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Il.Fatto.Quotidiano.15.06.2015.By.PdS.pdf


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IL FATTO QUOTIDIANO DEL LUNEDÌ

LUNEDÌ 15 GIUGNO 2015

3

MILANO

IL PAPA SULLA CRIMINALITÀ

Una scena raccapricciante, vissuta da un vicino attraverso
la finestra quella in cui ha trovato la morte una donna di 51
anni per mano di un transessuale di 20 che dopo averla
accoltellata le ha tagliato la testa e l’ha lanciata, ancora
sanguinante, nel cortile del palazzo, nelle case popolari di
Ortica a Milano. Una lite, quella sfociata nell’omicidio di
Antonietta Gisonna, cominciata intorno alle 2 di notte per
motivi ancora da chiarire, sullo sfondo del mondo della
droga e della prostituzione cui faceva parte il presunto
assassino, Carlos Julio Torres Velesaca, regolarmente in
Italia da molti anni. Il trans ha colpito la vittima con una
decina di fendenti, usando dei coltelli trovati in casa.

"Roma ha bisogno di una rinascita morale e spirituale".
Sceglie il convegno della diocesi romana a piazza San
Pietro papa Francesco per lanciare un monito alle istituzioni. Il Pontefice affida alle "nuove generazioni" il
"forte compito" di sostenere e rivitalizzare la Città
Eterna, travolta dalle inchieste di Mafia Capitale che
hanno fatto scattare le manette a politici e imprenditori. E lo dice mentre c’è in ballo il Giubileo, che metterà
sullo stesso tavolo sindaco e prefetto in un "coordinamento" e non "commissariamento", ha chiarito il
presidente Pd Matteo Orfini, smentendo le voci che
vedevano Marino già commissariato.

Trans accoltella e decapita una donna

“Una rinascita morale per Roma”

CAOS IMMIGRAZIONE

Renzi, s’aggrappa
al piano B
Ira della Francia
di Tommaso Rodano

M

atteo Renzi ha un
“piano B” sull’immigrazione. Quale
sia, per ora è un
mistero. La confidenza è stata
affidata al Corriere della Sera. Il
senso dell’intervista: l’Europa
non fa abbastanza, il piano Juncker va cambiato (prevede la
distribuzione di 24 mila richiedenti asilo, sui 180 mila che sono in arrivo secondo le stime
del Viminale) e nel summit europeo del 25 e 26 giugno il premier darà battaglia. In che modo e con quali proposte – come
detto – non è chiaro (e il Corriere
si è dimenticato di chiederglielo). Renzi, allo stesso tempo, riconosce che “i numeri (dell’immigrazione, ndr) sono appena
più alti dello scorso anno: al 13
giugno 2014 avevamo accolto
53.827 persone. Al 13 giugno
2015 siamo a 57.167”. “Senza
contare – aggiunge – che le persone che sono ferme nelle stazioni hanno un biglietto per lasciare l’Italia: il blocco di qualche giorno di Schengen li sta tenendo fermi qui, ma per loro
non è l’Italia la destinazione”.

Viene un dubbio, allora:
l’emergenza c’è o non c’è? Se i
numeri sono “sostanzialmente
simili” a quelli del 2014 perché
Renzi minaccia di battere i pugni nei prossimi meeting e definisce “quasi una provocazione” il piano Juncker di “redistribuire solo 24 mila persone”? Le ipotesi su cui si muove
l’ “irriferibile” piano B del premier sarebbero sostanzialmente due (entrambe complicate

MATTEO GIURA:
IN EUROPA SARÀ
BATTAGLIA.
COME? RIMANE
UN MISTERO.
I TRANSALPINI:
“STIAMO SOLO
APPLICANDO
GLI ACCORDI
ROMA-PARIGI”

da mettere in pratica): un’accelerazione sui rimpatri dei migranti illegali e una messa in discussione esplicita del Regolamento Dublino III (che affida i
richiedenti asilo allo Stato di
primo approdo). Ieri Angelino
Alfano (che martedì incontra
gli altri ministri dell’Interno
dell’Ue a Bruxelles) ha ribadito
il concetto: “L’Europa – ha detto a Sky – si troverà di fronte
un’Italia diversa: la situazione è
diventata inaccettabile. Le scene di Ventimiglia sono l’antipasto di quello che succederebbe se si chiudesse Schengen”. Il
piano B, ça va sans dire, “non
può essere rivelato”.
OGGI dovrebbe essere il giorno

della riapertura delle frontiere
tedesche. Le parole del governo
italiano, intanto, hanno ottenuto il primo risultato: l’irritazione della Francia. Un “alto responsabile della prefettura delle Alpes-Maritimes” ha puntualizzato la situazione all’Ansa:
“La frontiera italo-francese non
è mai stata chiusa, Schengen
non è stato sospeso”. E i migranti respinti a Ventimiglia,
allora? Il riaccompagnamento

Uno dei migranti bloccati a Ventimiglia, sul confine italo-francese LaPresse

alla frontiera italiana “degli
stranieri in situazione irregolare” avviene sulla base “degli accordi franco-italiani di Chambéry”. Controreplica italiana: “I
controlli fissi alle frontiere con
l’Italia reintrodotti dalla Francia non sono previsti dal trattato”.
Intanto a Ventimiglia i migranti dormono ancora all’addiaccio. Ieri mattina hanno ripulito
dai rifiuti la scogliera su cui sono costretti a passare le notti.
Un centinaio di loro hanno manifestato di fronte al confine. Lo
slogan: “Non torniamo indietro”. La polizia italiana li ha dispersi con una carica d’alleggerimento.
A Milano i 338 profughi sono
stati sistemati nei box di plexiglass all’ingresso della stazione.
A Roma, la Croce Rossa ha allestito una tendopoli con 150
posti letto (ma ne servirebbero

OSTIA E MAFIA CAPITALE

Bruciata l’edicola della Pd
anti-clan. Cgil contro Marino
e entrerete in quel locale non avrete viS
ta facile. Nelle borgate chi si comporta
così viene considerato un infame e gli in-

te tornata nella disponibilità del comune
(l’essessore alla Legalità, Alfonso Sabella
aveva ordinato lo sgombero). Un affronto.
fami pagano”. A una settimana da quando Poi le minacce, come quella ricevuta su fala minaccia è comparsa sulla pagina face- cebook. Sabato notte, alle 23, è stato visto
book dei Giovani democratici di Ostia il un uomo cospargere di benzina l’edicola.
fuoco distrugge l’edicola di via del Som- Poi il fuoco. Il tutto preceduto dal macabro
mergibile di Sabrina Giacobbi, segretaria rituale della malavita del litorale: fuochi
del circolo Pd di Ostia. Donna da sempre d’artificio, ma senza il gioco di luci. Solo
in prima linea contro i
botti. Subito è partita la
clan che controllano il ligara di solidarietà del
torale romano. FiaccolaPd. Primo il senatore
te, manifestazioni e il redem Stefano Esposito,
cente sequestro di una
commissario Pd a Ostia
palestra e di una scuola di
dopo Mafia Capitale.
danza in via Forni, nel
“L’incendio dell’edicola
della segretaria del Pd di
quartiere dove il clan SpaOstia Nuova - dichiara
da fa il bello e il cattivo
Esposito - è un atto di intempo. Giacobbi si era
timidazione nei conopposta all’assegnazione
ai clan di quella struttura,
fronti del Pd. Evidenteoccupata abusivamente
mente ai clan non piace
Sabrina Giacobbi Ansa l’azione di denuncia e
da 10 anni, e recentemen-

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l’azione amministrativa di legalità messa
in campo sul litorale”. Mentre il Pd del X
Municipio (Roberto Spada ha annunciato
la candidatura proprio per questo municipio) ieri ha spostato il banchetto per il
tesseramento sotto l’edicola incendiata.
Intanto mentre per domani è prevista la
consegna della relazione degli ispettori
della Commissione d’accesso agli atti su
Mafia Capitale, che dovrà riferire al prefetto e innescare la procedura per l’eventuale scioglimento del Comune di Roma,
la Cgil ha attaccato il sindaco della Capitale: “Ignazio Marino deve fare una proposta su come cambiare Roma, e ancora
questa non l’ho sentita”, ha detto la segretaria Susanna Camusso, rispondendo alla
domanda sulle eventuali dimissioni del
sindaco di Roma. Dimissioni che il primo
cittadino non è intenzionato a dare. Concetto ribadito ieri durante la festa al quartiere romano di Monteverde: “No, non date retta ai giornali, non mi dimetto”.

800). Anche ieri il centro di accoglienza Baobab è stato raggiunto da decine di cittadini
che hanno contribuito con viveri, vestiti e medicine.

CECILIA STRADA

“Pago le tasse,
li ospiti lo Stato”
POCHE RIGHE su Facebook

per demolire la vulgata leghista
del “chi parla di migranti se li
prenda in casa propria”. Le ha
scritte Cecilia Strada, presidente di Emergency. Il suo post è
stato condiviso in Rete da migliaia di persone: “Per tutti
quelli che ‘perché non ospiti i
profughi a casa tua, eh?’ Vivo
in una società e pago le tasse.
Pago le tasse così non devo allestire una sala operatoria in
cucina quando mia madre sta
male. Pago le tasse e non devo
costruire una scuola in ripostiglio per dare un’istruzione ai
miei figli. (...) Ospitare un profugo in casa è gentilezza, carità.
Creare un sistema di accoglienza dignitoso è giustizia”.

LECC
LECCAA
Il premier e le righe
mancanti del “Corriere”
QUANDO SI HA PER LE RIGHE il premier
non deve essere facile. Dev'essere per questo
che ieri il Corriere della Sera – fortunato lui – ci
ha provato in tutti i modi a stanare e mettere
all’angolo il premier in un’intervista. L'inizio,
umorale: “Presidente Renzi è un momento complicato
per l'Italia”. La replica, tenace: “No, è un bel momento,
con buona pace dei gufi e dei profeti di sventura”. E vabbè. Più avanti, insinuante: “Non la imbarazza sapere che
Buzzi ha finanziato alcune sue iniziative? Restituirà quei
soldi?”. Risposta, biforcuta: “La fondazione Open restituisce in automatico i denari ricevuti da realtà discusse. Il
Pd ha uno statuto diverso. Ma troverà la strada per restituirli”. Servirebbe un tom tom. E allora questione migranti, inevitabile: “Ma se la Ue non vi ascolterà è vero
che adotterete una linea più dura sull'immigrazione?”. A
questo punto il pokerista si riconosce: “Nei prossimi giorni ci giochiamo molto dell'identità europea e la nostra
voce si farà sentire forte perché è la voce di un Paese
fondatore. Se il consiglio europeo sceglierà la solidarietà,
bene. Se non lo farà, abbiamo pronto il piano B.”. Ah,
bene. E qual è? Vediamo? Invece no, questa domanda
non c'è. Forse erano finite le righe. Non deve essere facile.