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La.Gazzetta.Dello.Sport.07.06.2015.By.PdS.pdf


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DOMENICA 7 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

1982 Aston Villa

1986 Steaua B.

1990 MILAN

1999 Man. United

2003 MILAN

2007 MILAN

2011 Barcellona

1987 Porto

1991 Stella Rossa

CHAMPIONS
LEAGUE

1995 Ajax

1983 Amburgo

1996 JUVENTUS

2000 Real Madrid

2004 Porto

2008 Man. United

2012 Chelsea

1984 Liverpool

1988 Psv

1992 Barcellona

1993 O. Marsiglia

1997 Borussia D.

2001 Bayern M.

2005 Liverpool

2009 Barcellona

2013 Bayern M.

1985 JUVENTUS

1989 MILAN

1994 MILAN

1998 Real Madrid

2002 Real Madrid

2006 Barcellona

2010 INTER

2014 Real Madrid

LA MOVIOLA
di FRANCESCO
CENITI

ALVES-POGBA:
RISCHIO RIGORE
C’è un minuto preciso, a cavallo
tra il 23 e il 24 della ripresa,
nel quale la Juve ha perso la
Champions. Decisiva pure una
(non) scelta di Çakir: sull’1-1
Pogba va giù in area del Barça
dopo un contatto con Dani
Alves. L’arbitro lascia giocare
e sulla ripartenza gli spagnoli
trovano il 2-1. Giuste le proteste,
vivaci, bianconere? Come
minimo fondate, perché Alves
si aiuta col braccio per fermare
l’avversario e forse lo trascina
a terra. Scriviamo forse perché
è impossibile capire dal replay
l’intensità della trattenuta.
L’episodio resta molto dubbio,
il rigore non sarebbe stato uno
scandalo. Per il resto, Çakir
in versione buonista (subito
graziato Vidal, poi ammonito
e un paio di volte a rischio
del secondo) fino alla fine,
ma la partita gli sfugge spesso
di mano (diversi i cartellini
dimenticati). Ok annullare il gol
a Neymar: il tocco di mano,
dopo il colpo di testa, è troppo
vistoso per non punirlo.
Piuttosto anche qui manca
il giallo. Nel primo tempo,
è attaccato al corpo il braccio
di Lichtsteiner che respinge
il cross di Neymar: involontario.

duta subito rischiando il massacro, ma con un respiro profondo ha arginato il panico montante, è riuscita a sopravvivere
a ogni costo e in ogni situazione, e a un certo punto è uscita
dalla buca per colpire. Nei tredici minuti fra il pareggio di
Morata e il 2-1 di Suarez la gara
è stata in bilico come una pallina sul net, poteva cadere dalla
parte blaugrana come poi è
successo, ma anche da quella
bianconera se soltanto Tevez
fosse stato più cattivo sul destro
a giro nel quale era scritto il suo
destino.

SOPRAVVIVENZA In realtà la
Juve era pure partita in modo
tosto, con Mascherano in crisi
con le scarpette al punto da regalare una finestra di tiro a Tevez. Peccato che il Barcellona
colpisca alla prima palla buona,
gli basta scuotere una volta l’albero per far venire giù la noce
di cocco. Messi cambia gioco
per Jordi Alba leggendo il disordine della difesa bianconera, che non riesce a rimontare
la sequenza successiva: tocco
sagace per Neymar, passaggio
filtrante per Iniesta, assist supremo per Rakitic che va a da-

1Rakitic porta avanti il

Barcellona dopo soli quattro
minuti. Il pareggio di Morata
illude. Il Pistolero non
sbaglia, Neymar timbra il 3-1

ma. Prima che il gallo canti, la
Juve è già sott’acqua ad annaspare: il Barça sente l’odore del
sangue e s’illude di chiudere in
fretta il match giocando sulla
diagonale Messi-Neymar che
Pogba non riesce a bloccare al
decollo e Lichtsteiner stenta a
intercettare in atterraggio. E’
un movimento che procura ad
Allegri diversi grattacapi, e dieci minuti di inversione di fascia
tra Pogba e Marchisio - dal 30’
al 40’ - saranno preziosi per cacciare i cattivi pensieri. Prima
però la Juve deve fare ciò che
già a Madrid le è riuscito bene:
sopravvivere. E i primi 20’ sono
un incubo, perché a Neymar bastano un paio di passi di samba
per mandare ai pazzi mezza difesa; perché la penetrazione laterale di Suarez innesca un proiettile di Alves parato da Buffon
- che sta andando dall’altra parte - con la punta dei guanti e
tutti i sentimenti di cui è capace; perché anche in versione
mezzala Messi è un temporale
perennemente sul punto di

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esplodere, e il terrore che si respira quando parte in serpentina in area è lo stesso dei cristiani nell’arena quando la grata si
alzava ed entrava il leone.
LA JUVE CRESCE Sopravvivere
a tutto questo è un atto di fede
che descrive la solidità morale
prima ancora che tecnica della
Juve di Allegri. Ed è anche il
viatico per tentare una replica:
i pericoli continuano a essere
mortali - magistrale il modo in
cui Suarez guadagna un tempo
di gioco tirando subito sul secondo palo, la palla esce di due
centimetri - ma qualcosa di
bianconero comincia a intravedersi, come per esempio una girata di Morata non distante dal
palo e il tiro col quale Marchisio, al 45’, finalmente spettina
Ter Stegen. Il Barcellona forza i
tempi alzando il ritmo del palleggio in avvio di ripresa, con
Iniesta a dirigere l’orchestra e
Messi a dettare a se stesso e ai
compagni i momenti da solista,
ma Buffon è ancora strepitoso
su Suarez, e giustamente i compagni - sostenuti al centro dalla
bella serata di Barzagli e Bonucci - la prendono come un segnale di riscossa. Salvatosi per
miracolo dal cartellino rosso
nei primi venti minuti, Vidal
ora è un gladiatore che riconquista palloni su palloni scaldando la curva con grandi gesti; Pirlo, efficace appena riesce
a godere di due metri di libertà,
evita il pressing del martello
Busquets e di Rakitic per far fluire la manovra, e lo spettacolare colpo di tacco di Marchisio
attiva la discesa con cross di Lichtsteiner, la girata di Tevez parata con un balzo da Ter Stegen,
la facile correzione in rete di
Morata.
MOMENTO DECISIVO Ecco,
questo è il momento sul quale
Allegri dovrà lavorare da luglio, perché malgrado la conclamata superiorità il Barcellona improvvisamente trema, impaurito e forse perfino sedotto
dalla determinazione con la
quale la Juve, dopo essere sopravvissuta, le sta portando la
guerra nel giardino di casa. Poi
non succede: Tevez sbaglia,
Suarez no (ma il primo diagonale respinto da Gigi è ancora
dell’irresistibile Messi), e malgrado un bel finale con tiro di
Marchisio deviato, in fondo al
recupero la Juve subisce un altro k.o., quello che dilata un po’
troppo il risultato. Poco male, a
questo punto: il pasillo che il
Barça le dedica dice che i migliori hanno trovato una degna
avversaria, e che il loro duello
non finisce certo qui.

JUVENTUS

3

2015
BARCELLONA

1 3

BARCELLONA

MARCATORI Rakitic (B) al 4’ p.t.; Morata (J) al 10’, Suarez (B) al 23’,
Neymar (B) al 52’ s.t.
JUVENTUS (4-3-1-2) Buffon;
Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra
(dal 44’ s.t. Coman); Marchisio, Pirlo,
Pogba; Vidal (dal 34’ s.t. Pereyra);
Morata (dal 40’ s.t. Llorente), Tevez.
PANCHINA Storari, Ogbonna,
Padoin, Sturaro.
ALLENATORE Allegri.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Vidal e Pogba per gioco
scorretto.
BARICENTRO MOLTO BASSO
47,9 M
CAMBI DI SISTEMA nessuno.

BARCELLONA (4-3-3) Ter Stegen;
Dani Alves, Piqué, Mascherano,
Jordi Alba; Rakitic (dal 46’ s.t.
Mathieu), Busquets, Iniesta (dal 32’
s.t. Xavi); Messi, Suarez (dal 50’ s.t.
Pedro), Neymar.
PANCHINA Bravo, Bartra, Adriano,
Rafinha.
ALLENATORE Luis Enrique.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Suarez per gioco
scorretto.
BARICENTRO MEDIO 53,6 M
CAMBI DI SISTEMA nessuno.

ARBITRO Cakir (Turchia). NOTE Spettatori 70 mila. Tiri in porta: 6-8.
Tiri fuori: 5-9. Angoli: 8-6. In fuorigioco: 1-1. Recuperi: p.t. 0, s.t. 7’.

PRIMO TEMPO
4’ Barça in vantaggio Neymar sul lato corto dell’area, da sinistra,
premia l’inserimento di Iniesta che di prima serve al centro Rakitic.
Tutto solo al limite dell’area piccola, il croato fredda Buffon di mancino.
8’ Sussulto bianconero Morata dalla destra fa fuori Mascherano con
una sterzata, quindi appoggia per Vidal che col destro manda alto.
13’ Miracolo di Buffon Messi imbecca Suarez sulla destra, passaggio
a rimorchio per Dani Alves che da dentro l’area batte subito sul primo
palo. Buffon, in controtempo, ci mette la manona.
19’ Ripartenza Juve Bella manovra a centrocampo coi bianconeri che
liberano Pogba sulla fascia sinistra. Il traversone rasoterra per Tevez
è però intercettato in scivolata da Mascherano.
38’ Occasione blaugrana Suarez entra in area e conclude di punta:
pallone a un soffio dal palo alla destra di Buffon.

SECONDO TEMPO
3’ Contropiede Barcellona Ripartenza spagnola in 5 contro 2. Palla
scaricata a Suarez che va sul primo palo: Buffon devia in angolo.
6’ Tiqui-taka Leo Messi si accentra da destra e triangola prima con
Neymar, poi con Suarez: il suo sinistro, in area, termina alto di poco.
10’ Morata!!! Marchisio libera di tacco Lichtsteiner che dalla destra
mette al centro un pallone rasoterra su cui si avventa Tevez. Il tiro
dell’Apache è respinto corto da Ter Stegen: tap-in di Morata per l’1-1.
23’ Il morso di Suarez Azione solitaria di Messi che parte da
lontano e calcia di sinistro dal limite: Buffon respinge, Suarez
insacca.
26’ Gol annullato Neymar solo in mezzo all’area schiaccia di testa:
palla che prima di finire in rete batte però sul braccio. Gol annullato.
52’ Tris... di Coppa Neymar assistito da Pedro chiude i conti in
contropiede bruciando col mancino Buffon in mezzo alle gambe