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la Repubblica MARTEDÌ 9 GIUGNO 2015

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PER SAPERNE DI PIÙ
www.regione.lombardia.it
www.regione.piemonte.it

L’INTERVISTA SERGIO CHIAMPARINO

“La Lombardia
mente sui numeri
compito nobile
aiutare i disperati”
SARA STRIPPOLI

soltanto sulla base di accordi bilaterali fra i paesi. Sarebbe invece più forte una “contrattazione” portata a livello europeo, con nuovi accordi Ue-paesi di provenienza. Per rendere
più efficiente lo strumento di
trasferimento dei clandestini
irregolari.
Di tutto questo si sta discutendo tra Roma e Bruxelles.
Nella speranza di superare i veti reciproci e affrontare con
mezzi più forti quella che si profila come una delle più grandi
emergenze umanitarie che abbia affrontato l’Italia repubblicana. «Da qui al Consiglio europeo – ha detto ieri Renzi prima
di prendere il volo per Roma –
cercheremo di portare a casa il
risultato. I prossimi 20 giorni
saranno decisivi».

TORINO. Maroni mente sui numeri, dice Sergio Chiamparino. Dimissionario come presidente della Conferenza delle
Regioni in attesa che facciano il loro ingresso i nuovi eletti,
insiste perché i territori rispettino gli accordi: «Se il governo applicasse lo stesso principio che Maroni vorrebbe per i
Comuni, dovrebbe tagliare i fondi alla Lombardia. Credo
che la posizione del presidente lombardo vada ignorata. E si
dia disposizione ai prefetti perché tutti accolgano i migranti. Se c’è un ambito in cui il centralismo è sacrosanto è proprio la gestione dell’immigrazione».
Presidente Chiamparino, al Nord si sta creando un asse
forte di conservatorismo di destra che ha coinvolto anche
il forzista Giovanni Toti. Si sente accerchiato?
«Per nulla, anzi mi sento piuttosto a mio agio a rappresentare un Nord che ha tradizioni di solidarietà e accoglienza, anche in Regioni come Veneto e Lombardia, dove potrebbero sentirsi poco orgogliosi per le posizioni dei miei colleghi. La politica ha anche un compito pedagogico, deve aiutare le comunità a capire che accogliendo chi
fugge dalla fame e dalla guerra si svolge una
funzione di alta qualità morale».
Maroni sostiene che la Lombardia è la terza regione italiana più “penalizzata”. Lei
dice che quei dati sono falsi.
«Non si possono sommare immigrati e profughi. Se si conteggiano anche gli immigrati
che lavorano da anni in Italia i calcoli non tornano. Questa è soltanto strumentalizzazione
politica».
Nell’ultimo incontro di Anci e Regioni con
Alfano, la strada indicata era opposta a
Sergio
quella teorizzata da Maroni: incentivi ai
Chiamparino,
Comuni disponibili. A che punto siamo?
governatore
«Siamo in attesa, è un nodo importante. Badel Piemonte
sterebbe rendere più flessibile il patto di stabilità, con l’esclusione delle spese affrontate
Non si possono dai Comuni per l’accoglienza. Servono poi
strutture da utilizzare sul modello di hub remischiare i
gionali, non vogliamo tendopoli. Non soluzioprofughi con
ni a medio e lungo periodo, ma per smistagli immigrati
mento e prima accoglienza. E tempi più rapiche lavorano
di delle commissioni».
qui da anni,
Il centrodestra sostiene che la Conferenza
altrimenti si
delle Regioni è appiattita sul governo. E’
strumentalizza
così?
«Per parlare il centrodestra dovrebbe vincere le elezioni. Battute a parte, c’è un accordo dell’agosto
2014. Ribadito un mese con Alfano. Non è colpa mia se la
maggior parte delle Regioni è guidata dal centrosinistra».
Maroni dice che Renzi dovrebbe sbattere i pugni in Europa. Lei condivide le politiche del presidente del Consiglio?
«La battaglia di Renzi in Europa è sacrosanta e difficile.
Ma per essere forti non si debbono avere defezioni in casa.
Se sono proprio le Regioni più ricche a defilarsi, è un assist
allo smarcamento di altri Paesi in Europa. La strategia è aprire centri di prima accoglienza nei Paesi di partenza e creare
corridoi umanitari per sottrarre le persone agli scafisti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di stabilità e intesa rivista con l’Ue
sidente del Consiglio italiano
ha iniziato a sondare i vertici
Ue insieme ai capi di Francia,
Germania e Gran Bretagna
presenti al G7. Quella cioè di
stabilire non delle semplici
“quote” numeriche di persone,
ma delle vere e proprie percentuali. Da distribuire in base a un
«meccanismo automatico» di
compensazione: tanti ne arrivano in Italia, tanti – in percentuale appunto – vengono trasferiti tra i 28 stati Ue. Un modo per far fronte all’emergenza
di massa che probabilmente investirà le coste italiane con l’arrivo della bella stagione.
Ma al Consiglio Ue l’Italia
metterà sul tavolo anche un’altra proposta, relativa stavolta
ai rimpatri di quanti non hanno
diritto all’asilo politico. Oggi i
(pochi) rimpatri avvengono

ELLEKAPPA