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La.Repubblica.09.06.2015.By.PdS.pdf


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2

IL GOVERNO ALLA PROVA

la Repubblica MARTEDÌ 9 GIUGNO 2015

Lo scontro

Immigrati, Salvini minaccia
“Bloccheremo le prefetture”
Renzi: “Soldi a chi accoglie”
E il Viminale non si ferma: 2500 profughi inviati al Nord
Il premier: “Sistema ideato da Maroni”. La Cei: “Vergogna”



MARONI OGGI

Diffido i prefetti:
non portino altri
immigrati qui in
Lombardia. Taglierò
i fondi regionali
ai Comuni che
prenderanno altri
immigrati

ALBERTO CUSTODERO
VLADIMIRO POLCHI
ROMA. Maroni diffida i prefetti: «Non portate in Lombardia nuovi
clandestini. Taglierò i finanziamenti ai sindaci che li accolgono».
Dura la replica di Renzi: «Le quote le ha decise Maroni. Altro che
sanzioni. Premieremo economicamente i comuni che accolgono i
migranti». Ma lo scontro si estende anche al Veneto («I sindaci e
alcune prefetture sono sulla posizione di dire di no», assicura Zaia),
e alla Liguria («Non prenderò neanche un profugo», annuncia
Toti). Sull’immigrazione è rissa istituzionale tra il governo e
l’opposizione Lega-Fi. Con la Cei che ammonisce: «La posizione dei
tre governatori è vergognosa». Salvini scende in campo a fianco del
governatore lombardo e minaccia: «Siamo pronti a occupare le
prefetture. Se Renzi e Alfano pensano di prendere il Nord come
soggiorno per i clandestini hanno sbagliato tutto». Risponde il
ministro dell’Interno Alfano: «Salvini occupa le prefetture, noi ci
occupiamo dei problemi. Il suo atteggiamento e quello dei 3
governatori è di odio insopportabile verso il Sud. La Lega ha retto il
Viminale a lungo, se voleva cancellare prefetture e prefetti aveva

DOMENICA E IERI
le dichiarazioni
del governatore
della Lombardia

QUATTRO ANNI FA
dichiarazione a Radio
Capital del 2011: Maroni era
allora ministro dell’Interno



© RIPRODUZIONE RISERVATA

immigrati. Se finora il loro “tesoretto” di bilancio è stato chiuso nella cassaforte dello Stato,
il provvedimento del governo
consentirà ai comuni virtuosi
di poter spendere quei denari.
E visto che le città del Sud, quelle che già ospitano i migranti,
sono invece in gran parte in rosso, per loro saranno appunto
varate «misure compensative». Una decisione delicata, visto che i fondi potrebbero intaccare il rapporto deficit-Pil.
Per questo una discussione è
ancora in corso con il ministero
dell’Economia.
Quanto alle Regioni, nessun
dubbio che la linea sia quella di
imporre a tutte il trasferimento dei profughi. A partire da
quelle del Nord, finora indietro
nelle quote già fissate, in base
a parametri come la popolazio-

DAL NOSTRO INVIATO
FRANCESCO BEI

Abbiamo indicato
in tutte le Regioni
i luoghi per profughi
e clandestini. È una
emergenza grave,
serve solidarietà.
I rifiuti non sono
giustificabili

TRASFERIMENTI
Migranti su un
pullman in partenza
da Palermo, una delle
città dove approdano
le navi impegnate
nei soccorsi
nel Canale di Sicilia

Ilnuovopianodelgoverno:viailpatto
IL RETROSCENA

MARONI NEL 2011

più di mille giorni per farlo, ma non l’ha fatto». Diversa, ma sempre
critica, la posizione del governatore del Pd toscano, Rossi, che
critica la realizzazione di maxi centri di accoglienza e propone
(come fatto la Toscana in questi due anni), centri più piccoli per
evitare di accendere tensioni sociali. Renzi intanto conferma
l’intenzione «di lavorare sulla cooperazione e
coinvolgere l’Ue, il cui piano è ancora
LA insufficiente. Cosa che - sottolinea - non è stata
GIOR fatta in passato per scelta». Il fronte europeo è
caldo. Il commissario all’Immigrazione
NA sempre
Avramopoulos ha ribadito il sostegno
TA Dimitris
dell’Ue «nonostante - ha detto - alcuni Paesi si
siano sfilati». Alfano gli ha chiesto di aumentare
la quota di trasferimenti di rifugiati dall’Italia, superando i 24mila
fissati. E che sia l’Ue a trattare con i Paesi di origine per i rimpatri. Il
Viminale poi non s’è certo fatto intimidire dalle minacce dei
governatori del Nord: proprio ieri ha fatto partire dalla Sicilia sui
pullman 2500 profughi diretti nelle regioni di Maroni, Zaia e Toti
(oltre che in Piemonte e Campania). Altri partiranno anche oggi.

GARMISCH. Via la camicia di
forza del patto di stabilità per le
città del Nord, più fondi, assistenza e «misure compensative» (ancora allo studio) a quelle del Sud. Passa da questi due
pilastri il nuovo piano che il governo sta mettendo a punto
per far fronte all’ondata migratoria di massa in arrivo dalla Libia. Un progetto che sarà
adottato con un provvedimento ad hoc – probabilmente un
decreto legge - in uno dei pros-

Nessuna Regione
potrà rifiutare
il trasferimento
dei profughi
simi Consigli dei ministri, prima comunque del summit Ue
del 25 giugno.
La strategia è stata messa a
punto dal presidente del Consiglio Renzi e dal ministro dell’Interno Alfano, che anche ieri
si sono tenuti in stretto contatto, il primo a Garmisch al G7, il
secondo a Roma per la riunione
con il commissario Ue all’Immigrazione Avramopoulos. Il
modello, in fondo, richiama
quanto è già stato previsto per
agosto con un progetto-pilota
che interesserà 13 comuni, a
cui è stata data la possibilità di
scomputare dal patto di Stabilità interno i fondi necessari all’accoglienza dei profughi. Ora
palazzo Chigi e il Viminale intendono estendere la stessa
misura a tutti i comuni in attivo, in gran parte del Nord, che
decideranno di sistemare gli

ne e il Pil, nel piano del luglio
2014. Tanto per citare i due
esempi delle Regioni a guida leghista, quelle che hanno minacciato ritorsioni, la Lombardia sarebbe ancora “sotto” del
40 per cento rispetto ai numeri
stabiliti, il Veneto invece addirittura del 50 per cento. Nelle
prossime ore partiranno quindi dai centri d’emergenza del
Sud, soprattutto dalla Sicilia e
dalla Calabria, migliaia di immigrati sbarcati nelle ultime
settimane – dai cinquemila ai
settemila – per essere trasferiti al Nord. E non si esclude, con
il decreto legge che dovrebbe
premiare i comuni dell’accoglienza, di individuare alcuni
edifici pubblici inutilizzati per
sistemare i migranti.
Ma il vero terreno di gioco
della partita è in Europa, dove

il piano predisposto dalla Commissione Juncker per distribuire gli immigrati tra i vari paesi
membri è ancora oggetto di forti resistenze. E si parla di appena 24 mila persone da “smistare”. Nel governo italiano, al
contrario, ritengo questa cifra
assolutamente inadeguata allo tsunami in arrivo. Lo stesso
comandante della nave britannica impiegata nel dispositivo
Triton, citato dal Guardian,
due giorni fa stimava in circa
mezzo milione le persone in attesa di prendere il mare sui barconi. Ieri a Garmisch, intorno al
tavolo dello Schloss Elmau che
ospitava il G7, Renzi ha provato ad alzare la voce: «Il piano
Juncker può essere un primo
passo, ma non è sufficiente. Lo
sapete tutti». E qui sta dunque
l’altra ipotesi sulla quale il pre-

I punti

1 2 3 4
STRATEGIA
Il ministro Angelino
Alfano. Viminale e
Palazzo Chigi
lavorano alla
strategia per
fronteggiare l’ondata
di profughi

PATTO STABILITÀ
I comuni virtuosi che
ospiteranno i
migranti potranno
sforare i vincoli del
patto di stabilità
interno, ovvero
tenersi parte del
surplus di bilancio
che oggi non
possono spendere e
devono restituire al
governo per
sistemare i conti
pubblici nazionali

INCENTIVI AI COMUNI

SOLIDARIETÀ UE

ACCORDI DI RIMPATRIO

I comuni in rosso,
che non possono
rosicchiare fondi in
surplus allentando il
patto di stabilità, se
ospiteranno i rifugiati
riceveranno dal
governo “misure
compensative”,
ovvero denaro
fresco. Misura,
insieme a quella sul
patto, in discussione
al Tesoro visto
l’impatto sul deficit

Al vertice europeo
del 25 giugno Renzi
chiederà ai partner di
trasformare le quote
di ripartizione dei
migranti ora in
discussione a
Bruxelles in un
meccanismo
automatico che
permetta di
ridistribuire tra i 28
tutti i migranti in
arrivo sulle nostre
coste

Sempre al summit
europeo il premier
chiederà che sia
l’Unione, anziché i
singoli stati, a
negoziare accordi di
rimpatrio con i paesi
d’origine dei migranti
che non hanno diritto
all’asilo. Se la
questione diventasse
europea gli accordi
sarebbero negoziati
con un peso
negoziale superiore