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Il.Sole.24.Ore.16.06.2016.By.PdS .pdf



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Poste italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003
conv. L. 46/2004, art.1, c. 1, DCB Milano

Martedì
16 Giugno 2015

IMMIGRATI/1 SCONTRO APERTO ITALIA-FRANCIA

IMMIGRATI/2

Pelosi, Moussanet, Romano, Colombou pagine 8 e 10, con l’intervista di Marco Ludovico a Mario Morcone

u pagina 10

L’altolà di Parigi: gestiteli voi, fate i campi
Renzi: così non è Europa, faremo da soli
IL RUOLO DELL’IMPRESA

L’Expo
laboratorio
per pubblico
e privato
di Alberto Quadrio Curzio

S

ull’Expo 2015 i commenti
sono continui dall’ottobre
del 2006, quando il Governo italiano presentò la candidatura di Milano; si sono intensificati dal marzo 2008, quando
l’Assemblea Generale del Bie
(Bureau International des
Expositions) ci assegnò la manifestazione; continueranno ad
Expo conclusa soprattutto con i
calcoli sui costi e i benefici. Riflettiamo qui su alcuni aspetti
che evidenziano il ruolo delle
Associazioni di imprese italiane, della tecnoscienza e della
Ue entrando a pieno titolo nel
tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”. L’Expo è, infatti,
tanto esposizione quanto laboratorio e fabbrica. Aspetti, questi ultimi, che vanno meglio
spiegati.
La sussidiarietà e i partenariati. Innanzitutto, va sottolineato che Expo è una grande
iniziativa di partenariato pubblico-privato al quale molte
imprese hanno collaborato
nelle più diverse forme ma che
trae il suo prestigio anche da
una specifica presenza della
Ue. Ciò significa che la sussidiarietà si applica a diversi livelli che vanno dalle imprese
alle loro associazioni, dalle istituzioni nazionali e locali fino
alla Ue. Con riferimento al sistema economico italiano, fatto da tante Pmi, il ruolo delle
Associazioni è fondamentale
nei rapporti con le Istituzioni e
l’innovazione. Si attua così
quel principio del liberalismo
sociale, dove la forza non deriva solo dalla dimensione ma
anche dalla aggregazione.
L’industria alimentare. Partiamo da questa industria che
tramite la Federalimentare ha
lanciato pochi giorni fa, nella
sua assemblea all’Expo, un bel
manifesto: ”Uniti si vince”. Bisogna infatti ricordare che Federalimentare, con 54mila imprese, 385mila addetti, un fatturato 2015 stimato in 134 miliardi
di euro (di cui quasi 29 derivanti
dall’export), si colloca come secondo comparto del manifatturiero italiano. E ancora va evidenziata la forte capacità di innovazione del settore che non
esprime un’industria omologatrice, pur essendo i suoi prodotti agroalimentari acquistati da
più di 1,2 miliardi di consumatori mondiali.
Continua u pagina 26

OGGI CON IL SOLE

Dopo la fumata nera del fine settimana Milano perde il 2,4%, il differenziale sale a 153

Grexit spaventa le Borse
Vola lo spread BTp-Bund
po il fallimento delle trattative tra
Grecia e creditori: le Borse europee bruciano 172 miliardi ( Milano
-2,4%).Venditesubondperiferici,
rendimential12%perildecennale

greco e al 2,4% per il BTp, spread a
153 punti dopo aver toccato quota
163. «Con l’uscita della Grecia dall’euro entreremmo in territorio
inesplorato» avverte Draghi.

Condominio ed Edilizia:
al debutto i due nuovi
quotidiani online del Sole

Servizi e analisi u pagine 2-5

L’ANALISI

Default non è Grexit
di Alessandro Plateroti

S

e c’è ancora chi pensa che
cinque anni di negoziati sul
debito greco siano troppi, farebbe bene a recuperare le
agenzie di stampa della scorsa
settimana. Nel pieno delle febbrili e infruttuose trattative tra
Tsipras, Europa e creditori, in-

fatti, è passata quasi inosservata una nota con cui il Club di
Parigi annunciava la riapertura dei negoziati con l’Avana sul
rimborso di 15 miliardi di euro
dovuti da Cuba dopo il default
del 1986.
Continua u pagina 2

LA BUSSOLA DEL RISPARMIATORE

Titoli di Stato, portafoglio
a prova di turbolenze

D

ebuttano oggi sul web i due nuovi quotidiani digitali
del Sole 24 Ore, dedicati al mondo della casa e delle
costruzioni: il Quotidiano del Condominio e il Quotidiano
Edilizia e Territorio.
Servizi u pagina 49

Maximilian Cellino e Andrea Gennai u pagina 5

INTERVISTA. IL PRESIDENTE DI ASSONIME

Sella: «Borsa più facile per le Pmi»

u www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com
u www.quotidianoediliziaterritorio.ilsole24ore.com

Rossella Bocciarelli u pagina 26

LA QUESTIONE
INDUSTRIALE

inutilmente arrogante.

Continua u pagina 8

PANORAMA

Venezia a Brugnaro, il Pd perde anche
in Sicilia. A M5S tutti i 5 ballottaggi
Renzi: ho troppo mediato, ora basta
Dopo le sconfitte a Venezia (a vantaggio dell’imprenditore Luigi Brugnaro) e Arezzo, il Pd ha perso ieri nei ballottaggi altri importanti Comuni, a cominciare da Enna e Gela in Sicilia. Il premier Renzi ammette la battuta d’arresto elettorale: ho troppo mediato, ora basta. Ottimo risultato
del Movimento 5 Stelle, che si è imposto in tutti e 5 i ballottaggi in cui era
presente: Venaria, Quarto, Porto Torres, Gela e Augusta. u pagine 6 e 7

Milano
è ripartita,
ora serve
una «visione
globale»
Conricaviincrescita,maggiorefiduciaeordinidall’esterotornatialivellimolto
alti,leimpresemilanesi
guardanoconpiùottimismo
alfuturo.Leindicazioniche
emergonodall’osservatorio
diAssolombardadiconoche
l’economiaaMilanoè
ripartitamaquestononbasta
aprodurreuntassodicrescitaingradodirestituirelacittà
alruolodilocomotivaper
l’interoPaese. Perché ciò
avvenga, secondo il presidente di Assolombarda,
Gianfelice Rocca, «serve
una visione globale»,
puntando sull’integrazione
“alta” delle capacità del
territorio riassunte nell’acronimo “ Steam”: scienza, tecnologia, engineering,
arte e matematica.
Luca Orlandou pagina 11

OSSERVATORIO
La politica in numeri

di Roberto D’Alimonte

Quei candidati «sbagliati»
u pagina 7

POLITICA 2.0

IL CENTRODESTRA

Un Pd lontano Autonomi
dal «centro» da Berlusconi
di Lina Palmerini

I

l voto, oltre le sconfitte del Pd,
dimostra che il centro-destra
ha un problema nuovo e il centro-sinistra uno vecchio. Il partito di Renzi resta “vecchio” sulle proposte, come immigrazione o sicurezza, per vincere e
conquistare i voti di centro. La
destra ha un nuovo dilemma:
vince a Venezia ma non ha un
Brugnaro nazionale.
Continua u pagina 6

di Gennaro Sangiuliano

P

er il centrodestra italiano arriva la prima timida vittoria post
berlusconiana,parziale,limitata,in
molti casi legata a contingenze territorialimameritevolediun’analisi
più generale. A suo modo, è un elemento di novità. Per la prima volta
l’aggregazione politica di centrodestra prescinde da chi è stato per
un ventennio il suo padre e padroneedimostradipotersimuoverein
autonomia.
Continua u pagina 6

Mafia Capitale, sequestrati 16 milioni a Buzzi

Nell’inchiesta su Roma Capitale maxi sequestro di beni a Buzzi per 16 milioni. Oggi la relazione sulle infiltrazioni a Roma, che individua «gravi
violazioni»negliappalti,saràconsegnataalprefettoGabrielli. u pagina23

STATO & MERCATO

Alta velocità, se la multa Cdp, verso il nuovo vertice
incentiva la scorrettezza con la sfida della «crescita»
di Giorgio Santilli

A

pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Lo diceva Giulio Andreotti e la massima sembra perfetta per l’evoluzione in salsa di
controriforma che sta avendo
la normativa sulla regolazione e sulla concorrenza nel
settore ferroviario. Proprio
quando l’Autorità per la
regolazione nel settore dei
trasporti guidata da Andrea
Camanzi ha avviato una

Mercati

FTSE Mib

A

-2,40
0,73

22328,03

B

variaz. %
var. % ann.

Dow Jones I.
17791,17

-0,60
6,05

B

variaz. %
var. % ann.

BORSA ITALIANA
Var%
15.06

12.06 Var% in.an.

FTSE It. All Share (31.12.02=23356,22) 23808,59 24405,59

-2,45

18,23

FTSE MIB (31.12.97=24401,54)

22328,03 22877,81

-2,40

17,44

FTSE It. Mid Cap (31.12.02=20146,67) 31650,63 32439,49

-2,43

25,45

FTSE It. Star (28.12.01=10000)
Mediobanca (2.1.06=100)
Comit Globale (1972=100)

24122,64 24649,15

-2,14

29,27

66,05

-2,50

18,32

1230,31 1259,40

-2,31

18,50

64,40

Inserto in allegato
Da chiedere all’edicolante
Prezzi di vendita all’estero: Albania €2, Austria €2, Francia €2, Germania €2, Monaco P. €2, Slovenia €2, Svizzera Sfr 3,20

Xetra Dax
10984,97

-1,89
10,82

B

variaz. %
var. % ann.

ragionando su come rafforzare
questo principio. L’idea è sempre quella della collaborazione
molto stretta tra settore privato
e pubblico». Poche parole che
sembrano prefigurare più
scenari. Il primo è quello che
porta a un semplice cambio di
strategia della Cdp che potrebbe
passare da un rafforzamento
delle frecce che la spa ha già al
suo arco, dal Fondo di private
equity al suo braccio finanziario
(il Fondo strategico italiano).

L

a partita sulle nomine al
vertice di Cdp si incrocia con
quella, ben più importante, sul
futuro della Cassa, su cui ieri è
intervenuto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. «La
Cdp è un importantissimo
strumento che ha a sua volta
all’interno strumenti come i
fondi di investimento che
possono fare da stimolo agli
investimenti privati e colmare lo
spazio aperto ai privati. Stiamo

Continua u pagina 26

a nuova fumata nera nelle trattative tra Atene e i
creditorièstataunadocciafreddaperimercatiche,
consapevoli che il tempo sta per scadere, hanno venduto pesantemente azioni e titoli di Stato dei Paesi periferici. Atene (-4,6%) è stata la peggiore in Europa. Anche
gli altri listini hanno sofferto con Milano che ha perso il
2,4%. Forti vendite sui bond governativi periferici: lo
spread BTp-Bund risale a 153. In calo anche Wall Street.

Indici Generali

di Celestina Dominelli

procedura sanzionatoria
verso Rete ferroviaria italiana
del gruppo Fs che potrebbe
portare a una maximulta fino
a 934 milioni per aver violato
le regole sulla parità di accesso alla rete a svantaggio di
Ntv, ecco entrare nel decreto
legislativo che recepisce le
direttive Recast sulle liberalizzazioni ferroviarie una
norma che fissa un tetto di un
milione di euro alle multe
delle Autorità nel settore.

L

PITTI UOMO 88:
LO SPECIALE
DI MODA 24
CON LA REALTÀ
AUMENTATA

DA OGGI SU INTERNET

IL COMMENTO

Pisapia: no
a nuovi profughi L’inaccettabile schiaffo francese
di Paolo Pombeni
Milano ha fatto
a situazione è estremamente pesante e l’Unione europea rischia di finire in un vicolo cieco. La presa di posizione franL
la sua parte
cese espressa dal ministro dell’Interno Cazeneuve suona come

Draghi: senza accordo si entra in «territori inesplorati»
pRischio Grexit più vicino do-

Anno 151˚
Numero 164

Nikkei 225
20387,79

-0,09
35,04

B

variaz. %
var. % ann.

FTSE 100
6710,52

-1,10
-0,99

B

variaz. %
var. % ann.

¤/$

Brent dtd

B

1,1218

-0,02
-17,11

Continua u pagina 31

59,93

-4,63
-47,22

variaz. %
var. % ann.

B

variaz. %
var. % ann.

Oro Fixing
1181,40

-0,12
-7,20

B

variaz. %
var. % ann.

PRINCIPALI TITOLI - Componenti dell’indice FTSE MIB

QUANTITATIVI TRATTATI ¤

INDICI

Titolo

15.06
Azioni: numero
889.444.733
Azioni: valore
2.887.940.997
Titoli di Stato
1.144.390.717
Obbligazioni
23.472.795

Paese/Indice
BORSE EUROPEE
D.J. EuroStoxx
Amsterdam Am. Exc.
Bruxelles Bel 20
Francoforte Dax
Helsinki Omxh Gen
Lisbona Psi 20
Londra Ftse 100
Madrid Ibex 35
Parigi Cac 40
Vienna Atx Index
Zurigo Swiss Mkt

355,69
472,89
3573,19
10984,97
8267,32
5627,05
6710,52
10842,10
4815,36
2434,30
8924,67

-1,79
-1,02
-1,61
-1,89
-1,40
-2,33
-1,10
-1,71
-1,75
-2,39
-1,13

ALTRE BORSE
New York DJ Ind.
New York S&P 500
New York Nasdaq C.
Tokyo Nikkei 225
Hong Kong Hang S.
San Paolo Brsp Bov.
Shanghai Comp.
Sydney All Ordin.
Singapore Straits T.
Toronto 300 Comp.

17791,17
2084,43
5029,97
20387,79
26861,81
53137,53
5062,99
5541,52
3322,44
14756,05

-0,60
-0,46
-0,42
-0,09
-1,53
-0,39
-2,00
-0,19
-0,94
0,10

INDICE CAMBI (22 valute)
Indice Sole-24Ore
103,31

0,09

A2A
Ansaldo Sts
Atlantia
Autogrill
Azimut H.
B. Popolare
B.P. E.Romagna
B.P. Milano
Buzzi Unicem
Campari
CNH Industrial
Enel Green Power
Enel
Eni

Pr.Rif.¤

Var.%

1,070
9,380
21,610
7,780
24,460
14,370
7,500
0,907
12,770
6,600
7,665
1,717
4,124
15,740

-2,46

-2,13
-2,81
-3,93
-4,52
-2,79
-3,15
-1,39
-0,30
-2,36
-1,83
-2,09
-1,87

FTSE ITALIA
ALL SHARE

-2,45

Base 31/12/02=23.356,22
24500
24250
24000
23750

apertura chiusura

Titolo

Pr.Rif.¤

Var.%

Exor
FCA-Fiat Chrysler
Finmecc.
Generali
Intesa Sanpaolo
Luxottica
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Moncler
Monte Paschi Si
Pirelli & C.
Prysmian
S. Ferragamo
Saipem
Snam
STMicroelectr.
Telecom Italia
Tenaris
Terna
Tod's
UBI Banca
Unicredit
UnipolSai
World Duty Free
Yoox

41,760
13,800
11,410
16,310
3,150
59,450
4,170
8,665
7,265
16,570
1,720
15,200
19,480
26,900
9,915
4,310
7,180
1,121
12,580
4,104
84,750
6,995
6,035
2,360
10,040
30,500

-1,93
-1,92
-3,88
-2,04
-3,20
-1,74
-0,95
-3,24
-2,61
-0,72
-4,12
-0,52
-2,11
-2,32
-1,05
-1,82
-2,97
-2,18
-1,95
-0,97
0,65
-4,83
-3,82
-1,58
-0,20
-0,55

12.06
791.265.694
2.978.093.445
1.166.825.463
22.666.634

FUTURES
15.06 Var
FTSE MIB Giu 2015
22387 -517
Eurex Bund 10a(set 15) 151,27 0,23

I CAMBI DELL’EURO (rilev. BCE)
Valuta
15.06
Dollaro Usa
1,1218
Yen giapponese 138,5400
Sterlina inglese
0,7234
Franco svizzero
1,0512
Renminbi cinese 6,9653
Dollaro canadese 1,3845
Corona svedese
9,1780
Dollaro austral.
1,4466

Diff.
-0,0002
-0,2400
-0,0011
0,0043
-0,0002
0,0041
-0,0260
-0,0094

MATERIE PRIME
Prezzi uff. a Londra ($/t)

Alluminio
Caffè rob

15.06 Var.%

1660,5 -2,40
1755,0 1,90

15.06 Var.%

(*) con “Marketing Evolution” € 10,90 in più; con “Capolavori Horror” € 8,90 in più; con “La Biblioteca del Mare” € 8,90 in più; con “Ora Legale” € 8,90 in più; con “Guida alla Salute” € 1,00 in più; con “La Biblioteca dei Ragazzi” € 7,90 in più; con “Guida Touring Club” € 8,90 in più; con “L’Impresa” € 6,90 in più; con “Norme e Tributi” € 12,90 in più; con “Guida al 730 Ordinario e Precompilato” € 9,90 in più; con “Assunzioni Agevolate” € 9,90 in più; con “Divorzio Breve e Negoziazione Assistita” € 10,00 in più; con “Unico 2015 e
Dichiarazione Irap” € 9,90 in più; con “Il Codice di Procedura Penale” € 10,00 in più; con “Acconto Imu e Tasi 2015” € 9,90 in più; con “How To Spend It” € 2,00 in più; con “IL Maschile” € 2,00 in più. Nella Regione Campania, solo su richiesta e fino ad esaurimento copie, in abbinamento gratuito con Il Denaro a € 2,00. Nella Regione Umbria in abbinamento obbligatorio con Il Giornale dell’Umbria a € 1,10 (solo su richiesta con Gli Archivi del Sole/Dvd Comicamente € 0,50 in più fino ad esaurimento copie)

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

2

Europa e mercati

Audizione all’Europarlamento
Il presidente della Banca centrale è intervenuto
a Strasburgo dopo il fallimento dei negoziati

LA CRISI GRECA

Il rischio Grexit
L’Eurotower può gestire l’uscita della Grecia
dall’euro, ma sarebbero «acque inesplorate»

«La Bce ha strumenti per reagire»
Draghi alza la pressione su Atene e i governi Ue chiedendo un accordo «molto rapidamente»
Beda Romano
LUSSEMBURGO. Dal nostro inviato

pIl presidente della Banca cen-

trale europea ha avvertito ieri
che la decisione sul futuro della
Grecia dipende dal governo greco, e in seconda battuta dai creditori della zona euro. A due giorni
dal fallimento di un nuovo round
negoziale tra Atene e Bruxelles,
Mario Draghi ha chiesto ai governi di assumersi le proprie responsabilità, lasciando intendere che
a rischio ormai sono i finanziamenti della Bce alle banche greche. Da Atene il governo Tsipras
ha accusato i creditori di «cinque
anni di saccheggi».
In una audizione parlamentare
a Bruxelles, il banchiere centrale
ha sottolineato con fervore che
l’esborso di nuovi prestiti «è una
decisione politica che spetta a persone elette, non alla Banca centrale europea». Con l’occasione, Draghi ha chiesto «molto rapidamente» un accordo tra la Grecia e i suoi
creditori che sia «solido e globale», in altre parole che preveda giustizia sociale, crescita economica,
sostenibilità di bilancio in modo da
garantire la stabilità finanziaria.
Questo fine settimana, una delegazione di negoziatori greci ha
incontrato a Bruxelles alcuni rappresentanti delle istituzioni creditizie (Commissione europea,
Fondo monetario internazionale
e Banca centrale europea) nel
tentativo di trovare un accordo
dell’ultimo minuto che possa
consentire di sbloccare nuovi
prestiti internazionali alla Grecia
per 7,2 miliardi di euro. Il negoziato è fallito e il dossier verrà trattato giovedì in una riunione dell’Eurogruppo.
Rifiutando nuovi tagli al welfare, il premier Alexis Tsipras ha
detto ieri: «Possiamo solo sospettare motivi politici dietro alla richiesta dei creditori di tagli pensionistici, nonostante cinque anni
di saccheggi». E ancora: «Vogliamo difendere la dignità dei nostri
cittadini e le aspirazioni di tutti gli

europei». La Commissione ha respinto le accuse greche secondo le
quali la colpa del fallito incontro di
domenica è tutta dei creditori.
Bruxelles ha spiegato che riprenderà le trattative solo dinanzi a
nuove proposte.
Parlando ai parlamentari europei, Draghi ha spiegato in più di
una occasione che le parti in causa sono chiamate a «uno sforzo
ulteriore».In particolare, «la palla è senza discussioni possibili
nel campo del governo greco»
che deve prendere «le misure necessarie». Nel mettere l’accento
sulle responsabilità del mondo
politico, Draghi è sembrato avvertire indirettamente che il ruolo della Bce nel tenere a galla la
Grecia è limitato.
Il sistema europeo di banche
centrali garantisce in questo momento prestiti al settore bancario
greco pari a 118 miliardi di euro, il
66% del Pil nazionale. L’ammon-

PIER CARLO PADOAN

«Avanti
con il calo
delle tasse»

pIlministroPierCarloPado-

an ha assicurato ieri che nella
prossima legge di Stabilità il
governo proseguirà con l’impegno per una riduzione delle
tasse. «Tra poco - ha detto in un
incontro a Napoli - entreremo
nellafasecaldadellacostruzione della legge di Stabilità e
l’obiettivo è disinnescare tutte
le clausole che comportano un
aumento delle tasse con riduzioni di spesa». Il governo andrà avanti su questa strada
«proprio perchè uno degli elementi fondamentali di politica
economica è quella di essere
costanti nel tempo».

tare è più che raddoppiato rispetto
alla fine del 2014. Le scelte della Bce
continueranno a basarsi sul «quadro legale», ha spiegato Draghi:
«Continueremo a seguire le nostre regole». In questo momento,
ha notato il banchiere centrale, le
grandi banche greche sono «solvibili», e possono quindi godere di
prestiti. Ma fino a quando?
Paradossalmente, proprio la
discussa strategia negoziale del
governo greco sta creando incertezza sui mercati, provocando un
aumento dei tassi d’interesse e un
deterioramento dei bilanci bancari. Il presidente della Bce ha precisato ieri che sulla base di una
eventuale decisione dell’Eurogruppo di garantire nuovi soldi alla Grecia, l’istituto monetario potrà rivedere al rialzo il limite di
emissioni di Buoni del Tesoro
greci e acquistare obbligazioni
greche sul mercato.
In questo senso, Draghi ha aggiunto che una intesa con i creditori comporterà per Atene benefici che vanno ben oltre nuovi
prestiti. Interpellato sui rischi di
una uscita della Grecia dalla zona euro, per via di un mancato
rimborso o del tracollo del sistema bancario, Draghi ha precisato che la Bce «ha tutti gli strumenti per gestire una tale evenienza». Al tempo stesso, ha ribadito che la crisi greca ha
mostrato la debolezza dell’assetto della zona euro, e ha esortato i
governi a «un salto quantico».
Dal canto suo, su questo fronte,
il ministro dell’Economia Pier
Carlo Padoan ha spiegato da Napoli che «gran parte della decisione è in mano al governo greco».
Sul versante monetario, Draghi
ha notato con timore il recente aumento dei tassi sul mercato. Ha
assicurato che la banca centrale
sta monitorando «segnali di restrizione non giustificata» ai quali
nel caso «saremmo chiamati a reagire» in un contesto di «ripresa
moderata».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

AFP

de «scelte dure da tutte le parti»:
così il capo economista dell’Fmi,
Olivier Blanchard, che in una nota
ha sottolineato come Atene si debba impegnare su «misure davvero
credibili» per risolvere i problemi
di bilancio ma anche i creditori dovrebbero cancellare parte dei loro
crediti, prevedendo almeno la «revisione dei pagamenti sul debito a
tassidiinteressepiùbassi».Insomma bisogna rendere sostenibile
davvero il debito greco rendendolo meno pesante.
Il capo economista del Fondo
monetario internazionale, che a
settembre lascerà la carica presso

l’Fmi, ha affermato quindi come
obiettivi meno severi sul fronte del
bilancio della Grecia siano coerenti con un debito sostenibile solo se i
Paesi europei si mettono d’accordo su una ristrutturazione di tale
debito, quindi dei loro prestiti ad
Atene. Almeno con un allungamento delle scadenze. La dichiarazionediBlanchardvienevistainal-

L’IMPEGNO DI SYRIZA

Varoufakis: «Solo con
scadenze più lunghe potremo
davvero portare a termine
il rimborso della quota
più ampia possibile»

cunecapitalieuropeecomeunmonito ad alcuni Paesi, a partire dalla
Germania, perché abbandonino la
richiesta di misure d’austerity
tropporestrittiveorinuncinoauna
parte del debito greco.
Il governo greco di Syriza ha fatto trapelare di recente la sua disponibilità ad accettare altre misure di
austerità come il taglio delle pensioni e l’aumento dell’Iva in cambio però di una riduzione del debito che renda accettabile all’opinione pubblica le nuove misure di austerità che in cinque anni hanno
ridotto il Pil greco di un quarto.
Anche Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze greco, ha chiesto
dinuovoscadenzepiùlungheperil

Il default
di Atene
non significa
Grexit

L

Appello alla responsabilità. Mario Draghi davanti alla Commissione Affari economici dell’Europarlamento

I debiti di Atene
L’esposizione dei governi dell’Eurozona: prestiti bilaterali e quote di partecipazione nel Fondo
salva-stati Esm, nella Bce e nel Fondo monetario
% del Pil (scala sinistra)
Portogallo Slovenia
Cipro

In miliardi di euro (scala destra)

Spagna

Malta

Francia

Italia

Belgio

Germania

Olanda

Finlandia

Slovacchia

Austria

Irlanda Lussemburgo

Lettonia

Estonia

3,5

70

3,0

60

2,5

50

2,0

40

1,5

30

1,0

20

0,5

10

0

0

Fonte: Fmi, Bce, Esm, Ministero delle Finanze greco, Bloomberg

Se la via d’uscita passa dalla riduzione del debito
Vittorio Da Rold

Alessandro
Plateroti

u Continua da pagina 1

L’opinione dell’Fmi. Il capo economista Blanchard prevede «scelte dure da entrambe le parti», invitando i creditori a rendere sostenibili gli impegni di Atene

pUnaccordosullaGreciarichie-

L’ANALISI

rimborso dei prestiti e una ristrutturazione del debito. In un’intervista al quotidiano tedesco “Bild”,
Varoufakis ha spiegato che la Grecia ha bisogno di «una ristrutturazione del debito. Solo così possiamo garantire ed effettivamente
portare a termine il rimborso di
una quota la più ampia possibile di
debito». Varoufakis si è detto
pronto a rinunciare a ulteriori prestiti e programmi di aiuto se la
trojka dei creditori internazionali Fmi, Bce e Commissione Ue - offrisse una ristrutturazione del debito che, per Varoufakis, è una soluzioneappoggiataanchedall’Fmi.
Inoltre, Atene ha bisogno di «un allungamento delle scadenze».

Il Governo in carica, ha continuato il ministro, vuole scongiurare una Grexit: «Questa opzione
non ha senso e la escludo - ha detto
al quotidiano - ma mai dire mai, anch’io non posso escludere che una
cometa possa scontrarsi con la
Terra». «Non vogliamo altri soldi», ha ribadito Varoufakis, secondo cui Berlino «ha già dato troppo».Atenenonhabisognodinuovi
finanziamenti «per salari, pensioni o rimborsi» e un accordo «potrebbe essere firmato in una notte», ma «solo se è presente anche il
cancelliere Merkel». Il nuovo piano di austerità chiesto dai creditori
«appartiene al passato. Non si
scappa: dobbiamo fare tabula rasa

e ricominciare da capo», ha sottolineato Varoufakis, ammettendo,
tuttavia, enormi problemi amministrativi: «Il nostro problema con
l’Iva è che non siamo in grado di aumentarla», ma un aumento al 23%
dell’aliquota per i beni di prima necessità «farebbe affluire ancora
meno Iva nelle casse dello Stato».
Anche il portavoce del governo
greco Sakellarides ha detto che «se
anche l’esecutivo ellenico dovesse
accettaretuttelepropostecontenute
nelle cinque pagine, questa bozza
non passerebbe in Parlamento e non
verrebbeaccettatadallagentecheha
sopportatao cinque anni di austerità». Ci vuole dunque un elemento di
novitànelloscambiofranuovicrediti
incambiodiriforme:eunariduzione
deldebito«monstre»potrebbeessereilcompromessovalidopertutti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

a cifra era inizialmente
molto più alta, ma
Germania, Russia e
Cina hanno sostanzialmente
rinunciato a gran parte del
dovuto - capitale e interessi spianando così la strada
all’intesa dell’8 giugno
scorso: ora toccherà al Club
di Parigi stabilire la tabella di
marcia delle nuove trattative,
le prime dalla rottura
ufficiale dei negoziati nel
2001.
Morale: se per recuperare i
15 miliardi del default di Cuba
non sono bastati 30 anni di
negoziati, un eventuale
default della Grecia
renderebbe del tutto vana
ogni speranza della Troika di
recuperare i 240 miliardi di
aiuti erogati finora per
salvare Atene. E questo senza
contare i devastanti effetti di
lungo termine che
un’eventuale uscita della
Grecia dall’euro avrebbe
sulla stabilità economica,
finanziaria e politica
europea.
Questo calcolo sembra
spicciolo, ma sono proprio le
considerazioni e gli
interrogativi che apre a
tenere in ostaggio il
negoziato tra Atene e i suoi
creditori: nessuno, da
entrambi i lati, intende
mettere la propria firma non
solo sulla responsabilità di un
default della Grecia, ma
soprattutto sulla sua
eventuale e prospettata
uscita dall’euro per
insolvenza. La Grecia lo sa, e
per questo prende tempo.
Pur avendo messo la doppia
minaccia «default- grexit»
sul tavolo del negoziato con
la Grecia, la possibilità che il
doppio evento catastrofico si
verifichi per volontà dei
creditori è quanto meno
difficile: non solo perché un
accordo-ponte
sull’estensione degli aiuti
sembra oggi il vero obiettivo
delle parti, ma soprattutto
perché nessuno sa
esattamente che cosa
accadrebbe dopo
un’eventuale insolvenza
della Grecia sul pagamento
degli interessi che deve alla
Bce, all’Fmi e all’Europa. Da
un lato, non è chiaro chi
dovrebbe dichiarare il
default, visto che gli Stati
sovrani non sono soggetti
alle stesse regole sulle
insolvenze che valgono per i
privati. L’Fmi, per esempio,
avrebbe mesi di tempo prima
di dichiarare che la Grecia è

in default, ma una tale
procedura non è mai stata
verificata o attuata: tutti i
Paesi debitori hanno finora
pagato il dovuto. Può farlo
forse la Bce se Atene non
paga gli interessi?
È certamente possibile, ma
la linea di Draghi non sembra
questa: più volte il
Governatore ha detto che il
default di Atene non è una
decisione finanziaria ma
politica, facendo così
intendere che tale
responsabilità ricade su
Bruxelles e sulle cancellerie
europee. A tale proposito, è
bene tenere presente che
anche in caso di default sui
prestiti delle istituzioni
internazionali, lo stato di
insolvenza riguarderebbe
solo il governo greco e non le
banche nazionali: se gli
istituti trovassero infatti
autonomamente il modo di
finanziarsi, potrebbero
anche continuare ad operare.
Lo scenario sarebbe
complesso, ma non
inconcepibile.
Ma a rendere ancora più
interessante la vicenda greca
è l’ipotesi Grexit: anche in
caso di un default, non c’è
Trattato, norma o regola
europea che imponga l’uscita
di un Paese dall’eurozona a
seguito di un’insolvenza.
Finora si è pensato che il vero
rebus della crisi del debito
fossero le procedure di
un’uscita volontaria di uno
Stato dal club della moneta
unica, ma con la Grecia il
problema è diventato persino
più complesso: se Atene,
come Tsipras ha dichiarato
più volte, non intende
abbandonare l’eurozona, a
chi spetta allora la
responsabilità di una tale
decisione? Forse alla
Commissione? Al
Parlamento? Oppure alla
Bce? Certamento non alla
Merkel o a Hollande, ma in
realtà nessuno sa dare una
risposta a questa domanda.
L’impressione, insomma, è
che dietro al protrarsi del
negoziato ci sia una sorta di
stallo non solo sul merito di
un accordo che vada bene per
tutti, ma anche sulle
procedure da seguire nel
caso di un fallimento delle
trattative.
Sorge quindi un dubbio: la
strategia delle minacce è
davvero la migliore con
Atene, o sono forse proprio le
minacce inattuabili a dare
forza a Tsipras? La Grecia è
certamente responsabile del
proprio dissesto finanziario e
le riforme che gli vengono
chieste sono il giusto prezzo
per gli aiuti. E l’Europa, da
parte sua, ha il diritto e il
dovere di spuntare nel
negoziato impegni credibili e
sostenibili. Ma con le
minacce apocalittiche e
persino inattuabili come
Grexit, si è fatto un doppio
danno: invece della Grecia,
hanno spaventato solo il
mercato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli scenari. La maggior parte del debito greco è in mano alle istituzioni sovranazionali come Fmi, Fondo salva Stati e Banca centrale europea - Solo il 15% è posseduto da privati

Sugli Stati gli oneri di un fallimento
di Riccardo Sorrentino

Q

uanto? In economia, quando la scienza prevale sull’ideologia, la questione è
sempre questa: i costi e i benefici delle scelte da compiere.
Non sempre è facile valutarli, ma
spesso è necessario, come nel caso
della Grecia: quanto costano le diverse opzioni sul tappeto oggi che i
colloqui sembrano a un passo dal
fallimento?
«La Grecia è irrilevante»: per gli
economisti di mercato - nel caso
particolare, Stephen L. Jen di Slj
MacroPartners - la vicenda greca è
una non-storia. Può essere un
buon pretesto per le operazioni
quotidiane, come ieri; ma un mancato accordo - si concretizzi in un
default o in un’uscita dall’Unione
monetaria - difficilmente avrà un
effetto duraturo. L’idea che Atene
possa essere una nuova Lehman un “fallimento” relativamente pic-

colo dagli effetti devastanti - sembra non convincere davvero gli investitori.Equestarelativacertezza
dei mercati dovrebbe - dovrebbe...
- evitare il sorgere di aspettative
perverse: il panico.
Non sono i privati, infatti, a possedere il debito greco. Diversamente da quanto accadde nel 201011, quando le banche erano piene di
titoli di Atene, oggi il paese è esposto nella stragrande maggioranza
verso istituzioni sovranazionali e
internazionali - in prima linea Fondo monetario internazionale, FondosalvastatieBancacentraleeuropea.Soloil15%deicirca330miliardi

di euro dovuti dalla Grecia sono
nelle mani dei privati. Non poco,
ma neanche tanto da far temere un
tracollo del sistema. «La zona euro
è “sicura”, in parte grazie al quantitative easing - spiega in una nota
Erik Nielsen di Unicredi Bank mentre i Balcani ora hanno fatto
ampiamente in modo di isolarsi».
La Banca centrale europea, che
deve prendersi cura della stabilità
del sistema bancario e finanziario,
nonfamoltafaticanelsuotentativo
di apparire tranquilla. Draghi, al
Parlamento europeo, ha spiegato
ieri che con il default «abbiamo tutti gli strumenti per gestire la situa-

330

3,5

miliardi

Il totale del debito
La cifra dovuta dalla Grecia ai
suoi creditori internazionali

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miliardi

La scadenza del 20 luglio
Interessi e capitali in scadenza
dovuti da Atene alla Bce

zione al meglio» mentre con l’uscita di Atene dell’euro ci sono strumenti per gestire la situazione nel
breve termine. Il presidente della
Bce sembra sfuggire solo alla domanda sull’eventualità di un mancato pagamento della Grecia: dopo
il rimborso del prestito con il Fondo monetario, ora previsto per fine
mese, vengono a scadenza il 20 luglio interessi e capitali per 3,5 miliardi su bond detenuti proprio dalla Bce (più di quattro volte l’utile
netto 2014 dell’autorità monetaria).
«Sarebbe privo di sensi fare ipotesi
(speculate, in inglese, ndr) su mancati pagamenti», ha però detto.
In ogni caso, ha ammesso Draghi, si tratta di entrare in «territori
inesplorati». In una situazione, si
può quindi immaginare, in cui basta una frase sbagliata per aumentare la volatilità sui mercati. Qualunque sia la forma che prenda un
mancato accordo, la Grecia dovrà
infatti introdurre controlli di ca-

pitali, forse emettere dei “pagherò” in sostituzione di una liquidità
che non c’è, e alcune banche potrebbero essere nazionalizzate
per non fallire.
Il costo vivo di un mancato accordo, in questa situazione, ricadono in buona parte sugli Stati
membri: 60 miliardi è l’esposizione della Germania , 46 della Francia, 40 dell’Italia, 26 della Spagna.
Anche in questo caso sono cifre
importanti, ma non imponenti:
non tali da mettere in difficoltà i
conti pubblici, anche in caso di default anche perché in parte si tratta
di un’esposizione indiretta, attraverso la Bce, l’Fmi o l’Esm, il fondo
salva-stati.
Il vero problema sono però le
conseguenze nel medio-lungo periodo di un mancato accordo.
«Non siamo in grado di prevederle», ha spiegato Draghi. Anche perché si tratta di un costo non immediatamente “monetizzabile”, e in

parte anche politico. Anche se si
riuscisse - ma non è compito semplice, nell’attuale situazione sociale e politica dell’Europa - a far ricadere tutte le colpe su Atene e il suo
governo, l’Unione monetaria apparrebbe più vulnerabile, e con essa la stessa Bce. Il “rischio di ridenominazione” - il pericolo che si
torni alle monete nazionali - diventerebbe inoltre più concreto, se
non attuale. Im passato questa
eventualità ha pesato sui rendimenti dei titoli di Stato di alcuni paesi, che oggi sono tenuti sotto controllo dagli acquisti della Bce, ma
nel tempo potrebbe tornare a influire sulle quotazioni.
Senza contare il nodo tutto politico: il destino della Grecia, qualunque esso sia - e non si può, in base alla storia, neanche escludere
un’uscita dall’euro con grandi immediate turbolenze compresa la
caduta di Syriza e una successiva
forte ripresa del paese - inciderà
anche sul futuro di tutte le forze euroscettiche attive nella Unione
moentaria: forze che non piacciono certo alle attuali élites della Ue.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA RICERCA DI UN COMPROMESSO
Olivier Blanchard

Capo economista dell’Fmi

Di quanto si dovrebbe ridurre
l’obiettivo di avanzo
primario? Un obiettivo
minore implica aggiustamenti
fiscali ed economici meno
dolorosi per la Grecia. Ma
rende necessari maggiori
finanziamenti dall’esterno
Yanis Varoufakis

Ministro greco delle Finanze

Non vogliamo altri soldi,
Berlino ha già dato anche
troppo. Ma il piano di
austerità chiesto dai creditori
appartiene al passato. Non si
scappa: dobbiamo fare
tabula rasa e ricominciare
da capo

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

3

Europa e mercati

Atene nel vortice
Il tasso greco biennale vola al 28% mentre
il listino azionario perde il 4,6%

LA GIORNATA SUI LISTINI

Male Piazza Affari
Il Ftse Mib di Milano perde il 2,4%,
forti vendite sui titoli delle banche

Incubo Grexit, volano gli spread

Per il differenziale BTp-Bund fiammata a 163 punti, poi il calo a 153 - Le Borse europee bruciano 172 miliardi
Andrea Franceschi

pL’Eurogruppo di giovedì 18

giugno viene considerato l’ultima
occasione buona per chiudere un
accordo tra la Grecia e i suoi creditori. Ma forse sarà un’ultima occasione sprecata visto il fallimento
dei colloqui preparatori di domenica. Tra Atene e i creditori la distanza resta tanta mentre pochissimo è il tempo a disposizione per
trattare: nelle casse di Atene non
ci sono soldi e il 30 di giugno andranno a scadenza debiti al Fondo
monetario internazionale per 1,6
miliardi di euro. Un primo macigno a cui seguiranno rimborsi per
circa 7 miliardi dovuti alla Bce tra
luglio ed agosto.
Messe da parte le illusioni di un
accordo last minute ieri i mercati
hanno fatto un bagno di realismo
iniziando a mettere in conto
quanto finora considerato improbabile: un default della Grecia. Scenario da incubo che penalizza in primo luogo la Borsa di
Atene (-4,6%) e i titoli di Stato
greci (il tasso a due anni è balzato
al 28,5% mentre il decennale ha
chiuso al 12,2% con un incremento di circa l’1%) ma non solo. Azioni e titoli di Stato in tutta Europa
hanno subito pesantemente il
contraccolpo dell’ennesimo stop
alle trattative. La Borsa di Milano
ha perso il 2,4% frenata dai titoli
del credito (-3,57% l’indice Ftse
Italia Banche), Madrid l’1,71%,
Francoforte l’1,89%, Parigi l’1,75%
mentre Londra ha registrato un
ribasso dell’1,10 per cento. I n una
sola seduta i listini continentali
hanno «bruciato» 172 miliardi di
euro di capitalizzazione.
Sul fronte obbligazionario il
tasso del BTp a 10 anni si è impen-

nato fino a un massimo del 2,42%
(su livelli di ottobre) per chiudere al 2,36% e le vendite hanno penalizzato anche gli altri titoli dei
Paesi periferici come quelli di
Spagna (i Bonos hanno chiuso al
2,41%) e Portogallo (3,26%). Secondo il copione della “fuga dal
rischio” (in gergo “fly to quality”)
molto in voga negli anni più critici della crisi dell’euro ieri gli investitori si sono “rifugiati” nei titoli
tedeschi. Il tasso del Bund, che
settimana scorsa aveva superato
l’1% ieri ha chiuso allo 0,83 per
cento. Il trend divergente dei tassi tra Germania e Paesi periferici
ha avuto il risultato di far risalire
gli spread. Nel corso della seduta

LA PAROLA
CHIAVE
Fly to quality
7Il termine inglese «fly to quality»
(o «flight to quality») significa «volo
verso la qualità»: indica, sui mercati
finanziari, il momento in cui gli
investitori dirigono i flussi di
capitali verso beni rifugio.
Tradizionali mete del «fly to quality»
sono i Bund tedeschi o i T-Bond Usa,
ma anche l'oro: comprando questi
titoli, ritenuti sicuri, gli investitori
tradizionalmente si riparano dai
rischi geopolitici, finanziari o di
altra natura. Il «fly to quality»
solitamente è associato alle vendite
massicce sui titoli rischiosi: per
esempio quelli azionari.

quello tra Bund e BTp ha superato la soglia dei 163 punti come non
accadeva da novembre dello
scorso anno. A fine seduta il saldo
del differenziale Italia-Germania
si è attestato a quota 153 punti.
Forti oscillazioni per l’euro la
cui volatilità, segnala Bloomberg,
è ai massimi da dicembre 2011. In
mattinata la moneta unica ha toccato un minimo a 1,119 dollari per
poi è risalire oltre 1,12. Al cambio di
rotta hanno contribuito le parole
di Mario Draghi che, nel corso della sua audizione all’Europarlamento, ha assicurato che l’Unione
monetaria ha tutti gli strumenti
per gestire un’eventuale uscita di
Atene dall’euro. Almeno nel breve termine. Per quanto riguarda le
conseguenze nel medio e lungo
termine “Grexit” il governatore
ha invece ammesso che «si entrerebbe in acque inesplorate» e questo impedisce di prevedere le conseguenze. Di certo l’uscita di Atene metterebbe una seria ipoteca
sull’irreversibilità della moneta
unica, dogma su cui lo stesso presidente della Bce ha costruito
buona parte della sua credibilità.
Oltre al capitale di fiducia ci sono
poi i soldi veri: 52,9 miliardi di prestiti bilaterali erogati direttamente dai Paesi dell’area euro e i 141,8
prestati indirettamente tramite il
Fondo salva Stati. C’è poi l’Fmi che
ha prestato 21,1 miliardi. La Bce è
esposta per 27 miliardi verso Atene e per oltre 100 miliardi verso il
sistema bancario greco attraverso operazioni di rifinanziamento
ordinarie e d’emergenza. Tanti
motivi per cui c’è da sperare che
all’Eurogruppo di giovedì si trovi
un’intesa. O qualcosa di simile.

La giornata sui mercati
Base 30/12/2014 = 100
130,0

MILANO
Da inizio
anno

Performance
di giornata

17,44 -2,40

122,5

FRANCOFORTE
Da inizio
anno

115,0

Performance
di giornata

12,03 -1,89

107,5

MADRID
Da inizio
anno

5,48

100,0

ATENE

92,5

Da inizio
anno

Performance
di giornata

-1,71

Performance
di giornata

-9,54 -4,68

85,0

30/12/2014

15/06/2015

I RENDIMENTI SUL MERCATO SECONDARIO
Dati in %

10 anni

Italia

10 anni

Germania

Inizio
anno

2,362

Ieri

Inizio
anno
Ieri

1,753

10 anni

10 anni

Spagna

0,826
0,498

Grecia

Inizio
anno

2,419

Ieri

Inizio
anno

9,601

12,249

Ieri

1,610

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rischio sovrano. La ricerca degli asset rifugio penalizza i titoli dei paesi perificerici

Spread con la Germania, l’Italia ora sta meglio della Spagna
ma in soli tre mesi il differenziale è risalito da 88 a 153 punti
Mara Monti
MILANO

pI giorni bui della crisi greca
sono tornati a riaffacciarsi ieri
mattina, riportando le lancette
indietro al 2011 e al 2012 quando
Italia, Spagna e Portogallo ballavano all’unisono al ritmo del sirtaki. Il dramma finanziario di
Atene ha pesato ieri mattina sui
mercati, prima dell’intervento
del presidente della Bce Mario
Draghi, dopo il nulla di fatto sugli
accordi tra Atene e Bruxelles nel
fine settimana: le vendite si sono
abbattute su tutti i periferici, con
il decennale del Portogallo salito
di 11 punti base al 3,1% rispetto alla chiusura di venerdì, a quello
dell’Italia oltre 6 punti base al
2,27% fino alla Spagna di 8 punti
più alto rispetto a venerdì portandosi al 2,31 per cento sui timori dell’uscita della Grecia dall’eu-

ro. Pur con il timore di un contagio, i rendimenti dei titoli decennali di Italia e Spagna restano
molto lontani dai massimi del 7%
toccati tre anni fa in piena crisi.
Lo stesso dicasi per lo spread,
il differenziale tra i rendimenti
dei decennali di Italia e Spagna
sull’omologo Bund tedesco ieri
risalito rispettivamente a 153 e
159 centesimi, segnando i massimi dell’anno. Una incertezza
che ha allontanato lo spread da
quegli 88 centesimi toccati soltanto a metà marzo.
Dopo settimane passate a ripetere che l’effetto di un eventuale collasso della Grecia sarebbe stato contenuto, ieri i timori di un contagio sono riafforati con forza, ma con una
differenza innegabile rispetto
al passato: pur nella turbolenza,
il rendimento dell’Italia si è

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mantenuto sotto quello della
Spagna, qualche manciata di
punti che si contano sulle punta
delle dita di una sola mano,
quanto basta per dire che l’Italia
mantiene le posizioni nei confronti dei cugini iberici.
La Spagna dopo le elezioni
amministrative che hanno portato alla guida di alcune città importanti come Madrid e Barcellona esponenti legati ai partiti
dell’opposizione, non si è più ripresa e ora rischia di attraversare un periodo politico incerto e
frammentato. Come nei momenti più critici, i mercati sono
tornati a guardare con interesse
agli asset rifugio a cominciare
dal decennale tedesco, una tana
sicura dove ripararsi nei momenti di incertezza: il rendimento del Bund tedesco ieri è sceso
fino a 0,85% dallo 0,9% di vener-

dì, dopo avere toccato quasi l’1%
soltanto la scorsa settimana, una
dimostrazione del ritrovato approccio alla prudenza dei mercati che non significa necessariamente l’avvio di un’ondata di
contagio al rischio greco.
Se questo scenario dovesse
accentuarsi, i timori sono di vedere offuscati i risparmi sulla
spesa per interessi messi a segno
fino a questo momento. Per alcuni trader questo nuovo scenario
può essere una occasione per entrare su un asset quella dei titoli
obbligazionari che aveva raggiunto livelli insostenibili. L’aumento della volatilità aveva creato qualche preoccupazione tra
gli investitori, ma ora questi ultimi movimenti potrebbero rappresentare una nuova stabilizzazione dei mercati.
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Lo spread
Differenziale dei rendimenti dei titoli di Stato decennali rispetto al Bund.
In punti base
160

Spagna

25 Gennaio.
Tsipras vince
le elezioni in Grecia

159
6

153

9 Marzo.
La Bce inizia il Qe
140

Italia

135

120

28

107
100

Spagna
24 Maggio.
Vittoria di Podemos alle
amministrative in Spagna

80

31/12/14 Gen

Feb

Mar

Apr

Mag

16/06/15

L’ANALISI
Walter
Riolfi

Sui mercati vince
la prudenza
sulla paura
del contagio

S

econdo un sondaggio
Reuters, un terzo degli
operatori è convinto che
la Grecia uscirà dall’euro
quest’anno. Per quanto la
percentuale sia in crescita
rispetto alla rilevazione del
mese scorso, ci pare che quel
numero sottostimi l’esito
della crisi greca. O, meglio, lo
confonda. Perché, se l’uscita
dalla valuta comune è una
extrema ratio sulla quale
peseranno considerazioni
politiche (sia dalla prospettiva
di Atene sia degli altri Stati
membri dell’Unione) e
soprattutto geopolitiche,
perché in ballo vi sono gli
equilibri tra l’Occidente, la
Russia e la Cina, le probabilità
di un fallimento della Grecia
sono invece molto più concrete
di quanto lasci intendere il
sondaggio. Qualunque sia la
cura che verrà somministrata
al Paese, la Grecia non riuscirà
a rimborsare i suoi debiti. Se
prevalgono le considerazioni
politiche, ed è probabile, si
utilizzerà la semantica per
addolcire l’esito. Non si parlerà
di default ma si escogiterà
l’eufemismo “ristrutturazione”
del debito, “profonda”, con
molta probabilità.
In ogni caso, il sondaggio è
rivelatore di un contenuto
ottimismo tra gli operatori
finanziari, nella convinzione
che una soluzione conciliante
possa esser trovata nelle
prossime due settimane. E se
non la si trovasse, si potrebbe
sempre inventare una
soluzione ponte, tale da
differire la questione, quasi che
il confidare nel beneficio del
tempo possa lenire i problemi.
Come s’è fatto finora.
Questa vaga compiacenza
s’è respirata anche ieri sui
mercati, nonostante le forti
flessioni delle Borse e
nonostante il rialzo dei
rendimenti dei titoli periferici
ricordi un poco quanto si vide
nel 2011. Parlare di panico è
tuttavia eccessivo. Il Btp (e il
Bonos spagnolo) sono stati
evidentemente venduti, ma la
pressione è arrivata per lo più
da banche italiane e da
qualche fondo italiano e
internazionale e non da un
rapido cambiamento d’umore
tra le grandi banche
internazionali come avvenne
4 anni fa. Le vendite hanno
interessato più la parte breve
dei titoli di Stato (il Btp a due
anni ha visto il rendimento
balzare dallo 0,2% allo 0,45%
in 3 sedute) che quella lunga
(20 centesimi in 2 giorni per il

decennale, ma da una base del
2,15%). Questo comportamento
denota più un atteggiamento
prudente che una reale paura.
Lo scopo degli investitori è
aumentare la liquidità in
portafoglio, non liquidare le
attività considerate a rischio.
Infatti non c’è nemmeno stata
la fuga verso i Bund, poiché
quello a 2 anni ha visto
scendere il rendimento di 3
centesimi e, sul decennale, il
Btp ha aumentato lo spread di
25 centesimi, sempre
in tre sedute.
Qualcosa di simile s’è visto
sulle azioni. Milano ha perso
mezzo punto percentuale più
di Francoforte, soprattutto
perché sul listino italiano
pesano molto di più i titoli
bancari. Gran parte
dell’attività s’è concentrata
sul future sull’indice, come
dimostra il balzo degli

GREXIT

Un terzo degli
operatori crede che la
Grecia uscirà dall’euro.
Ma le probabilità di
default sono maggiori
COMPIACENZA

Tra gli investitori non
c’è panico, perché le
condizioni sono assai
diverse dal 2011 e la Bce
può incrementare il Qe
scambi: alla fine nemmeno
eccessivo perché, a marzo, in
occasione della precedente
scadenza trimestrale sui
derivati, i volumi furono
ancora più grandi. Anche
sulle azioni, gli operatori si
sono mossi, spinti dalla
prudenza. E se qualche
consistente vendita s’è pur
vista, come raccontano i
broker, l’effetto sui prezzi s’è
amplificato proprio perché
dall’altra parte si esita a
comperare, in attesa
dell’evolversi della crisi
greca. Paradossalmente
hanno venduto più gli
investitori italiani (pressati
anche dai riscatti sui fondi),
mentre qualche ordine
d’acquisto è arrivato
dall’estero (attraverso
intermediari con sede
a Londra).
Per tutte queste ragioni è
fuorviante parlare di contagio
e gli strategist delle grandi
banche (Unicredit e Mizuho,
per esempio) sembrano assai
poco preoccupati. Se Goldman
Sachs consiglia di aspettare,
prima di prendere iniziative
ribassiste o rialziste, altri
ricordano che le condizioni
economiche in Eurozona sono
assi diverse da 4 anni fa.
Soprattutto è diverso il ruolo
della Bce che, oltre a tenere
ibernata l’operazione Omt,
può sempre incrementare, se
necessario, il presente
quantitative easing.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

4

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

5

Europa e mercati

Il rischio contagio greco
Goldman Sachs: in caso di Grexit lo spread
BTp-Bund può arrivare fino a 3-400 punti base

LA BUSSOLA DEL RISPARMIATORE

Le stime degli analisti
In caso di aumento di un punto dei rendimenti,
perdite in conto capitale sul BTp decennale del 9%

Sui titoli di Stato rischio volatilità

I timori su Atene riportano l’avversione al rischio e si sommano alla ripresa dell’inflazione

Maximilian Cellino

M

ario Draghi aveva messo
in guardia il mercato, preannunciando un periodo
di volatilità elevata e spiegando
agli investitori che avrebbero dovuto necessariamente convivere
con le crescenti oscillazioni dei titoli di Stato. Pochi però, anche fra
gli operatori, si attendevano probabilmente un’ondata simile di
turbolenza nello spazio di poche
settimane: non soltanto un rendimentodelBunddecennalepassato
da pochi centesimi fino a un punto
percentuale, prima di ripiegare allo0,83%diieri,maancheunritorno
delle tensioni sui «periferici» in
nomediquell’avversionealrischio
che pareva ormai dimenticata.
In effetti il presidente della Bce,
nel suo ruolo istituzionale, poneva
alla base delle proprie considerazioni i fondamentali macroeconomici (aspettative in rialzo su crescita e inflazione) e anche fattori tecnici determinati dallo stesso piano di
riacquisti avviato dall’Eurotower
(la scarsità dei titoli in circolazione). Ciò che sta all’origine dei movimenti più recenti, e per certi versi
più drammatici, ha invece soprattuttonaturapoliticaehaovviamente a che fare con la crisi Grecia. È infatti a causa delle possibili conseguenze di un’uscita di Atene dall’euro che il mercato ha ripreso a
penalizzare anche i titoli di Stato di
Italia, Spagna e Portogallo nei confronti di quelli tedeschi: lo spread
del BTp decennale è tornato sopra i
150 punti (non accadeva da novembre) quando tre mesi fa era addirit-

tura scivolato a quota 88.
Più dei numeri, a spaventare
sembra però essere la confusione
che regna sovrana in queste ore al
capezzale del «grande malato»
d’Europa. «Quando la scadenza fatidica si avvicina e le dichiarazioni
delle parti si susseguono in continuazione quasi senza un filo logico
è davvero difficile prendere posizione», si lamentava ieri un operatore, notando sconsolato che «i
grandi investitori si ritirano e la liquidità sul mercato, già ridotta per
via degli acquisti Bce, si assottiglia
ancora di più contribuendo ad aumentare le oscillazioni». Tradotto
in soldoni, il messaggio per un risparmiatore è piuttosto chiaro:
«Aspettare che le acque si calmino
se si vogliono evitare rogne», anche perché con una situazione simile sono sufficienti poche sedute
per bruciare le cedole che si riscuotono da un titolo di Stato in un anno,
come dimostra l’articolo a fianco.
Volendo proprio azzardare
qualche proiezione, anche indipendentemente dal caos greco

LA PAROLA
CHIAVE
Grexit
7Il termine Grexit, fusione delle
parole Greece (Grecia)ed Exit
(Uscita), è stato coniato dagli
economisti di Citigroup Willem
Buiter e Ebrahim Rahbari nel
febbraio 2012. All’epoca
sembrava un possibilità concreta
perchè nonostante due salvataggi
la Grecia non riusciva ad uscire
dalla sua crisi drammatica. Pochi
mesi dopo, il celebre «whatever it
takes» in difesa dell’euro di
Draghi ha allontanato
dall’orizzonte per quasi due anni
lo spauracchio Grexit. Tornato a
galla negli ultimi giorni.

sembra da escludere che si possano rivedere i livelli di marzo per il
BTp. Qui però occorre anche fare
qualche considerazione sul livello
generale dei rendimenti, che da allora si è generalmente alzato, non
poco e non soltanto in Europa.
«Unospreadsottoi100puntibasesottolinea Guido Casella, responsabile obbligazionario di Azimut poteva aver senso quando il tasso
delBundviaggiavaapochicentesimi,mentreoracheilrendimentodi
base dei titoli di Stato è salito per
tutti non è più ipotizzabile».
Del resto qualche mese fa, in
tempi non sospetti, Goldman Sachs aveva ipotizzato per fine anno
uno scarto fra Italia e Germania di
70-80 punti nell’eventualità poi rivelatasi illusoria di una rapida soluzione del caso Atene. La stessa
casa di investimenti statunitense
aveva però avvertito che in caso di
perdurante stallo, all’avvicinarsi
del 20 luglio (la vera data cruciale,
con la scadenza del prestito da 3,6
miliardi di euro da rimborsare alla
Bce) lo spread di Italia e Spagna
avrebbe potuto raggiungere quota 200-250: sembrava quasi un azzardo, ma visti i valori attuali non
appare poi più un’ipotesi così lontana dalla realtà.
Anche lo scenario peggiore,
quello dell’uscita della Grecia dall’euro (Grexit) che pareva poco
più che uno spettro, non può più
essere escluso e anzi guadagna in
continuazione sostenitori all’interno della comunità finanziaria,
piuttosto scettica fino a qualche
giorno fa. Goldman a suo tempo
paventava in questo caso addirittura uno spread a 350-400 punti: livelli non lontani dai picchi registrati durante la crisi del debito.
«Rispetto ad allora - sottolinea però Casella - due elementi giocano a
favore: l’Europa è in crescita, non
in recessione, e la Bce è molto più
presente con il quantitative easing
e con in meccanismi di salvataggio». Almeno l’autunno caldo del
2011 sembrerebbe ancora fuori dai
radar degli operatori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ANALISI
Andrea
Gennai

Per i risparmiatori
meglio le scadenze
più brevi come
parcheggio-liquidità

T

Una forbice che si allarga
Lo spread tra BTp e Bund (per titoli a 2, 10 e 30 anni): l’andamento nell’ultimo anno
250

200
30 anni

184,50

173,95

10 anni

151,40

150

140,65
100

2 anni
50

63,75

54,80

0

13/06/14

15/06/15

orna a riecheggiare la
parola spread, come non
accadeva da tempo. Un
déja vu che molti pensavano di
aver archiviato alla luce del
quantitative easing (60 miliardi
di bond acquistati ogni mese)
lanciato a inizio marzo dalla Bce.
E invece il differenziale di
rendimento tra BTp e Bund
decennale ha sfiorato quota 160
punti, livelli che non si vedevano
dallo scorso novembre. Ad
alimentare il fenomeno il
disallineamento tra Bund e BTp.
Fino a pochi giorni fa infatti il sell
off sui titoli di Stato aveva
interessato quasi indistintamente
tutti i paesi dell’eurozona. Il BTp
decennale è passato dall’1,12% di
marzo all’attuale 2,35% ma senza
fiammate sullo spread proprio
per il contemporaneo
innalzamento del rendimento del
Bund. Ieri invece, forse per la
prima volta, il rischio Grexit è
stato percepito concretamente
dopo il fallimento delle trattative
nel week end e il mercato ha
reagito come molti operatori
avevano ipotizzato: acquisti sul
Bund, in chiave difensiva, e
penalizzazione dei bond dei
periferici. Il punto nodale è infatti
l’eventuale uscita della Grecia
dall’area euro, l’ipotesi peggiore
paventata dagli analisti in quanto
potrebbe creare un precedente
per le altre aree più deboli
dell’eurozona e inevitabilmente il
pensiero va ai periferici (Italia e
Spagna in primis). In questo
contesto la Germania viene
percepita come più sicura
essendo la locomotiva d’Europa e
scattano automaticamente gli
acquisti sui Bund. Questa
dinamica potrebbe proseguire

22 giugno 2015 - Palazzo Mezzanotte, Milano

L’Unione Energetica Europea
Quali benefici per i consumatori
Liberalizzazioni e concorrenza, integrazione dei mercati comunitari e aspetti geopolitici,
innovazione ed efficienza, rinnovabili e transizione energetica, fiscalità e prezzi finali
di elettricità e gas per famiglie e imprese. Ne discuteranno personalità
delle Istituzioni italiane ed europee ed esperti del settore.
Durante il convegno, verranno presentate una serie di interviste a leaders d’opinione
realizzate da The European House – Ambrosetti e uno studio di IEFE - Bocconi,
promossi entrambi nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Permanente ENGIE.
Il 3° FORUM ENERGIA
è parte del progetto

La partecipazione al Forum è riservata agli invitati.
Sarà possibile seguire la diretta streaming
(dalle 9 alle 13) sul sito www.affaritaliani.it

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@ENGIEITALIA
#energYnnovation

Con il contributo scientifico di

fino a quando non ci saranno
segnali rassicuranti sul fronte di
un accordo stabile tra creditori ed
Atene. C’è un altro fattore poi da
non sottovalutare: il basso livello
dei rendimenti ha amplificato il
sell off e reso più amaro il bilancio
per i risparmiatori. Uno studio
riproposto nei giorni scorsi da
Advise Only ha calcolato le
perdite in conto capitale per i
possessori di BTp (il
meccanismo può essere esteso a
qualsiasi altro bond sovrano) in
presenza di diversi rialzi dei
rendimenti. Ad esempio un
aumento dell’1% di rendimenti
provoca una perdita (nel caso in
cui sia costretto a vendere il
titolo) dell’1,8% per le scadenze a
due anni, del 9,1% per il decennale
e addirittura del 19,1% del
trentennale. Perdite pesanti (in
caso di vendita) che con tassi così
bassi non possono essere
compensate da flussi cedolari, se
non aspettando anni. Tutto
questo aumenta il nervosismo tra
gli investitori e aumenta la
volatilità favorendo
maggiormente le vendite: i tassi
così bassi sono tutt’altro che un
aiuto. In caso di tensione e
incertezza il consiglio degli
esperti è quello di preferire le
scadenze più brevi, perché meno
impattate dal rialzo dei
rendimenti. Se permane poi il
rischio concreto di un’uscita della
Grecia dall’euro a prima vista
potrebbe sembrare meglio
privilegiare la Germania rispetto
ai periferici, va però detto che
acquistare oggi un Bund
decennale che rende appena lo
0,8% con un’inflazione in ripresa
e una prospettiva di rialzo dei
tassi per effetto dei segnali di
ripresa economica, diventa un
vero e proprio azzardo. Tanto
vale allora parcheggiare la
propria liquidità altrove in attesa
che la situazione si calmi e che i
rendimenti diventino più
allettanti. Prudenza anche in
tema di diversificazione
sull’azionario: la liquidità
massiccia immessa dalle banche
centrali ha alterato le tradizionali
correlazioni negative tra bond ed
equity. E oggi spesso si muovono
all’unisono.
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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

6

I risultati dei ballottaggi
IL DATO DEL VENETO

Il «residuo fiscale» di Zaia
Il residuo fiscale di 21 miliardi nel bilancio
regionale appassiona imprenditori e partite Iva

Il modello Irlanda
Boraso, collaboratore di Brugnaro e probabile
assessore: attrarre investimenti con basse tasse

Un Pd lontano dal centro e la destra a caccia di un Brugnaro nazionale
u Continua da pagina 1

Q

POLITICA 2.0
Economia & Società

ueste elezioni amministrative hanno un po’ spazzato via tutta una serie
di conclusioni a cui si era arrivati sul
partito di Renzi. Primo: non è vero
che non ha avversari. Li ha e si sono visti a di Lina Palmerini
Venezia o ad Arezzo così come in realtà minori dove hanno vinto i 5 Stelle. È quindi falsa la tesi per cui il campo dell’avversario è
libero e a disposizione del leader Pd. Secondo: non è vero che il partito renziano ha
cambiato il Dna del centro-sinistra e gioca
anche nell’area moderata. Non è avvenuto.
O come dice Arturo Parisi: «È un’operazione fattibile ma non è fatta». Terzo: è mancato il Renzi segretario di partito e sui territoI capoluoghi persi dal Pd
ri le scelte non sono state coerenti con
Tante sono le città capoluogo perse dal Pd nel
un’idea di cambiamento.
voto amministrativo di domenica

6

Tirando le somme, l’avversario c’è e si
chiama centro-destra perché quando la coalizione si ricompatta e trova un leader è in
grado di riprendersi quei voti che in altre
tornate e per svariati motivi erano rimasti
nel freezer. Non c’è invece quello sfondamento al centro del Pd renziano di cui si era
avuta l’illusione con le europee dello scorso
anno. Lo spostamento del baricentro non c’è
stato per alcuni motivi. Innanzitutto perché
la piattaforma del Pd resta “vecchia” su alcuni temi come immigrazione e sicurezza. Si è
visto bene in questa campagna elettorale
che il partito non è più in grado di fronteggiare né programmaticamente né concretamente un’emergenza. Non basta lo slogan
dell’accoglienza, non basta appellarsi all’Europa. Serve una nuova proposta. E par-

tendo da un nuovo presupposto: non è vero
che chi vota a sinistra vuole accogliere senza
limiti e a ogni costo. La sicurezza è una necessità trasversale in tutti gli elettorati.
Dunque il problema di Renzi è di essere rimasto a una fase pre-rottamazione su alcuni
temi cruciali per vincere le elezioni. Questo
voto amministrativo ha mostrato quelli dell’immigrazione e sicurezza ma il premier è
rimasto indietro anche su altre questioni altrettanto fondamentali. Che si chiamano
tasse e taglio di spesa pubblica. Perché se sul
lavoro e sui sindacati il leader Pd si è spinto
oltre le colonne d’Ercole della sinistra tradizionale, sul fisco e sulla spending review la
musica è la stessa, anzi, è rimasto tutto fermo. Tutto come nelle ricette di sinistra con
la paura di toccare quella spesa pubblica che

è il nuovo totem della minoranza dopo l’articolo 18. E quindi ripetendo le parole di Parisi,
«lo sfondamento al centro è stata un po’ una
chiacchiera, il momento magico del 41% è
passato e ora Renzi deve gestire una nuova
fase facendo le riforme».
Ma, sporgendoci dalla parte degli avversari, si vede che cantano vittoria su Venezia
ma tacciono il vero problema. Un problema
che per loro è nuovissimo e si chiama leadership. Per 20 anni non si è mai posto visto che
Silvio Berlusconi troneggiava come unica
opzione. Ora non è più così, le amministrative dimostrano che i voti di centro-destra ci
sono ancora ma che serve uno come il neo
sindaco di Venezia, un Brugnaro nazionale,
per scongelarli e rimotivarli. Una figura moderata in grado di aggregare una coalizione

Vince il Veneto che vuole «meno Stato»

che, come si vede in Liguria o a Venezia, può
battere il Pd di Renzi a un futuro ballottaggio
secondo le regole dell’Italicum. Negli ambienti di centro-destra già si fanno due nomi: Luca Zaia e Alfio Marchini. Uno ha la
controindicazione di non essere gradito al
Sud, l’altro di non riuscire a parlare al Nord
ma rispondono comunque a un profilo moderato. È, insomma, indicativo che non si
parli di Salvini. Per la stessa ragione che salda il vecchio problema del Pd con il nuovo
del centro-destra: non cattura i moderati.
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APPROFONDIMENTO ONLINE

«Politica 2.0 - Economia & Società»
di Lina Palmerini www.ilsole24ore.com

L’ANALISI
Gennaro
Sangiuliano

Già finita la luna di miele con Renzi dopo le europee - Le imprese: meno tasse, meno burocrazia Per la prima volta
di Mariano Maugeri

D

alla luna di miele alla
luna di fiele. Il colpo di
fulmine tra il Pd e i ceti
produttivi del Nord-Est ha
scaricato la sua energia distruttiva sui risultati elettorali di questi giorni, con il partito democratico che torna alle percentuali che precedettero l'arrivo di Matteo Renzi
al Nazareno e a Palazzo Chigi.
Meno venti punti percentuali, con la sconfitta di Venezia
che a livello simbolico vale
per il Centro-destra ben più
di una Regione.
Le adesioni entusiastiche di
leghisti eretici come Bepi Covre, sindaco battagliero di
Oderzo e per due mandati parlamentare leghista («voto
Renzi a occhi chiusi») vanno
archiviate nel grande libro dei
sogni del 2014. Ricordiamo solo alcuni flash: Renzi appariva
come l'uomo della provvidenza, il Salvini felpato era alle
primissime e ancora timide
uscite, Forza Italia sembrava
in preda a una crisi preagonica
che lasciava presagire solo un
inevitabile passaggio a un coma senza ritorno. Come se
non bastasse, sul Veneto aleggiava come un'ombra funesta
l'ira dei magistrati veneziani
per lo scandalo Mose, che si
sarebbe manifestata il 4 di
maggio, neppure nove giorni
dopo il risultato strepitoso
delle Europee, con l'arresto di
35 persone, tra le quali il doge
Giancarlo Galan per 15 anni
padrone della Regione.
Il Veneto per quasi un quarto di secolo è stato la Regione
dei tre terzi suddivisi in parti
quasi uguali tra Forza Italia,
Lega e Pd. La somma tra forzisti e leghisti schiacciava qualsiasi velleità piddina. Almeno
fino all'arrivo di Renzi. Ricostruisce Marco Almagisti, docente di Scienza Politiche
all'ateneo di Padova: «La crisi
del centro-destra del 2011 aveva spinto parte dei ceti produttivi alla ricerca di una nuova
rappresentanza. Prima verso
Grillo e poi verso il Pd di Ren-

zi. Ma era un consenso instabile, legato al premier e difficile
da replicare a livello locale».
Le richieste degli imprenditori si succedono uguali a ogni
tornata elettorale: investimenti, infrastrutture, meno
tasse sul lavoro, un colpo di
freno all'invasività della burocrazia. Dai e dai, più di qualcosa gli imprenditori hanno portato a casa. Dice Roberto Zuccato, presidente degli industriali regionali: «Un anno fa la
disoccupazione in Veneto
viaggiava intorno al 9,6%;
adesso è calata di due punti e
siamo attestati al 7,4 per cento.
E tutto questo grazie al Jobs
act, un risultato per nulla trascurabile». Sono i temi economici a influenzare il dibattito
politico, e non viceversa. Pure

LA RIPRESA DEL LAVORO

Roberto Zuccato, presidente
degli industriali veneti: «La
disoccupazione un anno fa era al
9,6%, ora al 7,4% . Risultato non
trascurabile, merito del Jobs act»
il sociologo Ilvo Diamanti ha
una lettura economica
sull'avanzata trionfale di Luca
Zaia alle regionali di due settimane fa: «Zaia ha vinto perché
fa poca politica. I Veneti non
sopportano la politica che
s'insinua nella loro vita. L'arte
d'arrangiarsi da noi è un valore assoluto che definisce la
graduatoria sociale». Meno
Stato più mercato. Con la contraddizione di una regione pachidermica che alimenta le
sue partecipate e di Comuni
incagliati in una massa enorme di debiti. È stato il pessimo
conto economico della gestione Orsoni, con il corollario dei
75 milioni di debiti, a spianare
la strada verso Ca' Farsetti a
Luigi Brugnaro, un imprenditore che finalmente ha redatto
un programma economico capace di incuriosire l'interesse
del cittadino-elettore. Un miracolo in una città a economia
pianificata come quella vene-

ziana, dove tutti parlavano a
bassa voce di area franca a
Marghera come se fosse una
bestemmia. «Noi vogliamo
seguire l'esempio dell'Irlanda: attrarre investimenti stranieri con una bassa tassazione» dice Renato Boraso, uno
dei più stretti collaboratori di
Brugnaro che potrebbe ottenere la delega ai Lavori pubblici. Pier Angelo Bellati, l'alleato
zaiano di Brugnaro, insiste
sullo statuto speciale per Venezia, replicando la parola
d'ordine del governatore per
la Regione. Uno dei test più
elementari degli elettori veneti per riconoscere i candidati
di cui fidarsi è la genuinità del
pensiero autonomista. Luca
Zaia vince anche per questo. I
21 miliardi di residuo fiscale
sono un argomento economico che appassiona gli imprenditori e quel che è rimasto del
popolo delle partite Iva. Un
aspetto colpevolmente sottovalutato dal Pd e da Alessandra Moretti. I veneti, insomma, vogliono essere lasciati in
pace. Liberi di lavorare, investire, reclutare personale.
L'ultimo sondaggio della fondazione Nordest su un campione di 299 imprenditori privilegiati lo certifica in modo
inappellabile. Il 65% è ottimista sui risultati della prima
parte dell'anno e di quelli che
ci si aspetta per la seconda. Ma
solamente il 39,2% degli imprenditori si aspetta che l'inversione del ciclo economico
possa essere attivata dall'azione del governo. Dice Francesco Peghin, presidente della
Fondazione Nordest: «Essere
ottimisti è nel nostro Dna. Ci
sono condizioni di contesto
che ci favoriscono. E noi faremo di tutto per sfruttarli. La
politica? Ormai vota un veneto su due, il consenso è sempre
più personalizzato e l'elettore
estremamente volubile. E non
è detto che sia solo un male. La
Lega di Zaia un anno fa sembrava morta. Sappiamo com'è
andata: dalla disfatta preconizzata al trionfo».

I numeri dell’economia veneta
Pil, consumi e occupati in calo ma esportazioni che non perdono il passo: è il modo
in cui il Veneto ha subito e reagito alla crisi negli ultimi quattro anni
Indicatore

2010

2011

2012

2013

2014

Var.%
2014-2010

146.314

148.660

145.004

141.439

141.575

-3,2%

87.580

87.525

84.149

81.412

81.823

-6,6%

2,112

2,134

2,136

2,082

2,091

-1,0%

5,8%

5,0%

6,6%

7,6%

7,6%

38.321

40.737

37.586

38.853

39.184

u Continua da pagina 1

PIL

(milioni di euro valori
concatenati 2005)

CONSUMI
DELLE
FAMIGLIE

(milioni di euro valori
concatenati 2005)

NUMERO
OCCUPATI

(valori in milioni)

TASSO DI
DISOCCUPAZIONE

ESPORTAZIONI

2,3%

(valori in milioni
di euro correnti)

Fonte: Istat; Prometeia

Gli ultimi risultati elettorali del Pd in Veneto
Dati in %
EUROPEE 2014

REGIONALI 2015

37,5

16,6

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il futuro di Venezia. Tra le idee del neosindaco Brugnaro la creazione di una zona franca e la messa all’incanto di opere dei musei cittadini per reperire risorse

L’imprenditore-sindaco: basta politicanti
pVa giù pesante con gli aggetti-

vi, Luigi Brugnaro detto Gigi. La
rivoluzione fucsia dell’ex presidente di Confindustria Venezia
ieri pomeriggio ha toccato il suo
acme. «Venezia in questi anni è
stata ingannata e defraudata», dice dallo scranno più alto di
Ca'Farsetti durante la conferenza
stampa convocata alle 15 e cominciata con svizzera puntualità,
spiazzando molti dei suoi capilista che lo affiancano in ritardo e si
scusano pubblicamente. Incalza:
«Qui la lista della gente che chiede
è interminabile mentre quella di
chi dà praticamente nulla». Brugnaro parla senza pause. Un eloquio torrenziale con alcuni concetti chiave: «A Ca' Farsetti deve
tornare la cultura del lavoro e della fatica. Gli amministratori sono

al servizio dei cittadini e non viceversa. Dobbiamo ringraziarli uno
a uno i veneziani. Io l'ho appena
fatto anche prima di salire queste
scale. Un signore mi ha detto che
non votava da 34 anni. È tornato al
suo seggio per me. Ne valeva la pena, mi ha detto».
Nella sala consiliare di Ca'Farsetti c’è uno stuolo di giornalisti e
cameramen. Il neosindaco si
esprime come un cittadino qualsiasi cui è toccato in sorte di vestire

L’OMAGGIO

«Ho avuto il privilego di
lavorare con D’Antona e Biagi:
uccisi per il loro impegno su
riforme che in altri Paesi
erano in vigore da anni»

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la fascia tricolore. «Basta con la
recita della politica: Venezia deve
tornare a essere una città normale
e competitiva. Il partito della
menzogna e dell’oscurantismo è
stato sconfitto. Lavorerò il triplo
degli altri per guadagnarmi la fiducia dei cittadini e di chi non mi
ha votato. Abbiamo continuato a
far gestire la città dai politicanti e
non dagli imprenditori: il risultato
ce lo abbiamo sotto gli occhi». Un
pensiero del sindaco va a Massimo D’Antona e Marco Biagi, «persone con le quali anche ho avuto il
privilegio di lavorare» (Brugnaro
è il fondatore di una grossa società
specializzata nel lavoro interinale, ndr). Spiega: «Hanno pagato
con la vita il loro impegno per far
passare una riforma del lavoro
che in altri Paesi europei era in vi-

il centrodestra
si mostra autonomo
da Berlusconi

gore da anni». Poi attacca sui vu
cumprà che vendono borse taroccate «con la copertura di persone
insospettabili che in passato hanno occupato anche questi scranni.
Un malcostume che faremo di tutto per estirpare: il lavoro cattivo
scaccia quello buono, come si fa a
non capirlo?». Il lavoro è un tema
sul quale Brugnaro vuol fare di
Venezia una sorta di area pilota.
Due le azioni immediate: creare
un’agenzia di sviluppo per il territorio e una zona franca di almeno
110 ettari. Così come garantire
tempi e costi certi per le bonifiche.
Su come reperire le risorse per coprire il buco di bilancio e sostenere nuovi investimenti si esprimono i suoi più stretti collaboratori. Il
leghista Gian Angelo Bellati, vicesindaco in pectore (ma lui aspira al

CHI È

Imprenditore
 Luigi Brugnaro (foto), 53
anni, è un imprenditore
titolare dell’Umana (lavoro
interinale) e presidente della
Reyer di basket. È stato fino al
2013 presidente di
Confindustria Venezia. Alle
elezioni comunali si è
presentato con una lista civica
ed è stato sostenuto da Forza
Italia e Area popolare. È stato
eletto al ballotaggio con
54.405 voti (53,2%)

posto di city manager ricoperto
da Marco Agostini) è un convinto
assertore dello statuto speciale
per Venezia, mentre Renato Boraso, capolista di un lista civica a
sostegno di Brugnaro, ha un’idea
più fantasiosa: «Basterebbe mettere all’asta 21 delle opere più prestigiose che i musei veneziani tengono nelle loro cantine: si recupererebbe all’istante una cifra oscillante intorno ai 500 milioni».
Brugnaro non entra nel merito,
ma ripete un paio di volte la sua filosofia di fondo: «A situazioni
straordinarie si risponde con contromisure altrettanto straordinarie». Area franca, statuto speciale
per la città lagunare e messa all’incanto di alcune delle opere dei
musei veneziani potrebbero costituire la strategia d’attacco di
una giunta comunale che farà sicuramente parlare di sé.
M.Mau.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’

ex Cavaliere in questa
campagna elettorale si è
visto poco, non ha fatto il
casting dei candidati, non ha
scelto i temi su cui puntare la
campagna elettorale. Si è
limitato a federare il cartello di
sostegno per il fidato Toti in
Liguria e a qualche leggera
apparizione televisiva. Il
centrodestra è stato, invece, a
forte trazione leghista, segnato
dal dinamismo di Salvini e in altri
casi ha autogenerato leadership
locali attingendo a quello che
dovrebbe essere il suo naturale
blocco sociale, il ceto medio
delle professioni liberali e quello
produttivo, come è stato nel caso
del neo sindaco di Venezia, Luigi
Brugnaro, un imprenditore. La
vittoria a Venezia assume un
significato particolare non solo
per il valore culturale universale
di questa città, grande vetrina
nazionale, ma per il fatto che
anche nelle stagioni di grandi
vittorie elettorali berlusconiane
era rimasta saldamente nelle
mani del centrosinistra.
L’altra novità dei ballottaggi è
data dalla dinamica del doppio
turno. Da quando era stato
introdotto per l’elezione dei
sindaci, si era rivelato la “bestia
nera” del centrodestra perché si
diceva che i moderati votavano
solo ad un turno, poi andavano al
mare. Ora, accade, invece, che
l’astensionismo di massa
penalizza soprattutto la sinistra
che non può contare più su quel
forte cemento ideale del passato.
Una rondine non fa primavera
e tantomeno inverno. Il
centrodestra italiano è ancora
tabula rasa, con molte incertezze
e contraddizioni al suo interno,
in una transizione difficile. La
strada da fare è ancora tanta, in
primis definirsi in un progetto
culturale, in un’idea della società
italiana di fronte al mondo
globalizzato. Deve migliorare
molto la qualità della sua classe
dirigente, non solo rinnovarla
anagraficamente ma soprattutto
nella tensione morale e culturale
delle persone. Dovrà decidersi
se guardare al Partito Popolare
della Merkel, al neogaullismo di
Sarkozy, al conservatorismo
liberale di Cameron, o al
tradizionalismo indentitario
della Le Pen. Berlusconi afferma
di voler costituire un nuovo
soggetto simile al GOP (Grand
Old Party) repubblicano
americano che di recente ha
riportato una straordinaria
vittoria elettorale nelle elezioni
di midterm dello scorso
novembre. Richiamo
affascinante se pensiamo che
questo è stato il partito di
Abramo Lincoln, Dwight D.
Eisenawer e Ronald Reagan.
Lontano, almeno per il
momento, dal centrodestra
italiano se consideriamo la forte
ispirazione religiosa e moralista,
oltre che la coerenza, dei
repubblicani Usa.
Tuttavia, la politica non
ammette vuoti pneumatici, le

appartenenze elettorali del
centrodestra non sono
scomparse, si erano solo
rifugiate nella delusione e
nell’astensionismo motivati da
un gruppo dirigente inadeguato
e impresentabile. L’errore che
commettono molti analisti è
quello di confondere il
centrodestra con il
berlusconismo che è stato solo
una parabola storica di culture
politiche ben più lontane se
pensiamo a Cuoco, Rosmini,
Croce, Sturzo, Gentile, Pareto,
Prezzolini, all’idea borghese di
Longanesi e Montanelli.
Ora da questo caos potrebbe
venir fuori qualcosa soprattutto
se restano insolute alcune grandi
questioni della società italiana: la
sicurezza dei cittadini, la
regolamentazione dei flussi
migratori, il lavoro, la pressione
fiscale, la burocrazia, l’habitat
per le imprese.
Quando lo scorso anno, alle
elezioni europee, Matteo Renzi
fece segnare per il Pd una vittoria
schiacciante mai vista di queste
dimensioni, in epoche recenti,

NOVITÀ DOPPIO TURNO

Fin qui sembrava
penalizzasse la destra,
ora invece
l’astensionismo di
massa nuoce alla sinistra
per un solo partito, si disse che si
era all’inizio di una nuova era
della politica italiana che sarebbe
stata inequivocabilmente
segnata dal giovane scattante
premier. Il Pd fu capace di
incassare percentuali altissime
anche in quelle regioni del Nord
produttivo che per un ventennio
erano state appannaggio del
centrodestra.
Parafrasando il noto
politologo americano, Francis
Fukuiama, autore di una
diffusissima quanto smentita
affermazione, si pensò che anche
in Italia fosse giunta alla «fine
della storia». Altri notarono che
adottando il canone della
periodizzazione storica scandita
da individualità (Giolitti,
Mussolini, De Gasperi, Fanfani,
Craxi, Berlusconi, qui elencati
senza tener conto delle grandi
differenze sostanziali e di
qualità) era iniziata l’era
renziana.
Ad un anno di distanza tutto
ciò appare sideralmente lontano.
Renzi è, probabilmente, un
leader ancora saldo non solo al
governo ma soprattutto sul
terreno dell’offerta politica.
Tuttavia, il voto amministrativo
ha dimostrato che gli umori
possono cambiare rapidamente,
soprattutto di fronte alla
narrazione quotidiana di un
Paese che, invece, nella carne
viva dei cittadini risulta molto
diverso. La logica di “un uomo
solo al comando” mostra il fiato
corto e le opposizioni, quella di
centrodestra e quella dei
cinquestelle, possono
approfittarne. Lo stesso Renzi
non ha minimizzato, come
hanno fatto i suoi fedelissimi, e
sembra esserne consapevole.
Tutto questo può essere un
bene. Una democrazia non può
ridursi ad una fictio iuris, deve
essere compiuta e l’offerta non
deve mai essere univoca, chi
governa deve sempre avere
avanti lo stimolo e l’alternativa di
opposizioni credibili. La qualità
della democrazia è questa.
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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

7

I risultati dei ballottaggi
I DATI NAZIONALI

«Il treno delle riforme non si ferma»
Il premier: risultato negativo, ho sbagliato io
quando mi sono fermato a discutere su tutto

Euforia nel centrodestra
Salvini annuncia: vedrò Berlusconi,
sì alle primarie per la scelta del leader

Persa anche la Sicilia. Renzi: basta mediazioni

Nei ballottaggi il Pd cede 6 capoluoghi e ne conquista due - Accelerazione su rimpasto e nuovo partito
Emilia Patta
ROMA

p«Il risultato è politicamente e

numericamente negativo», ammette Matteo Renzi con i suoi dopo una giornata senza commenti
ufficiali e interamente dedicata al
governo. «È un risultato molto a
macchia di leopardo - è il ragionamento di Renzi - difficile equiparare Lombardia e Venezia, Arezzo
con Viareggio, Lazio e Campania... Non c’è un vento unitario a livello nazionale ma il risultato è
numericamente e politicamente
negativo». Una sconfitta che brucia, senza dubbio. E quello fotografato ieri è un Pd che si lecca le
ferite. Un colpo inatteso al partito
di Renzi non solo nella Venezia
governata da 22 anni dal centrosinistra e persa dal candidato Felice
Casson, battuto dall’indipendente Luigi Brugnaro con il sostegno
dell’intero centrodestra (Fi, Lega
Ncd e Fdi), ma anche nella “boschiana” Arezzo dove a perdere è
stato il renziano Matteo Bracciali.
E poi la caduta di storici feudi come Fermo, Matera e Nuoro e la
perdita della Gela di Rosario Crocetta in favore del M5S. E clamoroso, sempre restando in Sicilia, è
anche il flop a Enna: l’ex senatore
Vladimiro Crisafulli, che a ogni
elezione si vantava di vincere «anche col sorteggio», perde proprio
nella sua città, dove si candidava
per la prima volta a sindaco contro
la volontà di un pezzo del partito
nazionale. Proprio (e solo) sulla
sconfitta di Crisafulli il premier si
sente tuttavia di prendere le dovute distanze: non a caso - sottolineano i suoi - a Crisafulli abbiamo tolto il simbolo del Pd(si veda l’articolo in pagina).
«Aver riconquistato città simbolo come Mantova o Trani o
confermato buoni amministratori a partire da Lecco non è sufficiente a giudicare positivo questo risultato. L’analisi puntuale
conferma che il Pd è nettamente il
primo partito in Italia anche nel
numero dei sindaci, ma non è sufficiente a farci brindare stanotte», aveva ammesso in giornata il

numero due del Pd Lorenzo Guerini in una nota del partito in cui si
parla di «luci e ombre». Ma è certo con le ombre che dovrà fare i
conti il Pd di Renzi, e non solo di
Renzi dal momento che questi risultati - come ammette un esponente della minoranza “dialogante” - interrogano tutto il partito.
La giornata di Renzi è stata tutta
incentrata sul governo: incontri
con Delrio, Padoan, Bassanini e
Alfano che nella sua veste di ministro degli Interni oggi incontrerà i
colleghi europei sul tema caldo
dell’immigrazione. Il messaggio è
chiaro: «Il fuoco delle riforme non
si ferma». Chi pensa, a cominciare
dalla minoranza del Pd più agguerrita, che Renzi dopo questo
turno di amministrative scenderà
a “più miti consigli” ha fatto male i

CINQUE STELLE SODDISFATTE

Grillo: nei cinque ballotaggi
abbiamo fatto «filotto»
Di Maio: abbiamo grandi
possibilità di accedere
al secondo turno nazionale

suoi calcoli. Tutt’altro: «Ho sbagliato io quando mi sono fermato a
discutere a ogni piè sospinto», è
stato lo sfogo del premier. «È arrivato il momento - chiosa un suo
stretto collaboratore - in cui Renzi
torni a fare Renzi, senza le estenuanti mediazioni di questi mesi.
E torni a girare il Paese». Questo
non significa che si tenterà di coinvolgere il più possibile la minoranza “dialogante”: entro fine mese dovrebbe esserci il riempimento delle caselle mancanti al governo e proprio ad uno degli
esponenti di quella minoranza,
Enzo Amendola, andrà il posto da
viceministro agli Esteri lasciato libero da Lapo Pistelli. Oggi l’assemblea dei deputati del Pd eleggerà Ettore Rosato capogruppo, e
il posto di capogruppo vicario andrà con ogni probabilità ad un altro esponete della minoranza come Matteo Mauri o Donata Lenzi.

Ma il treno delle riforme va avanti.
Sul fronte opposto buon risultato politico per il Movimento 5
Stelle, che vince in tutti e 5 i Comuni dove è andato al ballottaggio:
non solo ad Augusta e a Gela in Sicilia, ma anche a Venaria (Piemonte), Quarto (Campania) e
Porto Torres (Sardegna). Ha
buon gioco Beppe Grillo a parlare
di «filotto»: «L’onestà sta tornando di moda. Ed è solo l’inizio». I
grillini, forti di un Italicum che
prevede il premio alla lista e il ballottaggio nazionale, già guardano
con qualche speranza alle prossime politiche: «Questo conferma
le enormi possibilità che abbiamo
di governare il Paese accedendo al
ballottaggio nazionale», fa notare
Luigi Di Maio, giovane vicepresidente della Camera. Aria di rivalsa
anche nel centrodestra, con Silvio
Berlusconi descritto da chi gli ha
parlato come letteralmente ringalluzzito dai risultati: «Il renzismo è in declino, uniti si vince», dice pensando al suo sogno di una
«casa dei moderati». Anche Matteo Salvini sembra aver capito il
messaggio, che uniti si vince, e annuncia l’imminente incontro con
Berlusconi: «Ho in programma un
incontro con Berlusconi per capire se possiamo ragionare assieme
ad esempio sull’Europa. Ci stiamo
preparando per un governo alternativo, vediamo se Berlusconi è
interessato alle nostre proposte»,
dice il leader leghista confermando la sua idea che per scegliere la
premiership del centrodestra lo
strumento giusto sono le primarie. Quanto al leader del Nuovo
centrodestra Angelino Alfano, fa
notare che a vincere sono e candidature moderate e che i vincitori
di Venezia e di Chieti sono candidati ai Area popolare. «Il centrodestra vince - è il ragionamento
che si fa in ambienti alfaniani -soltanto quando individua un esponente di area moderata». Il corollario per gli alfaniani è che la leadership di Berlusconi, come si vede anche dai risultati di Fi a
Venezia, non traina più.
© RIPRODUZIONE RISERVATAì

I risultati nei 12 capoluoghi al ballottaggio
Lecco
(Uscente
centrosinistra)
Mantova
(Uscente
centrodestra)
Rovigo
(Uscente
centrodestra)
Venezia
(Uscente
centrosinistra)
Arezzo
(Uscente
centrosinistra)
Macerata
(Uscente
centrosinistra)
Fermo
(Uscente
centrosinistra)
Chieti
(Uscente
centrodestra)
Trani
(Uscente
centrodestra)
Matera
(Uscente
Centrosinistra)
Enna
(Uscente
centrosinistra)
Nuoro
(Uscente
centrosinistra)

VIRGINIO BRIVIO
Centrosinistra

54,4%

ALBERTO NEGRINI
Centrodestra

45,6%

MATTIA PALAZZI
Centrosinistra

62,6%

PAOLA BULBARELLI
Centrodestra

37,4%

MASSIMO BERGAMIN
Centrodestra

59,7%

NADIA ROMEO
Centosinistra

40,3%

LUIGI BRUGNARO
Centrodestra

53,2%

FELICE CASSON
Centrosinistra

46,8%

ALESSANDRO GHINELLI
Centrodestra

50,8%

MATTEO BRACCIALI
Centrosinistra

49,2%

ROMANO CARANCINI
Pd+civ

59,1%

DEBORAH PANTANA
Centrodestra

40,9%

PAOLO CALCINARO
Lista civica

69,9%

PASQUALE A. ZACHEO
Centrosinistra

UMBERTO DI PRIMIO
Centrodestra

55,0%

LUIGI FEBO
Centrosinistra

45,0%

AMEDEO BOTTARO
Centrosinistra

75,8%

ANTONIO FLORIO
Lista civica e Ap

24,2%

RAFFAELLO G. DE RUGGIERI
Lista civica

54,4%

SALVATORE ADDUCE
Centrosinistra

45,5%

MAURIZIO DI PIETRO
Centrodestra

51,9%

MIRELLO CRISAFULLI
Centrosinistra+Ap

48,1%

ANDREA SODDU
Lista civica

68,4%

ALESSANDRO BIANCHI
Centrosinistra

31,6%

30,1%

IL BILANCIO

8-4

Amministrazioni uscenti
Dei dodici capoluoghi che sono
andati al ballotaggio domenica
scorsa otto erano governati dal
centrosinistra (Lecco, Venezia,
Arezzo, Macerata, Fermo,

Matera, Enna e Nuoro)

4-4

I risultati di domenica
Il centrosinistra ha perso quattro
amministrazioni (Venezia,
Arezzo, Fermo, Matera e Nuoro)

e ha conquistato Mantova
e Trani

4

Liste civiche
Governano Fermo, Trani, Nuoro
e Matera

Il voto nell’isola. Il movimento di Grillo conquista due città simbolo dell’industria: «Siamo pronti per la Regione»

M5S trionfa a Gela e Augusta, Dem ko a Enna
Nino Amadore
PALERMO

p«Filotto 5 Stelle. Fantastico signori! L’onestà sta tornando di moda. Ed è solo l’inizio! Fatelo sapere a
tutti». Beppe Grillo affida al suo
blog e di rimando a Facebook il
commento su questa tornata elettorale. Gongola, è chiaro, ma ha
certo buoni motivi per farlo: nei
cinque ballottaggi in cui erano presenti i grillini hanno vinto dappertutto. Ma sono le due vittorie siciliane ad avere, per il movimento
di Grillo, un significato speciale: si
tratta di Augusta (Siracusa) dove

la pentastellata Maria Concetta Di
Pietro ha battuto Domenico Paci
(liste civiche) e soprattutto Gela
(Caltanissetta), la città del governatore Rosario Crocetta che ne è
stato sindaco per parecchi anni,
dove il candidato dei Cinque stelle

CAMBI STORICI

Sconfitto da un candidato
«civico» l’ex senatore
democratico Crisafulli:
in passato si vantava di poter
vincere anche con il sorteggio

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Domenico Messinese con il 65%
dei consensi ha battuto il sindaco
uscente Angelo Fasulo, esponente del Pd. Così, in una regione in cui
alsecondoturnosièrecatoavotare
il 49,9% degli aventi diritto con un
calo di 16 punti rispetto alla prima
tornata elettorale, il Movimento
Cinque Stelle (che già governa a
RagusaeBagheria)conquistaimunicipididuecittàchesonoilsimbolo industriale della Sicilia: Augusta
nel cui territorio si trova il porto
commerciale che è importante
hub petrolifero e condivide
con Priolo e Melilli gli insedia-

menti del polo petrolchimico e
energeticosiracusano;Gelachedipende quasi esclusivamente dall’Eni e dalle sue attività storicamente presenti in quel territorio.
La vittoria di Gela, poi, assume
per il Movimento Cinque stelle un
significatopoliticorilevanteanche
ai fini del governo della Regione. Basta sentire le parole di Giancarlo Cancellieri, già candidato alla presidenza della Regione e sfidante di Crocetta: «Gela libera!
Adesso Crocetta faccia l’unica cosa per cui varrà la pena ricordarlo:
si dimetta» scrive su Twitter e ag-

giunge: «Siamo pronti per Palazzo
D’Orleans» che è appunto la sede
della Presidenza della Regione. Mentre Luigi Di Maio ai microfoni di Radio 24 prova a rintuzzare
le accuse di aver incassato a Gela
anche i voti del centrodestra: «Le
alleanze significa: tu mi dai qualcosa io ti do qualcosa. Noi non diamo
niente a nessuno, l’abbiamo sempre dimostrato. Quindi ci possono
accusare di quello che vogliono».
Più istituzionale la reazione del governatore siciliano: «Faccio gli
auguri al nuovo sindaco - dice Crocetta - col quale la Regione collaborerà, perché i risultati si rispettano. Sapevamo di perdere, ma abbiamo combattuto; per qualunque
sindaco uscente sarebbe stato dif-

ficile, Gela soffre la crisi più profonda del Dopoguerra». È certo
che qualcosa sta cambiando nell’elettorato siciliano se anche un
ras del consenso come l’ex senatore Pd Vladimiro Crisafulli in corsa
a Enna, uno che si vantava di vincere anche con il «sorteggio», ha perso il confronto con Maurizio Dipietro sostenuto da liste civiche.
Ed è altrettanto chiaro che il «filotto» ha galvanizzato i grillini
che ora puntano su Roma: ieri
hanno manifestato per chiedere
le dimissioni di Ignazio Marino. Significative, tra le tante, le parole del deputato Alessandro Di
Battista: «La nostra rivoluzione è
lenta ma inesorabile».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

OSSERVATORIO
La politica in numeri
di Roberto D’Alimonte

I candidati sbagliati
che non raccolgono
«seconde preferenze»

P

er il Pd il bilancio di queste
elezioni amministrative non
è affatto positivo. Dei dodici
capoluoghiincuisièvotatodomenica otto erano governati dal centrosinistra, quattro dal centrodestra. Il Pd con i suoi alleati oggi ne
governano quattro. Eppure i suoi
candidati erano arrivati in testa al
primo turno in undici comuni su
dodici. Il partito del premier ha
conquistato Mantova e Trani ma
ha perso Venezia, Arezzo, Fermo,
Matera e Nuoro. Brucia il caso di
Venezia ma brucia ancora di più il
caso di Arezzo. Ci sono anche vittorie significative come quelle a
Mantova e a Lecco che rendono il
quadro meno pesante, ma complessivamente le cose non sono
andate bene. Nonostante il difficile momento che sta attraversando
alivellonazionaleloschieramento
di centro-destra a livello locale ha
dimostrato di essere competitivo.
E questa è una ulteriore conferma
cheinquestitempidigrandefluiditànullapuòesseredatoperscontato. La destra c’è. Non è sparita. Ha
vinto in quattro comuni, come il
Pd. E c’è anche il M5s che non era
presente ai ballottaggi nei comuni
capoluogo ma che ha vinto in tre
grossi comuni – Quarto, Venaria
Reale,PortoTorres-battendocon
percentuali altissime i candidati di
centrosinistra negli ultimi due.
PerdiversimotiviVeneziaèilrisultato simbolicamente più importante, anche se non è la vera
sorpresa di questa tornata elettorale.Solochinonconosceleinsidie
deisistemiadoppioturnopuòmeravigliarsi di quanto è successo
nella città lagunare. I dati parlano
chiarissimo. Felice Casson ha raccolto46.298votialprimoturno,arrivando in testa con il 38 % dei voti.
Il secondo arrivato - Luigi Brugnaro - ne ha presi 34.790 pari al 28,6%.
Casson era sostenuto oltre che dal
Pdanchedaunaproprialistacivica
(che ha preso più voti del Pd: 17,1%
contro16,8%),Sel,Verdiealtreminuscole formazioni. Brugnaro era
sostenuto da Forza Italia che gli ha
portatoindoteil3,8%,daNcd-Udc
e soprattutto dalla sua lista civica
che è risultata la formazione più
votata in assoluto con il 20,8% dei
voti. La Lega Nord a Venezia ha
giocato in proprio presentandosi
con un suo candidato che ha preso
l’11.9%piazzandosialquartoposto.
Terzo è arrivato il candidato del
M5s con il 12,6%. Alla luce di questi
dati Casson aveva solo due possibilità per vincere: allargare il suo
consenso tra gli elettori dei partiti
esclusi dal ballottaggio oppure
sperarecheglielettoridiBrugnaro
edeglialtripartitinontornasseroa
votare. Né l’una né l’altra di questa
ipotesi si è realizzata. Casson ha il

merito di essere riuscito a riportare a votare i suoi, ma ha preso solamente 1.540 voti in più rispetto al
primoturno.Brugnaroinvecenon
solo ha riportato alle urne chi lo
aveva votato al primo turno ma ha
conquistatoben19.615votiinpiù.È
finita che Brugnaro è passato da
34.790 a 54.405 voti e Casson ha
perso pur avendo incrementato il
suo consenso da 46.298 voti a
47.838.Conclusione:conquestosistema elettorale e in questo contestoCassonerailcandidatosbagliato.Losieracapitogiàaitempidella
sua sfida con Cacciari. Non lo avevacapitobuonapartedelPdlocale.
AdArezzoèandatapeggioperil
Pd. Qui Matteo Bracciali, candidatodelPdediunapartedellasinistra
radicale, avrebbe vinto se al ballottaggio avesse preso gli stessi voti
che aveva ottenuto al primo turno.
Invecenehapersiquasi900esono

LA SCELTA DECISIVA

Per vincere si deve
scegliere un nome
«votabile» anche da chi
ha scelto altri partiti
al primo turno
bastati a far vincere Alessandro
Ghinelli, candidato di un centrodestra quasi unito, che tra primo e
secondo turno ne ha guadagnati
piùditremila.Solol’analisideiflussi elettorali potrà dirci qualcosa di
più attendibile su cosa è veramente successo ad Arezzo. Ma sono
due le ipotesi che si possono fare.
LaprimaècheBraccialinonsiariuscitoaprenderevotitrai3.879elettorichealprimoturnoavevanovotatoilcandidatodelM5s.Laseconda è che gli elettori di quella parte
della sinistra radicale che al primo
turno hanno appoggiato il loro
candidato (Gianni Mori) si siano
rifiutati di votare un “renziano”
checonsideranoestraneoallasinistra. In scala minore è quello che è
successo alle regionali in Liguria.
Con sistemi a due turni o hai i
voti per imporre il tuo candidato
oppure devi scendere a compromessi e selezionare un nome che
possaesseregraditoancheachiha
votato altri partiti al primo turno.
Con il secondo turno contano le
seconde preferenze: molti nel Pd
non lo hanno ancora capito. Soprattutto non lo hanno capito una
partedelPdetuttaquellaareadisinistra radicale che pensano di potervincereallepropriecondizioni
e che preferiscono far vincere gli
altri se non riescono a farlo. Per
Renzi questo è un problema di
non poco conto.
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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

8

Emergenza immigrati
TRATTATIVA EUROPEA IN SALITA

Verso il vertice Ue di fine mese
Il premier prepara il confronto con Hollande
che si svolgerà domenica prossima a Milano

Alfano fa il punto con Renzi
Il ministro ha concordato con il premier
la linea in vista del Consiglio europeo di oggi

Immigrati, tra Roma e Parigi è scontro aperto

Il ministro dell’Interno francese: «Il problema è dell’Italia» - Renzi: «Se l’Europa non agisce faremo da soli»
Gerardo Pelosi
ROMA

pSugli scogli di Ventimiglia, an-

cora prima del futuro dell’Europa,
è in gioco la sopravvivenza stessa
delle attuali leadership politiche
dei singoli Stati membri. Lo sanno
perfettamente il premier italiano
Matteo Renzi (che deve confezionare sull’immigrazione risposte
convincenti anche per gli elettori
della Lega) e lo sa il premier francese, Francois Hollande (che deve
vedersela, nel suo Paese, con i seguaci del Fronte nazionale). Più
che comprensibile, quindi, la durezza dello scontro in atto tra Roma e Parigi per nulla attenuata dall’appartenenza alla stessa famiglia
politica europea dei due leader,
quella dei socialisti. E infatti, proprio mentre a Parigi il responsabile
della Polizia di frontiera del Viminale, Giovanni Pinto era a colloquio con il suo omologo francese
per trovare una “soluzione tecnica” all’impasse di Ventimiglia, il
premerRenzi,aPalazzoChigi,tuonava ieri contro la Francia e l’as-

senza di una politica europea nella
questione migranti. Secondo il
presidente del Consiglio «è ovvio,
naturale e doveroso che si trovino
soluzioni all’altezza della storia
dell’Europa. Se così non sarà, faremo da soli; siamo in condizioni di
affrontare questo problema come

pNon passeranno. Alla vigi-

lia del vertice del Lussemburgo, il ministro francese
dell'Interno, Bernard Cazeneuve, ha ribadito la linea dura
di Parigi sull'immigrazione. A
partire dalla situazione di alta
tensione che si è creata alla
frontiera italo-francese di
Ventimiglia.
«Da parte nostra – ha detto
Cazeneuve – non c’è alcun
blocco e tantomeno alcuna
violazione del Trattato di
Schengen o del regolamento
di Dublino. C’'è semplicemente un controllo rafforzato affinché le regole vengano
rispettate. E secondo queste

IL FRONTE INTERNO

Dovendo fare i conti con una
destra molto aggressiva
sull’immigrazione il governo
è duro su Ventimiglia quanto
sulle baraccopoli parigine
regole quando degli immigrati in situazione irregolare
arrivano in Francia dall’Italia e sono stati registrati in
Italia, devono essere rimandati in Italia».
«Dall’inizio dell’anno – ha
aggiunto il ministro – circa
50mila immigrati sono arrivati in Grecia e quasi 60mila
in Italia. Tra loro ci sono quelli che fuggono le persecuzioni di cui sono oggetto nel loro
Paese e in questo caso bisogna esaminare i loro dossier,
la fondatezza della loro richiesta d’asilo. La quale peraltro va distribuita con maggiore equità tra i vari Paesi
europei, visto che attualmente cinque Paesi accolgono
l’80% dei richiedenti asilo.
REUTERS

Hollande. Il presidente francese

tengono che la Commissione nel
suo piano d’azione sull’immigrazione e nella distribuzione dei
40mila migranti tra i vari Paesi Ue
(all’Italia spetterebbero 24mila tra
siriani ed eritrei nei prossimi due
anni e 10 mila alla Grecia) sarebbe
andata ben oltre il mandato ricevuto dall’ultimo Consiglio Ue di aprile che prevedeva una distribuzione dei migranti ma solo su base volontaria e non abbligatoria. Posizione guidata dalla Polonia (lo
stesso presidente del Consiglio Ue
Tusk è un ex premier polacco) che
a ottobre è chiamata alle urne e tra i
punti caldi della campagna elettorale figura anche l'immigrazione.
L’Italia sta intanto facendo del suo
meglio per chiudere, dove è possibile, accordi di riammissione. Ieri il
ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha firmato con il suo omologo
macedone Poposki un accordo
che regola le procedure di rimpatriopergliimmigratiirregolarimacedoni o di Paesi terzi in partenza
dalla Macedonia.

L’inaccettabile
schiaffo
francese
u Continua da pagina 1

I

Ma poi ci sono gli immigrati
spinti da motivazioni economiche, che arrivano in larga
parte dall’Africa dell’Ovest e
il cui obiettivo è trovare un
posto in cui vivere meglio.
Noi non li possiamo accogliere, devono essere ricondotti
alla frontiera ed essere rimandati in Africa».
«In questa prima parte del
2015 – ha detto ancora Cazeneuve – ci sono stati 8mila passaggi e in 6mila casi gli immigrati sono stati rimandati in
Italia. Alcuni di questi cercano
nuovamente di entrare in
Francia. Non passeranno e
verranno rispediti indietro».
L’obiettivo del Governo
francese, che aveva già bocciato il progetto delle quote
di immigrati proposto dalla
Commissione europea, è che
vengano creati in Italia, primo Paese europeo di ingresso di questi flussi, dei centri,
dei campi gestiti dalla Ue dove l’ufficio europeo competente e il comitato della Croce Rossa si incarichino di fare
la selezione tra aventi diritto
o meno all’asilo. I primi verranno distribuiti nei vari Paesi dell’Unione con criteri accettati da tutti. Gli altri verranno rimandati nei Paesi di
provenienza direttamente
dall’Italia.
Parigi sottolinea che d’altronde proprio questo è lo
spirito del regolamento di
Dublino, secondo il quale il
Paese responsabile del rispetto delle procedure è
quello d’ingresso in Europa,
appunto l’Italia.
La posizione francese è ovviamente condizionata dai
prossimi appuntamenti elettorali (le regionali in dicembre e soprattutto le presidenziali del 2017), con un Governo
e un presidente socialisti che
soffrono una condizione di
grande impopolarità e devono fare i conti con una destra
molto aggressiva (l’estrema di
Marine Le Pen e quella moderata dell’ex presidente Nicolas Sarkozy), nei cui slogan la
parola “immigrazione” sta
nuovamente prendendo il sopravvento sulla parola “disoccupazione”. Quando non viene fatto un collegamento diretto tra le due. D’altronde il
Governo ha già optato per la linea dura con lo sgombero delle baraccopoli parigine e la gestione dell’emergenza a Calais (gli immigrati verranno
delocalizzati in campi aperti
in varie zone della Francia).
Non intende certo dare all’opinione pubblica l’impressione di essere indulgente a
Ventimiglia.
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POLIZIA DI FRONTIERA

Ieri l’incontro a Parigi
tra il rappresentante italiano
e l’omologo francese
per una «soluzione tecnica»
all’impasse di Ventimiglia
Italia, perchè siamo un grande Paese. Questo è il nostro piano B. Ma
sarebbe una sconfitta per l’Europa,
non per l’Italia».
Un “piano B” che potrebbe portare, ad esempio, a misure unilateralicomelaconcessioneatuttiimigranti in arrivo in Italia di permessi
umanitari che consentirebbe loro
dimuoversiliberamentenellospa-

La Francia inflessibile
sulla regola di Dublino
PARIGI. Dal nostro corrispondente

L’immigrazione, per Renzi, è
una «vicenda complessa che si gestisce con la solidità di un Paese come il nostro che non può consentire alla Francia di avere navi nel Mediterraneo e lasciare i migranti in
Italia». Un chiarimento tra Renzi e
Hollande in vista del vertice del 25 a
Bruxelles è comunque atteso domenica prossima a Milano in occasione della giornata francese. Ma
anche Austria e Svizzera stanno
seguendol’esempiodellaFranciae
questo rende tutto più difficile.
Qualcosa di più se ne saprà oggi a
Lussemburgo dove il ministro dell’Interno, Angelino Alfano (che ha
concordato la linea ieri sera a Palazzo Chigi con Renzi) parteciperà
al Consiglio Affari interni e avrà
una riunione ristretta con i ministri
dell’Interno di Germania, Thomas
de Mezieres, della Francia, Bernard Cazeneuve e con il commissario Ue all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos. Si tratta di preparare il terreno per il Consiglio
Ue del 25 e 26 giugno. Un gruppo di
Paesi, quasi tutti quelli dell’Est, ri-

Paolo
Pombeni

l fariseismo di chi dice che bisogna rispettare le regole europee, cioè quel che si era definitoannifainunasituazionetotalmente differente, anche a palesediscapitodellospiritocheha
creato l’Unione dimostra una
mancanza di cultura politica impressionante.
Se questi politici avessero un
po' di retroterra culturale si potrebbe ricordargli che la sapienza
delVangeloricordache«ilsabato
è fatto per l’uomo, non l’uomo per
il sabato», cioè le leggi servono
per governare dei fenomeni non
per farli esplodere ricorrendo ad
interpretazioni letterali che fanno a pugni con la realtà.
Mai come in questi giorni è apparsaagliocchidellagentelacrisi
della Ue, che non riesce ad imporsi come una risorsa per fare
fronte a fenomeni che non sono
gestibili a livello dei singoli stati.
La chiusura delle frontiere dell’ItaliaconlaFrancia,l’Austriaela
Svizzera (quest’ultima stato extra-comunitario) suona come un
“arrangiatevi”neiconfrontidiun
esodo che l’Italia è costretta a
sopportare non per sua colpa, ma
per la sua posizione geografica.
Ci viene spiegato che i governi rispondono ancora al cosiddetto “sacro egoismo” di presunti interessi nazionali. In questo caso è l’interesse di classi politiche che temono di perdere il
consenso elettorale a favore di
un montante populismo generato dalla paura diffusa che in
tempi di difficoltà economica si
debbano destinare risorse a
fronteggiare un’ondata inedita
di pressione migratoria.
A chi giova un’Europa in cui
ci si appresta ad aprire il vaso di
Pandora degli egoismi nazionali? E soprattutto: chi è così
sciocco da illudersi che con
queste strategie si possano raggiungere dei risultati?
Intanto l'Italia è sola alle prese
con un problema enorme che
non ha oggettivamente possibilità di governare. Innanzitutto
perché secondo la prospettiva
miope dei vari Cazeneuve dovrebbe trattenere sul proprio
territorio persone che non ci vogliono stare. Di conseguenza
trattenere queste persone in Italia significa dover mettere in piedi un grande apparato repressivo a cui essi cercheranno di sottrarsimoltiplicandoclandestinità, instabilità ed inevitabile
degrado di qualità della loro vita.
È per queste ragioni che il governo italiano ha tutti i diritti di
pretendere che quella Unione
Europea che il nostro paese ha
contribuito in maniera determinante a fondare ed a cui destina
una quota significativa di risorse
(significativa soprattutto di questi tempi) non faccia il classico
struzzo che mette la testa sotto la
sabbia.Naturalmentenonsitrattadibattereipugnisultavolocon
sceneggiate che lascerebbero il
tempo che trovano. Bisogna mostrareconchiarezzachesiamoin
grado di far pesare le nostre ragioni proprio perché sono anni
che ci facciamo carico della nostra condizione geografica di
frontiera europea.
I vari governi che in Europa
pensano che l'Italia non possa
permetterselo dovranno ricredersi: la “sedia vuota” non è una
strategia disponibile solo per De
Gaulle e con una crisi come quella greca alle porte i nostri partner
farebbero bene a non sottovalutare cosa significherebbe una
Italia che non rema nella direzione della coesione europea.
Renzi è un premier che oggi fa
fatica ad imporsi a livello internazionale perché è continuamente
indebolitodafibrillazioniinterne
allasuamaggioranzaedaopposizioni esterne che per un po' di populismo dimenticano qualsiasi
solidarietà nazionale. Adesso però deve mettere tutti davanti alle
loro responsabilità e far capire
chiaramente che ci sono limiti oltreiqualinonsipuòandare:inItalia, ma soprattutto in Europa.

Il no transalpino. «Distinguere profughi e irregolari»

Marco Moussanet

zio Schengen. Ma si tratta dell’ultima ratio. Per ora Renzi si domanda
«che senso abbia un’Europa che ci
dice tutto dei vincoli di bilancio e
lascia morire le persone». L’Europa è, per il premier, «al bivio» perché «se vuole essere una comunità
di persone come noi l’abbiamo sognata, immaginata, deve farsi carico di risolvere tutti insieme il problema drammatico di chi viene
dall’Eritrea fuggendo da una dittatura». Da parte francese, il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, nelle stesse ore, spiegava
che la frontiera italo-francese di
Ventimiglia non è chiusa perché i
controlli sono «retrovalico» e non
sistematici. La Francia cercherebbe solo di «far rispettare le regole
europee di Schengen e di Dublino
secondo cui i migranti registrati in
Italia devono essere riammessi in
quel Paese». Un «atteggiamento
muscolare» stigmatizzato da Renzi perché la posizione di «ministri
di alcuni Paesi amici va nella direzione esattamente opposta» rispetto alla soluzione del problema.

AFP

IL COMMENTO

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L’appello. Un immigrato a Ventimiglia protesta contro la chiusura francese

AGENDA STRETTA
Vertice Ue
 È fissato per il 25 giugno a
Bruxelles ma il premier, Matteo
Renzi, intende avere un
chiarimento prima di questa
data con il presidente francese
Hollande .

Alfano in Lussemburgo

 Oggi intanto il ministro

dell’Interno, Angelino Alfano,
parteciperà a una riunione
ristretta con i suoi omologhi di
Germania e Francia e con il
commissario Ue all’immigrazione

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

10

Emergenza immigrati
LA STRATEGIA DEL GOVERNO

Il negoziato
Difficile che passi l’obbligatorietà: si va verso
il carattere vincolante degli accordi tra Paesi

Ue, si tratta sui criteri di ripartizione

Oggi vertice degli Interni sulla proposta della Commissione: «Tutti rispettino Schengen»
Beda Romano
LUSSEMBURGO. Dal nostro inviato

pIn un contesto sempre delica-

to sul fronte dell’arrivo di migranti sulle coste del Mediterraneo, i
ministri degli Interni dell’Unione
avranno oggi qui in Lussemburgo
una prima discussione politica
sul pacchetto dedicato all’immigrazione presentato dalla Commissione europea alla fine di
maggio. A pochi giorni da un cruciale Consiglio europeo di fine
mese, l’Italia sosterrà che gli ultimi avvenimenti a Ventimiglia
confermano l’urgenza di gestire
insieme la crisi migratoria.
La Commissione ha proposto
ai Ventotto un sistema di redistribuzione su 24 mesi di 40mila asilanti, arrivati in Italia e in Grecia.
Il tentativo è di introdurre maggiore co-responsabilità nella gestione dell’immigrazione in Europa, superando il Principio di
Dublino, secondo il quale responsabile dell’asilo è il paese di primo
sbarco. Il progetto piace ai grandi
paesi – Italia, Francia e Germania,
mentre alcuni stati dell’Est rumoreggiano perché preoccupati dal
dovere accogliere un numero elevato di asilanti.
«Vi è una maggioranza di paesi
che si sta formando e che è favorevole con più o meno entusiasmo»,
spiegava ieri un diplomatico, confermando le impressioni emerse
la settimana scorsa (si veda Il Sole
24 Ore di sabato). Due i nodi: i criteri di ripartizione e la scelta se
adottare un sistema volontario od
obbligatorio. Nella sua proposta,
la Commissione ha previsto un
meccanismo obbligatorio, e una

ripartizione basata su disoccupazione, Pil, ruolo passato nell’accettare asilanti e popolazione.
La presidenza lettone dell’Unione si aspetta che nella loro
discussione di oggi i ministri degli
Interni chiedano ai capi di stato e di
governo di dare la settimana prossima un nuovo impulso politico,
sostenendo la proposta comunitaria (pur senza entrare nei dettagli),
e chiedendo ai ministri di trovare
una intesa sugli aspetti in sospeso.
A quel punto, la speranza dei paesi
favorevoli al pacchetto è che un accordo possa essere raggiunto pri-

GLI SCHIERAMENTI

Un diplomatico: «Vi è una
maggioranza favorevole con
più o meno entusiasmo»
I timori di alcuni Paesi dell’est
per l’«invasione» di asilanti
ma della pausa estiva.
Il negoziato porterà probabilmente sui criteri di ripartizione.
Molti paesi rumoreggiano sull’obbligatorietà del meccanismo, ma
in fondo si può immaginare che
una volta trovato un accordo tra i
governi sulla chiave di redistribuzione, l’obbligatorietà discenda
naturalmente. In altre parole, si
può trovare una soluzione che
preveda per il meccanismo di ricollocazione un carattere vincolante per scelta dei paesi, piuttosto
che un carattere obbligatorio per
volontà della Commissione.
La crisi scoppiata a Ventimiglia, dove alcune decine di mi-

granti vorrebbero attraversare
la frontiera con la Francia presidiata dalla gendarmeria francese, giunge in un momento delicato. Il portavoce della Commissione Natasha Bertaud ha spiegato che Bruxelles «è al corrente
dei controlli alle frontiere di
Francia, Austria e Svizzera» con
l’Italia. «Stiamo verificando» la
situazione. «Ricordiamo che
tutti devono rispettare le norme
di Schengen (sulla libera circolazione, ndr) e le regole del sistema
di asilo europeo».
Da un lato, la vicenda potrebbe
confermare il sospetto di alcuni
governi, secondo i quali le autorità italiane non riescono a controllare il proprio territorio nazionale. Dall’altro, però, è anche sintomatico dell’urgenza di trovare
una soluzione condivisa al problema immigrazione. La diplomazia italiana utilizzerà la crisi in
Liguria per ribadire ai suoi partner come la crisi dell’immigrazione clandestina nel Mediterraneo
richieda una gestione comune da
parte dei Ventotto.
Dalla loro, i diplomatici italiani
potranno ricordare, oltre ai
drammatici naufragi degli scorsi
mesi, anche il fatto che dall’inizio
dell’anno sono sbarcati in Italia
oltre 57mila migranti. La riunione
ministeriale di oggi verrà preceduta da un incontro a quattro tra il
ministro degli Interni Angelino
Alfano, il commissario all’immigrazione Dimitri Avramopoulos
e i ministri degli Interni di Francia
e Germania, Bernard Cazeneuve
e Thomas de Maizière.
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Nuovi sbarchi

ANSA

Oggi a Catania attesi 450 migranti
Non si interrompe il flusso di arrivi. Una nave con a bordo circa 450
migranti soccorsi nel Canale di Sicilia sta facendo rotta verso Catania. Lo
sbarco è previsto per oggi, alle 13. Si tratta di profughi di provenienza
diversa soccorsi in acque internazionali. Non è stato comunicato se a
bordo ci siano anche minori

I richiedenti asilo in Europa
Eu28

Sud Europa

2010

2011

2012

2013

2014

260.835
309.820
336.015
436.125
570.820
42.325
26.280
57.020
43.345
82.460

Fonte: Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR)

altri comuni «farà parte di un ragionamento» che farà ai vertici
dell’Anci e con la Conferenza delle Regioni il 17 giugno.
Il governatore del Veneto, Luca
Zaia,haribaditoche«ilVenetonon
riconosce l’accordo del 10 luglio
2014 per l’accoglienza di immigrati
nelle Regioni, non l’ha mai votato e

L’ASSEDIO NELLE CITTÀ

Si studiano misure per
alleggerire la situazione . A
Milano oggi la consegna del
Cara con 200 posti in più,
a Roma tendopoli per 150

il no è a verbale della Conferenza
dei presidenti delle Regioni». Critico anche il governatore della
Lombardia, Roberto Maroni: «Vedere queste persone sugli scogli di
Ventimiglia è una cosa che disonora l’Italia». Siamo, ha ribadito, «al
terzo posto tra le Regioni che hanno accolto i clandestini, per cui, se
vogliamo fare l’equa ripartizione,
prima che mandarli qui, nella terza
regione per accoglienza, si possono mandare nelle altre 17».
Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha proposto una soluzione di lungo periodo al dibattito sull’emergenza immigrazione:
«alta formazione come risposta ai

barconi degli immigrati», premessa «perché si creino le condizioni
di una maggiore prosperità e stabilità nei Paesi della sponda Sud del
Mediterraneo».
Intanto da Milano a Roma, fino
a Ventimiglia, si studiano misure
per alleggerire l’assedio dei migranti bloccati dal “tappo” alle
frontiere messo dai Paesi europei.
Oggi sarà consegnato il Cara alla
Cri di Milano con 200 posti in più e
verrà autorizzata l’estensione
della capacità di accoglienza del
Cie. «In questo modo - ha detto
Alfano - l’ordine sarà completamente ripristinato». Soluzione
d’emergenza anche a Roma, dove

accanto alla stazione Tiburtina
verrà allestita una tendopoli da
150 posti, con letti, cucine da campo e bagni chimici per accogliere i
migranti accampati.
Intanto a Ventimiglia continua
la protesta dei migranti contro il
blocco della polizia francese al valico di frontiera. «Per quanto mi
riguarda sugli scogli possono anche rimanerci anche sei mesi», ha
detto Matteo Salvini, leader della
Lega Nord, ai microfoni de La
Zanzara su Radio 24. La situazione di Ventimiglia «è il frutto di
una politica miope», ha detto il
presidente della Liguria, Giovanni Toti. «Sapevamo che sarebbe
finita così ed è la duplice dimostrazione della sottovalutazione
che questo governo ha fatto del
problema immigrazione».
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Capo Dipartimento immigrazione

«Permessi a tempo extrema ratio,
meglio una soluzione europea»
Marco Ludovico

pTitolare del dipartimento Li-

Pisapia: no a nuovi arrivi a Milano
hanno già fatto la loro parte, e continueranno a farla. La catena di solidarietà è stata straordinaria», ma
«più di così Milano non può fare».
Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, al termine di un incontro
con il ministro dell’Interno Angelino Alfano e con il prefetto Francesco Paolo Tronca, ha chiesto
«che non vengano inviati ulteriori
profughi in città». Per lui è «necessario ridistribuire le presenze nelle diverse Regioni, proporzionalmente agli abitanti e in base alla effettiva capacità di dare una prima
e dignitosa accoglienza». Per Alfano il tema dello smistamento in

Mario Morcone

ROMA

Migranti. Il sindaco chiede di ridistribuire le presenze nelle regioni in proporzione al numero degli abitanti

p«L’amministrazione e la città

INTERVISTA

I tempi
La presidenza lettone si aspetta che i ministri spingano
sui propri capi di Stato per chiudere entro la pausa estiva

bertà civili e immigrazione, Mario Morcone è il responsabile
dell’accoglienza immigrati: nel
suo bunker al Viminale è un via
vai continuo tra telefonate e incontri per pianificare l’ospitalità e
prima ancora assicurarsi che i
soccorsi in mare vadano a buon fine. Un prefetto che combatte con
i numeri, le urgenze a volte fulminee, gli umori della politica. Ieri,
per esempio, è stato a Venezia in
una riunione convocata dal governatore Luca Zaia con i prefetti
della regione e diversi sindaci.
Com’è andato l’incontro?
È stato utile, ognuno ha spiegato le sue posizioni. Nessuno vuole
creare problemi sociali con l’arrivo dei migranti.
Ma la resistenza del presidente della regione Veneto, insieme al collega della Lombardia Maroni, resta.
Per questo il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, incontrerà all’Anci il 17 giugno i vertici degli enti territoriali. Si può
arrivare a una composizione
dello scontro.
In che modo?
Faccio notare i numeri: ci sono oggi circa 90mila immigrati
in accoglienza in tutta Italia. È
come dire che possiamo distribuire circa dieci stranieri per
ognuno degli 8mila comuni del
nostro Paese. L’impatto è senza
dubbio sostenibile. Le cifre sono molto basse.
Ma la sensazione di conflitto senza soluzioni tra le decisioni del centro e quelle della
periferia resta anche oltre gli
schemi politici.
In realtà basta dialogare, superare incomprensioni ed equivoci. Nel nuovo piano nazionale
di accoglienza è prevista la nascita di un «hub», un centro di
prima accoglienza dopo lo sbarco, in ogni regione. Oggi (ieri per
chi legge, n.d.r.) abbiamo detto
alle autorità locali del Veneto:
fateci voi una proposta, secondo
le vostre esigenze.
A che punto è la novità annunciata di assegnare incentivi
ai Comuni che si fanno avanti
per l’ospitalità immigrati?
L’idea avanzata di deroghe al
patto di stabilità ha un costo e
dovrà essere valutata dal ministero dell’Economia. Per quanto riguarda l’Interno, ci sono tutte le condizioni per ridurre dal
20% al 5% la quota di compartecipazione finanziaria dei muni-

cipi allo Sprar (il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, n.d.r.).
Qual è la situazione aggiornata di sbarchi e capienza centri?
Stanno arrivando altre 2mila
persone in queste ore, stiamo ormai per raggiungere quota
60mila arrivi nel 2015. Nei centri
dell’Interno, più lo Sprar, ci sono
81mila stranieri; altri 8mila500
stranieri sono ospitati in strutture
via via individuate quest’anno.
Non si potrebbero utilizzare anche i Cie (centri di identificazione ed espulsione) or-

«Possibile l’accordo
con le Regioni: gestibili
90mila stranieri
su tutto il territorio»
I NUMERI

60mila

Arrivi nel 2015
Con gli ulteriori arrivi di
queste ore (duemila), il
responsabile del
dipartimento Libertà civili e
immigrazione Mario Morcone
(foto) prevede che la quota di
migranti in arrivo in Italia da
inizio anno toccherà quota
60mila

20%

Contributo dei Comuni
I Comuni partecipano con una
quota del 20% al
finanziamento dello Sprar
(Sistema di protezione per
richiedenti asilo e rifugiati).
Morcone, in questa intervista
al Sole 24 Ore, annuncia per
quanto riguarda il Viminale
«ci sono tutte le condizioni
per ridurre» il livello di
compartecipazione al 5
per cento

mai in disarmo?
Intanto lo abbiamo già fatto
con quelli di Milano e di Bologna.
Quest’ultimo, poi, diventerà
l’hub dell’Emilia Romagna.
Non basta, però. E intanto gli
assembramenti a Ventimiglia,
Roma e Milano sono crescenti.
Invito a guardare cosa accade a Calais, in Francia, di fronte
alla costa inglese. Lì ci sono numeri che fanno davvero impressione. Del resto è noto che
chi approda in Italia molto
spesso vuol andare nel Regno
Unito, in Svezia o Germania.
Ma Parigi e Berlino stanno facendo resistenza senza tanti
complimenti, visto quello che
accade alle loro frontiere.
Sono assolutamente convinto che dobbiamo e possiamo
convincere gli amici francesi e
tedeschi. Una scelta europea
oggi a favore dell’Italia può essere domani d’aiuto per gli Stati
che dovranno affrontare altri
flussi migratori. Incombono
sull’Europa, come quelli provenienti dai Balcani, con numeri
altrettanto imponenti.
Intanto si parla di permessi
umanitari per i nuovi arrivi, come quelli concessi durante la
primavera araba ai tunisini.
Sarebbe l’estrema ratio, ma occorre calcolare le conseguenze.
Allora giunsero circa 60mila immigrati. L’anno scorso, invece, ne
sono sbarcati 170mila, e quest’anno ne potrebbero giungere
200mila. Gli effetti di quel tipo di
permesso su numeri così alti come quelli attuali sono enormi.
Così come lo sono le conseguenze internazionali.
E stavolta non si lavora neanche con una dichiarazione di
stato di emergenza, come accadde nel 2011.
Ciò credo faccia onore al lavoro svolto sinora. Certo, la politica ha la parola finale sulle
scelte. Ma non ci sono dubbi sul
fatto che la soluzione migliore
nell’affrontare questo esodo
epocale sta in un accordo in Europa. Non si può eludere questa
strada e sarà battuta dal nostro
governo in ogni modo.
Un percorso che passa anche
dal ricorso ai rimpatri.
Se si definisce un piano europeo e l’Italia completa la lista degli accordi di riammissione. Oggi abbiamo quelli con l’Egitto, la
Tunisia, il Niger e il Marocco.
Ma occorre stipularli con il Senegal, il Gambia, la Costa d’Avorio e il Mali.
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Istat. Italia sempre più vecchia, con un saldo tra nascite e decessi (a favore dei secondi) che non si vedeva dalla Grande Guerra

Solo gli immigrati ci salvano dal «gap demografico»
Davide Colombo
ROMA

pIn un Paese che inesorabil-

mente invecchia e nel quale
continuano a diminuire le nascite solo i nuovi migranti in arrivo garantiscono la crescita zero (o quasi) della popolazione
residente. Lo conferma l’ultimo
bilancio demografico dell’Istat

relativo al 2014. Alla fine dell’anno scorso secondo l’Istituto di
statistica eravamo poco meno
di 61 milioni, per la precisione
60.795.612, in aumento rispetto
al 2013 di appena 12.944 unità
mentre il saldo è risultato addirittura negativo per la popolazione femminile (-4.082). In
questo contesto la variazione

reale, dovuta cioè alla dinamica
naturale (nascite e morti) e migratoria, registra - al netto delle
rettifiche dovute alle regolarizzazioni anagrafiche - un aumento di appena 2.075 unità, pari a
+0,003%. In pratica gli arrivi
dall’estero hanno compensato
appena il calo di popolazione
dovuto al saldo naturale. Quello

che i demografi definiscono “il
movimento naturale della popolazione”, cioè il saldo tra le
nascite e i decessi, ha fatto registrare nel 2014 un saldo negativo
di quasi 100mila unità, che segna un picco mai raggiunto nel
nostro Paese dal biennio 19171918, gli anni della Grande Guerra. Se infatti la mortalità resta

stabile, con una lieve diminuzione in valori assoluti (-2.380
decessi), continua la tendenza in atto ormai da anni - del calo
delle nascite: sono stati infatti
registrati quasi 12mila nati in
meno rispetto all’anno precedente. Anche i nati stranieri
continuano a diminuire (-2.638
rispetto al 2013), pur rappresentando il 14,9% del totale dei nati.
In questo quadro non meraviglia che l’età media della popolazione continui a salire: al 31 di-

cembre 2014 è pari a 44,4 anni, in
costante aumento dal 2011
(quando era di 43,8 anni). Con
tutte le conseguenze del caso
sui rapporti intergenerazionali
i cui squilibri continuano a crescere. A fine 2014 l’indice di dipendenza strutturale, ossia il
rapporto tra la popolazione in
età inattiva su quella attiva, è
stato pari al 55,1% contro il 53,5%
del 2011. Nello stesso periodo
l’indice di vecchiaia, vale a dire
il rapporto tra la popolazione

over 65 anni e quella con meno
di 15 anni, ha registrato un netto
incremento, passando dal
148,6% del 2011 al 157,7% del 2014.
Tornando agli stranieri, essi
sono aumentati nel 2014 di
92.352 unità (+1,9%), portando il
totale dei cittadini stranieri residenti a 5.014.437, pari all’8,2%
dei residenti totali. Provengono
da circa 200 Paesi diversi, ma
per oltre il 50% si tratta di cittadini di un Paese europeo. La cittadinanza più rappresentata è

quella rumena (22,6%) seguita
da quella albanese (9,8%). La
popolazione straniera risiede
prevalentemente al Nord e al
Centro, anche se nel 2014 il Sud
ha visto aumentare di quasi il
30% la sua quota di stranieri. Rispetto agli anni precedenti diminuisce il numero degli immigrati e aumenta il numero degli
emigrati: il saldo tra i due flussi
in entrata e in uscita è pari a
140mila unità circa.

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Martedì
16 Giugno 2015

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IL GIORNALE DELL’ECONOMIA REALE

t

INDUSTRIA / 1

INDUSTRIA / 2

Giorgio Costa u pagina 17

Silvia Pieraccini u pagina 17

Parma studia
maxi-aggregazione

Pisa penalizzata
dai ritardi della Pa

La questione industriale. Assolombarda punta sul mix di manifattura, ricerca e servizi per portare fino a 18 miliardi di valore aggiunto al territorio

Milano riparte ma cerca una visione globale
Si intravedono i primi segnali di crescita ma sono ancora insufficienti per fare da traino al Paese

Luca Orlando
MILANO

pRicavi in crescita, più fiducia,

ordini esteri al top. Dall’osservatorio di Assolombarda emergono indicazioni univoche: anche a
Milano il tempo comincia a volgere al bello e la ripresa inizia infine a manifestarsi. Piccoli segnali che si sommano a un contesto estero mediamente di favore.
Dove al momento le “luci” generate da euro e petrolio low-cost,
crescita Usa, azioni Bce e ripresa
dei consumi in Europa paiono
superare le “ombre” legate a Grecia, crisi russo-ucraina, tensioni
migratorie. Un contesto di favore che tuttavia non porterà a una
risalita adeguata del Pil milanese
e lombardo in assenza di una
strategia precisa e condivisa.
«O Milano riesce a scattare oltre il 2% di crescita - spiega il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca - oppure l’intero Paese non potrà uscire dalle secche». Per farlo occorre però una

visione, un progetto chiaro e
condiviso in grado di mobilitare
risorse pubbliche e private in
funzione di un punto di equilibrio più alto. «Milano è più ottimista - aggiunge Rocca - e ha molte energie, a cui però serve una visione globale». Il contesto, dopo
sette anni di crisi, pare ora favorevole. Con imprese anche numericamente in crescita, un saldo occupazionale positivo per
67mila unità nel primo trimestre,
aumento che coinvolge sia i contratti a tempo indeterminato che
gli interinali, un effetto-traino legato a Expo stimato in 5,5 miliardi
di valore aggiunto. Contesto di
favore da valorizzare però con
scelte mirate e la direzione di
marcia proposta è quella di puntare sull’integrazione “alta” delle
capacità del territorio riassunte
nell’acronimo anglosassone Steam, cioè scienza, tecnologia, engineering, arte e matematica.
«È il mix giusto per competere
con le aree più avanzate d’Europa - spiega Rocca - ma anche la
strategia più efficace in termini
di valore e occupazione». Nelle
stime di Assolombarda orientare lo sviluppo in questa direzione
con interventi e progetti concreti per start-up e nuova manifattura ma anche ricerca, design e moda, potrà portare alla città un
punto di Pil aggiuntivo all’anno,
fino a 18 miliardi in più di valore
aggiunto e 115mila occupati incrementali in dieci anni. Azioni
che tuttavia vanno non solo inca-

nalate ma anche incentivate attraverso un contesto più favorevole alle imprese, a partire da fisco e burocrazia, con l’attenzione che in generale andrebbe
spostata dal «fare le leggi all’adottare una politica pro-impresa». Dati e progetti presentati
ieri subito dopo l’assemblea straordinaria di Assolombarda che
ha varato all’unanimità la fusio-

CONFINDUSTRIA

Rocca: candidarmi
alla presidenza?
Corse lunghe sbagliate,
si rischia di fare
una falsa partenza
LA FUSIONE

5.700

Impreseassociate
L’assembleadiAssolombardaha
approvatoall’unanimitàla
fusioneconMonzaeBrianza,
integrazionegiàvarata
dall’associazionebrianzola

320mila

Addetticoinvolti
Lanuovarealtà,cheprenderàil
nomediAssolombarda
ConfindustriaMilanoMonzae
Brianza,coinvolgendo6mila
impresee320milaaddetti

ne con l’omologa associazione
confindustriale di Monza e
Brianza. Unione - ricorda il vicepresidente di Confindustria Carlo Pesenti «raggiunta attraverso
un confronto dialettico (unanimità a Milano, non altrettanto a
Monza, ndr) inevitabile nel caso
di scelte di rilevanza strategica»,
una testimonianza della capacità
del sistema confindustriale di sapersi rinnovare».
L’integrazione, da cui nascerà
Assolombarda Confindustria
Milano Monza e Brianza, darà vita a una realtà da oltre 5.700 imprese per 320mila addetti,
un’area in cui si concentra il
54% del valore aggiunto regionale e il 12% di quello italiano. «Un
fatto storico importante - chiarisce Rocca - e un’innovazione di
grande portata: saremo un sistema che indirizzerà lo sviluppo
dell’area metropolitana contribuendo meglio alla crescita della
Lombardia e dell’Italia». Milano,
Lombardia, Italia. Alla domanda
su una possibile candidatura alla
guida di Confindustria Rocca replica così: «Non ho risposte su
questo tema, trovo sbagliate queste lunghe corse, abbiamo un
presidente in carica, poi avremo
il comitato dei saggi che si occuperà di individuare i candidati disponibili. Capisco che vi sia un
desiderio sfrenato di fare il presidente di Confindustria ma poi a
partire troppo presto si rischia di
fare delle false partenze».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il quadro economico lombardo
Consuntivi fatturato 2014

49

44

42
26

23

% imprese
che indica
aumento

Aumento

METALMECCANICI

15%
33

39

31

37
53

La Fiom apre
a Fim e Uilm

Diminuzione

3%

Serviziou pagina 20

Non risponde

66
2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

Attività marittima

EXPORT

INFRASTRUTTURE

Valori assoluti in miliardi di euro
LOMBARDIA
200

BADEN-WURTTEMBERG

104

110

200

149

RHONE-ALPES

181

200

150

150

150

100

100

100

47

46

Mondo e mercati
ACCORDI COMMERCIALI
50

50

0
2010

2012

2014

Libero scambio
tra Cina e Corea

50

0
2008

0
2008

2010

2012

2014

2008

2010

2012

2014

auspicio, essendo stato proprio il
vapore l’innesco fondamentale
della prima rivoluzione industriale. Come molti acronimi, in parte
“legge”, in parte “auspica” la realtà.
E nel caso di Milano la sfida principale pare proprio quella di unire in
un percorso virtuoso i diversi ingredienti, senza dubbio presenti in
modo non episodico sul territorio.
La ricetta Assolombarda, che ag-

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lizzati però da dosi robuste di “intelligenza” e gusto. È un modo per
valorizzare l’estrema diversificazione produttiva e di competenze,
che tra Milano e aree limitrofe significa ad esempio farmaceutica e
chimica, macchine utensili e componentistica, mobili, moda e design, elettronica e green economy.
Una base di partenza solida, competitiva sui mercati globali, che già
oggi produce 100 miliardi all’anno

di export, il 40% dei ricavi delle
imprese, con una proiezione crescente sui mercati extra-Ue.
Una presenza oltreconfine che
si alimenta anche grazie alla rete
universitaria locale, unica in Italia
e con pochi paragoni anche altrove, capace di ospitare 13mila studenti stranieri all’interno di una
popolazione globale che sfiora i
200mila studenti, con aree di eccellenza in economia, ingegneria,

Rita Fatigusou pagina 22

Fonte: Assolombarda

Il percorso virtuoso tra manifattura e conoscenza
giunge alla già nota formula
“Stem” (scienza, tecnologia, engineering e matematica) anche l’arte, cioè la creatività, punta a valorizzare al massimo le competenze
già esistenti partendo da un assunto di fondo: se per l’Italia e per Milano esiste un futuro nel nuovo ordine economico mondiale questo
non è certamente nella sola manifattura o nei servizi ma piuttosto
nel connubio dei due mondi, ferti-

Ravenna rilancia
sulla ferrovia
Raoul de Forcadeu pagina 20

SU INTERNET

Progetto Steam. Il piano intende valorizzare il mix di competenze mettendo a sistema la rete di atenei con la produzione di beni e servizi ad alto valore aggiunto

pSteam. Che in effetti è di buon

Giovanna Manciniu pagina 18

Lavoro

Stabile

27

Il Fondo strategico
punta sull’export

Andrea Biondiu pagina 17

47%
35%

% imprese
che indica
diminuzione

ALIMENTARE

Forbici di Premana
rinate con l’online

Attese fatturato 2015

45

Industria

UTENSILI

I CONSUNTIVI E LE PREVISIONI DI FATTURATO DELLE IMPRESE MILANESI
44

ALL’INTERNO

medicina e scienze della vita.
E non a caso è proprio qui, a Milano, che si concentra il numero
maggiore di start-up innovative
(quasi 600, il 15% del totale), spesso create proprio attraverso spinoff degli atenei. Un patrimonio di
conoscenza ampio, senza dubbio
però da valorizzare meglio se nell’incontro tra domanda e offerta si
faticano ancora a colmare i gap in
alcune posizioni. Così come da af-

finare è senza dubbio il rapporto
tra università e impresa, perché se
in termini di produzione intellettuale la Lombardia non sfigura, è
nel passaggio al mercato, nella
“messa a terra” che si fa più fatica,
con un tasso di brevetti limitato ad
un terzo rispetto a quanto accade
nei “motori” tedeschi di Bayern o
Baden-Wurttemberg. La visione
che chiede Assolombarda è anzitutto un orientamento strategico,
il decidere prima dove andare per
poi valutare il come. Da decenni,
ad esempio, l’area della Bovisa, a
nord-ovest di Milano, attende un

progetto di recupero e per ora resta una gigantesca area dismessa,
paradossalmente proprio a ridosso del nuovo Politecnico. E il city
airport, Linate, pur in presenza
della spinta di Expo, è ancora malinconicamente privo di un collegamento con la metropolitana.
Per tentare di orientare e sostenere la vocazione della metropoli
il primo banco di prova è senza
dubbio il post-Expo. Area pregiata. Da utilizzare provando a pensare al futuro.
L.Or.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Trasporto aereo
IL RILANCIO DI MALPENSA

Cargolux Italia
inaugura i voli
per Zhengzhou

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12

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

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INVESTIRE IN ITALIA

Martedì 16 Giugno 2015
www.ilsole24ore.com

FOCUS

Le strutture istituzionali. Il riordino delle competenze
di Ice e Invitalia, i 10 Desk e la vetrina online upagina 13

L’associazione internazionale. Il ruolo delle agenzie
secondo il presidente della Waipa, Arda Ermu upagina 15

Sul territorio. La Regione Lombardia all’avanguardia
in Europa nell’apertura ai capitali stranieri upagina 14

Trend. Il flusso di Ide nel 2014 ha sfiorato i 22 miliardi e le operazioni sono state 291, di cui 101 per la creazione di nuovi stabilimenti

Si riaccende l’interesse dall’estero

In testa Ue e Nord America - Crescono le multinazionali con base in Cina, India e Russia
Marzio Bartoloni

pC’è un segno più che è già tor-

nato ad affacciarsi stabilmente
tra gli indicatori dell’economia
italiana ancora in cerca di una ripresa solida: è quello degli investimenti dall’estero che hanno
ricominciato a salire dopo che
nel 2012, l’anno dei fantasmi del
default, il flusso di Ide (gli investimenti diretti esteri) si erano
praticamente azzerati.
L’anno scorso, secondo le prime stime, il flusso di Ide ha raggiunto i 21,9 miliardi, risalendo
ancora da 17 del 2013 e dal fondo
dei 0,09 del 2012. Una piccola impennata che fa ben sperare sul
fatto che l’Italia stia tornando sui
radar degli investitori esteri anche perché delle 291 operazioni
di investimento, 101 non sono acquisizioni, ma progetti greenfield (creazione cioè di nuovi stabilimenti), quelli che danno un
maggior contributo alla crescita
come dimostrano gli oltre 12mila
nuovi posti di lavoro creati. Un
cambio di passo, questo, che assegna all’Italia la migliore performance per la crescita annua
di investimenti tra i Paesi europei con un +31% di aumento di
progetti greenfield rispetto al
2013. «Non possiamo certo parlare di boom, dato che il loro numero rimane modesto: l’Italia
per valori assoluti figura solo decima tra i Paesi europei nel 2014.
Ma almeno siamo usciti dalla
sacca di completa mancanza di
attrattività nella quale eravamo
precipitati negli anni precedenti», avverte Marco Mutinelli, docente all’Università di Brescia ed
esperto dei processi di internazionalizzazione. Che conferma
questi «importanti segnali di
una ripresa di fiducia degli investitori internazionali nei confronti dell’Italia» che continueranno a rafforzarsi quest’anno,
come dimostra la recente graduatoria di A.T. Kearney dei Paesi più attrattivi al mondo per i
capitali esteri che nel 2015 fa salire l’Italia al dodicesimo posto dal
ventesimo dell’anno scorso.
A favorire questo rinnovato
clima di fiducia sono state innanzitutto le misure di politica monetaria della Bce - il famigerato
Qe - volute da Mario Draghi. Ma

INTERVISTA

anche il rinnovato vento delle riforme (da quella sul lavoro che
ormai ha preso forma a quella attesa del fisco) che ha ricominciato a soffiare in Italia. E che non
deve interrompersi, perché come ricorda il recente rapporto
«Italia multinazionale» dell’Ice,
l’Agenzia per l’internazionalizzazione guidata da Riccardo
Monti, il gap da recuperare è ancora grande. Il nostro rapporto
tra stock di investimenti esteri e
Pil (19,5% nel 2013) è meno della
metà dell’Ue (49,4%). Con Il Sud
e in parte il Centro Italia praticamente esclusi dai processi di internazionalizzazione, visto che
la Lombardia da sola attrae quasi
metà degli investitori. Addirittura l’anno scorso il 75% degli investimenti si è fermato in questa
Regione. Secondo stime del Governo sarebbero almeno 20 i miliardi aggiuntivi che potremmo
attrarre se il nostro Paese raggiungesse i livelli di attrazione di
Francia e Spagna.
Ma qual è l’identikit degli in-

L’EVENTO
Alla XX edizione
 Si svolge a Milano oggi la
ventesima Conferenza Waipa
sugli investimenti internazionali
(Fdi) presso l’auditorium Testori
del Palazzo Lombardia, piazza
Città di Lombardia 1
 All’incontro annuale
partecipano le Agenzie per la
promozione degli investimenti di
numerosi Paesi, rappresentanti
di istituzioni pubbliche e di
settori privati, esponenti del
mondo accademico ed esperti
delle politiche riguardanti gli
investimenti diretti
internazionali
I temi
 Le sessioni odierne si
concentreranno su tre filoni:
l’importanza dell’attrazione
investimenti internazionali; il
ruolo dei Fdi per l’incremento
della produttività e della qualità
del capitale umano; il ruolo dei
Fdi nel tema base di Expo 2015
«Nutrire il pianeta, energia per la
vita»

Michael Spence

vestitori in Italia? Il rapporto dell’Ice censisce in tutto 9.367 imprese italiane a partecipazione
estera a fine 2013 (salite nel 2014
secondo gli ultim dati a 9.464)
che occupano 915.906 dipendenti, con un giro d’affari di 497,6 miliardi. Gli Ide in Italia premiano
in misura maggiore rispetto al
dato europeo la componente industriale: quasi un terzo degli investimenti guarda infatti alla nostra manifattura. Un fronte, questo, che l’anno scorso, ha visto
importanti acquisizioni di imprese manifatturiere: da Indesit
(Whirlpool, Usa) a Forall Confezioni (Mayhoola, Qatar), da C.F.
Gomma (Drt, Corea del Sud) a
Lediberg (Iris Capital, Francia)
fino a Rottapharm (Meda, Svezia), Poltrona Frau (Haworth,
USA) e Pirelli Steelcord (Bekaert, Belgio). Ci sono poi le partecipazioni di minoranza della russa Rosneft in Pirelli (prima dell’accordo, siglato nel 2015, che
porterà l’impresa milanese sotto
il controllo di ChemChina) e della cinese Shanghai Electric in
Ansaldo Energia. «Il crescente
interesse della Cina verso le nostre imprese - spiega Mutinelli
che è anche curatore della banca
dati Reprint che censisce queste
partecipazioni - è testimoniato
anche dall’investimento da oltre 2 miliardi della cinese State
Grid per il 35% di Cdp Reti e dalle
quote acquisite dalla People’s
Bank of China e dal fondo sovrano China Investment Corporation nelle principali imprese
quotate, come Eni, Enel, Generali, Fca, Telecom Italia, Prysmian e Mediobanca».
Un trend recente, questo, che
compare già nel report dell’Ice
quando fotografa le origini geografiche degli Ide: a fronte di una
riduzione della consistenza delle partecipazioni da Nord America ed Europa, che rimangono di
gran lunga i maggiori investitori
(l’85% delle imprese), il fenomeno da rimarcare è la forte crescita
delle partecipazioni delle emerging multinationals con base in
Cina, India, Russia e altri Paesi
asiatici. Investitori, questi, cresciuti del 255% dal 2000, contro il
+17,5% di Usa e Ue.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La fotografia
IL TREND
Flussi di investimenti diretti (Ide) in Italia - in miliardi
2009

2010

2011

2012

2013

2014

20

9

34

0

17

21,9

DALL’ESTERO
Le imprese estere che investono in Italia

3.378

Nord America

976

Asia
di cui:
Germania: 1.100
Francia: 492
Svizzera: 365
Regno Unito: 332
Spagna: 208

Oceania
America latina
Africa

A

ttrarre investimenti
dei privati, gli investimenti dall’estero, è
difficile per l’Italia e
per tutti perché viviamo in un
contesto deflazionistico, manca
la domanda aggregata e la capacità produttiva supera la domanda. Ne è convinto il premio
Nobel Michael Spence: «Se prima al picco della crisi dell’euro il
problema numero uno sembrava essere quello del debito pubblico, ora è la bassa crescita il vero problema» ammonisce e subito aggiunge: «Ma la soluzione
c’è: bisogna rilanciare la spesa
pubblica sugli investimenti, anche in Italia. È la maniera migliore per dare quello stimolo di breve termine che aumenta la prospettiva di rendimenti e di profitti più elevati e quindi attrae i
capitali e stimola gli investimenti dei privati».
L’Italia ha la cinghia stretta
sulla spesa pubblica, colpa del
debito pubblico. Il governo
Renzi sta spingendo sulle riforme. Basterà?
Con un vigoroso processo di

23,4

Ue-27

63,3

Mondo

49,4

34,3

Francia

Italia

Spagna

Europa

39,5

19,5

52,7

36,4

Commercio all'ingrosso

33,0
Industria manifatturiera

514

Altri servizi professionali

132

Energia elettrica gas e acqua

31
26

29,0
15,0
8,2

Servizi Ict

5,8
Logistico e trasporti

5,4

22

I SETTORI INTERESSATI
Le partecipazioni estere in Italia per settore - dati 2013
Imprese
Fatturato
Grado % di
partecipate Dipendenti (milioni di euro) internalizzazione **

34

1.914

1.249

6,3

2.723

484.784

211.484

14,7

Energia elettrica, gas e acqua

767

13.422

41.825

11,9

Costruzioni

298

11.572

3.895

1,2

3.060

117.945

134.796

12,3

Logistica e trasporti

609

64.563

22.640

6,9

Servizi Ict

539

128.665

47.090

34,4

Altri servizi professionali

1.437

93.041

34.582

17,2

Totale

9.367

915.906

497.561

128,0

Industria estrattiva
Industria manifatturiera

Commercio all'ingrosso

Note: * Stime - * * Rapporto tra dipendenti delle imprese a partecipazione estera e dipendenti di tutte le imprese italiane
Fonte: Rapporto Italia Multinazionale 2015

Nobel 2001 per l’economia

«Lo Stato rilanci gli investimenti»
di Isabella Bufacchi

Germania Regno Unito

IN ITALIA
Le imprese italiane partecipate - Dati in %

Eu occidentale

Eu Centro orientale

IL RAPPORTO CON IL PIL
Stock di investimenti diretti (Ide) in entrata - % sul Pil

riforme fatte dove servono, con
la dovuta cautela non è da escludersi che in un arco temporale di
3-5 anni l’Italia possa tornare a
crescere meglio di quanto non
abbia fatto negli ultimi cinque
anni, e come l’Italia direi l’Europa e l’economia globale.
Ma le riforme sono un processo lento, e intanto la nostra
crescita è gracile, come si può
competere con i tassi di crescita della Cina?
I paesi in via di sviluppo crescono di più perché si stanno allineando agli altri importando la
tecnologia che non hanno. È una
“catch up growth”. Le economie
avanzate non crescono a quei livelli e non stanno in competizione con i Paesi in via di sviluppo
ma tra di loro. Gli investimenti,
esteri e interni, arrivano in un
Paese se ci sono opportunità e
queste si creano con la flessibilità che è il primo obiettivo delle
riforme strutturali, con le risorse umane con alto livello di professionalità, con gli investimenti
del settore pubblico nell’istruzione e la ricerca, le infrastrutture e la qualità dell’assetto delle
regole e dei controlli. In Italia

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l’istruzione è buona, è uno dei
punti di forza di questo Paese,
ma lo Stato deve investire di più
nelle università e nella ricerca ai
massimi livelli.
Come stare al passo con i
tempi quando la tecnologia
corre e le risorse sono scarse?
Ho vissuto molti anni nella Silicon Valley e ho visto che si impiegano molti anni per investire
e poi costruire le infrastrutture,
farle funzionare e coglierne i
frutti. Non si possono fare tutte
le riforme e gli investimenti insieme. Ma l’Italia ha fatto bene a
iniziare con la riforma del mercato del lavoro, con alcune liberalizzazioni, ha fatto bene a mettere mano al sistema pensionistico per assicurare la tenuta dei
conti pubblici. Ma qui in Italia c’è
talento: dovete rimuovere gli
ostacoli alla concorrenza e agli
investimenti. L’innovazione è
un “global game”: non serve generare tutta l’innovazione necessaria per far crescere l’economia, basta essere una parte vibrante dei grandi giochi.
Si torna però alle risorse necessarie per costruire le infrastrutture, per R&S: il proble-

IMAGOECONOMICA

Michael Spence. Nobel 2001 per
l’economia

ma del debito pubblico resta e
il credito all’economia bancario scarseggia. Il develeraging è in atto.
Togliere la leva quando non
c’è crescita non è una buona idea.
Ma è quello che sta succedendo.
L’Italia deve riuscire ad afferma-

re meglio un suo altro punto di
forza, che è il basso livello del debito dei privati. Qui in Italia si
mette equity, capitale, quando si
acquista la casa mentre negli
Usa ci si indebita. Nei Paesi dove
è scoppiata la bolla immobiliare,
come in Spagna Usa e Regno
Unito, il deleveraging delle famiglie serve perché il settore
privato era troppo indebitato.
Ma l’Italia ha avuto un problema diverso, nel caso italiano il
debito privato è basso e questa è
una forza del sistema: nella crisi
del debito sovrano gli alti rendimenti hanno spostato l’equilibrio e reso l’alto debito pubblico
insostenibile. Poi però è intervenuta la Bce, con le OMTs e lo
spread è calato. Ma per risolvere
definitivamente il problema del
debito pubblico la soluzione sta
in una crescita nominale sostenuta dalla Bce che tiene i tassi
bassi. E serve un po’ di inflazione. In quanto al credito, l’Italia
deve risolvere il problema delle
banche ricapitalizzandole: meglio con uno sforzo congiunto
degli Stati dell’Eurozona.
Proprio l’euro e l’eurozona a
volte vengono additati non come la soluzione ma come causa
del problema. Lei cosa pensa?
L’Italia sta meglio dentro o
fuori dall’euro?
L’Italia, ma se per questo anche la Spagna e tutti gli altri Stati,

a eccezione della Grecia che è un
caso a parte, stanno meglio nell’Eurozona anche con tutti i suoi
limiti e le sue imperfezioni. Dovete integrarvi di più. In questo
momento avete un’opportunità
da cogliere al volo: è tornata la
crescita, grazie alle riforme
strutturali già fatte, il calo del
prezzo del petrolio e la svalutazione dell’euro. Quando l’euro è
stato creato, nei Paesi al sud dell’Europa il costo del lavoro per
unità di prodotto è salito rispetto
ai Paesi del Nord Europa e per risolvere questo disallineamento
serviva una svalutazione, ma
non si può svalutare dentro l’Eurozona. E una riconvergenza dei
costi del lavoro per unità tramite
la produttività richiede tempo.
Ma proprio per questo, serve
la spesa pubblica per intervenire sulla domanda aggregata. Un
avanzo primario molto elevato,
che possa coprire la spesa per
interessi, la spesa corrente, e ripagare il debito pubblico, riduce la domanda in un contesto in
cui la domanda è già scarsa. E
questo uccide la crescita, e annulla gli effetti dell’austerità.
Per questo, insisto: spetta allo
Stato intervenire in un contesto
deflazionistico come quello attuale, l’allentamento delle politiche monetarie delle banche
centrali da solo non basta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

INTERVENTO

Le carte giuste
per richiamare
nuovi capitali
di Carlo Calenda

L’

Italia è tornata al centro delle strategie
d’investimento degli
operatori internazionali.
Quest’anno il nostro Paese
occupa la dodicesima posizione nell’Fdi Confidence Index (nel 2014 la classifica ci
vedeva ventesimi). Oltre che
in quantità, i flussi di investimenti stanno assumendo anche una differente dimensione qualitativa. È tornata infatti a crescere la tipologia di investimenti dall’estero, il
cosiddetto green field, cioè
quelli in grado di generare occupazione e produzione aggiuntiva: nel 2014 l’Italia ha registrato il più alto tasso di crescita di questo tipo di progetti
in Europa (+31%).
Per questo suona come un
riconoscimento dei progressi
compiuti dal Paese la decisione di Waipa di tenere in Italia
la XX World Investment
Conference, un evento che
riunisce le agenzie di tutto il
mondo per la promozione degli investimenti, istituzioni finanziarie pubbliche e private
e studiosi del settore. È anche
la testimonianza di quanta attenzione oggi il mondo della
finanza e gli organismi internazionali riservino all’Italia,
nella convinzione che il Governo abbia assunto un impegno chiaro e di lungo periodo
nel riformare le istituzioni
politiche ed economiche.
Nel piano delle riforme è
assolutamente centrale proprio quel complesso di iniziative volte a creare un ambiente più adatto allo sviluppo imprenditoriale e ad attrarre capitali dall’estero. Per questo il
Governo ha scelto di operare
su più livelli: da un lato migliorare l’attrattività complessiva del Paese, agendo sul
quadro regolatorio, dall’altro
intervenire sulla governance
stessa dell’azione pubblica. Il
primo livello di intervento ha
sviluppato il programma Destinazione Italia, avviato dal
precedente Governo, che ha
dato vita a numerose iniziative, molte delle quali hanno richiesto un attento e complesso lavoro di collaborazione e
integrazione tra uffici di amministrazioni diverse. Oggi il
65% di quel piano è attuato,
ma l’elenco delle azioni continua ad alimentarsi in base alle
esigenze che nascono via via
nel mondo dell’impresa e delle professioni. E su alcuni temi possiamo fare di più.
Penso alla questione del ruling, dove sono certamente
possibili ulteriori innovazioni per instaurare una più
stretta collaborazione tra fisco e investitori e offrire maggiore certezza a quelli esteri
sul trattamento fiscale nel
lungo periodo. Per ciò che riguarda la governance, l’obiettivo principale non può che
essere quello di eliminare sovrapposizioni tra Enti e Amministrazioni e sfruttare la
complementarietà tra soggetti diversi. Abbiamo quindi
affermato il ruolo dell’Agenzia Ice quale interfaccia unica
per l’intero ciclo di promozione delle opportunità presso
gli investitori e di assistenza
pre e post investimento.
È però sul piano delle azioni
pratiche che dobbiamo dare
risposte alla comunità imprenditoriale e finanziaria
globale. Perché il successo dipende da quanto siamo in grado di comprendere gli obiettivi dei nostri interlocutori e da

quanto siamo efficaci nel rispondere alle loro esigenze.
Già da settembre scorso
abbiamo creato un gruppo di
lavoro per assistere gli investitori esteri e da allora abbiamo trattato una ventina
di progetti in settori che vanno dall’aerospazio alle energie rinnovabili, fino a toccare settori più maturi. Se tutti i
progetti andassero in porto
significherebbe portare in
Italia investimenti esteri per
quattro miliardi e mezzo di
euro e creare centinaia di posti di lavoro.
Da settembre abbiamo preso in carico la totalità dei temi
che gli investitori ci sottopongono sempre più spesso, e circa il 60% delle questioni sono
state risolte attraverso un
contatto continuo con altri
ministeri, con gli enti territoriali e altre agenzie pubbliche.
La Guida agli investimenti

QUADRO PIÙ CERTO

L’impegno riformatore
di lungo periodo
assunto dal Governo
convince finanza
ed enti internazionali
RISPOSTE CONCRETE

Il gruppo di lavoro
creato per assistere
gli investitori esteri
ha esaminato progetti
per 4,5 miliardi
che presentiamo alla Conferenza Waipa si inserisce a pieno titolo in questo quadro di
assistenza strutturata e continuativa. Non meno importante sarà il lavoro che ci accingiamo a compiere all’estero. A luglio attiveremo a New
York un desk per l’attrazione
investimenti, cui seguiranno
altri uffici a Londra e Singapore. Nei prossimi mesi contiamo di rendere operative analoghe strutture in una decina
tra le piazze finanziarie più
importanti del mondo, con
personale competente ed
esperto. Sarà una rete utile
per organizzare il Roadshow
con cui presenteremo le opportunità di investimento che
stiamo censendo sul territorio, a partire dagli asset pubblici, per i quali stiamo predisponendo, insieme a ministero dell’Economia e delle Finanze, Demanio e Cassa
Depositi e Prestiti, una base
informativa integrata con oltre mille immobili disponibili
per la vendita o da valorizzare
con altre forme diverse dall’alienazione. Queste ed altre
opportunità d’investimento
troveranno un loro canale di
comunicazione al pubblico
attraverso portali specifici,
ispirati alle migliori pratiche
internazionali.
Proprio oggi avrò il piacere di intervenire all’inaugurazione di un avanzatissimo
data center alle porte di Milano, un investimento di ben 50
milioni di euro che arricchirà
la città e il Paese di un’infrastruttura innovativa. Chi investe, un’impresa “straniera” presente in Italia da quasi
un secolo, crede evidentemente che qui ci siano tutte le
condizioni per continuare a
crescere. Come Governo e
Amministrazione abbiamo il
dovere di non deludere queste aspettative.
Vice ministro dello Sviluppo Economico
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14 Investire in Italia

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 giugno 2015 - N. 164

Governance. L’atto di indirizzo in arrivo dal Mise affiderà all’Agenzia il «front end» e a Invitalia il supporto con incentivi

INTERVENTO

Il budget salirà a 5 milioni, cifra paragonabile a quella dei principali competitor

Lombardia
aperta al business
e all’innovazione

L’Ice è il regista dell’attrazione
Carmine Fotina

pSe c’è una pagina da ar-

chiviare nel rapporto dell’Italia con gli investitori
esteri è la frammentazione,
talvolta la confusione di
competenze. Si lavora per
mettere definitivamente un
punto sulla questione, con
uno sforzo di chiarezza atteso ormai da tempo. Il decreto
sblocca Italia, nel definire il
Piano straordinario per il
made in Italy, ha assegnato le
competenze in materia di attrazione per gli investimenti
esteri all’Ice (già titolare della promozione del commercio estero) ma, formalmente,
le medesime competenze
non sono state sottratte all’Agenzia Invitalia (ex Sviluppo Italia). Per questo motivo, con l’obiettivo di superare l’impasse, è alla firma
del viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda
un atto di indirizzo che definirà i ruoli in campo: all’Ice
andrà tutto il cosiddetto
“front end” e la gestione del
portafoglio di offerta, mentre Invitalia proseguirà
l’azione di supporto agli investitori in materia di incentivazione (ad esempio attraverso i contratti di sviluppo).
A valle di questo atto di indirizzo, dovrebbe essere firmata una convenzione onerosa tra Ice e Invitalia allo
scopo di unire le rispettive
competenze in termini di organici. Le 12 unità del personale Invitalia che si occupano di attrazione investimenti esteri dovrebbero passare
funzionalmente all’Ice, in
un progetto di unificazione
degli uffici. L’accordo con
Invitalia finora non è stato
semplice, ma all’Ice confidano in una soluzione in
tempi molto brevi.
«L’appuntamento Waipa osserva Riccardo Monti,
presidente dell’Ice - è un’occasione anche per testare la
nuova attività in un grande
contesto internazionale.
L’assegnazione a Milano dell’evento è stata fortemente
voluta anche in questo senso,

all’interno di un progetto che
vuole rimettere l’Italia al
centro di grandi flussi di investimento internazionali
consolidando il recente recupero in atto».
Il lavoro è duplice. Aiutare
chi ha già scelto di investire
in Italia a restare con profitto
e attrarre chi deve scegliere il
Paese di destinazione. Per il
primo compito il decreto
sblocca Itala ha istituito un
Comitato presieduto dal viceministro Calenda e composto da un rappresentante
del ministero dell’Economia,
uno degli Affari esteri, uno
della Pa e uno della Conferenza Stato-Regioni. Dallo
scorso settembre il Comitato
ha iniziato a lavorare per

TRA GLI STRUMENTI

Dieci desk in primarie piazze
finanziarie e commerciali
e una vetrina online
per mettere sul mercato
i grandi immobili pubblici
sbloccare o facilitare investimenti rallentati dalle competenze concorrenti Stato-Regioni o da vincoli ambientali
e autorizzativi di vario tipo.
Circa il 60% delle problematiche esaminate ha già avuto
un esito positivo.
L’attrazione di nuovi investitori sarà invece demandata all’attività sul territorio
dell’Ice e ai desk internazionali. Nell’ambito della riforma dell’Agenzia Ice approvata dal cda e coordinata dal direttore generale Roberto
Luongo è prevista la trasformazione dell’attuale ufficio
per l’attrazione degli investimenti esteri in uno specifico
dipartimento, che avrà un coordinatore e tre dirigenti responsabili rispettivamente
di promozione, offerta e supporto operativo.
Per la prima volta - sottolinea Monti - il budget per questo tipo di attività avrà uno
spessore paragonabile a
quello dei principali compe-

titor: 5 milioni per il 2015, a
fronte di circa 400mila euro
che fino allo scorso anno dovevano dividersi Ice e Invitalia. Il budget servirà anche a
finanziare l’attività dei 10 Desk per l’attrazione degli investimenti esteri previsti in
piazze finanziarie e commerciali primarie: si partirà a luglio con New York, per poi
passare a Londra, Dubai,
Istanbul, Singapore, Mosca,
San Paolo, Tokyo, Shanghai,
Hong Kong affidando le sedi
a profili scelti tra candidati
che hanno lavorato in banche
d’affari o istituzioni internazionali. A queste 10 antenne,
insieme agli uffici esteri dell’Ice e alle ambasciate, andrà
il compito di intercettare le
intenzioni di investimento
più promettenti. Contemporaneamente Palazzo Chigi,
con il consigliere economico
Marco Simoni, ministero dello Sviluppo e Ice stanno conducendo incontri personalizzati con fondi sovrani per
la presentazione dell’offerta: pochi giorni fa si è tenuta
la terza riunione, con oggetto
le opportunità nel real estate,
con il fondo sovrano di Abu
Dhabi «Adia». Andrea Napoletano, direttore dell’ufficio
investimenti esteri, anticipa
l’intenzione di «creare una
vetrina online dedicata agli
immobili pubblici, di taglia
non inferiore a 15 milioni e
che hanno le caratteristiche
adeguate, anche in termini
autorizzativi, per essere
messi rapidamente sul mercato. Un lavoro che ci vede
impegnati insieme a Palazzo
Chigi, al Mef, al Demanio e alla Cassa depositi e prestiti».
E di sinergie si parla anche
in rapporto alle Regioni.
«Abbiamo avviato progetti
pilota con Toscana e Lombardia - aggiunge Napoletano - per condividere i sistemi
informatici e le informazioni
su autorizzazioni ed eventuali ostacoli all’investimento. E sempre in modo integrato gestiremo con loro il data
base dell’offerta».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lo scenario globale
L’EUROPA
Quota dell’Europa occidentale sul mondo per i progetti di investimento (*) - Anni 2008-2013. In %
Numero di progetti

Investimenti (milioni di euro)

2008

2009

di Roberto Maroni

Posti di lavoro creati

2010

2011

2012

2013

30
25
20
15
10
5
0

* Progetti greenfield e di espansione, ad esclusione dei progetti riguardanti attività estrattive, di retail e immobiliari

IL NUMERO PER DESTINAZIONE
I progetti di investimento diretto estero green field e di espansione, per area di destinazione - Anni 2003-2013
2003 2004 2005 2006

2007

2008 2009 2010

2011

2012

Europa
1.994 2.451 2.751 3.196 3.605 4.526 3.846 3.734 3.826 3.601
occidentale
Altri Paesi
1.689 1.824 2.293 2.664 2.355 2.716 1.850 2.235 2.079 1.744
europei
Nord America
847 839
821 972 1.113 1.302 1.578 1.849 2.034 1.873
America latina
795
811 588 648
885 1.228 1.265 1.248 1.511 1.280
Medio Oriente
374 362 469 686 562 1.036 933 836 954
826
Asia e Pacifico 3.462 3.850 3.436 4.187 4.046 5.523 4.538 4.582 4.888 4.268
Africa
337 276 456 470 409
878 747 677 870
777
9.498 10.413 10.814 12.823 12.975 17.209 14.757 15.161 16.162 14.369
Totale

2013

3.556
1.658
1.881
1.509
763
3.826
764
13.957

TREND E COMPOSIZIONE
Dinamica dei progetti di investimento in Europa occidentale, per paese di destinazione e funzione, 2004-2008
e 2009-2014. Incidenze % totale
Supporto
Produzione
Logistica
Marketing
R&S
tecnico
Totale
2004- 2009- 2004- 2009- 2004- 2009- 2004- 2009- 2004- 2009- 2004- 20092008 2014 2008 2014 2008 2014 2008 2014 2008 2014 2008 2014
Regno Unito
Germania
Francia
Spagna
Paesi Bassi
Irlanda
Italia
Svizzera
Belgio
Finlandia
Altri Paesi

14,8
15,3
24,7
13
3,7
3,3
4,4
1,7
6,6
1,4
11,1

24,4
23
14,3
12,1
3,5
4,1
3,4
1,3
4,1
1,3
8,5

17,8
13,9
17,7
12,1
8,9
1,4
4,7
2,1
10
0,5
10,9

26,1
18,7
9,6
13,1
8,5
1,5
3,9
1,7
6,9
1,5
8,5

23,3
19,1
16,7
8
4,7
2,2
5,6
3,8
3,5
1,2
11,9

24,8 24,6 30,7
28,9 12,6 18,2
9 14,8 8,8
7,6 10,6 9,3
5
3,3 2,9
2,6 9,6 12,1
4,1 5,4 3,2
3,5
2,7
1,8
2
4,1 3,6
3,1 0,6
2
9,4 11,7 7,4

32 40,4
8,9 13,4
14,2 4,6
10,5
10
3,7
2,1
13,6 21,6
1,6 0,9
1,8 0,6
4,7
1,8
0,5 0,6
8,5
4

22,7 27,3
15,8 22,6
16,7
9,1
10
9
4,7 5,2
3,8 5,2
4,9 3,9
3,9 3,5
4,8
3,1
1 2,2
11,7 8,99

Fonte: Rapporto Italia Multinazionale 2015

Informatica. A Cornaredo nel Milanese la nuova struttura di server per il cloud

Datacenter Ibm da 50 milioni
pPatria del manifatturiero

più tradizionale ma anche
terreno fertile per iniziative
con la targa della «digital
economy». L’Italia prova a
diversificare gli investimenti
in entrata e l’operazione da 50
milioni di dollari che Ibm avvia oggi sembra andare in
questa direzione.
Ibm inaugura alle porte di
Milano, a Cornaredo-Settimo, un nuovo cloud data center che entra a far parte della
rete globale in progettazione
da parte della multinazionale
americana. La struttura milanese infatti si aggiunge a
quelle europee di Londra, Parigi, Francoforte e Amesterdam nell’ambito di un
network che entro l’anno
conterà 46 centri gemelli, per
un investimento complessivo di 1,2 miliardi di dollari.

INTERVISTA

Il data center viene inaugurato alla presenza del viceministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda, del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e del
presidente di Assolombarda
Gianfelice Rocca nell’ambito
dell’edizione 2015 di “BusinessConnect”, evento dedicato da Ibm alla trasformazione digitale. «Si tratta di un
investimento finanziario e
tecnologico di una multinazionale che ha fiducia nelle
potenzialità del Paese - osserva Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia -. Credo che
sia anche un segnale forte rispetto all’importante percorso di riforme avviato dal Governo che sta intervenendo
in diversi ambiti strategici
per rilanciare la competitivi-

Sandro De Poli

tà». Da un punto di vista più
industriale, aggiunge Ciniero, «l’operazione risponde a
una logica precisa, ovvero favorire l’aggregazione sul territorio italiano di un ecosistema più organizzato di servizi
per l’innovazione».
L’investimento di Cornaredo va collegato al centro di
competenza per il cloud
computing che Ibm ha avviato a Roma. Nel complesso
Ibm, la cui presenza in Italia
si può far risalire al 1927, ha
tredici sedi, la principale a
Segrate, e dopo la ristrutturazione degli anni scorsi conta
circa 6mila dipendenti. A Roma, dal 1978, opera con 500 ricercatori un laboratorio software in collegamento con i
centri di ricerca di YorkTown Heights e Haifa.
Entrando nei dettagli del

nuovo sito, la capienza è di
11mila server, con una potenza di 2,8 megawatt.
«Il data center - spiega
Maurizio Ragusa, cloud director di Ibm - è basato su infrastruttura SoftLayer e si rivolge ad aziende pubbliche e
private consentendo loro di
preservare gli investimenti
pregressi, ma in modo integrato con quanto ormai nasce sul cloud». Sembrano
lontani gli anni in cui i servizi cloud venivano etichettati
come comparto di nicchia. Il
mercato italiano del cloud,
secondo un’indagine del Politecnico di Milano, nel 2014
ha registrato una crescita
del 31% rispetto all’anno precedente con una spesa totale
di 1,18 miliardi.
C.Fo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ibm a Cornaredo. Il cloud data center ha una capienza di 11mila server

buon posto
per investire». Ne è convinto
Sandro De Poli, presidente e ad
di General Electric Italia che
solo l’anno scorso ha investito
400 milioni di euro in ricerca e
sviluppo e in miglioramenti
tecnologici dei suoi stabilimenti italiani e nei prossimi 5
anni ne investirà 1 miliardo in
Avio Aero, il nuovo braccio
operativo acquisito nell’agosto
2013 per crescere ancora di più
nell’industria dell’aviazione e
della marina civile e militare.
Che l’Italia sia finita ancora di
più nei radar della multinazionale americana - presente in
100 Paesi con oltre 300mila dipendenti - lo dimostra il fatto

Presidente della Regione Lombardia
© RIPRODUZIONE RISERVATA

General Electric Italia

Professionalità competitive e avvio delle riforme
p«L’Italia?Un

L

a Lombardia è la prima regione in Italia per investimenti esteri e fra le prime
dieci a livello europeo. Qui contiamo 5.600 imprese partecipate da
multinazionali estere, di cui oltre
4.500 nel settore del commercio,
industriaeservizi,chedannolavoro a 560mila dipendenti per un giro d’affari che sfiora i 255 miliardi.
Questo significa che oltre il 45% di
tutte le aziende italiane inserite in
gruppi internazionali ha sede in
Lombardia,cheèingradodiattirare un nuovo investitore estero
ogni due settimane e che nel 2014 è
statadefinitalaregionesucuipuntare da Fdi Markets del Financial
Times. In particolare, negli ultimi
due anni il numero degli investimenti dall’estero è sempre cresciuto. Nel 2013 sono stati complessivamente 47, il 12% in più rispetto al 2012 e in controtendenza
con il -6% italiano. Nel 2014 il 75%
dei nuovi investimenti fatti in Italiahannoavutocomesededidestinazione proprio la Lombardia. Interessante anche il dato che vede
crescerenegliultimi10annilapercentuale di investimenti da parte
di Paesi come Cina, India, Russia,
Brasile e Sudafrica: dallo 0,4 al
9,3% del totale, segno di un mercatodellavorocapacediintercettare
lenuoveforzeattiveincampoeconomico a livello globale.
Il mio obiettivo perciò, come
governatore della regione che
rappresenta oltre il 20% del Pil nazionale, è promuovere ulteriormente la Lombardia come terra di
innovazioneediinvestimento,soprattutto in un momento così importante come quello che stiamo
vivendo: Expo Milano 2015, che
rappresenta una straordinaria vetrina e un’opportunità unica di
crescitanonsoloperlaLombardia
e l’Italia, ma anche per l’Europa.
Per promuovere gli investimenti dall’estero, Regione Lombardia ha messo in campo diverse
iniziative. Con Sistema Camerale
lombardo e Promos, azienda speciale della Camera di Commercio
di Milano ad esempio, abbiamo
scommesso su Invest in Lombardy, servizio per l’attrazione di investitori esteri sul territorio. Si
tratta di un programma che, avviato nel 2012, è stato presentato a
oltre 15mila imprese e ci ha permesso di raggiungere risultati importanti: ogni euro speso nel progettohageneratoinvestimentisul
territorio per 122. In 30 mesi, oltre
400investitoriesterisonostatiseguitie67sonostatigliinvestimenti realizzati, che hanno permesso
di generare 80 milioni di euro di
investimenti. Nel 2014 sono state
170 le imprese estere supportate.
Agli imprenditori vogliamo dire che investire in Lombardia è
unasceltavincente:lanostraèuna
regione dinamica e produttiva,
chevantaunaculturaimprenditoriale radicata più che in ogni altra
con un’azienda ogni 10 abitanti. La
Lombardia è una regione naturalmente votata alla ricerca e all’innovazione con 500 centri di ricerca e sviluppo, 13 Università, 18 Istituti di Ricovero e cura a carattere
scientifico, 6 parchi tecnologici, e
conoltreil30%deibrevettiitaliani
registrati qui. La Lombardia inoltre rappresenta un hub internazionale a livello aeroportuale e
vanta un sistema di infrastrutture
all’avanguardia che stiamo imple-

mentando in questi mesi attraverso la messa in esercizio di opere di
importanza strategica: dalla Tangenziale est esterna di Milano, all’autostrada Brebemi, alla Pedemontana. Ancora, la Lombardia è
laprimaregioneagricolaitalianae
la seconda in Europa, ma allo stesso tempo rappresenta una meta
turistica sempre più apprezzata a
livello internazionale, con 10 dei
50 siti Unesco riconosciuti in Italia. La Lombardia fa anche parte
dell’associazione del Quattro motori per l’Europa, la rete che coinvolge le Regioni più avanzate del
Vecchio continente insieme al tedesco Baden-Württemberg, la
francese Rhône-Alpes e la spagnola Catalogna. Lavoriamo insieme sui temi dell’innovazione,
ad esempio, per contribuire alla
crescita dei nostri territori.
Expo Milano 2015 è un’occasionestraordinarianonsoloperl’eredità culturale in materia di diritto
all’alimentazione e materiale che
lascerà sul sito di Rho, ma anche
per fare conoscere tutte le opportunitàdiinvestimentocheoffrono
i nostri territori. Per farlo, il nostro
padiglione,PianetaLombardia,situato proprio al centro del sito
espositivo all’incrocio fra il cardo
e il decumano, è a disposizione
delle imprese per incontri business-to-business, per consentire
lo sviluppo di relazioni commerciali tra il tessuto economico lombardo e le delegazioni dei 145 Paesi
partecipanti. In questo senso, sono due i progetti principali che la
Regione ha messo in campo insieme al Sistema camerale: da una
parte l’azione di sistema “Incoming di buyer esteri”, che porterà
sul territorio 18 delegazioni compostedacirca230buyeresteriqualificati per visitare i territori lombardi realizzando oltre 2500 incontri d’affari con le nostre imprese; dall’altra, il progetto “Invest in
Lombardy per Expo”, che punta
ad intercettare operatori economici stranieri e potenziali investitori per presentare le opportunità
in Lombardia, con più di 30 eventi
di presentazione e networking da
maggio a luglio.
Per semplificare la vita delle
nostre imprese e delle aziende
che qui vogliono investire, abbiamo anche messo a punto la nuova
legge Impresa Lombardia, che ha
un obiettivo concreto: snellire la
burocrazia, che ancora oggi troppospessoostacolalavitadellenostre Pmi. Per farlo abbiamo messo a disposizione degli imprenditori diversi strumenti, fra cui anche una figura innovativa come
gli “Angeli anti burocrazia”: giovani laureati, assunti attraverso
Unioncamere Lombardia, la cui
mission è garantire un dialogo
più semplice con la pubblica amministrazione. In pochi mesi di
attivitàhannogiàincontratooltre
200 imprese, risolvendo il 90 per
cento delle pratiche.
Siamo in una fase decisiva dal
punto di vista economico: le previsioni mostrano una ripresa del
Pil che, già lo scorso anno, in Lombardia ha registrato un +0,4% e le
stime prevedono una crescita
dell’1,3% per il 2015. Noi vogliamo
continuarealavorareinquestadirezione perché la Lombardia sia
sempre più motore d’Italia, d’Europa e un partner strategico riconosciuto a livello internazionale.

che il numero uno, Jeff Immelt,
abbia incontrato già due volte
nell’ultimo anno il premier
Renzi. A cui De Poli riconosce il
grande sforzo per «promuove-

«In Avio Aero
ci siamo impegnati
a investire un miliardo
nei prossimi 5 anni»
re l’Italia nel mondo».
Ma quali sono i punti di forza
del nostro Paese? «In Italia - avverte - ci sono innanzitutto alcuni dei migliori ingegneri del
mondo, tra i più competitivi sul

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mercato, e c’è la capacità di saper fare manifattura, con una
forte specializzazione nella
meccanica di alta precisione».
Competenze non facili da trovare, tra i nostri fiori all’occhiello da sempre, che ora stanno diventando ancora più interessanti perché «soprattutto negli
ultimi 12 mesi» il Paese sta cominciando a passare dagli annunci ai fatti su alcuni dei nodi
che finora hanno reso poco attrattiva e competitiva l’Italia. A
cominciare dalla riforma del lavoro che ha dato un forte segnale secondo il numero uno in Italia di questo colosso mondiale
che nella penisola conta circa
12mila dipendenti, ricavi per 2

miliardi e un fatturato di oltre 6
miliardi di euro, in pratica il 5%
del volume d’affari mondiale
della multinazionale. «Il Jobs
act rende l’Italia competitiva
con Paesi come la Germania e la
Spagna che hanno fatto una riforma similare», avverte De Poli. Che ora guarda con attesa alla
riforma del fisco che sta prendendo corpo in Parlamento:
«Anche qui finalmente si sta
creando un contesto favorevole
perché quello che conta non è
tanto un paio di punti in meno di
tasse, ma la certezza di quello
che si paga. In questo senso è
molto positiva la norma sulla
cooperative compliance per le
grandi aziende, anche se abbas-

serei la soglia per fruirne dai 10
miliardi di fatturato a 1 miliardo
a livello di gruppo e non di singola entità legale». Resta l’ultimo nodo, anche questo cruciale, quello della giustizia. «Le
cause civili non possono durare
10 anni, anche qui serve certezza e più semplificazioni come in
tutta la burocrazia italiana».
General Electric ha messo
piede in Italia da oltre un secolo,
ma la storia recente parla di una
spinta agli investimenti del
gruppo che risale al 1994 con
l’acquisizione del nuovo Pignone, l’azienda storica fiorentina:
qui General Electric ha investito pesantemente, moltiplicando il fatturato per sette (da 1 a 7

General Electric Italia. Sandro De
Poli, presidente e ad

miliardi di dollari), trasformando l’azienda nel centro d’eccellenza mondiale per la produzione di turbine a gas, compressori
e pompe, cuore e traino della divisione Ge Oil & Gas.
Un caso di successo che ha
superato le aspettative della
stessa multinazionale americana. E che ora potrebbe ripetersi
con l’investimento più recente,
quello per l’acquisto di Avio Aero (costata 3,3 miliardi di euro).
«Volevamo acquisirla già dieci
anni prima ma non c’eravamo
riusciti ed ora è diventata la nostra sede principale a livello
mondiale per lo sviluppo del
segmento delle trasmissioni di
potenza», spiega De Poli. «Crediamo molto in questo settore
dell’aviazione che è in continua
espansione e ci siamo impegnati a investire 1 miliardo nei pros-

simi 5 anni», aggiunge l’ad. Con
lo stabilimento di Brindisi pronto a fare il salto di qualità: «Mantenendo le attività di manutenzione al servizio dell’aeronautica militare vogliamo espandere
le attività e creare un polo di eccellenza mondiale per la revisione e manutenzione delle turbine a gas per uso industriale e
navale, business che vale 30-40
anni di attività». Gli investimenti nello stabilimento di
Brindisi si concentreranno su
questa categoria di turbine. Ed è
proprio grazie a questa esperienza che Avio Aero è candidata a fornire la motorizzazione
delle nuove navi della nostra
Marina. Una commessa cruciale la cui decisione è attesa nelle
prossime settimane.
Mar.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Investire in Italia 15

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 giugno 2015 - N. 164

Istruzioni per gli investitori. Disponibile anche in inglese la pubblicazione elaborata dall’Ice in collaborazione con il Governo

Così si apre una società in Italia

Dal notaio ai contratti di lavoro, dalle tasse ai bilanci: da oggi c’è una guida online
Laura Cavestri

pNel 2015 l’Italia ha guada-

gnato 15 posizioni alla voce
“Starting a business” dell’annuale classifica della Banca
mondiale “Doing Business”:
46ª posizione dalla 61ª di un anno prima. Incoraggiante, ma anche l’unico segno in salita.
Tuttavia, per “mettere in fila” e
spiegare agli investitori esteri
quali sono le procedure, passo
passo, per aprire un sito produttivo o una filiale commerciale in
Italia, fare i conti con il Fisco e assumere personale, Ita (la nuova
Ice, che porta ora il nome di Italian Trade Agency) ha predisposto una «Guida agli Investimenti» che sarà a disposizione degli
operatori, in lingua in inglese, a
partire da oggi, e scaricabile su
www.investinitaly.com.
«Per recuperare il gap di attrattività verso gli altri Paesi europei
– spiega Andrea Napoletano, direttore ufficio di supporto per
l’attrazione degli investimenti
esteri – è oggi più che mai vitale
non solo attuare le riforme strutturali e semplificare il quadro
normativo di riferimento. Ma anche fornire un’informazione affidabile sulle condizioni di insediamento e di sviluppo di un’attività
economica in Italia. L’Investment Guide segue quindi le varie
tappe e le domande che può
esprimere l’investitore lungo tutto il processo di formalizzazione
del suo progetto: come aprire una
società in Italia, quale forma guiridica scegliere, quali regole vengono applicate alla tenuta dei
conti, come assumere e con quali
tipologie di contratti, come valutare il peso della fiscalità, di quali
agevolazioni finanziarie e fiscali
potrà beneficiare? E questa guida
- conclude Napoletano - è il frutto, per la prima volta in Italia, di

uno sforzo corale dell’Ice e di 4
ministeri (Sviluppo economico,
Economia, Affari esteri e Istruzione) che metteranno lo stesso
impegno nell’assistere gli investitori esteri lungo tutto il ciclo di
vita dei loro investimenti».
Anche avvalendosi di collaborazioni con i professionisti.
Oggi a Milano, nel corso della
presentazione ufficiale dell’Investment Guide, il presidente
dell’Ice, Riccardo Maria Monti,
firmerà un protocollo di collaborazione con Maurizio D’Errico, presidente del Consiglio nazionale del Notariato.
Perché i notai, che sono il primo “anello” della catena per la costituzione, ad esempio, di una società, siano formati, informati e
possano svolgere una prima attività di “consulenza” nei confronti
degli investitori che vogliono
muoversi in Italia.
«Su questi temi – dice Maurizio
D’Errico, presidente del Consiglio
nazionale del Notariato – i notai
sono in prima linea nel supportare
gli investitori stranieri: acquistare
un’impresa già esistente o una partecipazione societaria in Italia o
creare una nuova azienda. La funzione di giustizia preventiva esercitata dal notariato dà sicurezza
agli investimenti e anche questo
aspetto rappresenta, insieme alla
rapidità delle nostre procedure telematiche, un elemento di attrattività e certezza per gli investitori»
Cinquanta pagine in tutto, la
Guida, in cui si parte proprio dal
notaio (notary) che agisce come
“one-stop-shop”, che provvede ai

INVESTIRE IN ITALIA. FOCUS
COORDINAMENTO: Rossella Cadeo e

controlli legali e di garanzia e all’invio digitale della documentazione al Registro imprese.
Si passa poi alle forme legali di
società: dagli uffici di rappresentanza alle filiali italiane di società
estere, dalla controllata alle società semplici e per azioni (Srl e
Spa), con il capitale sociale minimo richiesto e i vincoli in termini
di responsabilità dei soci e degli
amministratori.
Le esigenze di contabilità e i requisiti di audit. La Guida non trascura anche un capitolo corposo
sulla tutela dei marchi e dei brevetti, procedure e referenti presso
i quali registrare disegni industriali, invenzioni e loghi.
In maniera sistematica, poi, la
Guida illustra le novità introdotte
nell’ultimo anno dall’Esecutivo.
Dalla nuova normativa in materia di lavoro del Job Act al credito d’imposta per l’attività di ricerca e sviluppo stabilito dal 1° gennaio attraverso la Legge di Stabilità 2015, sino alle nuove regole sul
“Patent Box” e alla normativa sui
permessi di soggiorno e di lavoro
per cittadini extracomunitari: da
quelli standard a quelli previsti
per manager e personale altamente qualificato, le modifiche
all’apprendistato e quelle introdotte dalla Legge Fornero.
«L’Osservatorio di Invest in
Lombardy – sottolinea Pier Andrea Chevallard, direttore di Promos-Camera di commercio di Milano – ha rilevato che, in un contesto complesso che ha visto nel 2014
un calo significativo degli investimenti cross borderin Francia, Spagna e Germania, l’Italia ha visto
crescere del 31% gli investimenti
greenfield rispetto al 2013 e, più
complessivamente, vi è stato un incremento del 26% del valore dei
capitali esteri investiti in Italia».

Fabio Carducci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

FOTOLIA

INTERVISTA

Italia

È vero che in Europa Regno
Unito, Germania e Francia
fanno meglio (collocandosi
rispettivamente al terzo,
quinto e ottavo posto, mentre
in testa si confermano ancora
una volta Stati Uniti e Cina),
ma l’Italia può essere soddifatta di superare mete come
Paesi Bassi, Svizzera, Singapore o Svezia (si veda il Sole 24
Ore dello scorso 4 maggio).
Uno scatto in avanti che sembra stridere con l'elevato tasso di disoccupazione, la fiducia nella ripresa ancora stentata, il susseguirsi degli scandali politici ed economici. Un
quadro dove comunque si individuano alcuni spunti di ripresa, come la crescita del
prodotto interno lordo o l’incremento degli occupati in

Eugenio Sidoli

questi primi mesi del 2015.
Lo studio di A.T. Kearney
mette a fuoco quali sono i motivi che hanno dato la spinta a
questa rivincita nazionale e
spiegano l’ottimismo nei nostri confronti. Ebbene - si legge nel rapporto - nonostante
la debole crescita economica
registrata nel 2014, il Paese ha
continuato ad attirare un alto
livello di investimenti. Valutazione positiva anche sulla
riforma avviata con il Job Act
che ha ha allentato la rigidità
del mercato del lavoro. Inoltre le manifestazioni di interesse da parte di capitali esteri che si sono già concluse in
effettive acquisizioni lasciano prevedere la possibilità di
altre operazioni, anche per la
politica «molto aggressiva»
adottata dall’Italia per inco-

All’interno della guida

26%

1

Tassazione dividendi
È l’aliquota di tassazione dei
dividendi per i soggetti non residenti

Per le Srl
È il capitale sociale minimo richiesto
per aprire una Srl

Le aspettative
La domanda: quando gli
investimenti esteri della vostra
compaglia torneranno ai livelli
pre-crisi? % di risposte
Già tornati

19
Entro 1 anno

18
2016

29
2017

17
2018 o più avanti

17
Fonte: A.T. Kerney Foreign direct
investment confidence index, 2015

euro

40

giorni

Nulla osta
È il tempo per il nulla ostaad
assumere un lavoratore extra-Ue

Emilia Romagna, per un nuovo
stabilimento. Il giudizio sulle ultime riforme italiane e la necessità di un contesto regolatorio certo e «prevedibile». Eugenio Sidoli, presidente e amministratore
delegato di Philip Morris Italia,
può testimoniare l’esperienza di
un investitore estero che sul nostro Paese ha puntato e che si
aspetta ancora dei progressi.
La presenza italiana è storia di
una cinquantina di anni fa, quando Philip Morris International
acquisì, nella provincia di Bologna, una delle sue prime fabbriche europee, Intertaba, specializzata nella produzione di filtri
per sigaretta. «Oggi - sintetizza
Sidoli - questa realtà esporta in
tutto il mondo il 100% della produzione ed impiega oltre 450 persone altamente qualificate. Nel
2001 è nata a Roma Philip Morris
Italia, che commercializza nel
nostro Paese i brand del gruppo».
Quali sono i punti di forza
che l’Italia può esprimere per

raggiare gli investimenti dall’estero in particolare da parte della Cina (il rapporto cita
il sito venedereaicinesi.it e
sottolinea come 200 business
italiani siano già controllati
dai cinesi).

Il contesto generale

Ma le buone prospettive deriverebbero anche dal contesto
generale. Nessuna regione sottolinea A.T. Kearney - ha
mai dominato la classifica come l’Europa nel 2015, con 15 posizioni occupate su 25 (il 40%),
segno che il livello di interesse
per il vecchio continente è
estramente elevato in questa
fase di ripensamento delle politiche europee di austerity.
Inoltre due terzi delle compagnie di tutto il mondo ritengono che l’indice Fdi potrà tor-

nare entro l’anno ai livelli precrisi. Gli elementi cruciale per
focalizzare l’attenzione degli
investitori su un determinato
Paese restano il fattore dimensionale, la semplificazione della regolamentazione relativa alla possibilità di fare
impresa, la percezione della
sicurezza ambientale.
All’opposto tra gli elementi che frenano gli investimenti internazionali, al primo posto secondo A.T. Kearney ci sarebbe l’incertezza
macroeconomica. Gli executive non sono tutti d’accordo
sul fatto che i fondamentali
economici mondiali ora possano maggiormente sostenere la crescita rispetto a prima
della crisi: il 39% ipotizza un
incremento delle tensioni
geopolitiche nel prossimo
anno e questa è una preoccupazione che accomuna europei e americani.
R.Ca.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Philip Morris Italia

Un quadro regolatorio certo
stella polare per chi investe
pLa scelta di Crespellano, in

un investitore?
Nonostante una congiuntura
economica tutt’altro che favorevole ed un costo del lavoro elevato rispetto ai Paesi emergenti del
vecchio continente, l’Italia continua ad ospitare nicchie di eccellenza in settori industriali strategici. Abbiamo scelto l’Italia perché terra operosa, produttiva e
competitiva. A Bologna, in particolare, esiste anche una forte cultura d’impresa e un tessuto sociale ricettivo. La presenza di Intertaba e del più importante distretto di packaging del mondo hanno
fatto il resto.
Com’è cambiata nel corso
degli ultimi anni l’attenzione
del governo italiano al tema investimenti esteri?
Non c’è dubbio che ci sia stato
un nuovo approccio. Da una parte c’è stato un lavoro importante
da parte di Confindustria e dall’altro l’attenzione delle istituzioni è andata crescendo, complice probabilmente l’effetto della crisi che ha reso ancora più im-

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portante non perdere risorse
preziose oltre che pensare ad attrarne di nuove. Dal punto di vista culturale, tuttavia, il Paese
non ha ancora svoltato e rimane
un certo ingiustificato sospetto
verso le imprese internazionali
che manifestano interesse nei
confronti del nostro mercato.
Ritiene importante un’opera
di armonizzazione della governance, oggi ancora frammentata tra diversi soggetti?
I principali Paesi del mondo
hanno fatto da tempo la scelta di
nominare un interlocutore unico
- il “one stop shop” - per facilitare
l’accesso all’investitore interessato ad acquisizioni o start up. Il
recente consolidamento in Ice
delle responsabilità relative all’attrazione degli investimenti
esteri è un passo importante, anche se i benefici non sono ancora
del tutto visibili.
Che giudizio dà della riforma
del lavoro?
Il Jobs Act è considerato dalle
imprese italiane e dalla comuni-

Waipa

Per lo sviluppo
interdipendenza
tra tutti i Paesi
pCompie

Passi avanti nella classifica dell’appeal
ottimistiche
per l’Italia anche secondo
l’edizione 2015 del Fdi (Foreign Direct Investment) Confidence Index con cui la società
di consulenza At Kearney misura e confronta il grado di attrattività dei Paesi per gli investitori internazionali (si veda Il Sole 24 Ore dello scorso 4
maggio). Secondo lo studio che prende in considerazione
quanto gli eventi politici, economici e regolamentatori influenzano l’appeal di 25 maggiori destinazioni - l’Italia si
colloca al 12° posto, avanzando molto rispetto alla 20ª posizione occupata nella classifica 2014 (che peraltro già aveva segnato il ritorno del nostro Paese tra i mercati più
attraenti, dopo l’assenza nel
periodo 2007-2013).

Arda Ermu

Micaela Cappellini

Competitività. Nell’edizione 2015 della studio di A.T. Kearney sul grado di attrattività di 25 mercati l’Italia passa dalla ventesima alla dodicesima posizione

pProspettive

INTERVISTA

ANSA

Philip Morris. Eugenio Sidoli,
presidente e ad

tà di business internazionale come un progresso importante
per rendere il mercato del lavoro più attrattivo e liberarlo da
vincoli probabilmente fuori
tempo. Se produrrà gli effetti
desiderati sull’occupazione lo
vedremo tra qualche tempo, ma
la favorevole accoglienza da
parte degli operatori economici
ne ha, a mio giudizio, già decretato in parte il successo.

Che cosa resta da fare per
rendere il Paese più attrattivo?
In generale è essenziale un sistema chiaro e univoco di regole.
La “prevedibilità” di un mercato
rappresenta la “stella polare” per
qualsiasi investitore che voglia
associare il naturale rischio imprenditoriale a scelte di lungo periodo che abbiano una ricaduta
positiva non solo sui propri conti,
ma anche sulla comunità in cui si
trova ad operare. In questo senso, nel nostro settore, il Governo
italiano ha intrapreso importanti
passi nelle direzione di un “riammodernamento” del sistema fiscale più vicino al resto d’Europa,
e a quello degli altri settori sottoposti ad accise, dove si tassano le
quantità e non i prezzi. Il varo del
decreto fiscale dei prodotti del
tabacco, per quanto timido nell’inversione di tendenza, ha rappresentato un buon punto di partenza. Occorre continuare su
questa strada di riforma, proteggendo gli investimenti anche attraverso sistemi di tracciabilità
innovativi, in grado di garantire
prevedibilità e stabilità agli imprenditori, ma soprattutto, alle
entrate fiscali, sottraendo al contempo risorse alla criminalità. Se
saremo capaci di operare in questo senso scelte coraggiose nella
direzione intrapresa, sono certo

che l’esempio di Philip Morris in
Italia non rappresenterà una eccezione troppo a lungo.
Che contributo potrete dare
con l’ultimo investimento?
Abbiamo scelto Crespellano,
in Emilia Romagna,come sede
della prima fabbrica al mondo
per prodotti di nuova generazione a potenziale rischio ridotto.
Per un valore di circa 500 milioni
e 600 posti di lavoro. Questo partendo da una posizione di leader
sia nel segmento delle sigarette
che in quello dei trinciati, con i
nostri marchi che contribuiscono alle entrate erariali del Paese
per più di 7 miliardi annui tra accise ed Iva. Senza dimenticare
che investiamo nel settore agricolo circa 80 milioni all’anno e
negli ultimi cinque anni abbiamo
acquisito tecnologia italiana per
oltre 1 miliardo. Anche sul fronte
“istituzionale” facciamo la nostra parte, collaboriamo da anni
con le forze dell’ordine nel contrasto al commercio illecito e abbiamo siglato, lo scorso luglio, un
protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza con cui ci impegniamo a fornire, a titolo gratuito, beni e servizi destinati alla lotta al contrabbando e alla contraffazione dei tabacchi.
C.Fo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

vent’anni quest’anno la Waipa, l’associazione che riunisce le agenzie
per l’attrazione degli investimenti esteri di 130 Paesi di
tutto il mondo. E l’anno scorso, quando era da poco diventata maggiorenne, proprio per stare al passo di un
mondo in cui gli equilibri
cambiano rapidamente ha
simbolicamente deciso di
spostare la propria sede di
rappresentanza da Ginevra a
Istanbul. Dall’ombelico finanziario del mondo avanzato a uno dei cuori pulsanti del
mondo emergente.
Da poco più di un mese, a
guidarla è il turco Arda Ermut, che è anche presidente
dell’Ispat, l’agenzia nazionale
per l’attrazione degli investimenti esteri di Ankara. In questi giorni è a Milano, per l’annuale conferenza dell’associazione, che quest’anno si
svolge all’interno di Expo.
Quell’Expo che per un soffio
Milano ha sottratto proprio
alla città turca di Smirne.
Presidente Ermut, qual è
il ruolo di un’agenzia per
l’attrazione degli investimenti oggi?
La migliore via per lo sviluppo economico mondiale
oggi è quella dell’interdipendenza tra tutti i Paesi. È anche
per questo che il quartier generale della Waipa l’anno
scorso si è trasferito a Istanbul, in Turchia: per sottolineare la nostra rinnovata attenzione verso le economie
emergenti e quelle in transizione, oggi sempre più destinatarie di un flusso consistente di investimenti diretti esteri. Ma le agenzie per l’attrazione dei capitali stranieri, oggi,
devono imparare a essere più
concrete e focalizzarsi solo su
alcuni settori individuati come prioritari, e non su tutti.
Dovesse dire secondo lei
qual è il miglior esempio di
agenzia per l’attrazione degli investimenti oggi nel
mondo chi sceglierebbe?
Difficile sceglierne una
sola. Un buon indicatore può
essere quello di guardare a
chi sono i membri della “steering commitee“ della Waipa: il Camerun e la Tanzania
per l’Africa, il Pakistan per il
Sudest asiatico, Dubai per il
Medio Oriente, la Polonia e
la Slovenia per l’Europa. E
anche l’Italia, che in quest’ultimo periodo si sta facendo più attiva.
Quanto sono importanti
gli incentivi nella capacità di
un Paese di attirare investimenti esteri?
Normalmente i capitali
stranieri si muovono con programmi di lungo periodo e
tengono conto principalmente dei fondamentali macroeconomici di un Paese, come
la sua stabilità politica, il suo
outlook economico. Un incentivo è uno stimolo, soprattutto per gli investimenti greenfield e per quelli nel comparto manifatturiero, ma non
è l’elemento chiave che fa decidere se investire o no in un
determinato Paese.
Qual è allora il miglior mix
di ingredienti per rendere
attrattivo un Paese agli occhi dei capitali stranieri?
La risposta giusta è: dipende. Prediamo la Turchia: ha
buoni fondamentali macroeconomici, un’economia in
crescita, uno schema generoso di incentivi e una posizione
geografica strategica. Ma
ogni azienda straniera che
l’ha scelta lo ha fatto per ragioni diverse: le società energetiche, ad esempio, l’hanno scelta perché è un mercato domestico in espansione, mentre le
multinazionali dei beni di
consumo lo hanno fatto perché è un valido hub regionale.
Come giudica le politiche di attrazione degli investimenti esteri del suo
Paese, la Turchia?
Direi che finora il mix adottato dal governo turco si è dimostrato vincente. La Turchia ha adottato una nuova
legge per gli investimenti
esteri, ha riformato il sistema
bancario e semplificato quello fiscale. Soprattutto, ha pre-

Waipa. Il presidente Arda Ermut

CARTE VINCENTI

«I distretti industriali
e Piano per il made
in Italy sono alla base
dell’appeal»
so queste decisioni di concerto con il sistema privato delle
aziende, all’interno di un
Consiglio permanente che si
è rivelato strategico per il successo delle nostre iniziative e
per la semplificazione della
burocrazia. Nell’immediato
futuro la Turchia dovrà attuare una serie di riforme a livello
micro, in modo da rafforzare
la propria immagine di porto
sicuro per le società straniere,
sia per quelle che vanno in
cerca di un mercato dei consumi in crescita, sia per quante invece ci vedono come un
hub manifatturiero o come un
quartier generale per le proprie attività nel Mediterraneo, o in Asia Centrale.
Secondo lei l’Italia oggi è
un Paese interessante per i
capitali stranieri?
L’Italia oggi è la quarta economia dell’Eurozona e dal
2013 ha fatto progressi sostanziali. Tanto che quest’anno è
passata dal 20° al 12° posto della classifica AT Kearney dei
Paesi più attrattivi al mondo.
La chiave dell’appeal italiano
credo stia nei suoi distretti industriali: vetro, mobili, pelle
in Veneto; ceramica e macchinari per l’agricoltura in
Emilia Romagna; tessile, marmo e ancora pelle in Toscana;
macchinari in Piemonte. Credo inoltre che il Piano straordinario per la promozione del
made in Italy e l’attrazione degli investimenti promosso dal
ministero per lo Sviluppo
economico, che dovrà essere
implementato dall’Ice, aiuterà l’Italia ad attrarre più capitali e ad esprimere il reale potenziale economico del Paese
nel breve periodo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

I NUMERI

20 anni

Dall’istituzione
Compie20anniquest’annola
Waipa:ènatainfattinel1995a
Ginevral’associazionecheriunisce
leprincipaliagenzieper
l’attrazionedegliinvestimenti
esteridelmondo.Dall’annoscorso
ilquartiergeneraleèstato
trasferitoaIstanbul

130

Paesi
SonoiPaesilecuiagenzieper
l’attrazionedegliinvestimenti
esterifannopartedellaWaipa

60 %

VersoiPaesiemergenti
Èlaquotadiinvestimentidiretti
estericheoggièdirettaversoi
Paesiemergenti

35%

DaiPaesiemergenti
Èlaquotadiinvestimentidiretti
estericheoggioriginadaiPaesi
emergenti.Nel1989questaquota
eraparisoloal5percento

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 giugno 2015 - N. 164

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Impresa & territori 17

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Assemblee / 1. Nasce l’idea di un’aggregazione da Cremona a Massa Carrara, passando per Mantova, Reggio, Piacenza e La Spezia

Parma propone la maxi-alleanza
Le imprese: «Un progetto che potrà valorizzare le peculiarità dei vari territori»
EMILIA
ROMAGNA
Giorgio Costa
PARMA

pNon morire né milanesi né

bolognesi. «Intanto continuare a
vivere – sottolinea il presidente
dell'Unione provinciale degli industriali di Parma, Alberto Figna,
nel dibattito che ieri ha seguito la
tradizionale relazione sullo stato
dell'economia della provincia di
Parma – guardando agli interessi
delle imprese». E, per migliorarsi la vita, le imprese pensano a
una qualche forma di aggregazione delle sette rappresentanze
provinciali di Confindustria che
vanno da Cremona a La Spezia
passando da Mantova, Reggio
Emilia, Piacenza, Massa Carrara
e naturalmente Parma. Al centro
del progetto c'è il territorio, quella «soggettività mediopadana»,
come l'ha chiamata il presidente
di Confindustria Reggio Emilia
Mauro Severi, e c’è anche la sigla

di una infrastruttura in lista d'attesa da alcuni decenni, vale a dire
la Tibre, quella Tirreno-Brennero che dovrebbe collegare le Alpi
con i porti della Liguria.
Un progetto che innova radicalmente il concetto di rappresentanza industriale, che supera
il ragionamento per regioni
(quelle interessate sono quattro:
Emilia-Romagna, Lombardia,
Toscana e Liguria) e avrebbe
l'ambizione di guardare solo a un
dato: l'interesse delle imprese.
Il tutto anche, ha spiegato
Giorgio Bucchioni, presidente di
Confindustria La Spezia, «in ragione delle satrapie delle regioni
che fanno anche turismo istituzionale». Un interesse anche
produttivo visto che, come ha sostenuto Giuseppe Baccioli, presidente degli Industriali di Massa
Carrara, la meccanica emiliana
può avere interesse ad avere una
importante area portale alle
spalle tra Liguria e Toscana. Potrebbero esserci anche interessi
contrapposti (ad esempio come
quelli fra le fiere di Parma e di

Cremona) ma il problema va risolto «valorizzando le peculiarità del territorio» ha sostenuto
Umberto Cabini alla guida degli
Industriali di Cremona. Speranze infrastrutturali anche per
Mantova, e per la Confindustria
guidata da Alberto Marenghi,
che punta al rafforzamento del
porto fluviale e guarda con interesse anche ai traffici commerciali con Venezia (ma Cremona
guarda anche a Milano). «Il nocciolo resta quello dell'integrazione dei servizi e della loro efficienza guardando alle esperienze migliori di chi ci sta vicino», ha
spiegato Emilio Bolzoni, presidente di Confindustria Piacenza.
Il ragionamento diventa quello di una nuova area vasta i cui
confini vanno ora individuati. A
partire dall'aeroporto di Parma
che Figna vorrebbe Mediopadano, così come è tale la stazione
Alta velocità di Reggio Emilia,
una infrastruttura che si metterebbe al servizio di un'area decisamente più vasta di quella provinciale. Insomma, insiste Seve-

ri, il «futuro dell'aeroporto di
Parma va disegnato tenendo
conto delle infrastrutture già esistenti, ragionando non solo nella
direzione est-ovest della via
Emilia ma anche Nord-Sud».
«Così come il sistema fieristico
va organizzato non a livello regionale ma sovraregionale. Discutiamo con Milano, con Verona, con Bologna per evitare che
alla fine vinca – ha concluso Severi - chi si è di fatto comprato il
porto del Pireo, cioè la Cina. Noi
vogliamo mettere in campo ingegneri e urbanisti superando gli
assessorati regionali».
In attesa di capire che strada
prenderà questo progetto, i conti
dell'economia parmense inclinano, timidamente, verso il segno positivo (+1,4% la produzione). I traini restano sempre quelli
del settore alimentare, meccanico e farmaceutico, che hanno
consentito la crescita delle
esportazioni che nel 2014 hanno
sfiorato i 6 miliardi, in aumento
del 2,1% sull'anno precedente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’export dei settori
200

Var.% su stesso
periodo 2013

400 600 800 1000 1200 1400

Alimentare

+6

Impiantistica alim.

-6

Meccanica generale

+3

Chimica-Farmaceutica

+7

Produzione minerali
non metalliferi

+2

Tessile-Abbigliamento

Variazione
totale

+4

+2,1%

Plastica-Gomma

+5

Altri prodotti

+2

Fonte: Unione Parmense degli Industriali

Assemblee / 2. Il presidente Federighi: «Le complessità della burocrazia rischiano di vanificare le possibilità di ripresa»

Pisa punta il dito contro i ritardi della Pa
TOSCANA

Silvia Pieraccini
PISA

pC'è un tarlo antico che inde-

bolisce l'economia pisana, e che
rischia di vanificare i (pochi) segnali di ripresa che arrivano da un
sistema produttivo provato dalla
lunga crisi. Il tarlo è dato dalle
complessità burocratiche e dai
tempi di risposta incerti delle
Pubbliche amministrazioni, con-

tro i quali ha puntato il dito ieri il
presidente di Confindustria Pisa,
Federigo Federighi, nel corso
dell'assemblea annuale dell'associazione. L'ultimo esempio arriva dal Job Acts: «Leggi e regolamenti - ha sottolineato Federighi
- non brillano per sintesi e semplicità applicativa, e avranno come
effetto quello di aumentare a dismisura la consulenza legale. Lo
stato dell'economia provinciale
non è nelle migliori condizioni
per applicare e gestire situazioni
complesse che riguardano la
questione lavoro, concentrato

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com'è alla ricerca di mercati, ordini e certezze produttive».
Il 2014 si è chiuso in flessione rispetto «al non già felice» 2013, sia
per l'utilizzo degli impianti che
per i fatturati; nei primi mesi di
quest'anno vi sono «discrete
aspettative sugli ordini», ma non
supportate
dall'aumento
dell'utilizzo degli impianti «che
sta a significare la prudente valutazione degli imprenditori», ha
aggiunto Federighi. Anche perché il contesto non è dei più competitivi: «L'apparato della nostra
burocrazia non è in grado di ga-

rantire l'ordinario flusso degli investimenti - ha spiegato il presidente - la distanza tra politica e realtà non ci deve far coltivare illusioni». Si è visto pure, secondo gli
industriali pisani, con i primi bandi regionali pubblicati dalla Toscana per anticipare l'utilizzo
della programmazione europea
2014-2020: «Resta l'incertezza
sull'esito dei finanziamenti per i
progetti presentati».
In questo quadro, aggravato
dai grandi “mali” toscani come
la debolezza infrastrutturale, il
costo dell'energia e le difficoltà

Forbici di Premana,
il business rinasce
con l’e-commerce
LOMBARDIA

Valore export parmense. Gennaio-dicembre 2014.
In milioni di euro

0

Utensili. Ricavi+5% in un anno grazie all’online

di accesso al credito, Federighi
lancia tre proposte per aumentare la competitività operando
su fattori interni: «Un patto con
la Pubblica amministrazione
per stabilire protocolli di sveltimento delle pratiche amministrative; l'allargamento del patto con le organizzazioni sindacali di Pisa per la ricerca di condizioni contrattuali di lavoro
particolari; la destinazione delle
risorse delle Camere di commercio al sostegno dell'export
per un periodo definito».
«Solo se un imprenditore potrà disporre in tempi certi di
strumenti che nel resto d'Europa sono di scontato accesso - ha
concluso il presidente - potrà ca-

pire se impiegare una somma
per produrre qui». La questione
si lega alla crisi della Smith Bits
di Volterra (Pisa), produttrice di
punte per perforazioni petrolifere che fa capo alla multinazionale americana Schlumberger,
che nelle settimane scorse ha avviato la mobilità per tutti i 193 addetti. Lo spiraglio che si era aperto con l'impegno dell'azienda a
presentare un piano industriale
che avrebbe salvato una parte
dei dipendenti, sembra essersi
richiuso dopo la decisione dei lavoratori di bloccare le merci in
uscita dallo stabilimento, e quella della multinazionale di «metterli in libertà».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Biondi

pSi producono forbici e coltelli

da oltre trecento anni a Premana.
Ora il primo cliente è diventato il
web. Passato e futuro; radicamento territoriale e rinnovamento legato alla rete. C’è tutto
questo nella vicenda evolutiva di
questo “paese-distretto” da
2mila anime - a un’ora di auto da
Lecco cui si arriva inerpicandosi
fino a mille metri di altitudine - le
cui aziende devono l’84% del loro
business ai mercati esteri e sembrano aver trovato nell’e-commerce la loro pietra filosofale.
La storia del distretto di Premana attraversa varie fasi. Ai bei
tempi, negli anni 70, in questo paese della Valsassina ogni 10 residenti si contava un’azienda attiva
nella fabbricazione di forbici e
coltelleria. Nel 1974 nasce il consorzio Premax, un gruppo oggi
composto da 40 imprese il cui
obiettivo è sviluppare e promuovere in tutto il mondo forbici, coltelli e lame da taglio prodotti all’interno del distretto. «I problemi - spiega Giovanni Gianola, direttore del Consorzio Premax sono iniziati a emergere alla fine
degli anni 90. La concorrenza dei
competitor cinesi e pachistani
soprattutto ci hanno fatto capire
che difficilmente avremmo potuto competere senza puntare su
innovazione e valore aggiunto».
E così negli anni scorsi Premax
brevetta a livello internazionale
il “Ring lock system”: un sistema
di chiusura delle forbici che consente di eliminare la vite sostituita von tondini vuoti al centro. Nel
2010 è arrivata poi “freehand”,
posata composta da forchetta e
lama in tutt’uno, utile per chi ha
solo l’uso di una mano.
Si tratta dei casi più evidenti di
innovazione di prodotto, ma non

dei soli per aziende di un distretto
che dal tessile, al beauty ,alla cucina, copre l’intero arco dei prodotti da taglio, sia per il mercato professionale, sia per il consumer.
Certo è che la realtà è ben diversa da quella dei tempi andati.
Se negli anni 70 si producevano
20 milioni di pezzi, ora si va non
oltre i 14 milioni. Ma il volume
d’affari complessivo - attestato
poco sotto la soglia dei 35 milioni
di euro secondo le stime - è inve-

L’EVOLUZIONE

Il web è diventato
il primo cliente
del Consorzio Premax
che vende anche attraverso
il sito premaxshop.com
ce aumentato nell’ultimo anno,
del 5 per cento. Cosa è successo?
«Abbiamo deciso di abbracciare
con decisione le possibilità offerte dall’e-commerce», spiega
Gianola. A valle di un modello
messo a punto anche grazie alla
consulenza della lecchese WebMarketingMedia, il Consorzio
lavora per creare le condizioni di
vendita all’estero (networking e
ricerca dei mercati). Gli ordini
possono così arrivare da siti di ecommerce generalisti (Amazon
soprattutto) o da un sito:
www.premaxshop.com attivato
dal 2013. Il meccanismo è dunque
il seguente: il cliente compra, poi
il Consorzio ordina alle aziende
socie le quali producono la fornitura richiesta che il Consorzio si
preoccupa di far arrivare a destinazione. «Si tratta di stravolgimenti che vanno introdotti con
gradualità nelle aziende. Ma sono certo - conclude Gianola che sono destinati a portare ottimi risultati se condotti nella
giusta direzione».

@An_Bion

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Impresa & territori

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Investimenti. L’ad Tamagnini: dopo la prima operazione su Inalca, altre ne seguiranno. I settori più interessanti vino, olio d’oliva e carni bovine

L’ANALISI

Alimentare prioritario per la ripresa

Roberto
Iotti

Qualità
Impegno del Fondo Strategico Italiano a favore di export e crescita dimensionale delle aziende e marchi
le strade
L’export dell’industria alimentare
da seguire
p
Giovanna Mancini
MILANO

Un settore fondamentale per la
ripresa e la crescita dell’economia
italiana, soprattutto attraverso il
potenziamento dell’internazionalizzazione delle sue aziende. Non a
caso, l’industria alimentare italiana è stata dichiarata lo scorso anno
tra i «settori di rilevante interesse
nazionale» dal Governo, e rientra
tra gli asset di investimento prioritari del Fondo Stategico Italiano
(Fsi, società di investimento partecipata all’80% da Cassa depositi e
prestiti e al 20% dalla Banca d’Italia), che ieri all’Expo di Milano ha
fatto un primo bilancio del suo impegno nel sostegno della filiera e
presentato le prossime mosse.
«Siamo partner naturali nello
sviluppo dell’export dell’alimentare italiano – ha spiegato l’ad di
Fsi Maurizio Tamagnini – perché
il nostro scopo è investire nelle
aziende sane e ad alto potenziale
di sviluppo sui mercati esteri, la
cui crescita abbia un importante
impatto in termini di indotto sul
territorio italiano». Per questo il
Fondo (che ha un capitale di rischio complessivo di 5,1 miliardi e
finora ha operato investimenti
per 2,8 miliardi in dieci aziende di
diversi comparti industriali) ha
avviato in questi anni un dialogo
con molte imprese del settore ali-

mentare, con l’obiettivo prioritario di sostenerne la distribuzione
e la promozione all’estero, favorendo i processi aggregativi e le sinergie tra aziende e filiere.
Al primo investimento – realizzato con i fondi sovrani di Qatar e
Kuwait su Inalca (la società del
gruppo Cremonini specializzata
nella produzione di carni bovine e
prodotti trasformati) – ne seguiranno altri, ha assicurato Tama-

GLI OBIETTIVI

Federalimentare punta
a raggiungere i 50 miliardi
di esportazioni in cinque anni
Scordamaglia: Fsi strumento
giusto per superare le criticità
gnini. Le operazioni saranno rivolte a promuovere lo sviluppo «verticale» del comparto, ovvero a creare aziende dimensionalmente
rilevanti nei principali settori, e
«orizzontale», attraverso la creazione di piattaforme per la distribuzione all’estero di prodotti made in Italy. «Crediamo molto in
questo settore, destinato a crescere nei prossimi anni, di pari passo
con la crescita della popolazione
mondiale e della fetta di questa popolazione che chiede cibi e bevan-

de di qualità, in cui il nostro Paese è
leader mondiale».
Un impegno che suona come
una conferma della scommessa
lanciata nemmeno una settimana
fa, proprio a Expo, dalla stessa industria alimentare italiana che, durante l’assemblea di Federalimentare, si è candidata a motore della
ripresa italiana, con l’obiettivo di
portare entro cinque anni le esportazioni a 50 miliardi (dagli attuali
27,1 miliardi, dati Federalimentare). Per riuscirci, ha ribadito ieri il
presidente dell’associazione, Luigi Scordamaglia, occorre superare
«alcune criticità intrinseche alle
aziende stesse, trovando gli strumenti adatti per risolverle». Il Fondo Strategico è uno di questi. Perché,spiegaScordamaglia,«operaa
condizioni di mercato, perciò lontanodalogicheassistenzialiste.Ma
non è un private e, facendo investimenti sul lungo periodo, può intercettare le esigenze delle imprese
meglio di un fondo tradizionale».
Tra le criticità del sistema, al primo posto sono la frammentarietà
della filiera e le ridotte dimensioni
delle imprese. Solo 12 aziende italiane attive nell’alimentare hanno
un fatturato che supera i 500 milioni, ha ricordato Maurizio Tamagnini. Di queste, le tre più grandi
(Ferrero, con 8 miliardi di fatturato, Barilla e Cremonini, ciascuna

con 3 miliardi) sono ben lontane
dai principali competitor globali:
la svizzera Nestlè (87 miliardi di
euro) e le statunitensi Mondelez
(31 miliardi di euro) o Kraft-Heinz
(26 miliardi). L’87% delle aziende,
inoltre, ha meno di 10 addetti e soltanto l’1,5% (che da solo rappresenta il 75% delle esportazioni) ha più
di 50 dipendenti.
Al problema delle dimensioni si
aggiungono il mancato ricambio
generazionale e la scarsa apertura
al mercato dei capitali, con il risultato di una struttura manageriale e
finanziaria spesso inadeguata ad
affrontare i mercati globali. Come
ha rilevato Marco Costaguta, presidente di Long Term Partners, nonostante il suo potenziale l’Italia è
solo al sesto posto in Europa per
esportazioni nell’agroalimentare,
con 33 miliardi di euro di export
(dati 2013) e un saldo negativo (-6
miliardi) della bilancia commerciale. «Raggiungere l’obiettivo dei
50 miliardi di export permetterebbe di creare 100-150mila posti di lavoro – ha aggiunto – e non è un
obiettivoimpossibile».Sitratta,tra
lealtrecose,diaprireilcapitaledelle aziende a soci industriali e finanziari; consolidare il mercato interno; sviluppare prodotti e comunicazione per i mercati esteri; rinnovare la struttura manageriale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Anno 2014. In milioni di euro e variazione % sul 2013
Germania

Belgio

4.375,6

+0,1%

Francia

788,3

+7,7%

712,3

+2,4%

639,8

+1,2%

527,8

-6,0%

438,8

+3,6%

426,2

+4,4%

419,4

+13,3%

Giappone

3.152,0

+2,9%

Stati Uniti

Canada

2.967,7

+6,4%

2.576,2

+7,6%

1.051,8

+3,1%

Regno Unito

Russia

Svizzera

Grecia

Paesi Bassi

Australia

908,8

+10,3%

861,4

-1,5%

788,6

+2,5%

Austria

Polonia

Spagna

Fonte: Federalimentare

Il caso. Investimenti per 30 milioni di euro

Barilla, in Francia
uno stabilimento
di prodotti da forno
Laura Cavestri
MILANO

La più grande boulangerie di
Francia parla italiano. Con un
investimento da 30 milioni di
euroil Gruppo Barilla ha inaugurato ieri a Chateauroux, nel
dipartimento dell’Indre, nella
Francia centrale, il nuovo stabilimento di Harrys, la filiale
francese specializzata nella
produzione del pan carré.
Un mega-sito da 43mila
metri quadrati nel quale lavoreranno circa 500 dipendenti,
realizzato in soli 18 mesi per
non interrompere il corso

L’IMPIANTO

Un mega-sito
da 43mila metri quadrati
in cui lavoreranno
500 addetti
realizzato in 18 mesi
della produzione.
L’estensione (sono stati aggiunti 12mila metri quadri al
sito già esistente) e l’ammodernamento dell’impianto di
produzione della Malterie –
che prevede da oggi 8 linee di
produzione – costituiscono il
più importante investimento
realizzato dal gruppo parmense in Francia, sul quale
hanno lavorato 15 imprese, soprattutto francesi.
Un’operrazione che si inserisce in un programma d’in-

Si può
invocare
la tenuità
per i falsi
in bilancio
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La riforma dei reati societari:
tutte le novità in 50
domande e risposte. L'addio
alle soglie. Le sanzioni
penali e quelle tributarie

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Come cambiano
i reati societari In vendita

LA GUIDA

Un nuovo
«argine»
per ridurre
gli illeciti
di Antonio Iorio

I

l 14 giugno è entrata in vigore la
nuova legge cosiddetta
anticorruzione che prevede sia
inasprimenti di pena per alcuni
reati contro la pubblica
amministrazione, (come peculato,
corruzione, induzione indebita)
sia importanti modifiche alle
fattispecie penali di false
comunicazioni sociali.
Queste ultime rappresentano il
più importante intervento in
materia operato negli ultimi dieci
anni. Esse hanno immediate e
concrete conseguenze per tutte le
società di capitali.
Per questo motivo “Il Sole 24
Ore “ha deciso di dedicare una
guida al tema, con una serie di
approfondimenti volti a illustrare
in modo chiaro e immediato
l’ambito dei nuovi reati societari,
la casistica che potrebbe più
frequentemente verificarsi, le
implicazioni che le nuove
condotte comportano, anche
rispetto ai reati tributari, e gli
istituti di diritto penale e
processuale che possono trovare
applicazione.
Concludono
l’approfondimento le novità sui
reati contro la pubblica
amministrazione e le nuove regole
sulla responsabilità
amministrativa delle società in
caso di violazioni penali
commesse dai vertici aziendali.

TUTTE LE NOVITÀ IN 50 DOMANDE E RISPOSTE

Falso in bilancio,
è partita la riforma






La data-discrimine
è il 14 giugno
Saltano le «soglie»
per la commissione del reato
La sanzione penale
si somma a quella tributaria

© RIPRODUZIONE RISERVATA

DIRETTORE RESPONSABILE

RobertoNapoletano
CAPOREDATTORE

Jean Marie Del Bo
COORDINAMENTO

Giorgio Costa
INSERTO A CURA DI

Luigi Illiano e Silvia Marzialetti

ALL’INTERNO
NON QUOTATE

Sanzioni più pesanti
in caso di dichiarazioni
non veritiere
Alessandro Traversi u pagina 4

* In Umbria € 0,50 + il prezzo de Il Sole 24 Ore
Chiuso in redazione il 13 Giugno 2015

QUOTATE

I fatti minori
acquistano
rilevanza penale

I SOGGETTI

Amministratori di fatto
nel perimetro
dei «nuovi» reati

LIEVE ENTITÀ E TENUITÀ

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Quale è l’impatto
delle «attenuanti»
sui bilanci non veritieri

Mecca e Potente u pagina 5

Ambrosi e Potente u pagina 6

«Automatico»
il vantaggio
per la società

La riforma
si applica anche
ai processi in corso

IL TRANSITORIO

AUTORICICLAGGIO

Tutti gli effetti
del reimpiego
dopo il reato

Corruzione,
carcere
fino a 10 anni

Valerio Silvetti u pagina 10

Antonio Iorio u pagina 11

Sara Mecca u pagina 13

Valerio Silvetti u pagina 14

RESPONSABILITÀ D’IMPRESA

a 0,50
euro oltre
al prezzo
del
quotidiano

vestimenti straordinari previsti per il biennio 2014-2016,
per un ammontare complessivo di 47 milioni di euro, che
comprende anche la costruzione di una nuova linea produttiva di pane 100% mollica
nel sito di Plaine de l’Ain (Lione), inaugurata nel giugno
2014, e di nuove attrezzature
per gli stabilimenti di Valenciennes e Gauchy.
In totale, dall’acquisizione
di Harrys avvenuta nel 2003,
Barilla ha investito quasi 170
milioni di euro in Francia. Anche perchè il Paese transalpino rappresenta, per Barilla, il
secondo mercato estero dopo
quello degli Stati Uniti, con
una crescita pari al 4% nel 2013
e al 5% nel 2014.
Secondo lo Studio Brand
Footprint Kantar 2015, Harrys, in Francia, risulta al 6° posto nella classifica delle marche preferite dai francesi ed è
oggi il leader di mercato della
panetteria preconfezionata,
con una crescita confermata
del 5% a fine maggio 2015.
Per Miloud Benaouda, direttore generale di Barilla
Francia «Questi investimenti
si inseriscono in una strategia
che ha come obiettivo far sì
che il marchio e i prodotti Barilla ed Harrys diventino la
scelta n°1 dei consumatori. Investire ci permette di sviluppare migliori strumenti industriali e di assicurare la continuità sul piano occupazionale
nei nostri stabilimenti».
L’investimento di Barilla in
Francia punta anche a ottimizzare i prodotti dal punto
di vista nutrizionale e in termini di riduzione dell’iimpatto ambientale.
Nel quadro delle attività
del gruppo, dal 2010 ad oggi,
sono stati riformulati 107
prodotti e sono state ridotte
del 20% le emissioni d’acqua e di Co2.
La prima linea installata
nella nuova Malterie ainaugurata ieri, ad esempio, è caratterizzata da un aumento
della produttività che permette una riduzione del 15%
dei rifiuti, delle emissioni di
Co2 e del consumo d’acqua.
Per Claudio Colzani, amministratore delegato del
gruppo Barilla «La nuova
Malterie è l’espressione del
nostro programma in cui ci
impegniamo a produrre nel
modo più efficace, riducendo il nostro impatto ambientale e proponendo prodotti con le migliori garanzie nutrizionali».

Iorio e Mecca u pagine 7 e 8

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o scorso anno le
esportazioni di prodotti
agroalimentari italiani
sono aumentate del 3,5%,
superando di poco i 27
miliardi. Un passo in avanti
verso l’obiettivo dichiarato da
Federalimentare: quota 50
miliardi entro il 2025. A Expo
ieri è stata celebrata la
giornata nazionale delle
Denominazioni di origine: un
paniere di 273 prodotti che si
fregiano del bollino (Dop o
Igp) dell’Unione europea.
Negli ultimi cinque anni segnala l’Ismea - queste
produzioni hanno
incrementato del 64% le
vendite oltre i confini
nazionali, anche se sono
appena l’8% dell’export
agroalimentare totale. Un
altro risultato positivo per il
made in Italy. Tanto che il
ministero delle Politiche
agricole ha annunciato ieri un
accordo con la grande
distribuzione per
incrementare - almeno
durante i mesi di Expo - gli
spazi di vendita delle
produzioni Dop e Igp. E di
aver avviato un programma di
collaborazione con i Consorzi
delle singole Denominazioni
per promuovere le vendite
all’estero, anche attraverso il
nuovo marchio unico per
l’export “The extraordinary
italian taste”. Non più tardi di
una decina di giorni fa, la
finaziaria pubblica di
partecipazione - Isa - aveva
annunciato un accordo con
Granarolo per sostenere le
esportazioni di formaggi
prodotti in Italia. Sul fronte
dell’aiuto all’export comincia
a muoversi qualche cosa di
organico e organizzato, come
per altro è stato rimarcato ieri
nel corso dell’incontro del
Fondo strategico italiano.
Ministero delle Politiche
agricole, Federalimentare,
fondi di partecipazione,
associazioni dei produttori con un’azione quasi unica
nella storia industriale del
Paese - hanno avviato una
strategia in più fasi per far
crescere il valore delle nostre
esportazioni, per combattere i
fenomeni della
contraffazione e per
aumentare il grado di
conoscenza dei nostri
prodotti. Il differenziale
rispetto ad altri Paesi di
riferimento è comunque
elevato. La stessa
Federalimentare spiega che la
percentuale di export sul
fatturato è stata del 20,5% nel
2014 (la Germania è al 33%, la
Francia al 26% e la Spagna al
22%). Inoltre più del 62% delle
nostre vendite estere va sui
mercati europei, che è come
dire che sono vendite
“domestiche”. Nella classifica
dei primi cinque Paesi per
destinazione, il primo
mercato è la Germania,
seguito dalla Francia, quindi
dagli Usa, con Inghilterra e
Svizzera in quarta e quinta
posizione. Siamo ancora poco
presenti sui primi cinque
mercati strategici sia per
potenziale di crescita che per
valore (Cina in testa). Infine i
nostri prodotti maggiormente
esportati sono il vino, seguito
dai dolci, dal lattiero caseario,
dalla pasta e quindi dalle
conserve vegetali.
Nonostante l’agroalimentare
sia il secondo settore
manifatturiero per valore
dell’export, scendendo nei
dettagli si scopre che è un
settore con ancora molte
fragilità: più di 54mila aziende,
la stragrande maggioranza
delle quali di piccola
dimensione. Ne consegue la
poca forza di impatto per
arrivare e restare sui mercati
internazionali e nelle catene
estere della distribuzione
organizzata. La forza sta
invece nell’elevata qualità, nel
legame con i territori, nelle
tipicità che si riscontrano
nelle lavorazioni artigianali
come in quelle industriali.
L’obiettivo di quota “50
miliardi” è ambizioso, ci si
può arrivare: il percorso
indicato è quello giusto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Impresa & territori 19

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Mezzogiorno. In Campania ai poli universitari si affiancano le strutture del Cnr

Napoli punta sulla ricerca
per attirare capitali esteri

Le immatricolazioni di maggio

Istat. Prezzi in crescita dopo 4 mesi di cali
AGF

Le imprese: promuovere la diffusione dell’innovazione
CAMPANIA

Vera Viola
NAPOLI

pOra che gli investitori esteri

guardano all’Italia con interesse,
le imprese italiane devono attrezzarsi per rendersi appetibili. A cominciare anche dal Sud che in tema di innovazione ha carte da giocare. Questo il messsaggio che è
emerso dal road show di Confindustria che si è tenuto, ieri, presso
l’Unione industriali di Napoli con
la partecipazione tra gli altri del
ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e del presidente della
Piccola Industria di Confindustria, Alberto Baban. L'iniziativa
era tra l’altro finalizzata a promuovere - con la partecipazione
di Intesa San Paolo - gli strumenti
offerti dalla recente normativa
sull’investment compact.

«Gli investitori stranieri - dice
Baban - hanno capacità e risorse
ma non riescono a investire in Italia perché trovano imprese piccole. La Cina, a esempio, cerca di acquistare fabbriche. Ma si ferma di
fronte alla piccola dimensione». È
necessario quindi perseguire logiche di filiera per far crescere le
piccole imprese, affrontare insieme le sfide dell’innovazione e della internazionalizzazione.
Insomma, opportunità per agganciare la ripresa ce ne sono anche per il Mezzogiorno. «C’è una
finestra macroeconomica di opportunità che prima o poi si chiude – aggiunge il ministro Padoan –.
Ci sono stati esempi di grandi inversioni di tendenza resi possibili
dallo sfruttamento di potenzialità
nascoste. Compito della politica
economica è renderle esplicite».
Si parte da un quadro molto negativo. «Se l’Italia in tredici anni
ha perso 120 mila imprese, con un
milione 150 mila occupati - dice il

presidente degli Industriali di
Napoli, Ambrogio Prezioso - la
crisi è stata più grave al Sud. I dati
Svimez ci dicono che il 70% dei
disoccupati generati negli anni
della crisi sono meridionali. Il tasso di partecipazione al lavoro è
pari al 40% rispetto al 64% del
Nord. E il livello di povertà assoluta si è aggravato, portandosi dal
5,8 al 12,6%».
E la prospettiva? Per Prezioso
bisogna ripartire dal manifatturiero, per il cui successo l’innovazione è la leva fondamentale di
sviluppo. «Il fatturato delle aziende innovatrici ed esportatrici – dice - è cresciuto nel 2014 dell’1,2%;
quello delle aziende meno dinamiche si è attestato intorno allo
0,3 per cento. I raccordi tra impresa, ricerca e innovazione vanno sistematizzati».
Poi aggiunge: «Per quanto riguarda il nostro territorio, abbiamo un vantaggio: possiamo disporre di un patrimonio di strut-

ture e competenze altamente
qualificate». La Campania ha sette università e numerosi centri di
ricerca. Nei soli dipartimenti del
Cnr presenti nell’area napoletana operano circa mille ricercatori. I poli d’eccellenza dall’aerospazio all’agroalimentare, dal
chimico-farmaceutico e biotech
fino al sistema moda, sono quelli
che hanno saputo manifestare
maggiore capacità di innovazione. «Ma è necessario elevare a sistema questi percorsi», conclude
il presidente degli imprenditori
partenopei.
Dalla teoria ai fatti, ai testimoni
eccellenti. L’Osservatorio sulle
Pmi di Global Strategy premia le
imprese innovative. Tra le 57 meridionali, in primis Laminazione
Sottile, media impresa di lavorazione dell’alluminio: nel 2008
l’azienda campana ha acquisito
una società inglese che in otto ha
moltiplicato per 15 il fatturato.

pMaggio certifica l’uscita del-

Furgoni, la crescita rallenta il passo
Il mese di maggio dei veicoli commerciali continua un trend
moderatamente positivo con una crescita del 3,5% e 10.942
immatricolazioni, rispetto alle 10.574 dello stesso periodo 2014. Lo
comunica l’Unrae. «Anche nel mercato dei veicoli da lavoro, come
nelle auto – ha commentato Massimo Nordio, presidente Unrae – il
trend di crescita sembra rallentare»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Comune di Milano. In discussione la legittimità del prolungamento di altri 10 anni dell’affidamento a Metropolitana milanese

Servizio idrico, ricorso al Tar contro Mm
LOMBARDIA

Sara Monaci
MILANO

pDopo la lettera del Garante

dell'energia, ora arriva anche un ricorso al Tar della Lombardia a
mettere in discussione la legittimità del prolungamento dell'affidamento di altri 10 anni del servizio
idrico milanese a Metropolitana
milanese (Mm), la controllata del
Comune di Milano. Ricorso che,
avanzato da due consiglieri comu-

nali di opposizione (Armando Vagliati e Pietro Tatarella, Forza Italia) contro la decisione del Comune, produrrà risultati solo se accolto e valutato positivamente dai
giudici amministrativi. Cosa non
scontata.
Ma vero è che, per quanto incerto, l'atto ha già un suo valore politico. Non solo una parte del centrodestrainfatti,maancheiverticidel
Pd milanese, stanno guardando
conscetticismoalprolungamento
dell'affidamento del servizio idrico a Mm dal 2027 al 2037, preferendo invece lavorare per la creazione di un'Ato (Autorità territoriale

ottimale) più ampia, comprensiva
dituttalacittàmetropolitanamilanese, e per la nascita di un solo gestore dell'area. Oggi invece la situazione a Milano rappresenta
un'eccezione nel panorama nazionale: la città di Milano ha una
sua Ato e un suo gestore, Mm appunto, mentre la provincia di Milano ha un'altra Ato e suo gestore,
Cap holding.
Nel testo del ricorso si chiede
che «si annullino i provvedimenti», in quanto «sussiste un contrasto insanabile tra le disposizioni
nazionali e quelle regionali... infatti le prime prescrivono l'organiz-

zazione in Ato o provinciali o metropolitani, ed escludono quelli
comunali, mentre invece le secondo mantengono in vita l'Ato della
città di Milano». In sostanza l'attuale organizzazione a Milano ha
«effetti irrazionali». Critico con il
ricorso è l'assessore alla Mobilità,
Pierfrancesco Maran: «La delibera per il prolungamento dell'affidamento è stata ben istruita e confidiamo in un esito positivo per il
Comune».
Si è parlato più volte della creazionediunasolaAtoedellafusione
delle due società, Mm e Cap holding, soprattutto dopo le indica-

Maggio certifica
l’uscita dell’Italia
dalla deflazione

zioni date dal decreto nazionale
Sblocca Italia che parla di un'unica
Atoediununicogestoreperlecittà
metropolitane, ma chiaramente il
prolungamentodell'affidamentoa
Mm oltre la sua scadenza naturale,
il 2027, sposterebbe in avanti questo obiettivo.
L'Autorità per l'energia elettrica, gas e sistema idrico, interpellata dal consigliere Pietro Tatarella,
aveva già manifestato dei dubbi
sulla decisione di allungare i termini di scadenza al 2037. «La presenza di diversi ambiti territoriali
e di diversi gestori nel territorio di
un'unica città metropolitana appare consentita solo fino alla scadenza naturale dei relativi contratti di servizio, senza possibilità

di ulteriori proroghe», ha scritto il
garante,purrilevandodiche«l'accertamento della legittimità non
rientratralefunzionidiquestaAutorità», e rimandando quindi a un
parere dell'Antitrust.
Nel frattempo a occuparsi della materia è anche la Regione
Lombardia, come indicato proprio dalle norme nazionali, che
tracciano le linee guida ma chiedono alle singole regioni la riorganizzazione territoriale delle Autorità d'ambito e dei gestori. Al Pirellone il disegno di legge, che
porta la firma di Fabio Altitonante, punta a creare un'unica Ato regionale con 8 sotto-ambiti, ognuno dei quali con un solo gestore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

l’Italia dalla deflazione: l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2014. Lo rileva l’Istat,
che ha rivisto al ribasso le stime
preliminari che segnavano un +0,2
per cento. Il segno positivo arriva
dopo quattro mesi consecutivi di
valori negativi: è lo stesso aumento
rilevato anche rispetto al mese
precedente.
La ripresa dell’inflazione è dovuta principalmente all’ulteriore
ridimensionamento della flessione dei prezzi dei beni energetici
non regolamentati (-7,2%, da
-8,7% di aprile) e all’accelerazione
della crescita tendenziale dei
prezzi dei servizi, dovuta in particolare a quelli di trasporto (+0,8%,
da -0,6% di aprile).
Sonoincrescitaancheiprezzidei
Servizi ricreativi, culturali e per la
cura della persona (+0,5%), con particolare riguardo a quelli ricettivi.
All’uscita dalla deflazione ha contribuito il balzo del 11% dei prezzi dei
vegetali freschi rispetto allo scorso
anno che, insieme all’aumento delle
quotazioni della frutta (3,2%), fa aumentare il carrello della spesa, osserva Coldiretti: dopo sei anni consecutivi di riduzione, i consumi alimentari - aggiunge Coldiretti - sono
tornatiadaumentarenel2015,coneffetti positivi sui prezzi.
Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l’inflazione di fondo fa registrare una risalita (+0,6%, da +0,3% di aprile) e
al netto dei soli beni energetici, si
porta a +0,8%(era +0,6% il mese
precedente). L’inflazione acquisita per il 2015 è pari a +0,1%(era nulla
ad aprile).
«Giungono dall’Istat dati incoraggianti: siamo fuoriusciti dalla
grave sequenza deflazionistica che
hacaratterizzatogliultimimesi»,affermano Federconsumatori e Adusbefinunanotacommentandol’andamentodeiprezziamaggio.Ledue
associazioni parlano di «timidi, ma
ancorainsufficienti,segnalipositivi,

cherichiedonounosforzoconcreto
affinchésianosupportatidaun’adeguata politica economica di rilancio» dell’occupazione. I prezzi della
benzina e del gasolio per mezzi di
trasporto sono aumentati a maggio,
inunsolomese,rispettivamentedel
2,4% e del 2,3%: lo sottolinea l’Unione nazionale consumatori, commentando i dati Istat sull’inflazione
ecome«purtroppononcisiaunaripresa della domanda e dei consumi», afferma il segretario Massimiliano Dona, aggiungendo che, in
particolarepericarburanti,c’è«una
vera e propria stangata per gli auto-

ILDATO

L’aumentoèdello0,1%,
siarispettoalmeseprecedente
siarispettoall’annoprima;
all’inversioneditendenza
contribuisceilcarrellodellaspesa
mobilisti italiani, considerato che si
sta avvicinando il periodo delle vacanze». Analizzando i dati dell’inflazione per città, quella più cara si
conferma Bolzano, che registra il
maggior aumento dei prezzi
(+0,7%), con un aggravio di spesa,
per una famiglia da tre componenti,
di 322 euro su base annua. Seguono,
come città più care, Milano (+200
euro) e Aosta (+139 euro). La palma
del risparmio, invece, spetta a Bologna,dovel’abbassamentodeiprezzi
dello 0,7% consente ad una famiglia
di 3 persone di risparmiare 267 euro
su base annua.
A livello europeo, «ci aspettiamo che l’inflazione resterà bassa
neimesiavenire»hadettoIlpresidente della Bce Mario Draghi ricordando che «dopo mesi in cui è
rimasta ferma, a maggio è tornata
in positivo a +0,3%». La proiezione dello staff dell’Eurosystem sono di un’inflazione a 1,5% nel 2016 e
a 1,8% nel 2017.
R. I. T.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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20 Impresa & territori

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

LAVORO

Contratti. La Fiom apre a Fim e Uilm sull’ipotesi di una piattaforma unitaria per il rinnovo dei metalmeccanici

In breve
PUBBLICO IMPIEGO

Domani stop
di Italia Lavoro

Sciopero domani dei
lavoratori di Italia Lavoro.
Lo hanno proclamato Cgil,
Cisl e Uil insieme alla Fabi.
«Il decreto del governo
sulle politiche attive del
lavoro - affermano i
sindacati - che istituisce
l'Agenzia nazionale per
l’occupazione prevede che
il presidente dell’agenzia
stessa diventi commissario
di Italia Lavoro. Nonostante
il decreto disponga che tra
la nuova Agenzia e Italia
Lavoro sia necessario
definire una convenzione, il
testo, per come è stato
redatto, ovvero nella
definizione di assistenza
tecnica sui progetti di
rafforzamento delle
politiche attive del lavoro
che l’azienda dovrà fornire
all’Anpal, non assicura che
in tale operazione vengano
coinvolti tutti gli attuali
lavoratori in forza a Italia
Lavoro».

CREMONINI

Sindacati spaccati
sull’outsourcing
Il sindacato dell'industria
alimentare si spacca sul
ricorso al lavoro
somministrato in Inalca,
società del gruppo
Cremonini. Ieri pomeriggio
a Roma Fai Cisl e Uila Uil
hanno sottoscritto
l'accordo che sancisce il
passaggio dei 900
lavoratori dell'indotto, già
dipendenti del Consorzio
Euro2000 – cui Inalca
aveva rescisso il contratto -,
a una società di
somministrazione. Flai Cgil
non ha firmato perché non
ha visto accogliere la
propria richiesta sui tempi
certi di riassorbimento per
gli addetti in questione.

Tute blu unite, sì con paletti
Landini: prima si devono fissare le regole per la rappresentanza
pLa Fiom allunga la mano a Fim

e Uilm ma i rapporti tra le tre sigle
restano comunque tesi. A determinare il tentativo di distensione
è la possibilità di arrivare alla presentazione di una piattaforma
unitaria per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici.
Ieri al margine del comitato centrale dell’organizzazione, Maurizio Landini ha infatti spiegato che
la Fiom è disponibile a lavorare
con Fim e Uilm a una piattaforma
unitaria per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici purché si
fissino regole per la certificazione
della rappresentanza così come
previsto dall’accordo confederale e purché tutti i lavoratori della
categoria e non solo gli iscritti
possano votare sulle richieste per
il contratto e sull’eventuale accordo. Lo ha detto il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini
in una conferenza stampa a margine del Comitato centrale dell’organizzazione. «Trovo singolare - ha detto riferendosi a Fim e
Uilm - che categorie che fanno
parte di una confederazione non
vogliano applicare regole firmate

dalla loro organizzazione». Secondo il numero uno delle tute blu
Cgil il rinnovo del contratto nazionale è importante anche perchè la contrattazione aziendale
nelle aziende metalmeccaniche
negli ultimi anni si è ridotta dal
35% al 20%: «A questo proposito
chiediamo al Governo che venga-

LO SCONTRO

Sigle divise sulle elezioni Fca
I meccanici Cgil: siamo noi
i più rappresentati
La Fim: non siamo
neanche agli exit poll
no defiscalizzati gli aumenti previsti dal contratto nazionale».
Sul fronte opposto tuttavia a far
sì che il clima tra le sigle resti teso,
i dati sulle votazione dei rappresentanti della sicurezza in Fca
(domani riparte la trattativa sul
contratto) . Per Landini la Fiom ha
ottenuto il 34,6% dei voti espressi
negli stabilimenti nei quali si è votato (21mila i lavoratori coinvolti,

circa 1/3 del totale). Ovvero «siamo il primo sindacato», ha detto.
«Queste votazioni dimostrano ha aggiunto Landini - che se si dà
la possibilità alle persone di votare senza ricatti si ha un risultato
che nessuno si sarebbe aspettato.
La Fiom da sola ha più voti di Fim e
Uilm messe insieme».
Diversa la posizione della Fim:
«Il voto degli Rls - ha detto Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl - ha visto la partecipazione di 13.548 lavoratori su un
totale di circa 86mila occupati,
hanno votato solo in 13 stabilimenti su oltre 70. Ancora devono votare molti stabilimenti con alto impatto occupazionale come: Sevel,
Pomigliano, Melfi, Cassino, Mirafiori, Grugliasco, Magneti Marelli, molti stabilimenti di Iveco e
CNHI dove complessivamente ci
sono altri 60mila dipendenti. Non
siamo nemmeno agli exit poll.
Landini e la Fiom stanno caricando di significato politico un voto,
quello dei rappresentanti della salute e sicurezza, che non lo è».
R.I.T

Sciopero

FOTOGRAMMA

Francesco Prisco

pDomani potrebbe essere già

troppo tardi. Quella di oggi è la
giornata decisiva per il destino
dei 522 lavoratori di Firema,
azienda meccanico ferroviaria
casertana con sedi a Spello, Po-

tenza e Milano un tempo appartenuta alla famiglia Fiore e, da ormai
cinque anni, in amministrazione
controllata.
In mattinata si apriranno le buste contenenti le offerte dell'ultima procedura concorsuale per rilevarne le sorti, quella da cui si attendono risposte concrete e definitive. Nel pomeriggio, al
ministero dello Sviluppo economico, lo staff del commissario

straordinario Ernesto Stajano
renderà noto alle delegazioni di
Fim, Fiom e Uilm l’esito della gara.
In caso di ennesima fumata nera,
le prospettive che si aprirebbero
non sarebbero certo le migliori:
domani, 17 giugno, scadono infatti
i termini di legge del commissariamento, non più prorogabili salvo
interventi a sorpresa del governo
con un decreto ad hoc. I lavoratori
sono in agitazione ma non hanno

PIEMONTE

TORINO

pCento autisti assunti en-

Oggi blocco dei dipendenti Trenord
Oggi 16 giugno incrociano le braccia i dipendenti Trenord delle
organizzazioni sindacali Orsa, Cat e Cub che hanno indetto uno sciopero
nazionale. Dalle 9 alle 17 i treni suburbani, regionali e a lunga
percorrenza di Trenord potranno subire ritardi, variazioni di percorso o
cancellazioni. Garantito il servizio aeroportuale.

Meccanica. Oggi saranno aperte le buste con le offerte dell’ultima procedura concorsuale - Due ipotesi: un gruppo napoletano o una cordata indiana

CAMPANIA

Alla Gtt di Torino
i vecchi autisti
lasciano ai giovani
Augusto Grandi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Round decisivo per Firema

Recruiting. Al via circa 200 selezioni

perso tutte le speranze: negli ultimi giorni si sono infatti infittiti i rumors riguardanti due offerte alternative. La prima riconducibile a
un noto gruppo napoletano del
comparto automotive presente
anche all'estero, la seconda riferita a una conglomerata indiana con
interessi in molteplici settori, come gomma-plastica, ingegneria
pesante e persino turismo e benessere. Sembra accantonata, almeno in questo momento, l’ipotesi della scorsa settimana sulla possibilità che un nuovo offerente potesse subentrare a Blutec nella

newco costituita a marzo scorso.
Chiunque la spunterà oggi, da
quello che si apprende, partirà da
zero. Circostanza che complica
non poco la partita, alla luce dell’imminente scadenza dell’amministrazione straordinaria. Una cosa è certa: il fallimento rappresenterebbe una beffa per il lavoro
compiuto negli ultimi cinque anni
dai commissari e un colpo tremendo per i lavoratori. Oltre che
l’ennesima sconfitta industriale
per un territorio già in ginocchio.

@MrPriscus

© RIPRODUZIONE RISERVATA

tro la fine dell’anno ma altre
assunzioni in arrivo grazie alla “staffetta generazionale”.
Sono alcuni punti dell’accordo raggiunto da sindacati
(senza Cgil) e Gtt, il gruppo
dei trasporti torinesi che occupa circa 5mila addetti di cui
2.300 autisti.
In particolare la staffetta generazionale è riservata al personale con oltre 50 anni di età e
che può maturare la pensione
in un arco di tempo compreso
tra 1 e 3 anni. Il lavoratore avrà
la possibilità di trasformare il
proprio contratto da tempo
pieno a part time, conservando il 100% dei contributi ed il
90% dello stipendio.
Contestualmente l’azienda
assumerà giovani disoccupati
con un contratto a tempo indeterminato, in modo da mantenere i livelli occupazionali.
Il numero delle assunzioni dipenderà, quindi, dai livelli di
adesione da parte degli ultra
cinquantenni e l’iniziativa riguarderà soltanto il personale
operaio e di guida. In Gtt ritengono che si possa arrivare ad
un’ottantina di assunzioni che
si aggiungeranno alle 100 riservate al personale di guida,
mettendo così fine al blocco
del turn over avviato nel 2011.
L’azienda che fa capo a Walter
Ceresa, presidente ed amministratore delegato di Gtt,
vuole infatti migliorare un
servizio che, a causa dei continui tagli, si è progressivamen-

te ridotto negli ultimi anni.
Gtt opererà attraverso condizioni di ingresso che garantiscono ai neoassunti stabilità
occupazionale, con contratti a
tempo indeterminato e tempo
pieno, ed un riconoscimento
già dall’inizio della retribuzione relativa alla contrattazione
integrativa. In cambio viene
garantita all’azienda la competitività per affrontare gli scenari futuri: i nuovi autisti usufruiranno inizialmente di 13
giorni all’anno di riposo ma
questa regolamentazione specifica verrà eliminata progressivamente.

LE CARATTERISTICHE

La staffetta è riservata
al personale con oltre
50 anni e che può maturare
la pensione in un arco di
tempo tra uno e tre anni
Inoltre il Gtt ha deciso di riconoscere un anticipo dell’una
tantum per il periodo di mancato rinnovo nazionale, per un
totale di 750 euro lordi che saranno pagati in due tranche. La
prima, di 450 euro, versata subito e l’altra ad ottobre. Le assunzioni riguarderanno anche
cittadini stranieri dopo l’abrogazione del Regio Decreto del
1931 che riservava agli italiani
le assunzioni nel settore.
Quanto alla mancata firma
della Cgil, Ceresa si è detto dispiaciuto, «ma le relazioni
continuano e siamo certi di poter trovare altri terreni di confronto ed altre azioni condivise anche con questa organizzazione».
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ATTIVITÀ MARITTIMA

Logistica. Primo accordo da 22,6 milioni in attesa dello sblocco del Progetto hub del valore di 225 milioni

In breve
NAUTICA

Azimut sigla
intesa in Cina
con Sipg
Il gruppo Azimut Benetti,
numero uno al mondo nella
realizzazione di megayacht,
ha chiuso, in queste ore, un
accordo di dealership con la
cinese Shanghai
international porto group
(Sipg). Si tratta di grande
società pubblica
specializzata nella gestione
di porti e attività connesse:
è l’operatore esclusivo di
tutti i terminal pubblici del
porto di Shanghai ed è
quotato alla Borsa di
Shanghai, con il rating A+ di
Standard & Poor's e A1 di
Moody's. L’accordo con il
gruppo torinese è dovuto al
fatto che Sipg vuole
sviluppare il settore del
diporto in Cina e possiede
già due porti turistici .
L’intesa sottoscritta da
Azimut rientra nella
strategia che l’azienda sta
applicando per espandere
le proprie vendite di yacht
in Cina, al pari di altri
grandi operatori della
nautica, come Sanlorenzo,
Ferretti group e Monte
Carlo Yachts.
Nei giorni scorsi Simpson
Marine, per anni
distributore anche di
Azimut, è diventato dealer
di Sanlorenzo (oltre che di
altri brand), in quanto
acquisito da Sundiro,
azionista di minoranza di
Sanlorenzo. Azimut,
peraltro, aveva già iniziato
(in Indonesia e Thailandia)
a cercare dealer che
rappresentassero il
marchio in esclusiva. Ha
quindi sostituito Simpson
aprendo Azimut Yacht
Hong Kong (in società con
un dealer locale) e poi ha
stretto l’accordo con Sipg.
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Ravenna rilancia sulla ferrovia

Protocollo tra enti locali e Rfi per migliorare l’accessibilità del porto

Container. Acquisite quattro nuove gru

Un piano di Vte
per il terminal Pra’
LIGURIA

EMILIA
ROMAGNA
Raoul de Forcade

pUn investimento da 22,6 milio-

ni di euro, finanziato con denaro
pubblico, per quattro interventi
destinati a migliorare, nei prossimi anni, l’accessibilità al porto di
Ravenna via ferrovia e a connetterlo alle grandi reti infrastrutturali europee. È quanto prevede il
protocollo d’intesa siglato ieri da
Regione Emilia-Romagna (che lo
ritiene cantieriabile in un paio
d’anni), Rfi (Fs), Comune di Ravenna e Autorità portuale.
Si tratta di un piano che si collega, sotto il profilo logistico, al più
grande Progetto hub del porto, che
punta a creare, con un investimento complessivo di circa 225 milioni, una grande piattaforma logistica di servizio alle banchine. Un’infrastruttura che dovrebbe essere
realizzata attraverso l’esproprio
di alcuni terreni privati, da parte
della port Authority, e la collocazione, in quelle aree dei materiali

degli escavi per l’approfondimento dei fondali del porto canale di
Ravenna. Il condizionale, però, è
d’obbligo, perché il progetto è al
momento frenato da un’inchiesta
della procura di Ravenna. Inchiesta che ha portato a 10 avvisi di garanzia e al sequestro di alcune casse di colmata (quelle che avrebbero dovuto contenere i materiali

11,5

milioni

L’impegno delle Ferrovie
Quota di competenza di Rfi
nell’ambito del progetto
dei futuri dragaggi), con l’ipotesi
di gestione irregolare dello stoccaggio dei materiali di risulta di diverse operazioni di escavo. Un situazione riguardo alla quale si sono scontrati il presidente dell’Autorità portuale, Galliano Di
Marco, e il leader degli industriali
di Ravenna, Guido Ottolenghi.
L’accordo di ieri, però, resta fuo-

ri dalle polemiche. E impegna i sottoscrittori a prolungare la dorsale
ferroviaria di collegamento tra la
stazione fino al nuovo terminal
container; a realizzare un sottopasso sostitutivo di un passaggio a
livello;aprolungareilsottopassaggio pedonale della stazione oltre i
binari fino all’area della darsena; a
ricostruire il cavalcavia “Teodorico”, con una nuova sagoma per il
passaggio dei treni caricati con i
container più alti e dei grandi Tir.
I 22,6 milioni destinati dai soggetti sottoscrittori degli interventi sono ripartiti fra Rfi (11,5 milioni), Comune di Ravenna (100mila
euro) e Autorità portuale (6 milioni); all’Ue sarà richiesto un contributo del 30% su uno degli interventi (circa 5 milioni di euro). Nel
dettaglio, per il primo intervento
(dorsale ferroviaria nel nuovo terminal container) l’Autorità portuale stanzierà circa un milione,
mentre Rfi fornirà binari e traverse. Per il secondo intervento (sottopasso carrabile della ferrovia ) è
previsto un investimento complessivo di 15 milioni, 5 dei quali
dell’Authority e altrettanti da Rfi e

È stata
inasprita
la pena
per la
corruzione
COME CAMBIA IL FALSO IN BILANCIO
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CON IL SOLE 24 ORE
La riforma dei reati societari:
tutte le novità in 50 domande
e risposte. L'addio alle soglie.
Le sanzioni penali e quelle
tributarie

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Mercoledì 17 Giugno 2015
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Come cambiano In vendita
i reati societari

LA GUIDA

Un nuovo
«argine»
per ridurre
gli illeciti
di Antonio Iorio

I

l 14 giugno è entrata in vigore la
nuova legge cosiddetta
anticorruzione che prevede sia
inasprimenti di pena per alcuni
reati contro la pubblica
amministrazione, (come peculato,
corruzione, induzione indebita)
sia importanti modifiche alle
fattispecie penali di false
comunicazioni sociali.
Queste ultime rappresentano il
più importante intervento in
materia operato negli ultimi dieci
anni. Esse hanno immediate e
concrete conseguenze per tutte le
società di capitali.
Per questo motivo “Il Sole 24
Ore “ha deciso di dedicare una
guida al tema, con una serie di
approfondimenti volti a illustrare
in modo chiaro e immediato
l’ambito dei nuovi reati societari,
la casistica che potrebbe più
frequentemente verificarsi, le
implicazioni che le nuove
condotte comportano, anche
rispetto ai reati tributari, e gli
istituti di diritto penale e
processuale che possono trovare
applicazione.
Concludono
l’approfondimento le novità sui
reati contro la pubblica
amministrazione e le nuove regole
sulla responsabilità
amministrativa delle società in
caso di violazioni penali
commesse dai vertici aziendali.

TUTTE LE NOVITÀ IN 50 DOMANDE E RISPOSTE

Falso in bilancio,
è partita la riforma






La data-discrimine
è il 14 giugno
Saltano le «soglie»
per la commissione del reato
La sanzione penale
si somma a quella tributaria

a 0,50
euro oltre
al prezzo
del
quotidiano

dall’Ue. Per il terzo intervento
(prolungamento del sottopasso
pedonale di stazione), verranno
destinati 1,4 milioni da Rfi e circa
100mila euro dal Comune; infine,
per l'ultimo intervento (cavalcavia “Teodorico”) Rfi stanzierà circa 5 milioni. Il coordinamento e la
promozione per l'ottenimento
delle risorse europee verrà svolto,
per tutti gli interventi, dalla Regione Emilia-Romagna.
Intanto il governatore Stefano
Bonaccini sottolinea: «Il porto di
Ravenna è strategico, non mi interessa sapere quante Autorità portuali ci saranno dopo la riforma in
fieri, ma non voglio neanche pensare che il Governo non ne confermi la strategicità», e annuncia, per
la prossima settimana, un incontro
con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Da parte sua, Di Marco, afferma di aver incontrato tutti
gli enti interessati al Progetto hub e
di star lavorando «al piano B, da realizzare in alternativa o a integrazione del progetto , che resta la soluzione migliore, al netto del problema delle casse di colmata».
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DIRETTORE RESPONSABILE

RobertoNapoletano
CAPOREDATTORE

Jean Marie Del Bo
COORDINAMENTO

Giorgio Costa
INSERTO A CURA DI

Luigi Illiano e Silvia Marzialetti

* In Umbria € 0,50 + il prezzo de Il Sole 24 Ore
Chiuso in redazione il 13 Giugno 2015

ALL’INTERNO
NON QUOTATE

Sanzioni più pesanti
in caso di dichiarazioni
non veritiere

QUOTATE

I fatti minori
acquistano
rilevanza penale

I SOGGETTI

Amministratori di fatto
nel perimetro
dei «nuovi» reati

LIEVE ENTITÀ E TENUITÀ

Quale è l’impatto
delle «attenuanti»
sui bilanci non veritieri

Alessandro Traversi u pagina 4

Mecca e Potente u pagina 5

Ambrosi e Potente u pagina 6

Iorio e Mecca u pagine 7 e 8

RESPONSABILITÀ D’IMPRESA

IL TRANSITORIO

AUTORICICLAGGIO

REATI CONTRO LA PA

Valerio Silvetti u pagina 10

Antonio Iorio u pagina 11

Sara Mecca u pagina 13

Valerio Silvetti u pagina 14

«Automatico»
il vantaggio
per la società

La riforma
si applica anche
ai processi in corso

Tutti gli effetti
del reimpiego
dopo il reato

Corruzione,
carcere
fino a 10 anni

Ict. Commessa da 2 milioni di euro per il rinnovo della rete di comunicazione radio-costiera per il soccorso dei natanti

A Vitrociset le coste greche
LAZIO

pC’è un po’ d’Italia nel sistema

di sicurezza per il soccorso dei
natanti, nelle acque della Grecia.
Vitrociset si è aggiudicata la
gara per il rinnovo dell’intera rete di comunicazione radio-costiera greca per il soccorso dei
natanti, bandita dalla Hellenic
Telecommunications Organization S.A (Ote) il più grande

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operatore di telefonia mobile e
fissa del Paese.
L’azienda produttrice di radar e sistemi elettronici - si legge
in una nota - sarà responsabile
della progettazione e realizza-

195

milioni

I ricavi
Utile di 3,2 milioni nell’ultimo
bilancio disponibile (al 2013)

zione del nuovo centro di controllo delle coste, ad Atene, e
della fornitura di 31 stazioni per
la gestione distribuite sulle coste e negli arcipelaghi greci .
Il sistema di controllo «garantisce la sicurezza ed il soccorso
in mare (secondo il protocollo
internazionale Gmdss), più altre funzioni di telecomunicazione commerciale (Telex, Radiotelex, messaggi in tempo reale,
comunicazioni telefoniche verso terra)».
La commessa ha un valore ini-

ziale superiore a 2 milioni di euro, ma è soprattutto vista come
la chiave di volta per aprire all’azienda con sede a Roma- circa
200 milioni di ricavi e 3,2 milioni
di euro di utile a fine 2013, stando
all’ultimo bilancio attualmente
a disposizione - la strada per ulteriori forniture di apparati e
servizi per la gestione della sicurezza della navigazione al largo
delle coste elleniche.
Insomma, una buona notizia
sul fronte industriale per questa
azienda nata nel 1992 e fondata
da Camillo Crociani (oggi fa capo alla moglie Edoarda Crociani), con alla guida il manager
Giorgio Zappa e che fra metà e fi-

ne dello scorso anno è stata al
centro di rumors sulla possibile
vendita di quote (di maggioranza o minoranza).
Intanto la commessa greca,
prosegue la nota di Vitrociset, se
da un lato si inserisce appieno
nel piano strategico dell’azienda che prevede il perseguimento sempre più determinato di
opportunità sul mercato estero,
dall’altro «prosegue la grande
tradizione aziendale di progettazione e integrazione di sistemi
ad alto valore aggiunto a supporto di missioni per la sicurezza e la salute».
A. Bio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

pUn ordine, appena sigla-

to, di quattro nuove gru gooseneck per movimentare i
container, con un investimento di 40 milioni di euro,
che diventa di 80 milioni se si
contano le altre quattro gru,
dello stesso tipo, ordinate nei
mesi scorsi. Con questa mossa il Vte, il terminal di VoltriPra’, nel Ponente del porto di
Genova, diventa , spiega l’ad ,
Gilberto Danesi, «l’unico
terminal di destinazione finale del Mediterraneo capace di lavorare contemporaneamente quattro grandi navi portacontainer».
Il manager alla guida del
terminal genovese di proprietà di Psa (Port of Singapore
Authority), spiega che le novità non si fermano qui. «Abbiamo anche ottenuto oggi il
riconoscimento, dalla capitaneria di Genova, del Piano di
sicurezza del Vte e raggiunto
la cifra di 565.786 teu (container da 20 piedi, ndr) movimentati dall’inizio dell’anno a
oggi. Cioè un +9,3% rispetto
allo stesso periodo del 2014».
Riguardo alle nuove gru
Danesi è netto: «Il miglior
modo per guardare al futuro dice - è crearlo. Con l’ordine
appena sottoscritto noi avremo a disposizioni tre approdi per unità post panamax:
due per navi da 20mila teu e
l’altro per una 14mila teu. Potremo lavorarle in contemporanea e, se arriveranno navi più piccole, potremo operaresu quattro unità allo
stesso tempo ». Le gru “a becco d’oca” sono state ordinate
presso lo stesso fornitore cinese dove erano state ordinate le altre quattro: Zpmc
Shanghai. Le gru della commessa precedente, afferma

Danesi, «saranno consegnate a gennaio-febbraio 2016. E
quelle appena ordinate arriveranno sulle nostre banchine a novembre dello stesso
anno. Potremo operare su
navi con 25 file di container.
Questo vuol dire che le megaship, anche quelle che oggi
fanno transhipment a Gioia
Tauro, potrranno venire qui
a scaricare i container. E questi sono fatti, non parole».
Mentre Genova si attrezza
sempre più per le grandi unità, dai terminalisti italiani e
europei arriva un allarme
proprio sul gigantismo navale. Negli ultimi 10 anni, hanno
spiegato gli operatori, nel
corso dell’assemblea annuale

20

mila

I container
Grazie alle nuove gru, Vte opererà
su navi da 20mila teu
di Feport (l’associazione dei
terminalisti Ue), «abbiamo
fatto investimenti per 40 miliardi di euro, in attrezzature
e impianti portuali. Il programmato arrivo sul mercato
di altre meganavi richiede un
ulteriore potenziamento dei
mezzi di handling e delle infrastrutture portuali e dell’hinterland». I terminalisti
sono pronti a continuare a investire, ma a patto che ci siano condizioni chiare sulla
proroga delle concessioni in
scadenza. Perché «lemaganavi - sottolineano Gunther
Bonz, presidente di Feport e
Marco Conforti alla guida di
Assiterminal - consentono
economie alle linee ma costringono la catena logistica a
forti investimenti».
R.d.f.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Impresa & territori 21

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

STILI&TENDENZE
In breve
CASUALWEAR

American Vintage
festeggia 10 anni

Il brand di casualwear
francese (ma amatissimo
dalle celeb americane)
American Vintage compie
10 anni e sceglie Pitti per
festeggiarli, con una
speciale t-shirt.

NOMINE

Canclini presidente
Fondazione cotone
La Fondazione industrie
cotone e lino ha un nuovo
presidente, Simone
Canclini, che subentra a
Romano Bonadei,
nominato presidente
onorario. Il cda è ora
composto da Giuseppe
Bellora, Simone Canclini,
Alberto Paccanelli, Sergio
Tamborini, Michele
Tronconi, Marino Vago,
Matteo Zucchi.

SFILATE DI LONDRA

Il debutto di Coach,
lo show Burberry
Sempre più ricco e
articolato il calendario della
mini settimana della moda
maschile di Londra, che ha
visto il debutto del brand
americano Coach e
l’ennesimo “supershow” di
Burberry, On line la
cronaca di Nicol Degli
Innocenti e le photo gallery.
www.moda24.ilsole24ore.com

Pitti 88. Ieri l’evento del calcio storico ideato da Stefano Ricci

La moda maschile
consolida la crescita
dell’export (+5,1%)
Da oggi alla
Fortezza da Basso
1.150 espositori
e buyer dall’estero
Paola Bottelli

pPitti “sposa” la cultura fioren-

tina e inaugura l’edizione 88 della
più importante fiera mondiale
dell’abbigliamento maschile con
un evento straordinario del calcio storico fiorentino. Centinaia
di figuranti con i costumi originali del Cinquecento si sono esibiti
ieri sera in piazza Santa Croce,
davanti a migliaia di cittadini, turisti e, soprattutto, compratori e
giornalisti arrivati sulle rive dell’Arno per visitare la rassegna che
apre oggi alla Fortezza da Basso
con ben 1.150 espositori.
«Abbiamo deciso di attirare
l’attenzione sulla città e su Pitti dice Stefano Ricci, presidente
del Centro di Firenze per la moda italiana (Cfmi) - con una delle
manifestazioni culturali più importanti, approfittando del giorno di riposo del torneo che si
chiuderà il 24 giugno. Possiamo
affermare che il corteo storico,
incluse le Madonne fiorentine, è
una sorta di sfilata di moda grazie agli splendidi costumi che
vengono conservati, come in
una frande sartoria teatrale, nel
Palagio di parte guelfa a Firenze». Per l’occasione, Aldo Fallai,
fotografo fiorentino tra i più
prestigiosi nel mondo della moda, ha immortalato i 500 figuranti i cui ritratti sono inseriti in un
libro edito da Mandragola.

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Per organizzare la One night in
Santa Croce - con il corteo della
Repubblica fiorentina e la partita
delle vecchie glorie - il Cfmi ha utilizzato anche fondi messi a disposizione per la promozione del made in Italy dal ministero dello Sviluppo economico. «Una simile rievocazione storica - aggiunge
Ricci, la cui carica è scaduta e che
ha già comunicato l’intenzione di
non ricandidarsi al vertice di Cfmi
(«La vita è una sola, ora voglio fare
anche il nonno») - è un’ottima leva
per promuovere il nostro Paese,
così come è stata, l’anno scorso a
giugno, la nuova illuminazione
del Ponte Vecchio con concerto
di Andrea Bocelli che io e la mia famiglia avevamo offerto a Firenze,

IN ALLEGATO

SPECIALE PITTI 88
E LA APP DI MODA24
InallegatooggiconIlSole24Ore
loSpecialePitti,insertodi32
pagineconla«App»creatada
Moda24,attivasiasudispositivi
iOSsiaAndroid

una città in cui, con il Rinascimento, sono nati codici culturali ancora condivisi. Per inciso, quando
viaggio in giro per il mondo per la
mia azienda, c’è sempre qualcuno
tra gli addetti ai lavori che rammenta quella magica serata del
Ponte Vecchio: oltre al business di
chi arriva in Fortezza, anche la
cornice conta parecchio».
E dopo il calcio storico e una cena nel chiostro di Santa Croce durante la quale la Fondazione
museo del calcio di Coverciano ha
esposto la maglia con cui Silvio
Piola, esattamente 80 anni fa, ha
debuttato con una doppietta in
Nazionale, celebrato dai ricami in
filo d’oro della mamma - oggi si
passa in fiera, dove il tema è “That’s Pitticolor!”.Tra gli espositori il
40% arriva dall’estero, segno del
peso specifico della manifestazione nel segmento maschile, in cui
l’Italia detiene la leadership nella
qualità. Nel 2014, secondo Smi, il
fatturato è cresciuto del 3% a 8,8
miliardi, mentre l’export è aumentato del 5,1% a oltre 5,5 miliardi, con un surplus della bilancia
commerciale in linea con l’anno
precedente a quota 1,8 miliardi.
Ma uno dei temi del dibattito sarà
il reshoring, cioè il rimpatrio di
produzioni ora delocalizzate in
Paesi a minor costo della manodopera: mai come in questo momento le condizioni sembrano favorevoli per questo cambio strategico
da parte di molte aziende anche di
dimensioni significative, come si
evince in un’analisi elaborata da
Pwc per Smi (si veda Il Sole 24 Ore
dell’11 giugno). La qualità del vero
made in Italy piace ai consumatori
stranieri. Ed è ora di approfittarne.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Moda e cultura. Pitti 88 ha accolto
ieri sera i buyer con il corteo della
Repubblica fiorentina e la partita di
calcio, in piazza Santa Croce, con i
costumi originali del Cinquecento

IL SETTORE

8,776 mld

Fatturato 2014 del settore
Il dato elaborato da Smi è in
crescita del 3% sul 2013

5,534 mld

Pelletteria

Convegno EY

Per i 130 anni
Gherardini
si regala
un «Mister»

Il Made
in Italy
in cerca
di nuove vie

pIn occasione dei suoi 130 an-

pSi è tenuto ieri a Firenze, alla

ni, Gherardini lancia la prima linea di pelletteria al maschile,
battezzata Mr. Gherardini, una
trentina di pezzi tra borse e accessori, tutti made in Italy, che
avrà una distribuzione selezionata, in Italia e all'’estero. Il budget prevede un fatturato di tre
milioni di euro nel giro di tre anni, anche se Riccardo Braccialini, amministratore delegato del
gruppo fiorentino di pelletteria
omonimo, che possiede anche
Gherardini, è convinto di poter
faredipiù.«Questosegmentodi
mercato non è molto presidiato
-– dice – e noi partiamo col vantaggio di essere forti nella donna, che quasi sempre decide gli
acquisti anche per l’uomo».
La collezione Mr. Gherardini, che sarà presentata da oggi al
Pitti Uomo e celebrata giovedì
alle Serre Torrigiani con un
concertolivedell’artistacaliforniano Ariel Pink, punta su creatività e funzionalità e propone
tessuti cult come il Millerighe e
ilSoftyrivisitati,eancheilloggato con la G di Gherardini. Sempre al Pitti, Braccialini presenta
la prima collezione frutto della
licenza acquisita da Ducati: borse fashion che ricordano il mondo della moto.
Si.Pi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Export 2014
In aumento del 5,1%, incide
per il 63,1% sui ricavi totali

+9,4%

Aumento dell’export verso Usa
Gli Stati Uniti sono il secondo
mercato dopo la Francia

+8,9%

Export abbigliamento in pelle
La categoria che cresce di più

vigilia di Pitti, il secondo convegno annuale “Il fashion italiano
nel mondo”, organizzato da Ernst&Young (EY) in collaborazione con Azimut.
Due le tavole rotonde, alle
quali hanno partecipato alcuni
dei protagonisti del lusso made
in Italy: la prima si è concentrata su produzione e artigianalità
della filiera made in Italy e ha
fatto emergere l’importanza
della componente artigianale e
dell’autenticità dei prodotti italiani, elementi che contraddistinguono i nostri marchi in tutto il mondo. Al centro della seconda tavola rotonda invece, le
possibilità aperte dalla digitalizzazione e dall’e-commerce.
Roberto Bonacina, director
EY Fashion&luxury, ha inoltre
presentato il Factbook 2015 sul
settore, che evidenzia il permanere di una crescita del mercato
dei beni di lusso, sostenuta dagli accessori (scarpe e borse),
dallo sviluppo del digitale e da
flussi turistici fortemente condizionati dagli andamenti valutari, come già accaduto nel 2014.
«Dal punto di vista di mercato, le società quotate del settore
rimangono un ottimo investimento nel medio-lungo periodo – ha spiegato Bonacina – con
un ritorno medio del 9% nell’arco degli ultimi 5 anni, spinto dalla superiore crescita e redditività dimostrate, anche in periodi di crisi, rispetto ad altre società quotate». Quanto invece
all’M&A, il settore mantiene
una forte attrattività da parte
degli investitori strategici e finanziari e l’Italia rimane il paese di maggior interesse, con il
30% delle operazioni realizzate
globalmente negli ultimi 5 anni.
G.Cr.

Zainetto. Pensato per l’uomo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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22

Impresa & territori

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

MONDO&MERCATI

Accordi commerciali. Il via libera definitivo permetterà di eliminare le tariffe sul 90% dei prodotti scambiati

L’agenda con la Ue. Forum a Bruxelles

Sì al libero scambio Cina-Corea

Pechino studia
il mercato europeo
(passando da Expo)

I due Paesi hanno raggiunto un interscambio di oltre 235 miliardi di dollari
Rita Fatiguso
PECHINO. Dal nostro corrispondente

pMentre Corea e Stati Uniti si

accordavano su un nuovo round
di esercitazioni militari da effettuare nella Penisola per rinsaldare l’antica alleanza, la Cina incassava proprio dalla Corea il sì
definitivo al Free trade agreement, il più consistente per volumi commerciali mai siglato, finora, da Pechino. L’ipotesi di accordo aveva subìto una decisa
svolta lo scorso mese di novembre, in occasione dell’Apec, che
si è svolta nella Capitale cinese. I
lavori preparatori erano iniziati
nel 2005, ma soltanto nel maggio
del 2012 Pechino e Seul hanno
lanciato ufficialmente il negoziato che, dopo 14 round di colloqui, ha subito un impulso notevole a fine anno scorso, per arrivare lo scorso mese di febbraio
all’ufficializzazione del deal.
Il primo giugno la firma ufficiale che, adesso, dovrà essere
ratificata dai due Parlamenti, cinese e coreano. La Cina toglierà
le tariffe sul 91% di tutti i prodotti
made in Corea nei prossimi vent’anni. Seul farà lo stesso nel 92%
dei casi per i prodotti made in
China. I rapporti economici tra i
due Paesi sono solidissimi, nel
2014 l’interscambio è stato di
235,4 miliardi di dollari. Per quest’anno il goal della Corea nei
rapporti con la Cina è stato fissato in 300 miliardi.
Ma la valenza di questo accordo trascende il Free trade agreement in sé, perché da questa firma inseguita con grande determinazione – l’incontro coreano
l’anno scorso tra i due presidenti
Xi Jinping e Park Geun-hye è risultato determinante - Pechino
trova nuova linfa per tornare alla
carica sul FTA trilaterale anche
con il Giappone, un dossier aperto, ma rimasto indietro rispetto a
quello bilaterale con Seul.

Non solo. La Cina punta a ridare slancio alla Rcep, la Regional
comprehensive economic partnership, un FTA multilaterale
che include Cina, Corea del Sud,
Giappone, i dieci rappresentanti
dell’Asean, India, Australia,
Nuova Zelanda. Ma non gli Usa.
Il Rcep è considerata infatti
la risposta cinese al TTIP, il
Trans pacific initiative partnership che, invece, ha gli Usa
come forza trainante. Proprio
per questo c’è da registrare che
proprio a Washington al Congresso si è impantanato sul versante protezione dei posti di lavoro messi a rischio a seguito
della possibile firma dell’intesa

IN FUTURO

L’intesa è importante anche
dal punto di vista politico
perché potrebbe favorire
il grande progetto
«trilaterale» con il Giappone
commerciale multilaterale.
Quello con la Corea, visto in
quest’ottica, è davvero un bel
colpo. Arrivato peraltro al
momento giusto con un tempismo che davvero fa onore ai
negoziatori specie cinesi, in
testa il ministro del Commercio Gao Hucheng.
La Cina, al contrario di quello
che si possa pensare, sta utilizzando questi agreement non solo per espandere il raggio
d’azione, ma anche per integrare il mercato dell’area e compensare il calo vistoso della crescita interna, il 7% nel 2015 è
considerato ormai un vero e
proprio miraggio.
Allargando l’area degli scambi e delle transazioni Pechino
attutisce le proprie carenze cercando di approfittare delle op-

portunità che, in questo caso, la
Corea presenta. Non solo trattamenti estetici a go-go, ma anche cure mediche di buon livello, quelle che tanto mancano ai
cinesi. Non solo telenovelas coreane tanto amate dalle ragazze
cinesi, ma anche prodotti hi-tech a prezzi più concorrenziali.
Per la Corea c’è anche la chance
di giocare la carta cinese in concorrenza con l’Europa, un’area
con la quale il libero scambio è
ormai un fatto assodato.
Nei fatti la Cina aggiunge
un’altra freccia all’arco dei Fta
che, finora, conta i dieci Paesi
Asean, Pakistan, Cile, Nuova
Zelanda, Singapore, Perù,
Hong Kong, Macao, Costarica,
Islanda, Svizzera proprio nel
cuore dell’Europa e, adesso, la
Corea del Sud.
Tra i negoziati in corso ci sono
il Gulf cooperation council,
l’FTA con l’Australia, il trilaterale con Giappone e Corea, la Norvegia, lo Shri Lanka. Il Rcep, come si diceva. Ma anche l’upgraded con l’area Asean che dovrebbe andare in porto a partire
da quest’anno. Con l’Asean la Cina ha unr apporto privilegiato
costruito in oltre un decennio, e
la maggiore integrazione dei
dieci Paesi asiatici in calendario
per il prossimo mese di gennaio
dovrebbe ulteriormente aiutare
a stringere i rapporti.
In buona sostanza una presenza rafforzata della Cina a livello
economico che va dalla Corea ai
mari della Cina del Sud si inserisce in una congiuntura piuttosto
movimentata, infatti in queste
ultime settimane le svariate contese localizzate nell’area e non
solo per mare – dalle Filippine ai
confini con Myanmar allo Sri
Lanka - stanno nuovamente creando problemi di gestione politica ai vertici di Pechino.

ANSA

pÈ un anno speciale, il 2015:

Più vicini. I presidenti di Corea del Sud e Cina, Park Geun-hye e Xi Jinping, lo scorso anno a Pechino

Lo scenario

IL FRONTE AMERICANO

GLI SCAMBI
In miliardi di $
Esportazioni sudcoreane verso la Cina
Importazioni dalla Cina
2004
2006
2008
2010
2012
2014

49,8

29,6

69,5

48,6

91,4

76,9

116,8

71,6

134,3
145,3
80,8
90,1

Fonte: Ministero del Commercio Corea del Sud; Korea International Trade Association

A CONFRONTO
Le quote di mercato dei principali partner commerciali
della Corea del Sud. In % sul totale degli scambi

Cina
Usa
Giappone
’00 ’01 ’02 ’03 ’04 ’05 ’06 ’07 ’08 ’09 ’10 ’11 ’12 ’13

25
20 20%
15
10 16%
5 9%

© RIPRODUZIONE RISERVATA

21%

10%
9%

Fonte: Korea International Trade Association

Battuta d’arresto per Obama
 Se Pechino allunga la lista
dei Paesi con cui sta
concludendo accordi di libero
scambio, gli Stati Uniti
frenano. La settimana scorsa
infatti il Congresso ha
bocciato - per mano dei
Democratici - il
provvedimento che avrebbe
dato alla Casa Bianca più
margine di manovra
sull’approvazione dei trattati
commerciali internazionali. E
ora Barack Obama punta a
dare una seconda chance al
trade bill, la legge sul “fast
track” commerciale. «Se non
avessi pensato - ha detto - che
i nuovi accordi commerciali
fossero la cosa giusta per le
famiglie dei lavoratori, non
avrei combattuto per farlo
approvare». I Repubblicani
contano di tornare a votare
sul provvedimento in
settimana.

MERCATI IN ITALIA

G

© RIPRODUZIONE RISERVATA

INDICI CONFINDUSTRIA
Indici dei prezzi delle merci aventi mercato internaz., (34 prodotti) ponderati sul
commercio mondiale (Usd) e sul commercio italiano (º)

Mag15

Apr15 Mag14
144,96
76,38
189,61
161,37
150,62
372,87
183,21
353,45
480,70
450,67
272,87
370,84

171.60
100,57
253,27
156,16
196,23
443,96
233,64
396,95
590,55
827,72
324,46
601,76

Euro correnti
(base 1977=100)
Mag15
145,02
77,67
188,48
161,40
150,70
389,27
206,54
369,38
494,42
502,01
282,11
403,27

Apr15 Mag14
152,87
80,48
199,92
170,29
158,77
393,22
193,03
372,91
506,84
475,37
287,77
391,14

142,49
83,44
210,28
129,76
162,87
368,66
193,80
329,78
490,30
687,47
269,42
499,77

BORSA ELETTRICA
Prezzo unico nazionale del 16.06.2015
¤/MWh
Ore
¤/MWh
Ore
60,167540
57,000000
09.00
01.00
51,281370
54,065110
10.00
02.00
50,027430
54,624860
11.00
03.00
48,400000
54,278290
12.00
04.00
49,000000
51,863740
13.00
05.00
50,000000
51,454230
14.00
06.00
52,481790
53,957080
15.00
07.00
51,978620
58,320480
16.00
08.00

Ore
17.00
18.00
19.00
20.00
21.00
22.00
23.00
24.00

¤/MWh
61,050000
56,990000
54,840880
55,160000
57,472350
60,250890
56,880000
53,132040

DIAMANTI
Valore medio indicativo, in dollari Usa per carato. I prezzi indicati si intendono per la vendita
all'ingrosso e all'origine nei Paesi di produzione, al netto di spese, valore aggiunto e imposte.
Brillanti di peso inferiore al carato (di qualità if)
0,50 ct.
0,75 ct.
0,90 ct.
Colore
D (bianco extra eccezionale +)
9000
11700
16800
E (bianco extra eccezionale)
6900
9000
13000
F (bianco extra +)
5900
7900
11300
G (bianco extra)
5600
7000
10100
H (bianco)
5000
6300
8700
Brillanti di peso inferiore al carato (di qualità vvs2)
6100
7800
11400
D (bianco extra eccezionale +)
E (bianco extra eccezionale)
5500
7100
10100
F (bianco extra +)
5000
6300
8800
G (bianco extra)
4700
5900
7600
H (bianco)
4100
5300
7000
La valutazione si riferisce a pietre: — corredate da certificazione di validità internazionale;
— tagliate a «brillante», di buone proporzioni di taglio; — esenti da particolarità naturali
indesiderate.
A cura della Borsa diamanti d'Italia
Fonte: Rapaport, New York (Internet: www.diamonds.net)

Caseari

Alessandria

Rilevazione settimanale della Camera di Commercio di Milano del
15/06/2015. (Prezzi medi statistici riferiti alla situazione di mercato accertata
nella settimana precedente).Franco partenza, pagamento in contanti, Iva
esclusa, ¤ al kg.

¤.

Burro e crema di latte

uadagnanoterrenolequotazionidelleuova. Ieri a Forlì rilevati aumenti di 20 centesimipertutteletipologiedellacategoria«selezionate»,edi10centesimiperquella«natura».
Perleuovafreschesipartedaquotazioniminime di 8,30 euro per cento pezzi a 13,30 euro. Secondo Ismea a riportare la vitalità nel circuito
delleuovaèstatoanchel'effettodell’emergenzaaviarianegliUsachehafavoritoilposizionamento del prodotto italiano anche sui mercati
europei per la contrazione della domanda di
uovamadeinUsa.Nelmercatodegliavicoligli
unici ribassi hanno interessato le «faraone»,
che hanno perso tre centesimi (prezzo minimodi1,80euroalchilo),eigalletti«GoldenComet» che perdono 5 centesimi. In aumento i
conigli. La Borsa merci telematica italiana ha
resonotochelaCommissioneunicanazionale
ha formulato i seguenti prezzi: conigli leggeri
finoa2,5Kgda1,37euroaunmassimodi1,43euro ; conigli pesanti da 1,43 euro a 1,49 euro .

141,89
76,06
184,46
157,82
147,52
380,89
202,27
361,26
483,87
491,10
276,03
394,54

R.Fa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SULLE ALTRE PIAZZE

A MILANO

di Annamaria Capparelli

Alimentari (tot.)
Bevande
Cereali
Carni
Grassi
Non alimentari (tot.)
Fibre
Vari industriali
Metalli
Combustibili (totale)
Totale (escl. combust.)
Totale generale

anno dell’Expo 2015, ma anche
dei 40 anni delle relazioni diplomatiche tra Europa e Cina.
A fine mese, a Bruxelles, si
terrà il Forum che dovrà verificare lo stato dell’arte dell’agenda Eu-China 2020. Il precedente round ha avuto come scenario Pechino, nel novembre del
2014. Adesso, tocca all’Europa
ospitare il Forum.
Di fronte a questa sfilza di
eventi e ricorrenze, Milano fa la
sua parte, coinvolgendo 380
aziende europee e internazionali nel secondo degli otto
eventi organizzati dalla Commissione europea nell’ambito
dell’Expo. Il focus, in particolare, è sulle Pmi e sul loro sviluppo a livello globale.
«L’Italia oltre a essere uno
dei Paesi fondatori dell’Unione
europea, è da sempre in prima
linea nel supportare e favorire il
rapporto tra Bruxelles e Pechino - dice Benedetto Della Vedova, sottosegretario al ministero
degli Esteri con delega sull’Asia
-. Da una parte, infatti, l’Europa
è una potenza economica con
oltre mezzo miliardo di consumatori e dispone di una tecnologia altamente sviluppata, dall’altra la Cina può contare su un
capitale umano eccezionale e
ha un peso economico non più
solo emergente, ma di primaria
importanza sulla scacchiera internazionale. Rafforzare la
partnership tra Europa e Cina,
malgrado differenze e complessità, non vuol dire solo garantire la stabilità e la pace internazionale, ma anche accrescere le convergenze verso un
futuro dinamico e pieno di prospettive. In primo piano, senza
dubbio, gli accordi per la protezione degli investimenti e la tutela delle indicazioni geografi-

che: se la Cina sarà in grado di
affrontare questo tema con lungimiranza, non appena il suo
mercato sarà maturo e i prodotti della tradizione cinese raggiungeranno i consumatori europei, anch’essa potrà trarne
vantaggio».
Il ciclo di eventi fa parte del
programma “Missioni per la
Crescita”, lanciato nel 2011, con
l’obiettivo di sostenere la crescita e la competitività delle imprese europee e facilitarne l’accesso a mercati strategici e
sfruttando l’opportunità, rappresentata da Expo 2015, un
evento globale al quale partecipano 145 Paesi e 3 organizzazioni internazionali.
Un migliaio gli incontri B2B
tra le imprese degli stati membri e quelle cinesi. I settori industriali interessati: l’agro-industria, energie rinnovabili, biotecnologie, gestione delle risorse ambientali, Ict, farmaceutico
e medicale e smart cities.
«Expo Milano 2015 si pone
come obiettivo di raggiungere
il successo dell’edizione precedente a Shanghai, che ha
coinvolto oltre 20 milioni di visitatori» ha commentato Giancarlo Caratti di Lanzacco,
Commissario aggiunto per
Expo dell’Unione europea.
«La partecipazione dell’Unione europea ad Expo ha tre scopi principali la comunicazione
dei valori che hanno portato alla sua nascita ventidue anni fa,
portando numerosi cambiamenti positivi; l’impegno concreto nella ricerca di una soluzione per la sostenibilità del
nostro Pianeta, infine vogliamo promuovere Expo come un
evento B2B, un’occasione preziosa di incontro fra le imprese
europee internazionali».

Edizione domenicale su www.ilsole24ore.com/indicienumeri

Uova più care
per l’effetto Usa

Dollari correnti
(base 1977=100)

MILANO

Burro pastorizzato (comprensivo di premi quali-quantitativi, oneri trasporti
provvigioni) 2; prodotto con crema di latte sottoposta a centrifugazione e
pastorizzazione (regolamento CEE n.1234/07) 2,80; di centrifuga 3; zangolato
di creme fresche per la burrificazione (comprensivo di premi quali-quantitativi,
oneri trasporti provvigioni) 1,80; crema di latte (40% di sostanza grassa)
1,48; siero di latte scremato (compresa la scotta) 1000 kg. 11,5012,50; latticello (uso zootecnico) 1000 kg. 5-6.

Formaggi
Franco caseificio o magazzino stagionatura, merce nuda, contenuto di grassi
secondo la prescrizione di legge, pagamento in contanti, Iva esclusa, al kg..N.B.:
Le forme o le confezioni dei prodotti di origine e tipici devono recare impresso il
marchio dei rispettivi Consorzi di Tutela.
Parmigiano reggiano (scelto 01) per frazione di partita: stagionatura 24 mesi
e oltre 9,15-9,90; stagionatura 18 mesi e oltre 8,45-9; stagionatura 12 mesi e
oltre 7,40-7,70; Grana Padano (scelto 01) per frazione di partita: stagionatura
15 mesi e oltre 7,10-7,75. stagionatura 9 mesi e oltre 6,35-6,45; stagionatura
60/90 giorni fuori sale 5,05-5,40. Provolone Valpadana fino a tre mesi di
stagionatura 5,50-5,65; oltre tre mesi 5,75-6. Pecorino romano oltre cinque
mesi stagionatura 9,25-9,50. Asiago I scelta d'allevo 60/90 gg. 5,906,20. pressato a latte intero 4,95-5,25; Gorgonzola fresco 3,90-4; maturo I
scelta 5,35-5,65. Italico fresco 4,35-4,45; maturo 5,15-5,45. Taleggio fresco
da salare 4,20-4,40; fresco fuori sale 4,40-4,60; maturo 5,15-5,55. Quartirolo
lombardo 4,80-5. Crescenza matura 4,25-4,50. Mozzarella di latte vaccino
conf. (125 gr. circa) 4,60-4,70. Mascarpone 4,20-4,30.

Carni bovine e ovine
Rilevazione settimanale del 15/06/2015 a cura della Camera di Commercio
di Milano. (Prezzi riferiti alla situazione media di mercato accertata nella
settimana precedente).Dal macellatore o grossista al dettagliante o
all'industria, carne macellata a norma Cee, f.co partenza piazza Milano e
provincia. Pagamento contanti, Iva esclusa, il kg..N.B.: I prezzi minimi si
riferiscono a merce di importazione, i massimi al prodotto nazionale.
Bovino adulto (Class. CEE-S.E.U.R.O.P. reg. n. 1208/81) Categoria A,
vitelloni maschi inferiori ai 24 mesi, mezzene s/rene classe E 3,85-4,35; classe
U 3,55-3,95; classe R 2,85-3,15; classe O 2,20-2,60; posteriore s/rene taglio
pistola classe E 5,60-6,20; classe U 5,10-5,90; classe R 4,15-4,60; classe O
3,95-4,10; anteriore c/pancia classe E 2,75-3,05; classe U 2,65-2,95; classe R
2,20-2,55; classe O 1,95-2,30. Categoria E, vitelloni femmine inferiori ai 24
mesi: mezzene s/rene classe E 5,35-5,60; classe U 4,80-5,40; classe R 4,454,80; classe O 3,25-3,40; posteriore s/rene taglio pistola classe E 8,308,60; classe U 7-7,90; classe R 6-6,50; classe O 5,10-5,30; anteriore c/pancia
classe E 2,65-2,80; classe U 2,35-2,55; classe R 1,85-1,95; classe O 1,701,80. Categoria D vacche: mezzene s/rene classe R 2,35-2,45; classe O 1,752,05; classe P 1,20-1,45. posteriore s/rene taglio pistola classe R 2,452,95; classe O 1,85-2,10; classe P 1,40-1,65. anteriore c/pancia classe R 1,551,65; classe O 1,45-1,50; classe P 1,25-1,35. Vitelli (in mezzene o carcasse)
razze da carni pregiate qual. Extra 7,30-7,95; altre razze da carne di I 6,106,75; altre razze di II 4,95-5,45; selle (posteriori di vitello) razze da carni
pregiate extra 9,10-9,90; razze da carne di I 7,75-8,10; altre razze di II 5,556,70; busti (anteriori di vitello) razze da carne pregiate extra 3,10-3,40; razze
da carne di I 2,60-2,80; altre razze di II 2-2,30; carne bovina anteriore
denervata, disossata e mondata per l'industria 3,80-4,60. Puledri mezzene
s/rene 3,85-4,20. Cavalli mezzene s/rene 3,20-3,70. Ovini adulti 3,203,60. Agnelli fino a 8 kg. 8,70-9. oltre 8 kg. 8,50-8,70; Agnelloni età inf. a 1 da 8
a 12 kg 6,90-7,10. da 12 a 14 kg. 6,60-6,70; da 14 a 16 kg. 6,40-6,50; Capretti
di I non quot..

Bovini, equini da macello
Rilevazione settimanale del 15/06/2015 a cura della Camera di Commercio
di Milano. (Prezzi riferiti alla situazione media di mercato accertata nella
settimana precedente). Franco allevamento Milano e provincia. Pagamento
contanti Iva esclusa, il kg.
Vitelloni maschi inferiori ai 24 mesi razze da carne pregiate extra 2,502,70; razze da carne di I 2,35-2,45; razza frisona o altre di I 1,25-1,35; di II
1,10-1,20. Vitelloni femmine inferiori ai 24 mesi razze da carne pregiate extra
3,30-3,50; razze da carne I 3,10-3,25; razza frisona o altre di I 1,75-1,85; di II
1,70-1,75. Tori razze da carne di I 1,15-1,35; razza frisona o altre di I 1,051,10. Vacche razze da carne di I 1-1,05; razza frisona o altre di I 0,75-0,85; di II
0,55-0,70; di III 0,35-0,45. Vitelli razze da carne pregiate extra 3,90-4; razza
frisona o altre di I 2,80-3,05; di II 2,30-2,40. Puledri di I 2,30-2,40. cavalli di I
1,70-2. Vitelli da ingrasso (baliotti) 45/55 kg: frisona f/m 1,45-1,85; incrocio
f/m 2,95-3,45; incrocio pie bleu belga f/m 4,85-5,15.

Suini
Rilevazione settimanale del 15/06/2015 a cura della Camera di Commercio
di Milano (prezzi riferiti alla situazione media di mercato accertata nella
settimana precedente).
Suini: d'allevamento (f.co allevamento, dall'allevamento al commerciante o
all'ingrassatore) locali: 7 kg cad. 39; di 15 kg 3,71; di 25 kg 2,62; magroncelli
locali 30 kg. 2,47; 40 kg. 2,19; magroni locali 50 kg. 1,90; 65 kg. 1,55; 80 kg.
1,35; 100 kg. 1,31; Capi da macello scrofe da macello a peso vivo (franco peso
partenza): I cat. 0,51; II cat. non quot..

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Listino della Camera di Commercio di Alessandria del 15/06/2015. Prezzi in

- da 63 a 73 g. 1,16-1,20. Uova naz. fresche guscio colorato selez. cat. A: per 100
pezzi S - meno di 53 g. 8,90-9,10; M - da 53 g. a 63 g. 10,10-10,30; L - da 63 g. a
73 g. 10,90-11,10; XL - da 73 g. e piu` 13,10-13,30.

Cereali

Modena

Frumento tenero varieta' speciali ( p.s. 77-78) non quot.; panificabile
superiore ( p.s. 76-77) non quot.; panificabile (p.s. minimo 74-76) non
quot.; mercantile non quot.; biscottiero (p.s. 74-75) non quot.; altri usi non
quot.. Frumento duro nazionale: orig. prov. (p.s.77-78) non quot.; altri usi non
quot.. Granoturco belgrano e similari 149-151; nazionale ibrido secco (um.
14%) 123-125; gritz 177-180; nazionale ibrido verde (um. 30%) non
quot.. Orzo naz. Vestito (p.s. 58-62) non quot.; naz. vestito - (p.s. minimo 64)
non quot.. Sorgo rosso non quot.; bianco non quot.. Legumi proteici Pisello
proteico ( umid. 14% - impur. 2% ) non quot.. Farine di grano tenero con
caratteristiche sup. min. di legge: tipo 00 (prot. min. 14) 580-595; tipo 00
prot.min. 13 480-500; tipo 00 prot.min. 11,5 380-400. Sfarinati di grano
duro: semola rimacinata per panificazione 630-640. Farine di granoturco a
macinazione integrale 210-215; granoturco spezzato 258-260. Cascami di
frumento farinaccio 181-182; crusca e cruschello 135-138.

Listino dei prezzi rilevati dalla Camera di Commercio di Modena presso la
Borsa merci il 15/06/2015 per merce al netto dell'Iva, prezzi in ¤.

Brescia
Prezzi rilevati dalla C.d.C. di Brescia del 13/06/2015.

Cereali
Prezzi al mercato libero. (Merce sana, secca, leale, mercantile, su veicolo
all'azienda del produttore, alla rinfusa, pagamento alla consegna, tonn./¤).
Frumento: varietà speciali di forza non quot.; fino p.s. base 79/80 non
quot.; buono mercantile p.s. base 76/78 non quot.; altri usi p.s. base 65/73 non
quot.; Granoturco nazionale giallo 14% um. 138-138; mais da granella verde
um. 30% non quot.; trinciato di mais in campo (30% sost. secca o amido) non
quot.. Orzo nazionale leggero (p.s. 55/60) non quot.; pesante (p.s. 61/66) non
quot.; estero p.s. 66/67 (f.co magazzini interni) 174-193; p.s. 63/68 (f.co
arrivo) non quot.. Sfarinati di frumento tenero: farine (con caratt. di legge) tipo
"00" w 380/430 prot.ss min.14 470-480; w 280/330 prot.ss min.13 455475; w 180/230 prot.ss min. 11,5 420-430; Sfarinati di duro: semola (f.co
pastificio alla rinfusa) 475-480. Derivati dal granoturco: farina nostrana 386390; fioretto 436-438; bramata 399-407; per mangime integrale rinfusa 155158; spezzato degerminato ibrido 245-248; germe 237-238. Cascami di
frumento tenero (f.co molino rinfusa): farinaccio 176-178; tritello 140141; crusca e cruschello 132-133. Paste alimentari: pasta semola grano duro in
conf. gr.500, 0,37-0,42; gr. 1000, 0,70-0,75; da kg 5 o oltre 0,60-0,70. Risi:
(merce f.co magazzino grossista, kg./¤) semifini: Padano 0,96-1,20; Vialone
nano 1,50-1,55; Fini: Ribe 0,89-0,91; Parboiled fino Ribe 0,981,10; Superfini: Roma 1,09-1,14; Arborio 1,17-1,21.

Foraggi
Fieno maggengo ¤/t. non quot.; agostano 90-100; terzuolo 90-100; di erba
medica 105-115; paglia 80-90.

Caseari
Merce resa al caseificio in panoni, kg./¤: burro I qualità (affioramento)
2,25; II qualità (siero) 2,05; siero di latte compresa la scotta 0,18; Formaggi.
Contrattazioni tra produttori e grossisti, merce nuda, posta al caseificio salvo
diversa indicazione, kg./¤: granamerce fresca 2/3 mesi f.s. non quot.; padano
stagionato 9 mesi 6,60-6,70; stagionato 12/15 mesi 7,55-7,75. Provolone
Valpadana fino a 3 mesi stagion. 5,70-5,80; oltre 5 mesi stagion. 5,906,10. Provolonea 40 gg fuori sale 5,55-5,65; con 3/4 mesi di stagion. 5,655,75. Taleggio tipico fresco fuori salamoia 4,55-4,70. Italico fresco fuori
salamoia 4,50-4,65. Robiola (formaggella bresciana fuori sale) 4,174,27. Crescenza a latte intero fresca fuori sale 3,94-4,04. Gorgonzola fresco
3,85-4. Quartirolo lombardo 4,80-4,90.

Suini
Allevamento intensivo: da allevatore ad acquirente f.co part.
produttore:; lattonzoli 7 kg. Cadauno 39; 15 kg. 55; 25 kg. 66; 30 kg. 72; 40 kg.
87,60; magroni 50 kg. 96,80; 65 kg. 106,70; 80 kg. 115; 100 kg.
138. Magri da macelleria 90/115 kg. 1,45. Grassi da macello: alla prod. peso
vivo f.co part. produttore: 115/130 kg 1,21; 130/144 kg. 1,22; 144/156 kg.
1,26; 156/176 kg. 1,31; 176/180 kg. 1,30; 180/185 kg. 1,23; oltre 185 kg
1,19. Scrofe da macello 0,51.

Carni bovine fresche
Da macellatore a dettagliante: Mezzene di vitello naz. qual. extra 8,788,99; I qual. 8,38-8,52; II qual. 7,46-7,82; di vitellone extra 6,66-7; I qual.
6,04-6,26; II qual. 5,52-5,57; di manzo e vitellone femmina qual. extra 6,586,93; I qual. 6,18-6,43; II qual. 5,43-5,74; di vacca di I cat. I qual. 4,11-4,38; II
qual. non quot.. Da macellatore a grossista: Mezzene di vitello qual. Extra 8,378,58; I qual. 7,97-8,11; II qual. 7,05-7,41; di vitellone extra 6,31-6,67; I qual.
5,67-5,95; II qual. 5,16-5,21; di manzo e vitellone femmina qual. Extra 6,186,50; I qual. 5,78-6,03; II qual. 5,02-5,28; di vacca di I cat. I qual. 3,76-4,08; II
qual. 3,33-3,50; di vacca di II cat. I qual. 3,24-3,55; II qual. 2,662,97. Qualifica griglia Cee. Carni bovine fresche: Vitelloni maschi mezzene E1
non quot.; E2 4,10-4,73; E3 4,10-4,73; U1 non quot.; U2 4,04-4,13; U3 4,044,13; R1 non quot.; R2 3,86-3,90; R3 3,86-3,90; O1 non quot.; O2 3,013,22; O3 3,01-3,22; P1 non quot.; P2 2,86-3,07; P3 2,86-3,07. Vitelloni
femmine: mezzene E1 non quot.; E2 4,85-5,11; E3 4,85-5,11; U1 non quot.; U2
4,45-4,55; U3 4,45-4,55; R1 non quot.; R2 3,65-3,93; R3 3,65-3,93; O1 non
quot.; O2 2,67-2,97; O3 2,67-2,97; P1 non quot.; P2 1,88-2,17; P3 1,882,17. Vacche: mezzene R1 2,46-2,51; R2 2,51-2,66; R3 2,51-2,66; O1 2,062,16; O2 2,37-2,46; O3 2,57-2,59; P1 1,46-2,01; P2 1,66-2,01; P3 1,66-2,01.

Salumi e grassine
Da industriale a dettagliante f.co partenza. Pancetta arrotolata senza
cotenna 7,30-8; con cotenna 7,90-8,60; filettata coppata 10,1010,80; salame qual. sup. puro suino 10,80-11,70; salamini italiani alla
cacciatora Dop 11,50-12,20; coppa nazionale (stag. min. 90gg) 11,1011,80; mortadella Bologna IGP 6,70-7,50; puro suino 5,70-6,50; zampone di
Modena IGP (da cuocere) 7,80-8,60; di Modena IGP (precotto) 6,907,70; zampone (da cuocere) non quot.; (precotto) 5,90-6,70; cotechino di
Modena IGP (da cuocere) 6,90-7,70; di Modena IGP (precotto) 6,106,90; cotechino puro suino (da cuocere) non quot.; puro suino (precotto) 5,206; prosciutto crudo Prosciutto di Modena DOP stag. con osso 9,50-10,50; di
Parma DOP stag. con osso 10,10-11,30; di San Daniele DOP stag. con osso
10,80-11,70; nazionale stag. con osso : peso da Kg. 7 piu' 8,40-9,50; stag. con
osso: peso da Kg. 6 piu' 7,40-7,80; cotto nazionale cotto di alta qualita' 1314,20; cotto di alta qualita' 10,80-12; cotto 6,50-7,40; spalla cotta 6,307; salsiccia di puro suino 6,40-7,20; strutto raffinato in pani da 10 a 25 kg.
1,75-1,95; speck IGP 10,10-10,70; speck 8,80-9,50; bresaola IGP (punta
d'anca) 20,20-21,20; bresaola (punta d'anca) 19,70-20,70.

Carni suine fresche

Prezzi rilevati il 15/06/2015 al mercato avicunicolo comunale, Iva esclusa,
prezzi in ¤/kg.

Prezzo da macellatore a industriale o da industriale a industriale, f.co
stabilimento venditore.; Mezzene nazionali taglio MEC extra 2,34; nazionali
taglio MEC 2,29. Pancetta fresca non salata, disossata e squadrata, peso 3 kg. e
oltre 2,24; pancettone con bronza peso 7,5/9,5 kg. 1,16; scotennato e lavorato
da salame resa 60% 1,93; coppa fresca kg 2,4 2,95; kg 2,4-2,7 3,32; kg 2,7 e
oltre 4,07; spalla fresca, disossata e sgrassata 2,43; denervata resa 75%
3,24; denervata resa 80% 3,04; lombi Modena interi 4,45; lombo Padova
4,90; alla bolognese senza costato 4,27; lardo fresco cm 3 e oltre
2,55; lardello con cotenna da lavorazione 0,68; gole con cotenna e magro
0,88. Lonza (filone) con cordone leggera fino a 4,3 kg 4; puro occhio o pulito
leggera, fino a 4 kg 4,20. Trito di prima qualità 2,59; coscia fresca refilata per
prosciutto da sale, peso 10/12 kg. (±10%) 2,50; superiore a 12 kg. e oltre
(±10%) 3,06; per prosciutto DOP senza piede 10,5/12,5 kg. (±10%)
3,59; superiore a 12,5 kg. e oltre (±10%) 3,96. Grasso da fondere escluso
lardello ¤/t 209. Strutto grezzo in cisterna ¤/t 628; raffinato in cisterna
928; raffinato in cartone da 25 kg 1078; raffinato in pacchetti e/0 vaschette
fino a 1 kg 1728.

Pollame

Caseari

Suini
A peso vivo, sul mercato di produzione: da allevamento lattonzoli da 15 kg.
non quot.; da 25 kg. non quot.; magroncelli da 30 kg. non quot.; da 40 kg. non
quot.; da 50 kg. non quot.; magroni da 65 kg. non quot.; da 80 kg. non quot.; da
100 kg. non quot.; da macello grassi da 115 a 130 kg. non quot.; da 130 a 144 kg.
non quot.; da 144 a 156 kg. non quot.; da 156 a 176 kg. non quot.; da 176 a 180
kg. non quot.; da 180 a 185 kg. non quot.; oltre 185 kg. non quot.; scrofe I
qualità non quot.; II qual. non quot.; III qual. non quot..

Forlì

Polli a terra: leggeri ( fino a 1,85 kg. ) 1,14-1,16; bianchi a terra pesanti (oltre
2,1 kg) 1,14-1,16; gialli a terra pesanti (oltre 2,1 kg) 1,14-1,16. Galline a terra
medie ( da 2 a 2,5 kg. ) 0,37-0,39; pesanti ( oltre 3 kg. ) 0,43-0,47; in batteria
leggere 0,37-0,39; medie 0,39-0,41. Anatre mute maschi 2,30-2,34; femmine
2,30-2,34. Tacchini pesanti femmine 1,44-1,46; maschi 1,44-1,46; tacchine
mini (fino a kg 3,8) non quot.. Faraone allev. tradizionale 1,801,94. Capponi allev. tradizionale non quot.. Piccioni 5,906,10. Pollastre rosse di 112 giorni (¤/CAD.) 3,75-3,85. Galletti livornesi 2,702,74; golden comet 2,50-2,54. Conigli leggeri (fino a kg 2,5) 1,421,46; pesanti (oltre kg 2,5) 1,49-1,55; Quaglie 3,08-3,12. Uova naz. fresche
colorate in natura: Nat. S - meno di 53 g. 1,03-1,07; M - da 53 a 63 g. 1,16-1,20; L

Zangolato di creme fresche per burrificazione (f.co luogo produzione)
1,40; Formaggio parmigiano-reggiano qualita' scelto +12% fra 0-1 per lotti di
partita, quantita' 100 forme circa; min. 30 mesi e oltre 10,15-11; min. 24 mesi
e oltre 8,75-9,20; min. 18 mesi e oltre 8,15-8,60; min. 12 mesi e oltre 7,60-8.

Novara
Rilevazioni del 15/06/2015 della Camera di Commercio di Novara,merce al
tenimento del produttore Iva esclusa.

Risi e Risoni
Risone (prezzi in ¤ per tonnellata): Tondo: Balilla - Centauro non

quot.; Selenio non quot.; Medio: Lido, Flipper 310-330; Lungo A: Loto non
quot.; Augusto non quot.; Dardo, Luna CL e similari 310-340; S. Andrea 580610; Baldo non quot.; Roma non quot.; Arborio, Volano non quot.; Carnaroli
non quot.; Thaibonnet, Gladio e similari 315-325. Risi lavorati: Originario
810-860; Lido 680-720; Ribe 730-800; Augusto 780-800; S. Andrea 13601390; Roma 1360-1400; Baldo 1270-1310; Arborio 1680-1720; Carnaroli
1700-1740; Thaibonnet 595-635; Parboiled Ribe 850-900; Parboiled Baldo
1370-1410; Parboiled Thaibonnet 695-735.

Caseari
Zangolato di creme fresche per burrificazione (prezzo medio in ¤)
1,85; burro pastorizzato (prezzo medio) 2,05. Gorgonzola: piccante fresco
4,45-4,65; maturo 6,60-6,85; dolce fresco 3,90-4,10; maturo 5,605,90; siero di gorgonzola freddo f.co caseificio per 100 litri 1,80.

Piacenza
Prezzi rilevati dalla CdC di Piacenza del 13/06/2015.

Cereali
Merce nuda posta sul veicolo partenza produttore, prod. 2014, prezzi
tonn./¤.
Grano tenero: nazionale varietà spec. di forza p.s.79/80 kg non
quot.; superfino p.s.78/79 kg non quot.; fino p.s.78/79 kg non quot.; buono
mercantile p.s.74/76 kg non quot.; mercantile p.s.71/73 kg non quot.; altri usi
p.s 70 kg e oltre non quot.. Grano duro: nazionale prod. 2014 mercantile p.s.
75/78 kg. non quot.; fino p.s.79/80 kg non quot.. Granoturco naz. comune
ibrido prod. 2014 um. 14% 140-142. Orzo nazionale prod. 2014 p.s.60/62 non
quot.; p.s.63/65 non quot.; p.s.66 e oltre non quot.. Soja in granella prod. 2014
non quot.. Cascami di frumento tenero: farinaccio rinfusa 166-171; tritello
sacco per merce 166-172; crusca e cruschello sacco per merce 163-164; alla
rinfusa 124-125.

Caseari
Franco caseificio: formaggio grana padano fraz. di partita stagionato 20 mesi
(riserva) il kg. 7,70-7,80; 12-15 mesi 7,15-7,45; 9 mesi 6,45-6,65. Burro
(merce nuda f.co caseificio in pani da 10/20 kg da pr. a gross.) di affioramento
2,03-2,13; zangolato di creme fresche per la burrificazione 1,83-2,03. Siero di
latte raffreddato uso industriale 1,50-1,80; residuato lavorazione formaggio
grana e provolone 0,50-0,55.

20%) kg.hl. 76/78 285-295; mercantile kg.hl. <74/76 275-285; mercantile
slavato kg.hl. <70/74 262-270. Granoturco nazionale 185-190; locale 175180. Orzo vestito nazionale kg. hl.62-64 170-175; vestito nazionale kg. hl.6567 180-185. Farina di soia nazionale prot 44% f.co gross. in sacc. carta 411412.

Legumi secchi
Merce telata f.co grossista al q.le Ceci di prod. nazionale calibro grande 600650; di massa prod. nazionale 370-430. Favino bianco di produzione
nazionale commerciale 250-260; nero non quot.. Pisello proteico non quot..

Oli commestibili
Da produttore a grossista f.co partenza sfuso al q.le.. Extra vergine di
oliva DOP "Aprutino-Pescarese" non quot.; prod. Abruzzo prov.Pescara ac.
max 0,6 non quot.; ac. max 0,8 non quot.; di oliva vergine prod. Abruzzo - altre
zone ac. max 0,6 non quot.; di oliva extra vergine prod. altre zone ac. max 0,6
590-610; di oliva rettificato raff. A 255-280; di sansa di oliva rettificato raff. B
180-181; di semi arachide 150-159; mais 130-135; girasole 86-89; soia 7475. Olio extra verg. DOP APR/PESC in conf. da 0,50 litri 7-8; da 0,75 litri 9,5011,50; da 5 litri 45-50.

Thiene
Listino della Camera di Commercio di Vicenza rilevato alla sala Borsa di
Thiene il 15/06/2015 (al netto dell'Iva). Prezzi in ¤.

Caseari
Formaggi: Asiago DOP (franco caseificio) fresco con almeno 20 giorni di
maturazione 4,66; stagionato con maturazione 2-3 mesi 5,66; stagionato
Mezzano con maturazione 4-6 mesi 6,05; stagionato Dop "vecchio" 7,508; Burro di affioramento il kg. 2,80; zangolato di creme fresche per la
burrificazione 1,80. Grana padano merce scelta 01 maturazione min.10 mesi
6,35-6,45; maturazione da 12 a 15 mesi 6,75-6,95. Siero di latte raffreddato
ad uso industriale 1000 Kg 13-14,50; di latte ad uso zootecnico 1000 Kg 68; latticello uso zootecnico 1000 Kg 5-6. Latte spot latte crudo naz. sfuso in
cisterna 0,34; Panna Crema di latte (40% m.g.) 1,48.

Verona
Listino della Borsa Merci di Verona. Prezzi all'ingrosso franco produttore
rilevati il 15/06/2015. Prezzi in ¤.

Bovini

Cereali

Da allevamento (peso vivo). Vitelli da latte (baliotti): da incrocio con razze da
carne: maschi e femmine 1,80-2,60; incroci con extra Pie Blue Belga 3,304,30; nostrani: maschi e femmine, inferiori a 45 kg 1,25-1,45; da 45 a 50 1,552,05; da 50 a 55 2,10-2,45. Vitelloni nostrani da ingrasso da 6 a 12 mesi 1,401,50; oltre 12 e fino a 18 mesi 1,40-1,50; Limousine dell'annata naz., svezzati
maschi 2,90-3; femmine 2,90-3; Charollaise maschi 2,85-2,95; femmine 2,702,90; incroci nazionali maschi 2,20-2,40; femmine 2,20-2,30; incorci
importati maschi 2,90-3; femmine 2,60-2,80; Manzette(*) fino a 12 mesi
(capo) 340-360; oltre 12 mesi 390-480; Manze gravide di oltre 6 mesi (I scelta)
920-1020; II scelta 870-920; Vacche da latte(*) I scelta 700-810; II scelta
630-730; (*) Se sprovvisti di I.B.R. diminuzione del 30% circa..
Da macello. Vitelli da latte: di razze da carne 3,70-4,15; comuni nostrani
2,20-2,45. Vitelloni e scottone extra razze da carne inferiori 24 mesi:
Limousine maschi 2,46-2,56; femmine 2,46-2,61; Charollaise e incroci
francesi maschi 2,30-2,48; femmine 2,36-2,52; Vitelloni inferiori ai 24 mesi
extra incroci con razze da carne 1,89-1,99; nostrani di I qualità 1,30-1,40; II
qualità 1,20-1,25. Scottone inferiori ai 24 mesi da incrocio da 380 a 500 kg
2,07-2,22; oltre 500 kg 1,85-2,12; nostrane di I qualità 1,07-1,24; II qualità
0,92-1,01. Vitelloni oltre 24 mesi : prezzo inferiore di Euro 0,25; Vacche I
qual. 0,87-1,04; II qual. 0,67-0,79; III qual. 0,57-0,64; Manzi incroci 1,401,70; nostrani 1,16-1,28. Tori: I qual. 1,13-1,23; II qual. 0,93-1,03.

Grano Tenero - produzione nazionale 2001 (prezzo base per tonnellata)
frumento Falling number mm. 220 n. 1 varietà grani di forza.
Grano tenero naz. n. 1 di forza non quot.; n. 2 varietà speciali non quot.; n. 3
fino non quot.; n. 4 b. mercantile non quot.; n. 5 mercantile non quot.; prod. Est.
Arrivo molino: Manitoba 2 non quot.; Northern Spring prot. Base 15% 275277; estero p.s. 76/77 f.co partenza porto alla rinfusa 184-185; estero p.s.
76/77 f.co arrivo alla rinfusa 183-185. Granoturco: ibrido prod. veronese non
quot.; ibrido alimentare (secondo spec. Vigenti) 167-169; ibrido farinoso base
Verona con gar. Aflatossina B1 max 5 ppb 145-146; ibrido farinoso base Verona
con gar. Aflatossina B1 max 20 ppb 140-142; ibrido estero (franco arrivo alla
rinfusa) 156-158; ibrido estero (franco partenza porto alla rinfusa) 166170. Cereali minori: avena non quot.; orzo vestito naz. leggero p.s. 56/59 non
quot.; medio p.s. 60/62 148-150; pesante p.s. 63/65 154-156; vestito estero
(fr. arrivo alla rinfusa) 166-167; grano foraggero non quot..

Equini e ovini
Puledri da latte il kg. 2,13-2,20; puledri 1,70-1,85; cavalli 1,501,80; Agnelli 2,80-3,40; capretti 2,70-3,40; pecore 0,90-1,15; castrati 2,303.

Suini
Capi muniti di Marchio di Qualità (f.co tenimento) da allevamento: lattonzoli
da 15 kg 3,70; magroncelli da 25 kg 2,64; 30 kg 2,48; 40 kg 2,21; 50 kg
1,92; magroni da 65 kg 1,55; 80 kg 1,40; 100 kg 1,31; Da macello: grassi da
130 kg 1,19; 145 kg 1,21; 160 kg 1,30; 180 kg 1,27.

Foraggi
In cascina o luogo di produzione. Fieno di prato stabile I sfalcio prod. 2014
100 kg./¤ 5,50-7; II sfalcio non quot.; III sfalcio non quot.; di erba medica prod.
2014 I sfalcio 6,50-9; II sfalcio non quot.; III sfalcio non quot.; fieno in ballette
2014 9,50-10,50; Trinciato di mais 2014 insilato maggengo 4,505,50; agostano 4-5; paglia di frumento pressata prod. 2014 in rotoballe 2,504,50; in ballette 3,50-5,50; balloni rettangolari 3,50-5,50.

Pescara
Listino dei prezzi rilevati dalla Camera di Commercio di Pescara presso la
Borsa merci il 08/06/2015. Prezzi ¤/quintale. Iva esclusa.

Cereali
Merce nuda, partenza da produttore a grossista al q.le Grano tenero fino
kg.hl. 79 195-200; mercantile kg.hl. 79 185-190; Grano duro fino extra
(bianconato massimo 25%) kg.hl. 78/80 305-315; fino (bianconato massimo

Vini
Vini della provincia di Verona amarone e recioto
Valpolicella (al litro) amarone e recioto prod. 2012 d.o.c.g. 8,509; amarone e recioto prod. 2012 d.o.c.g. classico 8,50-9,50. Produzione 2013
- Valpolicella (al litro) doc classico atto a superiore (gr.12/13) 2,50-2,80; doc
ripasso non quot.; doc classico ripasso 3,25-4. Vini I.G.T. Verona rosso
veronese gr. 13/14 non quot.; Produzione 2014 - Bardolino doc 1-1,05; doc
chiaretto 1,05-1,10; doc classico 1,05-1,15. Valpolicella doc 2,20-2,60; doc
atto a superiore (gr.12/13) 2,30-2,70; doc classico 2,20-2,80; doc classico atto
a superiore (gr 12/13) 2,30-2,90. Soave doc 6,50-7,50; doc classico 0,951,10; docg classico superiore (gr 12,5/13) non quot.. Custoza doc 11,10. Valdadige doc rosso 1-1,15; doc bianco non quot.; pinot grigio 1,351,40. Lugana doc 3,40-3,80. Vini I.G.T. Verona rosso veronese gr. 10/12 non
quot.; rosso veronese gr. 13/14 legg. app. 1,50-1,70; bianco veronese gr.
10/12 4,50-5; bianco veronese gr. 12/13 6,50-7,50; chardonnay 6,507,50; durello 5-5,50; garganega 5-5,50; merlot 5,30-5,70; pinot bianco 6,607,80; pinot grigio veneto - base 12 (prezzo E/litro) 1,05-1,30. Vino da
tavola rosso non quot.; bianco 3,80-4,20.

Latte spot
In cisterna, franco arrivo. Latte spot nazionale crudo 330-340; estero prov.
Germania - Austria 305-315; magro pastorizzato tipo 0,03 M.G. 155165. Panna di centrifuga 40 % M.G. 1450-1500.

Suini
Prezzi per suini lattonzoli, magroncelli e magroni f.co caseificio e, per i suini
grassi da macello, alla pesa più vicina ai luoghi di vendita, pronta consegna e
pagamento. Le quotazioni si riferiscono sempre ai suini di razza bianca
pregiata.
Di razza pregiata. Lattonzoli 15 kg. 3,62; 25 kg. 2,51; magroncelli 30 kg.
2,39; magroni 40 kg. 2,13; 50 kg. 1,87; 65 kg. 1,59; Grassi da
macello 146/160 kg. 1,22. 161/180 kg. 1,31; oltre 180 kg. 1,25.

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Politica e società 23

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Mafia Capitale. Oggi la relazione degli ispettori sulle infiltrazioni al Campidoglio sarà consegnata al prefetto Gabrielli che avrà 45 giorni per decidere

Lotta alla corruzione

Individuate «gravi violazioni» che possono costituire ragione di scioglimento del comune (oltre quella per mafia)

Renzi alla prova
più difficile

Sotto tiro appalti frazionati e finte urgenze
Marco Ludovico
ROMA

pIl ricorso sistematico e su lar-

ga scala alle procedure di somma
urgenza, del tutto ingiustificato
nella maggioranza dei casi. Il frazionamento degli appalti per
evitare di bandire una gara e fare
così affidamenti diretti. L’abnorme numerosità delle stazioni appaltanti, che sfiorano quota 300,
con tutte le conseguenze in termini di rischi di illegalità o illegittimità delle procedure.
Il quadro dipinto dalla commissione di accesso agli atti del
Comune di Roma contiene senza dubbio questi tratti, tra gli altri (si veda IlSole24Ore del 5 giugno). Lo scenario fa impressione allo scorrere di ogni pagina sono quasi un migliaio - anche se
fotografa una realtà che in Campidoglio era sotto gli occhi di
tutti. Il lavoro della commissione, presieduta dal prefetto Marilisa Magno, finisce ora sotto la
lente di Franco Gabrielli. Ha 45
giorni di tempo, il prefetto di Roma, per fare le sue valutazioni.
Convocherà in proposito il comitato provinciale per l’ordine
pubblico e la sicurezza, presente stavolta il capo della procura
di Roma, Giuseppe Pignatone,
titolare dell’indagine Mafia capitale. Il parere finale di Gabrielli sarà inviato al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Entro
tre mesi Alfano può proporre al
consiglio dei ministri lo scioglimento del Campidoglio. Ci sarebbe tempo, insomma, fino alla
fine di ottobre. La verità è che
l’esito di questo procedimento è
una scelta politica. E non è affatto detto che si dovrà aspettare fino all’autunno per conoscere la
sorte del sindaco Ignazio Marino e della sua giunta.
Il punto più scabroso del lavoro dei commissari è fissare se e
quanto le pressioni del Mondo di

mezzo - l’associazione di stampo
mafioso rivelata dall’inchiesta
penale, condotta dal Ros guidato
da Mario Parente - abbiamo infiltrato o condizionato l’amministrazione comunale capitolina.
La conseguenza affermativa di
questa ipotesi implica una proposta di scioglimento del Campidoglio per mafia: articolo 143
del testo unico Enti locali. Peccato che non ci creda nessuno.
Ma il potere di scioglimento
non può essere esercitato soltanto nel caso di infiltrazione della
criminalità organizzata nell’amministrazione comunale. Am-

DECISIONE POLITICA

Sarà poi Alfano a decidere
entro ottobre se proporre
al governo l’azzeramento
del Campidoglio, ma i tempi
potrebbero essere più brevi
messo, va aggiunto, che non si
voglia affermarlo nella relazione
prefettizia benchè le risultanze
dell’inchiesta penale lo raccontino con una certa ricchezza di
particolari. Tanto che, ricorrendo a un’esplicita metafora, Gabrielli nei giorni scorsi ha parlato
della necessità di «usare il bisturi
e non certo l’aspirina».
In realtà a minacciare in concreto la sorte della giunta Marino senza utilizzare il devastante
articolo dell’infiltrazione mafiosa c’è un’altra norma: articolo 141
dello stesso testo degli enti locali. Dove lo scioglimento degli organismi di governo comunali è
previsto «quando compiano atti
contrari alla Costituzione o per
gravi e persistenti violazioni di
legge». È a questo scenario che
faceva riferimento il prefetto
Giuseppe Pecoraro, predecessore di Gabrielli - fu lui a nomina-

re la commissione di accesso il 15
dicembre 2014 su input di Alfano
- quando parlava di «condizioni
esistenti per lo scioglimento».
Era la logica conseguenza della
lettura della prima ordinanza di
misure cautelari di Mafia capitale. E la seconda ordinanza, circa
una decina di giorni fa, non fa che
confermare e consolidare, nel
contesto mafioso accertato dalla
sezione anticrimine Lazio del
Ros guidata da Stefano Russo, il
ricorso a pratiche corruttive con
le amministrazioni pubbliche,
Comune e Regione.
Ora, è quantomeno scontato
che la relazione della commissione presieduta da Marilisa Magno parli di un fenomeno illegale
nelle pratiche comunali vasto e
diffuso. Che poi ci sia stata ed
emerga una sostanziale continuità di rapporti con gli uffici del
Campidoglio da parte di Buzzi&soci, nel passaggio a giugno
2013 tra la giunta Alemanno e
quella Marino, è fatto altrettanto
noto. A dicembre 2013 e a luglio
2014, per esempio, sono stati assegnati dal Dipartimento Tutela
ambientale due appalti, ciascuno di un milione e 200mila euro
di importo, divisi in dieci procedure: proprio l’informativa del
Ros ha messo in evidenza come
l’illecito frazionamento di gare
per importi sopra la soglia comunitaria (1,2 mln di euro) fosse funzionale alla strategia criminale
del Buzzi. Così come è sulla bocca di tutti l’abuso senza eccezioni della procedura di somma urgenza, che consente di superare
l’iter più lungo e laborioso di una
gara. Come è accaduto per potare gli alberi a Ostia (e non solo).
Nel caso del X municipio, alle cooperative sono stati affidati interventi per un importo totale di
1,7 milioni di euro. Senza alcun
procedimento di gara.

AGF

Q

Prefetto di Roma. Franco Gabrielli

La relazione della commissione prefettizia

INFILTRAZIONI MAFIOSE

GRAVI VIOLAZIONI

LA COMMISSIONE

È lo scenario ipotizzato
all’articolo 143 del Testo unico
degli enti locali e che
giustificherebbe lo
scioglimento del Campidoglio
per provate infiltrazione della
criminalità organizzata
nell’amministrazione
comunale. I commissari devono
verificare se e quanto le
pressioni dell’associazione a
delinquere di stampo mafioso
emersa dalle inchieste abbiano
in effetti condizionato
l’amministrazione capitolina.
Per decidere il prefetto Gabrielli
ha 45 giorni per esprimere un
parere da affidare al ministro
dell’Interno che poi a sua volta
dovrà decidere entro tre mesi

La strada alternativa che
pure può portare allo
scioglimento del consiglio
comunale è prevista
all’articolo 141 del testo
unico degli enti locali. In
questo secondo caso l’azione
scatta quando gli organismi
di governo comunali
abbiano compiuto atti
contrari alla Costituzione o
per «gravi e persistenti
violazioni di legge». È
loscenario cui faceva
riferimento il prefetto
Giuseppe Pecorare,
nominato prima di Gabrielli,
quando nominò la
commissione di accesso agli
atti del Comune di Roma

Il lavoro svolto dalla
Commissione di accesso agli
atti presieduta da un altro
prefetto, Marilisa Magno, ha
ricostruito in un migliaio di
pagine tutte le attività
scorrette o di dubbia
legittimità ch si sono svolte
negli ultimi tempi in
Campidoglio. Tra l’altro si
parla di abnorme
numerosità delle stazioni
appaltanti e di ricorso
sistematico al le procedura
di somma urgenza o ,
ancora, di frazionamento di
appalti per evitare il bando
di gare. Su queste evidenze
si dovrà decidere come
procedere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Campidoglio. I consiglieri della lista Marchini si autosospendono - La Pd Tiburzi attacca sul gay pride

Dalle opposizioni a Sel, assedio a Marino
Mariolina Sesto
ROMA

pUn

pezzo di opposizione,
quella di Alfio Marchini, lascia il
colle del Campidoglio per
l’Aventino, per poi contestarlo ai
piedi del Marc’Aurelio insieme
al Movimento Cinque Stelle. Intanto, una delle “gambe” della
maggioranza, Sel, gli morde i
garretti e si chiede se si possa andare avanti. Non c’è pace per il
sindaco di Roma Ignazio Marino, da settimane sotto un pressing costante che ne chiede le dimissioni dopo il terremoto dell’inchiesta Mafia Capitale. L’ex
chirurgo, certo, gode della piena
copertura politica dei vertici del
suo partito, in testa il commissario romano e presidente Matteo
Orfini. Per questo ha quasi un sapore di beffa che venga proprio
da casa Pd l’ultima tegola, quella
della consigliera Daniela Tiburzi e le sue dichiarazioni contro il
Gay Pride. Dove Marino aveva
sfilato da eroe solo lo scorso sabato. Ma ieri il primo attacco è arrivato da Alfio Marchini: «Non

IMAGOECONOMICA

siamo stati eletti per scaldare
poltrone - ha detto l’imprenditore che lo sfidò alle comunali - per
cui noi della lista Marchini (lui e
il capogruppo Alessandro Onorato, ndr) ci autosospendiamo
fin quando il sindaco, con un sussulto di dignità, annuncerà le sue
dimissioni. Manca l’agibilità po-

IL PARTITO DI VENDOLA

Sel, che esprime il vicesindaco
Nieri, si dice insoddisfatta
e la consigliera Battaglia
non esclude l’ipotesi di uscire
dalla maggioranza
litica per continuare a fare il nostro lavoro in un Consiglio comunale fantasma». E poi ci sono i
mugugni, nella migliore delle
ipotesi, della sua maggioranza:
ieri Sel doveva riunirsi «per decidere come andare avanti» dopo la seconda ondata di arresti di
Mafia Capitale. Si vedranno invece mercoledì pomeriggio, e

sarà «una riflessione aperta per
l’avvio di un percorso di ascolto
della città e del popolo di sinistra». Sel, che esprime il vicesindaco Luigi Nieri, si è detta già nei
giorni scorsi «insoddisfatta»
della situazione in Campidoglio,
e la consigliera Imma Battaglia
non ha affatto escluso di uscire di
maggioranza. Le opposizioni, da
parte loro, continuano con lo
stillicidio quotidiano: al grido di
“dimissioni, dimissioni” decine
di militanti del M5S hanno contestato Ignaro Marino sulla piazza del Campidoglio. «Sono inadeguati - ha affermato il capogruppo capitolino Marcello De
Vito -. Serve una amministrazione onesta che sappia quello che
deve fare: noi siamo pronti». Magari candidando il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio?
«Decideranno gli iscritti», ha tagliato corto il diretto interessato,
arrivato in Campidoglio. I M5S
hanno esposto un grande striscione “Onestà”, mentre “Dignità” chiede il cartello dei marchiniani: «Chiediamo le dimissioni

Sindaco sotto assedio Ignazio Marino

IL POSSIBILE COMMISSARIMENTO
Il rapporto
 Oggi gli ispettori nominati a
dicembre dal predecessore di
Gabrielli, Giuseppe Pecoraro,
consegneranno al prefetto il
rapporto sulle infiltrazioni di Mafia
Capitale negli uffici del Campidoglio
Ipotesi commissariamento
Gabrielli avrà 45 giorni per
decidere se chiedere il


commissariamento del Comune.
Esiste però anche l’ipotesi di un
commissariamento parziale
dell’amministrazione di Roma,
troppo vasta per finire interamente
nelle mani di un prefetto, che
secondo la legge oltretutto non
potrebbe essere Gabrielli. Non è
mai il prefetto della provincia in cui
ricade il Comune a ricoprire
questo incarico

Mafia Capitale. Con il nuovo procedimento del Tribunale sale a 360 milioni il totale sottratto ai clan

Sequestrati a Salvatore Buzzi beni per 16 milioni
Ivan Cimmarusti

pScattano le misure patrimo-

niali nell’inchiesta Mafia
Capitale2. Beni per 16 milioni di
euro sono stati sequestrati a Salvatore Buzzi, grande manovratore degli interessi finanziari
dell’organizzazione mafiosa, capeggiata dall’ex Nar Massimo
Carminati. In tutto, da dicembre
a oggi, il denaro sottratto al clan
capitolino ammonta 360 milioni.
La Procura della Repubblica
di Roma ha messo al sicuro una
nuova parte del presunto «tesoro criminale», attraverso gli accertamenti del Nucleo di polizia
tributaria della Guardia di finanza capitolina, al comando del colonnello Cosimo Di Gesù. Gli investigatori delle Fiamme gialle
hanno passato al setaccio i carteggi bancari e amministrativi
del “Gruppo29giugno”, indivi-

duando e sequestrando quote
delle coop “Eriches29”,
“29giugno” e della “Sarim immobiliare”. Si tratta di cooperative e
società utilizzate, stando ai riscontri d’indagine, anche per fare finanziamenti alla politica. È il

LA GALASSIA DELLE COOP

Utilizzate diverse società
per corrompere politici e
funzionari. Sui conti correnti
i versamenti di aziende
del Comune di Roma e zona
caso dei complessivi 262mila euro versati alla Fondazione Nuova Italia dell’ex sindaco di Roma,
Gianni Alemanno. Denaro dato
attraverso i conti correnti societari tra il 2012 e il 2014.

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Ma andiamo per gradi. Il
“Gruppo” controllato da Buzzi
conta una galassia cooperative
attraverso cui il «braccio imprenditoriale» di Carminati
avrebbe corrotto politici e funzionari, facendo man bassa di appalti. Gli investigatori del Ros
Lazio, al comando del colonnello Stefano Russo, hanno già eseguito controlli incrociati, compiendo accertamenti patrimoniali sui conti correnti di
«”29giugno cooperativa sociale
Onlus”, “29giugno Servizi soc.
coop. di produzione e lavoro”,
“Formula Sociale”, “Eriches29” ,
“Cooperativa Servizi Manutenzione”, nonché delle società “Sarim Immobiliare Srl” e “Si.al.
Service srl”». A «fattor comune
– si legge nelle informative - le
posizioni bancarie in capo alle
cooperative sociali sono state

di Montesquieu

alimentate da pagamenti prevalentemente provenienti da enti
pubblici e da società di capitali a
partecipazione pubblica – segnatamente Comune di Roma e
altri municipi dislocati nell’hinterland capitolino, Provincia di
Roma, Regione Lazio, Prefettura, Tesoreria di Stato, Eur Spa,
Marco Polo Spa – a seguito dell’aggiudicazione di pubbliche
gare d’appalto».
Le società di capitali «”Sarim
Immobiliare srl” e “Si.al Service
srl”, invece, sono state destinate
all'acquisizione di immobili previa stipula di ingenti mutui bancari, finanziariamente sostenuti
dalle locazioni dei medesimi immobili alle cooperative sociali
facenti capo, appunto, a Salvatore Buzzi». In particolare, ad attirare l’attenzione degli investigatori è stata la Sarim, che solo in

apparenza non sarebbe controllata da Buzzi. Si tratta di una società «attiva nel campo della locazione di beni immobili propri», che «risultava intestataria
di un immobile adibito a ricovero-convitto sito in Roma, via S.
Maria di Loreto, nel quale erano
ubicati i centri di accoglienza la
“Casa di Elettra” e “Castelverde”
gestiti prima dalla “Eriches29”
Consorzio di Cooperative Sociali a r.l. e successivamente dalla “29giugno”». « Adesso, più
che mai – ha commentato Baldassarre Favara, consigliere Pd
in Regione Lazio e presidente
della Commissione Lotta alla
criminalità - è necessario alzare
il livello di guardia perché si faccia pienamente luce su tutto quel
che ancora c’è di torbido nell’inchiesta Mafia Capitale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

del sindaco - ha spiegato il capogruppo Onorato - un nuovo inizio che possa restituire speranza
ai romani». Marino intanto cerca il contatto diretto con i cittadini e ieri è andato a un incontro a
via Bravetta: «In questo momento - ha riconosciuto - vedervi è un
elemento che dà grande forza alla nostra amministrazione. Il fatto che il mio predecessore abbia
un avviso di garanzia per associazione mafiosa non mi fa piacere». Dimettersi non è in predicato. Ieri mattina lo sguardo al
futuro con lo Stadio della Roma,
nel pomeriggio si parla di bilanci: «Quello che abbiamo trovato
è peggio di quanto io pensassi».
Intanto oggi gli ispettori nominati a dicembre dal predecessore di Gabrielli, Giuseppe Pecoraro, consegneranno al prefetto il rapporto sulle infiltrazioni di Mafia Capitale negli
uffici del Campidoglio. Una relazione corposa, circa mille pagine, focalizzata in particolare
su appalti, bandi di gara, legami
tra consiglieri e funzionari ed
esponenti dell’organizzazione
criminale smascherata dalla
Procura di Roma. Gabrielli avrà
45 giorni per decidere se chiedere il clamoroso commissariamento del Comune.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA RETE
Gruppo 29 giugno
 Sono state passate al
setaccio le carte e i conti
bancari di questa società
cooperativa: l’operazione ha
fatto emergere quote di
partecipazioni incrociate in
altre società cooperative e
finanziamenti alla politica (per
esempio alla Fondazione
Nuova Italia dell’ex sindaco
Gianni Alemanno) per una
cifra di 262mila euro
Le altre collegate
 Le altre società individuate,
come la 29 giugno servizi, una
società coop di produzione
lavoro, o la Eriche 29, avevano
tutte a fattore comune la
condivisione di versamenti sui
rispettivi conti correnti da
parte di enti pubblici o società
di capitali riconducibili al
Comune di Roma e ad altre
amministrazioni
dell’hinterland o, ancora, della
Provincia o della Regione

uella in atto, che mette insieme le difficoltà economiche e sociali del paese e l’autocorrosione delle sue strutture politico istituzionali è la prova
più dura per il nostro sistema
dal biennio di tangentopoli.
La corrosione divora e distrugge i tessuti, li rende inservibili, irriformabili, ed è
un processo spontaneo figlio
della corruzione. Focolai di
piccoli, grandi o grandissimi
scandali si alzano qua e là di
continuo, quasi un fenomeno di autocombustione, con
il risultato di rendere indistinguibili le strutture sane
da quelle ormai preda del
contagio.
Un quadro tetro, che sarebbe stolto minimizzare, in
un paese in cui le organizzazioni criminali conquistano
negli anni spazi ben oltre le
regioni di originario insediamento, in alcune delle quali
si potrebbe, facendo della
macabra ironia, parlare di infiltrazioni dello stato, anziché del contrario.
La visione non migliora se
si vanno a guardare le capacità di reazione del sistema politico istituzionale, mentre il
contagio aggredisce impietosamente “la” forza di governo, al momento unica ed
insostituibile, il Partito democratico. Un sistema al
momento incapace di prospettare alternative ad un governo che ormai si regge su
apporti fortunosi e di giornata, in una geografia politica
priva dei riferimenti abituali
e necessari in ogni sistema:
grosso modo, i conservatori,
i progressisti, le forze di mezzo, mediocre fenomeno italiano ormai in via di esportazione. Un sistema che non si
fa mancare la tendenza “europea” alla novità, che da noi
si chiama Movimento Cinque stelle, ed è, per fortuna o
per disgrazia, animata da uno
spirito meramente osservativo alla gestione del paese e
delle sue articolazioni, a differenza di quanto accade in
Grecia o in Spagna.
Finisce per vacillare inevitabilmente, e in buona
parte incolpevolmente per
chi ha il compito di governare il paese, l’immagine di
rinnovamento con cui si
pensava di riconquistare rispetto e ruolo nelle comunità internazionali, a partire da quella europea. Il processo di sostituzione generazionale delle cellule
esauste sembra spento prima della rigenerazione, dopo aver bruciato, per via di
una “rottamazione” episodica e casuale, energie forse
logorate ma decorose sotto
il profilo della tenuta morale e politica, e aver portato
sulla scena delle responsabilità di governo personalità che nulla aggiungono alle
capacità dello stesso Matteo Renzi, e quindi scarsamente utili al suo sforzo.
L’assenza di alternative di
governo è, nei manuali e nella realtà, la malattia delle democrazie, e in paesi sfortu-

BREVI
dall’interno
VATICANO

Rinvio a giudizio
per ex nunzio
Primo vescovo ad essere
processato penalmente in
Vaticano, e per reati
infamanti, e con seria
possibilità di finire in carcere,
il polacco Jozef Wesolowski,
salirà sul banco degli imputati
l’11 luglio. L’ufficio del
promotore di giustizia
vaticano infatti ha chiesto il
rinvio a giudizio dell’ex
nunzio a Santo Domingo, per
abusi sui minori e detenzione
di materiale
pedopornografico.

CORRUZIONE

Due arresti
al Consiglio di Stato
Approfittando della loro
posizione lavorativa, si

nati e periodi storici di minore vigilanza internazionale
ha portato spesso a regimi
autoritari. Rischio, almeno
questo, che sembra risparmiare il nostro paese, ad onta
di chi, non contento dei guai
che vi sono, paventa la fine
della democrazia: che non vi
sarà, se non sotto la forma di
una sua trasformazione. Meglio non dimenticare, comunque, la lezione recentissima di un periodo in cui si è
dissolta, nel breve giro di un
paio d’anni, l’unica proposta
di governo dei cinquant’anni
precedenti, nei quali il vizio
italiano dell’assenza di alternative era addirittura siglato
a livello planetario, reggendosi però nel paese su soggetti politici saldi e riconoscibili per gli elettori.
Oggi, renziani, antirenziani e “arenziani” (comunità assai folta, visti i tempi di astensionismo), e le rispettive rappresentanze politiche, sono
davvero sulla stessa barca:
sulla quale possono decidere,
per un tratto, di remare uno
accanto all’altro, fino all’auspicabile uscita dai marosi.
Ma sarebbe troppo chiedere
di farsi carico del momento

QUESTIONE MORALE

La «partita» pretende
un’intransigenza che rischia
di far cadere il governo a
ogni passo e una logorante
duttilità per tenerlo in piedi
alla nostra scombinata comunità politica - prodotto di una
irresponsabile legge elettorale -, che confonde il nemico
Renzi con lo Stato, e non vuole aiutare il secondo per paura di dare una mano al primo?.
La partita sulla “questione
morale” è la più difficile per
Renzi, perché pretende
un’intransigenza che rischia
di far cadere il governo ad
ogni passo, e una logorante
duttilità compromissoria per
tenerlo in piedi. La soluzione
maestra, il ritorno alle urne,
sembra azzardata non per le
sorti di questo o quel partito,
ma per la tenuta del sistema.
Un vicolo cieco, in cui i responsabili (persone e soggetti politici) potrebbero
mettere da parte, per estrarli
al momento giusto, conflitti
interni ai partiti, e accuse
strumentali tra i partiti. Una
sorta di commissariamento
della competizione politica?
In un certo senso una tregua,
limitatamente alla competizione fatta di pretesti. Ovvero, che tenga la competizione su un livello definito non
solo dalla ricerca del consenso. Come accadde, ad
esempio, negli anni bui del
terrorismo, quando un nemico comune minacciava la
convivenza civile.
Un dubbio: questa classe
politica ha ancora il senso
dell’unità nazionale nell’interesse di tutti i cittadini, o preferisce l’unità dei propri, rispettivi elettori contro gli altri, quasi gli uni avessero problemi diversi dagli altri?
© RIPRODUZIONE RISERVATA

sarebbero introdotti più volte
nel sistema informatico del
Consiglio di Stato per poi
diffondere documenti
riservati o che non erano
ancora pubblici a vari studi
legali italiani dietro
compenso di denaro. Con
queste accuse un carabiniere
e un’impiegata
amministrativa sono finiti agli
arresti domiciliari.

CONTENZIOSO DA 100 MLN

La Sicilia rischia
blackout informatico
Sedici ore di blackout
informatico della Regione
siciliana causato da un
contenzioso tra la Regione e
un ex socio privato che
continua a gestire il server.
Engineering e Accenture,
hanno staccato i
collegamenti poco prima di
mezzanotte, alla scadenza
dell’ultimatum dato alla
Regione per pagare i suoi
debiti, quantificati in circa
100 milioni.

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24

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

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Mondo 25

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Panorama

STATI UNITI

Jeb Bush apre corsa
alla Casa Bianca
«Sono pronto a guidare
l’America». Con questo
messaggio Jeb Bush si è
candidato ieri alla
presidenza degli Stati Uniti
con i Repubblicani. L’ex
governatore della Florida ha
dato così il via alla corsa per
la Casa Bianca presentando
la sua candidatura presso la
Commissione elettorale. «Il
mio sarà un messaggio di
ottimismo. Sono certo che
possiamo rendere i prossimi
decenni in America i
migliori mai vissuti in
questo mondo», ha detto Jeb
Bush, 62 anni, figlio dell’ex
presidente George H.W.
Bush e fratello minore di
George W. Bush. I sondaggi
danno Bush alla pari nei
consensi con l’altro
repubblicano, il giovane
senatore della Florida
Marco Rubio, e in leggero
ritardo nei confronti della
democratica
Hillary Clinton.

IN DIRETTA DA HOUSTON

Cristoforetti: mi
manca fluttuare
«Mi manca fluttuare e la
sensazione di leggerezza,
ma anche avere una finestra
speciale per guardare la
Terra da lassù». Lo ha detto
ieri l’astronauta italiana
Samantha Cristoforetti, nel
corso della sua prima
videoconferenza, in diretta
da Houston. Nella sua
avventura spaziale ha
percorso più di 130 milioni
di chilometri e ha condotto
otto esperimenti tutti made
in Italy, compreso quello
del primo caffè nello spazio.
Dopo aver conquistato una
serie di record, ha anche
sconfitto molti stereotipi
sulle donne. Ha parlato del
suo lento ritorno alla
normalità dopo 199 giorni
nello spazio. Il presidente
dell’Asi, Roberto Battiston,
ha reso noto che da qui a
cinque anni l’Italia avrà altri
due astronauti
in missione sulla Iss.

La guerra al terrorismo. Un raid dell’aviazione americana avrebbe eliminato il leader jihadista Belmokhtar

L’Isis riporta gli Usa in Libia

L’ANALISI
Alberto
Negri

È il primo intervento dalla campagna internazionale contro Gheddafi Da Tripoli
di Roberto Bongiorni

D

ei tanti soprannomi affibbiatigli “Laaouar,” vale a dire “il Guercio”, era quello
più utilizzato. Un ricordo di quando, dopo esser stato addestrato in
un campo di al-Qaeda a soli 19 anni,
fupoiferitodaunascheggiamentre
combatteva nella feroce guerra civile afghana seguita al ritiro delle
truppe sovietiche. Ma Mokhtar
Belmokhtar, il noto leader jihadista
algerino ucciso – secondo il governo libico di Tobruk - nella notte tra
sabato e domenica da un bombardamento dell’aviazione americana
nella Libia orientale, era conosciuto dai suoi simpatizzanti anche come “Mr. Marlboro”; un chiaro riferimentoallagranderetedicontrabbando di sigarette (ma anche di
droga, pietre preziose, oltre alla
tratta di esseri umani) da lui creata
nella regione desertica del Sahel. O
anche l’”inafferrabile”, soprannome coniato dall’Intelligence francese che non riusciva a catturarlo e
dagli eserciti dei Paesi africani che
in almeno due occasioni ne rivendicarono,trionfanti,l’uccisioneper
poi essere smentiti. Il fatto che il
Pentagono non abbia ancora confermato ufficialmente la sua morte
impone dunque cautela.
Probabilmente defunto, o forse
ancora vivo, pochi personaggi nel-

l’immensa galassia qaedista possono vantare un curriculum come il
suo; sia per anzianità (per quanto
avessesolo42annihacombattutoin
Afghanistan, nella guerra civile algerina in Niger ed in Mali) sia per
numero di attentati e obiettivi “illustri”. Al di là dell’impressionante serie di rapimenti ai danni di stranieri,
anche turisti europei, l’operazione
che lo consacrò come un principe
dellajihadmondialeful’attentatoda

VUOTO DI POTERE

La spaccatura del Paese tra
due governi in lotta tra loro
ha facilitato l’ascesa degli
estremisti, che continuano
a guadagnare terreno
lui orchestrato (gennaio 2013) contro l’installazione di gas di In Amenas, nell’Algeria orientale, quando
un commando armato di miliziani
islamici prese in ostaggio 800 persone, uccidendo 38 stranieri.
Il raid americano contro Belmokthar segna dunque una svolta.
Perché è la prima volta dalla campagna internazionale contro
Muammar Gheddafi (2011) che
l’aviazione americana bombarda
il territorio libico, anche se solo
per eliminare un pericoloso jiha-

dista. Seconda, ma forse ancor più
importante informazione, è il luogo dell’uccisione di Belmokthar.
Ajdabiya, cittadina della Cirenaica, la regione orientale della Libia
da cui nel febbraio 2011 è partita la
rivolta contro Gheddafi, divenuta
roccaforte dei gruppi estremisti.
Dallo scorso agosto, quando la
coalizione islamica Alba libica ha
conquistato Tripoli, il Paese si è
spaccato in due, con due Governi
che si fanno la guerra: la Tripolitania è in mano al governo ombra
degli islamici che si ispirano ai
Fratelli musulmani. L’Esecutivo
riconosciuto dalla comunità internazionale, ma di fatto esiliato
nella città di Tobruk, a ridosso
dell’Egitto, controlla invece la Cirenaica, e nemmeno tutta.
Un vuoto di potere che ha facilitato l’ascesa dell’Isis. E se nell’ottobre del 2014 veniva annunciata la
nascitadiunCaliffatonellacittàcostiera di Derna, mese dopo mese i
jihadisti hanno guadagnato terreno fino a impadronirsi di Sirte, città
natale di Gheddafi. Consolidando
le posizioni, di recente avrebbero
conquistato l’aeroporto della città
e una centrale elettrica.
Cosa ci faceva in Cirenaica Belmokhtar? Forse si era unito anche
lui alle cellule legate all’Isis. Anche
perchè se fino a poco fa “il Guercio”
era il Leader di al-Murabitoun, fe-

Tensione Russia-Nato sul Baltico

rafforzerebbelapresenzaditruppesu
tuttoilperimetrooccidentaledella
frontiera,compreseleunità
corazzate,diartiglieriaediaviazione.
Secondoquantorivelatoduegiornifa
dalNewYorkTimes,ilPentagonosta
considerandodiinviarearmipesanti
neiPaesibaltici,oancheneiconfinidi
altrinuovimembridellaNatoin
Europaorientale,comePolonia,
RomaniaeforseUngheria,per
rispondereallalineaaggressivadella
Russia(nellafoto,laparatamilitaredel
9maggioaMosca).
Apag.26

Una guerra fredda simbolica

IL. Le idee
tornano di moda
Storia di copertina

Prima pagina

Fuori collana

Tutta l’estate
ne parla

Viaggio alla fine
della scuola

Benvenuti
a Expo Pop

Cara Delevingne, l’icona pop
della nostra epoca, la moda
delle cattive ragazze e il gran
dibattito sulla “quarta ondata”
del movimento di emancipazione
delle donne.

Il racconto in prima persona
di un insegnante di frontiera:
«In Vespa con Osho e a cena
con una sottiletta ho capito
che per riformare l’istruzione
servono i piccioli».

Tre giorni nell’immensità
decumana rovente dell’evento
milanese. Senza tartine,
ma con il dj-set olandese
vicino al padiglione vaticano:
l’abbronzatura è assicurata.

IL è in edicola
da venerdì 19 giugno
con Il Sole 24 ORE

Idee e Lifestyle del Sole 24 ORE

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Misterosul«Guercio»
 Noto anche come Mr.Marlboro,
ilGuercio,ol’inafferrabile,
MokhtarBelmokhtar,42anni,era
unodeileaderjihadistipiù
ricercatialmondo.Dopoaver
partecipatoallaguerreciviliin
Afghanistan,Algeriae
Mali,divieneunodeicomandanti
dial-QaedanelMaghrebIslamico
(Aqmi)ecreaunaretedelterrore
nelSahel,specializzandosinel
contrabbandodidroga,sigarette,
nellatrattadiesseriumani.
Accusatodelsequestrodidecine
dieuropeieoccidentali,
Belmoktharfulamente
dell’attentatocontrol’impiantodi
gasalgerinodiInAmenas(2013)
dovevenneropresiinostaggio
800personeeuccisi38stranieri.

roce gruppo qaedista fedele ad Ayman al-Zawahiri, voci sempre più
insistenti avrebbero segnalato una
sua rottura con al- Qaeda e un suo controverso - avvicinamento allo
Stato Islamico. Ma se le indiscrezioni circolate ieri sera - secondo
cui i raid Usa hanno colpito una riunione dei leader di al-Qaeda e dell’Isis - sono vere,il Guercio poteva
anche rappresentare una sorta di
ambasciatore del network qaedista giunto in Libia per cercare una
pericolosa saldatura tra due gruppi
estremisti di fatto in guerra tra loro.
Resta il atto che da alcuni mesi
lo Stato islamico ha cambiato strategia. Anziché usare la Libia come
fucina di aspiranti jihadisti da inviare sul fronte siriano-iracheno,
ha invitato i suoi luogotenenti in
Libia a concentrare gli attacchi in
loco. L’obiettivo è creare una testa
di ponte in Nord Africa, in un paese che dista poche centinaia di miglia dalle coste italiane e greche.
Già all’inizio di quest’anno il Dipartimento di Stato Usa aveva stimato tra mille e tremila i miliziani
affiliati all’Isis.I due governi rivali
sembrano incapaci di arginare
l’ascesa dell’Isis. L’unica soluzione per fermarla sarebbe quel Governo di unità nazionale tante volte dato per imminente dagli inviati
dell’Onu ma mai venuto alla luce.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

AP

Mosca: «Armi Usa ai confini?
Siamo pronti a ritorsioni»
LaRussia«nonavràaltrascelta»se
nonrispondereinmodo«adeguato»
aldispiegamentodiarmipesanti,carri
armatieartiglieriadapartedegliUsae
deiPaesiNatosulterritorio
dell’EuropaorientaleeneiPaesi
Baltici.L’avvertimentoèdell’ispettore
generaledelministerodellaDifesa
russo,generaleYuriYakubov.«Si
tratterebbedellamisurapiù
aggressivadelPentagonoedellaNato
daitempidellaGuerraFredda»,ha
dettoilgenerale,secondocuialla
Russia«nonrimarrebbealtrascelta
cheespandereleproprieforzeemezzi
nelladirezionestrategica
occidentale».Moscacomeprimacosa

L’INAFFERRABILE

a Tobruk,
l’Europa sbaglia
interlocutori

I

n Libia stiamo facendo la
cosa giusta? Con l’inizio del
Ramadan tra un paio di
giorni scade il termine per
formare un esecutivo di unità
nazionale tra i governi di
Tobruk e Tripoli: più passa il
tempo e l’inviato dell’Onu
Bernardino Leòn si accorge di
aver parlato con le persone
sbagliate per sistemare il Paese,
fermare il flusso dei migranti e
bloccare l’avanzata dell’Isis. E
quando negozia non ha neppure
gli strumenti per convincerle,
come bloccare le riserve della
Banca centrale libica, basata a
Malta, che tengono in piedi due
governi concorrenti e servono a
pagare le milizie.
In Libia più che le pallottole
sono efficaci i denari: è così che
Gheddafi controllava il Paese,
utilizzando i flussi migratori
come mezzo di ricatto nei
confronti dell’Italia, servendosi
dell’oro nero e degli investimenti
all’estero per guadagnarsi un
riconoscimento internazionale
che Londra e Parigi, prima di
decidere di farlo fuori, non gli
hanno lesinato. Perché “pecunia
non olet” e i soldi di Gheddafi
facevano comodo a tutti, a Blair
come a Sarkozy, non solo agli
italiani che, da scomodi
concorrenti, francesi e inglesi,
insieme ai loro insidiosi clienti e
alleati arabi, avrebbero voluto
volentieri emarginare dopo la
caduta del dittatore.
Se oggi in Libia ci sono troppi
islamisti, manovrati a suo tempo
anche per combattere Bashar
Assad in Siria, la responsabilità è
anche loro, come delle
monarchie del Golfo. Proprio
per questo ben noto quadro
geopolitico è inaccettabile che
alcuni partner europei non si
vogliano prendere le loro quote
di migranti per una guerra cui
abbiamo partecipato senza
opporci, stracciando gli impegni
assunti con Tripoli. Come del
resto avremmo dovuto dire
chiaramente ai nostri alleati che
la politica occidentale in Medio
Oriente e in Nordafrica

accelerava, non frenava, la
disgregazione di interi stati.
La credibilità dell’Onu e
dell’Europa presso i libici,
soprattutto milizie, cabile, tribù,
è arrivata a un livello assai basso:
gli unici che fanno davvero
quello che vogliono sono gli
americani, bombardando i
bersagli di loro interesse come
hanno fatto con uno dei capi di
al-Qaeda nel Maghreb, Mokhtar
Belmokhtar. Agli Stati Uniti, che
insieme a Francia e Gran
Bretagna diedero il via nel 2011
alla caduta di Gheddafi, si
potrebbe chiedere di fare
qualche cosa per aiutarci a
sorvegliare il Mediterraneo,
visto che abbiamo pure accettato
di restare con le truppe in
Afghanistan oltre il tempo
stabilito. Ma i nostri governi
danno l'impressione di essere
deboli negoziatori, pronti ad
accettare persino le finte
soluzioni dell’Egitto, che per
estendere la sua influenza in
Cirenaica sostiene il generale
Khalifa Haftar e un governo di
Tobruk inesistente, il quale
reclama forniture di armi più per
combattere Alba libica a Tripoli
che il Califfato. Non solo. È
totalmente inefficace per
affrontare il nostro problema:
fermare le ondate migratorie e
stabilire una certa sicurezza dei
confini marittimi.
La questione si risolve a Ovest
non a Est, in Tripolitania non in
Cirenaica. Il governo di Tobruk,
riconosciuto grazie a elezioni nel
2014 prive di un peso reale (ha
votato il 25% della popolazione),
si è dimostrato del tutto incapace
persino di vendere un solo barile
di petrolio e ha suscitato anche
una certa ironia il suo tentativo
di insediare una Banca centrale,
con conto a Dubai, in cui le major
petrolifere avrebbero dovuto
versare dei soldi per eventuali
acquisti di oro nero.
Nella sua agenda - rileva il
New York Times - l’inviato
dell’Onu non ha un
appuntamento con le milizie, le
tribù, i clan, i rappresentati di
città importanti. Sono questi
interlocutori che possono
servire a trovare degli accordi e
anche a fermare il flusso dei
migranti a Ovest, magari
proponendo alternative
economiche al traffico degli
esseri umani. Non c’è più il
dittatore e dobbiamo in parte
sostituirci a Gheddafi almeno
come ufficiali pagatori e
regolatori dei flussi finanziari:
forse costa meno di illusorie
missioni militari.
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26 Commenti e inchieste

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Lettere

DIRETTORE RESPONSABILE

Le risposte
ai lettori

Roberto Napoletano
VICEDIRETTORI:

Edoardo De Biasi (VICARIO), Alberto Orioli,
Salvatore Padula, Alessandro Plateroti,
Fabrizio Forquet (redazione romana)
SUPERDESK CARTA-DIGITAL:
Caporedattori responsabili: Marina Macelloni

e Guido Palmieri
Ufficio centrale: Daniele Bellasio, Giuseppe Chiellino,
Franca Deponti, Federico Momoli, Giorgio Santilli,
Alfredo Sessa, Alberto Trevissoi (vice)
Segretario di redazione: Marco Mariani
INFORMAZIONE NORMATIVA E LUNEDI: Mauro Meazza
SUPERVISIONE E COORDINAMENTO AREA FINANZA:

Christian Martino

UFFICIO GRAFICO CENTRALE: Adriano Attus

(creative director) e Francesco Narracci (art director)
RESPONSABILI DI SETTORE: Luca Benecchi,
Luca De Biase, Jean Marie Del Bo, Attilio Geroni,
Laura La Posta, Armando Massarenti,
Lello Naso, Francesca Padula, Christian Rocca,
Fernanda Roggero, Stefano Salis,
Giovanni Uggeri, Paolo Zucca
SOCIAL MEDIA EDITOR: Michela Finizio, Marco lo Conte
(coordinatore), Vito Lops e Francesca Milano

PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 Ore S.p.A.
PRESIDENTE: Benito Benedini
AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu

È guerra fredda,
ma solo «simbolica»
LE TENSIONI NATO-RUSSIA
di Gianandrea Gaiani

L’

ennesimo incontro ravvicinato tra mezzi militari
russi e Nato conferma come il ritorno a un clima di
Guerra Fredda sia forse ancor più evidente nella
prassi militare che nelle relazioni tra Occidente e Russia
come confermano le continue esercitazioni e ridispiegamenti di truppe e mezzi. I sorvoli a bassa quota di navi alleate nel Baltico e sul Mar Nero così come le puntate dei velivoli russi ai limiti dello spazio aereo danese, britannico, polacco e delle Repubbliche Baltiche costituiscono episodi
considerati di routine fino agli anni 80 quando Nato e Patto
di Varsavia saggiavano la reattività della controparte cercando di intercettare ogni tipo di emissione elettronica utile ad arricchire le banche dati dell'intelligence. Anche sul
fronte terrestre i recenti sviluppi ricordano il passato ma
su scala molto ridotta. La presenza di missili balistici russi a
corto raggio Iskander in Crimea e a Kaliningrad alimenta la
richiesta di più sicurezza dei membri orientali della Nato
(Repubbliche Baltiche, Polonia, Bulgaria e Romania) che
pare otterranno da Washington il “preposizionamento”
sui loro territori di armi e mezzi che diverrebbero operativi
rapidamente trasferendo dagli USA le sole truppe.
L’iniziativa irrita Mosca, che minaccia contromisure,
ma è di valore solo simbolico perché si tratta dei mezzi
sufficienti ad equipaggiare appena una brigata americana, disseminata dal Mar Nero al Baltico. Un po' poco per
fermare improbabili avventure militari russe contro baltici e polacchi. Il rafforzamento in Crimea potrebbe semmai presupporre l'appoggio a un'offensiva dei filorussi in
Ucraina che alcuni osservatori ritengono imminente. Un
attacco teso a conquistare i territori tra Mariupol, Kershon e la sponda sud del Dnepr creando continuità territoriale tra il Donbass e la Crimea. I russi potrebbero essere tentati da ripetere su scala più ampia il blitz della scorsa
estate contando sulle pessime condizioni delle forze di
Kiev e sul “bluff” di una Nato i cui membri non sembrano
pronti a far morire i propri soldati in Ucraina. Anche la
disponibilità (non richiesta) di Kiev a ospitare sul suo territorio batterie di armi americane contro i missili balistici
rientra in un'escalation di provocazioni che per ora appare più che altro di facciata anche perché molti europei
non sembrano intenzionati a seguire gli anglo-americani
nel soffiare sul fuoco della crisi con la Russia. A ben guardare anche Washington non sembra voler rinunciare agli
affari con Mosca. A differenza dell'anno scorso l'Amministrazione Obama, rigidissima a parole sulle sanzioni
economiche alla Russia, non ha vietato alle aziende statunitensi di partecipare al forum economico di San Pietroburgo del 18-20 giugno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per l’Emilia la beffa
delle esenzioni fiscali
TERREMOTO & IMPRESE

P

er le imprese dell’Emilia Romagna arrivano le esenzioni fiscali sulla parola. La nuova manifestazione
della creatività normativa italiana è contenuta nelle
bozze del decreto enti locali, che è stato approvato la scorsa settimana dopo quasi tre mesi di cottura ma non ha ancora trovato un testo definitivo. Le esenzioni fiscali alle
piccole imprese delle aree colpite dal terremoto del 2012 e
dall’alluvione del 2014 evitano i pagamenti di imposte statali e regionali (i dettagli sono a pagina 46), e bloccano per
due anni anche l’Imu, e sono contenute nelle bozze di
provvedimento. Senza «Gazzetta Ufficiale», però, le bozze sono un “si dice” tutto da confermare, e l’Imu scade oggi. Che fare, quindi? In attesa che il decreto trovi pace, e
che la pubblicazione in Gazzetta blindi i criteri per l’agevolazione, non resta che pagare, e poi aspettare che con
l’entrata in vigore del provvedimento il Comune sia costretto a restituire quanto appena versato. In questo modo
il bonus raddoppia moduli e procedure, alla pubblica amministrazione costa il doppio (in termini di mancati incassi e di lavorio burocratico per le restituzioni) e ai diretti
interessati impone un inedito pagamento yo-yo: effetti
collaterali inevitabili, quando si scrivono i decreti solo dopo averli approvati.

di Rossella Bocciarelli

S

in dal suo esordio alla guida di Assonime, nel 2013, Maurizio Sella
ha messo in luce i problemi che
gravano sul mondo dell’impresa,
affrontandoli con quel taglio costruttivo e concreto che definisce l’atteggiamento di chi è abituato a operare nel
mondo economico. Di recente, l’associazione fra le imprese quotate (nella
quale si riconoscono anche banche e assicurazioni, accanto alle imprese manifatturiere e dei servizi) ha lanciato un
messaggio forte, presentando un’articolata proposta contro la corruzione.
Presidente, nella sua relazione all’assemblea di oggi farà il punto anche
sul tema della corruzione?
Certo. Perché non se ne può più. Migliorare lo stato di salute dell’amministrazione pubblica è essenziale per rendere credibile l’azione di risanamento
del Paese. E Assonime, che intende rappresentare le istanze generali del mondo dell’economia, pone da tempo l’accento su un concetto: le amministrazioni vanno gestite in funzione dei risultati.
Per ottenere quest’obiettivo, occorre liberare l’azione amministrativa dalle interferenze improprie della politica.
Sappiamo che la mala pianta della corruzione è la degenerazione di fenomeni
di clientelismo diffuso. Per ridurne la
portata è dunque necessario un passo
indietro dei partiti. Ed è necessario che
si facciano le gare. Questo è un punto
chiave, che troppo spesso in Italia viene
aggirato. Deve vincere il migliore in una
competizione fondata sul mercato.
Pensa che sarebbe opportuno ridurre anche i dipendenti pubblici?
Il numero dei dipendenti pubblici è in
linea con quello degli altri paesi ma va riqualificato e allocato al meglio, per rappresentare davvero una leva di crescita
del paese. Anzi, riqualificare non basta
neppure: bisogna poi valutare gli effetti
della riqualificazione e premiare di conseguenza. Al tempo stesso, quel che serve all’economia è uno stato più leggero:
dunque, all’azione di semplificazione

normativa occorre accompagnare un
processo di dismissioni d’imprese pubbliche. Come del resto aveva osservato
l’ex commissario per la spending review, Carlo Cottarelli, dalle attuali ottomila società pubbliche, si potrebbe arrivare a conservarne non più di mille.
Inoltre, noi pensiamo che la qualità dei
servizi e la crescita nei settori più innovativi siano una priorità da perseguire
dando attuazione all’agenda digitale e
dotando il paese dell’infrastruttura a
banda larga di cui ha bisogno.
Dovrebbe cambiare anche il fisco?
Crediamo da sempre che l’opera di
semplificazione debba investire soprattutto i rapporti tra i cittadini e l’amministrazione tributaria. In un saggio
del 1946, parlando del sistema fiscale
italiano Einaudi scriveva: «La molteplicità, l’intrico, le sovrapposizioni sono
oramai giunte a tale stremo, che nessuno ci si raccapezza più… il contrario di
quel che servirebbe per la ricostruzione
economica e sociale del Paese». Oggi
come allora i contribuenti sono ostaggio di un fisco che continua a complicarsi e di un sistema sanzionatorio oppressivo e imprevedibile. Per questo, una
nuova stagione nei rapporti fra fisco e i
contribuenti dovrà essere caratterizzata da regole più semplici, applicate in
modo meno arbitrario da parte dell’am-

L’ASSEMBLEA
Oggi a Roma
 Si svolge a Roma presso il Centro
Congressi di Enel (ingresso via
Ombrone 2) l’Assemblea biennale di
Assonime, l'Associazione fra le
Società italiane per Azioni. Dopo il
discorso di apertura del Presidente
Maurizio Sella, designato dal
Consiglio Direttivo per il suo
secondo mandato alla Presidenza
Assonime, è previsto l'intervento
del Ministro dell'Economia e delle
Finanze Pier Carlo Padoan con una
sua relazione.

di Giorgio Santilli
u Continua da pagina 1

T

utti i protagonisti di governo (il
Ministero per le Infrastrutture ma
soprattutto il Ministero dell’Economia azionista delle Fs che ha
giocato il ruolo decisivo) negheranno che ci
sia un collegamento sfacciatamente diretto
fra le due vicende, ma pensare male è quasi
inevitabile. Si dirà forse che c’entrano le privatizzazioni delle Fs ma intanto il mercato e
la concorrenza - valori incommensurabil-

mente più importanti dell’incasso derivante da privatizzazioni - prendono una botta
da cui forse non si riprenderanno più.
Perchéil“pensaremale”vaoltrelaspecificamultonacheleFsrischianodall’Autorità,cioèoltreilsingolospecificocasochepure ha fatto scuola perché per la prima volta
ha fatto capire a tutti che anche in Italia a
violare le regole basilari che consentono la
concorrenza in un settore delicato come
quello dei treni si rischiano sberle che lasciano il segno. Avevamo dato atto all’Autorità di Camanzi (si veda Il Sole 24 Ore del

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di Alberto Quadrio Curzio
u Continua da pagina 1

C

nuovi. Ci vuole molta prudenza.
Non pensa che le imprese soffrano
tuttora di una certa asfissia creditizia?
La crisi ha creato un solco tra le aziende più robuste, per le quali l’offerta di
credito eccede la domanda, e quelle più
fragili, che stentano a ottenere nuovo
credito. Per questo è necessario favorire canali di accesso diretto al finanziamento e stimolare il ricorso al mercato
dei capitali. Per esempio, le disposizioni
approvate di recente in materia di azioni a voto plurimo o maggiorato, si propongono, appunto, di favorire il finanziamento diretto e la quotazione d'imprese. Eppoi le imprese devono rafforzare la loro patrimonializzazione.
Devono capire che Basilea 3 impone criteri molto stringenti al credito: solo se
finanziano le imprese più sicure, quelle
più patrimonializzate, le banche possono evitare accantonamenti eccessivi.
Le imprese devono tenerne conto.
Intanto la politica sembra periodicamente cedere a un’ideologia antiimprese, come si è visto in occasione
della recente approvazione delle norme sulla class action.
La formulazione approvata indebolisce i filtri per il giudizio di ammissibilità,
prevede incentivi alle liti e forme di danno punitivo. È un’impostazione che si
discosta dal modello europeo e suscita
serie preoccupazioni tra le imprese; auspichiamo che possa essere corretta nei
successivi passaggi parlamentari.
Altre misure che possano essere
d’aiuto per le pmi?
Assonime propone di riorganizzare i
mercati borsistici in modo da facilitare
la quotazione delle pmi, disegnando tre
mercati, con regole progressivamente
più stringenti in funzione delle dimensioni d’impresa. Seguendo l’esempio inglese, le regole di ammissione e quotazione andrebbero articolate su due livelli di mercato, standard e premium.
Infine, il principio della proporzionalità
nelle regole dovrebbe essere applicato
anche nel dare attuazione al progetto
europeo di Capital Market Union.

14 marzo scorso) prima di aver approvato
regole sane per un accesso concorrenziale
allarete,poidiaverledifesecoerentemente
con l’apertura del procedimento sanzionatorio. Per altro va detto che quel procedimento sanzionatorio è in corso e l’esito non
è scontato: Rfi ha presentato le sue controdeduzioni e così gli altri operatori interessati. Vedremo. Se ci si adegua alle regole
senza bisogno della multa, meglio per tutti
ma vuol dire che avrà funzionato la minaccia della sanzione.
Non si può però eludere che, più in generale, il comma 14 dell’articolo 37 del decreto
legislativo varato dal governo spunta le armi dell’Autorità di regolazione. Lo fa, con
una «specialità» che rafforza i pensieri ma-

ligni, limitando il risibile tetto sanzionatorio al solo settore ferroviario. Per autostrade e aeroporti non ci saranno tetti.
Se aggiungiamo che le due commissioni
Trasporti di Camera e Senato avevano
chiesto una correzione della norma e che
nel provvedimento c’è almeno un’altra
norma che riduce fortemente i poteri regolatori dell’Autorità (quella che prevede un
parere del Mef e del Mit sui criteri per la fissazione dei canoni di accesso alla infrastruittura ferroviaria e in generale e per l’Alta
velocità),eccochelacontroriformaèservita. O almeno il messaggio che la concorrenzavabenefarlafinchénondàfastidioaivecchi monopolisti controllati dallo Stato.
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Stato & mercato. Il caso dell’Alta Velocità

Multe e scorrettezze

Expo 2015,
laboratorio
per pubblico
e privato

ministrazione e delle corti. È importante in questo senso una attuazione piena
della delega fiscale.
Venerdì sono attesi i decreti attuativi in Consiglio dei ministri…
Speriamo che sia la volta buona.
L’attuazione delle riforme è un tema
essenziale, che noi abbiamo sollevato
già ai tempi del governo Monti. So che
è un tema su cui anche il Sole 24 Ore è
molto attento e ho visto con piacere
che è oggetto di una verifica periodica
in Consiglio dei ministri da parte del
ministro Boschi.
Come giudica il comportamento
del governo sul terreno delle riforme?
C’è un governo che sta lavorando
nella direzione giusta: il Jobs Act e la riforma elettorale vanno nella direzione
di promuovere la produttività del sistema Italia. La sua priorità deve essere
quella di stimolare una stabile crescita
economica.
L’economia sta dando segni di miglioramento congiunturale ma l’eredità della crisi è pesante per banche e
imprese. C’è qualcosa che si potrebbe
fare in campo normativo per attenuare queste difficoltà?
La lunga fase di congiuntura negativa
indubbiamente ha lasciato il segno sulla
struttura economica del paese. Va detto
che, per quel che riguarda la gestione
delle crisi, in questi anni l’Italia si è dotata di regole in materia d’insolvenza che
vanno ad allinearsi alle legislazioni più
avanzate, come il “chapter eleven” americano. Questo nuovo quadro normativo va attuato integralmente, superando
definitivamente la disciplina dell’amministrazione straordinaria per le grandi imprese in crisi, tuttora in vigore.
Ha letto dell’ipotesi di un cambio di
missione per la Cassa depositi e prestiti, connessa a un rinnovamento del
vertice?
Non voglio commentare indiscrezioni. Mi limito a dire quello che ho sempre
pensato: che l’Italia non ha bisogno di
una nuova Iri. Non bisogna correre il rischio che per difendere i posti di lavoro
esistenti, si impedisca che ne nascano di

gianfranco.fabi@ilsole24ore.com

Sella: «Va fermata la corruzione, nella Pa è necessario fare le gare»

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redazionale è il direttore responsabile a cui, presso il Servizio Cortesia, presso Progetto Lavoro, via Lario, 16 - 20159 Milano, telefono (02
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Gentile Cuneo, non entro nel merito della
vicenda della Grecia, una vicenda su cui
ogni giorno si soffermano doverosamente

le analisi e i commenti del Sole 24 Ore. Ma
non posso considerare, mi permetta l’ironia, come una pericolosa provocazione la
richiesta di chiamare le cose per nome. La
trasparenza e la chiarezza sarebbero un
metodo molto utile, ma dissimulando sotto definizioni rassicuranti decisioni e interventi profondamente rischiosi non facciamo altro che praticare fino alle estreme
conseguenze la pratica del “politicamente
corretto”, una pratica che consiste nel-

«Borsa più facile per le Pmi»

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Gianfilippo Cuneo
Milano

L’EDITORIALE

on 2,4 miliardi di euro annui
investiti per la sicurezza
alimentare dei prodotti e 10
miliardi di euro (8% del
fatturato) per la ricerca e sviluppo, con la
rimodulazione e il riproporzionamento
che hanno ridotto i nutrienti eccedenti, gli
spechi alimentari, il consumo energetico,
l’emissione di gas serra, le materie prime
per imballaggio, l’industria alimentare ha
continuato a innovare mantenendo,
tuttavia, le specificità del Made in Italy.
Tutte queste sono notizie importanti di
cui non sembra ci sia consapevolezza
generalizzata.
La stessa manca anche sull’obiettivo
che Federalimentare si pone: arrivare
entro la fine del decennio a 50 miliardi di
export che equivarrebbe a 100mila
occupati addizionali tra effetto diretto ed
indotto. È un risultato che la citata
Federazione ritiene di dovere e potere
raggiungere perché, pur essendo le nostre
esportazioni notevoli in termini assoluti
(29 miliardi di euro e 34,5 considerando
anche la componente agricola), non lo
sono per la quota del 20,5% sul fatturato
alimentare, che è bassa rispetto a Spagna
(22%), Francia (28%), e Germania (32%).
A tal fine le leve necessarie
(individuate da una indagine su 1.000
imprenditori e manager del settore) sono
cifrate come segue: un sostegno forte da
parte del Governo per la valorizzazione
generale del Made in Italy (56,2%), un
supporto specifico rivolto a quelle
imprese che intendono espandersi in
mercati esteri (27,1%), gli effetti positivi di
Expo (25%). Innovazione e
internazionalizzazione sono dunque le
due forze su cui l’industria alimentare
italiana punta sempre di più e sui cui il
sostegno del Governo conta.
Fab Food e innovazione. Una sintesi,
simbolicamente forte, tra imprese e
innovazione è al Padiglione Italia “Fab
Food. La fabbrica del gusto italiano”,
affidata non a caso alla progettazione del
Museo Nazionale della Scienza e della
Tecnica “Leonardi da Vinci”. Lo scopo è
dimostrare come l’industria e le
tecnologie pulite e innovative italiane
possano contribuire a prodotti alimentari
sicuri e di qualità. Da Fab Food emergono
anche la complessità, le connessioni e la
coerenza della filiera agro-alimentare
italiana, come prova il fatto che allo stesso
hanno contribuito con Confindustria
dieci associazioni di sistema:
Federchimica, Federalimentare, Anima,
Assolombarda, Acimit, Anie, Assica,
Assocomaplast, Federunacoma e UcimuSistemi per produrre.
È noto che Confindustria ha operato a
ben più ampio raggio per Expo iniziando
dal 2008 con una serie di gruppi di lavoro
su nutrizione, innovazione e sviluppo
sostenibile, turismo culturale, expogeneration e nuove professionalità,
promozione internazionale, mobilità e
reti, cooperazione allo sviluppo. Ne sono
uscite nel 2010 delle ”Proposte per la
valorizzazione del sistema delle imprese”
ed infine la partnership con Padiglione
Italia anche per Fab Food) che esprime la
fiducia nell’Expo per l'innovatività e
internazionalizzazione(anche per le
startup) del nostro Paese.
Il Centro di ricerca europeo.
L’innovazione è anche il tema principale
sui su cui la Ue ha scelto di essere
presente all’Expo, consapevole che da qui
passa la possibilità di accrescere in
maniera sostanziale, sicura e sostenibile
la produzione agricola e l’alimentazione.
Per questo al servizio scientifico
interno(JRC) della Commissione
europea è stata data la responsabilità di
coordinare la partecipazione delle Ue a
Expo valorizzando soprattutto il ruolo
della scienza e dei partenariati all’interno
e all’esterno della Ue. Le politiche della
Ue sui temi dell’Expo vanno dalla politica
agricola comune, alla sicurezza
alimentare, alle norme sanitarie, alla
sostenibilità ambientale in agricoltura.
Non sempre queste politiche sono
soddisfacenti per l’Italia che tuttavia deve
anche interrogarsi se fa tutto il possibile
per bilanciare i suoi interessi con quelli
dei Paesi nordici.
E qui ritornano di attualità la
sussidiarietà ed i partenariati che
suggerirebbero all’Italia un maggior
coordinamento tra Governo,
Associazioni industriali, Enti di
ricerca(tra cui il Cnr e le Università la cui
partecipazione ad Expo è apprezzabile)
per la miglior valorizzazione delle
specifiche competenze.

Domenico Rosa
parliamo di regali e di bilanci falsi e non di
prestiti, mettiamo l’aggettivo fasullo ai
piani di rimborso greci, e definiamo come
sciocco dare soldi freschi a chi non ripaga i
debiti vecchi.

l’evitare di raccontare in modo realistico
fatti sgradevoli o comportamenti pericolosi. È un modo per giustificare quello che
di irrazionale è stato fatto in passato e per
dare credibilità a quanto si dovrà fare in futuro per evitare conseguenze molto gravi.
In fondo lo sappiamo tutti che la Grecia
non restituirà mai i prestiti ottenuti negli
ultimi anni, ma sappiamo altrettanto bene
che fornendo nuovi aiuti si mantiene in
qualche modo accesa la speranza che Atene possa rendere sostenibili i propri debiti
pagandone gli interessi.
Ma non c’è modo di togliere di mezzo il
peccato originale della vicenda: la falsificazione dei bilanci che ha permesso alla
Grecia di entrare prima nell’Unione europea e poi nell’euro. E quindi a proposito del
chiamare le cose per nome potremmo ricordare, ma tutta intera, la famosa favola
di Andersen: «Non ha niente addosso! C’è
un bambino che dice che non ha niente addosso!». «Non ha proprio niente addosso!» gridava alla fine tutta la gente. E l’imperatore, rabbrividì perché sapeva che
avevano ragione, ma pensò: «Ormai devo
restare fino alla fine». E così si raddrizzò
ancora più fiero e i ciambellani lo seguirono reggendo lo strascico che non c’era». Il
re era nudo, ma il fatto che tutti avevano
avuto il coraggio di ammetterlo grazie all’ingenuità di un bambino, non cambiò per
nulla le sorti di quel regno.

INTERVISTA / PARLA IL PRESIDENTE DI ASSONIME

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Le lettere vanno inviate a:
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20149 Milano
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includere per favore nome,
indirizzo e qualifica

M

a perché si continua a considerare
il prestito che l’Europa concede
ora alla Grecia come un prestito
invece che una donazione? Nessuno
chiama prestito un obolo che si dà ad un
debitore insolvente solo per evitare che
questi formalmente diventi tale, con la
conseguenza di dover azzerare
contabilmente anche il valore facciale dei
prestiti precedenti, chiaramente inesigibili
e che mai saranno ripagati. Chiamiamo le
cose con il loro nome e diamo rilievo alla
sostanza! Quando l’Europa finanzia la
Grecia per farle rimborsare i prestiti del
Fondo monetario sta in realtà facendo un
regalo all’Fmi; quando è evidente (e lo è da
anni) che la Grecia non può (non vuole)
ripagare i prestiti della Bce bisogna aver il
coraggio di dire che il bilancio della Bce è
falso se tali prestiti non sono fortemente
svalutati. E anche gli italiani devono
prendere atto che hanno regalato ai greci e
alle banche quasi 40 miliardi di euro
quando il governo ha consentito di
trasferire alla Bce le obbligazioni greche in
possesso di banche private e pubbliche
(principalmente tedesche). Per favore

SEDE LEGALE - DIREZIONE E REDAZIONE:
via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano - Tel. 023022.1 - Fax 0243510862

REDAZIONE DI ROMA: piazza dell’Indipendenza 23b/c - 00185 - Tel. 063022.1
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Gianfranco Fabi
Fabrizio Galimberti
Guido Gentili
Adriana Cerretelli
Salvatore Carrubba

Il re nudo,
la Grecia
e l’Europa

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Commenti e inchieste 27

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Il futuro dell’Ue
ECONOMIA & POLITICA

Cambiare. Hollande e Merkel spingono per caute modifiche.
Ma forse è arrivato il tempo di una Ue a una moneta e due Trattati

Donald Tusk è un politico polacco,
attuale Presidente del Consiglio
europeo. È stato primo ministro della
Polonia dal 2007 al 2014. Il prossimo
consiglio Ue sarà il 25-26 giugno

Una riforma per l’Eurozona

La proposta italiana in vista del vertice di fine mese più concreta di quelle francese e tedesca
di Sergio Fabbrini

A

EPA

lla fine di giugno, i capi di stato e
di governo del Consiglio Europeo si riuniranno per approvare
un documento che dovrà definire il percorso per giungere ad un’Eurozona «più genuina». Si tratta di un passaggio
cruciale per capire quale sarà il futuro dell’Unione Europea (UE). Quel documento
raccoglierà le proposte avanzate dai vari
governi nazionali che partecipano all’Eurozona. L’Italia ha già avanzato la sua Proposta. Si tratta di una Proposta importante, intanto perché evita la Scilla delle dichiarazioni federaliste retoriche e la Cariddi del tecnicismo tecnocratico fine a sé
stesso. Ma soprattutto perché entra nel
merito delle grandi questioni irrisolte dell’Eurozona. E cioè: cos’è che continua a
non funzionare nella gestione della crisi
dell’euro? Sono le politiche ad essere inadeguate oppure le istituzioni ad essere incomplete? Ovvero sono insufficienti en- Tutte le asprezze dell’Unione Da sinistra: Tsipras, Merkel e Hollande a Riga lo scorso 21 maggio
trambe? Guardando le proposte disponibili avanzate dagli altri governi, quelle domande non vengono sempre affrontate. dente dalle vicende elettorali della Francia mune senza una politica comune, più crePeraltro, alcune di esse non sono state an- e dagli interessi di breve periodo della Ger- scerà quella sfiducia. Un’Eurozona
cora rese pubbliche, contrariamente a mania. È proprio vero che il motore franco- incompleta genera insoddisfazione in chi
quella italiana. La proposta congiunta tedesco dell’integrazione è un ricordo del la sostiene e rabbia in chi la rifiuta. Oppure
franco-tedesco non è disponibile – e non si passato. Lo schema concettuale utilizzato basta guardare alle divisioni tra Nord e Sud
capisce perché – nella sua interezza, ma ri- dalle élites politiche franco-tedesche è il all’interno dell’Eurozona per capire che la
portata solamente a pezzi e bocconi su «Le solito: “meno si parla di Europa, meglio si sua governance è insufficiente. E per queMonde» e «Die Zeit». Alla faccia della tra- riesce a farla”. Come si vede, nonostante ta- sto motivo va riformata.
La riforma dell’Eurozona dall’interno,
le schema si sia rivelato fallimentare, contisparenza democratica.
però, non va confusa con la denuncia naComunque, leggendo ciò che è disponi- nua ad essere usato.
La proposta italiana dà voce, invece, ad zionalistica delle sue politiche, denuncia
bile, due strategie si stanno delineando.
La prima strategia è quella del «mud- una strategia alternativa, quella della rifor- in cui si è specializzato il governo greco.
dling through», ovvero della razionalizza- ma dell’Eurozona. Essa pone sul tavolo del Tsipras e Varoufakis agiscono come se il
zione cauta e pragmatica dell’esistente, Consiglio Europeo la domanda che Fran- loro paese fosse indipendente, mentre la
rappresentata dalla proposta franco-tede- cia e Germania non vogliono porsi. E cioè riforma dell’Eurozona presuppone la consca. Probabilmente, nel caso della Francia e che l’Eurozona, così come è, non può fun- sapevolezza dell’interdipendenza tra i
della Germania, ciò è dovuto calcoli eletto- zionare. Dopo tutto, é sufficiente dare suoi membri, oltre che tra politica interna
rali. Entrambi i paesi avranno elezioni na- un’occhiata ai dati dell’Eurobarometro e politica esterna. Il governo italiano, al
zionali nel 2017 e Francois Hollande e An- per rendersi conto che il senso di sfiducia contrario di quello greco, è consapevole
gela Merkel non vogliono fornire argo- nei confronti dell’Eurozona è ormai condi- della logica dell’interdipendenza, anche se
menti ai rispettivi partiti anti-europeisti (a viso dalla maggioranza dei cittadini dei pa- non sempre lo sono i suoi avversari interni.
Marine Le Pen, prima di tutto). Così, il futu- esi che ne fanno parte. E più tempo l’Euro- Comunque sia, con le riforme promosse,
ro dell’Europa continua ad essere dipen- zona rimarrà nel guado di una moneta co- l’Italia ha acquisito sufficiente credibilità

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per farsi sentire nel confronto che si terrà
all’interno del Consiglio Europeo alla fine
di giugno. Farsi sentire per mettere in chiaro due punti. Primo, che si possono introdurre politiche molto più coraggiose, nella
gestione della moneta comune, a Trattati
esistenti. In particolare, si può risolvere il
problema della condivisione dei rischi,
senza la quale non può esserci una genuina
unione monetaria. Ciò non significa trascurare l’azzardo morale, in virtù del quale
un paese debole potrebbe approfittare
delle risorse di un paese forte per non riformare sé stesso. L’azzardo morale, infatti,
può essere neutralizzato attraverso intelligenti meccanismi che sottopongano
quella condivisione a precise condizioni.
Per questo motivo, si deve accelerare il
processo di conclusione dell’unione bancaria (introducendo un meccanismo comune di fiscal backstop e un fondo singolo
di garanzia sui depositi bancari) e di implementazione dell’unione del mercato capitali. Oppure, si deve avere il coraggio di
trasformare il Fondo salva-stati (il Meccanismo Europeo di Stabilità) in un vero e
proprio Fondo monetario europeo, cioè in
uno strumento per neutralizzare i cosiddetti shock asimmetrici indotti dalla crisi
finanziaria e non dovuti alle condizioni interne di un dato paese. Ma c’è un secondo
punto che l’Italia deve mettere in chiaro. E
cioè che si deve avviare una riforma dei
Trattati per dotare l’Eurozona di strumenti anti-ciclici efficaci (quali un bilancio comune basato su risorse davvero proprie e
non già su trasferimenti nazionali) e di istituzioni politiche legittimate a gestire quel
bilancio. È giunto il tempo per passare da
un’Ue a due velocità ad un’Europa a due
trattati (quello dell’Eurozona e quello del
mercato comune), seppure tra loro collegati. Forse, il futuro dell’Europa dipenderà
anche dalla capacità italiana di costruire
un consenso intorno alla propria strategia.
Un consenso che sarà tanto più esteso
quanto più credibile sarà il nostro paese.
sfabbrini@luiss.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Scenari. Debolezze del sistema Europa

La «lezione» finlandese:
paga anche chi non sbaglia
di Paul Krugman

I

l «Financial Times» recentemente ha
pubblicato un articolo interessante,
anche se un po’ ingarbugliato, sulle
traversie economiche della Finlandia
(potete leggerlo qui: on.ft.com/1wuCvT4).
Lasciate perdere le cifre, che da quello che
posso vedere sono sbagliate: più importante è il fatto che qualcuno sembra fare confusione sulla differenza tra salari e costo unitario del lavoro. Se si vanno a guardare le cifre riportate sul sito del Conference Board
(bit.ly/1dpcMmr), si scopre che in effetti la
Finlandia ha sperimentato un rapido aumento del costo unitario del lavoro, ma non
a causa di un’esplosione dei salari: tutto il
problema sta nel tracollo della produttività
del settore manifatturiero.
Ma più in generale la storia, in questo caso, è che stiamo osservando sempre di più
che i problemi dell’euro non si limitano affatto ai Paesi debitori del sud Europa.
L’economia va molto male anche in certe
nazioni nordeuropee con un buon merito
di credito e bassi costi di indebitamento,
come Finlandia, Paesi Bassi e Danimarca
(la Danimarca non è nell’euro ma ne segue
da vicino le mosse).
Che sta succedendo? Nel caso della Finlandia stiamo assistendo al classico problema degli shock asimmetrici in un’area
valutaria non ottimale. I due principali settori di esportazione del Paese scandinavo,
le foreste e i prodotti della Nokia, stanno
andando male, e questo crea la necessità di
un drastico calo dei salari relativi per compensare i mercati perduti: ma dato che la
Finlandia non ha più una sua valuta, questo aggiustamento assume inevitabilmente la forma di una lenta e straziante svalutazione interna (che tra l’altro è il motivo
per cui l’ingarbugliata discussione sui salari trasforma l’articolo del «Financial Times» in un’assurdità). I problemi dell’euro, in altre parole, non sono stati causati da
un’orgia di irresponsabilità nella gestione
dei conti pubblici, che non si ripeterà se solo riusciremo a ridurre all’obbedienza i

greci. I problemi non sono nati neppure, in
definitiva, da un afflusso di capitali che
non torneranno più. Tutto il progetto della moneta unica era sbagliato fin dal principio, e continuerà a generare nuove crisi
anche se l’Europa, in qualche modo, dovesse riuscire a superare questa.
La malattia finnica. Vale la pena di sottolineare fino a che punto sta andando
male l’economia finlandese. In Finlandia,
la grande depressione che ricordano è
quella di inizio anni 90, scatenata dall’effetto combinato dello scoppio di una bolla immobiliare e dello sgretolamento del
vicino sovietico. Il risultato fu una recessione molto pesante e una ripresa ritardata. Ma questa volta, anche se il calo del
prodotto interno lordo pro capite non è
stato altrettanto accentuato, mostra di essere molto più persistente.
Perché la Finlandia stavolta non riesce a
ripartire? Il debito non è un problema: i costi di indebitamento del Paese sono molto
bassi. Il problema sta tutto nella camicia di
forza imposta dall’euro: nel 1990 la Finlandia aveva la possibilità di svalutare e svalutò, riguadagnando rapidamente competitività; ma questa volta non c’è una via rapida per adeguarsi agli shock negativi.
Non è certo una cosa nuova, anzi è il nucleo centrale della classica argomentazione di Milton Friedman in favore di tassi di
cambio flessibili, e a sua volta del trade-off
che è al centro della teoria sull'area valutaria ottimale. I problemi della Finlandia sono indicativi di quello che tutti prevedevano che sarebbe andato storto con l'introduzione della moneta unica. I problemi
della Grecia, nel frattempo, costituiscono
un livello di danno addizionale, che nessuno ha visto arrivare. Ma è importante rendersi conto che anche Paesi che non si indebitano a dismisura, che non sperimentano consistenti afflussi di capitali e che sostanzialmente non hanno fatto nulla di
sbagliato secondo i criteri ufficiali, stanno
soffrendo pesantemente.
(traduzione di Fabio Galimberti)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

28

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Martedì
16 Giugno 2015

AUTO

REGOLE

Stefano Carrer u pagina 33

Andrea Malan u pagina 33

Laura Galvagni u pagina 35

Cdp, il governo stringe
sul rinnovo dei vertici

Nel nuovo board entrerà un consigliere «indipendente»
ROMA

pRushfinalesulriassettodiCdp. I conti della Cassa
In milioni di euro e var. % 2014/2013
31/12/2014
31/12/2013
Dati patrimoniali riclassificati
Totale attività
Patrimonio netto

8.000

40.000

401.680

6.815
4.000

2.659

3.425

0

35.157

-22,4%

+9,4%

30.243

+16,2%

La spending manda il margine in rosso
Antonella Olivieri

ti della Cdp che lo scorso anno ha riportato un margine di intermediazionenegativoper114milioni,selosi
calcola con i criteri standard. Ma la
Cassa depositi e prestiti non è una
banca “normale”. Seppure sottopo-

IL SALONE

Avio, a Le Bourget
la sfilata
dei pretendenti

La Borsa saudita si apre agli investitori
stranieri. Con un avviso pubblicato
domenica il mercato ha confermato
che a partire da ieri «gli investitori
stranieri autorizzati possono iniziare a
operare sulle azioni quotate». Prima
solo le società registrate in Arabia
Saudita o negli altri cinque paesi del
Consiglio di Cooperazione del Golfo
erano autorizzati a trattare.

pMps ha rimborsato ieri gli

sta alla vigilanza della Banca d’Italia,
ha un obbligo di “servizio” per la tesoreriadelloStatoconremunerazione fissata dalla legge. È appunto sul
meccanismo di remunerazione delle giacenze sul conto corrente di tesoreria depositato presso il Ministero del Tesoro, che lo usa per i paga-

mentidiStato,cheèintervenutalarevisione al ribasso (novità introdotte
dal decreto ministeriale del 24 maggio 2014) con effetto evidente sui
conti. Infatti il margine d’interesse
dal2013al2014ècalatodel61,8%,passandoda2.424milionia925milioni.
Continua u pagina 31

LA SVOLTA

Il riassetto della Cassa passa per la sfida della «crescita»
Celestina Dominelliu pagine 1 e 31

ultimi 1,017 miliardi di euro di
Monti-bond. La banca senese
ha così completato, dopo il primo rimborso da 3 miliardi un anno fa, la restituzione degli aiuti
di Stato. Si conclude così, grazie
anche al successo dell’aumento
di capitale da 3 miliardi chiuso
venerdì scorso, il rapporto «de-

Gianni Dragoni
LE BOURGET. Dal nostro inviato

pSi accende l’interesse

bitorio» tra Mps e lo Stato Italiano, fonte di non poche polemiche politiche. Il saldo netto per
lo Stato è ampiamente positivo,
grazie alle ricche cedole pagate
negli anni, di cui l’ultima in azioni. La novità dei prossimi giorni,
ovvero a partire dal primo luglio, è che al Ministero dell’Economia andrà una quota pari a
circa il 4% del capitale del Mon-

te Paschi come pagamento in
azioni dell’ultima cedola dei
Monti bond. In attesa dell’aggregazione con altri istituti, formalmente chiesta dalla Bce, la
prossima tappa per Mps riguarda la nomina del nuovo presidente dopo che l’attuale numero uno Alessandro Profumo ha
ribadito l’uscita a inizio agosto.
Continua u pagina 30

Banche/2. Dopo il record di 32 miliardi di marzo, a giugno domanda più contenuta

T-Ltro, alle banche italiane 10 miliardi
pDovrebbe attestarsi attorno

ai dieci miliardi di euro l’ammontare totale dei prestiti che la
banche italiane andranno a richiedere allo sportello della Bce
nel corso della quarta asta TLtro, il cui settlement è fissato
per il 24 giugno.

FOCUS

Aerospazio

La Borsa saudita
apre le porte
ai capitali esteri

Monica D’Ascenzo
10.000

I conti. Margine di intermediazione negativo per 114 milioni - Ecco il bilancio 2014 della Cdp

pLaspendingreviewpesasuicon-

AFP

Mps rimborsa i Monti Bond

20.000

0

-26,5%

Listini globali

Banche/1. Restituiti tutti gli aiuti di Stato - Profumo: lascio ad agosto

367.307

30.000

5.005

2.000

Volkswagen riorganizza Assicurazioni,
il gruppo: pronte
si alza il velo
quattro holding
su Solvency II

Leonardo Maisanou pagina 33

Dati economici riclassificati
Risultato di gestione
Utile di esercizio

6.000

t

FOOD

Riassetti. Al vaglio del Mef tutti gli aspetti legati al cambio anticipato - Bassanini vede Renzi e Padoan

Celestina Dominelliu pagina 31

www.ilsole24ore.com
@ 24FinMerc

IL GIORNALE DELLA FINANZA

Eataly, nuovi partner
per il Giappone

Il governo è deciso ad andare avanti sul ricambio dell’attuale vertice
(il presidente Franco Bassanini e
l’ad Giovanni Gorno Tempini) e,
secondo i rumors delle ultime ore,
il passaggio entrebbe nel vivo già
oggi con il Mef che, alla vigilia del
cda straordinario della Cassa chiamato a deliberare l’ingresso di Cdp
nel fondo di turnaround, dovrebbe
annunciare ufficialmente il riassetto e la designazione di Claudio Costamagna alla presidenza.
Nessun passaggio traumatico, però, con le paventate dimissioni dei
cinque consiglieri nominati dall’Economia, ma si andrebbe verso
un cambio “soft”.
E ieri, per agevolare il prosieguo
della partita, è intervenuto anche il
premier Matteo Renzi che ha incontrato il presidente Bassanini
(quest’ultimoavrebbepoivistoanche il ministro dell’Economia, Pier
Carlo Padoan). Il faccia a faccia sarebbe servito a imprimere quindi
un’accelerazione al ricambio che il
governo è deciso a mettere in campo senza strappi con i soci di minoranza della Cassa, come avrebbe
fatto intendere anche il ministro
Padoan al presidente delle fondazioni, Giuseppe Guzzetti, ricevuto
nei giorni scorsi a Via XX Settembre. Gli istituti avrebbero così incassato dal ministro le attese garanzie in cambio di un ok al passaggio di testimone.

MASTER IN
BUSINESS
ADMINISTRATION

È questa la stima raccolta dal
Sole 24 Ore presso le principali
banche italiane e il sistema della
Bcc.L’asta T-Ltro di giugno segue quella di marzo, quando le
banche italiane raccolsero la cifra record di 32 miliardi, ben oltre le stime degli analisti.

Proprio l’elevata somma raccolta a marzo potrebbe aver reso meno impellente l’urgenza
di nuova liquidità che ha scadenza settembre 2018 e dovrà
essere indirizzata ai prestiti alle
imprese.

per Avio Spa, la società
italiana di lanciatori
spaziali che produce il
piccolo razzo Vega e i
motori laterali (booster)
del gigantesco Ariane 5
francese. L’intenzione del
fondo inglese Cinven di
vendere la sua quota
dell’81% attira molti
pretendenti.
Oltre a Finmeccanica
(che ha in mano il 14,3%
del captiale di Avio) sono
interessati gruppi europei
e anche americani,
secondo quanto appreso
da Il Sole 24 Ore al salone
dell’aerospazio di Le
Bourget, inaugurato ieri
dal presidente francese,
François Hollande.
Finmeccanica ha
confermato l’interesse
per Avio, ha detto
l’amministratore
delegato, Mauro Moretti.
Il gruppo controllato dal
ministero dell’Economia
ha una presenza molto
ridimensionata a Le
Bourget, solo un piccolo
stand di 150 metri
quadrati, grande quanto
quello della piccola Avio
(224 milioni di ricavi nel
corso del 2014) o poco più
del Portogallo. Non c’è
l’area con l’esposizione
di aerei, né elicotteri o
apparati elettronici
prodotti dal gruppo.

Luca Davi, Marco Ferrandou pagina 30

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua u pagina 37

Private equity. Tramite Vei Capital ha rilevato il 40% di Finproject, inventore delle calzature in resina

Assicurazioni 24

Palladio mette un piede nelle Crocs

POLIZZE

Laura Galvagni

P

alladio si compra un
pezzo delle Crocs. O
meglio, attraverso Vei
Capital, ha rilevato da Xenon
Private Equity il 40% di
Finproject, inventore
dell’ormai noto brand di
scarpe. È stata infatti proprio la
filiale canadese della società a
far nascere nel 1999 i «clogs»,
ossia gli zoccoli colorati fatti di
quella particolare resina che
ancora oggi caratterizza le
calzature. Le Crocs, sull’onda
del successso, sono poi state
cedute a un gruppo di
imprenditori americani che
successivamente ha deciso di

quotare l’azienda a Wall Street.
Tuttavia, Finproject ha
mantenuto il contratto di
fornitura dello speciale
materiale del quale tiene a
tutt’oggi segreta la “formula”. Il
che ha consentito al gruppo di
diventare leader nella
produzione di manufatti
ultraleggeri a marchio XL
EXTRALIGHT®. Un brand
che, è l’obiettivo del piano al
2017, verrà rafforzato
allargando l’ambito di impiego
dell’innovativa resina:
dall’automotive ai consumer
goods.
Complice tutto questo, Vei
Capital ha acquistato,

MARKA

Icona. Le Crocs sono nate in Canada

Per S&P il vita
spingerà
gli accordi
di bancassurance

nell’ambito di un’operazione di
secondary buy-out promossa
da Xenon Private Equity per
dismettere la propria
partecipazione del 49%, il 40%
di Finproject. Il restante 60%
rimarrà alla famiglia Vecchioli,
fondatrice della società e
ancora oggi alla guida operativa
del gruppo. Sergio Ravagli,
managing partner di Palladio,
ha spiegato così l’investimento:
«Il fine è assistere la società nel
suo ininterrotto percorso di
crescita ed
internazionalizzazione in vista
di una possibile quotazione in
borsa nel medio termine».

http://finanza24.ilsole24ore.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Grandi patrimoni. L’indagine mondiale di Bcg sulla ricchezza

Nelle tasche dei ricchi 164mila miliardi di dollari
di Lucilla Incorvati

A

nche per i più bravi
gestori di grandi
patrimoni cavalcare la
gigantesca onda di denaro che
riescono a generare i ricchi del
mondo (chi ha ricchezze
finanziarie a partire dal milione
di dollari) richiede sempre più
competenze specifiche e
investimenti mirati. Nell’epoca
del cliente digitale (e sopratutto
i ricchissimi lo sono) non basta
più avere uffici nelle vie più alla
moda delle grandi metropoli o

parlare di servizi fatti su misura.
Per catalizzare questa
enorme ricchezza (nel 2014 ha
raggiunto nel mondo i 164mila
miliardi di dollari, in crescita
del 12% rispetto al 2013) servono
nuove strategie perché i vecchi
modelli rischiamo di
soccombere stretti tra un più
forte pressione da parte del
regolatore, un ambiente
finanziario decisamente più
complesso, clienti più esigenti e
tecnologicamente evoluti.
Questi trend si muovo nel globo
in modo abbastanza omogeneo

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REGOLE

Bankitalia: «Più
informazione
sui derivati»
Il vice dg di Bankitalia,
Federico Signorini, in
audizione in commissione
Finanze della Camera,
raccomanda più
informazione sui derivati.
Servizio u pagina 35

toccando anche l’Italia dove la
ricchezza finanziaria nel 2014
aveva una dimensione di 4,6
mila miliardi di dollari. Il nostro
paese, grazie soprattutto alla
buona performance dei mercati
finanziari , nella classifica dei
paesi più ricchi al mondo
mantiene la nona posizione.
Sono queste alcune delle
evidenze emerse dalla 15°
indagine sulla ricchezza nel
mondo condotto da Boston
Consulting Group.
Servizio u pagina 37
© RIPRODUZIONE RISERVATA

www.arcaonline.it

Il contesto generale sembra
favorire una «crescita
redditiza del settore
bancassurance in Italia». È
quanto di fatto conclude un
recente report pubblicato da
Standard& Poor’s sul settore
assicurativo. Per l’agenzia di
rating, «il mercato e i
cambiamenti demografici
stanno alimentando la
domanda e le prospettive di
crescita delle assicurazioni
ramo vita in Italia». Tanto che
le banche stanno puntando
molto sulla distribuzione di
questa categoria di prodotti,
complici i bassi tassi di
interesse e una domanda
crescente di diversificazione
degli investimenti. Basta una
cifra per comprendere
meglio il fenomeno: secondo
il report di S&P, nel 2014
banche e Poste hanno
distribuito il 60% dei nuovi
premi vita.

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30 Finanza & Mercati

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Credito. Per Intesa Sanpaolo assegnazione da 5 miliardi - Si muovono anche Bpm, Credem, Mediobanca, PopVi, Veneto Banca e Iccrea

Bce, le banche chiedono 10 miliardi
Con la quarta asta T-Ltro, supera i 100 miliardi il totale assorbito dagli istituti italiani
Luca Davi
Marco Ferrando

pProsegue, anche se in misu-

ra lievemente inferiore alle attese, la richiesta di fondi delle
banche italiane presso la Bce.
All’asta T-Ltro di questo mese,
la quarta assegnazione di liquidità a basso prezzo della Bce finalizzata ai prestiti per imprese,
gli istituti italiani dovrebbero
attingere circa 10 miliardi di euro. E’ questa la stima delle richieste provenienti dalle maggiori banche e del sistema delle
Bcc, secondo le stime raccolte
ieri dal Sole 24 Ore tra gli istituti
e gli ambienti di mercato.
Il dato è al di sotto delle stime
degli analisti sul mercato, che
oscillano tra i 16 e i 24 miliardi.
Una flessione che è spiegabile
soprattutto con l’elevato approvigionamento di liquidità
già realizzato nelle precedenti
aste a lungo termine, dove le
italiane hanno sempre fatto la
parte del leone in Europa. I 10
miliardi di giugno (la deadline
per le domande è fissata per domani) vanno infatti ad aggiungersi ai 36 raccolti in occasione
della prima asta dell’anno, tenutasi a marzo, quando la domanda fu ampiamente superiore alle attese. Altro fieno in cascina è stato messo poi tra settembre e dicembre 2014,
quando sono stati prelevati altri 60 miliardi circa. Nel complesso, grazie alle aste del TLtro, l’intero comparto italiano
del credito ha attinto circa 104
miliardi di euro. «È ragionevole
credere che molte banche preferiscano scalare una marcia in
questa fase e ridurre la domanda, dopo aver assorbito quasi
cento miliardi nelle tre aste precedenti», spiega un analista.
Se lo si guarda al suo interno,
lo scenario italiano rimane comunque composito. Forte rimane la richiesta di Intesa
Sanpaolo, che dopo i 10 miliardi

di marzo si prepara a chiedere
altri 5 miliardi. D’altronde, come ha ricordato il ceo Carlo
Messina la settimana scorsa, i
primi segnali di ripresa si sentono anche in Italia e la banca intende sostenerla: il gruppo ha
già erogato 15 miliardi di nuovo
credito a medio-lungo periodo
nei primi cinque mesi dell'anno,
di cui 7 solo tra aprile e maggio,
ha spiegato il manager, confermando per il 2015 il target di 37
miliardi di nuove linee a mediolungo termine. Per quanto riguarda in particolare i fondi TLtro, la banca ha già assegnato i
22,5 miliardi richiesti nelle prime tre aste, e per questo ha deciso di prelevarne altri 5. A partecipare a quest’asta saranno anche il gruppo Iccrea (1,3 miliar-

Reati
penali
e tributari
si possono
sommare?
COME CAMBIA IL FALSO IN BILANCIO
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CON IL SOLE 24 ORE
La riforma dei reati societari:
tutte le novità in 50 domande
e risposte. L'addio alle soglie.
Le sanzioni penali e quelle
tributarie

BILANCI#AMMINISTRATORI#RILEVANZA PENALE

FOCUS
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Come cambiano
i reati societari In vendita

LA GUIDA

Un nuovo
«argine»
per ridurre
gli illeciti
di Antonio Iorio

I

l 14 giugno è entrata in vigore la
nuova legge cosiddetta
anticorruzione che prevede sia
inasprimenti di pena per alcuni
reati contro la pubblica
amministrazione, (come peculato,
corruzione, induzione indebita)
sia importanti modifiche alle
fattispecie penali di false
comunicazioni sociali.
Queste ultime rappresentano il
più importante intervento in
materia operato negli ultimi dieci
anni. Esse hanno immediate e
concrete conseguenze per tutte le
società di capitali.
Per questo motivo “Il Sole 24
Ore “ha deciso di dedicare una
guida al tema, con una serie di
approfondimenti volti a illustrare
in modo chiaro e immediato
l’ambito dei nuovi reati societari,
la casistica che potrebbe più
frequentemente verificarsi, le
implicazioni che le nuove
condotte comportano, anche
rispetto ai reati tributari, e gli
istituti di diritto penale e
processuale che possono trovare
applicazione.
Concludono
l’approfondimento le novità sui
reati contro la pubblica
amministrazione e le nuove regole
sulla responsabilità
amministrativa delle società in
caso di violazioni penali
commesse dai vertici aziendali.

TUTTE LE NOVITÀ IN 50 DOMANDE E RISPOSTE

Falso in bilancio,
è partita la riforma






La data-discrimine
è il 14 giugno
Saltano le «soglie»
per la commissione del reato
La sanzione penale
si somma a quella tributaria

a 0,50
euro oltre
al prezzo
del
quotidiano

© RIPRODUZIONE RISERVATA

DIRETTORE RESPONSABILE

RobertoNapoletano
CAPOREDATTORE

Jean Marie Del Bo
COORDINAMENTO

Giorgio Costa
INSERTO A CURA DI

Luigi Illiano e Silvia Marzialetti

* In Umbria € 0,50 + il prezzo de Il Sole 24 Ore
Chiuso in redazione il 13 Giugno 2015

ALL’INTERNO
NON QUOTATE

Sanzioni più pesanti
in caso di dichiarazioni
non veritiere

QUOTATE

I fatti minori
acquistano
rilevanza penale

I SOGGETTI

Amministratori di fatto
nel perimetro
dei «nuovi» reati

LIEVE ENTITÀ E TENUITÀ

Mecca e Potente u pagina 5

Ambrosi e Potente u pagina 6

Iorio e Mecca u pagine 7 e 8

IL TRANSITORIO

AUTORICICLAGGIO

REATI CONTRO LA PA

Valerio Silvetti u pagina 10

Antonio Iorio u pagina 11

Sara Mecca u pagina 13

Valerio Silvetti u pagina 14

La riforma
si applica anche
ai processi in corso

Tutti gli effetti
del reimpiego
dopo il reato

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Monica D’Ascenzo
u Continua da pagina 29

Le aste della Bce

pSul fronte senese, da se-

Le principali banche italiane (e il sistema delle Bcc) alle aste T-Ltro
Dati in miliardi
Stime Giugno 2015 (in corso)
Settembre 2014
Dicembre 2014
Marzo 2015
Banche
europee

82,6

129,8

97,84

80*

390,24
29 29 36 10*

Italia

104
Intesa
Sanpaolo

27,6

Mps

Iccrea
banca

Banco
Popolare

6,6**

6,5

8,7**

UniCredit

16,95
5,0

8,6

2,2

0,0
3,3

4,0

10,0

7,75

7,0

3,0

1,7
2,2

n.d.

1,3
1,3

5,0

Bper

Bpm

Carige

Popolare
di Sondrio

6,2

2,0

2,75

1,1

1,0

0,0
3,0

0,0
2,0

0,0
0,0
Popolare
di Vicenza

CreVal

1,5

0,0
1,0

n.d.
0,0

2,7
1,0

Ubi

0,0
3,2

1,85

0,0
0,5

Mps rimborsa
l’ultimo miliardo
di Monti Bond

1,25
0,0

*stime - **dato parziale

0,6
0,0

1,5
0,0

1,0
0,25

0,4
0,7

Veneto
Banca

2,25

0,95
0,0

0,6
0,7

0,0
0,0

0,75
0,25

0,0
0,0

Mediobanca

Credem

5,98

1,73

0,4
0,0
0,58

5,0

0,0
0,73

1,0
0,0

Fonte: elaborazione IlSole24Ore su dati Bce

gnalare che in Borsa - dopo la
chiusura della ricapitalizzazione - i titoli hanno accusato
un forte calo cedendo il 4,12%
a 1,72 euro e raggiungendo
praticamente il prezzo dell’aumento di capitale sottoscritto al 99,6%. Sempre di ieri, poi, la conferma da parte
del presidente Alessandro
Profumo delle sue dimissioni
a breve: «Le mie dimissioni
arriveranno a breve» ha commentato, non volendo aggiungere di più perché « le dimissioni si annunciano al cda, anche per una questione di rispetto per i consiglieri».
Se per il Monte la vicenda
aumento di capitale può dirsi
conclusa, è ancora a metà del
guado la ricapitalizzazione da
850 milioni di Banca Carige.
Ieri a Piazza Affari le azioni
hanno lasciato sul terreno il
5,39% a 1,546 euro per azione,
mentre i diritti dell’aumento
di capitale sono scivolati per
la sesta seduta consecutiva
con un -11,94%. I diritti sono
arrivati a 2,448 euro dai 3,87
euro dell’apertura dell’8 giugno scorso, perdendo oltre il
37% dall’avvio dell’operazione. Percentuale più alta di
quanto perso dai diritti dell’aumento di Banca Mps (-30%
circa), chiuso la scorsa settimana. Questi valori, a quattro
giorni dalla fine degli scambi
sui diritti che termineranno il
19 giugno, dovrebbero permettere ai soci «forti» di Carige di aumentare la propria posizione già nel corso dell’aumento: in particolare, la famiglia Malacalza (titolare del
15% e dichiaratamente aperta
a salire ancora) e Gabriele
Volpi (che ufficialmente possiede il 5,1%) potrebbero essere fra chi in questo momento è

interessato ad acquistare. La
giornata di ieri ha visto Carige
protagonista anche sul fronte
giudiziario: Giovanni Berneschi, ex presidente dell’istituto ligure, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al termine
dell’udienza preliminare del
maxi processo per la presunta
truffa a Carige Assicurazioni.
Insieme a lui sono stati rinviati
a giudizio altri sette imputati,
tra cui Ferdinando Menconi,
ex amministratore delegato
del gruppo assicurativo di Carige. La prima udienza si terrà
il 23 settembre a Genova. Berneschi, a caldo, ha commentato: «Me lo aspettavo, ci divertiremo al processo. Sono contento che il processo si svolga
a Genova perché ho dieci armadi di documenti, per la difesa, non sarebbe stato semplice
spostarli ogni volta».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Index24
MPS
IN BORSA
15/05/15

15/06/15

105

Ftse Mib
-3,75%

95
Mps
-19,49%

85
75

I RICAVI
In milioni di euro

I trim. 2014

I trim. 2015

72,6
-174,1

Quale è l’impatto
delle «attenuanti»
sui bilanci non veritieri

Alessandro Traversi u pagina 4

RESPONSABILITÀ D’IMPRESA

«Automatico»
il vantaggio
per la società

di), Bpm (1 miliardo), Credem
(1 miliardo), Mediobanca (400
milioni) e le due banche popolari venete, ovvero Popolare Vicenza e Veneto Banca, entrambe con richieste pari a 600 milioni. Dopo la richiesta di 7 miliardi del marzo scorso, questa
volta non si presenterà allo
sportello Bce UniCredit, così
come Ubi, che tre mesi fa aveva
attinto 3 miliardi. Ferme, dopo
aver attinto alle aste precedenti,
anche Carige, Bper, Popolare
Sondrio e Creval. Non è stato
possibile invece ottenere le stime relative a Banca Mps e Banco Popolare.
Va detto che la quantità di denaro nel sistema bancario rimane impressionante. Secondo i
dati Bloomberg, l’eccesso di liquidità nel sistema è pari a 338
miliardi, ai massimi da marzo
2013, ed è in crescita di quasi 30
miliardi rispetto a inizio giugno.
Oltre a una certa e comprensibile “sazietà” di denaro liquido, va detto che parte della prudenza usata dalle banche può
essere attribuita alle politiche di
vigilanza (micro e macro prudenziali) della Bce, che certo
non agevolano l’erogazione di
crediti. Le misure regolamentari in discussione tra Basilea e
Francoforte (dal Tlac, Total
loss absorbing capacity, all’eliminazione delle discrezionalità
nazionali nella definizione del
capitale di vigilanza), vanno infatti nella direzione di aumentare il peso degli attivi rischiosi o,
d’altra parte, di accrescere l’assorbimento del capitale. Inevitabile dunque che, di fronte a
questo rischio, le banche preferiscano usare cautela, e non eccedere nella richiesta di fondi
che dovranno essere indirizzati
necessariamente alle imprese,
pena una restituzione anticipata a settembre 2016 (anzichè settembre 2018).

Banche. Carige: rinvio a giudizio per Berneschi

Corruzione,
carcere
fino a 10 anni

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Finanza & Mercati 31

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Riassetti. Al vaglio del Tesoro tutti gli aspetti legati al cambio anticipato - Bassanini vede il premier Renzi e il ministro Padoan

PARTERRE
ppp

Il passaggio di Lapo Pistelli
dalla Farnesina all’Eni

D

alla Farnesina all’Eni. Il viceministro degli Affari esteri e della
Cooperazione internazionale, Lapo Pistelli, ha lasciato il suo
incarico di governo per un’esperienza professionale nel settore privato. Pistelli assumerà, dal primo luglio, il ruolo di senior vice president con funzioni di stakeholder relations for business development
support all’interno di Eni: il gruppo beneficerà così dell’expertise di
Pistelli su importanti aree geopolitiche come Africa e Medio Oriente. «Dopo averne parlato da tempo col presidente Mattarella e con
Matteo Renzi - scrive su Facebook Pistelli - stamani (ieri, ndr) lascio
il mio incarico di governo, e fra qualche settimana lascerò il mio seggio in Parlamento, per iniziare una nuova avventura professionale
nel settore privato. Era tempo di cambiare, di rimettersi in discussione, di ripartire». «Gli dico buon lavoro, certo che saprà fare bene
anche in questa nuova fase del suo impegno», ha commentato Renzi. A prendere il posto di Pistelli come viceministro alla Farnesina
potrebbe essere il responsabile Esteri del Pd Enzo Amendola. (R.R.)

ppp

Ovs (per ora) non guarda
all’acquisizione di Conbipel

G

ruppi esteri interessati a sbarcare in Italia, fondi di private equity e (forse) alcuni competitor italiani. Si sta creando il parterre
di potenziali acquirenti che potrebbero essere interessati a Conbipel,
catena di abbigliamento sulla quale dovrebbe partire tra alcuni mesi, al più tardi ad inizio del 2016, un processo di vendita organizzato
dall’azionista americano Oaktree. Per ora il private equity Usa sarebbe focalizzato a rinegoziare le linee di credito con le banche (circa
100 milioni) ma subito dopo dovrebbe iniziare il processo per cedere
Conbipel, sulla scia del buon rilancio dell’ultimo anno e mezzo.
Molti addetti ai lavori vedrebbero in particolare sinergie tra Ovs e
Conbipel, soprattutto sulla struttura dei costi. Ma al momento Ovs si
sarebbe chiamata fuori dalla partita.Il gruppo guidato da Stefano
Beraldo è infatti focalizzato sulla crescita per linee interne e su alcuni mercati esteri (Francia, Spagna, Svizzera): quindi (per ora) Conbipel non rientrerebbe nelle strategie. (C.Fe.)

ppp

Sfida segreta Corrado-Piazza
per il Parma FC

L’

ultima speranza per il Parma Calcio si chiamano Giuseppe
Corrado e Mike Piazza. Dopo ben cinque aste andate deserte,
il “Signor Space Cinema” e l’ex campione di baseball italo-americano hanno bussato alla porta dell’un tempo glorioso club, oggi
travolto da un crack di 200 milioni. Ma tutto avverrà in «segreto».
I curatori fallimentari, Alberto Guiotto e Angelo Anedda, si sono
visti costretti ad andare a trattativa privata, cosa che solo due settimane prima avevano categoricamente escluso. Ma l’alternativa
è la cancellazione della società e la perdita del titolo sportivo. Ora,
lontano dai riflettori, i due si daranno battaglia. Ovviamente al super ribasso: l’ultima asta partica da 4,5 milioni. Ora si scenderà ancora, si presume. C’era da aspettarselo. I nomi di Corrado,ex uomo
di Medusa Cinema della galassia Fininvest, e Piazza giravano da
un po’ di tempo. Ma perché presentarsi a un’asta, quando si può
aspettare una trattativa riservata e giocare al ribasso? (S.Fi.)

ppp

Il tweet di Tiscar che accende
la polemica con Telecom

S

e non è un volar di stracci, poco ci manca. Di certo fra Raffaele Tiscar,
vicesegretario alla presidenza del Consiglio,e Telecom sembra essereincorsounautenticoduellorusticano.Cheierisièanchealimentatodi
uno sfottò via web che sa tanto di antiche ruggini fra opposte tifoserie. Si
parte da una foto con striscione Tim e scritta “Fibra”, al Gp del Mugello.
E qui la stoccata di Tiscar: «Ma non sono gli stessi che dicevano che la
fibra non serve e basta il rame?». In Telecom no comment, ma a taccuini
chiusi si punta l’indice contro «una figura istituzionale che dileggia pubblicamente una società privata...». Asati a sua volta manda una lettera
aperta a Renzi per stigmatizzare le «scandalose dichiarazioni» di Tiscar. E mentre ci si sfotte, la banda rimane fin troppo stretta. (A. Bio.)

Ipo. Operazione da 14 milioni di euro

Assiteca prepara lo sbarco
sull’Aim e punta alla Spagna
Giovanni Vegezzi

pAssiteca prepara lo sbarco su

Aim con un occhio alle acquisizioni in Italia e in Spagna. Il maggior broker assicurativo italiano
indipendente (il quarto in assoluto dopo le multinazionali Aon,
Marsh, Willis) ha avviato il processo di ammissione in Borsa,
con il book building in corso e la
chiusura dell’operazione prevista nelle prossime settimane.
L’Ipo– che vede Integrae Sim come Nomad - dovrebbe raccogliere circa 14 milioni.
«Assiteca è nata nel 1982 e ha
svolto dagli esordi un ruolo di aggregatoredirealtàitalianepiùpiccole, sviluppandosi parallelamente anche per crescita interna.
Oggi puntiamo a quotarci per raccogliererisorsefinanziarienecessarie a sostenerne la crescita e per
garantire un corretto passaggio
generazionale» spiega a Il Sole 24
Ore Luciano Lucca, fondatore e
proprietario del 95,6% dell’azienda. «L’Ipo – aggiunge Lucca - avverrà con un aumento di capitale
fino a 11,2 milioni. È prevista inoltre l’emissione di un prestito obbligazionario convertibile fino a
3,7 milioni. Il flottante previsto è
pari a circa il 15%».
Il gruppo consolida ricavi nel-

l’esercizio chiuso al 30 giugno 2014
per 52,2 milioni e un utile netto di 2,2
milioni con una marginalità operativa aumentata nell’ultimo anno
del 2,4%. Nei primi mesi del 2015
Assiteca ha finalizzato due importanti acquisizioni che dovrebbero
avvicinareiricavia58milionieportare gli utili oltre quota 3 milioni. Il
mercato spagnolo è al momento la
principale presenza internazionale(conunpesodel5%sulfatturato)
ma potrebbe crescere in futuro
grazieallerisorsedellaquotazione.
«Assiteca intende potenziare la
strategia di crescita esterna che è
stata parte integrante della sua storia attraverso un significativo piano di acquisizioni nell’arco dei
prossimi 3-4 anni – aggiunge il fondatore - In Italia il momento per acquisire è giusto perché il mercato
dei broker è molto frammentato.
Inoltre abbiamo avviato una strategia di internazionalizzazione, in
particolare rivolta al mercato spagnolo, dove intendiamo aumentare la presenza, con l’obiettivo di
espanderci anche in altri mercati
culturalmente vicini, in Centro e
Sud America. In Spagna comunque sono presenti diverse opportunità di aggregazione sia in CatalognachenellaregionediMadrid».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cdp, il governo stringe sul rinnovo
Oggi cda straordinario - Si fa strada l’ipotesi di un passaggio soft senza dimissioni formali dei 5 consiglieri
ROMA

pSivaversoilricambioalvertice

di Cdp. Oggi, a mezzogiorno, è in
programma il cda straordinario
della Cassa chiamato a deliberare
l’ingresso della spa di Via Goito nel
fondo di turnaround che dovrebbe
lanciare una sponda anche all’Ilva.
La riunione è in agenda da tempo e
non dovrebbe esserci, a quanto si
apprende, l’avvicendamento traumaticoconlepaventatedimissioni
dei cinque consiglieri nominati
dall’Economia, il cui passo indietro, statuto alla mano, farebbe decadere l’intero board.
Il condizionale è d’obbligo perchélasituazioneèmoltafluida.Ma,
nelle ultime ore, si sarebbe fatta
strada l’idea di un passaggio di testimone senza strappi. Il Mef dovrebbe quindi avviare stamane il

PASSAGGIO DI TESTIMONE

In pole position per la presidenza
c’è Claudio Costamagna
mentre Fabio Gallia sarebbe
indicato per il posto
di amministratore delegato
riassetto annunciando la designazione di Claudio Costamagna alla
presidenza e spetterebbe poi a un
successivo board - da convocarsi a
stretto giro - la nomina di Fabio Gallia, attuale ad di Bnl BnpParibasalpostodiGiovanniGorno
Tempini, da sottoporre poi all’assemblea, chiamata anche ad approvarelemodifichestatutarieper
“liberare” il candidato-ad dai problemi di eleggibilità collegati alle
sue traversie giudiziarie. La strada
di un passo indietro dei cinque
consiglieri sarebbe stata accantonata, spiegano alcune fonti vicine
al dossier, per un passaggio più
soft. E la nuova riunione del board
verrebbe programmata a valle della partita economica che sta negoziando l’attuale ad per la chiusura
anticipata del suo mandato e che
sarebbe stata messa a repentaglio
dalla scelta delle dimissioni dei
cinque consiglieri del Mef.
L’avvicendamento sarebbe
quindi alle porte. Tanto più che ieri, per sciogliere gli ultimi nodi, è
sceso in campo anche il premier
Matteo Renzi che ha ricevuto il
presidente Bassanini. L’incontro,
riferiscono alcune fonti vicine al

dossier, sarebbe stato molto cordiale e nel corso del faccia a faccia il
presidente del Consiglio avrebbe
rappresentatoall’exministrolanecessità di un ricambio non prima di
aver sottolineato gli importanti risultati conseguiti dalla Cassa negli
ultimi anni. A Bassanini - che ieri ha
visto anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan - Renzi
avrebbe quindi reso l’onore delle
armi, riconoscendo il prezioso
contributo del presidente di Cdp
che, da quella poltrona, non ha
mancato peraltro di fornire anche
un utile supporto a Palazzo Chigi
su alcune delle partite più rilevanti
dell’esecutivo negli ultimi mesi.
Nessun passaggio, invece, di Bassanini al Quirinale come riportato
da alcuni rumors di stampa che
avevano riferito di un colloquio
domenica di tre ore con il capo dello Stato Sergio Mattarella. «La notizia pubblicata da Dagospia - ha
scritto il presidente di Cdp in una
nota - è totalmente falsa. Ho passato la giornata di ieri (domenica,
ndr) a casa, salvo un paio d'ore a
pranzo alla Casa del Cinema a Villa
Borghese. Non ho messo piede al
Quirinale, dove del resto non vado
dal primo giugno, per il ricevimento della Festa della Repubblica».
L’incontro con Renzi avrebbe
quindi impresso un’accelerazione
al ricambio che il governo è deciso
a mettere in campo senza strappi
con i soci di minoranza della Cassa,
come avrebbe fatto intendere anche il ministro dell’Economia, Pier
Carlo Padoan, al numero uno delle
fondazioni, Giuseppe Guzzetti.
Quest’ultimo aveva infatti ricevuto mandato dai 64 enti azionisti
della spa di Via Goito di confrontarsi con l’esecutivo per conoscere
le reali intenzioni sul futuro di Cdp
e per ricevere adeguate rassicurazioni. Alla fine, gli enti avrebbero
spuntato, in cambio del via libera,
un consigliere in più oltre agli attuali due già indicati - si tratterebbe
di un decimo componente del boardformalmenteindipendentema
di fatto designato dagli istituti - e,
soprattutto, precise garanzie sui
rendimenti, a cominciare da una
blindatura della cedola 2015 che - è
questo l’altro tassello del compromesso -, coinciderebbe con quella
appena incassata sul bilancio dello
scorso anno (159 milioni).
Ce. Do.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il board e le quote
IL CONSIGLIO
Franco
Bassanini

LE PARTECIPAZIONI
Dati al 31/12/2014

Giovanni
Gorno Tempini

Maria
Cannata

Olga
Cuccurullo

Francesco
Parlato

Eni

Simest
76%

25,76%
Terna*

Quadrante
100%

29,85%
PRESIDENTE
DEL CDA

Sace

AMMINISTRATORE
DELEGATO

Sinloc

Cdp

F2i Sgr
59,10%

16,52%

77,70%

Istituto per il credito sportivo
2,21%

Fondo strategico italiano
Designati
dalle Fondazioni

Designati dal ministero
dell’Economia e delle Finanze

Fintecna

Cdp investimenti
100%

70%

100%

Fondo italiano d’investimento
12,50%

100%

Europrogetti & finanza in liquidaz.
31,80%

Cdp gas
Mario
Nuzzo

Marco
Giovannini

11,29%

100%

Alessandro
Rivera

Antimo
Prosperi

Cdp immobiliare

(*) Dato al 31/12/2013

Fonte: dati societari

Lo scenario. Dietro al riassetto l’ambizione di trovare nuovi sbocchi per le diverse leve a disposizione

La Cassa alla sfida della «crescita»
Celestina Dominelli
u Continua da pagina 1

pQuel veicolo, insomma, nato nel

2011 con l’obiettivo di investire nelle
imprese che operano in settori strategicieodigrandidimensioniconun
impatto sistemico per l’economia.
«Sarebbe un cambio a bocce ferme spiega Stefano Caselli, prorettore
dellaBocconieordinariopressoildipartimentodiFinanza-chesitradurrebbeinuninterventopiùincisivosu
alcuneareeincuiCdpègiàattiva».
Una correzione che, come detto,
prenderebbe le mosse dal versante
dell’equity per le imprese, per estendersi poi ad altri due tasselli cruciali,
comel’exportfinanceeilsostegnoalle
infrastrutture.«LaCdp-prosegueCaselli - ha avuto un ruolo essenziale fino
a questo momento. Se si intervenisse
solo sulla strategia, come sembrerebbe potersi dedurre dall’indicazione
del ministro, si tratterebbe di razionalizzarealcuneattività,concentrandosi
su alcuni settori e rafforzando l’operatività dei vari fondi di investimento
che potrebbero servire anche da catalizzatoridicapitaliesteri».

Una spinta maggiore, quindi, su alcunideiversantiinglobatidaCdpaseguito dei cambiamenti strutturali avvenuti negli ultimi anni nell’economia e nella finanzia mondiale che ne
hanno profondamente ridisegnato il
perimetro, avvicinandola al modello
delle omologhe europee (la francese
CdcolatedescaKfW,che,però,diversamente dalla Cassa, hanno molti più
dipendenti e si finanziano sui mercati
con la garanzia dello Stato): non più
solo soggetto deputato alla raccolta
delrisparmiodellefamiglietramitegli
sportellipostaliealsuoimpiegonelfinanziamento delle pubbliche amministrazioni, ma attore in prima linea
nel sostegno all’economia e alla competitività del paese. I numeri, d’altro
canto, lo certificano: 90 miliardi di euro iniettati nel sistema solo nel piano
industriale2013-2015.Eun2014appena
archiviato con 2,2 miliardi di utili, un
attivochesfiorai350miliardidieuroe
30miliardidipartecipazioni,ariprova
dell’evidente ampliamento della sua
operativitànegliultimianni.
Se, invece, la partita fosse più ampia e riguardasse la sua mission, ciò

comporterebbe un salto di livello e
presupporrebbe innanzitutto un
cambio dello statuto che finora ha
vincolato ogni decisione all’effettiva
ricorrenza delle condizioni di sostenibilità economico-finanziaria e di
adeguate prospettive di redditività
dell’investimento. E due sono le stradeche,secondoCaselli,potrebberoa
questopuntoaprirsi.Laprimaèquellacheconduceallanascitadiunamerchant bank pubblica. «Si tratterebbe
di riunire tutti i soggetti pubblici da
Cdp a Sace, passando per Simest, in
un polo unico - chiarisce l’ordinario
della Bocconi che è anche membro
dell’Osservatorio MP3 sulle partnership pubblico-privato -, una merchant bank pubblica che si muoverebbe a sostegno delle grandi attività
disviluppodelpaeselavorandosutre
assi: l’equity delle Pmi, lo sviluppo
delle infrastrutture e la crescita internazionale delle imprese e delle banche».Unriassettocheconsentirebbe
anche di superare l’attuale frammentazione. «Si arriverebbe - continua - a
un interlocutore unico per l’attrazione degli investimenti esteri, un tema

che io caldeggio da tempo». Un iter
che dovrebbe accompagnarsi, è il ragionamento di Caselli, anche a un diverso assetto. «Uno degli aspetti da
affrontareèselaCdpdebbarimanere
a quel punto un soggetto a controllo
pubblico o se si debba invece andare
verso un’apertura dell’azionariato a
nuovi azionisti e a una successiva
quotazione per consentirle di potersi
approvvigionaresulmercato».
L’altro binario, invece, vedrebbe la
Cassapiùsbilanciatasui“salvataggi”di
impreseindifficoltà.Nonunattoreche
gioca in attacco, quindi, ma, aggiunge
Caselli, «una Cdp che si fa carico delle
partecipazioni in aziende in crisi, agisce per fare ristrutturazioni e lavora
per “pulire” il portafoglio delle nostre
banche». È chiaro, però, che una Cdp
concentrata su simili dossier comportebbe una serie di rilievi, a partire dal
possibile altolà di Bruxelles che vigila
sul rispetto delle regole della concorrenza e dei principi del mercato unico
europeo. Senza contare che, se fosse
questaladirezioneimboccatadall’esecutivo, anche le Fondazioni potrebbero sbarrare la strada, preoccupate che
un eventuale cambio di passo possa
mettere a rischio il rendimento finora
garantitodallaspadiViaGoito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

I conti. La revisione al ribasso della remunerazione del conto di tesoreria presso il Tesoro manda il margine di intermediazione 2014 in negativo per 114 milioni

La spending review manda il margine in rosso
Antonella Olivieri
u Continua da pagina 29

pSe il piatto piange nell’attività “caratteristica” della Cdp,
la spinta ad avventurarsi in
territori attigui all’investment
banking - cosa che richiederà
probabilmente la modifica
dello Statuto - si spiega forse
anche con la ricerca di nuove
fonti di reddito.
Le commissioni nette infatti
sono “strutturalmente” negative - stabili intorno a 1,6 miliardi
- perchè alle Poste italiane sono
pagate commissioni per il servizio di collocamento di libretti
e buoni postali, che rappresentano buona parte della raccolta
della Cassa: 1,7 miliardi girati alle Poste lo scorso anno per un
“costo” pari allo 0,7% della raccolta per questo canale.
È così che il margine d’intermediazione nel 2014 è scivolato in territorio negativo per 114
milioni (113,7 milioni per la precisione), rispetto al dato positivo di 1.159 milioni del 2013. Nel-

la contabilità della Cassa, però,
il margine di intermediazione
rettificato torna positivo per
481 milioni - pur in netta contrazione rispetto ai 2.414 milioni dell’anno prima (-80,1%) grazie sostanzialmente all’aiuto dell’Eni. Nel margine di in-

PARTECIPAZIONI DI PESO

Il dato rettificato torna
positivo per 481 milioni
grazie all’aiuto dell’Eni,
con la rivalutazione
della quota per 383 milioni
termediazione rettificato rientrano infatti le rivalutazioni
sulle partecipazioni, un contribuito di 594,3 milioni nel 2014,
che per quasi i due terzi (383
milioni) proviene dal Cane a
sei zampe. Era andata meglio
l’anno prima, quando la rivalutazione della partecipazione in
Eni aveva permesso di contabi-

lizzare plusvalenze per 1.135
milioni, in aggiunta ai 226 milioni della Snam. Comunque,
appunto, anche nel 2014 quanto basta per “salvare” il margine di intermediazione.
Bene le attività assicurative
che hanno portato al conto
economico del 2014 un contribuito di 503 milioni, il doppio
rispetto ai 249 milioni del 2013.
Non abbastanza però da compensare il calo del margine
d’interesse. Tirando le somme, infatti, il risultato della gestione finanziaria e assicurativa è comunque in decisa contrazione, passando dai 1.351 milioni del 2013 ai 224 milioni del
2014 (-83,4%). Il risultato “rettificato” registra invece un arretramento del 63,1%, passando da 2.663 a 984 milioni. In
quest’ultimo dato si tiene conto delle rivalutazioni sulle partecipazioni (i 594,3 milioni sopra menzionati), ma non invece delle svalutazioni di crediti
e attivi finanziari, negativi lo

I conti della Cdp
Risultati economici e stato patrimoniale di sintesi 2014-2013.
Dati consolidati in milioni di euro
2014
2013 Var. %
CONTO ECONOMICO
Margine dinteresse
925 2.424 -61,8
Commissioni nette
-1.633 -1.603
Margine di intermediazione
-114
1.159
Margine di intermediazione rettificato
481 2.414 -80,1
Svalutazione di crediti e attivi finanziari
-166
-57
Gestione assicurativa
503
249
Risultato della gestione finanziaria
224
1351
e assicurativa
Risultato della gestione finanziaria
984
2663 -63,1
e assicurativa rettificato
Ricavi operativi
2.347 2.627
Risultato operativo ante imposte
3.168 5.243
Risultato netto di pertinenza
1.158 2.501 -53,7
della capogruppo
STATO PATRIMONIALE
Disponibilità liquide e tesoreria
183.749 151.523 21,3
Crediti v. clienti e banche
105.828 105.965
-0,1
Partecipazioni e titoli azionari
20.821 20.061
3,8
Raccolta
344.046 312.511
10,1
Patrimonio netto di pertinenza
21.371 19.295 10,8
della capogruppo

scorso anno per 166 milioni rispetto ai 57 milioni del 2013.
Più che dimezzato infine
l’utile netto di pertinenza della capogruppo, sceso da 2,5 a
1,16 miliardi.
Passando allo stato patrimoniale, il 2014 ha evidenziato un
aumento del 21,3% della disponibilità liquide e di tesoreria,
ma dei 183,75 miliardi di liquidità 147 miliardi sono relativi al
conto di tesoreria del Mef. Quel
che balza più all’occhio però è
l’aumento della raccolta, +10,1%
a 344 miliardi, con il canale postale (73% del totale) che ha riversato 252 miliardi (+4%). Ciononostante le erogazioni (in tabella la voce crediti verso clienti e banche) sono rimaste stabili
a 105,8 miliardi (-0,1%).
E le attività d’investimento?
In bilancio il 77,7% del Fondo
strategico italiano (il resto è in
mano a Banca d’Italia) è contabilizzato per 3,42 miliardi. C’è
poi il portafoglio di fondi e veicoli d’investimento (infrastrutture, housing, eccetera)
che ammonta a 1,3 miliardi, ma
con l’impegno a investire fino
ad altri 1,9 miliardi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Energia. L’ad di Enel conferma i tempi nei quali aspetta una risposta dall’Authority per l’energia

Starace: «Entro giugno il profilo dei nuovi contatori»
Laura Serafini

pFrancescoStaracecontinuaaso-

stenere il ruolo di Enel nel piano di
cablatura del paese nell’ambito del
progettodisostituzionedi33milioni
di contatori. Il via libera a quel piano,
però, ancora non c’è stato e la palla è
ora in mano all’Authority per l’energia.Inparticolare,Enelèancorainattesa di sapere quali funzioni tecniche dovranno avere questi misuratori. «Confermo entro fine giugno ha ribadito ieri Starace a margine di
unincontrosullasicurezzanelgrup-

po - Su questo non ho motivi di allarme e comunque è un contatore, non
è un aereo, in fondo deve solo contare». Lo stato dell’arte non sarebbe
però esattamente come lo dipinge il

POSIZIONI DISTANTI

Dall’Autorità emerge però
cautela: si parla di almeno 6
mesi e di una consultazione.
I misuratori sono cruciali per i
piani della società sulla fibra

manager. Le strutture dell’Autorità
che stanno lavorando sui contatori
ritengono che i tempi siano decisamentepiùlunghi:siparladiseimesie
non si esclude la possibilità che si
renda necessaria anche una consultazione pubblica. In verità la richiestasuqualifunzionidovesseroavere
i contatori di nuova generazione era
stata avanzata dalla stessa Enel, a
tempi di Fulvio Conti, all’Autorità
proprioperfarinmodochesiandasse incontro alle esigenze dei consumatori. E se il punto fosse soltanto

che un contatore deve semplicemente sapere contare ci si chiede
perchéalloraEnelintendasostituire
imisuratoriattuali,chesannocontare perfettamente, con un investimentodi3-4miliardichesarebbepoi
scaricato sulla bolletta elettrica.
La fretta dell’operatore elettrico, in realtà, trae origine del fatto
che l’Autorità deciderà le tariffe
per il nuovo periodo regolatorio
entro dicembre. E se la remunerazione dei nuovi contatori (ma anche il numero di quanti effettiva-

mente possano essere sostituiti)
non verrà stabilita entro dicembre,
il rischio teorico è che la società
perda questa finestra e possa procedere alla sostituzione dei misuratori tra 4-6 anni, quando scadrà il
nuovo periodo regolatorio.
È probabile che sul tema dei
tempi sia in corso una fase dialettica tra Enel e Autorità, ma che alla si
fine arrivi a un punto di compromesso. Al momento, però, le parti
sono distanti.
Sempre ieri il manager è tornato a parlare del processo di dismissioni, indicando una tempistica per la vendita degli asset in
Portogallo (640 megawatt) pos-

seduti da Enel Green Power. «Prima dell’estate no, prima dell’anno
sì», ha spiegato ai giornalisti.
Aprendo i lavori dell’incontro
sulla sicurezza organizzato da
Enel, Starace ha spiegato che è
stato fatto molto per prevenire gli
incidenti ma anche negli ultimi
anni all’interno del gruppo l’attenzione sulla questione è calata e
bisogna reagire in fretta per evitare che i casi di morte o ferite gravi
tornino a salire. «Ci siamo fermati
sulla sicurezza e bisogna ricominciare a riflettere», ha chiosato Da
inizio anno sono stati 8 gli incidenti mortali nel gruppo.
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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

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Finanza & Mercati 33

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Ristorazione. Dopo l’apertura a San Paolo, la prossima tappa sarà Seul con Monaco di Baviera, poi le capitali europee

Eataly pronta al rilancio in Giappone
Siglato un accordo con il trader Mitsui Bussan e la catena Kichiri
Stefano Carrer
TOKYO. Dal nostro corrispondente

pIl Giappone era stato il suo

primo mercato estero: Eataly
era sbarcata a Tokyo nel 2008 nel
quartiere trendy-emergente di
Daikanyama con un partner minoritario, Lawson, e gestione diretta. Poi le cose non erano andate per il verso giusto. Dopo aver
raggiunto un picco di 9 punti
vendita, negli ultimi mesi ne ha
chiusi alcuni, riducendosi a due
negozi. Non per mollare, ma per
ripartire con nuovi partner: Eataly ha raggiunto un accordo
strategico con il colosso del trading Mitsui Bussan e la catena
Kichiri per rilanciare sul Giappone (e sull'Asia), dove nel 2020 anno delle Olimpiadi di Tokyo l'obiettivo è arrivare a ricavi per
almeno 5 miliardi di yen.
La neonata Eataly Asia-Pacific
è qualcosa di più di un franchising: la joint vede infatti Mitsui al
63,5%, Kichiri al 34% e Eataly al
2,5% del capitale. Si inizierà con il
rinnovo dei negozi di Tokyo e

Yokohama; dal 2017 sorgerà un
concept store e nel 2018 il flagship store dell'area Asia-Pacifico da almeno mille metri quadri
nel centro di Tokyo, probabilmente a Ginza. «Avevamo fatto
errori, ma devo anche dire che il
nostro successo a New York è legato a quanto abbiamo appreso
dall'esperienza in Giappone – afferma Luca Baffigo Filangieri di
Eataly Distribuzione –. Ora ci sono tutte le condizioni per un successo anche nel Sol levante».
Quanto alla recente chiusura di
punti vendita, Baffigo Filangieri
afferma: «Non è che andassero
poi male, ma non corrispondevano al format che desideriamo,
imperniato sui tre pilastri di cibo,
ristorazione e apprendimento».
«L'interesse per il cibo italiano è
sempre crescente in Giappone –
afferma Shin Hattori, direttore
della divisione Food di Mitsui &
Co - Mentre Expo Milano sta suscitando grande attenzione, nell’intera Asia la cultura del cibo si
sta diversificando e occidenta-

lizzando in parallelo al progresso
economico. Ci attendiamo quindi una domanda in crescita per
prodotti e servizi alimentari europei ed in particolare italiani».
Combinando branding, knowhow e capacità operative di Kichiri (77 ristoranti) con la linea di
prodotti e servizi di Eataly, Mitsui intende diventare un player
significativo nel food italiano
(retail, ristorazione e ingrosso)
in Giappone e in prospettiva anche in altri mercati asiatici.
Per Eataly la Cina appare ancora un mercato “prematuro”,
mentre appare prossima la tappa
di Seul, che dovrebbe essere realizzata assieme alla prima incursione europea: da Monaco di Baviera, per poi puntare su grandi
capitali come Parigi, Londra,
Bruxelles, Madrid e così via.
«Dopo la recente apertura di San
Paolo, abbiamo ancora molto da
fare - , conclude Baffigo Filangieri -. E intanto l’Expo si sta rivelando per noi un grande successo».

Pronti 1,5 miliardi per l’impianto di Tor di Valle

LAPRESSE

As Roma, il progetto per il nuovo stadio
La As Roma calcio (nella foto il presidente James Pallotta) ha consegnato ieri
mattina il progetto esecutivo del progetto dello stadio e del business park
nelle mani del sindaco della capitale, Ignazio Marino. L’impianto,
progettato dall’architetto americano Da Mais, sorgerà a Tor di Valle e
costerà 1,5 miliardi di euro, completamente finanziati con capitali privati.

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La Borsa saudita si apre all’Occidente
LONDRA. Dal nostro corrispondente

p«Il primo deal è stato fatto ieri

e porta la firma di Hsbc». Investitori anonimi hanno conferito alla
banca guidata da Stuart Gulliver il
mandato per operare sul mercato
di Riad inaugurando la nuova stagione della finanza saudita. Hasan Shakib al Jabri, ceo di Sedco
capital, società leader nell’asset
management del regno, spiega a
Londra le opportunità di una
svolta attesa. «Si apre agli investitori internazionali – dice – la possibilità di operare su un mercato
che conta 164 società quotate per
una capitalizzazione di 580 mi-

liardi di dollari, ovvero il 5,5% di
quella di tutti i Paesi emergenti.
Una piazza più ampia di quella
turca, russa o messicana».
È l’inizio di un processo che –
come già accaduto in altri mercati
emergenti – si svilupperà passo
dopo passo. Per ora un investitore
estero per essere qualificato a operare alla Borsa di Riad deve gestire
almeno 5 miliardi di dollari; non
più del 49% di una società può essere posseduta da gruppi stranieri;
un singolo investitore non può superare il 5% del capitale. La tempistica del settlement saudita diverge, inoltre, da quella (T plus 2) dei
maggiori mercati lasciando, di fat-

to, ai broker più ampi margini rispetto alle regole occidentali.
L’asticella è alta - fra l'altro le autorità saudite possono negare l’autorizzazione ad operare a chi abbia
avuto multe dai regolatori del Paese di appartenenza – ma la svolta è
evidente, considerando che fino a
ieri i gruppi internazionali potevano entrare sul mercato di Riad solo
attraverso swap o participatory
notes. «Calcoliamo- precisa Hasan Shakib al Jabri - che l’apertura
del trading, nonostante le limitazioni indicate, porterà 35 miliardi
di dollari di scambi in aggiunta ai
10 che avvengono ora con strumenti finanziari vari. Questo non

Dalla Finanza
COLT

Chiesto il Chapter 11
Vendita in vista
Colt, il leggendario marchio
delle armi da fuoco Usa, è
entrato in amministrazione
controllata dichiarando il
proprio business «fragile».
La decisione di Colt Defense
era attesa, dopo che ’azienda
non era riuscita a trovare un
accordo con i creditori per
ristruttrare il debito. La
richiesta stima tra i 100 e i
500 milioni di dollari sia gli
asset che le passività. Colt
intende indire un'asta per la
cessione entro il 3 agosto,
con un’offerta iniziale di
buyout dal gruppo di private
equity Sciens Capital
Management, già tra i
finanziatori del gruppo.

TREVI

Mercati globali. Il primo deal sul listino di Riad è stato perfezionato ieri da Hsbc

Leonardo Maisano

BREVI

subito, ma in due o tre anni». La rapidità dipende, in realtà, da quanto
ci vorrà per abbattere le barriere
che limitano l'accesso. «Credo
che il limite dei 5 miliardi possa essere ridotto, come, in prospettiva,
sarà necessario misurarsi con i
tempi del settlement», aggiunge il
ceo di Sedco precisando però che
tutele molto simili sono, o sono
state, in vigore in India e in Cina,
per citare due significative piazze
emergenti. La sharia, secondo Hasan Shakib al Jabri non interferirà
in nessun modo con la libertà di investire e negoziare eccetto che per
5 società. Al di là di un caso specifico, le altre 4 operano nelle città

sante per la comunità musulmana
e quindi restano off limits.
A preoccupare più delle regole
islamiche è, in realtà, l’andamento
del petrolio da cui dipende l’economia saudita. Un’associazione,
quella con il barile ai minimi, che il
ceo di Sedco tende ad annullare.
«Un terzo del mercato saudita è
correlato al petrolio» come dire - a
suo avvso- che è una quota elevata,
ma non la totalità. «Quel che conta
– aggiunge – è che non si prevedono cali negli investimenti pubblici,
anzi. Ci aspettiamo che settori come costruzioni, retail, sanità abbiano una forte spinta per l’iniziativa statale». E di conseguenza una
ricaduta in Borsa con - nelle stime
del banchiere - una pioggia di Opo
capaci di alzare del 20% il numero
delle società quotate».
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Commesse in Usa
e Medio Oriente
Il gruppo Trevi di Cesena si
aggiudicato lavori negli Usa
e in Medio Oriente per 50
milioni di euro. Treviicos,
controllata da Trevi negli
Usa, si è aggiudicata il
pacchetto di lavori di
fondazioni per la nuova
torre One Dalton a Boston e
un progetto per realizzare
un diaframma in fango
autoindurente presso Lower
Wood River in Illinois. In
Medio Oriente ha vinto un
contratto per opere
infrastrutturali e viarie

METHORIOS INSURANCE

Accelera
sullo shopping
M ethorios Insurance
Broker S.p.A. (“MIB” o
“Società”), società attiva nel
brokeraggio assicurativo
costituita nel 2013 su
iniziativa di Methorios
Capital S.p.A. ha rilevato il
98% di Bda Euro Brokers
S.r.l. (”BDA”), il 50% di
Ipadirect S.r.l. (“Ipadirect”)
e il 100% di Sentosa S.r.l.
(”Sentosa”) per un valore di
€ 3,25 milioni.

Auto. Piano di rilancio targato Winterkorn

Il gruppo Volkswagen
prepara il riassetto
in quattro holding
Andrea Malan

pVolkswagen si fa in quattro.

Secondo il quotidiano finanziario «Handelsblatt» l’amministratore delegato Martin Winterkorn ha presentato venerdì al
consiglio di sorveglianza, in una
riunione informale, una proposta di ristrutturazione del gruppo
tedesco in quattro holding separate: una per i marchi Vw, Seat e
Skoda, una con Audi, Ducati e
Lamborghini, una per Porsche,
Bentley e Bugatti; l’ultima è in realtà già stata creata e raccoglie le
attività nei veicoli commerciali e
industriali (con le filiali Man e
Scania). L’obiettivo del piano è di
rendere le singole attività più
flessibili e migliorarne l’efficienza e la redditività. La guida della
marca Vw, e quindi con ogni probabilità della prima holding, verrà assunta il 1° luglio da Herbert
Diess, manager proveniente dalla Bmw. Una versione iniziale del
piano prevedeva l’accorpamento di Audi e Porsche, ma è stata
accantonata anche per la rivalità
che tuttora contrappone i due
marchi sportivi (che proprio nel
weekend si sono scontrati alla 24
Ore di Le Mans).
La riorganizzazione - che è per
ora allo stadio di progetto e dovrebbe essere varata dopo l’estate - vedrà anche uno snellimento
del consiglio d’amministrazione: quest’ultimo comprende ora
i capi di tutte le funzioni del gruppo, dalle vendite alla produzione
alla progettazione al personale; in futuro dovrebbe invece accogliere, oltre all’amministratore delegato, solo i numeri uno
delle quattro sub-holding, ciascuna delle quali gestirebbe in
proprio e con grande autonomia
la produzione e le vendite. Anche
per questo, la riorganizzazione
potrebbe costare il posto - scrive
l’agenzia Bloomberg - ad alcuni
top manager tra cui Christian
Klingler, responsabile vendite
globale e manager vicino all’ex

presidente Ferdinand Piech.
La necessità di un cambiamento strutturale è emersa già il
mese scorso con il clamoroso
scontro fra Winterkorn e il presidente Piech (che è anche membro del gruppo familiare che controlla Vw); Piech aveva cercato
di estromettere Winterkorn ma
è stato messo in minoranza dagli
altri membri del comitato ristretto del consiglio di sorveglianza e
ha presentato le sue dimissioni.
Le difficoltà di gestione si sono
accentuate con i recenti risultati
deludenti sul piano commerciale: a maggio le vendite del gruppo sono calate per il secondo mese consecutivo (-2,6%) per effetto del crollo in Brasile (-30%) e di
un calo anche in Cina (-1,1%).
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Scatta
a legge
231
per i falsi
in bilancio?
COME CAMBIA IL FALSO IN BILANCIO
DOMANI TUTTE LE REGOLE
CON IL SOLE 24 ORE
La riforma dei reati societari:
tutte le novità in 50
domande e risposte. L'addio
alle soglie. Le sanzioni
penali e quelle tributarie

BILANCI#AMMINISTRATORI#RILEVANZA
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LA GU
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DA

Un nuov
nuovo
ovo
ov
vo
«a
«ar
rgine»
rgine
«argine»
per ridurre
gli illeciti
ecit
eciti
di Antonio Iorio

I

l 14 giugno è entrata in vigore la
nuova legge cosiddetta
anticorruzione che prevede sia
inasprimenti di pena per alcuni
reati contro la pubblica
amministrazione, (come peculato,
corruzione, induzione indebita)
sia importanti modifiche alle
ffalse
lse
fattispecie penali di fa
comunicazioni sociali.
Queste ultime rappresentano il
più importante intervento in
materia operato negli ultimi dieci
anni. Esse hanno immediate e
concrete conseguenze per tutte le
società di capitali.
Per questo motivo “Il Sole 24
Ore “ha deciso di dedicare una
guida al tema, con una serie di
approfondimenti volti a illustrare
in modo chiaro e immediato
l’ambito dei nuovi reati societari,
la casistica che potrebbe più
frequentemente verificarsi, le
implicazioni che le nuove
condotte comportano, anche
rispetto ai reati tributari, e gli
istituti di diritto penale e
processuale che possono trovare
applicazione.
Concludono
l’approfondimento le novità sui
reati contro la pubblica
amministrazione e le nuove regole
sulla responsabilità
amministrativa delle società in
caso di violazioni penali
commesse dai vertici aziendali.

TUTTE LE NOVITÀ IN 50 DOMANDE E RISPOSTE

Falso
F
Fa
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ilan
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quella tributaria
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DIRETTORE RESPONSABILE

RobertoNapoletano
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CAPOREDATTORE

Jean Marie Del Bo
COORDINAMENTO

Giorgio
Giorgi
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INSERTO A CURA DI

Luigi Illiano e Silvia Marzialetti
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ALL’INTERNO
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LINTERNO
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NON QUOTATE

Sanzionipiùpesanti
Sanzioni
più pesanti
in caso di dichiarazioni
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non veritiere
nonveritiere
Alessandro Traversi
AlessandroTravers
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Chiuso in redazione il 13 Giugno 2015

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QUOTATE

I fatti minori
Ifattiminori
acquistano
rilevanza penale
rilevanzapenale

I SOGGETTI

Amministratoridifatto
Amministratori
di fatto
nel perimetro
nelperimetro
dei «nuovi» reati
dei«nuovi»reati

LIEVE ENTITÀ E TENUITÀ

Qualeèl’impatto
Quale
è l’impatto
delle «attenuanti»
delle«attenuanti»
sui bilanci non veritieri
suibilancinonveritieri

Mecca e Potente u pagina 5
MeccaePotente

Ambrosi e Potente u pagina 6
AmbrosiePotente

«Automatico»
il vantaggio
ilvantaggio
per la società
perlasocietà

Larifo
La
riforma
f rma
fo
si applica anche
siapplicaanche
ai processi in corso
aiprocessiincorso

IL TRANSITORIO

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f tti
fe
del reimpiego
delreimpiego
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dopoilreato

Corruzione,
carcere
fino a 10 anni
finoa10anni

Valerio Silve
ValerioSilve
Sil
Silvetti
tti u pagina 10

Antonio Iorio u pagina 11
AntonioIorio

Sara Mecca u pagina 13
SaraMecca

Valerio Silvetti u pagina 14
ValerioSilvetti

RESPONSABILITÀ D’IMPRESA

Iorio e Mecca u pagine 7 e 8
IorioeMecca

REATI CONTRO LA PA

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

34

Il Sole 24 Ore - 16/06/2015

Il Sole 24 Ore - 16/06/2015

TUTTO CIO’ PREMESSO

AVVISO AL PUBBLICO

AVVISO AL PUBBLICO
ELETTRODOTTO 380 KV VILLANOVA-GISSI ED OPERE CONNESSE
Asservimenti per pubblica utilità - Occupazione d’urgenza preordinata
all’occupazione (art. 22-bis comma 1 e ss. DPR 327/2001 con le modalità dell’
art. 52 ter comma 2 D.Lgs. 330/2004)
TERNA - Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani
70, 00156 Roma
PREMESSO
- che TERNA S.p.A è concessionaria dello Stato per la trasmissione e
dispacciamento dell’energia elettrica e per lo sviluppo della Rete Elettrica
Nazionale, giusta concessione emanata in data 20.4.2005 e divenuta efficace in
data 1.11.2005, sulla base di quanto disposto dal D.P.C.M. 11.5.2004;
- che la realizzazione dell’elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi è stata autorizzata
dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 239/EL195/180/2013 del 15.01.2013, a favore della Società Abruzzoenergia S.p.A, con
dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità e inamovibilità dell’opera in
oggetto;
- che successivamente, con decreto n. 239/EL-195/180/2013-VOL del 04/03/2013, il
Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, su istanza della Società Abruzzoenergia
S.p.A., all’uopo sottoscritta per accettazione anche da Terna S.p.A., ha volturato il
suddetto decreto di autorizzazione alla predetta Società TERNA S.p.A., con sede
in Roma in Via Galbani 70 delegando altresì (con facoltà di sub-delega) TERNA
S.p.A., nella persona del suo legale rappresentante pro - tempore, con facoltà di
subdelega ad uno o più dirigenti della Società, ad esercitare tutti i poteri
espropriativi previsti dal D.P.R. 327/2001 e dal D. Lgs. 330/2004 e ad emettere e
sottoscrivere tutti i relativi atti e provvedimenti ivi inclusi, a titolo esemplificativo e
non esaustivo, i Decreti d’asservimento coattivo, d’espropriazione e retrocessione,
i Decreti d’occupazione ex articoli 22, 22/bis e 49 del citato D.P.R. 327/2001, le
autorizzazioni al pagamento delle indennità provvisorie e definitive, e di espletare
tutte le connesse attività necessarie ai fini della realizzazione dell'elettrodotto;
- che con procura rep. n. 18955 per notaio Luca Troili di Roma, registrata a Roma il
08.06.2012, l’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore di
TERNA Rete Elettrica Nazionale S.p.A., ha dato incarico al dr. Luigi de Francisci,
affinchè lo stesso, in nome e per conto della suddetta Società e nella qualità di
Responsabile dell’Ufficio Espropri di Terna S.p.A., possa emettere e sottoscrivere
tutti gli atti e i provvedimenti relativi al procedimento espropriativo ed espletare le
connesse attività necessarie ai fini della realizzazione degli impianti per il rinnovo e
lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale;
- che in relazione all’impianto in oggetto, il dr. Luigi de Francisci, con lettera prot.
TE/P2013004134 del 31.07.2013 ha individuato come Responsabile del
Procedimento espropriativo l’ing. Roberto Cirrincione, nato a Palermo il
29.03.1971 e residente per la carica in Napoli, alla Via Aquileia 8;
- che nella qualità di autorità espropriante, delegata dal Ministero dello Sviluppo
Economico, TERNA S.p.A. ha provveduto, ai sensi dell’art. 22 bis, comma 1, D.P.R.
327/2001, a compilare l’elenco dei beni da asservire e da occupare e dei relativi
proprietari, determinando altresì l’indennità da offrire in via provvisoria;
- che in applicazione dell’art. 52 ter, comma 2, D. Lgs. 330/2004, vista
l’impossibilità di notificare l’occupazione dei beni immobili necessari per la
realizzazione del predetto elettrodotto e la relativa indennità provvisoria a causa
della irreperibilità o assenza dei proprietari così come risultanti dalle visure
catastali, essendo state inutilmente eseguite tutte le indagini idonee e sufficienti
ad individuare i destinatari secondo la comune diligenza, tale notifica è sostituita
dalla pubblicazione del presente Avviso per almeno venti giorni consecutivi,
decorrenti dalla data odierna, all’Albo Pretorio del Comune interessato e dalla
contestuale pubblicazione del medesimo sui quotidiani Il Messaggero, Il Centro e
il Sole 24 ore;
- che la società Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (C.F.. 05779661007), con
sede legale in via Egidio Galbani n. 70, è rappresentata dalla Società Terna Rete
Italia S.p.A. (C.F.: 11799181000), società con socio unico sottoposta a controllo e
direzione di Terna S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani n. 70 – 00156
Roma (giusta procura Rep. n. 18464 del 14 marzo 2012 per notaio Luca Troili in
Roma);

TUTTO CIO’ PREMESSO

ELETTRODOTTO 380 KV VILLANOVA-GISSI ED OPERE CONNESSE

la Società TERNA Rete Italia S.p.A., ai sensi dell’ art. 22-bis, D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327 e successive modificazioni e dell’art. 52 ter, comma 2, del D.Lgs. 330/2004
AVVISA
i sottoelencati proprietari, secondo le risultanze catastali, che per venti giorni
consecutivi, decorrenti dalla data odierna, presso l’Albo pretorio del Comune di
Atessa è depositata la comunicazione indicante il giorno e l’ora previsti per
l’occupazione dei fondi interessati nonché il Decreto di occupazione temporanea
Rep. n. 0328 del 24.04.2015, emesso dall’Ufficio Espropri di Terna S.p.A. con
indicazione dell’importo della relativa indennità provvisoria.
ELENCO DITTE con indicazione delle particelle interessate
COMUNE DI ATESSA (CH)
Ditta AT002
Ditta AT014
Ditta AT016
Ditta AT018
Ditta AT020
Ditta AT024

POMILIO Mario
FANTASIA Anna
IACOBITTI Ines
PAOLUCCI Filomena
PAOLUCCI Filomena
CATTAFESTA Tommaso

Ditta AT026
Ditta AT030
Ditta AT032
Ditta AT034
Ditta AT036

POMILIO Luigi, RUCCI Anna
FALCONE Antonietta
TANO Dina
MARTELLI Marilena
MARTELLI Marilena

Ditta AT042
Ditta AT048
Ditta AT054
Ditta AT104

ABBONIZIO Adriana, POMILIO Luigi
DI NUCCI Roberto
FLOCCO Luciano
STEFANO Annunziatino

Ditta AT108
Ditta AT112
Ditta AT164

BRAVO Nicola
RUCCI Mario
SORGE Benito, SORGE Carolina
SORGE Isa
CINALLI Anna Giuseppina
TOTARO Liberata, TOTARO Maria Carmela
CINALLI CARMELA, CINALLI DOMENICA
TOTARO Gabriele
CINALLI Nicola
RUCCI Milena
CINALLI Nicola
DE FRANCESCO Domenico

Ditta AT188
Ditta AT194
Ditta AT198
Ditta AT200
Ditta AT202
Ditta AT216
Ditta AT260
Ditta AT274

FG. 10 P.LLA 4052
FG. 10 P.LLE 4009 - 4013
FG. 10 P.LLA 70
FG. 10 P.LLE 72 - 74 - 75
FG. 10 P.LLA 41
FG. 10 P.LLE 4038 - 4042
- 4044 - 86 -90
FG. 10 P.LLA 91
FG. 10 P.LLA 158 - 161
FG. 10 P.LLE 96 - 160
FG. 10 P.LLE 97 - 117
FG. 10 P.LLA 98
FG. 18 P.LLA 15
FG. 10 P.LLA 154
FG. 10 P.LLA 178
FG. 18 P.LLA 24
FG. 18 P.LLE 164 - 165 - 156 –
225
FG. 18 P.LLA 160
FG. 18 P.LLE 345 - 346
FG. 41 P.LLA 48
FG. 49 P.LLA 4031
FG. 49 P.LLE 4008 - 4009 - 1010
FG. 59 P.LLA 33
FG. 59 P.LLA 34
FG. 52 P.LLA 184
FG. 60 P.LLA 27
FG. 60 P.LLA 192
FG. 71 P.LLA 4006

Terna Rete Italia S.p.A
Sede Legale Viale Egidio Galbani, 70 - 00156 Roma
Reg. Imprese, C.F. e P.I. 11799181000 REA 1328587
Capitale Sociale 120.000,00 Euro i.v. – Socio Unico
Direzione e coordinamento di “Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A”

la Società TERNA Rete Italia S.p.A., ai sensi dell’ art. 22-bis, D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327 e successive modificazioni e dell’art. 52 ter, comma 2, del D.Lgs. 330/2004

Asservimenti per pubblica utilità - Occupazione d’urgenza preordinata
all’occupazione (art. 22-bis comma 1 e ss. DPR 327/2001 con le modalità dell’
art. 52 ter comma 2 D.Lgs. 330/2004)
TERNA - Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani
70, 00156 Roma
PREMESSO
- che TERNA S.p.A è concessionaria dello Stato per la trasmissione e
dispacciamento dell’energia elettrica e per lo sviluppo della Rete Elettrica
Nazionale, giusta concessione emanata in data 20.4.2005 e divenuta efficace in
data 1.11.2005, sulla base di quanto disposto dal D.P.C.M. 11.5.2004;
- che la realizzazione dell’elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi è stata autorizzata
dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 239/EL195/180/2013 del 15.01.2013, a favore della Società Abruzzoenergia S.p.A, con
dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità e inamovibilità dell’opera in
oggetto;
- che successivamente, con decreto n. 239/EL-195/180/2013-VOL del 04/03/2013, il
Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, su istanza della Società Abruzzoenergia
S.p.A., all’uopo sottoscritta per accettazione anche da Terna S.p.A., ha volturato il
suddetto decreto di autorizzazione alla predetta Società TERNA S.p.A., con sede
in Roma in Via Galbani 70 delegando altresì (con facoltà di sub-delega) TERNA
S.p.A., nella persona del suo legale rappresentante pro - tempore, con facoltà di
subdelega ad uno o più dirigenti della Società, ad esercitare tutti i poteri
espropriativi previsti dal D.P.R. 327/2001 e dal D. Lgs. 330/2004 e ad emettere e
sottoscrivere tutti i relativi atti e provvedimenti ivi inclusi, a titolo esemplificativo e
non esaustivo, i Decreti d’asservimento coattivo, d’espropriazione e retrocessione,
i Decreti d’occupazione ex articoli 22, 22/bis e 49 del citato D.P.R. 327/2001, le
autorizzazioni al pagamento delle indennità provvisorie e definitive, e di espletare
tutte le connesse attività necessarie ai fini della realizzazione dell'elettrodotto;
- che con procura rep. n. 18955 per notaio Luca Troili di Roma, registrata a Roma il
08.06.2012, l’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore di
TERNA Rete Elettrica Nazionale S.p.A., ha dato incarico al dr. Luigi de Francisci,
affinchè lo stesso, in nome e per conto della suddetta Società e nella qualità di
Responsabile dell’Ufficio Espropri di Terna S.p.A., possa emettere e sottoscrivere
tutti gli atti e i provvedimenti relativi al procedimento espropriativo ed espletare le
connesse attività necessarie ai fini della realizzazione degli impianti per il rinnovo e
lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale;
- che in relazione all’impianto in oggetto, il dr. Luigi de Francisci, con lettera prot.
TE/P2013004134 del 31.07.2013 ha individuato come Responsabile del
Procedimento espropriativo l’ing. Roberto Cirrincione, nato a Palermo il
29.03.1971 e residente per la carica in Napoli, alla Via Aquileia 8;
- che nella qualità di autorità espropriante, delegata dal Ministero dello Sviluppo
Economico, TERNA S.p.A. ha provveduto, ai sensi dell’art. 22 bis, comma 1, D.P.R.
327/2001, a compilare l’elenco dei beni da asservire e da occupare e dei relativi
proprietari, determinando altresì l’indennità da offrire in via provvisoria;
- che in applicazione dell’art. 52 ter, comma 2, D. Lgs. 330/2004, vista
l’impossibilità di notificare l’occupazione dei beni immobili necessari per la
realizzazione del predetto elettrodotto e la relativa indennità provvisoria a causa
della irreperibilità o assenza dei proprietari così come risultanti dalle visure
catastali, essendo state inutilmente eseguite tutte le indagini idonee e sufficienti
ad individuare i destinatari secondo la comune diligenza, tale notifica è sostituita
dalla pubblicazione del presente Avviso per almeno venti giorni consecutivi,
decorrenti dalla data odierna, all’Albo Pretorio del Comune interessato e dalla
contestuale pubblicazione del medesimo sui quotidiani Il Messaggero, Il Centro e
il Sole 24 ore;
- che la società Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (C.F.. 05779661007), con
sede legale in via Egidio Galbani n. 70, è rappresentata dalla Società Terna Rete
Italia S.p.A. (C.F.: 11799181000), società con socio unico sottoposta a controllo e
direzione di Terna S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani n. 70 – 00156
Roma (giusta procura Rep. n. 18464 del 14 marzo 2012 per notaio Luca Troili in
Roma);

AVVISA
i sottoelencati proprietari, secondo le risultanze catastali, che per venti giorni
consecutivi, decorrenti dalla data odierna, presso l’Albo pretorio del Comune di
Bucchianico è depositata la comunicazione indicante il giorno e l’ora previsti per
l’occupazione dei fondi interessati nonché il Decreto di occupazione temporanea
Rep. n. 0328 del 24.04.2015, emesso dall’Ufficio Espropri di Terna S.p.A. con
indicazione dell’importo della relativa indennità provvisoria.
ELENCO DITTE con indicazione delle particelle interessate
COMUNE DI BUCCHIANICO (CH)
DITTA BUC22
DITTA BUC46
DITTA BUC52

DITTA BUC62
DITTA BUC68
DITTA BUC70
DITTA BUC92

TURACCHIO DIONINO
ZAPPACOSTA ROCCO
DE LUCA ASSUNTA
DE LUCA CETTEO CARLO
DE LUCA MAURO
DI FILIPPO GABRIELE DAVIDE
DEL ROMANO MARIA TERESA
DEL ROMANO MARIA TERESA
TRACANNA LUCIANO

DITTA BUC106 DI RENZO MATILDE
DITTA BUC114 TOTARO PATRIZIA ADRIANA
DITTA BUC115 TOTARO ALFREDO, TOTARO ANTONIO,
TOTARO PATRIZIA ADRIANA
DITTA BUC134 GENTILE ELENA VIOLETTA,
GENTILE IOLANDA, GENTILE MARIA
EREDI DI GENTILE LIDIA
DITTA BUC138 DI MATTEO DAVIDE
DITTA BUC140 DE LEONARDIS LINDA
DITTA BUC142 CONGREGAZIONE DEL
SANTISSIMO ROSARIO con sede
in MONTEPARANO (TA)
DITTA BUC144 MARTINICCHIO RICCARDO
DITTA BUC152 VOLPE DIAMANTE
DITTA BUC20V DI MEO SILVANA

TUTTO CIO’ PREMESSO

ELETTRODOTTO 380 KV VILLANOVA-GISSI ED OPERE CONNESSE
Asservimenti per pubblica utilità - Occupazione d’urgenza preordinata
all’occupazione (art. 22-bis comma 1 e ss. DPR 327/2001 con le modalità dell’
art. 52 ter comma 2 D.Lgs. 330/2004)
TERNA - Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani
70, 00156 Roma
PREMESSO
- che TERNA S.p.A è concessionaria dello Stato per la trasmissione e
dispacciamento dell’energia elettrica e per lo sviluppo della Rete Elettrica
Nazionale, giusta concessione emanata in data 20.4.2005 e divenuta efficace in
data 1.11.2005, sulla base di quanto disposto dal D.P.C.M. 11.5.2004;
- che la realizzazione dell’elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi è stata autorizzata
dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 239/EL195/180/2013 del 15.01.2013, a favore della Società Abruzzoenergia S.p.A, con
dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità e inamovibilità dell’opera in
oggetto;
- che successivamente, con decreto n. 239/EL-195/180/2013-VOL del 04/03/2013, il
Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, su istanza della Società Abruzzoenergia
S.p.A., all’uopo sottoscritta per accettazione anche da Terna S.p.A., ha volturato il
suddetto decreto di autorizzazione alla predetta Società TERNA S.p.A., con sede
in Roma in Via Galbani 70 delegando altresì (con facoltà di sub-delega) TERNA
S.p.A., nella persona del suo legale rappresentante pro - tempore, con facoltà di
subdelega ad uno o più dirigenti della Società, ad esercitare tutti i poteri
espropriativi previsti dal D.P.R. 327/2001 e dal D. Lgs. 330/2004 e ad emettere e
sottoscrivere tutti i relativi atti e provvedimenti ivi inclusi, a titolo esemplificativo e
non esaustivo, i Decreti d’asservimento coattivo, d’espropriazione e retrocessione,
i Decreti d’occupazione ex articoli 22, 22/bis e 49 del citato D.P.R. 327/2001, le
autorizzazioni al pagamento delle indennità provvisorie e definitive, e di espletare
tutte le connesse attività necessarie ai fini della realizzazione dell'elettrodotto;
- che con procura rep. n. 18955 per notaio Luca Troili di Roma, registrata a Roma il
08.06.2012, l’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore di
TERNA Rete Elettrica Nazionale S.p.A., ha dato incarico al dr. Luigi de Francisci,
affinchè lo stesso, in nome e per conto della suddetta Società e nella qualità di
Responsabile dell’Ufficio Espropri di Terna S.p.A., possa emettere e sottoscrivere
tutti gli atti e i provvedimenti relativi al procedimento espropriativo ed espletare le
connesse attività necessarie ai fini della realizzazione degli impianti per il rinnovo e
lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale;
- che in relazione all’impianto in oggetto, il dr. Luigi de Francisci, con lettera prot.
TE/P2013004134 del 31.07.2013 ha individuato come Responsabile del
Procedimento espropriativo l’ing. Roberto Cirrincione, nato a Palermo il
29.03.1971 e residente per la carica in Napoli, alla Via Aquileia 8;
- che nella qualità di autorità espropriante, delegata dal Ministero dello Sviluppo
Economico, TERNA S.p.A. ha provveduto, ai sensi dell’art. 22 bis, comma 1, D.P.R.
327/2001, a compilare l’elenco dei beni da asservire e da occupare e dei relativi
proprietari, determinando altresì l’indennità da offrire in via provvisoria;
- che in applicazione dell’art. 52 ter, comma 2, D. Lgs. 330/2004, vista
l’impossibilità di notificare l’occupazione dei beni immobili necessari per la
realizzazione del predetto elettrodotto e la relativa indennità provvisoria a causa
della irreperibilità o assenza dei proprietari così come risultanti dalle visure
catastali, essendo state inutilmente eseguite tutte le indagini idonee e sufficienti
ad individuare i destinatari secondo la comune diligenza, tale notifica è sostituita
dalla pubblicazione del presente Avviso per almeno venti giorni consecutivi,
decorrenti dalla data odierna, all’Albo Pretorio del Comune interessato e dalla
contestuale pubblicazione del medesimo sui quotidiani Il Messaggero, Il Centro e
il Sole 24 ore;
- che la società Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (C.F.. 05779661007), con
sede legale in via Egidio Galbani n. 70, è rappresentata dalla Società Terna Rete
Italia S.p.A. (C.F.: 11799181000), società con socio unico sottoposta a controllo e
direzione di Terna S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani n. 70 – 00156
Roma (giusta procura Rep. n. 18464 del 14 marzo 2012 per notaio Luca Troili in
Roma);

Sostienimi il mio lavoro scaricando da www.dasolo.info

i sottoelencati proprietari, secondo le risultanze catastali, che per venti giorni
consecutivi, decorrenti dalla data odierna, presso l’Albo pretorio del Comune di
Casacanditella è depositata la comunicazione indicante il giorno e l’ora previsti per
l’occupazione dei fondi interessati nonché il Decreto di occupazione temporanea
Rep. n. 0328 del 24.04.2015, emesso dall’Ufficio Espropri di Terna S.p.A. con
indicazione dell’importo della relativa indennità provvisoria.
ELENCO DITTE con indicazione delle particelle interessate
COMUNE DI CASACANDITELLA (CH)
Ditta CSC04
Ditta CSC18

Ditta CSC20
Ditta CSC24
Ditta CSC26
Ditta CSC38
Ditta CSC46
Ditta CSC52
Ditta CSC52
Ditta CSC56
Ditta CSC62
Ditta CSC66
Ditta CSC92
Ditta CSC96
Ditta CSC98
Ditta CSC106
Ditta CSC122
Ditta CSC130
Ditta CSC134
Ditta CSC140
Ditta CSC142
Ditta CSC168

IEZZI ANDREA, ORSATTI MARIA ANGELINA,
ORSATTI NICOLA, ORSATTI RENATO
CONCISTORO DI IULIO MARIA ANGELADEA,
CONCISTORO DI IULIO VINCENZO,
IOANNISCI CAMILLO, IOANNISCI DONNINA,
IOANNISCI NICOLA, MASCIARELLI ANTONIO,
MASCIARELLI RAFFAELE,
MASCIARELLI ROSA, STENTA PANTALEONE
STENTA ANGELA, STENTA ANTONIO
STENTA ASSUNTA
CONCISTORO DI IULIO MARIA ANGELADEA
LIBERATOSCIOLI MARIA DONATA
DELL'OREFICE LUIGI
MARUSCO ROMOLO
CAVALIERI ALESSANDRA,
CAVALIERI CORRADO, CAVALIERI LILIANA
FERRARA ANNA MARIA
PASQUALE MARIA GIUSEPPA
LIBERATO GIOVINA
D'ANGELO LAURA, TUCCI GIOVINA
MAMMARELLA PIETRO
D'ANGELO GIUSEPPE
MASCIARELLI ANTONIO
STENTA EGIDIO ISAIA
STENTA ANTONIETTA, STENTA ROSINA,
STENTA TOMMASO
BADIA SI SAN GREGORIO MAGNO
ISTITUTO DIOCESANO
SOSTENTAMENTO CLERO, D'ONOFRIO IDA
ISTITUTO DIOCESANO
SOSTENTAMENTO CLERO
STENTA DONNINA
DI FELICE BENITO,
EREDI DI DI FELICE PASQUALE

Foglio 6, Part. 4033 - 4054
Foglio 6, Part. 149

Foglio 6, Part. 586 - 585 –
544 - 546
Foglio 6, Part. 198
Foglio 6, Part. 478
Foglio 6, Part. 153
Foglio 6, Part. 216 - 225
Foglio 6, Part. 229
Foglio 6, Part. 229
Foglio 6, Part. 230
Foglio 6, Part. 233 - 400
Foglio 6, Part. 241
Foglio 7, Part. 313
Foglio 7, Part. 356
Foglio 7, Part. 360 - 312 –
107 - 111 - 112 - 110 - 327
Foglio 7, Part. 105
Foglio 7, Part. 363
Foglio 7, Part. 373 - 141
Foglio 7, Part. 144 - 106

Foglio 7, Part. 216
Foglio 7, Part. 217
Foglio 10, Part. 4003

Terna Rete Italia S.p.A
Sede Legale Viale Egidio Galbani, 70 - 00156 Roma
Reg. Imprese, C.F. e P.I. 11799181000 REA 1328587
Capitale Sociale 120.000,00 Euro i.v. – Socio Unico
Direzione e coordinamento di “Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A”

Foglio 36, Part. 140
Foglio 36, Part. 34 - 35
Foglio 36, Part. 222 - 46 - 47
- 220 - 68 - 216
Foglio 36, Part. 56
Foglio 36, Part. 3 - 50
Foglio 13, Part. 143 - 126

TUTTO CIO’ PREMESSO

ELETTRODOTTO 380 KV VILLANOVA-GISSI ED OPERE CONNESSE

la Società TERNA Rete Italia S.p.A., ai sensi dell’ art. 22-bis, D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327 e successive modificazioni e dell’art. 52 ter, comma 2, del D.Lgs. 330/2004

Asservimenti per pubblica utilità - Occupazione d’urgenza preordinata
all’occupazione (art. 22-bis comma 1 e ss. DPR 327/2001 con le modalità dell’
art. 52 ter comma 2 D.Lgs. 330/2004)

AVVISA

Foglio 36, Part. 22

Il Sole 24 Ore - 16/06/2015

AVVISO AL PUBBLICO

la Società TERNA Rete Italia S.p.A., ai sensi dell’ art. 22-bis, D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327 e successive modificazioni e dell’art. 52 ter, comma 2, del D.Lgs. 330/2004

Foglio 23, Part. 95
Foglio 23, Part. 179
Foglio 23, Part. 180
Foglio 30, Part. 104 - 65 –
106 - 252 - 253 - 261 - 262 –
73 - 264 - 263 - 166 - 164 –
265 - 266 - 268
Foglio 30, Part. 79
Foglio 31, Part. 4011 - 402
Foglio 31, Part. 394

Terna Rete Italia S.p.A
Sede Legale Viale Egidio Galbani, 70 - 00156 Roma
Reg. Imprese, C.F. e P.I. 11799181000 REA 1328587
Capitale Sociale 120.000,00 Euro i.v. – Socio Unico
Direzione e coordinamento di “Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A”

Il Sole 24 Ore - 16/06/2015

AVVISO AL PUBBLICO

Foglio 13, Part. 4065
Foglio 13, Part. 180
Foglio 23, Part. 165 - 4083

TERNA - Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani
70, 00156 Roma
PREMESSO
- che TERNA S.p.A è concessionaria dello Stato per la trasmissione e
dispacciamento dell’energia elettrica e per lo sviluppo della Rete Elettrica
Nazionale, giusta concessione emanata in data 20.4.2005 e divenuta efficace in
data 1.11.2005, sulla base di quanto disposto dal D.P.C.M. 11.5.2004;
- che la realizzazione dell’elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi è stata autorizzata
dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 239/EL195/180/2013 del 15.01.2013, a favore della Società Abruzzoenergia S.p.A, con
dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità e inamovibilità dell’opera in
oggetto;
- che successivamente, con decreto n. 239/EL-195/180/2013-VOL del 04/03/2013, il
Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, su istanza della Società Abruzzoenergia
S.p.A., all’uopo sottoscritta per accettazione anche da Terna S.p.A., ha volturato il
suddetto decreto di autorizzazione alla predetta Società TERNA S.p.A., con sede
in Roma in Via Galbani 70 delegando altresì (con facoltà di sub-delega) TERNA
S.p.A., nella persona del suo legale rappresentante pro - tempore, con facoltà di
subdelega ad uno o più dirigenti della Società, ad esercitare tutti i poteri
espropriativi previsti dal D.P.R. 327/2001 e dal D. Lgs. 330/2004 e ad emettere e
sottoscrivere tutti i relativi atti e provvedimenti ivi inclusi, a titolo esemplificativo e
non esaustivo, i Decreti d’asservimento coattivo, d’espropriazione e retrocessione,
i Decreti d’occupazione ex articoli 22, 22/bis e 49 del citato D.P.R. 327/2001, le
autorizzazioni al pagamento delle indennità provvisorie e definitive, e di espletare
tutte le connesse attività necessarie ai fini della realizzazione dell'elettrodotto;
- che con procura rep. n. 18955 per notaio Luca Troili di Roma, registrata a Roma il
08.06.2012, l’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore di
TERNA Rete Elettrica Nazionale S.p.A., ha dato incarico al dr. Luigi de Francisci,
affinchè lo stesso, in nome e per conto della suddetta Società e nella qualità di
Responsabile dell’Ufficio Espropri di Terna S.p.A., possa emettere e sottoscrivere
tutti gli atti e i provvedimenti relativi al procedimento espropriativo ed espletare le
connesse attività necessarie ai fini della realizzazione degli impianti per il rinnovo e
lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale;
- che in relazione all’impianto in oggetto, il dr. Luigi de Francisci, con lettera prot.
TE/P2013004134 del 31.07.2013 ha individuato come Responsabile del
Procedimento espropriativo l’ing. Roberto Cirrincione, nato a Palermo il
29.03.1971 e residente per la carica in Napoli, alla Via Aquileia 8;
- che nella qualità di autorità espropriante, delegata dal Ministero dello Sviluppo
Economico, TERNA S.p.A. ha provveduto, ai sensi dell’art. 22 bis, comma 1, D.P.R.
327/2001, a compilare l’elenco dei beni da asservire e da occupare e dei relativi
proprietari, determinando altresì l’indennità da offrire in via provvisoria;
- che in applicazione dell’art. 52 ter, comma 2, D. Lgs. 330/2004, vista
l’impossibilità di notificare l’occupazione dei beni immobili necessari per la
realizzazione del predetto elettrodotto e la relativa indennità provvisoria a causa
della irreperibilità o assenza dei proprietari così come risultanti dalle visure
catastali, essendo state inutilmente eseguite tutte le indagini idonee e sufficienti
ad individuare i destinatari secondo la comune diligenza, tale notifica è sostituita
dalla pubblicazione del presente Avviso per almeno venti giorni consecutivi,
decorrenti dalla data odierna, all’Albo Pretorio del Comune interessato e dalla
contestuale pubblicazione del medesimo sui quotidiani Il Messaggero, Il Centro e
il Sole 24 ore;
- che la società Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (C.F.. 05779661007), con
sede legale in via Egidio Galbani n. 70, è rappresentata dalla Società Terna Rete
Italia S.p.A. (C.F.: 11799181000), società con socio unico sottoposta a controllo e
direzione di Terna S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani n. 70 – 00156
Roma (giusta procura Rep. n. 18464 del 14 marzo 2012 per notaio Luca Troili in
Roma);

AVVISA
i sottoelencati proprietari, secondo le risultanze catastali, che per venti giorni
consecutivi, decorrenti dalla data odierna, presso l’Albo pretorio del Comune di
Casalanguida è depositata la comunicazione indicante il giorno e l’ora previsti per
l’occupazione dei fondi interessati nonché il Decreto di occupazione temporanea
Rep. n. 0328 del 24.04.2015, emesso dall’Ufficio Espropri di Terna S.p.A. con
indicazione dell’importo della relativa indennità provvisoria.
ELENCO DITTE con indicazione delle particelle interessate
COMUNE DI CASALANGUIDA (CH)
DITTA CA006
DITTA CA022
DITTA CA036
DITTA CA038
DITTA CA062
DITTA CA064
DITTA CA066

IACOBITTI Lucia
DEL VECCHIO Orsolina
MENNA Settimio
TUMINI Giuseppina
GIAGNORIO Maria Filomena
SANTILLI Luciano
FLOCCO Giacinta

FG. 2 P.LLA 8
FG. 1 P.LLA 128
FG. 1 P.LLA 283
FG. 1 P.LLA 167
FG. 1 P.LLE 240 - 187
FG. 1 P.LLA 241
FG. 1 P.LLA 186

Terna Rete Italia S.p.A
Sede Legale Viale Egidio Galbani, 70 - 00156 Roma
Reg. Imprese, C.F. e P.I. 11799181000 REA 1328587
Capitale Sociale 120.000,00 Euro i.v. – Socio Unico
Direzione e coordinamento di “Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A”

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Finanza & Mercati 35

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

Assicurazioni. Pubblicato ieri il decreto legislativo di attuazione della nuova normativa europea che modifica i requisiti patrimoniali

Polizze, si alza il velo su Solvency II

Ania: introduce un sistema di vigilanza prudenziale a tutela della clientela e della stabilità del mercato

Tlc. Il gruppo pubblico smentisce

PosteMobile,
rumor di vendita
Simone Filippetti

Laura Galvagni

pÈ stato pubblicato ieri in Gaz-

zetta Ufficiale il decreto legislativo che di fatto introduce in Italia Solvency II. Si tratta nel complesso di 47 articoli che vanno a
disciplinare l’attuazione della direttiva 2009/138/CE in materia
di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione. Il decreto entra in vigore dal prossimo 30 giugno ma
le disposizioni saranno efficaci
dal primo gennaio 2016, anche
per dare tempo all’Ivass di emettere i necessari regolamenti.
Quanto al contenuto del decreto, si tratta di un passaggio
fondamentale poiché, come
spiega la circolare Ania a com-

mento delle modifiche normative, viene rivisto «l’intero impianto dell’ordinamento in materia, unificando le direttive nei
rami vita e danni (ad eccezione
del ramo auto) e introducendo
un nuovo sistema di vigilanza
prudenziale a tutela della clientela e della stabilità del mercato».
Più nel dettaglio, spiegano ancora dall’Ania, «prevede nuovi

I NUOVI POTERI DI IVASS

All’Autorità il potere di
dichiarare la decadenza dei
componenti degli organi
sociali o dei manager in caso
di perdita dei requisiti

Riassetti. Oggi il cda di Eurostazioni

Grandi stazioni, vicina
la cessione degli asset
ROMA

scissione di Grandi
Stazioni, propedeutica alla
sua valorizzazione, potrebbe
arrivare già oggi sul tavolo del
cda di Eurostazioni, il veicolo
finanziario che mette insieme
Benetton, Pirelli e Caltagirone (con il 32,7% ciascuno) e i
francesi di Sncf (1,87% del capitale). Oggi, infatti, è in programma un board della società - che detiene il 40% di Gs (il
restante 60% è nelle mani di
Ferrovie) - per l’approvazione

pLa

del bilancio 2014, ma non è da
escludere che dai consiglieri
arrivi un primo via libera preliminare all’iter di scissione
parziale dell’azienda guidata
da Paolo Gallo che determinerà la suddivisione del patrimonio tra tre società (Gs Retail, Gs Rail e Gs Real Estate) e
la successiva valorizzazione
degli asset commerciali.
A fine maggio, il progetto ha
incassato l’ok del board di Ferrovie e, a questo punto, si attende il disco verde definitivo

requisiti patrimoniali incentrati
essenzialmente sui rischi assunti dall’impresa assicuratrice (o
dal gruppo di imprese assicuratrici), con conseguente rafforzamento della struttura di “governance” aziendale, che, per quanto riguarda i controlli interni, sarà in futuro articolata su quattro
funzioni fondamentali (risk management/gestione del rischio,
conformità/compliance, revisioneinterna/internal auditing,
attuariale), tutte facenti capo alla responsabilità ultima dell’organo amministrativo della società». Va ricordato, in quest’ottica, che partendo da una direttiva di massima armonizzazione,
gli spazi di manovra per il legisla-

tore nazionale sono stati assai limitati. Più in particolare, come è
scritto nella circolare Ania, «il
capo I del titolo III (Esercizio
dell’attività assicurativa) è stato
integrato con norme concernenti il sistema di governo societario; nel capo II dello stesso titolo
III sono state previste nuove
norme sul calcolo delle riserve
tecniche; sempre nell’ambito del
titolo III, il capo IV contiene ora
la disciplina dei fondi propri (e
non più del margine di solvibilità) e il nuovo capo IV-bis la disciplina dei requisiti patrimoniali
di solvibilità, che costituisce la
parte maggiormente innovativa;
il titolo XV (Vigilanza sul gruppo) è stato riformulato per disci-

dei privati che, dopo il primo,
probabile, check di oggi, potrebbe arrivare a valle della perizia dell’esperto nominato
dal tribunale di Roma che dovrà fissare i concambi alla base
della scissione non proporzionale tra i tre veicoli.
Ieri, intato, sul dossier - su
cui hanno acceso i riflettori
diversi investitori esteri (in
lizza ci sarebbero, tra gli altri,
big del calibro di Cinven,
Blackstone e Bc Partners) - è
tornato anche il numero uno
di Fs, Michele Mario Elia.
«Guardano tutti con grande
interesse al progetto e usciremo a breve con la richiesta di
presentare le manifestazioni
di interesse».

plinare il controllo sui gruppi».
Riguardo a ciò, il provvedimento
specifica le attribuzioni a Ivass in
materia di vigilanza con possibilità di intervento sulla governance dell’impresa di assicurazione.
Tanto che, sebbene l’intervento
sia stato mitigato rispetto a una
precedente indicazione (era
previsto il potere di sostituzione
diretta da parte dell’Istituto) all’autorità ora è consentito «dichiarare la decadenza dei componenti degli organi societari e
dei titolari delle sopra citate funzioni fondamentali al venir meno dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza
previsti dalla normativa e, ove
necessario, può ordinare all’im-

Regole. L’audizione del vice dg Signorini

Derivati, Bankitalia:
«Più informazione»
pNella

Ce. Do.
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gestione degli strumenti derivati da parte dell’amministrazione pubblica «non si
può che mirare a far fronte con le
migliori strutture tecniche e organizzative possibili agli scenari oggi potenzialmente più rischiosi per le finanze pubbliche». Lo ha detto ieri il vice direttore della Banca d’Italia, Luigi
Federico Signorini, in un’audizione alla commissione Finanze
della Camera, sottolineando anche l’importanza di migliorare e
incrementare il livello di infor-

mazione su questi particolari
strumenti finanziari.
«Credo che avere una struttura della gestione del rischio
che si uniformi alle migliori rassicurazioni internazionali - ha
detto Signorini rispondendo alle domande dei parlamentari sia estremamente importante».
Il responsabile di Bankitalia ha
quindi sottolineato che un «ulteriore arricchimento delle informazioni a disposizione sarebbe auspicabile». Per valutare i rischi e gli effetti dei derivati

presa la rimozione dei medesimi». Ania è poi riuscita ad ottenere che si possa evitare la modifica degli statuti delle imprese
per uniformarsi alle direttive comunitarie prevedendo «in via
normativa il divieto di distribuire utili o altri elementi del patrimonio in caso di inosservanza
del requisito patrimoniale di solvibilità». Infine, è stata «limitata
al 31 dicembre 2016» l’efficacia
della disposizione che stabilisce
che Ivass possa avvalersi di
esperti per le ispezioni presso le
imprese che hanno adottato i
“modelli interni” per il calcolo
dei requisiti patrimoniali, con
onere a carico delle imprese.
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sulle finanze pubbliche , ha spiegato infatti, «sono essenziali alcuni elementi sintetici che riguardano la ripartizione per
scadenza, il profilo atteso dei
lussi nei prossimi anni e soprattutto la sensibilità del valore di
mercato delle operazioni all’andamento delle variabili finanziarie». Il problema della maggiore informazione riguarda
peraltro anche il settore bancario: Signorini ha osservato infatti che dal momento che i derivati sono un potenziale di rischio, ne deriva «la necessità di
regole che stabiliscano i presidi
necessari e assicurino al mercato e alle autorità di vigilanza
un’adeguata informazione sull’assunzione di rischi da parte
degli operatori».
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pLe Poste Italiane dicono ad-

dio ai telefonini? A dar retta ai
rumors che circolano tra le banche d’affari milanesi si direbbe
che Francesco Caio, il super manager delle tlc ex Cable&Wireless ed ex Lehman Brothers, starebbe valutando il futuro di PosteMobile, la divisione di telefonia del gruppo postale pubblico.
Secca la replica da Poste: smentita ogni ipotesi di cessione del
braccio di tlc. Le indiscrezioni,
che da circa un mese si susseguono negli ambienti finanziari
meneghini, parlano di una valutazione di 350-400 milioni di euro. E hanno riportato alla mente
quello che successe dieci anni
fa, quando l’Enel, altro colosso
pubblico, decise di uscire dall’avventura delle tlc (e vendette
Wind a Naguib Sawiris).
Avrebbe senso per Poste dire
addio? Fonti vicine all’ad Caio
ricordano che nel piano industriale quinquennale non è prevista alcuna dismissione di PosteMobile. Un piano che di recente è stato rivisto migliorando le stime: 30 miliardi i ricavi al
2020, 500 miliardi di raccolta, e 3
miliardi di investimenti. L’utile
industriale dovrebbe tornare a
1,5 miliardi, quota raggiunta a fine 2013 ma poi erosa a 691 milioni nel 2014 a causa di minori proventi dai recapiti, riduzione del
contributo pubblico sul servizio
universale e di alcuni costi unatantum per pulire il bilancio.
I pareri sul mercato sono divisi: alcuni analisti fanno notare
come con la quotazione a Piazza
Affari in cantiere, andare a modificare il perimetro suona come una mossa poco sensata. E’

anche vero però, replicano altri,
che una razionalizzazione del
gruppo ha senso e la telefonia
non è tecnicamente un core business per il colosso pubblico.
Ma è molto complementare,
tuttavia: la telefonia è un servizio accessorio a quello postale
che sfrutta una rete di 14mila uffici distribuiti in tutta Italia. Non
a caso, PosteMobile si è rivelata
un successo: lanciata a novembre del 2007, oggi sotto la guida
di Fabrizio Virtuani, la telco
conta 3 milioni di clienti attivi.
Numeri che ne fanno il più grosso operatore virtuale del paese.
Le compagnie telefoniche
senza rete nè licenza (in gergo
Mvno) sono nate anni fa sull’onda del boom delle tlc: oltre
Poste, anche i supermercati
Coop lanciarono il loro telefono. E pure Fastweb, che già
vendeva ai suoi abbonati il telefono fisso e internet. All’inizio era stata Vodafone a fornire la connettività a PosteMobile. Poi è subentrata Wind.
Per la futura matricola che si
candida a essere una “Supernova” del FootsieMib (l’anno scorso sul grey market di Londra giravano stime di una capitalizzazione di 13 miliardi di euro), è al
lavoro una nutrita schiera di
banche, viste le dimensioni gigantesche e insolite per Piazza
Affari: IntesaSanPaolo, Unicredit, BofaMerrill Lynch,
Mediobanca e Citigroup, assistite da un altrettanto corposo
stuolo di advisor (Lazard e lo
studio Gianni,Origoni e Grippo
per il Tesoro; Rothschild e Clifford Chance per la società).

@filippettinews
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Il Sole 24 Ore - 16/06/2015

Piazzetta Giordano Dell’Amore, 3 – 20121 Milano – www.epsilonsgr.it
Società appartenente al Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo
TUTTO CIO’ PREMESSO

AVVISO AL PUBBLICO
ELETTRODOTTO 380 KV VILLANOVA-GISSI ED OPERE CONNESSE

la Società TERNA Rete Italia S.p.A., ai sensi dell’ art. 22-bis, D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327 e successive modificazioni e dell’art. 52 ter, comma 2, del D.Lgs. 330/2004

Ai sensi di quanto previsto dal Regolamento di gestione, si comunica che a
partire dalla data odierna ha inizio il “Periodo di Sottoscrizione” del fondo
comune di investimento mobiliare aperto denominato:

AVVISA

EPSILON FLEXIBLE FOREX COUPON SETTEMBRE 2020

i sottoelencati proprietari, secondo le risultanze catastali, che per venti giorni
consecutivi, decorrenti dalla data odierna, presso l’Albo pretorio del Comune di
Paglieta è depositata la comunicazione indicante il giorno e l’ora previsti per
l’occupazione dei fondi interessati nonché il Decreto di occupazione temporanea
Rep. n. 0328 del 24.04.2015, emesso dall’Ufficio Espropri di Terna S.p.A. con
indicazione dell’importo della relativa indennità provvisoria.

Il “Periodo di Sottoscrizione” si concluderà l’8 settembre 2015, termine entro
il quale le sottoscrizioni dovranno pervenire ad Epsilon SGR S.p.A..
L’eventuale prolungamento del “Periodo di Sottoscrizione” o la cessazione
anticipata dell’offerta saranno resi noti mediante apposito avviso su questo
stesso quotidiano.

ELENCO DITTE con indicazione delle particelle interessate

Limitatamente alle prime due valorizzazioni, il valore settimanale della quota
rimarrà invariato a 5 euro.

Asservimenti per pubblica utilità - Occupazione d’urgenza preordinata
all’occupazione (art. 22-bis comma 1 e ss. DPR 327/2001 con le modalità dell’
art. 52 ter comma 2 D.Lgs. 330/2004)
TERNA - Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani
70, 00156 Roma
PREMESSO
- che TERNA S.p.A è concessionaria dello Stato per la trasmissione e
dispacciamento dell’energia elettrica e per lo sviluppo della Rete Elettrica
Nazionale, giusta concessione emanata in data 20.4.2005 e divenuta efficace in
data 1.11.2005, sulla base di quanto disposto dal D.P.C.M. 11.5.2004;
- che la realizzazione dell’elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi è stata autorizzata
dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 239/EL195/180/2013 del 15.01.2013, a favore della Società Abruzzoenergia S.p.A, con
dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità e inamovibilità dell’opera in
oggetto;
- che successivamente, con decreto n. 239/EL-195/180/2013-VOL del 04/03/2013, il
Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, su istanza della Società Abruzzoenergia
S.p.A., all’uopo sottoscritta per accettazione anche da Terna S.p.A., ha volturato il
suddetto decreto di autorizzazione alla predetta Società TERNA S.p.A., con sede
in Roma in Via Galbani 70 delegando altresì (con facoltà di sub-delega) TERNA
S.p.A., nella persona del suo legale rappresentante pro - tempore, con facoltà di
subdelega ad uno o più dirigenti della Società, ad esercitare tutti i poteri
espropriativi previsti dal D.P.R. 327/2001 e dal D. Lgs. 330/2004 e ad emettere e
sottoscrivere tutti i relativi atti e provvedimenti ivi inclusi, a titolo esemplificativo e
non esaustivo, i Decreti d’asservimento coattivo, d’espropriazione e retrocessione,
i Decreti d’occupazione ex articoli 22, 22/bis e 49 del citato D.P.R. 327/2001, le
autorizzazioni al pagamento delle indennità provvisorie e definitive, e di espletare
tutte le connesse attività necessarie ai fini della realizzazione dell'elettrodotto;
- che con procura rep. n. 18955 per notaio Luca Troili di Roma, registrata a Roma il
08.06.2012, l’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore di
TERNA Rete Elettrica Nazionale S.p.A., ha dato incarico al dr. Luigi de Francisci,
affinchè lo stesso, in nome e per conto della suddetta Società e nella qualità di
Responsabile dell’Ufficio Espropri di Terna S.p.A., possa emettere e sottoscrivere
tutti gli atti e i provvedimenti relativi al procedimento espropriativo ed espletare le
connesse attività necessarie ai fini della realizzazione degli impianti per il rinnovo e
lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale;
- che in relazione all’impianto in oggetto, il dr. Luigi de Francisci, con lettera prot.
TE/P2013004134 del 31.07.2013 ha individuato come Responsabile del
Procedimento espropriativo l’ing. Roberto Cirrincione, nato a Palermo il
29.03.1971 e residente per la carica in Napoli, alla Via Aquileia 8;
- che nella qualità di autorità espropriante, delegata dal Ministero dello Sviluppo
Economico, TERNA S.p.A. ha provveduto, ai sensi dell’art. 22 bis, comma 1, D.P.R.
327/2001, a compilare l’elenco dei beni da asservire e da occupare e dei relativi
proprietari, determinando altresì l’indennità da offrire in via provvisoria;
- che in applicazione dell’art. 52 ter, comma 2, D. Lgs. 330/2004, vista
l’impossibilità di notificare l’occupazione dei beni immobili necessari per la
realizzazione del predetto elettrodotto e la relativa indennità provvisoria a causa
della irreperibilità o assenza dei proprietari così come risultanti dalle visure
catastali, essendo state inutilmente eseguite tutte le indagini idonee e sufficienti
ad individuare i destinatari secondo la comune diligenza, tale notifica è sostituita
dalla pubblicazione del presente Avviso per almeno venti giorni consecutivi,
decorrenti dalla data odierna, all’Albo Pretorio del Comune interessato e dalla
contestuale pubblicazione del medesimo sui quotidiani Il Messaggero, Il Centro e
il Sole 24 ore;
- che la società Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (C.F.. 05779661007), con
sede legale in via Egidio Galbani n. 70, è rappresentata dalla Società Terna Rete
Italia S.p.A. (C.F.: 11799181000), società con socio unico sottoposta a controllo e
direzione di Terna S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani n. 70 – 00156
Roma (giusta procura Rep. n. 18464 del 14 marzo 2012 per notaio Luca Troili in
Roma);

COMUNE DI PAGLIETA (CH)
DITTA PA055
DITTA PA068
DITTA PA080
DITTA PA082
DITTA PA084
DITTA PA110
DITTA PA116

DI NUCCI VITTORIO
MASCIANGELO Santa
ZINNI Erminio
DI NELLA Antonio
DI NELLA Alberto
CASSANO Liliana, DI NELLA Nicoletta
LA ROCCA Sabbia Maria

DITTA PA120
DITTA PA122
DITTA PA126
DITTA PA128
DITTA PA132
DITTA PA136
DITTA PA138
DITTA PA140
DITTA PA142
DITTA PA154

DI NELLA Giuseppe
SCIORILLI Erika
CARAFA Patrizia
PIZZI Emilia
DI FLORIO Vincenzo
CAROSELLA Mirella
DI MATTEO Lino
DI FLORIO Tonino, DI MATTEO Teresa
ALBERICO Serafina, DI LALLO Teresa
LUCIANI Franco, LUCIANI Nicola
EREDI DI PELLICCIA Filomena
LUCIANI Franco

DITTA PA156

FG. 16 P.LLA 74
FG. 16 P.LLA 187
FG. 16 P.LLA 278
FG. 16 P.LLA 385
FG. 16 P.LLA 418
FG. 21 P.LLA 315
FG. 21 P.LLE 104 - 103 –
379 - 380
FG. 21 P.LLA 300
FG. 21 P.LLA 79
FG. 21 P.LLA 242
FG. 21 P.LLA 124
FG. 21 P.LLA 128
FG. 21 P.LLE 131 - 132 – 101
FG. 21 P.LLE 134 - 224
FG. 21 P.LLA 135
FG. 21 P.LLA 136
FG. 24 P.LLE 143 - 144
FG. 24 P.LLE 82 - 84

Copia gratuita delle Informazioni Chiave per gli Investitori (KIID) e del Prospetto del Fondo sono disponibili presso Epsilon SGR S.p.A., nel sito Internet
della stessa nonché presso gli intermediari incaricati del collocamento.
Prima dell’adesione leggere
le Informazioni Chiave per gli Investitori (KIID) ed il Prospetto

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Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

36
Il Sole 24 Ore - 16/06/2015

AVVISO AL PUBBLICO
ELETTRODOTTO 380 KV VILLANOVA-GISSI ED OPERE CONNESSE
Asservimenti per pubblica utilità - Occupazione d’urgenza preordinata
all’occupazione (art. 22-bis comma 1 e ss. DPR 327/2001 con le modalità dell’
art. 52 ter comma 2 D.Lgs. 330/2004)
TERNA - Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani
70, 00156 Roma
PREMESSO
- che TERNA S.p.A è concessionaria dello Stato per la trasmissione e
dispacciamento dell’energia elettrica e per lo sviluppo della Rete Elettrica
Nazionale, giusta concessione emanata in data 20.4.2005 e divenuta efficace in
data 1.11.2005, sulla base di quanto disposto dal D.P.C.M. 11.5.2004;
- che la realizzazione dell’elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi è stata autorizzata
dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 239/EL195/180/2013 del 15.01.2013, a favore della Società Abruzzoenergia S.p.A, con
dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità e inamovibilità dell’opera in
oggetto;
- che successivamente, con decreto n. 239/EL-195/180/2013-VOL del 04/03/2013, il
Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, su istanza della Società Abruzzoenergia
S.p.A., all’uopo sottoscritta per accettazione anche da Terna S.p.A., ha volturato il
suddetto decreto di autorizzazione alla predetta Società TERNA S.p.A., con sede
in Roma in Via Galbani 70 delegando altresì (con facoltà di sub-delega) TERNA
S.p.A., nella persona del suo legale rappresentante pro - tempore, con facoltà di
subdelega ad uno o più dirigenti della Società, ad esercitare tutti i poteri
espropriativi previsti dal D.P.R. 327/2001 e dal D. Lgs. 330/2004 e ad emettere e
sottoscrivere tutti i relativi atti e provvedimenti ivi inclusi, a titolo esemplificativo e
non esaustivo, i Decreti d’asservimento coattivo, d’espropriazione e retrocessione,
i Decreti d’occupazione ex articoli 22, 22/bis e 49 del citato D.P.R. 327/2001, le
autorizzazioni al pagamento delle indennità provvisorie e definitive, e di espletare
tutte le connesse attività necessarie ai fini della realizzazione dell'elettrodotto;
- che con procura rep. n. 18955 per notaio Luca Troili di Roma, registrata a Roma il
08.06.2012, l’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore di
TERNA Rete Elettrica Nazionale S.p.A., ha dato incarico al dr. Luigi de Francisci,
affinchè lo stesso, in nome e per conto della suddetta Società e nella qualità di
Responsabile dell’Ufficio Espropri di Terna S.p.A., possa emettere e sottoscrivere
tutti gli atti e i provvedimenti relativi al procedimento espropriativo ed espletare le
connesse attività necessarie ai fini della realizzazione degli impianti per il rinnovo e
lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale;
- che in relazione all’impianto in oggetto, il dr. Luigi de Francisci, con lettera prot.
TE/P2013004134 del 31.07.2013 ha individuato come Responsabile del
Procedimento espropriativo l’ing. Roberto Cirrincione, nato a Palermo il
29.03.1971 e residente per la carica in Napoli, alla Via Aquileia 8;
- che nella qualità di autorità espropriante, delegata dal Ministero dello Sviluppo
Economico, TERNA S.p.A. ha provveduto, ai sensi dell’art. 22 bis, comma 1, D.P.R.
327/2001, a compilare l’elenco dei beni da asservire e da occupare e dei relativi
proprietari, determinando altresì l’indennità da offrire in via provvisoria;
- che in applicazione dell’art. 52 ter, comma 2, D. Lgs. 330/2004, vista
l’impossibilità di notificare l’occupazione dei beni immobili necessari per la
realizzazione del predetto elettrodotto e la relativa indennità provvisoria a causa
della irreperibilità o assenza dei proprietari così come risultanti dalle visure
catastali, essendo state inutilmente eseguite tutte le indagini idonee e sufficienti
ad individuare i destinatari secondo la comune diligenza, tale notifica è sostituita
dalla pubblicazione del presente Avviso per almeno venti giorni consecutivi,
decorrenti dalla data odierna, all’Albo Pretorio del Comune interessato e dalla
contestuale pubblicazione del medesimo sui quotidiani Il Messaggero, Il Centro e
il Sole 24 ore;
- che la società Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (C.F.. 05779661007), con
sede legale in via Egidio Galbani n. 70, è rappresentata dalla Società Terna Rete
Italia S.p.A. (C.F.: 11799181000), società con socio unico sottoposta a controllo e
direzione di Terna S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani n. 70 – 00156
Roma (giusta procura Rep. n. 18464 del 14 marzo 2012 per notaio Luca Troili in
Roma);

la Società TERNA Rete Italia S.p.A., ai sensi dell’ art. 22-bis, D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327 e successive modificazioni e dell’art. 52 ter, comma 2, del D.Lgs. 330/2004
AVVISA
i sottoelencati proprietari, secondo le risultanze catastali, che per venti giorni
consecutivi, decorrenti dalla data odierna, presso l’Albo pretorio del Comune di
Castel Frentano è depositata la comunicazione indicante il giorno e l’ora previsti
per l’occupazione dei fondi interessati nonché il Decreto di occupazione
temporanea Rep. n. 0328 del 24.04.2015, emesso dall’Ufficio Espropri di Terna
S.p.A. con indicazione dell’importo della relativa indennità provvisoria.
ELENCO DITTE con indicazione delle particelle interessate
COMUNE DI CASTEL FRENTANO (CH)

DITTA CF048
DITTA CF050
DITTA CF082
DITTA CF132
DITTA CF150
DITTA CF170
DITTA CF178
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AVVISO AL PUBBLICO

TUTTO CIO’ PREMESSO

DITTA CF024

Il Sole 24 Ore - 16/06/2015

FG. 12 P.LLA 137
FG. 18 P.LLA 259
FG. 18 P.LLA 236
FG. 18 P.LLA 153
FG. 19 P.LLE 4061 - 4059
FG. 23 P.LLE 4104 - 73
FG. 24 P.LLE 39 - 163
FG. 24 P.LLE 84 - 170
FG. 24 P.LLE 86 - 4004 - 90

Terna Rete Italia S.p.A
Sede Legale Viale Egidio Galbani, 70 - 00156 Roma
Reg. Imprese, C.F. e P.I. 11799181000 REA 1328587
Capitale Sociale 120.000,00 Euro i.v. – Socio Unico
Direzione e coordinamento di “Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A”

ELETTRODOTTO 380 KV VILLANOVA-GISSI ED OPERE CONNESSE

la Società TERNA Rete Italia S.p.A., ai sensi dell’ art. 22-bis, D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327 e successive modificazioni e dell’art. 52 ter, comma 2, del D.Lgs. 330/2004

Asservimenti per pubblica utilità - Occupazione d’urgenza preordinata
all’occupazione (art. 22-bis comma 1 e ss. DPR 327/2001 con le modalità dell’
art. 52 ter comma 2 D.Lgs. 330/2004)
TERNA - Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani
70, 00156 Roma
PREMESSO
- che TERNA S.p.A è concessionaria dello Stato per la trasmissione e
dispacciamento dell’energia elettrica e per lo sviluppo della Rete Elettrica
Nazionale, giusta concessione emanata in data 20.4.2005 e divenuta efficace in
data 1.11.2005, sulla base di quanto disposto dal D.P.C.M. 11.5.2004;
- che la realizzazione dell’elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi è stata autorizzata
dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 239/EL195/180/2013 del 15.01.2013, a favore della Società Abruzzoenergia S.p.A, con
dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità e inamovibilità dell’opera in
oggetto;
- che successivamente, con decreto n. 239/EL-195/180/2013-VOL del 04/03/2013, il
Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, su istanza della Società Abruzzoenergia
S.p.A., all’uopo sottoscritta per accettazione anche da Terna S.p.A., ha volturato il
suddetto decreto di autorizzazione alla predetta Società TERNA S.p.A., con sede
in Roma in Via Galbani 70 delegando altresì (con facoltà di sub-delega) TERNA
S.p.A., nella persona del suo legale rappresentante pro - tempore, con facoltà di
subdelega ad uno o più dirigenti della Società, ad esercitare tutti i poteri
espropriativi previsti dal D.P.R. 327/2001 e dal D. Lgs. 330/2004 e ad emettere e
sottoscrivere tutti i relativi atti e provvedimenti ivi inclusi, a titolo esemplificativo e
non esaustivo, i Decreti d’asservimento coattivo, d’espropriazione e retrocessione,
i Decreti d’occupazione ex articoli 22, 22/bis e 49 del citato D.P.R. 327/2001, le
autorizzazioni al pagamento delle indennità provvisorie e definitive, e di espletare
tutte le connesse attività necessarie ai fini della realizzazione dell'elettrodotto;
- che con procura rep. n. 18955 per notaio Luca Troili di Roma, registrata a Roma il
08.06.2012, l’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore di
TERNA Rete Elettrica Nazionale S.p.A., ha dato incarico al dr. Luigi de Francisci,
affinchè lo stesso, in nome e per conto della suddetta Società e nella qualità di
Responsabile dell’Ufficio Espropri di Terna S.p.A., possa emettere e sottoscrivere
tutti gli atti e i provvedimenti relativi al procedimento espropriativo ed espletare le
connesse attività necessarie ai fini della realizzazione degli impianti per il rinnovo e
lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale;
- che in relazione all’impianto in oggetto, il dr. Luigi de Francisci, con lettera prot.
TE/P2013004134 del 31.07.2013 ha individuato come Responsabile del
Procedimento espropriativo l’ing. Roberto Cirrincione, nato a Palermo il
29.03.1971 e residente per la carica in Napoli, alla Via Aquileia 8;
- che nella qualità di autorità espropriante, delegata dal Ministero dello Sviluppo
Economico, TERNA S.p.A. ha provveduto, ai sensi dell’art. 22 bis, comma 1, D.P.R.
327/2001, a compilare l’elenco dei beni da asservire e da occupare e dei relativi
proprietari, determinando altresì l’indennità da offrire in via provvisoria;
- che in applicazione dell’art. 52 ter, comma 2, D. Lgs. 330/2004, vista
l’impossibilità di notificare l’occupazione dei beni immobili necessari per la
realizzazione del predetto elettrodotto e la relativa indennità provvisoria a causa
della irreperibilità o assenza dei proprietari così come risultanti dalle visure
catastali, essendo state inutilmente eseguite tutte le indagini idonee e sufficienti
ad individuare i destinatari secondo la comune diligenza, tale notifica è sostituita
dalla pubblicazione del presente Avviso per almeno venti giorni consecutivi,
decorrenti dalla data odierna, all’Albo Pretorio del Comune interessato e dalla
contestuale pubblicazione del medesimo sui quotidiani Il Messaggero, Il Centro e
il Sole 24 ore;
- che la società Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (C.F.. 05779661007), con
sede legale in via Egidio Galbani n. 70, è rappresentata dalla Società Terna Rete
Italia S.p.A. (C.F.: 11799181000), società con socio unico sottoposta a controllo e
direzione di Terna S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani n. 70 – 00156
Roma (giusta procura Rep. n. 18464 del 14 marzo 2012 per notaio Luca Troili in
Roma);

AVVISA
i sottoelencati proprietari, secondo le risultanze catastali, che per venti giorni
consecutivi, decorrenti dalla data odierna, presso l’Albo pretorio del Comune di
Fara Filorum Petri è depositata la comunicazione indicante il giorno e l’ora previsti
per l’occupazione dei fondi interessati nonché il Decreto di occupazione
temporanea Rep. n. 0328 del 24.04.2015, emesso dall’Ufficio Espropri di Terna
S.p.A. con indicazione dell’importo della relativa indennità provvisoria.
ELENCO DITTE con indicazione delle particelle interessate
COMUNE DI FARA FILORUM PETRI (CH)
Ditta FFP16

Ditta FFP18
Ditta FFP19
Ditta FFP20
Ditta FFP21
Ditta FFP46
Ditta FFP50
Ditta FFP54

Ditta FFP60
Ditta FFP64

CINOSI GIOVANNINA, CINOSI MARIA,
EREDI DI CINOSI GIUSEPPINA
EREDI DI CINOSI LUIGI
EREDI DI CINOSI ROMEO
GRAZIANI ELSA
CELLUCCI ANTONIO
DI FULVIO STEFANIA
DI FULVIO CRISTINA MARIA,
DI FULVIO MATILDA CHRISTINE,
RADICA ANTONIO
GIAMMARINO GIOVANNI,
GIAMMARINO NICOLANTONIO
ENTE COMUNALE DI ASSISTENZA
DI FARA FILIORUM PETRI,
GIAMMARINO LUIGI
DE RITIS ANGELINA,
GIANVITTORIO GIAMPIETRO,

TUTTO CIO’ PREMESSO

ELETTRODOTTO 380 KV VILLANOVA-GISSI ED OPERE CONNESSE

la Società TERNA Rete Italia S.p.A., ai sensi dell’ art. 22-bis, D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327 e successive modificazioni e dell’art. 52 ter, comma 2, del D.Lgs. 330/2004

Asservimenti per pubblica utilità - Occupazione d’urgenza preordinata
all’occupazione (art. 22-bis comma 1 e ss. DPR 327/2001 con le modalità dell’
art. 52 ter comma 2 D.Lgs. 330/2004)
TERNA - Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani
70, 00156 Roma
PREMESSO
- che TERNA S.p.A è concessionaria dello Stato per la trasmissione e
dispacciamento dell’energia elettrica e per lo sviluppo della Rete Elettrica
Nazionale, giusta concessione emanata in data 20.4.2005 e divenuta efficace in
data 1.11.2005, sulla base di quanto disposto dal D.P.C.M. 11.5.2004;
- che la realizzazione dell’elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi è stata autorizzata
dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 239/EL195/180/2013 del 15.01.2013, a favore della Società Abruzzoenergia S.p.A, con
dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità e inamovibilità dell’opera in
oggetto;
- che successivamente, con decreto n. 239/EL-195/180/2013-VOL del 04/03/2013, il
Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, su istanza della Società Abruzzoenergia
S.p.A., all’uopo sottoscritta per accettazione anche da Terna S.p.A., ha volturato il
suddetto decreto di autorizzazione alla predetta Società TERNA S.p.A., con sede
in Roma in Via Galbani 70 delegando altresì (con facoltà di sub-delega) TERNA
S.p.A., nella persona del suo legale rappresentante pro - tempore, con facoltà di
subdelega ad uno o più dirigenti della Società, ad esercitare tutti i poteri
espropriativi previsti dal D.P.R. 327/2001 e dal D. Lgs. 330/2004 e ad emettere e
sottoscrivere tutti i relativi atti e provvedimenti ivi inclusi, a titolo esemplificativo e
non esaustivo, i Decreti d’asservimento coattivo, d’espropriazione e retrocessione,
i Decreti d’occupazione ex articoli 22, 22/bis e 49 del citato D.P.R. 327/2001, le
autorizzazioni al pagamento delle indennità provvisorie e definitive, e di espletare
tutte le connesse attività necessarie ai fini della realizzazione dell'elettrodotto;
- che con procura rep. n. 18955 per notaio Luca Troili di Roma, registrata a Roma il
08.06.2012, l’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore di
TERNA Rete Elettrica Nazionale S.p.A., ha dato incarico al dr. Luigi de Francisci,
affinchè lo stesso, in nome e per conto della suddetta Società e nella qualità di
Responsabile dell’Ufficio Espropri di Terna S.p.A., possa emettere e sottoscrivere
tutti gli atti e i provvedimenti relativi al procedimento espropriativo ed espletare le
connesse attività necessarie ai fini della realizzazione degli impianti per il rinnovo e
lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale;
- che in relazione all’impianto in oggetto, il dr. Luigi de Francisci, con lettera prot.
TE/P2013004134 del 31.07.2013 ha individuato come Responsabile del
Procedimento espropriativo l’ing. Roberto Cirrincione, nato a Palermo il
29.03.1971 e residente per la carica in Napoli, alla Via Aquileia 8;
- che nella qualità di autorità espropriante, delegata dal Ministero dello Sviluppo
Economico, TERNA S.p.A. ha provveduto, ai sensi dell’art. 22 bis, comma 1, D.P.R.
327/2001, a compilare l’elenco dei beni da asservire e da occupare e dei relativi
proprietari, determinando altresì l’indennità da offrire in via provvisoria;
- che in applicazione dell’art. 52 ter, comma 2, D. Lgs. 330/2004, vista
l’impossibilità di notificare l’occupazione dei beni immobili necessari per la
realizzazione del predetto elettrodotto e la relativa indennità provvisoria a causa
della irreperibilità o assenza dei proprietari così come risultanti dalle visure
catastali, essendo state inutilmente eseguite tutte le indagini idonee e sufficienti
ad individuare i destinatari secondo la comune diligenza, tale notifica è sostituita
dalla pubblicazione del presente Avviso per almeno venti giorni consecutivi,
decorrenti dalla data odierna, all’Albo Pretorio del Comune interessato e dalla
contestuale pubblicazione del medesimo sui quotidiani Il Messaggero, Il Centro e
il Sole 24 ore;
- che la società Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (C.F.. 05779661007), con
sede legale in via Egidio Galbani n. 70, è rappresentata dalla Società Terna Rete
Italia S.p.A. (C.F.: 11799181000), società con socio unico sottoposta a controllo e
direzione di Terna S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani n. 70 – 00156
Roma (giusta procura Rep. n. 18464 del 14 marzo 2012 per notaio Luca Troili in
Roma);

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AVVISA
i sottoelencati proprietari, secondo le risultanze catastali, che per venti giorni
consecutivi, decorrenti dalla data odierna, presso l’Albo pretorio del Comune di
Filetto è depositata la comunicazione indicante il giorno e l’ora previsti per
l’occupazione dei fondi interessati nonché il Decreto di occupazione temporanea
Rep. n. 0328 del 24.04.2015, emesso dall’Ufficio Espropri di Terna S.p.A. con
indicazione dell’importo della relativa indennità provvisoria.
ELENCO DITTE con indicazione delle particelle interessate
COMUNE DI FILETTO (CH)
Ditta FIL299

DI CRESCENZO Paolo, MICOZZI Anna Maria Fg. 11 P.lla 255

Terna Rete Italia S.p.A
Sede Legale Viale Egidio Galbani, 70 - 00156 Roma
Reg. Imprese, C.F. e P.I. 11799181000 REA 1328587
Capitale Sociale 120.000,00 Euro i.v. – Socio Unico
Direzione e coordinamento di “Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A”

Foglio 2, Part. 138
Foglio 2, Part. 141 - 140
Foglio 2, Part. 139
Foglio 2, Part. 237
Foglio 1, Part. 4062
Foglio 1, Part. 166
Foglio 1, Part. 167

Foglio 1, Part. 236
Foglio 1, Part. 298 - 299

Terna Rete Italia S.p.A
Sede Legale Viale Egidio Galbani, 70 - 00156 Roma
Reg. Imprese, C.F. e P.I. 11799181000 REA 1328587
Capitale Sociale 120.000,00 Euro i.v. – Socio Unico
Direzione e coordinamento di “Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A”

Il Sole 24 Ore - 16/06/2015

AVVISO AL PUBBLICO

Foglio 2, Part. 133

Il Sole 24 Ore - 16/06/2015

TUTTO CIO’ PREMESSO

AVVISO AL PUBBLICO
ELETTRODOTTO 380 KV VILLANOVA-GISSI ED OPERE CONNESSE

la Società TERNA Rete Italia S.p.A., ai sensi dell’ art. 22-bis, D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327 e successive modificazioni e dell’art. 52 ter, comma 2, del D.Lgs. 330/2004

Asservimenti per pubblica utilità - Occupazione d’urgenza preordinata
all’occupazione (art. 22-bis comma 1 e ss. DPR 327/2001 con le modalità dell’
art. 52 ter comma 2 D.Lgs. 330/2004)
TERNA - Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani
70, 00156 Roma
PREMESSO
- che TERNA S.p.A è concessionaria dello Stato per la trasmissione e
dispacciamento dell’energia elettrica e per lo sviluppo della Rete Elettrica
Nazionale, giusta concessione emanata in data 20.4.2005 e divenuta efficace in
data 1.11.2005, sulla base di quanto disposto dal D.P.C.M. 11.5.2004;
- che la realizzazione dell’elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi è stata autorizzata
dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto n. 239/EL195/180/2013 del 15.01.2013, a favore della Società Abruzzoenergia S.p.A, con
dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità e inamovibilità dell’opera in
oggetto;
- che successivamente, con decreto n. 239/EL-195/180/2013-VOL del 04/03/2013, il
Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, su istanza della Società Abruzzoenergia
S.p.A., all’uopo sottoscritta per accettazione anche da Terna S.p.A., ha volturato il
suddetto decreto di autorizzazione alla predetta Società TERNA S.p.A., con sede
in Roma in Via Galbani 70 delegando altresì (con facoltà di sub-delega) TERNA
S.p.A., nella persona del suo legale rappresentante pro - tempore, con facoltà di
subdelega ad uno o più dirigenti della Società, ad esercitare tutti i poteri
espropriativi previsti dal D.P.R. 327/2001 e dal D. Lgs. 330/2004 e ad emettere e
sottoscrivere tutti i relativi atti e provvedimenti ivi inclusi, a titolo esemplificativo e
non esaustivo, i Decreti d’asservimento coattivo, d’espropriazione e retrocessione,
i Decreti d’occupazione ex articoli 22, 22/bis e 49 del citato D.P.R. 327/2001, le
autorizzazioni al pagamento delle indennità provvisorie e definitive, e di espletare
tutte le connesse attività necessarie ai fini della realizzazione dell'elettrodotto;
- che con procura rep. n. 18955 per notaio Luca Troili di Roma, registrata a Roma il
08.06.2012, l’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore di
TERNA Rete Elettrica Nazionale S.p.A., ha dato incarico al dr. Luigi de Francisci,
affinchè lo stesso, in nome e per conto della suddetta Società e nella qualità di
Responsabile dell’Ufficio Espropri di Terna S.p.A., possa emettere e sottoscrivere
tutti gli atti e i provvedimenti relativi al procedimento espropriativo ed espletare le
connesse attività necessarie ai fini della realizzazione degli impianti per il rinnovo e
lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale;
- che in relazione all’impianto in oggetto, il dr. Luigi de Francisci, con lettera prot.
TE/P2013004134 del 31.07.2013 ha individuato come Responsabile del
Procedimento espropriativo l’ing. Roberto Cirrincione, nato a Palermo il
29.03.1971 e residente per la carica in Napoli, alla Via Aquileia 8;
- che nella qualità di autorità espropriante, delegata dal Ministero dello Sviluppo
Economico, TERNA S.p.A. ha provveduto, ai sensi dell’art. 22 bis, comma 1, D.P.R.
327/2001, a compilare l’elenco dei beni da asservire e da occupare e dei relativi
proprietari, determinando altresì l’indennità da offrire in via provvisoria;
- che in applicazione dell’art. 52 ter, comma 2, D. Lgs. 330/2004, vista
l’impossibilità di notificare l’occupazione dei beni immobili necessari per la
realizzazione del predetto elettrodotto e la relativa indennità provvisoria a causa
della irreperibilità o assenza dei proprietari così come risultanti dalle visure
catastali, essendo state inutilmente eseguite tutte le indagini idonee e sufficienti
ad individuare i destinatari secondo la comune diligenza, tale notifica è sostituita
dalla pubblicazione del presente Avviso per almeno venti giorni consecutivi,
decorrenti dalla data odierna, all’Albo Pretorio del Comune interessato e dalla
contestuale pubblicazione del medesimo sui quotidiani Il Messaggero, Il Centro e
il Sole 24 ore;
- che la società Terna – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (C.F.. 05779661007), con
sede legale in via Egidio Galbani n. 70, è rappresentata dalla Società Terna Rete
Italia S.p.A. (C.F.: 11799181000), società con socio unico sottoposta a controllo e
direzione di Terna S.p.A., con sede legale in Via Egidio Galbani n. 70 – 00156
Roma (giusta procura Rep. n. 18464 del 14 marzo 2012 per notaio Luca Troili in
Roma);

AVVISA
i sottoelencati proprietari, secondo le risultanze catastali, che per venti giorni
consecutivi, decorrenti dalla data odierna, presso l’Albo pretorio del Comune di
Lanciano è depositata la comunicazione indicante il giorno e l’ora previsti per
l’occupazione dei fondi interessati nonché il Decreto di occupazione temporanea
Rep. n. 0328 del 24.04.2015, emesso dall’Ufficio Espropri di Terna S.p.A. con
indicazione dell’importo della relativa indennità provvisoria.
ELENCO DITTE con indicazione delle particelle interessate
COMUNE DI LANCIANO (CH)
DITTA LA006
DITTA LA020
DITTA LA032
DITTA LA046
DITTA LA078
DITTA LA079
DITTA LA114
DITTA LA172
DITTA LA184
DITTA LA218
DITTA LA222
DITTA LA228
DITTA LA236
DITTA LA250
DITTA LA268

CAPORALE Antonietta,
CAPORALE Donatella
CAPORALE Anna Maria
DI BATTISTA Colette Francoise
FIORE Rosalinda
LUCIANI Luigi
LUCIANI Luigi
LUCIANI Luigi
BELLOMO Maria, DI NARDO Giovina
DI BIASE Giovina
PASQUINI Franco
D'OTTAVIO Giuseppina
MENNA Armida, SPINELLI Vincenzo
DI GIULIO Rosina
PASQUINI Flavio
ANDREOLI Maria

FG. 58 P.LLA 31
FG. 58 P.LLE 4015 - 3502
FG. 58 P.LLA 494
FG. 58 P.LLA 336
FG. 58 P.LLE 552 - 554 - 553
FG. 58 P.LLA 400
FG. 64 P.LLA 23
FG. 59 P.LLA 412
FG. 59 P.LLE 493 - 409
FG. 60 P.LLE 4015 - 4017
FG. 60 P.LLE 408 - 409 - 407
FG. 60 P.LLA 400
FG. 61 P.LLA 4067
FG. 56 P.LLA 71
FG. 61 P.LLE 97 - 123 –
133 - 136 - 138

Terna Rete Italia S.p.A
Sede Legale Viale Egidio Galbani, 70 - 00156 Roma
Reg. Imprese, C.F. e P.I. 11799181000 REA 1328587
Capitale Sociale 120.000,00 Euro i.v. – Socio Unico
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Finanza & Mercati 37

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

LA GIORNATA

AZIONI&OBBLIGAZIONI

Aerospazio. Tra i pretendenti i tedeschi di Ohb, il gruppo francese Asl e due soggetti Usa

Avio, si accende l’interesse
Finmeccanica in prima fila
Moretti: «L’Italia non può non avere una proiezione nello spazio»
Gianni Dragoni
u Continua da pagina 29

pA Parigi non c’è neppure

l’Eurofighter, di cui Alenia
produce il 20%, mentre è massiccia la presenza di velivoli
militari e civili francesi, oltre
ai grandi jet commerciali di
Airbus e Boeing, che hanno
annunciato contratti di vendita e impegni di nuovi aerei per
un valore di listino di 33 miliardi di dollari (18 miliardi Boeing, 15 Airbus).
Per risparmiare, Moretti ha
deciso di abbandonare la presenza in grande stile di precedenti saloni, fino a 4mila metri
quadrati e con costi molto alti.
«Non faccio parate», avrebbe
detto l’ex numero uno delle
Fs. Il ridimensionamento della presenza di Finmeccanica è
stato commentato con sorpresa da diversi gruppi internazionali alla manifestazione
parigina, la più importante
del settore. Sono assenti la
britannica Bae Systems e
l’americana Northrop Grum-

man, qualcuno dice infastidite dall’esuberanza della presenza francese.
«Non bisogna farsi ingannare dalle apparenze, ma
guardare alla sostanza.
Finmeccanica ha una presenza significativa al salone per
qualità della proposta», ha
osservato il ministro della

LA KERMESSE

Presenza ridotta
per Finmeccanica
al salone parigino:
150 metri quadrati di stand
senza esposizione dei prodotti
Difesa, Roberta Pinotti, aggiungendo durante la visita
che «la presenza italiana è
raddoppiata, ci sono 120
aziende, molte piccole e medie imprese». L’esponente di
un gruppo straniero, invece,
ha detto: «Sono passati da un
estremo all’altro».

Alla domanda se Avio sarà
la sua prima acquisizione in
Finmeccanica, Moretti ha risposto: «Magari sarà la seconda o la terza... Lo spazio per noi
è molto importante e l’Italia
non può non avere una proiezione nello spazio». In una
Borsa in ribasso il titolo ha perso il 3,9% a 11,41 euro.
Finora Finmeccanica non
ha presentato offerte né un
piano per Avio. Cinven esplora anche altri potenziali compratori. Un interessato è il
gruppo tedesco Ohb. È attento
il gruppo francese Asl (Airbus
Safran) che produce Ariane 5.
Avrebbero mostrato attenzione anche due americani, Orbital Atk e Aerojet Rocketdyne.
Avio ha presentato un nuovo logo. «Abbiamo mantenuto il vecchio nome ma vogliamo far vedere quanto siamo
impegnati nell’attività industriale dello spazio», ha detto
l’ad, Pier Giuliano Lasagni.
Adesso Avio sta per «Advanced vision into orbit».

La società è impegnata a realizzare il Vega C, versione
potenziata del lanciatore di
piccoli satelliti sviluppato insieme all’Asi. Secondo fonti
industriali il Vega rischierebbe di essere marginalizzato
dall’industria francese, che
domina i lanciatori. L’ipotesi
viene rigettata da Stéphane
Israël, ad di Arianespace, la società che commercializza i voli di Ariane 5 (e del futuro Ariane 6), di Vega e del russo
Soyuz. «Non c’è contrasto tra
Ariane 6 e Vega. Il nuovo Ariane 62 piuttosto potrebbe confliggere con Soyuz», ha detto
Israël a Il Sole 24 Ore. «Vega ha
trovato il suo mercato, con me
Arianespace ha comprato 10
lanci del Vega, ci siamo assunti un rischio. Ne abbiamo già
venduti 9. Il Vega ha un bellissimo avvenire».
Tuittavia la vendita di Avio,
osserva Lasagni, coinvolge
«equilibri industriali europei
che vanno gestiti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Titoli di Stato e Obbligazioni

Spread Bund 2Y

A

48
55

L’Asia dei «paperoni» sorpassa l’Europa
Lucilla Incorvati

pCirca il 73% (13 mila miliardi

di dollari) sono dovuti alle buone performance delle ricchezze esistenti contro un 27% (circa 5mila miliardi) generati dalla
creazione di nuova ricchezza.
Il nord America con 51mila miliardi di dollari resta la regione
leader in termini di ricchezza e
anche per numero di milionari.
Ma per la prima volta da
quindici anni con 47,3 trilioni la
regione Asia-Pacific (escludendo il Giappone che comunque resta il terzo paese al mondo per numero di milionari) supera tutta la ricchezza dell’Europa che contava nel 2014 circa
42,5 trilioni di dollari, considerando la parte ovest e quella est
del vecchio continente.
Guardando al futuro, in pro-

spettiva secondo le stime di BG
nel 2016 con 57mila miliardi la
regione Asia-Pacifico è destinata a superare anche il ricco
Nord America che conterà circa 56 trilioni di dollari.
In termini di “teste” i paperoni, aumentati del 14%, hanno
raggiunto i 17,4 milioni nel
2014 (erano 15 nel 2013). La crescita è stata guidata soprattutto dal buon andamento dei
mercati finanziari e in parte,
soprattutto per quanto riguarda l’aumento delle persone fisiche, dallo sviluppo delle economie emergenti. In termini
di milionari, infatti, la classifica per paese vede al primo posto gli Stati Uniti (7 milioni),
seguiti dalla Cina (4 milioni),
Giappone (1,2 milioni), Uk
(731mila), Svizzera (461mila),

Canada (418mila), Germania
(350mila), Taiwan (325mila),
Italy (300mila), Russia
(242mila), Francia (230mila),
Hong Kong (229 mila), Australia (215mila), Olanda (187mila)
e Belgio (164mila).
A crescere ancor di più sono
poi i super super ricchi (chi ha
ricchezze oltrte i 100 milioni)
che se oggi hanno circa 10 trilioni di dollari di ricchezza nel
2019 ne avranno almeno 18mila
miliardi. L’Italia tra alti e bassi
mantiene il nono posto sia in
termini di ricchezza complessiva (4,6mila miliardi) sia per
numero di milionari (300mila
individui). Tanto è vero che nel
periodo 2013/2014 ha mostrato
una crescita del 6,2% maggiore
di quella della Francia (2,8%) e
della Germania (3,6%), in linea

a quella della Svizzera (6,4% ).
Tuttavia, non sono tutte luci.
In prospettiva lo studio prevede una stima di crescita annua
nel periodo 2014/2019 del 3,3
per cento. «La crescita registrata dall’Italia è principalmente dovuta all’andamento
positivo delle performance di
mercato - spiega Monica Regazzi, partner di The Boston
Consulting Group - Allargando
l’orizzonte e guardando in prospettiva fino al 2019 possiamo
dire che, avendo basato la nostra stima futura sulle capacità
di generare nuova ricchezza,
nonostante i segnali incoraggianti non vi è ancora certezza
per il nostro Paese di una ripresa sostenibile».
lucilla.incorvati@ilsole24ore.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giu-15
Lug-15

14,850 16,928
14,200 16,060




Ago-15
Set-15

15,044 23,969
16,137




— 10,024

Ott-15
Nov-15

14,515

12,500 17,333




Dic-15
Gen-16
Feb-16
Mar-16
Apr-16

2014
Stati Uniti

2019
Cina

Giappone







39,013
26,161







14,515
29,833

6,011 14,451
8,413


— 15,018 15,546




0,107
1,656

51,133
10,069

7,700

6,502

6,500 16,235









7,700
6,502
35,148

Titolo
Spread
god./Tipo ind.








— 12,413




— 25,042 43,900

57,0
50,3
15,5
11,6
8,3
46,3
30,8
14,3
9,7
6,5
+63%

5,2

7,2

India

2,5

6,5

Canada

4,5

+165%

5,5

Italia

4,6

5,5

Australia Russia

3,2

4,3

2,0

3,5

Taiwan

Corea
del Sud

3,5

3,1

2,8

2,6

Paesi
Bassi

2,7

3,1

Svizzera

2,5

3,0

+74%

Fonte: BCG Global Wealth Market-Sizing Database, 2015.

Lotterie. Crescono volumi e margini delle attività a marchio SisalPay, il gruppo punta all’utile nel 2015

Sisal, il 50% del turn-over dai pagamenti
Giovanni Vegezzi

pSisal spinge sulla crescita

dei sistemi di pagamento e punta all’utile nel 2015. Il gruppo
delle lotterie – che lo scorso anno aveva tentato lo sbarco a
Piazza Affari – continua ad affidare le proprie prospettive al
business di SisalPay: il marchio
del gruppo dedicato al settore,
creato da zero nel 2008, nel 2014
già generava la metà del giro
d’affari del gruppo. E ora si prepara al sorpasso, nell’esercizio
che per l’azienda dovrebbe anche sancire il ritorno in utile. La
strategia non interessa solo gli
oltre 40mila negozi, tabaccai e
cartolerie dove è possibile effettuare i pagamenti (una rete,
per intenderci, molto più capillare dei 12mila uffici postali),
ma anche l’integrazione fra
questo servizio e internet.
«Il trend di crescita di SisalPay è molto positivo e quest’anno, per la prima volta in 70 anni

di Sisal, oltre la metà del turnover sarà riconducibile ai servizi
di pagamento – ha spiegato a Il
Sole 24 Ore l’ad Emilio Petrone
–. Stiamo continuando a espandere la rete e il portafoglio dei
servizi, puntando molto sul tema dell’ibrido digitale, cioè sull’interfaccia fra punto-vendita
fisico e punto-vendita virtuale.
Per servire al meglio i clienti
dobbiamo infatti avere una
doppia presenza: da un lato negozi in cui è possibile pagare
tutto o quasi, per semplificare
la vita agli utenti nell’ottica del
one-stop shop; dall’altro un
servizio Internet che permetta
di pagare le proprie spese da casa, monitorando e archiviando
i pagamenti effettuati».
Sisal, insomma, per tornare
alla redditività punta sulle tendenze in atto che vedono le
grandi reti fisiche (si pensi alle
banche) andare online, mentre
i gruppi di Internet cercano

Sostienimi il mio lavoro scaricando da www.dasolo.info

presidi fisici nella vita quotidiana dei propri utenti (dall’assistenza ai punti pick and pay
per l’e-commerce).
«SisalPay è una start-up di
successo: partita nel 2008, quest’anno punta a superare i 7 miliardi di euro di vendite lorde,
servendo 12 milioni di consumatori attraverso più di 200 milioni di transazioni – aggiunge
Petrone -. Investiamo tra i 40 e i
50 milioni di euro all’anno soprattutto in tecnologia e una
fetta sempre crescente di questi investimenti è destinata al
business dei pagamenti».
Petrone, dopo l’Ipo annullata nell’estate 2014 in un momento difficile per i mercati,
non si sbilancia sui futuri assetti azionari: «C’è molto interesse per l’azienda e questo ci
fa piacere» spiega. L’idea però
è che SisalPay sarà il vero gioiello di qualsiasi trattativa
azionaria sul futuro del grup-

po - controllato dai fondi
Apax, Permira e Clessidra, interessati ad uscire -. «Esistono
sicuramente sinergie con le
lotterie, però teoricamente SisalPay, regolata da Banca
d’Italia e con sistemi indipendenti, è una società che potrebbe vivere stand-alone».
«Abbiamo registrato un primo trimestre 2015 positivo,
con SisalPay in crescita a doppia cifra – conclude Petrone –.
Questi buoni risultati, insieme
al miglioramento già realizzato nella struttura finanziaria
del gruppo, potranno aiutare
Sisal ad aumentare ulteriormente giro d’affari e redditività». Si tratta di un progresso
dei margini che dopo la riduzione delle perdite da 98 milioni (2013) a 1,3 milioni (2014)
promette di portare il conto
economico in utile nel 2015.

@giovegezzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

— 20,891
2,918 320,099

Prezzo 365 360
Qtà
º
VWAP Rend Rend
15.06 lordo lordo (mlg)

Codice
Isin

Buoni ordinari Tesoro
30.06.15
14.07.15
31.07.15
14.08.15
31.08.15
14.09.15
30.09.15
14.10.15
30.10.15
13.11.15
30.11.15
14.12.15
14.01.16
12.02.16
14.03.16
14.04.16
14.06.16

IT0005070617 99,999

— 212
IT0005037244 100,001

— 279
IT0005075699 99,999 0,01 0,01 224
IT0005042772 99,997 0,02 0,02 919
IT0005086084 99,996 0,02 0,02
1
IT0005047029 99,985 0,06 0,06 776
IT0005091480 100,003



IT0005057499 99,981 0,06 0,06 431
IT0005105140 99,971 0,08 0,08
3
IT0005067266 99,980 0,05 0,05 441
IT0005108326 99,971 0,06 0,06 1968
IT0005070609 99,958 0,08 0,08 6358
IT0005075681 99,944 0,10 0,10 1449
IT0005086068 99,965 0,05 0,05 421
IT0005091472 99,943 0,08 0,08
23
IT0005105132 99,927 0,09 0,09
41
IT0005118325 99,852 0,15 0,15 5820

Titolo
Date Spread
god. Tipo ind.

Codice
ISIN

Ced.
att.

Prezzo Rend.
VWAP eff.%
15.06 lordo

Qtà
º
(mlg)

Certificati credito Tesoro
01-09s 1.9.15 +0,15s
01-07s 1.7.16 +0,15s
01-12s 1.12.16 +0,15s
01-09s 1.3.17 +0,15s

IT0004404965
IT0004518715
IT0004874399
IT0004584204

0,19
0,30
3,00
0,19

100,061 0,09
100,174 0,16
104,500

100,136 0,25

1114
15452
13
2613

15-12s 15.12.15 +0,8a
15-12s 15.06.17 +2,5a
15-10s 15.10.17 +0,8a
15-10s 15.04.18 +1,0a
01-11s 01.11.18 +1,8a
15-11s 15.11.19 +1,2a
15-12s 15.12.20 +0,8a
15-12s 15.06.22 +0,55

IT0004620305
IT0004809809
IT0004652175
IT0004716319
IT0004922909
IT0005009839
IT0005056541
IT0005104473

0,43
1,30
0,45
0,55
0,95
0,64
0,43
0,30

100,364
104,335
101,083
101,471
103,880
102,451
100,730
98,589

0,13
0,40
0,40
0,54
0,71
0,70
0,73
0,82

5710
7206
11769
3916
1159
5511
20873
38398







IT0004938186
IT0004978208
IT0005020778
IT0005044976
IT0005089955







99,996
99,941
99,844
99,698
99,331


0,11
0,18
0,25
0,40

1580
1777
2239
1523
4405

IT0004840788
IT0003844534
IT0004656275
IT0004880990
IT0004712748
IT0004917792
IT0004019581
IT0004761950
IT0004960826
IT0004987191

4,50
3,75
3,00
2,75
3,75
2,25
3,75
4,75
2,75
1,50

100,355
100,451
101,073
101,193
102,981
101,902
103,937
105,567
103,500
101,712


0,11
0,11
0,13
0,14
0,16
0,24
0,27
0,26
0,35

888
1723
1068
2682
11012
4603
7244
1018
6709
2633

Certificati credito Tesoro - 6mEuribor

30.6.15
31.12.15
29.4.16
30.8.16
27.2.17

Buoni Tesoro Poliennali
15-07s 15.7.2015
01-08s 1.8.2015
01-11s 1.11.2015
01-12s 1.12.2015
15-10s 15.4.2016
15-11s 15.5.2016
01-08s 1.8.2016
15-09s 15.9.2016
15-11s 15.11.2016
15-12s 15.12.2016

Cambi e tassi

¤/Y

A

-0,17
0,33

EURIBOR

Tassi del 15.06 . Valuta 17.06
Scad.
Tasso 360 Tasso 365
1w
2w
1m
2m
3m
6m
9m
1a

-0,129
-0,108
-0,064
-0,037
-0,014
0,049
0,101
0,164

-0,131
-0,110
-0,065
-0,038
-0,014
0,050
0,102
0,166

Media % mese Maggio
1m
-0,048
2m
-0,028
3m
-0,010
6m
0,058

-0,049
-0,028
-0,010
0,059

-0,1190

O/N Euro

-0,1267

O/N Usd

0,1573

IT0004682107
IT0004085210
IT0004890882
IT0004380546
IT0004604671
IT0004243512
IT0005004426
IT0004735152
IT0003745541
IT0004545890

2,10
2,10
1,70
2,35
2,10
2,60
2,35
3,10
2,35
2,55

102,841
104,971
105,379
108,303
108,390
112,288
110,036
117,995
111,987
113,198




0,26
0,62
0,95
1,12
1,28
1,58
1,84

251
1209
505
1881
11365
620
1851
835
1030
4065

26-09s 26.3.2016
11-12s 11.6.2016
22-10s 22.10.2016
22-10s 22.4.2017
12-11s 12.11.2017
23-10s 23.4.2020
27-10s 27.10.2020
20-10s 20.04.2023

IT0004806888
IT0004821432
IT0004863608
IT0004917958
IT0004969207
IT0005012783
IT0005058919
IT0005105843

2,45
3,55
2,55
2,25
2,15
1,65
1,25
0,50

101,414
103,152
102,637
103,153
103,571
103,796
103,327
99,192

0,06
0,32
0,34
0,35
0,58
0,78
0,57
0,64

27265
2979
49796
24101
46679
39149
21424
30749

Buoni Tesoro Poliennali - Inflazione Italia

B
variaz. %
var. % ann.

1Y/6M
2Y/6M
3Y/6M
4Y/6M
5Y/6M
6Y/6M
7Y/6M
8Y/6M
9Y/6M
10Y/6M
11Y/6M
12Y/6M
15Y/6M
20Y/6M
25Y/6M
30Y/6M
40Y/6M
50Y/6M

0,09
0,16
0,26
0,40
0,55
0,69
0,83
0,94
1,06
1,15
1,23
1,30
1,45
1,57
1,59
1,61
1,62
1,57

0,11
0,18
0,28
0,42
0,57
0,71
0,85
0,96
1,08
1,17
1,25
1,32
1,47
1,59
1,61
1,63
1,64
1,59

Stati Uniti
Giappone
G. Bretagna
Svizzera
Australia
Brasile
Bulgaria
Canada
Croazia
Danimarca
Filippine
Hong Kong
India
Indonesia
Islanda m
Israele
Malaysia
Messico

Xetra Dax

A

-1,89
10,82
In.Anno

America Settentrionale
17791,17
2084,43
5029,97
6205,66
559,37
8375,86
4432,92
476,73
14756,05
859,33

-0,60
-0,46
-0,42
-0,51
-0,21
-0,49
-0,47
-0,81
0,10
0,19

-0,18
1,24
6,21
-4,14
-9,50
-8,36
4,64
-2,00
0,84
0,52

11228,76
44396,54
53137,53

-1,19
-0,66
-0,39

30,89
2,90
6,26

51297,88

-1,02

3,07

8042,05
26673,66
26861,81
5062,99

0,74
0,94
-1,53
-2,00

-2,91
-3,00
13,80
56,52

America Latina

Africa
Johannesburg All Share

Asia
Mumbai Nifty
Sensitive
Hong Kong Hang Seng
Shanghai Composite

B
variaz. %
var. % ann.

variaz. %
var. % ann.

Usd
Jpy
Gbp
Chf
Aud
Brl
Bgn
Cad
Hrk
Dkk
Php
Hkd
Inr
Idr
Isk
Ils
Myr
Mxn

var. % ann.

-0,79
-0,79
Var.%
-0,45
Var.%
-0,59
Var.%
-1,47
Var.%
-0,77

MAGI - INDICI GAS ITALIA Dati al 15.06.2015

Rilevazione Mensile
mag-15
giu-15 lug-15**
22,79
22,22
21,95
MAGI ¤/MWh
Rilevazione Trimestrale
Q1-15
Q2-15
Q3-15**
MAGI-Q ¤/MWh
26,57
22,76
22,08
Per ulteriori dettagli www.magindex.org, www.albasoluzioni.com, www.itec.refe.com , www.tfsbrokers.com. * Media incrementale.

B
variaz. %
var. % ann.

FTSE All Share
23808,59

-2,45
1,33

Indici
Singapore Straits Tim.
Taipei Taiwan Weighted
Tokyo Nikkei 225
Nikkei 500
Topix

B
variaz. %

var. % ann.

DJ EStoxx
-1,79
6,89
Var.%

In.Anno

-0,94
-0,46
-0,09
0,03
0,03

-1,27
-0,51
16,83
19,00
17,36

5541,52

-0,19

2,84

50873,94
979,46
1770,17
1338,65

0,32
0,27
-0,52
-0,68

5,20
2,42
3,54
4,93

355,69
3438,07
3298,34
383,02
1650,44
3035,22
472,89
738,25
1496,91

-1,79
-1,85
-1,56
-1,63
-1,56
-1,55
-1,02
-4,68
-1,11

11,27
9,27
9,80
11,82
5,19
10,07
11,41
-10,64
8,34

Mondo
MSCI em.mk free loc. #
MSCI em.mk free Usd #
MSCI world Usd #
MSCI world val. loc. #

Europa
D.J. EuroStoxx
D.J. EuroStoxx (50)
D.J. Stoxx (50)
D.J. Stoxx (600)
D.J. Stoxx Sel. Div. 30
FTSE EuroTop (100)
Amsterdam Amst. Exch.
Atene Athens General
MSCI Europe #

-0,54
-0,42
-0,24
-0,22
-0,74
-0,70

-0,89
-0,73
-0,19
-0,19
-0,74
-0,68

-1,19
-1,04
-0,14
-0,14
-1,09
-1,05

-1,39
-0,02
-0,05
-0,08
-1,23
-1,19

-1,53
-1,37
0,04
-0,01
-1,32
-1,29

7a 10a
-1,64
-1,54
0,20
0,13
-1,15
-1,33

-1,52
-1,50
0,32
0,24
-1,20
-1,24

-0,27
-0,27
-0,38
-0,27

-0,24
-0,24
-0,18
-0,26

-0,24
-0,24
-0,22
-0,26

-0,17
-0,17
-0,19
-0,27

-0,10
-0,12
-0,14
-0,25

4a

5a

0,03
0,03
-0,02
-0,20

0,17
0,19
0,09
-0,15

7a 10a
0,47
0,49
0,33
-0,06

0,85
0,89
0,64
0,11

Irs 6M/10Y

B

1,16

-0,47
-24,72

variaz. %
var. % ann.

Valute

Irs 6M/20Y
1,59

-0,63
-28,41

B
variaz. %
var. % ann.

Dati al
15.06

Var.%
giorn

Iniz
anno

N. Zelanda

Nzd

1,6053

-0,187

3,40

Norvegia

Nok

8,7120

0,196

-3,65

Polonia

Pln

4,1573

0,183

-2,71

Rep. Ceca

Czk

27,2790

-0,077

-1,64

Rep.Pop.Cina

Cny

6,9653

-0,003

-7,57

Romania

Ron

4,4880

0,317

0,12

Russia

Rub

61,5060

-0,492

-14,97

Singapore

Sgd

1,5107

-0,126

-5,92

Sud Corea

Krw

1253,5000

0,161

-5,38

Sudafrica

Zar

13,9372

0,067

-0,70

Svezia

Sek

9,1780

-0,282

-2,29

Thailandia

Thb

37,8180

-0,005

-5,24

Turchia

Try

3,0738

0,846

8,54

Ungheria

Huf

313,3000

0,375

-0,71

m Corona islandese: l'ultima rilevazione BCE pari a 290,00 è
avvenuta il 3.12.2008; a partire da lunedì 2.11.2009 Banca
d'Italia ha ripreso la quotazione della valuta sulla base di
rilevazioni di mercato.

Cacao

L

3207,00

2,23
2,43

variaz. %
var. % ann.

Frumento

B

489,25

-2,97
-16,51

variaz. %
var. % ann.

Denaro
243,15
244,23
244,23
192,67
191,47
190,72
190,72
190,71
240,65
517,62
523,28
1067,83
1088,59
464,70
1009,57
607,71
1030,05
1244,04

Lettera
274,62
288,62
288,62
214,93
213,76
210,56
210,55
210,55
276,36
594,19
595,28
1153,42
1161,05
514,14
1093,97
666,82
1120,25
1368,68

A cura di Confinvest F.L.

variaz. %

15.06

-0,34
-0,26
-0,25
-0,19
-0,76
-0,59

Milano - 15.06 (º)
Sterlina v.c.
Sterlina n.c.
Sterlina post 74
Marengo italiano
Marengo svizzero
Marengo francese
Marengo belga
Marengo austriaco
20 marchi
10 $ liberty
10 $ indiano
20 $ liberty
20 $ St. Gaudens
4 ducati Austria
100 corone Austria
100 pesos Cile
Krugerrand (SA)
50 pesos Messico

var. % ann.

3322,44
9259,48
20387,79
1801,67
1651,92

-0,28
-0,39
-0,30
-0,39
-0,74
-0,75

MONETE D'ORO

B

355,69

Australia
Sydney All Ordinaries

L

var. % ann.

Costo termoelettrico
giu-15* lug-15** ago-15**
ITEC12/REF-E ¤/MWh
49,48
47,47
45,91
52,22
52,55
54,71
ITEC/REF-E ¤/MWh
58,01
59,00
61,80
ITECccgt/REF-E ¤/MWh
Per ulteriori dettagli http://itec/ref-online.it. * Valore consuntivo costruito da
REF-F su dati Platts. ** Valore forward calcolato da REF-E su dati di mercato.

104,24 5,22
109,15 0,92
104,59 4,01
98,54 1,11
98,33 1,86
98,89 1,31
98,61 10,86
98,12 9,96
87,51 1,18
72,55 2,85
92,60 8,07
94,12 10,19
95,46 9,88
99,19 10,81
98,27 8,60
97,33 8,91
93,38 9,06
100,26 0,73
100,68 2,04
100,69 2,99
100,52 3,78
101,37 0,06
100,12 0,45
101,11 1,15
109,11 0,43
123,14 1,51
107,19 0,57
106,68 0,72
97,11 0,81
100,07 0,81
96,77 1,69
68,38 3,34
66,16 3,31
110,68 0,83
63,01 19,22
66,18 3,31
110,32 2,05
112,59 1,79
109,78 3,01
103,50 1,14
113,75 3,69
100,35 2,91
100,86 0,30
86,92 2,64
113,71 4,32
125,77 3,31
99,06 0,95
111,35 3,23
102,61 3,92
97,47 3,16
100,20 4,08
100,05 1,90
100,22 1,85
105,58 3,45

Fonte Ufficio Studi de Il Sole 24Ore su dati Thomson-Reuters

variaz. %

INDICI ITEC / REF-E Dati al 12.06.2015

Alerion CP TF 15-22 6%
IT0005075533
Atlantia TF 12-18 3,625%
IT0004869985
B. Popolare 13-20 LT II
IT0004966823
B.Imi 10-17 TV
IT0004611932
B.Imi 15-22 Tf/Tv Usd
IT0005114365
Barclays 15-12-16 TV
IT0006709056
Bei 10-15 8%
XS0543366164
Bei 11-18 9,25% BondsD.Try XS0648456167
Bei 11-26 zc
DE0001345908
Bei 11-26 zc Usd
XS0070553820
Bei 12-19 6% Bonds
XS0848049838
Bei 13-17 7% Try
XS0956262033
Bei 13-19 8,5% Bonds
XS0995130712
Bei 14-17 10,5% Bonds due XS1014703851
Bei 14-21 8,25% Zar
XS1072624072
Bei 14-24 8,5% Zar
XS1110395933
Bei 15-26 8,125%
XS1167524922
Birs 12-17 0,875%
US459058CG66
Bnpp 15-23 Tf/Tv
XS1218967377
Bnpp 15-23 Tf/Tv Aud
XS1235187306
Bnpp 15-23 Tf/Tv Nzd
XS1235201735
Bonos 10-15 3,75%
ES00000123P9
Bonos 14-17 0,5%
ES00000126V0
Bonos 14-20 1,4%
ES00000126C0
Bund 12-22 1,75%
DE0001135473
Bund 12-44 2,50%
DE0001135481
Bund 13-23 1,5%
DE0001102317
Bund 14-24 1,5%
DE0001102358
Bund 15-25 0,50%
DE0001102374
CassaDP 15-22 tf/tv
IT0005090995
Centrobanca 99-19 tf/tv dw IT0001300992
Comit 97-27 zc
IT0000966017
Comit 98-28 zc
IT0001200390
Enel 12-18 4,875
IT0004794142
HellenicRep. 14-19 4,75% GR0114028534
Med.Lombardo 98-28 zc
IT0001205589
Med.Lombardo 99-19 3 tf/tv IT0001307286
Mediobanca 10-20 4,5% P.A. IT0004608797
Mediobanca 10-20 sub LowT.2IT0004645542
Mediobanca 12-16 4,45%
IT0004821499
Mediobanca 13-23 sub LowT.2IT0004917842
Mediobanca 14-19 Dollaro 3% IT0005056483
Oat 14-19 0,5%
FR0011993179
Rep. Irlanda 15-45 2%
IE00BV8C9186
Rep.Italy 03-33 5,375%Usd US465410BG26
Rep.Italy 06-23 6,875% D.Usd US465410AH18
Rep.Italy 99-19 Swap 30y
XS0100688190
Rep.Italy 99-29 Swap 30y
XS0098449456
Rep.Portogallo 06-37 4,10% PTOTE5OE0007
Rep.Portogallo 15-25 2,875% PTOTEKOE0011
Rep.Portogallo 15-45 4,10% PTOTEBOE0020
Ubi 09-19 Eurib. 6m m
IT0004497050
Ubi 09-19 Lower Tier Fix m IT0004457070
Ubi 12-19 6%
IT0004842370

Ieri
Una sett. fa
Un mese fa
Due mesi fa

B

-1,61
-1,62
In.Anno
0,06
In.Anno
-3,43
In.Anno
-8,68
In.Anno
-9,41

Prezzo Rend.
VWAP eff.%
15.06 lordo

Calcolati sui titoli benchmark dell'area Euro
Data
3m 6m 1a 2a 3a

-7,60
-4,61
-7,13
-12,57
-2,45
9,09

-1,55
-1,08
0,19
-6,80
-7,64
-6,17
-0,82
-3,40
-8,67
-0,68
-3,03

-2,92
-26,70

a ieri

Rendimenti per scadenze

-0,018
-0,173
-0,152
0,411
-0,646
1,192

0,297
0,139
-0,020
-0,081
-0,021
0,119
0,015
-0,107
-0,157
0,188
0,085

variaz. %

L

a un anno

Codice
ISIN

Titolo

Usa
un mese fa
Giappone
un mese fa
Regno Unito
un mese fa

var. % ann.

127,80

2
12

a ieri
a un anno

Calcolati sui titoli benchmark delle diverse aree valutarie
Paese
3 m 6 m 1a 2a 3a 4a 5a

variaz. %

Caffè Arabica

-2

Differenziali tra l'Euro e i principali Paesi

1,1218
138,5400
0,7234
1,0512
1,4466
3,5134
1,9558
1,3845
7,5755
7,4598
50,7350
8,6972
71,9831
14953,2100
148,8894
4,3107
4,2185
17,3273

B

Spread Bonos 10Y

L

Dati anagrafici e calcolo dei rendimenti a cura di Skipper Informatica

Iniz
anno

1660,50

-14
17

11-02
30-11
18-11
30-06
14-05
15-12s
23-11
20-07


21-10
31-07
25-07
21-12
13-09
17-09
21-12
17-10s
27-07t
03-09t
03-09t
31-10
31-10
31-01
04-07
04-07
15-05
15-05
15-02
20-06t
22-01


20-02
17-04

18-02
14-05
15-11
13-07
18-04
02-10
25-11
18-02
15-12s
27-09s
30-08
29-06
15-04
15-10
15-02
30-06s
13-09s
08-10s

Var.%
giorn

Alluminio Alloy
-2,41
-7,80

0,61
-67,65

3

Obbligazioni - MOT ed EuroMOT

Euribor 12m/360
0,164

Spread Treas. 10Y

Date
God.

Dati al
15.06

Total Return
3180,640
Excess Return
308,120
Reuters
15.06
Reuters
2395,280
Moody's
15.06
Moody
5346,030
LME Index
15.06
Lmex
2661,300
The Steel Index
15.06
IO62 CN Import
64,500
* Var % da ieri. ** Var % da inizio anno

10984,97

Var.%

B

RILEVAZIONI BCE

Mercati Azionari mondo

Buenos Aires Merval Idx
Città Messico Ipc Index
San Paolo Brsp Bovespa

-2,00
-84,97

Valute

A

New York Dow J. industr.
S&P 500
Nasdaq C.
Dow J. 65 stocks
Dow J. serv.
Dow J. trasp.
Nasdaq 100
S&P industr.
Toronto 300 Compos
Toronto Tse 60

0,049

Lett.

5760,5000

15.06

Euribor 6m/360

Den.

In.Anno
3,91
-0,88
In.Anno
-3,22
-0,94
-12,63
-11,26
-2,35
-1,68
12,87
-1,12
In.Anno
-3,89
-3,88
3,00
3,00
2,99
-7,83
0,47
In.Anno
3,91

a ieri

15-09s 15.9.2016
15-09s 15.9.2017
15-09s 15.9.2018
15-09s 15.9.2019
15-09s 15.9.2021
15-09s 15.9.2023
15-09s 15.9.2024
15-09s 15.9.2026
15-09s 15.9.2035
15-09s 15.9.2041

Buoni Tesoro Poliennali - Inflazione Eurostat

B

a un anno

Qtà
º
(mlg)
5199
1688
14988
1650
2736
5576
3575
1902
7083
5221
2894
2893
4765
5159
2628
9593
7256
22652
12668
12046
18388
23637
5130
7642
11554
5291
14656
4245
23178
4919
4167
19408
3507
3102

10734
12790
41927
19149
43903
6141
3551
3398
16670
7195
32898
2105
30154
2743
7258
83581
8494
13512
10370
95294

Tassi del 15.06
Scad.

Var.%
-0,05
-0,09
Var.%
-0,44
-1,33
-1,53
-2,14
0,47
0,11
-0,80
0,18
Var.%
-0,31
-0,31
-0,52
-0,52
0,48
-1,22
0,84
Var.%
-0,79

140
141
Rend.
eff.%
lordo
0,33
0,40
0,44
0,46
0,47
0,54
0,66
0,69
0,70
0,75
0,81
0,87
0,94
0,99
1,04
1,14
1,14
1,19
1,24
1,25
1,32
1,37
1,55
1,60
1,68
1,72
1,80
1,84
1,86
2,01
2,06
2,11
2,21
2,24
0,57
2,31
2,38
2,36
2,46
2,31
2,55
2,62
2,76
2,86
2,94
2,90
2,99
2,74
3,07
3,17
3,32
3,37
3,44
3,45
3,33

-2,17
-13,66

Indici

a ieri
a un anno

156

Prezzo
VWAP
15.06
105,940
108,101
101,344
108,349
110,092
106,960
100,216
109,878
98,699
108,037
111,377
108,940
111,782
112,745
105,542
101,472
112,722
99,394
114,595
113,657
97,071
113,201
111,979
112,037
112,029
117,814
102,197
119,884
96,779
123,396
123,487
117,352
118,845
151,354
165,750
117,265
111,394
101,246
121,962
92,892
118,271
145,389
139,160
120,916
127,178
107,321
138,146
85,652
136,524
126,485
110,877
127,205
126,581
124,267
98,947

Rame A/LME

INDICI BORSE

107
99

Spread Bund 10Y

Ced.
att.
4,00
4,75
1,15
4,75
5,25
3,50
0,75
4,50
0,25
3,50
4,50
3,50
4,25
4,50
2,50
1,50
4,25
1,05
4,50
4,25
0,70
4,00
3,75
3,75
3,75
4,75
2,15
5,00
1,35
5,50
5,50
4,50
4,75
9,00
8,50
4,50
3,75
2,50
5,00
1,50
4,50
7,25
6,50
4,75
5,25
3,50
6,00
1,65
5,75
5,00
4,00
5,00
5,00
4,75
3,25

IRS

15.06
1,663
1,491
15.06
222,550
374,690
293,540
390,080
793,570
141,870
591,210
148,210
15.06
100,270
201,970
122,270
246,280
58,340
114,060
164,750
15.06
434,480

B

120

Codice
ISIN
IT0004164775
IT0004793474
IT0005023459
IT0004820426
IT0003242747
IT0004867070
IT0005058463
IT0004273493
IT0005106049
IT0004907843
IT0004361041
IT0004957574
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IT0004423957
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IT0005030504
IT0004489610
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IT0004634132
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IT0005028003
IT0004759673
IT0005086886
IT0004801541
IT0004848831
IT0004898034
IT0004356843
IT0000366655
IT0000366721
IT0004953417
IT0005001547
IT0005045270
IT0004513641
IT0005090318
IT0004644735
IT0001086567
IT0001174611
IT0004889033
IT0001278511
IT0005024234
IT0001444378
IT0005094088
IT0003256820
IT0003535157
IT0003934657
IT0004286966
IT0004532559
IT0004923998
IT0005083057

Commodities

INDICI
NE Nomisma Energia
Benzina (self,¤/lit)
Gasolio (self,¤/lit)
CRB Index
Generale
Industriale
Cereali
Bestiame
Metalli Preziosi
Valuta
Energia 77
Tassi d'interesse
Bloomberg Commodity
Commodity
Commodity TR
Commodity Eur
Commodity EurTR
Energy
Industrial
Precious Metals
Goldman Sachs
Spot

Spread Bund 5Y

Titolo
Date Spread
god. Tipo ind.
01-08s 1.2.2017
01-11s 1.5.2017
15-11s 15.5.2017
01-12s 1.6.2017
01-08s 1.8.2017
01-11s 1.11.2017
15-07s 15.1.2018
01-08s 1.2.2018
15-11s 15.5.2018
01-12s 1.6.2018
01-08s 1.8.2018
01-12s 1.12.2018
01-08s 1.2.2019
01-09s 1.3.2019
01-11s 1.5.2019
01-08s 1.8.2019
01-09s 1.9.2019
01-12s 1.12.2019
01-08s 1.2.2020
01-09s 1.3.2020
01-11s 1.5.2020
01-09s 1.9.2020
01-09s 1.3.2021
01-11s 1.5.2021
01-08s 1.8.2021
01-09s 1.9.2021
15-12s 15.12.2021
01-09s 1.3.2022
15-10s 15.4.2022
01-09s 1.9.2022
01-11s 1.11.2022
01-11s 1.5.2023
01-08s 1.8.2023
01-11s 1.11.2023
22-06s 22.12.2023
01-09s 1.3.2024
01-09s 1.9.2024
01-12s 1.12.2024
01-09s 1.3.2025
01-12s 1.6.2025
01-09s 1.3.2026
01-11s 1.11.2026
01-11s 1.11.2027
01-09s 1.9.2028
01-11s 1.11.2029
01-09s 1.3.2030
01-11s 1.5.2031
01-09s 1.3.2032
01-08s 1.2.2033
01-08s 1.8.2034
01-08s 1.2.2037
01-08s 1.8.2039
01-09s 1.9.2040
01-09s 1.9.2044
01-09s 1.9.2046

138,5400

e-Mid/Atic (15/06/15)

Regno
Germania Francia
Unito

Totale
48,873
30,260

Eonia (15/06/15)

I 15 paesi al mondo con maggior ricchezza finanziaria, confronto tra il 2014 e il 2019. Dati in migliaia di miliardi di dollari americani

a ieri

1,154


Mag-16
7,142 13,749
Totale 129,514 118,725

— 15,941



B

a un anno

Dati al 31-05-2015 in Mld di º. Fonte: Ministero del Tesoro
Scad.
BoT
BTp BTpºi
CcT
CTz
D.Est.

LIQUIDITÀ (TASSO 360)

La mappa della ricchezza mondiale

64

TITOLI IN SCADENZA NEI PROSSIMI MESI

Certificati Tesoro zero coupon

Grandi patrimoni. In testa al ranking gli Usa, seguiti da Cina e Giappone - Italia nona

Indici e mercati in diretta su www.ilsole24ore.com/finanza

Shanghai C.
5062,99

-2,00
144,50

B
variaz. %
var. % ann.

Indici
Bruxelles Bel. 20 In.
Dublino Irish SE Idx
Francoforte Dax (Xetra)
Helsinki Omxh General
Madrid Ibex 35
Parigi Cac 40
Londra FTSE 100
Istanbul Ise-Nation. 100
Mosca Micex Comp. Idx
Zurigo Swiss Market In.

Indice VIX
15,42

11,90
26,60

L
variaz. %
var. % ann.

15.06

Var.%

In.Anno

3573,19
6168,25
10984,97
8267,32
10842,10
4815,36
6710,52
78951,38
1657,29
8924,67

-1,61
-0,67
-1,89
-1,40
-1,71
-1,75
-1,10
-1,96
0,31
-1,13

8,76
18,06
12,03
6,56
5,47
12,70
2,20
-7,90
18,67
-0,65

11847,00
12008,00

-0,89
-0,85

1,27
1,69

Indici Calcio
Il Sole 24 Ore Goal Idx
Premier Index

DATI AGGREGATI
Piazze

Totali

Rialzo

Ribasso

Invariati

Tokio

3585

1594

1623

368

Vol.mln
2135

Shanghai

1323

411

861

51

71171

New York

3197

1075

1983

139

732

Londra

1094

161

716

217

1123

Parigi

935

133

716

86

241

Francoforte

749

135

596

18

126

Sostienimi il mio lavoro scaricando da www.dasolo.info

38 Finanza & Mercati

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

CAMBI E TASSI

MATERIE PRIME

Energia. Emissioni di Co2 stabili nel 2014, ma per fermare il cambiamento climatico non basta

Elettricità, le rinnovabili
verso il sorpasso sul carbone
«King Coal» perderà lo scettro entro il 2030, prevede l’Aie
Sissi Bellomo

pKing Coal, il re Carbone, si av-

via ad essere detronizzato nel giro
di15anni,superatodallerinnovabilicomeprimafontedielettricità.La
previsione, dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), si fonda
sugli impegni governativi finora
assunti in vista della conferenza
Onu sul clima che si terrà a fine anno a Parigi e segnerebbe una svolta
storica, in grado di allentare ulteriormente il legame tra sviluppo
economico ed emissioni di anidride carbonica, che già inizia a mostrare segni di cedimento: l’anno
scorso, per la prima volta da almenoquarant’anni,ilivellidiCo2sono
rimastistabilimentreilPilmondiale cresceva ad un ritmo sostenuto.

La maggiore determinazione
mostrata da Paesi di tutto il mondo
nella lotta al cambiamento climatico, benché incoraggiante, non è
tuttavia sufficiente a metterci al riparo dal rischio di catastrofi meteorologiche: con le politiche attualmente programmate, avverte
l’Aie,latemperaturadelpianetasaliràdi2,6°Cafinesecolo,invecedei
2° C identificati come limite massimo negli accordi mondiali sottoscritti nel 2009 a Copenhagen.
Bisogna fare di più, esorta
l’agenziaOcsenelrapportospeciale «Energy and Climate Change»,
realizzato in preparazione del
Cop21.Traisuggerimenti,quellodi
accelerare le politiche a sostegno
dell’efficienza energetica e gli in-

vestimenti in energie rinnovabili,
in modo da portarli ad almeno 400
miliardi di $ l’anno entro il 2030 dal
livello - già importante - di 270 miliardi nel 2014. L’Aie insiste inoltre,
come di consueto, sulla necessità
dieliminareisussidiallefontifossili - che “premiano” in media con 115
$ ogni tonnellata di Co2 emessa,
contro un onere di appena 7 $ sopportato nei Paesi dove esistono
forme di carbon pricing - ed esorta
a bandire la costruzione di nuove
centrali a carbone: un’idea che darebbe un’ulteriore spallata al combustibile, già oggetto di una feroce
campagna per il disinvestimento
in Occidente, ma che rappresenta
tuttora una fonte chiave di energia
in molti Paesi, soprattutto (ma non

solo) emergenti. Secondo l’Aie, a
ncheseentroil2030laquotadielettricità da rinnovabili salirà dal 22 al
32%, raggiungendo il carbone (oggi al 41%), la diffusione degli impianti più inquinanti diminuirà solo «leggermente» e nel mix energetico complessivo le fonti fossili
la faranno ancora da padrone, con
il 75% contro l’attuale 80 per cento.
Certo, la consapevolezza dei rischi sta crescendo rapidamente. E
se si arrivasse a pensare che anche
le operazioni già esistenti relative
alle fonti fossili potrebbero essere
fermate, avverte l’Aie,«questo già
oggi avrebbe un profondo effetto
sugli investimenti».

@SissiBellomo
© RIPRODUZIONE RISERVATA

RILEVAZIONI BANCA D'ITALIA
15.06
Africa
Algeria dinaro
Angola new kwanza
Botswana pula
Burundi franc.
C. Avorio fran. cfa
Capo Verde esc.
Comore franc.
Egitto sterl. com.
Eritrea nakfa
Etiopia bir
Gambia dalasi
Ghana cedi
Gibuti franco
Guinea franco
Kenya scellino
Lesotho loti
Liberia $
Libia dinaro
Madagascar ariary
Malawi kwacha
Marocco dirham
Mauritania ougulya
Mauritius rupia
Mozambico metical
Namibia $
Nigeria naira
Rep. Congo franco
Rwanda franco
Sant'Elena sterlina
Sao Tome dobra
Seychelles rupia
Sierra Leone leone
Somalia scellino
Sudan sterlina
Swaziland lilageni
Tanzania scellino
Togo franco
Tunisia dinaro
Uganda scellino
Zambia kwacha
Zimbabwe $

¤ % in.an.
110,2006
132,6797
11,1702
1775,5254
655,9570
110,2650
491,9678
8,5530
17,0039
23,1365
44,2326
4,6683
199,3674
8191,6961
109,1302
13,9372
94,7921
1,5445
2665,0208
490,2617
10,8622
363,7324
39,4713
40,9569
13,9372
223,1821
1034,9832
800,3472
0,7234
24500,0000
14,7053
4663,8838
791,4299
6,6996
13,9372
2479,1780
655,9570
2,1842
3565,2907
6,8454


Alluminio ai minimi da 16 mesi
Gianni Mattarelli

pDopo le vendite dei giorni scor-

si, l’alluminio - nella generale debolezza del Lme - ha riaperto la settimana con un ulteriore brusco calo,
fino a 1.701,50 $/tonnellata (base tre
mesi), il minimo da febbraio dell’anno scorso. A deprimere gli
umori è anche l’incessante calo dei
premi, ossia dei sovrappiù sulla
quotazione Lme per ottenere alluminio raffinato. Nel Midwest Usa
questisonoscesia8,75centsperlibbra (pari a 193 $/tonn) e secondo un
sondaggio Bloomberg tra sette importantioperatoripotrebberocalare di una altro 15 %, portandosi a 7,25
USc/lb (160 $/tonn). Di questo avviso è anche la Harbor Intelligence

di Austin (Texas), che nota come il
premio abbia impiegato 47 mesi
per salire da 6,5 a oltre 25 cents (da
143 a oltre 550 $), ma solo quattro
mesi per scendere ai valori di oggi.
Il collasso dei premi è stato globale, tanto che tra i convenuti al recente 8° Harbor Aluminium Summit di Chicago è largamente prevalsal’opinionecheipreminontorneranno molto presto a valori
elevati, data l’ampia disponibilità
mondiale di alluminio. Dopo la discesa a 110–130 $ Cif Shanghai, Singapore,CoreaeMalaysiaea165-180
$ dazio pagato in Nord Europa, la
pressione ribassista sui premi sembra tuttavia essersi allentata, perché la curva dei prezzi a termine è

tornata in forte contango, con la
quotazione a tre mesi superiore fino a 39 $ rispetto a quella a contanti.
Per molti commercianti che
stanno tenendo alte giacenze in situazione di prezzi calanti è una benedizione: è di nuovo possibile finanziarsi ai tassi correnti vendendoaterminesulLmeatassimaggiori, per poi ripetere l’operazione alla
scadenza e questo sta contribuendo a frenare la frenesia che stava
prendendo i venditori, spinti a liberarsi di partite in un contesto di
prezzi e premi calanti. Il contango
non può tuttavia essere visto come
la panacea della situazione: con le
giacenze globali di alluminio raffinato che secondo stime Macquarie

sonoaumentatedi1,4milioniditonnellate negli ultimi sei mesi, ci sarebbe più alluminio di prima da finanziare, per cui potrebbero riapparire come in passato delle frequenti tensioni tecniche.
Dopo l’ultimo calo di prezzo ci si
chiede se le esportazioni cinesi di
semilavorati in alluminio possano
diminuire. Gli analisti della stessa
Macquarie non escludono la possibilitàdiuncalociclico,malelorostime sono per un aumento del 20%
annuo nel 2015, mentre in Cina persiste il potenziale scenario di un taglio al 15 % della tassa sull’esportazionedialluminioprimario,chepotrebbe avere l’effetto di spingere i
premi in Asia verso lo zero, con la
quotazione Lme a rischio di scendere sotto 1.500 $. Al di là di questa
ipotesi ribassista, la banca australianamantieneperòunaprevisione
di prezzo medio di 1.907 $ per il 2015
e di 1.950 $ per il 2016.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

$

3,37
6,24
-3,27
-6,74



-1,52
-6,83
-5,68
-19,09
20,16
-7,60
-6,65
-0,84
-0,70
-5,36
6,23
-8,36
-14,09
-1,08
-4,41
2,44
6,55
-0,70
-0,23
-7,53
-5,12
-7,13

-13,72
-8,82
-7,87
-7,60
-0,70
17,83

-3,34
5,97



OPZIONI

America
Antille Oland. fiorino
Argentina peso
Aruba fiorino
Bahamas $
Barbados $
Belize $
Bermuda $
Bolivia boliviano
Cayman $
Cile peso
Colombia peso
Costarica colon
Cuba peso
Dominicana R. peso
El Salvador colon
Falkland pound
Giamaica $
Guatemala quetzal
Guyana $
Haiti gourde
Honduras lempira
Nicaragua cordoba
Panama balboa
Paraguay guar.
Perù sol
St.Kitts & Nevis $
Suriname $
Trinidad $
Uruguay peso
Venezuela bolivar
Asia
Afghanistan afghni
Arabia S. rial
Armenia dram
Azerbaidjian manat
Bahrain dinaro
Bangladesh taka
Birmania kyat
Brunei $
Buthan ngultrum
Cambogia riel

98,2355
118,2739
0,1004
1582,7469
584,7361
98,2929
438,5521
7,6244
15,1577
20,6244
39,4300
4,1614
177,7210
7302,2786
97,2814
12,4240
84,5000
1,3768
2101,4200
437,0313
9,6829
324,2400
35,1857
36,5100
12,4240
198,9500
922,6094
713,4491
1,5507
21839,9002
13,1087
4157,5003
705,5000
5,9722
12,4240
2210,0000
584,7361
1,9470
3178,1875
5,2431


2,0080
10,1429
2,0080
1,1218
2,2436
2,2531
1,1218
7,7516
0,9311
709,8212
2845,4457
600,4364
1,1218
50,2764
9,8158
0,7234
130,1817
8,5906
232,4482
55,3101
24,5105
30,5076
1,1218
5747,4413
3,5393
3,0289
4,1851
7,1093
30,0609
7,0585

-7,60
-1,29
-7,60
-7,60
-7,60
-7,33
-7,60
-7,60
-7,04
-3,73
-1,62
-8,43
-7,60
-6,32
-7,60
-7,13
-6,21
-6,88
-7,60
-2,81
-3,96
-5,53
-7,60
2,27
-2,57
-7,60
-1,99
-8,18
1,60
-7,60

1,7900
9,0416
1,7900
1,0000
2,0000
2,0085
1,0000
6,9100
0,8300
632,7520
2536,5000
535,2438
1,0000
44,8176
8,7500
1,5507
116,0472
7,6579
207,2100
49,3048
21,8493
27,1952
1,0000
5123,4100
3,1550
2,7000
3,3000
6,3374
26,7970
6,2921

67,8801 -4,13
4,2071 -7,69
533,6605 -7,36
1,1779 23,67
0,4218 -7,60
87,2200 -7,80
1244,3006 -0,54
1,5107 -5,92
71,9831 -6,17
4569,1103 -7,65

60,5100
3,7503
475,7181
1,0500
0,3760
77,7500
1109,2000
1,3467
64,1675
4073,0168

Corea Del Nord won
Georgia lari
Giordania dinaro
Irak dinaro
Iran rial
Kazakistan tenge
Kirghizistan som
Kuwait dinaro
Laos kip
Libano sterlina
Macao pataca
Maldive rufiyaa
Mongolia tugrik
Nepal rupia
Oman rial
Pakistan rupia
Qatar rial
Siria sterlina
Sri Lanka rupia
Tagikistan somoni
Taiwan $
Turkmenistan N.man.
U.A.E. dirham
Uzbekistan sum
Vietnam dong
Yemen rial
Europa
Albania lek
Bielorussia rublo
Bosnia Erz. marco
Gibilterra pound
Macedonia denar
Moldavia leu
Serbia dinaro
Ucraina hryvnia
Oceania
Fiji $
I. Tonga pa anga
Papua Guinea kina
Polinesia Fr. franco
Samoa tala
Solomon $
Vanuatu vatu

2,4680 -7,60
2,5101 9,85
0,7954 -7,60
1306,8970 -7,60
32633,1620 -0,96
208,7782 -5,73
67,1642 -6,11
0,3391 -4,65
9101,1634 -7,37
1691,1135 -7,60
8,9580 -7,66
17,2757 -7,60
2100,1554 -8,40
110,2617 -7,60
0,4313 -7,69
114,1030 -6,59
4,0834 -7,65
243,8793 11,42
150,4811 -5,56
7,0227 8,98
34,7011 -9,66
3,9263 13,47
4,1181 -7,65
2854,0237 -2,96
24455,7801 -5,84
241,0636 -7,60

2,2000
2,2376
0,7090
1165,0000
29090,0000
186,1100
59,8718
0,3023
8113,0000
1507,5000
7,9854
15,4000
1872,1300
98,2900
0,3845
101,7142
3,6400
217,4000
134,1425
6,2602
30,9334
3,5000
3,6710
2544,1467
21800,4815
214,8900

140,7859 0,49
17214,0210 19,15
1,9558

0,7234 -7,13
61,6162 0,31
20,2792 6,97
120,3695 -0,62
24,3431 26,75

125,5000
15345,0000
1,7435
1,5507
54,9262
18,0774
107,3003
21,7000

2,3311
2,2658
3,0609
119,3317
2,8559
8,7915
118,2461

-3,44
-2,42
-2,81

-3,44
-5,14
-4,26

Euro
Stati Uniti
Giappone
Gr. Bretagna
Danimarca
Canada
Svizzera
Norvegia
Svezia
Australia
N. Zelanda
Rep. Ceca

Usd

¤

(¤)
(Usd)
(Jpy)
(Gbp)
(Dkk)
(Cad)
(Chf)
(Nok)
(Sek)
(Aud)
(Nzd)
(Czk)

1,1218
1,0000
0,8097
1,5507
1,5038
0,8103
1,0672
1,2876
1,2223
0,7755
0,6988
4,1123

1,0000
0,8914
0,7218
1,3824
1,3405
0,7223
0,9513
1,1478
1,0896
0,6913
0,6229
3,6658

Jpy

138,5400
123,4979
100,0000
191,5123
185,7154
100,0650
131,7922
159,0220
150,9479
95,7694
86,3016
507,8632

Gbp

Dkr

0,7234
0,6449
0,5222
1,0000
0,9697
0,5225
0,6882
0,8303
0,7882
0,5001
0,4506
2,6519

Cad

7,4598
6,6498
5,3846
10,3121
10,0000
5,3881
7,0965
8,5627
8,1279
5,1568
4,6470
27,3463

Chf

1,3845
1,2342
0,9994
1,9139
1,8559
1,0000
1,3171
1,5892
1,5085
0,9571
0,8625
5,0753

Nok

1,0512
0,9371
0,7588
1,4531
1,4092
0,7593
1,0000
1,2066
1,1453
0,7267
0,6548
3,8535

8,7120
7,7661
6,2884
12,0431
11,6786
6,2925
8,2877
10,0000
9,4923
6,0224
5,4270
31,9367

Sek

Aud

9,1780
8,1815
6,6248
12,6873
12,3033
6,6291
8,7310
10,5349
10,0000
6,3445
5,7173
33,6449

Base

Volatil.

Call¤

Put¤

1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
12 mesi

1,1237
1,1247
1,1247
1,1247
1,1247

14,2500
13,3000
12,4000
11,6000
10,8500

0,0183
0,0240
0,0279
0,0368
0,0484

0,0183
0,0240
0,0279
0,0367
0,0483

13,0000
12,5100
12,0800
11,6500
11,1500

2,0300
2,7300
3,2700
4,3600
5,5800

2,1000
2,8400
3,4300
4,7500
6,7400

9,0000
8,9000
8,7000
8,9300
9,1500

1,2400
1,7100
2,0800
2,9300
3,9800

1,3000
1,8100
2,2200
3,2800
5,0200

Opzioni ¤/Usd

Opzioni ¤/Jpy
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
12 mesi
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
12 mesi

Libor
Usd

¤ 365

Jpy

Gbp

Euro

Czk

Media mobile
A tasso fisso:
Indicizzati:

Cibor
Dkr

Nibor
Nok

Stibor
Skr

Pribor
Czk

Wibor
Pln


-0,36500
-0,26500
-0,23000
-0,18500
0,03000
0,29750


1,41000
1,37000
1,36000
1,40000
1,40000



-0,27300
-0,26700
-0,25000
-0,21800
-0,15500


0,15000
0,16000
0,22000
0,24000
0,31000
0,39000
0,48000

1,57000
1,61000
1,65000

1,71000
1,78000
1,81000

Chf

RENDIMENTI MEDIOBANCA

Indicizzati:

Fra
Scad. Den. Lett.

0,02
— -0,10
-0,10
— -0,10
-0,10
— -0,10
— 0,09 -0,10
0,08 0,24 -0,10


-0,10
-0,10
-0,10
-0,10

3x6
6x9
9x12
6x12
12x18

0,02
0,02
0,07
0,12
0,18

0,04
0,04
0,10
0,17
0,21

Usd
0,32
0,37
0,40
0,47
0,88

0,42
0,47
0,50
0,64
0,98

0,12
0,13
0,13
0,20
0,36

0,14
0,15
0,14
0,23
0,39

3x6
6x9
9x12
6x12
12x18

0,42
0,61
0,80
0,78
1,21

0,46
0,65
0,84
0,83
1,25

-0,15
-0,19
-0,09
-0,04
-0,02

0,11
0,06
0,21
0,16
0,18

0,05
0,06
0,05
0,05
0,05

0,08
0,08
0,08
0,07
0,07

3x6
6x9
9x12
6x12
12x18

0,09
0,09
0,09
0,12
0,14

0,10
0,10
0,11
0,14
0,15

Jpy
1M
2M
3M
6M
12 M

TASSI BCE

O/N
-0,17857 -0,18105 0,12350 0,03714 0,48063 -0,77400
1w
-0,15571 -0,15787 0,14770 0,04857 0,48738 -0,80600
1m
-0,07071 -0,07169 0,18525 0,05643 0,50663 -0,81700
2m
-0,04071 -0,04128 0,23475 0,08643 0,53638 -0,79800
3m
-0,01071 -0,01086 0,28325 0,09857 0,57125 -0,77700
6m
0,05714 0,05793 0,44985 0,13500 0,72063 -0,70360
12m
0,17429 0,17671 0,79185 0,25114 1,00400 -0,59260
I dati del Cibor e Stibor sono relativi alla giornata precedente (Fonte:Nasdaq OMX)

Titoli di Stato
e Obblig. (Mot)
Media settimanale
A tasso fisso:

Depo
Ois
Den. Lett. Den. Lett.

Scad.

TASSI INTERBANCARI
¤

123,3500
123,3500
123,3500
123,3500
123,3500

DEPO, OIS E FRA

1M
2M
3M
6M
12 M

1,6053 27,2790
1,4310 24,3172
1,1587 19,6903
2,2191 37,7094
2,1519 36,5680
1,1595 19,7031
1,5271 25,9503
1,8426 31,3120
1,7491 29,7222
1,1097 18,8573
1,0000 16,9931
5,8847 100,0000

138,6100
138,6100
138,6100
138,6100
138,6100

Opzioni Usd/Jpy

1M
2M
3M
6M
12 M

Nzd

1,4466
1,2895
1,0442
1,9997
1,9392
1,0449
1,3761
1,6605
1,5762
1,0000
0,9011
5,3030

Scadenza

0,4812
0,4951
0,3665
106,3752
2,5458
0,1276
105,4075

CAMBI - CROSS RATES - RILEVAZIONI BCE

15.06.15
Scadenze

Non ferrosi. Crollano i premi, le scorte stanno risalendo

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/indicienumeri

Operazioni

Operazioni su iniziativa controparti
Tasso di rifin. marginale
0,30
Tasso di deposito
-0,20
Operazioni di mercato aperto
Pronti/termine settimanale 7gg 0,05
7gg 0,05
Main Refinancing Fix Rate
0,05
Pronti/termine mensile 91gg 0,00
91gg 0,00
91gg 0,00

CITI FIXED INCOME INDICES

Durata residua (anni)
3-5
5-7
Oltre 7

Settim.

Media
Settim.

12.06.15
05.06.15
12.06.15
05.06.15

3,199
3,140
1,596
2,014

3,996
4,415
1,270
4,022

2,174
1,999
2,232
2,377

3,049
2,882
1,356
1,258

12.06.15
05.06.15
12.06.15
05.06.15

2,919
2,857
2,006
2,042

4,025
4,002
3,159
3,252

1,789
1,754
2,121
2,091

2,610
2,549
1,409
1,456

Indice
WGBI European
EGBI
EGBI 1-3 Yrs
EGBI 3-7 Yrs
EGBI 7-10 Yrs
Eurobig

Rendimenti odierni: fisso 3,143; indicizz. 1,546

¤ giorn.
543,32 0,51
218,36 0,51
170,29 -0,04
209,17 0,09
238,36 0,60
217,77 0,47

mese
-1,25
-2,16
-0,14
-0,98
-2,35
-1,74

¤
Data
oper. mld
10.09.14
10.09.14
10.06.15
03.06.15
10.09.14
28.05.15
30.04.15
26.03.15

90
93
40
25
19

MUTUI PUBBLICI
(Tasso massimo da applicare su mutui a carico degli
Enti locali)
Scadenza
T. fisso(*)
T. variabile

Var%

Chiusura

Durata tasso

in.an.
2,98
-1,42
0,22
-0,61
-2,40
-1,17

Rend.
1,06
0,74
-0,06
0,39
0,95
0,70

Prezzo Preced.

Merce

Dur.
7,19
7,19
1,91
4,49
7,51
6,41

fino a 10 anni
fino a 15 anni
fino a 20 anni
fino a 25 anni
oltre 25 anni

IRS 7yrs+1,60%
IRS 10yrs+2,15%
IRS 12yrs+2,25%
IRS 15yrs+2,65%
IRS 20yrs+2,35%

Euribor 6m+1,60
Euribor 6m+2,15
Euribor 6m+2,20
Euribor 6m+2,60
Euribor 6m+2,40

(*) Per IRS si intende il tasso lettera verso Euribor
a 6 mesi fissato a Francoforte alle h.11,00 del
giorno precedente alla stipula del contratto.

COMMODITIES
Merce

Mercato Mese Data

Energia e Combustibili
Brent Dated(Usd/bbl)
Brent Crude Oil(Usd/bbl)
Carbon Emiss(Euc/t)
Etanolo Mais(Usd/gal)
Gas Oil(Usd/t)
Gasoline Rbob(Usd/gal)
Heating Oil(Usd/gal)
Nafta(Usd/t)
Natural Gas(Usc/mbtu)
WTI Cushing(Usd/bbl)
WTI(Usd/bbl)

ICE Spot 15.06
IPE Lug 15.06
IPE Ago 15.06
IPE Set 15.06
ICE Ago 15.06
ICE Set 15.06
NYMEX Lug 15.06
NYMEX Ago 15.06
NYMEX Set 15.06
IPE Lug 15.06
IPE Ago 15.06
IPE Set 15.06
NYMEX Lug 15.06
NYMEX Lug 15.06
NWE Spot 15.06
NYMEX Lug 15.06
NYMEX Ago 15.06
CME Spot 15.06
NYMEX Lug 15.06
NYMEX Ago 15.06

LME - London Metal Exchange

62,83
63,87
64,64
65,27
7,61
7,62
1,48
1,47
1,46
585,25
587,75
591,00
2,12
1,89
539,30
2,75
2,78
59,91
59,96
60,40

Settl
Spot
3m
15m
Spot
3m
15m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
15m
Spot
3m
15m
Settl
Spot
3m
Spot
3m

15.06 150,00 150,00
15.06 150,00 150,00
15.06 165,00 165,00
15.06 205,00 205,00
15.06 150,00 150,00
15.06 165,00 165,00
15.06 205,00 205,00
15.06 1740,00 1780,00
15.06 1740,00 1780,00
15.06 1755,00 1800,00
15.06 1738,00 1783,00
15.06 1755,00 1800,00
15.06 1660,50 1701,50
15.06 1660,50 1701,50
15.06 1704,00 1741,50
15.06 1667,50 1705,50
15.06 1707,00 1743,00
15.06 12735,00 13065,00
15.06 12735,00 13065,00
15.06 12825,00 13125,00
15.06 12885,00 13065,00
15.06 12920,00 13100,00
15.06 1806,00 1831,00
15.06 1806,00 1831,00
15.06 1819,00 1848,00
15.06 1806,50 1843,50
15.06 1821,00 1856,00
15.06 5760,50 5888,50
15.06 5760,50 5888,50
15.06 5790,00 5904,00
15.06 5795,00 5872,50
15.06 5820,00 5890,00
15.06 14430,00 14900,00
15.06 14430,00 14900,00
15.06 14425,00 14905,00
15.06 14505,00 15000,00
15.06 14680,00 14830,00
15.06 14700,00 14850,00
15.06 14740,00 14895,00
15.06 2087,00 2104,00
15.06 2087,00 2104,00
15.06 2097,00 2115,00
15.06 2106,50 2118,50
15.06 2117,00 2129,00

ASSOM
NWE
NWE
ASSOM
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
PAR
NWE
NWE
NWE
NWE

Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot

15.06 7476,15 7626,92
22.04 8900,00 8900,00
04.03
8,10
8,10
15.06 7190,73 7344,45
03.03
0,70
0,70
03.03
0,75
0,75
22.04
14,50
14,50
24.04
2,15
2,15
24.04 250,00 250,00
22.04 1950,00 1950,00
22.04 1325,00 1325,00
22.04 525,00 525,00
15.06 16459,00 16475,00
25.03 2145,00 2145,00
24.04 950,00 950,00
24.04
19,80
19,80
24.04
8,15
8,15

Acciaio Bill Md 2ª(Usd/t)
Alluminio Alloy(Usd/t)
Alluminio Alloy 1ª(Usd/t)
Alluminio Alloy 2ª(Usd/t)
Alluminio HG(Usd/t)
Alluminio HG 1ª(Usd/t)
Alluminio HG 2ª(Usd/t)
Nickel(Usd/t)
Nickel 1ª(Usd/t)
Nickel 2ª(Usd/t)
Piombo(Usd/t)
Piombo 1ª(Usd/t)
Piombo 2ª(Usd/t)
Rame grado A(Usd/t)
Rame grado A 1ª(Usd/t)
Rame grado A 2ª(Usd/t)
Stagno HG(Usd/t)
Stagno HG 1ª(Usd/t)
Stagno HG 2ª(Usd/t)
Zinco SHG(Usd/t)
Zinco SHG 1ª(Usd/t)
Zinco SHG 2ª(Usd/t)
Alpacca Cu64Ni18(Eur/t)
Antimonio 99,65%(Usd/t)
Bismuto 99,99%(Usd/lb)
Bronzo Lega B6(Eur/t)
Cadmio 99,95%(Usd/lb)
Cadmio 99,99%(Usd/lb)
Cobalto catodi(Usd/lb)
Cromo Fe LoCarb(Usd/lb)
Gallio ling 99,9%(Usd/kg)
Germanio met(Usd/kg)
Germanio bioss.(Usd/kg)
Indio ling 99,97%(Usd/kg)
Iridio(Eur/kg)
Manganese 99,7%(Usd/t)
Manganese Ferro(Usd/t)
Molibdeno Ferro(Usd/kg)
Molibdeno Ossido(Usd/lb)

59,93
62,61
63,95
64,66
7,52
7,53
1,46
1,45
1,44
576,00
578,25
581,75
2,10
1,87
525,30
2,89
2,91
59,48
59,52
60,00

LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME

Acciaio Bill Md(Usd/t)
Acciaio Bill Md 1ª(Usd/t)

Altri metalli

Prezzo Preced.

Merce

Mercato Mese Data

Ottone base barra(Eur/t)
Ottone 63(Eur/t)
Ottone 67(Eur/t)
Rame(Usc/lb)
Rame catodi(Eur/t)
Rame coils(Gbp/q)
Rame elettrol(Eur/qle)
Rame filo 8mm(Gbp/q)
Rame merchant(Usc/lb)
Rame semilav.(Eur/t)
Rodio sp. 99,99%(Usd/oz)
Selenio 99,5%(Usd/lb)
Silicio blocchi(Usd/t)
Silicio Ferro(Usd/t)
Titanio Ferro(Usd/kg)
Titanio spugna(Usd/kg)
Tungsteno Ferro(Usd/kg)
Vanadio Ferro(Usd/kg)
Vanadio Pentoss.(Usd/lb)
Zinco elettrol.(Eur/t)

Metalli preziosi
Argento Spot(Usc/oz)
Argento(Usd/oz)

Oro Londra fixing(Usd/oz)
Oro AM(Eur/gr)
Oro PM(Eur/gr)
Oro(Usd/oz)
Palladio PM fix(Usd/oz)
Palladio(Eur/gr)
Palladio(Usd/oz)
Platino PM fix(Usd/oz)
Platino(Eur/gr)
Platino(Usd/oz)

ASSOM
ASSOM
ASSOM
COMEX
COMEX
COMEX
PAR
NWE
FFT
NWE
COMEX
ASSOM
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
PAR

Spot
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
12.06
15.06
12.06
15.06
29.05
04.03
07.04
24.04
25.03
07.04
24.04
25.03
16.03
15.06

4920,00
5017,98
5153,32
2,66
2,65
2,65
5343,00
434,77
537,50
435,42
275,45
6269,93
1060,00
24,00
2200,00
1280,00
5,60
9,70
33,75
20,70
4,20
2460,00

4920,00
5103,10
5242,78
2,70
2,68
2,68
5457,00
436,60
537,50
437,25
274,80
6395,10
1060,00
24,00
2200,00
1280,00
5,60
9,70
33,75
20,70
4,20
2460,00

LBMA
NYMEX
NYMEX
NYMEX
LBMA
ASORL
ASORL
NYMEX
NYMEX
NYMEX
LBMA
ASORL
NYMEX
NYMEX
NYMEX
LBMA
ASORL
NYMEX
NYMEX
NYMEX

Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

16,11
16,08
16,08
16,11
1181,40
34,07
34,14
35,04
1185,30
1185,80
734,00
22,09
734,10
733,60
733,85
1077,00
32,41
1088,30
1088,60
1088,90

15,91
15,82
15,83
15,85
1182,80
34,10
34,22
35,04
1178,80
1179,20
739,00
22,30
738,15
737,65
737,90
1095,00
33,03
1096,30
1096,80
1097,40

CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT

Lug
Set
Dec
Lug
Ago
Set
Lug
Set
Dec
Lug
Set
Dec
Lug
Ago
Set
Lug
Set
Nov
Lug
Ago
Set

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

252,25
259,50
266,50
313,20
304,60
299,80
489,25
495,25
509,75
348,25
352,75
363,50
32,69
32,74
32,80
9,78
10,04
10,31
937,75
920,75
907,75

255,50
262,50
267,25
317,40
307,60
302,00
503,75
510,50
524,75
353,00
358,75
369,50
33,14
33,16
33,20
9,68
9,95
10,21
940,00
921,50
907,50

NWE P1 15.06 717,50
NWE P1 11.06 1650,00
NWE P1 11.06 1540,00
NWE P1 11.06 1460,00
NWE P1 11.06 1600,00
NWE P1 15.06 397,00
MATIF Set 15.06 176,25
MATIF Dec 15.06 178,25
MATIF Mar 15.06 180,75
MATIF Ago 15.06 161,50
MATIF Nov 15.06 161,50
MATIF Gen 15.06 164,50
NWE P1 15.06 1125,00
ICE-CA Spot 12.06 500,20
NWE P1 15.06 750,00
NWE P2 15.06 722,00
NWE P1 15.06 905,00
NWE P2 15.06 840,00
NWE P1 15.06 1105,00

705,00
1650,00
1540,00
1460,00
1600,00
396,00
180,25
182,50
185,00
163,25
163,50
166,00
1130,00
503,60
760,00
750,00
910,00
840,00
1102,50

CBOT - Chicago Board of Trade
Avena(Usc/bu)

Farina di soia(Usd/t)
Frumento(Usc/bu)
Granoturco(Usc/bu)
Olio soia(Usc/lb)
Riso grezzo(Usc/cwt)
Semi di soia(Usc/bu)

Altri cereali, olii e semi oleosi
Copra Filippine(Usd/t)
Far. pesce Cile(Usd/t)
Far. pesce Danish(Usd/t)
Far. pesce Islanda(Usd/t)
Far. pesce Perù(Usd/t)
Farina di soia HP(Usd/t)
Frumento tenero(Eur/t)
Granoturco(Eur/t)
Olio Cocco Filipp.(Usd/t)
Olio colza canola(Cad/t)
Olio colza crude(Eur/t)
Olio girasole UE(Usd/t)
Olio lino(Usd/t)

Mercato Mese Data

Prezzo Preced.

NWE P1 15.06 660,00 667,50
NWE P2 15.06 660,00 670,00
NWE P1 15.06 900,00 915,00
NWE P1 15.06 1550,00 1550,00
NWE P1 15.06 700,00 690,00
NWE P2 15.06 695,00 695,00
NWE Spot 15.06 140,00 140,00
MATIF Ago 15.06 371,00 372,50
MATIF Nov 15.06 374,50 376,00
MATIF Feb 15.06 375,25 376,25
NWE P1 15.06 378,40 378,50

Olio palma crude(Usd/t)
Olio palmkernel(Usd/t)
Olio ricino(Usd/t)
Olio soia crude(Eur/t)
Olio tung crude(Usc/lb)
Semi di colza(Eur/t)
Semi soia Usa 2(Usd/t)

Coloniali

ICE-US Lug 15.06
ICE-US Set 15.06
ICE-US Dec 15.06
LIFFE Lug 15.06
LIFFE Set 15.06
LIFFE Nov 15.06
ICE-US Lug 15.06
ICE-US Set 15.06
ICE-US Dec 15.06
LIFFE Lug 15.06
LIFFE Set 15.06
LIFFE Dec 15.06
ICO Spot 15.06
ICCO Spot 15.06
ISA Spot 15.06
ICE-US Lug 15.06
ICE-US Set 15.06
ICE-US Nov 15.06
ICE-US Lug 15.06
ICE-US Ott 15.06
ICE-US Mar 15.06
LIFFE Ago 15.06
LIFFE Ott 15.06
LIFFE Dec 15.06

Caffè arabica(Usc/lb)
Caffè robusta(Usd/t)
Cacao(Usd/t)
Cacao(Gbp/t)
Ico caffè Comp(Usc/lb)
Icco cacao Index(Usd/t)
Isa zucch Index(Usc/lb)
Succo arancia(Usc/lb)
Zucchero grezz 11(Usc/lb)
Zucchero raffin(Usd/t)

Bestiame

Lug
Ago
Ott
Dec

15.06
15.06
15.06
15.06

77,20
75,48
65,88
63,00

78,05
76,73
67,35
NaN

ICE-US
ICE-US
ICE-US
ICE-US
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS

Lug
Ott
Dec
Mar
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot

15.06
15.06
15.06
15.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06

63,21
64,75
63,63
63,96
1382,00
1600,00
1578,00
1547,00
1521,00
1495,00
1478,00
1469,00
1426,00
1340,00
1599,00
1577,00
1554,00
1519,00
1496,00
1481,00
1466,00
1421,00
1356,00
1428,00

64,07
65,78
64,66
64,91
1382,00
1600,00
1578,00
1547,00
1521,00
1495,00
1478,00
1469,00
1426,00
1340,00
1599,00
1577,00
1554,00
1519,00
1496,00
1481,00
1466,00
1421,00
1356,00
1428,00

SICOM
SICOM
SICOM
TOCOM
TOCOM
TOCOM
MRE
MRE
MRE
MRE
MRE
SICOM
SICOM
SICOM
CME
CME
CME

Lug
Ago
Set
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Lug
Ago
Set
Lug
Set
Nov

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

183,50
182,90
183,00
216,30
217,30
219,60
205,85
193,70
159,80
157,10
156,55
159,00
157,90
157,00
296,40
299,80
297,00

184,90
184,00
185,00
219,00
220,10
222,50
206,50
194,30
162,25
159,50
158,95
159,30
158,20
157,40
296,10
297,80
296,00

Cotone e Lane autraliane

Northern Index(Auc/kgcl)
17,5 micron(Auc/kgcl)
18 micron(Auc/kgcl)
18,5 micron(Auc/kgcl)
19 micron(Auc/kgcl)
19,5 micron(Auc/kgcl)
20 micron(Auc/kgcl)
21 micron(Auc/kgcl)
22 micron(Auc/kgcl)
Southern Index(Auc/kgcl)
17,5 micron(Auc/kgcl)
18 micron(Auc/kgcl)
18,5 micron(Auc/kgcl)
19 micron(Auc/kgcl)
19,5 micron(Auc/kgcl)
20 micron(Auc/kgcl)
21 micron(Auc/kgcl)
22 micron(Auc/kgcl)
Eastern Index(Auc/kgcl)
Western Index(Auc/kgcl)

Varie industria

Gomma Rss 3(Usc/kg)
Gomma Rss 3(Usc/kg)
Gomma Smr CV(Usc/kg)
Gomma Smr L(Usc/kg)
Gomma Smr 5(Usc/kg)
Gomma Smr 10(Usc/kg)
Gomma Smr 20(Usc/kg)
Gomma Tsr 20(Usc/kg)
Legname d'opera(Usd/bft)

132,05
134,40
138,00
1722,00
1733,00
1752,00
3140,00
3145,00
3137,00
2102,00
2103,00
2087,00
124,16
3158,64
12,37
122,30
122,90
124,35
11,72
12,07
13,50
347,20
348,00
353,40

CME
CME
CME
CME

Suini macellati(Usc/lb)

Cotone(Usc/lb)

127,80
130,30
133,95
1755,00
1734,00
1750,00
3207,00
3198,00
3184,00
2137,00
2136,00
2113,00
125,21
3202,84
12,43
120,85
122,00
123,80
11,46
11,83
13,27
345,00
344,50
349,30

LEGENDA: Mercati: ASORL Associazione Orafa Lombarda. ASSOM Assomet. CBOT Chicago Board Of Trade. CME Chicago Mercantile Exchange. COMEX COmmodity Mercantile EXchange New York. CWB Canadian Wheat Board. FFT
Francoforte. ICE Inter Continental Exchange, -US United States, -EU EUrope, -CA Canada. ICO International Coffe Organization. ICCO International CoCoa Organization. ISA International Sugar Agreement. IPE International
Petroleum Exchange. LBMA London Bullion Market Association. LIFFE Euronext Londra. LME London Metal Exchange. MATIF Euronext Parigi. MRE Malaysian Rubber Exchange. NWE North West Europe (Rotterdam e Londra per i
Metalli). NYMEX New York Mercantile EXchange. PAR Parigi. PVE Productschappen Vee, vlees en Eieren, Utrecht. SICOM SIngapore COMmodity exchange. TOCOM TOkyo COMmodity exchange. W-AUS Wool Australia. Sigle: bbl
barile. bu bushel. cwt hundred weight. gal gallone. GBp Uk pence. gr grammo. kg chilo. kg cl kg clean - kilogram of clean yield. lb libbra. mbtu million british termal unit. oz oncia. ston short ton.

BORSE ESTERE
FRANCOFORTE
(¤)
Airbus Group
Allianz
Basf
Bayer
Bmw
Daimler
Deutsche Telek
SAP Se
Siemens
Volkswagen Pref.

HELSINKI

(¤)
Fortum
Kone Corp
Neste Oil
Nokia
Nordea Bank
Sampo Plc
Stora Enso R
Teliasonera
Upm-Kymmene Oy
Wartsila B

15.06
59,28
139,75
81,10
124,05
98,59
82,25
15,03
64,26
92,35
208,75

Prec.
60,46
142,50
82,20
127,35
99,92
84,15
15,40
65,41
94,21
213,40

Var %
-1,95
-1,93
-1,34
-2,59
-1,33
-2,26
-2,47
-1,76
-1,97
-2,18

15.06
16,60
37,06
21,78
6,22
11,38
41,18
8,88
5,26
15,45
41,09

Prec.
16,62
37,74
22,20
6,37
11,64
41,83
9,08
5,32
15,51
41,29

Var %
-0,12
-1,80
-1,89
-2,35
-2,23
-1,55
-2,20
-1,13
-0,39
-0,48

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/indicienumeri
LONDRA

(Pence GB)
Bhp Billiton
Bp
Brit Am Tobacc
Glaxosmithklin
Hsbc Holdings
Lloyds Bnk Grp
Royal Dtch Shl
Royal Dtch Shl
Unilever
Vodafone Group

15.06
Prec.
1352,50 1340,50
437,50 437,60
3434 3417,50
1360,50
1373
613 607,70
86,47
86,95
1895
1884
1900
1858
2845
2788
232,10 234,30

NEW YORK-NYSE
(Usd)
Berkshre Cl B
Exxon Mobil
General Elec Co
Johnson Johnson
Jpmorgan Chase
Oracle
Pfizer Inc
Procter & Gamble
Wal-Mart Stores
Wells Fargo & Co

15.06
139,40
83,72
27,21
97,49
67,99
43,72
34,04
78,12
71,93
56,98

Prec.
140,29
84,02
27,39
98,35
68,25
44,34
34,21
78,87
72,43
57,09

Var %
0,90
-0,02
0,48
-0,91
0,87
-0,56
0,58
2,26
2,04
-0,94
Var %
-0,63
-0,36
-0,66
-0,87
-0,38
-1,40
-0,50
-0,95
-0,69
-0,19

NEW YORK-Nasdaq 100
(Usd)
Amazon Com
Apple Inc
Comcast Corp
Comcast Corp A
Facebook
Gilead Sci
Google Inc
Google Inc
Intel Corp
Microsoft Cp

PARIGI

(¤)
Air Liquide
Airbus Group
Axa
Bnp Paribas
Danone
Gdf Suez
L Oreal
L.V.M.H.
Sanofi
Total

15.06
423,67
126,92
58,01
58,34
80,71
118,16
543
527,20
31,39
45,48

Prec.
429,92
127,17
57,82
58,26
81,53
117,66
547,47
532,33
31,32
45,97

Var %
-1,45
-0,20
0,33
0,14
-1,01
0,43
-0,82
-0,96
0,22
-1,08

15.06
112,75
59,29
22,09
53,96
60,34
16,89
163,20
159,85
87,10
43,88

Prec.
114,90
60,44
22,51
55,30
60,68
17,16
165,65
162,35
89,20
44,56

Var %
-1,87
-1,90
-1,89
-2,42
-0,56
-1,57
-1,48
-1,54
-2,35
-1,51

Nella sezione Indici e Numeri del nostro sito internet sono pubblicati i titoli sottostanti agli indici delle principali Borse estere

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SEUL

(Krw)
Amorepacific
Cheil Industries
Hynix Semicon
Hyundai Mobis
Hyundai Motor
Korea Elec Pow
Nhn
Samsung Electr
Samsung Life
Sk Telecom

SHANGHAI

(Cny)
Agri Bank Of C
Bank Of Comm
China Life
China Petroleum
Cn Ping An Insurance
Csr Corp
Icbc
Merchants Bank
Petrochina
Sinopec Corp

Borse chiuse: nessuna

15.06
378500
169000
46150
215000
136500
43800
627000
1270000
108000
256500

Prec.
382500
182000
46550
213000
136000
43500
601000
1277000
106500
257000

Var %
-1,05
-7,14
-0,86
0,94
0,37
0,69
4,33
-0,55
1,41
-0,19

15.06
3,88
8,75
35,62
7,71
86,99
23,97
5,33
19,52
12,61
7,71

Prec.
3,97
8,89
36,86
7,90
90,18
24,53
5,44
20,31
12,96
7,90

Var %
-2,27
-1,57
-3,36
-2,41
-3,54
-2,28
-2,02
-3,89
-2,70
-2,41

TOKIO

(Jpy)
Honda Motor
Japan Tobacco
Kddi
Mitsub Ufj Fg
Mizuho Financi
Nissan Motor C
Ntt
Ntt Docomo
Smfg
Toyota Motor C

ZURIGO

(Chf)
Abb Ltd
Cs Group Ag
Nestle Sa
Novartis
Richemont I
Roche Holding Ag
Swiss Re
Swisscom
Ubs Group
Zurich Fin

15.06
Prec.
4075
4102
4308,50
4348
2841
2858
889,50
890
263,40 262,70
1258
1265
8772
8703
2308 2311,50
5521
5523
8409
8394
15.06
20,98
25,67
69,20
93
77,10
263,70
83,75
523,50
20,04
287,10

Prec.
21,19
26,05
69,50
94,35
77,55
268,70
84,75
529
20,17
290,40

Var %
-0,66
-0,91
-0,59
-0,06
0,27
-0,55
0,79
-0,15
-0,04
0,18
Var %
-0,99
-1,46
-0,43
-1,43
-0,58
-1,86
-1,18
-1,04
-0,64
-1,14

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Risparmio gestito 39

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANE - LUSSEMBURGHESI STORICI
OIG Allianz Reddito Glob

12.06 18,288 -0,04

tel.015-4508235
FLE Alpi Soluzione Dinamica
OFL Alpi Soluzione Prudente

12.06
12.06

Alpi Fondi __________________________________

tel.0332-251411
AAE 8a+ Eiger
FLE 8a+ Gran Paradiso
FLE 8a+ Latemar

12.06
12.06
12.06

7,177 -0,60
5,270 0,17
6,129 -0,23

tel.800-893989
AAM AcomeA America A1
AAM AcomeA America A2
APA AcomeA Asia Pac. A2
APA AcomeA Asia Pacifico A1
OEB AcomeA Breve Term. A1
OEB AcomeA Breve Term. A2
FLE AcomeA Etf Attivo A1
FLE AcomeA Etf Attivo A2
OEM AcomeA Eurobb. A1
OEM AcomeA Eurobb. A2
AEU AcomeA Europa A1
AEU AcomeA Europa A2
AIN AcomeA Globale A1
AIN AcomeA Globale A2
AIT AcomeA Italia A1
AIT AcomeA Italia A2
MAE AcomeA Liquidita' A1
MAE AcomeA Liquidita' A2
AEM AcomeA Paesi Em. A1
AEM AcomeA Paesi Em. A2
FLE AcomeA Patr. Aggr. A2
FLE AcomeA Patr. Aggr.A1
FLE AcomeA Patr. Dinam.A1
FLE AcomeA Patr. Dinam.A2
FLE AcomeA Patr. Prud. A1
FLE AcomeA Patr. Prud. A2
OMI AcomeA Perform. A1
OMI AcomeA Perform. A2

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

19,195
19,956
5,785
5,583
14,973
15,184
5,089
5,262
17,686
17,965
15,151
15,684
12,977
13,610
23,556
24,427
8,958
8,958
7,298
7,591
4,289
4,116
5,467
5,625
6,292
6,473
22,146
22,600

-0,67
-0,67
0,26
0,25
-0,04
-0,04
-0,68
-0,66
-0,09
-0,09
-1,01
-1,01
-0,55
-0,56
-0,76
-0,76
-0,02
-0,03
-0,45
-0,45
-0,33
-0,34
-0,27
-0,27
-0,32
-0,31
-0,31
-0,30

tel.02-620808
FLE Alarico Re
FLE Fondo Antelao #
FLE Macro F.o.
OFL Ritorni Reali

12.06
12.06
12.06
12.06

4,996
5,462
4,540
6,653

-0,24
0,04
-0,09
0,05

tel.02-00651
FLE Amundi Accumulaz. Att. 2
FLE Amundi Accumulaz. Fles.
FLE Amundi Accumulaz. Fles.2
FLE Amundi Accumulaz. Fles.3
FLE Amundi Accumulazione Att.
AEU Amundi Azionario Europa #
OEC Amundi Corporate 3 anni m
OFL Amundi Div.Attiva 18
OFL Amundi Div.Attiva 18 4
OFL Amundi Div.Attiva 18 Due
OFL Amundi Div.Attiva 18 Tre
OFL Amundi Div.Attiva 19
OFL Amundi Div.Attiva 20
FLE Amundi Eu Brasile 2016
FLE Amundi Eu Bric 2017 m
FLE Amundi Eu BRICT Pr.17
FLE Amundi Eu Cr.Ar.Euro 19
FLE Amundi Eu Cr.Az 2017
FLE Amundi Eu Cr.Az II 2017
FLE Amundi Eu Cr.Cina 2017
FLE Amundi Eu Cr.Fin 2015
FLE Amundi Eu Cr.Fin 2017
FLE Amundi Eu Cr.Ita 2015
FLE Amundi Eu Cr.Ita 2018
FLE Amundi Eu Cr.Set.Imm17
FLE Amundi Eu Cr.Tai 2018
FLE Amundi Eu Cr.Val. 2017
FLE Amundi Eu Cr.Val. 2018
FLE Amundi Eu En.DpOp18 m
FLE Amundi Eu Eu Em.Rip.17 m
FLE Amundi Eu Italia DopOp19
FLE Amundi Eu Ma.In.DpOp18
FLE Amundi Eu Merc. Em. 18
FLE Amundi Eu Sv.Gr.Cina18
FLE Amundi Eu Sv.It-Fr-Sp18
FLE Amundi Eu Sv.Mat.Prime16 m
FLE Amundi Eu Svil. Russia18
FLE Amundi Eu Svil. USA 2016
FLE Amundi Eu Svil. USA 2018
FLE Amundi Eu Svil.Energia16
FLE Amundi Eu Svil.Germa18
FLE Amundi Eu Svil.Merc.Em17
FLE Amundi Eu Utilit.DopOp18
FLE Amundi Eureka Cina 2015
OEC Amundi Eureka Or 2015
FLE Amundi Eureka Sett.2016 G
FLE Amundi Flessibile #
OFL Amundi Meta 19 Prem. Due
OFL Amundi Meta 2018
OFL Amundi Meta 2018 Due
OFL Amundi Meta 2018 Premium
OFL Amundi Meta 2018 Quattro
OFL Amundi Meta 2018 Tre
OFL Amundi Meta 2019 Premium
OFL Amundi Meta Opp. 2017
OFL Amundi Meta Plus 19 AE
OFL Amundi Meta Plus 19 AE Due
OFL Amundi Meta Plus 19 AE Tre
OFL Amundi Meta Plus 19 Mer Sv
OFL Amundi Meta Plus 19 Usa
FLE Amundi Meta Plus 20 AE Usa
FLE Amundi Meta Plus 20 Mer Sv
FLE Amundi Meta Plus Din 20 AE
FLE Amundi Meta Plus Din 20 MS
FLE Amundi MetaPlusDin20AE Us
FLE Amundi Multiasset 2020
OEB Amundi Obbligaz. Br.Ter. C
BOB Amundi Obbligaz. Br.Ter. D
OAS Amundi Obbligaz. Ob.Ced.
OFL Amundi Oriz.19 Ced e Div
OFL Amundi Oriz.19 Ced e Div 2
BOB Amundi Oriz.20 Alpha Ita
BOB Amundi Oriz.20 Globale
BOB Amundi Oriz.20 Italia
BOB Amundi Oriz.20 Mer.Emer
BOB Amundi Oriz.20 PeM Imprese
BOB Amundi Oriz.20 Silver Age
BOB Amundi Oriz.Pl.20 Ris.Glo
FLE Amundi Oriz19 MarcGlLus
FLE Amundi Piu' #
OFL Amundi Traguardo 3%

ADVAM SGR S.p.A. ________________________

tel.06-68809919
FLE Agora 4 Invest
MAE Agora Cash
FLE Agora Dynamic
AAE Agora Equity
OEM Agora Income
FLE Agora Selection #
FLE Agora Valore Protetto
FLE Agoraflex Q m
FLE Agoraflex R

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

tel.800-337602
FLE Gestielle Absolute R
FLE Gestielle Best Sel.Eq 20 #
FLE Gestielle Best Sel.Eq.50
FLE Gestielle Best.Sel.Eq.20 E
OEB Gestielle BT Cedola Cl.A
OEB Gestielle BT Cedola Cl.B m
FLE Gestielle Ced. Best Sel.
FLE Gestielle Ced.Dual Brand
FLE Gestielle Ced.Em.Mkts.Op
FLE Gestielle Ced.EuroItalia
OFL Gestielle Ced.Fissa II A
OFL Gestielle Ced.Fissa II B m
FLE Gestielle Ced.For.Opp Usd
FLE Gestielle Ced.Ita.Opp
OMI Gestielle Ced.Multi Tar
OMI Gestielle Ced.Multi Tar2
FLE Gestielle Ced.MultiAss II
FLE Gestielle Ced.MultiAsset
OFL Gestielle Cedola Fissa
OFL Gestielle Cedola O.B.E.
OFL Gestielle Cedola Più
OMI Gestielle Cedola Più Ita
FLE Gestielle Dual Brand Eq30
OPE Gestielle Em Mkts Bo Cl.A
OPE Gestielle Em Mkts Bo Cl.B
OEM Gestielle MT Euro Cl.A
OEM Gestielle MT Euro Cl.B
FLE Gestielle Mult.A.R. Plus #
FLE Gestielle Mult.Ab.Ret #
FLE Gestielle Ob. America
FLE Gestielle Ob. Brasile
FLE Gestielle Ob. Cina
FLE Gestielle Ob. East Europe
FLE Gestielle Ob. Em. Mkt
FLE Gestielle Ob. Europa
FLE Gestielle Ob. India
FLE Gestielle Ob. Internaz.
FLE Gestielle Ob. Italia
FLE Gestielle Ob. Piu' P
FLE Gestielle Ob. Risp A
FLE Gestielle Ob. Risp B
OAS Gestielle Obbl. Corp. A
OAS Gestielle Obbl. Corp. B
OIG Gestielle Obbl. Intern. Cl.A
OIG Gestielle Obbl. Intern. Cl.B
FLE Volterra Absolute R
FLE Volterra Dinamico

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
05.06
05.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

5,196
5,863
5,293
4,503
5,510
4,190
6,959
7,548
7,273

15,889
5,872
5,494
5,868
6,098
6,200
5,000
5,184
4,935
5,955
5,283
5,463
5,011
4,961
5,322
5,167
5,142
5,064
5,579
5,224
5,510
5,537
5,314
13,026
13,944
16,716
17,357
5,976
5,621
10,498
4,038
11,607
13,584
15,666
8,465
5,861
21,652
14,023
5,725
8,355
8,573
9,872
10,224
7,235
7,677
6,136
6,011

-0,13
0,02
0,21
-0,79
-0,13
0,14
0,17
0,09
0,10

-0,28
-0,19
-0,42
-0,15
-0,03
-0,05

-0,52
-0,40
-0,17
-0,15
-0,15
-0,67
-0,46
-0,26
-0,37

-0,16
-0,14
-0,02
-0,11
-0,13
-0,51
0,13
0,13
-0,32
-0,32
-0,62
-0,55
-0,47
-0,17
-0,04
-0,34
-0,35
-0,56
-0,56
-0,52
-0,58
-0,12
-0,12
-0,12
-0,09
-0,10
-0,26
-0,26
-0,26
-0,25

tel.0230370513
FLE Alkimis Cap Ucits Acc.
FLE Alkimis Cap Ucits Coup.

12.06
12.06

tel.02-87047000
AIT Allianz Az. Ita. All Stars
AEM Allianz Az. Paesi Emer
AAM Allianz Azioni America
AEU Allianz Azioni Europa
APA Allianz Azioni Pacifico
FLE Allianz Global Strategy 15
FLE Allianz Global Strategy 30
FLE Allianz Global Strategy 70
MAE Allianz Liquidita' A
MAE Allianz Liquidita' B
BOB Allianz Multi20 #
BBI Allianz Multi50 #
AIN Allianz Multi90 #
AEU Allianz MultiEuropa #
OFL Allianz Obbligaz. Flessibile
OEM Allianz Reddito Euro

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

6,048 -0,07
5,193 -0,10

Allianz Global Investors __________________
5,949
12,179
23,970
27,722
7,554
5,939
5,964
36,179
5,717
5,935
7,486
6,732
5,893
10,096
17,306
40,067

12.06 5,089 0,14
12.06 5,003 0,16
12.06 4,868 0,19
12.06 4,995 -0,02
12.06 5,254 0,11
12.06 6,427 -0,66
09.06 86,133

12.06 5,443 -0,37
12.06 5,332 -0,34
12.06 5,422 -0,33
12.06 5,353 -0,35
12.06 5,229 -0,32
12.06 4,826 -0,29
09.06 3,393 -0,26
09.06 5,646 -1,50
12.06 5,990 0,57
12.06 6,196 0,13
12.06 6,166 0,03
12.06 6,702 0,03
12.06 6,202 0,68
09.06 5,726 -1,92
12.06 6,987 0,11
09.06 6,105 -1,85
12.06 6,745 -0,03
12.06 6,708 0,13
12.06 6,691 0,09
12.06 6,618 0,03
12.06 6,669 0,03
12.06 5,570 -0,25
09.06 5,102 -1,14
12.06 6,132

12.06 5,306 0,23
12.06 5,094 0,02
12.06 5,824 -0,19
12.06 6,542 -0,08
12.06 4,442 0,57
12.06 4,650 0,74
12.06 7,033 -0,14
12.06 6,451 0,12
12.06 5,100 -0,16
12.06 6,446 0,05
12.06 5,505 0,40
12.06 6,163 -0,58
09.06 5,988 -1,84
09.06 6,228 -0,16
09.06 5,262 -0,08
12.06 5,728 -0,37
09.06 5,274 -0,32
09.06 5,420 -0,20
09.06 5,303 -0,19
09.06 5,454 -0,24
09.06 5,457 -0,27
09.06 5,353 -0,21
09.06 5,540 -0,32
09.06 5,087 -0,10
09.06 5,824 -0,87
09.06 5,736 -0,83
09.06 5,434 -0,68
09.06 5,386 -0,48
09.06 5,655 -0,12
09.06 5,253 -0,66
09.06 5,245 -0,57
09.06 5,121 -0,81
09.06 5,002 -0,60
09.06 5,055 -0,67
12.06 4,997 -0,02
12.06 8,546 -0,19
12.06 5,046 -0,18
12.06 6,606 -0,21
09.06 5,522 -0,84
09.06 5,531 -0,84
09.06 5,306 -1,83
09.06 5,334 -1,02
09.06 5,253 -1,70
09.06 4,858 -0,76
09.06 5,497 -1,29
09.06 5,687 -0,85
09.06 4,998

09.06 5,533 -0,68
12.06 5,999 -0,12
09.06 5,360 -0,09

tel.800-388876
FLE Active Discovery Flex m
FLE Active Global Flex m
FLE Active Income Flex m
FLE Active Opport. Flex m
FLE Anima Active Curr. Flex m
FLE Anima Alto Pot. Globale A
FLE Anima Alto Pot. Globale F
AAM Anima America A
AAM Anima America F
OEM Anima Cap. Piu Obbl. A #
OEM Anima Cap. Più Obbl. F #
OEM Anima Cap. Più Obbl. N #
BOB Anima Capitale Più 15 A #
BOB Anima Capitale Più 15 F #
OMI Anima Capitale Più 15 N #
BOB Anima Capitale Più 30 A #
BOB Anima Capitale Più 30 F #
BOB Anima Capitale Più 30 N #
BAZ Anima Capitale Più 70 A #
BAZ Anima Capitale Più 70 F #
BAZ Anima Capitale Più 70 N #
BOB Anima Ced. A. P. 2021
BOB Anima Ced. A. P. 2021 II
BOB Anima Ced. A. P. 2021 III
BOB Anima Ced. A. P. 2022 I
AEM Anima Emergenti A
AEM Anima Emergenti F
AEU Anima Europa A
AEU Anima Europa F
FLE Anima Evoluzione 2017 I
FLE Anima Evoluzione 2019 I
FLE Anima Evoluzione 2019 II
FLE Anima Evoluzione 2019 III
FLE Anima Evoluzione 2019 IV
FLE Anima Evoluzione 2020 I
FLE Anima Evoluzione 2020 II
OAS Anima Fix Emergenti A #
OAS Anima Fix Emergenti Y #
OEB Anima Fix Euro A
OEB Anima Fix Euro I
OEB Anima Fix Euro Y m
OEH Anima Fix High Yeld Y
OEH Anima Fix High Yield A
OEC Anima Fix Imprese A
OEC Anima Fix Imprese Y
OEB Anima Fix Obbl. BT A
OEB Anima Fix Obbl. BT Y
OIG Anima Fix Obbl. Glob A
OIG Anima Fix Obbl. Glob Y

Alkimis SGR SpA ___________________________

-1,11
-0,02
-1,04
-0,91
0,33
-0,13
-0,22
-0,50
-0,02
-0,02
0,04
-0,09
-0,20
-0,22
0,02
-0,10

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

PENSIONE APERTI
m
m

m

m

m

m

15.06 21,800
15.06 17,697
15.06 13,779

Allianz _________________________
Insieme
Linea Dinamica
Linea Serena
Linea Sicura X
Linea Tranquilla
L.A. Previdenza
L.A. Previd. Bilanciata
L.A. Previd. Garantita X
L.A. Previd. Internaz.
L.A. Previd. Protetta m
Previras
Linea 1 Obbligaz. X
Linea 2 Obb. Mista m
Linea 3 Bilanciata
Linea 4 Az. Int.

SecondaPensione F.P.A.
SP Difensiva
SP Espansione
SP Garantita m
SP Progressiva
SP Sicurezza
SP Sviluppo

Arca Previdenza
Linea Alta Crescita
Linea Alta Crescita C
Linea Alta Crescita R
Linea Crescita
Linea Crescita C
Linea Crescita R
Linea Garanzia m
Linea Garanzia C m
Linea Garanzia R m
Linea Obiettivo TFR m
Linea Obiettivo TFR C m
Linea Obiettivo TFR R m
Linea Rendita
Linea Rendita C
Linea Rendita R

12.06
12.06
12.06
12.06

14,861
15,585
13,069
15,335

10.06
10.06
10.06
10.06

17,318
17,640
18,311
19,197

12.06
12.06
12.06
12.06

14,220
17,828
18,567
17,822

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

15,371
12,446
12,350
16,424
16,272
15,180

25,108
25,393
26,102
21,510
21,693
22,291
14,415
14,485
14,810
12,578
12,683
13,026
21,656
21,842
22,441

Assimoco Vita _________________
F.P.A. Il Melograno
Linea Dinamica
Linea Equilibrata
Linea Garantita
Linea Prudente

10.06
10.06
10.06
10.06

11,139
11,964
12,197
12,769

Aviva __________________________
Aviva
L.Inv. Azionaria
L.Inv. Bilanciata
L.Inv. Gar.Rend.Mn.Pres
L.Inv. Gar.Rest.Capitale
L.Inv. Obbligazionaria
Aviva Ass. V. UBI Prev.
Comparto Aggressivo Cl.C
Comparto Aggressivo Cl.I
Comparto Capital.Sicuro m
Comparto Dinamico Cl.C
Comparto Dinamico Cl.I
Comparto Garantito
Comparto Moderato Cl.C
Comparto Moderato Cl.I
Comparto Prudente Cl.C
Comparto Prudente Cl.I

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

19,660
17,815
14,267
15,366
17,022

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

15,866
13,643
11,052
14,400
13,603
11,178
12,827
13,264
11,926
12,975

AXA Assicurazioni ____________
Comparto Conservativo
Comparto Dinamico
Comparto Equilibrato
Comparto Garantito X
Comparto Prudente

08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

12,128
10,579
12,210
11,067
14,811

-0,12
-0,12
-0,10
-0,12
-0,12
-0,57
-0,56
-0,87
-0,87
0,12
0,11
0,12
0,18
0,21
0,20
0,25
0,24
0,25
0,17
0,16
0,17
-0,21
-0,13
-0,01
-0,17
0,03
0,03
-0,86
-0,84
-0,06
-0,13
-0,14
-0,14
-0,14
-0,16
-0,14
0,21
0,21
-0,02
-0,03
-0,02
-0,12
-0,11
-0,01
-0,01
-0,18
-0,18
-0,13
-0,12

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

7,038
7,261
16,142
16,625
5,706
5,707
5,843
5,548
5,550
5,715
6,187
6,188
6,466
6,237
6,237
6,566
5,886
5,882
6,259
8,417
9,329
8,823
9,825
37,323
41,396
17,812
19,773
44,536
49,450
19,563
21,649
6,171
6,863
11,536
11,810
5,728
20,776
21,158
6,917
6,964
6,951
9,110
8,886
9,234
7,212
7,033
7,299
7,710
7,940
21,695
20,452
22,261
9,780
7,186
7,359
11,624
11,761
4,855
5,000
5,273
5,030
5,799
5,979
5,578
5,622
5,614
5,302
5,339
5,111
5,151
7,408
7,257
7,407
5,295
12,192
12,292
9,877
5,362
12,270
12,288
12,484
2,941
3,095
6,535
6,836
6,824
10,000
5,486
5,743
5,143
5,530
5,254
5,231
5,946
5,230
5,128
5,214
5,250
5,313
5,342
5,322
5,305
5,116
5,304
5,623
5,610
5,407
5,329
5,273
5,126
5,227
5,481
5,475
5,228
5,348
5,308
5,225
5,331
5,751
6,137
6,344
36,688
37,180
44,411
44,452
44,998

-0,24
-0,25
-0,58
-0,58



0,11
0,11
0,12
0,10
0,11
0,11
0,11
0,11
0,12
0,07
0,07
0,06
-0,87
-0,88
0,12
0,12
-0,74
-0,74
-0,80
-0,80
-0,77
-0,76
-1,10
-1,10
0,08
0,09
-0,73
-0,75
-1,04
-1,10
-1,09
-0,01
-0,03
-0,03
-0,26
-0,22

0,21
0,21
0,21
-0,17
-0,18
-0,10
-0,10
-0,10
-0,16
0,13
0,14
-0,08
-0,08
0,06
-0,09

-0,38
-0,38
-0,30
-0,32
-0,30
-0,32
-0,32
-0,02
-0,02
-0,11
-0,11
-0,09
0,13
-0,07
-0,07
0,02
0,26
-0,17
-0,19
-0,18
-0,54
-0,55
-0,56
-0,55
-0,55

-0,02
-0,05
-0,06
-0,05
-0,10
-0,08
-0,17
-0,19
-0,16
-0,23
-0,25
-0,23
-0,30
-0,30
-0,34
-0,12
-0,13
-0,16
-0,16
-0,20
-0,19
-0,19
-0,27
-0,34
-0,18
-0,18
-0,21
-0,19
-0,24
-0,19
-0,17
-0,03
-0,60
-0,60
-0,74
-0,76
-0,44
-0,44
-0,44

Anthilia Capital Part Sgr __________________
tel.02-97386101
FLE Anthilia Yellow

12.06

tel.02-480971
OFL Arca 19 Red. Multiv. P
OFL Arca 19 Red. Multiv. R
OFL Arca 19 Red. Multiv.II P
OFL Arca 19 Red. Multiv.II R
OFL Arca 19 Red.Multiv.III P
OFL Arca 19 Red.Multiv.III R
FLE Arca 20 Red.Multiv.IV P
FLE Arca 20 Red.Multiv.IV R
FLE Arca 20 Red.Multiv.V P
FLE Arca 20 Red.Multiv.V R
AAM Arca Azioni America
AEU Arca Azioni Europa
APA Arca Azioni Far East
AIN Arca Azioni Internaz.

6,690 0,04

12.06 5,122 -0,52
12.06 5,125 -0,50
12.06 5,115 -0,56
12.06 5,117 -0,56
12.06 5,128 -0,54
12.06 5,129 -0,54
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12.06 4,877 -0,53
12.06 5,000

12.06 5,000

12.06 32,165 -0,95
12.06 14,533 -0,91
12.06 8,335 0,10
12.06 19,613 -0,82

m

m

m

m

m

AIT
AEM
BBI
OEC
FLE
OIG
OPE
OPE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
AIT
AIT
FLE
FLE
OEB
BAZ
BBI
OMI
OEM
FLE
FLE
BOB

Arca Azioni Italia
Arca Azioni Paesi Emerg.
Arca BB
Arca Bond Corporate
Arca Bond Flessibile
Arca Bond Globale
Arca Bond P.Em. Val. Loc
Arca Bond Paesi Em.
Arca Cash Plus
Arca Ced. Bond Glob Eur
Arca Ced.18 Ob.Att.III P
Arca Ced.18 Ob.Att.III R
Arca Ced.18 Ob.Att.IV P
Arca Ced.18 Ob.Att.IV R
Arca Ced.18 Ob.Attiva II
Arca Ced.18 Obb.Attiva
Arca Ced.18 Paesi Em.VL P
Arca Ced.18 Paesi Em.VL R
Arca Ced.18 Paesi Em.VL2 P
Arca Ced.18 Paesi Em.VL2 R
Arca Ced.18 Paesi Em.VL3 P
Arca Ced.18 Paesi Em.VL3 R
Arca Ced.19 Ob.Att. VI P
Arca Ced.19 Ob.Att. VI R
Arca Ced.19 Ob.Att.V P
Arca Ced.19 Ob.Att.V R
Arca Ced.19 Ob.Att.VII P
Arca Ced.19 Ob.Att.VII R
Arca Ced.19 Ob.Att.VIII P
Arca Ced.19 Ob.Att.VIII R
Arca Ced.20 Ob.Att.IX P
Arca Ced.20 Ob.Att.IX R
Arca Ced.20 Ob.Att.X P
Arca Ced.20 Ob.Att.X R
Arca Ced.Bo.2015 Alto Pot
Arca Ced.Bo.2015 Alto Pot.2
Arca Ced.Bo.2016 Alto Pot.3
Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.4
Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.5
Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.6
Arca Ced.Bond Glob.Eu II
Arca Ced.Bond Glob.Eu III
Arca Ced.Bond Paesi Em.
Arca Eco. Reale Eq. It I m
Arca Eco. Reale Eq. It P
Arca Form EuStoxx (R)2015
Arca Form II EStox (R)2015
Arca MM Bond Euro Sh. T.
Arca Multiasset Aggressive
Arca Multiasset Balanced
Arca Obbligaz. Europa
Arca RR Bond Euro
Arca Strat.Gl.Crescita
Arca Strat.Gl.Opportun.
Arca TE

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

27,401
11,104
43,205
8,957
4,999
15,568
5,652
16,884
9,713
5,226
5,329
5,339
5,211
5,215
5,362
5,333
4,732
4,738
5,037
5,046
5,242
5,250
5,064
5,065
5,116
5,117
5,063
5,063
4,967
4,967
4,951
4,952
5,000
5,000
5,319
5,529
5,929
5,622
5,566
5,262
5,370
5,225
5,028
5,039
5,035
6,621
6,465
17,799
5,094
5,023
11,059
11,225
6,118
6,460
21,697

-1,11
-0,04
-0,60
0,06
-0,38
-0,15
-0,30
0,21
-0,03

-0,09
-0,07
-0,13
-0,13
-0,09
-0,09
-0,29
-0,32
-0,28
-0,28
-0,19
-0,19
-0,20
-0,20
-0,20
-0,21
-0,18
-0,20
-0,20
-0,20
-0,24
-0,24



-0,04
-0,07
-0,04
-0,05
-0,09
-0,02
-0,04
-0,02
-0,63
-0,63
-0,14
-0,11
-0,16
-1,18
-0,73
-0,10
-0,04
-0,07
-0,15
-0,32

FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
AEU
AEU
AEU
BBI
FLE
FLE
AIN
AIN
AIN
FLE
FLE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
BAZ
BAZ
FLE
FLE

Consult Opport C #
Consult Reddito B
Consult Reddito B1
Consult Reddito C
Consult Reddito C1
Consult Valore C
Consult Valore C1
Consultinvest Azione A
Consultinvest Azione C
Consultinvest Azione I m
Consultinvest Bil A
Consultinvest Flex A #
Consultinvest Flex C #
Consultinvest Global A
Consultinvest Global C
Consultinvest Global I m
Consultinvest Plus A
Consultinvest Plus C
Consultinvest Plus I m
Consultinvest Reddito I m
Consultinvest Valore B
Consultinvest Valore B1
Consultinvest Valore I m
IGM FdF Bilanciato Az. Cl.A #
IGM FdF Bilanciato Az. Cl.B #
IGM FdF Flessibile Cl.A #
IGM FdF Flessibile Cl.B #

12.06 5,466 -0,55
12.06 5,410 -0,72
12.06 5,267 -0,72
12.06 8,569 -0,72
12.06 7,846 -0,71
12.06 6,374 -0,45
12.06 5,910 -0,44
12.06 5,608 -0,94
12.06 11,452 -0,93
12.06 5,687 -0,92
12.06 5,722 -0,49
12.06 5,798 -0,48
12.06 5,270 -0,47
12.06 6,009 -0,40
12.06 5,861 -0,41
12.06 6,235 -0,40
12.06 5,242 -0,36
12.06 6,310 -0,36
12.06 5,060 -0,35
12.06 5,464 -0,71
12.06 5,156 -0,44
12.06 4,858 -0,45
12.06 5,078 -0,43
12.06 6,644 -0,91
12.06 6,947 -0,90
12.06 4,496 -0,51
12.06 4,686 -0,51

Duemme SGR ______________________________
tel.02 85961.311
BOB San Patrignano Cl. C
BOB San Patrignano CL. I m

12.06
12.06

4,983 -0,14
4,984 -0,14

tel.02-88102070
FLE Epsilon All. Tattica 06/20
FLE Epsilon All.Tattica 02/20
FLE Epsilon All.Tattica 04/20
FLE Epsilon All.Tattica 09/19
FLE Epsilon All.Tattica 11/19
FLE Epsilon DLongRun
FLE Epsilon Fle Forex C 02/19
FLE Epsilon Fle Forex C 02/20
FLE Epsilon Fle Forex C 04/19
FLE Epsilon Fle Forex C 04/20
FLE Epsilon Fle Forex C 06/20
FLE Epsilon Fle Forex C 07/19
FLE Epsilon Fle Forex C 09/18
FLE Epsilon Fle Forex C 09/19
FLE Epsilon Fle Forex C 11/19
FLE Epsilon Fle Forex C 12/18
OBI Epsilon Italy Bo.Sh.Term A
OBI Epsilon Italy Bo.Sh.Term B
OBI Epsilon Italy Bo.Sh.Term I
AAE Epsilon QEquity
OEM Epsilon Qincome
FLE Epsilon QReturn
AEU Epsilon QValue

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

4,991
4,896
4,917
5,352
5,211
7,498
5,129
4,895
5,173
4,910
4,997
5,065
5,166
4,995
4,981
5,131
6,603
6,656
6,683
6,563
9,255
8,474
8,657

-0,10
-0,59
-0,51
-0,58
-0,59
-0,56
-0,29
-0,18
-0,29
-0,26

0,02
-0,17
-0,16
-0,20
-0,10
-0,03
-0,02
-0,03
-1,16
-0,05
-0,59
-0,89

tel.011-5520306
BBI Fondersel
OEM Fondersel Euro
AEU Fondersel Europa
OIG Fondersel Int. #
APA Fondersel Oriente #
AIT Fondersel P.M.I.
OEB Fondersel Reddito
OAS Fondersel Sh. Term Asset
FLE Fondersel World All. #
AIN Talento Global Equity #

12.06 58,753
12.06 10,013
12.06 20,589
12.06 17,325
12.06 9,364
12.06 26,556
12.06 16,095
12.06 100,798
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12.06 187,077

-0,11
-0,07
-1,01
-0,04
0,36
-1,18
-0,16

-0,33
-0,10

tel.02-67071422
AIN Etica Azionario E
AIN Etica Azionario I E
BBI Etica Bilanciato E
BBI Etica Bilanciato I E
OEB Etica Obb. Breve Ter. E
OEB Etica Obb. Breve Ter. I E
OMI Etica Obbligaz. Misto E
OMI Etica Obbligaz. Misto I E

12.06 8,973 -0,64
12.06 9,231 -0,64
12.06 10,743 -0,55
12.06 11,067 -0,54
12.06 6,214 -0,11
12.06 6,276 -0,11
12.06 7,556 -0,28
12.06 7,708 -0,28

Epsilon _____________________________________

Ersel A. M. __________________________________
tel.02-88981
FLE Azimut Dinamico
ODM Azimut Reddito Usa
FLE Azimut Scudo
OBI Azimut Solidity
FLE Azimut Str. Trend
FLE Azimut Trend
FLE Azimut Trend America
FLE Azimut Trend Europa
FLE Azimut Trend Italia
FLE Azimut Trend Pacifico
OAS Azimut Trend Tassi
FLE Formula 1 Absolute
FLE Formula Target 17 Eq.Opt.

tel.02-430281
OAS Aureo Cedola I - 2016
OAS Aureo Cedola II - 2017
OAS BCC Ced. Att. Dicembre 18
OAS BCC Ced. Att. Marzo 19
OAS BCC Ced. Dicembre 18
OAS BCC Ced. Marzo 19
FLE BCC Ced. Piu' Dicembre19
OAS BCC Ced.Att. Dicembre19
OAS BCC Ced.Att. Settembre19
FLE BCC Ced.Più Settembre19
FLE BCC Ced.Piu' Marzo 20
OAS BCC Ced.Reale Dicembre19
OAS BCC Ced.Reale Mazo 20
OAS BCC Ced.Reale Settemb.19
OAS BCC Cedola III - 2017
OAS BCC Cedola III Op - 2017
OAS BCC Cedola IV - 2018
OAS BCC Cedola IV Op - 2018
OAS BCC Cedola V - 2018
OAS BCC Cedola V Op - 2018
FLE BCC Crescita Bilanciato
FLE BCC Investimento Azion.
MAE BCC Monetario
OFL BCC Risparmio Obbligaz.
FLE BCC Selez. Crescita #
FLE BCC Selez. Investimento #
FLE BCC Selez. Opportunità #
FLE BCC Selez. Risparmio #

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

28,817
7,195
9,434
9,343
7,157
34,245
16,125
15,655
22,337
8,916
10,195
8,401
7,349

-0,25
-0,28
-0,06
-0,29
-0,10
-0,27
-0,66
-0,90
-1,44
0,15
-0,21
-1,14
-0,28

12.06 5,682 -0,11
12.06 5,562 -0,14
12.06 5,072 -0,10
12.06 4,978 -0,12
12.06 5,133 -0,18
12.06 5,057 -0,18
12.06 4,868 -0,39
12.06 4,936 -0,14
12.06 5,066 -0,12
12.06 5,198 -0,63
12.06 4,961 -0,48
12.06 4,956 -0,18
12.06 4,987 -0,24
12.06 5,096 -0,22
12.06 5,394 -0,11
12.06 5,294

12.06 5,522 -0,14
12.06 5,437 -0,06
12.06 5,380 -0,17
12.06 5,261 -0,08
12.06 7,097 -0,59
12.06 11,292 -0,68
12.06 5,783 -0,02
12.06 6,603 -0,20
12.06 5,161 -0,04
12.06 4,920 -0,18
12.06 5,300 0,06
12.06 5,820 -0,03

BNP PARIBAS Inv.Partners SGR SpA _____
tel.800-900900
FLE BNL Assetto Comfort
FLE BNL Assetto Dinamico #
AAM Bnl Azioni America
AEM Bnl Azioni Emerg.
AEU Bnl Azioni Europa Div
AIT Bnl Azioni Italia
OPE Bnl Obbl. Emergenti
OAS Bnl Obbl. Globali

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

tel.02-7622.1
AIN Capital Italia

12.06 127,790 -0,88

tel.059-221311
FLE Consult Alto Div A
FLE Consult Alto Div A1
FLE Consult Alto Div C
FLE Consult Alto Div C1
OFL Consult Alto Rend B
OFL Consult Alto Rend B1
OFL Consult Alto Rend C
FLE Consult Alto Rend C1
OFL Consult Alto Rend I m
BBI Consult Bilanciato C
OEB Consult Breve Termine C
FLE Consult Flex I m
FLE Consult Mercati Em A
FLE Consult Mercati Em C
FLE Consult Multi High Vol A #
FLE Consult Multi High Vol C #
FLE Consult Multi Low Vol A #
FLE Consult Multi Low Vol C #
FLE Consult Multi Low Vol I m
FLE Consult Multi Med Vol A #
FLE Consult Multi Med Vol C #
FLE Consult Opport A #

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

5,558
5,173
31,286
10,742
3,596
21,399
32,664
8,720

-0,07
-0,27
-0,92
-0,19
-0,75
-0,98
-0,13
-0,23

Capital Italia _______________________________
Consultinvest A. M. ________________________
5,695
5,512
4,323
3,648
5,678
5,448
7,412
6,730
5,694
6,680
5,617
5,476
5,778
5,067
5,614
5,569
5,100
5,093
5,240
5,239
5,218
5,463

-0,71
-0,70
-0,71
-0,71
-0,46
-0,46
-0,46
-0,44
-0,45
-0,49
-0,34
-0,47
-0,36
-0,35
-0,53
-0,52
-0,02


-0,19
-0,21
-0,55

Etica _______________________________________

tel.02-88101
AAM Eurizon Az.America
AAE Eurizon Az.Area Euro
APA Eurizon Az.Asia Nuove Eco.
AEN Eurizon Az.EnMatPrime
AEU Eurizon Az.Europa
AFI Eurizon Az.Finanza
AAS Eurizon Az.Int. Etico E
AIN Eurizon Az.Internazionali
AIT Eurizon Az.Italia
APA Eurizon Az.Pacifico
AEM Eurizon Az.Paesi Emer
AAM Eurizon Az.PMI Amer.
AEU Eurizon Az.PMI Europa
AIT Eurizon Az.PMI Italia
AIF Eurizon Az.Tecn.Avanz
ASA Eurizon Azioni Salute
BBI Eurizon Bil.Euro Multi. #
ODB Eurizon Br.Ter.Dollaro
ODB Eurizon Br.Ter.Dollaro $
FLE Eurizon Ced. Doc 02/19
OFL Eurizon Ced. Doc 04/19
FLE Eurizon Ced.Att + 04/20
FLE Eurizon Ced.Att + 05/18
FLE Eurizon Ced.Att + 05/19
FLE Eurizon Ced.Att + 06/18
FLE Eurizon Ced.Att + 07/19
FLE Eurizon Ced.Att + 12/19
FLE Eurizon Ced.Att. + 10/19
FLE Eurizon Ced.Att. 04/20
FLE Eurizon Ced.Att. 05/18
FLE Eurizon Ced.Att. 05/19
FLE Eurizon Ced.Att. 06/18
FLE Eurizon Ced.Att. 07/19
FLE Eurizon Ced.Att. 10/19
FLE Eurizon Ced.Att. 12/19
FLE Eurizon Ced.Att.Top 04/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 04/22
FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/22
FLE Eurizon Ced.Att.Top 06/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 06/22
FLE Eurizon Ced.Att.Top 07/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 07/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 10/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 10/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 12/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 12/21
OMI Eurizon DiversEtico E
FLE Eurizon Ges.At.Cla 02/18 #
FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/18 #
FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/20
FLE Eurizon Ges.At.Cla 05/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 05/20
FLE Eurizon Ges.At.Cla 06/20
FLE Eurizon Ges.At.Cla 07/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 10/18
FLE Eurizon Ges.At.Cla 10/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 11/17 #
FLE Eurizon Ges.At.Cla 12/18
FLE Eurizon Ges.At.Cla 12/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 6/18 #

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

17,569
33,942
14,524
10,590
11,767
28,510
10,062
12,873
16,035
5,437
9,948
42,794
13,535
6,861
7,361
32,615
50,005
14,515
16,356
5,514
5,517
5,084
5,261
5,141
5,206
5,126
5,147
5,158
5,065
5,231
5,110
5,193
5,121
5,131
5,126
5,367
4,985
5,534
5,344
4,865
5,565
4,957
5,572
5,260
5,483
5,277
5,468
5,120
9,750
5,375
5,368
5,225
4,963
5,169
4,873
4,992
5,142
5,283
5,080
5,456
5,250
5,066
5,399

-1,00
-1,33
0,25
-1,03
-0,97
-0,55
-1,02
-0,89
-1,16
0,17
-0,01
-0,54
-0,96
-1,00
-0,89
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-0,31
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-0,02
0,02
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-0,52
-0,43
-0,43
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-0,45
-0,45
-0,45
-0,44
-0,45
-0,30
-0,09
-0,09
-0,15
-0,14
-0,15
-0,14
-0,06
-0,17
-0,15
-0,16
-0,07
-0,19
-0,16
-0,13

FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
OAS
OAS
OPE
OAS
OEM
OEB
OEB
OEC
OEC
OEH
OIG
OBI
OBI
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
OMI
OMI
OFL
FLE
FLE
FLE
FLE
OMI
BBI
BBI
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
MAE
MAE
AEU
OEB
OEM
OEB
OEB

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12.06
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12.06
12.06
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12.06
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12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

5,509
5,316
5,480
5,662
5,636
5,499
4,995
5,451
4,792
4,992
5,377
5,628
5,924
5,567
5,207
5,681
5,676
5,952
6,012
5,934
5,947
5,757
5,674
5,818
6,172
5,851
5,947
5,901
6,160
6,214
5,402
5,312
5,811
5,967
5,217
4,966
5,173
5,151
5,265
5,092
5,251
5,073
4,882
4,796
4,989
5,125
5,044
6,840
6,100
13,709
5,948
17,846
16,210
14,923
6,730
8,449
9,634
10,295
8,008
8,322
8,989
5,960
6,155
6,594
5,700
6,067
6,763
6,422
4,986
4,866
4,905
4,877
4,908
7,867
8,389
34,110
5,443
5,444
5,947
5,645
6,190
6,404
6,468
6,211
6,291
5,429
5,583
4,846
5,010
5,024
5,217
7,975
8,137
8,951
6,196
6,805
7,701
8,149

-0,07
-0,15
-0,09
-0,21
-0,23
-0,25
-0,26
-0,26
-0,27
-0,06
-0,32
-0,32
-0,15
-0,30
-0,31
-0,28
-0,32
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-0,15
-0,45
-0,47
-0,45
-0,47
-0,51
-0,40
-0,51
-0,50
-0,49
-0,39
-0,40
-0,07
-0,32
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-0,50
-0,15
-0,16
-0,15
-0,16
-0,15
-0,16
-0,15
-0,16
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-0,68
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-0,15
-0,15
0,20
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-0,15
-0,15
-0,04
-0,07
-0,08
-0,18
-0,17
-0,19
-0,20
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-0,18
-0,24
-0,11
-0,18
-0,15
-0,14
-0,18
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-0,41
-0,59
-0,39
-0,08
-0,15
-0,42
-0,17
-0,13
-0,18
-0,14
-0,27
-0,06
-0,06
-0,13
-0,13
-0,17
-0,18
-0,23
-0,30
-0,18
-0,17
-0,03
-0,01
-1,04
-0,15
-0,23
-0,14
-0,15

OIH Fondit Bond HY Short S
OIH Fondit Bond HY Short T
ODM Fondit Bond US Plus RH
ODM Fondit Bond US Plus TH
OAS Fondit Core Bond S
FLE Fondit Diver.Real Asset R
FLE Fondit Diver.Real Asset S
FLE Fondit Diver.Real Asset T
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. R
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. RH
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. S
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. T
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. TH
ASE Fondit Eq Gl High Div R
FLE Fondit Eq Gl High Div T
AEM Fondit Eq Glb Em Mkt R
AEM Fondit Eq Glb Em Mkt T
APA Fondit Eq Pacif ex Japan R
APA Fondit Eq Pacif ex Japan T
AAS Fondit Eq.Gl.High Div. S
OFL Fondit Ethical R
OFL Fondit Ethical T m
OEM Fondit Eur Bd Lng Term S
OEB Fondit Eur Bond Defe. S
OEB Fondit Eur Bond Defen R
OEB Fondit Euro Bond Defen T
FLE Fondit Flexib Strategy R
FLE Fondit Flexib Strategy S
FLE Fondit Flexib Strategy T
FLE Fondit Global Income S
AAM Fondit. Eq. Usa Blue Ch R
AAM Fondit. Eq. Usa Blue Ch T
BOB Fonditalia Core 1 R
BOB Fonditalia Core 1 T
BBI Fonditalia Core 2 R
BBI Fonditalia Core 2 T
BAZ Fonditalia Core 3 R
BAZ Fonditalia Core 3 T
AEU Fonditalia Eq. Europe R
AEU Fonditalia Eq. Europe T
AIT Fonditalia Eq. Italy R
AIT Fonditalia Eq. Italy T
APA Fonditalia Eq. Japan R
APA Fonditalia Eq. Japan T
OEM Fonditalia Eu B. Long T R
OEM Fonditalia Eu B. Long T T
OEC Fonditalia Eu Corp Bnd R
OEC Fonditalia Eu Corp Bnd T
OEB Fonditalia Eu Currency R
OEB Fonditalia Eu Currency T
ASE Fonditalia Eu Cyclicals R
ASE Fonditalia Eu Cyclicals T
ASE Fonditalia Eu Defensive R
ASE Fonditalia Eu Defensive T
AFI Fonditalia Eu Financials R
AFI Fonditalia Eu Financials T
OAS Fonditalia Eu Yield Pl R
OAS Fonditalia Eu Yield Pl T
OEM Fonditalia Euro Bond R
OEM Fonditalia Euro Bond S
OEM Fonditalia Euro Bond T
FLE Fonditalia Fl Risk Par R
FLE Fonditalia Fl Risk Par T
ASE Fonditalia Flex Em. Mkts T
ASE Fonditalia Flex Em.Mkts R
OFL Fonditalia Flexib Bond R
OFL Fonditalia Flexib Bond S
OFL Fonditalia Flexib Bond T
FLE Fonditalia Flexib Growth R
FLE Fonditalia Flexib Growth T
OAS Fonditalia Glob Conv. R
OAS Fonditalia Glob Conv. S
OAS Fonditalia Glob Conv. T
ASE Fonditalia Glob Income R
ASE Fonditalia Glob Income T
AIN Fonditalia Global R
AIN Fonditalia Global T
OAS Fonditalia Inflat Linked R
OAS Fonditalia Inflat Linked T

12.06 9,553
12.06 10,126
12.06 9,758
12.06 10,028
12.06 10,658
12.06 10,604
12.06 10,182
12.06 10,713
12.06 9,544
12.06 8,238
12.06 8,908
12.06 9,662
12.06 7,965
12.06 9,802
12.06 9,797
12.06 13,296
12.06 13,925
12.06 4,622
12.06 4,811
12.06 9,146
12.06 10,305
12.06 10,321
12.06 10,075
12.06 8,378
12.06 8,466
12.06 8,655
12.06 8,177
12.06 7,326
12.06 8,410
12.06 5,115
12.06 15,771
12.06 16,432
12.06 12,452
12.06 12,855
12.06 12,702
12.06 13,188
12.06 13,215
12.06 13,777
12.06 13,604
12.06 14,174
12.06 16,719
12.06 17,422
12.06 3,874
12.06 4,037
12.06 10,516
12.06 10,809
12.06 10,030
12.06 10,285
12.06 8,078
12.06 8,232
12.06 16,602
12.06 17,406
12.06 15,865
12.06 16,635
12.06 7,024
12.06 7,344
12.06 9,645
12.06 9,886
12.06 13,323
12.06 13,030
12.06 13,672
12.06 10,159
12.06 10,533
12.06 2,783
12.06 2,684
12.06 8,651
12.06 8,085
12.06 8,865
12.06 9,731
12.06 9,988
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12.06 10,832
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12.06 5,433
12.06 5,643
12.06 168,856
12.06 175,886
12.06 16,021
12.06 16,434

-0,06
-0,07

0,01
0,13
-0,09
-0,09
-0,10
-0,28

-0,29
-0,29
0,01
-0,96
-0,95
-0,26
-0,27
0,13
0,12
-0,95


-0,18
-0,06
-0,06
-0,05
-0,17
-0,16
-0,15
-0,12
-0,97
-0,97
0,06
0,07
0,04
0,04
-0,06
-0,06
-0,86
-0,85
-1,07
-1,06
0,16
0,17
-0,18
-0,18
0,06
0,06
-0,01
-0,01
-1,11
-1,10
-1,32
-1,31
-1,06
-1,06
-0,02
-0,01
-0,11
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-0,11
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-0,23
-0,23
-0,22
-0,13
-0,12
-0,55
-0,55
0,28
0,29

tel.800-546961
BBI Fideuram Bilanciato
AIT Fideuram Italia
MAE Fideuram Moneta
OEM Fideuram Rendimento
OEB Fideuram Risparmio
FLE FMS - Absolute Return #
BBI FMS - Balanced # I
ASE FMS - Eq.Glob.Resources #
APA FMS - Equity Asia #
AEU FMS - Equity Europe #
AEM FMS - Equity Gl Em Mkt #
AEM FMS - Equity New World #
AAM FMS - Equity Usa #

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

-0,58
-1,14
-0,02
-0,57
-0,02
-0,10
-0,34
-1,11
0,11
-0,18
-0,17
0,52
-0,85

tel.0438-360407
FLE Finint Absolute Ret Euro
FLE Finint Equity-I m

12.064950,353 0,22
05.066243,702 -1,05

tel.0112309029
OEB Fondaco Euro Cash m
OEB Fondaco Euro Cash B m
OEM Fondaco Eurogov Beta m
OEM Fondaco Eurogov Beta B m
FLE Fondaco Global Opport. m #
FLE Fondaco Global Opport. B m
FLE Fondaco Income Classic B
FLE Fondaco Income Instit. A m #
FLE Fondaco Income Instit. B m #
FLE Fondaco Income Profes. B m
OIG Fondaco World G ABNoE I
OIG Fondaco World G ABNoE B m

12.06 124,388
12.06 123,025
12.06 155,109
12.06 136,576
12.06 114,337
12.06 109,890
12.06 113,303
12.06 112,946
12.06 113,228
12.06 113,137
12.06 121,616
12.06 111,273

tel.02-60765711
OMI Alleanza Obbligaz.
AAM Alto America Az.
AAE Alto Azionario
BBI Alto Bilanciato
OFL Alto Euro Flessibile Ob.
OEB Alto Euro Governativo B/T
AIN Alto Internaz. Azionario
OIG Alto Internaz. Obbligaz.
APA Alto Pacifico Azionario
OEB GI Focus Euro Gov. BT
OFL GI Focus Obbligazionario

12.06 5,651 -0,70
12.06 8,312 -0,92
12.06 17,674 -1,14
12.06 19,217 -0,47
12.06 9,498 -0,18
12.06 7,802 -0,15
12.06 5,627 -0,81
12.06 7,116 -0,10
12.06 7,696 0,21
12.06 17,740 -0,11
12.06 6,457 -0,08

tel.00352-262076651
OEH Ifu Bond Gl. High Yield
ODM Ifu Bond US Plus
ASE Inter.Int.Sec.New Ec
OPE Interf. Bond Glb Em Mkt
OAY Interf. Bond Japan
FLE Interf. Crescita Prot.80 m
OPE Interf. Em.Mkt Loc.Cur H m
OPE Interf. Em.Mkt Loc.Curr
AEM Interf. Eq. Glb Em Mkt
APA Interf. Eq. Japan H
APA Interf. Eq. Pacif. ex Japan
APA Interf. Eq. Pacif. ex Japan H
AAM Interf. Eq. USA H
AAM Interf. Eq.USA
AEU Interf. Equity Europe
AIT Interf. Equity Italy
APA Interf. Equity Japan
AAM Interf. Equity Usa Adv
OEM Interf. Euro Bond Long T
OEM Interf. Euro Bond Med. T
OEC Interf. Euro Corporate Bd
OEB Interf. Euro Currency

12.06 9,873
12.06 9,801
12.06 75,543
12.06 13,426
12.06 5,271
12.06 10,655
12.06 8,915
12.06 10,655
12.06 10,073
12.06 3,948
12.06 7,356
12.06 5,704
12.06 9,381
12.06 11,952
12.06 8,729
12.06 12,890
12.06 4,044
12.06 100,964
12.06 12,269
12.06 10,663
12.06 5,984
12.06 6,936

Fideuram Investimenti ____________________
15,813
35,620
15,036
10,423
17,131
9,259
11,274
10,012
12,857
14,708
14,463
20,492
16,383

Finanziaria Internazionale Inv. SGR ______
Fondaco Sgr _______________________________

tel.02-62041
FLE Euromob. Az. Internaz.
AIT Euromob. Azioni Italiane
OFL Euromob. Cedola 2018
OFL Euromob. Cedola 3 - 2017
OEB Euromob. Conservativo
OFL Euromob. Crescita Attiva
OFL Euromob. Emerg Mkt Bond
OEC Euromob. Euro Aggregate
OFL Euromob. F2
FLE Euromob. F3
BOB Euromob. Fle Alloc.Glob
FLE Euromob. Flex Stars
OEM Euromob. Reddito
FLE Euromob. Rising Stars
FLE Euromob. Science 4 Life
FLE Euromob. Seven Stars

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

16,890
27,148
5,017
5,292
11,681
5,014
7,739
9,134
6,869
4,913
35,830
4,971
18,906
5,295
5,591
5,200

-0,30
-0,81
-0,06
-0,04
-0,03
-0,02
0,01
-0,04

-0,08
-0,28
0,04
-0,27
0,09
-0,68
-0,04

tel.00352-262076651
OEH Foi Bnd Gl. High Yield T m
OEH Foi Bond Gl.High Yield S
ODM Foi Bond US Plus R
ODM Foi Bond Us Plus S
ODM Foi Bond Us Plus T m
OEH Foi BondGlobHigh Yield R
OAS Foi Core Bond R
OAS Foi Core Bond T
APS Foi Eq Brazil R
APS Foi Eq Brazil T
APS Foi Eq China R
APS Foi Eq China T
APS Foi Eq India R
APS Foi Eq India T
OEC Foi Eu Corp Bnd S
OAS Foi Eu Yield Pl S
FLE Foi Flex Europe R
FLE Foi Flex Europe T
FLE Foi Flex Italy R
FLE Foi Flex Italy T
OFL Foi Global Bond R
OFL Foi Global Bond S
OFL Foi Global Bond T
OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt R
OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt S m
OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt T
OIH Fondit Bond HY Short R

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

18,030
14,910
11,321
10,694
11,765
17,414
11,019
11,214
5,758
5,920
12,865
13,187
10,598
10,854
8,997
9,205
8,854
9,107
13,590
13,909
10,298
9,286
10,511
13,229
12,326
13,482
10,057

-0,09
-0,09
-0,29
-0,30
-0,29
-0,10
0,14
0,13
0,05
0,05
1,32
1,33
-0,52
-0,51
0,06
-0,02
-0,14
-0,14
-0,10
-0,09



0,21
0,21
0,21
-0,07

Fideuram Asset Management (Ireland) __

SPECULATIVI AUTORIZZATI
di DIRITTO ITALIANO

Eurizon Ges.At.Cla 7/17 #
Eurizon Ges.At.Cla 7/18 #
Eurizon Ges.At.Cla 9/17 #
Eurizon Ges.At.Din 02/18 #
Eurizon Ges.At.Din 04/18 #
Eurizon Ges.At.Din 04/19
Eurizon Ges.At.Din 04/20
Eurizon Ges.At.Din 05/19
Eurizon Ges.At.Din 05/20
Eurizon Ges.At.Din 06/20
Eurizon Ges.At.Din 07/19
Eurizon Ges.At.Din 10/18
Eurizon Ges.At.Din 11/17 #
Eurizon Ges.At.Din 12/18
Eurizon Ges.At.Din 12/19
Eurizon Ges.At.Din 6/18 #
Eurizon Ges.At.Din 7/18 #
Eurizon Ges.At.Din 9/17 #
Eurizon Ges.At.Din. 7/17 #
Eurizon Ges.At.Opp 02/18 #
Eurizon Ges.At.Opp 04/18 #
Eurizon Ges.At.Opp 04/19
Eurizon Ges.At.Opp 05/19
Eurizon Ges.At.Opp 10/18
Eurizon Ges.At.Opp 11/17 #
Eurizon Ges.At.Opp 12/18
Eurizon Ges.At.Opp 6/18 #
Eurizon Ges.At.Opp 7/18 #
Eurizon Ges.At.Opp 9/17 #
Eurizon Ges.At.Opp. 7/17 #
Eurizon Gest.At.Cla 12/17 #
Eurizon Gest.At.Din 10/19
Eurizon Gest.At.Din 12/17 #
Eurizon Gest.At.Opp 12/17 #
Eurizon Guida Att. 04/19
Eurizon Guida Att. 04/20
Eurizon Guida Att. 05/19
Eurizon Guida Att. 07/19
Eurizon Guida Att. 10/18
Eurizon Guida Att. 10/19
Eurizon Guida Att. 12/18
Eurizon Guida Att. 12/19
Eurizon MAsset Red. 04/20
Eurizon MAsset Red. 05/20
Eurizon MAsset Red. 06/20
Eurizon MAsset Red. 10/19
Eurizon MAsset Red. 12/19
Eurizon Obbl. Cedola A
Eurizon Obbl. Cedola D
Eurizon Obbl. Emergenti
Eurizon Obbl. Etico E
Eurizon Obbl. Euro
Eurizon Obbl. Euro BT A
Eurizon Obbl. Euro BT D
Eurizon Obbl. Euro Corp.
Eurizon Obbl. Euro Corp. BT
Eurizon Obbl. Euro HY
Eurizon Obbl. Internaz.
Eurizon Obbl. Ita BT A
Eurizon Obbl. Ita BT B
Eurizon Obiettivo Rend #
Eurizon Profilo Fle Dif. #
Eurizon Profilo Fle Equi #
Eurizon Profilo Fle Svil #
Eurizon Rend.Ass 2anni #
Eurizon Rend.Ass 3anni #
Eurizon Rendita A
Eurizon Rendita D
Eurizon Riserva 2 Anni
Eurizon Sol.Ced + 05/20
Eurizon Sol.Ced + 06/20
Eurizon Soluz.Ced 05/20
Eurizon Soluz.Ced 06/20
Eurizon Soluzione 10
Eurizon Soluzione 40
Eurizon Soluzione 60
Eurizon Stra Pro 1tri13 # G
Eurizon Stra. Flessib 15 G
Eurizon Stra.Pro 1tri12 # G
Eurizon Stra.Pro 2tri12 # G
Eurizon Stra.Pro IIITr11 # G
Eurizon Team 1 Cl A #
Eurizon Team 1 Cl G #
Eurizon Team 2 Cl A #
Eurizon Team 2 Cl G #
Eurizon Team 3 Cl A #
Eurizon Team 3 Cl G #
Eurizon Team 4 Cl A #
Eurizon Team 4 Cl G #
Eurizon Team 5 Cl A #
Eurizon Team 5 Cl G #
Eurizon Tesor.Euro A
Eurizon Tesor.Euro B
Malatesta Azionario Eu
Malatesta Breve Termine
Malatesta Obblig. Euro
Passadore Breve Termine
Teodorico Breve Termine

-0,03
-0,03
-0,22
-0,22
-0,04
-0,04
0,68
0,67
0,67
0,67
0,11
0,11

Generali Investments Europe SGR ________

Interfund __________________________________
-0,07
-0,28
-0,89
0,22
0,17
-0,34
0,01
-0,28
-0,26
0,15
0,12
0,23
-0,46
-0,74
-0,81
-1,11
0,15
-0,78
-0,17
-0,13
0,08
-0,01

Axa MPS Previdenza in Azienda
Linea Combinata
29.05
Linea Equilibrio
29.05
Linea Sicura m
29.05
Linea Sviluppo
29.05
Linea Tenuta
29.05
Axa MPS Previdenza per Te
Linea Crescita
29.05
Linea Garantita m
29.05
Linea Mista
29.05
Linea Moneta
29.05
Linea Stabilità
29.05

20,583
20,572
13,614
24,604
15,291
23,039
13,454
20,686
16,415
19,383

m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m

%

M

M
M
M
M
M

m
m
m
m
m

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

29.05
29.05
29.05
29.05

12,317
12,367
13,389
13,429
11,639
10,977
10,973
12,282
12,310

29.05
29.05
29.05
29.05

10,697
11,198
10,296
10,911
10,443
10,920

C éd Ag

o eV a

15,170
16,114
14,381
13,109

m

X

17,670
15,176
15,252
17,365

m
M

m
m
m

M

X

a V a

m

m

m

mm
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
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M

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Eu
m m

X

on Cap a SGR
M
W
m

X

nan a a n e na ona e nv SGR
m

X

onda o SGR Spa

X

Gene a

M

m
X

X
X

m
m

nve men Eu ope SGR SpA
M

m

m
X
m
X
m
X
m
m
m
m
X
m
X
m
X
m
m
m
m M
m M
m M
m
m m

m
m
m
mM
mM
mM
mM
m
m
m
m

tel.800-107107
FLE Mediolanum Fle Obb Glo LA
OFL Mediolanum Fle Obb Glob L
FLE Mediolanum Fle Strateg L
FLE Mediolanum Fle Strateg LA
FLE Mediolanum Fle Svi Ita LA
FLE Mediolanum Fle Val.Att LA
FLE Mediolanum Flex Glob LA
FLE Mediolanum Flex Italia LA
FLE Mediolanum Flex Svi Ita L
FLE Mediolanum Flex Val.Att L
OEB Mediolanum Risp Dinam L
OEB Mediolanum Risp Dinam LA

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

tel.02-7645121
BBI Nextam Part. Bilanciato
OMI Nextam Part. Obbl. Misto

12.06
12.06

tel.800-551-552
OAS Pioneer CIM EuroFixIncome
AIN Pioneer CIM GlobalEquity

12.06 19,964 -0,05
12.06 58,139 -0,74

tel.800-551-552
OEB Pion. Eur Gov BT (ex Mon.) A
OEB Pion. Eur Gov BT (ex Mon.) B
AAM Pioneer Az. Am. A
AAM Pioneer Az. Am. B
APA Pioneer Az. Area Pacif A
APA Pioneer Az. Area Pacif B
AIT Pioneer Az. Crescita A
AIT Pioneer Az. Crescita B
AEU Pioneer Az. Europa A
AEU Pioneer Az. Europa B
AEM Pioneer Az. Paesi Em. A
AEM Pioneer Az. Paesi Em. B
AEU Pioneer Az. Val Eu Dis A
AEU Pioneer Az. Val Eu Dis B
OEM Pioneer Eu Gov MT Dis A
OEM Pioneer Eu Gov MT Dis B
FLE Pioneer Innovaz.Att. B #
MAE Pioneer Liquidita' Euro
ODC Pioneer Ob Co Am Dis A
ODC Pioneer Ob Co Am Dis B
OEC Pioneer Ob Eu Co Et Dis A E
OEC Pioneer Ob Eu Co Et Dis B E
OPE Pioneer Ob Paesi Em Dis A
OPE Pioneer Ob Paesi Em Dis B
OMI Pioneer Ob. Piu' Dis A
OMI Pioneer Ob. Piu' Dis B
OBI Pioneer Ob.Sist.It Dis A
OBI Pioneer Ob.Sist.It Dis B
OEM Pioneer Obb. Euro Distr A
OEM Pioneer Obb. Euro Distr B
OIH Pioneer Obb. Glo HY Dis A
OIH Pioneer Obb. Glo HY Dis B
FLE Pioneer Target Controllo A
FLE Pioneer Target Controllo B
FLE Unicr. Evol. Eco Reale A #
FLE Unicr. Evol. Eco Reale B #
OMI Unicr. Evol. Reddito A #
OMI Unicr. Evol. Reddito B #
FLE Unicr. Evol. Trend A #
FLE Unicr. Evol. Trend B #
FLE UniCredit Sol. Pa. Em. A
FLE UniCredit Sol. Pa. Em. B
FLE UniCredit Soluzione 20A #
FLE UniCredit Soluzione 20B #
FLE UniCredit Soluzione 40A #
FLE UniCredit Soluzione 40B #
FLE UniCredit Soluzione 70A #
FLE UniCredit Soluzione 70B #
FLE UniCredit Soluzione BTA
FLE UniCredit Soluzione BTB

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

13,987
5,105
13,869
8,684
4,631
6,865
16,353
8,603
21,326
7,658
12,343
6,018
10,339
7,831
5,586
5,556
5,157
5,227
5,900
5,867
5,183
5,603
11,017
5,542
9,369
5,608
6,114
6,073
7,326
5,651
6,114
6,154
5,457
5,462
6,000
5,946
5,432
5,403
5,903
5,850
5,362
5,267
5,616
5,513
6,094
5,970
6,717
6,567
5,125
5,021

-0,02
-0,02
-1,05
-1,05
0,35
0,34
-1,12
-1,11
-0,74
-0,75
0,14
0,08
-0,80
-0,80
-0,09
-0,09
0,19

-0,35
-0,36
0,12
0,13

-0,02
-0,21
-0,18
-0,36
-0,36
-0,01
-0,02
-0,41
-0,39
0,07
0,05
-0,30
-0,29
-0,11
-0,09
0,15
0,15
0,02
0,02
-0,18
-0,18
-0,26
-0,25
-0,44
-0,45

-0,02

tel.800-102010
FLE Gestnord Asset Allocation
AIN Gestnord Az Trend Set
APA Gestnord Az. Pacifico A
APA Gestnord Az. Pacifico C m
AAM Gestnord Az.America A
AAM Gestnord Az.America C m
AEU Gestnord Az.Europa A
AEU Gestnord Az.Europa C m
AIT Gestnord Az.Italia A
AIT Gestnord Az.Italia C m
AEM Gestnord Az.Paesi Em A
AEM Gestnord Az.Paesi Em C m
BBI Gestnord Bil. Euro A
BBI Gestnord Bil. Euro C m
OMI Investimenti Sostenib.A E
OMI Investimenti Sostenib.C m
MAE Nordfondo Liquidità A
MAE Nordfondo Liquidità C m
OEC Nordfondo Ob.Euro Corp A
OEC Nordfondo Ob.Euro Corp C m
OEM Nordfondo Ob.Euro M.T. A
OEM Nordfondo Ob.Euro M.T. C m
OPE Nordfondo Ob.Paesi Em A
OPE Nordfondo Ob.Paesi Em B
OPE Nordfondo Ob.Paesi Em C m
OEB Nordfondo Obbl. B.T A
OEB Nordfondo Obbl. B.T B
OEB Nordfondo Obbl. B.T C m
OAS Nordfondo Obbl. Conv. A
OAS Nordfondo Obbl. Conv. C m
ODM Nordfondo Obbl. Dollari A
ODM Nordfondo Obbl. Dollari C m
FLE Star Coll 6 Dinamico A #
FLE Star Coll 6 Dinamico C m #
FLE Star Coll 6 Dinamico E #
AIN Star Coll Az.Inter. A #
AIN Star Coll Az.Inter. C m #
AIN Star Coll Az.Inter. E #
BBI Star Coll Bil.PaesiEm A #
BBI Star Coll Bil.PaesiEm C m #
BBI Star Coll Bil.PaesiEm E #

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

5,738
4,176
9,755
9,907
20,338
20,645
13,240
13,432
15,125
15,343
10,695
10,844
18,205
18,488
7,570
7,595
6,456
6,473
9,615
9,693
19,248
19,395
12,488
11,470
12,631
9,568
10,042
9,612
6,589
6,669
18,096
18,252
4,932
4,937
4,928
7,289
7,388
7,302
5,452
5,535
5,457

-0,55
-0,88
0,04
0,04
-0,92
-0,92
-0,88
-0,89
-1,21
-1,21
0,06
0,06
-0,84
-0,83
-0,05
-0,05
-0,02
-0,02
0,14
0,13
-0,15
-0,14
-0,08
-0,08
-0,08
-0,06
-0,06
-0,06
-0,26
-0,27
-0,32
-0,29
-0,14
-0,14
-0,14
-0,51
-0,48
-0,35
-0,04
-0,04
-0,02

Mediolanum Gest. Fondi __________________
9,494
9,320
6,643
6,776
10,615
9,961
18,837
23,098
10,604
9,796
5,273
5,317

-0,08
-0,09
-0,33
-0,32
-0,25
-0,02
-0,78
-1,05
-0,25
-0,01
-0,15
-0,17

Nextam Partners __________________________
7,793 -0,13
7,959 -0,30

Pioneer Invest. Management Sgr _________

Sella Gestioni _____________________________

tel.055-263331
AIN Soprarno Esse Stock A
AIN Soprarno Esse Stock B m
FLE Soprarno Inflaz. 1,5% A
FLE Soprarno Inflaz. 1,5% B m
FLE Soprarno Orizzonte Attivo
OEB Soprarno Pronti Termine A m
OEB Soprarno Pronti Termine B
OFL Soprarno Redd.& Cresc. A
OFL Soprarno Redd.& Cresc. B m
FLE Soprarno Relat. Value A
FLE Soprarno Relat. Value B m
FLE Soprarno Rit. Ass A
FLE Soprarno Rit. Ass. B m
FLE Soprarno Tar.4% Fle Cl.B
FLE Soprarno Targ.4% Fle Cl.A

11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06

7,132
7,316
6,498
6,599
5,009
5,022
5,466
5,075
5,091
6,672
6,891
6,528
6,761
4,950
4,940

0,39
0,40
0,34
0,35
0,02
-0,04
-0,04
0,14
0,16
0,27
0,28
0,23
0,22
0,14
0,14

tel.800-614614
FLE Symphonia Asia Fles.
AIT Symphonia Az. Sm.Cap It.
AAE Symphonia Azionario Euro
AAM Symphonia Azionario Usa
FLE Symphonia Fortissimo
FLE Symphonia Mult Emer Fle #
OFL Symphonia Obb. Alto Pot.
OEB Symphonia Obb. Breve Ter.
OEC Symphonia Obb. Corp.
OFL Symphonia Obb. Din. Val.
OEM Symphonia Obb. Euro
OEB Symphonia Obb. Rendita
FLE Symphonia Patrim. Attivo
OMI Symphonia Patrim. Redd.
AIT Symphonia Selez. Italia
FLE Symphonia Tematico
MAE Symphonia Tesoreria

12.06 8,998 -0,42
12.06 8,506 -1,12
12.06 7,728 -0,95
12.06 11,244 -0,57
12.06 3,615 -0,69
12.06 14,322 -0,20
12.06 5,515 -0,07
12.06 7,108 -0,08
12.06 6,701 0,04
12.06 6,418 -0,36
12.06 8,303 -0,10
12.06 8,403 -0,15
12.06 27,087 -0,30
12.06 8,631 -0,14
12.06 9,427 -1,13
12.06 3,951 -0,35
12.06 5,221 -0,02

tel.02-430241
OFL UBI Pra. Active Duration
AEU UBI Pra. Az. Europa
AEM UBI Pra. Az. Merc. Emerg.
AAE UBI Pra. Azionario Etico E
AAE UBI Pra. Azioni Euro
AIN UBI Pra. Azioni Globali
AIT UBI Pra. Azioni Italia
APA UBI Pra. Azioni Pacifico
AAM UBI Pra. Azioni Usa
BOB UBI Pra. B. Euro Ris. Cont.
FLE UBI Pra. Capital Growth P
OEB UBI Pra. Euro BT
MAE UBI Pra. Euro Cash
OEC UBI Pra. Euro Corp.
FLE UBI Pra. Euro Eq Risk Cont
OEM UBI Pra. Euro M/L Term.
BBI UBI Pra. Europe Multifund
FLE UBI Pra. Gl. Multif. 50
OEH UBI Pra. Gl.High Yld Euro H
BOB UBI Pra. Glob. Multiasset
FLE UBI Pra. Inflat. Shield P
FLE UBI Pra. Mult.Vol.Target
BOB UBI Pra. Multiasset IT
OAS UBI Pra. Obb. Dollari
OIH UBI Pra. Obb. Gl. Alto Ren.
OIC UBI Pra. Obb. Glob. Corp.
OIG UBI Pra. Obb. Globali
OFL UBI Pra. Obb. Ob. Valore
OEC UBI Pra. Obb.Eu.Corp.Etico E
BAZ UBI Pra. Port. Aggressivo
BBI UBI Pra. Port. Dinamico
BOB UBI Pra. Port. Moderato
OMI UBI Pra. Port. Prudente
FLE UBI Pra. Protez. Mkt Euro P
OFL UBI Pra. Tot Ret Pr
FLE UBI Pra. Tot. Ret. Din.
FLE UBI Pra. Tot.Ret. Moderato A
FLE UBI Pra. Tot.Ret. Moderato B

12.06 6,165 -0,32
12.06 8,481 -0,90
12.06 12,896 -0,03
12.06 6,976 -1,41
12.06 8,766 -1,08
12.06 8,053 -0,84
12.06 7,037 -1,30
12.06 9,956 0,21
12.06 7,838 -1,09
12.06 6,536 -0,44
12.06 5,776 -0,31
12.06 7,184 -0,15
12.06 7,542 -0,03
12.06 9,471 0,12
12.06 4,959 -0,70
12.06 8,204 -0,12
12.06 5,769 -0,22
12.06 7,598 -0,38
12.06 5,113 -0,04
12.06 5,327 -0,65
12.06 4,838 -0,06
12.06 5,467 -0,60
12.06 5,373 -0,85
12.06 6,987 -0,33
12.06 12,050 -0,07
12.06 8,547 0,05
12.06 6,804 -0,21
12.06 4,961 -0,14
12.06 4,871

12.06 7,868 -0,83
12.06 7,547 -0,61
12.06 7,229 -0,39
12.06 6,897 -0,23
12.06 5,084 -0,61
12.06 11,123 -0,13
12.06 5,000 -0,08
12.06 4,961 -0,12
12.06 5,024 -0,14

tel.02-806071
OEB Zenit Mc Breve Ter Cl.I
OEB Zenit Mc Breve Ter Cl.R
FLE Zenit Mc Evoluzione Cl.I
FLE Zenit Mc Evoluzione Cl.R
AIN Zenit Mc Megatrend Cl.I
AIN Zenit Mc Megatrend Cl.R
OMI Zenit Mc Obbligaz. Cl.I
OMI Zenit Mc Obbligaz. Cl.R
FLE Zenit Mc Parsec Cl.I
FLE Zenit Mc Parsec Cl.R
AIT Zenit Mc Pianeta It Cl.I
AIT Zenit Mc Pianeta It Cl.R

12.06 8,353 -0,11
12.06 8,154 -0,10
12.06 6,335 -0,08
12.06 5,901 -0,08
12.06 5,401 -0,31
12.06 5,181 -0,31
12.06 9,698 -0,27
12.06 9,388 -0,28
12.06 4,936 0,06
12.06 4,746 0,04
12.06 14,086 -0,95
12.06 13,328 -0,95

Soprarno ___________________________________

Zenit _______________________________________

INDICI FIDEURAM
Indici
Generale
Fondi Azionari
Az. Italia
Az. Area Euro
Az. Europa
Az. America
Az. Pacifico
Az. Paesi Emergenti
Az. Internazionali
Az. Settoriali
Fondi Bilanciati
Bilanciati
Bil. Obbligazionari
Fondi Obbligazionari
Ob. Italia
Ob. Euro Governativi BT
Ob. Euro Governativi M/L Term
Ob. Euro Corporate Inv. Grade
Ob. Area Dollaro
Ob. Dollaro Govern. M/L Term
Ob. Internaz. Governativi
Ob. Paesi Emergenti
Ob. Altre Specializzazioni
Ob. Misti
Ob. Flessibili
Fondi Mercato Monetario
Monetario Area Euro
Flessibili
Indici Lussemburghesi

%

M
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M mM
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Tage Cap a SGR
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UBS G oba A e Mgm

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m

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INDICI E CERTIFICATI

m
m

m

m

Tenax Cap a L d

X

m

12.06
Provv.
127,62
133,51
139,30
125,80
149,28
155,07
165,83
292,39
139,16

144,53
121,56
134,13
154,07


168,07
138,53

123,60
149,96
303,55
157,58
155,51
133,53


117,50
924,68

11.06
Defin.
127,88
134,33
140,87
127,13
150,49
156,48
165,57
292,37
140,09
117,76
145,18
122,17
134,65
154,25
112,34
141,25
168,22
138,44
172,91
123,66
150,16
303,33
157,71
155,83
133,72
131,25
131,33
117,76
926,70

Var.
%
-0,20
-0,61
-1,11
-1,05
-0,80
-0,90
0,16
0,01
-0,66

-0,45
-0,50
-0,39
-0,12


-0,09
0,07

-0,05
-0,13
0,07
-0,08
-0,21
-0,14


-0,22
-0,22

%
M m
M
M
M W

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M
M

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M
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m

V o a o mu a Lavo o

P onee nve men Mgm

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12.06 6,697

12.06 10,903 -0,49

-0,93
-0,74
0,14
-0,19
-0,92

m M

Symphon a SGR

X

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m
m

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m

tel.02-777181
FLE Kairos Income
FLE Kairos Selection

7,153
7,209
7,163
7,496
5,625

-0,04
-0,02
0,06
-0,27
-0,27
-0,27
-0,04
-0,02
-0,04

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E e A e Managemen SGR

X
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m

Pen P an nve SGR

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P onee nve men M SGR

Duemme Hedge

m

C ed a V a

m
m
m
m
m

eV a

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

5,248
5,310
5,236
5,853
5,903
5,861
5,384
5,435
5,383

Star Coll Multi As.Gl A #
Star Coll Multi As.Gl C m #
Star Coll Multi As.Gl E #
Star Coll Ob Inter. A #
Star Coll Ob Inter. C m #
Star Coll Ob Inter. E #
Star Coll Ob M/L Ter A #
Star Coll Ob M/L Ter C m #
Star Coll Ob M/L Ter E #

M

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m
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m

Na ona e Su

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m

m

An ma

tel.02-72162500
AAM Investitori America
AEU Investitori Europa
APA Investitori Far East
FLE Investitori Flessibile
FLE Investitori Piazza Affari

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

FLE
FLE
FLE
OAS
OAS
OAS
OAS
OAS
OAS

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M

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m
m
m
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m

Credemprevidenza ___________

X
X

X
X

m
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M

31.05 14,614
31.05 12,821
31.05 13,528

Comparto Azio
m
m
m
m
m
m
m

m

m

Cassa Centrale Raiffeisen ____
Raiffeisen F.P.A.
Linea Activity
Linea Dynamic
Linea Safe

M
M
M
M

m

BIM Vita _______________________
Bim Vita Bil. Globale
Bim Vita Bond
Bim Vita Equilibrio
Bim Vita Equity

Akm

X
X
















m

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X
M
Aureo comparto az.
Aureo comparto bil.
Aureo comparto gar.
Aureo comparto obbl.

m

X

BAP Vita e Previdenza ________
Bap Pensione 2007
Linea Equilibrio
Linea Equilibrio A
Linea Investimento
Linea Investimento A
Linea TFR X
Linea TFR A X

Ge e e
M

Popo a e V a
X
X
X
X
X

Hd A
Comparto Crescita
Comparto Crescita Cl.C
Comparto Equilibrato
Comparto Equilibrato Cl.C
Comparto Garantito X
Comparto Obbligaz.
Comparto Obbligaz. Cl.C
Comparto Protetto
Comparto Protetto Cl.C

Ae

12.06 12,780 -0,23

Investitori _________________________________

%

M

12.06 9,991 -0,01
12.06 7,464 -0,04
12.06 13,429 -0,09
12.06 16,419 0,26
12.06 11,519 -0,16

www ilsole24ore com/indicienumeri

m

8a+ nve men

m
m
m
m
m
m
m

MAE Interf. Euro Liquidity m
OEM Interf. Euro Short Term 1-3
OEM Interf. Euro Short Term 3-5
OAS Interf. Inflation Linked
FLE Interf. System Evolution
ODM Interfund Bond Us Plus H m
OAS Interfund Glob.Convert
FLE Interfund System 100

ETFplus - Mercato Telematico

M

Alleanza Assicurazioni _______
AlMeglio Azionario
AlMeglio Bilanciato X
AlMeglio Obbligaz. X

4,965
4,965
5,177
4,965
4,965
17,069
17,366
18,089
18,490
5,998
6,104
5,987
6,073
6,204
6,065
6,106
6,261
6,099
7,113
7,333
7,101
10,599
10,601
10,397
9,960
11,177
11,448
6,098
6,220
5,056
5,185
5,093
5,112
5,068
4,962
4,964
14,900
15,971
8,733
8,932
8,940
11,823
11,043
8,267
8,646
10,786
11,043
10,744
11,197

Anima Fix Obbl. MLT A
Anima Fix Obbl. MLT Y
Anima Fondo Trading A
Anima Fondo Trading F
Anima Forza 1 A
Anima Forza 1 B
Anima Forza 1 Y
Anima Forza 2 A
Anima Forza 2 B
Anima Forza 2 Y
Anima Forza 3 A #
Anima Forza 3 B #
Anima Forza 3 Y #
Anima Forza 4 A #
Anima Forza 4 B #
Anima Forza 4 Y #
Anima Forza 5 A #
Anima Forza 5 B #
Anima Forza 5 Y #
Anima Geo America A
Anima Geo America Y
Anima Geo Asia A #
Anima Geo Asia Y #
Anima Geo Euro Pmi A
Anima Geo Euro Pmi Y
Anima Geo Europa A
Anima Geo Europa Y
Anima Geo Globale A
Anima Geo Globale Y
Anima Geo Italia A
Anima Geo Italia Y
Anima Geo PaesiEm. A #
Anima Geo PaesiEm. Y #
Anima Iniziativa Europa A
Anima Iniziativa Europa F
Anima Iniziativa Ita PMI m
Anima Italia A
Anima Italia F
Anima Liquidita Euro A
Anima Liquidita Euro F
Anima Liquidita Euro I
Anima Obbl. Corporate A
Anima Obbl. Corporate AD
Anima Obbl. Corporate F
Anima Obbl. Emergente A
Anima Obbl. Emergente AD
Anima Obbl. Emergente F
Anima Obbl. Euro A
Anima Obbl. Euro F
Anima Obbl. High Yield A
Anima Obbl. High Yield AD
Anima Obbl. High Yield F
Anima Obiettivo Ced 2022
Anima Pacifico A
Anima Pacifico F
Anima Pianeta A
Anima Pianeta F
Anima Pr Dinamico 2022
Anima Pr Dinamico 22 II
Anima Prog Eur. 2021 Ced
Anima Prog Glob. 2022 Ced
Anima Rend.Ass.Obbligaz. A
Anima Rend.Ass.Obbligaz. Y
Anima Riserva Dollaro A
Anima Riserva Dollaro F
Anima Riserva Dollaro I
Anima Riserva Emerg. A
Anima Riserva Emerg. F
Anima Riserva Globale A
Anima Riserva Globale f
Anima Risparmio A
Anima Risparmio AD
Anima Risparmio F
Anima Russell Multi-Asset
Anima Salvadanaio A
Anima Salvadanaio F
Anima Sel. Dinamica 2020
Anima Selection
Anima Sforzesco A
Anima Sforzesco AD
Anima Sforzesco F
Anima Star Eu AltoPot A
Anima Star Eu AltoPot Y
Anima Star It AltoPot A
Anima Star It AltoPot Y
Anima Star It AltoPot YD
Anima Target Cedola 2022
Anima Trag. 2016
Anima Trag. 2016 CED.3
Anima Trag. 2017 CED.4
Anima Trag. 2017 CED.4 II
Anima Trag. 2017 CED.4 III
Anima Trag. 2017 MultiCed
Anima Trag. 2018
Anima Trag. 2018 Alto Pot.
Anima Trag. 2018 Ced. Sem.
Anima Trag. 2018 Eu. A. P.
Anima Trag. 2018 Eu. A. P. II
Anima Trag. 2018 Eu. A. P. III
Anima Trag. 2018 IT. A. P.
Anima Trag. 2018 IT. A. P. II
Anima Trag. 2018 IT. A. P. III
Anima Trag. 2018 MultiCed II
Anima Trag. 2018 Target Ced.
Anima Trag. 2019 Cre. Sost.
Anima Trag. 2019 Cre. Sost. II
Anima Trag. 2019 Flex
Anima Trag. 2019 Flex II
Anima Trag. 2019 Globale
Anima Trag. 2019 Globale II
Anima Trag. 2019 MultiAss
Anima Trag. 2019 Plus
Anima Trag. 2019 PLUS II
Anima Trag. 2021 Globale
Anima Trag. Ced. America
Anima Trag. Ced. Europa
Anima Trag. Cre. Italia
Anima Trag. Dinamico
Anima Trag. II 2016
Anima Tricolore AD
Anima Tricolore F
Anima Valore Globale A
Anima Valore Globale F
Anima Visconteo A
Anima Visconteo AD
Anima Visconteo F

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m

m
m

6,211 -0,34
7,666 -0,03

OEM
OEM
FLE
FLE
OAS
OAS
OAS
OAS
OAS
OAS
BOB
BOB
BOB
BBI
BBI
BBI
BAZ
BAZ
BAZ
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APA
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AEM
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ODB
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OAS
OAS
OAS
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OFL
OFL
OFL
FLE
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OEB
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OMI
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OMI
OMI
OMI
OMI
OMI
OMI
OMI
OMI
OMI
OFL
OBI
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AIN
AIN
BOB
OMI
BOB

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40 Risparmio gestito

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

FONDI ASSICURATIVI UNIT LINKED
Alleanza Assicurazioni ___________
Alleata Azionaria P
Alleata Bilanciata P
Fix
Garantita Alleanza 06-16
Garantita Alleanza 06-21
Garantita Alleanza 06-26
Garantita Alleanza 06-31
Mix
Stock
Top

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

10,773
12,184
6,524
11,301
11,958
11,740
11,880
7,048
5,740
5,962

AIV Global Private 10
AIV Global Private 30
AIV Global Private 50
AIV Rainbow 10
AIV Rainbow 4
AIV Rainbow 7
AZ Azionario
AZ Best in Class
AZ Best in Class A
AZ Flex I01
AZ Obbligazionario
AZ Orizzonte 10
AZ Orizzonte 10 cl.A
AZ Orizzonte 10 cl.B
AZ Orizzonte 10 cl.C
AZ Orizzonte 20
AZ Orizzonte 20 cl.A
AZ Orizzonte 20 cl.B
AZ Orizzonte 20 cl.C
AZ Orizzonte Azionario
AZ Orizzonte Azionario cl.A
AZ Orizzonte Azionario cl.B
AZ Orizzonte Azionario cl.C
AZ Orizzonte Azionario cl.D
AZ Orizzonte Bilanciato
AZ Orizzonte Bilanciato cl.A
AZ Orizzonte Bilanciato cl.B
AZ Orizzonte Bilanciato cl.C
AZ Orizzonte Bilanciato cl.D
AZ Orizzonte Flessibile
AZ Orizzonte Flessibile cl.A
AZ Orizzonte Flessibile cl.B
AZ Orizzonte Flessibile cl.C
AZ Orizzonte Flessibile cl.D
AZ Orizzonte Monetario
AZ Orizzonte Monetario cl.A
AZ Orizzonte Monetario cl.B
AZ Orizzonte Monetario cl.C
AZ Orizzonte Obblig.B.T.
AZ Orizzonte Obblig.B.T. cl.A
AZ Rendimento Italia 2015
AZ Rendimento Italia 2018
AZ Rendimento Italia 2020
AZ Rendimento Italia 2030
AZ Selezione Reddito
AZ Squadra Vincen.M.Stanley
AZ Squadra Vincente AGI
AZ Squadra Vincente BlackR.
AZ Squadra Vincente Pictet
AZ Squadra Vincente Pimco
AZ Sviluppo
AZ Sviluppo cl.A
AZ Sviluppo cl.B
AZB Monetario
AZB Rendimento Italia 2015
AZB Rendimento Italia 2018
AZB Rendimento Italia 2020
AZB Rendimento Italia 2030
AZS Obbligaz.Protetto
Exclusive 25
Exclusive 50
Formula Attiva
Formula Attiva Cl.A
Formula Equilibrata
Formula Equilibrata Cl.A
Formula Moderata
Glob. Assic. GPA 14
Glob. Assic. GPA 15
Glob. Assic. GPA 7
Glob. Assic. GPA 8
Glob. Assic. GPA 9
Glob. Assic. GPA B Glob.
Glob. Assic. GPA b10
Glob. Assic. GPA b30
Glob. Assic. GPA b50
Glob. Assic. GPA b70
Glob. Assic. GPA b90
Glob. Assic. GPA Gz
Glob. Assic. GPA S Em.
Glob. Assic. GPA S Glob.
LA BilanciatoPiù
LA Capitale Prudente
LA GarantitoPiù
LA InternazionalePiù
LA ProtettoPiù
LA Vita Avanzato
LA Vita Bilanciato
LA Vita Cash
LA Vita Convertibile
LA Vita Focus
LA Vita Integro
LA Vita Ponderato
LA Vita Prudente
LA Vita Scudo
Linea Equilibrio
Linea Risparmio
Linea Sviluppo
Ras Obblig.Protetto
Ras Oriente
RB Vita America
RB Vita Bilanciato
RB Vita Capital - Unit 30
RB Vita Capital - Unit 60
RB Vita Capital - Unit 90
RB Vita Europa
RB Vita Forza 1
RB Vita Forza 2
RB Vita Forza 3
RB Vita Forza 4
RB Vita Forza 5
RB Vita Forza 6
RB Vita Globale
RB Vita Obbl. Protetto
RB Vita Oriente
RB Vita Settoriale

11.06
5,774
11.06
5,928
11.06
6,126
11.06
5,500
11.06
5,300
11.06
5,452
10.06
20,13
10.06
9,727
10.06
10,000
10.06
10,982
10.06
11,325
10.06
10,217
10.06
10,261
10.06
10,310
10.06
10,398
10.06
10,978
10.06
11,283
10.06
11,338
10.06
11,410
10.06
13,008
10.06
13,212
10.06
13,228
10.06
13,376
10.06
13,529
10.06
12,126
10.06
12,238
10.06
12,275
10.06
12,382
10.06
12,517
10.06
12,049
10.06
12,216
10.06
11,667
10.06
11,830
10.06
11,876
10.06
9,913
10.06
9,945
10.06
9,967
10.06
10,058
10.06
10,006
10.06
10,161
10.06
10,907
10.06
12,360
10.06
13,182
10.06
16,280
10.06
10,390
03.06
12,965
03.06
12,506
03.06
12,338
03.06
11,717
03.06
10,759
10.06
11,586
10.06
12,090
10.06
12,225
10.06
9,860
10.06
10,871
10.06
12,135
10.06
12,859
10.06
15,544
11.06
6,524
09.06 1317,709
09.06 1237,131
10.06
6,227
10.06
11,132
10.06
6,209
10.06
10,927
10.06
6,012
11.06
3,476
11.06
5,591
11.06
5,907
11.06
5,590
11.06
6,083
11.06
5,104
11.06
5,762
11.06
5,888
11.06
6,080
11.06
6,161
11.06
5,295
11.06
5,145
11.06
10,799
11.06
5,987
10.06
15,880
03.06
14,337
10.06
13,725
10.06
16,183
10.06
15,714
10.06
11,181
10.06
12,787
10.06
12,065
10.06
9,395
10.06
12,184
10.06
13,168
10.06
11,293
10.06
10,875
10.06
12,441
11.06
6,545
11.06
6,625
11.06
5,275
11.06
6,353
11.06
7,077
11.06
4,908
11.06
6,740
11.06
12,786
11.06
12,390
11.06
11,357
11.06
7,159
11.06
7,554
11.06
7,958
11.06
7,454
11.06
6,244
11.06
6,887
11.06
5,781
11.06
6,320
11.06
6,443
11.06
8,123
11.06
6,799

Allianz Strategy 15
Allianz Strategy 50
T4L Asia Pacific ex Jap Eq.
T4L Asian Equities
T4L Commodities
T4L Convertibles
T4L Em. Market Bonds
T4L Em. Market Equities
T4L Em. Market Short Term
T4L EMU Corporate Bonds
T4L EMU Gov. Bonds
T4L EUR Cash
T4L European Equities
T4L European High Yield B.
T4L Fixed Inc. Medium Term
T4L Fixed Inc. Short Term
T4L Global Equities
T4L High Yield Bonds
T4L Japanese Equities
T4L Multistrategy
T4L US Equities
T4L US High Yield Bonds
T4L Volatility

11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06

149,620
173,140
10,000
10,000
10,000
10,000
9,932
10,732
10,000
9,728
10,000
9,871
10,000
10,000
9,651
9,897
11,126
10,059
10,000
10,112
10,000
10,000
10,000

Armonico
Armonico 2007
Attivo
Attivo 2007
Az. Specializzato
Azion. Globale
Azionario
Bilan. Globale
Bilanciato Euro
Dinamico
Equilibrato
Euromoneta
Monetario
Obblig. Euro
Obblig. Misto
Obbligazionario
Protetto
Protetto 2007
Sicuro
Trend
Trend Dinamico
Trend Equilibrato
Trend Plus
Trend Protetto

10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06

14,454
12,846
15,914
11,954
16,394
11,844
19,336
14,880
14,384
18,699
18,444
12,180
12,647
14,950
14,278
14,534
14,431
12,039
15,031
18,320
11,121
11,772
10,922
11,802

Aggr. classe Sprint
Aggressive
AV Total Return
Bal. classe Moderate
Balanced
Capital Tutor
Cons. classe Comfort
Conservative
Dyn. classe Fast
Dynamic
Flex. classe Active
Flexible
Gold Fund
MultiAzionario
MultiMonetario
Pension Control
Pension Medium
Pension Power
Percorso 18 Cl. A
Percorso 40 Cl. A
Percorso 61 Cl. A
Percorso 83 Cl. A
R.Est. classe D. Property
Real Estate
SinergiKa Azionario
SinergiKa Oro

09.06
09.06
10.06
09.06
09.06
08.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
10.06
10.06
10.06
29.05
29.05
29.05
10.06
10.06
10.06
10.06
09.06
09.06
10.06
10.06

5,056
9,634
12,227
6,744
8,106
12,069
6,928
7,319
5,219
8,622
6,328
8,999
7,672
12,515
11,447
14,232
15,402
14,403
13,396
14,024
14,063
13,582
11,153
11,918
15,577
5,981

Em. Mkt Equities
Euro Bonds
Europ. Equities
Force 25
Force 50
Force 90
Internat. Bonds
Japan Equities
Money Box
UK Equities
US Equities

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

18,834
14,051
10,621
12,365
11,264
8,894
12,551
5,338
11,483
9,330
7,814

Allianz ____________________________

Allianz Global Life Limited _______

Antonveneta Vita _________________

Arca Vita __________________________

Arca Vita International ___________

Area Life __________________________
Balance 2001
Balance 2001 - PIP
Best World
Best World - PIP
Brick & Share
Brick & Share - PIP
Bull & Bear
Bull & Bear - PIP
Bull & Bear Equity
Dynamic
European Defensive
Saving Units Note
Trend 2001
Value 2001
Value 2001 - PIP
World Bond

28.05
10.06
10.06
05.06

10,290
6,600
7,880
7,890
6,560
9,720
5,680
7,370
5,890
4,100
9,910
10,990
9,820
10,510
8,710
5,640

Aspecta Assurance Intern. _______
Multichance Allegro
Multichance Moderato
Multichance Vivace

29.05
29.05
29.05

86,790
87,060
95,360

European Equity FP

05.06

5,465

Euroquota Aggress.
Euroquota Equilibrata
Euroquota Prudente
Option Trend
Raiffplanet Aggress.
Raiffplanet Equilibr.
Raiffplanet Prudente

10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06

6,062
6,542
6,719
5,000
6,796
7,121
6,815

Assicurazioni Generali SpA ______
Assimoco Vita ____________________

Aviva ______________________________
Aviva D Az. Pacifico
Aviva D Bond Mix
Aviva E Az. Am. Latina
Aviva E Az. America
Aviva E Az. Europa
Aviva E Az. Internaz.
Aviva E Az. Pac. e Giapp.
Aviva E Az.Em. EU e Med.
Aviva E Azionario Cina
Aviva E Azionario India
Aviva E Inflazione Più
Aviva E Obblig. Euro 1-3
Aviva E Obblig. Euro Corp.
Aviva E Obblig. Euro Oltre 3
Aviva E Obblig. Misto
Aviva E Obblig. US
Aviva E Strategia 20
Aviva E Strategia 30
Aviva E Strategia 40
Aviva E Strategia 50
Aviva E Strategia 70
Aviva F Inflazione Stars
Aviva Life Active 1
Aviva Life Active 2

5,240
6,150
6,620
12,150
10,660
10,420
10,210
8,560
12,180
11,820
6,840
5,150
5,860
6,260
6,090
6,500
5,670
5,820
6,430
7,030
7,840
5,010
5,590
5,900

Aviva Life Active 3
Aviva Life Flessibile
Aviva Obiettivo Inflaz.3/2018
Aviva Oppurtunità Az.
Aviva Pip Azionario
Aviva Pip Bilanciato
Aviva Pip Flessibile
Aviva Pip Obbligazionario
Aviva Prev. Equity Pip
Aviva Smart 08 Plus
Aviva UniAttiva 06/2017
Aviva UniAttiva 12/2017
CU A Bilanciato
CU A Bilanciato Più
CU A Cauto
CU A Dinamico
CU A Flessibile
CU A Mix
CU A Monetario
CU A Prudente
CU A Prudente Più
CU A Total
CU A1
CU A2
CU A3
CU A4
CU A6
CU Credit Alfa II
CU Credit Beta IV
CU Credit Delta VIII
CU Credit Gamma VI
CU Credit Garanzia
CU Credit Omega X
CU CRT B1
CU CRT B3
CU CRT B4
CU CRT B6
CU CRT D1
CU CRT D10
CU CRT D2
CU CRT D3
CU CRT D4
CU CRT D5
CU CRT D6
CU CRT D7
CU CRT D8
CU CRT D9
CU CRT Euro 10
CU CRT Euro 2
CU CRT Euro 5
CU CRT Euro 6
CU CRT Euro 8
CU CRT Fip 2
CU CRT Fip 5
CU CRT Fip 6
CU CRT Fip 8
CU CRT G2
CU CRT G5
CU CRT G6
CU CRT G8
CU D Az. America
CU D Az. Europa
CU D Az. Internazionale
CU D Obbligaz. Internaz.
CU D Prudente
CU D Prudente Più
CU Diamante
CU Equity Growth
CU Giada
CU Mixed Growth
CU Moderate Growth
CU New Rubino
CU New Smeraldo
CU New Zaffiro
CU Rubino
CU Smeraldo
CU Vita Balanced
CU Vita Cronos 1
CU Vita Cronos 2
CU Vita Cronos 3
CU Vita EB Dollar Bond
CU Vita EB Dutch Equity
CU Vita EB Emu Bond
CU Vita EB European Eq.
CU Vita EB I. T. Fund
CU Vita EB Japanese Eq.
CU Vita EB NorthAm. Eq.
CU Vita Eurofinancial Eq.
CU Vita Europe Click
CU Vita European Eq.
CU Vita Global Bond
CU Vita Global Equity
CU Vita Japan Click
CU Vita Liquidity Fund
CU Vita Mosso
CU Vita Prestige Equity
CU Vita Protected 70
CU Vita Protected 80
CU Vita Protected 90
CU Vita Technology Eq.
CU Vita Usa Click
CU Zaffiro
Equity Growth Plus
F. Az. America Stars
F. Az. Emergenti Stars
F. Az. Europa Stars
F. Crescita Stars
F. Obbl. Euro BT Stars
F. Obbl. Euro Stars
F. Obbl. US Stars
F. Reddito Stars
F. Strategia Stars
F.I.I. 102
F.I.I. 109
F.I.I. 110
F.I.I. 111
F.I.I. 115
F.I.I. 116
F.I.I. 117
F.I.I. 138
F.I.I. 148
F.I.I. 161
F.I.I. 162
F.I.I. 163
F.I.I. 164
F.I.I. 173
F.I.I. 195
Mixed Growth Plus
Moderate Growth Plus
RV CRT Azione
RV CRT Bilancia
RV CRT Euro Azione
RV CRT Euro Bilancia
RV CRT Euro Moneta
RV CRT Moneta

09.06

09.06

09.06

09.06
09.06

09.06
09.06

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
09.06
09.06

5,850
5,280
5,330
8,060
5,050
6,030
5,230
6,300
6,360
5,720
5,240
5,400
6,790
6,870
5,750
7,040
5,430
6,870
5,090
6,480
6,740
5,480
6,30
6,010
7,79
8,66
10,18
8,470
9,220
10,150
10,140
7,110
10,330
6,350
7,150
7,410
7,360
6,500
7,090
5,620
7,480
6,260
6,090
10,660
6,240
6,310
6,870
5,580
6,380
6,480
6,180
5,640
6,290
7,150
7,440
7,900
7,150
7,370
7,130
6,500
6,720
5,850
5,740
6,020
6,380
6,660
6,200
6,850
6,960
6,420
5,770
6,630
6,350
5,750
17,160
19,190
7,170
7,550
7,330
7,590
7,330
4,750
8,870
6,050
2,440
4,010
5,710
5,490
31,900
8,610
6,170
7,710
29,590
5,400
7,020
8,900
5,800
5,930
6,030
3,540
30,770
14,810
6,150
7,300
5,570
6,790
6,070
5,040
5,320
5,700
5,560
5,740
8,440
6,680
5,940
6,620
9,750
9,760
9,730
8,200
7,160
7,880
7,270
9,140
9,380
6,960
5,520
6,270
5,870
8,330
8,390
5,720
7,060
7,940
7,760

AXA MPS VP 01 Germania
AXA MPS VP 02 U.K.
AXA MPS VP 03 Svizzera
AXA MPS VP 04 Sel. Ger.
AXA MPS VP 05 Stati Uniti
AXA MPS VP 06 Eurozone C.
AXA MPS VP 07 UK CH SE
AXA MPS VP 08 Nord America
AXA MPS VP 09 Am. Latina
AXA MPS VP10 P. Euro Core
AXA MPS VP11 Opp Europa
AXA MPS VP11 Salute
AXA MPS VP11 U. Europee
AXA MPS VP12 Imp Eurozona
AXA MPS VP15 Resp. Soc.
AXA MPS VP16 Progresso
AXA MPS VP17 Ob.Europa
AXA MPS VP18 Ba.Comunic.
AXA MPS VP19 Targ.Europa
AXA MPS VP20 Foc.Globale
AXA MPS VP21 Italia Spagna
AXA MPS VP22 Mix Europa
AXA MPS VP23 Small Caps Eu
AXA MPS VP24 Strat. Glob.
AXA MPS VPB90 Eu Div.
AXA MPS VPB90 Eu Oil&Gas
AXA MPS VPB90 Eu Utility
AXA MPS VPB90 Eu Utility 2
Az. Internazionale
Azionario Top Ten
Balanced 2.0
Balanced Plus A
Balanced Plus B
China Equity
Commodiities B
Commodities
Defensive 2.0
Defensive A
Defensive B
DPI - Large Caps 2019
DPI Asia 2018
DPI Emerging Mkts 2018
DPI Health Care 2019
DPI Real Asset 2018
DPI U.S. High Div. 2019
Dynamic 2.0
Dynamic A
Dynamic B
Em. Mkt Debt
Emerging Markets Eq. A
Emerging Markets Eq. B
Euro Credit
Euro Govern.Bonds A
Euro Govern.Bonds B
European Equity A
European Equity B
Global Bond
Global Real Estate
Global Real Estate B
Liquidity 2.0
Liquidity A
Liquidity B
Obbligazionario Top Ten
Pacific Equity A
Pacific Equity B
Secure 2.0
Secure A
Secure B
Secure Plus
Usa Equity A
Usa Equity B
World Bonds Opportunities

03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
03.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

118,260
112,480
121,160
118,170
113,030
113,370
122,220
108,690
111,880
108,330
112,720
118,930
120,030
104,910
105,380
105,080
103,400
101,830
102,160
99,050
101,840
100,130
102,430
97,410
91,890
95,410
96,740
96,363
17,495
18,523
10,873
16,233
15,878
12,669
9,602
13,182
10,536
14,400
14,190
122,680
115,590
113,470
144,160
112,570
124,110
11,169
17,622
18,093
10,411
27,121
17,449
9,956
12,446
12,348
23,315
22,578
9,858
23,478
11,469
9,929
9,847
9,645
14,208
18,280
17,534
10,164
15,371
12,238
9,968
11,398
25,211
14,969

Arianna 2003
Attivo Europa
Base 75
Base 8
Base 85
Base Progressiva
Conservativo
Coupon 8%
Dinamico
Double Engine Aggressivo
Double Engine Aggressivo B
Double Engine Difensivo
Double Engine Difensivo B
Double Engine Equilibrato
Double Engine Equilibrato B
Equilibrato
Flessibile
Opera 13
Previdenza Aggessivo
Previdenza Equilibrato
Progr. Europa
Quadrifoglio 7+7
Sereno Europa
Suite II
Target 48
Trend Globale

10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
10.06
10.06
10.06
01.06
01.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06

143,360
14,533
11,787
15,220
122,177
12,600
14,775
13,187
9,981
12,735
18,662
12,974
14,328
13,149
15,750
12,623
9,210
13,696
17,384
14,905
10,577
15,665
14,688
20,407
12,623
12,600

Alcyone
Atlante
AZ STYLE Blue 1
AZ STYLE Blue 2
AZ STYLE Blue 3
AZ STYLE Blue 4
AZ STYLE Blue 5
AZ STYLE Red 1
AZ STYLE Red 2
AZ STYLE Red 3
AZ STYLE Red 4
AZ STYLE Red 5
Elettra
Maia
Merope
Navigator Bal. Flex.
Navigator Equity Din.
Navigator Low Vol.
Private Selection
Quasar
Star B Equity
Star Dynam. Balanced
Star Dynam. Growth
Star Dynamic Conserv.
Star F Equity
Star J Bond
Star Money Market
Star P Bond
Star T Bond
Star T Equity

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

5,766
5,630
5,756
5,966
6,364
6,728
6,904
5,623
5,681
6,197
6,467
6,690
5,655
7,317
5,826
5,514
5,435
5,318
5,391
5,086
6,489
5,122
4,827
5,186
7,251
5,299
5,365
5,317
5,661
6,727

14,740
14,050
12,580
14,970

BFI Euro Target Vol 5%

11.06

105,750

Bap Azionario
Bap Conservativo
Bap Dinamico
Bap Flessibile
Bap Moderato

05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

152,806
110,930
133,280
127,235
132,110

Aviva Assicurazioni Vita _________

E-Link Evoluz. 2005
E-Link Increm. 2005
E-Link Stabilità 2005
E-Link Sviluppo 2005

09.06
09.06
09.06
09.06

Aviva Life _________________________
Armonia
Av. New BDM Corallo
Av. New BDM Stella Marina
Av. New BDM Tritone
Aviva BNI Balanced Trend
Aviva BNI Bond
Aviva BNI Flexi Dynamic
Aviva BNI Flexi Equity
Aviva BNI Flexi Moderate
Aviva BNI Trend
CU Azimut Accr.Int.
CU Azimut Accr.Italia
CU Azimut Conserv.
CU Azimut Equilibrato
CU BDM Conchiglia
CU BDM Corallo
CU BDM Giove
CU BDM Marte
CU BDM Mercurio
CU BDM Stella Marina
CU BDM Tritone
CU BDM Urano
CU Bond
CU BPL Azionario
CU BPL Bilanciato
CU BPL Futuro Az.
CU BPL Futuro Bil.
CU BPL Futuro Obbl.
CU BPL Gemini
CU BPL Lyra
CU BPL Obbl.
CU BPL Orion
CU BPL Pegasus
CU BPL Taurus
CU Cash
CU Equity
CU New Gemini
CU New Lyra
CU New Taurus
CU Previd. Cronos 1
CU Previd. Cronos 2
CU Previd. Cronos 3
Ouverture

09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06

25,980
5,620
6,180
6,680
4,030
4,680
5,560
4,550
4,530
3,840
6,340
6,650
6,810
6,910
6,350
5,580
7,780
8,710
7,930
6,550
6,560
8,290
11,630
5,210
5,450
6,120
6,030
5,800
7,060
6,890
5,420
5,790
6,510
6,550
8,320
13,510
6,090
5,520
6,160
5,820
5,820
5,830
20,730

AXA MPS Vita _____________________

Baloise Luxembourg _____________
BAP Vita e Previdenza ___________

Azionario Gl. Flessibile
Equity America
Equity America PIP
Equity Asia
Equity Asia PIP
Equity Europa
Equity Europa PIP
Obbligazionario Gl. Flessibile
World Global Bond
World Global Bond PIP

11.05
11.05
11.05
11.05
11.05
11.05
11.05
11.05
11.05
11.05

4,865
10,661
9,584
7,993
7,312
7,320
6,560
4,898
6,307
5,940

Bim Vita Allegro
Bim Vita Andante
Bim Vita Moderato
Bim Vita Plus

10.06
10.06
10.06
10.06

12,690
14,510
14,070
10,840

Azionario B
Bilanciato B
Fondo Fortune 33
Fondo Fortune 36
Fondo Fortune 7
MF 10036200
Obbligazionario B

09.06 208,839
09.06 246,549
09.06 1737,035
09.06 236,512
09.06 232,638
09.06 141,844
09.06 247,750

BIM Vita __________________________

Cardif Vita ________________________

Carige Vita Nuova ________________
Gestilink Aran. Dinamica
Gestilink Blu Moderata
Gestilink Verde Prudente
Rosa dei Venti F.Levante
Unitpiù Deciso
Unitpiù Equilibrato
Unitpiù Misurato

09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06

6,157
7,219
8,127
6,015
6,226
5,771
5,303

Aviva Vita _________________________

Aviva BPU 1
Aviva BPU 10
Aviva BPU 11
Aviva BPU 2
Aviva BPU 3
Aviva BPU 4
Aviva BPU 5
Aviva BPU 6
Aviva BPU 7
Aviva BPU 8
Aviva BPU 9
Aviva Sol. Inv. Glb M.Manager
Aviva Str.Gl.M.ManagerUbi Ed.
Aviva Strategy UBI Edition
Aviva UBI 1
Aviva UBI 2
Aviva UBI 3
Aviva UBI 4
Aviva UBI Aggressivo A
Aviva UBI Aggressivo B
Aviva UBI Dinamico A
Aviva UBI Dinamico B
Aviva UBI Moderato A
Aviva UBI Moderato B

08.05
08.05
08.05
08.05
08.05
08.05

5,890
6,260
6,060
6,500
6,790
6,840
6,010
6,140
5,820
6,230
6,330
10,000
5,620
5,910
6,250
6,350
6,620
6,700
4,960
4,950
4,940
4,940
4,890
4,890

AXA Azionazio Italia
AXA Exclusive Azionaria
AXA Exclusive Progressive
AXA Exclusive Prudente
AXA Investimento Assoluto
AXA Investimento Europa
AXA Investimento Internaz.
DM Euro Small Cap
DM Megatrend
Easy Plan Az. High Dividend
Easy Plan Obb. Dinamico
Gestiplus
Linea Dinamica
Linea Equilibrata
Linea Globale
Linea Innovazione
Linea Italia
Linea Prudenziale
Previdenza Assoluto FIP
Previdenza Euro Small Cap
Previdenza Europa FIP
Previdenza Internaz. FIP
Previdenza Megatrend

11.06
08.06
08.06
08.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
09.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06

20,657
14,649
13,525
11,568
12,147
15,248
14,602
12,066
10,874
10,469
8,343
16,777
11,887
10,542
11,906
13,096
15,327
8,554
12,174
11,780
13,835
14,889
10,666

AXA Excellence Azionaria
AXA Excellence Progressive
AXA Excellence Prudente
AXA Global Ass. b30
AXA Global Ass. b50
AXA Global Ass. b70
Life Absolute Value
Life Az. Innovazione
Life Az. Internazionale
Life Az. Nord America
Life Az. Paesi Emerg.
Life Azion. Giappone
Life Azionario Asia
Life Azionario Europa
Life Azionario Italia
Life Azionario Svizzera
Life Monetario Euro
Life Multif. Flessibile
Life Obbligaz. Europa
Life Profilo Dinamico
Life Profilo Equilibrato
Life Profilo Prudente

05.06
05.06
05.06
11.06
11.06
11.06
11.06
02.03
11.06
11.06
02.10
11.06
11.06
11.06
11.06
30.12
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06

10,096
10,038
9,399
11,865
12,293
12,966
9,290
13,038
7,868
10,721
13,415
8,552
14,500
12,384
14,987
10,000
9,683
8,006
15,385
11,030
10,610
9,248

Accumulator Best Mix
Accumulator Best Perform.
Accumulator Best Save

09.06
09.06
09.06

13,629
12,960
13,598

Alternative Strategies
Alternative Strategies 2.0
AXA MPS Balanced
AXA MPS Conservative
AXA MPS Dynamic

12.06
12.06
09.06
09.06
09.06

9,506
10,333
12,728
12,760
12,705

19.12

AXA _______________________________

AXA Interlife _____________________

AXA Life Europe __________________

Carismi Bil. Prudente
Carismi Bilanciato
Carismi Conservativo
Carismi Flessibile
Carismi Vivace
Cattolica Azionario
Cattolica Bilanciato
Cattolica Obbligazionario
Duomo Unit Moderate
Formula L In seconda
Formula Life Az.
Fuoriclasse Balanced
Ges. Obbligazionario
Gestivita Azionario
Gestivita Bilanciato
Linea Azionaria Globale
Linea Flessibile
Linea Obbligaz. Globale
Nuove Rotte
Previdenza Azionario P
Previdenza Bilanciato P
Progetto Attivo Equity
Protezione Valore
R&P 1000059

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
09.06
09.06
09.06
09.06
12.06
09.06
09.06
12.06
12.06
12.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
12.06
27.03

12,730
11,212
8,582
15,498
9,052
5,685
5,701
5,678
6,071
14,009
5,825
6,240
13,711
12,661
14,765
10,553
1,820
11,638
6,900
13,403
12,071
5,453
10,000
13,620

Duet Azionario Europa
Duet Monetario
ETF Bilanciato & Prudente
ETF Conservativo
ETF Dinamico
ETF Vivace
Flex Azionario Europa
Flex Monetario
Guida Life America
Guida Life Brillante
Guida Life Commodities
Guida Life Dinamico
Guida Life Europa
Guida Life Flex Active
Guida Life Flex Defensive
Guida Life Forex
Guida Life High Yield
Guida Life Pacifico
Guida Life Paesi Emergenti
Guida Life Prudente
Guida Life Tesoreria
Guida Life Wealth
Life Bilanciato & Prudente
Life Conservativo
Life Dinamico
Life Protezione III/2018
Life Vivace
New Life Aggressivo
New Life Bilanciato
New Life Dinamico
New Life Monetario
New Life Prudente
Priv. Insurance Linea Azzurra
Protezione I/2016
Protezione I/2017
Protezione I/2018
Protezione I/2019
Protezione I/2020
Protezione I/2021
Protezione II/2016
Protezione II/2017
Protezione II/2018
Protezione II/2019
Protezione II/2020
Protezione II/2021
Protezione III/2016
Protezione III/2017
Protezione III/2019
Protezione III/2020
Protezione IV/2017
Protezione IV/2018
Protezione IV/2019
Protezione IX/2018
Protezione V/2017
Protezione V/2018
Protezione VI/2017
Protezione VI/2018
Protezione VII/2017
Protezione VII/2018
Protezione VIII/2017
Protezione VIII/2018

04.06
04.06
12.06
12.06
12.06
12.06
04.06
04.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
30.04
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

14,055
10,326
4,930
4,926
5,660
6,029
14,248
10,433
10,296
7,760
4,908
7,036
9,939
5,569
4,438
5,066
6,665
8,451
5,705
6,587
5,312
10,314
10,597
10,294
12,309
10,207
14,406
5,325
6,562
5,904
6,990
7,084
5,575
11,403
10,446
9,552
10,971
11,083
10,159
11,911
10,017
9,875
9,382
10,586
9,499
10,373
10,492
9,378
10,707
9,664
11,117
10,640
10,826
10,406
10,084
10,870
9,642
10,931
11,447
11,693
13,180

Cattolica Life Limited ____________

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FONDI ASSICURATIVI INDEX LINKED

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Protezione X/2018

12.06

10,472

Cp Flex Garantito 2020
Cp Flex Garantito 2025
Cp Flex Garantito 2030
Cp Flex Garantito 2035
Cp Unico Aggressivo
Cp Unico Bilanciato
Cp Unico Prudente
Ev Strategia Int.le P

11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
12.06

12,042
14,679
14,594
13,717
13,952
13,368
13,345
16,190

Blue E.M.
CNP A Bilanciato
CNP A Bilanciato Più
CNP A Cauto
CNP A Dinamico
CNP A Flessibile
CNP A Monetario
CNP A Prudente
CNP A Prudente Più
CNP D Az. America
CNP D Az. Europa
CNP D Az. Internazionale
CNP D Az. Pacifico
CNP D Bond Mix
CNP D Prudente
CNP D Prudente Più
CNP E Az. America Latina
CNP E Az. Internazionale
CNP E Az.Em.Eu Mediterraneo
CNP E Az.Pacifico e Giappone
CNP E Azionario America
CNP E Azionario Cina
CNP E Azionario Europa
CNP E Azionario India
CNP E Inflazione più
CNP E Obblig. Euro 1-3
CNP E Obblig. Euro Corp.
CNP E Obblig. Euro Oltre 3
CNP E Obbligazionario Misto
CNP E Obbligazionario US
CNP E Strategia 20
CNP E Strategia 30
CNP E Strategia 40
CNP E Strategia 50
CNP E Strategia 70
CNP F Az. America Stars
CNP F Az. Emergenti Stars
CNP F Az. Europa Stars
CNP F Crescita Stars
CNP F Inflazione Stars
CNP F Obbl. Euro BT Stars
CNP F Obbl. Euro Stars
CNP F Obbl. US Stars
CNP F Reddito Stars
CNP F Strategia Stars
CNP Life Income 360
CNP Obiettivo Inflaz.03/2018
CNP Opportunità Az.
CNP Previdenza Equity
CNP Smart 08 Plus
CNP Uniattiva (scad.06/2017)
CNP Uniattiva- scad 12/2017
Equilibria 110 Bis
Green G.E.
L. Dinamica
L. Dinamica Plus
L. Protetta 01 Gennaio
L. Protetta 02 Febbraio
L. Protetta 03 Marzo
L. Protetta 04 Aprile
L. Protetta 05 Maggio
L. Protetta 06 Giugno
L. Protetta 07 Luglio
L. Protetta 08 Agosto
L. Protetta 09 Settembre
L. Protetta 10 Ottobre
L. Protetta 11 Novembre
L. Protetta 12 Dicembre
Profilo Artemide 15
Profilo Attivo
Profilo Bilanciato
Prog. Equilibria 110
Prog. Equilibria 90
Prog. Opportunity
Progetto Azionario
Progetto Medium
Progetto Obbligazion.
Progetto Smart
Progetto Sprint
Red I.E.
Risparmio Attivo
Risparmio Bilanciato
Risparmio Obbligaz.
Yellow E.B.

09.06
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09.06
09.06
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09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06

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5,795
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5,332
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6,511
6,783
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5,670
6,125
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6,780
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4,240
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8,382
8,348
6,996
5,881
5,078
5,862
6,101
5,767
6,346
5,368
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5,939
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6,746
7,342
5,501
6,846
5,961
5,003
5,011
5,365
5,653
5,581
5,720
5,597
5,292
8,330
6,424
5,676
5,242
5,391
12,714
9,968
7,300
5,413
5,473
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5,543
5,534
5,489
5,378
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5,328
5,338
5,568
5,643
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7,061
9,872
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11,850
14,426
12,352
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11,620
11,014
13,208
6,250
8,394
11,656
14,252

Crescendo+Base
Crescita
Global View 2018
Global View 3
Global View 4
Global View 5
Risparmio
Sicurezza
Soluzione 97

08.06
08.06
04.08
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

12,605
12,125
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10,779
11,013
12,649
10,471
14,314
10,790

Do
Fa 2006
Fa 2009
Flex EZ
Flex FT
Flex JP
Flex PT
Flex SC
La 2007
Mi
Mi 2006
MI 2009
PIP Progetto Previdenza 2025
PIP Progetto Previdenza 2030
PIP Progetto Previdenza 2035
PIP Progetto Previdenza 2040
PIP Progetto Previdenza 2045
Progetto Domani 2015
Protezione 90 Marzo 2022
Protezione Agosto 2019
Protezione Agosto 2021
Protezione Aprile 2020
Protezione Dicembre 2019
Protezione Maggio 2021
Protezione Ottobre 2021
Protezione Settembre 2020
Re
Re 2006
Re 2007
RE 2009
Si 2007
Sol 2006
Sol 2009

10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
30.12
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06

10,900
9,670
9,610
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14,080
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12,360
10,960
9,820
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11,870
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10,000
12,620
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11,940
10,660
9,950
11,160
10,890
11,330
9,380
9,720
9,010
12,120
14,170

2RV B1
2RV B3
2RV B4
2RV B6
2RV D1
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2RV D3
2RV D4
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2RV Dinamica
2RV Eurounit 1
2RV Eurounit 2
2RV Eurounit 3
2RV Eurounit 4
2RV Eurounit Plan 1
2RV Eurounit Plan 2
2RV Eurounit Plan 3
2RV Eurounit Plan 4
2RV Fip2
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2RV Fip8
2RV Invest 1
2RV Invest 2
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2RV Invest 4
2RV Invest 5
2RV Plan 1
2RV Plan 2
2RV Plan 3
2RV Plan 4
2RV Serena
2RV Sicura
2RV Tranquilla
2RV VPP Daniela
2RV VPP Riccardo
2RV VPP Sequoia
2RV VPP Vitiano
CGV Futuroro Azione
CGV Futuroro Bilancia
CGV Futuroro Euro Azione
CGV Futuroro Euro Bilancia
CGV Futuroro Euro Moneta
CGV Futuroro Moneta
Creditras A Bilanc. Più
Creditras A Bilanciato
Creditras A Cash
Creditras A Cauto
Creditras A Dinamico
Creditras A Flessibile
Creditras A Mix
Creditras A Monetario
Creditras A Prudente
Creditras A Prudente Più
Creditras A Total
Creditras A2
Creditras China Equity
Creditras D Az. America
Creditras D Az. Europa
Creditras D Az. Intern.
Creditras D Az. Pacifico
Creditras D Bond Mix
Creditras D Obbl. Intern.
Creditras D Prudente
Creditras D Prudente Più
Creditras E Az. America
Creditras E Az. CIna
Creditras E Az. Em.EU e Med.
Creditras E Az. Giappone
Creditras E Az. India
Creditras E Az.Am.Latina
Creditras E Azion. Europa
Creditras E Azion. Internaz.
Creditras E Inflaz. Più
Creditras E Obbl. Euro 1-3
Creditras E Obbl. Euro Corp.
Creditras E Obbl. Euro Oltre 3
Creditras E Obbl. Misto
Creditras E Obbl. US
Creditras E Strategia 20
Creditras E Strategia 30
Creditras E Strategia 40
Creditras E Strategia 50
Creditras E Strategia 70
Creditras Em. Economy Eq.
Creditras Em.Europe&Med.Eq
Creditras Euro B. Enhanced
Creditras Euro B. Over 3
Creditras Euro Bond 1-3
Creditras Euro Cash
Creditras Europe Equity
Creditras Income
Creditras Income Clock
Creditras India Equity
Creditras Intern. Equity
Creditras LatinAmerica Eq
Creditras Life Active1
Creditras Life Active2
Creditras Life Active3
Creditras Life Az. America
Creditras Life Az. Europa
Creditras Life Az. Internaz.
Creditras Life Az. Pacifico
Creditras Life Bond Selec.
Creditras Life Dinamico
Creditras Life Flessibile
Creditras Life Prudente
Creditras M1
Creditras M10
Creditras M2
Creditras M3
Creditras M4
Creditras M5
Creditras M6
Creditras M7
Creditras M8
Creditras M9
Creditras North A. Equity
Creditras Opportunità Az.
Creditras Pacific Equity
Creditras Smart08 Plus
Creditras Total Return
Creditras Us Bond
CRV 2K
CRV 4K
CRV 5K
CRV 6K
CRV 8K

11.06
6,332
11.06
7,160
11.06
7,405
11.06
7,589
11.06
6,018
11.06
7,425
11.06
5,878
11.06
7,125
11.06
6,335
11.06
6,741
11.06

11.06
6,304
11.06
6,086
11.06
6,105
11.06
6,187
11.06
6,134
11.06
6,385
11.06
6,332
11.06
5,492
11.06
6,242
11.06
6,305
11.06
6,135
11.06
5,444
11.06
6,727
11.06
7,217
11.06
7,618
11.06
7,606
11.06
6,228
11.06
6,333
11.06
6,202
11.06
5,597
11.06
6,006
11.06
3,063
11.06
5,486
11.06
5,852
11.06
4,758
11.06
6,609
11.06
6,815
11.06
6,744
11.06

11.06 1262,121
11.06 1283,524
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11.06
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11.06
8,444
11.06
6,426
11.06
6,867
11.06
7,306
11.06
8,137
11.06
6,859
11.06
6,768
11.06
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11.06
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11.06
7,030
11.06
5,458
11.06
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11.06
4,793
11.06
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11.06
6,778
11.06
5,586
11.06
6,234
11.06
10,945
11.06
7,056
11.06
6,115
11.06
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11.06
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11.06
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11.06
6,066
11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
8,290
11.06
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11.06
11,562
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
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11.06
5,718
11.06
5,371
11.06
7,919
11.06
7,199
11.06
7,445
11.06
7,037
11.06
6,688
11.06
5,819

Cattolica Previdenza _____________

CNP UniCredit Vita _______________

Credemvita _______________________

Crédit Agricole Vita ______________

Creditras Vita _____________________

CRV A1
CRV A3
CRV A4
CRV A6
CRV B1
CRV B3
CRV B4
CRV B6
CRV Balanced
CRV Bond
CRV D1
CRV D10
CRV D2
CRV D3
CRV D4
CRV D5
CRV D6
CRV D7
CRV D8
CRV D9
CRV Equilibrio
CRV Equity
CRV Euro 10
CRV Euro 2
CRV Euro 5
CRV Euro 6
CRV Euro 8
CRV Eurodue
CRV Eurotre
CRV F Az.America Stars
CRV F Az.Emergenti Stars
CRV F Az.Europa Stars
CRV F Crescita Stars
CRV F Inflazione Stars
CRV F Obbl.Euro BT Stars
CRV F Obbl.Euro Stars
CRV F Obbl.US Stars
CRV F Reddito Stars
CRV F Strategia Stars
CRV Fip2
CRV Fip5
CRV Fip6
CRV Fip8
CRV Five
CRV Four
CRV G2
CRV G5
CRV G6
CRV G8
CRV Income 360
CRV Large
CRV Medium
CRV Ob.Inflazione 03/2018
CRV One
CRV Previdenza Equity
CRV Sicurezza
CRV Small
CRV Sviluppo
CRV Three
CRV Two
CRV Uniattiva(scad. 06/2017)
CRV Uniattiva(scad. 12/2017)
Exclusive Beta
Exclusive Cauchi
Exclusive Cisles
Exclusive F40
Exclusive Fusine
Exclusive Futuro
Exclusive Giuliano
Exclusive Granata
Exclusive Michele
Exclusive Romano

11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
09.06
11.06
09.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
29.09
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06

6,271
7,753
8,676
10,181
6,591
7,131
7,326
7,316
6,572
4,779
6,664
7,016
5,710
7,545
6,371
5,950
11,002
6,200
6,401
6,898
8,353
5,661
5,854
6,545
6,633
6,449
5,846

5,238
7,244
5,576
6,818
6,017
5,014
5,049
5,337
5,662
5,566
5,721
7,021
7,494
7,804
7,821
7,644
8,244
5,558
7,164
7,193
6,600
5,657
4,612
6,397
5,324
7,309
6,330
6,983

8,161
8,249
8,108
5,237
5,400
1884,367
1206,613
1007,438
1007,432
1891,945
1224,530
1187,407
1230,337
1240,672
1792,049

Advam Alarico Re
AGI Capital Plus
AGI Fund Strat
AGI Strategy Plus
Agora Dynamic
Alkimis Capital
Ch F Flex Bond
Ch F Megatrend
Ch OT Equity
Ch OT New Talent
Ch OT USD
Ch Q Gold
Ch Q-Selection
Ch Q-Stone
Ch Tg Ret Bond
Chal. Formula Pimco Authy
Challenge Formula SRI
China CSOP HY Bond
Darta Ch Team Invesco
Darta Challenge OpenTeam
Darta Challenge Tesoreria
Darta ChallengeFormula100
Darta ChallengeFormula15
Darta ChallengeFormula30
Darta ChallengeFormula70
Darta Special Open Team
Darta Special Pimco
Darta Target Diamond
Darta Target Emerald
Darta Target Gold
Darta Target Platinum
Darta Target Silver
Darta Target Stone
Darta Target Titanium
Darta Team Blackrock
Darta Team Carmignac
Darta Team JPMorgan AM
Darta Team Morgan Stanley
Darta Team Pictet
Darta Team Pimco
Darta Team Schroders
Darta Team Swiss & Global
Darta Team Templeton
Darta Total Return100
Darta Total Return50
OT Em Mkts
Selezione Reddito
T Ret Bond US HY
Team Allianz Gl. Investors
Team Kairos
Team Pioneer
TR Bond EM
X Agi Eur Eq.Select
X Agi Inc&Gr.
X Agi Strat 50
X Bgf Eur Eq.Inc.
X Bgf Fix Inc. Gl.Opp.
X Bgf Glob.All.
X Carm Gl.Eq.
X Carm. Flex Bal.
X Carm. Stab.
X Inv. Eur Corp. Bond
X Inv. Ibra
X Inv. Paneur HI
X Jpm Eur Eq.Plus
X Jpm Glob.Inc.
X Jpm Inc.Opp.
X Kairos It.
X Kairos Multi Strat.
X Kairos Sel.
X MS Dap
X MS GBaR
X MS Glob. Quality
X Pict. Eur Sh.T. HY
X Pict. Mago
X Pict. Megatrend
X Pimco Div. Inc.
X Pimco Gmaf
X Pimco Tot.Ret.
X Pioneer Abs Ret. Bond
X Pioneer Strat.Inc.
X Pioneer Top Eur Pl.
X S&G Abs Ret.
X S&G L/S Eq.
X S&G Lux
X Schr. Eur Divid.Max
X Schr. Front.Mkts
X Schr. MA Inc.
X Templ. Africa
X Templ. GF Strat.
X Templ. Gl.Tr.
XT AGI Agricultural
XT AGI Big Japan
XT AGI Conv
XT AGI EM Def
XT AGI Intellectual
XT AGI Strat 15
XT Algebris Allocation
XT Algebris Fin. Cred.
XT Algebris Fin. Eq.
XT Algebris Fin. Income
XT BGF Gl Ma Inc
XT BNY EM Debt
XT BNY Gl Opp
XT BNY SmallCap Eur
XT BSF Fix Inc Str
XT Carmignac Conserv
XT Carmignac Gl Bond
XT DNCA Eurose
XT DNCA Evolutif
XT DNCA Miuri
XT Fidelity China Cons
XT Fidelity Glb Div
XT Fidelity GMAI
XT INV America
XT INV Fless
XT INV PiazzAffari
XT Invesco Gl Tgt Ret
XT Invesco PanEur Eq Inc
XT Janus Bal
XT Janus Gl Flex Inc
XT Janus Gl Life Sc
XT JPM EM Strat Bond
XT JPM Gl Bond Opp
XT Kairos Bond Plus
XT Kairos Key
XT MS Frontier EM Mkts
XT MS Gl Fixed Inc Opp
XT Pictet Em Loc Debt
XT Pictet High Div
XT Pimco Cap Sec
XT Pimco Div Inc&Build
XT Pimco Gl B
XT Pimco Income
XT Pimco Strat. Income
XT Pioneer Eur Eq Inc
XT Pioneer Multi Asset Inc
XT S&G EM Opp
XT S&G Health Innov
XT Schroder Alpha Abs
XT Schroder Italian Eq
XT Templeton Gl Inc
XT Templeton Str Inc

11.06
15.06
11.06
15.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
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11.06
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11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
08.06
08.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
15.06
11.06
11.06
11.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
15.06
15.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06

9,848
10,000
10,144
10,000
9,979
9,955
10,319
13,133
13,299
11,952
10,698
10,106
11,186
11,856
11,319
10,931
11,986
10,000
11,703
12,925
9,973
8,454
11,314
11,223
10,293
11,713
11,268
7,637
6,310
7,391
7,136
6,756
7,131
6,080
14,005
13,527
13,604
16,017
13,412
13,207
13,446
12,802
13,114
6,009
5,591
10,263
10,558
10,027
13,804
12,318
11,581
9,700
12,953
10,572
11,947
12,481
10,185
10,362
12,616
11,587
10,149
10,445
10,358
10,849
12,588
10,769
9,832
11,391
10,300
10,244
9,232
11,575
10,672
10,037
10,857
10,915
10,317
11,292
10,067
9,682
12,158
12,368
9,677
10,118
11,837
11,014
11,693
10,015
10,463
12,295
9,962
10,000
13,061
10,719
9,578
10,000
10,000
10,000
10,000
10,000
10,000
9,925
9,784
10,382
12,674
10,118
9,973
10,699
10,632
11,150
10,567
13,193
10,903
11,658
11,927
10,412
11,915
10,206
12,189
10,127
9,439
13,092
9,743
10,060
11,233
11,473
10,527
9,827
8,422
10,901
10,206
10,000
10,000
10,169
10,432
11,286
11,943
9,286
15,106
10,201
12,487
10,085
9,766

Fondo Attivo
Fondo Azionario
Fondo Bilanciato
Fondo Dinamico
Fondo Dinamico Cl. A
Fondo Prima Base
Fondo Seconda Base
Fondo Terza Base

11.06
11.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

14,74
15,19
14,02
14,274
13,514
14,02
18,25
23,46

Darta Saving Life A. ______________

Ergo Previdenza __________________

Euresa-Life _______________________
Ifis G.Dynamic Allocation
Ifis G.Selective Allocation

11.06
11.06

118,101
104,107

Life Dinamico
Life Obbligazionario

10.06
10.06

4,678
4,185

Az. Globale(Augusta)
Az.Globale(Toro,L.Italico)
Bilanciato Globale
Cash
Dynamic
Euro Blue Chips
European Equity P
Fondo Ina Valore Attivo
Fondo Valore Azione
Fondo Valute Estere
Global Bond
Global Equity
Il Meglio Azionario
Il Meglio Bilanciato
Il Meglio Obbligaz.
INA F. Blunit Forza5
INA F. Blunit Forza6
INA F. Blunit Forza7
Italian Equity
Nuovo Fondo Ina
Target 2010 - 2025
Target 2011 - 2021

10.06
10.06
10.06
05.06
05.06
05.06
05.06
11.06
09.06
11.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
09.06
09.06
09.06
05.06
11.06
05.06
05.06

12,567
15,525
15,062
6,589
3,412
7,797
5,287
4,741
14,226
1,169
8,056
7,449
5,903
6,580
6,358
11,859
13,343
12,480
10,715
9,656
7,077
6,490

Adria Equilibrio
Aptus I
Aptus II
Aptus III
BG 2011-2015
BG 2011-2016
BG 2011-2017
BG 2011-2020
BG 2011-2021
BG 2011-2022
BG 2011-2025
BG 2011-2026
BG 2011-2027
BG 2011-2030
BG 2011-2031
BG 2011-2032
BG A 2018
BG A 2023

11.06
05.06
05.06
05.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06

6,906
5,378
5,372
4,764
10,602
11,003
11,473
12,465
12,438
12,933
13,577
13,814
13,936
14,179
13,944
13,791
12,935
15,711

Fata Vita di Genertellife __________
Generali Italia ____________________

Genertellife ______________________

BG A 2028
BG A 2033
BG Azionario I
BG Azionario II
BG Bilanciato I
BG Bilanciato II
BG Dinamico
Espansione
Espansione Duemila
GT Bond 2023
GT Bond 2028
GT Bond 2033
GT Bond 2038
LVA Az. Previdenza P
LVA Din Previdenza P
LVA Din. Azionario
LVA In Azione
LVA Ob. Obbligazion.
Stg Model Portfolio
Sviluppo
Sviluppo Duemila
Tirreno Unit Equilibrio
Tirreno Unit Protezione
Tirreno Unit Sviluppo
Valore

11.06
11.06
05.06
05.06
05.06
05.06
11.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06

16,254
16,117
3,123
3,513
4,734
5,633
10,489
3,859
3,706
13,049
13,913
14,858
16,281
6,922
10,783
4,817
4,900
3,685
11,340
4,942
4,599
7,288
5,764
6,985
6,553

Groupama Bilanciato I
Groupama Bilanciato N
Groupama Dinamico I
Groupama Dinamico N
Groupama Prudente I
Groupama Prudente N
ValorePiù Azionario Cl.A
ValorePiù Azionario Cl.B
ValorePiù Azionario Prev.
ValorePiù Bilanciato Cl.A
ValorePìù Bilanciato Cl.B
ValorePiù Obbligazionario

11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06

72,440
14,020
74,130
12,360
71,810
18,200
13,818
15,110
10,032
14,937
13,013
12,716

ING ClearFuture Euro Sh.T
ING Global Bonds
ING Pioneer Corp. Bonds
ING Pioneer Eur. Equities
ING Pioneer Euro Bonds
ING Pioneer Glb Equities
ING Pioneer Jap. Equities
ING Pioneer US Equities

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

99,570
164,470
136,110
136,740
136,520
172,140
138,090
218,140

Groupama Assicurazioni _________

ING Life Luxembourg ____________

LV Cap, Att. Base Reddito
LV Cap. Att. Base
LV Cap. Att. Plus
LV Cap. Att. Standard
LV Cap. Att. Standard Redd.
LV Prosp. Prot.2010 Val.Corr.
LV Prosp. Prot.2010 Val.Prot.
LV Prosp. Protetta Val.Corr.
LV Prosp. Protetta Val.Prot.
LV Prospettiva Conservativa
LV Prospettiva Dinamica
LV Prospettiva Moderata
Medio Termine
Multiasset Flex 10
Mutiasset Flex 15
Obbligaz. Blue
Obbligaz. Plus
Obbligazionario
Obbligazionario Flex
ProtezAttiva 2010 val. corr.
ProtezAttiva 2010 val. prot.
ProtezAttiva set05 val.corr
ProtezAttiva set05 val.prot
ProtezAttiva val.corrente
ProtezAttiva val.protetto
SPV P.Protetta 2010 val.corr.
SPV P.Protetta 2010 val.prot.
Total Return
Unit Linea 1
Unit Linea 2
Unit Linea 3
Unit Linea 4

09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
15.06
15.06
15.06
09.06
09.06
09.06
15.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06

97,500
108,150
120,645
117,086
102,681
112,128
93,186
104,521
95,928
122,900
149,545
135,505
11,163
9,805
9,808
146,132
252,481
226,286
9,841
11,540
9,640
9,965
9,617
12,316
11,744
11,548
9,576
9,438
14,386
14,933
13,966
10,316

EV Strategia 15 P
EV Strategia 30 P
EV Strategia 40 P
EV Strategia 55 P
EV Strategia 70 P

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

12,004
11,734
11,282
11,291
10,858

Azionario Internazionale
Bilanciato Euro
Conservativo
Dinamico
Equilibrato
Obbligazionario Euro
Specializzato
Valore Aggiunto

10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06

13,340
14,208
13,989
11,475
13,006
14,365
10,858
153,208

Global Equity
Global Equity Plus
Global Equity Previ P

15.06
15.06
15.06

17,238
14,968
13,450

Azionaria Indici
Conservativa
Dinamica Protetta
Dinamica Protetta 2
Investire Emergenti
Investire Italia
Investire Mondo
Italiana Linea Equilibrio P
Italiana Linea Futuro P
Italiana Linea Prudente P
L. Bilanciata Aggressiva
L. Bilanciata Vivace
L. Garantita
L. Obbligazionaria
L. Trasformazioni

08.06
08.06
08.06
08.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

13,803
11,580
16,895
16,35
14,390
10,223
10,100
11,573
10,020
14,927
12,969
12,310
10,595
12,828
9,999

Previ Bilanciato
Previ Dinamico
SìCresce Flessibile

09.06
09.06

13,449
15,923


Adb Dyn.Asset Allocation
Alba Prof. Balanced
Alba Prof. Dynamic
Alba Prof. Prudent
Asfalia Custodia-Crescita
Bgb Flex Alpha
Bgb Multistrategy
Bgb My Fund
ELF Absolute Ret. Bond C
Marigian Fund
Neul Az. Europa
Neul Az. Giappone
Neul Az. Globale
Neul Az. Tattico-Eur.
Neul Az.Nord-America
Neul Azionario UK Growth
Neul Obblig. Europa
Neul Obblig. Globale
Neul Prof. Bilanciato
Neul Prof. Dinamico
Neul Prof. Prudente
Ser Uk Equity Growth F. A
Ser. American A
Ser. Euro Bond
Ser. Europe Tactical A
Ser. Global Balanced
Ser. Global Bond
Ser. Global Equity
Ser. Japan A
Ser. Prof.Conservative
Ser.Cash Fund

05.06
12.06
12.06
12.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
17.04
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

1274,050
8,537
7,356
10,533
1103,070
1103,930
971,120
1223,360
1104,200
730,980
4,857
3,111
3,657
4,149
4,179
6,175
9,179
6,988
5,853
4,622
5,824
6,282
4,038
10,984
4,245
10,148
10,877
9,372
3,252
8,636
5,835

Alto Potenz. 03/2011
Bilanciato
Diapason II
Dinamico
Moderato
Obiettivo Performance
Top Brand 06/14
Val. Aprile 2013
Val. Gennaio 2013
Val. Marzo 2012
Val. Rend. 01/2011
Val. Rend. 04/2011
Val. Rend. 05/2010
Val. Rend. 05/2011
Val. Rend. 06/2010
Val. Rend. 08/2011
Val. Rend. 08/2012
Val. Rend. 12/2010
Val. Rend. Plus
Val. Rendimento

08.06
12.06
30.04
12.06
12.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06

10,700
17,921
8,173
17,159
16,969
10,090
11,040
11,110
11,040
11,700
10,270
10,360
10,300
10,230
10,600
10,630
11,090
10,300
10,650
10,330

Euro UL Bond A
Euro UL Equity A
Euro UL PP Bond A
Euro UL PP Bond B
Euro UL PP Equity A
Euro UL PP Equity B
Eurolife Perf. Plus ric.A
Eurolife Perf. Plus ric.un.B
Eurolife Perf. Plus un. A
Eurolife Perf. ric.A
Eurolife Perf. un.A
Eurolife Perf. un.ric.B
MultiManager UL A un.A
MultiManager UL E un.A
Myr Capital Increase

28.05
28.05
28.05
28.05
28.05
28.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
09.06

5,680
6,980
1,710
6,940
2,100
8,530
1,970
7,080
5,900
1,561
4,672
5,609
9,542
8,090
13,616

Direz. Futuro Prima
Direz. Futuro Seconda
Direz. Futuro Terza
FLP Bond Plus Serie II A
FLP Bond Plus Serie II B
FLP Dynamic serie II A
FLP Dynamic serie II B
Linea Alpha Accumulo
Linea Lybra Ob.2025
Linea Maxima Ob.2025
Lombarda Vita 450097
LV Aggressivo Cl. A
LV Aggressivo Cl. B
LV Dinamico Cl. A
LV Dinamico Cl. B
LV Moderato Cl. A
LV Moderato Cl. B
LV Strategy Ubi Edition
MultiBalanced A
MultiBalanced B
MultiBond
MultiFlex A
MultiFlex B
Previnext Balanced P
Previnext Dynamic P
S.I. Globale Multimanager
Terza 2002 A
Terza 2002 B
Unit Private 450.103

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
05.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
05.04
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
29.05

12,330
6,415
8,555
12,345
12,617
11,673
12,073
9,794
11,714
8,855
10,757
10,000
9,687
9,839
9,830
9,939
9,890
11,733
14,605
15,066
10,683
15,030
15,453
13,219
14,549
10,336
11,464
11,900
10,856

Alternative Fund 1
Alternative Fund 2
Alternative Fund 3
Mediolanum Più 2012 Fund
Mediolanum Più 2012 P Fund
Mediolanum Più 2012/1 Fund
Mediolanum Più 2013 P Fund
Premium Plan I
Premium Plan II
Premium Plan III
Premium Plan IV
Synergy 3Years 2011/11 Fund
Synergy 3Years 2012 Fund
Synergy 4Years 2011 Fund
Synergy 4Years 2011/1 Fund
Synergy 4Years 2011/10 Fund
Synergy 4Years 2011/2 Fund
Synergy 4Years 2011/3 Fund
Synergy 4Years 2011/4 Fund
Synergy 4Years 2011/5 Fund
Synergy 4Years 2011/6 Fund
Synergy 4Years 2011/7 Fund
Synergy 4Years 2011/8 Fund
Synergy 4Years 2011/9 Fund
Synergy 4Years 2013 Fund
Synergy Double 2010 Fund
Synergy Double 2010/1 Fund
Synergy Double 2010/2 Fund
Synergy Double 2010/3 Fund
Synergy Lock-In 2012 Fund
Synergy Lock-In 2012/1 Fund
Synergy Memory 2010 Fund
Synergy Memory 2010/1 Fund
Synergy Power 2009 Fund
Trio Fund 1
Trio Fund 2
Trio Fund 3

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
30.03
15.06
15.06
15.06
15.06
05.02
07.05
21.05
21.05
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
15.06
15.06
15.06

5,609
5,982
6,277
5,424
5,254
5,362
5,433
8,279
7,746
7,307
6,709
5,392
5,391
5,092
5,102
5,334
5,127
5,176
5,217
5,252
5,383
5,745
6,054
6,074
5,524
5,497
5,733
5,905
5,640
5,779
6,105
5,375
5,438
6,302
4,592
4,157
2,870

Az. Dinamismo
Az. Dinamismo bis
Az. Fedeltà (m)
Az. Intraprendenza
Az. Intraprendenza bis
Az. Protezione
Balanced
Balanced bis
Country
Country bis
Dynamic
Dynamic bis
E.Bond B.Term. *
E.Bond Opport. *
E.Bond Sviluppo *
E.Equity Opport. *
E.Equity Protez. *
E.Equity Sviluppo *
Moderate
Moderate bis
Obb. Breve Termine bis
Obb. Crescita
Obb. Crescita bis
Obb. Evoluzione bis
Obb. Liquidità
Obb. Moderazione bis
Obb. Moderazone
Obb. Stabilità bis
Opportunity
Opportunity bis
Prudent
Prudent bis
Sector
Sector bis
Step Azionario
Step Bilanciato
Step Obbligazionario

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

5,381
6,123
3,931
4,906
5,985
6,360
6,352
6,349
5,477
6,391
5,962
6,483
6,964
7,760
7,215
6,658
7,257
7,211
6,155
6,177
5,630
7,557
5,914
5,611
6,825
5,828
7,055
5,507
5,778
6,273
6,314
5,558
5,419
6,757
7,070
7,196
6,247

Bilanciato
Bpn Poseidon
Bpn Unit Futura
Bpn Unit Overland
Bpn Unit Technology
Creberg Sim Life Brill.
Creberg Sim Life Mod.
Dinamico
Gl.Unit Bpn Allegro
Gl.Unit Bpn Andante
Gl.Unit Bpn Brioso
Gl.Unit Bpn Vivace
Integrazione Dinamico
Integrazione Prudente
Integrazione Total Return
Integrazione Vivace
Multicr. Conservativo
Multicr. Global Equities
Multicrescita Bilanciato
Multicrescita Dinamico
Pop V

09.06
10.06
12.06
12.06
12.06
09.06
09.06
09.06
15.06
15.06
15.06
15.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06

12,404
10,850
5,470
7,360
2,950
10,937
10,234
11,597
6,840
5,780
7,020
6,430
11,944
11,163
10,117
12,992
12,456
10,222
11,374
10,629

Intesa Sanpaolo Vita L.Fideuram

10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06

9,746
9,944
9,562
1,096
1,174
1,092
2,366
2,005
1,056
1,558
1,081
10,604
10,690
0,680
0,982
1,073
1,187
0,873
1,173
0,961
1,363
1,059
9,388
10,002
10,430
11,209
10,906
1,488
1,457
1,212
14,589
13,031
12,769
10,836
12,191
11,735
9,724
12,079
14,167
13,075
18,551
12,769
9,458
10,317
9,562
11,531
1,587
1,441
1,331
0,984
1,277
1,091
2,336
0,959
1,006
0,978
1,031
10,584
10,247
10,265
1,138
1,432
1,410
11,394
11,665
11,845
12,840
1,130
1,107
1,293
1,262
1,381
1,411
1,193
1,200
1,181
0,837
1,161
1,023
1,723
1,283
1,022
1,134
1,153
0,819
1,236
0,609
1,416
1,573
1,155
1,146
1,655
2,020
1,800
1,547
1,676
0,659
0,748
1,253
2,462
1,702
1,813
10,782
10,817
11,037
10,603
10,947
11,129
10,742
11,142
11,367
10,922
12,301
10,746
10,677
1,374
1,494
1,536
1,543
1,452
10,496
1,148
1,328
11,614
1,030
1,047
10,966
18,038
13,777
13,827
15,268
13,418
11,910
10,391
10,232
12,165
15,001
13,264
1,262
1,441
1,288
1,843

Accumulazione
Anni 40
Anni 50
Anni 60
Anni 70
Anni 80
Azionario
Azionario Blue
Azionario Flex
Azionario Green
Azionario Plus
Bilanciato
Bilanciato Plus
Crescita
Dinamica
Eurounit Azionario
Eurounit Dinamico
Eurounit Equilibrato
Eurounit Prudente
Fondo Antonietta
Fondo BIA11
Fondo Brunello
Fondo Ponti
Fondo Tito
Fourten Fund
GpA Accordo
GpA Accordo 2
GpA Acuto
GpA Acuto 2
GpA Armonia
GpA Armonia 2
GpA Motivo
GpA Motivo 2
GpA Private Bond
GpA Private Global Guar.
GpA Private Global High
GpA Private Global Low
GpA Private Global Medium
Intesa Vita Az Cina
Intesa Vita AzAmerGrowth
Intesa Vita AzAmerValue
Intesa Vita AzEuropa Gr.
Intesa Vita AzEuropa Value
Intesa Vita Monet Dollaro
Intesa Vita Monet Euro
Intesa Vita Obblig Euro
ISV CapAttivoBase
ISV CapAttivoBaseReddito
ISV CapAttivoPlus
ISV CapAttivoStandard
ISV CapAttivoStandardRedd.
ISV Prosp. Az. America
ISV Prosp. Az. Europa
ISV Prosp. Az. Giappone
ISV Prosp. Az. Internazionale
ISV Prosp. Az. Italia
ISV Prosp. Az. Pacif. ex Giapp.
ISV Prosp. Az. PaesiEmergenti
ISV Prosp. Dinamica
ISV Prosp. Mon. Euro
ISV Prosp. Obblig. Corporate
ISV Prosp. Obblig. Dollaro
ISV Prosp. Obblig. Euro
ISV Prosp. Protetta val.corr.
ISV Prosp. Protetta val.prot.
ISV Prosp.Conservat.Reddito
ISV Prosp.Conservativa
ISV Prosp.Moderata
ISV Prosp.ModerataReddito
IV Prosp. Protetta2010 v.corr.
IV Prosp. Protetta2010 v.prot.
Lungo Termine

05.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
15.06
09.06
09.06
09.06
09.06
05.06
05.06
11.06
11.06
11.06
11.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
23.04
23.04
23.04
23.04
23.04
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
15.06

6,707
146,470
170,519
160,655
181,184
153,896
170,691
87,176
9,894
89,052
210,634
207,317
243,245
7,049
6,349
4,962
6,505
6,587
7,023
122,585
120,265
127,507
119,173
129,868
127,571
749,610
711,410
649,310
539,620
712,390
621,250
752,260
696,870
843,140
730,740
578,700
838,400
750,430
37,975
18,821
20,611
20,245
17,306
10,674
10,684
14,189
10,862
9,815
12,210
11,738
10,357
17,576
13,668
13,254
14,703
9,411
13,190
11,749
14,111
10,008
12,767
14,607
12,885
10,355
9,494
10,605
12,211
13,140
11,086
11,507
9,547
12,602

m
m

An onvene a V a
M
M

M

M

Av va

m





Av va L e
m

M

W
W
W

Po e V a
m
M

Rea e Mu ua A
m

m
m
m

M
M
M
M
M
M

u a on





m
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M

M

Intesa Sanpaolo Vita L.Noricum _

m

m

M m
W

P
P

M

M
M

Intesa Sanpaolo Vita L.Sanpaolo

Italiana Assicurazioni ____________
Alpha Mix7-Classe Deluxe
Alpha Mix7-Classe Exclusive
Alpha Mix7-Superior
Az. America
Az. America MM
Az. America SPIF
Az. Econ. Em. MM
Az. Econ. Em. SPIF
Az. Euro
Az. Europa MM
Az. Europa SPIF
Az. Flessibile
Az. Flessibile 7 anni
Az. Giappone
Az. Internazionale
Az. Italia
Az. Italia MM
Az. Italia SPIF
Az. Pacifico MM
Az. Pacifico SPIF
Az. Settoriale MM
Az. Settoriale SPIF
Base Target 04/2022
Base Target High Divid.
Cap. Attivo Base 2
Cap. Attivo Plus 2
Cap. Attivo Standard 2
Dinamico
Dinamico MM
Dinamico SPIF
EL Base 24
EL Base Piu'
EL Base Piu' Bonus
EL Capitale Attivo Base
EL Capitale Attivo Plus
EL Capitale Attivo Standard
EL Prosp. Az. Italia
EL Prosp. Conservativa
EL Prosp. Dinamica
EL Prosp. Moderata
EL Prosp. Ob. High Yield
EL Prosp. Obblig. Corpor.
EL Prosp. Prot. Val. Prot.
EL Prosp. Protetta
EL Prosp. Prot.V.Prot.2010
EL Prosp. Protetto 2010
Equilibrato
Equilibrato MM
Equilibrato SPIF
Extra
Extra MM
Extra SPIF
Far East
Forziere Dinamico
Forziere Equibrato
Forziere Prudente
Forziere Quota 90
Inv. con Me Att.Forte
Inv. con Me iFlex
Inv. con Me Obbl.Fless.
Invest Dinamico
Invest Equilibrato
Invest Prudente
Invest. Private 0-15
Invest. Private 0-30
Invest. Private 0-40
Invest. Private 20-60
ISPL Power
ISPL Power 2
Linea Conservativa
Linea Dinamica
Linea Equilibrata
Linea Moderata
Linea Molto Dinamica
Liquidita SPIF
Monet.
Monet. America SPIF
Monet. Euro SPIF
Multinvest Az. America
Multinvest Az. Econ. Em.
Multinvest Az. Europa
Multinvest Az. Italia
Multinvest Az. Pacifico
Multinvest Az. Settoriale
Multinvest Obb. America
Multinvest Obb. Euro
Multinvest Obb. Giappone
Multinvest Obb. Merc. Em.
Obb. America
Obb. America MM
Obb. America SPIF
Obb. Corpor. MM
Obb. Corpor. SPIF
Obb. Euro
Obb. Euro MM
Obb. Euro SPIF
Obb. Giappone MM
Obb. Giappone SPIF
Obb. Internazionale
Obb. M. Emerg.
Obb. Merc. Em. MM
Obb. Merc. Em. SPIF
Obb. Mercati Emergenti
Optima 12 - Classe Deluxe
Optima 12 - Classe Exclusive
Optima 12 - Superior
Optima 5 - Classe Deluxe
Optima 5 - Classe Exclusive
Optima 5 - Classe Superior
Optima 8 - Classe Deluxe
Optima 8 - Classe Exclusive
Optima 8 - Superior
Private Style Equity
Private Style Flexible
Private Style Income
Profilo 15
Profilo 30
Profilo 50
Profilo 70
Profilo 90
Profilo Base
Profilo Monetario
Profilo Obbligazionario
Profilo Plus
Profilo Protetto10-01/2017
Profilo Protetto10-09/2016
Profilo Standard
Prosp. Az. America
Prosp. Az. Europa
Prosp. Az. Giappone
Prosp. Az. Globale
Prosp. Az. Pac.exGiap
Prosp. Az. Paesi Emer.
Prosp. Monetario Euro
Prosp. Obbl. Corp. Cl.A
Prosp. Obbl. H.Y. Cl.A
Prosp. Obblig. Dollaro
Prosp. Obbligaz. Euro
Protetto
Prudente
Prudente SPIF
Small Caps

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Risparmio gestito 41

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

FONDI COMUNI E SICAV ESTERI
ARMONIZZATI UE
Cat. Fondo

Data

www.animasgr.it Tel. 800.388.876
Anima Funds
FLE Am.Lat.Ced.Plus2017Silver 08.06
FLE An. Ced.BRIC2018 Silver
08.06
FLE Anima Att.Ced.Plus2018 I 08.06
OEC Anima ShortT.Corp. Bd I(7) 12.06
12.06
APA Asia Pacific Eq. I(7)
APA Asia Pacific Eq. Prest.
12.06
APA Asia Pacific Eq. Silver
12.06
OAS Bd 2015 Multic. Din. Silver 12.06
MAE Bd 2015 Multic. Silver
12.06
OAS Bd 2016 Multic. 2 Silver
12.06
OAS Bd 2016 Multic. Silver
12.06
OAS Bd 2017 Crescita Imprese 12.06
ODMBond Dollar I(7)
12.06
ODMBond Dollar Prest.
12.06
ODMBond Dollar Silver
12.06
FLE Ced.P.Scandin.2017Silver 08.06
FLE Cedola Italia 2017 Silver
08.06
--- Credit Opportunities I(7)
12.06
FLE Crescita Europa Silver
10.06
12.06
AEM Emerging Mkts Eq. I(7)
AEM Emerging Mkts Eq.Prest.
12.06
AEM Emerging Mkts Eq.Silver
12.06
FLE Euro Equity I
12.06
--- Euro Government Bomd I(7) 12.06
12.06
AEU Europe Eq. I(7)
AEU Europe Eq. Prestige
12.06
AEU Europe Eq. Silver
12.06
FLE Flex 50 I(7)
12.06
OIG Global Bond I(7)
12.06
OIG Global Bond Prest.
12.06
OIG Global Bond Silver
12.06
OAS Global Currencies I(7)
12.06
OAS Global Currencies Prest.
12.06
AIN Global Equity I(7)
12.06
AIN Global Equity Prest.
12.06
AIN Global Equity Silver
12.06
FLE High Potential Europe A
12.06
--- HybridBondFD I
12.06
OEB Life Short Term Silver
12.06
MAE Liquidity A
12.06
MAE Liquidity I(7)
12.06
MAE Liquidity Prestige
12.06
MAE Liquidity Silver
12.06
OEM Medium Term Bd I(7)
12.06
OEM Medium Term Bd Prest.
12.06
OEM Medium Term Bd Silver
12.06
FLE Pro 100 Cedola BRIC/2
10.06
FLE Pro 100 En. Pulita Silver
10.06
FLE Protetto 100 Az.Gl. Silver
09.06
FLE Protetto 100 BRIC Silver
10.06
FLE Secure World Eq.2Silver
29.07
OEB Short Term Bd I(7)
12.06
OEB Short Term Bd Prest.
12.06
OEB Short Term Bd Silver
12.06
--- SmartVolatilityEurope I
12.06
--- SmartVolatilityGlobal I
12.06
--- SmartVolatilityItaly I
12.06
--- St High Pot Glob Classic A
12.06
--- St High Pot Glob Silver
12.06
--- St High Pot Ita Silver
12.06
--- St High Pot Ita Classic A
12.06
--- St High Pot Ita Prestige
12.06
--- Star Bond Classic A
12.06
OFL Star Bond I
12.06
OFL Star Bond Prestige
12.06
OFL Star Bond Silver
12.06
--- Star High Poten Eur.cl B
12.06
--- Star High Potent. Glb I(7)
12.06
--- Star High Potent. Italy I(7) 12.06
AEU Star High Potent.Eur.I(7)
12.06
AEU Star High Potent.Eur.Prest. 12.06
AEU Star High Potent.Eur.Silver 12.06
--- Star High Potential Cl B
12.06
FLE Star Mkt Neutral Eur.I(7)
12.06
FLE Star Mkt Neutral Eur.Prest. 12.06
FLE Star Mkt Neutral Eur.Silver 12.06
--- Tesoreria Imp. Prestige
12.06
OFL Traguardo III 2016
12.06
OFL Traguardo2017Gl.Bd Silver 12.06
12.06
AAM U.S. Equity I(7)
AAM U.S. Equity Prest.
12.06
AAM U.S. Equity Silver
12.06
--- Var Rate Bond I
12.06

Gruppo Azimut
Cl. AZ Fund (ACC)
FLE Active Selection
12.06
FLE Active Strategy
12.06
OIG Aggregate Bond Euro
12.06
OIH Alpha Manager Credit
12.06
FLE Alpha Manager Equity
12.06
FLE Alpha Manager Thematic
12.06
FLE American Trend
12.06
FLE Asia Absolute
12.06
BOB Asset Plus
12.06
BBI Asset Power
12.06
BBI Asset Timing
12.06
FLE Bd Target 2018 Eq. Opt.
12.06
OFL Bd Target Giugno 2016
12.06
OFL Bd Target Settembre 2016 12.06
OFL Best Bond
12.06
OFL Best Cedola
12.06
FLE Best Equity
12.06
OFL Bond Target 2015
12.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 12.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 12.06
OFL Bond Target Dic.2016
12.06
FLE Carry Strategies
12.06
MAE Cash 12 mesi
12.06
MAE Cash Overnight
12.06
FLE Cat Bond Fund
12.06
OMI Cgm Opport. Corp. Bond
12.06
FLE Cgm Opport. European
12.06
FLE Cgm Opport. Global
12.06
OMI Cgm Opport. Gov. Bond
12.06
OMI Cgm Opportunistic Corporate Bond
FLE Cgm Opportunistic European
FLE Cgm Opportunistic Global
FLE Cgm Opportunistic Government Bond
BOB Conservative
12.06
AEU Core Brands
12.06
FLE Corporate Premium
12.06
FLE Dividend Premium
12.06
AEM Em. Market Asia
12.06
AEU Em. Market Europe
12.06
AEM Em. Market Latin America
12.06
BBI European Dynamic
12.06
FLE European Trend
12.06
FLE Formula 1 - Absolute
12.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 - Conservative
12.06
FLE Formula Com. Trading
12.06
FLE Formula Macro Dyn.Trading 12.06
FLE Formula Target 2015
12.06
AIN Gl. Growth Sel.
12.06
OFL Global Currencies&Rates
12.06
FLE Global Macro
12.06
OPE Global Sukuk
12.06
OAS Hybrid Bonds
12.06
OEM Income
12.06
FLE Institutional Target
12.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 12.06
FLE Italian Trend
12.06
AEM Lira Plus
12.06
AIN Long Term Value
12.06
FLE Macro Volatility
12.06
FLE Market Neutral
12.06
AEU Opportunities
12.06
FLE Pacific Trend
12.06
OEM Patriot
12.06
FLE QBond
12.06
FLE QInternational
12.06
FLE QProtection
12.06
FLE QTrend
12.06
OAS Real Plus
12.06
OAS Renminbi Opp. Hedge
12.06
OAS Renminbi Opp.Fix.Inc.Hdg 12.06
OAS Renminbi Opp.NoHdg
12.06
OAS RenminbiOp.Fix.Inc.NoHdg 12.06
MAE Reserve Short Term Euro
12.06
OIH Short Term Glb High Yield 12.06
OBI Solidity
12.06
FLE Strategic Trend
12.06
BOB Top Rating
12.06
FLE Trend
12.06
OIG US Income
12.06
Cl. AZ Fund (DIS)
FLE Active Selection
12.06
OFL Bd Target Giugno 2016
12.06
OFL Bd Target Settembre 2016 12.06
OFL Best Cedola
12.06
OFL Bond Target 2015
12.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 12.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 12.06
FLE Bond Target 2018 Eq. Opt. 12.06
OFL Bond Target Dic.2016
12.06
FLE Carry Strategies
12.06
FLE Cat Bond Fund
12.06
AEU Core Brands
12.06
FLE Corporate Premium
12.06
FLE Dividend Premium
12.06
BBI European Dynamic
12.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 Absolute
12.06
FLE Formula Target 2015
12.06
OFL Global Currencies&Rates
12.06
OPE Global Sukuk
12.06
OAS Hybrid Bonds
12.06
OEM Income
12.06
FLE Institutional Target
12.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 12.06
FLE Italian Trend
12.06
AEM Lira Plus
12.06
OEM Patriot
12.06
OAS Real Plus
12.06
OIH Short Term Glb High Yield 12.06
OBI Solidity
12.06
BOB Top Rating
12.06
Cl.D AZ Fund (DIS)
FLE Bond Target 2018 Eq.Opt. 12.06
Cl. Azimut (ACC)
FLE Active Selection
12.06
FLE Active Strategy
12.06
OIG Aggregate Bond Euro
12.06
OIH Alpha Manager Credit
12.06
FLE Alpha Manager Equity
12.06
FLE Alpha Manager Thematic
12.06
FLE American Trend
12.06
FLE Asia Absolute
12.06
BOB Asset Plus
12.06
BBI Asset Power
12.06
BBI Asset Timing
12.06
OFL Bd Target Giugno 2016
12.06
OFL Bd Target Settembre 2016 12.06
OFL Best Bond
12.06
OFL Best Cedola
12.06
FLE Best Equity
12.06
OFL Bond Target 2015
12.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 12.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 12.06
FLE Bond Target 2018 Eq. Opt. 12.06
OFL Bond Target Dic.2016
12.06
FLE Carry Strategies
12.06
MAE Cash 12 mesi
12.06
MAE Cash Overnight
12.06
FLE Cat Bond Fund
12.06
BOB Conservative
12.06
AEU Core Brands
12.06
FLE Corporate Premium
12.06
FLE Dividend Premium
12.06
AEU Em. Market Europe
12.06
AEM Em. Market Latin America
12.06
AEM Emerging Market Asia
12.06
BBI European Dynamic
12.06
FLE European Trend
12.06
FLE Formula 1 - Absolute
12.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 - Conservative
12.06
FLE Formula Com. Trading
12.06
FLE Formula Macro Dyn.Trading 12.06
FLE Formula Target 2015
12.06
AIN Gl. Growth Sel.
12.06
OFL Global Currencies&Rates
12.06
FLE Global Macro
12.06
OPE Global Sukuk
12.06
OAS Hybrid Bond
12.06
OEM Income
12.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 12.06
FLE Italian Trend
12.06
AEM Lira Plus
12.06
AIN Long Term Value
12.06
FLE Macro Volatility
12.06
FLE Market Neutral
12.06
AEU Opportunities
12.06
FLE Pacific Trend
12.06
OEM Patriot
12.06
FLE QBond
12.06
FLE QInternational
12.06
FLE QProtection
12.06
FLE QTrend
12.06
OAS Real Plus
12.06
OAS Renimnbi Opp. Hedge
12.06
OAS Renminbi Opp.Fix.Inc.Hdg 12.06

Nav
Risc.

5,126
5,323
108,550
5,600
12,416
14,338
8,924
5,169
5,245
5,214
5,423
5,636
6,902
6,837
6,952
5,835
5,7849
4,905
6,067
5,830
5,723
5,558
7,695
4,877
11,956
8,975
7,814
5,330
6,282
7,238
6,293
4,811
4,727
10,702
7,730
8,568
6,063
4,894
4,959
6,474
5,727
5,106
5,533
6,813
9,001
6,715
5,117
5,094
5,124
5,100
6,236
5,666
6,257
5,760
5,202
5,029
5,135
5,339
5,398
5,251
5,210
5,348
5,133
5,510
5,545
5,496
5,032
5,442
5,319
7,558
8,594
6,263
5,019
5,479
5,331
5,268
5,248
5,427
5,57
13,221
10,349
8,012
5,127

Emis.





















































































OAS Renminbi Opp.NoHdg
12.06
OAS RenminbiOp.Fix.Inc.NoHdg 12.06
MAE Reserve Short Term Euro
12.06
OIH Short Term Glb High Yield 12.06
OMI Solidity
12.06
FLE Strategic Trend
12.06
BOB Top Rating
12.06
FLE Trend
12.06
OIG US Income
12.06
Cl. Azimut (DIS)
FLE Active Selection
12.06
OFL Bd Target Giugno 2016
12.06
OFL Bd Target Settembre 2016 12.06
OFL Best Cedola
12.06
OFL Bond Target 2015
12.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 12.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 12.06
FLE Bond Target 2018 Eq. Opt. 12.06
OFL Bond Target Dic.2016
12.06
FLE Carry Strategies
12.06
FLE Cat Bond Fund
12.06
AEU Core Brands
12.06
FLE Corporate Premium
12.06
FLE Dividend Premium
12.06
BBI European Dynamic
12.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 Absolute
12.06
FLE Formula Target 2015
12.06
OFL Global Currencies&Rates
12.06
OPE Global Sukuk
12.06
OAS Hybrid Bonds
12.06
OEM Income
12.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 12.06
FLE Italian Trend
12.06
AEM Lira Plus
12.06
OEM Patriot
12.06
OAS Real Plus
12.06
OIH Short Term Glb High Yield 12.06
OBI Solidity
12.06
BOB Top Rating
12.06
Az Multi Asset
OEM BTPortfolio
12.06
OEM BTPortfolio dis
12.06
OAS CGM Valor Bd Strateg.F.(7) 12.06
BBI CGM Valor Flex. Strat.F.(7) 12.06
FLE Flex
12.06
FLE G.T.A.A.
12.06
OAS Renminbi Opportunities
12.06
FLE World Trading(7)
12.06
Az Multi Asset
FLE Sust. Abs. Return A Euro
12.06
FLE Sust. Abs. Return A Euro Ret 12.06
FLE Sust. Abs. Return A Euro Ret Dis 12.06
FLE World Trading
12.06

6,009
6,158
6,308
5,191
6,362
6,581
5,312
7,534
6,401
Cl. A
5,871
5,097
5,412
4,864
5,337
5,238
5,188
4,888
5,254
5,083
5,235
6,084
5,312
5,435
5,546
5,526
6,193
5,630
4,160
5,690
5,131
5,773
4,33
4,244
4,241
6,320
4,616
4,951
5,723
5,264
Cl. A
5,495
5,085
5,063
5,128
5,039
5,242
5,501
5,701
Cl. A Ret
5,591
5,598
5,497
5,632

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/fondi24
6,009
6,158
6,308
5,191
6,362
6,581
5,312
7,534
6,401
Cl. B
5,871
5,097
5,412
4,864
5,337
5,238
5,188
4,888
5,254
5,083
5,235
6,084
5,311
5,435
5,546
5,526
6,193
5,630
4,160
5,690
5,131
5,773
4,33
4,244
4,241
6,320
4,616
4,952
5,723
5,264
Cl. B
5,498
5,358




5,474

Cl. B Ret



5,578

BG Selection Sicav ________________________________________
OPE Aberdeen EM Bd&CurrOpp
AEM Aberdeen Lat Am Eq
AEM Africa&Middle East Eq
AIN Alliancebernstein Eq. 3D
FLE Anima - Club
AIT Anima - Italy Equities
FLE ARC
FLE ARC 10
FLE Black Rock - GL MA
FLE BlackR- Multi A.Infl F
FLE Deutsche E.Mkts Concept
AEM Eastern Europe Eq
FLE Edmond de R. - S. Alpha
FLE Eurizon - Concerto
BBI Franklin T. - Multi Alpha F.
BAZ Global Dynamic
FLE Global Real Assets
FLE Global Risk Managed
AEM Greater China Eq
BAZ HSBC - Em. Mkts Solution
AEM India&So.East Asia Eq
APA Invesco - Asia Gl. Opps
AEU Invesco - Europe Eq.
FLE Invesco - Real Ass Ret
FLE JPM - Best Ideas
FLE JPM Global MultiAsset Inc.F
FLE Kairos - Blend
FLE Kairos Real Return
FLE Lemanik - Glocal Investor
FLE Leonardo - Navigator
MAE Liquidity
FLE Morgan Stanley - Act.All.
FLE Morgan Stanley Real A.Port
AAM Morgan Stanley-N.Am.Eq.
AEM Next 11 Equities
AEU Oddo AM Expertise Eu
--- Pictet - Dynamic Advisory
ASE Pictet World Opportun.
FLE Schroder Multi Asset
FLE Short Strategies
AIN Smaller Companies
FLE Swiss&Global Flex.Strat.
AIN T-Cube
FLE Threadneedle-Glob. Themes
FLE UBS - Top Em Mark Fund
AIN Vontobel - Gl. Elite

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
12.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

Cl.A
95,92
88,28
95,39
109,70
122,30
78,48
112,66
128,07
134,16
108,22
96,85
47,92
117,25
117,58
123,90
130,18
107,09
131,20
116,44
102,13
121,38
179,65
113,34
100,26
123,74
97,18
121,49
98,88
95,26
123,83
107,25
139,43
113,65
146,41
102,43
133,10
104,86
193,62
108,99
43,81
130,84
122,48
124,64
97,83
103,04
142,22
















































BG Sicav ___________________________________________________
Cl. A
5,875
5,234
6,939
5,394
5,960
4,239
4,140
4,829
5,738
5,888
4,961
4,944
5,726
5,959
5,453
5,541
5,707
6,035
5,713
5,402
5,700
5,107
5,416
5,304
5,309
6,266
7,523
7,412
5,722




6,834
6,174
5,754
6,417
8,405
2,984
4,560
5,652
3,893
6,332
5,634
5,345
3,258
6,573
6,354
7,443
4,572
4,864
6,014
5,432
6,395
5,963
4,785
4,281
4,687
8,797
4,647
4,751
6,020
5,232
7,248
5,447
5,391
5,402
5,600
4,616
5,312
5,417
6,009
6,158
6,308
5,191
6,362
6,581
5,312
7,534
6,401
Cl. A
5,871
5,096
5,412
4,864
5,337
5,238
5,188
4,888
5,254
5,083
5,235
6,084
5,312
5,435
5,546
5,526
6,193
5,630
4,160
5,690
5,131
5,773
5,800
4,334
4,244
4,241
6,320
4,616
4,951
5,722
5,264
Cl. D
5,155
Cl. A
5,875
5,234
6,939
5,394
5,960
4,239
4,139
4,829
5,738
5,888
4,961
5,726
5,959
5,453
5,541
5,707
6,035
5,713
5,402
4,944
5,700
5,107
5,416
5,304
5,308
6,833
6,174
5,755
6,417
2,984
4,560
8,405
5,652
3,893
6,332
5,634
5,345
3,257
6,572
6,354
7,443
4,572
4,864
6,014
5,432
6,395
4,785
4,282
4,687
8,797
4,647
4,751
6,021
5,232
7,248
5,447
5,391
5,402
5,600
4,616
5,312
5,417

Cl. B
5,875
5,234
6,939
5,394
5,960
4,239
4,139
4,829
5,738
5,888
4,961
4,944
5,726
5,958
5,453
5,541
5,707
6,035
5,713
5,402
5,700
5,107
5,416
5,304
5,308
6,266
6,548
6,501
5,658




6,834
6,174
5,756
6,417
8,405
2,984
4,560
5,652
3,893
6,332
5,634
5,345
3,257
6,572
6,354
7,443
4,572
4,864
6,014
5,432
6,396

4,785
4,282
4,687
8,797
4,647
4,751
6,020
5,232
7,248
5,447
5,391
5,402
5,600
4,616
5,312
5,417
6,009
6,158
6,308
5,191
6,362
6,581
5,312
7,534
6,401
Cl. B
5,871
5,097
5,412
4,864
5,337
5,238
5,188
4,888
5,254
5,083
5,235
6,084
5,312
5,435
5,546
5,526
6,193
5,630
4,160
5,690
5,131
5,773

4,334
4,244
4,241
6,320
4,616
4,951
5,722
5,264

Cl. B
5,875
5,234
6,939
5,394
5,960
4,239
4,139
4,829
5,738
5,888
4,961
5,726
5,959
5,453
5,541
5,707
6,035
5,713
5,402
4,944
5,700
5,107
5,416
5,304
5,308
6,834
6,174
5,756
6,417
2,984
4,560
8,405
5,652
3,893
6,332
5,634
5,345
3,257
6,573
6,354
7,443
4,572
4,864
6,014
5,432
6,395
4,785
4,282
4,687
8,797
4,647
4,751
6,020
5,232
7,248
5,447
5,391
5,402
5,600
4,616
5,312
5,417

FLE Amundi Absolute Forex
15.06
OAS Amundi Glob Inc Bond
15.06
OFL BlackRock Glb Opp Bd
15.06
FLE Controlfida Global Macro
15.06
AEU Controlfida Low Vol Eur Eq 15.06
FLE EurizonMult.OptimalDiv.Appr. 15.06
OEM Euro Debt
15.06
OFL Euro Income Bond
15.06
AEU European Equities
15.06
FLE Flexible Global Eq
15.06
AEU Gen Inv Eur Eq Recovery F 15.06
OIG Global Supranational
OAS HSBC Euro Credit Opportun 15.06
OAS Invesco Fin. Credit Bond
15.06
AAS MS Gl Real Est&Infr Eq
15.06
APA Pictet Japanese Eq
15.06
OAS Schroder Conv Bond Opp
15.06
AEU Schroder High Div Eu
15.06
FLE Short Equities
15.06
AAE Small Mid Cap Eu Eq
15.06
OIG Swiss&Glb Strat Glob.Debt 15.06
AIN Tenax Gl F Eq Long Short
15.06
AIN Thread Gl Eq Long Short
15.06
OIH UBS Dyn Cred High Yield
15.06
OFL UBS Glob Inc Alpha
15.06
AAM US Equities
15.06
OPE VONT New Front Debt
15.06
OFL Vontobel Glb Active Bd
15.06
FLE Vontobel Pure Strategy
15.06

www.bnpparibas-ip.it - tel. 800009944
OEC Bond Euro Corp
12.06
OAS Bond Europe Plus
12.06
ODH Bond USA High Yield $
12.06
OAS Bond USD $
12.06
OAS Bond World Plus
12.06
OAS Conv Bd Best Sel Eur
12.06
OMI Convertible Bond World
12.06
BBI Diversified World Balanced 11.06
BAZ Diversified World Growth
11.06
BOB Diversified World Stability 11.06
AAE Equity Euro
12.06
AEU Equity Europe
12.06
AAM Equity USA Core
12.06
AEM Equity World Emerging $
12.06
BOB Sustainable Active All
12.06
Fondi comuni di diritto francese
OFL BNPP ABC3
14.06
ASE BNPP Aqua
12.06
FLE BNPP Rend. 1 Anno
14.06
FLE BNPP Rend. Cedola C
12.06
OFL BNPP Seicedole
12.06
OFL Euro Flexi Bond Inc
12.06
OFL FQ Bond Opp.
11.06
FLE FQ Patrimoine
11.06

Cl. D
100,17
103,49
101,28
99,83
104,61
98,34
128,53
108,88
94,68
122,36
107,70

105,58
112,15
123,20
91,46
103,65
111,21
54,40
107,35
95,53
101,37
100,97
96,14
96,93
176,27
104,06
107,60
95,47

106,11
435,98
100,77
103,55
1677,91
82,36
115,31
197,19
208,37
189,23
345,77
604,31
213,80
103,99
410,64
101,29
283,40
100,17
95,46
99,65
98,68
1374,93
108,94























































BPVN Strategic Inv. Fund _________________________________
AEU Europ. Flex. Dyn. A EUR
AEU Europ. Flex. Dyn. B EUR(7)
FLE VIS in EUR

15.06
15.06
09.06

12,19
12,61
12,69





CoRe Series _______________________________________________
AEU CoRe All Europe E
FLE CoRe Alternative E
BOB CoRe Bal. Cons. E
BOB CoRe Bal. Opport. E
MAE CoRe Cash E
BBI CoRe Champ. Em. Mark. E
BBI CoRe Champions E
OMI CoRe Coupon E
OMI CoRe Coupon E Dis
AIN CoRe Dividend E
AIN CoRe Dividend E Dis
OPE CoRe Em. Mark. Bond E
OPE CoRe Em. Mark. Bond E Dis
AEM CoRe Em. Mark. Equity E
OIG CoRe Global Curr. E
OFL CoRe Global Opp. E
OMI CoRe Income Opport. E Dis
AAM CoRe US Strategy E

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

7,852
5,022
5,253
5,894
5,046
5,819
6,536
5,204
5,208
6,440
6,790
5,533
4,413
6,094
5,262
4,951
5,020
8,252




















Credit Suisse ______________________________________________
www.credit-suisse.com
CS Invest (Lux)
AIN IndexBlink B(7)
AIN Londinium Global Bds B
AIN Londinium Global Eq B

12.06
12.06
12.06

130,81
24,65
15,03





Duemme Sicav ____________________________________________
FLE Alkimis
AIN Alpha C
AIN Alpha I(6,7)
OEM Bond Euro C
OEM Bond Euro I(6,7)
OPE C-Quadrat Asian Bd Op.(6)
OPE C-Quadrat Asian Bd Op.I(6)
BOB C-Quadrat Effic. Cl. I(6,7)
BOB C-Quadrat Efficient Cl. C
OEC C-Quadrat Eu I. Plus Cl. C
OEC C-Quadrat Eu I.Pl. Cl. I(6,7)
OMI C-Quadrat Gl. C. Pl. Cl. I(6)
OMI C-Quadrat Gl. C. Plus Cl. C
OMI Corporate Bd Euro C
OMI Corporate Bd Euro I(6,7)
AAE Euro Equities C
AAE Euro Equities I(6,7)
MAE Money Market C
MAY Money Market I(6,7)
AIN Private Eq.Strat C
AIN Private Equity Str.I(6,7)
AAS Russell Global Equity C
AAS Russell Global Equity I(6,7)
FLE Strategic Portfolio I(6,7)
FLE Syst. Diversific. C
FLE Syst. Diversific. I(6,7)
FLE Total Return C
FLE Total Return I(6,7)

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

116,81
112,540
113,33
156,19
116,85
101,76
102,43
129,01
121,87
131,04
138,86
114,76
111,95
148,89
129,44
123,85
176,64
110,19
104,09
157,69
211,43
145,53
185,78
145,78
122,14
122,27
110,92
111,53






























Ersel Gestion Internationale _____________________________
FLE Globersel Active Strategies
OEC Globersel Corp. Bond
AIN Globersel Equity A
AIN Globersel Equity B
AEN Globersel Pact Nat Res A
AEN Globersel Pact Nat Res B
AAM Globersel US Eq. Sel. Cl.A
AAM Globersel US Eq. Sel. Cl.B
BBI Leadersel Balanced
AAS Leadersel Commodities
AEN Leadersel Diver.Strategies
AEM Leadersel Em. Market Mult.
OPE Leadersel Em.Bond Opp.
FLE Leadersel Flex Mult.
OMI Leadersel Total Ret
FLE Systematica Global Trend

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

107,83
284,89
636,30
140,98
93,28
90,30
136,540
151,62
116,55
51,37
103,75
161,42
112,55
100,36
120,08
108,21


















Help desk c/o Eurizon Capital Sgr; Gruppo Intesa Sanpaolo; tel. 02
88101
Eurizon Focus Capitale Protetto
Cl. R
FLE Protezione 03/2017
12.06
125,09

FLE Protezione 06/2016
12.06
121,77

FLE Protezione 09/2016
12.06
119,65

FLE Protezione 12/2016
12.06
122,38

Eurizon Focus Formula Fund
Cl. R
FLE Formula Azioni 2014
12.06
158,89

FLE Formula Azioni 2015-1
12.06
129,58

FLE Formula Azioni 2015-2
12.06
126,73

FLE Formula Azioni 2015-3
12.06
124,45

FLE Formula Azioni 2015-4
12.06
123,24

FLE Formula Azioni 2015-5
09.06
120,39

Eurizon Focus Riserva Doc
Cl. RD
OFL Obbligaz.Corp.06/2015
12.06
105,09

Eurizon Manager Selection Fund
Cl. R
OMI MS 10
12.06
144,87

BOB MS 20
12.06
145,60

BBI MS 40
12.06
142,93

BAZ MS 70
12.06
155,33

Eurizon MM Collection Fund
APA Daiwa Eq. Japan Cl.I
12.06
190,12

OPE G. Rmb FixInc Cl.I
12.06
127,87

OPE G. Rmb FixInc Cl.IS
12.06
129,42

OPE G. Rmb FixInc Cl.R
12.06
126,16

OPE G. Rmb FixInc Cl.RD
12.06
120,80

OPE G. Rmb FixInc Cl.RU
12.06
111,73

Eurizon MM Stars Fund
Cl. R
Cl. I
FLE Private Style Equity
12.06
130,66


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FLE Private Style Flexible
FLE Private Style Total Return

12.06
09.06

FLE Private Style Flexible

12.06

FLE Private Style Income

12.06

FLE Private Style Income
Eurizon Opportunità
OFL Obbligazioni Flessibili
Eurizon Opportunità
FLE Sparkasse Prime Fund cl R
Epsilon Fund
OFL Em. Bond Total Return
FLE Enhanced C.Risk Contr.
OEM Euro Bond
MAE Euro Cash
AAE Euro Q-Equity
AEU European Q-Equity
FLE Q-Flexible

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

MAE Euro Cash
12.06
Eurizon Strategia Flessibile
OFL Obbligazioni 03/2016
12.06
OFL Obbligazioni 06/2016
12.06
OFL Obbligazioni 12/2015
12.06
Investment Solutions by Epsilon
OFL Cedola x 4 02/2012
12.06
OFL Cedola x 4 03/2012
12.06
OFL Cedola x 4 06/2011
12.06
OFL Cedola x 4 07/2011
12.06
OFL Cedola x 4 09/2011
12.06
OFL Cedola x 4 11/2011
12.06
OFL Cedola x 4 12/2011
12.06
OFL Cedola X 4 Ind.05/2012
12.06
OFL Cedola X 4 Ind.07/2012
12.06
OFL Cedola X 4 Ind.09/2012
12.06
OFL Cedola x 4 Ind.10/2012
12.06
FLE Equity Coupon 02/2014
11.06
FLE Equity Coupon 04/2014
11.06
OFL Flexible Eq.Coupon 2017-1 09.06
OFL Forex Coupon 2016
09.06
OFL Forex Coupon 2017
09.06
OFL Forex Coupon 2017-2
09.06
OFL Forex Coupon 2017-3
09.06
OFL Forex Coupon 2017-4
09.06
OFL Forex Coupon 2017-5
09.06
OFL Forex Coupon 2017-6
09.06
OFL Forex Coupon 2017-7
09.06
OFL Forex Coupon 2018-1
09.06
FLE Glb Dyn. Multitrender 06/2015 11.06
FLE Global Coupon 06/2014
11.06
FLE Global Coupon 10/2013
11.06
FLE Global Coupon 11/2014
11.06
FLE Global Div. Allocation 02/2015 11.06
FLE Soluzione Attiva Pr12 2017 12.06
FLE Soluzione Attiva Pr5 2017 12.06
FLE Soluzione Attiva Pr6 2017 12.06
FLE Soluzione Attiva Pr7 2017 12.06
FLE Soluzione Attiva Pr9 2017 12.06
FLE Soluzione Fless. Pr2 2014 12.06
FLE Soluzione Fless. Pr4 2014 12.06
FLE Valore Cedola Globale 02/2015 09.06
FLE Valore Cedola Globale 04/2015 09.06
FLE Valore Cedola X5 02/2013 09.06
FLE Valore Cedola X5 02/2014 09.06
FLE Valore Cedola X5 04/2013 09.06
FLE Valore Cedola x5 04/2014 09.06
FLE Valore Cedola X5 06/2013 09.06
FLE Valore Cedola X5 07/2013 09.06
FLE Valore Cedola X5 10/2013 09.06
FLE Valore Cedola X5 11/2014 09.06
FLE Valore Cedola X5 12/2012 09.06
FLE Valore Cedola X5 12/2013 09.06
Rossini Lux Fund
AAE Az. Euro
12.06
APA Az. Giapp.
12.06
AIN Az. Internat.
12.06
AAM Az. N. America
12.06
BBI Bilanciato
12.06
MAE Euro Monetario
12.06
OIG Obb. Dollari
12.06
OEB Obb.Euro B-T
12.06
OEM Obb.Euro L-T
12.06
OEM Obb.Euro M-T
12.06
OEB Obbligaz. TV
12.06
Soluzioni Eurizon
OFL Cedola DOC 05/2017
12.06
OFL Cedola DOC 07/2017
12.06
OFL Cedola DOC 09/2017
12.06
OBI Cedola DOC It. 07/2015
12.06
OBI Cedola DOC It. 09/2015
12.06
OBI Cedola DOC It. 11/2017
12.06
FLE Strategia I 02/2020
09.06
FLE Strategia I 08/2019
09.06
FLE Strategia I 10/2019
09.06
FLE Strategia I 12/2019
09.06

112,98
109,56
Cl.R1
114,33
Cl.RD1
103,05
Cl.RD
102,29
Cl. RD
106,31
Cl. R
98,83
Cl. R
130,30

159,70
110,66
109,97
125,52
138,29
Cl. RA
100,29
Cl. RD
107,70
110,44
108,70
Cl. R























100,00




138,48
122,73
126,38
130,18
126,81
102,20
101,11












Cl. R
137,60
127,47
170,74
185,79
147,86
118,02
155,63
123,70
156,22
137,70
123,63
Cl. RD
111,120
111,040
108,790
105,770
105,730
111,100






113,46
Cl.R2
113,76
Cl.RD2
103,82

Cl. I
109,03

Cl. I
135,08
104,64
164,86
111,68
116,59
132,92
147,11




Cl. RD
106,09
108,72
108,80
107,08
108,37
107,23
104,89
106,48
105,44
105,24
104,94
108,40
106,53
139,49
96,24
92,11
94,97
94,24
96,58
92,39
91,14
93,81
95,14
100,00
103,75
111,32
102,50
96,67







97,410
99,91
103,85
103,08
106,22
102,49
107,01
106,51
107,59
98,31
105,24
106,01
Cl. I
148,33
137,32
183,99
200,19

120,77
163,53
127,69
163,00
142,19
126,54
Cl. R






119,130
127,810
126,150
123,590

Eurizon EasyFund _________________________________________
CL. A
116,44

CL. R
CL. Z
12.06
130,83
136,48
12.06
219,44
236,58
12.06
336,96
364,85
12.06
143,62
154,33
12.06
174,41
190,18
12.06
148,49
157,03
12.06
97,87
106,52
12.06
171,69
187,36
12.06
113,36
119,54
12.06
279,41
312,28
12.06
233,33
261,05
12.06
120,87
141,64
12.06
82,94
92,78
12.06
133,22
144,20
12.06
194,78
216,77
12.06
152,45
169,73
12.06
217,96
234,47
12.06
155,07
173,64
12.06
111,57
124,88
12.06
126,89
141,74
12.06
74,86
83,90
12.06
101,09
113,05
12.06
231,31
258,50
12.06
87,86
98,58
12.06
82,73
92,01
12.06
286,31
320,45
12.06
116,90
130,87
12.06
244,62
276,13
12.06
160,52
179,44
12.06
129,11
144,34
12.06
111,54
117,80
CL. RH
CL. ZH
12.06
324,82
350,54
CL. R
CL. Z
12.06
90,02

12.06

122,68
12.06
313,86
339,49
12.06
100,31
100,99
12.06
204,44
221,62
12.06
133,71
142,51
12.06
68,56
74,10
12.06

115,15
12.06
157,07
166,33
12.06
101,36
108,14
12.06
647,67
713,28
CL. Z
CL. Zu
OPE Bd Em.Mkts LocalCurr
12.06
94,51
79,79
CL.RD
CL.ZD
OFL Bond Flexible
12.06
100,35
101,15
Active Strategy
CL. R
CL. Z
FLE Absolute Attivo
12.06
120,09
128,94
OFL Absolute Prudente
12.06
118,76
125,19
FLE Azioni Strategia Flessibile 12.06
144,57
154,23
FLE Dynamic Asset All.
12.06
98,33
601,36
FLE Equity Absolute Return
12.06
100,13

FLE Flexible Beta Tot.Return
12.06
111,01
764,66
FLE Focus Az.StratFlessRL
12.06
147,07

FLE GT Asset Allocation
12.06

104,89
FLE Multiasset
12.06
102,92
103,43
FLE Orizzonte Pr. 12 (a) P
12.06
131,81

FLE Orizzonte Pr. 24 (b) P
12.06
138,59

FLE Orizzonte Pr. 6 (c) P
12.06
114,10

FLE Trend
12.06

109,79
Cl.RD
FLE Multiasset
12.06
104,36

Linea LTE cop. rischio cambio
CL. RH
CL. ZH
OAS Bond GBP
12.06
168,27
184,10
OAS Bond International
12.06
154,86
163,73
OAY Bond JPY
12.06
155,26
206,43
226,51
ODMBond USD
12.06
207,77
ABC Equity Cons.Discretionary 12.06
251,51
283,52
ABC Equity Consumer Staples
12.06
218,31
245,47
AEN Equity Energy & Materials 12.06
133,83
150,77
AEU Equity Europe
12.06
116,81
133,08
AFI Equity Financial RH
12.06
66,89
75,01
AIF Equity High Tech
12.06
93,75
105,21
AID Equity Industrials
12.06
217,41
242,50
APA Equity Japan
12.06
114,49
127,81
AAM Equity North America
12.06
141,78
158,13
APA Equity Oceania
12.06
179,43
204,27
ASA Equity Pharma
12.06
152,57
171,00
ATE Equity Telecommunication 12.06
80,11
89,74
APU Equity Utilities
12.06
121,87
136,58
Le Classi I, Z e ZH sono riservate a investitori istituzionali
(a) NAV Obiettivo Eur 116.74, scadenza 15.06.15;
(b) NAV Obiettivo Eur 118,24, scadenza 15.06.15;
(c) NAV Obiettivo Eur 107.76, scadenza 15.06.15.
MAE Cash EUR
Limited Tracking Error
OAS Bond EUR Float.Rate LTE
OEM Bond EUR Long T. LTE
OEM Bond EUR Medium T. LTE
OEB Bond EUR Short T. LTE
OAS Bond GBP LTE
OAS Bond International LTE
OAY Bond JPY LTE
ODMBond USD LTE
MAE Cash EUR
ABC Eq. Cons.Discretionary LTE
ABC Eq. Consumer Staples LTE
AEM Eq.Em.MktsN.Frontiers LTE
ATE Eq.Telecommunication LTE
APS Equity China LTE
AEM Equity Em. Mkts Asia LTE
AEM Equity Em. Mkts EMEA LTE
AEM Equity Em. Mkts LTE
AEN Equity En. & Materials LTE
AAE Equity Euro LTE
AEU Equity Europe LTE
AFI Equity Financial LTE
AIF Equity High Tech LTE
AID Equity Industrials LTE
AIT Equity Italy LTE
APA Equity Japan LTE
AEM Equity LatinAmerica LTE
AAM Equity N.America LTE
APA Equity Oceania LTE
ASA Equity Pharma LTE
APU Equity Utilities LTE
MAD Treasury USD
Active Market cop.rischio cambio
OPE Bond Emerging Mkts
Active Market
OPE Bd Em.Mkts Local Curr
OFL Bond Corporate EUR
OPE Bond Emerging Mkts
OFL Bond Flexible
OAS Bond High Yield
OAS Bond Inflation Linked
OMI BondCorp.Eur ST
AEM Equity Eastern Europe
AEU Equity Europe
AIT Equity Italy
AEU Equity Small Cap Europe

12.06

Eurizon Investment Sicav ________________________________
FLE Flexible Beta 1 I1
FLE Flexible Beta 2 I1
FLE Flexible Beta 4 I
FLE Flexible Duration 1 I1
FLE Flexible Duration 2 I1
FLE Flexible Duration 5 I
FLE Flexible Eq.Strategy I1
OEB Ins Unit Euro Sht Trm I1
OEB Ins Unit Euro Sht TrmTwoI
MAE Ins Unit Euro ShTmThreeI
OEM Ins Unit Europe Bds I
OEB Ins Unit Europe S/Trm I
OFL Ins Unit Tot Ret ID
AEU
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
FLE
FLE
FLE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OIC
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OBI
OEC
FLE
OFL
OFL

Europe Equities I
Flexible Beta 3
Flexible Bond
Flexible Bond 2
Flexible Bond Plus
Flexible Bond Plus 2
Flexible Duration 3
Flexible Duration 4
Flexible Plus
Flexible Plus 2
Ins. Unit Bond Strategy 1
Ins. Unit Bond Strategy 2
Ins. Unit Bond Strategy 3
Ins. Unit Bond Strategy 4
Ins. Unit Bond Strategy 5
Ins. Unit Bond Strategy 6
Ins. Unit Bond Strategy 7
Ins. Unit Bond Strategy 8
Ins. Unit Bond Strategy 9
Ins. Unit Corp Bond 2022
Ins. Unit High Yield 2018-1
Ins. Unit High Yield 2020-1
Ins. Unit High Yield 2020-2
Ins. Unit High Yield 2022-1
Ins. Unit Inv.Grade 2018-1
Ins. Unit Inv.Grade 2020-1
Ins. Unit Inv.Grade 2020-2
Ins. Unit Inv.Grade 2022-1
Ins. Unit Italian Bond 2022
PB Bond Corporate EUR
PB Flexible Macro
PIP Flexible 1
PIP Flexible 2

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
21.05
12.06
12.06
03.10
12.06
03.10
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
09.06
12.06
12.06
12.06
12.06

Eurofundlux
OFL Alto Rendimento 2017 A
15.06
OFL Alto Rendimento 2017 B
15.06
OFL Alto Rendimento 2019 A
15.06
OFL Alto Rendimento 2019 B
15.06
OFL Alto Rendimento 2019 Plus B 15.06
OFL Alto Rendimento 2019 Plus D 15.06
AAM American Eq AH
15.06
AAM American Eq. A
15.06
AAM American Eq. B
15.06
OFL Cedola 2017 B
15.06
OFL Cedola 2017 D
15.06
AIN Dynamic Multimanager A
15.06
AIN Dynamic Multimanager B
15.06
OPE Emerging Mkt Bond B
15.06
FLE Equity Returns Absolute A 15.06
FLE Equity Returns Absolute B 15.06
FLE Equity Returns Absolute P 15.06
MAE Euro Cash A
15.06
MAE Euro Cash B
15.06
AAE Euro Equity B
15.06
AAE Euro Equity D
15.06
OEM Euro Govern. Bond B
15.06
OEC Europe Corp. Bond B
15.06
FLE Flex High Vol B
15.06
OFL Global Bond D
15.06
OFL Multi Income F4 A
15.06
OFL Multi Income F4 B
15.06
OFL Multi Income F4 D
15.06
OFL Multi Income I4 A
15.06
OFL Multi Income I4 B
15.06
OFL Multi Income I4 D
15.06
OFL Obiettivo 2017 A
15.06
APA Pacific Eq. A
15.06
APA Pacific Eq. B
15.06
OFL QBond Absolute return A
15.06
OFL QBond Absolute return B
15.06
FLE TR Flex 5 A
15.06
FLE TR Flex 5 B
15.06

644,50
567,06
476,30
563,36
569,72
510,90
520,12
658,77
538,21
592,92
565,74
554,65
535,67
Cl.A


































11,224
11,329
9,846
10,164
11,033
10,616
11,350
9,763
11,435
8,683
8,095
12,094
13,287
11,316
12,745
10,513
10,035
11,983
12,337
13,072
10,039
10,870
10,732
9,859
10,845
9,916
11,012
9,829
11,245
11,013
10,577
11,470
23,311
25,836
11,837
12,501
12,703
14,008














Cl.I
15,76
691,84
593,15
579,95
602,79
592,56
591,54
504,97
712,90
565,96
513,27
507,62
511,95
509,44
534,50
527,86
487,38
480,78
494,54
478,05
593,95
663,70
613,07
477,73
563,12
628,11
576,38
474,70
472,72
585,85
508,28
669,51
567,04








































FLE TR Flex Aggressive A
FLE TR Flex Aggressive B
FLE TR Flex Aggressive P

15.06
15.06
15.06

9,932
10,117
9,940





European & Global Investments _________________________
FLE Diadema Algorithmic R
12.06
OMI Diadema Cap. Plus P
12.06
OMI Plurima Apuano Fl.B.RPlus 11.06
OMI Plurima Apuano FlBond R
11.06
OMI Plurima Apuano FlBondI(7) 11.06
FLE Plurima City Fund I Pr.(7)
FLE Plurima City Fund I(7)
04.03
FLE Plurima City Fund Retail
04.03
BAZ Plurima Eur AbsRet Inst(7) 12.06
BAZ Plurima Eur AbsRet Ret
12.06
BAZ Plurima Eur AbsRet S2
12.06
BAZ Plurima EurAbsRet NL
12.06
FLE Plurima Fra.AlphaStr I(7)
11.06
FLE Plurima Fra.AlphaStrat
11.06
FLE Plurima Fra.AlphaStrChf
11.06
FLE Plurima Fra.AlphaStrNL
11.06
FLE Plurima Fra.AlphaStUsd
11.06
FLE Plurima Fra.AlphaStUsdI(7) 11.06
FLE Plurima MC Cap Inst(7)
12.06
FLE Plurima MC Cap Ret CHF
12.06
FLE Plurima MC Cap Ret EUR
12.06
FLE Plurima MC Cap Ret USD
12.06
MAV Plurima MC Capital Dyn Inst(7) 12.06
MAV Plurima MC Capital Dyn Ret 12.06
MAV Plurima MC Capital TR Inst(7) 12.06
MAV Plurima MC Capital TR Ret 12.06
MAV Plurima MC Capital TR RetP 12.06
BBI Plurima MultiAlphaPlusI(7) 12.06
BBI Plurima MultiAlphaPlusR
12.06
MAV Plurima Orwell Inst Eur(7) 08.06
MAV Plurima Orwell Prem Eur
05.06
FLE Plurima Pairst. Selection R 12.06
FLE Plurima Pairst. Tot Ret R
12.06
MAV Plurima Pairstech Strategy Ret 12.06
FLE PLURIMA ROCA RetPrem
12.06
OMI Plurima Unif. Flexible C(7) 12.06
OMI Plurima Unif. Flexible D(7) 12.06
OMI Plurima Unif. Flexible F
12.06
OMI Plurima Unif. Flexible H
26.05
FLE Plurima Unifortune GS E(7) 12.06
AEU Plurima Unifortune TR E(7) 12.06
AEU Plurima Unifortune TR H
14.04

OFL Abs Ret Credit Strat
FLE Abs Ret Multi Strat
OPE Asian Bond
OPE Central&East Eur. Bonds
AEM Central&Eastern Europ. Eq
OEM Euro Bonds
OEB Euro Bonds 1/3 years
OEM Euro Bonds 3/5 years
OAS Euro Convertible Bonds
OEC Euro Corporate Bonds
OEC Euro Covered Bonds
OEB Euro Short Term Bonds
OEH Europ. High Yield Bonds
AAE European Recovery Eq.
AEU European SRI Equity
AAE Eurozone Equities
FLE Garant 1
FLE Garant 2
FLE Garant 3
FLE Garant 4
FLE Garant 5
APS German Equities
FLE Global Equity Allocation
AEM Greater China Equities
AEU High Convinction Europe
AAM NorthAm Eq Fund of funds
OEC Short Term Euro Corp Bds
AAE Small&Mid Cap Euro Eq
ODMUS Bonds

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
07.04
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

85,580
100,027
102,726
103,786
104,257

8,079
8,355
6,594
8,065
6,572
5,957
6,151
4,793
5,388
5,983
6,025
5,363
9,739
9,697
9,430
9,266
9,474
9,444
9,761
9,743
9,731
10,378
10,305
10,274
9,906
11,707
3,167
9,708
95,359
5,631
5,563
4,957
4,813
5,491
4,842
4,901

Cl. D
108,14
112,85
89,25
166,08
221,94
155,39
118,07
129,68
110,76
151,24
122,24
122,64
199,40
100,50
166,50
110,79
118,75
110,51
116,82
103,78
103,53
133,41
119,24
127,75
125,68
153,71
112,39
123,96
141,54












































Cl. E
106,10
110,39
88,25
162,63
209,84
151,60
116,41
128,60
112,39
147,76
122,53
119,67
176,01
99,72
157,15






146,42
111,86
127,67
118,50
206,81
111,12
119,59
139,25

Gestielle Inv. Sicav _______________________________________
Banco Popolare Società Cooperativa; www.bancopopolare.it
OEM Bond Euro (I)(7)
12.06 156,020
OEM Bond Euro (R)
12.06 144,550
OFL Cedola Europlus
12.06
5,460
OFL Cedola Plus
12.06
5,510
OFL Cedola Sicura
12.06
5,290
OFL Cedola Sicura II
12.06
5,500
AEU Value Equity Europe (I)(7) 12.06 143,290
AEU Value Equity Europe (R)
12.06 130,140










Hedge Invest _____________________________________________
------FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE

Hi Africa Opp Fund Eur D(7) 12.06
Hi Africa Opp Fund Eur DM(7) 12.06
Hi Africa Opp Fund Usd DM(7)
Hi Core Ucits F. Eur DM
05.06
Hi Core Ucits F. Eur I
05.06
Hi Core Ucits F. Eur R
05.06
Hi Core Ucits F. Usd I
27.02
Hi Core Ucits F. Usd R
27.02
Hi Numen Cr. F. Eur I Initial 12.06
Hi Numen Credit F. Eur D
12.06
Hi Numen Credit F. Eur DM(7) 12.06
Hi Numen Credit F. Eur DM2(7) 12.06
Hi Numen Credit F. Eur Fof 12.06
Hi Numen Credit F. Eur I
12.06
Hi Numen Credit F. Eur I2
12.06
Hi Numen Credit Fund Chf R 27.02
Hi Numen Credit Fund Eur R 12.06
Hi Principia Fund Chf R
14.05
Hi Principia Fund Eur DM(7) 12.06
Hi Principia Fund Eur Fof
12.06
Hi Principia Fund Eur I
12.06
Hi Principia Fund Eur R
12.06
Hi Principia Fund Usd I
03.11
Hi Principia Fund Usd R
14.05
Hi Sibilla Macro F. Chf DM(7) 27.02
Hi Sibilla Macro F. Chf R
27.02
Hi Sibilla Macro F. Eur DM(7) 12.06
Hi Sibilla Macro F. Eur FOF(7) 12.06
Hi Sibilla Macro F. Eur R
12.06
Hi Sibilla Macro F. Usd DM(7) 30.01
Hi Sibilla Macro F. Usd R
27.02

AIT KIS - America D(7)
AAM KIS - America P
AAM KIS - America P Usd
AAM KIS - America X(7)
OAS KIS - Bond D
OAS KIS - Bond P Usd(7)
OAS KIS - Bond P(7)
OFL KIS - Bond Plus D
AIT KIS - Bond Plus D Dist(7)
OFL KIS - Bond Plus P Dist
OFL KIS - Bond Plus P(7)
AIT KIS - Bond Plus X(7)
AIT KIS - Bond Plus Y(7)
AIT KIS - Bond Y-USD(7)
FLE KIS - Dynamic D
FLE KIS - Dynamic P Usd
FLE KIS - Dynamic P(7)
APA KIS - Em. Markets D
APA KIS - Em. Markets P
APA KIS - Em. Markets P Usd
AEU KIS - Europa D
AEU KIS - Europa P
AEU KIS - Europa X(7)
AIT KIS - Europa Y(7)
OAS KIS - Global Bond P
AIT KIS - Global Bond P Usd(7)
AIT KIS - Italia D(7)
FLE KIS - Italia P
FLE KIS - Italia X
AIT KIS - Italia X Dist(7)
AIT KIS - Italia Y(7)
AIT KIS - Key D-Dist(7)
AIT KIS - Key D(7)
AAS KIS - Key P Dist
AIT KIS - Key P(7)
AAS KIS - Key X
AIT KIS - Key Y(7)
FLE KIS - Liquidity D
FLE KIS - Liquidity P(7)
FLE KIS - Multi-St.UCITS D
FLE KIS - Multi-St.UCITS P
FLE KIS - Multi-St.UCITS P Usd
AIT KIS - Real Return D(7)
AIT KIS - Real Return P(7)
AIT KIS - Risorgimento D(7)
AIT KIS - Risorgimento P(7)
AIT KIS - Risorgimento X(7)
FLE KIS - Selection D
AIT KIS - Selection P Usd(7)
FLE KIS - Selection P(7)
FLE KIS - Selection X(7)
AIT KIS - Selection Y Usd(7)
AIT KIS - Selection Y(7)
AEU KIS - Small Cap D
AEU KIS - Small Cap P(7)
AIT KIS - Small Cap X(7)
AIT KIS - Small Cap Y(7)

11.06
11.06
11.06
11.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
11.06
11.06
11.06
12.06
12.06
12.06
12.06
11.06
11.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
11.06
11.06
11.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

94,810
94,970

113,520
112,350
109,820
111,070
109,540
122,99
100,93
114,73
101,67
117,32
118,87
100,92
111,63
116,65
115,45
117,19
114,04
115,75
115,62
105,68
116,61
95,46
94,39
100,07
98,42
98,59
96,89
95,22

213,11
215,94
307,61
218,34
125,64
176,78
130,70
134,09
100,67
123,64
137,39
102,18
101,80
101,07
122,00
174,83
124,57
134,95
137,98
184,59
140,23
144,42
147,25
115,50
103,65
141,14
109,64
150,23
149,71
110,27
113,87
111,64
111,63
153,35
160,25
160,18
114,74
101,66
105,37
119,27
122,87
162,40
99,67
99,80
110,50
145,18
146,63
125,79
176,97
128,78
129,16
104,75
104,76
107,98
114,13
116,48
116,60

Website - www.mandgitalia.it. Email - info@mandgitalia.it
M&G Dynamic Allocation Fund
FLE Dynamic Allocation ¤A
12.06
15,01
M&G Investment Funds (7)
FLE Episode Defensive F. A-H
15.06
10,19
M&G Investment Fund (14)
BBI Income Allocation Fund A
15.06
11,75
M&G Investment Funds (3)
OPE Emerging Market Bond F. A 15.06
13,49
M&G Global Macro Bond Fund
OFL Global Macro Bond ¤A
15.06
13,19

































































































Mediolanum International F. _____________________________
www.bancamediolanum.it; tel. 800 107107
CH - Challenge Funds - Classi Mediolanum
ASE Counter Cycl Eq L
15.06
5,353
ASE Counter Cycl Eq S
15.06
11,140
ASE Cyclical Eq L
15.06
6,616
ASE Cyclical Eq S
15.06
13,404
AEM Emerg. Mkts Eq. L
15.06
8,713
AEM Emerg. Mkts Eq. S
15.06
19,454
AEN Energy Eq. L
15.06
7,457
AEN Energy Eq. S
15.06
14,530
OEM Euro Bd L-A
15.06
9,854
OEM Euro Bd L-B
15.06
6,616
OEM Euro Bd S-A
15.06
17,238
OEM Euro Bd S-B
15.06
12,545
OEB Euro Income L-A
15.06
7,426
OEB Euro Income L-B
15.06
4,897
OEB Euro Income S-A
15.06
13,137
OEB Euro Income S-B
15.06
9,528
AEU European Eq L cop
15.06
8,062
AEU European Eq S cop
15.06
15,676
AEU European Eq. L
15.06
5,942
AEU European Eq. S
15.06
10,168
AFI Financial Eq. L
15.06
3,857
AFI Financial Eq. S
15.06
7,515
FLE Flexible L-A
15.06
4,672
FLE Flexible S-A
15.06
9,024
APS Germany Eq. L
15.06
6,092
APS Germany Eq. S
15.06
11,692
OIG Intern Bd L-A
15.06
6,113
OIG Intern Bd L-A Cop
15.06
8,629
OIG Intern Bd L-B
15.06
5,803
OIG Intern Bd L-B Cop
15.06
6,609
OIG Intern Bd S-A
15.06
12,067
OIG Intern Bd S-A Cop
15.06
14,823
OIG Intern Bd S-B
15.06
11,469
OIG Intern Bd S-B Cop
15.06
12,455
OIG Intern Inc L-A
15.06
5,434
OIG Intern Inc L-A Cop
15.06
6,921
OIG Intern Inc L-B
15.06
5,292
OIG Intern Inc L-B Cop
15.06
5,201
OIG Intern Inc S-A
15.06
10,730
OIG Intern Inc S-A Cop
15.06
12,162
OIG Intern Inc S-B
15.06
10,457
OIG Intern Inc S-B Cop
15.06
10,227
AIN International Eq L
15.06
8,181
AIN International Eq L cop
15.06
8,690
AIN International Eq S
15.06
10,579
AIN International Eq S cop
15.06
16,975
AIT Italian Eq. L
15.06
5,248
AIT Italian Eq. S
15.06
9,101
MAD Liquid. US$ L
15.06
4,721
MAD Liquid. US$ S
15.06
9,461
MAE Liquidity Euro L
15.06
6,756
MAE Liquidity Euro S
15.06
12,502
AAM North Amer Eq L cop
15.06
9,456
AAM North Amer Eq S cop
15.06
18,792
AAM North Amer. Eq. L
15.06
8,239
AAM North Amer. Eq. S
15.06
10,743
APA Pacific Eq L cop
15.06
7,335
APA Pacific Eq S cop
15.06
14,397
APA Pacific Eq. L
15.06
6,986
APA Pacific Eq. S
15.06
9,250
FLE Solidity& Return S-A
15.06
11,709
FLE Solidity& Return S-B
15.06
10,433
APS Spain Eq. L-A
15.06
8,639
APS Spain Eq. S-A
15.06
18,834
AIF Technology Eq. L
15.06
3,521
AIF Technology Eq. S
15.06
8,446
Legenda proventi: A = accumulazione; B = distribuzione
Mediolanum Best Brands
AIN BlackRock Glb L
15.06
7,315
AIN BlackRock Glb L cop
15.06
6,104






































































AIN BlackRock Glb S
15.06
14,208

AIN BlackRock Glb S cop
15.06
11,841

OEM Convertible Strat Col LA
15.06
6,102

OEM Convertible Strat Col LB
15.06
5,921

OEM Convertible Strat Col LHA
15.06
5,809

OEM Convertible Strat Col LHB
15.06
5,635

OEM Convertible Strat Col SA
15.06
12,131

OEM Convertible Strat Col SB
15.06
11,771

OEM Convertible Strat Col SHA
15.06
11,541

OEM Convertible Strat Col SHB
15.06
11,204

FLE Coupon Strat. Coll LA
15.06
6,717

FLE Coupon Strat. Coll LA cop
15.06
6,058

FLE Coupon Strat. Coll LB
15.06
5,623

FLE Coupon Strat. Coll LB cop
15.06
5,055

FLE Coupon Strat. Coll SA
15.06
13,216

FLE Coupon Strat. Coll SA cop
15.06
11,877

FLE Coupon Strat. Coll SB
15.06
11,066

FLE Coupon Strat. Coll SB cop
15.06
9,929

AIN DWS MegaTrend Sel L
15.06
6,830

AIN DWS MegaTrend Sel L cop 15.06
6,396

AIN DWS MegaTrend Sel S
15.06
13,383

AIN DWS MegaTrend Sel S cop 15.06
12,484

BBI Dynamic Coll L
15.06
7,041

BBI Dynamic Coll L cop
15.06
6,986

BBI Dynamic Coll S
15.06
12,151

BBI Dynamic Coll S cop
15.06
13,590

AEM Em Mkts Coll L
15.06
10,977

AEM Em. Mkts Coll S
15.06
17,895

AAS Eq. Power Coup. Coll L
15.06
7,086

AAS Eq. Power Coup. Coll L cop 15.06
6,251

AAS Eq. Power Coup. Coll S
15.06
11,037

AAS Eq. Power Coup. Coll S cop 15.06
11,996

AAS Eq. Power Coup. Coll. L B
15.06
5,799

AAS Eq. Power Coup. Coll. LH B 15.06
5,417

AAS Eq. Power Coup. Coll. S B
15.06
11,457

AAS Eq. Power Coup. Coll. SH B 15.06
10,718

OFL Equilibrium LA
15.06
4,871

OFL Equilibrium LAH
15.06
4,914

OFL Equilibrium LB
15.06
4,871

OFL Equilibrium LBH
15.06
4,910

OFL Equilibrium SA
15.06
9,735

OFL Equilibrium SAH
15.06
9,819

OFL Equilibrium SB
15.06
9,735

OFL Equilibrium SBH
15.06
9,821

OEM Euro Fixed Income L A
15.06
4,717

OEM Euro Fixed Income L B
15.06
6,006

OEM Euro Fixed Income S A
15.06
9,181

OEM Euro Fixed Income S B
15.06
11,612

AEU European Coll L
15.06
7,183

AEU European Coll L cop
15.06
7,448

AEU European Coll S
15.06
10,781

AEU European Coll S cop
15.06
14,091

FLE F.Templeton EM Sel L
15.06
5,710

FLE F.Templeton EM Sel S
15.06
11,189

OAS Financial Inc Strat LA
15.06
4,999

OAS Financial Inc Strat LB
15.06
4,999

OAS Financial Inc Strat SA
15.06
9,992

OAS Financial Inc Strat SB
15.06
9,992

OIH Glb High Yield cop L A
15.06
7,533

OIH Glb High Yield cop L B
15.06
5,157

OIH Glb High Yield cop S A
15.06
14,522

OIH Glb High Yield cop S B
15.06
9,921

OIH Glb High Yield L A
15.06
11,371

OIH Glb High Yield L B
15.06
5,688

OIH Glb High Yield S A
15.06
16,861

OIH Glb High Yield S B
15.06
8,991

AIF Glb Tech Coll L
15.06
2,661

AIF Glb Tech Coll L cop
15.06
8,912

AIF Glb Tech Coll S
15.06
7,962

AIF Glb Tech Coll S cop
15.06
17,240

AAS Infrastruct Opp Col LA
15.06
6,106

AAS Infrastruct Opp Col LB
15.06
5,881

AAS Infrastruct Opp Col LHA
15.06
5,838

AAS Infrastruct Opp Col LHB
15.06
5,617

AAS Infrastruct Opp Col SA
15.06
12,115

AAS Infrastruct Opp Col SB
15.06
11,670

AAS Infrastruct Opp Col SHA
15.06
11,579

AAS Infrastruct Opp Col SHB
15.06
11,149

AIN JPMorgan Glb L
15.06
7,533

AIN JPMorgan Glb L cop
15.06
6,306

AIN JPMorgan Glb S
15.06
14,629

AIN JPMorgan Glb S cop
15.06
12,248

FLE Med Carmignac Str Sel LA
15.06
6,013

FLE Med Carmignac Str Sel SA
15.06
11,953

FLE Med Invesco B Risk CS LA
15.06
5,630

FLE Med Invesco B Risk CS LB
15.06
5,350

FLE Med Invesco B Risk CS SA
15.06
11,194

FLE Med Invesco B Risk CS SB
15.06
10,636

FLE Med Pimco Inf Str Sel LB
15.06
4,903

FLE Med Pimco Inf Str Sel SB
15.06
9,747

AIN MStanley Glb L
15.06
8,302

AIN MStanley Glb L cop
15.06
7,236

AIN MStanley Glb S
15.06
16,124

AIN MStanley Glb S cop
15.06
14,029

FLE New Opportunity C. LAcop 15.06
5,689

FLE New Opportunity C. SAcop 15.06
11,219

FLE New Opportunity Coll. LA
15.06
6,202

FLE New Opportunity Coll. SA
15.06
12,239

APA Pacific Coll L
15.06
6,828

APA Pacific Coll L cop
15.06
6,337

APA Pacific Coll S
15.06
9,901

APA Pacific Coll S cop
15.06
12,079

FLE Pimco Inflat Strat Sel L
15.06
5,603

FLE Pimco Inflat Strat Sel S
15.06
11,037

BOB Premium Coup.Coll L
15.06
6,503

BOB Premium Coup.Coll L B
15.06
5,409

BOB Premium Coup.Coll L cop
15.06
6,180

BOB Premium Coup.Coll LH B
15.06
5,172

BOB Premium Coup.Coll S
15.06
12,748

BOB Premium Coup.Coll S B
15.06
10,806

BOB Premium Coup.Coll S cop
15.06
12,092

BOB Premium Coup.Coll SH B
15.06
10,274

AIN Socially Resp Coll LA
15.06
4,843

AIN Socially Resp Coll LAH
15.06
4,914

AIN Socially Resp Coll SA
15.06
9,680

AIN Socially Resp Coll SAH
15.06
9,800

AAM US Collection L
15.06
5,775

AAM US Collection L cop
15.06
6,433

AAM US Collection S
15.06
9,115

AAM US Collection S cop
15.06
12,284

Portfolio Fund - Classi Mediolanum
OMI Active 10 S
15.06
10,523

AIN Active 100 S
15.06
11,773

BOB Active 40 S
15.06
11,013

BBI Active 80 S
15.06
10,609

AIN Aggressive Plus S
15.06
12,536

AIN Aggressive Plus SH
15.06
11,490

AIN Aggressive S
15.06
12,325

AIN Aggressive SH
15.06
11,116

BBI Balanced S
15.06
11,830

BBI Balanced SH
15.06
11,466

BAZ Dynamic S
15.06
11,975

BAZ Dynamic SH
15.06
11,259

MAE Liquidity S
15.06
11,083

MAE Liquidity SA
15.06
11,219

BOB Moderate S
15.06
11,417

BOB Moderate SH
15.06
11,177

Le quote esposte si riferiscono ai prezzi di chiusura del giorno
lavorativo precedente quello sopra indicato

Morgan Stanley Bank International Limited Milan Branch; Tel. 02
76331; www.morganstanleyinvestmentfunds.com
Cl. A
Cl. B
OFL Absolute Returm FI
12.06
25,43
25,18
APA Asia-Pacific Equity
12.06
23,68
22,72
APA Asian Equity
12.06
42,75
35,68
APA Asian Property
12.06
17,40
15,27
FLE Div Alph Pl LowVol Fd
12.06
23,83
23,56
FLE Diversified Alpha Plus
12.06
31,68
29,54
AEM Emerging Leaders Eq.
12.06
23,84
23,17
OPE Emerging Mkts Corp Dbt
12.06
27,89
26,73
OPE Emerging Mkts Debt
12.06
68,60
57,38
OPE Emerging Mkts Dom. Debt 12.06
26,02
23,96
AEM Emerging Mkts Equity
12.06
33,75
28,69
AEM EmEurop,M-East&Africa Eq 12.06
70,30
62,96
OEM Euro Bond
12.06
15,45
12,98
OEC Euro Corporate Bond
12.06
46,94
40,93
OEM Euro Strategic Bond
12.06
42,95
35,96
OEC EuroCorp.Bd (XFin.)
12.06
28,67

OEH Europ.Curr. HighYield Bd
12.06
21,93
18,48
AEU European Equity Alpha
12.06
47,32
39,55
AEU European Property
12.06
34,41
29,05
AAE Eurozone Equity Alpha
12.06
12,22
10,51
AEM Frontier Emerg. Mkts Eq.
12.06
27,36
26,76
AIN Global Advantage
12.06
28,91
28,23
FLE Global Balanced RC
12.06
35,81
34,57
OIG Global Bond
12.06
34,42
28,68
AIN Global Brands
12.06
86,27
74,60
OAS Global Convertible Bond
12.06
39,52
34,75
OIC Global Credit
12.06
23,53
22,93
OFL Global FI Opport.
12.06
27,63
26,67
OIH Global High Yield Bond
12.06
31,27
30,18
AAS Global Infrastructure
12.06
45,48
43,25
OAS Global Mortgage Sec.
12.06
24,48
23,84
AIN Global Opportunity
12.06
40,43
38,64
OIC Global Premier Credit
12.06
21,78
21,25
ASE Global Property
12.06
25,40
23,27
AIN Global Quality
12.06
25,45
24,99
AEM Indian Equity
12.06
30,89
28,37
APS Japanese Equity
12.06
32,55
33,64
AEM Latin American Equity
12.06
42,64
35,46
OEB Short Maturity Euro Bond
12.06
20,44
17,33
AAM US Advantage
12.06
50,12
45,59
AAM US Growth
12.06
60,09
50,30
AAM US Property
12.06
58,64
48,81
Cl. AH
Cl. BH
APA Asia-Pacific Equity
12.06

24,80
OPE Em.Mkts Domest.Debt
12.06
22,00
19,17
AEM Emerging Leaders Eq.
12.06
26,50
25,76
OPE Emerging Mkts Corp Dbt
12.06
31,09
29,77
OPE Emerging Mkts Debt
12.06
56,36
27,03
AEM Frontier Emerg. Mkts Eq.
12.06
30,55
29,88
OIG Global Bond
12.06
24,85
23,82
AIN Global Brands
12.06
60,22
53,41
OAS Global Convertib. Bd
12.06
37,86
33,26
OFL Global FI Opport.
12.06
29,22
28,32
OIH Global High Yield Bond
12.06
31,60
30,62
AAS Global Infrastructure
12.06
49,60
47,23
OAS Global Mortgage Sec.
12.06
27,29
26,61
AIN Global Opportunity
12.06
44,13
42,17
OAS Global Premier Credit
12.06

23,57
ASE Global Property
12.06
31,85
30,44
AIN Global Quality
12.06
28,43
27,93
FLE Liquid Alpha Capture
12.06
25,51
25,21
FLE Liquid Alternatives
12.06
24,79
24,52
AAM US Advantage
12.06
40,61
67,19
AAM US Growth
12.06
46,59
44,74
Cl. C
Cl. CH
OFL Absolute Return FI
12.06
25,27

FLE Div Alph Pl LowVol Fd
12.06
23,63

FLE Diversified Alpha Plus
12.06
29,73

OPE Em.Mkts Domestic Debt
12.06
20,78
20,55
AEM Emerging Leaders Eq.
12.06
23,29
26,06
OPE Emerging Mkts Debt
12.06
29,59

AEM Emerging Mkts Equity
12.06
21,27

OPE Emerging MktsCorpDbt
12.06
27,03
26,15
OEM Euro Bond
12.06
34,99

OEC Euro Corporate Bond
12.06
36,65

OEM Euro Strategic Bond
12.06
30,21

OEH Europ.Curr. HighYield Bd
12.06
45,89

AEU European Equity Alpha
12.06
40,12

AEM Frontier Emerg. Mkts Eq.
12.06
27,00
30,14
OIH Glb High Yield Bond
12.06
25,91
28,80
12.06
28,36

AIN Global Advantage
FLE Global Bal. Risk Control
12.06
32,11

OIG Global Bond
12.06
26,16

AIN Global Brands
12.06
38,08
37,11
OAS Global Convertib. Bd
12.06

29,73
OIC Global Credit
12.06
23,14

OFL Global FI Opport.
12.06
24,19
26,93
AAS Global Infrastructure
12.06
43,69
33,72
OAS Global Mortgage Sec.
12.06
24,11
26,88
AIN Global Opportunity
12.06
38,99

ASE Global Property
12.06
28,53
30,67
AIN Global Quality
12.06
25,07
28,01
APS Japanese Equity
12.06
33,93

AEM Latin American Equity
12.06
14,17

FLE Liquid Alpha Capture
12.06

25,29
FLE Liquid Alternatives
12.06

24,57
OEB Short Maturity Euro Bond
12.06
26,41

AAM US Advantage
12.06
47,58

AAM US Growth
12.06
42,09
43,06

OPE Em Mkts Bd E Eur hdg Acc
OPE Em Mkts Bd E($)
OPE Em Mkts Corp Bd E
OPE Em.Mkts.Cur.E ($)
OPE Em.Mkts.Cur.E Acc
OPE Em.Mkts.Cur.E Acc unh
AEM EqS Em Mkts Fd E unh
AEU EqS Pathfinder Eu E
AEU EqS Pathfinder Eu E(6)
AIN EqS Pathfinder F E(6)
AIN EqS Pathfinder Fd E
AIN EqS Pathfinder Fd E($)
OEM Euro Bond E
OEM Euro Bond E Acc
OEC Euro Credit E
OEC Euro Inc. Bd E
OEC Euro Inc. Bd E
MAE Euro S.-Term E Acc
OIG Glb Advantage E PH
OIG Glb Advantage E($)
OIG Glb Bd E Acc CE ($)(6)
OIG Glb Bd E Acc hdg
OIG Glb Bd E Acc($)
OIG Glb Bd Ex-US E($)
OIH Glb H.Y Bd E($)
OIH Glb H.Y. Bd E Acc($)
OIH Glb H.Y. Bd E hdg Acc
OIC Glb InvGrCr. E Acc hdg
OIC Glb InvGrCr. E Acc($)
OIC Glb InvGrCr. E hdg
OIC Glb InvGrCr. E($)
BBI Glb Multi-Asset E Acc hdg
BBI Glb Multi-Asset E Acc($)
BBI Glb Multi-Asset E hdg
BBI Glb Multi-Asset E($)
OIG Glb RealRet E Acc hdg
OIG Glb RealRet E Acc($)
OIG Glb RealRet E Dis($)
OIG Global Bond E($)
OIG Global Bond E($) unh
ODB Low Avg Durat. E Acc hdg
ODB Low Avg Durat. E Acc($)
ODB Low Avg Durat. E($)
AAM StocksPLUS E($)
ODMT.R. Bd E Acc hdg
ODMT.R. Bd E Acc($)
ODMT.R. Bd E($)
OFL Unconstrained Bd E
OFL Unconstrained Bd E($)
OFL Unconstrained Bd E($)
ODH US Hi.Yi. Bd E Acc($)
ODH US Hi.Yi. Bd E Dis($)
ODH US Hi.Yi. Bd Ehdg Acc

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

12.06
12.06
12.06

5,133
6,176
5,694





OEC Augustum Corporate Bond
OEB Augustum High Qual. Bond
OBI Augustum Italian Div. Bond
--- Augustum Mkt Timing
BOB Balanced World C.
OEB Euro Bonds Short Term
AAE Euro Equities
--- Extra Euro HQB
AIN Global Equities (Eur Hdg)
OEM Inflation Lkd Bd Eur.
OEC Large Europe Corporate
AIN Q7 Active Eq.International
FLE Q7 Globalflex
FLE Total Return Flexible
FLE VolActive

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
30.01
12.06
12.06
12.06

Cl.A
194,94
148,59
114,81
111,02
142,71
139,55
54,04
106,72
78,08
106,40
137,78
46,62
110,69
124,66
94,01

CommRealRe.E Acc($)(6)
CommRealRe.E Dis($)
Divers Inc E Dis($)
Divers Inc E Eur hdg Acc E
Divers Inc E hdg
Divers Inc E($)
Em Local Bd E Acc unh
Em Local Bd E Acc($)
Em Local Bd E($)
Em Mkts Bd E Acc($)

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

6,34
4,47
12,76
13,93
11,61
18,16
13,72
11,22
8,10
36,15

P
P
P
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P
P







ALTRIARMONIZZATIUE

m

M m

m

www.pioneerinvestments.com; tel. 800551552
Pioneer Funds
FLE Absolut Ret. Bond E
12.06
5,226
FLE Absolut Ret. M.Str. E
12.06
6,133
FLE Absolut Ret. M.Str.Gr. E
12.06
6,512
OFL Absolut Return Curr. E
12.06
5,508
OFL Absolut Return Curr. F
12.06
5,270
FLE Absolute R.Eur.Eq. EH($)
12.06 100,708
FLE Absolute Ret. As. Eq. E
12.06
5,844
FLE Absolute Ret. Eur. Eq. E
12.06 105,119
FLE Absolute Ret. M. Str. F.
12.06
5,463
APA Asia (ex Japan) Eq. E
12.06
8,975
APA Asia (ex Japan) Eq. F
12.06
8,007
APA China Eq. E
12.06
15,885
APA China Eq. F
12.06
13,962
FLE Commodity Alpha E
12.06
3,516
FLE Commodity Alpha E Hed
12.06
3,054
FLE Commodity Alpha F
12.06
3,330
AEU Core Europ. Eq. E
12.06
10,848
AEU Core Europ. Eq. F
12.06
9,618
AEM Em. Eur. Med. Eq. E
12.06
16,069
AEM Em. Eur. Med. Eq. F
12.06
13,639
OPE Em. Mark. Bond E DT
12.06
5,777
OPE Em. Mark. Bond F DT
12.06
5,743
OPE Em. Mark. Bond LC E
12.06
6,429
OPE Em. Mark. Bond LC E D.
12.06
4,531
OPE Em. Mark. Bond LC E DT
12.06
4,478
OPE Em. Mark. Bond LC F
12.06
6,214
OPE Em. Mark. Bond LC F D.
12.06
4,504
OPE Em. Mark. Bond LC F DT
12.06
4,468
OPE Em. Mark. Bond ST E DT
12.06
4,999
OPE Em. Mark. Bond ST F DT
12.06
5,000
OPE Em. Mark. Cor. HY B. E
12.06
6,400
OPE Em. Mark. Cor. HY B. E DT
12.06
5,922
OPE Em. Mark. Corp. B. 2016 E
29.05
5,257
OPE Em. Mark. Corp. B. 2016 F
29.05
5,223
OPE Em. Mkts B.E Hed.
12.06
11,706
OPE Em. Mkts Bond E
12.06
14,835
OPE Em. Mkts Bond F
12.06
13,083
AEM Em. Mkts Eq. E
12.06
8,516
AEM Em. Mkts Eq. F
12.06
7,406
OAS Euro Aggr. Bond E
12.06
7,658
OAS Euro Aggr. Bond E D.
12.06
5,767
OAS Euro Aggr. Bond F
12.06
7,437
OAS Euro Aggr. Bond F D.
12.06
5,748
OAS Euro Aggreg. Bond E DT
12.06
5,818
OEM Euro Bond E
12.06
9,935
OEM Euro Bond E DT
12.06
5,415
OEM Euro Bond F
12.06
9,196
OAS Euro Cash Plus E
12.06
65,699
OAS Euro Cash Plus E DT
12.06
5,054
OEC Euro Corp. Short T. E
12.06
6,104
OEC Euro Corp. Short T. F
12.06
5,863
OEC Euro Corpor. Bond E DT
12.06
6,023
OEC Euro Corporate Bond E
12.06
9,373
OEC Euro Corporate Bond F
12.06
8,286
OEH Euro H. Y. E
12.06
10,130
OEH Euro H. Y. F
12.06
9,116
OEH Euro H. Y. F DT
12.06
5,659
OEH Euro High Yield E DT
12.06
6,250
MAE Euro Liquidity E
12.06
5,125
OAS Euro Short T. E
12.06
6,439
OAS Euro Short T. F
12.06
6,134
OFL Euro Strat. Bond E D.
12.06
5,140
OFL Euro Strat. Bond E DT
12.06
5,692
OFL Euro Strat. Bond F D.
12.06
5,106
OFL Euro Strat. Bond F DT
12.06
5,378
OFL Euro Strategic Bond E
12.06
10,368
OFL Euro Strategic Bond F
12.06
8,820
AAE Euroland Equity E
12.06
7,367
AAE Euroland Equity F
12.06
6,489
AEU Europ. Eq Income ED
12.06
7,050
OAS Europe Rec.Inc. 2017 E
29.05
5,647
AEU European Eq. Value E
12.06
7,291
AEU European Eq. Value F
12.06
10,936
AEU European Potential E
12.06
8,159
AEU European Potential F
12.06
7,541
AEU European Research E
12.06
6,578
AEU European Research F
12.06
5,819
AIN Glb Eq. Tar. Income E
12.06
7,775
AIN Glb Eq. Tar. Income F
12.06
7,403
5,703
AIN Glb Eq.Tar. Income ED
12.06
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bd E DT 12.06
4,699
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bd F DT 12.06
4,696
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bond E 12.06
4,699
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bond F 12.06
4,696
FLE Glb M.Asset TI E Hed. DS
12.06
4,955
FLE Glb Multi Asset TI E DS
12.06
4,409
OAS Global Aggr. Bond E
12.06
8,048
OAS Global Aggr. Bond E DT
12.06
5,402
OAS Global Aggr. Bond F
12.06
7,817
ASE Global Ecology E
12.06
6,679
ASE Global Ecology F
12.06
6,263
OIH Global High Yield E
12.06
10,359
OIH Global High Yield E DT
12.06
6,171
OIH Global High Yield F
12.06
9,050
OIH Global High Yield F DT
12.06
5,846
OPE Global High Yield F DT
12.06
5,897
BOB Global Multi Asset Cons. E 12.06
5,564
BOB Global Multi Asset Cons. F 12.06
5,068
BAZ Global Multi Asset E
12.06
9,409
BAZ Global Multi Asset F
12.06
8,961
AIN Global Select E
12.06
6,866
AIN Global Select F
12.06
6,423
OAS HY&Em.M.BdOpp.2015E
29.05
5,215
OAS HY&Em.M.BdOpp.2015F
29.05
5,190
AEM Indian Equity E
12.06
7,816
AEM Indian Equity F
12.06
7,419
AIT Italian Equity E
12.06
7,981
AIT Italian Equity F
12.06
7,146
APA Japanese Eq. E
12.06
2,897
APA Japanese Eq. E Hed
12.06
9,969
APA Japanese Eq. F
12.06
2,590
AEM Latin Am. Equity E
12.06
3,653
AEM Latin Am. Equity F
12.06
3,493
AAM North Am. Bas. V. E Hed.
12.06
6,389
AAM North American Bas. Val. E 12.06
8,426
AAM North American Bas. Val. F 12.06
7,818
FLE Real Assets TI E
12.06
4,319
FLE Real Assets TI F
12.06
4,511
FLE Real Assets TI E Hed DS
12.06
4,890
APS Russian E
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M

M
M

m
m
m

M
M



































































































































































m
m

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m






M






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m

m
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m







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M
M
M
M
M
M
M
M
M
M

m
m

P
P

P

M

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P







































































M
M
M
m

m

m

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M



M

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m
M
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m

m




















m
m
M
m

M

M

M

m

mm

m

m




M
M





















m

M
M

m
m


















M
M
















m

M

M

m










m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m





m

m

m

M

M













m

m

M

m
m

m

Cl.I
202,72
152,31
117,96
113,05
149,18
142,33
56,97
106,82
82,22
109,31
141,99
49,73
114,60

95,54











M
m

m
m

Pimco Funds: Global Investor Series plc _________________
OAS
OAS
OMI
OMI
OMI
OMI
OPE
OPE
OPE
OPE























































P
P

m

New Millennium Sicav ____________________________________
Banca Finnat Euramerica; tel. 06 699 33 1

























































myNEXT ___________________________________________________
OFL myNEXT Bond E
AAS myNEXT Equity E
BBI myNEXT Multi Asset E

32,92
11,10
12,29
10,14
11,84
12,66
10,99
14,78
15,59
14,09
13,97
13,69
11,15
20,43
12,30
12,50
10,49
11,46
11,630
10,210
11,78
23,08
25,24
14,05
10,94
18,80
20,92
15,87
15,61
10,76
13,34
14,09
14,16
9,99
9,91
16,03
16,55
12,96
12,66
10,85
9,13
12,22
11,07
21,93
19,16
24,79
12,55
11,670
10,37
10,65
26,01
10,71
22,90

m
m

m

mm

m

m

O
m M
m





m W

M

m

m
m

m






M

m
m
m
m
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M
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M
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M
M
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M
M
M
M

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M
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M

M
M
M

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M
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m
m


















































































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m

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M

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M W
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M

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m






























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m

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m

m

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M

m

m

m
m

























M

mm
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M

m

m



m

M
M

M



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m

m

NONARMONIZZATIUE




M

M
M

M
M








M m
m
m m
mM

m

M

M

M

M

M
M

M



M
mm
m

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M m

M
M

M
M
M
M
m
m






mM

M




M

M

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M

M m
m
m m

m
m

m
M







mm












M
m
m

M











M

m

m
m
m

m

M

m
m



















































m

m

m

m






m

M
m
M

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M

m

M

M
m






m
M
M
M

m

m




&

m








Q


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Mercati azionari in Italia

42

Il Sole 24 Ore
Martedì 16 Giugno 2015 - N. 164

MERCATO AZIONARIO

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BORSA ITALIANA
Media Media
2014-2015
30 gg 30 gg
Min ¤
Max ¤ prezzo quant.

A

0,680
7,900
9,860
0,980
0,727
0,715
1,744
2,300
0,348
3,952
3,560
6,435
0,005
1,630
4,304
9,040
16,330
4,868
14,280
15,649

B

1,180
13,140
23,700
1,480
5,900
2,800
3,070
4,050
0,709
7,350
8,450
9,545
0,008
2,466
8,550
13,423
25,630
9,415
19,270
29,580

ZAzioni

1,092 217303 1621 LC A2A 1X
12,351 1167 1512 MD Acea 1X
11,461
25 1094 m Acotel 1X
1,374 512 1566 SM Acsm-Agam 1X
2,233 2205 1005 SM Aedes 1X
2,319 4514 1836 m Aeffe 1X
2,828 145 1617 SM Alba Private Eq. 1X
2,966 714 1434 SM Alerion Cleanpwr 1Xd
0,498 458 1579 SM Ambienthesis 1X
7,132 4207 1049 m Amplifon 1X
7,995 10710 1011 MD Anima Holding 1X
9,436 18599 1212 LC Ansaldo Sts 1X

— 1528 SM Arena
2,209 3766 1035 m Ascopiave 1X
7,862 3829 1146 m Astaldi 1X
12,234 810 1020 MD ASTM 1X
23,218 26115 1338 LC Atlantia 1X
8,380 19505 1574 LC Autogrill 1X
18,310
22 6135 MC Autostrade M. 1X
26,559 22659 1398 LC Azimut H. 1X

5,335 8,740 7,357
76 6020 SM B&C Speakers 1X
1,536 28,780 5,835 190471 1506 MD B. Carige 1X
21 1280 B. Carige r
80,000 215,000137,619
1,999 3,584 3,182 629 1514 SM B. Desio 1X
1,986 3,212 2,747
60 1349 B. Desio r nc
0,320 0,620 0,503 2161 1292 m B. Finnat 1X
17,600 33,440 32,183 2996 1197 MD B. Generali 1X
11,160 20,800 19,255 868 1268 m B. Ifis 1X
3,086 3,720 3,521 237 1397 MD B. Intermobiliare 1X
4,704 8,867 7,762 36582 6014 LC B.P. E.Romagna 1X
0,352 1,079

— 1474 m B.P. Etruria e L.
0,379 0,989 0,932 545037 1472 LC B.P. Milano 1X
2,840 4,630 4,344 10510 6028 MD B.P. Sondrio 1X



— 1548 MC B.P. Spoleto 1X
0,199 0,495 0,310 14944 1533 MD B. Profilo 1X
9,270 12,290 10,706
23 1029 SM B. Sard. r nc 1X
8,710 16,410 14,998 33102 1143 LC B. Popolare 1X
5,780 7,965 6,599 140 1537 B. Santander 1X
5,020 6,850 5,734 226 1007 Banzai 1X
2,056 4,090 3,842 2209 1582 SM BasicNet 1X
0,821 4,000 2,017
83 1033 SM Bastogi )
109,000 338,800277,531
81 1325 m BB Biotech 1X
0,256 0,687 0,576 4360 1103 m BE 1X
0,377 0,720 0,450 2014 1610 SM Beghelli 1X
0,468 0,774 0,682 43914 1569 MD Beni Stabili 1X
1,465 2,500 2,260 102 6043 SM Best Union 1X
0,220 0,990 0,551 1315 1874 SM Bialetti 1X
0,415 0,882 0,471 604 6035 m Biancamano 1X
4,900 17,500 15,820 1430 1048 m Biesse 1X
0,216 0,748 0,540 7987 6018 Bioera 1X
18,012 23,569 19,383
2 1040 Boero 1X
2,450 4,198 3,600 171 1092 m Bolzoni 1X
22,040 39,000 25,080
11 1041 SM Bon. Ferraresi 1X
0,700 0,975 0,743
42 6115 MC Borgosesia 1X
0,740 1,270 0,820
48 6120 Borgosesia rnc
18,480 39,800 38,098 1952 1516 m Brembo 1X
0,077 0,152 0,096 6372 1045 SM Brioschi 1X
14,200 26,500 16,922 1171 1025 B. Cucinelli 1X
9,450 15,200 13,971 11010 1556 LC Buzzi Unicem 1X
5,565 9,075 8,641 622 1557 Buzzi Unic. r nc

C

INDICI
Pr. Chiusura (3)
Var.% Vwap Apert.
¤
¤ Var.% annua ¤ (6)
(¤) Min.¤ Max¤
15.06 12.06 (4)
(5) 15.06 15.06 15.06 15.06

1,070
11,910
10,280
1,364
0,800
1,869
2,970
2,800
0,493
6,780
7,715
9,380

2,032
7,820
11,630
21,610
7,780
18,190
24,460

1,097 -2,46
11,930 -0,17
10,650 -3,47
1,363 0,07
0,923 -13,33
2,022 -7,57
2,974 -0,13
2,850 -1,75
0,480 2,56
7,085 -4,30
8,010 -3,68
9,380 —
— —
2,084 -2,50
8,150 -4,05
11,740 -0,94
22,080 -2,13
8,005 -2,81
18,200 -0,05
25,460 -3,93

7,200 7,250 -0,69
1,546 1,634 -5,39
80,000 89,000 -10,11
3,110 3,192 -2,57
2,620 2,648 -1,06
0,472 0,493 -4,20
30,190 31,200 -3,24
17,930 18,880 -5,03
3,474 3,520 -1,31
7,500 7,715 -2,79

— —
0,907 0,936 -3,15
4,226 4,300 -1,72

— —
0,284 0,292 -2,87
10,420 10,500 -0,76
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5,300 5,470 -3,11
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— —
3,578 3,610 -0,89
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— —

— —
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31,60
1,66
23,29
-25,37
-12,67
31,27
-4,02
28,15
40,19
87,41
12,41

12,04
63,59
21,25
12,04
24,82
23,73
40,02

1,078
11,828
10,398
1,342
0,843
1,925
2,953
2,731
0,488
6,869
7,775
9,392

2,042
7,891
11,576
21,727
7,812
17,984
24,660

1,084
11,700
10,530
1,369
0,880
1,987
2,964
2,742
0,491
7,075
7,855
9,385

2,074
8,070
11,610
21,850
7,915
18,020
25,130

1,069
11,700
10,210
1,328
0,800
1,869
2,944
2,680
0,480
6,780
7,670
9,380

2,026
7,790
11,450
21,610
7,755
17,700
24,460

Contr.
N.ro Quant. tot. in
Cont. (mlg) ¤(mlg)

1,092
11,990
10,570
1,369
0,880
1,990
2,978
2,822
0,500
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7,855
9,405

2,074
8,070
11,740
21,870
7,915
18,190
25,130

2062
497
34
14
192
474
10
198
14
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1379
760

259
853
363
4189
1700
12
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111
3
5
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462
27
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22
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1144

189
318
72
2110
1231
1
1325

18104
1308
31
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79
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11
4055
5719
10741

385
2512
834
45838
9619
10
32672

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— 80,000 80,000
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36,54 4,213 4,266 4,170 4,266





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44,37 14,533 14,850 14,350 14,890
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-20,35 5,259 5,550 5,020 5,560
65,38 3,763 3,800 3,704 3,876
-20,20 1,807 1,801 1,800 1,828
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-8,21 0,518 0,540 0,514 0,540
-6,90 0,437 0,452 0,428 0,452
61,57 15,173 15,760 14,880 15,760
94,81 0,493 0,510 0,485 0,510





31,90 3,593 3,630 3,490 3,650
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26,12 8,012 8,185 7,945 8,185

26
2046
7
157
14
60
1831
833
56
1894

3758
1326

185
8
4557
28
147
402
21
473
193
18
709
8
17
31
1078
154

69
14


1672
74
462
2082
150

17
2925

55
4
156
238
107
71
2465

43955
982

1196
2
4219
18
42
177
9
12
536
19
4305
2
46
90
237
393

13
1


197
866
61
1201
48
1
344
21
38
6
1843
27
1033
9
88
22
53
360
44

862

2096
13

80
112
4611
11
1504

p/mez.
Capit.
p/u propri Div/p in mln
(7)
(8) ¤ (9)

neg.
15,51
neg.
18,81
3,89
75,38
8,93
neg.
neg.
33,29
27,47
23,30

13,45
9,52
10,21
24,25
79,15
24,23
38,36

Div.
lordo
¤ (2)

1,31
1,76
1,60
0,67
0,84
1,59
1,25
1,04
0,74
3,50
3,29
3,27

1,18
1,35
0,68
2,75
4,33
0,70
5,54

3,37
3,80

2,61



1,65

0,63
2,15
1,60

7,35
2,53
3,89
3,68

2,22
0,41

3378
2519
43
103
196
207
30
119
45
1547
2331
1878

479
777
1019
17942
1987
79
3533

0,0330
0,4200
0,4000
0,0350
0,2500
0,0070

0,0450
0,0100
0,0430
0,1670
0,1500
0,0413
0,1500
0,2000
0,7000
0,8000
0,2800
0,4000
0,7800

120
4599
9
171
11
75
7206
1929
248
18546

40252
4138

336
20
61320
117
219
665
16
3290
282
8
2686
5
24
39
3601
194

48
24


7516
78
1024
15344
385

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neg. 0,09
neg. 4,71
9,97 0,48
8,40 0,40
40,76 0,91
21,81 6,54
10,45 2,22
neg. 1,55
244,71 0,74
— —
17,31 0,89
16,58 0,79
— —
54,73 1,26
15,20 0,45
neg. 0,65
15,66 1,13
neg. 4,95
18,46 2,84
neg.-289,89
2,58 1,09
68,08 1,55
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neg. 0,76
neg. 2,26
9,38 6,79
neg. -3,17
30,19 3,38
neg. 1,11
— —
89,46 2,56
283,61 1,20
— —
— —
19,78 4,81
neg. 0,64
34,32 6,89
22,59 1,13
14,16 0,71

4,47


2,42
3,45
2,10
3,23
3,66

0,27

2,40
1,42

1,07
2,51

9,43

1,86

3,63
1,06

3,53



2,37


0,97
0,20


1,57

0,72
0,39
0,62

79
163
2
364
35
173
3510
971
546
3621

4022
1910

191
69
5264
91084
214
230
216
3152
71
85
1416
22
39
15
416
18

93
139


2553
71
1135
2113
326

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0,0700
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0,0700

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0,0220


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0,3600
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0,6000
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0,0500

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1442
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5
12129
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7058
123
509
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342
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11

862

16133
6

26
810
5488
16
2780

60,97
13,81
neg.
6,82
neg.
29,66
neg.
13,13
17,07
12,92
45,41
134,09
neg.
neg.

neg.

24,15
neg.

neg.
15,81
neg.
8,62
neg.

2,99
6,44

2,35

1,22

5,12
2,65
1,72
1,67
3,16





2,60



2,08

3,61


39
329
14
255
107
3823
95
1191
231
925
36
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11
22

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342

15
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1320
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0,0600
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04.05.15
21.05.12
21.05.12
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04.05.15
18.05.15
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18.05.15
18.05.15
18.05.15

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1,190
2,200
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0,043
0,251

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7,850
0,488

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1,400
1,859

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-7,56
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-1,21
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2,80
-2,20

-2,40

-2,36
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-8,12
-2,64
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-0,29
0,43

16,53
-14,53
-18,62
13,49
2,77
27,86
9,77
19,43
31,08
16,80
32,88
48,21
14,97
5,78

15,30

14,52
9,22

26,73
14,91
51,45
-0,86
-4,42

4,352
4,195
1,124
2,123
0,855
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6,832
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0,241

1,001

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0,475

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1,189
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0,044
0,242

1,010

7,780
0,474

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7,325
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1,840

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1,100
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0,995

7,665
0,470

0,312
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4,250
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0,046
0,245

1,010

7,795
0,480

0,327
7,325
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1,396
1,880

5
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30
44
23
1738
46
1503
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41
21

391

1794
17

37
357
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17
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0,328
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2,183

17423 1355 m D'Amico 1X
209 1047 m Dada 1X
189 1676 Damiani
684 1089 MD Danieli
1301 1090 Danieli r nc
762 1018 m Datalogic 1X
1300 1072 MD De' Longhi 1X
4072 1003 m Dea Capital 1X
861 1024 DeLclima 1X
866 1598 MD Diasorin 1X
911 1326 m Digital Bros
60 1351 m Dmail Gr.

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— 8,88
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39
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