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La.Gazzetta.Dello.Sport.15.06.2015.By.PdS.pdf


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2

Primo piano R Il tecnico dei campioni d’Italia

A TU PER TU CON...

Allegri
IL MILAN RIVUOLE
IBRA? I RITORNI
SONO SEMPRE
PERICOLOSI...
SUI ROSSONERI CHE VOGLIONO
RIPRENDERE LO SVEDESE

LA RIMONTA SULLA
FIORENTINA E’ LA
COSA PIÙ BELLA
DELLA STAGIONE
SULL’IMPRESA IN COPPA
ITALIA DOPO IL K.O. IN CASA

I GIOVANI COME
DYBALA SERVONO
A RESTARE AL TOP
IN EUROPA
SULLA RICETTA PER RIMANERE
AL TOP IN CHAMPIONS

IL BILANCIO
DI QUESTA
STAGIONE
Vittorie
12
Pareggi
Sconfitte
*Una ai supplementari
**Ai rigori

3

8
9

57
Totale

37

1**

1

38
Campionato

26

3

5

1

13

Coppa Italia

Supercoppa
italiana

Champions

4*

7

3

«ANCORA PIÙ JUVE:
QUINTO SCUDETTO
EUROPA, LA STORIA»
L’INTERVISTA di ALESSANDRA BOCCI
INVIATA A LIVORNO

I

fotogrammi di una stagione scivolano sul
mare piatto, però Massimiliano Allegri più
che a ricordare pensa a ripartire. Ritirarsi
sul famoso gommone, anche solo per poche settimane, non è un’opzione contemplata. «Ora va di moda l’anno sabbatico, ma io l’ho
già fatto l’anno scorso. Ho passato sei mesi senza
lavorare e mi sono bastati. Adesso sono in vacanza
con la voglia di partire subito forte a luglio, lavorando con gente motivatissima. Voglio evitare il
rischio del periodo di down che tante squadre hanno dovuto attraversare dopo una stagione eccezionale».
Non ha paura di poter fare soltanto peggio?
«No, perché la Juve può crescere molto e non mi
riferisco ai risultati. La ricerca del successo è implicita se lavori alla Juve, ma c’è tanto da fare e
questa sarà un’estate cruciale. Non dobbiamo pensare ai risultati, ma a migliorare noi stessi. Gli
obiettivi poi sono i soliti: scudetto, coppa Italia e
sogno Champions che va avanti. Il primo obiettivo
è fare la storia conquistando il quinto scudetto
consecutivo: la Juve ci è riuscita soltanto negli anni Trenta ed era un altro mondo. Però il club vuole
consolidarsi in Europa, nell’élite dove siamo entrati prepotentemente».
Se diciamo Berlino che cosa le viene in mente?
Un’occasione persa? Gli anni che ci vorranno per
tornare in finale?

«Mi viene in mente prima di tutto una bella partita, una delle più belle finali europee degli ultimi
anni: ricordiamoci che il grande Manchester United con il Barça non passava la metà campo. Noi
invece ce le siamo date, sull’1-1 ho pensato che
avremmo vinto, poi è andata come andata, ma
senza rimpianti, anche se avremmo potuto fare di
più. Ci è mancata un po’ di convinzione».
Lei avrebbe potuto fare di più?
«Certamente, ma devo anche dire che ce l’abbiamo messa tutta, e non è in contraddizione con
quello che dicevo prima. Le lacrime dei miei giocatori non volevano dire “chissà quanto tempo ci
metteremo ad arrivare di nuovo fin qui”, ma piuttosto “potevamo davvero battere il Barcellona e
non ci siamo riusciti”. La squadra ha una consapevolezza nuova, ha più autostima, anche in campo
internazionale. Sono molto orgoglioso di questa
crescita».
È la caratteristica che sente più sua in questa Juve?
«Non so se sia merito mio, ma è un progresso indiscutibile. Come la crescita di tanti giocatori».
Ad esempio Morata.
«Un ragazzo stupendo e un giocatore che può soltanto migliorare».
Se le vendono Morata che dice?
«Se proprio devono spero almeno che il club incassi 70-80 milioni. Questo è il valore attuale di Morata. Credo che si debba puntare su di lui e anche
su Coman, un altro giovane di eccezionale livello,
che ha bisogno di un po’ di tempo per esplodere».

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Se le vendono Pogba invece che dice?
«Evidentemente si tratterebbe di una
scelta societaria e non tecnica: a certe
cifre è difficile dire no. Ma se Paul resta
a Torino deve farlo con la testa giusta,
senza rimpianti. Perché quello che abbiamo raggiunto in questa stagione è
solo un punto di partenza e per costruire il futuro della Juve servono giocatori
giovani e motivati oltre ai senatori che
possono trasmettere lo spirito giusto».
Tevez resterà?
«Dipende da lui. È una sua scelta. Ma ripeto, chi resta deve sapere che il lavoro per la
prossima stagione sarà ancora più intenso.
Non voglio gente che si ferma a contemplare
i successi. Veniamo da quattro anni eccezionali, costruiti con bravura dalla società, però
non è detto che non ci si possa ripetere e superare, anche se è complicato. Dopo questi trionfi
c’è bisogno di ripartire con idee forti. Sarà una
stagione delicata, con scelte importanti per il
futuro».
Crede che i suoi senatori siano in grado di mantenere la voracità che chiede?
«Lo zoccolo duro è importante quanto gli innesti di
giovani come Berardi, Rugani, Zaza, che vanno ad
aggiungersi ai giocatori che già abbiamo, nati negli anni Novanta. E poi mi dica quanti difensori ci
sono in Europa più forti di Bonucci, Chiellini, Barzagli, e ci metto anche Ogbonna».
Buffon è il suo leader indiscusso?