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STATUTO COMUNALE 2008 (1) .pdf



Nome del file originale: STATUTO_COMUNALE_2008 (1).pdf
Titolo: STATUTO COMUNALE 2008
Autore: user

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COMUNE
di
SANT’ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO
PROVINCIA DI CATANZARO

STATUTO COMUNALE
Adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 04 nella seduta del 21 febbraio 2008

INDICE
TITOLO I
PRINCIPI
FONDAMENTALI
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.

1
2
3
4
5

Il Comune
Sede, stemma e gonfalone
Finalità
Programmazione e cooperazione
Albo pretorio

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6
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13

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14
15

TITOLO II
ORGANI
ISTITUZIONALI
Art.

6

Organi
CAPO I
Il Consiglio Comunale

Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.

7
8
9
10
11
12
13
14
15
16

Il Consiglio Comunale
Organi del Consiglio Comunale
Presidenza
Convocazione
Competenze ed attribuzioni del Consiglio
Adunanze
Gruppi Consiliari
Commissioni
Conferenza dei Capigruppo
Cessazione delle cariche comunali
CAPO II
La Giunta Comunale

Art.
Art.
Art.
Art.
Art.

17
18
19
20
21

La Giunta
Nomina, composizione, durata
Competenze della Giunta
Funzionamento della Giunta
Decadenza della Giunta
CAPO III
Il Sindaco

Art.
Art.
Art.

22
23
24

Elezione e durata del Sindaco
Competenze del Sindaco
Attribuzioni del Sindaco quale Ufficiale di governo

2

TITOLO III
ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE POPOLARE E
CONTROLLO DEMOCRATICO
Art.

25

Disposizioni generali

pag.

15

CAPO I
Associazioni e Volontariato
Art.

26

Art.
Art.

27
28

Valorizzazione delle Associazioni e partecipazione dei Cittadini
pag. 16
Contributi alle Associazioni
pag. 16
Volontariato
pag. 17
CAPO II
Esame, accesso e pubblicità degli atti

Art.

29

Diritto d’accesso agli atti e d’informazione dei Cittadini

Art.
Art.

30
31

Pubblicità legale degli atti
Esame delle pratiche

pag.
pag.
pag.

17
17
18

pag.

18

pag.
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19
19
19
20
20
21

pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.

21
21
22
22
23
23

CAPO III
Organismi di partecipazione
Art.

32

Consulte
CAPO IV
Modalità di partecipazione

Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.

33
34
35
36
37
38

Consultazioni
Petizioni
Proposte
Referendum
Consulta cittadina
Consiglio Comunale dei ragazzi
CAPO V
Il Difensore Civico

Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.

39
40
41
42
43
44

Ufficio del Difensore Civico
Elezione e cessazione dalla carica
Poteri
Rapporti con il Consiglio Comunale
Uffici e mezzi
Indennità di funzione

3

TITOLO IV
ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI E
DEL PERSONALE
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.

45
46
47
48
49
50
51
52
53

Principi strutturali ed organizzativi
Organizzazione degli uffici e del personale
Regolamento dei Servizi e degli Uffici
Diritti e doveri dei Dipendenti
Responsabili dei Servizi e degli uffici
Funzioni dei Responsabili dei Servizi e degli uffici
Collaborazioni esterne
Il Segretario Comunale
Funzioni del Segretario Comunale

pag.
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pag.

23
23
23
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25
25
26
27
27

pag.
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28
28
28
28
28
29
29
29
30
30
30
31

pag.
pag.
pag.
pag.
pag.

31
31
32
32
32

pag.
pag.

33
33

TITOLO V
SERVIZI PUBBLICI
LOCALI
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.

54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65

Principi e criteri informatori
Forme di gestione
Orari
Servizi in economia
Servizi in convenzione
Società per azioni
Aziende speciali
Organi delle aziende speciali
Durata in carica degli organi dell’azienda
Tutela della salute
L’Istituzione
Integrazione sociale
TITOLO VI
FORME DI
COLLABORAZIONE TRA
ENTI

Art.
Art.
Art.
Art.
Art.

66
67
68
69
70

Convenzioni con altri Enti Locali
Consorzi
Accordi di programma
Accordi con pubbliche amministrazioni
Conferenza dei servizi
TITOLO VII
GESTIONE ECONOMICO FINANZIARIA

Art.
Art.

71
72

Programmazione di bilancio
Le risorse comunali

4

Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.

73
74
75
76
77
78
79
80

Il patrimonio comunale
La revisione dei conti
Il rendiconto di gestione
Il controllo di gestione
Tesoreria e riscossione delle entrate
Gestione informatizzata del Servizio di tesoreria
Anticipazione di tesoreria
Appalti e contratti

pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.
pag.

34
34
34
35
35
36
36
36

pag.
pag.
pag.
pag.

36
37
37
38

TITOLO VIII
FUNZIONE
NORMATIVA
Art.
Art.
Art.
Art.

81
82
83
84

Statuto
Regolamenti
Ordinanze
Norme transitorie e finali

5

TITOLO I
Principi
fondamentali
Art. 1

Il Comune
1. Il Comune di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, con territorio che si estende per
circa 24 Kmq e confinante con il mare Jonio ed i Comuni di Isca Sullo Jonio e San
Sostene, è un Ente autonomo, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi,
ne promuove lo sviluppo civile, sociale, culturale ed economico.
2. Ispira la propria azione al principio di solidarietà e di partecipazione, operando per
affermare i diritti ed i doveri dei cittadini.
3. Per il perseguimento dei propri fini istituzionali e per l’organizzazione e lo
svolgimento delle proprie attività, provvede nel rispetto dei principi della
Costituzione, delle leggi dello Stato, della Regione e del presente Statuto.
4. In particolare, il Comune, coerentemente con la natura mediterranea del suo
territorio, attua forme di collegamento con le collettività locali di altri Stati nei
modi definiti dalla Carta Europea delle autonomie locali e, quale Comune d’Europa,
anche con i paesi extraeuropei.
Art. 2

Sede, Stemma e Gonfalone
1. La sede del Comune di Sant' Andrea Apostolo dello Jonio è nel Capoluogo in Piazza
E. Berlinguer. Gli organi comunali si riuniscono di norma nel Palazzo Civico, in casi
eccezionali su determinazione del Sindaco, presso la Delegazione Comunale in Via E.
Fermi.
2. Il Comune ha un proprio gonfalone e stemma, la cui foggia, autorizzata con D.P.R.
del 20 Ottobre 1998, è la seguente: Stemma d’oro, all’effigie di Sant’Andrea
Apostolo, in maestà, con il viso, i polsi, le mani, i piedi di carnagione, i piedi calzati
con sandali di cuoio al naturale, il Santo aureolato d’oro, capelluto e barbuto di nero,
vestito con la tunica di verde e con il manto rosso bordato d’oro, tenente con la
mano destra la croce decussata, di nero, il polso destro munito di nastro rosso, con
due pesci d’oro, posti in palo, uniti al nastro; tenente con la mano sinistra il libro
d’oro con il dorso visibile, la parte inferiore dell’effigie e la parte inferiore della
croce attraversanti sulla campagna di azzurro. Ornamenti esteriori da Comune.
Gonfalone: drappo partito di azzurro e di rosso, riccamente ornato da ricami
d’argento e caricato dallo stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in
argento, recante la denominazione del Comune. Le parti in metallo ed i cordoni sono
argentati. L’asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con
bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del
Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali
frangiati d’argento.
3. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze, si può esibire il gonfalone
comunale con servizio di scorta del Corpo dei Vigili Urbani, un cui agente funge da
vessillifero, accompagnato dal Sindaco o da un suo delegato.

6

Art. 3

Finalità
1. L’Ente, che ha come finalità primaria la ricerca e la realizzazione del bene comune in
tutte le sue forme e dimensioni, ripudia l’uso della violenza sotto ogni aspetto e
forma sia nel pensiero che nelle parole e nelle azioni, ispirandosi ai valori ed agli
obiettivi della Costituzione, concorre a rimuovere gli ostacoli che impediscono il
pieno sviluppo della persona umana, operando per:
a) assicurare a tutti i cittadini un’esistenza libera e dignitosa;
b) realizzare condizioni di piena occupazione promovendo l'iniziativa pubblica e
privata anche attraverso lo sviluppo di forme di associazionismo economico e
di cooperazione nel rispetto dei diritti dei lavoratori.
c) Tutelare e promuovere lo sviluppo dell’attività produttiva e, soprattutto,
dell’artigianato;
d) Coordinare le attività commerciali e favorire l’organizzazione razionale
dell’apparato distributivo;
e) realizzare la piena parità tra uomini e donne, assicurando il principio delle
pari opportunità professionali, culturali, politiche e sociali, e superando ogni
forma di discriminazione.
f) favorire un sistema di sicurezza sociale ispirato all'esigenza di uguaglianza e
di solidarietà, con riferimento particolare alle prospettive dei giovani ed alle
condizioni di vita degli anziani, degli inabili, degli immigrati e degli emigrati;
g) tutelare la salute dei cittadini;
h) rimuovere gli ostacoli che limitano il diritto allo studio e alla cultura;
i) riconoscere l'ambiente come bene essenziale della collettività, tutelando le
risorse ambientali, territoriali e naturali in funzione di una più alta qualità
della vita e d'un migliorato e qualificato turismo;
j) promuovere ed attuare un organico assetto del territorio, salvaguardando
l'identità culturale architettonica ed urbanistica del centro storico,
tutelando il patrimonio storico, archeologico, artistico, paesaggistico;
k) favorire l'impiego del tempo libero, anche con l'attività culturale, sportiva e
ricreativa.
Art. 4

Programmazione e Cooperazione
1. Il Comune realizza le proprie finalità, adottando il metodo e gli strumenti della
programmazione, della pubblicità e della trasparenza, concorre alla determinazione
degli obiettivi contenuti nei programmi dello Stato, della Regione e della Provincia
avvalendosi dell'apporto delle formazioni sociali, economiche, sindacali, culturali e
religiose operanti nel territorio.
2. I rapporti con la Regione Calabria, gli altri Comuni, la Comunità Montana del
Versante Ionico, la Provincia di Catanzaro sono improntati ai principi di
cooperazione nel rispetto delle proprie autonomie.
Art. 5

Albo Pretorio
1. La Giunta Comunale individua nel Palazzo Civico e nella delegazione apposito spazio

7

da destinare ad “Albo Pretorio” per la pubblicazione degli atti ed avvisi previsti
dalla legge, dallo Statuto, dai Regolamenti.
2. La pubblicazione deve garantire l'accessibilità, l'integralità e la facilità di lettura,
con le cautele atte ad assicurare la conservazione degli atti pubblicati.
3. Il Responsabile del Servizio cura l'affissione degli atti di cui al 1° comma
avvalendosi di un messo comunale o in caso di sua assenza di un dipendente
comunale, e su attestazione di questi, ne certifica l'avvenuta pubblicazione.

TITOLO II
Organi Istituzionali
Art. 6

Organi
1. Sono organi del Comune il Consiglio Comunale, la Giunta ed il Sindaco.
CAPO I
Il Consiglio
Comunale
Art. 7

Il Consiglio Comunale
1. Il Consiglio Comunale è l'organo di indirizzo e di controllo politico amministrativo
del Comune.
Art. 8

Organi del Consiglio Comunale
1. Sono organi del Consiglio Comunale:
a) Le Commissioni Consiliari;
b) I Gruppi Consiliari.
Art. 9

Presidenza
1. Il Consiglio Comunale, che dura in carica cinque anni, è convocato e presieduto dal
Sindaco. In caso di assenza o impedimento temporaneo del Sindaco, le funzioni sono
esercitate dal Vice-Sindaco.
2. Il Sindaco rappresenta il Consiglio, dirige i dibattiti, fa osservare il regolamento del
Consiglio Comunale, concede la parola, assicura l'ordine della seduta e la regolarità
delle discussioni; può sospendere e sciogliere la seduta, può richiamare, facendolo
risultare dal verbale, il consigliere che ripetutamente violi il regolamento ed in caso

8

di persistenza e/o reiterazione proporre allo stesso Consiglio la sospensione ed il
rinvio della trattazione dei punti all’O. del G. o far allontanare dall’aula chiunque del
pubblico sia causa di disturbo al regolare svolgimento della seduta.
Art. 10

Convocazione
1. Il Comune non si avvale della distinzione temporale in sessioni, incompatibile con la
razionale ed organica programmazione dei lavori necessaria per la continuità del
ruolo e delle funzioni del Consiglio stabilite dal D. Lgs. n. 267/2000.
2. Il Sindaco convoca il Consiglio, fissando il giorno e l'ora della seduta o di più sedute
qualora i lavori del Consiglio siano programmati per più giorni. In seduta aperta al
pubblico non può essere convocato per più di due volte per trattare dello stesso
argomento.
3. Il Consiglio Comunale può essere convocato su richiesta di 1/5 dei Consiglieri
assegnati, nel qual caso e in quello di cui al successivo comma 9 l’adunanza deve
essere tenuta entro 20 giorni dalla data in cui è pervenuta la richiesta.
4. In caso di inosservanza degli obblighi di convocazione del Consiglio Comunale, previo
diffida, provvede il Prefetto.
5. In caso di urgenza la convocazione può avere luogo con un preavviso di 24 ore.
6. L'avviso della convocazione è spedito ai singoli Consiglieri almeno 5 giorni prima
delle sedute ordinarie mentre per le altre almeno tre giorni prima con esclusione
della convocazione di cui al precedente comma 4.
7. Per la notifica dell'O.d.G. si osservano le disposizioni dell'art. 155 del Codice di
procedura Civile, precisando che nel computo dei termini si esclude il giorno iniziale
mentre i giorni festivi si computano nel termine complessivo.
8. Il Consiglio Comunale, in seduta aperta al pubblico, viene convocato dal Sindaco,
anche su richiesta di 1/5 dei Consiglieri, ogni qualvolta occorra discutere di
argomenti che hanno significativo riflesso o incidenza sull’assetto degli interessi
della collettività; nonchè su richiesta sottofirmata da almeno 50 elettori residenti
nel Comune per discutere delle questioni sollevate nelle seguenti materie: opere
pubbliche – servizi pubblici – pubblica istruzione – problemi dell’occupazione e
sviluppo – patrimonio artistico e monumentale
9. Il Consiglio si riunisce nella sede Comunale, salvo diversa determinazione del
Sindaco.
10. L'ordine del giorno è predisposto dal Sindaco secondo le modalità stabilite dal
regolamento del Consiglio.
11. L'ordine del giorno da trattarsi nel Consiglio Comunale deve, sotto la responsabilità
del Segretario Comunale, essere pubblicato nell'albo pretorio lo stesso giorno in cui
viene notificato ai Consiglieri Comunali.
12. Tutti gli atti relativi agli argomenti, iscritti all’ordine del giorno, devono essere

9

depositati presso la segreteria comunale nel giorno dell’adunanza e nei due giorni
precedenti. Gli atti relativi alle adunanze convocate d’urgenza o ad argomenti
aggiunti all’ordine del giorno sono depositati almeno 24 ore prima della riunione.
13. Nessuna proposta può essere sottoposta a deliberazione definitiva del Consiglio se
non è stata depositata entro i termini di cui al precedente comma nel testo
completo dei pareri di cui all’art. 49 del D. Lgs. n. 267/2000, corredata di tutti i
documenti necessari per consentirne l’esame. I Consiglieri hanno il diritto di
consultare gli atti d’ufficio richiamati o citati negli schemi di deliberazione
depositati e nei relativi allegati.
Art. 11

Competenze ed attribuzioni del Consiglio
1. Il Consiglio Comunale esercita le competenze e svolge le attribuzioni conformandosi
ai principi ed ai procedimenti fissati dalla legge, dallo Statuto Comunale e dalle
norme regolamentari
2. Impronta l’azione complessiva dell’Ente ai principi di pubblicità, trasparenza e
legalità al fine di assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’azione
amministrativa.
3. L’attività di Consiglio si esplica attraverso:
a) atti di indirizzo: il Consiglio esprime l’indirizzo politico amministrativo in
atti quali risoluzioni ed ordini del giorno, contenenti obiettivi, principi e
criteri informatori dell’attività dell’Ente. Ove a tali atti il Consiglio
attribuisse valore di direttiva, l’attività degli Organi dell’Ente dovrà
uniformarsi ai contenuti degli atti stessi.
b) atti amministrativi fondamentali: Il Consiglio indirizza, altresì, l’attività
dell’Ente con l’adozione di atti amministrativi fondamentali di carattere
normativo programmatori, organizzativo, negoziale e gestionale. Privilegia
il metodo e gli strumenti della programmazione, perseguendo sul raccordo
con la programmazione provinciale, regionale e statale. Gli atti devono
contenere l’individuazione degli obiettivi e delle finalità da perseguire, le
risorse e gli strumenti dell’azione, le prescrizioni da osservare.
c) atti di controllo: con apposita deliberazione il Consiglio Comunale può
procedere ad inchieste, nominando apposita Commissione.
Art. 12

Adunanze
1. Il Consiglio Comunale, in prima convocazione, non può deliberare se non intervengono
almeno sei Consiglieri senza computare il Sindaco. In seconda convocazione per la
validità della seduta basta che intervengono quattro membri del Consiglio senza
computare il Sindaco.
2. Le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche, eccettuati i casi previsti nel
Regolamento.
3. Il Consiglio Comunale non può deliberare in seconda convocazione su proposte non

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comprese nell’ordine del giorno della seduta di prima convocazione. Nel caso in cui
siano introdotte proposte non comprese nell’ordine del giorno di prima convocazione
queste non potranno essere poste in deliberazione se non ventiquattro ore dopo
averne dato avviso a tutti i Consiglieri.
Art. 13

Gruppi consiliari
1. I Consiglieri eletti nella medesima lista formano, di regola, un gruppo consiliare;
2. Ciascun gruppo è costituto da almeno due Consiglieri. Si deroga solo nel caso in cui
una lista, presentatasi alle elezioni, abbia avuto eletto un solo consigliere; a
quest’ultimo sono riconosciute le prerogative e la rappresentanza spettanti ad un
gruppo consiliare.
3. I singoli gruppi devono comunicare per iscritto al Sindaco il nome del Capogruppo
consiliare entro il giorno precedente la prima riunione del Consiglio neoeletto.
4. Il Consigliere che intende appartenere ad un Gruppo diverso da quello in cui è stato
eletto deve darne comunicazione al Sindaco, allegando la dichiarazione di
accettazione del Capo Gruppo.
5. Il Consigliere che si distacca dal Gruppo di appartenenza e non aderisce ad altri
Gruppi costituiti non acquisisce le prerogative e la rappresentanza spettanti ad un
Gruppo Consiliare. Qualora più Consiglieri vengano a trovarsi nella predetta
condizione, possono costituire un Gruppo Misto che elegge al suo interno il Capo
Gruppo. Della costituzione del Gruppo misto da parte dei Consiglieri interessati deve
essere data comunicazione per iscritto al Sindaco.

Art. 14

Commissioni
1. Il Consiglio comunale può istituire, con apposita deliberazione, commissioni
permanenti, temporanee o speciali per fini di controllo o di indagine, di inchiesta, di
studio. Dette commissioni sono composte solo da Consiglieri Comunali, con criterio
proporzionale. Per quanto riguarda le Commissioni aventi funzione di controllo e di
garanzia, la presidenza è attribuita ai Consiglieri appartenenti ai Gruppi di
opposizione.
2. Il regolamento determina i poteri delle Commissioni e ne disciplina l'organizzazione.
3. Le sedute delle commissioni sono pubbliche salvo i casi previsti dal regolamento.
4. Alle commissioni consiliari non possono essere attribuiti poteri deliberativi ma solo
consultivi.
Art. 15

Conferenza dei Capigruppo
1. La conferenza dei capigruppo è commissione consiliare speciale
2. È convocata dal Sindaco per l’esame di proposte relative alle modalità ed all’ordine
dei lavori, all’interpretazione dello Statuto e del regolamento, alla valutazione di

11

proposte di particolare rilevanza da sottoporre al Consiglio ed in ogni altra
occasione nella quale risulti necessaria la consultazione dei rappresentanti dei gruppi
consiliari.
Art. 16

Cessazione dei Consiglieri dalle cariche Comunali
1. Le dimissioni dalla carica di consigliere sono presentate dal Consigliere medesimo al
Consiglio Comunale. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e
diventano efficaci una volta adottata dal Consiglio la relativa surrogazione che deve
avvenire entro dieci giorni dalla data di presentazione delle dimissioni.
2. I singoli consiglieri possono decadere:
a) per il verificarsi di uno degli impedimenti, delle incompatibilità o
dell'incapacità contemplate nella normativa vigente.
b) per morte.
c) Per il mancato intervento ad un’intera sessione ordinaria senza giustificato
motivo.
CAPO II
La Giunta Comunale
Art. 17

La Giunta
1. La Giunta Comunale è l'organo esecutivo del Comune.
Art. 18

Nomina, composizione, durata
1. Il Sindaco nomina i componenti della Giunta, tra cui un vice-sindaco e ne da
comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alla elezione unitamente alla
proposta degli indirizzi generali di governo.
2. La Giunta comunale è composta dal Sindaco che la presiede e da un numero di
quattro assessori scelti tra i consiglieri comunali.
3. La Giunta dura in carica per un periodo di cinque anni.
4. Il Sindaco può revocare uno o più assessori dandone motivata comunicazione al
Consiglio.
5. Non possono far parte della Giunta il coniuge, gli ascendenti, i discendenti fino al
terzo grado rispettivamente del Sindaco o di un assessore.

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Art. 19

Competenze della Giunta
1. La Giunta collabora con il Sindaco nell'amministrazione del Comune ed opera
attraverso deliberazioni collegiali.
2. La Giunta compie gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge al
Consiglio e che non rientrino nelle competenze del Sindaco, del segretario o dei
funzionari dirigenti. Collabora con il Sindaco nell'attuazione degli indirizzi generali
del Consiglio. Riferisce annualmente al Consiglio sulla propria attività e svolge
attività propositiva e di impulso nei confronti dello stesso. In particolare propone i
regolamenti previsti dalla legge e dallo statuto.
Art 20

Funzionamento della Giunta
1. La Giunta si riunisce su convocazione del Sindaco ogni qualvolta si rende necessario
o il Sindaco lo giudichi opportuno.
2. Nel caso di assenza o di impedimento temporaneo del Sindaco, nonché nel caso di
sospensione dall'esercizio della funzione adottata ai sensi dell'art. 15, comma 4-bis,
della legge 19 marzo 1990, n. 55, e successive modificazioni ed integrazioni, la
Giunta Comunale è convocata e presieduta dal vice-sindaco.
3. Le sedute della Giunta non sono pubbliche. Alle medesime possono partecipare senza
diritto di voto, esperti, tecnici e funzionari invitati da chi presiede e riferiscono su
particolari problemi.
Art. 21

Decadenza della Giunta
1. La Giunta decade in caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione,
decadenza o decesso del Sindaco. In questa ipotesi si procede allo scioglimento del
Consiglio Comunale. Il Consiglio e la Giunta rimangono in carica sino alla elezione del
nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco. Sino alle predette elezioni le funzioni del
Sindaco sono svolte dal Vice-Sindaco.
2. Il voto del Consiglio Comunale contrario ad una proposta del Sindaco o della Giunta
non comporta le dimissioni degli stessi.
3. Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di
sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il
Consiglio.La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno 2/5
dei consiglieri assegnati e viene messa in discussione non prima di 10 giorni e non
oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si
procede allo scioglimento del Consiglio comunale ed alla nomina di un Commissario ai
sensi della legge vigente.
4. Le dimissioni presentate dal Sindaco diventano irrevocabili e producono gli effetti
di cui al comma 1 trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al
Consiglio.

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5. Lo scioglimento del Consiglio determina in ogni caso la decadenza del Sindaco nonché
della Giunta Comunale.
6. I singoli assessori possono decadere per il verificarsi di uno degli impedimenti, delle
incompatibilità o dell'incapacità contemplate nella normativa vigente.

CAPO III
Il Sindaco
Art. 22

Elezione e durata del Sindaco
1. Il Sindaco viene eletto dai cittadini a suffragio universale e diretto, secondo le
disposizioni dettate dalla legge ed è membro del Consiglio Comunale.
2. Il Sindaco nomina i componenti della Giunta, tra cui un Vice-Sindaco e ne da
comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alla elezione unitamente alla
proposta degli indirizzi generali di governo.
3. Il Sindaco dura in carica per un periodo di cinque anni.
Art. 23

Competenze del Sindaco
1. Il Sindaco è il responsabile dell'amministrazione ed è il legale rappresentante del
Comune.
2. Il Sindaco convoca e presiede la Giunta, nonché il Consiglio, e sovrintende al
funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti.
3. Il Sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dal presente statuto e dai
regolamenti e sovrintende, altresì, all'espletamento delle funzioni statali e regionali
attribuite o delegate al Comune.
4. Il Sindaco è inoltre competente, nell'ambito della disciplina regionale e sulla base
degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale, a coordinare gli orari degli esercizi
commerciali, dei servizi pubblici, nonché gli orari di apertura al pubblico degli uffici
periferici delle amministrazioni pubbliche, al fine di armonizzare l'esplicazione dei
servizi alle esigenze complessive e generali degli utenti.
5. Sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, il Sindaco provvede alla nomina, alla
designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed
istituzioni.
6. Tutte le nomine e le designazioni debbono essere effettuate entro quarantacinque
giorni dall'insediamento ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico.
In mancanza, il Comitato Regionale di Controllo adotta i provvedimenti sostitutivi ai
sensi dell'art. 50 comma 9 del D. Lgs. n. 267/2000.
7. Il Sindaco nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e definisce gli
incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna secondo le modalità ed i
criteri stabiliti dall'art. 109 comma 2 del D. Lgs. 267/2000, dallo Statuto comunale

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e dal Regolamento.
8. Il Sindaco neo eletto entra in carica al momento della proclamazione dei risultati
delle elezioni.
9. Il Sindaco ai sensi del comma 1 dell’art. 4 della legge 127/97 presta giuramento
nella prima seduta dopo le elezioni davanti al Consiglio Comunale pronunciando la
formula di rito “GIURO DI ESSERE FEDELE ALLA REPUBBLICA, DI OSSERVARE
LEALMENTE LA COSTITUZIONE ITALIANA, LE LEGGI DELLO STATO E LO
STATUTO DELL’ENTE, DI ADEMPIERE AI DOVERI DEL PROPRIO UFFICIO
NELL’INTERESSE ESCLUSIVO DEL COMUNE E PER IL BENE PUBBLICO”
10. Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e del
Comune da portarsi a tracolla della spalla destra.
11. Il Sindaco o gli assessori dallo stesso delegati rispondono, entro trenta giorni, alle
interrogazioni, mozioni e ad ogni altra istanza presentata dai consiglieri. Le modalità
della presentazione di tali atti e della relativa risposta sono demandate e
disciplinate dal regolamento d'attuazione.
Art. 24

Attribuzioni del Sindaco quale Ufficiale di governo
1. Il Sindaco, quale ufficiale di governo, sovrintende:
a) alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione ed agli adempimenti
demandategli delle leggi in materia elettorale, di leva militare e di statistica;
b) alla emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti
in materia di ordine e sicurezza pubblica, di sanità e di igiene pubblica;
c) allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, delle
funzioni affidategli dalla legge;
d) alla vigilanza su quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico,
informandone il Prefetto;
2. Il Sindaco, quale ufficiale di governo, adotta con atto motivato e nel rispetto dei
principi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti in
materia di sanità e igiene, edilizia e polizia locale al fine di prevenire ed eliminare
gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini. Per l'esecuzione dei relativi
ordini può richiedere al Prefetto, ove occorra, l'assistenza della forza pubblica.
3. Se l'ordinanza adottata ai sensi del comma 2 è rivolta a persone determinate e
queste non ottemperano all'ordine impartito, il Sindaco può provvedere d'ufficio a
spese degli interessati, senza pregiudizio della azione penale per i reati in cui
fossero incorsi.
4. Chi sostituisce il Sindaco esercita anche le funzioni di cui al presente articolo.
TITOLO III
Istituti di partecipazione popolare e
controllo democratico
Art. 25

Disposizioni generali

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1. Il Comune garantisce e promuove la partecipazione dei singoli e delle formazioni
sociali, in ordine alla sua attività, con democraticità, imparzialità e trasparenza.
2. Il Comune favorisce le libere forme associative, le organizzazioni del volontariato e
della cooperazione incentivandone l'accesso alle strutture ed ai servizi dell'Ente.
3. L'amministrazione attiva forme di consultazione per acquisire il parere dei soggetti
interessati su specifici problemi.
4. Sono titolari dei diritti di partecipazione, i Cittadini iscritti nelle liste elettorali del
Comune e quelli di età superiore ai sedici anni residenti, nonché i cittadini
dell’Unione europea, gli stranieri regolarmente residenti o apolidi domiciliati nel
Comune, che esercitano la propria prevalente attività di lavoro o di studio ad
esclusione dei soli diritti ed azioni per il cui esercizio la legge o lo statuto
prevedono espressamente l’iscrizione nelle liste elettorali.
CAPO I
Associazioni e
Volontariato
Art. 26

Valorizzazione delle Associazioni
1. II Comune favorisce e riconosce la costituzione e lo sviluppo di libere associazioni
che concorrono all'autogoverno della Comunità.
2. La Giunta Comunale, ad istanza delle associazioni interessate, registra le stesse che
operano sul territorio comunale, ivi comprese le sezioni locali di associazioni a
rilevanza intercomunale. Allo scopo di ottenere la registrazione è necessario che
l'associazione depositi in comune copia dello Statuto e comunichi la sede ed il
nominativo del legale rappresentante.
3. Non è ammesso il riconoscimento di associazioni segrete o aventi caratteristiche
non compatibili con indirizzi generali espressi nella Costituzione , dalle norme vigenti
e dal presente statuto.
4. Il Comune può promuovere ed istituire la consulta delle associazioni.
Art. 27

Contributi alle Associazioni
1. Il Comune può erogare alle associazioni, con esclusione dei partiti politici, contributi
economici da destinarsi allo svolgimento dell'attività associativa.
2. Il Comune può altresì mettere a disposizione delle associazioni, di cui al comma
precedente, a titolo di contributi in natura, strutture, beni o servizi in modo
gratuito.
3. Le modalità di erogazione dei contributi o di godimento delle strutture, beni o
servizi dell'Ente è stabilita in apposito regolamento, in modo da garantire a tutte le
associazioni pari opportunità.
4. Il Comune può gestire servizi in collaborazione con le associazioni di volontariato

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riconosciute a livello nazionale ed inserite nell'apposito albo regionale. L'erogazione
dei contributi e le modalità della collaborazione verranno stabilite in apposito
regolamento.
5. Le Associazioni che hanno ricevuto contributi in denaro o natura dall'ente devono
redigere al termine di ogni anno apposito rendiconto che ne evidenzi l'impegno.
Art. 28

Volontariato
1. Il Comune promuove forme nuove di volontariato per un coinvolgimento della
popolazione in attività volte al miglioramento della qualità della vita personale, civile
e sociale, in particolare delle fasce in costante rischio di emarginazione, nonché per
la tutela dell'ambiente. In particolare riconosce il valore sociale e la funzione civile
e culturale dell’attività di volontariato autorizzata ai sensi della legge n. 266/91.
2. Il volontariato potrà esprimere alla Amministrazione Comunale il proprio punto di
vista sui bilanci e programmi dell'ente, e collaborare con la stessa a progetti,
strategie, studi e sperimentazioni.
3. Il Comune garantisce che le prestazioni di attività volontarie e gratuite
nell'interesse collettivo e ritenute di importanza generale abbiano i mezzi necessari
per la loro migliore riuscita e siano tutelate sotto l'aspetto infortunistico
CAPO II
Esame, accesso e pubblicità
degli atti
Art. 29

Diritto di accesso agli atti e d'informazione dei cittadini
1. Il Comune al fine di garantire la trasparenza e l'imparzialità dell'attività
amministrativa assicura ai cittadini singoli o associati il diritto di accesso agli atti
amministrativi secondo le modalità definite dal regolamento.
2. Sono sottratti al diritto di accesso gli atti che disposizioni legislative dichiarano
riservati o sottoposti ai limiti di divulgazione e quelli esplicitamente individuati dal
regolamento, e quelli riservati per effetto di una temporanea e motivata
dichiarazione del Sindaco.
3. Il Comune assicura il diritto dei cittadini di accedere in generale all'informazione di
cui è in possesso l'amministrazione.
4. Le modalità, le procedure ed i mezzi con i quali si può accedere alle informazioni
sono disciplinati dal regolamento. Restano comunque escluse le informazioni
riservate e segrete.

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Art. 30

Pubblicità legale degli atti
1. Sono pubblicati mediante affissione all'Albo Pretorio per 15 giorni consecutivi, salvo
diverse disposizioni di legge:
a) le deliberazioni comunali;
b) gli elenchi, predisposti con scadenza settimanale, degli atti esterni adottati
da organi individuali del Comune;
c) le direttive, i programmi, le istruzioni, le circolari e ogni atto che dispone in
generale sull'organizzazione, sulle funzioni, sugli obiettivi, sui procedimenti
della pubblica amministrazione, salvo i casi in cui la legge si esprime
diversamente e comunque nel rispetto del regolamento;
d) Le modalità per gli appalti di opere pubbliche, per la fornitura di beni e
servizi e per i contratti in generale;
e) gli aggiudicatari di appalti di opere pubbliche ed i fornitori di beni e servizi;
f) i criteri di assunzione temporanea di personale ed i bandi di concorso.
g) Il bilancio di previsione e il conto consuntivo vengono depositati presso la
Segreteria Comunale.
Art. 31

Esame delle pratiche
1. Tutte le istanze singole o collettive dei cittadini sono registrate in ordine
cronologico.
2. Le pratiche con la presentazione delle istanze di cui al precedente comma, dovranno
essere registrate e avviate a soluzione secondo l'ordine cronologico di
presentazione.
3. Con lo stesso ordine di priorità di cui al comma 2 dovranno essere rilasciate
concessioni, le autorizzazioni nonché l'emissione dei mandati di pagamento.
4. In deroga a quanto stabilito dal comma 3 del presente articolo, è consentito il
rilascio delle concessioni nel caso in cui il richiedente ne dimostri l'effettiva
esigenza.
CAPO III
Organismi di
partecipazione
Art. 32

Consulte
1. Il Comune al fine di garantire, razionalizzare o stimolare la partecipazione
all’amministrazione locale, secondo le modalità disciplinate dal Regolamento, si avvale
di organismi consultivi nei vari settori corrispondenti alle politiche comunali. In
particolare istituisce la consulta del lavoro e delle questioni giovanili, quella per lo
sport, la cultura ed il tempo libero, quella delle donne e quella delle attività

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produttive, impdrenditoriali e commerciali. Esse saranno presiedute da un delegato
del Sindaco.
CAPO IV
Modalità di
partecipazione
Art. 33

Consultazioni
1.

Al fine di assicurare la partecipazione dei Cittadini alla vita democratica,
L’Amministrazione promuove periodicamente assemblee pubbliche, allo scopo di
informare sull’attività presente e futura del Comune nei vari settori e sentire
eventualmente pareri e suggerimenti.
Art. 34

Petizioni
1. Chiunque, anche se non residente nel territorio comunale, può rivolgersi in forma
collettiva agli organi dell’Amministrazione per sollecitarne l’intervento su questioni
di interesse comune o per esporre esigenze di natura collettiva.
2. La raccolta di adesioni può avvenire senza formalità di sorta in calce al testo
comprendente le richieste che sono rivolte all’Amministrazione
3. La petizione è inoltrata al Sindaco il quale, entro 10 giorni, l’assegna in esame
all’Organo competente e ne invia copia ai gruppi presenti in Consiglio Comunale.
4. Il contenuto della decisione dell’organo competente, unitamente al testo della
petizione, è pubblicato mediante affissione negli appositi spazi e, comunque, in modo
tale da permetterne la conoscenza a tutti i firmatari che risiedono nel territorio
del Comune.
5. Se la petizione è sottoscritta da almeno 50 persone ciascun Consigliere può
chiedere con apposita istanza che il testo della petizione sia posto in discussione
nella prossima seduta del Consiglio Comunale, da convocarsi entro 20 giorni.
Art. 35

Proposte
1. Qualora un numero di elettori del Comune, non inferiore a 50, avanzi al Sindaco
proposte per l’adozione di atti amministrativi di competenza dell’Ente e tali
proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla
natura dell’atto ed il suo contenuto dispositivo, il Sindaco, ottenuto il parere dei
Responsabili dei Servizi interessati, trasmette la proposta unitamente ai pareri
all’Organo competente ed ai gruppi presenti in Consiglio Comunale entro 10 giorni dal
ricevimento.

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2. L’Organo competente può sentire i proponenti e deve adottare le sue determinazioni
in via formale entro 30 giorni dal ricevimento della proposta.
3. Le determinazioni di cui al comma precedente sono pubblicati negli appositi spazi e
sono comunicate formalmente ai primi tre firmatari della proposta
Art. 36

Referendum
1. È ammesso il referendum consultivo su atti di interesse generale.
2. Sono esclusi dal referendum le materie concernenti: tributi locali, atti di bilancio,
espropriazioni per pubblica utilità, designazioni e nomine, norme statali e regionali
contenenti disposizioni obbligatorie per il Comune e per cinque anni le materie già
oggetto di referendum precedenti con esito negativo.
3. L'iniziativa del Referendum può essere presa dal Consiglio Comunale a maggioranza
assoluta dei Consiglieri assegnati o da 1/3 del corpo elettorale.
4. Le richieste di Referendum vanno presentate al Segretario Comunale che procederà
alla verifica della regolarità delle firme raccolte, alla ammissibilità della materia
oggetto della consultazione ed al riscontro della comprensibilità del quesito posto.
5. Ultimate le operazioni di cui sopra il Segretario Comunale presenterà al Consiglio
una relazione con relativa richiesta di indizione di Referendum. Il Consiglio
Comunale ove nulla osti indirà il Referendum rimettendo gli atti alla Giunta per la
fissazione della data con sessione fissata nei mesi di Marzo e Novembre.
6. La data del referendum non deve coincidere con altre consultazioni politiche,
regionali, provinciali e comunali o particolari festività.
7. Nel caso in cui il Consiglio Comunale per motivi di legittimità si pronunci per il
rigetto della proposta referendaria o per il parziale accoglimento, dovrà assumere
apposita deliberazione con la maggioranza assoluta dei propri componenti.
8. Le procedure di voto si seguono secondo le modalità disciplinate dal regolamento.
9. Il Referendum sarà valido se avrà partecipato oltre il 50% degli elettori.
10. All'onere finanziario per le spese sostenute per il referendum l'Amministrazione
dovrà far fronte con proprie entrate.
Art. 37

Consulta cittadina
1. Al fine di creare uno strumento di collegamento diretto tra la società civile e
l’Amministrazione locale, il Comune per propria iniziativa può costituire la consulta
cittadina quale organo consultivo, che su richiesta della stessa amministrazione
esprimerà pareri e proposte su materie di esclusiva competenza locale.
2. La composizione, il funzionamento e l'organizzazione della Consulta saranno
disciplinate dal regolamento.
3. I cittadini singoli o associati possono presentare istanze, proposte e petizioni su
materie di interesse collettivo.

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4. Il regolamento sulla partecipazione determina le procedure di presentazione, i
tempi, le forme di pubblicità e le modalità d'intervento del Comune sulle
problematiche sollevate.
Art. 38
Consiglio Comunale dei ragazzi
1. Il Comune allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva può
promuovere l’elezione del Consiglio Comunale dei Ragazzi.
2. Il Consiglio Comunale dei Ragazzi ha il compito di deliberare in via consultiva nelle
seguenti materie: politica ambientale, sport, tempo libero, giochi, rapporti con
l’associazionismo, cultura e spettacolo, pubblica istruzione, assistenza ai giovani ed
agli anziani, rapporti con l’UNICEF.
3. Le modalità di elezione e di funzionamento del Consiglio Comunale dei Ragazzi sono
stabilite con apposito regolamento.

CAPO V
Il Difensore Civico
Art. 39

Ufficio del Difensore Civico
1. È istituito l’Ufficio del Difensore Civico.
2. Il Difensore Civico svolge il ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento
dell’Amministrazione Comunale a tutela dei diritti e degli interessi legittimi dei
cittadini.
Art. 40

Elezione e cessazione dalla carica
1. Il difensore civico è nominato dal consiglio comunale a scrutinio segreto e a
maggioranza dei quattro quinti dei Consiglieri assegnati per i primi due scrutini ed a
maggioranza dei due terzi a partire dal terzo scrutinio, anche all’interno di un
elenco di autocandidature adeguatamente documentate secondo le modalità previste
dal regolamento, tra i cittadini in condizioni di eleggibilità alla carica di consigliere
comunale ed in possesso di qualificazione, ampia garanzia d’indipendenza, probità e
competenza giuridico – amministrativa o in forma di convenzionamento con altri Enti
Locali.
2. Il difensore civico rimane in carica 5 anni ed è rieleggibile una sola volta.
3. Non sono eleggibili i titolari di cariche elettive e di incarichi da parte di partiti
politici.
4. Può essere revocato con provvedimento motivato del Consiglio Comunale a
maggioranza assoluta dei componenti assegnati.

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5. Decade quando vengono meno i requisiti per la sua eleggibilità.
Art. 41

Poteri
1. Il difensore civico è sottratto ad ogni forma di dipendenza gerarchica o funzionale
da parte degli organi del Comune.
2. Il difensore civico segnala di propria iniziativa o su istanza di cittadini, singoli o
associati, abusi, carenze, ritardi e disfunzioni dell’Amministrazione e delle Aziende
speciali.
3. Il difensore civico:
a) può chiedere notizie, documenti e convocare i dipendenti
b) ha diritto di informazione sullo stato del procedimento ed accede agli atti
dell’Amministrazione, delle aziende speciali e delle istituzioni senza che possa
essergli opposto il segreto;
c) può inviare raccomandazioni agli organi ed agli uffici comunali;
d) può sollecitare il riesame di atti o provvedimenti dell’Amministrazione di cui sono
stati segnalati irregolarità o vizi di legittimità;
e) ha il potere di stimolo dell’azione disciplinare nei confronti del responsabile del
servizio per omissione, rifiuto e ritardo di un atto in seguito a sollecito scritto.
4. Il difensore civico deve inoltre vigilare affinché a tutti i cittadini siano riconosciuti
i medesimi diritti.
5. Il difensore civico deve garantire il proprio interessamento a vantaggio di chiunque
si rivolga a lui, ed essere disponibile per il pubblico nel suo ufficio almeno un giorno
alla settimana.
6. Il difensore civico, prima di assumere le funzioni, presta giuramento nelle mani del
Sindaco di bene e fedelmente adempiere al mandato ricevuto nell’interesse dei
cittadini e nel rispetto della legge.
Art. 42

Rapporti con il Consiglio Comunale
1. Il difensore civico presenta ogni anno, entro il 31 gennaio, la relazione relativa
all'attività svolta nell'anno precedente, illustrando i casi seguiti, le disfunzioni, i
ritardi e le illegittimità riscontrate e formulando i suggerimenti che ritiene più
opportuni allo scopo di eliminarli.
2. Il regolamento del consiglio determina le modalità di partecipazione del Difensore
civico alle adunanze del Consiglio ed alle riunioni delle Commissioni.
3. La relazione deve essere affissa all'albo pretorio, trasmessa a tutti i consiglieri
comunali e discussa entro 30 giorni in consiglio comunale.
4. Tutte le volte che ne ravvisa l'opportunità, il difensore civico può segnalare singoli

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casi o questioni al sindaco affinché siano discussi nel consiglio comunale, che deve
essere convocato entro 30 giorni.
Art. 43

Uffici e mezzi
1. Il difensore civico ha sede presso la casa Comunale e si avvale, per l’espletamento
delle proprie funzioni, di personale e mezzi dell’Amministrazione, secondo le
modalità previste dal Regolamento.
Art. 44

Indennità di funzione
1. Al difensore civico è corrisposta un’indennità di funzione il cui importo è
determinato annualmente dal Consiglio Comunale.
TITOLO IV
Organizzazione degli Uffici
e del Personale
Art. 45

Principi strutturali ed organizzativi
1. L'amministrazione comunale si esplica mediante il perseguimento di obiettivi
specifici, rapportandosi similmente ad un’organizzazione di lavoro per progetti,
obiettivi e programmi. A tale scopo, dovrà analizzare ed individuare il grado di
produttività dei soggetti investiti di propria responsabilità, superando, tra l’altro, la
rigida separazione di competenze e favorendo la massima collaborazione tra gli
Uffici.
Art. 46

Organizzazione degli Uffici e del Personale
1. Il comune disciplina con appositi atti la dotazione organica del personale e, in
conformità alle norme del presente statuto, l'organizzazione degli uffici e dei
servizi sulla base della distinzione tra funzione politica e di controllo attribuita al
consiglio comunale, al sindaco e alla giunta e funzione di gestione amministrativa
attribuita ai Responsabili degli uffici e dei servizi.
2. Gli uffici sono organizzati secondo i principi di autonomia, trasparenza ed efficienza
e con criteri di funzionalità, economicità di gestione tenendo sempre presenti le
esigenze dei Cittadini.
Art. 47

Regolamento dei Servizi e degli Uffici
1. Il comune attraverso il regolamento stabilisce le norme generali per
l'organizzazione e il funzionamento degli uffici e, in particolare, le attribuzioni e le

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responsabilità di ciascuna struttura, i rapporti reciproci tra uffici e servizi e tra
questi e gli organi amministrativi.
2. I regolamenti si uniformano al principio secondo cui agli organi di governo è
attribuita la funzione politica di indirizzo e di controllo ed ai Responsabili dei
Servizi spetta la gestione amministrativa, tecnica e contabile secondo principi di
professionalità e responsabilità.
3. Il comune recepisce e applica gli accordi collettivi nazionali ed attua gli accordi
decentrati approvati nelle forme di legge e tutela la libera organizzazione sindacale
dei dipendenti stipulando con le rappresentanze sindacali gli accordi collettivi
decentrati ai sensi delle norme di legge e contrattuali in vigore.
Art. 48

Diritti e doveri dei Dipendenti
1. I dipendenti comunali, inquadrati in ruoli organici e ordinati secondo categorie in
conformità alla disciplina generale sullo stato giuridico ed il trattamento economico
del personale stabilito dalla legge e dagli accordi collettivi nazionali, svolgono la
propria attività al servizio e nell'interesse dei cittadini.
2. Ogni dipendente comunale è tenuto ad assolvere con correttezza e tempestività gli
incarichi di competenza dei relativi uffici e servizi e, nel rispetto delle competenze
dei rispettivi ruoli, a raggiungere gli obiettivi assegnati. Egli è altresì direttamente
responsabile verso il responsabile degli uffici e dei servizi e l'amministrazione degli
atti compiuti e dei risultati conseguiti nell'esercizio delle proprie funzioni.
3. Il regolamento organico determina le condizioni e le modalità con le quali il comune
promuove l'aggiornamento e l'elevazione professionale del personale, assicura
condizioni di lavoro idonee a preservarne la salute e l'integrità psicofisica e
garantisce pieno ed effettivo esercizio delle libertà e dei diritti sindacali.
4. L'approvazione dei ruoli dei tributi e dei canoni nonché la stipulazione, in
rappresentanza dell'ente, dei contratti già approvati, compete al personale
responsabile dei diversi servizi, nel rispetto delle direttive impartite dal Sindaco e
dagli Organi collegiali.
5. Il personale di cui al precedente comma provvede altresì al rilascio delle
autorizzazioni commerciali, di polizia amministrativa, nonché delle autorizzazioni,
dei permessi di costruire ed alla pronuncia delle ordinanze di natura non contingibile
ed urgente.
6. Il regolamento di organizzazione individua forme e modalità di gestione della
tecnostruttura comunale.
7. Il dipendente comunale, al fine di garantire trasparenza e correttezza, è tenuto:
a) ad assicurare parità di trattamento tra i cittadini che vengono in
contatto con l’amministrazione;
b) a dedicare la giusta quantità di tempo ed energie allo svolgimento delle
proprie funzioni, impegnandosi ad adempierle nel modo più efficiente
nell’interesse dei cittadini;
c) ad assolvere con responsabilità i rispettivi compiti;

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d) ad avere cura dei beni della pubblica amministrazione
e) a non utilizzare a fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni
d’ufficio;
f) a collaborare fattivamente con i Cittadini e gli utenti dei servizi. Nei
rapporti con i cittadini egli deve dimostrare la massima disponibilità
senza mai ostacolare l’esercizio dei loro diritti;
g) a favorire la semplificazione dell’attività amministrativa a favore dei
Cittadini ed imprese;
h) a trattare le pratiche nel rispetto dell’ordine cronologico;
i) a non rifiutare prestazioni, cui è tenuto, motivando genericamente con la
quantità di lavoro da svolgere o la mancanza di tempo a disposizione;
j) a rispettare gli appuntamenti con i Cittadini rispondendo sollecitamente
ed esaurientemente ai reclami;
k) a non ritardare, salvo giustificato motivo, o affidare ad altri dipendenti il
compimento di attività o l’adozione di decisioni di propria spettanza;
l)

a non chiedere o accettare, per se o per altri, neanche in occasione di
festività, regali da soggetti che abbiano tratto, o, in ogni caso, possano
trarre benefici da decisioni o attività inerenti all’ufficio;

m) ad astenersi dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che
possano coinvolgere interessi propri;
n) a non accettare da soggetti diversi dall’amministrazione retribuzioni o
altre utilità per prestazioni alle quali è tenuto per lo svolgimento dei
propri compiti d’ufficio;
o) a fornire all’Ufficio interno di controllo tutte le informazioni necessarie
ad una piena valutazione dei risultati conseguiti dall’ufficio presso il quale
presta servizio.
Art. 49

Responsabili dei servizi e degli uffici
1. I Responsabili degli uffici e dei servizi sono individuati nel regolamento di
organizzazione e nel regolamento organico del personale.
2. I Responsabili provvedono ad organizzare gli uffici e i servizi loro assegnati in base
alle indicazioni ricevute dal segretario comunale e secondo le direttive impartite dal
Sindaco e dalla Giunta comunale.
3. Essi nell'ambito delle competenze loro assegnate provvedono a gestire l'attività
dell'ente e ad attuare gli indirizzi e a raggiungere gli obiettivi indicati dal Sindaco e
dalla Giunta comunale.
Art. 50

Funzioni dei Responsabili dei servizi e degli uffici
1. I responsabili dei Servizi stipulano in rappresentanza dell'ente i contratti già
deliberati, approvano i ruoli dei tributi e dei canoni, gestiscono le procedure di

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appalto e provvedono agli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione degli
impegni di spesa.
2. Essi provvedono altresì al rilascio delle autorizzazioni o concessioni e svolgono
inoltre le seguenti funzioni:
a) presiedono le commissioni di gara ed assumono le responsabilità dei relativi
procedimenti e propongono alla giunta la designazione di altri membri.
b) rilasciano le attestazioni e le certificazioni;
c) emettono la comunicazione di verbali , le diffide e ogni altro atto costituente
manifestazione di giudizio e di conoscenza, ivi compresi, per esempio, i bandi
di gara e gli avvisi di pubblicazione degli strumenti urbanistici.
d) provvedono alle autenticazioni e alle legalizzazioni.
e) pronunciano le ordinanze di demolizione dei manufatti abusivi e ne curano
l'esecuzione.
f) emettono le ordinanze di ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative
e dispongono l'applicazione delle sanzioni accessorie nell'ambito delle
direttive impartite dal sindaco.
g) pronunciano le altre ordinanze previste da norme di legge o di regolamento
ad eccezione di quelle di cui all’art. 50 comma 5 del D. Lgs. n. 267/2000;
h) promuovono i procedimenti disciplinari nei confronti del personale a loro
sottoposto e adottano le sanzioni nei limiti e con le procedure previste dalla
legge e dal regolamento.
i) provvedono a dare pronta esecuzione alle deliberazioni della giunta e del
consiglio e alle direttive impartite dal Sindaco.
j) forniscono al Responsabile del servizio competente, nei termini di cui al
regolamento di contabilità, gli elementi per la predisposizione della proposta
di piano esecutivo di gestione;
k) autorizzano le prestazioni di lavoro straordinario, le ferie, i recuperi, le
missioni del personale dipendente secondo le direttive impartite dal sindaco;
l) concedono le licenze agli obiettori di coscienza in servizio presso il comune.
m) rispondono del mancato raggiungimento degli obiettivi loro assegnati.
3. Le funzioni, di cui al presente articolo, saranno svolte dai Responsabili del
procedimento in caso di assenza od impedimento del Responsabile apicale.
4. Il Sindaco può delegare ai responsabili degli uffici e dei servizi ulteriori funzioni
non previste dallo statuto e dai regolamenti, impartendo contestualmente le
necessarie direttive per il loro corretto espletamento.
Art. 51

Collaborazioni esterne
1. Il regolamento può prevedere collaborazioni esterne, ad alto contenuto di
professionalità, con rapporto di lavoro autonomo per obiettivi determinati e con
convenzioni a termine.
2. Le norme regolamentari per il conferimento degli incarichi di collaborazione a
soggetti estranei all'amministrazione devono stabilirne la durata, che non potrà
essere superiore alla durata del programma, e i criteri per la determinazione del
relativo trattamento economico.

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Art. 52

Il Segretario Comunale
1. Il Comune ha un Segretario Comunale titolare dipendente da apposita Agenzia
avente personalità di diritti pubblico, iscritto all’Albo di cui all’art. 17 comma 75
della legge 15.05.1997 n. 127.
2. Il segretario comunale è nominato dal Sindaco secondo le procedure di legge e da
questi dipende nelle sue funzioni. La nomina ha durata corrispondente a quella del
mandato elettivo del Sindaco che lo nomina. Il Segretario continua ad esercitare le
proprie funzioni, dopo la cessazione del mandato, fino alla riconferma o alla nomina
del nuovo Segretario nel rispetto delle disposizioni vigenti.
3. Il Consiglio Comunale può approvare, in caso di necessità o di opportunità, la
stipulazione di convenzioni con altri comuni per la gestione consortile dell’ufficio del
segretario comunale.
4. Il Segretario può essere rimosso con provvedimento motivato del Sindaco, previa
deliberazione della Giunta Comunale, per violazione dei doveri d’ufficio.
5. Lo stato giuridico e il trattamento economico del segretario comunale sono stabiliti
dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
6. Il segretario comunale, nel rispetto delle direttive impartite dal sindaco, presta
consulenza giuridica agli organi del comune, ai singoli consiglieri e agli uffici.
Art. 53

Funzioni del Segretario Comunale
1. Il segretario comunale partecipa alle riunioni di giunta e del consiglio e ne redige i
verbali che sottoscrive insieme al sindaco.
2. Il segretario comunale può partecipare a commissioni di studio e di lavoro interne
all'ente e, con l'autorizzazione del sindaco, a quelle esterne; egli, su richiesta,
formula pareri ed esprime valutazioni di ordine tecnico-giuridico al consiglio, alla
giunta, al sindaco, agli assessori e ai singoli consiglieri.
3. Il segretario comunale riceve dai consiglieri le richieste di trasmissione delle
deliberazioni della giunta soggette a controllo eventuale del difensore civico.
4. Egli presiede l'ufficio comunale per le elezioni in occasione delle consultazioni
popolari e dei referendum e riceve le dimissioni del sindaco, degli assessori e dei
consiglieri nonché le proposte di revoca e la mozione di sfiducia.
5. Il Segretario Comunale roga i contratti del Comune, nei quali l’ente è parte, quando
non sia necessaria l’assistenza di un notaio, autentica le scritture private e gli atti
unilaterali nell’interesse dell’ente, ed esercita, infine, ogni altra funzione
attribuitagli dallo statuto, dal regolamento o dal Sindaco.
6. Il Segretario Comunale sovrintende allo svolgimento dei Responsabili dei servizi e ne
coordina l’attività.

27

TITOLO V
Servizi pubblici locali
Art. 54

Principi e criteri informatori
1. I servizi locali mantengono il carattere pubblico, in quanto garanzia sociale di
un’erogazione del servizio sull’intero territorio comunale.
2. I servizi pubblici e di pubblica utilità sono gestiti e organizzati per soddisfare le
esigenze degli utenti, favorendone accessibilità ed informazione.
3. Essi sono gestiti, nelle forme di legge, secondo criteri di efficienza, economicità e
trasparenza.
4. Possono essere gestiti in collaborazione con soggetti pubblici e privati tramite
convenzione. Possono essere inoltre oggetto di accordi di programma con altri enti
pubblici.
Art. 55

Forme di gestione
1. Il Consiglio Comunale, all'atto dell'istituzione o assunzione di un pubblico servizio,
ne determina la forma di gestione, sulla base di una valutazione tecnica, che assicuri
una congrua finalità e caratteristiche del servizio stesso secondo i principi e criteri
di cui all'articolo precedente.
Art. 56

Orari
1. Gli orari dei servizi pubblici, compresi gli Uffici Comunali, sono determinati con
prioritario riguardo alle esigenze degli utenti.
Art. 57

Servizi in economia
1. L'assunzione e la gestione dei servizi in economia è disciplinata da apposito
regolamento.
Art. 58

Servizi in convenzione
1. Le imprese concessionarie di servizi sono scelte con procedimenti concorsuali. Le
norme che disciplinano le concessioni determinano i rapporti tra l'Amministrazione
ed il concessionario ed in particolare le modalità di verifica delle prestazioni, dei
risultati, dei costi e dei vantaggi economici conseguiti dai concessionari.

28

Art. 59

Società per azioni
1. Per alcuni servizi pubblici locali da gestire in forma imprenditoriale, può essere
costituita con apposito statuto, una o più società per azioni con vicolo per il Comune,
singolarmente o congiuntamente ad altri Enti Pubblici, della proprietà pubblica
maggioritaria.
2. Il Consiglio Comunale approva il piano tecnico finanziario relativo alla costituzione
della società ed alle previsioni concernenti la gestione del servizio pubblico.
3. Nell’atto costitutivo e nello statuto deve essere prevista la rappresentanza
numerica del Comune nel Consiglio di Amministrazione e nel Collegio Sindacale.
4. Le nomine avvengono con i criteri e le modalità di cui al successivo art. 61.
Art. 60

Aziende speciali
1. Per la gestione dei servizi di rilevanza economica ed imprenditoriale, il Consiglio
comunale può deliberare, nei limiti e secondo i principi stabiliti dalla legge, la
costituzione di aziende speciali, dotate di personalità giuridica ed autonomia di
gestione e di bilancio.
2. Ogni azienda ha un proprio statuto e propri regolamenti, deliberati dal Consiglio
comunale a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
3. Il Consiglio fissa gli obiettivi e gli indirizzi di attività ed esercita il controllo sui
risultati della gestione.
4. Lo statuto dell'azienda deve prevedere il dell'unitarietà con gli indirizzi fissati dal
Consiglio comunale nel rispetto della separazione tra i poteri di indirizzo e di
controllo, attribuiti all'organo elettivo quelli di gestione e responsabilità, che sono
attribuiti ai dirigenti.
Art. 61

Organi delle aziende speciali
1. Sono organi dell'azienda speciale il consiglio di amministrazione, il presidente ed il
direttore.
2. Il Sindaco con proprio provvedimento nomina il presidente ed i componenti del
consiglio di amministrazione dell'azienda speciale, in numero pari non inferiore a
quattro e non superiore ad otto, scegliendoli fra persone in possesso dei requisiti di
eleggibilità a consigliere comunale.
3. I criteri di scelta tengono conto in via prioritaria dei titoli di studio e professionali
e dell’esperienza amministrativa e gestionale, nei settori concernenti l'attività
dell'azienda stessa, documentati dai curricula degli aspiranti.
4. Con le stesse modalità si procede alla sostituzione dei componenti cessati
dall'incarico nel corso del mandato o revocati con provvedimento motivato.

29

5. Non possono essere nominati i consiglieri comunali, i revisori dei conti e coloro che
sono stati candidati alle elezioni politiche o amministrative nell'ultimo quinquennio,
nonché i dipendenti dei Comune o di altri enti o aziende speciali comunali.
6. Il direttore dell'azienda speciale, cui spetta la responsabilità gestionale
dell'azienda, è nominato a seguito di concorso pubblico, con contratto a termine di
diritto privato.
7. Lo statuto dell'azienda deve prevedere i requisiti per la partecipazione al suddetto
concorso.
Art. 62

Durata in carica degli organi dell'azienda
1. Il presidente ed il consiglio di amministrazione durano in carica quanto il sindaco che
li ha nominati, essi esercitano le proprie funzioni fino alla nomina del nuovo consiglio.
2. Tale nomina deve, comunque, avvenire entro quarantacinque giorni dall'elezione del
sindaco.
3. Ove si accertino gravi irregolarità ovvero inefficienze di gestione, il presidente ed i
componenti del consiglio di amministrazione sono dichiarati decaduti dal sindaco
anche per proposta di un terzo dei consiglieri comunali o della competente
commissione consiliare permanente o speciale.
4. Il Sindaco provvede con proprio provvedimento alla sostituzione dei presidente o di
componenti del consiglio di amministrazione decaduti, dimissionari, revocati o
cessati dalla carica.
Art. 63

Tutela della salute
1. Il Comune assume come prioritario il diritto dei cittadini alla tutela della salute,
sancito dalla Costituzione ed inteso come valore universale garantito dallo Stato e
realizza una politica sociale che garantisce diritti certi ed esigibili a tutte ed a
tutti.
Art. 64

L’Istituzione
1. Il Comune mediante l’Istituzione per i servizi alla persona salvaguarda e promuove lo
sviluppo sociale della comunità, la prevenzione ed il superamento del disagio sociale
in ogni sua forma. Per i cittadini l’Istituzione è responsabile, nell’ambito degli
indirizzi e delle risorse dati dall’Amministrazione Comunale, della realizzazione
concreta delle politiche sociali nel Comune di S. Andrea Jonio.
2. Sono organi dell’Istituzione il Presidente, il Consiglio d’Amministrazione ed il
Direttore. Essi sono nominati dal Sindaco, secondo i criteri definiti dall’art. 61 del
presente Statuto, salvaguardando la rappresentanza delle minoranze consiliari;
restano in carica per l’intero periodo del mandato amministrativo del sindaco, salvo il
caso di revoca anticipata. Almeno due componenti devono essere scelti fra i
rappresentanti designati dalle associazioni di volontariato di cui al comma 1 del
precedente articolo 29 ed iscritte al relativo albo.
3. Il

Consiglio

Comunale

disciplina

in

30

apposito

regolamento,

da

approvare

contestualmente alla delibera istitutiva, le finalità dell’Istituzione, l’ordinamento
interno, le prestazioni all’utenza e le modalità di finanziamento dei servizi gestiti.
4. I bilanci preventivi e consuntivi dell’Istituzione sono allegati ai relativi bilanci
comunali.
5. L’organo di revisione del Comune
dell’Istituzione.

esercita la vigilanza anche sull’attività

Art. 65

Integrazione sociale
1. Il Comune realizza, con risorse proprie o derivate, interventi per l’assistenza e
l’integrazione sociale dei portatori di handicap di cui alla legge 5 febbraio 1992 n°
104, avvalendosi delle organizzazioni di volontariato e dei servizi civili sostitutivi
degli obblighi di leva.
2. Per il coordinamento delle iniziative e degli interventi adotta il metodo della
consultazione con l’organismo di partecipazione ed istituisce un servizio di
segreteria.
TITOLO VI
Forme di collaborazione
tra Enti
Art. 66

Convenzioni con altri enti locali
1. Ai fini della promozione dello sviluppo economico e sociale, il Comune stipula
convenzioni con altri Comuni e Province, per l’esercizio di funzioni o servizi di
interesse ultracomunale.
2. Ai sensi dell’art. 10 della Carta europea delle autonomie locali, ratificata con legge
30 dicembre 1989, n. 439, il Comune promuove forme di cooperazione con le
collettività di altri Stati.
3. Le convenzioni stabiliscono i fini, la durata, le forme di collaborazione degli enti
contraenti, i rapporti finanziari, i reciproci obblighi, le forme di garanzia e di
arbitrato.
4. I progetti di convenzione, predisposti dalla giunta, debbono essere approvati dal
Consiglio comunale.
5. Il Comune è rappresentato dal Sindaco o da un suo delegato.
Art. 67

Consorzi
1. Nell'ambito di un programma generale, il Comune, per la gestione associata di uno o
più servizi e per l’esercizio associato di funzioni, può costituire consorzi con altri
soggetti pubblici, o partecipare alla costituzione di essi, secondo le norme previste
per le aziende speciali.

31

2. Il Consiglio comunale approva, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, la
convenzione e lo statuto dei consorzi.
3. In particolare, la convenzione deve prevedere la trasmissione agli enti aderenti degli
atti fondamentali dei consorzi.
4. Il Comune è rappresentato nell'assemblea del consorzio dal Sindaco o da un suo
delegato.
Art. 68

Accordi di programma
1. Per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi che
richiedano, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di
Comuni, Province, Regioni, amministrazioni statali o altri soggetti pubblici, il Sindaco,
ove il Comune abbia competenza primaria o prevalente in materia, promuove la
conclusione di un accordo di programma, nei modi previsti dalla legge.
2. L'ipotesi di accordo, predisposta dalla Giunta, è comunicata al Consiglio Comunale.
3. Ove l'accordo consista nella definizione di programmi di intervento o, comunque,
comporti la modifica degli strumenti urbanistici, l'adesione dei Sindaco all'accordo
deve essere ratificata dal Consiglio comunale entro trenta giorni a pena di
decadenza.
Art. 69

Accordi con pubbliche amministrazioni
1. Il Comune, oltre che nelle ipotesi previste negli articoli precedenti, può sempre
proporre la conclusione di accordi con altre pubbliche amministrazioni, ai fine di
disciplinare lo svolgimento di attività d'interesse comune.
2. La competenza, ai fini della conclusione dell'accordo, è individuata ai sensi
dell'articolo precedente.
3. Tali accordi stabiliscono doveri ed obblighi reciproci e sono sottoposti, per quanto
compatibile, ai principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti.
4. Ove tali accordi siano sostitutivi di provvedimenti, devono essere sottoposti ai
controlli previsti per questi ultimi.
Art. 70

Conferenza di servizi
1. Il Sindaco, quando ritenga opportuno l'esame contestuale di vari interessi pubblici
coinvolti in un procedimento, indice di regola una conferenza di servizi.
2. L'ipotesi oggetto della conferenza è comunicata alla commissione competente.
3. Tale conferenza è sempre indetta quando il Comune debba acquisire intese,
concerti, nulla osta e non li ottenga entro quindici giorni dall'inizio dei procedimento
avendoli formalmente richiesti.

32

TITOLO VII
Gestione economicofinanziaria
Art. 71

Programmazione di bilancio
1. L'ordinamento finanziario e contabile del Comune è riservato alla legge dello Stato e
della Regione.
2. La programmazione dell'attività del Comune è correlata alle risorse finanziarie che
risultano acquisibili per realizzarla.
3. Gli atti con i quali essa viene definita sono il bilancio di previsione ed i documenti
finanziari ad esso connessi previsti dalla vigente normativa in materia. La redazione
degli atti predetti è effettuata in modo da consentirne l'attuazione dei programmi,
servizi ed interventi previsti.
4. Il bilancio di previsione e gli altri documenti contabili ad esso riferibili sono
predisposti dalla Giunta Comunale, la quale esamina e valuta i criteri per la loro
impostazione, definendo i contenuti di maggior rilievo e, in particolare, i programmi
e gli obiettivi.
5. Il bilancio di previsione per l'anno successivo, corredato dagli atti prescritti dalla
legge, è deliberato dal Consiglio Comunale, entro il termine fissato dalle relative
disposizioni di legge, osservando i principi dell'universalità, dell'integrità e del
pareggio economico e finanziario.
Art. 72

Le risorse comunali
1. Il Comune persegue, attraverso l'esercizio della propria potestà impositiva e con il
concorso delle risorse trasferite dallo Stato e dalla Regione, il conseguimento di
condizioni di effettiva autonomia finanziaria, adeguando i programmi alle risorse
disponibili e ricercando mediante scelte razionali, l'efficiente impiego di tali
risorse.
2. Nell'attivare il concorso dei cittadini alla spesa pubblica locale, il Comune ispira a
criteri di equità e di giustizia le determinazioni di propria competenza relative ai
tributi locali ed ai corrispettivi dei servizi, distribuendo il carico tributario, nel
rispetto delle percentuali di copertura dei costi previsti dalla legge.
3. Le risorse acquisite mediante l'alienazione dei beni del patrimonio disponibile, non
destinate per legge ad altre finalità, sono impiegate per il finanziamento del
programma di investimento del Comune, secondo le priorità nello stesso stabilite.
4. Il ricorso al credito è effettuato, salvo diverse finalità previste dalla legge e salvo
le eventuali anticipazioni di tesoreria, per il finanziamento dei programmi di
investimento che non trovano copertura con le risorse di cui al comma precedente.

33

Art. 73

Il patrimonio comunale
1. Il patrimonio comunale è costituito da tutti i beni demaniali e patrimoniali,
disponibili ed indisponibili, immobili e mobili, secondo la definizione del vigente
Codice Civile, di proprietà del Comune.
2. I beni demaniali sono indisponibili.
3. I beni patrimoniali del Comune non possono, di norma, essere concessi in comodato
ad uso gratuito. Per eventuali deroghe, giustificate da motivi di interesse pubblico,
il Consiglio procede ad adozione di provvedimento motivato.
4. È consentito il rilascio di concessione onerosa di beni patrimoniali, con comparazione
degli interessi coinvolti, da effettuarsi con deliberazione motivata del Consiglio
Comunale.
5. I beni patrimoniali disponibili possono essere alienati a seguito di deliberazione
adottata dal Consiglio Comunale, quando la loro redditività risulti inadeguata al loro
valore o sia comunque necessario provvedere in tal senso per far fronte, con il
ricavato, ad esigenze finanziarie straordinarie dell'Ente.
6. Per eventuale alienazione del taglio di lotti boschivi, la competenza appartiene alla
Giunta Comunale.
Art. 74

La revisione dei conti
1. La revisione economico - finanziaria del Comune è affidata ad un revisore eletto dal
Consiglio Comunale ai sensi del disposto dell’art. 234 del D. Lgs n° 267 del
18.08.2000 tra le persone aventi i requisiti ivi previsti.
2. Il revisore dei conti dura in carica 3 anni, non è revocabile, salvo inadempienze, ed è
rieleggibile una sola volta ai sensi dell’art. 235 del D. Lgs n° 267 del 18.08.2000.
3. Competenze, diritti ed obblighi del revisore sono stabiliti dalla legge e dall'apposito
regolamento comunale di contabilità.
4. Tale regolamento disciplina gli aspetti organizzativi e funzionali dell'Ufficio del
revisore dei conti, specificandone le attribuzioni di controllo, d'impulso, di proposta
e di garanzia, con l'osservanza delle disposizioni di legge. Esso contiene, altresì,
forme e procedure per un corretto ed equilibrato raccordo operativo - funzionale
tra la sfera di attività del revisore e quella degli organi e degli Uffici dell'ente.
Art. 75

Il rendiconto della gestione
1. I risultati della gestione sono rilevati mediante contabilità economica e dimostrati
nel rendiconto, che comprende il conto del patrimonio.
2. La Giunta, con una relazione illustrativa allegata al conto consuntivo, esprime le
proprie valutazioni in merito all'efficacia dell'azione condotta, sulla base dei
risultati conseguiti, in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti.
3. Il revisore attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione,

34

redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione consiliare
del conto consuntivo e nella quale esprime rilievi e proposte tendenti a conseguire
una migliore efficienza, produttività ed economicità della gestione.
4. Il conto consuntivo è deliberato dal Consiglio Comunale entro il 30 giugno dell'anno
successivo.
Art. 76

Il controllo di gestione
1. Per definire in maniera compiuta il complesso sistema dei controlli interni dell'ente,
il regolamento individua metodi e parametri per le valutazioni di efficacia,
efficienza ed economicità dei risultati conseguiti rispetto ai programmi ed ai costi
sostenuti.
2. La tecnica del controllo di gestione deve costruire misuratori idonei ad accertare
periodicamente:
a) la congruità delle risultanze rispetto alle previsioni;
b) la quantificazione economica dei costi sostenuti per la verifica di coerenza
con i programmi approvati;
c) il controllo di efficacia ed efficienza dell'attività svolta.
3. Nel caso che attraverso l'attività di controllo si accertino squilibri nella gestione
del bilancio dell'esercizio in corso che possono determinare situazioni deficitarie, il
Consiglio Comunale adotta i provvedimenti necessari.
Art. 77

Tesoreria e riscossione delle entrate
1. Il Tesoriere comunale è individuato dalla Giunta attraverso i criteri fissati dal
Consiglio comunale che approva lo schema tipo di convenzione.
2. Il Tesoriere effettua la riscossione delle entrate di pertinenza del Comune ed
esegue il pagamento delle spese ordinate mediante mandati di pagamento, a seconda
i criteri fissati dal Consiglio Comunale, nei limiti degli stanziamenti di bilancio e dei
fondi di cassa disponibili o dallo stesso anticipabili secondo le disposizioni di legge.
3. Per la riscossione delle entrate tributarie il Comune provvede direttamente o a
mezzo del concessionario per la riscossione. Per le entrate patrimoniali ed
assimilate la Giunta decide, secondo l'interesse dell'ente, la forma di riscossione
nell'ambito di quelle consentite dalle leggi vigenti.
4. Per eventuali danni causati all’Ente affidante o a terzi il tesoriere risponde con
tutte le proprie attività e con il proprio patrimonio.
5. Il tesoriere è responsabile di tutti i depositi, comunque costituiti, intestati all’Ente.
6. Il regolamento di contabilità stabilisce le modalità relative allo svolgimento del
servizio di tesoreria ed ai servizi dell'ente che comportano maneggio di denaro,
fissando norme idonee per disciplinare tali gestioni.

35

Art. 78

Gestione informatizzata del Servizio di tesoreria
1. Quando l’organizzazione dell’Ente e del tesoriere lo consentano il servizio di
tesoreria viene gestito con metodologie e criteri informatici, con collegamento
diretto tra il servizio finanziario dell’ente ed il tesoriere, al fine di consentire
l’interscambio dei dati e della documentazione relativi alla gestione del servizio ai
sensi dell’art. 213 del D. Lgs. n. 267/2000.
Art. 79

Anticipazioni di tesoreria
1. Il tesoriere, su richiesta dell’ente corredata dalla deliberazione di Giunta, concede
allo stesso anticipazioni di tesoreria, entro il limite massimo dei tre dodicesimi delle
entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti ai primi tre titoli di
entrata del bilancio ai sensi dell’art. 222 del D. Lgs. n. 267/2000.
2. Gli interessi sulle anticipazioni di tesoreria decorrono dall’effettivo utilizzo delle
somme con le modalità previste dalla convenzione di affidamento del servizio di cui
al comma 2 dell’art. 210 del D. Lgs. n. 267/2000
Art. 80

Appalti e contratti
1. Il Comune provvede agli appalti di lavori, alle forniture di beni e servizi, agli acquisti
ed alle vendite, alle permute alle locazioni ed agli affitti relativi alla propria attività
istituzionale, con l'osservanza delle procedure stabilite dalla legge, dallo statuto e
dal regolamento per la disciplina dei contratti.
2. Il Comune si attiene, altresì, alle procedure previste dalla normativa CEE recepita o
comunque vigente nell'ordinamento giuridico italiano.
TITOLO VIII
Funzione Normativa
Art. 81

Statuto
1. Lo Statuto contiene le norme fondamentali dell'ordinamento comunale e ad esso
devono conformarsi tutti gli atti normativi del Comune.
2. L'approvazione dello Statuto è di competenza del Consiglio Comunale con la
procedura speciale prevista dall'art. 6, commi 4 e 5, del D. Lgs. n. 267/2000 .
3. Lo Statuto è inviato alla Regione Calabria per essere pubblicato sul Bollettino
Ufficiale ed affisso all'Albo Pretorio dell'Ente per 30 giorni consecutivi.
4. Lo statuto entra in vigore decorsi 30 giorni dall’affissione all'Albo Pretorio
dell'Ente.
5. Copia dello Statuto deve essere inviato al Ministero dell'Interno per essere inserito
nella Raccolta ufficiale degli Statuti.
6. Le revisioni dello Statuto seguono la procedura sopra prevista per l'approvazione

36

dello Statuto.
7. Le proposte di deliberazioni aventi ad oggetto modifiche allo Statuto Comunale
devono essere depositate presso la Segreteria Comunale almeno quindici giorni
prima la seduta di Consiglio.
8. Lo Statuto e le sue modifiche, entro 15 giorni successivi alla data di esecutività,
sono sottoposti a forma di pubblicità che ne consentono l'effettiva conoscibilità.
Art. 82

Regolamenti
1. Il Comune emana regolamenti:
a) nelle materie ad essi demandate dalla legge o dallo Statuto;
b) in tutte le altre materie di competenza comunale.
2. Nelle materie di competenza riservate dalla legge generale sugli Enti locali, la
potestà regolamentare viene esercitata nel rispetto delle suddette norme generali e
delle disposizioni statutarie.
3. Nelle altre materie i regolamenti comunali sono adottati nel rispetto delle leggi
statali e regionali, tenendo conto delle altre disposizioni regolamentari emanati dai
soggetti aventi una concorrente competenza nelle materie stesse. L'iniziativa dei
regolamenti spetta alla Giunta, al Consiglio ed alle Commissioni.
4. Nella formazione dei regolamenti possono essere consultati i Responsabili dei
servizi interessati.
5. I regolamenti entrano in vigore decorsi quindici giorni dalla pubblicazione all'Albo
Pretorio.
6. I regolamenti devono essere comunque sottoposti a forme di pubblicità che ne
consentono l'effettiva conoscibilità. Essi debbono essere accessibili a chiunque
intenda consultarli.

Art. 83

Ordinanze
1. Il Sindaco emana ordinanze di carattere ordinario in applicazione a norme legislative
e regolamentari.
2. Il Segretario Comunale può emanare, nell'ambito delle proprie funzioni, circolari e
direttive applicative di disposizioni di legge.
3. Le ordinanze di cui al comma 1 devono essere pubblicate per 15 giorni consecutivi
all'Albo Pretorio. Durante tale periodo possono, altresì, essere sottoposte a forme
di pubblicità che le rendono conoscibili e devono essere accessibili, in ogni tempo, a
chiunque intenda consultarle.
4. Il Sindaco emana altresì, nel rispetto delle norme costituzionali e dei principi

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generali dell'ordinamento giuridico, ordinanze contingibili ed urgenti nelle materie e
per le finalità di cui al comma 5 dell'art. 50 del D. Lgs. n. 267/2000. Tali
provvedimenti devono essere adeguatamente motivati. La loro efficacia,
necessariamente limitata nel tempo, non può superare il periodo in cui perdura la
necessità.
5. In caso d’assenza del Sindaco, le ordinanze sono emanate da chi lo sostituisce ai
sensi del presente Statuto.
6. Quando l'ordinanza ha il carattere individuale, essa deve essere notificata secondo
norme previste al precedente comma terzo.
Art. 84

Norme transitorie e finali
1. Il presente Statuto entra in vigore dopo aver ottemperato agli adempimenti di
legge. Da tale momento cessa l'applicazione delle norme transitorie.
2. Il Consiglio approva i regolamenti previsti dallo Statuto. Fino all'adozione dei
suddetti regolamenti, restano in vigore le norme adottate dal Comune secondo la
precedente legislazione che risultano compatibili con la legge e lo Statuto.

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