINELLI
zo Nibali si sta preparando a
per un mensile, da realiz- D.S. ASTANA
prendere il testimone dal giozare a Milano, e un posvane compagno per tentare un
sibile viaggio lampo in Kazakistan ma i storico bis consecutivo che tra gli italiani è riuprossimi saranno giorni cruciali per lui scito solo a Bottecchia (1924-25, le ultime cifre
anche dal punto di vista «fisico». C’è la sono quelle…). E i compagni, Aru in testa, involontà di vederci chiaro, infatti, sulle tanto lo spingono a parole. «Noi contro Contacause del malessere intestinale che ha colpito dor ce la siamo giocata. Vincenzo è una garanFabio prima del Giro (costringendolo a saltare il zia. Può battere Alberto e tutti gli altri».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Trentino) ma pure durante la corsa (Imola, Vi-

CATALDO L’ARTISTA
GLI DEDICA UN DISEGNO
Durante la visita in Gazzetta, Dario Cataldo
ha preso matita e foglio bianco, e ha
realizzato un bellissimo disegno:
rappresenta Aru in trionfo a Cervinia.
Con i 4 Mori, simbolo della Sardegna

IL RETROSCENA

«Ho sentito Contador dire a Basso:
“Cala, cala”». E Tiralongo lanciò il piano

«S

ul Colle delle Finestre ho sentito Contador dire a Basso
“cala, cala”. Allora ho pensato
che Alberto non dovesse essere
super, altrimenti quando mai
la avrebbe solamente pensata
una cosa così. Ho passato l’informazione ai compagni.
L’azione che avrebbe potuto
riaprire il Giro d’Italia è cominciata così…».
E’ Paolo Tiralongo, il più anziano vincitore di tappa al Giro
della storia con il successo di
San Giorgio del Sannio, a raccontare un retroscena inedito
sulla giornata di sabato, conclusa poi in gloria con il succes-

so di Fabio Aru: per l’ultima
ora 3.500.000 telespettatori.
Ed è significativo che sia stato
proprio il siciliano a cogliere la
defaillance di Contador: sono
stati compagni di squadra, il
rapporto è ancora ottimo, ma
ora Paolo è l’angelo custode di
Fabio Aru. «Dicono che Contador si sia gestito, che non fosse
al limite? No, io non lo credo
perché lui ha l’animo del campione e, non foss’altro per puro
orgoglio, non accetta di farsi
staccare facilmente. Quelle parole dette a Basso ne sono la testimonianza. Non ce l’abbiamo
fatta, ma ci abbiamo provato.
Io lo sapevo già, ma adesso tut-

Alberto
Contador
e Paolo
Tiralongo sono
stati compagni di
squadra nel
2010, con la
maglia
dell’Astana.
In ammiraglia
c’era Beppe
Martinelli

ti sanno che Fabio, il Giro d’Italia, lo vincerà».
Poi Tiralongo ci tiene a chiarire
un aspetto già emerso in qualche modo durante il Giro.
«Non so quanti sarebbero riusciti anche solo a finire il Giro
nelle condizioni di Fabio, che
alcuni giorni è stato veramente
male. Io lo conosco fin da
quando correva tra i dilettanti,
perché si era trasferito nella
zona della Bergamasca, e il
pregio maggiore è sempre stato questo: dove non arriva con
le gambe, supplisce con la testa. Se ci pensate, è tipico dei
campioni».
ci. sco.

28

98° Giro d’Italia R Storie rosa

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«LA CITTÀ È UN RIFERIMENTO:
PER MILANO IL GIRO È COME IL DUOMO»

«QUESTA CORSA È INCREDIBILE,
IN UN PAESE BELLO COME L’ITALIA»

GIULIANO PISAPIA SINDACO DI MILANO

BRIAN COOKSON 63 ANNI, PRESIDENTE UCI

Da Sanremo
a Milano:
8 cartoline
da conservare
DI MARCO PASTONESI
Il Giro d’Italia è l’Italia che gira, è un girotondo a pedali, con i suoi
sotto e sopra, alti e bassi, dentro e fuori. Il Giro d’Italia è il mese di
maggio, è tutti i mesi di maggio, è la sensazione – fondata – che
maggio sia un mese sorridente e ricco, e giugno spoglio e serio.
Il Giro d’Italia è libro e film, è musica e teatro, a volte è opera ma
anche cabaret. E, rivissuto attraverso queste otto fotografie,
il Giro d’Italia 2015 è già un album dei ricordi.
E quanta nostalgia nella memoria.

IL VIA DALLA LIGURIA

Quella primizia
su una pista
ciclabile
● È un balcone su onde e
risacche e un palcoscenico su
spiaggia e scogli, è un sentiero botanico e un percorso
faunistico. E ha un effetto
biblico e miracoloso: quello di
poter pedalare sulle acque. Il
pronti-via è la cronosquadre
su una pista ciclabile lunga 17
chilo-metri e mezzo, sul
tracciato della vecchia ferrovia
abbandonata, restaurata e
risorta, da San Lorenzo a
Mare fino a Sanremo, esposta
sul Mar Ligure. Una pista che
si fa strada, una strada che si
protegge come una pista. E le
antiche gallerie che si
riciclano come cripte, come
salotti, perfino come musei. La
bicicletta quotidiana, da
spasso o da viaggio, che si
gemella con la bicicletta
agonistica, da corsa, anzi, da
cronometro, la sua versione
più competitiva, agguerrita,
esplosiva. E così il Giro si
connette con tutte le città a
due ruote. BETTINI

TIRALONGO E UNA GIORNATA DI GLORIA

LO SHOW SULLA SALITA PIÙ DURA

CHE NUMERO A VERBANIA

Quando le lacrime del gregario
dicono più di mille discorsi

Mortirolo, basta la parola
Il capolavoro di Re Alberto

Gilbert, fantasia e colpo di genio
È la grande bellezza del Giro

● Il vecchio e il giovane. Il piccolo
e lo smilzo. Quello eterno come
un ulivo e quello leggero come il
sughero. Il siciliano e il sardo,
emigrati – per ciclismo – al nord,
nel Bergamasco. Il gregario e il
capitano. Paolo Tiralongo e Fabio
Aru, già compagni di stanza,
sempre compagni di squadra e
sulla strada, in allenamento
quando sogni a occhi aperti, in

● C’è una strada nel bosco:
verticale. Rettile, non
rettilinea. Magica, ma per
alcuni malefica. I tornanti
come spire, gli alberi come
sentinelle, i corridori come
formiche, rimpiccioliti dalla
pendenza, piegati dal
sacrificio, rallentati da
invisibili ragnatele. Per quanto
conosciuto, visto, analizzato,

● Più in là della scienza, che
programma e pianifica, e più
in là della tecnologia, che
complicando semplifica, e più
in là delle strategie, che
riducono le squadre a treni,
Tav in pianura e a cremagliera
in salita, c’è la fantasia. Il
colpo di genio, che presume
cuore e gambe, che esige
classe e forza, che esalta

corsa quando i sogni sono film
sfuggiti al regista, e s’improvvisano scene, sapendo che il lieto
fine vale soltanto per chi vince.
Stavolta trionfa Tiralongo, che ha
scolpito nella faccia e scritto nel
cognome il suo destino di eterno
faticatore. E la carezza del
capitano sulle lacrime del
gregario dice più di mille parole.
BETTINI

per quanto esplorato, pedalato,
preparato, per quanto temuto,
rispettato, atteso, il Mortirolo –
antico sentiero dei contrabbandieri - sembra sempre nuovo,
come se ogni volta fosse la prima
volta. Stavolta di martedì. Alberto
Contador, appiedato scendendo
dall’Aprica, da difensore si
trasforma in attaccante.
BETTINI

immaginazione e ispirazione. È la
tappa di Verbania, con il
misterioso Monte Ologno:
Philippe Gilbert fugge, si stacca,
rientra e – ispiratissimo – vola
immediatamente all’attacco,
tenacemente all’arrivo,
felicemente da solo. È la grande
bellezza del ciclismo: tutto in un
attimo.
BETTINI

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

«UN’EDIZIONE ENTUSIASMANTE CHE HA
ESALTATO I NOSTRI TALENTI ITALIANI»

«ARU È UNA DELLE GRANDI SPERANZE
ITALIANE PER IL FUTURO»

RENATO DI ROCCO 68 ANNI, PRESIDENTE FEDERCICLO

GIORGIO SQUINZI 72 ANNI, PRESIDENTE CONFINDUSTRIA

L’ABBRACCIO MILANESE

Giro, bentornato
a casa: dove tutto
è cominciato
● Carosello, kermesse,
criterium. Settant’anni fa, più o
meno sullo stesso anello intorno
al Parco Sempione, Milano
bombardata celebrava la pace e
festeggiava la vita con il Circuito
degli assi: vinse Fausto Coppi,
reduce dalla prigionia in Africa.
Settant’anni dopo, per un
pomeriggio di sole, Milano ha
riabbracciato il Giro d’Italia con i
viali e la gente, con l’ebbrezza
della velocità e la domenica di
festa, facendosi accarezzare al
Vigorelli e sfiorare all’Arco.
Milano sede dell’Expo 2015,
Milano dove anche le bici sono
diventate di moda e alla moda,
Milano meno da bere e più da
pedalare, soprattutto Milano
casa della «Gazzetta dello Sport»,
che dal 1909 ogni anno inventa e
architetta un modo sempre
diverso per tradurre le salite in
discese e per esplorare le strade
fuori e dentro i corridori.
FOTO BETTINI

PRIMO E SECONDO

Alberto e Fabio:
avversari leali
quasi amici

I NUMERI

163

● I corridori che hanno
concluso la 98a edizione, su
198 partenti. Solo 4 team a
organico completo: Astana,
Fdj, Giant e Tinkoff-Saxo

171

● I Paesi del mondo che
hanno avuto una copertura
televisiva del Giro, in
rappresentanza di tutti e
cinque i continenti

3,5

● Le tappe vinte quest’anno
dagli italiani (2 Modolo e Aru,
Viviani, Ulissi, Boem, Formolo,
Tiralongo: non erano così
tante dall’edizione del 2008

16

● I giorni in rosa di Alberto
Contador. Era dal 1995 che il
vincitore del Giro non teneva
così tanto la maglia: Tony
Rominger la indossò 21 giorni

39,6

● Alberto Contador ha
chiuso il Giro dopo 88 ore, 22
minuti e 25 secondi, a 39,615
orari: è la terza media più
veloce della storia

SORRIDE ANCHE L’ULTIMO

La magia del Colle delle Finestre
velodromo alpino ai confini del cielo

Contador&Coledan, quasi 7 ore
tra l’uomo in rosa e la maglia nera

● E se si chiamasse Colle delle
Finestre perché ogni tornante è
una finestra spalancata sul
mondo, sulla vita, sulla corsa; o
perché ogni spettatore è una
finestra, un punto di vista, un
punto all’orizzonte e un punto e
virgola se al suo fianco c’è una
bicicletta; o perché ogni
corridore è una finestra,
balcone oppure fessura,

● Una questione di punti di
vista. Come si dice che la
salita è solo una discesa vista
da sotto, così si può sostenere
che l’ultimo è il primo ma a
cominciare dal fondo. Fra
Alberto Contador e Marco
Coledan, il primo dall’alto e il
primo dal basso, ballano 6
ore, 40 minuti e 13 secondi,
che alla media tenuta dal

terrazza oppure spiraglio,
aperto nel suo dolore, chiuso nel
suo obiettivo, attaccare scattare
staccare o tenere resistere
insistere o chiedere pregare
implorare. Il Colle delle Finestre
è un velodromo alpino, il cielo
come soffitto, l’asfalto che si
tramuta in terra, il bosco che si
frantuma in pietre.
MOSNA

La scommessa
è vinta
«Una corsa
mai scontata»

● Come le migliaia di fan del
Giro su Facebook.
Su Twitter, invece, si è
toccata la quota 350mila
follower

9

LASSÙ SULLA CIMA COPPI

IL DIRETTORE DEL GIRO

680

● I milioni di telespettatori
(ascolto medio) che hanno
seguito sulla Rai l’ultima ora
della tappa di sabato
con il Colle delle Finestre

● Contador lo chiama Fabio, Aru
lo chiama Alberto: come sono
lontani i tempi in cui Bartali e
Coppi non si nominavano mai,
preferendo rimanere sul vago:
«quello là». Contador sostiene
che Fabio è il futuro presente del
ciclismo italiano, Aru confessa
che Alberto è da sempre il suo
idolo, il suo modello, il suo eroe.
Erano stati presentati come i due
nemici, ma non c’è stata
occasione in cui non siano
sembrati due stimati amici.
Contador che dice «bueno»
all’inizio di ogni risposta, che non
si capisce se è un modo per
prendere tempo o un voto
assegnato alla domanda che gli è
stata posta, Aru che infila «dai»
verso la fine, come se avesse
bisogno di una spinta, o di una
ispirazione, per chiudere
degnamente la frase. Contador e
Aru, attaccanti e guerrieri,
timidezza zero. Contador primo,
Aru secondo. E l’abbraccio tra i
due sul podio di Milano dice tutto.
ANSA

29

primo a cominciare dall’alto (a
quasi 40 all’ora) significano un
tappone supplementare di 265
chilometri. Coledan è stato
valoroso: attardato dal lavoro di
gregario, frenato da febbre e
sinusite, ha dovuto anche
controllare i virtuosismi del
penultimo, il tedesco Kluge,
irriducibile nella sua lentezza.
BETTINI

Mauro Vegni, direttore del Giro, brinda con Alberto Contador BETTINI

1Vegni: «Bagarre

dall’inizio alla fine.
Il 2016? Ci sarà più
Sud e rivedremo le
grandi montagne»

Paolo Marabini

«S

ono davvero soddisfatto di questo
Giro. E sapete quale è il motivo principale? Perché è stato vivo dal primo all’ultimo giorno, mai scontato:
basta vedere che cosa è successo sul Colle delle Finestre
o nello stesso finale di Milano. Non ci sono mai state le
classiche tappe di transizione
o di trasferimento. Pronti via
e i corridori lo hanno acceso
subito, ogni giorno. Tutto ciò
ha fatto di questo un grande
Giro. E il merito è soprattutto
dei corridori, ai quali do 10 e
lode, e del percorso, che merita 8».

IL DISEGNO Appena calato il
sipario sulla 98a edizione,
Mauro Vegni, direttore della
corsa Gazzetta, tira le somme
della sua creatura. E in effetti
ha tanti buoni motivi per sorridere. Non solo perché a firmare la rosa finale ci ha pensato un fuoriclasse come Alberto Contador. «Sarei presuntuoso se dicessi che tutto è
stato perfetto — tiene a precisare —. Ma se dovessi ridisegnare oggi il percorso, lo farei
uguale, con la stessa filosofia.
Forse inserirei giusto un po’
più di Sud. Non per dare soddisfazione a chi si è lamentato. Io sono sempre stato per
un Giro che toccasse più Italia
possibile. Però a volte bisogna
fare i conti con le circostanze,
le tante richieste, con la geografia dell’Italia, così dannatamente lunga... Ma posso dire che il Sud già il prossimo
anno tornerà ad avere uno
spazio importante».
I CRITICI Non sceglie una
tappa più bella di un’altra. Si
compiace solo di aver avuto
ragione quando in sede di
presentazione, otto mesi fa,
mise in guardia chi sosteneva
che Giro e Tour si fossero invertiti i ruoli e la corsa rosa si
fosse addolcita. «Ai critici dis-

si di aspettare il 31 maggio —
spiega — perché io sapevo perfettamente di aver disegnato un
Giro tutt’altro che semplice: esigente, davvero duro, anche senza le grandi montagne, e da affrontare con attenzione e con la
gamba pronto sin dall’inizio. La
crono troppo lunga? Ci può stare. Ma chi sosteneva che il discorso maglia rosa s’era chiuso
praticamente lì, è stato smentito
dalle tappe di montagna dell’ultima settimana. E comunque, secondo me, Aru non ha perso il
Giro a Valdobbiadene. Semmai è
stata decisiva la tappa di Verbania, perché Contador quel giorno non gli ha preso solo secondi
importanti, ma lo ha steso sul
piano mentale. Opinione mia,
sia chiaro».
IL FUTURO L’edizione 2016, naturalmente, è già in cantiere. E
l’attenzione sin d’ora va anche
oltre. Vegni non svela ancora
dettagli. Ma offre qualche indicazione. «Se fosse per me — dice
— vorrei sempre un Giro con
tappe corte, che sono garanzia di
spettacolo. Ma l’Italia, come dicevo, è lunga. E non è facile seguire alla lettera questa volontà.
Torneremo oltre i 2000 metri e
sulle grandi salite? Sicuramente.
E gestiremo il rischio meteo come abbiamo fatto in passato, anche se quest’anno non c’è dispiaciuto proporre salite inedite a
quote più basse. La Sardegna in
omaggio ad Aru o la Sicilia per
Nibali? Sono bellissime regioni,
hanno sempre mostrato un grandissimo affetto per il Giro. Rientrano nei nostri piani, e anche se
partire da un’isola comporta
problemi logistici di non facile
soluzione ci torneremo quanto
prima». Parola di Mauro Vegni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA ARRIVO FINALE
DEL GIRO? PERCHÉ NO.
MA È TANTO LONTANA
DALLE ALPI: IN ITALIA
DIVENTA UN PROBLEMA
LA GENTE HA UNA GRAN
VOGLIA DI PARTECIPARE
ALL’EVENTO GIRO: BELLO,
MA CHIEDO RISPETTO
PER I CORRIDORI
MAURO VEGNI
DIRETTORE DEL GIRO

30

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Basket R Gara-2 di semifinale

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Lavrinovic domina Venezia
1Reggio Emilia tocca il +22 poi subisce la rimonta ma va 1-1 col lituano e Diener

Menetti: «E’ un giocatore fantastico». Recalcati: «Gli arbitri? Lasciamoli in pace»
LE PAGELLE di V.D.S.

Vincenzo Di Schiavi
INVIATO A VENEZIA

PERIC SECONDO TEMPO DA FAVOLA: 17 PUNTI
POLONARA E DELLA VALLE GRANDE SOSTANZA

L’

esperienza non si compra? Allora basta comprare chi ce l’ha. Aspettare Darjus Lavrinovic per quasi
una stagione è stato forse il miglior affare di Reggio Emilia
quest’anno. Perché il lituano è
uno che quando conta non
stecca mai. Ha firmato gara-5
dei quarti contro Brindisi e ora
offre su un piatto d’argento il
fattore campo a Reggio Emilia
mettendo il timbro su gara-2:
nel primo tempo è immarcabile, spazza via i lunghi avversari
e nessuno riesce a limitare il
suo gioco spalle a canestro.

VENEZIA

RIl coach: «La forza

di Darjus dà valore
al nostro 3o posto
ottenuto con 20
gare senza di lui»
Darjus Lavrinovic, 35, svetta nella difesa di Venezia: 22 punti e 8 rimbalzi sono il suo massimo in Italia CIAM

RITMO Cinciarini impone subito a Stone il suo ritmo, spingendo a mille (sarebbe a 5 assist in
un amen se Cervi e Polonara

VENEZIA

69

REGGIO EMILIA 72
(11-17, 22-40; 56-66)
UMANA VENEZIA: Stone (0/2,
0/2), Goss 10 (1/3, 1/4), Viggiano
12 (2/5, 2/3), Peric 22 (7(9, 1/5),
Ortner 4 (1/1); Jackson (0/4 da
tre), Ruzzier 8 (1/2, 1/3), Ress 2 (1/2,
0/2), Nelson 6 (2/2 da tre), Aradori
5 (1/2) Dulkys (0/3 da tre). N.e.:
Ceron. All.: Recalcati.
GRISSIN BON REGGIO EMILIA:
Cinciarini 8 (4/6, 0/1), Diener 14
(3/6, 2/2), Silins 3 (0/2, 1/4),
Polonara 3 (0/1, 1/3), Cervi (0/2);
Mussini 3 (1/3 da tre), Chikoko 4
(1/3), Lavrinovic 22 (6/8, 1/2), Della
Valle 9 (1/2, 2/3), Pini (0/1), Kukenas
6 (0/1, 2/3). All.: Menetti.
ARBITRI: Lamonica, Vicino, Bettini.
NOTE - T.l.: Ven 20/23, RE 12/14.
Rimb.: Ven 31 (Stone, Peric,
Viggiano 5), RE 31 (Polonara 10).
Ass.: Ven 16 (Goss, Viggiano 3), RE
17 (Cinciarini 7). Usc. 5 f.: Kaukenas
39’50” (67-70), Viggiano 39’53” (6970). Progr.: 5’ 6-9, 15’ 16-36, 25’ 2845, 35’ 56-66.

non sprecassero dei rigori),
mentre Goss viene tagliato fuori da continui raddoppi. L’11-6
Reggio Emilia è figlio anche del
3/9 al tiro di Venezia che intravede già ora la serata da incubo
in attacco. Ad angosciarla ancora di più ci pensa Lavrinovic:
8 punti in 4’, mangiandosi tutto
e tutti col suo gioco sul piede
perno su cui piovono falli e tiri
liberi. Recalcati non trova la
quadra sotto canestro. Ruota
freneticamente per poi imbucarsi in scelte di scorta: Stone
da 4 e Peric pivot. Il croato,
Aradori e Viggiano provano a
ritrovare il ritmo in attacco, ma
Reggio è già a +11 (11-22),
prima della scarica di triple (4)
che spaccano il match: Mussini, Della Valle e due volte Diener, in una fiammata che sa di
antico. Il +22 di un ottimo Della Valle mette in ginocchio Venezia. Molto banalmente: c’è
una squadra che segna e l’altra
no. Reggio (7/10 da tre in 16’)
ha il match nelle mani.

IMPRESENTABILE Venezia
chiude il primo tempo con un
impresentabile 8/25. «Perché
— spiega Recalcati —, ci hanno
incalzati con la loro aggressività che ha ritardato l’inizio dei
nostri giochi mettendoci in
grossa difficoltà. Inoltre, col tiro da tre e sotto canestro hanno
punito tutte le nostre rotazioni
difensive. Poi l’abbiamo rimessa in piedi alzando l’intensità
dietro e trovando ottime transizioni». Il modo migliore per
esaltare Peric, autore di un secondo tempo da fenomeno in
attacco, che ha portato Venezia
a un passo dall’incredibile rimonta. Recalcati offre una lezione di stile: «I contatti? Si sta
parlando troppo degli arbitri,
lasciamoli in pace. Avremmo
voluto dedicare la vittoria a Cameron Moore (ex veneziano,
uscito dal coma ieri, n.d.r): sta
giocando una partita più importante: quella con la vita.
Siamo con lui». Applausi.
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L’ALTRA SEMIFINALE

7

IL MIGLIORE

HRVOJE
PERIC

DARJUS
LAVRINOVIC

8,5

Spadella da tre in avvio. Poi è l’unico
che riesce ad attaccare il ferro e se
Venezia rimane in vita nella ripresa
è quasi tutto merito suo: 17 punti nel
secondo tempo. Devastante.

Stavolta Venezia fatica a prendergli
le misure. Tripla di tabella e 8 punti
già nel 1° quarto. La zona veneziana
mette pressione a tutti ma non a lui
(8 falli subiti).

STONE 4,5 In attacco sbaglia
appoggi semplici che lo mandano
fuori ritmo.
GOSS 5 Quelle sue serate no, dove
in attacco forza possessi che
andrebbero gestiti diversamente.
Unico squillo la tripla del -10
nell’ultimo periodo. Troppo poco.
VIGGIANO 6,5 Insieme a Peric e
Ruzzier è l’anima della rimonta.
ORTNER 4,5 Lavrinovic lo porta a
spasso. Quando c’è lui in campo
Venezia va sotto di brutto.
JACKSON 4 Partecipa con profitto
alla serata delle mani fredde.
RUZZIER 6,5 Si appiccica a
Cinciarini con l’unico scopo di non
farlo respirare. Poi prende coraggio
in attacco ed è uno dei migliori.
RESS 5 Perde, e di brutto, la sfida
con Lavrinovic. Non può certo
brindare alla sua partita numero 34
di semifinale scudetto (4o assoluto).
NELSON 5,5 Serata da incubo su
Lavrinovic. Nel terzo periodo
scioglie il ghiaccio con due triple
che danno speranza alla Reyer.
ARADORI 6 Ricuce il primo strappo
sfruttando l’accoppiamento con
Della Valle. Nel primo tempo forse
andava speso di più.
DULKYS 4 Viene usato da
specialista, ma il canestro non lo
vede mai (0/3 da tre).

CINCIARINI 6,5 Spinge in avvio,
squaderna assist (7) che i suoi non
sfruttano. Stravince la sfida con
Stone. Unico neo: legge male la
zona di Venezia. Qualche persa di
troppo (4).
DIENER 7,5 Da pistolero a mastino:
tiene bene Goss. Da mastino a
pistolero: due triple che danno il
+20. Riemerge alla fine con i due
possessi (canestro e liberi) che
decidono il match. Anche 6 rimbalzi.
SILINS 5 Si carica di falli e non
partecipa alla festa in attacco.
POLONARA 7 Stoppone su Stone e
tripla sul ribaltamento, 8 rimbalzi
nel 1° tempo. Va a strappi ma
produce una gara di grande
sostanza.
CERVI 5 Lavrinovic basta e avanza,
ma lui non mette il quid in più.
MUSSINI 6,5 Tripla del +13 senza
paura. In campo, e bene, nei
momenti caldi.
CHIKOKO 6 Pasticcia davanti, ma è
in campo nell’allungo del 2° quarto.
DELLA VALLE 7 Nei cinque che
firmano il break: punge in attacco e
così le incertezze iniziali in difesa
spariscono. Offre una gara di livello.
KAUKENAS 6 Limitato dai falli:
sono 4 a metà 3° quarto, ma il suo
lo fa eccome con le triple che
lanciano in orbita Reggio.

LA GUIDA
Le due semifinali
sono sull’1-1
Oggi c’è Sassari
Stasera le semifinali debuttano al
PalaSerradimigni di Sassari per
gara-3 contro Milano. Le due serie
sono 1-1 con l’EA7 e l’Umana che
devono riconquistare il fattore
campo.
EA7 Milano-Banco Sardegna
Sassari 1-1
Gara-1: Milano-Sassari 75-84.
Gara-2: Milano-Sassari 84-71.
Gara-3 oggi a Sassari (ore 20.45,

Taurino, Lanzarini, Di Francesco,
diretta RaiSport 1); gara-4 giovedì a
Sassari (20.45); gara-5 al Forum
sabato (18.15); eventuale gara-6 a
Sassari lunedì 8 (20.45); ev. gara-7 al
Forum mercoledì 10 (20.45).
Umana Venezia-Grissin Bon Reggio
Emilia 1-1
Gara-1: Venezia-Reggio Emilia 87-70;
Gara-2: Venezia-Reggio Emilia 69-72;
gara-3 domani a Reggio (20.45, arb.
Paternicò, Sabetta, Rossi, dir. RaiSport
1); gara-4: venerdì a Reggio (20.45);
gara-5: domenica a Venezia (20.45),
ev. gara-6: martedì 9 a Reggio
(20.45): ev. gara-7: giovedì 11 a
Venezia (20.45).

A-2 GOLD

Logan e i cambi di Milano
Dopo il buio, il riscatto?
S
trana serie Milano-Sassari dove la storia racconta che Milano ha vinto tutti i 5 precedenti nei
playoff in Sardegna mentre sono ben 4, su 7 sfide, le volte che
la Dinamo ha espugnato il Forum di Assago. Anche l’anno
scorso, la serie torno a Sassari
sull’uno a uno con il fattore
campo ribaltato: l’EA7 vinse
gara 3 e 4 caratterizzate da una
pessima percentuale del Banco
di Sardegna nel tiro da tre (11
su 58 in due gare, il 21%) e dai
40 punti complessivi di Alessandro Gentile. Ma ormai è
storia, quest’anno le squadre

REGGIO EMILIA

IL MIGLIORE

8

INTENSITA’ Nella ripresa,
quando Venezia risale da -20,
alzando l’intensità e mettendosi a zona, Darjus ritrova il filo
di un attacco che pareva smarrito (29 di valutazione in 20’):
«E ciò — commenta Menetti —
valorizza ancor più il nostro 3°
posto in stagione regolare in

cui Lavrinovic è mancato per
20 partite. E’ un giocatore fantastico». Ma c’è dell’altro. Ovvero Drake Diener: una fiammata che dà il +22 nel secondo
quarto, poi i due possessi decisivi che tengono avanti Reggio
Emilia di un niente: «Drake —
dice Menetti — è cambiato: da
giocatore spettacolare nel
basket champagne del mio
amico Sacchetti, è diventato un
esterno di grande sostanza. Ma
io voglio citare anche gli
Splash brothers (Mussini e Della Valle, ndr): tutti hanno portato qualcosa alla causa». E’ vero, dietro al totem e al pistolero, Reggio Emilia costruisce
una prova corale (eccellente
pure Polonara), mentre Venezia ritrova il senso del collettivo solo quando è con l’acqua alla gola.

5,5

sono diverse e sono altri i temi
tattici delle partite.

LOGAN E LAWAL In gara-2, David Logan per la prima volta in
stagione è rimasto a zero punti
senza realizzare canestri in
azione (0/2). Merito della difesa di Moss e di una avversaria
che fisicamente lo mette in difficoltà. In gara-1 era esploso
nell’ultimo quarto (9 punti), in
gara-2 è sparito. Un problema
per Sacchetti veder evaporare
il suo miglior realizzatore anche se Sosa sta producendo
16.7 punti di media nei playoff.
Ma ancora più critici per Sassa-

David Logan, 32: Moss incombe CIAM

ri in gara-2 sono stati i 19 minuti in campo di Shane Lawal,
subito condizionato dai falli,
minimo stagionale eguagliato.
Cosa che ha costretto Sacchetti
a utilizzare troppo il quintetto
piccolo contro Samuels, perdendo nettamente a rimbalzo.
SENZA PANCHINA I 17’ minuti,
per zero punti totali, giocati
dal trio Ragland-Brooks-Kleiza
sono il punto più basso della
panchina di Milano. Non si sono più alzati dopo che, nel secondo quarto, avevano permesso il rientro di Sassari da
-16 a -7. Una situazione nuova
per Milano da verificare a 48
ore di distanza, nelle gambe di
chi, come Hackett e Gentile,
sono stati in campo 35’. Le
squadre sono al completo, Sassari è tornata già domenica sera in Sardegna, Palaserradimigni esaurito per le due gare.

Gara-2 Torino-Agrigento
Treviso pubblico da A
● Si gioca stasera gara-2
della finale di A-2 Gold tra
Manital Torino e Moncada
Agrigento (ore 20.30,
SkySport 3 HD). La serie è 10 per Torino, si gioca al
meglio delle 5 partite. La A-2
ha diramato i dati di pubblico
della stagione che ha visto
1747 paganti di media, 1968 in
Gold, con un aumento del
3.1%. Il record è in Silver con
la grande performance della
De Longhi Treviso che ha
avuto al Palaverde una media
di 4331 spettatori, quinta
assoluta in Italia dopo
Milano, Bologna, Sassari e
Caserta. In Gold, la più vista
è stata la Tezenis Verona a
quota 3451.

MILANO MULTATA Seimila euro
di multa a Milano dopo gara-2
con Sassari perché i tifosi
hanno fatto cadere la
protezione di plexiglass sugli
ufficiali di campo senza
provocare danni e quelli delle
poltrone vip a bordo campo
hanno due volte intralciato il
lavoro del primo arbitro
Martolini.
MORETTI JR (f.l.) L’azzurrino
Davide Moretti lascia Pistoia per
giocare in A-2 a Treviso.
GENTRY AI PELICANS Alvin
Gentry, assistente di Steve Kerr
a Golden State, è l’allenatore dei
New Orleans Pelicans. E’ già
stato head coach a Detroit,
Miami, Los Angeles Clippers e
Phoenix Suns.

Basket R Un campione in Gazzetta

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

31

Pallavolo R

La Nazionale
aspetta la Serbia
con tre senatori
1Venerdì a Pesaro il primo match
Azzurre al lavoro a Cavalese

Danilo Gallinari, 26, ieri nella redazione della Gazzetta dello Sport dove campeggia il n.1 di tutti i tempi. Michael Jordan BOZZANI

Birarelli, Zaytsev e Rossini: l’Italia ritrova tre senatori TARANTINI

Gallinari pronto per l’Italia
«Mi sento il leader azzurro»

Q

1La stella dei Nuggets: «La medaglia all’Europeo e i Giochi di Rio
sarebbero dei risultati straordinari ma assolutamente possibili»
Davide Chinellato

NON VEDO
PERCHÉ GLI
ALTRI ITALIANI
DELLA NBA NON
DOVREBBERO
ESSERCI

L

eader. Danilo Gallinari lo ripete spesso durante la sua
visita alla redazione della
Gazzetta dello Sport. Perché è
quello che vuole essere come giocatore di basket: leader dei Denver Nuggets in Nba, leader della
Nazionale che a luglio comincerà
la corsa verso l’Europeo, con in
testa Rio e le Olimpiadi del prossimo anno.

GENTILE PUO’
FARCI ENTRARE
NELL’ELITE:
VADA NEGLI
USA MA NON A
HOUSTON

Danilo, obiettivo Rio quindi?
«Sì, e lo sappiamo tutti. Lo avremo in testa ogni giorno».
Ma la medaglia all’Europeo è possibile?
«Sarebbe straordinaria, ma è assolutamente possibile, anche se
siamo capitati nel girone più forte. Dobbiamo creare una chimica
speciale perché è quello che farà
la differenza. Non bisogna per
forza essere amici fuori dal campo, ma il gruppo può rendere
questa esperienza fondamentale,
molto più dei singoli».
Si sente il leader di questa Italia?
«Sì, e sono molto carico per iniziare questa avventura per i rapporti che ci sono con i compagni
di squadra: ci conosciamo praticamente da quando eravamo piccoli. Spero che ci saranno tutti e
gli italiani della in Nba: non posso mettere la mano sul fuoco per
gli altri, ma non vedo perché non
esserci».
Quali sono i compagni da cui si
aspetta qualcosa in più?
«Cinciarini e Hackett. Cincia è il
motore, il nostro play, la nostra
mente. Quello che è successo nel
passato con Daniel è tutto dimenticato, è passato. Gli errori li fanno tutti».
E Gentile?
«Sarà fondamentale, perché è
quello che ci può far diventare
l’elite. Dopo l’Europeo gli consiglierei l’Nba: è il momento adatto
per lui. Ma deve farlo nel modo
giusto, cercando di avere più garanzie possibili. A Houston, con
la squadra attuale per esempio

Danilo Gallinari: il prossimo anno è l’ultimo del contratto con Denver AP

non ce lo vedo».
Gentile sta pensando ai playoff
adesso
«Andrò a vederlo in gara-5. Milano è la favorita, anche se non vinci mai sulla carta. E Sassari è la
squadra che può metterli in difficoltà perché ha la fisicità che le
altre non hanno. Finirà a gara-7».
Si aspettava uno come Metta
World Peace in Serie A?
«No, ma spero che abbia fatto
una bella esperienza e si sia divertito. Personaggi così mancano, spero che ne arrivino altri come nel passato».
E’ pronto ad essere il leader di
Denver?
«Sono sempre pronto, ma è chiaro che servono un allenatore e
una società che mi diano quel
ruolo. L’obiettivo sono i playoff e

lì cercare di andare il più avanti
possibili. La società ha i migliori
propositi: sarà un’estate di lavoro
anche per loro».
Vorrebbe Melvin Hunt ancora come head coach?
«Spero che sia lui il nostro prossimo coach. Conosce molto bene il
basket, anche quello europeo, caratteristica che in un coach Nba
può fare la differenza. E’ una persona molto positiva, molto brava
a motivare i giocatori. Penso abbia le possibilità per avere successo. Farlo insieme sarebbe bello».
Dalle difficoltà col suo predecessore, Brian Shaw, cosa ha imparato?
«A non dare nulla per scontato.
Lui con me non ha avuto pazienza, e quando hai un giocatore che
ha un certo status in Nba e in
squadra devi averla. Penso a gen-

NON PENSO DI
LASCIARE
DENVER:
VOGLIO
VINCERE IL
TITOLO
te come Westbrook e Rose, che
ha avuto infortuni simili ai miei e
che quando sono tornati giocavano comunque 35 minuti e avevano attorno persone pazienti».
Che obiettivo si è dato per questa
fase della tua carriera
«Voglio vincere l’anello e farlo da
protagonista. Un trofeo di squadra ti da qualcosa che un riconoscimento individuale non ti da».
Se dovesse lasciare Denver per
vincere?
«Non voglio pensarci adesso perché Denver mi piace molto. Ho
un ottimo rapporto con la società
e con la gente. Sarebbe un sogno
poter fare qualcosa di importante
lì».
Ma quest’anno chi vince?
«Golden State».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

uesta sera l’Italia si
trova a Pesaro in vista
del doppio e più temibile confronto (rispetto all’esordio con l’Australia) contro la Serbia allenata da Nikola Grbic in
questo fine settimana. Venerdì sera l’Italia sarà di scena all’Adriatic Arena, uno
dei templi italiani di basket
(alle ore 20.40), mentre domenica pomeriggio (ore
18.10) si giocherà la seconda gara al PalaDozza di Bologna (dove a gennaio è andata in scena la final four di
Coppa Italia). Gli azzurri in
questo raduno ritrovano 3
senatori: come Salvatore
Rossini, il capitano Lele Birarelli (che è di Ostra e
quindi a Pesaro sarà di fatto
un po’ a casa) e un altro
marchigiano d’adozione come Ivan Zaytsev che sta recuperando dopo una serie
di problemi fisici che lo hanno penalizzato dal Mondiale in avanti e che proprio
nelle Marche (dai tempi in
cui giocava nella Lube) ha
lasciato un sacco di fans che
di certo lo braccheranno in
allenamento. A loro si aggiunge un altro debuttante
di questa stagione, Jacopo
Massari, mentre dal gruppo
che ha giocato in Australia
sono usciti Botto e Bossi. Da

questa lista allargata Berruto
potrà scegliere i 14 atleti che
affronteranno la Nazionale
serba che è stata battuta due
volte dal Brasile nella prima
giornata della Lega Mondiale e
che è tornata dal Sudamerica
con un solo punto in classifica.
Al lavoro anche la Nazionale
femminile di Marco Bonitta
che ha portato un mega gruppo di 28 giocatrici a Cavalese,
per un primo stage che si concluderà il 12 giugno in vista del
Grand Prix.
a.a.
I CONVOCATI Gli schiacciatori Randazzo, Massari, Antonov, Lanza; i
centrali Anzani, Alletti Mengozzi,
Birarelli; gli opposti Sabbi, Vettori,
Zaytsev; i palleggiatori Travica, Giannelli; i liberi Giovi, Colaci, Rossini.
SITUAZIONE Girone A: ad Adelaide
Australia-Italia 1-3, 1-3. A Belo Horizonte Brasile-Serbia 3-2, 3-1. Classifica: Italia 6; Brasile 5; Serbia 1; Australia 0. Prossimo turno a Pesaro (venerdì alle 20.40) e Bologna (domenica
alle 18.10) Italia-Serbia; Brasile-Australia. Girone B: a Los Angeles Stati
Uniti-Iran 3-1, 3-1 (25-16, 25-16, 20-25,
25-20); a Danzica Polonia-Russia 3-0,
3-2. Classifica: Usa 6; Polonia 5;
Russia 1 Iran 0. Prossimo turno:
Stati Uniti-Russia e Polonia-Iran.
DONNE Le convocate di Bonitta a
Cavalese: Diouf, Mambelli, Caracuta,
Pascucci, Gennari, Tirozzi, Sansonna,
Guiggi, Signorile, Chirichella, De Gennaro, L.Bosetti, C.Bosetti, Arrighetti,
Orru, Sorokaite, Calloni, Folie, Malinov,
Egonu, Camera, Pisani, Melandri,
Loda, Sylla, Parrocchiale, Guerra e
Perinelli.

FRA EUROPA E MERCATO
Le donne di Piacenza in Champions
(ma.mar. - a.a.) La Cev ha
diramato la lista delle squadre per
la prossima Champions l’Italia
avrà di nuovo sei formazioni. Oltre
a Trento, Modena, Civitanova (ex
Macerata) nel maschile e
Casalmaggiore e Novara (nel
femminile) si è aggiunta Piacenza
grazie a una wild card.
UOMINI Hhypo Innsbruck (Aut),
Knack Roeselare (Bel), Lennik
(Bel), Dupnitsa (Bul), Dukla Liberec
(R.Cec), Tours (Fra), Parigi (Fra)
Friedrichshafen (Ger), Berlino
(Ger), Paok Salonicco (Gre), Diatec
Trentino (Ita), Modena (Ita), Lube
Civitanova (Ita), Budvanska
Rivijera Budva (Mont), Asseco
Resovia (Pol), Lotos Danzica (Pol),
Tomis Constanza (Rom), Zenit
Kazan (Rus), Belogorie Belgorod
(Rus), Dinamo Mosca (Rus),
Lubiana (Slo), Dragoni Lugano
(Svi), Arkas Smirne (Tur),
Halkbank Ankara (Tur). A queste si
aggiungono 4 wild card: Noliko
Maaseik (Bel), Belchatow (Pol),
Vojvodina Novi Sad (Ser), Ziraat
Ankara (Tur).
DONNE: Telekom baku (ex Rabita)
(Aze), Lokomotiv Baku (Aze), Agel
Prostejov (R.Cec), Cannes (Fra), Le
Cannet (Fra), Dresda (Ger), Allianz
Stoccarda (Ger), Pomì
Casalmaggiore (Ita), Igor
Gorgonzola Novara (Ita),

Chemik Police (Pol), Trefl Sopot (Pol),
Alba Blaj (Rom), Dinamo Kazan (Rus),
Dinamo Mosca (Rus), UralochkaEkaterinburg (Rus), Calcit Kamnik
(Slo), Vizura Beograd (Ser), Volero
Zurigo (Svi), Fenerbahce Istanbul
(Tur), Vakifbank Istanbul (Tur),
Eczacibasi Istanbul (Tur). Tre le wild
card: Azerrail Baku (Aze),
Nordmeccanica Rebecchi Piacenza
(Ita), Impel Wroclaw (Pol).
A MACERATA (m.g.) La Lube
Civitanova ufficializza l’ingaggio del
nuovo libero, il francese Jenia
Grebennikov dal Friedrichshafen.
Dopo Exiga e Henno è il terzo
transalpino consecutivo in questo
ruolo per i marchigiani. «Arrivo in una
grande società e in una squadra ricca
di giocatori molto forti – ha detto
l’ultimo acquisto Lube -. Sarà la mia
prima volta in Italia, un torneo di
assoluto livello in cui voglio ben
figurare: gli stimoli non mancano,
saremo in corsa per grandi obiettivi,
come Champions e scudetto».
BARAZZA CONFERMATA (a.r.)
Jenny Barazza viene confermata
all’Imoco Conegliano.
TORINO IN A-2 (f.c.) Dopo Pesaro, è
la Lilliput di Settimo Torinese la
seconda squadra promossa in A-2
femminile. Le piemontesi hanno
battuto in casa in gara-3 della finale
fra le prime dei gironi di serie B-1 le
friulane della Domovip Porcia per 3-0.

32

Rugby R L’intervista

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

«La Coppa del mondo
in Italia nel 2023?
Ci potete credere»

Coppa del Mondo 2023?
«Il traguardo per le edizioni
2015 e 2019 è stato mancato di
un soffio. Ne sono convinto:
riproponendo quel modello, si
potrà arrivare lontano».

1Gosper, direttore generale della federazione

Non sarebbe più plausibile una
candidatura congiunta con la
Francia, come ventilato?
«Di norma preferiamo candidature singole. E la Francia,
come Irlanda e Sudafrica, ha
già fatto intendere di volerci
provare a sua volta».

internazionale: «Stadi e turismo: partirete in pole-position»
«Perché lo standard organizzativo è elevatissimo e il Paese
ambito come pochi altri».

Andrea Buongiovanni
MILANO

P

apà Kevan è stato eminente figura del Cio per
trent’anni, fino a diventarne vice presidente. Suo fratello Dean è nell’esecutivo della
federazione internazionale dello sci. Lui, ex giocatore (al Racing Parigi dal 1981 al 1990),
dal luglio 2012 è direttore generale di World Rugby, l’ex Irb, la
federazione internazionale
ovale presieduta dal francese
Bernard Lapasset e ora lo è anche del comitato organizzatore
della Coppa del Mondo di Inghilterra 2015. Brett Gosper,
55enne australiano, muove i fili
del rugby internazionale. Di un
movimento che, grazie alla rassegna iridata under 20, da venerdì scorso, con la presentazione di Milano e nei prossimi
venti giorni, farà base in Italia.
Quale valenza ha questa manifestazione?
«A differenza di quanto avviene
a livello assoluto, non è pensata
in funzione di tutto ciò che ci gira intorno, ma è voluta espressamente per i giocatori».

Come si colloca, oggi, il movimento tricolore sullo scacchiere internazionale?
«C’è una federazione all’avanguardia, c’è un numero di giocatori quadruplicato rispetto a 15 anni fa, c’è un interesse per la Nazionale e il
Sei Nazioni di primissimo piano».

«IL MONDIALE 2015
IN INGHILTERRA SARA’
UN SUCCESSO:
VENDEREMO 2.6 MILIONI
DI BIGLIETTI»

Ma le contraddizioni restano e la Nazionale non cresce...
«Ora serve fare un altro salto
di qualità, pensare di più alla
base. Il sistema delle Accademie è vincente, ma deve essere
applicato nel modo giusto,
non rimanere fine a se stesso».

BRETT GOSPER
DIR. GENERALE WORLD RUGBY

Quant’è concreta la possibilità
che sia l’Italia a ospitare la

Sergio Parisse, 31
anni, capitano di
un’Italia in spinta
verso il futuro GETTY

Ma mancano gli impianti e portare pubblico a certe partite
sarebbe impossibile.
«Gli stadi del calcio, come dimostra Inghilterra 2015, vanno bene e il vostro Paese ha attrattive turistiche senza eguali. Dall’estero arriverebbero
gli stessi 400.000 spettatori
che sbarcheranno tra tre mesi
Oltremanica».

Non ritiene che Roma 2024
possa diventare un ostacolo?
«No, anzi: il Giappone ospiterà la Coppa del Mondo 2019 e
l’anno successivo, a Tokyo,
l’Olimpiade estiva».
Quali le scadenze?
«L’intenzione alla candidatura
andrà avanzata entro il 15 giugno e formalizzata entro il
giugno 2016. La scelta verrà
invece fatta nel maggio 2017».
Come sarà Inghilterra 2015?
«Enorme: sono già stati venduti oltre due milioni di biglietti e si arriverà a circa 2,6.
Per Inghilterra-Australia del
girone di qualificazione sono
arrivate 640.000 richieste.
L’impatto economico sarà gigantesco».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

In che senso?
«Nell’ultima Coppa senior,
Nuova Zelanda 2011, sono stati
52 i giocatori che avevano partecipato ad almeno una delle
prime quattro under 20. E’ la
prima possibilità di confronto
con l’estero. E per molti l’approdo all’alto livello è garantito».

MONDIALE UNDER 20

Stasera sfida
tra Italia
e Sudafrica

O

ggi, con sei partite tra
Parma e a Calvisano,
scatta l’8a Coppa del
Mondo under 20. L’Italia di
Alessandro Troncon è in un
girone di ferro: dopo le due
impossibili sfide iniziali (stasera a Calvisano contro il Sudafrica e sabato a Parma
contro l’Australia), la terza
(mercoledì 10 contro Samoa
ancora a Calvisano) è la sola
sulla carta abbordabile. E’
però chiaro che l’obiettivo
non può che essere la salvezza: per questo i match-chiave saranno quelli di semifinale (lunedì 15) e finale (sabato 20). Trenta, in totale, le
partite. Con l’Inghilterra vincitrice delle ultime due edizioni, il pronostico è anche
per le tre super potenze dell’Emisfero Sud: Nuova Zelanda, Sudafrica e Australia.
Girone A: Francia, Galles, Inghilterra, Giappone.
Girone B: Italia. Samoa, Sudafrica,
Australia.
Girone C: Irlanda, Argentina, Nuova Zelanda, Scozia.
Oggi. A Parma - Ore 16.30: Irlanda-Argentina. Ore 18.30: AustraliaSamoa. Ore 20.30: Nuova ZelandaScozia. A Calvisano (Bs) - Ore
16.30: Francia-Galles. Ore 18.30:
Inghilterra-Giappone. Ore 20.30:
Italia-Sudafrica (diretta RaiSport 2,
ore 20.20).
Italia (oggi): De Santis (Calvisano);
Agbasse (Asolo), Lamaro (Lazio),
Gabbianelli (Pesaro), Beraldinn
(Valsugana); Azzolini (Pesaro),
Ferrari (Calvisano); Cornelli (Mogliano), Polledri (Bristol), Lazzaroni
(Treviso); D’Onofrio (L’Aquila), Zanetti (Calvisano); Cincotto (San
Donà), Luus (Accademia Fir); Buonfiglio (Mogliano). A disposizione:
Ferraro (Mogliano), Pavesi (Calvisano), Dallavalle (Viadana), Ortis
(Veneziamestre), Archetti (Rovato),
Raffaele (L’Aquila); Minozzi (Valsugana); Sperandio (Mogliano).
Altre Italia: Australia (sabato, ore
20.30, a Parma); Samoa (mercoledì
10, ore 20.30, a Calvisano).
Semifinali (lunedì 15): a Calvisano e
Viadana (Mn).
Finali (sabato 20): a Cremona.


QUI ROVIGO (i.m.) Il k.o. di Rovigo
nella finale scudetto diventa «processo pubblico». Il club ha convocato i tifosi oggi alle 22 al Battaglini per
affrontare il dramma sportivo.

Perché in Italia per la seconda
volta in quattro stagioni?

Atletica R Giovedì il Golden Gala

La rivelazione Stowers
a Roma crescerà ancora?
1La 23enne

statunitense,
studentessa
modello, nei 100 hs è
arrivata fino a 12”35

J

asmine Stowers, rivelazione della stagione degli
ostacoli alti, fino al maggio dello scorso anno, è stata
molto seriamente sui libri. Già
studentessa modello al liceo di
Pendleton, cittadina del South
Carolina di circa 3000 abitanti
dove è nata e cresciuta, all’università di Louisiana State – la
stessa che frequentò Lolo Jones – si è laureata a pieni voti in
scienze dell’alimentazione. A
quel punto l’atletica, fin lì poco
più che un’attività ricreativa,
s’è trasformata in una priorità
assoluta. Diventata professionista (ora è gestita dallo statu-

nitense Mark Wetmore, uno
dei manager più affermati nel
panorama internazionale), il
salto di qualità è stato immediato. Gli allenamenti sono aumentati, nella qualità e nella
quantità. E i risultati sono arrivati di conseguenza.
L’ESCALATION Nei 100 hs partiva da un personale di 12”71,
ottenuto nella batteria dei
campionati nazionali del giugno scorso a Sacramento, dove
finì quarta. Poi, passando per il
titolo indoor di Boston sui 60
hs di inizio marzo (7”84), ecco
la clamorosa escalation sui 100
hs. Prima, il 25 aprile, alle
Drake Relays di Des Moines,
uno sfavillante 12”40, aiutato
dal vento (+1.9), ma con condizioni meteo quasi proibitive
e mettendosi alle spalle gente
come Dawn Harper, olimpionica 2008 e vincitrice della Diamond League 2014, Kristi Castlin, Queen Harrison e Brian-

na Rollins, iridata in carica.
Poi, il 9 maggio, a Kingston, in
Giamaica, con 12”39 (+2.0),
1/100 di progresso. Infine, sei
giorni più tardi, all’esordio nel
circuito Iaaf, un eclatante
12”35 (+0.9), settima prestazione mondiale all-time, mettendo in fila, oltre a Harrison,
Castlin e Harper, anche la cresciutissima Sharika Nelvis
(12”54), Tiffany Porter e l’oro
olimpico in carica, l’australiana Sally Pearson. Non male per
una che prima, a livello internazionale, aveva corso soltanto una volta, ai Mondiali allievi
di Ostrava 2007, quando fu
quarta.
IL FUTURO «Sono tempi incredibili, inattesi – commenta –
ma dimostrano che ai Trials
per i Mondiali di Pechino potrò
giocarmi le mie carte, eventualmente far bene in Cina e
poi, se tutto andrà per il meglio, all’Olimpiade di Rio 2016.

SU VANITY FAIR USA

L’ex decatleta
Jenner ora
è Caitlyn

Jasmin Stowers, 23 anni, a destra e l’oro olimpico Sally Pearson a Doha GETTY

E’ bello poter sfidare stelle del
genere». L’occasione le ricapiterà giovedì al Golden Gala
(dove oltre alle migliori connazionali, alla Porter e alla Pearson, troverà anche la bielorussa Talay) e sabato 13 a New
York. Un fisico nella norma
(1.75 per 64 kg) e tecnicamente molto pulita, non in molti
avrebbero potuto scommettere
su una tale crescita. Forse solo
la sua famiglia: dai genitori,
papà Ronald e mamma Gena,
allo sorella maggiore Brittany
e al fratello minore Jamal. Sono da sempre i suoi primi tifosi.

AZZURRI A Roma non avrà rivali italiane. Gli azzurri saranno Desalu e Marani (200), Benedetti (800), Fofana (110 hs),
Capotosti (400 hs), Stecchi
(asta), Secci (peso), Bonvecchio (giavellotto) e Hooper
(200), Grenot (400), Trost (alto), Pedroso (400 hs), Vicenzino (lungo), più Ferraro, Obou,
Riparelli e Tumi nella serie B
dei 100. Con loro, under 20 come Chiappinelli e Yema Crippa
nei 1500 uomini e Bellò, Vandi
e Zenoni negli 800 donne.
a.b.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

● Il decatleta statunitense
Bruce Jenner, indimenticato
oro olimpico a Montreal
1976, ha completato la
transizione di genere e ora si
presenta al mondo nella sua
nuova veste sulla copertina
di Vanity Fair Usa: è nata
Caitlyn.

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Tennis R Roland Garros
OGGI QUARTI
DALLE 14

Molta curiosità per il quarto di finale
Nishikori-Tsonga, con il giapponese,
allievo di Michael Chang, in
formissima, in vantaggio 4-1 nei
precedenti, tutti sul cemento, e il
francese che, con 11 quarti di finale
nei Majors, è il primatista del suo

paese, come anche per gli 11 «top ten»
battuti.
ROLAND GARROS (28.028.600 ,
terra). Uomini, ottavi: Murray (Gb) b.
Chardy (Fra) 6-4 3-6 6-3 6-2; Ferrer
(Spa) b. Cilic (Cro) 6-2 6-2 6-4;
Federer (Svi) b. Monfils (Fra) 6-3 4-6

6-4 6-1; Nadal (Spa) b. Sock (Usa) 6-3
6-1 5-7 6-2; Djokovic (Ser) b. Gasquet
(Fra) 6-1 6-2 6-3. Doppio, quarti:
BOLELLI-FOGNINI b. Albot-Rosol
(Mol-Cec) 6-2 5-7 6-2.
Donne, ottavi: S. Williams (Usa) b.
Stephens (Usa) 1-6 7-5 6-3; ERRANI b.

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Goerges (Ger) 6-2 6-2; Van Uytvanck
(Bel) b. Mitu (Rom) 6-1 6-3; Muguruza
(Spa) b. PENNETTA 6-3 6-4; Safarova
(Cec) b. Sharapova (Rus) 7-6 (3) 6-4;
Bacsinszky (Svi) b. Kvitova (Cec) 2-6 60 6-3. Doppio, ottavi: PENNETTAHsieh (Taiw) b. Husarova-Kania (Slk-

33

Pol) 6-3 7-5.
OGGI (dalle 14, diretta Eurosport ed
Eurosport 2). Chatrier: Ivanovic (Ser)
c. Svitolina (Ucr); Nishikori (Giap) c.
tsonga (Fra). Lenglen: Muguruza (Spa)
c. Safarova (Cec); Wawrinka (Svi) c.
Federer (Svi).

IN DOPPIO

Piccola Errani
grande cuore
«Senza doppio
sono più forte»

Fognini e
Bolelli avanti
La Pennetta
si consola
PARIGI

A

1Sara ai quarti per il quarto anno di

fila: «Con la Vinci sono ancora amica»
Ora ritrova Serena, fuori la Sharapova

Vincenzo Martucci
INVIATO A PARIGI
twitter@VinceMartucci

C

osì piccola, e fragile, Sara
Errani ha l’oggi più incerto rispetto alle virago del
tennis. Contro la seconda walkiria di fila del Roland Garros, la
deliziosa Julia Goerges, gioca
quasi la partita perfetta: «Sono
fra le prime otto per il quarto anno di fila, sono molto contenta, è
un grande traguardo e ho sempre più fiducia». La guerriera di
Romagna commette appena tre
errori gratuiti: «Sono stata brava
a spingere sempre col dritto, e
anche al servizio, che rimane il
mio punto debole». E costringe
la picchiatrice tedesca a 45 errori: «Lei ha iniziato benissimo, poi
un po’ alla volta sono riuscita a
farla rallentare, a stancarla, tanto che i suoi colpi pesanti mi facevano sempre meno male. Ma
ogni giorno è diverso dall’altro,
ho avuto buone sensazioni anche in altri tornei, ma poi le cose
non sono andate sempre bene, e
può succedere ancora, l’importante è farsi trovare pronte. Anche qui a Parigi, al primo turno,
il feeling era negativo, sia di fisico sia di colpi».

ULTIMA CENA L’oggi, rispetto a
quello di dodici mesi fa, ha qualcosa in più: «Mi sento più fresca.
E’ stata molto importante la scelta di non giocare il doppio, sto

molto meglio, un giorno in più di
riposo fra un match e l’altro aiuta e si fa sentire». Oggi il sorriso è
più disteso di altri oggi: «Per 4-5
anni Robi ed io siamo state un team, sempre assieme, tutte le settimane e i tornei, è stato dispendioso, e io ho sentito la necessità
di sentirmi più fresca. Ho preso
io la decisione di non giocare più
il doppio, è stata una scelta tennistica: volevo pensare in modo
diverso la mia carriera in singolare. Per ora va bene così, più
avanti vedremo». L’amicizia con
la Vinci, quindi, è salva: «La sento, ci vediamo, l’ultima cena insieme? L’altro ieri».
RISPOSTA Chissà come sarà
l’oggi di domani, contro Serena
Williams: «Per avere il lusso di
lottare con lei bisogna che non
sia al 100% e che io giochi una
grandissima partita. Ci proverò,
anche se Serena va un po’ a giornate e magari stenta, ma alla fine
vince, e magari mi dà un altro
6-0 6-1 come due anni fa qua a
Parigi». La numero 1 del mondo
ricorda benissimo il 4-6 7-6 6-3
dell’ultima Fed Cup sulla terra di
Brindisi, con la Errani che è arrivata a due punti dal match, sul
5-4 e servizio. Non può permetterselo con le temperature in crescita, sull’ostica terra rossa, con
lei costipata che rimonta per la
terza partita di fila. «Ancora un
incredibile sforzo, sono impressionato», applaude coach Patrick Mouratoglou. All’erede, Sloa-

Il saluto tra Sara Errani, a destra, e Julia Goerges e, sopra, la
gioia dell’italiana, nelle prime 8 a Parigi per il 4° anno di fila GETTY

270

● Le partite vinte negli Slam da
Serena Williams: l’attuale
numero 1 è la quarta di sempre
dopo Navratilova (306), Evert
(299) e Graf (278)

4

● La classifica della Sharapova
alla conclusione del torneo: la
siberiana perde 2 posizioni a
vantaggio di Petra Kvitova (n. 2)
e Simona Halep (n. 3).

ne Stephens non basta volare il
primo set per 6-1 in 23 minuti,
non basta il successivo 4-3 e neppure il 5-4, quando arriva a due
punti dal match. Sudando in modo impressionante nella tenuta
rosa a maniche lunghe, la Tyson
del tennis, sempre a mezzo servizio per la bua al gomito, gioca il
tutto per tutto su due-tre colpi,
piazza il 7-5 seminando 33 errori gratuiti, e poi scappa via imparabile fino al 6-3 finale, con una
risposta di rovescio, assolutamente feroce.
MARCIA «La mia avversaria
aveva una marcia diversa, è più
consistente su tutt’e due i lati, ha
giocato molto aggressivo e, sulla
terra, ha un più tempo per trovare di più gli angoli. Io ho lottato,
ma non è stato abbastanza», riassume Maria Sharapova, che ha
vinto due delle ultime tre finali,
ma sta soffrendo di una tosse fastidiosa. L’avversaria, la mancina ceca Lucie Safarova, ex fidanzata di Tomas Berdych, trova
non già Flavia Pennetta, ma la
21enne Garbine Muguruza ai secondi quarti di fila a Parigi. «Sapevo che non dovevo accorciare,
sapevo che potevo fare la differenza con le accelerazioni ma,
sul 4-1 del secondo set, ho avuto
meno energie e non sono più riuscita a tenere molto alta l’intensità. Mi dispiace un po’, ma ho fatto un buon torneo». A 33 anni,
l’oggi della Pennetta è più duro.

MILITO Gli amici azzurri, già
vincitori a gennaio sul cemento degli Australian Open, superano il binomio Albot-Rosol e
marciano decisi anche sulla
terra rossa, verso il Masters di
novembre a Londra. «Simone
s’è ripreso, purtroppo, in Italia, se uno si fa male è uno che
ha perso tempo, invece lui aveva avuto due operazioni al polso, ora che è nei primi 50 del
mondo deve vincere qualche
torneo più piccolo, per prendere ancora più fiducia. Già vale i
primi 30, e poi penserà ai 20. E
magari farà un’estate come la
mia, che mai me la sarei aspettata: sembravo Milito, facevo
quello che volevo appena toccavo la palla», dice Fognini di
Bolelli. «Tecnicamente, Fabio è
secondo solo a Federer per la
facilità con cui fa le cose, è meglio anche di Djokovic e Murray, sia in difesa, sia per quanto
tira forte e per la varietà, deve
solo migliorare al servizio. Sulla terra rossa, vale i primi cinque del mondo», dichiara Bolelli di Fognini. Con Flavia Pennetta, la fidanzata di Fabio,
che va nei quarti di doppio, insieme ad Hsieh, di Taipei, anche se incrocia le ostiche ceche
Hlavackova e Hradecka. «E’ la
prima volta che vinciamo tre
partite di fila insieme».
v.m.

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LE ALTRE PARTITE

Federer annulla Monfils, Djokovic è un rullo
1Nella prosecuzione con il francese,

sua palla viaggia veloce. Amo
giocare il mio miglior tennis,
ma è più importante andare
avanti nel torneo. Spero di avere una marcia in più da poter
innestare nei prossimi giorni.
Mi sento ancora fresco fisicamente e carico, ora guardo
avanti».

Roger senza problemi: ora Wawrinka
Nadal perde il primo set del torneo
Luca Marianantoni

I

l fantasma di Gael Monfils
ha provato a insinuarsi nei
sogni di Roger Federer, ma
la luce del tiepido sole parigino
ha restituito allo svizzero la
brillantezza necessaria. L’oscurità e la pioggia sono un brutto
ricordo, come la volée di rovescio finita in rete domenica sera. Sono bastati 62 minuti a Federer per disinnescare le bombe di Monfils e approdare per

l’11a volta ai quarti del Roland
Garros. «Gael — racconta Roger — è un avversario difficile;
alti e bassi sono naturali quando giochi tre su cinque. Nel
quarto set lui ha rallentato e io
invece sono stato solido».
Monfils è sceso subito, senza
mantenere il ritmo dei primi 2
set di domenica: Federer gli
strappa subito il servizio, difende una palla break sul 4-3 e
poi si invola. Felice: «Mi sento
vicinissimo al top della condizione. Gael è un buon test, la

Sopra, Roger Federer, 33 anni
Sotto, Novak Djokovic, 28 EPA

DERBY E avanti c’è Stanislas
Wawrinka: «Io e Stan ci siamo
affrontati tante volte, sono
molto fiducioso, ma se andrà
male tiferò per lui» . Un Federer assolutamente realista:
«Qualche volta il pensiero di rivincere Parigi si insinua nella
mia testa, come quello opposto, cioè perdere al prossimo
incontro, prendere l’aereo e

nticipano di un giorno
per agevolare il viaggio
Parigi-Prostejov dei
colleghi, iscritti a quel Challenger. E quindi rigiocheranno la
semifinale del Roland Garros
soltanto giovedì. «Due giorni
di vacanza: puntiamo a EuroDisney», azzarda Fabio Fognini. Solo oggi sapranno quale
sarà la coppia avversaria, anche se sospettano di trovarsi di
fronte i soliti gemelli Bryan,
come nella sfortunata finale di
Montecarlo. «Hanno mille
schemi e non ci stanno a giocare da fondo come piacerebbe a
noi, anche perché noi a tennis
giochiamo forse meglio», suggerisce Simone Bolelli.

tornare a casa».
RULLI Nella parte alta del tabellone avanzano come carri
armati sia Novak Djokovic sia
Rafael Nadal, in compagnia
del solito David Ferrer e del
britannico Andy Murray.
Djokovic impiega 24 minuti
per vincere 2 dei primi 3 game
contro Gasquet e solo un’ora e
36 per completare l’opera senza smarrire un set come già
successo a Nishikori. Nadal invece scivola sulla trappola che
gli ha teso Jack Sock: il maiorchino arriva a servire per il match sul 5-4 del terzo set prima
di doversi trattenere anche per
il quarto.
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très vite
TSONGA-ANDUJAR
IL MATCH PIU’ VISTO
SULLA TV FRANCESE
● (lu.mar.) Il match del
Roland Garros più seguito in
televisione quest’anno su
France 3 è stato TsongaAndujar con una media di 3.4
milioni di telespettatori e uno
share del 16.3%. Il match
point tra Monfils e Cuevas
invece è stato seguito da 4.5
milioni di persone.
BUON COMPLEANNO Justine
Henin, quattro volte
vincitrice a Parigi, ha
festeggiato il 33° compleanno
seguendo il successo della
connazionale Van Uytvanck,
approdata ai quarti da
numero 93 del mondo: «lei
mi ha ispirato».

34

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE
SCI : L’AUSTRIACA

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

35

1HOCKEY PISTA: TEST AZZURRO (m.nan) Stasera (20.45) al Palarovagnati di Biassono (MB) la partita

fra la nazionale e il Roller Monza, unica amichevole degli azzurri prima della partenza per il Mondiale di La
Roche Sur Yon (20-27/6). L’amichevole festeggia il ritorno in serie A-1 della squadra brianzola.

OLIMPIADI / 1972

VELA
ATLETICA

Hosp, stop a 31 anni Un monumento
Vinse la Coppa 2007 per ricordare
«Fuoco spento»
la strage di Monaco

Nicole Hosp, 31 anni , austriaca di Ehenbichl, 3 podi olimpici e 5 mondiali AP

5 settembre 1972, Villaggio dei Giochi di Monaco: l’irruzione dei terroristi

A

Giochi tragici del 1972 a
Monaco. Tanti modi per
ricordare quella strage.
Ora il governo tedesco annuncia la costruzione di un
monumento alla memoria
degli atleti israeliani uccisi
durante l’Olimpiade bavarese da un commando palestinese di Settembre Nero.

31 anni Nicole Hosp
dice basta. L’austriaca
annuncia il ritiro
quattro mesi dopo la sua
quinta medaglia mondiale.
Nicole, che nel 2007 vinse la
Coppa del Mondo e nel 2008
s’arrese solo all’americana
Lindsey Vonn, ai Mondiali di
Beaver Creek lo scorso febbraio è salita sul podio di
combinata (argento): ha anche un oro iridato (gigante a
Are 2007), un altro argento
e tre bronzi. Vanta anche tre
medaglie olimpiche: bronzo
in superG e argento in combinata a Sochi 2014, argento
in slalom a Torino 2006. Nel
2009-10, a causa della rottura dei legamento di un gi-

IPPICA

Napoleon Bar
per il riscatto
a Bologna

Napoleon Bar vince 9 GP PERRUCCI
● BOLOGNA Oggi come da
tradizione Bologna onora la
festa della Repubblica con
l’omonimo Gran Premio.
Napoleon Bar dopo il nulla di
fatto del Lotteria ha la
possibilità di centrare la
prima vittoria di un 2015
finora deludente, nel quale ha
come miglior risultato il
secondo nel Costa Azzurra.
Ma non dovrà sottovalutare il
veloce Miguel Wf, reduce dal
successo nell’Orlandi.
6ª corsa - 17.20 - GP della
Repubblica - m 1660: 1
Plutonio (A. Farolfi); 2 Per
Amore Gual (R. Vecchione); 3
Miguel Wf (G. Minnucci); 4
Rombo di Cannone
(V.P.Dell’Annunziata); 5
Napoleon Bar (E. Bellei); 6 Re
Italiano Ur (G. Lombardo jr);
7 Maestrale Spin (M. Minopoli
jr); 8 Louvre (Fed. Esposito); 9
Pace del Rio (Santo Mollo); 10
Pacific Model (R. Gallucci).
● MONDIALE AL MONTATO
Domenica a Stoccolma, il
francese Torre Crepin (A.
Lamy) ha stabilito in 1.10 sul
miglio il mondiale al trotto
montato, migliorando di 5
decimi quello del
connazionale Vivier de
Montfort, segnato nella
stessa prova del 2010.

nocchio durante un allenamento, fu costretta a saltare la stagione e di conseguenza anche
l’Olimpiade di Vancouver. Dal
debutto nel 2001 in Coppa del
Mondo Nicole ha vinto 12 gare
in tutte le specialità meno la discesa, in cui è stata al massimo
terza (57 podi in totale).
MOMENTO GIUSTO «E’ arrivato
il momento giusto per cambiare, so di non poter più tornare ai
miei vecchi livelli e non si può
gareggiare a vita, non ho più il
sacro fuoco dentro» ha detto la
tirolese e polivalente “Niki”.
Nel novembre 2014, la Hosp era
tornata a vincere in slalom ad
Aspen dopo 6 anni. «Dopo tutti
i problemi, un gran successo».

ANTIDOPING

Capua alla testa
della commissione
del Ministero
● (v.p.) Sarà Pino Capua, per
13 anni numero 1 della
commissione antidoping della
Figc, il nuovo presidente della
commissione di vigilanza sul
doping del ministero della
Salute. Le nomine sono state
firmate nei giorni scorsi. Nella
commissione, ci sono anche il
presidente della Federazione
Medico-Sportiva Maurizio
Casasco, per il Coni, e il
presidente della federazione
mondiale di medicina dello
sport, Fabio Pigozzi, per il
dipartimento sport di Palazzo
Chigi, con Carlo Signorelli e
Alessia Di Gianfrancesco. Gli
altri membri: sono Roberta
Pacifici (Isti. Sup. di Sanità);
Luigi Mancuso e Ferdinando
Tripi (Stato-Regioni); Pietro
Dalla Porta (Nas); Renato
Caprino e Giovanni Staffilano
(Ministero). Ancora invece in
anticamera, e chissà per
quanto tempo ancora, la
traduzione operativa
dell’accordo Coni-Nas.
Bisogna aspettare infatti il
nuovo sottosegretario allo
sport. Ma del candidato
principale a quella carica,
Luca Lotti, si parla ora come
nuovo plenipotenziario di
Renzi nella «macchina» del Pd.

Pino Capua, ha 61 anni

I

NEL VILLAGGIO Il monumento sarà realizzato nell’ex
Villaggio dove avvenne la
strage, trasformato in centro
residenziale. Il Cio, presieduto dal tedesco Thomas Bach, si è detto favorevole alla
realizzazione di un memoriale delle vittime in occasione dell’Olimpiade di Rio de

BASEBALL

Coppa Campioni
Subito Bologna
contro S.Marino

Carlos Duran del San Marino
● (m.c.) A Parigi e Rotterdam
scattano le eliminatorie di
Coppa Campioni. In Francia,
subito di fronte il Bologna
tricolore ed il San Marino
detentore. Gli emiliani di Nanni
schierano Fleming, uno degli
stranieri col closer Rivero e al
ricevitore Rodriguez. Rimane a
casa il 3a base Suarez.
Bologna con i lanciatori
Pugliese, D’Angelo e Cicatello,
l’interno Mondino. San Marino,
preferisce Cubilan, Rodriguez
e Vazquez a Duran e Figueroa,
avrà Persichina. In Olanda, il
Rimini, battuto in finale nel
2013 da Bologna e 2014 da
San Marino, ci riprova: non
trionfa dal 1989. Munoz si
affida ai lanciatori Candelario
e Moreno e all’interbase
Olmedo e rinuncia alla mazza
di Romero. Debutto con
l’Heidenheim di Hartley.
Oggi. A Rotterdam: Senart
(Fra)-Brno (R.Cec), 15 RiminiHeidenheim (Ger), Rotterdam
(Ola)-Elizavetgrad (Ukr). A
Parigi: 12 San MarinoBologna, Solingen (Ger)Amsterdam (Ola), Brest Zubrs
(Biel)-Puc Parigi (Fra).
● RECUPERI (m.c.) Nettuno e
Godo a Roma recuperano
gara-2 del 4 aprile. 15.30:
partenti Salciccia e Loardi.

Janeiro 2016, nonché dell’inserimento di un richiamo nella cerimonia conclusiva della rassegna brasiliana. Lo ha riferito
Ankie Spitzer, vedova di Andre,
l’allenatore di scherma ucciso
nell’attacco in quel 5-6 settembre in cui 2 atleti che avevano
opposto resistenza, vennero subito uccisi dai terroristi, i quali
presero in ostaggio altri 9 membri della delegazione israeliana. In un successivo tentativo di
liberazione delle teste di cuoio
tedesche avvenuto in un aeroporto fuori città morirono tutti
gli atleti sequestrati, 5 terroristi
e un poliziotto. Qui e nel Villaggio ci sono state celebrazioni
solenni in occasione del quarantennale dell’attentato.

NUOTO

Bravo Rivolta:
due esami da 30
e 52”92 in acqua
● (al.f.) Tra allenamenti e
studio, gare e malanni, Matteo
Rivolta ritrova morale e
bracciata quando ormai il
conto alla rovescia per i
Mondiali di Kazan è già
iniziato. Il 23enne di Arconate,
che domenica ha gareggiato a
Bellinzona (Svi) con qualche
linea di febbre ma riuscendo
comunque a vincere 100-200
farfalla (53”53, 2’04”09), ieri
nel meeting di casa a
Gallarate ha stampato un
incoraggiante 52”92 nella gara
in cui è primatista italiano e
finalisti mondiale. La scorsa
settimana, l’allievo di Gianni
Leoni s’è tolto la soddisfazione
da studente (è iscritto a
economia all’università di
Castellanza) superando 2
esami con il massimo dei voti.
Donne: 100 ra Castiglioni,
1’09”41, Fissneider 1’10”40;
200 ra Fissneider 2’32”02.
● ORSI (al.f.) Dopo aver vinto
lo sprint, Marco Orsi vince i
100 sl al trofeo Nicoletti di
Riccione in 49”00. Uomini:
200 do Sabbioni 2’01”40; 200
ra Paganelli 2’19”53; 100 fa
Masiero (’97) 55”37. Donne:
200 ra Celli 2’28”24; 100 fa
Pirovano (2000) 1’02”87; 200
mx Nesti 2’20”41.

CHE KIRCHLER: 62.56
(d.m.) Ieri a Castiglione della
Pescaia (Gr) 62.56 di Hannes
Kirchler nel disco. Uomini. 1500:
Guidotti Icardi 3’52”61. Disco:
Kirchler 62.56; Apolloni 59.60; Di
Marco 56.16. Martello: Lingua
74.01; Falloni 69.05. Donne. 3000
sp: Reina (j) 10’27”85. Asta:
Marzenta 4.10. Giavellotto: Bani
51.20. Domenica. Donne. Disco:
Aniballi 56.99; Strumillo 55.91.
Martello: Salis 67.55.
● PISTA ITALIA (si.g.) A Busto
Arsizio (Va), rientro post maternità
per Micol Cattaneo, 12”14 nei 100 (1.3). Uomini. 400: Lambrughi 47”49;
Lo Verme 47”78. Donne. 400: V.
Troiani (j) 54”65. A Besana Brianza
(Mb). Donne. Asta: Benecchi 4.20.
A Milano. Donne. Alto: Rossi 1.81.
Asta: Cargnelli 4.00. Giavellotto:
Casarotto (j) 49.26. A Gemona del
Friuli (Ud). Uomini. Martello:
Bortolato 69.13. A Livorno. Uomini.
400: Landi 47”78. A Villafranca
(Vr). Uomini. 1500: Gerratana
3’48”59. Donne. 1500: Bernasconi
4’16”89; Aprile 4’18”54. A L’Aquila.
Donne. 100 (-0.2): 2. Bongiorni
11”83. A Rieti. Uomini. 400 hs:
Proietti 51”91. Asta: Sinno 5.10. A
Lana (Bz). Uomini. Decathlon:
Marsi 7102; Simionato 7012. Donne.
Eptathlon: 2. Palumbo 5192. A
Slovenska B. (Slo). Donne. Triplo:
2. D’Elicio 12.98 (-0.8). A
Oordegem (Bel). Uomini. 400: 6.
Vanzo 47”27. Donne. 800: 8.
Baldessari 2’05”09.

BEACH VOLLEY


MAJOR SERIES (c.f.) A 3
settimane dal Mondiale olandese, il
World Tour oggi a Parenzo (Cro)
con le qualifiche femminili (GioriaMomoli e Giombini-Zuccarelli). Da
domani anche Menegatti-Orsi Toth
ed il torneo maschile.
● A BARCELLONA (c.f.) Finalederby nel torneo Wevza di
Barcellona: Caminati-Rossi 2-0 a
Cecchini-Martino; 2° posto per
Giombni-Toti, k.o. 2-0 con Van
Gestel-Van der Vlist (Ola) e quarte
Cicolari-Bianchin, 2-0 da LonguetJupiter (Fra) nella finalina.

BOXE


TORNA BUNDU(r.g.) L’ex
europeo welter Leo Bundu (31-1-2)
torna negli Usa, dopo la sconfitta di
dicembre a Las Vegas contro Keith
Thurman (Usa 24) per l’interim
Wba. Il 26 giugno a Seattle (Usa)
disputa un test sui 10 round, per
l’aggancio al Mondiale.
● AL PRINCIPE (r.g.) Il 20 giugno
al Teatro Principe di Milano, per la
OPI 2000, Emy Blandamura (23-1)
tenta la conquista del vacante
Europeo medi contro il francese
Michel Soro (26-1-1), nato in Costa
d’Avorio, 27 anni. Difesa tricolore
superleggeri di Andrea Scarpa (172) contro Emy De Prophetis (16-7).

CANOTTAGGIO
● EUROPEI Agli Europei di Poznan
(Pol) dominio della Gran Bretagna
che conquista sei medaglie d’oro e
dieci in totale, davanti alla
Germania ferma a 6 (3 ori). Da
segnalare la crescita della Russia
nelle barche lunghe. Italia assente,
oggi comincia il raduno
preparatorio per la seconda tappa
di Coppa del Mondo a Varese dal
19 al 21 giugno: convocati 28
uomini e 9 donne.

DISABILI


TENNIS: WTC Si è conclusa la
WTC di tennis in carrozzina 2015 .
La squadra maschile non supera la
fase a gironi perdendo da Sri
Lanka e Spagna (poi vincitrice del
2° gruppo mondiale sul Sud Africa
e quindi promossa al 1° gruppo) e il
prossimo anno dovrà superare il
tabellone di qualificazione europeo
per poter partecipare alla WTC
2016. La squadra Quad è 4a.
● PARALIMPICI 2020 La
Federazione internazionale della
vela (Isaf) farà una campagna per
l’inserimento delle regate nei
Giochi 2020. Si punta a fare
pressione sul Comitato
Internazionale per ri-aggiungere la
vela ai Giochi di Tokyo che li aveva
esclusi qualche mese fa.

HOCKEY GHIACCIO
Matteo Rivolta, 23 anni LAPRESSE



COACH RENON (m.l.) Il nuovo
allenatore del Renon è il 44enne

Soldini record
a Shanghai

● 21 giorni, 19 ore, 32’, 54”: è
il tempo impiegato da
Maserati per percorrere la
Rotta del Tè, da San
Francisco a Shanghai, solcata
a metà dell’800 dai clipper.
Giovanni Soldini si è detto
soddisfatto della sua barca e
del suo equipaggio. Ora
Maserati chiederà di
ratificare il tempo.
finlandese Riku-Petteri Lehtonen,
ex giocatore di Milano.

IPPICA
● OGGI QUINTÉ A ROMA A
Capannelle (inizio convegno alle
15.30) scegliamo Omaticaya (4),
Mister Vellucci (3), Another Full
Power (2), Guinnes Will (8), Lettera
(12) e Terre Bruno (6).
● OGGI SI CORRE A Trotto:
Bologna (15), San Giovanni teatino
(15.40) e Trieste (15.30). Galoppo:
Milano (14.35), Roma (15.30)e
Siracusa (14.55).
● IERI 10-12-3-8-9 A Follonica (m
1600): 1 Sheridan (E. Bellei) 1.12.1; 2
Sueia’ della Luna; 3 Sally Brown; 4
Sirrodo; 5 Silvia Fp; Tot.: 1,76; 1,24,
1,69, 1,95 (8,76). Quinté: 174,33.
Quarté: 27,40. Tris: 21,52.

NUOTO


RANA ROMANA (al.f.) Trofeo
Città di Roma al Salaria Sport
Village. Uomini: 400 sl Lestingi
3’56”48; 200 ra Bizzarri 2’16”24,
Sorriso 2’18”01, Giorgetti 2’18”82;
200 fa, 400 mx Pavone 1’59”26,
4’28”35 (Marin 4’33”95). Donne:
400 sl Tavoletta 4’18”71; 200 ra De
Ascentis 2’34”24; 200 fa Strickner
2’12”90.
● TOURETSKI E POPOV (al.f.) A
Bellinzona, la 20enne Sasha
Touretski, figlia di Gennadi,
mentore di Popov, migliora il
record elvetico dei 50 sl a 25”27.
Uomini: 50-100 sl Grechin (Rus)
22”73 (V. Popov, Rus, ‘97, 23”67),
50”86; 50-100 ra Ossola 28”56,
1’05”01.

PALLANUOTO


BIANCONI E SETTEROSA
Roberta Bianconi ha vinto il
campionato greco con
l’Olympiacos: 10-4 in gara-5 sul
Vouliagmeni. Dopo qualche giorno
di riposo, raggiungerà il Setterosa
in Cina per le finali di World
League.

SPORT INVERNALI
BOB NO TERZO EQUIPAGGIO
Ogni nazione non potrà più
schierare il terzo equipaggio nel
bob e nello skeleton ai Mondiali e ai
Giochi olimpici, dal 2017. Lo ha
deciso la Fibt adeguandosi alle
esigenze del Cio. Non cambia la
situazione in Coppa del Mondo.
Ridotto il peso complessivo donne
di 30 kg.

TIRO A SEGNO
CAMPRIANI 7° A MONACO
In Coppa del Mondo a Monaco,
Niccolò Campriani è 7° (403.9 1178) nella carabina libera 3
posizioni: l’olimpionico dopo il 3°
posto nella qualificazione (1178),
trova difficoltà nella serie in piedi e
chiude 7°. Risultati: 1. Link (Ger)
458.7, 2. Haoran Yang (Cin) 457.0
(rec. mond. jrs), 3. Louginets (Rus)
444.8. Donne 10 m.: 1. Boneva (Bul)
200.6, 49. Chiaberto 377, 59. Ricci
375.
Il presidente della Federazione Italiana Tennis,
Angelo Binaghi, e tutti gli amici del Consiglio Federale si stringono fraternamente al collega Graziano Risi nel doloroso momento dell’immatura
scomparsa della moglie

Silvia Sommi

- Roma, 1 giugno 2015.

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36

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AltriMondi R
di GIORGIO DELL’ARTI
gda@gazzetta.it

Matteo Renzi e i suoi dicono di
aver vinto, perché controllano
a questo punto 10 regioni contro 2, mentre prima stavano 6
a 6. Ma questo computo vale
solo se si considerano tutte le
elezioni regionali che si sono
svolte da quando è premier e
non solo quelle di domenica
scorsa. Se si guarda a domenica scorsa, e si guarda soltanto
al numero di regioni conquistate, il risultato al massimo è
un pareggio: il centrosinistra
controllava cinque regioni prima e ne controlla cinque adesso, ha riconquistato la Campania, ma ha perso la Liguria.
Quindi, ben che vada, cinque a
cinque.

1

Gli avversari di Renzi dicono però che nessun
candidato vincitore può
dirsi renziano.
È vero. Michele Emiliano
(Puglia) e Vincenzo De Luca
(Campania) non sono di sicuro renziani, neanche dell’ultima ora. Ceriscioli, la Marini,
Enrico Rossi hanno con Renzi
un rapporto corretto, ma alle
spalle tutta un’altra storia.
Per sovrapprezzo, le due candidate che si dicevano renziane, cioè la “voltagabbana”
Moretti e la dubbia Paita, fonte della scissione ligure, hanno perso di brutto rispettivamente contro il leghista Zaia
e contro il berlusconiano
Toti. Se si guardano i voti,
non c’è dubbio che Renzi ne
ha persi molti sulle Europee e
non squaderno numeri perché domenica erano in gara
una quantità di liste riconducibili a situazioni locali e che,
in un voto politico, sarebbero
state del Pd. Però, a uno
sguardo d’insieme, non c’è
dubbio che i consensi sono
calati e di molto. Al punto che
Renzi appare addirittura battibile, in un ballottaggio che
gli vedesse contrapposta una
forza unita.

FINISCE 5-2: DEM BATTUTI IN LIGURIA E VENETO
LIGURIA

VENETO
GIOVANNI
TOTI
RAFFAELLA
PAITA
ALICE
SALVATORE

LUCA
50,1%
ZAIA
ALESSANDRA 22,7%
MORETTI
FLAVIO
11,9%
TOSI

34,4%
CENTROSINISTRA

27,8%

CENTRODESTRA
M5S

24,8%

ALTRI

TOSCANA

MARCHE
ENRICO
ROSSI
CLAUDIO
BORGHI
GIACOMO
GIANNARELLI

LUCA
CERISCIOLI
GIANNI
MAGGI
FRANCESCO
ACQUAROLI

48%
20%

AFFLUENZA
2010 2015

15%

64,1% 52,2%

UMBRIA

CAMPANIA
CATIUSCIA
MARINI
CLAUDIO
RICCI
ANDREA
LIBERATI

42,8%
39,3%
14,3%

41,1%
21,8%
19%

PUGLIA
MICHELE
EMILIANO
ANTONELLA
LARICCHIA
FRANCESCO
SCHITTULLI

VINCENZO
41,2%
DE LUCA
STEFANO
38,4%
CALDORO
VALERIA
17,4%
CIARAMBINO

47,1%
18,4%
18,3%

RISULTATI DEFINITIVI: DATI MINISTERO DELL’INTERNO- GDS

partito di vita o di morte. E
tuttavia, se l’Italicum passasse così com’è, le forze politiche sarebbero obbligate a
movimenti d’aggregazione
possenti. Per contare qualcosa, con quel sistema elettorale, bisogna andare almeno al
ballottaggio e per andare al
ballottaggio si deve come minimo arrivare secondi.

1Tutto più difficile per il Pd: il premier ora potrebbe scegliere
di “rottamare” l’Italicum pur di evitare passi falsi al governo

chance del governo al Senato
per l’approvazione delle riforme istituzionali e sugli esiti più
probabili di una battaglia combattuta con le regole dell’Italicum.

IL FATTO
DEL GIORNO
COME CAMBIA
LO SCENARIO

3

Matteo Salvini alla conferenza stampa post voto con la t-shirt «Ruspe in azione»

Se quelle di ieri fossero
state politiche e si fosse
applicato l’Italicum, adesso andrebbero al ballottaggio
Pd e Movimento 5 Stelle. Penso
che il Pd vincerebbe, no?
Lega e Movimento 5 Stelle sono i due vincitori delle elezioni. Il successo in Liguria ha mascherato il calo complessivo di
Forza Italia che sta tra il 10 e il
12%. Proprio il M5S potrebbe
rendere possibile l’approvazione dell’Italicum, dato che a
Grillo interessa di sicuro un sistema che non premia gli accordi. Uno dei suo fedelissimi,
Luigi Di Maio, l’altra sera in tv
da Mentana, ha manifestato la
paura che «adesso cambieranno la legge elettorale». Ncd potrebbe far cadere il governo su
questo? Sì, trattandosi per quel

37

3 DOMANDE A...
PIETRO
VENTO

DIRETTORE DEMOPOLIS

4

Sulla strada che porta
all’unificazione tra Lega,
Forza Italia e Fratelli
d’Italia (partito che ha raddoppiato i suoi consensi) c’è
un macigno. Si chiama Berlusconi.
Il quale potrebbe anche essere attratto da Renzi in un
nuovo patto del Nazareno. In
Liguria, Toti ha 15 seggi su
30, maggioranza risicatissima. Un accordo nazionale...
ci sono anche le questioni televisive da mettere sul piatto,
le torri di Rai Way, il “pericolo” Murdoch, le nomine nella
tv di Stato... Esche per attrarre l’ex Cav esistono, tanto più
che si tratterebbe, in caso di
unione delle forze, di scegliere Salvini come candidato
leader, dato che Salvini ha
oggi molti più voti di Berlusconi e Berlusconi non sembra in grado di recuperare.
Ma c’è una seconda ipotesi.

Il voto delle Regionali
ci dice che il vero
avversario di Renzi
5
è Salvini oppure Grillo?

2

C’è appunto la questione
dell’Italicum. Il premier,
dopo questo assaggio
regionale, insisterà ancora
per farlo approvare senza
modifiche?
Certo sarebbe un’imbarazzante marcia indietro. Però i
suoi alleati dell’Ncd gli hanno
già chiesto di lasciar perdere
il premio di maggioranza o il
ballottaggio riservato alle liste e di aprire invece alla possibilità di far scendere in
campo le coalizioni. Sarebbe
sorprendente se Renzi accettasse: quello è uno dei punti
qualificanti della legge! E però, mentre si commentava il
voto delle Regionali, tutti si
sono messi a fare calcoli sulle

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Sarebbe?
Neanche il Movimento
5 Stelle ha troppe speranze di farcela se resta da solo. È il vincitore delle elezioni, ma ha preso meno voti
delle politiche del 2013. Dovrà pur decidersi a fare qualcosa se, Italicum imperante,
vorrà non sparire. In Puglia il
neo governatore Emiliano
l’ha capito e ha offerto alla
sua avversaria grillina l’assessorato all’Ambiente che
quella ha rifiutato. Pure un
grande accordo con la Lega
non sembrerebbe da escludersi a priori. Hanno posizioni non distanti sugli immigrati e sull’euro, che avversano
tutti e due. Grillo ha amoreggiato con Farage come Salvini ha civettato con la Le Pen.
Messi insieme darebbero luogo a una destra di altro tipo o
comunque a un soggetto politico nuovo e, se si pensa a Podemos o all’Ukip, anche al
passo con i tempi.

LA CHIAVE

10%

La percentuale di voti
di Forza Italia. Secondo
l’istituto Cattaneo
il partito ha perso
il 46% rispetto al 2014

«L’astensionismo
è il vincitore:
in pochi credono
nella politica»
Mattarella ha una spiegazione: «L’affluenza cala per le liti
esasperate». Certo è che
l’astensionismo oltre ogni
livello di guardia (uno su due
domenica è stato a casa)
è un problema per la tenuta
democratica del Paese: lo sta
studiando l’Istituto nazionale
di ricerca Demopolis e il
direttore Pietro Vento ha in
mano dati freschi sul tema.
● Vento, è una frase fatta
ma ha vinto l’astensione.
«È il dato più significativo:
rispetto al 2010 la fiducia
nella stessa istituzione
Regione è dimezzata. La
tendenza cresce senza sosta
dal 2013, anche in quei pezzi
di Italia in cui un tempo
votava oltre l’80%. E se oggi
ci fossero le politiche, voterebbero 57 elettori su 100,
18 punti in meno. Oltre 20
milioni, tra cui una marea di
under 35, starebbe a casa».
● Quali i motivi di questi
numeri allarmanti?
«Li abbiamo indagati: il 41%
attribuisce il proprio non-voto
alle Regionali a sfiducia
e delusione verso partiti
e candidati; un segmento
crescente del 45% è
pericolosamente convinto che
la politica non incida più sulla
vita reale. Abbiamo chiesto
anche se i partiti si stiano
rinnovando: per il 48% non è
cambiato niente».
● Tornerà a invertirsi
questa tendenza?
«Dipenderà da come si
comporterà questa classe
politica. Il rischio è che
diventi un dato strutturale:
preoccupa, ma è prematuro
parlarne. Bisogna aspettare
le prossime politiche, nel 2016
o 2018, per fare i conti».
cont.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ALTRO SPOGLIO

Comunali, centrosinistra ok
Casson è avanti a Venezia
1Il pm civatiano costretto al ballottaggio

Secondo turno pure a Mantova e Matera
Il sindaco più giovane è un 21enne leghista

N

on solo regioni: domenica
ha votato un migliaio di
comuni (i 53 siciliani pure
ieri fino alle 15) con un affluenza
del 64,9%. Solita tendenza:
-8,5% rispetto alle precedenti
consultazioni. Il risultato, invece,
è un ballottaggio diffuso, previsto tra due settimane, e una generale affermazione del centrosinistra. Anche a Venezia che dopo lo
scandalo Mose cerca una giunta

sopra ogni sospetto: lì il candidato del Pd, il magistrato Felice Casson, civatiano vincitore a sorpresa della primarie, è avanti al 38%
contro l’avversario del centrodestra Luigi Brugnaro. Sinistra
avanti anche a Matera, Mantova,
Lecco, Arezzo, Macerata, Rovigo,
mentre i rivali al primo turno
prendono Andria e Vibo Valentia.
In Sicilia occhio al laboratorio
Agrigento, in cui il Pd si allea con

Felice Casson, 61 anni, candidato
sindaco a Venezia del Pd LAPRESSE

Ncd-Udc e sfiora il 60%. Sorpresa a Enna, invece, dove il discusso
Mirello Crisafulli non è stato appoggiato dal simbolo ufficiale del
«suo» Pd e si rassegna al ballottaggio. Queste Comunali producono pure il sindaco più giovane
di Italia: Tommaso Fiazza, 21 anni e tessera del Carroccio da 7, è il
primo cittadino di Fontevivo,
5.500 anime nel Parmense. Gli
scandali più grandi, invece, in
Calabria, di preciso a San Luca, il
paese sull’Aspromonte famoso
per la faida tra cosche. Lì dovranno fare a meno di un sindaco
chissà per quanto: mancato il
quorum, ha votato meno di metà.
Disastro simile a Platì, feudo della ‘ndrangheta nella Locride: un
anno e mezzo fa hanno azzerato
il Consiglio per infiltrazioni mafiose, stavolta non è stata presentata neanche mezza lista.
cont.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

E MATTEO VOLA IN AFGHANISTAN
«Vi chiediamo uno sforzo in più, restare ancora qualche mese».
Lo ha detto alle truppe italiane in Afghanistan il premier Renzi,
in visita ad Herat (foto Ansa) alla vigilia della festa della Repubblica: «Per la sicurezza interna serve stabilità internazionale»

38

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AltriMondi R

NEL MESSINESE

Bimbo caduto
dal balcone:
è morto
in ospedale

È

morto ieri mattina
nel Policlinico di
Messina, il bambino
di 5 anni caduto sabato
dal balcone dalla sua abitazione al quarto piano
nella zona di Fondaco
Nuovo a Barcellona Pozzo
di Gotto, nel Messinese.
Sul caso indagano i carabinieri. Sembra che il
bimbo fosse solo in casa e
si sia sporto dalla ringhiera del balcone precipitando da un’altezza di oltre 9
metri. La caduta era stata
rallentata dai fili per stendere la biancheria, ma le
sue condizioni erano apparse subito disperate. Il
bambino è stato tenuto in
coma farmacologico per
due giorni. Fatali sono
state il gravissimo trauma
cranico e le lesioni interne, in particolare ai polmoni, riportate nell’impatto al suolo. La madre si
è difesa dicendo essere
stata presente in casa ma
di avere perso di vista il figlio per un attimo anche
se gli investigatori pensano che, in realtà, fosse da
una vicina. Il padre — che
si divide tra il lavoro da
muratore e quello di fruttivendolo ambulante —
era fuori ed è stato rintracciato a tragedia avvenuta. Il procuratore di
Barcellona Pozzo di Gotto, Federica Paiola, ha già
disposto l’autopsia. I carabinieri hanno esaminato il
balcone in muratura dell’abitazione. Potrebbe essere, infatti, più basso rispetto alle norme di legge.

Il Policlinico di Messina ANSA

Presi in campagna
i due fratelli rom
Guidava il minorenne
1Hanno 17 e 19 anni: a Roma travolsero una donna
con la macchina. In lacrime, ma non parlano col pm

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

NOTIZIE TASCABILI
MAFIA CAPITALE

Scelto il giudizio
immediato
per Carminati
● La Procura di Roma ha
chiesto ed ottenuto il giudizio
immediato per l’ex terrorista
dei Nar Massimo Carminati e
altre 33 persone, coinvolte
nella indagine Mafia Capitale e
arrestate in dicembre. Il processo avrà inizio il 5 novembre
davanti ai giudici della decima
sezione penale: l’accusa è
associazione per delinquere di
stampo mafioso. Alla sbarra,

tra gli altri, Salvatore Buzzi — già
presidente della Cooperativa 29
Giugno, al centro di appalti sotto
indagine — l’ex a.d. dell’Azienda
Municipalizzata Ambiente di
Roma Franco Panzironi e Luca
Odevaine, che si occupava di
accoglienza per i richiedenti asilo
presso il ministero dell’Interno.

LOTTA AGLI SCAFISTI

LA SIRIA REAGISCE

Massimo Carminati, 57 anni AP

Piano migranti:
Isis, in un video
da Germania
le torture a 14enne
e Francia no all’Ue E in Iraq 75 vittime

E.H, uno dei due fratelli rom arrestati. Erano in fuga da 5 giorni dopo aver investito otto persone ANSA

questura, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del pm. La procura gli ha
contestato il reato di omicidio volontario.

Daniele Vaira
@danvaira

● Giornate intense per la Ue.
Francia e Germania hanno
lamentato «mancanza di
equilibrio» tra i principi di
responsabilità e solidarietà nel
piano immigrazione. Sul fronte
Grecia, la Ue ha ribadito che
l’unica scadenza per le riforme
è la fine di giugno, ma le Borse
europee hanno reagito con
cautela e lo spread tra Btp e
Bund è salito a 143.

● Un altro atroce video dell’Isis è
stato diffuso ieri, questa volta da
un disertore: mostra un 14enne
siriano torturato da due jihadisti.
Sempre ieri la Siria ha fatto
sapere di aver colpito con un raid
aereo una località controllata
dall’Isis, uccidendo 70 persone.
Dall’Iraq arriva la notizia di un
doppio attacco kamikaze da parte
dell’Isis che ha causato 75 vittime:
30 poliziotti, 33 soldati e 12 civili.

LA CRISI DOPO LE DUE TRAGEDIE NEL 2014

È

finita la fuga dei due fratelli nomadi E.H. e LE REAZIONI La famiglia della vittima ha fatto saSamuele H., di 17 e 19 anni, che mercoledì pere di sentirsi sollevata dall’arresto: «Meno mascorso, a Roma hanno travolto con l’auto no- le che li hanno catturati. Ma non finisce qui. Vove persone, uccidendo Corazon Abordo, filippina gliamo giustizia. Il governo e il sindaco devono
di 44 anni, e ferendo altri 8 pedoni che erano fer- fare qualcosa per la sicurezza di tutti i cittadini».
mi alla fermata del bus. La vettura stava proce- Ieri ha parlato anche la sorella dei due fuggitivi
dendo a 180 km/h per sfuggire
arrestati. «Maledetto quel gioralla polizia. Il minorenne è anno in cui mio padre si è sentito
che il marito di Maddalena H.,
male e ha chiesto ai miei fratelli
Trovati grazie
la 17enne arrestata subito dopo
di accompagnarlo in ospedale.
alle indicazioni
l’incidente. I due sono stati rinAvrebbero dovuto chiamare
della madre.
tracciati e catturati ieri dalla
un’ambulanza e ora non sarebsquadra mobile intorno alle 9 a
be successo nulla». La giovane
Il Campidoglio
Roma: erano in aperta campaha confermato la versione racsarà parte civile
gna nel quartiere Massimina,
contata anche alle forze dell’ornon troppo distante dal campo
dine il giorno dopo l’incidente
nomadi di via della Monachina,
mortale. Secondo le sue parole,
grazie alle indicazioni della madre. Le indagini, dunque, sull’auto killer ci sarebbe stato, oltre ai
però proseguono. «Alla guida c’era il minorenne due fratelli e alla moglie di uno di loro, anche il
mentre stiamo verificando se a bordo dell’auto, padre dei due che nei giorni successivi si era automercoledì sera, ci fosse una quarta persona», ha accusato ammettendo di essere stato alla guida
detto il capo della squadra mobile di Roma, Luigi dell’auto. Una versione però che non ha convinto
Silipo, durante la conferenza stampa in questura. gli investigatori. Il sindaco di Roma Ignazio MariI due ragazzi non hanno opposto alcuna resisten- no si è congratulato con «le forze dell’ordine, il
za. Avevano i vestiti laceri e probabilmente non prefetto e il questore che hanno assicurato alla
mangiavano da venerdì sera. Il più grande aveva giustizia i responsabili di tanto dolore». Il Campiuna ferita a un ginocchio. I due fratelli sono scop- doglio si costituirà parte civile nel processo.
piati in lacrime davanti agli agenti, ma poi, in
© RIPRODUZIONE RISERVATA

R

Due jet della Malaysia Airlines all’aeroporto di Kuala Lumpur EPA

La Malaysia Airlines è fallita
Licenziati 6 mila dipendenti
● Nel 2014 la Malaysia Airlines ha subito due tragedie, con 537
vittime: la scomparsa del volo Kuala Lumpur-Pechino (a fine maggio
è stata ampliata l’area di ricerca nell’Oceano Indiano) e poi
l’abbattimento in Ucraina dell’Amsterdam-Kuala Lumpur. Ieri la
compagnia ha annunciato il licenziamento di 6 mila dipendenti su
20mila: a settembre nascerà una nuova compagnia. La Malaysia
Airlines è in bancarotta ma, per i dirigenti, i guai nascono prima del
2014, per costi operativi del 20% più alti rispetto alla concorrenza.

NUOVO CASO A VICENZA

I genitori la dimenticano in auto
Muore una bambina di 17 mesi
1La piccola rimane

bloccata sotto il sole:
papà e mamma erano
convinti che se ne
occupassero i fratelli

Francesco Rizzo

N

on è certo il primo caso.
Nel maggio del 2011 una
bimba di 22 mesi, Elena,
viene dimenticata in auto dal
padre, docente universitario a
Teramo e perde la vita; come
Maria, 2 anni, lasciata dalla
madre nella vettura parcheggiata per cinque ore, nel 2008,
nel Lecchese. La donna avrebbe dovuto affidare la figlia alla

Bimba dimenticata in auto e morta: si indaga per omicidio colposo FOTOGRAMMA

baby sitter ma poi se ne era dimenticata. Tra gli psicologi c’è
chi parla di “dissociazione” (un
black out mentale in condizioni
di forte stress) e chi indica un
misto di emozioni, carenza di
sonno e cambiamenti nella routine quotidiana. Il dramma si è
ripetuto domenica a Vicenza:

una bambina di 17 mesi, Gioia,
è morta dopo essere rimasta
per alcune ore nell’automobile
dei genitori, chiusa sotto il sole.
VICINO Papà e mamma, di origine ivoriana, in Italia da 24 anni e attesi dalle nozze il 13 giugno, erano andati a messa e a

fare shopping con tre dei loro
sei figli. Al rientro, parcheggiata l’auto davanti a casa, la donna si è messa a conversare con
un vicino — per invitarlo al matrimonio — mentre gli altri salivano in casa. I genitori si sono
così dimenticati della bambina,
forse convinti che se ne fossero
occupati i fratelli di Gioia (a loro volta persuasi che ci avrebbero pensato papà e mamma).
La coppia, che due anni fa aveva perso un figlio ad alcuni
giorni dalla nascita, si è accorta
troppo tardi che la piccola non
era in casa: inutile la corsa verso l’auto, la bambina, legata al
seggiolino, era ormai morta,
quasi certamente per ipertermia. «Forse Gioia stava dormendo nel seggiolino dell’auto.
Solo un paio di ore dopo la
mamma si è resa conto che la
piccola non era in casa», racconta il padre. Sarà l’autopsia,
domani, a fare chiarezza. Avviata un’inchiesta per omicidio
colposo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

RIMOSSI I LUCCHETTI DELL’AMORE
PARIGI BONIFICA PONT DES ARTS
È iniziata ieri la rimozione dei lucchetti dell’amore dal Pont des
Arts di Parigi, il ponte pedonale di Parigi che attraversa la Senna
all’altezza del museo del Louvre. Una moda che spopola
ormai tra gli innamorati di tutto il mondo sulla scia di quella
nata a Roma, a ponte Milvio, grazie al romanzo di Federico
Moccia «Tre metri sopra il cielo». I lavori di rimozione dureranno
una settimana. L’idea romantica dei lucchetti rischiava di
provocare danni al ponte, «con rischi per la sicurezza dei parigini
e dei turisti». Per scoraggiare gli innamorati verrà realizzato sul
posto «un intervento artistico inedito di artisti internazionali».

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AltriMondi R

Pitt contro i nazisti
Stavolta combatte
su un carro armato

UNA CITTÀ
«SENSIBILE»,
SPERANZA
PER IL FUTURO

1Al cinema da oggi Fury, la Seconda Guerra Mondiale

C

vista attraverso le vicende dell’equipaggio di un tank

Brad Pitt (al centro) comandante del «Fury», con lui (da sin.): Shia LaBeouf, Logan Lerman, Michael Peña e Jon Bernthal

Elisabetta Esposito

È UNA SITUAZIONE
ESTREMA, TRA CALDO,
SPORCIZIA E L’ODORE
DELLA MORTE
SEMPRE NELL’ARIA

B

rad Pitt torna a indossare
la divisa, pronto a combattere. «Del resto sono
sempre stato un appassionato
di armi, le rispetto, è un valore
familiare tramandato da mio
padre e mio nonno. E anche i
miei figli mi sembrano molto
interessati», confessa. Come in
Bastardi senza gloria i nemici
sono i tedeschi della Seconda
Guerra Mondiale, anche se le
atmosfere sono lontanissime
dal film di Tarantino. Fury, da
oggi in 400 sale italiane, è un
opera che cerca nella Storia
con la «s» maiuscola il punto di
partenza per raccontare contrasti, emozioni, disagi, paure
e contraddizioni di chi ha combattuto quella guerra. E per
riuscirci David Ayer, che ha diretto, sceneggiato e prodotto il
film, ha pensato di mettere i
cinque protagonisti, un manipolo di soldati americani in
una Germania che tenta l’ultima resistenza prima della resa,

BRAD PITT
ATTORE

in un carro armato, il «Fury»
appunto, che Pitt chiama «la
mia casa». Del resto il regista,
applaudito per End of Watch e
sceneggiatore del Training Day
che valse l’Oscar a Denzel
Washington, a 18 anni si è arruolato in Marina e ha prestato
servizio su un sottomarino nucleare durante la guerra fredda. Sa bene cosa si provi sotto
pressione in un ambiente chiuso ed è quello che racconta in
modo straordinariamente autentico in quest’opera che più
che un film di guerra è un film
sugli uomini di guerra.

voluto che tutto il cast incontrasse i veterani. «Abbiamo
parlato con tante persone, tutte novantenni, sopravvissute al
D-Day e alle Ardenne — racconta Pitt — Ci hanno descritto
come si vive dentro un carro
armato: una condizione estrema, tra caldo, stanchezza,
sporcizia e l’odore della morte
sempre nell’aria». In Fury Pitt è
“Wardaddy”, il leader della
compagnia, un comandante a
volte spietato, capace però di
straordinaria umanità: «Gli
ideali sono pacifici, la storia è
violenta», dice ai suoi uomini.
Tra loro anche Shia LaBeouf:
«È l’artigliere del gruppo, un
gelido killer ma pure un uomo
di fede che legge i testi sacri. È
stato interessante capire come
uno così possa combattere con
tanta ferocia», ha detto l’attore. In quel tank ci sono anime
divise, coraggiose e fragili, violente e sensibili. E la battaglia,
lontana dai toni epici di tanti
film di guerra, diventa la battaglia di tutti.

REALISMO Per questo Ayer ha

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OROSCOPO LE PAGELLE di ANTONIO CAPITANI
21/4 - 20/5
TORO

21/5 - 21/6
GEMELLI

22/6 - 22/7
CANCRO

23/7 - 23/8
LEONE

24/8 - 22/9
VERGINE

8

6,5

6-

7

7,5

5,5

Affinando la
furbizia e la
dialettica potete
concludere,
risolvere,
quagliare. Anche
suinally speaking.
Ma occhio ai
fallocefali nocivi.

Certa gente
intorno a voi
mostra di avere
l’intelligenza d’un
protozoo. Ma da
soli farete miracoli.
Amor moscetto,
ma ormone
turgiderrimo.

Giornata ok per il
lavoro e per
recuperare
arretrati. La cura
del dettaglio è
necessaria, però.
L’amore vi pervade,
il sudombelico ne
inventa di ogni.

Luna ok per lavoro
e amore. Il vostro
fascino conquista,
la forma fisica
s’intosta, la
fornicazione vi fa
meglio dell’aloe
vero. Creatività
maxima!

Rischiate di
commettere errori
di valutazione
dovuti a
sfigopessimismo.
Concentratevi in
ogni compito, non
latrate, non
sbranate, fornicate.

23/9 - 22/10
BILANCIA

23/10 - 22/11
SCORPIONE

23/11 - 21/12
SAGITTARIO

22/12 - 20/1
CAPRICORNO

21/1 - 19/2
ACQUARIO

20/2 - 20/3
PESCI

7+

7-

7-

5,5

7+

6-

Gli astri vi
fortificano. E voi
vincete in ogni
ambito e gara.
Viaggi e relax son
favoriti da
Mercurio, il
sudombelico è in
vena di pazziare.






Giornata placida, di
acquisizione di
sicurezze e di
confronti
costruttivi. L’amore
delizia il cuore, ma
c’è forse un cicinìn
di inconcludenza
suina.

La Luna nel segno
sistema cose di
casa, di famiglia, di
lavoro. Bene pure i
soldi. Solo l’amore
sembra disfarvi gli
zebedei. Non
insfighitevi, state
su di morale.

Vita sociale e
lavoro rompono. E
magari vi sentite
soli. Occhio ai
fetentucoli e ai falsi,
non stancatevi.
Sudombelico
ritroso solo in
apparenza.

hi non vorrebbe
vivere in una “Smart
City”, una città
intelligente, innovativa,
tecnologica, sostenibile,
partecipativa, inclusiva?
E se a ciò aggiungessimo
anche sensibilità e
attenzione al prossimo in
difficoltà? Avremmo TUTTI
fatto bingo! Perché una
città civile, una “Sensible
City”, è una città più
armonica, più bella, quindi
migliore. La Biogen,
un’azienda di biotecnologie
che ha compreso
l’importanza della
dimensione sociale e non
solo clinica per le persone
affette da patologie, ha
preso la Sclerosi Multipla
come paradigma di tutte le
grandi disabilità.
Infatti l’imprevedibilità,
variabilità e progressione
di questa malattia che
complica dannatamente la
vita la rendono un vasto
campionario di situazioni
invalidanti e degenerative.
E cosa fareste voi se ogni
volta che mettete il naso
fuori dal pianerottolo,
anche solo per andare a
prendere un caffè al bar,
vi doveste scontrare con
barriere di ogni tipo e
quindi sentirvi arrabbiati,
frustrati, umiliati, esclusi?
Preferireste rimanere
rintanati a casa, ve lo dico
io. Invece, chi è gravato da
SM dovrebbe poter uscire,
prendere aria, incontrare
persone, lavorare
serenamente in ambienti
sicuri, svagarsi e allietarsi.
Benvenuta quindi ogni
tecnologia che garantisca
tutto il ben-essere
possibile!
BLOG
segui Fiamma anche su
diversamenteaffabile.gazzetta.it

CONSIGLI

21/3 - 20/4
ARIETE
Luna, Giove e
Marte sfilano in
parata celebrativa
per condurvi verso
ogni successo.
Lavorativo,
finanziario,
amoroso, sportivo.
Ormone allegrone.

DIVERSAMENTE
AFFABILE
di FIAMMA SATTA

I ritmi accelerano,
ma i successi vi
premiano e amici e
fan vi sostengono.
Siete pure provvisti
di un allure suino
supremo, che vi fa
cuccare non poco.
Godetevela.

La Luna è storta.
E voi magari
producete poco.
Colpa pure di
impicci nel lavoro o
in casa. Rimediabili,
però, tranqui. Siete
comunque fighi e
fornicanti.





































MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

ROMANZO DEI RECORD

È in arrivo il sequel
delle Sfumature
Il sesso è visto da lui

I

l mondo visto da lui potrebbe cambiare: ben altri i sentimenti, ben altra la libidine. Per questo
E.L. James, superesperta
dell’argomento, ha deciso di
modificare il punto di vista
della storia di successo: dopo 125 milioni di copie vendute e un primo adattamento al cinema da 569 milioni,
l’autrice della mitica trilogia
Cinquanta Sfumature di Grigio sta per sfornare un sequel. E risponderà a una domanda frequente in questi
luoghi: cosa frullava nella
testa di Christian Grey? Cosa pensava davvero il protagonista enigmatico del romanzone porno-soft record
di vendite? La risposta pare
si troverà nel nuovo libro in
arrivo: il bel tenebroso racconterà al mondo la sua storia, da come è diventato un
imprenditore di successo all’età di 27 anni, al perché ha
quella strana «Sala Rossa del
Dolore» a portata di mano
per l’amante. Fino ad ora la
trilogia era centrata dal punto di vista di Anastasia Steele, la ragazza innocente travolta nella complessa relazione erotica con Christian,
ma adesso la storia si ribalta.
SOLO GREY L’annuncio del
lieto evento sul profilo Twit-

QUEL MISTERO
CHE DIVIDE
UNA FAMIGLIA
Nel giorno della comunione,
una bambina scompare
senza lasciare traccia:
i primi indizi fanno pensare
che il colpevole del
rapimento sia proprio
all’interno della sua
famiglia. È la trama
de «Il sospetto», fiction
spagnola che parte stasera
su Canale 5, per otto
puntate. Un mystery
poliziesco di cui, in patria,
è già stata messa in cantiere
una seconda stagione.
DA VEDERE STASERA
SU CANALE 5 ALLE 21.10

Una scena dal film nato dal libro

ter dell’autrice e il romanzo sarà pubblicato nei Paesi anglosassoni il 18 giugno, compleanno del personaggio. «Christian
è un tipo complesso –, ha detto
la James in una dichiarazione
fornita dal suo editore –, e i lettori sono sempre stati affascinati dai suoi desideri e motivazioni, e dal suo passato travagliato. E poi, come sa bene
chiunque ha vissuto una relazione, in ogni storia esistono
due lati». La James ha rilasciato
anche la cover in anteprima,
spiegando come questa curiosa
rilettura sia il risultato delle insistenti richieste dei fan: «Il libro è dedicato ai lettori che lo
hanno chiesto... e chiesto... e
chiesto». Conosciamo pure il
nuovo titolo: è rimasto poco e
niente da sfumare, si chiamerà
semplicemente Grigio (Grey).
cont.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Spagnolo il miglior ristorante
Bottura non ce la fa: secondo
● Ci hanno sperato fino
all’ultimo, quelli dell’Osteria
Francescana di Modena, ma
nel testa a testa finale è
arrivata la medaglia
d’argento. Un risultato di
notevole prestigio, comunque.
La rivista «Restaurant» ha
assegnato ieri a Londra il
premio del Miglior Ristorante
del Mondo e a vincere è stato
lo spagnolo El Celler de Can
Roca, di Girona, che fu
secondo nel 2014. La piazza

d’onore spetta quindi al
ristorante di Massimo Bottura a
Modena, che si era piazzato
terzo nelle due precedenti
edizioni. “Bronzo” per i danesi
del Noma (vincitori nel 2014),
dello chef di sangue albanese
Renè Redzepi che, insieme a El
Celler, si è diviso i due primi
posti nelle ultime quattro annate.
Da segnalare anche, per quanto
riguarda i ristoranti italiani, il
ventisettesimo posto del Piazza
Duomo di Alba, in Piemonte.

LO SPORT IN TV


FICTION
«IL SOSPETTO»

39




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40

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

EXTRA TIME
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EUROPA

La prima volta
di Gazelec, Tondela
e Ingolstadt in A

4

INGHILTERRA

I Tre Leoni
a Dublino
20 anni dopo

COSTA RICA

Parla il c.t. Wanchope:
«Ancelotti e Pep modelli»

5 7

LACAZETTE
«Non
sono
una star»

1 La punta del Lione, capocannoniere e miglior
giocatore della Ligue 1, si confessa: «Sono casa
e famiglia, vado a messa, non ho la Ferrari»
1Il futuro? «A Barça e Real non si può
dire di no. Ma non ho ancora deciso»
Alessandro Grandesso alle pagine 2-3

Alexandre Lacazette, 24 anni
(ALEX MARTIN/PRESSE SPORTS/RICHIARDI)

Settimanale di calcio internazionale
Extratime@gazzetta.it - @etgazzetta
Martedì 2 Giugno 2015
Numero - 181

GERMANIA MESSICO

L’Amburgo Santos Laguna
si salva
Vince Caixinha
ancora
Lo manda Mou

6

7

2

EXTRATIME

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PRIMO PIANO

LACAZETTE

«A Barcellona e Real
non si può dire di no»
Intervista di Alessandro Grandesso da Parigi

A

far scattare la ghigliottina è stato un ragazzo
sconosciuto ai più. E a rotolare invece è stata
una testa molto illustre. Quella di Ibrahimovic.
Il regno dello svedese in Francia durava incontrastato da due stagioni, ma è stato messo a ferro e a fuoco da Alexandre Lacazette, 24 anni appena compiuti, e festeggiati da miglior marcatore e miglior giocatore del campionato. Titoli sot-

tratti all’ex rossonero, contro ogni pronostico di
inizio stagione, bucando 27 volte le porte avversarie. Otto reti in più di Ibrahimovic. E contando
quelle di coppa, il totale sale a 31, come Cavani,
l’altra stella messa in ombra dal giovane bomber
nato e cresciuto nel club della sua città, Lione.

ma (dopo i 15 gol in Ligue 1 dell’anno scorso,
ndr), ma ho capito soltanto verso novembre che
le cose si mettevano davvero bene. E paradossalmente quando ho sbagliato il rigore nel derby
col St. Etienne, perso 3-0 (il 30 novembre, ndr).
Quell’errore mi ha spinto a fare ancora di più».

Relegare Ibrahimovic in secondo piano a suon di
gol non è da tutti.
«Però bisogna tenere in conto che Ibrahimovic è
stato fermo un mese e mezzo per infortunio e io
ho calciato anche qualche rigore più di lui».

Ibrahimovic l’ha ispirata?
«I grandi giocatori sono sempre una fonte di
ispirazione, ma Zlatan ha un fisico molto diverso dal mio, quindi è difficile copiarlo».

Modestia a parte, quando ha capito che stava facendo il salto di qualità?
«Per me doveva essere la stagione della confer-

Parla l’attaccante del Lione, capocannoniere
e miglior giocatore della Ligue 1, stella del mercato
1 «L’idolo? Ronaldinho, il più spettacolare, a parte Messi.
Ed Henry per la freddezza sotto porta» 1«Ora seguo Tevez,
mi piace la sua determinazione» 1 «Vado a messa,
non ho la Ferrari, la famiglia mi fa tenere i piedi per terra»

Quali altri giocatori ammira in Francia?
«Lavezzi e Cavani, per la loro grinta, la generosità. Li hanno criticati molto, invece sono grandi
attaccanti, generosi, Cavani in particolare».
Lei è il primo giocatore del Lione a vincere la classifica marcatori dopo Benzema nel 2007-08, possiamo considerarla il suo erede?
«Di base non mi piacciono in paragoni e poi Benzema è diventato capocannoniere quando era
molto più giovane di me (a 20 anni, ndr), ma
anche in un Lione migliore dell’attuale. Quindi
tutto dipende dal punto di vista. In ogni caso,
abbiamo qualità complementari, magari da far
maturare in nazionale».
I suoi idoli da sempre?

IDENTIKIT

A Lione a 15 anni
In Ligue 1 a 18
Ha vinto 2 coppe
● Alexandre Lacazette è nato a
Lione il 28-5-1991. Inizia nell’Élan
Sportif, è al Lione a 15 anni.
Debutta in Ligue 1 il 5-5-2010
contro l’Auxerre, ma per una
stagione si divide con la squadra
B in Cfa (quarta serie); il 1° gol in
Ligue 1 il 30-10-10, il 7 dicembre
sigla la prima rete europea
all’Hapoel Tel Aviv. Finora 139
gare di Ligue 1 e 51 reti, di cui 27
quest’anno; 29 partite in Europa
e 6 reti, 18 e 12 nelle coppe
nazionali. Ha vinto la coppa
di Francia e la Supercoppa nel
2012; ha perso 2 finali di coppa
di Lega. In nazionale: debutto il
5-6-2013 con l’Uruguay;
finora 6 presenze e 1 gol.

Ma il Lione
ora che farà?
Lo vogliono
Premier e Psg
1Incedibile? Contratto fino al 2018, Aulas potrebbe
però essere tentato di venderlo1È il cannoniere
più prolifico in una stagione nella storia del club
Alessandro Grandesso da Parigi

I

l più difficile arriva adesso.
Nonostante il ritorno nell’Europa che conta e uno stadio di
proprietà da inaugurare in vista dell’Europeo del prossimo
anno. In teoria, il futuro del
Lione è ricco di promesse, a
condizione che il mercato
estivo non si trasformi in stagione di migrazione di massa
per i giovani talenti formati in
casa. Quelli che hanno dato
del tu alle stelle del Psg, laureandosi poi vicecampioni di
Francia e attirando così lo
sguardo interessato di molti
big club europei. E non c’è soltanto la stella Lacazette nel
mirino, ma anche il compare
di reparto Nabil Fekir, che piace molto all’Inter, il portiere
Anthony Lopes, l’elegante

Sui rivali in Ligue 1

1«Ho vinto la classifica cannonieri

ma Ibrahimovic è stato fermo
un mese e mezzo per infortunio»
1«Ammiro Cavani, per la sua grinta,
la generosità, grande attaccante»

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10

GLI
ULTIMI
BOMBER

ALEXANDER FREI

PEDRO PAULETA

KARIM BENZEMA

GOLEADOR
DELLA
SQUADRA
Rennes

Psg

Lione

ANDRÉ PIERRE GIGNAC Tolosa

MAMADOU NIANG

MOUSSA SOW

«Il brasiliano Ronaldinho, il più spettacolare,
Messi a parte. Ed Henry per la freddezza sotto
porta. L’altro brasiliano Sonny Anderson, eroe a
Lione (fra il 1999 e il 2003, ndr). Ho sempre una
maglietta con il suo numero e il mio nome sopra,
regalo dei miei quando ero ragazzino».

Marsiglia

Lilla

OLIVIER GIROUD
NENÊ

Montpellier
Psg

E tra i giocatori di oggi?
«A parte Messi e Ronaldo, seguo con attenzione
gli argentini Aguero e Tevez che hanno una stazza simile alla mia. Di Tevez cerco di copiare la
determinazione che mette in ogni partita».

ZLATAN IBRAHIMOVIC

Psg

Sabato Tevez e la Juventus sfidano il Barcellona
in finale di Champions League. Per chi tifa?
«È dura perché sono tifoso del Barcellona, ma
nella Juve ci sono Pogba e Evra, amici e colleghi
di nazionale. Soffrendo, tiferò per loro: sarà una
partita aperta».

ALEXANDRE LACAZETTE Lione

Morata dice che il calcio italiano è l’università per
un attaccante. Lei si sente già laureato?
«Tutti possiamo migliorare. Per esempio io devo
lavorare di più il sinistro e i movimenti in area.
Penso che Morata intendesse che da voi il calcio
è molto più strutturato in ogni settore, un po’
come a scuola appunto».

vani attaccanti come lei.
«L’anno scorso, ai quarti di finale di Europa League, ho provato sulla mia pelle quanto sia frustrante giocare contro una difesa italiana come
quella della Juventus. Magari la Serie A è l’università soprattutto per i difensori».

GOL

20

2005

21

2006

15

2007

20

2008

24

2009

18

2010

25

2011

21

2012

30

2013

26

2014

27

2015

Sulla finale di Champions

1«Per chi farò il tifo in BarcellonaJuventus? Dura. Sono tifoso
del Barça ma spero che Pogba
ed Evra vincano, sono amici.
Sarà una partita aperta»

centrocampista Clément Grenier.

Il cugino al Psg
Un rischio inevitabile quando
il centro di formazione di Tola
Vologe garantisce qualità. E
forse anche calcolato dal Lione che quest’anno ha giocato
con una squadra tipo composta in media da otto ragazzi
prodotti in casa, quasi tutti pescati nella regione circostante. Il risultato di una strategia
sviluppata nel tempo, sostenuta da un finanziamento costante di almeno 6 milioni
l’anno. Dopo Benzema, diventato una colonna del Real Madrid, ecco quindi Lacazette
che a 24 anni si è laureato capocannoniere come l’illustre
predecessore nel 2007-08, ma
con 7 reti in più, fregiandosi
anche del record di bomber
più prolifico su una stagione
nella storia del club. Per lui si
muovono le scuderie di Pre-

IL RILANCIO
DEI LIONESI
E I GIOIELLI
DELLA CANTERA

Come vive questa improvvisa notorietà?
«Bene, perché mi dico semplicemente che i veri
problemi nella vita sono altri».
Lei è un po’ controcorrente nel mondo del calcio.
Ha una reputazione di bravo ragazzo che va sempre a messa e si è fatto pure tatuare un rosario al
braccio destro.
«Andare a messa è la cosa più semplice da fare.
Il tatuaggio me lo sono fatto perché prima un
rosario lo portavo sempre al collo e adesso posso
averlo su di me anche in campo. Dimostrare la
mia fede a Dio è normale, ma penso sarebbe più
difficile se fossi musulmano».
Perché?
«In Francia purtroppo si tende a fare confusione
tra musulmani e terroristi. Invece ognuno dovrebbe vivere liberamente la propria fede».

Ma neanche dopo aver segnato più di Ibrahimovic si compra la Ferrari?
«Mi piacciono le belle macchine, ma è ancora
presto. Ne riparliamo tra quattro anni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sulla serie A
1«Dei calciatori italiani ammiro
Francesco Totti per l’eleganza,
la fedeltà al club e il numero 10,
il mio preferito. Ma anche il Pirlo
dei tempi
p del Milan»

di Alessandro de Calò

A proposito di fedeltà. Su di lei circolano voci di
mercato. A quali club non si può rinunciare?
«Barcellona e Real Madrid, anche perché mi piace il calcio spagnolo. Ma sia chiaro: non ho deciso nulla e a Lione c’è tutto per fare di nuovo una
bella stagione. Restare in Francia ridurrebbe i
rischi, anche perché tra un anno c’è l’Europeo.
Ma pure tutte le voci sul Psg adesso sono infondate».

Altro tatuaggio, una rosa, in omaggio al nome di
sua mamma.
«È la persona che conta di più per me. Ma ormai
ho tatuato anche i nomi di mio padre e dei miei
tre fratelli, così nessuno è invidioso. Scherzi a
parte, la famiglia è fondamentale e mi aiuta a
tenere i piedi per terra».

mier League, ma anche il Psg
che dal 2008 ha nelle giovanili il cugino ora 21enne e centrocampista difensivo Romuald (nazionale Under 18),
e lasciato intendere che il profilo di Alexandre piace molto.

Anche Fekir e Lopes
Il presidente Jean-Michel Aulas da mesi fa il doppio gioco.
Da una parte parla di giocatore incedibile, cui ha prolungato il contratto fino al 2018. Ma
dall’altra sa anche che non potrebbe permettersi di rifiutare
una proposta indecente che
magari farebbe tornare in verde i conti della società. Anche
per questo da qualche settimana è emerso l’interesse del
Lione per André Pierre Gignac, che ha chiuso il ciclo
quinquennale a Marsiglia con
21 reti e il titolo di vice capocannoniere, appunto. A 21 anni, invece, Nabil Fekir di gol
ne ha segnati 13, ma ritaglian-

3

DECATREND

Quali sono gli italiani che ha ammirato di più?
«Il Pirlo dei tempi del Milan e Totti per l’eleganza, la fedeltà alla maglia e perché porta il 10 come me».

Il calcio italiano però non fa più sognare i gio-

Alexandre
Lacazette, 24
anni, al Lione
da quando ne
ha 15. In Ligue
1 dal 2010 (AFP)

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Lacazette,
sotto in
nazionale:
vanta finora
6 presenze e
1 gol, il 29
marzo scorso
contro la
Danimarca
(AFP)

dosi pure un ruolo di ispiratore con nove assist. Tre per il
collega di reparto, con cui ormai condivide anche la maglia della Francia di Deschamps che l’ha convinto a rinunciare a quella dell’Algeria, Paese di origine dei genitori. Un
talento puro, Fekir che può fare il trequartista, seconda
punta o l’esterno, sfruttando
velocità, tecnica e quei dribbling che fanno impazzire le
difese di Ligue 1. Tra i pali, c’è
Anthony Lopes, classe 1990,
nato pure lui nella regione di
Lione, a Givors, che piace a
qualche club del Portogallo di
cui porta i colori nazionali e
col quale ha debuttato in amichevole lo scorso marzo contro Capo Verde. È in scadenza
2016, come Clement Grenier,
24 anni, gran bel centrocampista e talento da vendere. O
da blindare. Dipende tutto da
monsieur Aulas.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Lione ha vinto sette volte
il campionato francese
e l’ha fatto tutto in una volta,
con un dominio assoluto
nel calcio transalpino dal 2002
al 2008. Il Psg e il Monaco,
a quei tempi, erano ancora
delle buone squadre normali,
i miliardi degli emiri
rimanevano un’ipotesi
abbastanza lontana, a livello
di club la Francia era una
potenza minore nello
scacchiere europeo. Per dodici
stagioni consecutive, all’inizio
del nuovo millennio, i lionesi
avevano partecipato alla
Champions, lasciando un
segno da classe media: niente
a che vedere con la toccata e
fuga dei monegaschi di Didier
Deschamps e Fernando
Morientes, sconfitti dal Porto
di Mou nella finale del 2004
a Gelsenkirchen.
Per molto tempo il giocatore
simbolo del Lione è stato
Juninho Pernambucano,
un centrocampista brasiliano
di discrete qualità, fenomenale
nei calcio piazzati, non
indimenticabile per il suo
percorso nella Seleçao.
Negli anni d’oro di inizio
millennio sboccia anche
il talento di Karim Benzema,
centravanti destinato al Real
Madrid e a riempire di soldi
le casse del club francese con
il suo trasferimento in Spagna.
Benzema era cresciuto
nel vivaio e si era affermato
in prima squadra assieme ai
Malouda e Ben Arfa, giocatori
di grandi prospettive,
non sempre mantenute.
Dopo la fine di quel ciclo il
presidente Jean-Michel Aulas
ha scelto di investire in modo
sistematico sul vivaio.
Dalla prossima stagione probabilmente nei primi mesi
del 2016 - il Lione avrà a
disposizione il nuovo stadio,
un impianto ultra moderno,
con 58 mila posti, costato più
di 400 milioni di euro.
Lo Stade de Lumières, che
ospiterà alcune partite del
prossimo Europeo, sarà il
primo stadio privato francese
e dovrebbe permettere al club
lionese di fare un salto di
qualità, anche sul piano
economico e commerciale.
Quest’anno il Lione è arrivato
secondo, dietro al Psg che l’ha
staccato di otto punti, nel
campionato appena concluso,
dopo essere stato a lungo in
testa alla classifica. Alexandre
Lacazette, il capocannoniere
della Ligue 1, premiato come
miglior giocatore della A
francese - davanti a Ibra è solo il più noto e prezioso
rappresentante del gruppo
di giovani usciti dalla cantera.
Piano piano questi ragazzi
si sono presi la prima squadra,
e in sette-otto sono diventati
titolari. È lo stesso
meccanismo che, negli anni
scorsi, ha lanciato in orbita
il Barcellona. Non è un caso
che Lacazette piaccia molto
a Guardiola. Stiamo entrando
in un’estate che si annuncia
calda sul fronte del mercato.
Sarebbe un segnale forte se
il Lione riuscisse a tenersi
i suoi talenti per ricominciare
a vincere con loro.

4

EXTRATIME

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MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

LE PROSSIME DEBUTTANTI NELLA MASSIMA DIVISIONE

Prima volta per tre

Gazelec
il dopolavoro
dei corsi
al potere

Ingolstadt
un successo
in Baviera
targato Audi

Miracolo
Tondela
In 10 anni
dalla 5ª serie

1 Club nato ad Ajaccio negli anni 60

1È la società numero 54 ad arrivare
in Bundesliga1Proprietà dell’azienda

1La squadra dell’interno in Liga con
una rosa da 6 milioni1Un inatteso

Gianluca Spessot da Monaco di Baviera

Iacopo Iandiorio

fra gli operai del gas e dell’elettricità
1Ha un presidente e un d.s. tuttofare

d’auto, è nata soltanto nel 2004

Alessandro Grandesso da Parigi

S

tavolta la promozione non l’hanno rifiutata. Anzi, se la godranno col solito spirito ribelle, portandosi in Ligue 1 i geni della tradizione del dopolavoro e del sindacalismo degli operai che lavoravano per i colossi statali di gas (GdF) ed elettricità (EdF). Furono loro i padri fondatori del
Gazelec, nato nel 1960 fondendosi con l’altro
club di Ajaccio, l’Fc e non il più noto Ac che quest’anno ha evitato per 1 punto la retrocessione in
C. Il Gazelec invece si è piazzato 2°, meritandosi
con 18 vittorie, 11 pari e 9 k.o. l’accesso nell’élite. Il tutto con a bilancio un quarto dell’ingaggio
annuale del solo Ibra. Bonus esclusi. Un miracolo, frutto della passione di un miniclub che conta
appena due persone assunte nell’organigramma. Tutti gli altri sono volontari.

FRA
AJACCIO

Il rifiuto del 1965
E tifosi che poi si accomodano in tribuna dell’Ange Casanova, lo stadio detto Mezzavia, da tremila posti, ma omologato. E con un prato che l’anno
scorso fu posato a mano anche dallo stesso presidente Olivier Maniconi, aiutato dal d.s. Christophe Ettori che guidava il trattore, sotto gli occhi esterrefatti dei giocatori. Che poi però si rimboccarono le maniche per posare insieme il manto del campetto del nuovo centro di allenamento
che non ha le misure giuste, ma ha permesso al
club di centrare una promozione storica, 50 anni
dopo quella rifiutata per la Ligue 2. Correva l’anno 1965 e il Gazelec preferì girare il biglietto per
il calcio pro al Bastia, che affronterà ora nel derby corso in Ligue 1. Meglio restare dilettanti, e
vincere altri 2 titoli nazionali non pro: 4 in tutto
in una bacheca che conta pure 16 coppe corse e
2 promozioni dalla 4ª serie. L’ultima nel 2011.
L’incipit di una traiettoria culminata con la
vittoria per 3-2 sul Niort, alla penultima
giornata, festeggiata con un’inevitabile
invasione di campo che ha mescolato
tifosi, dirigenti e giocatori. Come ai
tempi in cui si ritrovavano tutti al bistrot Claridge, ormai L’Esarc, per parlare della gara e magari
sciogliere nodi sindacali. Bistrot è l’altro soprannome del Gazelec, a garanzia di quello spirito
popolare mai abbandonato, preservato anche da
Fanfan Tagliaglioli, 76 anni e presidente onorario: «Siamo nati per soffrire, ma questa promozione è il più bel regalo che mi si potesse fare».
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In alto,
la bandiera
del Gazelec.
Sotto, il
presidente
onorario
Fanfan
Tagliaglioli,
76 anni (AFP)

U

na difesa da quinto posto e il miglior attacco del
torneo (53 gol realizzati come il Bochum, arrivato 11°) hanno permesso all’Ingolstadt di dominare il campionato della serie B tedesca. Già
alla fine del girone d’andata, chiuso anch’esso al
primo posto, si era capito che la Bundesliga doveva prepararsi ad accogliere il club numero 54
della sua storia. E così è stato. Il nome completo
è FC Ingolstadt 04, con il suffisso che fa venire in
mente lo Schalke, solo che i «minatori» sono
cent’anni più vecchi. L’avventura degli Schanzer
(il soprannome del club che deriva da Schanz, il
nome dato alla fortezza costruita ad Ingolstadt
nel 1537) prende vita dall’intuizione di Peter
Jackwerth, uno che ha fatto i milioni grazie a
un’azienda di lavoro interinale e che è l’artefice
della fusione dell’MTV con l’ESV Ingolstadt. Nel
2004 si parte dalla Bayern Liga (quinta divisione) ma la svolta arriva il 7 ottobre 2013, il giorno in cui la panchina è affidata a Ralph Hasenhüttl (8 presenze da giocatore con l’Austria).
Prende in mano una squadra all’ultimo posto e
la porta prima alla salvezza e poi alla storica
promozione.

Tecnico emergente
Ama il 4-3-3 e, paradosso, il suo vice è più famoso di lui, trattandosi di Michael Henke (da vice
di Hitzfeld ha vinto 2 Champions League). Anche il team manager vanta un passato più gloyern e
rioso: è Thomas Linke, già centrale del Bayern
della nazionale. Ma forse in panchina
nchina serviva
uno con il profilo basso dopo che tecnici dal pedigree più rinomato come Fink, Köppel o Kurz
no. Ingolstanon erano riusciti a lasciare il segno.
31 mila didt finora era sinonimo di Audi (31
pendenti su 130 mila abitanti in Baviera),
rietario di
col colosso dell’auto che è il proprietario
iabile fiuno stadio da 15.700 posti (ampliabile
er cento
no a 30 mila) e che detiene il 20 per
del club. Da oggi vuol dire anche Bundeeer, del
sliga grazie ai gol di Lukas Hinterseer,
nazionale australiano Mathew Leckie e
del talento finora inespresso di Stefan
Lex (scartato dal Monaco 1860). Altri
«eroi» sono stati l’americano e Klinntrosmann-boy Alfredo Morales (centro91), autore di
campista, 1990) e Pascal Gross (1991),
ben 22 assist.
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bomber e un tecnico subentrante

GER
INGOLSTADT

O

ltre 30 anni fa Saramago raccontava la dura vita
nell’interno del Paese in Una terra chiamata Alentejo, saga di contadini vessati dai latifondisti. Più
a nord, ma sempre nella zona non costiera del
Portogallo, distretto di Viseu, la vita non è stata
molto diversa, per secoli. E anche fare calcio lì
non è stato facile. Non è un caso se sono 26 anni,
dall’Académico Viseu (1989), che la regione non
ha un rappresentante nella Liga. «Qui è dura far
sport, ci sono costi maggiori, meno infrastrutture
e i calciatori non sanno nemmeno dove siamo»,
dice Gilberto Coimbra, presidente del Tondela.
Gli auriverde giocano in uno stadio da 3 mila posti, per una cittadina di 5 mila anime, in una provincia di 29 mila. Club di 82 anni, il Tondela per
la prima volta disputerà la Liga. E dire che appena 10 anni fa era in 5ª divisione.

POR
TONDELA

Con l’União tre club di Madeira in Liga

Sopra,
i giocatori
dell’Ingolstadt
festeggiano
con i fan.
Sotto, il
tecnico Ralph
Hasenhüttl
(AFP, GETTY)

«Ma l’avevo promesso - prosegue Coimbra -: arriveremo in Liga. Ho adempiuto l’impegno». E pensare che a maggio nelle ultime 5 gare il Tondela
non ha mai vinto. «La tensione - si giustifica Quim
Machado, il tecnico, 48 anni - è una squadra non
abituata a queste vette». Lui, ex difensore di Braga e Vitoria Guimarães, aveva già vinto la B, col
Feirense nel 2010-11; è arrivato a Tondela (dopo
un’esperienza di 3 mesi al Lechia Danzica) a ottobre col club 10° in classifica: dopo lo 0-4 col Covilhã, Carlos Pinto aveva mollato la baracca. Così
Machado si è rimboccato le maniche, ha convinto
i suoi che ce la potevano fare. E ha infilato 18 vittorie in 31 gare, fino a fine aprile, fra cui quella
con l’União Madeira (poi promossa da 2ª, è il
3° club dell’isola di Ronaldo in Liga, e non
accadeva dal ’90-91). Machado ha così
riportato al João Cardoso un po’
di pubblico: dai 363 di dicembre
(Beira Mar) agli oltre 2.300 delle
ultime 2 gare. Grazie anche alla vena realizzativa di Tozé Marreco, 27
anni e 23 gol (capocannoniere), una carriera in B fra Zwolle (17 gol nel 2007-08 in
Olanda), Alaves e Servette, A bulgara (Lokomotiv Mezdra), mai in patria a questi livelli.
E grazie al Piojo (pulce), l’argentino Cristian
Amado, qui dal 2008, 4ª divisione, e
anch’egli mai così prolifico. Sono loro i
«gioielli» di una rosa con 3 stranieri
dal valore di 6 milioni di euro.
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Sopra, la
festa dei tifosi
del Tondela.
Sotto, Tozé
Marreco, 27
anni e 23 gol
in 45 gare,
capo
cannoniere

EXTRATIME

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INGHILTERRA

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

5

MOLDOVA

Lo sceriffo
non vince più
Orhei ora è re
1Interrotto il dominio dello Sheriff, col successo

del Milsami, club della cittadina di 30 mila abitanti

1Il proprietario, Shor, è un discusso businessman
Giuliano Adaglio

Il match del 15 febbraio 1995 a Dublino sospeso dopo 27 minuti per le intemperanze dei tifosi inglesi (GETTY IMAGES)

Amichevole in Irlanda?
Mica tanto per la polizia
1Domenica dopo vent’anni

i Tre Leoni tornano a giocare
a Dublino 1L’ultima volta
il match fu interrotto a causa
dei fan inglesi. Si teme il bis
Stefano Boldrini da Londra

I

l Guardian, uno dei migliori giornali al mondo,
si pone giustamente la domanda:Era proprio il
caso di organizzare un’amichevole Irlanda-Inghilterra?». Detto che la decisione di far incontrare due nazionali il 7 giugno 2015 fu presa nell’aprile 2014, quando ancora i tifosi inglesi non
avevano mostrato inquietanti segni di risveglio,
dopo un lungo periodo di comportamenti sostanzialmente innocui, il quesito del quotidiano
britannico è legittimo. Tra Irlanda e Inghilterra,
nonostante i passi in avanti degli ultimi tempi, i
rapporti restano delicati - in occasione del recente viaggio del principe Carlo a Dublino, è stato sventato dai servizi segreti un piano per ucciderlo -, ergo mettere in cartellone un’amichevole tra le selezioni dei due Paesi significa andarsi
a cercare rogne. La tesi ufficiale è che questo
match «è commercialmente e politicamente utile», ma forse chi ha elaborato questa teoria ha
sottovalutato il presente e considerato ormai
datato il passato.

Febbraio 1995
Questa sfida torna infatti a Dublino venti anni
dopo gli incidenti passati alla storia come i «riots
di Lansdowne Road». Il 15 febbraio 1995 l’amichevole tra le due nazionali fu sospesa nel primo
tempo dopo i disordini provocati dai tifosi inglesi, tra i quali si erano infiltrati numerosi sostenitori dell’organizzazione neonazista Combat 18.
Ci furono venti arresti e diversi feriti. Il caos di
quel giorno mise a rischio l’Europeo inglese del

1996. Londra cercò di limitare i danni raccontando che Scotland Yard aveva avvertito la polizia irlandese, lasciando intendere che a Dublino
avevano sottovalutato le informazioni trasmesse dall’intelligence britannica.

Allarme a Londra
Vent’anni dopo, complice il vento della politica
che sta soffiando nel calcio britannico e in quello mondiale in generale sulla scia dello scandalo
Fifa, è scattato nuovamente l’allarme. A Crewe,
due giorni fa, l’amichevole Irlanda del Nord-Qatar (1-1) è stata segnata dai cori e dagli striscioni contro Blatter. A Edimburgo, dove venerdì è
in programma Scozia-Qatar, le organizzazioni
umanitarie stanno invocando il boicottaggio
dello stadio per protestare contro i 1.200 lavorati morti nei preparativi del Mondiale 2022. Lo
scenario previsto a Dublino è però di natura
completamente diversa. Mark Roberts, assistente capo della polizia di Londra, traccia un quadro preoccupante: «Le partite con Svizzera,
Estonia, Scozia e Italia hanno mostrato un peggioramento della situazione. Una parte dei sostenitori inglesi si è fatta nuovamente segnalare
per una serie di comportamenti anti-sociali.
Due in particolare: l’uso eccessivo dell’alcol e i cori per provocare i fan avversari. Per questa ragione, abbiamo deciso di
ripristinare una serie di misure
di prevenzione adottate con
successo in passato».

ING
LONDRA

Cori anti-Ira

Preoccupa, in particolare, il ritorno di fiamma dei cori anti-Ira (l’Irish Republican Army che ha proclamato nel 2005 la fine
della lotta armata), cantati durante le amichevoli contro la Scozia e contro l’Italia. Nel pacchetto delle attività cautelative varate per l’amichevole di domenica prossima, il sequestro dei
passaporti a tutti i «daspati», l’obbligo per i tifosi
inglesi di ritirare il biglietto della partita a Dublino e foto segnaletiche. Londra invierà in Irlanda un contingente di poliziotti per aiutare i
colleghi locali. Alla fine della giostra, si torna
però alla domanda del Guardian: «Ma era proprio il caso di organizzare ‘sta partita?».

SCOZIA

Aperta inchiesta
per la rissa
dei Rangers

Mohsni colpisce Erwin (ACTION I.)
● (bold) La polizia scozzese ha
aperto un’inchiesta per la rissa
scoppiata dopo MotherwellRangers, gara di ritorno dei
playoff, finita 3-0 per la squadra
di casa, già vittoriosa 3-1
all’andata. A scatenare il caos è
stato il calciatore tunisino Bilel
Mohsni, difensore dei Rangers,
che ha dato un pugno a Lee
Erwin e preso a calci Fraser
Kerr. I tre sono stati espulsi
dall’arbitro Thomson, ma a
rischiare di più è Mohsni.
Il club lo ha già scaricato:
«Comportamento inaccettabile.
Con i Rangers ha chiuso.

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I giocatori del Milsami Orhei festeggiano il titolo 2014-15

C’

era gente dappertutto, lo scorso 20 maggio, allo stadio di
Orhei, Moldova centrale, circa
30 mila abitanti: chi non ha
trovato posto sulle tribune del
Complexul Sportiv Raional da
3 posti si è appollaiato sugli alberi fuori dall’impianto o è salito sul tetto delle auto per provare a scorgere qualcosa oltre
la recinzione. Ne è valsa la pena: per la prima volta nella sua
storia, la squadra locale, il Milsami, ha vinto il campionato e
lo ho fatto nella maniera più
emozionante possibile.

quando a trionfare fu il Dacia).
La squadra della Transnistria regione a maggioranza linguistica russa che da tempo reclama l’indipendenza da Chisinau
- ha concluso il campionato
con gli stessi punti (55) delle
rivali, ma è finita al 3° posto
per la classifica avulsa. Nel
frattempo l’altro club, il FC Tiraspol, ha annunciato che per
motivi economici si ritira.

Il boss ai domiciliari

La vittoria del Milsami porta in
calce la firma di Ilan Shor, il
proprietario, affarista 28enne
di origine ebraica, arricchitosi
nel settore delle vendite dutyfree e protagonista negli ultimi
mesi di un gigantesco scandalo
finanziario. Shor, presidente
della Bem, una delle
Volata a tre
banche principali del
All’ultima giornata,
Paese, e membro del
infatti, i biancorossi
consiglio di amminiospitavano la capolistrazione dell’aerosta Dacia Chisinau,
porto di Chisinau,
avanti di 3 punti in
avrebbe causato un
classifica: un successo
buco di quasi un midei padroni di casa CHISINAU
liardo di euro, con la
avrebbe significato la
connivenza di diversi
conquista del titolo, in virtù esponenti politici moldavi. La
degli scontri diretti. Avanti 2-0 vicenda gli è costata il congelagrazie a un gol del centrocam- mento dei conti e gli arresti dopista Andronic e a un’autorete miciliari ma non gli ha impedidi Mamah, il Milsami sembra- to di candidarsi alle elezioni
va in controllo del match. Nel comunali di Orhei. Il successo
finale è successo di tutto: un in campionato del Milsami popaio di invasioni di campo, una trebbe fungere da volano alla
rissa in tribuna sedata dalla sua candidatura: prima del
polizia, il punto dell’1-2 firma- match il patron ha arringato la
to al 95’ dal bomber ospite Leu- folla con un video messaggio
ca (un fresco ex) e l’incredibile trasmesso sui maxischermi,
gol sbagliato dallo stesso Leuca mentre al 90’ decine di persone
2 minuti dopo. Una rete che, se hanno indossato magliette con
realizzata, avrebbe ribaltato le la scritta «Multumim Ilan
sorti del torneo. A festeggiare Shor!», in segno di gratitudine
sono stati così gli uomini di Iu- nei confronti del presidente. Il
rie Osipenco, 40 anni, ex c.t. supporto della gente di Orhei
della Under 19, sulla panchina forse non basterà a Shor per todel Milsami dal giugno scorso. gliersi dai guai ma resta il fatto
Grande delusione nella capita- che il calcio moldavo ha un
le Chisinau e a Tiraspol, casa di nuovo padrone e - per la seconquello Sheriff capace di vince- da volta da 15 anni a questa
re 13 degli ultimi 14 campiona- parte - non è il solito «sceriffo».
ti (unica eccezione il 2010-11,
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MOL

NOTIZIE DALL’EUROPA

BULGARIA
SOFIA

Cska e Lokomotiv
a un passo
dal fallimento

● (a. luch.) Se entro metà
giugno il Cska Sofia non troverà
almeno i 5,6 milioni di euro che
deve al Fisco bulgaro, finirà in
quarta serie (dilettanti). L'ha
deciso la Federcalcio di Sofia. È
previsto un appello a metà mese,
ma con scarse chance per il club
che vanta in bacheca 31 titoli
nazionali e 20 coppe. Nelle
stesse condizioni anche il
Lokomotiv (3 titoli e 4 coppe) che
è arrivato 3° quest’anno, ma così
non farebbe l’Europa League.

FRANCIA
PARIGI

Ufficiale al Psg
Pastore rinnova
fino al 2019

● (a.g.) È ufficiale il rinnovo di
contratto di Javier Pastore, 25
anni, con il Paris Saint Germain.
Il trequartista argentino di
Cordoba, classe 1989, ha siglato
con i neo campioni di Francia un
nuovo accordo con scadenza nel
giugno 2019. El Flaco è arrivato
nelle file della squadra parigina
nell’estate del 2011, proveniente
dal Palermo, per 21 milioni di
euro. Quest’anno ha disputato 34
gare in Ligue 1, segnando 5 reti;
10 gare in Champions.

AUSTRIA
VIENNA

Austria Vienna,
allena Fink:
lo manda il Trap

● (c.r.) La rinuncia di Magath
alla panchina dell’Austria Vienna
ha aperto la porta a un altro
tedesco ex Bayern: Thorsten Fink
sarà il nuovo allenatore dei viola;
47 anni, ha vinto a Monaco 4
titoli e la Champions League nel
2001. Ha firmato per 2 anni e
torna in Austria dove ha allenato
nel ’06-07 i dilettanti del Red Bull
Salisburgo (C austriaca) per poi
fare l’assistente di Giovanni
Trapattoni nella Bundesliga
austriaca dove furono secondi.

6

EXTRATIME

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SLOVACCHIA

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

GERMANIA

Primo titolo
al Trencin
made in Ajax
1 Il club campione slovacco, al suo trionfo n.1,
è di proprietà dell’ex ajacide La Ling1Comprato
nel ’07 in B, è la squadra più giovane del torneo

Alec Cordolcini

La gioia di Nicolai Müller, 27 anni, autore del 2-1 dell’Amburgo e, dietro, del compagno ungherese Stieber (ACTION IMAGES)

La festa dei giocatori del Trencin per il primo titolo.

D

a zero a campioni in 7 anni. La
favola calcistica del 2015 arriva da Trencin, cittadina slovacca di 57mila anime, dove la
squadra locale ha appena festeggiato la doppietta campionato-coppa, mettendo così in
bacheca i primi trofei della sua
ancora giovane storia (il club è
nato nel 1992). Il Trencin è una
delle rare squadre al mondo di
proprietà di un ex giocatore,
Tscheu La Ling, olandese di
origini cinesi (si spiega così il
nome singolare) attivo negli
anni 70 e 80 con Ajax,
Panathinaikos, Marsiglia, Feyenoord, Den
Haag e nazionale olandese (14 presenze, 2
reti). Proprio all’arrivo
di La Ling in Slovacchia nel 2007 ha dato
il via alla trasforma- TRENCIN
zione di un club senza
storia né ambizioni in una società di punta in Slovacchia.

tegratori alimentari e oggi la
sua azienda dà lavoro a 22 persone. A Trencin La Ling era andato per comprare un hotel e
invece si è portato a casa la
squadra. Si era presentato promettendo la qualificazione in
Champions, invece era arrivata la retrocessione. «Ma io non
mi sono lasciato influenzare
dai risultati», ha detto , «avevo
un progetto in testa e sono andato avanti per la mia strada».

La Ling è sempre stato un personaggio non convenzionale:
da giocatore era una di quelle
ali talentuose ma indisciplinate che talvolta vincevano le
partite da sole, altre lasciavano
la squadra in dieci. Basti pensare che nel 1976 all’Old Trafford, in Coppa Uefa contro il
Manchester United, saltò secco
in dribbling il suo diretto avversario, si fermò ad aspettarlo
e lo dribblò di nuovo. Un tipo
fuori dagli schemi che a 30 anni aveva già appeso le scarpe al
chiodo, e poco tempo dopo era
stato costretto a vendere auto e
casa per ripianare i debiti contratti attraverso cattivi investimenti e perdite al gioco. Però
ha saputo rialzarsi, ha aperto
un’attività nell’ambito degli in-

1Nel playout col Karlsruhe

il club di Labbadia acciuffa
i supplementari al 92’ minuto
1Poi chiude il discorso e
resta ancora in Bundesliga

Vivaio e tanta fame
In due parole, l’idea di La Ling
è stata quella di unire la filosofia formativa di scuola Ajax
con la mentalità slovacca mutuata dall’hockey ghiaccio,
sport nazionale. «Tom Ivic, il
tecnico che avevo all’Ajax, mi insegnato
tantissimo a livello
tecnico e tattico, e sono proprio i suoi metodi che ho introdotto
qui a Trencin. A questo
ho unito la cultura del
lavoro e la voglia di
emergere degli slovacchi, che hanno una fame ormai
sconosciuta in Olanda e nei Paesi più avanzati». Il Trencin ha
vinto il titolo nonostante avesse l’età media più giovane del
campionato e a dispetto della
cessione di 6 titolari. «La nostra forza è il vivaio», prosegue
La Ling. «Noi non compriamo
giocatori, e i soldi incassati li
investiamo tutti nel club, non
in salari più alti. Abbiamo un
budget di 1,7 milioni di euro,
se passiamo il 2° turno preliminare di Champions costruiremo 3 nuovi campi di allenamento». A Trencin non si va per
guadagnare ma per crescere, e
non solo in campo. «Nelle giovanili dell’Ajax van Kessel, la
nostra stella, andava agli allenamenti in Mercedes, oggi da
noi viene con una Skoda usata.
Ma non avete idea di quante offerte abbia dall’estero».

SVK

Integratori alimentari

L’Amburgo si salva
L’orologio pure
Gianluca Spessot da Monaco di Baviera

conda divisione meritano l’onore delle armi e ieri
si è visto fra gli altri un ottimo Enrico Valentini,
nato a Norimberga nel 1989 da genitori italiani.
Da ragazzo il suo idolo era Del Piero e ad inizio
carriera era un trequartista ma è esploso quando
lo hanno a messo a fare il terzino, prima a sinistra
e poi sulla fascia opposta. Alla fine ha vinto chi ha
finalmente trovato il cuore e ha perso chi ha avuto paura di fare qualcosa di troppo grande.

Miglior difesa di B

Il tecnico Bruno Labbadia, 49 anni

gli anni dell’Amburgo in
Bundesliga (dal 1963-64),
è l’unico club a non essere
mai retrocesso e ad aver
disputato tutte le edizioni
del massimo campionato
tedesco. Il Bayern Monaco,
per dire, vi entrò solo dal ’6566, e il Borussia Dortmund
è retrocesso nel 1971-72

L’

orologio è salvo e la massima serie non perde il
suo dinosauro. L’orologio della Imtech Arena
continuerà ancora a correre e a segnare la presenza dell’Amburgo in Bundesliga. Il nomignolo
affibbiato agli anseatici è Bundesliga-Dino perché l’Amburgo è l’unico club ad aver preso parte a
tutte le edizioni del torneo a girone unico nato
nel lontano 1963. Una salvezza acciuffata per il
rotto della cuffia, dopo 120 minuti al cardiopalmo. In una stagione che sembrava stregata, decidono due giocatori sui quali nessuno avrebbe
osato puntare un solo centesimo. In pieno recupero il cileno Marcelo Diaz, 28 anni, arrivato a
gennaio dal Basilea (ed ex Universidad de Chile)
e a lungo assente per infortunio (ha collezionato
soltanto 6 presenze in campionato) inventa una
gran punizione dal limite quando oramai il destino sembrava segnato dal gol del vantaggio realizzato dai padroni di casa con Yabo al 33’ del secondo tempo su un gran pallone filtrante di Hennings.

Nicolai non segna mai
A soli 5’ minuti dai calci di rigore decide poi Nicolai Müller, arrivato con grandi aspettative quest’estate dal Mainz e bollato quasi subito come
mezzo bidone: 27 presenze e 1 gol, inutile, all’Eintracht. L’onore è salvo ma solo quello, perché
il Karlsruhe avrebbe meritato la promozione e le
due traverse di Manuel Torres e Nazarov, colpite
all’andata nel giro di pochi secondi all’inizio della
ripresa, gridano ancora vendetta. I terzi della se-

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Quella che poteva essere l’ultima apparizione in
Bundesliga dell’Amburgo è stata una gara molto
nervosa, di quelle dove la posta in gioco è molto
importante e le occasioni da gol sono state merce
rara prima del rush finale quando i padroni di
casa hanno provato a sferrare il colpo del k.o. dopo una gara attendista. I problemi incontrati dall’Amburgo in campionato e negli spareggi sono
tutti nei numeri: gli anseatici hanno messo a segno la miseria di 25 reti in 34 partite di campionato, il peggior attacco del torneo. In ben 18 incontri di Bundesliga l’Amburgo non è riuscito a
superare il portiere avversario e ieri si è trovato di
fronte la miglior difesa della seconda divisione
(26 gol subiti) col numero uno Orlishausen capace di mantenere la sua porta inviolata in 16 occasioni. Sempre
in tema di statistiche, va ricordato che era l’edizione numero
17 degli spareggi salvezza. I
play out furono introdotti in
Bundesliga nella stagione
1981-82. Nel 1991 vennero
KARLSRUHE
aboliti dopo che il club della
Bundesliga, il St. Pauli, era stato battuto nella terza partita resasi necessaria dopo due pareggi per 1-1 (non erano previsti i supplementari). Il calcio tedesco decise però di reintrodurli alla fine della stagione 2008-09 con il
Norimberga promosso in Bundesliga dopo aver
sconfitto il Cottbus. Le squadre della cadetteria
sono state quindi capaci di imporsi in sole 5 occasioni. L’Amburgo si è salvato per la seconda volta
consecutiva e per evitare un ulteriore spareggio
dovrà ripartire da Labbadia, il tecnico capace di
riportare entusiasmo e di fare scelte coraggiose.
È stato invece la partita d’addio di van der Vaart,
che lascia una squadra da rifondare.

GER

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NOTIZIE DALL’EUROPA

POLONIA
CRACOVIA

Nieciecza in A
club di un paese
di soli 750 abitanti

● (Bielanski) Nieciecza, 750
abitanti, regione di Malopolska
(con capitale Cracovia), è salito
in serie A. Il club finanziato da
uno sponsor locale, Bruk-Bet
(azienda leader nella produzione
della selce), ha uno stadio da
2.262 posti, conti in regola e un
presidente donna Danuta, moglie
di Krzysztof Witkowski, il
proprietario). In Ekstraklasa non
potrà però giocare in casa,
andrà a Cracovia, un centinaio
di chilometri di distanza.

OLANDA
DEVENTER.

Go Ahead: Europa
per fair play,
in B ai playout

● (cordol) Dall’Europa alla B in
10 giorni: è quanto accaduto al
Go Ahead Eagles, che dopo aver
festeggiato la qualificazione
all’Europa League per il Fair Play
Uefa, hanno perso il confronto
nei playoff salvezza con il De
Graafschap, retrocedendo dopo
2 anni in B. Promosso anche il
Roda a scapito del Nac Breda,
mentre il Vitesse ha vinto in
finale sull’Heerenveen (2-2, 5-2)
gli spareggi per l’ultimo posto
disponibile in Europa League.

BOSNIA
SARAJEVO

Sarajevo in festa:
titolo all’FK,
coppa all’Olimpic

● (a. luch.) Si è concluso
all’ultima giornata il campionato
bosniaco col trionfo del FK
Sarajevo a 66 punti, contro i 6
dello Zeljeznicar. Domenica il
Sarajevo ha battuto 3-1 lo
Sloboda Tuzla, mentre lo
Zeljeznicar pareggiava (1-1) col
Celik. È il 3° titolo per l’FK,
l’ultimo nel 2007. Intanto
l’Olimpic Sarajevo, nato nel 1993
e promosso in A nel 2009,
festeggia la coppa nazionale:
vinta ai rigori col Siroki Brijeg.

EXTRATIME

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AMERICA

7

MESSICO

«I

grandi eventi devono servire
per svegliare lo spirito costaricano». La targhetta del 2011,
appesa nella sede della Federazione tica di calcio, a Belén,
poco fuori la capitale San José,
suona come una profezia. Tre
anni dopo la nazionale di Jorge Luis Pinto avrebbe stupito al
Mondiale brasiliano, arrivando ai quarti e togliendosi lo sfizio di battere Italia e Uruguay
nel girone di qualificazione.
Un’impresa che i giocatori
hanno fatto per la «patria», visto che nessuno sopportava il
c.t. colombiano, nemmeno la
Federazione. Metodi troppo
autoritari e carattere vulcanico. Ora il presente della Costa
Rica è Paulo Cesar Wanchope,
38 anni, un mito qui, ex bomber di Derby County, Manchester City e Malaga, ma soprattutto ex vice «odiato» di Pinto.
Il colombiano ne aveva chiesto
l’esonero. Occhio, nemmeno
Chope è al sicuro. La preparazione alla Copa de Oro o Gold
Cup (il più importante evento
del Nord-Centro America),
che vedrà impegnata la sua nazionale dall’8 luglio, è piena di
insidie. La sconfitta in amichevole con Panama non è piaciuta. Il 6 giugno c’è il test con la
Colombia, l’11 giugno con la
Spagna. Figuracce non sono
consentite.
I rapporti tra Pinto e i giocatori
erano pessimi, come è stato
possibile fare quel Mondiale?
«Parliamo del campo. I risultati si ottengono con i buoni giocatori e il talento che avevamo.
L’esperienza di Pinto e la sua
attenzione ai dettagli hanno
fatto il resto. Punti saldi: difesa, ordine, disciplina tattica».
Dica dei problemi tra di voi.
«C’era un traguardo comune
da raggiungere, non c’è mai
stato nulla di personale, almeno per me».
Le ha lasciato un’eredità?
«Io ho le mie idee. Mi piace
parlare con i giocatori, responsabilizzarli, a differenza di altri che preferiscono delegare.
Amo essere il leader, ma io so
rispettare i limiti».
I suo obiettivi?
«Consolidarci e qualificarci a
Russia 2018 ovviamente».
Che cosa deve avere
un giocatore per essere convocato?
«Qualità fisiche, tecniche e psicologiche.
Deve essere perseverante e tenace, specie
nei momenti bui».

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Santos subito
Vince l’allievo
di Mourinho
1Il Clausura va al team guidato dal portoghese
Caixinha, segnalato dal connazionale nel 2012

1Perde il Queretaro di Ronaldinho: in partenza?
Adriano Seu

Paulo Wanchope, 38 anni, c.t. della Costa Rica da luglio 2014, qui con la Coppa Centroamericana (AFP)

Wanchope:
«Costa Rica,
sarò il tuo Pep» N

Il tecnico Caixinha abbracciato dal presidente Irarragorri GETTY

1A Brasile 2014 la nazionale tica è stata una delle sorprese,
battendo Italia e Uruguay e sfiorando le semifinali 1 Adesso
il c.t. è l’ex bomber del City, già vice del colombiano Pinto

1«Al Mondiale avevamo più fame degli azzurri. Alla Roma

mi voleva Zeman. Modelli? Ancelotti, Mourinho e Guardiola»

Intervista di Daniele Vaira @danvaira da San José (Costa Rica)
lenare. Nei campionati europei devi dare il massimo altrimenti fai brutte figure. Questo
insegnamento l’ho fatto mio
ed è arrivato anche al Mondiale. Contro l’Italia avevamo più
fame».

Un ricordo da calciatore?
«Col Derby County ho
fatto 2 grandi stagioni, ma il mio cuore è
del Manchester City.
Ci sono stato per 4 anSAN JOSÉ
ni. La passione dei tifosi mi ha impressioPerché è il nuovo c.t.?
nato. Poi avevo una folgora«Per la mia esperienza interna- zione per Weah. Era mio comzionale, per la mia carriera, pagno nel 2000, ma ci ho
per quello che posso rappre- messo un po’ a dirgli che ero
sentare per i giocatori e perché suo fan».
conosco l’ambiente».
Non ha mai rischiato di giocare
Che importanza ha avuto l’Eu- in Italia?
ropa per lei?
«Nel 1998, ero al Derby, mi vo«Ho imparato a non trascurare leva Zeman alla Roma. Era
i dettagli, in Inghilterra ho ot- quasi tutto pronto, ma non se
tenuto anche la licenza per al- ne fece nulla».

CRIC

Da Navas del Real, a Oviedo dell’Everton, a Campbell al Villarreal, fino a Gonzalez del Palermo, crescono i ticos che giocano in grandi campionati.
«Abbiamo fatto un ottimo
Mondiale proprio perché avevamo una base di 15 giocatori
europei. E la colonia sta crescendo. Ora dobbiamo lanciare i giovani».
A chi si ispira?
«Vorrei essere un ibrido tra
Guardiola e Mourinho. Avere
il possesso palla del primo, il
carisma del secondo. E la filosofia di Van Gaal. Senza dimenticare Ancelotti. Assurdo
criticarlo: vince ed è un leader
senza alzare la voce».
Le piacerebbe l’estero?
«Faccio mia una frase di Wenger: “Bisogna lavorare in un
club come se fosse per 20 anni,
ma pronti a dare l’addio il giorno dopo”».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

FEMMINILE

E le donne sono
al Mondiale 2015
● (d.v.) La nazionale femminile
tica si appresta a partecipare al
Mondiale in Canada senza
timori. Il 9 giugno l’esordio con
la Spagna. E poi Brasile e Corea
del Sud. «Non abbiamo niente
da perdere e può essere un
vantaggio», ci dice Victor Hugo
Alfaro, dirigente della
Federazione e presidente della
Lega Femminile. «Stiamo
raccogliendo dei risultati, frutto
di un progetto decennale.
Investiamo 400 mila euro ogni
anno per le donne». Ma non
mancano i problemi, è difficile
reperire risorse tra gli
investitori. «I fondi non bastano,
le infrastrutture non sono
all’altezza e tante atlete, non
essendo previsto uno stipendio,
devono chiedere permessi
speciali al lavoro per giocare».

la firma del rampante Pedro
Caixinha, che ha messo a frutto i segreti e gli insegnamenti
appresi da José Mourinho.

Il guru come Bora

ulla da fare per Ronaldinho e
soci. Il miracolo di cui il Queretaro aveva bisogno per conquistare il Clausura è sfumato nella notte di domenica. Inutile il
3-0 al Santos Laguna, che aveva ipotecato il trionfo 3 giorni
prima grazie al 5-0 dell’andata. Due gli eroi del trionfo lagunero: l’attaccante Javier
Orozco, autore di un poker dal
sapore di rivalsa, e il tecnico
portoghese Pedro Caixinha, lo
stratega mandato da Mourinho, capace di cambiare volto alla squadra nei playoff guadagnati per il rotto della cuffia.

Fu Mou nel 2012 a consigliare
l’ingaggio del connazionale ai
messicani e, dopo 2 semifinali
di campionato e una finale di
Champions perse al 1° anno,
Caixinha ha centrato il 2° titolo
in 6 mesi. Se a Torreón si è tornati a respirare aria di gran calcio (col ritorno in Libertadores
nel 2014 dopo 10 anni) e a gioire per l’accoppiata coppa nazionale-campionato è prima di
tutto merito del 44enne portoghese, primo europeo a trionfare in A negli ultimi 34 anni,
dai tempi di Milutinovic.

Menagramo? Eroe

A Queretaro, invece,
hanno visto svanire il
sogno di mettere il primo titolo in bacheca.
Non è bastato Ronaldinho, partito dalla
panchina in entrambe
le sfide e ormai da due
mesi in fondo alle gerarchie del tecnico Vucetich,anche se decisivo nei
quarti con un gol. Le voci di divorzio che circolano da mesi
(peraltro confermate dal fratello-agente di Dinho giusto il
mese scorso) non si sono placate nemmeno dopo l’annuncio dell’altro ieri fatto dalla dirigenza. «Ronaldinho non si
muove», parola del direttore
sportivo Joaquin Beltran, che
ha cercato di risollevare l’animo dei tifosi promettendo
«l’arrivo di un’altra stella». Il
principale obiettivo, secondo
le indiscrezioni della stampa
locale, sarebbe un certo Pirlo...

«È una rivincita che
meritavo». Questo il
primo commento di
Orozco dopo il trionfo
che ha spezzato una
sorta di maleficio personale. Il poker messo
a segno in finale, im- TORREÓN
presa riuscita solo a
Gustavo Napoles nel 1997, ha
permesso al 27enne ariete di
sfilarsi l’etichetta di iettatore,
appioppata ai tempi del Cruz
Azul dopo 2 finali perse, di cui
l’ultima (nel 2013) proprio a
causa di un suo rigore fallito.
«Mi sono liberato di un peso,
quell’errore mi ha fatto passare
notti insonni», ha confidato
Orozco, che in tutto il torneo
aveva realizzato appena 1 gol.
Proprio all’ultima giornata della fase regolare, ma decisivo
per regalare al Santos l’accesso
in extremis ai playoff all’8° posto. Sul 5° torneo conquistato
dal Santos c’è però soprattutto

Staffetta Dinho-Pirlo?

MEX

© RIPRODUZIONE RISERVATA

NOTIZIE DAL MONDO

OR
DE
EM
M

E P
RO
GR
GRE
E SSO
SSO
O

BRASILE
BRASILIA

Vasco e Fla k.o.
In testa l’Atletico
Paranaense

● (m.can.) Doppietta di Thiago
Ribeiro, ex Cagliari, e un gol di
Datolo, ex Napoli: così l’Atletico
Mineiro infligge un 3-0 al Vasco,
dell’ex doriano Doriva. Il Vasco è
in zona retrocessione col
Flamengo, che perde il derby col
Fluminense 3-2, con doppietta di
Fred per il Fluminense; e il
Cruzeiro, campione, battuto 1-2
dal Figueirense. Capolista dopo 4
turni l’Atl. Paranaense, 2-1 al
Joinville, a 9 punti. Derby paulista:
il Palmeiras 2-0 sul Corinthians.

ARGENTINA
BUENOS AIRES

Il Boca perde
River torna Aimar
San Lorenzo gode

● (seu) Secondo k.o. di seguito
del Boca in campionato: ha perso
2-0 col Velez (Cubero e Pavone)
e ora a 28 punti è staccato di 3
dal San Lorenzo, in testa, dopo il
2-1 col Quilmes. A 28 anche il
River (nel quale è tornato in
campo dopo oltre 14 anni Pablo
Aimar), che ha una gara in meno,
dopo il 2-0 al Rosario Central
(Gutierrez e Mayada), fermo a 27;
come il Racing di Milito che ha
superato l’Aldosivi 2-1 (con reti di
Acuña e Lollo).

UNDER
20
NUOVA ZELANDA

Germania: 8 alle Figi
Brasile a forza 4
sulla Nigeria

● Il battesimo delle Figi a un
Mondiale (parliamo di Under 20)
è pesante: 1-8 dalla Germania
(tripletta di Hany Mukhtar,
origine sudanese, è del Benfica).
Altri risultati: Brasile-Nigeria 4-2
(doppietta di Judivan, Cruzeiro),
Ungheria-Nord Corea 5-1 (tris di
Mervó, del Gyori Eto) e 4-3
dell’Honduras sull’Uzbekistan.
Nella notte: Myanmar (altra
deb)-Ucraina, oggi in mattinata:
Austria-Panama (6), N. ZelandaUsa (9), Argentina-Ghana.

8

EXTRA FUN
EXTRATIME

http://www.dasolo.info

PALESTINA
GAZA
Nozze di 2 mila coppie
allo stadio Yarmouk

SMS

● Domenica scorsa turchi e
palestinesi celebravano i 5 anni
delle vittime della Freedom
Flotilla e della nave Mavi
Marmara: 9 attivisti turchi morti
(e una trentina feriti) per forzare
il blocco delle navi israeliane nel
Mediterraneo e portare soccorsi
alla Striscia di Gaza. Così allo
stadio Yarmouk di Gaza, uno dei
più vecchi della zona, costruito
nel 1952 dagli egiziani e da 9 mila
posti, le autorità turche e

palestinesi hanno assistito alla
celebrazione delle nozze di
duemila coppie di palestinesi,
riunite in un mega matrimonio
collettivo. Presenti alle
celebrazioni Ismail Haniyeh, ex
primo ministro della Striscia, e
nel governo di riconciliazione
nazionale. Le autorità turche
hanno donato 4 milioni di euro
per le coppie di sposi,
promettendo pure la costruzione
di 340 abitazioni a Gaza.

Zinedine Zidane al figlio, portiere U17
Zi
francese, che ha fallito un rigore

Feste e balli per 2 mila coppie allo stadio Yarmouk di Gaza

Moyes, no Premier

Malesi anti Premier

Six lascia Mauritius

● (df) Una svastica incisa sulla
sua auto. L’ha mostrata su FB,
Toni Silva, nato in Portogallo, della
Guinea-Bissau, ala del Cska Sofia,
più volte vittima di razzismo.

● Pare che David Moyes,
ex Manchester United,
abbia rifiutato la panchina
del Sunderland per restare
in Spagna alla Real Sociedad

● (df) Protesta di un gruppo di
fan malesi che boicotta i tour dei
team di Premier. Mercoledì col
Tottenham solo un terzo dello
Shah Alam di Selangor era pieno.

● L’ex nazionale francese
Didier Six (60 anni) ha lasciato
il posto di c.t. di Mauritius
(n.185 ranking Fifa) solo 5 mesi
dopo aver assunto l’incarico.

CELIA

LA MISS DELLA SETTIMANA

CUBA
LA HAVANA
Oggi storico match
con i Cosmos di Raul

NEL WEEKEND
MLS SU EUROSPORT 2
Sabato 6 giugno: Houston DynamoNew York Red Bulls (Eurosport 2,
14.45 diff. e 17.45 in replica); domenica
7: Real Salt Lake-Colorado Rapids (23)
e San Jose Earthquakes-Dallas (1).

GERMANIA
ROSTOCK

L’Hansa si salva,
lo sponsor regala
viaggi all’Erfurt

OR
DE
EM
M

E P
RO
GR
GRE
E SSO
SSO

BRASILE
MOGI MIRIM

● Una donna rivelazione per l’uomo
rivelazione. Il Siviglia ha rivinto
l’Europa League anche grazie ai suoi
garretti d’acciaio, ma prima di questi
stagione in pochi conoscevano
Grzegorz Krychowiak, medianone
polacco che ha segnato in finale
e mazzolato per quattro in
tutto
il torneo. E pochi
conoscevano anche la sua
splendida fidanzata, la modella
francese Celia Jaunat che come
il suo uomo si è convertita
subito alla causa
«rojiblanca» e
ha sostituito negli sguardi
d’ammirazione
delle tribune del Sanchez
Pizjuan la biondissima
Raquel Mauri, moglie di
Rakitic. Anzi, fa anche di più:
persino al mare sfoggia
il biancorosso.
Per il Siviglia, ma anche
un po’ per la Polonia...

EXTRATIME

La frase della settimana
«Ho detto a mio figlio Luca:
sai che fare la prossima volta?
sa
Non ci provare più a fare
un cucchiaio, non è per te!»

Svastica bulgara

Madame Jaunat,
l’ultima scoperta
rojiblanca

TV

MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Rivaldo scarica
il figlio di Pelé:
via dopo 4 gare
● (seu) Esonero dopo 4 partite
per Edinho, 44 anni, primogenito
di Pelé alla prima esperienza da
tecnico. «Purtroppo nel calcio si
vive di risultati e il suo lavoro non
ha portato i frutti sperati». Così
Rivaldo ha liquidato Edinho dopo
appena 4 partite al comando del
Mogi Mirim (neopromosso nella
serie B brasiliana), di cui l’ex
Pallone d’oro e milanista è
presidente. Il primogenito di Pelé
ha ricevuto il benservito dopo
due pareggi e due sconfitte.

● (a. luchetta) «Ho una domanda
dalla quale dipende il futuro delle
relazioni fra Cuba e Usa», disse
Clive Toye, presidente dei
Chicago Sting, appena sbarcato
all’Avana nel 1978: «Forse avete
un sigaro?». Con una battuta
sciolse il groppo allo stomaco
di yankee e castristi, in ansia per
la prima visita sull’isola di una
squadra di «soccer» dalla
Rivoluzione del 1959. È rimasta
l’unica fino a domenica, quando
all’aeroporto dell’Avana sono
atterrati i New York Cosmos
dell’ex madridista Raul (NELLA
FOTO) e di Marcos Senna,
accompagnati da Pelé. Difficile
immaginare un incontro
altrettanto rustico.
Se il viaggio del 1978 fu una follia
improvvisata di Toye e soci, quasi
all’insaputa di Washington,
l’arrivo dei Cosmos è pianificato
in ogni dettaglio: «soccer
diplomacy» allo stato purissimo,

un viaggio funzionale al disgelo
celebrato a dicembre da Obama
e Raul Castro. L’apice questa
sera, quando i Cosmos - in testa
alla Nasl, seconda serie Usa,
dopo 9 turni - sfideranno la
nazionale dell’Avana allo stadio
Marrero, di fronte a 30 mila
spettatori. Forse verranno
seguiti dalla polizia segreta come
i Chicago Sting, certo non
vedranno nascosti a bordo
strada i missili sovietici puntati
sulla Florida. Il viaggio del 1978
fu una breccia inattesa nella
cortina di ferro, una boccata
d’ossigeno prima di riprendere a
guardarsi da un mirino; questo,
al contrario, celebra l’inizio di
una nuova era: lo sbarco dei
Cosmos - cui seguiranno presto i
Baltimora Orioles di baseball
entro fine anno - somiglia tanto
al primo passo verso l’inevitabile
conquista Usa del mercato
cubano.

DA OGGI FINO A DOMENICA 7 GIUGNO
MONDIALI UNDER 20 SU EUROSPORT
Oggi: Austria-Panama (E2, 5.45); mercoledì 3: SerbiaMali (E2, 8.45); giovedì 4: Ungheria-Brasile (E2, 8.45
nella FOTO Boschilia) e Germania-Uzbekistan (E1, 8.45);
venerdì 5: Ucraina-Stati Uniti (E2, 8.45); domenica 7:
Honduras-Germania (8.15, differita).

Supplemento di calcio internazionale di Iacopo Iandiorio, progetto grafico di Domenico Coppola

UGANDA
KAMPALA

In tre cacciati
per stregoneria
dal Bul FC di Jinja
● (giul) Patrick «Crespo» Asiku,
Herbert Kakande e Asuman
Bajampolail sono stati licenziati
dal Bul FC di Jinja, serie A:
accusati di stregoneria. Il club
conferma il licenziamento, ma
smentisce la stregoneria.
DA SABATO 6 GIUGNO
MONDIALI FEMMINILI
Su Eurosport 2 sabato notte
Canada-Cina (00.00); domenica:
Germania-Costa d’Avorio (Eurosport,
21.45); lunedì: Svezia-Nigeria (E1, 21.45)
e Camerun-Ecuador (E2, 00.45).

● (el.ber) L’Hansa Rostock è
rimasto in terza categoria
tedesca pur perdendo l’ultima
giornata con la Dinamo Dresda
(2-1), grazie alla vittoria del
Rot-Weiss Erfurt (per 1-0)
sull’Unterhaching. Lo sponsor
del Rostock, un’agenzia viaggi,
ha allora voluto ringraziare
i giocatori dell’Erfurt, per
l’impegno disinteressato,
regalando loro un viaggio.
Ognuno dei venti giocatori della
rosa avrà diritto ad un viaggio
di tre giorni per due persone.

ARGENTINA
CORRIENTES

Ombre sulla fine
di Gomez. E muore
pure un dilettante
● (seu) Ombre inquietanti sulla
morte del difensore Cristian
Gomez, 27 anni, stroncato in
campo da un infarto, domenica
24 maggio, in Boca UnidosAtletico Paranà, match di B
argentina. Il compagno di
squadra Adriel Bulay, 29 anni, ha
detto che «l’elettrocardiogramma
di Gomez ha sempre riscontrato
anomalie». Ha rivelato poi Bulay:
«Ogni volta che ci facevano i test
si lamentava del fatto che i suoi
risultati fossero sempre sballati.
Alla fine poi ha sempre ottenuto il
via libera dei medici perché i
successivi esami sotto sforzo non
hanno mai rivelato complicazioni»
Una tesi che smentisce le versioni
di dirigenti e medici dell’Atletico
Paranà, secondo cui il giocatore
avrebbe sempre superato ogni
test «brillantemente». Intanto
sabato è deceduto Maximiliano
Gil, dell’Huracan di Carlos Tejedor
(torneo regionale), dopo 6 giorni
in coma indotto, dopo un infarto
sofferto in campo 10 giorni fa.

SABATO E DOMENICA
CHAMPIONS E FRANCIA
Sabato finale di Champions League
Barcellona-Juventus alle 20.45 su Sky
Sport 1 HD, Sky Calcio 1 HD e Sky
Sport Plus HD. Domenica su SS1 HD
alle 21 amichevole Francia-Belgio.


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