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Il.Sole.24.Ore.09.06.2015.By.PdS .pdf



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LE RAGIONI DELL’ACCORDO

Se Ankara
avvicina
l’intesa
con Atene
di Adriana Cerretelli

N

on è la Grecia di Alexis
Tzipras ma la Russia di
Vladimir Putin il problema numero uno dell’Europa, si ripete da mesi in molte
cancellerie occidentali. Di sicuro, nell’opaca equazione della sua stabilità economica e
geo-strategica, da domenica è
entrata una terza incognita. Si
chiama Turchia.
Dopo la vittoriosa sconfitta
di Tayyip Erdogan, l’uomo forte di Ankara che si voleva l’antiAtaturk, alternativa islamicoottomana allo Stato laico e occidentalizzato, il Paese cambia
rotta e comincia una navigazione incerta, mossa anche dallo storico esordio politico del
partito curdo.
Come la Russia, la Turchia
non è un Paese qualunque alle
frontiere dell’Europa: controlla alcune vie della sua sicurezza
energetica, è terra di delocalizzazioni industriali e forte interdipendenza economica. Soprattutto, insieme ma molto
più della Grecia, è il custode
militare del fianco sud della
Nato, a ridosso del grande arco
della crisi che si estende dall’Irak alla Siria passando per il
Califfato e il Medio Oriente
delle ex-primavere arabe per
sfociare nel Nordafrica dei
nuovi negrieri che rovesciano
immigrati nel Mediterraneo.
Alla luce del declino di Erdogan e di un nuovo quadro
politico che comincia a delinearsi in Turchia, nasce immediato un interrogativo:
aiuterà o complicherà la soluzione del puzzle greco la
svolta di Ankara?
Da castello di Elmau ieri il
messaggio del vertice del G-7 è
stato univoco e inequivocabile: la Grecia deve fare le riforme perché tutti vogliono che
resti nell’euro, dall'America di
Barak Obama alla Germania di
Angela Merkel , dalla Francia di
Francois Hollande all’Italia di
Matteo Renzi fino al Canada e
al Giappone. Oggi nessuno dei
Grandi dell’Occidente è infatti
disposto a rischiare incidenti,
dalla conseguenze imprevedibili, sulla strada di una ripresa
economica, europea e mondiale, che resta fragile. Tutti quindi vogliono un accordo al più
presto per evitare che l’incertezza continuata alimenti troppo gli appetiti dei mercati.
Continua u pagina 5

DOMANI LA GUIDA

Poste italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003
conv. L. 46/2004, art.1, c. 1, DCB Milano

Martedì
9 Giugno 2015

L’INCHIESTA MAFIA CAPITALE

GIUSTIZIA

Regione Lazio: 1,8 milioni
a Buzzi con voto bipartisan

Mattarella: bene
l’autoriforma
del Csm
ma non basta

Il sistema Sole a quota
413mila copie. Confermata
la leadership digitale

Ivan Cimmarusti u pagina 10

Donatella Stasio u pagina 8

Andrea Biondi u pagina 27

I DATI ADS DI APRILE

La crisi di Atene e lo stallo politico ad Ankara affondano azioni e bond europei: lira turca al minimo storico

Mercati, indici in rosso:
fuga da Grecia e Turchia
Bund sotto tiro, Borsa tedesca in correzione
pLe difficoltà nel negoziato tra la Grecia

e i creditori e l’esito delle elezioni in Turchia hanno dato ai mercati un altro pretesto per correggere i prezzi. Sotto tiro il
Bund e la Borsa di Francoforte (il Dax 30 ha
perso l’1,18%). Il rischio dell’ingovernabilità ad Ankara ha spinto la lira turca al minimo storico.
Servizi u pagine 2,3 e 5

L’accordo. Dal 40 al 70% nel 2050 il taglio alle emissioni di Co2

Il G7 sul clima: non oltre 2 gradi
gli aumenti di temperatura

FOCUS
EUROZONA

Il G7 avverte
Tsipras:
«Tempo quasi
scaduto»
È ancora stallo sulla
questione greca affrontata ieri anche dai capi di
governo del G7 riuniti in
Baviera. Il presidente
americano Barack Obama
ha sollecitato «flessibilità» in vista di «decisioni
difficili». Per Angela
Merkel (che domani
incontrerà Tsipras,
Hollande e Juncker), il
tempo «è quasi scaduto».

IL COMMENTO

Perché
«Grexit»
è assurdo

I calcoli sbagliati
di Erdogan
di Alberto Negri

I

di Giacomo Vaciago

l presidente turco Tayyip Erdogan è anche lui una vittima delle primavere mediorientali, di cui voleva diventare il leader
di riferimento nel 2011. La sua era già arrivata, con due anni di ritardo, nel 2013, durante la rivolta di Gezi Park.
Continua u pagina 2

U
Il vertice sulle montagne di Garmisch. Angela Merkel e Barack Obama in Baviera

Il ruolo decisivo di industria e investitori

LA BUSSOLA

Le mosse giuste
con i tassi in salita

di Jacopo Giliberto

P

er la prima volta con l’accordo del G7
per contenere le emissioni di
anidride carbonica la politica certifica e

Maximilian Cellino u pagina 5

asseconda le scelte già fatte da
consumatori, industria, investitori.
Continua u pagina 3

Emergenza sbarchi. Anche la Liguria dice «no»

Migranti, scontro sulle quote
Renzi rilancia: incentivi
ai Comuni che li accolgono
Il premier: fu Maroni a dividerli per regioni
Il commissario Ue vede Alfano: non siete soli
pLa Liguria si unisce a Lom-

bardia e Veneto nel «no» ai migranti, con Maroni che minaccia di ridurre i fondi ai Comuni
che li accolgono. Renzi: dare

incentivi a chi lo fa. E attacca il
governatore lombardo: risolviamo i problemi causati da
chi oggi urla.
Serviziu pagina 7

IMMIGRATI E LAVORO

Dall’estero più di un occupato su 10
di Rossella Cadeo u pagina 7

Merli u pagina 3

MICHAEL KAPPELER/AFP/POOL

n’Europa senza la
Grecia non è mai
esistita, come noi non
saremmo chi siamo senza
Platone e Aristotile . Ma
come si passa dalla retorica più bella di un grande
passato a meritarci tutti
assieme, noi e i greci, un
futuro comune? Dovremmo fare esattamente il
contrario di ciò che abbiamo fatto in questi 4 mesi.
Continua u pagina 26

PANORAMA

Renzi al Pd: disponibile a modifiche
su scuola e revisione costituzionale
ma le riforme non vanno bloccate
Nella riunione della direzione del Pd Matteo Renzi si è detto disponibile
a modifiche sulla scuola e sulle riforme costituzionali, ma senza per questobloccareleriforme:«Chivolessebloccarequestopercorsomitolgala
fiducia in Parlamento e in direzione». u pagina 11 con l’analisi di Emilia Patta

Telecom: l’Ipo di Inwit fa il pieno di istituzionali

Sono state completate in soli 47 minuti le prenotazioni al prezzo minimo delle azioni Inwit (torri Telecom) riservate agli investitori istituzionali. Fino al 17 giugno aperto il collocamento retail. u pagine 29-31

Agon Channel, mandato di arresto per Becchetti
Ordine di cattura della procura di Tirana per
l’imprenditore Francesco Becchetti (foto),
proprietario di Agon Channel, tv delocalizzata in Albania. L’accusa è di falso in documentazione e riciclaggio di denaro.
u pagina 15

Il Tesoro punta al Consiglio di giovedì - In arrivo anche le nuove norme su perdite e crediti deteriorati

Bcc, il Governo accelera sulla riforma
Reverse charge, spunta una clausola con l’aumento degli acconti
pNorme adatte a favorire il processo di au-

ANALISI R&S-SOLE 24 ORE

toriforma delle Bcc. E una strategia “a due stadi” per la risoluzione del problema dei crediti
deteriorati nei bilanci delle banche italiane. Il
tutto presentato al Cdm di giovedì. Intanto, sul
fronte reverse charge, spunta una clausola con
l’aumento degli acconti Ires e Irap.

Industria: nel 2014
è crollato l’utile netto
Pesano gli oneri
straordinari

Bocciarelli e Mobili u pagine 6 e 29

730 PRECOMPILATO

Nuovo invio per correzioni

-38%

IL CALO DELL’UTILE NETTO
DEL SETTORE INDUSTRIALE
NEI BILANCI DEL 2014

Giuseppe Oddou pagina 32

Giovanni Parente u pagina 41

Mercati

FTSE Mib

A

-0,90
1,58

22642,29

B

variaz. %
var. % ann.

Dow Jones I.
17766,55

-0,46
4,98

B

variaz. %
var. % ann.

T

erzo ribasso consecutivo per le Borse europee. Piazza Affari cede lo 0,9%. Più marcato il ribasso degli
altriprincipalilistini.Francofortearretradell’1,18%,Parigi dell’1,28%, Madrid dell’1,31%. Maglia nera di giornata
aLisbona(-2,67%).Ilistinisoffronolerinnovateincertezze che arrivano da Atene e la turbolenza in Turchia dove,
dopo che il partito del presidente Erdogan ha perso dopo
12 anni la maggioranza assoluta, la Borsa ha ceduto il 5%.
BORSA ITALIANA
Var%
Indici Generali

DAL FISCO AI CONTRATTI
TUTTE LE REGOLE
SULL’E-COMMERCE

Anno 151˚
Numero 157

08.06

05.06 Var% in.an.

FTSE It. All Share (31.12.02=23356,22) 24197,02 24417,05

-0,90

20,16

FTSE MIB (31.12.97=24401,54)

22642,29 22847,34

-0,90

19,09

FTSE It. Mid Cap (31.12.02=20146,67) 32557,04 32827,82

-0,82

29,05

FTSE It. Star (28.12.01=10000)
Mediobanca (2.1.06=100)
Comit Globale (1972=100)

24665,35 24800,88

-0,55

32,18

66,14

-0,94

20,37

1251,63 1262,45

-0,86

20,55

65,52

Inserto allegato al Sole 24 Ore
a 0,50 euro oltre al giornale
Prezzi di vendita all’estero: Albania €2, Austria €2, Francia €2, Germania €2, Monaco P. €2, Slovenia €2, Svizzera Sfr 3,20

Xetra Dax
11064,92

-1,18
10,79

B

variaz. %
var. % ann.

Nikkei 225
20457,19

-0,02
35,68

B

variaz. %
var. % ann.

FTSE 100
6790,04

-0,21
-0,99

B

variaz. %
var. % ann.

¤/$
-0,50
-18,18

Brent dtd

B

1,1162

60,92

L

Oro Fixing
1172,80

1,60 variaz. % 0,70
-44,62 var. % ann. -5,99

variaz. %
var. % ann.

L

variaz. %
var. % ann.

PRINCIPALI TITOLI - Componenti dell’indice FTSE MIB

QUANTITATIVI TRATTATI ¤

INDICI

Titolo

08.06
Azioni: numero
662.044.674
Azioni: valore
2.188.508.600
Titoli di Stato
732.994.881
Obbligazioni
22.534.326

Paese/Indice
BORSE EUROPEE
D.J. EuroStoxx
Amsterdam Am. Exc.
Bruxelles Bel 20
Francoforte Dax
Helsinki Omxh Gen
Lisbona Psi 20
Londra Ftse 100
Madrid Ibex 35
Parigi Cac 40
Vienna Atx Index
Zurigo Swiss Mkt

358,69
475,13
3621,89
11064,92
8378,37
5649,80
6790,04
10917,30
4857,66
2500,98
9060,49

-1,12
-0,89
-0,68
-1,18
-1,19
-2,67
-0,21
-1,31
-1,28
-1,72
-0,49

ALTRE BORSE
New York DJ Ind.
New York S&P 500
New York Nasdaq C.
Tokyo Nikkei 225
Hong Kong Hang S.
San Paolo Brsp Bov.
Shanghai Comp.
Sydney All Ordin.#
Singapore Straits T.
Toronto 300 Comp.

17766,55
2079,28
5021,63
20457,19
27316,28
52809,63
5131,88
5506,50
3320,33
14743,33

-0,46
-0,65
-0,92
-0,02
0,21
-0,31
2,17
-0,09
-0,40
-1,43

INDICE CAMBI (22 valute)
Indice Sole-24Ore
103,91
# Borsa chiusa

0,70

A2A
Ansaldo Sts
Atlantia
Autogrill
Azimut H.
B. Popolare
B.P. E.Romagna
B.P. Milano
Buzzi Unicem
Campari
CNH Industrial
Enel Green Power
Enel
Eni

Pr.Rif.¤

Var.%

1,107
9,400
22,260
7,950
24,840
14,840
7,550
0,906
13,240
6,645
7,870
1,723
4,194
15,720

-0,81
0,11
-0,85
-1,49
-0,08
0,07
-2,20
-1,47
-0,45
-0,97
-0,88
-0,75
-0,29
-0,69

FTSE ITALIA
ALL SHARE

-0,9

Base 31/12/02=23.356,22
24475 apertura chiusura
24375
24275
24175

Titolo

Pr.Rif.¤

Var.%

Exor
FCA-Fiat Chrysler
Finmecc.
Generali
Intesa Sanpaolo
Luxottica
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Moncler
Monte Paschi Si
Pirelli & C.
Prysmian
S. Ferragamo
Saipem
Snam
STMicroelectr.
Telecom Italia
Tenaris
Terna
Tod's
UBI Banca
Unicredit
UnipolSai
World Duty Free
Yoox

43,010
13,860
11,850
16,730
3,176
59,150
4,190
8,875
7,440
16,520
1,759
15,290
19,820
26,750
10,530
4,306
7,605
1,136
12,940
4,154
83,100
7,120
6,200
2,400
10,080
28,860

-1,13
-0,50
0,17
-1,24
-1,12

-1,09
-2,79
-1,46
-1,96
-1,29
-0,78
-0,90
-1,44
2,23
-0,42
-0,33
-0,96
0,23
-0,86
-1,48
-1,45
-1,98
-1,64
-0,20
-1,20

05.06
873.232.071
3.408.411.938
670.336.276
22.334.619

FUTURES
08.06 Var
FTSE MIB Giu 2015
22665 -176
Eurex Bund 10a(set 15) 150,43 -0,65

I CAMBI DELL’EURO (rilev. BCE)
Valuta
08.06
Dollaro Usa
1,1162
Yen giapponese 139,8400
Sterlina inglese
0,7318
Franco svizzero
1,0470
Renminbi cinese 6,9278
Dollaro canadese 1,3879
Corona svedese
9,3678
Dollaro austral.
1,4615

Diff.
-0,0056
-0,1300
0,0001
-0,0008
-0,0318
-0,0144
0,0261
0,0081

MATERIE PRIME
Prezzi uff. a Londra ($/t)

Alluminio
Caffè rob

08.06 Var.%

1695,5 -1,00
1724,0 -0,20

08.06 Var.%

(*) con “Marketing Evolution” € 10,90 in più; con “Capolavori Horror” € 8,90 in più; con “La Biblioteca del Mare” € 8,90 in più; con “Ora Legale” € 8,90 in più; con “Guida alla Salute” € 1,00 in più; con “La Biblioteca dei Ragazzi” € 7,90 in più; con “Guida Touring Club” € 8,90 in più; con “L'Impresa” € 6,90 in più; con “Norme e Tributi” € 12,90 in più; con “Guida al 730 Ordinario e Precompilato” € 9,90 in più; con “I nuovi principi di revisione Isa Italia” € 9,90 in più; con “Assunzioni Agevolate” € 9,90 in più; con “Divorzio Breve e Negoziazione Assistita” € 10,00 in più; con
“Voluntary Disclosure” € 12,90 in più; con “Unico 2015 e Dichiarazione Irap” € 9,90 in più; con “Il Codice di Procedura Penale” € 10,00 in più; con “Acconto Imu e Tasi 2015” € 9,90 in più; con “How To Spend It” € 2,00 in più; con “IL Maschile” € 2,00 in più. Nella Regione Campania, solo su richiesta e fino a esaurimento copie, in abbinamento gratuito con Il Denaro a € 2,00. Nella Regione Umbria in abbinamento obbligatorio con Il Giornale dell'Umbria a € 1,10 (solo su richiesta con “Gli archivi del Sole/Dvd Comicamente” € 0,50 in più fino a esaurimento copie)

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

2

Turchia, G-7 e l’economia
LA SVOLTA DI ANKARA

I risultati
Il Partito islamico perde la maggioranza assoluta,
in Parlamento entrano anche i curdi dell’Hdp

Lo scenario
Ci sono 45 giorni di tempo per formare
un governo di coalizione o di minoranza

Frena Erdogan, Ankara teme l’instabilità

Crollano lira e Borsa, comunità degli affari preoccupata del rischio ingovernabilità
Alberto Negri
ISTANBUL. Dal nostro inviato

p«Per la comunità degli af-

fari è stata una sorpresa: tutti
pensavano che l’Akp riuscisse
a mantenere la maggioranza
per formare un governo e ora si
aprono scenari di grande incertezza». Simone Kaslowski,
erede di una delle famiglie imprenditoriali più in vista della
Turchia membro del consiglio
della Tusiad, la Confindustria
locale, esprime i timori della
business community che in
queste ore ha visto la lira perdere pesantemente terreno insieme alla Borsa (-6%), costringendo la Banca centrale
capeggiata da Erdem Basci,
grande avversario del presidente Tayyip Erdogan, a intervenire per difendere la moneta
abbassando i tassi sui depositi
in dollari ed euro.
Ci sono 45 giorni per trovare
una soluzione di governo alla
Turchia, con un esecutivo di
coalizione o di minoranza: dopo questa scadenza che coincide con il 17 luglio - la fine del
mese di digiuno del Ramadan se non ci sarà un accordo, la costituzione turca impone al presidente di convocare le elezioni anticipate.
In 13 anni di ininterrotte affermazioni, questa è stata la
più amara delle vittorie per Erdogan, sceso in campo conducendo personalmente la campagna elettorale e sbriciolando ogni regola che impone la
neutralità del presidente, al
punto da relegare al ruolo di
comparsa il premier Ahmet
Davutoglu, che è anche il capo
del partito. L’Akp ha ottenuto
il 40,9% dei voti e i 258 seggi ottenuti sono assai lontani dalla
maggioranza assoluta di 276. I
repubblicani del Chp con il
25% ne hanno 132, i nazionalisti
del Mhp NE hanno 80 (16,3%),
ma la vera novità è l’ingresso
dei curdi dell’Hdp che con il

EPA

13% hanno superato la soglia di
sbarramento (10%) guadagnando 80 seggi: capeggiati
dall’astro nascente della politica turca, Selahattin Demirtas, i curdi hanno fatto saltare il
progetto di Erdogan di modificare la costituzione e insediare
una repubblica presidenziale.
Contrasta in queste ore la
moderazione di Erdogan - intervenuto ieri soltanto per invitare i partiti a lavorare per la
stabilità del Paese («Nessun
partito può governare da solo», ha detto) - con il leader che
fino all’ultimo aveva insultato
gli avversari e nei comizi aveva
agitato il Corano davanti alla
folla, un gesto che nessun uomo politico ha mai compiuto

PROVE DI DIALOGO?

Tramonta il progetto
di riformare la costituzione
del presidente,
che ora ostenta moderazione
e invita i partiti a collaborare
nella repubblica secolarista
fondata da Kemal Ataturk.
Di questa instabilità, che fa
retrocedere la Turchia a scenari da anni 90, Erdogan è il
maggiore responsabile e i mercati ne hanno percepito subito
tutta la gravità. «Anche se la
Turchia rimane un Paese solido nei fondamentali, il tasso di
crescita non è più quello di un
tempo e le riforme si sono arenate», come dice Massimo
d’Eufemia, capo dell’ufficio di
Istanbul della Bei (Banca europea degli investimenti).
Per un decennio il punto di
forza dell’Akp è stato proprio
l’economia, con una crescita a
ritmi cinesi e un Pil triplicato
da 260 a oltre 800 miliardi di
dollari, che ha proiettato la
Turchia al sedicesimo posto
nel mondo e alla presidenza

del G-20. Anche l’Italia ne ha
beneficiato: 1.200 imprese italiane, di tutte le dimensioni, lavorano con la Turchia, l’interscambio è di 20 miliardi di dollari l’anno, con prospettive di
raddoppiare nel giro di due-tre
anni, come aveva promesso
qualche mese fa lo stesso Erdogan all’ambasciatore Mattiolo.
«Ma queste performance
appartengono al passato: oggi
le stime parlano di una crescita inferiore al 3%, insufficiente
per un Paese ambizioso e giovane dove ogni anno si presentano in milioni sul mercato del
lavoro: servirebbero tassi di
sviluppo più alti, almeno del
4-5 per cento», sottolinea Kaslowski. «E l’instabilità economica e finanziaria era già
ben presente prima di queste
elezioni», aggiunge l’imprenditore, ricordando quanto accadde nel 2013 con le manifestazioni di Gezi Park: anche allora la speculazione si lanciò
sulla lira turca ed Erdogan ac- Clima peggiorato. Un’agenzia di cambio turca, all’indomani del voto che ha pesato negativamente sui mercati
cusò la «lobby internazionale
dei tassi di interesse», incolpata di volere «divorare la ricchezza del Paese». Ma se la Il nuovo Parlamento turco
speculazione sulla valuta dovesse continuare la Banca Ripartizione percentuale dei voti e distribuzione dei seggi
centrale di Erdem Basci poPartito per la giustizia
Partito popolare
Partito movimento
Partito democratico
trebbe ricorrere a un rialzo dei
e lo sviluppo (Akp)
repubblicano (Chp)
nazionalista (Mhp)
dei popoli (Hdp)**
tassi, che Erdogan ha sempre
258
132
80
80
avversato per tenere il denaro
a basso costo, incoraggiare gli
investimenti delle imprese, rilanciando crescita e occupazione. «Il sistema bancario e
finanziario tiene - dice il capo
della Bei di Istanbul - ma gli investimenti di capitali stranieri
in Turchia sono a breve termine, un anno di solito, e tutto
questo rende i mercati assai
volatili». Il problema per Erdogan, presidente ridimensionato, se non dimezzato, è
SEGGI
che questa volta non sarà lui a
decidere da solo come in passato le sorti del Paese.

40,9%

25,1%

16,3%

13,1%

550

© RIPRODUZIONE RISERVATA

(*) Per eleggere deputati era necessario superare la soglia di sbarramento del 10%; (**) Partito filocurdo

Le tensioni sul cambio. L’incertezza politica appesantisce il clima di fiducia condizionata che già circondava il Paese, lira al minimo storico di 2,78 per dollaro

Sulla valuta pesano anche gli squilibri con l’estero
Riccardo Sorrentino

L

a lira turca crolla. La Banca centrale interviene per
sostenerla. Il mercato valutario ha reagito con grande
nervosismo all’esito delle elezioni turche di ieri: spaventa
l’incertezza politica che si apre
ora che il partito di Erdogan,
l’Akp, è costretto a tentare la
strada di un governo di coalizione con partiti che, fino a oggi, sono stati suoi duri avversari.
In parallelo alla brusca caduta della Borsa e dei bond, la
valuta di Ankara è scivolata ieri fino a un nuovo minimo storico: è scesa fino a 2,78 per un
dollaro. La banca centrale ha

quindi abbassato di 0,50 punti
percentuali i tassi di interesse
sui conti in valuta estera portandoli al 3,5% per il dollaro e
all’1,5% per l’euro.
Gli investitori speravano in
un esito delle elezioni che desse all’Akp una maggioranza
solida per governare ma insufficiente per varare le rifor-

LE CONTROMOSSE

La Banca centrale interviene
a sostegno della moneta,
abbassando di 0,50 punti
percentuali i tassi di interesse
sui conti in valuta estera

me presidenziali sperate da
Erdogan e potenzialmente foriere, anch’esse, di tensioni
politiche e sociali. Il risultato
invece crea problemi all’interno del partito di Erdogan e
tra Erdogan e l’opposizione e
alimenta l’incertezza di un
nuovo voto anticipato.
Si appesantisce così un clima
nel quale domina una fiducia
condizionata verso il Paese, sul
quale pesa oggi una crescita
frenata, che potrebbe non riproporre nei prossimi anni i
picchi registrati, sia pure tra
frequenti recessioni, nel 2010
(+9,2%) e nel 2011 (+8,8%) e prima della grande recessione.

Una crescita così rapida (si è
spesso parlato di “miracolo
economico” turco) peraltro
non ha certo mascherato in
passato i forti squilibri dell’economia turca, che non si limitano all’elevata inflazione
voluta in buona sostanza da
Erdogan, per il quale gli elevati tassi di interesse sono «un
tradimento». Oggi i tassi di interesse nominali (repo a una
settimana) del 7,50% sono inferiori all’inflazione (8,1% in
maggio): i tassi reali sono
quindi negativi.
A pesare sulla lira è però soprattutto il nodo dei finanziamenti dei conti con l’estero,

Il crollo
Lire turche per $, scala invertita
2,2

2,4

2,6

2,8

1/1/2015

8/6/2015

delle importazioni: il deficit
corrente (deficit commerciale,
più deficit dei redditi) è vicino
al 4% del pil, dopo aver toccato
un -9,7% nel 2011. Molte aziende del Paese sono inoltre indebitate in dollari.
Non può sorprendere allora
che dall’inizio dell’anno, la lira
abbia perso il 15% del suo valore
verso il dollaro. Il cambio effettivo reale - calcolato verso tutte
le valute, quindi, e al netto dell’inflazione - era del resto stato
giudicato sopravvalutato dal
Fondo monetario internazionale a fine 2014. La valuta di
Ankara è inoltre una delle monete immediatamente sensibili
alle tensioni sul mercato valutario - insieme a quelle di altri
Paesi al alto deficit, come il
rand sudafricano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ANALISI
Alberto
Negri

Il presidente
tradito
da calcoli
sbagliati
u Continua da pagina 1

L

ui, che aveva proiettato il
Paese nel boom
economico, liberando le
risorse politiche e sociali della
parte più conservatrice e
tradizionale della Turchia, non
aveva capito che il Paese stava
cambiando. E che stava
cambiando anche il Medio
Oriente ma non nella direzione
in cui sperava per estendere
l’influenza di una Turchia dalle
aspirazioni neo-ottomane. Ha
fatto dei calcoli sbagliati, in
politica interna ed estera:
aiutando i jihadisti ha sperato di
abbattere il regime di Bashar
Assad e ora confina per 400
chilometri con il Califfato, i
Fratelli Musulmani di
Mohammed Morsi sono stati
detronizzati in Egitto e i salafiti
libici di Tripoli, altri alleati di
Ankara, sono in grave difficoltà.
La filiera islamica si è rivelata
un fallimento e i quasi due
milioni di profughi siriani in
Turchia stanno diventando un
problema per un Paese
baluardo della Nato e strategico
per il passaggio delle pipeline
da Russia, Caucaso, Iran e Iraq.
I giovani turchi under 30, che
sono milioni, e che Erdogan a
Gezi Park aveva bollato come
«vandali», hanno votato per il
partito curdo di Selahattin
Demirtas il quale, distaccandosi
dalla retorica guerrigliera del
Pkk, ha saputo allargare
sapientemente la base del suo
elettorato facendo entrare nelle
liste la Turchia delle donne,
delle minoranze sociali,
religiose ed etniche. I curdi
sono per la prima volta
rappresentati da un partito:
evento storico perché sono il
20% della popolazione su 77
milioni e per oltre 30 anni
nell’Anatolia orientale si è
combattuta una guerra con
40mila morti. Ma Erdogan non
ha compreso neppure l’ascesa
dei curdi, anzi durante l’assedio
di Kobane ha bastonato i
volontari che andavano a
battersi contro l’Isis. Ha
mancato di sensibilità politica,
proprio lui che aveva dato il via
ai negoziati di pace con la
guerriglia curda.
La netta vittoria alle
presidenziali e quella
precedente alle amministrative
nel 2014 non l’hanno aiutato a
percepire che con il suo stile
autocratico stava
oltrepassando la linea rossa:
oggi il Paese è spaccato, il suo
partito l’Akp, dopo 13 anni di
predominio ininterrotto, non
ha i voti per formare un
governo monocolore ma anche
l’opposizione del Chp, il partito
repubblicano, non è in grado di

dare un esecutivo al Paese
perché non è immaginabile che
i nazionalisti dell’Mhp e l’Hdp
filocurdo di Demirtas, il vero
vincitore delle urne, possano
stare insieme nello stesso
esecutivo. Ma neppure i
nazionalisti dell’Mhp, che pure
hanno colto un successo
significativo, possono andare al
governo con l’Akp: uno
scenario possibile è che i
deputati nazionalisti
abbandonino l’aula se si
dovesse far passare ai voti un
governo di minoranza.
Tayyp Erdogan è a un bivio:
deve decidere se inaugurare
un’epoca di caos e instabilità
oppure partecipare alla
normalizzazione della politica
turca lasciando che siano i
leader e i deputati usciti dalle
urne a decidere chi formerà il
prossimo governo.
La responsabilità della
sconfitta dell’Akp è soprattutto

DOPPIA DEBACLE

Il «sultano» non ha
colto i cambiamenti
nel Paese e all’estero ha
concesso un pericoloso
aiuto ai jihadisti
sua. Erdogan ha fatto quello che
non poteva fare da presidente,
sia pure eletto con il 52% dei
voti: scendere in campagna
elettorale a favore del suo
partito, arringando la folla nei
comizi e sventolando il Corano,
un gesto che nessuno aveva mai
osato compiere nella
repubblica fondata da Ataturk.
Ha vìolato la legge perché ha
manovrato la giustizia, corrotto
i giudici, incarcerato i
giornalisti e condizionato un
Parlamento costituito in gran
parte da uomini fedeli ai suoi
ordini. In questa nuova
assemblea, con l’opposizione
più forte e un partito curdo con
80 seggi, non potrà più fare
votare le leggi che vuole e
controllare docili commissioni
parlamentari. Dalle urne esce
colpito e affondato non solo il
suo progetto di repubblica
presidenziale ma anche il
tentativo di monopolizzare il
potere amministrativo e
burocratico, insieme ai gangli
dello Stato.
Di questa instabilità, che fa
retrocedere la Turchia a
scenari da anni 90, i mercati
hanno percepito subito tutta la
gravità. Anche se la Turchia
rimane un Paese solido nei
fondamentali, il tasso di
crescita non è più quello di un
tempo e le riforme si sono
arenate. Il presidente resta
popolare nella solida base di un
partito largamente radicato nel
Paese ma rischia di rimanere un
leader dimezzato: l’ironia della
sorte è che l’uomo che voleva
decidere tutto da solo ora non
ha più in mano il suo destino ma
sarà costretto a condividere
potere e responsabilità. È la
democrazia, bellezza, e quella
turca avanza, sia pure a passi di
tartaruga, come titolava ieri
Hurriyet.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le ripercussioni sulle nostre aziende. Per gli operatori il risultato elettorale, nonostante l’instabilità a breve, può rilanciare il dialogo con l’Europa e creare nuove opportunità

Le imprese italiane: incertezza temporanea
Vittorio Da Rold

pScampato il vero pericolo di

un unico partito che avesse guadagnato i 330 seggi in Parlamento necessari a cambiare da solo
la Costituzione, gli operatori
stranieri, tra cui gli italiani, prevedono un periodo di incertezza e volatilità nei 45 giorni necessari per poter formare un governo di coalizione, ma una
maggiore stabilità, nel medio
termine, che riconduca la barra
del Paese verso l’Europa dopo
gli ultimi sbandamenti.
Insomma il risultato elettorale, nonostante le sue incertezze a
breve, è sempre meglio però di
una situazione senza nessuna incertezza con un’unica formazione con troppi poteri in mano che
sarebbe stata un’ipotesi estremamente “negativa” per il business.
«Molti investitori internazionali avevano fatto sapere alla

vigilia del voto - dice un analista
finanziario che vuole rimanere
anonimo - addirittura che in caso di una vittoria straripante del
partito Akp avrebbero fatto le
valigie e abbandonato il Paese,
soprattutto gli investitori anglosassoni».
«Gli imprenditori italiani presenti nel Paese guardano con interesse ai nuovi sviluppi che potrebbero accrescere le opportunità di collaborazione commerciale se portassero ad un nuovo e
più costruttivo dialogo con l’Europa», dice Cafer Sait Okray, vi-

PRESENZA IMPORTANTE

Oltre 1.200 aziende operano
sul suolo turco. L’interscambio
nel 2014 ha sfiorato i venti
miliardi di dollari, anche se
quest’anno appare in flessione

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cepresidente del Deik (commissione turco-italiana per l’economia) e vicepresidente del Comitato imprenditori italiani nel
mondo (Ciim).
«Le elezioni politiche di domenica hanno segnato un passaggio
cruciale non solo per il futuro della Turchia, ma anche per la sua
crescita economica. Sicuramente ci sarà una fase di assestamento
durante la quale la valuta subirà
come sta già accadendo un deprezzamento, ma la Banca Centrale si sta già muovendo per vigilare e riportare la situazione sotto
controllo», conclude Okray.
«Le ampie fluttuazioni registratesi ieri vanno inquadrate in
una volatilità dei mercati finanziari dettati dall’incertezza del risultato elettorale destinata a permanere nel breve e destinata a
normalizzarsi nelle prossime settimane», afferma Carlo Vivaldi,

responsabile per la CEE di UniCredit e fino a pochi mesi fa responsabile della filiale turca della
banca Yapi Kredi. «Gli attuali livelli della lira turca rispetto al
dollaro, se destinati a perdurare,
si tradurranno principalmente in
un maggior costo della bolletta
energetica mentre il maggior costo del prodotto importato troverà un suo normale aggiustamento
sui prezzi al consumo con un impatto che potrebbe essere solo
parziale sul volume delle esportazioni italiane per l’interesse a
mantenere le quote di mercato»,
aggiunge Vivaldi all’indomani
del terremoto politico turco.
Quanto alla presenza italiana
in Turchia, con 1.207 aziende tricolori sul suolo turco, le cifre parlano chiaro su quanto sia strategico il Paese della Mezzaluna.
L’interscambio commerciale a
marzo 2015 ha visto l’Italia collo-

carsi al quinto posto come partner con 4,2 miliardi di dollari, di
cui 2,5 miliardi di export e 1,6 miliardi di import.
L’interscambio del 2014 tra Italia e Turchia è stato vicino ai 20
miliardi di dollari, di cui 12,5 di
export e 7,2 di import (con un surplus per l’Italia di quasi 5 miliardi
di dollari). Ma gli ultimi dati di
aprile su aprile, secondo l’Ice di
Istanbul, dell’anno precedente
hanno registrato una frenata del
12% a causa, fra l’altro. del calo
della lira, che ha ridotto la propensione all’import dei turchi.
Un mercato che vede presenze importanti e storiche come la
Fiat-Tofas a a Bursa, Pirelli, UniCredit, Intesa SanPaolo, Ferrero, Mapei, Astaldi (impegnata
nella costruzione fra altro del
terzo ponte sul Bosforo), Eni,
Azimut e Ansaldo Energia. Tutti
investitori invitati il 18 giugno al

consolato italiano di Istanbul dal
nuovo ambasciatore Luigi Mat- Un Paese strategico
tiolo che ha sostituito Gianpaolo
Scarante, per fare il punto della L’INTERSCAMBIO ITALIA-TURCHIA
situazione economica all’indomani del voto politico di dome- In miliardi di euro
nica. Un appuntamento giù in
agenda da tempo ma che oggi si Le esportazioni italiane
rivela di grande importanza per
uno scambio di opinioni del
mondo del business tricolore Le importazioni italiane
sulla strategia futura delle nostre
mille imprese sul Bosoforo.
Recentemente ci sono state Saldo
numerose società turche che
hanno comprato imprese italia- Fonte: Ice
ne. I settori più interessanti in futuro sono la logistica, anche a L’INTERSCAMBIO UE-TURCHIA
causa di qualche difficoltà finanziaria di società italiane, e le scar- In miliardi di euro
pe come il caso Lamberjack passato nel maggio 2012 al gruppo Le esportazioni Ue
Ziylan, uno dei leader delle calzature in Turchia.
Un Paese in pieno booom do- Le importazioni Ue
ve, ad esempio, gli smartphone
prodotti nel 2014, sono stati 1,7 milioni in crescita del 208% rispetto Saldo
alle 347.000 unità del 2013.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: Commissione europea

2013

2014

10,106
9,760
5,508
5,706
4,598
4,053

2013

2014

77,6
74,6
50,7
54,3
26,9
20,4

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

3

Turchia, G-7 e l’economia
L’ACCORDO SUL CLIMA

«Decarbonizzare l’economia globale»
Si punta alla progressiva eliminazione
dei combustibili fossili nel corso del secolo

Più tempo per Atene
I creditori avrebbero proposto di estendere
fino al marzo 2016 il programma di aiuti

I Grandi trovano l’intesa sull’ambiente

L’ANALISI
Jacopo
Giliberto

Emissioni di gas serra ridotte del 40-70% entro il 2050, per contenere in 2° l’aumento delle temperature
Alessandro Merli
ELMAU. Dal nostro inviato

pIl G-7 ha raggiunto ieri un

accordo, potenzialmente di
portata storica, per affrontare i
cambiamenti climatici, compresa la progressiva eliminazione dell’uso dei combustibili
fossili, come petrolio, gas e carbone, nel corso di questo secolo: la «decarbonizzazione dell’economia globale».
L’intesa al vertice dei capi di
Stato e di Governo che si è tenuto nelle Alpi bavaresi, fortemente voluta dalla presidenza
della Germania, con l’appoggio
della Francia, che a dicembre
ospiterà una conferenza sui
cambiamenti climatici a Parigi,
prevede un taglio delle emissioni dei gas serra fra il 40 e il 70%
nel 2050 rispetto ai livelli del
2010. Le nuove regole, che dovrebbero uscire dall’incontro
di Parigi e sostituiranno il protocollo di Kyoto, dovranno essere «vincolanti». L’obiettivo è
di contenere l’aumento delle
temperature globali in 2 gradi
centigradi, in media, rispetto ai
livelli di prima della rivoluzione industriale. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha insistito che il 40% non è sufficiente
e che la conferenza di Parigi dovrà puntare su una cifra vicina
al limite più alto della fascia.
I sette (Stati Uniti, Giappone,
Germania, Gran Bretagna,
Francia, Italia e Canada) riconoscono che gli obiettivi non
sono però raggiungibili senza la
collaborazione delle altre grandi economie mondiali, a partire
dalla Cina. «La sfida potrà essere superata solo con una risposta globale», dice il comunicato
di fine vertice. Il cancelliere ha
osservato che «se anche i Paesi
del G-7 eliminassero da domani
tutte le emissioni di ossido di
carbonio, il problema del cambiamento climatico non sarebbe risolto. I Paesi emergenti, come la Cina, devono dare il proprio contributo». La signora
Merkel ha notato che Pechino
sta cominciando a introdurre
modifiche nella sua politica

energetica. Anche se il capo del
Governo tedesco ha detto che
non ci sono state obiezioni all’intesa, fonti diplomatiche sostengono che una forte opposizione era venuta nei lavori preparatori da Canada e Giappone.
I Paesi del G-7 si impegnano a
realizzare una trasformazione,
anche con l’uso di tecnologie innovative, delle proprie politiche energetiche entro il 2050,
con l’annuncio di obiettivi nazionali per le emissioni dal 2020
in poi. L’esperienza della stessa
Germania, che ha abbandonato
l’energia nucleare dopo l’inci-

GLI INVESTIMENTI

Riaffermato l’impegno
a stanziare 100 miliardi
di dollari per aiutare
le nazioni più povere
ad affrontare il cambiamento

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euro oltre
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del
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dente di Fukushima ma ha finito
per affidarsi maggiormente a
una fonte meno pulita come il
carbone e che è nel mezzo di
una trasformazione energetica,
la “Energiewende”, altamente
controversa e molto costosa,
dimostra che non sarà facile.
Un altro elemento importante dell’accordo di Elmau è
la riaffermazione dell’impegno, già preso a Copenhagen
nel 2009 ma di fatto dimenticato, a stanziare 100 miliardi di
dollari per promuovere questa trasformazione. Il G-7 vuole inoltre coinvolgere le banche di sviluppo multilaterali,
come la Banca mondiale e le
banche regionali, oltre a mobilitare capitali privati.
Il G-7 vuole poi sostenere i
Paesi poveri più vulnerabili ai
cambiamenti climatici, aumentando di 400 milioni di
persone l’accesso all’assicurazione contro eventi derivanti
da questi. Verrà accelerato
inoltre l’accesso alle energie
rinnovabili in Africa. Il Fondo
verde per il clima dovrà essere
operativo entro il 2015, sostiene
il comunicato.
L’annuncio di Elmau è stato
salutato con soddisfazione dalle organizzazioni non governative e dai gruppi di pressione
impegnati contro i cambiamenti climatici e a favore delle
energie rinnovabili. «È la prima
volta - sostiene una nota di Aavaz, un gruppo di pressione –
che il G-7 definisce i tagli alle
emissioni necessari per raggiungere l’obiettivo, riconosciuto internazionalmente, di
limitare il riscaldamento globale entro i due gradi centigradi».
Meglio sarebbe, secondo Aavaz, azzerare le emissioni globali entro la metà del secolo,
non entro la fine. All’alba di ieri
Greenpeace aveva proiettato
sulla parete dello Zugspitze, la
montagna più alta delle Alpi bavaresi che sovrasta Elmau, dove si sono riuniti i “Grandi”, la
scritta: «G-7, puntate al 100%
sulle rinnovabili».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Merkel: «Grecia, tempo quasi scaduto»

Il ruolo
decisivo
di industria
e investitori

Il debito

La fuga dei depositi

u Continua da pagina 1

In % del Pil

Depositi di famiglie e imprese. In miliardi di euro

Il nodo del debito. Nessun progresso nei negoziati con Atene quando ormai restano pochi giorni per una soluzione

2011

2012

2013

2014

2015*

2016*

171,3

156,9

175,0

177,1

180,2

173,5

200

Set.
170

180

102

140

68

120

34

100

0

(*) stime

p«Non

ci è rimasto molto
tempo» per risolvere la crisi
greca. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ripetuto ieri, alla
fine del vertice del G-7, che
«tutti vogliono tenere la Grecia
nell’unione monetaria» ma i
tempi, e la pazienza all’interno
del suo stesso partito e della sua
coalizione di Governo, sono
agli sgoccioli. Domani la signora Merkel, insieme al presidente francese François Hollande e
a quello della Commissione europoea, Jean-Claude Juncker,
incontrerà di nuovo il premier
greco, Alexis Tsipras. Ma ancora non sanno cosa aspettarsi
dalla loro controparte: «Abbiamo bisogno di progressi nel giro
di ore, al massimo di giorni», ha
detto Hollande, che pure è stato
uno dei leader europei più pronti ad ascoltare le esigenze di
Atene. «È il dialogo a livello tecnico – ha dichiarato a Elmau – a
dover avvicinare le posizioni ed
eventualmente consentirci di
aggiustare le proposte che la
Grecia non può accettare. È anzi
tutto la Grecia che ha interesse a

Dic.

L’

Ma il focus del G-7 (soprattutto
dopo l’uscita di scena di Mosca)
resta economico. «Molte nostre
economie - hanno dichiarato i
Sette - stanno ancora operando al
di sotto del loro pieno potenziale
e che ulteriore lavoro è necessario per raggiungere il nostro
obiettivo di una crescita forte, sostenuta e bilanciata». In questo
contesto il G-7 si è impegnato «ad
affrontare queste sfide e a continuare gli sforzi perché la crescita
sia per tutti». Sulla crescita, ha
chiosato poi Renzi, «c’è stata una
discussione significativa, con noi
e gli Stati Uniti sulla stessa linea,
non così gli altri nostri amici del
G-7». Su questo tema, secondo
Renzi, «si apre una partita nuova,
non è più il secondo tempo della
stessa partita, e spero che l’Italia
possa essere protagonista e segni
anche un gol perchè non siamo
più il malato d’Europa e torniamo
a investire sulla crescita».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gen.

2015
Feb.
Mar.

Apr.

164,7 164,5 164,3 160,3 148,0 140,5 138,5 133,6

136

160

ELMAU. Dal nostro inviato

2014
Ott.
Nov.

accordo del G-7 a
Elmau segna un punto
importante per la lotta
contro gli effetti del clima
che cambia.
Il documento del G-7 dice
che bisogna ridurre fra il 40% e
il 70% le emissioni rispetto a
quelle del 2010 entro il 2050.
Dice che l’obiettivo è ridurre di
2 gradi la temperatura dell’aria.
Non è la prima volta in cui i
Grandi concordano impegni
contro le emissioni di anidride
carbonica, il gas accusato di
scaldare l’atmosfera, ma i
segnali di contorno alla
decisione fanno pensare che la
scelta dei Governi sia
irreversibile.
Così come pare irreversibile
il fatto che il clima del mondo
sarà diverso da quello che
abbiamo conosciuto noi e i
nostri antenati: gli scienziati
del Noaa, l’agenzia Usa sugli
oceani, hanno emanato giorni
fa un documento dai toni
pessimistici in cui osservano
che le emissioni di anidride
carbonica sono troppo alte per
impedire il cambiamento, e
ormai le politiche devono
mirare soprattutto
all’adeguarci a un clima
diverso.
C’è però un elemento che,
per la prima volta, cambia lo
scenario. Il cambiamento di
passo è stato deciso, per la
prima volta, non dai Governi
bensì dalle scelte dei
consumatori, degli investitori
e delle imprese. La decisione
del G-7 non anticipa né
indirizza le scelte
dell’economia ma le
asseconda; le formalizza.
Infatti l’Aie (Agenzia
internazionale dell’energia) ha
osservato con soddisfazione
che nel 2014 per la prima volta
nella storia umana la crescita
economica non si è affiancata
con la crescita delle emissioni,
che sono rimaste invariate
rispetto al 2013.
Dai tempi dell’era del
carbone e dell’acciaio,
cominciata duecent’anni fa, e
dall’era del petrolio e della
plastica, avviata negli anni ’40,
finora il benessere è stato
legato all’aumento delle
emissioni di carbonio nell’aria.
Oggi le tecnologie finalmente
ci consentono di scollegare i
due fattori. Si può avere
energia (e quindi produzione,
ricchezza, benessere, salute)
senza pesare sul clima.
È accaduto cioè che per la
prima volta il contributo a
contenere le emissioni (parità
di emissioni con un aumento
di produzione) viene non
dall’Europa che insiste con
vincoli politici dall’alto bensì
dalla spinta espressa dalle
imprese e dai consumatori
degli Usa che al greggio
preferiscono lo shale gas, dalle
imprese cinesi che corrono
veloci verso le fonti
rinnovabili d’energia, dai Paesi
di nuova industrializzazione
che investono nella tecnologia,
dagli investitori finanziari e
industriali che spostano i
capitali e i modi di produrre.
Cioè i benefici ambientali
più forti oggi vengono dal
basso, vengono da chi ha
investito in innovazione,
tecnologia e mercato. Sono
stati consumatori,
imprenditori e investitori a
decidere il cambio di passo;
ora i Grandi devono certificare
quanto hanno deciso i loro
cittadini.
Al contrario le politiche
dell’Europa per contenere le
emissioni, fatte di vincoli e
sovraccosti da primi della
classe, massimo sforzo per il
minimo risultato, sono rimaste
ai tempi in cui erano i Governi
a dettare l’agenda ambientale
sui pigri cittadini.

Commissione Ue

una soluzione più rapida».
I tecnici ritengono che un’intesa vada trovata ora, per poter
superare i passaggi parlamentari, in Grecia e altrove, prima della scadenza di fine mese della
proroga al secondo pacchetto di
aiuti e di un default che nessuno
vuole: ma se i creditori - secondo quanto riportato ieri dal Wall
Street Journal - avrebbero suggerito di prorogare al marzo
2016 il programma di aiuti in scadenza a fine giugno, fonti vicine
al negoziato non registravano
alcun progresso. Il presidente
degli Stati Uniti, Barack Obama,
ha continuato a far pressione sugli europei, ma ha sollecitato
Atene a prendere «decisioni difficili, non solo per soddisfare i
creditori per il bene della propria economia».
Per il cancelliere Merkel, le
misure che deve prendere la
Grecia e la solidarietà europea
sono «due facce della stessa
medaglia». Ma ha ricordato anche i successi di Irlanda, Spagna, Portogallo e persino di Cipro, con «le misure proposte
dalla troika».

Fonte: Banca centrale greca

A Berlino il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble ha
incontrato il collega greco Yanis
Varoufakis, su richiesta di quest’ultimo, che non ha perso l’abitudine, nel pieno della crisi, di
battere il circuito delle conferenze, nell’occasione un evento
organizzato dai sindacati tedeschi. Varoufakis, che qualche
settimana fa aveva detto che con
Schaeuble non erano d’accordo
su nulla, ha definito l’incontro
«costruttivo». Nessun commento ufficiale dal ministero
delle Finanze tedesco, ma si sa
che Schaeuble, irritato al limite
dell’esasperazione dalla tattica
negoziale dei greci, è fautore di
una linea più dura di quella del
cancelliere, convinto com’è che
l’Eurozona possa resistere all’impatto di Grexit. Un’incognita che la signora Merkel preferirebbe non dover affrontare, anche se nel suo partito e anche fra
i suoi alleati socialdemocratici,
oltre che nell’opinione pubblica
tedesca, cresce l’impazienza nei
confronti di Atene.
Il caso Grecia è una delle incognite più serie all’orizzonte del-

l’economia mondiale che, hanno osservato ieri i Sette, ha fatto
progressi, ma continua a crescere al di sotto del potenziale. «La
disoccupazione è ancora troppo
alta», si legge nel comunicato.
Insieme alla riforme strutturali,
sempre invocate, e alla politica
monetaria, la crescita ha bisogno di «strategie di bilancio flessibili che tengano conto delle
condizioni economiche di breve
periodo, in modo da sostenere la
crescita e la creazione di posti di
lavoro», una concessione dell’ortodossia fiscale tedesca alle
pressioni soprattutto di parte
americana, anche se viene riaffermato che il debito pubblico
va ridimensionato.
Qualcosa si muove, forse, sul
fronte del commercio internazionale, uno dei motori inceppati della crescita globale, con l’imminenza dell’accordo fra Stati
Uniti e Giappone. Questo dovrebbe aprire la strada, ha sostenuto la signora Merkel, a un’intesa fra Europa e Usa sul patto
Ttip, che va «accelerato».

AFP

che tutti i modelli economici
classici hanno fallito: «L’interconnessione ha reso l’intero sistema più volatile e vulnerabile
in un processo alimentato dalle
asimmetrie informative che
hanno portato i singoli soggetti
del mercato a ignorare gli effetti
dei comportamenti altrui». La
crisi ha infatti enfatizzato il ruolo
e la complessità delle reti finanziarie: come in un network elettrico, l’eccesso di capacità può
essere assorbito, ma un blackout
singolo finisce per coinvolgere
tutto il sistema: «Le reti ben disegnate – afferma il premio Nobel –
hanno degli interruttori che evitano effetti a cascata. Bisogna
trovare soluzioni analoghe anche per il sistema finanziario».

A.Me.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il dibattito su Grexit. Il premio Nobel Joseph Stiglitz: «Non solo austerità, l’Europa deve pensare alla crescita»

«Se Atene uscirà, altre crisi seguiranno»
Pierangelo Soldavini

«S

arebbe un errore imperdonabile se la Grecia fosse costretta a
uscire dall’euro: a poco più di
dieci anni dalla sua nascita, la prima vera crisi della moneta europea non può arrivare a questo risultato che segnalerebbe la fine
della solidarietà tra i Paesi del
continente e indurrebbe un clima di sfiducia che aprirebbe la
strada a nuove crisi». Non usa
mezzi termini Joseph Stiglitz,
professore alla Columbia University e premio Nobel per l’economia 2001, nel giudicare la si-

tuazione di stallo tra Atene e Bruxelles sul pacchetto di aiuti:
«Davvero non riesco a capire la
strategia dell’Europa: sono molto preoccupato del fatto che ci si
limiti ad applicare un modello rigido fatto solo di austerità, con il
risultato di mettere a repentaglio
il futuro di molti Paesi, dalla Spagna alla Grecia all’Italia, arrivando non solo a sprecare le potenzialità in termini di capitale umano, ma anche a provocare un pericoloso indebolimento della
democrazia».
Stiglitz ha firmato proprio pochi giorni fa un appello di econo-

misti e intellettuali europei per
chiedere uno sforzo che eviti
questo rischio arrivando a un
compromesso per un nuovo
pacchetto di finanziamenti ad
Atene evitando il peggio: «Condannare l’austerità non vuol dire
essere contro le riforme», si afferma nell’appello pubblicato
settimana scorsa sul Financial
Times. In ogni caso non bisogna
essere arroccati su modelli che
hanno dimostrato di non funzionare, spiega l’economista a Milano, in occasione dell’inaugurazione del centro di ricerca dell’Università Cattolica “Com-

plexity Lab in Economics”: «La
Grecia ha anche fatto notevoli
progressi dal punto di vista fiscale, ma le ricette di austerità
hanno provocato una contrazione del 25% del Pil greco, il contrario di quello che la troika si auspicava con quelle misure».
La ricetta per l’Eurozona sarebbe «una manovra organica e
complessa che affronti diversi
temi, una riforma di Eurozona
che punti a una vera unione bancaria, a garanzie uniche sui depositi, alla possibilità di emettere eurobond, a una politica industriale integrata e soprattut-

to al cambiamento di statuto
della Banca centrale europea
che metta tra i suoi obiettivi anche occupazione e crescita, non
solo la stabilità dei prezzi», aggiunge. D’altra parte, sottolinea
nel corso del suo intervento, il
progetto europeo è stato concepito in una logica di integrazione, mentre «oggi si trova a dover affrontare una divergenza
nei flussi di capitali tra i paesi
deboli e quelli forti».
I modelli economici devono
insomma essere applicati in maniera dinamica, anche perché la
crisi finanziaria ha dimostrato

Appello per Atene. Joseph Stiglitz,
Nobel per l’Economia nel 2001

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La crisi ucraina. Obama alza i toni con il Cremlino: «Sta solo facendo del male al popolo russo» - La risposta: «Reagiremo a ostilità contro di noi»

Avvertimento a Mosca: pronti a nuove sanzioni
Gerardo Pelosi
ELMAU. Dal nostro inviato

pLe violazioni degli accordi

sull’Ucraina da parte russa preoccupano fortemente i capi di
Stato e di Governo del G-7 che
minacciano nuove sanzioni in
caso di mancato rispetto degli
accordi di Minsk. Anche se per il
premier italiano, Matteo Renzi,
«non c’è stata nessuna discussione negativa» e tutti vorrebbero
«reingaggiare» Mosca in molti
dossier economici, la ripresa dei
combattimenti nell’Est dell’Ucraina è valutata con preoccupazione soprattutto da parte
americana. Drastico il giudizio
di Barack Obama: «È una questione che dovrà decidere Putin:
vuole continuare a isolare il suo
Paese e la sua economia? Oppure
vuole riconoscere che la gran-

dezza della Russia non dipende
dalle violazioni territoriali e dell’integrità degli altri Paesi?». Secondo Obama «il popolo russo
sta sostenendo un costo, l’economia russa è stata indebolita moltissimo, il rublo ha perso valore,
l’inflazione è aumentata. La Russia è in recessione, quindi le azioni di Mosca in Ucraina stanno solo facendo del male alla Russia e
al popolo russo».
Nelle stesse ore, da Mosca, il
ministero degli Esteri lasciava

MEDIAZIONE

Il premier Renzi sottolinea
la necessità di tenere aperto
il dialogo con la Russia:
«Vogliamo tutti reingaggiarla
in molti dossier»

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aperta la porta al rapporto con
l’Unione Europea ma non usava
mezzi termini con gli Stati Uniti:
«Ci riserviamo il diritto di reagire
conseguentemente a tutte le iniziative non amichevoli compiute
contro di noi dagli Usa». Resta il
fatto che nel comunicato finale
tutti, Renzi compreso, si sono detti «pronti ad adottare ulteriori misure restrittive contro la Russia se
sarà necessario e la durata delle
sanzioni sarà legata al completo
rispetto degli accordi di Minsk da
parte della Russia e al suo rispetto
della sovranità ucraina». Le sanzioni «potranno essere ritirate
solo quando la Russia rispetterà
gli impegni». Il documento ha ribadito l’impegno a lavorare con le
istituzioni finanziarie internazionali per fornire sostegno tecnico
ed economico all’Ucraina. Ma

LAPRESSE

Scambi. Un momento di pausa per Barack Obama e Matteo Renzi

l’obiettivo di tutti, ha tenuto a precisare Renzi, è «reingaggiare la
Russia sulle tante partite aperte al
di là di quella ucraina».
Da parte italiana c’è un grande
impegno diplomatico (non sempre apprezzato da parte americana) per tenere aperto il dialogo
con Mosca. Del resto proprio domani Vladimir Putin sarà a Milano per visitare il padiglione russo
dell’Expo. E nei prossimi giorni
Milano si trasformerà – lo ha preannunciato ieri lo stesso Renzi –
in un crocevia diplomatico: dopo
Putin venerdì ci saranno alcuni
tra i leader dei Paesi sudamericani, mercoledì 17 sarà la volta di Cameron, domenica 21 François
Hollande. Attivismo dell’Italia
anche sulla Libia la cui situazione
preoccupa i Governi del G-7 che
si sono appellati alle due parti
(Tobruk e Tripoli) perché «venga raggiunto un accordo politico»
che allontani il rischio terrorismo
e i flussi incontrollati di migranti.

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

5

Turchia, G-7 e l’economia
LE TENSIONI SUI MERCATI

Bund e BTp
Decennale tedesco a 0,9%, l’italiano al 2,25%
Timori di stretta: salgono i tassi dei T-Bond Usa

Valute
Il presidente Usa si lamenta per il cambio:
l’euro risale oltre 1,12 nonostante la smentita

Borse in calo, pesano Grecia e Turchia
L’aspettativa di un ritorno dell’inflazione fa salire i rendimenti dei titoli di Stato in tutta Europa
Vito Lops

pI mercati aprono la settimana

così come avevano chiuso la precedente:inrosso.Aifattorididebolezza delle ultime sedute (incertezza sulla Grecia e rialzo dei tassi
dei bond governativi) si è aggiunto
ieri un altro elemento di turbolenza: alle elezioni in Turchia il partito
Akp del presidente Recep Tayyip
Erdogan ha perso per la prima volta da 12 anni la maggioranza assoluta in Parlamento. L’avanzata delle
forze di opposizione filo-curde
hanno provocato contraccolpi finanziari. La Borsa di Istanbul ha
perso il 5%, stessa flessione della lira turca sul dollaro. I movimenti ribassistisonostatisoloinpartearginati dall’intervento della Banca
centrale turca a sostegno della lira
con un taglio dei tassi.
Ma sul ribasso a cascata che ha
colpito i mercati finanziari europei, continua a pesare in modo più
consistente il proseguimento della
fase di ritracciamento dei titoli obbligazionari europei che ne sta
spingendo in alto i rendimenti. Ieri
sono proseguite le vendite sul
Bund tedesco: il tasso del decennale è tornato in area 0,9%. Vendite
generalizzate su tutto l’obbligazionario con rendimenti tornati sopra
l’1% in Austria e Danimarca con la
Finlandia vicinissima a rivedere
questa soglia. In rialzo anche i tassi
del BTp a 10 anni che si è portato al
2,25%, lo stesso livello del Bonos
spagnolo. I titoli europei stanno salendo, tanto nell’Europa “core”
quanto in quella “periferica” da
qualche seduta, esattamente dopo
la revisione al rialzo delle stime di
inflazione annunciata dal governatore della Bce Mario Draghi il 3
giugno. Di conseguenza, i rendi-

menti nominali stanno iniziando a
incorporare uno scenario di inflazione, sganciandosi da una visione
didisinflazione,oancorapeggio,di
deflazione. Secondo gli addetti ai
lavori non è escluso che l’aggiustamento dei rendimenti prosegua
nelle prossime sedute. E questo sta
gettando incertezza nell’azionario
con le Borse europee che ieri hanno chiuso la terza seduta di fila in

PENSIERI E PAROLE

Obama e quelle frasi
mai dette sul dollaro

S

e Barack Obama sostiene di
non averlo detto, dobbiamo
credergli. Affermare al G7 che il
«dollaro forte è un problema», non
è fair. Sono cose che non si dicono,
anche se si pensano. La stessa Fed,
senza ammetterlo ufficialmente, è
preoccupata: e, infatti, si guarda
bene da alzare i tassi d'interesse. Il
dollaro forte è un problema e lo si
vede nel peggioramento della
bilancia commerciale, nel faticoso
progresso del pil, nella riduzione
dei ricavi delle aziende e persino
negli utili societari che non
cresceranno nel 2015. Ancor più lo
si capisce dalla prospettiva
opposta: dalla ripresa economica
in Eurozona e in Giappone che ha
visto il saldo commerciale verso gli
Usa salire del 20% in 3 mesi. I
mercati non hanno infatti creduto
alla smentita: il dollaro, dopo una
breve esitazione, ha seguitato a
indebolirsi per finire ben più basso
di venerdì. (W.R.)

rosso. Piazza Affari ha ceduto lo
0,9%.PeggioFrancofortecheconil
ribasso dell’1,18% ha portato l’ampiezza della correzione in corso al
10%, una soglia che in altri tempi
(non quelli in cui è in corso un
«quantitative easing»)avrebbe
potuto creare l’allarme di inversione del trend. Diverso invece il motivo per cui nelle ultime sedute sono saliti i titoli di Stato Usa (il decennale è salito di 29 punti base la
scorsa settimana, tornano in area
2,4%): dopo gli ottimi dati sul lavoro negli Usa pubblicati venerdì i
mercati iniziano a scontare l’ipotesichelaFedpossaalzareitassiasettembre. Ma su questo punto i mercati si stanno inceppando in una
contraddizione di fondo. Un rialzo
dei tassi dovrebbe ridare nuova
linfa al dollaro. Invece ieri il dollaro
si è fortemente indebolito nei confronti dell’euro che è tornato a superare quota 1,12 dollari dopo una
partenza a 1,111. Sul movimento
hanno pesato le indiscrezioni di un
funzionario francese secondo cui
il presidente degli Usa si sarebbe
lamentato dell’eccessivo rafforzamento della valuta americana. Lo
stesso Obama ha però smentito nel
corso del G-7 in Germania: «Non
homaidettocheildollaroforteèun
problema». Ma i mercati, vendendo dollari e comprando euro, non
cihannocreduto.Restapoisempre
apertalaquestionegreca:finoache
non si raggiungerà un’intesa con i
creditori Atene rappresenterà una
minavagante.Anchesevasegnalato un controsenso: se la Grecia preoccupasse realmente come mai gli
investitori non si stanno rifugiando nel Bund tedesco, da aprile venduto invece a mani basse?
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA BUSSOLA

Investire con la volatilità
Maximilian
Cellino

G

iorni strani quelli in cui sul
mercato ci si stupisce e
soprattutto preoccupa per
un rendimento del Bund
decennale che sfiora l’1% e per un
BTp che viaggia di nuovo sopra il
2 per cento. Di sicuro i valori che
gli operatori hanno rivisto sugli
schermi nelle ultime giornate
sono molto più «normali»
rispetto a quelli a cui ci aveva
abituato o forse illuso l’attesa e le
prime fasi del quantitative easing
avviato tre mesi fa dalla Bce. Ma i
movimenti sono stati davvero
rapidi e impongono più di una
riflessione sugli investimenti.
«Che fare con i BTp? E qual è
l’impatto sulle azioni di tassi più
elevati?», si chiede il
risparmiatore: domande
semplici nella formulazione, non
nella risposta. Del resto lo stesso
Mario Draghi lo ha fatto capire
chiaro e tondo mercoledì scorso
nella conferenza stampa di
Francoforte: con la volatilità di
queste settimane occorrerà
convivere. Se poi aggiungiamo il
tassello di una crisi greca la cui
soluzione viene costantemente
rinviata al domani il quadro
diventa ancora più nebuloso.
Per questo non stupiscono i
pareri discordanti delle banche
d’affari: per una Morgan Stanley
che in base alle attese di crescita e
inflazione qualche giorno fa
stimava un valore corretto per il
decennale tedesco all’1,45% (cioè
60 centesimi in più rispetto allo
0,85% di ieri), c’è una Ubs che
nota come grazie alle recenti
svendite i valori dei Bund, degli

Oat francesi e dei BTp, se corretti
per l’effetto cambi, siano
relativamente più convenienti
rispettivamente ai bond sovrani
giapponesi, britannici e
statunitensi e potrebbero quindi
esercitare nuove attrazioni nei
grandi fondi internazionali.
La difficoltà nel capire la
direzione futura dei titoli di Stato
sta anche nelle forze concorrenti
che li muovono: da un lato gli
acquisti Bce tendono a
comprimerne i rendimenti, come
si è visto nella prima fase del
«qe»; dall’altro però la
prospettiva di un successo del
piano di Mario Draghi migliora le
aspettative sull’inflazione e sulla
crescita dell’Eurozona e con
questi le attese di un aumento dei
tassi stessi. L’effetto netto di
questi due fenomeni è incerto e
contribuisce alla volatilità.
L’ulteriore elemento che
complica il quadro è legato agli
aspetti tecnici evidenziati
mercoledì scorso dallo stesso
Draghi, a partire dalla scarsa
liquidità dei titoli acquistabili.
«Fino a questo momento i
movimenti dei titoli di Stato, e in
particolare quelli dei Bund,
hanno riflettuto più
aggiustamenti di tipo tecnico che
la reale convinzione da parte del
mercato di un miglioramento
sotto il profilo della ripresa e
dell’inflazione, anche perché i
segnali in questo senso sono stati
davvero deboli», sottolinea
Andrea Delitala, head of
Investment advisory di Pictet. Il
movimento recente, secondo
l’economista, rappresenta quindi
più che altro la correzione di un
eccesso, che aveva portato sotto
zero un terzo dei rendimenti
europei, ma che a sua volta
potrebbe essere stata esagerata.
Tradotto in soldoni, significa
che chi ha acquistato titoli di
Stato quando la discesa dei loro
rendimenti sembrava senza fine
solo perché si contava sull’effetto
«qe» ha probabilmente poche
chance di recuperare le perdite
che adesso sta subendo. Diverso
invece il discorso per chi non si è
fatto ingolosire nei mesi scorsi:
«Chi non deve leccarsi ferite

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gravi - spiega Delitala - può
iniziare a ricomprare bond
sovrani, anche se con una certa
cautela, perché con la volatilità
delle ultime giornate occorrerà
convivere per molto tempo,
come ha avvertito Draghi».
Il consiglio è di diversificare
con l’intero paniere europeo,
piuttosto che affidarsi ai soli BTp:
«L’Italia e gli altri periferici sono
ancora condizionati dal rischio
Grecia», ammette Delitala. Che
poi spiega: «Non si teme più il
contagio diretto, dato che il
debito di Atene è ormai quasi
interamente in mani pubbliche,
quanto gli effetti collaterali che
un eventuale abbandono
dell’euro potrebbe provocare sul
paradigma dell’integrità della
moneta unica. Rispetto al 2011 la
Bce ha alzato un cordone
sanitario che reggerà l’urto,ma
l’eventuale uscita della Grecia
non sarebbe indolore».
La crescita dei rendimenti
obbligazionari condiziona però
anche l’andamento delle azioni,
la cui appetibilità si misura infatti
soprattutto in relazione al valore
di un investimento free risk come
quello del Bund: se quest’ultimo
cresce, si riducono al tempo
stesso i vantaggi di acquistare in
Borsa . Dal 20 aprile, da quando la
correzione sui bond è partita, i
listini europei hanno non a caso
complessivamente perso l’8%.
Anche in questo caso però la
relazione non è così semplice:
come nota Goldman Sachs
dipende anche dalla fase di
mercato e soprattutto dalla
velocità di aggiustamento. «I
nostri strategist non hanno
cambiato idea sul rendimento del
Bund, che prevedono allo 0,9%
fra sei mesi e all’1,2% fra un anno,
sotto questo punto di vista
l’effetto negativo dei recenti
movimenti sulle azioni potrebbe
essere giunto al capolinea»,
sottolinea Goldman, che mette in
guardia sulla volatilità ma
suggerisce di preferire i settori
ciclici ai difensivi: più banche,
assicurazioni, materie prime e
industriali, meno telecom,
alimentari e utility.
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La performance delle Borse
Milano
Ftse Mib
Ieri

-0,90%
+19,09%

Da inizio
anno

Ieri

Da inizio
anno

-0,21%
+3,41%

-1,31%
+6,20%

Da inizio
anno

Londra
Ftse 100
Ieri

Parigi
Cac 40

Madrid
Ibex 35
Ieri

Da inizio
anno

Tokyo
Nikkei 225
Ieri
Da inizio
anno

-0,02%
+17,23%

-1,28%
+13,69%

Francoforte
Dax
Ieri

Da inizio
anno

Istanbul
Bist 100
Ieri
Da inizio
anno

-5,05%
-9,23%

-1,18%
+12,84%

Atene
Athex
Ieri
Da inizio
anno

-2,73%
-7,45%

Paradossi. Nuovo affondo in Germania: un giurista va dalla Corte costituzionale per fermare l’ultima manovra Bce

Ricorso tedesco contro il Qe
Alessandro Merli
ELMAU. Dal nostro inviato

N

uova offensiva giudiziaria
contro la Bce in Germania.
Ungiuristadell’Universitàdi
Lipsia, Christoph Degenhart, e altre
due persone hanno presentato un ricorso alla Corte costituzionale tedescacontroilpianodiacquistodititoli
pubblicieprivatidell’eurozona,ilcosiddettoQuantitativeeasing(Qe).
Ilnuovoricorsosisovrapponeall’attesa sentenza della Corte tedesca, in arrivo il 16 giugno, su un’altra
iniziativa dell’istituto di Francoforte,ilpianoOmtdel2012,destinatoal-

l’acquisto potenzialmente illimitato di titoli dei Paesi più deboli dell’area euro e mai applicato. L’anno
scorso i giudici costituzionali tedeschi avevano dichiarato l’Omt non
conformealdirittotedesco,maavevano poi rinviato la causa alla Corte
europeadigiustizia,dovel’Avvocatura generale aveva espresso un parere favorevole al piano, seppur
suggerendo alcune modifiche.
Secondo il nuovo ricorso, di circa 120 pagine, rivelato per primo dal
quotidianofrancese«LesEchos»,il
Qe «viola ancor più scandalosamente dell’Omt» i diritti dei ricor-

renti in base alla legge tedesca e la
Bce si è spinta nell’ambito della politica «per il quale non ha ricevuto
alcunmandato»esenzaunadelibera né del Parlamento, né del Governo tedesco, né tanto meno della
Bundesbank.Ilricorsosostieneche
il Qe sposterebbe i confini delle
competenze fra i Governi dell’unione monetaria e la Bce a favore
di quest’ultima.
È possibile che la discussione alla
Corte sul Qe non possa essere messa a ruolo prima del 2016, quando il
pianosaràgiàabuonpuntodellasua
attuazione. Sarà interessante vede-

re come si svolgerà la discussione
davanti alla Corte. Nel caso dell’Omt, infatti, la Bundesbank si
schierò contro la Bce. Quando è stato varato il Qe, però, Draghi ha sostenuto che la legittimità degli acquisti di titoli era stata riconosciuta
da tutti i membri del consiglio, anche se il presidente della Banca centraletedesca,JensWeidmannealtri
quattro consiglieri avevano argomentato che l’avvio del piano era
prematuro. Nel frattempo, una sentenza negativa della Corte tedesca
contro l’Omt potrebbe creare un
conflitto senza precedenti con la
Corte europea di giustizia, qualora
questa, seguendo il parere dell’Avvocatura,comeèsempreavventoin
passato, approvasse invece il piano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’EDITORIALE
Adriana
Cerretelli

Se Ankara
avvicina
l’intesa
con Atene
u Continua da pagina 1

N

ella fretta di chiudere
però incide molto,
anche se resta sotto
traccia, la componente geostrategica: fino a quando in
Ucraina gli accordi di Minsk
non saranno rispettati, e finora
non lo sono, fino a quando
saranno praticabili solo le
sanzioni e non la
normalizzazione dei rapporti
con la Russia di Putin (che tra
l’altro non esita a mestare nei
torbidi della crisi greca per
dividere l’Ue), l’Europa tutto
può auspicare fuorché la
proliferazione delle instabilità
dai confini orientali a quelli
meridionali. Tanto più ora che
le elezioni in Turchia
potrebbero aprire un nuovo
corso, dalle ripercussioni
ignote in una regione tellurica,
da troppi anni malata di guerre,
terrorismo, povertà e
disperazione.
Da mesi la Merkel ha capito,
gli americani lo sanno da
sempre, che Grexit non è
un’opzione: perché sancirebbe
la fine dell’irriversibilità
dell’euro, con esiti alla lunga
letali per il medesimo. E perché,
priva di un’euro-difesa
autonoma e con gli Stati Uniti
che da troppi anni nell’ambito
Nato ne sollecitano invano
maggiori impegni militari,
l’Europa non può permettersi
nessuna rottura di equilibri sul
delicatissimo fianco greco,
bastione della sua sicurezza
nell’area balcanica e
tradizionale porto di approdo
dell’immigrazione, che
potrebbe altrimenti diventare
incontrollata.
Dunque anche la geopolitica oggi preme per un
rapido accordo con la Grecia di
Tzipras. Sbaglierebbe però chi
ad Atene pensasse che alla fine
le verrà regalato, quell’accordo,
complici le incertezze che si
accumulano sull’orizzonte
europeo. Ma sbaglierebbe
anche chi pretendesse di
sottoporre un paese prostrato a
un elettroshock infinito di
rigore e riforme con l’intento di
trasformarlo in un campione di
equilibrio e di virtù
economiche, magari in una
specie di ineccepibile
Lussemburgo del
Mediterraneo. Equivarrebbe a
una passeggiata nell’irrealtà
europea.
Piaccia o no, nell’Europa
vera, quella teoricamente
regolata dal principio dell’unità
nella diversità, ogni paese ha la
sua identità e le sue potenzialità,
difetti compresi. Un
patrimonio da preservare, non
da ridurre a poche sfumature di
grigio, a un pianeta in gramaglie
dallo scarso sviluppo e incerto
futuro. Proprio per le troppe
instabilità che la circondano,
l’Europa oggi ha urgente
bisogno di consenso e coesione
interna. Di riscoprire la fiducia
in se stessa. Il vertice Ue di
domani a Bruxelles, dove si
parlerà ancora di Grecia,
potrebbe essere l’occasione
buona per farlo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA PAROLA
CHIAVE
Quantitative easing
7Si tratta di una politica
monetaria non convenzionale,
varata dalla Bce a gennaio e
avviata a marzo. Funziona
così: la banca centrale stampa
moneta e con i soldi “nuovi”
compra sul mercato titoli di
Stato o di altro tipo. L’obiettivo è
di far risalire l’inflazione e di far
ripartire l’economia europea.

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

6

Le vie della ripresa

Dopo il no della Ue sulla nuova Iva
L’esecutivo ipotizza di inserire la nuova
clausola di salvaguardia nel Dl sugli enti locali

LE MISURE IN CANTIERE

Dimissioni
Per il «ripensamento» del lavoratore i 7 giorni
previsti del governo potrebbero scendere a 3-5

Reverse charge, spunta la clausola-acconti

Stop al caro benzina: copertura dal rientro capitali, ma se fallisce aumenteranno Irap e Ires per le imprese
Marco Mobili
ROMA

pLo

stop all’aumento della
benzina di fine giugno potrebbe
pesare tutto sulle imprese. Per
coprire i 728 milioni che verranno meno con la bocciatura della
Ue al reverse charge sulla grande
distribuzione il Governo scommette sul successo della voluntary disclosure. E di clausola in
clausola se a sua volta il rientro
dei capitali non dovesse dare i
frutti sperati si profila all’orizzonte un nuovo aumento degli
acconti Ires e Irap di fine novembre. La norma di sterilizzazione
della clausola di salvaguardia introdotta con l’ultima legge di stabilità è già pronta e sarà inserita,
salvo ripensamenti dell’ultima
ora, nel decreto legge sugli enti
locali che il Governo si appresta
a varare con il prossimo consiglio dei ministri. Ma andiamo
con ordine.
Dopo il no di Bruxelles all’utilizzo da parte dell’Italia del meccanismo del reverse charge anche alla grande distribuzione, il
Governo è ora chiamato a recuperare i 728 milioni di euro attesi
dalla norma inserita nella legge
di stabilità sotto la voce “lotta all’evasione”. La strada indicata
nella ex finanziaria prevede l’aumento dal prossimo 30 giugno
delle accise su benzina e gasolio.
Ma come più volte dichiarato
dallo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il temuto
aumento non scatterà. A coprire
il mancato incasso dalla lotta alle
frodi Iva sarà il gettito che arriverà dal rientro dei capitali.
Misura, quest’ultima, utilizzata ormai come vero e proprio

“bancomat” dall’Esecutivo e
questo nonostante gli incassi
dell’operazione di rimpatrio dei
capitali esportati all’estero illegalmente siano stati ufficialmente stimati dall’Economia in
un solo euro. Se sarà confermata
nel Dl la sterilizzazione della
clausola sul reverse charge per la
grande distribuzione il gettito
della voluntary sarà ipotecato
per ben 1,399 miliardi di euro. Ai
728 milioni, infatti si devono aggiungere anche i 671 milioni già
indicati nel Dl milleproroghe di
inizio anno necessari per cancellare l’ennesima clausola di salvaguardia inserita dal Governo

L’IPOTECA SULLA VOLUNTARY

Dal gettito atteso dal rientro dei
capitali già iscritta un’ipoteca
dal governo per 1,399 miliardi:
728 milioni per il reverse charge
e 671 per il milleproroghe
Letta per garantire l’abolizione
dell’Imu sulla prima casa.
Il Governo, pur avendo impegnato buona parte degli incassi
prima ancora di averli realmente
“toccati”, non sembra così certo
del pieno successo del rientro
dei capitali. Per questo nel cancellare il possibile aumento della
benzina di fine mese prevede
espressamente un ulteriore paracadute per la piena tenuta dei
conti pubblici. E questa volta tutto a carico delle imprese. Se «dal
monitoraggio delle entrate»
previste dalla procedura forfettizzata della voluntary (sanzio-

ne al 3% dell’ammontare degli
importi non dichiarati se le attività oggetto della collaborazione volontaria erano o sono detenute in Stati che applichino lo
scambio di informazioni con
l’Italia) dovesse emergere «un
andamento che non consente la
copertura per il predetto ammontare (vale a dire 728 milioni
n.d.r.)», con decreto del ministero dell’Economia, «da emanare
entro il 31 ottobre 2015», verrà
stabilito l’aumento «degli acconti ai fini dell’Ires e dell’Irap,
dovuti per il periodo d’imposta
2015». Non solo. Per compensare
le eventuali minori entrate che
«si dovessero generare per effetto dell’aumento degli acconti»
delle imprese, dal 1° gennaio 2016
si tornerà a parlare nuovamente
di possibile caro-benzina con
l’aumento delle accise.
Se questo schema sarà confermato le imprese dovranno sperare in una accelerazione della
voluntary disclosure che, al momento, però sta viaggiando a
passo lento (si veda il Sole 24 Ore
di venerdì scorso). A quattro mesi dalla scadenza del 30 settembre le istanze di adesione regolarmente presentate al Fisco sono appena 1.836. E se si guarda
agli incassi potenziali i dati non
sembrano offrire maggiori garanzie di successo: da una rilevazione al 18 maggio scorso dell’amministrazione finanziaria è
emerso che su 1.288 istanze presentate gli imponibili oggetto di
emersione erano pari a circa 260
milioni per le imposte dirette, 16
milioni ai fini Irap e 12 milioni sul
fronte Iva.

Tra clausole e coperture

Rossella Bocciarelli
ROMA

p«C’èunproblemadiequitàin-

tergenerazionaledicuitenerconto: chi ha avuto molto di più, sotto
il profilo previdenziale, potrà essere chiamato a dare un contributo di solidarietà a chi avrà in futuro pensioni molto più basse». Il
presidente dell’Inps, Tito Boeri,
ha riproposto ieri il suo punto di
vista sul come assicurare sostenibilità al sistema previdenziale e
anche sul come garantire un’ade-

BOERI

Il presidente dell’Inps
rilancia il contributo di
solidarietà: «C’è un problema
di equità intergenerazionale
di cui tenere conto»
guata copertura a quegli elementi
diflessibilitàdell’uscitadallavoro
(possibilità di andare in pensione
prima dell’età fissata dalla riforma Fornero) che il governo vorrebbe introdurre nella prossima
legge di stabilità.
L’occasione è stata la presentazione del “Rapporto sullo stato
sociale, anno 2015” avvenuta ieri a
Roma alla facoltà di economia
della Sapienza di via del Castro
Laurenziano . Il rapporto mette in
evidenza, tra l’altro, il fatto che nel
prossimo ventennio la pensione
media si ridurrà sempre più rispetto al salario medio, passando
dal 45% attuale al 33% nel 2036. Ma
è critico nei confronti dell’ipotesi
di Boeri: «Cercare risparmi di
spesa ricalcolando con il metodo
contributivo le pensioni già liquidate con il sistema retributivo, oltre alle difficoltà di reperimento
delle informazioni necessarie- ha
osservato ieri il suo curatore, RobertoPizzuti-presenterebbecontroindicazioni economiche ed
equitative ; sarebbe di fatto un’imposta aggiuntiva sul reddito, che
colpirebbe solo una parte dei pensionati e non necessariamente
quelli con i redditi maggiori».
Nel dibattito è intervenuto anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De

Vincenti,chedopoaversottolineato l’esigenza di dare più sostanza
a una politica industriale e europea ha difeso appassionatamente
l’operato del governo: «In Italia
stiamo riuscendo a stare nella disciplina di bilancio e la tempo
stesso ad usare le risorse per ottenere degli effetti leva sulla crescita. Il Job act insieme alla decontribuzione sui nuovi assunti sta dando risultati importanti. Certo, si
può sempre fare di più, ma vi ricordo che la legge di stabilità del
2015 è la prima legge espansiva degli ultimi 15 anni».
Diprevidenzaepolitichedellavoro hanno poi parlato ieri anche
le parti sociali, ascoltate in modo
informale in commissione Lavoro a Montecitorio. «Bisogna terminare l'esperienza degli ammortizzatori in deroga e pensare
alle politiche attive, che rappresentano un nodo cruciale», ha
suggerito ad esempio Giulio de
Caprariis, vice direttore area lavoro e welfare di Confindustria,
mentre Maurizio Petruccioli, segretario confederale Cisl, ha auspicato che «dai lavori della commissione possano emergere le soluzioni necessarie per migliorare
il decreto legge sulla perequazione e spunti di riflessioni utili anche per il tavolo che si aprirà nei
prossimi giorni fra il ministro del
Lavoro e delle Politiche sociali e le
organizzazioni sindacali». Per la
Uil «il sistema di calcolo della perequazione proposto dal Governo a seguito della sentenza della
Corte costituzionale è insufficiente e inadeguato». Secondo
questo sindacato l’Esecutivo
«avrebbe dovuto fare una cosa
molto semplice: ripristinare il diritto alla rivalutazione delle pensioni e discutere e definire, con i
sindacati dei pensionati, le modalità e le entità dei rimborsi per il
passato». Dal canto suo Nicola
Marongiu, coordinatore della
contrattazione sociale della Cgil,
ha riferito che «c’è stata una richiestaunitariadiaumentarelerisorse stanziate per i contratti di
solidarietà; quelle attuali si stanno
esaurendo e bastano solamente a
coprire il 2014».

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Via la mobilità dal 2016:
resta alle aziende
il contributo dello 0,30%
Valentina Melis
Claudio Tucci
ROMA

pIl governo conferma la fine

REVERSE CHARGE

RIENTRO CAPITALI

ACCONTI IRES E IRAP

Dopo il no di Bruxelles , arrivato
il 22 maggio scorso,
all’estensione del reverse
charge Iva anche alla grande
distribuzione, il Governo è ora
chiamato a recuperare i 728
milioni attesi dalla norma che
era stata inserita nella legge di
stabilità 2015 sotto la voce
“lotta all’evasione”. La strada
indicata nella ex finanziaria
prevede una clausola di
slavaguradia in caso di
bocciatura che farà aumentare
dal 30 giugno le accise su
benzina e gasolio. Un rincaro
che però - come più volte
dichiarato dal ministro
dell’Econonomia Pier Carlo
Padoan - non scatterà. A coprire
il mancato incasso sarà il gettito
che arriverà dalla voluntary
disclosure

Doverbbe essere dunque la
voluntary disclosure a grantire la
coperutra mancante dopo la
bocciatura del reverse charge da
parte di Bruxelles. Se il Dl enti
locali confermerà la
sterilizzazione della clausola di
salvaguradia che fa scattare il caro
accise, il gettito del rientro dei
capitali sarà ipotecato per 1,399
miliardi. Ai 728 milioni, infatti si
devono aggiungere anche i 671
millioni già indicati nel Dl
milleproroghe di inizio anno
necessari per cancellare
l’ennesima clausola di
salvaguardia inserita dal Governo
Letta per garantire l’abolizione
dell’Imu prima casa. Al 3 giugno le
domande di adesione sono state
solo 1.836 e il termine, salvo
proroghe, si chiuderà il 30
settembre

Il Governo non sembra così certo
del pieno successo del rientro dei
capitali. Per questo nel cancellare
il possibile aumento della benzina
di fine mese il Dl prevede
espressamente un ulteriore
paracadute per la piena tenuta dei
conti pubblici. E questa volta tutto
a carico delle imprese. Se «dal
monitoraggio delle entrate»
previste dalla procedura
forfettizzata della voluntary
(sanzione al 3% degli importi non
dichiarati)dovesse emergere «un
andamento che non consente la
copertura» dei 728 milioni
mancanti, con decreto del
ministero dell’Economia, «da
emanare entro il 31 ottobre
2015», verrà stabilito l’aumento
«degli acconti ai fini dell’Ires e
dell’Irap, dovuti per il periodo
d’imposta 2015».

MANCATO GETTITO

728

milioni

GETTITO «IPOTECATO»

1,39

miliardi

LA MISURA DEGLI ACCONTI

100%

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Previdenza. Il rapporto sullo Stato sociale: ora siamo al 45%

In venti anni pensione
al 33% del salario medio

Jobs act. Il Dlgs sugli ammortizzatori sociali

GOOD ENERGY AWARD 2015 - 6ª edizione

PREMIO ALL’INNOVAZIONE ENERGETICA E ALL’UTILIZZO
RESPONSABILE, EFFICIENTE E SOSTENIBILE DELL’ENERGIA
In occasione del 15° Italian Energy Summit del Sole 24 ORE

dell’indennità di mobilità nel
2016; e chiarisce che, dal 1° gennaio 2017, il contributo dello 0,30%
che oggi pagano le imprese che
utilizzano questo ammortizzatore resterà alle aziende (non verrà
trattenuto dall’Erario). La Naspi,
la nuova indennità di disoccupazione, durerà strutturalmente 24
mesi anche dopo il 2016, e l’ambito di applicazione delle integrazioni salariali viene esteso alle
aziendesoprai5dipendentiattraverso il sistema dei fondi di solidarietà, istituiti dalla legge Fornero del 2012, che, quindi, dal 1° gennaio 2016 dovranno necessariamente partire.
Si ipotizza, poi, un correttivo in
extremis alla norma sulle dimissioni(i7giornipensatidall’esecutivo per il “ripensamento” del lavoratore sono troppi, si potrebbe
scendere a 3-5 giorni); e nel Dlgs
sul riordino delle politiche attive
si starebbe pensando di confermare una disposizione restrittiva
sui fondi interprofessionali (lo
Stato controllerebbe gli investimenti e, di fatto, le spese di questi
fondi creati dalle parti sociali).
A circa 48 ore dal Consiglio dei
ministri continuano le limature
sui Dlgs attuativi del Jobs act (sul
tavolo del governo sbarcheranno
i due Dlgs su contratti e conciliazionevita-lavoroperl’okfinale,ei
restanti quattro Dlgs su cassa integrazione, semplificazioni, attività ispettive e servizi per il lavoro, per il primo esame).
Anche ieri sono proseguiti
contatti tra i tecnici di palazzo
Chigi e ministero del Lavoro per
gli ultimi dettagli: l’estensione,
strutturale, a 24 mesi della Naspi
«comporterà un investimento
annuo di circa 2,5 miliardi», spiega Stefano Sacchi, professore di
politica sociale alla Statale di Milano e consulente del ministero
guidato da Giuliano Poletti.
La bozza di Dlgs sulla razionalizzazione degli ammortizzatori
sociali conferma la fine dei sussidi in deroga nel corso del 2016.
Tra cig e contratti di solidarietà
si potrà arrivare al massimo da 24
fino a 36 mesi di protezione nel
nuovo quinquennio mobile. «I
periodi di cassa già fruiti non
verranno conteggiati - aggiunge
Sacchi - si ripartirà cioè da zero
con l’entrata in vigore del Dlgs.
L’obiettivo della riforma è quello di modificare i comportamenti delle aziende per ritornare a un
uso virtuoso della cassa che non
potrà più servire a mantenere in
piedi aziende decotte». Il Dlgs
chiarisce anche la contribuzione al nuovo fondo d’integrazio-

ne salariale (Fis), per le imprese
non coperte dai fondi bilaterali:
le aziende sopra i 5 e fino a 15 dipendenti pagheranno lo 0,45%
che sale allo 0,65% per quelle superano i 15.
Come detto, dal 2017, le aziende
non dovranno più versare lo
0,30% per la mobilità, ma questi
fondi potrebbero essere utilizzati
per altre finalità: per esempio, per
sostenere le ristrutturazioni
aziendali (con agevolazioni fiscali-previdenziali per i lavoratori in

FONDI INTERPROFESSIONALI

Verso la conferma
della stretta: riconosciuta
la natura pubblicistica
dei fondi delle parti sociali,
scatta il controllo dello Stato

uscita). L’esecutivo aspetta una
proposta delle parti sociali: «Sarebbe positivo poter contare su
queste risorse per le politiche attive», evidenzia Maurizio Del Conte, professore di diritto del Lavoro
allaBocconidiMilano,econsigliere giuridico del premier, Renzi.
Per quanto riguarda la nuova
agenzia unica per le ispezioni,
l’obiettivoè«contenereicomportamenti opportunistici e illegali
nei contesti di lavoro», ha detto ieri il ministro, Giuliano Poletti, intervenendo a un convegno sul
Jobs act al palazzo di giustizia di
Milano. «Dietro le ispezioni messe in campo dal ministero del Lavoro, dall’Inps e dall’Inail - ha aggiunto - nove volte su dieci c’è
un’attività di intelligence. Con
l’agenzia unica, eviteremo ripetizioni, riducendo i costi». Nel corso del convegno si è parlato anche
di mansioni: per Stefano Dolcetta,
vicepresidente di Confindustria,
lapossibilitàdimodificarelemansioni del lavoratore a parità di inquadramento (prevista nel Dlgs
sul riordino dei conrtratti) «è
un’assolutanovitàperilnostroPaese e va nella direzione di una
maggiore flessibilità organizzativa che è un aspetto molto sentito
dalle imprese». Mentre sulle modifiche alla disciplina delle collaborazioni (si ipotizza una stretta
robusta su quelle “organizzate”),
Dolcetta avverte: «Se si estende
troppo l’area della subordinazione,sirischiadiimpedirel’usodelle
collaborazioniininterisettoridella nostra economia». La leader
della Cgil, Susanna Camusso, ha
lanciato invece un allarme sull’uscita di scena della indennità di
mobilità: «Se non si interviene sul
fronte pensionistico - spiega - rischiamo una nuova ondata di esodatisenzapiùstrumentiditutela».
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I dati del ministero. Licenziamenti giù del 12,1%

Nel primo trimestre
+24,6% contratti stabili
ROMA

pAumentanoleassunzionicon

contratto a tempo indeterminato
(+24,6%) e diminuiscono i licenziamenti (-12,1%). Il ministero del
Lavoro ha pubblicato ieri i dati
sullecomunicazioniobbligatorie
cumulandoidatideiprimitremesi dell’anno: le assunzioni totali a
tempo indeterminato sono state
552.665 (superiori del 24,6% rispetto a quelle registrate nel primo trimestre del 2014) a fronte di
475.854 cessazioni, con un saldo
positivo di 76.811 contratti stabili.
Continua, poi, la contrazione
delle collaborazioni, e soprattutto dell’apprendistato: i nuovi apprendisti attivati al lavoro nel primo trimestre dell’anno sono stati
appena 50.350, e rappresentano il
2%delleassunzionicomplessive.
Gli aumenti dei contratti stabili hanno interessato, con maggioreintensità,leclassid’etàgiovanili: +39,5% fino a 24 anni e +28,4%
per i 25-34enni.
Dai dati emerge anche come
nel trimestre considerato ci sono

state 82.234 trasformazioni di
contratti a termine in rapporti a
tempo indeterminato, per effetto
delrobustoincentivoprevisto,da
gennaio, dalla legge di Stabilità.
Complessivamente, sul totale
delle attivazioni, i nuovi contratti
a tempo indeterminato rappresentano il 21,4% (il 65% delle assunzioni è formalizzato con un
contratto a tempo determinato).
Il focus del ministero del Lavoro si concentra anche sulle cessazioni: nei primi tre mesi dell’anno
sonostatepocopiùdi1,9milioni,e
hanno interessato circa un milione di persone. Analizzando la
causa della cessazione del contratto spicca la forte contrazione
dei licenziamenti, che nel primo
trimestre 2015 per la prima volta
scendono sotto quota 200mila
dal primo trimestre 2012. Segno
meno, su base tendenziale, anche
per le cessazioni di attività
(-21,1%). Aumentano invece le dimissioni (+3,8 per cento).
Cl. T.
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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

7

Emergenza immigrati
IL CONFRONTO SULL’ACCOGLIENZA

Il ministro dell’Interno Alfano
Gli sbarchi sono 55mila, 200mila attesi entro l’anno
Il ministro lavora alla distribuzione nelle Regioni

Il commissario Ue a Roma al Viminale
Avramopoulos: non lasceremo l’Italia da sola,
siamo determinati ad andare avanti

Scontro sugli immigrati, Renzi propone incentivi

L’ANALISI
Marco
Ludovico

Il premier: le quote le decise Maroni da ministro - «Insufficiente il piano europeo, coinvolgimento vero nei rimpatri»
Marco Ludovico
ROMA

pIncentivi ai Comuni, per ri-

solvere l’emergenza dei profughi da accogliere. Partita a tutto campo con l’Europa, per migliorare un piano Ue sull’immigrazione definito dal
premier Renzi «insufficiente»
con un chiaro eufemismo. Gli
sbarchi continuano - siamo ormai oltre quota 55mila dall’inizio dell’anno - e le polemiche
non si placano. Il leader della
Lega Matteo Salvini minaccia
di «occupare le prefetture»
impegnate nell’accoglienza; il
governatore lombardo Roberto Maroni domenica aveva minacciato di intervenire sui conti dei comuni disponibili all’ospitalità. La risposta del premier e del ministro
dell’Interno, Angelino Alfano,
è l’esatto opposto di Maroni:
premi ai municipi che si fanno
avanti. Ma la partita vera si gioca a fine mese a Bruxelles visto
che i 60milioni di euro destinati dall’Europa insieme alla quota di richiedenti asilo - 24mila
persone - di cui l’Italia può essere sgravata sono cifre troppo
esigue. Basti soltanto pensare
che sulle nostre coste sono previsti sbarchi per 200mila persone a fine anno (l’anno scorso
furono 170mila).
«L’Italia non è sola» promette il commissario europeo all’immigrazione Dimitris Avramopoulos in conferenza con
Alfano dopo una riunione a cui
hanno partecipato anche il capo di gabinetto, Luciana Lamorgese, il numero uno del dipartimento Ps Alessandro
Pansa e il capo delle Libertà civili, Mario Morcone, il sottosegretario Domenico Manzione,

il prefetto Giovanni Pinto. Evidente che Grecia e Italia hanno
le stesse problematiche, il vantaggio è che il commissario all’immigrazione sia proprio ellenico. Lo scontro con il resto
d’Europa non sarà facile. Bruxelles sta per inviare una serie
di funzionari inseriti negli
«hotspot» - 3-400 posti di capienza, in sostanza sono punti
di post-sbarco - dove saranno
verificate le procedure di identificazione: impronte digitali,
fotosegnalamento, accertamenti di identità a tutti gli effetti. L’Italia deve accettare

LE RICHIESTE UE

Bruxelles sta per inviare
funzionari nei punti postsbarco da 3-400 posti
per verificare le procedure
di identificazione
questa forma di controlli, in
passato ci sono stati rischi peggiori con una procedura di
commissariamento paventata
dal precedente governo di
Bruxelles. Chiederà, però, che i
tempi per la prima relazione
sul funzionamento degli hotspot siano un po’ più lunghi dei
primi tre mesi di funzionamento. Solleciterà un monte
risorse molto più alto, almeno
il doppio dei 60 milioni. Ma la
carta politica più alta l’Italia la
gioca chiedendo un coinvolgimento vero dell’Ue nei rimpatri: non solo dei clandestini, ma
anche dei richiedenti asilo con
la domanda respinta o dei migranti “economici” non previsti nelle quote”. È un modo
per uscire da quella che a tutti

gli effetti nella proposta Ue è
una procedura di aiuto - a Italia
e Grecia - e non di condivisione
di interventi. Nello scenario in
evoluzione si punta anche ai
campi nei paesi di transito - in
Niger e Sudan - sempre in chiave europea: un primo filtro tra i
rifugiati con tutti i diritti, da destinare in Europa, e altri immigrati però senza titoli o disposti, se incentivati, a rimpatriare. Un filone seguito, in particolare, dal sottosegretario
Domenico Manzione. Il piano
Ue «così com’è non va. Bisogna fare di più» dice Renzi e ricorda che «la destra sferra l’attacco più insidioso su di noi sul
tema dell’immigrazione e gioca la carta della paura».
Il piano di distribuzione dei
migranti sbarcati andrà avanti
nonostante le dichiarazioni dei
governatori. Tra poco sarà
pubblicato il bando Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che raddoppierà i posti disponibili da
20mila a 40mila.
Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle
Regioni, invita il Governo ad
«ignorare la posizione di Maroni e dare disposizione ai prefetti perché tutte le Regioni diano accoglienza ai migranti».
Maroni si dice tuttavia deciso
ad andare avanti: «Io farò quello che devo, non rispondo né
agli insulti né alle parolacce».
Gli dà man forte il neo governatore della Liguria, Giovanni
Toti: «Dovremo agire con politiche che siano incentivanti e
disincentivanti. Sarà la prima
cosa che faremo appena ci insedieremo». Lo scontro politico sarà ancora lungo.
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Quando
il governatore
era titolare
al Viminale

Gli arrivi nel 2015
GLI SBARCHI
Numero di migranti sbarcati in
Italia dal primo gennaio e in arrivo.
Dato aggiornato all'8 giugno
TOTALE

L'ACCOGLIENZA
Le prime nove regioni
per quota di migranti ospitati
nelle strutture di accoglienza

LE NAZIONALITÀ
Le prime tre nazionalità
dei migranti arrivati

6.410

5.102

4.767

Somalia

Nigeria

2.772
A bordo di navi
mercantili

La regione Lombardia finanzia i
comuni soprattutto nei settori dell’ediliziascolastica,delturismo,degli
impianti sportivi, dei trasporti e delle
bonifiche.InfineilPirelloneinterviene da anni con centinaia di milioni
per calmierare gli effetti del patto di
stabilitànazionalecheriducelacapacità di spesa degli enti locali. A conti
fatti,sarebbequest’ultimol’unicovero strumento di ricatto nei confronti
delle amministrazioni. In ogni caso i
possibili ricorsi sono dietro l’angolo.
L’annuncio di Maroni contro comuni (e prefetture) risulta quindi
tutt’altro che semplice, sotto il profilo tecnico. Ma politicamente sta già
producendo qualche risultato.
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9%

Lombardia

Sbarcati

Sicilia

Calabria

Puglia

Eritrea

L

e emergenze sbarchi si
ripetono negli anni e le
soluzioni tutto sommato
sono le stesse: c’è poco da
inventarsi. Il no ripetuto e
ostinato del governatore della
Lombardia, Roberto Maroni,
all’accoglienza di altri migranti,
contrasta con l’intesa del luglio
2014 firmata da Governo,
Regioni ed enti territoriali per
definire un nuovo sistema di
ospitalità: sanciva, tra l’altro, la
distribuzione uniforme su
tutto il territorio degli stranieri
sbarcati. Veneto e Lombardia,
però, sembrano non voler
tener conto di quel patto,
nonostante fosse stato
approvato e firmato
all’unanimità da tutti. Ma il
ministro dell’Interno, Angelino
Alfano, è andato oltre e ha
ricordato i precedenti di
Maroni proprio al suo
dicastero. Il presidente della
Regione Lombardia è stato
titolare al Viminale dal 2008 al
2011 - oltre al biennio 1994-1995
- e si trovò nel pieno dei flussi
migratori legati all’esplosione
della cosiddetta primavera
araba. Non deve sfuggire,
allora, che il 30 marzo 2011 la
Conferenza unificata - Regioni,
Province, enti locali e governo stabilì che «in relazione alla
previsione fino a 50mila
profughi, questi siano
equamente distribuiti sul
territorio nazionale in ciascuna
Regione».
Tant’è che all’epoca le
polemiche dei governatori
sull’accoglienza furono più
contenute, almeno con
l’Esecutivo, anche perchè
Palazzo Chigi dichiarò lo stato
di emergenza e l’attuazione
dell’intesa fu affidata al
prefetto Franco Gabrielli,
commissario per l’emergenza
oltre che titolare della
Protezione civile. I migranti
«equamente distribuiti»
dunque erano indicati nel testo
in cui la firma di Maroni è la
prima in calce. E l’equa
distribuzione dei rifugiati è
invece il dramma - tutto
politico, ma non senza
conseguenze di gestione consumato dai governatori
leghisti a cui ora si aggiunge
Giovanni Toti (Fi) in Liguria.

11%

Lazio

11.641

3.689

20%

Sicilia

38.423

55.094
51.405

LE REGIONI DI APPRODO
Prime tre regioni di sbarco
per numero di migranti

Puglia

7%

Campania

7%

Calabria

6%

Emilia Romagna

6%

Piemone

6%
5%

Toscana

La misura. L’Anci studia il ventaglio di soluzioni: deroghe al patto di stabilità ma anche altre agevolazioni

Sgravi per i Comuni «virtuosi»
ROMA

pL’idea che ora trova d’ac-

cordo il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di incentivare i Comuni che si fanno
avanti nell’accoglienza immigrati, si fa dunque strada, visto
l’ok politico al massimo livello.
Ricordata anche dal ministro dell’Interno, Angelino
Alfano, in sede di conferenza
stampa con il commissario
europeo Dimitris Avramopoulos, ha già avuto infatti una
prima ridotta ma concreta applicazione fin dall’anno scorso. I 13 municipi della Sicilia
coinvolti nell’emergenza

sbarchi 2014 - 170mila stranieri approdati in totale sulle nostre coste - ottennero con una
norma inserita in un decreto
legge poi convertito deroghe
al patto di stabilità.
L’idea è stata ripresa nelle
settimane scorse dal presidente dell’Anci, Piero Fassino,
e dal suo delegato all’immigrazione, Matteo Biffoni. Una prima bozza Anci di progetto tecnico-normativo è stata sottoposta al vaglio dei tecnici del
Viminale ma poi è emerso che
il percorso doveva passare all’esame dei funzionari del ministero dell’Economia. Non si

tratta più, infatti, di una decina
o poco più di comuni ma - sperano al Viminale e all’Anci - di
un numero di città e paesi molto più elevato. Tale, insomma,
da poter dar seguito all’idea di
distribuire numeri piccoli di
migranti su una mole estesa di
centri abitati, in modo da ridurre l’impatto sociale e le
problematiche comunque
connesse, almeno all’inizio.
Con un numero elevato di enti
locali coinvolti anche i costi o
comunque le cifre finanziarie
in ballo diventano considerevoli. Ma dopo la giornata di ieri con la legittimazione politi-

ca all’idea di fondo appare
chiaro che la strada agli incentivi comunali si fa, a questo
punto, in discesa.
La formulazione tecnica
annunciata nel principio di
base, la deroga al patto di stabilità per attingere agli avanzi
di bilancio potrebbe soddisfare le esigenze di molti comuni
in queste condizioni: quelli
del Veneto, per esempio.
L’ipotesi da formulare, però, a
questo punto deve abbracciare anche i municipi che non si
trovano necessariamente in
avanzo o pareggio di bilancio.
Occorrerà definire altre misure compensative, di più ampio respiro.
M.Lud.
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Le regioni del Nord in trincea. La proposta del governatore della Lombardia: «Stop ai contributi per i comuni che accolgono ancora profughi» - Favorevole anche la Ligura e il Veneto, contrari i sindaci

Il centrodestra si compatta intorno a Maroni
Sara Monaci
MILANO

pLa maggioranza di centrodestra, in Lombardia, si ricompatta intorno al governatore Roberto Maroni, che domenica ha lanciato la sua
provocazione sull’accoglienza ai
profughi nel territorio regionale:
«Nessun contributo ai Comuni che
daranno aiuto», ha detto in un tweet,
promettendo di inviare nei prossimi
giorni una lettera ai prefetti per invitare a fermare l’ospitalità.
Tutto nasce dalla constatazione,
come ribadisce il capogruppo leghi-

sta del Pirellone, Massimiliano Romeo, che «la Lombardia ospita già il
9% dei profughi, contrariamente a
regioni come la Toscana o il Friuli
che accolgono solo, rispettivamente,
il 4 e il 3 per cento. Più di così per noi

IL LEADER LEGHISTA

Salvini insiste: «Bloccheremo
le prefetture».
L’Anci lombarda contro il
governatore: i fondi regionali
non sono discrezionali

non è possibile e anzi chiediamo allo
Stato il rimborso degli oltre 100 milioni già spesi per le cure sanitarie degli immigrati negli ultimi anni».
Le parole di Maroni sono state
subito condivise dai neo governatori leghisti, il veneto Luca Zaia e il
ligure Giovanni Toti. Matteo Salvini, leader del Carrocio, si dice
«pronto a fermare le prefetture». E
così ieri anche Forza Italia ha seguito le orme del presidente lombardo
e della Lega, dimostrando di voler
consolidare un’alleanza politica
funzionale ad affrontare il ballot-

taggio del prossimo fine settimana a
Lecco, a Mantova e in decine di comuni lombardi più piccoli, facendo
così le prove generali per una possibile candidatura unitaria del leader
della Lega Matteo Salvini - o come
premier o come sindaco di Milano alle amministrative del 2016. «Fa
bene Maroni a sollevare il problema, c’è un’urgenza che va risolta»,
dice Fabio Altitonante a nome dei
consiglieri regionali di Forza Italia.
Le questioni sul piatto a questo
punto sono due: una puramente
tecnica; l’altra politica. Per quanto

riguarda il primo fronte, quello tecnico, Maroni minaccia l’interruzione dei contributi, ma c’è chi sottolinea, come il presidente dell’Anci
Lombardia Roberto Scannagatti,
che i fondi regionali non sono discrezionali e che i comuni non gestiscono denaro, ma mettono a disposizione solo spazi di accoglienza.
Dall’altra parte i leghisti puntualizzano che i contributi verranno interrotti per quanto attiene ai finanziamenti decisi dalla Lombardia e
che «se un’amministrazione dispone di luoghi e personale per provve-

dere ai profughi, non ha bisogno di
denaro regionale».
Poi c’è il fronte politico. Secondo i
vertici di Anci Lombardia «la lettera
non verrà inviata e comunque sarà
presto dimenticata dopo il ballottaggio, considerando l’inapplicabilità della decisione», dice ancora il
presidente Scannagatti; secondo i
vertici della Lega, invece, verrà presto scritta e inviata, come forma di
opposizione nei confronti della politica nazionale e europea. Nel mezzo, c’è la posizione del prefetto di
Milano Francesco Paolo Tronca,
che non nega il problema ma usa toni moderati: «Abbiamo i centri di accoglienza abbastanza pieni, ma faremo la nostra parte».

Immigrati e lavoro. Secondo le elaborazioni di Fondazione Moressa sono oltre due milioni gli addetti non italiani e il tasso di disoccupazione è intorno al 17%, in peggioramento rispetto all’inizio del periodo di crisi

Arriva dall’estero più di un occupato su dieci
Rossella Cadeo

pOltre un lavoratore su dieci

in Italia è straniero. Ma la crisi
degli ultimi anni ha prodotto
conseguenze occupazionali
anche per gli immigrati. Tanto
che i flussi in uscita sono cresciuti, vanno riducendosi le rimesse verso i Paesi di origine e
aumenta la percentuale di imprese a conduzione di soggetti
nati all’estero (soprattutto nel
settore del commercio, delle
costruzioni e dei servizi), strada spesso obbligata per non rimanere inattivi e potersi garantire il permesso di soggiorno. In
ogni caso per gli oltre due milioni di occupati stranieri le opportunità continuano a concentrarsi in pochi settori e professioni scarsamente qualificate, con rare opportunità di
mobilità verso l’alto. Se questa è
la fotografia generale, il dettaglio regionale assume contorni
molto differenziati.

Residenti

Secondo le ultime stime dell’Istat, a inizio 2015 gli stranieri
in possesso di regolare permesso di soggiorno residenti in Italia sono poco più di 5 milioni
(+151mila unità rispetto a dodici
mesi prima) e sono arrivati a

rappresentare l’8,3% della popolazione totale.
Tuttavia, anche se il saldo migratorio con l’estero chiude positivamente, le iscrizioni dall’estero risultano in calo dell’8,7% (255mila unità in più ma
per effetto soprattutto dei ricongiungimenti
familiari)
mentre le cancellazioni registrano un aumento del 9,5% (a
quota 48mila). Le comunità più
rappresentate sono i romeni
(oltre un milione), gli albanesi
(496mila), i marocchini
(455.000) e i cinesi (257mila).
Ad attirare il maggior numero di stranieri è la Lombardia,
dove - secondo le elaborazioni
della Fondazione Leone Moressa - già nel 2014 si superava abbondantemente il milione di
soggetti residenti. La seguono
Lazio, Emilia Romagna e Veneto (tutte al di sopra del mezzo
milione). Agli ultimi posti Valle
d’Aosta e Molise, con circa
10mila stranieri.
Se si considera però il rapporto con la popolazione, è l’Emilia
Romagna la regione che presenta la più alta percentuale di
immigrazione regolare, il 12 per
cento. Al secondo posto si collocano Lombardia e Umbria (entrambe sopra all’11%), ma quote

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superiori al 10% appartengono
anche a Lazio, Veneto e Toscana. Percentuali inferiori al 3% in
Sardegna, Puglia e Basilicata.

Lavoro

Il quadro appare differenziato
anche per quanto riguarda il
mercato del lavoro.
Sempre secondo le stime della Fondazione Moressa elaborate su dati Istat, il tasso di disoccupazione degli stranieri residenti nel 2014 sfiora il 17% (contro il 12,4% degli italiani),
mentre quello di occupazione è
pari al 58,5%, circa tre punti in
più rispetto a quello degli italiani (55,4%) e con divari ancora
più accentuati nel Mezzogiorno
dove l’indice di occupazione è
storicamente inferiore alla media nazionale.
In questi anni di crisi economica, la componente straniera è
stata più colpita: nel periodo
2007-2013 infatti il tasso di disoccupazione complessiva in
Italia è cresciuto rapidamente,
ma se tra gli italiani è peggiorato
di 5,7 punti arrivando all’11,7%,
tra gli stranieri ha raggiunto il
17,4% (nove punti in più).
Quanto all’inclusione lavorativa degli immigrati nei sistemi
produttivi territoriali, il tasso di

occupazione varia dal 65% del
Lazio al 48% della Calabria
mentre quello di disoccupazione (che ricordiamo è il rapporto
tra i soggetti in cerca di lavoro e
le forze di lavoro) va dal 5,2% del
Molise al 24,7% della Liguria.
Quanto alla Lombardia, la regione in testa per numero di cittadini stranieri, sia il tasso di occupazione (60,1%) sia quello di
disoccupazione (14,2%) sono
più soddisfacenti rispetto al dato medio nazionale.
Interessante anche il dato che
fotografa quanto conta la componente straniera sul totale del
mercato del lavoro di ciascuna
regione. Sempre secondo le elaborazioni di Fondazione Moressa riferite al 2013, ad avere la
maggior percentuale di stranieri rispetto al totale degli occupati risultano Lazio e Umbria che
superano il 14%. Sul fronte opposto mentre gli stranieri disoccupati sono quasi il 16% dei disoccupati complessivi in Italia,
in Liguria ed Emilia Romagna si
arriva a circa un terzo.

Qualificazione

C’è un aspetto però che è comune a tutte le regioni: secondo
l’indice Mipex 2015, che mette a
confronto le politiche di 38 na-

zioni in materia di immigrazione e integrazione attraverso 114
parametri suddivisi in otto aree
di interesse, è vero che l’Italia si
colloca al 13° posto, ma nell’area
“mercato del lavoro” sconta
gravi ritardi. Numerosi sono
infatti i giovani immigrati che
non risultano né inseriti nel
mondo del lavoro né inquadrati in un percorso di formazione
(i cosiddetti Neet), ma c’è anche un problema di over education, in quanto i profili più qualificati continuano a svolgere
lavori che raramente rispecchiano il loro livello di studio e
preparazione.
E se gli ambiti lavorativi prevalenti risultano i settori dei
servizi alla persona (nell’assistenza domestica i non italiani
costituiscono il 73% degli occupati), il commercio e le costruzioni, scarsa risulta la possibilità di sviluppo professionale.
L’ultimo rapporto annuale dell’Istat sul Paese evidenzia che
quasi la metà dei lavoratori
stranieri continua a svolgere lo
stesso tipo di professione rispetto al primo impiego e un altro quarto passa addirittura in
un gruppo professionale inferiore a quello iniziale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La distribuzione sul territorio
% stranieri residenti
su popolazione totale

Tasso di
occupazione

Tasso di
disoccupazione

Tasso di occupazione
48-53 53-57 57-61 61-65
Trentino A. A.

Lombardia

60,1

59,1

14,2

9,2%

Valle d’Aosta

55,7

21,9

7,3%

21,6

Toscana

59,9

61,1

10,3%

19,2

60,0
54,0

11,1%
10,5%

15,5

3,5%

2,7%

15,0

60,8

5,2

Puglia

10,9

54,1

4,4%

Sicilia

52,6

Molise

2,5%

Sardegna

62,8

19,8

2,9%

Campania

56,5

52,0

3,3%

Lazio

65,0

23,1

Abruzzo

6,3%

23,2

16,3

Marche

9,4%

Umbria

53,5

14,5

Emilia Romagna

12,0%

8,7%

24,7

16,6

Veneto

9,6%

Liguria

53,6

55,2

10,4%

Piemonte

56,3

Friuli V. G.

8,8%

11,3%

16,0

TOTALE ITALIA
58,5 16,9

Basilicata

55,5

18,2

8,10%

Fonte: elaborazioni di Fondazione Leone Moressa su dati Istat

3,2%

17,8
10,9

Calabria

48,4

19,4

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Politica e società

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

Giustizia. Il vicepresidente Legnini: sulla riforma nessuna antitesi con il governo, formuleremo una proposta entro fine anno

«Csm, bene l’autoriforma ma non basta»

Mattarella: regole disciplinari ed elettorali per legge ma con la collaborazione del Consiglio
Donatella Stasio
ROMA

pCambiare per gestire il cam-

biamento. Insieme. È la parola
d’ordine risuonata ieri a Palazzo
dei Marescialli durante un plenum presieduto dal Capo dello
Stato Sergio Mattarella (che del
Csm è il presidente), in cui sono
state poste le fondamenta di
un’autoriforma dell’Organo di
autogoverno della magistratura
per stare al passo con il cambiamento di una giustizia più efficiente nonché le premesse per
una leale collaborazione con governo e Parlamento in vista della
riforma elettorale e disciplinare.
L’autoriforma, infatti, non basta
per «rispondere alle attese presenti nella società e nello stesso
ordine giudiziario», ha osservato Mattarella, poiché alcuni temi
fondamentali - come il sistema
elettorale dei componenti togati
del Csm e la Sezione disciplinare
- «richiedono l’intervento del legislatore». E tuttavia - ha aggiunto, riprendendo le parole del vicepresidente Giovanni Legnini non solo riforma e autoriforma
possono viaggiare insieme ma il
Csm può e deve dare il suo contributo a governo e Parlamento
per prospettare soluzioni su entrambi i fronti. «Le due azioni si
integrano e si completano» con-

ferma il ministro della Giustizia
Andrea Orlando, che davantial
plenum parla di «obiettivo comune» e che già a novembre
2014 - gliel’ha ricordato Legnini sollecitò il Csm ad avanzare una
propria proposta di riforma.
Insomma, niente scontri ma
un cammino condiviso. Nel governo, però, c’è chi teme un’operazione ostruzionistica e quindi
ci tiene a rivendicare una sorta di

ORLANDO

Il ministro della Giustizia
insiste par la cooperazione:
«Mi ha fatto sorridere leggere
che il progetto del Csm
puntava a bloccarci»
ius primae noctis. «La responsabilità di avviare l’iter formativo
di riforma del Csm spetta anzitutto al governo» puntualizza ad
esempio il viceministro Enrico
Costa, sottolineando «l’indifferibilità» di modifiche che limitino il peso delle correnti nella
carriera delle toghe e che separino la Sezione disciplinare. Ma
Legnini esclude intenti ostruzionistici e spiega che il Csm intende solo «far leva su tutti gli
spazi normativi» di propria

Processo escort

Berlusconi
non depone
Convocato
ancora il 26
pLa testimonianza di Silvio

Berlusconi al processo sulle 26
donne portate da Gianpaolo
Tarantini nelle sue residenze
tra il 2008 e il 2009 è «tuttora rilevante ed ammissibile». Per
questo l’ex Cavaliere dovrà presentarsi dinanzi al Tribunale di
Bari il 26 giugno prossimo. In
quella sede l’ex premier si avvarrà della facoltà di non rispondere essendo egli imputato a Bari, assieme a Valter Lavitola, in un procedimento connesso in cui risponde di aver
istigato Tarantini a mentire ai
pm baresi che lo interrogavano
sul giro di prostituzione organizzato in favore di Berlusconi.
A nulla sono valsi, quindi, i tentativi di uno dei legali del leader
di Forza Italia, Francesco Paolo
Sisto, che ha prodotto ai giudici
una missiva a firma dell’ex capo
del governo con la quale l’ex
Cav comunicava di non essere
comparso ieri all’udienza perché impegnato a Lugano per
«seguire personalmente una
complessa trattativa», verosimilmente legata alla cessione di
quote del Milan, che si sarebbe
potuta concludere con «la firma dell’accordo». La richiesta
di Sisto di revocare l’ammissione della testimonianza di Berlusconi, legata anche a motivi di
sicurezza, è stata ritenuta dai
giudici «inammissibile» e il legale è stato definito «non legittimatoadedurre»sullaposizione
di Berlusconi, che nel processo
è solo un testimone citato dalle
difese di Massimiliano Verdoscia e Letizia Filippi. Il 26 giugnoBerlusconipotrebbeincontrarsi in aula con l’ex “olgettina”
Barbara Guerra che da febbraio
rifiuta di testimoniare dinanzi ai
giudici baresi nonostante i
provvedimenti di accompagnamento coatto. Il comportamento di Guerra, hanno deciso
ieriigiudicidellasecondasezione penale, integra «ipotesi di reato»: per questo è stata disposta
la trasmissione degli atti alla
procura «per l’eventuale esercizio dell’azione penale». All’udienza di ieri hanno deposto
(su questioni contabili e societarie) l’ex commercialista delle
società di Tarantini, Vito Giordano, e la mamma dell’imputata
Francesca Lana, Laura Cozzari.
«Berlusconi - ha detto la donna regalò a mia figlia bigiotteria,
bracciali da bancarella e un rosario. Con Tarantini mia figlia
millantava - ha detto Cozzari gli faceva credere di avere un
ascendente sulla sua amica Manuela Arcuri, di poterla convincere a partecipare alle serate,
ma non era vero».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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competenza per raggiungere gli
obiettivi di una «maggiore efficienza, speditezza e trasparenza» nell’esercizio delle proprie
funzioni». Anche Orlando non
vede pericoli: «Mi ha fatto sorridere leggere che il progetto di
autoriforma puntava a bloccarci» dice, insistendo su una «cooperazione per la riforma».
È lo stesso scenario auspicato
da Mattarella, che per la prima
volta presiede un plenum sulla
riforma della giustizia, in particolare del Csm, su cui il governo
Renzi, nello scorso agosto, ha
annunciato un proprio ddl. La
pratica dell’autoriforma, però,
risale a febbraio del 2014 (quindi
a tempi non sospetti) e ieri sono
state approvate (con l’astensione dei tre laici del centrodestra)
le «linee guida», che nei prossimi mesi dovranno tradursi in un
non facile articolato su punti
importanti, come i compiti del
Comitato di presidenza, la nomina del vicepresidente, una diversa ripartizione delle competenze delle commissioni per accelerare le nomine dei capi degli uffici e per agevolare una
«specializzazione» dei componenti (in modo che chi nomina
poi non sia chiamato a giudicare
in sede disciplinare, per dirla
con lo slogan di Renzi). Secon-

ANSA

Al plenum del Csm. Il capo dello Stato Sergio Mattarella

L’ELEZIONE DEI TOGATI
Ilnumero
 Attualmente il numero di
componentitogatidelCsmè16(la
Costituzionenonstabilisceun
numerofissomasolochesianoidue
terzirispettoailaici):2trai
magistratidiCassazione,4trai
requirentinellagiurisdizionedi
meritoeglialtridiecitraquelliche
esercitanofunzionigiudicantitrai
magistratidimerito

Ilsistemaelettorale
Avvieneconsistema
maggioritarioinuncollegiounico
nazionaleperciascunadelletre
categoriedimagistratidaeleggere
edèfondatosucandidature
individuali.Ognielettorericevetre
schedeperciascunodeitrecollegi
unicinazionaliedesprimeilproprio
votoperunsolomagistratoper
ciascunadellecategorie



do Legnini, il testo sarà pronto
entro fine anno.
Un’iniziativa «apprezzata»
da Mattarella perché nasce dalla
«consapevolezza» di una serie
di «criticità» che, a fronte delle
«diversificate e accresciute
competenze» del Csm, costituiscono «intralci» destinati a rallentarne l’operato. Certo, il cammino è lungo e in salita e «il buon
esito», secondo il Capo dello
Stato, «dipenderà molto dalle
misure attuative». Ma non c’è
dubbio che l’autoriforma renderà «più fluida e meno complessa» la procedura di nomina dei
direttivi e dei semidirettivi, accelerandola, «anche in considerazione dell’impatto» delle norme che hanno ridotto l’età pensionabile delle toghe (ferita
aperta dal governo, su cui si stanno valutando rimedi). «Il Paese
ci chiede un’amministrazione
della giustizia veloce per dare
peso sempre maggiore alla sua
autorevolezza. La copertura in
tempi rapidi» dei posti dirigenziali vacanti è «il primo necessario tassello», osserva Mattarella, auspicando che «non sia ritardata dalla ricerca di intese su una
pluralità di nomine» e che segua
il «criterio, oggettivo, dell’ordine cronologico delle vacanze».
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Contrasto alla corruzione

Né giustizialismo,
né garantismo:
basterebbe il rigore
di Montesquieu

A

proposito di corruzione tema prescelto, non a caso, dal capo dello Stato, e
da solo capace di cambiare l’economia di un paese, di affossarla o
di risollevarla se debellato - si
può, forse si deve convenire con
Matteo Renzi quando contesta
l'automatismo “avviso di garanzia uguale dimissioni”. Quindi,
nulla da dire se, per questo profilo, il sottosegretario Castiglione
rimanealsuoposto,inossequioal
buffo concetto di garantismo imperante. Buffo perché molto
spesso, da quando è entrato nel
vocabolario della politica e del
politicamentecorretto,ilgarantismoèunadelleduefaccedeisedicenti garantisti: l’altra è il giustizialismo,ilsoleelalunanellestesse persone. Al garantismo intransigente nei confronti propri e dei
propri amici o interessi, corrisponde il più spudorato giustizialismo verso gli altri. Un esempio,
e dirimente? Un frequente capo
di governo di questo inizio di secolo, autogarantista senza pari,
che in un raro momento di opposizione si reca dal pubblico ministero a denunciare le frequentazioni conviviali (una cena, in realtà) con il capo di assicurazioni generali di ben due vice presidenti
del consiglio. C’è qualcosa di più
intimamente, congenitamente
giustizialista della delazione di
un avversario politico?
In realtà, spesso capita che un
soggetto che correttamente rimane in carica per via di quell’automatismo rigettato possa avere
altri motivi per lasciare il posto al
governo, che nulla hanno a che
vedere con i magistrati e con i
procedimenti. Motivi che attengono all’opportunità, al decoro,
all’onore e alla disciplina invocati
dalla costituzione: questo è il
compito della politica.
Per un vero contrasto alla corruzione bisognerebbe smetterla
di far decidere le cose della politica alla giustizia, contemporaneamente dicendo il contrario.
Introdurre il concetto, comprensibile a tutti, del “rigore”, a
partire da sé. Avvisi di garanzia,
condanne intermedie, carcerazioni in casa o in carcere, succedono assai spesso assai dopo che
è ben noto, nell’ambiente di riferimento, con che razza di personaggi si conviva, nella comunità
politica. Capita, in taluni casi, che
l’incarico “tradito” sia addirittura affidato nella consapevolezza
di che razza di personaggi si tratti. Lasci perdere, la politica tutta e quella di governo di più – i proclami anticorruzione che si sentono anche in questi giorni, soprattutto all’indomani di uno
scandalo. Lasci perdere, soprattutto, di minacciare carcere a vita
e chiavi buttate, nel rispetto elementare, pudico della ripartizione dei poteri tra le istituzioni, e si
occupi della propria selezione e
di quella, di secondo grado, dei
propri collaboratori. Delle nomine, dei curricula, della propria
immensa e intangibile discrezionalità. Di introdurre qualche elemento oggettivo, e qualche soggetto terzo. Le ricette sono banali, e note da sempre e a tutti. Un
problema di pertinenza politica,
solo politica, e di volontà.
Ancora: all’origine della corruzione che dilaga vi è - ed è una
caratteristica di alcune popolazioni, chi dice cattoliche, chi dice mediterranee, chi l’una e l’altra cosa - l’ignoranza del concetto di bene comune, di cosa pubblica distinta da quella privata. Il
concetto di conflitto di interesse
non nasce con la seconda repubblica, semmai lì vi è un concime
ideale per quel seme. Il concime
del cattivo esempio, per dire. Il

CASSAZIONE

Santacroce: entro
fine anno il 91%
di posti scoperti
pEntro la fine dell’anno il

91% dei posti di vertice della
Corte di cassazione (43 su 56)
resterà scoperto per effetto
della norma che ha portato la
pensione di tutti i pubblici dipendenti, magistrati compresi,
a 70 anni. E andrà a casa il 22%
dei consiglieri della Suprema
Corte (22 su 303). È il presidente

concime dell’intangibilità del
potere, specie del proprio. Il
concime della legge della forza.
Quello del “primato della politica”, concetto nobile piegato a
bassi interessi. Il concime della
demagogia, addirittura.
Se ciò è almeno in parte vero,
una “buona scuola” dovrebbe dare priorità assoluta all’insegnamento per via penetrativa di quei
concetti elementari, a partire dal
concetto di Stato come proprietà
collettiva. Con il tempo - questa è
un’azione programmatica - si
avranno cittadini più onesti, consapevolidiesserlo“nelpropriointeresse”, beni artistici meglio trattati, città più pulite, meno abusi

PROCLAMI

Bisognerebbe smetterla
di far decidere le cose della
politica alla giustizia: i
politici devono selezionarsi
e selezionare i collaboratori
AZIONE PROGRAMMATICA

Una «buona scuola»
dovrebbe dare priorità
assoluta all’insegnamento
di concetti elementari
come quello di bene comune
edilizi,etantod’altro.Menocriminalità organizzata? Non esageriamo, non proprio e non direttamente,senoncomeconcimeausiliario alle altre misure necessarie.
Qualcuno avrà notato, nello
scandalo romano e non solo, la
giovane età media di tanti personaggi coinvolti. Soprattutto politici. Figli peggiori dei padri. Questo, tanto per ricordare che la giovinezza, e il ricambio, non sono di
per sè una soluzione ai problemi.
Di cose banali, ma utili, ve ne
sono un’infinità. Bisogna, ne dico
un’ultima, che la politica ed i governi credano negli obiettivi indipendentemente dal consenso
che producono, anche oltre il limite angusto delle “prossime
elezioni”, che spesso conclude
l’orizzonte. Il mondo va oltre, anche se con il succedersi di soggetti, personali e politici. Anche
questo è difficile da chiedersi alla
politica. È più difficile la “buona
politica” che “la buona scuola”,
tutto sommato, ma la seconda
può produrre la prima.
montesquieu.it@gmail.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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euro oltre
al prezzo
del
quotidiano

della Cassazione, Giorgio Santacroce, a rilanciare con questi
numeri l’allarme sull’impatto
«negativo macroscopico» della riforma del governo Renzi
sulla Suprema corte. E lo ha fatto proprio ieri nel plenum del
Csm presieduto dal capo dello
Stato. «Non va messa in discussione questa riforma, ma va
considerato l’impatto negativo
sugli organici dei magistrati
della Corte», ha sottolineato
Santacroce chiedendo che le
uscite siano graduali nel tempo
e che comunque si metta mano
a «un intervento urgente».
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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

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10 Politica e società

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

Mafia capitale. Dagli accertamenti del Ros una presunta operazione in regione Lazio a vantaggio della coop «29 Giugno»

Voto bipartisan, a Buzzi 1,8 milioni

LE INDAGINI

Emendamenti di Gramazio (Pdl) e Vincenzi (Pd) avrebbero favorito l’organizzazione
Ivan Cimmarusti
ROMA

pUn accordo bipartisan: i ca-

pigruppo Pdl e Pd in Regione
Lazio, Luca Gramazio e Marco
Vincenzi, avrebbero favorito
le coop riconducibili a Mafia
Capitale. I due politici avrebbero introdotto in un presunto
provvedimento regionale
«emendamenti per un finanziamento di 1 milione 800mila
euro in favore dell’organizzazione». Il procuratore capo di
Roma, Giuseppe Pignatone, e
l’aggiunto Michele Prestipino,
hanno tracciato un’ipotizzata
rete di rapporti tutti da chiarire
che coinvolgerebbero, in egual
misura, i principali schieramenti politici in Regione.
Gli accertamenti investigativi dei carabinieri del Ros Lazio, al comando del colonnello
Stefano Russo, avrebbero
chiuso il cerchio su una presunta operazione amministrativa tesa a creare un «vantaggio
patrimoniale» alla coop
“29giugno” di Salvatore Buzzi,
«braccio imprenditoriale» del
“Re di Roma”, Massimo Carminati. L’ex Nar Carminati,
con trascorsi nella Banda della
Magliana, sarebbe riuscito a
«penetrare» la politica romana arrivando a finanziare con

«6-7mila euro» il «tesoriere
del Pd romano», Carlo Cotticelli, il quale aveva bisogno di
soldi «per pagare gli stipendi
dei dipendenti» del partito. Ma
è in Regione che si sarebbero
giocati gli interessi economici
più importanti per l’organizzazione. D’altronde lo stesso
Buzzi – secondo quanto si legge negli atti – appare quasi un
serbatoio di voti. Di questo
sembra esserne a conoscenza

IL TESORIERE

Carminati avrebbe finanziato
con 6-7mila euro il tesoriere
del Pd romano Carlo Cotticelli
che ne aveva bisogno per
pagare i dipendenti del partito
lo stesso capogruppo del Pd in
Regione. I due si sentono al telefono: «Senti – dice l’imprenditore legato a Carminati a
Vincenzi - io mi so’ fatto l’elenco dei miei dipendenti su Tivoli, ora li richiamiamo tutti (…)
noi volevamo da’ anche a Manuela (Chioccia, candidata,
ndr) un contributo, insomma,
per il sostegno delle spese che
lei c’ha». Con Vincenzi che replica: «Ti do il coso (numero,

ndr) del comitato elettorale».
Un particolare, quello dell’appoggio elettorale, non di poco
conto alla luce del «finanziamento» in favore delle coop di
Buzzi. In ballo c’è l’appalto a
Ostia per la potatura (del valore di 400mila euro) e della pulizia delle spiagge (per 350mila
euro) che si era aggiudicato
Buzzi grazie a supposti rapporti con Andrea Tassone, presidente del Municipio.
Ma andiamo per gradi. Stando agli atti d’indagine, Buzzi
cerca un contatto: «Il finanziamento di tali lavori era stato
possibile grazie agli stanziamenti, quantomeno pari ad 1
milione di euro, fatti assegnare
dal consigliere regionale Luca
Gramazio», annotano gli investigatori. «Abbiamo preso un
finanziamento da un milione e
2 (…) dalla Regione Lazio tramite Gramazio», dice nelle intercettazioni Buzzi. Tuttavia,
si legge nelle informative,
«progressioni investigative
evidenziavano che tale somma
veniva incrementata a 1,8 milioni di euro, grazie ad un ulteriore finanziamento di
600mila euro, ottenuto attraverso l’intervento di Marco
Vincenzi, consigliere regionale e capogruppo del Pd alla Re-

glio ieri tra il sindaco di Roma Ignazio Marino e il ministro per le Infrastrutture
Graziano Delrio. Una riunione per discutere della
situazione della città dopo
la seconda ondata di arresti per l’inchiesta di Mafia
Capitale. «Ho detto a Marino di continuare a fare
sempre più pulizia, come
ha fatto fino a oggi - ha dichiarato il ministro all’uscita -. Ma il sindaco non
aveva bisogno del mio incoraggiamento. Lo fa già di
suo». In serata Marino, prima di partecipare alla direzione del Pd, ha detto: «Abbiamo cacciato tutti i cattivi e continueremo a farlo.
Li metteremo in prigione
grazie all’aiuto del procuratore Pignatone. Stiamo
facendo pulizia».

gione Lazio». Dagli atti, inoltre, emerge un incontro tra
Buzzi e Vincenzi. È il 12 settembre 2014. Il Ros compie un «servizio di osservazione». I due si
incontrano in un ristorante e,
stando a quanto riportato,
«Buzzi prelevava dalla tasca
posteriore sinistra dei pantaloni un’agendina di colore rosso,
la consultava e la faceva visionare anche allo stesso Vincenzi; poi prelevava un piccolo foglietto di colore bianco e lo
consegnava nella mano destra
di Vincenzi, il quale, dopo
averlo letto, lo riponeva nella
tasca posteriore destra dei
pantaloni e poi rispondeva ad
una telefonata con il cellulare
in suo possesso». Il foglietto,
stando ai riscontri, potrebbero
essere gli emendamenti per ottenere gli ulteriori 600mila euro tesi a raggiungere la somma
di 1 milione 800mila euro. Buzzi ne parla anche con Carlo
Guarany, suo collaboratore:
«Gli emendamenti del Verde
consiste in questo, lì c’è una
cartellina che Nacamulli
(esponente romano del Pd,
ndr) sta riempiendo, nel senso
che la Regione Lazio ha fatto gli
emendamenti sul Verde (…)
Vincenzi e Gramazio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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INCONTRO IN CAMPIDOGLIO

Delrio: Marino
faccia sempre
più pulizia
pIncontro in Campido-

Luca Gramazio

Mirko Coratti

Daniele Ozzimo

Ex capogruppo Pdl a Roma

Ex presidente Consiglio comunale

Ex assessore alla Casa

Luca Gramazio, 34 anni, è
ex capogruppo del Pdl in
Consiglio comunale a
Roma e poi di Forza Italia
alla Regione Lazio.
Secondo gli inquirenti,
avrebbe favorito le coop
riconducibili a Mafia
Capitale

In carcere sono finiti
anche esponenti
importanti del Pd romano,
come l’ex presidente del
Consiglio comunale Mirko
Coratti, 42 anni. Il Ros ha
documentato pagamenti
di Salvatore Buzzi a
Coratti

Altro esponente del
Partito democratico
arrestato è Daniele
Ozzimo, dimessosi da
assessore alla Casa in
Campidoglio a dicembre,
perché indagato nella
inchiesta della direzione
antimafia di Roma

Massimo Carminati

Salvatore Buzzi

Luca Odevaine

Ex Nar ed ex Banda della Magliana

Fondatore della Coop 29 Giugno

Ex vicecapo gabinetto Comune di Roma

Per gli inquirenti, Massimo
Carminati, ex Nar e ex
Banda della Magliana, era
a capo di una vera e
propria holding del
crimine, tra i cui obiettivi
c’era la corruzione per
aggiudicarsi gli appalti

Salvatore Buzzi, fondatore
della cooperativa 29 giugno,
è considerato figura chiave
dell’inchiesta su Mafia
capitale, braccio destro di
Carminati. Tra i suoi compiti
le attività legate
all’accoglienza dei profughi

LucaOdevaine,giàvicecapo
digabinettoconlagiunta
Veltroni,èaccusato«di
orientarelesceltedelTavolo
diCoordinamento
Nazionalesull’accoglienza
peririchiedentiasilo»,
dicuifacevaparte

Gli interrogatori. Buzzi: «Carminati brava persona, corruzione per il 3% del fatturato»

Coop, così funzionava la spartizione
tra maggioranza e opposizione
ROMA

pUna «logica spartitoria» de-

gli appalti al Comune di Roma. È
quanto ricostruisce Salvatore
Buzzi, uomo di punta della macchina imprenditoriale di Mafia
Capitale, secondo cui alle cooperative e società vicine «alla
maggioranza» andava il «55%»
dei lotti dei vari appalti, mentre
a quelle legate all’opposizione
«il 45». Sono i contenuti nel verbale rilasciato dall’imprenditore al procuratore aggiunto Michele Prestipino e al sostituto
Giuseppe Cascini nell’inchiesta
sull’organizzazione radicata a
Roma. Buzzi è legato a doppio filo con il boss Massimo Carminati. «Una brava persona, con me
si è comportato sempre bene»
dice lui Buzzi.
Che racconta come «nel 2008
quando arriva Gianni Alemanno le imprese ci rompevano le
scatole, con le proposte, cose,
ma anche le Cooperative così
dette bianche, ci incominciano a
fare pressioni, dice “ah, la 29
Giugno, le cooperative rosse, le
cooperative rosse di qua, le cooperative rosse di là”, e praticamente dice “ah, dato che noi
esprimiamo il sindaco e il sindaco è nostro, la nostra quota di
mercato di Cooperative Sociali
è il 55%». Aggiunge che «erano
le organizzazioni politiche che
facevano, dice “noi, la nostra
quota di maggioranza è il 55%, la
vostra è il 45 dividetevela voi”. E
siamo andati avanti così, ma sono cose politiche (…) siamo andati avanti così per tutto il quinquennio di Alemanno. Quelle
poche cose che riusciamo a
prendere come Cooperative sociali dovevano essere divise secondo questa rigida logica».
Quando al Campidoglio arriva
Ignazio Marino «noi abbiamo
ribaltato la cosa, dicemmo “mo'
abbiamo vinto noi”». Per Buzzi
«ammettendo che ci sia stata
corruzione, questa riguarda solo il 3% del fatturato della cooperativa. Quindi poca cosa».

L’INCONTRO NEL 2014

E Mokbel salutò
Marcello Dell’Utri
con un baciamano
pDalnovembre2013al21genna-

io 2014 Gennaro Mokbel, ex esponente dell’estrema destra romana, in contatto con Massimo Carminati fin dagli anni ottanta, indagato nel primo filone
dell’inchiesta su Mafia capitale e
condannato a 15 anni per la mega-

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Buzzi ha parlato anche dei
suoi rapporti con Alemanno.
Racconta del principio, quando
incontrò il contrasto di Franco
Panzironi, ex amministratore
delegato di Ama (municipalizzata che si occupa di igiene urbana), il quale è tra gli indagati per
aver percepito tangenti. Buzzi
parla di un appalto da dividere
con la Multiservizi di Roma, cui
Panzironi era presidente. «Tento di parlare con l’amministra-

CONTRIBUTI AI PARTITI

«Ci chiamavano per le cene
elettorali: prendevamo un
tavolo ed erano 10mila euro.
Andavamo da tutti:
Alemanno, Zingaretti, Renzi»

Che cosa deve
riportare
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al prezzo
del
quotidiano

tore delegato della Multiservizi,
mi dice “ah, noi, noi è strategica
questa gara, la dobbiamo fare a
tutti i costi, è strategica”, e allora
alla fine andai a parlare con Panzironi. Panzironi era il presidente della Multiservizi, però era
quello che comandava all’interno della Multiservizi, e gli andai
a dire, ho fatto “scusa Panzironi
ma perché…cioè è una gara nostra, siamo qui da 13 anni, che te
ne frega a te della Multiservizi,
lasciaci andare tranquilli no?”.
Dice “ah, no, ma questa cosa mi
interessa (…)”. Ho detto “scusa
ma lasciacela a noi”, insomma
lui per lasciarcela a noi ci chiese
50mila euro. Quindi noi gli abbiamo dato 50mila euro perché
la Multiservizi non partecipasse alla gara».
Infine l’azione investigativa
ricostruisce contributi che
avrebbe versato nel corso di cene elettorali. «Ti chiamavano,
le famose cene, come posso dire
“c’è una cena con Alemanno,
1.000 euro a persona”, tu prendevi un tavolo e ovviamente
erano 10mila euro. Ma noi ne abbiamo fatte, noi l’abbiamo fatta
pure con Renzi la cena eh?
Quindi, le abbiamo fatte con
tutti le cene, con Zingaretti,
con…noi, la nostra è una grande
cooperativa, quindi ovviamente ci chiamavano. A me se non
mi chiamavano ero più contento eh? Insomma io vorrei che lei
capisse il meccanismo, se non
mi chiamavano era meglio per
noi, risparmiavamo. Quindi
quando eravamo chiamati era
un problema. E quindi questi
erano, sono stati i nostri contributi, i contributi elettorali (…).
Alemanno alla Fondazione
(Nuova Italia, ndr) era, o pagavamo delle cene, a Marino un
contributo abbiamo dato alla
sua, mi sembra 30mila euro gli
abbiamo dato. O trenta o quaranta, mo' non mi ricordo…al
suo comitato elettorale».
I.Cimm.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

truffa da due miliardi a Fastweb,
ha avuto diversi incontri con i fratelli Dell’Utri, Alberto e Marcello,
l’ex senatore di Forza Italia condannato per concorso esterno in
associazione mafiosa. È quanto
emerge dalle informative dei Ros
dei carabinieri nella seconda tranche dell’inchiesta su Mafia capitale. In particolare, il 21 gennaio 2014,
tre mesi prima dell’ordinanza di
custodia cautelare della Corte
d’Appello di Palermo e la latitanza
in Libano per evitare l’arresto,
Dell’Utri viene accolto, con il fratello, all’ingresso di un ristorante

romanodaMokbelconunabbraccio e con «baciamano». Per il Ros
lecondottediDell’Utri«appaiono
in stretta correlazione» con gli incontri con Mokbel: nei giorni precedenti l’uscita della notizia dell’ordinanza della corte d’appello,
Mokbelvieneintercettatomentre
fa ricerche su internet relative alla
GuineaBissaueall’arcipelagodelle isole Bijagos. Ricerche che appaiono «singolari» «perché quell’area geografica era indicata tra
quelle considerate rifugio sicuro
da Marcello Dell’Utri».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Politica e società 11

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

La direzione Pd. «Disponibilità reale a patto che non si vogliano bloccare le riforme» - «Fuori da qui c’è la Lega che gioca la carta della paura»

Renzi apre su scuola e riforma costituzionale

L’ANALISI
Emilia
Patta

I due partiti
Ma avverte la sinistra: si va avanti, se qualcuno vuole fermarmi tolga la fiducia in Parlamento e la resa
dei conti
Maggioranza e minoranza Dem a confronto
impossibile
p
Emilia Patta
ROMA

Primo punto: fuori dal Pd non
c’è storia. «Fuori di qui c’è una Lega che non essendo credibile sull’economia gioca la carta della paura, fuori di qui c’è Maurizio Landini, fuori di qui c’è il Movimento 5
stelle che si conferma raccoglitore
del voto di protesta». Come a dire,
auguri a chi se ne vuole andare.
«Se qualcuno tra noi immagina
che il futuro sia la coalizione sociale di Landini auguri, ma dico a
quelli che vengono da un’altra storia rispetto alla mia guardate che
quello non è il vostro passato, lo
avete combattuto per una vita
quel passato lì». Secondo punto, le
regole si rispettano, a cominciare
dal risultato delle primarie per finire alla regola basilare del rispetto delle decisioni prese a maggioranza. «Vogliamo discutere dello
strumento delle primarie? Vogliamo decidere che non non sono più
il fondamento della nostra identità? Per me va benissimo, facciamolo da qui la 2018. Si possono
mettere in discussione le primarie
il giorno prima ma quando si decide di farle, si fanno e se si perdono
non si scappa con il pallone». E ancora: «Non si possono seguire di
volta in volta i diktat della maggioranza, della minoranza o addirittura della minoranza della minoranza, non si può andare avanti così. Siamo un partito in cui si discute
ma non possiamo essere d’accordo su tutto, non è che uno può votare “secondo coscienza” quando
gli pare. Non ho mai visto un voto
di coscienza declinato in formazioni correntizie. È ora di adottare
un codice di comportamento, ci
sta lavorando la commissione».
Poi la punzecchiatura a Roberto
Speranza, l’ex capogruppo alla
Camera dimessosi per poter votare contro l’Italicum che in un’intervista chiede a Renzi di lavorare
all’unità del Pd: «Quando hai un
voto di fiducia e voti contro, non è
che poi mi puoi venire a fare la ramanzina sull’unità del partito».
Quello che Renzi fa alla direzione del Pd è un discorso che pur
senza minacce e con toni sereni risulta piuttosto duro nei confronti
della minoranza interna: il segretario del Pd e premier addossa an-

che se non soprattutto a loro la responsabilità della perdita della
“rossa” Liguria, dove una parte del
Pd si è staccata candidando Luca
Pastorino, e anche della perdita di
voti nel terreno dell’astensione in
generale. «Abbiamo fatto una
campagna elettorale dilaniandoci
in discussioni al nostro interno
perdendo una grande occasione,
quella di raccontare insieme agli
italiani le cose straordinarie che
sta facendo questo governo. Una
campagna così cupa negli sguardi
di alcuni di noi io non me la ricordavo». Basta «guardarsi l’ombelico», basta «votare quello che si
vuole in Parlamento come se si
trattasse di un menù alla carte», è il
messaggio finale di Renzi alla sini-

COALIZIONE SOCIALE

«Se qualcuno
tra noi immagina
che il futuro
sia la coalizione sociale
di Landini auguri»

LA PAROLA
CHIAVE
Direzione Pd
7La direzione nazionale del
Partito democratico è il
“parlamentino” del partito: è
composto da centoventi membri
eletti dall’Assemblea nazionale,
con metodo proporzionale sulla
base dei risultati delle primarie
Pd. La direzione in carica è
espressione delle primarie
dell’8 dicembre 2013, quando
Matteo Renzi ottenne una
larghissima maggioranza.
Membri di diritto sono il
segretario, il presidente
dell’Assemblea nazionale, i
vicesegretari, il tesoriere; il
massimo dirigente
dell’organizzazione giovanile; i
presidenti dei gruppi
parlamentari italiani ed europei
e i segretari regionali

stra del Pd. Il percorso riformatore deve andare avanti: «La mia segreteria pro tempore ha un senso
solo se si fanno le cose. Se qualcuno vuole fermare questo percorso
tolga la fiducia in Parlamento. Ma
finché siamo qui andiamo avanti».
Poi l’attesa apertura sulla scuola e sulle riforme costituzionali,
che tuttavia Renzi non ha specificato nei dettagli rimandando la discussione al Parlamento. Sulla
scuola «prendiamoci più tempo»,
ha detto, in modo da «trovare
punti di equilibrio». Quanto all’abolizione del Senato elettivo e
la riforma del Titolo V, «nel merito della riforma costituzionale noi
ci siamo, la disponibilità a discutere è reale. Bisogna capire per fare
cosa. Per me il Senato non si può
riunire tutti i giorni. Diciamo come il Bundesrat, una volta al mese.
Una volta ogni 20 giorni. L’importante è che non dia la fiducia. Siamo pronti a una discussione nel
merito purché si faccia senza che
questo sia la scusa per non mandare avanti le riforme». Perché quello della riforma costituzionale è
davvero lo spartiacque della legislatura, avverte il premier, nonché «la precondizione per potersi
sedere al tavolo della Ue»: nell’estate del 2016 ci sarà il referendum confermativo, poi si aprirà la
fase congressuale del Pd che si
concluderà nell’autunno del 2017
e poi ci sarà la campagna elettorale per le politiche del 2018. Non entra nel merito Renzi, ma è difficile
immaginare che un Senato che si
riunisce una volta al mese come
quello federale tedesco possa essere un Senato elettivo. Anche
perché riscrivere l’articolo 2 della
riforma, come ha chiesto Pier Luigi Bersani, significherebbe ricominciare il percorso daccapo ed è
chiaro che questa non è l’intenzione del premier. Si potrà intervenire invece sulla modalità di elezione indiretta dei futuri senatori tramite la legge ordinaria prevista
dalla riforma, magari creando un
apposito listino nelle liste dei partiti in occasione dell’elezione dei
consigli regionali in modo che i
cittadini sappiano preventivamente chi andrà a ricoprire anche
la carica di senatore. Basterà?

RIFORME ISTITUZIONALI
La maggioranza
Per i renziani punto chiave della
riforma del Senato è la non
elettività dei nuovi inquilini di
Palazzo Madama. Il nuovo
Senato sarà scelto dai Consigli
regionali, in proporzione alla
loro popolazione (5 senatori
potranno essere nominati dal
capo dello Stato)

Laminoranza
Puntochiaveèlarichiestadi
tornareall’elettivitàdeisenatori,
percompensarel’effettodei
capilistabloccatiallaCamera.La
maggioranzapotrebbeaprire
all’ipotesidiunaleggeordinaria:
unlistinoconcuiindicareal
momentodelleregionalii
consigliericheandrannoalSenato

Gli equilibri in Parlamento
Al Senato, dove il testo è in
discussione, il governo Renzi ha
un vantaggio sulla carta di 9 voti.
Sulla carta i dissidenti Pd
potrebbero arrivare a 24. Anche
in commissione Affari
costituzionali i 3 della
minoranza hanno i numeri per
mandare sotto il governo

Laminoranza
Laminoranzaècontrariaadareun
ruoloforteaipresidi.La
maggioranzapotrebbeaprire
prevedendounarotazionedei
presididopoduemandati(sei
anni).Potrebbeessererivista
anchelacomposizionedel
comitatodivalutazionedeiprof,
aumentandoilnumerodidocenti

Gli equilibri in Parlamento
La commissione Istruzione al
Senato è guidata dal renziano
Andrea Marcucci, ma la
minoranza Pd ha sulla carta tre
membri che sono determinanti
per assicurare alla
maggioranza di governo
l’approvazione dei
provvedimenti

La minoranza
«Tutti i sindacati hanno
espresso la necessità di
rafforzare la base di calcolo per
la perequazione delle pensioni
e noi vogliamo valutare se c’è
spazio». Così ieri il presidente
della commissione Lavoro
della Camera, Cesare Damiano
(della minoranza Pd)

Gli equilibri in Parlamento
Alla Camera, dove è in
discussione il decreto
pensioni, la maggioranza di
governo ha numeri tali che i 36
dissidenti non costituiscono un
problema. Ma in commissione
Lavoro, su 22 democratici, i 16
non renziani sono in grado di
mandare sotto il governo

La minoranza
Sul fronte lavoro, la minoranza
chiede che la riforma delle
collaborazioni adotti norme
più stringenti nella lotta alle
false partite Iva e ai falsi
autonomi. Sul
demansionamento, chiedono
la certezza sul mantenimento
delle retribuzioni

Gli equilibri in Parlamento
I decreti attuativi della legge
delega sul Jobs act hanno
bisogno del parere delle
commissioni Lavoro di Camera
e Senato. Ma si tratta di un
parere non vincolante: anche
in caso di spaccatura Pd in
Commissione, il governo può
procedere all’ok definitivo

SCUOLA
Lamaggioranza
L’intenzionedellamaggioranza
renzianaèquelladinon
stravolgereipuntisalientidella
“BuonaScuola”,ossiainuovi
poterideipresidielapossibilitàdi
concederepremiagliinsegnanti
piùmeritevoli.Incommissione
IstruzionealSenatoinizieràoggi
l’esamedegliemendamenti

PENSIONI
La maggioranza
Con il decreto sul rimborso una
tantum per la reindicizzazione
delle pensioni, il governo punta
a rispettare la sentenza della
Consulta, senza mettere in crisi i
conti pubblici.
La rivalutazione automatica è
per il 2014 e il 2015 nella misura
del 20% e dal 2016 del 50%

ATTUAZIONE JOBS ACT
La maggioranza
Devono essere approvati in via
definitiva quattro decreti
attuativi del Jobs act, su
materie fondamentali, come la
riforma degli ammortizzatori
sociali, le politiche attive,
l’istituzione dell’agenzia
ispettiva e le semplificazioni in
materia di lavoro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Istruzione. Governo e relatori vanno avanti sull’addio alle classi pollaio e sui limiti alla chiamata diretta dei prof

Poteri dei presidi e valutazione, si cambia
Eugenio Bruno
Claudio Tucci
ROMA

pAlle parole del premier Mat-

teo Renzi stanno per seguire i
fatti. Almeno sulla riforma della
scuola. I «punti di equilibrio»
che il presidente del Consiglio
ha annunciato sabato scorso a
Genova e ribadito ieri durante la
direzione del Pd prenderanno
forma nelle prossime ore. Magari pescando tra i 2.200 emendamenti che sono stati depositati la settimana scorsa e a costo
di prendersi «15-20 giorni in
più» per l’approvazione del disegno di legge. Nell’ottica di dare un segnale ai docenti che continuano a manifestare (come di-

mostra il sit-in di protesta di ieri
sera all’esterno del Nazareno,
ndr) e alla minoranza interna
che a Palazzo Madama potrebbe essere decisiva, specialmente in commissione Istruzione.
Una prima modifica dovrebbe riguardare la chiamata diretta dei prof. I docenti dell’autonomia chiamati dal preside per
potenziare le attività e la didatti-

IN COMMISSIONE

Oggi parte il voto sugli
emendamenti: in arrivo
modifiche sul comitato
che attribuisce i premi
al merito per gli insegnanti

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ca saranno confermati nell’istituto dove insegnano, anche dopo i tre anni, se non verrà modificato il piano per l’offerta formativa
(il
Pof)
con
l’individuazione, per esempio,
di nuove priorità (che richiedono altre tipologie di insegnanti).
Potrebbero arrivare dei paletti anche al ruolo del preside:
per garantire maggiore terzietà
si confermerebbe l’ipotesi di
consentire al dirigente al massimo due incarichi triennali nella
stessa scuola, poi si dovrebbe
ruotare. In pratica il dirigente
scolastico non potrebbe restare
per più di sei anni nello stesso
istituto.
Modifiche in vista anche per

la valutazione. Sia dei dirigenti
scolastici che dei docenti. I primi vedranno precisati meglio i
criteri in base ai quali verranno
giudicati dagli ispettori ministeriali in attesa della riforma del sistema nazionale di valutazione.
Si terrà conto non solo di come
sono stati utilizzati i docenti ma
anche della qualità didattica,
della limitazione della dispersione scolastica e del tasso di ripetenza e dell’apertura della comunità scolastica al territorio.
Sugli insegnanti invece è all’orizzonte il restyling della
composizione del comitato di
valutazione che avrà il compito
di individuare i criteri per assegnare i soldi in più ai professori

meritevoli. Una possibile mediazione potrebbe essere quella
di prevedere un aumento della
presenza dei docenti nel comitato rispetto ai rappresentanti di
genitori e studenti, che non verrebbero però estromessi come
auspicato dalle sigle sindacali.
Tra i correttivi a cui stanno lavorando i tecnici del Governo e i
relatori del Ddl - Francesca Puglisi (Pd) e Franco Conte (Ap) c’è poi quello che realizzerà l’addio alle “classi pollaio” annunciato da Renzi a Genova. In quest’ottica si lavora a eliminare le
norme della riforma Gelmini
che hanno rivisto verso l’alto il
numero massimo (28 e più) degli studenti per classe. Allo studio c’è infatti una norma che affiderebbe al ministero dell’Istruzione il compito di redigere un piano pluriennale per

«C

acciarli se non votano
la fiducia? E poi come
facciamo in Senato?».
Ecco, questa frase off the record
pronunciata da un dirigente della
maggioranza renziana descrive
bene lo stato dei rapporti tra i due
partiti che convivono nel partito
della Nazione. Rapporti basati
sulla forza politica da una parte,
sul potere d’interdizione
dell’altro e sulle reciproche
convenienze. Il nodo centrale
della vita attuale del Pd è il
rispetto delle regole interne e
delle decisioni prese a
maggioranza dagli organi del
partito (la direzione più volte
convocata da Matteo Renzi su
Italicum e riforme, appunto) e dai
gruppi parlamentari. Le regole già
ci sono, al netto del costituendo
codice di comportamento di cui
ha parlato ieri Renzi,
bisognerebbe solo decidere di
farle rispettare. Va da sé che un
parlamentare che non vota la
fiducia al governo presieduto dal
suo segretario compie un atto
politico così forte da mettersi
automaticamente fuori. Eppure
l’ultima volta, sull’Italicum, in 36
non hanno votato la fiducia senza
che questo gesto provocasse
conseguenze disciplinari (tra di
loro l’ex premier Enrico Letta e
l’ex segretario Pier Luigi Bersani):
un inedito assoluto, e non solo
nella storia del Pd. Ma Renzi può
cacciare dal partito Letta e
Bersani? E soprattutto, può
permettersi di minacciare e poi
procedere a espulsioni in caso di
mancato rispetto di basilari
regole interne al partito se al
Senato la maggioranza si regge su
9 voti e i dissidenti del Pd sono 24?
Evidentemente no, a meno che
non decida di mettere in conto
elezioni non anticipate ma
anticipatissime. E d’altra parte se
non ci sono sanzioni a cosa
servono le regole se non ad essere
eluse in mancanza di un rapporto
di fiducia e lealtà?
Sul fronte della minoranza,
almeno quella che cerca

AL SENATO
ridurre il numero degli studenti
in aula.
Un accenno lo meritano infine i tempi per l’esame del provvedimento. Che si sono già allungati rispetto all’idea originaria (trasformare la Buona scuola
in legge entro il 15 giugno) e potrebbero allungarsi ancora:
«Una capigruppo in settimana
deciderà la data in cui il provvedimento dovrà arrivare in aula»,
ha sottolineato ieri il presidente
della commissione, Andrea
Marcucci (Pd). Il voto degli
emendamenti dovrebbe iniziare oggi, ammesso che arrivi il parere della commissione Bilancio, e a questo punto difficilmente terminerà in settimana.
Anche alla luce dei 15-20 giorni
in più di disponibilità annunciati dal premier.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Referendum
sull’euro, il M5S
deposita le firme
pBeppe

Grillo raccoglie
200mila firme per dare il via alla
legge di iniziativa popolare volta
all’approvazione di referendum
consultivo sull'euro. «La maggioranza dovrà tenerne conto
per non essere spazzata via e sostituita da un governo a 5 stelle»,
annunciano i parlamentari del
movimento che ieri hanno consegnato le firme in Senato. Sono
26 faldoni che Vito Crimi, il senatore che ha seguito la campagna
di raccolta firme fatta di banchetti aperti in tante città nell’arco di sei mesi, hanno recapitato a
palazzo Madama. Oggi i 5 Stelle

un’alternativa a Renzi in vista del
congresso del 2017 e intende
spostare a sinistra l’asse del
partito, è altrettanto evidente che
non ci si può permettere né di
lasciare il Pd per tentare
avventure elettorali a una cifra né
di precipitare il braccio di ferro in
Parlamento fino a rischiare
elezioni anticipate. Il progetto di
un’alternativa a Renzi, la cui
leadership è salda e ora non ha di
fatto alternative, ha bisogno di
tempo per avere qualche chance
se non di successo almeno di
visibilità: se al prossimo
congresso la minoranza riuscirà a
prendere più del 18% raccolto lo
scorso anno da Gianni Cuperlo
potrà essere determinante nella
formazione delle liste elettorali
per le politiche. Per questo il
“patto” di legislatura fino al 2018
evocato da Renzi conviene
soprattutto alla sinistra dem. La
minoranza ha dalla sua, fino al
momento della conta
congressuale, il potere di
interdizione in Senato, potere che
i suoi esponenti sono intenzionati
a usare appieno per modificare la
riforme in campo e far «cambiare
verso» al loro segretario e
premier. Mentre Renzi ha dalla
sua, oltre alla forte leadership,
l’arma del voto anticipato. Una
pistola che, nonostante
l’Italicum valga solo per la
Camera ed entri in vigore a
luglio 2016, è in qualche modo
sul tavolo (sulla carta,
basterebbe un decreto che
dovrebbe poi essere convertito
dalla nuova Camera per togliere
la “clausola di salvaguardia” e
tornare alle urne prima di quella
data).
Una situazione di fatto
congelata, e che non prevede vere
rese dei conti. Che infatti non ci
sono state, né probabilmente ci
saranno almeno fino al momento
di compilare le liste per le
politiche. La strategia di Renzi
resta la stessa: coinvolgere il più
possibile la minoranza,
soprattutto gli esponenti più
giovani, isolando via via gli
irriducibili. Che nei calcoli di
Palazzo Chigi e dei vertici Pd in
Parlamento si riducono ad alcune
note personalità: Bersani Bindi
Fassina e pochi altri alla Camera,
Gotor Migliavacca Mineo e Tocci
al Senato. Da qui le aperture sulla
scuola e sulle riforme
istituzionali. Con un unico
rischio, che non è tanto quello di
precipitare al voto anticipato
quanto quello di dover
annacquare le riforme in campo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

incontreranno il presidente del
Senato Pietro Grasso. «Gli chiederemo una calendarizzazione
veloce della proposta che porterà al referendum consultivo sull’euro» dice Crimi che sottolinea: «È arrivato il momento di
riprendercilasovranitàmonetaria» perché «uscire dall’euro
non è pericoloso. Nessuno mi
venga a dire che possiamo scendere ancora più in basso: fuori
dall’euro possiamo solo risalire». Quindi lancia l’attacco al
Carroccio: «La Lega di Salvini aggiungeCrimi-hafattosolofuffa finora, sono 10 anni che li sento
parlare contro l’euro, ma fatti
concreti non ne ho visti, anche
quando erano al governo». Immediata la replica del segretario
leghista diretta a Grillo: «Se vuole lo incontro anche domattina,
ma lui continua a insultarmi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

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Martedì
9 Giugno 2015

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IL GIORNALE DELL’ECONOMIA REALE

t

AUTOMOTIVE

EXPO 2015

Filomena Greco u pagina 15

Servizio u pagina 18

Fca conferma
mille assunzioni

Fab Food esalta
l’alimentare

L’assemblea di Confcommercio. Allarme di Sangalli: quest’anno crescita dell’1,2%, troppo poco per recuperare la gelata accusata tra il 2007 e il 2014

Consumi, ai livelli pre-crisi solo tra 15 anni
«Per accelerare la ripresa della domanda bisogna intervenire sulle tasse e sulla spesa pubblica»
Emanuele Scarci
MILANO

pPer trasformare una ripresa

moderata e fragile in una vera ripresa «non c’è alternativa: occorre
intervenire sulle tasse e sulla spesa
pubblica»: lo ha sostenuto il presidente di Confcommercio, Carlo
Sangalli, ieri nella relazione tenuta
all’assemblea annuale a Milano.
Sangalli aveva premesso che «i
consumi danno cenni di risveglio:
la spesa reale delle famiglie è cresciuta, in aprile, di mezzo punto rispettoamarzoedello0,8%rispetto
a un anno fa. Anche l’occupazione
ha mostrato un significativo incremento in aprile».
Il presidente della Repubblica
Sergio Mattarella nel suo messaggio all’assemblea di Confcommercio ha sottolineato che «ci sono segnali iniziali di ripresa economica
che appaiono incoraggianti e di
straordinariavalenzadopoilunghi
anni segnati dalla crisi e che inducono a moltiplicare gli sforzi per
approfondire il percorso delle riforme indispensabili per ammodernare l’Italia».
Dal fronte governativo, il ministrodelloSviluppoeconomico,Federica Guidi, ha detto che per consolidare la ripresa economica «tutto quello che potremo fare, verrà
fatto» recuperando un avvio d’intervento(«larecessioneèallespalle») fischiato dalla platea. «Abbiamo preso le misure più urgenti - ha
aggiunto Guidi -. Il governo ha ben
chiaro che il rilancio del Paese passa anche per il rilancio dell’industria e soprattutto delle Pmi».
Una ripresa che andrebbe rafforzata e spinta perchè è ancora
fragile: i consumi in Italia dovrebbero crescere, secondo l’ufficio
studi di Confcommercio, dell’1,2%
quest’anno (dopo il +0,3% del 2014)
e dell’1% nel 2016. Troppo poco dice Confcommercio, secondo cui
per recuperare la gelata accusata
dalla domanda tra il 2007 e il 2014, a
questoritmo,sitorneràaivaloridel
2007 soltanto tra 15 anni, cioè nel
2030.Invaloripro-capitegliitaliani
in questo periodo hanno patito riduzioni (in termini reali) del 12,5%
per il Pil, del 14,1% per quanto riguarda il reddito disponibile e dell’11,3% per i consumi.
Per ridurre i tempi di recupero
della domanda di circa 6-8 anni, secondol'analisiresanotainoccasio-

ne dell'assemblea generale di Confcommercio, sarebbe necessario
un tasso di crescita doppio rispetto
a quello rappresentato nello scenario di previsione per il 2015-16
dall’associazione, valori che, però,
la nostra economia non sperimenta da molto tempo. Per questo motivo, secondo Confcommercio,
serve l’attivazione rapida delle riforme strutturali, il consolidarsi di
un diffuso clima di fiducia favorevole e una credibile politica fiscale
distensiva renderebbero questa
sfida alla portata del nostro Paese.
Sangalli ha sottolineato che
«bisogna ridurre la spesa pubblica che non è solo troppo alta, ma è
anche mal distribuita. Per farlo bisogna percorrere una strada a due
corsie, da una parte la lotta alle
inefficienze e, dall’altra, la ridefinizione del perimetro della spesa
pubblica. Ogni euro recuperato
va restituito ai contribuenti in re-

IL CAPO DELLO STATO

Il messaggio di Mattarella: «Ci
sono segnali iniziali di ripresa
che appaiono incoraggianti e
inducono a moltiplicare gli
sforzi per le riforme»
LE PREVISIONI

+1,2%

Crescita dei consumi nel 2015
La stima dell’Ufficio studi di
Confcommercio per quest’anno
a cui seguirà un ripiegamento,
all’1%, nel 2016. Nel biennio il
Pil dovrebbe registrare un
+1,1% quest’anno e +1,4%
l’anno prossimo.

+0,3%

Crescita dei consumi al Sud
Netto il divario tra crescita dei
consumi al Centro nord e nel
Mezzogiorno. Per quest’anno
Confcommercio stima una
crescita dell’1,5% al Centro
nord e dello 0,3% al Sud. Nel
2015, le previsioni sono,
rispettivamente, dell’1,3% e
dello 0,2%

gola con l’immediata riduzione
delle aliquote Irpef».
Sangalli ha poi dedicato un capitolo a parte alle clausole di salvaguardia, che valgono 70 miliardi di
tasse in più nel prossimo triennio.
«Il Governo - ha aggiunto - ha assicurato che non verranno attivate». E infatti la Guidi, nel suo intervento, ha ribadito che «non scatterà nessuna clausola di salvaguardia. Se vogliamo un Paese dove
l’impresa è viva, dobbiamo smetterla di tassarla a morte».
Bisogna che il Paese affronti «il
problema della riforma fiscale - ha
incalzato Sangalli - che vuol dire almeno tre cose. In primo luogo,
chiediamo pochi tributi: uno per
ogni livello di Governo, un’imposta sui consumi coordinata in ambito europeo e un’imposta di tipo
ambientale. La seconda riguarda
l’Irpef: è ora di procedere a una riduzione delle aliquote, senza appesantirequestotributoconintenti redistributivi». Infine, terzo, ha
fatto l’esempio della Tari: «A parità di servizi pubblici, le differenze
possono toccare il rapporto di 1 a 10
tra due comuni vicini». Il leader di
Confcommercio ha poi sostenuto
con forza la necessità di rilanciare
il turismo: «È la carta vincente dell’Italia. Eppure, non troviamo mai
la mano giusta per calarla. E questo
è un grande errore: senza turismo
non c’è crescita per il Sud. E, senza
Sud, non c’è crescita per l’Italia».
Sangalli ha concluso rammentando alla Guidi il tema della vendita diretta dei prodotti agricoli
lontano dai luoghi di produzione:
«Che alla fine è come la tela di Penelope: di giorno costruiamo pari
regole a difesa del consumatore e
di notte qualcuno tenta di distruggere tutto, magari con un semplice emendamento. Non si possono
avere regole diverse per fare lo
stesso mestiere».
Infine sul tema della competitività, Confcommercio ha sottolineato le differenze tra Italia e Germania: per esempio nella definizione
giudiziale delle controversie commerciale sono necessari 1.185 giorni in Italia e 394 in Germania; nei
tempi di pagamento della Pa 165
giorni nel nostro Paese e 35 per i tedeschi mentre la pressione fiscale
media in Italia è del 43,6% contro il
39,7 della Germania.
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Giovanna Mancini
MILANO

pInnovano di più, esportano di

più e – probabilmente proprio per
questo – sono più ottimiste sulla
propria situazione e sull’arrivo
della ripresa.
Le aziende italiane che espongono alle fiere hanno saputo reagiremeglioallacrisienegliultimisette anni sono state protagoniste di
una profonda trasformazione che
oggiconsenteall’Italiadimantenere, nonostante tutto, il primato in
Europapernumerodiimpresemanifatturiere e la leadership in alcuni settori, come la meccanica, l’arredamento, la moda e l’alimentare.
Lo testimonia uno studio realizzatodalcentrostudidiFondazione
Fiera Milano che sarà presentato
questa mattina all’interno dell’un-

Sostienimi! scaricando da www.dasolo.info

giunge Baccini –: nel 2007 la quota
degli espositori che esportava più
del 50% del proprio fatturato si fermava al 29%, mentre nel 2014 questa percentuale è salita al 47%». Sono inoltre aumentati i mercati con
cui le aziende hanno rapporti commercialistabiliecontinuativi:dalla
media di 1,7 Paesi per impresa nel
2009, si è passati a una media di 2,6
lo scorso anno. Un dato tanto più
significativo se si considera che
non si tratta soltanto di grandi
gruppi, anzi: la stragrande maggioranza delle aziende espositrici di
Fiera Milano (e dell’intero Paese)
ha un numero di dipendenti compreso tra i 6 e i 50.
Piccole ma dinamiche, queste
realtà guardano ben oltre i confini europei: fino al 2011 il 60% delle Pmi vendeva soltanto all’interno della Ue, mentre nel 2014
questa percentuale è scesa sotto
il 50% ed è salita al contempo la
quota di chi esporta in Paesi extra-Ue, soprattutto nell’Est eu-

MODENA

Economia più forte
di crisi e terremoto
Giorgio Costa u pagina 17

AERONAUTICA

L’ANALISI

Fabbrica verticale,
rotta su Le Bourget

Vincenzo
Chierchia

Francesco Antonioli u pagina 15

Nord-Sud
e turismo
i nodi
da affrontare

D

ropeo, in Asia ed Estremo Oriente e in Nord America.
Anche sul fronte dell’innovazione le imprese espositrici hanno fatto progressi: il 67% dichiara
di investire ogni anno regolarmente in ricerca e sviluppo e, tra il
2009 e il 2014, la quota di imprese
che investono in nuovi prodotti è
salita dal 71,6% all’80,7%.
I risultati sembrano tangibili, visto che queste aziende sono più fiduciose sulla propria situazione
economica rispetto al campione
nazionale: se infatti la fiducia delle
imprese (dati Istat) ha ricominciato a salire negli ultimi tre anni, ma
resta ancora inferiore rispetto al
2010, quella delle imprese intervistate dalla Fondazione è cresciuta
stabilmente anche negli anni più
difficili. Anche i livelli occupazionali ne hanno giovato e da due anni
crescono stabilmente. Positive,
perciò, anche le previsioni sul futuro, almeno per quanto riguarda
l’andamento dei settori di riferimento, mentre rimangono dubbi e
e cautela sulla ripresa dell’economia italiana nel suo complesso.

opo gli assetti
istituzionali e il lavoro
la vera sfida del
Governo si gioca sul mercato,
il fisco e le famiglie, ovvero
sul rilancio della domanda
interna. E si gioca anche, è
stato ricordato chiaramente
all’Assemblea dei 70 anni
della Confcommercio, sulla
capacità dell’Esecutivo di
mettere il turismo al centro
dell’agenda insieme con
l’aggressione dei divari tra
Nord e Sud, da un lato, e tra
Italia e Germania, dall’altro.
Senza iniziative forti quella
della ripresa è destinata a
restare una flebile brezza.
L’alto richiamo del presidente
Mattarella ad assecondare
l’inversione del ciclo
economico con le riforme è
un passaggio chiave e
condiviso. È questa la strada
da percorrere, avendo ben
chiari i nodi da sciogliere.
Senza alleggerimento della
pressione fiscale, ricorda il
presidente Sangalli, la ripresa
della domanda interna , che si
sta manifestando, avrà
sempre le gambe deboli.
Senza un chiaro riequilibrio
del carico fiscale tra
tassazione statale e
imposizione su base locale,
è difficile ipotizzare una
ripresa di lungo respiro.
L’orizzonte della crisi si sta
rischiarando, ma imprese e
famiglie hanno bisogno di
messaggi chiari e precisi.
L’incertezza è ancora tanta e
da ciò scaturisce quel clima di
insofferenza che serpeggia tra
le imprese del commercio e
che si è a tratti manifestato nel
corso dell’assemblea.
Comunque il ministro Guidi
ha ricordato i numerosi
risultati acquisiti finora sul
fronte degli sgravi per lavoro,
costi e investimenti e ha
ribadito gli impegni per il
futuro. Importante la presa di
posizione sul fatto che sarà
evitata la clausola di
salvaguardia sui saldi di
finanza pubblica il che vuol
dire che il Governo si
impegna a evitare ritocchi
pesanti all’Iva.
Restano però due punti su
cui servono startegie chiare. Il
rilancio del turismo al centro
dell’agenda del Governo. La
situazione di grave stallo
dell’Enit non è un bel segnale.
Infine, la riduzione del
divario tra Nord e Sud. Le
stime Confcommercio
indicano, come al solito, che il
Nord riparte e il Sud resta al
palo, per dinamica di Pil e
consumi. Una condizione che
vanifica ogni strategia di
rilancio. Forse il riancio del
turismo potrebbe contribuire
a ridurre i divari del Paese.

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Dal palco. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, mentre pronuncia il suo intervento all’assemblea di ieri

I punti chiave dell’Azienda Italia
Il divario di competitività

ITALIA

GERMANIA

Tempi pagamento
imposte (ore/anno)

269

218

51

Definizione giudiziale
controversie commerciali (giorni)

1.185

394

791

Tempi pagamento
della PA (giorni)

165

35

130

Pressione fiscale 2014
(%)

43,6

39,7

3,9

Pressione fiscale
(var.% 2001-2014)

3,4

0,1

-

Costo elettricità pmi
(euro per 100KWh)

26,2

22,9

3,3

Abbonamenti banda larga veloce
>=30Mbps (% su tot. abbonamento)

2,0

18,0

16,0

Quota % imprese
che vendono via internet

5,0

23,0

18,0

Dinamica del Pil
Italia

Centro-Nord

Italia

1,5

-0,2
-0,4
-1,3
-1,7

Dinamica dei consumi

Mezzogiorno
1,7
1,4
0,5

1,1

0,5
0,3

Diff.

Mezzogiorno
1,5
1,2

1,3
1,0
0,2

0,3
-0,5

2014

-0,1

-2,5
-2,7
-3,3

-1,2

-3,2
2013

Centro-Nord

2015

2016

2013

2014

Riparte la fiducia grazie a export e ricerca
dicesima edizione degli Oxford
Economics Briefing, a Milano. Da
oltre dieci anni la Fondazione monitora la struttura e il sentiment degli espositori e dei visitatori che
partecipano alle manifestazioni di
Fiera Milano, sulla base di 4mila interviste annue che, a oggi, hanno
creato un database di circa 110mila
rilevazioni. «Dal 2009 abbiamo assistito a una trasformazione epocale – spiega la responsabile del
centro studi, Enrica Baccini –. Le
aziende espositrici sono aziende
che sanno mettersi in gioco e investire nella direzione giusta, innovazione e internazionalizzazione,
anche nei momenti difficili».
La svolta si registra soprattutto a
partire dal 2012 quando – colpite
dalla seconda crisi – molte aziende
hanno compreso che la chiave per
lasalvezzaèlosvilupposuimercati
internazionali. «Il risultato è che
oggi abbiamo imprese molto più
internazionalizzate rispetto agli
anni che precedono la crisi – ag-

Industria

ANSA

2015

2016

Manifattura. Studio di Fondazione Fiera Milano sulle proprie aziende espositrici: innovano ed esportano più della media nazionale

LOMBARDIA

ALL’INTERNO

Pmi espositrici e internazionalizzazione
Dati in %
Non so
Non esporta

2007

2014

3

3
10

19

10
Fino al 10%

9

Dall’11 al 25%

14

10

19
Dal 26 al 50%

Dal 51 al 75%

25

16

Oltre il 75%

12

Solo Export

2

Quota
con oltre
il 50% di
fatturato
all’estero

21

29%

23

Fonte: Ffm sondaggio espositori Fiera Milano, 2014

Quota
con oltre
il 50% di
fatturato
all’estero

47%

3

TESSILE-ABBIGLIAMENTO

Biella mette online
gli archivi storici
Carlo Andrea Finottou pagina 15

BANKITALIA

Lombardia: fiducia
e investimenti
Luca Orlando u pagina 15

Expo 2015
INNOVAZIONE

La Cina rafforza
i rapporti in Italia
Rita Fatigusou pagina 18

TRASPORTI FERROVIARI

Gottardo pronto,
l’Italia insegue
Marco Morino u pagina 18

Attività marittima
TRAFFICO MERCI

Mediterraneo
meno tricolore
Vera Violau pagina 18

CANTIERISTICA

Perini Navi rilancia
sui grandi velieri
Silvia Pieraccini u pagina 18

Stili&tendenze
VERSO IL LUXURY SUMMIT

Più digitale e social
per vincere in Cina
Giulia Crivelli u pagina 19

SU INTERNET

Acquisizioni
MADE IN ITALY

Barovier&Toso:
l’antica vetreria
passa alla Oikia 3
di Invernizzi

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

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Impresa & territori 15

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

Auto. Entro fine anno mille nuovi addetti di cui 600 saranno inseriti, tra giugno e dicembre, nello stabilimento di Melfi

Fca, assunzioni in tutti gli impianti
L’obiettivo è portare la produzione della sede lucana a 1.200 unità al giorno
Filomena Greco
TORINO

pMille nuove assunzioni in casa

Fca. Torna in primo piano il tema
dell’occupazioneperFiatChrysler
dopo l’incontro di ieri, a Torino, tra
il responsabile del Gruppo per
l’area Emea, Alfredo Altavilla, e i
sindacatifirmataridelcontratto.In
questo numero rientrano i 600 addetti che Fca assumerà, tra giugno
(i primi 250) e dicembre (gli altri
350), nello stabilimento di Melfi, di
cui aveva già parlato Sergio Marchionne pochi giorni fa, durante
l’incontro con il premier Matteo
Renzi. L’obiettivo delle nuove assunzioni è portare la produzione
dello stabilimento lucano a «1.200
unità al giorno» come confermato
da Altavilla in conclusione dell’incontro con i sindacati.
La novità sta nel fatto che la campagna di nuove assunzioni del Lingotto non riguarderà soltanto Melfi ma anche la Sevel – il polo nella
Val di Sangro dove Fiat Chrysler
produce il Ducato oltre a ospitare,
grazie alla joint venture paritetica
con il Gruppo PSA-Peugeot Citroën, le produzioni di Peugeot Boxer e Citroën Jumper –, gli stabilimenti motori di Termoli e la Vm di
Cento, lo stabilimento di Cassino,
la Powertrain di Verrone, in provincia di Biella. Numeri che confermanolacrescitadellaproduzione, trainata dal buon andamento di
mercato di Renegade e Fiat 500X,

ultime nate in area Lingotto, e dal
piano di rilancio di Alfa Romeo.
Andando per ordine, dunque,
saranno 600 i nuovi assunti a Melfi, tra giugno (250) e dicembre
(350), mentre a luglio i 1.550 lavoratori entrati nello stabilimento con
contratti interinali a partire dal
mese di marzo passeranno al contratto a tutele crescenti. Altri 400
lavoratori dovrebbero inserirsi
nelle aziende dell’indotto nei
prossimi mesi. Si diceva poi di Se-

I POLI PRODUTTIVI

L’aumento di personale
coinvolgerà anche la Sevel,
le fabbriche motori di Termoli
e la Vm di Cento, Cassino
e la Powertrain di Verrone
vel, dove a partire da luglio entreranno 200 nuovi addetti per far
fronte alla crescita dei volumi. Altre 170 persone saranno inserite alla Powertrain di Verrone, provincia di Biella, stabilimento che ospita le produzioni dei componenti
dei cambi. In questo caso, in particolare, l’azienda darà priorità a
eventuali richieste di trasferimento da parte di personale in cassa integrazione proveniente da altri
stabilimenti del Nord Italia, soprattutto in area piemontese.

Nel polo di Termoli, che insieme a Pratola Serra produce i nuovi
motori dell’Alfa Romeo, saranno
assunte 50 persone. Altre 30 saranno inserite alla Vm di Cento, provincia di Ferrara, che invece sforna
i diesel per Maserati e Jeep. In questo stabilimento, in particolare, sono al lavoro anche 150 apprendisti e
150 lavoratori interinali. Su questi
ultimi l’azienda si riserva di verificare stabilizzazione entro fine anno. Crescono Melfi e la Sevel, crescono i volumi in molti stabilimenti della componentistica e riparte
anche Cassino, dove a settembre,
conferma Altavilla, si avvierà la
produzione della nuova berlina di
casa Alfa Romeo – si chiamerà
«Giulia», forse. Nello stabilimento
laziale saranno assunti 50 giovani,
inseriti prima in percorsi specialistici e poi come team leader, e qui
rientreranno tutti i lavoratori ad
oggi in cassa integrazione.
Con la stabilizzazione dei 1.550
nuovi addetti entrati a partire dal
mese di marzo, e con l’arrivo di altre 600 persone tra giugno e dicembre, lo stabilimento di Melfi
sfonderà quota 8mila addetti. Il
più grande in Europa del Gruppo
FCAper il settore auto. E con le sue
400mila vetture che Fiat Chrysler
prevede di produrre nel 2015, supererà, da solo, la quantità di auto
prodotte in tutta Italia negli anni
«neri», il 2012 e il 2013. «A circa un
anno e mezzo dall’avvio degli in-

vestimenti a Melfi – sottolinea
Ferdinando Uliano, segretario
nazionale della Fim-Cisl – il numero di addetti è salito di 2.150 unità, circa il 40% in più del numero
iniziale di lavoratori».
Quanto agli altri stabilimento
Fca Auto, Altavilla conferma il rispetto dei tempi per Mirafiori, con
l’avvio della produzione del suv
Maserati a fine anno. Quanto a Pomigliano, con l’azienda che ha ribadito che lo stabilimento, dove attualmente ci sono i contratti di solidarietà, assorbirà tutti gli addetti
entro il 2018 con la previsione, nel
prossimo biennio, della saturazione produttiva dell’impianto. «La
priorità a questo punto – sottolinea
Gianluca Ficco, coordinatore nazionale del settore auto per la Uilm
–èsuperarel’utilizzodegliammortizzatori sociali il prima possibile».
Anche se i lavoratori nella maggioranza degli stabilimenti dell’auto sono ancora interessati dagli
ammortizzatori sociali, sottolinea
la Fiom, «è comunque un fatto positivo che siano state annunciate
nuove assunzioni». Michele De
Palma, responsabile automotive
per la Fiom, parla di atteggiamento
escludente della Fiat e torna a chiedere un confronti più ampio «per
favorire l’aumento dell’occupazione stabile attraverso un piano di
investimenti pubblici e privati sulla produzione di auto».

Il patron della Esselunga

OLYCOM

BernardoCaprotti(foto),patrondelgruppoEsselungaharitiratolaquerelasportanei
confrontidelprimogenito,Giuseppe,finitosottoprocessoperdiffamazionedopo
un’intervistasulpadrerilasciatanel2013.Sièconclusocosìunodeicapitolipiù
delicatiperlafamigliaCaprotti.Conilritirodellaquerelailgiudicemonocraticodella
quartasezionediMilano,MonicaMariaAmicone,hadichiaratoilnondoversi
procedereneiconfrontidiGiuseppeCaprotti,chiudendocosìilprocedimentopenale

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L’evento. Con la rassegna al Parco del Valentino (11-14 giugno), la città prova a riconquistarsi uno spazio tra le manifestazioni dedicate alle quattro ruote

PIEMONTE

pUn Salone che riporta in pri-

mo piano l’auto a Torino. A quindici anni dall’ultima edizione del
Salone del Lingotto, la città si rimette in pista e ricomincia, questa volta dal parco del Valentino.
Una location open air per il Salone e il Gran premio del Valentino,
in calendario dall’11 al 14 giugno.
Un evento grazie al quale Torino

prova a riconquistarsi uno spazio
tra le manifestazioni dedicate alle
quattro ruote. Con una formula
diversa dai tradizionali saloni –
ingresso gratuito, manifestazione all’aperto – ma che come tutti i

IN MOSTRA

Venticinque i produttori
presenti, Fca e Ferrari
comprese, accanto a dieci
tra Centri stile e carrozzieri;
l’ingresso sarà gratuito

saloni che si rispettino punta alle
novità delle case produttrici generaliste e vanta alcune anteprime. Nazionale, quella per la presentazione della nuova McLaren
570S. Anteprima mondiale, invece, per due sportive firmate da realtà emergenti del design automobilistico «made in Torino»: la
super car da 800 cavalli progettata da Torino Design e la Mole Costruzione artigianale modello 001
di Umberto Palermo.
Organizzato dal Comitato
promotore coordinato da An-

drea Levy, il salone , come racconta lo stesso Levy, «si basa su
alcune regole base, ogni produttore possa presentare non più di
quattro modelli e tutte le case
hanno una identica modalità di
esposizione».
Venticinque i produttori presenti, Fca e Ferrari comprese, accanto a dieci tra Centri stile e carrozzieri, con oltre 70 modelli
esposti. L’azienda di Maranello
esporrà la Ferrari 488 GTB, la California T e la FXXK, la Lamborghini porterà l’Huracàn e Aventa-

dor LP 750-4 SV, presente tra gli
altri Tesla con Model S P85D, Jaguar, Bentley e Porche.
La scelta del parco del Valentino rimanda alla stagione in cui,
dal 1935 al ’55, proprio le strade alberate del più grande parco cittadino di Torino ospitarono il
Gran Premio della città. Da qui
un’attenzione particolare della
manifestazione alle auto sportive e alle super car.
Ad arricchire il Salone, tre
eventi collegati, costruiti su misura per appassionati di auto e di

stile. Il primo è il concorso d’eleganza organizzato da Pininfarina,
in occasione dei festeggiamenti
per gli 85 anni dell’azienda di
Cambiano, alle porte di Torino,
con 50 vetture, pietre miliari del
brand, riunite nello spazio antistante il Castello del Valentino.
Prevista poi l'esposizione di 15 Pagani in arrivo da tutto il mondo.
Infine la parata di domenica di domenica 14 giugno: per 15 chilometri 300 vetture sportive, di ogni
epoca, attraverseranno la città
per ritrovarsi alla Reggia di Venaria. Una parata aperta dalla Lancia D50, in onore dell’ultimo Gran
premio disputato sotto la Mole.
F. Gre.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Industria/1. Singolare sinergia tra tredici aziende hi-tech (12 Pmi del Piemonte e una della Toscana) in vista del salone di Le Bourget

Aeronautica, è nata la «fabbrica verticale»
Francesco Antonioli
TORINO

pNonostante la scaramanzia, il

tredici porta bene all’aeronautica.
In vista del biennale International
Paris Air Show di Le Bourget (Parigi), in calendario dal 15 al 21 giugno
prossimi – nell’ambito del progetto
di filiera Torino Piemonte Aerospace – tredici Pmi dell’aeronautica/aerospazio super innovative
del Piemonte e della Toscana (perchéunaèdiPontedera)sipresentano come unico pool per ottenere
commesse e competere.
Si sono chiamate Aencom (Fully integrated solutions for AeroEngine components and sub assemblies. From design to full rate
production. All in one Group): in
questo modo possono dire di essere una “fabbrica verticale” con 900
dipendenti e 140 milioni di fattura-

to, con un solo front office. Hanno
creato un contratto di cluster apposito (dunque, non è un distretto
e non è una rete) che norma rapporti e metodo di lavoro. Hanno
già portato a casa una commessa
con AvioAero per un “dimostratore tecnologico di un nuovo modulo di turbina”. Andrea Romiti (solo
una omonimia con la dinastia di
Cesare) è un po’ l’anima dell’iniziativa: giovane ingegnere, dal 1998 a
oggi ha trasformato la “sua” Apr

IL CLUSTER AENCOM

Regole e strategie comuni
con cui ottenere commesse
e diventare più competitivi
L’iniziativa grazie al sostegno
del Centro estero
per l’internazionalizzazione

(Advanced prototyping research), di cui è fondatore e ceo, da startup del Pinerolese a società da 10
milioni di fatturato, 70 addetti (claim: “Cuori e cervelli”), il 10% dei ricavi investiti ogni anno in R&S,
stretta collaborazione con il Politecnico di Torino. Adesso, come lo
definiscono le regole che si sono
dati tra imprenditori di Aencom,
Romiti è il key cluster leader: «Veramente il gioco di squadra è decisivo – spiega Romiti – e il Centro
estero per l’internazionalizzazione del Piemonte ci ha seguiti e sostenuti con passione».
In questo processo la tecnologia
di punta è l’“additive manifacturing”, che permette la realizzazione di oggetti tridimensionali in leghe superleggere attraverso speciali stampanti “a getto di materia”.
A Le Bourget, Aencom sarà pre-

sente alla “collettiva” coordinata
dal Ceipiemonte con altre aziende
pronte a fare sistema: 24 in totale. In
Francia sarà inoltre lanciata la piattaforma tecnologica online
www.tpaflytech.com che rende subito accessibili tecnologie, prodotti e know-how di “squadra” per attrarre meglio i potenziali buyer.
All’esternodeipadiglioni,inmostra statica, il Piemonte presenterà
in anteprima il Dardo, ultraleggero
avanzato biposto, in fibra di carboniocondotazioniavionichedigitali
e alte prestazioni di volo, dotato di
una propulsione generata in 3 modi: solo dal motore endotermico,
informa una nota, solo da quello
elettrico o dai due motori insieme
(configurazione ibrido parallela) e
con la possibilità di ricaricare le
batterie in volo. La firma è della torinese Cfm Air, che lo ha realizzato,

L’IDENTIKIT

13

Le aziende di Aencom
Sono 12 del Piemonte (oltre
ad Apr, capofila, Alfa
Meccanica, Blue Engineering,
Comutensili, Mepit, Neohm
Componenti, Rosfer, Spi, Srs
Engineering Design,
Lmb,Gruppo Ttn, Mc Team)
e una della Toscana
(Costruzioni Novicrom)

140 milioni

Il fatturato
Presentandosi come unico
soggetto Aencom può vantare
900 addetti specialisti e 140
milioni di fatturato.
Il responsabile indicato dal
team è l’unico front-office con il
committente con cui si chiude
il contratto di fornitura

Carlo Andrea Finotto
BIELLA

pTrasformare la memoria di un

intero distretto manifatturiero in
un valore aggiunto competitivo. È
l’obiettivo del progetto Centro rete biellese archivi tessili e moda,
un’iniziativa finalizzata alla digitalizzazione dei fondi aziendali lanciata due anni fa dalla provincia di
Biella, che ha raccolto il sostegno
del ministero per i Beni e le attività
culturali e della regione Piemonte,
oltre all’adesione di associazioni e
singole imprese.
Il primo successo, non secondario, è stato convincere le aziende –
notoriamente e comprensibilmente gelose dei propri segreti industriali–acondivideredocumenti, campionari, disegni, immagini.
Da una dozzina di adesioni iniziali il progetto ne conta oggi una

trentina, per 14.839 oggetti catalogati (tra libri, documentazione, comunicazioneesterna)e6.511media
(fotografie storiche e di archivio,
bozzetti, figurini, locandine).
Un patrimonio storico che dopo
essere stato digitalizzato viene
ospitato sui server di Promemoria,
società torinese nata nel 2011 – con
sedi anche a Roma e Parigi – e con
alle spalle esperienze analoghe e
collaborazioni con gruppi come
Mondadori, Domus (editoria), La-

IL DISTRETTO CHE CAMBIA

L’iniziativa, curata
dalla torinese Promemoria
sarà presentata giovedì
durante il convegno
«Biella in Transizione»
sul futuro del cluster

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vazza (food & beverage), Fiat, Pininfarina (auto) e Vogue (moda).
«L’avvio non è stato semplice,
ma nel tempo si è capito che ogni
soggetto coinvolto può trarne vantaggio. Noi abbiamo accompagnato i nostri interlocutori, aziende in
primis, nella gestione e scelta del
materiale da digitalizzare». A spiegare la filosofia dell’iniziativa è Andrea Montorio, amministratore
delegato di Promemoria, la «heritage agency» creata insieme a Gisella Riva. Per entrambi un passato
nel gruppo di lavoro dello storico
Luciano Gallino all’università di
Torino, poi la decisione di mettere
a frutto l’esperienza maturata nella
valorizzazione dei patrimoni culturali e industriali attraverso la digitalizzazione. Una nicchia che
promette bene: «Nei primi tre mesi del 2015 – conferma Montorio –

abbiamo fatturato 700mila euro,
tanto quanto l’intero 2014». Promemoria lavora con la fondazione
Torino Musei, ha curato la digitalizzazione dell’archivio del lanificio Vitale Barberis Canonico e sta
definendo altri progetti di rete, con
amministrazioni pubbliche e con
diversi cluster manifatturieri.
L’esperienza del distretto tessile biellese sarà presentata dopodomani, giovedì 11 giugno, nell’ambito del convegno Biella in Transizione, quando interverranno Marcella Panucci (direttore generale
di Confindustria) e Luca Paolazzi
(responsabile del Centro studi di
Viale dell’Astronomia).
«Il binomio fra tradizione e innovazione è ciò che distingue il nostro distretto laniero – sottolinea
Marilena Bolli, presidente dell’Unione Industriale Biellese –. In-

L’INIZIATIVA
La rete digitale degli archivi
 Il progetto Centro rete biellese
archivi tessili e moda, nato due
anni fa, verrà illustrato giovedì 11
 Questi i soggetti già coinvolti:
Unione Industriale di Biella; le
aziende: Filatura Avia, BmtGruppo Marzotto, Cappellificio
Cervo, Lanificio Zignone, Liabel,
Lanificio Botto Giuseppe, Filati
Buratti, Filatura e Tessitura di
Tollegno, Maglificio Boglietti,
Filatura di Trivero, Lanificio
Ormezzano, Tintalana, Lanificio
Cerruti; i comuni di Biella,
Candelo, Sordevolo,
Vallemosso; Provincia di Biella;
le fondazioni Cassa di Risparmio
di Biella, Fila Museum; DocBi
Centro Studi Biellesi; Consorzio
Biella The Wool Company;
Centro documentazione Cgil;
l’associazione Tessile e Salute;
l’Archivio Pria; l’Itis “Q.Sella”

cronaca lo scorso anno, a partire
dall’estate, ma soprattutto a fine
anno quando ha annunciato in
pompa magma il lancio della
sua Agon Channel, la tv generalista sul canale 33 del digitale
terrestre che trasmette dall’Albania in Italia.
Ieri però per Francesco Becchetti, imprenditore romano
nel settore dell’energia e della
trasformazione dei rifiuti e proprietario di Agon Channel è
scattato un ordine di arresto
emesso dalla procura albanese
di Tirana. Falso in documentazione e riciclaggio di denaro sono le due accuse.
L’inchiesta è stata avviata lo
scorso anno ed è incentrata sul
progetto di costruzione di una
centrale idroelettrica, poi mai
realizzata. A essere coinvolti
anche la madre dell’imprenditore, Liliana Condomitti, e altri
due collaboratori. A quanto riporta il quotidiano albanese
Koha jone, la magistratura
avrebbe anche bloccato i conti
bancari e disposto il sequestro
del pacchetto azionario di Becchetti, e in particolare il 60%
delle azioni detenute in cinque
società albanesi, tra cui Agon
Set, proprietaria di Agon Channel in Albania. Sotto sequestro
anche tutti i conti correnti intestati a lui e alle sue società.
Gli inquirenti sospettano
che, nel periodo 2007-2013, Becchetti abbia messo su «un gigante schema di riciclaggio»
che gli avrebbe fruttato, secondo la procura albanese «alcuni
milioni di euro». Secondo l’accusa Becchetti avrebbe inoltre
evaso anche il fisco per una
somma di oltre 5 milioni di euro:
tutti soldi che gli inquirenti sostengono siano investiti nelle
sua altre società in Albania o finiti nei suoi conti bancari.
L’ordine di cattura viene dunque indirizzato a un imprenditore che ha fatto molto parlare
di sè dopo l’avvio dell’avventura italiana del canale, nato un anno prima in Albania, avvenuto il
1° primo dicembre del 2014. Milano è stata teatro della presentazione e di una festa in grande
stile. Era stata Simona Ventura a
tenere a battesimo il lancio del

canale televisivo Agon Channel
Italia, in un gala milanese con
ospite Nicole Kidman. Francesco Becchetti del resto dichiarava subito di aver investito nell’impresa 40 milioni di euro.
Una spesa che aveva dichiarato
di puntare ad ammortizzare con
l’1% di share previsto per il primo anno e una raccolta pubblicitaria di 20 milioni di euro. Viene reclutato anche Antonio Caprarica che però lascia polemicamente già a metà dicembre,
dichiarando che «è impossibile
lavorare». A Tirana la tv è ospitata in un capannone di 2mila
metri quadri, 7-8 metri di altezza, dove c'è la redazione, lo studio, tecnici, artisti e giornalisti.
A. Bio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

I CAPI CONTESTATI

Falso in documentazione
e riciclaggio di denaro
sono le accuse
Sequestrate le azioni
in cinque società

Il point
and click
obbliga
al pagamento
GUIDA ALL’E-COMMERCE
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CON IL SOLE 24 ORE
L'iscrizione al Registro imprese,
la tutela del consumatore, il
contratto d'acquisto “point and
click”, la firma elettronica, il
pagamento, il diritto di recesso
e le norme fiscali
In vendita
a 0,50
euro oltre
al prezzo
del
quotidiano

Lombardia. Rapporto Banca d’Italia
in collaborazione con Primavis.
Guido Bolatto, segretario generale della Camera di commercio di
Torino , aggiunge: «Presenteremo
anche la quinta edizione di Aerospace & Defense Meetings Torino,
unica business convention dell’aerospazio in Italia, che torna dal 17 al
19 novembre, arricchita da due iniziative collaterali: il debutto italiano della business convention AdditiveManufacturingMeetingsela
23esima edizione della conferenza
dell’associazione italiana di aeronautici e astronauti Aidaa».
Conclude Giuseppe Donato,
presidente di Ceipiemonte: «Il nostro obiettivo è anche di presentare le soluzioni innovative e appetibili sul mercato internazionale sviluppate nell’ambito dei tavoli tecnici e invitare a ogni tavolo un
referente tecnico di aziende dello
scenario mondiale di settore per
innescare collaborazioni strategiche costruttive».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Industria/2. Già una trentina di soggetti tra aziende, fondazioni e Comuni hanno aderito alla creazione della rete digitale

Biella, online gli archivi storici del tessile

Agon Channel,
ordine d’arresto
per Becchetti
pÈ assurto agli onori della

Caprotti ritira la querela sul figlio

Dopo 15 anni a Torino torna il Salone

Media. Inchiesta della Procura di Tirana

novare valorizzando la tradizione:
è il valore aggiunto che può essere
sostenuto con la valorizzazione
degli archivi aziendali».
L’Uib è uno dei circa trenta soggetti, tra aziende, amministrazioni
e fondazioni biellesi che hanno già
aderito alla digitalizzazione, «con
ilpatrimoniochevieneospitatosui
nostri server – spiega Andrea
Montorio – e che attualmente occupa uno spazio di circa 4 Tera».
Ma uno degli effetti attesi del convegno di giovedì sulla trasformazione del distretto tessile è anche
l’ampliamento delle adesioni. Le
potenzialità dell’iniziativa non sono secondarie per il futuro del cluster : «Il portale è prima di tutto un
biglietto da visita e uno strumento
per partner e clienti delle aziende –
dice l’ad di Promemoria –, ma
l’utente finale può essere anche
uno studente, un ricercatore, uno
storico. Pubblicato gli originali digitalizzati del materiale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Più investimenti
e fiducia al top
LOMBARDIA

Luca Orlando
MILANO

p«Lo

vedo anch’io, nella
mia banca, con gli anticipi fatture in crescita. È denaro caldo, è l’economia che finalmente si muove». L’esperienza diretta di Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, non è in
effetti un caso isolato. Sensazioni confermate dai numeri
“macro” della Lombardia che
offrono uno scenario inequivoco: avanti adagio, ma finalmente avanti. Che la capacità
di tenuta in questi lunghi sette
anni di crisi sia stata migliore
che altrove era in fondo fatto
noto. L’elemento nuovo di
questi mesi è però la concreta
inversione di rotta, a partire
dagli investimenti delle imprese, in crescita di tre punti
nel 2014 dopo anni in caduta libera. Il rapporto di Banca
d’Italia sulla regione, presentato ieri nella sede di Assolombarda, è un quadro in cui sono
finalmente le luci a prevalere
sulle ombre, pur se la velocità
di uscita dalla crisi non appare
ancora soddisfacente, con una
ripresa che continua a essere
definita «fragile».
Ma i segnali di svolta restano importanti: dalla ripresa
degli investimenti (anche in
questo scorcio 2015) alla risalita dei consumi; dall’aumento
significativo delle aziende
con bilanci in utile o in pareggio (più dell’80%) al recupero
deciso dei ricavi rispetto al livello pre-crisi, già raggiunto o
superato dal 37,3% del campione. «Anche i nostri dati

confermano la ripresa - spiega
il presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca - e i segnali di svolta si stanno irrobustendo: la fiducia delle imprese milanesi è sui massimi,
quasi la metà delle aziende del
nostro campione ha intenzione di assumere». La manifattura regionale si conferma ad
alta vocazione internazionale (con un export che in media
supera il 40% dei ricavi) ed innovativa, con indicatori positivi nel trasferimento di knowhow tra università e imprese.
Restano tuttavia alcune aree
grigie, in primis visibili nella
netta divaricazione dei risultati tra le aziende di stazza
maggiore e le Pmi, ancora fortemente in deficit per livelli
produttivi, ricavi, export, tassi
di investimento e valore aggiunto per addetto.
«La dimensione - commenta il direttore generale di Banca
d’Italia Salvatore Rossi - è diventato ormai tema cruciale
della politica economica, perché questa struttura produttiva, in presenza di un sistema
bancario “tradizionale” non è
in linea con le esigenze di un
paese avanzato». Dualismo dimensionale che per Rocca pone un problema di difficile “finanziabilità” a danno delle
Pmi, con un freno evidente sugli investimenti. Una ritrosia a
prestare non sempre giustificata. «Incagli e sofferenze spiega - non derivano in primis
dalle Pmi ma soprattutto dalle
aziende medio-grandi. O riusciamo a dare credito anche tenendo conto dell’aspetto reputazionale, di chi ha onorato gli
impegni, oppure gettiamo sabbia nei cilindri della ripresa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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16

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

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Impresa & territori 17

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

Assemblee. Internazionalizzazione vincente per il manifatturiero provinciale - Export in crescita del 6,3% a 11,4 miliardi

Modena più forte di crisi e sisma

Caiumi: «Abbiamo concentrato le forze sui mercati esteri per bilanciare la debolezza interna»
EMILIA
ROMAGNA
Giorgio Costa
MODENA

pLa forza dell’economia mo-

denese sta in una manifattura
che ha sconfitto la crisi (e il terremoto di tre anni fa) andando a
cercare clienti in giro per il
mondo. E nel 2014 le esportazioni hanno toccato quota 11,4 miliardi (in crescita del 6,3% rispetto al 2013) il 21,5% delle
esportazioni regionali e il 2,9%
di quelle nazionali, con il settimo posto nella classifica italiana. Un successo che nasce nel
mondo e Confindustria Modena ha celebrato ieri i suoi 70 anni
di fondazione da un lato cercando di capire meglio dove sta andando il mondo a livello economico e dall’altro annunciando la
firma della “storica” fusione
con Bologna e Ferrara per dar
corpo a Confindustria Emilia (si
veda l’articolo a fianco).
Un passaggio obbligato quello del ragionamento sul futuro
dell’economia per la provincia
di Modena, quella che il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano - che ha moderato il dibattito tra Riccardo Monti, presidente dell’Ice, Giulio Sapelli,
economista alla Statale di Milano e i corrispondenti del Sole
sparsi nel mondo - ha definito
una delle «capitali della manifattura italiana». E tale è considerando le 66.367 imprese attive su 700.918 abitanti, i 122mila
occupati nell’industria e l’incremento dei ricavi 2104 (+3%) che
hanno beneficiato della straordinaria performance dell’export. «Abbiamo capito - ha
detto il presidente di Confindustria Modena, Valter Caiumi,
nella relazione introduttiva che la perdurante sofferenza
del mercato interno avrebbe costituito un pericolo troppo forte

per le nostre imprese e così abbiamo concentrato tutte le nostre forze sui mercati esteri».
Gettando il cuore oltre gli ostacoli rappresentati sia dallo
«svantaggio competitivo», ha
detto Caiumi, di un sistema infrastrutturale ancora inadeguato e in attesa di opere fondamentali come la bretella Campogalliano-Sassuolo, lo scalo
merci di Marzaglia e il riassetto
del casello autostradale di Modena Nord, sia dalle difficoltà
della ricostruzione post terremoto. «A tutt’oggi - ha precisato
Caiumi - sono state presentate
2.497 domande di contributo
per un ammontare 1,9 miliardi e
i decreti di concessione sono

LE PERFORMANCE

Stati Uniti primo sbocco
per le imprese del territorio
davanti a Germania e Francia
Diversificazione produttiva e
innovazione per competere

stati 1.182 per un totale di 682 milioni di cui al 30 aprile ne sono
stati erogati solo 245, a fronte del
fatto che le assicurazioni private a un anno dal sistema avevano
già pagato oltre un miliardo di
euro». Numeri che minano la liquidità delle imprese. Difficoltà
che però non ne anno frenato lo
slancio che le ha portate a un
successo importante sui mercati esteri (gli Stati Uniti assorbono il 14,3% dell’export, la Germania l’11,8% e la Francia il 10,2
per cento) grazie alla forza della
diversificazione produttiva che va dalla meccanica all’agroalimentare, dal tessile alla ceramica fino al biomedicale - e della
continua innovazione che consente produzioni al vertice della
qualità mondiale. «Occorre - ha
ribadito il presidente dell’Ice
Riccardo Monti - sfruttare le opportunità in tutti mercati,anche
quelli vicini, utilizzando al meglio le opportunità offerte da Ice
che sta investendo molto nelle
grandi fiere mondiali e in fatto
di agroalimentare spenderà 30
milioni negli Usa per sostenere i
prodotti italiani». E non a caso,
Giulio Sapelli, economista alla
Statale di Milano, ha sostenuto,
in una battuta, che «a salvarci
sarà ancora l’America» ma occorre «contrastare la distruzione dell’industria e che i tedeschi
diventino europei per davvero
e questo può accadere solo con
la minaccia della forza russa».
Importante, ovviamente, l’apporto dell’economia cinese e va
nella giusta direzione l’accordo
che la Regione Emilia-Romagna ha stretto con la regione del
Guangdong; una delle aree più
omogenee e ricche della Cina
dove è forte la domanda dei consueti prodotti di qualità italiani
(dal tessile all’agroalimentare)
ma in cui cresce l’interesse per
la salute con buone prospettive
di business anche per il distretto
biomedicale di Mirandola.

Modena. Valter Caiumi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Modena-Bologna-Ferrara
I primi 10 mercati dell’export
Stati Uniti

Germania

Francia

Regno Unito

Spagna

Cina

Russia

Belgio

Paesi Bassi

3.500
3.000
2.500
2.000
1.500
1.000

Fonte: elaborazione Confindustria Modena su dati Istat

L’aggregazione. La struttura sarà operativa prima della scadenza fissata a fine 2018

Confindustria Emilia brucia i tempi
lia nata dall’unione di Modena,
Bologna e Ferrara (3.200 imprese
con oltre 171mila dipendenti) potrebbe essere operativa già prima del termine transitorio fissato a fine 2018. Per il presidente degli Industriali di Modena si stringeranno al massimo i tempi
perché se è vero che la nuova entità partirà dall’1 gennaio 2017 la
sua operatività concreta sarà poi
legata alla nomina del nuovo presidente che rappresenterà congiuntamente le attuali realtà confindustriali di Bologna, Modena e
Ferrara. «E se Reggio Emilia vorrà entrare a far parte del gruppo
nel rispetto delle condizioni che
le tre associazioni hanno messo
nero su bianco – ha ribadito Caiumi – lo porte sono aperte. La distanza credo si possa rapidamente colmare ma la decisione, a questo punto, non spetta più a noi».
Le ragioni dell’unione stanno,
secondo il presidente di Unindu-

di Massimo Agostini

L

istini ancora tonici, questa settimana,
per la frutta di stagione sui principali
mercati nazionali. Ieri il Consorzio Infomercati(Borsamercitelematicaitaliana)ha
evidenziato una sostanziale stabilità dei
prezzi, nonostante l'aumentato arrivo delle
tipiche produzioni primaverili-estive. Le ciliegie di pezzatura medio-grande sono state
così scambiate fra i 3 e i 4 euro il chilo, le albicocche tra 2 e 2,50 euro. Bene anche le pesche, che hanno spuntato in media 1,50-2 euro e le nettarine, tra 1,80 e 2,20 euro. Per le fragole, in graduale esaurimento, il prodotto
trentino e piemontese è stato collocato ancora tra i 4 e i 5 euro. Quotazioni interessanti
anche per le angurie (a 0,70-0,80 quelle siciliane, fino a un euro quelle prodotte al Nord)
eimeloni,compravendutimediamenteaun
euro. Stazionari anche gli ortaggi, con la sola
eccezione dei pomodorini a grappolo: quelli in arrivo dall'Olanda sono stati infatti segnalati in calo, a una media di un euro il chilo.

INDICI CONFINDUSTRIA
Indici dei prezzi delle merci aventi mercato internaz., (34 prodotti) ponderati sul
commercio mondiale (Usd) e sul commercio italiano (º)
Euro correnti
(base 1977=100)

Mar15

Feb15

Mar14

Mar15

Feb15

Mar14

152,96
79,68
203,04
166,84
165,24
393,28
193,06
376,07
503,62
448,83
287,84
376,54

149,80
83,76
196,34
163,07
154,82
420,44
177,12
365,95
590,13
440,76
301,70
378,32

143,33
82,08
211,00
133,65
159,37
358,98
184,18
326,73
473,56
671,46
264,36
488,67

145,07
75,64
192,61
158,13
156,80
373,01
183,29
356,52
477,75
425,61
273,00
357,09

149,16
83,48
195,54
162,26
154,23
418,65
176,52
364,23
587,72
438,80
300,41
376,67

173,79
99,61
255,88
161,97
193,29
435,26
223,56
395,98
574,28
813,97
320,54
592,42

BORSA ELETTRICA
Ore
17.00
18.00
19.00
20.00
21.00
22.00
23.00
24.00

SIDERURGIA

L’Antitrust dà l’ok
al nuovo Caleotto
La Commissione europea ha
dato il via libera ieri
all’acquisizione del
laminatoio del Caleotto, a
Lecco, da parte della jv
Feralpi-Duferco, poichè
l’operazione non desta
preoccupazioni dal punto di
vista della concorrenza nel
mercato interno europeo. Il
laminatoio a vergella
lecchese apparteneva all’ex
gruppo Lucchini. Le due
società inizieranno a
produrre e vendere già
entro il mese, con un piano
di investimenti da cinque
milioni per i prossimi
cinque anni.

stria Bologna Alberto Vacchi
«nella necessità di evolvere il sistema e nella qualità dei servizi
offerti, specie sotto il profilo dell’export che resta la chiave di volta dello sviluppo e della crescita
dell’area». Già ora, infatti, le tre
province di Modena, Bologna e

L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA

Il nuovo organismo nasce
dall’unione di Modena,
Bologna e Ferrara; porte
aperte anche alla eventuale
adesione di Reggio Emilia

Ferrara insieme rappresentato il
49% dell'export della regione
(per un totale aggregato di 25,9
miliardi) e il 6,5% del totale nazionale. Un’aggregazione importante anche per il tessuto industriale della provincia di Ferrara che, come ha ribadito il pre-

sidente di Unindustria Ferrara
Riccardo Maiarelli, può trovare
nuove opportunità di crescita e
di sviluppo puntando con decisione sull’asse che si dipana lungo la via Emilia.
Del resto la scommessa della
nuova aggregazione – a cui si accompagna con la stessa tempistica anche la unificazione del bacino romagnolo con la confluenza
di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena – si gioca tutta sulla qualità dei
servizi che la nuova aggregazione sarà in grado di offrire a livello
centrale senza “scardinare” gli
assetti territoriale esistenti ma
mettendo a fattor comune tutte
le risorse. «Senza – spiega Vacchi
– sacrifici di personale anche perché le associazioni territoriali sono già abbastanza asciutte. Semmai si ragionerà in termini di turn
over, ma non certo di riduzione
immediata di addetti».
Gi. Co.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Gruppo Egm (Eredi Gnutti
metalli), quarto produttore
europeo nel settore del rame
e delle leghe di rame, muove
un altro passo verso
l’integrazione. Dalmet spa,
società già interamente
controllata da S.A. Eredi
Gnutti SpA dal 2012, è stata
fusa per incorporazione
nella società controllante.
L’operazione, che ha fatto di
Dalmet una divisione di
Eredi Gnutti Metalli, è
funzionale a un progetto di
riorganizzazione societaria.

RICONOSCIMENTI

Al francese Altrad
il premio EY World
È andato a Mohed Altrad,
fondatore e ceo di Altrad
Group – realtà da un
miliardo di dollari e 7mila
addetti, leader mondiale nei
miscelatori di cemento e
principale produttore di
ponteggi e carriole in
Europa – il titolo di EY
World Entrepreneur Of The
Year 2015. È stato scelto tra
65 imprenditori, vincitori
nazionali in 53 Paesi. Al via in
Italia la nuova fase di gara,
candidature entro il 3 luglio.

LOMBARDIA

pL’Assemblea

straordinaria delle imprese associate a Confindustria Monza e
Brianza, svoltasi ieri mattina, si è espressa a favore
dell'aggregazione con Assolombarda.
In particolare si sono
espresse a favore l'89,58%
delle imprese presenti aventi
diritto di voto (2243 voti),
contrarie il 9,35% (234 voti), si
sono astenute lo 0,12 ( 3 voti).
L’Assemblea, tenuta dal Presidente Andrea Dell'Orto, ha
approvato il progetto di fusione con Assolombarda e lo
statuto della Associazione risultante dalla fusione.
Il progetto di fusione sarà
all'ordine del giorno ell'Assemblea straordinaria di Assolombarda il 15 giugno 2015.
«Con l’unione tra Confindustria Monza e Brianza e Assolombarda- spiega il Presidente di Confindustria Monza e Brianza Andrea Dell'Orto - nascerà la più grande
associazione territoriale
d'Italia. Verrà, inoltre, rafforzato il nostro passato con
la valorizzazione del nostro
patrimonio manifatturiero
che le nostre imprese hanno
rappresentato, rappresentano e rappresenteranno nel
nostro Paese e nel mondo.
Per le imprese- aggiunge
Dell'Orto- significherà un ulteriore miglioramento dei
servizi e l'innalzamento della rappresentanza a livello
regionale, nazionale e d europeo. L’approvazione del
progetto di fusione rappresenta anche una chiara indicazione per tutto il sistema
associativo all'indomani della riforma Pesenti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

¤/MWh
57,493140
53,288620
53,152090
53,765500
56,739840
58,735530
52,921060
51,536770

DIAMANTI
Valore medio indicativo, in dollari Usa per carato. I prezzi indicati si intendono per la vendita
all'ingrosso e all'origine nei Paesi di produzione, al netto di spese, valore aggiunto e imposte.
Brillanti da un carato (o poco superiori)
Colore
Qualità
Valore
E (bianco extra eccezionale)
if
20100
F (bianco extra +)
si2
6600
G (bianco extra)
vvs2
10900
I (bianco sfumato)
vvs1
8500
J (bianco sfumato)
vvs1
7100
Brillanti da due carati (o poco superiori)
D (bianco extra eccezionale +)
if
52200
F (bianco extra +)
vvs1
29300
G (bianco extra)
if
26900
H (bianco)
vvs2
17500
I (bianco sfumato)
si1
10400
La valutazione si riferisce a pietre: — corredate da certificazione di validità internazionale;
— tagliate a «brillante», di buone proporzioni di taglio; — esenti da particolarità naturali
indesiderate.
A cura della Borsa diamanti d'Italia
Fonte: Rapaport, New York (Internet: www.diamonds.net)

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SULLE ALTRE PIAZZE

A MILANO
Caseari

Alessandria

Rilevazione settimanale della Camera di Commercio di Milano del
08/06/2015. (Prezzi medi statistici riferiti alla situazione di mercato accertata
nella settimana precedente).Franco partenza, pagamento in contanti, Iva
esclusa, ¤ al kg.

¤.

Burro e crema di latte

Prezzo unico nazionale del 09.06.2015
¤/MWh
Ore
¤/MWh
Ore
49,286470
56,226230
09.00
01.00
44,460000
54,311050
10.00
02.00
41,593020
53,006050
11.00
03.00
41,068470
51,876200
12.00
04.00
40,948810
50,771150
13.00
05.00
40,511370
50,000000
14.00
06.00
45,871800
53,323430
15.00
07.00
49,704710
57,490170
16.00
08.00

Da Monza
via libera
all’unione
con Milano

Edizione domenicale su www.ilsole24ore.com/indicienumeri

Prezzi interessanti
per angurie e meloni

Alimentari (tot.)
Bevande
Cereali
Carni
Grassi
Non alimentari (tot.)
Fibre
Vari industriali
Metalli
Combustibili (totale)
Totale (escl. combust.)
Totale generale

Dal Territorio

Egm riorganizza:
fusione per Dalmet

0

pLa nuova Confindustria Emi-

Assolombarda

METALLI

500

MERCATI IN ITALIA

Dollari correnti
(base 1977=100)

Polonia

BREVI

Burro pastorizzato (comprensivo di premi quali-quantitativi, oneri trasporti
provvigioni) 2; prodotto con crema di latte sottoposta a centrifugazione e
pastorizzazione (regolamento CEE n.1234/07) 2,80; di centrifuga 3; zangolato
di creme fresche per la burrificazione (comprensivo di premi quali-quantitativi,
oneri trasporti provvigioni) 1,80; crema di latte (40% di sostanza grassa)
1,48; siero di latte scremato (compresa la scotta) 1000 kg. 11,5012,50; latticello (uso zootecnico) 1000 kg. 5-6.

Formaggi
Franco caseificio o magazzino stagionatura, merce nuda, contenuto di grassi
secondo la prescrizione di legge, pagamento in contanti, Iva esclusa, al kg..N.B.:
Le forme o le confezioni dei prodotti di origine e tipici devono recare impresso il
marchio dei rispettivi Consorzi di Tutela.
Parmigiano reggiano (scelto 01) per frazione di partita: stagionatura 24 mesi
e oltre 9,15-9,90; stagionatura 18 mesi e oltre 8,45-9; stagionatura 12 mesi e
oltre 7,40-7,70; Grana Padano (scelto 01) per frazione di partita: stagionatura
15 mesi e oltre 7,10-7,75. stagionatura 9 mesi e oltre 6,35-6,45; stagionatura
60/90 giorni fuori sale 5,05-5,40. Provolone Valpadana fino a tre mesi di
stagionatura 5,50-5,65; oltre tre mesi 5,75-6. Pecorino romano oltre cinque
mesi stagionatura 9,25-9,50. Asiago I scelta d'allevo 60/90 gg. 5,906,20. pressato a latte intero 4,95-5,25; Gorgonzola fresco 3,90-4; maturo I
scelta 5,35-5,65. Italico fresco 4,35-4,45; maturo 5,15-5,45. Taleggio fresco
da salare 4,20-4,40; fresco fuori sale 4,40-4,60; maturo 5,15-5,55. Quartirolo
lombardo 4,80-5. Crescenza matura 4,25-4,50. Mozzarella di latte vaccino
conf. (125 gr. circa) 4,60-4,70. Mascarpone 4,20-4,30.

Carni bovine e ovine
Rilevazione settimanale del 08/06/2015 a cura della Camera di Commercio
di Milano. (Prezzi riferiti alla situazione media di mercato accertata nella
settimana precedente).Dal macellatore o grossista al dettagliante o
all'industria, carne macellata a norma Cee, f.co partenza piazza Milano e
provincia. Pagamento contanti, Iva esclusa, il kg..N.B.: I prezzi minimi si
riferiscono a merce di importazione, i massimi al prodotto nazionale.
Bovino adulto (Class. CEE-S.E.U.R.O.P. reg. n. 1208/81) Categoria A,
vitelloni maschi inferiori ai 24 mesi, mezzene s/rene classe E 3,85-4,35; classe
U 3,55-3,95; classe R 2,85-3,15; classe O 2,20-2,60; posteriore s/rene taglio
pistola classe E 5,60-6,20; classe U 5,10-5,90; classe R 4,15-4,60; classe O
3,95-4,10; anteriore c/pancia classe E 2,75-3,05; classe U 2,65-2,95; classe R
2,20-2,55; classe O 1,95-2,30. Categoria E, vitelloni femmine inferiori ai 24
mesi: mezzene s/rene classe E 5,35-5,60; classe U 4,80-5,40; classe R 4,454,80; classe O 3,25-3,40; posteriore s/rene taglio pistola classe E 8,308,60; classe U 7-7,90; classe R 6-6,50; classe O 5,10-5,30; anteriore c/pancia
classe E 2,65-2,80; classe U 2,35-2,55; classe R 1,85-1,95; classe O 1,701,80. Categoria D vacche: mezzene s/rene classe R 2,35-2,45; classe O 1,752,05; classe P 1,20-1,45. posteriore s/rene taglio pistola classe R 2,452,95; classe O 1,85-2,10; classe P 1,40-1,65. anteriore c/pancia classe R 1,551,65; classe O 1,45-1,50; classe P 1,25-1,35. Vitelli (in mezzene o carcasse)
razze da carni pregiate qual. Extra 7,30-7,95; altre razze da carne di I 6,106,75; altre razze di II 4,95-5,45; selle (posteriori di vitello) razze da carni
pregiate extra 9,10-9,90; razze da carne di I 7,75-8,10; altre razze di II 5,556,70; busti (anteriori di vitello) razze da carne pregiate extra 3,10-3,40; razze
da carne di I 2,60-2,80; altre razze di II 2-2,30; carne bovina anteriore
denervata, disossata e mondata per l'industria 3,80-4,60. Puledri mezzene
s/rene 3,85-4,20. Cavalli mezzene s/rene 3,20-3,70. Ovini adulti 3,203,60. Agnelli fino a 8 kg. 8,70-9. oltre 8 kg. 8,50-8,70; Agnelloni età inf. a 1 da 8
a 12 kg 6,90-7,10. da 12 a 14 kg. 6,60-6,70; da 14 a 16 kg. 6,40-6,50; Capretti
di I non quot..

Bovini, equini da macello
Rilevazione settimanale del 08/06/2015 a cura della Camera di Commercio
di Milano. (Prezzi riferiti alla situazione media di mercato accertata nella
settimana precedente). Franco allevamento Milano e provincia. Pagamento
contanti Iva esclusa, il kg.
Vitelloni maschi inferiori ai 24 mesi razze da carne pregiate extra 2,502,70; razze da carne di I 2,35-2,45; razza frisona o altre di I 1,25-1,35; di II
1,10-1,20. Vitelloni femmine inferiori ai 24 mesi razze da carne pregiate extra
3,30-3,50; razze da carne I 3,10-3,25; razza frisona o altre di I 1,75-1,85; di II
1,70-1,75. Tori razze da carne di I 1,15-1,35; razza frisona o altre di I 1,051,10. Vacche razze da carne di I 1-1,05; razza frisona o altre di I 0,75-0,85; di II
0,55-0,70; di III 0,35-0,45. Vitelli razze da carne pregiate extra 3,90-4; razza
frisona o altre di I 2,80-3,05; di II 2,30-2,40. Puledri di I 2,30-2,40. cavalli di I
1,70-2. Vitelli da ingrasso (baliotti) 45/55 kg: frisona f/m 1,45-1,85; incrocio
f/m 2,95-3,45; incrocio pie bleu belga f/m 4,85-5,15.

Suini
Rilevazione settimanale del 08/06/2015 a cura della Camera di Commercio
di Milano (prezzi riferiti alla situazione media di mercato accertata nella
settimana precedente).
Suini: d'allevamento (f.co allevamento, dall'allevamento al commerciante o
all'ingrassatore) locali: 7 kg cad. 39; di 15 kg 3,71; di 25 kg 2,62; magroncelli
locali 30 kg. 2,49; 40 kg. 2,21; magroni locali 50 kg. 1,91; 65 kg. 1,55; 80 kg.
1,35; 100 kg. 1,31; Capi da macello scrofe da macello a peso vivo (franco peso
partenza): I cat. 0,50; II cat. non quot..

Listino della Camera di Commercio di Alessandria del 08/06/2015. Prezzi in

- da 63 a 73 g. 1,06-1,10. Uova naz. fresche guscio colorato selez. cat. A: per 100
pezzi S - meno di 53 g. 8,70-8,90; M - da 53 g. a 63 g. 9,90-10,10; L - da 63 g. a 73
g. 10,70-10,90; XL - da 73 g. e piu` 12,90-13,10.

Cereali

Modena

Frumento tenero varieta' speciali ( p.s. 77-78) non quot.; panificabile
superiore ( p.s. 76-77) non quot.; panificabile (p.s. minimo 74-76) non
quot.; mercantile non quot.; biscottiero (p.s. 74-75) non quot.; altri usi non
quot.. Frumento duro nazionale: orig. prov. (p.s.77-78) non quot.; altri usi non
quot.. Granoturco belgrano e similari 149-151; nazionale ibrido secco (um.
14%) 124-126; gritz 182-185; nazionale ibrido verde (um. 30%) non
quot.. Orzo naz. Vestito (p.s. 58-62) non quot.; naz. vestito - (p.s. minimo 64)
non quot.. Sorgo rosso non quot.; bianco non quot.. Legumi proteici Pisello
proteico ( umid. 14% - impur. 2% ) non quot.. Farine di grano tenero con
caratteristiche sup. min. di legge: tipo 00 (prot. min. 14) 580-595; tipo 00
prot.min. 13 480-500; tipo 00 prot.min. 11,5 380-400. Sfarinati di grano
duro: semola rimacinata per panificazione 630-640. Farine di granoturco a
macinazione integrale 210-215; granoturco spezzato 258-260. Cascami di
frumento farinaccio 181-182; crusca e cruschello 138-141.

Listino dei prezzi rilevati dalla Camera di Commercio di Modena presso la
Borsa merci il 08/06/2015 per merce al netto dell'Iva, prezzi in ¤.

Brescia
Prezzi rilevati dalla C.d.C. di Brescia del 05/06/2015.

Cereali
Prezzi al mercato libero. (Merce sana, secca, leale, mercantile, su veicolo
all'azienda del produttore, alla rinfusa, pagamento alla consegna, tonn./¤).
Frumento: varietà speciali di forza non quot.; fino p.s. base 79/80 non
quot.; buono mercantile p.s. base 76/78 180-181; altri usi p.s. base 65/73 non
quot.; Granoturco nazionale giallo 14% um. 138-139; mais da granella verde
um. 30% non quot.; trinciato di mais in campo (30% sost. secca o amido) non
quot.. Orzo nazionale leggero (p.s. 55/60) non quot.; pesante (p.s. 61/66) non
quot.; estero p.s. 66/67 (f.co magazzini interni) 179-198; p.s. 63/68 (f.co
arrivo) non quot.. Sfarinati di frumento tenero: farine (con caratt. di legge) tipo
"00" w 380/430 prot.ss min.14 475-485; w 280/330 prot.ss min.13 460480; w 180/230 prot.ss min. 11,5 425-435; Sfarinati di duro: semola (f.co
pastificio alla rinfusa) 475-480. Derivati dal granoturco: farina nostrana 388392; fioretto 438-440; bramata 401-409; per mangime integrale rinfusa 157160; spezzato degerminato ibrido 247-250; germe 237-238. Cascami di
frumento tenero (f.co molino rinfusa): farinaccio 176-178; tritello 143144; crusca e cruschello 135-136. Paste alimentari: pasta semola grano duro in
conf. gr.500, 0,37-0,42; gr. 1000, 0,70-0,75; da kg 5 o oltre 0,60-0,70. Risi:
(merce f.co magazzino grossista, kg./¤) semifini: Padano 0,96-1,20; Vialone
nano 1,50-1,55; Fini: Ribe 0,89-0,91; Parboiled fino Ribe 0,981,10; Superfini: Roma 1,09-1,14; Arborio 1,17-1,21.

Foraggi
Fieno maggengo ¤/t. non quot.; agostano 90-100; terzuolo 90-100; di erba
medica 110-120; paglia 80-90.

Caseari
Merce resa al caseificio in panoni, kg./¤: burro I qualità (affioramento)
2,25; II qualità (siero) 2,05; siero di latte compresa la scotta 0,18; Formaggi.
Contrattazioni tra produttori e grossisti, merce nuda, posta al caseificio salvo
diversa indicazione, kg./¤: granamerce fresca 2/3 mesi f.s. non quot.; padano
stagionato 9 mesi 6,60-6,70; stagionato 12/15 mesi 7,55-7,75. Provolone
Valpadana fino a 3 mesi stagion. 5,70-5,80; oltre 5 mesi stagion. 5,906,10. Provolonea 40 gg fuori sale 5,55-5,65; con 3/4 mesi di stagion. 5,655,75. Taleggio tipico fresco fuori salamoia 4,55-4,70. Italico fresco fuori
salamoia 4,50-4,65. Robiola (formaggella bresciana fuori sale) 4,174,27. Crescenza a latte intero fresca fuori sale 3,94-4,04. Gorgonzola fresco
3,85-4. Quartirolo lombardo 4,80-4,90.

Suini
Allevamento intensivo: da allevatore ad acquirente f.co part.
produttore:; lattonzoli 7 kg. Cadauno 39,50; 15 kg. 55; 25 kg. 66,20; 30 kg.
72,80; 40 kg. 88,60; magroni 50 kg. 97,30; 65 kg. 106,70; 80 kg. 113; 100 kg.
135. Magri da macelleria 90/115 kg. 1,41. Grassi da macello: alla prod. peso
vivo f.co part. produttore: 115/130 kg 1,17; 130/144 kg. 1,18; 144/156 kg.
1,22; 156/176 kg. 1,27; 176/180 kg. 1,26; 180/185 kg. 1,19; oltre 185 kg
1,15. Scrofe da macello 0,49.

Carni bovine fresche
Da macellatore a dettagliante: Mezzene di vitello naz. qual. extra 8,788,99; I qual. 8,38-8,52; II qual. 7,46-7,82; di vitellone extra 6,66-7; I qual.
6,04-6,26; II qual. 5,52-5,57; di manzo e vitellone femmina qual. extra 6,586,93; I qual. 6,18-6,43; II qual. 5,43-5,74; di vacca di I cat. I qual. 4,11-4,38; II
qual. non quot.. Da macellatore a grossista: Mezzene di vitello qual. Extra 8,378,58; I qual. 7,97-8,11; II qual. 7,05-7,41; di vitellone extra 6,31-6,67; I qual.
5,67-5,95; II qual. 5,16-5,21; di manzo e vitellone femmina qual. Extra 6,186,50; I qual. 5,78-6,03; II qual. 5,02-5,28; di vacca di I cat. I qual. 3,76-4,08; II
qual. 3,33-3,50; di vacca di II cat. I qual. 3,24-3,55; II qual. 2,662,97. Qualifica griglia Cee. Carni bovine fresche: Vitelloni maschi mezzene E1
non quot.; E2 4,12-4,75; E3 4,12-4,75; U1 non quot.; U2 4,06-4,15; U3 4,064,15; R1 non quot.; R2 3,88-3,92; R3 3,88-3,92; O1 non quot.; O2 3,033,24; O3 3,03-3,24; P1 non quot.; P2 2,88-3,09; P3 2,88-3,09. Vitelloni
femmine: mezzene E1 non quot.; E2 4,85-5,11; E3 4,85-5,11; U1 non quot.; U2
4,45-4,55; U3 4,45-4,55; R1 non quot.; R2 3,65-3,93; R3 3,65-3,93; O1 non
quot.; O2 2,67-2,97; O3 2,67-2,97; P1 non quot.; P2 1,88-2,17; P3 1,882,17. Vacche: mezzene R1 2,46-2,51; R2 2,51-2,66; R3 2,51-2,66; O1 2,062,16; O2 2,37-2,46; O3 2,57-2,59; P1 1,46-2,01; P2 1,66-2,01; P3 1,66-2,01.

Salumi e grassine
Da industriale a dettagliante f.co partenza. Pancetta arrotolata senza
cotenna 7,30-8; con cotenna 7,90-8,60; filettata coppata 10,1010,80; salame qual. sup. puro suino 10,80-11,70; salamini italiani alla
cacciatora Dop 11,50-12,20; coppa nazionale (stag. min. 90gg) 11,1011,80; mortadella Bologna IGP 6,70-7,50; puro suino 5,70-6,50; zampone di
Modena IGP (da cuocere) 7,80-8,60; di Modena IGP (precotto) 6,907,70; zampone (da cuocere) non quot.; (precotto) 5,90-6,70; cotechino di
Modena IGP (da cuocere) 6,90-7,70; di Modena IGP (precotto) 6,106,90; cotechino puro suino (da cuocere) non quot.; puro suino (precotto) 5,206; prosciutto crudo Prosciutto di Modena DOP stag. con osso 9,50-10,50; di
Parma DOP stag. con osso 10,10-11,30; di San Daniele DOP stag. con osso
10,80-11,70; nazionale stag. con osso : peso da Kg. 7 piu' 8,40-9,50; stag. con
osso: peso da Kg. 6 piu' 7,40-7,80; cotto nazionale cotto di alta qualita' 1314,20; cotto di alta qualita' 10,80-12; cotto 6,50-7,40; spalla cotta 6,307; salsiccia di puro suino 6,40-7,20; strutto raffinato in pani da 10 a 25 kg.
1,75-1,95; speck IGP 10,10-10,70; speck 8,80-9,50; bresaola IGP (punta
d'anca) 20,20-21,20; bresaola (punta d'anca) 19,70-20,70.

Carni suine fresche

Prezzi rilevati il 08/06/2015 al mercato avicunicolo comunale, Iva esclusa,
prezzi in ¤/kg.

Prezzo da macellatore a industriale o da industriale a industriale, f.co
stabilimento venditore.; Mezzene nazionali taglio MEC extra 2,28; nazionali
taglio MEC 2,23. Pancetta fresca non salata, disossata e squadrata, peso 3 kg. e
oltre 2,24; pancettone con bronza peso 7,5/9,5 kg. 1,16; scotennato e lavorato
da salame resa 60% 1,93; coppa fresca kg 2,4 2,95; kg 2,4-2,7 3,32; kg 2,7 e
oltre 4,07; spalla fresca, disossata e sgrassata 2,43; denervata resa 75%
3,24; denervata resa 80% 3,04; lombi Modena interi 4,45; lombo Padova
4,90; alla bolognese senza costato 4,27; lardo fresco cm 3 e oltre
2,55; lardello con cotenna da lavorazione 0,68; gole con cotenna e magro
0,88. Lonza (filone) con cordone leggera fino a 4,3 kg 4; puro occhio o pulito
leggera, fino a 4 kg 4,20. Trito di prima qualità 2,59; coscia fresca refilata per
prosciutto da sale, peso 10/12 kg. (±10%) 2,50; superiore a 12 kg. e oltre
(±10%) 3,06; per prosciutto DOP senza piede 10,5/12,5 kg. (±10%)
3,59; superiore a 12,5 kg. e oltre (±10%) 3,96. Grasso da fondere escluso
lardello ¤/t 209. Strutto grezzo in cisterna ¤/t 628; raffinato in cisterna
928; raffinato in cartone da 25 kg 1078; raffinato in pacchetti e/0 vaschette
fino a 1 kg 1728.

Pollame

Caseari

Suini
A peso vivo, sul mercato di produzione: da allevamento lattonzoli da 15 kg.
non quot.; da 25 kg. non quot.; magroncelli da 30 kg. non quot.; da 40 kg. non
quot.; da 50 kg. non quot.; magroni da 65 kg. non quot.; da 80 kg. non quot.; da
100 kg. non quot.; da macello grassi da 115 a 130 kg. non quot.; da 130 a 144 kg.
non quot.; da 144 a 156 kg. non quot.; da 156 a 176 kg. non quot.; da 176 a 180
kg. non quot.; da 180 a 185 kg. non quot.; oltre 185 kg. non quot.; scrofe I
qualità non quot.; II qual. non quot.; III qual. non quot..

Forlì

Polli a terra: leggeri ( fino a 1,85 kg. ) 1,14-1,16; bianchi a terra pesanti (oltre
2,1 kg) 1,14-1,16; gialli a terra pesanti (oltre 2,1 kg) 1,14-1,16. Galline a terra
medie ( da 2 a 2,5 kg. ) 0,37-0,39; pesanti ( oltre 3 kg. ) 0,43-0,47; in batteria
leggere 0,37-0,39; medie 0,39-0,41. Anatre mute maschi 2,30-2,34; femmine
2,30-2,34. Tacchini pesanti femmine 1,44-1,46; maschi 1,44-1,46; tacchine
mini (fino a kg 3,8) non quot.. Faraone allev. tradizionale 1,831,97. Capponi allev. tradizionale non quot.. Piccioni 5,906,10. Pollastre rosse di 112 giorni (¤/CAD.) 3,75-3,85. Galletti livornesi 2,702,74; golden comet 2,50-2,54. Conigli leggeri (fino a kg 2,5) 1,371,41; pesanti (oltre kg 2,5) 1,44-1,50; Quaglie 3,08-3,12. Uova naz. fresche
colorate in natura: Nat. S - meno di 53 g. 0,93-0,97; M - da 53 a 63 g. 1,06-1,10; L

Zangolato di creme fresche per burrificazione (f.co luogo produzione)
1,40; Formaggio parmigiano-reggiano qualita' scelto +12% fra 0-1 per lotti di
partita, quantita' 100 forme circa; min. 30 mesi e oltre 10,15-11; min. 24 mesi
e oltre 8,75-9,20; min. 18 mesi e oltre 8,15-8,60; min. 12 mesi e oltre 7,60-8.

Novara
Rilevazioni del 08/06/2015 della Camera di Commercio di Novara,merce al
tenimento del produttore Iva esclusa.

Risi e Risoni
Risone (prezzi in ¤ per tonnellata): Tondo: Balilla - Centauro non

quot.; Selenio non quot.; Medio: Lido, Flipper 320-340; Lungo A: Loto 340370; Augusto 340-370; Dardo, Luna CL e similari 320-350; S. Andrea 560590; Baldo 530-570; Roma 555-595; Arborio, Volano non quot.; Carnaroli non
quot.; Thaibonnet, Gladio e similari 320-340. Risi lavorati: Originario 810860; Lido 680-720; Ribe 730-800; Augusto 780-800; S. Andrea 13301360; Roma 1330-1370; Baldo 1290-1330; Arborio 1650-1690; Carnaroli
1670-1710; Thaibonnet 615-655; Parboiled Ribe 850-900; Parboiled Baldo
1390-1430; Parboiled Thaibonnet 715-755.

Caseari
Zangolato di creme fresche per burrificazione (prezzo medio in ¤)
1,85; burro pastorizzato (prezzo medio) 2,05. Gorgonzola: piccante fresco
4,45-4,65; maturo 6,60-6,85; dolce fresco 3,90-4,10; maturo 5,605,90; siero di gorgonzola freddo f.co caseificio per 100 litri 1,80.

Piacenza
Prezzi rilevati dalla CdC di Piacenza del 30/05/2015.

Cereali
Merce nuda posta sul veicolo partenza produttore, prod. 2014, prezzi
tonn./¤.
Grano tenero: nazionale varietà spec. di forza p.s.79/80 kg non
quot.; superfino p.s.78/79 kg 186-188; fino p.s.78/79 kg 179-181; buono
mercantile p.s.74/76 kg 173-175; mercantile p.s.71/73 kg non quot.; altri usi
p.s 70 kg e oltre non quot.. Grano duro: nazionale prod. 2014 mercantile p.s.
75/78 kg. 275-280; fino p.s.79/80 kg 295-300. Granoturco naz. comune ibrido
prod. 2014 um. 14% 140-142. Orzo nazionale prod. 2014 p.s.60/62 non
quot.; p.s.63/65 166-168; p.s.66 e oltre 172-174. Soja in granella prod. 2014
351-360. Cascami di frumento tenero: farinaccio rinfusa 169-174; tritello
sacco per merce 171-177; crusca e cruschello sacco per merce 168-169; alla
rinfusa 129-130.

Caseari
Franco caseificio: formaggio grana padano fraz. di partita stagionato 20 mesi
(riserva) il kg. 7,70-7,80; 12-15 mesi 7,15-7,45; 9 mesi 6,45-6,65. Burro
(merce nuda f.co caseificio in pani da 10/20 kg da pr. a gross.) di affioramento
2,03-2,13; zangolato di creme fresche per la burrificazione 1,83-2,03. Siero di
latte raffreddato uso industriale 1,60-1,90; residuato lavorazione formaggio
grana e provolone 0,50-0,55.

20%) kg.hl. 76/78 285-295; mercantile kg.hl. <74/76 275-285; mercantile
slavato kg.hl. <70/74 262-270. Granoturco nazionale 185-190; locale 175180. Orzo vestito nazionale kg. hl.62-64 170-175; vestito nazionale kg. hl.6567 180-185. Farina di soia nazionale prot 44% f.co gross. in sacc. carta 411412.

Legumi secchi
Merce telata f.co grossista al q.le Ceci di prod. nazionale calibro grande 600650; di massa prod. nazionale 370-430. Favino bianco di produzione
nazionale commerciale 250-260; nero non quot.. Pisello proteico non quot..

Oli commestibili
Da produttore a grossista f.co partenza sfuso al q.le.. Extra vergine di
oliva DOP "Aprutino-Pescarese" non quot.; prod. Abruzzo prov.Pescara ac.
max 0,6 non quot.; ac. max 0,8 non quot.; di oliva vergine prod. Abruzzo - altre
zone ac. max 0,6 non quot.; di oliva extra vergine prod. altre zone ac. max 0,6
590-610; di oliva rettificato raff. A 255-280; di sansa di oliva rettificato raff. B
180-181; di semi arachide 150-159; mais 130-135; girasole 86-89; soia 7475. Olio extra verg. DOP APR/PESC in conf. da 0,50 litri 7-8; da 0,75 litri 9,5011,50; da 5 litri 45-50.

Thiene
Listino della Camera di Commercio di Vicenza rilevato alla sala Borsa di
Thiene il 08/06/2015 (al netto dell'Iva). Prezzi in ¤.

Caseari
Formaggi: Asiago DOP (franco caseificio) fresco con almeno 20 giorni di
maturazione 4,68; stagionato con maturazione 2-3 mesi 5,66; stagionato
Mezzano con maturazione 4-6 mesi 6,05; stagionato Dop "vecchio" 7,508; Burro di affioramento il kg. 2,80; zangolato di creme fresche per la
burrificazione 1,80. Grana padano merce scelta 01 maturazione min.10 mesi
6,35-6,45; maturazione da 12 a 15 mesi 6,75-6,95. Siero di latte raffreddato
ad uso industriale 1000 Kg 14-15,50; di latte ad uso zootecnico 1000 Kg 68; latticello uso zootecnico 1000 Kg 5-6. Latte spot latte crudo naz. sfuso in
cisterna 0,34; Panna Crema di latte (40% m.g.) 1,48.

Verona
Listino della Borsa Merci di Verona. Prezzi all'ingrosso franco produttore
rilevati il 08/06/2015. Prezzi in ¤.

Bovini

Cereali

Da allevamento (peso vivo). Vitelli da latte (baliotti): da incrocio con razze da
carne: maschi e femmine 1,80-2,60; incroci con extra Pie Blue Belga 3,304,30; nostrani: maschi e femmine, inferiori a 45 kg 1,25-1,45; da 45 a 50 1,552,05; da 50 a 55 2,05-2,30. Vitelloni nostrani da ingrasso da 6 a 12 mesi 1,401,50; oltre 12 e fino a 18 mesi 1,40-1,50; Limousine dell'annata naz., svezzati
maschi 2,90-3; femmine 2,90-3; Charollaise maschi 2,85-2,95; femmine 2,702,90; incroci nazionali maschi 2,20-2,40; femmine 2,20-2,30; incorci
importati maschi 2,90-3; femmine 2,60-2,80; Manzette(*) fino a 12 mesi
(capo) 360-380; oltre 12 mesi 410-500; Manze gravide di oltre 6 mesi (I scelta)
940-1040; II scelta 890-940; Vacche da latte(*) I scelta 720-830; II scelta
650-750; (*) Se sprovvisti di I.B.R. diminuzione del 30% circa..
Da macello. Vitelli da latte: di razze da carne 3,80-4,25; comuni nostrani
2,30-2,55. Vitelloni e scottone extra razze da carne inferiori 24 mesi:
Limousine maschi 2,49-2,59; femmine 2,46-2,61; Charollaise e incroci
francesi maschi 2,34-2,51; femmine 2,36-2,52; Vitelloni inferiori ai 24 mesi
extra incroci con razze da carne 1,91-2,01; nostrani di I qualità 1,32-1,42; II
qualità 1,22-1,27. Scottone inferiori ai 24 mesi da incrocio da 380 a 500 kg
2,07-2,22; oltre 500 kg 1,85-2,12; nostrane di I qualità 1,07-1,24; II qualità
0,92-1,01. Vitelloni oltre 24 mesi : prezzo inferiore di Euro 0,25; Vacche I
qual. 0,87-1,04; II qual. 0,67-0,79; III qual. 0,57-0,64; Manzi incroci 1,461,76; nostrani 1,16-1,31. Tori: I qual. 1,13-1,23; II qual. 0,93-1,03.

Grano Tenero - produzione nazionale 2001 (prezzo base per tonnellata)
frumento Falling number mm. 220 n. 1 varietà grani di forza.
Grano tenero naz. n. 1 di forza non quot.; n. 2 varietà speciali non quot.; n. 3
fino non quot.; n. 4 b. mercantile non quot.; n. 5 mercantile non quot.; prod. Est.
Arrivo molino: Manitoba 2 non quot.; Northern Spring prot. Base 15% 280282; estero p.s. 76/77 f.co partenza porto alla rinfusa 184-185; estero p.s.
76/77 f.co arrivo alla rinfusa 185-186. Granoturco: ibrido prod. veronese non
quot.; ibrido alimentare (secondo spec. Vigenti) 168-170; ibrido farinoso base
Verona con gar. Aflatossina B1 max 5 ppb 147-148; ibrido farinoso base Verona
con gar. Aflatossina B1 max 20 ppb 139-140; ibrido estero (franco arrivo alla
rinfusa) 158-160; ibrido estero (franco partenza porto alla rinfusa) 166170. Cereali minori: avena non quot.; orzo vestito naz. leggero p.s. 56/59 non
quot.; medio p.s. 60/62 non quot.; pesante p.s. 63/65 non quot.; vestito estero
(fr. arrivo alla rinfusa) 170-171; grano foraggero non quot..

Equini e ovini
Puledri da latte il kg. 2,13-2,20; puledri 1,70-1,85; cavalli 1,501,80; Agnelli 2,80-3,40; capretti 2,70-3,40; pecore 0,90-1,15; castrati 2,303.

Suini
Capi muniti di Marchio di Qualità (f.co tenimento) da allevamento: lattonzoli
da 15 kg 3,77; magroncelli da 25 kg 2,72; 30 kg 2,53; 40 kg 2,32; 50 kg
1,86; magroni da 65 kg 1,53; 80 kg 1,35; 100 kg 1,31; Da macello: grassi da
130 kg 1,15; 145 kg 1,20; 160 kg 1,24; 180 kg 1,22.

Foraggi
In cascina o luogo di produzione. Fieno di prato stabile I sfalcio prod. 2014
100 kg./¤ 6,50-7; II sfalcio 6,50-7; III sfalcio 6,50-7; di erba medica prod.
2014 I sfalcio 6,50-9; II sfalcio 7,50-10; III sfalcio 9-10; fieno in ballette 2014
10,50-11,50; Trinciato di mais 2014 insilato maggengo 4,50-5,50; agostano
4-5; paglia di frumento pressata prod. 2014 in rotoballe 3-5; in ballette 46; balloni rettangolari 4-6.

Pescara
Listino dei prezzi rilevati dalla Camera di Commercio di Pescara presso la
Borsa merci il 08/06/2015. Prezzi ¤/quintale. Iva esclusa.

Cereali
Merce nuda, partenza da produttore a grossista al q.le Grano tenero fino
kg.hl. 79 195-200; mercantile kg.hl. 79 185-190; Grano duro fino extra
(bianconato massimo 25%) kg.hl. 78/80 305-315; fino (bianconato massimo

Vini
Vini della provincia di Verona amarone e recioto
Valpolicella (al litro) amarone e recioto prod. 2012 d.o.c.g. 8,509; amarone e recioto prod. 2012 d.o.c.g. classico 8,50-9,50. Produzione 2013
- Valpolicella (al litro) doc classico atto a superiore (gr.12/13) 2,50-2,80; doc
ripasso non quot.; doc classico ripasso 3,25-4. Vini I.G.T. Verona rosso
veronese gr. 13/14 non quot.; Produzione 2014 - Bardolino doc 1-1,05; doc
chiaretto 1,05-1,10; doc classico 1,05-1,15. Valpolicella doc 2,20-2,60; doc
atto a superiore (gr.12/13) 2,30-2,70; doc classico 2,20-2,80; doc classico atto
a superiore (gr 12/13) 2,30-2,90. Soave doc 6,50-7,50; doc classico 0,951,10; docg classico superiore (gr 12,5/13) non quot.. Custoza doc 11,10. Valdadige doc rosso 1-1,15; doc bianco non quot.; pinot grigio 1,351,40. Lugana doc 3,40-3,80. Vini I.G.T. Verona rosso veronese gr. 10/12 non
quot.; rosso veronese gr. 13/14 legg. app. 1,50-1,70; bianco veronese gr.
10/12 4,50-5; bianco veronese gr. 12/13 6,50-7,50; chardonnay 6,507,50; durello 5-5,50; garganega 5-5,50; merlot 5,30-5,70; pinot bianco 6,607,80; pinot grigio veneto - base 12 (prezzo E/litro) 1,05-1,30. Vino da
tavola rosso non quot.; bianco 3,80-4,20.

Latte spot
In cisterna, franco arrivo. Latte spot nazionale crudo 325-335; estero prov.
Germania - Austria 300-310; magro pastorizzato tipo 0,03 M.G. 155165. Panna di centrifuga 40 % M.G. 1430-1480.

Suini
Prezzi per suini lattonzoli, magroncelli e magroni f.co caseificio e, per i suini
grassi da macello, alla pesa più vicina ai luoghi di vendita, pronta consegna e
pagamento. Le quotazioni si riferiscono sempre ai suini di razza bianca
pregiata.
Di razza pregiata. Lattonzoli 15 kg. 3,65; 25 kg. 2,53; magroncelli 30 kg.
2,43; magroni 40 kg. 2,17; 50 kg. 1,89; 65 kg. 1,59; Grassi da
macello 146/160 kg. 1,21. 161/180 kg. 1,27; oltre 180 kg. 1,23.

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Impresa & territori

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

Esposizione universale. Il vicepremier Wang Yang capo delegazione sul sito dove sono operativi tre padiglioni ufficiali

All’Expo la Cina punta sull’Italia
Forum dell’innovazione con il ministro Giannini in collaborazione con Polimi
Rita Fatiguso
MILANO

pPreparato con cura e in lar-

go anticipo, il giorno della Cina
all'Expo è stato molto di più di
un semplice sfoggio di potenza
economica.
Certo, la Cina vanta ben tre
padiglioni ufficiali, come
estensione impegnata è seconda solo alla Germania e ha coinvolto un'ampia serie di imprese cinesi presenti all'Expo, tutte impegnate (alcune per la prima volta) a far riconoscere la
forza del brand oltre i confini
del Paese.
Ma la giornata, con tanto di
visita al China Pavillion, cuore della presenza di Pechino
all'Expo, ha dato il senso del
cammino comune fatto in tutti questi mesi, a partire dai
centri in cui è stata costruita
questa partecipazione cinese:
Pechino, Shanghai, GuangZhou, Chongqing. Sono alcuni dei luoghi dai quali sono
partite tutte le aziende cinesi

che hanno partecipato all'avventura italiana.
Ieri, a guidare la delegazione, il vice premier Wang Yang,
uomo di punta della nomenklatura di Pechino. Non è casuale.
Esattamente tre anni fa, nella

LA STRATEGIA

In questi mesi a frutto
le chance di collaborazione
E oggi importante vertice
dedicato alla sicurezza
alimentare promosso dall’Ice
veste di segretario del partito
del GuangDong, Wang Yang
iniziò un lungo viaggio italiano
da Milano dove, purtroppo,
non trovò nessuna autorità locale ad accoglierlo a causa del
balottaggio in corso per il rinnovo del consiglio comunale,
poi proseguì per Firenze, Roma, Bari. In ballo c'erano molti
accordi di partenariato territo-

riale tra distretti italiani e il
GuangDong.
Le cose sono cambiate, da allora, e il trampolino del GuangDong ha portato Wang Yang
ai massimi livelli dello Stato, fino a Pechino, così ieri ha incontrato il presidente della Regione Roberto Maroni, ma certamente Wang – noto per le riforme economiche adottate a
livello locale - era la persona
più adatta a inaugurare l'Expo,
anche nella nuova veste si occupa molto dei temi legati
all'economia e alla globalizzazione delle aziende cinesi.
L'Expo è il posto giusto per
un test di questo tipo e il vice
premier – un grande fan
dell'innovazione - lo ha ricordato nel discorso introduttivo. Italia e Cina posso collaborare molto bene su vari aspetti.
Obiettivo della Cina, dunque,
sarà quello di vedere al termine di questi sei mesi di Expo
quali saranno i frutti di questa
impresa italiana.

Con Wang Yang il ministro
dell'agricoltura cinese che oggi insieme al ministro italiano
Maurizio Martina sarà al Forum sulla sicurezza alimentare
organizzato dall'Ice. Nato a Pechino, l'evento si terrà a Milano, volutamente a ruota rispetto al giorno della Cina all'Expo.
In prima fila durante la visita
tutti i vertici del China Pavillion, in testa il vice del Ccpit
Wang Jizheng, direttore del
China Pavillion all'Expo di
Shanghai 2010.
Il ministro dell'istruzione e
della ricerca Stefania Giannini
che ha accolto Wang Yang ha
partecipato al Forum dell'Innovazione che si è svolto nel
Padiglione di Intesa SanPaolo
con la collaborazione del Politecnico di Milano, presenti il
rettore Giovanni Azzone e il
prorettore per la Cina Giuliano
Noci e il vice presidente di
Confindustria Diana Bracco,
presidente del Padiglione Italia, il rettore della Tongji Uni-

PER LA FORMAZIONE
L’iniziativa
 Il gruppo cinese di Ict,
Huawei, ha siglato con il
ministero dello Sviluppo
economico e con il Miur un
memorandum of
understanding per avviare un
programma annuale di
tirocinio presso il quartier
generale di Huawei in Cina
interamente finanziato
dall'azienda (con 1 milione di
euro) e riservato a quindici fra i
migliori laureandi italiani con
un percorso di studio
focalizzato su teconologia e
innovazione.
 Il programma ha l’obiettivo
di trasformare gli studenti in
specialisti nel settore del
passaggio verso l’«Industria
4.0», focalizzandosi non solo
sugli aspetti formativi ma
anche sull’applicazione
concreta nel mondo
industriale

versity Pei Gang.
Mise, Miur e Huawei hanno
annunciato proprio alla presenza del ministro Giannini, un
accordo per l'avvio del programma formativo Talent LabSeeds for the Future con
l'obiettivo di creare nuove
competenze per il passaggio
all'industria 4.0.
Il progetto – il primo nel suo
genere – punta formare futuri
esperti in grado di introdurre
nel sistema industriale i cambiamenti tecnologici per realizzare la cosiddetta “fabbrica
intelligente”.
Un passo in avanti per favorire il ritorno alla competitività dell'industria italiana.
“Ma anche un modo per collaborare sull'innovazione”,
dice Zhao Ming, a lungo presidente di Huawei Italia, oggi
al massimi vertici di Honor,
una branch di Huawei dedicata al top della telefonia mobile più innovativa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Grandi opere. La Svizzera fissa al 1° giugno 2016 l’inaugurazione della più lunga galleria ferroviaria del mondo - Il nodo degli allacciamenti con l’Italia

Gottardo, scatta il conto alla rovescia
Marco Morino
MILANO

pLa frase clou arriva a circa

metà discorso: «Ci aspettiamo
che i nostri vicini (Italia e Germania, ndr) rispettino le promesse fatte e realizzino le opere
di connessione ad Alptransit.
Da parte nostra, siamo fiduciosi
che gli impegni saranno mantenuti. Abbiamo fiducia nell’Italia». A parlare è la ministra dei
Trasporti svizzera, Doris Leuthard. La consigliera federale
approfitta della vista a Expo (padiglione svizzero) per annunciare che la galleria di base del
Gottardo, il tunnel ferroviario

più lungo del mondo, sarà inaugurata ufficialmente tra meno di
un anno: il 1° giugno 2016. La consigliera insiste sull’importanza
per la Svizzera e per l’Europa di
quest’opera, che potenzierà il
corridoio nord-sud per il traffico merci. Con la nuova ferrovia
transalpina, che oltre al Gottar-

CORRIDOIO RENO-ALPI

Con la nuova ferrovia
transalpina il traffico merci
sull’asse nord-sud dell’Europa
beneficerà di un enorme
ampliamento di capacità

do prevede anche la galleria di
base del Ceneri (agibile dal
2019), il traffico merci sull’asse
nord-sud beneficerà di un enorme ampliamento di capacità. In
futuro sulla tratta potranno
viaggiare sino a 260 treni meci
(contro gli attuali 180) e 65 treni
passeggeri al giorno.
Un’opera colossale, che ha
richiesto investimenti per 23
miliardi di franchi svizzeri (12,2
miliardi di franchi il costo totale effettivo della sola galleria di
base del Gottardo), sottoposta
nel ’98, tramite referendum, al
giudizio dei cittadini elevetici.
Nella galleria di base di Gottar-

do, lunga 57 chilometri, i treni
passeggeri transiteranno di regola a 200 chilometri orari; in
futuro sarà possibile raggiungere punte di 250 chilometri
orari. La riduzione dei tempi di
percorrenza, chiariscono le
ferrovie svizzere, avverà per
gradi a partire dal 2016. Una volta conclusi i lavori sull’intero
asse del San Gottardo, incluse
le tratte di accesso e la galleria
di base del Ceneri, il risparmio
di tempo tra Zurigo e Lugano
sarà pari a circa 45 minuti. Per
quanto riguarda il trasporto
merci, poiché l’obiettivo primario della Svizzerà è trasferi-

re sui treni il maggior numero
possibile di Tir, sottraendoli
così alle strade, l’asse ferroviario del Gottardo sarà dotato di
un corridoio di quattro metri,
che consentirà alle imprese logistiche di trasportare su rotaia
i semirimorchi con altezza agli
angoli di 4,0 metri e larghezza
di 2,6 metri.
Per dispiegare appieno i suoi
effetti è necessario che anche la
parte a sud del progetto Alptransit, da Milano a Genova per intenderci, sia in grado di sostenere i maggiori volumi di traffico. E
qui entra in gioco l’Italia, che ha
il dovere di adeguare l'infrastruttura ferroviaria alle esigenze di traffico che il tunnel di base
del Gottardo determinerà, sia a
nord che a sud delle Alpi, nell'ot-

tica del completamento del corridoio Reno-Alpi.
Diventa fondamentale, quindi, potenziare le linee di accesso
ad Alptransit come previsto dall’accordo sul traffico merci sottoscritto dai governi di Italia e
Svizzera nel 2013, che disciplina
anche il finanziamento delle
opere. Particolare importanza
riveste la linea ferroviaria Bellinzona-Luino-Gallarate-Novara, che permette di sfruttare le
opportunità del tunnel di base
del Gottardo sin dal 2017. La
Svizzera metterà a disposizione
120 milioni di euro per gli adeguamenti delle sagome sulla linea di Luino e l'Italia investirà
40 milioni di euro sulla linea Milano-Chiasso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mostre. La rassegna promossa da Confindustria

Fab Food esalta
le qualità della filiera
alimentare italiana
MILANO

pUna mostra per far conosce-

re le eccellenze della filiera alimentare italiana, che va dalla
produzione al trattamento dei
cibi e coinvolge anche tante
aziende che realizzano i macchinari, materiali e gli strumenti necessari alla lavorazione, all’imballaggio, alla conservazione e al
trasporto. «Fab Food» – un nome che richiama tanto il concetto di fabulous, favoloso, quanto
quello di fabbrica e industria – è
il titolo della mostra organizzata
a Expo 2015 da Confindustria assieme a dieci associazioni del sistema industriale.
L’obiettivo della mostra
(aperta nel Padiglione Italia fino
al 31 ottobre dalle 10 alle 21 da lunedì a venerdì e fino alle 23 nel fine settimana) è dimostrare che è
possibile ottenere prodotti alimentari sicuri, di qualità, a prezzi accessibili e sufficienti per tutti, unendo la tradizione e le competenze alle nuove tecnologie,
come dimostra l’esperienza dell’industria italiana.
«Vogliamo far capire l’eccellenza del nostro settore agroalimentare – ha detto ieri il presidente di Confindustria, Giorgio
Squinzi, visitando la mostra assieme al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni– e quanto sia preso
seriamente in considerazione
dalle nostre aziende il concetto
di food security e food safety,
quindi la capacità di garantire
qualità e sicurezza dei prodotti».
La presenza del ministro Gentiloni è stata l’occasione per parlare anche di Russia: le sanzioni
alla Russia, ha detto il presidente
di Confindustria «sono un problema non solo delle aziende
lombarde, ma di tutte le aziende
del Paese. Sicuramente un alleggerimento o una eliminazione
delle sanzioni può dare un contributo all’incremento delle nostre esportazioni». L’Italia del
resto, ha un disperato bisogno di
crescere – ha aggiunto Squinzi –.

Ma i tassi di crescita registrati finora sono troppo timidi. Dobbiamo essere ambiziosi e puntare a una crescita che, per poter
tornare a creare occupazione,
deve essere almeno dell’1,5-2%».
Anche il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha visitato ieri «Fab Food»: la mostra
del resto è pensata soprattutto
per i giovani e le scuole. Ad accogliere i visitatori è un percorso
attraverso dieci sale, curato dal
Museo nazionale della scienza e

LA VISITA CON GENTILONI

Squinzi: vogliamo
comunicare l’eccellenza di
questo settore e quanto sia
importante il concetto di
sicurezza alimentare
della tecnologia di Milano, che si
avvale di attrazioni multimediali per affrontare in modo attraente e coinvolgente il tema complesso al centro di Expo: la necessità di un modello di alimentazione sostenibile in grado di
«nutrire il Pianeta», contrastando gli sprechi e gli squilibri che
causano denutrizione e malnutrizione da un lato e obesità ed
eccessi dall’altro.
Al piano terra sono presentati
in forma multimediale e animata
dieci piatti tipici della cucina italiana, mentre alcuni “juke-box
dei desideri” in cui ciascuno può
creare il proprio piatto preferito.
Il secondo affronta invece più da
vicino le questioni e le possibili
soluzioni legate al tema di Expo,
attraverso una “giostra” che invita i visitatori a comprendere le
cause e le possibili soluzioni degli squilibri alimentari della Terra, conoscendo più da vicino come la filiera industriale «dal seme al piatto» e la scienza e la tecnologia a essa connesse.
R.I.T.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ATTIVITÀ MARITTIMA
In breve
SERVIZI

Bando per vendere
Porto Livorno 2000
È stato pubblicato sulla
Gazzetta ufficiale italiana il
bando di gara per l’acquisto
del 66% del capitale della
Porto di Livorno 2000, la
società controllata da
Autorità portuale e Camera
di commercio di Livorno
che gestisce, in regime di
monopolio, i servizi di
accoglienza ai passeggeri
nel porto della città
labronica. Gli attuali soci di
maggioranza manterranno
ciascuno il 17% della
proprietà. Tra le condizioni
per partecipare alla gara, il
candidato deve rivestire la
qualità di gestore di uno o
più terminal dedicati al
settore traghetti e/o
crociere, con un volume
non inferiore a quattro
milioni di passeggeri e deve
avere un fatturato relativo a
tale specie di traffico,
conseguito nei tre esercizi
finanziari antecedenti la
data di scadenza della
domanda di partecipazione,
di almeno 22 milioni di euro.

CANTIERI

Nuova commessa
per Overmarine
Overmarine Group ha
varato la prima unità del
nuovo yacht Mangusta 132
(39,85 metri di lunghezza).
L’imbarcazione sarà
presentata in anteprima
mondiale in occasione del
prossimo Monaco Yacht
Show (22-25 settembre
2015). In questi ultimi anni il
gruppo ha messo in atto un
piano di sviluppo che ha
rinnovato la gamma. Il
Mangusta 132, infatti, è il
quarto nuovo modello di
maxi open Mangusta
introdotto sul mercato
negli ultimi due anni, dopo
il Mangusta 94, il Mangusta
110 e il Mangusta 165 E.

Trasporto merci. Analisi Srm: traffici in aumento del 123% in 13 anni ma il nostro Paese cede posizioni

Mediterraneo, l’Italia perde la sfida
In Olanda, Germania e Spagna sistemi marittimi più competitivi
CAMPANIA

Vera Viola

pIlMediterraneotornacentrale:

con un traffico navale di merci in
continua crescita. Negli ultimi 13
anni tale traffico è aumentato del
123%, tanto che oggi transita nel
Mare nostrum il 19% del flusso navale mondiale (percentuale che
solo nel 2005 non superava il 15%) .
Quanto al traffico container, i primi 30 porti del Mediterraneo hanno movimentato nel 2013 ben 44
milioni di teu, cresciuti del 382% rispetto ai 9,1 milioni del ’95.
A dispetto di questa crescita,
l’Italia, quanto a competitività del
sistema marittimo, nel 2015 risulta
al 17° posto, dietro a Olanda, Germania, Spagna e perfino al Marocco.Sonocirca10annicheilPaeserisulta in posizione di svantaggio rispettoaglialtri.Manel2015haaddirittura perso tre posizioni rispetto
al2014,sebbeneabbialepotenzialità per assumere un ruolo ben più
importante.
È quanto rivela il secondo rapporto annuale Italian Maritime
Economy. Rischi e opportunità al
centro del Mediterraneo, appena
presentato da Srm, il centro studi
perilMezzogiornochefacapoaIntesaSanpaolo. La ricerca è frutto
dell’attività di monitoraggio dell’Osservatorio permanente sul settore di Srm (www.srm-maritimeconomy.com) operativo dal
2014. La direzione dei traffici? I passaggi Nord-Sud (provenienti dal
Mediterraneo e diretti verso Golfo-Medio ed Estremo Oriente) sono cresciuti nel periodo 2001-2014
del 160%, mentre la direttrice inversa si è incrementata del 92%.
L’area che va proponendo con forza la sua valenza strategica è quella
del Golfo arabo. I passaggi attraversoilCanalediSuezdaNordverso Sud e diretti verso il Golfo sono

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aumentati negli ultimi 14 anni
(2001-2014) del 339%; mentre quelli Sud-Nord provenienti dal Golfo
sono aumentati del 175%.
Per affrontare tale dinamica dei
trasporti marittimi si ricorre alle
mega-navi. Tutti i principali vettori hanno in cantiere costruzioni di
grandi navi; i dati ad aprile 2015 evidenziano che al 2018 avremo in mare221megaship.Igrandiplayermarittimi scommettono su navi grandi e anche su nuove alleanze.
La competizione è sempre più
agguerrita anche tra porti. Oltre
agli storici competitor del Nord
Europa,altrerealtàportualistanno
affacciandosi in modo aggressivo
nel Mediterraneo. Tanger Med in
Marocco, sta registrando performance di traffico merci in conti-

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nuo crescendo (nel 2014 ha registrato un aumento rispetto al 2013
del 20,7. Il Pireo nel periodo 19952013 è cresciuto del 400% , Algesiras del 300% e Port Said del 1.500
per cento. Quali le leve di competitività? Il principale fattore di competitività è l’intermodalità. Una
megaship da 20mila teu (container
da 20 piedi) che attracca in un porto, può attivare circa 14 treni, oltre
1.000 automezzi e ulteriori 12 mezzi navali in circolazione. Altra leva
importante sono poi le zone franche. Le free zone nel mondo sono
cresciute negli ultimi trenta anni
passando da 79 nel 1975 a 3.500 nel
2005. Oggi si stima che producano
unaoccupazionedicirca65milioni
di unità e che esercitano un peso
sull’export totale di un Paese del
60%.Inquestoquadrosicomprende chiaramente che il sistema portuale italiano ha bisogno di un rilancio. Da un’analisi del Liner Shipping Connectivity Index, si evince
che l’Italia, nel 2015, risulta, quanto
a competitività del sistema portuale e logistico, al 17° posto, nel mondo, dietro a Olanda e Germania.
Comunque,con460milioniditonnellate di merci il nostro Paese è
terzoinEuropapertrafficigestiti:il
50%dellemercimovimentateècostituito da rinfuse.
Il Paese ha grandi potenzialità
poiché con 204,4 milioni di tonnellate l’Italia è il primo Paese nell’Ue
a 28 per trasporto di merci in short
sea shipping (a corto raggio) nel
Mediterraneo; con 36 milioni di
tonnellate è al primo posto anche
nel Mar Nero. L’economia marittima vale quasi 800mila posti di lavoro. L’export che l’Italia movimenta via mare (dati al 2014) ha un
valore di 220 miliardi. In altre parole, l’Italia trasporta via mare il
27% del valore totale delle esportazioni. Percentuale più alta per il
Mezzogiorno (50%),con punte
del 56% per la Liguria e del 40% per
la Campania.
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MARKA

Nautica. In cantiere unità da 60 metri

Perini navi rilancia
sui grandi velieri
per i mercati esteri
Silvia Pieraccini

pPerini Navi firma il contratto

Il confronto internazionale
Indice Lsci 2004-2015
Germania Olanda
Italia
2004 '05 '06 '07 '08 '09

Grecia
Turchia
Marocco
'10 '11 '12 '13 '14 '15

100

80

60

40

20

0
Fonte: elaborazioni Srm su dati Unctad, 2015

per la fornitura di un superyacht
a vela di 60 metri e fa un altro passo verso il ritorno alla crescita e
alla redditività, in uno scenario di
mercato che dà finalmente segnali di ripresa. «Chiuderemo il
2015 con un margine operativo
positivo, che rappresenta uno
degli obiettivi del piano industriale triennale», afferma Fabio
Boschi, amministratore delegato della holding di controllo
Faper group e, dal febbraio scorso, presidente di Perini Navi (di
cui resta presidente onorario il
fondatore Fabio Perini).
Per il cantiere di Viareggio, leader mondiale negli yacht a vela di
grandi dimensioni, il 2015 si chiuderà con un fatturato di 60 milioni
(peril90%all’export),inlineacon
gliultimianni,eunindebitamento
sceso sotto i 30 milioni, inferiore a
un terzo del patrimonio. Il nuovo
contratto per il “60 metri”, in consegna tra 24 mesi e interamente
realizzato a Viareggio (a parte lo
scafo proveniente dal cantiere
turco del gruppo), ha un valore
che va oltre quello economico:
«Significa riaffermare la qualità e
la tecnologia made in Italy nel
mondoche,abbinatiaunastruttura organizzativa più moderna, sono in grado di dare sostenibilità al
business», sostiene Boschi.
Il piano industriale 2014-2016, a
cuiilmanagerstalavorandoinsieme con l’ad Enrico dell’Artino,
punta a un modello più flessibile
in cui alle tradizionali competenze industriali, che sono sempre
statel’atoutdiPerini(inventoredi
un rivoluzionario sistema automatico per il controllo del piano
velico), si affiancano e si rafforzanoquellerelativeapianificazione,
prototipi, post-vendita. «Abbiamocercatodimutuaredaaltrisettori industriali le competenze di
tipo organizzativo-gestionale ne-

cessarie per trovare profittabilità
–spiegaBoschi–eabbiamodeciso
di concentrarsi sulle aree a maggior valore aggiunto». L’operazione si concluderà il prossimo
anno, aiutata da un orizzonte che,
dopo la grande crisi vissuta dalla
nautica di lusso, ora è decisamente più sereno. «Sul mercato si
stanno finalmente vedendo buoni segnali di ripresa e noi siamo
pronti a coglierli», sottolinea Boschi allontanando con le voci, circolate nel mondo della nautica, di
una trattativa per la cessione di

60

milioni

Il fatturato
Giro d’affari di Perini navi
secondo l’esercizio del 2014
Perini Navi a Massimo Perotti del
cantiere Sanlorenzo. «Non siamo
in vendita – chiarisce il presidente
– e non solo non è allo studio alcuna cessione, ma neppure stiamo
ragionando su aggregazioni o alleanze. Il controllo di Perini Navi
resta al 100% di Faper Group che,
oltrechenellanautica,èattivanella meccanica per la carta e nel biomedicale». Nel complesso il
gruppo diversificato fattura circa
120 milioni, di cui una 40ina nella
meccanica cartaria.
«Sulla base dell’andamento
del mercato, siamo convinti di
poter garantire la profittabilità da
soli», aggiunge Boschi. Per Perini
Navi – che con i marchi Perini e
Picchiotti conta una flotta di 59
imbarcazioni in navigazione, 56 a
vela e 3 a motore, e 3 yacht in costruzione – i mercati di riferimento restano Stati Uniti e Europa,
anche se ora si sta guardando con
attenzione all’Estremo Oriente.
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Impresa & territori 19

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

STILI&TENDENZE
In breve
RETAIL

Cesare Attolini
debutta a Istanbul

Dopo i flagship store di
Napoli e New York e la
boutique di Baku, Cesare
Attolini apre il suo quarto
monomarca a Istanbul,
nell’area commerciale
di Nisantasi.

EMERGENTI

Giorgio Armani
sostiene Facetasm
Giorgio Armani continua il
suo percorso di sostegno ai
giovani talenti, che dura da
nove stagioni: in occasione
delle prossime sfilate
maschili di Milano moda
uomo (20-23 giugno), lo
stilista ospiterà
ell’Armani/Teatro la sfilata
di Facetasm. Fondato nel
2007 da Hiromichi Ochiai,
Facetasm è un marchio
giapponese che combina
cultura pop e sartorialità.

SKINCARE

Solari, le novità
per l’estate 2015
Un settore che in Italia vale
368 milioni di euro e ad alto
tasso di innovazione: guida
ai nuovi solari per l’estate,
sempre più hi-tech, che non
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veri e propri trattamenti
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Luxury Summit/1. Analisi Kpmg per conquistare un Paese dove l’m-commerce cresce del 390%

Strategia omni-channel
per «sedurre» la Cina
Investimenti
sui social network
per stimolare
gli acquisti
Giulia Crivelli

p«L’errorepiùgrandeeforsean-

cora più diffuso tra le aziende di
modaelusso?Identificarelastrategia digitale con gli investimenti
nell’e-commerce o in una combinazione di e-commerce e m-commerce (attraverso dispositivi mobile). C’è molto di più e il successo
delle vendite sul web e poi nel
mondo reale dipende da come e
quanto si investe in moltissimi altri
aspetti legati a internet». Maurizio
Castello,partnerdiKpmg,sintetizza così il punto di partenza dello
studio che sarà presentato domani
in occasione del 7° Luxury Summit
del Sole 24 Ore (si veda anche l’articolo a fianco).
Oggi non si dovrebbe già più
parlare di semplice canale online,
ma di strategia per arrivare a una
distribuzione “omni-channel”,
che comprenda cioè sia i negozi
tradizionali, monomarca e multimarca, sia quelli su internet, le cui
vendite si influenzano reciprocamente,inmodiperòancoradifficili
da analizzare o prevedere. «Per
questo parliamo di equazione irrisolta e pensiamo che il caso cinese
rappresenti un buon punto di osservazione – spiega Castello –.I
clienti, in Europa e sicuramente in
Cina, si aspettano un’esperienza
omnichannel, con lo stesso livello
di offerta e servizio online e offline.
Ma la maggior parte delle aziende
non sono in grado di offrire una simile esperienza a 36o°».
L’attenzione al caso cinese è

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Top client.Al secondo e terzo posto dei prodotti di lusso più acquistati
online in Cina ci sono le scarpe e l’abbigliamento da donna

presto spiegata: secondo un recente studio Netcomm, nel 2014 il
Paese è risultato al primo posto
per vendite online (non solo di
prodotti di moda e lusso), con 500
miliardi di dollari. Al 2° e 3° posto ci
sono Stati Uniti e Regno Unito
(460 e 162 miliardi di dollari), ma i
tassi di crescita sono molto diversi: nell’Asia-Pacifico l’aumento
nel 2014 è stato del 18%, contro il
9% del Nord America. Non solo: al
primo posto – sempre stando ai
dati elaborati da Netcomm, il consorzio italiano dell’e-commerce –
per vendite B2C cross-border ci
sono Stati Uniti e Regno Unito, ma
al terzo posto si piazza la Cina, segno che i cinesi iniziano a comprare molto anche su siti stranieri, nonostante la presenza di colossi locali come Alibaba.
Maqualisonoleprioritàperavere successo tra gli e-shopper cinesi? Kpmg ne individua sette. Le
aziende del lusso devono costruire
versioni cinesi dei loro siti che ab-

MERCATO A SÉ

53%

Acquisti di cosmetici di lusso
La spesa maggiore dei cinesi
online è per prodotti di
bellezza . Al secondo posto ci
sono le scarpe da donna (39%)

74%

Clienti che cercano l’affare
La motivazione principale dei
cinesi che comprano prodotti
di lusso su internet è trovare
sconti e offerte speciali

78%

Clienti impauriti dai falsi
La maggior parte degli eshopper sono consapevoli
dell’alto rischio di truffa che
corrono quando comprano
online su siti non certificati

biano più informazioni di quelli
originali; i siti devono essere completamente integrati con i social
network locali; i commenti degli
utenti vanno ascoltati e approfonditi da parte dell’azienda; il checkout deve seguire gli standard cinesi, che preferiscono Alipay,
Tenpay e Cash Delivery; spedizioni e consegne devono essere facilmente rintracciabili e i resi devono
essere facilitati al massimo; i servizi di supporto devono occuparsi
sia di device mobili sia di pc che
usano ancora Explorer 6; sia il sito
sia il servizio di assistenza devono
essere in mandarino.
«Il tema dell’m-commerce è
cruciale:nel2014gliacquistifattida
smartphoneotabletsonocresciuti
del390%a120miliardidieuro–sottolinea Maurizio Castello –. Lo sviluppo continuerà anche grazie alla
strategiadelGoverno,chestainvestendo moltissimo per aumentare
la diffusione di 3Ge 4G, proprio per
stimolare l’e-business. Gli utenti
che utilizzavano queste reti nel
2012 erano 233 milioni, passati a 654
nel 2014 e per il 2020 si stima arriveranno a 1,2 miliardi, con un Cagr dal
2012 del 23%». Molti gli spunti che
emergono dall’analisi condotta da
Kpmg sui principali social
network cinesi: WeChat (social e
instant messaging) e Ozone – entrambi parte del colosso da 13 miliardi di dollari di fatturato Tencent – hanno rispettivamente 500 e
800 milioni di utenti registrati,
mentre Sina Weibo (microblogging) ha 250 milioni di account e ricavi 2014 di 340 milioni di dollari.
«Per un brand del lusso essere attivi su WeChat è fondamentale per
crearetrafficoversoilsitoufficiale,
perstimolaregliacquisti,maanche
perpresentarsialpubblicocinesee
in particolare a quello più giovane», conclude Castello.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Luxury Summit/2. A Milano domani e giovedì

Due giorni dedicati
a made in Italy,
reshoring e internet
pPresente e futuro del lusso

«made in Italy», le sfide dell’innovazione digitale, le opportunità e le complessità del reshoring sono al centro del Luxury
Summit 2015, organizzato per il
settimo anno consecutivo dal
Sole 24 Ore nella sede milanese
del gruppo, in via Monte Rosa 91.
Un evento che per la prima volta
sarà distribuito in due mattinate,
il 10 e l’11 giugno, alle quali si potrà assistere gratuitamente, previa registrazione all’indirizzo
http://eventi.ilsole24ore.com/
luxury-2015.
La giornata inaugurale sarà
aperta da Antonio Achille, partner e managing director di Boston Consulting Group, con un
intervento dal titolo «Envisioning the future of luxury». A seguire, Paola Bottelli intervisterà
gli amministratori delegati di alcuni fra i più importanti brand
del lusso made in Italy, da Michele Norsa (Salvatore Ferragamo)
a Gian Giacomo Ferraris (Gianni
Versace), e poi Antonio De Matteis (Kiton), Toni Scervino (Ermanno Scervino) e Giuseppe
Santoni (Santoni Calzature).
Si proseguirà con l’intervento
di Paolo Alberto De Angelis, vice
direttore generale e responsabile della divisione corporate di
Bnp-Paribas, dedicato al punto
di vista delle banche sul settore e
sulle opportunità di sviluppo.
Erika Andretta, partner di Pwc,
tratterà il tema del reshoring, e
l’ultima parte della mattinata sarà incentrata sul tema dell’evoluzione digitale del retail, con
Maurizio Castello, di Kpmg
Advisory, che presenterà lo studio «Omni-channel e digital
strategy: un’equazione irrisolta.
Il caso cinese» e le interviste oneto-one a Marco Pirone (ad Louis
Vuitton Italia), Luca Solca (head
of Luxury goods di Exane Bnp

Paribas) e Luigi Feola (presidente Value Retail Management).
Giangiacomo Olivi, partner di
Dla Piper, parlerà poi di temi legali riguardanti le nuove tecnologie, e Massimo Fubini di ContactLab presenterà “The new luxury world: l’identità digitale nel
lusso fa la differenza”, la nuova
edizione del report “Digital frontiers”, realizzato da ContactLab
ed Exane Bnp Paribas.
Giovedì, invece, spazio al tema “L’esclusività a 360°”, con
un’intervista a Jean-Marc Jacot,
ceo Parmigiani Fleurier. Nicoletta Polla-Mattiot, direttore del
magazine How to Spend It-Il Sole 24 Ore, incontrerà Nicolò Favaretto, ad di Rubelli. A chiudere
i lavori dell’edizione 2015, un focus sull’evoluzione del lusso nell’hôtellerie, nel benessere e nell’enogastronomia, con la partecipazione dello chef tristellato
Niko Romito e di Maurizio Zanella, presidente del Consorzio
Franciacorta.
Ch. B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Al Sole 24 Ore. Un’immagine
dell’edizione 2014 del Summit

Accessori

Joint venture
da 20 milioni
a Hong Kong
per Cruciani
pUn accordo da 20 milioni

di euro che porterà all’apertura, in cinque anni, di 87 negozi
in Cina e allo sviluppo della
distribuzione nei multibrand
del Paese. È l’ultimo traguardo in ordine di tempo raggiunto da Luca Caprai, fondatore di Cruciani, nato come
marchio di maglieria in cashmere e diventato famoso, negli ultimi anni, per il fenomeno dei bracciali in macramé,
di cui, dal 2011, sono stati venduti 23 milioni di pezzi.
L’accordo è il frutto di una
una joint venture tra Cruciani, che appartiene al 100% alla
famiglia di imprenditori umbri Caprai – con Di Mop, società quotata alla borsa di
Hong Kong e specializzata
nel fashion retail. «La scelta si
inserisce in una strategia di
internazionalizzazione del
gruppo, che si sta rinforzando
in tutti i settori, a cominciare
da retail, wholesale ed e-commerce – spiega Luca Caprai –.
Alle iniziative più recenti, come la partnership con Expo,
per il quale abbiamo prodotto
la borsa ufficiale, si aggiunge
la riorganizzazione aziendale
in atto, con l’inserimento di
manager esterni».
Nel 2014 il fatturato consolidato del gruppo Cruciani è
arrivato a 51 milioni (+35% sul
2013) e i negozi nel mondo sono oltre 70. «Nel 2011 i ricavi
erano inferiori a 20 milioni, lo
sviluppo trainato dai bracciali ci ha permesso di investire
in capacità produttiva e occupazione e di dare lavoro a tante persone e piccole aziende –
sottolinea Caprai –. Il made in
Italy al 100% è stato il nostro
valore aggiunto, anche nell’accordo con Di Mop».
G.Cr.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

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FIERE

Martedì 9 Giugno 2015
www.ilsole24ore.com

RAPPORTI 24 / IMPRESA
Quartieri & Organizzatori di eventi

VERONAFIERE-ENNEVI

LE FIERE DEGLI ALTRI

L’Italia ora
fa sistema
e punta
sull’estero

di Laura Cavestri

Tedeschi
e inglesi
corteggiano
le Pmi italiane

«I

PerGiulianaFerrofino,presidentedelComitato
Fiere industria di Confindustria, il primo pregio
del Piano è «riaffermare il ruolo delle fiere specializzate settoriali quale strumento insostituibile di politica industriale». Dalle iniziative, aggiunge, ci aspettiamo «ricadute positive sul sistema con l’obiettivo primario di rafforzare e
svilupparel’incomingallefiereitalianedirilievo
internazionale che rappresentano il primo approccio delle imprese, specialmente le Pmi, con
il mercato globale». Guardando al prossimo futuro, secondo Ferrofino «un ulteriore passo per
valorizzare il sistema è lo sviluppo della certificazione dei dati fieristici, secondo le norme internazionali».
«Per il 75% delle imprese italiane - ricorda
Ettore Riello, presidente di Aefi (Associazione
esposizioni e fiere) - le manifestazioni fieristiche sono il canale più efficace di promozione
sui mercati e strumento fondamentale per lo
sviluppo del business. E il Piano governativo è
un importante riconoscimento, utile per rafforzare le iniziative di incoming di operatori
esteri, organizzare eventi oltreconfine e svilupparestrumentiperfacilitarel’incontrotrala
domanda e l’offerta». Con un occhio attento,
sottolinea Riello, ai cambiamenti in atto per le
manifestazioni fieristiche, «che sono sempre
meno spazi fisici in cui esporre e sempre più
partner e consulenti per il business delle aziende, in grado di accompagnarle nella definizione di strategie tailor made».
Un settore in evoluzione, dunque, quello delle fiere. Per la prima volta, ad esempio, gli operatori hanno dovuto elaborare piani pluriennali
per sviluppare l’attrattività internazionale, su richiestadelPianogovernativo.Eilororisultatisarannovalutatiannoperanno.«Abbiamochiesto
noi al governo di essere monitorati annualmente, per verificare che ci sarà veramente un ritorno all’investimento pubblico - spiega Carla Demaria, presidente di Ucina (la Confindustria
nautica), organizzatrice del Salone nautico insieme a Fiera di Genova -. Con gli 1,5 milioni di
fondiattribuiti(deiquali950milagiàapprovatie
il resto in fase di approvazione), ci siamo impegnati a fare un salone più brillante, con più espositori e servizi migliori. Ben venga il monitoraggio pubblico».

l rasoio. Crede che potrò usare il mio
rasoio anche in Cina?». Ad Andreas
Zuge, direttore generale di Deutsche
Messe (Fiera di Hannover) a Milano, piace
raccontare questa domanda di un suo cliente
per spiegare che quando si accompagna
all’estero una piccola impresa non le si vendono solo spazi fieristici. «Oltre all’allestimento
c’è molto di più – spiega Zuge –. Si va dalla
prenotazione dell’hotel alla presenza di un
interprete. In fondo, per fare business bisogna
sentirsi a proprio agio. Ed è quello che ci viene
richiesto, soprattutto in Italia, dove non sono
poche le piccole imprese che vendevano
saltuariamente in Francia e Germania, ma che,
con la crisi, hanno capito che non basta più».
Un po’ partner (commerciali) e un po’ tour
operator, manager e advisor dei clienti, gli
operatori fieristici esteri – gli enti tedeschi ma
anche gli organizzatori “puri” come gli inglesi
di Reed Exhibitions e GL Events – sono stati i
primi, negli anni 90, a capire l’importanza dei
pacchetti all inclusive per la clientela italiana. E
oggi stanno raccogliendo i frutti di quella
semina, accompagnando vecchi e nuovi
clienti sulle loro piattaforme internazionali.
Dalla meccanica al food. In Cina, India, Stati
Uniti, Emirati arabi. E nuovi mercati: Vietnam,
Indonesia, Sudafrica. Spesso si comincia con
una partecipazione collettiva italiana. «Lo
facciamo per Arabia Saudita, Usa e Giappone;
in realtà quello è però il punto di approdo –
spiega Salvatore Guglielmo Maggiori, managing director di Reed Exhibitions Isg Italy –.
Spesso ci troviamo davanti a Pmi che non
hanno neppure le idee chiare su dove andare.
Per questo, prepariamo per loro un’analisi dei
mercati più interessanti per i loro prodotti. Poi
mettiamo loro a disposizione servizi di matchmaking, la possibilità di incontri mirati per
trovare partner, rivenditori o buyer in loco e li
mettiamo in contatto con esperti di procedure
doganali e fiscali. A quel punto, la collettiva è la
vetrina di un pacchetto molto più ampio». Tra
i settori del made in Italy con le Pmi meno
internazionalizzate c’è l’alimentare. Per
intercettare la domanda crescente di alimenti
italiani in Cina, i due colossi fieristici Cibus/
Fiere di Parma e Anuga/KoelnMesse hanno
partecipato insieme a World of food Beijing.
«La collaborazione con Cibus e Federalimentare – ha spiegato Thomas Rosolia, amministratore delegato di KoelnMesse Italia – è uno
strumento prezioso, che permetterà al sistema agroalimentare italiano di cogliere ogni
opportunità sui mercati internazionali».
Cibus arriva a Pechino seguendo il modello di
successo della fiera Thaifex di Bangkok. Il
made in Italy, con una quarantina di aziende,
era l’area non asiatica con la rappresentanza
più ampia. Non c’erano aziende italiane alla
prima edizione indiana della fiera dell’automazione Sps Ipc Drives, organizzata da
quest’anno ad Ahmedabad da Messe
Frankfurt. Ma ce n’erano oltre 500 (portate dai
tedeschi) alla kermesse dell’automotive
Automechanika di Francoforte (e una collettiva italiana verrà organizzata anche alle fiere
gemelle di Mosca e Shanghai). E 72 aziende
tricolori erano a BeautyWorld Middle East
negli Emirati arabi. Per non parlare di quelle
presenti a Sps, fiera tedesca su suolo italiano(organizzata con Anie Automazione e in
collaborazione con Fiere di Parma). «Un
vantaggio di entrare nel network di Messe
Frankfurt è poter più agevolmente partecipare alle fiere sorelle in tutto il mondo, con tutti i
servizi collegati – spiega Donald Wich, amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia,
reduce dall’organizzazione del padiglione
tedesco a Expo 2015 –. Le Pmi italiane partono
prudenti, ma poi si moltiplicano».
Quanto al colosso francese GL Events,
sbarcato in Italia nel 2007 acquisendo
Promotor International (e poi Padova
Fiere e Lingotto Fiere a Torino), è sempre
più specializzato nell’organizzazione di
eventi automotive (il maggiore è il Motor
Show di Bologna, che però non si è tenuto
nel 2013 e che da quest’anno dovrebbe
essere organizzato in prima persona
dall'ormai ex partner Bologna Fiere). Le
competenze del team italiano, guidato da
Giada Michetti, hanno creato da tre anni il
Qatar Motor Show e saranno ora al servizio
di Hong Kong Motor Show e dell’Istanbul
Auto Moto Fest, portando in loco anche il
meglio del made in Italy.

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I fondi per le fiere del Piano made in Italy
hanno spinto gli operatori a elaborare
strategie pluriennali di sviluppo oltreconfine
di Carmine Fotina

È

un tassello centrale del Piano straordinarioperilmadeinItaly.Il“dossier”
fiere ha assorbito una buona parte del
lavoro governativo per la definizione
delleiniziativedirilanciodell’internazionalizzazione, finanziate con una dote complessiva di 260 milioni. Di questi, 48,2 milioni sonodestinatialpotenziamentodelsettorefieristico nell’arco di un triennio: 31 fiere in Italia e 7 all’estero, selezionate secondo una precisa griglia
di requisiti. I fondi, secondo il principio ispiratore delle sinergie e della non sovrapposizione,
vanno a premiare le kermesse che rispondono
ad almeno due di questi requisiti: principale
evento italiano per il settore di riferimento; numero complessivo degli espositori superiore a
mille; percentuale di espositori esteri maggiore
del20%deltotale;numerodivisitatorimaggiore
di 100mila, di cui almeno il 20% esteri. Di qui
l’elenco stilato, in cui figurano eventi vetrina del
made in Italy, dalla meccanica alla moda.
Le fiere, negli obiettivi del governo, dovranno essere uno strumento determinante per intercettare nuovi flussi derivanti dalla domanda
mondiale e dall’incremento della classe media
nei mercati emergenti, sempre più orientata
verso modelli di consumo vicini alle specializzazioni del manifatturiero italiano: la stima è di
800 milioni di nuovi consumatori “target” nei
prossimi 15 anni.

L’attivismo del governo

La relazione illustrativa del decreto di attuazione del Piano made in Italy fornisce ulteriori elementi sulla strategia. L’Italia è, insieme alla Germania,ilPaeseeuropeoconlamaggioreconcentrazione di eventi fieristici internazionali. Tra
questi, alcuni appuntamenti sono in grado di incidere significativamente sulla nostra “performance” esportativa e per questo motivo vanno
supportatiperfronteggiarelaconcorrenzadisaloni ed enti fiera (principalmente tedeschi, francesi, inglesi) che possono contare su economie
di scala di gran lunga maggiori. Di qui il progetto
Fiere, testato con il Pitti di Firenze, che si articola
suunmixdiiniziative:massicciopianodicomunicazione sui media nazionali e internazionali;
organizzazione di piani di ospitalità per selezionati buyer in incoming; inviti a giornalisti di testate specializzate di punta; organizzazione di
eventi speciali “su misura” che coinvolgano ancheiterritorieimarchipiùnotidelmadeinItaly.
«Saràimportantevalutareirisultatinelprimo
anno per vedere se potremo correggere qualcosaincorsa-spiegailviceministroperloSviluppo
economico Carlo Calenda, coordinatore del
Piano - . Una delle condizioni è l’addizionalità
delle spese da finanziare rispetto a quelle sostenute dalla fiera nell’edizione precedente. Un altro elemento da rispettare è la non concorrenza
tra manifestazioni che operano nello stesso settore: su questo punto finora c’è stato un buon riscontro, vedremo se l’intesa reggerà. Oltretutto
ciaspettiamoqualchesegnaleanchedalSudche
finora non ha proposto iniziative di spessore internazionale adeguato». Il principio di base, aggiunge Calenda, «è la capacità di una fiera di essere leader, a prescindere dal settore: che sia il
grande evento della moda o il salone delle macchine per l’imbottigliamento».
All’Expo, ricorda Calenda, è invece dedicato
un progetto specifico, con una dote fino a due
milioni per le delegazioni e gli incontri business.
I primi risultati dicono che la manifestazione di
Milanostafacendodatraino:moltioperatoribusinessprimavisitanol’Expo,poisirecanoallaloro fiera di settore. E all’esposizione universale
spiccano tre quartieri fieristici: il padiglione Vino-A taste of Italy è di Veronafiere-Vinitaly, Ci-

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busèItalia è di Fiere di Parma-Federalimentare,
mentre il Biodiversity park (con un percorso fra
oltre 300 varietà di piante, omaggio alla biodiversità italiana, poi un teatro, due padiglioni, un
bio store e un bio ristorante) è firmato BolognaFiere, in collaborazione con i ministeri delle Politiche agricole e dell’Ambiente.

Il ruolo dell’Ice

All’AgenziaperilcommercioesteroIceildecreto di attuazione demanda il compito di coordinare il Piano made in Italy. Secondo il presidente,RiccardoMonti,laveranovitàèilcambiodifilosofianelfinanziamentodelleiniziativefieristiche: «Selezioniamo gli eventi in grado di
primeggiare nel proprio settore di riferimento e
facciamo un lavoro specifico attraverso iniziative collaterali e con un budget mirato all’incoming,peraumentareilnumerodibuyeredivisitatori qualificati che arrivano dall’estero. Con
un’attenzione particolare ai Paesi di riferimento
per il settore interessato». Monti ribadisce che il
sistemaPittiaFirenzehafattodalaboratorioper
mutuare esperienze e pratiche positive. Per
quanto riguarda invece le iniziative in programma all’estero, prosegue Monti, «il modello di riferimento deve essere la sinergia che proprio in
questi giorni va in scena a Chicago, con tre grandi marchi fieristici dell’agroalimentare - Vinitaly,CibuseTuttofood-alleatiinunicoevento».

Il punto di vista delle fiere

Brindisi all’Expo. Nel padiglione Vino-A taste of Italy, organizzato da Veronafiere-Vinitaly, spicca la scultura Wine explosion, un progetto di Italo Rota
realizzato da Sculpturlab.com,che rappresenta una bottiglia di bollicine stappata, tra un pavimento retroilluminato e un soffitto con mille calici sospesi

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

22

FIERE

Buyer internazionali a Firenze

La fiera di punta di Pitti Immagine è Pitti
Uomo, che si tiene due volte all’anno. Nella
foto, un’immagine della scorsa edizione; la
prossima si terrà dal 16 al 19 giugno e vedrà la
partecipazione di 1.150 marchi

Fashion e cosmetica

Dagli occhiali alle scarpe,
spinta al sistema moda

Multinazionale.
Un’immagine dello
stand Luxottica
all’ultimo Mido.
L’azienda veneta è
leader mondiale nel
settore
dell’occhialeria di alta
gamma e alla fiera
milanese è da sempre
presente sia con i
brand di proprietà,
come Ray-Ban, sia con
quelli in licenza. Mido
è tra le fiere di maggior
successo del sistema
moda: l’edizione del
2015 si è chiusa con
49mila visitatori, in
crescita dell’8,7%
rispetto al 2014; il
56% dei visitatori è
arrivato dall’estero

Diverse manifestazioni incluse nel Piano per la promozione del made in Italy
di Giulia Crivelli

P

roprio come accade quando si parla di
sfilate, anche per le fiere, all’interno
del sistema moda, è in atto una riflessione sulla formula stessa delle grandi
manifestazioni legate ad abbigliamento e accessori. C’è chi pensa che nell’era di
internetlatecnologiapotrebbeinpartesostituire la necessità di esporre fisicamente i prodotti.
Più che sostituire il reale, il virtuale può integrarlo, nelle fiere come nelle sfilate come nel
B2C, dove non si parla già più di semplice ecommerce, ma di strategia multicanale.
Certo, occorrono cambiamenti e razionalizzazioni, perché in passato si è spesso andati in ordine sparso. In particolare per le manifestazioni
di respiro internazionale, quelle che hanno attiratol’interessedelministeroperloSviluppoeconomico (Mise) e l’impegno personale del viceministro Carlo Calenda, che insieme agli organizzatori e alle associazioni di settore ha rivoluzionato le regole del sostegno del Governo alle

fiere del sistema moda, con alcuni importanti risultati già nel 2015. In occasione del Mido ad
esempio–lapiùimportantefieradell’occhialeria
al mondo, che una volta all’anno riunisce i player
italiani e stranieri del settore a Milano (la prossima edizione sarà dal 27 al 29 febbraio) – Calenda
ha confermato la «piena sintonia» con l’organizzatore dell’evento e con Anfao, l’associazione
che rappresenta circa 900 aziende che danno lavoro, direttamente, a 16mila persone.
«I numeri dell’occhialeria, con il suo export
superioreal90%,rendonodoverosoilsostegno
del Governo all’internazionalizzazione», aveva detto il viceministro in occasione dell’inaugurazione dell’ultimo Mido, nel febbraio scorso. Circa tre dei 260 milioni stanziati dal ministero per il Piano per la promozione straordinaria del made in Italy sono stati infatti destinati al
Mido(distribuitisutreanni)eilprimointervento è stato l’organizzazione di un incontro tra 170
buyer di 38 Paesi e i rappresentanti di molte delleaziendepresentiinfiera,inparticolarePmi.In
futuro ci potranno essere trasferte all’estero e

un sempre maggiore lavoro sull’incoming di
buyer, giornalisti e operatori.
Discorso diverso per le calzature (si veda anche Il Sole 24 Ore del 21 aprile). Qui l’intervento
del ministero è fondamentale per il rilancio del
settore. A differenza di quanto è accaduto per
Mido, l’ultima edizione del Micam – anche in
questo caso fiera leader del comparto, con due
edizioni milanesi all’anno – si è chiusa con un
crollo dei buyer dalla Russia. Il Mise ha quindi
annunciato un pacchetto di misure ad hoc per il
settore e una “dote” di 2,4 milioni di fondi per la
prossima edizione di Micam, quella di settembre. L’obiettivo sono i buyer stranieri, in particolare cinesi e americani e si cercherà al contempo di riportare in Italia i russi. Cleto Sagripanti, presidente uscente di Assocalzaturifici
(che organizza Micam) e neo presidente del
Cec, la Confederazione europea della calzatura, ha spiegato nelle settimane scorse che le
nuove iniziative saranno al centro dell’agenda
della nuova presidente di Assocalzaturifici:
proprio oggi si è tenuta l’assemblea che ha visto

l’insediamento ufficiale di Annarita Pilotti, fondatrice del calzaturificio marchigiano Loriblu.
Discorso ancora diverso per theMicamShanghai, trasferta in Cina della fiera milanese, la cui formula verrà rivista. Nel contesto
delle strategie per il mercato cinese, Assocalzaturifici ha infatti confermato la presenza delle
aziende calzaturiere italiane alla prossima edizione di Chic, la grande fiera di abbigliamento e
accessori in programma dal 13 al 15 ottobre 2015
presso il National exhibition and Convention
center di Shanghai. «Grazie a un importante lavoro di squadra e al sostegno delle istituzioni e
di Ice, theMicamShanghai è riuscita a essere un

forte traino per la presenza di aziende calzaturiere italiane in Cina – ha ricordato Sagripanti –.
Dopo quattro edizioni, dallo scorso marzo siamo confluiti all’interno di Chic, che ora cambia
forma: a partire dal prossimo appuntamento c’è
un cambio di strategia e promuoveremo la presenza di collettive di aziende calzaturiere all’interno della fiera».
Il Piano del Mise interessa anche altre manifestazioni del sistema moda come Lineapelle,
storicamente orientata all’estero e che nel 2014
ha organizzato 13 eventi fieristici nel mondo;
MilanoUnica (tessile), che ha creato due “eventi gemelli” a Shanghai e New York; Mipel, il sa-

lone internazionale della pelletteria. Importante infine la partnership tra Mise e Pitti Immagine, che organizza a Firenze la più importante
fiera di abbigliamento uomo di media e alta
gamma (la prossima edizione di Pitti Uomo, la
numero 88, si terrà dal 16 al 19 giugno). Anche in
questo caso il Mise supporterà sia la logistica
dell’incoming di buyer, sia iniziative speciali di
particolare richiamo per chi viene dall’estero,
come l’evento inaugurale previsto per la sera
del 15 giugno, una partita di calcio in costume
che riporterà tutti alle atmosfere del Rinascimento, con la partecipazione di 540 figuranti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Cosmoprof Worldwide Bologna

Rotta sul networking
tra aziende e buyer
di Marika Gervasio

P

rincipaleeventoitalianoperilsettorediriferimento. È uno dei requisiti che hanno portatoCosmoprofWorldwideBologna,lafiera dedicata all’industria della cosmetica organizzata da Sogecos (società del gruppo BolognaFiere), ad essere tra le manifestazioni valorizzate dal
Piano per la promozione straordinaria del made
in Italy, che prevede un sostegno alle principali
fiereitaliane.L’edizione2015delCosmoprofharegistrato 248mila visitatori (+20% rispetto al 2014),
79mila dei quali provenienti dall’estero (+30%),
con 2.493 espositori, dei quali il 70% esteri.
«Cosmoprof è quindi la più grande fiera italiana nel mondo – dichiara Duccio Campagnoli, presidente BolognaFiere e SoGeCos - considerando i numeri di Bologna e che realizziamo
anche, con Cosmoprof Hong Kong, la più grande fiera del beauty dell'Asia con quasi 90mila
visitatori e, con Cosmoprof Las Vegas, la maggiore degli Usa a cui aggiungiamo anche, da
quest’anno, una nuova manifestazione a New
York (il 16 e 17 settembre)».
«Grazie al nuovo intervento del viceministro
Calenda, potremo contare su due milioni di investimentidelPianoperilmadeinItaly,cheinvestiremo per far diventare Bologna ancora di più la
capitale del cosmetic world - spiega Campagnoli
-. Il roadshow che stiamo costruendo con l’Agenzia Ice prevede un aumento del numero di eventi
programmati del 25 % rispetto al 2015. Puntiamo,

in particolare, oltre che sull’area asiatica, sul Sudamerica e sui Paesi arabi e sul promettente mercato dell’Iran in via di apertura, grazie anche alla
politica estera del Governo Italiano. Inoltre, sulla
spinta della nostra presenza ad Expo 2015, dove
abbiamo realizzato (grazie anche al know-how
come organizzatori di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale) il parco delle
Biodiversità e il padiglione del biologico, vogliamo aprire il mercato internazionale del made in
Italy anche per la cosmesi al naturale».
«Incentivareilnetworkingtraaziendeebuyer,
sia italiani sia internazionali, è l’obiettivo principaledel2016-spiegaDinoTavazzi,consiglieredelegatodiSogecos-.Perquesto,Cosmoprofoffrirà
alleaziendepartecipantiiniziativepensateadhoc
perleesigenzedibusinessdiciascunarealtà.L’Internationalbuyerprogrammeincoraggial’incontrotraladomandael’offertadelmercatocosmetico, grazie a un’agenda di incontri programmati.
Quest’anno ha coinvolto 25 aree nel mondo con i
diversi settori della manifestazione». Ai distributorichepartecipanoallamanifestazionesaràinoltre dedicato anche You Meet, il servizio online di
matchmakingchepermettedicontattareleaziende espositrici. La piattaforma consente il contatto
diretto tra aziende e buyer, con l’opportunità di
pianificare appuntamenti. E, in attesa dell’edizione 2016 che ospiterà per la prima volta il progetto
dedicato alla cosmetica halal, fervono i preparativi per festeggiare i 50 anni di Cosmoprof nel 2017.
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Rassegne orafe

Una via tosco-veneta
alla collaborazione
di Silvia Pieraccini

P

er anni si sono fatte la “guerra” strappandosi espositori e contributi. Da qualche
mese il seme della collaborazione ha cominciato a germogliare nelle Fiere di Vicenza e
Arezzo, storiche organizzatrici delle rassegne
orafe VicenzaOro e OroArezzo. Ora quel seme
sta crescendo, seppur tra prudenza e attenzione, nel nome delle produzioni made in Italy da
valorizzare (e vendere) nel mondo.
Laspintadecisival’hannodataministerodello
SviluppoeconomicoeFederorafi.«Nonèaccettabile la concorrenza tra manifestazioni italiane»,sentenziònelgennaioscorsoilviceministro
Carlo Calenda, annunciando l’erogazione di finanziamentidelPianoperlapromozionestraordinariadelMadeinItalyalledueFiere,apattoche
coordinassero date ed eventi. Il messaggio era
chiaro: fate sistema, altrimenti rischiate grosso.
Ècosìche–dopolafirmadiunostoricopattodi
collaborazione tra i due enti - la rassegna vicentinadiprimaveraèstata“sostituita”daquellaorganizzata, per la prima volta, a Dubai, mentre la fiera aretina si è spostata in avanti di qualche settimana (da aprile a maggio) facendo il pieno di
espositori (650 aziende, +35%) provenienti da
tutti i distretti italiani, tra cui 130 in arrivo da Vicenza. Dal Mise per il 2015 sono stati assegnati 1,5
milioniperVicenza(cheorganizzaanchelafiera
orafad’autunnoehaunrespiropiùinternazionale) e 500mila euro per Arezzo, entrambi gli im-

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porti destinati a raddoppiare nel 2016.
Il passo successivo - di cui discuteranno nei
prossimi giorni i presidenti di Fiera di Vicenza,
Matteo Marzotto, e di Arezzo Fiere, Andrea
Boldi – è dar vita a un’unica piattaforma fieristica che valorizzi l’oreficeria e la gioielleria italiane, settore che conta 8.370 aziende (concentrateneidistrettidiArezzo,VicenzaeValenzaPo),
28.500 addetti e 5,694 miliardi di export 2014.
Nel disegno del Governo l’approdo finale è la
nascita di un’unica organizzazione per le fiere
orafe made in Italy che si tengono in Italia e all’estero, in cui dovrebbero essere rappresentati
tutti gli operatori. Il “brand unico” potrebbe essere affiancato dalle declinazioni territoriali degli
eventi. I vertici delle due Fiere hanno già dato la
disponibilità di massima, che ora dovrà tradursi
in atti concreti. «Condivido la visione del Governo - afferma Marzotto - ora dobbiamo lavorare a
un contratto di cooperazione per l’organizzazionedellefierediaprileaDubaiedimaggioadArezzo. Il passaggio successivo potrebbe essere la gestione unica». «Insieme siamo in grado di presidiare qualunque mercato nel mondo – sottolinea
Boldi–eilmodoincuicipresentiamoèimportante esattamente come quello che produciamo».
Sultappetoc’èanchel’assettodefinitivodifiere
e workshop, per cercare di rispondere al meglio
alle esigenze delle aziende produttive che nel
mondo orafo sono abituate a raccogliere ordini in
mediaogni2mesiperdarecontinuitàall’attività.
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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

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FIERE

America

«Abbiamo elaborato per Miami un format specifico basato su incontri
b2b, walk around tasting e un wine bar. È stata scelta la Florida
perché hub naturale per il Centro e Sud America, in cui vogliamo
divulgare la cultura legata alle nostre eccellenze vitivinicole»
Ettore Riello, presidente di Veronafiere

Agroalimentare

Nuove strade per il food:
una sola faccia oltreoceano

Vino

A dicembre Vinitaly
arriva a Miami

Tre fiere big del settore insieme negli Stati Uniti - Sigep svilupperà l’organizzazione di eventi all’estero
di Natascia Ronchetti

U

na nuova alleanza all’insegna
delle eccellenze alimentari made
in Italy per conquistare nuovi
spazi negli Usa. In un bacino
commerciale enorme tre grandi
manifestazioni fieristiche - Cibus di Parma,
Tuttofood di Milano e Vinitaly di Verona - si
preparano ad agganciare altre quote di un
mercato che vale 2mila miliardi di dollari all’anno: a tanto ammonta, infatti, il volume
d’affari generato dal largo consumo alimentare negli Stati Uniti.
Chicago, da ieri all’11 giugno, con la partecipazione congiunta di Cibus, Tuttofood e Vinitaly a Fmi Connect - vale a dire il salone
americano di settore più importante per il canale della grande distribuzione organizzata,
con oltre 500 espositori e più di 15mila operatori specializzati – è la prima tappa della missione organizzata da Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in collaborazione
con Federalimentare. Una svolta nella politica nazionale di valorizzazione del made in
Italy all’estero, grazie al Piano varato dal ministero dello Sviluppo economico, per ridurre il perimetro di fenomeni come l’italian
sounding e la contraffazione. Il finanziamento riservato dal Mise a questa iniziativa negli
Usa supera il milione di euro.
L’Italia nei primi tre mesi di quest’anno è salita al settimo posto nella classifica dei fornitori di prodotti agroalimentari degli Stati Uniti, confermando una tendenza all’ascesa che
nel 2014 ha portato il valore dell’export del settore in Usa a 4,28 miliardi di dollari, in crescita
del 6,2% rispetto al 2013. «Ora entriamo insieme in America da protagonisti – dice Antonio
Cellie, amministratore delegato di Fiere di
Parma, che organizza Cibus con Federalimentare – per incontrare i buyer, presentarci

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Tris. Tuttofood (nella foto), Cibus e Vinitaly partecipano insieme fino all’11 giugno a Fmi Connect a
Chicago, importante salone del settore agroalimentare

ai consumatori, supportare le aziende italiane
per raggiungere l’obiettivo di aumentare i nostri prodotti sugli scaffali della gdo».
Non è una trasferta congiunta spot: è già in
programma una seconda missione in California, al Winter Fancy Food di San Francisco,
per rafforzare una collaborazione con la quale, dice Corrado Peraboni, amministratore
delegato di Fiera Milano, «ci accreditiamo come sistema Paese uscendo dagli steccati: ci

sono tutte le condizioni affinchè le nostre imprese possano agganciare il mercato americano o aprirsi una nuova breccia». All’evento
parteciperanno 52 aziende con le credenziali
per cavalcare la nuova tendenza della domanda statunitense, sempre più orientata alla
qualità. Un fenomeno che spinge l’export di
vino e prodotti alimentari, che rappresentano
già il terzo comparto della produzione italiana destinata agli Usa, dopo la meccanica e la

moda. Ma che deve contemporaneamente
confrontarsi con la concorrenza di altri Paesi
europei, come la Francia e la Spagna.
Cibus, a cadenza biennale, si presenta con
la forza di una rassegna con 2.700 espositori,
quattro macroaree – dal fresco al grocery – e
12mila buyer esteri (dati relativi l’ultima edizione). Anche Tuttofood dispiega grandi numeri, a partire dai quasi 79mila visitatori certificati quest’anno, con un balzo superiore al
40%. Mentre Vinitaly porta in dote un profilo sempre più globale: 140 i Paesi rappresentati dai buyer, dal Far East all’Africa, presenti
all’ultimo salone.
Il Piano per la promozione straordinaria
del made in Italy non interessa solo Cibus,
Tuttofood e Vinitaly, ma anche altre importanti manifestazioni fieristiche dedicate al food. Il Sigep di Rimini - la vetrina internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione
artigianali che ha registrato nell’ultima edizione oltre 38mila visitatori stranieri - con il finanziamento del Mise scommette sul rafforzamento oltreconfine, partendo da Asia,
Nord America e Sudamerica. «Le partecipazioni dall’estero – dice Patrizia Cecchi, direttore della Business unit di Rimini Fiera – nell’ultimo quinquennio sono raddoppiate e ormai presidiamo tutti i mercati. Utilizzeremo il
finanziamento ottenuto per potenziare e sviluppare le attività a supporto della crescita e
dell’internazionalizzazione, a partire dall’organizzazione di eventi sui mercati stranieri a
maggior potenziale di sviluppo». E sempre
più internazionali sono anche altre due rassegne inserite nel Piano del Mise: Macfrut (ortofrutta), che l’anno scorso si è trasferito da
Cesena a Rimini e ha conteggiato 6mila presenze straniere su 25mila; Sana di Bologna,
dedicato all’alimentazione biologica e ai prodotti naturali, che nel 2014 ha registrato una
crescita del 40% degli espositori dall’estero.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

di Katy Mandurino

L

a “fame” che il mondo ha di made in Italy
si rivela particolarmente tangibile nella
richiesta di food. In questo settore dalle
enormipotenzialità–sipensisoloall’aumento
del consumo e della richiesta di prodotti italianidaimercatiemergenti–ilvinolafadapadrone.Dei10miliardidieurodifatturatoregistrati
dal comparto vinicolo nel 2014, circa 5,1 sono
derivati dall’export. L’Italia è il primo paese
esportatore al mondo per milioni di ettolitri
prodotti (20,5, il 21% del mercato mondiale) e
secondo paese per valore; primo paese per volumi e valore negli Usa (con una quota di mercato del 35%) e in Germania (30%). In questo
scenario le iniziative di promozione del vino
italiano possono portare buoni frutti.
Questaconvinzionestaallabasedeiprogetti di Vinitaly, l’evento italiano più importante
del settore vino e la manifestazione di punta
della fiera di Verona, e ben si sposa con il sostegno economico (triennale) di due milioni di
euro che il Piano per la promozione straordinaria del made in Italy, attivato dal ministero
dello Sviluppo economico, ha assegnato alla
rassegna. «Il fondo servirà a finanziare progetti di internazionalizzazione, in particolare
negli Stati Uniti, nel nord Europa e in Asia –
spiega il direttore generale di VeronaFiere
Giovanni Mantovani - e per sviluppare nuove
iniziative di incoming di buyer stranieri a Verona». Sul fronte internazionale la scommessa più importante si gioca sui mercati asiatici –
dovestacrescendomoltoilconsumoprocapite-esulnordEuropa.Inparticolare,inCinasarà potenziata la presenza italiana all’Hong
Kong International Wine & Spirits Fair (dal 5
al 7 novembre 2015), mentre per il 2016 c’è una
novità: «Stiamo pensando ad un nuovo evento a Shanghai, con una formula non più concentrata sul b2b ma prevalentemente sul b2c –
aggiunge Mantovani -. Vogliamo fare il contrario di quanto fatto finora, vogliamo cioè
parlare molto di più al consumatore. Se si pensa che le importazioni di vino italiane in Cina
sono solo il 5% del totale importato, possiamo

immaginare quanto spazio di manovra abbiamo ancora da sfruttare».
Da segnalare poi il progetto che vede uniti
Tuttofood, Cibus e Vinitaly alla fiera Fmi Connect di Chicago (da ieri fino all’11 giugno): uno
specificosostegnoeconomicoèstatoassegnatoaquestoscopodalPianodelMise.L’alleanza
per promuovere food & wine italiano in modo
congiunto sarà realizzata anche a San Francisco il prossimo gennaio. «A Chicago faremo
squadra – ha detto nei giorni scorsi il presidentediVeronafiereEttoreRiello-insiemeacolleghi, istituzioni e imprese, divulgando l’unicità
dei prodotti dell’agroalimentare italiano. Abbiamo tutte le carte in regola per conquistare il
mercato statunitense e per raggiungere il traguardo dei 50 miliardi di export nel mondo entro il 2020». Il progetto di promozione comprende anche una tappa a Miami (a dicembre),
che riguarda solo Vinitaly: «Abbiamo elaborato per Miami un format specifico basato su incontri b2b, walk around tasting e un wine bar –
aggiunge Riello -. È stata scelta la Florida perché hub naturale per il Centro e Sud America,
in cui vogliamo divulgare la cultura legata alle
nostre eccellenze vitivinicole».
Sul fronte interno Vinitaly, forte dei numeri
lusinghieri dell’edizione 2015 (4mila espositori, 150mila visitatori, 140 Paesi presenti), si prepara all’edizione 2016, la cinquantesima.
«Quest’anno per attirare buyer stranieri abbiamo investito il 34% in più rispetto al 2014 –
continua Mantovani –. Nel 2016 il sostegno del
Mise si concretizzerà anche nel nuovissimo
progetto Vinitaly Buyers and Importers Connect, un sistema di connessione stabile tra i vari attori della filiera, una sorta di community
digitale e fisica per lo scambio di informazioni
e di conoscenze sulle normative e sulle leggi
vigenti». Intanto, c’è l’Expo a cui pensare: il padiglione Vino-A taste of Italy, sviluppato da
Veronafiere-Vinitaly sta avendo un successo
concreto. «Siamo molto soddisfatti – conclude il dg –, l’approccio è qualitativamente alto,
abbiamo punte di 6mila visitatori al giorno nel
weekendefinoa1.800partecipantiaitesting».
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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

24

FIERE

Dall’arredo ai macchinari

Il Salone del Mobile
strizza l’occhio agli Usa

A Bologna. La prossima
edizione di Cersaie
si terrà dal 28 settembre
al 2 ottobre 2015.
L’ultima edizione del
Salone internazionale
della ceramica per
l’architettura e
dell’arredobagno
si è chiusa lo scorso
settembre con un
aumento del 4% dei
visitatori esteri

Previste tra l’altro attività di promozione all’interno di Art Basel Miami e a New York
Sinergie in Russia con Made Expo, che ha in programma anche un’iniziativa a Shanghai
di Giovanna Mancini

S

trategie di promozione e rafforzamento del brand che puntano
soprattutto sugli Stati Uniti e la
Russia, ma che guardano al mondo intero e senza trascurare l’Italia, dove i primi segnali di ripresa cominciano a farsi sentire anche nel mondo del
legno-arredo. Le due fiere di riferimento
per la filiera, Salone del Mobile e Made
Expo (dedicata agli operatori dell’architettura e dell’edilizia), entrambe nell’orbita di FederlegnoArredo, scommettono
le loro carte su una ulteriore crescita di
notorietà, forti anche dei finanziamenti
assegnati dal governo grazie al Piano per
la promozione straordinaria del Made in
Italy (varato dal ministero per lo Sviluppo economico in febbraio), che prevede
un sostegno alle principali fiere italiane.
Fondi che, spiegano da FederlegnoArredo (che riunisce le imprese del settore), serviranno a consolidare le attività di
internazionalizzazione che la federazione porta avanti ormai da diversi anni e ad
avviare alcuni progetti inediti, in particolare rivolti al mercato americano. L’importanza di queste attività è nei numeri:
310mila i visitatori arrivati all’ultima edizione del Salone del Mobile, tenutasi lo
scorso aprile nel quartiere espositivo di
Fiera Milano a Rho, di cui quasi il 70% dall’estero; mentre per Made Expo, sempre
alla fiera di Rho, le presenze dall’estero lo
scorso marzo sono state 36mila, su
208mila arrivi in totale. «Apprezziamo
molto l’impegno che il governo e in particolare il vice-ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda stanno mostrando per il sostegno del made in Italy nel

mondo – dice il presidente di FederlegnoArredo Roberto Snaidero -. Per noi i
prossimi mesi saranno molto importanti
per rafforzare ulteriormente in Italia e all’estero, all’interno del sistema casa, l’immagine di leadership del Salone del Mobile di Milano e di Made Expo».
Per quanto riguarda il Salone del Mobile, obiettivo numero uno sono gli Stati
Uniti. Qui, come altrove, proseguiranno
le tradizionali attività di incoming di operatori selezionati in vista dell’edizione
2016, oltre agli incontri B2B tra imprese
italiane e operatori americani. Inoltre,
spiegano da FederlegnoArredo, sono allo studio alcune attività di promozione
“speciale”: eventi e iniziative che, mettendo al centro l’identità, la qualità e il gusto italiani, riescano a comunicare questi
valori con uno stile americano, utilizzando un linguaggio più affine alla cultura
statunitense e dunque più efficace per
colpire l’immaginario degli operatori a
cui il mondo dell’arredo italiano si rivolge (distributori, architetti, interior designer, costruttori). Il primo appuntamento sarà all’interno di Art Basel Miami, a
dicembre, importante fiera dell’arte contemporanea, che da qualche anno è un
punto di riferimento anche per il mondo
del design, soprattutto per l’importanza
di Miami come hub per i mercati anche
del Sud America. Un secondo evento è allo studio anche per New York, nei mesi
che precederanno il prossimo Salone.
Altra tappa fondamentale saranno i Saloni WorldWide di Mosca, il prossimo
ottobre, appuntamento che ogni autunno vede in vetrina nella capitale russa
una selezione delle aziende espositrici
del Salone di Milano (nel 2014 sono stati

526 gli espositori, di cui 454 italiani e 72
esteri). Perché nonostante le difficoltà
sul mercato russo – dovute alle conseguenze della crisi in Ucraina e all’indebolimento del rublo – l’ultima edizione del
Salone di Milano ha registrato comunque una buona presenza di operatori dalla Russia e un diffuso ottimismo. Ottimismo che gli organizzatori del Salone vogliono sostenere e incoraggiare continuando a investire in questa fiera,
fondamentale non solo per il mercato
russo, ma per tutto il bacino delle repubbliche ex sovietiche.
A Mosca si incroceranno per la seconda volta le attività di internazionalizzazione del Salone e di Made Expo, anch’essa in “trasferta” al Crocus con una
selezione di aziende, in una logica di sinergie tra le due fiere che si riflette anche in altre iniziative comuni, ad esempio i road show.
Per Made (la cui prossima edizione sarà a marzo 2017) la strategia di internazionalizzazione, rafforzata dal Piano del governo, prevede attività di promozione
mirata all’estero, rivolte agli architetti,
oltre a una speciale campagna promozionale a Shanghai, dove è stata portata la
mostra «Building the Expo», dedicata ad
alcuni padiglioni dell’Esposizione universale di Milano. In Italia, la promozione sarà invece affidata soprattutto al progetto «Casa Made», che dal prossimo autunno fino alla primavera del 2016 prevede una sorta di fiera itinerante in dieci
tappe per presentare le opportunità legate al mondo della ristrutturazione edilizia nel settore abitativo, favorito dalle
politiche di incentivi fiscali del governo.
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Il salone della ceramica a Bologna

Il Cersaie guarda a developer,
architetti, progettisti e designer

S

e l’ultima edizione di Cersaie (il Salone internazionale della ceramica per
l’architettura e dell’arredobagno che
si tiene a Bologna) si è chiusa lo scorso settembre con un aumento del 4% dei visitatori esteri, lo si deve certo alla competitività
delle piastrelle italiane nel mondo (il nostro
Paese è tra i primi esportatori globali), ma
anche all’attività di promozione all’estero
del Salone stesso e dei prodotti made in
Italy che da tre anni a questa parte Confindustria Ceramica, che promuove la fiera,
sta portando avanti con un programma
strutturato di iniziative.
Iniziative che il Piano per la promozione
straordinaria del Made in Italy (varato dal
ministero per lo Sviluppo economico in
febbraio), che prevede un sostegno alle
principali fiere italiane, può contribuire a
consolidare.
Ne è convinto Emilio Mussini, presidente della commissione attività promozionali e fiere di Confindustria Ceramica,

che del Piano governativo apprezza soprattutto «la scelta di non destinare fondi
in maniera indifferenziata, ma di aver selezionato i settori produttivi e gli eventi già
vocati e strutturati per utilizzare al meglio
questi finanziamenti».
Delle risorse destinate nel 2015 dal governo alla promozione all’estero delle fiere, il Cersaie dovrebbe ricevere circa un
milione (l’anno scorso i fondi ministeriali
complessivi erano stati di 710mila euro).
«Destineremo questi fondi – precisa Mussini – alle iniziative di promozione e internazionalizzazione che fanno da contorno
al nostro Salone e contribuiscono al suo
successo». Ovvero: partecipazioni a manifestazioni estere di settore (come Maison&Objet a Parigi e Singapore, o la International Contemporary Furniture Fair di
New York); attività di incoming al Cersaie
di operatori dall’estero; campagne promozionali a sostegno del made in Italy; «road
show» per far incontrare le aziende italiane

con i potenziali buyer internazionali.
Le attività sono cofinanziate da Confindustria Ceramica: per il 2015, grazie al Piano
del Mise, le risorse complessive dovrebbero superare così i 2 milioni; una cifra che può
permettere, secondo Mussini, di «rendere
più strutturate, continuative e incisive alcune iniziative già sperimentate, di cui abbiamo verificato l’utilità».
Oltre alle operazioni di carattere commerciale, l’obiettivo è rafforzare le relazioni internazionali anche con gli altri attori
del mercato: developer, architetti, progettisti e interior designer. Il Cersaie del resto,
negli ultimi anni ha ampliato lo spazio e l’attenzione dedicati all’aspetto anche estetico
e di design dei prodotti in ceramica, attraverso eventi o sezioni trasversali che dialogano con altri settori, come l’arredamento o
l’illuminotecnica.
Un passaggio strategico per il rilancio di
un comparto che, come altri, ha risentito
duramente della crisi degli ultimi anni, e sta
cominciando a risollevare la testa grazie soprattutto ai mercati esteri, che rappresentano del resto quasi l’80% del fatturato e dove
le piastrelle italiane mantengono ancora il
primato nel segmento di fascia alta.
Gi.M.
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Meccanica in vetrina

Emo trasformerà il quartiere di Rho in fabbrica
Un Italian stone theatre per Marmomacc
di Claudia La Via

C’

è un settore in cui l’Italia ha pochi
rivali nel mondo: quello della
meccanica. Per le aziende del
comparto le fiere possono risultare uno
strumento essenziale per mostrare le novità e i risultati che è possibile ottenere
con macchinari ad alte prestazioni in tutti
i settori industriali, dalla moda al cibo.
Il Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy, per il quale sono stati
stanziati complessivamente 260 milioni,
prevede un sostegno ai grandi eventi fieristici nazionali. E tra questi sono diversi
quelli che riguardano il settore della meccanica. Ad esempio Ipack-Ima, fiera di
tecnologie e materiali per il processing e
il packaging di prodotti food e non food ed
esposizione di riferimento per le tecnologie di produzione della pasta secca. «Siamo stati felici che il governo abbia deciso
di non disperdere i fondi a pioggia, ma li
abbia destinati ad eventi precisi. E, soprattutto, che abbia riconosciuto alle manifestazioni, più che ai quartieri fieristici,
il vero ruolo di traino del settore», sottoli- Manifestazione internazionale. Un’immagine dell’ultima edizione di Ipack-Ima nel quartiere
nea Guido Corbella, amministratore de- espositivo fieramilano a Rho
legato di Ipack-Ima.
L’ultima edizione di Ipack-Ima nel
quartiere espositivo fieramilano si è con- assoluta dell’industria italiana del marmo robot e dell’automazione è rappresentato
clusa lo scorso 23 maggio con numeri im- attraverso l’artigianalità e le più sofistica- invece a Emo, la fiera internazionale proportanti: 2mila aziende espositrici, per un te tecnologie made in Italy, e all’organiz- mossa da Cecimo (Associazione europea
terzo straniere, 160mila metri quadrati di zazione dell’International Stone Summit, delle industrie della macchina utensile).
spazio espositivo e 11 padiglioni. «Dal Mi- il primo summit internazionale delle asso- Quest’anno l’evento torna in Italia, dal 5 al
10 ottobre, (l’ultima edizione italiana era
se abbiamo ricevuto un contributo di ciazioni del marmo.
Il Piano varato dal Mise interessa poi stata nel 2009) e le attese sono ambiziose:
600mila euro (per il 2015, ndr)con cui abbiamo incrementato il budget destinato Tecnargilla, salone internazionale delle per sei giorni il quartiere espositivo fieraagli inviti alle delegazioni estere», ha pre- tecnologie e delle forniture per l’indu- milano a Rho si trasformerà in una grande
cisato Corbella. «Questo ci ha permesso stria ceramica e del laterizio, che già oggi fabbrica allestita all’interno di uno spazio
di avere 270 delegati in più rispetto alla ha una forte vocazione estera. «Il 49% dei espositivo di 120mila metri quadri, si calprecedente edizione, incrementando il visitatori sono stranieri e il 40% dei buyer colano 1.500 espositori e 150mila visitatotasso di internazionalizzazione della no- sono esteri. Tecnargilla è la fiera più im- ri. «La partecipazione alle manifestazioni
portante al mondo nel suo settore ed è tra espositive di settore è il principale strustra esposizione».
Il Piano del ministero per lo Sviluppo le poche italiane che è riuscita a “rubare” mento di marketing a disposizione delle
economico premia anche il settore dei la leadership fieristica alla concorrenza aziende italiane», spiega Alfredo Mariotmacchinari per la lavorazione del marmo tedesca», sottolinea Paolo Gambuli, di- ti, direttore della manifestazione e diretitaliano, che con Marmomacc vanno in rettore generale di Acimac (Associazio- tore generale di Ucimu-Sistemi per promostra a Verona dal 30 settembre al 3 otto- ne costruttori italiani macchine ed at- durre (l’associazione dei costruttori itabre. Il riconoscimento alla rassegna arriva trezzature per la ceramica). Grazie al liani del comparto), alle cui strutture opeproprio in occasione della 50esima edizio- supporto del Mise Tecnargilla, organiz- rative è affidata l’organizzazione
ne della manifestazione organizzata da zata da Rimini Fiera e Acimac, vuole in- dell’evento di inizio ottobre. Per la prossiVeronafiere. Con il Piano per la promo- crementare il numero di visitatori ed ma edizione di Emo, entrata nel Piano del
zione straordinaria del Made in Italy, per il espositori internazionali e concentrare Mise anche per il suo carattere interna2015 a Marmomacc sono stati assegnati 2 gli investimenti sulla sezione espositiva zionale, si è deciso di puntare pure su attimilioni di euro, destinati soprattutto a Claytech, dedicata alle tecnologie per il vità di promozione e comunicazione, a
portare a Verona una delegazione stranie- laterizio. L’obiettivo è arginare la con- partire da campagne pubblicitarie su tv e
ra di 200 tra architetti e buyer selezionati, correnza della fiera bavarese Ceramitec testate straniere e fino alla partecipazione a eventi culturali.
alla realizzazione di Italian stone theatre, e della cinese Ceramics China.
Il mondo delle macchine utensili, dei
un padiglione per celebrare l’eccellenza
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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

25

FIERE

Al timone da un mese

«All’estero privilegeremo una crescita
basata più sui prodotti che sulle piattaforme
– spiega il neo-ad di Fiera Milano, Corrado
Peraboni (nella foto) –. Le fiere organizzate
da noi restano quelle a maggiore redditività»

La leader italiana

Più prodotti, meno alleanze
L’ad di Fiera Milano Peraboni: «Oltreconfine con le nostre fiere di successo, non su piattaforme di altri»
di Paolo Bricco

«L

a nostra prima esigenza
è la costruzione di una
politica industriale coerente e saggia. Come sistema fieristico e come
sistema industriale italiano non possiamo farci del male. Le fiere tedesche, dopo
avere svuotato il mercato inglese e avere
stabilito la loro superiorità anche su quello francese, stanno indirizzando le loro
mire sul nostro Paese. Dobbiamo tenerne
conto. Quando ci chiedono perché, dopo
il successo di TuttoFood, non pensiamo a
una manifestazione sul vino, rispondiamo che c'è già Vinitaly a Verona. Proporremo loro di fare sistema».
Corrado Peraboni, neoamministratore delegato di Fiera Milano, parte da un
numero: all’ultimo TuttoFood i buyer
stranieri sono stati 20.200, circa l’80% in
più della precedente edizione. E utilizza
questo esempio come punto di partenza
per fare un discorso complessivo sul sistema italiano che, in questo specifico
comparto, soffre di una atavica – e vagamente campanilistica – frammentazione
e sperimenta – da sempre – una totale
mancanza di coordinazione. Naturalmente, i propositi e le energie del nuovo
management di Fiera Milano – Peraboni e
il presidente Roberto Rettani si sono insediati da poco più di un mese – sono anche concentrati sul riposizionamento
della società.
Per la capogruppo, il 2014 si è chiuso
con una perdita netta ante imposte pari a
36 milioni di euro. Un esito che ha portato
la società ad entrare in “zona 2446”: l’articolo del codice civile che regola il comportamento delle società in cui il valore
delle perdite supera un terzo del valore
del capitale. Sotto il profilo industriale, le
manifestazioni organizzate in Italia in
questo primo semestre sono andate bene.
Anzi, sono andate anche meglio rispetto
agli obiettivi indicati dalla precedente dirigenza, formata dall’amministratore de-

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Più design in vetrina.
Homi - nella foto porterà nel sito
espositivo di Fiera
Milano a Rho circa
1.200 imprese che
operano nel mondo dei
prodotti per la casa
(dagli oggetti ai
tessuti), della
decorazione, della cura
della persona,
dell’outdoor e
dell’infanzia.
L’obiettivo
dell’edizione 2015 (in
programma dal 12 al 15
settembre) è agire
sempre di più sulla leva
del design, per
aumentarne la
reputazione
internazionale

legato Enrico Pazzali e dal presidente Michele Perini. Al contrario, sul fronte internazionale le recenti acquisizioni continuano a produrre perdite ben lontane
dai positivi risultati annunciati.
Intanto, negli uffici della società si sono
avviate le valutazioni sulle poste di bilancio che, nell’ultimo esercizio, hanno presentato criticità: le società specializzate
nei media e appunto le partecipate estere.
La nuova gestione dovrà lavorare sul
doppio piano – industriale e contabile –
per definire con quale delle due opzioni
fare uscire la società dalla “zona articolo
2446”: alla fine sarà sufficiente la gestione
ordinaria o bisognerà procedere al lancio
di un aumento di capitale? In ogni caso,
questo passaggio particolarmente delicato avviene all’interno di una transizione complessiva basata sulla riqualificazione strategica di Fiera Milano. «In Italia

– prosegue Peraboni – punteremo soprattutto sui prodotti fatti in casa, da portare
poi fuori all’estero. All’estero, privilegeremo una crescita appunto basata più sui
prodotti che sulle piattaforme. Le manifestazioni organizzate in Italia da noi restano quelle a maggiore redditività. E lo
stesso accade quando andiamo fuori».
L’espansione all’estero seguirà due
distinte modalità: o con l’organizzazione di fiere vere e proprie oppure con
“capsule”, ossia con piccole manifestazioni collegate ad altre iniziative di
maggiore dimensione. Un esempio di
questo “passo prudente” è rappresentato da Homi, la manifestazione per la casa
e il complemento arredo che si è svolta
anche in Russia, a Mosca, a latere del Salone del Mobile Worldwide.
«Una manifestazione di grande successo come TuttoFood – riflette l’ammi-

Homi rafforza
il suo brand
E punta
sul design

Host a caccia
di 1.500
nuovi buyer
dall’estero

di Giovanna Mancini

U

N

nistratore delegato di Fiera Milano – non
potrà non essere clonata all’estero. Anche se pensiamo sia opportuno allestire
ancora una edizione in Italia, per consolidarla al meglio e per potere esportare
questa formula con più forza». Fra l’opzione di organizzare piccoli avamposti e
la prospettiva di allestire fiere vere e proprie, appare dunque essenziale la dimensione internazionale.
«Al di là del consolidamento e della
crescita italiana – nota Peraboni – le prospettive di sviluppo per l’intero settore si
giocano sulla capacità di andare all’estero e di portare il mondo nelle fiere milanesi. Proprio sull’internazionalizzazione
c’è, rispetto a molti competitor stranieri e
a qualche concorrente italiano, un ritardo storico che dobbiamo colmare. Siamo
fiduciosi di riuscirvi».

on più tante manifestazioni all’estero, ma uno sforzo massiccio per attirare, attraverso roadshow e incontri
mirati, gli operatori esteri a Milano.
È questa la linea di Fiera Milano per la politica di internazionalizzazione delle sue principali manifestazioni. Homi compresa che,
dopo aver ereditato nel gennaio 2014 l’eredità del vecchio Macef completamente ristrutturato e ripensato nel format, dal 12 al 15
settembre porterà nel sito espositivo di Rho
circa 1.200 imprese espositrici che operano
nel mondo dei prodotti per la casa (dagli oggetti ai tessuti), della decorazione, della cura
della persona, dell’outdoor e dell’infanzia.
Puntandosempredipiùsullalevadeldesign.
Come ha spiegato l’amministratore delegato di Fiera Milano Corrado Peraboni (si
veda l’articolo a sinistra), gli sforzi per consolidare l’attrattività di questa manifestazione saranno indirizzati nei prossimi mesi soprattutto ad aumentarne il richiamo internazionale. A questo scopo saranno destinati
i circa due milioni stanziati dal governo attraverso il Piano fiere dello scorso febbraio.
La strategia prevede una intensa attività di
roadshow in tutto il mondo, per aumentare
la notorietà di questo brand fieristico ancora
relativamente giovane. Con l’obiettivo, certo ambizioso, di fare di Homi una sorta di hub
per il mondo della casa in Europa e nel Mediterraneo,sfruttandoancheinpartelacentralità di Milano come crocevia internazionale
per l’industria del design.
Confermato per quest’anno l’appuntamento di Mosca, in ottobre (all’interno dei
Saloni WorldWide organizzati da FederlegnoArredo) e probabilmente, nel 2016, la
partecipazione all’interno della Icff di New
York, dopo il successo registrato all’edizione dello scorso maggio.

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n «progetto speciale di internazionalizzazione» che si muove su
tre direttrici, per consolidare l’appeal internazionale di Host, il Salone internazionale dell’hospitality organizzato
ogni due anni da Fiera Milano negli spazi
espositivi di Rho. Il progetto, che ha un
arco temporale di tre anni (2015-2017), potrà contare su un contributo governativo
di circa 1,2 milioni di euro, stanziati grazie
al Piano di promozione del made in Italy
del ministero allo Sviluppo economico.
«Si tratta di attività che abbiamo avviato già negli scorsi anni – spiega l’exhibition manager di Host, Simona Greco – ma
che ora saranno rafforzate». Innanzitutto, l’incoming di buyer esteri, con l’obiettivo di portare il prossimo ottobre a Milano (dal 23 al 27) 1.500 nuovi operatori qualificati da circa 50 Paesi. Inoltre, una campagna di comunicazione rivolta a media
on e offline esteri, anche attraverso un
implementazione dell’ufficio stampa internazionale. Infine, un calendario di
eventi (conferenze stampa, convegni, incontri, partecipazione ad altre manifestazioni) su mercati strategici e fortemente dinamici come Dubai, Miami,
Shanghai, Singapore o Mosca.
Gi.M.
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FIERE

RAPPORTI 24 / IMPRESA
rapporti24 / impresa
a cura di Laura La Posta (caporedattore)
Marco Mancini (caposervizio)
redazione grafica
Cristiana Acquati
Jolanda Maggiora Vergano
Clara Mennella

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26 Commenti e inchieste

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

Lettere

DIRETTORE RESPONSABILE

Le risposte
ai lettori

Roberto Napoletano
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Edoardo De Biasi (VICARIO), Alberto Orioli,
Salvatore Padula, Alessandro Plateroti,
Fabrizio Forquet (redazione romana)
SUPERDESK CARTA-DIGITAL:
Caporedattori responsabili: Marina Macelloni

e Guido Palmieri
Ufficio centrale: Daniele Bellasio, Giuseppe Chiellino,
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Segretario di redazione: Marco Mariani
INFORMAZIONE NORMATIVA E LUNEDI: Mauro Meazza
SUPERVISIONE E COORDINAMENTO AREA FINANZA:

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(creative director) e Francesco Narracci (art director)
RESPONSABILI DI SETTORE: Luca Benecchi,
Luca De Biase, Jean Marie Del Bo, Attilio Geroni,
Laura La Posta, Armando Massarenti,
Lello Naso, Francesca Padula, Christian Rocca,
Fernanda Roggero, Stefano Salis,
Giovanni Uggeri, Paolo Zucca
SOCIAL MEDIA EDITOR: Michela Finizio, Marco lo Conte
(coordinatore), Vito Lops e Francesca Milano

PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 Ore S.p.A.
PRESIDENTE: Benito Benedini
AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu

Cameron prigioniero
dei Tory euro-scettici
PAROLE IN TESTACODA PER IL PREMIER
di Leonardo Maisano

«I

l più rapido testacoda di tutti i tempi». Il mondo
della politica britannico cede alla battuta, ma non
basta l’ironia per liquidare il paso doble sull’Europa messo in scena dal premier David Cameron. Al G7 di
Garmisch aveva suggerito, in conferenza stampa, che i
suoi ministri dovevano sostenere il “sì” in occasione del
referendum sull’adesione alla Ue programmato per il
2017, pena le dimissioni dall’esecutivo. Un richiamo all’ordine espresso con un buon grado di chiarezza pur senza
rinunciare del tutto alla tutela di involute perifrasi care alla retorica della politica. E a un «equivoco d’interpretazione» s’è appellato ieri mattina Downing Street per ridimensionare l’effetto dei titoli -“Cameron chiede ai ministri favorevoli al Brexit di andarsene”- sui media inglesi.
L’errata lettura, in teoria, si gioca sul principio che la fedeltà ministeriale invocata dal premier si limiterebbe alle fasi
di trattativa con Bruxelles, ma non alla scelta fra “sì” e “no”
nel corso della campagna referendaria. «Su quest’ultimo
aspetto – s’è protetto il portavoce di Downing Street – non
è stata presa ancora alcuna decisione».
Le toppe si sprecano, ma non bastano per dissolvere
l’imbarazzo che inchioda un primo ministro prigioniero,
oltre ogni immaginazione, dell’ala euroscettica del suo
partito. Il premier è nudo, in tutta la sua fragilità politica?
Mai come ora, probabilmente. La sequenza degli eventi lo
suggerisce. Mentre Cameron parlava al G7, una cinquantina di deputati Tory formavano il gruppo “Conservatori
per la Gran Bretagna” il cui mantra è “mettere fine alla supremazia di Bruxelles” sulle norme nazionali, ovvero il diritto di veto inglese ai danni della legislazione comunitaria. Follia pura anche a queste latitudini tanto da indurre
(l’euroscettico) ministro degli esteri Philip Hammond a
considerarla “irricevibile”.
Nella notte molti altri segnali del malumore di peones e
capibastone delle diverse anime Tory crediamo siano
giunti al capo del governo, compreso il rischio di qualche
possibile dimissione. Si calcola che almeno sei pezzi da
novanta del governo siano sensibili al Brexit, scenario che
il premier vuole personalmente evitare per non passare
alle cronache come l’autore di azzardo storico oltre che,
forse, per intima convinzione.
Qualunque cosa sia accaduta fra l’affondo e la parata di
David Cameron, sul terreno resta l’immagine di una fallita
strategia politica. L’idea che il referendum “Europa sì, Europa no”, possa risolvere, una volta per tutte, le ansie isolazioniste che attraversano da sempre il Tory party, ricompattandolo dietro la linea del premier, si sta sbriciolando.
Molto prima e molto più rapidamente del previsto, a conferma che organizzando la consultazione popolare, David Cameron non ha fatto chiarezza, ma ha soltanto liberato dalla lampada il famelico genio dell’eurofobia. E farcelo
rientrare si conferma già essere impresa titanica.

L’America risponde
alle tensioni razziali
INCRIMINATO L’EX AGENTE CHE HA UCCISO

I

ncriminato per omicidio. L’ex agente di polizia di North
Charleston, in South Carolina, che lo scorso aprile era
stato filmato mentre sparava alle spalle e a sangue freddo al 50enne afroamericano Walter Scott, uccidendolo dopo averlo fermato per un semplice fanalino dell’auto rotto, è
stato formalmente posto in stato di accusa da un grand jury.
Finirà cioè sotto processo e rischia una condanna ad un minimo di trent’anni senza condizionale fino ad un massimo
dell’ergastolo. L’ex poliziotto 33enne Michael Slager, che
era già stato licenziato e si trova in carcere, è diventato uno
dei simboli degli abusi, a volte letali, sofferti troppo spesso
dalla comunità afroamericana e dalle minoranze etniche
per mano delle forze dell’ordine americane. Un simbolo
che ora però viene portato alla sbarra: la procura locale ha
fatto sapere che preparerà con cura il caso. Un processo
non può risolvere la sfida delle tensioni razziali e delle riforme della polizia e dei rapporti tra agenti di sicurezza e cittadini. Sicuramente però il procedimento e la sua trasparenza
potranno diventare un passo nella giusta direzione, come
hanno fatto sapere gli avvocati della famiglia Scott.

Guido Cacciatori
Cosenza

Caro Cacciatori, sono passati settant’anni
dalla caduta del fascismo e sarebbe ora di
distinguere tra una politica demografica
dettata da una logica di potenza militare,
quella del ventennio appunto, e una politica demografica invece necessaria per sostenere lo sviluppo sociale e per permettere alle famiglie di avere il numero di figli
che esse stesse vorrebbero. Le indagini
sociali dimostrano infatti che sono i problemi di contesto economico (il reddito,
la disponibilità di un’abitazione adeguata,
la mancanza di strutture di sostegno come gli asili nido) a convincere molte famiglie a ritardare e spesso a rinunciare ad
avere il primo, ma soprattutto il secondo o
il terzo bambino. È proprio il calo demografico deve essere considerato insieme

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calo demografico provoca, per esempio,
nel terzo e quarto secolo sempre maggiori
livelli di imposizione fiscale con “l'impero - scrive Felice - costretto a vietare la
mobilità ai contadini che da coloni diventano servi, e poi anche a limitare quella di
alcune categorie professionali urbane”.
Più tasse e meno libertà: due elementi alla
base del declino, provocati a loro volta
dalla diminuzione della popolazione.
Non solo diciassette secoli fa.
gianfranco.fabi@ilsole24ore.com

Tornando ad Alghero

Tornando dopo cinquant’anni ad
Alghero, trovare chiuso il deposito bagagli
della stazione marittima di Livorno non è
il miglior benvenuto per qualsiasi
viaggiatore. La sostituzione del regionale

Lettera firmata
Roma

Continuità ai versamenti con un equo assetto degli ammortizzatori

L

a materia previdenziale deve
sempre indurre a particolare
cautela i decisori perché, se
da un lato concerne numeri rilevanti del Bilancio dello Stato al
punto da porre esigenze di convergenza europea, dall'altro influenza le
scelte di vita delle persone e la loro
stagione di maggiore fragilità. L’Inps
continua a pubblicare una sorta di “liste di proscrizione” dei Fondi e delle
Gestioni che erogherebbero ai loro
pensionati, sulla base del calcolo retributivo, trattamenti più favorevoli
rispetto ai versamenti.
A parte alcune, limitate, vicende corporative di pochi settori dirigenziali, è
stata rivolta l’attenzione ad intere categorie di lavoratori dipendenti appartenenti agli ex Fondi speciali, primi fra
tutti i ferrovieri, senza considerare i
benefici connessi ai lavori usuranti o
l'avvenuto rovesciamento, nel corso
dei decenni, del rapporto tra iscritti e
pensionati. Trent'anni or sono il Fondo
ferrovieri aveva più di 200mila iscritti
ed erogava poche decine di migliaia di
pensioni. Ora si è capovolto il rapporto, per cui il Fondo incassa un miliardo
e ne spende 4,5 sostenuti dalla fiscalità
generale. Se poi verrà il turno dei lavo-

ratori autonomi, constateremo pure
per essi uno squilibrio strutturale tra
contributi e prestazioni con massicce
“integrazioni al minimo” a carico del
bilancio dello Stato. Per altro verso registriamo il colossale avanzo della
“Gestione separata” dovuto non al sistema contributivo ma ad un rapporto,
in questo caso favorevole, tra iscritti e
pensioni per la giovane età di molti, in
attesa della doverosa possibilità di cumulare tutti i versamenti e di maturare
i requisiti necessari.
Sono queste le contraddizioni di un
sistema pensionistico costruito, prima, secondo tanti modelli occupazionali-corporativi e poi aggiustato sulla
base di processi di omogeneizzazione
che lo hanno reso uno dei regimi più
uniformi. Ora si ipotizza di “fare giustizia” con l’applicazione del calcolo contributivo nei confronti di coloro (poco
meno del 90% dei pensionati) che hanno avuto liquidato il loro assegno sulla
base delle regole vigenti in quel momento. E tutto ciò senza consentire alle
persone un congruo periodo di età lavorativa (a ciò corrisponde, di solito, il
criterio del pro rata) nel quale poter recuperare gli effetti del cambiamento
delle regole in base alle quali hanno
compiuto le loro scelte di vita. Ma, così,
si contraddirebbe il senso stesso della
lodevole iniziativa con cui l'Inps vuole

responsabilizzare ciascun lavoratore
rendendolo edotto dei contributi versati e della pensione che potrebbe domani conseguire. E poi, che senso ha
una relazione di corrispettività in un sistema a ripartizione che, secondo la
migliore dottrina, è fondato esplicitamente sulla solidarietà tra generazioni? Anche il sistema contributivo, peraltro, continua in realtà a “funzionare” a ripartizione e non a capitalizzazione come i fondi integrativi.
Il meccanismo di calcolo consiste
nel montante contributivo rivalutato
secondo il Pil moltiplicato per i coefficienti di trasformazione, ragguagliati
all’età del pensionamento. È soltanto
un modo per determinare l'importo
dell'assegno il cui equilibrio negli anni
a venire, anche quando il metodo contributivo andrà pienamente a regime,
dipenderà sempre dal rapporto tra il
numero dei contribuenti e quello delle
pensioni erogate ovvero dall'equilibrio tra entrate (siano esse contributive o fiscali) ed uscite (la spesa pensionistica nel suo rapporto con il Pil) e
quindi dalle dinamiche demografiche
ed occupazionali. Ma c’è di più.
Gli oneri, e gli squilibri che li generano, sono largamente dovuti alla durata
del periodo di godimento, a partire dalle vecchie baby pensioni. In questo caso però il sistema retributivo, oltre un

certo livello di retribuzione, fa decrescere il rendimento dei contributi dal
tasso di sostituzione teorico dell'80%
fino al 60%. Tutto il contrario avviene
invece nel modello contributivo che
valorizza la permanenza al lavoro. Insomma, tutti i meccanismi presentano
vantaggi e svantaggi e necessitano di
requisiti anagrafici e contributivi per
essere sostenibili. Provvediamo quindi a completare le nuove regole dando
continuità ai versamenti con un assetto più equo degli ammortizzatori sociali, con la possibilità incentivata di
versamenti volontari per i periodi di
studio o non lavoro anche con il contributo delle imprese, con la facoltà di utilizzare a questo scopo anche accantonamenti nella previdenza complementare, con modalità di totalizzazione o ricongiunzione di tutti i contributi
relativi ad ogni attività dipendente o
indipendente, con l'introduzione di
una circoscritta flessibilità onerosa–
attenta alle dinamiche demografiche
-dell’età di pensione nella stagione in
cui le nuove tecnologie bruciano molti
lavori routinari in età avanzata.
Dobbiamo alzare il livello di benessere di oggi e di domani per tutti e non
cercare appagamento nel peggioramento equanime delle condizioni di vita dei pensionati e dei lavoratori.
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Il futuro dell’Unione

Perché «Grexit» è assurdo
di Giacomo Vaciago
u Continua da pagina 1

P

rovo a disegnare un ragionamento ed un percorso - ovviamente
politico, perché politico è il problema , e poi mettiamo a posto i
particolari, cominciando dai soldi che
servono per fine mese.
Anzitutto, il coraggio di dire la verità:
la Grecia entra in Europa nel 1981 ed è
l’unico Paese che nei 20 anni successivi
non ne ricava alcun beneficio reale. Ciò
nonostante, nel 2001 entra nell’euro (falsificando i conti pubblici) e l’unico beneficio che ne ricava è una montagna di debito (a tassi irrisori) per finanziare consumi. Quando nel 2009 la verità diventa
pubblica, il gioco ha fine.
Tutto ciò per dire che i benefici dell’integrazione nell’Unione economica e monetaria , in Grecia non si sono ancora vi-

Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati di uso
redazionale è il direttore responsabile a cui, presso il Servizio Cortesia, presso Progetto Lavoro, via Lario, 16 - 20159 Milano, telefono (02
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previsti dal D.Lgs. 196/03.
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sti. Quella montagna di debito è chiaramente insostenibile. E perdere tempo
con il quotidiano balletto dei tanti documenti che nessuno legge, e dei continui
rinvii che nessuno nega serve solo a
...perdere tempo!
Vogliamo provare ad essere utili, a noi
stessi ed alla nostra dignità prima ancora
che ai greci?
Idealmente, l’Europarlamento dovrebbe approvare presto un documento
di obiettivi che sottolinei il senso politico
dell’Unione, e ricordi gli impegni che ciascuno ha assunto con i Trattati. Oltre che
i doveri che ciascuno ha nei confronti degli altri membri. Aiutare la Grecia ad avere - dopo trent’anni - i benefici dati dalla
integrazione, cioè da complementarità
ed azioni comuni, è il minimo che dovremmo scrivere. Altrimenti, si va avanti
con l’equivoco di questi mesi che si tratti
solo di una comunità di banchieri (della

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peggiore specie, quella che sogna di affamare poveri bambini, per 4 soldi). E soprattutto la smettiamo di distinguerci in
creditori e debitori : non è così che funziona una Unione degna di questo nome.
È talmente ovvio tutto ciò, che forse
proprio per questo, ce l’eravamo dimenticato. Ma in politica, anche le buone regole contano. Solo avendo condiviso gli
obiettivi di una strategia che non durerà
meno di dieci anni, possiamo aprire una
fase ricostituente (sempre comune, e
non solo della Grecia, che è Paese membro e non controparte!) Qui c’è molto lavoro da fare : la crescita non ricompare il
giorno che smetti di farti del male (“austerità- in-tempi-di-crisi” : possiamo lasciare agli storici il compito di accertare
chi ha sbagliato di più ?).
Alla fine, come in ogni buon documento di strategia della crescita, si verificheranno le compatibilità finanziarie e si al-

LEFONO e FAX/EMAIL. Altre offerte di abbonato sono disponibili su Internet all'indirizzo www.ilsole24ore.com/offerte. Non inviare denaro. I nuovi
abbonati riceveranno un apposito bollettino postale già intestato per eseguire il pagamento. La sottoscrizione dell'abbonamento dà diritto a ricevere offerte di prodotti e servizi del Gruppo Il Sole 24 ORE S.p.A. Potrà rinunciare a
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Pero (MI). I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all'amministrazione e potranno essere comunicati alle
società del Gruppo per le medesime finalità della raccolta e a società esterne

«M

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Oltre alla urgente necessità di sconfiggere
l’Isis in Iraq , in Siria e in Libia per ridurre
il flusso migratorio dovuto alle guerre in
corso , vi è l’esigenza di contrastare le
cause economiche del flusso di
emigrazione dall’Africa , aiutando i Paesi
africani a sviluppare la loro agricoltura , lì
ancora importante dal punto di vista
sociale ed economico , consentendo alle
popolazioni rurali di acquisire una parte
superiore alla attuale del valore della loro
produzione agricola, riducendo la parte di
valore intercettata da intermediari
nazionali ed internazionali . Una migliore
ripartizione del valore dei prodotti
agricoli potrebbe inoltre spingere molti
emigrati a tornare nei Paesi di origine per
intraprendere una nuova attività e una
nuova vita , e il miglioramento economico
e sociale nelle campagne potrebbe fare da
volano per lo sviluppo di altri settori.

Una previdenza a misura di futuro
di Maurizio Sacconi
e Giuliano Cazzola

di Paolo Bricco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Come limitare gli immigrati

causa ed effetto della crisi attuale. Causa,
non solo per il calo dei consumi, ma per la
crisi di fiducia verso il futuro. Effetto, per
la caduta dei redditi e l’aumento della disoccupazione che ridimensionano le prospettive delle famiglie.
Un quadro molto interessante sui collegamenti tra cali demografici e crisi economica è quello offerto da Emanuele Felice nel libro “Ascesa e declino, storia economica d’Italia” (Ed. Il Mulino, pagg. 390,
€ 18) che inizia proprio raccontando come
la stessa caduta dell’Impero romano, così
come tante altre pesanti crisi nei secoli
successivi, possono essere spiegate proprio con la diminuzione della popolazione. Nel passato, oltre alla forte incidenza
della mortalità infantile, pesavano soprattutto le epidemie, come la peste. Proprio il

Globalizzazione
mina sulla salute
dei lavoratori
dell’Occidente

locheranno le necessarie risorse. L’unica
cosa certa è che di questi tempi c’è una
montagna di soldi alla ricerca di impieghi
utili. Sarebbe un peccato sprecarli buttandoli dalla finestra ( stile governo greco degli ultimi 4 mesi), ma non abbiamo
più alcun alibi per darci accuse reciproche di inconcludenza. Anche noi non siamo riusciti a tenere una linea strategica
univoca ed utile. Prima incominciamo a
farlo, e meglio è.
Nelle settimane scorse, si era diffuso il
convincimento che ormai si era preparati
alla possibilità di un “incidente” (stile 15
settembre 2008 : in un weekend, Lehman
scompare) e ciascuno controllava per gli
effetti collaterali che ne avrebbe avuto alla riapertura dei mercati. La cosa più triste
è sentir dire che ormai siamo pronti e che
quei danni sarebbero minimi. In altre parole, che possiamo fare a meno della Grecia e che aiutare quel Governo ad aiutare
quel popolo non è più un nostro dovere.
Sarebbe davvero triste, se ciò fosse vero:
una Unione in cui non merita restare.

Luigi Bianchi

Domenico Rosa

FONDAZIONE DEBENEDETTI

entre nel mondo
occidentale diminuisce
sul lungo periodo
l’incidenza delle morti
bianche, aumenta quella delle malattie
psicosomatiche e dei traumi psichici che
colpiscono i lavoratori dei settori
industriali sottoposti alla concorrenza
dei Paesi emergenti. Sono fenomeni
poco conosciuti, ma di grande
importanza sotto il profilo scientifico e
per lo sviluppo delle policy». Carlo De
Benedetti, presidente della Fondazione
Rodolfo Debenedetti, ha così introdotto
i lavori della diciassettesima conferenza
che, con il titolo “Health and Work
Safety”, si è svolta sabato a Ravenna. «Si
tratta di tendenze su cui è necessario
fare sempre più luce – ha aggiunto il
ministro del Lavoro, Giuliano Poletti –
ed è fondamentale il ruolo di centri di
ricerca, come la Fondazione
Debenedetti, che realizzano analisi in un
network internazionale. Questi studi
possono contribuire anche alla
costruzione di un sistema permanente di
monitoraggio delle policy, attività a
lungo trascurata nella storia del nostro
Paese». Dunque, einaudianamente,
conoscere per deliberare.
Sabato, a Ravenna, a fianco di
presentazioni come quella di Paolo
Pinotti (coordinatore della Fondazione,
in vece di Tito Boeri, ora alla presidenza
dell’Inps) che ha mostrato come i morti
sul lavoro siano calati dallo 0,4% ogni
mille abitanti degli anni del Boom allo
0,1% ogni mille abitanti di oggi, ha molto
colpito il paper “Trade-Induced
Mortality” che è stato illustrato dai due
autori Jérôme Adda, dell’Università
Bocconi, e Yarine Fawaz,
dell’Universitat Autonoma de
Barcelona. La globalizzazione non ha
soltanto effetti economici sulle imprese
dei Paesi occidentali in quanto
organismi industriali e tecnologici,
commerciali e finanziari. La
globalizzazione – in particolare nella sua
componente più aggressiva, le nazioni
che “beneficiano” di asimmetrie
regolatorie e di veri e propri dumping condiziona anche la qualità della vita e la
salute dei lavoratori occidentali. E lo fa
profondamente, arrivando ad influire
perfino sui loro tassi di mortalità. In
questo studio, attraverso classiche
tecniche econometriche applicate per
l’Italia sui dati micro dell’Inps (un
campione di 500mila lavoratori fra 1990
e 2013) e per gli Stati Uniti sulle
statistiche dell’Nhis (National Health
Interview Survey) relative a 130mila
addetti nel periodo compreso fra il 1986
e il 2009, Adda e Fawaz hanno
evidenziato la relazione fra
l’esposizione alla concorrenza
internazionale di due economie
avanzate – appunto Italia e Stati Uniti - e
il tasso di mortalità dei lavoratori.
Considerando la manifattura nel suo
insieme – e dunque stimando l’effetto
complessivo sull’economia reale, una
“media” che sintetizza l’effetto nullo su
alcuni comparti come l’automotive
industry e l’effetto pervasivo e duro su
settori come il tessile di bassa qualità – a
un aumento di un miliardo di dollari
delle importazioni cinesi in Italia e in
America si associa un incremento del
tasso di mortalità del 7% per i lavoratori
della prima e del 2% per i lavoratori della
seconda. Adda e Fawaz quantificano
anche i decessi in più all’anno nelle due
intere economie reali, collegabili a
questo specifico fenomeno: 250 nel
nostro Paese e 330 negli Stati Uniti. E
provano a definire le diverse cause di
morte: l’effetto è dovuto principalmente
all’aumento dei suicidi, dei casi di cirrosi
e delle patologie respiratorie. Nel nostro
Paese, secondo questo studio di Adda e
Fawaz i decessi connessi
all’intensificarsi della competizione
internazionale si concentrano – come
era prevedibile - nelle aree a maggiore
vocazione manifatturiera: Veneto,
Lombardia e Piemonte.
In qualche maniera, dunque, con
l’algida logica causa-effetto propria delle
tecniche econometriche standard, si
pone in evidenza – negli Stati Uniti, ma
soprattutto in Italia - un fenomeno di
crisi psichica e organica dei lavoratori
che si trovano ad operare in fabbriche
obsolescenti e fuori mercato, spesso alle
prese con cassintegrazione e mobilità,
salvataggi e concordati. Quasi che, alla
ristrutturazione del sistema industriale
occidentale, si accompagni una sorta di
destrutturazione delle anime.

NUOVE REGOLE

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo quotidiano può essere riprodotta con mezzi grafici o meccanici
quali la fotoriproduzione e la registrazione.

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Fs-Trenitalia Olbia –Sassari con un
autobus che matura mezz’ora di ritardo
per raggiungere la stazione di Sassari non
è una sorpresa piacevole;anche la
stazione di Olbia è priva di deposito
bagagli e di bar, mentre la fermata dei bus
è posta all’ingresso dello scalo merci.
Salire nella stazione di Sassari su una
“littorina”(automotrice termica degli
anni 30 del secolo scorso) in pessime
condizioni igieniche per raggiungere
Alghero, non trovando all’arrivo nel
centro turistico internazionale nemmeno
un taxi fuori della stazione è tutt’altro che
invitante (nel 1965 una carrozza
attendeva i viaggiatori).

C

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Le lettere vanno inviate a:
Il Sole-24 Ore "Lettere al Sole-24 Ore"
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20149 Milano
email: letterealsole@ilsole24ore.com
includere per favore nome,
indirizzo e qualifica

aro Fabi, nella sua risposta di
martedì 2 giugno giudica
favorevolmente il bonus bebè, ma
insieme auspica una più forte politica di
aiuti alle famiglie anche per affrontare la
crisi economica. Pensavo che le politiche
demografiche appartenessero agli anni
grigi di un ventennio del secolo scorso e
non dovessero ritornare di attualità. La
popolazione italiana aumenta già per
l’arrivo degli immigrati, comunque lo si
voglia giudicare, mentre problemi gravi,
come quello della disoccupazione
giovanile, meriterebbero ben maggiore
attenzione.

SEDE LEGALE - DIREZIONE E REDAZIONE:
via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano - Tel. 023022.1 - Fax 0243510862

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Gianfranco Fabi
Fabrizio Galimberti
Guido Gentili
Adriana Cerretelli
Salvatore Carrubba

Politica demografica
a sostegno
dello sviluppo sociale

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Commenti e inchieste 27

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

MEDIA

Secondo posto per Il Sole 24 Ore (382.015) che ha il primato
nelle copie digitali singole: 65.075 - Repubblica terza a 333.973

Nella diffusione carta-digitale di aprile ancora primo
il Corriere della Sera con 393.140 copie (-8% sul 2014)

I DATI ADS SU DIFFUSIONE E VENDITE AD APRILE

Il sistema Sole 24 Ore
a quota 413mila copie

Le vendite di aprile
IL CONFRONTO
L'andamento della diffusione complessiva di copie e abbonamenti cartacei più digitali dall'inizio
della nuova rilevazione ad aprile 2015. In valore assoluto e variazione percentuale
CORRIERE DELLA SERA

TOTALE DIFFUSIONE DIGITALE
I dati di aprile 2015

250.000

IL SOLE
24 ORE

CORRIERE REPUBBLICA
DELLA SERA

450.000

Il nostro quotidiano conferma la leadership digitale (213.941)

457.248
200.000

213.941

150.000

di Andrea Biondi

U

na flessione dell’1,3% rispetto a marzo
e un dato ancora peggiore rispetto ad
aprile del 2014. Allora infatti le copie
diffuse in media ogni giorno (abbonamenti compresi) tramite carta ed edizioni digitali sfioravano i 4,2 milioni mentre oggi a perimetro omogeneo - e quindi non considerando i
numeri di alcuni giornali nel frattempo scomparsi dalle edicole, come L’Unità attesa però al
rientro a fine giugno - non si arriva neanche a 4
milioni (per la precisione 3,92 milioni) con un
trend percentuale del -6,1 per cento.
L’editoria quotidiana italiana continua nella
sua lunghissima stagione caratterizzata da diffusionievenditeinflessione.Un’emorragiache
grazie alle copie digitali ha assunto contorni diversi da quelli che avrebbe potuto avere in caso
contrario. A ogni modo nel solo mese di aprile stando alle rilevazioni Ads rese note ieri - all’appello sono venute a mancare quasi 53mila copie
di media al giorno nelle diffusioni complessive
carta più digitale rispetto allo scorso marzo.
In questo quadro la pubblicità non sta portando acqua al mulino. Anzi. Solo concentrandosi sull’analisi delle evidenze numeriche di gennaio-aprile, gli investimenti pubblicitari di quest’anno sui quotidiani italiani
(225,6 milioni di euro secondo l’Osservatorio
Fcp che riunisce le concessionarie pubblicitarie) sono risultati in flessione del 6,9% rispetto ai primi 4 mesi del 2014. In cifre assolute, si tratta di un gap quantificabile in 16,6 milioni di euro che fa risuonare un ennesimo
campanello di allarme per la sostenibilità di
un business costruito e vissuto sul trend degli
introiti pubblicitari, ma che ora sta progressivamente vedendo sgretolarsi quella che era
la certezza di un modello.
Il pagamento del prodotto sta così assumendo un rilievo sempre maggiore nelle strategie di
business. E il digitale in tal senso costituisce un
importante alleato, dando la possibilità di veicolare i quotidiani con facilità ma anche fornendo le basi per la creazione di prodotti tailor made, come avvenuto per esempio con la strategia

AVVISI
ECONOMICI
Gliannuncisiricevonodallunedialvenerdi, dalle ore 09.00 alle ore 18.00, tramite
E-mail:
sportellosystem@ilsole24ore.com
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per annunci economici, 10,00 Á + IVA,
minimo 10 parole;
per necrologie, 20,00 Á + IVA;
per annunci in neretto, tariffa doppia.
Si precisa che ai sensi dell'Art. 1, Legge
903 del 9/12/1977 le inserzioni di ricerca di
personaledevono sempre intendersi rivolte
ad entrambi i sessi ed in osservanza della
Legge sulla privacy (L. 196/03). Le ricerchedipersonale effettuatedirettamentedalle aziende non possono essere fatte in forma anonima (D.L.G.S. del 10/09/2003, n.
276, art. 9).

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multimediale del Gruppo 24 Ore voluta dal direttore editoriale Roberto Napoletano, in virtù
della quale sono stati sviluppati undici quotidiani digitali con contenuti esclusivi e aggiornati in tempo reale.
Entrando nel dettaglio dei dati, per l’ottavo
mese consecutivo il podio dei primi tre quotidiani italiani per diffusione vede Il Sole 24 Ore al
secondo posto, davanti a la Repubblica. E così,
dietro al Corriere della Sera (393.140 copie diffuse), a poco più di 11mila copie di distanza si
colloca il quotidiano del Gruppo 24 Ore
(382.015), con la Repubblica sul terzo gradino a

I QUOTIDIANI IN ITALIA

Continua la stagione
caratterizzata dalla flessione
della diffusione: 4,2 milioni di
copie ad aprile 2014 e 3,92 milioni
un anno dopo (-6,1%)

LA PAROLA
CHIAVE
Edizione digitale
7Secondo il regolamento Ads,
un’edizione digitale dev’essere una
«replica esatta e non riformattata
dell’edizione cartacea in tutte le sue
pagine, pubblicità inclusa, fruibile su
diversi dispositivi digitali e distribuita
elettronicamente come unità
inscindibileed esclusiva».
Può beneficiare delle funzionalità
tecnologiche delmezzo (link) e «fruire di
contenuti multimediali correlati», ma
nessun contenuto dell’edizione cartacea
«può essere omesso o variato».

- Consulenza - Outsourcing
- Aziende forniture - Servizi - Applicazioni Web
- Arte - Mostre - Antiquariato - Aste
- Auto moto - Nautica
- Trasporti - Noleggio
- Eventi - Fiere - Convegni
- Formazione - Stage offerte
- Finanziamenti-Leasing-Assicurazioni
- Varie
- Località turistiche
- Cinema - Teatro - Musica

quota 333.973 copie diffuse in media giornalmente. Il quotidiano del Gruppo 24 Ore arriva
comunque oltre quota 413mila conteggiando
insieme alle copie Ads anche i dati de
IlSole24ore.com, primo sito italiano a pagamento, che nelle sue versioni web e mobile vanta oggi oltre 31mila abbonamenti, in crescita rispetto ai 30mila di marzo.
Guardando al trend rispetto all’anno precedente il Corriere della Sera mette agli atti un
-8% e la Repubblica -9,8 per cento. Segno più
invece per Il Sole 24 Ore (+4,8%) che risulta essere uno dei tre quotidiani italiani per i quali la
diffusione complessiva carta più digitale ad
aprile presenta un dato positivo rispetto ad
aprile del 2014. Gli altri sono Il Manifesto
(+0,6% a quota 12.151) e il Quotidiano di Sicilia
(+0,1% a quota 12.406). Nella parte opposta del
campo si va dalle sole 7 copie giornaliere su
23mila perse dall’Adige a vette negative di poco superiori al -20 per cento. Rispetto all’inizio
della rilevazione comprensiva anche delle copie digitali - a partire da gennaio 2013 - Il Sole 24
Ore ha registrato una crescita del 35,4% nelle
diffusioni complessive carta più digitale a
fronte del -14% del Corriere della Sera, del
-17,2% de la Repubblica, del -8,5% de La Stampa
e al -16% della Gazzetta dello Sport.
Restringendo l’analisi ai primi dieci quotidiani italiani, a parte Avvenire (che ha avuto
una crescita mensile ad aprile dell’1%) che nel
trend annuo ha registrato una sostanziale stabilità con un -0,3% il calo è andato dal -1,1% della
Stampa al -11% del Corriere dello Sport. In mezzo ci sono Qn-Il Resto del Carlino (-4%), Qn- La
Nazione (-4,2%), Il Messaggero (-5,5%) e La
Gazzetta dello Sport (-6,3%).
Infine, sul fronte della diffusione totale delle
copie digitali Il Sole 24 Ore ha confermato la sua
leadership con 213.941 copie «2.0» (+18,7% rispetto ad aprile 2014), seguito da Corriere della
Sera (85.548; -2,7%) e la Repubblica (60.010;
-11,3%). Il quotidiano del Gruppo 24 Ore ha anche confermato, per il terzo mese consecutivo,
il primato nelle copie digitali singole pari a
65.075 (+21,9% su base annua).
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-10

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-2,7
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382.015
333.973
219.100
206.342
130.222
123.752
116.314
97.892
90.461

Fonte: elaborazione del Sole 24 Ore su dati Ads

53.169
65.075
57.581
7.791
11.586
5.276
357
3.426
1.477
2.063

7.727
105.134
2.429
1.670
369
1.581
23
411
117
364

24.652
43.732
0
22.640
1.463
73
6.931
0
0
0

Totale
vendita
digitale
(a+b+c)

85.548
213.941
60.010
32.101
13.418
6.930
7.311
3.837
1.594
2.427

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

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Martedì
9 Giugno 2015

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IL GIORNALE DELLA FINANZA

t

CREDITO

INFRASTRUTTURE IN TURCHIA

Monica D’Ascenzo u pagina 30

Carlo Festa u pagina 31

Deutsche, la Borsa
brinda al ribaltone

Astaldi, contratto
da cinque miliardi
EPA

Tlc. Le torri italiane di Tim «in Piazza Affari per guidare il consolidamento del settore»

Telecom, l’Ipo Inwit
fa il pieno di istituzionali
In 47 minuti già coperto il book sul prezzo minimo
camento istituzionale, il book
di Inwit è stato tutto coperto
sul prezzo minimo dopo soli 47
minuti. Eppure l’Ipo delle torri
italiane di Tim, che ieri ha preso il via anche con l’offerta al
pubblico indistinto, è ben valutata, grazie anche al fatto che si
tratta del primo operatore nazionale del settore con il 27%
del totale dei siti italiani e di
buona qualità.
Inwit, nata con lo spin-off della primavera di 11.500 torri mobili, è infatti proposta sul mercato a multipli Ev/Ebitda di 15,518,4 volte rispetto ai dati di bilancio pro-forma del 2014.
Multipli che si confrontano con
quelli dei colossi infrastrutturali americani - tra le 18,8 volte e le
22,6 volte (sempre relativamente al 2014) - che però godono di
un trattamento fiscale agevolato. Meno senso ha invece il confronto con le società delle torri
tv quotate a Piazza Affari - Rai
Way e Ei Towers - che presentano multipli storici rispettivamente di 11,9 volte e 14,6 volte:
sono comunque differenti perchè fanno riferimento a settori
differenti. In termini relativi la
società più confrontabile è in realtà la spagnola Cellnex, che si è
appena quotata, dopo aver rilevato le torri italiane di Wind.
Continua u pagina 31

M&A
SHOPPING IN SVIZZERA

Acetlion e Syngenta
nel mirino di big Usa,
inglesi e tedeschi
Lino Terlizzi

pFarmaceutica e
Il riassetto. L’aumento di capitale da 850 milioni per il rilancio di Carige

Banche. Azioni in rialzo dell’1,7%, diritti in ribasso del 16,7%

Antonella Olivieri

pVenerdì, all’avvio del collo- I competitor

Aumento Carige, maxi-volatilità

I siti degli operatori italiani delle tlc mobili

pÈ stata vissuta all’insegna
Inwit

Vodafone

11,5

11,4

3

Cellnex

8,0

7,7

Wind

4,4

Ei Towers

Rai Way

2,8

2,3

Fonte: stime della Società sulla base dei dati pubblicati dagli operatori

Scalate. Botta e risposta su pro e contro delle due opzioni di riassetto sul tavolo

Exor-PartnerRe, scontro sui «privilegiati»
Laura Galvagni

pI soci privilegiati di Part-

nerRe sono ancora al centro
dello “scontro” tra Exor e il
vertice della compagnia riassicurativa, complice il potenziale peso che potrebbero
avere nella scelta del futuro
assetto del gruppo (valgono il
40% del capitale). La società
con sede alle Bermuda ha
emesso ieri una nota per sollecitare il voto degli azionisti

“preferred” a favore dell’integrazione con Axis. Nel farlo ha
elencato le ragioni per cui le
nozze sono preferibili all’offerta della holding Agnelli.
Una presa di posizione che ha
scatenato l’immediata reazione di Torino: «Nella transazione proposta, le azioni privilegiate rimarranno in circolazione ma all’interno di una società più solida e più sicura in
grado di proteggere meglio

l’investimento degli azionisti
privilegiati. Senza alcuna modifica al livello di indebitamento di PartnerRe e grazie a
una politica di distribuzione
di capitale più conservativa rispetto ai recenti esercizi, si
prevede che PartnerRe mantenga (e potenzialmente rafforzi nel tempo) l’attuale rating BBB delle proprie azioni
privilegiate».

della volatilità, in Borsa, la prima giornata dell’aumento di capitale da 850 milioni di Banca
Carige. Una situazione che, però, non ha sorpreso i vertici della banca. «Mi sembra che sia in
linea con altre operazioni. Io
sono assolutamente ottimista», ha detto il presidente Cesare Castelbarco Albani. Le
azioni ordinarie hanno termi-

ANSA

Un milione
di clienti
per Fineco

Azimut, da inizio Mediolanum,
anno raccolti
fondi a maggio
3,7 miliardi
+466 milioni

La banca multicanale di
UniCredit ha acquistato oltre
51mila nuovi clienti da inizio
2015, il 15% in più sul 2014.

Con una raccolta di 1,3 miliardi i
flussi freschi di Azimut da inizio
anno arrivano a 3,7 miliardi e le
masse totali a 35,6 miliardi .

Cellino u pagina 30

Rossella Bocciarelli

L’ultima sul
campo. Il
goal di
Giacomo
Bonaventura
nella partita
di
campionato
del Milan
contro
l’Atalanta
del 30
maggio

S

e le ottosettimane di
esclusiva per chiudere la
trattativa andranno come
previsto, soldi compresi,
mister Bee, il tycoon
thailandese, avrà (forse)
coronato un sogno. Ma il vero
affare, questo è certo lo farà
Berlusconi. È quello che,con
ogni evidenza, emerge da uno
studio riservato che
rappresenta la base di
trattativa per il broker
thailandese e che Il Sole24Ore
ha potuto visionare.
Oltre 100 pagine che
scavano nei conti della
squadra rossonera e che
dicono di fatto che quel
miliardo di valorizzazione per
il 100% del club di Milanello
sta nell’empireo dei desideri di

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Alla Juve
un marchio
tripla A
Marco Bellinazzo

La notte di Berlino,
sfortunata sul terreno di
gioco, ha sigillato tuttavia
per la Juventus la
ricostruzione di un
“marchio” internazionale
di grande appeal, il cui
valore in termini monetari
è salito in una sola
stagione del 42% fino a
raggiungere i 312 milioni di
euro (350 milioni di
dollari).
Continua u pagina 33

Incorvatiu pagina 30

Mediolanum ha chiuso con una
raccolta netta sui fondi comuni
positiva per 466 milioni: saldo
dell’anno oltre 2,1 miliardi.
Della Valleu pagina 30

Bcc, il Governo verso la riforma
ROMA

BRAND

Raoul de Forcade u pagina 30

IL BOOM DEL RISPARMIO GESTITO

pUna cornice normativa adatta

Berlusconi, più che nella
realtà. La vendita giunge nel
punto di ciclo tra i più bassi
della storia recente della
squadra. Dal 2012 al 2014 infatti
il Milan ha perso quasi il 30%
dei ricavi, precipitando da 329
milioni di euro a 232 milioni. Le
perdite nello stesso arco di
tempo si sono approfondite: da
7 milioni sono arrivate a 91
milioni. E il patrimonio netto è
andato in rosso già nel 2012 per
55 milioni e nel 2014 il passivo
patrimoniale è di ben 94
milioni. I debiti (solo quelli
finanziari) a 247 milioni
superano ormai l’intero
fatturato. Un triennio di
passione che non è finito.
Il budget per il 2015 con la
stagione appena conclusa
prevede un'altra perdita per 63
milioni e i ricavi poco sopra i

cose nel modo corretto. Spero
che il mercato apprezzi e gli
azionisti sottoscrivano». Riguardo alla volatilità registrata
dal titolo, ha affermato che si
tratta di movimenti «in linea
con altri aumenti».L’aumento
appena avviato prevede l’emissione di 7 nuove azioni per
ognuna esistente, al prezzo di
1,17 euro.

Regole. Giovedì in Cdm i provvedimenti su cooperative e sofferenze

Milan, si alza il velo sul piano Bee

Carlo Festa
Fabio Pavesi

nato le contrattazioni in rialzo
dell’1,78% a 1,755 euro, mentre i
diritti sono stati più volte sospesi dalle negoziazioni, segnando, alla fine, - 16,75% a 3,23 .
Quanto ai volumi, è stato scambiato circa il 6% del capitale ordinario (pre-aumento) e circa il
3,5% dei diritti sul mercato. Parlando dell’operazione Castelbarco, ha precisato: «Noi abbiamo fatto il massimo per fare le

Continua u pagina 31

Calcio. Da un documento riservato in mano al broker thailandese i veri numeri del club rossonero

223 milioni. Una situazione in
cui Fininvest è già dovuta
intervenire con un aumento di
capitale per 60 milioni a marzo
di quest’anno, mentre lo studio
ipotizza un’altra iniezione di
denaro per 50 milioni a fine
estate. Capitali necessari
anche perché l’operatività è
garantita da denaro caldo delle
banche per 140 milioni con
tassi di interesse di 325 punti
base sull'Euribor e da linee di
factoring per 106 milioni.
Finanziariamente il Milan
non gode certo buona salute e
pretendere di valere un
miliardo vuol dire valorizzarsi
quasi 5 volte il fatturato. Che è
il valore di Borsa del
Manchester United che però fa
utili ogni anno pari in media al
5% dei ricavi dal lontano 2011.
Continua u pagina 33

FOCUS

a favorire il processo di autoriforma delle banche di credito cooperative. E una strategia “a due stadi”
per accelerare al risoluzione del
problema dei crediti deteriorati
nei bilanci delle banche italiane. In
campo creditizio, il governo accelera sul terreno delle riforme che
possono sostenere la ripresa economicaeconogniprobabilitàsene
parlerà già nel prossimo consiglio
dei ministri al rientro del presidente del Consiglio Renzi e del ministro dell’Economia Padoan dai rispettivi tour internazionali.
Per le banche di credito cooperativo sin dal mese di gennaio scorso si era costituito un tavolo di confronto informale con Palazzo Chigi e con via XX settembre per sviluppare il processo di autoriforma
delle 376 banche di credito cooperativo e casse rurali che garantiscono il 7,3 per cento del mercato
degli impieghi, con 135 miliardi di
impieghi erogati. Una razionalizzazione e un ammodernamento
del sistema è stato del resto a più riprese chiesto dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Il
quale non più tardi di una settimana fa a Trento, in occasione del suo
intervento al festival dell’economia aveva dichiarato:«Mi attendo
in tempi brevi» una riforma delle
Bcc che mantenga «i valori fondamentali della cooperazione e del
legame col territorio» ma, attraverso l’aggregazione, consenta
«l’accesso al mercato dei capitali»
e aveva aggiunto che «avere un

gruppo o più gruppi, che siano in
grado per struttura societaria di intervenire per compensare gli squilibri e mettere fondi in modo agevole anziché liquidare gli istituti è
importante». Quanto alla questione dei crediti deteriorati e a come
garantire un più rapido smobilizzo
dei 200 miliardi di sofferenze e degli altri 150 miliardi di non performing loans, giovedì dovrebbe andare in discussione al cdm il primo
stadio dell’intervento di governo:
la presentazione di un provvedimentocheaccorciinmododecisoi
tempi attualmente molto lunghi
del recupero crediti. Il secondo
stadio, invece, passa per il fitto dia-

EMISSIONI

Intesa lancia
un bond
da un miliardo
Intesa Sanpaolo ieri è
tornata sul mercato con
un bond senior da un
miliardo e UniCredit ha
avviato una seconda
operazione di buyback sui
titoli subordinati distribuiti al retail.
Mara Monti u pagina 33

logo intrattenuto dai tecnici del Tesoro e della Banca d’Italia con
l’Unione europea. E potrebbe dare
frutti in tempi rapidi soprattutto per
quel che riguarda l’anomalia della
parziale indeducibilità fiscale delle
rettifiche su crediti. Il governo ha infatti scritto una lettera alla Commissione europea per consultarla in anticipo sull’ipotesi di modificare il
trattamentofiscaledegliaccantonamenti sui crediti deteriorati, garantendo la deducibilità fiscale delle
perdite su crediti entro l’anno. Come si sa, fino a due anni fa le perdite
su crediti di una banca potevano essere dedotte in quote annuali solo in
unarcotemporalelunghissimoepari a diciotto anni.
Dal2013lanormaèstatamodificata e il periodo di deducibilità è sceso
dai 18 ai cinque anni. Il problema di
naturafiscaleperòèstatoridottoma
non annullato: infatti dal punto di vista fiscale negli altri paesi europei le
svalutazioni su crediti vengono fiscalmentededottenellostessoanno
in cui vengono effettuate. L’anomaliaitalianahaperaltroprodottounlivello particolarmente elevato di
“imposte differite attive” per il sistemacreditizioeproprioquestoaveva
attiratoqualchemesefal’attenzione
della Commissione Ue che vi aveva
ravvisatoun“fumus”diaiutidistato.
Il Tesoro ha dapprima chiarito che
non c’è nessun aiuto di stato (neanche sotto forma di aiutino sui ratios
patrimoniali, perché il problema è
invece quello di allineare al più prestolaleggefiscaleitalianaaquellaeuropea) e poi ha consultato la CommissioneUe.
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agrochimica elvetiche sono nel
mirino. Actelion, biotech
basilese, piace a quanto pare al
gruppo farmaceutico
britannico Shire, che
sembrerebbe disposta a pagare
circa 12 miliardi di sterline per
assumerne il controllo. Shire
avrebbe presentato un’offerta
non formale, che però sarebbe
stata respinta da Actelion. Né il
gruppo britannico né la società
basilese hanno voluto
commentare. A Zurigo, il titolo
Actelion ieri ha preso il volo ed
ha chiuso la seduta con un
+5,84 per cento
Intanto il big agroochimico
svizzero Syngenta, che pure ha
sede a Basilea, ha detto no
anche ad una nuova proposta
di acquisto da parte del
colosso americano Monsanto,
giudicandola insufficiente.
Monsanto aveva annunciato il
18 aprile scorso un’opa, non
richiesta, per un totale di 42
miliardi di franchi. L’offerta di
449 franchi per azione è
rimasta invariata, ma in una
lettera datata 6 giugno - resa
nota ieri da Syngenta Monsanto ha proposto di
pagare una penalità di due
miliardi di dollari in caso di
veto da parte delle autorità di
sorveglianza della
concorrenza. Nei giorni scorsi
ci sono state anche forti voci su
un interesse del gigante
chimico tedesco Basf per
Syngenta. A Zurigo ieri il titolo
Syngenta è sceso dell’1,62%,
ma l’azione del grupo svizzero
era salita molto nell’ultimo
mese, sull’onda appunto
dell’offerta Monsanto e delle
voci su Basf.
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Trasporti
AERONAUTICA

Iata, scoppia la guerra
tra compagnie arabe
ed euro-americane
Gianni Dragoni

MIAMI. Dal nostro inviato

pLa guerra tra le aggressive

compagnie del Golfo persico e i
grandi vettori euro-americani
è scoppiata in pieno
nell'assemblea della Iata,
l'associazione mondiale di 257
vettori che ieri ha rivisto al
rialzo - al record di 29,3 miliardi
di dollari - le stime degli utili
netti previsti quest'anno per
tutte le compagnie mondiali.
Akbar al Baker, ad di Qatar
Airways, la compagnia
interessata all'italiana
Meridiana, ha criticato il
direttore generale della Iata,
Tony Tyler, perché non ha
preso posizione nella contesa
tra la trojka del Golfo, che
comprende anche Emirates e
Etihad, contro le maggiori
compagnie Usa e le europee
Lufthansa e Air France-Klm.
«Non è un segreto che ci sia
tensione nella nostra industria.
(…) Indipendentemente dal
vostro punto di vista, la Iata aveva detto Tyler - non è il
campo di battaglia sul quale
qualunque risoluzione verrà
raggiunta. E voi, i nostri
membri, non ci avete dato un
mandato per prendere
posizione su simili problemi.
(…) Stiamo tutti volando
meglio, insieme!»
Continua u pagina 31

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30 Finanza & Mercati

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

Credito. Prima giornata della ricapitalizzazione da 817 milioni, scambiato a Piazza Affari circa il 6% del capitale

Carige, aumento ad alta volatilità

Dopo il crollo di venerdì, le azioni recuperano l’1,78% ma i diritti vanno giù del 16,7%

Banche. Il titolo in rialzo del 4% a Francoforte dopo la nomina del ceo Cryan

La Borsa premia Deutsche
dopo la rivoluzione al vertice
Monica D’Ascenzo

Raoul de Forcade

pLa

prima giornata dell’aumento di capitale da 850 milioni di
Banca Carige è stata vissuta in
Borsa all’insegna della volatilità.
Una situazione che, però, non ha
sorpreso i vertici della banca. «Mi
sembra che (l’andamento, ndr)
sia in linea con altre operazioni. Io
sono assolutamente ottimista»,
ha detto il presidente dell’istituto,
Cesare Castelbarco Albani, a
margine della presentazione del
rapporto annuale di Bankitalia
sull’economia lombarda .
Dopo il -11% del titolo registrato
alla chiusura di piazza Affari di venerdì scorso, ieri al centro dell’attenzione sono stati soprattutto i diritti di opzione. Le azioni ordinarie
hanno terminato le contrattazioni
in rialzo dell’1,78% a 1,755 euro,
mentre i diritti sono stati più volte
sospesi dalle negoziazioni, segnando, alla fine, - 16,75% a 3,23 euro. Quanto ai volumi, è stato scambiato circa il 6% del capitale ordinario (pre-aumento) e circa il 3,5%
dei diritti sul mercato. La ricapitalizzazione dovrebbe portare nelle
casse della banca genovese, 817 milioni di euro, al netto dei costi e
commissioni per totali 33 milioni.
La banca sta affrontando un
nuovo aumento di capitale dopo
quello da 800 milioni del giugno
del 2014. La necessità di ricapitalizzare ulteriormente, attraverso

l’operazione in corso e la vendita
di alcuni asset, si è presentata dopo l’intervento della Bce che, sottoponendo la banca agli stress
test, ha individuato uno shortfall
da 814 milioni nei conti.
L’aumento appena avviato prevede l’emissione di 7 nuove azioni
per ognuna esistente, al prezzo di
1,17 euro e comporta, per un socio
che non aderisse pro-quota all’aumento, una diluizione dell’87,5%.

I MAGGIORI AZIONISTI

Il presidente Castelbarco
si dice «ottimista»,
ma è ancora incerto come
si muoveranno i grandi soci
Bpce e Fondazione
Da questi dettagli, e dal fatto che
gran parte del valore dei titoli Carige risiede ora nei diritti e non più
nelle azioni, si origina il movimento opposto di azioni e diritti.
Alcuni piccoli azionisti ma soprattutto i fondi, hanno l’occasione di vendere i diritti, finanziando
così l’acquisto di nuove azioni.
Sulla ricapitalizzazione, tra l’altro, c’è incertezza in merito a come
si muoveranno soci quali i francesi
di Bpce (5,1%) e Fondazione Carige(1,95%).Nelcorsodellagiornata
le azioni hanno oscillato tra 1,715

euroe1,85euro,idirittitra3,23e3,87
euro. Contro il rischio di anomalie
di prezzo, Consob ha annunciato,
venerdì scorso, che avrebbe esercitato un particolare monitoraggio sulla ricapitalizzazione. Il calendario dell’aumento prevede
che i diritti siano negoziabili fino al
19 giugno compreso ed esercitabili
fino al 25 giugno.
Parlando dell’operazione Castelbarco, oltre a professarsi ottimista, come si è visto, ha precisato:
«Noi abbiamo fatto il massimo per
fare le cose nel modo corretto. Spero che il mercato apprezzi e gli
azionisti sottoscrivano».
Riguardo alla volatilità registratadaltitolo,haaffermatochesitratta di movimenti «in linea con altri
aumenti». E in merito ai soci francesi,deiqualinonsisaseintendano
sottoscrivere o meno l’aumento, il
presidente di Carige si è mostrato
attendista: «Vedremo cosa faranno. Ma loro hanno sempre deciso
le operazioni all’ultimo».
Sulla vendita della controllata
Cesare Ponti, infine, ha sottolineato, che una decisione sarà presa
«a fine mese, in cda». Ma l’impressione, suffragata dalle dichiarazioni dell’attuale maggiore azionista di Carige, Vittorio Malacalza
(si veda il Sole 24 Ore del 6 giugno), è che l’intenzione sia di non
vendere più l’asset.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

pSe la sostituzione al vertice di

I numeri di Carige
I PRINCIPALI SOCI
Valori in %
Principali

Altri

31,4

68,6

14,9

5,0

Malacalza
Investimenti

4,4

UBS
The Summer
trust
(Gabriele Volpi)

2,0

5,0

Carige

BPCE

I PRINCIPALI TARGET DI PIANO
CET 1 Ratio

Utile netto

Valori in %

14

12,0

12
10

8

Valori in milioni di euro

12,0

300

95

150

208

0

8,4

-150

6

-300

4

-450

2

-600

0

-750

2014

2017

Fonte: Gruppo Banca Carige

2019

-617
2014

2017

2019

un’azienda fa volare il titolo in
Borsa, qualche dubbio sull’operato dei manager viene. È stato il casoieridiDeutscheBank:all’apertura delle contrattazioni il mercato ha salutato l’annuncio del prossimo cambio al vertice con un
+8% delle azioni sulla piazza di
Francoforte, chiudendo poi in
rialzo di quasi il 4%. D’altra parte
un segnale importante in questo
senso era già arrivato ai due coceo dimissionari,Juergen Fitschen e Anshu Jain, un paio di settimane fa, quando la loro riconferma da parte degli azionisti aveva
visto il valore più basso di consensi nella storia recente della banca.
Il voto, che ha visto gli alti dirigentisostenutisolodal61%degliazionisti, è dovuto ad una serie di passi
falsi finanziari e cause legali molto costose per la banca, secondo
gli analisti. A cominciare dalla
multa da 2,5 miliardi di dollari pagata dalla banca per tentativi di
manipolare i tassi di interesse di
riferimento, come il Libor. La
tempistica, comunque, non è casuale: solo quattro giorni fa, si è
diffusa la notizia che Deutsche
Bank sta conducendo un’indagine interna per riciclaggio di denaro di alcuni clienti russi per un valore di circa 6 miliardi di dollari.
Inoltre nei giorni scorso i sindacatiavevanoscrittounaletteraaper-

ta chiedendo una rimozione di
Jain, missiva sottoscritta peraltro
anche da molti dirigenti di alto livello della sede centrale. Se a ciò si
uniscono risultati non completamente soddisfacenti a livello di
conto economico, è comprensibile come il mercato ieri abbia reagitoacquistandoiltitolodelgruppo.
Soloilduegiugnoscorso,nelfare il punto sulle strategie della
banca al 2020, Jain aveva sottolineato come i progressi fatti a livel-

INVESTITORI DELUSI

Troppi scandali, indagini
interne ed esborsi per multe
nei tre anni di guida
della coppia di ceo uscenti
Fitschen e Jain
lo di cost/income fossero insufficienti: dal 93% del 2012 il gruppo è
sceso solo all’87% di fine 2014.
Tanto che aveva annunciato una
serie di misure tra cui l’uscita da 710 paesi non strategici e la chiusura di 200 filiali in Germania.
Si chiuderà così entro quest’anno la guida a due di Fitschen e Jain,
ai vertici dell’istituto tedesco dal
2012. Gli ultimi risultati dei manager sono stati quelli della trimestrale, che hanno evidenziato un
utile pre tasse di 1,5 miliardi in flessione del 12% rispetto al primo tri-

mestre 2014. I ricavi netti, invece,
hanno registrato un incremento
del 24% a 10,4 miliardi di euro.
La coppia di manager sarà sostituita, in un avvicendamento a
due tappe, da una guida unica:
John Cryan, 54 anni, sarà dal primo luglio il nuovo amministratore delegato dell’istituto, affiancando inizialmente Fitschen, che
rimarrà co-amministratore delegato della banca fino all’assemblea annuale di maggio 2016.
Cyran,componente del consiglio di sorveglianza dal 2013 ed ex
direttore finanziario di Ubs,è
uno specialista di operazioni di
turnaround. Pur se di levatura internazionale e di origine inglese,
il nuovo ceo parla correntemente tedesco, ha tenuto a precisare
Paul Achleitner, numero uno del
board di Deutsche Bank, in un
memo indirizzato ai dipendenti
per rassicurare sugli sviluppi futuri del gruppo.
«È la decisione di un’impresa.
Non sono rimasta sorpresa ma
non voglio commentare» ha detto la cancelliera tedesca, Angela
Merkel, durante la conferenza
stampa conclusiva del G7, aggiungendo di «sperare che Deutsche Bank riesca a svolgere bene il
suo lavoro» ma che «comunque
la banca prende le sue decisioni in
modo autonomo come ogni altra
impresa in Germania».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Risparmio gestito/1. Cresce ancora la raccolta: +39% da inizio anno a 2,5 miliardi

Un milione di clienti per Fineco
pNon solo una raccolta da

record. Questo mese FinecoBank ha anche un altro primato da celebrare: aver raggiunto e superato il traguardo del
milione di clienti. Avendo acquistato oltre 51mila nuovi
clienti da inizio 2015, il 15% in
più rispetto all’anno precedente, la banca diretta multicanale controllata da UniCredit ha portato infatti a fine
maggio a 1,003 milioni la quota complessiva.
Si tratta di un obiettivo simbolico, raggiunto però probabilmente più rapidamente del
previsto grazie soprattutto al
contributo della clientela private (quella con portafogli superiori a 500mila euro) che
rappresenta attualmente il

37% del patrimonio complessivo di Fineco, e naturalmente
anche in virtù della crescente
richiesta per servizi di consulenza di investimento da parte
delle famiglie italiane.
I dati positivi sulla raccolta
netta registrati a fine maggio
(+39% a 2,474 miliardi da inizio anno, +52% a 1,698 miliardi
per la raccolta gestita) sono
sotto questo aspetto la conferma di una tendenza in atto
ormai da tempo e che è proseguita anche in un mese non
certo positivo per i mercati
azionari e obbligazionari (solo a maggio la raccolta netta è
stata pari a 368 milioni).
«I trend che sono alla base
del boom del risparmio gestito sono ancora perfettamente

all’opera, anzi la componente
di incertezza sui mercati contribuisce ad aumentare ulteriormente la domanda di consulenza da parte degli investitori», ha sottolineato a questo
proposito Alessandro Foti,
Amministratore Delegato e
Direttore Generale di Fineco,
che considera il traguardo del
milione più un punto di partenza che di arrivo. «L’abbiamo già dimenticato - ha aggiunto - e siamo impegnati per
sfruttare in pieno l’opportunità che ci fornisce il mercato
e per rafforzare un modello
diverso e innovativo che vogliamo far evolvere insieme ai
nostri clienti».
Ma.Ce.
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Risparmio gestito/2. Tre leve di crescita: innovazione di prodotto, espansione estera, imprese

Azimut, 1,3 miliardi i flussi freschi
Lucilla Incorvati

p La corsa di Azimut non si

arresta. Con una raccolta di 1,3
miliardi i flussi freschi da inizio anno arrivano a 3,7 miliardi
e le masse totali a 35,6 miliardi ,
di cui 30,6 miliardi nel risparmio gestito. Un risultato, questo, frutto anche del consolidamento delle masse di Quest
(Brasile) e Ewm (Australia), le
due recente operazioni con le
quali il gruppo ha proseguito
la sua espansione all’estero.
Tramite AZ International
Holdings, è stato completato
l’acquisto di un ulteriore 25%
in Katarsis CA, portando la sua
partecipazione al 100%. Una
parte del controvalore è stato
pagato in azioni Azimut Holding bloccate nel patto (secondo la nuova governance),
dando la possibilità ai partner

locali di diventare azionisti
della capogruppo, e promuovendo la crescita del patto in linea con la strategia del nuovo
Gruppo. Tuttavia, al netto di
queste operazioni e quindi
con l’attività rientrante nel perimetro Italia, i flussi freschi
sono stati pari a 413 milioni (da
inizio anno circa 2,2 miliardi).
Sul fronte dell’innovazione
di prodotto arrivano tre nuovi
comparti del fondo lussemburghese multi comparto AZ
Fund 1: due fondi multi-advisory e AZ Arbitrage, che investe in strumenti finanziari di
natura azionaria emessi da società soggette ad operazioni di
finanza straordinaria. «Il
gruppo sta crescendo, sia in
Italia sia all’estero, con un
trend e un ritmo eccezionali ha ricordato il presidente Pie-

tro Giuliani - sviluppo che si riflette positivamente con i
clienti che da inizio anno hanno beneficiato di una performance media ponderata netta
pari al 6,7%. All’estero ci stiamo muovendo con acquisizioni di dimensioni rilevanti in linea con il nostro disegno di
lungo termine che ci permetterà di svilupparci nei Paesi a più
alta potenzialità. Con la rete e
la struttura di wealth management registriamo importanti
ritmi di crescita grazie all’innovativo modello di piattaforma aperta e al servizio di consulenza a pagamento». Infine,
prosegue il progetto Libera
Impresa con il quale Azimut
vuole diventare punto di riferimento per le piccole e medie
imprese italiane.
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Risparmio gestito/3. Con il dato di maggio il saldo del gruppo supera i 2 miliardi

Mediolanum, sui fondi 466 milioni
pBanca

Mediolanum ha
chiuso il mese di maggio con
una raccolta netta sui fondi comuni positiva per 466 milioni (
mentre quella totale si è fermata a 402 milioni). Grazie a questa cifra il saldo dall’inizio dell’anno sul comparto fondi ha superato la soglia dei 2,1 miliardi.
Più contenuta, invece, la raccolta complessiva che si è attestata a 1,8 miliardi, alleggerita
dai dati negativi registrati su alcuni prodotti Vita.
Il dato di maggio sui fondi è
stato conseguito complice il collocamento della polizza unit
linked “My Life”, attraverso la

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quale sono stati incassati 273 milioni (1,1 miliardi da gennaio).
«Anche il mese di maggio ha
visto raccolte molto forti in particolare nei fondi comuni - ha
commentato Massimo Doris,
amministratore delegato di
Banca Mediolanum -. Ci preme
sottolineare come i nostri family bankers siano particolarmente attivi nell’aiutare la
clientela a comprendere e cogliere l’opportunità offerta da
investimenti azionari».
Già da diverso tempo Banca
Mediolanum ha impostato il
processo di riposizionamento dei portafogli sul comparto

equity nella convinzione che
il settore obbligazionario ormai non sia più in grado di replicare i buoni risultati offerti
nel corso del 2014.
«I 35 anni di successo del reddito fisso sono finiti»ha sostenuto recentemente in un incontro con la stampa Ennio Doris,
presidente di Banca Mediolanum, sottolineando la necessità
di impostare investimenti in
un’ottica sempre più diversificata, puntando su asset class potenzialmente più redditizie come appunto l’azionario.
I.D.V.
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Finanza & Mercati 31

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

Matricole. Via al collocamento retail - «Vogliamo essere protagonisti del consolidamento»

PARTERRE
ppp

Divorzio da record (7 miliardi)
tra Natalia e Vladimir Potanin

C

on 7 miliardi di dollari potrebbe comprarsi la squadra di baseball dei New York Yankees, due Buckingham Palace , 7
Airbus A 380, metà del gruppo Fiat o o addirittura la Finmeccanica: invece, con molta probabilità, la Signora Natalia utilizzerà l’enorme somma che ha chiesto per il divorzio all’ex maritomagnate russo Vladimir Potanin per comprarsi ville al mare, un
nuovo yacht e l’immancabile jet privato. Comunque sia, la richiesta di 7 miliardi di dollari per il divorzio rappresenta un
nuovo record nelle cause di separazione. La Signora Natalia, infatti, proprio non ha digerito la decisione dell’ex marito di fissare in 250mila dollari al mese più le proprietà a Mosca, Londra e
New York il “pacchetto” di alimenti e proprietà post-divorzio,
annunciando così un contrattacco a colpi di miliardi: l’ex consorte di Potanin vuole infatti la metà del patrimonio del magnate russo, stimato in almeno 15 miliardi di dollari. «Dopo 30 anni
al suo fianco - ha detto la Natalia - mi ha liquidato con poco più
di una mancia: io ho sofferto tanto e merito quindi di più”. Se la
ragione è dalla sua parte, sarà il giudice a deciderlo: la Signora
Natalia spera infatti che le sia riconosciuta la metà del patrimonio dell’ex consorte così come stabilisce la legge russa. In gioco
nella causa c’è un patrimonio enorme, che spazia dalle miniere
alle società di investimenti. In passato Patanin ha detto che, alla
sua morte, avrebbe destinato metà del patrimonio in beneficienza. (M. Ven.)

L’Ipo Inwit brucia le tappe:
book coperto in 47 minuti
Già prenotato
al prezzo minimo
il 90% riservato
agli istituzionali
Antonella Olivieri
u Continua da pagina 29

pSulla base della forchetta di

23 - esordirà sul mercato con un
flottante massimo del 40%
(36,33% senza l’eventuale greenshoe) e, in teoria, non sarà quindi
contendibile. Le azioni in vendita
saranno messe tutte a disposizione dell’attuale azionista Telecom
Italia: 218 milioni di titoli più un ulteriore 10% per l’eventuale greenshoe. Al pubblico indistinto sono
riservati 22milioni di titoli (10,09%
dell’offerta), mentre agli investitori istituzionali sono offerti i restanti 196 milioni di titoli (pari all’89,91%). Per il retail il lotto minimo prenotabile è di 1.250 azioni.
L’ad di Telecom, Marco Patuano - che con il cfo Piergiorgio Peluso ha “presentato” la matricola all’avvio milanese del road-show ha sottolineato il proposito di fare
di Inwit «protagonista del consolidamento del settore». Ogni opzione è aperta. «Possiamo anche considerare di scendere al di sotto del
50% - ha precisato a margine Patuano - ma avendo un ruolo nel cda
e nella governance di Inwit». Intanto, per renderla più appetibile,

come spiegato anche dall’ad della
società, Oscar Cicchetti, la leva del
debito è stata mantenuta bassa
(debito netto pari a 1 volta l’Ebitda), mentre la redditività è elevata (margine Ebitda del 43%). In
questo business infrastrutturale,
altamente prevedibile, le opportunità di guadagno extra derivano
infatti dalla possibilità di utilizzare
ciascuna torre per più operatori,
eliminando le duplicazioni di copertura e quindi i costi di affitto dei
siti, che oggi rappresentano l’86%
del totale dei costi operativi. Già
oggi le torri Inwit sono utilizzate in
media da 1,5 operatori ciascuna,
ma l’obiettivo è di salire oltre (1,9 la
stima al 2018). Attualmente il principale cliente della società è ovviamente Telecom, che apporta l’81%
dei ricavi con un contratto di 8+8+8
anni e rinnovo automatico. Ma c’è
l’impegno di Telecom a liberare
1.440 siti e a portare, nel giro di
quattro anni, 2.506 nuovi contratti
con altri operatori.
I ricavi pro-forma nel 2014 sono
stati pari a 314 milioni (di cui 253 da

Rocco Bormioli si fa in tre
e vende il packaging alimentare

prezzo indicativa di 3,25-3,90 euro
per azione, Inwit è valorizzata
1.950-2.340 milioni di euro. L’ammontare dell’Ipo sarà dunque pari a 709-850 milioni, escludendo la
greenshoe, e a 780-935 milioni inclusa la fetta addizionale di azioni. Telecom utilizzerà gli introiti
della vendita in parte per ridurre il
debito e in parte per finanziare il
suo piano di sviluppo nella banda
ultralarga.
La futura matricola - che terminerà il collocamento, salvo chiusura anticipata, alle 13,30 del 17 giugno, per approdare in Borsa il 22 o il

L

La conferenza degli sviluppatori dell’azienda di Cupertino

ppp

a Rocco Bormioli, tanto famosa alle cronache anni fa quando
azionista era la Efibanca del Banco Popolare, si fa in tre e con
il nuovo proprietario, cioè il fondo di private equity Vision Capital, mette a segno un’importante dismissione. Vision Capital, assistito dall’advisor Cmc di Carlo Calabria ed Enrico Chiapparoli,
ha infatti venduto la divisione di packaging alimentare, mentre
restano ancora nel perimetro l’area farmaceutica (a propria volta suddivisa in plastica e vetro) e dei prodotti per la casa. Queste
altre due divisioni, probabilmente, verranno dismesse nei prossimi mesi. A comprare la divisione di packaging alimentare (che ha
un giro d’affari di circa 60 milioni di euro) è stata Vetropack Holding, una multinazionale della Svizzera tedesca quotata a Zurigo
e tra i leader europei nel settore del packaging. Vision, che nel 2011
ha rilevato Rocco Bormioli (con la partecipazione del 94,5%) dal
Banco Popolare finanziandosi con un bond high yield da 250 milioni, ha già dismesso negli scorsi mesi le attività di profumeria
francesi e le attività raccolte nella controllata americana.
La storica vetreria fondata a Fidenza (Parma) nel 1825 e diventata negli anni un piccolo marchio del Made in Italy, era stata risanata (con l’arrivo di Pier Francesco Saviotti) dal Banco Popolare,
che a sua volta aveva ereditato la quota dalla Popolare di Lodi di
Gianpiero Fiorani. A distanza di qualche anno Vision Capital ha
deciso di valorizzare l’azienda con un break-up. (C.Fe.)

Trasporti. L’affondo di Qatar Airways

Iata, battaglia totale
tra arabi ed Usa-Ue
Gianni Dragoni
MIAMI. Dal nostro inviato

u Continua da pagina 29

pAl Baker è andato all'attac-

co: «Nel bilancio dell’associazione ci sono i costi del protezionismo degli Stati Uniti e
dell'Europa. Il segretario generale ha detto che la Iata non ha
un mandato. Non sono d’accordo che non dobbiamo prendere posizione. Nell’assemblea
del 2008 è stata approvata
“l'agenda per la libertà dell’attività dell’industria”. Dobbiamo
attenerci a quella deliberazione». La prima sessione si è conclusa con l'approvazione del
discorso di Tyler, con applausi
contenuti dell'assemblea.
L’a.d. di Lufthansa, Carsten
Spohr, è uscito dal salone parlando con l’a.d. di Air FranceKlm, Alexandre de Juniac, teoricamente un concorrente, ma
sembravano due alleati che
preparano una contromossa.

L’INDISCREZIONE

Quel rosso nei conti
dell’associazione

È

in rosso il bilancio 2014
della Iata. Il bilancio, che Il
Sole 24 Ore ha consultato,
indica un aumento dei ricavi da
303,1 a 312,49 milioni di dollari.
Le spese sono aumentate da 375
a 416,38 milioni, per un
accantonamento al fondo
pensioni. Dopo aver calcolato i
contributi degli associati, pari a
97 milioni, c'è una perdita
consolidata di 6,85 milioni di
dollari, rispetto a un utile di
30,56 milioni nel 2013. In
un'altra tabella la Iata calcola
anche le perdite su derivati per
11,6 milioni e sul fondo pensioni
per 39,7 milioni: si arriva così a
una “perdita complessiva
totale” di 58,17 milioni di dollari,
rispetto a 42,6 milioni di utile
nel 2013. Il patrimonio netto si è
ridotto a 16,4 milioni. (G.D.)

«Non ho commenti», ha risposto Spohr al Sole 24 Ore.
Le compagnie del Golfo, soprattutto degli Emirati arabi
uniti, base di Emirates e
Etihad, chiedono una liberalizzazione delle rotte verso gli
Stati Uniti e l’Europa con una
revisione degli accordi bilaterali tra gli Stati, per poter impiegare le loro flotte crescenti
di jet Airbus e Boeing. Le tre
maggiori compagnie americane (American airlines, Delta
e United) hanno accusato la
“trojka” mediorientale di concorrenza sleale per i presunti
aiuti pubblici che avrebbero
ricevuto, accusa rispedita al
mittente con gli interessi. Il
fronte europeo è diviso, perché i vettori del Golfo sono nel
capitale di Alitalia (49%
Etihad) e Iag, la holding di Ba e
Iberia (il 10% è di Qatar).
«I bilaterali sono accordi
commerciali», ha replicato
Doug Parker, a.d. di American.
Secondo l'a.d. di Lufthansa,
Spohr, «sei hub in Europa sono colpiti» dalla crescita impetuosa di Emirates, Etihad,
Qatar, «Amsterdam, Parigi,
Francoforte, Monaco, Zurigo,
Vienna. Il numero dei voli a
lungo raggio tra l’Europa e
l’Estremo oriente sta diminuendo notevolmente».
La polemica ha oscurato le
previsioni di risultati record per
le compagnie mondiali, grazie al
calo del petrolio. Rispetto a sei
mesi fa, la Iata ha alzato di 4,3 miliardi di dollari i profitti netti stimati quest'anno a 29,3 miliardi,
pari al 4% su 727 miliardi di fatturato.L’annoscorsoiprofittisono
stati 16,4 miliardi (meno dei 19,9
miliardi stimati in dicembre).
«Risultato record ma non sensazionale. Apple da sola ha guadagnato 13,6 miliardi di dollari nel
secondo trimestre», ha detto
Tyler. Più di metà dei profitti sono nel Nord America (15,7 miliardi), in Europa 5,8 miliardi, in
Asia-Pacifico 5,1 miliardi. Il Medio Oriente con 1,8 miliardi «ha
la maggior crescita del traffico».

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Apple, in arrivo
nuovi servizi
su news e musica
Applesilancianell’editoriaenella
musicainstreaming.Conilnuovo
sistemaoperativoperiPhoneeiPad
arrival’applicazione«News»:un
aggregatoredinotizie.Perilservizioi
partnersono,traglialtri,Time,Wired,
NewYorkTimes,CnneEspn.Spotifye
GooglesononelmirinodiAppleconil
servizio“Music”,mentrewatchOS2è
ilnuovosistemaoperativoperl’Apple
Watch(nellafoto,TimCookeJimmy
Iovine).

Telecom e 61 da altri operatori),
mentre i costi dilocazione sono
stati pari a 154 milioni sul totale di
179 milioni di costi operativi (l’organico è di soli 63 dipendenti).
L’Ebitda è stato pari a 135 milioni
(43% il margine sui ricavi) e, detratti 4 milioni di Capex (spesa per
investimenti), il free cash-flow
operativo si è attestato a 131 milioni. Il Capex di mantenimento - manutenzione straordinaria dell’infrastruttura - per i prossimi anni è
fissato “obbligatoriamente” in 5
milioni all’anno.
Non sono state fornite indicazioni sul pay-out, ma gli analisti stimano che la percentuale di utili da
distribuire sotto forma di dividendi si aggirerà intorno al 90%, in linea con la prassi del settore.
Il collocamento è curato da Banca Imi, Deutsche Bank e Mediobanca con Ubs nel ruolo di joint
bookrunner. Dopo la tappa milanese, il road-show proseguirà per
Londra, New York, Boston per terminare infine di nuovo a Londra.
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JEFF CHIU/AP

Polizze. Botta e risposta tra le società

Exor-PartnerRe,
è scontro frontale
sui soci privilegiati
Laura Galvagni
u Continua da pagina 29

p D’altra parte, il board del

gruppo con sede alle Bermuda aveva sottolineato come
l’offerta italiana non avesse
alcun vantaggio per gli azionisti preferred. Non solo, per
il cda di PartnerRe, il progetto
di aggregazione porterebbe
una lunga lista di benefici ai
soci privilegiati: un profilo finanziario più solido, nessun
impatto sugli attuali rating
(già ora piuttosto forti),
un’eguale liquidità e lo stesso
potere di voto. Diversamente, se all’assemblea del prossimo 24 luglio i soci dovessero
decidere di bocciare l’aggregazione con Axis per favorire
la proposta da 6,8 miliardi di
Exor (137,5 dollari per azione), gli azionisti “preferred”,
«non avrebbero alcun vantaggio dal cambio di controllo» considerato che l’offerta
cash è rivolta solo al capitale
ordinario; potrebbero scontare il fatto che «il rating di
Exor è più basso e ha un outlook negativo» ( e in quest’ottica si riporta il parere di
S&P, che ha un giudizio BBB+,
del 17 aprile scorso in cui il
cambio di prospettiva viene
di fatto attribuito all’operazione PartnerRe); tanto più se
associato «all’indebitamento
addizionale» (4,75 miliardi di
nuovi finanziamenti) necessario perché Exor possa concludere positivamente l’operazione; il cda desume poi che
da tutto ciò potrebbe derivare
un possibile danno al rating
degli azionisti privilegiati e di
conseguenza «una diminuzione del valore delle azioni,
un maggiore rischio di default e minori dividendi»; infine «il potere di voto dei soci
privilegiati potrebbe essere
annullato» se l’offerta di Exor
andasse in porto.

A tutto ciò, Exor ha riposto
con quanto già riportato nelle
precedenti righe aggiungendo che «PartnerRe ha presentato ai propri azionisti un’operazione inferiore nella forma
di una proposta di fusione con
Axis, che è stata strutturata da
alcuni membri del consiglio di
amministrazione, nello specifico il transaction committee,
che trarranno vantaggio - personale e finanziario – da tale
operazione». Il riferimento è
al fatto che, stando alla documentazione presentata dalla
società stessa alla Sec, il chief
executive David Zwiener è

IL VOTO

In vista dell’assemblea
del prossimo 24 luglio sulla
fusione con Axis si cerca
il consenso di una parte
importante del capitale
destinatario di un bonus da 3,5
milioni di dollari se verrà portata a compimento l’aggregazione con Axis. Il presidente
Jean-Paul Montupet e un
membro del board Roberto
Mendoza hanno invece ricevuto un “una tantum” da 100
mila dollari in contanti più altrettanti in azioni per «gli sforzi compiuti nella ricerca di
una soluzione strategica» per
la compagnia. Nessun bonus,
invece, è previsto nel caso in
cui dovesse prevalere l’offerta
di Exor. Inoltre, in merito al
debito, va anche ricordato che
riguardo all’incremento della
leva una parte di quei denari
non verranno utilizzati considerato che la holding ha già
trovato l’accordo per la vendita di Cushman & Wakefiled
che vale un incasso di 1,27 miliardi di dollari.
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Infrastrutture. Investimento nelle autostrade

Astaldi, maxi-contratto
da 5 miliardi in Turchia
pAstaldi fa un passo importan-

te per mettere in cassaforte la liquidità necessaria alla realizzazionediunodeimaggioriprogetti
infrastrutturali al mondo. La societàdicostruzioniromanahafirmato un contratto di finanziamento del valore di 5 miliardi di
dollari per il progetto dell’autostrada Gebze-Orhangazi-Izmir
in Turchia.
L’investimentoèdi6,4miliardi
di dollari e porterà alla realizzazione di una delle più importanti
opere infrastrutturali oggi in corso di realizzazione a livello mondiale, incluso un ponte sospeso
che una volta realizzato sarà il
quartopiùlungoalmondo.Danotare che proprio Astaldi sta partecipando anche alla realizzazione
del ponte sul Bosforo, sempre in
Turchia. Il nuovo finanziamento
sarà utilizzato per il completamento dell’ultima parte del tracciato, lungo 301 chilometri, per il
collegamento di Bursa a Izmir e il
rifinanziamento delle tratte già in
costruzione per il collegamento
Gebze-Orhangazi-Bursa.
Si conclude, pertanto, il processo di finanziamento dell’intera opera: in questo modo ci sarà
un riequilibrio del rapporto tra
debt ed equity dell’iniziativa a
78/22 (dall’iniziale 50/50) e senza
ulteriore apporto di equity per
Astaldi. Il pool di banche finanziatrici è composto da Akbank,
Deutsche Bank, Garanti Bankasi,
Halkbank, Is Bankasi, Vakifbank,
Yapi Kredi e Ziraat Bankasi.
L’iniziativa in concessione
prevede la costruzione di oltre
400 chilometri di autostrada e la
successiva gestione ad opera di
Astaldi, in raggruppamento con
alcune imprese turche. L’opera è
in fase di costruzione per lotti separati: la fase 1 (di 53 chilometri,
con la tratta Gebze-Orhangazi,
incluso il Ponte sulla Baia di Izmit), la fase 2A (di 25 chilometri,
coniltracciatoOrhangazi-Bursa)
e la fase 2B (di 301 chilometri, con
la tratta Bursa-Izmir).
Una volta completata, l’infrastruttura garantirà il collegamento tra le città di Gebze (vicino
Istanbul) e Izmir (sulla costa

egea), dimezzando gli attuali
tempidipercorrenzainauto,oggi
superiori alle otto ore. Astaldi è
presenteinTurchiadaglianni’80.
Ha già realizzato una tratta rilevante dell’Autostrada dell’Anatolia (di 116 chilometri, tra Gumusova e Gerede), oltre che la metropolitana di Istanbul (26 chilometri e 16 stazioni) inaugurata ad
agosto 2012, il nuovo Terminal Internazionale dell’Aeroporto di
Milas-Bodrum, operativo da
maggio2012edicuiAstaldicurerà
la gestione fino a ottobre 2015, e il
Ponte sul Corno d’Oro (Haliç Bridge) inaugurato a marzo 2014. A
oggi, Astaldi è presente nel Paese
con il progetto per la realizzazione e successiva gestione del Terzo Ponte sul Bosforo (il più lungo
e più largo ponte sospeso al mondo, attualmente in fase di costruzione) ed è impegnato nella finalizzazione del contratto di finanziamentodelcontrattoinconcessione relativo al Campus
sanitario di Etlik ad Ankara, il più
grande in costruzione in Europa.
C.Fe.
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M&A

Diageo vola
sull’interesse
di Lemann
pGiornata di gloria a Londra

per il titoli Diageo. Le azioni del
gruppo britannico attivo nei
settori superalcolici, birre e vini ieri hanno infati spiccato il
volo per toccate un massimo di
19,14 sterline per poi ridimensionarsi e chiudere a quota
18,80, mantenedo comunque il
rialzo del 6,8% rispetto alla seduta precedente. A surriscaldare gli scambi ieri sono stati i
rumors di un interesse per il
gruppo britannico da parte di
una cordata di investitori guidata dal miliardario brasiliano
Jorge Paulo Lemann.

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32

Finanza & Mercati

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

Analisi dei bilanci R&S - Il Sole 24 Ore

Congiuntura. Il margine industriale dell’indice formato
dai primi ventiquattro gruppi italiani è in fase di stagnazione

I CONTI DEI GRANDI GRUPPI AL 31 DICEMBRE 2014
Top Banche

Gruppi sotto la lente
12 mesi (in mln di €)
2013
2014 Variazione %

Margine d’interesse
Commissioni nette
Altri ricavi
Totale ricavi (margine di intermediazione)
Costi operativi
Perdite su crediti
Risultato corrente
Saldo altri costi e ricavi non correnti
Imposte
Risultato di competenza di terzi
Risultato netto
ROE
Impieghi verso la clientela
Raccolta diretta da clientela
Raccolta indiretta da clientela *
Patrimonio netto (inclusi terzi)
Crediti deteriorati
Numero dipendenti
Numero sportelli

30.756
19.205
5.762
55.723
-38.246
-28.100
-10.623
-12.535
3.342
-397
-20.213

31.156
20.205
5.156
56.517
-37.736
-23.246
-4.465
785
152
-445
-3.973

1,3
5,2
-10,5
1,4
-1,3
-17,3
-58,0
n.c.
-95,5
12,1
-80,3

Neg.
Al 31/12/13

Neg.
Al 31/12/14

n.c.
Variazione %

1.276.776
1.425.243
576.522
138.786
127.838
309.025
23.657

1.231.314
1.409.749
660.762
142.953
134.871
305.531
21.449

-3,6
-1,1
14,6
3,0
5,5
-1,1
-9,3

Nota: i costi operativi comprendono personale, spese generali e ammortamenti; (*) Solo risparmio gestito

A2A
Atlantia
Autogrill
Buzzi Unicem
Davide Campari
Enel
Eni
Exor
Finmeccanica
GTECH
Luxottica
Mediaset
Moncler
Pirelli & C.
Prysmian
Salvatore Ferragamo
Snam
STMicroelectronics
Telecom Italia
Tenaris
Terna
Tod’s
World Duty Free
Yoox
TOTALE

Top Industria

Var. % fatturato (*) Var. % Mon Mon/fatt Debiti fin./ patrimonio
2013-14
2013-14 in % 2014
netto in % 2014

-11,7
5,0
1,1
-0,2
3,4
-2,6
-4,2
7,8
7,1
0,2
5,3
0,5
19,4
-0,7
-6,0
5,9
1,5
-8,9
-7,5
-2,4
4,2
-0,1
15,8
14,9
0,2

2,8
6,2
23,1
25,3
-1,7
-3,4
-16,8
-1,2
n.c.
5,1
9,5
1,2
16,2
0,5
-38,8
10,4
-2,3
n.c.
-13,0
-3,5
-3,6
-21,8
-20,1
-4,2
-4,6

10,9
41,8
2,9
7,5
18,5
12,7
8,8
4,4
4,1
19,3
15,3
7,6
29,0
13,8
3,6
18,5
57,6
3,5
20,6
21,9
51,8
15,6
5,4
4,4
10,0

127,6
177,2
181,3
61,9
78,8
111,5
41,6
269,7
149,7
91,8
50,1
45,0
55,8
88,6
117,1
28,7
194,4
35,7
159,4
7,7
290,5
4,4
212,1
61,4
110,7

(*) Variazione su base omogenea

2013

12 mesi (in mln €)
2014 Variazione %

411.695
368.283
43.412
-9.766
33.646
954
-15.742
-4.270
14.588
9,2

412.847
371.430
41.417
-10.365
31.052
-9.346
-11.098
-1.614
8.994
5,4

0,3
0,9
-4,6
6,1
-7,7
n.c.
-29,5
-62,2
-38,3
-3,8 (punti)

Al 31/12/13

Al 31/12/14

Variazione %

172.569
41.139
239.580
453.288
112,1
162,7
59.413

175.055
44.065
242.613
461.733
110,7
163,8
66.213

1,4
7,1
1,3
1,9
_
_
11,4

Fatturato netto
Costi di gestione
Margine operativo netto
Oneri e proventi finanziari
Risultato corrente
Saldo costi e ricavi non correnti
Imposte
Risultato di competenza di terzi
Risultato netto
ROE
Patrimonio netto degli azionisti
Patrimonio netto delle minoranze
Debiti finanziari
Totale capitale
Debiti finanziari/Patrimonio netto in %
Mezzi di terzi/PN degli azionisti in %
Liquidità

Nota: onde evitare duplicazioni, l’aggregato non comprende le società la cui controllante è inclusa nei Top
industria; Il margine operativo netto (c.d. ebit) corrisponde alla differenza tra ricavi e costi della gestione tipica,
compresi gli ammortamenti; oneri e proventi finanziari comprendono i risultati netti pro-quota di consociate
valutate al patrimonio netto. Il Roe è calcolato su base annua.

L’utile netto dell’industria crolla del 38%

Per il settore profittabilità in discesa a causa dell’erosione dell’Ebit e del peso degli oneri straordinari
di Giuseppe Oddo

È

stagnante la situazione dei
gruppi industriali quotati in
Borsa al termine del 2014. Il
margine operativo netto (Mon o
Ebit) in rapporto al fatturato dell’aggregato manifatturiero appare sostanzialmente invariato rispetto alla fine del 2013, mentre
negli ultimi due trimestri assume
un profilo addirittura piatto. Lo
stesso margine è invece in diminuzione per le imprese dei servizi
e per quelle dell’energia, il cui andamento è tuttora, in entrambi i
casi, di tipo recessivo .
La perdita media di profittabilità, per i ventiquattro gruppi dell’indice Top Industria, è significativa: -5% il Mon, -8% il risultato
prima delle operazioni straordinarie e delle imposte e -38% il risultato netto d’esercizio. Il Roe,
cioè la redditività del patrimonio
netto, crolla dal 9% al 5 per cento.
Cresce di un misero 0,3% il fatturato aggregato, ma è una rondine che non fa primavera anche
perché, in un numero crescente
di casi, la maggior parte del giro
d’affari aziendale è realizzata all’estero. Il gruppo Exor, che consolida Fiat Chrysler Automobiles (Fca), è l’esempio più eclatante di questa tendenza: il 92,5% dei
suoi 122 miliardi di ricavi è generato fuori dell’Italia, con il contributo determinante delle due
Americhe; l’apporto di Fca al pil
nazionale è, a livello di fatturato,
di appena 9 miliardi; ed è occupata all’estero la stragrande mag-

gioranza dei suoi addetti, 293mila
su 319mila. Analogo il caso di Eni,
che pure è un gruppo a controllo
statale: proviene dall’estero il
73% dei ricavi del “cane a sei zampe”, 80 miliardi di euro su 110, ed è
occupata in paesi diversi dall’Italia la maggior parte dei suoi addetti, 58mila su 84mila.
La quota di fatturato estero è
rilevante anche per Enel (45 mi-

L’ESPATRIO DEL PIL

Grandi gruppi privati come
Exor e pubblici come Eni,
Enel e Finmeccanica
realizzano in paesi esteri
la maggior parte dei ricavi
UN MARE DI LIQUIDITÀ

Le aziende più indebitate
sono anche le più liquide,
come Exor, che ha 29 miliardi
di disponibilità a fronte di 60
miliardi di esposizione totale
liardi su 74) e per Finmeccanica
(12 miliardi su 15), anch’esse a
controllo pubblico. È concentrata sul mercato nazionale, con
14 miliardi di fatturato su 21, Telecom Italia, che ha in patria anche la maggior parte dei dipendenti (53mila su 66mila). Pure
Finmeccanica ha il grosso degli
addetti in Italia (34mila su
54mila), al contrario di Enel, che
ne ha 36mila all’estero su un to-

tale di 69mila.
Questi dati ci dicono che una
parte sempre più consistente
del valore aggiunto dell’industria italiana va ad accrescere il
pil di altri paesi. È il prezzo che
l’Italia paga non solo per la globalizzazione dell’economia, ma
anche per la ristrettezza della
sua base produttiva dovuta sia al
più basso reddito pro-capite nazionale rispetto a quello dei paesi suoi concorrenti, sia soprattutto a un regime fiscale vessatorio che comprime la domanda
interna di beni e servizi, penalizzando la ripresa.
Registrano un calo a due cifre
del margine operativo netto Prysmian (-39%), Tod’s (-22%), World Duty Free (-20%), Eni (-17%) e
Telecom Italia (-13%), che comunque mantiene un rapporto ancora
alto tra Mon e fatturato (del 21%).
L’indebitamento finanziario
del Top Industria, in rapporto al
patrimonio netto, scende in media di quasi un punto e mezzo rispetto al 2013, ma l’esposizione di
gruppi come Terna, Exor, World
Duty Free, Snam, Autogrill, Atlantia, Telecom, Finmeccanica,
A2A, Prysmian ed Enel continua
ad essere più o meno rilevante
(vedi tabella in alto al centro). Il
maggiore aumento debitorio in
valore assoluto è quello di Exor:
+6,6 miliardi per l’estinzione anticipata del finanziamento non
garantito verso Veba Trust.
I gruppi del campione tendono generalmente a smarcarsi dal
credito bancario, in modo parti-

colare Enel ed Eni, i cui debiti finanziari di medio-lungo periodo
sono ormai costituiti al 68% da
emissioni obbligazionionarie e
solo al 18% da finanziamenti bancari. L’altra faccia della medaglia
sono le piccole e medie imprese e
le aziende artigiane, che rappresentano l’ossatura produttiva del
paese e che, non potendo di fatto
accedere al mercato dei bond,
tranne rari casi, sono portate ad
accrescere la dipendenza dalle
banche proprio mentre le banche
stringono i cordoni del credito,
riducendo gli impieghi di denaro.
Un fenomeno sempre più diffuso tra le imprese del Top Industria è l’aumento della liquidità
(cassa, banche e titoli) anche a
fronte di debiti finanziari totali
elevati. È ancora una volta eclatante il caso di Exor che, con
un’esposizione di 60 miliardi,
può permettersi una disponibilità liquida di 29 miliardi. Non è da
meno Pirelli: 1,1 miliardi liquidi
contro 2,3 di debiti. La liquidità di
Luxottica (quasi 1,5 miliardi) è
pari al 59% dei suoi debiti (quasi
2,5 miliardi), e quella di STMicroelectronics raggiunge addirittura il 112%: 1,7 miliardi contro quasi
1,5 di debiti finanziari.
Anche se i bilanci sono scarsi
di informazioni sul rendimento
di questa liquidità (cresciuta a
livello aggregato dell’11% rispetto al 2013), la compresenza
di ingenti disponibilità e di altrettanto ingenti debiti porta a
ritenere che si sia di fronte a un
processo di finanziarizzazione

della gestione aziendale.
Subiscono un forte peggioramento gli oneri straordinari del
Top Industria, che passano da
+954 milioni a -9 miliardi nel
2014. Diverse le cause: una svalutazione di cespisti per 6,4 miliardi da parte di Enel e il venir meno
sia nel bilancio di Eni che in quello di Exor delle enormi plusvalenze realizzate nel 2013, da entrambi i gruppi, con la vendita
parziale o totale di società partecipate. Ed è proprio l’impennata
degli oneri straordinari a provocare la contrazione dell’utile aggregato a 9 miliardi, contro i 15
dell’anno precedente.
La caduta dei profitti del Top
Industria, ad esclusione di Eni, è
peraltro mitigata dalla diminuzione del tax rate (l’incidenza
delle imposte sul risultato netto), che cala dal 28% al 20 per
cento. La riduzione è significativa soprattutto per Enel, che vede diminuire le imposte di 3,2
miliardi anche per effetto di un
credito fiscale di 1,4 miliardi, e
per Eni (-2,5 miliardi). Eni ottiene un provento d’imposta di 850
milioni grazie alla definizione
con l’autorità fiscale italiana
della cosiddetta Lybian tax, l’addizionale Ires del 4% prevista
con la legge 7 del 2009. Aumenta
invece di 1,3 miliardi la tassazione del gruppo Exor, che nel 2013
aveva contabilizzato per la controllata Chrysler imposte differite attive.

Gli effetti della congiuntura

GLI AGGREGATI
Top Industria
 Ne fanno parte A2a,
Atlantia,Autogrill, Buzzi
Unicem, Campari, Enel, Eni,
Exor, Ferragamo,
Finmeccanica, Gtech,
Luxottica, Mediaset, Moncler,
Pirelli, Prysmian, Snam, ST,
Telecom Italia, Tenaris, Terna,
Tod’s, World Duty Free, Yoox.
Nell’aprile 2005 Gtech è stata
incorporata dalla controllata
International Game
Technology. Rispetto al
precedente campione, Exor
figura al posto delle
controllate Cnh Industrial e
Fca.
Top Banche
 Ne fanno parte Intesa
Sanpaolo, Banca Mps, Ubi,
Banco Popolare, UniCredit,
Popolare di Sondrio, Popolare
Emilia Romagna, Popolare
Milano, UniCredit,
Mediobanca.

INCIDENZA TRIMESTRALE DEL MARGINE OPERATIVO NETTO (MON)
Servizi

Manifattura
2012
II
III IV
I

I

19,4

20,5 21,1

15,8 15,8

5,6

2013
II
III

IV

2014
II
III

I

19,1 19,5 19,2 20,2 19,7 19,3 19,4

14,4

18,2

Energia

13,3

14,4
11,9 12,2 12,4

19,7

13,6 13,0

IV

18,7

11,6

6,4 6,7 6,4 5,4 6,0 6,4 6,2 5,4 6,2 6,4 6,4

I RICAVI ARRIVANO DALL’ESTERO
Il fatturato dei principali gruppi industriali nel 2014 ripartito
tra Italia ed estero. Dati in miliardi di euro
Italia

Estero

Exor

Eni

Enel

Telecom Italia Finmeccanica

9,2 113,0

29,6 80,2

29,5 44,8

14,0 7,1

2,9 11,8

www.mbres.it

Finanza & Potere

PER SAPERNE DI PIÙ
R&S Mediobanca su internet

http://oddo.blog.ilsole24ore.com

I finanziamenti alle piccole e medie imprese continuano a diminuire nonostante i prestiti profusi a piene mani dalla Bce a tassi vicini allo zero Il costo della crisi istituto per istituto

Gli impieghi delle banche scendono del 4%
pChiude in “rosso” il bilan-

cio dell’agregato bancario al 31
dicembre 2014. I primi nove
gruppi del credito, compresi
nel Top Banche, registrano in
totale una perdita netta di 4 miliardi: una cifra in forte recupero rispetto ai -20 miliardi
dell’anno precedente, anche
se di segno ancora negativo.
Il miglioramento deriva da
una catena di eventi favorevoli. Anzitutto dall’aumento
dei ricavi: +1,4 per cento. In
secondo luogo dalla diminuzione dei costi (-1,3%) ed in
modo particolare delle perdite su crediti (-17%), che rappresentano la voce più critica
dei bilanci bancari. In terzo
luogo dalle operazioni straordinarie, che hanno avuto
un saldo positivo di circa 800
milioni contro i -12,5 miliardi
del 2013: un progresso di oltre
13 miliardi per il venir meno
delle svalutazioni degli avviamenti e degli altri attivi
immateriali. Ciononostante,
il Roe (la redditività del patrimonio netto) è negativo. Segno che la strada per il ritorno
al profitto è tuttora in salita.
La raccolta, quella indiretta,
derivante dalla sottoscrizione
di fondi, sale del 15%, e sale del
3% anche il patrimonio netto

complessivo. Nello stesso
tempo non smettono di crescere i crediti deteriorati, che
aumentano del 5,5% ripetto al
2013. La somma degli incagli,
delle sofferenze, dei crediti ristrutturati e dei crediti scaduti
supera in totale i 133 miliardi,
30 dei quali non coperti da alcuna garanzia. Le sole sofferenze, ovvero i crediti inesigibili, che dovranno essere molto probabilmente svalutati nei

PERDITE SU CREDITI

Le rettifiche del Monte dei
Paschi di Siena sono triplicate
rispetto al 2013 e quelle
del Banco Popolare sono
più che raddoppiate
bilanci futuri, ammontano a 57
miliardi. L’incognita maggiore è però costituita dagli incagli, cioè i 58 miliardi di crediti
congelati per temporanee difficoltà finanziarie dei creditori. Il problema sarà il modo in
cui questi creditori usciranno
dalla crisi: in che misura gli incagli si trasformeranno in sofferenze. Non è questione di
poco conto, perché un aumento dei crediti inesigibili avreb-

Sostienimi! scaricando da www.dasolo.info

be inevitabili ripercussioni
sulle perdite su crediti; di conseguenza, sul risultato d’esercizio dell’aggregato.
L’analisi dei singoli casi evidenzia situazioni molto differenziate. Dei nove gruppi del
Top Banche, solo tre registrano un incremento delle perdite su crediti: Monte dei Paschi
(Mps), Banco Popolare e Mediobanca. Con una differenza: per Mediobanca l’incremento è del 17,5% (pari a 100
milioni) ed è dovuto alle sole
attività di credito al consumo;
per le altre due l’incremento
supera il 100 per cento. In particolare, le perdite su crediti di
Mps sono quasi il triplo di
quelle del 2013 (+188%, pari a
quasi 8 miliardi), quelle di
Banco Popolare poco più del
doppio (+108%, pari a 3,6 miliardi), e in entrambi i casi del
costo del rischio aumenta di
molto. Più di due terzi delle
rettifiche di Mps e circa il 40%
di quelle di Banco Popolare sono peraltro il risultato di una
diversa metodologia di classificazione e valutazione del
portafoglio crediti, conseguente agli stess test della Bce.
Riducono sensibilmente le
perdite su crediti UniCredit
(-68% pari a 4,3 miliardi), In-

tesa Sanpaolo (-38,5% pari a
4,1 miliardi) e Banca Popolare di Milano (-27% pari a 423
milioni.
La situazione complessiva
del Top Banche appare in risalita, ma il bilancio di questi
sei anni è impressionante.
L’eredità della grande crisi
economica e finanziaria pesa
ancora oggi come un macigno. Dal 2008 al 2014 Unicredit ha accumulato quasi 52 miliardi di euro di perdite su crediti e altri 17 miliardi di oneri
straordinari, per un totale di
69 miliardi. Le perdite su crediti di Intesa Sanpaolo, nello
stesso periodo, hanno sfiorato i 28 miliardi, ai quali bisogna aggiungerne altri 12 miliardi di oneri non ricorrenti,
per un totale di 40 miliardi.
Aggiungiamo a questi numeri
i 18 miliardi di perdite su crediti e i 6 miliardi di oneri straordinari, per un totale di 24
miliardi, accumulati, sempre
nello stesso arco di tempo, dal
Monte dei Paschi.
Sono cifre imponenti che
hanno richiesto colossali aumenti di capitale e che danno
la misura dei problemi che il
sistema bancario deve ancora
risolvere.
C’è poi la questione degli

Perdite sui crediti e oneri o proventi straordinari netti per singolo gruppo creditizio, periodo 2008-14 . In mld di €
Perdite su crediti

impieghi alla clientela che
continuano a scendere. Nel
2014 sono diminuiti di un altro 4%, passando da 1.277 a
1.231 miliardi nonostante i
prestiti della Bce profusi a
piene mani alle banche italiane a tassi vicini allo zero.
A pagarne lo scotto è il sistema della piccola e media impresa. Soltanto nel 2014 la
Banca centrale europea ha
avviato nuovi finanziamenti
a lungo termine (scadenza
2018) per le famiglie e le società non finanziarie.
La verità è che i principii definiti e adottati dal Comitato di
Basilea per rendere più solido
il sistema bancario europeo
penalizzano il sistema-Italia,
perché attribuiscono ai finanziamenti alle piccole e medie
imprese un livello di rischio
superiore a quello dei prestiti
interbancari.
Il risultato è sotto gli occhi di
tutti: le piccole aziende, che
sono la spina dorsale del nostro sistema produttivo, continuano a stringere la cinghia e a
boccheggiare; i finanziamenti
banca-a-banca, pur accrescendo il rischio sistemico,
continuano a prosperare.
G. O.

@giuseppeoddo24

UniCredit

Oneri (+) o proventi (-) straordinari netti
Intesa
Banca
SanPaolo
Mps
Popolare
Ubi

51,9 17,0

27,6 12,4

18,3 5,9

10,1 4,0

Banca Pop. Banca Pop.
E. Romagna
Milano

5,5 3,2

4,1 -0,4

2,8 0,4

Banca Pop.
Sondrio

2,0 -0,1

Crediti deteriorati
Miliardi di € al 31 dicembre 2014
Incagli

Sofferenze

Altri

Totale

Di cui:
senza garanzia

UniCredit

15,2

19,7

6,2

41,1

10,8

Intesa SP

15,5

14,2

3,8

33,5

7,9

Mps

11,4

8,4

3,3

23,1

5,0

6,7

6,0

1,6

14,3

1,9

UBI

4,2

4,0

1,2

9,5

2,0

PopER

2,9

2,8

0,8

6,5

1,0

PopMi

1,2

1,3

1,0

3,6

0,8

PopSo

1,0

0,6

0,5

2,1

0,3

TOTALE

58,1

57,1

18,4

133,6

29,7

Bco Popolare

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Finanza & Mercati 33

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

LA GIORNATA

AZIONI&OBBLIGAZIONI

Emissioni. Sul mercato obbligazionario tornano i titoli senior finanziari dei periferici

Da Intesa bond da 1 miliardo
UniCredit avvia buy back

Sul mercato primario le richieste restano ancora elevate
Mara Monti
MILANO

pIntesa

Sanpaolo torna sul
mercato con un bond senior da
un miliardo e UniCredit avvia
una seconda operazione di buyback sui titoli subordinati distribuiti al retail. In una giornata
tranquilla rispetto alla volatilità
a cui si è assistito la scorsa settimana, gli emittenti hanno approfittato di una finestra utile per
uscire pubblicamente sul mercato con operazioni per complessivi 2,5 miliardi di dollari.
Intesa Sanpaolo ha collocato
un miliardo di euro raccogliendo richieste per 1,5 miliardi per
un titolo senior a 5 anni, collocato con uno spread di 105 punti base sul tasso euribor a 3 mesi, al di
sotto del target iniziale di 115 punti base. Oltre la metà del bond è
stata sottoscritta da investitori
esteri, in particolare il 40% presso fund manager, il 30% banche e
il 10% assicurazioni. Collocatori
dell’operazione sono stati Banca
Imi, Deutsche Bank, Morgan
Stanley, Société Générale e Ubs
mentre il rating del bond asse-

gnati sono stati Baa2 da Moody's,
BBB- da Standard & Poor's,
BBB+ da Fitch e A da Dbrs.
Quella del bond senior di
emittenti finanziari periferici sta
diventando una rarità sui mercati e quella di Intesa Sanpaolo arriva dopo una lunga assenza in
attesa del bond di VenetoBanca

VOLATILITA’

Problemi di liquidità sul
mercato secondario: gli
spread tra domanda e offerta
fino a 100 punti. Sempre più
difficile vendere i titoli
che ha in corso il roadhow internazionale.
A sua volta UniCredit torna
con un’operazione di buyback
presso il retail dopo quella terminata il mese scorso con la quale sono stati ritirati 1,38 miliardi
di euro. La nuova operazione che
partirà domani per concludersi
il 26 giugno vede coinvolti due
bond il primo del gennaio 2014 e

il secondo del marzo 2015, ultima
emissione prima dell’entrata in
vigore del regolamento europeo
che vieta il computo di questi titoli nel capitale Tier two. Una interpretazione estensiva della
norma aveva spinto a ritenere
che questa tipologia di bond non
venisse esclusa dal computo, ma
alla fine si è materializzata l’ipotesi meno favorevole.
A quel punto gli istituti di credito si sono mossi in ordine sparso, qualcuno avviando operazioni volontarie di buyback, altri
collocando, anche attraverso
private placement, titoli subordinati per sostituirli con quelli
quelli cancellati. Come nel caso
di UniCredit: la decisione è nelle
mani dei correntisti che hanno in
portafoglio i titoli (Isin
IT0005067027 e IT0005067027)
entrambi con scadenza 2022 e
con un rendimento di 225 punti
base sopra il tasso Euribor i quali
verranno ritirati al prezzo di 101
centesimi. Bisognerà aspettare
fine mese per capire quanti sottoscrittori accetteranno di consegnare i titoli quando nella pri-

ma operazione di buyback il 60%
dell’ammontare totale era stato
consegnato.
Gli ordini sempre elevati sul
mercato primario non deve fare
dimenticare il problema della liquidità sul mercato secondario
tra le cause della volatilità vista
nei scorsi giorni: è una delle conseguenze del Qe che ha reso i
mercati obbligazionari estremamente illiquidi, con fino a 100
punti base di spread tra domanda e offerta per alcune obbligazioni, quando per i mercati azionari il differenziale è di circa 5
punti base. Un cambiamento
delle condizioni di liquidità in
parte provocata dai regolamenti
imposti alle banche che richiedono di detenere attività più sicure sui loro bilanci. La conseguenza è che le banche sui mercati non prendono più posizione
e chi deve vendere un titolo fa fatica a trovare compratori. Qualcuno si spinge a dire che il mercato secondario è “un morto che
cammina” e le conseguenze sono ancora tutte da valutare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Titoli di Stato e Obbligazioni

Spread Bund 2Y

A

37
49

Alla Juve la tripla A del marchio
Marco Bellinazzo
u Continua da pagina 29

pLe perfomance in Italia e

soprattutto quelle raggiunte in
Europa hanno spinto il “titolo”
bianconero all’undicesimo posto dell’annuale classifica
Brand Finance Football 50, scavalcando Borussia Dortmund e
Schalke 04. Un’oculata gestione del marchio oggi più che mai
è cruciale per aumentare il fatturato e competere con le big
del vecchio Continente. E in
questa direzione c’è anche
molto terreno da recuperare
per i team tricolori.
Tra i primi dieci brand calcistici, per valore, infatti, non c'è
nessun italiano: sei provengono dalla Premier League (con il
Manchester United a domina-

re la graduatoria dall'alto di un
marchio che vale oltre un miliardo di euro), due dalla Spagna (Real Madrid e Barcellona), uno dalla Germania
(Bayern Monaco) e uno dalla
Francia (il Psg qatariota). Nel
rating stilato da Brand Finance
però - che misura la forza
espansiva dei marchi - la Juventus, che ieri in Borsa ha perso il 2,88%, è tra i cinque che
hanno conseguito la tripla
AAA (insieme ai Red Devils, ai
bavaresi, al Chelsea e all'Arrsenal) ed è dietro solo alle due regine di Spagna.
In totale sono sette le squadre italiane presenti nell’elenco, con un valore complessivo
di un miliardo di euro, cifra che
rappresenta il 9% dell’intera

top 50. È in leggero aumento anche il valore del brand delle altre due squadre italiane quotate in borsa, sebbene i loro posizionamenti nella top 50 rispetto al 2014 siano in netta discesa.
La Roma perde nove posizioni
e passa al trentacinquesimo
posto, con un valore di 104 milioni di euro (in crescita del
5%). Per la Lazio, che a fine agosto si giocherà l’accesso ai gironi della Champions 2015/16, invece il valore sale del 27% ed è
pari a 69,6 milioni. Milan e Inter si confermano club di grande popolarità nonostante le ultime deludenti stagioni. I rossoneri , con la vendita del 48%
alla cordata guidata da mister
Bee potrebbero vedere incrementato l’interesse nel merca-

to asiatico, con la chance di attrarre maggiori investimenti
ed allargare la propria fan base.
Il valore del brand milanista è
cresciuto solamente del 3% ed
è pari a poco più di 165 milioni di
euro, un miglioramento che
non basta ad evitare un posto
tra i “loser”, in un’annata in cui
44 club su 50 hanno visto accrescersi il valore del proprio
brand. Stessa motivazione per
cui l'Inter si ritrova in questo
gruppo, con un valore del
brand di 142 milioni. Tra le altre
italiane, il Napoli vede aumentare il valore del proprio marchio del 19%, attestandosi a 131,2
milioni, mentre la Fiorentina è
la new entry con un brand del
valore di 69,6 milioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mag-15
Giu-15

13,254

14,850 16,928






— 15,941

Lug-15
Ago-15

14,200 16,060
15,044 23,969







Set-15
Ott-15

16,137
14,515

— 10,024






Milan, si alza il velo sul piano Bee
Carlo Festa
Fabio Pavesi
u Continua da pagina 27

pIn questi giorni gli avvocati

delle parti sono al lavoro per scrivere gli accordi parasociali (con
opzioni put & call) in vista di una
possibile quotazione ad Hong
Kong del club rossonero. Certo, ci
sono ancora diversi lati oscuri: a
cominciare dal fund raising dell’operazione. Non è infatti ancora
chiaro chi saranno gli investitori
della cordata di Mr Bee capaci di
iniettare ben 480 milioni. La Ads
SecuritiesdiAbuDhabielacinese
Citic sembrano finanziatori o intermediari più che soggetti direttamente investitori.
Nel documento di oltre 100 pagine redatto dai suoi advisor Mr
Bee ha puntato l’attenzione sul
danno provocato al Milan dall’assenza dalla Champions League

che ha causato nel 2012-2014 un
trend dei ricavi in calo del 42%.
Mr Bee ha poi analizzato le massime perdite accettabili in bilancio
secondo il fair play finanziario e
ha avviato uno studio di fattibilità
sull’Ipo ad Hong Kong. La quotazione farà apparire i “veri valori”
che sono quelli del mercato. Qui il
confronto con altri club è impietoso. Il Manchester strappa le valutazioni più elevate sul mercato
grazie alla redditività alta. Ma che
dire del Borussia Dortmund? Sul
mercato capitalizza 320 milioni di
euro, vale poco più di una volta il
suo fatturato, ma fa utili copiosi:
92 milioni negli ultimi tre anni.
Non avrà il blasone del Milan, ma
persino il Celtic fa profitti e vale in
Borsa 1,6 volte il suo fatturato e 6
volte gli utili. La Juventus reduce
da una grande stagione vale sul
mercato 297 milioni con ricavi

per circa 300 milioni. Ma il patrimonio c’è ed è positivo per 42 milioni . Il margine operativo è di 69
milioni, la perdita è contenuta a
meno di 7 milioni e i debiti finanziari sono di 211 milioni. La Roma
al contrario si avvicina quanto a
conti (pessimi) al Milan. Il patrimonio (dati giugno 2014) è negativo per 81 milioni, la perdita è stata
di 38 milioni i debiti sono a 137 milioni con solo 128 milioni di ricavi.
In Borsa vale invece 207 milioni.
Insomma, nessuno si avvicina ai
valori stellari della trattativa con
mister Bee, che sta facendo una
scommessa rischiosa. Forse
l’unica ragione è che con 480 milioni cash, Berlusconi potrebbe
tornare in possesso dei soldi spesi
in passato. Negli ultimi 10 anni Fininvest ha infatti ricapitalizzato il
Milan per oltre 360 milioni.

Entro quanti
giorni si può
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dal prodotto
finanziario?
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oltre al
prezzo del
quotidiano

© RIPRODUZIONE RISERVATA

In breve
A Telecom e Intesa
gli Extel Awards
La City londinese ha
assegnato gli Extel Awards.,
che premiano l’eccellenza nel
mondo della finanza. In Italia
Intesa Sanpaolo è risultata la
migliore società quotata,
mentre Telecom ha ricevuto il
premio per i migliori ceo
(Marco Patuano) e miglior cfo
(Piergiorgio Peluso). La
classifica é il frutto di 800mila
voti ricevuti da 18mila
esperti: l’elenco dei premiati
suwww.ilsole24ore.com.

RISPARMIO

Bpm distribuirà
i fondi Martin Currie
Banca Popolare di Milano e
Legg Mason Global Asset
Management, gestore globale
con 703 miliardi di dollari di
asset in gestione, rafforzano la
loro collaborazione: grazie a
un nuovo accordo
ufficializzato ieri Bpm diventa
il primo collocatore in Italia
dei fondi Martin Currie,
l’ultima arrivata tra le società
affiliate del gruppo Legg
Mason, specializzata nella
gestione azionaria attiva.

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PRIVATE BANKING

NOMINE

Obiettivo 4,2 miliardi Amoroso nuovo Ceo
per Euromobiliare
di Thales Alenia Italia
È di raggiungere 4,2 miliardi di
patrimonio entro fine 2015
l’obiettivo del canale private
banking di Banca
Euromobiliare. La società del
gruppo Credem intende
reclutare almeno altri 5
professionisti con esperienza
nella gestione della clientela
private e competenze in
ambito wealth management e
advisory, grazie ai quali si
punta a raccogliere 200
milioni entro fine anno.

Il cda di Thales Alenia Space
Italia (Thales 66%,
Finmeccanica 33%) ha
nominato Donato Amoroso
ad di Thales Alenia Space
Italia. Amoroso succede a
Elisio Giacomo Prette, alla
guida dell’azienda italiana
leader nei sistemi satellitari
dal 2013 a oggi, dove resterà
presidente mantenedo anche
l’incarico di senior vice
president human resources
dell’intera joint venture.

Totale


1,154

13,254
48,873







30,260
39,013







26,161
14,515

6,500 17,333
6,011 14,451




— 15,018 15,546


0,107

23,833
51,133

Gen-16
Feb-16
Mar-16

8,413
7,700
6,502





1,656



10,069
7,700
6,502

Apr-16
6,500 16,235
Totale 129,627 104,976
Titolo
Spread
god./Tipo ind.










— 12,413
— 25,042 43,900

— 35,148
2,918 306,462

Prezzo 365 360
Qtà
º
VWAP Rend Rend
08.06 lordo lordo (mlg)

Codice
Isin

Buoni ordinari Tesoro

12.06.15
30.06.15
14.07.15
31.07.15
14.08.15
31.08.15
14.09.15
30.09.15
14.10.15
30.10.15
13.11.15
30.11.15
14.12.15
14.01.16
12.02.16
14.03.16
14.04.16

IT0005026957
IT0005070617
IT0005037244
IT0005075699
IT0005042772
IT0005086084
IT0005047029
IT0005091480
IT0005057499
IT0005105140
IT0005067266
IT0005108326
IT0005070609
IT0005075681
IT0005086068
IT0005091472
IT0005105132

99,999
100,000
100,000
99,996
99,999
99,998
100,000
100,002
100,000
99,998
100,000
99,996
100,020
99,988
99,983
99,991
99,981

Titolo
Date Spread
god. Tipo ind.

Codice
ISIN

Ced.
att.

Prezzo Rend.
VWAP eff.%
08.06 lordo

Qtà
º
(mlg)




0,03
0,01
0,01



0,01

0,01

0,02
0,02
0,01
0,02




0,03
0,01
0,01



0,01

0,01

0,02
0,02
0,01
0,02

5
204
322
35
526
2
308
315
233
375
650
98
216
577
254
164
107

1452
3044

1109

Certificati credito Tesoro
01-09s 1.9.15 +0,15s
01-07s 1.7.16 +0,15s
01-12s 1.12.16 +0,15s
01-09s 1.3.17 +0,15s

IT0004404965
IT0004518715
IT0004874399
IT0004584204

0,19
0,30
3,00
0,19

100,085

100,276 0,06
104,479

100,329 0,12

15-06s 15.12.15 +0,8a
15-06s 15.06.17 +2,5a
15-10s 15.10.17 +0,8a
15-10s 15.04.18 +1,0a
01-11s 01.11.18 +1,8a
15-11s 15.11.19 +1,2a
15-06s 15.12.20 +0,8a
15-06s 15.06.22 +0,55

IT0004620305
IT0004809809
IT0004652175
IT0004716319
IT0004922909
IT0005009839
IT0005056541
IT0005104473

0,50
1,35
0,45
0,55
0,95
0,64
0,50
0,37

100,404
104,737
101,523
102,011
104,867
103,227
101,270
99,085







IT0004938186
IT0004978208
IT0005020778
IT0005044976
IT0005089955

Certificati credito Tesoro - 6mEuribor

30.6.15
31.12.15
29.4.16
30.8.16
27.2.17

Buoni Tesoro Poliennali
15-06s 15.6.2015
15-07s 15.7.2015
01-08s 1.8.2015
01-11s 1.11.2015
01-12s 1.12.2015
15-10s 15.4.2016
15-11s 15.5.2016
01-08s 1.8.2016
15-09s 15.9.2016
15-11s 15.11.2016

IT0004615917
IT0004840788
IT0003844534
IT0004656275
IT0004880990
IT0004712748
IT0004917792
IT0004019581
IT0004761950
IT0004960826

0,08
0,23
0,22
0,36
0,43
0,53
0,63
0,74

2644
11520
4559
6711
2465
2392
8858
25048

— 100,003

— 99,992 0,01
— 99,981 0,02
— 99,916 0,07
— 99,701 0,17

1597
1316
1952
1694
1650

3,00
4,50
3,75
3,00
2,75
3,75
2,25
3,75
4,75
2,75

100,043
100,438
100,536
101,168
101,299
103,180
102,073
104,257
105,891
103,765



0,02
0,01
0,02

0,02
0,03
0,08
0,11

954
729
855
782
676
1292
1122
1434
1060
56

Cambi e tassi

¤/$

A

-0,50
-18,18

Tassi del 08.06 . Valuta 10.06
Scad.
Tasso 360 Tasso 365
1w
2w
1m
2m
3m
6m
9m
1a

-0,126
-0,110
-0,063
-0,034
-0,013
0,049
0,100
0,163

-0,128
-0,112
-0,064
-0,034
-0,013
0,050
0,101
0,165

Media % mese Maggio
1m
-0,048
2m
-0,028
3m
-0,010
6m
0,058

-0,049
-0,028
-0,010
0,059

Eonia (08/06/15)

-0,1270

e-Mid/Atic (08/06/15)
O/N Euro

-0,1124

O/N Usd

0,1632

56
40
206
492
219
285
4060
373
174
751

26-09s 26.3.2016
11-06s 11.6.2016
22-10s 22.10.2016
22-10s 22.4.2017
12-11s 12.11.2017
23-10s 23.4.2020
27-10s 27.10.2020
20-10s 20.04.2023

IT0004806888
IT0004821432
IT0004863608
IT0004917958
IT0004969207
IT0005012783
IT0005058919
IT0005105843

2,45
3,55
2,55
2,25
2,15
1,65
1,25
0,50

101,520
103,509
102,892
103,495
104,191
104,570
103,717
99,913

0,01
0,15
0,20
0,20
0,34
0,63
0,50
0,52

4573
415
24440
22592
30114
6739
6278
17273

Buoni Tesoro Poliennali - Inflazione Italia

variaz. %
var. % ann.

Euribor 6m/360
0,049

-2,00
-86,27

0,08
0,16
0,25
0,40
0,56
0,71
0,85
0,99
1,11
1,20
1,27
1,37
1,50
1,63
1,66
1,67
1,66
1,63

Stati Uniti
Giappone
G. Bretagna
Svizzera
Australia
Brasile
Bulgaria
Canada
Croazia
Danimarca
Filippine
Hong Kong
India
Indonesia
Islanda m
Israele
Malaysia
Messico

In.Anno
3,30
-0,50
In.Anno
-3,01
1,29
-8,56
-7,59
-2,56
-2,38
10,23
-1,43
In.Anno
-3,57
-3,56
3,49
3,51
-0,23
-5,88
-0,49
In.Anno
3,37

-1,18
10,79

B
variaz. %
var. % ann.

Var.%

B

variaz. %
var. % ann.

In.Anno

17766,55
2079,28
5021,63
6194,28
560,67
8334,68
4431,52
476,18
14743,33
858,47

-0,46
-0,65
-0,92
-0,92
-0,41
-2,06
-1,02
-0,74
-1,43
-1,58

-0,32
0,99
6,03
-4,31
-9,29
-8,81
4,61
-2,12
0,76
0,42

11209,52
44543,64
52809,63

-0,05
-0,04
-0,31

30,66
3,24
5,60

51623,30

-0,14

3,72

8044,15
26523,09
27316,28
5131,88

-0,87
-0,92
0,21
2,17

-2,88
-3,55
15,72
58,65

America Latina

Africa
Asia

Usd
Jpy
Gbp
Chf
Aud
Brl
Bgn
Cad
Hrk
Dkk
Php
Hkd
Inr
Idr
Isk
Ils
Myr
Mxn

var. % ann.

-0,26
-0,26
Var.%
1,60
Var.%
-0,53
Var.%
0,31
Var.%


MAGI - INDICI GAS ITALIA Dati al 05.06.2015

Rilevazione Mensile
mag-15
giu-15 lug-15**
22,79
22,22
21,87
MAGI ¤/MWh
Rilevazione Trimestrale
Q1-15
Q2-15
Q3-15**
MAGI-Q ¤/MWh
26,57
22,76
22,08
Per ulteriori dettagli www.magindex.org, www.albasoluzioni.com, www.itec.refe.com , www.tfsbrokers.com. * Media incrementale.

variaz. %
var. % ann.

4431,52

-1,02
16,79

Indici
Singapore Straits Tim.
Taipei Taiwan Weighted
Tokyo Nikkei 225
Nikkei 500
Topix

B
variaz. %
var. % ann.

DJ EStoxx
-1,12
7,20

08.06

Var.%

In.Anno

3320,33
9368,43
20457,19
1809,17
1661,99

-0,40
0,30
-0,02
-0,55
-0,30

-1,33
0,66
17,23
19,49
18,08

5506,50

-0,09

2,19

51134,95
982,14
1760,43
1340,94

-0,29
-0,60
-0,85
-0,41

5,74
2,70
2,97
5,11

358,69
3468,31
3321,52
385,39
1649,34
3055,23
475,13
764,63
1501,91

-1,12
-1,19
-0,83
-0,93
-0,94
-0,96
-0,89
-2,73
-1,12

12,21
10,23
10,57
12,51
5,12
10,79
11,93
-7,45
8,70

-0,31
-0,27
-0,27
-0,18
-0,75
-0,62

-0,49
-0,45
-0,23
-0,24
-0,72
-0,70

-0,86
-0,78
-0,17
-0,22
-0,71
-0,73

7a 10a
-1,64
-1,62
0,26
0,04
-1,12
-1,41

-1,51
-1,61
0,39
0,13
-1,17
-1,33

-0,27
-0,27
-0,37
-0,25

-0,22
-0,25
-0,19
-0,25

-0,21
-0,24
-0,23
-0,25

-0,18
-0,22
-0,21
-0,27

7a 10a

-0,12
— 0,17 0,46
-0,19 -0,09 0,02 0,22
-0,14 -0,05 0,06 0,27
-0,25 -0,20 -0,13 -0,04

0,85
0,53
0,55
0,17

Fonte Ufficio Studi de Il Sole 24Ore su dati Thomson-Reuters

L

Irs 6M/10Y

L

1,18

2,88
-22,19

variaz. %
var. % ann.

Valute

Irs 6M/20Y
1,60

2,21
-26,46

L
variaz. %
var. % ann.

Dati al
08.06

Var.%
giorn

Iniz
anno

N. Zelanda

Nzd

1,5776

0,401

1,62

Norvegia

Nok

8,8270

0,210

-2,38

Polonia

Pln

4,1551

0,265

-2,76

Rep. Ceca

Czk

27,4310

0,128

-1,10

Rep.Pop.Cina

Cny

6,9278

-0,457

-8,07

Romania

Ron

4,4650

0,236

-0,40

Russia

Rub

62,3147

-0,789

-13,86

Singapore

Sgd

1,5165

0,284

-5,56

Sud Corea

Krw

1252,0800

0,187

-5,49

Sudafrica

Zar

14,0463

0,961

0,08

Svezia

Sek

9,3678

0,279

-0,27

Thailandia

Thb

37,6940

-0,357

-5,55

Turchia

Try

3,0865

3,231

8,99

Ungheria

Huf

313,9500

0,858

-0,50

m Corona islandese: l'ultima rilevazione BCE pari a 290,00 è
avvenuta il 3.12.2008; a partire da lunedì 2.11.2009 Banca
d'Italia ha ripreso la quotazione della valuta sulla base di
rilevazioni di mercato.

Caffè Arabica
136,55

1,64
-20,43

L
variaz. %
var. % ann.

Frumento

L

528,00

1,93
-14,67

variaz. %
var. % ann.

MONETE D'ORO
Milano - 08.06 (º)
Sterlina v.c.
Sterlina n.c.
Sterlina post 74
Marengo italiano
Marengo svizzero
Marengo francese
Marengo belga
Marengo austriaco
20 marchi
10 $ liberty
10 $ indiano
20 $ liberty
20 $ St. Gaudens
4 ducati Austria
100 corone Austria
100 pesos Cile
Krugerrand (SA)
50 pesos Messico

Denaro
242,06
243,14
243,14
194,23
193,56
192,27
192,27
192,27
240,44
517,62
522,25
1066,79
1088,59
465,05
1010,23
608,74
1032,52
1264,69

Lettera
274,65
288,86
288,86
215,16
213,99
210,61
210,61
210,61
276,59
594,21
595,31
1153,51
1178,69
514,14
1094,28
666,82
1120,77
1371,78

A cura di Confinvest F.L.

variaz. %

Europa
D.J. EuroStoxx
D.J. EuroStoxx (50)
D.J. Stoxx (50)
D.J. Stoxx (600)
D.J. Stoxx Sel. Div. 30
FTSE EuroTop (100)
Amsterdam Amst. Exch.
Atene Athens General
MSCI Europe #

5a

var. % ann.

Mondo
MSCI em.mk free loc. #
MSCI em.mk free Usd #
MSCI world Usd #
MSCI world val. loc. #

4a

Ieri
Una sett. fa
Un mese fa
Due mesi fa

B

358,69

Australia
Sydney All Ordinaries #

Calcolati sui titoli benchmark dell'area Euro
Data
3m 6m 1a 2a 3a

var. % ann.

-1,86
-1,87
In.Anno
1,58
In.Anno
-2,41
In.Anno
-6,53
In.Anno
-10,39

-0,28
-0,38
-0,29
-0,38
-0,73
-0,79

Rendimenti per scadenze

variaz. %

Costo termoelettrico
giu-15* lug-15** ago-15**
ITEC12/REF-E ¤/MWh
49,48
47,67
45,74
52,22
52,75
54,32
ITEC/REF-E ¤/MWh
58,01
59,09
61,57
ITECccgt/REF-E ¤/MWh
Per ulteriori dettagli http://itec/ref-online.it. * Valore consuntivo costruito da
REF-F su dati Platts. ** Valore forward calcolato da REF-E su dati di mercato.

Nasdaq 100

-1,53
-1,44
0,08
-0,05
-1,29
-1,34

L

INDICI ITEC / REF-E Dati al 05.06.2015

B

-1,38
-0,05
-0,02
-0,12
-1,22
-1,26

-8,06
-3,71
-6,05
-12,92
-1,44
8,74

-1,31
-1,37
0,20
-7,29
-8,11
-6,76
-1,16
-3,61
-8,60
-0,94
-2,06

0,70
-5,99

105,74 3,66
98,84 0,95
99,00 1,75
104,23 2,06
100,14 0,37
103,20 10,60
99,83 0,25
50,76 9,81
102,34 1,06
98,12 10,17
98,00 10,00
90,31 10,09
92,60 8,06
87,46 9,95
89,82 10,06
95,35 9,91
92,98 9,88
94,55 9,92
97,29 9,68
97,96 8,81
96,76 9,94
100,42 2,08
100,23 3,07
100,23 3,84
99,31 10,23
108,71 0,49
106,32 0,76
123,79 1,53
100,10 0,81
69,48 3,19
67,74 3,12
101,13 2,49
110,87 0,79
99,70 2,58
95,17 3,60
65,90 17,66
112,49 1,69
113,29 1,67
111,34 2,72
109,69 2,83
115,62 3,44
100,49 2,87
111,28 0,20
120,85 2,32
118,03 2,04
126,79 2,73
114,39 4,27
125,44 3,36
115,14 2,92
106,23 3,68
104,50 3,84
100,70 1,73
100,97 1,64
106,86 2,90

-1,15
-1,08
-0,09
-0,17
-1,06
-1,10

-0,499
-0,093
0,014
-0,076
0,557
-0,472
0,005
-1,027
-0,078
-0,001
-0,071
-0,509
-0,034
-0,079
-0,332
0,049
0,740
0,314

variaz. %

Prezzo Rend.
VWAP eff.%
08.06 lordo

Codice
ISIN

Titolo

Usa
un mese fa
Giappone
un mese fa
Regno Unito
un mese fa

var. % ann.

1172,80

a ieri
a un anno

Calcolati sui titoli benchmark delle diverse aree valutarie
Paese
3 m 6 m 1a 2a 3a 4a 5a

variaz. %

Oro Fixing

3
12

a ieri
a un anno

L

Differenziali tra l'Euro e i principali Paesi

1,1162
139,8400
0,7318
1,0470
1,4615
3,5023
1,9558
1,3879
7,5530
7,4602
50,4650
8,6536
71,5360
14900,6800
148,5753
4,3139
4,2075
17,4998

B

2

Dati anagrafici e calcolo dei rendimenti a cura di Skipper Informatica

Iniz
anno

58,20

-18
17

Spread Bonos 10Y

L

18-11 B. Popolare 13-20 LT II
IT0004966823
30-06 B.Imi 10-17 TV
IT0004611932
14-05 B.Imi 15-22 Tf/Tv Usd
IT0005114365
30-11# B.Popolare 11-17 tf/tv
IT0004703317
30-06t Barclays 10-17 tf/tv MC
IT0006715483
05-07 Bei 06-16 14% Bonds
XS0258970051
21-07 Bei 06-16 Inflaz.
XS0258132272

Bei 07-22 ZC Try
XS0318345971
15-06s Bei 10-17 2% Usd
XS0558939269
25-01 Bei 11-16 7,25% Try
XS0580501210
20-07 Bei 11-18 9,25% BondsD.Try XS0648456167
28-11 Bei 12-17 5,5% Bonds
XS0858481194
21-10 Bei 12-19 6% Bonds
XS0848049838
03-09 Bei 13-18 5,25% Bonds
XS0935881853
03-04 Bei 13-18 5,75% Bonds
XS0877809375
25-07 Bei 13-19 8,5% Bonds
XS0995130712
01-04 Bei 14-20 8% Try
XS1139474206
18-09 Bei 14-21 8,75% Try
XS1075219763
03-10 Bei 14-24 9,25% Try
XS1115184753
17-09 Bei 14-24 8,5% Zar
XS1110395933
07-10 Bei 15-20 9,125%
XS1224031903
27-07t Bnpp 15-23 Tf/Tv
XS1218967377
03-09t Bnpp 15-23 Tf/Tv Aud
XS1235187306
03-09t Bnpp 15-23 Tf/Tv Nzd
XS1235201735
02-12 Bnpp Arbitr. 10% Brl
IT0006731068
04-07 Bund 12-22 1,75%
DE0001135473
15-05 Bund 14-24 1,5%
DE0001102358
15-08 Bund 14-46 2,50%
DE0001102341
20-06t CassaDP 15-22 tf/tv
IT0005090995

Comit 97-27 zc
IT0000966017

Comit 98-28 zc
IT0001200390
28-06 DexiaCred. 10-16 3,6% S.Ord. IT0004618507
20-02 Enel 12-18 4,875
IT0004794142
28-09s GE 14-20 2,5%
XS1042118106
23-01 Goldman Sachs 15-25 3%
XS1013006090
17-04 HellenicRep. 14-19 4,75% GR0114028534
06-11 Med.Lombardo 98-18 75 tf/tv IT0001271649
14-05 Mediobanca 10-20 4,5% P.A. IT0004608797
15-11 Mediobanca 10-20 sub LowT.2IT0004645542
15-06t Mediobanca 11-21 Tv
IT0004720436
18-04 Mediobanca 13-23 sub LowT.2IT0004917842
02-10 Mediobanca 14-19 Dollaro 3% IT0005056483
30-07 Obligaciones 02-17 5,5%
ES0000012783
30-07 Obligaciones 10-25 4,65% ES00000122E5
31-10 Obligaciones 13-23 4,4%
ES00000123X3
31-10 Obligaciones 13-28 5,15% ES00000124C5
15-06s Rep.Italy 03-33 5,375%Usd US465410BG26
27-09s Rep.Italy 06-23 6,875% D.Usd US465410AH18
29-06 Rep.Italy 99-29 Swap 30y
XS0098449456
15-04 Rep.Portogallo 06-37 4,10% PTOTE5OE0007
15-02 Rep.Portogallo 15-45 4,10% PTOTEBOE0020
30-06s Ubi 09-19 Eurib. 6m m
IT0004497050
13-09s Ubi 09-19 Lower Tier Fix m IT0004457070
08-10s Ubi 12-19 6%
IT0004842370

Var.%
giorn

WTI
-1,54
-43,31

1,24
-69,42

-11

Obbligazioni - MOT ed EuroMOT

Euribor 12m/360
0,163

Spread Treas. 10Y

Date
God.

Dati al
08.06

Total Return
3172,760
Excess Return
307,360
Reuters
08.06
Reuters
2431,730
Moody's
08.06
Moody
5402,430
LME Index
08.06
Lmex
2724,000
The Steel Index
08.06
IO62 CN Import
63,800
* Var % da ieri. ** Var % da inizio anno

11064,92

America Settentrionale

Mumbai Nifty
Sensitive
Hong Kong Hang Seng
Shanghai Composite




0,07
0,52
0,79
0,96
1,13
1,42
1,74

0,06
0,14
0,23
0,38
0,54
0,69
0,83
0,97
1,09
1,18
1,25
1,35
1,48
1,61
1,64
1,65
1,64
1,61

A

Johannesburg All Share

103,052
105,616
105,909
109,263
109,164
113,699
111,617
119,849
114,903
115,410

1Y/6M
2Y/6M
3Y/6M
4Y/6M
5Y/6M
6Y/6M
7Y/6M
8Y/6M
9Y/6M
10Y/6M
11Y/6M
12Y/6M
15Y/6M
20Y/6M
25Y/6M
30Y/6M
40Y/6M
50Y/6M

Xetra Dax

Buenos Aires Merval Idx
Città Messico Ipc Index
San Paolo Brsp Bovespa

2,10
2,10
1,70
2,35
2,10
2,60
2,35
3,10
2,35
2,55

RILEVAZIONI BCE

Mercati Azionari mondo

New York Dow J. industr.
S&P 500
Nasdaq C.
Dow J. 65 stocks
Dow J. serv.
Dow J. trasp.
Nasdaq 100
S&P industr.
Toronto 300 Compos
Toronto Tse 60

IT0004682107
IT0004085210
IT0004890882
IT0004380546
IT0004604671
IT0004243512
IT0005004426
IT0004735152
IT0003745541
IT0004545890

Valute

Var.%

-0,03
Var.%
0,23
0,66
1,45
0,27
0,38
0,79
-1,14
0,20
Var.%
0,35
0,36
-1,13
-1,12
-0,02
0,31
0,31
Var.%
-0,16

a ieri

15-09s 15.9.2016
15-09s 15.9.2017
15-09s 15.9.2018
15-09s 15.9.2019
15-09s 15.9.2021
15-09s 15.9.2023
15-09s 15.9.2024
15-09s 15.9.2026
15-09s 15.9.2035
15-09s 15.9.2041

Buoni Tesoro Poliennali - Inflazione Eurostat

B

a un anno

Qtà
º
(mlg)
631
3242
617
378
597
5830
431
1302
1440
5198
512
2512
2440
2908
1172
4714
4479
3344
12048
13247
3157
4002
5356
8702
5562
10036
2104
24755
3734
17282
5199
977
8612
5056
13594

21391
2764
19416
3009
31527
11206
1754
3964
2609
9888
27062
810
28109
932
7163
54936
3821
8779
22818
88992

Lett.

A

139
141
Rend.
eff.%
lordo
0,12
0,15
0,19
0,18
0,24
0,22
0,33
0,40
0,41
0,48
0,50
0,53
0,63
0,72
0,74
0,80
0,89
0,91
1,00
1,02
1,05
1,11
1,22
1,38
1,46
1,54
1,57
1,65
1,69
1,74
1,86
1,92
1,97
2,04
2,08
0,58
2,16
2,24
2,26
2,29
2,24
2,39
2,48
2,60
2,69
2,75
2,75
2,79
2,69
2,91
3,01
3,17
3,24
3,26
3,28
3,24

Den.

-0,50
-18,18

139

Prezzo
VWAP
08.06
102,084
106,313
108,598
101,857
108,882
110,762
107,554
100,910
110,729
99,331
108,835
112,354
109,864
112,677
113,793
106,496
102,476
113,801
100,242
115,748
114,711
98,031
114,036
113,003
112,893
112,901
118,793
103,110
120,977
97,544
124,554
124,606
118,444
120,298
152,988
165,750
118,560
112,631
102,125
123,573
93,523
119,945
147,252
141,289
122,982
129,792
109,278
141,219
86,314
139,336
129,172
113,268
129,864
130,256
128,120
100,607

1,1162

08.06

a ieri
a un anno

Tassi del 08.06
Scad.

¤/$

Indici

92
98

Spread Bund 10Y

Ced.
att.
1,50
4,00
4,75
1,15
4,75
5,25
3,50
0,75
4,50
0,25
3,50
4,50
3,50
4,25
4,50
2,50
1,50
4,25
1,05
4,50
4,25
0,70
4,00
3,75
3,75
3,75
4,75
2,15
5,00
1,35
5,50
5,50
4,50
4,75
9,00
8,50
4,50
3,75
2,50
5,00
1,50
4,50
7,25
6,50
4,75
5,25
3,50
6,00
1,65
5,75
5,00
4,00
5,00
5,00
4,75
3,25

IRS

08.06
1,654
1,497
08.06
223,030
383,120
307,220
406,240
791,880
140,870
577,410
147,740
08.06
100,600
202,640
122,860
247,490
56,520
116,480
163,170
08.06
432,210

B

93

Codice
ISIN
IT0004987191
IT0004164775
IT0004793474
IT0005023459
IT0004820426
IT0003242747
IT0004867070
IT0005058463
IT0004273493
IT0005106049
IT0004907843
IT0004361041
IT0004957574
IT0003493258
IT0004423957
IT0004992308
IT0005030504
IT0004489610
IT0005069395
IT0003644769
IT0004536949
IT0005107708
IT0004594930
IT0004634132
IT0004966401
IT0004009673
IT0004695075
IT0005028003
IT0004759673
IT0005086886
IT0004801541
IT0004848831
IT0004898034
IT0004356843
IT0000366655
IT0000366721
IT0004953417
IT0005001547
IT0005045270
IT0004513641
IT0005090318
IT0004644735
IT0001086567
IT0001174611
IT0004889033
IT0001278511
IT0005024234
IT0001444378
IT0005094088
IT0003256820
IT0003535157
IT0003934657
IT0004286966
IT0004532559
IT0004923998
IT0005083057

B

Commodities

INDICI
NE Nomisma Energia
Benzina (self,¤/lit)
Gasolio (self,¤/lit)
CRB Index
Generale
Industriale
Cereali
Bestiame
Metalli Preziosi
Valuta
Energia 77
Tassi d'interesse
Bloomberg Commodity
Commodity
Commodity TR
Commodity Eur
Commodity EurTR
Energy
Industrial
Precious Metals
Goldman Sachs
Spot

Spread Bund 5Y

Titolo
Date Spread
god. Tipo ind.
15-06s 15.12.2016
01-08s 1.2.2017
01-11s 1.5.2017
15-11s 15.5.2017
01-12s 1.6.2017
01-08s 1.8.2017
01-11s 1.11.2017
15-07s 15.1.2018
01-08s 1.2.2018
15-11s 15.5.2018
01-12s 1.6.2018
01-08s 1.8.2018
01-12s 1.12.2018
01-08s 1.2.2019
01-09s 1.3.2019
01-11s 1.5.2019
01-08s 1.8.2019
01-09s 1.9.2019
01-12s 1.12.2019
01-08s 1.2.2020
01-09s 1.3.2020
01-11s 1.5.2020
01-09s 1.9.2020
01-09s 1.3.2021
01-11s 1.5.2021
01-08s 1.8.2021
01-09s 1.9.2021
15-06s 15.12.2021
01-09s 1.3.2022
15-10s 15.4.2022
01-09s 1.9.2022
01-11s 1.11.2022
01-11s 1.5.2023
01-08s 1.8.2023
01-11s 1.11.2023
22-06s 22.12.2023
01-09s 1.3.2024
01-09s 1.9.2024
01-12s 1.12.2024
01-09s 1.3.2025
01-12s 1.6.2025
01-09s 1.3.2026
01-11s 1.11.2026
01-11s 1.11.2027
01-09s 1.9.2028
01-11s 1.11.2029
01-09s 1.3.2030
01-11s 1.5.2031
01-09s 1.3.2032
01-08s 1.2.2033
01-08s 1.8.2034
01-08s 1.2.2037
01-08s 1.8.2039
01-09s 1.9.2040
01-09s 1.9.2044
01-09s 1.9.2046

1,1162

EURIBOR

INDICI BORSE

I PREMI DELLA CITY

a ieri

Nov-15
Dic-15





L

a un anno

Dati al 30-04-2015 in Mld di º. Fonte: Ministero del Tesoro
Scad.
BoT
BTp BTpºi
CcT
CTz
D.Est.

LIQUIDITÀ (TASSO 360)

Riassetto rossonero. Negli ultimi 10 anni club ricapitalizzato per 360 milioni

35

TITOLI IN SCADENZA NEI PROSSIMI MESI

Certificati Tesoro zero coupon

Calcio&business. Il brand, valutato 312 milioni, è all’undicesimo posto in Europa

Indici e mercati in diretta su www.ilsole24ore.com/finanza

Shanghai C.
5131,88

2,17
152,81

L
variaz. %
var. % ann.

Indici
Bruxelles Bel. 20 In.
Dublino Irish SE Idx
Francoforte Dax (Xetra)
Helsinki Omxh General
Madrid Ibex 35
Parigi Cac 40
Londra FTSE 100
Istanbul Ise-Nation. 100
Mosca Micex Comp. Idx
Zurigo Swiss Market In.

Indice VIX
15,32

7,81
42,78

L
variaz. %
var. % ann.

08.06

Var.%

In.Anno

3621,89
6081,87
11064,92
8378,37
10917,30
4857,66
6790,04
77805,41
1646,89
9060,49

-0,68
-0,34
-1,18
-1,19
-1,31
-1,28
-0,21
-5,05
-0,31
-0,49

10,25
16,41
12,84
7,99
6,20
13,69
3,41
-9,23
17,92
0,86

12217,00
12392,00

-0,29
-0,31

4,43
4,94

Indici Calcio
Il Sole 24 Ore Goal Idx
Premier Index

DATI AGGREGATI
Piazze

Totali

Rialzo

Ribasso

Invariati

Tokio

3573

1658

1536

379

Vol.mln
2512

Shanghai

1387

605

670

112

95023

New York

3183

884

2153

146

697

Londra

1111

320

541

250

1240

Parigi

941

208

626

107

159

Francoforte

757

179

551

27

135

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

34

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Finanza & Mercati 35

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

CAMBI E TASSI

MATERIE PRIME

Non ferrosi. Ottimismo invece tra i produttori che parlano di un deficit nel 2017

Il rame soffre l’ampiezza
delle scorte mondiali
In frenata i consumi cinesi nell’edilizia e nei cavi
Gianni Mattarelli
MILANO

pIl rame è stato duramente col-

pito quando i prezzi sono scesi a fine scorsa settimana sino al minimo da un mese e mezzo di 5.885
dollari per tonnellata (base tre
mesi), mentre con le due ultime
chiusure giornaliere sotto i 6mila,
latraiettoriarialzistainiziataametà gennaio si è interrotta. Ieri il
mercato ha riaperto su toni deboli
poco sopra 5.900 $ anche per il
confermarsi di una situazione di
contango (maggior valore delle
consegne lontane su quelle vicine) sia pure di solo 10 $ sul tre mesi,
ma significativo di un allentamento della tensione sulle consegne
vicine che durava da tempo.
I ribassisti sembrano guidare
per il momento il mercato, anche
perché le giacenze mondiali di catodi sono in genere ritenute congrue, ovvero non tali da creare
grandi tensioni sull’offerta. Uno
studio Jp Morgan ha infatti calcolato che a fine primo trimestre la
disponibilità globale fosse a 3,718
milioni di tonnellate (pari a 8 settimane di consumo). Di queste
830mila presso produttori, consumatori e commercianti (per 1,9

settimane) e 1,645 milioni nelle
scorte governative cinesi (per 3,8
settimane). Infine 1,243 milioni tra
le borse internazionali e i magazzinidoganalicinesipersole2,9settimane di consumo, ma sufficienti
per Jp Morgan a soddisfare eventuali maggiori richieste.
Sul medio-lungo periodo i
grandi produttori sono intanto
ottimisti: Rio Tinto vede per un
continuo miglioramento del
mercato sul breve termine, con
un ritorno del deficit nel 2017 per
la mancanza di nuovi progetti minerari (opinione condivisa da
molti analisti). Lo stesso afferma
Aurubis che giustifica un prezzo
intorno a 6mila $ con il fatto che le
estrazioni minerarie hanno sinora avuto il 6,6% annuo di perdite
di produzione, mentre la fase di
forte espansione delle raffinerie
cinesi sta terminando.
Negativa invece Goldman Sachs, che, a seguito della pubblicazione delle specifiche sull’uso di
leghe alluminio per i cavi a basso
voltaggiodapartedellacineseNational Energy Administration
(Nea), prevede che in Cina in quel
settore i principali utilizzatori, rete elettrica statale compresa, so-

stituiranno il rame con alluminio,
portando a una riduzione di oltre
la metà della attuale crescita locale dei consumi di rame con una
perdita valutata tra 100 e 250mila
tonnellate all’anno. E aggiungendo le perdite di rame nelle costruzioni che dovrebbero seguire al
calo del 5% annuo già segnato in
quel campo dall’acciaio (che anticipal’usodelrameinquelsettore),
Goldman Sachs conferma la loro
visione ribassista a 3-6-12 mesi con
obiettivo a 5.200 $.
Rialzista invece in un recente
rapporto Capital Economics, che
riferendosiallespecificheNea,ritiene che il processo di sostituzione con alluminio sarà più lento di
quanto altri pensano (riferendosi
probabilmente a Goldman) mentre ritiene che più avanti nell’anno la domanda di rame dovrebbe
riprenderenegliUsae,conilfavore di politiche di stimolo, anche in
Cina, per cui confermano le loro
previsioni di 7.200 $ per fine 2015.
Il consenso di operatori e analisti
è tuttavia su valori inferiori, come
da un’indagine Bloomberg da cui
è risultata una media per fine anno a 6500 dollari.

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RILEVAZIONI BANCA D'ITALIA
08.06
Africa
Algeria dinaro
Angola new kwanza
Botswana pula
Burundi franc.
C. Avorio fran. cfa
Capo Verde esc.
Comore franc.
Egitto sterl. com.
Eritrea nakfa
Etiopia bir
Gambia dalasi
Ghana cedi
Gibuti franco
Guinea franco
Kenya scellino
Lesotho loti
Liberia $
Libia dinaro
Madagascar ariary
Malawi kwacha
Marocco dirham
Mauritania ougulya
Mauritius rupia
Mozambico metical
Namibia $
Nigeria naira
Rep. Congo franco
Rwanda franco
Sant'Elena sterlina
Sao Tome dobra
Seychelles rupia
Sierra Leone leone
Somalia scellino
Sudan sterlina
Swaziland lilageni
Tanzania scellino
Togo franco
Tunisia dinaro
Uganda scellino
Zambia kwacha
Zimbabwe $

¤ % in.an.
109,8346
130,7271
11,2217
1740,1232
655,9570
110,2650
491,9678
8,5107
16,9190
22,9938
44,1011
4,5868
198,3722
8340,1654
108,8964
14,0463
94,3189
1,5399
2665,0208
488,3533
10,8503
361,4423
39,1159
38,4977
14,0463
222,0800
1034,0388
783,5981
0,7318
24500,0000
14,6435
4802,9388
788,1967
6,6662
14,0463
2426,1741
655,9570
2,1725
3465,2095
6,8454


Enel Green Power guarda all’Algeria

Laura Serafini

pLe aziende elettriche italiane

gettano le basi per il futuro ingresso nel mercato algerino dell’energia elettrica. L’associazione Res4Med (di cui fanno parte
anche Terna, Edison, Italgen,
Gse) che promuove lo sviluppo
delle energie rinnovabili nel mediterraneo ed è presieduta dall’ad di Enel Green Power, Francesco Venturini, ha siglato un accordo con la società elettrica algerina Sonelgaz con l’obiettivo di
mettere a fattor comune le conoscenze della realtà locale con
l’esperienza internazionale.I team delle due società si confronteranno su modelli regolatori, meccanismi di finanziamento, innovazione tecnologica allo scopo di
creare le condizioni per gli investimenti esteri nelle rinnovabili.

«L’accordo è stato sostenuto
da Egp perchè l’Algeria ha grandi
potenzialità per lo sviluppo di
rinnovabili, nel solare ma anche
nell’eolico - spiega Antonio Cammisecra, responsabile del business development di Egp -. La domanda di energia elettrica è molto forte e il paese ha deciso di diversificare le fonti di
generazione. Sono già previste
feed-in tariff (tariffe incentivate,
ndr) per sviluppare progetti sia
nel solare che nell’eolico. Egp avvierà contatti con operatori locali, sia pubblici che privati, per individuare un partner con cui sviluppare, nel medio periodo,
eventuali progetti di investimento nel paese». Le leggi algerine
prevedono che l’accesso di investitori esteri nel paese sia veicolato attraverso joint-venture in cui

gli operatori locali abbiano la
maggioranza del 51 per cento.
La stessa Sonlegaz, un equivalente del gruppo Enel in Algeria,
potrebbe essere un potenziale
candidato per la partnership. Il
governo algerino ha in programma di raggiungere entro il
2030 il 27%di produzione di
energia elettrica da fonti rinnovabili: entro quella data è prevista l’istallazione di 22 gigawatt
ripartiti tra fotovoltaico, eolico,
tecnologia solare a concentrazione e biomasse.
L’Algeria non è il primo paese
tra gli stati nordafricani che si affacciano sul Mediterraeno con il
quale Egp ha avviato relazioni al
fine di realizzare investimenti.
In Marocco la società sta partecipando a una gara da 850 megawatt nell’eolico, che in verità si

protrae da diverso tempo, ma
per la quale si attende entro
l’estate il termine per la presentazione delle offerte economiche. In Egitto Egp si è prequalificata per partecipare a progetti di
feed-in tariff (pur avendo partecipato senza successo ad aprile a
una gara assegnata a prezzi
stracciati). Ma sinora la controllata del gruppo Enel non ha ancora aggredito quei mercati (pur
essendo il primo operatore delle
rinnovabili in Africa con le gare
vinte in Sudafrica). Seppure l’Algeria potrebbe aprire le prime
vere opportunità di investimento non prima di un anno, potrebbe rivelarsi uno dei mercati a
maggiore potenzialità di crescita e di sviluppo soprattutto per
gli impianti fotovoltaici.
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Euro
Stati Uniti
Giappone
Gr. Bretagna
Danimarca
Canada
Svizzera
Norvegia
Svezia
Australia
N. Zelanda
Rep. Ceca

Vergine al vertice
dell’import di gas
Umberto Vergine è stato
nominato Chief Midstream
Gas&Power Officer della
società. È stata inoltre
istituita la nuova posizione
di Chief Retail Market
Gas&Power Officer che a
partire da ieri è affidata a
Marco Alverà e alla quale
riporterà la Direzione
Retail Market Gas&Power
guidata da Angelo Zaccari.
Il Chief Midstream
Gas&Power Officer e il
Chief Retail Market
Gas&Power Officer sono a
diretto riporto dellad
Claudio Descalzi.

MINERALI DI FERRO

L’import cinese
scende dell’11,6%
In maggio la Cina ha
importato 70,87 milioni di
tonnellate di minerali di
ferro, l’11,6% in meno
rispetto al mese precedente
e l’8,4% in meno sullo stesso
mese dell’anno scorso, sulla
scia soprattutto del
maltempo che ha rallentato
le spedizioni dal Brasile e
della chiusura di alcune
miniere (caratterizzate da
costi dinproduzione
elevati). Nonostante la
frenata, l'import del colosso
asiatico nei primi cinque
mesi dell’anno risulta in
calo appena dell’1,1% sullo
stesso periodo delll’anno
scorso.

OPZIONI

America
Antille Oland. fiorino
Argentina peso
Aruba fiorino
Bahamas $
Barbados $
Belize $
Bermuda $
Bolivia boliviano
Cayman $
Cile peso
Colombia peso
Costarica colon
Cuba peso
Dominicana R. peso
El Salvador colon
Falkland pound
Giamaica $
Guatemala quetzal
Guyana $
Haiti gourde
Honduras lempira
Nicaragua cordoba
Panama balboa
Paraguay guar.
Perù sol
St.Kitts & Nevis $
Suriname $
Trinidad $
Uruguay peso
Venezuela bolivar
Asia
Afghanistan afghni
Arabia S. rial
Armenia dram
Azerbaidjian manat
Bahrain dinaro
Bangladesh taka
Birmania kyat
Brunei $
Buthan ngultrum
Cambogia riel

98,4005
117,1180
0,0995
1558,9708
587,6698
98,7861
440,7523
7,6247
15,1577
20,6001
39,5100
4,1093
177,7210
7471,9274
97,5599
12,5840
84,5000
1,3796
2101,4200
437,5142
9,7207
323,8150
35,0438
34,4900
12,5840
198,9607
926,3920
702,0230
1,5253
21949,4714
13,1191
4302,9375
706,1429
5,9722
12,5840
2173,6016
587,6698
1,9463
3104,4700
5,2431


1,9980
10,0638
1,9980
1,1162
2,2324
2,2414
1,1162
7,7129
0,9265
707,8183
2926,1975
598,7288
1,1162
49,9881
9,7668
0,7318
129,4799
8,5856
231,2878
54,5768
24,4126
30,3268
1,1162
5677,2276
3,5231
3,0137
4,1851
7,0889
29,9677
7,0232

-8,06
-2,06
-8,06
-8,06
-8,06
-7,81
-8,06
-8,06
-7,51
-4,00
1,17
-8,69
-8,06
-6,86
-8,06
-6,05
-6,72
-6,94
-8,06
-4,09
-4,35
-6,09
-8,06
1,02
-3,02
-8,06
-1,99
-8,44
1,29
-8,06

1,7900
9,0161
1,7900
1,0000
2,0000
2,0081
1,0000
6,9100
0,8300
634,1322
2621,5710
536,3992
1,0000
44,7842
8,7500
1,5253
116,0007
7,6918
207,2100
48,8952
21,8712
27,1697
1,0000
5086,2100
3,1563
2,7000
3,3000
6,3510
26,8480
6,2921

66,9497 -5,45
4,1860 -8,15
531,5879 -7,72
1,1720 23,05
0,4197 -8,06
86,8418 -8,20
1238,4305 -1,01
1,5165 -5,56
71,5360 -6,76
4546,9520 -8,10

59,9800
3,7503
476,2479
1,0500
0,3760
77,8013
1109,5059
1,3586
64,0889
4073,5997

Usd

¤

1,1162
1,0000
0,7982
1,5253
1,4962
0,8042
1,0661
1,2645
1,1915
0,7637
0,7075
4,0691

1,0000
0,8959
0,7151
1,3665
1,3404
0,7205
0,9551
1,1329
1,0675
0,6842
0,6339
3,6455

Jpy

139,8400
125,2822
100,0000
191,0905
187,4481
100,7565
133,5626
158,4230
149,2773
95,6825
88,6410
509,7882

Gbp

Dkr

0,7318
0,6556
0,5233
1,0000
0,9809
0,5273
0,6989
0,8290
0,7812
0,5007
0,4639
2,6678

Cad

7,4602
6,6836
5,3348
10,1943
10,0000
5,3752
7,1253
8,4516
7,9637
5,1045
4,7288
27,1962

Chf

1,3879
1,2434
0,9925
1,8966
1,8604
1,0000
1,3256
1,5723
1,4816
0,9496
0,8798
5,0596

Nok

1,0470
0,9380
0,7487
1,4307
1,4034
0,7544
1,0000
1,1861
1,1177
0,7164
0,6637
3,8168

2,4556 -8,06
2,5478 11,50
0,7914 -8,06
1300,3730 -8,06
32336,3140 -1,86
207,5701 -6,27
65,8686 -7,92
0,3378 -4,99
9063,5440 -7,76
1682,6715 -8,06
8,9138 -8,11
17,0443 -8,84
2086,9480 -8,98
109,7113 -8,06
0,4292 -8,15
114,0631 -6,62
4,0630 -8,11
242,2671 10,68
149,5923 -6,12
6,9876 8,43
34,7581 -9,52
3,9067 12,90
4,0976 -8,11
2834,8750 -3,61
24345,2032 -6,26
239,8602 -8,06

2,2000
2,2826
0,7090
1165,0000
28970,0000
185,9614
59,0114
0,3027
8120,0000
1507,5000
7,9858
15,2700
1869,6900
98,2900
0,3845
102,1888
3,6400
217,0464
134,0193
6,2602
31,1397
3,5000
3,6710
2539,7554
21810,7895
214,8900

140,7579 0,47
17095,7192 18,33
1,9558

0,7318 -6,05
61,5099 0,14
20,4204 7,71
120,6317 -0,41
23,5504 22,62

126,1045
15316,0000
1,7522
1,5253
55,1066
18,2946
108,0735
21,0988

2,3223
2,2569
3,0373
119,3317
2,8438
8,7959
117,4095

-3,80
-2,80
-3,56

-3,85
-5,09
-4,93

8,8270
7,9081
6,3122
12,0620
11,8321
6,3600
8,4308
10,0000
9,4227
6,0397
5,5952
32,1789

Sek

Aud

9,3678
8,3926
6,6989
12,8010
12,5570
6,7496
8,9473
10,6127
10,0000
6,4097
5,9380
34,1504

Base

Volatil.

Call¤

Put¤

1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
12 mesi

1,1203
1,1213
1,1213
1,1213
1,1213

13,4020
12,4000
11,7750
11,1250
10,5500

0,0172
0,0223
0,0264
0,0352
0,0469

0,0172
0,0223
0,0264
0,0351
0,0468

11,5300
11,2800
11,1100
10,9900
10,8900

1,8100
2,4800
3,0400
4,1400
5,4900

1,8800
2,5900
3,2000
4,5500
6,6700

8,6500
8,7000
8,7500
9,1900
9,6800

1,2100
1,6900
2,1200
3,0600
4,3000

1,2700
1,8000
2,2700
3,4300
5,3600

Opzioni ¤/Usd

Opzioni ¤/Jpy
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
12 mesi
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
12 mesi

08.06.15
Scadenze

Libor
Usd

¤ 365

¤

Jpy

Gbp

RENDIMENTI MEDIOBANCA

Media mobile
A tasso fisso:
Indicizzati:

Depo
Ois
Den. Lett. Den. Lett.

Scad.

Fra
Scad. Den. Lett.

Euro

Czk

1M
2M
3M
6M
12 M

Cibor
Dkr

Nibor
Nok

Stibor
Skr

Pribor
Czk

Wibor
Pln


-0,34750
-0,25500
-0,22500
-0,19000
0,02250
0,27500


1,45000
1,37000
1,34000
1,37000
1,40000



-0,27800
-0,28900
-0,27800
-0,25400
-0,18400


0,15000
0,16000
0,22000
0,24000
0,31000
0,39000
0,48000

1,57000
1,61000
1,65000

1,68000
1,76000
1,80000

Chf

O/N
-0,17714 -0,17960 0,12300 0,04000 0,48188 -0,77400
1w
-0,15571 -0,15787 0,14750 0,04857 0,48613 -0,80500
1m
-0,07000 -0,07097 0,18540 0,05786 0,50663 -0,81600
2m
-0,03857 -0,03911 0,23500 0,08643 0,53475 -0,79800
3m
-0,01500 -0,01521 0,28220 0,09786 0,57125 -0,77800
6m
0,05643 0,05721 0,43340 0,13500 0,71463 -0,69760
12m
0,17429 0,17671 0,77220 0,24971 1,00025 -0,58260
I dati del Cibor e Stibor sono relativi alla giornata precedente (Fonte:Nasdaq OMX)

Titoli di Stato
e Obblig. (Mot)
Media settimanale
A tasso fisso:

125,1400
125,1400
125,1400
125,1400
125,1400

DEPO, OIS E FRA

1M
2M
3M
6M
12 M

1,5776 27,4310
1,4134 24,5753
1,1281 19,6160
2,1558 37,4843
2,1147 36,7698
1,1367 19,7644
1,5068 26,1996
1,7872 31,0762
1,6841 29,2822
1,0794 18,7691
1,0000 17,3878
5,7512 100,0000

140,1700
140,1700
140,1700
140,1700
140,1700

Opzioni Usd/Jpy

0,4807
0,4946
0,3675
106,9089
2,5478
0,1269
105,1868

Nzd

1,4615
1,3094
1,0451
1,9971
1,9591
1,0530
1,3959
1,6557
1,5601
1,0000
0,9264
5,3279

Scadenza

0,02
— -0,10

-0,10
— -0,10

-0,10
— -0,10 -0,10
— 0,08 -0,10 -0,10
0,17 0,27 -0,10


3x6
6x9
9x12
6x12
12x18

-0,01
0,02
0,04
0,09
0,18

0,02
0,04
0,06
0,13
0,21

Usd
0,16
0,34
0,21
0,53
0,86

0,19
0,44
0,29
0,63
0,96

0,13
0,13
0,14
0,21
0,36

0,15
0,15
0,16
0,23
0,38

3x6
6x9
9x12
6x12
12x18

0,40
0,59
0,80
0,77
1,19

0,44
0,63
0,82
0,81
1,23

-0,13
0,03
-0,09
-0,04
-0,03

0,06
0,13
0,21
0,14
0,17

0,05
0,06
0,05
0,06
0,05

0,08
0,07
0,07
0,07
0,07

3x6
6x9
9x12
6x12
12x18

0,09
0,09
0,09
0,12
0,13

0,10
0,10
0,11
0,14
0,15

Jpy
1M
2M
3M
6M
12 M

TASSI BCE
Operazioni

Durata residua (anni)
3-5
5-7
Oltre 7

Settim.

Media
Settim.

05.06.15
29.05.15
05.06.15
29.05.15

3,140
2,975
2,014
1,638

4,415
3,641
4,022
1,336

1,999
1,830
2,377
2,207

2,882
2,801
1,258
1,237

05.06.15
29.05.15
05.06.15
29.05.15

2,857
2,807
2,042
2,061

4,002
3,927
3,252
3,176

1,754
1,735
2,091
2,042

2,549
2,514
1,456
1,516

Indice
WGBI European
EGBI
EGBI 1-3 Yrs
EGBI 3-7 Yrs
EGBI 7-10 Yrs
Eurobig

Rendimenti odierni: fisso 3,230; indicizz. 1,584

¤ giorn.
545,26 0,43
219,32 -0,35
170,43 -0,02
209,61 -0,17
239,07 -0,35
218,53 -0,24

mese
-2,09
-2,40
-0,06
-0,88
-2,60
-1,94

¤
Data
oper. mld
10.09.14
10.09.14
03.06.15 93
27.05.15 100
10.09.14
28.05.15 40
30.04.15 25
26.03.15 19

MUTUI PUBBLICI
(Tasso massimo da applicare su mutui a carico degli
Enti locali)
Scadenza
T. fisso(*)
T. variabile

Var%

Chiusura

Durata tasso

Operazioni su iniziativa controparti
Tasso di rifin. marginale
0,30
Tasso di deposito
-0,20
Operazioni di mercato aperto
Pronti/termine settimanale 7gg 0,05
7gg 0,05
Main Refinancing Fix Rate
0,05
Pronti/termine mensile 91gg 0,00
91gg 0,00
91gg 0,00

CITI FIXED INCOME INDICES

in.an.
3,34
-0,99
0,30
-0,40
-2,11
-0,82

Rend.
1,06
0,74
-0,06
0,39
0,95
0,70

Prezzo Preced.

Merce

Dur.
7,19
7,19
1,91
4,49
7,51
6,41

fino a 10 anni
fino a 15 anni
fino a 20 anni
fino a 25 anni
oltre 25 anni

IRS 7yrs+1,60%
IRS 10yrs+2,15%
IRS 12yrs+2,25%
IRS 15yrs+2,65%
IRS 20yrs+2,35%

Euribor 6m+1,60
Euribor 6m+2,15
Euribor 6m+2,20
Euribor 6m+2,60
Euribor 6m+2,40

(*) Per IRS si intende il tasso lettera verso Euribor
a 6 mesi fissato a Francoforte alle h.11,00 del
giorno precedente alla stipula del contratto.

COMMODITIES
Merce

Mercato Mese Data

Energia e Combustibili
Brent Dated(Usd/bbl)
Brent Crude Oil(Usd/bbl)
Carbon Emiss(Euc/t)
Etanolo Mais(Usd/gal)
Gas Oil(Usd/t)
Gasoline Rbob(Usd/gal)
Heating Oil(Usd/gal)
Nafta(Usd/t)
Natural Gas(Usc/mbtu)
WTI Cushing(Usd/bbl)
WTI(Usd/bbl)

ICE Spot 08.06
IPE Lug 08.06
IPE Ago 08.06
IPE Set 08.06
ICE Ago 08.06
ICE Set 08.06
NYMEX Lug 08.06
NYMEX Ago 08.06
NYMEX Set 08.06
IPE Giu 08.06
IPE Lug 08.06
IPE Ago 08.06
NYMEX Lug 08.06
NYMEX Lug 08.06
NWE Spot 08.06
NYMEX Lug 08.06
NYMEX Ago 08.06
CME Spot 08.06
NYMEX Lug 08.06
NYMEX Ago 08.06

LME - London Metal Exchange

59,95
63,31
64,00
64,60
7,41
7,42
1,55
1,53
1,51
566,75
568,00
571,00
2,03
1,87
513,80
2,59
2,62
59,06
59,13
59,56

Settl
Spot
3m
15m
Spot
3m
15m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
15m
Spot
3m
15m
Settl
Spot
3m
Spot
3m

08.06 150,00 150,00
08.06 150,00 150,00
08.06 165,00 165,00
08.06 205,00 205,00
08.06 150,00 150,00
08.06 165,00 165,00
08.06 205,00 205,00
08.06 1770,00 1740,00
08.06 1770,00 1740,00
08.06 1780,00 1755,00
08.06 1760,00 1735,00
08.06 1780,00 1755,00
08.06 1695,50 1693,50
08.06 1695,50 1693,50
08.06 1737,50 1731,50
08.06 1704,50 1704,00
08.06 1744,00 1741,00
08.06 13095,00 12865,00
08.06 13095,00 12865,00
08.06 13150,00 12890,00
08.06 13365,00 13020,00
08.06 13400,00 13050,00
08.06 1901,50 1902,50
08.06 1901,50 1902,50
08.06 1917,00 1915,00
08.06 1914,00 1917,50
08.06 1927,00 1931,00
08.06 5915,00 5924,50
08.06 5915,00 5924,50
08.06 5930,00 5938,00
08.06 5941,50 5939,50
08.06 5950,00 5948,00
08.06 15300,00 15250,00
08.06 15300,00 15250,00
08.06 15380,00 15255,00
08.06 15480,00 15350,00
08.06 15270,00 15380,00
08.06 15300,00 15400,00
08.06 15375,00 15455,00
08.06 2118,50 2132,00
08.06 2118,50 2132,00
08.06 2130,00 2142,00
08.06 2127,00 2135,00
08.06 2139,00 2147,00

ASSOM
NWE
NWE
ASSOM
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
PAR
NWE
NWE
NWE
NWE

Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot

08.06 7691,94 7618,79
22.04 8900,00 8900,00
04.03
8,10
8,10
08.06 7433,50 7403,38
03.03
0,70
0,70
03.03
0,75
0,75
22.04
14,50
14,50
24.04
2,15
2,15
24.04 250,00 250,00
22.04 1950,00 1950,00
22.04 1325,00 1325,00
22.04 525,00 525,00
08.06 16509,00 16706,00
25.03 2145,00 2145,00
24.04 950,00 950,00
24.04
19,80
19,80
24.04
8,15
8,15

Acciaio Bill Md 2ª(Usd/t)
Alluminio Alloy(Usd/t)
Alluminio Alloy 1ª(Usd/t)
Alluminio Alloy 2ª(Usd/t)

Alluminio HG 2ª(Usd/t)
Nickel(Usd/t)
Nickel 1ª(Usd/t)

Piombo(Usd/t)
Piombo 1ª(Usd/t)
Piombo 2ª(Usd/t)
Rame grado A(Usd/t)
Rame grado A 1ª(Usd/t)
Rame grado A 2ª(Usd/t)
Stagno HG(Usd/t)
Stagno HG 1ª(Usd/t)
Stagno HG 2ª(Usd/t)
Zinco SHG(Usd/t)
Zinco SHG 1ª(Usd/t)
Zinco SHG 2ª(Usd/t)
Alpacca Cu64Ni18(Eur/t)
Antimonio 99,65%(Usd/t)
Bismuto 99,99%(Usd/lb)
Bronzo Lega B6(Eur/t)
Cadmio 99,95%(Usd/lb)
Cadmio 99,99%(Usd/lb)
Cobalto catodi(Usd/lb)
Cromo Fe LoCarb(Usd/lb)
Gallio ling 99,9%(Usd/kg)
Germanio met(Usd/kg)
Germanio bioss.(Usd/kg)
Indio ling 99,97%(Usd/kg)
Iridio(Eur/kg)
Manganese 99,7%(Usd/t)
Manganese Ferro(Usd/t)
Molibdeno Ferro(Usd/kg)
Molibdeno Ossido(Usd/lb)

60,92
62,69
63,23
63,79
7,45
7,46
1,55
1,54
1,51
571,75
573,00
576,00
2,01
1,85
524,80
2,71
2,74
58,10
58,14
58,61

LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME

Acciaio Bill Md(Usd/t)
Acciaio Bill Md 1ª(Usd/t)

Altri metalli

Prezzo Preced.

Merce

Mercato Mese Data

Ottone base barra(Eur/t)
Ottone 63(Eur/t)
Ottone 67(Eur/t)
Rame(Usc/lb)
Rame catodi(Eur/t)
Rame coils(Gbp/q)
Rame elettrol(Eur/qle)
Rame filo 8mm(Gbp/q)
Rame merchant(Usc/lb)
Rame semilav.(Eur/t)
Rodio sp. 99,99%(Usd/oz)
Selenio 99,5%(Usd/lb)
Silicio blocchi(Usd/t)
Silicio Ferro(Usd/t)
Titanio Ferro(Usd/kg)
Titanio spugna(Usd/kg)
Tungsteno Ferro(Usd/kg)
Vanadio Ferro(Usd/kg)
Vanadio Pentoss.(Usd/lb)
Zinco elettrol.(Eur/t)

Metalli preziosi
Argento Spot(Usc/oz)
Argento(Usd/oz)

Oro Londra fixing(Usd/oz)
Oro AM(Eur/gr)
Oro PM(Eur/gr)
Oro(Usd/oz)
Palladio PM fix(Usd/oz)
Palladio(Eur/gr)
Palladio(Usd/oz)
Platino PM fix(Usd/oz)
Platino(Eur/gr)
Platino(Usd/oz)

ASSOM
ASSOM
ASSOM
COMEX
COMEX
COMEX
PAR
NWE
FFT
NWE
COMEX
ASSOM
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
PAR

Spot
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot

08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
06.06
08.06
29.05
04.03
07.04
24.04
25.03
07.04
24.04
25.03
16.03
08.06

4950,00
5150,80
5291,65
2,72
2,70
2,70
5509,00
445,08
542,67
445,73
277,70
6453,62
1060,00
24,00
2200,00
1280,00
5,60
9,70
33,75
20,70
4,20
2460,00

4950,00
5136,97
5276,95
2,72
2,69
2,70
5490,00
439,95
540,81
440,60
277,05
6431,72
1060,00
24,00
2200,00
1280,00
5,60
9,70
33,75
20,70
4,20
2460,00

LBMA
NYMEX
NYMEX
NYMEX
LBMA
ASORL
ASORL
NYMEX
NYMEX
NYMEX
LBMA
ASORL
NYMEX
NYMEX
NYMEX
LBMA
ASORL
NYMEX
NYMEX
NYMEX

Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago

08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

16,02
15,95
15,96
15,98
1172,80
34,28
33,99
35,04
1173,30
1173,60
746,00
22,64
743,10
742,75
743,25
1098,00
33,32
1100,50
1101,20
1102,00

16,05
15,97
15,98
16,01
1164,60
34,03
34,13
35,04
1167,80
1168,10
751,00
22,52
750,40
750,05
750,45
1092,00
32,74
1091,30
1092,00
1092,80

CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT

Lug
Set
Dec
Lug
Ago
Set
Lug
Set
Dec
Lug
Set
Dec
Lug
Ago
Set
Lug
Set
Nov
Lug
Ago
Set

08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

264,75
269,50
273,75
309,50
302,20
298,60
528,00
534,00
546,00
365,25
372,75
383,50
34,10
34,13
34,17
9,95
10,21
10,48
944,25
929,25
920,50

258,75
264,25
269,75
304,90
297,90
294,90
517,00
521,50
533,00
360,50
367,50
378,00
34,78
34,79
34,82
9,81
10,08
10,34
937,75
924,50
916,00

NWE P1 08.06 717,50
NWE P1 08.06 1700,00
NWE P1 08.06 1535,00
NWE P1 08.06 1460,00
NWE P1 08.06 1650,00
NWE P1 08.06 394,00
MATIF Set 08.06 186,25
MATIF Dec 08.06 187,75
MATIF Mar 08.06 189,75
MATIF Ago 08.06 167,75
MATIF Nov 08.06 167,75
MATIF Gen 08.06 170,25
NWE P1 08.06 1135,00
ICE-CA Spot 08.06 512,00
NWE P1 08.06 740,00
NWE P2 08.06 725,00
NWE P1 08.06 930,00
NWE P2 08.06 855,00
NWE P1 08.06 1105,00

733,50
1700,00
1535,00
1460,00
1650,00
397,00
184,50
185,75
188,00
165,00
166,25
169,00
1150,00
512,00
760,00
735,00
945,00
950,00
1110,00

CBOT - Chicago Board of Trade
Avena(Usc/bu)

Farina di soia(Usd/t)
Frumento(Usc/bu)
Granoturco(Usc/bu)
Olio soia(Usc/lb)
Riso grezzo(Usc/cwt)
Semi di soia(Usc/bu)

Altri cereali, olii e semi oleosi
Copra Filippine(Usd/t)
Far. pesce Cile(Usd/t)
Far. pesce Danish(Usd/t)
Far. pesce Islanda(Usd/t)
Far. pesce Perù(Usd/t)
Farina di soia HP(Usd/t)
Frumento tenero(Eur/t)
Granoturco(Eur/t)
Olio Cocco Filipp.(Usd/t)
Olio colza canola(Cad/t)
Olio colza crude(Eur/t)
Olio girasole UE(Usd/t)
Olio lino(Usd/t)

Mercato Mese Data

Prezzo Preced.

NWE P1 08.06 670,00 680,00
NWE P2 08.06 670,00 682,50
NWE P1 08.06 945,00 950,00
NWE P1 08.06 1550,00 1550,00
NWE P1 08.06 715,00 730,00
NWE P2 08.06 710,00 725,00
NWE Spot 05.06 140,00 140,00
MATIF Ago 08.06 374,50 376,50
MATIF Nov 08.06 377,75 379,50
MATIF Feb 08.06 378,25 380,00
NWE P1 08.06 384,00 384,00

Olio palma crude(Usd/t)
Olio palmkernel(Usd/t)
Olio ricino(Usd/t)
Olio soia crude(Eur/t)
Olio tung crude(Usc/lb)
Semi di colza(Eur/t)
Semi soia Usa 2(Usd/t)

Coloniali

ICE-US Lug 08.06
ICE-US Set 08.06
ICE-US Dec 08.06
LIFFE Lug 08.06
LIFFE Set 08.06
LIFFE Nov 08.06
ICE-US Lug 08.06
ICE-US Set 08.06
ICE-US Dec 08.06
LIFFE Lug 08.06
LIFFE Set 08.06
LIFFE Dec 08.06
ICO Spot 08.06
ICCO Spot 08.06
ISA Spot 08.06
ICE-US Lug 08.06
ICE-US Set 08.06
ICE-US Nov 08.06
ICE-US Lug 08.06
ICE-US Ott 08.06
ICE-US Mar 08.06
LIFFE Ago 08.06
LIFFE Ott 08.06
LIFFE Dec 08.06

Caffè arabica(Usc/lb)
Caffè robusta(Usd/t)
Cacao(Usd/t)
Cacao(Gbp/t)
Ico caffè Comp(Usc/lb)
Icco cacao Index(Usd/t)
Isa zucch Index(Usc/lb)
Succo arancia(Usc/lb)
Zucchero grezz 11(Usc/lb)
Zucchero raffin(Usd/t)

Bestiame

Giu
Lug
Ago
Ott

08.06
08.06
08.06
08.06

81,55
80,98
80,65
70,23

81,68
81,13
80,83
70,43

ICE-US
ICE-US
ICE-US
ICE-US
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS

Lug
Ott
Dec
Mar
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot

08.06
08.06
08.06
08.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

64,80
66,53
65,34
65,58
1397,00
1612,00
1607,00
1579,00
1553,00
1529,00
1516,00
1499,00
1458,00
1357,00
1598,00
1592,00
1573,00
1548,00
1525,00
1521,00
1511,00
1475,00
1373,00
1324,00

64,01
65,88
64,55
64,76
1397,00
1612,00
1607,00
1579,00
1553,00
1529,00
1516,00
1499,00
1458,00
1357,00
1598,00
1592,00
1573,00
1548,00
1525,00
1521,00
1511,00
1475,00
1373,00
1324,00

SICOM
SICOM
SICOM
TOCOM
TOCOM
TOCOM
MRE
MRE
MRE
MRE
MRE
SICOM
SICOM
SICOM
CME
CME
CME

Lug
Ago
Set
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Lug
Ago
Set
Lug
Set
Nov

08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

186,50
185,50
186,20
226,20
227,30
228,70
201,95
189,40
161,45
158,75
158,20
158,50
157,90
158,50
293,10
292,50
289,40

187,20
187,20
186,80
227,40
229,80
231,50
203,75
190,80
163,60
160,90
160,35
160,60
161,00
161,40
291,20
288,10
286,00

Cotone e Lane autraliane

Northern Index(Auc/kgcl)
17,5 micron(Auc/kgcl)
18 micron(Auc/kgcl)
18,5 micron(Auc/kgcl)
19 micron(Auc/kgcl)
19,5 micron(Auc/kgcl)
20 micron(Auc/kgcl)
21 micron(Auc/kgcl)
22 micron(Auc/kgcl)
Southern Index(Auc/kgcl)
17,5 micron(Auc/kgcl)
18 micron(Auc/kgcl)
18,5 micron(Auc/kgcl)
19 micron(Auc/kgcl)
19,5 micron(Auc/kgcl)
20 micron(Auc/kgcl)
21 micron(Auc/kgcl)
22 micron(Auc/kgcl)
Eastern Index(Auc/kgcl)
Western Index(Auc/kgcl)

Varie industria

Gomma Rss 3(Usc/kg)
Gomma Rss 3(Usc/kg)
Gomma Smr CV(Usc/kg)
Gomma Smr L(Usc/kg)
Gomma Smr 5(Usc/kg)
Gomma Smr 10(Usc/kg)
Gomma Smr 20(Usc/kg)
Gomma Tsr 20(Usc/kg)
Legname d'opera(Usd/bft)

135,10
137,40
140,90
1728,00
1746,00
1765,00
3116,00
3113,00
3102,00
2112,00
2110,00
2093,00
126,39
3160,61
12,79
116,70
119,15
121,05
12,05
12,42
13,75
350,70
351,90
358,00

CME
CME
CME
CME

Suini macellati(Usc/lb)

Cotone(Usc/lb)

136,55
138,75
142,20
1724,00
1740,00
1759,00
3117,00
3116,00
3106,00
2110,00
2110,00
2093,00
125,98
3156,78
12,74
123,10
124,85
126,20
12,16
12,55
13,88
351,20
354,00
360,10

LEGENDA: Mercati: ASORL Associazione Orafa Lombarda. ASSOM Assomet. CBOT Chicago Board Of Trade. CME Chicago Mercantile Exchange. COMEX COmmodity Mercantile EXchange New York. CWB Canadian Wheat Board. FFT
Francoforte. ICE Inter Continental Exchange, -US United States, -EU EUrope, -CA Canada. ICO International Coffe Organization. ICCO International CoCoa Organization. ISA International Sugar Agreement. IPE International
Petroleum Exchange. LBMA London Bullion Market Association. LIFFE Euronext Londra. LME London Metal Exchange. MATIF Euronext Parigi. MRE Malaysian Rubber Exchange. NWE North West Europe (Rotterdam e Londra per i
Metalli). NYMEX New York Mercantile EXchange. PAR Parigi. PVE Productschappen Vee, vlees en Eieren, Utrecht. SICOM SIngapore COMmodity exchange. TOCOM TOkyo COMmodity exchange. W-AUS Wool Australia. Sigle: bbl
barile. bu bushel. cwt hundred weight. gal gallone. GBp Uk pence. gr grammo. kg chilo. kg cl kg clean - kilogram of clean yield. lb libbra. mbtu million british termal unit. oz oncia. ston short ton.

BORSE ESTERE
FRANCOFORTE
(¤)
Airbus Group
Allianz
Basf
Bayer
Bmw
Daimler
Deutsche Telek
SAP Se
Siemens
Volkswagen Pref.

HELSINKI

(¤)
Fortum
Kone Corp
Neste Oil
Nokia
Nordea Bank
Sampo Plc
Stora Enso R
Teliasonera
Upm-Kymmene Oy
Wartsila B

08.06
59,10
140,45
80,87
124
97,37
80,28
15,43
65,65
94,73
210,75

Prec.
59,84
143,10
82,16
126,30
99,59
81,85
15,50
66,31
95,58
213,90

Var %
-1,24
-1,85
-1,57
-1,82
-2,23
-1,92
-0,45
-1
-0,89
-1,47

08.06
16,41
37,33
23,13
6,37
11,30
42,05
8,90
5,27
15,49
40,59

Prec.
16,74
37,36
23,41
6,45
11,52
42,56
9,11
5,30
15,90
40,70

Var %
-1,97
-0,08
-1,20
-1,16
-1,91
-1,20
-2,20
-0,66
-2,58
-0,27

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/indicienumeri
LONDRA

(Pence GB)
Bhp Billiton
Bp
Brit Am Tobacc
Glaxosmithklin
Hsbc Holdings
Lloyds Bnk Grp
Royal Dtch Shl
Royal Dtch Shl
Unilever
Vodafone Group

08.06
Prec.
1382,50
1327
442,50 443,35
3425
3440
1397,50 1398,50
622,10 618,90
87,61
87,09
1909,50 1902,50
1924,50 1919,50
2867,50
2819
245,40 242,05

NEW YORK-NYSE
(Usd)
Berkshre Cl B
Exxon Mobil
General Elec Co
Johnson Johnson
Jpmorgan Chase
Pfizer Inc
Procter & Gamble
Verizon Comms
Wal-Mart Stores
Wells Fargo & Co

08.06
139,52
84,85
27,24
97,96
66,89
33,98
77,71
47,44
72,61
56,12

Prec.
140,76
84,28
27,29
98,59
67,42
34,09
77,43
47,23
73,06
56,61

Var %
4,18
-0,19
-0,44
-0,07
0,52
0,59
0,37
0,26
1,72
1,38
Var %
-0,88
0,68
-0,18
-0,64
-0,79
-0,32
0,36
0,44
-0,62
-0,87

NEW YORK-Nasdaq 100
(Usd)
Amazon Com
Apple Inc
Comcast Corp
Comcast Corp A
Facebook
Gilead Sci
Google Inc
Google Inc
Intel Corp
Microsoft Cp

PARIGI

(¤)
Airbus Group
Axa
Bnp Paribas
Danone
Gdf Suez
L Oreal
L.V.M.H.
Sanofi
Schneider Electr
Total

08.06
423,50
127,80
57,62
57,87
80,67
113,70
526,83
543,48
31,30
45,73

Prec.
426,95
128,65
58,36
58,69
82,14
113,96
533,33
549,53
31,84
46,14

Var %
-0,81
-0,66
-1,27
-1,40
-1,79
-0,23
-1,22
-1,10
-1,70
-0,89

08.06
59,15
22,12
54,63
60,79
17,39
165,85
160,25
88,09
66
44,19

Prec.
59,66
22,41
55,30
61,17
17,64
166,65
160,30
89,14
67,09
45,55

Var %
-0,85
-1,27
-1,21
-0,62
-1,39
-0,48
-0,03
-1,18
-1,62
-1,69

Nella sezione Indici e Numeri del nostro sito internet sono pubblicati i titoli sottostanti agli indici delle principali Borse estere

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Corea Del Nord won
Georgia lari
Giordania dinaro
Irak dinaro
Iran rial
Kazakistan tenge
Kirghizistan som
Kuwait dinaro
Laos kip
Libano sterlina
Macao pataca
Maldive rufiyaa
Mongolia tugrik
Nepal rupia
Oman rial
Pakistan rupia
Qatar rial
Siria sterlina
Sri Lanka rupia
Tagikistan somoni
Taiwan $
Turkmenistan N.man.
U.A.E. dirham
Uzbekistan sum
Vietnam dong
Yemen rial
Europa
Albania lek
Bielorussia rublo
Bosnia Erz. marco
Gibilterra pound
Macedonia denar
Moldavia leu
Serbia dinaro
Ucraina hryvnia
Oceania
Fiji $
I. Tonga pa anga
Papua Guinea kina
Polinesia Fr. franco
Samoa tala
Solomon $
Vanuatu vatu

TASSI INTERBANCARI

Nickel 2ª(Usd/t)

NOMINE ENI

3,03
4,68
-2,82
-8,60



-2,01
-7,30
-6,26
-19,33
18,06
-8,06
-4,96
-1,05
0,08
-5,84
5,92
-8,36
-14,42
-1,18
-5,01
1,52
0,15
0,08
-0,72
-7,61
-7,11
-6,05

-14,09
-6,10
-8,25
-8,06
0,08
15,31

-3,85
2,99



(¤)
(Usd)
(Jpy)
(Gbp)
(Dkk)
(Cad)
(Chf)
(Nok)
(Sek)
(Aud)
(Nzd)
(Czk)

Alluminio HG(Usd/t)
Alluminio HG 1ª(Usd/t)

In breve

$

CAMBI - CROSS RATES - RILEVAZIONI BCE

Indicizzati:

Rinnovabili. Accordo tra Ras4Med e Sonelgaz per agevolare gli investimenti nel paese

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/indicienumeri

SEUL

(Krw)
Amorepacific
Cheil Industries
Hynix Semicon
Hyundai Mobis
Hyundai Motor
Korea Elec Pow
Posco
Samsung Electr
Samsung Life
Samsung SDS

SHANGHAI

(Cny)
Agri Bank Of C
Bank Of Comm
China Life
China Petroleum
Cn Ping An Insurance
Csr Corp
Icbc
Merchants Bank
Petrochina
Sinopec Corp

Borse chiuse: nessuna

08.06
399500
183500
48050
209000
134500
44800
229000
1314000
107000
275000

Prec.
387500
197000
49050
214000
137500
44800
229000
1341000
108000
273000

Var %
3,10
-6,85
-2,04
-2,34
-2,18


-2,01
-0,93
0,73

08.06
4,12
8,94
38,49
8,18
91,99
32,40
5,63
21,14
13,33
8,18

Prec.
3,85
8,13
36,60
7,77
86,95
29,45
5,32
19,99
12,82
7,77

Var %
7,01
9,96
5,16
5,28
5,80
10,02
5,83
5,75
3,98
5,28

TOKIO

(Jpy)
Fanuc Ltd
Honda Motor
Japan Tobacco
Kddi
Mitsub Ufj Fg
Mizuho Financi
Ntt
Ntt Docomo
Smfg
Toyota Motor C

ZURIGO

(Chf)
Abb Ltd
Cs Group Ag
Nestle Sa
Novartis
Richemont I
Roche Holding Ag
Swiss Re
Swisscom
Ubs Group
Zurich Fin

08.06
Prec.
26915 27515
4236
4228
4438,50 4465,50
2784,50
2813
900,80 906,40
265,20 264,20
8618
8551
2304,50 2304,50
5597
5591
8358
8470
08.06
21,21
26,06
69,80
94,70
78,10
270
85
529,50
20,17
291,80

Prec.
21,54
25,87
70,10
95,40
78,80
271,50
85
530,50
20,26
293,30

Var %
-2,18
0,19
-0,60
-1,01
-0,62
0,38
0,78

0,11
-1,32
Var %
-1,53
0,73
-0,43
-0,73
-0,89
-0,55

-0,19
-0,44
-0,51

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36

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Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

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Risparmio gestito 37

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANE - LUSSEMBURGHESI STORICI
OEM Allianz Reddito Euro
OIG Allianz Reddito Glob

05.06 40,183 -0,24
05.06 18,354 0,61

tel.015-4508235
FLE Alpi Soluzione Dinamica
OFL Alpi Soluzione Prudente

05.06
05.06

Alpi Fondi __________________________________

tel.0332-251411
AAE 8a+ Eiger
FLE 8a+ Gran Paradiso
FLE 8a+ Latemar

05.06
05.06
05.06

7,146 -1,48
5,262 0,08
6,132 -0,58

tel.800-893989
AAM AcomeA America A1
AAM AcomeA America A2
APA AcomeA Asia Pac. A2
APA AcomeA Asia Pacifico A1
OEB AcomeA Breve Term. A1
OEB AcomeA Breve Term. A2
FLE AcomeA Etf Attivo A1
FLE AcomeA Etf Attivo A2
OEM AcomeA Eurobb. A1
OEM AcomeA Eurobb. A2
AEU AcomeA Europa A1
AEU AcomeA Europa A2
AIN AcomeA Globale A1
AIN AcomeA Globale A2
AIT AcomeA Italia A1
AIT AcomeA Italia A2
MAE AcomeA Liquidita' A1
MAE AcomeA Liquidita' A2
AEM AcomeA Paesi Em. A1
AEM AcomeA Paesi Em. A2
FLE AcomeA Patr. Aggr. A2
FLE AcomeA Patr. Aggr.A1
FLE AcomeA Patr. Dinam.A1
FLE AcomeA Patr. Dinam.A2
FLE AcomeA Patr. Prud. A1
FLE AcomeA Patr. Prud. A2
OMI AcomeA Perform. A1
OMI AcomeA Perform. A2

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

19,323
20,085
5,872
5,669
14,984
15,194
5,122
5,295
17,709
17,987
15,276
15,810
13,108
13,745
23,787
24,662
8,960
8,960
7,446
7,744
4,316
4,143
5,484
5,642
6,323
6,504
22,248
22,701

1,08
1,08
0,02
0,02
-0,07
-0,08
-0,25
-0,24
-0,12
-0,12
-1,64
-1,64
-0,27
-0,26
-2,48
-2,48

-0,01
-0,05
-0,04
-0,09
-0,10
-0,05
-0,04

0,02
0,02
0,02

tel.02-620808
FLE Alarico Re
FLE Fondo Antelao #
FLE Macro F.o.
OFL Ritorni Reali

05.06
05.06
05.06
05.06

5,012
5,485
4,550
6,669

0,22
0,09
-0,18
0,08

tel.02-00651
FLE Amundi Accumulaz. Att. 2
FLE Amundi Accumulaz. Fles.
FLE Amundi Accumulaz. Fles.2
FLE Amundi Accumulaz. Fles.3
FLE Amundi Accumulazione Att.
AEU Amundi Azionario Europa #
OEC Amundi Corporate 3 anni m
OFL Amundi Div.Attiva 18
OFL Amundi Div.Attiva 18 4
OFL Amundi Div.Attiva 18 Due
OFL Amundi Div.Attiva 18 Tre
OFL Amundi Div.Attiva 19
OFL Amundi Div.Attiva 20
FLE Amundi Eu Brasile 2016
FLE Amundi Eu Bric 2017 m
FLE Amundi Eu BRICT Pr.17
FLE Amundi Eu Cr.Ar.Euro 19
FLE Amundi Eu Cr.Az 2017
FLE Amundi Eu Cr.Az II 2017
FLE Amundi Eu Cr.Cina 2017
FLE Amundi Eu Cr.Fin 2015
FLE Amundi Eu Cr.Fin 2017
FLE Amundi Eu Cr.Ita 2015
FLE Amundi Eu Cr.Ita 2018
FLE Amundi Eu Cr.Set.Imm17
FLE Amundi Eu Cr.Tai 2018
FLE Amundi Eu Cr.Val. 2017
FLE Amundi Eu Cr.Val. 2018
FLE Amundi Eu En.DpOp18 m
FLE Amundi Eu Eu Em.Rip.17 m
FLE Amundi Eu Italia DopOp19
FLE Amundi Eu Ma.In.DpOp18
FLE Amundi Eu Merc. Em. 18
FLE Amundi Eu Sv.Gr.Cina18
FLE Amundi Eu Sv.It-Fr-Sp18
FLE Amundi Eu Sv.Mat.Prime16 m
FLE Amundi Eu Svil. Russia18
FLE Amundi Eu Svil. USA 2016
FLE Amundi Eu Svil. USA 2018
FLE Amundi Eu Svil.Energia16
FLE Amundi Eu Svil.Germa18
FLE Amundi Eu Svil.Merc.Em17
FLE Amundi Eu Utilit.DopOp18
FLE Amundi Eureka Cina 2015
OEC Amundi Eureka Or 2015
FLE Amundi Eureka Sett.2016 G
FLE Amundi Flessibile #
OFL Amundi Meta 19 Prem. Due
OFL Amundi Meta 2018
OFL Amundi Meta 2018 Due
OFL Amundi Meta 2018 Premium
OFL Amundi Meta 2018 Quattro
OFL Amundi Meta 2018 Tre
OFL Amundi Meta 2019 Premium
OFL Amundi Meta Opp. 2017
OFL Amundi Meta Plus 19 AE
OFL Amundi Meta Plus 19 AE Due
OFL Amundi Meta Plus 19 AE Tre
OFL Amundi Meta Plus 19 Mer Sv
OFL Amundi Meta Plus 19 Usa
FLE Amundi Meta Plus 20 AE Usa
FLE Amundi Meta Plus 20 Mer Sv
FLE Amundi Meta Plus Din 20 AE
FLE Amundi Meta Plus Din 20 MS
FLE Amundi MetaPlusDin20AE Us
FLE Amundi Multiasset 2020
OEB Amundi Obbligaz. Br.Ter. C
BOB Amundi Obbligaz. Br.Ter. D
OAS Amundi Obbligaz. Ob.Ced.
OFL Amundi Oriz.19 Ced e Div
OFL Amundi Oriz.19 Ced e Div 2
BOB Amundi Oriz.20 Alpha Ita
BOB Amundi Oriz.20 Globale
BOB Amundi Oriz.20 Italia
BOB Amundi Oriz.20 Mer.Emer
BOB Amundi Oriz.20 PeM Imprese
BOB Amundi Oriz.20 Silver Age
BOB Amundi Oriz.Pl.20 Ris.Glo
FLE Amundi Oriz19 MarcGlLus
FLE Amundi Piu' #
OFL Amundi Traguardo 3%

ADVAM SGR S.p.A. ________________________

tel.06-68809919
FLE Agora 4 Invest
MAE Agora Cash
FLE Agora Dynamic
AAE Agora Equity
OEM Agora Income
FLE Agora Selection #
FLE Agora Valore Protetto
FLE Agoraflex Q m
FLE Agoraflex R

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

tel.800-337602
FLE Gestielle Absolute R
FLE Gestielle Best Sel.Eq 20 #
FLE Gestielle Best Sel.Eq.50
FLE Gestielle Best.Sel.Eq.20 E
OEB Gestielle BT Cedola Cl.A
OEB Gestielle BT Cedola Cl.B m
FLE Gestielle Ced. Best Sel.
FLE Gestielle Ced.Dual Brand
FLE Gestielle Ced.Em.Mkts.Op
FLE Gestielle Ced.EuroItalia
OFL Gestielle Ced.Fissa II A
OFL Gestielle Ced.Fissa II B m
FLE Gestielle Ced.For.Opp Usd
FLE Gestielle Ced.Ita.Opp
OMI Gestielle Ced.Multi Tar
OMI Gestielle Ced.Multi Tar2
FLE Gestielle Ced.MultiAss II
FLE Gestielle Ced.MultiAsset
OFL Gestielle Cedola Fissa
OFL Gestielle Cedola O.B.E.
OFL Gestielle Cedola Più
OMI Gestielle Cedola Più Ita
FLE Gestielle Dual Brand Eq30
OPE Gestielle Em Mkts Bo Cl.A
OPE Gestielle Em Mkts Bo Cl.B
OEM Gestielle MT Euro Cl.A
OEM Gestielle MT Euro Cl.B
FLE Gestielle Mult.A.R. Plus #
FLE Gestielle Mult.Ab.Ret #
FLE Gestielle Ob. America
FLE Gestielle Ob. Brasile
FLE Gestielle Ob. Cina
FLE Gestielle Ob. East Europe
FLE Gestielle Ob. Em. Mkt
FLE Gestielle Ob. Europa
FLE Gestielle Ob. India
FLE Gestielle Ob. Internaz.
FLE Gestielle Ob. Italia
FLE Gestielle Ob. Piu' P
FLE Gestielle Ob. Risp A
FLE Gestielle Ob. Risp B
OAS Gestielle Obbl. Corp. A
OAS Gestielle Obbl. Corp. B
OIG Gestielle Obbl. Intern. Cl.A
OIG Gestielle Obbl. Intern. Cl.B
FLE Volterra Absolute R
FLE Volterra Dinamico

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
03.06
03.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

5,207
5,862
5,329
4,580
5,523
4,206
6,957
7,565
7,290

15,939
5,881
5,511
5,878
6,101
6,204
5,000
5,201
4,964
5,968
5,293
5,472
5,055
4,981
5,341
5,187
5,157
5,078
5,592
5,227
5,519
5,548
5,328
13,105
14,026
16,759
17,400
6,013
5,652
10,650
4,058
11,812
13,735
15,895
8,485
6,004
21,896
14,032
5,739
8,370
8,587
9,902
10,254
7,272
7,715
6,157
6,022

-0,02

0,74
-0,78
-0,07
-0,14
0,13
0,20
0,21

0,01
-0,14
-0,18
-0,14
-0,02


-0,25
0,06
-0,08
-0,04
-0,04
0,22
-0,02
-0,04
-0,08
0,31
0,10
-0,04

-0,05
-0,07
-0,28
-0,18
-0,18
-0,24
-0,24
-0,07
-0,02
1,43
0,30
1,12
0,77
1,10
-0,18
1,21
0,85
-0,56
0,09
0,04
0,03
-0,03
-0,04
0,48
0,48

-0,13

05.06
05.06

tel.02-87047000
AIT Allianz Az. Ita. All Stars
AEM Allianz Az. Paesi Emer
AAM Allianz Azioni America
AEU Allianz Azioni Europa
APA Allianz Azioni Pacifico
FLE Allianz Global Strategy 15
FLE Allianz Global Strategy 30
FLE Allianz Global Strategy 70
MAE Allianz Liquidita' A
MAE Allianz Liquidita' B
BOB Allianz Multi20 #
BBI Allianz Multi50 #
AIN Allianz Multi90 #
AEU Allianz MultiEuropa #
OFL Allianz Obbligaz. Flessibile

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

6,052 -0,28
5,198 -0,27

Allianz Global Investors __________________
5,954
12,441
24,245
27,705
7,620
5,949
5,977
36,318
5,718
5,936
7,522
6,771
5,927
10,075
17,322

05.06 5,103 0,06
05.06 5,018 0,08
05.06 4,881 0,06
05.06 4,997

05.06 5,269 0,06
05.06 6,418 -0,91
03.06 86,136 -0,02
05.06 5,445 -0,18
05.06 5,331 -0,21
05.06 5,422 -0,22
05.06 5,354 -0,19
05.06 5,228 -0,19
05.06 4,826 -0,14
03.06 3,402 0,53
03.06 5,732 -3,50
05.06 5,956 -0,50
05.06 6,188 -0,63
05.06 6,164 -1,56
05.06 6,695 -0,25
05.06 6,160 -0,60
03.06 5,838 0,85
05.06 6,979 -0,20
03.06 6,220 0,44
05.06 6,747 -0,63
05.06 6,699 -0,39
05.06 6,685 -0,62
05.06 6,616 -0,27
05.06 6,667 -0,37
05.06 5,584 -1,06
03.06 5,161 -0,88
05.06 6,132 -0,97
05.06 5,294 -1,30
05.06 5,093 -0,37
05.06 5,835 -1,80
05.06 6,547 -1,12
05.06 4,417 -0,96
05.06 4,616 -3,77
05.06 7,043 0,53
05.06 6,443 0,11
05.06 5,108 -0,58
05.06 6,443 -0,85
05.06 5,483 -0,85
05.06 6,199 -2,05
03.06 6,100 -3,37
03.06 6,238 -0,30
03.06 5,266 0,02
05.06 5,730 -0,05
03.06 5,291 -0,41
03.06 5,431 -0,26
03.06 5,313 -0,26
03.06 5,467 -0,27
03.06 5,472 -0,27
03.06 5,364 -0,24
03.06 5,558 -0,38
03.06 5,092 -0,12
03.06 5,875 -0,47
03.06 5,784 -0,50
03.06 5,471 -0,47
03.06 5,412 -0,46
03.06 5,662 -0,58
03.06 5,288 -0,64
03.06 5,275 -0,62
03.06 5,163 -0,69
03.06 5,032 -0,65
03.06 5,089 -0,70
05.06 4,998

05.06 8,570 -0,01
05.06 5,060

05.06 6,635 0,09
03.06 5,569 -0,64
03.06 5,578 -0,64
03.06 5,405 0,22
03.06 5,389 -0,76
03.06 5,344 0,09
03.06 4,895 -2,20
03.06 5,569 -0,50
03.06 5,736 -1,09
03.06 4,998 -0,02
03.06 5,571 -1,33
05.06 6,008 0,02
03.06 5,365 -0,15

tel.800-388876
FLE Active Discovery Flex m
FLE Active Global Flex m
FLE Active Income Flex m
FLE Active Opport. Flex m
FLE Anima Active Curr. Flex m
FLE Anima Alto Pot. Globale A
FLE Anima Alto Pot. Globale F
AAM Anima America A
AAM Anima America F
OEM Anima Cap. Piu Obbl. A #
OEM Anima Cap. Più Obbl. F #
OEM Anima Cap. Più Obbl. N #
BOB Anima Capitale Più 15 A #
BOB Anima Capitale Più 15 F #
OMI Anima Capitale Più 15 N #
BOB Anima Capitale Più 30 A #
BOB Anima Capitale Più 30 F #
BOB Anima Capitale Più 30 N #
BAZ Anima Capitale Più 70 A #
BAZ Anima Capitale Più 70 F #
BAZ Anima Capitale Più 70 N #
BOB Anima Ced. A. P. 2021
BOB Anima Ced. A. P. 2021 II
BOB Anima Ced. A. P. 2021 III
BOB Anima Ced. A. P. 2022 I
AEM Anima Emergenti A
AEM Anima Emergenti F
AEU Anima Europa A
AEU Anima Europa F
FLE Anima Evoluzione 2017 I
FLE Anima Evoluzione 2019 I
FLE Anima Evoluzione 2019 II
FLE Anima Evoluzione 2019 III
FLE Anima Evoluzione 2019 IV
FLE Anima Evoluzione 2020 I
FLE Anima Evoluzione 2020 II
OAS Anima Fix Emergenti A #
OAS Anima Fix Emergenti Y #
OEB Anima Fix Euro A
OEB Anima Fix Euro I
OEB Anima Fix Euro Y m
OEH Anima Fix High Yeld Y
OEH Anima Fix High Yield A
OEC Anima Fix Imprese A
OEC Anima Fix Imprese Y
OEB Anima Fix Obbl. BT A
OEB Anima Fix Obbl. BT Y
OIG Anima Fix Obbl. Glob A

Alkimis SGR SpA ___________________________
tel.0230370513
FLE Alkimis Cap Ucits Acc.
FLE Alkimis Cap Ucits Coup.

-2,27
0,62
1,54
-0,92
0,58
-0,03
-0,03
-0,01


-0,25
-0,06
0,30
-0,74
0,12

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

PENSIONE APERTI
m
m

Alleanza Assicurazioni _______
AlMeglio Azionario
AlMeglio Bilanciato X
AlMeglio Obbligaz. X

08.06 21,825
08.06 17,720
08.06 13,790

Allianz _________________________
Insieme
Linea Dinamica
Linea Serena
Linea Sicura X
Linea Tranquilla
L.A. Previdenza
L.A. Previd. Bilanciata
L.A. Previd. Garantita X
L.A. Previd. Internaz.
L.A. Previd. Protetta m
Previras
Linea 1 Obbligaz. X
Linea 2 Obb. Mista m
Linea 3 Bilanciata
Linea 4 Az. Int.

SecondaPensione F.P.A.
SP Difensiva
SP Espansione
SP Garantita m
SP Progressiva
SP Sicurezza
SP Sviluppo

05.06
05.06
05.06
05.06

14,956
15,650
13,080
15,366

03.06
03.06
03.06
03.06

17,399
17,659
18,450
19,303

05.06
05.06
05.06
05.06

14,235
17,885
18,660
17,935

m

m

m

Axa MPS Previdenza in Azienda
Linea Combinata
15.05
Linea Equilibrio
15.05
Linea Sicura m
15.05
Linea Sviluppo
15.05
Linea Tenuta
15.05
Axa MPS Previdenza per Te
Linea Crescita
15.05
Linea Garantita m
15.05
Linea Mista
15.05
Linea Moneta
15.05
Linea Stabilità
15.05

Comparto Crescita
Comparto Crescita Cl.C
Comparto Equilibrato
Comparto Equilibrato Cl.C
Comparto Garantito X
Comparto Obbligaz.
Comparto Obbligaz. Cl.C
Comparto Protetto
Comparto Protetto Cl.C

4,971
4,971
5,183
4,971
4,968
17,106
17,399
18,321
18,724
6,015
6,120
6,004
6,086
6,215
6,078
6,116
6,271
6,109
7,138
7,356
7,125
10,621
10,615
10,398
9,977
11,330
11,603
6,083
6,203
5,059
5,192
5,100
5,119
5,075
4,970
4,971
15,008
16,084
8,736
8,935
8,943
11,886
11,104
8,304
8,684
10,813
11,070
10,796

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

m

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

15,371
12,446
12,350
16,424
16,272
15,180

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

25,108
25,393
26,102
21,510
21,693
22,291
14,415
14,485
14,810
12,578
12,683
13,026
21,656
21,842
22,441

Assimoco Vita _________________
F.P.A. Il Melograno
Linea Dinamica
Linea Equilibrata
Linea Garantita
Linea Prudente

03.06
03.06
03.06
03.06

11,255
12,064
12,320
12,874

Aviva __________________________
Aviva
L.Inv. Azionaria
L.Inv. Bilanciata
L.Inv. Gar.Rend.Mn.Pres
L.Inv. Gar.Rest.Capitale
L.Inv. Obbligazionaria
Aviva Ass. V. UBI Prev.
Comparto Aggressivo Cl.C
Comparto Aggressivo Cl.I
Comparto Capital.Sicuro m
Comparto Dinamico Cl.C
Comparto Dinamico Cl.I
Comparto Garantito
Comparto Moderato Cl.C
Comparto Moderato Cl.I
Comparto Prudente Cl.C
Comparto Prudente Cl.I

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

19,660
17,815
14,267
15,366
17,022

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

16,121
13,863
11,067
14,630
13,820
11,192
13,013
13,457
12,059
13,119

Aureo comparto az.
Aureo comparto bil.
Aureo comparto gar.
Aureo comparto obbl.
Bim Vita Bil. Globale
Bim Vita Bond
Bim Vita Equilibrio
Bim Vita Equity

20,339
20,411
13,607
24,232
15,259
22,691
13,450
20,444
16,383
19,233

12,317
12,367
13,389
13,429
11,639
10,977
10,973
12,282
12,310

m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m

M
M
M
M
M

tel.02-480971
OFL Arca 19 Red. Multiv. P
OFL Arca 19 Red. Multiv. R
OFL Arca 19 Red. Multiv.II P
OFL Arca 19 Red. Multiv.II R
OFL Arca 19 Red.Multiv.III P
OFL Arca 19 Red.Multiv.III R
FLE Arca 20 Red.Multiv.IV P
FLE Arca 20 Red.Multiv.IV R
FLE Arca 20 Red.Multiv.V P
FLE Arca 20 Red.Multiv.V R
AAM Arca Azioni America
AEU Arca Azioni Europa
APA Arca Azioni Far East
AIN Arca Azioni Internaz.

X
X
X
X
X

01.06
01.06
01.06
01.06
01.06

12,129
10,827
12,417
11,086
15,073

30.04
30.04
30.04
30.04
30.04
30.04

29.05
29.05
29.05
29.05
30.04
30.04
30.04
30.04

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
AEU
AEU
AEU
BBI
FLE
FLE
AIN
AIN
AIN
FLE
FLE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
BAZ
BAZ
FLE
FLE

Consult Opport C #
Consult Reddito B
Consult Reddito B1
Consult Reddito C
Consult Reddito C1
Consult Valore C
Consult Valore C1
Consultinvest Azione A
Consultinvest Azione C
Consultinvest Azione I m
Consultinvest Bil A
Consultinvest Flex A #
Consultinvest Flex C #
Consultinvest Global A
Consultinvest Global C
Consultinvest Global I m
Consultinvest Plus A
Consultinvest Plus C
Consultinvest Plus I m
Consultinvest Reddito I m
Consultinvest Valore B
Consultinvest Valore B1
Consultinvest Valore I m
IGM FdF Bilanciato Az. Cl.A #
IGM FdF Bilanciato Az. Cl.B #
IGM FdF Flessibile Cl.A #
IGM FdF Flessibile Cl.B #

05.06 5,503 -0,31
05.06 5,438 -0,57
05.06 5,294 -0,56
05.06 8,613 -0,57
05.06 7,886 -0,55
05.06 6,405 -0,37
05.06 5,938 -0,39
05.06 5,614 -0,97
05.06 11,464 -0,97
05.06 5,691 -0,96
05.06 5,763 -0,17
05.06 5,824 -0,17
05.06 5,293 -0,15
05.06 6,058 -0,05
05.06 5,909 -0,05
05.06 6,284 -0,05
05.06 5,262 -0,30
05.06 6,334 -0,30
05.06 5,078 -0,29
05.06 5,491 -0,56
05.06 5,181 -0,38
05.06 4,882 -0,37
05.06 5,102 -0,37
05.06 6,685 -0,55
05.06 6,989 -0,54
05.06 4,516 -0,24
05.06 4,707 -0,23

Duemme SGR ______________________________
tel.02 85961.311
BOB San Patrignano Cl. C
BOB San Patrignano CL. I m

05.06
05.06

5,000
5,000




tel.02-88102070
FLE Epsilon All. Tattica 06/20
FLE Epsilon All.Tattica 02/20
FLE Epsilon All.Tattica 04/20
FLE Epsilon All.Tattica 09/19
FLE Epsilon All.Tattica 11/19
FLE Epsilon DLongRun
FLE Epsilon Fle Forex C 02/19
FLE Epsilon Fle Forex C 02/20
FLE Epsilon Fle Forex C 04/19
FLE Epsilon Fle Forex C 04/20
FLE Epsilon Fle Forex C 06/20
FLE Epsilon Fle Forex C 07/19
FLE Epsilon Fle Forex C 09/18
FLE Epsilon Fle Forex C 09/19
FLE Epsilon Fle Forex C 11/19
FLE Epsilon Fle Forex C 12/18
OBI Epsilon Italy Bo.Sh.Term A
OBI Epsilon Italy Bo.Sh.Term B
OBI Epsilon Italy Bo.Sh.Term I
AAE Epsilon QEquity
OEM Epsilon Qincome
FLE Epsilon QReturn
AEU Epsilon QValue

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

4,996
4,905
4,920
5,361
5,223
7,524
5,144
4,904
5,188
4,923
4,997
5,064
5,175
5,003
4,991
5,136
6,605
6,658
6,685
6,572
9,262
8,492
8,645


-0,43
-0,49
-0,30
-0,27
-0,17
-0,77
-0,89
-0,84
-0,77
-0,02
-0,78
-0,79
-0,97
-0,97
-1,10
-0,02

-0,01
-1,37
-0,40
-0,43
-0,91

tel.011-5520306
BBI Fondersel
OEM Fondersel Euro
AEU Fondersel Europa
OIG Fondersel Int. #
APA Fondersel Oriente #
AIT Fondersel P.M.I.
OEB Fondersel Reddito
OAS Fondersel Sh. Term Asset
FLE Fondersel World All. #
AIN Talento Global Equity #

05.06 59,011
05.06 10,040
05.06 20,529
05.06 17,493
05.06 9,499
05.06 26,717
05.06 16,119
05.06 100,811
05.06 119,367
05.06 188,824

0,20
-0,29
-1,01
0,55
0,95
-1,96
-0,03
-0,01
0,14
0,43

tel.02-67071422
AIN Etica Azionario E
AIN Etica Azionario I E
BBI Etica Bilanciato E
BBI Etica Bilanciato I E
OEB Etica Obb. Breve Ter. E
OEB Etica Obb. Breve Ter. I E
OMI Etica Obbligaz. Misto E
OMI Etica Obbligaz. Misto I E

05.06 9,027 0,07
05.06 9,285 0,08
05.06 10,804 -0,02
05.06 11,127 -0,03
05.06 6,222 -0,05
05.06 6,284 -0,05
05.06 7,579 -0,18
05.06 7,731 -0,18

Epsilon _____________________________________

Ersel A. M. __________________________________
tel.02-88981
FLE Azimut Dinamico
ODM Azimut Reddito Usa
FLE Azimut Scudo
OBI Azimut Solidity
FLE Azimut Str. Trend
FLE Azimut Trend
FLE Azimut Trend America
FLE Azimut Trend Europa
FLE Azimut Trend Italia
FLE Azimut Trend Pacifico
OAS Azimut Trend Tassi
FLE Formula 1 Absolute
FLE Formula Target 17 Eq.Opt.

tel.02-430281
OAS Aureo Cedola I - 2016
OAS Aureo Cedola II - 2017
OAS BCC Ced. Att. Dicembre 18
OAS BCC Ced. Att. Marzo 19
OAS BCC Ced. Dicembre 18
OAS BCC Ced. Marzo 19
OAS BCC Ced. Piu' Dicembre19
OAS BCC Ced.Att. Dicembre19
OAS BCC Ced.Att. Settembre19
OAS BCC Ced.Più Settembre19
OAS BCC Ced.Piu' Marzo 20
OAS BCC Ced.Reale Dicembre19
OAS BCC Ced.Reale Mazo 20
OAS BCC Ced.Reale Settemb.19
OAS BCC Cedola III - 2017
OAS BCC Cedola III Op - 2017
OAS BCC Cedola IV - 2018
OAS BCC Cedola IV Op - 2018
OAS BCC Cedola V - 2018
OAS BCC Cedola V Op - 2018
FLE BCC Crescita Bilanciato
FLE BCC Investimento Azion.
MAE BCC Monetario
OFL BCC Risparmio Obbligaz.
FLE BCC Selez. Crescita #
FLE BCC Selez. Investimento #
FLE BCC Selez. Opportunità #
FLE BCC Selez. Risparmio #

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

28,862
7,292
9,470
9,378
7,179
34,336
16,390
15,697
22,279
8,968
10,225
8,423
7,383

-0,18
1,42
-0,03
-0,28
0,13
0,18
1,42
-0,87
-2,79
0,38
-0,04
-0,66
-0,01

05.06 5,691 -0,04
05.06 5,577 -0,07
05.06 5,088 -0,06
05.06 4,992x

05.06 5,149 -0,10
05.06 5,073x

05.06 4,888 -0,37
05.06 4,951 -0,12
05.06 5,081 -0,12
05.06 5,222 -0,53
05.06 5,000

05.06 4,963 -0,16
05.06 5,000

05.06 5,107 -0,12
05.06 5,405 -0,04
05.06 5,299 -0,02
05.06 5,537 -0,09
05.06 5,446 -0,04
05.06 5,394 -0,13
05.06 5,275 -0,06
05.06 7,129 -0,20
05.06 11,356 -0,08
05.06 5,785

05.06 6,611 0,02
05.06 5,177 -0,21
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05.06 5,321 -0,11
05.06 5,842 -0,14

BNP PARIBAS Inv.Partners SGR SpA _____
tel.800-900900
FLE BNL Assetto Comfort
FLE BNL Assetto Dinamico #
AAM Bnl Azioni America
AEM Bnl Azioni Emerg.
AEU Bnl Azioni Europa Div
AIT Bnl Azioni Italia
OPE Bnl Obbl. Emergenti
OAS Bnl Obbl. Globali

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

tel.02-7622.1
AIN Capital Italia

05.06 128,890 0,37

tel.059-221311
FLE Consult Alto Div A
FLE Consult Alto Div A1
FLE Consult Alto Div C
FLE Consult Alto Div C1
OFL Consult Alto Rend B
OFL Consult Alto Rend B1
OFL Consult Alto Rend C
FLE Consult Alto Rend C1
OFL Consult Alto Rend I m
BBI Consult Bilanciato C
OEB Consult Breve Termine C
FLE Consult Flex I m
FLE Consult Mercati Em A
FLE Consult Mercati Em C
FLE Consult Multi High Vol A #
FLE Consult Multi High Vol C #
FLE Consult Multi Low Vol A #
FLE Consult Multi Low Vol C #
FLE Consult Multi Low Vol I m
FLE Consult Multi Med Vol A #
FLE Consult Multi Med Vol C #
FLE Consult Opport A #

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

5,565
5,173
31,708
10,902
3,601
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33,246
8,798

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-0,50
1,77
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-0,88
-1,89
1,09
0,85

Capital Italia _______________________________
Consultinvest A. M. ________________________
5,721
5,537
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3,665
5,735
5,502
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5,750
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5,632
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5,156
5,657
5,612
5,122
5,114
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5,271
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5,500

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-0,28
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0,25
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0,04
0,02
0,04
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0,08
-0,33

Etica _______________________________________

tel.02-88101
AAM Eurizon Az.America
AAE Eurizon Az.Area Euro
APA Eurizon Az.Asia Nuove Eco.
AEN Eurizon Az.EnMatPrime
AEU Eurizon Az.Europa
AFI Eurizon Az.Finanza
AAS Eurizon Az.Int. Etico E
AIN Eurizon Az.Internazionali
AIT Eurizon Az.Italia
APA Eurizon Az.Pacifico
AEM Eurizon Az.Paesi Emer
AAM Eurizon Az.PMI Amer.
AEU Eurizon Az.PMI Europa
AIT Eurizon Az.PMI Italia
AIF Eurizon Az.Tecn.Avanz
ASA Eurizon Azioni Salute
BBI Eurizon Bil.Euro Multi. #
ODB Eurizon Br.Ter.Dollaro
ODB Eurizon Br.Ter.Dollaro $
FLE Eurizon Ced. Doc 02/19
OFL Eurizon Ced. Doc 04/19
FLE Eurizon Ced.Att + 04/20
FLE Eurizon Ced.Att + 05/18
FLE Eurizon Ced.Att + 05/19
FLE Eurizon Ced.Att + 06/18
FLE Eurizon Ced.Att + 07/19
FLE Eurizon Ced.Att + 12/19
FLE Eurizon Ced.Att. + 10/19
FLE Eurizon Ced.Att. 04/20
FLE Eurizon Ced.Att. 05/18
FLE Eurizon Ced.Att. 05/19
FLE Eurizon Ced.Att. 06/18
FLE Eurizon Ced.Att. 07/19
FLE Eurizon Ced.Att. 10/19
FLE Eurizon Ced.Att. 12/19
FLE Eurizon Ced.Att.Top 04/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 04/22
FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/22
FLE Eurizon Ced.Att.Top 06/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 06/22
FLE Eurizon Ced.Att.Top 07/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 07/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 10/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 10/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 12/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 12/21
OMI Eurizon DiversEtico E
FLE Eurizon Ges.At.Cla 02/18 #
FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/18 #
FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/20
FLE Eurizon Ges.At.Cla 05/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 05/20
FLE Eurizon Ges.At.Cla 06/20
FLE Eurizon Ges.At.Cla 07/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 10/18
FLE Eurizon Ges.At.Cla 10/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 11/17 #
FLE Eurizon Ges.At.Cla 12/18
FLE Eurizon Ges.At.Cla 12/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 6/18 #

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

17,816
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10,731
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10,103
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6,942
7,501
33,040
50,082
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5,520
5,522
5,107
5,285
5,164
5,225
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5,170
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5,090
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5,152
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4,990
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5,347
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4,996
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5,299
5,096
5,469
5,267
5,082
5,413

1,60
-1,39
1,05
0,96
-0,95
0,82
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-2,08
0,62
1,01
2,21
-1,05
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-0,38
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-0,10

-0,10
-0,13
-0,10
-0,04
-0,11
-0,10
-0,04

FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
OAS
OAS
OPE
OAS
OEM
OEB
OEB
OEC
OEC
OEH
OIG
OBI
OBI
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
OMI
OMI
OFL
FLE
FLE
FLE
FLE
OMI
BBI
BBI
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
MAE
MAE
AEU
OEB
OEM
OEB
OEB

Eurizon Ges.At.Cla 7/17 #
Eurizon Ges.At.Cla 7/18 #
Eurizon Ges.At.Cla 9/17 #
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Eurizon Ges.At.Din. 7/17 #
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Eurizon Ges.At.Opp 7/18 #
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Eurizon Ges.At.Opp. 7/17 #
Eurizon Gest.At.Cla 12/17 #
Eurizon Gest.At.Din 10/19
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Eurizon Gest.At.Opp 12/17 #
Eurizon Guida Att. 04/19
Eurizon Guida Att. 04/20
Eurizon Guida Att. 05/19
Eurizon Guida Att. 07/19
Eurizon Guida Att. 10/18
Eurizon Guida Att. 10/19
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Eurizon Guida Att. 12/19
Eurizon MAsset Red. 04/20
Eurizon MAsset Red. 05/20
Eurizon MAsset Red. 06/20
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Eurizon MAsset Red. 12/19
Eurizon Obbl. Cedola A
Eurizon Obbl. Cedola D
Eurizon Obbl. Emergenti
Eurizon Obbl. Etico E
Eurizon Obbl. Euro
Eurizon Obbl. Euro BT A
Eurizon Obbl. Euro BT D
Eurizon Obbl. Euro Corp.
Eurizon Obbl. Euro Corp. BT
Eurizon Obbl. Euro HY
Eurizon Obbl. Internaz.
Eurizon Obbl. Ita BT A
Eurizon Obbl. Ita BT B
Eurizon Obiettivo Rend #
Eurizon Profilo Fle Dif. #
Eurizon Profilo Fle Equi #
Eurizon Profilo Fle Svil #
Eurizon Rend.Ass 2anni #
Eurizon Rend.Ass 3anni #
Eurizon Rendita A
Eurizon Rendita D
Eurizon Riserva 2 Anni
Eurizon Sol.Ced + 05/20
Eurizon Sol.Ced + 06/20
Eurizon Soluz.Ced 05/20
Eurizon Soluz.Ced 06/20
Eurizon Soluzione 10
Eurizon Soluzione 40
Eurizon Soluzione 60
Eurizon Stra Pro 1tri13 # G
Eurizon Stra. Flessib 15 G
Eurizon Stra.Pro 1tri12 # G
Eurizon Stra.Pro 2tri12 # G
Eurizon Stra.Pro IIITr11 # G
Eurizon Team 1 Cl A #
Eurizon Team 1 Cl G #
Eurizon Team 2 Cl A #
Eurizon Team 2 Cl G #
Eurizon Team 3 Cl A #
Eurizon Team 3 Cl G #
Eurizon Team 4 Cl A #
Eurizon Team 4 Cl G #
Eurizon Team 5 Cl A #
Eurizon Team 5 Cl G #
Eurizon Tesor.Euro A
Eurizon Tesor.Euro B
Malatesta Azionario Eu
Malatesta Breve Termine
Malatesta Obblig. Euro
Passadore Breve Termine
Teodorico Breve Termine

5,522
5,334
5,494
5,691
5,665
5,536
5,026
5,488
4,822
4,996
5,406
5,660
5,945
5,598
5,240
5,704
5,707
5,974
6,033
5,973
5,985
5,795
5,712
5,849
6,198
5,887
5,978
5,931
6,185
6,240
5,415
5,340
5,834
5,999
5,236
4,985
5,192
5,167
5,281
5,107
5,267
5,089
4,905
4,819
4,995
5,147
5,066
6,865
6,123
13,743
5,970
17,946
16,233
14,944
6,754
8,466
9,684
10,339
8,020
8,335
9,007
5,974
6,172
6,624
5,708
6,080
6,764
6,423
4,994
4,889
4,922
4,902
4,924
7,885
8,441
34,348
5,452
5,454
5,953
5,651
6,200
6,416
6,480
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6,308
5,452
5,607
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5,042
5,051
5,243
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6,827
7,711
8,160

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-0,09
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-0,32
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-0,29

-0,28
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-0,30
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-0,43
-0,45
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-0,35
-0,35
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-0,08
-0,08
-0,08
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-0,05
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-0,56


-0,02
-0,03
-0,07
-0,11
-0,04
-0,08
-0,32
-0,32
-0,01

-1,00
-0,05
-0,23
-0,04
-0,05

tel.02-62041
FLE Euromob. Az. Internaz.
AIT Euromob. Azioni Italiane
OFL Euromob. Cedola 2018
OFL Euromob. Cedola 3 - 2017
OEB Euromob. Conservativo
OFL Euromob. Crescita Attiva
OFL Euromob. Emerg Mkt Bond
OEC Euromob. Euro Aggregate
OFL Euromob. F2
FLE Euromob. F3
BOB Euromob. Fle Alloc.Glob
FLE Euromob. Flex Stars
OEM Euromob. Reddito
FLE Euromob. Rising Stars
FLE Euromob. Science 4 Life
FLE Euromob. Seven Stars

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

16,913
27,174
5,031
5,303
11,692
5,027
7,817
9,150
6,882
4,917
35,917
4,979
18,958
5,291
5,615
5,211

0,14
-1,97
-0,04
-0,04
-0,01
0,04
0,46
-0,01
-0,04
-0,12
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-0,08
-0,50
-0,15
0,32
0,08

tel.00352-262076651
OEH Foi Bnd Gl. High Yield T m
OEH Foi Bond Gl.High Yield S
ODM Foi Bond US Plus R
ODM Foi Bond Us Plus S
ODM Foi Bond Us Plus T m
OEH Foi BondGlobHigh Yield R
OAS Foi Core Bond R
OAS Foi Core Bond T
APS Foi Eq Brazil R
APS Foi Eq Brazil T
APS Foi Eq China R
APS Foi Eq China T
APS Foi Eq India R
APS Foi Eq India T
OEC Foi Eu Corp Bnd S
OAS Foi Eu Yield Pl S
FLE Foi Flex Europe R
FLE Foi Flex Europe T
FLE Foi Flex Italy R
FLE Foi Flex Italy T
OFL Foi Global Bond R
OFL Foi Global Bond S
OFL Foi Global Bond T
OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt R
OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt S m
OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt T
OIH Fondit Bond HY Short R

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

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17,460
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11,254
5,728
5,888
13,071
13,396
11,031
11,296
9,029
9,214
8,868
9,121
13,646
13,965
10,323
9,307
10,533
13,304
12,396
13,558
10,063

-0,29
-0,29
1,44
1,44
1,44
-0,29
-0,18
-0,19
-0,17
-0,17
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0,47
1,81
1,82
-0,07
-0,01
0,07
0,07
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-0,17
-0,09
-0,08
-0,08
-0,34
-0,35
-0,35
-0,16

Fideuram Asset Management (Ireland) __

SPECULATIVI AUTORIZZATI

M
M
M
M

m

A p ond SGR SpA
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m

Akm
X
X

Nex am Pa ne

m

m
m
m
m

m

M

P onee nve men M SGR

An ma

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

-0,46
-1,93
-0,01
-0,53
-0,01
-0,29
0,48
0,74
0,54
-0,89
0,81
1,01
0,94

tel.0438-360407
FLE Finint Absolute Ret Euro
FLE Finint Equity-I m

05.064939,459 -0,78
29.056309,944 -1,28

tel.0112309029
OEB Fondaco Euro Cash m
OEB Fondaco Euro Cash B m
OEM Fondaco Eurogov Beta m
OEM Fondaco Eurogov Beta B m
FLE Fondaco Global Opport. m #
FLE Fondaco Global Opport. B m
FLE Fondaco Income Classic B
FLE Fondaco Income Instit. A m #
FLE Fondaco Income Instit. B m #
FLE Fondaco Income Profes. B m
OIG Fondaco World G ABNoE I
OIG Fondaco World G ABNoE B m

05.06 124,489
05.06 123,126
05.06 155,778
05.06 137,165
05.06 114,550
05.06 110,094
05.06 113,110
05.06 112,768
05.06 113,048
05.06 112,948
05.06 121,512
05.06 111,177

tel.02-60765711
OMI Alleanza Obbligaz.
AAM Alto America Az.
AAE Alto Azionario
BBI Alto Bilanciato
OFL Alto Euro Flessibile Ob.
OEB Alto Euro Governativo B/T
AIN Alto Internaz. Azionario
OIG Alto Internaz. Obbligaz.
APA Alto Pacifico Azionario
OEB GI Focus Euro Gov. BT
OFL GI Focus Obbligazionario

05.06 5,671 -0,67
05.06 8,422 1,30
05.06 17,692 -1,16
05.06 19,343 0,71
05.06 9,506 -0,13
05.06 7,810 -0,13
05.06 5,669 0,60
05.06 7,152 0,63
05.06 7,729 0,38
05.06 17,762 -0,07
05.06 6,448 -0,03

tel.00352-262076651
OEH Ifu Bond Gl. High Yield
ODM Ifu Bond US Plus
ASE Inter.Int.Sec.New Ec
OPE Interf. Bond Glb Em Mkt
OAY Interf. Bond Japan
FLE Interf. Crescita Prot.80 m
OPE Interf. Em.Mkt Loc.Cur H m
OPE Interf. Em.Mkt Loc.Curr
AEM Interf. Eq. Glb Em Mkt
APA Interf. Eq. Japan H
APA Interf. Eq. Pacif. ex Japan
APA Interf. Eq. Pacif. ex Japan H
AAM Interf. Eq. USA H
AAM Interf. Eq.USA
AEU Interf. Equity Europe
AIT Interf. Equity Italy
APA Interf. Equity Japan
AAM Interf. Equity Usa Adv
OEM Interf. Euro Bond Long T
OEM Interf. Euro Bond Med. T
OEC Interf. Euro Corporate Bd
OEB Interf. Euro Currency

05.06 9,898
05.06 9,950
05.06 76,719
05.06 13,487
05.06 5,249
05.06 10,675
05.06 8,866
05.06 10,751
05.06 10,241
05.06 3,985
05.06 7,354
05.06 5,681
05.06 9,385
05.06 12,138
05.06 8,731
05.06 12,909
05.06 4,063
05.06 102,470
05.06 12,398
05.06 10,683
05.06 6,006
05.06 6,939

15,816
35,686
15,042
10,476
17,139
9,286
11,351
10,077
13,021
14,700
14,642
20,909
16,570

Finanziaria Internazionale Inv. SGR ______

-0,01
-0,01
-0,38
-0,38
-0,04
-0,04
-0,64
-0,62
-0,64
-0,64
0,18
0,18

Generali Investments Europe SGR ________

Interfund __________________________________
-0,16
1,42
0,97
-0,35
0,71
-0,15
-1,14
0,34
0,84
-0,45
0,75
-0,26
0,32
1,96
-0,68
-1,92
0,12
1,35
-0,53
-0,21
-0,07


MAE Interf. Euro Liquidity m
OEM Interf. Euro Short Term 1-3
OEM Interf. Euro Short Term 3-5
OAS Interf. Inflation Linked
FLE Interf. System Evolution
ODM Interfund Bond Us Plus H m
OAS Interfund Glob.Convert
FLE Interfund System 100

m

05.06 9,994

05.06 7,471 -0,01
05.06 13,451 -0,10
05.06 16,409 -0,15
05.06 11,560 -0,10
05.06 12,863 -0,14

Investitori _________________________________
tel.02-72162500
AAM Investitori America
AEU Investitori Europa
APA Investitori Far East
FLE Investitori Flessibile
FLE Investitori Piazza Affari

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

tel.02-777181
FLE Kairos Income
FLE Kairos Selection

05.06 6,703 -0,01
05.06 10,947 -0,38

tel.800-107107
FLE Mediolanum Fle Obb Glo LA
OFL Mediolanum Fle Obb Glob L
FLE Mediolanum Fle Strateg L
FLE Mediolanum Fle Strateg LA
FLE Mediolanum Fle Svi Ita LA
FLE Mediolanum Fle Val.Att LA
FLE Mediolanum Flex Glob LA
FLE Mediolanum Flex Italia LA
FLE Mediolanum Flex Svi Ita L
FLE Mediolanum Flex Val.Att L
OEB Mediolanum Risp Dinam L
OEB Mediolanum Risp Dinam LA

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

tel.02-7645121
BBI Nextam Part. Bilanciato
OMI Nextam Part. Obbl. Misto

05.06
05.06

tel.800-551-552
OAS Pioneer CIM EuroFixIncome
AIN Pioneer CIM GlobalEquity

05.06 20,048 -0,13
05.06 59,083 0,45

tel.800-551-552
OEB Pion. Eur Gov BT (ex Mon.) A
OEB Pion. Eur Gov BT (ex Mon.) B
AAM Pioneer Az. Am. A
AAM Pioneer Az. Am. B
APA Pioneer Az. Area Pacif A
APA Pioneer Az. Area Pacif B
AIT Pioneer Az. Crescita A
AIT Pioneer Az. Crescita B
AEU Pioneer Az. Europa A
AEU Pioneer Az. Europa B
AEM Pioneer Az. Paesi Em. A
AEM Pioneer Az. Paesi Em. B
AEU Pioneer Az. Val Eu Dis A
AEU Pioneer Az. Val Eu Dis B
OEM Pioneer Eu Gov MT Dis A
OEM Pioneer Eu Gov MT Dis B
FLE Pioneer Innovaz.Att. B #
MAE Pioneer Liquidita' Euro
ODC Pioneer Ob Co Am Dis A
ODC Pioneer Ob Co Am Dis B
OEC Pioneer Ob Eu Co Et Dis A E
OEC Pioneer Ob Eu Co Et Dis B E
OPE Pioneer Ob Paesi Em Dis A
OPE Pioneer Ob Paesi Em Dis B
OMI Pioneer Ob. Piu' Dis A
OMI Pioneer Ob. Piu' Dis B
OBI Pioneer Ob.Sist.It Dis A
OBI Pioneer Ob.Sist.It Dis B
OEM Pioneer Obb. Euro Distr A
OEM Pioneer Obb. Euro Distr B
OIH Pioneer Obb. Glo HY Dis A
OIH Pioneer Obb. Glo HY Dis B
FLE Pioneer Target Controllo A
FLE Pioneer Target Controllo B
FLE Unicr. Evol. Eco Reale A #
FLE Unicr. Evol. Eco Reale B #
OMI Unicr. Evol. Reddito A #
OMI Unicr. Evol. Reddito B #
FLE Unicr. Evol. Trend A #
FLE Unicr. Evol. Trend B #
FLE UniCredit Sol. Pa. Em. A
FLE UniCredit Sol. Pa. Em. B
FLE UniCredit Soluzione 20A #
FLE UniCredit Soluzione 20B #
FLE UniCredit Soluzione 40A #
FLE UniCredit Soluzione 40B #
FLE UniCredit Soluzione 70A #
FLE UniCredit Soluzione 70B #
FLE UniCredit Soluzione BTA
FLE UniCredit Soluzione BTB

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

13,996
5,108
14,088
8,823
4,668
6,921
16,389
8,623
21,300
7,653
12,619
6,165
10,357
7,845
5,610
5,580
5,168
5,228
5,988
5,955
5,202
5,624
11,124
5,593
9,408
5,633
6,151
6,110
7,353
5,672
6,210
6,248
5,472
5,477
6,020
5,966
5,457
5,428
5,921
5,868
5,395
5,301
5,634
5,531
6,114
5,990
6,748
6,599
5,126
5,023

-0,01
-0,02
1,59
1,61
0,37
0,42
-2,10
-2,09
-0,93
-0,89
1,07
1,02
-0,87
-0,87
-0,18
-0,16
-0,12

1,13
1,12


0,36
0,38
0,10
0,05
-0,06
-0,20
-0,08
-0,09
1,17
1,17
0,07
0,07
0,15
0,13
0,11
0,11
0,05
0,03
0,30
0,30


-0,07
-0,07





tel.800-102010
FLE Gestnord Asset Allocation
AIN Gestnord Az Trend Set
APA Gestnord Az. Pacifico A
APA Gestnord Az. Pacifico C m
AAM Gestnord Az.America A
AAM Gestnord Az.America C m
AEU Gestnord Az.Europa A
AEU Gestnord Az.Europa C m
AIT Gestnord Az.Italia A
AIT Gestnord Az.Italia C m
AEM Gestnord Az.Paesi Em A
AEM Gestnord Az.Paesi Em C m
BBI Gestnord Bil. Euro A
BBI Gestnord Bil. Euro C m
OMI Investimenti Sostenib.A E
OMI Investimenti Sostenib.C m
MAE Nordfondo Liquidità A
MAE Nordfondo Liquidità C m
OEC Nordfondo Ob.Euro Corp A
OEC Nordfondo Ob.Euro Corp C m
OEM Nordfondo Ob.Euro M.T. A
OEM Nordfondo Ob.Euro M.T. C m
OPE Nordfondo Ob.Paesi Em A
OPE Nordfondo Ob.Paesi Em B
OPE Nordfondo Ob.Paesi Em C m
OEB Nordfondo Obbl. B.T A
OEB Nordfondo Obbl. B.T B
OEB Nordfondo Obbl. B.T C m
OAS Nordfondo Obbl. Conv. A
OAS Nordfondo Obbl. Conv. C m
ODM Nordfondo Obbl. Dollari A
ODM Nordfondo Obbl. Dollari C m
FLE Star Coll 6 Dinamico A #
FLE Star Coll 6 Dinamico C m #
FLE Star Coll 6 Dinamico E #
AIN Star Coll Az.Inter. A #
AIN Star Coll Az.Inter. C m #
AIN Star Coll Az.Inter. E #
BBI Star Coll Bil.PaesiEm A #
BBI Star Coll Bil.PaesiEm C m #
BBI Star Coll Bil.PaesiEm E #

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

5,749
4,203
9,864
10,016
20,629
20,936
13,246
13,436
15,160
15,375
10,862
11,012
18,265
18,545
7,612
7,636
6,457
6,474
9,649
9,725
19,299
19,444
12,665
11,633
12,808
9,578
10,053
9,621
6,596
6,676
18,337
18,493
4,953
4,958
4,950
7,325
7,423
7,343
5,534
5,618
5,537

0,33
0,79
0,56
0,56
1,60
1,60
-0,87
-0,86
-1,95
-1,95
0,83
0,83
-0,86
-0,86
0,26
0,25
-0,02
-0,02
-0,02
-0,02
-0,21
-0,21
0,65
0,66
0,65
-0,03
-0,03
-0,03
-0,45
-0,45
1,17
1,17
0,26
0,28
0,26
0,07
0,07
0,08
0,91
0,93
0,89

7,250
7,211
7,195
7,527
5,622

1,47
-0,84
0,18
-0,04
-1,71

Mediolanum Gest. Fondi __________________
9,520
9,345
6,657
6,791
10,673
9,969
19,060
23,159
10,654
9,803
5,282
5,327

0,12
0,11
-0,22
-0,22
-0,51
0,02
0,24
-1,83
-0,50
0,02
-0,06
-0,06

Nextam Partners __________________________
7,807 -0,47
7,984 -0,18

Pioneer Invest. Management Sgr _________

Sella Gestioni _____________________________

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

5,249
5,310
5,239
5,939
5,988
5,947
5,408
5,458
5,408

-0,19
-0,19
-0,19
1,28
1,27
1,24
-0,17
-0,16
-0,15

tel.055-263331
AIN Soprarno Esse Stock A
AIN Soprarno Esse Stock B m
FLE Soprarno Inflaz. 1,5% A
FLE Soprarno Inflaz. 1,5% B m
FLE Soprarno Orizzonte Attivo
OEB Soprarno Pronti Termine A m
OEB Soprarno Pronti Termine B
OFL Soprarno Redd.& Cresc. A
OFL Soprarno Redd.& Cresc. B m
FLE Soprarno Relat. Value A
FLE Soprarno Relat. Value B m
FLE Soprarno Rit. Ass A
FLE Soprarno Rit. Ass. B m
FLE Soprarno Tar.4% Fle Cl.B
FLE Soprarno Targ.4% Fle Cl.A

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

7,084
7,267
6,483
6,584
5,006
5,022
5,466
5,072
5,087
6,651
6,868
6,506
6,737
4,961
4,952

-0,18
-0,14
-0,38
-0,38
-0,02
-0,02
-0,02
-0,22
-0,22
-0,20
-0,20
-0,34
-0,33
-0,28
-0,28

tel.800-614614
FLE Symphonia Asia Fles.
AIT Symphonia Az. Sm.Cap It.
AAE Symphonia Azionario Euro
AAM Symphonia Azionario Usa
FLE Symphonia Fortissimo
FLE Symphonia Mult Emer Fle #
OFL Symphonia Obb. Alto Pot.
OEB Symphonia Obb. Breve Ter.
OEC Symphonia Obb. Corp.
OFL Symphonia Obb. Din. Val.
OEM Symphonia Obb. Euro
OEB Symphonia Obb. Rendita
FLE Symphonia Patrim. Attivo
OMI Symphonia Patrim. Redd.
AIT Symphonia Selez. Italia
FLE Symphonia Tematico
MAE Symphonia Tesoreria

05.06 9,118 0,73
05.06 8,574 -1,65
05.06 7,764 -0,92
05.06 11,249 0,12
05.06 3,664 0,33
05.06 14,513 0,48
05.06 5,536 -0,07
05.06 7,116 -0,03
05.06 6,728 -0,09
05.06 6,462 0,54
05.06 8,309 -0,18
05.06 8,410 -0,08
05.06 27,133 0,01
05.06 8,657 -0,15
05.06 9,436 -1,90
05.06 4,002 -0,12
05.06 5,222


tel.02-430241
OFL UBI Pra. Active Duration
AEU UBI Pra. Az. Europa
AEM UBI Pra. Az. Merc. Emerg.
AAE UBI Pra. Azionario Etico E
AAE UBI Pra. Azioni Euro
AIN UBI Pra. Azioni Globali
AIT UBI Pra. Azioni Italia
APA UBI Pra. Azioni Pacifico
AAM UBI Pra. Azioni Usa
BOB UBI Pra. B. Euro Ris. Cont.
FLE UBI Pra. Capital Growth P
OEB UBI Pra. Euro BT
MAE UBI Pra. Euro Cash
OEC UBI Pra. Euro Corp.
FLE UBI Pra. Euro Eq Risk Cont
OEM UBI Pra. Euro M/L Term.
BBI UBI Pra. Europe Multifund
FLE UBI Pra. Gl. Multif. 50
OEH UBI Pra. Gl.High Yld Euro H
BOB UBI Pra. Glob. Multiasset
FLE UBI Pra. Inflat. Shield P
FLE UBI Pra. Mult.Vol.Target
BOB UBI Pra. Multiasset IT
OAS UBI Pra. Obb. Dollari
OIH UBI Pra. Obb. Gl. Alto Ren.
OIC UBI Pra. Obb. Glob. Corp.
OIG UBI Pra. Obb. Globali
OFL UBI Pra. Obb. Ob. Valore
OEC UBI Pra. Obb.Eu.Corp.Etico E
BAZ UBI Pra. Port. Aggressivo
BBI UBI Pra. Port. Dinamico
BOB UBI Pra. Port. Moderato
OMI UBI Pra. Port. Prudente
FLE UBI Pra. Protez. Mkt Euro P
OFL UBI Pra. Tot Ret Pr
FLE UBI Pra. Tot. Ret. Din.
FLE UBI Pra. Tot.Ret. Moderato A
FLE UBI Pra. Tot.Ret. Moderato B

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

tel.02-806071
OEB Zenit Mc Breve Ter Cl.I
OEB Zenit Mc Breve Ter Cl.R
FLE Zenit Mc Evoluzione Cl.I
FLE Zenit Mc Evoluzione Cl.R
AIN Zenit Mc Megatrend Cl.I
AIN Zenit Mc Megatrend Cl.R
OMI Zenit Mc Obbligaz. Cl.I
OMI Zenit Mc Obbligaz. Cl.R
FLE Zenit Mc Parsec Cl.I
FLE Zenit Mc Parsec Cl.R
AIT Zenit Mc Pianeta It Cl.I
AIT Zenit Mc Pianeta It Cl.R

05.06 8,369 0,05
05.06 8,169 0,04
05.06 6,356 -0,38
05.06 5,923 -0,37
05.06 5,453 0,11
05.06 5,231 0,13
05.06 9,748 -0,18
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05.06 4,968 -0,32
05.06 4,778 -0,31
05.06 14,203 -2,09
05.06 13,434 -2,12

FLE
FLE
FLE
OAS
OAS
OAS
OAS
OAS
OAS

Star Coll Multi As.Gl A #
Star Coll Multi As.Gl C m #
Star Coll Multi As.Gl E #
Star Coll Ob Inter. A #
Star Coll Ob Inter. C m #
Star Coll Ob Inter. E #
Star Coll Ob M/L Ter A #
Star Coll Ob M/L Ter C m #
Star Coll Ob M/L Ter E #

Soprarno ___________________________________

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m

10,760
11,259
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10,942
10,489
10,963

M
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m

X
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15,170
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13,109

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M

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m
m

15,994
16,595
17,347
17,762
10,878
10,846
17,927

X

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X
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INDICI FIDEURAM
Indici
Generale
Fondi Azionari
Az. Italia
Az. Area Euro
Az. Europa
Az. America
Az. Pacifico
Az. Paesi Emergenti
Az. Internazionali
Az. Settoriali
Fondi Bilanciati
Bilanciati
Bil. Obbligazionari
Fondi Obbligazionari
Ob. Italia
Ob. Euro Governativi BT
Ob. Euro Governativi M/L Term
Ob. Euro Corporate Inv. Grade
Ob. Area Dollaro
Ob. Dollaro Govern. M/L Term
Ob. Internaz. Governativi
Ob. Paesi Emergenti
Ob. Altre Specializzazioni
Ob. Misti
Ob. Flessibili
Fondi Mercato Monetario
Monetario Area Euro
Flessibili
Indici Lussemburghesi

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127,99
134,45

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149,12
156,77
168,09
297,70
140,14
118,22
145,06
122,12
134,48
154,46
112,45
141,30
168,49
138,93

123,60
150,64
305,78
158,04
155,76
133,85
131,26
131,34
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928,41

04.06
Defin.
128,16
134,59
142,61
127,65
150,60
154,70
167,00
295,14
139,37
117,05
145,46
122,40
134,93
154,60
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305,86
158,08
156,15
133,90
131,27
131,35
118,04
928,40

Var.
%
-0,13
-0,10

-1,32
-0,98
1,34
0,65
0,87
0,55
1,00
-0,27
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-0,09
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-0,04

-0,05
0,51
-0,03
-0,03
-0,25
-0,04
-0,01
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-0,24


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M
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17,715
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15,328
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Ca

m

0,29
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0,90
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0,61
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0,69
2,05
-0,46
0,10
-0,06


-0,80
-0,18
-0,60
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-0,08

-0,19
-0,02
-0,75
1,05
-0,17
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0,38
-0,18
-0,08
-0,13
-0,05
-0,04
-0,14
-0,80
-0,19
-0,14
-0,24
-0,26

Zenit _______________________________________

M

M
M

6,205
8,502
13,165
6,997
8,789
8,124
7,076
10,092
7,962
6,546
5,817
7,196
7,544
9,496
4,963
8,228
5,769
7,639
5,119
5,366
4,841
5,514
5,399
7,089
12,079
8,553
6,829
4,966
4,893
7,928
7,589
7,258
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11,134
5,014
4,967
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www ilsole24ore com/indicienumeri
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M
M

tel.800-546961
BBI Fideuram Bilanciato
AIT Fideuram Italia
MAE Fideuram Moneta
OEM Fideuram Rendimento
OEB Fideuram Risparmio
FLE FMS - Absolute Return #
BBI FMS - Balanced # I
ASE FMS - Eq.Glob.Resources #
APA FMS - Equity Asia #
AEU FMS - Equity Europe #
AEM FMS - Equity Gl Em Mkt #
AEM FMS - Equity New World #
AAM FMS - Equity Usa #

Fideuram Investimenti ____________________

m

M

X
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-0,16
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-0,04
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0,14
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0,30
-1,18
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-0,54
-0,04
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1,49
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-1,90
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-0,07


-1,20
-1,20
-0,98
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-1,20
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-0,05
-0,06
-0,06
-0,43
-0,43
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-0,18
-0,17
0,04
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0,32
0,32
-0,15
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05.06 9,559
05.06 10,132
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05.06 16,013
05.06 16,424

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OIH Fondit Bond HY Short S
OIH Fondit Bond HY Short T
ODM Fondit Bond US Plus RH
ODM Fondit Bond US Plus TH
OAS Fondit Core Bond S
FLE Fondit Diver.Real Asset R
FLE Fondit Diver.Real Asset S
FLE Fondit Diver.Real Asset T
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. R
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. RH
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. S
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. T
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. TH
ASE Fondit Eq Gl High Div R
FLE Fondit Eq Gl High Div T
AEM Fondit Eq Glb Em Mkt R
AEM Fondit Eq Glb Em Mkt T
APA Fondit Eq Pacif ex Japan R
APA Fondit Eq Pacif ex Japan T
AAS Fondit Eq.Gl.High Div. S
OFL Fondit Ethical R
OFL Fondit Ethical T m
OEM Fondit Eur Bd Lng Term S
OEB Fondit Eur Bond Defe. S
OEB Fondit Eur Bond Defen R
OEB Fondit Euro Bond Defen T
FLE Fondit Flexib Strategy R
FLE Fondit Flexib Strategy S
FLE Fondit Flexib Strategy T
FLE Fondit Global Income S
AAM Fondit. Eq. Usa Blue Ch R
AAM Fondit. Eq. Usa Blue Ch T
BOB Fonditalia Core 1 R
BOB Fonditalia Core 1 T
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BBI Fonditalia Core 2 T
BAZ Fonditalia Core 3 R
BAZ Fonditalia Core 3 T
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AEU Fonditalia Eq. Europe T
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AIT Fonditalia Eq. Italy T
APA Fonditalia Eq. Japan R
APA Fonditalia Eq. Japan T
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OEM Fonditalia Eu B. Long T T
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OEC Fonditalia Eu Corp Bnd T
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AFI Fonditalia Eu Financials T
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OAS Fonditalia Eu Yield Pl T
OEM Fonditalia Euro Bond R
OEM Fonditalia Euro Bond S
OEM Fonditalia Euro Bond T
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FLE Fonditalia Fl Risk Par T
ASE Fonditalia Flex Em. Mkts T
ASE Fonditalia Flex Em.Mkts R
OFL Fonditalia Flexib Bond R
OFL Fonditalia Flexib Bond S
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FLE Fonditalia Flexib Growth R
FLE Fonditalia Flexib Growth T
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OAS Fonditalia Glob Conv. S
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ASE Fonditalia Glob Income R
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AIN Fonditalia Global T
OAS Fonditalia Inflat Linked R
OAS Fonditalia Inflat Linked T

ETFplus - Mercato Telematico

M

di DIRITTO ITALIANO

05.06
05.06
05.06
05.06
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05.06
05.06
05.06
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05.06
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05.06
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05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
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05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
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05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
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05.06
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05.06
05.06
05.06
05.06
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05.06
05.06
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05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
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05.06
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05.06
05.06
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05.06
05.06
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05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

Fondaco Sgr _______________________________

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m

m

Sostienimi! scaricando da www.dasolo.info

-1,97
0,79
-0,81
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-0,16
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-0,05

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0,53
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-1,11
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-0,32
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mm

m

m
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m
m
m
m
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m

27,429
11,280
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5,009
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4,989
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4,960
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5,000
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5,000
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m

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05.06
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05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

m

a V a

X

Arca Azioni Italia
Arca Azioni Paesi Emerg.
Arca BB
Arca Bond Corporate
Arca Bond Flessibile
Arca Bond Globale
Arca Bond P.Em. Val. Loc
Arca Bond Paesi Em.
Arca Cash Plus
Arca Ced. Bond Glob Eur
Arca Ced.18 Ob.Att.III P
Arca Ced.18 Ob.Att.III R
Arca Ced.18 Ob.Att.IV P
Arca Ced.18 Ob.Att.IV R
Arca Ced.18 Ob.Attiva II
Arca Ced.18 Obb.Attiva
Arca Ced.18 Paesi Em.VL P
Arca Ced.18 Paesi Em.VL R
Arca Ced.18 Paesi Em.VL2 P
Arca Ced.18 Paesi Em.VL2 R
Arca Ced.18 Paesi Em.VL3 P
Arca Ced.18 Paesi Em.VL3 R
Arca Ced.19 Ob.Att. VI P
Arca Ced.19 Ob.Att. VI R
Arca Ced.19 Ob.Att.V P
Arca Ced.19 Ob.Att.V R
Arca Ced.19 Ob.Att.VII P
Arca Ced.19 Ob.Att.VII R
Arca Ced.19 Ob.Att.VIII P
Arca Ced.19 Ob.Att.VIII R
Arca Ced.20 Ob.Att.IX P
Arca Ced.20 Ob.Att.IX R
Arca Ced.20 Ob.Att.X P
Arca Ced.20 Ob.Att.X R
Arca Ced.Bo.2015 Alto Pot
Arca Ced.Bo.2015 Alto Pot.2
Arca Ced.Bo.2016 Alto Pot.3
Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.4
Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.5
Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.6
Arca Ced.Bond Glob.Eu II
Arca Ced.Bond Glob.Eu III
Arca Ced.Bond Paesi Em.
Arca Eco. Reale Eq. It I m
Arca Eco. Reale Eq. It P
Arca Form EuStoxx (R)2015
Arca Form II EStox (R)2015
Arca MM Bond Euro Sh. T.
Arca Multiasset Aggressive
Arca Multiasset Balanced
Arca Obbligaz. Europa
Arca RR Bond Euro
Arca Strat.Gl.Crescita
Arca Strat.Gl.Opportun.
Arca TE

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AIT
AIT
FLE
FLE
OEB
BAZ
BBI
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FLE
FLE
BOB

X

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Gene a

-0,04

-0,06
-0,11
-0,15
-0,13
-0,18
-0,64
-0,27
-0,42
-0,44
-0,47
-0,26
-0,28
-0,26
-0,21
-0,24
-0,83
-0,88
-0,57
-0,63
-0,66
-0,68
-0,61
-0,65
-0,72
-1,23
-1,36
-0,84
-1,67
-0,65
-0,05
-0,73
-0,72
0,70
0,68
-0,31
-0,33
-0,30

05.06 5,144 -0,50
05.06 5,147 -0,50
05.06 5,139 -0,52
05.06 5,141 -0,52
05.06 5,151 -0,54
05.06 5,152 -0,54
05.06 4,888 -0,53
05.06 4,888 -0,55
05.06 5,000

05.06 5,000

05.06 32,609 1,41
05.06 14,518 -1,08
05.06 8,438 0,68
05.06 19,810 0,57

Rea e Mu ua A

Credemprevidenza ___________

C éd Ag

0,53
-0,44
-0,44
-0,20
-0,20
-0,12
-0,10
-0,10
-0,09
-0,09
-0,07
-0,18
-0,19
-0,20
-0,16
-0,16
-0,17
-0,05
-0,05
-0,03
1,33
1,33
0,43
0,42
-0,96
-0,95
-1,02
-1,02
0,68
0,68
-1,94
-1,94
0,76
0,77
-0,95
-0,95
-1,83
-1,95
-1,94
-0,01
-0,01
-0,01
-0,09
-0,09
-0,10
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-0,24
-0,24
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-0,29
-0,09
-0,09
-0,09
-1,45
0,46
0,47
0,56
0,55
-1,86
-1,58
-1,74
-0,21
-0,17
1,54
1,55
1,55
0,57
0,58
0,37
0,35
-0,09
-0,08
-0,09
0,15
-0,02
-0,02
-1,35
-0,35
0,05
0,02
0,03
-0,81
-0,80
-1,18
-1,18
-1,19

6,687 -0,15

m
m
m
m
m
m

m
m
m
m
m

31.05 14,614
31.05 12,821
31.05 13,528

Comparto Azionario A
Comparto Azionario B
Comparto Bilanciato A
Comparto Bilanciato B
Comparto Flessibile A
Comparto Flessibile B
Comparto Obb. Gar. A X
Comparto Obb. Gar. B X

11,249
7,058
7,281
16,153
16,633
5,717
5,719
5,855
5,562
5,564
5,729
6,193
6,193
6,470
6,252
6,252
6,581
5,903
5,899
6,276
8,528
9,450
8,917
9,927
37,325
41,387
17,774
19,725
44,885
49,824
19,681
21,774
6,254
6,953
11,534
11,806
5,802
20,870
21,252
6,918
6,965
6,952
9,158
8,932
9,280
7,268
7,087
7,355
7,725
7,955
21,804
20,555
22,369
9,796
7,265
7,442
11,681
11,817
4,852
5,278
5,030
5,819
6,001
5,658
5,703
5,695
5,327
5,365
5,111
5,150
7,426
7,275
7,426
5,322
12,205
12,304
9,875
5,365
12,313
12,330
12,527
2,945
3,099
6,544
6,843
6,831
10,000
5,487
5,746
5,146
5,533
5,259
5,235
5,956
5,240
5,136
5,226
5,263
5,325
5,358
5,338
5,323
5,122
5,311
5,632
5,619
5,418
5,339
5,283
5,140
5,245
5,491
5,485
5,239
5,358
5,321
5,235
5,340
5,753
6,160
6,367
36,974
37,465
44,535
44,575
45,119

m

Cassa Centrale Raiffeisen ____
Raiffeisen F.P.A.
Linea Activity
Linea Dynamic
Linea Safe

05.06

m

BIM Vita _______________________

AXA Assicurazioni ____________
Comparto Conservativo
Comparto Dinamico
Comparto Equilibrato
Comparto Garantito X
Comparto Prudente

tel.02-97386101
FLE Anthilia Yellow

BAP Vita e Previdenza ________
Bap Pensione 2007
Linea Equilibrio
Linea Equilibrio A
Linea Investimento
Linea Investimento A
Linea TFR X
Linea TFR A X

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

Anthilia Capital Part Sgr __________________

m

m

Arca Previdenza
Linea Alta Crescita
Linea Alta Crescita C
Linea Alta Crescita R
Linea Crescita
Linea Crescita C
Linea Crescita R
Linea Garanzia m
Linea Garanzia C m
Linea Garanzia R m
Linea Obiettivo TFR m
Linea Obiettivo TFR C m
Linea Obiettivo TFR R m
Linea Rendita
Linea Rendita C
Linea Rendita R

-0,34
-0,34
-0,33
-0,34
-0,36
-0,47
-0,46
1,36
1,36
-0,07
-0,07
-0,07
-0,18
-0,18
-0,16
-0,28
-0,27
-0,28
-0,04
-0,04
-0,04
-1,41
-1,61
-1,56
-1,25
0,79
0,81
-1,03
-1,04
-0,63
-0,59
-0,53
-0,70
-0,57
-0,54
-0,28
-0,27
-0,26
-0,01
-0,01

-0,09
-0,08
-0,10
-0,09
-0,08
-0,08
0,53

Anima Fix Obbl. Glob Y
Anima Fix Obbl. MLT A
Anima Fix Obbl. MLT Y
Anima Fondo Trading A
Anima Fondo Trading F
Anima Forza 1 A
Anima Forza 1 B
Anima Forza 1 Y
Anima Forza 2 A
Anima Forza 2 B
Anima Forza 2 Y
Anima Forza 3 A #
Anima Forza 3 B #
Anima Forza 3 Y #
Anima Forza 4 A #
Anima Forza 4 B #
Anima Forza 4 Y #
Anima Forza 5 A #
Anima Forza 5 B #
Anima Forza 5 Y #
Anima Geo America A
Anima Geo America Y
Anima Geo Asia A #
Anima Geo Asia Y #
Anima Geo Euro Pmi A
Anima Geo Euro Pmi Y
Anima Geo Europa A
Anima Geo Europa Y
Anima Geo Globale A
Anima Geo Globale Y
Anima Geo Italia A
Anima Geo Italia Y
Anima Geo PaesiEm. A #
Anima Geo PaesiEm. Y #
Anima Iniziativa Europa A
Anima Iniziativa Europa F
Anima Iniziativa Ita PMI m
Anima Italia A
Anima Italia F
Anima Liquidita Euro A
Anima Liquidita Euro F
Anima Liquidita Euro I
Anima Obbl. Corporate A
Anima Obbl. Corporate AD
Anima Obbl. Corporate F
Anima Obbl. Emergente A
Anima Obbl. Emergente AD
Anima Obbl. Emergente F
Anima Obbl. Euro A
Anima Obbl. Euro F
Anima Obbl. High Yield A
Anima Obbl. High Yield AD
Anima Obbl. High Yield F
Anima Obiettivo Ced 2022
Anima Pacifico A
Anima Pacifico F
Anima Pianeta A
Anima Pianeta F
Anima Pr Dinamico 2022
Anima Prog Eur. 2021 Ced
Anima Prog Glob. 2022 Ced
Anima Rend.Ass.Obbligaz. A
Anima Rend.Ass.Obbligaz. Y
Anima Riserva Dollaro A
Anima Riserva Dollaro F
Anima Riserva Dollaro I
Anima Riserva Emerg. A
Anima Riserva Emerg. F
Anima Riserva Globale A
Anima Riserva Globale f
Anima Risparmio A
Anima Risparmio AD
Anima Risparmio F
Anima Russell Multi-Asset
Anima Salvadanaio A
Anima Salvadanaio F
Anima Sel. Dinamica 2020
Anima Selection
Anima Sforzesco A
Anima Sforzesco AD
Anima Sforzesco F
Anima Star Eu AltoPot A
Anima Star Eu AltoPot Y
Anima Star It AltoPot A
Anima Star It AltoPot Y
Anima Star It AltoPot YD
Anima Target Cedola 2022
Anima Trag. 2016
Anima Trag. 2016 CED.3
Anima Trag. 2017 CED.4
Anima Trag. 2017 CED.4 II
Anima Trag. 2017 CED.4 III
Anima Trag. 2017 MultiCed
Anima Trag. 2018
Anima Trag. 2018 Alto Pot.
Anima Trag. 2018 Ced. Sem.
Anima Trag. 2018 Eu. A. P.
Anima Trag. 2018 Eu. A. P. II
Anima Trag. 2018 Eu. A. P. III
Anima Trag. 2018 IT. A. P.
Anima Trag. 2018 IT. A. P. II
Anima Trag. 2018 IT. A. P. III
Anima Trag. 2018 MultiCed II
Anima Trag. 2018 Target Ced.
Anima Trag. 2019 Cre. Sost.
Anima Trag. 2019 Cre. Sost. II
Anima Trag. 2019 Flex
Anima Trag. 2019 Flex II
Anima Trag. 2019 Globale
Anima Trag. 2019 Globale II
Anima Trag. 2019 MultiAss
Anima Trag. 2019 Plus
Anima Trag. 2019 PLUS II
Anima Trag. 2021 Globale
Anima Trag. Ced. America
Anima Trag. Ced. Europa
Anima Trag. Cre. Italia
Anima Trag. Dinamico
Anima Trag. II 2016
Anima Tricolore AD
Anima Tricolore F
Anima Valore Globale A
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Anima Visconteo A
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7,672


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OAS
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38 Risparmio gestito

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

FONDI ASSICURATIVI UNIT LINKED
Alleanza Assicurazioni ___________
Alleata Azionaria P
Alleata Bilanciata P
Fix
Garantita Alleanza 06-16
Garantita Alleanza 06-21
Garantita Alleanza 06-26
Garantita Alleanza 06-31
Mix
Stock
Top

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

10,955
12,423
6,592
11,318
12,159
12,199
12,515
7,154
5,861
6,045

AIV Global Private 10
AIV Global Private 30
AIV Global Private 50
AIV Rainbow 10
AIV Rainbow 4
AIV Rainbow 7
AZ Azionario
AZ Best in Class
AZ Best in Class A
AZ Flex I01
AZ Obbligazionario
AZ Orizzonte 10
AZ Orizzonte 10 cl.A
AZ Orizzonte 10 cl.B
AZ Orizzonte 10 cl.C
AZ Orizzonte 20
AZ Orizzonte 20 cl.A
AZ Orizzonte 20 cl.B
AZ Orizzonte 20 cl.C
AZ Orizzonte Azionario
AZ Orizzonte Azionario cl.A
AZ Orizzonte Azionario cl.B
AZ Orizzonte Azionario cl.C
AZ Orizzonte Azionario cl.D
AZ Orizzonte Bilanciato
AZ Orizzonte Bilanciato cl.A
AZ Orizzonte Bilanciato cl.B
AZ Orizzonte Bilanciato cl.C
AZ Orizzonte Bilanciato cl.D
AZ Orizzonte Flessibile
AZ Orizzonte Flessibile cl.A
AZ Orizzonte Flessibile cl.B
AZ Orizzonte Flessibile cl.C
AZ Orizzonte Flessibile cl.D
AZ Orizzonte Monetario
AZ Orizzonte Monetario cl.A
AZ Orizzonte Monetario cl.B
AZ Orizzonte Monetario cl.C
AZ Orizzonte Obblig.B.T.
AZ Orizzonte Obblig.B.T. cl.A
AZ Rendimento Italia 2015
AZ Rendimento Italia 2018
AZ Rendimento Italia 2020
AZ Rendimento Italia 2030
AZ Selezione Reddito
AZ Squadra Vincen.M.Stanley
AZ Squadra Vincente AGI
AZ Squadra Vincente BlackR.
AZ Squadra Vincente Pictet
AZ Squadra Vincente Pimco
AZ Sviluppo
AZ Sviluppo cl.A
AZ Sviluppo cl.B
AZB Monetario
AZB Rendimento Italia 2015
AZB Rendimento Italia 2018
AZB Rendimento Italia 2020
AZB Rendimento Italia 2030
AZS Obbligaz.Protetto
Exclusive 25
Exclusive 50
Formula Attiva
Formula Attiva Cl.A
Formula Equilibrata
Formula Equilibrata Cl.A
Formula Moderata
Glob. Assic. GPA 14
Glob. Assic. GPA 15
Glob. Assic. GPA 7
Glob. Assic. GPA 8
Glob. Assic. GPA 9
Glob. Assic. GPA B Glob.
Glob. Assic. GPA b10
Glob. Assic. GPA b30
Glob. Assic. GPA b50
Glob. Assic. GPA b70
Glob. Assic. GPA b90
Glob. Assic. GPA Gz
Glob. Assic. GPA S Em.
Glob. Assic. GPA S Glob.
LA BilanciatoPiù
LA Capitale Prudente
LA GarantitoPiù
LA InternazionalePiù
LA ProtettoPiù
LA Vita Avanzato
LA Vita Bilanciato
LA Vita Cash
LA Vita Convertibile
LA Vita Focus
LA Vita Integro
LA Vita Ponderato
LA Vita Prudente
LA Vita Scudo
Linea Equilibrio
Linea Risparmio
Linea Sviluppo
Ras Obblig.Protetto
Ras Oriente
RB Vita America
RB Vita Bilanciato
RB Vita Capital - Unit 30
RB Vita Capital - Unit 60
RB Vita Capital - Unit 90
RB Vita Europa
RB Vita Forza 1
RB Vita Forza 2
RB Vita Forza 3
RB Vita Forza 4
RB Vita Forza 5
RB Vita Forza 6
RB Vita Globale
RB Vita Obbl. Protetto
RB Vita Oriente
RB Vita Settoriale

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
03.06
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04.06
04.06
04.06
03.06
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03.06
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04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
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04.06
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04.06
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03.06
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03.06
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03.06
03.06
04.06
04.06
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04.06
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04.06
04.06
04.06
04.06
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04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

5,789
5,950
6,148
5,501
5,301
5,454
20,44
9,852

11,079
11,529
10,257
10,300
10,349
10,436
11,153
11,462
11,518
11,590
13,442
13,651
13,667
13,819
13,977
12,466
12,581
12,619
12,728
12,865
12,229
12,398
11,840
12,005
12,051
9,917
9,948
9,970
10,060
10,017
10,171
10,910
12,396
13,256
16,800
10,474
12,965
12,506
12,338
11,717
10,759
11,879
12,395
12,532
9,862
10,874
12,170
12,931
16,038
6,527
1324,490
1242,093
6,419
11,472
6,366
11,202
6,121
3,514
5,612
5,902
5,575
6,057
5,085
5,743
5,882
6,069
6,153
5,288
5,148
10,805
5,954
16,070
14,337
13,738
16,374
15,877
11,405
13,074
12,067
9,550
12,374
13,298
11,522
10,883
12,469
6,548
6,640
5,235
6,357
7,154
4,884
6,749
12,771
12,381
11,374
7,159
7,559
7,974
7,463
6,244
6,878
5,781
6,323
6,447
8,211
6,853

Allianz Strategy 15
Allianz Strategy 50
T4L Asia Pacific ex Jap Eq.
T4L Asian Equities
T4L Commodities
T4L Convertibles
T4L Em. Market Bonds
T4L Em. Market Equities
T4L Em. Market Short Term
T4L EMU Corporate Bonds
T4L EMU Gov. Bonds
T4L EUR Cash
T4L European Equities
T4L European High Yield B.
T4L Fixed Inc. Medium Term
T4L Fixed Inc. Short Term
T4L Global Equities
T4L High Yield Bonds
T4L Japanese Equities
T4L Multistrategy
T4L US Equities
T4L US High Yield Bonds
T4L Volatility

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

151,540
175,120
10,000
10,000
10,000
10,000
10,118
10,817
10,000
9,862
10,000
9,878
10,000
10,000
9,724
9,921
11,282
10,129
10,000
10,111
10,000
10,000
10,000

Armonico
Armonico 2007
Attivo
Attivo 2007
Az. Specializzato
Azion. Globale
Azionario
Bilan. Globale
Bilanciato Euro
Dinamico
Equilibrato
Euromoneta
Monetario
Obblig. Euro
Obblig. Misto
Obbligazionario
Protetto
Protetto 2007
Sicuro
Trend
Trend Dinamico
Trend Equilibrato
Trend Plus
Trend Protetto

03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06

14,654
13,049
16,184
12,158
16,862
12,128
19,733
15,114
14,586
18,999
18,588
12,184
12,651
15,026
14,441
14,637
14,524
12,113
15,131
18,706
11,301
11,866
11,152
11,857

Aggr. classe Sprint
Aggressive
AV Total Return
Bal. classe Moderate
Balanced
Capital Tutor
Cons. classe Comfort
Conservative
Dyn. classe Fast
Dynamic
Flex. classe Active
Flexible
Gold Fund
MultiAzionario
MultiMonetario
Pension Control
Pension Medium
Pension Power
Percorso 18 Cl. A
Percorso 40 Cl. A
Percorso 61 Cl. A
Percorso 83 Cl. A
R.Est. classe D. Property
Real Estate
SinergiKa Azionario
SinergiKa Oro

03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
01.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
29.05
29.05
29.05
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06

5,210
9,926
12,409
6,855
8,239
12,280
6,967
7,359
5,351
8,839
6,452
9,176
7,988
12,930
11,469
14,232
15,402
14,403
13,655
14,366
14,453
14,007
11,377
12,157
16,094
6,227

Em. Mkt Equities
Euro Bonds
Europ. Equities
Force 25
Force 50
Force 90
Internat. Bonds
Japan Equities
Money Box
UK Equities
US Equities

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

19,247
14,111
10,627
12,415
11,319
8,943
12,624
5,374
11,485
9,276
7,914

Balance 2001
Balance 2001 - PIP
Best World
Best World - PIP
Brick & Share
Brick & Share - PIP
Bull & Bear
Bull & Bear - PIP
Bull & Bear Equity
Dynamic
European Defensive
Saving Units Note
Trend 2001
Value 2001
Value 2001 - PIP
World Bond

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
28.05
03.06
03.06
22.05
04.06
04.06
04.06
04.06

10,310
6,610
7,860
7,880
6,560
9,640
5,680
7,370
5,890
4,180
10,070
11,090
9,850
10,520
8,720
5,660

Multichance Allegro
Multichance Moderato
Multichance Vivace

29.05
29.05
29.05

86,790
87,060
95,360

European Equity FP

29.05

5,584

Euroquota Aggress.
Euroquota Equilibrata
Euroquota Prudente
Option Trend
Raiffplanet Aggress.
Raiffplanet Equilibr.
Raiffplanet Prudente

03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06

6,116
6,592
6,751
5,000
6,952
7,271
6,932

Allianz ____________________________

Allianz Global Life Limited _______

Antonveneta Vita _________________

Arca Vita __________________________

Arca Vita International ___________

Area Life __________________________

Aspecta Assurance Intern. _______
Assicurazioni Generali SpA ______
Assimoco Vita ____________________

Aviva ______________________________
Aviva D Az. Pacifico
Aviva D Bond Mix
Aviva E Az. Am. Latina
Aviva E Az. America
Aviva E Az. Europa
Aviva E Az. Internaz.
Aviva E Az. Pac. e Giapp.
Aviva E Az.Em. EU e Med.
Aviva E Azionario Cina
Aviva E Azionario India
Aviva E Inflazione Più
Aviva E Obblig. Euro 1-3
Aviva E Obblig. Euro Corp.
Aviva E Obblig. Euro Oltre 3
Aviva E Obblig. Misto
Aviva E Obblig. US
Aviva E Strategia 20
Aviva E Strategia 30
Aviva E Strategia 40
Aviva E Strategia 50
Aviva E Strategia 70
Aviva F Inflazione Stars
Aviva Life Active 1

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

5,250
6,180
6,560
11,990
10,650
10,390
10,260
8,510
12,350
11,970
6,850
5,160
5,890
6,300
6,110
6,480
5,680
5,830
6,440
7,040
7,840
5,010
5,600

Aviva Life Active 2
Aviva Life Active 3
Aviva Life Flessibile
Aviva Obiettivo Inflaz.3/2018
Aviva Oppurtunità Az.
Aviva Pip Azionario
Aviva Pip Bilanciato
Aviva Pip Flessibile
Aviva Pip Obbligazionario
Aviva Prev. Equity Pip
Aviva Smart 08 Plus
Aviva UniAttiva 06/2017
Aviva UniAttiva 12/2017
CU A Bilanciato
CU A Bilanciato Più
CU A Cauto
CU A Dinamico
CU A Flessibile
CU A Mix
CU A Monetario
CU A Prudente
CU A Prudente Più
CU A Total
CU A1
CU A2
CU A3
CU A4
CU A6
CU Credit Alfa II
CU Credit Beta IV
CU Credit Delta VIII
CU Credit Gamma VI
CU Credit Garanzia
CU Credit Omega X
CU CRT B1
CU CRT B3
CU CRT B4
CU CRT B6
CU CRT D1
CU CRT D10
CU CRT D2
CU CRT D3
CU CRT D4
CU CRT D5
CU CRT D6
CU CRT D7
CU CRT D8
CU CRT D9
CU CRT Euro 10
CU CRT Euro 2
CU CRT Euro 5
CU CRT Euro 6
CU CRT Euro 8
CU CRT Fip 2
CU CRT Fip 5
CU CRT Fip 6
CU CRT Fip 8
CU CRT G2
CU CRT G5
CU CRT G6
CU CRT G8
CU D Az. America
CU D Az. Europa
CU D Az. Internazionale
CU D Obbligaz. Internaz.
CU D Prudente
CU D Prudente Più
CU Diamante
CU Equity Growth
CU Giada
CU Mixed Growth
CU Moderate Growth
CU New Rubino
CU New Smeraldo
CU New Zaffiro
CU Rubino
CU Smeraldo
CU Vita Balanced
CU Vita Cronos 1
CU Vita Cronos 2
CU Vita Cronos 3
CU Vita EB Dollar Bond
CU Vita EB Dutch Equity
CU Vita EB Emu Bond
CU Vita EB European Eq.
CU Vita EB I. T. Fund
CU Vita EB Japanese Eq.
CU Vita EB NorthAm. Eq.
CU Vita Eurofinancial Eq.
CU Vita Europe Click
CU Vita European Eq.
CU Vita Global Bond
CU Vita Global Equity
CU Vita Japan Click
CU Vita Liquidity Fund
CU Vita Mosso
CU Vita Prestige Equity
CU Vita Protected 70
CU Vita Protected 80
CU Vita Protected 90
CU Vita Technology Eq.
CU Vita Usa Click
CU Zaffiro
Equity Growth Plus
F. Az. America Stars
F. Az. Emergenti Stars
F. Az. Europa Stars
F. Crescita Stars
F. Obbl. Euro BT Stars
F. Obbl. Euro Stars
F. Obbl. US Stars
F. Reddito Stars
F. Strategia Stars
F.I.I. 102
F.I.I. 109
F.I.I. 110
F.I.I. 111
F.I.I. 115
F.I.I. 116
F.I.I. 117
F.I.I. 138
F.I.I. 148
F.I.I. 161
F.I.I. 162
F.I.I. 163
F.I.I. 164
F.I.I. 173
F.I.I. 195
Mixed Growth Plus
Moderate Growth Plus
RV CRT Azione
RV CRT Bilancia
RV CRT Euro Azione
RV CRT Euro Bilancia
RV CRT Euro Moneta
RV CRT Moneta

04.06
04.06
04.06
26.05
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
26.05
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
26.05
04.06
04.06
04.06
26.05
04.06
28.05
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
26.05
04.06
26.05
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
22.05
26.05
26.05
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

5,910
5,850
5,290
5,340
8,040
5,060
6,030
5,240
6,310
6,700
5,720
5,250
5,410
6,810
6,880
5,760
7,040
5,440
6,880
5,090
6,510
6,750
5,490
6,32
6,020
7,80
8,68
10,19
8,490
9,230
10,160
10,160
7,130
10,350
6,370
7,160
7,420
7,370
6,520
7,100
5,620
7,490
6,190
6,120
10,700
6,210
6,320
6,880
5,580
6,400
6,490
6,190
5,650
6,310
7,160
7,450
7,910
7,170
7,380
7,140
6,510
6,640
5,840
5,730
6,010
6,400
6,680
6,210
6,840
6,990
6,420
5,780
6,640
6,360
5,770
17,150
19,220
7,190
7,580
7,350
7,610
7,290
4,770
8,920
6,080
2,430
4,040
5,640
5,450
32,220
8,620
6,200
7,710
29,880
5,410
7,300
8,860
5,810
5,930
6,040
3,520
31,080
14,840
6,450
7,200
5,580
6,780
6,060
5,040
5,350
5,690
5,570
5,740
8,680
6,840
6,040
6,750
10,150
10,160
10,130
8,410
7,340
8,090
7,430
9,380
9,640
7,050
5,580
6,510
6,010
8,340
8,400
5,730
7,070
7,960
7,780

Aviva Assicurazioni Vita _________

E-Link Evoluz. 2005
E-Link Increm. 2005
E-Link Stabilità 2005
E-Link Sviluppo 2005

26.05
26.05
26.05
26.05

15,180
14,350
12,740
15,540

Armonia
Av. New BDM Corallo
Av. New BDM Stella Marina
Av. New BDM Tritone
Aviva BNI Balanced Trend
Aviva BNI Bond
Aviva BNI Flexi Dynamic
Aviva BNI Flexi Equity
Aviva BNI Flexi Moderate
Aviva BNI Trend
CU Azimut Accr.Int.
CU Azimut Accr.Italia
CU Azimut Conserv.
CU Azimut Equilibrato
CU BDM Conchiglia
CU BDM Corallo
CU BDM Giove
CU BDM Marte
CU BDM Mercurio
CU BDM Stella Marina
CU BDM Tritone
CU BDM Urano
CU Bond
CU BPL Azionario
CU BPL Bilanciato
CU BPL Futuro Az.
CU BPL Futuro Bil.
CU BPL Futuro Obbl.
CU BPL Gemini
CU BPL Lyra
CU BPL Obbl.
CU BPL Orion
CU BPL Pegasus
CU BPL Taurus
CU Cash
CU Equity
CU New Gemini
CU New Lyra
CU New Taurus
CU Previd. Cronos 1
CU Previd. Cronos 2
CU Previd. Cronos 3
Ouverture

04.06
04.06
04.06
04.06
26.05
26.05
26.05
26.05
26.05
26.05
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

25,960
5,640
6,180
6,680
4,080
4,700
5,660
4,670
4,590
3,930
6,370
6,680
6,840
6,950
6,380
5,590
7,800
8,740
7,950
6,570
6,550
8,320
11,670
5,210
5,450
6,130
6,040
5,810
7,060
6,900
5,430
5,790
6,510
6,550
8,340
13,560
6,100
5,530
6,150
5,830
5,820
5,830
20,650

Aviva BPU 1
Aviva BPU 10
Aviva BPU 11
Aviva BPU 2
Aviva BPU 3
Aviva BPU 4
Aviva BPU 5
Aviva BPU 6
Aviva BPU 7
Aviva BPU 8
Aviva BPU 9
Aviva Sol. Inv. Glb M.Manager
Aviva Str.Gl.M.ManagerUbi Ed.
Aviva Strategy UBI Edition
Aviva UBI 1
Aviva UBI 2
Aviva UBI 3
Aviva UBI 4
Aviva UBI Aggressivo A
Aviva UBI Aggressivo B
Aviva UBI Dinamico A
Aviva UBI Dinamico B
Aviva UBI Moderato A
Aviva UBI Moderato B

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
19.12
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
08.05
08.05
08.05
08.05
08.05
08.05

5,910
6,260
6,080
6,530
6,810
6,840
6,030
6,160
5,830
6,250
6,340
10,000
5,640
5,920
6,260
6,370
6,630
6,690
4,960
4,950
4,940
4,940
4,890
4,890

AXA Azionazio Italia
AXA Exclusive Azionaria
AXA Exclusive Progressive
AXA Exclusive Prudente
AXA Investimento Assoluto
AXA Investimento Europa
AXA Investimento Internaz.
DM Euro Small Cap
DM Megatrend
Easy Plan Az. High Dividend
Easy Plan Obb. Dinamico
Gestiplus
Linea Dinamica
Linea Equilibrata
Linea Globale
Linea Innovazione
Linea Italia
Linea Prudenziale
Previdenza Assoluto FIP
Previdenza Euro Small Cap
Previdenza Europa FIP
Previdenza Internaz. FIP
Previdenza Megatrend

04.06
29.05
29.05
29.05
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
02.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

20,943
15,077
13,829
11,832
12,170
15,218
14,553
12,150
10,872
10,434
8,363
17,266
12,063
10,626
12,095
13,394
15,637
8,565
12,191
11,883
13,828
14,835
10,669

AXA Excellence Azionaria
AXA Excellence Progressive
AXA Excellence Prudente
AXA Global Ass. b30
AXA Global Ass. b50
AXA Global Ass. b70
Life Absolute Value
Life Az. Innovazione
Life Az. Internazionale
Life Az. Nord America
Life Az. Paesi Emerg.
Life Azion. Giappone
Life Azionario Asia
Life Azionario Europa
Life Azionario Italia
Life Azionario Svizzera
Life Monetario Euro
Life Multif. Flessibile
Life Obbligaz. Europa
Life Profilo Dinamico
Life Profilo Equilibrato
Life Profilo Prudente

29.05
29.05
29.05
04.06
04.06
04.06
04.06
02.03
04.06
04.06
02.10
04.06
04.06
04.06
04.06
30.12
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

10,273
10,205
9,519
11,919
12,332
13,026
9,318
13,038
7,828
10,629
13,415
8,631
14,658
12,389
15,198
10,000
9,700
8,009
15,480
11,329
10,612
9,258

Accumulator Best Mix
Accumulator Best Perform.
Accumulator Best Save

02.06
02.06
02.06

13,964
13,295
13,883

Aviva Life _________________________

AXA MPS Conservative
AXA MPS Dynamic
AXA MPS VP 01 Germania
AXA MPS VP 02 U.K.
AXA MPS VP 03 Svizzera
AXA MPS VP 04 Sel. Ger.
AXA MPS VP 05 Stati Uniti
AXA MPS VP 06 Eurozone C.
AXA MPS VP 07 UK CH SE
AXA MPS VP 08 Nord America
AXA MPS VP 09 Am. Latina
AXA MPS VP10 P. Euro Core
AXA MPS VP11 Opp Europa
AXA MPS VP11 Salute
AXA MPS VP11 U. Europee
AXA MPS VP12 Imp Eurozona
AXA MPS VP15 Resp. Soc.
AXA MPS VP16 Progresso
AXA MPS VP17 Ob.Europa
AXA MPS VP18 Ba.Comunic.
AXA MPS VP19 Targ.Europa
AXA MPS VP20 Foc.Globale
AXA MPS VP21 Italia Spagna
AXA MPS VP22 Mix Europa
AXA MPS VP23 Small Caps Eu
AXA MPS VP24 Strat. Glob.
AXA MPS VPB90 Eu Div.
AXA MPS VPB90 Eu Oil&Gas
AXA MPS VPB90 Eu Utility
AXA MPS VPB90 Eu Utility 2
Az. Internazionale
Azionario Top Ten
Balanced 2.0
Balanced Plus A
Balanced Plus B
China Equity
Commodiities B
Commodities
Defensive 2.0
Defensive A
Defensive B
DPI - Large Caps 2019
DPI Asia 2018
DPI Emerging Mkts 2018
DPI Health Care 2019
DPI Real Asset 2018
DPI U.S. High Div. 2019
Dynamic 2.0
Dynamic A
Dynamic B
Em. Mkt Debt
Emerging Markets Eq. A
Emerging Markets Eq. B
Euro Credit
Euro Govern.Bonds A
Euro Govern.Bonds B
European Equity A
European Equity B
Global Bond
Global Real Estate
Global Real Estate B
Liquidity 2.0
Liquidity A
Liquidity B
Obbligazionario Top Ten
Pacific Equity A
Pacific Equity B
Secure 2.0
Secure A
Secure B
Secure Plus
Usa Equity A
Usa Equity B
World Bonds Opportunities

03.06
03.06
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

12,970
12,988
119,190
112,300
121,540
119,040
112,900
114,020
121,970
108,870
112,080
109,240
114,010
120,030
120,880
105,820
105,740
105,620
103,800
101,960
102,590
99,510
102,140
101,210
103,070
97,890
92,060
96,680
98,030
98,195
17,508
18,532
10,905
16,278
15,923
12,920
9,565
13,132
10,572
14,446
14,236
123,990
116,470
114,180
146,920
113,040
125,640
11,192
17,657
18,130
10,591
27,327
17,584
9,999
12,529
12,430
23,284
22,552
9,897
23,685
11,570
9,932
9,850
9,648
14,408
18,416
17,667
10,217
15,426
12,282
9,988
11,421
25,266
15,248

Arianna 2003
Attivo Europa
Base 75
Base 8
Base 85
Base Progressiva
Conservativo
Coupon 8%
Dinamico
Double Engine Aggressivo
Double Engine Aggressivo B
Double Engine Difensivo
Double Engine Difensivo B
Double Engine Equilibrato
Double Engine Equilibrato B
Equilibrato
Flessibile
Opera 13
Previdenza Aggessivo
Previdenza Equilibrato
Progr. Europa
Quadrifoglio 7+7
Sereno Europa
Suite II
Target 48
Trend Globale

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
04.06
04.06
04.06
01.06
01.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

145,653
14,821
11,971
15,449
124,464
12,800
14,969
13,279
10,218
12,688
18,591
13,001
14,355
13,151
15,750
12,838
9,381
13,929
17,384
14,905
10,897
15,936
14,889
20,902
12,852
13,000

AXA MPS Vita _____________________

Alcyone
Atlante
AZ STYLE Blue 1
AZ STYLE Blue 2
AZ STYLE Blue 3
AZ STYLE Blue 4
AZ STYLE Blue 5
AZ STYLE Red 1
AZ STYLE Red 2
AZ STYLE Red 3
AZ STYLE Red 4
AZ STYLE Red 5
Elettra
Maia
Merope
Navigator Bal. Flex.
Navigator Equity Din.
Navigator Low Vol.
Private Selection
Quasar
Star B Equity
Star Dynam. Balanced
Star Dynam. Growth
Star Dynamic Conserv.
Star F Equity
Star J Bond
Star Money Market
Star P Bond
Star T Bond
Star T Equity

08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

5,772
5,636
5,761
5,976
6,374
6,741
6,922
5,630
5,689
6,204
6,470
6,694
5,662
7,333
5,829
5,572
5,543
5,352
5,404
5,109
6,571
5,136
4,845
5,202
7,316
5,321
5,365
5,327
5,702
6,750

BFI Euro Target Vol 5%

05.06

106,060

Bap Azionario
Bap Conservativo
Bap Dinamico
Bap Flessibile
Bap Moderato

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

152,806
110,930
133,280
127,235
132,110

Baloise Luxembourg _____________
BAP Vita e Previdenza ___________

Azionario Gl. Flessibile
Equity America
Equity America PIP
Equity Asia
Equity Asia PIP
Equity Europa
Equity Europa PIP
Obbligazionario Gl. Flessibile
World Global Bond
World Global Bond PIP

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

4,955
11,068
9,941
8,335
7,614
7,597
6,797
4,908
6,410
6,046

Bim Vita Allegro
Bim Vita Andante
Bim Vita Moderato
Bim Vita Plus

03.06
03.06
03.06
03.06

12,850
14,650
14,180
10,970

Azionario B
Bilanciato B
Fondo Fortune 33
Fondo Fortune 36
Fondo Fortune 7
MF 10036200
Obbligazionario B

26.05 218,486
26.05 255,412
26.05 1772,278
26.05 239,936
26.05 234,960
26.05 144,258
26.05 253,610

BIM Vita __________________________

Cardif Vita ________________________

Carige Vita Nuova ________________
Gestilink Aran. Dinamica
Gestilink Blu Moderata
Gestilink Verde Prudente
Rosa dei Venti F.Levante
Unitpiù Deciso
Unitpiù Equilibrato
Unitpiù Misurato

03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06

6,263
7,303
8,216
6,195
6,334
5,842
5,333

Aviva Vita _________________________

AXA _______________________________

AXA Interlife _____________________

AXA Life Europe __________________

Alternative Strategies
Alternative Strategies 2.0
AXA MPS Balanced

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05.06
05.06
03.06

9,521
10,397
12,979

FONDI ASSICURATIVI INDEX LINKED

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/fondi24

Carismi Bil. Prudente
Carismi Bilanciato
Carismi Conservativo
Carismi Flessibile
Carismi Vivace
Cattolica Azionario
Cattolica Bilanciato
Cattolica Obbligazionario
Duomo Unit Moderate
Formula L In seconda
Formula Life Az.
Fuoriclasse Balanced
Ges. Obbligazionario
Gestivita Azionario
Gestivita Bilanciato
Linea Azionaria Globale
Linea Flessibile
Linea Obbligaz. Globale
Nuove Rotte
Previdenza Azionario P
Previdenza Bilanciato P
Progetto Attivo Equity
Protezione Valore
R&P 1000059

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
02.06
02.06
02.06
02.06
05.06
02.06
02.06
05.06
05.06
05.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
05.06
27.03

12,791
11,312
8,597
15,612
9,154
5,840
5,847
5,804
6,191
14,134
5,984
6,393
13,772
12,773
14,888
10,892
2,180
11,865
7,064
13,836
12,350
5,599
10,000
13,620

Duet Azionario Europa
Duet Monetario
ETF Bilanciato & Prudente
ETF Conservativo
ETF Dinamico
ETF Vivace
Flex Azionario Europa
Flex Monetario
Guida Life America
Guida Life Brillante
Guida Life Commodities
Guida Life Dinamico
Guida Life Europa
Guida Life Flex Active
Guida Life Flex Defensive
Guida Life Forex
Guida Life High Yield
Guida Life Pacifico
Guida Life Paesi Emergenti
Guida Life Prudente
Guida Life Tesoreria
Guida Life Wealth
Life Bilanciato & Prudente
Life Conservativo
Life Dinamico
Life Protezione III/2018
Life Vivace
New Life Aggressivo
New Life Bilanciato
New Life Dinamico
New Life Monetario
New Life Prudente
Priv. Insurance Linea Azzurra
Protezione I/2016
Protezione I/2017
Protezione I/2018
Protezione I/2019
Protezione I/2020
Protezione I/2021
Protezione II/2016
Protezione II/2017
Protezione II/2018
Protezione II/2019
Protezione II/2020
Protezione II/2021
Protezione III/2016
Protezione III/2017
Protezione III/2019
Protezione III/2020
Protezione IV/2017
Protezione IV/2018
Protezione IV/2019
Protezione IX/2018
Protezione V/2017
Protezione V/2018
Protezione VI/2017
Protezione VI/2018

04.06
04.06
05.06
05.06
05.06
05.06
04.06
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05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
30.04
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

14,055
10,326
4,934
4,929
5,665
6,034
14,248
10,433
10,282
7,808
4,899
7,079
9,973
5,589
4,447
5,098
6,698
8,478
5,748
6,623
5,326
10,324
10,608
10,303
12,325
10,273
14,426
5,371
6,619
5,973
7,021
7,130
5,575
11,889
10,577
9,570
11,108
11,319
10,408
12,182
10,119
9,969
9,425
10,880
10,025
10,376
10,608
9,421
10,925
9,664
11,208
10,778
11,035
10,455
10,112
10,982
9,815

Cattolica Life Limited ____________

Protezione VII/2017
Protezione VII/2018
Protezione VIII/2017
Protezione VIII/2018
Protezione X/2018

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

11,121
11,546
11,898
13,375
10,698

Cp Flex Garantito 2020
Cp Flex Garantito 2025
Cp Flex Garantito 2030
Cp Flex Garantito 2035
Cp Unico Aggressivo
Cp Unico Bilanciato
Cp Unico Prudente
Ev Strategia Int.le P

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
05.06

12,063
14,667
14,579
13,688
13,923
13,377
13,379
16,149

Blue E.M.
CNP A Bilanciato
CNP A Bilanciato Più
CNP A Cauto
CNP A Dinamico
CNP A Flessibile
CNP A Monetario
CNP A Prudente
CNP A Prudente Più
CNP D Az. America
CNP D Az. Europa
CNP D Az. Internazionale
CNP D Az. Pacifico
CNP D Bond Mix
CNP D Prudente
CNP D Prudente Più
CNP E Az. America Latina
CNP E Az. Internazionale
CNP E Az.Em.Eu Mediterraneo
CNP E Az.Pacifico e Giappone
CNP E Azionario America
CNP E Azionario Cina
CNP E Azionario Europa
CNP E Azionario India
CNP E Inflazione più
CNP E Obblig. Euro 1-3
CNP E Obblig. Euro Corp.
CNP E Obblig. Euro Oltre 3
CNP E Obbligazionario Misto
CNP E Obbligazionario US
CNP E Strategia 20
CNP E Strategia 30
CNP E Strategia 40
CNP E Strategia 50
CNP E Strategia 70
CNP F Az. America Stars
CNP F Az. Emergenti Stars
CNP F Az. Europa Stars
CNP F Crescita Stars
CNP F Inflazione Stars
CNP F Obbl. Euro BT Stars
CNP F Obbl. Euro Stars
CNP F Obbl. US Stars
CNP F Reddito Stars
CNP F Strategia Stars
CNP Life Income 360
CNP Obiettivo Inflaz.03/2018
CNP Opportunità Az.
CNP Previdenza Equity
CNP Smart 08 Plus
CNP Uniattiva (scad.06/2017)
CNP Uniattiva- scad 12/2017
Equilibria 110 Bis
Green G.E.
L. Dinamica
L. Dinamica Plus
L. Protetta 01 Gennaio
L. Protetta 02 Febbraio
L. Protetta 03 Marzo
L. Protetta 04 Aprile
L. Protetta 05 Maggio
L. Protetta 06 Giugno
L. Protetta 07 Luglio
L. Protetta 08 Agosto
L. Protetta 09 Settembre
L. Protetta 10 Ottobre
L. Protetta 11 Novembre
L. Protetta 12 Dicembre
Profilo Artemide 15
Profilo Attivo
Profilo Bilanciato
Prog. Equilibria 110
Prog. Equilibria 90
Prog. Opportunity
Progetto Azionario
Progetto Medium
Progetto Obbligazion.
Progetto Smart
Progetto Sprint
Red I.E.
Risparmio Attivo
Risparmio Bilanciato
Risparmio Obbligaz.
Yellow E.B.

03.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
03.06
04.06
03.06
04.06
04.06
04.06
03.06
03.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06

15,889
6,814
6,891
5,811
7,089
5,340
4,852
6,531
6,801
7,832
5,666
6,120
5,981
6,136
6,490
6,798
4,000
8,364
4,212
7,530
10,031
8,503
8,341
7,082
5,887
5,082
5,889
6,139
5,792
6,327
5,377
5,466
5,943
6,237
6,743
7,247
5,493
6,842
5,956
5,009
5,017
5,397
5,636
5,592
5,723
5,599
5,296
8,318
6,602
5,678
5,244
5,394
12,728
10,245
7,283
5,393
5,476
5,500
5,545
5,536
5,492
5,381
5,467
5,329
5,341
5,571
5,645
5,511
11,774
7,201
9,992
12,460
10,741
12,129
14,826
12,571
13,752
11,743
11,213
13,700
6,376
8,498
11,736
14,317

Crescendo+Base
Crescita
Global View 2018
Global View 3
Global View 4
Global View 5
Risparmio
Sicurezza
Soluzione 97

01.06
01.06
04.08
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06

12,678
12,417
10,791
10,865
11,149
12,935
10,498
14,430
10,847

Do
Fa 2006
Fa 2009
Flex EZ
Flex FT
Flex JP
Flex PT
Flex SC
La 2007
Mi
Mi 2006
MI 2009
PIP Progetto Previdenza 2025
PIP Progetto Previdenza 2030
PIP Progetto Previdenza 2035
PIP Progetto Previdenza 2040
PIP Progetto Previdenza 2045
Progetto Domani 2015
Protezione 90 Marzo 2022
Protezione Agosto 2019
Protezione Agosto 2021
Protezione Aprile 2020
Protezione Dicembre 2019
Protezione Maggio 2021
Protezione Ottobre 2021
Protezione Settembre 2020
Re
Re 2006
Re 2007
RE 2009
Si 2007
Sol 2006
Sol 2009

03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
30.12
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06

10,990
9,740
9,660
13,110
13,980
14,340
13,240
12,630
11,070
9,820
9,443
13,190
11,170
11,780
11,960
11,950
11,960
10,000
10,000
12,830
10,700
11,970
12,130
10,840
10,070
11,340
10,890
11,330
9,470
9,770
9,160
12,270
14,500

2RV B1
2RV B3
2RV B4
2RV B6
2RV D1
2RV D10
2RV D2
2RV D3
2RV D4
2RV D5
2RV D6
2RV D7
2RV D8
2RV D9
2RV Dinamica
2RV Eurounit 1
2RV Eurounit 2
2RV Eurounit 3
2RV Eurounit 4
2RV Eurounit Plan 1
2RV Eurounit Plan 2
2RV Eurounit Plan 3
2RV Eurounit Plan 4
2RV Fip2
2RV Fip5
2RV Fip6
2RV Fip8
2RV Invest 1
2RV Invest 2
2RV Invest 3
2RV Invest 4
2RV Invest 5
2RV Plan 1
2RV Plan 2
2RV Plan 3
2RV Plan 4
2RV Serena
2RV Sicura
2RV Tranquilla
2RV VPP Daniela
2RV VPP Riccardo
2RV VPP Sequoia
2RV VPP Vitiano
CGV Futuroro Azione
CGV Futuroro Bilancia
CGV Futuroro Euro Azione
CGV Futuroro Euro Bilancia
CGV Futuroro Euro Moneta
CGV Futuroro Moneta
Creditras A Bilanc. Più
Creditras A Bilanciato
Creditras A Cash
Creditras A Cauto
Creditras A Dinamico
Creditras A Flessibile
Creditras A Mix
Creditras A Monetario
Creditras A Prudente
Creditras A Prudente Più
Creditras A Total
Creditras A2
Creditras China Equity
Creditras D Az. America
Creditras D Az. Europa
Creditras D Az. Intern.
Creditras D Az. Pacifico
Creditras D Bond Mix
Creditras D Obbl. Intern.
Creditras D Prudente
Creditras D Prudente Più
Creditras E Az. America
Creditras E Az. CIna
Creditras E Az. Em.EU e Med.
Creditras E Az. Giappone
Creditras E Az. India
Creditras E Az.Am.Latina
Creditras E Azion. Europa
Creditras E Azion. Internaz.
Creditras E Inflaz. Più
Creditras E Obbl. Euro 1-3
Creditras E Obbl. Euro Corp.
Creditras E Obbl. Euro Oltre 3
Creditras E Obbl. Misto
Creditras E Obbl. US
Creditras E Strategia 20
Creditras E Strategia 30
Creditras E Strategia 40
Creditras E Strategia 50
Creditras E Strategia 70
Creditras Em. Economy Eq.
Creditras Em.Europe&Med.Eq
Creditras Euro B. Enhanced
Creditras Euro B. Over 3
Creditras Euro Bond 1-3
Creditras Euro Cash
Creditras Europe Equity
Creditras Income
Creditras Income Clock
Creditras India Equity
Creditras Intern. Equity
Creditras LatinAmerica Eq
Creditras Life Active1
Creditras Life Active2
Creditras Life Active3
Creditras Life Az. America
Creditras Life Az. Europa
Creditras Life Az. Internaz.
Creditras Life Az. Pacifico
Creditras Life Bond Selec.
Creditras Life Dinamico
Creditras Life Flessibile
Creditras Life Prudente
Creditras M1
Creditras M10
Creditras M2
Creditras M3
Creditras M4
Creditras M5
Creditras M6
Creditras M7
Creditras M8
Creditras M9
Creditras North A. Equity
Creditras Opportunità Az.
Creditras Pacific Equity
Creditras Smart08 Plus
Creditras Total Return

04.06
6,350
04.06
7,172
04.06
7,418
04.06
7,600
04.06
6,038
04.06
7,435
04.06
5,871
04.06
7,136
04.06
6,268
04.06
6,771
04.06

04.06
6,273
04.06
6,099
04.06
6,121
04.06
6,186
04.06
6,146
04.06
6,394
04.06
6,339
04.06
5,498
04.06
6,252
04.06
6,314
04.06
6,142
04.06
5,449
04.06
6,745
04.06
7,228
04.06
7,630
04.06
7,616
04.06
6,246
04.06
6,344
04.06
6,213
04.06
5,605
04.06
6,003
04.06
3,071
04.06
5,495
04.06
5,849
04.06
4,764
04.06
6,607
04.06
6,825
04.06
6,751
04.06

04.06 1264,285
04.06 1285,590
04.06 1233,721
04.06
8,289
04.06
8,456
04.06
6,434
04.06
6,879
04.06
7,326
04.06
8,157
04.06
6,869
04.06
6,785
04.06
4,944
04.06
5,842
04.06
7,026
04.06
5,467
04.06
6,880
04.06
4,795
04.06
6,517
04.06
6,796
04.06
5,595
04.06
6,247
04.06
11,114
04.06
6,968
04.06
6,110
04.06
6,176
04.06
5,480
04.06
6,194
04.06
6,059
04.06
6,436
04.06
6,690
04.06
12,265
04.06
12,207
04.06
8,230
04.06
10,439
04.06
11,708
04.06
6,914
04.06
10,792
04.06
10,550
04.06
6,803
04.06
5,133
04.06
5,913
04.06
6,288
04.06
6,181
04.06
6,434
04.06
5,714
04.06
5,871
04.06
6,553
04.06
7,017
04.06
7,837
04.06
4,581
04.06
5,858
04.06
6,383
04.06
7,073
04.06
5,553
04.06
4,928
04.06
5,577
04.06
5,841
04.06
8,458
04.06
11,246
04.06
6,143
04.06
5,546
04.06
5,751
04.06
5,857
04.06
6,134
04.06
7,060
04.06
5,949
04.06
6,043
04.06
5,217
04.06
6,084
04.06
6,750
04.06
5,350
04.06
6,400
04.06
4,652
04.06
11,339
04.06
6,385
04.06
6,817
04.06
5,935
04.06
8,782
04.06
8,301
04.06
7,476
04.06
11,218
04.06
7,458
04.06
7,583
04.06
8,125
04.06
5,721
04.06
5,718
04.06
5,378

Cattolica Previdenza _____________

CNP UniCredit Vita _______________

Credemvita _______________________

Crédit Agricole Vita ______________

Creditras Vita _____________________

Creditras Us Bond
CRV 2K
CRV 4K
CRV 5K
CRV 6K
CRV 8K
CRV A1
CRV A3
CRV A4
CRV A6
CRV B1
CRV B3
CRV B4
CRV B6
CRV Balanced
CRV Bond
CRV D1
CRV D10
CRV D2
CRV D3
CRV D4
CRV D5
CRV D6
CRV D7
CRV D8
CRV D9
CRV Equilibrio
CRV Equity
CRV Euro 10
CRV Euro 2
CRV Euro 5
CRV Euro 6
CRV Euro 8
CRV Eurodue
CRV Eurotre
CRV F Az.America Stars
CRV F Az.Emergenti Stars
CRV F Az.Europa Stars
CRV F Crescita Stars
CRV F Inflazione Stars
CRV F Obbl.Euro BT Stars
CRV F Obbl.Euro Stars
CRV F Obbl.US Stars
CRV F Reddito Stars
CRV F Strategia Stars
CRV Fip2
CRV Fip5
CRV Fip6
CRV Fip8
CRV Five
CRV Four
CRV G2
CRV G5
CRV G6
CRV G8
CRV Income 360
CRV Large
CRV Medium
CRV Ob.Inflazione 03/2018
CRV One
CRV Previdenza Equity
CRV Sicurezza
CRV Small
CRV Sviluppo
CRV Three
CRV Two
CRV Uniattiva(scad. 06/2017)
CRV Uniattiva(scad. 12/2017)
Exclusive Beta
Exclusive Cauchi
Exclusive Cisles
Exclusive F40
Exclusive Fusine
Exclusive Futuro
Exclusive Giuliano
Exclusive Granata
Exclusive Michele
Exclusive Romano

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
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04.06
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04.06
04.06
04.06
04.06
02.06
04.06
02.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
29.09
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

7,895
7,217
7,459
7,048
6,699
5,827
6,288
7,766
8,691
10,194
6,609
7,142
7,337
7,327
6,582
4,792
6,683
7,026
5,703
7,557
6,303
5,974
10,983
6,177
6,412
6,910
8,365
5,669
5,852
6,563
6,644
6,460
5,855

5,246
7,151
5,567
6,813
6,011
5,020
5,055
5,369
5,645
5,576
5,724
7,039
7,506
7,817
7,832
7,653
8,256
5,573
7,175
7,204
6,609
5,658
4,624
6,409
5,332
7,328
6,542
7,005

8,171
8,262
8,122
5,240
5,402
1904,901
1206,613
1009,235
1009,229
1907,022
1227,245
1189,459
1230,095
1241,476
1796,033

Advam Alarico Re
AGI Fund Strat
Agora Dynamic
Alkimis Capital
Ch F Flex Bond
Ch F Megatrend
Ch OT Equity
Ch OT New Talent
Ch OT USD
Ch Q Gold
Ch Q-Selection
Ch Q-Stone
Ch Tg Ret Bond
Chal. Formula Pimco Authy
Challenge Formula SRI
China CSOP HY Bond
Darta Ch Team Invesco
Darta Challenge OpenTeam
Darta Challenge Tesoreria
Darta ChallengeFormula100
Darta ChallengeFormula15
Darta ChallengeFormula30
Darta ChallengeFormula70
Darta Special Open Team
Darta Special Pimco
Darta Target Diamond
Darta Target Emerald
Darta Target Gold
Darta Target Platinum
Darta Target Silver
Darta Target Stone
Darta Target Titanium
Darta Team Blackrock
Darta Team Carmignac
Darta Team JPMorgan AM
Darta Team Morgan Stanley
Darta Team Pictet
Darta Team Pimco
Darta Team Schroders
Darta Team Swiss & Global
Darta Team Templeton
Darta Total Return100
Darta Total Return50
OT Em Mkts
Selezione Reddito
T Ret Bond US HY
Team Allianz Gl. Investors
Team Kairos
Team Pioneer
TR Bond EM
X Agi Eur Eq.Gr.
X Agi Inc&Gr.
X Agi Strat 50
X Bgf Eur Eq.Inc.
X Bgf Fix Inc. Gl.Opp.
X Bgf Glob.All.
X Carm Gl.Eq.
X Carm. Flex Bal.
X Carm. Stab.
X Inv. Eur Corp. Bond
X Inv. Ibra
X Inv. Paneur HI
X Jpm Eur Eq.Plus
X Jpm Glob.Inc.
X Jpm Inc.Opp.
X Kairos It.
X Kairos Multi Strat.
X Kairos Sel.
X MS Dap
X MS GBaR
X MS Glob. Quality
X Pict. Eur Sh.T. HY
X Pict. Mago
X Pict. Megatrend
X Pimco Div. Inc.
X Pimco Gmaf
X Pimco Tot.Ret.
X Pioneer Abs Ret. Bond
X Pioneer Strat.Inc.
X Pioneer Top Eur Pl.
X S&G Abs Ret.
X S&G L/S Eq.
X S&G Lux
X Schr. Eur Divid.Max
X Schr. Front.Mkts
X Schr. MA Inc.
X Templ. Africa
X Templ. GF Strat.
X Templ. Gl.Tr.
XT AGI Big Japan
XT AGI Conv
XT AGI EM Def
XT BGF Gl Ma Inc
XT BNY EM Debt
XT BNY Gl Opp
XT BNY SmallCap Eur
XT BSF Fix Inc Str
XT Carmignac Conserv
XT Carmignac Gl Bond
XT DNCA Eurose
XT DNCA Evolutif
XT DNCA Miuri
XT Fidelity China Cons
XT Fidelity Glb Div
XT Fidelity GMAI
XT INV America
XT INV Fless
XT INV PiazzAffari
XT Invesco Gl Tgt Ret
XT Invesco PanEur Eq Inc
XT Janus Bal
XT Janus Gl Flex Inc
XT Janus Gl Life Sc
XT JPM EM Strat Bond
XT JPM Gl Bond Opp
XT Kairos Key
XT Kairos Small Cap
XT MS Frontier EM Mkts
XT MS Gl Fixed Inc Opp
XT Pictet Em Loc Debt
XT Pictet High Div
XT Pimco Cap Sec
XT Pimco Income
XT Pimco Strat. Income
XT Pioneer Eur Eq Inc
XT Pioneer Multi Asset Inc
XT S&G EM Opp
XT S&G Health Innov
XT Schroder Alpha Abs
XT Schroder Italian Eq
XT Templeton Gl Inc
XT Templeton Str Inc

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
02.06
02.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

9,992
10,199
9,978
9,986
10,324
13,215
13,312
11,989
10,622
10,162
11,254
11,885
11,330
10,933
12,045
10,000
11,760
12,958
9,976
8,501
11,354
11,281
10,396
11,744
11,271
7,684
6,337
7,433
7,182
6,778
7,149
6,106
14,008
13,566
13,632
16,060
13,509
13,236
13,445
12,839
13,174
6,104
5,651
10,299
10,581
10,051
13,893
12,444
11,627
9,737
12,882
10,621
12,082
12,467
10,188
10,395
12,589
11,584
10,159
10,510
10,407
10,904
12,575
10,822
9,852
11,556
10,345
10,369
9,323
11,601
10,684
10,045
10,941
11,000
10,368
11,333
10,079
9,667
12,142
12,359
9,687
10,136
11,767
11,055
11,684
10,083
10,458
12,328
9,995
13,235
10,727
9,615
9,976
9,819
10,485
12,712
10,138
9,992
10,708
10,672
11,204
10,599
13,354
10,926
11,671
11,994
10,482
12,113
10,268
12,116
10,124
9,451
12,956
9,823
10,115
11,604
11,495
10,527
9,866
8,470
11,037
10,251
10,180
10,454
11,302
11,924
9,352
15,052
10,154
12,550
10,088
9,803

Fondo Attivo
Fondo Azionario
Fondo Bilanciato
Fondo Dinamico
Fondo Dinamico Cl. A
Fondo Prima Base
Fondo Seconda Base
Fondo Terza Base

04.06
04.06
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

14,77
15,22
14,35
14,667
13,887
14,32
18,68
24,12

Ifis G.Dynamic Allocation
Ifis G.Selective Allocation

04.06
04.06

119,228
104,911

Darta Saving Life A. ______________

Ergo Previdenza __________________

Euresa-Life _______________________
Fata Vita di Genertellife __________
Life Dinamico
Life Obbligazionario

03.06
03.06

4,731
4,215

Az. Globale(Augusta)
Az.Globale(Toro,L.Italico)
Bilanciato Globale
Cash
Dynamic
Euro Blue Chips
European Equity P
Fondo Ina Valore Attivo
Fondo Valore Azione
Fondo Valute Estere
Global Bond
Global Equity
Il Meglio Azionario
Il Meglio Bilanciato
Il Meglio Obbligaz.
INA F. Blunit Forza5
INA F. Blunit Forza6
INA F. Blunit Forza7
Italian Equity
Nuovo Fondo Ina
Target 2010 - 2025
Target 2011 - 2021

04.06
04.06
04.06
29.05
29.05
29.05
29.05
04.06
01.06
04.06
29.05
29.05
03.06
03.06
03.06
01.06
01.06
01.06
29.05
04.06
29.05
29.05

12,807
15,819
15,231
6,592
3,463
7,994
5,401
4,750
14,889
1,164
8,089
7,634
6,060
6,759
6,540
11,945
13,771
12,964
10,982
9,694
7,387
6,583

Adria Equilibrio
Aptus I
Aptus II
Aptus III
BG 2011-2015
BG 2011-2016
BG 2011-2017
BG 2011-2020
BG 2011-2021
BG 2011-2022
BG 2011-2025
BG 2011-2026
BG 2011-2027
BG 2011-2030
BG 2011-2031
BG 2011-2032
BG A 2018
BG A 2023
BG A 2028
BG A 2033
BG Azionario I

04.06
29.05
29.05
29.05
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
29.05

6,953
5,448
5,516
4,897
10,609
11,013
11,500
12,498
12,489
12,954
13,644
13,912
14,109
14,467
14,314
14,325
12,975
15,817
16,518
16,573
3,223

Generali Italia ____________________

Genertellife ______________________

BG Azionario II
BG Bilanciato I
BG Bilanciato II
BG Dinamico
Espansione
Espansione Duemila
GT Bond 2023
GT Bond 2028
GT Bond 2033
GT Bond 2038
LVA Az. Previdenza P
LVA Din Previdenza P
LVA Din. Azionario
LVA In Azione
LVA Ob. Obbligazion.
Stg Model Portfolio
Sviluppo
Sviluppo Duemila
Tirreno Unit Equilibrio
Tirreno Unit Protezione
Tirreno Unit Sviluppo
Valore

29.05
29.05
29.05
04.06
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

3,616
4,829
5,709
10,581
3,965
3,816
13,499
14,626
15,698
16,918
6,900
10,758
4,855
4,912
3,700
11,352
5,053
4,701
7,393
5,851
7,127
6,619

Groupama Assicurazioni _________
Groupama Bilanciato I
Groupama Bilanciato N
Groupama Dinamico I
Groupama Dinamico N
Groupama Prudente I
Groupama Prudente N
ValorePiù Azionario Cl.A
ValorePiù Azionario Cl.B
ValorePiù Azionario Prev.
ValorePiù Bilanciato Cl.A
ValorePìù Bilanciato Cl.B
ValorePiù Obbligazionario

04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06

73,190
14,160
75,110
12,530
72,130
18,280
14,100
15,418
10,278
15,096
13,151
12,872

ING ClearFuture Euro Sh.T
ING Global Bonds
ING Pioneer Corp. Bonds
ING Pioneer Eur. Equities
ING Pioneer Euro Bonds
ING Pioneer Glb Equities
ING Pioneer Jap. Equities
ING Pioneer US Equities

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

99,620
164,280
136,750
136,890
137,140
170,730
139,100
216,120

ING Life Luxembourg ____________

LV Cap. Att. Plus
LV Cap. Att. Standard
LV Cap. Att. Standard Redd.
LV Prosp. Prot.2010 Val.Corr.
LV Prosp. Prot.2010 Val.Prot.
LV Prosp. Protetta Val.Corr.
LV Prosp. Protetta Val.Prot.
LV Prospettiva Conservativa
LV Prospettiva Dinamica
LV Prospettiva Moderata
Medio Termine
Multiasset Flex 10
Mutiasset Flex 15
Obbligaz. Blue
Obbligaz. Plus
Obbligazionario
Obbligazionario Flex
ProtezAttiva 2010 val. corr.
ProtezAttiva 2010 val. prot.
ProtezAttiva set05 val.corr
ProtezAttiva set05 val.prot
ProtezAttiva val.corrente
ProtezAttiva val.protetto
SPV P.Protetta 2010 val.corr.
SPV P.Protetta 2010 val.prot.
Total Return
Unit Linea 1
Unit Linea 2
Unit Linea 3
Unit Linea 4

02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
08.06
08.06
08.06
02.06
02.06
02.06
08.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06

122,435
118,510
103,956
114,225
93,186
105,509
95,928
124,645
153,714
138,200
11,182
9,832
9,836
150,138
258,152
231,403
9,879
11,700
9,640
9,965
9,617
12,316
11,744
11,692
9,576
9,458
14,661
15,260
14,326
10,337

EV Strategia 15 P
EV Strategia 30 P
EV Strategia 40 P
EV Strategia 55 P
EV Strategia 70 P

08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

12,037
11,762
11,297
11,299
10,850

Intesa Sanpaolo Vita L.Fideuram

M

03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06

13,819
14,642
14,372
11,884
13,403
14,759
11,205
157,855

Global Equity
Global Equity Plus
Global Equity Previ P

08.06
08.06
08.06

17,130
14,886
13,366

03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
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03.06
03.06
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03.06
03.06
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03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06

9,887
10,087
9,700
1,123
1,197
1,118
2,438
2,067
1,088
1,600
1,114
10,751
10,827
0,693
1,008
1,122
1,222
0,911
1,216
0,982
1,388
1,088
9,547
10,002
10,506
11,390
11,040
1,520
1,489
1,243
14,813
13,205
12,936
10,904
12,364
11,866
10,053
12,207
14,433
13,261
18,924
12,912
9,458
10,380
9,562
11,673
1,619
1,470
1,361
1,010
1,307
1,120
2,407
0,977
1,020
0,985
1,036
10,702
10,312
10,327
1,162
1,460
1,427
11,476
11,765
11,964
13,036
1,145
1,122
1,303
1,294
1,412
1,430
1,226
1,204
1,181
0,845
1,162
1,044
1,776
1,318
1,052
1,176
1,174
0,835
1,256
0,618
1,448
1,601
1,177
1,166
1,667
2,039
1,831
1,570
1,705
0,669
0,743
1,267
2,517
1,740
1,851
11,027
11,033
11,257
10,816
11,105
11,289
10,898
11,347
11,576
11,124
12,550
10,904
10,784
1,393
1,521
1,569
1,579
1,481
10,601
1,152
1,343
11,833
1,030
1,047
11,124
18,401
14,156
14,286
15,648
13,835
12,271
10,394
10,347
12,410
15,285
13,499
1,266
1,458
1,306
1,901

Azionaria Indici
Conservativa
Dinamica Protetta
Dinamica Protetta 2
Investire Emergenti
Investire Italia
Investire Mondo
Italiana Linea Equilibrio P
Italiana Linea Futuro P
Italiana Linea Prudente P
L. Bilanciata Aggressiva
L. Bilanciata Vivace
L. Garantita
L. Obbligazionaria
L. Trasformazioni

01.06
01.06
01.06
01.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06

14,234
11,756
16,912
16,38
14,798
10,579
10,336
11,805
10,303
15,091
13,263
12,548
10,766
13,008
9,999

Previ Bilanciato
Previ Dinamico

02.06
02.06

13,651
16,316

Adb Dyn.Asset Allocation
Alba Prof. Balanced
Alba Prof. Dynamic
Alba Prof. Prudent
Asfalia Custodia-Crescita
Bgb Flex Alpha
Bgb Multistrategy
Bgb My Fund
ELF Absolute Ret. Bond C
Marigian Fund
Neul Az. Europa
Neul Az. Giappone
Neul Az. Globale
Neul Az. Tattico-Eur.
Neul Az.Nord-America
Neul Azionario UK Growth
Neul Obblig. Europa
Neul Obblig. Globale
Neul Prof. Bilanciato
Neul Prof. Dinamico
Neul Prof. Prudente
Ser Uk Equity Growth F. A
Ser. American A
Ser. Euro Bond
Ser. Europe Tactical A
Ser. Global Balanced
Ser. Global Bond
Ser. Global Equity
Ser. Japan A
Ser. Prof.Conservative
Ser.Cash Fund

15.05
04.06
04.06
04.06
15.05
15.05
15.05
15.05
15.05
17.04
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06

1275,570
8,559
7,370
10,591
1110,110
1109,000
968,280
1233,430
1116,540
730,980
4,863
3,099
3,663
4,189
4,105
6,125
9,218
7,002
5,866
4,630
5,850
6,231
3,966
11,034
4,285
10,176
10,732
9,391
3,240
8,685
5,835

Alto Potenz. 03/2011
Bilanciato
Diapason II
Dinamico
Moderato
Obiettivo Performance
Top Brand 06/14
Val. Aprile 2013
Val. Gennaio 2013
Val. Marzo 2012
Val. Rend. 01/2011
Val. Rend. 04/2011
Val. Rend. 05/2010
Val. Rend. 05/2011
Val. Rend. 06/2010
Val. Rend. 08/2011
Val. Rend. 08/2012
Val. Rend. 12/2010
Val. Rend. Plus
Val. Rendimento

01.06
05.06
30.04
05.06
05.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06
01.06

10,720
17,967
8,173
17,183
16,998
10,350
11,200
11,180
11,070
11,740
10,270
10,360
10,300
10,230
10,600
10,630
11,080
10,300
10,680
10,320

Euro UL Bond A
Euro UL Equity A
Euro UL PP Bond A
Euro UL PP Bond B
Euro UL PP Equity A
Euro UL PP Equity B
Eurolife Perf. Plus ric.A
Eurolife Perf. Plus ric.un.B
Eurolife Perf. Plus un. A
Eurolife Perf. ric.A
Eurolife Perf. un.A
Eurolife Perf. un.ric.B
MultiManager UL A un.A
MultiManager UL E un.A
Myr Capital Increase

28.05
28.05
28.05
28.05
28.05
28.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
02.06

5,680
6,980
1,710
6,940
2,100
8,530
1,970
7,080
5,900
1,561
4,672
5,609
9,542
8,090
13,895

Direz. Futuro Prima
Direz. Futuro Seconda
Direz. Futuro Terza
FLP Bond Plus Serie II A
FLP Bond Plus Serie II B
FLP Dynamic serie II A
FLP Dynamic serie II B
Linea Alpha Accumulo
Linea Lybra Ob.2025
Linea Maxima Ob.2025
Lombarda Vita 450097
LV Aggressivo Cl. A
LV Aggressivo Cl. B
LV Dinamico Cl. A
LV Dinamico Cl. B
LV Moderato Cl. A
LV Moderato Cl. B
LV Strategy Ubi Edition
MultiBalanced A
MultiBalanced B
MultiBond
MultiFlex A
MultiFlex B
Previnext Balanced P
Previnext Dynamic P
S.I. Globale Multimanager
Terza 2002 A
Terza 2002 B
Unit Private 450.103

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.04
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
29.05

12,359
6,430
8,622
12,348
12,619
11,713
12,112
9,794
11,817
8,947
10,782
10,000
9,678
9,846
9,835
9,940
9,892
11,775
14,640
15,098
10,683
15,131
15,554
13,257
14,642
10,381
11,507
11,943
10,856

Alternative Fund 1
Alternative Fund 2
Alternative Fund 3
Mediolanum Più 2012 Fund
Mediolanum Più 2012 P Fund
Mediolanum Più 2012/1 Fund
Mediolanum Più 2013 P Fund
Premium Plan I
Premium Plan II
Premium Plan III
Premium Plan IV
Synergy 3Years 2011/11 Fund
Synergy 3Years 2012 Fund
Synergy 4Years 2011 Fund
Synergy 4Years 2011/1 Fund
Synergy 4Years 2011/10 Fund
Synergy 4Years 2011/2 Fund
Synergy 4Years 2011/3 Fund
Synergy 4Years 2011/4 Fund
Synergy 4Years 2011/5 Fund
Synergy 4Years 2011/6 Fund
Synergy 4Years 2011/7 Fund
Synergy 4Years 2011/8 Fund
Synergy 4Years 2011/9 Fund
Synergy 4Years 2013 Fund
Synergy Double 2010 Fund
Synergy Double 2010/1 Fund
Synergy Double 2010/2 Fund
Synergy Double 2010/3 Fund
Synergy Lock-In 2012 Fund
Synergy Lock-In 2012/1 Fund
Synergy Memory 2010 Fund
Synergy Memory 2010/1 Fund
Synergy Power 2009 Fund
Trio Fund 1
Trio Fund 2
Trio Fund 3

08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
30.03
08.06
08.06
08.06
08.06
05.02
07.05
21.05
21.05
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
08.06
08.06
08.06

5,617
5,978
6,261
5,427
5,260
5,364
5,433
8,262
7,731
7,314
6,726
5,392
5,391
5,092
5,102
5,354
5,130
5,267
5,283
5,332
5,498
5,829
6,124
6,146
5,527
5,513
5,747
5,919
5,650
5,785
6,112
5,463
5,536
6,367
4,597
4,160
2,867

Accumulazione
Anni 40
Anni 50
Anni 60
Anni 70
Anni 80
Azionario
Azionario Blue
Azionario Flex
Azionario Green
Azionario Plus
Bilanciato
Bilanciato Plus
Crescita
Dinamica
Eurounit Azionario
Eurounit Dinamico
Eurounit Equilibrato
Eurounit Prudente
Fondo Antonietta
Fondo BIA11
Fondo Brunello
Fondo Ponti
Fondo Tito
Fourten Fund
GpA Accordo
GpA Accordo 2
GpA Acuto
GpA Acuto 2
GpA Armonia
GpA Armonia 2
GpA Motivo
GpA Motivo 2
GpA Private Bond
GpA Private Global Guar.
GpA Private Global High
GpA Private Global Low
GpA Private Global Medium
Intesa Vita Az Cina
Intesa Vita AzAmerGrowth
Intesa Vita AzAmerValue
Intesa Vita AzEuropa Gr.
Intesa Vita AzEuropa Value
Intesa Vita Monet Dollaro
Intesa Vita Monet Euro
Intesa Vita Obblig Euro
ISV CapAttivoBase
ISV CapAttivoBaseReddito
ISV CapAttivoPlus
ISV CapAttivoStandard
ISV CapAttivoStandardRedd.
ISV Prosp. Az. America
ISV Prosp. Az. Europa
ISV Prosp. Az. Giappone
ISV Prosp. Az. Internazionale
ISV Prosp. Az. Italia
ISV Prosp. Az. Pacif. ex Giapp.
ISV Prosp. Az. PaesiEmergenti
ISV Prosp. Dinamica
ISV Prosp. Mon. Euro
ISV Prosp. Obblig. Corporate
ISV Prosp. Obblig. Dollaro
ISV Prosp. Obblig. Euro
ISV Prosp. Protetta val.corr.
ISV Prosp. Protetta val.prot.
ISV Prosp.Conservat.Reddito
ISV Prosp.Conservativa
ISV Prosp.Moderata
ISV Prosp.ModerataReddito
IV Prosp. Protetta2010 v.corr.
IV Prosp. Protetta2010 v.prot.
Lungo Termine
LV Cap, Att. Base Reddito
LV Cap. Att. Base

29.05
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
08.06
02.06
02.06
02.06
02.06
29.05
29.05
04.06
04.06
04.06
04.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
23.04
23.04
23.04
23.04
23.04
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
04.06
08.06
02.06
02.06

6,867
146,679
171,912
166,008
187,739
159,762
176,725
90,218
9,915
92,194
217,683
213,859
250,835
7,183
6,512
4,944
6,507
6,595
7,041
124,407
121,850
129,253
120,573
131,770
129,162
754,260
715,650
656,600
546,130
719,730
627,670
757,540
701,780
843,140
730,740
578,700
838,400
750,430
39,874
19,355
21,224
20,932
17,861
10,887
10,685
14,401
10,925
9,874
12,365
11,858
10,464
17,986
14,048
13,576
15,079
9,734
13,634
12,071
14,385
10,011
12,910
14,861
13,094
10,419
9,494
10,719
12,343
13,334
11,250
11,651
9,547
12,637
98,220
108,964

Az. Dinamismo
Az. Dinamismo bis
Az. Fedeltà (m)
Az. Intraprendenza
Az. Intraprendenza bis
Az. Protezione
Balanced
Balanced bis
Country
Country bis
Dynamic
Dynamic bis
E.Bond B.Term. *
E.Bond Opport. *
E.Bond Sviluppo *
E.Equity Opport. *
E.Equity Protez. *
E.Equity Sviluppo *
Moderate
Moderate bis
Obb. Breve Termine bis
Obb. Crescita
Obb. Crescita bis
Obb. Evoluzione bis
Obb. Liquidità
Obb. Moderazione bis
Obb. Moderazone
Obb. Stabilità bis
Opportunity
Opportunity bis
Prudent
Prudent bis
Sector
Sector bis
Step Azionario
Step Bila

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

5,359
6,098
3,931
4,891
5,967
6,360
6,336
6,331
5,455
6,364
5,940
6,459
6,973
7,767
7,229
6,637
7,256
7,180
6,148
6,170
5,638
7,563
5,919
5,611
6,834
5,840
7,070
5,513
5,764
6,259
6,322
5,566
5,388
6,717
7,047

Italiana Assicurazioni ____________

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M

M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M

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Intesa Sanpaolo Vita L.Sanpaolo

Alpha Mix7-Classe Deluxe
Alpha Mix7-Classe Exclusive
Alpha Mix7-Superior
Az. America
Az. America MM
Az. America SPIF
Az. Econ. Em. MM
Az. Econ. Em. SPIF
Az. Euro
Az. Europa MM
Az. Europa SPIF
Az. Flessibile
Az. Flessibile 7 anni
Az. Giappone
Az. Internazionale
Az. Italia
Az. Italia MM
Az. Italia SPIF
Az. Pacifico MM
Az. Pacifico SPIF
Az. Settoriale MM
Az. Settoriale SPIF
Base Target 04/2022
Base Target High Divid.
Cap. Attivo Base 2
Cap. Attivo Plus 2
Cap. Attivo Standard 2
Dinamico
Dinamico MM
Dinamico SPIF
EL Base 24
EL Base Piu'
EL Base Piu' Bonus
EL Capitale Attivo Base
EL Capitale Attivo Plus
EL Capitale Attivo Standard
EL Prosp. Az. Italia
EL Prosp. Conservativa
EL Prosp. Dinamica
EL Prosp. Moderata
EL Prosp. Ob. High Yield
EL Prosp. Obblig. Corpor.
EL Prosp. Prot. Val. Prot.
EL Prosp. Protetta
EL Prosp. Prot.V.Prot.2010
EL Prosp. Protetto 2010
Equilibrato
Equilibrato MM
Equilibrato SPIF
Extra
Extra MM
Extra SPIF
Far East
Forziere Dinamico
Forziere Equibrato
Forziere Prudente
Forziere Quota 90
Inv. con Me Att.Forte
Inv. con Me iFlex
Inv. con Me Obbl.Fless.
Invest Dinamico
Invest Equilibrato
Invest Prudente
Invest. Private 0-15
Invest. Private 0-30
Invest. Private 0-40
Invest. Private 20-60
ISPL Power
ISPL Power 2
Linea Conservativa
Linea Dinamica
Linea Equilibrata
Linea Moderata
Linea Molto Dinamica
Liquidita SPIF
Monet.
Monet. America SPIF
Monet. Euro SPIF
Multinvest Az. America
Multinvest Az. Econ. Em.
Multinvest Az. Europa
Multinvest Az. Italia
Multinvest Az. Pacifico
Multinvest Az. Settoriale
Multinvest Obb. America
Multinvest Obb. Euro
Multinvest Obb. Giappone
Multinvest Obb. Merc. Em.
Obb. America
Obb. America MM
Obb. America SPIF
Obb. Corpor. MM
Obb. Corpor. SPIF
Obb. Euro
Obb. Euro MM
Obb. Euro SPIF
Obb. Giappone MM
Obb. Giappone SPIF
Obb. Internazionale
Obb. M. Emerg.
Obb. Merc. Em. MM
Obb. Merc. Em. SPIF
Obb. Mercati Emergenti
Optima 12 - Classe Deluxe
Optima 12 - Classe Exclusive
Optima 12 - Superior
Optima 5 - Classe Deluxe
Optima 5 - Classe Exclusive
Optima 5 - Classe Superior
Optima 8 - Classe Deluxe
Optima 8 - Classe Exclusive
Optima 8 - Superior
Private Style Equity
Private Style Flexible
Private Style Income
Profilo 15
Profilo 30
Profilo 50
Profilo 70
Profilo 90
Profilo Base
Profilo Monetario
Profilo Obbligazionario
Profilo Plus
Profilo Protetto10-01/2017
Profilo Protetto10-09/2016
Profilo Standard
Prosp. Az. America
Prosp. Az. Europa
Prosp. Az. Giappone
Prosp. Az. Globale
Prosp. Az. Pac.exGiap
Prosp. Az. Paesi Emer.
Prosp. Monetario Euro
Prosp. Obbl. Corp. Cl.A
Prosp. Obbl. H.Y. Cl.A
Prosp. Obblig. Dollaro
Prosp. Obbligaz. Euro
Protetto
Prudente
Prudente SPIF
Small Caps

M
M

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Intesa Sanpaolo Vita L.Noricum _
Azionario Internazionale
Bilanciato Euro
Conservativo
Dinamico
Equilibrato
Obbligazionario Euro
Specializzato
Valore Aggiunto

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M
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Lombarda Vita ____________________

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M

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Lawrence Life ____________________

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M
M
M
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M

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M
M
M
M
M

Itas Vita __________________________

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M
M
M
M
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M
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M

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Risparmio gestito 39

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

FONDI COMUNI E SICAV ESTERI
ARMONIZZATI UE
Cat. Fondo

Data

www.animasgr.it Tel. 800.388.876
Anima Funds
FLE Am.Lat.Ced.Plus2017Silver 29.05
FLE An. Ced.BRIC2018 Silver
29.05
FLE Anima Att.Ced.Plus2018 I 29.05
OEC Anima ShortT.Corp. Bd I(7) 05.06
05.06
APA Asia Pacific Eq. I(7)
APA Asia Pacific Eq. Prest.
05.06
APA Asia Pacific Eq. Silver
05.06
OAS Bd 2015 Multic. Din. Silver 05.06
MAE Bd 2015 Multic. Silver
05.06
OAS Bd 2016 Multic. 2 Silver
05.06
OAS Bd 2016 Multic. Silver
05.06
OAS Bd 2017 Crescita Imprese 05.06
ODMBond Dollar I(7)
05.06
ODMBond Dollar Prest.
05.06
ODMBond Dollar Silver
05.06
FLE Ced.P.Scandin.2017Silver 29.05
FLE Cedola Italia 2017 Silver
29.05
--- Credit Opportunities I(7)
05.06
FLE Crescita Europa Silver
03.06
05.06
AEM Emerging Mkts Eq. I(7)
AEM Emerging Mkts Eq.Prest.
05.06
AEM Emerging Mkts Eq.Silver
05.06
FLE Euro Equity I
05.06
--- Euro Government Bomd I(7) 05.06
05.06
AEU Europe Eq. I(7)
AEU Europe Eq. Prestige
05.06
AEU Europe Eq. Silver
05.06
05.06
FLE Flex 50 I(7)
OIG Global Bond I(7)
05.06
OIG Global Bond Prest.
05.06
OIG Global Bond Silver
05.06
05.06
OAS Global Currencies I(7)
OAS Global Currencies Prest.
05.06
AIN Global Equity I(7)
05.06
AIN Global Equity Prest.
05.06
AIN Global Equity Silver
05.06
FLE High Potential Europe A
05.06
--- HybridBondFD I
05.06
OEB Life Short Term Silver
05.06
MAE Liquidity A
05.06
MAE Liquidity I(7)
05.06
MAE Liquidity Prestige
05.06
MAE Liquidity Silver
05.06
05.06
OEM Medium Term Bd I(7)
OEM Medium Term Bd Prest.
05.06
OEM Medium Term Bd Silver
05.06
FLE Pro 100 Cedola BRIC/2
03.06
FLE Pro 100 En. Pulita Silver
03.06
FLE Protetto 100 Az.Gl. Silver
02.06
FLE Protetto 100 BRIC Silver
03.06
FLE Secure World Eq.2Silver
29.07
OEB Short Term Bd I(7)
05.06
OEB Short Term Bd Prest.
05.06
OEB Short Term Bd Silver
05.06
--- SmartVolatilityEurope I
05.06
--- SmartVolatilityGlobal I
05.06
--- SmartVolatilityItaly I
05.06
--- St High Pot Glob Classic A
05.06
--- St High Pot Glob Silver
05.06
--- St High Pot Ita Silver
05.06
--- St High Pot Ita Classic A
05.06
--- St High Pot Ita Prestige
05.06
--- Star Bond Classic A
05.06
OFL Star Bond I
05.06
OFL Star Bond Prestige
05.06
OFL Star Bond Silver
05.06
--- Star High Poten Eur.cl B
05.06
--- Star High Potent. Glb I(7)
05.06
--- Star High Potent. Italy I(7) 05.06
AEU Star High Potent.Eur.I(7)
05.06
AEU Star High Potent.Eur.Prest. 05.06
AEU Star High Potent.Eur.Silver 05.06
--- Star High Potential Cl B
05.06
FLE Star Mkt Neutral Eur.I(7)
05.06
FLE Star Mkt Neutral Eur.Prest. 05.06
FLE Star Mkt Neutral Eur.Silver 05.06
--- Tesoreria Imp. Prestige
05.06
OFL Traguardo III 2016
05.06
OFL Traguardo2017Gl.Bd Silver 05.06
AAM U.S. Equity I(7)
05.06
AAM U.S. Equity Prest.
05.06
AAM U.S. Equity Silver
05.06
--- Var Rate Bond I
05.06

Nav
Risc.

5,134
5,358
109,290
5,605
12,491
14,427
8,980
5,171
5,248
5,216
5,425
5,639
6,989
6,924
7,041
5,882
5,8365
4,922
6,078
5,912
5,805
5,637
7,697
4,891
11,921
8,950
7,794
5,343
6,305
7,265
6,317
4,812
4,729
10,805
7,791
8,636
6,073
4,923
4,969
6,477
5,729
5,109
5,536
6,842
9,040
6,745
5,126
5,096
5,125
5,101
6,236
5,671
6,263
5,766
5,209
5,030
5,125
5,345
5,404
5,258
5,218
5,355
5,149
5,523
5,559
5,511
5,039
5,447
5,325
7,566
8,605
6,272
5,026
5,475
5,327
5,265
5,256
5,431
5,57
13,406
10,495
8,126
5,136

Emis.





















































































OAS RenminbiOp.Fix.Inc.NoHdg 05.06
MAE Reserve Short Term Euro
05.06
OIH Short Term Glb High Yield 05.06
OMI Solidity
05.06
FLE Strategic Trend
05.06
BOB Top Rating
05.06
FLE Trend
05.06
OIG US Income
05.06
Cl. Azimut (DIS)
FLE Active Selection
05.06
OFL Bd Target Giugno 2016
05.06
OFL Bd Target Settembre 2016 05.06
OFL Best Cedola
05.06
OFL Bond Target 2015
05.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 05.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 05.06
FLE Bond Target 2018 Eq. Opt. 05.06
OFL Bond Target Dic.2016
05.06
FLE Carry Strategies
05.06
FLE Cat Bond Fund
29.05
AEU Core Brands
05.06
FLE Corporate Premium
05.06
FLE Dividend Premium
05.06
BBI European Dynamic
05.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 Absolute
05.06
FLE Formula Target 2015
05.06
OFL Global Currencies&Rates
05.06
OPE Global Sukuk
05.06
OAS Hybrid Bonds
05.06
OEM Income
05.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 05.06
FLE Italian Trend
05.06
AEM Lira Plus
05.06
OEM Patriot
05.06
OAS Real Plus
05.06
OIH Short Term Glb High Yield 05.06
OBI Solidity
05.06
BOB Top Rating
05.06
Az Multi Asset
OEM BTPortfolio
05.06
OEM BTPortfolio dis
05.06
OAS CGM Valor Bd Strateg.F.(7) 05.06
BBI CGM Valor Flex. Strat.F.(7) 05.06
FLE Flex
05.06
FLE G.T.A.A.
05.06
OAS Renminbi Opportunities
05.06
FLE World Trading(7)
05.06
Az Multi Asset
FLE Sust. Abs. Return A Euro
05.06
FLE Sust. Abs. Return A Euro Ret 05.06
FLE Sust. Abs. Return A Euro Ret Dis 05.06
FLE World Trading
05.06

6,238
6,308
5,198
6,389
6,626
5,319
7,554
6,489
Cl. A
5,878
5,105
5,424
4,886
5,343
5,257
5,209
4,909
5,265
5,093
5,241
6,081
5,316
5,458
5,552
5,526
6,205
5,642
4,173
5,773
5,174
5,790
4,35
4,230
4,338
6,376
4,607
4,958
5,747
5,271
Cl. A
5,511
5,100
5,080
5,139
5,040
5,246
5,501
5,728
Cl. A Ret
5,605
5,617
5,517
5,659

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/fondi24
6,238
6,308
5,198
6,390
6,626
5,319
7,554
6,489
Cl. B
5,879
5,105
5,424
4,886
5,343
5,257
5,209
4,909
5,265
5,093
5,241
6,081
5,315
5,458
5,552
5,526
6,205
5,642
4,173
5,773
5,174
5,791
4,35
4,230
4,338
6,376
4,607
4,958
5,747
5,271
Cl. B
5,514
5,374




5,474

Cl. B Ret



5,605

BG Selection Sicav ________________________________________
OPE Aberdeen EM Bd&CurrOpp
AEM Aberdeen Lat Am Eq
AEM Africa&Middle East Eq
AIN Alliancebernstein Eq. 3D
FLE Anima - Club
AIT Anima - Italy Equities
FLE ARC
FLE ARC 10
FLE Black Rock - GL MA
FLE BlackR- Multi A.Infl F
FLE Deutsche E.Mkts Concept
AEM Eastern Europe Eq
FLE Edmond de R. - S. Alpha
FLE Eurizon - Concerto
BBI Franklin T. - Multi Alpha F.
BAZ Global Dynamic
FLE Global Real Assets
FLE Global Risk Managed
AEM Greater China Eq
BAZ HSBC - Em. Mkts Solution
AEM India&So.East Asia Eq
APA Invesco - Asia Gl. Opps
AEU Invesco - Europe Eq.
FLE Invesco - Real Ass Ret
FLE JPM - Best Ideas
FLE JPM Global MultiAsset Inc.F
FLE Kairos - Blend
FLE Kairos Real Return
FLE Lemanik - Glocal Investor
FLE Leonardo - Navigator
MAE Liquidity
FLE Morgan Stanley - Act.All.
FLE Morgan Stanley Real A.Port
AAM Morgan Stanley-N.Am.Eq.
AEM Next 11 Equities
AEU Oddo AM Expertise Eu
--- Pictet - Dynamic Advisory
ASE Pictet World Opportun.
FLE Schroder Multi Asset
FLE Short Strategies
AIN Smaller Companies
FLE Swiss&Global Flex.Strat.
AIN T-Cube
FLE Threadneedle-Glob. Themes
FLE UBS - Top Em Mark Fund
AIN Vontobel - Gl. Elite

08.06
08.06
05.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

Cl.A
97,12
87,90
95,81
109,96
123,01
79,03
113,02
128,40
134,88
108,90
98,19
48,00
118,01
118,37
125,20
130,58
107,64
131,71
117,16
103,26
125,41
181,37
113,04
101,00
123,99
97,86
122,39
99,20
96,30
124,46
107,28
139,98
114,33
148,04
104,22
134,00
105,27
194,74
109,79
43,81
131,82
123,08
124,50
98,80
104,44
143,82
















































BG Sicav ___________________________________________________
Gruppo Azimut
Cl. AZ Fund (ACC)
FLE Active Selection
05.06
FLE Active Strategy
05.06
OIG Aggregate Bond Euro
05.06
OIH Alpha Manager Credit
05.06
FLE Alpha Manager Equity
05.06
FLE Alpha Manager Thematic
05.06
FLE American Trend
05.06
FLE Asia Absolute
05.06
BOB Asset Plus
05.06
BBI Asset Power
05.06
BBI Asset Timing
05.06
FLE Bd Target 2018 Eq. Opt.
05.06
OFL Bd Target Giugno 2016
05.06
OFL Bd Target Settembre 2016 05.06
OFL Best Bond
05.06
OFL Best Cedola
05.06
FLE Best Equity
05.06
OFL Bond Target 2015
05.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 05.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 05.06
OFL Bond Target Dic.2016
05.06
FLE Carry Strategies
05.06
MAE Cash 12 mesi
05.06
MAE Cash Overnight
05.06
FLE Cat Bond Fund
29.05
OMI Cgm Opport. Corp. Bond
05.06
FLE Cgm Opport. European
05.06
FLE Cgm Opport. Global
05.06
OMI Cgm Opport. Gov. Bond
05.06
OMI Cgm Opportunistic Corporate Bond
FLE Cgm Opportunistic European
FLE Cgm Opportunistic Global
FLE Cgm Opportunistic Government Bond
BOB Conservative
05.06
AEU Core Brands
05.06
FLE Corporate Premium
05.06
FLE Dividend Premium
05.06
AEM Em. Market Asia
05.06
AEU Em. Market Europe
05.06
AEM Em. Market Latin America
05.06
BBI European Dynamic
05.06
FLE European Trend
05.06
FLE Formula 1 - Absolute
05.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 - Conservative
05.06
FLE Formula Com. Trading
05.06
FLE Formula Macro Dyn.Trading 05.06
FLE Formula Target 2015
05.06
AIN Gl. Growth Sel.
05.06
OFL Global Currencies&Rates
05.06
FLE Global Macro
05.06
OPE Global Sukuk
05.06
OAS Hybrid Bonds
05.06
OEM Income
05.06
FLE Institutional Target
05.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 05.06
FLE Italian Trend
05.06
AEM Lira Plus
05.06
AIN Long Term Value
05.06
FLE Macro Volatility
05.06
FLE Market Neutral
05.06
AEU Opportunities
05.06
FLE Pacific Trend
05.06
OEM Patriot
05.06
FLE QBond
05.06
FLE QInternational
05.06
FLE QProtection
05.06
FLE QTrend
05.06
OAS Real Plus
05.06
OAS Renminbi Opp. Hedge
05.06
OAS Renminbi Opp.Fix.Inc.Hdg 05.06
OAS Renminbi Opp.NoHdg
05.06
OAS RenminbiOp.Fix.Inc.NoHdg 05.06
MAE Reserve Short Term Euro
05.06
OIH Short Term Glb High Yield 05.06
OBI Solidity
05.06
FLE Strategic Trend
05.06
BOB Top Rating
05.06
FLE Trend
05.06
OIG US Income
05.06
Cl. AZ Fund (DIS)
FLE Active Selection
05.06
OFL Bd Target Giugno 2016
05.06
OFL Bd Target Settembre 2016 05.06
OFL Best Cedola
05.06
OFL Bond Target 2015
05.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 05.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 05.06
FLE Bond Target 2018 Eq. Opt. 05.06
OFL Bond Target Dic.2016
05.06
FLE Carry Strategies
05.06
FLE Cat Bond Fund
29.05
AEU Core Brands
05.06
FLE Corporate Premium
05.06
FLE Dividend Premium
05.06
BBI European Dynamic
05.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 Absolute
05.06
FLE Formula Target 2015
05.06
OFL Global Currencies&Rates
05.06
OPE Global Sukuk
05.06
OAS Hybrid Bonds
05.06
OEM Income
05.06
FLE Institutional Target
05.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 05.06
FLE Italian Trend
05.06
AEM Lira Plus
05.06
OEM Patriot
05.06
OAS Real Plus
05.06
OIH Short Term Glb High Yield 05.06
OBI Solidity
05.06
BOB Top Rating
05.06
Cl.D AZ Fund (DIS)
FLE Bond Target 2018 Eq.Opt. 05.06
Cl. Azimut (ACC)
FLE Active Selection
05.06
FLE Active Strategy
05.06
OIG Aggregate Bond Euro
05.06
OIH Alpha Manager Credit
05.06
FLE Alpha Manager Equity
05.06
FLE Alpha Manager Thematic
05.06
FLE American Trend
05.06
FLE Asia Absolute
05.06
BOB Asset Plus
05.06
BBI Asset Power
05.06
BBI Asset Timing
05.06
OFL Bd Target Giugno 2016
05.06
OFL Bd Target Settembre 2016 05.06
OFL Best Bond
05.06
OFL Best Cedola
05.06
FLE Best Equity
05.06
OFL Bond Target 2015
05.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 05.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 05.06
FLE Bond Target 2018 Eq. Opt. 05.06
OFL Bond Target Dic.2016
05.06
FLE Carry Strategies
05.06
MAE Cash 12 mesi
05.06
MAE Cash Overnight
05.06
FLE Cat Bond Fund
29.05
BOB Conservative
05.06
AEU Core Brands
05.06
FLE Corporate Premium
05.06
FLE Dividend Premium
05.06
AEU Em. Market Europe
05.06
AEM Em. Market Latin America
05.06
AEM Emerging Market Asia
05.06
BBI European Dynamic
05.06
FLE European Trend
05.06
FLE Formula 1 - Absolute
05.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 - Conservative
05.06
FLE Formula Com. Trading
05.06
FLE Formula Macro Dyn.Trading 05.06
FLE Formula Target 2015
05.06
AIN Gl. Growth Sel.
05.06
OFL Global Currencies&Rates
05.06
FLE Global Macro
05.06
OPE Global Sukuk
05.06
OAS Hybrid Bond
05.06
OEM Income
05.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 05.06
FLE Italian Trend
05.06
AEM Lira Plus
05.06
AIN Long Term Value
05.06
FLE Macro Volatility
05.06
FLE Market Neutral
05.06
AEU Opportunities
05.06
FLE Pacific Trend
05.06
OEM Patriot
05.06
FLE QBond
05.06
FLE QInternational
05.06
FLE QProtection
05.06
FLE QTrend
05.06
OAS Real Plus
05.06
OAS Renimnbi Opp. Hedge
05.06
OAS Renminbi Opp.Fix.Inc.Hdg 05.06
OAS Renminbi Opp.NoHdg
05.06

Cl. A
5,881
5,254
6,977
5,400
6,006
4,246
4,214
4,873
5,749
5,911
4,964
4,965
5,736
5,972
5,483
5,567
5,741
6,042
5,733
5,424
5,712
5,117
5,415
5,303
5,314
6,288
7,505
7,428
5,749




6,867
6,171
5,761
6,445
8,570
2,991
4,568
5,658
3,904
6,344
5,634
5,398
3,251
6,586
6,369
7,524
4,587
4,879
6,102
5,477
6,415
6,001
4,801
4,267
4,795
8,882
4,657
4,776
6,025
5,277
7,312
5,454
5,404
5,415
5,596
4,607
5,314
5,414
6,094
6,238
6,308
5,198
6,389
6,626
5,319
7,554
6,488
Cl. A
5,879
5,105
5,424
4,886
5,343
5,257
5,209
4,909
5,265
5,093
5,241
6,082
5,316
5,458
5,552
5,526
6,205
5,642
4,173
5,773
5,174
5,790
5,837
4,348
4,230
4,338
6,376
4,607
4,958
5,747
5,271
Cl. D
5,176
Cl. A
5,881
5,254
6,977
5,401
6,006
4,246
4,214
4,873
5,749
5,911
4,964
5,736
5,972
5,483
5,567
5,741
6,042
5,733
5,424
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5,712
5,117
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5,314
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6,171
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5,634
5,398
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6,369
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5,477
6,415
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4,657
4,776
6,025
5,277
7,312
5,454
5,404
5,415
5,596
4,607
5,314
5,414
6,094

Cl. B
5,881
5,254
6,977
5,400
6,006
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4,965
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5,972
5,483
5,567
5,741
6,042
5,733
5,424
5,712
5,117
5,415
5,303
5,314
6,288
6,548
6,501
5,658




6,867
6,171
5,760
6,445
8,570
2,991
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5,658
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5,477
6,415

4,801
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5,277
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5,454
5,404
5,415
5,596
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5,414
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6,308
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Cl. B
5,879
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4,886
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5,316
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5,642
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5,773
5,174
5,791

4,348
4,230
4,338
6,376
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4,958
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Cl. B
5,881
5,254
6,977
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6,006
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5,911
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5,972
5,483
5,567
5,741
6,042
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5,424
4,965
5,712
5,117
5,415
5,303
5,314
6,867
6,171
5,761
6,445
2,991
4,568
8,570
5,658
3,904
6,344
5,634
5,398
3,251
6,585
6,369
7,524
4,587
4,879
6,102
5,477
6,415
4,801
4,268
4,795
8,881
4,657
4,776
6,025
5,277
7,312
5,454
5,404
5,415
5,596
4,607
5,314
5,414
6,094

FLE Amundi Absolute Forex
08.06
OAS Amundi Glob Inc Bond
08.06
OFL BlackRock Glb Opp Bd
08.06
FLE Controlfida Global Macro
08.06
AEU Controlfida Low Vol Eur Eq 08.06
FLE EurizonMult.OptimalDiv.Appr. 08.06
OEM Euro Debt
08.06
OFL Euro Income Bond
08.06
AEU European Equities
08.06
FLE Flexible Global Eq
08.06
AEU Gen Inv Eur Eq Recovery F 08.06
OIG Global Supranational
OAS HSBC Euro Credit Opportun 08.06
OAS Invesco Fin. Credit Bond
08.06
AAS MS Gl Real Est&Infr Eq
08.06
APA Pictet Japanese Eq
08.06
OAS Schroder Conv Bond Opp
08.06
AEU Schroder High Div Eu
08.06
FLE Short Equities
08.06
AAE Small Mid Cap Eu Eq
08.06
OIG Swiss&Glb Strat Glob.Debt 08.06
AIN Tenax Gl F Eq Long Short
08.06
AIN Thread Gl Eq Long Short
08.06
OIH UBS Dyn Cred High Yield
08.06
OFL UBS Glob Inc Alpha
08.06
AAM US Equities
08.06
OPE VONT New Front Debt
08.06
OFL Vontobel Glb Active Bd
08.06
FLE Vontobel Pure Strategy
08.06

www.bnpparibas-ip.it - tel. 800009944
OEC Bond Euro Corp
05.06
OAS Bond Europe Plus
05.06
ODH Bond USA High Yield $
05.06
OAS Bond USD $
05.06
OAS Bond World Plus
05.06
OAS Conv Bd Best Sel Eur
05.06
OMI Convertible Bond World
05.06
BBI Diversified World Balanced 04.06
BAZ Diversified World Growth
04.06
BOB Diversified World Stability 04.06
AAE Equity Euro
05.06
AEU Equity Europe
05.06
AAM Equity USA Core
05.06
AEM Equity World Emerging $
05.06
BOB Sustainable Active All
05.06
Fondi comuni di diritto francese
OFL BNPP ABC3
07.06
ASE BNPP Aqua
05.06
FLE BNPP Rend. 1 Anno
07.06
FLE BNPP Rend. Cedola C
05.06
OFL BNPP Seicedole
05.06
OFL Euro Flexi Bond Inc
05.06
OFL FQ Bond Opp.
04.06
FLE FQ Patrimoine
04.06

Cl. D
100,31
103,87
101,24
99,91
104,65
98,69
128,99
109,29
94,41
123,09
108,92

106,17
112,44
124,68
91,70
104,28
111,37
54,41
108,18
94,83
101,79
101,00
96,37
96,73
178,56
104,57
108,37
96,06































106,51
437,18
101,03
103,81
1693,39
82,57
115,92
197,53
208,36
189,78
346,24
603,89
216,42
104,10
411,78

















101,48
285,82
100,54
95,85
99,85
98,94
1380,76
109,25










BPVN Strategic Inv. Fund _________________________________
AEU Europ. Flex. Dyn. A EUR
AEU Europ. Flex. Dyn. B EUR(7)
FLE VIS in EUR

08.06
08.06
02.06

12,14
12,56
12,71





CoRe Series _______________________________________________
AEU CoRe All Europe E
FLE CoRe Alternative E
BOB CoRe Bal. Cons. E
BOB CoRe Bal. Opport. E
MAE CoRe Cash E
BBI CoRe Champ. Em. Mark. E
BBI CoRe Champions E
OMI CoRe Coupon E
OMI CoRe Coupon E Dis
AIN CoRe Dividend E
AIN CoRe Dividend E Dis
OPE CoRe Em. Mark. Bond E
OPE CoRe Em. Mark. Bond E Dis
AEM CoRe Em. Mark. Equity E
OIG CoRe Global Curr. E
OFL CoRe Global Opp. E
OMI CoRe Income Opport. E Dis
AAM CoRe US Strategy E

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

7,842
5,034
5,275
5,919
5,046
5,901
6,567
5,226
5,230
6,468
6,820
5,608
4,473
6,170
5,265
4,967
5,033
8,349




















Credit Suisse ______________________________________________
www.credit-suisse.com
CS Invest (Lux)
AIN IndexBlink B(7)
AIN Londinium Global Bds B
AIN Londinium Global Eq B

05.06
05.06
05.06

131,32
24,67
15,11





Duemme Sicav ____________________________________________
FLE Alkimis
AIN Alpha C
AIN Alpha I(6,7)
OEM Bond Euro C
OEM Bond Euro I(6,7)
OPE C-Quadrat Asian Bd Op.(6)
OPE C-Quadrat Asian Bd Op.I(6)
BOB C-Quadrat Effic. Cl. I(6,7)
BOB C-Quadrat Efficient Cl. C
OEC C-Quadrat Eu I. Plus Cl. C
OEC C-Quadrat Eu I.Pl. Cl. I(6,7)
OMI C-Quadrat Gl. C. Pl. Cl. I(6)
OMI C-Quadrat Gl. C. Plus Cl. C
OMI Corporate Bd Euro C
OMI Corporate Bd Euro I(6,7)
AAE Euro Equities C
AAE Euro Equities I(6,7)
MAE Money Market C
MAY Money Market I(6,7)
AIN Private Eq.Strat C
AIN Private Equity Str.I(6,7)
AAS Russell Global Equity C
AAS Russell Global Equity I(6,7)
FLE Strategic Portfolio I(6,7)
FLE Syst. Diversific. C
FLE Syst. Diversific. I(6,7)
FLE Total Return C
FLE Total Return I(6,7)

08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

116,95
113,030
113,81
156,39
116,98
102,67
103,35
129,49
122,33
131,59
139,43
115,22
112,39
149,69
130,12
124,52
177,57
110,24
104,14
159,54
213,94
146,53
187,05
146,65
122,09
122,21
111,56
112,16






























Ersel Gestion Internationale _____________________________
FLE Globersel Active Strategies
OEC Globersel Corp. Bond
AIN Globersel Equity A
AIN Globersel Equity B
AEN Globersel Pact Nat Res A
AEN Globersel Pact Nat Res B
AAM Globersel US Eq. Sel. Cl.A
AAM Globersel US Eq. Sel. Cl.B
BBI Leadersel Balanced
AAS Leadersel Commodities
AEN Leadersel Diver.Strategies
AEM Leadersel Em. Market Mult.
OPE Leadersel Em.Bond Opp.
FLE Leadersel Flex Mult.
OMI Leadersel Total Ret
FLE Systematica Global Trend

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

108,44
285,99
642,15
141,45
93,56
90,57
138,280
151,41
117,12
50,89
104,08
163,88
113,31
100,49
120,25
108,50


















Help desk c/o Eurizon Capital Sgr; Gruppo Intesa Sanpaolo; tel. 02
88101
Eurizon Focus Capitale Protetto
Cl. R
FLE Protezione 03/2017
05.06
125,35

FLE Protezione 06/2016
05.06
121,91

FLE Protezione 09/2016
05.06
119,79

FLE Protezione 12/2016
05.06
122,54

Eurizon Focus Formula Fund
Cl. R
FLE Formula Azioni 2014
05.06
158,87

FLE Formula Azioni 2015-1
05.06
129,61

FLE Formula Azioni 2015-2
05.06
126,75

FLE Formula Azioni 2015-3
05.06
124,49

FLE Formula Azioni 2015-4
05.06
123,54

FLE Formula Azioni 2015-5
02.06
123,50

Eurizon Focus Riserva Doc
Cl. RD
OFL Obbligaz.Corp.06/2015
05.06
105,08

Eurizon Manager Selection Fund
Cl. R
OMI MS 10
05.06
145,52

BOB MS 20
05.06
146,23

BBI MS 40
05.06
143,69

BAZ MS 70
05.06
156,31

Eurizon MM Collection Fund
APA Daiwa Eq. Japan Cl.I
05.06
189,42

OPE G. Rmb FixInc Cl.I
05.06
128,23

OPE G. Rmb FixInc Cl.IS
05.06
129,78

OPE G. Rmb FixInc Cl.R
05.06
126,53

OPE G. Rmb FixInc Cl.RD
05.06
121,16

OPE G. Rmb FixInc Cl.RU
05.06
111,59

Eurizon MM Stars Fund
Cl. R
Cl. I
FLE Private Style Equity
05.06
131,44

FLE Private Style Flexible
05.06
113,57


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FLE Private Style Total Return

02.06

FLE Private Style Flexible

05.06

FLE Private Style Income

05.06

FLE Private Style Income
Eurizon Opportunità
OFL Obbligazioni Flessibili
Eurizon Opportunità
FLE Sparkasse Prime Fund cl R
Epsilon Fund
OFL Em. Bond Total Return
FLE Enhanced C.Risk Contr.
OEM Euro Bond
MAE Euro Cash
AAE Euro Q-Equity
AEU European Q-Equity
FLE Q-Flexible

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

MAE Euro Cash
05.06
Eurizon Strategia Flessibile
OFL Obbligazioni 03/2016
05.06
OFL Obbligazioni 06/2016
05.06
OFL Obbligazioni 12/2015
05.06
Investment Solutions by Epsilon
OFL Cedola x 4 02/2012
05.06
OFL Cedola x 4 03/2012
05.06
OFL Cedola x 4 06/2011
05.06
OFL Cedola x 4 07/2011
05.06
OFL Cedola x 4 09/2011
05.06
OFL Cedola x 4 11/2011
05.06
OFL Cedola x 4 12/2011
05.06
OFL Cedola X 4 Ind.05/2012
05.06
OFL Cedola X 4 Ind.07/2012
05.06
OFL Cedola X 4 Ind.09/2012
05.06
OFL Cedola x 4 Ind.10/2012
05.06
FLE Equity Coupon 02/2014
04.06
FLE Equity Coupon 04/2014
04.06
OFL Flexible Eq.Coupon 2017-1 02.06
OFL Forex Coupon 2016
02.06
OFL Forex Coupon 2017
02.06
OFL Forex Coupon 2017-2
02.06
OFL Forex Coupon 2017-3
02.06
OFL Forex Coupon 2017-4
02.06
OFL Forex Coupon 2017-5
02.06
OFL Forex Coupon 2017-6
02.06
OFL Forex Coupon 2017-7
02.06
OFL Forex Coupon 2018-1
02.06
FLE Global Coupon 06/2014
04.06
FLE Global Coupon 10/2013
04.06
FLE Global Coupon 11/2014
04.06
FLE Global Div. Allocation 02/2015 04.06
FLE Soluzione Attiva Pr12 2017 05.06
FLE Soluzione Attiva Pr5 2017 05.06
FLE Soluzione Attiva Pr6 2017 05.06
FLE Soluzione Attiva Pr7 2017 05.06
FLE Soluzione Attiva Pr9 2017 05.06
FLE Soluzione Fless. Pr2 2014 05.06
FLE Soluzione Fless. Pr4 2014 05.06
FLE Valore Cedola Globale 02/2015 02.06
FLE Valore Cedola Globale 04/2015 02.06
FLE Valore Cedola X5 02/2013 02.06
FLE Valore Cedola X5 02/2014 02.06
FLE Valore Cedola X5 04/2013 02.06
FLE Valore Cedola x5 04/2014 02.06
FLE Valore Cedola X5 06/2013 02.06
FLE Valore Cedola X5 07/2013 02.06
FLE Valore Cedola X5 10/2013 02.06
FLE Valore Cedola X5 11/2014 02.06
FLE Valore Cedola X5 12/2012 02.06
FLE Valore Cedola X5 12/2013 02.06
Rossini Lux Fund
AAE Az. Euro
05.06
APA Az. Giapp.
05.06
AIN Az. Internat.
05.06
AAM Az. N. America
05.06
BBI Bilanciato
05.06
MAE Euro Monetario
05.06
OIG Obb. Dollari
05.06
OEB Obb.Euro B-T
05.06
OEM Obb.Euro L-T
05.06
OEM Obb.Euro M-T
05.06
OEB Obbligaz. TV
05.06
Soluzioni Eurizon
OFL Cedola DOC 05/2017
05.06
OFL Cedola DOC 07/2017
05.06
OFL Cedola DOC 09/2017
05.06
OBI Cedola DOC It. 07/2015
05.06
OBI Cedola DOC It. 09/2015
05.06
OBI Cedola DOC It. 11/2017
05.06
FLE Strategia I 02/2020
02.06
FLE Strategia I 08/2019
02.06
FLE Strategia I 10/2019
02.06
FLE Strategia I 12/2019
02.06

110,66
Cl.R1
114,92
Cl.RD1
103,65
Cl.RD
102,88
Cl. RD
106,72
Cl. R
99,37
Cl. R
130,42

160,53
110,69
110,15
125,35
138,61
Cl. RA
100,33
Cl. RD
107,72
110,47
108,72
Cl. R



























139,39
123,35
127,02
130,82
127,53
102,79
101,79












Cl. R
132,90
127,32
172,17
188,41
148,58
118,07
157,75
123,88
157,23
138,03
123,75
Cl. RD
111,180
111,100
108,910
105,820
105,780
111,500





114,56
Cl.R2
114,34
Cl.RD2
104,42

Cl. I
109,50

Cl. I
135,18
104,93
165,69
111,70
116,76
132,71
147,42




Cl. RD
106,29
108,83
108,96
107,20
108,50
107,36
105,00
106,78
105,66
105,37
105,11
108,39
106,48
141,11
97,18
92,98
95,62
94,94
97,28
93,10
91,89
94,55
95,90
103,76
111,45
102,64
97,14







98,560
99,92
104,84
104,03
107,25
103,36
108,14
107,58
108,66
99,34
106,29
107,00
Cl. I
143,23
137,13
185,48
202,98

120,80
165,73
127,87
164,03
142,52
126,66
Cl. R






120,510
129,270
127,600
125,000

Eurizon EasyFund _________________________________________
CL. A
MAE Cash EUR
05.06
116,46

Limited Tracking Error
CL. R
CL. Z
OAS Bond EUR Float.Rate LTE
05.06
131,00
136,64
OEM Bond EUR Long T. LTE
05.06
220,80
238,00
OEM Bond EUR Medium T. LTE
05.06
337,75
365,64
OEB Bond EUR Short T. LTE
05.06
143,83
154,52
OAS Bond GBP LTE
05.06
172,06
187,58
OAS Bond International LTE
05.06
149,14
157,70
OAY Bond JPY LTE
05.06
96,76
105,30
ODMBond USD LTE
05.06
174,00
189,84
MAE Cash EUR
05.06
113,40
119,57
ABC Eq. Cons.Discretionary LTE 05.06
281,86
314,92
ABC Eq. Consumer Staples LTE 05.06
233,25
260,89
AEM Eq.Em.MktsN.Frontiers LTE 05.06
122,10
143,04
ATE Eq.Telecommunication LTE 05.06
82,91
92,73
APS Equity China LTE
05.06
137,79
149,11
AEM Equity Em. Mkts Asia LTE
05.06
199,00
221,42
AEM Equity Em. Mkts EMEA LTE 05.06
152,45
169,68
AEM Equity Em. Mkts LTE
05.06
220,51
237,15
AEN Equity En. & Materials LTE 05.06
157,04
175,79
AAE Equity Euro LTE
05.06
111,62
124,90
AEU Equity Europe LTE
05.06
126,71
141,50
AFI Equity Financial LTE
05.06
74,95
83,97
AIF Equity High Tech LTE
05.06
103,06
115,21
AID Equity Industrials LTE
05.06
233,37
260,72
AIT Equity Italy LTE
05.06
88,02
98,74
APA Equity Japan LTE
05.06
82,52
91,75
AEM Equity LatinAmerica LTE
05.06
284,73
318,60
AAM Equity N.America LTE
05.06
118,42
132,53
APA Equity Oceania LTE
05.06
242,24
273,37
ASA Equity Pharma LTE
05.06
162,44
181,53
APU Equity Utilities LTE
05.06
131,10
146,51
MAD Treasury USD
05.06
113,16
119,49
Active Market cop.rischio cambio
CL. RH
CL. ZH
OPE Bond Emerging Mkts
05.06
325,71
351,45
Active Market
CL. R
CL. Z
OPE Bd Em.Mkts Local Curr
05.06
90,64

OFL Bond Corporate EUR
05.06

123,13
OPE Bond Emerging Mkts
05.06
319,13
345,13
OFL Bond Flexible
05.06
100,77
101,41
OAS Bond High Yield
05.06
205,31
222,52
OAS Bond Inflation Linked
05.06
133,73
142,51
OMI BondCorp.Eur ST
05.06
68,69
74,22
AEM Equity Eastern Europe
05.06

115,12
AEU Equity Europe
05.06
157,22
166,48
AIT Equity Italy
05.06
101,44
108,21
AEU Equity Small Cap Europe
05.06
646,64
712,03
CL. Z
CL. Zu
OPE Bd Em.Mkts LocalCurr
05.06
95,15
79,14
CL.RD
CL.ZD
OFL Bond Flexible
05.06
100,78
101,53
Active Strategy
CL. R
CL. Z
FLE Absolute Attivo
05.06
120,48
129,41
OFL Absolute Prudente
05.06
119,03
125,48
FLE Azioni Strategia Flessibile 05.06
144,57
154,18
FLE Dynamic Asset All.
05.06
99,29
607,26
FLE Equity Absolute Return
05.06
100,19

FLE Flexible Beta Tot.Return
05.06
111,54
768,06
FLE Focus Az.StratFlessRL
05.06
147,06

FLE GT Asset Allocation
05.06

105,03
FLE Multiasset
05.06
103,40
103,89
FLE Orizzonte Pr. 12 (a) P
05.06
131,84

FLE Orizzonte Pr. 24 (b) P
05.06
138,62

FLE Orizzonte Pr. 6 (c) P
05.06
114,13

FLE Trend
05.06

110,26
Cl.RD
FLE Multiasset
05.06
104,85

Linea LTE cop. rischio cambio
CL. RH
CL. ZH
OAS Bond GBP
05.06
167,20
182,89
OAS Bond International
05.06
154,90
163,74
OAY Bond JPY
05.06
155,18
206,28
ODMBond USD
05.06
207,61
226,30
ABC Equity Cons.Discretionary 05.06
251,93
283,91
243,92
ABC Equity Consumer Staples
05.06
217,00
AEN Equity Energy & Materials 05.06
134,78
151,80
AEU Equity Europe
05.06
117,14
133,41
AFI Equity Financial RH
05.06
66,62
74,69
AIF Equity High Tech
05.06
94,48
106,01
AID Equity Industrials
05.06
218,09
243,19
APA Equity Japan
05.06
115,39
128,78
AAM Equity North America
05.06
141,73
158,04
APA Equity Oceania
05.06
179,01
203,74
ASA Equity Pharma
05.06
153,17
171,62
ATE Equity Telecommunication 05.06
79,97
89,55
APU Equity Utilities
05.06
122,86
137,66
Le Classi I, Z e ZH sono riservate a investitori istituzionali
(a) NAV Obiettivo Eur 116.74, scadenza 15.06.15;
(b) NAV Obiettivo Eur 118,24, scadenza 15.06.15;
(c) NAV Obiettivo Eur 107.76, scadenza 15.06.15.

Eurizon Investment Sicav ________________________________
FLE Flexible Beta 1 I1
FLE Flexible Beta 2 I1
FLE Flexible Beta 4 I
FLE Flexible Duration 1 I1
FLE Flexible Duration 2 I1
FLE Flexible Duration 5 I
FLE Flexible Eq.Strategy I1
OEB Ins Unit Euro Sht Trm I1
OEB Ins Unit Euro Sht TrmTwoI
MAE Ins Unit Euro ShTmThreeI
OEM Ins Unit Europe Bds I
OEB Ins Unit Europe S/Trm I
OFL Ins Unit Tot Ret ID

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

AEU
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
FLE
FLE
FLE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OIC
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OBI
OEC
FLE
OFL
OFL

21.05
05.06
05.06
03.10
05.06
03.10
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
02.06
05.06
05.06
05.06
05.06

Europe Equities I
Flexible Beta 3
Flexible Bond
Flexible Bond 2
Flexible Bond Plus
Flexible Bond Plus 2
Flexible Duration 3
Flexible Duration 4
Flexible Plus
Flexible Plus 2
Ins. Unit Bond Strategy 1
Ins. Unit Bond Strategy 2
Ins. Unit Bond Strategy 3
Ins. Unit Bond Strategy 4
Ins. Unit Bond Strategy 5
Ins. Unit Bond Strategy 6
Ins. Unit Bond Strategy 7
Ins. Unit Bond Strategy 8
Ins. Unit Bond Strategy 9
Ins. Unit Corp Bond 2022
Ins. Unit High Yield 2018-1
Ins. Unit High Yield 2020-1
Ins. Unit High Yield 2020-2
Ins. Unit High Yield 2022-1
Ins. Unit Inv.Grade 2018-1
Ins. Unit Inv.Grade 2020-1
Ins. Unit Inv.Grade 2020-2
Ins. Unit Inv.Grade 2022-1
Ins. Unit Italian Bond 2022
PB Bond Corporate EUR
PB Flexible Macro
PIP Flexible 1
PIP Flexible 2

Eurofundlux
OFL Alto Rendimento 2017 A
08.06
OFL Alto Rendimento 2017 B
08.06
OFL Alto Rendimento 2019 A
08.06
OFL Alto Rendimento 2019 B
08.06
OFL Alto Rendimento 2019 Plus B 08.06
OFL Alto Rendimento 2019 Plus D 08.06
AAM American Eq AH
08.06
AAM American Eq. A
08.06
AAM American Eq. B
08.06
OFL Cedola 2017 B
08.06
OFL Cedola 2017 D
08.06
AIN Dynamic Multimanager A
08.06
AIN Dynamic Multimanager B
08.06
OPE Emerging Mkt Bond B
08.06
FLE Equity Returns Absolute A 08.06
FLE Equity Returns Absolute B 08.06
FLE Equity Returns Absolute P 08.06
MAE Euro Cash A
08.06
MAE Euro Cash B
08.06
AAE Euro Equity B
08.06
AAE Euro Equity D
08.06
OEM Euro Govern. Bond B
08.06
OEC Europe Corp. Bond B
08.06
FLE Flex High Vol B
08.06
OFL Global Bond D
08.06
OFL Multi Income F4 A
08.06
OFL Multi Income F4 B
08.06
OFL Multi Income F4 D
08.06
OFL Multi Income I4 A
08.06
OFL Multi Income I4 B
08.06
OFL Multi Income I4 D
08.06
OFL Obiettivo 2017 A
08.06
APA Pacific Eq. A
08.06
APA Pacific Eq. B
08.06
OFL QBond Absolute return A
08.06
OFL QBond Absolute return B
08.06
FLE TR Flex 5 A
08.06
FLE TR Flex 5 B
08.06
FLE TR Flex Aggressive A
08.06
FLE TR Flex Aggressive B
08.06

645,26
568,64
477,83
564,26
571,24
512,43
523,62
658,87
538,28
593,00
566,32
554,74
537,41
Cl.A


































11,231
11,336
9,852
10,170
11,052
10,634
11,335
9,888
11,581
8,704
8,115
12,190
13,390
11,553
12,737
10,504
10,028
11,988
12,341
13,080
10,050
10,930
10,771
9,903
10,937
9,933
11,028
9,846
11,273
11,039
10,684
11,494
23,993
26,589
11,869
12,533
12,645
13,941
9,961
10,145














Cl.I
15,76
694,15
593,24
579,95
602,90
592,56
593,08
505,12
717,69
569,81
516,74
510,27
515,55
512,26
537,24
530,43
490,70
483,18
496,83
485,10
595,68
667,92
614,03
485,90
564,45
631,92
577,22
481,45
478,48
587,69
508,25
672,75
569,96










































FLE TR Flex Aggressive P

08.06

9,968



European & Global Investments _________________________
FLE Diadema Algorithmic R
05.06
OMI Diadema Cap. Plus P
05.06
OMI Plurima Apuano Fl.B.RPlus 04.06
OMI Plurima Apuano FlBond R
04.06
OMI Plurima Apuano FlBondI(7) 04.06
FLE Plurima City Fund I Pr.(7)
FLE Plurima City Fund I(7)
04.03
FLE Plurima City Fund Retail
04.03
BAZ Plurima Eur AbsRet Inst(7) 05.06
BAZ Plurima Eur AbsRet Ret
05.06
BAZ Plurima Eur AbsRet S2
05.06
BAZ Plurima EurAbsRet NL
05.06
FLE Plurima Fra.AlphaStr I(7)
04.06
FLE Plurima Fra.AlphaStrat
04.06
FLE Plurima Fra.AlphaStrChf
04.06
FLE Plurima Fra.AlphaStrNL
04.06
FLE Plurima Fra.AlphaStUsd
04.06
FLE Plurima Fra.AlphaStUsdI(7) 04.06
FLE Plurima MC Cap Inst(7)
05.06
FLE Plurima MC Cap Ret CHF
05.06
FLE Plurima MC Cap Ret EUR
05.06
FLE Plurima MC Cap Ret USD
05.06
MAV Plurima MC Capital Dyn Inst(7) 05.06
MAV Plurima MC Capital Dyn Ret 05.06
MAV Plurima MC Capital TR Inst(7) 05.06
MAV Plurima MC Capital TR Ret 05.06
MAV Plurima MC Capital TR RetP 05.06
BBI Plurima MultiAlphaPlusI(7) 05.06
BBI Plurima MultiAlphaPlusR
05.06
MAV Plurima Orwell Inst Eur(7) 05.06
MAV Plurima Orwell Prem Eur
05.06
FLE Plurima Pairst. Selection R 05.06
FLE Plurima Pairst. Tot Ret R
05.06
MAV Plurima Pairstech Strategy Ret 05.06
FLE PLURIMA ROCA RetPrem
05.06
OMI Plurima Unif. Flexible C(7) 05.06
OMI Plurima Unif. Flexible D(7) 05.06
OMI Plurima Unif. Flexible F
05.06
OMI Plurima Unif. Flexible H
26.05
FLE Plurima Unifortune GS E(7) 05.06
AEU Plurima Unifortune TR E(7) 05.06
AEU Plurima Unifortune TR H
14.04

OFL Abs Ret Credit Strat
FLE Abs Ret Multi Strat
OPE Asian Bond
OPE Central&East Eur. Bonds
AEM Central&Eastern Europ. Eq
OEM Euro Bonds
OEB Euro Bonds 1/3 years
OEM Euro Bonds 3/5 years
OAS Euro Convertible Bonds
OEC Euro Corporate Bonds
OEC Euro Covered Bonds
OEB Euro Short Term Bonds
OEH Europ. High Yield Bonds
AAE European Recovery Eq.
AEU European SRI Equity
AAE Eurozone Equities
FLE Garant 1
FLE Garant 2
FLE Garant 3
FLE Garant 4
FLE Garant 5
APS German Equities
FLE Global Equity Allocation
AEM Greater China Equities
AEU High Convinction Europe
AAM NorthAm Eq Fund of funds
OEC Short Term Euro Corp Bds
AAE Small&Mid Cap Euro Eq
ODMUS Bonds

08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
07.04
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

85,028
100,352
103,052
104,114
104,577

8,079
8,355
6,578
8,046
6,557
5,943
6,229
4,855
5,457
6,060
6,101
5,432
9,725
9,692
9,420
9,255
9,430
9,404
9,795
9,779
9,767
10,323
10,253
10,277
9,906
11,757
3,184
9,736
95,335
5,646
5,579
4,972
4,813
5,501
4,850
4,901

Cl. D
108,65
113,11
89,41
166,54
225,74
156,04
118,23
129,98
110,63
151,84
122,60
122,74
200,46
101,31
166,13
110,85
118,89
110,71
117,11
104,09
103,59
133,49
119,97
127,75
125,66
155,04
112,49
123,93
143,47












































Cl. E
106,60
110,65
88,42
163,09
213,46
152,24
116,57
128,91
112,26
148,35
122,90
119,78
176,97
100,53
156,82






146,52
112,56
127,67
118,49
208,62
111,22
119,57
141,15

Gestielle Inv. Sicav _______________________________________
Banco Popolare Società Cooperativa; www.bancopopolare.it
OEM Bond Euro (I)(7)
05.06 156,300
OEM Bond Euro (R)
05.06 144,820
OFL Cedola Europlus
05.06
5,480
OFL Cedola Plus
05.06
5,530
OFL Cedola Sicura
05.06
5,290
OFL Cedola Sicura II
05.06
5,510
AEU Value Equity Europe (I)(7) 05.06 143,150
AEU Value Equity Europe (R)
05.06 130,040










Hedge Invest _____________________________________________
------FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE

Hi Africa Opp Fund Eur D(7) 05.06
Hi Africa Opp Fund Eur DM(7) 05.06
Hi Africa Opp Fund Usd DM(7)
Hi Core Ucits F. Eur DM
29.05
Hi Core Ucits F. Eur I
29.05
Hi Core Ucits F. Eur R
29.05
Hi Core Ucits F. Usd I
27.02
Hi Core Ucits F. Usd R
27.02
Hi Numen Cr. F. Eur I Initial 05.06
Hi Numen Credit F. Eur D
05.06
Hi Numen Credit F. Eur DM(7) 05.06
Hi Numen Credit F. Eur DM2(7) 05.06
Hi Numen Credit F. Eur Fof 05.06
Hi Numen Credit F. Eur I
05.06
Hi Numen Credit F. Eur I2
05.06
Hi Numen Credit Fund Chf R 27.02
Hi Numen Credit Fund Eur R 05.06
Hi Principia Fund Chf R
14.05
Hi Principia Fund Eur DM(7) 05.06
Hi Principia Fund Eur Fof
05.06
Hi Principia Fund Eur I
05.06
Hi Principia Fund Eur R
05.06
Hi Principia Fund Usd I
03.11
Hi Principia Fund Usd R
14.05
Hi Sibilla Macro F. Chf DM(7) 27.02
Hi Sibilla Macro F. Chf R
27.02
Hi Sibilla Macro F. Eur DM(7) 05.06
Hi Sibilla Macro F. Eur FOF(7) 05.06
Hi Sibilla Macro F. Eur R
05.06
Hi Sibilla Macro F. Usd DM(7) 30.01
Hi Sibilla Macro F. Usd R
27.02

AIT KIS - America D(7)
AAM KIS - America P
AAM KIS - America P Usd
AAM KIS - America X(7)
OAS KIS - Bond D
OAS KIS - Bond P Usd(7)
OAS KIS - Bond P(7)
OFL KIS - Bond Plus D
AIT KIS - Bond Plus D Dist(7)
OFL KIS - Bond Plus P Dist
OFL KIS - Bond Plus P(7)
AIT KIS - Bond Plus X(7)
AIT KIS - Bond Plus Y(7)
AIT KIS - Bond Y-USD(7)
FLE KIS - Dynamic D
FLE KIS - Dynamic P Usd
FLE KIS - Dynamic P(7)
APA KIS - Em. Markets D
APA KIS - Em. Markets P
APA KIS - Em. Markets P Usd
AEU KIS - Europa D
AEU KIS - Europa P
AEU KIS - Europa X(7)
AIT KIS - Europa Y(7)
OAS KIS - Global Bond P
AIT KIS - Global Bond P Usd(7)
AIT KIS - Italia D(7)
FLE KIS - Italia P
FLE KIS - Italia X
AIT KIS - Italia X Dist(7)
AIT KIS - Italia Y(7)
AIT KIS - Key D-Dist(7)
AIT KIS - Key D(7)
AAS KIS - Key P Dist
AIT KIS - Key P(7)
AAS KIS - Key X
AIT KIS - Key Y(7)
FLE KIS - Liquidity D
FLE KIS - Liquidity P(7)
FLE KIS - Multi-St.UCITS D
FLE KIS - Multi-St.UCITS P
FLE KIS - Multi-St.UCITS P Usd
AIT KIS - Real Return D(7)
AIT KIS - Real Return P(7)
AIT KIS - Risorgimento D(7)
AIT KIS - Risorgimento P(7)
AIT KIS - Risorgimento X(7)
FLE KIS - Selection D
AIT KIS - Selection P Usd(7)
FLE KIS - Selection P(7)
FLE KIS - Selection X(7)
AIT KIS - Selection Y Usd(7)
AIT KIS - Selection Y(7)
AEU KIS - Small Cap D
AEU KIS - Small Cap P(7)
AIT KIS - Small Cap X(7)
AIT KIS - Small Cap Y(7)

04.06
04.06
04.06
04.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
04.06
04.06
04.06
05.06
05.06
05.06
05.06
04.06
04.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
04.06
04.06
04.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

94,850
95,000

113,910
112,760
110,220
111,070
109,540
123,03
100,98
114,77
101,70
117,37
118,92
100,96
111,63
116,71
115,45
117,60
114,46
116,17
116,05
105,68
116,61
95,46
94,39
98,81
97,20
97,37
96,89
95,22

212,46
215,23
306,53
217,61
125,85
177,05
130,90
134,39
100,90
123,89
137,67
102,39
102,01
101,21
122,18
175,08
124,75
136,36
139,39
186,48
140,44
144,60
147,42
115,65
104,05
141,64
109,95
150,63
150,01
110,55
114,18
113,17
113,16
155,42
162,42
161,90
116,30
101,76
105,47
119,42
123,01
162,56
100,01
100,08
110,71
145,43
146,89
126,47
177,90
129,46
129,70
105,31
105,32
108,55
114,71
117,07
117,21

Website - www.mandgitalia.it. Email - info@mandgitalia.it
M&G Dynamic Allocation Fund
FLE Dynamic Allocation ¤A
08.06
14,97
M&G Investment Funds (7)
FLE Episode Defensive F. A-H
08.06
10,21
M&G Investment Fund (14)
BBI Income Allocation Fund A
08.06
11,80
M&G Investment Funds (3)
OPE Emerging Market Bond F. A 08.06
13,62
M&G Global Macro Bond Fund
OFL Global Macro Bond ¤A
08.06
13,28

































































































Mediolanum International F. _____________________________
www.bancamediolanum.it; tel. 800 107107
CH - Challenge Funds - Classi Mediolanum
ASE Counter Cycl Eq L
08.06
5,387
ASE Counter Cycl Eq S
08.06
11,213
ASE Cyclical Eq L
08.06
6,671
ASE Cyclical Eq S
08.06
13,517
AEM Emerg. Mkts Eq. L
08.06
8,847
AEM Emerg. Mkts Eq. S
08.06
19,755
AEN Energy Eq. L
08.06
7,547
AEN Energy Eq. S
08.06
14,708
OEM Euro Bd L-A
08.06
9,891
OEM Euro Bd L-B
08.06
6,641
OEM Euro Bd S-A
08.06
17,303
OEM Euro Bd S-B
08.06
12,593
OEB Euro Income L-A
08.06
7,433
OEB Euro Income L-B
08.06
4,902
OEB Euro Income S-A
08.06
13,151
OEB Euro Income S-B
08.06
9,538
AEU European Eq L cop
08.06
8,086
AEU European Eq S cop
08.06
15,723
AEU European Eq. L
08.06
5,944
AEU European Eq. S
08.06
10,171
AFI Financial Eq. L
08.06
3,864
AFI Financial Eq. S
08.06
7,528
FLE Flexible L-A
08.06
4,697
FLE Flexible S-A
08.06
9,073
APS Germany Eq. L
08.06
6,098
APS Germany Eq. S
08.06
11,704
OIG Intern Bd L-A
08.06
6,151
OIG Intern Bd L-A Cop
08.06
8,626
OIG Intern Bd L-B
08.06
5,839
OIG Intern Bd L-B Cop
08.06
6,613
OIG Intern Bd S-A
08.06
12,142
OIG Intern Bd S-A Cop
08.06
14,830
OIG Intern Bd S-B
08.06
11,540
OIG Intern Bd S-B Cop
08.06
12,461
OIG Intern Inc L-A
08.06
5,482
OIG Intern Inc L-A Cop
08.06
6,930
OIG Intern Inc L-B
08.06
5,339
OIG Intern Inc L-B Cop
08.06
5,205
OIG Intern Inc S-A
08.06
10,826
OIG Intern Inc S-A Cop
08.06
12,173
OIG Intern Inc S-B
08.06
10,550
OIG Intern Inc S-B Cop
08.06
10,234
AIN International Eq L
08.06
8,241
AIN International Eq L cop
08.06
8,697
AIN International Eq S
08.06
10,656
AIN International Eq S cop
08.06
16,993
AIT Italian Eq. L
08.06
5,265
AIT Italian Eq. S
08.06
9,132
MAD Liquid. US$ L
08.06
4,786
MAD Liquid. US$ S
08.06
9,592
MAE Liquidity Euro L
08.06
6,758
MAE Liquidity Euro S
08.06
12,506
AAM North Amer Eq L cop
08.06
9,406
AAM North Amer Eq S cop
08.06
18,788
AAM North Amer. Eq. L
08.06
8,343
AAM North Amer. Eq. S
08.06
10,879
APA Pacific Eq L cop
08.06
7,378
APA Pacific Eq S cop
08.06
14,482
APA Pacific Eq. L
08.06
7,015
APA Pacific Eq. S
08.06
9,289
FLE Solidity& Return S-A
08.06
11,753
FLE Solidity& Return S-B
08.06
10,473
APS Spain Eq. L-A
08.06
8,672
APS Spain Eq. S-A
08.06
18,907
AIF Technology Eq. L
08.06
3,584
AIF Technology Eq. S
08.06
8,600
Legenda proventi: A = accumulazione; B = distribuzione
Mediolanum Best Brands
AIN BlackRock Glb L
08.06
7,373
AIN BlackRock Glb L cop
08.06
6,116
AIN BlackRock Glb S
08.06
14,320
AIN BlackRock Glb S cop
08.06
11,864








































































OEM Convertible Strat Col LA
08.06
6,173

OEM Convertible Strat Col LB
08.06
5,989

OEM Convertible Strat Col LHA
08.06
5,843

OEM Convertible Strat Col LHB
08.06
5,669

OEM Convertible Strat Col SA
08.06
12,272

OEM Convertible Strat Col SB
08.06
11,908

OEM Convertible Strat Col SHA
08.06
11,611

OEM Convertible Strat Col SHB
08.06
11,271

FLE Coupon Strat. Coll LA
08.06
6,769

FLE Coupon Strat. Coll LA cop
08.06
6,074

FLE Coupon Strat. Coll LB
08.06
5,667

FLE Coupon Strat. Coll LB cop
08.06
5,068

FLE Coupon Strat. Coll SA
08.06
13,320

FLE Coupon Strat. Coll SA cop
08.06
11,910

FLE Coupon Strat. Coll SB
08.06
11,153

FLE Coupon Strat. Coll SB cop
08.06
9,956

AIN DWS MegaTrend Sel L
08.06
6,860

AIN DWS MegaTrend Sel L cop 08.06
6,372

AIN DWS MegaTrend Sel S
08.06
13,441

AIN DWS MegaTrend Sel S cop 08.06
12,439

BBI Dynamic Coll L
08.06
7,060

BBI Dynamic Coll L cop
08.06
6,981

BBI Dynamic Coll S
08.06
12,185

BBI Dynamic Coll S cop
08.06
13,582

AEM Em Mkts Coll L
08.06
11,125

AEM Em. Mkts Coll S
08.06
18,138

AAS Eq. Power Coup. Coll L
08.06
7,110

AAS Eq. Power Coup. Coll L cop 08.06
6,253

AAS Eq. Power Coup. Coll S
08.06
11,076

AAS Eq. Power Coup. Coll S cop 08.06
12,000

AAS Eq. Power Coup. Coll. L B
08.06
5,819

AAS Eq. Power Coup. Coll. LH B 08.06
5,418

AAS Eq. Power Coup. Coll. S B
08.06
11,497

AAS Eq. Power Coup. Coll. SH B 08.06
10,722

OFL Equilibrium LA
08.06
4,900

OFL Equilibrium LAH
08.06
4,929

OFL Equilibrium LB
08.06
4,900

OFL Equilibrium LBH
08.06
4,924

OFL Equilibrium SA
08.06
9,794

OFL Equilibrium SAH
08.06
9,849

OFL Equilibrium SB
08.06
9,794

OFL Equilibrium SBH
08.06
9,851

OEM Euro Fixed Income L A
08.06
4,721

OEM Euro Fixed Income L B
08.06
6,011

OEM Euro Fixed Income S A
08.06
9,189

OEM Euro Fixed Income S B
08.06
11,622

AEU European Coll L
08.06
7,180

AEU European Coll L cop
08.06
7,460

AEU European Coll S
08.06
10,779

AEU European Coll S cop
08.06
14,114

FLE F.Templeton EM Sel L
08.06
5,801

FLE F.Templeton EM Sel S
08.06
11,369

OAS Financial Inc Strat LA
08.06
5,011

OAS Financial Inc Strat LB
08.06
5,011

OAS Financial Inc Strat SA
08.06
10,017

OAS Financial Inc Strat SB
08.06
10,017

OIH Glb High Yield cop L A
08.06
7,560

OIH Glb High Yield cop L B
08.06
5,176

OIH Glb High Yield cop S A
08.06
14,575

OIH Glb High Yield cop S B
08.06
9,958

OIH Glb High Yield L A
08.06
11,571

OIH Glb High Yield L B
08.06
5,788

OIH Glb High Yield S A
08.06
17,159

OIH Glb High Yield S B
08.06
9,150

AIF Glb Tech Coll L
08.06
2,690

AIF Glb Tech Coll L cop
08.06
8,927

AIF Glb Tech Coll S
08.06
8,050

AIF Glb Tech Coll S cop
08.06
17,276

AAS Infrastruct Opp Col LA
08.06
6,186

AAS Infrastruct Opp Col LB
08.06
5,958

AAS Infrastruct Opp Col LHA
08.06
5,880

AAS Infrastruct Opp Col LHB
08.06
5,657

AAS Infrastruct Opp Col SA
08.06
12,274

AAS Infrastruct Opp Col SB
08.06
11,823

AAS Infrastruct Opp Col SHA
08.06
11,662

AAS Infrastruct Opp Col SHB
08.06
11,229

AIN JPMorgan Glb L
08.06
7,594

AIN JPMorgan Glb L cop
08.06
6,322

AIN JPMorgan Glb S
08.06
14,749

AIN JPMorgan Glb S cop
08.06
12,280

FLE Med Carmignac Str Sel LA
08.06
6,073

FLE Med Carmignac Str Sel SA
08.06
12,073

FLE Med Invesco B Risk CS LA
08.06
5,664

FLE Med Invesco B Risk CS LB
08.06
5,383

FLE Med Invesco B Risk CS SA
08.06
11,262

FLE Med Invesco B Risk CS SB
08.06
10,701

FLE Med Pimco Inf Str Sel LB
08.06
4,910

FLE Med Pimco Inf Str Sel SB
08.06
9,761

AIN MStanley Glb L
08.06
8,375

AIN MStanley Glb L cop
08.06
7,266

AIN MStanley Glb S
08.06
16,269

AIN MStanley Glb S cop
08.06
14,087

FLE New Opportunity C. LAcop 08.06
5,705

FLE New Opportunity C. SAcop 08.06
11,253

FLE New Opportunity Coll. LA
08.06
6,250

FLE New Opportunity Coll. SA
08.06
12,335

APA Pacific Coll L
08.06
6,863

APA Pacific Coll L cop
08.06
6,380

APA Pacific Coll S
08.06
9,953

APA Pacific Coll S cop
08.06
12,165

FLE Pimco Inflat Strat Sel L
08.06
5,611

FLE Pimco Inflat Strat Sel S
08.06
11,053

BOB Premium Coup.Coll L
08.06
6,529

BOB Premium Coup.Coll L B
08.06
5,430

BOB Premium Coup.Coll L cop
08.06
6,194

BOB Premium Coup.Coll LH B
08.06
5,184

BOB Premium Coup.Coll S
08.06
12,800

BOB Premium Coup.Coll S B
08.06
10,850

BOB Premium Coup.Coll S cop
08.06
12,121

BOB Premium Coup.Coll SH B
08.06
10,299

AIN Socially Resp Coll LA
08.06
4,843

AIN Socially Resp Coll LAH
08.06
4,891

AIN Socially Resp Coll SA
08.06
9,679

AIN Socially Resp Coll SAH
08.06
9,756

AAM US Collection L
08.06
5,840

AAM US Collection L cop
08.06
6,434

AAM US Collection S
08.06
9,218

AAM US Collection S cop
08.06
12,289

Portfolio Fund - Classi Mediolanum
OMI Active 10 S
08.06
10,568

AIN Active 100 S
08.06
11,874

BOB Active 40 S
08.06
11,074

BBI Active 80 S
08.06
10,685

AIN Aggressive Plus S
08.06
12,641

AIN Aggressive Plus SH
08.06
11,524

AIN Aggressive S
08.06
12,423

AIN Aggressive SH
08.06
11,140

BBI Balanced S
08.06
11,891

BBI Balanced SH
08.06
11,489

BAZ Dynamic S
08.06
12,057

BAZ Dynamic SH
08.06
11,283

MAE Liquidity S
08.06
11,086

MAE Liquidity SA
08.06
11,223

BOB Moderate S
08.06
11,460

BOB Moderate SH
08.06
11,197

Le quote esposte si riferiscono ai prezzi di chiusura del giorno
lavorativo precedente quello sopra indicato

Morgan Stanley Bank International Limited Milan Branch; Tel. 02
76331; www.morganstanleyinvestmentfunds.com
Cl. A
Cl. B
OFL Absolute Returm FI
05.06
25,57
25,33
APA Asia-Pacific Equity
05.06
23,95
22,98
APA Asian Equity
05.06
43,28
36,13
APA Asian Property
05.06
17,65
15,49
FLE Div Alph Pl LowVol Fd
05.06
23,96
23,69
FLE Diversified Alpha Plus
05.06
31,98
29,83
AEM Emerging Leaders Eq.
05.06
24,01
23,34
OPE Emerging Mkts Corp Dbt
05.06
28,43
27,24
OPE Emerging Mkts Debt
05.06
70,66
59,11
OPE Emerging Mkts Dom. Debt 05.06
26,35
24,27
AEM Emerging Mkts Equity
05.06
34,12
29,01
AEM EmEurop,M-East&Africa Eq 05.06
70,79
63,42
OEM Euro Bond
05.06
15,50
13,03
OEC Euro Corporate Bond
05.06
47,04
41,02
OEM Euro Strategic Bond
05.06
43,07
36,07
OEC EuroCorp.Bd (XFin.)
05.06
28,73

OEH Europ.Curr. HighYield Bd
05.06
22,03
18,57
AEU European Equity Alpha
05.06
47,47
39,69
AEU European Property
05.06
34,20
28,89
AAE Eurozone Equity Alpha
05.06
12,29
10,58
AEM Frontier Emerg. Mkts Eq.
05.06
27,94
27,33
AIN Global Advantage
05.06
29,16
28,48
FLE Global Balanced RC
05.06
35,96
34,72
OIG Global Bond
05.06
34,65
28,87
AIN Global Brands
05.06
86,51
74,82
OAS Global Convertible Bond
05.06
40,17
35,33
OIC Global Credit
05.06
23,75
23,15
OFL Global FI Opport.
05.06
28,09
27,12
OIH Global High Yield Bond
05.06
31,71
30,61
AAS Global Infrastructure
05.06
46,37
44,11
OAS Global Mortgage Sec.
05.06
24,79
24,15
AIN Global Opportunity
05.06
40,12
38,35
OIC Global Premier Credit
05.06
21,96
21,42
ASE Global Property
05.06
25,58
23,44
AIN Global Quality
05.06
25,58
25,11
AEM Indian Equity
05.06
32,14
29,53
APS Japanese Equity
05.06
33,02
34,13
AEM Latin American Equity
05.06
42,52
35,37
OEB Short Maturity Euro Bond
05.06
20,46
17,36
AAM US Advantage
05.06
50,78
46,20
AAM US Growth
05.06
60,68
50,81
AAM US Property
05.06
59,49
49,53
Cl. AH
Cl. BH
APA Asia-Pacific Equity
05.06

24,72
OPE Em.Mkts Domest.Debt
05.06
21,96
19,14
AEM Emerging Leaders Eq.
05.06
26,31
25,58
OPE Emerging Mkts Corp Dbt
05.06
31,23
29,91
OPE Emerging Mkts Debt
05.06
57,21
27,45
AEM Frontier Emerg. Mkts Eq.
05.06
30,74
30,07
OIG Global Bond
05.06
24,66
23,64
AIN Global Brands
05.06
59,51
52,79
OAS Global Convertib. Bd
05.06
37,93
33,33
OFL Global FI Opport.
05.06
29,29
28,39
OIH Global High Yield Bond
05.06
31,59
30,62
AAS Global Infrastructure
05.06
49,83
47,46
OAS Global Mortgage Sec.
05.06
27,25
26,57
AIN Global Opportunity
05.06
43,15
41,25
OAS Global Premier Credit
05.06

23,43
ASE Global Property
05.06
31,60
30,21
AIN Global Quality
05.06
28,15
27,66
FLE Liquid Alpha Capture
05.06
25,58
25,29
FLE Liquid Alternatives
05.06
24,89
24,62
AAM US Advantage
05.06
40,55
67,10
AAM US Growth
05.06
46,37
44,54
Cl. C
Cl. CH
OFL Absolute Return FI
05.06
25,41

FLE Div Alph Pl LowVol Fd
05.06
23,76

FLE Diversified Alpha Plus
05.06
30,02

OPE Em.Mkts Domestic Debt
05.06
21,05
20,55
AEM Emerging Leaders Eq.
05.06
23,47
25,87
OPE Emerging Mkts Debt
05.06
30,48

AEM Emerging Mkts Equity
05.06
21,50

OPE Emerging MktsCorpDbt
05.06
27,55
26,27
OEM Euro Bond
05.06
35,11

OEC Euro Corporate Bond
05.06
36,74

OEM Euro Strategic Bond
05.06
30,30

OEH Europ.Curr. HighYield Bd
05.06
46,11

AEU European Equity Alpha
05.06
40,25

AEM Frontier Emerg. Mkts Eq.
05.06
27,57
30,33
OIH Glb High Yield Bond
05.06
26,28
28,80
05.06
28,62

AIN Global Advantage
FLE Global Bal. Risk Control
05.06
32,25

OIG Global Bond
05.06
26,34

AIN Global Brands
05.06
38,20
36,67
OAS Global Convertib. Bd
05.06

29,79
OIC Global Credit
05.06
23,36

OFL Global FI Opport.
05.06
24,60
27,00
AAS Global Infrastructure
05.06
44,55
33,88
OAS Global Mortgage Sec.
05.06
24,42
26,84
AIN Global Opportunity
05.06
38,70

ASE Global Property
05.06
28,74
30,44
AIN Global Quality
05.06
25,20
27,73
APS Japanese Equity
05.06
34,42

AEM Latin American Equity
05.06
14,14

FLE Liquid Alpha Capture
05.06

25,37
FLE Liquid Alternatives
05.06

24,68
OEB Short Maturity Euro Bond
05.06
26,44

AAM US Advantage
05.06
48,21

AAM US Growth
05.06
42,51
42,86

myNEXT ___________________________________________________
OFL myNEXT Bond E
AAS myNEXT Equity E
BBI myNEXT Multi Asset E

05.06
05.06
05.06

5,158
6,212
5,723





OPE Em Mkts Corp Bd E
OPE Em.Mkts.Cur.E ($)
OPE Em.Mkts.Cur.E Acc
OPE Em.Mkts.Cur.E Acc unh
AEM EqS Em Mkts Fd E unh
AEU EqS Pathfinder Eu E
AEU EqS Pathfinder Eu E(6)
AIN EqS Pathfinder F E(6)
AIN EqS Pathfinder Fd E
AIN EqS Pathfinder Fd E($)
OEM Euro Bond E
OEM Euro Bond E Acc
OEC Euro Credit E
OEC Euro Inc. Bd E
OEC Euro Inc. Bd E
MAE Euro S.-Term E Acc
OIG Glb Advantage E PH
OIG Glb Advantage E($)
OIG Glb Bd E Acc CE ($)(6)
OIG Glb Bd E Acc hdg
OIG Glb Bd E Acc($)
OIG Glb Bd Ex-US E($)
OIH Glb H.Y Bd E($)
OIH Glb H.Y. Bd E Acc($)
OIH Glb H.Y. Bd E hdg Acc
OIC Glb InvGrCr. E Acc hdg
OIC Glb InvGrCr. E Acc($)
OIC Glb InvGrCr. E hdg
OIC Glb InvGrCr. E($)
BBI Glb Multi-Asset E Acc hdg
BBI Glb Multi-Asset E Acc($)
BBI Glb Multi-Asset E hdg
BBI Glb Multi-Asset E($)
OIG Glb RealRet E Acc hdg
OIG Glb RealRet E Acc($)
OIG Glb RealRet E Dis($)
OIG Global Bond E($)
OIG Global Bond E($) unh
ODB Low Avg Durat. E Acc hdg
ODB Low Avg Durat. E Acc($)
ODB Low Avg Durat. E($)
AAM StocksPLUS E($)
ODMT.R. Bd E Acc hdg
ODMT.R. Bd E Acc($)
ODMT.R. Bd E($)
OFL Unconstrained Bd E
OFL Unconstrained Bd E($)
OFL Unconstrained Bd E($)
ODH US Hi.Yi. Bd E Acc($)
ODH US Hi.Yi. Bd E Dis($)
ODH US Hi.Yi. Bd Ehdg Acc

05.06
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05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

OEC Augustum Corporate Bond
OEB Augustum High Qual. Bond
OBI Augustum Italian Div. Bond
--- Augustum Mkt Timing
BOB Balanced World C.
OEB Euro Bonds Short Term
AAE Euro Equities
--- Extra Euro HQB
AIN Global Equities (Eur Hdg)
OEM Inflation Lkd Bd Eur.
OEC Large Europe Corporate
AIN Q7 Active Eq.International
FLE Q7 Globalflex
FLE Total Return Flexible
FLE VolActive

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
30.01
05.06
05.06
05.06

Cl.A
195,69
148,95
115,10
111,69
143,27
139,72
54,30
107,32
78,18
106,26
137,94
46,62
109,36
124,85
93,94

OAS
OAS
OMI
OMI
OMI
OMI
OPE
OPE
OPE
OPE
OPE
OPE

CommRealRe.E Acc($)(6)
CommRealRe.E Dis($)
Divers Inc E Dis($)
Divers Inc E Eur hdg Acc E
Divers Inc E hdg
Divers Inc E($)
Em Local Bd E Acc unh
Em Local Bd E Acc($)
Em Local Bd E($)
Em Mkts Bd E Acc($)
Em Mkts Bd E Eur hdg Acc
Em Mkts Bd E($)

05.06
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05.06
05.06

6,31
4,45
12,78
13,95
11,63
18,19
13,83
11,16
8,06
36,23
32,98
11,13

































































P
P
P
m
P
P
P
P



ALTRIARMONIZZATIUE
m
m

M m

m
m













m








m
m

W
W

m

m

m





m

m






M






m
m

m

m
m
m





































M
M
M

m
mM

m



m





m
m
m

www.pioneerinvestments.com; tel. 800551552
Pioneer Funds
FLE Absolut Ret. Bond E
05.06
5,218
FLE Absolut Ret. M.Str. E
05.06
6,154
FLE Absolut Ret. M.Str.Gr. E
05.06
6,539
OFL Absolut Return Curr. E
05.06
5,562
OFL Absolut Return Curr. F
05.06
5,322
FLE Absolute R.Eur.Eq. EH($)
05.06 100,968
FLE Absolute Ret. As. Eq. E
05.06
5,863
FLE Absolute Ret. Eur. Eq. E
05.06 105,433
FLE Absolute Ret. M. Str. F.
05.06
5,483
APA Asia (ex Japan) Eq. E
05.06
9,135
APA Asia (ex Japan) Eq. F
05.06
8,151
APA China Eq. E
05.06
16,077
APA China Eq. F
05.06
14,150
FLE Commodity Alpha E
05.06
3,552
FLE Commodity Alpha E Hed
05.06
3,044
FLE Commodity Alpha F
05.06
3,364
AEU Core Europ. Eq. E
05.06
10,849
AEU Core Europ. Eq. F
05.06
9,615
AEM Em. Eur. Med. Eq. E
05.06
16,160
AEM Em. Eur. Med. Eq. F
05.06
13,718
OPE Em. Mark. Bond E DT
05.06
5,870
OPE Em. Mark. Bond F DT
05.06
5,837
OPE Em. Mark. Bond LC E
05.06
6,475
OPE Em. Mark. Bond LC E D.
05.06
4,564
OPE Em. Mark. Bond LC E DT
05.06
4,511
OPE Em. Mark. Bond LC F
05.06
6,260
OPE Em. Mark. Bond LC F D.
05.06
4,537
OPE Em. Mark. Bond LC F DT
05.06
4,501
OPE Em. Mark. Bond ST E DT
05.06
5,077
OPE Em. Mark. Bond ST F DT
05.06
5,077
OPE Em. Mark. Cor. HY B. E
05.06
6,508
OPE Em. Mark. Cor. HY B. E DT
05.06
6,022
OPE Em. Mark. Corp. B. 2016 E
29.05
5,257
OPE Em. Mark. Corp. B. 2016 F
29.05
5,223
OPE Em. Mkts B.E Hed.
05.06
11,734
OPE Em. Mkts Bond E
05.06
15,075
OPE Em. Mkts Bond F
05.06
13,303
AEM Em. Mkts Eq. E
05.06
8,665
AEM Em. Mkts Eq. F
05.06
7,536
OAS Euro Aggr. Bond E
05.06
7,677
OAS Euro Aggr. Bond E D.
05.06
5,781
OAS Euro Aggr. Bond F
05.06
7,456
OAS Euro Aggr. Bond F D.
05.06
5,762
OAS Euro Aggreg. Bond E DT
05.06
5,832
OEM Euro Bond E
05.06
9,961
OEM Euro Bond E DT
05.06
5,430
OEM Euro Bond F
05.06
9,220
OAS Euro Cash Plus E
05.06
65,690
OAS Euro Cash Plus E DT
05.06
5,053
OEC Euro Corp. Short T. E
05.06
6,105
OEC Euro Corp. Short T. F
05.06
5,864
OEC Euro Corpor. Bond E DT
05.06
6,041
OEC Euro Corporate Bond E
05.06
9,400
OEC Euro Corporate Bond F
05.06
8,311
OEH Euro H. Y. E
05.06
10,170
OEH Euro H. Y. F
05.06
9,153
OEH Euro H. Y. F DT
05.06
5,682
OEH Euro High Yield E DT
05.06
6,274
MAE Euro Liquidity E
05.06
5,126
OAS Euro Short T. E
05.06
6,439
OAS Euro Short T. F
05.06
6,134
OFL Euro Strat. Bond E D.
05.06
5,160
OFL Euro Strat. Bond E DT
05.06
5,714
OFL Euro Strat. Bond F D.
05.06
5,127
OFL Euro Strat. Bond F DT
05.06
5,399
OFL Euro Strategic Bond E
05.06
10,409
OFL Euro Strategic Bond F
05.06
8,855
AAE Euroland Equity E
05.06
7,363
AAE Euroland Equity F
05.06
6,487
AEU Europ. Eq Income ED
05.06
7,061
OAS Europe Rec.Inc. 2017 E
29.05
5,647
AEU European Eq. Value E
05.06
7,321
AEU European Eq. Value F
05.06
10,983
AEU European Potential E
05.06
8,159
AEU European Potential F
05.06
7,540
AEU European Research E
05.06
6,582
AEU European Research F
05.06
5,820
AIN Glb Eq. Tar. Income E
05.06
7,833
AIN Glb Eq. Tar. Income F
05.06
7,460
5,746
AIN Glb Eq.Tar. Income ED
05.06
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bd E DT 05.06
4,706
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bd F DT 05.06
4,704
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bond E 05.06
4,706
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bond F 05.06
4,704
FLE Glb M.Asset TI E Hed. DS
05.06
4,955
FLE Glb Multi Asset TI E DS
05.06
4,482
OAS Global Aggr. Bond E
05.06
8,085
OAS Global Aggr. Bond E DT
05.06
5,427
OAS Global Aggr. Bond F
05.06
7,853
ASE Global Ecology E
05.06
6,721
ASE Global Ecology F
05.06
6,304
OIH Global High Yield E
05.06
10,489
OIH Global High Yield E DT
05.06
6,248
OIH Global High Yield F
05.06
9,164
OIH Global High Yield F DT
05.06
5,920
OPE Global High Yield F DT
05.06
5,997
BOB Global Multi Asset Cons. E 05.06
5,593
BOB Global Multi Asset Cons. F 05.06
5,095
BAZ Global Multi Asset E
05.06
9,476
BAZ Global Multi Asset F
05.06
9,026
AIN Global Select E
05.06
6,983
AIN Global Select F
05.06
6,520
OAS HY&Em.M.BdOpp.2015E
29.05
5,215
OAS HY&Em.M.BdOpp.2015F
29.05
5,190
AEM Indian Equity E
05.06
8,131
AEM Indian Equity F
05.06
7,719
AIT Italian Equity E
05.06
8,004
AIT Italian Equity F
05.06
7,167
APA Japanese Eq. E
05.06
2,913
APA Japanese Eq. E Hed
05.06
10,071
APA Japanese Eq. F
05.06
2,605
AEM Latin Am. Equity E
05.06
3,658
AEM Latin Am. Equity F
05.06
3,499
AAM North Am. Bas. V. E Hed.
05.06
6,386
AAM North American Bas. Val. E 05.06
8,536
AAM North American Bas. Val. F 05.06
7,925
FLE Real Assets TI E
05.06
4,388
FLE Real Assets TI F
05.06
4,584
FLE Real Assets TI E Hed DS
05.06
4,895
APS Russian Equity E
05.06
3,612
APS Russian Equity F
05.06
3,4
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M

M
M

m
m
m

M
M

































































































































































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mM




























mm
mm

M
M
M
M
M
M
M
M
M
M

m
m

P
P

Cl.I
203,49
152,67
118,25
113,71
149,75
142,49
57,23
107,42
82,31
109,17
142,14
49,73
113,30

95,44

Pimco Funds: Global Investor Series plc _________________

M
m





















































m

New Millennium Sicav ____________________________________
Banca Finnat Euramerica; tel. 06 699 33 1

12,33
10,05
11,74
12,72
11,05
14,82
15,63
14,08
13,96
13,69
11,20
20,52
12,32
10,53
12,55
11,48
11,660
10,130
11,69
23,12
25,29
14,08
10,96
18,84
20,98
15,88
15,62
10,77
13,35
14,09
14,10
9,99
9,87
16,00
16,52
12,94
12,68
10,77
9,14
12,23
11,08
21,95
19,18
24,82
12,57
11,700
10,39
10,67
26,08
10,74
22,96

P

M

P
P
P
P
P
P
P

P
P
P
P






































M



M

m
M
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m

m














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M

















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M
















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M

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M

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M

M























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M















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M

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M
M

M

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m
m m

m
m
















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M
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m

M










m

M






M
m

m

M

m

m
m
m

m

M



m

M
M

M



m
m

m

NONARMONIZZATIUE
















m







m

M
M
M

































m

m

m

m






m

M
m
M

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M

m

M























m




M







m






m
m
m





M

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m











m









M m
m
m m
mM







m m

m

m





M

m

m

WM

mM
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mM
m
M m
M

M

m
m
m



M

m

m

m

m




&




Q


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40 Mercati azionari in Italia

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

MERCATO AZIONARIO

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BORSA ITALIANA
Media Media
2014-2015
30 gg 30 gg
Min ¤
Max ¤ prezzo quant.

A

0,680
7,900
9,860
0,980
0,727
0,715
1,744
2,300
0,348
3,952
3,560
6,435
0,005
1,630
4,304
9,040
16,330
4,868
14,280
15,649

B

1,180
13,140
23,700
1,480
5,900
2,800
3,000
4,050
0,709
7,350
8,450
9,545
0,008
2,466
8,550
13,423
25,630
9,415
19,270
29,580

ZAzioni

1,084 219368 1621 LC A2A )
12,351 1034 1512 MD Acea 1X
11,703
25 1094 m Acotel 1X
1,366 471 1566 SM Acsm-Agam 1X
2,539 2512 1005 SM Aedes )
2,377 4428 1836 m Aeffe 1X
2,817 111 1617 SM Alba Private Eq. 1X
3,011 723 1434 SM Alerion Cleanpwr 1X
0,503 411 1579 SM Ambienthesis 1X
7,105 4808 1049 m Amplifon 1X
8,001 11510 1011 MD Anima Holding 1X
9,451 18446 1212 LC Ansaldo Sts 1X

— 1528 SM Arena
2,254 3846 1035 m Ascopiave 1X
7,836 3926 1146 m Astaldi 1X
12,323 852 1020 MD ASTM 1X
23,708 26539 1338 LC Atlantia 1X
8,518 19443 1574 LC Autogrill 1X
18,275
36 6135 MC Autostrade M. 1X
26,685 22367 1398 LC Azimut H. 1X

5,335 8,740 7,437 117 6020 SM B&C Speakers 1X
1,702 28,780 6,775 234598 1506 MD B. Carige 1X
89,903 215,000149,090
36 1280 B. Carige r
1,999 3,584 3,174 643 1514 SM B. Desio 1X
1,986 3,212 2,778
66 1349 B. Desio r nc
0,320 0,620 0,510 2336 1292 m B. Finnat 1X
17,600 33,440 31,966 3099 1197 MD B. Generali 1X
11,160 20,800 19,233 1065 1268 m B. Ifis 1X
3,086 3,720 3,526 184 1397 MD B. Intermobiliare 1X
4,704 8,867 7,699 39758 6014 LC B.P. E.Romagna 1X
0,352 1,079

— 1474 m B.P. Etruria e L.
0,379 0,989 0,932 559112 1472 LC B.P. Milano 1X
2,840 4,630 4,298 10802 6028 MD B.P. Sondrio 1X



— 1548 MC B.P. Spoleto 1X
0,199 0,495 0,319 15333 1533 MD B. Profilo 1X
9,270 12,290 10,739
24 1029 SM B. Sard. r nc 1X
8,710 16,410 14,877 32939 1143 LC B. Popolare 1X
5,780 7,965 6,649 166 1537 B. Santander 1X
5,555 6,850 5,809 250 1007 Banzai 1X
2,056 4,090 3,829 2573 1582 SM BasicNet 1X
0,821 4,000 2,063
85 1033 SM Bastogi )
109,000 338,800277,386 102 1325 m BB Biotech 1X
0,256 0,687 0,591 3917 1103 m BE 1X
0,377 0,720 0,458 2001 1610 SM Beghelli 1X
0,468 0,774 0,698 41327 1569 MD Beni Stabili 1X
1,465 2,500 2,244
96 6043 SM Best Union 1X
0,220 0,990 0,556 1258 1874 SM Bialetti 1X
0,415 0,882 0,478 696 6035 m Biancamano 1X
4,900 17,500 15,606 1267 1048 m Biesse 1X
0,216 0,748 0,548 9022 6018 Bioera 1X
18,012 23,569 19,381
2 1040 Boero 1X
2,450 4,198 3,601 196 1092 m Bolzoni 1X
22,040 39,000 25,242
10 1041 SM Bon. Ferraresi 1X
0,715 0,975 0,745
42 6115 MC Borgosesia )
0,760 1,270 0,827
48 6120 Borgosesia rnc
18,480 39,780 37,803 2015 1516 m Brembo 1X
0,077 0,152 0,098 8105 1045 SM Brioschi 1X
14,200 26,500 16,911 1281 1025 B. Cucinelli 1X
9,450 15,200 14,220 10819 1556 LC Buzzi Unicem 1X
5,565 9,075 8,768 718 1557 Buzzi Unic. r nc

C

INDICI
Pr. Chiusura (3)
Var.% Vwap Apert.
¤
¤ Var.% annua ¤ (6)
(¤) Min.¤ Max¤
08.06 05.06 (4)
(5) 08.06 08.06 08.06 08.06

1,107
12,410
11,140
1,389
0,727
2,178
2,856
2,864
0,465
7,180
7,755
9,400

2,160
7,850
12,040
22,260
7,950
18,420
24,840

1,116 -0,81
12,480 -0,56
11,380 -2,11
1,394 -0,36
1,995 -63,58
2,250 -3,20
2,790 2,37
2,920 -1,92
0,485 -4,10
7,075 1,48
7,940 -2,33
9,390 0,11
— —
2,174 -0,64
7,810 0,51
12,170 -1,07
22,450 -0,85
8,070 -1,49
18,420 —
24,860 -0,08

32,15
37,60
9,43
25,92
-35,70
0,70
26,87
1,66
24,23
46,48
87,18
12,46

18,85
64,80
25,97
14,99
27,29
25,24
41,90

1,107
12,368
11,193
1,371
0,727
2,220
2,854
2,892
0,473
7,178
7,765
9,396

2,166
7,949
12,026
22,300
7,966
18,204
24,991

1,117
12,420
11,400
1,384
0,727
2,272
2,860
2,946
0,487
7,095
7,885
9,390

2,170
7,950
12,150
22,390
8,050
18,220
24,880

1,097
12,260
11,100
1,336
0,727
2,178
2,854
2,854
0,465
7,015
7,685
9,380

2,158
7,830
11,920
22,210
7,900
18,200
24,770

Contr.
N.ro Quant. tot. in
Cont. (mlg) ¤(mlg)

1,117
12,560
11,400
1,390
0,727
2,274
2,860
2,946
0,487
7,250
7,890
9,415

2,178
8,080
12,200
22,440
8,090
18,430
25,190

1986
301
19
34
49
575
3
70
20
1816
1048
741

109
571
249
1882
2123
8
2726

12832
54
2
19
81
844
1
45
44
800
378
1761

118
216
42
1085
1706
2
963

14199
666
22
27
59
1873
3
130
21
5743
2935
16545

256
1715
510
24197
13591
42
24065

7,300 7,390 -1,22 22,24 7,332 7,350 7,300 7,350
1,755 5,605 -68,69 -67,81 1,753 1,770 1,702 1,850
108,000 114,000 -5,26 3,47 115,079 115,000 108,000 119,700
3,100 3,174 -2,33 47,77 3,167 3,174 3,100 3,182
2,738 2,738 — 27,90 2,737 2,736 2,736 2,738
0,479 0,486 -1,38 18,48 0,481 0,489 0,479 0,490
31,840 31,830 0,03 37,89 31,889 31,840 31,570 32,170
19,000 19,190 -0,99 39,42 18,929 19,170 18,710 19,170
3,500 3,498 0,06 -0,57 3,522 3,526 3,500 3,538
7,550 7,720 -2,20 39,43 7,626 7,690 7,550 7,760

— —





0,906 0,919 -1,47 68,34 0,914 0,920 0,906 0,927
4,262 4,318 -1,30 39,01 4,289 4,312 4,260 4,348

— —





0,285 0,293 -2,93 -5,36 0,291 0,297 0,285 0,297
10,690 10,690 — 7,07 10,637 10,690 10,610 10,690
14,840 14,830 0,07 48,25 14,924 14,800 14,790 15,080
6,465 6,575 -1,67 -8,71 6,472 6,500 6,455 6,550
5,645 5,650 -0,09 -14,48 5,647 5,650 5,610 5,700
3,850 3,906 -1,43 68,68 3,839 3,882 3,810 3,910
1,940 1,950 -0,51 -14,98 1,925 1,950 1,910 1,960
280,500 275,800 1,70 41,45 279,400 277,400 276,500 282,900
0,538 0,546 -1,47 10,50 0,544 0,550 0,538 0,560
0,432 0,445 -2,99 9,42 0,436 0,445 0,424 0,445
0,643 0,660 -2,50 11,95 0,648 0,661 0,642 0,663
2,154 2,298 -6,27 10,42 2,206 2,202 2,154 2,300
0,540 0,540 -0,09 -2,05 0,553 0,560 0,540 0,560
0,475 0,481 -1,35 1,06 0,475 0,475 0,475 0,475
15,910 16,500 -3,58 72,78 16,225 16,630 15,760 16,700
0,550 0,551 -0,18 116,02 0,547 0,560 0,532 0,562

— —





3,590 3,550 1,13 30,87 3,565 3,552 3,550 3,600
25,000 25,000 — 8,51 24,948 25,090 24,770 25,180

— —






— —





37,410 38,490 -2,81 36,23 37,798 38,540 37,370 38,560
0,095 0,095 0,74 7,78 0,095 0,093 0,093 0,096
16,600 16,700 -0,60 -9,06 16,610 16,720 16,520 16,760
13,240 13,300 -0,45 25,97 13,240 13,310 13,140 13,360
8,410 8,355 0,66 30,76 8,307 8,360 8,140 8,445

7
4178
28
88
2
79
881
544
16
1454

2599
763

369
10
3681
17
50
310
28
222
79
54
871
17
13
3
695
126

17
24


1072
38
698
1255
103

1
6305

58

237
106
67
31
1483

29745
537

2584
1
2171
14
16
124
11
8
206
168
3647
14
8
5
125
294

5
2


139
542
97
604
22

9
11064
30
184
1
114
3394
1265
110
11311

27192
2302

751
13
32395
93
91
475
21
2178
112
73
2364
31
4
2
2032
161

17
52


5255
51
1616
7991
185

p/mez.
Capit.
p/u propri Div/p in mln
(7)
(8) ¤ (9)

neg.
16,21
neg.
19,21
3,35
86,92
8,63
neg.
neg.
34,78
27,44
23,31

14,27
9,59
10,61
24,89
80,71
24,53
38,87

Div.
lordo
¤ (2)

1,34
1,84
1,72
0,68
0,72
1,83
1,20
1,10
0,72
3,66
3,29
3,28

1,25
1,36
0,70
2,82
4,42
0,71
5,62

3,28
3,64

2,55



1,56

0,60
2,15
1,60

6,93
2,52
3,74
3,59

2,20
0,40

3467
2634
47
105
8
238
29
126
44
1616
2328
1879

508
782
1058
18415
2027
80
3580

0,0330
0,4200
0,4000
0,0350
0,2500
0,0070

0,1170
0,0100
0,0430
0,1670
0,1500
0,0413
0,1500
0,2000
0,7000
0,8000
0,2800
0,4000
0,7800

17,79 4,63
neg. 0,10
neg. 6,78
10,15 0,49
8,78 0,42
41,12 0,91
22,94 6,88
10,97 2,33
neg. 1,56
248,04 0,75
— —
17,28 0,88
16,88 0,81
— —
56,56 1,30
15,39 0,45
neg. 0,67
15,93 1,15
neg. 5,32
18,83 2,90
neg.-308,85
2,71 1,14
70,40 1,61
25,41 0,85
neg. 0,79
neg. 2,15
10,01 7,24
neg. -3,44
32,29 3,61
neg. 1,24
— —
88,77 2,54
286,98 1,21
— —
— —
19,56 4,75
neg. 0,68
34,16 6,86
23,40 1,17
14,68 0,73

4,36


2,38
3,30
2,08
3,07
3,49

0,26

2,41
1,40

1,03
2,48

9,27

1,82

3,45
1,02

3,39



2,22


0,98
0,20


1,59

0,72
0,38
0,60

81
182
3
370
36
175
3691
1019
550
3670

4015
1945

197
70
5405
92663
229
234
230
3311
73
87
1471
21
41
16
444
20

93
140


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75
1129
2189
338

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0,0700
0,0875
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0,0200
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0,0600
0,1200
0,0030
0,2639
0,0300
0,6000

0,0700

9,6474
0,0056
0,0200
0,0220


0,0400
0,3600
0,0100
0,1500
0,0350
0,0500

0,0600
0,6000
0,0038
0,1200
0,0500
0,0500

Data
stacco

04.05.15
21.05.12
21.05.12
04.05.15
04.05.15
18.05.15
18.05.15
13.04.15
05.05.08
18.05.15
11.05.09
18.05.15
18.05.15
09.05.11
04.05.15
11.05.15
23.05.11
14.04.15
18.05.15
20.03.15
25.05.15
25.06.12
04.05.15
04.07.11
18.05.15
21.07.14
11.05.15
18.05.15
18.05.15
04.02.08
18.05.15
19.05.03
18.05.15
18.05.15
18.05.15

4,352
4,420
1,120
2,300
0,900
6,645
2,228
7,130
14,150
5,900
3,740
6,610
0,043
0,255

1,021
0,307
7,870
0,482

0,341
7,230
1,220
1,410
1,830

4,402
4,570
1,150
2,298
0,905
6,710
2,190
7,220
14,200
6,040
3,752
6,625
0,043
0,265

1,029
0,322
7,940
0,478

0,343
7,300
1,263
1,520
1,824

-1,14
-3,28
-2,61
0,09
-0,61
-0,97
1,74
-1,25
-0,35
-2,32
-0,32
-0,23
-0,69
-3,77

-0,78
-4,66
-0,88
0,77

-0,50
-0,96
-3,40
-7,24
0,33

17,33
-8,67
-19,41
22,84
6,04
29,81
17,18
26,16
36,98
19,64
39,03
51,23
13,53
15,01

16,96
-1,48
17,31
9,85

34,92
15,11
56,94
2,67
-5,76

4,382
4,482
1,113
2,298
0,882
6,683
2,200
7,217
14,209
5,956
3,758
6,626
0,043
0,262

1,015
0,309
7,884
0,478

0,339
7,234
1,233
1,436
1,823

4,402
4,580
1,130
2,282
0,891
6,685
2,284
7,180
14,200
6,090
3,782
6,660
0,044
0,266

1,020
0,320
7,920
0,479

0,336
7,300
1,260
1,455
1,849

4,352
4,420
1,083
2,254
0,870
6,645
2,170
7,130
14,150
5,900
3,722
6,520
0,043
0,254

1,005
0,304
7,830
0,468

0,336
7,160
1,209
1,408
1,800

4,412
4,600
1,131
2,310
0,906
6,760
2,284
7,280
14,280
6,090
3,830
6,785
0,044
0,269

1,026
0,324
7,955
0,484

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— — —


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18
7
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108 123 221 neg. 0,63 — 64

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36
34
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0,841
0,462
6,570
2,352
5,200
7,440
0,603
3,512
5,395
1,551

1,510
0,715
16,290
9,665
9,320
10,400
0,864
7,235
12,380
3,250

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G

Falck Renew 1X
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Fidia 1X
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Fiera Milano 1X
5,790 5,980 -3,18 -8,24 5,807 5,905 5,750 5,905
Fila 1X
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Fincantieri 1X
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LC Finmecc. 1X
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SM FullSix 1X
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m
SM
LC
m
m

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3,380 5,225 3,956
40 1332 SM Gasplus 1X
2,720 4,340 3,355
75 1607 m Gefran 1X
14,400 19,210 17,550 106957 1131 LC Generali 1X
2,152 3,730 3,339 3963 1006 MD Geox 1X
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H

1,630

I

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0,824
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1,130
1,308
4,054
17,000
11,860

2,462 2,367 28789 1251 MD Hera 1X
1,106
49,900
0,822
1,059
0,510
0,673
15,840
3,376
2,964
0,880
2,380
1,368
2,450
1,889
2,726
8,838
35,000
23,000

0,850 20170 1036 MD Imm. Grande Dis. 1X
46,672 856 1515 m Ima 1X
0,632 3676 1001 SM Immsi 1X
0,476 458 6031 MC Industria e Inn. )
0,356 3542 1269 SM Intek Group )
0,565 2007 1270 Intek Group r nc
15,118 1553 1554 m Interpump 1X
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2,851 57555 1187 Intesa Sanp. r nc
0,477 350 1361 SM Inv. e Sviluppo )
2,000 154 1555 m Irce 1X
1,312 16258 1339 MD Iren 1X
1,800 251 1301 m Isagro 1X
1,256 169 1050 m Isagro Az. Svil. sp
2,065 151 1054 m It Way 1X
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95 1152 MD Italmobiliare 1X
17,165 210 1153 Italmobiliare r nc

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0,0130
0,0900
0,2500
0,2000
2,0000

0,2000
0,4100


11.05.15
09.06.14
18.04.11
11.05.15
07.05.12
01.06.15
27.04.15
23.05.11

0,810
45,490
0,615
0,440
0,345
0,555
14,600
3,176
2,766
0,450
2,000
1,292
1,683
1,170
1,983
6,110
29,000
17,670

0,834 227 898 734
46,590 673
47 2154
0,640 157 356 225
0,479
12
6
3
0,356
65 261
92
0,563
31 377 210
14,950 397
88 1298
3,228 10272 71088 227495
2,818 1133 4098 11437
0,469
9
8
4
2,030
7
23
45
1,319 687 1348 1757
1,742
38
41
69
1,225
6
1
1
1,996
13
5
10
6,345 1462 753 4670
29,490
37
2
51
17,990
97
14 248

84,68
33,53
neg.
neg.
0,89
1,41
28,18
42,92
37,43
0,57
14,94
19,38
neg.
neg.
neg.
neg.
neg.
neg.

0,65
16,75
0,80
2,94
0,31
0,50
3,48
1,20
1,05
1,42
0,41
0,94
0,69
0,48
1,50
0,70
0,62
0,38

4,59
2,93




1,22
2,19
2,90

1,49
4,01



1,45
0,86
2,19

618
1729
215
11
122
28
1604
50713
2602
3
57
1540
42
17
16
2167
644
290

0,0375
1,3500
0,0300

0,0110
0,0724
0,1800
0,0700
0,0810
0,0362
0,0300
0,0523
0,1000

0,1300
0,0900
0,1500
0,2552

IVS Gr. A 1X

7,370 7,100 3,80 -1,12 7,311 7,345 7,050 7,400

0,205

0,349 0,299 39892 1116 SM Juventus FC

0,287 0,295 -2,88 30,03 0,286 0,290 0,281 0,290

0,810
0,730

2,750 1,253 1060 1253 Kinexia 1X
1,986 0,868 793 1358 SM K.R.Energy 1X

1,101 1,138 -3,25 29,49 1,112 1,128 1,100 1,133
0,850 0,831 2,29 -2,45 0,847 0,835 0,830 0,860

K
L

M

0,082
1,451
10,500
11,260
0,720
2,424
5,740
4,752
0,077
3,873
1,068
0,325
0,950
10,010
0,574
0,468
0,270
1,581
0,024
3,918

N

0,171
2,978
18,120
11,850
2,510
4,894
9,585
8,475
0,195
7,300
1,850
0,733
1,750
18,110
1,572
4,128
0,649
11,109
0,110
8,685

La Doria )
Landi Renzo 1X
Lazio
Luxottica 1X
LVenture Group 1X

0,115 1101 1245 SM M & C 1X
2,754 14952 1821 MD Maire Tecnimont 1X
17,053 1218 1019 m Marr 1X
11,508 5092 1060 M.Zanetti Beverage 1X
1,254 443 1052 Mediacontech )
4,529 128278 1543 LC Mediaset 1X
9,087 48139 1173 LC Mediobanca
7,897 29680 1539 LC Mediolanum 1X
0,162 1110 1706 MC Meridie 1X
6,527
49 1039 MC Mid Industry Cap )
1,578 475 1178 SM Mittel 1X
0,427 31996 1010 SM MolMed 1X
1,461 3759 1004 m Moleskine 1X
16,931 16223 1037 LC Moncler 1X
1,103 3922 1014 MD Mondadori 1X
3,162 3407 1046 m Mondo TV 1X
0,329 672 1095 SM Monrif 1X
2,109 581537 1500 LC Monte Paschi Si 1X

— 6017 SM Moviemax
7,355 303 1451 m MutuiOnline 1X

2,560
3,426
0,690

3,694 3,105
6,500 5,797
1,250 0,852

0,310
3,932

0,574 0,394 1562 1529 SM Olidata 1X
5,115 4,683 5095 1065 OVS 1X

O
P

1,070
2,340
1,930
0,495
2,902
1,410
9,605
8,625
4,950
0,206
0,242
0,134
9,165
12,340

2,508
2,427
2,844
0,881
4,908
1,664
15,427
15,328
6,892
0,303
0,433
0,226
18,262
20,015

18.05.15
25.05.15
21.05.12
09.05.11
09.05.11
11.05.15
18.05.15
18.05.15
18.06.01
25.05.15
23.06.14
28.05.12
02.02.09
18.05.15
23.06.14
23.06.14

Contr.
N.ro Quant. tot. in
Cont. (mlg) ¤(mlg)

19

16

p/mez.
Capit.
p/u propri Div/p in mln
(7)
(8) ¤ (9)

85
30

62
39

69
33

13,170
0,986
0,635
59,150
0,810

13,350
0,985
0,644
59,150
0,811

-1,35
0,10
-1,48

-0,18

63,65
-0,83
28,67
32,64
15,38

13,197
0,980
0,636
59,403
0,808

13,390
0,985
0,648
59,100
0,812

13,050
0,975
0,630
59,050
0,801

13,450
0,990
0,651
59,900
0,812

568
109
142
1931
8

0,117
2,816
16,740
11,350
1,132
4,190
8,875
7,440
0,157
6,735
1,615
0,412
1,391
16,520
1,090
2,650
0,318
1,759

7,080

0,120
2,780
16,590
11,500
1,134
4,236
9,130
7,550
0,158
6,800
1,648
0,420
1,380
16,850
1,077
2,768
0,328
1,782

7,240

-2,59
1,29
0,90
-1,30
-0,18
-1,09
-2,79
-1,46
-1,07
-0,96
-2,00
-1,98
0,80
-1,96
1,21
-4,26
-3,14
-1,29

-2,21

32,08
52,39
13,36
-3,04
39,38
22,31
32,92
42,81
55,17
23,52
39,79
10,97
38,31
50,59
22,91
62,76
14,21
-8,21

49,26

0,118
2,799
16,648
11,318
1,094
4,226
8,968
7,549
0,153
6,613
1,613
0,414
1,379
16,634
1,073
2,681
0,320
1,761

7,085

0,117
2,796
16,500
11,590
1,149
4,216
9,100
7,550
0,160
6,740
1,635
0,418
1,372
16,830
1,089
2,752
0,316
1,773

7,115

0,114
2,754
16,370
11,260
1,080
4,182
8,870
7,430
0,150
6,505
1,601
0,411
1,364
16,520
1,061
2,620
0,311
1,735

7,050

0,123
2,830
16,800
11,590
1,149
4,282
9,185
7,655
0,160
6,750
1,635
0,418
1,400
16,910
1,090
2,792
0,330
1,803

7,150

46
1296
476
518
23
2934
3343
2202
12
12
25
230
338
1763
187
317
45
9100

66

80
2325
94
123
10
6149
4418
2941
9
1
15
2057
225
698
299
225
58
29600

14



285 0,1200 23.06.14

neg. 6,76



288 0,0120 04.11.02

Contratti Totali:
199.455

neg. 1,07
neg. 0,97




62 0,0100 02.06.14
28


79 1039 16,39 2,56 — 409 0,1200
243 238 neg. 1,03 — 110 0,0550
195 124 6,10 2,74 — 43

405 24054 44,57 5,82 1,11 28639 1,4400
8
6 neg. 1,79 — 14 0,0500

2,960 3,068 -3,52 10,99 3,010 3,062 2,960 3,062
5,670 5,790 -2,07 24,90 5,699 5,800 5,625 5,800
1,000 0,922 8,46 22,04 0,976 0,944 0,922 1,000

45
12
29

19
1
29

0,388 0,378 2,49 18,13 0,383 0,382 0,375 0,395
4,750 4,798 -1,00 17,59 4,781 4,754 4,750 4,848

130
342

567
185

9
6507
1558
1397
10
25986
39617
22197
1
8
24
852
310
11603
321
603
19
52120

100

neg.
17,00
21,67
30,60
neg.
210,63
16,69
17,37
neg.
6,20
neg.
neg.
17,70
31,92
454,13
41,24
neg.
neg.

31,14

0,74
9,28
4,36
1,90
30,26
2,15
0,99
3,07
0,75
0,63
0,51
14,46
3,28
9,92
1,09
2,35
3,23
0,08

8,07



3,72


0,47
1,67
3,58




2,39
0,72





1,69

56 22,61 1,71 1,58
7 neg. 2,69 —
28 neg. 12,68 —
217
887

Data
stacco

neg. -3,56
neg. 2,66

10.08.09
16.05.11
25.05.15
22.04.02
18.05.15
24.11.14
20.04.15
01.06.15
28.02.11
20.04.15
18.05.15
23.05.11
10.05.04
22.05.06
23.05.11
11.05.15

349 0,0475 25.05.15
44

13 0,0200 04.06.07

— 13 0,0440 10.05.04
— 1085


2,626
2,350
3,024
0,850
4,700
1,604
15,410
15,270
6,805
0,288
0,415
0,210
18,390
20,000

0,99 108,67
— -1,19
-1,79 23,60
-4,06 17,82
— 49,91
-0,25 14,01
-0,78 37,03
-1,64 50,37


-2,08 18,64
-1,33 52,18
-3,57 19,60
-0,92 35,45
-0,90 30,16

2,606
2,354
2,972
0,832
4,710
1,625
15,324
15,087

0,275
0,409
0,202
18,173
19,738

2,624
2,392
3,004
0,850
4,768
1,626
15,370
15,310

0,277
0,410
0,201
18,420
20,000

2,550
2,346
2,950
0,813
4,690
1,600
15,290
14,980

0,273
0,403
0,201
17,980
19,520

2,680
2,392
3,006
0,850
4,770
1,650
15,430
15,310

0,285
0,418
0,210
18,420
20,000

113
41 108
291 289 679
1013 756 2245
206 485 403
77
33 153
34
32
52
1610 1814 27794
69
32 481



8
52
14
128 345 141
8
11
2
161
9 170
2568 1348 26602

2,910 4,550 4,351 4049 1027 MD Rai Way 1X
2,102 2,794 2,570
47 1342 SM Ratti 1X
0,810 1,837 1,214 16946 1564 MD RCS Mediagroup 1X
10,100 19,780 18,710 2458 1221 MD Recordati 1X
0,255 0,433 0,394 7532 1238 m Reno De Medici 1X
47,700 96,800 92,435
94 1345 m Reply 1X
0,466 0,799 0,619 3082 1085 SM Retelit )
0,179 0,430 0,267 1035 1549 SM Ricchetti 1X
0,082 0,247 0,170 8423 1228 Risanamento 1X
0,415 0,897 0,534 5403 1028 SM Roma A.S.
1,113 1,670 1,293 122 6047 SM Rosss 1X

4,358

1,166
19,380
0,372
88,000
0,589
0,254
0,157
0,532
1,250

4,352
2,590
1,183
19,220
0,364
88,250
0,596
0,252
0,160
0,526
1,240

0,14

-1,44
0,83
2,17
-0,28
-1,26
0,71
-1,63
1,14
0,81

36,27

26,39
49,10
34,92
46,86
1,61
13,60
62,77
-2,18
5,84

4,333

1,170
19,260
0,368
88,301
0,591
0,251
0,159
0,529
1,248

4,346

1,191
18,910
0,364
89,200
0,592
0,251
0,165
0,526
1,206

4,302

1,160
18,790
0,364
87,150
0,588
0,247
0,157
0,522
1,206

4,358

1,191
19,400
0,373
89,300
0,600
0,254
0,165
0,533
1,250

256

416
1384
157
151
61
15
17
65
5

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5,515 8,930 7,946 218 1481 m Saes G. 1X
4,510 7,890 6,378 129 1505 m Saes G. r nc
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1 1248 Saipem r
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2,072 4,980 4,006 16719 1075 LC Salini Impregilo 1X
9,000 13,150 9,770
17 1076 Salini Impregilo r nc
17,610 32,550 28,377 6531 1057 LC S. Ferragamo 1X
0,660 1,910 1,597 57930 1222 MD Saras 1X
11,560 13,850 12,503
74 1008 MC Save 1X
0,002 0,210 0,0044369271 1256 SM Seat P. G. 1X
47,997 174,900163,772
— 1257 Seat P. G. r nc
3,580 5,700 4,874 117 6037 m Servizi Italia 1X
11,360 17,370 16,004
64 1068 m Sesa
7,195 11,090 10,120 2175 1123 MD Sias 1X
0,048 0,131 0,065 952 6044 SM Sintesi )
1,061 2,310 1,589 1281 1297 SM Snai 1X
3,756 4,872 4,579 161545 1115 LC Snam 1X
1,860 5,015 2,895 3480 1276 m Sogefi 1X
5,510 8,915 7,736 218 1618 MD Sol 1X
0,550 1,426 0,780 1059 1032 SM Sole 24 Ore sp
1,633 3,066 2,687 8908 1315 MD Sorin 1X
0,031 0,195

— 6041 SM S.S.B.T.-Screen S.
0,230 0,485 0,324 904 1283 SM Stefanel 1X
145,000 147,000

— 1550 Stefanel r nc
4,894 9,600 7,464 63162 1596 LC STMicroelectr. 1X

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7,420
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0,004

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9,500
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2,594

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6,070
12,740
10,300

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1,597
12,250
0,004

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2,718
7,400
0,745
2,612

0,321

7,630

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0,61
-0,25
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2,12

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-2,11
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15,07
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4,594
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7,150
6,000
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12,350
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16,000
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4,750
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1,566
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2,750
7,490
0,749
2,606

0,318

7,655

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5
72
21
20
8
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6235 5428
1

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6

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1551 3030
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3
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86
26
12

350
87
17
81
116
83
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221 150
32
5
50
70
584 879


28
48


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156 33,84
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1537 20,26
57167 neg.
6 neg.
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4 52,10
13612 29,02
4746 neg.
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121 9,97
5 11,30
828 15,11
51419,36
125 neg.
63939 12,58
399 86,99
34 22,89
52 neg.
2279 23,87


15 neg.


21982 65,44

1,28
1,45
1,18
0,81
1,12
1,71
1,75
4,40
9,75
2,26
3,20
1,47

1,19
1,66
1,29
-0,48
3,64
2,10
1,96
1,63
0,29
1,94

2,50

1,68

3,26
1,62
3,87


0,31
1,02
2,63
1,56

4,39


3,48
3,02
3,37


5,81

1,49





3,83

142
109
44
791
4648
2
1936
16
4544
1490
681
257

130
234
2163
2
175
15069
317
668
32
1240

26

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0,4000
0,1200
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04.05.15
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25.05.15
25.05.15
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18.05.15
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18.05.15
04.05.09

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0,329
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10,560
2,140
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3,420
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1,136
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0,060
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16,160
2,166
7,400

3,392
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2,174
7,540

0,83

-0,96
-2,17
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27,65
26,60
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0,41
-15,11
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4,52
9,96
23,05
26,92
13,29
15,95
21,81
-23,12
5,32

3,341
0,485
1,143
0,960
0,500
0,923
12,916
4,160
1,740
0,744
0,060
83,374
16,322
2,167
7,353

3,358
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1,147
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0,935
12,950
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0,749
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84,000
16,050
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3,300
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0,500
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7,180

3,430
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1,156
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0,500
0,935
13,000
4,190
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0,749
0,062
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16,790
2,210
7,540

532
3
4986
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7
1601
2037
2244
9
55
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43
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111

1297
1
73335
29
1
13212
22461
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15
60
1103
5634
30
1332
182

17,89
neg.
16,51
neg.
neg.
13,33
13,78
15,36
11,00
16,23
neg.
26,28
72,35
14,62
22,92

1,71
2,45
1,23
-1,60
-0,83
0,99
1,44
2,70
0,93
1,65
-0,66
3,15
4,56
0,55
3,30

1,83




2,98
2,87
4,81
3,74
3,09

2,40
2,41
3,23
3,40

479
20
15402
99
3
5564
15247
8361
65
80
112
2552
304
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96

0,0610
1,1694
0,0200
0,1643
0,1679
0,0275
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0,2000
0,0650
0,0230

2,0000
0,3940
0,1300
0,2500

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24.04.06
22.04.13
18.05.15
23.06.14
18.05.15
25.05.15

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232,000 236,000

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-1,98
-0,98
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-1,92
-1,69

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34
1
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0,75
1,02
0,60
0,60
1,02
1,04
97,49

1,12
1,91
12,41
3,59
4,02
7,23
8,27
2,81

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36897 0,1200
21 1,0650
2102 0,1615
1294 0,1815
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295 19,6413

18.05.15
18.05.15
18.05.15
19.05.14
19.05.14
19.05.14
19.05.14
19.05.14

-0,75
-1,64
-0,07
-0,05

66,77
3,93
22,35
14,45

T

U

3,700
0,683
1,205
2,170
0,921
0,960
18,290
4,398
2,400
0,927
0,086
121,800
17,550
5,869
11,191

3,537 1895 6022 MC Tamburi Inv. 1X
0,500 214 1031 Tas 1X
1,1011130985 1193 LC Telecom Italia 1X
1,002 739 1647 MD Telecom I. Media 1X
0,554
50 1648 Tel. I. Media r nc
0,885 245535 1260 Telecom It. r nc
13,589 30776 1194 LC Tenaris 1X
4,271 85740 1360 LC Terna )
1,831 368 6049 m TerniEnergia 1X
0,743 3167 1038 m Tesmec 1X
0,064 153789 1553 SM Tiscali 1X
83,694 1759 1331 LC Tod's 1X
16,091
19 1837 Toscana Aeroporti 1X
2,398 10530 1511 MD Trevi 1X
8,201 306 1063 m Txt e-solutions 1X

4,824 7,735 7,343 82710 1287 LC UBI Banca )
4,822 6,885 6,404 599642 1082 LC Unicredit 1X
7,400 9,500 8,938
70 1083 Unicredit r nc
3,248 5,790 4,800 24198 1352 Unipol )
3,024 5,450 4,800 7826 1303 Unipol priv
1,916 2,804 2,465 98312 1243 LC UnipolSai )
1,847 2,812 2,492 4130 1242 UnipolSai rsp B
173,097 281,133234,964
57 1244 UnipolSai r nc

V

9,700
1,061
4,450
8,015

29,900
1,594
6,850
10,870

6,050

11,400 10,095 11616 1476 LC World Duty Free 1X

W
Y

25,349 115 6032 MC Valsoia 1X
1,232 235 1308 MC Vianini I. 1X
6,308 1143 1309 SM Vianini L. 1X
9,713 437 1310 m Vittoria 1X

25,310
1,200
6,790
9,845

Z

4,800
0,046
0,140

25,500
1,220
6,795
9,850

25,367
1,217
6,790
9,807

25,430
1,220
6,790
9,800

25,300
1,170
6,790
9,795

25,590
1,220
6,800
9,845

28,860 29,210 -1,20 57,92 29,194 29,360 28,660 29,570

6,610 5,401 337 1239 m Zignago Vetro 1X
0,150 0,051 15544 1314 SM Zucchi
0,313 0,152 280 1340 Zucchi r nc

388
3
64143
30
1
14310
1739
12612
9
81
18307
68
2
615
25

7
27
60
11

185 24,79 5,99 1,18
33 142,05 0,34 1,64
406 8,39 0,45 1,47
106 9,14 1,08 1,94

391 1009 10170 73,53 5,37
1665

5,210 5,190 0,39 2,13 5,195 5,200 5,170 5,230
0,050 0,048 3,11 -9,74 0,048 0,050 0,047 0,050
0,146 0,140 3,77 -16,23 0,142 0,140 0,140 0,146


0,68
2,42


1,23
2,39
2,86




1,10
2,13

118
4320
1073
39
142
81
7290
185

36
207
38
191
4278

0,0300
0,0160
0,0720

0,3400
0,0200
0,3670
0,4310
0,3615
0,2634
2,0600
0,0300
0,2000
0,4200

11.05.09
18.05.15
20.04.15
23.05.05
28.07.14
18.05.15
18.05.15
08.05.00
21.05.07
14.04.08
20.06.11
27.04.15
20.04.15

123 534 47,82 7,66 2,85 1179 0,1234 18.05.15


— — —
— 0,1000 18.05.15
984 1151 neg. 2,28 — 611 0,1100 19.05.08
317 6104 24,99 5,12 2,60 4028 0,5000 20.04.15
555 204 25,39 0,98 — 139 0,0165 13.05.02
5 426 17,24 3,28 0,96 826 0,8500 04.05.15
176 104 neg. 0,75 — 97

46
11 neg. 0,18 — 21 0,0300 19.05.08
106
17 1,40 0,94 — 287 0,1030 19.02.06
253 134 neg. -2,58 — 210

1
1 397,79 4,19 — 14


125
19
43
58

10,080 10,100 -0,20 27,04 10,083 10,100 10,070 10,100

0,80
1,34
2,60
-2,59
5,09
2,57
2,93
2,89

1,13
2,80
0,39
1,59
3,72

0,6200
0,0580
0,6200

0,6000
0,0200
0,1500
0,2700

0,5000
0,1000

0,0330
0,1200
0,1700
0,3500
0,0240
0,0245

0,1200

18.05.15
29.04.02

2,652
2,350
2,970
0,816
4,700
1,600
15,290
15,020

0,282
0,410
0,202
18,220
19,820

S

neg.
21,27
66,82
neg.
neg.
23,04
23,42
23,06

15,53
neg.
neg.
19,51
37,20

56
855
1108
388
20
4992
7759
5568
8
28
142
175
293
4160
281
71
48
450

280

23.06.14
23.05.11

459 13388 131,35 11,45

69
16
46 1001
4
4

265
37
297
661

0,3000
0,0200
0,1000
0,1900

— 2566



— 1813



86 19,18 3,42 3,85
48 neg. 2,96 —
1 neg. 8,68 —

28.02.11
08.05.06
08.05.06
15.12.14

18.05.15
04.05.15
07.07.14
18.05.15

04.05.15
18.05.15
18.05.15
04.05.15

457 0,2000 11.05.15
18 0,2500 24.05.04
— 0,0300 19.05.08

Elaborazione a cura de Il Sole 24 Ore su dati forniti da Proquote

WARRANT

CONVERTIBILI
Prz

2014-2015
Min ¤ Max ¤

Z Azioni

0,054

0,128 1064 D'Amico 16 (F)

0,008

0,031 1366 Ergycapital 16

0,729

2,479 1074 Fila 18

0,062

0,500 1030 IVS Group 16

0,074

0,430 6030 Noema L.15 (C)

1,323

1,537 1109 Parmalat 15

Prz

Prz

Contr

vwap ¤ vwap ¤ chi. ¤ Min ¤ Max ¤
08.06 05.06 (1) 08.06 08.06
— 0,077 0,080

Data
Scad.

Rap.

Val.

Date

eserc.
di Delta teorico
¤ (4) (WxA)
(2) ¤(3)

God.

Titolo

01-01

Agronomia 14-19 8% (*)

29-07

Chl 14-18 6%

15-07

Comp. della Ruota 14-19 6,5% (*)

101,55

101,00

6,31

40,37

21-03

Digitouch 15-20 6% (*)



106,60

4,53

35,74

6

01-01

Energy Lab 14-19 7% (*)





4,86

30,70


5

Pr.Chi.

Rend.

08.06

08.06

Eff.ld





6,59

101,10

101,10

Pr./Sc.

Qt ¤

(1) % (mlg)
156,83



— 1064,75

21





— 31.01.16

0,460

3

9000

— 15.12.16

0,600

1





— 19.12.18

7,590 0,667

0,71 7,918

30-04

Enertronica 14-16 7,5% (*)



101,00

6,84

76,16

0,096 0,062 0,078 0,070 0,120

284387

27 27.01.16

9,300

1

0,16 0,131

11-06

Eukedos 12-16 3%



99,30

3,49

40,42

2



— 30.10.15

6,430

1

0,01 0,002

18-10

Frendy Energy 13-18 (*)



18-03

Hi Real 14-19 (*)

05-12

Mod.Brambrilla 14-19 7%(*)

23-12

Sias 05-17 2,625%

08-07

TE Wind 13-18 6% (*)

23-09

Valore IT 14-19 2,5%(*)

— 0,200 0,200







1,340 1,339 1,340 1,335 1,349

16354

22 31.12.15

1,000

1

1,00 0,038

P.Vwap

0,012 0,010 0,012 0,012 0,012
— 2,268 2,268



Quant. tot.in
totali mlg¤

Prz





1,00 1,350



0,002 1362 Seat Pg. 16

0,001 0,001 0,001 0,001 0,001

4281362

3 29.04.16



1

0,41

0,235

0,528 6036 Servizi It. 15 (E)

0,360 0,400 0,400 0,360 0,360

281

— 31.10.15

3,000

4

1,00 0,358



0,323

1,574 6016 Tamburi 15 (B)

1,309 1,388 1,343 1,250 1,399

53383

70 30.06.15

2,000

1

1,00 1,392

53





0,54

-39,29

94,50

94,50

9,74

414,29

4





6,98

-26,45



110,00

110,00

-2,09

20,25

459





4,35

124,61









171,49



(*) Titoli quotati al mercato AIM.

Fonte: Thomson Reuters

FTSE ITALIA MIB STORICO E SCAMBI
Indice Ftse Mib Storico
01/01/75 = 1000

Titoli trattati:
662.044.674
Controvalore Euro:
2.188.508.600

115 177,02 1,05

847 6873 1964

Div.
lordo
¤ (2)

597 1013 m Panariagroup I.C. 1X
3233 1110 MD Parmalat 1X
10358 1180 MD Piaggio 1X
8903 6029 SM Pierrel 1X
1149 1206 SM Pininfarina 1X
354 6045 SM Piquadro
26713 1208 LC Pirelli & C. 1X
588 1209 Pirelli & C r nc
18 1567 m Poligrafica S.F. 1X
400 1213 SM Poligr. Ed. 1X
8801 1151 SM Prelios )
655 1465 SM Premuda )
347 1558 m Prima Ind. 1X
17742 1353 LC Prysmian 1X

R

2,786
2,580
3,092
1,069
6,290
2,450
15,810
16,000
8,490
0,470
0,780
0,430
20,290
21,130

84 1236 m Nice 1X
29 6027 MC Noemalife 1X
56 6136 Nova Re 1X

13,870 35,090 29,301 10964 1284 LC Yoox 1X

911 5441 12918 21,46 1,53 3,79 3537 0,0900 02.06.14

27,92
26,65
16,94
21,83
6,97
-4,90
26,48
31,29
33,39
-3,96
14,69
42,91
19,23
-2,10
37,50
25,32
54,47
21,65

1,089
3,857
3,313
16,823
3,335
4,000

5,26
2,24

3,51

19,69

2,94



2,372 2,396 -1,00 21,62 2,374 2,374 2,362 2,398
-0,91
0,04
1,04
-1,47
-2,06
0,18
-0,68
-1,12
0,87
2,20

-1,95
-0,64
0,42
0,81
-3,16
-0,48
-0,17

34,89
10,55
11,37
-1,30
23,97
-26,18

0,73
0,81
1,70
2,63
14,37
4,70
0,93
7,47
1,95
8,01

131 169 184 neg. 5,20 — 48 0,0700 15.05.06
5
1
4 10,26 0,78 2,59 173 0,1000 25.05.15
25
4
14 neg. 0,72 — 48 0,1500 30.04.12
6947 6962 117111 15,68 1,13 3,57 26191 0,6000 18.05.15
287 230 768 neg. 2,31 — 865 0,0600 20.05.13
14
3
11 neg. 0,35 — 18 0,0300 07.04.08

0,826
46,320
0,624
0,457
0,359
0,559
14,800
3,212
2,768
0,450
2,000
1,330
1,720
1,200
1,980
6,335
29,280
17,830

-4,84
-0,40
-0,55
-1,24
1,09
-0,50

102,51
12,92
40,08
12,60
neg.
neg.
18,18
27,53
neg.
neg.

1,115
3,954
3,344
16,980
3,368
4,000

0,819
46,340
0,630
0,450
0,352
0,560
14,700
3,176
2,792
0,460
2,000
1,304
1,709
1,205
1,996
6,135
29,140
17,800

1,116
3,970
3,284
16,940
3,314
4,020

260 503 593
68 227 142
7555 8598 120176
98
12
83
179
54 316
12
16 162
179 483 347
1875 1405 9563
2827 2547 30124
10
6
12

9,595 7,433

3,874 18,260 13,367 1158 1524 m
0,922 1,610 1,021 2850 1430 m
0,481 0,930 0,727 6786 1594 SM
34,311 62,300 59,287 7887 1344 LC
0,403 1,566 0,837 700 1503 SM

57 1327 m Cad It 1X
1779 1066 m Cairo Comm. 1X
125 6021 SM Caleffi 1X
275 1306 Caltagirone 1X
345 1058 MC Caltagirone Ed. 1X
19841 1061 LC Campari 1X
737 1527 SM Carraro 1X
9446 1333 MD Cattolica Ass. 1X
189 1580 m Cembre 1X
1549 1067 m Cementir Hldg. 1X
402 1329 m Cent. Latte To 1X
2700 1053 Cerved Inf. 1X
9491 1042 SM Chl 1X
1037 6023 SM Cia 1X
— 1087 Ciccolella
9280 1070 MD Cir 1X
5038 1317 SM Class 1X
37436 1475 LC CNH Industrial 1X
2639 1073 MD Cofide 1X
— 6034 SM Cogeme )
680 6038 SM Conafi Prestitò 1X
1761 1100 MD Credem 1X
42629 1454 MD C. Valtellinese 1X
450 1570 SM Csp Int. 1X
18647 1312 CTI Biopharma )

F

135 1302

Pr. Chiusura (3)
Var.% Vwap Apert.
¤
¤ Var.% annua ¤ (6)
(¤) Min.¤ Max¤
08.06 05.06 (4)
(5) 08.06 08.06 08.06 08.06

6,000

16.01.14
11.06.12
18.05.15
18.05.15
18.05.15
24.07.00
11.05.15
11.05.15
25.05.15
18.05.15
21.05.12
20.04.15
18.05.15

4,421
4,978
1,190
2,262
0,873
7,052
2,096
7,415
14,715
6,099
3,727
6,517
0,046
0,293

1,063
0,347
7,944
0,497

0,348
7,591
1,193
1,632
1,678

-15,63
8,59
-46,04
32,86
37,38
22,76
8,43
13,74
-1,24
5,33
55,11
8,31
18,32
12,65
28,65
5,20
11,78
26,75
5,16

Azioni

J

5,380
7,820
1,690
3,044
1,380
7,400
3,480
12,225
16,920
7,485
6,232
6,940
0,063
0,367
0,446
1,228
0,456
8,865
0,580

0,660
8,385
1,362
2,090
3,500

E

Z

23.06.14
23.06.14
26.05.03
25.05.15
07.05.07
18.05.09

3,560
4,420
1,083
1,780
0,791
4,890
1,665
4,880
8,425
4,048
1,709
4,010
0,035
0,220
0,207
0,761
0,177
5,830
0,351

0,210
5,410
0,684
1,301
1,370

D

Media Media
2014-2015
30 gg 30 gg
>Min ¤ Max ¤ prezzo quant.

20200

Dati Aggregati:
Titoli Quotati 275
In rialzo
62
In ribasso
185
Invariati
11
Non rilevati
17

Scambi
Milioni di euro

06/05

08/06

4800

19800

3600

19400

2400

19000

Var Var %
Indice
08.06 % annua
FTSE MIB STORICO 2.1.75 = 1000
Generale
19244,77 -0,87 20,37
Settoriali
18755,93 -0,52 9,80
Energia
Materiali di Base 34993,85 0,15 4,14
12678,77 -1,11 10,52
Chimico
Risorse di Base
34907,49 0,21 3,89
29832,36 -0,65 23,40
Industriali
Costruzioni/Mater. 27534,93 -0,88 25,81
Prodotti/Serv.Ind. 30713,48 -0,62 23,09
Beni di Consumo 87237,70 -0,65 33,90
Auto/Componenti 109123,76 -0,75 40,28
Prodotti Alimentari 45626,40 -0,73 19,72
Beni Person./Fam. 74236,77 -0,52 30,21
80756,15 0,42 39,64
Salute
25350,09 -0,97 22,99
Servizi
Commercio
118568,10 -0,52 37,54
Media
14829,39 -1,08 22,13
Turismo/TempoLib. 29960,19 -1,71 5,78
Telecomunicazioni 19930,59 -0,96 28,52
22993,85 -0,46 11,78
Utilities
18310,54 -1,40 21,80
Finanziari
16965,41 -1,48 26,55
Banche
Assicurazioni
17205,08 -1,31 2,65
Servizi Finanziari 89545,32 -0,83 37,98
31030,01 -0,61 25,22
Tecnologici

1200
ALTRI INDICI
FTSE It. Micro Cap 19453,19
FTSE It. Small Cap 19728,71
Caboto Bca Intesa 2267,37
Sole 24Ore
1564,57
Comit Glob.R
1244,78
Comit Gl.+R
1201,77
Comit Gl.R 10/40
79,08
Comit Per. R
4666,72
Comit Per.+R
4540,77
Comit Per.R 10/40 100,35
Comit NM R
52,71
Comit S.Cap R
95,77
Comit (1972=100)
Bancario
962,39
Finanziario
603,02
Assicurativo
4609,86
Comunicazioni
1480,91
Immobiliare
136,21
Industriale
686,34
Trasp.-Tempo lib. 2267,37
Mediobanca (2006=100)
Total Return
96,57
Assicurazioni
57,76
Banche
37,65
Industriale
84,59
30 maggiori
62,87

-0,09
-1,32
-1,06
-0,60
-0,83
-0,83
-0,83
-0,83
-0,83
-0,84
-0,79
-1,20

-2,56
21,94
11,89
15,73
20,24
20,32
21,20
22,21
22,28
22,56
29,96
23,27

-1,12
-0,93
-1,03
-1,09
-1,99
-0,53
-1,06

27,91
33,48
6,44
15,54
21,72
21,92
11,89

-0,93
-1,05
-1,21
-0,76
-0,95

22,54
2,74
27,45
19,21
18,71

70 medie
Minori
Az. senza voto
Star

101,42 -0,93 29,44
34,26 -1,13 22,31
1001,57 878,00 1166,37
147,58 -0,86 31,01

INDICI ORA PER ORA
FTSE MIB
Apertura
22858,07
10:30
22871,36
11:30
22790,01
12:30
22837,94
13:30
22760,75
14:30
22737,63
15:30
22827,83
16:30
22751,01
17:30
22699,82
18:30
22711,30
11:00
22843,44
12:00
22869,72
13:00
22804,89
14:00
22758,39
15:00
22752,35
16:00
22798,51
17:00
22717,91
18:00
22700,95
Massimo
22959,41
Minimo
22642,29

MID Cap
32785,51
32792,21
32625,44
32741,84
32662,16
32655,48
32713,91
32619,14
32555,78
32542,92
32749,74
32757,42
32720,23
32652,13
32647,42
32667,92
32546,45
32561,80
32901,80
32508,01

All Share
24423,94
24439,48
24345,53
24393,98
24316,34
24293,80
24384,05
24305,63
24245,80
24257,45
24408,06
24417,63
24356,95
24307,74
24307,92
24350,62
24265,34
24250,72
24526,74
24197,02

AIM ITALIA
Azioni
Agronomia
Ambromobiliare
Axelero
Bio On
Biodue
Blue Note
Caleido
Clabo
Cover 50
Digital Magics
Digitouch
Ecosuntek
Elettra Invest
Energy Lab
Enertronica
Expert System
Fintel Energia r
First Capital
Frendy Energy
Gala
Giorgio Fedon
Go Internet
Green Power Gr
GreenItaly1
HI Real
Ikf
Imvest
Ind. Stars of Italy
Iniziat. Bresciane
Innovatec
It Wine Brands
Italia Independent
KI Group
Leone Film Gr
Lucisano Med Gr
Mailup Spa
Mc-Link
Methorios
Mobyt
Modell. Branbilla
Mondo TV France
Mondo TV Suisse
MP7 Italia
Net Insurance
Neurosoft
Notorius Pict
Plt Energia
Poligrafici Printing
Primi sui motori
Rosetti Marino
Ruota
Safe Bag
Soft Strategy
Softec
Sunshine Cap.
TBS Group
TE Wind
Tech Value
Tecnoinvestimenti
Triboo Media
Valore IT Hp
Visibilia
Vita
Vrway
WM Capital

Pr. Chiusura ¤
Var.
Attuale Prec. Var.% Anno% Vwap Apert.
Min.
Max
0,529 0,513 3,22 -19,48 0,502 0,502 0,502 0,529
5,180 5,080 1,97 -8,07 5,180 5,100 5,040 5,180
5,050 5,100 -0,98 -8,18 5,050 5,050 5,050 5,050
15,760 15,230 3,48
— 15,760 15,230 15,030 16,140
9,900 9,500 4,21
— 9,900 9,385 9,385 10,320
2,870 2,870
— 2,14 2,870 2,870 2,870 2,870
3,108 3,252 -4,43 -33,30 3,108 3,270 3,108 3,270
2,550 2,500 2,00 0,39 2,550 2,406 2,404 2,550
18,590 18,360 1,25 -4,32 18,590 18,450 18,450 18,700
5,705 5,860 -2,65 22,06 5,705 5,860 5,705 5,860
2,400 2,356 1,87 0,84 2,400 2,360 2,360 2,410
9,860 9,900 -0,40 -27,50 10,030 10,030 9,600 10,030
6,000 6,000
— -2,76 6,060 6,060 6,000 6,060
1,800 1,750 2,86 -11,33 1,800 1,725 1,725 1,800
3,330 3,440 -3,20 -9,31 3,330 3,332 3,330 3,332
2,230 2,220 0,45 18,24 2,230 2,230 2,230 2,250
4,152 4,152
— 13,07 4,152



0,985 0,985
— 16,41 0,985



0,878 0,889 -1,24 -7,58 0,878 0,904 0,878 0,904
9,920 10,070 -1,49 -18,69 9,920 9,950 9,920 9,950
21,770 20,420 6,61
— 21,770 20,100 20,100 21,950
3,706 3,686 0,54 24,78 3,678 3,678 3,672 3,734
5,010 5,195 -3,56 -17,87 5,010 5,010 5,010 5,010
9,500 9,680 -1,86 0,11 9,610 9,610 9,500 9,610
0,030 0,029 0,34 -16,90 0,030 0,030 0,030 0,030
0,089 0,094 -5,31 11,50 0,089 0,096 0,089 0,096
0,475 0,453 4,86 -11,21 0,475 0,476 0,470 0,476
11,730 11,800 -0,59 21,55 11,730 11,750 11,500 11,980
21,850 21,850
— -4,92 21,850



2,066 2,152 -4,00 60,16 2,066 2,066 2,066 2,066
10,020 10,200 -1,76 -7,31 10,020 10,090 10,000 10,120
34,000 33,610 1,16 -0,73 34,000 33,310 33,310 34,000
3,076 3,100 -0,77 -2,20 3,076 3,098 3,074 3,098
3,000 2,980 0,67 10,70 3,000 3,000 3,000 3,000
2,094 2,094
— -14,81 2,094



3,132 3,088 1,42 10,44 3,132 3,014 3,012 3,132
5,685 5,650 0,62 10,39 5,685 5,610 5,610 5,685
0,494 0,485 1,88 -23,63 0,494 0,494 0,494 0,494
2,220 2,202 0,82 -7,04 2,220 2,162 2,162 2,220
4,090 4,120 -0,73 48,51 4,090 4,066 3,940 4,090
0,188 0,192 -2,09 54,83 0,188 0,193 0,188 0,193
3,112 3,190 -2,45 -2,75 3,112 3,218 3,108 3,250
2,050 2,050
— 5,56 2,050



19,890 19,890
— -1,29 19,890



1,853 1,940 -4,48 38,28 1,853 1,853 1,853 1,853
2,918 2,968 -1,68 14,16 2,842 2,970 2,830 2,970
2,000 2,000
— -6,54 2,000 2,000 1,971 2,000
0,210 0,214 -1,87 39,91 0,210 0,211 0,210 0,211
4,490 4,912 -8,59 -56,97 4,490 4,900 4,350 4,900
36,980 36,980
— 3,01 36,980



0,770 0,792 -2,72 -7,73 0,770 0,761 0,750 0,770
1,353 1,353
— 42,80 1,353



2,696 2,650 1,74 -18,30 2,696 2,700 2,696 2,750
9,300 9,300
— -10,58 9,300



— 0,795






1,720 1,720
— 6,77 1,720



0,750 0,754 -0,53 -19,79 0,750 0,750 0,750 0,750
2,678 2,610 2,61 -34,68 2,678 2,678 2,678 2,678
3,784 3,760 0,64 18,25 3,784 3,826 3,678 3,826
4,074 4,150 -1,83 4,73 4,074 4,082 4,072 4,100
0,022 0,022
— -66,52 0,022



0,517 0,568 -8,99 -47,56 0,517 0,536 0,500 0,536
0,112 0,113 -1,15 -5,18 0,112 0,110 0,110 0,112
1,395 1,560 -10,58 -4,45 1,395 1,520 1,388 1,526
1,210 1,282 -5,62 18,63 1,210 1,244 1,170 1,244

OPZIONI
Dati al 08.06
Base Mese T

FTSE MIB
Vol.tot. 15311
22500 Giu C
22600 Giu C
22700 Giu C
22750 Giu C
22800 Giu C
22900 Giu C
23000 Giu C
23000 Giu C
23200 Giu C
23200 Giu C
23250 Giu C
23300 Giu C
23500 Giu C
23500 Giu C
23700 Giu C
23750 Giu C
23800 Giu C
23900 Giu C
24000 Giu C
24000 Giu C
24100 Giu C
24200 Giu C
24200 Giu C

Prez. Vol.

Num.
Contr.
Cont. Quant. Tot.¤
11 20000 10000
9 5000 25000
1 1000 3000
127 37000 576000
453 292000 2918000
1 1000 1000
3 3000 8000
6 5000 11000
9 1000 24000
12 4000 23000
7 8000 18000
6 1000 13000
4 2000 11000
2 2000 4000
2 2000 6000
9 10000 22000






19 50000 44000
6 1000 7000
25 5000 111000
19 13000 46000
1
— 2000
10 17000 159000
3 65000 2000
30 592000 54000
3 11000 5000
10 6000 72000



1 1000 2000
13 4000 38000
3
— 5000
6 2000 6000
3 3000 8000



11 16000 50000
2 1000 3000
1 3000 1000
3 4000 8000
5 4000 17000
11 143000 27000
28 26000 84000






1 1000 2000
13 6000 18000
4 2000 4000
3 12000 3000
52 14000 64000



8 21000 16000



3 2000 5000









2 3000 2000
2 1000 2000
12 6000 22000
9 8000 33000



97 218000 111000
2 26000 3000
64 92000 131000
22 41000 48000

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/indicienumeri
Open
Int.

Op.Int. 450136
488 185 2590
436 22
22
228 78
73
356 213 332
331 24
15
144 60
67
248 508 6518
113 140 156
180 22
26
64 51
53
164 137 157
149 40 215
103 696 3752
24 36 113
12 23 133
60 150 597
8 43
87
5 40
75
33 620 5595
3 72 240
2 47 138
19 1714 1503
1 41
70

DIRITTI
Aedes

Nr. 8 nuove azioni ordinarie (godimento regolare 01/01/2015), prive di valore
nominale, con abbinati 8 warrant gratuiti ogni 1 azione ordinaria posseduta (ovvero
ogni 1 diritto d'opzione posseduto) al prezzo di Euro 0,46. Ciascun warrant attribuisce
il diritto di sottoscrivere n. 1 azione di compendio ogni 3 warrant al prezzo di 0,69.
Operazione dal 08/06/15 ( giorno dal quale il titolo quota “ex diritto di opzione” ) al
25/06/15 inclusi. Trattazione dei diritti in Borsa dal 08/06/15 al 19/06/15 inclusi.
Fattore di rettifica AIAF: 0,30350877

Banca Carige

Nr. 7 nuove azioni ordinarie (godimento regolare 01/01/2015), prive di valore
nominale, ogni 1 azione ordinaria e/o di risparmio posseduta (ovvero ogni 1 diritto
d'opzione posseduto) al prezzo di Euro 1,17 Operazione dal 08/06/15 ( giorno dal
quale il titolo quota “ex diritto di opzione” ) al 25/06/15 inclusi. Trattazione dei
diritti in Borsa dal 08/06/15 al 19/06/15 inclusi.
Fattore di rettifica AIAF: ord. 0,30764942; risp. 0,96595943
Quotazione diritti: 3,2300 ¤ che corrisponde ad un valore dell’azione con
warrant di 1,6314 ¤ contro una quotazione odierna di 1,7550 ¤

Banca Monte dei Paschi di Siena

Nr. 10 nuove azioni ordinarie (godimento regolare 01/01/2015), prive di valore
nominale, ogni 1 azione ordinaria posseduta (ovvero ogni 1 diritto d'opzione
posseduto) al prezzo di Euro 1,17. Operazione dal 25/05/15 ( giorno dal quale il
titolo quota “ex diritto di opzione” ) al 12/06/15 inclusi.Trattazione dei diritti in
Borsa dal 25/05/15 al 08/06/15 inclusi.
Fattore di rettifica AIAF: 0,2034632
Quotazione diritti: 5,2100 ¤ che corrisponde ad un valore dell’azione con
warrant di 1,6910 ¤ contro una quotazione odierna di 1,7590 ¤

LEGENDA
BORSA ITALIANA
Z Codici per la consultazione dei titoli:Invia un SMS al 49696 con
scritto MIB ON seguito dal codice del titolo scelto (es. MIB ON 1512):
riceverai ogni giorno 2 sms con i valori di apertura e chiusura. Servizio
in abbonamento in esclusiva per i clienti TIM. Costo del servizio:
0,3098€ Iva inclusa per sms ricevuto. Costo dell'sms di attivazione:
0,1240 ¤ Iva inclusa. Per disattivare invia MIB STOP ed il codice del
titolo. Per info chiama il 119.
CALENDARIO DI BORSA: Giugno 2015: Venerdì 19 (ore 8,45):
scadenza futures su azioni e opzioni; scadenza futures su indice;
revisione/ribilanciamento indici S&P/Mib, Midex, All Star. Giorni di
Borsa chiusa: 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27, 28.
ORARI: per tutti gli strumenti sul mercato MTA (inclusi quelli negoziati
nel segmento STAR e MTA International): 8,00-9,00 Asta di apertura;
9,00-17,25 Negoziazione continua; 17,25-17,30 Asta di chiusura.
NOTE: In neretto i titoli appartenenti al paniere dell’indice S&P/Mib.
Dividendi: i dividendi di STMicroelectronics, Tenaris e BB Biotech,
sono espressi in Euro al cambio Euro/US $ ed Euro/Franco Svizzero
alla data di chiusura del bilancio o, in caso di chiusura dei mercati,
dell’ultimo giorno lavorativo precedente. Le medie mobili sono
calcolate tenendo conto solo dei giorni in cui sono stati effettuati
scambi sul titolo. Per le quantità i valori si intendono in migliaia. Il
numero di azioni dei titoli in fase di aumento di capitale
(contrassegnati dalle apposite note) resta invariato fino all’avvenuta
pubblicazione del nuovo numero sul Listino Ufficiale della Borsa
Italiana. Il numero delle azioni considerato nel calcolo degli indicatori
di cui alle note (4) (5) e (10) è dato dal totale delle azioni che
compongono il capitale sociale.
LEGENDA: I prezzi esposti nella pagina sono arrotondati alla terza cifra
decimale. (1) Minimi e massimi: calcolati a partire dal 2.1.2012, fino
all’ultima seduta, sui prezzi minimi e massimi assoluti di
contrattazione. In grassetto se si sono verificati nell’ultima seduta. (2)
Dividendo lordo: l’ammontare percepito dal possessore di ogni azione
inclusi gli eventuali acconti e l’eventuale parte straordinaria di
dividendo. (3) Prezzo di chiusura ovvero Closing Price. (4) Variazione
percentuale del prezzo di chiusura rispetto a quello della seduta
precedente. (5) Variazione percentuale del prezzo VWAP rispetto a
quello dell’ultima seduta dell’anno precedente. In grassetto se il titolo
è entrato nel listino dopo l’inizio dell’anno, in tal caso come prezzo
base viene utilizzato quello di collocamento o quello teorico. (6)
VWAP: Volume Weghted Average Price, il prezzo medio ponderato
calcolato sui dati dell'intera seduta di negoziazione, comprese le fasi
di asta. (7) Prezzo/Utile per azione. L’utile considerato è il risultato
d’esercizio dopo le imposte. Il bilancio preso in considerazione è
l’ultimo approvato dall’assemblea degli azionisti. (8)
Dividendo/Prezzo. Il dividendo utilizzato è quello dell’esercizio
precedente fino al giorno di annuncio del dividendo relativo al nuovo
bilancio. Da tale momento il calcolo viene effettuato sulla base del
dividendo annunciato (provvisorio) sino allo stacco della cedola per
l’esercizio appena chiuso, da allora verrà utilizzato il dividendo
ordinario definitivo; per le società che hanno effettuato aumenti di
capitale il dividendo viene rettificato; per quelle che distribuiscono
dividendi riferiti a più anni, viene utilizzata la quota riferita all’ultimo
esercizio. Allo stesso modo viene considerato il solo dividendo
ordinario per le società che hanno distribuito una quota di dividendo
straordinario dal punto di vista "borsistico". Per i titoli contrassegnati
con (st) è stato messo in pagamento anche un dividendo straordinario
(di qualunque natura esso sia) che viene incluso nel dividendo lordo di
cui alla nota (2). (9) Capitalizzazione in mln ¤: La capitalizzazione
viene calcolata utilizzando il prezzo VWAP. I ratio di bilancio sono
calcolati utilizzando i prezzi non arrotondati.
SIMBOLI: (1) Multipli di bilancio calcolati su dati approvati dal Cda
ma non dall’Assemblea. | i rapporti borsistici: p/u, p/mez. propri,
Div/p, sono stati calcolati utilizzando i dati annunciati nei vari CdA.
Nelle colonne Dividendo Lordo e Data Stacco, l’ultimo dividendo –
storicamente – distribuito. X : Dati di bilancio 2014. 1 : bilancio
consolidato. z : dati di bilancio post fusione. # : L’importo distribuito

è relativo ad un acconto per l’anno successivo. neg.: L’ultimo bilancio
è in perdita. LC: Titolo appartenente all’indice FTSE MIB. m: Società
appartenente al "segmento titoli con alti requisiti (STAR)". MD: Titolo
appartenente all’indice FTSE Mid Cap. SM: Titolo appartenente
all’indice FTSE Small Cap. MC: Titolo appartenente all’indice FTSE
Micro Cap. d: Dividendo. Il calcolo della var. % rispetto al giorno
precedente e di quella annua non tiene conto del dividendo
distribuito; f: Frazionamento; g: Assegnazione gratuita; o: Stacco
diritto opzione; r: Raggruppamento; s: Scissione; st: Dividendo
straordinario; sp: azioni di categoria speciale, per maggiori dettagli
consultare il sito www.gruppoilsole24ore.com. Abbreviazioni: c,
conv: convertibile; p, priv: privilegiata; r, risp: risparmio; r nc:
risparmio non convertibile; n.r.: non rilevato; n.s.: non signific.
quando il rapporto supera mille.
WARRANT: (1) Prezzo di chiusura: Closing Price. (2) Il delta è la
variazione del valore nel prezzo del warrant dovuta ad una variazione
di un centesimo di Euro nel prezzo dell’azione sottostante. (3) Valore
teorico è il valore del warrant che si ottiene in base al modello
probabilistico adottato (modello binominale per il calcolo di
un’opzione di stile americano) e che tiene conto del livello dei tassi di
interesse, dividendi e variabilità registrata dai prezzi del titolo
sottostante negli ultimi 9 mesi. Il valore teorico viene inoltre calcolato
nell’ipotesi di esercizio del warrant alla data di scadenza. (4) Prezzo
d’esercizio riferito alla singola azione. (B) Prezzo di esercizio: 1,50 se
esercitato in giugno 2011 (1° periodo), 1,65 se esercitato in giugno
2012 (2° periodo), 1,80 se esercitato in giugno 2013, 1,90 se
esercitato in giugno 2014, 2,00 se esercitato alla scadenza (giugno
2015). (C) Prezzo di esercizio: ¤6,033 se esercitato in ottobre 2013;
¤6,433 se esercitato in ottobre 2014; ¤6,933 se esercitato alla
scadenza. (D) Prezzo di esercizio pari alla media aritmetica dei prezzi
ufficiali delle azioni ordinarie, ponderata per i quantitativi, rilevata
nel periodo di rilevazione, scontata del 15%. Il periodo di rilevazione
decorre dal ventesimo giorno lavorativo antecedente l’inizio del
periodo di esercizio e termina il sesto giorno lavorativo antecedente
l’inizio del periodo di esercizio. (E) Prezzo di esercizio: ¤2,70 se
esercitato in ottobre 2013; ¤3,00 se esercitato in ottobre 2014; ¤3,30
se esercitato alla scadenza. (F) Prezzo di esercizio: ¤0,36 se esercitato
in gennaio 2014; ¤0,40 se esercitato in gennaio 2015; ¤0,46 se eserc.
in gennaio 2016.
CONVERTIBILI: Valuta di regol.: 3 giorni. Rendimento effettivo a
scadenza della componente obbligazionaria, inteso come rendimento
"to worst", ossia se callable il rendimento è calcolato alla data di
esercizio CALL più prossimo. (1) Il premio di conversione indica lo
svantaggio, lo sconto rappresenta il vantaggio derivante dalla
conversione immediata in azioni. mneg: molto negativo. n.s.: non
significativo.
OPZIONI: La tabella delle opzioni include una selez. dei contratti più
scambiati. A parità di volumi i contratti vengono scelti sulla base del
numero delle pos. aperte (open interest). Base: prz di esercizio (strike)
dell’opzione; nel caso dei contratti su indice di Borsa è espresso in
punti indice, nel caso di contratti su azioni è espresso in Euro. T:
tipologia dell’opzione, C (call) se è un diritto a comprare; P (put) se è
un diritto a vendere. Prez: prezzo di chiusura, è espresso in punti
indice nel caso di opzioni sugli indici e in Euro nel caso di opzioni su
azioni. Viene calcolato sulla media dei prezzi, o quotazioni, degli
ultimi minuti di contrattazione. Vol: volume. Numero dei contratti
standard scambiati nel corso della seduta. Open Int.: open interest. É il
num. dei contratti in essere (ancora aperti) dello stesso tipo. Il numero
di titoli sottostanti ad ogni contratto è il seguente: Buzzi Unicem, Exor,
Generali, Italcementi, Gtech, Prysmian, Tod’s 100; Acea, Ansaldo,
Atlantia, Autogrill, Azimut, Enel, Eni, Erg, Diasorin, Fiat, Finmeccanica,
Geox, Luxottica, Mediobanca, Mediolanum, Pirelli C., Saipem, S.
Ferragamo, STMicroelectronics, Tenaris, Ubi Banca, Unipol 500; B.ca
Popolare Em. Romagna, B.co Popolare, Campari, Enel Green Power,
Fondiaria-Sai, Intesa-Sanpaolo, Intesa-Sanpaolo r, Mediaset,
Mondadori, Parmalat, Saras, Snam Rete Gas, Telecom It., Telecom It. r,
Unicredit 1000; A2A, B.P. Milano, Monte Paschi, Terna 5000.

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Martedì
9 Giugno 2015

In aula riforma
e omicidio stradale

LUNEDÌ: Edilizia e ambiente, Il merito, Autonomie locali e Pa
MARTEDÌ: Condominio
MERCOLEDÌ: Diritto dell'economia
GIOVEDÌ: Giurisprudenza / Il merito
VENERDÌ: Incentivi e agevolazioni

Alessandro Galimberti u pagina 45

Dichiarazioni 2015. Un provvedimento per fissare la finestra temporale - Possibile sanare errori o anomalie

Precompilata, secondo invio
L’Agenzia riaprirà il canale per chi ha già trasmesso il modello 730
ROMA

pL’agenzia delle Entrate con-

sentirà un secondo invio del 730
precompilato per chi l’avesse già
trasmesso. Una soluzione che sarà
formalizzata da un provvedimento a stretto giro e consentirà di effettuare correzioni in caso di errori
o anomalie presenti nei dati originari già accettati dai contribuenti.
Insomma, una sorta di passepartout per tutte le casistiche di errori
rilevate o segnalate.
Di fatto, i soggetti interessati disporrannodiunafunzionechepermetterà di riaprire la dichiarazione, di apportare modifiche e di rinviarle. Naturalmente il contribuente non ripartirà da zero, cioè
dalla dichiarazione predisposta
dal fisco, ma potrà intervenire sul
modello inviato e su cui aveva già
apportato modifiche o integrazioni, per esempio inserendo il dato
sulle spese mediche e farmaceutiche che danno diritto alla detrazione.Inquestomodoilsecondoinvio
sostituirà il primo e la precedente
precompilata trasmessa si considererà annullata.
Si tratterà di una procedura
aperta a tutti quelli che hanno già

proceduto l’invio. Uno dei problemi maggiori – segnalati di frequentesuquestecolonne–riguardal’assenza dei giorni per il calcolo delle
detrazioni da lavoro dipendente
o pensione: un’assenza pesante
perché rischia di portare a debito i
contribuenti. Il provvedimento in
arrivo dalle Entrate dovrà fissare la
finestra temporale entro la quale
sarà consentito riaprire, modificare e trasmettere nuovamente. Potrebbero anche esserci date diverse, perché va fatto un ragionamento sui contribuenti senza sostituto
d’imposta con Irpef a debito e che
sono alle porte dei versamenti con
F24entromartedì16giugno(anche
senondovrebberoesseremoltissime le posizioni in una simile situazione). Meno stringente, invece, il
vincolo temporale per chi ha già inviato e si trova in condizione di credito Irpef (quindi gli spetta un rimborso): in questi casi si potrebbero
concedere anche più giorni per un
nuovo invio.
La riapertura del canale e il secondo invio fanno seguito agli interventi discussi e realizzati con
tutti gli attori coinvolti nel 730 precompilato. Va ricordato in tal senso l’impegno dell’Inps a ritrasmet-

tere le certificazioni uniche in cui
si erano presentate anomalie o errori nella compilazione dei dati.
Come, per esempio, la corretta
qualificazione delle indennità di
sostegno al reddito (Cig, mobilità
ma anche di malattia e maternità):

QUOTIDIANO DEL FISCO

Il nodo decorrenze
sull’internazionale
Oggi un’analisi di Luca Gaiani
sulle decorrenze da correggere nel dlgs internazionalizzazione.
www.quotidianofisco.ilsole24ore.com

uno dei problemi emersi riguardava, infatti, l’indicazione del codice
«1» relativo al tempo indeterminatoanzichédelcodice«2»relativoal
tempo indeterminato all’interno
della certificazione unica. Nei tavoli tecnici con Caf ed Entrate,
l’Inps ha fatto presente che avrebbe corretto o integrato le certificazioni uniche con errori su questo
punto e che «attestano» redditi fino a 8mila euro (si veda Il Sole 24
Ore del 26 maggio).
Epropriograzieaglielenchicon
le correzioni indicate dall’Inps e ai
filtri «costruiti» in queste settimane in grado di rilevare anomalie,
l’Agenziasegnaleràalcontribuente che ha già inviato il 730 la possibilità di riaprire il canale, correggere la dichiarazione e inviarla
nuovamente.
Resta un livello di vigilanza molto elevato che fa perno sulla comunicazione centro-periferia. Tutte
le segnalazioni che provengono
daicentridiassistenzamulticanale
(Cam) e non sono ripetitive confluiscono al centro in modo da consentire l’individuazione di procedure di assistenza o di intervento
calibrate su problemi specifici.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA COMMISSIONE

Tax ruling,
richiesta Ue
anche all’Italia
BRUXELLES

pLa

Commissione Ue ha
chiesto ieri a 15 Paesi europei tra cui Italia, Francia e Germania - informazioni su recenti
accordi fiscali individuali. Già
in passato la stessa richiesta
aveva riguardato Malta, Irlanda, Cipro, Olanda e Regno Unito. L’esecutivo comunitario temechequestitaxrulingpossano nascondere illegittimi aiuti
di stato. In dicembre Bruxelles
aveva chiesto agli Stati Ue di
fornire informazioni sugli accordi fiscali concessi tra il 2010
e il 2013. Mentre da mesi la
Commissione indaga su Olanda, Lussemburgo e Irlanda per
possibili aiuti illeciti ad Amazon, Apple, Starbucks e Fiat.
B.R.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riscossione. Domande entro luglio per chi era decaduto: già accolte oltre 47mila richieste (97% del totale)

Equitalia, rate-bis per 1,2 miliardi
ROMA

pNuova vita per 1,2 miliardi di

somme rateizzate da Equitalia. Il
concessionario pubblico della riscossione ha reso noto ieri che a
due mesi dalla scadenza per aderire alla rateizzazione-bis dei
debiti pregressi sono state presentate dai contribuenti morosi e
decaduti dal beneficio della dilazione dei pagamenti iscritti a
ruolo 48.485 domande. E di queste sono state concesse 47.049
nuove rateizzazioni-bis, pari a
circa il 97 per cento.
Con l’occasione i vertici di Equitalia hanno sottolineato il buon andamento del recupero delle somme sottratte all’evasione da riscossione. Nei primi cinque mesi
del 2015 - informa Equitalia - sono

stati riscossi oltre 3,4 miliardi di
euro, con un incremento dell’8,2%
rispetto allo stesso periodo dello
scorso anno. Il risultato dei primi 5
mesi dello scorso anno, peraltro,
aveva beneficiato di circa 700 milioni di incassi derivanti dalla definizione agevolata delle cartelle. La
riscossione - spiega Equitalia - si
concentra sugli importi più rilevanti: circa i due terzi deriva da debiti superiori a 50mila euro.

LA GOVERNANCE

Oggi un altro round
per la nomina dei vertici
dell’agente pubblico
In caso di fumata nera
ultimo giorno utile il 15 giugno

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La nuova chance di usufruire
della rateazione delle somme
iscritte a ruolo è a disposizione
dei contribuenti dallo scorso mese
di marzo ed è riservata a chi per
legge ha perso il beneficio della dilazione dei pagamenti alla data del
31 dicembre 2014. I termini per presentare la domanda scadono il
prossimo 31 luglio.
Le dilazioni di pagamento rappresentano circa la metà dei volumi riscossi annualmente. A oggi
sono attive circa 2,9 milioni di rateizzazioni per un importo dilazionato di 30,5 miliardi di euro.
Risultati a parte ,questa mattina ci sarà un nuovo round per decidere sulla governance di Equitalia. Due le correnti di pensiero che
si stanno confrontando in queste

t

LA SETTIMANA DI NORME & TRIBUTI

CODICE DELLA STRADA

Giovanni Parente

www.ilsole24ore.com
@ 24NormeTributi

IL GIORNALE DEI PROFESSIONISTI

ultime settimane. Da un lato quella che punterebbe a una nomina
con pieni poteri all’attuale presidente di Equitalia,Vincenzo Busa,
la cancellazione dell’attuale incarico di Ad e la contestuale nomina
di un direttore generale che sia già
a conoscenza della complessa
macchina della riscossione. Il nome più volte avanzato sarebbe
quello di Mauro Pastore, direttore in Veneto. Dall’altro ci sarebbe
chi, come il sottosegretario all’Economia e segretario di Scelta
Civica, Enrico Zanetti, chiede al
Governo la riconferma dell’attuale Ad, Benedetto Mineo, e la contestuale trasformazione di Equitalia nella «casa del contribuente» con una scissione dell’agente
pubblico dalle Entrate e una sua

collocazione all’interno del dipartimento delle Finanze. Ma non
è esclusa anche la soluzione di un
terzo nome vicino e scelto direttamente dal premier Matteo Renzi. In caso di fumata nera, però, la
sola certezza è che non ci sarà
molto da attendere. Dopo l’approvazione del bilancio di qualche settimana fa l’attuale vertice
di Equitalia è di fatto in scadenza il
prossimo 15 giugno. Oltre tale data l’agente pubblico si troverebbe
di fatto senza vertici apicali.
Il tutto mentre si prospetta nel
Dl enti locali la proroga dal 30
giugno al 31 dicembre 2015 per il
termine entro il quale i Comuni
potranno continuare ad affidare
a Equitalia le attività di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi .
M. Mo.
G. Par.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Errori contabili. La risoluzione 57/E

No ai termini doppi
per correzioni a favore
Antonio Iorio

pIl raddoppio dei termini

opera solo pro fisco in quanto
il contribuente non può regolarizzare a proprio favore una
dichiarazione riferita a periodi
ordinariamente decaduti. Ad
affermarlo è la risoluzione 57/
E/2015 diffusa ieri dall’agenzia
delle Entrate.
In estrema sintesi, una società ha chiesto, tramite interpello, di poter rettificare a
proprio a favore (articolo 2,
comma 8-bis, del Dpr
322/1998) la dichiarazione
dell’anno 2008, già oggetto di
notizia di reato e quindi sottoposta al raddoppio dei termini decadenziali, per il recupero di costi non dedotti. La risoluzione 57/E/2015 ha nega-

A SENSO UNICO

L’estensione in presenza
di reati tributari
opera solo per i controlli
dell’amministrazione
finanziaria
to tale possibilità.
In particolare, secondo
l’amministrazione, la norma
cui si riferiva la società (articolo 43 del Dpr 600/1973), esplica
i suoi effetti, in quanto al raddoppio dei termini, solo a favore dell’amministrazione e non
anche del contribuente.
Ciò in quanto la decadenza
«lunga» in presenza di reato
tributario è stata introdotta
per consentire agli uffici l’utilizzo delle risultanze delle indagini penali. Di conseguenza
la ratio sottesa al raddoppio
non consente al contribuente
di prorogare la decadenza sul
presupposto dell’astratta configurabilità di un reato. Si tratta, cioè di una norma funzionale e a beneficio soltanto dell’amministrazione.
L’interpretazione va attentamente riletta per una serie di
ragioni. La risoluzione ricorda che il raddoppio dei termini ha il fine di consentire al fisco (in un più ampio arco temporale) di utilizzare gli elementi istruttori emersi nel
corso delle indagini penali.
Tale affermazione smentisce

l’operato degli uffici degli ultimi anni. In base all’esperienza
sul campo, questi ultimi, nella
maggior parte dei casi, hanno
utilizzato la disposizione non
solo in assenza di indagini penali da “travasare” nell’accertamento fiscale, ma addirittura in assenza di notizia di reato
(caso di soci non denunciati,
omessa denuncia del contribuente, eccetera). È singolare
che, per non concedere al contribuente il termine di rettifica della dichiarazione, si dia
questa interpretazione, contraddicendo quanto finora sostenuto (il raddoppio scatta
sempre e comunque in ipotesi
di reato tributario).
Viene poi evidenziato che la
decadenza lunga varrebbe solo per l’ufficio e non per il contribuente dimenticando che le
varie norme sulle rettifiche
delle dichiarazioni fanno riferimento ai termini di decadenza in generale e non a quelli
«ordinari» (non raddoppiati).
Prevedendo poi due termini
differenziati di rettifica si rischia di ledere un basilare
principio di uguaglianza delle
posizioni dei due soggetti (fisco e contribuente).
Peraltro la Cassazione ripetutamente (anche a Sezioni
unite) ha chiarito che vietando al contribuente di rettificare la dichiarazione a proprio
favore, si viola il principio di
capacità contributiva in quanto viene sottoposto a un prelievo non corretto.
La risoluzione non pare
centrare la questione più importante, ossia se la dichiarazione di quel determinato periodo sia ancora rettificabile:
laddove lo sia per il fisco risulta difficile comprenderlo come non possa esserlo per il
contribuente.
Infine il documento di prassi fa riferimento alla presentazione di una dichiarazione a favore. Ma, seguendo lo stesso
ragionamento, si dovrebbe
concludere che neanche con il
ravvedimento operoso il
contribuente possa avvalersi
del termine lungo. Ciò sarebbe
ancora più singolare perché
verserebbe comunque delle
sanzioni, sebbene ridotte.
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42

Norme e tributi

Il Sole 24 Ore
Martedì 9 Giugno 2015 - N. 157

FISCO

www.quotidianofisco.ilsole24ore.com

Fisco e immobili. Il periodo di riferimento va calcolato in base ai mesi di possesso, considerati interi se è durato almeno 15 giorni

Imu-Tasi, quando cambia il conto
Chi ha comprato, venduto o affittato nell’anno deve rideterminare la base imponibile
Giuseppe Debenedetto

pEntro il 16 giugno va pagato

l’accontoImueTasiapplicandole
aliquote e le detrazioni dell’anno
precedente, considerando la metà
di quanto versato l’anno scorso.
L’apparente semplicità di calcolo deve tuttavia fare i conti con
eventuali variabili, tra cui la destinazione dell’immobile ad altro
uso rispetto all’anno precedente,
l’acquistoolavenditadelfabbricato in corso d’anno e l’attribuzione
di una nuova rendita catastale.
Tutte situazioni non esenti da
dubbi applicativi, come si evince
dai diversi quesiti formulati al forum del Sole 24 Ore.
La prima questione che bisogna
chiarireriguardalaregola,prevista
per l’Imu, dell’imposta calcolata in
base ai mesi di possesso, considerando per intero il mese durante il
quale il possesso si è protratto per
almeno quindici giorni (articolo 9
comma 2 Dlgs 23/11). E già qui si
possono presentare alcuni problemi nel caso di compravendite effettuate il 15 o il 16 dei mesi con 30 o
31 giorni, con l’effetto paradossale

diavereduepossessoriperalmeno
15 giorni e di un mese che vale il
doppio. A tale situazione si può rimediare addebitando il mese al
soggetto passivo per il quale il possesso si è protratto per il numero
maggiore di giorni.
C’è poi la questione del periodo
di riferimento per la Tasi, posto
che per tale tributo manca un’ap-

IL CASO

Anche se una nuova rendita
catastale dell’immobile
è stata notificata nel 2015
il riferimento per i calcoli
è comunque il 2014
positanormamasembralogicoapplicarelaregoladelmeseinterocome per l’Imu.
Inordinealcalcolodell’acconto,
si deve considerare il 50% di quanto ottenuto su base annuale in virtù
della norma che impone di effettuare il versamento «in due rate di
pari importo» (articolo 9, comma

3, del Dlgs 23/11). Ed è qui che potrebbero entrare in gioco alcune
variabili. In primo luogo la diversa
destinazionedell’immobilerispettoall’annoprecedente,comelatrasformazione dell’area da agricola
ad edificabile oppure l’abitazione
che nel 2014 era “principale” mentre ora non lo è più. In tali casi occorre prendere le aliquote Imu e
Tasi dell’anno scorso considerando la nuova base imponibile (per
l’area fabbricabile) ovvero la nuova fattispecie (non più abitazione
principale ma seconda casa).
Anche nel caso di possesso iniziatoocessatoincorsod’annol’impostavacalcolatasubaseannualee
poi divisa a metà. Per esempio, se
l’immobile è stato acquistato il 1°
aprile 2015, l’imposta sarà calcolata
per i mesi che vanno da aprile a dicembre (nove su dodici) e l’acconto sarà il 50% dell’importo ottenuto. Il venditore, invece, sempre in
caso di vendita di immobile effettuata sempre il 1° aprile 2015, avrà
l’imposta calcolata per i mesi che
vanno da gennaio a marzo (tre su
dodici) e verserà l’acconto nella

FORUM ONLINE

Il filo diretto
con gli esperti
e il calcolatore
Nel forum online, accessibile
dal sito del Sole 24 Ore, si può
inviare un quesito agli esperti
su Imu e Tasi. Sul sito, in collaborazione con Anutel, anche il
calcolatore per l’Imu e la Tasi .

misura del 50% dell’importo ottenuto. Tuttavia le operazioni effettuate nel primo semestre dell’anno
possono presentare alcune incongruenze, come per il contribuente
che ha acquistato un immobile il 3
aprile 2015 ma prevede di trasferire
la residenza a luglio di quest’anno:
in tal caso il contribuente avrà pagato più del dovuto e dovrà chiedere il rimborso al Comune, almeno
per quanto riguarda l’Imu non dovuta sull’abitazione principale. Per
eliminare il problema si dovrebbe
modificare la norma e prevedere il
versamento della prima rata pari
all’imposta dovuta per il primo semestre,anzichéparial50%dell’importo su base annua.
Infine va segnalata l’eventuale
variazione della rendita catastale,
notificata ad esempio alla fine di
marzo 2015. In tal caso si applica la
regola che impone di fare riferimento alla rendita catastale vigente al 1° gennaio dell’anno, quindi
tutto il 2015 va calcolato in base alla
vecchia rendita, mentre la nuova
avrà efficacia a partire dal 2016.

Un appartamento concesso in
comodato gratuito al figlio sconta l’Imu e la Tasi? Chi sono i soggetti obbligati?
Nell’ipotesi in cui il Comune nel cui territorio è
ubicato l’immobile concesso
in comodato gratuito al figlio
abbia assimilato tale immobile
a residenza principale, l’Imu
non sarà dovuta (ovviamente
nell’immobile in questione il
comodatario dovrà avere contemporaneamente residenza
anagrafica e domicilio abituale). Per quanto riguarda la Tasi,
l’obbligato è il comodatario
che dovrà versare il tributo
nella misura e nelle forme stabilite dalla relativa delibera comunale.

R

Niente Imu
per una pertinenza
Sono proprietario insieme a mia
moglie di una casa categoria A2

(abitazione principale) e un garage C/6. Abito a Terni. Volevo
sapere se l’Imu sul garage di
pertinenza è prevista e va pagata.
Ai fini Imu, secondo
quanto viene stabilito
dall’articolo 13, comma 2 del Dl
201/2011, è prevista l’esenzione
per gli immobili qualificabili
come residenza principale del
proprietario (o avente titolo) e
per le relative pertinenze nella
misura di una per ogni categoria catastale C/2 (magazzini e
locali di deposito, cantine,
mansarde e soffitte), C/6 (stalle, scuderie, rimesse, autorimesse, box auto, posto auto),
C/7 tettoie chiuse o aperte.

R

L’acconto si paga
con le regole 2014
Volevo sapere se la Tasi 2015 è
rimasta invariata rispetto all’anno scorso.
L’anticipo Tasi da versare entro il 16 giugno
prossimo può essere calcolato

R

TV A CURA DI CRISTINA PIOTTI

con le stesse modalità previste
dalla delibera Tasi 2014 adottata dal Comune nel cui territorio si trova l’immobile. Solo
nel caso in cui una eventuale
delibera Tasi adottata per il
2015 ponga situazioni più favorevoli potrà essere utilizzata
quest’ultima.

La casa della figlia
è «seconda abitazione»
Sono proprietario di due abitazioni. In una abito con mia moglie, nell’altra abita mia figlia
con il suo nucleo familiare. Quale tassa devo pagare: Imu, Tasi o
entrambe?
Occorre distinguere
l’abitazione di residenza
del lettore da quella utilizzata
dalla figlia e dal proprio nucleo
familiare. Per la prima, il lettore
non dovrà pagare l’Imu, trattandosi di abitazione principale, ma dovrà pagare la Tasi applicando l’aliquota fissata dal
Comune per le abitazioni principali. L’abitazione occupata

R

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euro oltre
al prezzo
del
quotidiano

Antonello Cherchi
ROMA

pConto alla rovescia per il

dalla figlia costituisce invece
una “seconda casa” per il lettore, il quale dovrà pagare sia
l’Imu sia la Tasi applicando le
rispettive aliquote. Si precisa
che la Tasi per i fabbricati (nello stesso Comune) considerati
“seconde case” potrebbe anche non scattare se la somma
delle aliquote Imu + Tasi ha già
raggiunto il massimo (10,6 per
mille oppure l’11,4 per mille se il
Comune ha introdotto l’aliquota supplementare dello 0,8 per
mille). Vanno quindi esaminate le delibere Imu e Tasi adottate dal Comune di riferimento,
visionabili sul sito del dipartimento delle Finanze. Nel caso
in cui la Tasi sia dovuta, l’importo va di regola ripartito tra il
padre (proprietario) e la figlia
(occupante) in base alle percentuali stabilite dal Comune.
Se l’immobile alla figlia, sia stato concesso in semplice comodato (uso gratuito), alcuni Comuni prevedono agevolazioni.
Risposte a cura di Alberto Bonino, Giuseppe Debenedetto,
Luca De Stefani, Luigi Lovecchio, Gianni Marchetti, Mirco
Mion, Pasquale Mirto, Gian
Paolo Tosoni
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Forum. Le risposte ai quesiti dei lettori

Case in prestito,
decide il sindaco

Operativi
i criteri
per chi
ristruttura
credito d’imposta destinato a
chi ristruttura gli alberghi. La
Corte dei conti ha licenziato il
decreto dei Beni culturali con le
modalità per riconoscere il bonus fiscale e con la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» le
nuove agevolazioni si avviano a
diventare operative. Il beneficio è stato introdotto dal decreto legge Cultura 83/2014, che ha
messo a disposizione 20 milioni
per il 2015 e 50 per ciascuno dei
prossimi due anni a chi ammoderna le strutture ricettive. Sui
costi sostenuti dal 1° gennaio
2014 al 31 dicembre 2016 è riconosciuto a ciascun intervento
un credito d’imposta del 30%,
fino a un massimo di 200mila
euro, da ripartire in tre quote
annuali di pari importo.
Il decreto specifica la tipologia di strutture che possono accedere allo sconto: alberghi, villaggi albergo, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi; tutte le strutture devono
essere esistenti al 1° gennaio
2012. Inoltre, individua i lavori
agevolabili; tra gli altri: restauro
e risanamento, ristrutturazione, frazionamento e accorpamento di unità immobiliari, eliminazione delle barriere architettoniche, risparmio energetico, acquisto di mobili e
componenti d’arredo. Infine,
fissa le modalità per usufruire
del bonus: domanda, da presentare tra il 1° gennaio e il 28 febbraio dell’anno successivo alle
spese, ai Beni culturali, che assegnerà le risorse secondo l’ordine di presentazione delle richieste. «Sono sicuro - ha commentato Dario Franceschini,
ministro dei Beni culturali - che
le imprese coglieranno questa
importante opportunità per
adeguare le proprie strutture
agli standard sempre più elevati del turismo internazionale».

www.ilsole24ore.com

Per i comodati esenzioni comunali

Alberghi. Via al bonus

RADIO 24

Bilanci. Ma l’approvazione slitta a giovedì

Dal Dl enti locali
nuovo sblocca-debiti
da cinque miliardi
Gianni Trovati
MILANO

pArriva un nuovo sblocca-de-

biti da quasi 5 miliardi per facilitare
il pagamento delle fatture scadute
ma non onorate fino a fine 2014 da
Regioni (2 miliardi), servizio sanitario (1,9 miliardi) e Comuni (850
milioni, in questo caso sotto forma
di anticipazioni di liquidità). Il pacchetto spunta nell’ultima versione
del decreto enti locali, che sta però
vivendo una storia infinita: il consiglio dei ministri previsto per oggièslittatoagiovedì,equestoennesimo rinvio apre un problema non
piccolo per gli enti locali che vogliono rinegoziare i propri mutui
ma non hanno ancora approvato il
preventivo 2015. Proprio il decreto
deve dare copertura normativa all’operazione e la Cassa depositi e
prestiti, che ha già dovuto prorogare due volte la scadenza, ha fissato a
venerdì il termine per la ricezione
delle delibere. Con il nuovo calendario, però, venerdì il decreto potrebbe non essere nemmeno in
«Gazzetta Ufficiale», e c’è poco
spazio per nuovi slittamenti perché in gioco ci sono le rate in scadenza il 30 luglio. A questo punto
servirebbe un chiarimento del Governo per come gestire questo
complicato intreccio di date.
I tempi lunghissimi di approvazione del provvedimento fanno
svanire anche l’anticipazione da 1,2
miliardi che avrebbe dovuto aiutare le casse dei Comuni in attesa dell’arrivo del gettito di Imu e Tasi.
Queste entrate, però, ormai stanno
per arrivare, per cui il provvedimento nell’ultima versione prevede solo l’avvio a regime dell’anticipo, dal 2016, che sarà erogato entro
il 31 marzo per coprire la fase strutturalmentepiùcriticaperlaliquidità comunale. Trova conferma, invece, la replica del fondo Tasi, che
dovrebbe attestarsi a 530 milioni
(ma la somma comprende anche
gli indennizzi per i tagli in eccesso
prodotti dall’Imu agricola).
A conferma che la gestione di
cassa degli enti territoriali rimane
un problema non risolto arriva la
nuova ondata di risorse sbloccadebiti, che permette di liquidare le
fatture scadute nel 2014 finora scoperte dai vecchi provvedimenti.
Queste risorse, prevede la bozza
di decreto, saranno distribuite entro fine giugno con decreti ministeriali, ma saranno riservate alle
amministrazioni in grado di certificare alla Cassa depositi e prestiti
di aver già pagato almeno il 75%
dei debiti interessati dai vecchi

IL TEMPO

Omicidi tra i fiordi

L’attualità economico finanziaria

21.00 | LAEFFE
Serie nata dai gialli della Lackberg (foto)

17.05 | FOCUS ECONOMIA
Sebastiano Barisoni (foto) con le voci dei protagonisti e le chiusure di Borsa

Frequenze:800-080408
Per intervenire alle trasmissioni:
800-240024 SMS 349-2386666
I Gr possono essere ascoltati anche su:
www.radio24.it

8.30 | RAISTORIA
Il giorno e la storia.
Anniversari: il 9 giugno
1815 viene firmato
l’atto finale del Congresso
di Vienna.
10.00 | RAIDUE
Tg2 Insieme.
«Troppe barriere contro
chi non può camminare» è il focus
dello spazio d’informazione con
Marzia Roncacci.
21.10 | SKY ARTE
Sette Meraviglie – I Sassi di
Matera.
Puntata dedicata alla Capitale
Europea della Cultura nel 2019,
i cui Sassi sono stati il primo
sito dell’Italia del Sud iscritto
nella lista Unesco.

ATTUALITÀ
6.00 | RAIUNO
Il caffè di Raiuno.
Il format, condotto da Cinzia Tani
e Guido Barlozzetti, parlerà
di gogna giudiziaria e mediatica
dei processi, oltre che
di caporalato nei campi del sud
di Puglia e Metaponto.
8.00 | RAITRE
Agorà.
Immigrazione, governatori
del nord e blocco dell’accoglienza.
Se ne parla, tra gli altri,
con Barbara Saltamartini
(Lega Nord), il sindaco
di Assisi Claudio Ricci (Fi)

e con il sindaco di Pesaro e
vicepresidente nazionale del Pd,
Matteo Ricci.
22.00 | RETECONOMY
EconomyUp.
Giovanni Iozzia affronta i temi
di startup e innovazione
in un’intervista esclusiva
a Corrado Passera,
che traccia un bilancio
dell’iniziativa politica e legislativa
cominciata nel 2012.

SPETTACOLO
14.05 | SKY PASSION
Closer,
di Mike Nichols, con Julia Roberts,
Jude Law, Natalie Portman,
Usa 2004 (98’). Due coppie e una
catena di relazioni, flirt, bugie,
tradimenti e gelosie.
21.15 | PREMIUM EMOTION
Molto forte, incredibilmente
vicino,
di Stephen Daldry, con Tom Hanks,
Usa 2011 (129’). Oskar ha perso
il padre nell’attentato
dell’11 settembre.
Trova una chiave misteriosa,
appartenuta al genitore.
23.30 | RAI 4
Fight Club,
di David Fincher, con Brad
Pitt, Edward Norton,
Usa 1999 (135’). Un vero
e proprio cult generazionale
di fine millennio, a base di
combattimenti clandestini
all’ultimo sangue.

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06.15 | America 24
di Mario Platero
06.30 | 24 mattino - L’Italia si desta
di Alessandro Milan
07.00 | Gr 24
07.20 | In primo piano
09.05 | Mix 24
di Giovanni Minoli con Pietrangelo
Buttafuoco e Mario Sechi
09.05 | La notizia in 3d
09.30 | Cosa bolle in pentola?
10.05 | La storia
11.05 | Cuore e denari

9.05
Mix 24

IL CASO WHIRLPOOL
Oggi l’ennesimo incontro tra le parti al
ministero dello Sviluppo Economico,
mentre è già confermato lo sciopero
del 12 giugno contro la chiusura dello
stabilimento di Carinaro (Ce).
Giovanni Minoli (nella foto) ospita
il sindaco del Comune campano,
Marianna Dell’Aprovitola, e il
professore Roberto Pessi, docente di
Diritto del lavoro alla Luiss, Guido Carli

di Nicoletta Carbone
e Debora Rosciani

17.05 | Focus economia
La giornata economico finanziaria

12.30 | Melog, cronache meridiane
di Gianluca Nicoletti

18.30 | La zanzara
In volo sull'attualità

13.00 | Effetto giorno, le notizie
in 60 minuti
di Simone Spetia

20.55 | Smart city
di Maurizio Melis

13.45 | America 24
di Mario Platero

21.00 | Effetto notte, le notizie in
60 minuti
di Roberta Giordano

14.05 | Tutti convocati
di Carlo Genta e Pierluigi Pardo

22.05 | Focus economia R

15.30 | Il falco e il gabbiano
di Enrico Ruggeri
16.30 | La versione di Oscar
di Oscar Giannino

23.05 | Mix 24 R

DATE IN BILICO

Il nuovo rinvio del via libera
mette un’altra volta a rischio
la rinegoziazione dei mutui
Serve un chiarimento
da parte del Governo
ROMA CAPITALE

Inarrivo400milioniin2anni
perilGiubileostraordinario
eunaverificaministeriale
sulpianodirientroconraddoppio
dal2017deidirittidiimbarco
plicherà solo per il 50% ai rapporti a
tempo determinato, per consentire di soddisfare le esigenze stagionali. Per provare ad avviare un controllo sistematico, poi, le bozze rivedono gli obblighi di pubblicare
gliindicatorisuitempidipagamento, a partire da quello relativo al terzo trimestre 2015, il blocco totale
delle assunzioni per chi non pubblica l’indicatore annuale o salta
per due volte quello trimestrale.
Un nuovo articolo del decreto è
poi dedicato a Roma Capitale, a
cui arrivano 200 milioni all’anno
nel 2015 e 2016 per il Giubileo. La
bozza, però, mette anche nuove
briglie al piano di rientro dal debito, creando una sorta di commissariamento del commissariamento per verificare in un tavolo interministeriale i risultati ottenuti finora. Per finanziare il rientro, poi,
si prevede anche il raddoppio da
uno a due euro, dal 2017, per i diritti
d’imbarco per i passeggeri degli
aerei in partenza da Roma.
gianni.trovati@ilsole24ore.com
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