File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



La.Gazzetta.Dello.Sport.04.06.2015.By.PdS .pdf



Nome del file originale: La.Gazzetta.Dello.Sport.04.06.2015.By.PdS.pdf

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da (Infix Pro) / PlotSoft PDFill 10.0, ed è stato inviato su file-pdf.it il 04/06/2015 alle 08:35, dall'indirizzo IP 37.34.x.x. La pagina di download del file è stata vista 2094 volte.
Dimensione del file: 6.2 MB (36 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


giovedì 4 giugno 2015 anno 119 - numero 130 euro 1,40

www.forst.it

www.gazzetta.it / GazzettaTv canale 59

DEL BOSQUE

«BARÇA PIU’ FORTE
MA QUESTA JUVE
È IMPRESSIONANTE»
Parla il c.t. della
Spagna: «Non
pensavo che col
Real ce l’avrebbe
fatta. E’ squadra
solida e fredda.
Morata è cresciuto»

MIHAJLOVIC SARÀ IL TECNICO ROSSONERO

MILAN
SÌNISA
Ieri sera il serbo a
cena con Berlusconi
e Galliani. L’annuncio
entro domani
Rinforzi? Pronti
Niang e Bertolacci

RICCI ALLE PAGINE 6-7

9
LAUDISA, OLIVERO, PESSINA E VERNAZZA
ALLE PAGINE 2-3-5

L’INFORTUNIO

Chiellini, finale a rischio:
si ferma per il polpaccio
Ma può giocare Barzagli

IL COMMENTO
di UMBERTO ZAPELLONI
19

.MIHA, UN SERGENTE
.DOPO LE BANDIERE

Allegri a Berlino non intende rinunciare al
4-3-1-2. In preallarme anche Ogbonna
DELLA VALLE A PAGINA 9

L'ARTICOLO A PAGINA 19

9

9 771120 506000

50 6 0 4>

Icardi rinnova fino al ‘19
Benatia: ora i bianconeri
lo contendono all’Inter
Incontro decisivo fra il club e Wanda
L’Atletico su Tevez. Pirlo verso gli Usa
BREGA, GRAZIANO, TAIDELLI ALLE PAGINE 9 E 12

w

IL ROMPIPALLONE
di GENE GNOCCHI
LO SPUNTO
di ROBERTO BECCANTINI
19

BLATTER E GLI ALTRI
AMANTI DEL POTERE
In attesa che la giustizia
americana faccia il suo corso,
l’esplosione del caso Blatter,
dalla rielezione alle
dimissioni, giustifica un
supplemento d’indagine. Il suo
non è uno scandalo isolato.
Non starò ad annoiarvi con la
deriva affaristica che ha
portato lo sport a essere un
prezzo e non più, o sempre
meno, un valore.
L'ARTICOLO A PAGINA 19

BENI TEZ IN LACRIME A CASA REAL
PRESTO L’ASSALTO PER VERRATTI

Partita del Cuore con
strascichi: dopo il fallaccio di
Nedved ai danni del rapper
Moreno, ieri Materazzi ha
falciato il rapper ceco Modved.

11

L’INTERVISTA

Pallotta lascia
Garcia fuori
dalla porta:
«Roma devi
correre di più»

BOCCI E GRANDESSO A PAGINA 16

TENNIS: ROLAND GARROS

Djokovic è super
Nadal stracciato
Novak in semifinale trova Murray
Serena belva, Errani travolta
BERTOLUCCI, MARTUCCI, VALENTI PAG. 19, 26-27

Il sogno di fare l’allenatoremanager è svanito per il
francese. Il club si riunisce
a Londra senza di lui:
le scelte le fa la società
BOLDRINI, PUGLIESE
A PAGINA 11

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

DA NON
PERDERE
1 Scandalo Fifa: negli Usa
accuse su tangenti
anche per Francia ‘98
LOPES PEGNA A PAGINA 15

2 Horner, capo Red Bull:
«Dopo otto titoli
abbiamo ancora fame»
CREMONESI A PAGINA 21

La gioia di Nole Djokovic a Parigi (EPA)

3 Grande atletica a Roma
Gatlin accende i 100
«L’obiettivo? Il 9”69»
MOLINARO A PAGINA 31

Il calcio è cultura

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

MERCATO

2

Primo piano R La svolta rossonera

LE TAPPE
DALL’ERA PIPPO
AL SÌ AL SERBO

INZAGHI UFFICIALE
Il 9 giugno 2014 il Milan ufficializza
Pippo Inzaghi nuovo allenatore. L’ex
attaccante lascia la Primavera
rossonera e subentra a Clarence
Seedorf (esonerato). L’esordio in Serie
A è vincente: il 31 agosto la Lazio è
battuta 3-1 a San Siro. Sembra l’inizio
di una stagione felice, ma non sarà così

LA CRISI DI GENNAIO
Il Milan inizia il 2015 con il terzo posto
nel mirino (distante due punti), ma i
risultati del nuovo anno vanno nella
direzione opposta: due sconfitte
consecutive a San Siro (contro
Sassuolo e Atalanta) allontanano il
Milan dall’Europa. Inzaghi nel mirino:
panchina sempre più traballante

DECIMO POSTO E SALUTI
Il Milan fallisce tutti gli obiettivi d’inizio
stagione: finisce al decimo posto con
52 punti, lontanissimo dal terzo posto
(17 lunghezze). Il patron Silvio
Berlusconi «licenzia» di fatto Inzaghi
prima dell’ultima gara: «Il Milan? E’
già forte, ma non ha ricevuto un gioco
all’altezza. Spero nel sì di Ancelotti»

TELENOVELA ANCELOTTI
Il Milan va in pressing su Carlo
Ancelotti, esonerato dal Real Madrid.
Adriano Galliani vola in Spagna per
convincere l’ex tecnico rossonero a
tornare in Italia. L’a.d. spiega:
«Avremo una risposta nei prossimi
giorni. Secondo Carlo siamo al 50%.
O viene da noi o sta fermo un anno»

Milanovic
Silvio
Berlusconi, 78
anni, ha rilevato
il Milan il 20
febbraio 1986,
salvandolo
dal rischio
fallimento

Cena ad Arcore
con Silvio e brindisi
I rossoneri a Sinisa
1Doveva ritirare un premio ad Amalfi, poi dietrofront

per Milano: lasagne al pesto, biennale da circa 2 milioni
e la promessa di una squadra da Champions League

LA GIORNATA La mattinata scivola pigra, anche
perché Galliani e Mihajlovic hanno già concordato le loro mosse. L’a.d. rossonero placa i cronisti
con una frase enigmatica: «È il giorno del silenattesa è stata lunga, ma Mihajlovic si pren- zio». Alla lettera appare una frase banale. In realde in fretta il Milan. In sole 24 ore l’ingag- tà nel suo vocabolario ha un posto speciale:
gio del nuovo allenatore viene concluso quando entra in scena Silvio Berlusconi lui si zitnel rispetto delle abitudini della casa. È Silvio tisce. Sempre. Nel frattempo Sinisa Mihajlovic
Berl
Berlusconi a dare l’assenso finale a conclusione avverte gli organizzatori del premio di Amalfi
che deve rinviare il suo arrivo
di una
u cena ricca di buoni proprevisto per le 16. Non aggiunge
pos
positi. Il proprietario del club
altro, ma è facile capire il perché
ros
rossonero, dopo aver inseguiMihajlovic oggi
del cambio di programma. Nesto iil sogno Ancelotti, sceglie di
visita il centro
suno lo sa, ma il manager milaaffi
affidare la stagione delle rivindi Milanello
nista gli ha dato appuntamento
cite all’uomo che ha guidato la
per le 18 a Milano. Così il serbo
Sam
Sampdoria verso le zone alte
Entro domani
lascia Roma con molto più di
della classifica. In queste settil’annuncio ufficiale una certezza. Nei giorni scorsi
man
mane di attese il club di via All’ha chiamato Giuliano Terrado Rossi
R
ha battuto anche altre
neo, d.s. del Fenerbahce, per ofstrad
strade (dopo il sogno Ancelotti,
Eme
Emery, Conte, Donadoni e Montella), eppure frirgli un contatto triennale, ma lui non se l’è senl’obi
l’obiettivo Mihajlovic è sempre stato ben presen- tita di andare oltre. Lo stesso Aurelio De Laurente n
nei programmi rossoneri. In attesa degli an- tiis si è rifatto vivo dopo le ambasciate negative
nun
nunci previsti per oggi quella di ieri è stata la dall’Andalusia su Emery, ma Sinisa prende tempo
gior
giornata della svolta operativa dopo le impor- anche con lui. Ormai s’è portato troppo avanti
tant
tanti promesse del giorno precedente. Non a ca- sulla sponda rossonera.
so la pratica procede senza intoppi: secondo i
pro
IL PREAMBOLO Il faccia a faccia con Adriano Galprogrammi.

Carl Laudisa
Carlo
Luca Pessina

L’

R

LA CIFRA

56

punti per la Sampdoria
quest’anno: 4 più del
Milan, rispetto al quale
ha anche subito 8 gol in
meno (42 contro 50)
Ieri è arrivato anche
il benvenuto di Barbara
Berlusconi. Ancora da
definire la composizione
dello staff tecnico

liani serve per imbastire i termini contrattuali del
nuovo legame: un biennale da circa 2 milioni a
stagione più bonus. Sostanzioso lo scalino previsto per l’accesso alle coppe. Sì, perché l’obiettivo
dichiarato per il club è quello di affidargli una
squadra capace di tornare in Champions. Il briefing è indispensabile anche per far capire all’ormai ex tecnico della Sampdoria cosa si aspetta da
lui il proprietario del club rossonero. A un certo
punto arriva anche la telefonata di Barbara Berlusconi: un benvenuto significativo che evidentemente dà ulteriori certezze all’ormai candidato
unico alla successione di Inzaghi. Poi Galliani e
Mihajlovic salgono insieme nell’auto che li conduce a Villa San Martino.
LA CENA Le porte di Arcore si aprono alle 20.30 in
punto. Passa poco tempo per capire che ci sono
tutti i presupposti per una fumata banca. Dopo
una mezz’ora sopraggiunge anche il fotografo ufficiale del Milan, chiamato evidentemente a diffondere le immagini della fatidica stretta di mano. Poco dopo varca il cancello anche Piersilvio
Berlusconi. La cena comincia in orario, con un
menù estivo che si presta anche a chiavi di lettura
calcistiche: come primo vengono servite lasagnette al pesto, ed è evidente il richiamo alla sua
esperienza genovese in blucerchiato. Come se-

fL’ADDIO A INZAGHI

Pippo, è finita
Ma nessuno
gliel’ha detto
ufficialmente
1Il tecnico ripartirà in provincia e farà
quell’esperienza che gli sarà preziosa.
E non dirà mai nulla contro il Milan

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

G.B. Olivero
MILANO

I

l 26 maggio 2014 Pippo Inzaghi entrava ad Arcore da
virtuale allenatore del Milan. Un anno e una settimana
dopo, Villa San Martino ha
ospitato il suo erede. Nulla di
strano: il calcio è fatto così e Inzaghi lo sa perfettamente.
L’esonero era nell’aria da tempo, Pippo aveva provato a esorcizzarlo con una serie di equilibrismi verbali degni di un
grande oratore. Ha ripetuto fino alla noia di avere un contratto, di coltivare le speranze
di restare alla guida del Milan,
soprattutto di essere fermamente convinto di poter riportare il Milan in alto fin dalla
prossima stagione. Un entusiasmo che cozzava con la realtà,

ma che nasceva dall’enorme
voglia di lavorare e dalla straordinaria passione che lo accompagna. Pippo non è un
pazzo che non capisce cosa gli
accade intorno, ma ama il Milan al punto da aver accettato
un trattamento che non meritava. Inzaghi ha compreso in
fretta che sarebbe andato incontro al massacro e che avrebbe pagato per tutti, ma nonostante questo ha continuato a
fare il suo lavoro con impegno
e dedizione. Le parole pronunciate a Bergamo, alla fine dell’ultima partita, sono un po’ il
suo testamento: «Io sono sempre rimasto tranquillo perché
sono un uomo fortunato. Farò
questo lavoro per moltissimi
anni. E la serenità me la regala
la gente che incontro per strada: tutti sono fin troppo buoni
con me».

1

LA DELUSIONE Pippo se ne va
con la coscienza pulita: ha
commesso una serie di errori,
ma di sicuro ci ha provato fino
all’ultimo giorno. E nella sua
rosa non c’erano né Messi né
Cristiano Ronaldo. Ha sofferto
per alcune critiche (ma un
giorno capirà di essere stato

trattato generalmente bene),
ha vissuto male certe situazioni, ha fatto quell’esperienza
che gli mancava e che gli sarà
preziosa nella prossima avventura in panchina. Inzaghi non
dirà mai mezza parola contro il
Milan, contro Berlusconi, contro Galliani. Però ieri sera alle

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

IL NO DAL CANADA
Martedì pomeriggio il Milan comunica:
«Carlo Ancelotti ci ha comunicato che
non potrà essere lui l’allenatore nella
prossima stagione agonistica».
E il tecnico, in Canada per una
operazione alla cervicale, aggiunge via
tweet: «Difficile dire no, ma devo
riposare». Il Milan vira su Mihajlovic

3

fIL PERSONAGGIO

TUTTO IN 24 ORE
Il Milan non perde tempo. Dopo 24
ore dal no di Ancelotti, ecco il vertice
di Arcore con Berlusconi che ospita a
cena Galliani e Mihajlovic. In poco
tempo si gettano le basi per il futuro
dei rossoneri. A distanza di quasi un
anno, la squadra si ritrova un nuovo
allenatore: tocca al «sergente» serbo

Allievo di Mancio
ma guerriero
come Mourinho
1Un «infiltrato speciale» a Milanello: le

motivazioni prima di tutto. Paura mai, lo slogan
1

2

3

1 Mihajlovic contro Papin nella finale di Coppa dei Campioni 1991 vinta a Bari dalla sua Stella Rossa sul
Marsiglia 2 Sinisa in maglia Lazio, vestita dal ‘98 al 2004 3 Il serbo a Genova, dove ha allenato la Samp

condo invece i commensali gustano una parmigiana di melanzane con chiara matrice napoletana. Ed esplicito richiamo al recente corteggiamento di De Laurentiis. Il tutto annaffiato da un
vino siciliano. E guarda caso Sinisa è partito proprio da Catania. Chiusura con un gelato al pistacchio di Bronte e l’immancabile brindisi. Il pasto
vero e proprio si chiude intorno alle 22.20. Ma la
conversazione prosegue. Va definito più di un dettaglio, in particolare la composizione dello staff.
Come consuetudine nella società di via Aldo Rossi
ci sono alcuni punti fermi e bisogna concordare le
scelte sulla composizione della nuova equipe. Resterà Mauro Tassotti? Di sicuro Mihajlovic è molto
legato a Emilio De Leo, il suo tattico sin dai tempi
dell’esperienza con la nazionale serba, e a Nenad
Sakic, e in rossonero ritrova lo specialista dei calci
da fermo Vio con cui aveva già lavorato a Catania.
Ma non è certo questo lo scoglio che può cambiare
l’esito della serata. Ormai il dado è tratto. L’allenatore in pectore del Milan oggi sarà a Milanello
per conoscere quella che sarà la sua nuova casa.
Seguiranno le necessarie comunicazioni a partire
dall’inevitabile esonero di Inzaghi, a un anno da
un insediamento carico di speranze. Il suo successore ha un compito altrettanto gravoso, ma anche
l’esperienza per governare l’attesa rinascita.

Sebastiano Vernazza
@GazzaVernazza

N

CON MANCIO ALL’INTER
E ADESSO SARÀ DERBY
Mihajlovic è stato il vice di Roberto Mancini
all’Inter dal luglio 2006 al maggio 2008: vinti
due scudetti (2007 e 2008) e la Supercoppa
italiana del 2006. Ora si sfideranno nel derby

© RIPRODUZIONE RISERVATA

2

20,30, mentre iniziava la cena
dell’incoronazione di Mihajlovic ad Arcore, non era ancora
stato avvisato dalla società. E
questa mancanza di delicatezza l’ha un po’ ferito, proprio
per il particolare rapporto che
lo lega al Milan. L’esonero è come uno strappo: fa malissimo

3

1 Inzaghi e la Champions vinta nel
2007, grazie a una sua doppietta,
dal Milan 2 Pippo con la maglia
dei 300 gol tra i pro’ raggiunti nel
2009 3 Inzaghi tecnico del Milan

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

al momento, ma probabilmente per Pippo è una salvezza.
Aveva bisogno di staccarsi
(magari in modo meno traumatico) da mamma Milan e di
camminare sulle proprie gambe. Antonio Conte, che ha seguito con affetto il cammino di
Inzaghi, ha ricordato di recente l’importanza delle sue esperienze ad Arezzo, Bari, Bergamo, Siena. In provincia nascono i grandi tecnici: Allegri si è
formato tra Sassuolo e Cagliari, Lippi all’età di Pippo allenava il Cesena, Sacchi andò al Milan solo dopo aver esaltato Parma. In provincia ripartirà Inzaghi e poi magari tornerà nella
metropoli. Un percorso che conosce bene: da giocatore vinse
la Champions col Milan, ma
era diventato SuperPippo
qualche anno prima a Verona.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

on si può raccontare
Sinisa Mihajlovic senza partire dalla guerra
civile nei Balcani. Primi anni
Novanta, la disgregazione
della Jugoslavia costruita da
Tito. Mihajlovic, figlio di padre serbo e di madre croata,
viene da lì, da quella tragedia. Che lui stesso ha raccontato alla Gazzetta nel marzo
del 2013: «Le guerre, tutte le
guerre, fanno schifo, ma una
guerra civile come la nostra è
stata peggio. Ragazzi cresciuti insieme che si sparavano contro, famiglie distrutte.
Io ho visto la mia gente cadere, le nostre città rase al suolo, bombe su ospedali, scuole, civili. Il mio migliore amico ha devastato la mia casa.
Quando i miei genitori hanno
lasciato Vukovar per Belgrado, mio zio, croato e fratello
di mia madre, le ha telefonato: “Perché sei scappata? Dovevi rimanere qui, così ammazzavamo tuo marito, quel
porco serbo di m...”». Uno
che nella vita vera ha visto e
vissuto certe cose, nel calcio
non può avere paura di niente e nessuno. E il Mihajlovic
calciatore e poi allenatore è
stato ed è così, uno che non
ha paura. Mai.

GIOCATORE Da giocatore ha
interpretato molti ruoli. In
gioventù è stato centrocampista, esterno sinistro scavallante e crossatore; in età più
matura si è trasformato in difensore centrale. Il suo pezzo
forte erano le punizioni, tiri
di una forza pazzesca e con
imprevedibili giri a scendere.
Uno specialista del livello di
Maradona, Zico, Platini e Pirlo. Alla Lazio ha vinto uno
scudetto e coppe varie, all’Inter il titolo «in segreteria» del
2006 e due Coppe Italia. Il

l’unica Coppa dei Campioni del
calcio jugoslavo proprio nel momento in cui la Jugoslavia iniziava a sfaldarsi. Tante cose, in una
notte.

IL NUMERO

1

La Coppa dei Campioni
vinta da Mihajlovic: come
giocatore, nella Stella
Rossa, in finale a Bari
sul Marsiglia nel 1991
Da allenatore il suo
sistema base è il 4-3-3,
ma la tattica per lui è
un mezzo, non un fine:
conta di più la «testa»

LA SUA SAMP
VIVIANO
DE SILVESTRI SILVESTRE ROMAGNOLI

DUNCAN
ETO’O

PALOMBO

OKAKA

REGINI

OBIANG
EDER
GDS

suo punto più alto rimane la finale di Coppa dei Campioni del
1991, Stella Rossa-Marsiglia al
San Nicola di Bari, che Mihajlovic, in un colloquio col Guerin
Sportivo, ha ricordato così: «Petrovic (l’allenatore della Stella
Rossa di allora, ndr) fu fantastico. Il Marsiglia era più forte e lui
ci disse: “Il problema non è
quando hanno la palla i francesi,
ma quando l’abbiamo noi”. Intendeva dire: datela a loro e li
aspettiamo. Solo così potevamo
vincere. E’ venuta fuori la finale
più brutta di tutta la storia della
Coppa dei Campioni, senza un
tiro in porta». Zero a zero dopo i
supplementari, ai rigori
Mihajlovic non ebbe paura di tirare il suo e la Stella Rossa vinse

ALLENATORE In quella lontana
frase di Ljupko Petrovic si può
cogliere qualcosa del Mihajlovic
allenatore, che fin qui ha avuto
una carriera con alterne fortune: Bologna (male), Catania
(molto bene), Fiorentina (male), Serbia (maluccio), Samp
(molto bene). Sinisa si è formato
alla bottega di Roberto Mancini,
un esteta, ma il suo calcio all’opposto va sul pratico: «All’Inter,
da suo assistente, io curavo la fase difensiva, lui quella offensiva». Silvio Berlusconi chiede da
sempre che il Milan mostri un
«bel giuoco»: con Mihajlovic si
prepari a qualcosa di diverso, a
una squadra più solida che fluida. Mihajlovic ha studiato all’università di Mancini e però ha
un’idea di pallone più affine a
quella di Mourinho. I due, Sinisa
e José, ai tempi si sono beccati
con durezza, ma nell’ultima
Samp, guarda caso, Eto’o è ritornato a sgobbare come nell’Inter
di Mou. Sistema di gioco base il
4-3-3, con varianti: il 4-2-3-1
non gli è sconosciuto, il 4-3-1-2
potrebbe essere un’opzione da
considerare. Per Sinisa la tattica
è un mezzo, non un fine. Prima
di tutto vengono la testa, il carattere, l’intensità nel lavoro
quotidiano. Dall’archivio ripeschiamo quest’altra significativa
dichiarazione: «Sul piano tattico Mourinho non è il numero
uno, ma su quello delle motivazioni sì. La cosa più dura è entrare nella testa dei giocatori».
Mihajlovic al Milan sarà un «infiltrato speciale». Non dispenserà bellezza, ma durezza, e forse
è di questo che il Milan oggi ha
bisogno. A Milanello è consigliato l’elmetto, Mihajlovic possiede
lo «spirito guerriero»: però sul
serio, non per poetico modo di
dire.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

4

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Primo piano R La svolta rossonera

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

E Sinisa si rinforza con i «nemici»
Bertolacci e Niang pronti per il Milan

5

Alcuni nodi
da sciogliere

1L’anno scorso sfidavano Mihajlovic con il Genoa, ora entrano nel progetto rossonero
Da valutare anche le conferme: enigma Menez, De Jong si allontana, Mexes spera

G.B. Olivero
MILANO

P

rimo compito: analisi
della rosa. E Sinisa è consapevole della difficoltà
dell’esame. Il gruppo rossonero va sfoltito (30 giocatori, senza le coppe, sono tantissimi, al
netto di chi partirà e di chi tornerà per fine prestito), ma poi
bisogna capire chi può essere
utile alla causa, chi ha reso meno del proprio potenziale, chi
invece non può fare di più. E
poi ci sono i giocatori in scadenza che attendono una chiamata. Di sicuro al Milan servono innesti di qualità e il primo
nome venuto a galla nelle scorse settimane ha già trovato
l’approvazione di Mihajlovic:
Andrea Bertolacci va bene,
perché fa le due fasi e ha sviluppato un ottimo senso del
gol grazie ai frequenti inserimenti. L’aspetto curioso è che
Bertolacci è stato rivale di
Mihajlovic nel derby di Genova
esattamente come M’Baye
Niang che rientra al Milan e
che è in attesa di conoscere il
proprio futuro. Anche il francese potrebbe avere una chance importante con Mihajlovic.
L’ENIGMA MENEZ Finora, comunque, non c’è stato il tempo
per approfondire le tematiche

Andrea Bertolacci, 24 anni, romano, è cresciuto nella Roma e ha giocato nel Lecce e nel Genoa ANSA

tecniche. Oggi comincerà il
lungo lavoro sul mercato che
durerà quasi tre mesi. Sinisa
darà le prime indicazioni, si
confronterà con Adriano Galliani e segnalerà le priorità: alla cena di Arcore si è presentato con le idee chiare dimostrando di conoscere bene la
realtà del Milan. Mihajlovic dovrà decidere, innanzitutto, co-

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

sa fare con Jeremy Menez: la
sua anarchia tattica non sembra l’ideale, ma si attende il
giudizio del nuovo allenatore.
Per quanto riguarda i giocatori
in scadenza, invece, la linea societaria è quella di non confermare nessuno, magari con l’eccezione dei due «vecchi» dello
spogliatoio: Abbiati e Bonera
potrebbero essere utili in que-

sta fase di ricostruzione. De
Jong è sempre più lontano dal
Milan, Mexes spera ma senza
avere molte speranze. Pazzini
ha già qualche offerta e se ne
andrà sicuramente. L’effettoSinisa potrebbe cambiare qualcosa: lo scopriremo presto.
L’ESTATE ROSSONERA Mihajlovic e Galliani in questi giorni

discuteranno anche dello staff,
argomento già affrontato in
parte ieri sera: è probabile una
piccola rivoluzione pure nei
collaboratori di campo. L’idea
del Milan è quella di contenere
i costi: lo staff dovrebbe essere
snello. Tra le prime cose di cui
si dovrà occupare il tecnico c’è
anche la programmazione dell’estate rossonera. Al momento
sono previsti due giorni di test
il 6 e il 7 luglio: in pratica, l’antipasto del ritiro che dovrebbe
iniziare l’8. Qualche piccolo
cambiamento è naturalmente
possibile nel caso Mihajlovic
avesse idee diverse. Già pianificata nei dettagli, invece, la
tournée in Cina: partenza il 21,
rientro il 31, due amichevoli
con Inter (25 a Shenzhen) e
Real Madrid (30 a Shanghai).
Dopo il ritorno in Italia il Milan
volerà a Monaco di Baviera per
l’Audi Cup: il 4 agosto alle
20,45 sfida col Bayern, il 5 alle
18,15 o alle 20,45 contro una
delle altre due squadre iscritte
al tradizionale torneo (Real
Madrid e Tottenham). Intorno
a Ferragosto il debutto ufficiale in Coppa Italia. E poi, il 23,
ecco il campionato. L’obiettivo
di Mihajlovic è quello indicato
ieri sera da Berlusconi: tornare
in Champions con un gioco offensivo e divertente. Non sarà
semplice, ma Sinisa lo sa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

● M’Baye Niang
20 anni, è stato prestato dal
Milan al Montpellier nel 2014
e al Genoa nel 2015. Adesso
potrebbe avere un’occasione
in rossonero ANSA

● Jeremy Menez
28 anni, è il grande nodo
da sciogliere: con 16 gol è
stato il capocannoniere del
Milan, ma la sua conferma
è in discussione FORTE

● Philippe Mexes
33 anni, è in scadenza:
vorrebbe restare al Milan,
ma la società non sembra
intenzionata a rinnovare FORTE

6

Champions R -2 giorni alla finale di Berlino

A TU PER TU CON...

Del Bosque
«OCCHIO BARÇA
QUESTA JUVE
HA SORPRESO
ANCHE ME»

IL C.T. DELLA SPAGNA: «PENSAVO CHE A MADRID NON
CE L’AVREBBE FATTA, MA LA SQUADRA È SOLIDA, FREDDA,
AMBIZIOSA: MI HA COLPITO. E MORATA È CRESCIUTO»
L’INTERVISTA di FILIPPO MARIA RICCI
INVIATO A LAS ROZAS (MADRID, SPAGNA)
@filippomricci

P

arlare con Vicente Del Bosque è sempre piacevole. Perché il calcio assume
il suo valore migliore, quello sportivo.
I pensieri sono positivi, i giudizi equilibrati, le analisi mai banali. Il c.t. della Spagna rappresenta alla perfezione questa
meravigliosa generazione di calciatori che pur
vincendo tutto non hanno mai perso la connotazione da bravi ragazzi. E i meriti di Don Vicente
in questo senso sono evidenti.
Partiamo da Berlino.
«Da spagnolo mi avrebbe fatto piacere vedere
un Clasico tra Barça e Madrid. Detto questo la
Juventus ha meritato ampiamente di arrivare in
fondo e il fatto che entrambe le finaliste puntino al Triplete dà la misura di questa supersfida
tra due squadre che hanno stili diversi ma sono
accomunate dalla propria grandezza».
Come vede la Juventus?
«Una squadra che ha soprattutto grande ordine,
grande efficienza. Penso a Chiellini, a Evra, a

Pirlo, a Marchisio, a Tevez, gente esperta capace di maneggiare la partita e interpretare le diverse fasi del gioco. È una squadra che ha un’ottima difesa e sa far male in attacco con Tevez e
Morata, uno che aiuta tanto.
La vittoria della Juventus in
campionato non è mai stata in
discussione, ma questo lungo
predominio non è arrivato per
caso, nessuno regala nulla in
Italia».

dra, un gruppo che non è solo esperto ma anche
ambizioso. Gente che ha vinto tanto ma che non
si siede, che vuole di più e che dimostra grande
professionalità».

Immagino che segua e sia felice
per l’evoluzione di Morata.
«Quando ho visto che andava
dal Madrid alla Juve ho pensato che la sua fosse una scommessa rischiosa. Fatta da un
giocatore molto giovane con
Lei era al Bernabeu: sorpreso
alle spalle un percorso sportivo molto breve che decide di
dall’esito della semifinale?
«Sinceramente quando il Real
andare non solo in un club imMadrid è passato in vantaggio
portante ma alla squadra che
ho pensato che la sfida fosse
ha vinto gli ultimi tre campiodecisa: aveva tutto a favore. Il
nati italiani. Poco a poco ha acquisito protagonismo e imporcalcio però offre diverse letture e la Juve ha avuto il merito
tanza, la sua maturazione è
di non scomporsi, ha segnato
stata molto rapida e ovviamente la cosa fa bene anche alla
con Morata e si è difesa bene di VICENTE DEL BOSQUE
mia nazionale. Mi piace la sua
fronte all’insistenza del Ma- SUI GRANDI VECCHI
drid. La solidità della Juvenvoglia di non accontentarsi, sa
tus, la sua capacità di restare fredda e decisa che ha ancora tanto da imparare ma da parte
anche in momenti di grande difficoltà come nostra le aspettative su di lui sono elevate. Bisoquello sofferto al Bernabeu mi ha colpito. È un gna solo procedere con grande attenzione persegnale forte. Quella di Allegri è una vera squa- ché a volte i processi di sviluppo di un giocatore

PIRLO E XAVI
SONO DUE LEADER
ESEMPLARI,
SI AMMIRANO

vengono alterati e la progressione si ferma».
Parlando con lui che impressione si è fatto?
«Mi è sembrato un ragazzo normale, cosa non
scontata di questi tempi e che considero molto
importante. Un ragazzo semplice, tranquillo,
uno che ammira i giocatori che ha al suo fianco,
cosa che lo fa essere una buona persona. Tutte
cose che lo aiutano parecchio. Viene in nazionale a guadagnarsi il posto».
L’attacco del Barcellona ha fatto 120 reti.
«Sulla carta sembra che il Barcellona abbia
maggiori potenzialità della Juve a livello offensivo, per individualità almeno: in ambito calcistico viviamo nell’epoca di Messi e Ronaldo e
l’argentino è del Barcellona. E decide le partite.
Si, l’attacco del Barcellona mi sembra superiore
a quello della Juve».
Nel Barcellona giocano solo quattro spagnoli.
Con Guardiola invece erano molti di più. E’ preoccupato?
«Sì, mi piacerebbe che giocassero più spagnoli e
non solo nel Barça. In Liga le cose stanno peggiorando: in porta più di 10 squadre giocano
con uno straniero, nel Barça sono addirittura
due, e lo stesso vale per altre posizioni chiave.

CRESCE L’ATTESA

Arrivo domani e hotel in centro: via alla missione Berlino
1Bianconeri e Barcellona in Germania

due chilometri di distanza).
Tutte e due le squadre saranno
in centro, poco lontane dalla
porta di Brandeburgo.

solo alla vigilia: Allegri per la prima volta
farà la rifinitura lontano da Vinovo

Fabiana Della Valle
MILANO

U

ltimo giorno prima della
partenza per Berlino: sia
la Juve sia il Barcellona
arriveranno nella sede della finale solo domani. La Juventus
partirà alle 10.30 dall’aeroporto di Caselle, la conferenza
stampa di Allegri più due giocatori (ancora non è stato deciso chi parlerà) è prevista alle
16.45. Poi allenamento al-

l’Olympiastadion, una novità
assoluta per i bianconeri: in
questa stagione la Juventus ha
sempre fatto la rifinitura a Vinovo prima di tutte le trasferte
di Champions League. Il Barcellona decollerà dalla Spagna
alla stessa ora dei bianconeri
ma si allenerà più tardi: alle
19.45 la rifinitura, un’ora prima la conferenza stampa. Il
buen retiro della Juve sarà l’hotel Regent, Messi e compagnia
invece alloggeranno al Grand
Hyatt (i due alberghi sono a

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

Massimiliano Allegri, 47 anni, ha
steso i piani per Berlino LAPRESSE

AEREO, AUTOBUS O AUTO Il
grosso della tifoseria si muoverà in aereo o in autobus: sono
più di 14 mila i bianconeri che
sono riusciti a entrare in possesso dei pacchetti della Franco Rosso Italia. Circa 5 mila
raggiungeranno Berlino in aereo, con voli che partiranno da
Caselle, Milano (la maggior
parte) più pochi altri da Bergamo, Roma e Catania. Il resto si
sposterà in autobus: sono circa
9 mila i tifosi che arriveranno
in autobus (una trentina di
pullman partiranno da Milano,

altrettanti da Torino). Altri 5
mila circa si metteranno invece
in macchina, sobbarcandosi un
viaggio di oltre mille chilometri. Alcuni sono partiti e partiranno anche senza avere il biglietto, nella speranza di trovarlo a Berlino. I tifosi della Juventus più caldi viaggeranno
su un camion-discoteca da 150
posti dotato di sala bar e deejay, oltre a una saletta per far
festa al piano superiore. Il
mezzo, ideato e costruito dall’A.ba.co, Bianconeri d’Italia e
Drughi Curva Sud, è partito ieri da Vinovo.
LE CURVE SI PREPARANO Intanto cresce l’attesa anche per
le coreografie: quella della Ju-

ventus è stata realizzata dalla
Filmaster, la stessa che si è occupata delle coreografie di
Expo e Olimpiadi. Ci saranno
due strisce bianche e nere sullo
sfondo e due mani giganti che
sollevano la Champions League. Quella del Barcellona invece è già stata svelata: i colori
della squadra spagnola saranno protagonisti di uno spettacolare mosaico, con all’interno
la scritta: «Mas que un club».
Curiosità: è italiana anche la
società che ha stampato e realizzato tutto il materiale di scena per la «Opening Cerimony»
della finale di Berlino. Si tratta
del gruppo Masserdotti, leader
nella grafica pubblicitaria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

7

CONTENUTO
PREMIUM
2

L’IDENTIKIT
VICENTE
DEL BOSQUE
NATO A SALAMANCA (SPAGNA)
IL 23 DICEMBRE 1950
DA ALLENATORE REAL MADRID,
BESIKTAS, SPAGNA

Da giocatore era un buon
centrocampista difensivo: ha
trascorso gran parte della sua
carriera al Real Madrid (11 anni),
ma ha giocato anche nel
Castellon e nel Cordoba. Ha
origini nobili, il nome intero
è infatti Vicente del Bosque
Gonzalez, primo marchese di Del
Bosque. Da giocatore ha vinto
cinque volte la Liga e quattro
volte la Coppa del Re.
ALLENATORE
Il percorso di allenatore è
cominciato nella casa madre
nel 1985. Quasi dieci anni nelle
retrovie prima di prendere in
mano nella primavera del 1994
la prima squadra al posto
dell’esonerato Benito Floro. Poi
ha sostituito Jorge Valdano nel
‘96 e Toshack nel ‘99, quando
passa da traghettatore a titolare
fino al 2003. Fra i successi
anche due campionati spagnoli e
due Champions. Esonerato a
Liga appena vinta, si rifà con la
nazionale spagnola, che prende
in mano nel luglio 2008: diventa
campione del mondo nel 2010
e d’Europa nel 2012

Io penso che i blocchi aiutino le nazionali: Juventus, Roma e Milan offrirono lo scheletro all’Italia nel 2006, per noi nel 2010 furono Barça
e Madrid, il Bayern per la Germania un anno fa.
Ora a noi manca un blocco ben riconoscibile».
In Italia ci sono tanti spagnoli, e fanno bene.
«La cosa mi sorprende perché fino a poco tempo
fa gli spagnoli facevano fatica ad andare all’estero. Ora le frontiere sono più che aperte e a
noi fa bene. Abbiamo tre giocatori nella Fiorentina, tre nel Napoli, e poi altri al Milan, alla Juve, al Genoa... Li seguiamo tutti, ora grazie alla
tv è molto più facile di prima. Mi è piaciuta la
stagione di David Lopez, stiamo seguendo la
proiezione di Marcos Alonso e di Iago Falque.
Le porte sono aperte per tutti ma la concorrenza è notevole. L’unica cosa negativa di
questa diaspora è la dispersione: abbiamo
ragazzi ovunque».
La Serie A riporta una squadra in
finale dopo cinque anni.
«Per me è un campionato attrattivo. Sono arrivati giovani interessanti
dall’estero, e ci sono ragazzi italiani che
crescono bene. E la Nazionale segue l’evoluzione del gioco avviata da Cesare Prandelli

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

1

senza perdere le sue doti di competitività».
Sabato diremo addio a Xavi e forse anche a Pirlo.
«Due giocatori che si ammirano vicendevolmente e che hanno vissuto una
riconversione opposta ma simile. Pirlo è arretrato, Xavi è
avanzato. Entrambi in questi
anni hanno preso per mano il
gioco delle rispettive nazionali, e in campo e fuori hanno
mantenuto sempre un comportamento immacolato. Due
leader esemplari».

3

glio una rosa complessa come quella del Madrid
e ha preso decisioni corrette. Uno che è stato
negli spogliatoi dove è stato lui non sopravvive
solo con la bontà, con la mano moscia come è
stato detto. Però sappiamo che
a volte la bontà viene accomunata a una teorica mancanza
d’autorità e competenza…».

IL BARCELLONA
È SUPERIORE
DAVANTI. MESSI?
È LA SUA EPOCA

Al Real Madrid vincere la
Champions League non garantisce la panchina: Heynckes fu
esonerato subito, lei e Ancelotti
a un anno dal trionfo.
«Non è solo il Madrid, è il calcio che è così».

Lei ha detto che Carlo Ancelotti nel biennio al Madrid ha lasciato il segno
Come vede l’arrivo di Rafa Benisul calcio spagnolo.
tez al Real Madrid?
«Rappresenta molto bene la
«Sì, tanto a livello
scuola di allenatori spagnola.
personale col suo
comportamento VICENTE DEL BOSQUE
Io ho lavorato con lui tanti ansempre correttis- SU LEO MESSI
ni fa: parlavamo tanto, consimo, mai un gefrontavamo le nostre idee, il
sto riprovevole, mai una parola lavoro con la cantera ci permetteva di sperisbagliata nonostante non parlasse la mentare e di formarci, che era quello che volenostra lingua. Ma tanto pure nell’aspet- vamo».
to sportivo. Ha saputo maneggiare al me© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tre momenti
della carriera
di Del Bosque.
1) La
Champions del
2000 con il
Real. 2) In
nazionale con
Morata. 3)
Mondiale con
a destra Xavi

8

Champions R -2 giorni alla finale di Berlino

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

MODELLO BARCELLONA

Da Xavi a Iniesta:
il vivaio catalano
s’è preso il mondo
1I blaugrana hanno già vinto 2 Champions

con tanti big nati nella cantera: nella rosa
di oggi gli ex delle giovanili sono una decina
Iacopo Iandiorio

Xavi, 35 anni,
ha esordito
nel Barcellona
nel 1998

Claudio Marchisio, 29 anni, torinese, ha sempre giocato nella Juventus tranne una stagione all’Empoli, in Serie A, nel 2007-2008 LAPRESSE

Marchisio e la coppa
da «canterano» doc
Voglia di prima volta
1Nessuno juventino di Torino ha vinto la Champions
partendo dalle giovanili: Claudio a caccia del record
Mirko Graziano
MILANO

T

orinese e «canterano»: in
poche parole Claudio
Marchisio, che fra due
giorni darà l’assalto all’Europa
che conta. Una cima mai scalata, con i colori bianconeri, da
un giocatore figlio del capoluogo piemontese e cresciuto nel
settore giovanile del club più
popolare in Italia.
PAOLO ROSSI E PADOVANO... Il
primo titolo europeo della Ju-

ventus coincide con la tragica
serata dell’Heysel, 29 maggio
1985. Si scende in campo per
questioni di ordine pubblico, e
alla fine i bianconeri battono il
Liverpool (rigore di Platini).
Ecco l’undici titolare, allenatore Trapattoni: Tacconi in porta;
Favero e Brio marcatori; Scirea
libero; Cabrini fluidificante di
sinistra; in mezzo al campo Bonini e Tardelli; Platini rifinitore; Briaschi e Boniek punte
esterne; Paolo Rossi centravanti. Negli ultimi minuti, dentro
Prandelli e Vignola per Briaschi
e Paolo Rossi. Dei tredici prota-

gonisti, nessuno è nato a Torino. Canterani? In pratica solo
Rossi, che alla Juve approdò
16enne per poi andare via e tornare nel 1981, dopo un lungo
giro fra Como, Vicenza e Perugia. Pure Brio arrivò baby da
Lecce, aveva comunque già 18
anni. La seconda e ultima
Champions bianconera risale a
12 anni fa, 22 maggio 1996, vittoria ai calci di rigore contro
l’Ajax. C’è Marcello Lippi in
panchina, che schiera un 4-3-3
parecchio offensivo: Peruzzi fra
i pali; Torricelli e Pessotto terzini; Ferrara-Vierchowod in mez-

L’EX N.1 DEL CAMERUN

INVIATO A BARCELLONA

Q

ualche giorno fa Gigi Buffon ha ricevuto una telefonata dalla Spagna tanto
inattesa quanto piacevole. L’ha chiamato un vecchio amico, Thomas N’Kono. Il portiere
del Camerun che come ha rac-

Thomas N’Kono, 58 anni AFP

PRINCIPINO, PRESTO RE... Insomma, Marchisio ha una motivazione in più per il galà di sabato sera. Quella maglia la indossa da quando aveva sette anni. Ha iniziato come attaccante,
poi a sedici anni ecco la giusta
collocazione, nel cuore del
campo. Solo una breve parentesi lontano da Torino: nel 20072008 viene infatti prestato all’Empoli, primo campionato di
Serie A per Claudio. Nell’estate
del 2008 il rientro a casa, definitivo: tre anni così così, quindi
Andrea Agnelli sceglie Conte, e
il Principino inaugura finalmente una degna bacheca. Successi a raffica: quattro scudetti
consecutivi, due Supercoppe
italiane, una Coppa Italia e appunto la finale di Champions. E
non è tutto: la settimana prossima, Marchisio firmerà infatti fino al 2019, «con l’unica squadra
del mio cuore. Si avvera un sogno: io juventino a vita».

Andres
Iniesta, 31
anni, prima
partita col
Barça nel 2002

Gerard Piqué,
28 anni, ha
giocato anche
con United
e Saragozza

Jordi Alba, 26
anni, ha vestito
anche le maglie
di Valencia e
Gimnastic

ici cantera e pensi Barça. Una squadra
che ha già visto in campo in due finali di
Champions, entrambe vinte col Manchester United, ben 7 ragazzi provenienti dal vivaio: sia nel 2009 sia nel 2011 (allora addirittura
8 canterani, con l’ingresso di Puyol, per 4 minuti, prima dell’uscita di Pedro). Quando van
Gaal, allora tecnico del Barça, oltre 10 anni fa
espresse un sogno, «mi piacerebbe giocare una
finale di Champions con 11 della Masia», quasi
lo presero in giro. Se non per pazzo. Poi dopo
le finali europee è arrivato anche il Mondiale
per club nel 2011 con 9 canterani in campo
contro il Santos di Neymar: 4-0 e uno dei migliori recital del team di Guardiola. Quindi il
25 novembre 2012 in Liga col Levante (4-0),
col povero Tito Vilanova in panchina, ecco sull’erba undici prodotti della Masia de Can Planes, per la precisione dal 13’ al 75’, con l’ingresso di Montoya per l’infortunato Dani Alves
(e poi l’uscita di Jordi Alba per Adriano).
UN MARCHIO Insomma, è noto, il Barça ha fatto un marchio di fabbrica della sua fattoria di
talenti. E anche se ne ha persi alcuni (Fabregas
e Thiago di recente, Puyol per limiti di età) arriva all’appuntamento con la Juve con una rosa nutrita, per oltre una decina di elementi,
con ragazzi del vivaio. Da capitan Xavi, all’ultimo atto prima dei saluti, figlio di Terrassa (a
neanche 30 km dal capoluogo), ben 24 stagioni in blaugrana (e sarebbero potute essere di
più se a 6 anni non avesse rinunciato a entrare
alla Masia, così piccolo), a Iniesta, il vice, il leader silenzioso, lui di Albacete ma nei paraggi
del Camp Nou da quando aveva 12 anni. E poi
i «catalani di ritorno» come Jordi Alba e Busquets, il primo di Hospitalet de Llobregat, a
1,5 km dal Camp Nou, però ricomprato dal Valencia, e Sergio, figlio di Carles, portiere ai
tempi di Cruijff, tornato a casa solo a 17 anni. E
poi l’altro catalanissimo Piqué, socio blaugrana dalla nascita (il nonno era vicepresidente
del club). Per non parlare dei famosi catalani
«acquisiti»: Leo Messi, in Spagna dall’età di 13
anni, e quindi ormai oltre metà della sua vita, e
Pedro il canario, in Catalogna a 17 anni. E poi
i giovani come Montoya di Viladecans, a 8 anni
già nei Benjamín B, e Bartra alla Masia dal
2002; il 3° portiere Masip, di Sabadell, mezz’ora da Barcellona, o Sergi Roberto da Reus. E
altri blaugrana doc spingono alle spalle.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PORTIERE EMERGENTE

E N’Kono chiama
l’amico Buffon
«Ce la puoi fare»
Filippo Maria Ricci

zo alla difesa; Paulo Sousa in
regia; Conte e Deschamps interni; Ravanelli, Vialli e Del Piero in attacco. A gara in corso,
spazio a Jugovic, Di Livio e Padovano al posto di Conte, Paulo
Sousa e Ravanelli. Zero prodotti del settore giovanile, ma un
torinese c’è: è Michele Padovano, classe 1966.

D

contato il portiere della Juve è
stato decisivo nella sua scelta di
mettersi tra i pali. Un ispiratore
vero tanto che Gigi ha chiamato
Thomas il primo figlio. «L’ho
chiamato perché ci tenevo a fargli sentire il mio appoggio prima
della finale col Barça. Io vivo a
Barcellona, lavoro all’Espanyol e
mi sento molto vicino a Gigi: sabato la Juve e Buffon avranno un
tifoso in più. Gigi non ha mai
vinto la Champions e se la
merita più di tutti. E la Juve
ce la può fare».
La telefonata è servita a fare
un viaggio nella memoria di
un’amicizia lunga e sincera.
«Nel 1999 lo conobbi a Parma
grazie a Patrick Mboma. Ci trovammo bene e lo invitai al mio
addio al calcio, in Camerun. Mi
disse di sì ma io non è che ci credessi tanto. Non potete immagi-

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

nare la sorpresa e il piacere quando mi chiamò dicendomi che stava andando all’aeroporto. Venne
in Camerun con le sorelle Guendalina e Veronica e il fidanzato
della prima. Giocammo io con il
Camerun e lui col resto del mondo. Era la prima volta che andava
in Africa e gli piacque parecchio.
Non ho mai conosciuto una persona tanto aperta, vicina e umile.
Gli avevamo messo a disposizione una macchina: non ne volle sapere, venne in pullman con noi.
L’umiltà vale più del denaro».
Cosa gli ha detto al telefono?
«Che in una finale tutto può succedere, di avere fede. E che mi
piacerebbe allenarlo. E che quando chiuderà con il calcio mi deve
invitare alla sua partita d’addio:
mi butterò per l’ultima volta, in
suo onore. E ci metterò un mese a rialzarmi...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gigi Buffon,
37 anni, alla Juve
dal 2001 LAPRESSE

Ter Stegen il deb
«Con me il Barça
si sente sicuro»
Alessandra Bocci

U

na sconfinata ammirazione per Buffon,
anche se il mito da
bambino era Oliver Kahn, e
una carriera tutta da giocare
sulle orme di Neuer, tedesco
come lui. Marc Ter Stegen,
portiere di ultima generazione, sta in fondo alla difesa
meno battuta della Liga, e
compagni e allenatori assicurano che sa anche come
governarla. «Ha la personalità per superare le situazioni
di pressione e domina la porta
con un bel gioco
aereo. In più è bravo con i
piedi, tutti e due». Così
lo ha descritto più volte Luis Enrique, impressionato dalla ma-

Marc-André ter Stegen, 23 anni

turità di Ter Stegen. Il quale, da
debuttante in Champions League, ha il sogno di alzare la coppa proprio davanti a Buffon.
«Ha fatto una stagione incredibile, come tutta la sua squadra.
E’ semplicemente grandissimo e
sarei fiero di batterlo in una finale».
COSTOSO Ter Stegen è arrivato
al Barcellona con un cospicuo
investimento (12 milioni) e si è
sottoposto ai metodi di allenamento di uno staff che da anni
ormai cerca di avvalersi delle
metodologie usate in altri sport.
Era un’idea base di Guardiola
ed è stata portata avanti anche
dal gruppo di lavoro di Luis Enrique. Uno degli sport che hanno ispirato i preparatori dei portieri è il nuoto sincronizzato,
che fa ampio uso delle videoregistrazioni in presa diretta durante gli allenamenti per correggere subito gli errori. Non sarà soltanto per via dei videotape
che Ter Stegen è diventato così
importante nel Barça, ma i risultati si vedono. «Mi alleno molto
per controllare il pallone e credo che la squadra si senta sicura
con me a guardarle le spalle»,
dice Ter Stegen. Sabato potrà
dimostrarlo anche a Buffon.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Champions R -2 giorni alla finale di Berlino

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

9

Si ferma Chiellini: tegola per Allegri

1Problemi a un polpaccio per il difensore, oggi il provino decisivo. Intanto, rientra in gruppo Barzagli
ma la Juve è in attesa di capire
la reale entità dell’infortunio
del difensore, per questo nessuno si sbilancia. Né allarmismo né ottimismo, solo i fatti.

COSÌ SABATO?
4-3-1-2

BUFFON
LICHTSTEINER BONUCCI OGBONNA
(BARZAGLI)
MARCHISIO

PIRLO

EVRA

POGBA

VIDAL
TEVEZ

MORATA
GDS

Fabiana Della Valle
MILANO

D

oveva essere il giorno dei
sorrisi e dell’ottimismo,
il giorno del ritorno in
gruppo di Andrea Barzagli, recupero prezioso per Massimiliano Allegri. Invece si è trasformato nel giorno dell’ansia e
del dubbio per Giorgio Chiellini, che ha lasciato l’allenamento prima dei suoi compagni per
colpa di un problema fisico. La
notizia è arrivata al termine
dell’allenamento mattutino:
«Andrea Barzagli ha svolto l’intera seduta di allenamento con
la squadra — si legge sul sito
bianconero —. Durante la stessa, Chiellini è stato costretto ad
abbandonare il campo per un
dolore al polpaccio sinistro. Le
sue condizioni verranno valutate domani». Poche righe che
però hanno gettato nel panico i
tifosi bianconeri. In realtà ancora non ci sono certezze sulle
sue condizioni. Chiellini al momento è a rischio per la finale,

con Barzagli appena recuperato, la Juve andrebbe a Berlino
con la difesa incerottata.

PRECEDENTE EUROPEO Il polpaccio è il più insidioso dei guai
SI SCALDA OGBONNA Logico per un calciatore, in più è il talperò che qualsiasi problema fi- lone d’Achille di Chiellini, in
sico a pochi giorni dalla finale particolare il sinistro. Il difengeneri subito molta apprensio- sore si era fatto male durante la
ne. A maggior ragione visto che finale dell’Europeo 2012, poi
il guaio riguarda la difesa, re- persa 4-0 contro la Spagna.
parto già danneggiato dal re- Giorgio venne sostituito dopo
cente stop di Barzagli. Perdere venti minuti e si procurò una
Chiellini prima della finale non lesione tra il primo e il secondo
sarebbe cosa da poco per Alle- grado al gemello mediale del
gri: il difensore è molto impor- polpaccio sinistro. Un infortutante per la Junio che a molti
ventus, anche
era sembrato anIL NUMERO
per carattere e
nunciato, visto
personalità. Per
che il difensore si
questo il club
toccava la gamba
bianconero al
già durante il rimomento non
scaldamento. Un
vuole neanche
precedente siniprendere in con- i minuti giocati da
stro a pochi giorsiderazione que- Chiellini in questa
ni da un’altra fista eventualità.
nale contro una
stagione:
è
il
quarto
Anche perché le
squadra spagnoalternative sa- bianconero più
la. Eppure la
rebbero pochi- presente della rosa
gior nat a del
ne: consideranChiello era inido che Barzagli è rientrato in ziata con un tweet che pareva
gruppo solo ieri, sarebbe ri- benaugurante: -3, aveva cinschioso farlo giocare dal primo guettato in difensore, postando
minuto. Quindi o si rischia Bar- una foto della sua maglia. Peczagli oppure l’unico candidato cato che il sorriso si sia spento
per l’eventuale sostituzione di nel momento in cui il difensore
Chiellini sarebbe Ogbonna, che ha cominciato a sentire dolore.
ha sempre risposto bene quan- Nessuno vuole perdere una fido Allegri l’ha utilizzato in que- nale e Giorgio di sicuro farà di
sta stagione, anche se non ha la tutto per poterla giocare, ma
stessa esperienza internazio- molto dipenderà dall’entità del
nale di Chiellini. E Messi, Ney- problema: quando il male è
mar e Suarez sono sicuramente troppo intenso bisogna rassei clienti peggiori per un centra- gnarsi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
le. In ogni caso, senza Giorgio e

3998

Giorgio Chiellini, 30 anni, gioca nella Juve da 10 stagioni RAMELLA

MERCATO

TACCUINO
A VINOVO

Controlli antidoping
per i bianconeri
● Allenamento con controlli
antidoping ieri per i
bianconeri. Allo Juventus
Center di Vinovo infatti si sono
presentati come da prassi i
delegati Uefa per gli esami di
rito. Sono stati sorteggiati
dieci calciatori bianconeri che
poi sono stati sottoposti ai test
antidoping. La stessa cosa era
stata fatta la scorsa settimana
a casa del Barcellona.
All’allenamento di ieri, a porte
chiuse, era presente anche
Andrea Agnelli.

ALLO STADIUM

Museo bianconero:
500mila visitatori
● Lo JMuseum ieri ha
raggiunto un traguardo
storico, ovvero il mezzo
milione di visitatori, a poco più
di tre anni dall’inaugurazione,
avvenuta il 16 maggio 2012.
Ieri il fortunato ospite del
museo della storia juventina è
rimasto a bocca aperta
quando, ad accoglierlo e
dargli il benvenuto, si è
presentato Pavel Nedved. L’ex
campione ha fatto gli onori di
casa proprio come successo
alla visita del tifoso numero
100mila: il giovane Manuel
Manias, che si era sobbarcato
un viaggio dall’Australia.

PARTITA DEL CUORE

Difesa da ritoccare:
la Juve va su Benatia
E New York tenta Pirlo

Eros-Barbarossa
Dopo il litigio
oggi la pace

1Allegri gradirebbe il marocchino ex Roma, che piace tanto

E’

Gabriella Mancini
stata la Partita del Cuore più polemica
della storia quella tra i Campioni per la
Ricerca e la Nazionale Cantanti allo Juventus Stadium. Antefatto: il rapper Moreno, un
trottolino alto un metro e sessanta, azzecca un
tunnel a Nedved e «chiama» il pubblico con un
gesto, il ceco risponde con un brutto fallo, Barbarossa applaude ironicamente l’ex Pallone d’oro e
Ramazzotti, che per una volta gioca a fianco dei
suoi idoli bianconeri, si catapulta contro l’amico
Barbarossa. Qualche minuto di ordinaria follia
che in genere si stempera a partita finita.

anche all’Inter. Intanto sondaggio degli americani per il regista
Mirko Graziano
MILANO

A

nche la Juventus inizia a
monitorare la pista Benatia. Non siamo ancora
agli affondi più concreti, ma
pare che Massimiliano Allegri
abbia indicato proprio nell’ex
romanista una soluzione gradita, parecchio gradita. Il
28enne difensore centrale marocchino avrebbe fatto capire
al Bayern Monaco di voler interrompere dopo una sola stagione la propria avventura in
Bundesliga. E più di un contatto è già stato avviato con l’Inter, al momento decisamente
in pole rispetto alla concorrenza. Detto questo, alla Juve non
mancano argomenti piuttosto
convincenti per spostare gli
equilibri di mercato: società
solida, vincente, in crescita e
ora anche ricca. Il progetto
Agnelli-Marotta stuzzica ormai i vari grossi calibri. L’appeal della Juve è tornato quello
dei tempi migliori.

CREPE IN DIFESA Perché un difensore? Beh, il reparto arretrato dei campioni d’Italia va
decisamente svecchiato. Oltretutto, negli ultimi tempi sono

comparse serie crepe dal punto
di vista fisico. Barzagli, classe
1981, è rimasto parecchio ai
box fra grossi infortuni e piccoli acciacchi, e lo stesso Chiellini
va spesso gestito con prudenza: frequenti infatti i fastidi ai
polpacci. Insomma, là dietro
serve un altro elemento affidabile ed esperto. Certo, è stato
riscattato Rugani, ma in corso
Galileo Ferraris preferirebbero
che l’azzurro Under 21 giocasse almeno un’altra stagione da
protagonista, e non a caso sarebbe in via di definizione il
prestito secco alla Sampdoria,
che a sua volta dovrà lasciare
Romagnoli alla Roma.
PIRLO AMERICANO? Intanto,
si fanno insistenti le voci che
spingono Andrea Pirlo verso la
Mls. Il fuoriclasse bresciano è
tentato dal New York City,
squadra dove gioca lo spagnolo David Villa e di fatto controllata dai proprietari del Manchester City. Fino a pochi giorni fa Pirlo garantiva di non aver
ancora deciso nulla, forte comunque di un altro anno di
contratto (4 milioni più bonus)
con la Juventus. Ma lo stesso
giocatore alla vigilia della doppia sfida con il Real Madrid
aveva ipotizzato un futuro im-

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

mediato lontano dalla serie A:
«Lasciare con la Champions in
tasca potrebbe essere la cosa
giusta - le sue parole -. Di certo,
quella bianconera sarà la mia
ultima maglia italiana». Occhio anche alle offerte provenienti dal Qatar, sempre piuttosto convincenti dal punto di
vista economico.

Mehdi Benatia, 28 anni, difensore del Bayern ANSA

VIDAL E TEVEZ Vidal è tornato
ad affascinare i grandi club europei, in particolare Arsenal,
Manchester United e Real Madrid. Marotta per ora ascolta le
varie sirene senza aprire tavoli
ufficiali, è però evidente che in
casa Juve si preferisca eventualmente sacrificare il cileno
piuttosto che Paul Pogba. Capitolo Tevez: all’argentino sarebbero arrivate offerte da un paio
di club europei, fra questi l’Atletico Madrid. La Juve, dal canto suo, attende che l’Apache
confermi la volontà di restare a
Torino e aspetta una risposta
definitiva non oltre domenica
sera. Sembra comunque tramontata la pista Boca Junios,
club a corto di quattrini e duramente squalificato in Coppa Libertadores dopo l’agguato dei
suoi tifosi ai giocatori del River
Plate.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGO SUI SOCIAL Ma ieri Eros è uscito su Instagram con una frase imbarazzante: «Quando
una persona in una partita benefica ti dice “se mi
ritocchi ti ammazzo qui davanti a tutti”, tu che
fai?...Sono andato davanti a lui dicendogli di uccidermi...Sono buono, ma le ingiustizie e le minacce non le accetto». L’indiziato è Barbarossa.
Luca è colto in contropiede. «Eros è come un fratello minore, non capisco lo sfogo sui social, per
me era tutto finito una volta usciti dal campo.
Che cosa gli ho detto? Lui mi è venuto addosso,
c’è stato uno “scazzo”, non ricordo le parole precise, ho detto cose che non pensavo perché nessuno può mettere le mani addosso a nessuno,
perdipiù alla Partita del Cuore. In quel momento
eravamo alterati, come due ragazzini che bisticciano, è come se la mamma dicesse al figlio monello “se non la smetti t’ammazzo di botte”» .
HAPPY END E ieri sera è scoppiata la pace. Complice la diplomazia della Nazionale Cantanti, Luca ha telefonato a Eros. «Sono bastati trenta secondi per chiarirci — conclude Barbarossa — e ci
abbiamo scherzato su. Per qualche minuto ci si
era annebbiato il cervello. Domani (oggi ndr) volerò da lui, andrò a Verona ai Wind Music Awards
e lo premierò. Tutto passato». Adesso «Partita del
Cuore», il programma più visto su Rai 1, suona
meglio.

Andrea Pirlo, 36 anni, alla Juve dal 2011-2012 FORTE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

10

Serie A R Mercato

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Emery in frenata
Napoli, c’è Prandelli
1Il basco potrebbe restare a Siviglia, così De Laurentiis
vira sull’ex c.t., con Spalletti alternativa e l’idea Bielsa

Mimmo Malfitano
INVIATO AD AMALFI (SA)

L

a missione spagnola di
Aurelio De Laurentiis potrebbe essere destinata al
fallimento. Da Siviglia, infatti,
arrivano notizie poco confortanti per il nuovo progetto napoletano: Unai Emery declinerà l’offerta ricevuta lunedì pomeriggio, dopo il blitz a Madrid del presidente del Napoli.
Probabilmente, non sarà bastata la prospettiva di guadagnare 3,8 milioni di euro a stagione per accettare. Davanti ad
un programma tecnico poco
convincente, il tecnico basco
ha raffreddato l’entusiasmo
del presidente, che non ha ancora mollato la presa. Non è
escluso che in giornata De Laurentiis possa fare un ulteriore
tentativo, magari forzando un
po’ sul procuratore dello stesso
Emery, Jorge Mendes, colui
che ha avviato la trattativa
quando il dirigente napoletano
ha avuto la certezza che Rafa
Benitez sarebbe andato via.
Dunque, dovrà rivedere nuovamente le proprie strategie, il

RIl patron azzurro

aveva già pensato
a lui per sostituire
Mazzarri, ma poi
scelse Benitez

presidente. E in quest’ottica è
inteso l’interesse per Cesare
Prandelli. L’ex commissario
tecnico della Nazionale, da ieri
è ad Amalfi, ospite dell’organizzazione del premio Football
Leader, e non è escluso che nella giornata di oggi possa anche
essere raggiunto da Andrea
Chiavelli, il consigliere delegato di De Laurentiis, per un nuovo contatto.
PRANDELLI FAVORITO Di certo, almeno fino a ieri sera,
Prandelli non è stato contattato direttamente da De Laurentiis, ma ha ricevuto alcune telefonate da emissari dello stesso
presidente azzurro, che gli

hanno chiesto la disponibilità.
La risposta, ovviamente, è stata positiva: l’ex c.t. allenerebbe
volentieri il Napoli, un club che
ritroverebbe a distanza di qualche anno: a lui, De Laurentiis
aveva già pensato durante l’era
Mazzarri. «Un giorno lei sarà
l’allenatore del Napoli», gli disse nel corso di una telefonata,
il presidente. Quella promessa
potrebbe mantenerla adesso,
in un momento di grande incertezza. Il no di Emery creerà
sicuramente un disagio nella
sua programmazione, e Prandelli potrebbe tirarlo fuori da
una situazione pericolosa: potrebbe esserci il rischio, altrimenti, che la questione allenatore venga ulteriormente rimandata, con tanto di difficoltà per avviare la nuova
stagione.
ALTRE IPOTESI Insieme con
Prandelli, il nome che più ricorre nelle indiscrezioni sul toto allenatore è quello di Luciano Spalletti, col quale De Laurentiis ha già avuto qualche
contatto nelle scorse settimane. Pare, comunque, che tra i
due non ci sia stata convergenza sul programma tecnico.
Inoltre, l’ingaggio dell’allenatore toscano si aggira intorno
ai 4 milioni di euro, una cifra
molto vicina a quella offerta ad
Emery. In sostanza, l’accordo
potrebbe anche farsi, sul piano
economico, ma la questione
tecnica rende più problematica
l’eventuale trattativa.
IDEA BIELSA Prandelli e Spalletti, dunque, potrebbero contendersi la panchina del Napoli, a meno che De Laurentiis
non voglia dare seguito al suo
progetto d’internazionalizzare
il club e, quindi, affidare la
panchina a Marcelo Bielsa, il
loco, che nella stagione appena conclusa ha allenato il Marsiglia e due stagioni fa l’Athletic Bilbao. Si tratta di una trattativa complessa, in ogni modo, ma quella di Cesare
Prandelli resta al momento
l’unica soluzione che potrebbe
convincere il presidente napoletano a ripartire dopo il fallimento dell’era Benitez.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gonzalo Higuain, 27, ha chiuso la seconda stagione a Napoli LAPRESSE
1

LA PUNTA IN BILICO

Higuain aggredito:
ora è davvero stufo
Vuole la Premier
1La disavventura

con Andujar
ha lasciato il segno.
E l’Arsenal adesso
offre 50 milioni

INVIATO AD AMALFI

P

2

3

1 Cesare Prandelli, 57 anni, ex c.t. dell’Italia GETTY 2 Unai Emery, 43,
tecnico del Siviglia EPA 3 Marcelo Bielsa, 59, allenatore del Marsiglia AP

ochi attimi, ma abbastanza per non restare
basiti dinanzi a quei
gesti violenti. Si è conclusa
con un’aggressione nella
notte, la stagione napoletana di Gonzalo Higuain che,
insieme al compagno Mariano Andujar, è stato insultato e contestato da un
gruppo di teppisti, delusi e
irritati dalla sconfitta con la
Lazio e dal quinto posto finale. Secondo la prima ricostruzione fornita dalla
Digos dopo la denuncia presentata dal tassista che accompagnava il Pipita, la
mamma e il fratello-procuratore, Nicolas, le due auto
(l’altra era occupata da Andujar) sono state fermate
sulla rampa che conduce all’ingresso della Tangenziale
e lì è avvenuta l’aggressione. I teppisti hanno iniziato
a lanciare grosse pietre, ma
nessun vetro è andato in
frantumi.
DISUBBIDIENZA All’indomani dell’aggressione subita dai due giocatori, s’è saputo che la polizia aveva
suggerito un percorso alternativo a quello abituale per
raggiungere la Tangenziale,
proprio per consentire ai
protagonisti di ritornare alle rispettive abitazioni sen-

za problemi. Ma Higuain e Andujar non hanno tenuto conto
delle indicazioni date loro,
perché avevano una meta diversa: casa Zuniga, dove avrebbero dovuto partecipare ad
una festa organizzata dal difensore colombiano. Comunque, il Pipita non ha sporto denuncia prima di ripartire per
l’Argentina, dove ha raggiunto
il ritiro della nazionale, impegnata nel preparare la prossima coppa America.
VIA DA NAPOLI L’episodio di
domenica notte, potrebbe convincere ancor di più il Pipita a
lasciare Napoli. Nei suoi progetti c’è la Premier League, argomento che verrà discusso
dal fratello Nicola, domani nell’incontro che avrà con Aurelio
De Laurentiis. Dall’Inghilterra,
l’Arsenal è in attesa di un segnale da Napoli per presentare
l’offerta al presidente. Si parla
di 50 milioni di euro, una cifra
che gli consentirebbe, comunque, di fare una plusvalenza di
10 milioni. Ma, l’impressione è
che la discussione sarà abbastanza animata, perché la sua
volontà è di trattenere il Pipita,
magari proponendogli anche il
prolungamento del contratto
ed un eventuale adeguamento
economico. Attualmente, Higuain guadagna 5 milioni l’anno ed il contratto scadrà a giugno 2018. Nonostante tutto, il
procuratore del giocatore gli
prospetterà la decisione di
chiuderla qui, di rispettare la
volontà del suo assistito di andare via. Sono ridotte al minimo le possibilità che il Pipita
resti a Napoli. Alla fine, De
Laurentiis sarà costretto a cedere: sarebbe deleterio trattenere per forza un giocatore.
mi. mal.

IL CAPOCANNONIERE

Infinito Toni: «Continuo, spero al Verona»
Francesco Velluzzi
INVIATO A MONTEBELLUNA (TV)

I

l Luca Toni Day. Tributo a
un fenomeno. Che, per fortuna, dopo esser salito sul
trono dei cannonieri, non molla. Ed è quel che conta: «Continuerò, spero al Verona, ma
continuerò. Appena il presidente Setti mi chiamerà faremo una chiacchierata. Ora è
preso da altre cose». Ma Luca
ha ancora tanta voglia e passione. «Perché ai bambini va
spiegato: meglio una partita
all’aperto del computer, devono capirlo». Lo dice più volte,
prima a Trevignano nella sala
convegni della Lotto dove il

presidente Andrea Tomat lo
premia, poi a in centro a Montebelluna dove si celebra “Dote
in movimento”. Luca è la star,
ma accanto ne ha altre quattro:
Deborah Compagnoni, Manuela Di Centa, Lorenzo Bernardi, Riccardo Pittis. Una serata speciale che permette a
tanti bambini che vivono in
condizioni disagiate di fare
sport con un buono da 150 euro. Toni aggiunge il carico: regala 250 “Toni 300” le scarpe
ideate per il suo record. In attesa della consegna fa festa con i
bimbi autografando 10 palloni. «Quando faccio qualcosa di
buono sul campo, colgo subito
l’occasione per fare qualcosa
per chi ha bisogno».

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

GIOIE E DOLORI Toni celebra
una giornata speciale ricordando la stagione eccezionale
finita col brivido: «Domenica
sera ho visto l’Inter in casa con
amici, e un po’ Icardi lo gufavo,
al secondo gol ho tremato,
ogni tanto andavo a rincorrere
la bambina, poi abbiamo brindato. Bellissimo, come la telefonata del presidente del Consiglio Renzi e quella di Malagò.
Ho vinto tanto e penso a come
sono partito. Me la sono costruita, in C, in B. E quando mi
hanno detto “sei finito” è scattata la molla. Me lo hanno detto un paio di volte che ero finito. Ma ho continuato a divertirmi». Gioie e dispiaceri. La Nazionale. E’ stato Mondiale nel

2006, ma non ha avuto l’onore
di esserci in Brasile, dove tanti
lo volevano: «Mi è dispiaciuto
un bel po’, anche perché l’allenatore mi conosce bene. Ora
non è giusto convocarmi. Conte porta avanti un percorso di
crescita dei giovani».
GABBIADINI E qui spezza una
lancia per il suo preferito: «Tra
quelli che ho visto in questi due
campionati il migliore è Gabbiadini. E’ l’italiano che ha segnato di più dopo di me, lo ha
fatto nel Napoli, un buon segnale anche in chiave azzurra.
A questi ragazzi va data fiducia. Perché dopo che sbagliano
tre partite finiscono fuori e si
porta avanti lo straniero. Inve-

Luca Toni, 38 anni LAPRESSE

ce va incoraggiato tutto il made in Italy. Io sono orgoglioso
di essere italiano, lo ero quando stavo all’estero, sono felice
di rappresentare un’azienda
italiana con la quale ho un rapporto da più di 10 anni. Sabato
la Juve va a giocarsi la Champions, è un’altra occasione per
il nostro calcio». Ribadisce tutto davanti ai cento ragazzini
che lo ascoltano in platea. Ringrazia pure la compagna Marta, mamma dei suoi figli: «Siamo cresciuti insieme e mi ha
insegnato tanto». Poi firma
palloni e cartoline e conferma
che andrà avanti. E dopo?
«Vorrei smettere di girare, fare
l’allenatore è dura, io vedo
Mandorlini. Forse qualcosa
con i piccoli o il dirigente. Dopo tanti anni di calcio dappertutto, ho capito come funziona
il movimento».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Serie A R L’intervista
Stefano Boldrini
CORRISPONDENTE DA LONDRA

U

n americano a Londra.
Trafalgar Square a cinquanta metri, un principio
di sole dopo giorni di grigio assoluto, l’entrata di un hotel con
molte stelle. Il presidente della
Roma, James Pallotta, abiti casual, è seduto in poltrona. Attende una persona per un meeting di
affari. Oggi, col suo consigliere
Alex Zecca, il direttore generale
Mauro Baldissoni, il direttore
sportivo Walter Sabatini e il Ceo
Italo Zanzi, è in programma una
riunione negli uffici della Raptor,
ad un passo da Regent’s Park, per
organizzare la prossima stagione
sportiva.
L’argomento di questi giorni a Roma è la questione dell’allenatore:
Rudi Garcia resta o va via?
«Vogliamo andare avanti con il
nostro tecnico. Con lui la Roma è
arrivata due volte seconda».

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Pallotta mette
Garcia in riga
«La Roma deve
correre di più»
1 «Il gap con la Juve non è incolmabile.

Resta con noi ma se ci sono divergenze
si parla col club, se no si crea confusione»

Le dichiarazioni rilasciate da Garcia alla vigilia di Roma-Palermo
autorizzano però a pensare che la
luna di miele con il manager francese sia finita.
«Non nego che quella conferenza
stampa non mi sia piaciuta. Certe
cose non bisogna darle in pasto
all’opinione pubblica. Se ci sono
divergenze, si parla all’interno
della struttura, altrimenti si crea
solo confusione».

GIOCHIAMO BENE MA
DOPO UN’ORA C’È UN
CALO E LA COLPA NON È
DELLA SQUADRA, SERVE
PIÙ ALLENAMENTO
SU GARCIA

Non parla mai dei calciatori nella sua analisi: non le sembra che
questa linea possa costituire un
alibi per la squadra?
«Nelle gare di Manchester e all’andata contro la Juve la Roma
giocò un buon calcio. Il problema è che la squadra non reggeva più di sessanta minuti e questo limite non può essere attribuito alla squadra. Bisogna allenarsi meglio e correre di più».
La sua presa di posizione nei
confronti di quella parte della tifoseria che ha mostrato gli striscioni contro la madre di Ciro
Esposito ha alimentato il dissenso nei suoi confronti. Il «fucking
idiots» non è piaciuto.
«Allo stadio gli spettatori devono comportarsi in modo civile.
Io non mi sono rivolto alla maggioranza dei nostri tifosi, che
non hanno mai creato problemi, ma a quell’esigua minoranza, responsabile di certi gesti».
Ha avuto il coraggio di assumere una posizione netta, mentre
la maggior parte dei presidenti
ha paura di prendere di petto le
frange turbolente del tifo.
«Io non giudico i miei colleghi.
Non ho la pretesa di venire in
Italia ad insegnare come fare il
presidente. Io penso ai miei
fan. Vorrei comportamenti civili e responsabili. La squadra
va sostenuta, anche nei momenti difficili. Non abbiamo
vinto lo scudetto, ma siamo secondi per la seconda stagione
di fila».

La retromarcia di Garcia non poteva passare inosservata: dopo
aver parlato per mesi di Roma da
scudetto, alla fine del campionato
ha detto che il gap con la Juventus
è incolmabile.
«Io non credo che il gap con la Juventus sia incolmabile. La Juventus ha il vantaggio di un progetto
avviato prima del nostro, ha uno
stadio di proprietà e un’esperienza consolidata. La Juventus ha
una base così forte che è riuscita
a gestire bene il cambio di allenatore. Detto questo, la Roma è sulla buona strada per acquisire la
dimensione della Juventus».
Parlare apertamente di scudetto
in estate è stato probabilmente un
azzardo: Liedholm e Capello usarono quella parola solo a conquista avvenuta.
«Garcia ha cercato solo di dare sicurezza alla squadra. È stato un
modo per aumentare l’autostima
dei giocatori. Probabilmente però anche in questo caso sarebbe
stato meglio parlare di certe cose
all’interno dello spogliatoio e
non in pubblico».

Il mercato di gennaio si è rivelato fallimentare: non le pare che
anche i dirigenti abbiano le loro
responsabilità?
«Doumbia aveva giocato la
Coppa d’Africa e non era pronto. Ibarbo ha avuto problemi fisici, ma nelle ultime gare ha dimostrato di essere utile».

La questione stadio?
«Attendiamo buone notizie».

Soddisfatto o deluso dalla stagione della Roma?
«Io non sono mai soddisfatto
perché punto sempre al miglior
risultato. È chiaro che qualcosa
non ha funzionato, ma nonostante tutto, siamo secondi per
la seconda volta di fila e andiamo in Champions, evitando lo
stress dei playoff».
Qual è stato il problema tecnico
della Roma?
«La preparazione atletica non è
stata sufficiente. Dopo un’ora,
la squadra non aveva più energie. Faticava. Il calcio non è il
basket e neppure il baseball che
ha molte pause. Nel calcio devi
correre novanta minuti».

Quindi?
«Cambieremo lo staff che si occupa della preparazione atletica. Sarà un cambio radicale: 5
uomini di assoluto livello, compreso un nutrizionista».
Momento chiave della stagione?
«La sconfitta con il Bayern. Perdere 7-1 è una cosa, essere superati 2-1 è totalmente diverso.
La batosta con la squadra tedesca ha tolto sicurezza e convinzione. Non ci siamo più ripresi.
Quella sera il nostro allenatore
ha sbagliato la gestione della
gara. L’altro momento decisivo
è stato il pari di Mosca. Avessimo vinto col CSKA, saremmo
andati avanti in Champions».

James
Pallotta,
57 anni,
americano,
è il presidente
della Roma
dall’agosto
del 2012

Garcia salterà la riunione di
Londra: come va interpretata la
sua assenza?
«Con Garcia abbiamo parlato.
Lui sa quali sono i nostri progetti e quale sia la strategia di
questa società. Sono convinto
che nella prossima stagione,
con le novità che stiamo introducendo, si possa fare meglio».
Di conseguenza Garcia resta.
«Me lo ha già chiesto tre volte.
Lo ripeto: Garcia è il nostro allenatore».

LAPRESSE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CE L’HO CON UNA
MINORANZA: ALLO
STADIO DEVONO
COMPORTARSI IN MODO
CIVILE E RESPONSABILE

11

IL RETROSCENA

Rudi manager?
Sogno svanito,
a Londra non c’è
1La società si riunisce senza

il tecnico francese e mette le cose
in chiaro: le scelte le fa il club

Rudi Garcia insieme con Walter Sabatini ANSA

Andrea Pugliese
ROMA

N

on dovrebbe esserci, ma nel frullatore
giallorosso di questi giorni poi chissà
che alla fine non spunti davvero. Di fatto, però, il viaggio programmato da Rudi Garcia (attualmente a casa sua, a Parigi) per andare a parlare direttamente con James Pallotta di
strategie e programmazione dovrebbe essere
saltato. Nonostante le dichiarazioni ufficiali, il
suo annuncio nella conferenza stampa di sabato scorso e la sua voglia di confrontarsi face to
face con il presidente. A Londra, da ieri, c’è un
po’ tutto il management giallorosso, per lo stesso meeting che lo scorso anno andò in scena a
New York e che era stato programmato da tempo dalla società per studiare le strategie della
prossima stagione. Un incontro che non prevedeva la presenza di Garcia e a cui il tecnico
francese si sarebbe di fatto autoinvitato. Bizzarro? Un po’ sì.
LA SITUAZIONE Ma perché Garcia non va più a
Londra? Di fatto, la società vuole rimettere ogni
cosa a suo posto, ristabilendo le gerarchie. Il
concetto di base è: le decisioni le prende il club,
l’allenatore deve fare solo l’allenatore. Un modo come un altro per rintuzzare la voglia di Garcia di essere sempre più presente nelle scelte e
nelle valutazioni chiave dell’azienda, cominciando a pesare davvero come un manager all’inglese: sul mercato, sulla composizione degli
staff (tecnico e medico, entrambi nella prossima stagione saranno cambiati profondamente), sulle decisioni del club. Il sogno di Garcia,
alla fine, era proprio quello. La realtà, invece, è
e sarà un’altra. Poi bisognerà capire se a Garcia
andrà bene anche questa, un ruolo ridimensionato rispetto a quello che si immaginava di poter acquisire nell’immediato futuro. Ecco perché ha provato l’all in, ecco perché ha cercato
anche di forzare la mano mediaticamente alla
società. In cambio, invece, ha ricevuto un richiamo all’attenti che ora dovrà valutare profondamente. Anche nei rapporti con il gruppo,
con i giocatori (alcuni di questi non più ottimi)
e con l’ambiente giallorosso. Il Garcia manager,
in buona sostanza, è già un’iperbole conclusa
prima di nascere. A Rudi andrà bene così?

SUI TIFOSI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ferrero: «Prendo Zouma. E Zenga è l’uomo giusto»
1«In Europa League al primo colpo? La

mia Samp è la Grande Bellezza, sono un
predestinato. E ora voglio la Champions»

Gianluca Monti
AMALFI (SA)

È

stata una giornata speciale
per Massimo Ferrero, non
solo per il premio Football
Leader che ha ricevuto ad Amalfi. Il presidente della Sampdoria
è stato raggiunto nel pomeriggio
dalla notizia che il Genoa non ha
ottenuto la licenza Uefa e di conseguenza ha brindato al traguardo dell’Europa League, raggiunto sì dalla porta di servizio ma
con merito. «Sono un predestinato, il 12 giugno festeggerò il

primo anno alla guida della
Sampdoria e già mi trovo in Europa. Il titolo di un film che sintetizzi questo campionato? Pensavo fosse Ben Hur, invece a questo
punto direi La grande bellezza.
Peccato che nel finale il nostro
rendimento è calato, anche per
via delle tante voci sull’allenatore che hanno finito con il destabilizzare l’ambiente, altrimenti
saremmo andati addirittura in
Champions. Ci riproveremo l’anno prossimo».
CASTING Quando sulla panchina ci sarà Walter Zenga: «Ho

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

Massimo Ferrero ieri ad Amalfi

sondato Klopp, Emery, Bielsa e
Di Matteo — ha detto il presidente della Samp —. Tutti, però,
mi hanno detto di non poter venire. Così mi sono incontrato
con Paulo Sousa, un vero scienziato del calcio, ma l’unico ad
avermi affascinato è stato Sarri.
Il suo gioco palla a terra, però,
non si sposava bene con le caratteristiche dei calciatori della
Samp e dei nuovi acquisti che
sto effettuando». Uno dei quali
Ferrero l’ha sveltato proprio ad
Amalfi: «Sto per prendere Zouma dal Chelsea, ma mi riservo
un’altra sorpresa». Il francese
arriverebbe a Genova in prestito
per sostituire Romagnoli. La sorpresa può essere uno tra il centrale colombiano Balanta (River) e il centrocampista danese
Hojbjerg (Bayern).

TRA PASSATO E FUTURO Un rinforzo importante soprattutto
in prospettiva Europa League,
dopo Moisander dall’Ajax.
Zenga nel ritiro di Pinzolo, che
dovrebbe essere anticipato di
qualche giorno rispetto al previsto, avrà a disposizione anche lui. Ferrero elogia il suo
nuovo allenatore: «Aveva gran
voglia di tornare a lavorare in
Italia – continua il presidente
blucerchiato –: conosce la
piazza ed è ben visto da gran
parte dei nostri tifosi. Se a
qualcuno non piace, non me
ne frega nulla. Mihajlovic al
Milan? Andrà lì e si metterà il
papillon. Sinisa è l’uomo perfetto per tutte le stagioni. Secondo me De Laurentiis ha
perso un’occasione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Genoa non ricorre
Niente licenza Uefa
● (v.p.) Niente ribaltone. Ora è
definitivo: il Genoa non ha la
licenza Uefa e in Europa League
ci va la Samp. L’ultimo atto è la
riunione del collegio di garanzia
del Coni, dove il club decide di
rinunciare al ricorso «alla luce di
giurisprudenza molto rigorosa
in fatto di termini perentori»,
parole dell’avvocato Mattia
Grassani, che difendeva
il club. I ritardi nei pagamenti
esteri per l’acquisto di giocatori
(tra cui Vrsaljko e Fetfatzidis)
sono stati fatali. L’udienza è stata
brevissima, costituito il collegio
arbitrale, si è potuto solo
prendere atto della rinuncia.

12

Serie A R Mercato

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

1

2

L’INTERVISTA

Jonathan saluta:
«Ero il peggiore
Finisco da divino»
3

1Il brasiliano

è in scadenza:
«Ringrazio tutti
per la pazienza
avuta con me»

Matteo Brega
Matteo Dalla Vite
INVIATI AD APPIANO GENTILE

1 Mauro Icardi, 22 anni, dopo la firma.
Per lui 27 gol in stagione 2 Thiago
Motta, 32, centrocampista del Psg il cui
contratto scade nel 2016 3 Geoffrey
Kondogbia, 22, accordo fino al 2018 col
Monaco TWITTER INTER-LIVERANI-CANONIERO

Icardi-Inter fino al 2019
La firma servita a cena

1Ieri sera incontro decisivo tra società e la moglie-manager Wanda:
3 milioni più bonus a salire. Ora il centrocampo: Motta e Kondogbia

Matteo Brega
Luca Taidelli

U

n vertice fiume in serata
per limare gli ultimi dettagli e arrivare al fatidico
sì. Da una parte il d.g. Marco
Fassone, il d.s. Piero Ausilio e
l’avvocato Angelo Capellini, nel
cui studio si è tenuto il summit.
Dall’altra Mauro Icardi, la moglie manager Wanda Nara e il
commercialista del giocatore
Luca Panella. Dopo che la tavola del rinnovo nelle settimane
scorse era stata apparecchiata
da Pino Letterio e Ulisse Savini,
che fanno parte dell’entourage
del giocatore, ieri sera è stato
compiuto il passo decisivo.
Icardi ha firmato fino al 2019
con un contratto da 3 milioni
più bonus a salire (può arrivare
a 4 con la qualificazione-Champions). Confermata l’assenza di
clausola rescissoria.
CACCIA AI PESCI GROSSI In
parallelo ai rinnovi (potrebbe
prolungare anche Handanovic,
entro metà mese l’annuncio di
Ranocchia), continua la non fa-

cile caccia ai top player chiesti
da Mancini. Perso Touré - con il
quale il tecnico non è ancora
riuscito a parlare dopo la strana
virata del 25 maggio -, la prima
opzione in mezzo al campo è
Kondogbia. Che non avrà il carisma dell’ivoriano, ma anche
dieci anni in meno. E diversi
pretendenti. Ci sono già stati i
primi contatti con gli agenti del
francese, ma il Monaco chiede
30 milioni. A seconda di come
andrà questa pista (e quella alternativa che porta a Felipe Melo), sono pronti una serie di piani A e B per gli altri ruoli che
Mancio ritiene scoperti.
UNA SETTIMANA Mercoledì
prossimo si conoscerà invece il
futuro di Thiago Motta. Per
quel giorno è in programma a
Parigi l’incontro tra l’oriundo, il
suo entourage e i dirigenti del
Psg. Che proporranno al centrocampista di aggiungere un
anno al contratto in scadenza
nel 2016. Motta ascolterà e cercherà di capire il progetto (diversi i giocatori in attesa di rinnovo, tra cui Ibra), ma sarebbe
tentato dal ritorno in nerazzur-

RNessuna clausola

rescissoria per
Mauro. In mediana
l’alternativa
è Felipe Melo

ro. Soprattutto se l’ingaggio gli
venisse spalmato su due o tre
anni. Contatti frequenti vanno
registrati anche per Felipe Melo
che al Galatasaray non si trova
più bene come all’inizio. Il brasiliano è stato proposto, per ora
viene tenuto in ghiacciaia. Un
po’ come altri nomi, sistemati
più che altro sull’esterno come
Cuadrado (Chelsea), Jovetic
(Manchester City) e Salah (Fiorentina). Mentre ieri Ausilio ha
incontrato l’agente Fifa Sabatino Durante per valutare le possibilità di piazzare in Turchia
qualche giocatore in rosa, all’inizio della prossima settimana è in agenda un faccia a faccia
col procuratore di Gaston Camara, il baby attaccante che
piace molto all’Udinese e che
potrebbe anche diventare con-

NOTIZIE TASCABILI
CALCIOSCOMMESSE

CAGLIARI

Inchiesta Catanzaro Assalto ad Assemini
Il pm stringe i tempi: Daspo e denunce
incidente probatorio per dieci ultrà
● (cen) Stringe i tempi il pm Elio Romano, titolare
dell’inchiesta sul calcioscommesse a Catanzaro (50
i fermi effettuati lo scorso 19 maggio): il prossimo
15 giugno saranno nominati i periti della Procura
per l’incidente probatorio sul materiale sequestrato
(pc, tablet, smartphone e altro) agli indagati. Gli
inquirenti sono convinti di trovare riscontri
importanti da questo esame. Intanto continua il
lavoro della Squadra mobile del capoluogo
calabrese, guidata da Rodolfo Ruperti, che presto
potrebbe portare a un secondo blitz. Diverse le
squadre e i tesserati sono nel mirino.

● CAGLIARI (m.fr.) «Non è stato un confronto, perché i
confronti si fanno in due. Abbiamo solo subìto». Zdenek
Zeman aveva riassunto così il faccia a faccia della
squadra con gli ultrà. Il questore di Cagliari, Filippo
Dispenza, è stato dello stesso avviso: sono 10 i Daspo e le
denunce per violenza privata scattati ieri per altrettanti
tifosi presenti ad Asseminello il 17 aprile. La squadra, in
ritiro per la gara con il Napoli, aveva incontrato i tifosi.
Dispenza ha spiegato che i 10, oltre all’obbligo di firma,
hanno il divieto di avvicinarsi 24 ore prima e 24 ore dopo
ad Asseminello. Le indagini sul blitz, guidate dal capo
della Digos, Alfonso Polverino, sono in corso.

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

tropartita tecnica se venisse affondato il colpo con i friulani
per Allan o Heurtaux.
NUOVI DIRIGENTI Anche a livello dirigenziale non mancheranno le novità. Ieri è stato ufficializzato Robert Faulkner, responsabile della comunicazione che sarà operativo da luglio.
Ma presto verrà nominato anche il nuovo responsabile commerciale, mentre altre posizioni rimangono aperte. Sempre
da luglio, sarà operativo Dejan
Stankovic, che tornerà a Milano
per tenere i rapporti tra squadra e società. Il lavoro di Erick
Thohir insomma non si ferma.
Il numero uno sabato sarà a
Berlino per la finale di Champions e non è escluso che dopo
non faccia un blitz a Milano. La
tappa tedesca sarà l’occasione
per incrociare l’a.d. del Bayern
Rummenigge e parlare di Benatia (nel mirino anche della Juve). In Germania andrà anche il
vicepresidente Javier Zanetti, il
cui fratello Sergio - ex tecnico
delle giovanili nerazzurre - sarà
il nuovo tecnico del Lecco.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

VERONA

«D

all’essere il peggiore in rosa sono diventato divino...». Il sorriso che si
apre sul volto di Jonathan è
da fotografare. Una via di
mezzo tra la timidezza e
l’incredulità. Eppure è così.
L’esterno brasiliano che sta
salutando l’Inter (il suo
contratto scadrà a fine mese) in 4 anni nerazzurri ha
visto, e sentito, di tutto. Critiche, lodi, infortuni. L’ultimo lo ha costretto a vivere
la stagione a strappi chiudendola con l’operazione.
Come procede il recupero?
«Sono quasi due mesi che
corro, il decorso va tutto come previsto: sarò pronto
per la fine di luglio».
L’ottimismo lo ha conquistato.
«Adesso faccio cose che prima non riuscivo a fare. E
tutto sommato questa situazione mi ha rinforzato mentalmente, è stata una prova
di forza. Ho imparato a non
mollare mai e a essere sempre positivo».
Il momento più difficile all’Inter qual è stato?
«Il 2012-13, era sempre colpa mia qualsiasi cosa accadesse. Poi invece con Mazzarri tutto cambiò. Ma non
ho mai pensato di andar via
nonostante mi dessero ogni
colpa. L’Inter ha avuto la pazienza di aspettare e gliene
sarò sempre grata. Credo di
avere ripagato la società e i
tifosi che mi odiavano».
E perché con Mazzarri le cose andarono meglio?
«Perché quando sbagliavo
mi diceva semplicemente
di riprovarci, che la prossima volta sarebbe andata
meglio».

NON HO MAI PENSATO
DI ANDARE VIA.
NEMMENO QUANDO
SEMBRAVA CHE FOSSE
TUTTO COLPA MIA
JONATHAN
DIFENSORE INTER

Preferirebbe restare in Italia?
«Sì, anche perché ormai mia figlia è abituata a questo Paese,
così come me e mia moglie».
Si è visto in giro poco per Milano lei: vita da professionista?
«Sono una persona molto diffidente, di solito chi avvicina i
calciatori lo fa per interesse. A
casa mia non entra nessuno».
Cosa le manca di più ora?
«Allenarmi con la palla, ma ormai ci siamo. E poi ascoltare i
cori dello stadio».
Tra Inter e Parma si sente di
aver imparato?
«Sono cresciuto dal punto di
vista tattico e mentale. Anche
se mi sono reso conto di come
sia fondamentale stare bene e
avere la fiducia di chi ti sta intorno».
Cosa è mancato all’Inter di quest’anno?
«Un po’ di personalità e anche
fortuna. Anche se giudicare
dall’esterno è difficile. Di Mancini non posso dire molto, ho
lavorato davvero poco con lui.
Però ho instaurato un buon
rapporto umano».
Stop. Tempo di vacanze. Con
la mente alla prossima squadra.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

CALCIO A 5

Mandorlini-Setti, Pescara sul 2-0
rinnovo a un passo È già match ball
e largo ai giovani per lo scudetto
● (m.f.) Si avvicina il rinnovo del
contratto per Andrea Mandorlini.
Ieri l’incontro con Maurizio Setti,
presidente del Verona. L’ok non è
ancora arrivato, l’appuntamento
decisivo ci sarà la settimana
prossima. Resta da definire la
durata dell’accordo (un biennale è
l’opzione più gettonata) e l’entità
dello stipendio. Setti ha fissato
altri presupposti per consolidare
il rapporto: via alla linea verde,
rosa più ristretta, con 23 giocatori
in organico, e 7 di questi
dovranno essere ragazzi da
lanciare, più stretta connessione
con il vivaio. A Mandorlini saranno
riconosciuti poteri manageriali.
Annunciate modifiche nello staff
tecnico e sanitario.

● (m.cal.) Il Pescara vince anche
gara-2 della finale ed è a un
passo dallo scudetto: a Ferrara,
in un Pala Hilton Pharma
stracolmo (oltre 2500
spettatori), gli abruzzesi battono
4-3 il Kaos dopo il 5-3 di gara-1
e domani (18.30, RaiSport 1)
con un altro successo
conquisterebbero il primo
tricolore della storia. Due volte in
vantaggio nel primo tempo con
Coco e Bertoni, gli emiliani si
fanno raggiungere e rimontare
da un’autorete di Vinicius e dai
gol di Canal, Rogerio e Rescia
(quest’ultimo arrivato in apertura
di ripresa), prima dell’inutile
sigillo nel finale di Kakà, che
arriva dopo due pali.

MEGGIORINI
FA LO STELVIO
«Se ci salviamo, scalo lo
Stelvio in bicicletta». E
Riccardo Meggiorini è
stato di parola: ieri
insieme a un gruppo di
amici l’attaccante del
Chievo ha affrontato in bici
1.800 metri di dislivello
e 48 temibili tornanti fino
alla cima Coppi UDALI

Il lutto R

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

13

Addio Gibi Fabbri: creò il mito di Pablito

1Scompare a 89 anni l’allenatore che costruì il Vicenza meraviglia. Il dolore di Rossi: «Era come un padre»
hanno cambiato l’immagine del
calcio all’italiana».

Nicola Cecere

U

n parroco di campagna
con le intuizioni di un alto prelato della curia romana. Giovan Battista Fabbri ci
ha lasciato la notte scorsa all’età
di 89 anni, dopo aver visto svanire il ritorno in Serie A del suo
amatissimo Vicenza. Malato da
tempo, si trovava in una casa di
cura alle porte di Ferrara, altra
città a lui cara avendo da calciatore (ala di fatica o mediano instancabile: lo chiamavano Brusalerba) debuttato in Serie A
nella Spal che poi guidò dalla
panchina a più riprese (c’era
anche Fabio capello). Nato alle
porte di Bologna, Gibi, come
tutti lo chiamavano, è stato un
allenatore-fornaio, il suo calcio
era fragrante e genuino come i
biscotti della nonna. Un Nereo
Rocco cui la sorte non regalò la
grande chance metropolitana
ma solo scomode, per lo più,
panchine di provincia fra Serie
C e B, retrocessioni, esoneri e
promozioni. Con l’unica, però
assai significativa, eccezione di
una salvezza col suo Bologna.

QUANTI GOL Campionato a sedici squadre, quello che ci portava al mondiale argentino. Il
Vicenza lo perde nel finale, scudetto alla Juve. «Il complimento
più bello me lo fece forse Gianni
Brera: mai vista una provinciale
giocare in maniera tanto spettacolare», ricordava con orgoglio
Gibi. Schierava Ernesto galli fra
i pali, Callioni, Prestanti, Carrera (libero) e Lelj in difesa. Faloppa, Salvi e Guidetti a centrocampo; Cerilli e Filippi sulle fasce, Pablito cuneo centrale, Rosi, Lorini, Briaschi Marangon e
Vincenzi principali alternative.
Andarono tutti in gol, 7 quelli
dei difensori, 11 dei centrocampisti, 2 delle ali e 24 di Paolo
Rossi, capocannoniere e new
entry fra gli azzurri di Bearzot.
Giovan Battista Fabbri (a destra) con Paolo Rossi ai tempi del Vicenza, che portò in A e poi al secondo posto

CENTRAVANTI L’intuizione che
lo consegna alla storia del nostro sport più popolare fu quella
di trasformare in centravanti
un’aletta gracile e veloce, dal
nome comunissimo e di scuola
juventina: Paolo Rossi. «E sì, gli
devo tantissimo» sottolinea
commosso Pablito. «È stata una
persona fondamentale per la

INNOVATORE

Cercava lo spettacolo
con il calcio totale e
trasformò il gracile
Rossi in centravanti
Fabbri girò molte
squadre di provincia
tra serie B e C. E alla
Spal allenò Capello
mia carriera, lo considero come
un padre, gli volevo bene. I giovani devono sapere che Gibi è
stato un grandissimo, ha esaltato le mie qualità tecniche ed atletiche cambiandomi ruolo e
vedendo in me qualcosa di diverso, doti che altri non avevano visto». Dietro l’allenatore dai
modi affabili e dalle idee innovative per quell’epoca c’era
«una persona squisita. A Vicenza mi aiutò in tutto e per tutto. A
volte mi invitava a mangiare a
casa sua, e ci siamo frequentati
anche quando ho smesso di giocare. Il nostro era un rapporto,
lo ripeto, quasi come tra padre e
figlio. Fra noi c’era un sentimento forte, un affetto sincero». L’ultimo ricordo di Pablito
riguarda il campo. «Squadra
neo promossa in A che contende lo scudetto alla Juve e arrivando seconda si qualifica per
la Coppa Uefa, cioè una Champions diretta di oggi: rendiamoci conto dell’impresa... Ci chiamarono Real Vicenza e il nostro
allenatore fu un precursore degli atteggiamenti tattici di oggi.
Erano gli anni in cui, impressionati dalla scuola olandese, si
parlava di calcio totale, e lui ci
faceva giocare in quel modo,
voleva che tutti partecipassero
all’azione. Quindi terzini che si
sovrapponevano alle ali, una
punta centrale, due mediani e
la ricerca costante del gol, dello
spettacolo. È stato fra quelli che
Giovan Battista Fabbri
Franco Spaghi partecipa al dolore della famiglia
nel ricordo di un amico, compagno di squadra, allenatore, esempio di professionalità, correttezza,
amicizia, sincerità.- Lezzeron.
- Milano, 3 giugno 2015.

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'IDENTIKIT
GIOVAN BATTISTA
FABBRI
NATO A SAN PIETRO IN CASALE
(BOLOGNA)
L’ 8 MARZO 1926

Dopo aver giocato con 6 squadre
diverse (Centese, Modena,
Messina, Spal, Pavia e Varese),
Giovan Battista Fabbri comincia
la carriera di allenatore nel 19571958 a Varese. Vent’anni dopo a
Vicenza, raggiunge il punto più
alto della carriera: una
promozione in A e secondo
posto. Ha allenato anche, tra le
altre, Livorno, Spal, Cesena,
Piacenza, Catania, Catanzaro,
Foggia, Bologna, chiudendo la
carriera ancora alla Spal nel ‘93.

14

Nazionale R Volti nuovi

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

IL DILEMMA

Problemi fisici
per Zaza, Gabbia
Soriano e Florenzi
● Altri «tagli» per motivi fisici
dopo Poli e Criscito? Conte
spera di no, ma il verdetto
arriverà oggi. «Prima - spiega il
professor Castellacci - faremo
le valutazioni necessarie a
decidere se tenerli qui oppure
no». Il che lascia supporre che
siano tutti candidati a far parte
del gruppo che domenica (lo
stage termina oggi, dopo una
partitella «interna» nel
pomeriggio) si ritroverà a
Coverciano in vista di CroaziaItalia del 12: in effetti si tratta
di Soriano, Florenzi, Zaza,
Gabbiadini - tutti con
affaticamenti muscolari, ma
dovrebbero rientrare oggi - e
Marchetti, che ha una botta al
costato, ricordo di Napoli-Lazio.

Tavecchio sicuro
«Il c.t. resterà
fino all’Europeo»

I due «tedeschi» della Nazionale azzurra: Daniel Caligiuri, 27 anni, del Wolfsburg, e Nicola Sansone, 23, del Sassuolo

Ecco Caligiuri e Sansone
Anche Conte ha i «panzer»

1Gli esterni nati in Germania da genitori italiani al debutto con l’Italia
Tra di loro parlano in tedesco, ma dicono: «Il nostro cuore è azzurro»
Andrea Elefante
INVIATO A TORINO

E
Daniel
Caligiuri, nato
in Germania,
da genitori
calabresi

ffetto nuovi italiani: questa ci mancava. Ad
una conferenza stampa della Nazionale
due giocatori azzurri che parlottano fra loro in tedesco stretto prima di rispondere in italiano: vietato meravigliarsi, ma sorridere si può,
dai, almeno quello. Va più o meno così: uno
chiede aiuto a capire meglio la domanda, l’altro
suggerisce nella lingua più comoda, quella che
hanno usato da quando erano bambini, poi l’accento con cui rispondono racconta il resto. Come dicono loro, «tedeschi a metà»: chiamiamoli
italiani di Germania, che paisà sa di tempi che
con le loro storie hanno a che fare, ma fino ad un
certo punto.

GLI ESORDIENTI Uno è Daniel Caligiuri, da
Wolsburg a Coverciano senza passare dal nostro campionato, in tasca un doppio passaporto e fa quasi tenerezza quando spiega
«ma il cuore è più italiano», dopo aver appena detto: «Avevo deciso di dire sì a chi fra
Italia e Germania mi avesse chiamato prima: è arrivata prima l’Italia e io sono contento». L’altro è Nicola Sansone, fa gol da
noi già da un po’: un emigrante alla rovescia, nel 2006 era ancora a Monaco di Baviera,
«e dopo la vittoria contro la Germania andai a
scuola con la bandiera dell’Italia, a prendere in
giro gli amici». Segni particolari in comune fra
i due: tanti. Non più giovanissimi – 27 anni Caligiuri, 23 anni Sansone – ma esordienti con
Conte. Padre italiano con biglietto per la Germania senza ritorno immediato: Pietro, il papà
di Daniel, partì da San Nicola dell’Alto, provincia di Crotone (dove Nicola andò a giocare al
suo primo sbarco in Italia, guarda tu gli incroci

della vita); Amerigo, il papà di Nicola, da Novi
Velia, Salerno. E come dice la sua fidanzata,
meglio di qualsiasi altra lingua Sansone parla il
dialetto: in questi giorni, con l’irpino-tedesco
Soriano, Insigne e Immobile si fanno belle
chiacchierate.
I GOL ALL’INTER Ancora: fede rossonera, genetica o acquisita. Papà Pietro è milanista sfegatato,
Nicola era interista come suo padre e suo fratello, «ma quel famoso 5 maggio sono stato troppo
male e decisi di cambiare sponda». In ogni caso
l’Inter nel destino, per tutti e due: Sansone la
vede e le fa gol, Parma o Sassuolo non fa differenza; Caligiuri da poco l’ha spintonata fuori
dall’Europa League, con una rete a San Siro
(«Credo di essere qui anche perché il c.t. mi ha
visto contro Inter e Napoli») e accelerazioni condite da tagli al veleno verso la porta. Ecco, Caligiuri e Sansone puntano l’avversario tutte le volte che possono.
ESTERNI Caligiuri lo fa con più libertà, «e
qui sto capendo le differenze, anzitutto
tattiche, fra calcio italiano e tedesco».
Nel 4-2-3-1 del Wolfsburg, dove ha messo a sedere anche Schurrle, fa l’esterno
offensivo, «destro o sinistro non fa differenza». Nel 3-5-2 di Conte «per ora sono
stato provato come attaccante, ma posso
fare pure l’esterno a centrocampo». Sansone lo fa senza aver dimenticato la sfrontatezza
di Ribery, che quando era nelle giovanili del
Bayern lo trattava come un cocco: la stessa che
lo portò a chiedere a Donadoni di giocare di più;
la stessa che in tempi non sospetti lo portò a dire
«io sono da Nazionale». Ieri ha chiuso il cerchio:
«In tre anni di Serie A credo di aver meritato
questa chiamata».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nicola
Sansone, nato
in Germania,
da genitori
campani

Il presidente Figc Carlo Tavecchio, 71 anni, e il c.t. Antonio Conte, 45

Massimo Cecchini
INVIATO A FIRENZE

D

iciamolo, Carlo Tavecchio è senz’altro uomo
di mondo, ma se dovesse individuare un momento della sua avventura
sportiva in cui è più felice,
probabilmente sarebbe quella in cui è a contatto diretto
con i calciatori, calpestando
la stessa erba che calpestano
loro.
LUI E GIACCHERINI Ad
esempio, arrivato ieri a Coverciano per fare l’introduzione ad un convegno tenutosi al Museo del Calcio, per
prima cosa è stato a guardare un po’ dell’allenamento.
Poi, quando Antonio Conte
ha dato il permesso ai ragazzi di andare a bere, ha voluto
conoscere tutti i 32 azzurri
presenti allo stage. E si è
messo anche a scherzare con
Giaccherini dicendogli: «Vedi, sei alto come me», abbozzando persino alcune finte
sul terreno di gioco. Insomma, il lato ludico di un impegno per certi versi logorante.
LO SPIEDO DEI GIUDICI D’altronde, non appena si è offerto a telecamere e taccuini,
è stato subito braccato sulla
questione del commissario
tecnico. Resta fino all’Europeo? E poi prolungherà?
«Conte resterà al cento per
cento fino all’Europeo - ha
tagliato corto il presidente
federale -. Noi puntiamo su
di lui, anche perché ha sposato l’idea di rinnovamento
del nostro calcio». Quindi, al
netto delle questioni legali in
cui il c.t. è impelagato, la Figc non si aspetta che l’allenatore getti la spugna, che venga o meno rinviato a giudizio. In ogni caso, la solidarie-

tà è totale. «Siamo in un Paese
in cui un giorno sì e un giorno
no si sbandiera il garantismo
per i cittadini, perciò ricordo
che il rinvio a giudizio non è
una condanna. Comunque, da
quattro anni Conte è allo spiedo
della magistratura. Non dico
che ha bisogno di un giudizio
urgente, ma veloce sì». Ne
avrebbero bisogno a dire il vero
tutti gli indagati che ci sono in
Italia e, soprattutto, i detenuti
in attesa di giudizio, ma la nostra giustizia è così lenta da essere stata anche condannata
dall’Unione Europea per questa
ragione. Difficile perciò (e forse
indelicato) che per il commissario tecnico si possano fare eccezioni.

RIl n.1 Figc: «Conte

è allo spiedo
dei magistrati da
tempo: serve
un giudizio veloce»

LA STRETTA DI MANO Poi le domande hanno virato sulla richiesta di rinnovo fino al 2018,
che il team manager Oriali dice
di essere stata sua, detta a mo’
di battuta, mentre tutti e tre
erano all’Olimpico durante il
derby del 25 maggio. Ma com’è
andata davvero? «E’ una tempesta in un bicchier d’acqua - spiega Tavecchio -. Ero in tribuna e
ad un certo punto è intervenuto
Oriali dicendo che Conte era
pronto a rinnovare, io allora ho
stretto la mano al c.t. ed è finita
lì». Questo almeno è quello che
il presidente aveva creduto,
perché di rinnovo si tornerà a
parlare. E non è detto che la cosa non provochi altri mal di
pancia seguiti da malinconici
addii. Storie di calcio, d’altronde.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ENERGIA? SU CON

Quando devi fare tante cose e hai bisogno di più energia
c'è Sustenium Plus!
Sustenium Plus ha una formula unica, con Creatina,
Arginina, Beta Alanina, Vitamine e Sali minerali,
studiata per trasformare i nutrienti in energia
ed aiutarti a stare su tutto il giorno.

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

Mondo R Terremoto alla Fifa
LE TAPPE
DELLA VICENDA

27 MAGGIO 2015
ARRESTATI 7 DIRIGENTI FIFA
● A Zurigo durante il meeting Fifa,
arrestati 7 dirigenti. L’accusa è di
corruzione sull’assegnazione dei
Mondiali di Russia 2018 e Qatar 2022,
l’inchiesta è partita negli Usa.

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

29 MAGGIO 2015
BLATTER VIENE RIELETTO
● A dispetto dell’inchiesta sulla Fifa
che presiede dal ‘98, Blatter rieletto
per il 5° mandato: alla prima votazione
ottiene 133 voti su 209 contro i 73 del
principe giordano Ali, che si ritira.

30 MAGGIO 2015
LA RIVOLTA DELL’UEFA
● Platini, presidente Uefa, che dopo gli
arresti aveva chiesto il rinvio delle
elezioni, torna all’attacco di Blatter
minacciando addirittura l’uscita
dell’Uefa dalla Fifa.

Blazer: «Tangenti
pure per Francia ‘98»

1 GIUGNO 2015
INDAGATO ANCHE VALCKE
● Nell’inchiesta entra Jerome Valcke,
numero 2 Fifa. Accusa: 10 milioni di
dollari della Fifa trasferiti sul conto di
Warner, ex vice pres. accusato di aver
preso tangenti per Sud Africa 2010.

15

2 GIUGNO 2015
BLATTER SI ARRENDE
● Travolto dall’inchiesta, Blatter si
dimette a soli 4 giorni dalla rielezione:
«La Fifa avrà un nuovo presidente, io
eserciterò le mie funzioni fino al prossimo
consiglio elettivo straordinario».

GRANDI MANOVRE

1Lo svela l’ex dirigente Fifa che ha deciso di collaborare

con l’Fbi. Il ministro Lynch: «Fifa corrotta ai massimi livelli»

Zico si candida
Tra i fan di Platini
c’è pure l’Italia

Massimo Lopes Pegna
CORRISPONDENTE DA NEW YORK

G

li americani cantano già
vittoria, e una fonte anonima vicinissima all’Fbi
dice: «Questi della Fifa non
hanno ancora capito cosa vuol
dire avere i federali alle calcagna». Frase pronunciata, pare,
con una certa esuberanza poco
dopo le dimissioni di Sepp Blatter martedì sera. Il giornale «Il
Politico» addirittura celebra Loretta Lynch, il ministro della
giustizia Usa (ma per anni procuratrice a Brooklyn) e principale accusatrice dei vertici Fifa,
come l’eroina del momento. E
lei da Riga, la capitale della Lettonia dove si trova in questi
giorni, glissa: «Questa è un caso
aperto e quindi parleremo solo
attraverso i tribunali». Ma poi
aggiunge: «Dobbiamo renderci
conto che la Fifa è corrotta ai
massimi livelli. Ciò che è inquietante è che ogni volta che la
Fifa ha rimosso funzionari corrotti a seguito di investigazioni
interne, puntualmente li ha sostituiti con altri che hanno continuato nello stesso modo». Dopo aver contribuito in passato a
smascherare politici corrotti e
aver sferrato fendenti a potentissime banche, in pochi giorni
(anche se l’indagine è iniziata
circa tre anni fa) la Lynch è riuscita a far cadere i vertici Fifa.
C’è chi pensa che il Procuratore,
ora a Washington e vicina alla
Casa Bianca, abbia parlato direttamente a Barack Obama
dell’inchiesta e della corruzione che aveva privato, fra le altre
cose, gli Usa della Coppa del
Mondo del 2022, finita invece
al Qatar.
SOTTO LE LENTE Ora, in attesa
di una possibile accusa ufficiale
a Blatter, che secondo fonti del
New York Times e dell’Abc risulta sicuramente indagato, ogni

Michel Platini, numero 1 Uefa, con il principe Ali Bin Al Hussein EPA

1Intanto Michel

sposta il meeting
Uefa e punterebbe
a un team europeo
in più al Mondiale

Fabio Bianchi

A

Sepp Blatter, 79 anni, con Charles Blazer, ex dirigente e ora gola profonda AP

giorno continuano a trapelare
notizie. Le autorità americane,
inclusa l’Fbi, starebbero investigando sul modo in cui la Fifa
avrebbe assegnato i Mondiali
del 2018 e del 2022 rispettivamente a Russia e Qatar. Ma il
ministro degli Esteri dello stato
arabo, Khaled al-Attiyah, è stato chiaro: «In nessun modo il
Qatar potrebbe essere privato
del diritto di ospitare la Coppa
perché ha meritato di vincere e
ha fatto l’offerta migliore. E’
molto difficile per alcuni digerire che un Paese islamico arabo
possa ospitare questo torneo».
PROVA SCHIACCIANTE La lettera spuntata martedì, con cui il
capo della federazione del Sudafrica comunicava nel marzo
2008 a Jerome Valcke, numero

due della Fifa, il pagamento di
10 milioni di dollari alla Concacaf, al cui vertice allora c’era
Jack Warner (uno dei più coinvolti nell’inchiesta), potrebbe
essere una prova schiacciante
contro Blatter. Ma pare che l’Fbi
non abbia fretta. La procedura
è quella riservata alle associazioni a delinquere come la Mafia. Si prendono i pesci piccoli e
si convincono a collaborare con
un’azione a salire, dalla base al
vertice della piramide. Il primo
a vuotare il sacco è stato Chuck
Blazer, per anni braccio destro
di Warner alla Concacaf, incastrato per non aver pagato le
tasse al Governo Usa per una
decina d’anni. E dalle deposizioni di Blazer emerge anche
l’ammissione di tangenti pagate anche per l’assegnazione dei

Mondiali del 1998 in Francia.
GOLE PROFONDE Ma ora quelli
ansiosi di trasformarsi in «gole
profonde» sono molti di più.
Warner, che rischia molti anni
di prigione negli Usa (è stato arrestato a Trinidad e rilasciato su
cauzione), è uno di questi. E nei
suoi confronti ieri l’Interpol ha
spiccato un mandato di cattura
internazionale. Ma il cosiddetto «allerta rossa» è stato presentato anche all’ex presidente della Conmebol, Nicolas Leoz, e a
tre manager che si occupano di
sponsorizzazioni e media,
Alejandro Burzaco, Hugo Jinkis
e Mariano Jinkis, e al brasiliano
José Margulies, responsabile di
due società offshore che operano nel campo dei diritti tv.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ll’improvviso, la fretta. Dall’immobilismo
all’insostenibile urgenza di cambiare. Mancherebbero 6 mesi alle elezioni
annunciate da Blatter ma sono già partite le grandi manovre per il suo erede. Dopo la
rinnovata disponibilità del
Principe Ali Bin Hussein, affiorano nuovi possibili candidati. Tra i nomi ce n’è uno
suggestivo: Zico. L’ex stella
“do Brasil”, 62 anni, che giocò nell’Udinese e che è stato
anche Ministro dello Sport
nel suo Paese. Lui occhieggia
sui social. Scrive su facebook
«Perché no? La mia vita è
sempre stata legata al calcio». Un altro nome big è
quello di Chung Mong-joon,
presidente della Hyundai, colosso automoblistico sudcoreano tra i grandi sponsor Fifa. Lui ha fatto sapere che
«valuterà attentamente la
possibilità» di candidarsi. Ma
c’è un partito poderoso che
spinge forte per Le Roi. Il presidente Uefa Michel Platini è
sostenuto da tanti, incluso il
presidente della Federcalcio
Carlo Tavecchio: «Il nostro

candidato alla presidenza Fifa è
Platini, sempre che ovviamente
intenda presentarsi». Tavecchio
condivide il piano che prevede
rinnovamento e nuove regole:
«Sarebbe anacronistico che se
ne occupasse chi si è dimesso
per motivi del genere». E sul
congresso Fifa dice: «E’ stato
molto strano. Non c’è stata una
vera presentazione dei fatti successi, neppure il secondo giorno.
Tutto si è svolto in clima di credente sfiducia, e così ho ritenuto
di votare di concerto all’Uefa».
LE ROI Sulla questione candidatura, Le Roi ci va cauto. D’altronde si è già «scottato». Dice:
«E’ più saggio prendersi del tempo per valutare la situazione in
modo da assumere una posizione comune». Un atteggiamento
coerente con quanto Platini ha
deciso ieri: rinviare il meeting
Uefa che era in programma sabato a Berlino in concomitanza
con la finale Champions. «Ogni
giorno si susseguono nuove rivelazioni ed è ragionevole fermarsi un attimo e prendere del
tempo per valutare bene tutto»,
ha detto Platini. E ha aggiunto:
«Avremo altre occasioni per incontrarci presto e mi auguro che
in quel momento ci sia chiarezza su tutto». Intanto sembra che
la priorità di Platini sia avere
una nazionale europea in più ai
Mondiali. Fosse confermata
l’idea, sarebbe una bella sfida
nei confronti di Blatter, che aveva manifestato l’intenzione di
togliere una squadra all’Europa
(da 13 a 12).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ALLENAMENTO
SI FA DURO? SU CON

Quando devi resistere alla fatica c’è Sustenium Energy Sport!
Sustenium Energy Sport ha una formula ipotonica e tecnologicamente
avanzata con Sali minerali, Carnitina, Taurina, Glutammina ed isomaltulosio,
studiata per reintegrare i Sali persi con la sudorazione e sostenere
l’organismo nelle sessioni di allenamento anche prolungate.

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

Mondo R Spagna

16

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Real, Verratti da Benitez?
Rafa, lacrime a Madrid
«Qui sono a casa mia»

L’OBIETTIVO

1Il tecnico si commuove: «Questa è la squadra più

forte che abbia mai allenato». Nello staff anche Pecchia
1

Alessandra Bocci
INVIATA A MADRID

I

n attesa dello champagne
di trionfi vari ed eventuali,
una lacrima tutt’altro che
furtiva ha bagnato il varo del
Real Madrid di Rafa Benitez,
imbarcazione che comincia a
navigare in acque pericolose,
fra tifosi e dipendenti orfani di
Carlo Ancelotti e giornalisti
stranieri e non che, come il
Mourinho di un tempo, si chiedono Porqué, porqué, porqué.
Domanda alla quale il nuovo
allenatore del Real Madrid non
può e non vuole rispondere: il
perché si trovi a Madrid lo ha
già spiegato il gran sacerdote
Florentino Perez, in un discorsetto breve ma intenso, come si
suol dire, incentrato sul corazon madridista e l’appartenenza alla Casa Blanca. «Querido
Rafa, bentornato a casa tua».
Per forza anche un omone come Benitez si commuove.
UNO DI FAMIGLIA Rafa torna a
casa, cioè al Bernabeu, in un
giorno assolato, protetto dai
grandi vecchi del Madrid e dalla moglie Montserrat. Le figlie
sono rimaste a scuola a Liverpool, perché Rafa è un uomo
sentimentale ma anche scientifico e rigoroso, e guai a non
pensare agli studi. Benitez torna a casa con Florentino che
assicura «nessuno meglio di te
può sapere chi siamo e cosa
sentiamo», e pare una frecciata
ai tanti che hanno criticato il
presidente per questo avvicendamento. Torna a casa con i
chili di troppo radunati in giro
per il mondo, ma alla base di
tutto, racconta un amico, ci fu
il cioccolato artigianale dell’Estremadura, del quale Rafa
si innamorò. Totally Spanish,
dev’essere per questo che Florentino lo ha scelto. «Rafa ha
respirato calcio e madridismo
da quando era bambino. Ha

Marco Verratti, 22 anni, centrocampista, al Psg dall’estate 2012 AFP

Al Psg 60 milioni,
all’azzurro offerta
di sei a stagione
Alessandro Grandesso
PARIGI
@agrandesso

2

3

Il primo giorno di Rafa Benitez al Real: 1-2 Lo staff e le lacrime GETTY 3 I sorrisi con Florentino Perez LAPRESSE

vinto trofei, è uno fra i migliori
allenatori del mondo, è noto
per come sa preparare le partite e cambiarle quando serve.
Sa che il Real Madrid non si accontenta mai, conosce le responsabilità che derivano dal
guidare il club più importante
e titolato. Ha cominciato qui da
noi e immagino quanto debba
essere emozionante per lui tornare». Magari non ha il fisico
del ruolo, ma il cuore è quello
giusto.
SCETTICISMO Il temperamento e il background sono quelli
giusti e Benitez non sembra
preoccuparsi dell’ostilità di
una parte della stampa e del tifo. È abituato ad andare a lavorare dove la parola amore, almeno per lui, non esiste: non è
stato amato a Milano dopo
Mourinho, e nemmeno al Chelsea dopo Di Matteo, che non è
un profeta ma aveva pur sem-

TI SOLLEVA
DAL DOLORE

pre vinto una Champions. Siccome alla fine quello che lega i
tifosi a un tecnico sono i titoli
conquistati, Benitez usa soprattutto un termine: ganar,
vincere. «Cercherò di sfruttare
al massimo i giocatori al di là
del loro nome. Questa è la
squadra più forte che io abbia
mai allenato, al Liverpool c’era
un progetto per vincere in tre
anni, qui va fatto subito. E con
tanta qualità la cosa più logica
è fare un gioco d’attacco e cercare di segnare tanti gol».
PRIORITÀ Benitez è un comunicatore e avvista le polemiche: non si pronuncia quando
gli chiedono se gli sia piaciuto
di più il Real di Mou o quello di
Ancelotti («Mi piace il Madrid
che gioca bene e vince»), si altera soltanto un po’ quando domandano se adatterà il suo metodo ai giocatori o i giocatori al
metodo. «Noi diamo priorità

agli allenamenti con il pallone,
soltanto il 20 per cento del lavoro si svolge senza, e cerchiamo di dialogare con tutti i giocatori. È un metodo che manterremo perché ci ha permesso
di arrivare fin qui».
C’È ANCHE PECCHIA Da Napoli
Benitez si è portato Fabio Pecchia (sarà uno dei due vice) oltre ai collaboratori storici, a
Napoli e De Laurentiis manda
saluti e ringraziamenti. Quanto a Ancelotti e allo spogliatoio
in lacrime (ma quanto piangono in Spagna...), Benitez non
pare imbarazzato. «È positivo
che i giocatori abbiamo espresso il loro affetto a Carlo, se lo
merita. Spero che un giorno
possano mostrare gli stessi
sentimenti per me». Per ora il
sentimento lo ha mostrato lui.
Un corazon tan blanco, chissà
se basterà.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

P

iace a molti. Anzi, a
quasi tutti. Ma solo in
pochi se lo possono
permettere. Marco Verratti,
campione di tutto in Francia, è ormai l’oggetto dei desideri dell’élite del calcio europeo. Quella dalle bacheche piene di trofei internazionali e dal portafoglio
facile. Soprattutto per aprire nuovi cicli vincenti come
intende fare il Real Madrid
che considera l’azzurro una
priorità assoluta. L’assalto al
centrocampista è pianificato
da tempo, ma è passato a
una fase di urgenza con la
nomina del nuovo allenatore. Anche Benitez, come Ancelotti, stima molto Verratti
che in Spagna sarebbe subito trattato da top player. Resta un ostacolo non da poco:
convincere il Psg che anche
in tempi di sanzioni di fairplay finanziario Uefa non intende vendere i suoi gioielli.
NUMERI Ed è normale che
sia così. Basta guardare i dati statistici prodotti in stagione da Verratti. In Ligue 1
è il giocatore che tocca più
palloni (3.290), realizza più
passaggi (3.061), anche giusti (2.758). Il centrocampista ha chiuso l’annata stabilendo pure il record di passaggi in una gara all’ultimo
turno: 150 contro il Reims.
Il suo modo per festeggiare

lo scudetto con i tifosi che ormai lo considerano un idolo.
Mentre l’Equipe lo ha incoronato come la vera star del Psg. In
più Verratti ha cominciato a fare lo spavaldo sotto porta: 2
gol, uno in Champions, e soprattutto 8 assist. Uno in più di
Ibrahimovic. Tre in meno del rinato Pastore.
SOLDI Leadership tecnica accompagnata da grande personalità visto che anche quando il
Psg non è stato all’altezza, Verratti ha brillato. Come al Camp
Nou, per il ritorno dei quarti di
Champions persi contro il Barcellona. I catalani sono rimasti
stregati così nelle ultime ore
hanno tentato di bruciare i rivali del Real, facendo valere il
buon rapporto che il d.s. Braida
coltiva con il procuratore del
22enne. Di Campli però negli
ultimi dieci giorni si è recato tre
volte a Madrid per finalizzare
un ingaggio da sei milioni netti
a stagione. Il Real, per intimidire poi la concorrenza, ha alzato
da 40 a 60 milioni di euro l’offerta di acquisto da presentare
al Psg. Ma a Parigi solo sabato,
dopo aver completato la quaterna nazionale da record con
la Coppa di Francia, il presidente Al Khelaifi ha ribadito che
«Verratti è sotto contratto fino
al 2019, rappresenta il nostro
futuro e dna: non si muove».
Messaggio categorico cui serve
far seguire fatti concreti. Verratti si prepara per gli impegni
della Nazionale, prima di andare in vacanza a Formentera. Più
vicina a Madrid che a Parigi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

DI SOLLIEVO
CON UNA SOLA
APPLICAZIONE

Senza passare
dallo stomaco

Ginocchio

Gomito

Schiena

Collo

Indicato per il trattamento locale del DOLORE e
dell’INFIAMMAZIONE di natura traumatica e reumatica
di ARTICOLAZIONI, MUSCOLI, TENDINI e LEGAMENTI.
Disponibile in farmacia nella confezione da 4 e 8 cerotti.
È un medicinale a base di Piroxicam che può avere effetti
indesiderati anche gravi. Leggere attentamente il foglio illustrativo.
Autorizzazione del 03/04/2014.

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

Serie B R L’intervista

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

17

Oddo lancia la sfida
«Stavolta il bagno
lo voglio fare io»

hai Seedorf e Kakà, cosa vuoi
pretendere di cambiare?».
In Serie B invece...
«I giocatori mica sono stupidi,
se cambi un modulo non vanno
in confusione. Nel basket o nella pallavolo gli allenatori chiamano schemi preparati in settimana e i giocatori eseguono.
Nel calcio è anche una questione di mentalità: vince chi sbaglia meno, non si può pretendere di fare tutto giusto».

Acquafresca&Cacia
Il Bologna ringrazia
i bomber dimenticati

1Il tecnico del Pescara era con Delio Rossi alla Lazio
«E’ quello che mi ha insegnato di più. E quel derby...»

Tra i tanti allenatori che ha avuto c’è anche Delio Rossi, che sfiderà in finale col Bologna.
«E’ un grandissimo, forse quello con il quale ho potuto esprimermi al meglio e crescere».

BOLOGNA

Lo sa che cosa successe nel
1999 a Salerno in A? Rossi esonerato, il club chiamò suo padre
e i tifosi si opposero. Qualche
settimana dopo invece il cambio
andò in porto ma non servì per
conquistare la salvezza.
«Sì me lo ricordo, ne abbiamo
parlato. Spero che mio padre
riesca a venire a vedere la partita, non ha ancora deciso».

Nicola Binda

E’

atterrato alle tre di notte e c’erano più di 200
tifosi all’aeroporto ad
aspettare la squadra. Massimo
Oddo era felice due volte. Soprattutto perché ha portato il
Pescara in finale, poi perché si
sente tifoso della squadra della
sua città. «Ma avrei avuto le
stesse motivazioni se avessi allenato da un’altra parte...».

Delio Rossi è stato suo allenatore alla Lazio dal 2005 al 2007,
quando avete vinto il derby del
famoso bagno nella fontana.
«Sì, l’aveva promesso e l’ha fatto... Era una scommessa».

Sicuro?
«Parlo di motivazioni. Qui ho
più responsabilità, spero di
non prendere insulti... Questa
è casa mia. Comunque sì, sono
tifoso e quindi sono due volte
contento per questa finale».
A Vicenza ha dimostrato grande dimestichezza con la squadra, cambiandola un paio di volte. Come si entra in sintonia così in fretta con i giocatori?
«Allenavo la Primavera, i giocatori li conoscevo già e ho visto tante partite. Quando si
cambia l’allenatore i giocatori
sono più motivati, si vogliono
mettere in mostra, danno di
più. E poi il mio lavoro ha avuto credibilità da parte loro perché sono arrivati i risultati».

CON LUI A ROMA SONO
CRESCIUTO MOLTO.
AVEVA PROMESSO
DI TUFFARSI NELLA
FONTANA E L’HA FATTO
MASSIMO ODDO
ALLENATORE DEL PESCARA

Cosa ha corretto rispetto al suo
predecessore Baroni?
«La squadra è di altissimo livello, ho chiesto di restare più corti e compatti, anche in fase offensiva, seguendo l’azione».
Tutto qui?
«Ho lavorato anche sulla testa,
questa squadra non era convinta di essere forte. Ripeto: i
risultati mi hanno aiutato. E
sono stato fortunato ad avere
sempre la rosa al completo, così ho potuto scegliere facendo
giocare solo chi era al top».
Suo padre Francesco, che allenò il Pescara dal 1994 al 1996,
cosa le ha detto dopo Vicenza?
«Mi ha detto: «Ahò, non sbagli
un cambio!”. Gli ho risposto
che ho avuto fortuna...».

Lo farà anche lei se va in A?
«No, io non programmo mai
nulla. Però mi auguro di poter
festeggiare io: dai mister, stavolta il bagno lo faccio io...».

Massimo Oddo, 38 anni, ha cominciato a giocare nella Renato Curi
di Pescara, mentre da allenatore ha iniziato nella Primavera LAPRESSE

4

● Le partite di Massimo Oddo
con il Pescara: in campionato ha
battuto 3-0 il Livorno, nei
playoff ha vinto 2-1 a Perugia e
in casa 1-0 con il Vicenza, dove
martedì ha pareggiato 2-2

«Io sono funzionale. Da Trapattoni a Sacchi, si può vincere
in tanti modi. Io credo che un
allenatore debba adattarsi alle
caratteristiche dei suoi giocatori, non viceversa. I moduli
sono solo numeri al fischio
d’inizio, poi durante la partite
cambiano e le squadre girano».
In carriera quali allenatori ha
avuto che ragionavano così?
«Pochi, forse nessuno».

A Pescara in passato sono andati in A integralisti del 4-3-3
come Galeone e Zeman. Lei invece cambia spesso modulo.

Perché?
«Perché nelle grandi squadre è
diverso, non puoi cambiare. Se

Farà ancora la rifinitura in città
tra i tifosi nel giorno della gara?
«Vediamo, quelle sono cose
istintive, ho detto che non mi
piace programmare».
C’è la stanchezza come primo
nemico: avete fatto una partita
in più rispetto al Bologna.
«Non credo, siamo stanchi
uguale. Per gare del genere occorrono testa e cuore, la stanchezza non la senti. Semmai
mi preoccupano i 9 diffidati».
Delio Rossi torna a Pescara dove retrocesse dalla B alla C1 nel
2001 e trova il tutto esaurito.
«In questi momenti la mia città
non tradisce mai, sappiamo cosa ci stiamo giocando...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL CASO

Ternana, arrestato il presidente
Il futuro è nelle mani di Longarini
Massimo Laureti
TERNI

F

rancesco Zadotti, presidente della Ternana, è finito agli arresti domiciliari con altre 8 persone, nell’ambito dell’inchiesta denominata
Vento di Maestrale condotta
dai carabinieri di Viterbo, dal
Noe e dalla Polizia stradale. Gli
inquirenti contestano ai destinatari dei provvedimenti (a vario titolo e in concorso tra loro)
i reati di truffa, frode in pubbli-

ca fornitura, falso materiale e
ideologico, abuso d’ufficio nella gestione dei rifiuti nell’ambito della provincia di Viterbo,
nonché nella raccolta e igiene
urbana della stessa città.
L’istanza di custodia cautelare,
richiesta dal Gip del tribunale
di Viterbo, Francesca Marinelli, è stata eseguita ieri mattina.
Zadotti è chiamato in causa come rappresentante legale della
società Ecologia Viterbo, titolare di un appalto.
SOLIDARIETA’ La Ternana, tra-

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

Francesco Zadotti, 69 anni MIRIMAO

mite il d.s. Vittorio Cozzella, ha
espresso la propria vicinanza
al presidente. Il patron Edoardo Longarini ha deciso di
aspettare per capire la portata
delle accuse e valutare il da farsi. Zadotti è stato chiamato alla
guida del club da Longarini nel
2010-11 e con lui la Ternana è
ritornata in Serie B. Lo stesso
Zadotti, che di professione fa il
commercialista, nei mesi scorsi
è stato il riferimento della Ternana nelle trattative per la cessione del club che, proprio nella fase finale della stagione, sono state congelate anche in virtù del riavvicinamento della
famiglia Longarini, in particolare del figlio Simone. Questa
vicenda però crea ulteriore incertezza sul futuro del club.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

I RIVALI

Andrea Tosi

D

a separati in casa a figliol prodighi. La metamorfosi di Robert
Acquafresca e Daniele Cacia, i due bomber che hanno
salvato la finale del Bologna
è quasi una parabola evangelica in maglia rossoblù.
Entrambi, in tempi e in modi diversi, erano stati accantonati dalle strategie del
club e degli staff tecnici, insieme hanno trovato la partita del riscatto. Per loro Delio Rossi ha varato la staffetta perfetta. Acquafresca subito dentro e Cacia (provato
tra i titolari in settimana) di
rincorsa, un cambio più casuale che studiato perché
l’ex cagliaritano è uscito per
infortunio, altrimenti sarebbe rimasto in campo vista la buona prova.
ESUBERO DI LUSSO Per tutta l’estate 2014 Acquafresca
ha tenuto la valigia pronta.
Nel Bologna appena retrocesso in B, disegnato da Filippo Fusco e non ancora
scalato dagli americani, era
considerato un esubero di
lusso dopo tre stagioni in
Emilia con senza acuti (57
partite in A, 5 gol). Alla fine
è rimasto, dapprima dirottato in tribuna e poi in panchina fino a tornare utile nel
girone d’andata che lo ha visto raccogliere tre gol. Gli
acquisti invernali del d.s.
Corvino lo hanno di nuovo
oscurato ma contro l’Avellino è stato riproposto titolare e lui ha ricambiato con un
sigillo importantissimo che
ha riscattato il rigore fallito
un mese fa proprio contro la
squadra irpina. Per la partita di domani a Pescara, dove
quest’anno Acquafresca ha
segnato il suo primo gol, è

Daniele Cacia, 31 anni LAPRESSE

in dubbio per un problema muscolare. Ci saranno comunque
733 tifosi: tutti i biglietti a disposizione sono stati venduti,
così come è già a quota 7.000 la
prevendita per il ritorno.
NUMERI E CHIACCHIERE Invece Daniele Cacia è arrivato a
Bologna con il ruolo di pezzo
pregiato della gestione Fusco.
Il suo ruolino di bomber più
prolifico della B (ora sono 104
centri) lo conferma. Ma il rapporto con la piazza non è mai
decollato, Cacia ha segnato in
doppia cifra tra lunghe pause e
cali di rendimento che gli hanno attirato qualche critica di
troppo, anche se il suo score è il
migliore della squadra. Con
l’arrivo di Rossi ha perso il posto finendo per 5 partite in
panchina e Corvino, snocciolando i numeri aridi dell’attacco, lo ha chiamato in causa
senza nominarlo. Perciò Cacia,
dopo il gol all’Avellino ha esultato polemicamente rilasciando nel dopo partita parole sibilline contro i suoi detrattori.
Difficilmente resterà a Bologna l’anno prossimo, le chiacchiere (che lui contesta) lo
danno già in parola con il Bari
ma a Pescara, se Acquafresca
non recupera, toccherà a lui.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Finale d’andata domani a Pescara
● Domani si gioca l’andata
della finale dei playoff per la
A tra Pescara e Bologna: la
partita avrà inizio alle ore
20.30. Il ritorno sarà giocato
allo stadio Dall’Ara martedì,
sempre alle ore 20.30.
IL GIUDICE SPORTIVO Dopo
il ritorno delle semifinali, è
stato squalificato per una
giornata Kone (Avellino). Per
le società, 3.000 euro di
ammenda per il Vicenza.

B VILLAGE In occasione della
finale, a Pescara e a Bologna ci
sarà il B Village, un luogo, dove
divertirsi, giocare, comunicare e
assecondare la passione
aspettando la partita. A Pescara
la struttura sarà in piazza della
Rinascita e sarà aperta dalle 10
alle 20: l’evento è organizzato da
Lega Serie B in collaborazione
con Rcs Live. Ci saranno gadget
e un truccatore per disegnare i
colori della squadra del cuore.

LEGA PRO
Domenica c’è l’andata di Como-Bassano
La finale di ritorno sarà giocata il 14
Entrambe le sfide sono alle ore 16 e in tv
● La finale dei playoff per la
quarta promozione in Serie B
(dopo quelle conquistate al
termine del campionato da
Novara, Teramo e Salernitana)
vivrà domenica il primo atto con la
partita di andata. Ecco il
programma della doppia sfida:
DOMENICA 7 Como-Bassano (ore
16, diretta su Raisport)
DOMENICA 14 Bassano-Como
(ore 16, diretta su Raisport).
REGOLAMENTO Dopo la partita di
ritorno, in caso di parità di punti e
di gol (quelli segnati in trasferta
valgono come quelli segnati in
casa), si giocano i tempi
supplementari. Se la parità
persiste dopo il 120’, si battono i
calci di rigore.

● DIRETTIVO DI LEGA E’ stato
convocato per oggi il Direttivo della
Lega Pro, che deve fissare l’assemblea
delle società entro la fine del mese
per l’approvazione del bilancio 201314, oltre all’esame delle richieste
pervenute da 15 delle 60 società.
● DEFERIMENTI La Procura Figc, su
segnalazione della Covisoc, ha
deferito 4 società e i loro legali
rappresentanti: Monza (Montaquila),
Savoia (Piantoni), Mantova (Di Matteo)
e Reggina (Foti).
● IODICE STOP La Disciplinare ha
squalificato per 4 mesi con 3.334 euro
di multa Pino Iodice (Ischia), con
10mila euro al club, per aver detto
espressioni lesive di onorabilità e
reputazione di un’istituzione federale
e di un organo di giustizia.

18

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Torneo delle Regioni 2015

lnd.it/tdr2015

OGNI COMITATO REGIONALE LND PORTA ALMENO UNA SQUADRA AI QUARTI DEL TDR

FASE FINALE

Tutta l’Italia alla fase finale
Si infiamma la corsa per il titolo

expo

In evidenza la Toscana con cinque categorie, seguono Lazio, Lombardia, Piemonte VdA e Veneto con quattro
Infografica della
fase di qualificazione

10.200

minu
ti giocati

1860
a
tleti

1.440
420

EXPO 2015 - Le delegazioni regionali in visita
ieri all’Esposizione Universale di Milano

JUNIORES

ALLIEVI

Sicilia in paradiso
Bolzano, che festa!

Conferma Abruzzo
Stupisce la Calabria

Con la Lombardia, qualificata con una giornata di anticipo, vanno
a completare la griglia dei quarti di finale la Sicilia e la Toscana,
con la quale i ragazzi della trinacria condividono la migliore
difesa della categoria con due soli gol al passivo. Tra le prime
accedono alla seconda fase anche Veneto e la sorpresa CPA
Bolzano. Passano come migliori seconde, tutte a quota 6 punti,
l’Umbria, Piemonte Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia.

Arrivati i verdetti delle squadre qualificate alla fase successiva del
torneo. Volano ai quarti come prime classificate Calabria (A),
Abruzzo (B), Emilia (C) unica a punteggio pieno, Piemonte VdA (D)
e Lombardia (E), come migliori seconde Marche (B), Friuli Venezia
Giulia (C) e Toscana (D). Si confermano le due finaliste della scorsa
edizione. Fuori il Lazio per 2 volte vincitore negli ultimi 3 anni. 33 le
reti messe a segno nell’ultima giornata

Q1 PIEMONTE VDA - SICILIA
Q2 FRIULI V.G. - LOMBARDIA
Q3 UMBRIA - TOSCANA
Q4 VENETO - CPA BOLZANO
QUARTI - 4/06

Q1 FRIULI V.G. - ABRUZZO

S1 Vincente Q1 - Perdente Q3

Q2 MARCHE - PIEMONTE
Vincente S1 - Vincente S2

S2 Vincente Q2 - Vincente Q4
SEMINFINALE - 5/06

Q3 TOSCANA - EMILIA R.
Q4 LOMBARDIA - CALABRIA

FINALE - 6/06

QUARTI - 4/06

JUNIORES - La Sicilia a punteggio pieno esulta
per il passaggio alla fase finale del Torneo

S1 Vincente Q1 - Vincente Q2
Vincente S1 - Vincente S2

S2 Vincente Q3 - Vincente Q4
SEMINFINALE - 5/06

FINALE - 6/06

76
reti se 0

gnate

35
Calcio11

GIOVANISSIMI

101

Femm

92

Calcio5

Allievi

148
Calcio5

105

Femm

CALCIO FEMMINILE

Tanto equilibrio:
A punteggio pieno Emilia
Friuli V.G. e Toscana ok Romagna e Lombardia

Juniores

244

Grande equilibrio, si è deciso quasi tutto per differenza reti.
Accedono ai quarti le prime classificate Campania (A), Veneto
(B), Friuli Venezia Giulia (C), Toscana (D) e Lombardia (E).
Passano al turno successivo come migliori seconde il Lazio (C), il
Piemonte VdA (D) e la Puglia (B) che scalza la Sicilia per sorteggio
(inevitabile, stessi numeri in tutto). Liguria e Abruzzo out nonostante i sei punti conquistati, Si confermano le vincenti delle
ultime 6 edizioni del Torneo. Giuseppe Iglio della Campania si
laurea capocannoniere della prima fase con 6 reti (2 rig).

Giovanissimi

595
arb
itri

Q1 PUGLIA - LOMBARDIA

195

Q2 PIEMONTE - FRIULI V.G.

partite

Q3 LAZIO - TOSCANA
Q4 VENETO - CAMPANIA
QUARTI - 4/06

Q1 PIEMONTE VDA - LOMBARDIA

S1 Vincente Q1 - Vincente Q2

Q2 CPA TRENTO - TOSCANA
Vincente S1 - Vincente S2

S2 Vincente Q3 - Vincente Q4
SEMINFINALE - 5/06

Avanti le quattro semifinaliste della scorsa stagione. La Liguria
vince per 1-0 il “derby” con il Piemonte Valle D’Aosta e conquista la
vetta del girone A. Un risultato che sorride ad entrambe avanti ai
Quarti. Pareggio salomonico tra Toscana e Veneto (B) che
possono continuare il percorso. I campioni in carica dell’Emilia
Romagna chiudono a punteggio pieno battendo un Lazio comunque secondo e qualificato (C). Punteggio pieno anche per la
Lombardia che avanza a pieni giri grazie al gioiellino classe ’99 del
Fiammamonza Glionna a segno già quattro volte.

Q3 LAZIO - LIGURIA
Q4 VENETO - EMILIA R.

FINALE - 6/06

QUARTI - 4/06

ALLIEVI - I campioni in carica dell’Abruzzo
esplodono di gioia per la qualificazione

S1 Vincente Q1 - Vincente Q2
Vincente S1 - Vincente S2

S2 Vincente Q3- Vincente Q4
SEMINFINALE - 5/06

FINALE - 6/06

1
squ 07

GOVANISSIMI - I ragazzi della Campania
celebrano la vittoria del girone con un selfie

adre

90
loca

tion

Classifica marcatori

CALCIO A 5

CALCIO A 5 FEMMINILE

Il Veneto non tradisce
Molise outsider

Sicilia vulcanica, Puglia
e Lazio in festa

Ultimo turno mozzafiato. Veneto, Lazio, Umbria, Calabria e
Molise passano il turno come prime. Se per le prime due è quasi
prassi, le altre tre sono le sorprese con i molisani che prevalgono
grazie alla vittoria nello scontro diretto con il Piemonte con un
gol allo scadere. Toscana, Sardegna e Sicilia la spuntano come
seconde, i sardi avanzano con un pareggio acciuffato per i
capelli, i siciliani con una vittoria sofferta con la Campania.

Sorpresa, fuori le campionesse in carica del Veneto. Sicilia e
Campania danno spettacolo (A), vincono le prime ma si qualificano entrambe. Nel girone B Marche e Puglia conquistano due
successi di misura e passano il turno a braccetto. Nessuna
sorpresa nel girone C dove il Lazio faticando e l’Emilia Romagna
maramaldeggiando si prendono tre punti e qualificazione. Nel D la
Toscana all’ultimo respiro supera la Basilicata che sorride lo
stesso. Passano entrambe.

JUN

Rolfini (Emilia), Ricupati
(Lombardia), Monorchio
(Calabria), Fieroni (Puglia), Fanani
CPA Bolzano), Di Massimo
(Abruzzo), Dal Mas (Veneto),
Convitto (Sicilia), Blini (Piemonte),
Andreotti (Toscana)

3

ALL

Celotto
(Liguria)

3

GIO

Iglio
(Campania)

6

CF

Glionna
(Lombardia)

4

Q3 SICILIA - UMBRIA

C5

El Madi (Calabria),
Tenderini (Veneto)

6

Q4 MOLISE - CALABRIA

C5F

Zulli
(Abruzzo)

9

Q1 SARDEGNA - LAZIO
Q2 TOSCANA - VENETO

QUARTI - 4/06

Q1 BASILICATA - LAZIO

S1 Vincente Q1 - Vincente Q2

Q2 PUGLIA - TOSCANA
Vincente S1 - Vincente S2

S2 Vincente Q3 - Vincente Q4
SEMINFINALE - 5/06

Q3 EMILIA R. - SICILIA
Q4 CAMPANIA - MARCHE

FINALE - 6/06

QUARTI - 4/06

CALCIO FEMMINILE - Tra le grandi c’è anche il
CPA Trento

S1 Vincente Q1 - Vincente Q2
Vincente S1 - Vincente S2

S2 Vincente Q3 - Vincente Q4
SEMINFINALE - 5/06

FINALE - 6/06

CALCIO A 5 - La grinta di capitan Tidu che ha
trascinato la Sardegna ai quarti

Torneo delle Regioni
31 maggio - 6 giugno 2015

LOMBARDIA
54^ Edizione

FINALI - 6 GIUGNO, SAN SIRO
ore 9.30 Finale Giovanissimi
ore 11.00 Finale Allievi
ore 15.00 Finale Calcio Femm.
ore 17.00 Finale Juniores
FINALI - 6 GIUGNO, Brescia
ore 10.30 Finale Calcio 5 Femm.
FINALI - 6 GIUGNO, Lecco
ore 16.00 Finale Calcio 5 Maschile
www.lnd.it/torneodelleregioni

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

LOMBARDIA
54^ edizione

CALCIO A 5 FEMMINILE - Le ragazze della
Puglia centrano l’accesso alla fase finale per la
quarta edizione di fila

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

OPINIONI
La vignetta

www.gazzetta.it

TUTTE LE NOTIZIE SUL NOSTRO SITO

Twitter

di Valerio Marini

NOVAK DJOKOVIC
Campione di tennis
● Che ne dite di una tazza
di te alla fine di una
giornata vittoriosa?
@DjokerNole

DANILO GALLINARI
Campione di basket
● Con la famiglia a #expo.
@gallinari8888

VALENTINA ARRIGHETTI
Campionessa di volley
● Diamo il bentornata a
Valentina Arrighetti?
#bentornataVale13 #asics
#imocovolley

Il nuovo allenatore del Milan

mail: uzapelloni@rcs.it
twitter: @uzapelloni

S

inisa Mihajlovic non è
l’allenatore che aveva scelto il
Milan, ma può diventare
l’allenatore giusto per il Milan. Non
sarà un percorso semplice, perché il
sergente di ferro avrà vita facile nello
spogliatoio rossonero ma molto
meno quando dovrà confrontarsi con
i desideri e gli ordini dell’unico vero
allenatore che il Milan ha avuto negli
ultimi 29 anni: Silvio Berlusconi.
Affidare la squadra a Mihajlovic dopo
aver spudoratamente corteggiato
Ancelotti è come uscire a cena con
Angela Finocchiaro dopo aver fatto il
filo a Charlize Theron. Non finirà
nello stesso modo, ma ci si potrebbe
anche divertire. Mihajlovic
rappresenta la rottura con un passato
costruito sulle bandiere. Sinisa
qualche anno fa aveva addirittura
dichiarato «io al Milan? Mai, sono
stato interista». Mai dire mai se si fa

l’allenatore. Solo gli stupidi non
cambiano idea e Mihajlovic è
tutt’altro che stupido. È un uomo che
sa stare al mondo, un amante delle
citazioni, un tipo tosto che non
accetta interferenze. Vedremo come
reagirà alle visite di Berlusconi a
Milanello.
Quello che conta però è la squadra
che riuscirà ad ottenere. I soldi che
riuscirà a far spendere a Berlusconi
che aveva promesso un mercato da
120 milioni a Carlo Ancelotti. Se
riuscirà a fare il Mancini avrà vita più
facile di Seedorf e Inzaghi e magari
riuscirà a ripercorrere la strada di
Massimiliano Allegri, l’ultimo non
milanista (a parte una breve
tournée) a sedersi sulla panchina del
Milan. Rispetto ad Allegri parte
avvantaggiato, sta molto più a destra,
politicamente parlando, il che ad
Arcore non guasta proprio, anzi può
aiutare molto. Il primo obbiettivo di
Mihajlovic deve essere proprio quello
di costruire insieme al presidente il
nuovo Milan pescando sul mercato
come non si fa più da anni. Con
Ferrero è stata una passeggiata di

salute fino a che il presidente non si
è buttato su Eto’o. Ma anche con lui
Mihajlovic ha saputo e potuto usare
le maniere forti. Riuscirebbe a fare
altrettanto con un pupillo di
Berlusconi? Lo capiremo presto.
Molto presto.
Sinisa arriva a Milanello sapendo di
non esser stato la prima scelta del
presidente e forse neppure la
seconda considerando che anche
Montella e Conte piacevano molto.
Dovrà conquistare la fiducia piena,
scelta dopo scelta, partita dopo
partita. Una missione che non è
riuscita a Pippo Inzaghi che pure
aveva tutto (tranne la qualità della
rosa) dalla sua parte. Ricomincia dal
basso, da una classifica vergognosa,
ma ha il compito di arrivare molto in
alto. Non gli basterà far meglio di
quest’anno, è ovvio e fin troppo
facile. In bocca al lupo Sinisa. Ne ha
davvero bisogno. Ma almeno il Milan
questa volta non rischierà di bruciare
una bandiera. Perché Mihajlovic è
tutto tranne che quello per il popolo
milanista.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’azzurra al Roland Garros

SARA, L’ELOGIO CHE SEGUE LA SCONFITTA
L’ANALISI
ENTI
di GIANNI VALENTI
email: gvalenti@rcs.it

L’

elogio dopo una sconfitta si
concede poche volte,
solitamente per meriti
speciali. Quelli che ci sentiamo di
attribuire a Sara Errani. Non tanto
per la partita persa nettamente
come da pronostico contro Serena
Williams, quanto per la continuità
che la piccola emiliana è riuscita a
mantenere dal 2012 (anno in cui s’è
fatta conoscere dal grande
pubblico) all’attuale Roland Garros,
torneo dove per la quarta volta
consecutiva è riuscita ad approdare
almeno ai quarti di finale. Un
risultato più che lusinghiero. Sara
che ha 28 anni e lunedì scivolerà
alla ventesima posizione della
classifica mondiale, resta la
giocatrice italiana più forte del
momento. Molto difficilmente per
lei torneranno i tempi

dell’incredibile 5° posto nel ranking
conquistato a colpi di vittorie né
quelli di una semifinale o
addirittura di una finale Slam. Ma
la carriera dell’azzurra è ancora
aperta e potrebbe riservarle nuove
soddisfazioni. La rinuncia al doppio
dopo la rottura con Roberta Vinci
sarà solamente salutare per
mantenere un’intensità fisica
competitiva. Perché se è vero che in
coppia ha vinto e guadagnato
molto, è innegabile come il giocare
su due fronti per anni l’abbia un
pochino logorata.
Il punto cruciale è comunque un
altro: troppo spesso nel guardare e
analizzare le prestazioni di Sara ci
dimentichiamo di due fattori
importanti che purtroppo le
giocano costantemente contro. Il
primo è il fisico minuto che madre
natura le ha regalato, certamente
penalizzante per il tennis odierno.
Che lei e il suo staff hanno cercato
di gestire in qualche modo
valorizzando almeno la
componente della rapidità. Il

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
andrea.monti@gazzetta.it
VICEDIRETTORE VICARIO
Gianni Valenti
gvalenti@gazzetta.it
VICEDIRETTORI
Pier Bergonzi
pbergonzi@gazzetta.it
Stefano Cazzetta
scazzetta@gazzetta.it
Andrea Di Caro
adicaro@gazzetta.it
Umberto Zapelloni
uzapelloni@gazzetta.it
Testata di proprietà de “La Gazzetta
dello Sport s.r.l.” - A. Bonacossa © 2015

CAROLINE WOZNIACKI
Campionessa di tennis
● Ho avuto tutto lo stadio
solo per me questa
mattina. Alle 7 sessione
atletica! Che bellezza!
@CaroWozniacki

FILIPPO MAGNINI
Campione di nuoto
● Passeggiata post
allenamento. Incontri
ravvicinati!!
un po di
fortuna a tutti voiiii !
@FiloMagnini

Lo scandalo Fifa

SINISA UN SERGENTE DOPO LE BANDIERE
IL COMMENTO
di UMBERTO ZAPELLONI
LLONI

19

PRESIDENTE
Maurizio Costa
AMMINISTRATORE DELEGATO
Pietro Scott Jovane
CONSIGLIERI
Gerardo Braggiotti,
Laura Cioli,
Paolo Colonna,
Teresa Cremisi,
Dario Frigerio,
Tom Mockridge,
Stefano Simontacchi
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE MEDIA
Alessandro Bompieri

secondo è puramente tecnico, sul
quale incidono però anche i soli 164
centimetri d’altezza: il servizio,
lento che più lento non si può. Tutto
il lavoro fatto finora per migliorare
questo handicap è servito a poco. I
nodi vengono al pettine soprattutto
contro giocatrici potenti come
Serena che ieri ha passeggiato nelle
risposte. Nonostante ciò, Saretta è
da ammirare perché ancor oggi non
molla mai cercando sempre di
rimettere su il suo muro,
mattoncino dopo mattonicino.
Allora ragionando forse un po’ per
assurdo verrebbe da chiedersi cosa
sarebbe stata un’Errani con un
servizio non diciamo fulminante,
ma almeno normale. Visto che il
passato non si può riscrivere,
potrebbe essere interessante fare un
ultimo tentativo rivolto al futuro.
Azzerare quel colpo maldestro e
provare nuove strade, magari
lavorando durante la prossima
pausa invernale. Tentar non nuoce,
pensaci Sara.

RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Quotidiani
Sede Legale: Via A. Rizzoli, 8 - Milano
Responsabile del trattamento dati (D. Lgs.
196/2003): Andrea Monti
privacy.gasport@rcs.it - fax 02.62051000
© COPYRIGHT RCS MEDIAGROUP S.P.A.
DIVISIONE QUOTIDIANI
Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo
quotidiano può essere riprodotta con mezzi grafici,
meccanici, elettronici o digitali. Ogni violazione sarà
perseguita a norma di legge
DIREZIONE, REDAZIONE E TIPOGRAFIA
MILANO 20132 - Via A. Rizzoli, 8 - Tel. 02.62821
ROMA 00187 - Via Campania, 59/C - Tel. 06.688281
DISTRIBUZIONE
m-dis Distribuzione Media S.p.A. - Via Cazzaniga, 19
20132 Milano - Tel. 02.25821 - Fax 02.25825306
SERVIZIO CLIENTI
Casella Postale 10601 - 20110 Milano CP Isola
Tel. 02.63798511 - email: gazzetta.it@rcsdigital.it
PUBBLICITÀ
RCS MEDIAGROUP S.P.A.
DIR. COMMUNICATION SOLUTIONS - Via A. Rizzoli, 8
20132 Milano - Tel. 02.25841 - Fax 02.25846848
www.rcscommunicationsolutions.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

BLATTER E GLI ALTRI
AMANTI DEL POTERE
LA ROVESCIATA
ATA
di ROBERTO
BECCANTINII

I

n attesa che la giustizia
americana faccia il suo
corso, l’esplosione del caso
Blatter, dalla rielezione alle
dimissioni, giustifica un
supplemento d’indagine. Il suo non
è uno scandalo isolato. Basta
guardarsi attorno. Non starò ad
annoiarvi con la deriva affaristica
che ha portato lo sport a essere un
prezzo e non più, o sempre meno,
un valore. Nel suo genere, Blatter è
diventato, come disse Andrea
Agnelli di Luciano Moggi, «il più
bravo». L’ex colonnello ha adottato
alle proprie esigenze persino un
passo cruciale del Vangelo: «Scagli
la prima pietra “solo” chi è senza
peccato, non chi ne ha commessi di
meno».
Si innamorano del potere fingendo
che sia il potere a innamorarsi di
loro. Cosa si può fare di pratico?
Rilancio una mia vecchia idea,
peraltro non esclusiva: limitare i
mandati. Se il presidente degli Stati
Uniti d’America può onorarne al
massimo due, e dopo otto anni va a
casa, sempre e comunque, perché
lo sport evita di porre limiti
temporali ai regni dei suoi sovrani?
Lo spirito è forte ma la poltrona
debole: Blatter, premuroso, la
coccolava da diciassette anni.
La Fifa, poi, ha un giro di 209 Paesi,
più dell’Onu, con bilanci dorati e
tesori sospetti. Tutto cominciò con
Joao Havelange, che l’ha governata
dal 1974 al 1998, per poi passarla al
suo delfino: Blatter, appunto.
Havelange, brasiliano, praticò in
gioventù nuoto e pallanuoto. Da
presidente, ha moltiplicato pani e
pesci, finaliste mondiali e sponsor.
Ventiquattro anni: avanti tutta,
anche se non proprio tutti avanti.
La democrazia interna diede i primi
segni di cedimento.
Nell’atletica, Primo Nebiolo è stato
il papa della Iaaf dal 1981 fino alla
morte (1999). Diciotto anni.
Un’eternità. Grandi idee e zero

EDIZIONI TELETRASMESSE
RCS Produzioni Milano S.p.A.- Via R. Luxemburg 20060 PESSANO CON BORNAGO (MI) - Tel.
02.6282.8238 RCS PRODUZIONI S.p.A. - Via
Ciamarra 351/353 - 00169 ROMA - Tel. 06.68828917
RCS Produzioni Padova S.p.A. - Corso Stati Uniti, 23 35100 PADOVA - Tel. 049.8700073 Editrice La
Stampa SpA - Via Giordano Bruno, 84 - 10134 Torino
Tipografia SEDIT - Servizi Editoriali S.r.l. - Via delle
Orchidee, 1 Z.I. - 70026 MODUGNO (BA) - Tel.
080.5857439 Società Tipografica Siciliana S.p.A. Zona Industriale Strada 5ª n. 35 - 95030 CATANIA Tel. 095.591303 L’Unione Sarda S.p.A. - Centro
Stampa Via Omodeo - 09034 ELMAS (CA) - Tel.
070.60131 Milkro Digital Hellas LTD - 51 Hephaestou
Street - 19400 Koropi - Grecia BEA printing sprl - 16
rue du Bosquet - 1400 NIVELLES (Belgio)
Speedimpex USA, Inc. - 38-38 9th Street Long Island
City, NY 11101, USA CTC Coslada - Avenida de
Alemania, 12 - 28820 COSLADA (MADRID) La Nación
- Bouchard 557 - 1106 BUENOS AIRES Miller
Distributor Limited - Miller House, Airport Way,
Tarxien Road - Luqa LQA 1814 - Malta Hellenic
Distribution Agency (CY) Ltd - 208 Ioanni Kranidioti
Avenue, Latsia - 1300 Nicosia - Cyprus

scrupoli, scivolò per eccesso di
onnipotenza sul salto truccato di
Giovanni Evangelisti, ai Mondiali
romani del 1987. Un altro
stakanovista è stato Juan Antonio
Samaranch, boss del Comitato
olimpico internazionale dal 1980 al
2001. Ventun anni. Agli sgoccioli
dell’impero, quando il logorio e
l’assuefazione corrodono i sistemi
immunitari, la pax olimpica venne
travolta dalle tangenti di (e per)
Salt Lake City, sede dei Giochi
invernali del 2002.
Improvvisamente, si scoprì l’etica e
si crearono commissioni ad hoc, i
più comodi e ipocriti dei cerotti: si
applicano e si strappano
facilmente. A Gianni Petrucci,
presidente del Coni dal 1999 al
2013, sfuggì di mano il calcio.
Collezionista di mandati
«ambulanti», Franco Carraro è stato
tutto e il contrario di tutto dagli
anni Sessanta a oggi, in equilibrio
perenne tra politica, banche e
sport. Resta un record (e un
mistero) il suo «percorso netto» in
Calciopoli, sia sul versante sportivo
(ah, San Dulli) sia sul fronte
penale.
Faccia attenzione anche Michel
Platini: presidente dell’Uefa dal
2007, è al terzo mandato, già oltre i
paletti della Casa Bianca. Prese il
posto di Lennart Johansson,
svedese, in carica dal 1990.
Diciassette anni. Con Johansson la
Coppa dei Campioni diede asilo alle
squadre non campioni e, di offerta
in offerta, rese i ricchi ancora più
ricchi. Ricordo, di Johansson e
Platini, le ultime parole famose il
giorno dello spareggio elettorale a
Dusseldorf. Johansson parlò ai
portafogli, Platini ai cuori.
Si comincia per dare potere alla
forza e si finisce per dare forza al
potere. I confini tra opere correttive
e sistemi corruttivi sono sottili,
infìdi. Nell’ottica anti-abusi, al Cio
sono scesi a due mandati, il primo
di otto anni e il secondo di quattro:
mica fessi. Idem al Coni (ma
quattro più quattro, per fortuna).
Più in generale, temo che al nostro
sistema non sia mancato un Blatter:
è mancata l’Fbi.

PREZZI D’ABBONAMENTO
C/C Postale n. 4267 intestato a: RCS MEDIAGROUP
S.P.A. DIVISIONE QUOTIDIANI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Testata registrata presso il
tribunale di Milano n. 419
dell’1 settembre 1948
ISSN 1120-5067
CERTIFICATO ADS N. 7952 DEL 9-2-2015

COLLATERALI
* con libro Heysel 9,39 - con libro Allegria Juve 9,39 - con libro
Hellas Verona - Uno storico scudetto 11,39 - con DVD Baglioni
N. 3 12,39 - con Le ricette di Eataly N. 5 9,30 - con Manga
Naruto N. 6 6,39 - con DVD La Seconda Guerra Mondiale N. 7
11,39 - con F1 auto Collection N. 5 14,39 - con Ai confini della
Storia N. 8 12,39 - con Masha e Orso N. 10 7,39 - con DVD Il
grande Mazinga N. 11 11,39 - con The Walking Dead N. 3 6,39
- con Disney e i Nostri Amici Animali N. 8 9,39 - con Mimì N. 14
7,39 - con DVD Lucio Dalla N. 14 12,39 - con TopoStory N. 15
8,39 - con Beast Quest N. 16 7,30 - con Alpinismo N. 15 12,39 con Rocky Joe N. 17 11,39 - con Campionato Io ti amo 2015 N. 19
11,39 - con Disney English N. 21 11,39 - con Asterix N. 23 7,39
- con Maserati Collection N. 15 14,39 - con Speciali Go Nagai
Robot N. 7 21,39 - con Il Teatro di Eduardo N. 31 12,39 - con DVD
Poirot N. 32 11,39 - con Blueberry N. 41 5,39 - con Diabolik Nero
su Nero N. 46 8,39 - con Robot Collection N. 71 14,39 - con
Passione Rally N. 112 14,39

La tiratura di mercoledì 3 giugno
è stata di 282.700 copie

ARRETRATI
Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Corena S.r.l
e-mail info@servizi360.it - fax 02.91089309 - iban IT 45 A 03069
33521 600100330455. Il costo di un arretrato è pari al doppio del
prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

ITALIA
7 numeri
6 numeri
5 numeri
Anno:
403
357
279
Per i prezzi degli abbonamenti all’estero telefonare
all’Ufficio Abbonamenti 02.63798520

INFO PRODOTTI COLLATERALI E PROMOZIONI
Tel. 02.63798511 - email: linea.aperta@rcs.it

PREZZI ALL’ESTERO: Albania 2,20; Argentina $ 16,50; Austria 2,20; Belgio 2,20; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro 2,20; Croazia Hrk 17; Francia 2,20; Germania 2,20; Grecia 2,50; Irlanda 2,20; Lux 2,20; Malta 2,20; Monaco P. 2,20; Olanda 2,20; Portogallo/Isole 2,50; SK Slov. 2,20; Slovenia 2,20; Spagna/Isole 2,50; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Hong Kong HK$ 45; Ungheria
Huf. 700; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

Motori R Speciale

GRAN TURISMO

CAMPIONATO ITALIANO

20

IN
COLLABORAZIONE
CON

ACI

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

A Monza il Toro si è scatenato
Ma il GT è una partita aperta

IN VETRINA
CARRERA CUP ITALIA

1Nella seconda del Tricolore la Lamborghini fa doppietta con Bortolotti e Viberti

Vanno a punti anche le Ferrari 458, mentre la McLaren prepara il riscatto a Imola
Gaudenzio Tavoni

Tutte le classifiche
A Caso-Del Prete
gara-2 della GT Cup

È

targato Lamborghini il secondo appuntamento stagionale del Campionato Italiano Gran Turismo. Le due gare
dello scorso week end a Monza,
infatti, hanno registrato un assoluto dominio di Mirko Bortolotti e Alberto Viberti, saliti sul
gradino più alto del podio in
entrambe le occasioni, ed ora
primi in classifica generale.Ma
non sono state certamente due
vittorie facili. Il livello qualitativo del tricolore GT è quest’anno molto elevato con tanti equipaggi in grado di puntare in alto. In gara-2 hanno completato
la zona medaglie Sini-Keilwitz
(Corvette Z06-Solaris Motorsport) e Donativi-Postiglione
(Ebimotors), mentre in gara-2
sono state le due 458 Italia di
Schirò-Berton (Villorba Corse)
e Casè-Gattuso (Scuderia Baldini 27) ad accompagnare i vincitori sul podio.

LE ALTRE A punti anche le Ferrari di Bontempelli-Gai (Team
Malucelli) e Frassineti-Beretta
(Ombra Racing) in gara-1 e di
Magli Ferrara (Easy Race), ottima 4a in gara-2, così come le
Porsche di Camathias-Calamia
(Autorlando) e Pezzucchi-Romani (Krypton Motorsport).
Trasferta da dimenticare, invece, per Mugelli-Di Amato (Fer-

Il campione francese Còme Ledogar, 24 anni GALLI

C’è parità assoluta
tra Ledogar e Agostini

La partenza a Monza di gara-1, in pole Vito Postiglione (Porsche GT3 R) PHOTO4

Caso-Del Prete su Ferrari 458

rari 458 Italia-MP1 Corse), fuori per incidente in prova, mentre hanno preso le misure con il
campionato Cipriani-Tedeschi,
con la seconda vettura dell’Ombra Racing. Nella top ten anche
Audi e Bmw. Gli equipaggi di
Audi Sport Italia hanno concluso la trasferta con un 5° posto di
Mapelli-Amici e un 6° ed un 8°
piazzamento di Capello-Zonzini, mentre i colori Roal Motorsport hanno visto il rientro di
Michela Cerruti, 9a in gara-2, e
ancora tanta sfortuna per Comandini-Gagliardini. Sempre
alla ricerca delle prestazioni le
due McLaren MP4-12C di Biagi-Francioni e Mancinelli-Geri,
anche se rispetto a Vallelunga
si è visto un netto miglioramen-

● GARA-1 1. Bortolotti-Viberti
(Lamborghini Gallardo)
51’08”302; 2. Sini Keilwitz
(Corvette Z06) a 0”922; 3.
Donativi-Postiglione (Porsche
GT3R) a 1”551; 4. Bontempelli-Gai
(Ferrari 458) a 8”090; 5. MapelliAmici (Audi R8) a 9.491.
GARA-2 1. Bortolotti-Viberti
(Lamborghini) 50’53”545; 2.
Schirò-Berton (Ferrari 458
Italia) a 3”102; 3. Casè-Gattuso
(Ferrari 458 Italia) a 4”913; 4.
Magli-Ferrara (Ferrari 458 Italia)
a 18”257; 5. Camathias-Calamia
(Porsche GT3R) a 19”559.
GT3 1. Bortolotti e Viberti 56; 3.
Casè e Gattuso, Schirò e Berton
42, 7. Donativi e Postiglione 27.
GT CUP 1. Zanardini e Perel 50;
3. Maino e Selva 47.

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

to. A Monza un po’ di sfortuna e
qualche contatto di troppo, ma
entrambi gli equipaggi del Racing Studios cercheranno il rilancio sin dal prossimo round
di Imola di fine giugno dove ci
sarà la seconda Mercedes SLS
dello Sports & You da affiancare a quella di Mora-Wright.
LA COPPA A Monza in pista anche tre Lamborghini della Coppa Huracan. In gara-1 ha trionfato la vettura dell’Antonelli
Motorsport con Galbiati-Dioniso davanti a quella di Massimo
Mantovani, in gara-2 la coupè
del Raton Racing con TancaZaugg, leader della classifica
provvisoria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

● Nella Carrera Cup Italia, Còme Ledogar e
Riccardo Agostini si sono divisi la posta salendo
sul gradino più alto del podio nelle due gare
del primo round della 9a edizione. Perfetta
parità anche in classifica generale, dove i piloti
di Tsunami RT e Antonelli Motorsport-Centro
Porsche Padova occupano la prima posizione a
quota 32. Nella Michelin vittoria e primo posto
in classifica per Alberto De Amicis.

CLASSE GT CUP

Zanardini-Perel leader
Ma Maino e Selva pressano
● Sono di Durante-Comi (Lamborghini
Gallardo) e Del Prete-Caso (Ferrari 458 Italia) le
vittorie nella classe GT Cup, ma la classifica
generale vede sempre la leadership di
Zanardini-Perel (Lamborghini Gallardo).
Leadership, però, insidiata da Maino-Selva
(Porsche 997), secondi e terzi in gara, mentre
hanno perso un po’ di terreno i fratelli Luca e
Nicola Pastorelli (Porsche 997), fuori per
incidente nella gara domenicale. Ottimo il
secondo posto in gara-1 di Giacomo Spezzapria
(Porsche 997), mentre sono attesi ad un pronto
riscatto a Imola David Gadrì-Caccia (Ferrari 458
Italia) e Valori-Carboni (Lamborghini Gallardo).

Formula 1 R Verso il GP Canada

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

A TU PER TU CON...

21

CONTENUTO
PREMIUM
«A Milton Keynes siamo in 700 e nell’ultimo anno
abbiamo perso solo una decina di persone. Prodromou è andato via a inizio 2014 e non abbiamo
cercato di trattenerlo perché credevamo di avere
una struttura adeguata; Adrian è ancora coinvolto nel progetto F.1. Negli ultimi 5 anni lavorava da
lunedì a giovedì in ufficio, ora se ne occupa nei
primi due giorni della settimana e giovedì su altri
progetti. E’ un cambiamento davvero piccolo».
Forse vi aspettavate di più da Kyvat.
«A Monaco è stato bravissimo, ottenendo il suo
miglior risultato: segno che sta crescendo. Mi piace perché è forte di testa e non si abbatte mai».

L'IDENTIKIT
CHRISTIAN
HORNER

Horner
«STESSA FAME
DOPO 8 TITOLI»
In alto, Chris
Horner al
lavoro al
muretto della
Red Bull
durante un
gran premio;
nella foto
piccola a lato,
il team
principal
inglese in
auto con Geri
Halliwell, ex
Ginger Spice
delle Spice
Girl, nel
giorno delle
nozze,
avvenute il 15
maggio
scorso
EPA-LAPRESSE

L’INTERVISTA di ANDREA CREMONESI

M

ontecarlo è stato un gradito regalo di
nozze per Christian Horner, fresco sposo
di Geri Halliwell, la ex Ginger Spice delle
Spice Girl, il gruppo che ha fatto cantare e ballare
milioni di ragazzi negli Anni 90. La speranza del
capo della Red Bull che il quarto posto di Daniil
Kyvat e il quinto di Daniel Ricciardo costituiscano
il segnale di un vero riscatto e non solo una parentesi felice in una stagione già carica di delusioni al
punto da lasciar immaginare un disimpegno di
Dietrich Mateschitz dai gran premi. Da qui parte,
alla vigilia del GP del Canada, la nostra conversazione con il dirigente inglese che ha pilotato Sebastian Vettel alla conquista dei suoi 4 Mondiali.
Senta Horner, Marko di recente ha citato per la
prima volta l’Audi come potenziale acquirente, alimentando le voci di una uscita di Red Bull dalla F.1:
lei si sente alla guida di un team in vendita?
«Le sue affermazioni sono state pubblicate fuori
contesto, Helmut stava riferendosi a una opinione espressa da Berger. Non ci sono trattative con
l’Audi, né prospettive di vendita del team. Abbiamo un impegno con Infiniti e con Renault sino a
fine 2016. Nei prossimi mesi, discuteremo con loro del futuro. Red Bull ha investito in F.1 ma vuole
essere competitiva. Se Renault decidesse di andarsene, resteremmo senza motori e saremmo
costretti a prendere certe decisioni».
Insomma, il vostro destino è legato a Renault.
«Sì, siamo sulla stessa barca. Abbiamo sofferto,
abbiamo già usato il quarto motore e le prestazioni non sono esaltanti. Bisogna avere pazienza
perché per sistemare un telaio bastano due setti-

NATO IL 16 NOVEMBRE 1973
A LEAMINGTON SPA (G.BRETAGNA)
RUOLO TEAM PRINCIPAL
DELLA RED BULL

Corre nel campionato inglese di
kart, in F.Renault e in F.3 inglese.
ARDEN NEL CUORE
Nel 1997 fonda la Arden, con cui
spopola in F.3000.
LO SBARCO IN F.1
Nel 2005 diventa team principal
della Red Bull, nata proprio
quell’anno dalle ceneri della
Jaguar.
OTTO VOLTE MONDIALE
Con la Red Bull vince 8 Mondiali:
4 piloti (tutti Vettel) e 4
Costruttori.
VITA PRIVATA
Dallo scorso 15 maggio è sposato
con la cantante Geri Halliwell.

mane, mentre per un motore servono sei mesi».
A Milton Keynes avete un gruppo di persone che
lavora su alcune aree del motore: è un primo passo
per la costruzione di una vostra power unit?
«No, sfruttiamo le nostre competenze e i nostri
sistemi avanzati a livello di Cfd e simulazione per
aiutare Renault».

Essere al 4° motore influirà sull’uso dei gettoni?
«Qualche sviluppo sulla power unit arriverà tra
Austria o Silverstone, ma ci costerà una penalità
sullo schieramento. Purtroppo avremo bisogno di
altri 2-3 motori per finire la stagione».
Avete perso un pilota di esperienza come Vettel,
questo ha attinenza con la vostra crisi?
«No, abbiamo Ricciardo che ha mostrato di poter
lottare con Vettel nel 2014. I piloti non sono un
problema, se avessimo avuto ancora Sebastian
non avremmo potuto sfruttarne il potenziale».
Avete perso anche Peter Prodromou, mentre
Adrian Newey lavora sul progetto coppa America.

S

baglia chi pensa che la
guerra dei motori sia un
capitolo chiuso. La battaglia fra la Mercedes e il resto del
mondo (Ferrari in testa) è destinata a tornare d’attualità in vista del 2016. La Fia metterà infatti mano al regolamento rein-

troducendo la data di omologazione delle power unit (28
febbraio). E il risultato sarà che
i team non potranno più sviluppare i motori a stagione in corso, come avviene quest’anno.
PESO POLITICO Si tornerà al
vecchio sistema, per cui i costruttori dovranno utilizzare
tutti i «gettoni» concessi per le
modifiche durante l’inverno,
senza poter intervenire in seguito. La Mercedes è ovviamente favorevole, godendo di un
vantaggio che si trascina dal
2014. Mentre Ferrari, Renault e

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

Honda sono contrarie, per diverse ragioni. Maurizio Arrivabene, team principal della rossa, ha più volte sbandierato il ritorno allo sviluppo dei motori
come una conquista politica di
Maranello. In realtà ci aveva già
provato Marco Mattiacci e solo
l’arguzia del d.t. James Allison
ha sbloccato la situazione, individuando un buco nel regolamento 2015 (non era indicata la
data di omologazione dei motori) che ha permesso la liberalizzazione per quest’anno. Ora si
vedrà se davvero la Ferrari (e gli
altri) saranno capaci di imporre

Sorpreso di come Vettel vada forte con la Ferrari?
«Per niente, la Ferrari ha fatto un lavoro super e
un ottimo passo avanti dall’anno scorso. Va dato
credito a Marco Mattiacci per alcuni cambiamenti, particolarmente a livello di motore. Poi Sebastian è un pilota di classe mondiale…».
Vincerà un altro titolo prima la Red Bull o Vettel?
«Al momento Vettel ha chance migliori. Però il
nostro target è la Mercedes, non la Ferrari. Hanno
un vantaggio così grande che ci vorranno almeno
un paio d’anni per batterli. Sarà cruciale il cambiamento nei regolamenti».

Non è vostra politica prendere piloti da fuori e affermati ma un pensiero ad Alonso lo avete fatto?
«No, avevamo avuto conversazioni con Fernando
due anni prima, ma la coppia Alonso-Vettel non
poteva funzionare. La nostra filosofia è chiara: investire sui giovani. Lo abbiamo fatto con Vettel e
Ricciardo e ora con Kvyat, Verstappen e Sainz.
Anziché spendere i soldi per i campioni affermati
preferiamo farlo per rendere le auto più veloci».

L’ADDIO DI VETTEL
NON È IL PROBLEMA
PUNTIAMO SUI GIOVANI
ALONSO? CONTATTO
SOLO 2 ANNI FA...
CHRIS HORNER
E IL MERCATO PILOTI

Il futuro si chiama Verstappen.
«Seguiamo i suoi progressi. La nostra intenzione
è restare a lungo in F.1».
Non temete di perdere Ricciardo? La Ferrari ha
Raikkonen in scadenza e si guarda attorno.
«No. Ha un lungo contratto con noi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LO SPICE BOY, TEAM PRINCIPAL
DELLA RED BULL: «NON SIAMO IN
VENDITA. E RICCIARDO RESTA»

GUERRA SUGLI SVILUPPI

Motori «liberi»
anche nel 2016
Ferrari contro
la Mercedes

Come giudica i cambiamenti suggeriti dallo Strategic Working Group per il futuro della F.1?
«Mi sembra positivo che per il 2017 si realizzino
macchine più veloci e difficili da guidare. Sono
invece del tutto contrario ai rifornimenti: non
credo aumentino lo spettacolo, anzi le gare saranno decise dai programmi di simulazione, che
stabiliranno quanta benzina mettere nei serbatoi.
E la lotta sarà più ai pit-stop che in pista. Per fortuna non è ancora una decisione definitiva. Ma il
vero nodo riguarda il motori: devono essere più
rumorosi, meno costosi e più potenti. Traguardi
difficili da ottenere con le regole attuali».

Quando ha capito che Seb se ne sarebbe andato?
«Per me era diventato ovvio a Monza. Non era
sereno e sospetto che dopo quella gara ci siano
state alcune trattative. A Singapore era già un altro, più rilassato, ovviamente non poteva annunciare subito il suo trasferimento perché c’erano
dei nodi riguardanti il contratto di Alonso».

Il risultato di Monaco è legato al fatto che la potenza del motore è meno indispensabile?
«Sì, l’influenza del motore è limitata, il telaio lavora bene, i piloti hanno fiducia».
Le colpe quindi sono tutte di Renault?
«Certo anche noi possiamo migliorare, ma il guaio è che col telaio siamo dovuti scendere a un sacco di compromessi per il motore. Sia a livello di
carico aerodinamico sia di rapporti del cambio.
Nelle prime gare ci siamo “sbilanciati” a favore
del motore, mentre nelle ultime due siamo tornati alla normalità e si notano i progressi».

Dopo 4 anni di trionfi vi manca un po’ di fame?
«No, semmai è il contrario. Siamo arrabbiati.
Quando sei abituato a vincere e le cose non girano per il verso giusto, non la prendi bene. Il gruppo è rimasto quello degli 8 Mondiali (4 piloti e 4
costruttori; n.d.r.) e tutti vogliono tornare in alto
quanto prima. Quando il motore crescerà, lo dimostreremo».

il proprio peso in sede di trattative, rendendo la regola permanente. Non c’è dubbio infatti
che la possibilità di giocarsi i
«gettoni» durante la stagione
abbia aggiunto un elemento di
interesse alla F.1, consentendo
possibilità di recupero che l’anno scorso non esistevano. Intanto Bernie Ecclestone tende
la mano al presidente Jean Todt
per decidere insieme le regole
del futuro: «Ci sono troppi interessi discordi fra i team. In ogni
riunione riescono solo a decidere la data della prossima».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

TACCUINO
KIMI SU MONTREAL

OGGI VISITA MEDICA

«Velocità e freni
sono determinanti»

Verstappen a Monaco:
l’impatto fu di 30 g

● Reduce da due prestazioni
non esaltanti a Montmelò e
Montecarlo, Kimi Raikkonen
cerca il riscatto in Canada (dove
ha vinto solo nel 2005) per
provare a convincere la Ferrari
a rinnovargli il contratto: «A
Montreal si passa molto vicino ai
muretti. Qui velocità e freni sono
fondamentali. Occhio anche ai
consumi di benzina».

● Max Verstappen oggi sarà
visitato dai medici della Fia:
l’olandese, reduce dall’incidente
di Montecarlo, deve ottenere il
nulla osta per correre a
Montreal. «L’impatto è stato di
30 g», ha confessato Max.
PILOTI IN SALUTE Una app
terrà sotto controllo la salute dei
piloti MotoGP, grazie a BioCare
Provider, Clinica mobile e Aruba.

22

Mondomotori R Auto
LA SCHEDA
BMW
116 D

1

MOTORE 3 CILINDRI DIESEL
SOVRALIMENTATO
CILINDRATA 1.496 CMC
POTENZA MASSIMA 116 CV
COPPIA MASSIMA 270 NM DA
1.750 A 2.250 GIRI/MIN
CAMBIO MANUALE A 6 RAPPORTI
TRAZIONE POSTERIORE
PESO A VUOTO 1.395 KG
LUNG./LARG./ALT. 4.329/1.765/
1.421 MM
CONSUMO MEDIO 3,7 L/100 KM
EMISSIONI CO2 104 G/KM
VELOCITÀ MASSIMA 200 KM/H
ACCELER. 0-100 KM/H 10”3
PREZZO 26.100 EURO

1

1
1

1

1
1

1

1
1
1
1
1

La linea aggressiva della nuova
Bmw Serie 1: sul frontale
spiccano i fari più bassi a Led;
dietro, la linea pare ribassata

La Serie 1 fa la faccia cattiva
1Restyling sportivo per la compatta Bmw. Novità nei propulsori coi 3 cilindri modulari
sportività. Grande lavoro, forse il più evidente, sulla coda,
che la nuova conformazione
ad L delle luci (anche qui con
elementi a Led) sviluppa in
senso orizzontale, appoggiandola con più decisione all’asfalto, come per sottolineare i valori di forza tipici della trazione posteriore, di cui la Serie 1
rimane l’unica rappresentante
tra le compatte.

Alessandro Giudice

P

iù che Serie 1 meriterebbe almeno un Serie 1,5
perché, piuttosto che oggetto di restyling la compatta
Bmw ha un aspetto tanto modificato da farla apparire diversa. Nata come ingresso al mondo Bmw, in 10 anni la Serie 1
ha fatto il suo dovere con quasi
due milioni di automobilisti
che, da oggi, possono contare
su una tecnologia motoristica
d’avanguardia e su un carrozzeria, a tre o cinque porte,
compatta e dal design raffinato, che non ha nulla da invidiare alle grintose sorelle maggiori.
LA SECONDA VITA Nella sua
nuova esistenza, la Serie 1 acquisisce un frontale accattivante: con fari affilati, posizionati più in basso rispetto al precedente modello, resi espressivi da un azzeccato utilizzo dei
Led, e con una calandra più importante e prese d’aria che, insieme al paraurti ridisegnato,
danno una solida impronta di

Il posto di guida della Bmw Serie 1. Spicca il sistema di infotainment

IL NOSTRO GIUDIZIO


Comfort
Silenziosa, da auto di classe
superiore
Consumi
Straordinari rispetto alle
prestazioni

No
Bagagliaio
Capienza accettabile, ma
nulla più

IL CUORE Sul fronte motorizzazioni, le novità sono i propulsori di nuova generazione a
tre e quattro cilindri, frutto del
sistema modulare che, unendo
più cilindri da 500 cmc, “crea”
motori di diverse cilindrate che
condividono parecchi componenti. Come il basamento e la
testata con ampio utilizzo d’alluminio, ad esempio, o l’albero
motore in acciaio fucinato, i pistoni a peso ottimizzato, il rivestimento delle canne di scorrimento dei cilindri oltre al sistema di sovralimentazione
TwinPower Turbo a geometria
variabile. Tra i cinque motori
diesel disponibili (la gamma è
completata da altrettanti pro-

pulsori a benzina), abbiamo
provato il tre cilindri da 1500
cmc della 116d, altamente efficiente sia in termini prestazionali che di economia di utilizzo, con percorrenze che – secondo i dati forniti da Bmw – si
assestano sui 27 km con un litro di gasolio nel ciclo misto.
Chi pensa di mettersi al volante
di un’auto tranquilla e un po’
sonnacchiosa solo perché si
tratta del modello di accesso
alla gamma Bmw, viene smen-

RIl frontale mostra

fari Led più affilati
e «abbassati»
e un paraurti
ridisegnato

RIl lato B sottolinea
la trazione
posteriore. Quella
testata costa
26.100 euro

tito già dai primissimi metri.
COME VA Su strada, la 116d è
agile e divertente e il tre cilindri pronto e abbastanza brioso,
con la coppia di 270 Nm che si
fa sentire in accelerazione e ripresa. Preciso e rapido il cambio manuale a 6 marce, ma si
può avere (optional da 2.240
euro) l’automatico Steptronic
a 8 rapporti, più sportivo e performante. L’ottimale distribuzione dei pesi garantisce un
comportamento neutro e reattivo sul misto oltre che stabile e
sicuro anche ad andature sostenute. Il tutto in un ambiente
confortevole, spazioso anche
nei sedili posteriori, che, grazie a una silenziosità di marcia
francamente inaspettata, regala sensazioni da auto di classe
superiore. La 116d costa
26.100 euro, un prezzo che
comprende dotazioni di serie
come il climatizzatore automatico, il sensore pioggia, il sistema di comando iDrive con display da 6,5 pollici. Costa meno (23.900 euro) la 116i a benzina, che di Cv ne ha però 109.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LUSSO INGLESE

La Range Rover più potente
è capace anche di guadare i fiumi
1Il 5 litri V8 sovralimentato della Sport Svr sforna 550 Cv: da 0 a 100 all’ora in meno di 5”
Pista o fuoristrada non fa differenza: prestazioni sempre al top. Il prezzo? 129.400 euro
Paolo Matteo Cozzi

H

a 550 Cv per correre fino
a 260 orari e accelerare a
cento all’ora da ferma in
meno di 5”. Ma può anche guadare un corso d’acqua immersa
fino a 85 cm. Senza troppi patemi affronta pure i percorsi più
accidentati: merito della trazione integrale 4x4 con suddivisione della coppia nominale fino al
50%, la risposta automatica in
base alla tipologia di terreno
grazie all’ormai famoso selettore TerrainResponse 2, la distanza libera da terra di 27,2 cm. C’è
di più. Con il motore 5 litri V8
sovralimentato a benzina, la
Range Rover Sport Svr (Special
Vehicle Racing) è la più potente
di tutte. Realizzata nell’atelier

Special Vehicle Operations Technical Centre, esalta tutte le
virtù Range Rover.
ALLA GUIDA Un’auto che rischia di non servire a nulla —
andreste mai a giocare nel fango con le scarpe eleganti? —,
che però è già accreditata di un
numero di ordini lusinghiero:
Cina, Emirati, Stati Uniti. Non è
un caso se siamo venuti proprio
in America per provarla. L’appuntamento è a Manhattan.
L’accensione — non c’è bisogno
di infilare la chiave per via del
sistema keyless — scatena subito un borbottio che riecheggia
per tutta la via. Ascoltarlo è un
piacere; merito anche dello scarico attivo. Si preme un pulsante, al resto pensa il sofisticato sistema che gestisce la risonanza

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

degli scarichi. Attivato il navigatore e selezionato l’itinerario
— il nuovo sistema è più intuitivo che in passato e sfrutta macro-menù e icone per semplificare la vita — è tempo di muoversi. Anche la leva del cambio
in alluminio e pelle è diversa da
quella di serie; inoltre vanta un
passaggio alla marcia superiore
in meno tempo (-50%), riconosce le curve e abbina con intelligenza artificiale i cambi di marcia a una guida più sportiva. Risalendo il fiume Hudson fino
Riverside Park, l’andatura è lenta, l’ideale per cercare la moltitudine di dettagli che arredano
gli interni: il pellame Oxford
degli esclusivi sedili sportivi Scr
è lavorato in rilievo, ci sono profili in contrasto cromati, inserti
in fibra di carbonio nelle super-

fici lisce di tunnel centrale e
cruscotto. Piccole vanità che si
sposano con i vezzi estetici della carrozzeria: tinta blu esclusiva, prese d’aria maggiorate, finitura nero lucido per profili e
dispositivi aerodinamici. Puntiamo Monticello, dove c’è un
circuito privato con annesso
percorso off road. Se il fuoristrada rimarca addirittura un
miglioramento rispetto alle ultime Range Rover, è in pista che
l’effetto sorpresa è assicurato.
Si spinge forte. I cerchi da 21”
aiutano a mantenere le traiettorie, la taratura degli ammortizzatori per le alte velocità corrisponde all’aumento del 20%
della forza G laterale, mentre di
staccare al limite si occupano i
freni Brembo da 380 mm.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SCHEDA
RANGE ROVER
SPORT SVR

1

Gli interni della Range Rover
Sport Svr: comfort all’ennesima
potenza. Più in alto la Range
mentre guada un corso d’acqua

MOTORE V8 BENZINA
CILINDRATA 4.999 CMC
POTENZA MAX 550 CV
ACCELER. 0-100 KM/H 4”7
VELOCITÀ MAX 260 KM/H
TRAZIONE 4X4
LUNGHEZZA 4870 MM
ALTEZZA 1780 MM
LARGHEZZA 2020 MM
PASSO 2920 MM
PESO 2.335 KG
PREZZO 129.400 EURO

1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

IL NOSTRO GIUDIZIO


Stile
Sobrio, ma elegante
Dimensioni
Ideali per la città. Ma la Karl è
ottima anche nei viaggi fuori porta
Prezzi
Interessanti, soprattutto nella
fase di lancio: con 8.500 euro la
portate a casa

23

SERIE SPECIALE

Panda, la citycar
ha l’impermeabile
Arriva la K-Way

No
Propulsore
La motorizzazione unica è un
azzardo
Concorrenza
Non ha la stessa sportività della
Adam
La Opel Karl, erede della Agila, è lunga 3.675 mm e nel frontale riprende i tratti delle recenti Adam e Corsa

Dopo Adam, tocca a Karl
La piccola Opel è connessa

1Nuovo progetto dedicato al figlio del fondatore: ha un motore

di 1000 cmc (75 Cv) e tante funzioni utili per la guida a 8.500 euro

Corrado Canali

D

opo Adam, l’omaggio al
fondatore della Opel, ecco la Karl, nome scelto in
onore di uno dei suoi tre figli.
L’erede della Agila nasce come
progetto autonomo, prima c’era
un accordo con la Suzuki: lunga
3.675 mm, nel frontale riprende i tratti delle recenti Adam e
Corsa, con un’ampia mascherina e fari sagomati. La linea di
cintura è alta, con il finestrino
posteriore che termina quasi in
prossimità del lunotto: le nervature laterali sono molteplici e
movimentano il disegno, in sé
molto semplice.
PRESTO ANCHE GPL I fari antinebbia assicurano un’illuminazione migliore in condizioni di
scarsa visibilità, mentre la funzione di «cornering light» integrata rende più sicure le manovre di svolta. Gli interni sono

spaziosi, la plancia ha un andamento a onda e il sistema multimediale può interfacciarsi con i
moderni smartphone. Il motore
è unico e si tratta di una versione semplificata, senza il turbo e
il contralbero di equilibratura,
del 1000 cmc che già equipaggia la Adam e la Corsa: ha 75

LA SCHEDA
OPEL KARL
1000 N-JOY

1

MOTORE BENZINA ASPIRATO
CILINDRATA 999 CMC
POTENZA MAX 75 CV A 6.500 GIRI
COPPIA MAX 95 NM A 4.500 GIRI
CAMBIO MANUALE A 5 MARCE
LUNG./LARG./ALT. 3.675/1.876/
1.485 MM
BAGAGLIAIO DA 484 A 1.107 LITRI
TRAZIONE ANTERIORE
VELOCITÀ MAX 170 KM/H
CONSUMO MEDIO 4,3 LITRI/100 KM
PREZZO 9.300 EURO (PER IL LANCIO)
DATA DI LANCIO DOMENICA

1

1
1
1

1
1
1
1
1
1
1

cavalli e in seguito sarà disponibile anche in versione alimentata a Gpl. Alla guida la vettura si
è dimostrata sufficientemente
brillante e molto reattiva. Ideale, insomma, per le classiche ripartenze nel traffico urbano.
SOS AUTOMATICO La nuova
Opel Karl sarà in vendita dal 7
giugno a prezzi che partono da
9.900 euro (8.500 per la fase di
lancio). Dieci i colori disponibili, con tre allestimenti: quello di
serie offre airbag frontali, laterali e a tendina, ESP, assistenza
alla partenza in salita, computer di bordo, sistema Isofix e
monitoraggio pressione pneumatici. Salendo troviamo
l’equipaggiamento N-Joy, a
11.600 euro (9.300 euro per il
ancio), che offre in aggiunta climatizzatore manuale, radio
R300 BT con Bluetooth e USB,
cruise control e modalità City,
cioè un volante più leggero premendo un semplice pulsante.

L’allestimento top è denominato Cosmo, viene offerto a
13.100 euro (10.800 euro per il
lancio) e offre: cerchi in lega
15”, volante in pelle con comandi radio, climatizzatore automatico, «Lane Departure
Warning» (allerta per superamento dei limiti di carreggiata)
e fendinebbia con «cornering light». Debutta il servizio «Opel
on Star». Si tratta di un evoluto
sistema di connettività con servizio di assistenza continuo: si
potrà richiedere un indirizzo,
scaricare il percorso sul navigatore, controllare le funzioni dal
proprio smartphone e usufruire
di un wi-fi spot (gratuito il primo anno) a cui collegare più
strumenti. Per la sicurezza c’è la
funzione di Sos automatico: in
caso di incidente, anche se il
guidatore e i passeggeri sono
incoscienti, l’auto sarà localizzata in base ai segnali inviati
dalla centralina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

MOTO

LA SCHEDA
KAWASAKI
Z300

1

MOTORE BICILINDRICO PARALLELO
296 CMC, OTTO VALVOLE
RAFFREDDAMENTO A LIQUIDO
ALIMENTAZIONE INIEZIONE ELETTR.
POTENZA MAX 39 CV A 11.000 GIRI
COPPIA MAX 27 NM A 10.000 GIRI
PESO 170 KG
ALTEZZA SELLA 785 MM
SOSPENSIONI FORCELLA TELESC. DA
37 MM; MONOAMMORTIZZATORE
PREZZO 5.190 EURO

1

La Kawasaki Z300 è già nelle concessionarie: costa 5.190 euro

A

rriva sul mercato italiano la piccola della famiglia Z: 300 cmc, dedicata ai giovani patentati A2. È una
entry level, dunque, ma anche
una moto vera, sia nell’estetica
aggressiva come quella delle
sorelle Z800 e Z1000, sia nella

1Matrimonio tra due marchi mitici. Porte
aperte Fiat a metà giugno. Da 9.950 euro

A

35 anni dal lancio e
dopo 6,5 milioni di
unità vendute, la
Panda resta ancora oggi
l’auto più gettonata in Italia
e seconda, dopo un’altra
grande Fiat, la 500, in Europa. L’intramontabile Panda,
dunque, può anche permettersi il lusso di un numero
infinito di personalizzazioni, compresa l’ultima con KWay, impermeabile da marsupio nato nel 1965 a Parigi
e rilanciato con successo da
pochi anni. Il “pacchetto” KWay per la Panda comprende copricerchi color titanio
con il brand sul mozzo e ancora rivestimenti degli specchietti, una plancia blu e
metallo fino ai tappetini di
Pvc dedicati e la trovata, forse più azzeccata, delle cinture di sicurezza a strisce colorate come la cintura elastica
del marsupio K-Way. L’allestimento speciale è disponi-

bile per tutte le motorizzazioni
benzina, comprese le bifuel a
Gpl e metano. A seguire sarà disponibile anche in versione diesel. Arriverà nelle concessionarie a partire dal fine settimana
del 13 e 14 di giugno in 20 combinazioni di colori: cinque pastello e uno metallizzato.
SOTTO I 10MILA Previsto anche un prezzo di lancio di 9.950
euro per la 1200 cmc da 69 Cv a
benzina con climatizzatore, radio, barre sul tetto e giubbini di
sicurezza “Visibag”. La partnership fra Fiat e K-Way prevede anche una linea di accessori
e merchandising realizzata insieme a Mopar. «Stiamo vivendo un periodo di grande creatività con prodotti e iniziative interessanti e anche così si spiega
il successo del brand», così Luca Napolitano responsabile di
Fiat per Europa e Nord Africa.
co.ca.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

NELLE CORSE

Z300, per imparare bene
e divertirsi c’è la... verdina

Marco Sormani

In alto e a destra, la Panda K-Way a spasso per le vie di Milano. A
sinistra, i giubbini di sicurezza Visibag. Previste le barre sul tetto

guida grazie a componenti di
altissimo livello. A spingere la
Z300 c’è un bicilindrico parallelo a otto valvole (lo stesso della sportiva Ninja 300), capace
di 29 kW (39 Cv) a 11.000 giri e
27 Nm di coppia a 10.000 giri.
L’erogazione è un tantino appuntita poiché il propulsore si
mostra leggermente pigro ai regimi più bassi. In compenso ai

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

1
1
1
1
1
1

1

regimi di rotazione medio-alti
la potenza è sempre corposa e il
motore allunga bene fin oltre la
zona rossa. Il telaio della Z300
è in tubi d’acciaio con architettura a diamante; il reparto sospensioni si affida, davanti a
una forcella telescopica Showa
con steli da 37 mm e, dietro, ad
un monoammortizzatore Kayaba con precarico regolabile;

l’impianto frenante dispone di
un aggressivo disco a margherita da 290 mm all’anteriore e da
220 mm al posteriore, assistiti
entrambi da ABS Nissin di serie. Le ruote, da 17 pollici di
diametro, calzano pneumatici
110/70 e 140/80.
COME VA La sella è bassa (785
mm da terra), come si addice a
una «prima moto», per poter
poggiare i piedi a terra con facilità; è forse troppo dura ma accogliente. La triangolazione
sella-manubrio-pedane comunque è azzeccata e si dimostra confortevole anche dopo
molti km. Con il peso contenuto a 170 kg, fa della leggerezza
e dell’agilità in mezzo al traffico i suoi punti di forza. È già
nelle concessionarie nelle colorazioni verde e nera al prezzo di
5.190 euro. Saprà andare lontano? Lo sapremo con le prime risposte del mercato. Intanto,
con 17 litri di serbatoio di strada sembra volerne fare tanta. E
per chi vuole una naked ancora
più leggera ed economica, c’è la
Z250 SL che costa 4.290 euro
franco concessionario (4.690
con Abs): pesa 148 kg ed è mossa da un monocilindrico da 28
Cv.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ecco D-air Armor
sicurezza... open
Vito Schembari

L

a sicurezza non può
più essere in esclusiva.
Dainese lo ha compreso e , proprio per questo, ha
presentato D-air Armor,
l’air-bag “open platform”
basato sulla notissima tecnologia D-air. Ma che cos’è
D-air Armor? È un sottotuta
con integrato il dispositivo
air-bag D-air. Nel concreto,
è il paraschiena ad alloggiare l’intero sistema protettivo: l’elettronica, il generatore di gas, i cablaggi, la batteria e il Gps. D-air Armor rappresenta un ulteriore
traguardo nella diffusione
della tecnologia degli airbag elettronici nel Motomondiale. Grazie a D-air Armor, infatti, tutti i piloti
adesso potranno usufruire
della sicurezza garantita da
D-Air, la stessa tecnologia
presente nelle tute dei piloti
ufficiali Dainese. Vircos e

Il lato B del sistema D-air Armor

Furygan saranno i primi fornitori ad adottare la nuova tecnologia Dainese. I piloti equipaggiati sono Michele Pirro e
Mattia Pasini (Vircos) e Mike
Di Meglio, Johan Zarco e Sam
Lowes (Furygan). Cristiano Silei, a.d. Dainese, ha commentato: «Ci auguriamo che a Furygan e Vircos si aggiungano
presto altri partner che condividono con noi l’obiettivo di innalzare il livello di sicurezza
dei motociclisti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

24

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Ciclismo R Appuntamento al velodromo olimpico di Londra

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

25

GIRO IN LIBRERIA
«HO VINTO IL TOUR,
IL RECORD NON PUÒ
ESSERE PIÙ DURO DI
SCALARE IL VENTOUX. SO
DI COSA SONO CAPACE»

ANTOLOGIA

ROMANZO

«Hai voluto
«La giovane
la bicicletta»
morte di Mario
C’è pure Brera Pietrantoni»

Bradley Wiggins, 35 anni, in azione nel Velodromo olimpico di Londra. Il contagiri segna «56», il muro che il Baronetto vorrebbe abbattere GETTY

Wiggo, aria... da record
Vi sveliamo i segreti

1Domenica Wiggins vuole l’Ora: ecco come pressione atmosferica
e temperatura influenzano la prestazione. E c’è il dubbio... barba
Claudio Ghisalberti

«M

olto del record dell’ora dipende
dalle condizioni come temperatura e pressione dell’aria. L’ideale è
impiegare 16.1-16.2 secondi a giro per 221 giri,
senza andare a 15,9 o 16,4: 55,250 chilometri in
un’ora. Posso battere il record di Dowsett domani, ma non voglio solo farlo mio: voglio renderlo
irraggiungibile. Se faccio la distanza che ho in
mente il record resterà mio per 20 anni». La frase rilasciata da Wiggins a SkySports ha suscitato
molto interesse.
GAS E DENSITA’ Ma cosa c’entrano pressione
dell’aria e temperatura con il record? Sintetizzando, possiamo dire che l’aria è una miscela di
gas e vapori che subisce variazioni di densità in
base a vari fattori. Uno è l’altitudine: più questa
è elevata, più la densità diminuisce per cui lo
spostamento di un corpo che l’attraversa è vantaggioso. Un altro fattore è appunto quello della
pressione atmosferica: più è bassa più i gas si
espandono e, di conseguenza, la densità cala. In
termini pratici è facile quindi capire che minore
è la densità dell’aria, meno watt si disperdono
per contrastare il passaggio del corpo (atleta
più bici) a una velocità stabilita. Viceversa, più
alta è la pressione più l’aria si schiaccia con conseguente aumento della densità. L’aria, inoltre,
può contenere fino al 7% in volume di vapore
acqueo; la percentuale di vapore acqueo nell’aria corrisponde al tasso di umidità relativa
dell’aria e dipende dalla temperatura. Indicativamente, i valori sono di circa 0,5% (a 0 °C),
fino al 5-7% (intorno ai 40 °C). Luca Guercilena
e i tecnici della Trek, per il record di Voigt avevano calcolato che la temperatura ideale nel velodromo di Grenchen doveva essere di 24 °C.

LA CHIAVE

221

I giri ideali, secondo
Wiggins, per centrare
un record dell’ora
di 55,250 chilometri:
16”1-16”2 a tornata

L’attuale primato è
del britannico Dowsett:
52,937 km, il 2 maggio
a Manchester. In 9 mesi
ci sono stati 7 tentativi

RESISTENZA Perché la temperatura e la pressione dell’aria sono importanti? Perché la resistenza dell’aria rappresenta oltre il 90% dello sforzo

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

che il ciclista deve superare quando pedala in
pianura a velocità superiore ai 35 orari. «Con
l’aumentare della velocità, il fattore della resistenza dell’aria diventa fondamentale perché
cresce al quadrato della velocità. Ecco perché
anche minime variazioni della rarefazione dell’aria possono avere grande importanza», spiega Giovanni Tredici, medico del Giro d’Italia e
nello staff del record di Moser 1984.
Semplificando: un ciclista di 70 kg per andare a
50 orari spinge a 350-355 watt di media. Per
andare 5 chilometri all’ora più veloci, cioè a 55,
i watt necessari sono 465-470. Però stabilire a
priori quale potrebbe essere il vantaggio è praticamente impossibile senza conoscere il cx, ovvero il coefficiente di resistenza aerodinamica,
di Wiggins. Trovare la posizione corretta è fondamentale. Posizioni estreme, magari molto
vantaggiose aerodinamicamente, portano a
una diminuzione dell’efficienza di pedalata e a
un aumento del costo metabolico. La conseguenza è la diminuzione della potenza espressa.
Ecco quindi che la posizione in sella è un compromesso tra efficienza biomeccanica e aerodinamica.
TECNICA DA PISTARD Per fare un grande risultato, però, non basta la scienza. Serve tanta
esperienza da pistard per non spostarsi dalla linea nera perché più ti sposti, più distanza butti
via. Voigt a inizio preparazione perdeva in sbandamenti circa 600 metri; il giorno del record,
secondo i calcoli della Trek, «solo» 240. Wiggo,
forse il più grande pistard di tutti i tempi, lascerà per strada pochi centimetri. Questi sono gli
aspetti tecnici, ma esistono anche quelli di
marketing che si portano dietro due domande.
La prima: Wiggo affonderà il colpo o cercherà
un record che potrebbe poi battere lui stesso in
un secondo spettacolo? La seconda: il Baronetto
cercherà l’aerodinamica anche tagliandosi la
barba (i pistard si sono sempre depilati persino
le braccia) o prevarrà l’immagine?
© RIPRODUZIONE RISERVATA

● Quando il tema è il
ciclismo, il suo racconto
assume immediatamente la
forma del mito. Il gruppo,
l’eroe solitario, il paesaggio
epico. Le migliori cronache
del ciclismo sono opera di
scrittori, e questa antologia
raccoglie scritti, tra gli altri, di
Brera, Buzzati, Chiara, Gatto,
Mura, Oriani, Ortese, Soldati,
Pratolini, Vergani.
«HAI VOLUTO LA
BICICLETTA. IL PIACERE
DELLA FATICA»
A CURA DI LAURA GRANDI
E STEFANO TETTAMANTI
SELLERIO EDITORE, 15 EURO

● «Un eroe delle due ruote e il
mistero della sua scomparsa.
Nero come una strisciata di
gomma sull’orlo di un dirupo.
L’Italia raccontata in questo libro
non esiste più. Ma la violenza che
l’ha sconvolta non è mai
scomparsa». Così la scrittrice
Michela Murgia presenta il
primo romanzo di Enrica Belli,
giornalista Rai: Mario
Pietrantoni, trovato senza vita
il 28 giugno 1931, nell’era di
Girardengo, che sognava.
«LA GIOVANE MORTE
DI MARIO PIETRANTONI»
DI ENRICA BELLI
FRASSINELLI, 15 EURO

CORSE E MIRACOLI

MISTERI

«Diavolo di
un corridore»:
Renzo Zanazzi

«Omicidio
al Giro»: indagini,
amore e polvere

● «Renzo Zanazzi era un
uomo a due ruote. Diabolico
da corridore, grintoso da
veterano, irriducibile da
pensionato». Maglia rosa
per 3 giorni nel 1947. Il nostro
Marco Pastonesi ci descrive
con passione e poesia la vita di
questo corridore nella forma
di un lungo racconto in prima
persona: pare di avercelo di
fronte, il vecchio “Zanass”.

● Alla vigilia del Giro, il favorito
Paolo Fallai muore in un
misterioso incidente stradale
mentre si allena sulle strade alla
periferia di Roma. L’inchiesta è
affidata alla Sezione crimini
sportivi guidata da Igor Attila,
con l’esplicito invito a chiudere
in fretta il caso, senza alzare un
polverone. E’ il nuovo romanzo
di Paolo Foschi, giornalista del
Corriere della Sera. Tra segreti
e drammi umani, la soluzione
giunge all’arrivo della prima
tappa del Giro, a Sanremo.

«DIAVOLO DI UN
CORRIDORE. CORSE,
BATTAGLIE E MIRACOLI
DI RENZO ZANAZZI»
DI MARCO PASTONESI
L’AMMIRAGLIA, 15 EURO

«OMICIDIO AL GIRO»
DI PAOLO FOSCHI
E/ORIGINALS, 14,50 EURO

26

Tennis R Quarti al Roland Garros

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serena fa la belva
Errani travolta
«E’ troppo forte»

Serena Williams,
33 anni, ha
raggiunto la 23a
semifinale di uno
Slam: ha solo
3 sconfitte

1Nona sconfitta su nove partite per Sara contro
la Williams: «Non avevo le sensazioni giuste»

Vincenzo Martucci
INVIATO A PARIGI

N

iente Brindisi, con la B
maiuscola. Come due anni fa, sempre al Roland
Garros, c’è soltanto Williams.
Non c’è Errani come nella Fed
Cup sulla terra pugliese di aprile,
quand’è arrivata a due punti dal
match contro la più vincente
afroamericana dello sport .
PESO MASSIMO «Allora, come
nelle ultime tre partite qui a Parigi, Serena aveva avuto l’attitudine giusta solo dopo un set. Addirittura sotto di un set e un break
contro l’italiana. Stavolta ha cominciato subito bene e, quando è
così concentrata e serve anche ad
alto livello (72% di punti con la
prima e 10 ace, ndr), non lascia
tanto spazio», gongola Patrick
Mouratoglou dopo il 6-1 6-3 che

catapulta la numero 1 del mondo
alla semifinale Slam numero 23
— solo 3 sconfitte! — contro la
rivelazione Timea Bacsinszky.
Che non è una Carneade, ma una
svizzera di qualità, un’ex bambina prodigio, protagonista di ritorno a 25 anni, dopo l’ennesima
triste storia di un padre-padrone.
Invece Sarita vorrebbe tanto togliere qualche chilo a Serena, il
peso massimo che la fa a pezzi
ogni volta che centra la palla: «La
potenza è sicuramente un fattore
importante, ce l’ha nel servizio, e
ce l’ha da fondo». Ma non è solo
questione di muscoli. Anche se
Saretta li accusa per la nona volta
su nove contro la regina di 19
Slam: «E’ la più forte che abbia
mai incontrato». Quella stessa
potenza, l’italiana di appena 1.64
per 60 chili, la gestisce al meglio
contro le altre virago, da Petkovic
e Goerges. «Non sono riuscita a
fare quello che volevo. Ho gioca-

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

to troppo corto e troppo al centro, avrei voluto muovere di più
la palla. Non ho giocato il miglior
match. A parte il campo e le condizioni diverse, non avevo le sensazioni giuste, quelle di Brindisi».
BOOMERANG Al via, Serena è
uattro
troppo carica: «Gli ultimi quattro
anni a Parigi ha fatto quarti o anene e
che meglio, qui fa sempre bene
o che
lotta su ogni punto, sapevo
rata».
dovevo stare molto concentrata».
E Sara proprio non riescee ad
scio
aprirsi il campo sul rovescio
re
dell’avversaria per affondare
so,
col dritto: «Mi ha sorpreso,
giocando più lungolinea di roto».
vescio, proprio sul mio dritto».
onale
Costretta ad evitare la diagonale
ma di
di dritto, preoccupatissima
vizio,
mettere tante prime di servizio,
de tre
nel primo set, l’italiana perde
servizi su tre, ne recupera uno,
ma si arrende in 27 minuti.. Poi,
lo caappena Serena ha un piccolo

RIl match dura

solo 66 minuti:
39 vincenti per
l’americana che
domina
Sara Errani,
28 anni,
finalista 2012

lo, riesce ad entrare in partita,
nel senso numerico del punteggio, fino al 3-3, ma non in quello
del gioco. Patisce troppo sul suo
solito servizietto e anche se fa
sputare tanti feroci «Com’òn»
dalla boccuccia dell’americana,
al sesto match point alza bandiera bianca. Sepolta, la finalista del
Roland Garros 2012, da 39 vinRo
centi, in 66 minuti. Con la consoce
lazione di un buon torneo, del
la
quarto anno consecutivo con alqu
meno un quarto di finale Slam,
m
salvo Wimbledon («La mia amata
sa
erba che arriva ora», come iroer
nizza la romagnola) e del ritorno
ni
al numero 1 d’Italia. Ma niente
brindisi.
br
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’OPINIONE
di Gianni Valenti
a pagina 19

FED CUP A FEBBRAIO

L’Italia ritrova
la Francia dopo
la beffa di Genova
● Sarà ancora la Francia
l’avversaria dell’Italia nel primo
turno del World Group della Fed
Cup 2016: le azzurre giocheranno
in trasferta il 6 e 7 febbraio 2016.
L’Italia era testa di serie con
Repubblica Ceca, Russia e
Germania. Proprio il team
guidato da Amelie Mauresmo,
recuperando dallo 0-2 nella sfida
di Genova dello scorso febbraio,
aveva condannato le azzurre ai
play-off, poi vinti contro gli Stati
Uniti a Brindisi. Gli altri match:
Romania-Repubblica Ceca;
Germania-Svizzera; RussiaOlanda.

Tennis R Quarti al Roland Garros

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

0

DJOKOVIC

LA GUIDA

ACE

3

3
DOPPI FALLI

0

2
PERCENTUALI PRIMA

63%

0

60%
PUNTI

CON LA 1° CON LA 2°

● I set persi nel torneo da
Novak Djokovic. Il numero 1 del
mondo ha ceduto appena 45
game in 5 match. Il serbo è
imbattuto da 27 partite

76%

60%

45

CON LA 1° CON LA 2°

59%

VINCENTI GRATUITI

15

● Le partite giocate e vinte
quest’anno sulla terra da Murray
e Djokovic. Hanno perso l’ultimo
match sul rosso contro Nadal
nella semifinale e nella finale 2014.

NADAL

7-5 6-3 6-1 in 2h30’

● Le volte, prima di ieri, in cui
Nadal aveva perso un match
sulla terra rossa per 3 set a
zero. Il bilancio sulla terra al
meglio dei 5 è di 93-2 (lu.mar.)

30

38%

VINCENTI GRATUITI

16

30

BREAK POINT
7/18

2/5

39%

40%

PUNTI A RETE
25/36
11/24
A sinistra, la delusione di Rafael Nadal dopo la
seconda sconfitta di sempre a Parigi. Sopra,
il saluto a fine match e l’esultanza di Djokovic

69%

46%

VELOCITÀ PRIMA PALLA
MEDIA
186 km/h
185 km/h

Djokovic, è la tua ora
La caduta di Nadal
Vincenzo Martucci
INVIATO A PARIGI
twitter@VinceMartucci

G

liele ha proprio suonate. In attesa di esprimersi meglio col sassofono («Non sono male, fra due anni sentirete»), Novak Djokovic
le suona tennisticamente a Rafa Nadal. E sicuramente sente una musica dolcissima che gli arriva
al cuore mentre riscatta gli ultimi quattro schiaffi
negli Slam e i sei su sei qui a Parigi (gli ultimi tre
di fila: finale 2012, semifinale 2013, finale 2014),
butta giù dal trono il re del Roland Garros, gli infligge la prima sconfitta dopo 39 puntate consecutive, la seconda in undici anni, addirittura la
prima in assoluto in tre set, sulla superficie preferita del più forte di sempre sulla terra rossa.

1Novak sfata il tabù e
infligge allo spagnolo la
seconda sconfitta di
sempre a Parigi: in
semifinale trova Murray

CICATRICI Che, nel giorno del compleanno, capitola, emblematicamente, col doppio fallo, dopo 2
ore e 26 minuti di un quarto di finale sempre alla
ruota del campione elastico di Serbia, proprio come, viceversa, dodici mesi fa, sullo stesso Philippe
Chatrier, aveva gettato la spugna Djoker. Queste
sono le cicatrici che striano l’orgoglio del formidabile mancino di Maiorca, ancor più dell’aritmetica retrocessione in classifica di lunedì quando,

match perfetto». Rafa ora
rischia di uscire dalla top ten:
«Ho perso, ma non finisce il
mondo, lui è stato più bravo»

se domani Tsonga batterà Wawrinka ed andrà in
finale, uscirà dai «top ten», dopo 528 settimane
consecutive. Mentre la Spagna vive il suo mercoledì nero con la caduta anche di David Ferrer, la
prima in cinque duelli contro Andy Murray, lo
scozzese che solo quest’anno ha scoperto di poter
vincere anche sul rosso, aggiudicandosi tutti i 15
match, e quindi i tornei di Monaco e Madrid.
GUERRIERO La sfida numero 44 fra Nole e Rafa
— la più frequentata di sempre fra gli dei della
racchetta — in realtà non c’è. Non tennisticamente. «Novak è stato in controllo la maggior parte
del tempo, è stato migliore di me. Mi congratulo
con lui. E non è una gran sorpresa, dopo un anno
senza vincere tanto prima di qui, sono contento di
come ho recuperato nell’ultimo mese, ma non è
stato abbastanza per batterlo», sentenzia Nadal
che, da combattente nato, recupera da 4-0 sotto,
ma riesce solo ad allungare la sua agonia. Anche
se è esaltante, per lo sport e per il pubblico, vederlo lottare su ogni palla come un disperato, mentre
si spolvera di dosso i proiettili che gli scaglia Djokovic, nemmeno fosse «Capitan America». Sul
4-5, Rafa salva un primo set point col dritto, ed
altri due con la smorzata di rovescio. Sul 5-6, annulla un quarto set point con l’aiutino del net, e
un quinto col servizio a 203 all’ora. Sul sesto nulla
può, a rete, ed incassa il sanguinoso 7-5, poi, tiene duro fino al 3-4, sempre tentennando sotto le
bordate da fondo del serbo, sempre in difficoltà,

tradito soprattutto dal leggendario dritto ad uncino e dalle gambe che non gli fanno più spingere
una palla profonda e pesante di top spin di là dal
net. «In realtà, il primo set è stato la chiave». In
realtà, lo spagnolo è sempre sotto schiaffo, subisce lo scambio, non lo comanda, soffre troppo al
servizio e alla fine capitola. Anche se lo fa a modo
suo, a testa alta, salvando tre set point, ma poi
svirgolando un rovescio da fondo per il 6-3 che
ammazza la partita. «Il primo break del terzo set
è stato molto doloroso, ho fatto un brutto errore
e, dopo, tutto è stato troppo veloce ed è andato
dalla parte sua. Peccato, dopo aver lottato tanto
nei primi due set contro un giocatore che sta attraversando il miglior momento della carriera.
Che succede ora? Tornerò al Roland Garros e spero che rivincerò, farò di tutto per riuscirci. Lotterò, come sempre, nel 2009 ho perso e non è stata
la fine, nel 2015 ho perso e non è la fine».
DESTINO Novak, che si fa il segno della croce e
poi bacia anche il crocifisso al petto sul 3-0 del
terzo set, tira un bel sospiro di sollievo dopo aver
allungato la striscia vincente a 27 match: «Ricorderò questa vittoria per un bel pezzo. Non è facile
mettere in pratica il piano, soprattutto contro Rafa, al Roland Garros. E’ stata una cosa speciale, un
match speciale». E’ stato anche importante superare la crisetta dal 4-0 al 4-4 iniziale: «Succede,
contro Rafa, di avere dei su e giù. Ero partito in
modo perfetto e, per un paio di errori miei qua e
là, lui è rientrato nel match. Sai com’è, ti aspetti
sempre che rimandi una palla in più di chiunque
altro, perciò non è facile continuare a giocare
sempre così e metter giù vincenti. Era la mia tattica: comandare io, variare, andare a rete, non dargli spazio per dettare lo scambio, giocargli veloce
sul dritto, muoverlo tanto perché non era poi così
a suo agio negli spostamenti. La morale è che Rafa è umano: è normale avere stagioni così, a 29
anni ha ancora degli anni davanti, sono sicuro
che reagirà e tornerà molto forte. Io devo pensare
al torneo che non è finito ai quarti: Murray è molto migliorato sulla terra, si muove meglio, sta servendo benissimo, ha sempre avuto grandissimo
talento ed è fra quelli coi migliori colpi da fondocampo. Sono certo che sarà estremamente motivato ad andare oltre le semifinali». I testa a testa
fra i due amici, divisi all’anagrafe da una sola settimana, sono 18-8 per il più giovane, Djokovic,
che è anche 2-0 sulla terra. Ma la puntata di Roma
2011 fu una maratona, drammatica. E quello era
ben altro Murray.

RIl numero uno: «Ho giocato un

© RIPRODUZIONE RISERVATA

clic
LI NA E’ DIVENTATA MAMMA: E’ NATA ALISA

Novak Djokovic, 28 anni, non perde dalla finale di Dubai del 28 febbraio

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

27

● La cinese Li Na ha dato alla luce una bambina. Lo
ha annunciato sul suo blog la stessa atleta, due
volte vincitrice di un Grande Slam (Parigi 2011 e
Australia 2014) e ora ritirata, postando l’impronta
di un piede di sua figlia, che ha chiamato Alisa.
La bimba è nata nello stesso giorno di Rafael Nadal
ma la madre ha detto che, pur volendola indirizzare
allo sport, non è detto che le farà scegliere il
tennis, precisando che le partite giocate da incinta
non facevano parte di una «educazione prenatale».

Quarti del doppio
fuori la Pennetta
Oggi Bolelli-Fognini
(lu.mar) Dopo Sara Errani è uscita
anche Flavia Pennetta, che giocava i
quarti del doppio insieme a Su-Wei
Hsieh, 29enne di Taiwan. L’azzurra e la
cinese sono state battute 7-5 3-6 7-5
dalle ceche Hlavackova e Hradecka.
Oggi in campo gli ultimi azzurri in gara:
alle 12, sul Centrale, Simone Bolelli e
Fabio Fognini cercheranno la via della
finale contro i gemelli americani Bob e
Mike Bryan.
ROLAND GARROS (28.028.600 ,
terra). Uomini, quarti: Murray (Gb) b.
Ferrer (Spa) 7-6 (4) 6-2 5-7 6-1;
Djokovic (Ser) b. Nadal (Spa) 7-5 6-3 61. Donne, quarti: S. Williams (Usa) b.
ERRANI 6-1 6-3; Bacsinszky (Svi) b. Van
Uytvanck (Bel) 6-4 7-5.
OGGI (dalle 12, Eurosport ed Eurosport
2). Chatrier. Doppio uomini, semifinale:
BOLELLI-FOGNINI c. Bryan-Bryan
(Usa); non prima delle 15, donne,
semifinali: Ivanovic (Ser) c. Safarova
(Cec); S. Williams c. Bacsinszky.

VOLEE’ DI ROVESCIO
di PAOLO
BERTOLUCCI

RISPOSTA
E SMORZATE
COSÌ NOLE
HA DOMINATO

N

on c’era bisogno di
attendere l’esito
dello scontro tra
Nole Djokovic e Rafa
Nadal per stabilire, anche
sul rosso, l’attuale
gerarchia del tennis
maschile. Ha vinto, come
da pronostico, Nole e lo
ha fatto in maniera netta
e inequivocabile e Rafa
non ha potuto che
riconoscerlo senza
accampare attenuanti. Il
dato saliente, che
fotografa alla perfezione
l’andamento della partita,
è il saldo, nettamente a
favore del serbo, tra gli
errori e i colpi vincenti.
Lo spagnolo ha
mantenuto, nel dritto la
rotazione dei giorni
migliori, ma ha smarrito
la profondità di palla e le
soluzioni lungo riga si
sono diradate. Costretto
quasi sempre sulla
difensiva, raramente è
stato in grado di
comandare le danze, ha
provato a ribellarsi con
tutto se stesso, ha preso il
coraggio a due mani e si
è fatto più propositivo.
Non è facile però
snaturare le proprie
caratteristiche senza
andare fuori giri e
mantenere al minimo gli
errori. Il solito cuore
indomito lo ha sorretto in
alcuni tratti ma la bassa
velocità della palla ha
vanificato tutti gli sforzi.
Djokovic ha dominato
ben oltre il punteggio. E’
balzato al comando fin
dalle prime fasi, ha
imposto un ritmo
indiavolato, ha ribaltato
gli scambi con estrema
naturalezza pescando
angoli micidiali. E’ stato
in grado di ricevere aiuti
importanti da ogni colpo
a cominciare dalla
risposta al servizio per
finire con la subdola
smorzata. Nole ha
sempre avuto il pieno
controllo del match
mentre il linguaggio del
corpo parlava solamente
serbo. Al momento è solo
al comando e non si vede
all’orizzonte un
avversario in grado di
tenergli testa.

28

Basket R Gara-3 di semifinale

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Venezia ritrova i lunghi
Colpo in casa di Reggio

LE PAGELLE di A.TO.
POLONARA, UNA POTENTE DOPPIA DOPPIA
GOSS RISPONDE A COLPI DI TRIPLE
REGGIO E.

1Dominano Peric e Ress, nella Grissin Bon s’infortuna Lavrinovic
Menetti: «L’uscita di Darjus ci ha tolto emotivamente dal match»
REGGIO EMILIA 70
VENEZIA

76

(23-23, 35-43; 49-61)
GRISSIN BON REGGIO EMILIA:
Cinciarini 6 (3/6, 0/2), Diener 8
(2/4, 1/3), Silins 11 (1/2, 3/4),
Polonara 14 (2/3, 2/6), Cervi 2
(1/1); Lavrinovic 6 (3/5), Della Valle
10 (2/3, 1/3), Mussini 2 (1/1, 0/1),
Kaukenas 5 (2/3, 0/2), Chikoko 6
(3/6), Pini (0/1 da 3). All.: Menetti.
UMANA VENEZIA: Goss 19 (2/3,
3/7), Stone 3 (1/1 da 3), Viggiano
8 (2/4, 1/6), Peric 22 (9/15, 1/5),
Ortner 2 (1/4); Ruzzier, Aradori 2
(1/2, 0/2), Ress 16 (4/5 da 3),
Ceron, Jackson (0/1, 0/1), Dulkis 2
(1/2, 0/1). Nelson 2 (1/2). All.:
Recalcati.
ARBITRI: Paternicò, Sabetta,
Rossi.
NOTE - Tiri liberi: Reggio Emilia
9/15, Venezia 12/14. Rimbalzi:
Reggio Emilia 27 (Polonara 14),
Venezia 36 (Viggiano 8). Assist:
Reggio Emilia 21 (Cinciarini 11),
Venezia 13 (Stone 7).
Progressione: 5’ 10-10, 15’ 27-32,
25’ 39-47, 35’ 61-65. Fallo tecnico:
Aradori 14’12” (25-29). Spett.:
3.450.

Hrvoje Peric, 29 anni, contro Achille Polonara (23) CIAMILLO/CASTORIA

Andrea Tosi
INVIATO A REGGIO EMILIA

I

l film di gara-2 si replica in
questa gara-3, la prima nel
catino reggiano, ma stavolta a parti invertite. Venezia restituisce il colpo esterno subìto
due giorni prima sul suo campo
con le stesse armi usate da Reggio in Laguna. Il trio meraviglia
Goss-Ress-Peric produce 57 dei
76 punti veneziani, innesca l’allungo nel terzo quarto toccando il +16 (43-59) poi deve difendere il successo con le unghie e coi denti dalla rimonta
dei padroni di casa che finisce a
-3, frustrata dalle ultime triple
di Goss, decisivo nella ripresa

clic
SPECIALE PLAYOFF
DALLE 23 SU GAZZETTATV
CON COACH CASALINI
● Il grande basket è anche
su GazzettaTv, canale 59 del
digitale terrestre. Tutte le
sere, infatti, dalle 23, subito
dopo la gara serale di
semifinale, va in onda
«Speciale playoff», spazio di
commento, curiosità e
approfondimento condotto
da Michele Gazzetti. Stasera
la fondamentale gara-4 tra
Sassari e Milano: al termine
ampio resoconto e una
dettagliata analisi, con la
presenza in studio di Franco
Casalini.

(15 punti) e Ress. Tra loro giganteggia ancora Peric mentre
Reggio si lecca le ferite e soprattutto s’interroga sull’infortunio muscolare che mette fuori causa Lavrinovic nel primo
tempo. Il gigante lituano resta
in panca per tutto il secondo
tempo e le previsioni sul suo recupero sono pessimistiche: «La
nostra partita, sotto l’aspetto
emotivo, è finita quando Darius è uscito — sospira coach
Menetti —. Ora senza di lui
dobbiamo inventarci qualcosa
per il prosieguo della serie. Col
quintetto piccolo siamo riusciti
a rientrare ma alla fine non
avevamo più energie». Dall’altra parte Recalcati benedice il
suo amato trio, riuscendo a vin-

cere una partita di playoff in
trasferta tirando peggio degli
avversari (44% contro il 49%).
«Abbiamo iniziato bene la gara
evitando di cadere negli errori
commessi in quella precedente
quando Reggio ci strappava la
palla di mano — recita l’ex c.t.
—. Ha pagato il nostro lavoro a
rimbalzo e la difesa match-up
che ci ha consentito di conqui-

stare più possessi. Bravo Stone,
non ha tirato ma si è reso utile
ai compagni. Lui è il nostro collante». Tomas Ress, un veterano che non è mai stato giovane,
dimostra perchè è stato un giocatore importante della Siena
pluricampione. I suoi sei scudetti oggi sono al servizio di Venezia con la stessa mentalità
vincente e intelligenza cestistica. Il suo tiro piazzato da trepunti tortura la difesa di Reggio nel finale del secondo quarto quando la Reyer fa lo scatto
per allungare. Ress sale a 13
punti alla pausa con soli tre tiri
su azione, un mostro di concretezza. Venezia ottimizza anche
Peric, un croato vero della
scuola di Dino Radja al quale
somiglia per tecnica e mobilità.
Col gioco Anni 90 molto aperto
la squadra ospite detta i ritmi e
le regole del gioco. Reggio, dopo un avvio alla baionetta, esaltato da tre schiaccioni di fila di
Chikoko, deve frenare per gestire i problemi fisici di Kaukenas e Lavrinovic. Il disagio è
acuito dalle amnesie di Diener,
che sembra tornato alle esibizioni negative dei quarti di finale, e Silins, ancora impalpabile. Solo Polonara, nel bel
duello con Peric, si dimostra attivo. Venezia fa la partita sui
lunghi, alla pausa Ress e Peric
(12) sono in doppia cifra, mentre Goss e Stone fanno i gregari
surrogando la luna storta di
Aradori.
PHIL C’È Nella ripresa Goss si
prende la scena. Con le sue triple il play ex Roma scava il solco spingendo la Reyer sopra la
doppia cifra di vantaggio. Reggio continua a balbettare, sbaglia tanto. Poi si scuote e avvia
la rimonta: Polonara regge
l’impatto con Peric, si scalda
Della Valle, ritorna Silins, ma è
il trio degli esterni titolari e titolati a non alimentare il fuoco:
Diener (che segna il suo primo
canestro al 34’) non si vede,
Cinciarini fatica, Kaukenas è a
pezzi. Così Goss e Ress chiudono i conti e Venezia si riprende
il fattore-campo.

5,5

VENEZIA

7

IL MIGLIORE

IL MIGLIORE

ACHILLE
POLONARA

HRVOJE
PERIC

8

7
E’ l’ultimo a mollare, il primo ad
entrare in doppia cifra e doppia
doppia. Cattura 14 rimbalzi, più della
metà della sua squadra. Regge in
parte la sfida coi lunghi Reyer.

Il nuovo Dino Radja, non per talento
ma per tecnica e spirito. Porta a
spasso tutti i lunghi e i mezzi lunghi
reggiani, impreciso da tre ma non si
può chiedergli la luna.

CINCIARINI 5,5 Sembra spremuto
fisicamente, avrebbe bisogno di
riposo ma non è possibile. Gli 11
assist non lo salvano dal k.o.
KAUKENAS 5 Partita negativa e
senza feeling, solo 5 tiri in 25’.
Stavolta non dà l’esempio del
campione.
DIENER 4 Ripete il flop delle prime
due gare con Brindisi, segna il
primo canestro al 34’.
LAVRINOVIC 6 Di stima perché si
fa male dopo qualche bel numero
dei suoi. Nella ripresa non torna in
campo e la squadra frana nel terzo
quarto senza di lui. L’infortunio agli
adduttori lo mette a rischio per il
resto della serie.
DELLA VALLE 6,5 Ci mette tanta
adrenalina, deve seguire più il suo
istinto che gli schemi di squadra. Il
suo secondo tempo innesca la
rimonta illusoria.
MUSSINI 5 Non lascia traccia in
partita se non un canestro in
avvicinamento.
SILINS 6 Impalpabile nel primo
tempo, si redime nella ripresa con
un paio di canestri pesanti ma può e
deve fare molto meglio.
CERVI 4,5 Inizia con uno
schiaccione ma anche con i soliti
due falli veloci, perde consistenza in
campo, Peric lo scherza deve
decidersi se vuole diventare un
grande giocatore o non solo un
giocatore grande.
CHIKOKO 6 Nel primo quarto
affonda tre schiacciatissime,
sembra ispirato ma poi non si
ritrova contro la zona veneziana.

GOSS 7,5 Produce 15 punti nella
ripresa con un paio di triple che
scavano il break a +16. Respinge
la rimonta reggiana mettendo in
freezer il successo coi due liberi
della staffa.
STONE 6,5 Partita enigmatica ma
molto attiva come gregario di
super lusso. Prende solo un tiro
(segnato) in 32’ poi si dedica alla
difesa e agli assist (7). E’ il collante
che vuole Recalcati.
VIGGIANO 5,5 Inizia bene e
finisce con troppi sprechi, partita
disordinata e fuori equilibrio.
RESS 7,5 Con le sue triple nel
secondo quarto orienta la gara a
favore di Venezia, essenziale ed
intelligente, segna nel finale la
tripla dopo 4 rimbalzi sul ferro.
Bravo e fortunato.
ARADORI 5 Solo 6’ per lui. Troppi
palleggi inutili, non segna i suoi
tiri e si becca anche un tecnico.
Fuori dai giochi e infatti nella
ripresa non entra.
JACKSON 5 Non fa nemmeno il
gregario, il passaporto italiano
non può sempre proteggerlo.
NELSON 6 Uno spezzone utile
nelle mischie a rimbalzo. Conosce
l’arte di stare in campo.
ORTNER 5 Sbaglia subito due tiri
facili, non è la sua partita.
RUZZIER 5,5 In 9’ pompa la palla
e fa lo stopper su Cinciarini.
Qualcosa di più sarebbe gradito.
DULKIS 6 Segna un canestro
difficile nel traffico, assolve i
compiti che gli vengono
assegnati.

Sassari-Milano: oggi gara-4
Sardi avanti 2-1 nella serie
● Stasera (20.45, diretta Rai
Sport 2, arbitri: Lamonica,
Vicino, Bettini) gara-4
Sassari-Milano. Squadre al
completo.
Milano-Sassari 1-2
Gara-1: Milano-Sassari 75-84.
Gara-2: Milano-Sassari 84-71.
Gara-3 Sassari-Milano 84-76.
Gara-4 oggi a Sassari. Gara5 al Forum sabato (18.15).
Eventuale gara-6 a Sassari
lunedì 8 (20.45). Ev. gara-7 al
Forum mercoledì 10 (20.45).
Venezia-Reggio Emilia 2-1
Gara-1: Venezia-Reggio Emilia

87-70. Gara-2: Venezia-Reggio
Emilia 69-72. Gara-3 Reggio E.Venezia 70-76. gara-4: venerdì a
Reggio (20.45). gara-5:
domenica a Venezia (20.45), ev.
gara-6: martedì 9 a Reggio
(20.45). ev. gara-7: giovedì 11 a
Venezia (20.45).
BRUGNARO Luigi Brugnaro,
patron di Venezia, è stato inibito
fino al 18 giugno «per aver
protestato durante la gara e
perché, al termine della stessa,
nella zona antistante gli
spogliatoi, offendeva
ripetutamente gli arbitri e la
squadra ospite».

Agrigento in Piazza: «La A? Si può»

diversi. Non c’è un vero leader o
chi tira 30 volte. Dudzinski ha
triplicato il proprio rendimento
nei playoff, Williams pure, ma
c’è sempre un protagonista diverso. Lo spirito di gruppo ci ha
fatto fare il salto di qualità».

RRecalcati: «Ha

pagato il lavoro
a rimbalzo e la
match-up. Stone?
È il collante»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PLAYOFF A-2

Vincenzo Di Schiavi

D

a Fortitudo a Fortitudo.
Sembra chiudersi il cerchio per Alessandro Piazza, playmaker nato nel vivaio
della «Effe» bolognese, e ora, a
27 anni, dopo una vita tra B-1,
Legadue e fugaci apparizioni in
Serie A, brillante condottiero di
quella agrigentina: «Sono arrivato troppo presto in A — dice
Piazza —, dovevo ancora farmi
come giocatore, darmi un’identità e delle certezze che per un
playmaker sono fondamentali.
Spero ora di poterci arrivare da

protagonista». Auspicio comprensibile visto quello che sta
facendo Agrigento, piazza neofita del mondo dei canestri, ma
interprete di una scalata che ha
dell’incredibile. Promossa in
Gold l’anno scorso, 8a dopo la
stagione regolare, ha appena
strappato il fattore campo nella
finale vincendo gara-2 a Torino, a cui è arrivata dopo aver
schiaffeggiato ogni pronostico,
mandando a casa persino i predestinati di Verona: «Abbiamo
cominciato bene la stagione —
racconta il play —, poi la crisi di
gennaio che ci ha aiutato a capire dove bisognava lavorare. Da

MATTINA
7-8.45 Gazzetta News
9 11x90
9.05 Campioni a confronto
9.30 Condò Confidential
10 11x90
10.05 The Speedgang-La banda dei motori
11 11x90
11.05 Perfection: momenti di gloria

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

lì un rendimento costante che ci
ha portato ai playoff dove ci davano per spacciati anche contro
Treviso. Siamo sorpresi pure
noi di quello che stiamo facendo. Torino, per struttura, budget ed esperienza è ancora la favorita, ma ce la giochiamo. Ora
più che mai». Domani infatti c’è
gara-3, la prima di una doppietta casalinga che potrebbe materializzare la parola proibita: Serie A. Il segreto? eccolo: «La filosofia di coach Ciani — dice
Piazza —: anche chi entra dalla
panchina ha le stesse responsabilità dei titolari. Abbiamo finito le gare sempre con quintetti

11.30 Campioni a confronto
12 11x90
12.05 Sport Science
13-14 Gazzetta News
POMERIGGIO
14.15 Gazzetta News Sottorete
14.45 Gazzetta News
15 The Speedgang-La banda dei motori

NOVITÀ E sognare un club che
Piazza racconta così: «Proprietario, il signor Moncada, molto
serio e solido. L’anima del club
è duplice: oltre a Ciani c’è il
g.m. Mayer. Si occupano di tutto, anche delle cose più banali,
senza tanta puzza sotto il naso.
E hanno trasmesso a tutti questo spirito. Risultato? Palasport
strapieno nei playoff, in una città che non viveva di basket ma
comincia a farlo ora. E’ l’aspetto
che ci rende più orgogliosi».
Alessandro Piazza (27) CIAMILLO

15.45 Sfide senza limiti
16.10 Sport Science
17.05 Bomber
18 Perfection: momenti di gloria
18.30 Gazzetta News Sottorete
19 Calcio Market
19.30 Gazzetta News
20 Gazzetta News-Il Sorpasso
20.30 Gazzetta News

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SERA
21 11x90
21.05 Perfection: momenti di gloria
21.35 Pazzi per i derby
22.30 Condò Confidential
23 Gazzetta News
23.30 Gazzetta News
00.00 Calcio Market
00.30 Gazzetta News

Basket R Finali Nba

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

29

Curry vs LeBron si parte
I PROTAGONISTI
DELLA SFIDA

S. CURR
CURRY
RY
29.2 pt 6.4 ass

K. IRVING
18.7 pt 3.7 ass

ntemente
Indipendentemente
dallo stato di salutee di Irving,
l’mvp è superiore

PRONOSTICO

K. THOMPSO
THOMPSON
ON
9.7 pt 42.5% da 3
19.7

I. SHUMPERT
ERT
4 ass
10.1 pt 5.4

Recuperato dal trauma
cranico, l’altro Splash
Brother può essere
dominante

Troppo solo LeBron (con Irving zoppo)
per tener testa agli Splash Brothers,
Curry e Thompson

Vantaggio
Warriors

Vantaggio
Cavaliers

FFATTORE
TORE
E CAMPO
CAM

Parità

H BARNES
H.
BARNE
ES
11.3 pt 5 rim

L.JAMES
AM
ME
MES
27.6 pt 10.4 rim 8.3 ass

ORACLE

Q ARENA

Non
on c’è storia: nessun palazzo
ala
lazzo Nb
Nba
sposta
Oakland
posta quanto quello di Oak
akl d

Servon
Servono
on
no spiegazioni?
spiegazioni?
Diciamo
am che
c però LeBron
dovrà
ovr tirar meglio da fuori
A.BOGU
A.BOGUT
UT
5.3 pt 8.6 rim

D. GREEN
14 pt 10.8 rim

T.MOZGOV
9.1 pt 7.2 rim

La differenza
l’australiano la fa in difesa.
differe
ffe
Ma
M il russo
russ non è tanto da meno

ALLENATORI

T. THOMPSON
9.4 pt 9.9 rim

Duello
Du
uello
u
ello
ll interessante:
int
i
ma Green è multidimensionale,
Tristan
Tr
i t d
do
domina solo a rimbalzo

SESTO UOMO
S.KERR

Debuttanti,
uno in assoluto,
l’altro in Nba.
Per quello
che Kerr ha fatto
in stagione
è in vantaggio

D. BLATT

Quando Smith
è in giornata
dall’arco,
può farti
vincere da solo
una partita

A. IGUODALA

8 pt 3.9 rim

JR SMITH

13.5 pt 39.7% da 3

I Guerrieri contro il più forte
1Golden State è più squadra, Cleveland è solo James. L’unica similitudine? Un ospedale
CIFRE WARRIORS

27.4

● Media assist dei Warriors,
primi nella Nba, guidati da
Curry (6.4). I Cavs sono invece
all’opposto: primi per azioni in
isolamento (12.1 a gara).

96.4

● Punti concessi in casa ogni
100 possessi degli avversari dai
Warriors nei playoff, i migliori in
assoluto. Su 8 partite all’Oracle
Arena ne hanno vinte 7.

Stephen
Curry,
27 anni,
mvp della
stagione AP

Massimo Oriani
INVIATO A OAKLAND (USA)

I

man Shumpert ha paura.
No, non di Klay Thompson, che dopo aver passato
i test di protocollo per i traumi
cranici ha ricevuto l’ok per
scendere in campo in gara-1. A
terrorizzare la guardia dei Cavs che dovrà marcare il secondo Splash Brother nelle finali
Nba è il terremoto. «Sono andato al cinema a vedere San
Andreas – ha twittato l’ex Knick a proposito del disaster movie sull’omonima falda – Facciamo che le giochiamo tutte e
4 a Cleveland...». Fosse quello
il vero pericolo per i suoi, nell’Ohio potrebbero già iniziare i
preparativi per la prima parata
in 51 anni, ovvero da quando i
Browns vinsero il titolo Nfl. A
Oakland (che ha vissuto sul serio la tragedia di un devastante
terremoto durante le World
Series ‘89) sorridono. I Warriors, a caccia del secondo
anello dopo quello firmato Rick Barry del ‘75, gli hanno risposto con un «Tranquillo, siamo ok» e l’immagine di un surfer.

SFIDA Per quanto la serie offra mille temi, è la sfida tra
Stephen Curry e LeBron James ad accendere la fantasia.
Non potrebbero essere più diversi: il primo ha un fisico minuto, l’altro potrebbe giocare
tight end nel football pro’. Il
play ha faticato a trovare
un’offerta decente per giocare
al college, accasandosi poi a
Davidson (nel North Carolina), l’ala è passata direttamen-

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

te dal liceo alla copertina di
Sports Illustrated e ai Cavs come 1a scelta assoluta. Stephen
è forse il miglior tiratore della
storia, il Prescelto potrebbe
passare alla storia come il miglior giocatore di sempre (Jordan permettendo...).
OSPEDALE Eppure hanno anche qualcosa in comune. Sono
nati nello stesso ospedale di
Akron, il General Medical Center. Ma mentre King James è
decisamente un figlio dell’Ohio, Curry vi ha solamente
visto la luce, nell’unico anno in
cui papà Dell ha vestito la maglia dei Cavs, crescendo poi a
Charlotte. Anche Oakland li lega. L’mvp 2015 è stato scelto
dai Warriors nel 2009 (col n.7)
e da allora ha sempre giocato
con loro. Ma anche James deve
una fetta della sua notorietà
alla città della Baia. Era il luglio 2000, LBJ aveva 15 anni, e
venne a disputare un torneo
amatoriale vestendo la maglia

della squadra locale, i
Soldiers, nella quale militavano altri futuri giocatori Nba
come Leon Powe e Kendrick
Perkins. «Segnò 55 punti in
faccia a Dwight Howard — ha
ricordato recentemente Powe
campione con Boston nel 2008
—. Era immarcabile».
DIFFERENZA Stanotte si guarderanno negli occhi, ben sapendo che buona parte dei destini delle loro squadre passerà
dalle loro mani. Ma c’è una differenza fondamentale: Golden
State ha molte altre opzioni.
Può permettersi di incassare
una serata storta di Curry e
vincere ugualmente. Se LeBron non gira al massimo, con
Kevin Love in borghese e Kyrie
Irving zoppo, per Cleveland
diventa quasi impossibile battere una squadra che in stagione regolare ha vinto 67 partite
(le 13 squadre arrivate alla serie per l’anello con almeno 65
successi hanno poi tutte porta-

LA GUIDA: IN TV SU SKY
Il via stanotte alle 3
a casa dei Warriors
C’è anche Gazzetta.it
Le Nba Finals partono questa notte
(alle tre del mattino tra oggi e domani)
a Oakland, la casa dei Warriors: al
meglio delle 7 partite.
Programma: gara-1 oggi a Oakland;
gara-2 domenica a Oakland; gara-3
martedì 9 a Cleveland; gara-4 giovedì
11 a Cleveland; gara-5 domenica 14 a
Oakland; gara-6 martedì 16 a
Cleveland; gara-7 venerdì 19 a Oakland.

TV Tutte le partite in diretta su
SkySport 2 HD.
GAZZETTA.IT E GAZZETTA TV Potete
seguire in diretta le finali sul nostro
sito con la cronaca e le interviste post
gara e due aggiornamenti quotidiani
dal nostro inviato oltre ai video e agli
arricchimenti classici di gazzetta.it.
Anche GazzettaTV vi terrà informati
sulle finali con collegamenti dagli Stati
Uniti.
PRONOSTICI Secondo un sondaggio
di Espn, Golden State è favorita 65-35:
la soluzione più gettonata è il successo
dei Warriors in 7 gare davanti al 4-1. I
pro Cleveland puntano sul 4-2 Cavs.

to a casa il Larry O’Brien
Trophy), che fa della difesa il
suo punto di forza ma soprattutto schiera un attacco che
difficilmente potrà essere frenato dai Cavs. La squadra di
coach David Blatt è la peggiore
in quanto a rating defensivo
(punti concessi ogni 100 possessi) ad aver mai raggiunto le
Finals, 20a con 104.1. Negli ultimi 37 anni solo i Lakers 2001
(19i), i Rockets ‘95 (12i) e i
Lakers ‘88 (11i) hanno portato
a casa l’anello senza essere tra
le prime 10. Ma, attenzione,
dal 23 gennaio (dopo le trade e
col rientro di Shumpert), i Cavs sono passati dal 23° al 13°
posto nella medesima statistica.
CIFRE Fredde cifre, ma sempre
più importanti in una lega che
utilizza persino gps in miniatura sulle divise dei giocatori
per calcolare il calo di rendimento fisico nel corso della
stagione in modo da farli riposare al momento giusto, tecnologia utilizzata da Steve Kerr
quest’anno. E a proposito di
Kerr e Blatt, il destino li mette
di fronte dopo che la scorsa
estate li aveva quasi affiancati.
L’ex tecnico di Benetton Treviso e Maccabi Tel Aviv stava per
accettare il ruolo di vice ai
Warriors quando arrivò la telefonata di Dan Gilbert, proprietario dei Cavs, con l’offerta che
non potè rifiutare, citando Il
Padrino. Chiunque vinca, sarà
il primo allenatore rookie a
farlo da Pat Riley nell’82 con i
Lakers. Chiunque vinca, farà
felice una città che attende da
tanto, troppo tempo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

CIFRE CAVS

5-2

● Il bilancio a favore di LeBron
James (32.6 punti di media col
55% al tiro nelle 7 sfide) negli
scontri diretti con Stephen
Curry (20.3 punti col 51%).

143

● Somma delle stagioni giocate
dalle squadre pro’ di Cleveland
(Cavs, Browns nella Nfl, Indians
nella Mlb, Barons, nella Nhl)
dall’ultimo titolo (Browns ’64).

LeBron James,
30, 2 volte mvp
delle finali AFP

Atletica R Alto: il ritiro

30

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Di Martino, l’addio
«Che felicità lassù
ma adesso è finita»

vorare e tutto si aggravò. Fui
operata a luglio, ma anche lì
vennero fuori problemi: degli
ancoraggi di metallo che mi erano stati inseriti, uno si staccò e
provocò una infiammazione. Ci
sono voluti tre anni per recuperare». Cinque mesi fa, è tornata
ad allenarsi, il fisico rispondeva
bene, aveva saltato 1,80 in fase
di carico. «Balzi, pesi, “forbici”
alte, tutto a posto. Ma proprio in
quel momento ho capito che
non avevo più la testa per proseguire. Ho pensato: basta, il mio
viaggio è finito, non faccio più
parte di questo mondo».

1A 37 anni si arrende a infortuni e stanchezza
«Tante gioie, nessun rimpianto: avanti Trost»

pure senza di me, vuol dire che
un giorno io vi precederò, sarò lì
sulla pista, a saltare, e voi verrete a guardarmi». E fu così per
cinque volte, in una delle quali,
nel 2009, festeggiò una grande
vittoria su Blanka Vlasic: 2 metri contro l’1,97 della croata.

Gennaro Bozza
ROMA

«N

on provavo più felicità quando saltavo». Antonietta Di
Martino aveva cominciato a «essere felice» quando era così piccola da non rendersene quasi
conto: il suo papà, Alfredo, la
lanciava in aria «fino al soffitto», un brivido sotto la pelle più
che un ricordo. «Ogni volta che
andavo oltre l’asticella, tornavo
a quella sensazione di felicità».
A 37 anni, compiuti l’1 giugno,
dopo tante imprese impossibili,
medaglie mondiali ed europee,
salti oltre i limiti di un fisico
normale, «appena» 1,69 m, dopo gravi infortuni da cui si è
sempre risollevata, Antonietta
ha deciso che la felicità è altrove. Per annunciarlo sceglie la
gara che più ha influenzato la
sua vita sportiva, il Golden Gala, quella che, da ragazza, poteva guardare solo in Tv perché
nelle auto che gli appassionati
di Cava dei Tirreni organizzavano per andare a Roma non c’era
mai posto per lei. Fu allora che,
«incavolata», predisse: «Andate

169,5 cm

TRE ANNI DURI,
HO RIPRESO A
SALTARE, MA LA
TESTA NON C’È PIÙ
È TEMPO DI AVERE
UN FIGLIO,
IN FUTURO POTREI
ANCHE ALLENARE
ANTONIETTA DI MARTINO
SALTATRICE IN ALTO

Gli annunci si ricevono
tutti i giorni su:

www.piccoliannunci.rcs.it
agenzia.solferino@rcs.it
oppure nei giorni feriali
presso l’agenzia:

Milano Via Solferino, 36
tel.02/6282.7555 - 7422,
fax 02/6552.436
Si precisa che ai sensi dell’Art. 1, Legge
903 del 9/12/1977 le inserzioni di ricerca
di personale devono sempre intendersi rivolte ad entrambi i sessi ed in osservanza
della Legge sulla privacy (L.196/03).

ADDETTA amministrazione personale, esperienza decennale assunzioni
cessazioni trasformazioni programma
presenze, rapporti con enti, word, excel, internet, posta elettronica.
346.79.48.352.
SEGRETARIA operativa, assistente
direzione, 44enne ottimo inglese e PC,
offresi. Milano. 349.14.40.361

COLLABORATORE domestico srilankese, offresi come badante, autista,
part-time, uffici, ottime referenze.
333.23.45.481
SRILANKESE offresi come custode,
giardiniere, autista. Zone Rapallo,
Santa Margherita Ligure. Referenze.
331.85.02.672

204 cm

DE AMICIS. Sesto piano, luminoso
quadrilocale, servizi, balconi. APE: F IPE: 154,25 kWh/mqa 02.88.08.31
cod. C15 filcasaimmobili.it
ISOLA nuova ristrutturazione, confortevole trilocale. CE: C - IPE 86,40 kWh/
mqa 02.88.08.31 cod. TC01 www.filcasaimmobili.it
LOSANNA bilocale nuovissimo 59
mq. Minimo anticipo, mutuo euro
1.000/mese. APE: B - IPE: 33,26 kWh/
mqa. 02.88.08.31 filcasaimmobili.it
codice B45
MM S. DONATO - Mansarda bilocale con terrazzo mq. 47. Minimo anticipo, mutuo euro 400/mese. APE: E
- IPE: 118,08 kWh/mqa. 02.88.08.31
- cod. B18 - filcasaimmobili.it
REPUBBLICA trilocale abitazione/ufficio biesposto. CE: G - APE: 234,10
kWh/mqa. 335.68.94.589
TRILOCALI nuovi Murat. Piani alti.
box. APE: C - IPE: 74,9 kWh/mqa
02.88.08.31 codice T09 - filcasaimmobili.it
VIA LOMAZZO nuovo quadrilocale.
Pluriservizi, giardino privato. APE: B IPE: 42,7 kWh/mqa 02.88.08.31 cod.
P15 filcasaimmobili.it
MILANO 3. Quadrilocale 117 mq.:
soggiorno, cucinotto, tre camere, due
bagni, ripostiglio, loggia coperta. Da
risistemare. Euro 288.000. APE: F - IPE:
147,60 kWh/mqa. 02.88.08.31 - codice P03 - filcasaimmobili.it
CHIRURGO estetico cerca urgentemente a Milano appartamento prestigioso incaricata Sarpi Immobiliare
02.76.00.00.69
SOCIETÀ d'investimento internazionale acquista direttamente appartamenti e stabili in Milano. 02.46.27.03

CALVARIO Stavolta, alla vigilia
del Golden Gala, la conferenza
stampa per lei è ancora la promessa di nuove sfide, ma lontano dalla pedana del salto. Lacrime appena accennate, ma subito ricacciate dentro, perché Antonietta è «’na guagliona tosta
assai». Poche parole, secche:
«Sono qui per dare l’addio alle
gare. Ho cercato di tornare a essere l’atleta che ero prima, ma
ho capito che non sarebbe stato
più possibile. C’è un tempo per
ogni cosa, il mio nell’atletica è
finito». L’infortunio del 2012, al
ginocchio, è stato l’inizio della
fine, anche se l’aspetto fisico diventa secondario. Tre anni di
calvario. «Ad aprile prima dell’Olimpiade di Londra mi infortunai, si era staccato il menisco
dal piatto tibiale, ma nessuno se
ne accorse, anche dopo tanti accertamenti, così continuai a la-

BANCHE
MULTINAZIONALI

•RICERCANO appartamenti affitto vendita. Milano e provincia
02.29.52.99.43

DIRIGENTE azienda conosciuta cerca
appartamento belle finiture, salone, 4
camere, cucina arredata, San Siro,
Portello, Amendola, Monumentale,
Garibaldi. Daniela Ometti Immobiliare 02.26.11.0571 - 338.56.55.024
DIRIGENTE banca cerca bilocale ben
arredato, ristrutturato, centro storico e
zone limitrofe. Daniela Ometti Immobiliare
02.26.11.0571
338.56.55.024

NOLI (SV)

HA IL RECORD
DEL MONDO
DEL DIFFERENZIALE
Antonietta, alta 169,5
ha saltato 2.04:
con 44,5 cm detiene
il record del mondo femminile
di differenziale

ANTONIETTA
DI MARTINO
NATA A Cava de’ Tirreni (SA)
IL 1/06/1978
CLUB: Fiamme Gialle

MONDIALI
Osaka 2007

MONDIALI INDOOR

EUROPEI INDOOR

Istanbul 2012

Parigi 2011
Birmingham 2007

Daegu 2011

© RIPRODUZIONE RISERVATA

BILOCALI /trilocali S. Gregorio, ristrutturati a nuovo. APE: G - IPE: 187,5
kWh/mqa 02.88.08.31 cod. C04
www.filcasaimmobili.it
LUGANO e Berlino. Investimenti immobiliari da euro 50.000,00. Rendimenti
fino
60%.
Telefono
004191.290.2000. Cell. 335.42.74.22.
info@swisslakehouse.com

P

IAZZA CASTELLO MM Lanza, ufficio 212 mq. ristrutturato,
prestigioso edificio epoca. CE: C
- IPE: 80,07 kWh/mca.
02.88.08.31 cod. C12 filcasaimmobili.it

RIMINI Rivazzurra Hotel Eva tel.
0541.37.25.26. Rinnovato, climatizzato. Vicinissimo mare. Confortevole.
Cucina casalinga, specialità marinare.
Buffet antipasti. Bevande gratis. Giugno 38,00/41,00. Luglio 46,00. Agosto 49,00/59,00. Settembre
37,00/40,00. Sconto famiglie.

SETTIMANE plein air nel parco
dell'Etna 100 euro con pernottamento
in roulotte e prima colazione. Info: Villamariol FB 340.98.80.452

DITTA edile esegue lavori di ristrutturazioni appartamenti, negozi, facciate, posa pavimenti, copertura tetti compreso
ponteggi.
Tel.
02.66.71.27.79

•PRIVATO

VENDE in palazzina
prestigiosa abitazione esclusiva,
trilocale, vista mare, a 100 metri
dalla spiaggia. Euro 590.000,00.
Possibilità box. Contattare:
335.21.27.78. No agenzie.

RAPALLO bilocale e trilocale vista
mare, box, piscina, tennis. Prezzi interessanti. 335.68.94.589

ABRUZZO mare, spiaggia, cultura,
cucina genuina tradizionale. Villarosa
Hotel Corallo tre stelle. Tel.
0861.71.41.26. Fronte mare, climatizzato, piscina, parcheggio. Spiaggia
privata con ombrellone, sdraio gratuito. Colazione buffet. Scelta menù.
www.hotelcoralloabruzzo.it

AFFITTASI ufficio open-space Porta
Venezia/Bastioni 400 mq., posti auto,
ingresso indipendente. APE: F - IPE:
61,21 kWh/mca 02.88.08.31 cod.
U08 filcasaimmobili.it

giugno euro 29,00, pensione completa + spiaggia.
www.albergosangabriele.it
0861.75.12.55

ACQUISTARE, vendere aziende, immobili, ricercare soci, joint-venture?
Trentennale esperienza nazionale, internazionale, pagamenti garantiti.
www.cogefim.com - 02.39.26.11.91
HOTEL 60 camere, lago di Garda, vista lago, piscina, giardino, villa. Vendesi 339.77.99.427

ABRUZZO OFFERTA MARE

MIRKO

•SEI IL NOSTRO PRESENTE e
il nostro futuro. Luigi

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

Alloggi

EXPO 2015

B&B

Interpreti
e traduttori

PER apertura punto commerciale si selezionano urgentemente 2 ambosessi
per mansioni interne-esterne. Assistenza clienti, gestione ordini e controllo qualità. 02.53.44.33

•OROLOGI MARCHE PRESTIGIOSE, gioielli firmati, brillanti,
coralli. www.ilcordusio.com 02.86.46.37.85

PUNTO D'ORO

U

FFICI altissima rappresentanza, pieno centro, edificio
storico, scaloni monumentali,
affreschi, grandi spazi artisticamente restaurati. 900 mq. divisibili APE: D - IPE: 104,5 kWh/
mca. 02.88.08.31 cod. C05 filcasaimmobili. it

ACQUISTIAMO,
VENDIAMO,
PERMUTIAMO

compriamo contanti, supervalutazione gioielli antichi,
moderni, orologi prestigiosi, oro, diamanti. Sabotino
14 - Milano. 02.58.30.40.26

Una nuova vetrina: EXPO MILANO 2015
IMPIEGATA /o gestione ordini e magazzino esperienza pluriennale,
azienda commerciale riviera ligure
cerca. Disponibilità alloggio aziendale. Mail: vitto753@gmail.com

PARADISO Di questo mondo farà invece sempre parte ciò che
lei è stata. Il 2,04 indoor, il 2,03
all’aperto, l’oro europeo indoor
a Parigi 2001, l’argento e il
bronzo mondiali. «Il secondo
posto a Osaka 2007 il ricordo
più bello». E la delusione? «Pechino 2008, abbandonata da
persone cui avevo concesso fiducia». Rimpianti? «Mi manca
una medaglia olimpica, ma vuol
dire che doveva andare così.
Non voglio avere rimpianti perché ti fanno male fino alla morte, ho ottenuto tanto e mi basta». Una nuova vita, un figlio?
«Vorrei una bambina». Il lavoro.
«Ho casa a Cava, vorrei restare
lì, vuol dire che farò la Finanziera in quella zona. Magari in futuro potrei diventare allenatrice». Un consiglio alla Trost:
«Avere tanta pazienza e non
mollare mai». Fa una foto con
lei, Vlasic, Chicherova e Kuchina. Si mette di fianco, ma potrebbe restare davanti a loro
senza «impallarle», una testa di
differenza. «Mamma mia, non
mi ricordavo Blanka e Anna tanto più alte di me, in pedana avevo l’impressione di essere “meno bassa” rispetto a loro». Cara
Antonietta, non era una impressione, eri davvero alla loro altezza.

ACQUISTIAMO

•AUTOMOBILI E FUORISTRADA, qualsiasi cilindrata. Passaggio di proprietà, pagamento immediato. Autogiolli, Milano.
02.89.50.41.33 - 327.33.81.299

STAZIONE Filzi raffinato centro italiano, nuovo. Personale qualificato.
Massaggi ayurvedici. Climatizzato.
02.39.68.00.71

TARIFFE PER PAROLA IVA ESCLUSA
Rubriche in abbinata: Corriere
della Sera - Gazzetta dello Sport:
n. 1, 16: € 2,08; n. 2, 3, 14: €
7,92; n. 4, 21, 23: € 5,00; n. 5, 6,
7, 8, 9, 12, 20, 22: € 4,67; n. 10:
€ 2,92; n. 11: € 3,25; n. 13: €
9,17; n. 15: € 4,17; n. 17: € 4,58;
n. 18, 19: € 3,33; n. 24: € 5,42.
RICHIESTE SPECIALI
Data Fissa: +50%
Data successiva fissa: +20%
Per tutte le rubriche tranne la 21,
22 e 24:
Neretto: +20%
Capolettera: +20%
Neretto riquadrato: +40%
Neretto riquadrato negativo: +40%

Atletica R Diamond League

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Pierangelo Molinaro

Justin Gatlin, 33 anni, ha
personali di 9”74 sui 100 e
19”68 sui 200 AP

ROMA

J

ustin Gatlin esalta e spaventa. Esalta un uomo
che a 33 anni è capace di
correre i 100 in 9”74 (il 15
maggio a Doha) e i 200 in
19”68 (sabato scorso a Eugene), prestazioni che sembrano
andare contro le leggi del tempo. Lui sorride. Dice che il suo
orologio biologico non è ancora arrivato alla cifra anagrafica: «Vi dimenticate i quattro
anni di squalifica, levateli dalla
mia età, in quel periodo (di
squalifica per doping, ndr) il
mio corpo si è rigenerato, ha risolto i malanni e migliorato la
mia tecnica». Non è facile cambiare e migliorare uno stile di
corsa quando si è già vinto un
oro olimpico sui 100 (Atene
2004) e dominato la velocità di
un’edizione di Mondiali (Helsinki 2005). «Invece è possibile
– ribatte l’ex ragazzo di Pensacola – perché la velocità è un
difficilissimo compromesso fra
ampiezza della falcata e frequenza dei passi. E io qualcosa
su questo fronte sono riuscito a
perfezionarmi, ma il processo
non è stato completato».
STUPORE Facile a dirsi, ma
quello che lo statunitense ha
fatto in questo inizio di stagione è davvero stupefacente,
ogni uscita un botto. Sorpreso?
«Certo non aspettavo di partire
così, ma la cosa bella è che so di
poter migliorare ancora, essere
più veloce». Difficile in questo
momento trovargli avversari.
Sulla pista dello stadio Olimpico avrebbe potuto esserci
Powell, che a Kingston in maggio ha giù corso in 9”84, ma come ha confermato il manager
del giamaicano Paul Doyle, il
manager di Gatlin, l’ex primatista del mondo degli ostacoli
Renaldo Nehemiah, avrebbe
posto il veto: o Justin, o Asafa.
Così gira il mondo dello sprint,
poche gare, come l’alto donne
o i 100 hs posso permettersi di
presentare duelli veri prima
dei Mondiali, chi perde vede
calare i suoi ingaggi ai meeting.

Gatlin avvisa il mondo
«Io non temo nessuno»

1Stasera sui 100 accende il Golden Gala di Roma: «Voglio il 9”69

del record Usa. Bolt? Proprio qui l’ho già battuto, non mi fa paura»

R«Troppo veloce a

33 anni? Nei
quattro anni di
stop per doping mi
sono rigenerato»

R«A Roma, con il

caldo, le condizioni
sono ideali. Se il
vento non spirerà
in faccia...»

UOMINI

avversari, ma nessuno sulla
carta in grado di metterlo in
difficoltà. «Non ho paura degli
altri. Sono riuscito a tornare
quello che desideravo. Adesso
tutti mi guardano e mi chiedono. Mi ricordo quando, appena
dopo il rientro, correvo in
10”06 a Rovereto e nessuno mi
filava... Non è stato facile risalire, ho dovuto battere anche la
negatività che mi circondava,
di tanta gente che non credeva
potessi tornare a questi livelli».
Le sue parole sono quasi una
sfida. D’altra parte al momento
è in vetta al mondo degli uomini jet. «il mio prossimo obiettivo è il record statunitense dei
100 (9”69 di Tyson Gay nel
2009 a Shanghai, ndr) e chissà

LA GUIDA

che succeda a Roma. Sento di
poter fare ancora meglio, sto
bene e spero di riuscire a mantenere questa condizione sino
ai Mondiali e non sarà facile visto che mancano ancora due
mesi. Vedo che al Golden Gala
ci sono le condizioni ideali. Fa
caldo, se il vento non si mette a
spirare in faccia...»
BOLT E’ un poker di campioni il
gotha attuale della velocità, oltre a Gatlin, ci sono Powell,
Gay e naturalmente Bolt. Ma è
quasi impossibile sperare in
qualcuno di questi duelli prima
del viaggio di fine agosto a Pechino. Ed è soprattutto quello
con Bolt che interessa, visto
che il giamaicano, che per que-

sta stagione punterebbe soprattutto sui 200, non si è per
ora ancora espresso ai livelli
leggendari degli anni scorsi.
«Quando vuole, sa dove trovarmi. Per me è uguale, non lo eviterò né sui 100 né sulla doppia
distanza. Ma sono convinto
che Usain arriverà ai Mondiali
pronto. Bolt per me è uno stimolo, un punto di riferimento.
Ma vi ricordate? Proprio qui a
Roma l’ho già battuto, non ho
motivo di temerlo. Certo, qualche anno fa mi pareva lontano,
ma passo dopo passo sono arrivato dove sono adesso. E questa per me è già una vittoria.
Vado sereno verso questo duello».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

DONNE

Lavillenie da record
Pichardo per stupire

I 100 alle 21.28
In tv su RaiSport 1
e poi su Rai 3

Ostacoli: novità Stowers
La Trost sfida le migliori

I

Il Golden Gala sarà in diretta dalle 20
alle 21 su RaiSport 1 e dalle 21 alle
22.30 su Rai3. I principali protagonisti.
17.45 - Peso: Whiting (Usa); Storl (Ger);
Richards (Giam); Secci.
17.45 - Lungo D: Klishina (Rus);
Moguenara (Ger); Vicenzino.
17.55 - Disco D: Perkovic (Cro);
Caballero, Perez (Cuba).
19.40 - Asta: R. e V. Lavillenie (Fra);
Holzdeppe (Ger); Filippidis (Gre);
Stecchi.
19.40 - 100 (II): Forte (Giam); Ferraro,
Riparelli, Tumi, Obou.
19.55 - Giavellotto: Yego (Ken);
Pitkamaki (Fin); Bonvecchio.
20.03 - 400 hs: Hussein (Svi); Tinsley,
Dutch (Usa); Capotosti.
20.10 - Alto D: Beitia (Spa); Kuchina,
Shkolina, Chicherova (Rus); Vlasic
(Cro); Licwinko (Pol); Trost.
20.13 - 200 D: Fraser, Simpson, Facey
(Giam); Tarmoh (Usa); Hooper.
20.20 - Triplo: Pichardo, Copello
(Cuba); Fyodorov (Rus); Cavazzani.
20.23 - 800: Aman (Eti); Amos (Bot);
Bosse (Fra); Kinyor (Ken); Benedetti.
20.38 - 100 hs: Stowers, Rollins, Nelvis,
Harper (Usa); Pearson (Aus).
20.48 - 5000: Gebrhiwet, Alamirew,
Gebremeskel, Edris, I. Merga (Eti); I.
Koech, Longosiwa (Ken).
21.08 - 400 D: McCorory (Usa); N.
Williams (Giam); Grenot.
21.18 - 1500 D: Hassan (Ola); Simpson
(Usa); Tsegay (Eti).
21.28 - 100 (I): Gatlin, Rodgers (Usa);
Vicaut (Fra); Collins (S.K.).
21.38 - 3000 sp D: Ayalew (Eti);
Nyambura, Kiyeng (Ken).
22.03 - 110 hs: Porter (Usa); Darien
(Fra); Riley (Giam); Fofana.
22.10 - 200: Lemaitre (Fra); Nkanata
(Ken); Marani, Desalu.
22.20 - 400 hs D: Russell (Giam);
Demus (Usa); Pedroso.

P

TRIPLO Pedro Pablo Pichardo è la supernova nel firmamento dell’atletica. Nessuno
in questa stagione ha saputo
stupire più di lui, con prestazioni che l’hanno già fatto
entrare nella storia del triplo. Talento ne dimostra da

IL CASO

Salazar
accusato
di dopare
i suoi atleti

Alberto Salazar e Galen Rupp AFP

AVVERSARI Così stasera Gatlin avrà nelle corsie a fianco

l francese Renaud Lavillenie, stasera, sulla padana dell’asta, sarà condannato a stupire. Dopo
aver strappato il 15 febbraio
dello scorso anno il primato
mondiale a Bubka, salendo a
6.16 a Donetsk, la città di
Sergei, sabato scorso a Eugene è volato a 6.05, personale
all’aperto. Eppure per lui la
stagione non era iniziata nel
migliore dei modi, con la rinuncia forzata a maggio al
meeting di Doha per un infortunio ai legamenti della
spalla sinistra, riportato disputando una staffetta di società in Francia. Sulla pedana romana, oltre al fratellino Valentin, si ritroverà contro anche l’ultimo atleta in
grado di infliggerli un dispiacere, il tedesco di colore
Raphael Holzdeppe, che lo
battè ai Mondiali di Mosca
2013. Da seguire anche il
greco Kostantinos Filippidis,
che nella stagione ha già superato 5.75.

31

sempre: nel 2012 vinse a Barcellona il titolo mondiale juniores, l’anno successivo (a 19 anni) l’argento mondiale a Mosca,
quindi il bronzo ai Mondiali indoor di Sopot 2014. Poteva già
abbattere il muro dei 18 metri,
ma una squalifica della federazione cubana lo ha fermato sei
mesi. Si è rifatto subito quest’anno a Doha, dove è atterrato
a 18.06. Per Pichardo è solo una
questione di occasioni. La scorsa settimana a L’Avana ha portato il personale a 18.08. Misure
che in un certo senso rappresentano l’obbligo di stupire
sempre. Ma questo ragazzo di
21 anni sembra di gomma ed è
il primo a minacciare dopo tanti
anni il primato del mondo del
britannico Jonathan Edwards,
18.29. Non è così lontano.
pa.m.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pedro Pichardo, 21 anni ANSA

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

robabilmente i 100 hs
saranno l’anticipo della finale Mondiale di
Pechino. Un misto di entusiasmo giovanile e grande
esperienza. Tutte contro Jasmine Stowers, 23 anni, capace a Doha di concludere in
12”35, risultato preceduto
12”39 di Kingston e dal
12”40 di Des Moines. Ma in
gara pure la connazionale
Sharika Nelvis, 12”54 a
Doha e soprattutto 12”55
nel gelo e sotto la pioggia di
Ostrava. La vittoria dovrebbe essere una questione loro, ma non va sottovalutata
un’atleta come la rientrante
Brianna Rollins, dominatrice delle ultime due stagioni
con un 12”75 stagionale, ma
con 12”26 di personale. E
poi due vecchie volpi come
le campionesse olimpiche, la
statunitense Dawn Harper e
l’australiana Sally Pearson
per ora non più veloce di
12”59 (in marzo a Brisbane). Quindi l’altra statunitense Harrison, la britannica
Porter e la bielorussa Talay.
ALTO Per Alessia Trost, all’esordio stagionale all’aperto dopo l’argento europeo in
sala, è una gara da far tremare i polsi, contro le più
forti al mondo, che ti posso-

no dire quanto vali. E’ una sfida
di regine quella dell’alto, una
specialità ancora dormiente. La
miglior cifra del 2015 è infatti
l’1.97 della polacca Kamila
Liewinko, che sarà in pedana,
ma il primo 2 metri dell’anno
dovrebbe uscire dal duello fra
la russa Maria Kuchina, già oro
europeo in sala il 7 marzo davanti ad Alesia e le vecchie dittatrici della specialità. E’ l’esordio stagionale anche per la
croata Blanka Vlasic, capace di
2.08 nel 2009, ma che ha trascorso le ultime stagioni fra
gravi infortuni. Quindi la russa
Anna Chicherova, per ora 1.94,
ma 2.07 nel 2011. Il fatto che su
questa stessa pedana la bulgara
Kostadinova stabilì nel 1987 il
primato mondiale (2.09) rende
la gara ancora più suggestiva.
pa.m.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessia Trost, 22 anni ANSA

Andrea Buongiovanni

L’

accusa, anche in questo caso, è esplicita e
diretta: «Alberto Salazar ha incoraggiato atleti del
proprio gruppo di mezzofondisti e fondisti ad assumere sostanze proibite». La
bordata arriva da un documentario trasmesso ieri sera
dalla Bbc scozzese, lo stesso
che sostiene che anche Alan
Wells, storico avversario di
Pietro Mennea, facesse ricorso a pratiche vietate.
ATTACCHI Salazar, 56enne
statunitense, nella storia
dell’atletica perché vincitore
della maratona di New York
nel 1980, 1981 e 1982 e di
quella di Boston nel 1982, è
il capo allenatore del Nike
Oregon Project. Lo squadrone con base a Portland include il britannico Mo Farah,
oro olimpico, mondiale ed
europeo in carica di 5000 e
10.000, per il quale non ci
sono accuse dirette. Ci sono,
invece, per Galen Rupp, primatista statunitense dei
10.000 e, nella specialità, argento a cinque cerchi a Londra 2012. Salazar, che lo segue da 14 anni, secondo il
documentario, lo avrebbe
dopato nel 2002, quando il
ragazzo di anni ne aveva solo 16. Steve Magness, nel
2011 assistente allenatore
del gruppo, sostiene di aver
visto un documento che mostrava valori ematici di Rupp
a quell’età, rivelanti l’uso di
testosterone. «L’assunzione
partiva addirittura dai tempi
del liceo» svela Magness nel
documentario. Sarebbero almeno sette gli atleti o i collaboratori di Salazar, Magness
incluso, che si sarebbero rivolti all’Usada per denunciare le malefatte dell’allenatore. La stessa commissione
antidoping Usa non conferma nè smentisce l’apertura
di un’inchiesta. Un fisioterapista avrebbe visto prodotti
contenenti steroidi anabolizzanti durante un camp in altura nello Utah, nel 2008.
Salazar, da egli stesso interrogato al riguardo, avrebbe
risposto che si trattava di farmaci ad uno personale.
SMENTITE Il coach respinge
gli addebiti: «Quanto sostenuto dalla vostra fonte – scrive Salazar negandosi per
un’intervista – si basa su false assunzioni, figlie della volontà di autopromozione».
«Sono completamente contrario all’uso di sostanze dopanti – aggiunge Rupp – non
ne ho mai fatto ricorso, nè
Alberto mi ha mai incoraggiato a farlo». Tra gli accusatori Kara e Adam Goucher,
ex fondisti di ottimo livello
guidati da Salazer.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

32

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

TUTTENOTIZIE
PENTATHLON

1 NUOTO: CASO PARK (al.f.) Park Tae Hwan, squalificato per doping fino a marzo, ha ripreso a nuotare a

Seul con il suo ex coach Roh Min-Sang: la Fina chiede chiarimenti alla S.Corea per il permesso concesso al
nuotatore sospeso. Durante la squalifica non è consentito allenarsi nei club affiliati alle federazioni.
fase pre-mondiale da lunedì 8.

PALLAVOLO
ATLETICA

Parte il processo
sul caso delle
società fantasma
● (v.p.) Comincia oggi ,
presso il tribunale federale
del pentathlon moderno, il
processo sul caso delle sei
società «fantasma», costruite
- secondo l’accusa della
procura federale dopo
un’istruttoria durata più di
due anni - al solo scopo di
costituire un bacino di voti
per le elezioni della
Federazione. La vicenda
riguarda il periodo 20102012, quando il presidente
era Lucio Felicita (poi arrivò
il commissario per delle
irregolarità formali
nell’assemblea elettiva),
incolpato insieme con 14 altri
dirigenti della sua gestione.
Fra questi, anche cinque
consiglieri federali
dell’attuale gruppo dirigente,
presieduto da Valter Magini,
che invece risulta estraneo
alla vicenda. Una condanna
da parte del Tribunale - ci
sarà poi il secondo grado
presso la Corte federale ed
eventualmente il terzo
presso il collegio di garanzia
del Coni - aprirebbe
oggettivamente un
problema anche per l’attuale
vertice federale. Ma il
presidente Magini resta
sereno: «Ho fiducia nella
giustizia, e mi auguro che
tutti i coinvolti possano
dimostrare la loro
innocenza».

BASEBALL

Coppe: Bologna
e Rimini vincono
San Marino k.o.

Luca Panerati, 4 riprese perfette
(m.c.) Bologna si rimette
subito in corsa per la finale di
Coppa Campioni. Agli emiliani
campioni d’Italia, a Parigi, per
travolgere la bielorussa Brest
Zubrs, bastano 2 riprese, la
prima (6 p.) e la quinta (7) ed
un Luca Panerati da perfect
game di 4 inning con 8 strike
out. Nel box brilla Mondino
(2/2, 4pbc) e Rodriguez (3/4,
3pbc). Il San Marino si
arrende invece all’eterno Rob
Cordeman che permette ad
Amsterdam di aspettare il
momento giusto per battere i
lanci di Teran e dei suoi rilievi.
Secondo successo per Rimini
sugli ucraini. (Bertagnon 3/5).
A Parigi: Brest Zubrs-Puc
Parigi 1-11 (7°), AmsterdamSan Marino 6-0 (v.
Cordemans 6bv-6so, p.
Teran), Cnf Unipolsai
Bologna-Brest Zubrs 15-0 (6°,
v. Cadoni, p.Ilyn). Oggi:
Amsterdam-Brest Zubrs, 15
S.Marino-Solingen, 17 ParigiBologna. A Rotterdam:
Neptunus RotterdamElizavetgrad 12-0,
Elizavetgrad-Rimini 1-8 (v.
Bertolini 4bv-10so, p.
Lisnytskyi), HeidenheimSenart 5-1. Oggi: 10,30
Senart-Rimini, ElizavetgradBrno, Senart-Rotterdam.

Arrighetti in Italia
mura a Conegliano
Piazza è tedesco

Valentina Arrighetti torna in Italia dopo l’Azerbaigian TARANTINI

C

ontinuano i ritorni in
Italia. E molte di queste sono Nazionali:
dopo Lo Bianco, Caterina
Bosetti ecco anche Valentina Arrighetti che torna nella serie A italiana e lo fa da
Conegliano. Confermate
dunque le indiscrezioni che
volevano al club veneto la
centrale azzurra, che nella
scorsa stagione ha giocato
nel campionato azero (al
Lokomotiv Baku). Arrighetti vanta una bacheca stellare con uno scudetto, una
Coppa Italia, due Champions League e due Supercoppe italiane con i club, oltre a 188 casacche della Nazionale con la quale ha con-

IPPICA

Derby inglese
Atzeni crede
nel colpaccio
● Sabato c’è il Derby inglese
con due fantini italiani tra i
protagonisti. Se da un lato
Lanfranco Dettori salirà in
sella addirittura al favorito
Golden Horn (imbattuto in tre
corse tra cui le Dante Stakes)
e avrà la possibilità di vincere
per la seconda volta (dopo
Authorized 2007) la
classicissima inglese, dall’altro
Andrea Atzeni cercherà di
migliorare il secondo posto
dello scorso anno. Il sempre
più convincente fantino di
Nurri, 12 mesi fa, all’esordio
nel Derby, con il suo Kingston
Hill finì alle spalle del solo
Australia, e stavolta farà
coppia con Elm Park. L’allievo
di Andrew Balding è a 8/1 e
anche se è stato battuto da
Elm Park nelle Dante gode
della fiducia di Atzeni: «Il mio
cavallo non lo cambierei con
nessuno degli avversari - ha
detto ieri al Racing Post-.
Stimo molto Golden Horn e
Jack Hobbs, che ci hanno
battuto nelle Dante, ma
possiamo invertire la linea
perché quel giorno il mio Elm
Park era al rientro e perché il
miglio e mezzo di Epsom gli si
addice di più. E’ una corsa più
aperta di quanto sembri».

Andrea Atzeni con Elm Park GETTY

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

Debutto azzurro:
Pesaro è pronta
● (cam.ca.) Nell’anno del ritorno
in serie A del volley femminile a
Pesaro (in A-2 da qualche
giorno), la città si prepara a
ospitare la grande pallavolo
internazionale. L’Italia di Mauro
Berruto, arrivata martedì
dall’Australia, si prepara per il
match di World League di
domani sera (ore 20,40) contro
la Serbia, per restare a
punteggio pieno nel girone.
Pesaro si colora di azzurro per il
debutto italiano ufficiale del
2015. Domenica pomeriggio, il
bis a Bologna ore 18.10.

quistato la medaglia d’oro
all’Europeo, alla Grand champions cup, alla Coppa del Mondo, alle Universiadi e ai Giochi
del Mediterraneo. Un tassello
fondamentale per coach Mazzanti per raggiungere l’obiettivo di portare Conegliano a vincere il suo primo trofeo.
NAZIONALE Da ieri fra l’altro
Arrighetti con altre azzurre è
in ritiro a Cavalese in un mega
raduno con la Nazionale, primo passo di preparazione al
Grand Prix. A proposito di azzurre Sara Loda è sulla strada
che porta a Scandicci, ,mentre
Laura Partenio è vicinissima a
Vicenza (neopromossa in A-1).
Fra le altre voci che si registrano una porta Valentina Fiorin
vicino a Busto Arsizio. Mentre
l’americana Hooker (ex Pesaro) sarebbe stata offerta a Casalmaggiore che è in cerca di
un opposto pesante, dopo la
partenza di Serena Ortolani.
PRANDI FRANCESE Continua
l’esperienza transalpina per
Prandi: dopo il biennio a Lione
portandolo alla semifinale
playoff, Silvano Prandi si accasa allo Chaumont. Altro tecnico italiano che resta all’estero:
Roberto Piazza dopo l’annata
in Polonia si accasa in Germania, entra nello staff della Nazionale che ha conquistato il
bronzo al Mondiale. La Sir Safety Perugia ha confermato per
la prossima stagione il centrale
Simone Buti, che farà coppia al
centro con Emanuele Birarelli,
già ingaggiato da Trento.
Rosa-Antonelli

NUOTO: DELFINO E SL

VARIE: 5000 ATLETI

Che 100 a Roma
Codia: 52”33
La Ferraioli 54”73

I Giochi amatori
a Lignano
dal 7 giugno

Erika Ferraioli, 28 anni, romana
● (al.f.) A Roma, Piero Codia
vince i 100 farfalla in 52”33 ed
Erika Ferraioli i 100 sl in
54”73. Uomini: 50 sl Bovell
(Tri) 22”70; 100 sl Lagunov
(Rus) 49”83, Santucci 50”11;
200 sl Lestingi 1’50”19; 50 do
Di Tora 26”05; 100 do
Ciccarese 54”94; 50-100 ra
Bizzarri 28”45 (=Broglia),
1’02”22; 50 fa Codia 23”91;
200 mx Henique (Bra) 2’00”41.
Donne: 50-100 sl Ferraioli
25”33 (Gemo 25”58, p.), 54”73;
200 sl Ceracchi 2’00”59 (p.),
Panziera 2’00”68 (p.); 50 do,
200 mx Letrari 29”06, 2’17”91;
100 do, 50 fa Gemo 1’01”84,
26”29; 50-100 ra Scarcella
31”92, 1’09”01 (De Ascentis
1’10”62); 100 fa Di Liddo 59”44.
● BELMONTE STOP (al.f.)
Mireia Belmonte salterà Canet
(Fra) e Settecolli: guai alle
spalle verso i Mondiali per la
spagnola. A Canet, sabato e
domenica, ci sarà Alice Mizzau
(100-200-400-1500 sl).
● DE MEMME (al.f.) Martina
De Memme torna dalla
Turchia e nuota a Empoli.
Uomini: 50 ra/fa Franceschi
28”46, 25”87. Donne: 100-200
sl, 100 do De Memme 57”62,
2’01”53, 1’06”46; 50 ra
Valentini 32”93; 200 fa/mx
Carli 2’15”81, 2’19”42.

● Annunciati i Giochi mondiali
per amatori, dal 7 al 14 giugno
a Lignano (Ud). La rassegna,
organizzata da Aics,
Associazione Italiana Cultura
Sport, vedrà 5000 atleti di 30
Paesi, tra cui Israele ed Iran,
portatori di un importante
messaggio di pace, tema a cui
è dedicata la rassegna. 14 i
tornei Csit: dal calcio al
basket, dal nuoto all’atletica;
inoltre, esibizioni di oltre 20
discipline nuove, attività fisica
per i meno giovani, la Csit run
non competitiva che
attraverserà Lignano. Dentro
il Villaggio Area Italia,
conferenze col presidente del
Coni, Giovanni Malagò, e il
presidente del Panathlon,
Giacomo Santini. Alla
cerimonia di lunedì, ci saranno
l’olimpionico Daniele Masala e
Carlo Simionato (argento
mondiale 4x100 di Mennea).
● ASCANI E CIO Il prof.
Franco B. Ascani, presidente
della federazione
internazionale del cinema e tv
sportivi, è stato nominato dal
presidente del Cio, Thomas
Bach, membro della
commissione cultura e
patrimonio olimpico,
presieduta dal greco Nikolaou.

SCHIPPERS, LA SCELTA
FARÀ SOLO VELOCITÀ
Dafne Schippers ha deciso: almeno
fino all’Olimpiade di Rio 2016,
rinunciando alle prove multiple, si
darà solo alla velocità. La 22enne
olandese ha annunciato la scelta
nel corso di una conferenza
stampa: «E’ la strada giusta da
imboccare – ha detto – non facile,
ma giusta». Dieci giorni fa, a
Hengelo, ha corso i 100 in 10”94,
mentre domenica s’è ritirata
dall’eptathlon di Götzis per un
problema a un ginocchio quando,
dopo sei prove, era in vista del
record nazionale.
● IN GIAMAICA (si.g.) Così in un
meeting a Kingston. Uomini. 100
(+1.6): Hughes (Angu) 10”15; D.
Bailey (Ant) 10”16. Donne. 100
(+1.7): C. Williams 11”11; Morrison
11”13. 400: K. Spencer 51”14.
● PISTA ITALIA (si.g.) A Mondovì
(Cn). Uomini. Lungo: Randazzo (j)
7.51 (+0.8). Donne. Lungo: Liboà
6.35 (+0.7). A Novara. Donne.
Disco: Bordignon 52.51. A Chiari
(Bs). Allievi. Asta: Mandusic 4.80.
Allieve. 400 hs: Olivieri 59”91. A
Verona. Uomini. 200 (+1.9):
Cortelazzo 21”21. Donne. 200 (+1.9):
Fiorese (j) 24”10; Herrera Abreu
24”11. A Cles (Tn). Donne. Disco:
Capoferri 52.54. A Codroipo (Ud).
Uomini. 100 (-1.1): Demonte 10”55.
Alto: Biaggi 2.15. Donne. 100 hs (1.5): 2. Carmassi 13”69. Alto: Rossit
1.80. A Oristano. Uomini. Lungo:
Musso 7.67 (+2.4, r. 7.66/+1.1).

BEACH VOLLEY


WORLD TOUR (c.f.) Bene gli
azzurri nel torneo Swatch Major
Series di Parenzo (Cro), una delle
tappe clou del World Tour. Con i 20 rifilati a Lili-Carol Maximo (Bra) e
Gallay-Klug (Arg), Menegatti-Orsi
Toth, che chiudono alle 11 la pool
contro Rosko-Tadic (Cro), sono già
certe del 1° posto. Nel tabellone
finale maschile, a Nicolai-Lupo si
sono aggiunti i “qualificati”
Ranghieri-Carambula, vittoriosi ieri
2-0 su Bryl-Szalankiewicz (Pol) e
Hordvik-Kvamsdal (Nor). I primi
sono nel girone con GrimaltGrimalt (Cile), BöckermannFlüggen (Ger) ed Herrera-Gavira
(Spa), i secondi con RicardoEmanuel (Bra), Doppler-Horst (Aut)
e Sidorenko-Dyachenko (Kaz). Out
Tomatis-Ficosecco.

IERI 4-6-17-13-10 A Roma (m
2060): 1 Red Fire Thor
(Warn.Martellini) 1.13.8; 2 Olele’
Allmar; 3 Noir d’Ete; 4 Palomitas; 5
Mig Enne; Tot.: 12,58; 3,28, 7,70, 1,79
(417,51). Quinté: n.v Quarté:
16.727,07. Tris: 1.825,46.
● OGGI QUINTÉ A FIRENZE Al
Visarno (inizio convegno alle)
scegliamo Pretzhof (6), Linchetto
(5), Corona Boreale (8), Linus
Pauling (1), Dream of Desert (9) e
Punta di Diamante (3).
● SI CORRE ANCHE Trotto: Napoli
(15.15) e Palermo (15).

NUOTO


CAMBIO SEEBOHM (al.f.)
L’australiana Emily Seebohm ha
scelto di allenarsi con David Lush
alla Brisbane Grammar School fino
a Rio 2016: è stata costretta a
lasciare il suo storico coach Matt
Brown poiché cacciato dal club.
Intanto la mezzofondista Katie
Goldman, compagna di allenamenti
di Hackett, si ritira a 22 anni.
● POLACCHI VELOCI (al.f.) A
Stettino (Pol). Uomini: 100 sl-50 fa
Korzeniowski 49”14, 23”90; 800 sl
Wojdak 7’53”23; 50 do Polewka
24”80 (r.n.). A Reykjavik (Isl).
Uomini: 200 mx Stacchiotti (Lus)
2’00”18.

PALLAMANO


CONVOCATI (an.gal.) Il c.t.
Radojkovic ha diramato i convocati
per Italia-Romania a Conversano
(Ba) il 10/6, per la 3a giornata del
gruppo C di qualificazione a Euro
2018: Fovio, Rossi, Radovcic,
Stabellini, Turkovic, Moretti,
Sporcic, Venturi, Sonnerer, Rubino,
Vaccaro, Parisini, Giannoccaro,
Maione, Sperti, Sampaolo, Dapiran.

PALLANUOTO


SETTEROSA Una sconfitta e una
vittoria nell’avvio della Cina Cup a
Kunshan: le azzurre hanno perso 75 col Canada e hanno battuto 11-9 il
Brasile. Oggi c’è l’Australia.
● IN A-2 Nelle finali di ritorno,
Lavagna-Sori 9-7 ai rigori e OrtigiaTrieste 9-8 . Entrambe alla bella,
sabato.

RUGBY
BOXE
● PAGLIA MONDIALE (r.g.) A
Bangkok (Thai) il locale Wanheng
Menayothin (38), 29 anni,
professionista dal 2007, si
conferma Mondiale paglia Wbc
spedendo Jerry Tomogdan (Fil. 176-3) ko 9. Il thailandese viene
considerato il migliore della
categoria.
● MARSILI (r.g.) L’ex europeo
leggeri Emy Marsili (31-0-1) si
batterà il primo agosto a Roma
(OPI2000) contro il messicano
Gamalier Diaz (38-12-3) per il
vacante titolo Silver Wbc, che dà
diritto al confronto con il campione
Jorge Linares (39-3), venezuelano
di stanza in Giappone.

GOLF
WOODS E MOLINARI IN OHIO
Al via il Memorial Tournament di
Dublin nell’Ohio (Pga) con
Francesco Molinari, che ha risolto i
problemi ad un polso e Tiger
Woods che rientra dopo la buona
prestazione nel Masters (17°) e
quella deludente nel Players
Championship (69°). Difende il
titolo il giapponese Hideki
Matsuyama in una gara che
promette spettacolo anche per la
presenza di Phil Mickelson. Il
torneo su Sky sport 3 Hd dalle
20.30. Alessandro Tadini, Andrea
Pavan e Renato Paratore
partecipano al Nordea Masters
(European tour) a Malmoe e su Sky
Sport 2 ore 11 e 15.

HOCKEY PISTA


Giovanni Malagò, presidente Coni

IPPICA


TEST AZZURRI (m.nan)
Successo 7-5 a Biassono contro il
Monza neopromosso in A-1, per
l’Italia in vista dei Mondiali a La
Roche Sur Yon in Francia a fine
mese. Tripletta per Ambrosio,
doppietta per Marco Pagnini e
sigilli anche per Tataranni e
Motaran. Azzurri in ritiro a Lodi
fino a venerdì, poi pausa e ultima



QUI TREVISO (e.sp.) Treviso sale
a quota 39 giocatori ufficializzando
gli arrivi di Jean Francois
Montauriol (da Rovigo) e il ritorno
di Tommaso Iannone (dalle Zebre).
Si attende il sì del mediano
neozelandese Chris Smylie.
● QUI ROVIGO (i.m.) A Rovigo, dal
«processo pubblico» coi tifosi (circa
300 partecipanti) è emerso che
nonostante la terza finale scudetto
persa, il presidente Francesco
Zambelli continua. Confermato in
panchina Filippo Frati e l’All Blacks Joe
McDonnell, partiranno una dozzina di
giocatori. Primo acquisto il seconda
linea inglese Perry John Parker, ex
Rotheram, Edinburgo e Ospreys.
● GALLES E SCOZIA (i.m.) Il Galles
ha nominato 47 giocatori perla
Coppa del Mondo, compreso North
dopo i problemi di concussion. Ci
sono Gethin Jenkin (aspira alla
quarta partecipazione) e i
debuttanti Day, Thornton (avanti),
Ascombe, Dickson, Moragan e
Walker (trequarti). Nei 46 della
Scozia, i sudafricani Josh Struass e
Wp Nel, Barclay torna dopo due
anni e otto esordienti; esclusi
Beattie e Brown.

SPORT INVERNALI


WIERER Nel primo raduno per la
squadra azzurra di biathlon.
Assente Dorothea Wierer, che
sabato ha sposato il fidanzato
Stefano Corradini.

VELA
● VOLVO RACE (r.ra.) La giuria
internazionale ha penalizzato 3
equipaggi della Volvo Ocean Race per
aver contravvenuto alle regole della
navigazione durante la 7° tappa. A
Team Sca sono stati decurtati 2 punti
dalla classifica generale mentre a
Dongfeng e Mapfre 1. I franco cinesi
si allontanano di 1 altro punto da Abu
Dhabi Ocean Racing, che ora guida la
classifica con 6 punti di vantaggio,
quando mancano due tappe alla
conclusione.

AltriMondi R

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

re ora al Senato. Prima delle
elezioni regionali, Renzi ha
gridato ai quattro venti che
della legge elettorale non si
cambia neanche una virgola,
in modo che dopo l’esame di
Palazzo Madama diventi legge, con il solo limite di essere
adottata dal 1° luglio dell’anno prossimo, quando sarà
andata in porto anche la riforma del Senato. Senonché,
fatti un po’ di conti, i numeri
forse non ci sono. Hanno intenzione di bocciare l’Italicum anche i sinistri del Pd e
c’è una concreta minaccia dal
Nuovo Centro Destra, cioè gli
alfaniani: l’altro giorno Gaetano Quagliariello ha avvertito che o si cambia il punto
relativo al premio di maggioranza alla lista o «si dovrà fare una seria riflessione sul
nostro ruolo nel governo».

IL FATTO
DEL GIORNO
I NUOVI
EQUILIBRI

Mario Mauro, 53 anni, presidente dei Popolari per l’Italia: è stato ministro della difesa del governo Letta

Una grana per il premier:
Popolari all’opposizione
Ma adesso in Senato
la maggioranza rischia?
1Renzi perde l’appoggio di due senatori del partito di Mauro

Tensioni anche nell’Ncd. In ballo ci sono le modifiche all’Italicum
di GIORGIO DELL’ARTI
gda@gazzetta.it

La politica italiana tiene ancora banco, perché due senatori sono usciti dalla maggioranza facendo scendere il vantaggio di Renzi sull’opposizione ad appena nove voti teorici
a Palazzo Madama. Il capogruppo Pd, Luigi Zanda, fa
spallucce, dicendo che i due
già votavano contro il governo, dunque sul piano numerico cambia poco o niente. Però
il segnale è sgradevole, perché
anche quelli del Nuovo Centro
Destra minacciano di uscire e
questo sì che farebbe venire
meno la maggioranza, con relativa caduta del governo.

1

Andiamo con ordine.
I due senatori si chiamano Mario Mauro e Tito
Di Maggio. Perdonerà se le
comunico di aver sentito nominare Tito Di Maggio per la
prima volta ieri pomeriggio.
Invece di questo Mario Mauro sappiamo molte cose. Era
uno di Cl, poi è stato con Ber-

lusconi quasi una quindicina
d’anni, quindi è passato a
Monti (Scelta civica), e da
montiano ha fatto il ministro
della Difesa con Enrico Letta,
poi ha mollato Scelta civica e
fondato Popolari per l’Italia,
beccandosi una reprimenda
da Castagnetti che possiede il
marchio Ppi e non voleva duplicati (la sigla di Popolari per
l’Italia è infatti Ppl). Mauro sta
prima col governo Renzi, poi si
arrabbia per un certo contrasto in commissione e infine ieri
esce dalla maggioranza. I Popolari hanno votato contro
l’Italicum alla Camera. E credo
che il problema, anche adesso,
sia la legge elettorale.

2

Come mai?
Mauro accusa: «Riforme
non condivise, condotte
in modo improvvisato ed approssimativo, con una improvvida esaltazione del carattere
monocolore dell’esecutivo sono alla base di una decisione
che è innanzitutto un giudizio
definitivo su una gestione politica che sta tenendo in stallo
l’Italia, la sua economia e il suo

NON CAMBIA NULLA,
I SENATORI PASSATI
ALL’OPPOSIZIONE GIÀ
VOTAVANO CONTRO
IL GOVERNO
LUIGI ZANDA
SENATORE DEL PD

bisogno di crescita. Le nostre
idee contribuiranno ora alla
costruzione e all’organizzazione di una maggioranza politica nel Paese centrata sui valori
popolari e liberali». Appartenevano a Popolari per l’Italia
anche Angela D’Onghia e Domenico Maggio. Ma sono due
sottosegretari (Istruzione e Difesa) e hanno pensato bene,
piuttosto che uscire dal governo, di dimettersi dal Ppl. Sono
minuzie di cui non varrebbe
nemmeno parlare se non annunciassero difficoltà autentiche per Renzi.

3

Quali difficoltà?
L’Italicum, già approvato
alla Camera, deve passa-

4

Che gliene importa del
premio di maggioranza?
Sono micropartiti che
non arriveranno mai al premio di maggioranza.
Ci arriverebbero se invece di
dare il premio alla lista lo si
desse alle coalizioni. Dico
per dire: Ncd si mette con
Berlusconi, ma in coalizione,
cioè senza fondersi con Forza
Italia. Vanno alle elezioni,
vincono il ballottaggio e la
coalizione si becca il premio
di maggioranza una cui quota finisce anche a Ncd. In coalizione, inoltre, Ncd avrebbe la quasi sicurezza di sopravvivere, mentre se corre
da sola... Lo sbarramento del
3% previsto dall’Italicum
può risultare proibitivo. Domenica, a parte la Puglia, sono andati malissimo ovunque.

33

NOTIZIE TASCABILI
CHIUSE LE INDAGINI

Il pm: «Maroni
favorì una donna
a cui era legato»
● Pressioni sui vertici Expo
per fare ottenere, nel 2014,
un viaggio e un soggiorno
in un albergo pluristellato
di Tokyo (costo di circa 6 mila
euro), a Maria Grazia Paturzo, sua
ex collaboratrice. È l’accusa che
il pm Eugenio Fusco rivolge
al governatore lombardo Roberto
Maroni in un avviso di conclusione delle indagini. Per il pm,
Maroni era legato alla donna
«da relazione affettiva». Indagati

anche il direttore generale
di Expo Christian Malangone
e la società Expo. Maroni avrebbe
anche trovato un lavoro a un’altra
sua ex collaboratrice, Mara
Carluccio. Per la legge Severino,
in caso di condanna in primo
grado il governatore rischia
di perdere la poltrona.

LA CRISI DI ATENE

GUAI PER LA SCUOLA

Tra Grecia e Ue
primo passo
verso l’accordo

Bimbo di 4 anni
scappa dall’asilo
e arriva a casa

● Verso un accordo tra la Grecia
e i suoi creditori: dopo trattative
con Germania e Francia, Atene
potrebbe accettare sforzi
finanziari (obiettivi più bassi per
l’avanzo primario di bilancio)
meno severi di quelli chiesti in
passato e ottenere 7,2 miliardi di
aiuti. Ieri sera il premier greco
Tispras ne ha discusso col
presidente della Commissione Ue,
Juncker. La soluzione pare vicina.

● Assurda avventura a lieto fine,
fortunatamente, per un bambino
di quattro anni di Bari. Il piccolo
ha trovato il portone della scuola
materna Principessa Iolanda
aperto ed uscito senza che
nessuno se ne accorgesse.
Ha percorso ben otto isolati fino
a casa, trovando l’aiuto di una
passante. I genitori avrebbero
denunciato l’accaduto e il Comune
ha avviato un’inchiesta.

Roberto Maroni, 60 anni ANSA

SCONTRI TRA POLIZIA E CENTRI SOCIALI

5

Supponiamo che Renzi
non si smuova e il governo cada...
La sinistra del Pd accarezza
l’idea di sostituire l’attuale
gabinetto con un esecutivo
guidato da un altro democratico, per esempio Andrea Orlando, gran mediatore. Non
capisco su che basino questo
calcolo: Renzi è il segretario
del partito, certamente non
consentirà che il Pd appoggi
qualcuno diverso da lui. Bersani e gli altri dovrebbero togliergli la primazia dentro il
Pd... ma mi pare difficile. Si
andrebbe dunque a votare, e
le liste del Pd le preparerebbe
Renzi. Vedo poche chance
per la Bindi e simili. Si voterebbe col Consultellum attualmente in vigore, cioè un
sistema proporzionale puro
con sbarramento al 4% alla
Camera e 8% al Senato. Non
è detto che Mario Mauro e i
suoi amici, oppure Alfano e
quelli di Ncd (infatti spaccati), passerebbero simili soglie.

Durante il presidio la polizia ha allontanato alcuni ragazzi dei centri sociali

Presidio di CasaPound a Roma
«Basta proteggere i nomadi»
● Il movimento di estrema destra CasaPound ha manifestato ieri
a Boccea, il quartiere di Roma dove 8 giorni fa un’auto con a bordo
tre rom ha investito 9 persone uccidendo una donna filippina.
Accanto alle bandiere tricolori e gli striscioni «Alcuni italiani non si
arrendono» e «Basta, chiudiamo i campi rom», anche diversi comitati
di quartiere. «Siamo qui a difendere il nostro popolo — hanno detto
— non siamo razzisti, noi guardiamo la realtà. Non c’è bisogno di un
fatto eclatante per capire cosa fanno i rom. Questa giunta di sinistra
non fa altro che proteggerli». Momenti di tensione si sono vissuti
quando ai manifestanti si è avvicinato un centinaio di ragazzi dei
centri sociali: le forze dell’ordine li hanno allontanati con una carica.

I DATI DELL’ISTAT

Sale l’occupazione: 159 mila posti in più ad aprile
1Il tasso dei senza lavoro cala al 12,4%

Premiate le donne e la fascia 55-64 anni
Padoan: «Adesso la recessione è finita»
Francesco Rizzo

C’

è un segno positivo sui
dati Istat che fotografano il mondo del lavoro:
dopo il calo degli ultimi due
mesi, ad aprile 2015 le persone
con una occupazione sono 159
mila in più rispetto a marzo
(pari a una crescita dello
0.7%). Sgravi contributivi, riforma del lavoro, un accenno di
ripresa economica ridanno fiato al mercato e il premier Mat-

teo Renzi celebra via Twitter:
«Avanti tutta su riforme». L’analisi dei dati rivela la diminuzione dei disoccupati (145 mila in
meno rispetto a un anno fa, il
tasso è ora del 12,4%, -0,2% in
un mese); un aumento che premia le donne (187 mila in più in
un anno, contro 74 mila uomini); e crescita anche al Sud, +
0,8% nel primo trimestre, meglio del Nord e del Centro. È significativo come, alla tendenza
positiva, contribuisca la permanenza al lavoro della fascia di

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

età più anziana, che ha subito le
regole più severe per l’accesso
alla pensione (la quota di occupati fra 55 e 64 anni passa in un
anno dal 44,9 al 47,5%). Il tasso
di disoccupazione giovanile
(15-24 anni) diminuisce invece
ad aprile di 1,6 punti rispetto a
marzo, attestandosi al 40,9%
— peggio di noi solo Grecia,
Spagna, Croazia — ma aumenta di 0,3 punti nella media febbraio-aprile su novembre-gennaio. E l’incremento di occupati
nel primo trimestre coinvolge
maggiormente gli stranieri (83
mila contro 50 mila italiani).
EUROPA Una fotografia che non
consente certo di esultare: nella
zona euro, la percentuale dei

In un anno il numero di disoccupati è calato dello 0,5% (-17 mila) LAPRESSE

senza lavoro è scesa da 11,2%
di marzo a 11,1%. E l’Ocse osserva: il ritorno alla crescita in
Italia «porterà a un calo del tasso di disoccupazione, che rimarrà però ancora elevato».
Ovvero al 12,1% nel 2016, per
l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo. Confindustria è prudente («Questi dati vanno confermati sui periodi
più lunghi e i sindacati devono
capire che i tempi sono cambiati», spiega il presidente Giorgio
Squinzi); il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan guarda oltre («la recessione non c’è
più, ora bisogna capire a quale
velocità torneremo a crescere»); Cgil Cisl Uil e Ugl preparano l’incontro di domani con il
governo. Che intanto pensa a
un bonus di 6 mesi di cassa integrazione in più per le crisi industriali a rilevanza nazionale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

34

AltriMondi R

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Bus di turisti italiani
travolto da un tir
Tre vittime negli Usa
1L’incidente in Pennsylvania. Il pullman era diretto
alle cascate del Niagara. Molti i feriti, alcuni gravi
Filippo Conticello
@filippocont

D

a un lato un auto-articolato gigantesco, dall’altro un normalissimo
pullman di turisti : a bordo ce
n’erano quattordici, tutti italiani, più guida e autista. Andavano felici per le strade della Pennsylvania, diretti come tanti alle cascate del Niagara, poi è arrivato lo scontro pauroso. E il
bilancio tragico: tre morti, una
decina di feriti. Una delle vittime è sicuramente l’autista del
pullman, come confermato dalla compagnia proprietaria: aveva dieci anni di esperienza in
quell’angolo di America mozzafiato. Più nel dettaglio, l’incidente è avvenuto sulla trafficatissima Interstate 380 alle 10
del mattino ora Usa, nel comprensorio della cittadina di
Tobyhanna, zona di Pocono
Mountain, circa 120 chilometri
da New York. Tra i feriti, ce ne
sarebbero alcuni «in gravi condizioni», secondo quel poco fatto trapelare dalla Farnesina.
Media locali parlano, invece, di
alcuni spediti d’urgenza all’ospedale di Pocono e quattro
trasportati in elicottero in diversi centri traumatologici. Di
certo, a organizzare la spedizione è stata l’Alpitour, attraverso la controllata Viaggidea
che organizza abitualmente gli
spostamenti verso le cascate: la
truppa sarebbe partita con un
volo di linea da Milano direzione New York. E proprio da lì, intorno alle 7.30 di ieri mattina,
sarebbe partito il bus per la tradizionale escursione.
IL PRECEDENTE Le prime immagini diffuse dalle tv americane sanno tanto di apocalisse:

I resti del bus su cui viaggiavano i 14 italiani dopo l’incidente in Pennsylvania

RUna vittima è

l’autista del veicolo
Il gruppo era
partito da Milano
con Alpitour

il pullman fermo nella direzione di marcia con la parte frontale completamente distrutta.
In quell’intreccio di lamiere, le
urla dei passeggeri intrappolati
all’interno: «Un inferno», ha
detto un automobilista accorso
per dare aiuto. Due ore dopo
l’urto, c’erano ancora feriti incastrati tra i rottami: quando i
soccorritori arrivati in massa
sono riusciti a tirarli fuori, alcuni avevano già perso i sensi. Davanti al pullman, era steso il
lungo rimorchio noleggiato
dalla compagnia Xtra Lease: il

loro avvocato ha dichiarato che
ancora non è stato accertato chi
abbia preso il mezzo. Ma di certo viaggiava verso sud e ha, addirittura, invaso la carreggiata
opposta causando lo scontro
frontale. Non un impresa facile: le due corsie di marcia sono
divise da un’ampia striscia di
erba. Sullo stato di salute degli
italiani coinvolti, così come sulla loro esatta provenienza, per
ore nessuna notizia precisa. E
mentre un referente del tour
operator provava a coordinare
l’assistenza a New York, dagli
archivi saltava fuori un precedente: nel 1990 un altro tir si è
scontrato contro il tour bus diretto a Syracuse di Gloria Estefan. Uguale il tratto di strada
maledetto, diverso l’esito: la
cantante di origini cubane ha
avuto molta più fortuna, soltanto una vertebra fratturata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

VERSO LE ELEZIONI

Pugno duro in Turchia
Il direttore scomodo
ora rischia l’ergastolo

diano ha pubblicato ieri anche
il messaggio del premio Nobel
per la letteratura Orhan Pamuk: «Non lasciamo che abbia
ragione chi vuole rappresentare la Turchia come un Paese dove possono parlare tranquillamente solo i giornalisti che sostengono il governo! La democrazia e la libertà di pensiero
non possono essere sacrificate
per l’emozione e la rabbia di un
voto! Perché è possibile essere
più tolleranti e sorridenti». Secondo diversi sondaggi sulle
imminenti elezioni, per la prima volta dal 2002 il partito di
Erdogan, che punta alla riconferma del premier Davutoglu,
potrebbe non raggiungere il numero di seggi necessari a garantirsi un governo monocolore.

Can Dundar, direttore del «Cumhuriyet», il giornale dell’opposizione EPA

LA STAMPA ESTERA Ma la rabbia di Erdogan si è abbattuta
anche sulla stampa internazionale. Dopo un editoriale molto
critico nei suoi confronti del
New York Times, il presidente
ha infatti dichiarato che il giornale «proprio come la Bbc e la
Cnn, sta seguendo un compito
imposto da certi poteri per indebolire la Turchia, dividerla e
disintegrarla, per poi divorarla.
Finora hanno fallito, noi non li
lasceremo fare».

A

veva pubblicato, venerdì
scorso, le immagini delle
armi destinate ai gruppi
armati islamici in Siria, scortati
dai servizi segreti del Mit. Per
questo motivo ieri il presidente
turco Erdogan, attraverso una
denuncia penale presentata dal
suo legale con l’accusa di spionaggio, ha chiesto la condanna
all’ergastolo per Can Dundar, il
direttore del Cumhuriyet, il

giornale dell’opposizione. Erdogan aveva subito avvertito
Dundar che avrebbe pagato «un
caro prezzo» per quanto mostrato e adesso, a pochi giorni
dalle elezioni politiche che si
terranno in Turchia domenica,
dalle parole si è passati, pesantemente, ai fatti. Il direttore del
Cumhuriyet ha ricevuto la solidarietà di tanti colleghi, non
soltanto turchi, e il suo quoti-

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

DOPO IL CASO DATAGATE

Svolta Obama
Approvato
il Freedom Act

STORICO ESPERIMENTO

Collisioni record
al Cern di Ginevra
«Una rivoluzione»
1Protoni accelerati

Barack Obama e George W. Bush
In un modo o nell’altro, ora
è finita. L’epoca oscura post 11
settembre, la paura che ha
portato la gente a cedere ai
governi pezzi preziosi di privacy:
martedì notte il Senato Usa
ha approvato il «Freedom Act»
in sostituzione del cosiddetto
«Patriot Act», la controversa
legge voluta da George W. Bush
che ha fornito copertura legale
a una programma gigantesco di
intercettazioni. La novità limita
proprio questi poteri
di sorveglianza attraverso la
raccolta di dati dalle telefonate:
era il sistema complesso
portato alla luce dall’ex analista
della National security agency
(Nsa) Edward Snowden, la talpa
del Datagate fuggito in Russia.
La sorveglianza, però, non
finisce, anche se c’è un
perimetro di possibilità più
ristretto: l’archiviazione delle
registrazioni spetta alle
compagnie telefoniche. E solo
attraverso una richiesta
e una successiva autorizzazione
di un tribunale federale possono
arrivare in mano ai federali.
Larga la maggioranza, 67 a 32,
eppure la legge non piace
comunque a chi pensa ci sia
ancora troppa intrusività nella
vita della gente. Ma resta la
svolta culturale che fa tanto
felice Obama: «Il testo protegge
le libertà civili e la nostra
sicurezza nazionale. Lo firmerò
non appena lo riceverò», ha
scritto su Twitter. Ed è stato
di parole: dopo pochissime ore
il «Freedom Act» aveva già
in calce la firma del presidente.
Prima, però, la Casa Bianca
aveva accusato di irresponsabilità i senatori visto che
per 48 ore si era aperto
un pericolosissimo vuoto
legislativo: mancava l’accordo
prima della decadenza del
«Patriot Act» il 31 maggio.

a un’energia mai vista
La direttrice italiana
del centro: «Ora
cambierà la scienza»

R

iuscire finalmente a
capire che cos’è quella
materia oscura e misteriosa che occupa circa il
25% dell’universo. E poi perché dopo il Big Bang la materia di cui siamo fatti ha avuto
la meglio sull’antimateria?
Adesso non ci sono limiti ai
nuovi territori da esplorare
nella cosiddetta «nuova fisica»: i prossimi anni saranno
molto interessanti per gli
studiosi per troppo tempo
bloccati a scervellarsi su fenomeni che l’attuale teoria
di riferimento della fisica, il
Modello Standard, non riesce proprio a spiegare. Tutto,
però, cambia dopo che la
scoperta di ieri: nel più grande acceleratore del mondo, il
Large Hadron Collider (Lhc)
del Cern di Ginevra, sono avvenute in modo stabile le prime collisioni di particelle all’energia record di 13.000
miliardi di elettronvolt (13
TeV). Una cosa mai raggiunta finora da una macchina.
Ecco, quindi, cominciare la
cosiddetta «Run 2», la seconda corsa dell’Lhc, dopo quella che, con le collisioni a 7
TeV avvenute fra il 2010 e il
2012, aveva portato alla scoperta del bosone di Higgs.
Poi i due anni di pausa tecnica per la manutenzione per
portare la macchina a raddoppiare quasi la sua energia, fino a 13 TeV. Quindi
l’Lhc è stato riacceso a marzo, i fasci hanno ricominciato a scorrere a maggio in una
prima fase di test e ieri, finalmente, sono cominciati gli
attesissimi esperimenti.
GRANDI SPERANZE Subito
dopo le prime collisioni il direttore generale del Cern,

L’acceleratore di particelle Lhc

Rolf Heuer, ha provato a raffreddare gli entusiasmi: «Non
bisogna aver fretta, è un traguardo fantastico, ma non è
detto che i risultati possano arrivare a breve, ci vuole pazienza». Certo, anche se è davvero
presto per dire che cosa potrà
accadere in ambito scientifico,
ieri l’entusiasmo era alle stelle:
applausi e brindisi a salutare le
collisioni. In ogni caso, come ha
osservato il direttore scientifico
del Cern, Sergio Bertolucci, «è
certo che aumenteremo le nostre conoscenze», mentre Fabiola Gianotti, la milanese designata direttore del Cern è più categorica: «Un passo storico per la
fisica e la tecnologia». Lo si è intuito dalle prime ore del mattino quando nella sala di controllo sono iniziate le danze: prima
i fasci di protoni iniettati nell’anello da 27 chilometri dell’Lhc; quindi accelerati, portati
all’energia di 6,5 TeV ciascuno e
allineati in modo da ottenere le
collisioni. Grazie all’energia altissima alla quale avvengono, le
collisioni potrebbero dare origine a particelle mai viste finora:
ognuna di esse potrebbe aiutare
a far luce su misteri che da decenni incatenano i fisici. Su tutti, la composizione della materia oscura e, perché no, pure
nuove dimensioni.
al.mo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

«Morta la regina»
Gaffe della Bbc:
errore nei tweet
● Gaffe della Bbc che ha
dovuto cancellare in tutta
fretta un tweet di una
sua giornalista che aveva
annunciato l’improvviso
ricovero della regina
Elisabetta II in ospedale,
facendo temere il peggio.
Nessun allarme ma solo
un controllo di routine
già programmato che ha
costretto la reporter Ahmen
Khawaja a scusarsi e la Bbc
a rendere nota una rettifica
che è apparsa come una
nuova gaffe a molti commentatori. Si legge, infatti: «Nel
corso di prove tecniche per
un necrologio dei tweet sono
stati postati per errore».

NAVE AFFONDATA: POCHE SPERANZE
PER GLI OLTRE 400 DISPERSI IN CINA
È salito a 26 il numero delle vittime accertate del naufragio del
traghetto «Eastern Star» sul fiume Yangtze, in Cina, travolto da
una tempesta in un punto in cui il fiume è profondo una
quindicina di metri e affondato in pochi minuti. Ma a bordo
della nave viaggiavano oltre 400 persone (tra cui diversi
pensionati in gita) e molte restano intrappolate nella barca:
l’acqua fangosa e le correnti rendono difficili i soccorsi. I
sopravvissuti sono 14. Sotto accusa il capitano della nave, che
avrebbe lasciato l’imbarcazione a nuoto, senza dare l’allarme.
Nella foto (Getty) si preparano le bare per i corpi delle vittime.

La regina Elisabetta II, 89 anni

AltriMondi R

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

35

IN CATTEDRA A FIRENZE

Il prof Jovanotti
«Lavorare gratis
all’inizio è giusto»

Tutti pronti per la finale: da sinistra il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri, Virginia Raffaele, Giuliano Peparini, Maria De Filippi, Emma ed Elisa

Lorenzo Cherubini, 48 anni, ieri all’Università di Firenze ANSA

Amici con Renzi e Saviano
La finale è una roba seria

I

1Domani ultimo atto del talent della De Filippi, ancora campione d’ascolti
Lo show tra dischi d’oro e imitazioni. Atteso il premier, torna lo scrittore
gruppo, i The Kolors, primo
nella classifica Fimi davanti a
quello di Briga, Never Again.

Elisabetta Esposito
ROMA

S

orride Maria De Filippi.
Domani ci sarà la finalissima di Amici (in diretta
su Canale 5 dalle 21.10) e la
conferenza stampa diventa una
festa. Si snocciolano numeri da
paura: share medio del 24%
che sale fino a 40 nella fascia
15-19 anni, 1,82 milioni di fan
su Facebook, 260 mila su Twitter, 393 mila su Instagram.
DISCO D’ORO Si alzano al cielo
premi da big della musica italiana: l’emozionatissimo Stash,
uno dei quattro finalisti con il
rapper Briga e le ballerine
Klaudia e Viriginia, ha ricevuto
da Maria il Disco d’Oro e il premio Wind (visto che non potrà
essere stasera all’Arena di Verona) per l’album Out del suo

SAVIANO E RENZI Si parla con
soddisfazione degli ospiti della
serata. Tornerà Saviano e salvo
imprevisti anche Matteo Renzi.
«Amici è una piattaforma molto
appetibile perché i giovani che
lo vedono ascoltano — spiega
Maria —, per questo sono contenta che torni Saviano. Sarei
felice di un intervento di Renzi
che ovviamente non avrebbe
nulla di politico».
GLI OSPITI Si ride ripensando
agli ospiti stranieri, a partire da
un Harrison Ford poco lucido:
«Si era fatto un po’ di canne,
eppure al mattino stava bene...
Gli ospiti, stranieri o italiani, a
volte sono utili altre no. Di certo il successo del programma
non dipende da loro. Penso co-

munque che se non vanno negli
altri show è perché si informano su chi fa il programma e come lo si confeziona. Lo farei anch’io, a prescindere dai soldi».
BERTÈ Si dilaga con i complimenti, tutti meritati. La De Filippi esalta il direttore artistico
Giuliano Peparini, le due coach
Emma e Elisa e la giuria, a partire dall’esuberante Loredana
Bertè: «È puntuale, attenta, diretta, a volte brusca. Ma tutto
quello che fa dimostra che è di
animo puro».
SANREMO Si fa in tempo a parlare della querela ricevuta da
Virginia Raffaele per l’imitazione della Bruzzone («Ma non
smetto di farla») e della De Filippi a Sanremo: «Il direttore di
Rai 1 mi stima ma alla fine, giustamente, piazzerà i suoi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

OROSCOPO LE PAGELLE di ANTONIO CAPITANI
21/4 - 20/5
TORO

21/5 - 21/6
GEMELLI

22/6 - 22/7
CANCRO

23/7 - 23/8
LEONE

24/8 - 22/9
VERGINE

6+

7,5

6

6-

6,5

8

Le vostre intuizioni
sono acute e
provano che siete
avantissimi, in ogni
ambito. E l’amor
v’infonde (e vi
fa emettere)
mucho calor.
Anche suinissimo.

Soffermatevi
sulle cose positive,
non sulle paranoie:
gioverà anche al
vostro lavoro.
Le finanze reggono,
la vita suina
s’illumina a festa
e appaga.

Luna opposta.
Segnale di possibili
intralci e di
tensioni. Non
ringhiate né
morsicate: fate
le facce di glutei.
Slancio ormonale in
calo, ma non molto.

Il lavoro premia
metodo,
meticolosità,
disponibilità a farvi
un sedere come un
ippodromo, qualora
occorresse. E la
fornicazione es
muy risarcitoria.

La Luna vi rende
convincenti, arrapevoli e vi fa ottenere
(quasi) tutto ciò
che chiedete.
Soldi, successo e
fortuna (anche
sudombelicale)
compresi. Evvai.

23/9 - 22/10
BILANCIA

23/10 - 22/11
SCORPIONE

23/11 - 21/12
SAGITTARIO

22/12 - 20/1
CAPRICORNO

21/1 - 19/2
ACQUARIO

20/2 - 20/3
PESCI

6

7+

7

7

6-

7+

Ripigliatevi dal
malumore, perché
grazie a Giove tutto
può approdare
al successo. E
sfruttate i vostri
tanti talenti. Pure
quelli suini,
tempestivally.






Viaggi, lavoro e
soldi ricevono
ottimi assist lunari.
Che vi fanno andare
in gol e scacciano
il pessimismo
funereo. Siete
pure figherrimi
e fornichevoli!







La giornata sembra
essere caratterizzata da un andamento diesel. E voi,
con concretezza,
talento, faccia di
glutei guadagnate
punti. Tanti.
Pure suini.

Il lavoro scorre
liscio, grazie anche
a Pr e cooperazioni
utili. L’amor,
poi, imperversa.
Ma il sudombelico
non trova la
modalità perversa.
E langue.

Non dilagate
in lagne, parate
gli imprevisti. E
osservate i dettagli,
anche in solitudo:
vi illumineranno.
Chance suine
comunque
conforticchiano.

Amici, conoscenze
e fan decretano
il vostro successo.
Nel lavoro e forse
in fatto di quattrini:
ve lo meritate.
Peccato l’ormone
sgonfio e
scontento.



























Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

● Nella serata speciale dei
Ciak d’Oro per i 30 anni del
magazine trionfa «Il giovane
favoloso» di Martone che
conquista 5 premi tra cui
miglior film e miglior attore
protagonista (Elio Germano).
Tre Ciak d’Oro per «Mia
Madre» di Moretti (miglior
regia, migliore attrice
protagonista alla Buy e non
protagonista alla Lazzarini).
Bene «Torneranno i prati» di
Olmi (tre premi), «Noi e la
Giulia» di Edoardo Leo (due
premi tra cui rivelazione
dell’anno) e «Anime Nere» di
Munzi (due). Superciak d’Oro
ad Alessandro Gassmann.

IL CONSIGLIO

21/3 - 20/4
ARIETE
Costrizioni e
fallocefali sembrano
stressarvi, specialmente sul lavoro,
abbattendovi. Ma il
successo arriva e
cresce, sudombelichi bramosi vi
contendono.

Il Leopardi
di Martone
re dei Ciak d’Oro




LA SERIE «LE TRE
ROSE DI EVA 3»

QUEL QUADRO
NASCONDE
UN MISTERO
Dopo la tragica morte
di Aurora, Alessandro
continua le sue indagini
sul quadro del pittore
Boccanera, che sembra
essere diventato il fulcro di
tutti gli omicidi che si sono
verificati a Villalba. Da qui
parte la dodicesima puntata
de «Le Tre Rose di Eva 3»,
in onda stasera su Canale 5:
si tratta del terz’ultimo
appuntamento. La fiction
si concluderà infatti il 19 e
26 giugno.
DA VEDERE STASERA
SU CANALE 5 ALLE 21.10

l professore Cherubini
si presenta in aula, davanti a centinaia di studenti dell’Università di Firenze, con una camicia coloratissima e il cappello nero in testa. Che sarà una
lezione speciale è chiarissimo da subito. Così Jovanotti risponde alle domande
dei ragazzi, parlando di tutto, a partire dalla politica.
Si inizia dalle Regionali e il
crollo dell’affluenza: «È un
problema legato all’immagine poco seria che dà la politica di sé — dice Jovanotti
— i ragazzi non si appassionano, invece in una certa
fase della mia vita le elezioni io mi emozionavano molto. Non a 18 anni, quando
sulla scheda scrissi James
Brown... Poi però ho capito
g
che non votare è una tragen lo fai, qualdia: se non
de per te».
cuno decide
i: «Non mi
Poi su Renzi:
sembra un tecnocrate, tuttavia lo includenomeno
rei nel fenomeno
bolezza
della debolezza
ca. Io il
della politica.
cantautoree del
governo? No, io
sono libero ed
eesprimo liberamente lee
mie opinio-ni, sempre»..
Quanto al
C’è un ferPd, dice: «C’è

RLezione di Lorenzo
all’università.
E per i fan in palio
notte a San Siro
dopo il concerto

mento che non può che essere
positivo, guai se il Pd fosse un
partito persona». Jovanotti
parla anche dell’Italia: «È un
paese in subbuglio, per questo
lo vedo ringiovanito». Ma una
sua risposta sul lavoro scatena
sonori mugugni: «Il mondo è
cambiato, nei festival in America vedevo tantissimi ragazzi
che lavoravano. Erano tutti volontari, non venivano pagati,
ma si portano a casa un’esperienza. È capitato anche a me».
STANZA ALLO STADIO Jovanotti sta per iniziare il
n
suo tour negli
stadi: per
la tappa di
d San Siro del
25 giugno c’è un’iniziativa particolare.
partic
Airbnb,
il sito in cui si trovano
case in affitto, ha
lan
lanciato un conco
corso per poter
d
dormire la nottte del concerto in una
stanza cosstruita prop
prio di fronte
a
al palco.

LO SPORT IN TV





$# ! /4) + *$#
/


$# ! /4
+ *$#


* '* &! (









/




* ) ! 2$
" # ! * -$*#$
'* &! (







! 2$
" # ! *

/

* /) ! 2$
# ! * / '* &! (

/





# ! * %
/







"$#
0
%


"$#
0

.


0*$& # $0*
!"$ 1 3
/

0*$& # $0*
!"$ 1 3
/


* '* &! (





"& $#+
0
" # ! # -
'* &! (





+ $0*
0 ! # - - #
.



* ) $-$. '* &! (


* ) $-$. '* &! (


* ) $-$ & '* &! (




# ! $&& $ " +-$
* * #

/

" # ! "" # !
* * #


" # ! $&& $ " + !
* * #
/

0& '* &! (



36

Sostienimi scaricando su www.dasolo.info

GIOVEDÌ 4 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT


Documenti correlati


Documento PDF winmagazineluglio2015
Documento PDF il portale dasolo download
Documento PDF dasolo info e diventato dasolo org
Documento PDF il portale dasolo download
Documento PDF guida
Documento PDF guida iphone 3


Parole chiave correlate