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Il.Corriere.Della.Sera.14.06.2015.By.PdS.pdf


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Domenica 14 Giugno 2015 Corriere della Sera

#

Primo piano Il premier

L’INTERVISTA MATTEO RENZI

«Noi in Senato più forti
Avanti fino al 2018
Ma il Pd non teme il voto»
Il premier: ho rispetto per Marino
anche se non si può sottovalutare
il messaggio che arriva da Roma



Su Salvini
Strillare di epidemie
significa procurare
allarmismo. Tutti
i report medici
dicono che non è così



Sulla legge Severino
Faremo ciò che è
previsto ma esistono
contraddizioni,
come si vede dai casi
De Luca e de Magistris



Sull’Expo
Vedo cittadini entusiasti
di Milano ma poi
sui siti la città
sembra il sobborgo
di una megalopoli malata

di Maria Teresa Meli

P

residente Renzi è un momento complicato per l’Italia.
«No, è un bel momento, con buona
pace dei gufi e dei profeti di sventura.
L’occupazione sale di 200 mila unità.
La crescita ha di nuovo il segno più, i consumi
segnano un risveglio. Veniamo da un G7 dove
non eravamo più il problema, ma parte della
soluzione. La fame di Italia nel mondo tira
l’export come non mai. E l’Expo che doveva essere un disastro annunciato è un fiore all’occhiello. Potrei proseguire con esempi di tutti i
tipi. Eppure il dibattito politico interno è incartato solo sulle cose che non vanno. Sembra che
una parte della classe dirigente di questo Paese
non viva senza ricorrere alla paura. Del diverso,
dell’immigrazione, del futuro. Ma noi abbiamo
scommesso sul coraggio, non sulla paura, e
dunque avanti tutta».
Bè, l’immigrazione è una vera e propria
emergenza.
«Guai a sottovalutarla. È un tema grave e —
diciamolo chiaro — le risposte che l’Europa sta
dando sono insufficienti. Redistribuire solo 24
mila persone è quasi una provocazione».
Ma se la Ue non vi ascolterà è vero che
adotterete una linea più dura sull’immigrazione?
«Nei prossimi giorni ci giochiamo molto
dell’identità europea e la nostra voce si farà
sentire forte perché è la voce di un Paese fondatore. Se il consiglio europeo sceglierà la solidarietà, bene. Se non lo farà, abbiamo pronto il
piano B. Ma sarebbe una ferita innanzitutto per
l’Europa. Vogliamo lavorare fino all’ultimo per
dare una risposta europea. Per questo vedrò nei
prossimi giorni Hollande e Cameron e riparlerò con Juncker e Merkel. In Europa va cambiato
il principio sancito da Dublino II e votato con-

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giorni
La durata del
governo Renzi,
che ha giurato
al Colle il 22
febbraio 2014

vintamente da chi oggi protesta contro il nostro governo. La comunità internazionale è responsabile di ciò che accade in Libia in ragione
dell’intervento di 4 anni fa e della scarsa attenzione successivamente dedicata al tema. Se la
Libia non trova un assetto istituzionale, diventa
la calamita per fanatici e terroristi e dunque ci
stiamo giocando una partita di portata storica.
La vogliamo affrontare con la serietà di un Paese che è una potenza mondiale o inseguendo
chi fa tweet sulla scabbia e propone di sparare
al primo che passa? Torniamo al buon senso».
Si riferisce a Salvini, presidente?
«Certo che mi riferisco a lui. Strillare di epidemie significa procurare allarmismo ma tutti
i report medici dicono che non è così. Se volessimo fare polemica, potremmo criticare il fatto
che la Lega a Strasburgo ha votato contro la
proposta di aiutare l’Italia ridistribuendo le
quote di immigrati: il colmo! Ma non è tempo
di divisione: ieri ho chiamato Zaia e Maroni. Ho
offerto e chiesto collaborazione istituzionale».
Intanto la Francia respinge i profughi e le
Regioni non li vogliono.
«La situazione è tesa, ma i numeri sono appena più alti dello scorso anno: al 13 giugno
2014 avevamo accolto 53.827 persone. Al 13 giugno 2015 siamo a 57.167. Numeri sostanzialmente simili. Senza contare che le persone che
sono ferme nelle stazioni hanno un biglietto
per lasciare l’Italia: il blocco di qualche giorno
di Schengen li sta tenendo fermi qui, ma per lo-

● La parola

DUBLINO II
Il regolamento Dublino II è un regolamento dell’Unione
Europea emanato nel 2003 in tema di diritto di asilo.
Sostituisce la Convenzione di Dublino del 1990 e determina lo
Stato membro dell’Ue competente a esaminare una domanda
di asilo o di riconoscimento dello status di rifugiato in base
alla Convenzione di Ginevra. Secondo il regolamento Dublino
II lo Stato competente sarà quello in cui il richiedente asilo ha
fatto il proprio ingresso nell’Unione. Uno degli obiettivi
della controversa normativa è impedire ai richiedenti asilo
di presentare contemporaneamente domande in più Stati
dell’Unione Europea.

ro non è l’Italia la destinazione. Il tempo della
campagna elettorale è finito: noi stiamo aprendo un fronte in Europa difficilissimo, mi piacerebbe che l’intero sistema istituzionale – compresi i governatori leghisti – facesse il tifo per
l’Italia. Quando vado all’Expo vedo cittadini di
tutto il mondo arrivare entusiasti e felici di Milano, dell’Italia. Apro i siti e sembra che Milano
sia il sobborgo di una megalopoli malata. Gridare al lupo ti fa ottenere un voto in più, ma
quando i quotidiani internazionali mettono in
discussione la tenuta del sistema turistico come accaduto ieri, ci rendiamo conto che stiamo
facendo danno all’Italia? Il problema c’è. Ma
quando vedo iniettare nel dibattito pubblico
dosi di terrore verbale, temo la reazione istintiva, di pancia. In economia possiamo rilanciare
solo se le aziende, i risparmiatori, gli investitori
vivono una fiducia che è ben giustificata dalle
riforme in atto. E nella vita di tutti i giorni abbiamo necessità di tornare a credere nelle istituzioni».
Squinzi si lamenta perché l’Italia è esclusa
dai vertici europei sulla Grecia.
«Rispetto la sua posizione. Ma a quei vertici
non vado. Non è un problema di inviti, visto
che Tsipras mi ha più volte chiesto di partecipare. Solo che noi abbiamo una cultura europeista per cui i problemi si affrontano nelle sedi istituzionali, non nei caminetti. Alexis si è
affidato alla Merkel e a quelli che hanno seguito la sua campagna elettorale spunta un sorriso, visto ciò che diceva allora. Ma se questo è
ciò che vuole la Grecia, ok. Solo che l’Italia partecipa ai vertici istituzionali, non a quelli informali. Per spiegare ai greci che non possiamo
pagare le baby pensioni a loro dopo aver fatto
tanta fatica per toglierle agli italiani non serve
una riunione. Tutti noi vogliamo la Grecia nell’Euro, ma devono volerlo anche loro: noi siamo pronti a dare una mano. È maturo il momento della svolta economica per l’Europa,
puntando più sulla crescita che sull’austerità.
Ma per arrivarci occorre aver completato il percorso delle riforme strutturali, a cominciare
dalle nostre».
Voterete sì all’arresto di Azzollini?
«Leggeremo le carte. Se emergerà il fumus
persecutionis voteremo contro l’arresto. Se tutto sarà in linea con la Costituzione e con le leggi, voteremo a favore dell’arresto, come abbiamo fatto anche con i nostri. Gli sconti si fanno