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Il.Sole.24.Ore.19.06.2015.By.PdS .pdf



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Poste italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003
conv. L. 46/2004, art.1, c. 1, DCB Milano

Venerdì
19 Giugno 2015

L’ENCICLICA «LAUDATO SI’»: I POPOLI HANNO PAGATO PER LE BANCHE

L’ecologia integrale di Papa Francesco
per «fermare il saccheggio del mondo»
Carlo Marroniu pagina 29

GRECIA E UNGHERIA

Dal Senato primo sì alla riforma a larga maggioranza con il voto favorevole di Lega e FI e l’astensione di Sel e M5S

Così cambiano gli appalti

Anno 151˚
Numero 167

SUPERARE LA CRISI SOCIO-AMBIENTALE

Custodiamo la nostra casa comune
di Bruno Forte

S

in dal titolo ispirato al Cantico delle Creature di San Francesco, la lettera enciclica di Papa Francesco «Laudato si’»,
«sulla cura della casa comune», si collega al messaggio del Santo
di Assisi, per riconoscere nella terra su cui posiamo i piedi «una
sorella, con la quale condividiamo l'esistenza, e una madre bella
che ci accoglie tra le sue braccia» (n.1).
Continua u pagina 29

PANORAMA

I veri muri
Immigrati, Ue contro Ungheria:
del populismo
«Non servono altri muri»
che spezza
Ventimiglia: resta il blocco francese
Stop
a
deroghe
e
varianti,
semplificazioni,
rating
per
imprese
e
Pa
l’Europa
di Adriana Cerretelli

C

aduto il muro di Berlino,
l’Europa si era illusa di
seppellire sotto le sue
macerie l’ultima grande lacerazione continentale, la più profonda e traumatica, costruendoci sopra la cattedrale della
propria riunificazione, della riconciliazione definitiva tra i
suoi popoli.
La frenesia integrativa che
ne era nata ha dato vita, in poco
più di un decennio, prima al
mercato unico, poi alla moneta
unica e infine al maxi-allargamento verso Est: un sommovimento senza precedenti, una
doccia di speranza e di ottimismo quasi illimitati.
Sono passati 26 anni da quel 9
novembre dell’89. Formalmente l’Europa continua a percorrere lo stesso sentiero. Ma, purtroppo, comincia a farlo a ritroso. In un tripudio di muri che
spuntano, si erigono e moltiplicano dentro una casa comune
che si divide e rimpicciolisce in
un labirinto di cecità politiche
incrociate.
L’Ungheria ha appena annunciato la costruzione di una barriera alta 4 metri e lunga 175 chilometri lungo il suo confine con
la Serbia per bloccare il flusso di
rifugiati e immigrati: 60mila
dall’inizio dell’anno, più o meno
quanto quelli arrivati in Italia.
Ironia vuole che proprio il Paese
che è stato tra le grandi vittime
della cortina di ferro non trovi,
per affrontare il problema, niente di meglio che resuscitarla in
una sorta di tragico contrappasso storico. Come se steccati e fili
spinati fermassero davvero la
forza della disperazione. Come
se non fossero il business ideale
dei trafficanti di uomini.
Per quanto spettacolare e volutamente provocatorio, oggi il
nazionalismo fai-da-te magiaro
non è il solo macigno sulla strada di una politica di immigrazione comune. Di paletti ed egoismi che la ostacolano ce ne sono
fin troppi e quasi dovunque in
giro per l’Unione.
Ma i muri che sorgono non
sono fatti soltanto di mattoni.
Ancora più pericolosi sono
quelli psicologici, impastati di
ideologie, umiliazioni e frustrazioni, interessi, scommesse spericolate e incoscienze
contrapposte.
Continua u pagina 10

OGGI «IL»

pIl Senato ha approvato ieri

a larga maggioranza la legge
delega per la riforma del codice degli appalti e il recepimento delle direttive europee. Fra le novità: stop agli appalti in deroga e alle varianti in
corso d’opera, semplificazio-

ne, rafforzamento della progettazione, introduzione di
rating prestazionali e di legalità per imprese e stazioni appaltanti. Con la maggioranza
hanno votato sì Lega e Fi, astenuti M5S e Sel.

Le misure principali

L’ANALISI

La sfida di tornare a correre
di Giorgio Santilli

L

aprimasfidadelnuovocodice
degli appalti è voltare pagina,
mandare in soffitta un modello di
realizzazione (ma forse sarebbe

EFFICACIA

SEMPLIFICAZIONI
NORMATIVE

Servizi u pagine 2 e 3

piùgiustodiredinon-realizzazione) delle opere pubbliche che ha
frenato l’Italia anziché aiutarla a
correre.
Continua u pagina 3

L’INTERVISTA

ALTA

UN FRENO
ALLE VARIANTI

Basta varianti facili per
recuperare i ribassi di gara
Valgono solo le regole Ue

ALTA

LE MISURE
PER LE PMI

Si punta a un mercato più
aperto. Sarà vietata l’aggregazione artificiosa degli appalti

MEDIA

Ampliati i compiti dell’autorità: sarà possibile bloccare in
corsa le gare irregolari
Prevista la richiesta di porre a
base di gara progetti con
accertata copertura finanziaria

CORTE
COSTITUZIONALE

Nulle le multe
degli autovelox
«mobili»

ALTA

Non ci saranno più casi di
leggi speciali come quella per
Expo. Vietate le deroghe

PROJECT
FINANCING

Giorgio Santilliu pagina 2

Il numero di articoli a valle della
delega dovrà essere ridotto dagli
oltre 600 attuali a circa 200

STOP ALLE
DEROGHE

I POTERI
DELL’ANAC

Cantone: con il nuovo codice
legalità e rilancio dell’economia

Un’altra guerra per l’Europa
di Alberto Negri

N

on è questa la prima estate di
guerra dal 1945 ma è la prima
in cui l’Europa si divide per i profughi. In realtà anche la fine della seconda guerra mondiale fu fittizia e
non terminò a Berlino: le guerre ci-

vili continuarono per anni in Grecia, Jugoslavia, Polonia, mentre in
Ucraina e negli Stati baltici i nazionalisti continuarono a combattere
le truppe sovietiche fino ad anni 50
inoltrati.
Continua u pagina 8

Gli ispettori: su Roma valutare scioglimento
Marino: resterò sindaco fino al 2023

ALTA

BASSA

Lunedì summit dei leader eurozona - Squinzi: da Atene rischio serio, potrebbe danneggiare la crescita italiana

Grecia, vertice Ue d’emergenza

pLe multe degli autovelox che non vengono
controllati periodicamente - cioè quelli mobili,
accompagnati da una
pattuglia - sono illegittime.
Lo dice la Corte costituzionale nella sentenza 113/2015
depositata ieri. In gioco
centinaia di migliaia di
verbali non ancora pagati
(per quelli già pagati
partita chiusa) e rischio
per una voce di entrata che
frutta ai Comuni circa 1,2
miliardi all’anno.
Caprino e Trovatiu pagina 41

Nel rapporto consegnato al prefetto di Roma Gabrielli gli
ispettori invitano a valutare lo scioglimento del comune mettendo in evidenza «gravi e durature violazioni di legge». Il sindaco Marino: «resterò fino al 2023».
u pagina 11

LEGGE ELETTORALE. LE INDICAZIONI DEL VOTO LOCALE

L’Italicum e i pentiti del doppio turno
Roberto D’Alimonteu pagina 12

Antitrust, subito una rete a banda ultralarga

Subito una rete tlc a banda ultralarga, più apertura nei servizi pubblici locali e difendere il Ddl concorrenza dalle lobby. Così il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella nella relazione annuale.
u pagina 5

Stati Uniti: massacro in una chiesa, preso il killer

Un 21enne del South Carolina ha sparato sui fedeli di una delle più antiche
congregazioni afroamericane in una chiesa a Charleston. Nove vittime,
tra cui un senatore. Catturato il killer. u pagina 26, commento u pagina 28

Fumata nera all’Eurogruppo - Lagarde: default se i greci non pagano entro fine mese
pIl negoziato sulla Grecia si

spostaalmassimolivellopolitico.
Ieri, al termine dell’Eurogruppo,
il presidente del Consiglio Ue,
Tusk, ha convocato un vertice
straordinario dei capi di governo
dell’Eurozona. L’Europa, dunque, si affida ai leader, in formazione inusuale, per sbloccare le

trattative.Ilpresidentedell'Eurogruppo Dijsselbloem ha ammesso che i creditori stanno valutando «diversi scenari, pronti a tutte
le alternative». Christine Lagarde (Fmi) ha ricordato che la Grecia farà default se non ripagherà
entro il 30 giugno 1,6 miliardi.

RIASSETTI

Cdp, dalle Fondazioni stop
al ricambio al vertice
Celestina Dominelli e Marco Ferrandou pagine 31 e 33

Servizi u pagina 6

MICHELLE OBAMA ALL’EXPO: «AMERICANI, VENITE QUI»

«A portata di mano la soluzione dei problemi alimentari»
L

a soluzione dei problemi
alimentari è a portata di
mano, nell’agricoltura ecocompatibile. Michelle Obama,
in visita all’Expo di Milano,

Mercati

FTSE Mib

A

1,06
1,95

22460,02

L

variaz. %
var. % ann.

prima al Padiglione Usa, poi a
quello italiano dove ha incontrato gli imprenditori, ha catturato le simpatie degli interlocutori. «Ho trovato un’orga-

Dow Jones I.
18115,84

1,00
7,15

L

variaz. %
var. % ann.

L

istini europei in rialzo (Piazza Affari +1,06%) sull’onda lunga degli acquisti a Wall Street culminati
con il nuovo record dell’indice Nasdaq. Per una seduta
i listini del Vecchio continente snobbano la Grecia
(nulla di fatto all’Eurogruppo) e si concentrano sulle
notiziechearrivanodagliUsadoveamaggiol’inflazione è salita sotto le attese, alimentando le aspettative
di un ritardo nel rialzo dei tassi.

CONCERTI, MOSTRE,
FESTIVAL, INCONTRI:
ECCO COSA FARE,
VEDERE E LEGGERE
QUEST’ESTATE

Rating 24

Dura reazione della Commissione Ue alla decisione ungherese di
alzare un muro anti-migranti al confine con la Serbia: «Mai più muri in Europa, Budapest vìola l’obbligo di dare asilo». Intanto a Ventimiglia continua la linea dura francese contro i migranti in arrivo
dall’Italia; polemiche tra Gendarmerie e Polizia.
u pagine 8 e 10

BORSA ITALIANA
Var%
Indici Generali

18.06

17.06 Var% in.an.

FTSE It. All Share (31.12.02=23356,22) 23931,28 23720,33

0,89

18,84

FTSE MIB (31.12.97=24401,54)

22460,02 22225,06

1,06

18,14

FTSE It. Mid Cap (31.12.02=20146,67) 31528,05 31548,97

-0,07

24,97

FTSE It. Star (28.12.01=10000)
Mediobanca (2.1.06=100)
Comit Globale (1972=100)

24114,57 24094,01

Xetra Dax
11100,30

1,11
11,78

L

variaz. %
var. % ann.

Nikkei 225
19990,82

-1,13
32,25

6707,88

0,41
-1,04

L

variaz. %
var. % ann.

¤/$
1,11
-15,92

Brent dtd

L

1,1404

59,91

1,03
-47,75

variaz. %
var. % ann.

L

variaz. %
var. % ann.

Oro Fixing
1201,85

2,02
-5,35

L

variaz. %
var. % ann.

QUANTITATIVI TRATTATI ¤

INDICI

18.06
Azioni: numero
1.235.179.456
Azioni: valore
3.832.726.927
Titoli di Stato
715.146.581
Obbligazioni
19.508.057

Paese/Indice
BORSE EUROPEE
D.J. EuroStoxx
Amsterdam Am. Exc.
Bruxelles Bel 20
Francoforte Dax
Helsinki Omxh Gen
Lisbona Psi 20
Londra Ftse 100
Madrid Ibex 35
Parigi Cac 40
Vienna Atx Index
Zurigo Swiss Mkt

356,82 0,60
472,97 0,30
3584,11 0,47
11100,30 1,11
8326,09 0,62
5583,05 -0,01
6707,88 0,41
10871,90 0,54
4803,48 0,27
2443,40 0,60
8880,29 -0,30

ALTRE BORSE
New York DJ Ind.
New York S&P 500
New York Nasdaq C.
Tokyo Nikkei 225
Hong Kong Hang S.
San Paolo Brsp Bov.
Shanghai Comp.
Sydney All Ordin.
Singapore Straits T.
Toronto 300 Comp.

18115,84
2121,24
5132,95
19990,82
26694,66
54238,59
4786,17
5522,66
3300,42
14770,64

1,00
0,99
1,34
-1,13
-0,22
1,86
-3,66
-1,21
-0,77
0,26

INDICE CAMBI (22 valute)
Indice Sole-24Ore
103,46

0,48

A2A
Ansaldo Sts
Atlantia
Autogrill
Azimut H.
B. Popolare
B.P. E.Romagna
B.P. Milano
Buzzi Unicem
Campari
CNH Industrial
Enel Green Power
Enel
Eni

Pr.Rif.¤

Var.%

1,118
9,380
21,970
7,715
24,670
14,500
7,410
0,919
12,700
6,845
7,620
1,720
4,206
15,840

1,73
0,21
2,09
1,45
1,02
0,55
0,07
1,77
1,44
0,51
1,06
0,94
2,04
0,64

FTSE ITALIA
ALL SHARE

+0,89

0,09

29,23
17,69

Base 31/12/02=23.356,22

1220,74 1227,23

-0,53

17,58

23950
23750
23550
23350

Prezzi di vendita all’estero: Albania €2, Austria €2, Francia €2, Germania €2, Monaco P. €2, Slovenia €2, Svizzera Sfr 3,20

variaz. %
var. % ann.

FTSE 100

Bricco e Mancini u pagina 13

Titolo

-0,45

Il mensile del Sole 24 Ore
a 0,50 euro oltre il quotidiano

B

visita sarà un evento promozionale decisivo per gli arrivi
estivi. Negli Usa sono stati già
venduti 700mila biglietti.

PRINCIPALI TITOLI - Componenti dell’indice FTSE MIB

64,35

64,06

nizzazione efficiente», ha detto e ha invitato gli americani a
visitare l’Expo di Milano.
Il commissario di Expo Sala e il
ministro Martina sono certi: la

apertura

chiusura

Titolo

Pr.Rif.¤

Var.%

Exor
FCA-Fiat Chrysler
Finmecc.
Generali
Intesa Sanpaolo
Luxottica
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Moncler
Monte Paschi Si
Pirelli & C.
Prysmian
S. Ferragamo
Saipem
Snam
STMicroelectr.
Telecom Italia
Tenaris
Terna
Tod's
UBI Banca
Unicredit
UnipolSai
World Duty Free
Yoox

42,340
13,530
11,020
16,340
3,180
59,500
4,150
8,655
7,195
16,760
1,829
15,270
19,930
27,250
9,215
4,312
7,120
1,155
12,420
4,182
86,700
7,105
6,035
2,390
10,060
30,900

1,24
0,15
1,01
0,80
1,73
0,34
0,34
0,46
-0,28
1,70
-2,19
0,20
1,89
2,14
-5,00
0,42
-1,11
4,05
-0,56
0,92
0,81
1,28
1,00
1,19
0,10
1,78

17.06
987.973.356
2.851.386.026
886.919.562
21.618.662

FUTURES
18.06 Var
FTSE MIB Giu 2015
22423 122
Eurex Bund 10a(set 15) 151,47 0,04

I CAMBI DELL’EURO (rilev. BCE)
Valuta
18.06
Dollaro Usa
1,1404
Yen giapponese 139,9400
Sterlina inglese
0,7167
Franco svizzero
1,0461
Renminbi cinese 7,0786
Dollaro canadese 1,3867
Corona svedese
9,2160
Dollaro austral.
1,4570

Diff.
0,0125
0,1600
-0,0003
0,0010
0,0776
-0,0020
-0,0025
-0,0124

MATERIE PRIME
Prezzi uff. a Londra ($/t)

Alluminio
Caffè rob

18.06 Var.%

1680,5 0,90
1888,0 4,50

18.06 Var.%

(*) con “Marketing Evolution” € 10,90 in più; con “Capolavori Horror” € 8,90 in più; con “La Biblioteca del Mare € 8,90 in più; con “Ora Legale” € 8,90 in più; con “Guida alla Salute” € 1,00 in più; con “La Biblioteca dei Ragazzi” € 7,90 in più; con “Guida Touring Club” € 8,90 in più; con “L’Impresa” € 6,90 in più; con “Norme e Tributi” € 12,90 in più; con “Guida al 730 Ordinario e Precompilato” € 9,90 in più; con “Assunzioni Agevolate” € 9,90 in più; con “Unico 2015 e Dichiarazione Irap” € 9,90 in più; con “Il Codice di Procedura Penale”
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Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

2

Le vie della ripresa

LE NUOVE REGOLE DEI LAVORI PUBBLICI

Una bella pagina politica
«L’approvazione a larga maggioranza è un bel
segnale che non ha precedenti nella legislatura»

Patrimonio del Paese
«Tutti hanno capito che il vecchio sistema non solo
produceva illegalità, ma paralizzava l’economia»

«Con il nuovo codice legalità e rilancio»

Cantone: pronti all’ampliamento di poteri, è la conferma che abbiamo lavorato bene
di Giorgio Santilli

R

affaele Cantone è pronto
ad abbandonare i panni
del supercommissario
straordinario anticorruzione
per diventare il nuovo snodo
centrale del sistema ordinario
degli appalti. A lui la riforma
degli appalti varata ieri dal Senato affida un nucleo di poteri
di regolazione soft che dovrebbe dare una marcia in più al
nuovo sistema, aiutandolo sulla strada della delegificazione e
della semplificazione. «Un sistema - dice Cantone - che tenga insieme legalità e rilancio
del settore perché mi pare che
ormai sia un patrimonio di tutto il Paese aver capito che il vecchio modello di realizzazione
dei lavori pubblici non solo
produceva illegalità diffusa,
ma comportava anche spreco
di risorse e impasse per le imprese». Cantone è convinto che
se oggi il Parlamento gli riconosce questo nuovo ruolo ampliato è proprio perché ha gestito
anche le fasi straordinarie, come quelle dell’Expo, non con i
panni dello «sceriffo» ma con
l’obiettivo di coniugare la legalità e la continuazione dei lavori, senza perdere occupazione.
Presidente Cantone, che
valutazioni dà della legge approvata al Senato?
Il primo messaggio importante che arriva dal Parlamento
e che mi pare giusto sottolineare è che la legge è stata approvata con una larga maggioranza e
sostanzialmente senza voti
contrari. Questo significa che il
Parlamento nel suo complesso,
le singole forze politiche, i singoli parlamentari, a partire ovviamente dai relatori che hanno
fatto un ottimo lavoro, hanno
perfettamente capito le sfide
che sono alla base di questo
nuovo codice in termini di contrasto all’illegalità, di rilancio di
un settore fondamentale dell’economia e anche di forte innovazione. È una pagina politica molto bella che non mi pare
abbia precedenti in questa legislatura. Per altro fa sperare che
anche nel passaggio successivo
alla Camera ci sia altrettanta
condivisione.
Questo fa pensare che il
mix di legalità e di rilancio

dell’economia viene ormai
avvertito come una questione nazionale?
Mi pare che ci sia un accordo
generalizzato nel Paese che il
vecchio modello di realizzazione dei lavori pubblici costituisca ormai una palla al piede per
l’Italia, non solo per la illegalità
diffusa e per la mancanza di correttezza, ma anche in termini di
risorse sprecate, di immagine
del Paese all’estero, di opere
che restano incompiute sul territorio. Al tempo stesso, anche
chi non scommette sul cemento, e io sono uno di quelli,
sa ormai perfettamente che
rimettere in moto davvero
questo settore, in un quadro
di ritrovata legalità, significa
dare una spinta decisiva all’economia italiana.
Queste norme aiuteranno
la lotta alla corruzione e all’illegalità?
Certamente questa legge è
uno strumento per contrastare
l’illegalità. Per altro, i principi di
delega sono molto più dettagliati nel testo che esce dal Senato rispetto a quello che vi era
entrato. Viene favorita la trasparenza, c’è l’opzione di un sistema di regolazione che non
sia in eccesso, c’è il divieto di deroghe per il futuro, si scommette su una regolazione meno legislativa rafforzando altre forme di regolazione più blanda.
Qui entriamo nel vivo del
ruolo dell’Autorità che lei
presiede. I vostri poteri
vengono notevolmente rafforzati e ampliati e diventate uno snodo centrale del
nuovo sistema.
Mi faccia dire anzitutto che
verso questa Autorità è venuta
da tutto il Parlamento un’apertura di credito senza precedenti
di cui vado fiero, tanto più se
penso che praticamente questa
Autorità ha un anno di vita. Penso che questa decisione sia anche il risultato del lavoro che abbiamo svolto in questi mesi. Ovviamente il testo del Senato per
noi è anche una sfida che intendiamo raccogliere a 360 gradi.
Lei finora è stato visto come
lo sceriffo anticorruzione
chiamato a intervenire in casi
di grave patologia, adesso deve fare il regolatore, diventare
cioè il centro di un sistema or-

LAPRESSE

Autorità anticorruzione. Il presidente Raffaele Cantone

«Mai vestiti i panni dello
sceriffo, anche all’Expo
abbiamo garantito legalità
e continuità dei lavori»

«Mi pare si sia capito
che siamo nemici
dell’illegalità,
non delle imprese»

«Con i nuovi poteri di
regolazione soft
garantiremo efficienza e
legalità al sistema»

dinario. Una bella sfida e anche un cambiamento di pelle.
Cominciamo a dire che lo
sceriffo anticorruzione qui non
si è proprio visto neanche in
questo anno di attività. Se nessuno ha avuto da ridire a questo
ampliamento di poteri dell’Autorità, neanche nel mondo imprenditoriale, è perché il nostro lavoro di questo anno è stato percepito come un lavoro di
vigilanza e di controllo collaborativi, orientati certamente al
ripristino della legalità ma anche alla continuazione dei lavori. L’esperienza dell’Expo dice che gli appalti si sono fatti e i
lavori sono stati completati in
velocità, risultato che non si sarebbe ottenuto con nessuna opzione alternativa. Anche rispetto a certe preoccupazioni
che arrivavano dal mondo imprenditoriale sui commissaria-

menti e sui poteri del decreto
90, la risposta data con il nostro
lavoro credo abbia rassicurato.
Abbiamo consentito alle imprese di continuare i lavori senza perdere manodopera. Questo cambio di passo è stato avvertito. Non siamo mai stati e
non siamo nemici delle imprese, ma dell’illegalità.
Secondo lei si capisce
sempre più che la legalità favorisce lo sviluppo dell’economia?
All’interno del mondo imprenditoriale è sempre più
chiaro che la legalità non ha solo una dimensione morale, ma è
anche un modo per uscire dall’impasse del sistema delle
grandi incompiute. L’impresa
intelligente ha capito che, tranne pochi disonesti, l’illegalità
ha paralizzato il sistema e ha
danneggiato gravemente tutte

le imprese sane.
Veniamo al vostro ruolo
futuro di regolatori. Quali
norme aiuteranno il sistema
a ripartire?
Per entrare nell’esame dettagliato delle norme conviene attendere forse che la legge sia definitiva. Penso però all’importanza per il sistema di passare
da una regolazione tutta legislativa al valore che ha invece rafforzare forme di regolazione
blanda o soft come quella che
noi possiamo esercitare per
esempio attraverso i bandi-tipo
o intervenendo nei singoli casi
per garantire la trasparenza, la
legalità ma anche lo svolgimento effettivo di un lavoro. Tra gli
altri poteri di grande importanza che la legge ci assegna basta
citare - per dire come legalità e
mercato procedano insieme quelli sulla composizione delle

commissioni aggiudicatrici,
che saranno estratte a sorte sulla base di una lista di nomi fornita da noi. Oppure i nuovi sistemi
di qualificazione per le stazioni
appaltanti e per le imprese, tenendo conto dei rating di prestazione e di legalità.
C’è una norma specifica su
cui vorrei chiedere la sua valutazione. Quella che, sempre
nell’ambito dei poteri di commissariamento di imprese
sotto inchiesta, vi dà la possibilità di chiedere alla stazione
appaltante una revoca dell’appalto prima di procedere
al commissariamento.
Quella norma non aggiunge
molto, in realtà, rispetto all’attuale quadro normativo.
Semmai vuole ribadire quello
che diciamo anche noi, il carattere straordinario del
commissariamento.
Torniamo al tema del passaggio che il Parlamento vi
chiede da attore straordinario che contrasta le patologie
ad attore che regola il sistema
ordinario.
Ha ragione, questa per noi è la
vera sfida.
Riuscirete a farvi fronte con
le risorse che avete oggi?
Una volta fatto definitivamente il codice dovremo certamente capire quale possa essere l’impatto sulla nostra attività
e come organizzare l’esercizio
dei nuovi poteri che ci vengono
affidati. Noi abbiamo fatto fronte già in questo anno a un aumento di attività: abbiamo una
quantità di richieste di protocolli di vigilanza collaborativa
da parte di amministrazioni
pubbliche che rischia di sommergerci. E questo lo abbiamo
fatto mettendo in conto nel bilancio preventivo un abbattimento dei costi del 25% superiore al 20% che ci chiedeva la legge. Mi fa piacere ricordare che
eravamo arrivati a una riduzione di costi del 29%, grazie al taglio di sprechi, consulenze
esterne ad personam, eccetera,
ma abbiamo usato una parte di
questi risparmi per rinunciare
ai prepensionamenti che avevamo programmato. Tanti ci
hanno chiesto di restare a lavorare con noi e anche questo è un
fatto di cui vado fiero.
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Confindustria. «No a norme ridondanti rispetto alla Ue»

Dai costruttori
ai progettisti, coro
di sì alla riforma
pLa riforma licenziata dal Se-

nato piace a tutti: imprese, progettisti, società di ingegneria,
sindacati. Dopo la lunga fase di
audizioni durante la quale le
parti hanno dato indicazioni sui
contenuti da inserire nella delega, rileggendo la versione finale
del testo gli attori del mercato
hanno trovato traccia delle loro
sollecitazioni. Dai poteri dell’Anac alla centralità del progetto, passando per la maggiore
concorrenza, è un coro di pareri
positivi. Con pochissime precisazioni. I costruttori dell’Ance
chiedono di ammorbidire lo
stop all’appalto integrato,
mentre da Confindustria arriva l’invito, per le prossime fasi,
a restare entro i limiti delle direttive europee, senza appesantimenti inutili.
«Siamo soddisfatti – spiega
Paolo Buzzetti, presidente Ance
- che molte nostre proposte siano state accolte nel testo di legge
approvato dal Senato. In particolare penso al divieto di derogare alle regole ordinarie, una
battaglia che portiamo avanti
con convinzione da anni». Piacciono anche la creazione di un
albo nazionale obbligatorio dei
commissari di gara presso
l’Anac e il divieto di accorpamento artificioso dei lavori per
consentire l’accesso delle Pmi.
Resta, soprattutto, una perplessità, da chiarire alla Camera.
«Attenzione – prosegue Buzzetti - a non penalizzare le nostre
imprese, nel confronto con i
concorrenti europei, per esempio con limiti eccessivi alla capacità di progettare ed eseguire».
Insomma, la limitazione dell’appalto integrato andrebbe rivista.
Apprezzamenti anche da
Confindustria che per bocca di
Vittorio Di Paola (presidenza
del Comitato tecnico infrastrutture, logistica e mobilità) chiede
il massimo sforzo sulla semplificazione. «Il principio base – dice
Di Paola - è il gold plating», cioè
il vincolo a non superare le prescrizioni comunitarie con le
norme italiane. «Un esempio
classico – continua Di Paola – è la
richiesta del performance bond
sulle grandi opere prevista dal
codice che contiamo venga cancellata alla Camera».

Le norme sulla progettazione
sono, invece, il pezzo forte della
legge, secondo le società di ingegneria (Oice) ieri riunite in assemblea a Roma. «Siamo molto
contenti che sia passata una legge che valorizza ampiamente il
ruolo della progettazione e del
progettista eliminando il ribasso nelle gare e limitando l’appalto integrato», dice la presidente
Patrizia Lotti. Apprezzata anche
l’introduzione dell’albo dei
commissari di gara e il divieto di
direzione lavori per i general
contractor. «Decisiva – conclude Lotti – anche la norma sulla riduzione delle stazioni appaltanti e il rafforzamento dell’Anac».
La spinta a valorizzare la progettazione non è passata inosservata anche presso il Consiglio na-

LE IMPRESE

Ance: «Passi avanti con il
nuovo codice ma non
limitare l’appalto integrato»
Oice: «Bene la valorizzazione
della progettazione»
zionale degli architetti. «Per il
nostro paese è un segnale fortissimo. Con il principio che nelle
gare si vince sulla base di criteri
di qualità del progetto, avremo
finalmente buone architetture
pubbliche, realizzate bene e al
giusto costo, e avremo anche inferto un colpo molto serio alle
mafie, che sugli appalti pubblici
hanno costruito le fondamenta
della loro economia illegale».
Per Cgil, Cisl e Uil, infine, si
tratta di «un provvedimento che
può far fare un deciso passo
avanti verso la legalità e verso la
maggior tutela dei lavoratori
impegnati in un settore nel quale, come tanti fatti di cronaca ci
hanno mostrato, la corruzione e
la mancanza di regole precise ha
portato a gravi distorsioni e irregolarità». Valutazioni positive
soprattutto per «la riduzione
delle stazioni appaltanti, così
come per le misure volte a favorire una maggiore trasparenza
nelle pratiche di subappalto».
Gi.L.
Mau.S.
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Il mercato dei lavori pubblici. Sia i bandi per opere che i servizi di progettazione tornano a crescere ma le perdite accumulate non permettono ancora di parlare di rilancio

La riforma online. Esperti, testi, interviste sulla legge

Primi segni di timido risveglio dopo 10 anni di crisi

Quotidiano Edilizia e Territorio:
al via tutti gli approfondimenti

Alessandro Lerbini
ROMA

pCi sono i primi timidi segnali

di ripresa, ma la strada da percorrere per tornare ai livelli dello
scorso decennio è ancora lunga e
in salita. I principali indicatori che
misurano lo stato di salute del
mercato dei lavori pubblici trasmettono ripresa di fiducia a un
settore che prova a rilanciarsi e a
riproporsi come uno dei motori
trainanti dell’economia italiana.
Il mercato dei lavori pubblici, nel
corso degli anni, ha intrapreso
una parabola discendente che si è
arrestata, tranne piccoli assestamenti, solo nel 2014, quando l’osservatorio Cresme Europa Servizi ha certificato 17.708 bandi
(+25,4%) per un valore di 29,3 miliardi (+58%). Anche i primi tre
mesi del 2015 confermano la crescita delle gare (+4,5% di opportunità in più per le imprese che lavorano nelle opere pubbliche) non
supportato dai valori (1,6 miliardi,
-15% rispetto allo stesso periodo
dell’anno scorso). Segno che le
amministrazioni pubbliche stanno spingendo di più sugli interventi di piccolo e medio taglio rispetto ai maxilavori.
Tra i motivi del recupero ci
sono la misura contenuta nella
legge di stabilità 2014 di allentamento del patto di stabilità interno a favore degli investimenti degli enti locali per un miliardo di euro, la necessità di accelerare la spesa dei fondi strutturali
europei, l’attuazione di misure
governative adottate a favore di

Ferrovie e Anas.
Rimangono però ancora lontanissimi i 35mila bandi registrati
del 2002 e i 33,3 miliardi andati in
gara nel 2003, anche se si tratta
della prima inversione del settore
a partire dal 2011, ultimo anno di
crescita dei lavori (30 miliardi di
opere pubbliche).
La progettazione ha seguito un
andamento simile. Le gare pubblicate da stazioni appaltanti pubbliche per servizi di ingegneria e
architettura rilevate dall’osserva-

I SETTORI

La finanza di progetto è
passata dal 43% al 14,6%.
Nell’ingegneria l’Italia rimane
ancora ai margini rispetto ai
grandi Paesi europei
torio Oice/Informatel nel 2014
hanno un segno positivo: i 3.829
bandi, rispetto al 2013, crescono
del 4,2% per il numero e del 16,9%
per i compensi, raggiungendo un
valore complessivo di 511,7 milioni. Solo un anno prima, però, l’ingegneria aveva toccato il punto
più basso a partire dal 1999 con soli 437 milioni di servizi professionali. Ma la caduta era iniziata
(senza mai interrompersi) otto
anni prima: un andamento che ha
provocato la fuga all’estero dei
progettisti in cerca di alternative
visto il lento dissolvimento del
mercato nazionale.
A maggio il mercato è tornato

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nel campo positivo, +69,1% per i
compensi, dato che porta a un recupero del valore messo in gara
(nei cinque mesi il calo è di solo
4,1%, con un recupero di più di 10
punti sul risultato del primo quadrimestre 2015).
«Con il risultato di maggio – ha
dichiarato Patrizia Lotti, presidente Oice – il mercato cresce e
torna sui livelli del 2014, dopo i negativi risultati di marzo e aprile:
questo andamento altalenante dimostra quanto sia fragile la ripresa e quanto siano necessari per
consolidarla gli investimenti per
le infrastrutture del Paese. Il nostro settore ha bisogno di tornare
a un minimo di normalità, a vedere risorse investite nell’ingegneria e nelle costruzioni, con amministrazioni che guardino alla qualità dei progetti e all’affidabilità e
serietà dei progettisti che, a loro
volta, devono accelerare sul fronte della innovazione e della capacità di investire anche sul fronte
della internazionalizzazione».
Un dato emblematico su quanto pesi poco l’architettura in Italia
arriva dalla Gazzetta europea: rispetto al totale delle gare pubblicate dai paesi del vecchio continente, il numero dei bandi italiani
(130 nel 2015) rimane molto modesto, solo l’1,9% del totale. Si tratta di
un risultato di gran lunga inferiore
rispettoaquellodipaesidiparagonabile rilevanza economica: la
Francia è al 33,9%, la Germania al
19,6%, la Polonia al 9,9%, la Svezia
al 4,9% e la Gran Bretagna al 4,1%.
Anche il project financing ha

IMAGOECONOMICA

L’andamento del mercato

I NUMERI DELLA RIPRESA

I bandi

Gare 2014

+25,0%
Gare

Nei primi 3 mesi del 2015

+4,5%
I bandi

Valori 2014

+58,0%
Macchine movimento
terra. Vendite 2015

+15,0%
Uno dei primi indicatori della crescita

NEI SETTE ANNI DELLA CRISI

Gli investimenti
In %

-32,0%
Gli investimenti
In valore assoluto

-64 miliardi
I bandi

-15 miliardi
I posti di lavoro

-800.000

segnato il passo in questi anni. Il
Ppp era arrivato a coprire (in valore) il 43% del mercato dei lavori
pubblici nel 2011. L’anno successivo la quota è scesa al 34%, nel 2013
al 23,3%, nel 2014 al 14,6. Bene invece il comparto macchine per l’edilizia, in crescita del 15% nel 2015.
Secondo l’Ance, l’associazione
dei costruttori, dall’inizio della
crisi il settore edile ha perso complessivamente il 32% degli investimenti pari a circa 64 miliardi di
euro, una cifra destinata a crescere anche nel corso del 2015. Dal
2008 sono 800mila i posti di lavoro in meno per tutti i comparti delle costruzioni, dei quali 60mila
persi sono nel terzo trimestre dello scorso anno. Nel quinquennio
2009-2013 la contrazione complessiva ha raggiunto il 42,8% per
le ore lavorate, il 39,3% per gli operai e il 33,6% per le imprese. Solo la
riqualificazione degli immobili
residenziali mostra una tenuta
dei livelli produttivi (+18,5%), unico elemento positivo rispetto alle
flessioni registrate dalla nuova
edilizia abitativa (-62,3%), dall’edilizia non residenziale privata (-23,6%) e dai lavori pubblici (-48,1%).
L’Ance ha recentemente presentato al Governo una proposta
per far ripartire l’edilizia: si tratta
di una lista di 5.300 interventi di
piccola o media dimensione dal
valore totale di 9,8 miliardi che potrebbero produrre 165mila posti di
lavoro e 32 miliardi di ricaduta positiva sull’economia del Paese.
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pI poteri dell’Anac, la svol-

ta sui criteri di aggiudicazione, l’impatto del rating delle
imprese, i nuovi limiti sull’appalto integrato, il rapporto tra
le nuove direttive europee, la
riforma degli appalti che si sta
disegnando in Parlamento e il
vecchio codice, che si avvia
all’abrogazione dopo essere
stato bersagliato da centinaia
di modifiche e correzioni dal
2006 a oggi. Insieme al testo
coordinato con tutti gli
emendamenti approvati ieri
in Aula, sul quotidiano digitale Edilizia e Territorio già da
oggi è possibile trovare
un’ampia raccolta di approfondimenti dedicati ad analizzare nel dettaglio i principali contenuti della legge delega approvata dal Senato.
Sotto osservazione soprattutto i nuovi poteri e i compiti
affidati all’Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele
Cantone, con la possibilità di
intervenire in via cautelare
sui bandi ritenuti irregolari e
la nuova forza vincolante attribuita agli atti di regolazione e di indirizzo del mercato
come i bandi tipo, le linee guida, le determinazioni.
Un’analisi è dedicata anche al
rating di reputazione delle
imprese: un unicum nel panorama europeo almeno da un
punto di vista della codificazione normativa. Approfondimenti sono dedicati anche
ad analizzare l’impatto della

marcia indietro sulla liberalizzazione dell’appalto integrato. Affidare insieme progetto e lavori diventerà possibile soltanto per le opere ad
alto contenuto tecnologico
(oltre il 70% del contratto).
Ma nei progetti in cui a fare da discriminante è il know
how dell’impresa e non la
scelta della Pa di imboccare
una scorciatoia per l’assegnazione congiunta è spesso utile. Ancora analisi specifiche sono dedicate ai nuovi limiti sul prestito di requisiti tra imprese: il cosiddetto
avvalimento, con il rischio
che la scelta di stringere le
maglie rispetto all’impostazione molto ampia accreditata in Europa finisca per essere ancora una volta bocciata da Bruxelles.
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Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

3

Le vie della ripresa

Larga maggioranza
Palazzo Madama ha approvato con il sì
di Lega e Fi, astensione soltanto di M5S e Sel

LE NUOVE REGOLE DEI LAVORI PUBBLICI

Legge delega
Ora il testo passa alla Camera, il governo avrà
poi sei mesi per i decreti attuativi della delega

Riforma degli appalti, sì del Senato
Più poteri all’Anac, alt a deroghe e varianti, semplificazione - Delrio: primo passo di una vera svolta

Giuseppe Latour
Mauro Salerno
ROMA

pPrimo semaforo verde per la ri-

forma appalti. Il Senato ieri mattina ha approvato in prima lettura,
con 184 sì, due no e 42 astensioni, il
disegno di legge delega che recepisce le direttive europee in materia
di contratti pubblici. Si completa,
così, con un voto a larga maggioranza, un lavoro durato sei mesi,
cuihannopartecipatodavicinoanche le opposizioni. Il testo è stato
incardinato lo scorso gennaio
presso la commissione Lavori
pubblici di Palazzo Madama. E,
adesso, deve ancora compiere due
passaggi importanti: il vaglio della
Camera per la seconda lettura e
l’attuazione attraverso il decreto

PROGETTI PIÙ FORTI

Rilancio della progettazione
esecutiva, stop al massimo
ribasso, débat public, nuove
regole per le commissioni di
gara, rating per imprese e Pa
delegato, al quale stanno già lavorando i tecnici del Governo. Per il
ministero delle Infrastrutture
Delrio «è il primo passo di una
svolta vera per i lavori pubblici».
Mentre per il viceministro Riccardo Nencini che ha seguito più da
vicino il disegno di legge si tratta
«di una legge che potenzia trasparenza e vigilanza».
Il testo esce radicalmente rivisitato rispetto al Ddl presentato dall’esecutivo. È entrato con 14 criteri
di delega ed è uscito arrivando a
quota 53. Un lavoro di aggiunte e limature condotto dal relatore Stefano Esposito (Pd), che è andato
avanti fino a ieri, quando sono state
portate le ultime correzioni pesanti. «Consegniamo alla Camera una
legge che unisce legalità e sviluppo
del mercato», ha sottolineato.
Tra le correzioni di ieri spicca il
taglio delle stazioni appaltanti che
oggi, secondo le stime più accreditate, sono almeno 36mila. Vengono introdotti due tetti: sopra i
100mila euro i Comuni non capoluogo dovranno aggregarsi per farelegare,mentresopralesogliecomunitarie (5,2 milioni per i lavori e
200mila euro per servizi e forniture) dovranno passare da centrali di
committenza unificate a livello regionale o di provincia autonoma.
La seconda novità di giornata riguarda il passaggio che impone alle concessionarie (autostradali e
non) di mandare in gara tutti i lavori, i servizi e le forniture relativi alla
loro gestione. Adesso sono obbligati a mettere sul mercato una quotadel60%.L’emendamentovotato

dall’Aula prevede alcune eccezioni:lenuoveregolenonvalgonosotto i 150mila euro, nei casi di project
financing e per «le concessioni in
essere affidate con procedure di
gara ad evidenza pubblica secondo il diritto dell’Ue». La terza novità è relativa alle autostrade. La regola generale è che non ci saranno
proroghe d’ufficio per le concessioni in essere, con una eccezione:
sono escluse le società nelle quali il
controllo sia appannaggio di soggetti pubblici. Una formulazione
che consentirà un prolungamento
senza gara per Autovie venete e
Autobrennero. Arriva anche una
forte stretta sull’in house. Viene
istituito, presso l’Anac, un elenco
dienticontrollatidapubblicheamministrazioni ai quali sarà possibile affidare i contratti senza gara.
Guardando alle novità approvate nelle scorse settimane, il cuore
della riforma è l’estensione e il rafforzamento dei poteri affidati all’Anac guidata da Raffaele Cantone. Un passaggio in cui non è difficileintravedereilriflessodelletante inchieste sulla corruzione che
hanno attraversato il mondo degli
appalti negli ultimi mesi: dal sistema Incalza-Perotti scoperchiato
dalla procura di Firenze allo scandalo Mafia Capitale. Con la riforma, Cantone sarà dotato di poteri
di intervento cautelari (possibilità
dibloccareincorsagareirregolari)
e potrà chiedere alle stazioni appaltanti di annullare le gare in odore di corruzione prima di attivare i
commissariamenti, mentre il rispetto degli atti di indirizzo al mercato (bandi-tipo, linee guida, pareri) diventerà vincolante per amministrazioni e imprese. In questa
chiave va anche letta la nascita di
un albo nazionale dei commissari
di gara e il divieto espresso di prevedere scorciatoie normative,
bypassando o semplificando le gare, per la realizzazione di grandi
eventi. Le deroghe potranno essere ammesse soltanto in risposta a
fenomeni di calamità naturale.
Dunque, niente nuovi casi Expo
(con circa 90 deroghe).
Per frenare la deriva dei tempi
infiniti dei cantieri arriva la stretta
sulle varianti da cui passa l’aumento dei costi in due casi su tre nelle
grandi opere, con la possibilità di
rescindere il contratto oltre certe
soglie di importo. Anche le infrastrutture dovranno adeguarsi a
costi standard. Con progetti definitiprimadiarrivarealcantiere.La
delega investe sulla valorizzazione della fase progettuale, vietando
le aggiudicazioni al massimo ribasso e limitando la possibilità di
affidare insieme progetto e lavori
solo a casi di particolare rilievo
tecnologico. Inoltre le grandi opere dovranno essere capaci di guadagnarsi il consenso sul campo
(«débat public»). Mentre le imprese saranno valutate anche sulla
base della reputazione guadagnata in cantiere (rispetto dei tempi e
bassa vocazione al contenzioso)
legata al rating di legalità.
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Le novità in arrivo
ANAC

DEROGHE

VARIANTI

PROGETTAZIONE

La riforma amplia in diversi
passaggi i compiti
dell’Autorità anticorruzione di
Raffaele Cantone. L’Anac potrà
bloccare in corsa le gare
irregolari e potrà chiedere alle
stazioni appaltanti, prima del
commissariamento, di
annullare la gara in odore di
corruzione in autotutela. Gli
atti di “soft law” dell’Autorità
(bandi tipo, linee guida)
diventano vincolanti.

Non ci saranno più casi come
quello di Expo, quando una
legge speciale ha previsto 90
eccezioni alle regole ordinarie
del Codice appalti. La riforma
vieta esplicitamente
l’affidamento dei contratti
attraverso procedure
derogatorie rispetto a quelle
indicate dal nuovo Codice.
Un’innovazione che punta ad
aumentare la certezza del
diritto.

Basta varianti facili per
recuperare i ribassi di gara.
Con la riforma varranno le
regole Ue che impongono di
distinguere le piccole modifiche
dalle varianti sostanziali. In
questo secondo caso bisognerà
passare per una nuova gara. Le
amministrazioni potranno
inoltre stracciare
il contratto in caso di richieste
di aumenti superiori a certe
soglie di importo.

L’imperativo è valorizzare la
fase di progettazione. Per
questo viene limitato il ricorso
all’appalto integrato, che
sovrappone l’affidamento di
lavori e progetto. Sarà
consentito solo per le opere
caratterizzate da un alto
contenuto innovativo e
tecnologico. I servizi di
architettura e di ingegneria
non potranno più essere
affidati al massimo ribasso.

EFFICACIA

EFFICACIA

EFFICACIA

EFFICACIA

ALTA

ALTA

ALTA

ALTA

STAZIONI APPALTANTI

PROJECT FINANCING

PMI

AVCPASS A PORTA PIA

La riforma punta a ridurre a
200, dalle 36mila attualmente
esistenti, il numero di stazioni
appaltanti. Arrivano, così, due
tetti. Sopra i 100mila euro i
Comuni non capoluogo
dovranno aggregarsi tra di loro
per bandire le gare, mentre
sopra le soglie comunitarie
(5,2 milioni per i lavori e
200mila euro per servizi e
forniture) bisognerà passare
da centrali di committenza
uniche a livello regionale.

La delega prevede
l'ennesimo intervento sul
project financing con
l'obiettivo di riordinare la
raffica di modifiche
apportate al codice negli
ultimi anni. Sul punto l'unica
novità riguarda la richiesta di
porre a base di gara progetti
«con accertata copertura
finanziaria» garantendo
l'acquisizione di tutte le
autorizzazioni prima
dell'aggiudicazione.

Molte misure della riforma
puntano a stimolare l’apertura del
mercato e a dare più spazio alle
piccole e medie imprese.
Viene,ad esempio, previsto il
divieto di aggregazione artificiosa
degli appalti. Con il decreto
delegato andranno introdotte
forme di gara semplificata per
favorire il loro accesso ai bandi. E,
in fase di aggiudicazione,
andranno privilegiate le imprese
più vicine al luogo in cui vengono
attivati gli appalti.

Non è un ritorno al vecchio
albo nazionale costruttori,
ma è certamente un passo
indietro rispetto alla gestione
dei requisiti da parte
di un organismo
indipendente. L'Anac si
“libera” della banca dati
Avcpass ereditata senza
entusiasmi dalla vecchia
Acvp e accusata di
malfunzionamenti.
Ora se ne dovranno occupare
al ministero di Porta Pia.

EFFICACIA

EFFICACIA

EFFICACIA

EFFICACIA

MEDIA

BASSA

MEDIA

BASSA

SEMPLIFICAZIONE

DÉBAT PUBLIC

COSTI STANDARD

AUTOSTRADE

Il numero di articoli a valle
della legge delega dovrà essere
decisamente ridotto rispetto
ad oggi: l’idea è passare dagli
oltre 600 attuali a circa 200.
Accanto a questo, il testo punta
anche a una semplificazione
degli adempimenti che le
imprese devono sostenere in
fase di gara. E prevede la
riduzione degli oneri
documentali ed economici a
carico degli operatori.

Arriva il débat public, ripreso
dal modello francese.
Nei territori interessati dalla
realizzazione di grandi
progetti infrastrutturali dal
forte impatto ambientale
saranno avviate forme di
consultazione delle comunità
locali già in fase di
pianificazione delle opere, per
evitare rallentamenti e
contestazioni al momento del
cantiere.

I costi standard debuttano
nelle infrastrutture.
Sarà il regolamento da
approvare in contemporanea al
nuovo codice dei contratti a
definire in che modo dovranno
essere calcolati. Già da ora si
stabilisce però che
l'aggiornamento dei costi dovrà
essere annuale.
E dovranno riguardare non
soltanto i lavori, ma anche i
servizi e le forniture.

Stop alle proroghe delle
concessioni: per quelle in
scadenza bisognerà muoversi
per attivare le gare. Eccezioni
solo per le società a controllo
pubblico. Le concessionarie
(sia autostradali che non)
dovranno mandare in gara tutti
i loro contratti . L’obbligo non
scatta per i project financing e
le concessioni affidate con
procedure ad evidenza
pubblica conformi al diritto Ue.

EFFICACIA

EFFICACIA

EFFICACIA

EFFICACIA

ALTA

ALTA

MEDIA

MEDIA

COMMISSARI DI GARA

MASSIMO RIBASSO

RATING PER IMPRESE

PA QUALIFICATE

Stop alle commissioni di gara
nominate tra uomini di fiducia
delle stazioni appaltanti. L'Anac
terrà uno speciale albo
(obbligatorio) dei commissari. Tra
questi saranno sorteggiati i nomi
incaricati di valutare le offerte. Gli
iscritti dovranno possedere
specifici requisiti di competenza e
professionalità. Spetterà sempre
all'Anac definire i criteri di
accesso e cancellazione dall'albo,
oltre alle incompatibilità.

Addio al massimo ribasso. La
prassi di aggiudicare le gare
basandosi solo sul prezzo non
sarà più possibile per gli incarichi
di progettazione (e per quelli di
ristorazione e servizi ad alta
intensità di manodopera). Anche
per assegnare i lavori il metodo
principale dovrà essere l'offerta
più vantaggiosa (prezzo/qualità),
regolando espressamente i casi
in cui sarà ancora possibile
guardare solo allo sconto.

Per accedere al mercato delle
opere pubbliche non basterà più
solo il certificato Soa. Conterà
molto anche la reputazione
guadagnata sul campo dalle
imprese in abbinata al rating di
legalità. Prevista anche una
stretta sul mercato del prestito
dei requisiti tra operatori
(avvalimento). Niente
partecipazione alle gare in caso
di richiesta di concordato in
bianco.

Oltre alle imprese dovranno
essere qualificate anche le
stazioni appaltanti. Se ne dovrà
occupare l'Anac. L'obiettivo, da
leggere in abbinata alla
drastica sforbiciata del numero
degli enti abilitati a gestire le
gare, è ridurre la spesa. I criteri
di selezione dovranno valutare
«l'effettiva capacità tecnica e
organizzativa» delle
amministrazioni «sulla base di
parametri obiettivi».

EFFICACIA

EFFICACIA

EFFICACIA

EFFICACIA

VERDE

ALTA

ALTA

ALTA

L’ANALISI
Giorgio
Santilli

Anticorruzione,
ma anche norme
per tornare
a correre
u Continua da pagina 1

U

n modello passato
fondato sulla deroga
sistematica alla legge che
ha favorito la corruzione e sulla
variante in corso d’opera che
mandaperariatempiecosti.Cosìsi
sono allontanati i cittadini
dall’unicacosachepuòconvincerli
che “infrastruttura è bello”: servizi
più efficienti a valle del collaudo
dell’opera. C’è bisogno anzitutto di
rispiegare agli italiani che treni e
metrò servono a portare milioni di
passeggeri (come con l’Alta
velocità),gliinterventididifesadel
suolo limitano frane e alluvioni,
nelle città possiamo avere scuole
più sicure e meno emergenze
rifiuti. Le opere devono essere utili
e non basta cominciarle, bisogna
finirle. Imprese, professionisti,
stazioni appaltanti devono essere
“premiate” se (e solo se) fanno
beneillorolavorofinoinfondo.
Alla base di quel vecchio
modellocisonoaspetticuilanuova
legge prova a porre rimedio. Le
aree critiche fondamentali sono: la
marginalità (e la bassa qualità) del
progetto; l’assenza di una
regolazione nazionale credibile
del settore con l’introduzione
(fallimentare)delfederalismo;una
qualificazione formalistica di
imprese e professionisti che finora
non ha mai premiato i risultati; la
presenza di una pubblica
amministrazione dilagante e
inefficiente nelle funzioni-chiave
della programmazione e del
controllo del processo di
realizzazionedell’opera.
Partiamo dal progetto. Senza un
buonprogettoabasedigareelavori
qualunque mediazione al ribasso
della qualità e al rialzo dei costi
diventafacileequalunquevariante
per motivi oscuri è diventata
possibile. Senza un buon progetto
chefacciadaàncoranonèpossibile
una nuova stagione di trasparenza
perché non funzionano neanche
gli “open data” se i “data” sono
truccatiinpartenzaononesistono.
Il testo varato dal Senato rivaluta il
progetto esecutivo come base di
gare e lavori, elimina il massimo
ribasso, rilancia i concorsi (che
significano qualità ma anche
confrontoepartecipazione),limita
gli appalti integrati che sviliscono
progettoeprogettista,moralizzale
commissioni aggiudicatrici (che
insieme all’assegnazione dei
collaudi sono stati un vero
scandalo morale), introduce il
débatpubliccherimetteilprogetto
al centro della fase autorizzativa
nei territori. Tutto risolto? È un bel
passoavanti.Maperdareall’Italiail
parco di migliaia di progetti di
buona qualità di cui ha bisogno per
ripartire servono ancora tre cose
fondamentali:
eliminazione

dell’incentivo del 2% per
l’affidamento interno della
progettazione ai dipendenti della
Pa senza gara che resta il fattore di
maggiore distorsione del mercato;
creazione di un fondo di rotazione
che permetta di finanziare la
progettazione prima di avere il
finanziamento
completo
dell’opera; rilancio dei concorsi di
progettazione su scala urbana con
agevolazioniaicomuni.
Il secondo aspetto critico da
superare è l’assenza di una
regolazione nazionale. Trenta
anni fa ci potevamo permettere
meno leggi e più stabili nel tempo
perchélecircolaridelministerodei
Lavori pubblici facevano testo.
L’attribuzionedipoterisemprepiù
diffusi alle regioni e l’eccessivo
ricorso alla magistratura
amministrativa hanno via via
prodotto un vuoto di potere
regolatoriocentralechesièriflesso
nella vita contorta delle opere e nel
contenzioso crescente fra Pa e
imprese:daquioriginailfenomeno
tutto italiano di un settore che ha
piùavvocaticheingegneri.
Il nuovo codice affiderà
all’Autorità guidata da Cantone
ampi poteri di regolazione soft
(non solo anticorruzione): banditipo, qualificazione delle stazioni
appaltanti in base ai risultati,
qualificazione delle imprese con
rating reputazionali e di legalità,
criteri per ridurre le stazioni
appaltanti, interpretazione delle
norme e verifica della loro
applicazione sul campo,
potenziamento degli accordi precontenzioso. In questo modo
servono meno leggi, il sistema
torna ad avere un centro e si
prosciuga buona parte dell’acqua
incuiinquestianniilcontenziosoè
andato crescendo, perdendo di
vista le opere. Con questa nuova
regolazione la sfida è anche
superare una qualificazione del
tutto formalistica: premi a chi
conclude le opere e penalità a chi
non rispetta i contratti con
l’introduzione - altra novità
assoluta - di una qualificazione
ancheperlestazioniappaltantiche
dovranno avere strutture
adeguate (responsabili del
procedimento, unità di
programmazioneedicontrollo).
E questo discorso porta alla
quarta - e forse più grave distorsione del mercato: l’eccesso
di presenza della pubblica
amministrazione. Una Pa
dilagante in mille rivoli e poco
centrata sulle funzioni-chiave. La
Pa deve progettare? No. Una
buona Pa deve programmare
seriamente e controllare gli
appaltatori potenziando la figura
del responsabile unico del
procedimento. Intanto sono
decisivi lo snellimento del codice e
la riduzione dei documenti di gara
perleimprese.
Questa rivoluzione avrà
bisogno di tempo e costituisce un
passo nella direzione giusta. Va
dato atto al relatore, Stefano
Esposito, di aver svolto un gran
lavoro e a tutte le forze politiche di
aver tenuto un atteggiamento
responsabile. Magari fosse questa
la politica italiana. Serviranno altre
riforme ma per un giorno
godiamociquestasoddisfazione.
©RIPRODUZIONERISERVATA

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4

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Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

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Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

5

Le vie della ripresa

Appalti
Dal 2014 sanzionate cinque intese sulle gare
Stretta collaborazione con l’Anticorruzione

LA RELAZIONE ANNUALE ANTITRUST

Il cambio di strategia
Il garante torna a privilegiare il meccanismo
delle sanzioni rispetto agli impegni vincolanti

«Subito una rete a banda ultralarga»
Pitruzzella: «Garanzie sul controllo - Difendere il Ddl concorrenza dalle lobby»
Carmine Fotina
ROMA

pAccelerare la realizzazio-

ne di una rete tlc a banda ultralarga e tenere alta la guardia
sui settori ancora poco aperti
alla concorrenza, a partire dai
servizi pubblici locali. Nella
relazione annuale, il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella ribadisce la connessione tra bassa crescita e il mix
di «capitalismo di relazione»
e «ricerca della rendita» che
per anni ha frenato il nostro sistema economico. Negli ultimi mesi si stanno schiudendo
prospettive di crescita, sintetizza il garante, ma vanno alimentate con una buona dose
di concorrenza.
Il messaggio più attuale, alla
luce delle recenti incertezze
sull’attuazione della Strategia
italiana per la banda ultralarga,
verte sulla necessità di «favorire il rapido sviluppo di una rete
ultrabroadband», perché solo
«un’elevata quantità di banda e
quindi una rete “a prova di futuro”» permette di agganciare
nuove opportunità per imprese e consumatori (l’e-commerce e il cloud sono solo due
esempi citati). Tutto questo
con le dovute garanzie sull’accesso aperto alla nuova infastruttura. «Il controllo da parte
di un operatore verticalmente
integrato - rileva Pitruzzella - in
assenza di competizione infrastrutturale può diventare una
rendita» senza idonee garanzie
di accesso alla rete, a condizioni non discriminatorie, da parte
degli altri operatori.
È un vecchio pallino dell’An-

titrust, al pari del mercato dei
servizi pubblici locali frenato
dall’«estensione delle riserve
ad attività liberalizzate o, comunque non rientranti nell’area dell’esclusiva prevista
per legge» e in alcuni casi dal labile rispetto «degli stringenti
requisiti prescritti dall’ordinamento europeo per giustificare
gli affidamenti in house».
Guardia alta, poi, sugli appalti,
collaborando anche con l’Anac

SERVIZI PUBBLICI LOCALI

Il garante: ancora troppe riserve
alle attività liberalizzate.
Occorre un rafforzamento
dei poteri per gestire
il conflitto d’interessi

LA PAROLA
CHIAVE
Ddl concorrenza
7La «legge sviluppo» del 2009 ha
disposto l’adozione della legge
annuale per il mercato e la
concorrenza, al fine di rimuovere
gli ostacoli regolatori, di carattere
normativo o amministrativo,
all’apertura dei mercati, di
promuovere lo sviluppo della
concorrenza e di garantire la
tutela dei consumatori. Il Ddl
attualmente all’esame della
Camera è stato il primo ad essere
presentato dal governo dal 2009

di Raffaele Cantone. «Dal 2014
ad oggi sono state accertate e
sanzionate cinque intese aventi ad oggetto la partecipazione a
gare di appalto». È un dato che
riflette un più generale riposizionamento dell’attività dell’Antitrust, secondo una scelta
di «severità» che sta progressivamente riequilibrando «il
rapporto tra decisioni con impegni e decisioni con sanzioni a
favore di queste ultime».
Da Pitruzzella, che ha illustrato la relazione annuale a
Montecitorio alla presenza del
capo dello Stato Sergio Mattarella, della presidente della
Camera Laura Boldrini e del
presidente del Senato Pietro
Grasso, arriva anche l’invito al
Parlamento a tenere il punto
sul disegno di legge concorrenza che contiene misure su
assicurazioni, professioni, tlc,
carburanti, energia, farmacie.
Per il Ddl, presentato dal governo sulla scia delle segnalazioni del garante e attualmente
all’esame delle commissioni
competenti della Camera, il
percorso non si preannuncia
in discesa: «L’opposizione
delle lobbies che difendono le
loro rendite di posizione sarà
certamente assai intensa - prevede il presidente dell’Antitrust - ma siamo certi che il Parlamento saprà resistervi». Pitruzzella sollecita nel contempo un rafforzamento dei poteri
di enforcement dell’Autorità
in materia di conflitto d’interessi, «proseguendo l’iter del
disegno di legge in discussione
in Parlamento».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’attività dell’Antitrust

SANZIONI

TUTELA CONSUMATORI

RATING DI LEGALITÀ

Dal 2014 sono state irrogate
sanzioni per 266 milioni
(186 nel 2014 e 80 milioni
nella prima parte del 2015).
Chiusi 23 procedimenti
riguardanti intese e 3
procedimenti per abuso di
posizione dominante. Nello
stesso periodo sono stati
avviati 10 nuovi casi
riguardanti intese e 3 relativi
ad abusi di posizione
dominante. Dal 2012 si
rileva un trend
contrassegnato dal
riequilibrio del rapporto tra
decisioni con impegni e
decisioni con sanzioni a
favore di queste ultime

Nel campo della tutela dei
consumatori contro le pratiche
commerciali scorrette, sono stati
chiusi complessivamente 210
procedimenti (di cui 163 nel 2014
e 47 nel 2015). L’ammontare
delle sanzioni irrogate in questo
settore di attività è stato pari a 30
milioni (di cui 19,5 milioni nel
2014). La relazione segnala
anche che, dal 2014, sono stati
inviati 127 pareri e segnalazioni a
Parlamento, Governo e
Pubbliche amministrazioni in
genere. Tra questi, anche 17
pareri resi in merito alle
valutazioni di compatibilità delle
leggi regionali con l’art. 117 della
Costituzione

In aumento il numero di
domande di attribuzione del
«rating di legalità»: si è passati
da 142 nel 2013 a 407 nel
2014, per raggiungere un
picco molto elevato nei primi
cinque mesi del 2015, «in cui si
registrano 605 richieste
inviate all’Autorità». Nel
febbraio del 2014 è stato
adottato il decreto
interministeriale con cui sono
stati fissati i criteri per tenere
conto del «rating» nella
concessione di finanziamenti
pubblici e accesso al credito

Regole e rinvii

La speranza di un film inedito
di Carmine Fotina

B

anda larga e servizi
pubblici locali: alla
lettura della nuova
relazione Antitrust una
sensazione di deja vu pervade
i più fedeli appassionati
del genere.

Per la rete tlc di nuova
generazione tutto è rimandato
a un decreto legge dalla sorte
incerta e a una complessa
assegnazione di risorse da
parte del Cipe. È dalle
chiarezza delle regole, invece,
che si vorrebbe ripartire nel
caso dei servizi pubblici locali:

«Entro la fine del 2015 arriverà
il testo unico di riordino della
materia dei servizi pubblici
locali» ha annunciato pochi
giorni fa il ministro della
Pubblica amministrazione
Marianna Madia. Sperando in
un film del tutto inedito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per la Ue siamo in coda
ma il decreto resta al palo
pSull’economia digitale la

Commissione europea ci bastona ancora una volta. Ed intanto la Strategia del governo
resta senza norme e con risorse solo promesse. Contraddizioni che viaggiano
sulla corsia veloce di internet: nella stessa giornata il
nuovo «Digital economy and
society index» della Ue ci pone al 25esimo posto su 28 Stati
membri, nel gruppo dei Paesi
peggiori, e riunioni e confronti tecnici confermano
che il decreto Comunicazioni resta congelato e anche
questa settimana ha saltato
l’appuntamento con il consiglio dei ministri.
Il provvedimento continua
a dividere. Spinge il ministero
dello Sviluppo economico,
con il sottosegretario Antonello Giacomelli. Frenano le
strutture tecniche di Palazzo
Chigi per la difficoltà di gestire il decreto in Parlamento a
ridosso della pausa estiva e
per la struttura stessa del testo, farcito di ben quattro decreti attuativi senza scadenze. E frena, tra i consiglieri del
governo, chi pensa a un provvedimento da rivedere e correggere se, con il cambio ai
vertici di Cdp, muterà anche
la strategia di coinvolgimento
di Telecom Italia nel progetto
e dello Stato in Telecom Italia.
Non è da escludere una soluzione intermedia, con l’approvazione delle norme ritenute più urgenti - ad esempio
le semplificazioni e la condivisione delle infrastrutture
per la fibra ottica - sotto forma
di emendamenti ad altri testi
già in Parlamento.
I punti certi, in un senso e
nell’altro, sono ormai chiari. Il
governo intenderebbe portare
al Cipe per il cosiddetto “piano
stralcio” una proposta di utilizzo del Fondo sviluppo e coesione (Fsc) fino a 5 miliardi di
euro. Ma le risorse dell’Fsc sono vincolate per l’80% a favore
delle regioni del Centro-Sud
mentre è noto che nelle mappe
della rete futura una grande

mole di risorse, forse addirittura la maggioranza, dovrebbe
andare al Centro-Nord. Oltretutto prima di muovere le risorse dell’Fsc, secondo quanto
prevede l’ultima legge di stabilità, sarebbe più che opportuno attendere il Dpcm che deve
dettare le regole generali di
utilizzo del Fondo stesso.
Altra questione riguarda il
rapporto con la Ue. Il 9 giugno
una delegazione italiana ha incontrato i rappresentanti della
Dg Competition di Bruxelles
ricevendo, spiegano dallo Sviluppo economico, commenti
sostanzialmente positivi sulla
Strategia per la banda ultralarga. Ma è un fatto che non tutte
le misure, allo stato attuale, potrebbero essere notificate in
scioltezza. Si pensi ad esempio
al giudizio della Commissione
sul piano tedesco da 3 miliardi
di euro. Gli incentivi pubblici ha spiegato in questo caso Bruxelles - possono essere concessi nelle aree dove è disponibile solo la banda larga di base
e dove non ci sono investimenti privati per sviluppare reti
Nga nei prossimi tre anni. Insomma, aiuti solo nelle cosiddette “aree bianche”, un aspetto che anche l’Italia dovrà considerare rivedendo probabilmente l’idea di incentivare
tutte le zone, incluse quelle in
concorrenza di mercato.
C’è a ben vedere più di
un’incognita. E c’è il giudizio
della Ue che ci dà ulteriore
fretta. Il «Digital economy index 2015» segnala qualche piccolo progresso, come il passaggio dal 21% al 36% in termini di famiglie coperte dalla
Nga, ma il quadro complessivo è scoraggiante. Solo il 51%
ha un abbonamento alla banda
larga fissa, la percentuale più
bassa nella Ue, e solo il 3,8%
con una velocità superiore ai
30 megabit al secondo.
Meglio non toccare il tasto
dei servizi, se è vero che solo il
5,1% delle piccole e medie imprese vende online: nessuno
in Europa fa peggio di noi.
C.Fo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL. Le idee tornano di moda
Storia di copertina

Prima pagina

Fuori collana

Tutta l’estate
ne parla

Viaggio alla fine
della scuola

Benvenuti
a Expo Pop

Concerti, musei a cielo
aperto, vernissage agostani,
cocktail e feste del pesce.
Tutte le cose da fare, vedere,
leggere e assaggiare durante
la stagione delle vacanze.

Il racconto in prima persona
di un insegnante di frontiera:
«In Vespa con Osho e a cena
con una sottiletta ho capito
che per riformare l’istruzione
servono i piccioli».

Tre giorni nell’immensità
decumana rovente dell’evento
milanese. Senza tartine,
ma con il dj-set olandese
vicino al padiglione vaticano:
l’abbronzatura è assicurata.

Idee e Lifestyle del Sole 24 ORE

Franco Bernabè

«Tutti gli operatori
dovrebbero investire
nella banda ultrarga»
di Giovanni Minoli

Ultrabroadband. Possibili misure in altri provvedimenti

ROMA

INTERVISTA

IL è in edicola
da venerdì
19 giugno
con
Il Sole 24 ORE

IMAGOECONOMICA

D

ottor Franco Bernabè, lei ha detto che gli
investimenti nella
banda larga e ultra larga nel
mondo dei servizi internet
gratuiti hanno ritorni molto
dilazionati nel tempo. Quindi privati disposti sarà difficile trovarli?
Diciamo che gli investimenti nella banda larga li ha
fatti Telecom, li hanno fatte
tutte le altre imprese di telecomunicazione. Gli investimenti nella banda ultra larga oggettivamente hanno dei ritorni differiti nel tempo.
Però in Francia, Germania, Inghilterra, le Tlc e le loro infrastrutture sono rimaste dello Stato. Solo da noi
no. Chi ha avuto ragione?
Non sono rimaste dello Stato, sono rimaste in società privatizzate ma partecipate dallo
Stato. Partecipate in modo significativo, che ha dato continuità alla gestione, e ha evitato
i traumi che purtroppo ha subito Telecom Italia nel corso
dei suoi anni.
Quindi era quella la forma
migliore, hanno avuto ragione loro?
È la formula che ha consentito all’Eni di avere il successo
che ha avuto, restando con
una partecipazione pubblica
importante che ha garantito
una continuità senza grandi
scosse. Ha il potere di nomina,
che è gestito con grande prudenza, perché è gestito dal Tesoro, avendo riguardo agli interessi di tutti gli azionisti.
Telecom da sola oggi può
fare la banda larga senza
l’Enel?
La banda larga la Telecom
l’ha già fatta, il problema è la
banda ultra larga. La banda
ultra larga è una responsabilità di tutti gli operatori non
solo di Telecom, c’è bisogno
che tutti investano per la
parte loro.
Dottor Bernabè so che
non ne parla volentieri, ma
con Telecom sente di aver
lasciato un’opera incompiuta?
Sì, però penso di aver fatto
tutto quello che era necessario, e nel mio potere per poter
migliorare la situazione. Credo di aver fatto molto, perché
ho ridotto il debito, ho ridotto
l’avviamento del bilancio di
Telecom. Quello che ho potuto fare l’ho fatto.
Ha qualche rammarico
per com’è finita?
Certo, sarei stato contento
che Telecom diventasse di
nuovo il campione mondiale
che era 15 anni fa. Purtroppo
non c’erano le condizioni.
Era prima delle privatizzazioni il campione mondiale, bisogna dirlo per essere
chiari.
Sì, sì.
L’arrivo di Bolloré in Telecom, con grandi disponibilità finanziarie, così sembra, e
rapporti privilegiati per
esempio con Mediaset, possono rivoltare il sistema delle alleanze in Italia nel settore della convergenza?
Bolloré è una persona che in
Italia si è sempre mossa con
grande prudenza e con grande
saggezza, rispettando le società nelle quali investiva.
Quindi io sono convinto che
l’arrivo di Bolloré, che peraltro ha una piccola partecipazione in Telecom, sarà coerente con quello che è stato il
comportamento di Bolloré fino ad adesso.
Ma prevede alleanze
nuove?
Io credo che Bollorè debba ancora farsi un’idea di cosa fare.
In questo grande cambio
di scenari si è parlato di lei
come del nuovo numero 1
della Rai, cioè dalla rete ai
contenuti. È fantapolitica?
Io credo che la Rai abbia bisogno di persone competenti,

A Radio 24. Franco Bernabè

«L’arrivo di Bolloré
in Italia? Credo
che debba ancora
capire cosa fare»
«Io in Rai? Sono
la persona più inadatta
non mi sono mai
occupato di contenuti»
io non mi sono mai occupato
di contenuti, penso di essere la
persona più inadatta a occuparmi di una cosa di questo genere. Credo non ci siano manager per tutte le stagioni.
Il fondo che lei vorrebbe
creare di venture capital,
“Stark One”, in cosa dovrebbe o vorrebbe investire prevalentemente?
Nella modernizzazione
del sistema industriale italiano attraverso le nuove
tecnologie.
Lei ha detto che “Chi non
ha una start up è nei guai”.
Cosa vuol dire?
Le tecnologie riducono i posti di lavoro, inevitabilmente,
e quindi la capacità di inventare, di intraprendere, diventa
fondamentale. E va riconosciuto il valore sociale della
capacità di intraprendere, cosa che ancora in Italia è poco
riconosciuta.
Davvero pensa che l’alternativa alla crisi è essere tutti
imprenditori?
L’alternativa alla crisi richiederà molta dose di iniziativa imprenditoriale,
autonoma.
Renzi è un nuovo leader
per uscire dalla crisi?
Si, è un nuovo leader che ha
bisogno di un supporto di una
classe dirigente intorno che si
deve ancora formare.
Negli ambienti internazionali che lei frequenta, come è visto Renzi?
Parlavo l’altro ieri con Martin Wolf, l’editorialista del Financial Times, che era entusiasta di Renzi.
Ma il suo consenso cresce?
All’inizio era visto con
grande sospetto, dopodiché il
suo rapporto con la classe dirigente internazionale è molto migliorato, adesso ovviamente lo attendono prove
molto difficili.
Dottor Bernabè, Renzi ci
racconta un Paese che non
c’è o che non c’è ancora?
Un Paese che non c’è ancora ma verso il quale dobbiamo andare.
A lei piace?
Ha le idee giuste. Deve dotarsi di una squadra che riesca
a realizzare…
È vero che lei è socio con
Marco Carrai e Luigi Berlusconi in una società che si
occupa della gestione dei
dati personali?
Magari, sarei molto più giovane. Mio figlio è giovane ed è
amico di Carrai da tantissimi
anni, e con Carrai ha fatto tantissime cose. Quindi magari,
sarei molto più giovane di
quello che sono.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

6

Europa e mercati
I NEGOZIATI CON LA GRECIA

La posizione di Berlino
Merkel: «Se c’è la volontà, c’è anche
la possibilità di un accordo»

Atene propone riforme e non tagli
Dijsselbloem spazientito con Varoufakis
Moscovici: manca la buona fede

Grecia, ora tocca ai leader europei
Fiasco dell’Eurogruppo, lunedì vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo
Beda Romano
LUSSEMBURGO. Dal nostro inviato

pÈ terminata ieri con un dram-

matico nulla di fatto l’ennesima
riunione dell’Eurogruppo dedicata alla Grecia, vicina al tracollo finanziario. L’insuccesso ha indotto
il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk a organizzare
per lunedì un vertice straordinario dei leader della zona euro. Il
momento è delicatissimo, tanto
più che il Fondo monetario internazionale ha avvertito il governo
greco che la scadenza del 30 giugno entro cui rimborsare un prestito all’Fmi è perentoria.
«È giunto il momento di discutere urgentemente la situazione
della Grecia al livello politico più
elevato», ha detto Tusk in un comunicato. Pochi minuti prima il
presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem aveva annunciato che i ministri delle Finanze della
zona euro, riuniti qui in Lussemburgo, non avevano trovato alcun
accordo sull’esborso di nuovi aiuti
ad Atene: «Mi spiace dire che troppo poco progresso è stato compiuto nei negoziati con la Grecia», incentrati su nuovi prestiti in cambio di nuove riforme.
Il tempo per una intesa è ormai
pochissimo. L’uomo politico
olandese ha precisato che l’attuale
programma greco scade il 30 giu-

gno, una data ormai troppo vicina
per immaginare l’esborso di nuovi
aiuti dopo la firma di un eventuale
accordo. Tenuto conto del fatto
che dal 1° luglio «i fondi riservati
alla Grecia (…) non saranno più disponibili», Dijsselbloem ha spiegato che «è ancora possibile trovare una intesa per estendere l’attuale memorandum in scadenza a
fine mese, ma il tempo veramente
è contato».
A complicare la posizione gre-

FMI IRREMOVIBILE

Il direttore Lagarde: se non
rispetterà le scadenze di
fine mese «Atene sarà in
default e accumulerà
arretrati»
ca è anche l’atteggiamento dell’Fmi. Il direttore generale del
Fondo Christine Lagarde ha gelato le speranze greche di un possibile rinvio del rimborso di 1,6 miliardi di euro in scadenza a fine
mese: in mancanza di rimborso,
«il paese sarà in fallimento. Dal 1°
luglio, accumulerà arretrati nei
confronti del Fondo». Parlando
alla stampa, la signora Lagarde ha
poi aggiunto: «Non c’è alcun periodo di grazia o un rinvio (del paga-

mento, ndr) di due mesi, come ho
letto qua e là».
Il confronto tra la Grecia e i suoi
creditori è ormai drammatico. Il
governo Tsipras rifiuta le proposte di riforme del sistema pensionistico e del diritto del lavoro presentate dai creditori che potrebbero sbloccare nuovi indispensabili aiuti economici per 7,2 miliardi
di euro. Il pericolo di un fallimento
della Grecia e di una sua uscita dalla zona euro si tocca con mano. Il
ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha però ribadito che
l’Italia è «solida» e che non vi sono
rischi di contagio come in passato.
Dopo la riunione, il ministro
delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha tratteggiato ancora una
volta un piano greco basato su riforme, investimenti, e la partecipazione del paese al piano di allentamento quantitativo della Banca
centrale europea. L’economista
ha spiegato alla stampa di avere
proposto ai partner un pacchetto
di riforme, piuttosto che di tagli alla spesa, illustrando un meccanismo di freno del debito (non era
chiaro se diverso da quello già esistente nel fiscal compact).
Per tutta risposta, i rappresentanti dei creditori hanno usato toni spazientiti e insofferenti. Di solito accomodante, il commissario
agli Affari economici Pierre Mo-

Debiti e creditori
DEBITO PUBBLICO GRECO
In miliardi di euro, l’80% in mano a creditori pubblici
Fondo
Paesi
Psi e nuovi
Fmi
Bce bond greci T-bills
salva-Stati Eurozona
150

Altri

125
100
75
50
25
0

Fonte: EFSF, IMF, EU commission, Bloomberg, Commerzbank Research

LE BANCHE STRANIERE HANNO GIÀ RIDOTTO L’ESPOSIZIONE
Crediti nei confronti della Grecia, in miliardi di dollari
’05
350

’06

’07

’08

’09

’10

’11

’12

’13

’14

300
250
200
150

Verso settore pubblico

Totale

100
50

Verso banche

0

scovici ha sottolineato che per
negoziare sono necessarie «persone in buona fede», respingendo
con forza l’idea che le proposte
presentate dai creditori siano assurde o criminali, come ha detto
l’establishment greco. La signora
Lagarde ha esortato Atene di restaurare il dialogo tra le parti da
«adulti».
Il vertice di lunedì dovrebbe essere preceduto da una nuova riunione dell’Eurogruppo. Da tempo,
il premier Alexis Tsipras chiedeva un vertice tra i leader, alla ricerca di un accordo politico ai massimi livelli pur di strappare nuove
concessioni. Da Berlino, senza
prendere impegni, la cancelliera
Angela Merkel ieri ha precisato:
«Quando c’è la volontà, c’è la possibilità di un accordo».
In serata anche un piccolo giallo
sui potenziali rischi per le banche
greche. Nella discussione a porte
chiuse, ha riferito la Reuters, il presidente dell'Eurogruppo Jeroen
Dijsselbloem, avrebbe chiesto a
Benoit Coeure, membro del board
Bce, se le banche greche oggi sarebbero state in condizione di riaprire. «Domani, si. Lunedì non lo
so» avrebbe risposto. Solo una batutta, forse. Anche perché la Bce
ha smentito l’esistenza di questo
rischio.

Fonte: BIS, Commerzbank Research

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il bollettino Bce. Secondo la Banca centrale europea l’incertezza sull’esito delle trattative può indebolire la ripresa dell’Eurozona

Atene frena la ripresa degli investimenti
Riccardo Sorrentino

pAtene non è irrilevante. La

speranza, cullata da molti, che
le vicende della Grecia possano avere un impatto limitato
sull’economia di Eurolandia è
probabilmente un’illusione. Il
bollettino di giugno della Banca centrale europea, per quanto complessivamente ottimista, lancia tra le righe un piccolo allarme.
C’è qualcosa, infatti, che frena lo sviluppo degli investimenti. Si tratta di tre fattori diversi, scollegati tra loro: «Le
prospettive relativamente deboli per la crescita potenziale,
la prolungata incertezza relativa alla situazione greca così come le tensioni geopolitiche al
di fuori di Eurolandia possono

continuare a pesare sulle spese
per investimenti», spiega il
bollettino.
Pesa anche la Grecia, dunque,
o meglio l’incertezza per l’esito
delle trattative. Difficile pensare allora che Eurolandia tema
solo una soluzione troppo “generosa” verso Atene e non una
conclusione drammatica dei
negoziati.
Il passaggio del bollettino,
per quanto isolato, è molto

L’IMPATTO SUI BOND

Lo spread si è allargato
per alcuni Paesi periferici:
sulla scadenze di dieci anni
40 punti base in Spagna
e Italia e 60 in Portogallo

importante. Gli investimenti
sono la chiave della ripresa:
sono il fattore che si muove
più rapidamente nei cicli economici (e, in questo senso, li
determinano).
Non a caso sono al centro delle speranze della Banca centrale
europea. «Nel 2015, l’attesa è che
gli investimenti aziendali diventino un traino più importante della ripresa - spiega il documento mensile pubblicato ieri sostenuti dalla rafforzata domanda interna ed estera, dal bisogno di modernizzare e ricostruire uno stock di capitale invecchiato, da un orientamento
espansivo (accomodante, accomodative, nel linguaggio delle
banche centrali, ndr), e da più
elevati margini operativi lordi».

È un contributo, questo dei
beni capitali, che deve però fare
i conti anche con la necessità di
risanare i bilanci aziendali di alcuni settori e, secondo la Bce, il
«ritmo lento dell’applicazione
delle riforme strutturali».
Le proiezioni dello staff della Bce, pur nella loro intrinseca
incertezza, possono dare un
quadro più concreto di quale
sia il contributo atteso degli
investimenti. Le ultime indicazioni, di giugno, puntano a
una crescita delle spese per
beni capitali dell’1,9% nel 2015,
del 3,5% nel 2016, e del 3,9% nel
2017. È un’accelerazione importante, anche per l’auspicato e prevedibile effetto sull’occupazione.
L’ottimismo della Bce nasce

in particolare dal fatto che, per
quanto riguarda le proiezioni
relative a quest’anno, si è passati dal +1,4% di dicembre 2014 un mese prima del lancio del
quantitative easing - all’1,7% di
marzo e all’1,9% di giugno.
Un’evidente accelerazione
delle previsioni che non può
però far dimenticare che nelle
proiezioni precedenti - più incerte, però, perché più lontane
- si puntava a una crescita compresa tra il 2,7 e il 3,1 per cento.
Proprio questa frenata ha determinato, insieme ad altre
considerazioni, il lancio del
programma di acquisti di titoli
di Stato.
Incerto è anche l’effetto del
quantitative easing sul futuro
più lontano. Le previsioni per il

2016 puntano ora al 3,5%, mentre
a settembre si parlava ancora di
un +3,9%. Soprattutto a marzo quando era già stato valutato
l’impatto delle nuove politiche la Bce indicava un +4,1%, che era
evidentemente una sopravvalutazione dell’andamento dell’economia. Anche per il 2017 le poche - previsioni sono passate
da un +4,6% di marzo a un +3,9%
di giugno. La media “storica”
pre-crisi per Eurolandia indica
una crescita del 3% annuo. Nel
primo trimestre di quest’anno,
le spese per investimenti sono
intanto aumentate dello 0,8% rispetto a marzo 2014.
L’effetto Grecia si è avvertito
anche sui bond, ma solo sugli
spread dei paesi più deboli: sulla
scadenza dei dieci anni si sono
allargati di 40 punti base in Spagna e Italia e di 60 punti base in
Portogallo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le imprese. «Riforme per una ripartenza solida»

Squinzi: rischio reale
che può danneggiare
la crescita italiana
STEFANO SCARPIELLO

Nicoletta Picchio
ROMA

pIl default della Grecia come

incognita sulla ripresa. «Il rischio Grecia è un rischio reale e
la prima cosa che può danneggiare è la crescita, che comunque
grazie a fattori esterni potrebbe
arrivare». Giorgio Squinzi conclude l’assemblea degli industriali di Lecco e Sondrio, dopo
una giornata che ha visto una
drammatizzazione della situazione greca. Dal punto di vista
economico, ha sottolineato il
presidente di Confindustria, la
Grecia vale un terzo della Lombardia. Ma un default apre scenari sconosciuti. Il timore di
Squinzi è che se verranno meno i
fattori esterni che stanno guidando «l’attuale fase di timida
crescita» come il Qe della Bce o il
calo del prezzo del greggio, «basterebbe il default della Grecia e
torneremmo come prima».
Bisogna fare le riforme: «i lavori a casa nostra non li abbiamo
ancora cominciati a fondo, non
stiamo facendo le pulizie in casa,
non stiamo mettendo mano alle
riforme, che invece vanno fatte
altrimenti non andiamo da nessuna parte». Una necessità di cui
il governo appare consapevole,
visti i contenuti del messaggio
inviato dal presidente del Consiglio: «il governo ce la sta mettendo tutta per cambiare quello che
non funziona. Non ci fermeramo
andremo avanti dritti». Matteo
Renzi si è soffermato sulle riforme fatte, dal Jobs act al taglio dell’Irap, ammettendo che resta da
completare quella della Pa e del
fisco, «priorità per voi e per il
mio governo. Cari industriali di
Lecco e Sondrio, dateci una mano per cambiare davvero».
Squinzi più volte ha ribadito la
disponibilità del mondo imprenditoriale a fare la propria parte,
ma occorre un contesto che renda più semplice fare impresa: «il
paese è ingessato, per chiedere
in comune una licenza edilizia ci
possono volere anni. Io per costruire nuovi stabilimenti ci ho
messo 6-7-10 anni. Negli altri paesi ci vogliono 90 giorni, questo
è il vero problema, dobbiamo
mettere mano alla semplificazione». Vanno inoltre rilanciate
le infrastrutture, l’edilizia pubblica e privata, un motore essenziale per far ripartire l’economia

Giorgio Squinzi

INFRASTRUTTURE

«Vanno rilanciate le
infrastrutture, l’edilizia
pubblica e privata:
un motore essenziale per
riavviare l’economia»
in modo solido. Bisogna andare
avanti con i tagli alla spesa pubblica improduttiva: «il nostro è
un paese che dice che elimina le
province e poi dipendenti e consiglieri sono ancora tutti lì. La
spending review sta diventando una farsa: ho incontrato chi
se ne occupa e mi ha detto che in
questo paese è difficile farla salvo pochi casi virtuosi». Uno di
questi, ha specificato davanti al
Governatore Roberto Maroni, è
la Lombardia.
Andare avanti con le riforme,
quindi, ed evitare quella che ha
più volte definito la manina antiimpresa: «è vero che abbiamo
avuto il Jobs act, ma poi c’è stata
la class action ed io - ha aggiunto
come provocazione - cambierei
volentieri il Jobs act con la class
action». Sugli ultimi decreti approvati, Squinzi si è soffermato
sui controlli a distanza su pc e telefonini: «chi ha la coscienza pulita non dovrebbe temere nessun
tipo di controllo, non mi sembra
una cosa così grave, o vogliamo
cambiare le cose o lasciamo perdere», e comunque ad una domanda se le nuove norme saranno usate per controllare i dipendenti, ha risposto «ma no». Infine la riforma elettorale: «va nella
giusta direzione se dà più stabilità al sistema politico. Sono diventato presidente di Confindustria tre anni fa ed ho avuto
a che fare con tre governi diversi, speriamo di non dover
vedere il quarto».
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Il dilemma di Angela. Cancelliere in bilico tra rischio d’impopolarità in Germania e desiderio di salvare l’integrità della moneta unica

Il dilemma di Alexis. La strategia negoziale ambivalente del premier greco

Merkel per salvare la Grecia dovrà
mettere a rischio gli equilibri interni

Tsipras e lo sconto sul debito
per «vendere» ai suoi le riforme

di Alessandro Merli

I

l presidente degli Stati Uniti,
Harry Truman, teneva sulla
scrivania alla Casa Bianca un
fermacarte con una scritta in
corsivo, piccola, ma ben visibile
ai suoi visitatori: “The buck
stops here”, la responsabilità ultima è soltanto mia.
Il cancelliere tedesco, Angela
Merkel, il più trumaniano, se così si può dire, dei leader europei
dal dopoguerra, un politico poco sensibile all'ideologia e ispirato soprattutto dal senso comune, sa che, suo malgrado, la
responsabilità ultima della soluzione della crisi greca spetta a
lei. L’egemone riluttante dell’eurozona aveva cercato, in tutta la prima fase del caso Grecia, e
soprattutto dopo l’ascesa al potere ad Atene del Governo di
Syriza, di evitare che la vicenda
si trasformasse in un affare bilaterale tra Grecia e Germania,
come volevano le sue controparti e le caricature, e ha puntato a non essere coinvolta direttamente nella gestione della crisi, ma ad affidarla interamente
ai tecnici. Nelle ultime settimane, però, ha assunto su di sé un
compito che pure non voleva,
quando ha visto che ogni altro
sbocco si stava chiudendo. In
ultima istanza, è molto probabi-

La copertina dell’Economist.
Il mio grosso grasso divorzio greco

le, se i ministri finanziari non
troveranno le risposte sperate,
che tocchi a lei, al vertice europeo della prossima settimana,
dire la parola decisiva sulla storia della Grecia nell’unione monetaria. Un successo, in qualche
modo, per il primo ministro greco Alexis Tsipras, che ha sempre pensato che la soluzione alla
crisi dovesse essere politica.
Contrariamente ai luoghi comuni su di lei, la signora Merkel è
stata uno dei protagonisti più
flessibili di questa storia. Ancora
ieri, ha ripetuto al Bundestag che
«un accordo è ancora possibile»

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e che «quando c’è la volontà, la
strada si trova», una frase che le è
cara, anche se ha puntualizzato
che sono anzi tutto le autorità
greche a dover mostrare questa
volontà. Ma il cancelliere ha voluto anche sottolineare – un’osservazione che può suonare
strana per un politico come lei,
cui si attribuisce scarsa visione
europea e ancor meno entusiasmo per la causa europeista – che
«la decisione di avere una moneta unica rappresenta simbolicamente, come nessun’altra, l’idea
di unità europea». Un’idea per la
quale Angela Merkel non avrà il
trasporto dei suoi predecessori,
ma di cui non vuole le sia attribuita la responsabilità di averne
messo in moto la fine.
L’atto finale del caso Grecia
rappresenta per il cancelliere
anche un difficile esercizio di
equilibrismo sul fronte interno.
Sulla Grecia, lei e l’unico altro
vero componente di peso del
suo Governo, il ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, si
sono divisi profondamente sulla
sostanza, e non per la prima volta. Schäuble era scettico anche al
momento del varo del secondo
salvataggio di Atene. Quel che è
certo è che non si tratta di un gioco delle parti, come suggeriva
qualche commentatore. Il contrasto, ovviamente minimizzato

PRIMA O DOPO LE RIFORME

Il taglio del debito è
il vero scoglio su cui
è bloccato il negoziato
Il taglio del debito greco è
inevitabile. Ma si deve fare
prima o dopo le riforme economiche del Governo? Il negoziato
sul salvataggio di Atene si è
incagliato su questo scoglio. La
troika, prima di cancellare una
parte dei debiti della Grecia,
vuole essere sicura che gli
impegni sulle riforme, una volta
presi, comincino a tradursi in
provvedimenti legislativi. Il
premier, Alex Tsipras, al contrario, vorrebbe invertire la sequenza – spiega uno dei negoziatori – e chiede uno “sconto”
preventivo da spendere nella
partita interna, per dimostrare
all'opinione pubblica greca e
soprattutto alle varie anime del
suo partito di aver portato a casa
un risultato importante e spianarsi la strada in Parlamento per
ottenere il via libera all’accordo
e alle riforme.
www.ilsole24ore.com

dalle fonti ufficiali, non va tuttavia neanche letto come il prologo a uno scontro aperto, certamente non fino a che la crisi non
sia risolta. Il ministro, che non ha
ambizioni personali di succedere alla signora Merkel e ha un
acutissimo senso di responsabilità e di lealtà, sa che chi comanda è il cancelliere e lo accetta.
Appare un portabandiera estremamente improbabile di un’opinione pubblica insofferente ai
salvataggi e di una rivolta parlamentare, che all’ultimo voto sulla Grecia ha contato una trentina
di dissidenti e al prossimo vedrà
quasi sicuramente ingrossare le
proprie file. Ma, alla fine, anche i
parlamentari democristiani
sanno che chi li ha portati alla vittoria, tre volte di seguito, è stata
Angela Merkel.
Sul retro del fermacarte di
Truman c’era un’altra scritta,
che solo lui poteva vedere: “I’m
from Missouri”, vengo dal Missouri, uno stato del Midwest
senza particolari distinzioni.
Angela Merkel sa, senza bisogno di esibirlo su un fermacarte,
di venire dalla Germania dell’Est, ex comunista. Per questo,
quando toccherà a lei dire l’ultima parola sulla Grecia, avrà ben
presente considerazioni di geopolitica che ai tecnici possono
apparire secondarie. Per di più,
la sua innata cautela le crea una
forte avversione a soluzioni come Grexit le cui conseguenze
sono altamente incerte. Una
strada vorrebbe trovarla, ma la
volontà dovranno mettercela
prima di tutto i greci.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

di Vittorio Da Rold

C

on il solito sorriso sornione che nasconde
una forte determinazione politica, il primo ministro greco Alexis Tsipras
avrebbe confidato ai suoi
collaboratori che Betty Baziana, la sua compagna di vita
e di lotte politiche e madre
dei suoi due figli, Pavlos,
quattro anni, ed Ernesto-Orfeas, di due, lo lascerebbe nel
caso egli dovesse firmare con
i creditori del Paese un “cattivo accordo” improntato ad
altra austerità. Dietro questo
idilliaco ritratto familiare è
riassunta tutta la strategia
negoziale di Tsipras. Fare la
voce grossa ad Atene e tessere negoziati prudenti a Bruxelles. Tenendosi pronta una
via di uscita e a sacrificare anche la testa di Varoufakis usato come ariete.
Avendo promesso in campagna elettorale di aumentare le pensioni, ridurre le tasse
e riassumere i dipendenti
pubblici licenziati, Tsipras
ha portato lo scontro con i
creditori al massimo livello
fino alle frasi in Parlamento
sul «comportamento criminale» dell’Fmi sulla vicenda

greca. Parole incendiarie,
dette per tenere a bada l’ala
sinistra di Syriza, guidata dal
ministro dell’Energia, Panagiotis Lafazanis, che controlla un pacchetto di 30 voti in
Parlamento. Tsipras però
coltiva l’ambizione segreta
di essere non solo il leader di
un partito, ma anche il premier del Paese.
Così dopo aver negoziato
strenuamente per quattro
mesi Tsipras sa bene che so-

GLI OBIETTIVI

Il premier deve tenere
a freno l’ala estrema del suo
partito, ma anche tenere
presente il desiderio dei greci
di restare nella moneta unica
lo se riuscirà ad ottenere una,
anche simbolica, riduzione
del debito di 320 miliardi di
euro (haircut, allungamento
dei termini, riduzione degli
interessi) potrà far passare
in Parlamento e nell’opinione pubblica le nuove misure
di austerità. Insomma un
compromesso che non umili
il suo governo.
Syriza alle elezioni di gen-

naio ha incamerato 2,2 milioni di voti, ma la piccola formazione ha solo 30mila iscritti. È
stata la figura di Tsipras a
convincere un elettorato in
maggioranza moderato, che
non avrebbe mai votato per
una formazione di sinistra radicale che solo pochi anni prima otteneva il 4% dei consensi, se non perché esasperato
dalla politica di austerità.
I sondaggi dicono che il
71% dei greci appoggia Tsipras ma vuole anche restare
nell’euro e nella Ue cercando
un compromesso. Ecco perché Tsipras fa la voce grossa
con i creditori, ma punta all’intesa. Se ci fosse una riduzione del debito (o qualche
concessione similare) in
cambio di tagli alle pensioni
anticipate e un leggero aumento dell’Iva, Tsipras
avrebbe in Parlamento i voti
del Pasok e di To Potami e
forse di Nea Dimokratia per
costringere l’ala sinistra di
Syriza a votare a favore per
non rischiare la marginalizzazione. Tsipras ha esasperato i toni del negoziato per
convincere i greci che un
compromesso onorevole, alla fine, è possibile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

7

Europa e mercati

Azioni
Piazza Affari guadagna l’1,06% mentre
negli Usa il Nasdaq aggiorna il record

LA CRISI GRECA

Obbligazioni
Lo spread BTp-Bund scende sotto 150
I tassi greci a 2 anni scivolano dal 30% al 28%

Borse, l’effetto-Fed traina l’Europa
Per una seduta i listini snobbano la Grecia e si concentrano sul rialzo (ritardato) dei tassi Usa
Vito Lops

pMentre proseguono le trat-

tative tra la Grecia e i creditori
internazionali i mercati si concentrano su variabili che in altri tempi - non quelli attuali in
cui Atene corre il rischio di default entro fine mese - sarebbero il pane quotidiano: andamento del cambio euro/dollaro e di Wall Street.
Per questo motivo le Borse
europee, dopo una mattinata incolore, hanno accelerato nel finale chiudendo con un rialzo
che alcuni analisti definiscono
solo un rimbalzo di natura tecnica. Il progresso (+1,06% per
Piazza Affari, +1,11% per Francoforte, +0,54% per Madrid e
+0,27% per Parigi) è legato allo
scatto di Wall Street superiore
al punto percentuale con il Nasdaq che ha aggiornato il massimo storico di maggio a 5.127 punti. Sui listini americani si è fatto
sentire ancora una volta l’eco
delle parole da “colomba” del
governatore della Federal Reserve, Yanet Yellen, che mercoledì ha preso tempo su un rialzo
dei tassi indicando che la stretta
avverrà in modo graduale, sulla
base delle indicazioni che di
volta in volta giungeranno dall’economia reale. Le aspettative
del primo ritocco si sono spostate da settembre a ottobre e,
soprattutto, ora sono ancora di
più, rispetto a marzo, i membri
della Banca centrale che si posizionano tra le fila di quelli favorevoli a «un solo rialzo nel 2015».
Oltre alla Fed ancora una volta accomodante (non alza i tassi
di interesse dall’ormai lontanissimo 2006) la performance di
Wall Street - che ha fatto da traino al rimbalzo europeo - è legata ai dati macro che sono giunti
da oltreoceano. Le richieste di
sussidi disoccupazione nell’ultima settimana sono risultate
inferiori alle attese. Inoltre l'indice Philly Fed sul settore manifatturiero è cresciuto sopra le

aspettative a 15,2 punti a giugno
rispetto ai 6,7 di maggio. Questi
dati avrebbero in realtà dovuto
frenare Wall Street in quanto
anticipatori di una stretta monetaria più rapida del previsto,
ma sono stati controbilanciati
dal dato sull’inflazione a maggio, cresciuta dello 0,4%, il passo più rapido da febbraio 2013.
Ma gli analisti attendevano un
rialzo dello 0,5%. Un’inflazione
sotto le attese quindi ha riportato il sereno nell’universo azionario americano (che punta ovviamente a un rialzo dei tassi ritardato dato che a quel punto la
concorrenza dei titoli obbligazionari tra le asset class disponibili sarebbe più forte). E questo spiega lo scatto di Wall Stre-

L’INCOGNITA DI ATENE

L’Eurogruppo concluso ieri
non ha portato a un accordo
tra la Grecia e i creditori
Tutto rimandato al vertice
straordinario di lunedì
et, così come l’ennesimo allungo dell’euro che si è portato fino
a 1,145 dollari (rispetto agli 1,133
della vigilia). Raggiunta questa
importante soglia tecnica il
mercato valutario ha sbattuto
su un’importante resistenza e il
cambio è arretrato in area 1,136.
È difficile prevedere a questo
punto la direzione del cambio;
gli Stati Uniti evidentemente
non gradiscono un ritorno in
area 1,04 (livello raggiunto lo
scorso marzo) che ha penalizzato le esportazioni americane.
Allo stesso tempo non si può fare a meno di leggere le politiche
monetarie invertite da parte di
Fed e Bce. Da un lato c’è una
banca che si avvia alla stretta
monetaria, dall’altro c’è l’istituto europeo che sta ancora
“stampando moneta” al ritmo
di 60 miliardi di euro al mese

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pur di riportare l’inflazione nel
range del 2% e ridare fiato all’economia europea.
Sul mercato obbligazionario
lo spread BTp-Bund è sceso sotto 150 punti (147) con il rendimento del BTp a 10 anni al 2,28%,
un punto base in meno rispetto
al rispettivo titolo spagnolo.
È stata una giornata tranquilla
anche sui bond governativi greci con i decennali scesi dal 13% al
12% e il titolo a due anni che è arretrato dal 30% al 28%.
Mentre i mercati erano aperti
dall’Eurogruppo in corso di
svolgimento a Bruxelles non sono arrivate notizie precise se
non una dichiarazione più distensiva del presidente Jeroen
Dijsselbloem, secondo il quale
il tempo stringe ma è ancora
possibile trovare un accordo tra
la Grecia e i suoi creditori che
impedisca il default del Paese.
A fine serata, a mercati chiusi,
l’Eurogruppo si è concluso con
un nulla di fatto (ma questo secondo molti analisti era già
prezzato dagli investitori) . Lo
stesso Dijsselbloem, però, si è
poi lamentato: «È deplorevole
che siano stati fatti così pochi
progressi e che un accordo non
sia in vista» spiegando che le
proposte presentate da Atene
finora sono «poche» e «sta a loro presentarne altre».
Insomma, il tira e molla prosegue ed è probabile che nelle
prossime sedute la volatilità sui
mercati resterà alta con le orecchie puntate nuovamente su
Atene. La palla è rimandata probabilmente a lunedì per quando
il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha convocato un vertice straordinario dei
capi di Stato e di governo dei Paesi dell’area euro. «Ho deciso di
convocare un vertice dell’euro
lunedì. È giunto il momento di
discutere la situazione in Grecia
al più alto livello politico».

@vitolops

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Titoli di Stato e listini
LO SPREAD
Differenziale dei rendimenti dei titoli di Stato decennali rispetto al Bund. In punti base

09/11/11

650

2012

2013

2014

2015 Ieri

575

550

167
450

408
Spagna

250

Spagna

148

150

1

147
Italia

50

LE BORSE
Madrid
Ibex
Ieri

Da inizio
anno

+0,54%
+5,76%

Milano
Ftse Mib
Ieri

Da inizio
anno

Parigi
Cac 40
Ieri
Da inizio
anno

+0,27%
+12,42%

+1,06%
+18,14%

Francoforte
Dax
Ieri

Da inizio
anno

Ieri

Da inizio
anno

+0,37%
-17,28%

+1,11%
+13,20%

Londra
Ftse 100

Atene
Athens General
Ieri

Da inizio
anno

Maximilian
Cellino

Le tre ragioni
che spiegano
l’insospettabile
tenuta dell’euro

N

Italia

350

L’ANALISI

+0,41%
+2,16%

el bel mezzo della
tragedia greca l’euro è
vivo e vegeto. La valuta
unica, anzi,non solo dimostra
di saper reggere il colpo, ma
approfitta per guadagnare
posizioni fino a raggiungere i
massimi da un mese a questa
parte, proprio come se il
braccio di ferro che vede gli
uomini di Alexis Tsipras da
una parte e il gruppo di
Bruxelles dall’altra non
contasse niente. I quasi due
centesimi recuperati al dollaro
da mercoledì sera offrono però
una prima valida spiegazione
per tanta resistenza: in realtà è
il biglietto verde a menare le
danze, muovendosi
soprattutto sulle attese per il
primo rialzo dei tassi della
Federal Reserve. Janet Yellen
ha lasciato intendere che dopo
un’eventuale stretta a
settembre (già scontata dal
mercato) la successiva marcia
al rialzo dei tassi non sarà
particolarmente spedita, così il
dollaro non può schiacciare
l’euro come qualche mese fa.
Non è l’unico motivo che
offre per il momento sostegno
al cambio, perché anche la
parte europea fornisce
qualche spunto interessante
da considerare. È evidente che
a guardare i movimenti
dell’euro negli ultimi mesi
l’evento «Grexit» o non è nel
radar degli investitori, oppure
non li preoccupa
particolarmente. Se si deve
trovare un merito per tutto
questo lo si deve assegnare alla
Bce, che con strumenti come
l’Omt o lo stesso quantitative
easing (che paradossalmente

ha contribuito a indebolire
l’euro fino a un paio di mesi fa)
ha steso attorno ad Atene un
cordone protettivo. Il risultato
è che il contagio, quantomeno
quello finanziario, non fa
certo paura come qualche
anno fa e la disgregazione
stessa dell’euro non viene più
presa in considerazione,
associando alla stessa moneta
unica un’idea di solidità che
pareva perduta nelle
precedenti fasi della crisi.
Forse sarebbe però anche
opportuno non dimenticare il
peso politico che il cambio
euro/dollaro riveste. Qualche
giorno fa Barack Obama ha
negato di aver detto di
augurarsi un dollaro più
debole e sulla carta nessuno,
né a Francoforte, né a
Washington ammetterà mai di
avere un obiettivo valutario.
Ma nella pratica pochi
credono davvero che il cambio
possa essere lasciato a lungo in
balia delle oscillazioni di
mercato, perché il suo valore è
terribilmente importante per i
potenziali effetti su export e
crescita e non solo. «L’euro
verrà sostenuto dalle banche
centrali per dare un’immagine
di stabilità e gli Stati Uniti
saranno ben lieti di contribuire
a non fare salire il dollaro»,
sosteneva ieri nel consueto
commento settimanale
Alessandro Fugnoli di Kairos.
Chi vuole speculare sulla
Grexit farà forse meglio a
cercare altre strade.
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Euro/dollaro
18/5

1,145
1,135
1,125
1,115
1,105
1,095
1,085

18/6

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Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

8

Emergenza immigrati
LE CONTRAPPOSIZIONI IN EUROPA

Le richieste dell’Italia
La vicenda ungherese dimostra che la gestione
dei flussi migratori è un problema comunitario

I difficili negoziati europei
Non si trova l’accordo sulla ridistribuzione
di 40mila migranti arrivati in Grecia e Italia

La Ue contro Budapest: «Mai più muri»
Per la Commissione l’Ungheria non viola le norme europee ma viene meno all’obbligo di dare asilo
Beda Romano
LUSSEMBURGO. Dal nostro inviato

pLa

Commissione europea
ha criticato ieri l’annuncio dell’Ungheria di voler costruire un
muro alla frontiera con la Serbia, nel tentativo di bloccare
l’arrivo di migranti dall’Est Europa e dal Medio Oriente. Di per
sé, la scelta non viola le regole
europee, ma è certamente controversa. Per certi versi, la vicenda viene incontro all’Italia
che da tempo sta cavalcando la
necessità di una gestione comune dei flussi migratori e di una ridistribuzione in tutta Europa
dei richiedenti l’asilo.
La portavoce dell’esecutivo
comunitario, Natasha Bertaud,
ha spiegato che Budapest dovrebbe cercare «misure alternative» alla costruzione di un
muro alla frontiera serbo-ungherese. La signora Bertaud ha
ammesso che una separazione
di quattro metri di altezza lungo i 175 chilometri del confine,
come annunciato due giorni fa

dal governo ungherese, non sarebbe in violazione delle norme europee, anche se metterebbe in forse l’obbligo di offrire asilo ai profughi.
L’Ungheria e la Serbia sono
diventate una terra di passaggio
dei profughi in arrivo da Est, in
particolare dalla Siria, dall’Af-

S

2014 ANNO TERRIBILE

Gli scontri civili successivi
alle primavere arabe,
il conflitto in Siria
e le persecuzioni in Africa
alimentano il dramma
vasse improvvisamente sradicata, senza un tetto.
L’ultimo rapporto diffuso dall’AltocommissariatoOnuperirifugiati (Unhcr) traccia un quadro drammatico. Alla fine del
2014 il numero delle persone fuggite da conflitti e persecuzioni è
salito a quasi 60 milioni. Cosa ancor più preoccupante è l’accelerazione di un fenomeno che pare
incontenibile; l’aumento rispettoal2013,annogiàcatastroficosegnato da sanguinose guerre civili, è stato di 8,4 milioni, un record.
Il l 2014 sarà dunque archiviato
come un “annus horribilis”. Perchè i “migranti forzati” sono stati
13,9milioni,valeadirequattrovol-

FUORI CONTROLLO

8,4 milioni

I profughi in più nel 2014
Il fenomeno è in continuo
aumento e pare incontenibile,
alla fine del 2014 il numero delle
persone fuggite da conflitti e
persecuzioni è salito a quasi 60
milioni. In più della metà dei casi
si tratta di bambini

6,7 milioni

I rifugiati in Europa
Il numero dei profughi in Europa
è salito del 51% nel 2014 rispetto
ai 4,4 milioni del 2013. Il Mar
Mediterraneo non ha mai visto
così tante persone avventurarsi
nelle sue acque a bordo di
carrette del mare: 219mila gli
attraversamenti registrati
dall’agenzia delle Nazioni Unite
l’anno scorso

mo trimestre del 2014, ma in aumento dell’86% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso.
Tra gennaio e marzo, l’Ungheria è stato il secondo paese d’Europa, dopo la Germania, per il
numero di domande d’asilo. Nel
2014, lo stesso paese ricevette
41.215 richieste, in particolari
provenienti dal Kosovo (20.910
domande in tutto).
Da segnalare infine, un commento del relatore delle Nazioni Unite sui diritti dei migranti,
François Crépeau, di passaggio
ieri a Bruxelles. Il muro ungherese «per me è la risposta nazional-populista a questo problema. Esattamente il contrario di
ciò che dovrebbe essere fatto
per trovare una soluzione. I trafficanti saranno sempre avanti di
una lunghezza», ha detto
Crépeau, facendo un parallelo
tra la vicenda ungherese e la
sconfitta del proibizionismo negli Stati Uniti all’inizio del XX
secolo.

Le guerre
che bussano
alle porte
dell’Europa
u Continua da pagina 1

L

te il numero registrato nel 2010.
Entrando nel dettaglio del rapporto, 19,5 milioni sono stati i rifugiati all’estero (rispetto ai 16,7 milioni del 2013), 38,2 milioni gli sfollati all’interno del proprio paese
(rispetto ai 33,3 milioni del 2013) e
1,8 milioni le persone in attesa dell’esito delle domande di asilo (1,2
milioni del 2013). Il dato più allarmante è che più della metà dei rifugiati a livello mondiale sono
bambini. È un dramma. In primo
luogo per chi lo vive sulla propria
pelle.MaancheperiPaesichesiritrovano enormi flussi di disperati
premere ai propri confini.
Cosa ha provocato una simile
accelerazione? Innanzitutto le
primavere arabe, spesso degenerate in guerre civili, ma anche i
conflitti in Africa e il conflitto in
Ucraina. Lacerata da una guerra
civile la cui fine non appare imminente, la Siria, è divenuta un
enorme fucina di gente che fugge: gli sfollati interni sono ormai
7,6 milioni. I rifugiati all’estero
3,9 milioni, riversatisi perlopiù in
Libano (un abitante su quattro è
rifugiato)in Giordania (750mila)
e in Turchia, che ha accolto fino a
oggi 1,8 milioni di migranti
(300mila da inizio anno) divenendo il primo Paese nella classifica di chi accoglie più disperati.
Il flusso ha investito anche
l’Europa, dove il numero dei rifugiati ha toccato alla fine dell’anno
scorso 6,7 milioni rispetto ai 4,4
della fine del 2013 (+51%) . Il Mar
Mediterraneo non ha mai visto
così tanta gente attraversare le
sue acque a bordo di carrette del
mare: 219mila attraversamenti
solo l’anno scorso. Un altro triste
primato.Secondoipiùrecentidati Eurostat, relativi al primo trimestre del 2015, la Germania ha ricevuto 73.100 nuove richieste di
asilopolitico,il40%diquelleregistrateintuttaEuropa.L’Ungheria
è il secondo Paese, con 32.800 richieste. L’Italia, dove a fine 2014 il
numero dei rifugiati è salito a
140mila, è al terzo posto con poco
più dell’8% del totale (15.200 domande), in netto calo rispetto all’annoscorso.IcittadinidelKosovo sono il gruppo con più domandediasilo;48.900(il26%).Isiriani
sono il secondo( 29.100 ).
Mai come oggi prevenire i
conflitti,oquantomenocontenere le crisi, diventa un imperativo.
E non solo per ragioni umanitarie. Secondo l’Institute for Economics and Peace il costo complessivo per sostenere chi è fuggito dalla guerra o da regimi oppressivi, che siano sfollati interni
o rifugiati, è balzato l’anno scorso
a 128 miliardi di dollari, il 267% in
più rispetto al 2008.
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LA RISPOSTA DI BRUXELLES

«Solo recentemente abbiamo
abbattuto muri in Europa.
Non dovremmo metterci a
costruirne di nuovi», servono
invece «misure alternative»
ghanistan e da altri paesi martoriati da guerre civili e sconquassi politici. Mentre il primo paese
è membro dell’Unione, il secondo non lo è. «Solo recentemente
abbiamo abbattuto muri in Europa. Non dovremmo metterci a
costruirne di nuovi», ha aggiunto la signora Bertaud. Il riferi-

L’allarme dell’Onu:
60 milioni di disperati
in fuga dalle guerre
e impiegherete cinque minuti per leggere questo articolo, sappiate che, quando
lo finirete, quasi 150 persone sono
state costrette ad abbandonare la
casa e i loro beni per fuggire da
conflitti, regimi spietati e violenze. Il tempo di fare una pausa
pranzo di un’ora e il numero sarà
salitoa1.800.Equandolagiornata
volgerà al termine, i ”migranti
forzati” saranno circa 43mila. Come se ogni giorno la popolazione
di una città come Vercelli si tro-

ban, il paese è euroscettico quasi quanto il Regno Unito. Qualche settimana fa, aveva proposto di reintrodurre la pena di
morte. Dinanzi alle reazione negative di Bruxelles, sembra aver
fatto marcia indietro.
Agli occhi italiani, la vicenda
ungherese ha il merito di dimostrare, carte alla mano, che la
gestione dei flussi migratori è
ormai un problema europeo.
Nello stesso modo in cui l’Italia deve affrontare l’arrivo da
Sud, altri paesi devono fare i
conti con gli arrivi da Est. Proprio in queste settimane, i Ventotto stanno negoziando con
difficoltà un piano di ridistribuzione di 40mila migranti arrivati in Italia e Grecia (si veda
Il Sole 24 Ore di mercoledì).
Molti paesi sono contrari, anche se i negoziati vanno avanti.
Proprio ieri, Eurostat ha annunciato che nei primi tre mesi
di quest’anno 185mila persone
hanno chiesto asilo ai Ventotto.
Il totale è stabile rispetto all’ulti-

Alberto
Negri

a gente scappava e non
sempre nella giusta
direzione, esattamente
come avviene oggi ma in
proporzioni decisamente
inferiori.
Negli anni 90 i conflitti dei
Balcani avevano già sospinto
centinaia di migliaia di
profughi fuori dall’ex
Jugoslavia: ma, come disse
allora Milovan Gilas, l’uomo
che Tito aveva mandato a
trattare con Stalin, questo era
il sanguinoso capitolo di una
resa dei conti ritardata della
seconda guerra mondiale,
quando tra il 1945 e il ’47
decine di milioni di uomini,
donne, bambini, furono
cacciati dai loro Paesi in una
delle più colossali operazioni
di pulizia etnica che la storia
ricordi. Per diversi anni i
campi profughi, la gente
accampata per strada, i
razionamenti, fecero parte
del panorama europeo,
dentro a un paesaggio di città
distrutte, dove il tracciato
delle strade si intuiva appena
e i palazzi erano gusci vuoti,
sventrati dalle bombe.
Così, oggi, ai nostri occhi
sono apparse Aleppo, Homs, i
villaggi cristiani, musulmani,
drusi. Le città siriane sono
diventate gusci vuoti, senza
elettricità, acqua, attività
economiche, dominate da
bande che sotto l’etichetta di
milizie islamiche, Califfati o
eserciti di liberazione,
impongono la legge del più
forte. La Siria, dopo quattro
anni di guerra e 200mila
morti, è il Paese con il più alto
numero di rifugiati: quattro
milioni all’estero e 7,6 milioni
in patria. Altri tre milioni di
rifugiati sono in Iraq. Lo
Yemen promette di diventare
una nuova Somalia (già ospita
900mila profughi somali di
una guerra ormai
dimenticata), mentre la Libia
è sprofondata nel caos e oltre
ad avere un milione di
rifugiati in Tunisia conta
quasi due milioni di stranieri
dell’Africa subsahariana
pronti a fare il gran salto nel
Canale di Sicilia.
Ma cosa fa l’Europa?
Combatte una penosa
battaglia di retroguardia sulle
rocce di Ventimiglia, come
scrivono anche Financial
Times e New York Times,
rimproverando per una volta
i francesi e dando ragione a
un’Italia assai disorganizzata
ma con un residuo barlume
umanitario.
La distribuzione dei
profughi siriani dice tutto
della miopia europea: due
milioni sono in Turchia, un
milione in Libia (uno ogni
quattro abitanti), un altro
milione in Giordania. Forse
auspichiamo che se li tengano
loro per sempre? E
certamente proveremo
qualche nervosismo durante
queste vacanze quando i
profughi ci guarderanno
mangiare al ristorante, come
già avviene sulle isole greche
dove per altro pagheremo il
conto non si sa ancora in
quale valuta.
Il punto è questo: o si
fermano le guerre e si cerca
un nuovo ordine
internazionale alle porte di
casa o avremo altri milioni di
profughi. La Russia dice che è
possibile, a determinate
condizioni, una via di uscita
per Bashar Assad e ha invitato
a discuterne il re saudita
Salman a Mosca. È una strada
da verificare, non ancora una
soluzione, ma l’Europa e
l’Occidente qualche
prospettiva se la devono pur
dare perché i nostri vicini
sono allo stremo e hanno
ancora più paura di noi.

Rapporto Unhcr. Più della metà sono bambini

di Roberto Bongiorni

mento naturalmente è alla caduta del Muro di Berlino nel 1989.
Nel contempo, la portavoce
ha dovuto ammettere che la
scelta di costruire un muro al
confine dei due paesi non è, come tale, in violazione delle regole europee perché è compito dei
Ventotto proteggere le frontiere esterne dell’Unione. Ciò detto, i paesi europei hanno l’obbligo di dare rifugio ai richiedenti
l’asilo. Con un muro questo impegno potrebbe venire meno.
Budapest dice di aver visto affluire in Ungheria 54mila migranti dall’inizio dell’anno, rispetto ai 2mila segnalati nello
stesso periodo del 2012.
In passato, la stessa Commissione aveva criticato i muri costruiti in Spagna alla frontiera
con il Marocco nelle enclave di
Ceuta e Mellila, o in Grecia e in
Bulgaria, al confine con la Turchia. Ciò detto, non è la prima
volta che l’Ungheria annuncia
scelte controverse. Guidato dal
premier nazionalista Viktor Or-

AFP

L’ANALISI

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Tra Serbia e Ungheria. Migranti afghani bloccati dalla polizia magiara

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Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

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Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

10

Emergenza immigrati
ITALIA SOTTO PRESSIONE

La missione antiscafisti
Lunedì dovrebbe arrivare l’ok dei 28 Paesi Ue
alla missione europea antiscafisti

La polemica tra il premier e Maroni
Renzi: «Non ho avocato a Palazzo Chigi la politica
dell’immigrazione, Alfano sta lavorando bene»

Ventimiglia, ancora linea dura della Francia

L’EDITORIALE
Adriana
Cerretelli

La Gendarmerie riporta gli immigrati in Italia, polemica con la Polizia - Alfano: espellere i rom che non firmano il patto con lo Stato
Nicoletta Cottone
ROMA

pA Ventimiglia è ancora linea

dura della Francia che presidia la
frontiera per impedire l’accesso
dei migranti. Nella sesta giornata
di emergenza profughi, bloccati
sugli scogli della cittadina di frontiera, arriva anche l’accusa degli
agentidellapoliziaitalianaedeivolontari della Croce rossa: la Gendarmeriefranceseavrebbetentato
di rimandare in Italia anche personechenelBelpaesenoncisonomai
state, nemmeno in transito. È il caso,peresempio,diunindùconilcaratteristico turbante, che la polizia
italiana non aveva mai visto sulla
scogliera di Ponte San Ludovico o
alla stazione di Ventimiglia. La
Francia starebbe espellendo oltre
ai migranti, anche extracomunitari minorenni e clandestini di incerta provenienza. Per questo le richieste di riammissione dei migranti rastrellati sui treni alla stazione di Garavan-Menton, sul
confine di Stato, sono state più di
cento, la metà delle quali rifiutate

dalla polizia italiana, che non ha ritenuto congrua la documentazione presentata dai francesi. Molti
musulmani ieri pregavano sugli
scogli rivolti verso la Mecca nel
primo giorno di Ramadan, o dormivano sotto il sole per non sentire
imorsidellafameedellasete.Mangiando solo dopo il calar del sole. Il
centro di prima assistenza della
stazione di Ventimiglia sta ospitando oltre 300 immigrati. Un numero «aumentato in modo esponenziale nelle ultime 48 ore», hanno raccontato alla Croce Rossa,
che lì distribuisce 750 pasti al giorno. E il flusso è in salita.
LaprossimasettimanaunadelegazionedellaConferenzadelleRegioni farà il punto sull’emergenza
immigrazione nel corso di un incontro con Matteo Renzi. Intanto
Renzi con una nota, ha replicato al
governatore della Lombardia Roberto Maroni: «non ho avocato a
palazzo Chigi alcuna gestione della questione immigrazione», sulla
quale il ministro Alfano «sta lavorando meglio dei suoi predecesso-

erano oltre 140 mila (140.277),
di cui quasi 46 mila (45.749) richiedenti asilo. Il dato emerge
dal rapporto sugli sfollati nel
mondo pubblicato ieri dall’Alto commissariato Onu per
i rifugiati (Unhcr). A fine 2014
il numero di migranti forzati
in Europa ha raggiunto quota
6,7 milioni, rispetto ai 4,4 milioni alla fine del 2013, in aumento del 51%.
Nei primi tre mesi dell’anno
sono state presentate 185 mila
richieste di asilo nei paesi dell’Unione europea. Come informa Eurostat, la metà di queste
sono state presentate da kosovari, siriani e afgani. La cifra é
molto superiore (+86%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso. I dati sono stati resi noti a due giorni
dalla giornata mondiale dei rifugiati, il 20 giugno. Oltre la
metà delle domande sono state

L’ACCELERAZIONE

Il dato dei primi tre mesi ha
valore relativo: l’impennata
degli sbarchi nel nostro
Paese si registra infatti
a partire da aprile-maggio
presentate in Germania (il
40% del totale) e Ungheria (il
18%). Al terzo posto l’Italia con
poco più dell’8% del totale,
15.200 domande, in netto calo
rispetto all’anno scorso.
Il dato limitato alla fine del
primo trimestre 2015, tuttavia,
può essere fuorviante. Perché,
a ben guardare i dati degli sbarchi secondo l’andamento mensile, in Italia si scorge che l’impennata avviene proprio nei
mesi più recenti. E tenendo
presente che al momento si
considerano i migranti sbarcati
in Italia, nella stragrande maggioranza dei casi, soggetti richiedenti asilo. Infatti, se a gennaio sono approdati sulle coste
italiane 3.459 persone e a febbraio 4.423, per poi calare a
marzo a 2.283, ad aprile 2015 comincia sulle coste della Sicilia e
non solo il grande esodo.
In quel mese giungono a
Lampedusa e negli altri porti
dell’isola siciliana oltre 16mila
immigrati. A maggio aumentano e toccano quota 21.712. Il dato di giugno dovrebbe rimanere su questi livelli se si escludono partenze massicce oltre il
previsto o, al contrario, condizioni meteorologiche avverse
che riducono i tentativi di
viaggi della disperazione (e

la selezione dei richiedenti asilo e
il rinvio ai paesi d’origine di chi
non ha titolo per la protezione internazionale.Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, chiede
una linea dura contro gli scafisti:
«l’Europa faccia l’Europa» anche
ai suoi confini meridionali e che
«faccia la guerra, quella vera, anche sparando se serve, contro chi
fa commercio di esseri umani».
E oltre ai barconi c’è la rotta balcanica, che ha interessato soprattutto il Friuli Venezia Giulia. Lì
passeur senza scrupoli, su furgoni
e camion, fanno entrare da Austria
e Slovenia i migranti. Meno noto di
quello dei barconi, il fronte terrestre sembra negli ultimi tempi
aver subito una forte impennata.
Sull’emergenza immigrati c’è spazio per trovare una solidarietà tra
le regioni, ha detto il presidente
della regione Friuli Venezia Giulia,DeboraSerracchiani,dopol’incontro con il ministro Alfano e alla
vigilia del nuovo incontro con il
premier Matteo Renzi.

u Continua da pagina 1

Q

M.Lud.
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Nel primo trimestre
in Italia 15.200
richieste d’asilo
pNel 2014 in Italia i rifugiati

l’arrivo di altri clandestini, perché
altrimenti diventa come spalare
l’acqua con la forchetta».
Lunedì dovrebbe arrivare il
consenso dei 28 alla missione antiscafisti. Secondo fonti diplomatiche sta andando «liscio» il percorso per il lancio formale della prima
fase della missione navale europea EuNavFor contro i trafficanti
di esseri umani nel Mediterraneo.
Il piano operativo, che inizialmentesisvolgeràsoloinacqueinternazionali, prevede in seguito interventi «nelle acque territoriali, nelle acque interne e sulla costa» libica per distruggere la rete dei
trafficanti. Nella prima fase è prevista una raccolta di informazioni
sul network dei trafficanti, usando
droni, satelliti e mezzi di ascolto
elettronici delle navi militari. Nella seconda fase inizierà invece la
caccia attiva - sempre in acque internazionali - ai mezzi dei trafficanti e si passerà all’arresto degli
scafisti, oltre che al salvataggio dei
migranti che saranno trasportati
«nel primo porto sicuro». In porto

I veri muri
del populismo
che spazza
l’Europa
uello che oggi
circonda la Grecia è
potenzialmente ben
più devastante della
cortina ungherese perché,
se non rimosso quanto
prima, rischia di rovinarle
addosso facendo morti e
feriti ovunque, anche nel
resto d’Europa. Questa
semplice constatazione,
che dovrebbe essere
evidente a tutti, non
sembra però scuotere i
protagonisti di un dialogo
bloccato.
Mancano ormai solo 12
giorni alla scadenza del
programma di assistenza
ad Atene come al
pagamento della rata da 1,6
miliardi alL’Fmi. Senza gli
aiuti dei creditori e, a
questo punto, senza una
proroga del programma, la
Grecia andrà in default.
Per questo colpisce nel
gioco del muro contro
muro l’instancabile
palleggio di responsabilità
o, forse, sarebbe meglio
dire di irresponsabilità.
Avvenuto anche ieri a
Lusseburgo alla riunione
dei ministri
dell’Eurogruppo.
Alexis Tsipras gioca con
il fuoco. Nella speranza di
strappare il massimo di
concessioni dai creditori
non esita a esasperare i
suoi interlocutori, a
mettere sul tavolo anche la
carta geo-politica, a
sottolineare nei fatti la
posizione strategica del
suo Paese con la seconda
visita domani a Vladimir
Putin per firmare l’accordo
per la costruzione del
nuovo gasdotto promosso
dalla Russia in aperta sfida
a europei e americani.
Pur avendo molte
ragioni dalla sua parte, la
nuova Grecia governata da
Syriza di questo passo
rischia la catastrofe per
ottusità ideologica più che
per incapacità negoziale.
Pur avendo mostrato una
certa flessibilità,
necessariamente limitata
dai troppi interessi
contraddittori in campo, i
creditori d’altra parte non
riescono a fare il salto oltre
il muro della diffidenza nei
confronti di un debitore
ritenuto inaffidabile e
insolvente. Per questo
rischiano di sacrificare i
loro interessi di mediolungo termine, che sono
integrità e irriversibilità
dell’euro, a quelli di breve
che invece spingono alcuni
a sperare di sbarazzarsi di
un partner difficile oltre
che troppo scomodo,
minimizzando i
contraccolpi di Grexit.
Se entrambi, greci ed
europei, non riusciranno a
uscire dalla trappola del
braccio di ferro in corso, il
futuro dell’euro e
dell’Europa oltre che della
Grecia si annuncia cupo.
Colpe ed eccessi, a ben
vedere, sono quasi
equamente ripartiti tra le
due parti. Ma per i
creditori i costi del
disastro alla lunga
sarebbero molto più
pesanti, in termini politici
e finanziari, del terzo
salvataggio di Atene. Non è
un calcolo esaltante ma al
momento è quello più
ragionevole da fare.
Sempre che Tsipras si
decida, da qui al vertice
straordinario
dell’Eurozona di lunedì, a
dimostrare di essere uno
stratega politico e non solo
un tattico di piccolo
cabotaggio.

I dati. È l’8% sul totale europeo di 185mila

ROMA

ri al Viminale». «Ho solo dato disponibilità a incontrare le regioni e
penso che su questo tema si dovrebbe smettere di litigare e fare
polemica e invece collaborare».
E anche i rom fanno discutere.
«Noi dovremo buttare fuori,
espellere dal territorio nazionale
tutti quei Rom che non vorranno
sottoscrivere un patto con lo Stato
italiano», ha dichiarato il ministro
dell’Interno, Angelino Alfano, tornando sull’accordo annunciato
mercoledì con l’Anci per smantellare i campi nomadi irregolari. E
sull’immigrazione ha sottolineato
che in Europa «ci indeboliamo se
arriviamo con la notizia che i governatori italiani non vogliono fare l’equa redistribuzione in Italia.
Equa distribuzione in Italia ed
equa distribuzione in Europa».
Per il governatore della Liguria,
Giovanni Toti, «non bisogna consentire che l’Italia diventi un grandecampoprofughidell’Europa».Il
governatore è disponibile a collaborare con il Governo «purché ci
spieghi come intende bloccare

ANSA

spesso della morte).
L’Italia si sta impegnando
con una serie di contatti internazionali: sia per il profilo degli
accordi di riammissione; sia
per l’ipotesi di grandi campi di
accoglienza, sotto l’egida dell’Unhcr, che possano verificare
in loco le condizioni delle richieste di protezione internazionale o di asilo.
Il sottosegretario Domenico Manzione, d’intesa con il
ministro dell’Interno Angelino Alfano, sta lavorando con
il Sudan e con il Niger. L’idea è
di stabilire lì un grande insediamento che possa fare da filtro ai flussi di migliaia di persone provenienti dalle zone
più remote dell’Africa. Coloro
che in quella sede trovano riconosciuti i diritti per emigrare in Europa possono a quel
punto dirigersi verso il Vecchio continente, magari con
voli sovvenzionati dall’Unione. Chi invece non ha i titoli
necessari deve rimpatriare. Il
progetto servirebbe a decongestionare la pressione sull’Europa. Ma sono necessari
tempi lunghi per realizzarlo.
È la stessa geografia delle
provenienze dei migranti che
hanno raggiunto le coste italiane a spingere per una soluzione in questo senso. Basta
vedere che dei 58.659 immigrati arrivati in Italia (dati aggiornati al 16 giugno scorso) gli
eritrei sono in testa con 14.382
unità; seguono i somali, con
5.423 persone, e i nigeriani, con
5.723 connazionali. Le altre nazionalità più presenti sono la
Siria (3.956), il Gambia (3.224),
il Senegal (2.563), il Sudan
(2.555) e il Mali (2.290).
Resta difficile poi trovare altri segnali politici per limitare i
flussi. Se pure tra gli Stati interessati agli esodi ci fossero casi
privi del diritto al riconoscimento internazionale, occorre
fare i conti con il capitolo degli
accordi di riammissione. Le intese, cioè, tra l’Italia e la nazione
di origine per riportare in patria il migrante - che non avrebbe titolo ad arrivare in Italia con incentivi di natura economica, occupazionale, mezzi e
strumenti agli stessi Stati per
sviluppare le loro politiche di
contenimento delle partenze.
In Egitto, Marocco e Tunisia,
per esempio, queste intese con
l’Italia sono in atto. Ma occorre
stipularne ormai diverse altre sempre quando ci sono le condizioni di stabilità politica - e
non è certo un processo che si
realizza dall’oggi al domani.

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Frontiera Immigrati respinti a Ventimiglia

PIANO ANTISCAFISTI IN DUE FASI
Raccoltadiinformazioni
 Nella prima fase è prevista una
raccoltadiinformazionisulnetwork
deitrafficanti,usandodroni,satelliti
emezzidiascoltoelettronicidelle
navimilitari.Perdueotremesile
navisoccorrerannoibarconiin
difficoltà

Cacciaaitrafficanti
Nellasecondafaseinizieràinvece
lacacciaattivaaimezzidei
trafficantiesipasseràall’arresto
degliscafisti,oltrechealsalvataggio
deimigranti.Oltrechealsalvataggio
deimigrantichesarannotrasportati
«nelprimoportosicuro»



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Politica e società 11

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

Campidoglio sotto assedio. La relazione al prefetto di Roma sottolinea la motivazione delle «gravi violazioni di legge»

Il caso Roma. Il sindaco al contrattacco dopo l’affondo del premier

Gabrielli: «Cooperazione azzoppata da Mafia Capitale. Non tutto ciò che dice Buzzi è sacro»

Marino: «Resto sindaco fino al 2023
Renzi mi giudichi a fine mandato»

Marco Ludovico

ROMA

Gli ispettori: valutare lo scioglimento
ROMA

pLa relazione di accesso agli atti

del Comune di Roma, consegnata
al termine di sei mesi di lavoro dal
prefetto Marilisa Magno al collega
Franco Gabrielli, è un documento
esplosivo. Le conclusioni, cioè l’indicazionediunarichiestadiscioglimento del Campidoglio per infiltrazione mafiosa o per grave e ripetutaviolazionedilegge,noncisono.
C’è però - e non poteva non esserci - l’invito a valutare l’ipotesi di
scioglimento del Comune: se non
per infiltrazione mafiosa quantomeno per gravi e ripetute violazioni di legge. La commissione prefettizia, tuttavia, non ha potere di decidere. Sarà Gabrielli, prefetto di
Roma, a dare un proprio parere al
ministro dell’Interno, Angelino
Alfano: dirà, in sostanza, se è il caso

I SETTORI CONTROLLATI

L’ispezione al Comune
riguarda soprattutto i settori
ambiente, intervento sociale
e patrimonio: quelli
scandagliati dall’inchiesta
o no di andare allo scioglimento,
motivazioni comprese. Poi la valutazione finale sarà tutta politica,
decisa in Consiglio dei ministri.
Sempre che la sorte del comune di
Romanonabbiaprimaaltritraumi.
Certo è che le evidenze emerse
nelle mille pagine del documento
della commissione prefettizia, in
due volumi, con dicitura «riservato» e chiuso in cassaforte da Gabrielli,sonopesantissime.Marilisa
Magno, insieme ai suoi collaboratori - un viceprefetto, un dirigente
dell’Economia e un nucleo di ufficiali Gdf, Arma e Polizia di Stato trova la strada tracciata dall’ordinanza di custodia cautelare di milleduecento pagine di dicembre:
Mafia capitale.
Così l’ispezione al Comune riguarda, soprattutto, i settori dell’ambiente, dell’intervento sociale
e del patrimonio: quelli, appunto,
scandagliati dall’inchiesta della
procura condotta da Giuseppe Pignatone e i Ros dell’Arma. L’accesso agli atti setaccia in lungo e in largo la documentazione amministrativa collegata. E trova di tutto.
La direttiva del dipartimento Ambiente, scritta dal dirigente Gaetano Altamura - agli arresti domiciliari con la seconda tornata di Mafia capitale - sugli appalti da assegnare con il criterio dell’offerta
economica più vantaggiosa. I legami tra Altamura e Salvatore Buzzi,

il ras delle cooperative e il braccio
imprenditoriale di Massimo Carminati, acclarati a più riprese nelle
due ordinanze. Il fatto grave sul
piano amministrativo è che la direttiva Altamura viene poi approvata dalla giunta comunale guidata
da Ignazio Marino.
Altrettanto grave è un profilo
mafioso specifico: i legami tra Buzzi e Giovanni Campennì, che per il
Ros guidato da Mario Parente è
«legatodavincoliparentaliasodali
dell’organizzazione ’ndranghetista facente capo alla famiglia Mancuso di Limbadi». Campennì subentra in un subappalto per le pulizie del mercato Esquilino allo stesso Buzzi in continuità di rapporti
con il Campidoglio nel cambio tra
la giunta di Gianni Alemanno e
quella di Marino. C’è poco da discutere, qui si tratta di mafia: nell’ottica dell’ispezione prefettizia,
secondo manuale, è un segno potenziale di infiltrazione - se non
perfino potere di condizionamento - nell’amministrazione locale.
AicommissariguidatidaMarilisa Magno poi non può sfuggire la
vicenda di Gabriella Acerbi, dirigente integerrima del dipartimento Politiche sociali: Buzzi fa fuoco e
fiamme per la sua rimozione e l’ottieneanchesenonriesceapiazzare
al suo posto Italo Politano, arrestato con la seconda tornata dell’inchiesta. E ancora, salta all’occhio la
figura di Erica Battaglia, presidente della commissione Affari sociali
e dipendente di una delle coop di
Buzzi. O quella di Luca Giansanti,
capogruppo della lista Marino, in
aspettativa non retribuita dal 2013
di Cns, il consorzio nazionale servizi, società coop legata a Buzzi.
Ieri il prefetto Gabrielli in audizione alla commissione d’indagine
sull’accoglienza immigrati ha detto
che «Mafia Capitale ha azzoppato
gran parte della cooperazione sociale a Roma. Ma non tutto ciò che
diceBuzzièsacro».Siparladiimmigrazione, ma il tema si intreccia per
forza con quello di Mafia Capitale,
come mercoledì per l’audizione del
procuratore di Roma Giuseppe Pignatone. Gabrielli ha anche aggiunto: «Siamo in contatto con l’Autorità anticorruzione (Anac) per la situazione della cooperativa La Cascina (coinvolta nella seconda
ordinanzadiMafiacapitale,n.d.r.) e
stiamo valutando il commissariamento e l’interdittiva antimafia».
L’esito finale delle mille pagine
dellacommissioneMagnoètuttoda
vedere. Ma c’è da scommettere che
alla fine il Comune di Roma si scioglierà per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali.
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L’ispezione sul Campidoglio

p«Non ho mai cambiato

IPOTESI SCIOGLIMENTO

LA DOCUMENTAZIONE

L’AUDIZIONE DI GABRIELLI

L’indicazione di gravi e
ripetute violazioni di legge
La relazione di accesso agli
atti del Comune di Roma,
consegnata al termine di sei
mesi di lavoro dal prefetto
Marilisa Magno al collega
Franco Gabrielli, è un
documento esplosivo. Le
conclusioni, cioè
l’indicazione di una
richiesta di scioglimento
del Campidoglio per
infiltrazione mafiosa o per
grave e ripetuta violazione
di legge, non ci sono.
C’è però - e non poteva non
esserci - l’invito a valutare
l’ipotesi di scioglimento del
Comune: se non per
infiltrazione mafiosa
quantomeno per gravi e
ripetute violazioni di legge.
La commissione prefettizia,
tuttavia, non ha potere di
decidere. Sarà Gabrielli,
prefetto di Roma, a dare un
proprio parere al ministro
dell’Interno, Angelino
Alfano: dirà, in sostanza, se
è il caso o no di andare allo
scioglimento, motivazioni
comprese

La direttiva del dipartimento
Ambiente scritta da Altamura
L’ispezione al Comune riguarda,
soprattutto, i settori
dell’ambiente, dell’intervento
sociale e del patrimonio: quelli,
appunto, scandagliati
dall’inchiesta della procura
condotta da Giuseppe
Pignatone e i Ros dell’Arma.
L’accesso agli atti setaccia in
lungo e in largo la
documentazione
amministrativa collegata.
E trova di tutto. La direttiva del
dipartimento Ambiente, scritta
dal dirigente Gaetano Altamura
- agli arresti domiciliari con la
seconda tornata di Mafia
capitale - sugli appalti da
assegnare con il criterio
dell’offerta economica più
vantaggiosa. I legami tra
Altamura e Salvatore Buzzi, il
ras delle cooperative e il braccio
imprenditoriale di Massimo
Carminati, acclarati a più
riprese nelle due ordinanze. Il
fatto grave sul piano
amministrativo è che la direttiva
Altamura viene poi approvata
dalla giunta comunale guidata
da Ignazio Marino.

«Cooperazione azzoppata da
Mafia Capitale»
Ieri il prefetto Gabrielli in
audizione alla commissione
d’indagine sull’accoglienza
immigrati ha detto che «Mafia
Capitale ha azzoppato gran
parte della cooperazione
sociale a Roma. Ma non tutto
ciò che dice Buzzi è sacro». Poi
ha aggiunto: «Siamo in
contatto con l’Autorità
anticorruzione (Anac) per la
situazione della cooperativa La
Cascina (coinvolta nella
seconda ordinanza di Mafia
capitale, n.d.r.) e stiamo
valutando il commissariamento
e l’interdittiva antimafia».
Quanto all’emergenza
immigrati, il nostro, dice
Gabrielli, «è il territorio che
dopo la Sicilia ha risposto di più
alle esigenze del Viminale». Ora
la prefettura lavora a un nuovo
bando di gara, «ma i Comuni si
sono mostrati estremamente
poco disponibili» ad accogliere
richiedenti asilo. «Eppure
l’unico modo per gestire in
modo intelligente le criticità è
che siano quanti più territori
possibili a governarle»

Mafia Capitale. Sotto la lente sospette omissioni, sottovalutazioni e collusioni

Copasir indaga su Carminati e 007
Ivan Cimmarusti

pNel mirino del Copasir fini-

scono i presunti rapporti tra il
boss di Mafia Capitale, Massimo
Carminati, e i servizi segreti. Sotto la lente sospette omissioni,
sottovalutazioni e collusioni.
Questo è quanto deciso dopo
l’audizione di ieri del sottosegretario all’Intelligence, Marco
Minniti, che ha inviato al Comitato di controllo sui servizi segreti una «corposa documentazione» in possesso degli 007 sull’ex esponente dei Nar e su altri
personaggi legati all’eversione
nera. Atti che sono stati inviati
anche alla Procura della Repubblica di Roma, che indaga sull’organizzazione capeggiata da Carminati. Già negli atti della prima
inchiesta su Mafia Capitale, che
a dicembre scorso portò in ma-

nette il boss ed altri sodali, era
emerso che «Carminati si rapporta contemporaneamente (…)
con esponenti dei servizi segreti» e «con appartenenti alle forze
dell’ordine». Parole che avevano spinto il Copasir a chiedere
lumi. Il direttore dell’Aisi, Arturo Esposito, aveva negato contatti. Il Comitato era rimasto comunque in attesa di documentazione dagli 007. Le prime carte
sono giunte solo un mese fa. Poi
la seconda ondata di arresti ed
una lettera al Copasir del presidente del Pd, Matteo Orfini, che
chiedeva se Carminati, visti i trascorsi, fosse monitorato dai servizi. C’è stata quindi un’ulteriore
richiesta di documentazione che
è arrivata al Comitato. Si tratta di
migliaia di pagine che gli archivi
dei servizi hanno sul “Cecato”

(soprannome di Carminati) e su
soggetti a lui collegati. D’altronde, lo stesso boss di Mafia Capitale è stato coinvolto nei più importanti misteri italiani, come i
suoi trascorsi con la Banda della
Magliana, il suo ruolo nell’omicidio del giornalista Mino Pecorelli e nei depistaggi alle indagini
sulla strage di Bologna (per i quali è stato assolto), oltre ai presunti contatti con l’allora direttore
del Sismi, Pietro Musumeci. Secondo il presidente del Comitato, Giacomo Stucchi, l’obiettivo
è di «definire puntualmente il
quadro delle informazioni in
possesso della nostra intelligence e delle eventuali attività svolte negli anni passati nei confronti dei soggetti coinvolti nell’operazione Mafia Capitale».
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idea, sono qui per stare fino
al 2023». Il sindaco di Roma
Ignazio Marino tira dritto e
non cede all’assedio dentro
e fuori il suo stesso partito.
Dopo l’aut aut arrivato martedì da Matteo Renzi («o dimostra di saper governare o
va a casa») nessun ripensamento, si va avanti. L’affondo del primo cittadino per
ribadire non solo la volontà
di restare alla guida della
Capitale, ma anche di ricandidarsi, per vincere, è arrivato ieri durante una conferenza stampa sul risanamento dell’Ama, l’azienda di
gestione rifiuti del Campidoglio. «Io giudico l’intervento alla fine, quando il paziente dopo la rianimazione
abbraccia i familiari e torna
a casa» è la risposta del sindaco-chirurgo alle critiche
del premier sulla sua amministrazione.
Poi il paragone con il governo dei professori: «Abbiamo trovato Roma nelle
stesse condizioni in cui
Monti trovò l’Italia dopo
Berlusconi». E riferendosi
alle vicende di Mafia Capitale l’appello ai suoi assessori e alla maggioranza capitolina: «Roma è una città
di persone per bene che merita una amministrazione
per bene. In questo momento io chiedo alla giunta, ai
partiti, alla città un grande
sforzo per portare Roma ad
essere una capitale d’Europa». Perché ora «siamo nelle condizioni di ricominciare quello che abbiamo fatto
e stiamo facendo ha determinato anche forti disagi,
abbiamo interrotto questa
melma che legava alcuni
esponenti dei partiti politici
a affaristi, criminali, abbiamo dovuto fare reset».
Ma nella stessa maggioranza a chiedere un cambio
di passo è proprio il capogruppo Pd nell’assemblea
capitolina, Fabrizio Panecaldo, che non esclude un
rimpasto in giunta: «Nei
prossimi giorni - nelle prossime ore, vedremo il da farsi:
il sindaco ha questo carico di
responsabilità e sarà lui a verificare se può continuare
con la squadra che ha o cambiare verso ossia rafforzare
la squadra di governo in modo robusto». Mentre gli al-

leati di Sel si interrogano
sulla strada da prendere e
ormai si interrogano da un
bel po' “assediando” anche il
loro vicesindaco Luigi Nieri
che ieri si è detto pronto a dimettersi «un minuto primo» nel caso si decidesse
l’azzeramento della giunta.
Mentre dal Pd nazionale
arriva qualche segnale di
schiarita. «Non ci sono delegittimazioni, ma un invito a
lavorare e a lavorare bene
per la città» ha sottolineato

IL MINISTRO DELRIO

«Resta un baluardo
di legalità. Se fossi in lui
non farei il passo indietro
e non sono d’accordo con chi
lo spinge ad andarsene»
LA OPPOSIZIONI

M5S ha presentato una
mozione di sfiducia mentre
l’Ncd ha iniziato la maratona
per costringere la Giunta
alle dimissioni
LE TAPPE
L’attacco di Renzi
 Martedì arriva l’aut aut di
Matteo Renzi al sindaco di
Roma. Marino, dice il
premier «è una brava
persona ma governi, se sa
farlo se no tutti a casa». In
questo caso Roma potrebbe
andare al voto anticipato nel
2016
La difesa di Orfini
 Il giorno successivo arriva
la difesa del presidente del
Pd e commissario del partito
romano Matteo Orfini, che
lancia una salvagente al
sindaco di Roma: «A
mandare via Marino non
saremo né io né Renzi, ma i
romani che lo hanno votato»
La sfida di Marino
 «Non ho mai cambiato
idea, sono qui per stare fino
al 2023». Marino tira dritto e
risponde così al premier
Renzi. Niente dimissioni
dunque, si va avanti. Il
primo cittadino ha ribadito
così non solo la volontà di
restare alla guida della
Capitale, ma anche di
ricandidarsi, e vincere

il vicesegretario del partito
democratico Lorenzo Guerini che ha ribadito il pieno
sostegno del partito rispetto
alle vicende di Mafia Capitale «alle quali Marino è estraneo ed è stato anzi un baluardo nella difesa della legalità». E dal punto di vista «dell’azione amministrativa, c’è
la volontà del Pd di qualificare ulteriormente l’attività
di governo della città e come
partito faremo la nostra parte per sostenere questo sforzo». E a schierarsi con il sindaco in un’intervista pubblica a Panorama è il ministro
delle infrastrutture, Graziano Delrio: «Se fossi in Marino non farei il passo indietro. Faccia da solo le sue valutazioni, non sono d’accordo che gli si dica da fuori di
andarsene, è persona straordinariamente onesta, ascolti i romani, verifichi cosa
pensano». Di tutt’altro tenore la posizione della Presidente dell’Antimafia Rosy
Bindi che consiglia all’inquilino del Campidoglio di
«interrogarsi seriamente
sull’ipotesi dimissioni».
Intanto le opposizioni
vanno all’attacco. Movimento 5 stelle in testa che ha
presentato in Aula Giulio
Cesare una mozione di sfiducia dove «abbiamo evidenziato le criticità legate a
Mafia Capitale» ha spiegato
il consigliere comunale Enrico Stefano. Mentre Alessandro Di Battista membro
del direttorio M5S fa la sua
previsione chiedendo di andare subito al voto: «Marino si dimetterà tra una settimana. Renzi non può permettersi di perdere la partita». Il Pd, insiste Di Battista
«vuole trovare in Marino il
caprio espiatorio. Marino è
inaffidabile ma il fallimento
è di Renzi e deve imputarlo
solo a se stesso».
E se Fratelli d’Italia ha
lanciato una raccolta di firme per far dimettere i consiglieri e costringere Marino
alla resa ieri è partita la “maratona” del Nuovo centro
destra per chiedere le dimissioni di Marino: eletti e
militanti Ncd saranno in
presidio esterno a Palazzo
Senatorio in concomitanza
di ogni seduta dell’Assemblea capitolina.
Ma. Par.
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ANSA

Criminalità. L’accusa: l’organizzazione importava grandi quantitativi di cocaina che finivano nel mercato di Roma

’Ndrangheta, una cellula nella Capitale
A Ostia finiscono in manette 19 affiliati
Ivan Cimmarusti
ROMA

pUn’intensa attività di rici-

claggio, tesa a «pulire» il denaro frutto del traffico di cocaina gestito nella Capitale d’Italia dalla ’ndrangheta. Da Roma
a Prato, fino a Lugano e in Brasile: la «filiera» del lavaggio di
capitali era stata ben organizzata anche attraverso l’utilizzo di «spalloni» insospettabili, come alcuni diplomatici
congolesi che superavano la
dogana senza troppi controlli.

Questi i risultati di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma, che ha portato in manette 19 presunti affiliati alla ‘ndrangheta, capeggiati da Cosimo Damiano
Tassone, ai vertici di una cosca insediata a Ostia. L’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto Michele
Prestipino, che ha coordinato
gli accertamenti investigativi
del secondo reparto della
Guardia di finanza di Roma, al
comando del generale Giu-

seppe Magliocco. Stando all’accusa l’organizzazione sarebbe riuscita a importare attraverso i porti di Gioia Tauro,
ma anche di Rotterdam, quantitativi di cocaina che poi finivano per foraggiare il mercato
della Capitale. Tassone avrebbe avuto «il contatto – si legge
negli atti - con fornitori sud
americani e l’accordo per l’invio in container diretti a porti
italiani o europei di casse contenenti da 200 a 350 kg di cocaina confusi tra la merce oggetto

di trasporto “regolare”».
Nel corso delle singole operazioni sono stati sequestrati
sul litorale circa 500 chili, provenienti dal porto di Gioia
Tauro. Altri 562, introdotti attraverso il porto di Rotterdam, sono stati scovati tra
Germania, Belgio e Olanda. Di
rilievo sarebbe stato il «sistema» del riciclaggio. Le Fiamme gialle hanno svelato come
l'organizzazione intendeva ripulire 1 milione e 500mila euro. Un «sistema» che può es-

sere così riassunto: il denaro
passava dalle casse del clan alla società Mc Capital di Mario
Alessandro Carlesi e Massimo Carlesi a Prato, per poi essere «traghettata» attraverso
i promotori finanziari Davide
Perracino e Gaio Castagnozzi
a Lugano, in Svizzera. Lì i capitali finivano alla Casa di Cambio “Viva” di Raffaele Tognacca, nel 2007 presidente della
Erg e tra i candidati nel 2011 al
Consiglio di Stato.
Attraverso il manager i
soldi venivano cambiati da
euro in dollari e finivano
nella Banca Neman, da dove
poi venivano trasferiti al
Banco Do Brasil, per poi finire nella disponibilità dei fornitori di cocaina.
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Sindaco e prefetto. Ignazio Marino e Franco Gabrielli

Campania. Il governatore è in attesa di sospensione per effetto della legge Severino ma il Pd spera nel verdetto di oggi del Tribunale di Napoli che potrebbe accogliere il ricorso di De Magistris e aprire una via d’uscita anche in Regione

De Luca proclamato presidente ma non si insedia
Vera Viola
NAPOLI

pVincenzo De Luca, eletto

il 31 maggio scorso, ieri è stato proclamato presidente
della Regione Campania. Alla proclamazione, nel nuovo
Palazzo di Giustizia, ha provveduto il presidente della
Corte d’Appello di Napoli,
Antonio Buonajuto. Il neo
governatore era assente alla
proclamazione, cosa che ha
suscitato un nuovo e fitto vespaio di polemiche.
La proclamazione, nel caso
campano, assume contorni
particolari. Da quel momento,
infatti, l’ex sindaco di Salerno

può essere sospeso dalla nuova carica di presidente della
Regione Campania ai sensi
della legge Severino. De Luca,
infatti, è stato condannato in
primo grado per abuso d’ufficio, nell’ambito di un processo
su nomine fatte per la realizzazione del termovalorizzatore
di Salerno, e la condanna, per
la legge Severino, è causa che
gli impedisce di governare.
I temi della candidabilità
prima, della eleggibilità poi e
della possibilità di governare
tengono banco ormai da mesi, mentre pool di amministrativisti affinano le loro teorie pro e contro.

Sostieni il mio lavoro. scaricando. da www.dasolo.info

L’avvocato Lorenzo Lentini, uno dei legali del neo presidente della Campania, Vincenzo De Luca, dice: «Siamo
sereni, attendiamo sviluppi e
valuteremo il procedimento
a mano a mano che saranno
compiuti gli atti». Secondo i
difensori, entro cinque giorni
dall’insediamento, Vincenzo

FORZA ITALIA

Brunetta: «Renzi rispetti
la legge Severino e firmi
il decreto di sospensione
altrimenti lo denunciamo
per abuso d’ufficio»

De Luca potrà nominare la
giunta e il vice presidente.
L’obiettivo di De Luca, e a
quanto sembra del Pd, sarebbe, insomma, nominare gli
organi di governo regionale
prima della sospensione dall’incarico. Allo scopo di consentire la governabilità durante la sospensione, in attesa che il giudice ordinario,
sulla base del ricorso del neo
governatore, si esprima sulla
sospensione stessa.
In realtà si pensa che già oggi il Tribunale di Napoli possa
accogliere il ricorso contro la
legge Severino presentato dal
sindaco di Napoli Luigi De

Magistris. De Magistris si trova in una situazione simile. La
sentenza che riguarda il sindaco di Napoli sarebbe un
precedente che farebbe ben
sperare anche per il ricorso
presentato da De Luca e atteso a giorni, secondo quanto riportano dal Pd.
Ma le opposizioni non restano a guardare. Forza Italia,
in primis, fa battaglia. «Renzi
rispetti la legge Severino e firmi il decreto di sospensione. –
dice il capogruppo alla Camera Renato Brunetta – Altrimenti, Forza Italia è pronta a
denunciare il presidente del
Consiglio, per reato di abuso

PROCLAMATO ELETTO
Presidente della Campania
 Vincenzo De Luca è il nuovo
presidente della Regione
Campania. Ha ricoperto la
carica di sindaco di Salerno ad
interim da maggio a luglio del
1993 e da dicembre 1993 a
maggio 2001 e da giugno 2006
a gennaio 2015. È stato anche
sottosegretario alle
infrastrutture nel Governo Letta
 In vista della sospensione
dall’incarico, De Luca sta
lavorando alla composizione
della Giunta e la scelta del
vicepresidente “reggente” nel
periodo di sospensione: in prima
fila c’è Raimondo Pasquino,
centrista, pronto a lasciare il
posto di presidente del Consiglio
Comunale di Napoli

di ufficio». «Anche se Renzi
perdesse tempo» e non firmasse subito il decreto di sospensione – continua poi Brunetta – «sì da consentire a De
Luca di nominare un suo vice
per avviare l'attività politica
della Regione Campania,
commetterebbe reato di abuso di ufficio. È già pronta la denuncia da parte nostra».
Intanto, i delegati dei candidati presidenti alla Regione
Campania, Valeria Ciarambino per il Movimento Cinque
Stelle e Salvatore Vozza per
Sel, hanno presentato una
“annotazione al verbale di
proclamazione”, con cui affermano che «la sospensione
avviene in maniera automatica» e che «qualsiasi atto a sua
firma è nullo».
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12

Politica e società

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

L’agenda di Palazzo Chigi. Stamattina riunione con i capigruppo per valutare il ricorso alla blindatura

Scuola, Renzi decide sulla fiducia
«Riforme processo lungo ma non ci fermiamo» - La mediazione con la minoranza
Emilia Patta
ROMA

pPunto primo: la scuola. Stamat-

tima,inunariunioneaPalazzoChigi con i capigruppo del Pd Luigi
Zanda ed Ettore Rosato e con i parlamentarichehannoseguitofinqui
l’iter della Buona Scuola, Matteo
Renzi potrebbe prendere la decisione definitiva sul provvedimento che prevede anche l’assunzione
dei 100mila precari (per poterli
metterli in ruolo a settembre ci sono ancora un paio di settimane, anche se i tempi sono strettissimi).
Traleopzionisultavolorestainfatti quella di un maxiemendamento
sul quale mettere la fiducia già la
prossima settimana (la commissione istruzione si riunirà martedì)
accettando qualche modifica proposta dagli oppositori interni del
Pd: una volta trovato un accordo di
massima all’interno della maggioranza il provvedimento andrebbe
direttamente in Aula, senza relatore, bypassando in questo modo i
3mila emendamenti presentati
dalle opposizioni in commissione.
Il calcolo del premier è che difficilmente la sinistra dem farebbe
mancare il proprio voto, a parte un
piccolissimo numero di dissidenti
“storici”, perché una sconfitta si
tradurrebbe in una crisi al buio.
L’altra opzione è quella già ventilata pubblicamente dal premier: lo
slittamento delle assunzioni al

prossimo anno e la decisione sul
provvedimento dopo la conferenza nazionale sulla scuola dei primi
di luglio. E in questo caso i colpevolisuiqualiaddossarelamancataassunzione dei precari avrebbero
nome e cognome: opposizioni, sindacati e anche minoranza Pd.
L’unica cosa certa, al momento, è
cheRenziescludeundecretoapartecomechiedonoisuoioppositori.
Punto secondo: la riforma costituzionale che abolisce il Senato
elettivo e riforma il Titolo V. La sua
approvazione entro la pausa estiva
al Senato è la precondizione per
poter celebrare il referendum confermativo, come è nel timing del
governo, la prossima estate. Magari accorpandolo al voto nelle grandi città: Milano Torino Napoli Bologna e (probabilmente) Roma.
Ma visto che devono passare sette
mesi dal via libera definitivo delle
Camere, è necessario chiudere entro l’estate anche il successivo passaggio alla Camera in modo da poter fare la seconda doppia lettura a
novembre, dopo la pausa di tre mesi prevista dalla Costituzione. Con
i numeri che ci sono in Senato, e i 24
dissidenti dem pronti alle barricate, sembra un timing da fantapolitica. Ma in Senato l’input arrivato
dal governo è proprio quello di
chiudere entro luglio. L’ipotesi più
probabile per venire incontro alle
richieste della minoranza è quella

di intervenire tramite la legge ordinaria che disciplinerà l’elezione di
secondo grado del futuro Senato:
un listino a parte all’interno delle liste per i Consigli regionali in modo
che i cittadini sappiamo preventivamentechisaràanchesenatore.A
questo potrebbero aggiungersi altre concessioni, come l’aumento
delle competenze del nuovo Senato (i dissidenti dem chiedono tra
l’altro che la materia delle leggi
elettorali nazionali resti di competenza bicamerale). Difficile dire se
questo basterà a ricompattare il Pd
in Senato.MacertoaPalazzoChigi
si guarda con interesse anche al
chiarimento in corso tra Berlusconi e Verdini, e alla proposta del Cavaliere di lasciare “libertà di coscienza” sulle riforme (sono una
decina i senatori verdiniani).
Il premier è comunque fortemente impegnato a non interrompere il percorso delle riforme, sostenuto anche dal Capo dello Stato
Sergio Mattarella. «Il cammino
delle riforme è ancora lungo. Il governo ce la sta mettendo tutta e lo
fa con mille difficoltà esterne come il tema dell’immigrazione cavalcato da taluni strumentalmente. Noi non ci fermiamo, andiamo
avanti dritti», ha scritto ieri in un
messaggio per l’assemblea generale di Confindustria Lecco e Sondrio (si veda pagina 6).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le partite aperte

SCUOLA

NUOVO SENATO

Questa mattina in una riunione
a Palazzo Chigi con i
capigruppo del Pd Luigi Zanda
ed Ettore Rosato e con i
parlamentari che hanno
seguito fin qui l’iter della
Buona Scuola, Renzi potrebbe
prendere la decisione
definitiva sul provvedimento
che prevede anche
l’assunzione dei 100mila
precari (per poterli metterli in
ruolo a settembre ci sono tempi
strettissimi). Tra le opzioni sul
tavolo resta infatti quella di un
maxiemendamento sul quale
mettere la fiducia già la
prossima settimana (la
commissione istruzione si
riunirà martedì) accettando
qualche modifica proposta
dagli oppositori interni del Pd

L’approvazione della riforma
costituzionale che abolisce il
senato elettivo entro la pausa
estiva a palazzo Madama è la
precondizione per poter
celebrare il referendum
confermativo, come è nel timing
del governo, nell’estate del
2016. Ma visto che devono
passare sette mesi dal via libera
definitivo delle Camere, è
necessario chiudere entro
l’estate anche il successivo
passaggio alla Camera in modo
da poter fare la seconda doppia
lettura a novembre, dopo la
pausa di tre mesi prevista dlala
Costituzione. Con i numeri che ci
sono in Senato, e i 24 dissidenti
dem pronti alle barricate sul
Semato elettivo, sembra un
timing da fantapolitica

OSSERVATORIO
La politica in numeri
di Roberto D'Alimonte

Il caso Venezia, la sinistra
e i pentiti del doppio turno
I
sistemi elettorali fanno la
differenza. Questa è la lezione della recente consultazione amministrativa.
Se per il sindaco di Venezia si
fosse votato con il sistema
elettorale in vigore nella
maggior parte delle regioni , e
cioè un sistema maggioritario a un turno, avrebbe forse
vinto Felice Casson. Non è
certo perché con un sistema
elettorale diverso sarebbe
stata probabilmente diversa
anche l'offerta politica. A Venezia la Lega Nord ha presentato al primo turno un suo
candidato. Forse non lo
avrebbe fatto con un turno
unico e quindi i leghisti che
hanno votato Luigi Brugnaro
al secondo turno lo avrebbero forse fatto già al primo.
Ma se ipotizziamo che l'offerta politica non sarebbe
cambiata, magari per l'indisponibilità della Lega Nord a
convergere su un candidato
comune del centro-destra, la
conclusione è che con il suo
38 per cento Casson avrebbe
vinto, come ha fatto con una
percentuale inferiore Toti in
Liguria dove si è votato in un
colpo solo. Il punto però è
che Casson non sarebbe stato il candidato complessivamente più gradito dagli elettori veneziani. Avrebbe vinto perchè rappresentava la
maggioranza relativa più
ampia ma non era il candidato con la maggioranza assoluta dei voti, e cioè quella
maggioranza che comprende sia le prime che le seconde preferenze degli elettori
veneziani. È il secondo turno che ha evidenziato tutto
ciò. Quindi, è “giusto” dal
punto di vista della legittimità democratica che a Venezia abbia vinto Brugnaro
perché è complessivamente
il candidato più gradito alla
maggioranza degli elettori
di quella città.
In Umbria alle regionali è
successo il contrario. Lì ha
vinto Catiuscia Marini, candidata del Pd. Ha vinto perché si è votato con un sistema
elettorale a un turno. E così

con il suo 42,8% dei voti l’ha
spuntata su Claudio Ricci del
centro-destra che ne ha presi
il 39,3 per cento. Ma la Marini
non è la candidata più gradita
dagli elettori umbri. Questa è
la convinzione di chi scrive.
Se si fosse votato con il sistema elettorale dei comuni, e
quindi se la Marini fosse andata al ballottaggio contro
Ricci, non avrebbe vinto perché non sarebbe stata capace
di allargare i suoi consensi.
Secondo turno vuol dire
seconde preferenze. Per
vincere al secondo turno devi essere in grado di riportare a votare i tuoi elettori e

I RIFLESSI SULL’ITALICUM

Il ballottaggio
fa entrare in gioco
le «seconde preferenze»
di voto e fa vincere
i candidati trasversali
trovarne di nuovi. I nuovi sono quegli elettori il cui candidato preferito in assoluto
non è in corsa al ballottaggio
ma che sono disponibili a
esprimere una seconda preferenza con il loro secondo
voto. Ma per avere queste
seconde preferenze la Marini avrebbe dovuto essere
una candidata con un gradimento più largo di quello
della sua base elettorale di
riferimento. E la Marini non
lo è. Come Casson a Venezia.
Quindi, non è “giusto” che
abbia vinto lei. Avrebbe dovuto vincere Ricci. Cosa che
sarebbe successa con un sistema a due turni. Come d’altronde, proprio grazie al ballottaggio, è successo a Perugia l’anno scorso. E proprio il
caso di Perugia, e i timori
della Marini e della sua base,
spiegano perché quando la
regione umbra ha deciso di
cambiare il sistema elettorale ha preferito non introdurre il doppio turno come invece ha fatto la Toscana.
E adesso veniamo all’Italicum e ai ”pentiti del ballot-

taggio”. Le riflessioni fatte
sopra servono a far capire
perché oggi tanti , e in primis
la minoranza Pd, chiedono a
gran voce l’affossamento
dell'Italicum. Con questo sistema elettorale i Casson e i
Marini sono destinati a perdere. Con l’Italicum il 30% di
voti che può raccogliere un
centro-sinistra unito non basta per vincere. Per vincere
occorre avere candidati che
sappiano conquistare le seconde preferenze di elettori
che non appartengono alla sinistra. Occorre avere candidati che siano capaci di uscire dagli steccati. Certo, è difficile per la sinistra accettare
una cosa simile. Sarà dura accettare di votare al secondo
turno Renzi in un eventuale
scontro con un candidato del
M5s. Ma questa è la democrazia. Così come sarà dura per
la sinistra francese decidere
nel 2017 se votare al secondo
turno Sarkozy per impedire
la vittoria di Marine Le Pen o
restare a casa. Il che porta a
pensare che sia un vero peccato che in Liguria non si sia
votato con un sistema a due
turni. Sarebbe stato interessante vedere se gli elettori di
Pastorino sarebbero andati
a votare per la Paita per non
far vincere Toti o se sarebbero rimasti a casa. Il test è
solo rimandato.
Un ultimo pensiero va ai
sostenitori della tesi del gigante e dei tanti cespugli.
Adesso si scopre che il gigante non è più un gigante e che i
cespugli sono diventati una
foresta. Fuor di metafora, il
Pd non sembra più quel competitore dominante di cui si
paventava l’egemonia incontestata per decenni e i cespugli non sono più quella accozzaglia di nanetti incapaci di
sfidare il gigante. Improvvisamente tutto torna in discussione. E le prossime elezioni, quando ci saranno, cominciano a far paura perché
forse saranno più competitive e più incerte del previsto.
E che male c'è ?
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La richiesta di arresto. Il senatore audito in giunta ha presentato una lettera

Da Azzollini accuse al pm:
mi indaga per ragioni familiari
IMAGOECONOMICA

Nicoletta Cottone
ROMA

pSarà depositato questa matti-

na, presso il Tribunale del Riesame di Bari, il ricorso contro l’arresto ai domiciliari del senatore Antonio Azzollini (Ncd), coinvolto
nel crac della Casa Divina ProvvidenzadiBisceglie.Larichiestaper
l’arresto del parlamentare è stata
inoltrata il 10 giugno al Senato dal
gipdelTribunalediTrani,Rossella Volpe, e da martedì è partito
l’iter presso la Giunta delle immunità di palazzo Madama, che il 24
giugno esprimerà la sua proposta
da far votare in Aula. «Sono sereno», ha detto Azzollini uscendo
dall’aula della Giunta scortato dai
commessi per la ressa di giornalisti: «ho illustrato le mie ragioni
con grande attenzione, ho risposto alle domande».
Certamente «la Giunta si fermerebbe se il tribunale del riesame accogliesse il ricorso» contro
l’arresto, ha detto il presidente
della Giunta delle immunità del
Senato, Dario Stefano (Sel), al termine dell’audizione di Azzollini.
La Giunta tornerà a riunirsi martedì 23 giugno. «Mi auguro - ha aggiunto - per allora di avere tutti gli
elementi per sviluppare la mia definitiva proposta», anche sulla base della memoria scritta che è stata chiesta ad Azzollini, in particolare sugli aspetti che lui ritiene
manifestino il presunto “fumus
persecutionis” su cui la Giunta è
chiamata a pronunciarsi. Azzollini ha per ora depositato in Giunta
una lettera, nella quale attacca il
pm Antonio Savasta, sostituto
procuratore presso la Procura
della Repubblica di Trani, che
avrebbe «le sue buone ragioni»
per accusare Azzollini, visto che il
fratello del magistrato era stato
chiamato a ricoprire un ruolo

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Senatore. Antonio Azzollini

OGGI IL RICORSO

Il legale del senatore di Ncd
presenta oggi il ricorso
contro la richiesta di arresto
ai domiciliari inoltrato dal gip
del Tribunale di Trani
presso le suore che gestivano la
casa di cura Divina Provvidenza
per il cui crack il senatore è indagato. Nel ricorso al Tribunale della Libertà, preparato dall’avvocato Felice Petruzzella, vengono
contestate le accuse al senatore
contenute nell’ordinanza di custodia cautelare. Si smentisce il
ruolo di «gestore di fatto» della
Casa Divina Provvidenza attribuito dai magistrati al senatore di
Molfetta e il suo ruolo al vertice
dell’associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. Negati anche i presunti interventi del senatore per fare assumere personale nella struttura,

aggravando il dissesto dell’ente
che ha accumulato mezzo miliardo di euro di debiti. Contestata anche la presunta concussione nei
confronti delle suore.
Il senatore di Forza Italia, Lucio Malan, al termine della Giunta, ha parlato di «incongruenze»
nelle date e nei luoghi contenute
nelle carte della procura di Trani
«che renderebbero nulla qualsiasi ordinanza».Per lui c’è fumus
persecutionis dei magistrati nei
confronti di Azzollini. Per il senatore Ncd, Andrea Augello, «già
nelle carte ci sono degli elementi
francamente impresentabili. Raramente ho visto tanta sciatteria
e tanta improvvisazione nel presentare un'ordinanza». Di parereoppostoilsenatoredelPd,Felice Casson che ha ribadito la sua
posizione: «Avendo letto la documentazione, in questo momentononcisonoelementi»nell’ordinanza della Procura di Trani «che indichino l’esistenza di
“fumus persecutionis” nei confronti del senatore di Ncd. Il M5S
ha attaccato per voce del senatore Michele Giarrusso: «Azzollini
si è sottratto alle nostre domande, in particolare su chi gli ha
chiesto di interessarsi all’istituto
religioso. È stata un’audizione insoddisfacente, è stato evasivo e le
sue tesi difensive sono un libro di
fantapolitica». Il senatore, Enrico Buemi (Gruppo per le autonomie), ha parlato di un «provvedimento immotivato» e ha chiesto
che a Trani si faccia un’ispezione
del ministero della Giustizia:
«Chiedo ad Orlando di mandare
gli ispettori per verificare il comportamento di questi magistrati.
È un fumus che lascia il dubbio
che ci sia accanimento nei confronti di una persona».
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Venerdì
19 Giugno 2015

www.ilsole24ore.com
@ 24ImpresaTerr

IL GIORNALE DELL’ECONOMIA REALE

t

SIDERURGIA

UN DORSO ESTRAIBILE
FACILITA LA LETTURA

La Procura di Taranto
blocca l’altoforno 2 di Ilva

Impresa e Territori
è nel primo sfoglio del giornale
completo delle pagine tematiche
quotidiane e settimanali

Meneghello e Palmiotti u pagina 15

La visita della first lady Usa. Ieri incontro con gli imprenditori e i vertici della manifestazione: apprezzamento per il lavoro svolto e l’efficienza del sito

Michelle: «Americani venite all’Expo»

Sala: la visita è l’evento fondamentale per la promozione, negli Usa già venduti 700mila biglietti
Giovanna Mancini
MILANO

pQualcuno parla già di un «ef-

fetto Michelle» su Expo 2015. Di
certo, quella di ieri è stata una
giornata importante per l’Esposizione universale di Milano, dal
punto di vista della visibilità. L’effetto mediatico delle attività e delle parole della first lady americana, che ieri mattina ha visitato Palazzo Italia e il Padiglione degli
Stati Uniti, è indiscutibile.
Tanto più importante è risultato perciò l’invito che ha rivolto ai
suoi concittadini durante l’incontro con i 60 studenti universitari statunitensi che lavorano al
padiglione Usa. «Spero che più
americani si prendano il tempo
per visitare Expo», ha detto Michelle Obama, che ha anche
espresso apprezzamento per
l’organizzazione dell’esposizione, un evento che «ancora oggi
dimostra la sua modernità».
Parole importanti perché, come ha ricordato il commissario
unico di Expo Giuseppe Sala (che
ha definito Michelle «Regina di
Expo»), arriva alla vigilia delle
vacanze estive degli stranieri e
potrebbe tirare la volata all’arrivo di visitatori da oltreoceano:
«Negli Stati Uniti abbiamo già
venduto 700mila biglietti – ha
detto Sala –. La visita di Michelle
Obama era per noi l’arrivo più atteso, fondamentale». All’interno

di una settimana particolarmente intensa, con la visita del premier spagnolo Mariano Rajoy lunedì scorso, del britannico David
Cameron mercoledì, e di François Hollande domenica prossima.
«Una grande visita, che dà sostegno a quanto l’amministrazione americana sta facendo per risolvere i problemi relativi alla
nutrizione», ha commentato il
commissario generale del padiglione degli Stati Uniti, Douglas
Hickey, anche lui auspicando

LA GIORNATA

Primo passaggio alla mostra
allestita nel Palazzo Italia,
poi i saluti alle imprese
che hanno contribuito
a costruire il Padiglione Usa
che «tutti dagli Usa vengano qui,
perché quello che sta succedendo è straordinario». Soddisfatto
per l’arrivo della first lady e per
l’attenzione dedicata a Expo anche il ministro per le Politiche
agricole Maurizio Martina: «Michelle Obama ha riconosciuto il
grande valore del lavoro fatto
dall’Italia – ha dichiarato –. Si è
concentrata sui temi dell’educazione alimentare, della lotta allo
spreco e del contrasto alla fame.
Abbiamo ricevuto una carica for-

midabile per continuare a fare di
Expo una occasione unica per il
nostro Paese e per il mondo».
Michelle Obama è arrivata al sito espositivo – assieme alle figlie
Sasha e Malia e scortata da un imponente servizio di sicurezza – ieri mattina, prima dell’apertura dei
cancelli. Accompagnata dalla
moglie del premier italiano,
Agnese Landini, con Emma Bonino, il commissario Sala e il ministro Martina, ha visitato per prima
cosa Palazzo Italia, dove si è poi
intrattenuta con una quindicina
di bambini, tra gli otto e i dieci anni, della International School of
Milan di Baranzate.
Al padiglione Usa la attendevano invece gli studenti universitari, oltre a un gruppo di imprenditori italiani e di rappresentanti di
aziende statunitensi, tutti partner
del padiglione Usa, che è stato realizzato non con risorse pubbliche, ma grazie a una raccolta di
fondi promossa dall’American
Chamber of Commerce e dall’Ambasciata americana a Roma.
La first lady ha ringraziato tutte le
aziende per il loro sostegno alla
realizzazione del padiglione e ha
ricevuto personalmente ciascuno dei titolari e rappresentanti
delle imprese presenti ieri mattina (tra cui Mapei, Bracco, Geox,
Illy Caffè, Uvet, Luxottica), che
prima del suo arrivo si erano incontrati per una colazione di la-

ALL’INTERNO

Industria
TRASPORTO AEREO

EasyJet chiude
la base a Fiumicino
Gianni Dragoniu pagina 14

ANSA

voro assieme all’ambasciatore
americano a Roma John Phillips
ed al Console generale di Milano
Philip Reeker. Tra loro anche il
presidente di Confindustria,
Giorgio Squinzi, e Diana Bracco,
nel doppio ruolo di presidente del
suo gruppo e di Expo spa.
Michelle Obama ha dedicato
però la gran parte del suo tempo
agli studenti, ricordando loro
l’importanza cruciale della battaglia contro fame e obesità (per la
quale lei stessa è impegnata in prima linea) e spiegando che «le soluzioni sono a portata di mano. Alcune di esse sono rappresentate
all’interno dello stesso padiglione
Usa, come gli orti verticali, che
potrebbero essere coltivati nei
terrazzi e nei cortili di tante case».
Il lavoro da fare è lungo e impegnativo, ha aggiunto, ma «sappiamo che possiamo risolvere i problemi. Per questo è importante essere qui a Expo», dove è possibile
confrontarsi con tanti altri Paesi.
In tarda mattinata la first lady è
rientrata in albergo e nel pomeriggio ha visitato il Duomo di Milano con la famiglia. Questa mattina è atteso il trasferimento in aereo in Veneto, dove l’agenda (suscettibile di variazioni per ragioni
di sicurezza) prevede una visita
alla base militare Usa di Vicenza e
poi un tour a Venezia. Domenica
mattina il rientro negli Usa.

ENERGIA

I petrolieri: il fisco
italiano è vorace
Federico Rendinau pagina 17

Lavoro
FINMECCANICA

Contratto unico
per l’aerospazio
Francesco Priscou pagina 18

ANSA

Ospite illustre. Sopra, Michelle Obama sulla terrazza di
Palazzo Italia con (da sinistra) Diana Bracco, Maurizio
Martina, Giuseppe Sala e Agnese Renzi. A sinistra con
Agnese Renzi durante la visita al padiglione italiano.
Sotto, assieme agli studenti americani al padiglione Usa
AFP

Turismo
VIAGGI

Turismo culturale
a due velocità
Vera Violau pagina 18

Mondo & mercati
GERMANIA

Più investimenti
nel cuore della Ue

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Roberta Miragliau pagina 19

Rapporti transatlantici. Gli inciampi delle trattative per il Ttip che tarpano le ali anche alle esportazioni del made in Italy

Usa-Ue, sul tavolo i nodi del commercio
di Paolo Bricco

V

a bene il glamour della famiglia presidenziale. Va
bene la simpatia sprigionata dalle due figlie, Natasha e
Malia Ann, che sulle macchinine
elettriche dell’Expo fuggono da
tutti per andare a visitare il padiglione del Brasile. Va bene il carisma insieme tranquillo ed eccitante di Michelle che, uscita da
Palazzo Italia, cammina con passo regolare verso il padiglione
americano. Va bene tutto. Ma, alla
fine, dopo tanto soft power, che
cosa resta sul tavolo degli interessi duri e puri, nell’eterno derby –
economico, regolatorio e culturale – fra gli Stati Uniti e l’Europa?
L’Expo, su questo, costituisce
un punto di osservazione interessante. Il cibo, sì. Con Michelle so-

stenitrice di una visione salutista
della tavola. Ma, anche, i rapporti
di forza, i tentativi di integrazione
e le interruzioni di processi storici di lungo periodo. Non pochi inciampi hanno segnato il cammino del Transatlantic Trade and
Investment Partnership, il Ttip
che – se ogni cosa fosse andata per
il meglio – avrebbe potuto avere
sull’interscambio fra Unione europea e Stati Uniti un effetto moltiplicatore, favorevole soprattutto alla prima (e, dunque, all’Ita-

LE DIVERGENZE

Sulla questione degli Ogm
e in generale sull’intero
settore agroalimentare
la maggiore distanza
tra i due Paesi

Sostieni il mio lavoro. scaricando. da www.dasolo.info

lia): nel 2013, l’Unione europea ha
esportato verso gli Stati Uniti beni per 110 miliardi di euro, 15 dei
quali di prodotti agroalimentari;
nello stesso anno, le esportazioni
americane in Europa hanno avuto un valore di 10 miliardi di euro
(800 milioni in Italia). L’export
agroalimentare italiano negli Stati Uniti nel 2014 ha superato i 3 miliardi di euro, il 6,8% in più rispetto all’anno prima. Nel primo trimestre di quest’anno, secondo
l’ufficio studi di Federalimentare, esso ha toccato un picco di 857
milioni di euro: un aumento tendenziale del 19,3 per cento. Questi
numeri mostrano potenzialità
enormi che, però, potrebbero essere tarpate. Il Presidente Obama, che si è molto speso per incrementare le aree di libero scambio
sul Pacifico e sull’Atlantico, ha ri-

cevuto una brutta bocciatura politica: il 12 giugno la Camera dei
Rappresentanti – in una convergenza fra l’ala sinistra dei Democratici e i Repubblicani di destra –
gli ha negato un potere negoziale
speciale (e amplissimo) denominato Tpa, la Trade Promotion
Authority. Pochi giorni fa il Parlamento Europeo ha deciso di rinviare la discussione sul Ttip.
Dunque, su questa partita pesano
incognite non irrilevanti. Che potrebbero gettare un’ombra su un
processo di cadute delle barriere
molto favorevole al nostro sistema industriale, primo di tutto –
ma non solo –l’agroalimentare.
Ma, nella partita fra Stati Uniti
ed Europa, dalla tribuna dell’Expo
si osservano le analogie e le distinzioni nelle tattiche delle due squadre in campo. Vale per l’agroali-

mentare. Ma vale in generale per i
sistemi industriali. Con gli Stati
Uniti convinti della bontà del modello della multinazionale che costruisce economie di scala enormi, unisce la trasformazione industriale con le piattaforme logistiche globali e preme ora
sull’acceleratore della standardizzazione, ora sulla frizione della coerenza con le identità locali:
per esempio, McDonald’s, non a
caso una delle protagoniste della
manifestazione. E con l’Europa
che, invece, insiste nell’economia
della nicchia e della segmentazione raffinata, fino a indulgere in
questo specifico settore nel microcosmo del gusto e della produzione a chilometro zero, alter ego
dei campi del lusso estremo delle
botteghe artigiane in cui, davvero, è tutto oro ciò che luccica.

I NUMERI
Interscambio Usa-Ue
 Nel 2013 l’Unione europea ha
esportato verso gli Stati uniti beni
per un valore di 110 miliardi di
euro, 15 dei quali relativi a
prodotti agroalimentari.
Viceversa, nello stesso periodo, gli
Usa hanno venduto in Europa
prodotti per 10 miliardi di euro
(800 milioni in Italia)
Potenzialità per l’Italia
 Lo scorso anno l’export di
agroalimentare italiano verso gli
Stati Uniti ha superato i 3 miliardi
di euro, mettendo a segno un
incremento del 6,8% rispetto al
2013. Crescita confermata e anzi
consolidata quest’anno, con
esportazioni che nel primo
trimestre (secondo
Federalimentare) hanno raggiunto
gli 857 milioni (+19,3% rispetto
allo stesso periodo dell’anno
prima)

Presto Michelle, Natasha e Malia Ann sul Cardo e sul Decumano
dell’Expo saranno un ricordo
morbido e piacevole. Ma, nel serrato confronto di tutti i giorni, restano elementi duri e spinosi. Per
esempio, il rapporto fra industria
e tecnologia, fra natura e scienza.
Con il fossato più ampio di tutti
rappresentato dagli Ogm, gli organismi geneticamente modificati, che nel 2014 hanno occupato
– secondo l’International Service
for the Acquisition of Agri-Biotech Applications – 181 milioni di ettari, sei milioni in più rispetto all’anno prima, e che hanno visto
impegnati – in 28 Paesi, primi fra
tutti gli Stati Uniti – 18 milioni di
agricoltori. In Europa gli ettari sono 150mila, con Bruxelles che ha
lasciato la questione ai singoli Paesi. Una differenza culturale che
modifica anche il profilo dell’intero settore agroalimentare nei due
continenti, rendendoli in questo
diversissimi.
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SU INTERNET

Congiuntura
REPORT DI BANCA D’ITALIA

In Campania
timida ripresa,
ma manca il lavoro

VACANZE

Nuovo Cda Enit:
in pole Christillin,
Lazzerini e Preiti

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14

Impresa & territori

DORSO ESTRAIBILE

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

Le pagine tematiche sui settori produttivi

Traffico aereo. La compagnia low cost dimezzerà i voli da Roma e aprirà una nuova base a Venezia: costi elevati e molti ritardi

Fieg. La stampa contro la corruzione

Adr: decisione improvvisa che potrebbe mascherare difficoltà con la concorrenza

Marco Mele

EasyJet chiude a Fiumicino
Gianni Dragoni
ROMA

pLa britannica easyJet ha an-

nunciato ieri un cambio di strategia in Italia. Dall’aprile 2016 la
compagnia a basse tariffe dimezzerà i voli su Roma dove verrà
chiusa la base, mentre aprirà una
base a Venezia e potenzierà l’attività a Malpensa e Napoli.
«Ci rafforziamo in Italia. Aumenteremo la presenza a Milano
Malpensa, Venezia e Napoli, dove
riteniamo ci siano maggiori opportunità di crescita sostenibile»,
è il commento dell’amministratore delegato, Carolyn McCall. In
realtà il numero degli aerei nelle
basi italiane resterà invariato a 29
e il taglio dei voli a Roma non ha
l’aria di un potenziamento. Mc-

Call ieri si è immersa nel caos di
Fiumicino - l’aeroporto sconvolto
dalla riduzione di capacità al 60%
conseguente all’incendio del 7
maggio - per presentare le decisioni ai 300 dipendenti di Roma, di
cui 100 piloti.
La base di Fiumicino verrà
smantellata. Da aprile 2016 non ci
saranno più aerei che “dormono” a
Roma, oggi sono 8 Airbus 319 o 320.
Agli equipaggi della capitale verrà
offerto un reimpiego a Venezia,
dove andranno 4 aerei e si creeranno 150 posti, o Malpensa, dove verranno aggiunti 3 aerei agli attuali 18
e ci saranno circa 100 posti in più, o
Napoli che avrà un aereo (oggi 3) e
35 posti di lavoro in più.
Roma continuerà ad essere collegata da easyJet «con le altre basi

europee», ma i voli diminuiranno.
Il direttore per l’Italia, Frances
Ouseley, spiega che «la capacità
su Fiumicino sarà dimezzata dall’aprile 2016, l’anno prossimo su
Roma avremo due milioni di passeggeri», rispetto ai tre milioni attuali. Secondo easyJet la base di
Fiumicino «genera ritorni inferiori alle altre basi». La compagnia dice che «il peggioramento
dei risultati di Roma Fiumicino
deriva da elevati costi aeroportuali, più che raddoppiati dal 2012
e soggetti a ulteriori aumenti superiori ai tassi d’inflazione negli
anni a venire. Inoltre l’aeroporto
di Fiumicino fornisce un’esperienza di viaggio povera, con conseguenze negative sui livelli di
puntualità e soddisfazione dei

clienti, all’interno di un trend in
deterioramento a causa dei livelli
eccessivi di crescita di capacità».
Ouseley puntualizza che «in
Italia saranno più di mille le persone impiegate e l’anno prossimo
prevediamo di trasportare oltre 15
milioni di passeggeri».
Nella decisione di easyJet c’è
una critica ad Aeroporti di Roma,
la società di gestione di Fiumicino.
«I prezzi sono uguali per tutti ma le
infrastrutture no», dice Ouseley,
precisando che la decisione «non
è frutto di scelte improvvise» riferendosi ai disservizi conseguenti
alla restrizione della capacità di
Fiumicino dopo l’incendio del 7
maggio. Questa situazione ha irritato easyJet, che dal 25 maggio ha
trasferito parte dei voli a Ciampi-

Pmi. Le imprese innovative hanno anche retribuzioni maggiori del 20%

Dai brevetti ricavi più alti del 30%
Laura Cavestri
MILANO

Chi innova di più, produce di
più, ma paga anche meglio i
propri dipendenti.
Le imprese che sono titolari di
diritti di proprietà intellettuale
(Dpi) registrano, in generale, un livello di ricavi per dipendente superiore del 29%, un numero di dipendenti 6 volte più elevato e retribuzioni maggiori fino al 20% rispetto ad aziende analoghe che
non depositano marchi e brevetti .
Sono questi i principali risultati
emersi da uno studio condotto dall’Ufficio per l’Armonizzazione nel
Mercato Interno (l’Uami di Alicante, cioè l’ufficio preposto alla

gestione dei marchi e del design industriale in Europa) tramite l’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale. Lo studio – che si basa sui dati
pubblici ufficiali di oltre 2,3 milioni
di aziende europee – prende in
considerazione imprese che utilizzano brevetti, marchi, disegni e
modelli a livello nazionale ed europeo. Rispetto alle aziende che non
detengono Dpi, quelle che invece
ne sono titolari tendono ad avere
dimensioni maggiori, misurate in
base al numero di dipendenti (in
media 547 contro 94 dipendenti).
Per questo motivo i metodi di misura della performance economica quali i ricavi, i profitti o le retri-

Sostieni il mio lavoro. scaricando. da www.dasolo.info

buzioni sono espressi per dipendente. Pertanto, le aziende che registrano regolarmente marchi e
brevetti registrano, in media, un
29% in più di fatturato per dipendente rispetto alle aziende che non
lo fanno. Con un aumento del 26%
se sono titolari di brevetti, del 29%
se detengono principalmente
marchi e del 31% se sfruttano disegni e modelli.
Anche le retribuzioni per dipendente variano e sono più alte del
20% tra le aziende che innovano. In
questo caso, l’effetto maggiore è legato alla titolarità di brevetti (41%),
seguiti dai disegni e modelli (23%)
e, infine, dai marchi (19%).
Questeperformancesonoparti-

colarmenteevidentitralePmi(che
nello studio dell’Uami sono considerate secondo lo standard internazionale: meno di 250 dipendenti
e di 50 milioni di euro di fatturato).
Perchèseèverochesolounaminoranza di queste in Europa possiede brevetti, marchi e disegni o
modelli, quando invece depositano e innovano, il loro ricavo per dipendente aumenta di ben il 32%.
Molti di più di quel 4% di aumento
che si registra tra grandi aziende
“innovative” rispetto a quelle che
non lo sono. Insomma, sulle Pmi,
l’innovazione diventa essenziale,
si a per i ricavi sia per le retribuzioni degli addetti. «Con la creazione
delle banche dati online, gratuite e

REUTERS

Impiegati. Saranno più di mille

LE CIFRE

+ 29%

Maggiori ricavi
Secondo lo studio di Uami, sono
i maggiori ricavi per dipendente
di un’azienda titolare di diritti di
proprietà intellettuale

+20%

Maggiori retribuzioni
Sono le maggiori retribuzioni,
per dipendente, di un’a<zienda
altamente innovativa rispetto a
chi non deposita marchi e
brevetti

+32%

Pmi
Sono i maggiori ricavi per
addetto per le Pmi che investono

no, per non cancellarli. «L’Enac dice Ouseley - non ha accettato la
nostra proposta di alzare la capacità di Ciampino per tutta la stagione
estiva e non a singhiozzo, come avviene adesso. Siamo autorizzati a
volare da Ciampino solo nei giorni
in cui AdR dichiara una riduzione
della capacità di Fiumicino. Questo programma viene fatto con cadenza di soli 10 giorni».
Fonti AdR hanno espresso
«stupore» per la decisione annunciata da easyJet «all’improvviso.
Secondo fonti AdR «la decisione
di easyJet, in controtendenza con
gli investimenti negli ultimi anni,
potrebbe mascherare un problema di difficoltà nella competizione con Ryanair e Vueling».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

globali, su marchi, disegni e modelli (TMview e DesignView) - ha
detto António Campinos, presidente dell’Uami – abbiamo già
consentito a milioni di aziende e
singoli individui di effettuare ricerche in materia di proprietà intellettuale. Dallo studio emerge,
tuttavia, che dobbiamo fare di più
per promuovere i vantaggi economici della proprietà intellettuale
tra le Pmi, poiché ne possono trarre i maggiori benefici».
Nella Ue il 40% dell’attività
economica complessiva nella Ue
(circa 4.700 miliardi di euro all’anno) è generato dalle industrie
ad alta intensità di valore aggiunto e circa il 35% dell’occupazione
totale (77 milioni di posti di lavoro) deriva direttamente o indirettamente da industrie con un utilizzo dei diritti di proprietà intellettuale superiore alla media.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giornali decisivi
per la legalità
ROMA

p«La stampa onesta è stru-

mento efficace per aumentare
il tasso di democrazia di un paese. I giornalisti hanno un ruolo primario: le inchieste fanno
emergere realtà, quasi a supporto delle indagini. L’editoria
è un potere, con limiti e responsabilità ma tanti, troppi,
sono i giornalisti minacciati,
anche con querele temerarie».
Quello del presidente del Senato, Pietro Grasso, all’incontro su “I mezzi d’informazione
a sostegno della legalità”, non è
un saluto di circostanza, quanto una vera e propria sintesi
della posta in gioco.
Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, parte dall’antitesi tra «corruzione e trasparenza», con la prima che si alimenta «nell’oscurità. Spesso basta
leggere un bando per capire se
è fatto su “misura sartoriale”
per qualcuno».
Proprio ieri, nell’ambito
dell’esame della legge delega
per il recepimento delle direttive appalti, al Senato, è stato
approvata la salvaguardia della pubblicazione sulla stampa
degli avvisi e dei bandi di gara,
confermando che gli oneri dovranno essere a carico del vincitore della gara. Il presidente
della Fieg, Maurizio Costa,
sottolinea come «l’editoria
quotidiana e periodica costituisca un formidabile ed efficace
strumento di informazione e
comunicazione». Tutti i giorni
quasi venti milioni di italiani
leggono un quotidiano, ogni
settimana quasi diciassette
milioni fanno lo stesso con un
settimanale e sedici milioni
leggono un mensile. «Ogni anno nel nostro paese - continua
Costa - si vendono un miliardo

e 250mila copie di quotidiani,
443 milioni di copie di settimanale e 62 milioni di mensili. I
primi sei siti web di quotidiani
e periodici registrano cinque
milioni e mezzo di utenti al
giorno». Costa sottolinea «la
riconosciuta autorevolezza
della stampa» e «la bassa penetrazione del Web nelle regioni ad alto tasso di illegalità,
ma vanno definite delle regole
di comportamento e tutelato il
diritto d’autore, unica possibilità per continuare ad offrire
un giornalismo di qualità».
Massimo Mucchetti, giornalista e parlamentare, rileva
«un’eccessiva dipendenza
dalle fonti, quella sull’indagine
Mafia Capitale è più cronaca
che inchiesta. Bisogna essere
capaci per essere autonomi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONVEGNO AD AVELLINO

Nella ricerca
il futuro
dell'Irpinia

pRicerca ed internazionaliz-

zazione quali leve per uno sviluppo di qualità. Di questo si discuterà oggi ad Avellino nel
corso di un seminario del Centro di ricerca Guido Dorso (sala
consiliare, Comune di Avellino, ore 10) presieduto dal Professor Sabino Cassese. L’iniziativa si inserisce nell’ambito di
un più ampio progetto di ricerca avviato lo scorso autunno su:
“Idee e proposte per il futuro
dell’Irpinia”coordinato da Luigi Fiorentino. Interverranno
Sabino Cassese, Maria Chiara
Carrozza e Luigi Nicolais.

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Impresa & territori 15

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

DORSO ESTRAIBILE

Le congiunture dei settori e le storie delle imprese

Siderurgia / 1. Dopo l’incidente mortale sul lavoro dell’8 giugno i magistrati hanno sequestrato uno dei due impianti ancora in attività sui quattro del polo

La Procura blocca l’altoforno 2 dell’Ilva

Tirreno Power

Vado Ligure,
indagata
l’ex Giunta
Nei primi quattro mesi dell’anno la produzione ha accusato un calo del 27% a 12.400 tonnellate Burlando
PUGLIA

Matteo Meneghello
Domenico Palmiotti

pL'Ilva di Taranto ripiomba nel

caos. La Procura di Taranto ha ordinato il sequestro senza facoltà
d’uso dell’altoforno 2, l’impianto
dove l’8 giugno c’è stato un incidente mortale. Il provvedimento è
stato notificato nella serata di ieri.
La Procura ha nominato custode
giudiziario del sequestro Barbara
Valenzano, già incaricata nello
stessoruoloil26luglio2012quando
fu disposto, per reati ambientali, il
sequestro senza facoltà d’uso di
tutta l’area a caldo, poi trasformato
(con la legge 231/2012)in sequestro
con facoltà d'uso.
Già da oggi l’Ilva avvierà la fermata dell’afo 2. A seguito dei lavori
di risanamento ambientale prescritti dall’Aia sono già fermi altri
due altiforni su quattro: l’1, bloccato a dicembre 2012, e il 5, inattivo da
metà marzo scorso. La Procura ha

quindi scelto la linea dura. Sono
dieci le persone già indagate per
omicidio colposo e fra queste c’è
anche il direttore dello stabilimento di Taranto, Ruggero Cola. Ilva
ha intanto avviato due indagini sull’incidente:unapercapirneladinamica,el’altraperverificaresegliindumentiprotettivicheusailpersonale addetto ai piani di colata degli
altiforni siano adeguati.

LE INCHIESTE

Ieri la Corte d’appello di Milano
ha confermato la condanna a
sei anni per Fabio Riva; il Tar
Lazio ha respinto il ricorso di
Adriano Riva sui sequestri
Levicendedell’afo2rischianodi
zavorrare ulteriormente il difficile
rilanciodell’Ilva.Il2014èstatol’anno nero per l’azienda, con 360 milioni di perdite e una produzione al
minimo storico, ferma a 6,2 milioni
di tonnellate. Ma il 2015 rischia di
essere addirittura peggiore, visto

che lo stop all’Afo 2 potrebbe portare l’output a 2,8 milioni di tonnellate all’anno. Nei primi quattro
mesi dell’anno, intanto, la produzione è scesa a 12.400 tonnellate
giornaliere. A segnalarlo sono gli
stessi commissari straordinari del
gruppo siderurgico, Piero Gnudi,
Enrico Laghi e Corrado Carrubba,
nella relazione periodica (secondo le disposizioni della legge sull’amministrazione straordinaria)
pubblicata in questi giorni. Il calo
della produzione media, rispetto
al 2014, è del 27 per cento.
Tra le cause dello stop va annoverato senza dubbio lo spegnimento dell’afo 5. L’operazione «è
stataanticipataal12marzo-spiegano i tre commissari nella relazione
- al fine di iniziare il prima possibile
le attività necessarie al ripristino».
La situazione, però, è stata resa più
complicata dal blocco degli autotrasportatori di inizio anno e dalle
agitazioni relative ai mancati pagamenti. In quel periodo, per evitare lo spegnimento dell’area a caldo, la direzione ha deciso di rallentare gradualmente la produzione;

la situazione si è normalizzata nel
mese di marzo. Le conseguenze a
valle di questi stop sono però state
significative. I commissari segnalano disagi, sul piano commerciale, nelle filiere dell’automotive,
dell’elettrodomestico e del packaging. Clienti che «in alcuni casi sono stati costretti a ricercare fonti di
approvvigionamento alternative». Nella relazione si parla di
«perdita di immagine e di fiducia
sul mercato, che ha influenzato il
carico ordini e imposto azioni straordinarie di recupero». Ora la situazione sembra essersi normalizzata, al punto che «l’andamento
delle vendite e degli ordinativi è in
linea con le aspettative».
Sul piano ambientale, Carrubba Gnudi e Laghi certificano, al 30
aprile dell’anno in corso, una spesa di 638,278 milioni (sostenuta o
impegnata) per attuare l’Autorizzazione integrata ambientale. La
maggior parte di questo impegno,
vale a dire circa 205 milioni, è stato
indirizzato all’area Ima e al parco
stoccaggio dei materiali (la metà è
stata destinata all’avvio dell’ope-

AGF

I numeri chiave Ilva

638

milioni

La spesa
L’Aia ha richiesto finora un
impegno di 638 milioni di euro

14.320
La forza lavoro
Gli addetti dell’Ilva superano le
14mila unità

razione di copertura del parco
minerale). Ammonta a 144 milioni, invece, il totale finora speso
per gli interventi nell’area della
cokeria. Nella relazione i commissari dedicano anche spazio ai
dati sulle emissioni di polveri sospese (Pm10 e Pm2,5) e di benzoapirene, rilevati dalle centraline
Arpa Puglia di via Machiavelli: i
tre valori sono anche nei primi
quattro mesi dell’anno al di sotto
dei limiti prestabiliti.
Sul piano giudiziario, intanto,
ieri la quarta Corte d’appello penale di Milano ha confermato la
condanna a sei anni e sei mesi per
Fabio Riva, accusato di associazione per delinquere e truffa. Sempre nella giornata di ieri la seconda
sezione del Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da
Adriano Riva contro il decreto di
autorizzazione all’emissione di
obbligazioni da parte dell’Ilva, di
importo pari alle somme sequestrate ad alcuni componenti della
famiglia Riva da parte dell’autoritaà giudiziaria milanese.
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Siderurgia/2. La Spa che controlla i forni elettrici chiude il 2014 con un risultato positivo per 32 milioni e stacca agli azionisti una cedola da 50 milioni

Riva Acciaio, super-dividendo alla famiglia
LOMBARDIA

pUn risultato positivo di 32

milioni, che consente alla proprietà di staccare un dividendo
di 50 milioni, attingendo al fondo riserve. Perso il controllo di
Ilva (la società è stata posta in
amministrazione straordinaria
a gennaio e la società controllante, Riva Fire, è stata messa in liquidazione nei mesi successivi),
la famiglia Riva si concentra sui
forni elettrici del Nord Italia, detenuti in Riva Acciaio.
La spa - controlla gli stabilimenti italiani di Caronno Pertu-

sella, Lesegno, Annone Brianza,
Verona, Cerveno, Sellero e Malegno, che nell’estate del 2013
avevano subito uno stop forzato
a causa dell’inchiesta Ilva - nel
2014 ritrova il nero dopo la perdita di 41,5 milioni accumulata nel
2013. Il risultato, precisano gli
azionisti, è influenzato da partite
straordinarie. Pesa, in particolare, un dividendo pagato dalla

I NUMERI

La società torna al nero
dopo la perdita di 41,5 milioni
registrata nel 2013
Il risultato operativo resta
negativo per 42,5 milioni

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collegata Riva Stahl Gmbh: impatta positivamente per 42,5 milioni sul conto economico, che
evidenzia una gestione caratteristica ancora negativa per 16,2
milioni (più che dimezzato rispetto al differenziale dell’anno
precedente) e un risultato operativo negativo per 56 milioni,
sostanzialmente invariato rispetto al 2013. Altre poste straordinarie nel bilancio sono la rettifica per 10,5 milioni sugli impianti di Sellero, la svalutazione di
crediti per 6 milioni legati all’amministrazione straordinaria di
Ilva, il ripristino delle imposte
anticipate sulle perdite fiscali
(per 16 milioni).
La vicenda di Sellero, in parti-

colare, è legata al commissariamento di Innse Cilindri (nell’ambito dell’amministrazione straordinaria Ilva). Lo stabilimento
si occupa delle lavorazioni meccaniche dei cilindri di laminazione (destinati in gran parte ad Ilva,
ma anche a clienti esterni come
Arcelor Mittal). Riva Acciaio ha
rettificato «per perdita durevole
di valore» il dato relativo agli impianti, per la parte destinata alle
lavorazioni su beni di proprietà
di Innse. «Abbiamo sospeso l’attività - ha scritto nelle settimane
scorse Claudio Riva. presidente
della Riva Forni Elettrici (controlla Riva Acciaio) in una lettera
inviata al Mise -: si stava trasformando in una prestazione a gra-

tuità imposta.
Riva Acciaio, guidata da Cesare Riva, chiude il 2014 con un valore della produzione di circa
788 milioni (i ricavi sono di 751
milioni). La produzione di billette è stata di 1,406 milioni di tonnellate, +4,5% sul 2013. In crescita, tra i prodotti, i laminati mercantili (+9%) e i profilati (+5,7%),
rallentano vergella e tondo. L’anno scorso Riva Acciaio ha spedito oltre 1,3 milioni di tonnellate di
prodotti finiti, di cui il 10% all’estero. Il patrimonio netto della
società passa in un anno da 414,6
a 297 milioni, principalmente
per effetto della copertura della
perdita del 2013 e della distribuzione di un dividendo di 150 mi-

I NUMERI

1,4 milioni

Produzione in tonnellate
L’anno scorso Riva Acciaio ha
prodotto oltre 1,4 milioni di
tonnellate di billette, in
crescita del 4,5 per cento
sull’anno precedente. Tra i
prodotti finiti, aumenta
l’output dei laminati mercantili
e dei profilati, cala la vergella e
il tondo per cemento armato

1.372

Gli occupati
Sono quasi 1.400
complessivamente gli addetti
della spa, impiegati nei sei
stabilimenti localizzati nel
nord Italia

lioni, deliberato nell’assemblea
ordinaria del febbraio 2014, prelevato dalla riserva utili a nuovo.
L’indebitamento è di 298 milioni,
di cui 122 verso i fornitori, circa 61
nei confronti delle banche. I debiti nei confronti di imprese collegate sono di 81 milioni.
Per l’anno in corso l’azienda
(1.372 gli addetti) consuntiva «un
saldo dell’attività tipica migliore
rispetto a quello registrato nell’esercizio appena concluso».
Nelle scorse settimane, come segnala il portale Siderweb, il gruppo ha comunicato ai sindacati la
decisione di chiudere l’attività di
Annone Brianza (40 addetti),
dove si produce rete elettrosaldata (la cui produzione nel 2014 è
crollata del 41%, da 66 a 39 migliaia di tonnellate).

LIGURIA

pLa Procura di Savona (i ma-

gistrati Francantonio Granero
con Chiara Maria Paolucci) ha
inviato a 86 persone l’«avviso
all’indagato» di conclusione
delle indagini preliminari sul
processo per la centrale della
Tirreno Power a Vado Ligure.
Le accuse dei due magistrati
da cui gli 86 accusati dovranno
difendersi sono disastro ambientale doloso, disastro sanitario colposo e omicidio colposo plurimo (40 rappresentanti
dell’azienda), abuso d’ufficio e
disastro colposo (politici e funzionari pubblici).
Fra gli accusati spiccano
l’ex presidente della Liguria,
Claudio Burlando, schiere di
suoi assessori, interi consigli
d’amministrazione della Tirreno Power nel loro succedersi nel tempo, funzionari
d’ogni livello (dal ministero
dell’Ambiente fino ai Comuni savonesi) che avevano autorizzato la centrale a funzionare secondo le leggi, e anche
la candidata dalla successione di Burlando, Raffaella Paita, che non ha vinto l’elezione
regionale del 31 maggio .
L’ipotesi d’accusa è un colossale complotto collettivo («un
medesimo disegno criminoso») che ha consentito alla società elettrica di inquinare fino
alla strage uccidendo 427 persone tra 2000 e il 2007 .
La più di un anno, cioè dall’11
marzo 2014, la centrale elettrica
è spenta per il sequestro deciso
dalla Procura di Savona. Da allora la qualità dell’aria a Savona
non ha avuto miglioramenti.
Per esempio il 16 giugno 2013, a
centrale in funzione, nell’aria
di Savona c’erano 11 microgrammi di polveri fini Pm10,
mentre a centrale spenta, il 16
giugno 2015, l’inquinamento è
salito a 13 microgrammi.

M.Me.

R.I.T

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

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Impresa & territori 17

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

Tutti i giorni focus e analisi sull’economia reale

DORSO ESTRAIBILE

L’assemblea dell’Up. Il peso delle tasse raggiunge il 60% - Produttori di nuovo in allarme anche per la crisi della raffinazione

I petrolieri: fisco italiano vorace

Gilotti: «Poca efficienza nella razionalizzazione della rete distributiva dei carburanti»
Federico Rendina
ROMA

pL’enciclica verde di Papa Fran-

cesco si fa largo anche tra petrolieri. Inquinatori? Forse un po’, per
comprensibile necessità. Ma
pronti - dicono - a fare la loro parte
nella lotta al degrado ambientale.
Che sarà comunque assai ardua,
avverte Alessandro Gilotti, presidente della nostra Unione petrolifera, nell’assemblea annuale. Non
deve consolare il grande risparmio sulla bolletta elettrica energetica che l’Italia ha messo a segno
nel 2014: per procurarci dall’estero
il materiale energetico necessario
a soddisfare una dipendenza record abbiamo sborsato 44,2 miliardi di euro invece di 56 miliardi del
2013mentrelabollettapetroliferaè
scesa a poco più di 30 a poco meno
di 25 miliardi, ai minimi dal 2009.
Ma la causa è quasi tutta della flessione dei consumi da crisi economica, molto poco dai guadagni di
efficienza. L’economia riprenderà? Nel caso tornerà a crescere il
nostro debito energetico. E comunque dovremo fare i conti con
un trend di degrado ambientale
non solo nazionale ma mondiale
destinato quasi sicuramente a travolgerci, conferma anche Gilotti.
E - afferma - i paesi occidentali possono farci relativamente poco, visto che da noi le emissioni comunque calano mentre crescono a dismisura quelle dei paesi in via di
sviluppo, poco disposti a frenare
la rincorsa economica e sociale
verso coloro che hanno inquinato finora.
Possiamofarciqualcosa?Sì,dice
Gilotti. Che traccia per il vecchio
continente uno scenario al 2030
che vedrà i consumi stabilizzarsi
ma con un mix diverso: il gas natu-

prese petrolifere e le associazioni contrarie allo sfuttamento dei giacimenti nazionali
hanno contestato alla Camera
l’applicazione italiana della direttiva europea Offshore.
Durante le audizioni tenute
nei giorni scorsi, l’Assomineraria ha detto che lo schema di
decreto legislativo per recepire entro un mese la direttiva
europea è peggiorativo; le associazioni invece ne contestano la morbidezza.
La direttiva impone in tutta
Europa alle piattaforme petrolifere regole sulla sicurezza
modellate sull’esperienza italiana, la più severa al mondo.

te. Ecco di nuovo l’accusa sulla voracità del fisco italiano, che frena
impropriamente i consumi dei
carburanti con un carico fiscale
che da noi ha raggiunto e superato i
60% del prezzo finale «con ulteriori aumenti già programmati fino al 2021 - accusa Gilotti – per 3 miliardi di euro pari a circa 12-14 centesimi al litro in conseguenza delle
clausole di salvaguardia e coperture varie già delineate».
Qualchemiopia-incalzailpresidente dell’Up, che opererà di fatto
in regime di proroga perché l’associazione non riesce a mettersi d’accordo sul nome del sostituto - non
c’è solo nel fisco e nella persistente
incapacità di favorire una razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti nel segno dell’efficienza. Al centro dei problemi c’è
la crisi della raffinazione, grave in
Europa, gravissima in Italia. Anche
- insistono i nostri petrolieri anche
qui con un apparente paradosso per le sue implicazioni ambientali.
Perché - lo dice Gilotti ma lo testimoniano gli studiosi - l’Italia è sempre stata all’avanguardia nell’anticipare i vincoli alle componenti inquinanti sia nel ciclo della raffinazione sia nei carburanti così
prodotti. Frenare la nostra crisi
della raffinazione vale la pena se
non altro per questi motivi, oltre
cheperquellipiùsquisitamenteindustriali e occupazionali.
Qualche rimbrotto i nostri petrolieri lo riservano anche alla nuova legge sugli ecoreati. Confusa
nelle norme applicative, perfino
inapplicabile nel quadro sanzionatorio, insiste Gilotti. Vedremo come migliorarla, promette il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti all’assemblea dei petrolieri.

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rale diventerà la prima fonte con
un peso del 26-28%, seguono le rinnovabili che continueranno il decollo raggiungendo dal 21 al 27%
della copertura energetica complessiva. Il petrolio arretrerà sensibilmente, fino al 23-26% (siamo ora
al 32%) rimanendo però egemone
nei trasporti. Ma, paradossalmente,propriosulpetrolio,omegliosul
più corretto e più efficiente uso del
petrolio,dovremopuntarepertentare di centrare gli obiettivi ambientali dell’Europa al 2050.
Lamentele dei petrolieri? Tan-

PIATTAFORME

Contestato
il decreto
«Offshore»
pPer motivi opposti, le im-

Lo scenario
FONTI ENERGETICHE A CONFRONTO
La richiesta mondiale di energia nel 2012 e nello scenario previsionale 2030.
In milioni di tonnellate equivalenti a petrolio

Luca Orlando
COLICO (LC). Dal nostro inviato

pA mezza via. Quaranta chiloCARBONE
2012

PETROLIO

GAS

RINNOVABILI

13.361
29%

2030

NUCLEARE

32%

21%

5%

14%

14.934
20%

26%

23%

9%

22%

LE RINNOVABILI IN ITALIA
Produzione energetica. In GWh
TOTALE

2013

Var.%

2014

112.008

6,6%

119.358

8,1%

57025

14897

1,0%

15052

21589

9,8%

23694

17090

3,5%

17693

5659

4,2%

5894

IDRICA

52773
EOLICA

FOTOVOLTAICO

BIOENERGIE

GEOTERMICA

Fonte: Unione Petrolifera

Rinnovabili: aziende contro il decreto
pLe aziende delle rinnovabili

sono arrabbiatissime contro la
bozza di decreto che ristruttura gli
incentivi ai segmenti eolico, biomasse, idroelettrico e altre fonti
pulite di energia. «Rischiamo la
paralisi», protesta Simone Togni,
presidente dell’Anev, l’associazione dell’eolico. E Agostino Re
Rebaudengo, al vertice dell’Assorinnovabili, aggiunge che la bozza
di decreto «non appare, purtroppo, sufficiente a garantire un quadro di ulteriore sviluppo».
Eppure nel presentare la Relazione sui progressi nell’ambito
delle energie rinnovabili Miguel
Arias Cañete, commissario Ue per
il clima e l’energia, ricorda che

«l’Europa crede nelle energie rinnovabili, che fanno bene all’Europa».
Un problema caldo — avverte
Togni dell’Anev — è il fatto che
viene frenato il rinnovo degli impianti. «Ci sono centrali eoliche
vecchie di decenni che, con un investimento intelligente, potrebbero essere ammodernate senza
variarne la potenza: e una centrale

PENALIZZATI I PICCOLI

Sfavorite la «generazione
distribuita» e le microcentrali
Le norme devono durare
più a lungo per consentire
di pianificare gli investimenti

eolica nuova ingombra molto meno perché un solo “ventilatore”
può produrre l’elettricità di tre o
quattro pale eoliche di vecchia
progettazione».
Tommaso Barbetti e Andrea
Marchisio, analisti di Elemens,
hanno scoperto che il solo segmento eolico raggiungerà il picco
quest’anno e poi, in modo drammatico, in Italia comincerà a uscire
di scena. L’economista Alessandro Marangoni di Irex Althesys ha
stimato che dal 2008 al 2030 il solo
segmento eolico apporti (tra costi
per quasi 16 miliardi di euro e benefici per quasi 60 miliardi di euro)
un saldo netto di benefici per l’Italia di 48,6 miliardi di euro, come il
taglio drastico delle quotazioni del

Da Lecco e Sondrio
l’invito a proseguire
la via delle riforme
LOMBARDIA

Le associazioni temono che la bozza allo studio del Governo porti a un blocco del settore

Jacopo Giliberto

Industria. Prima assise post-fusione

chilowattora alla Borsa elettrica.
Il gruppo di lavoro energia e clima degli Stati generali della green
economy, l’organismo promosso
da Edo Ronchi, propone tre cambiamenti al decreto sulle fonti rinnovabili non fotovoltaiche. Il
provvedimento allo studio del
Governo «rappresenta in ogni caso un provvedimento a breve termine» ed è urgente aprire subito
un confronto con aziende e altre
parti coinvolte «con orizzonte almeno al 2020». Tra i punti da correggere, gli Stati generali della
green economy propongono un
processo di reale semplificazione, sostegni adeguati per gli impianti di piccola taglia e la generazione distribuita, maggiore effica-

I PUNTI CALDI
Le proposte
 Gli Stati generali della green
economy propongono
semplificazione, sostegni
adeguati per gli impianti di
piccola taglia, maggiore
efficacia al meccanismo delle
aste per assegnare gli incentivi
Investimenti frenati
 L’orizzonte temporale del
decreto è solo fino al 1°
dicembre 2016, periodo che
non permetterebbe agli
operatori di programmare
adeguatamente gli
investimenti

cia al meccanismo delle aste per
assegnare gli incentivi.
Per Re Rebaudengo dell’Assorinnovabili la bozza di decreto
contiene «elementi positivi» ma
creano problemi seri «l’orizzonte
temporale molto breve, solo fino
al 1° dicembre 2016, che non permette agli operatori di programmare adeguatamente gli investimenti», la riduzione severissima
dei contingenti incentivabili, il taglio drastico degli incentivi, in particolare per i piccoli impianti.
Flavio Sarasino delle Federidroelettrica contesta «i problemi
generati dall’incremento della
“potenza a registro” elevata a 140
megawatt e il rischio di priorità a
coloro che scelgono una riduzione
di tariffa del 10%, che di fatto è un
ricatto sugli impianti progettati
con la vecchia normativa».

metri da Lecco, altrettanti da Sondrio, Colico era in effetti la meta
idealepercelebrareinuoviequilibri, la prima assemblea post-fusione tra le due territoriali lombarde di Confindustria. Unione
suggellata con l’unanimità dei
consensi che crea una realtà da oltre 800 imprese per 36mila addetti all’interno di un’area in cui il valore aggiunto manifatturiero sfiora il 30%, oltre dieci punti in più
della media nazionale.
«Non possiamo pretendere da
altri scelte coraggiose – spiega il
presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Giovanni Maggi –
che non siamo disposti a fare noi
stessi, non possiamo chiedere un
profondo cambiamento al Paese
pensando di restare – proprio noi
– sempre gli stessi». CambiamentiinItaliaperMaggiancoranecessari(«ilprocessodiriformeavviato non è ancora sufficiente»), eliminando ad esempio gli effetti
perversi di una cultura anti-impresa che crea i canoni sui macchinari imbullonati o le nuove
norme sui reati ambientali. Nella
consapevolezza però di una svolta in atto, con l’apprezzamento
degli sforzi di questi mesi del Governo «nel tentativo di dare una
scossa al sistema», e la promozione del Jobs Act, grazie al quale «le
relazioni industriali hanno finalmente norme più moderne».
L’Italia che cambia è dunque il tema chiave dell’assemblea, «il mio
chiodo fisso – ricorda il premier
Renzi in un messaggio inviato alle
imprese – un percorso di riforme
ancora lungo e pieno di ostacoli,
su cui vi chiedo di darci una mano
per cambiare davvero il Paese».
Anche qui nei capannoni della
Inaer, tra gli elicotteri dell’elisoccorso che rappresentano il core

business dell’azienda, come in altre recenti assemblee di imprenditori, il clima pare più disteso, gli
umori rasserenati dai primi refoli
diripresa,«cheineffettic’è»,spiega l’economista Marco Fortis.
«Per noi – racconta l’imprenditore dei macchinari Antonio Bartesaghi – la domanda italiana non è
mai stata così forte, gli ordini sono
al nuovo record». «Sta andando
benino anche in Italia - aggiunge
Giovanni Pastorino, imprenditore della meccanica – la domanda è
ondivaga ma pare ripartire». Due,

L’INTERVENTO

Il presidente Maggi: «Sforzo
apprezzabile per dare una
scossa al sistema, ma non
ancora sufficiente per una
svolta decisiva»
tuttavia, i nodi da sciogliere che
Maggi evidenzia in assemblea: il
credito e i giovani. Sul primo versante a preoccupare è il progetto
di riforma delle banche popolari,
con il rischio che il risparmio possadimenticareilterritorioperprivilegiare lidi più lontani. L’altro
cruccio riguarda i giovani, la distanza ancora eccessiva tra mondo dell’impresa e formazione, la
capacità del Paese di offrire loro
unadeguatofuturo.Unasfidarealizzabile aumentando la spinta in
ricerca e in trasferimento tecnologico, potenziando il patrimonio
oggirappresentatodalPololocale
del Politecnico di Milano, del Cnr
e di Politec Valtellina con un nuovo parco scientifico tecnologico:
«Sarebbe un formidabile volano
dicrescita–spiegaMaggiesuquesto progetto garantiamo sin d’ora
il nostro impegno». La stella polare è dunque quella del cambiamento, necessario per affrontare
un mondo mutato. «L’Italia che
cambia – conclude Maggi – siamo
noi, che abbiamo scelto di unirci
per essere più forti ed efficaci».
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La struttura produttiva
Imprese attive per settore nelle due province
Settori
Alimentare
Tessile - abbigliamento
Legno - mobili
Altri prodotti minerali
Metallurgia
Computer - elettronica
Macchinari - mezzi di trasporto
Totale

Lecco

Sondrio

230
334
343
105
1.555
216
882
4.019

206
58
334
88
265
33
373
1.414

Fonte: Confindustria Lecco-Sondrio

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La proposta di Assografici. Eletto il nuovo presidente, Pietro Lironi

Un bonus per incentivare la lettura
Stefano Salis
MILANO

pUn bonus economico per i più

giovani per invitarli a leggere. Soprattutto le riviste, soprattutto
per la fascia d’età tra i 18 e i 25 anni:
una fascia di lettori giovani, studenti universitari o già al primo
impiego, che potrebbero trovare
nello stimolo del prezzo e del bonus statale un incentivo per tornare (o iniziare) a leggere.
È la proposta che è venuta ieri
dall’assemblea di Assografici,
riunita a Milano per l’elezione del
nuovo presidente, l’ingegnere
Pietro Lironi e per presentare – in
uno studio prodotto da Alessandro Nova dell’Università Bocconi e una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Andrea
Kerbaker, Salvatore Carrubba,
Antonio Calabrò e Emanuela
Scarpellini – lo stato dell’arte dell’industria cartaria. La Federazione della Filiera della Carta e della
Grafica (una federazione in trasformazione, come richiesto dalle modifiche statutarie confindustriali) è oggi composta da Assografici, che rappresenta le imprese grafiche, cartotecniche e
trasformatrici di carta e cartone;
Assocarta, che rappresenta i produttori di carte grafiche e per imballaggi; Acimga, che rappresen-

Sostieni il mio lavoro. scaricando. da www.dasolo.info

ta i costruttori di macchine per la
stampa. L’intero settore rappresentato ha prodotto nel 2014 20,7
miliardi di euro di fatturato; 7,5
miliardi di export ed occupa 165
mila addetti. Insomma, un comparto che è attivo e reattivo e prova, in un contesto difficile, a reagire alla crisi. Anche con proposte
concrete. «Dopo aver presentato
la nostra proposta del bonus lettura a Roma alle Istituzioni - dice
Lironi - in questa nostra Assemblea pubblica torniamo a gran voce sul tema. In Italia più della metà
della popolazione legge meno di
un libro all’anno, come Paese siamo in fondo alla classifica europea degli indici di lettura, la spesa
delle famiglie per prodotti editoriali quali libri, giornali e riviste è
crollata». Sono dati di fatto incontestabili e con i quali purtroppo ci
si deve confrontare. «Il segnale
non è preoccupante ma drammatico se consideriamo che tramite
la lettura si forma culturalmente
l’individuo e si cresce come comunità civile», continua Lironi.
«La nostra proposta al Governo
non è quella di un aiuto a pioggia,
ma di uno stimolo alla crescita e
allo sviluppo: un bonus lettura riservato ai giovani tra i 18 ed i 25 anni per l’acquisto di libri o abbonamentiagiornalieperiodici,facen-

al giorno negli ultimi sei anni.
Una nuova cooperativa sociale al giorno, nonostante la crisi
e un carico fiscale cresciuto in
sei anni del 36%. È quanto
emerge da Trent’anni nel futuro, la due giorni di Assisi dedicata ai temi della cooperazione sociale. Le cooperative
sociali e i consorzi aderenti a
Federsolidarietà–Confcooperative sono oggi 6.200. Dal
2008 al 2014 sono nate 2.400
cooperative di cui 194 solo nei
primi cinque mesi di quest’anno. Il fatturato aggregato è di
6,4miliardidieuro.Dal2008al
2014 sono stati creati 43mila
posti di lavoro. Gli occupati
sono oltre 227mila. I soci sono
222.500, mentre il totale del capitale investito ha registrato
una crescita del 40% superando i 4,3 miliardi di euro.

do pagare ai giovani solo il 25% del
prezzo di copertina mentre il restante 75% verrebbe coperto dal
bonus lettura fino al massimo di
100 euro a persona, produrrebbe
un volano virtuoso formidabile
mentre lo Stato non perderebbe
nulla recuperando più Iva grazie
alle maggiori vendite».
Secondo le previsioni di Nova,
che ha curato la ricerca, «nel calcolo degli effetti economici dell’iniziativa, abbiamo ipotizzato
che non tutti i giovani, nella fascia
d’età prevista, fruiscano effettivamente del contributo. Considerando una percentuale del 50% di
fruitori, è possibile determinare
l’effetto economico complessivo
sia a livello del mercato e del sistema dell’editoria/stampa, che, infine, dell’onere che l’iniziativa rappresenterebbe a carico del sistemapubblico».Nell’ipotesidimassima adesione l’esborso per lo
Stato sarebbe di 250 milioni di euro. Al di là delle cifre (e della effettiva possibile realizzazione di un
tale bonus), è decisivo che venga
lanciato il segnale dell’importanzadellaletturacomefattoredicrescita culturale ed economica. Ancora una volta, se ne fanno carico
le imprese. E forse sarebbe già
questo un dato su cui riflettere.

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Impresa & territori

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

DORSO ESTRAIBILE

LAVORO

Aerospazio. Saranno sciolte le società controllate: entro luglio la nuova struttura organizzata in unità divisionali

Finmeccanica, contratto unico
Al via il processo di armonizzazione dei trattamenti retributivi
Francesco Prisco

pLa

nascita della nuova
Finmeccanica disegnata dall’ad Mauro Moretti passerà attraverso quello che presumibilmente è il più grande processo di armonizzazione dei
trattamenti della storia recente, tale da interessare le sorti di
circa 41mila dipendenti a livello mondiale di cui quasi
30mila in Italia.
La direzione del personale
di piazza Monte Grappa ha comunicato alle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm
che entro luglio sarà completata la nuova struttura organizzativa del gruppo in “unità
divisionali” con il conseguente scioglimento delle società
controllate entro il 31 dicembre 2015. I termini dell'operazione non sono ancora noti nel
dettaglio: si sa che la nuova
Finmeccanica sarà probabilmente organizzata in quattro
grandi settori (aeronautica,
elicotteristica, elettronica e
spazio) e che a livello inferiore

ci saranno le divisioni, corrispondenti alle principali aree
di business. Il numero di queste ultime è ancora in fase di
definizione. Tuttavia è già
tempo di discutere con i sindacati la “trasformazione” dei
vecchi dipendenti di AgustaWestlad, AleniaAermacchi, Selex Es, OtoMelara e
Wass nei dipendenti della
nuova Finmeccanica: c'è già
fissato per il 9 luglio un incontro esplorativo per aprire formalmente il confronto sull'armonizzazione di tutti i trattamenti normativi e salariali,
compreso il premio di risultato. Fase di grande delicatezza
ed enorme complessità, perché si parla di realtà industriali
con storie e business sensibilmente diversi.
«Il tema – secondo il segretario nazionale di Uilm Giovanni Contento – è centrale e
merita di essere approfondito
con grande dettaglio. Ci siamo
da poco lasciati alle spalle l'armonizzazione di Selex Es che

è stata un'operazione complessa. Servirà la più ampia
condivisione del progetto con
le rappresentanze dei lavoratori». Michele Zanocco di Fim
auspica che «il dibattito sia incentrato sul secondo livello di
contrattazione. La base da cui
partire deve essere il ccnl dei
metalmeccanici. Si può pensare poi a un integrativo di
gruppo che contempli un livello nazionale uguale per tutti i lavoratori e un livello di stabilimento, così da garantire
flessibilità e salvaguardia delle storie locali ». Rosario Rappa di Fiom, in ultimo, precisa:
«Va bene l'inizio del confronto, ma è presto per ipotizzare i tempi di chiusura della
trattativa. Bisognerà poi comprendere quali sono i soggetti
negoziali titolati a trattare. Per
quanto ci riguarda – conclude
il segretario – siamo per la più
ampia condivisione del dibattito con i lavoratori».

@MrPriscus

Manifestazione a Montecitorio

MARKA

Oggi i lavoratori delle centrali elettriche protestano a Montecitorio.
La manifestazione, promossa da Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil,
è contro la perdita di posti di lavoro nel settore. Secondo i sindacati
l’allarme lavoro riguarda 10mila addetti. Colpa della crisi, ma anche
«della mancata pianificazione energetica», dicono i sindacati.

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Domenico Palmiotti
TARANTO

pGoverno in campo per affron-

tare la crisi di Teleperformance, la
multinazionale francese che ha
paventato la chiusura dei call center di Taranto e Roma via Di Priscilla, dove lavorano complessivamente quasi 3mila persone tra

scorso l’azienda dichiara di avervi
riversato circa 25 milioni tra copertura perdite ed aumento di capitale. Teleperformance chiede ai
sindacati di rinnovare l'accordo di
due anni fa. Scade a fine mese e ha
già ridotto il costo del lavoro. Inoltre sollecita più flessibilità e il passaggio a 20 ore settimanali.
«Un tavolo governativo solo
per Teleperformance è necessario - dice Andrea Lumino, segretario Slc Cgil Taranto - perchè se è
vero che la crisi è generale nei call

Cassa integrazione
in flessione del 29%
sull’anno scorso

I sindacati
bocciano
l’intesa
sulle agenzie

ROMA

A rischio 10mila posti nelle centrali

Otto giorni per salvare Teleperformance
tempo indeterminato e contratti a
progetto. Un incontro si svolgerà
la prossima settimana. Si è in attesa di confermare la data, ma i tempi sono stretti perchè il 27 giugno
termina la procedura della cosiddetta societarizzazione in base alla quale ci sarà una newco di Teleperformance solo per il call center
di Parco Leonardo, sempre a Roma, l’unico ad avere una situazione in attivo. Quello di Taranto, invece, ha registrato una perdita di 8
milioni nel 2014 e dal 2010 all’anno

Assicurazioni

Claudio Tucci

Servizi. Il 27 scade la procedura per la cosiddetta «societarizzazione»: sul tavolo la chiusura di Taranto e il futuro di quasi 3mila lavoratori

PUGLIA

Maggio. Pesa il taglio della deroga

center, a Teleperformance, però, i
numeri sono rilevanti. A Taranto
quest’azienda è la seconda fonte
di lavoro dopo l'Ilva». Nei precedenti incontri con Teleperformance i sindacati hanno già detto
no al passaggio a 20 ore.
«Teleperformance deve uscire
dalle perdite che si stanno accentuando su Taranto - dichiara l'ad
Gabriele Piva -. Non possiamo più
sopportare quei costi. Della maggiore flessibilità abbiamo bisogno, tant’è che nel giro di un anno

ben 500 lavoratori di Taranto, sui
1600 a tempo indeterminato, hanno scelto di passare alle 20 ore. Un
anno fa non ne avevamo nessuno
e le 20 ore sono una scelta che ormai tutti i nostri principali competitori hanno effettuato. Senza un
accordo di questo tipo - aggiunge
Piva -, i call center di Taranto e Roma via Di Priscilla usciranno dal
perimetro di Teleperformance.
Cosa questo significherà, se la
messa sul mercato e quindi la vendita, oppure la loro chiusura, adesso non lo possiamo dire, ma di sicuro Teleperformance le perdite
di Taranto non può più coprirle».
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pSi attestano a 297,6 milioni le

ore di cassa integrazione richieste dalle imprese nei primi 5 mesi dell’anno. Rispetto all’analogo
periodo, gennaio-maggio 2014,
si registra un calo del 34,4%, dovuto essenzialmente alla forte
contrazione della Cig in deroga
(-76,4%) per effetto dei noti problemi di finanziamento dell’istituto. Nel solo mese di maggio le
ore di cassa autorizzate sono
state 65,4 milioni, in diminuzione sull’anno, ma sostanzialmente stabili rispetto ad aprile (-1,3%,
sulla base dei dati destagionalizzati - è in aumento però dell’1,9%
la richiesta di Cig straordinaria,
a testimonianza di un bacino di
crisi strutturali ancora presenti
nel tessuto produttivo).
La fotografia scattata ieri dall’Inps mostra un mercato del lavoro con timidi segnali positivi.
La riduzione del 29% della Cig
complessiva a maggio è trainata dal Nord-Ovest (-37,5%) e
dal Nord Est (-23,6%); ed è in
contrazione anche la Cigo del
9,1% sul tendenziale (ciò significa che ci sono meno aziende
che entrano in difficoltà temporanee). In linea con i recenti
dati Istat (+261mila occupati ad
aprile sull’anno) è pure la rilevazione sulle domande di disoccupazione: sempre nel mese di aprile, tra Aspi, mini-Aspi
e domande di sussidio ordinarie, sono state presentate
129.671 istanze, con un decremento dell’11,7% nel confronto
con le 146.821 dell’aprile 2014.
Ma sul mese le domande di disoccupazione sono lievemente
cresciute (quasi 4mila istanze in
più) e per valutare i dati sulla Cig
bisogna aspettare il tiraggio, vale a dire l’effettivo utilizzo da
parte delle imprese.
«C’è qualche miglioramento,

ma ci sono ancora tante aziende
in affanno, specie nella grande
distribuzione. Ci vuole la ripresa del ciclo economico-produttivo per uscire dal tunnel», commenta l’economista del lavoro,
Carlo Dell’Aringa.
Guardando ai settori, la Cig è

LA DISOCCUPAZIONE

In calo (-11,7%) ad aprile
sull’anno precedente
anche le domande
di Aspi, mini-Aspi
e sussidio ordinario
diminuita soprattutto nell’artigianato (settore che utilizza la
Cig in deroga). Nei primi 5 mesi
dell’anno c’è stato un calo anche
nell’industria e nell’edilizia (un
segnale incoraggiante visto che
entrambi i comparti sono stati
colpiti duramente dalla crisi).
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I NUMERI
La Cig da gennaio a maggio
 Nei primi 5 mesi dell’anno le
imprese hanno chiesto 297,6
milioni di ore di cassa
integrazione. Nello stesso
periodo del 2014 ne sono
state richieste 453,9 milioni
(il calo quindi è del 34,4%)
Le domande di disoccupazione

 Nel mese di aprile sono state

presentate 95.662 domande
di Aspi, 29.117 di mini-Aspi,
456 istanze tra
disoccupazione ordinaria e
especiale edile e 4.436 di
mobilità, per un totale di
129.671 istanze, con un calo
dell’11,7% rispetto alle
146.821 di aprile 2014

pFisac, First, Fna e Uilca non

ci stanno. Dicono no all’accordo tra Sna (il sindacato nazionale agenti) e le due associazioni, Fesica e Fisals, che, secondo quanto sostiene la segretaria nazionale della Fisac
Cgil con delega al settore dell’appalto assicurativo, Fulvia
Busettini, «non si occupano
delle agenzie assicurative in
gestione libera e non rappresentano i dipendenti del settore». Per Fisac, First, Fna e Uilca, l’unico contratto valido è il
contratto nazionale di riferimento del settore cioè quello
sottoscritto il 20.11.2014 dalle
organizzazioni sindacali rappresentative del settore, Fiba/
Cisl- Fisac/Cgil- Uilca e Fna
con le associazioni datoriali
Anapa e Unapass.
L’iniziativa di Sna, si legge in
una nota unitaria, mira a colpire i diritti delle lavoratrici e dei
lavoratori e lede i loro interessi
anche attraverso un peggioramento delle condizioni retributive e normative. Nello stesso tempo, Sna, «scegliendosi
interlocutori compiacenti e di
nessuna rilevanza rappresentativa nel settore determina
una situazione inaccettabile rispetto alle regole della contrattazione che deve essere respinta in modo netto e senza indugio», si legge. Fisac, First, Fna e
Uilca invece, dicono di voler
difendere i diritti dei dipendenti dell’appalto assicurativo
e nello stesso tempo riaffermano l’applicazione del contratto
nazionale di riferimento del
settore, cioè quello sottoscritto da Fiba/Cisl- Fisac/Cgil- Uilca e Fna con le associazioni datoriali Anapa e Unapass. Proprio per questo è stata organizzata una manifestazione
sindacale il 23 giugno a Trento.
C.Cas.
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TURISMO

Viaggi. Seminario di Federturismo e Federculture su potenzialità e nodi critici, il settore cresce ma il Sud arranca

In breve

Turismo culturale a due velocità

Piemonte

Sardegna

Con Castelli
AGENZIE DI VIAGGIO
aperti
Gruppo Msc Iorio: valorizzare il patrimonio artistico - Grossi: creare più ricchezza 300mila
visitatori
ha rilevato
I NUMERI CHIAVE
Bluvacanze CAMPANIA
Il gruppo crocieristico Msc
ha annunciato in una nota di
aver completato il processo
di acquisizione dell'intero
capitale sociale della rete di
vendita di pacchetti di
Bluvacanze, a conferma del
perdurante impegno ed
interesse di Msc verso il
network Bluvacanze.
Dopo l'acquisizione della
partecipazione
precedentemente detenuta
da UniCredit in data 4
marzo è stata perfezionata
in data 28 maggio - si legge
nella nota della compagnia
crocieristica che fa capo
alla famiglia Aponte- anche
l'acquisizione da parte del
Gruppo Msc della
partecipazione detenuta da
IDeA Capital Funds Sgr
SpA (in nome e per conto
del fondo Investitori
Associati IV); per effetto di
quanto precede, la
partecipazione del Gruppo
Msc in Bluvacanze Spa è
passata dal 96,4% circa al
100%. Si apre dunque
definitivamente una nuova
fase che permetterà al
Gruppo Bluvacanze (e
dunque a Bluvacanze Spa,
Cisalpina Tours Spa e
Going Srl) di crescere e
rinnovarsi con solidità e
autorevolezza, conclude la
nota del gruppo Msc. La
rete di agenzie opera nella
distribuzione turistica
attraverso i marchi
Bluvacanze e
Vivere&Viaggiare che
costituiscono in network
tra i più grandi in Italiacon
oltre 500 punti vendita sul
territorio nazionale.
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Vera Viola
SORRENTO

pIl turismo culturale cresce in
Italia: rappresenta oltre il 36%
dell’intero mercato turistico (era
il 34% nel 2009). Gli arrivi nelle
città d’arte, infatti, tra 2009 e 2013
sono cresciuti costantemente,
più di tutti gli altri segmenti turistici e quasi 5 volte di più del segmento mare. Nel 2014 la spesa dei
turisti “culturali” è stata di 12,5
miliardi in crescita del 5,6% sul
2013, secondo il Rapporto Annuale Federculture 2015 che sarà
presentato a luglio.
Ma, l’attrattività di luoghi legata alla cultura non è valorizzata in
modo uniforme sul territorio nazionale. A esempio, il Mezzogiorno, sebbene abbia registrato
tra il 2013 e il 2014 un incremento
di visitatori nei musei nell’ordine

del 12%, non attrae quanto potrebbe. Pur detenendo il 25% del
patrimonio storico-artistico nazionale, il Sud accoglie 8,4 milioni di viaggiatori stranieri che rappresentano solo l’8% di quelli che
raggiungono l’Italia, meno di
quanti ne arrivino nella sola Toscana, 8,6 milioni (dati 2014).
A questi temi è stato dedicato
l’incontro «Cultura e Turismo,
strategie di crescita», che si è tenuto mercoledì a Sorrento all’Art Hotel Gran Paradiso: un
simbolo del connubio tra turismo e cultura poichè espone,
nelle stanze e negli spazi comuni opere d’arte contemporanea,
nell’ambito del progetto «100:
100 anni 100 stanze 100 artisti».
L’evento sorrentino ha anche
fornito l’occasione per presentare un protocollo d’intesa tra
Federculture e FederturismoConfindustria il cui obiettivo è
avviare azioni congiunte per la
valorizzazione culturale e territoriale integrata, coinvolgen-

do gli attori locali.
Il Rapporto Annuale Federculture accende i riflettori proprio sul turismo culturale nel
Mezzogiorno, area del Paese ricchissima: con 1.150 siti tra musei,
monumenti e aree archeologiche, pari al 25% del totale nazionale. Dotata di 16 siti Unesco, cioè
il 32% di quelli italiani; 3.748 biblioteche pari al 30% di quelle
pubbliche italiane. E ancora nel
Sud Italia si contano 11.096 beni
immobili vincolati su 46.025 tutelati a livello nazionale.
Alla tanta ricchezza non corrisponde un’ampia fruizione di
tale patrimonio. Ad esempio, i
siti culturali statali del Sud nel
2014 hanno attratto 8,5 milioni di
visitatori (esclusi quelli della Sicilia) vale a dire il 20% dei visitatori di tutti i siti nazionali , metà
di quelli del solo Lazio, pari a 18,5
milioni. Cè stata una crescita del
12% dei visitatori, ma questi sono
per lo più concentrati sulla Campania i cui istituti culturali ac-

36%

Turismo culturale
In Italia è cresciuto tanto da
rappresentare una quota
significativa del mercato
turistico totale

8,4 milioni

Viaggiatori stranieri
Accolti nel Sud Italia: sono
pari a solo l’8% del totale
italiano

25%

Il patrimonio
Il Mezzogiorno ha un quarto
dei beni monumentale del
Paese: 1150 tra siti
archeologici e monumenti, 16
siti Unesco, 3.748
biblioteche

colgono il 78% dei visitatori delle regioni del Sud.
Anche considerando altre forme e tipologie di turismo, si rileva
una discrepanza tra le potenzialità attrattive delle regioni del
Mezzogiorno e i flussi turistici
reali. Sebbene gli arrivi di stranieri nel Mezzogiorno siano aumentati del 9% (incremento più alto
di tutte le macroaree) nel 2014
hanno raggiunto solo l’8,3% degli
arrivi totali nel nostro Paese.
«Le prospettive di crescita
del turismo italiano sono strettamente connesse alla salvaguardia e alla valorizzazione del
patrimonio artistico e culturale
del nostro Paese», dichiara il
presidente di Federturismo
Confindustria Renzo Iorio.
«La cultura può creare ricchezza – conferma Roberto
Grossi, presidente di Federculture –. Ma è anche necessario
stimolare una nuova produzione artistica e culturale».
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Lombardia. La Summer School con i guru dell’economia attrae arrivi da tutto il mondo - Nel 2016 il lago «impacchettato» da Christo

Lo scatto di Iseo, tra arte e premi Nobel
LOMBARDIA

Luca Orlando

pQuesta volta i “cervelli” non

scappano, anzi. Anche quest’anno, per una settimana, settanta giovani laureati in economia in arrivo da tutto il mondo
faranno tappa a Iseo, nel cuore
della Franciacorta, dove però
“l’attrazione” non ha nulla a che
vedere con l’enogastronomia.
I giovani, in arrivo da 30 paesi e 40 università, partecipano

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infatti alla Summer School dell’Istituto di Studi Economici e
per l'Occupazione (ovviamente, I.S.E.O), arrivata ormai alla
12esima edizione. Una settimana di studi con i grandi dell’economia, iniziativa avviata nel
2004 dal premio nobel Robert
Solow e che da allora ha già
portato sulle sponde del lago
800 studenti da quasi 100 paesi.
E proprio i nobel dell’economia (quest’anno Robert Shiller, George Akerlof e Michael
Spence), in un percorso avviato nell’ormai lontano 1994 da
Franco Modigliani, rappresen-

tano la “cifra” distintiva dell’iniziativa, uno dei tasselli con
cui la piccola cittadina, al sesto
posto in Italia nella classifica
dei Borghi più felici (Sole 24
Ore), ha costruito negli anni un
marketing territoriale vincente. Paesaggi, percorsi naturalistici ed enogastronomici ovviamente non mancano ma
questo vale in realtà per molti
luoghi in Italia. Ciò che di diverso Iseo ha cercato di sviliuppare è però un’apertura internazionale in grado di catalizzare sul lago un numero crescente di turisti: dalle 350mila

presenze del 2010 si è arrivati
progressivamente oltre quota
410mila. Ma il vero “botto” è atteso nel 2016, in coincidenza
con la “performance” dell'artista newyorchese Christo Vladimirov Javacheff, questa volta impegnato non ad “impacchettare” un monumento ma
un intero specchio d’acqua.
L’opera “The floating
piers”, che ha già conquistato
le prime pagine dei quotidiani
globali, sarà un ponte in tessuto hi-tech lungo 3 chilometri e
mezzo che collegherà le sponde con Monte Isola e l'isoletta

di San Paolo. Evento di portata
globale, interamente gratuito,
per il quale sono attese nei 16
giorni dell’installazione almeno 500 mila persone.
«L’artista, che ho incontrato
pochi giorni fa - spiega il sindaco di Iseo Riccardo Venchiarutti, tra i promotori della Summer
School - si stupiva della cattiva
fama della burocrazia italiana.
Perché qui in effetti è stato tutto
gestito rapidamente e in modo
efficace mentre in Giappone e
Argentina i permessi non sono
mai arrivati. Per noi è una manna dal cielo, che rafforza l’indotto e il nostro profilo internazionale, che fa perno sugli arrivi del
vicino scalo di Orio al Serio».
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PIEMONTE

Francesco Prisco

Ospitalità
diffusa
nei «Borghi
Autentici»
SARDEGNA

pDimenticate per un attimo

Lonely Planet delle migliori destinazioni turistiche europee. E
Castelli Aperti, manifestazione
che dal 1996 fa dialogare pubblico e privato creando un circolo virtuoso tra turismo e cultura, continua a macinare performance positive: quest'anno
si stima una crescita dei visitatori pari al 5%, rispetto agli oltre
300mila dello scorso anno.
Davvero un momento di
grande vivacità per l'industria dell'accoglienza della
regione del Nordovest, vero e
proprio laboratorio del turismo culturale.
Castelli Aperti, progetto che
da maggio a ottobre prevede
l'apertura di una settantina tra
dimore storiche, musei, palazzi, giardini e torri e che, negli ultimi anni, ha “sconfinato” arrivando a coinvolgere strutture
di Liguria, Lombardia e Veneto. Siccome si è ormai usciti dalla fase sperimentale, si punta alla fidelizzazione dei visitatori
con la nascita dell'associazione
Amici di Castelli Aperti. Il soggetto, secondo la presidente
Franca Mollo, storica promotrice dell'iniziativa, nasce «per
fare diventare protagonisti gli
appassionati dei castelli che
nonostante il sistema turisticoculturale piemontese abbia
sofferto di molti tagli alle risorse, crescono sempre di più, mostrando un intramontabile interesse al patrimonio storico
del nostro territorio». Un flusso che genera ricadute sull'intera filiera turistica regionale.

la tradizionale esperienza vacanza in Sardegna, tutta mare,
villaggi turistici e passeggiate
sui moli dei vip. Qui si tratta di
andare a riscoprire la storia
millenaria dell'isola del Mediterraneo, attraverso mete di
grande fascino al di fuori del
circuito del turismo di massa.
Da ormai tre anni la Rete dei
Borghi Autentici della Sardegna coinvolge 32 gioielli
dell'entroterra sardo, custodi
di patrimoni naturalistici e archeologici di pregio, di centri
storici valorizzati e vivi e sedi
di progetti di sviluppo e miglioramento territoriale che
puntano al coinvolgimento
dei cittadini. Un modello innovativo di ospitalità diffusa
cui sull'isola aderiscono 75
strutture ricettive, per un totale di 1.200 posti letto. Si va da
Aidomaggiore a Sorradile, da
Bitti a Orotelli, passando per
Sennariolo e Lei, tutte location
fino a qualche anno fa poco
battute, oggetto di una riscoperta che genera ricadute positive sul territorio. Se da una
parte l'obiettivo è quello di
rendere unica l'esperienza turistica dei visitatori del borgo,
allo stesso tempo si lavora per
incentivare la tutela delle attività artigianali e produttive locali e la nascita di nuove. Un
progetto su cui la Regione per
la terza annualità consecutiva
ha investito 460mila euro che,
oltre a portare turismo dove
non c'era, punta insomma a
combattere lo spopolamento
della “Sardegna profonda”.

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pIlPiemonteènellatoptendi

@MrPriscus

Fr.Pr.

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Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

DORSO ESTRAIBILE

MONDO&MERCATI

Germania. Lo Stato è attraversato da una capillare rete di infrastrutture che collegano l’Ovest all’Est

Elettronica. Anie chiude in positivo il 2014 e guarda a Ue e Medio Oriente

Investire nel cuore d’Europa

L’automazione cresce
col risparmio energetico

Il Land Sassonia-Anhalt punta su incentivi e burocrazia efficiente

Laura Cavestri
Roberta Miraglia

pTradizione e innovazione,

nel cuore dell’Europa. Il biglietto da visita della SassoniaAnhalt, Land orientale della
Germania dalla solida storia industriale, elenca parchi chimici, industria agroalimentare,
automotive, logistica e un cluster di istituti di ricerca che si
espande rapidamente.
Oliver Köhn è responsabile
del business development della
società di Marketing e investimenti della Sassonia-Anhalt.
«Siamo nella Germania Est e
uno dei principali vantaggi è
che mettiamo insieme il meglio
dei Länder orientali e occidentali» spiega. Come in tutta la
Germania orientale i costi degli
immobili sono più contenuti; il
salario medio risulta nella parte
bassa della classifica e la forza
lavoro è altamente qualificata.
Ventiquattro progetti nel 2014
hanno creato 1.600 posti di lavoro per un volume di investimenti di 360 milioni di euro.
«Offriamo inoltre la stabilità
tedesca per quanto riguarda sistema politico ed economia»
continua il manager che in occasione delle giornate dedicate
al Land nell’ambito di Expo ha
effettuato un road-show nel
Nord Italia per incontrare
aziende. La stabilità politica tedesca, e la sua cultura d’impresa, si abbina a un tasso di crescita tra i più elevati dell’Eurozona.
L’anno scorso nel Land il Pil è
cresciuto dell’1,7 per cento.
L’«industria chimica - continua
Köhn - è da sempre forte nel
Sud. Ci sono cinque parchi dove
molte imprese italiane si sono
già stabilite. Tra i più interessanti per gli investitori sono Bitterfeld-Wolfen, Zeitz e, naturalmente, Leuna. È poi strategica la posizione geografica, al
centro dell’Europa».

La posizione offre notevoli
opportunità nella logistica: il
Land è attraversato da un
network capillare di infrastrutture. Ci passano dieci delle 17
reti di trasporto tedesche, ferroviarie, stradali e fluviali. Lipsia, a due passi dal confine, ha
un grande aeroporto. Non a caso nella città-Stato ha stabilito
l’hub europeo Dhl spostandolo, nel 2008, da Bruxelles. Anche Detlef Gürth, presidente
del Parlamento del Land, insiste sui vantaggi della logistica:
«Siamo all’incrocio tra Berlino,
Parigi, Varsavia».
Non solo strade, aerei e treni.
Anche navigazione fluviale,
lungo l’Elba che arriva fino ad

PUNTI DI FORZA

Alla tradizione dei parchi
chimici, nel Sud, si sommano
ricerca e agroalimentare
Fino a 30mila euro all’anno
per l’assunzione di laureati
Amburgo. «La Germania è la
grande porta per accedere all’ex blocco sovietico - sottolinea Peppino Marchese, titolare
della società di consulenza
Iang, partner ufficiale per l’Italia della Sassonia-Anhalt - Non
dimentichiamo però che è anche uno dei principali importatori dei nostri prodotti. L’eccellenza del made in Italy è molto
apprezzata dai tedeschi».
È l’industria chimica da
sempre l’ossatura dell’economia regionale, soprattutto nel
Sud dove si contano cinque
parchi nei quali operano alcune delle 26 grandi aziende italiane che si sono stabilite nella
Sassonia-Anhalt e hanno investito oltre 650 milioni di euro
dal 1991. «Gli investitori italiani

– sottolinea Gürth – come Radici Chimica a Elsteraue, Manuli
Strech a Schkopau, Almeco
GmbH a Bernburg, Rulmeca ad
Ascherleben, apprezzano i
vantaggi delle nostre sedi, quali l’accesso agevole ai mercati
in crescita, le premesse ottimali per la vendita in Germania e
in Europa e i nostri elevati standard tecnologici».
L’industria chimica dello
Stato conta 65 aziende, per un
fatturato di sei miliardi di euro
e una quota di export pari al 42
per cento. Oggi Leuna, Schkopau e gli altri siti puntano sull’integrazione della ricerca
con la produzione, grazie anche a finanziamenti federali.
Nei parchi l’impresa trova i
servizi di cui ha bisogno, dalle
forniture di acqua ed energia
alla progettazione delle fabbriche fino allo smaltimento dei
rifiuti. L’impresa deve occuparsi soltanto di “collegare e
usare” (plug and play).
Il tempo di approvazione dei
progetti di investimento, inoltre, è più breve che in altri Länder. «L’agenzia statale - spiega
Köhn - aiuta l’imprenditore a
presentare il piano e la banca di
investimento pubblica dà una
prima risposta molto presto. In
otto-dodici settimane si può
avere la risposta finale».
Per attirare investitori il
Land offre incentivi a fondo
perduto «che vanno - dice Köhn
- dal 15 al 35% dei costi accreditabili (capannoni, macchinari eccetera). Un altro incentivo di
grande interesse riguarda le assunzioni per sostenere l’innovazione: la Sassonia-Anhalt finanzia il 50% del costo di due
laureati per due anni al massimo. Ciascuna di tali posizioni
full-time può essere finanziata
fino a 30mila euro annui».

MILANO

Il settore

«Nella meccanica siamo secondi solo ai tedeschi. La quale non
va lontana senza l’elettronica.
Noi l’abbiniamo alle tecnologie
per il risparmio energetico: Ed è
questo che fa dell’elettronica e
dell’automazione italiana un
successo all’estero».
Così Claudio Gemme, presidente di Anie ( la Federazione
nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) sintetizza la linfa del settore nel corso
della 6° edizione dell’Osservatorio Pmi di Anie Confindustria,
che ha scattato la fotografia delle imprese associate nel II semestre del 2014 e sulle previsioni
del prima metà del 2015.
L’industria elettrotecnica ed
elettronica italiana, oggi, con 29
miliardi di esportazioni, 410mila
addetti e investimenti medi annui in ricerca e sviluppo pari al
4% del fatturato totale, è seconda
in Europa per dimensione del fatturato totale (56 miliardi di euro)
solo alla Germania.
Nel secondo semestre del
2014, quasi il 50% delle imprese
del campione ha segnalato un incremento del fatturato totale rispetto allo stesso periodo del
2013, mentre circa il 35% ha indicato una diminuzione.
Per la prima volta dall’inizio
dell’indagine nel II semestre del
2014 circa il 45% delle imprese del
campione ha indicato nel confronto annuo un incremento anche del fatturato interno.
Sull’estero, la metà delle Pmi
(il 50%) prevede nel I semestre
2015 un aumento del fatturato seguendo l’ottimismo che le imprese hanno avuto già nella seconda
parte del 2014, dove oltre il 44%
delle aziende ha incrementato il
proprio fatturato rispetto allo
stesso periodo del 2013.
Automazione industriale,
oltre a sicurezza e automazio-

I SALARI
I Land con le quattro retribuzioni medie lorde più elevate
e i quattro con quelle più basse. Dati 2014 in euro
BadenWürttemberg

Amburgo

Assia

MecklenburgVorpommern
Sassonia
SassoniaAnhalt
Brandeburgo

Bayern

24.915 25.518 25.863 26.055

38.259 35.174 33.702 33.695

CRESCITA COSTANTE

Settore della chimica e plastica nella Germania Centrale.
Numero di dipendenti, in migliaia
Prodotti chimici
Gomma e materie plastiche
‘98 ‘99 ‘00 ‘01 ‘02 ‘03 ‘04 ‘05 ‘06 ‘07 ‘08 ‘09 ‘10 ‘11 ‘12
54,7 55,8 59,0 61,0 61,1 65,5 67,5 68,9 71,0 76,4 81,0 73,2 76,0 83,7 84,1

Fonte: dati delle agenzie di Brandeburgo, Sassonia, Sassonia-Anhalt, Turingia

LA POSIZIONE

Amburgo

Mare Amsterdam
del Nord

Berlino

MAGDEBURG

Varsavia

SASSONIA
ANHALT

Parigi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

POLONIA

GERMANIA
FRANCIA

Praga
REP. CECA

Monaco

N

0

200km

MERCATI IN ITALIA

I

prezzi dell’olio d’oliva frenano in Italia e crescono in Spagna. I mercati hanno registrato
listini in calo a Bari (nonostante la produzione
di olio made in Italy sia in calo di oltre il 50%)
mentre ha fatto segnare un trend positivo delle
quotazioniaJaeninSpagnadovenonostantela
flessione produttiva le disponibilità di prodotto sono maggiori. A Bari un chilo di olio extravergine a bassa acidità (fino allo 0,4%) è stato
quotato 5,80 euro, -1,69% rispetto a sette giorni
fa. In frenata anche la categoria di extravergine
conaciditàfinoa0,8%,chehaspuntatounprezzo di 5,05 euro al chilo (-1,98%). Sempre a Bari
segno meno anche per l'olio Dop Terra di Bari
(quotato5,90euro,-1,66%)eperl’oliocategoria
lampante (che si è fermato a quota 3,16 euro al
chilo, -1,25%). In Spagna invece l'extravergine
neigiorniscorsihaspuntatounprezzodi3,6euroalchilo(+2,88%)mentrelacategoriadiminor
pregio,illampanteconunacrescitadell1,98%in
settegiornihasfondatolasogliadei3euro.
©RIPRODUZIONERISERVATA

INDICI CONFINDUSTRIA
Indici dei prezzi delle merci aventi mercato internaz., (34 prodotti) ponderati sul
commercio mondiale (Usd) e sul commercio italiano (º)

Mag15
141,89
76,06
184,46
157,82
147,52
380,89
202,27
361,26
483,87
491,10
276,03
394,54

Apr15 Mag14
144,96
76,38
189,61
161,37
150,62
372,87
183,21
353,45
480,70
450,67
272,87
370,84

171.60
100,57
253,27
156,16
196,23
443,96
233,64
396,95
590,55
827,72
324,46
601,76

Euro correnti
(base 1977=100)
Mag15
145,02
77,67
188,48
161,40
150,70
389,27
206,54
369,38
494,42
502,01
282,11
403,27

Apr15 Mag14
152,87
80,48
199,92
170,29
158,77
393,22
193,03
372,91
506,84
475,37
287,77
391,14

142,49
83,44
210,28
129,76
162,87
368,66
193,80
329,78
490,30
687,47
269,42
499,77

Colza

Listino delle quotazioni all'ingrosso rilevate dal Comitato della Borsa merci
di Bologna. Prezzi #/tonn., Iva esclusa (base Bologna).
Prodotti
(rinfusa partenza)
N° 1 var. speciali forza 78/79
N° 2 var. speciali, kg/hl 78/79
N° 3 fino, kg/hl 78
N° 4 buono mercantile, kg/hl 76
N° 5 mercantile, kg/hl 73/75

Frumento tenero estero

Northem Spring USA
N.1 Canada W.R.S.-Manitoba
Comunitario kg/hl 75/76 min
Austriaco qual. 1 79 kg/hl prot1 15%
Tedesco tipo B 77 kg/hl prot. 11.5%

11.06.15

18.06.15













289-291
291-293




286-288
288-290


















156-160
163-165
175-177


156-160
163-165
175-177






173-175
168-170
188-190





158-160
160-165
170-172
168-170
185-187



126-127
132-133
172-175
126-128


109-110
115-116
162-165
113-115


166-167
172-173
205-210

149-150
155-156
195-200

124-125
127-128
151-153
225-227

107-108
114-115
133-135
225-227

393-402
373-382
364-372

393-402
373-382
364-372

477-486
467-477
439-449

477-486
467-477
439-449

514-520
580-591

514-520
580-591




252-262


715-725

206-216
206-216





252-262


715-725

189-199
189-199


368-371

361-365



365-368

358-362



Frumento duro nazionale
(rinfusa)
Pr. Nord, fino ps 79/80
Pr. Nord, buono merc.ps 76/77
Pr. Nord, merc. kg/hl 76
Pr. Centro, fino ps 79/80
Pr. Centro, buono m. ps 76/77
Mercantile kg./hl 74/75

Granoturco

Nazionale comune (um. 14%)
Estero comunitario
Estero non comunitario
Ad uso energetico

Cereali minori e leguminose
(rinfusa arrivo)
Avena nazionale rossa
Orzo nazionale (57/59)
Orzo nazionale (60/62)
Orzo nazionale (64/66)
Orzo estero naz.
Sorgo naz. bianco
Frumento per uso zootecnico
Pisello proteico naz.
estero

Cruscami di tenero

(rinfusa arrivo)
Crusca e cruschello
Tritello
Farinaccio
Cruscame cubettato nazionale
Cruscame cubettato estero
(sacco arrivo)
Crusca e cruschello
Tritello
Farinaccio

Cruscami di duro

(rinfusa arrivo)
Crusca, cruschello e tritello
Cruscame cubettato nazionale
Farinaccio
Farinetta

Farine di frumento tenero
Tipo 00 Granito
Tipo 00 (ceneri da 0,50 a 0,40)
Tipo 0 (ceneri da 0,65 a 0,51)

Farine di qualità superiore

Tipo 00 (W300 min.-P/L0,55 max.)
Tipo 00 (W280 min.-P/L0,48 max.)
Tipo 0 (W250 min.-P/L0,52 max.)

Sfarinati di grano duro
Agricoltura biologica

Ore
17.00
18.00
19.00
20.00
21.00
22.00
23.00
24.00

¤/MWh
52,133310
50,251670
52,434150
51,499270
51,416710
54,080980
50,455880
46,219300

DIAMANTI
Valore medio indicativo, in dollari Usa per carato. I prezzi indicati si intendono per la vendita
all'ingrosso e all'origine nei Paesi di produzione, al netto di spese, valore aggiunto e imposte.
Brillanti da un carato (o poco superiori)
Colore
Qualità
Valore
D (bianco extra eccezionale +)
vvs2
17600
E (bianco extra eccezionale)
si2
6800
G (bianco extra)
vs1
9000
H (bianco)
vvs1
10100
I (bianco sfumato)
vs1
7100
Brillanti da tre carati (o poco superiori)
D (bianco extra eccezionale +)
si1
22500
E (bianco extra eccezionale)
vs2
32500
G (bianco extra)
vvs1
38900
H (bianco)
if
32700
K (bianco leggermente colorito)
if
15900
La valutazione si riferisce a pietre: — corredate da certificazione di validità internazionale;
— tagliate a «brillante», di buone proporzioni di taglio; — esenti da particolarità naturali
indesiderate.
A cura della Borsa diamanti d'Italia
Fonte: Rapaport, New York (Internet: www.diamonds.net)

Bologna

Semola con caratteristiche di legge
superiori ai minimi di legge

BORSA ELETTRICA
Prezzo unico nazionale del 19.06.2015
¤/MWh
Ore
¤/MWh
Ore
47,110000
52,440030
09.00
01.00
42,000000
53,339370
10.00
02.00
41,840000
50,447150
11.00
03.00
35,745140
48,823540
12.00
04.00
37,000000
43,583480
13.00
05.00
38,010000
42,130000
14.00
06.00
46,040000
45,325000
15.00
07.00
49,364560
49,677760
16.00
08.00

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le destinazioni
Mercati esteri in cui si rivolgono le strategie di Internazionalizzazione delle
Pmi di Anie. In % sul totale delle risposte delle imprese (risposta multipla)

0

10

20

30

40

50

60

Unione Europea
Medio Oriente
Altri Paesi Europei
America Latina
Nord Africa
Estremo Oriente
Nord America
Altri Paesi africani
Australia e Oceania
Asia centrale
Fonte: Indagine Rapida semestrale per le Pmi di Anie

SU DIVERSE PIAZZE

Frumento tenero nazionale

di Giorgio dell’Orefice

Alimentari (tot.)
Bevande
Cereali
Carni
Grassi
Non alimentari (tot.)
Fibre
Vari industriali
Metalli
Combustibili (totale)
Totale (escl. combust.)
Totale generale

Pur in uno scenario internazionale molto volatile, il canale
estero continua a fornire un significativo sostegno alla crescita
settoriale. Oltre la metà delle Pmi
di Anie che hanno preso parte
all'indagine (51,6%) stima per il
2015 nel suo complesso un aumento dell'export rispetto al
40,6% delle aziende che stima
una stabilità nelle esportazioni.
« La nostra Federazione – ha
concluso Gemme – da sempre
aiuta le sue aziende a trovare i necessari spazi di collaborazione
economica e tecnologica con
partner stranieri di livello».
Quest’anno saranno 32 gli
eventi internazionali in calendario. Le missioni imprenditoriali
saranno 10,su 4 continenti.
Le partecipazioni fieristiche,
infine, saranno in totale 13, oltre a
5 iniziative di incoming di delegazioni estere coordinate da Ice,
provenienti da Algeria, Arabia
Saudita, Brasile, Emirati Arabi
Uniti e Iran in occasione di Expo.

Edizione domenicale su www.ilsole24ore.com/indicienumeri

Olio extravergine,
prezzi in discesa

Dollari correnti
(base 1977=100)

ne degli edifici, i comparti della Federazione che l’anno
scorso sono cresciuti di più
(circa il +5% in un anno).
«Una grossa mano l’ha data il
reshoring negli Usa – spiega
Gemme –. Il trend di un ritorno
degli usa alla manifattura e alla
riapertura di aziende ha sostenuto la vendita sul mercato americano delle nostre tecnologie».
In Italia, sono soprattutto le
ristrutturazioni, anche incentivati da benefici di legge, a dare
un po’ di respiro.
Ma i mercati a maggiore potenziale di crescita, quest’anno,
saranno nell’area euro: Spagna,
Francia, Gran Bretagna e Polonia. E poi in Africa, soprattutto in
Marocco, Algeria e Sudafrica.
Nell’area asiatica si dfistinguono
Corea, Arabia Saudita, Cina e India. In America, oltre agli Usa, si
va anche in Brasile, Cile e Canada.
Non stupisce, allora, che
l’export manager sia tra le figure
professionali più ricercate nel
comparto, una figura richiesta da
1/5 delle aziende associate.

Frumento Tenero
Frumento duro
Orzo
Granoturco
Farro
Favino
Semi di soia
Ceci
Cruscami di tenero
Cruscami di duro
Pisello proteico

Semi oleosi

(rinfusa partenza)
Seme di soia estero
Seme di soia estero Ucraina
Seme di soia estero naz.
Seme di girasole estero
Seme di girasole naz

Derivati lavorazione granoturco
Farina integrale uso zootecnico
Corn gluten feed

Farine vegetali di estrazione

Soia tost. integ. naz. (prot. 44% s.t.q.)
Soia tost. integ. Estera
Soia tost. integ. naz. non da OGM
Soia tost. integ. estera non da OGM
Soia tost. decor. naz.
Soia tost. decor. Estera
Soia tost. decor. naz. non da OGM
Soia tost. decor. Estera non da OGM
Girasole integ, naz.
Girasole proteico estero

Sostieni il mio lavoro. scaricando. da www.dasolo.info

195-197


195-197


361-362
359-360
399-400
397-398
371-373
368-370
468-470
465-467
211-215
265-270

361-362
359-360
399-400
397-398
371-373
368-370
468-470
465-467
206-210
260-265

Farine vegetali disidratate
Erba medica cub. proteine 17%
Proteine 16%
Proteine 14%
Erba medica balloni 90% medica
50% medica
20 % medica
Sfarinato di fieno cubettato
Sfarinato di paglia cubettato

295-300

292-297

215-220
205-210
160-165
205-210
180-190
150-160
110-112
110-112

215-220
205-210
160-165
205-210
180-190
150-160
110-112
110-112



495-510





485-500



1700-1800
970-1070
710-810
630-730
610-710
780-880
810-910

1700-1800
950-1050
710-810
630-730
610-710
780-880
810-910























































































Burro - zangolato di creme fresche
1,40
Parmigiano Reggiano qual. sc. 12% fra 0-1 per lotti di part.
produzione minimo 24 mesi e oltre
8,75-9,10
produzione minimo 18 mesi e oltre
8,15-8,50
produzione minimo 12 mesi e oltre
7,60-7,85

8,75-9,10
8,15-8,50
7,60-7,85

Risoni

Arborio/Volano
Carnaroli
Baldo
Lido, savio e similari
Indica

Risi

Arborio
Baldo
Ribe
Lido, savio e similari
Indica
Originario
Parboiled Ribe

Sementi

Erba medica:
in natura IIa moltip.calo 15% varietà
favino
Sulla sgusciata(con calo 10%)
Trifoglio violetto calo 15%
Trifoglio incarnato calo 10%
Trifoglio alessandrino calo 10%
Sementi selezionate certificate:
erba medica varieta' 1a riprod.
erba medica varieta' 2a riprod.
Trifoglio violetto di varieta'
Trifoglio violetto ecotipo
Favino
Loietto perenne
Loietto italico
Pisello da foraggio
Avena di I moltiplicazione
Avena di II moltiplicazione
Orzo di I moltiplicazione
Orzo di II moltiplicazione
segale
Frumenti teneri di I riprod.
Frumenti teneri di II riprod.
Frumenti duri di I riprod.
Frumenti duri di II riprod.
Triticale I moltiplicazione
Triticale II moltiplicazione
sulla
trifoglio incarnato (varieta' tardiva)
trifoglio alessandrino
veccia comune
Selezionate cat. commerciale:
Trifoglio squarroso
Lupinella in guscio
Lupinella sgusciata
Per esportazione extra UE:
erba medica ( con calo 15% )
erba medica
Uso zootecnico: derivate da
cereali
foraggere e leguminose
oleaginose
orticole

Burro e formaggi in euro/kg

1,40

Foraggi

Erba medica
Qualità extra
I qual pianura I taglio campo rotob.
I qual pianura I taglio campo balloni
I qual pianura II, III, IV taglio cascina rotob.
I qual pianura II, III, IV taglio cascina balloni
I qual collina I taglio cascina rotob.
I qual collina II-III taglio cascina rotob.
Paglia di grano I qualità:
in rotoballe
in balloni

0
50-55
60-65


30-35


0
50-55
60-65
70-75
80-85
30-35








Torino
11.06.15

18.06.15

230-238
211-218
189-191
186-188
169-179







293-296

293-296
196-199


292-295

292-295



Cereali

Frumento nazionale:
di forza 78/80, prot. 14%
panificabile superiore 76/79
panificabile 74/76
biscottiero 73/75
altri usi 65/70
estero:
canadese W Red Spr. n° 2
canadese Utility
statunitense Nort. Spring
francese 76/78
base 76 f.co Modane

174-179



590-630
490-530
390-430
590-630
475-480
540-545
600-630

590-630
490-530
390-430
590-630
475-480
540-545
600-630

Farine e cascami

Farine di frumento:
tipo 00 w350 prot. 14
tipo 00 w280 prot. 13
tipo 00 w180 prot. 12
tipo 00 granito
semola caratt. legge
semole caratt. sup. min. legge
semola rimacinata (s.carta-f.forno)
Cascami frum. tenero (*) (autotreno):
farinetta rinfusa
sacco
farinaccio rinfusa
sacco
tritello rinfusa
sacco
crusca/cruschello rinfusa
sacco
crusca rinfusa
sacco
estero rinfusa
cubettato nazionale
germe
Cascami frum. duro (*) (autotreno):
farinetta rinfusa
farinaccio rinfusa
tritello rinfusa
cruschello rinfusa
cubettato rinfusa
Farine di mais: bramata
fioretto
farinetta
germe b.20% grassi stq
germe tal quale





173,50-175 166,50-168
238,50-240 231,50-233
137-138
128-129
188-189
179-180
130-131
121-122
182-183
173-174
144-145
135-136
204-205
195-196




400-550
400-550


149,50-153 142,50-146
126-128
117-119
122,50-125 113,50-116


407-417
407-417
369-379
369-379
137-138
136-137
246-248
244-246



Altri cereali

Granoturco:
naz. comune essiccato
estero non comunitario
comunitario
Sorgo:
nazionale
Orzo:
naz. base 60/62
pesante 63/65
estero comunitario
francese comune 63/65
pesante 66/70
Avena:
nazionale p.s. 40% 45%
estera tedesca
francese bianca
nera
Semi oleosi:
soia nazionale
soia estera
semi di cotone
Farine di estrazione:
di colza
di girasole naz. (28% s.t.q.)
di girasole estera (26/28% s.t.q.)
di girasole decorticato
semi di soia integrale tostata
nazionale. 44% s.t.q.
48% s.t.q.
est. Argentina 42% stq pellets
Argentina 44% s.t.q.
soia proteica estera
Farina disidratata di erba medica
pellets prot. 16% s.t.q.
di barbabietola
Glutine di mais
Semola glutinata di mais

133-136
186-190
165-169

133-136
186-190
166-170

174-178

170-174




189-193
194-200









208-212
196-200



208-212
196-200

365-370

347-352

365-370

347-352

297-300
234-235
243-246
283-285

379-380


374-375
385-386
211-213

166-172
882-885
164-165

297-300
234-235
243-246
283-285

384-385


379-380
390-391
211-213

165-171
877-880
164-165

1925-2005
1345-1385
1500-1540
1310-1400
800-850
1400-1550
1945-2005
885-930

1925-2005
1345-1385
1500-1540
1310-1400
800-850
1400-1550
1945-2005
885-930

359-382
333-367
220-235
177-185
101-102
123-124

359-382
333-367
220-235
177-185
101-102
123-124







1500-1600
3000-3100
1300-1400
650-700
750-800
950-1000
850-1100

1500-1600
3000-3100
1300-1400
650-700
750-800
950-1000
850-1100

Risi e sottoprodotti
Risi:
superfini Arborio
Baldo
Roma
fini S. Andrea
Ribe-Ringo
semifini Padano Italico
Carnaroli
originario
Sottoprodotti:
corpetto
mezzagrana
granaverde
farinaccio
pula 2,5%
pula 1,7%

Legumi

Listino rilevato dalla Borsa merci di Torino (per tonnellata, base Torino,pronta consegna e pagamento, escl. Iva); prezzi per autotreno completo.
Prodotti

comunitario 72/73

nazionali:
fagioli borlotti tipo Lamon
borlotto Billo'
esteri:
Fagioli Cannellini bianchi
corona
borlotti
piselli sgusciati verdi
ceci cal. 29/30-31/32
cal. 33 e oltre
lenticchie

Sementi da prato
Sorgo:
gentile
zuccherino
ibrido
erba medica
loietto italico

1500-3000 1500-3000
4000-5000 4000-5000
5000-10000 5000-10000
5000-6000 5000-6000



trifoglio ladino
trifoglio pratense
veccia sativa

Foraggi

Fieno maggengo
agostano
francese
erba medica
paglia di grano naz. pressata

6000-6500
4000-4500
1000-1100

6000-6500
4000-4500
1000-1100

70-90


90-100
70-95

70-90


90-100


(*) Per consegne frazionate, o a motrice, maggiorazione di ¤ 6.00.

Mantova
Listino della CdC di Mantova (prezzi in ¤, Iva escl.) del 18/06/2015.

Suini
Suini a peso vivo d'allevamento in provincia (peso netto , prezzi indicativi,
elaborati dalla commissione) peso 7 kg. (a capo) 38,20; 15 kg. al kg 3,62; 25 kg.
2,51; 30 kg. 2,36; 40 kg. 2,11; 50 kg. 1,86; 65 kg. 1,59; 80 kg. 1,42; 100 kg.
1,35. Suini da macello a peso vivo (prezzi indicativi): 130/145 kg. non
quot.; 145/160 kg. non quot.; 160/180 kg. non quot.; oltre 180 kg. non
quot.. Scrofe da macello I qualità 0,50; II qualità non quot..

Caseari
Formaggi: grana padano formaggio "scelto 01", forme intere, franco
caseificio o magazzino; stagionatura di 10 mesi 6,50-6,60; da 14 mesi e oltre
7,15-7,30; di 20 mesi e oltre 7,65-7,80. GRANA (bollo provvisorio di origine del
Grana Padano) - stagionatura 60-90 giorni fuori sale 5,20-5,35; parmigiano
reggiano formaggio "scelto 01", forme intere, franco caseificio o
magazzino; stagionatura di 12 mesi e oltre 7,55-7,80; di 18 mesi e oltre 8,258,35; di 24 mesi e oltre 8,95-9,05; Burro zangolato di creme fresche per la
burrificazione 1,60; mantovano pastorizzato 1,80; mantovano fresco
classificazione CEE 2,80; siero di latte raffreddato per uso indust. 1314,50; siero di latte per uso zootecnico 6-8.

Cereali
Frumento tenero panificabile sup. p.s. 80+ non quot.; superfino p.s. 78 non
quot.; fino p.s. 78 non quot.; buono mercantile p.s. 76 non quot.; mercantile
p.s. non inf. a 74 non quot.; mercantile p.s. inf. a 73 non quot.. Frumento
duro fino non quot.; buono mercantile non quot.; mercantile non quot.; altri
usi non quot.. Granoturco naz. contrattato a Mantova sano e secco:a frattura
farinosa, ibridi e sim. 141-143; a frattura farinosa, ibridi e sim. da fuori
provincia 145-148; estero franco arrivo - comunitario 152-157; estero franco
arrivo - non comunitario 180-182; granella verde um. 25% uso foraggero non
quot.; trinciati di mais I raccolto non quot.. Semi oleosi semi di soia naz. 358363; semi di soia esteri 377-390; semi di soia geneticamente modif. non
quot.. Orzo nostrano in natura p.s. min. 55 sino a 60 non quot.; nostrano in
natura p.s. oltre 60 sino a 63 146-150; nostrano in natura p.s. oltre 63 sino a 65
151-155; nostrano in natura p.s. oltre 65 sino a 70 156-160; orzo estero
p.s.63/64 162-167; orzo estero p.s. oltre 66 166-171. Farina di estrazione di
soia tostata prod naz. Convenzionale 400-402; derivata da o.g.m. 376377; decorticata naz. Da o.g.m. 385-387; estera convenzionale non
quot.; derivata da o.g.m. 377-379; decorticata naz. Da o.g.m. 385387. Sottoprodotti del frumento (f.co arrivo): crusca in sacchi consegna
motrice 153-156; autotreno completo, altre prov. 148-150; rinfusa consegna
motrice 123-126; autotreno completo 113-115. tritello in sacchi 158161; rinfusa 132-135. farinaccio in sacchi 178-181; rinfusa 157-160.

Foraggi e paglia
Foraggio secco maggengo I taglio 2015 in campo non quot.; maggengo di I
taglio 2015 in cascina non quot.; fieno di II taglio 2015 in campo 55-60; fieno di
II taglio 2015 in cascina non quot.; fieno di III taglio 2015 in campo non
quot.; fieno di III taglio 2015 in cascina non quot.; fieno di IV taglio 2015 in
campo non quot.; fieno di IV taglio 2015 in cascina non quot.; erba medica
fienata di I taglio 2015 in campo non quot.; erba medica fienata di I taglio 2015
in cascina non quot.; erba medica fienata di II taglio e succ. 2015 in campo 6575; erba medica fienata II taglio 2015 e succ. in cascina non quot.. Paglia di
frumento pressata da mietitrebbia in campo (rotoballe) non quot.; da
mietitrebbia in cascina (rotoballe) non quot.. Foraggi e paglia prov. da fuori
provincia paglia di frumento 2014 (rotoballe ) non quot.; fieno I taglio 2015
non quot.. erba medica II taglio 2015 non quot.; erba medica III taglio e
successivi 2015 non quot..

Risoni
Risoni Vialone nano (resa 50-56) 900-950; Carnaroli (resa 55-61) non
quot.; Arborio (resa 52-57) non quot.. Risi: Vialone nano 21002150; Carnaroli 1880-1930; Arborio 1880-1930. Sottoprodotti della
lavorazione del riso: corpetto 355-360; mezzagrana 320-350; granaverde
210-235. farinaccio non quot.; pula 98-99; pula vergine 120-121.

Bovini
Bestiame bovino (a peso morto) da macello: vacche razze da carne (R2-R3U2-U3) oltre 340 kg. 2,57-2,67; pezzate nere o altre razze (O2-O3) da 300 a 350
kg. 2,42-2,52; pezzate nere o altre razze (O2-O3) da 351 kg. e oltre 2,572,67; pezzate nere o altre razze (P3) da 270 a 300 kg. 2,22-2,32; pezzate nere o
altre razze (P3) da 301 kg. e oltre 2,37-2,47; pezzate nere o altre razze (P2) da
240 a 270 kg. 2,14-2,24; pezzate nere o altre razze (P2) da 271 kg. e oltre 2,192,29; pezzate nere o altre razze (P1) fin a 210 kg. 1,64-1,79; pezzate nere o altre
razze (P1) da 211 a 240 kg. 1,79-1,89; pezzate nere o altre razze (P1) da 241 kg.
e oltre 1,89-1,99. Vitelloni da macello a peso morto Limousine da 350 a 380 kg
4,39-4,54; Limousine da 381 a 400 kg 4,25-4,35; Limousine da 401 kg e oltre
4,08-4,18; Charolaise o incr. francesi da 380 a 420 kg 4-4,08; Charolaise o incr.
francesi da 421 a 450 kg 3,92-4,01; Charolaise o incr. francesi da 451 kg e oltre

3,84-3,92; incr. fr. o irl. o Aubrac o Saler da 360 a 420 kg 3,85-3,98; incr. fr. o irl.
o Aubrac o Saler da 421 a 450 kg 3,78-3,91; incr. fr. o irl. o Aubrac o Saler da 451
kg e oltre 3,71-3,86; incroci nazionali pie blue bega(U2-U3) da 320 kg. e oltre
3,74-3,90; polacchi o pezz. rossi o incr. naz. da 280 a 320 kg 3,533,62; polacchi o pezz. rossi o incr. naz. da 321 a 350 kg 3,43-3,53; polacchi o
pezz. rossi o incr. naz. da 351 kg e oltre 3,33-3,43; polacchi o b.n. nazionali da
270 a 340 kg 2,77-2,94; polacchi o b.n. nazionali da 250 a 300 kg 2,502,67. Scottone da macello a peso morto Limousine da 230 a 270 kg 4,784,88; Limousine da 271 a 300 kg 4,54-4,64; Limousine da 301 kg e oltre 4,474,53; Charolaise o incr. fr. da 260 a 300 kg 4,22-4,32; Charolaise o incr. fr. da
301 a 340 kg 4,18-4,28; Charolaise o incr. fr. da 341 kg e oltre 4,16-4,26; incr.
naz. o irl. o pezz. rossa da 240 a 280 kg 3,91-4,06; incr. naz. o irl. o pezz. rossa da
281 a 320 kg 3,89-4,04; incr. naz. o irl. o pezz. rossa da 321 kg e oltre 3,924,02; b.n. naz. o incr. naz. da 260 a 300 kg 2,54-2,74; b.n. naz. o incr. naz. da 240
a 270 kg 2,27-2,47. Vacche da macello a peso vivo vacche di I qualita` 1,041,14; vacche di II qualita` 0,84-0,94; vacche di III qualita` 0,610,71. Vitelloni da macello a peso vivo incroci naz. con tori pie blue belga 2,112,13; con tori da carne (Limousine, Charolaise, piemontese) 1,821,92; limousine 2,62-2,77; charolaise 2,36-2,45; incroci francesi 2,282,40; simmenthal bavaresi 2,06-2,12; polacchi 1,84-1,96; vitelloni pezzati
neri nazionali 1,46-1,56; tori pezzati neri da monta 0,98-1,18. Scottone da
macello a peso vivo pezzate nere naz. 1,10-1,28; incroci naz. con tori pie blue
belga 2,05-2,20; con tori da carne (Limousine, Charolaise, piemontese) 1,932,11; limousine 2,63-2,84; charolaise 2,31-2,47. Vitelli a carne bianca da 230
a 260 kg. pezzati neri/ rossi esteri 2,97-3,20; pezzati neri nazionali 2,422,52; incroci nazionali 3,62-3,87. Capi da allevamento da latte (iscritti al libro
genealogico): manzette pezzate nere da ingravidare (¤ al capo) 710720; manze pezzate nere gravide da 3 a 7 mesi 1070-1220; oltre i 7 mesi 12001400; vacche da latte pez. nere primipare 1550-1750; vacche da latte pez. nere
secondipare 1350-1550; vacche da latte pez. nere di terzo parto e oltre 9001100. Capi non iscritti al libro genealogico manzette pezzate nere da
ingravidare 460-530; manze pezzate nere gravide da 3 a 7 mesi 700-810; oltre
i 7 mesi 890-1010; vacche da latte pez. nere primipare 1250-1450; vacche da
latte pez. nere secondipare 1050-1250; vacche da latte pez. nere di terzo parto
e oltre 700-900. Vitelli svezzati e da ristallo svezzati maschi incroci francesi da
carne 160/180 kg non quot.; svezzati maschi Simmenthal-austriaci 180/200
kg non quot.; svezzati - maschi incroci Pie blue belga 180/200 kg non
quot.; incroci bianchi/rossi dei paesi dell'est da 270 a 330 kg. maschi non
quot.; da ristallo - maschi - Limousine 240/280 kg 3,51-3,59; da ristallo maschi - Limousine 281/320 kg 3,36-3,43; da ristallo - maschi - Limousine
321/360 kg 3,13-3,24; da ristallo - maschi - Limousine 361/400 kg 2,983,05; da ristallo - maschi - incr. Charolaise x Aubrac 290/330 kg 3,05-3,13; da
ristallo - maschi - incr. Charolaise x Aubrac 331/380 kg 2,90-2,98; da ristallo maschi - incr. Charolaise x Aubrac 381/430 kg 2,79-2,86; da ristallo - maschi incr. Charolaise x Aubrac 431/470 kg 2,66-2,73; da ristallo - maschi - incr.
Charolaise x Aubrac 471/500 kg 2,58-2,66; da ristallo - maschi - incr.
Charolaise x Saler o Aubrac 330/380 kg 2,98-3,05; da ristallo - maschi - incr.
Charolaise x Saler o Aubrac 381/420 kg 2,98-3,05; da ristallo - maschi- incr.
Charolaise x Saler o Aubrac 421/460 kg 2,84-2,92; da ristallo - maschi- incr.
Charolasie x Saler o Aubrac 461/500 kg 2,69-2,77; Saler e Irlandesi - maschi330/380 kg 2,52-2,56; Saler e Irlandesi - maschi- 381/420 kg 2,45-2,50; Saler
e Irlandesi - maschi -421/460 kg 2,37-2,42; Limousine - femmine - 270/330 kg
2,99-3,07; Limousine - femmine - 331/360 kg 2,79-2,86; Charolaise - femmine
- incr. Charolaise x Aubrac 290/330 kg 2,71-2,79; Charolaise - femmine - incr.
Charolaise x Aubrac 331/360 kg 2,52-2,60; femmine incr. Charolaise x Saler
290/330 kg 2,52-2,60; femmine incr. Charolaise x Saler 331/360 kg 2,452,52. Vitelli maschi esteri polacchi pezzati neri I qual. 55/70 kg al capo non
quot.; Simmenthal austriaci/tedeschi 76/90 kg non quot.; Bianchi e rossi dei
paesi dell'est 70/85 kg non quot.. Vitelli maschi pezzati neri da 40 a 45 kg 1,902,10; da 46 a 55 kg 2,50-2,70; da 56 a 70 kg 2,50-2,70. Vitelli maschi incroci
con tori limousine, charolaise e piemontese da 46 a 55 kg 2,60-2,80; da 56 a 70
kg 2,60-2,80. Vitelli maschi incroci con tori pie blue belga da 46 a 55 kg 4,104,60; da 56 a 70 kg 4,50-5.

Mangimi
Mangimi mangime composto per vacche da latte 270-310; mangime
composto per suini da ingrasso 260-290; mangime composto per scrofe 290310; polpe secche comuni da barbabietola (alla rinfusa) 157-163; mangimi
proteici concentrati per bovini 370-420; mangimi proteici concentrati per
suini con 30-32 % di proteine 430-450; mangimi proteici concentrati per suini
con 40-42 % di proteine 460-490.

Bari
Rilevazione della Borsa merci di Bari del 11/06/2015. Prezzi al netto dell'Iva,
prezzi in ¤.

Vini
A Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) Castel del Monte bianchi
all'ettolitro 75-80; rosati 75-80; rossi 80-90; Gioia del Colle bianchi non
quot.; rosati non quot.; rossi non quot.; Gravina bianco non
quot.; Locorotondo bianco 65-70; Barletta rosso 80-90; Canosa rosso 8090; Moscato di Trani dolce naturale 150-200; A Indicazione Geografica Tipica
(I.G.T) (bianco, rosato, rosso, Moscato e indicazione di vitigni) Puglia 4555; Murgia 45-55; Valle d'Itria 45-55; Moscato ( Puglia, Murgia, Valle D'Itria) a
Hl 75-90. Vini rossi 10°/11° gr.etg.pr. 2,30-2,50; 11°/12° 2,40-2,70; 12°/13°
2,80-2,90; 13°/14° 3,30-3,80; rosati 11°/12° 2,50-2,80; 12°/13° 2,703; rosati termocondizionati 2,80-3,30; bianchi 9°/10° 2,10-2,20; 10°/11°
2,20-2,40; bianchi termocondizionati 2,50-2,80. Mosti Mosti I.G.T. Moscato a
q.le 50-70; Mosti I.G.T. non quot.; Mosti muti a gr. Bè 2,30-2,50.

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Moda24 - VENERDÌ 19 GIUGNO 2015 |

n. 167

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n. 167 | Venerdì 19 Giugno 2015

Stili+Tendenze

Industria + Finanza

Beauty + Benessere

Jimmy Choo, stile british
ma made in Italy al 100%

Vuitton «sfila» a Capri
con l’alta gioielleria

L’Olfattorio investe
nei profumi su misura

nicol degli innocenti pag. 22

giulia crivelli pag. 23

marika gervasio pag. 24

cover story

analisi

Export di moda uomo
nel «turbine» valutario
Attenzione ai cambi
e rapido adeguamento
dei listini: le strategie
delle società a Pitti
di Silvia Pieraccini
a Mantenere le antenne ben dritte, non solo
per captare mercati promettenti ma anche
per cogliere le gioie, ed evitare i dolori, legati
alla fluttuazione dei cambi. Per l’industria
italiana della moda, formata in larga parte da
aziende piccole e piccolissime, e protagonista di un impegno straordinario per aumentare le vendite all’estero, s’impone un’ulteriore missione: fare lo slalom tra dollaro che
si rafforza, euro e yen giapponese che si indeboliscono, rublo che si svaluta. E infatti tra
gli stand del Pitti Uomo numero 88, che si
chiude oggi a Firenze con una confortante
presenza di compratori - +7-8% rispetto all’edizione del giugno scorso, sopra quota
20mila di cui 8mila stranieri, con un recupero anche dei buyer italiani – attenzione alle
valute e formazione di listini “sostenibili”
sono propositi che hanno preso il posto di
“espansione in Cina” e “selezione della
clientela tricolore”.
Vede rosa chi vende negli Stati Uniti, come
il marchio napoletano di abbigliamento maschile d’alta gamma Isaia, che oltreoceano
esporta il 60%: «Il rafforzamento del dollaro
ci aiuta a livello consolidato visto che abbiamo una società americana – spiega Gianluca
Isaia, amministratore delegato dell’azienda
di famiglia che negli Usa esporta il 60%, e che
la prossima settimana aprirà un monomarca a Los Angeles – ma il punto fondamentale

All’insegna del colore. Gli spazi esterni e interni della Fortezza da Basso riflettono il tema scelto
per l’edizione 88 della kermesse che si chiude oggi a Firenze: That’s Pitti Color

è riuscire a utilizzare i vantaggi del cambio,
reinvestendo per dare un servizio migliore ai
clienti. È quel che abbiamo fatto in Russia,
dove infatti non abbiamo perso fatturato».
Isaia quest’anno prevede un’altra crescita a
due cifre, +18% a 48 milioni di euro, e si prepara ad assumere “30-40 persone” nella
nuova fabbrica in via di costruzione a Casalnuovo, alle porte di Napoli: sarà ingrandito il
reparto camiceria e avviata la produzione interna di scarpe.
Il rafforzamento del dollaro spinge anche
gli investimenti in partnership delle aziende

italiane come Locman, produttore toscano
di orologi (22 milioni di ricavi attesi quest’anno, per il 30% all’estero) che sta per aprire un secondo negozio a Milano e che progetta anche lo sbarco oltreoceano, a Miami e
New York: «Il rafforzamento del dollaro è la
chiave di volta per stimolare gli investimenti
di partner locali», spiega l’azionista di maggioranza, Marco Mantovani.
Guarda agli Stati Uniti come mercato «su
cui fare di più, ora che l’azienda è ripartita col
piede giusto» Nicola Martini di Mason’s, 20
milioni di fatturato previsto quest’anno (per

deloitte

Dall’Italia un terzo del lusso
Nella graduatoria mondiale
delle top 100 sono 29 le italiane.
Luxottica, Prada e Giorgio Armani
valgono il 50% del Belpaese
di Chiara Beghelli
a Nel 2013 le prime 100 aziende globali del lusso hanno fatturato un totale di 214,2 miliardi di
dollari. E l’Italia, pur essendo il Paese che ne
vanta il numero maggiore, con 29, ha prodotto
una quota pari solo al 16,5% del totale. Sono i numeri della seconda edizione del report “Global
Powers of Luxury Goods” di Deloitte, che fa il
punto sul presente e delinea il prossimo futuro
del mercato mondiale del lusso. Dominata da
Lvmh, la classifica vede Luxottica come primo
gruppo italiano, al quinto posto, seguito da Prada al 15esimo, Giorgio Armani (23), Otb (26) e
Max Mara, Ermenegildo Zegna e Salvatore Ferragamo in successione dal 32 al 34esimo posto.
Spicca un dato: Luxottica, Prada e Giorgio Armani generano da soli il 50% del fatturato di tutte le aziende di moda italiane della top 100. Dato
che esprime una volta di più la prima caratteristica del nostro tessuto imprenditoriale, vale a
dire la sua frammentazione. «Le piccole dimensioni sono una sfida in più per gli italiani spiega Patrizia Arienti, Fashion and Luxury
Leader Emea di Deloitte - :investire in tecnologia e innovazione, scelta necessaria per crescere, è più difficile se si hanno capitali limitati. Le
aziende italiane sono dunque una facile preda
per investitori più grandi. Ma vendere non è
l’unica soluzione per crescere: ci si può anche
quotare in Borsa, oppure cedere una quota di
minoranza mantenendo controllo e gestione
della propria azienda».
Piccolo, però, spesso significa anche produttore di nicchia, d’eccellenza, caratteristica sempre più ricercata dal lusso contemporaneo. In

A Venezia. Global shopper
cinesi a spasso per le calli

214,2
miliardi di dollari
Il fatturato complessivo
generato dalla vendita dei beni
di lusso dai primi 100 colossi
mondiali del mercato.
L’Italia è il primo Paese
per numero di aziende (29)

16,5%
quota di fatturato
Il fatturato dei 29 gruppi
italiani rappresenta il 16,5% di
quello complessivo delle top
100. L'Italia è terza dopo la
Francia (con una quota del
23.2%) e Stati Uniti (20,5%).

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questo senso, proprio grazie alla loro dimensione, le aziende italiane godono di un vantaggio competitivo, apprezzato anche dai brand e
gruppi stranieri che vengono a produrre da noi,
Lvmh in testa (tutte le scarpe Louis Vuitton ad
esempio sono fatte a Fiesso d’Artico, sulla riviera del Brenta) .
A proposito: nella classifica Deloitte la Francia conta 11 aziende, ma è anche il primo Paese
per vendite di lusso, con una quota del 23,5%.
Sarebbe lo stesso se da Lvmh e Kering (che si
trova al 7° posto) estrapolassimo i brand italiani? «Con molta probabilità il nostro Paese diventerebbe il primo al mondo per produzione e
vendite di lusso», spiega Arienti, che non si
esprime in termini di «certezza» perché «calcoli esatti a riguardo non sono stati fatti. Va anche
ricordato, però, che le acquisizioni di brand italiani non ne hanno spostato la sede produttiva», sottolinea.
Big a parte, Deloitte ha identificato anche due
“new entry” italiane in Dama (proprietaria di
Paul & Shark),al 95° posto, che nel 2013 per profitti marginali (+19,4%) ha superato Prada, e
Twin Set (89°), il marchio che è cresciuto di piu
per fatturato fra 2011 e 2013 (+22,7%). «Per avere
successo oggi si deve puntare sulla qualità del
prodotto - prosegue l’analista -, ma anche saper
rispondere alle nuove sfide legate all’innovazione digitale: l’Italia in questo fa fatica, anche
perchè l’e-commerce e le modalità di acquisto
omnichannel sono ancora molto indietro rispetto a, per esempio, Stati Uniti e Cina». Un’altra sfida è investire in “social responsibility”, tema sempre più caro ai consumatori: «I brand
del lusso hanno molta visibilità globale e da loro
ci si aspetta un impegno a favore della comunità
- conclude Arienti -. Gli esempi di Tod’s e Fendi,
che hanno finanziato il restauro del Colosseo e
della Fontana di Trevi, sono molto positivi, così
come l’apertura della Fondazione Prada. Accanto ai bilanci finanziari,in futuro saranno
sempre di più anche quelli sociali».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

il 75% all’export) con una crescita del 20%, e
un allargamento della collezione dallo sportswear al “lusso accessibile”. «Prima della
crisi economica internazionale gli Stati Uniti
erano per me un mercato fondamentale –
aggiunge Martini – e ora che il cambio è favorevole vorrei che tornassero ad esserlo, accanto all’Europa».
Ma il rafforzamento del dollaro non ha un
impatto positivo per tutti. «Per noi che compriamo in dollari, producendo in Cina e Bangladesh, questo livello di cambio crea non
pochi problemi – spiega Lorenzo Nencini di
Incom, licenziatario per l’Europa del marchio di casualwear americano ispirato al
mondo del polo Us Polo Association – per
superarli abbiamo lavorato con i nostri fornitori storici, cercando di condividere gli effetti del cambio, e riuscendo così a mantenere fermi i listini». Us Polo prevede 22 milioni
di ricavi quest’anno, in leggera crescita sul
2014, col 50% di export e grandi aspettative
dalla linea beachwear lanciata l’anno scorso.
Accanto agli Stati Uniti, gli altri “osservati
speciali” delle aziende italiane di moda sono
il Giappone e la Russia. «Ma l’unico modo per
cavarsela è essere flessibili, tenere le antenne dritte e cercare di prevenire i problemi»,
dice Mario Stefano Maran, direttore commerciale di Pantaloni Torino- Pt01, il marchio di pantaloni di fascia alta che si è appena
quotato all’Aim, 24 milioni di fatturato 2015
per il 65% all’export col Giappone come primo mercato estero (vale circa 5 milioni di euro). «In Russia abbiamo abbassato i listini e
dato incentivi al nostro agente, e in questo
modo siamo cresciuti anche in questa fase di
crisi – aggiunge – in Giappone abbiamo fatto
lo stesso, col risultato che prevediamo di crescere, così come negli Stati Uniti. Il segreto è
modificare gli anelli della catena in funzione
del mercato, capire come evolveranno i cambi e cercare di prevenire gli effetti».
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Paola Bottelli

il testimone
passa a milano,
in passerella
39 marchi

C

inquecentoventicinque milioni di
euro di export aggiuntivo in aprile
rispetto a dodici mesi prima:
l’industria della moda cavalca il
super dollaro e si espande ulteriormente
oltre i confini nazionali, unica via per
sbarcare il lunario visto che i consumi
domestici (non solo del settore) languono
da tempo immemore. Ma, analizzando i
dati del commercio estero elaborati dall’Istat, emerge che a trainare la performance è il segmento pelletteria: borse e scarpe
mettono a segno un incremento del 12,1%,
sempre in aprile e rispetto allo stesso mese
dell’anno precedente, insediandosi al terzo
posto nel periodo per saldo commerciale
positivo. Nella top 10, l’abbigliamento è
desaparecido.
Si tratta di un segnale significativo nel
giorno in cui apre Milano moda uomo, con
39 sfilate e 37 presentazioni delle collezioni
primavera-estate 2016, in calendario nella
città dell’Expo fino a martedì. Ad aprire la
kermesse, questa sera, il brand Dirk
Bikkembergs, in dirittura d’arrivo per
cedere la maggioranza al colosso cinese
Guangzhou Canudilo, quotato a Shanghai.
L’ennesima cessione del controllo di aziende italiane, con radicamento produttivo sul
territorio nazionale ma bisognose di un
forte sostegno per l’internazionalizzazione: il presidio nel retail in mercati come
Stati Uniti e Asia è inavvicinabile per chi ha
dimensioni piccole o, al massimo, medie.
Scorrendo il calendario delle sfilate, le
prime organizzate dalla Camera nazionale
della moda sotto la presidenza di Carlo
Capasa, emerge con chiarezza come il
futuro di tanti marchi sia dunque destinato
a cambiamenti radicali, nel medio ma
anche nel breve termine. La sfida nell’arena competitiva globale si è fatta più dura e
chi non si differenzia rispetto ai competitor rischia. Tanto quanto chi non ha in
portafoglio scarpe e borse riconoscibili da
offrire ai clienti a caccia di status symbol.
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online
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I look di Michelle
all’Expo (e non solo)
Il senso di Michelle per la moda:
la first lady cambia spesso stilista
e quando viaggia all’estero
predilige marchi locali. Nel primo
giorno di visita a Expo, ad
esempio, ha indossato un abito
Missoni. Online la gallery dei suoi
look più famosi, in occasioni
ufficiali e di svag o (nella foto,
l’arrivo di Michelle a Londra)

Dent de Man, tocco
d’Africa in Fortezza
Pitti ha dedicato un’attenzione
particolare agli stilisti africani
nella sezione Constellation
Africa, invitandoli a sfilare con le
loro collezioni (nella foto, un look
Dent de Man).Tutti i marchi sono
un affascinante mix di tessuti
locali e stile contemporaneo, un
ponte con l’Africa

A Firenze gli allievi
delle scuole di moda
«I giovani vanno sostenuti»:
parola di Gaetano Marzotto,
presidente di Pitti Immagine. E le
creazioni dei giovani talenti non
sono mancate: in passerella gli
studenti della Marangoni a quelli
del Polimoda (nella foto ), e i
giovani stlisti del concorso
Who’s On Next? Uomo 2015

Social network
Facebook, Twitter e Instagram
per dialogare con noi

24Moda
Iwc celebra gli orologi
che si passano
di padre in figlio
con una web serie

@24moda
Il “social casting” di
Intimissimi fino al 19
luglio con l’hashtag
#ImAStory

@24moda
Tutto il menswear
per la primaveraestate 2016
da Firenze a Milano

Redazione Moda24
direttore responsabile:
Roberto Napoletano
vice direttori
Edoardo De Biasi (vicario),
Alberto Orioli, Salvatore Padula,
Alessandro Plateroti,
Fabrizio Forquet (redazione romana)
in redazione:
Francesca Padula (caposervizio),
Giulia Crivelli (fashion editor)
Chiara Beghelli (retail+web),
Marika Gervasio (beauty+benessere)
progetto grafico:
Adriano Attus

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22

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Il Sole 24 Ore

Moda24 - VENERDÌ 19 GIUGNO 2015 |

n. 167

Stili+Tendenze
sunnei

«Niente social, sfiliamo in casa»
Accolti nei negozi
di punta, Rizzo e
Messina (quasi 30enni)
presentano domenica
la terza collezione
di Angelo Flaccavento
a La ricerca del nuovo talento è una delle ossessioni del sistema moda, la cui fame incessante di cambiamento passa non ultimo attraverso la ridefinizione anagrafica delle
mappe dello stile. Il problema, soprattutto in
Italia, è la gestione paternalistica della questione. Si indicono concorsi patinati, si dedicano pagine di rotocalchi, si individuano
mentori ma alla fine, arrivando al punto, troppo spesso si tradisce la fiducia dei giovani, facendone facile mercimonio per poi subito dimenticarli, privandoli di autonomi strumenti
di sopravvivenza.
In una simile temperie, il successo di Sunnei, marchio piccolo e decisamente di nicchia
nato appena un anno fa ma già lanciato alla
conquista del mercato globale - sostenuto
non ultimo da pubblicazioni americane di
settore poco inclini ai facili entusiasmi - è

doppiamente sorprendente. Lo è per la rapidità con la quale ha attecchito come per la prospettiva non attendista e invero pragmatica
dei suoi autori. «Abbiamo fatto tutto come volevamo, seguendo ritmi nostri e impegnandoci con grande tenacia» raccontano a Moda
24 Simone Rizzo e Loris Messina, che di Sunnei sono mente e motore. Non hanno nemmeno trent’anni, e alla moda sono arrivati per
passione. Rizzo, calabrese e vulcanico, ha studiato digital media management dopo la laurea in economia; Messina, francese e timido,
si è formato nel campo del marketing, per poi
lavorare da Gucci.
I due si sono incontrati a Milano e l’idea di
collaborare è stata naturale. «Il nostro rapporto si basa su uno scambio continuo: non
c’è nessuna divisione di ruoli» spiegano all’unisono. Hanno un aspetto un po’ buffo, opposti e complementari come un duetto di comici rodati. Così evidentemente giovani, si fa
fatica a pensarli districarsi tra le beghe della
produzione, eppure creano abiti dalla fattura
impeccabile. Di ingenuo o sprovveduto, infatti, Simone e Loris non hanno nulla.
Grinta e visione emergono chiare non appena prendono a parlare del progetto. «La
moda ci appassiona da sempre: siamo consumatori attenti - spiegano - Sunnei è nata guardandoci in giro e individuando un cliente, forse simile a noi, che non si riconosceva del tutto
nei prodotti per ora disponibili. La collezione
ha preso forma da questo studio e dal desiderio di esplorare in modo diverso le possibilità

stile british

Jimmy Choo,
scarpe solo
made in Italy

della manifattura italiana, creando una estetica corrente». Il nome Sunnei è una divertente storpiatura di “sunny” e funziona bene: trasmette ottimismo. Fin da subito Loris e Simone hanno scelto di non corteggiare i circoli
modaioli - ai quali sono in effetti del tutto
estranei, tanto che la Milano della moda si è a
mala pena accorta di loro - per costruire invece un fitto network di affiliazioni internazionali fatto di rapporti interdisciplinari con vari
agitatori culturali. Hanno anche evitato il
classico format sfilata, preferendo presentare
gli abiti in situazioni atmosferiche e coinvolgenti come piccole feste in appartamento.
Più che giocare la facile carta del presenzialismo social, in fine, questi due giovani si sono
dati da fare. «Passiamo le giornate in macchina, andando da un produttore all’altro. È una
grande fatica, ma anche un percorso gratificante» raccontano. Tanto impegno però sarebbe nullo se il prodotto fosse blando. Quel
che di Sunnei colpisce, infatti, è la precisione
innovativa delle linee, l’eleganza dégagé, la
scelta di un codice immediato che coniuga la
sapienza sartoriale nostrana e l’uso di tessuti
esclusivi con linee pure, accoglienti e modulari, da uniforme off. «Ci interessa la crescita
lenta - concludono Loris e Simone -. Sappiamo dove vogliamo arrivare ma non abbiamo
alcuna fretta». Negozi di punta come Opening Ceremony e Full li hanno già accolti a
braccia aperte. Domenica presentano a Milano la loro terza collezione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

hot spot

Longchamp apre
a Firenze

Eleganza
dégagé. Il
marchio Sunnei,
nato come
divertente
storpiatura di
«sunny»
trasmette in effetti
ottimismo; nel
giro di un anno la
collezione, di
tipica manifattura
italiana, è stata
accolta in negozi
di punta come
Opening
Ceremony e Full

È stata inaugurata in
occasione di Pitti la boutique
Longchamp di Firenze (nella
foto), in un palazzo storico di
via Roma. Nel negozio si può
vedere in anteprima
Memphis, la nuova collezione
autunno-inverno 2015
ispirata al gruppo fondato da
Ettore Sottsass: un omaggio
del brand francese alla
creatività italiana.

Pinko e le nuove
Shine baby shine
Pinko ha scelto – come aveva
fatto nel gennaio scorso –
Pitti Uomo, che in questa
edizione ha dato ancora più
attenzione al tema “no
gender”, per presentare la
seconda collezione di sneaker
da donna Shine baby shine,
artigianali e made in Italy
al 100%

di Nicol Degli Innocenti
a Le scarpe sono sculture: per creare queste
opere tridimensionali serve sia l’occhio di un
artista sia la mano di un tecnico. Sandra Choi ha
passato anni a fianco dello zio Jimmy Choo imparando il mestiere, studiando ogni stadio della produzione: dallo schizzo su un foglio alla
scelta dei materiali alla cucitura e finitura. Come direttore creativo del brand, la Choi lascia
volare la fantasia ma non dimentica il senso
pratico e l’abilità manuale dell’artigiano.
Moda24 l’ha incontrata a margine delle sfilate
uomo londinesi dove ha presentato l’ultima
collezione Jimmy Choo.
Quanto è importante la divisione uomo
per Jimmy Choo?
Siamo partiti in sordina quattro anni fa con
pochi modelli e il successo è andato oltre le previsioni. È la divisione che registra la maggiore
crescita in assoluto. Nelle collezioni donna i
cambiamenti di forma e di stile sono più evidenti, mentre nell’uomo sono quasi impercettibili, si tratta di modificare i dettagli in modo
sottile: per me come stilista è una bella sfida.
Qual è l’ispirazione principale per le nuove
collezioni?
Ho tirato fuori l’uomo Jimmy Choo dagli uffici di Mayfair e l’ho portato per strada e in palestra, cercando di fondere l’eleganza dello stile
formale con la funzionalità. Lo sport è disciplina, pratica e destrezza, tanto rigore ma anche
adrenalina e divertimento. Quasi tutti gli uomini anche quando si vestono eleganti amano
indossare qualcosa di sportivo, che sia un borsone o una maglietta, un orologio o dei trainer.
Oggi stanno scomparendo le separazioni rigide tra formale e informale, sartoriale e sportivo.
Jimmy Choo è tutto made in Italy, ma ha
un’anima britannica. Come si sposano questi due aspetti del brand?
Il nostro è un brand profondamente britannico, abbiamo qui le nostre radici e la nostra sede, e sono convinta che nel campo delle scarpe il
design inglese sia il migliore al mondo. Ma per
noi l’artigianalità è molto importante, così come la qualità dei materiali e la ricerca dell’innovazione. Per questo tutte le nostre scarpe e borse sono rigorosamente prodotte in Italia dove
c’è una grande tradizione di eccellenza artigianale. Solo le nostre espadrille sono fatte in Spagna per questioni di autenticità. Il resto è e resterà sempre made in Italy.

Orciani sceglie
l’effetto vintage
Accanto alle tradizionali
cinture e alla linea brevettata
NoBuckle (senza fibbia),
Orciani propone quest’anno,
sia a Pitti sia a Milano moda
uomo le borse effetto vintage.
Nella foto, un modello della
linea Crosser, lavorata
artigianalmente, con cuciture
a mano di pellami invecchiati
ah hoc

Forme rivisitate
da Cruciani
Accanto alle nuove borse e
accessori, in primis i bracciali
in macramé, Cruciani a Pitti
resta fedele alla sua storia di
brand nato con la maglieria in
filati pregiati. Per la P-E 2016
molte le stampe «a effetto
luce», le forme rivisitate per
giacche e capispalla e le
sciarpe impalpabili da
abbinare in tanti colori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fatturato Canepa
a 104 mln (+4%)

Direttore creativo. Sandra Choi, nipote del
fondatore del brand Jimmy Choo

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Il gruppo Canepa, leader
mondiale nella tessitura
serica di fascia alta, a cui
affianca la produzione di
tessuti pregiati di altre fibre
naturali, come cashmere,
lana, cotone, lino e canapa, ha
chiuso il 2014 con ricavi per
104,3 milioni (+4%) e un
ebitda al 12,7%, quasi 2 punti
percentuali in più rispetto
all’anno precedente.

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n. 167

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Il Sole 24 Ore

Moda24 - VENERDÌ 19 GIUGNO 2015

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23

Industria+Finanza
alta gioielleria

Sfilano a Capri i pezzi unici Vuitton
Da Casa Malaparte
i «top client» mondiali
si spostano a Parigi,
ma la collezione è già
quasi tutta venduta
di Giulia Crivelli
a Immaginate di essere un top client di
Louis Vuitton: siete certamente anche un high net worth individual (avete cioè un patrimonio liquido, esclusi beni immobiliari e
durevoli, di almeno un milione di euro) e negli anni avete speso centinaia di migliaia di
euro nelle boutique della maison francese e
verosimilmente in quelle di altri marchi del
lusso. Cosa potrebbe stupirvi? Quale esperienza di shopping sarebbe veramente nuova? La risposta di Vuitton è: un viaggio di
una settimana a Capri. Con tutto quello che
l’isola azzurra può offrire e, in più, l’opportunità di vedere in anteprima la nuova collezione di alta gioielleria e di comprare uno
dei suoi pezzi unici, prima che qualche altro
top client lo veda e se ne innamori.
«È la quinta collezione di alta gioielleria
della storia di Vuitton – spiega Hamdi Chat-

A Parigi. Hamdi Chatti, vicepresidente Louis
Vuitton, guida la divisione Watches&Jewellery

ti, vicepresidente della maison e responsabile della divisione Watches&jewellery –.
Nel 2014 abbiamo organizzato un evento a
Singapore, quest’anno abbiamo scelto Capri anche perché i colori dei gioielli sono
un’eco della gamma di azzurri e blu di questa magnifica isola. L’obiettivo è stupire i
clienti, sia con i prodotti sia nel modo di presentarli. Non vale solo per i top client: in tutti
i negozi cerchiamo di offrire una shopping
experience unica, a chiunque e qualsiasi cosa compri. Anzi, pure se non compra».
La presentazione dei gioielli è stata lunedì
sera a Casa Malaparte, una villa costruita nel

1937 secondo i canoni del modernismo italiano e del minimalismo art deco. «Molti
pezzi sono stati venduti, ma il 9 luglio, in occasione dell’alta moda, organizzeremo comunque un evento a Parigi», aggiunge
Chatti. In Place Vendome nel 2013 Vuitton
ha inaugurato una grande boutique dedicata solo a orologi e gioielli, con atelier all’ultimo piano e annessa vip room per la scelta
delle pietre da utilizzare per creazioni su misura. «L’unico altro negozio dedicato è a Tokyo, attiguo a quello principale e in settembre si presenterà rinnovato: al progetto sta
lavorando Peter Marino. Per ora non abbiamo in programma nuove aperture di questo
genere – conclude in vicepresidente di Vuitton – ma nelle boutique esistenti stiamo
ampliando lo spazio dedicato: non c’è solo
l’alto di gamma e le linee di gioielleria stanno andando molto bene, come quelle di orologi, che sono tutti made in Swiss. A Ginevra,
nell’atelier della Fabrique du Temps, lavorano circa cento persone».
Il 2014 è stato un anno positivo per Vuitton e per il gruppo di cui è punta di diamante,
Lvmh: i ricavi della divisione Fashion&leather goods, da sempre dominata da Vuitton,
sono stati di 10,828 miliardi (+3% sul 2013).
Secondo Luca Solca, analista di Exane-Bnp
Paribas, alla sola maison Vuitton sono riconducibili 7,56 miliardi (oltre il 70% del totale ) con utili vicini ai 3 miliardi e il ruolo dei
gioielli e orologi è destinato a crescere.

Collezione Acte V. A lato, la modella indossa orecchini, anelli e collana Escape. Qui
sopra, due anelli: a sinistra, il modello Excelsior. A destra, una delle proposte
intitolate a Capri, abbinabile agli orecchini qui sotto. In basso a sinistra, il collier
Beau Rivage, in diamanti e perle .

© RIPRODUZIONE RISERVATA

bilanci

mostre

Morellato
cresce nel
«premium»

L’arte orafa
italiana al
Poldi Pezzoli

Perle e acciaio. Il bangle della collezione Lunae

a Nel 2014 un ebitda in crescita del 29% non
è comune, ma è quello che ha registrato il
gruppo Morellato. Un dato molto positivo
che si affianca al miglioramento della posizione finanziaria netta, aumentata del 27% e
passata da 75,6 milioni di euro del 2013 ai 55,9
milioni di euro del 2014. I ricavi, invece, pari a
159 milioni, si sono ridotti del 2%, a causa del
business “ritiro oro usato”.
«Le cause di questo successo sono diverse
- spiega il presidente Massimo Carraro -. All’estero sta proseguendo il trend positivo e
anche in Italia abbiamo registrato segnali di
ripresa. Abbiamo un’offerta ricca ma sempre
molto ben bilanciata e con prezzi competitivi: il value for price rimane uno dei punti di
forza del gruppo. Penso a Morellato con i suoi
gioielli con perle naturali o diamanti, ma dal
prezzo accessibile, o a Philip Watch che propone anche per la donna orologi di elevata
qualità, tutti Swiss Made e decisamente preziosi grazie all’utilizzo di gemme e diamanti». Anche il 2015 si sta delineando come un
anno positivo, «grazie al consolidamento
della ripresa in Italia e alle vendite in Francia,
Spagna e Medio Oriente - prosegue Carraro .
-. C’è più incertezza per la Russia, dove però
qualcosa comincia a muoversi, e soprattutto
per il rallentamento della Cina, che riguarda
peraltro più i marchi luxury. Noi che operiamo soprattutto con marchi premium, tutto
sommato, stiamo tenendo bene». Il fatto che
i consumatori globali siano sempre più attenti alla qualità, oltre che al brand, favorisce
Morellato: «Perfino un mercato tradizionalmente orientato all’alto di gamma come
l'Arabia Saudita, sta vivendo questa trasformazione. Per noi è molto positivo perché è
coerente con quelli che sono da sempre i nostri punti di forza», prosegue il presidente.
Nel prossimo futuro c’è il progetto di un
«gioiello “intelligente” che punta dritto al
cuore, dedicato alla donna davvero contemporanea - aggiunge -. Mentre per Philip Watch presenteremo l’orologio riedizione dell’iconico Chaux de Fonds degli anni 40». E
sempre entro l’anno si attende il debutto sul
mercato dei nuovi orologi Trussardi, presentati in anteprima a fine 2014, «che stanno già
dando ottimi risultati. Sul fronte retail, prevediamo circa una decina di nuove aperture
soprattutto sotto l’insegna Bluespirit, la catena retail del gruppo», conclude Carraro.
– Ch.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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a Si aprirà il 25 giugno la mostra “Gioiello - arte e nutrimento dell’anima”, organizzata dal Club degli orafi Italia al
Museo Poldi Pezzoli di Milano e che resterà aperta fino al 27 luglio. L’obiettivo è
creare un percorso di ricerca sulle radici
della tradizione italiana del gioiello e sul
suo presente, che ripercorre il passaggio
dell’alto artigianato dalle botteghe rinascimentali – peraltro ben rappresentate
dalla collezione permanente del museo
– alla contemporaneità dell’imprenditorialità manifatturiera diffusa nei distretti produttivi, della creatività e dell’innovazione dell’artigiano attuale.
La mostra trova quindi affinità con il
Poldi Pezzoli, prestigioso museo milanese, fortemente interessato alle arti e ai
mestieri e in particolare al gioiello, dove
l’arte affianca l’arte. Il rapporto di affinità e di ricerca comune che lega il Club degli orafi e il Poldi Pezzoli (www.museopoldipezzoli.it), è testimoniato dal sostegno con del Club per il restauro di due
preziosi smalti limosini, ora restituiti al
loro splendore: una Pace con l’Adozione
del bambino e una Pace con la Pietà, entrambe del 1500 circa.
La mostra prevede delle vetrine, ognuna delle quali dedicata a una firma dell’alta gioielleria italiana, che raccontano
l’eccellenza, l’abilità, la raffinatezza del
made in Italy, il patrimonio di saperi unico di questo settore: l’Italia è tra i maggiori produttori ed esportatori di gioielli,
e i gioiellieri italiani nella storia sono stati tra i più grandi innovatori, sia dal punto di vista estetico sia tecnico.
Per la prima volta Broggian, Cesari e
Rinaldi, Chantecler, Fope, Forevemark,
Enzo Liverino, Vendorafa Lombardi e
Vhernier espongono, tutti insieme e in
un museo, pezzi delle proprie collezioni:
imprese che incarnano appieno i valori
del nuovo artigianato e che innovando
costantemente materiali, i prodotti e le
tecniche, non perdono mai il legame con
la tradizione, la storia, il patrimonio artistico, il territorio e la qualità.
Tra gli obbiettivi della mostra, quello
di far conoscere al pubblico internazionale l’eccezionale abilità e artigianalità
italiana del gioiello e di veicolare al pubblico più giovane l’interesse per il patrimonio di saperi e di saper fare unico che
caratterizza questo settore d’eccellenza
e questo mestiere creativo e importante
per il made in Italy.
– G.Cr.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Da collezione. Anello Vhernier in mostra al
Poldi Pezzoli dal 25 giugno al 27 luglio

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24

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Il Sole 24 Ore

Moda24 - VENERDÌ 19 GIUGNO 2015 |

n. 167

Beauty+Benessere
a pitti uomo

Da Olfattorio profumi «à-porter»
Come l’abbigliamento
la fragranza maschile
diventa uno stile
Da gennaio le vendite
cresciute del 15%
di Marika Gervasio
a «Le boutique monomarca sono la formula
più interessante per lo sviluppo di un prodotto». Né è convinta Renata De Rossi che, con il
marito Giovanni Gaidano, ha fondato l’Olfattorio, che distribuisce in Italia 18 marchi di
profumi artistici, cosmesi di nicchia e makeup di lusso - tra cui Penhaligon’s, Byredo,
Diptyque L’Artisan Parfumeur e Annick
Goutal - e ha ideato la formula dei bar-à-parfums, spazi speciali per far scoprire e apprezzare fragranze rare in modo originale, come
il calice olfattivo con il piede di plexiglass
brevettato che sostituisce le vecchie strisce di
carta; ma anche attraverso iniziative che affiancano i profumi all’arte, alla letteratura, al
food, al design per creare esperienze polisensoriali personalizzate.
«Ieri, in occasione della manifestazione
Pitti Uomo a Firenze - racconta De Rossi -,

nel Bar-à- Parfums di via de’ Tornabuoni abbiamo presentato “Parfum à porter”, un’interpretazione olfattiva dell’abbigliamento
attraverso le fragranze più prestigiose del
mondo della profumeria artistica. Un evento dedicato al benessere dell’uomo a 360
gradi per ogni tipo di occasione, formale, lavorativa, sportiva, con i nostri marchi. Un
approccio innovativo al mondo della profumeria di nicchia, per scoprire “un abito
esclusivo” che definisca olfattivamente il
nostro stile».
Sono otto a oggi i punti vendita Olfattorio,
tra cui due boutique monomarca - L’Artisan
Parfumeur e Diptyque - a Milano dove ci cono
anche un corner multibrand alla Rinascente
Duomo e un Bar-à-parfums. Altri quattro sono a Torino, Roma, Firenze e Bergamo a cui si
aggiunge quello nella storica profumeria
Naldi di Bologna, «un esempio unico di partnership con una profumeria per quanto ci riguarda- spiega De Rossi -. Abbiamo scelto loro perché li conoscevamo da molti anni. È
importante avere il partner giusto con un approccio adeguato a Olfattorio perché la nostra è una formula che dura da 35 anni».
Collaborazioni a parte, le inaugurazioni
non si fermeranno. «Abbiamo progetti di
aperture a Venezia, Napoli, Roma, ma anche
in Sicilia - continua De Rossi -, però l’Italia è
lunga e rende per noi difficile riuscire a controllare che non si svicoli dal concetto di
bar-à-parfums. Abbiamo chiuso il 2014 a 9
milioni di euro e al 31 maggio crescevamo

prima boutique in italia

Il beauty
di Chanel
a Firenze
a Chanel inaugura a Firenze la sua prima boutique italiana interamente dedicata alla bellezza. Uno spazio ispirato
all’universo della maison, dove i codici
estetici e gli elementi di cui Mademoiselle amava circondarsi vengono reinterpretati attraverso la creatività e la
modernità che caratterizzano il brand,
come spiegano dalla casa francese. Linee essenziali, materiali high-tech,
mobili in lacca e colori iconici come il
beige, il nero e il rouge noir.
La boutique, in via dei Calzaiuoli, si
estende su una superficie di 60 metri
quadri, composta da aree dedicate:
make-up, trattamenti, fragranze e uno
spazio riservato alla consultazione.
Nello spazio dedicato al trucco saranno presenti anteprime, creazioni
esclusive e una selezione di prodotti e
nuance internazionali proposti in
esclusiva per l’Italia. In occasione dell’apertura della boutique è stata proposta una speciale collezione Chanel
loves Firenze declinata nelle nuance
del viola e del rosso, in onore alla città.
Make-up artist e consulenti di bellezza
accompagneranno le clienti nel mondo del maquillage Chanel offrendo
un’esperienza interattiva.
Nell’area dedicata ai trattamenti, invece, saranno proposte diverse linee. Un
esperto guiderà la cliente alla scoperta
del trattamento più adatto alla cura della
propria pelle. In esclusiva per l’Italia, saranno inoltre disponibili anche le linee
specifiche del mercato asiatico.
L’esperienza olfattiva in boutique
prevede rituali su misura e un corner
dedicato a Les Exclusifs, una collezione
esclusiva composta da 15 fragranze emblematiche che interpretano la storia di
Mademoiselle Chanel.
E, infine, un bar multimediale è dedicato a: consulenze personalizzate,
scoperta delle ultime tendenze colore
in tema nail, iPad con contenuti interattivi, una selezione di libri dedicati
alla maison disponibili per la consultazione e in vendita. Ogni mese, poi, il
negozio creerà nuove animazioni per
coinvolgere le clienti in esperienze tematiche.
– Ma.Ge.

del 15%».
Tuttavia per ora il business di Olfattorio si
realizza solo in Italia. Se, infatti, è difficile garantire gli standard e la filosofia dei punti
vendita nel Belpaese, all’estero è tutto ancora
più complicato, come spiega De Rossi: dalla
ricerca di personale adatto a quella di location idonee fino ai distributori, «ma non è
detto che non si trovi un partner affidabile.
L’importante è scegliere bene e non avere
fretta per evitare errori. Solo per fare un
esempio, a Parigi aprono profumerie specializzate che l’anno dopo chiudono. E comunque le boutique monomarca sono
sempre il format migliore per valorizzare
un marchio. Lo vediamo con i nostri monomarca Diptyque e L’Artisan Parfumeur.
Anche Annick Goutal meriterebbe un punto vendita ad hoc».
E aggiunge: « La profumeria di nicchia è
un segmento molto complesso Esistono tanti marchi nuovi alla ribalta, assolutamente
sconosciuti e che non si sa cosa vogliono diventare. È un mercato che avrebbe bisogno
di una pausa e di un ripensamento perché è
troppo cannibalizzato da marchi senza sostanza che copiano quelli più famosi. Invece
servono sviluppo e ricerca. Al momento abbiamo 18 brand, tutti stranieri, principalmente francesi, e sono previsti altri ingressi,
sempre dall’estero. L’Italia? C’è un marchio
molto valido che mi interessa, ma posso solo
dire che è legato a un poeta...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

hot spot

Alfaparf, istruzione
per giovani Down

Raffinato. Sopra, il bar-à-parfums Olfattorio di Firenze. Sotto tre proposte di fragranze
artistiche dei marchi Comptoir Sud Pacifique (Aqua Motu Intense), L’Artisan Parfumeur
(Mandarine) e Diptyque (Eau Moheli)

Alfaparf (in collaborazione con
Aipd, Associazione italiana
persone Down sezione di
Bergamo) sostiene “Bellezza in
tutte le sue forme”, il progetto
per la formazione professionale
di giovani con sindrome di
Down, con un corso di
assistente al parrucchiere.

Temporary store
Aveda a Milano
Aveda inaugura il suo primo
temporary store a Milano in
occasione di Expo. Fino al 31
dicembre alla Stazione Centrale
sarà infatti aperto un pop-up
store con una selezione dei best
seller e un hairstylist per uno
styling express. Sarà anche
possibile farsi coccolare con un
breve massaggio relax.

Technogym con
le Nazioni Unite
“Let’s move & donate food”:
Technogym, official wellness
partner di Expo, grazie alla sua
speciale app, trasforma il
movimento in pasti scolastici per
il World food programme delle
Nazioni Unite. Un’iniziativa in
linea con la campagna “Let’s
move” che Michelle Obama ha
rilanciato anche ieri a Expo.

Mercedes-Benz
punta sul design
Il designer Pascal Rivière
ha pensato per il profumo
Mercedes-Benz Club
un flacone per un target
metropolitano, giovane
e moderno. In metallo
argenteo con vetro colorato
a lato, proprio come i
grattacieli moderni. La
stella, simbolo della casa,
firma il flacone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lush per i diritti
sociali dei gay

A Firenze. Boutique Chanel dedicata al beauty

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Campagna mondiale firmata
Lush con l’associazione All
Out, dal 25 giugno al 5 luglio
nei negozi del marchio.
Obiettivo: raccogliere
250mila sterline per
sensibilizzare l'opinione
pubblica spiegando che in 76
paesi al mondo
l’omosessualità è ancora un
crimine.

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n. 167

|

Moda24 - VENERDÌ 19 GIUGNO 2015

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Il Sole 24 Ore

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25

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26 Mondo

Panorama

GERMANIA

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

Stati Uniti. Il ventunenne Dylann Storm Ruff uccide 9 persone in una congregazione afroamericana a Charleston

Massacro in chiesa, preso il killer

Il crimine razziale sconvolge l’America - Obama: nuove leggi contro le armi

Procedura Ue
sui pedaggi stradali
La Commissione Ue ha
lanciato una procedura
contro la Germania sui
pedaggi autostradali a carico
dei non tedeschi. «Una tassa
auto è conforme al diritto
europeo solo se non implica
una discriminazione sulla
base della nazionalità», è
scritto in una nota
comunitaria. Il commissario
ai Trasporti Violeta Bulc ha
«forti dubbi» che la misura
tedesca risponda ai principi
della libera circolazione. Dal
2016 la Germania vuole
introdurre un pedaggio di
130 euro all’anno sulle
prorpie autostrade con la
possibilità per i cittadini
tedeschi di detrarre la cifra
dalle imposte.

VOTO IN DANIMARCA

Opposizione avanti
negli exit poll
I primi exit poll effettuati
alla chiusura delle urne in
Danimarca confermano il
testa a testa tra il blocco di
destra guidato da Lars
Lokke Rasmussen e la
sinistra di governo del
primo ministro uscente
Helle Thorning-Schmidt
nelle elezioni anticipate.
Secondo gli exit poll del
canale Tv2, la coalizione
d’opposizione sarebbe in
vantaggio di un seggio su
quella guidata dai
socialdemocratici per 88 a
87. È quindi probabile,
come prevedevano i
pronostici, che i populisti
xenofobi del Partito del
popolo danese siano l’ago
della bilancia per formare
governi di coalizione.
Al centro della campagna
elettorale, immigrazione e
stato sociale.

AFP

Lutto al Campidoglio. Rappresentanti del Congresso americano in raccoglimento per commemorare le vittime di Charleston
Marco Valsania
NEW YORK

pHa 21 anni, si chiama Dylann

Storm Roof, ed è di Lexington,
South Carolina. Prima di aprire il
fuoco, probabilmente con una
pistola calibro 45 che il padre gli
aveva appena regalato per il
compleanno, avrebbe detto:
«Devo farlo, voi stuprate le nostre donne e state prendendo il
controllo del nostro Paese».
Poi la strage, tra i fedeli della
Emanuel African Methodist Episcopal Church nel centro di
Charleston, una delle più antiche
congregazioni afroamericane
non solo nello stato ma nell’intero Paese. Un bilancio terribile:
nove morti, sei donne e tre uomini, tra i quali il pastore della chiesa. Roof è stato catturato, dopo
una caccia all’uomo durata 14
ore, tutta la notte e la mattina di
ieri, a Shelby in North Carolina al
termine di 300 chilometri di fuga.
Frutto di una chiamata che aveva
allertato gli agenti della polizia
stradale su un veicolo sospetto.

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Ma shock, dolore, esecrazione
e rabbia hanno continuato a
scuotere gli Stati Uniti, intrecciati ai tentativi di trovare una
spiegazione e una risposta adeguata a una tragedia immensa. Il
capo della polizia locale, Greg
Mullen, ha subito definito l’eccidio come uno “hate crime”, un
crimine di odio razzista, e fonti
delle forze dell'ordine hanno
confermato che il sospetto «intendeva uccidere persone di colore». Inchieste parallele sono
scattate da parte del Dipartimento della Giustizia e dell’Fbi.
«Analizzeremo tutti i fatti», ha
promesso il Ministro Loretta
Lynch. Mentre a New York il sindaco Bill de Blasio si è affrettato a
rafforzare le misure di sicurezza
in tutte le chiese afroamericane,
per scongiurare ulteriori eventuali atti di violenza.
È stato il presidente Barack
Obama a farsi carico di raccogliere la nuova, terribile sfida per
l’intero Paese. E lo ha fatto con
fermezza, invocando nuove leg-

gi sul controllo delle armi e risposte di civiltà al razzismo. «Troppo spesso ho dovuto parlare di simili tragedie - ha detto dalla Casa
Bianca -. Comunità come questa
hanno troppo spesso dovuto soffrire tragedie come questa. Perché qualcuno che voleva fare del
male ha avuto facile accesso alle
armi. Queste violenze di massa
non accadono altrettanto spesso
in altri Paesi avanzati, so che per
noi è difficile ma dobbiamo fare
qualcosa, dobbiamo cambiare il
nostro atteggiamento sulle armi». Ancora: «Il fatto che è stata
attaccata una chiesa afroamericana riapre pagine oscure della
nostra storia. Ho però fiducia che
l’ondata unitaria di solidarietà,
arrivata da ogni comunità e fede,
mostra come il messaggio di odio
può essere battuto». Obama ha
ricordato la lunga serie di aggressioni subite dai luoghi di culto
afroamericani, a cominciare dall’uccisione di quattro bambine
bruciate in chiesa in Alabama negli anni Sessanta. E ha ricordato

L’OMICIDA

Odio razziale
 Dylan Storm Roof, ventun
anni, è stato descritto da
ambienti vicini alla sua
famiglia, con padre
avvocato e benestante,
come un ragazzo
intelligente e sbandato, che
aveva abbandonato le
scuole superiori, isolandosi
e avvicinandosi a gruppi
razzisti senza però finire nel
mirino delle task force
federali anti-terrorismo.

Riforma elettorale. Sfida politica

Hong Kong, smacco
alla legge di Pechino
Rita Fatiguso
PECHINO. Dal nostro corrispondente

l’impegno espresso allora da
Martin Luther King, a che fa proprio, a cambiare «il sistema che
ha prodotto questa violenza».
Roof è stato descritto da ambienti vicini alla sua famiglia, con
padre avvocato e benestante, come un ragazzo intelligente e
sbandato, che aveva abbandonato le scuole superiori, isolandosi
e avvicinandosi a gruppi razzisti
senza però finira nel mirino delle
task force federali anti-terrorismo. Mercoledì sera era entrato
nella Emanuel African Methodist Episcopal Church, in felpa
grigia e timberland ai piedi, e per
un’ora aveva ascoltato il gruppo
di studio sulla Bibbia organizzato dal reverendo, il 41enne Clementa Pinckney, rispettato leader locale e una delle vittime.
Pinckney, pastore da quando
aveva 18 anni, era anche senatore
dello Stato della Sud Carolina,
eletto per la prima volta a soli 27
anni. Solo tre i sopravvissuti lasciati dell’attentatore.
Con il centro di Charleston diventato meta di pellegrinaggio,
Cornell William Brooks, il presidente dell’associazione per i diritti civili Naacp, ha dichiarato
che «non esiste atto più vile che
entrare in un luogo di preghiera e
seminare morte». Il governatore
dello stato, Nikki Haley, ha da
parte sua chiesto a tutti di «pregare per le vittime». Nelle stesse
ore della tragedia, il clima è stato
reso ancora più teso e confuso
dagli appuntamenti in città dei
due più noti candidati alle elezioni presidenziali americane del
2016: la democratica Hillary
Clinton e il repubblicano Jeb Bush. Clinton era però già ripartita
al momento della strage, mentre
Bush non era ancora arrivato e ha
cancellato i suoi impegni. Come
il prossimo presidente, chiunque sarà, saprà affrontare una simile tragedia, dopo il dolore e lo
shock, rimane un interrogativo
in cerca di risposte.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

pI vertici di Pechino non fanno

una piega davanti alla bocciatura
della mozione per il suffragio nazionale all’Assemblea legislativa
di Hong Kong. Perché, come
hanno ribadito a più riprese, la
determinazione ampiamente
spiegata e illustrata lo scorso 30
agosto nella Great Hall of People
e seguita a ruota da tre mesi di
proteste del movimento Occupy
Central, rimane tale e quale. Ma il
voto contrario alla proposta di
legge dell’Assemblea Nazionale
del Popolo, il parlamento cinese,
è duro da incassare.
È toccato al nuovo portavoce
del ministero degli Esteri, Lu
Kang, affrontare la spinosa questione in conferenza stampa:
«Questo risultato – ha precisato
Lu Kang - , che nel 2017 non ci sarà
suffragio universale per il capo
esecutivo della regione amministrative speciale di Hong Kong,
non è qualcosa che avremmo voluto vedere. Il Governo di Pechino sosterrà la proposta respinta
dai deputati, che prevede elezioni a suffragio universale del capo
del governo locale su una lista di
tre candidati approvati da Pechino. Hong Kong fa parte della Cina, si tratta di un problema interno nel quale altri Paesi non devono interferire».
Laconico anche il comunicato del parlamento cinese: «Nonostante la mozione per il suffragio universale non sia passata all’Assemblea Legislativa la direzione verso il suffragio
universale e i principi legali contenuti nella decisione del Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo
(Anp) devono essere mantenuti
nei futuri sforzi per raggiungere
il suffragio universale».
Nei fatti ieri l’Assemblea Legislativa di Hong Kong ha respinto
la proposta di riforma politica
presentata da Pechino: con 28 voti contrari, otto a favore e un solo
astenuto, i 37 parlamentari presenti al momento del voto hanno

bloccato dopo dieci ore di dibattito il piano di riforma delle legge
elettorale che prevede la preselezione dei candidati alla carica
di capo esecutivo per le elezioni
del 2017. I parlamentari pro-Pechino avevano lasciato l’aula alcuni minuti prima del voto nel
tentativo (non riuscito) di dilatare i tempi per l’approvazione.
Che succede, adesso, in concreto? Con la bocciatura della
proposta Hong Kong mantiene
il metodo di elezione del capo
esecutivo che prevede l’elezione dei nuovi vertici da parte di

VOTO A SORPRESA

L’assemblea legislativa
dell’ex colonia inglese
ha bocciato la normativa
preparata
dalle autorità cinesi
un comitato di 1.200 componenti scelti tra le principali categorie economiche, sociali e
politiche di Hong Kong.
In base alla proposta di riforma, i cittadini avrebbero potuto votare tra i candidati scelti
dal comitato, che avrebbero
pre-selezionato i candidati. I
democratici e i movimenti di
contestazione alla legge si sono opposti a questa scelta.
La possibilità che la legge non
venisse approvata era nell’aria,
dopo che i parlamentari democratici avevano reso noto che
non avrebbero sostenuto la riforma facendo mancare il numero legale di voti. Infatti la bocciatura è stata possibile perchè in
base alla Costituzione della Sar
(Speciale Regione Amministrativa) di Hong Kong, approvata da
Pechino per l’approvazione
c’era bisogno di una maggioranza qualificata dei due terzi. I sondaggi della Hong Kong University dicono che il 51% dei residenti è
comunque favorevole alla proposta, contrario il 37 per cento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

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Commenti e inchieste

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

Lettere

DIRETTORE RESPONSABILE

Le risposte
ai lettori

Roberto Napoletano
VICEDIRETTORI:

Edoardo De Biasi (VICARIO), Alberto Orioli,
Salvatore Padula, Alessandro Plateroti,
Fabrizio Forquet (redazione romana)
SUPERDESK CARTA-DIGITAL:
Caporedattori responsabili: Marina Macelloni

e Guido Palmieri
Ufficio centrale: Daniele Bellasio, Giuseppe Chiellino,
Franca Deponti, Federico Momoli, Giorgio Santilli,
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Segretario di redazione: Marco Mariani
INFORMAZIONE NORMATIVA E LUNEDI: Mauro Meazza
SUPERVISIONE E COORDINAMENTO AREA FINANZA:

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RESPONSABILI DI SETTORE: Luca Benecchi,
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Lello Naso, Francesca Padula, Christian Rocca,
Fernanda Roggero, Stefano Salis,
Giovanni Uggeri, Paolo Zucca
SOCIAL MEDIA EDITOR: Michela Finizio, Marco lo Conte
(coordinatore), Vito Lops e Francesca Milano

PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 Ore S.p.A.
PRESIDENTE: Benito Benedini
AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu

Quell’odio razziale
mai del tutto sopito
STRAGE DI AFROAMERICANI A CHARLESTON
di Marco Valsania

U

n atto, certo, di follia. Di una follia omicida e forse isolata,
nutrita da rancori atavici e nuovi, da messaggi di odio
scambiati forse troppo facilmente via Internet e troppo
facilmente armati, ancora una volta, dalla cultura della pistola
facile.Ilgestodiunamentesbandata,votataaitragiciattidifanatismo che periodicamente esplodono nella società americana.
Ma c’è oggi qualcosa di più, di nuovamente, terribilmente inquietante nel susseguirsi di episodi di odio razziale in America
culminati nella strage in chiesa a Charleston. La follia non basta
a spiegare lo spettro d’un ritorno violento della “color line”, di
quella “linea del colore” mai del tutto cancellata dagli Stati Uniti
e non solo. Un’espressione coniata da leader storici dell’emancipazione e della lotta alla segregazione degli afroamericani, da
Frederick Douglass nel 1881 e da W.E.B. Du Bois il secolo scorso.
Il moltiplicarsi di gravi “incidenti” - se non ci sarà una riposta
davvero adeguata, di sicurezza ma anche politica, culturale e di
giustizia in ogni senso - rischia di diventare molto più d’una
coincidenza drammatica. La chiesa del massacro non è un
obiettivo fra tanti, come ha ricordato Barack Obama: è l’erede di
una delle più antiche congregazioni afroamericane del Paese, la
più antica nel Sud, in prima fila nelle battaglia per i diritti civili e
entrata nei libri di storia perché rasa al suolo nel 1822 dopo che
unodeifondatoriorganizzòunadelleinizialirivoltedeglischiavi. Oggi la Carolina del Sud, nonostante i corridoi hi-tech e dell’auto, resta una delle regioni dal difficile clima razziale. Basta ricordare che a pochi chilometri dalla strage solo due mesi fa un
inerme cittadino afroamericano di mezza età, Walter Scott, è
stato condannato a morte sul posto da un poliziotto bianco che
gli ha sparato alla schiena dopo averlo fermento per un fanalino
rotto.Ilpoliziotto,inquestocaso,èstatoincriminato.Maèancorafrescalamemoriadialtridiscussiepisodidaunacostaall’altra
del Paese: Eric Gardner, venditore ambulante strangolato a
NewYorkdaunagenteconunapresaillegale.TamirRice,12anni finiti in un attimo sotto le pallottole di una recluta che ha
scambiato la sua pistola giocattolo per un’arma vera in un parco
di Cleveland. E la crisi di Ferguson in Missouri all’indomani dell’uccisione del 18enne Michael Brown.
Così il “sogno” sulla fine del razzismo di Martin Luther King,
invocato ieri da Obama per curare un paese traumatizzato, si
scontra tuttora, al tramonto del mandato del primo presidente
afroamericano,conladenunciadiDuBois.Ilpaesedevericonoscere che ancora, in America, è possibile essere uccisi in una
chiesa in un gesto, per quanto estremo o folle, di odio razziale.
Un gesto ancora troppo vicino a quel giorno di settembre del
1963, quando militanti del Ku Klux Klan fecero saltare con la dinamite la 16th Street Baptist Church di Birmingham, in Alabama,uccidendoquattrobambine.Alloraservirono14anniperarrivare a incriminazioni e processi. Ma gli Stati Uniti furono capaci di un grande sussulto di civiltà, forse ora nuovamente necessario: il movimento per i diritti civili si affermò come mai
prima. E Obama, ieri, ha ricordato a tutti anche questo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fondazioni, la sfida
comincia adesso
L’ALLONTANAMENTO DALLE BANCHE

C

ome ha detto ieri Giuseppe Guzzetti nella sua relazione al Congresso di Lucca, l’ulteriore allentamento dei
rapporti con la banca conferitaria che attende le Fondazioni in virtù del protocollo firmato con il Mef è un «salto
culturale», per qualcuno non privo di un rilevanza «affettiva». Ma è solo una faccia della medaglia. L’altra, quella finora rimasta più in ombra, riguarda la destinazione dei miliardi
- almeno 7, in base ai primi conti delle banche d’affari - che le
Fondazioni si troveranno in tasca dopo aver venduto le quote nelle banche che eccedono il 33% dei loro patrimoni. Dove
saranno reinvestiti? La riforma, ovviamente, non specifica.
E probabilmente in molte Fondazioni, soprattutto le più piccole (e a corto di competenze finanziarie elevate), regna un
certo spaesamento. Ma la vera sfida, in fondo, è questa: nei
prossimi 3-5 anni, gli enti saranno chiamati a trovare soluzioni sostenibili e coerenti con la propria mission per buona
parte dei patrimoni accumulati nei secoli dalle comunità locali. Qualche esempio di Fondazione virtuosa esiste, e lo slogan del congresso Acri - coesione, sviluppo, innovazione indica la direzione, ma la strada è ancora tutta da scrivere.

ma dei pochi fatti concreti, se non
quando si tratta di infliggere sanzioni.
Cieca sui problemi veri e reali, che
riguardano milioni di suoi cittadini

Giacomo Zanella

Molto di dice e si ripete, e a ragione,
contro le pecche, i limiti, l’eccesso di
burocrazia e gli egoismi europei. Non
altrettanto spesso, però, si ricordano
gli enormi benefici che, in un mondo
e in un’economia globali, l’Europa regala si suoi cittadini: il controllo dell’inflazione che altrimenti ne eroderebbe i redditi e potere di acquisto, il
grande mercato da 500 milioni di
consumatori, la possibilità di lavorarvi e di viaggiare senza più passaporti. Per citarne solo alcuni. Dopo di
che è innegabile che l’Europa debba
cambiare, debba modernizzarsi e rifondare le proprie istituzioni e potenziare il proprio bilancio. Oggi attraversa forse la congiuntura più difficile della sua storia. Speriamo che
alla fine se la cavi. Se ci crollasse addosso, nonostante i suoi limiti evidenti, sarebbero guai per tutti.

Gli affari oltre le sanzioni - Accanto a Nord Stream un impianto doppio diretto in Germania
di Antonella Scott

U

na Russia isolata dalla crisi
ucraina? Pietroburgo alza le
spalle e coglie tutti di sorpresa.
E alla decisione di Bruxelles di
prolungare le sanzioni, risponde
rilanciando. Uno dei primi annunci al
Forum economico internazionale, in
programma nella capitale russa del
Nord, è stata la firma di un
memorandum di intesa tra Gazprom e
tre grandi europei dell’energia. Per
costruire, accanto a Nord Stream, un
altro gasdotto doppio attraverso il
Baltico, diretto in Germania. Con una
capacità di 55 miliardi di metri cubi
l’anno, chiarisce il monopolio dopo la
firma tra Aleksej Miller, ceo di
Gazprom, e Klaus Schaefer (E.On), Ben
van Beurden (Royal Dutch-Shell),
Manfred Leitner (Omv). Altri partner,
dice Gazprom, saranno benvenuti.
E mentre Vladimir Putin si intrattiene
con il ministro saudita dell’Energia Ali
al-Naimi, cui ha trasmesso un invito in
Russia per re Salman, a Pietroburgo è
atterrato Alexis Tsipras, in piena bufera
Grexit. Non abbiamo ricevuto richieste
di aiuti finanziari, assicurano i russi, che
però si apprestano a firmare un accordo
preliminare sulla partecipazione greca a
un altro gasdotto, Turkish Stream. La
sfida russa passa diritto dall’energia.
La risposta alle sanzioni, del resto,
faceva già capolino dal tema affidato al
Forum economico di quest’anno, “Vie
condivise per la stabilità e la crescita”.
Un’idea cui il fronte degli imprenditori

- americani o tedeschi o italiani - ha
risposto. Accomunati dall’idea che la
soluzione della crisi ucraina non passa
per l’isolamento economico della
Russia. Sono numerosi a San
Pietroburgo, più dello scorso anno, più
determinati a trovare nuove strade per
affrontare il momento. Carlo Messina,
ad di Intesa SanPaolo per la prima volta
al Forum russo, è colpito: «Il clima –
osserva - è molto più positivo di quanto
credessi, l’organizzazione non ha
niente da invidiare a Davos. Ci sono
moltissimi americani e tedeschi: il
business può coagulare i fattori per un
dialogo economico, nel rispetto dei
doveri di legge».
Anche la “delegazione” italiana è
nutrita. «Questo è l’anno zero - spiega
Vittorio Torrembini, vicepresidente di
GIM-Unimpresa - l’inizio del grafico: la
linea che farà capire cosa sarà la Russia
domani». Sono tante le aziende presenti
per sondare la capacità di resistenza dei
russi, trovare possibilità nuove. E gli
ospiti russi si affrettano a mettere
l’accento su ogni accordo siglato, come a
dimostrare che, nei fatti, l’isolamento
non esiste. Significativo che il primo
contratto riguardi gli Stati Uniti. «Siamo
orgogliosi del nostro impegno a
investire in questo Paese», dice David
La Rose, general manager IBM per
l’Europa
centro-orientale
commentando l’intesa con IBM East
Europe/Asia, cooperazione e iniziative
congiunte nello sviluppo tecnologico e
sociale di Pietroburgo. Le sanzioni
sembrano lontane, da qui.

Un secondo accordo riguarda
l’Italia, con Maire Tecnimont. La sua
principale controllata Tecnimont si è
aggiudicata un contratto da
Gazpromneft per la realizzazione del
progetto Combined Oil Refinery Unit
all’interno della Raffineria di Mosca. Il
valore è pari a 480 milioni. Ai rapporti
tra Italia e Russia il Forum dedica oggi
una sessione - “Legami storici troppo
forti per essere spezzati”.
Una delle strade da seguire. Andare
incontro ai russi costretti a fare a meno
del contributo occidentale nelle
tecnologie proibite o nei prodotti esclusi
dall’embargo o dalla crisi economica.
Dal punto di vista russo questa è la vera
sfida: «Le sanzioni - racconta Serghej
Krasnov, un piccolo imprenditore che
lavora con grossi gruppi esteri nel
settore dell’auto - ci hanno aiutato a
capire: se l’Europa non ci vende più le
cose, dobbiamo produrle noi. Ci vuole
un cambiamento di mentalità, e la gente
sta imparando ad avere anche maggior
rispetto nelle proprie capacità. Se non lo
faccio io, chi?».
Per Torrembini, è questa la direzione
in cui seguire i russi. Collaborare a
questa trasformazione, localizzare,
fornire assistenza e addestramento ai
manager, trasmettere tecnologie,
aiutare a creare questo tessuto di
aziende diffuse. «Accompagnarli con
le aziende italiane fino al punto in cui
possono solo fare loro». Non made in
Russia, ripetono al Forum, ma made
with Russia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Forum San Pietroburgo / 2

Prodi, ricucire con la Russia

R

omano Prodi è amareggiato.«Questo sembra ormai un treno senza controllo», scuote la testa rispondendo alla richiesta di un commento sul prolungamento delle sanzioni
europee alla Russia.
TraipadiglionisulGolfodiFinlandiache
ospitano la Davos dei russi, l'ex premier italiano ed ex presidente della Commissione
europea, ora presidente della Fondazione
per la collaborazione tra i popoli, sintetizza
quello che pensa: «Se gli americani e i russi
lo volessero, potrebbero sconfiggere l’Isis e
il terrorismo in un giorno. Ma la crisi ucraina avvelena le radici».
Più tardi, ieri pomeriggio al Forum economico internazionale di San Pietroburgo,
Prodi è stato protagonista di uno scambio
dal titolo «Una roadmap per il riavvicinamento tra Europa e Russia». Con la guerra
in Ucraina costantemente sullo sfondo, rispondendoalleosservazionidelgiornalista
americano Peter Lavelle, anchor di Russia
Today, Prodi ha riassunto quella radice del
problema ripetendo più volte due parole:
“buon senso”.
«Siamoandatibenoltre»,spiega.Eppure
è soltanto il buon senso che deve guidare
Russia e Unione Europea nel momento in
cuiilorolegamisisonocosìcomplicati.«Sia
i russi che gli europei devono cambiare approccio–hadettoProdi-.Lasituazioneèco-

sì irrazionale. Tutti ci perdono in questo
conflitto. Bisogna invece farsi guidare dal
buon senso, trovare un ambito di interessi
comuni,mostrarebuonavolontà.Dallarealizzazione di un progetto devono vincere
tutti. Si esce dal vicolo cieco con nuove proposte. Le mie le ho già fatte». Le ripete. «È
evidente che se si scava nel passato il problema non si risolve, bisogna trovare altre
basi per costruire rivolti al futuro». Quello
stesso buon senso, in fondo, non sembra essersi esaurito nei rapporti tra russi e americani: almeno questo è l’auspicio di Romano
Prodi che come prova ricorda l’incontro tra
VladimirPutineilsegretariodiStatoamericanoJohnKerry,aSochiil12maggioscorso.
«Spero che non si tratti di una situazione
che resterà senza risultati», ha detto l’ex
presidente della Commissione europea.
Anche perché all’Europa «in questo momento manca un leader: la Germania non è
pronta a prendere il ruolo su di sé».
A margine del suo intervento Prodi ha
commentato la crisi greca. «Si troverà un
compromesso – ha detto all’agenzia Agi -. È
chiaro che nessuno ha interesse che la Grecia esca dall’Eurozona. Ma non sarà comunque un gran compromesso. Si tratterà
di un rinvio dei problemi, e non di una soluzione definitiva».
A.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Risorse energetiche

Se evapora il gas europeo
di Leonardo Maugeri

N

egli ultimi mesi, chi sognava
di poter far soldi con il gas naturale si è bruscamente risvegliato in una camera di rianimazione. I prezzi del metano sono crollati in tutto il mondo, trascinando con sé
gli esiti di investimenti colossali realizzati dall’industria del petrolio e del gas e
da quella elettrica.
Nessun mercato ha sofferto più di quello europeo. I 28 paesi della Ue hanno visto
evaporare la loro domanda di gas naturale,
dai 527 miliardi di metri cubi (Mmc) consumati nel 2010 ai 407 del 2014. Per questo
non stupisce che, di recente, molte grandi
società petrolifere europee (tra cui Shell,
BP, Total, Eni, BG, Statoil e Repsol) abbiano chiesto a viva voce di aumentare la tassazione sulle emissioni di anidride carbonica (CO2), arrivando a rivolgere un appello alle Nazione Unite.
Un risveglio “verde” un po’ improbabile per un’industria che – soprattutto con la
raffinazione di petrolio - è tra le principali
emittenti di CO2, comprensibile in parte
solo alla luce dell’ordalia del gas. Quest’ultimo si è fatto sempre più spazio nelle riserve, nel conto economico, negli investimenti e nelle prospettive future di gran

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redazionale è il direttore responsabile a cui, presso il Servizio Cortesia, presso Progetto Lavoro, via Lario, 16 - 20159 Milano, telefono (02
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membri, della quota dei miliardi
privati e dei progetti operativi
neanche l’ombra. È una Europa dai
molti documenti e dalle lacrime facili

benefici reali non solo di burocrazia,
per non lasciare spazio a un sempre
più ampio sentimento anti-europeo
che non deve aver modo di trovare
argomenti facili per attecchire.

Gazprom, nuovi gasdotti con partner Ue

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Domenico Rosa

che si ritrovano a gestire un flusso
umano migrante in fuga dai propri
paese.
È già stata cieca l’Europa 70 anni fa
quando ha fatto finta di non vedere i
convogli di deportati Ebrei e
oppositori dei regimi totalitari che
percorrevano i suoi territori destinati
a morte certa. Salvo poi prenderne
coscienza in modo traumatico e
viscerale di fronte ai cancelli aperti
dei campi di concentramento e
stermio. È la stessa umanità dolente,
sofferente e impaurita. Sono le stesse
minoranze devastate da guerre
tribali, religiose ed etniche che oggi
chiedono aiuto, ma soprattutto
chiedono che l’Europa non volti la
testa e aspetti che il problema si
risolva da solo, lasciando poi alla
storia contare i morti. C’è necessità di
questa revisione di comportamento,
c’è necessità di questa presa di
coscienza, di modernizzazione, di
capacità di soluzione dei problemi
specie quelli nuovi e moderni. Infine, si
deve bilanciare l’apporto economico
degli stati membri con il ritorno di

FORUM SAN PIETROBURGO / 1

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includere per favore nome,
indirizzo e qualifica

M

entre l’Europa politica ed
economica chiede ai paesi
membri, specie a quelli in
difficoltà, profonde riforme strutturali
che toccano la vita dei cittadini, c’è
una Europa burocrate che rimane
ancorata a meccanismi obsoleti e
costosi, vive e lavora su due palazzi
(Strasburgo e Bruxelles) faraonici dai
costi immorali, stipendiando
parlamentari, funzionari e dipendenti
di ogni genere con retribuzioni da
boom economico in barba ai sacrifici
chiesti ai cittadini europei. La
lentezza, la macchinosità e
l’inneficacia con cui sta affrontando il
tema dei migranti come non fosse un
problema europeo, è evidente a tutti.
Sul tema dello sviluppo e della
crescita (piano Junker) siamo fermi:
dopo aver chiesto i soldi agli stati

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Fabrizio Galimberti
Guido Gentili
Adriana Cerretelli
Salvatore Carrubba

Europa, qualche pecca
c’è, ma se crollasse
sarebbero guai per tutti

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MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
GIOVEDÌ
VENERDÌ
SABATO

parte delle major petrolifere mondiali, ma
soprattutto europee: di conseguenza, la
caduta della domanda e dei prezzi del
metano mina quelle prospettive, mettendo a rischio la redditività futura
dell’industria stessa.
Così le major cercando di limitare i
danni attaccando – attraverso la CO2
– il carbone, il cui consumo sta contribuendo a deprimere la domanda di gas.
Tra le fonti di energia, il carbone è non
solo la più “sporca” nel suo intero ciclo
produttivo, ma anche quella che emette
più anidride carbonica quando bruciata
per generare elettricità. Per questo, un aggravio dei costi sulle emissioni di CO2 ha
un impatto immediato sulla sua competitività, come sembra dimostrare il caso della Gran Bretagna.
Nel 2013, Londra ha introdotto un prezzo minimo per le emissioni di anidride
carbonica fissato a circa 18.08 sterline a
tonnellata (circa 27.50 euro). Se il prezzo
dei certificati europei di emissione di
CO2 scende sotto quel livello, le società
che abbiano acquistato quei certificati
(che danno il diritto a emettere CO2) devono comunque pagare la differenze al
governo. Negli ultimi tempi, il mercato
ondeggia su quotazioni della CO2 di circa
7 euro a tonnellata, che rendono troppo

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conveniente per chi emette anidride carbonica acquistare certificati e continuare
a emettere.
Il sistema britannico, invece, sembra aver colpito nel segno. Tra gennaio e aprile del 2015, la generazione di
elettricità da gas naturale ha avuto un
rialzo di oltre il 50%, mentre la generazione a carbone è caduta del 37% (in
parte a causa della manutenzione di
alcuni impianti a carbone). E questo
nonostante il 2014 non sia stato un
buon anno per il gas nemmeno in Gran
Bretagna.
Fatto sorprendente, negli ultimi anni il
carbone ha avuto un inatteso e bizzarro revival in molti paesi europei. Bizzarro perché il suo consumo è cresciuto in parallelo
con la costante crescita delle nuove rinnovabili – cioè solare e eolico – verso le quali
la stessa Unione Europea ha fatto voto di
fede totale: un po’ come dire il diavolo e
l'acquasanta.
Il caso più emblematico di questo
paradosso è stata la Germania, che pure rimane il primo consumatore di metano in Europa, davanti a Gran Bretagna e Italia.
La Germania è il paese in Europa che
più ha fatto per spingere le nuove rinnovabili, con un costo per i cittadini

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che ormai supera i 17 miliardi di euro
l’anno (tanto è necessario a pagare incentivi diretti e indiretti). Nel 2014,
idroelettrico, solare e eolico nel loro
insieme hanno così coperto quasi il
28% dell’elettricità prodotta in Germania. Dopo il devastante incidente
nucleare di Fukushima nel 2010, inoltre, Berlino ha preso l’impegno ardito
di fermare progressivamente tutte le
sue centrali nucleari entro il 2022 (che
di CO2 non ne emettono) – impegno
che ha già portato alla fermata di alcuni impianti.
Nonostante questi sforzi, la domanda tedesca di carbone (lignite inclusa)
è cresciuta a tassi molto sostenuti dal
2012 al 2014, fino a coprire quasi il 45%
dei consumi elettrici del paese. A spingerla è stato soprattutto il bassissimo
costo d’importazione del carbone - soprattutto statunitense; al contrario, il
consumo di gas ha continuato a cadere,
fino a prendersi poco più del 10% della
torta dei consumi elettrici tedeschi.
In molti altri paesi europei carbone e
rinnovabili hanno sottratto spazio al gas
naturale, nel contesto di una domanda di
energia in costante diminuzione per effetto prima della crisi economica, poi di
una ripresa troppo lenta. Nel 2014, infine,
è piovuto sul bagnato, con la beffa di un
andamento climatico eccezionalmente
mite che ha tagliato i consumi invernali
per il riscaldamento.
Per i produttori e venditori di metano,

per la spedizione del quotidiano e per l'invio di materiale promozionale.
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fax al n. 02 o 06 3022.2519. Il costo di una copia arretrata è pari al doppio del
prezzo di copertina del giorno richiesto. Non verranno rimborsate le istanze
relative ad edizioni più vecchie di 24 mesi dalla data odierna.

come ho osservato all’inizio, il danno è pesante. Non solo per le grandi compagnie
europee, ma anche per i grandi esportatori
come la Russia, che hanno visto diminuire
il loro potere di leva sui mercati finali, trovandosi costretti a cercare altri sbocchi di
mercato per il proprio eccesso di metano.
Per i produttori di elettricità l’effetto è
stato ancor più marcato, soprattutto per
tutti coloro dal 2000 in poi avevano puntato sulle centrali a gas per generare energia elettrica. Oggi molte di quelle centrali
lavorano a ritmi ridottissimi, tanto che alcuni operatori europei stanno considerando l’opzione di “smontare” le centrali
e venderle sul mercato secondario internazionale a paesi in via di sviluppo. Tra
molte polemiche, alcuni paesi hanno introdotto il c.d. pagamento di capacità
(“capacity payment”), un meccanismo
che consente di far pagare una quota a
tutti i consumatori di elettricità per sostenere la capacità di generazione in eccesso. Un provvedimento giustificato dalla
necessità di sostenere centrali che altrimenti andrebbero chiuse, con rischi futuri in caso di black-out elettrici.
Ma in mancanza di una forte ripresa
economica e di inverni rigidi, pagamento di capacità e maggiori costi sulle emissioni di CO2 rischiano di essere
zattere inadeguate nella tempesta globale abbattutasi sul gas, che non sembra destinata a placarsi per alcuni anni.
Leonardo_Maugeri@hks.harvard.edu
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La tiratura del Sole 24 Ore di oggi 19 Giugno 2015 è stata di
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Commenti e inchieste 29

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

3,5
Custodiamo la nostra casa comune
L’enciclica di Francesco

Respiroglobale.IlmessaggiodelPonteficeèrivoltoatuttigliuomini
delmondoinquantoaccomunatidaunamedesimaresponsabilità

Miliardi. Per colpa degli attuali
squilibri economici, le risorse dei 3,5
miliardi di abitanti più poveri
del Pianeta sono in mano
alle sessanta persone più ricche

L’ECOLOGIA INTEGRALE DELLA «LAUDATO SI’»

I costi della finanza. La popolazione ha pagato il salvataggio delle banche

La politica e l’economia
siano al servizio della vita

Il futuro del Pianeta è legato a una «conversione» ecologica non più rinviabile
LAPRESSE

di Bruno Forte
u Continua da pagina 1

Q

uesta sorella, «protesta per il male
che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei
beni che Dio ha posto in lei. Siamo
cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla»
(n. 2). Nello stile fortemente comunicativo,
proprio del Papa venuto «dalla fine del mondo», l’allarme è lanciato, mentre è offerta con
altrettanta chiarezza la motivazione per cui
nessuno può tirarsi indietro di fronte ad esso:
niente di questo mondo può esserci indifferente, perché si tratta della nostra «casa comune»! Per questo l’Enciclica è rivolta a tutti e non
solo ai membri della Chiesa, accomunati – come tutti dovremmo essere – da una stessa preoccupazione e da una medesima responsabilità di fronte al mondo in cui viviamo. Il Papa si
rifà al magistero dei suoi immediati predecessori e a quello del Patriarca di Costantinopoli
Bartolomeo, guida del mondo ortodosso, per
avanzare la proposta di un’urgente «conversione ecologica» e di nuovi stili di vita da adottare ispirandosi a una vera e propria «ecologia
integrale», che abbracci tutte le dimensioni
del rapporto della persona umana con se stessa e con l’ambiente in cui vive. La posta in gioco
è il futuro di tutti, anche se lo sguardo di Francesco è rivolto in modo prioritario a coloro che
più di altri pagano il prezzo della crisi ecologica: i poveri. È anche in loro nome, oltre che a
loro favore, che intende parlare.
Nell’esame della situazione attuale la riflessione spazia dai problemi dell’inquinamento, connessi al divario fra i velocissimi
tempi della tecnologia e quelli lenti della biologia, ai cambiamenti climatici dagli effetti
spesso devastanti, fino al pericoloso diffondersi della «cultura dello scarto», che «colpisce tanto gli esseri umani esclusi quanto le cose che si trasformano velocemente in spazzatura» (n. 22). Una delle conseguenze drammatiche di questi processi riguarda
«l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, che non
sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della
propria vita abbandonata senza alcuna tutela
normativa»(n. 25). La denuncia è sociale e politica: «Molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i
problemi o nasconderne i sintomi, cercando
solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici» (n. 26). Gli argomenti sono concreti e stringenti: dalla questione dell’acqua, bene primario spesso trasformato
«in merce soggetta alle leggi del mercato» (n.
30), alle ferite gravi inferte alla biodiversità, al
deterioramento della qualità della vita umana
e alla degradazione sociale, connessi ai danni
ambientali. Di fronte a quest’elenco di urgenze drammatiche, Francesco indica vie operative precise, insistendo sulla necessità di fon-

In conferenza stampa. II metropolita di Pergamo John Zizioulas, e il cardinale Peter Turkson

do di «un’etica delle relazioni internazionali», che muova dalla constatazione di «un vero debito ecologico, soprattutto tra il Nord e il
Sud, connesso a squilibri commerciali con
conseguenze in ambito ecologico, come pure
all’uso sproporzionato delle risorse naturali
compiuto storicamente da alcuni Paesi» (n.
51). L’imperativo che ne consegue è categorico: «È necessario che i Paesi sviluppati contribuiscano a risolvere questo debito limitando
in modo importante il consumo di energia
non rinnovabile, e apportando risorse ai Paesi
più bisognosi per promuovere politiche e
programmi di sviluppo sostenibile» (n. 52).
Il discorso non è però solo socio-politico:
Francesco ricorda puntualmente che i testi biblici, letti con una giusta ermeneutica, «ci invitano a coltivare e custodire il giardino del
mondo» (n. 67), escludendo ogni «antropocentrismo dispotico che non s’interessi delle
altre creature» (n. 68) e fondando una relazione di solidarietà fra l’uomo e la natura al cospetto dell’unico Padre celeste, che se da una
parte «demitizza» la creazione, dall’altra evidenzia la responsabilità dell’essere umano,
consapevole e libero, verso tutto il creato. Ciò
che di fatto è avvenuto è stato, al contrario,
l’insinuarsi nelle coscienze di «un sogno prometeico di dominio sul mondo che ha provocato l’impressione che la cura della natura sia
cosa da deboli. Invece l’interpretazione corretta del concetto dell’essere umano come signore dell’universo è quella di intenderlo come amministratore responsabile» (n. 116).
Partendo dal principio che «tutto è connesso» (n. 138), il Papa ne deduce che la natura
non può essere considerata «come qualcosa
di separato da noi o come una mera cornice
della nostra vita» (n. 139). È necessario cercare soluzioni integrali: «Non ci sono due crisi
separate, una ambientale e un’altra sociale,
bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere

TV A CURA DI LUIGI PAINI

la povertà, per restituire la dignità agli esclusi
e nello stesso tempo per prendersi cura della
natura» (ib.). In quest’ottica, Francesco propone riflessioni significative sui vari contesti
d’azione, proponendo tra l’altro un’incisiva
«teologia della città», di cui occorrerebbe tenere particolarmente conto (cf. n. 151).
Di fronte a queste sfide soltanto il dialogo
franco e solidale può rappresentare il percorso per offrire una risposta affidabile: troppo
spesso, però, ad esso si preferisce l’interesse
di parte, a tutto svantaggio dei popoli e delle
categorie più deboli del pianeta. Avviene così che «i negoziati internazionali non posso-

LE REAZIONI

Obama: messaggio potente
Mattarella: altissimo valore
pIl presidente americano Barack Obama ha

elogiato il messaggio «chiaro e forte» di papa
Francesco che ha esortato i leader mondiali ad
agire per salvare il pianeta, minacciato dai cambiamenti climatici e dal consumismo. «Ammiro profondamente la decisione del papa di esortare all’azione contro il riscaldamento climatico in maniera chiara, forte e con tutta l'autorità
morale che la sua posizione gli conferisce».
Sull’enciclica è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «È
un documento di grandissimo valore e di straordinariointeresseculturaleesociale-hadetto.
In un momento in cui il dibattito mondiale ha
difficoltà a uscire dagli angusti spazi degli interessi nazionali - ha aggiunto - l’enciclica ci fa entrare nella dimensione autentica della globalizzazione, in un’ottica di interdipendenza e di solidarietà tra i popoli e gli Stati».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

no avanzare in maniera significativa a causa
delle posizioni dei Paesi che privilegiano i
propri interessi nazionali rispetto al bene comune globale» (n. 169). Eppure, la responsabilità verso l’ambiente e le generazioni presenti e future richiede coraggio e lungimiranza da parte di tutti, unitamente alla disponibilità necessaria a fare talvolta anche dei passi
indietro per raggiungere la misura della sobrietà, valore inseparabile dalla solidarietà.
Occorre puntare a nuovi stili di vita, educando all’alleanza tra l’umanità e l’ambiente, stimolando a quella che Francesco chiama la
“conversione ecologica” di ciascuno, unica
condizione di gioia e di pace durature per tutti. La sfida ambientale si congiunge così a
quella educativa, basata sulle possibilità dell’essere personale di crescere nella consapevolezza delle proprie responsabilità e di agire di conseguenza in maniera ecologicamente sostenibile e solidale, a cominciare dagli
ambiti vitali come quello della famiglia.
Un aspetto particolarmente rilevante dell’Enciclica è l’aver valorizzato la riflessione
collegiale nella Chiesa: numerosi documenti
di episcopati nazionali, che si sono fatti voce di
situazioni che evidenziano l’urgenza diffusa di
una conversione ecologica, sono citati e utilizzati. Rilevante è il riferimento ad alcuni profeti
dell’epoca moderna, troppo spesso ignorati,
dall’antropologo e teologo gesuita francese
Pierre Teilhard de Chardin, al pensatore italotedesco Romano Guardini, al filosofo protestante Paul Ricoeur. Il coinvolgimento nell’azione da intraprendere è proposto a tutti,
nessuno escluso, perché la casa comune riguarda ogni persona umana e nessuno può
chiamarsi fuori dalla responsabilità verso di
essa. D’altronde, la lucidità dell’analisi delle situazioni da cui il testo muove, la denunzia severa e documentata che propone sul piano morale, come su quello economico e politico, il rigore delle motivazioni offerte, la puntualità delle
indicazioni avanzate, ne fanno un dono e una
sfida a cui nessuno potrà moralmente sottrarsi.
Come il Santo di cui porta il nome, Papa Francesco ha saputo dar voce in queste pagine all’intera famiglia umana, invitando tutti a unirsi
con le proprie scelte a quelle espresse dal Cantico del Poverello d’Assisi, autentico fratello
universale. Un testo da leggere e da diffondere,
una parola di vita e di speranza, d’impegno e di
passione, che il Vescovo di Roma non esita a
lanciare al mondo intero, in maniera tutt’altro
che generica e astratta, concretissima anzi e
coinvolgente per ogni essere umano che si voglia persona libera e protagonista di un domani
di vita piena per sé e per tutti.

di Carlo Marroni

L

Bruno Forte è Arcivescovo di Chieti-Vasto
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Bruno Forte presenta ai nostri lettori alcuni contenuti della sua
introduzione all’edizione dell’Enciclica di Papa Francesco
«Laudato si’», pubblicata dall'Editrice La Scuola (pagine 192,
€ 9,90). All’introduzione seguono nel volume il testo integrale
e alcune guide alla lettura, firmate da Piero Stefani, Roberto
Rusconi, Dario Antiseri, Salvatore Natoli, Fulvio De Giorgi,
Giovanni Santambrogio e Piero Gibellini

a cura della «casa comune», della
Terra, è la cifra della convivenza tra
le genti, dell’esistenza stessa dei popoli. Un impegno che non è solo ambientale, ma attraversa tutti gli stili di vita e
mette in discussione i paradigmi che hanno
governato fino ad oggi il pianeta e lo hanno
portato alle crisi, ai disastri ecologici e agli
squilibri economici, visto che le sessanta
persone più ricche del mondo hanno le risorse dei 3,5 miliardi dei più poveri. L’enciclica
«Laudato si’», la prima a sola firma di Papa
Francesco, è un programma planetario, non
solo ambientale, ma di forte cifra pastorale
economico-sociale. Il Papa argentino che arriva da quel sud del mondo che ha subito uno
sfruttamento intensivo e sconsiderato delle
risorse naturali, apre una nuova era della
Chiesa, affrontando temi fino ad oggi non
toccati dai Pontefici. Il documento – 192 pagine fitte – era molto atteso («mai avevo visto
una attenzione così alta in 25 anni» ha detto il
portavoce padre Lombardi) e la presentazione di ieri nell’Aula Nuova del Sinodo ne è stata la dimostrazione plastica: centinaia di persone tra cardinali, prelati, diplomatici e giornalisti. Il documento esamina a fondo gli
squilibri del mondo e avanza la proposta di
una «ecologia integrale, che comprenda
chiaramente le dimensioni umane e sociali»,
inscindibilmente legate con la questione ambientale. In questa prospettiva, Francesco
propone di avviare a ogni livello della vita sociale, economica e politica un dialogo onesto, che strutturi processi decisionali trasparenti, e ricorda che nessun progetto può essere efficace se non è animato da una coscienza formata e responsabile, suggerendo
spunti per crescere in questa direzione a livello educativo, spirituale, ecclesiale, politico e teologico. Ora per il Papa esiste nel quadro di un’etica delle relazioni internazionali
un vero e proprio «debito ecologico» del
Nord ricco e industrializzato verso il Sud del
mondo, un debito quindi di cui paesi industrializzati si devono far carico con politiche
lungimiranti e anti-cicliche rispetto agli impegni elettorali. Ma la questione ambientale
è da inquadrare in un contesto molto più ampio: e qui l’enciclica accelera decisamente il
passo. «La politica non deve sottomettersi
all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della
tecnocrazia. Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che
la politica e l’economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana. Il salvataggio ad ogni
costo delle banche, facendo pagare il prezzo
alla popolazione, senza la ferma decisione di
rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che
non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente
cura». Parole dure, che riprendono i concetti

RADIO 24

già espressi nella «Evangelii Gaudium» del
2013, il “manifesto” del pontificato che ha attirato su Bergoglio accuse di “leninismo” delle
centrali della City e di Wall Street. Attacchi
conservatori – che si sono manifestati anche
dall’interno della Curia – che si sono ripetuti
negli ultimi giorni, ultimo quello di Jeb Bush,
candidato repubblicano alle presidenziali
Usa e cattolico convertito, a cui ha risposto il
cardinale Peter Turkson nella presentazione di ieri («Neanche i politici dovrebbero
parlare di scienza»). Insomma, per il Papa «la
crisi finanziaria del 2007-2008 era l’occasione per sviluppare una nuova economia più
attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è
stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo». Secondo Bergoglio la produzione non è sempre razionale, e spesso è legata a variabili economiche che attribuiscono
ai prodotti un valore che non corrisponde al
loro valore reale: «Questo determina molte
volte una sovrapproduzione di alcune merci,

RICCHI E POVERI

Nel quadro di un’etica delle
relazioni internazionali esiste un
vero e proprio «debito ecologico»
del Nord ricco e industrializzato
verso il Sud del mondo
con un impatto ambientale non necessario,
che al tempo stesso danneggia molte economie regionali. La bolla finanziaria di solito è
anche una bolla produttiva. In definitiva, ciò
che non si affronta con decisione è il problema dell’economia reale». Quindi relazioni
economiche centrate sull’uomo, solidarietà
tra generazioni, migrazioni, condanna della
speculazione finanziaria sui beni alimentari
primari e opzione preferenziale per i poveri
(concetto-chiave della teologia della liberazione): tutti i comportamenti dell’uomo che
alterano l’ambiente vanno rivisti alla radice,
attraverso un percorso di «conversione ecologica» che il Papa propone all’intera umanità, oltre che ai credenti. Un’enciclica che va a
fondo sulle tematiche ambientale, andando a
toccare aspetti anche scientifici, che quello
di puntare sugli “accumuli”. La dimensione
globale dell’enciclica è stata chiara anche
dalla presentazione, con il metropolita ortodosso di Pergamo Zizioulas, il professor John
Schllnhuber (Postdam Institute), Carolyn
Woo (Catholic Relief Service), e della maestra Valeria Martano, impegnata con Sant’Egidio nelle periferie romane. Il parroco di
Caivano, don Maurizio Patricello, impegnato nella difficile terra dei fuochi del casertano, ha commentato commosso: «Questa enciclica parla di noi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL TEMPO

Arturo Benedetti Michelangeli

L’attualità politica

23,30 | RAIUNO
Vita e carriera del grande pianista

6.30 | MIX 24
Alessandro Milan ospita Michele Emiliano (foto), presidente della Regione Puglia

Frequenze:800-080408
Per intervenire alle trasmissioni:
800-240024 SMS 349-2386666
I Gr possono essere ascoltati anche su:
www.radio24.it

www.ilsole24ore.com/meteo

Oggi
Milano

ALBA E TRAMONTO:

05:35

L'Aquila

10

MASSIMA

DA NON PERDERE
21,00 | LAEFFE
Molto rumore per nulla,
di Kenneth Branagh, con Kenneth
Branagh, Emma Thompson, Gran
Bretagna 1993 (110'). Shakespeare? Il
più grande sceneggiatore della storia
del cinema! E Branagh sa sempre
come “trattarlo” sullo schermo.
21,30 | RAI STORIA
Ta Pum:
Dal Passo dello Stelvio fino a Trieste:
oltre mille chilometri a piedi tra cime e
valli alpine, ripercorrendo quella linea
di frontiera che cento anni fa, prima
della Grande guerra, divideva il Regno
d'Italia dall'Impero Austro-Ungarico.

ATTUALITÀ
21,00 | BBC KNOWLEDGE
Animali feroci.

A tu per tu con il diavolo della
Tasmania, un “simpatico”
marsupiale che possiede il morso più
potente (rispetto alle sue dimensioni)
di tutti i mammiferi viventi.
24,00 | RAIDUE
Experia.
Viaggio in Italia nell'anno dell'Expo:
alla scoperta del Canale Cavour,
grandiosa opera idraulica costruita
nell'800 per portare l'acqua alle
risaie del Piemonte.

SPETTACOLO
21,00 | SKY CULT HD
In ordine di sparizione,
diHansPetterMoland,conKristofer
Hivju,Norvegia-Svezia2014(116').Uno
dopol'altro,fannotuttiunabruttafine.
NelprofondoNord,conogniprobabilità
èl'uomol'animalepiùferoce.

9.05 | Mix 24
di Giovanni Minoli con Pietrangelo
Buttafuoco e Mario Sechi
9.05 | La notizia in 3d
9.30 | Cosa bolle in pentola?
10.05 | La storia: Gladio
11.05 | Cuore e denari
di Nicoletta Carbone e Debora Rosciani

OPERAZIONEGLADIO
622uominiedonnereclutatieaddestratiin
clandestinitàperprenderelearmie
organizzarelaresistenzacontro
un'eventualeinvasionedell'Unione
Sovietica.“Gladio”èun'operazionerimasta
segretaper40anniedivenutapubblicasolo
nel1990.Unavicendachesuscitadubbie
chesiintrecciaconlestragieilcasoMoro.
DiGiovanniMinoli(foto)

12.30 | Melog, cronache meridiane
di Gianluca Nicoletti
13.00 | Effetto giorno, le notizie in
60 minuti
di Simone Spetia
13.45 | America 24
di Mario Platero
14.05 | Tutti convocati
di Carlo Genta e Pierluigi Pardo
15.30 | Il falco e il gabbiano
di Enrico Ruggeri
16.30 | La versione di Oscar
di Oscar Giannino
17.05 | Focus economia

Alessandria 29

La giornata economico finanziaria

Sud e isole:

21.00 | Effetto notte, le notizie in 60
minuti
di Roberta Giordano
23.05 | Mix 24 R

Variabilità al mattino; tra pomeriggio e sera,
acquazzoni e temporali dal Triveneto verso
Emilia Romagna e parte della Lombardia.
Temperature stabili, massime tra 25 e 30.
Bel tempo prevalente, salvo instabilità diurna in
Appennino. In serata acquazzoni e temporali su
Marche e Umbria, verso l'Abruzzo. Temperature
in rialzo, massime tra 25 e 29.

20.55 | Smart city
di Maurizio Melis

22.05 | 2024

20:48

Centro:

18.30 | La zanzara
In volo sull’attualità

Tempo stabile e soleggiato, salvo qualche
addensamento in più su Sicilia, Calabria e
Appennino. Temperature senza variazioni,
massime tra 23 e 28.

Domani
Milano

ALBA E TRAMONTO:

05:35

MINIMA

GR 24: all’ora
STRADE IN DIRETTA: ai 15’ e ai 45’
BORSE IN DIRETTA: alla mezz’ora

Aosta

12

MASSIMA

Alessandria 28

Roma

21:14

05:34

20:48

Nord:

Giornata complessivamente soleggiata salvo
instabilità diurna con qualche acquazzone o
temporale su Triveneto e Appennino.
Temperature in calo, massime tra 23 e 28.

Centro:

A tratti instabile con acquazzoni e qualche
temporale su Abruzzo, Lazio, Est Sardegna e
dorsale; prevale il bel tempo altrove.
Temperature in calo, massime tra 22 e 27.

Sud e isole:

Tempo instabile su Campania, Molise, parte
della Puglia e rilievi. Prevale il bel tempo sul
resto del Meridione. Temperature stazionarie,
massime tra 23 e 28.

Italia

Estrazione del 18 giugno 2015

Nazionale
Bari
Cagliari
Firenze
Genova
Milano
Napoli
Palermo
Roma
Torino
Venezia

6.30 | 24 mattino - L’Italia si desta
di Alessandro Milan
7.00 | Gr 24
7.20 | In primo piano

10.05
Mix 24
La storia

05:34

Temperature

LOTTO
Lotto

6.15 | America 24
di Mario Platero

Roma

21:14

Nord:

MINIMA

62
36
30
13
37
6
63
48
53
22
79

19
22
25
32
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26
67
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73
20

22
62
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23
9
52
61
61
82
5
58

77
26
63
76
71
12
15
7
40
8
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60
28
57
78
59
90
37
38
79
45
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18 21 28 62 84 90 Jolly 41
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3 punti 21.659
17,10 ¤
5 stella
4 stella
4
34.710,00 ¤
3 stella
122
1.710,00 ¤
2 stella
1.541
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Europa

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10 21

Ancona

16 25

18 24

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Roma

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Lisbona

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New York

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Palermo

15 28

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Londra

10 17

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Rio de Janeiro

18 20

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Torino

16 28

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Madrid

15 32

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Singapore

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28 29

Venezia

17 24

17 23

Mosca

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13 25

Tokyo

16 21

OGGI

DOMANI

OGGI

DOMANI

OGGI

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nuvoloso Nuvoloso Coperto

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Pioggia

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Nebbia

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Mosso

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DOMANI

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Forte
Agitato

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Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

30

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19 Giugno 2015

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IL GIORNALE DELLA FINANZA

t

CREDITO

FONDO

TLC

Luca Davi u pagina 33

Laura Serafini u pagina 33

Andrea Biondi u pagina 34

Bce, alle banche italiane
14,3 miliardi in asta Tltro

Poste, 100 milioni
per il salva-imprese
attraverso Poste Vita

I cinesi di Zte
puntano ad acquisire
il controllo di Sirti
ANSA

Riassetti. All’assemblea Acri Guzzetti apre al ricambio ma la trattativa non è chiusa

Fondazioni, ecco le condizioni
per l’ok al riassetto della Cdp

Banda ultralarga
METROWEB SVILUPPO

Bisio (Vodafone):
«Piano industriale
pronto al 95%»
Andrea Biondi

Garanzie sui dividendi, investimenti e una vicepresidenza
Celestina Dominelli
ROMA
LUCCA. Dal nostro inviato

pDa Lucca, dove ieri si è aperto il

Congresso Acri, le Fondazioni,
azioniste con il 18,4% della Cdp, si
dichiarano disponibili a «collaborare positivamente» con il governo al rilancio della Cassa, avvicendamento compreso. Ma ribadisconoancheipropripaletti,chedifatto
-sièappresoieriinserata-rendono
la trattativa apertissima, non senza
qualche rischio di paralisi.
Le condizioni poste dagli enti
sono le stesse che il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, aveva
snocciolato al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, giovedì
scorso e che avrebbe anche ripetuto sabato quando ha ricevuto una
telefonata dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Richieste di
precise garanzie, insomma, che,
secondo quanto riferisce Radiocor, sarebbero poi state messe nero su bianco in una lettera inviata il
giorno prima al Tesoro. Ieri il confronto è proseguito nel pomeriggio: da una parte, a Lucca, Guzzetti,
i vice presidenti dell’Acri e soprattutto il presidente di Cdp, Franco
Bassanini, che ha ribadito la propria disponibilità al passo indietro
e che ha di fatto vestito i panni del
negoziatore con il governo per
conto dei suoi azionisti di riferimento; al telefono, dall’altra parte,
i rappresentanti del Mef.
Continua u pagina 33

dell’ad Maurizio Costa, oggi passato al vertice di Rcs. La scelta per
il secondo amministratore in quota transalpina dovrebbe cadere
invece su Stephane Roussell,
braccio destro di de Puyfontain,
componente del management
board di Vivendi, vice president
sviluppo e organizzazione, e soprattutto ex ceo di Sfr, secondo
operatore mobile francese appena ceduto a Numericable.

Il piano industriale di
Metroweb Sviluppo «è
finalizzato al 90-95% e
prevede obiettivi in linea con
quelli indicati dal governo e
collegamenti in fibra fino alle
case». Il punto di caduta
saranno investimenti per «4-5
miliardi di euro». L’ad di
Vodafone Italia, Aldo Bisio, ha
parlato ieri a margine della
presentazione della relazione
annuale dell’Antitrust. Al
centro dell’attenzione il piano
di investimenti nella banda
ultra larga cui Vodafone Italia
sta lavorando con Wind, Fsi e
F2i, dopo che i 4 hanno firmato
una lettera di intenti per
investire in Metroweb
Sviluppo, candidato così a
veicolo per il piano del
Governo. Intanto, sull'ipotesi
di un cambio ai vertici della
Cdp (che controlla Fsi) l’ad di
Vodafone Italia ha risposto
che «Se ci sarà un cambio
riguarda l'azionista: io auspico
solo di continuare a lavorare in
maniera efficace e proficua
come fatto finora».
Augurandosi poi che il decreto
comunicazioni «possa
arrivare molto velocemente»,
Bisio ha risposto anche sul
Piano di Enel per la fibra,
parlando di una operazione
che «ha un senso industriale
molto forte. Dal punto di vista
industriale riduce i costi e
accelera i tempi. La considero
una grandissima sinergia
e noi siamo estremamente
positivi e aperti».

Continua u pagina 32

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Partecipazioni e patrimonio di Cdp

Marco Ferrando

LE PARTECIPAZIONI

PATRIMONIO NETTO

Dati al 31/12/2014
Eni
Terna*

25,76%
29,85%

Sace
Cdp
Fondo strategico italiano

100%
59,10%
77,70%

Fintecna
Cdp gas
Cdp immobiliare

100%
100%
100%

Simest
Quadrante
Sinloc
F2i Sgr
Istituto per il credito sportivo
Cdp investimenti
Fondo italiano d’investimento
Europrogetti & finanza in liquidaz.

(*) Dato al 31/12/2013

Dati al 31/12
in milioni di euro

76%

2013

2014

100%

35.157

30.243

16,52%
2,21%
70%
12,50%
31,80%
Fonte: dati societari

GLI EFFETTI DELLA RIFORMA

Gli enti e i 7 miliardi di «tesoretto» da reinvestire
di Marco Ferrando

S

ette miliardi di quote da cedere, sette miliardi di liquidità da reinvestire. Sette miliardi abbondanti. Perché da
inizio anno i titoli delle banche quotate si sono sensibilmente apprezzati e molte
Fondazioni da tempo non aggiornano i propri valori di carico, attualmente inferiori a
quelli di mercato.
È questa la prima stima su-

gli effetti (di mercato) della riforma contenuta nell’atto negoziale firmato a fine aprile dal
Mef insieme all'Acri. E basta a
spiegare l’interesse delle banche d’affari, ma anche delle
popolari a caccia di noccioli
anti-scalata in vista della Spa.
E a c capire come mai oggi ci
sia più d'uno che punta a coinvolgere le Fondazioni in nuove partite di sistema, dalla bad

M&A. General Motors chiama Goldman e MorganStanley, gli Agnelli Ubs e Lazard

Fiat Chrysler-Gm, in campo gli advisor
Andrea Malan

pGli advisor di General Mo-

11,29%

tors e di Fiat Chrysler sono al lavoro sull’ipotesi di fusione proposta da Sergio Marchionne e
respinta finora dal consiglio
d’amministrazione di Gm. Secondo l’agenzia Reuters il colosso di Detroit ha conferito un
mandato alla banca d’affari
Goldman Sachs e (secondo una

Servizio u pagina 33

fonte) alla Morgan Stanley; Fca lavora con Ubs, la banca di cui Marchionne è stato vicepresidente. La holding Exor
della famiglia Agnelli, primo
azionista di Fca, sarebbe invece assistita dalla Lazard.
Nessuna delle parti coinvolte ha voluto fare commenti
ufficiali.
Continua u pagina 32

17,4

Miliardi di capitalizzazione
di Fiat Chrysler Automobiles

Tlc. A integrare il consiglio, il ceo de Puyfontaine e l’ex ceo di Sfr

Telecom, in cda entrerà il vertice di Vivendi
Antonella Olivieri

bank al riassetto della Banca
d'Italia.
Riusciranno a vendere le
Fondazioni sovraesposte su
banche non quotate? E dove si
dirigeranno gli investimenti? Le banche d’affari hanno
iniziato a tempestare gli enti
con le loro proposte, ma le
grandi manovre sono appena all’inizio.

FOCUS

pVivendi si prepara a entrare

nel board di Telecom al massimo
livello: probabilmente faranno ingresso il numero uno e il numero
due operativi della media company transalpina. Non prima però
di aver completato l’acquisto del
15% che farà di Vivendi il nuovo
azionista di riferimento di Telecom Italia. Il nome “certo” per l’ingresso nel cda di Telecom è quello
del ceo di Vivendi, Arnaud de

Puyfontaine, classe 1964, e già ben
introdotto in Italia per aver lavorato nel gruppo Mondadori. Nel
2006, infatti, il manager era a capo
di Emap quando la società francese è stata rilevata dalla casa editrice di Segrate. Promosso a presidente di Mondadori France e direttore generale del gruppo presieduto da Marina Berlusconi per
il business digitale era diventato,
nel 2008 quando aveva lasciato gli
incarichi societari, senior advisor

Banche. Il provvedimento dovrebbe ridurre a 5 anni il tempo medio per l’escussione delle garanzie immobiliari

Finanza 24

Crediti deteriorati, al prossimo Cdm il decreto legge

PIAZZA AFFARI

pPotrebbe approdare in consi-

glio dei ministri, lunedì o martedì,
ilprovvedimento,probabilmente
un decreto legge, che contiene le
misure per consentire alle banche
uno smaltimento più rapido dei
crediti deteriorati. Il provvedimento, messo a punto con il ministero di Grazia e Giustizia, dovrebbe consentire agli istituti di
credito di poter accorciare da 7
anni (il tempo medio attuale per
l’escussione di una garanzia immobiliare)adalmeno5anni,attraverso la modifica delle procedure
di insolvenza, la riscossione dei
non performing loans, che oggi
hanno raggiunto quota 350 miliardi, di cui circa 190 miliardi sono
sofferenze conclamate. Sino alla
serata di ieri sembrava che la riunione del consiglio dei ministri
potesse tenersi già oggi pomerig-

gio, ma poi tutti i programmi sono
saltatifacendorinviarel’appuntamento all’inizio della prossima
settimana. Tempi più lunghi, in
ogni caso, sarebbero necessari
per la parte degli interventi sul
settore del credito che interessano la deducibilità fiscale delle perditesuicreditieperlacornicenormativa per l’attuazione dell’autoriforma cui sta lavorando il sistema delle banche di credito
cooperativo. Questi due aspetti
non saranno trattati con tutta probabilità nemmeno la prossima
settimana e verranno rinviati a
prossime riunioni del consiglio
dei ministri. Anche se, in particolare per la riforma delle bcc, il rischio è che tutto possa essere rinviato a dopo la pausa estiva.
Ieri è stato il vice ministro per
l’Economia, Enrico Morando, ad

annunciare a margine del congresso dell’Acri l’imminenza del
provvedimento sulla deducibilità fiscale, da 5 a 1 anno, delle perdite sui crediti. Lo stesso viceministro aveva confermato le ragioni
per le quali la gestazione di queste
misure è lunga. Avranno «un impatto sui conti pubblici» ha spiegato, alludendo al fatto che l’accorpamento in unico anno della
deducibilità fiscale si tradurrà automaticamente ad un incremento per quell’anno delle deduzioni
per le banche, dunque minori entrate per l’Erario per le quali va
trovata una copertura.
I «soliti demagoghi e populisti
ci accuseranno nei talk show di
aver fatto un regalo alle banche»,
ha chiosato Morando. «Stiamo insistendo con gli uffici della Commissione europea - ha poi prose-

guito riferendosi all’ipotesi di una
bad bank in cui conferire le sofferenze - che vigilano sugli aiuti di
Stato, malgrado due mesi di discussioni infruttuose» per una soluzione sul problema delle sofferenze che crei un mercato.
Secondo Morando la soluzione che il governo italiano sta portando avanti con l’Ue non viola il
regime degli aiuti di Stato. L’ipotesi allo studio è una garanzia fornita dallo Stato, a condizioni di
mercato, a una società veicolo
che dovrebbe rilevare le sofferenze a condizioni di mercato. Se
lecosevannomale,haspiegatoviceministro, i contribuenti partecipano alle perdite ma se le cose
vanno bene lo Stato è remunerato
a prezzi di mercato.

Aumento Mps, il Tar
respinge la sospensiva

Spafid apre ai servizi
commerciali per quotate

tutelare», la causa può essere decisa nel merito nei prossimi mesi. Il Codacons, in
ogni caso, ha già annunciato
l’appello al Consiglio di Stato. L’aumento di capitale,
chiuso il 12 giugno scorso, è
stato sottoscritto al 99,6%,
per circa 2,98 miliardi di euro, e l’inoptato è già stato assorbito dal mercato.
Monica D’Ascenzo u pagina 35

Sostieni il mio lavoro. scaricando. da www.dasolo.info

pSpafid,

storico marchio
della riservatezza tradizionale di Mediobanca, si apre ai
servizi “commerciali”. La società, nata come fiduciaria
(era stata la prima a entrare
nel gruppo Mediobanca nel
1948), ha impostato un modello di business allargato
sotto la guida di Stefano Pellegrino, manager proveniente dalla casa madre dove ave-

http://finanza24.ilsole24ore.com

Le società di oggi

L.Ser.

Mediobanca. Nuovi servizi, dall’Ipo al delisting

Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva del Codacons relativa
all’approvazione da parte
della Consob del prospetto
sull’aumento di capitale della banca. A riguardo, l’associazione spiega che «ritenendo i giudici che, avendo
oramai piazzato tutte le
azioni sul mercato, non vi
fossero più risparmiatori da

LE MOSSE GIUSTE
PER UNA STRATEGIA VINCENTE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Credito. Il Codacons annuncia ricorso al Consiglio di Stato

pIl

I bilanci, le notizie
e le analisi
sulle società
quotate in Borsa

va ricoperto il ruolo di responsabile delle partecipazioni bancarie, tra cui
appunto c’era anche Spafid.
L’attività di fiduciaria, l’unica controllata da una banca
d’affari, si era in realtà già allargata nel tempo a servizi
connessi, ma sempre in funzione sostanzialmente ancillare alla capogruppo.
Servizio u pagina 35

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33

Banco Popolare

33

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33

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Cdp

33

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Fca

32

Ferrari

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Gm

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Intesa Sanpaolo

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Poste

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Sirti

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Spafid

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32

Finanza & Mercati

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

Auto. Secondo indiscrezioni General Motors ha dato mandato a Goldman Sachs e MorganStanley di lavorare sul dossier

Fiat Chrysler-Gm, advisor in campo
Fca è assistita da Ubs, la holding Exor da Lazard (con Ron Bloom)
u Continua da pagina 31
Andrea Malan

Che ne è dell’ipotesi di offerta
“ostile” da parte di Fca? Resta sullo
sfondo come scelta estrema e dal
successo più difficile, ma è chiaro
che la via del negoziato con il board
è quella preferita da Marchionne.
Nonèancorachiaro,però,seilconferimento dell’incarico da parte di
Gm significhi l’avvio di una trattativa o se il board, guidato da Mary
Barra, intenda semplicemente ottenere l’appoggio dei consulenti
alla propria linea di indipendenza.
Goldman Sachs, che in passato
era stata anche advisor di Fiat, ha
già assistito Gm nella recente proxy fight lanciata contro l’azienda da
un gruppo di hedge fund: questi ultimi, che avevano chiesto un buy
back da 8 miliardi di dollari e un posto in consiglio, si sono poi “accontentati” di un piano di riacquisto di
titoli da 5 miliardi.
La scelta di Lazard da parte di
ExorportaindoteagliAgnelliquella che potrebbe rivelarsi una carta
vincente: vice presidente della
banca per l’investment banking
Usa è infatti Ron Bloom, che nel
2009eranumeroduedellataskforce automotive del presidente Obama ed ebbe un ruolo decisivo nei
negoziati fra Fiat, Chrysler e il sindacato Uaw. Proprio la Uaw, lo ricordiamo, gestisce il fondo Veba che fornisce assistenza sanitaria ai pensionati Gm, fondo che è il
primo azionista della stessa Gm
con una quota dell’8,76 per cento; ancor prima degli hedge fund e
dei fondi pensione, Fca dovrà convincere i sindacati - e in questo
l’aiuto di Bloom potrebbe essere
fondamentale. L’altro fattore su
cui Fca e Marchionne faranno leva
è il ruolo avuto dallo stesso Marchionne nel rilancio di Chrysler e
nel gestire con successo una fusione trasnazionale.
Il momento per le relazioni sindacali è delicato: il mese prossimo
iniziano infatti anche i negoziati
per il rinnovo del contratto di lavoro fra la Uaw e i tre big di Detroit,

negoziato in cui - per la prima volta
daottoanni-isindacatidiGmeFiat
Chrysler avranno il diritto di scioperare. Dalla Uaw è arrivato ieri un
primoavvertimento:aunadomanda sulle voci di fusione Fca-Gm, il
presidente della Uaw Dennis Williams ha detto che il sindacato «sta
valutando l’impatto di una fusione
di Fca con Gm o altri costruttori,
ma si opporrà a qualsiasi piano che
preveda tagli ai posti di lavoro».
Nel caso in cui l’ipotesi di fusione Fca-Gm diventi più concreta, è
quasi certo che l’operazione avvenga dopo la quotazione in Borsa
di Ferrari e il successivo scorporo
da Fca: difficilmente gli Agnelli rinunceranno al flusso costante di
dividendi che l’azienda di Maranello garantisce. La separazione
di Ferrari renderebbe però ancora più squilibrate le eventuali nozze Fca-Gm dal punto di vista della

I SINDACATI

Il fondo Veba gestito da Uaw
è primo azionista di Gm
Il presidente Williams:
«Ci opporremo a piani
che taglino i posti di lavoro»

Index24
FCA
IN BORSA
30/12/14

175
150

18/06/15

FCA
+41,04%

125
100

Ftse Mib
+18,09%

75

I RICAVI
In milioni di euro

I trim.’14

I trim.’15

26.396
22.125

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capitalizzazione di Borsa: Fca,
che valeva ieri poco meno di 20
miliardi di dollari contro i 57,5 di
Gm, tolta Ferrari potrebbe ridursi
alla metà o poco più.
Nel caso di fusione «carta controcarta»,seFcavalesse10miliardi
di dollari Exor avrebbe il 4,3% della nuova entità contro il 7,5% in manoalVeba: perarrivareamantenere il ruolo di primo azionista (sia
pure con una quota nettamente al
disottodel10%)servirebberocirca
3 miliardi di dollari in contanti; difficilmente Exor li investirebbe, sia
perché già impegnata nell’operazione Partner Re sia perché in contrasto con la strategia di diluirsi in
Fca.Marchionnepotrebbecercare
di congegnare l’operazione per
Fca in modo simile all’acquisto di
Chrysler dal Veba, operazione in
parte finanziata dalla stessa Chrysler con un dividendo straordinario; oilnegoziatopotrebbecercare
dibilanciarelafusioneinbaseadaltri parametri, per esempio in base a
quanto ciascuna delle due parti potrebbe apportare alle nozze dal
punto di vista industriale. Il titolo
Fiat Chrysler ha chiuso ieri a Milano in lieve rialzo (+0,15% a 13,53 euro) dopo una mattinata negativa in
cui era arrivato a perdere quasi il
3%. Gm a Wall Street guadagnava
l’1,5% a metà seduta.
Secondo il «Wall Street Journal» Fiat Chrysler potrebbe doverepagaremulteperoltre700milioni di dollari per problemi legati ai
richiami di modelli. Secondo le autorità federali Fca avrebbe impiegato troppo tempo a ritirare le auto
con problemi dal mercato e non
avrebbe avvertito con tempestività i proprietari e le autorità. Il quotidiano cita una bozza di documento
preparata dalla Nhtsa, l’ente federale per la sicurezza stradale, in vista di un’audizione già fissata per il
prossimo 2 luglio con Fca. Quest’ultima ha affermato che l’audizione non è più necessaria, dati i
passi già intrapresi per migliorare
l’approccio ai richiami.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

pDue

I BILANCI DI GM E FCA
Dati in milioni di euro

Ricavi

Ricavi

136.600

96.090

Reddito operativo

Reddito operativo

1.340

3.520

Capitalizzazione

Capitalizzazione

51.141

17.438

Dipendenti

Dipendenti

214.000

232.165

IL TITOLO FCA IN BORSA

16,5
15,5
14,5
13,5
12,5
11,5
10,5
9,5
8,5

Telecom, Vivendi eserciterà
i derivati fino al 15% a luglio
Antonella Olivieri
u Continua da pagina 31

I due gruppi a confronto

30/12/2014

Tlc. A integrare il cda, il ceo de Puyfontaine e l’ex ceo di Sfr

18/06/2015

consiglieri d’alto
profilo, dunque, per integrare il consiglio di Telecom e riflettere il nuovo assetto dell’azionariato con il virtuale
passaggio del testimone da
Telco alla media compay
transalpina presieduta da
Vincent Bollorè, che peraltro
in proprio è da oltre un decennio uno dei principali soci
di Mediobanca, a sua volta
con Generali, Intesa e Telefonica azionista uscente dal capitale dell’incumbent tricolore dopo aver appena sciolto
definitivamente la holding
che custodiva il 22,4% di Telecom. Bollorè, dunque, non
entrerà direttamente nel
consiglio Telecom nè, a
quanto risulta, chiederà a
qualcuno di fare un passo indietro per consentire la cooptazione dei due nuovi amministratori. L’integrazione del
consiglio dovrà quindi passare da un’assemblea Telecom
per deliberare l’aumento del
numero di consiglieri dagli
attuali 13 a 15: lo Statuto Telecom del resto ammette un numero massimo di 19 amministratori e quindi c’è spazio
per l’integrazione.
Se ne parlerà probabilmente dopo l’estate. La settimana
prossima, con la registrazione dell’atto di scissione al Registro delle imprese, lo scioglimento di Telco, e del patto
connesso, sarà ufficiale: le
azioni Telecom saranno trasferite alle sub-holding dei
soci (Telefonica, Generali,
Mediobanca e Intesa) per essere destinate alla vendita.
Telefonica, in particolare, girerà l’8,3% del capitale ordinario a Vivendi. La tempistica potrebbe coincidere con la
scadenza dei derivati, già opzionati dal gruppo francese,
per salire al 15%:a quanto risulta, l’esercizio dei derivati

per entrare in possesso delle
azioni Telecom dovrebbe essere a fine luglio, inizio agosto. Poi di Telecom non si parlerà fino al prossimo consiglio di sorveglianza di Vivendi in calendario a settembre.
Contrariamente a quanto
inizialmente ipotizzato,
non sarà necessario passare
dall’approvazione del board di Vivendi per rafforzare la quota in Telecom Italia, dal momento che il ceo
de Puyfontaine ha già ampi
poteri (confermati nel board del 12 maggio) per investire nelle società in cui il

IL NUOVO AZIONISTA

Il ceo del gruppo francese
ha già ampi poteri
per investire nelle società
partecipate: non sarà
necessario l’ok del board
L’ANTICIPAZIONE

La quota di Bollorè
 Sul Sole 24 Ore di ieri
l’anticipazione
dell’imminente crescita di
Bollorè nel capitale di
Telecom Italia. Il presidente
di Vivendi «si sarebbe già
assicurato la possibilità di
arrotondare fino al 15%,
senza il rischio di far scappare
i prezzi, con strumenti derivati
a un valore predeterminato».

gruppo è già presente.
Unico punto di domanda è
se, prima di arrivare al 15% di
Telecom, Vivendi deciderà
di rivendere la partecipazione ottenuta in Telefonica
Brasil come parte del pagamento per la vendita di Gvt,
quota completamente sterilizzata per disposizione delle autorità brasiliane, in modo da non avere alcun problema nel Paese sudamericano dove Telecom opera in
concorrenza con Tim Brasil.
Partecipazione di controllo
che il gruppo tricolore, ha ribadito ancora ieri essere
strategica. Mentre non risulta che Bollorè abbia mai ipotizzato finora di voler far cedere la controllata carioca di
Telecom, come ventilato da
voci riportate da agenzie internazionali.
La Consob sta seguendo
con attenzione l’evolvere
della situazione, ma fonti
dell’Authority sottolineano
che si tratta di ordinaria amministrazione. Finchè le
azioni Telecom non saranno
nella disponibilità di Vivendi non c’è obbligo di denuncia, neppure del possesso di
strumenti derivati.
«Tutti gli azionisti sono
benvenuti - ha commentato il
presidente Giuseppe Recchi
a Sky Tg 24 - L’importante è
che porti valore» Benvenuti
anche gli azionisti pubblici gli
è stato chiesto? «Siamo una
public company, chiunque
può comprare: chi compra
oggi è perchè crede nel nostro piano industriale», ha risposto Recchi.
Da parte sua l’ad di Telecom, Marco Patuano, a margine del Tim Day, ha osservato che Vivendi «ha un core
business complementare al
nostro, per cui sono convinto
che avremo l’opportunità di
fare ottime cose insieme».
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Finanza & Mercati 33

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

Riassetti. Dal congresso Acri è proseguito il confronto con l’esecutivo: enti disponibili a sostenere il ricambio, ma la trattativa è apertissima

PARTERRE
ppp

L’Ipo Inwit e la maxi creazione
di valore per Telecom Italia

L

a domanda boom di azioni Inwit ha permesso a Telecom di
registrare una maxi creazione di valore sul collocamento del
40% della società. L’azienda è stata scorporata solo qualche mese
fa a un valore di 1,38 miliardi ma grazie al prezzo di collocamento
di 3,65 euro per azione, Piazza Affari di fatto valorizza l’intero asset 2,19 miliardi. Tradotto significa che sulla controllata la compagnia telefonica può vantare una sorta di plusvalenza implicita
di complessivi 810 milioni. Non si tratta di una vera e propria plusvalenza poichè Telecom, avendo venduto il 40% di Inwit e mantenendo in portafoglio il restante 60% , di fatto continua a consolidare l’asset. Resta il fatto che in pochi mesi è stato prodotto parecchio valore. Vedremo se lunedì 22 giugno, al debutto in Borsa, questi livelli verranno confermati. IntantoTelecom Italia può
certamente festeggiare un incasso assai rotondo: 857,8 milioni.
Questa cifra è al netto delle commissioni riconosciute al consorzio
che ha curato l’offerta e comprende anche la greenshoe, senza la
quale il ricavato del gruppo tlc sarebbe di 779,8 milioni. (R.Fi.)

ppp

IDea Fimit rileva a Roma
il comando dei Carabinieri

I

Dea Fimit Sgr avrebbe acquistato, secondo indiscrezioni
di mercato, un immobile di pregio nel centro storico di Roma da Bnp Paribas Reim. L’immobile, situato al numero civico 6 di Piazza di San Lorenzo in Lucina, esattamente di fianco alla boutique di Bottega Veneta e davanti al negozio Louis
Vuitton, si compone di quattro piani e un piano interrato per
una superficie lorda di oltre 7mila metri quadrati ed era parte del portafoglio del fondo Provincia di Roma. L’asset, attualmente locato al Comando provinciale dell'arma dei Carabinieri, ha un rendimento compreso tra il 4 e il 5% annuo,
ma più vicino al 5 per cento. IDea Fimit ha speso per l’acquisizione una cifra pari a 29,45 milioni di euro per mettere in pratica una rotazione del portafoglio immobiliare gestito. Di recente, infatti, IDea Fimit ha ceduto diversi immobili dei propri fondi tra cui l'ex sede di Unicredit in piazza Cordusio a
Milano ai cinesi di Fosun. (P.De.)

ppp

Toyota, manager americana
nei guai per un cachet

L

a notizia appare clamorosa: arrestata per droga la prima top manager donna (e oltretutto non giapponese)
della Toyota. In effetti, Julie Hamp, da poco nominata al vertice della relazioni pubbliche del gruppo, è stata prelevata
ieri dalla polizia nipponica in un albergo con accuse basate
sulla legge antinarcotici. Senonché si tratta della circostanza che Hamp si è fatta spedire per posta pillole antidolorifiche legalmente prescrivibili negli Stati Uniti (oxicodone) ma
di cui l’import in Giappone è soggetto a forti restrizioni. Un
caso di disparità legislativa che ha già fatto altre “vittime”
dichiaratesi inconsapevoli. Peccato per l’ombra che la vicenda getta sulla volontà del numero uno Akio Toyoda di diversificare il top management, dimostrata con l’ascesa di
questi giorni a vicepresidente esecutivo del francese Didier
Leroy e dell’afroamericano Christopher Reynolds a managing officer. (S.Car.)

Fondazioni, le condizioni per la nuova Cdp

Chieste al governo garanzie sui dividendi 2015, sugli investimenti e un vicepresidente
u Continua da pagina 31
Celestina Dominelli
ROMA

Marco Ferrando
LUCCA. Dal nostro inviato

pLa partita è complessa e in se-

rata non si era ancora giunti a
un’intesa. Il rischio di uno stallo
c’è al punto che il governo - dove,
soprattutto dalle parti di Palazzo
Chigi,si respira un nervosismo
crescente -, potrebbe cercare di
imprimere un’ultima accelerazione nelle prossime 48 ore,
sapendo che se non si chiude
in fretta tutto potrebbe rimanere com’è.
Sull’altro fronte, lato Fondazioni, la linea è chiara. «Noi collaboreremo positivamente come
abbiamo fatto in passato, affinché la Cdp sia un centro di propulsione e di sostegno dell’economia reale del Paese, ma l’obiettivo dei conti in ordine è premessa irrinunciabile», ha dichiarato
ieri il presidente Acri, Giuseppe
Guzzetti. E la decodifica è la seguente. Tra le istanze degli enti figurano, anzitutto, i dividendi. La
nuova mission che ha in mente
l’esecutivo si presenta, almeno
sulla carta, più rischiosa di quella
attuale, così le Fondazioni avrebbero chiesto la garanzia di una cedola non inferiore ai 159 milioni
del 2014 (la stessa già incassata
nel 2013) almeno per altri due anni. Al termine dei quali, sarebbe
prevista una way out per gli enti
non più interessati a sposare la
nuova linea della Cassa, soprattutto se questa virasse verso operazioni giudicate troppo rischiose dai soci di minoranza della spa
di Via Goito. Altro punto, la governance: con la nomina voluta
dal governo di Claudio Costamagna, di fatto le Fondazioni perderebbero la designazione del presidente. E, su questo punto,
avrebbero chiesto di essere “ristorate” con una vice presidenza
(che, verosimilmente, spetterà
alla Fondazione Banco di Sardegna, secondo azionista alle spalle

Poste, 100 milioni
per il salva-imprese
Laura Serafini

pIl gruppo Poste si affaccia alla

finestra del fondo salva-imprese,
maperorasenzaassumereunimpegno preciso su quanto intende
investire. La società guidata da
Francesco Caio è stata ancora
una volta sollecitata dal governo
a prendere in considerazione un
investimento in aziende del sistema Italia, dopo che nel 2014 la società aveva investito 75 milioni di
euro in Alitalia-Cai. Ma se per la
compagnia di bandiera aveva potuto impegnarsi direttamente la
capogruppo, senza contrastare
troppo rispetto all’oggetto socia-

L’OPERAZIONE

La società guidata da Bianca
Maria Farina punta alla
garanzia sull’80% del
capitale. Con Inail e Cdp,
sono le tre offerte avanzate
le-equindiailimitipostidallostatuto-poichèlasocietàdeirecapiti
possedeva già una piccola compagnia aerea (Mistral Air), altrettanto non può fare con il fondo
salva imprese, che sarà focalizzato sul turnaround di aziende di
varia natura, a partire da Ilva.
La scelta è caduta, così, su PosteVita,lasocietàassicurativadel
gruppo, la quale avrebbe trovato
una coerenza con gli obiettivi del
piano industriale e può essere interessata a investire la raccolta in
un’attività sicura e con possibilità
di rendimento. Il Dpcm del 4
maggio che ha definito il funzionamento del fondo prevede due
categorie di investitori: coloro i
quali possono accedere a una garanziapubblicasull’80%delvalore dell’investimento e coloro che,

invece, mettono solo capitale di
rischio non garantito. La garanzia
pubblica può scattare solo se il
fondo raccoglie un minimo di 580
milioni di capitale garantito e almeno 250 milioni di non garantito. Sinora a farsi avanti - i termini
appena scaduti - sono stati gli investitori interessati alla garanzia,
perchè la sollecitazione della manifestazione di interesse (advisor
dell’operazione è Vitale&Co) era
direttasoloaquestotipodipotenziali azionisti: Cdp, con una disponibilità per 1 miliardo, Inail
per 200 milioni e Poste Vita.
La società guidata da Maria
Bianca Farina non avrebbe specificato l’entità del proprio investimento,avrebbe chiesto più informazioni per finalizzare la decisione e le modalità di una partecipazione, anche per assicurare il
rispetto dei criteri di rischio – ritorno e dei vincoli di regolamentazione. Le risorse da mettere in
campo dovrebbero però essere
in un range di 50-100 milioni; trattandosi di un investimento indiretto in attività industriale, questo assorbirà una parte del patrimonio libero della società vincolandolo a copertura del rischio.
L’assorbimento del patrimonionondovrebbeesseresuperiore a 20 milioni. Sinora il deal non è
andato all’esame del cda di Poste
Italiane, ma una volta che vi approderà dovrà essere ben spiegato. Il management della controllataassicurativadovrebbechiarire a quel punto che la scelta sarebbe motivata dalla garanzia
sull’80% del valore del capitale,
oltreallaprospettiva,incasodidistribuzione di utili da parte del
fondo, di vedersene distribuire
circa il 50% (ovviamente proquota tra i soci garantiti).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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I CONTATTI

Dopo gli incontri
di Guzzetti con Padoan
e la telefonata di Renzi
ieri lungo confronto a distanza
mediato da Bassanini
sottoforma di «opinione personale» del viceministro - che alle
Fondazioni si potrebbe applicare
«la stessa metodologia di cui beneficiano i fondi pensione integrativi con la legge finanziaria vigente, cioè un’aliquota ridotta sul
capital gain degli investimenti di
medio lungo periodo». Evidentemente, quindi, anche su questo
tassello il Mef potrebbe provare a
offrire una “compensazione” agli
enti azionisti in cambio del loro
via libera.
Perché è evidente che i piani di
Palazzo Chigi su Cdp non potranno andare avanti senza l’ok pieno
delle Fondazioni, il cui benestare
è necessario per correggere lo
statuto della Cassa secondo la direzione voluta dall’esecutivo, come è di fatto accaduto anche a fine gennaio quando l’assemblea

dei soci si è riunita per approvare
la revisione degli articoli 3,6,e 15 e
rendere così possibile l’ampliamento del perimetro della Cassa
- fissato dallo “Sblocca Italia” e
dalla legge 125/2014 - consentendole, tra l’altro, di poter usare la
raccolta garantita dallo Stato
(fondi del risparmio postale) anche per finanziare soggetti privati in settori di “interesse generale” da individuare con decreto
del Mef. Ma il via libera delle Fondazioni servirà anche per far passare le modifiche relative alla governance, a cominciare dal punto
in cui la nomina del presidente
viene assegnata ai soci di minoranza (il comma 11 dell’articolo
15) e che dovrà essere rivisto per
agevolare la designazione di Costamagna.
Resta il nodo della poltrona di
ad. In pole position c’è Fabio Gallia, numero uno di Bnl-Bnp Paribas e, secondo quanto emerso
nelle scorse settimane, sul manager penderebbe una citazione in
giudizio emessa dalla procura di
Trani che, statuto alla mano, ne
impedirebbe la nomina al posto
di Gorno Tempini. La soluzione
potrebbe essere quella già adottata dall’Enel che, con l’avallo del
Mef, ha abrogato quel passaggio
della clausola etica subordinandone l’applicazione all’emissione di una sentenza di condanna.
Ma, per correggere lo statuto,
serve, come detto, un’assemblea
straordinaria che deve deliberare (comma 2 dell’articolo 14) con
il voto favorevole di almeno
l’85% del capitale, asticella impossibile da centrare per il Mef
(che detiene l’80,1% di Cassa)
senza un assenso degli enti. E, soprattutto, a monte, come da consuetudine in questi casi, servirebbe un cda già nella pienezza dei
poteri per deliberare la convocazione poi effettuata dal presidente. A meno che ad azionare la leva,
come stabilisce il codice civile,
non siano direttamente i soci.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ANSA

Il ruolo delle Fondazioni azioniste di Cdp. Il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti

La riforma. Guzzetti: «Un salto culturale e affettivo» - Dal 2000 erogati 18,4 miliardi

«Diversificare per ridurre i rischi»
LUCCA. Dal nostro inviato

pIl riassetto della Cdp, che ri-

chiama i temi del rischio, della
mission e del peso delle Fondazioni all’interno del sistema politico
ed economico, è emblematico del
momento storico che si trovano a
vivere gli enti, a due mesi da una
riforma condivisa co il Mef che
ha chiuso «la prima stagione
della vita di queste istituzioni
che per oltre due decenni sono
state protagoniste della vita
economica del Paese», come
scriveva Marco Onado su Il Sole
24 Ore il 23 aprile, in un articolo
citato da Giuseppe Guzzetti ieri
nella sua relazione introduttiva
al congresso di Lucca.
Il passaggio più atteso (e applaudito) è stato quello dedicato
alla Cdp, ma il presidente Acri ha

contiene.». Il tempo non manca, e
la sintonia con il Mef e l’Abi potrà
senz’altro aiutare: «L’Abi è diventata un interlocutore sempre più
autorevole e ascoltato sia presso
gli le istituzioni nazionali, sia quelle all’estero», ha detto Guzzetti rivolgendosi all’«amico» Patuelli.
Sul fronte delle erogazioni, dal
2000 le Fondazioni hanno investito 18,4 miliardi. «Da quando sono
nate hanno dimostrato di essere
energia pulita che si spende per
contribuire a costruire un’Italia
dove nessuno deve rimanere indietro», ha concluso Guzzetti richiamando i valori della coesione,
dello sviluppo e dell’’innovazione, parole chiave del congresso
che si chiude oggi.

passato in rassegna tutti i temi che
segnano questa fase. A partire, naturalmente, dalle banche: «Ho
piena consapevolezza del salto
anche culturale, e potrei forse dire
affettivo, che la scelta di un ulteriore allentamento dei rapporti
con la banca conferitaria comporta», e in effetti il dossier è caldo.
Perché “ballano” almeno 7 miliardi e perché, soprattutto per le
Fondazioni più piccole, l’attuazione della riforma non sarà indolore: «Siamo convinti che anche per
le piccole casse ci sia il modo di
trovare soluzioni che consentano
di conciliare alleggerimento del
legame e presenza sul territorio»,
ha detto il presidente Acri. Sottolineando che «Diversificare il proprio portafoglio di investimenti
non annulla i rischi, ma certo li

Ma.Fe.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riforma. Le fondazioni hanno 3-5 anni per cedere le quote nelle banche conferitarie eccedenti un terzo del patrimonio: banche d’affari al lavoro sui dossier

Per gli enti 7 miliardi da reinvestire
Marco Ferrando

pSette miliardi di quote da ce-

Turnaround. Interesse attraverso Poste Vita

del Tesoro) e due consiglieri, con
Mario Nuzzo confermato in quota ai piccoli enti e un secondo nome a carico della Compagnia di
San Paolo; sempre in tema di governance, resterebbe l’istanza di
istituire un comitato strategico,
diverso da quello già esistente in
passato e destinato a vigilare sulla coerenza delle singole iniziative con la mission statutaria.
Altro punto, che potrebbe finire sul tavolo della trattativa, è
quello della tassazione. Tra il 2011
e il 2014 si è passati da 100 a 423,7
milioni di prelievo fiscale: «È una
segnalazione che, quando il Governo lo riterrà possibile, mi auguro possa essere valutata con la
opportuna attenzione», ha detto
ieri Guzzetti. Già ieri il vice ministro Morando ha dichiarato - pur

dere, sette miliardi di liquidità da
reinvestire. Sette miliardi abbondanti. Perché da inizio anno i titoli
delle banche quotate si sono
sensibilmente apprezzati e
molte Fondazioni da tempo
non aggiornano i propri valori
di carico, attualmente inferiori
a quelli di mercato.
È questa la prima stima sugli
effetti (di mercato) della riforma
firmata a fine aprile dal Mef insieme all’Acri, secondo i calcoli effettuati dalle banche d’affari. Che
sentono aria di business, e in queste settimane hanno iniziato a ela-

borare quanto scritto nei bilanci
2014. Il tesoretto che ne emerge,
come si accennava, è notevole: 7,14 miliardi solo per le prime 35
Fondazioni per patrimonio, dalla
Fondazione Cariplo (che al 31 dicembre 2014 contava su asset pari
a 8,5 miliardi di valore di mercato)
fino alla Fondazione CrAsti. La cifra, si diceva, è probabilmente arrontondata per difetto, per diversi
motivi: da gennaio l’indice bancario di Piazza affari è salito di oltre il
20%, e inoltre - visto che in molti
casi in ballo c’è la cessione di pacchetti importanti - non è escluso
che le Fondazioni costrette a vendere possano spuntare prezzi su-

periori a quelli di Borsa.
Sta di fatto che il tesoretto c’è, e
non è piccolo. E basta a spiegare
non solo l’interesse delle banche
d’affari, ma anche quello delle popolari a caccia di noccioli anti-scalata in vista della Spa: non a caso,
tra gli ospiti del congresso di Lucca figurano diversi presidenti, da
Carlo Fratta Pasini del Banco a
Piero Giarda di Bpm. E sempre il
tesoretto aiuta a comprendere come mai oggi ci sia più d’uno che
punta a coinvolgere le Fondazioni
- allentati i vincoli con le conferitarie - in nuove partite di sistema,
dalla bad bank al riassetto della
Banca d’Italia, che nei prossimi

due anni vedrà passare di mano il
60% del suo capitale. Per finire naturalmente alla Cassa depositi e
prestiti, al centro di un delicato
confronto con il Governo.
Certo, i 7 miliardi per ora sono
teorici. Perché, riforma alla mano,
gli enti avranno tre anni di tempo quindi fino all’aprile 2018 - per portare la partecipazione più rilevante sotto il 33% del patrimonio (cinque anni per chi è in società non
quotate): un arco temporale non
breve, che in molti enti vedrà il
cambio della guardia al vertice, e
che fa sì che il difficile, di fatto, deve ancora cominciare. Riusciranno a vendere le Fondazioni sovra-

esposte su banche non quotate? E
dove si dirigeranno gli investimenti? La riforma, al riguardo,
mette al bando i derivati (con la sola eccezione di quelli di copertura) e specifica che il maggior investimento non deve superare il 33%
del patrimonio. Ma di più non dice. E ad esempio non pone il divieto di diversificare in altre banche.
È così che alcune Fondazioni, da
Cariverona alle emiliane, non sottovalutano le popolari. In Veneto,
c’è chi pensa alle fusioni tra Fondazioni (per correre in soccorso a
Cassamarca, o alle “cugine” marchigiane), Cr Firenze si è dotata di
un advisor per farsi consigliare
sulle strategie migliori. Le grandi
manovre sono appena all’inizio.

IN CIFRE

7,14 miliardi

Il valore
Delle quote che andranno
vendute dalle prime 35
Fondazioni per rispettare la
riforma Acri-Mef, in base ai
valori di mercato e alle
partecipazioni detenute a fine
2014

5

Le banche coinvolte
Nelle cessioni da parte delle
prime 35 Fondazioni: Intesa
Sanpaolo, UniCredit, Banco di
Sardegna, Cassa di Bolzano,
Cariparma

@marcoferrando77
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Credito. I 128 istituti del Vecchio Continente hanno ottenuto 73,8 miliardi di euro di finanziamenti «agevolati» destinati alle imprese

Bce, alle banche italiane
14,3 miliardi in asta Tltro
Luca Davi

pLe banche europee continu-

nano ad attingere al rubinetto di
liquidità a basso costo della
Bce: alla quarta asta del T-Ltro
(targeted longer-term refinancing), 128 istituti del Vecchio
Continente hanno ottenuto 73,8
miliardi di euro. Una cifra tendenzialmente in linea con le
stime degli analisti, che si attendevano una domanda di circa 75 miliardi, considerato valore mediano secondo i dati
Bloomberg. Di questi, circa 14,3
miliardi sono andati alle banche italiane, poco meno di un
quinto del totale.
Il T-Ltro (le cui aste sono finalizzate alla raccolta di denaro
che dovrà essere “girato” alle
imprese, pena una restituzione
anticipata a Francoforte) continua insomma a mostrare tutto il
suo appeal come strumento di
funding, anche in un contesto
fortemente espansivo quale è il
Quantitative easing. Nessun rischio di “cannibalizzazione”,
insomma.
Nel contempo la buona domanda segnala quanto tra le

banche ci sia fiducia nella crescita della domanda di credito.
Non è un caso che, come indicato anche nell’ultima ricerca sul
lending della Bce, in aprile sia
aumentata del 40% la quota di
banche che prevede un incremento della richiesta di prestiti
nei prossimi tre mesi. Peraltro,

L’INDICATORE

La buona domanda
a Francoforte segnala
quanto tra le banche
ci sia fiducia nella crescita
della domanda di credito
come fanno notare gli analisti di
Barclays, il taglio medio delle richieste degli istituti è superiore
a quello delle prime due aste
dell’anno (0,6 miliardi contro
0,3 e 0,4, rispettivamente). Questo lascerebbe supporre «una
più ampia partecipazione (a
quest’ultima asta, ndr) delle
banche più grandi, che hanno il
maggiore potenziale di supportare i prestiti all’economia rea-

le», spiega in un report Giuseppe Maraffino, analista di Barclays.Va detto che il totale assegnato ieri è il più basso di tutte le
quattro aste tenute fino ad ora
da Francoforte: i 73,8 miliardi
concessi ieri si confrontano con
gli 82 erogati a settembre 2014,il
picco di 130 miliardi di dicembre e i 98 miliardi dati ad aprile.
«I risultati del T-Ltro danno sostegno alla nostra view di una
graduale ripresa dei prestiti nei
prossimi trimestri», aggiungono gli analisti di Barclays.
Nel dettaglio, le italiane hanno ottenuto complessivamente
circa 14 miliardi. Rispettati i
pronostici della vigilia: come
anticipato dal Sole 24 Ore (si veda articolo di martedì 16 giugno) a fare la parte del leone è
stata Intesa Sanpaolo, che ha
partecipato all’operazione per 5
miliardi, portando la liquidità
ottenuta con le Tltro nel 2015 a
quota 15 miliardi (dopo i 12,6 del
2014). Per il consigliere delegato Carlo Messina «é un’ulteriore dimostrazione dell’impegno
della banca nel sostegno alla ripresa economica in atto nel Pa-

ese», è stato il commento a margine del forum economico di
San Pietroburgo. «Si tratta di cifre rilevanti, che sono sostenibili grazie alla solidità dei nostri
bilanci e che mettiamo a disposizione delle imprese per uno
sviluppo degli investimenti e a
supporto delle famiglie», ha aggiunto il manager.
Ad attingere allo sportello
della Bce è stato anche il Banco
Popolare (3,2 miliardi) così come Mps (1,25 miliardi), Iccrea
(1,3) Credem e Bpm (1 miliardo
circa), Veneto Banca (614 milioni), Popolare di Vicenza
(600) e Mediobanca (400). A
non partecipare all’asta, invece,
sono state UniCredit, Ubi Banca, Bper, Carige, Creval, Popolare di Sondrio.
Con gli oltre 14 miliardi assorbiti ieri, sale dunque a quasi 110
miliardi la somma che oggi le
banche italiane hanno raccolto
tramite le aste T-Ltro. Fondi
che hanno scadenza settembre
2018 e che sono stati assegnati
dalla Bce a un tasso fisso dello
0,05% per contribuire alla rivitalizzazione dell’econonomia
europea. Non è da escludere,
tuttavia, che parte di questa liquidità, almeno nel breve termine, venga reinvestita dagli
istituti per migliorare una profittabilità che rimane anemica.

@lucaaldodavi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

I numeri del Tltro
LE PRINCIPALI BANCHE ITALIANE (E IL SISTEMA BCC) ALLE ASTE T-LTRO
Dati in miliardi di euro
2014

TOTALE

2015
MAR

SET

DIC

Banche europee

82,6

129,8

97,8

73,8

384,00

Italia

29,0

29,0

36,0

14,3

108,30

Intesa Sanpaolo

4,0

8,6

10,0

UniCredit

7,75

2,2

7,0

Mps

3,0

3,3

0

1,25

7,85

Iccrea banca

2,2

1,7

1,3

1,3

6,50

Banco Popolare

1,0

2,7

5,0

Ubi

3,2

0

3,0

0

6,20

Bper

2,0

0

0

0

2,00

Bpm

0

1,5

0,25

0,7

0,4

0

0

1,10

0,25

0,75

0

0

1,00

1,0

0

0,5

0

1,50

Popolare
di Vicenza

0

1,25

0

Veneto Banca

0

0,95

Mediobanca

0,58

Credem

0,73

Carige
Popolare
di Sondrio
CreVal

GIUGNO

5,0

27,60
16,95

0

3,2

1,0

11,90

2,75

0,6

1,85

0,7

0,615

2,25

0

5,0

0,4

5,98

0

0

Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore su dati Bce

1,0

1,73

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34 Finanza & Mercati

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

Tlc. Trattativa fra il colosso cinese e l’azienda italiana di impiantistica alla ricerca di un nuovo azionista forte

I cinesi di Zte puntano su Sirti

Per il gruppo ricavi 2014 «in linea» - Nuova commessa in Polonia

Rinnovabili. Enterprise value da 140 milioni

Cogipower cede a F2i
gli impianti fotovoltaici
Celestina Dominelli
ROMA

Andrea Biondi
MILANO

pUn altro pezzo d’Italia po-

trebbe passare sotto la guida di
un’azienda cinese. A quanto risulta al Sole 24 Ore ci sono colloqui in corso fra Zte (colosso cinese fornitore globale di prodotti e servizi per le telecomunicazioni) e Sirti, nome storico
della telefonia italiana nato
quasi un secolo fa (fondata nel
1921). Nessun commento da
parte degli interessati, ma i colloqui vanno avanti da qualche
mese e negli ultimi tempi si sarebbero intensificati.
Secondo alcune fonti di mercato contattate dal Sole 24 Ore i
cinesi non sarebbero gli unici in
lizza. Ma fra Zte e Sirti la trattativa sta andando avanti spedita
per venire evidentemente incontro a una doppia esigenza:
quella della società cinese di entrare nel mondo dei servizi nel
nostro Paese (che insieme con le
infrastrutture sono il core business dell’azienda italiana) e
quella di Sirti che da tempo sta
cercando quantomeno un socio
industriale forte e in grado di
guidare il rilancio e la crescita
del primo gruppo italiano di impiantistica di rete per le telecomunicazioni, con ricavi superiori ai 600 milioni e un portafoglio
ordini superiore ai 500 milioni.

Per il 2014 il bilancio, in approvazione proprio nella serata di ieri da parte del Consiglio
d’amministrazione, secondo
indiscrezioni riporterà un Ebitda in miglioramento del 10%,
un portafoglio ordini in ulteriore incremento e ricavi del
2014 sostanzialmente in linea
con quelli del 2013.
Il bilancio 2013 per Sirti indicava invece una perdita di 41 milioni di euro legati perlopiù alla
svalutazione dell'avviamento
(22 milioni) e ad accantonamento a seguito del contenzioso con
l’agenzia delle Entrate (16 milioni). Dati, anche questi, che fanno
capire come per questo gruppo nato per iniziativa di Pirelli e Ceat, passato sotto l’egida di IriStet, poi quotato, poi passato in
orbita Telecom, poi venduto e
infine delistato - il problema sia
legato più alle eredità del passato, fra cui un debito netto di poco
inferiore ai 300 milioni di euro,
che al presente e alla gestione
operativa. Su questo fronte i
clienti non mancano e vanno da
Telecom a Wind, Vodafone, ma
anche Enel, Terna, Ferrovie dello Stato, solo per citarne alcuni.
L’ultima commessa in ordine
di tempo, per la società guidata
dal 2011 da Stefano Lorenzi (ex
Alcatel Lucent), è stata quella
guadagnata in Polonia dove Sir-

ti ha stretto un accordo con Pkp
Plk, società ferroviaria statale
polacca, per la realizzazione di
una installazione sperimentale
del sistema di segnalamento ferroviario CBI-Multistazione
(Computer based interlocking). Un esempio, quest’ultimo, di crescita all’estero come
avvenuto recentemente anche
in Svezia e Finlandia. Evidentemente anche un segnale di un
passaggio operativo importante per questa azienda dall’azionariato molto composito. Al suo
interno ci sono la holding Hiit con all’interno fondi di private
equity (Investindustrial di Andrea Bonomi, Clessidra di Claudio Sposito e 21 Investimenti di
Alessandro Benetton), mezzanini (fra cui Ver Capital e
Emisys Capital) e soci industriali (in particolare Techint) e Banca Intesa con il 26,8% (e
200 milioni di crediti).
A gennaio intanto il consiglio
d’amministrazione presieduto
da Angelo Miglietta ha dato
mandato a Lazard per vagliare
tutte le possibili opzioni per il futuro. Prima scelta sarebbe quella
di trovare un compagno di viaggio in grado magari di prendere
il controllo delle operazioni. Ora
si affaccia con forza l’ipotesi Zte.

@An_Bion

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il programma di acquisto di azioni proprie

pAccordo
OLYCOM

Autogrill, via al buy back sul 5%
Autogrill ha adottato un programma di acquisto di azioni proprie per
massimi 12.72 milioni, pari al 5% del capitale, in conformità
all'autorizzazione già rilasciata dall'assemblea lo scorso 28 maggio. Il
programma di acquisto potrà essere realizzato, anche in più tranches,
entro 18 mesi dall’assemblea, e quindi entro il 27 novembre 2016

vicino tra Cogipower, società del gruppo Tecnis, e F2i. Secondo fonti finanziarie vicine al dossier, sarebbe
infatti in via di finalizzazione
l’intesa che porterà l’azienda
guidata da Mimmo Costanzo a
cedere 23 impianti fotovoltaici
in Sicilia, Campania e Lazio (per
complessivi 57 megawatt di
energia) al fondo infrastrutturale. L’enterprise value dell’operazione - che dovrebbe essere annunciata a breve dalle
due società- è di 140 milioni di
euro. Al fianco di F2i sono scesi
in campo Banca Imi, in qualità
di advisor finanziario, insieme a
Studio Legance, Eos, Pwc e
Marsh, mentre Cogipower sarebbe stata supportata da Intesa
e UniCredit, con Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners a
sostegno sulla parte legale.
Per l’azienda siciliana, il deal
è funzionale alla scelta di orientare sempre più il business sulla
fornitura di pacchetti completi
per l’efficienza energetica alle
imprese energivore mettendo
insieme il know how conseguito nella produzione e distribuzione dell’energia elettrica con
la solida expertise conquistata a
livello di gruppo sul fronte infrastrutturale. La società è la
prima Esco (Energy service
company) in Sicilia ed è inten-

Infrastrutture

Maxi commessa
in Russia per
Maire Tecnimont

zionata a imprimere un colpo
d’acceleratore su questo versante, sfruttando anche l’accordo di collaborazione in esclusiva per l’Italia con Econoler,
azienda canadese fondata nel
1981 e una delle prime Esco nate
a livello mondiale.
Il fondo guidato da Renato
Ravanelli conferma invece la
volontà di diventare uno dei
punti di riferimento del mercato e di rappresentare un polo
importante per aggregare operatori minori. La cessione arriva a breve distanza da una serie
di operazioni che sono servite a
consolidare la presenza di F2i
nelle energie rinnovabili. Nei
mesi scorsi, infatti, si erano già
registrate l’acquisizione da
parte del primo fondo del portafoglio di impianti detenuti da
E.On in Italia (49 megawatt nel
complesso) - fatti confluire in
F2i Solare e Hfv -, e poi quella
messa in campo dal secondo
fondo F2i. Quest’ultimo aveva
rilevato il 70% della quota azionaria detenuta da Edison in
Edens (ora E2i Energie Speciali), che rappresenta il terzo
operatore italiano nell’eolico
con circa 600 megawatt di capacità installata. Senza contare
che il primo fondo di F2i controlla anche Alerion Clean
Power con i suoi 200 megawatt
di impianti installati.

pMaire Tecnimont in con-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

trotendenza in Borsa grazie alla commessa da 480 milioni ottenuta nel settore della raffinazione in Russia. Le azioni del
gruppo di impiantistica hanno
registrato un balzo del 4,10% a
fine contrattazioni terminando la seduta a 2,842 euro. Il titolo
negli ultimi sei mesi ha guadagnato poco meno del 60%. Le
azioni si sono mosse a seguito
dell’annuncio che la controllata Tecnimont, in collaborazione con alcuni partner russi, si è
aggiudicata un contratto engineering, procurement e servizi
di construction management
con Gazprom Neft per la realizzazione del progetto combined oil refinery unit all’interno
dell’esistente raffineria di Mosca. Il valore complessivo del
contratto ammonta, come detto, a circa 480 milioni di euro e
sarà corrisposto in parte in euro e in parte (il 30% del totale) in
rubli. Il completamento del
progetto è atteso entro 36 mesi
dalla lettera di intenti, già firmata. «Questo contratto rappresenta una straordinaria opportunità per avviare una collaborazione di lungo periodo
con Gazprom Neft» ha commentato Pierroberto Folgiero,
amministratore delegato di
Maire Tecnimont.
R.Fi.

Unipol Gruppo Finanziario S.p.A.
Sede Legale in Bologna, Via Stalingrado 45 - Capitale sociale Euro 3.365.292.408,03 i.v.
Codice Fiscale e Numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Bologna 00284160371
Capogruppo del Gruppo Assicurativo Unipol iscritto all’Albo dei gruppi assicurativi al n. 046
Capogruppo del Gruppo Bancario Unipol

PAGAMENTO DIVIDENDO ESERCIZIO 2014
Si informa che l’Assemblea della Società, tenutasi il 18 giugno 2015, ha tra l’altro approvato il Bilancio dell’esercizio
chiuso al 31 dicembre 2014 ed ha deliberato la distribuzione
di un dividendo di 0,17 euro per ogni azione ordinaria e di un
dividendo di 0,19 euro per ogni azione privilegiata.
Il dividendo sarà messo in pagamento a partire dal 24 giugno 2015 (data stacco 22 giugno 2015 e record date 23 giugno 2015), con utilizzo della cedola n. 5 per entrambe le
categorie di azioni, tramite gli intermediari aderenti al sistema di gestione accentrata presso Monte Titoli S.p.A.
Le azioni saranno negoziate prive del diritto al dividendo a
partire dal 22 giugno 2015, giorno di stacco delle cedole. I
titolari di azioni non ancora dematerializzate potranno percepire il dividendo soltanto previa consegna, ad uno dei suddetti intermediari, dei propri certificati azionari per la loro
immissione nel sistema di gestione accentrata in regime di
dematerializzazione.
Bologna, 19 giugno 2015
Unipol Gruppo Finanziario S.p.A.
www.unipol.it

AVVISI

ECONOMICI
Gli annunci si ricevono dal lunedi al venerdi, dalle ore 09.00 alle ore 18.00, tramite
E-mail:
sportellosystem@ilsole24ore.com
Tariffa a parola:
perannuncieconomici,10,00Á+IVA,minimo 10 parole;
per necrologie, 20,00 Á + IVA;
per annunci in neretto, tariffa doppia.
Si precisa che ai sensi dell'Art. 1, Legge
903 del 9/12/1977 le inserzioni di ricerca
di personale devono sempre intendersi rivolte ad entrambi i sessi ed in osservanza
della Legge sulla privacy (L. 196/03). Le
ricerchedipersonaleeffettuate direttamente dalle aziende non possono essere fatte in
forma anonima (D.L.G.S. del 10/09/2003,
n. 276, art. 9).

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Finanza & Mercati 35

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

LA GIORNATA

AZIONI&OBBLIGAZIONI

Ricapitalizzazioni. Respinta la richiesta del Codacons per irregolarità nel prospetto

Mps, il Tar del Lazio boccia
la sospensiva sull’aumento
In Borsa l’istituto senese ha chiuso con un calo del 2,19%
Monica D’Ascenzo

pSanoesalvol’aumentodicapi-

tale di Banca Monte Paschi di
Siena. Nell’udienza di mercoledì
scorso, il Tar del Lazio ha respinto
la richiesta di sospensiva del Codacons relativa all’approvazione
da parte della Consob del prospetto sull’aumento di capitale della
banca. A riguardo, l’associazione
scrive in un comunicato che «ritenendo i giudici che, avendo oramai piazzato tutte le azioni sul
mercato, non vi fossero più risparmiatori da tutelare, e che quindi la
causa potesse essere decisa nei
prossimi mesi nel merito». Il Codacons non si fermerà qui, comunque, e ha annunciato già l’appello al Consiglio di Stato.
«Questa decisione - si legge in
una nota - è grave ed omissiva, poiché nel corso dell’udienza di ieri
(mercoledì, ndr) al Tar era stato
specificato a verbale che la sospensivavenivarichiestalimitatamente alla condizione apposta
dalla Consob all’approvazione,
con la quale la Commissione faceva riserva di modificare il suo giudizio a seguito degli approfondimenti in corso». Codacons precisa inoltre che: «Questa riserva
crea un pericolo grave di danno
finché non verrà eliminata o sospesa dal Consiglio di Stato, perchéaprelastradaamigliaiadiazio-

nidirisarcimentodapartedegliinvestitori nel caso in cui la Consob
dovesse cambiare il suo giudizio a
seguito di approfondimenti».
L’aumento di capitale, chiuso il
12 giugno scorso, aveva visto la sottoscrizione del 99,6%, per circa
2,98 miliardi di euro, e restavano
nonesercitatisolounmilionedidiritti offerti sul mercato e completamente acquistati in settimana.
Oggi i diritti saranno convertiti in
azione e gli azionisti avranno poi
cinque giorni per comunicare alla
Consob eventuali partecipazioni

Mps
Andamento del titolo a Milano
18/05

18/06

2,2

2,0

1,8

1,6

rilevanti. C’è attesa per conoscere
la quota effettivamente in mano a
Alessandro Falciai. Secondo le ultime comunicazioni l’ex numero
uno di Dmt, socio con l’1,7% della
banca fino all’aumento, nelle scorse settimane ha arrotondato la
propria partecipazione con due
tornate di acquisti di diritti per 57
milioni di euro nel complesso:
un’operazione risale al 12 giugno
conlasottoscrizionedi7,16milioni
di diritti, una al 15 giugno con l’acquisto di 28,67 milioni di azioni.
Falciai conta già in consiglio
quattro rappresentanti e secondo
le indiscrezioni dell’ultimo periodo sarebbe corteggiato dagli altri
soci di rilievo per un patto di sindacatoinvistadifutureaggregazioni.
E proprio sul partner sta lavorando l’istituto, come ha precisato
nei giorni scorsi il presidente
uscente Alessandro Profumo.
C’era chi si aspettava un passo indietro del manager già nel consiglio di questa settimana, ma la sostituzione alla presidenza di Mps
potrebbe arrivare con il board
convocato per il 6 agosto per lìapprovazione della semestrale.
Intanto il titolo ieri a Piazza Affari ha registrato una flessione del
2,19% a 1,829 euro per azione, con
un saldo negativo negli utlimi sei
mesi del 15% circa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Banco Popolare
cede sofferenze
per 210 milioni
pBanco Popolare ha ce-

duto pro soluto crediti in
sofferenza per circa 210 milioni di natura «chirografaria», ossia credito che non è
assistito da alcuna causa di
prelazione. Il portafoglio
ceduto comprende circa 17
mila posizioni «per un valore nominale complessivamente pari a circa 210 milioni, senza alcun impatto negativo sul conto economico», spiega la società. La
cessione comporta per il
gruppo Banco Popolare il
reale e definitivo trasferimento dei rischi di credito
connessi alle partite cedute. Il portafoglio è stato acquistato da Marte SPV, veicolo di proprietà di Hoist
Finance, istituto finanziario tra i più importanti operatori pan europei nel mercato degli Npl e quotato al
Nasdaq di Stoccolma.

Mediobanca. Lo storico marchio lancia nuovi servizi per le quotate, dall’Ipo al delisting

La fiduciaria Spafid apre ai servizi «commerciali»
pSpafid, storico marchio della

riservatezza tradizionale di Mediobanca, si apre ai servizi “commerciali”. La società, nata come
fiduciaria (era stata la prima a entrare nel gruppo Mediobanca nel
1948), ha impostato un modello
di business allargato sotto la guida di Stefano Pellegrino, manager proveniente dalla casa madre
dove aveva ricoperto il ruolo di
responsabile delle partecipazioni bancarie, tra cui appunto c’era
anche Spafid.
L’attività di fiduciaria, l’unica
controllata da una banca d’affari,
si era in realtà già allargata nel
tempo a servizi connessi, ma
sempre in funzione sostanzial-

mente ancillare alla capogruppo,
prestando cioè assistenza ai
clienti della banca d’affari. Quando è stato fatto l’ultimo piano industriale di Mediobanca si è ritenuto di poter valorizzare ulteriormente anche il patrimonio di
professionalità e competenze accumulato nel tempo da Spafid
aprendosi ad attività commerciali che non aveva mai avuto.
In sostanza, si tratta di combinare i servizi tipici dell’amministrazione fiduciaria con altri servizi per le società quotate - tipicamente le pmi, ma non solo - e le famiglie imprenditoriali, quali la
tenuta del libro soci (cosa che si fa
già da anni), gli adempimenti am-

ministrativi per le quotate o le
quotande, adempimenti societari e regolamentari, gestione delle
assemblee. «In sintesi - spiega
l’ad - abbiamo l’ambizione di fornire un servizio completo dalla
quotazione al delisting».
Per portare avanti questa strategia, l’ultimo passo è stata la joint
venture, costituita ieri, con Feedback Italia, azienda torinese pioneristica nella progettazione e
sviluppo di sistemi ad alto contenuto tecnologico destinati alla comunicazione interattiva sicura in
ambito aziendale, nonchè leader
di mercato nella gestione del voto
elettronico nelle assemblee, anche da remoto (cosa quest’ultima

Titoli di Stato e Obbligazioni

Spread Bund 2Y

A

58
65

che non è ancora applicata in Italia). La joint Spafid connect, partecipata al 70% da Spafid e al 30%
dalla società torinese che fa capo
al fondatore Franco Fortis, costituirà la piattaforma tecnologica
proprietaria di Spafid per supportare, con applicazioni avanzate ad
alto contenuto tencologico, l’attività di assistenza societaria a matricole e società quotate nella gestione dei processi assembleari. A
capo della nuova società andrà
Cinzia De Bellis, precedente
esperienza alla Istifid e da un anno
e mezzo responsabile dei servizi
corporate della Spafid.
A.Ol.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giu-15
Lug-15

14,850 16,928
14,200 16,060




Bond. Protagonista la Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ

Unipol, ok al bilancio In Giappone arriva
Il pay out è al 76%
l’emissione in yuan
pIl gruppo Unipol chiude la

maratona assembleare con l’assise dei soci di Unipol gruppo finanziario tenuta ieri a Bologna. La riunione, presieduta da
Pierluigi Stefanini e guidata dal
ceo Carlo Cimbri, ha approvato
il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2014. L’assemblea ha poi
deliberato la distribuzione di dividendi per complessivi circa
126,3 milioni di euro (pari a un
pay out di circa il 76%), nella misura di: 0,17 euro per ciascuna
azione ordinaria, per un totale di
circa 74,4 milioni; 0,19 euro per
ciascuna azione privilegiata,
per un totale di circa 52 milioni.
Il dividendo sarà messo in pagamento a partire dal 24 giugno,

con data stacco cedola il 22 giugno e record date il 23 giugno. Il
board ha inoltre nominato quale componente del consiglio di
amministrazione Massimo Di
Menna, il cui mandato scadrà
contestualmente a quello degli
altri amministratori attualmente in carica in occasione dell’assemblea di approvazione del bilancio dell’esercizio 2015.
Nel frattempo ieri le azioni di
Unipol gruppo finanziario
hanno chiuso le contrattazioni
praticamente
invariate
(-0,05% a 4,38euro) mentre la
controllata UnipolSai è cresciuta dell’1,19% a 2,39 euro.
R.Fi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

pPer la prima volta - tre

anni dopo Londra, due anni
dopo Singapore - anche in
Giappone arrivano le emissioni obbligazionarie in
yuan. Sarà Bank of TokyoMitsubishi UFJ la prima a
farlo, con l’obiettivo di cercare di raccogliere 350 milioni di yuan (circa 56,3 milioni di dollari) attraverso
un’apposita emissione obbligazionaria sotto forma di
private placement rivolto a
investitori istituzionali.
L’avvio del nuovo trend
era stato ritardato dalle tensioni politiche tra i due Paesi. Fin dal 2011, in un vertice
bilaterale, la prospettiva

era stata evocata come imminente. Ma poi, con i contrasti sulle isole Senkaku,
tutto si era insabbiato: le società giapponesi temevano,
infatti, che senza una approvazione ufficiale da parte delle autorità di Pechino
le loro eventuali emissioni
in valuta cinese avrebbero
difficilmente trovato compratori. L’incontro tra i rispettivi ministri delle Finanze di questo mese ha
spianato la strada a quella
che appare come una nuova
tappa nell'internazionalizzazione dello yuan.
S.Car.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

In breve

Ago-15
Set-15

15,044 23,969
16,137




— 10,024

Ott-15
Nov-15

14,515

12,500 17,333




Dic-15
Gen-16
Feb-16
Mar-16
Apr-16







39,013
26,161







14,515
29,833

6,011 14,451
8,413


— 15,018 15,546




0,107
1,656

51,133
10,069

7,700

6,502

6,500 16,235









7,700
6,502
35,148








— 12,413




— 25,042 43,900

Cresce in Francia
con lo shopping
Erg Renew ha sottoscritto un
accordo per l’acquisizione da
Macquarie European
Infrastructure Fund, gestito
dal gruppo Macquarie, del
100% del capitale di 4 società
di diritto francese titolari,
direttamente e ndirettamente,
di sei parchi eolici in Francia,
con una capacità totale
installata di 63,4 MW,
entrati in esercizio tra il 2005 e
il 2008. Il deal vale 72 milioni.

È terminata
l’allenza con Caixa
Société Générale ha posto fine
alla partnership con la
spagnola Caixa. I francesi
hanno rilevato il 20% di
Boursorama detenuto dal
gruppo spagnolo, mettendo
fine anche al patto di sindacato
del 2006 e rinnovato nel 2014.
L’operazione è stata realizzata
allo stesso prezzo dell’Opa su
Boursorama nel maggio 2014
(12 euro per azione). SocGen è

Sostieni il mio lavoro. scaricando. da www.dasolo.info

ora l’unico azionista di
Boursorama, leader della
banca online in Francia. Al
tempo stesso Boursorama ha
acquistato la quota di Caixa
nella SelfTrade Bank, la loro jv
comune in Spagna, pari al 49%
del capitale. Decade così il
patto siglato nel 2008 tra i due
istituti.

CARIPARMA

Accordo con Sace
per finanziare Pmi
Sace e il gruppo Cariparma
Credit Agricole annunciano la

firma di un accordo che mette
a disposizione delle Pmi
italiane 150 milioni di euro.

ENEL GP

Norges Bank
oltre il 2 per cento
Norges Bank è azionista
dell’italiana Enel Green Power
con il 2,026% del capitale
sociale. La partecipazione di
possesso della banca è
segnalata dalla Consob nelle
comunicazioni sulle
partecipazioni rilevanti.

— 20,891
2,918 320,099

Prezzo 365 360
Qtà
º
VWAP Rend Rend
18.06 lordo lordo (mlg)

Codice
Isin

Buoni ordinari Tesoro
30.06.15
14.07.15
31.07.15
14.08.15
31.08.15
14.09.15
30.09.15
14.10.15
30.10.15
13.11.15
30.11.15
14.12.15
14.01.16
12.02.16
14.03.16
14.04.16
14.06.16

IT0005070617
IT0005037244
IT0005075699
IT0005042772
IT0005086084
IT0005047029
IT0005091480
IT0005057499
IT0005105140
IT0005067266
IT0005108326
IT0005070609
IT0005075681
IT0005086068
IT0005091472
IT0005105132
IT0005118325

100,001
100,000
100,007
100,021
99,997
99,987
99,980
99,986
99,970
99,984
99,955
99,959
99,965
99,938
99,915
99,882
99,852

Titolo
Date Spread
god. Tipo ind.

Codice
ISIN

Ced.
att.

Prezzo Rend.
VWAP eff.%
18.06 lordo

Qtà
º
(mlg)





0,02
0,06
0,07
0,04
0,08
0,04
0,10
0,09
0,06
0,10
0,12
0,15
0,15


94
— 536

2
— 989
0,02 198
0,06 914
0,07
10
0,04 493
0,08
10
0,04 342
0,10
24
0,09 133
0,06 1057
0,10 103
0,12
99
0,15
12
0,15
3

2993
2843

5113

Certificati credito Tesoro
01-09s 1.9.15 +0,15s
01-07s 1.7.16 +0,15s
01-12s 1.12.16 +0,15s
01-09s 1.3.17 +0,15s

IT0004404965
IT0004518715
IT0004874399
IT0004584204

0,19
0,30
3,00
0,19

100,070 0,02
100,163 0,19
104,500

100,167 0,25

15-12s 15.12.15 +0,8a
15-12s 15.06.17 +2,5a
15-10s 15.10.17 +0,8a
15-10s 15.04.18 +1,0a
01-11s 01.11.18 +1,8a
15-11s 15.11.19 +1,2a
15-12s 15.12.20 +0,8a
15-12s 15.06.22 +0,55

IT0004620305
IT0004809809
IT0004652175
IT0004716319
IT0004922909
IT0005009839
IT0005056541
IT0005104473

0,43
1,30
0,45
0,55
0,95
0,64
0,43
0,30

100,363
104,306
101,051
101,499
104,041
102,493
100,706
98,587

0,11
0,40
0,41
0,53
0,66
0,69
0,73
0,82

4750
1911
2961
4937
9033
262
4823
12604







IT0004938186
IT0004978208
IT0005020778
IT0005044976
IT0005089955







99,999
99,952
99,863
99,715
99,370


0,09
0,16
0,24
0,38

482
1091
950
1204
1143

IT0004840788
IT0003844534
IT0004656275
IT0004880990
IT0004712748
IT0004917792
IT0004019581
IT0004761950
IT0004960826
IT0004987191

4,50
3,75
3,00
2,75
3,75
2,25
3,75
4,75
2,75
1,50

100,280
100,410
101,021
101,165
102,915
101,866
103,900
105,485
103,360
101,737


0,04
0,15
0,12
0,17
0,17
0,23
0,28
0,34
0,32

182
721
451
1821
687
453
1341
726
17
750

Certificati credito Tesoro - 6mEuribor

Certificati Tesoro zero coupon
30.6.15
31.12.15
29.4.16
30.8.16
27.2.17

Buoni Tesoro Poliennali
15-07s 15.7.2015
01-08s 1.8.2015
01-11s 1.11.2015
01-12s 1.12.2015
15-10s 15.4.2016
15-11s 15.5.2016
01-08s 1.8.2016
15-09s 15.9.2016
15-11s 15.11.2016
15-12s 15.12.2016

Cambi e tassi

¤/$

A

1,11
-15,92

Tassi del 18.06 . Valuta 22.06
Scad.
Tasso 360 Tasso 365
1w
2w
1m
2m
3m
6m
9m
1a

-0,131
-0,109
-0,063
-0,039
-0,014
0,049
0,100
0,166

-0,133
-0,111
-0,064
-0,040
-0,014
0,050
0,101
0,168

Media % mese Maggio
1m
-0,048
2m
-0,028
3m
-0,010
6m
0,058

-0,049
-0,028
-0,010
0,059

LIQUIDITÀ (TASSO 360)
Eonia (18/06/15)

-0,1180

O/N Euro

-0,1293

O/N Usd

0,1550

IT0004682107
IT0004085210
IT0004890882
IT0004380546
IT0004604671
IT0004243512
IT0005004426
IT0004735152
IT0003745541
IT0004545890

2,10
2,10
1,70
2,35
2,10
2,60
2,35
3,10
2,35
2,55

102,745
105,187
105,297
108,335
108,241
112,442
109,870
118,118
113,385
113,754

0,16
0,06
0,33
0,63
1,01
1,29
1,49
1,62
1,85
2,16

198
639
472
1014
464
452
5079
526
4677
4763

26-09s 26.3.2016
11-12s 11.6.2016
22-10s 22.10.2016
22-10s 22.4.2017
12-11s 12.11.2017
23-10s 23.4.2020
27-10s 27.10.2020
20-10s 20.04.2023

IT0004806888
IT0004821432
IT0004863608
IT0004917958
IT0004969207
IT0005012783
IT0005058919
IT0005105843

2,45
3,55
2,55
2,25
2,15
1,65
1,25
0,50

101,379
103,051
102,519
102,992
103,509
103,660
103,302
99,625

0,04
0,36
0,39
0,42
0,59
0,81
0,57
0,58

8119
3753
11414
9264
42434
54369
3675
26547

Buoni Tesoro Poliennali - Inflazione Italia

L
variaz. %
var. % ann.

L

1,14

variaz. %
var. % ann.

var. % ann.

1,00
0,99
1,34
1,23
1,48
1,54
1,41
0,96
0,26
0,24

1,64
3,03
8,38
-2,51
-6,90
-7,61
6,98
-0,76
0,94
0,55

11266,13
45122,65
54238,59

1,02
0,74
1,86

31,32
4,58
8,46

51900,53

0,59

4,28

8177,90
27142,39
26694,66
4786,17

1,07
1,15
-0,22
-3,66

-1,27
-1,30
13,09
47,96

America Latina

Africa
Asia

var. % ann.

-0,96
-0,97
In.Anno
-0,02
In.Anno
-4,06
In.Anno
-9,48
In.Anno
-14,47

variaz. %
var. % ann.

Nasdaq Co.
5132,95

1,34
17,65

Indici
Singapore Straits Tim.
Taipei Taiwan Weighted
Tokyo Nikkei 225
Nikkei 500
Topix

L

Nasdaq 100

var. % ann.

1,41
19,11

variaz. %

Var.%

In.Anno

-0,77
0,31
-1,13
-0,57
-1,04

-1,92
-0,96
14,56
17,63
14,86

5522,66

-1,21

2,49

50348,86
969,40
1762,11
1333,70

0,43
0,42
-0,09
-0,05

4,11
1,37
3,07
4,54

356,82
3450,45
3316,61
384,22
1661,48
3047,97
472,97
683,43
1469,97

0,60
0,63
0,11
0,13
0,12
0,17
0,30
0,37
-0,65

11,62
9,66
10,41
12,17
5,90
10,53
11,43
-17,28
6,39

Australia
Sydney All Ordinaries

Mondo
MSCI em.mk free loc. #
MSCI em.mk free Usd #
MSCI world Usd #
MSCI world val. loc. #

Europa
D.J. EuroStoxx
D.J. EuroStoxx (50)
D.J. Stoxx (50)
D.J. Stoxx (600)
D.J. Stoxx Sel. Div. 30
FTSE EuroTop (100)
Amsterdam Amst. Exch.
Atene Athens General
MSCI Europe #

-1,15
-1,10
-0,15
-0,14
-1,13
-1,11

-1,36
-0,03
-0,05
-0,08
-1,28
-1,26

-1,51
-1,44
0,03
-0,01
-1,37
-1,35

7a 10a
-1,63
-1,62
0,24
0,15
-1,18
-1,39

-1,55
-1,58
0,36
0,27
-1,24
-1,30

-0,26
-0,27
-0,29
-0,30

-0,25
-0,24
-0,18
-0,25

-0,24
-0,23
-0,22
-0,26

-0,19
-0,16
-0,19
-0,26

-0,12
-0,09
-0,14
-0,24

4a

5a

0,01
0,05
-0,03
-0,20

0,14
0,20
0,09
-0,14

7a 10a
0,45
0,51
0,34
-0,08

0,81
0,90
0,65
0,08

Irs 6M/10Y

L

1,19

2,41
-22,95

variaz. %
var. % ann.

Valute

Irs 6M/20Y
1,63

3,44
-25,80

L
variaz. %
var. % ann.

Dati al
18.06

Var.%
giorn

Iniz
anno

N. Zelanda

Nzd

1,6399

0,706

5,63

Norvegia

Nok

8,8310

1,221

-2,33

Polonia

Pln

4,1667

0,219

-2,49

Rep. Ceca

Czk

27,2750

0,128

-1,66

Rep.Pop.Cina

Cny

7,0786

1,108

-6,07

Romania

Ron

4,4860



0,07

Russia

Rub

61,0685

0,056

-15,58

Singapore

Sgd

1,5186

-0,020

-5,43

Sud Corea

Krw

1258,2200

-0,405

-5,03

Sudafrica

Zar

13,8857

-0,976

-1,07

Svezia

Sek

9,2160

-0,027

-1,88

Thailandia

Thb

38,3480

0,876

-3,91

Turchia

Try

3,0960

0,324

9,32

Ungheria

Huf

311,1400

-0,224

-1,39

m Corona islandese: l'ultima rilevazione BCE pari a 290,00 è
avvenuta il 3.12.2008; a partire da lunedì 2.11.2009 Banca
d'Italia ha ripreso la quotazione della valuta sulla base di
rilevazioni di mercato.

Cacao

L

3300,00

2,48
5,13

variaz. %
var. % ann.

Semi Soia

L

977,75

1,11
-30,61

variaz. %
var. % ann.

Denaro
242,16
242,17
242,17
192,15
190,96
190,06
190,06
190,06
240,65
517,62
523,29
1067,83
1088,59
464,81
1011,62
609,38
1027,92
1237,42

Lettera
274,55
285,14
285,14
214,85
212,84
210,04
210,04
210,04
276,25
594,19
595,28
1153,42
1161,05
514,14
1093,97
666,82
1120,25
1368,68

A cura di Confinvest F.L.

variaz. %

18.06

-0,85
-0,77
-0,21
-0,19
-0,79
-0,73

Milano - 18.06 (º)
Sterlina v.c.
Sterlina n.c.
Sterlina post 74
Marengo italiano
Marengo svizzero
Marengo francese
Marengo belga
Marengo austriaco
20 marchi
10 $ liberty
10 $ indiano
20 $ liberty
20 $ St. Gaudens
4 ducati Austria
100 corone Austria
100 pesos Cile
Krugerrand (SA)
50 pesos Messico

var. % ann.

3300,42
9218,37
19990,82
1780,93
1616,66

-0,50
-0,42
-0,25
-0,21
-0,75
-0,72

MONETE D'ORO

L

4531,85

-0,33
-0,25
-0,25
-0,20
-0,75
-0,61

Fonte Ufficio Studi de Il Sole 24Ore su dati Thomson-Reuters

variaz. %

Rilevazione Mensile
mag-15
giu-15 lug-15**
22,79
22,22
21,95
MAGI ¤/MWh
Rilevazione Trimestrale
Q1-15
Q2-15
Q3-15**
MAGI-Q ¤/MWh
26,57
22,76
22,08
Per ulteriori dettagli www.magindex.org, www.albasoluzioni.com, www.itec.refe.com , www.tfsbrokers.com. * Media incrementale.

B

Ieri
Una sett. fa
Un mese fa
Due mesi fa

L

MAGI - INDICI GAS ITALIA Dati al 18.06.2015

-1,13
32,25

18115,84
2121,24
5132,95
6310,91
575,46
8444,38
4531,85
482,77
14770,64
859,52

0,21
0,22
Var.%
-0,16
Var.%
0,49
Var.%
0,17
Var.%


-0,27
-0,30
-0,28
-0,30
-0,73
-0,68

Calcolati sui titoli benchmark dell'area Euro
Data
3m 6m 1a 2a 3a

-6,07
-3,64
-7,99
-13,00
-1,75
7,98

-1,39
-1,08
0,20
-5,98
-6,11
-5,26
0,67
-3,27
-7,83
-0,57
-3,02

var. % ann.

103,76 5,30
104,26 4,10
98,35 1,21
95,54 2,36
96,76 2,11
100,12 0,38
116,92 0,61
98,17 9,95
72,60 2,85
100,07 0,97
92,76 8,02
99,53 1,16
113,94 0,47
100,30 10,28
98,36 8,58
100,66 2,04
100,58 3,00
101,33 0,05
112,57 2,22
109,07 0,44
107,49 0,53
107,26 0,66
97,51 0,77
100,02 0,82
66,95 3,22
101,00 2,58
101,51 2,63
101,98 0,59
114,12 0,45
100,64 2,37
95,44 3,56
64,90 27,86
62,29 19,65
111,79 1,95
108,05 3,34
106,77 3,35
111,79 3,96
100,19 2,95
97,07 1,21
100,79 1,20
100,00 2,75
110,66 0,40
120,70 2,32
127,21 2,69
89,90 2,78
125,80 2,18
113,57 4,33
112,63 3,12
104,32 3,80
103,64 4,69
98,21 3,08
102,39 3,96
100,51 1,77
105,67 3,39

Rendimenti per scadenze

1,108
0,114
-0,042
0,096
-0,844
-0,498

-0,144
-0,088
0,040
0,430
1,109
0,466
0,834
0,008
0,376
-0,295
-0,325

1,70
-22,61

Prezzo Rend.
VWAP eff.%
18.06 lordo

Codice
ISIN

Titolo

Usa
un mese fa
Giappone
un mese fa
Regno Unito
un mese fa

1,1404
139,9400
0,7167
1,0461
1,4570
3,4778
1,9558
1,3867
7,5753
7,4605
51,1810
8,8415
72,6805
15177,3800
149,0994
4,3503
4,2231
17,3278

variaz. %

a ieri
a un anno

Calcolati sui titoli benchmark delle diverse aree valutarie
Paese
3 m 6 m 1a 2a 3a 4a 5a

var. % ann.

128,70

-3
10

a ieri
a un anno

L

Differenziali tra l'Euro e i principali Paesi

variaz. %

Caffè Arabica

1

Dati anagrafici e calcolo dei rendimenti a cura di Skipper Informatica

Iniz
anno

L

-4
25

Spread Bonos 10Y

B

11-02 Alerion CP TF 15-22 6%
IT0005075533
18-11 B. Popolare 13-20 LT II
IT0004966823
30-06 B.Imi 10-17 TV
IT0004611932
18-10 B.Imi 10.20 Tf/Tv
IT0004966229
14-05 B.Imi 15-22 Tf/Tv Usd
IT0005114365
30-06t Barclays 10-17 tf/tv MC
IT0006715483
28-09 Bei 10-22 3% Bonds D.
XS0544644957
20-07 Bei 11-18 9,25% BondsD.Try XS0648456167

Bei 11-26 zc Usd
XS0070553820
15-12s Bei 12-17 1&
US298785FZ47
21-10 Bei 12-19 6% Bonds
XS0848049838
15-12s Bei 13-18 1%
US298785GC43
15-09 Bei 13-21 " 2,75%
XS0676294696
21-12 Bei 14-17 10,5% Bonds due XS1014703851
13-09 Bei 14-21 8,25% Zar
XS1072624072
27-07t Bnpp 15-23 Tf/Tv
XS1218967377
03-09t Bnpp 15-23 Tf/Tv Aud
XS1235187306
31-10 Bonos 10-15 3,75%
ES00000123P9
30-04 Bonos 14-24 3,8%
ES00000124W3
04-07 Bund 12-22 1,75%
DE0001135473
15-05 Bund 13-23 1,5%
DE0001102317
15-05 Bund 14-24 1,5%
DE0001102358
15-02 Bund 15-25 0,50%
DE0001102374
20-09t CassaDP 15-22 tf/tv
IT0005090995

Comit 98-28 zc
IT0001200390
28-06 DexiaCred. 10-16 3,6% S.Ord. IT0004618507
07-03 DexiaCred. 11-16 4,85% S.Ord.IT0004698178
26-02 Enel TF 10-16 3,5%
IT0004576978
21-09 Europa 11-21 2,75%
EU000A1GVJX6
28-09s GE 14-20 2,5%
XS1042118106
23-01 Goldman Sachs 15-25 3%
XS1013006090
17-07 HellenicRep. 14-17 3,375% GR0110029312
17-04 HellenicRep. 14-19 4,75% GR0114028534
14-05 Mediobanca 10-20 4,5% P.A. IT0004608797
15-11 Mediobanca 10-20 sub LowT.2IT0004645542
14-09t Mediobanca 11-21 Tv
IT0004720436
18-04 Mediobanca 13-23 sub LowT.2IT0004917842
02-10 Mediobanca 14-19 Dollaro 3% IT0005056483

Mediobanca Atto Un. 11-17 zc IT0004783046
17-08# Mediobanca T.Misto 13-19 IT0004899511
12-06 Medioc. Call. 15-25 2,75% IT0005118796
30-07 Obligaciones 02-17 5,5%
ES0000012783
30-07 Obligaciones 10-25 4,65% ES00000122E5
31-10 Obligaciones 13-28 5,15% ES00000124C5
30-07 Obligaciones 15-30 1,95% ES00000127A2
11-07t Rbs 01-20 tv Eurib.
NL0009289313
15-12s Rep.Italy 03-33 5,375%Usd US465410BG26
29-06 Rep.Italy 99-29 Swap 30y
XS0098449456
15-04 Rep.Portogallo 06-37 4,10% PTOTE5OE0007
15-10s Rep.Portogallo 14-24 5,125% UsdXS1085735899
15-10 Rep.Portogallo 15-25 2,875% PTOTEKOE0011
15-02 Rep.Portogallo 15-45 4,10% PTOTEBOE0020
30-06s Ubi 09-19 Eurib. 6m m
IT0004497050
08-10s Ubi 12-19 6%
IT0004842370

Var.%
giorn

1201,85

-7

Obbligazioni - MOT ed EuroMOT

Dati al
18.06

Oro Fixing
2,02
-5,35

-0,04
-10,47

Spread Treas. 10Y

Date
God.

B

0,7167

Costo termoelettrico
giu-15* lug-15** ago-15**
ITEC12/REF-E ¤/MWh
49,48
47,47
45,91
52,22
52,55
54,71
ITEC/REF-E ¤/MWh
58,01
59,00
61,80
ITECccgt/REF-E ¤/MWh
Per ulteriori dettagli http://itec/ref-online.it. * Valore consuntivo costruito da
REF-F su dati Platts. ** Valore forward calcolato da REF-E su dati di mercato.

19990,82

In.Anno

Usd
Jpy
Gbp
Chf
Aud
Brl
Bgn
Cad
Hrk
Dkk
Php
Hkd
Inr
Idr
Isk
Ils
Myr
Mxn

¤/£

INDICI ITEC / REF-E Dati al 12.06.2015

A

Mumbai Nifty
Sensitive
Hong Kong Hang Seng
Shanghai Composite

variaz. %

Total Return
3201,760
Excess Return
310,170
Reuters
18.06
Reuters
2393,460
Moody's
17.06
Moody
5310,970
LME Index
18.06
Lmex
2638,000
The Steel Index
18.06
IO62 CN Import
60,900
* Var % da ieri. ** Var % da inizio anno

Nikkei 225

Johannesburg All Share

0,11
0,93

Stati Uniti
Giappone
G. Bretagna
Svizzera
Australia
Brasile
Bulgaria
Canada
Croazia
Danimarca
Filippine
Hong Kong
India
Indonesia
Islanda m
Israele
Malaysia
Messico

Var.%

L

139,94

0,10
0,16
0,25
0,37
0,52
0,66
0,80
0,92
1,03
1,13
1,21
1,27
1,42
1,55
1,58
1,57
1,58
1,54

Mercati Azionari mondo

Buenos Aires Merval Idx
Città Messico Ipc Index
San Paolo Brsp Bovespa

¤/Y

0,08
0,14
0,23
0,35
0,50
0,64
0,78
0,90
1,01
1,11
1,19
1,25
1,40
1,53
1,56
1,55
1,56
1,52

America Settentrionale

a ieri

15-09s 15.9.2016
15-09s 15.9.2017
15-09s 15.9.2018
15-09s 15.9.2019
15-09s 15.9.2021
15-09s 15.9.2023
15-09s 15.9.2024
15-09s 15.9.2026
15-09s 15.9.2035
15-09s 15.9.2041

Buoni Tesoro Poliennali - Inflazione Eurostat

B

a un anno

Qtà
º
(mlg)
607
551
3618
591
14279
2191
1779
1848
4736
804
12713
1102
2727
3419
255
6915
8469
11977
4018
2635
8212
3144
4573
2666
4603
6802
8535
3530
4625
1663
614
2886
3106
2472

8510
7897
33293
1951
47807
3015
461
5202
12514
8551
20165
2037
29806
1285
5329
42808
2169
10772
14600
94890

RILEVAZIONI BCE

In.Anno
4,37
-0,58
In.Anno
-2,54
-0,92
-10,69
-11,37
-1,94
-0,82
14,37
-1,33
In.Anno
-3,57
-3,56
2,62
2,62
2,83
-9,13
1,60
In.Anno
4,60

147
147
Rend.
eff.%
lordo
0,34
0,41
0,39
0,41
0,44
0,56
0,62
0,64
0,66
0,71
0,74
0,83
0,92
0,93
1,03
1,07
1,12
1,19
1,19
1,21
1,30
1,35
1,51
1,60
1,69
1,72
1,77
1,83
1,83
2,01
2,05
2,09
2,17
2,27
0,56
2,28
2,34
2,29
2,40
2,27
2,48
2,58
2,69
2,74
2,82
2,73
2,87
2,64
3,00
3,06
3,20
3,29
3,33
3,35
3,23

1Y/6M
2Y/6M
3Y/6M
4Y/6M
5Y/6M
6Y/6M
7Y/6M
8Y/6M
9Y/6M
10Y/6M
11Y/6M
12Y/6M
15Y/6M
20Y/6M
25Y/6M
30Y/6M
40Y/6M
50Y/6M

Var.%
0,05
-0,07
Var.%
0,27
0,21
-0,17
-0,60
1,46
0,17
0,49
-0,58
Var.%
0,08
0,08
-1,14
-1,14
-0,28
-0,11
1,92
Var.%
0,22

150

Prezzo
VWAP
18.06
105,878
108,032
101,429
108,396
110,092
106,873
100,324
109,965
98,818
108,106
111,540
109,032
111,788
112,921
105,567
101,736
112,792
99,415
114,803
113,822
97,208
113,269
112,220
111,988
111,965
117,733
102,363
119,950
96,945
123,324
123,529
117,481
119,164
150,958
165,750
117,481
111,730
101,825
122,451
93,306
118,984
145,863
139,993
122,332
128,748
109,493
139,859
86,844
137,702
128,319
112,823
128,769
128,897
126,506
100,759

Valute

A

Spread Bund 10Y

Ced.
att.
4,00
4,75
1,15
4,75
5,25
3,50
0,75
4,50
0,25
3,50
4,50
3,50
4,25
4,50
2,50
1,50
4,25
1,05
4,50
4,25
0,70
4,00
3,75
3,75
3,75
4,75
2,15
5,00
1,35
5,50
5,50
4,50
4,75
9,00
8,50
4,50
3,75
2,50
5,00
1,50
4,50
7,25
6,50
4,75
5,25
3,50
6,00
1,65
5,75
5,00
4,00
5,00
5,00
4,75
3,25

Lett.

1,11
-15,92

New York Dow J. industr.
S&P 500
Nasdaq C.
Dow J. 65 stocks
Dow J. serv.
Dow J. trasp.
Nasdaq 100
S&P industr.
Toronto 300 Compos
Toronto Tse 60

a ieri
a un anno

Den.

¤/$

18.06

115
112

Tassi del 18.06
Scad.

18.06
1,671
1,496
18.06
224,120
374,760
300,060
389,610
796,910
143,120
599,110
147,900
18.06
100,600
202,640
121,820
245,370
58,250
112,460
166,590
18.06
437,370

L

113

Codice
ISIN
IT0004164775
IT0004793474
IT0005023459
IT0004820426
IT0003242747
IT0004867070
IT0005058463
IT0004273493
IT0005106049
IT0004907843
IT0004361041
IT0004957574
IT0003493258
IT0004423957
IT0004992308
IT0005030504
IT0004489610
IT0005069395
IT0003644769
IT0004536949
IT0005107708
IT0004594930
IT0004634132
IT0004966401
IT0004009673
IT0004695075
IT0005028003
IT0004759673
IT0005086886
IT0004801541
IT0004848831
IT0004898034
IT0004356843
IT0000366655
IT0000366721
IT0004953417
IT0005001547
IT0005045270
IT0004513641
IT0005090318
IT0004644735
IT0001086567
IT0001174611
IT0004889033
IT0001278511
IT0005024234
IT0001444378
IT0005094088
IT0003256820
IT0003535157
IT0003934657
IT0004286966
IT0004532559
IT0004923998
IT0005083057

IRS

Commodities

INDICI
NE Nomisma Energia
Benzina (self,¤/lit)
Gasolio (self,¤/lit)
CRB Index
Generale
Industriale
Cereali
Bestiame
Metalli Preziosi
Valuta
Energia 77
Tassi d'interesse
Bloomberg Commodity
Commodity
Commodity TR
Commodity Eur
Commodity EurTR
Energy
Industrial
Precious Metals
Goldman Sachs
Spot

Spread Bund 5Y

Titolo
Date Spread
god. Tipo ind.
01-08s 1.2.2017
01-11s 1.5.2017
15-11s 15.5.2017
01-12s 1.6.2017
01-08s 1.8.2017
01-11s 1.11.2017
15-07s 15.1.2018
01-08s 1.2.2018
15-11s 15.5.2018
01-12s 1.6.2018
01-08s 1.8.2018
01-12s 1.12.2018
01-08s 1.2.2019
01-09s 1.3.2019
01-11s 1.5.2019
01-08s 1.8.2019
01-09s 1.9.2019
01-12s 1.12.2019
01-08s 1.2.2020
01-09s 1.3.2020
01-11s 1.5.2020
01-09s 1.9.2020
01-09s 1.3.2021
01-11s 1.5.2021
01-08s 1.8.2021
01-09s 1.9.2021
15-12s 15.12.2021
01-09s 1.3.2022
15-10s 15.4.2022
01-09s 1.9.2022
01-11s 1.11.2022
01-11s 1.5.2023
01-08s 1.8.2023
01-11s 1.11.2023
22-12s 22.12.2023
01-09s 1.3.2024
01-09s 1.9.2024
01-12s 1.12.2024
01-09s 1.3.2025
01-12s 1.6.2025
01-09s 1.3.2026
01-11s 1.11.2026
01-11s 1.11.2027
01-09s 1.9.2028
01-11s 1.11.2029
01-09s 1.3.2030
01-11s 1.5.2031
01-09s 1.3.2032
01-08s 1.2.2033
01-08s 1.8.2034
01-08s 1.2.2037
01-08s 1.8.2039
01-09s 1.9.2040
01-09s 1.9.2044
01-09s 1.9.2046

1,1404

EURIBOR

INDICI BORSE

SOCIÉTÉ GÉNÉRALE

Totale
48,873
30,260

Indici

ERG RENEW

a ieri

1,154


Titolo
Spread
god./Tipo ind.

— 15,941



L

a un anno

Dati al 31-05-2015 in Mld di º. Fonte: Ministero del Tesoro
Scad.
BoT
BTp BTpºi
CcT
CTz
D.Est.

e-Mid/Atic (18/06/15)

Polizze. Ai soci di Ugf 126,3 milioni di dividendi

56

TITOLI IN SCADENZA NEI PROSSIMI MESI

Mag-16
7,142 13,749
Totale 129,514 118,725

CREDITO

Indici e mercati in diretta su www.ilsole24ore.com/finanza

Shanghai C.
4786,17

-3,66
132,85

B
variaz. %
var. % ann.

Indici
Bruxelles Bel. 20 In.
Dublino Irish SE Idx
Francoforte Dax (Xetra)
Helsinki Omxh General
Madrid Ibex 35
Parigi Cac 40
Londra FTSE 100
Istanbul Ise-Nation. 100
Mosca Micex Comp. Idx
Zurigo Swiss Market In.

Indice VIX
13,24

-8,69
24,79

B
variaz. %
var. % ann.

18.06

Var.%

In.Anno

3584,11
6187,23
11100,30
8326,09
10871,90
4803,48
6707,88
81932,45
1660,14
8880,29

0,47
0,60
1,11
0,62
0,54
0,27
0,41
1,51
-0,27
-0,30

9,10
18,43
13,20
7,32
5,76
12,42
2,16
-4,42
18,87
-1,15

11465,00
11630,00

-1,60
-1,54

-2,00
-1,52

Indici Calcio
Il Sole 24 Ore Goal Idx
Premier Index

DATI AGGREGATI
Piazze

Totali

Rialzo

Ribasso

Invariati

Tokio

3580

759

2539

282

Vol.mln
2385

Shanghai

1306

241

1020

45

58273

New York

3207

2061

1016

130

834

Londra

1091

388

459

244

1425

Parigi

900

349

446

105

222

Francoforte

736

322

392

22

150

Sostieni il mio lavoro scaricando da www.dasolo.info

36 Finanza & Mercati

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

CAMBI E TASSI

MATERIE PRIME

Stati Uniti. Nuova impennata dei rendimenti dei junk bonds

In breve
COLONIALI

Cacao da primato
sull’allarme Ghana
Cacao
Ice, 1ª posizione. $/tonn.
16/03

18/06

3400

Torna a preoccupare
il debito delle società
attive nello shale oil

I bilanci peggiorano - Default al record dal 2009

3100
2800

Sissi Bellomo

2500

pDenaro facile e una forte ridu-

Non si arresta la corsa al
rialzo del cacao, che da
questa settimana è in bull
market e ieri a New York ha
chiuso a 3.300 $/tonnellata
(+2,1%), il massimo da 9
mesi. Il ribasso del dollaro
ha contribuito al rialzo di
ieri, ma il tema dominante è
l’allarme per il raccolto in
Ghana, dopo che di recente
- in modo del tutto inatteso il governo ha tagliato le
stime di produzione da 1
milione ad appena 750mila
tonnellate, in calo del 22%
dalla passata stagione.

COTONE

Passi avanti verso
un future globale
L’Intercontinental
Exchange (Ice) ha
registrato un importante
passo avanti nel progetto,
fortemente sollecitato
dall’industria, di quotare un
future sul cotone
“internazionale”, che
ammetta la consegna fisica
di fibre coltivate anche
fuori dagli Stati Uniti. Lo Us
Cotton Futures Act finora
non lo consentiva, ma la
commissione Agricoltura
della Congresso l’ha appena
emendato. Le nuove norme
devono comunque ottenere
via libera dall’aula, in
entrambe le camere.

zione dei costi operativi stanno
mantenendo in vita le società
americanedelloshaleoil.Mailsettore non ha recuperato la salute: le
sue condizioni si stanno anzi aggravando dal punto di vista finanziario, mentre la medicina della liquidità potrebbe presto finire,
provocandoconseguenzegravise
il prezzo del petrolio - inchiodato
da un paio di mesi tra 55 e 60 dollari
al barile nel caso del Wti - non si rimetterà a correre o peggio ancora
se dovesse crollare di nuovo
(eventualità tutt’altro che remota,
considerata l’estrema debolezza
dei fondamentali del greggio).
Dopo mesi di bonaccia, segnali
di allarme si stanno riaffacciando
sul mercato del credito, solo temperati dalla cautela dimostrata ancoraunavoltadallaFederalReserve, che porta ad escludere il rischio di un brusco rialzo dei tassi
di interesse. La recente ripresa dei
rendimenti dei titoli di Stato ha già
innescato una reazione a catena,
spingendo ai massimi da 5 mesi il
tasso delle obbligazioni spazzatura con cui lo shale oil si è in buona
parte finanziato: si è arrivati al
6,8% da meno del 6% a fine maggio. Per il settore energia il rendimento è al 9,3%, su livelli ormai vicini a quelli di fine 2014, quando
l’allarme sulla solidità dei “frackers”eraparticolarmenteelevato.
Gli investitori - quanto meno
quelli retail - sono tornati ad allontanarsi dal settore: la settimana
scorsa i fondi che operano nel
comparto dei junk bond Usa han-

no subito riscatti per 2,56 miliardi
di dollari secondo Epfr Global, il
massimo da metà dicembre.
I casi di insolvenza, finora sorprendentemente scarsi, si stanno
intanto moltiplicando. A maggio
ce ne sono stati nove - un record da
ottobre 2009 - e tutti hanno riguardato società energetiche o minerarie. Agli stessi settori appartiene
il93%delleimpresechehannofatto default nel secondo trimestre.
«Aldifuoridell’energia,deimetalli e del mining i fondamentali
sono robusti - ha spiegato alla
Bloomberg Eric Rosenthal, senior
directordiFitch-manelcomparto
high yield la componente energia
è cresciuta così in fretta e i ribassi
delle materie prime hanno davvero pesato. Se i prezzi del petrolio e
delle altre commodities restano
depressi c’è il potenziale per altri
default quest’anno».
La capacità di resistenza dei
produttori di shale oil - che nella
maggior parte dei casi sono piccole società, indebitate fino al collo - ha sorpreso anche molti
esperti del settore, compresi probabilmente i sauditi, che hanno
spinto l’Opec a non chiudere i rubinetti nella convinzione che con
il crollo del petrolio sarebbero
stati gli americani a farsi da parte,
a causa degli alti costi produttivi.
Questi ultimi si sono ridotti in
modo marcato, con ripercussioni
gravi sulle società di servizi all’industria petrolifera, che - tolti i giganti del settore - versano ora in
condizioni precarie: un rapporto
diffuso ieri dall’Energy Information Administration (Eia) indica

che, in base a dati estrapolati dall’indice dei prezzi alla produzione, tra giugno 2014 e maggio 2015
c’è stato un calo del 19,6% per i costi di perforazione, del 12,5% per la
sabbiautilizzatanellafratturazione idraulica e dell’1,4% per attività
di supporto ai pozzi estrattivi.
Nonostante questo - osserva la
stessaEia-iproduttoriindipendenti di Oil & Gas nordamericani nello
stessoperiodohannovistocrollare
il risultato netto del 574%: da un utile di 2,9 miliardi a una perdita complessiva di 13,9 miliardi di dollari (i
dati si riferiscono a 57 società).
A dispetto di quanto si pensasse, il denaro per andare avanti finora non è mancato. Benché le
banche abbiano iniziato a ridurre
le linee di credito, solo nei primi 4
mesi del 2015 una quarantina di società hanno collocato nuove azioni riuscendo a raccogliere 18,7 miliardi di dollari, altre 35 hanno
emesso obbligazioni azionarie
per 26,4 miliardi. Intanto, nel giro
di sei mesi i fondi di private equity
hanno raccolto 35 miliardi da investire nel settore.
Il lato negativo della medaglia
è che i bilanci si stanno deteriorando in modo drammatico: l’indebitamento sale vertiginosamente proprio mentre gli utili si
riducono al lumicino - o si trasformano in perdite. Goldman Sachs,
che ha analizzato 29 produttori
Usa di shale oil, prevede che quest’anno il debito netto sarà in media il doppio dell’Ebitda (nel 2014
erano all’incirca pari).



RILEVAZIONI BANCA D'ITALIA
18.06
Africa
Algeria dinaro
Angola new kwanza
Botswana pula
Burundi franc.
C. Avorio fran. cfa
Capo Verde esc.
Comore franc.
Egitto sterl. com.
Eritrea nakfa
Etiopia bir
Gambia dalasi
Ghana cedi
Gibuti franco
Guinea franco
Kenya scellino
Lesotho loti
Liberia $
Libia dinaro
Madagascar ariary
Malawi kwacha
Marocco dirham
Mauritania ougulya
Mauritius rupia
Mozambico metical
Namibia $
Nigeria naira
Rep. Congo franco
Rwanda franco
Sant'Elena sterlina
Sao Tome dobra
Seychelles rupia
Sierra Leone leone
Somalia scellino
Sudan sterlina
Swaziland lilageni
Tanzania scellino
Togo franco
Tunisia dinaro
Uganda scellino
Zambia kwacha
Zimbabwe $

¤ % in.an.
111,7539
134,7532
11,2562
1779,8036
655,9570
110,2650
491,9678
8,6958
17,2858
23,5293
44,9660
4,8261
202,6730
8327,5185
111,9403
13,8857
96,3638
1,5673
2665,0208
498,6404
10,9628
371,1546
39,9060
41,6360
13,8857
226,9301
1055,3107
816,5285
0,7167
24500,0000
15,0519
4730,9877
788,0979
6,8107
13,8857
2578,3629
655,9570
2,1925
3724,7488
6,8454


Euro
Stati Uniti
Giappone
Gr. Bretagna
Danimarca
Canada
Svizzera
Norvegia
Svezia
Australia
N. Zelanda
Rep. Ceca

4,83
7,90
-2,52
-6,51



0,12
-5,29
-4,07
-17,75
24,22
-6,07
-5,10
1,72
-1,07
-3,79
7,80
-8,36
-12,62
-0,16
-2,46
3,57
8,32
-1,07
1,45
-5,71
-3,20
-7,99

-11,69
-7,51
-8,26
-6,07
-1,07
22,55

-2,96
10,71



• Villa di campagna con torre del 1300 ampio giardino
abitazione custode finemente ristrutturata in centro di
piccola frazione
• Villa di campagna ora adibita ad uffici di rappresentanza di importante azienda ma immediatamente
disponibile su richiesta con ampio giardino e abitazione custode finemente ristrutturata a 1km dal centro
abitato ma su strada provinciale
• Capannoni industriali mq 10.000 altezza 10mt con
terreno x ampliamento con bocche di carico adatti x
logistica e produzione

• 100 pertiche cremonesi terreno agricolo prospiciente
S.S. 415 (Paullese)

18.06.15
Scadenze

• Piccolo hotel 18 camere con servizi completo cucina
ristorante e soggiorno

Titoli di Stato
e Obblig. (Mot)
Media settimanale
A tasso fisso:

Indicizzati:
Media mobile
A tasso fisso:
Indicizzati:

Merce

Jpy

139,9400
122,7113
100,0000
195,2560
187,5746
100,9158
133,7731
158,4645
151,8446
96,0467
85,3345
513,0706

Gbp

Dkr

0,7167
0,6285
0,5121
1,0000
0,9607
0,5168
0,6851
0,8116
0,7777
0,4919
0,4370
2,6277

Cad

7,4605
6,5420
5,3312
10,4095
10,0000
5,3800
7,1317
8,4481
8,0952
5,1205
4,5494
27,3529

Libor
Usd

Jpy

Chf

1,3867
1,2160
0,9909
1,9348
1,8587
1,0000
1,3256
1,5703
1,5047
0,9518
0,8456
5,0841

Gbp

2,2000
2,2431
0,7090
1165,0000
29126,0000
186,0563
60,3000
0,3016
8108,0000
1507,5000
7,9862
15,3200
1913,3200
98,2900
0,3845
101,7038
3,6400
217,5543
134,2686
6,2602
30,7245
3,5000
3,6710
2544,1467
21764,0385
214,8961

140,9717 0,63
17631,7244 22,04
1,9558

0,7167 -7,99
61,8788 0,74
20,6155 8,74
120,7052 -0,34
24,2434 26,23

123,6160
15461,0000
1,7150
1,5912
54,2606
18,0774
105,8446
21,2587

2,3705
2,2966
3,1116
119,3317
2,8996
8,9373
120,0935

-1,80
-1,10
-1,20

-1,96
-3,57
-2,76

Nok

1,0461
0,9173
0,7475
1,4596
1,4022
0,7544
1,0000
1,1846
1,1351
0,7180
0,6379
3,8354

8,8310
7,7438
6,3106
12,3218
11,8370
6,3684
8,4418
10,0000
9,5822
6,0611
5,3851
32,3776

Sek

Aud

9,2160
8,0814
6,5857
12,8589
12,3531
6,6460
8,8099
10,4360
10,0000
6,3253
5,6199
33,7892

Base

Volatil.

Call¤

Put¤

1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
12 mesi

1,1393
1,1403
1,1403
1,1403
1,1403

11,8150
11,3750
11,2650
10,7130
10,1520

0,0159
0,0215
0,0257
0,0344
0,0461

0,0159
0,0215
0,0257
0,0344
0,0459

11,6300
11,3500
11,2500
11,0000
10,7400

1,8900
2,5700
3,0700
4,1500
5,4400

1,9500
2,6800
3,2200
4,5200
6,5400

7,8100
8,0300
8,1000
8,6000
8,8300

1,1000
1,5800
1,9200
2,8100
3,8400

1,1600
1,6800
2,0600
3,1400
4,8100

Opzioni ¤/Usd

Opzioni ¤/Jpy
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
12 mesi
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
12 mesi

122,6100
122,6100
122,6100
122,6100
122,6100

DEPO, OIS E FRA
Depo
Ois
Den. Lett. Den. Lett.

Scad.

Fra
Scad. Den. Lett.

Euro
1M
2M
3M
6M
12 M

Czk

1M
2M
3M
6M
12 M

1,6399 27,2750
1,4380 23,9170
1,1719 19,4905
2,2881 38,0564
2,1981 36,5592
1,1826 19,6690
1,5676 26,0730
1,8570 30,8855
1,7794 29,5953
1,1255 18,7200
1,0000 16,6321
6,0125 100,0000

139,6800
139,6800
139,6800
139,6800
139,6800

Opzioni Usd/Jpy

0,4811
0,4966
0,3665
104,6402
2,5426
0,1276
105,3082

Nzd

1,4570
1,2776
1,0412
2,0329
1,9530
1,0507
1,3928
1,6499
1,5809
1,0000
0,8885
5,3419

Scadenza

0,02
— -0,10
-0,10
— -0,10
-0,10
— -0,10
0,05 0,15 -0,10
0,17 0,27 -0,10


-0,10
-0,10
-0,10
-0,10

3x6
6x9
9x12
6x12
12x18

0,03
0,04
0,04
0,11
0,18

0,05
0,06
0,06
0,13
0,21

Usd
0,30
0,35
0,21
0,53
0,84

0,40
0,45
0,29
0,63
0,94

0,13
0,13
0,14
0,18
0,32

0,15
0,15
0,16
0,20
0,35

3x6
6x9
9x12
6x12
12x18

0,38
0,55
0,74
0,73
1,12

0,42
0,59
0,78
0,79
1,16

0,04
0,03
-0,09
-0,07


0,13
0,13
0,21
0,16
0,20

0,06
0,06
0,05
0,06
0,06

0,07
0,07
0,08
0,07
0,07

3x6
6x9
9x12
6x12
12x18

0,09
0,09
0,09
0,12
0,13

0,10
0,10
0,10
0,14
0,14

Jpy
1M
2M
3M
6M
12 M

Cibor
Dkr

Nibor
Nok

Stibor
Skr

Pribor
Czk

Wibor
Pln


-0,36750
-0,30750
-0,23250
-0,20500
0,01750
0,28750


1,22000
1,25000
1,29000
1,32000
1,32000



-0,25100
-0,27500
-0,25100
-0,21400
-0,14900


0,15000
0,16000
0,22000
0,24000
0,31000
0,39000
0,48000

1,74000
1,62000
1,66000

1,71000
1,78000
1,82000

Chf

Operazioni

Durata residua (anni)
3-5
5-7
Oltre 7

Media
Settim.

12.06.15
05.06.15
12.06.15
05.06.15

3,199
3,140
1,596
2,014

3,996
4,415
1,270
4,022

2,174
1,999
2,232
2,377

3,049
2,882
1,356
1,258

12.06.15
05.06.15
12.06.15
05.06.15

2,919
2,857
2,006
2,042

4,025
4,002
3,159
3,252

1,789
1,754
2,121
2,091

2,610
2,549
1,409
1,456

Indice
WGBI European
EGBI
EGBI 1-3 Yrs
EGBI 3-7 Yrs
EGBI 7-10 Yrs
Eurobig

¤ giorn.
544,25 -0,08
218,28 0,11
170,23 0,03
208,85 0,08
238,06 0,08
217,64 0,07

mese
-2,27
-2,30
-0,22
-1,21
-2,52
-1,90

¤
Data
oper. mld
10.09.14
10.09.14
17.06.15
10.06.15
10.09.14
24.06.15
28.05.15
30.04.15

90
90
74
40
25

MUTUI PUBBLICI
(Tasso massimo da applicare su mutui a carico degli
Enti locali)
Scadenza
T. fisso(*)
T. variabile

Var%

Chiusura

Durata tasso

Operazioni su iniziativa controparti
Tasso di rifin. marginale
0,30
Tasso di deposito
-0,20
Operazioni di mercato aperto
Pronti/termine settimanale 7gg 0,05
7gg 0,05
Main Refinancing Fix Rate
0,05
Pronti/termine mensile 1190gg 0,05
91gg 0,00
91gg 0,00

CITI FIXED INCOME INDICES

Settim.

Mercato Mese Data

Energia e Combustibili
Brent Dated(Usd/bbl)
Brent Crude Oil(Usd/bbl)
Carbon Emiss(Euc/t)

Gasoline Rbob(Usd/gal)
Heating Oil(Usd/gal)
Nafta(Usd/t)
Natural Gas(Usc/mbtu)
WTI Cushing(Usd/bbl)
WTI(Usd/bbl)

ICE Spot 18.06
IPE Ago 18.06
IPE Set 18.06
IPE Ott 18.06
ICE Dec 18.06
ICE Dec 18.06
NYMEX Lug 18.06
NYMEX Ago 18.06
NYMEX Set 18.06
IPE Lug 18.06
IPE Ago 18.06
IPE Set 18.06
NYMEX Lug 18.06
NYMEX Lug 18.06
NWE Spot 18.06
NYMEX Lug 18.06
NYMEX Ago 18.06
CME Spot 18.06
NYMEX Lug 18.06
NYMEX Ago 18.06

ASSOM
NWE
NWE
ASSOM
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
PAR
NWE
NWE
NWE
NWE

Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot

18.06 7380,84 7449,93
22.04 8900,00 8900,00
04.03
8,10
8,10
18.06 7114,93 7154,29
03.03
0,70
0,70
03.03
0,75
0,75
22.04
14,50
14,50
24.04
2,15
2,15
24.04 250,00 250,00
22.04 1950,00 1950,00
22.04 1325,00 1325,00
22.04 525,00 525,00
18.06 16216,00 16399,00
25.03 2145,00 2145,00
24.04 950,00 950,00
24.04
19,80
19,80
24.04
8,15
8,15

Alluminio Alloy 2ª(Usd/t)

Alluminio HG 2ª(Usd/t)
Nickel(Usd/t)
Nickel 1ª(Usd/t)
Nickel 2ª(Usd/t)
Piombo(Usd/t)
Piombo 1ª(Usd/t)
Piombo 2ª(Usd/t)

Stagno HG 2ª(Usd/t)

Rame grado A 2ª(Usd/t)

Zinco SHG(Usd/t)
Zinco SHG 1ª(Usd/t)
Zinco SHG 2ª(Usd/t)

Altri metalli

Alpacca Cu64Ni18(Eur/t)
Antimonio 99,65%(Usd/t)
Bismuto 99,99%(Usd/lb)
Bronzo Lega B6(Eur/t)
Cadmio 99,95%(Usd/lb)
Cadmio 99,99%(Usd/lb)
Cobalto catodi(Usd/lb)
Cromo Fe LoCarb(Usd/lb)
Gallio ling 99,9%(Usd/kg)
Germanio met(Usd/kg)
Germanio bioss.(Usd/kg)
Indio ling 99,97%(Usd/kg)
Iridio(Eur/kg)
Manganese 99,7%(Usd/t)
Manganese Ferro(Usd/t)
Molibdeno Ferro(Usd/kg)
Molibdeno Ossido(Usd/lb)

59,29
63,87
64,67
65,36
7,83
8,03
1,47
1,47
1,46
585,50
587,25
590,25
2,10
1,91
522,00
2,86
2,88
59,84
59,92
60,33

18.06 150,00 150,00
18.06 150,00 150,00
18.06 165,00 165,00
18.06 205,00 205,00
18.06 150,00 150,00
18.06 165,00 165,00
18.06 205,00 205,00
18.06 1780,00 1780,00
18.06 1780,00 1780,00
18.06 1780,00 1780,00
18.06 1776,00 1765,00
18.06 1790,00 1780,00
18.06 1680,50 1675,50
18.06 1680,50 1675,50
18.06 1719,00 1717,50
18.06 1672,50 1668,50
18.06 1710,00 1708,00
18.06 12860,00 12850,00
18.06 12860,00 12850,00
18.06 12855,00 12880,00
18.06 12745,00 12780,00
18.06 12780,00 12820,00
18.06 1810,50 1784,50
18.06 1810,50 1784,50
18.06 1829,00 1806,00
18.06 1799,00 1777,00
18.06 1816,00 1799,00
18.06 5761,00 5749,00
18.06 5761,00 5749,00
18.06 5779,50 5772,00
18.06 5733,00 5725,50
18.06 5750,00 5745,00
18.06 15025,00 14625,00
18.06 15025,00 14625,00
18.06 15050,00 14675,00
18.06 15115,00 14740,00
18.06 14965,00 14665,00
18.06 15000,00 14700,00
18.06 15065,00 14765,00
18.06 2084,50 2080,00
18.06 2084,50 2080,00
18.06 2098,00 2092,00
18.06 2067,00 2063,50
18.06 2081,00 2078,00

Alluminio Alloy(Usd/t)
Alluminio Alloy 1ª(Usd/t)

Manifestare interesse a:
compendioimmobiliare@gmail.com

59,91
64,26
64,99
65,65
7,81
8,01
1,46
1,46
1,45
588,00
590,00
593,00
2,11
1,92
522,00
2,78
2,80
60,36
60,45
60,82

Settl
Spot
3m
15m
Spot
3m
15m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
Spot
3m
Settl
Spot
3m
15m
Spot
3m
15m
Settl
Spot
3m
Spot
3m

Acciaio Bill Md 2ª(Usd/t)

• Mq 25.000 terreno da lottizzare industriale artigianale
commerciale fronte S.S. 415 (Paullese)

Prezzo Preced.

LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME
LME

Acciaio Bill Md(Usd/t)
Acciaio Bill Md 1ª(Usd/t)

Trattativa riservata

in.an.
3,15
-1,46
0,18
-0,76
-2,53
-1,22

Rend.
1,06
0,74
-0,06
0,39
0,95
0,70

Prezzo Preced.

Merce

Dur.
7,19
7,19
1,91
4,49
7,51
6,41

fino a 10 anni
fino a 15 anni
fino a 20 anni
fino a 25 anni
oltre 25 anni

IRS 7yrs+1,60%
IRS 10yrs+2,15%
IRS 12yrs+2,25%
IRS 15yrs+2,65%
IRS 20yrs+2,35%

Euribor 6m+1,60
Euribor 6m+2,15
Euribor 6m+2,20
Euribor 6m+2,60
Euribor 6m+2,40

(*) Per IRS si intende il tasso lettera verso Euribor
a 6 mesi fissato a Francoforte alle h.11,00 del
giorno precedente alla stipula del contratto.

Merce

Mercato Mese Data

Ottone base barra(Eur/t)
Ottone 63(Eur/t)
Ottone 67(Eur/t)
Rame(Usc/lb)
Rame catodi(Eur/t)
Rame coils(Gbp/q)
Rame elettrol(Eur/qle)
Rame filo 8mm(Gbp/q)
Rame merchant(Usc/lb)
Rame semilav.(Eur/t)
Rodio sp. 99,99%(Usd/oz)
Selenio 99,5%(Usd/lb)
Silicio blocchi(Usd/t)
Silicio Ferro(Usd/t)
Titanio Ferro(Usd/kg)
Titanio spugna(Usd/kg)
Tungsteno Ferro(Usd/kg)
Vanadio Ferro(Usd/kg)
Vanadio Pentoss.(Usd/lb)
Zinco elettrol.(Eur/t)

Metalli preziosi
Argento Spot(Usc/oz)
Argento(Usd/oz)

Oro Londra fixing(Usd/oz)
Oro AM(Eur/gr)
Oro PM(Eur/gr)
Oro(Usd/oz)
Palladio PM fix(Usd/oz)
Palladio(Eur/gr)
Palladio(Usd/oz)
Platino PM fix(Usd/oz)
Platino(Eur/gr)
Platino(Usd/oz)

ASSOM
ASSOM
ASSOM
COMEX
COMEX
COMEX
PAR
NWE
FFT
NWE
COMEX
ASSOM
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
NWE
PAR

Spot
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
17.06
18.06
18.06
04.03
07.04
24.04
25.03
07.04
24.04
25.03
16.03
18.06

4850,00
4938,31
5071,60
2,63
2,61
2,61
5257,00
420,60
517,65
421,25
267,80
6171,24
955,00
24,00
2200,00
1280,00
5,60
9,70
33,75
20,70
4,20
2460,00

4850,00
4982,02
5116,48
2,62
2,60
2,61
5304,00
423,08
522,32
423,73
268,15
6225,76
1060,00
24,00
2200,00
1280,00
5,60
9,70
33,75
20,70
4,20
2460,00

LBMA
NYMEX
NYMEX
NYMEX
LBMA
ASORL
ASORL
NYMEX
NYMEX
NYMEX
LBMA
ASORL
NYMEX
NYMEX
NYMEX
LBMA
ASORL
NYMEX
NYMEX
NYMEX

Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Giu
Lug
Ago

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06

16,14
16,15
16,15
16,17
1201,85
34,22
34,21
35,04
1201,50
1202,00
724,00
21,40
718,60
718,10
718,35
1088,00
32,16
1082,50
1082,80
1083,20

16,18
15,94
15,95
15,97
1178,00
33,99
33,94
35,04
1176,40
1176,80
731,00
21,89
720,30
719,80
720,05
1073,00
32,14
1072,40
1072,70
1073,10

CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT
CBOT

Lug
Set
Dec
Lug
Ago
Set
Lug
Set
Dec
Lug
Set
Dec
Lug
Ago
Set
Lug
Set
Nov
Lug
Ago
Set

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06

250,75
258,75
265,00
326,60
319,20
313,70
488,00
493,25
507,25
358,00
363,50
373,25
32,25
32,34
32,41
9,82
10,07
10,34
977,75
960,50
945,50

255,00
261,75
267,75
323,70
315,20
310,00
491,25
497,00
510,75
359,25
365,25
375,00
32,85
32,94
33,02
9,73
9,98
10,25
969,00
953,75
941,75

NWE P1 18.06 701,50
NWE P1 18.06 1600,00
NWE P1 18.06 1540,00
NWE P1 18.06 1510,00
NWE P1 18.06 1550,00
NWE P1 18.06 404,00
MATIF Set 18.06 178,25
MATIF Dec 18.06 180,00
MATIF Mar 18.06 182,25
MATIF Ago 18.06 162,00
MATIF Nov 18.06 163,00
MATIF Gen 18.06 165,00
NWE P1 18.06 1120,00
ICE-CA Spot 18.06 520,00
NWE P1 18.06 750,00
NWE P2 18.06 730,00
NWE P1 18.06 900,00
NWE P2 18.06 830,00
NWE P1 18.06 1140,00

701,50
1600,00
1540,00
1510,00
1550,00
405,00
178,50
180,25
182,50
163,00
163,75
166,00
1115,00
506,00
750,00
735,00
905,00
830,00
1110,00

CBOT - Chicago Board of Trade
Avena(Usc/bu)

Farina di soia(Usd/t)
Frumento(Usc/bu)
Granoturco(Usc/bu)
Olio soia(Usc/lb)
Riso grezzo(Usc/cwt)
Semi di soia(Usc/bu)

Altri cereali, olii e semi oleosi
Copra Filippine(Usd/t)
Far. pesce Cile(Usd/t)
Far. pesce Danish(Usd/t)
Far. pesce Islanda(Usd/t)
Far. pesce Perù(Usd/t)
Farina di soia HP(Usd/t)
Frumento tenero(Eur/t)
Granoturco(Eur/t)
Olio Cocco Filipp.(Usd/t)
Olio colza canola(Cad/t)
Olio colza crude(Eur/t)
Olio girasole UE(Usd/t)
Olio lino(Usd/t)

Mercato Mese Data

Prezzo Preced.

NWE P1 18.06 657,50 662,50
NWE P2 18.06 657,50 662,50
NWE P1 18.06 905,00 910,00
NWE P1 18.06 1550,00 1550,00
NWE P1 18.06 690,00 690,00
NWE P2 18.06 680,00 690,00
NWE Spot 17.06 140,00 140,00
MATIF Ago 18.06 373,50 375,00
MATIF Nov 18.06 378,00 378,75
MATIF Feb 18.06 378,75 379,00
NWE P1 18.06 391,80 390,80

Olio palma crude(Usd/t)
Olio palmkernel(Usd/t)
Olio ricino(Usd/t)
Olio soia crude(Eur/t)
Olio tung crude(Usc/lb)
Semi di colza(Eur/t)
Semi soia Usa 2(Usd/t)

Coloniali

ICE-US Lug 18.06
ICE-US Set 18.06
ICE-US Dec 18.06
LIFFE Lug 18.06
LIFFE Set 18.06
LIFFE Nov 18.06
ICE-US Lug 18.06
ICE-US Set 18.06
ICE-US Dec 18.06
LIFFE Lug 18.06
LIFFE Set 18.06
LIFFE Dec 18.06
ICO Spot 18.06
ICCO Spot 18.06
ISA Spot 18.06
ICE-US Lug 18.06
ICE-US Set 18.06
ICE-US Nov 18.06
ICE-US Lug 18.06
ICE-US Ott 18.06
ICE-US Mar 18.06
LIFFE Ago 18.06
LIFFE Ott 18.06
LIFFE Dec 18.06

Caffè arabica(Usc/lb)
Caffè robusta(Usd/t)
Cacao(Usd/t)
Cacao(Gbp/t)
Ico caffè Comp(Usc/lb)
Icco cacao Index(Usd/t)
Isa zucch Index(Usc/lb)
Succo arancia(Usc/lb)
Zucchero grezz 11(Usc/lb)
Zucchero raffin(Usd/t)

Bestiame

Lug
Ago
Ott
Dec

18.06
18.06
18.06
18.06

78,03
76,00
66,23
63,53

78,00
76,38
66,78
64,05

ICE-US
ICE-US
ICE-US
ICE-US
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS
W-AUS

Lug
Ott
Dec
Mar
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06

64,08
65,88
64,72
64,68
1342,00
1558,00
1538,00
1493,00
1460,00
1432,00
1410,00
1396,00
1366,00
1305,00
1560,00
1536,00
1494,00
1466,00
1440,00
1415,00
1405,00
1370,00
1320,00
1428,00

63,88
65,37
64,52
64,78
1371,00
1597,00
1570,00
1535,00
1506,00
1475,00
1459,00
1448,00
1414,00
1320,00
1574,00
1548,00
1527,00
1497,00
1477,00
1456,00
1428,00
1373,00
1340,00
1428,00

SICOM
SICOM
SICOM
TOCOM
TOCOM
TOCOM
MRE
MRE
MRE
MRE
MRE
SICOM
SICOM
SICOM
CME
CME
CME

Lug
Ago
Set
Giu
Lug
Ago
Spot
Spot
Spot
Spot
Spot
Lug
Ago
Set
Lug
Set
Nov

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06

181,30
180,50
180,20
216,30
219,00
221,30
206,40
194,95
160,75
158,00
157,45
156,80
157,70
157,80
298,10
301,80
297,60

182,80
182,20
182,40
217,00
219,20
221,80
206,75
194,95
161,35
158,60
158,10
159,60
158,50
158,60
298,70
302,50
299,00

Cotone e Lane autraliane

Northern Index(Auc/kgcl)
17,5 micron(Auc/kgcl)
18 micron(Auc/kgcl)
18,5 micron(Auc/kgcl)
19 micron(Auc/kgcl)
19,5 micron(Auc/kgcl)
20 micron(Auc/kgcl)
21 micron(Auc/kgcl)
22 micron(Auc/kgcl)
Southern Index(Auc/kgcl)
17,5 micron(Auc/kgcl)
18 micron(Auc/kgcl)
18,5 micron(Auc/kgcl)
19 micron(Auc/kgcl)
19,5 micron(Auc/kgcl)
20 micron(Auc/kgcl)
21 micron(Auc/kgcl)
22 micron(Auc/kgcl)
Eastern Index(Auc/kgcl)
Western Index(Auc/kgcl)

Varie industria

Gomma Rss 3(Usc/kg)
Gomma Rss 3(Usc/kg)
Gomma Smr CV(Usc/kg)
Gomma Smr L(Usc/kg)
Gomma Smr 5(Usc/kg)
Gomma Smr 10(Usc/kg)
Gomma Smr 20(Usc/kg)
Gomma Tsr 20(Usc/kg)
Legname d'opera(Usd/bft)

126,65
129,40
133,10
1806,00
1750,00
1765,00
3228,00
3222,00
3207,00
2128,00
2131,00
2110,00
123,75
3265,78
12,06
119,75
121,30
123,10
11,35
11,77
13,29
345,40
344,70
349,00

CME
CME
CME
CME

Suini macellati(Usc/lb)

Cotone(Usc/lb)

128,70
131,95
135,70
1888,00
1780,00
1791,00
3300,00
3290,00
3276,00
2145,00
2149,00
2131,00
122,05
3257,50
12,14
117,65
119,15
120,80
11,25
11,69
13,23
345,40
343,80
348,00

LEGENDA: Mercati: ASORL Associazione Orafa Lombarda. ASSOM Assomet. CBOT Chicago Board Of Trade. CME Chicago Mercantile Exchange. COMEX COmmodity Mercantile EXchange New York. CWB Canadian Wheat Board. FFT
Francoforte. ICE Inter Continental Exchange, -US United States, -EU EUrope, -CA Canada. ICO International Coffe Organization. ICCO International CoCoa Organization. ISA International Sugar Agreement. IPE International
Petroleum Exchange. LBMA London Bullion Market Association. LIFFE Euronext Londra. LME London Metal Exchange. MATIF Euronext Parigi. MRE Malaysian Rubber Exchange. NWE North West Europe (Rotterdam e Londra per i
Metalli). NYMEX New York Mercantile EXchange. PAR Parigi. PVE Productschappen Vee, vlees en Eieren, Utrecht. SICOM SIngapore COMmodity exchange. TOCOM TOkyo COMmodity exchange. W-AUS Wool Australia. Sigle: bbl
barile. bu bushel. cwt hundred weight. gal gallone. GBp Uk pence. gr grammo. kg chilo. kg cl kg clean - kilogram of clean yield. lb libbra. mbtu million british termal unit. oz oncia. ston short ton.

BORSE ESTERE
FRANCOFORTE
(¤)
Airbus Group
Allianz
Basf
Bayer
Bmw
Daimler
Deutsche Telek
SAP Se
Siemens
Volkswagen Pref.

HELSINKI

(¤)
Fortum
Kone Corp
Neste Oil
Nokia
Nordea Bank
Sampo Plc
Stora Enso R
Teliasonera
Upm-Kymmene Oy
Wartsila B

18.06
57,61
141,85
81,84
128,05
97,88
81,66
15,40
64,10
93,56
210,25

Prec.
58,29
139,30
80,74
125,20
97,01
81,57
15,19
64,51
92,37
207,35

Var %
-1,17
1,83
1,36
2,28
0,90
0,11
1,42
-0,64
1,29
1,40

18.06
16,77
36,31
22,13
6,35
11,25
41,84
8,99
5,25
15,61
41,43

Prec.
16,60
36,45
21,86
6,33
11,33
41,41
8,89
5,25
15,38
41,57

Var %
1,02
-0,38
1,24
0,40
-0,71
1,04
1,18
0,10
1,50
-0,34

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/indicienumeri
LONDRA

(Pence GB)
Bhp Billiton
Bp
Brit Am Tobacc
Glaxosmithklin
Hsbc Holdings
Lloyds Bnk Grp
Royal Dtch Shl
Royal Dtch Shl
Unilever
Vodafone Group

18.06
Prec.
1350
1302
437,50
435
3550
3503
1367 1359,50
585,30 590,80
86,52
86,35
1900
1873
1883,50 1844,50
2832,50
2762
231 230,50

NEW YORK-NYSE
(Usd)
Berkshre Cl B
Exxon Mobil
General Elec Co
Johnson Johnson
Jpmorgan Chase
Oracle
Pfizer Inc
Procter & Gamble
Wal-Mart Stores
Wells Fargo & Co

18.06
142,67
85,48
27,37
100,36
68,78
42,74
34,37
80,82
72,98
57,70

Prec.
139,97
84,73
27,27
98,73
68,14
44,91
33,98
80,08
72,73
57,17

Var %
3,69
0,57
1,34
0,55
-0,93
0,19
1,44
2,11
2,55
0,22
Var %
1,93
0,89
1,22
1,65
0,94
-4,83
1,15
0,92
0,34
0,93

NEW YORK-Nasdaq 100
(Usd)
Amazon Com
Apple Inc
Comcast Corp
Comcast Corp A
Facebook
Gilead Sci
Google Inc
Google Inc
Intel Corp
Microsoft Cp

PARIGI

(¤)
Air Liquide
Airbus Group
Axa
Bnp Paribas
Danone
Gdf Suez
L Oreal
L.V.M.H.
Sanofi
Total

18.06
439,39
127,88
60
60,48
82,91
121,21
536,73
556,18
32,38
46,72

Prec.
427,81
127,30
59,14
59,62
81,79
118,88
529,26
546,60
31,95
45,97

Var %
2,71
0,46
1,45
1,44
1,36
1,96
1,41
1,75
1,35
1,63

18.06
113,75
57,69
22,54
53,08
59,52
17,06
163,75
159,90
86,37
44,30

Prec.
113
57,96
22,36
53,14
60,01
16,91
162,35
159,20
86,04
44,39

Var %
0,66
-0,47
0,76
-0,11
-0,82
0,86
0,86
0,44
0,38
-0,20

Nella sezione Indici e Numeri del nostro sito internet sono pubblicati i titoli sottostanti agli indici delle principali Borse estere

Sostieni il mio lavoro. scaricando. da www.dasolo.info

-6,07
11,95
-6,07
-6,07
0,81
-4,19
-3,87
-3,27
-5,90
-6,07
-6,12
-6,56
-4,83
-6,07
-6,16
-5,05
-6,12
13,35
-3,91
10,78
-8,79
15,35
-6,12
-1,35
-4,44
-6,07

COMMODITIES

Cremona zona industriale Ca de Berenzani

     
  €           
              
          
   

60,5900
3,7502
474,5083
1,0500
0,3760
77,8013
1110,1229
1,3316
63,7325
4086,7364

Rendimenti odierni: fisso 3,174; indicizz. 1,518

Stagno HG(Usd/t)
Stagno HG 1ª(Usd/t)

  

69,0968 -2,41
4,2767 -6,16
541,1293 -6,07
1,1974 25,72
0,4288 -6,07
88,7246 -6,21
1265,9842 1,20
1,5186 -5,43
72,6805 -5,26
4660,5141 -5,80

RENDIMENTI MEDIOBANCA

Rame grado A(Usd/t)
Rame grado A 1ª(Usd/t)

           
         
 
            
        

1,7900
9,0729
1,7900
1,0000
2,0000
2,0104
1,0000
6,9100
0,8300
630,3971
2539,5634
535,1382
1,0000
44,8210
8,7500
1,5912
116,0928
7,6375
207,2100
49,9356
21,8088
27,2061
1,0000
5146,4000
3,1633
2,7000
3,3000
6,3607
26,8320
6,2921

O/N
-0,17857 -0,18105 0,12350 0,03571 0,48063 -0,77900
1w
-0,15714 -0,15932 0,14720 0,04714 0,48738 -0,81100
1m
-0,07357 -0,07459 0,18675 0,05714 0,50725 -0,82100
2m
-0,04286 -0,04346 0,23430 0,08643 0,53950 -0,80500
3m
-0,01143 -0,01159 0,28080 0,09714 0,57188 -0,78500
6m
0,05643 0,05721 0,44340 0,13500 0,72500 -0,72000
12m
0,17357 0,17598 0,76635 0,25114 1,01869 -0,62400
I dati del Cibor e Stibor sono relativi alla giornata precedente (Fonte:Nasdaq OMX)

La vendita può essere effettuata anche a lotti singoli.
Disponibile ampia documentazione fotografica su richiesta

 
      

-6,07
0,69
-6,07
-6,07
-6,07
-5,70
-6,07
-6,07
-5,50
-2,49
0,13
-6,93
-6,07
-4,76
-6,07
-7,99
-4,62
-5,59
-6,07
0,07
-2,55
-3,92
-6,07
4,43
-0,69
-6,07
-1,99
-6,32
3,42
-6,07

2,5089
2,5580
0,8085
1328,5660
33215,2904
212,1786
68,7661
0,3439
9246,3632
1719,1530
9,1075
17,4709
2181,9501
112,0899
0,4385
115,9830
4,1511
248,0989
153,1199
7,1391
35,0382
3,9914
4,1864
2901,3449
24819,7095
245,0675

TASSI BCE

¤ 365

¤

Alluminio HG(Usd/t)
Alluminio HG 1ª(Usd/t)

Montecatini terme (PT)

Usd

1,1404
1,0000
0,8149
1,5912
1,5286
0,8224
1,0901
1,2914
1,2374
0,7827
0,6954
4,1811

1,0000
0,8769
0,7146
1,3953
1,3404
0,7211
0,9559
1,1324
1,0851
0,6863
0,6098
3,6664

LME - London Metal Exchange

• Mq 12.000 località San Pedrengo prospiciente S.S. 415
(Paullese) terreno da lottizzare (oneri già pagati) industriale artiginala commerciale

2,0413
10,3468
2,0413
1,1404
2,2808
2,2927
1,1404
7,8802
0,9465
718,9049
2896,1181
610,2716
1,1404
51,1139
9,9785
0,7167
132,3922
8,7098
236,3023
56,9465
24,8707
31,0258
1,1404
5868,9546
3,6074
3,0791
4,1851
7,2537
30,5992
7,1755

Corea Del Nord won
Georgia lari
Giordania dinaro
Irak dinaro
Iran rial
Kazakistan tenge
Kirghizistan som
Kuwait dinaro
Laos kip
Libano sterlina
Macao pataca
Maldive rufiyaa
Mongolia tugrik
Nepal rupia
Oman rial
Pakistan rupia
Qatar rial
Siria sterlina
Sri Lanka rupia
Tagikistan somoni
Taiwan $
Turkmenistan N.man.
U.A.E. dirham
Uzbekistan sum
Vietnam dong
Yemen rial
Europa
Albania lek
Bielorussia rublo
Bosnia Erz. marco
Gibilterra pound
Macedonia denar
Moldavia leu
Serbia dinaro
Ucraina hryvnia
Oceania
Fiji $
I. Tonga pa anga
Papua Guinea kina
Polinesia Fr. franco
Samoa tala
Solomon $
Vanuatu vatu

TASSI INTERBANCARI

Gas Oil(Usd/t)

Provincia di Parma Nord a 15km casello A1

OPZIONI

America
Antille Oland. fiorino
Argentina peso
Aruba fiorino
Bahamas $
Barbados $
Belize $
Bermuda $
Bolivia boliviano
Cayman $
Cile peso
Colombia peso
Costarica colon
Cuba peso
Dominicana R. peso
El Salvador colon
Falkland pound
Giamaica $
Guatemala quetzal
Guyana $
Haiti gourde
Honduras lempira
Nicaragua cordoba
Panama balboa
Paraguay guar.
Perù sol
St.Kitts & Nevis $
Suriname $
Trinidad $
Uruguay peso
Venezuela bolivar
Asia
Afghanistan afghni
Arabia S. rial
Armenia dram
Azerbaidjian manat
Bahrain dinaro
Bangladesh taka
Birmania kyat
Brunei $
Buthan ngultrum
Cambogia riel

97,9953
118,1631
0,1013
1560,6836
575,1991
96,6898
431,3993
7,6252
15,1577
20,6325
39,4300
4,2319
177,7210
7302,2786
98,1588
12,1762
84,5000
1,3743
2101,4200
437,2505
9,6131
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34,9930
36,5100
12,1762
198,9917
925,3864
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1,5912
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13,1988
4148,5336
691,0714
5,9722
12,1762
2260,9286
575,1991
1,9226
3266,1775
5,2431


¤

(¤)
(Usd)
(Jpy)
(Gbp)
(Dkk)
(Cad)
(Chf)
(Nok)
(Sek)
(Aud)
(Nzd)
(Czk)

Etanolo Mais(Usd/gal)

VENDESI COMPENDIO IMMOBILIARE COMPOSTO DA:

$

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(Krw)
Amorepacific
Cheil Industries
Hynix Semicon
Hyundai Motor
Korea Elec Pow
Nhn
Samsung Electr
Samsung Life
Samsung SDS
Sk Telecom

SHANGHAI

(Cny)
Agri Bank Of C
Bank Of Comm
China Life
China Petroleum
Cn Ping An Insurance
Csr Corp
Icbc
Merchants Bank
Petrochina
Sinopec Corp

Borse chiuse: nessuna

18.06
402500
171500
44300
131500
42450
624000
1265000
103500
258500
255000

Prec.
390000
174500
44950
136000
42700
630000
1254000
104500
254500
254500

Var %
3,21
-1,72
-1,45
-3,31
-0,59
-0,95
0,88
-0,96
1,57
0,20

18.06
3,74
8,12
33,43
7,31
84
20,53
5,12
18,80
11,81
7,31

Prec.
3,86
8,99
35,07
7,60
87
22,45
5,29
19,43
12,28
7,60

Var %
-3,11
-9,68
-4,68
-3,82
-3,45
-8,55
-3,21
-3,24
-3,83
-3,82

TOKIO

(Jpy)
Fast Ret
Honda Motor
Japan Tobacco
Kddi
Mitsub Ufj Fg
Mizuho Financi
Ntt
Ntt Docomo
Smfg
Toyota Motor C

ZURIGO

(Chf)
Abb Ltd
Cs Group Ag
Nestle Sa
Novartis
Richemont I
Roche Holding Ag
Swiss Re
Swisscom
Ubs Group
Zurich Fin

18.06
Prec.
52200 52560
3960
4019
4340 4438,50
2802
2825
854,50 867,90
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5247
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18.06
20,37
25,27
69,05
93,15
76,20
264,20
83,50
524,50
19,56
286,90

Prec.
21,05
25,41
69
93,60
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83,35
525
19,66
286,60

Var %
-0,68
-1,47
-2,22
-0,81
-1,54
-2,29
-0,88
-1,02
-0,38
-1,53
Var %
-3,23
-0,55
0,07
-0,48
-0,59
0,08
0,18
-0,10
-0,51
0,10

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Risparmio gestito 37

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANE - LUSSEMBURGHESI STORICI
OIG Allianz Reddito Glob

17.06 18,311 -0,19

tel.015-4508235
FLE Alpi Soluzione Dinamica
OFL Alpi Soluzione Prudente

17.06
17.06

Alpi Fondi __________________________________

tel.0332-251411
AAE 8a+ Eiger
FLE 8a+ Gran Paradiso
FLE 8a+ Latemar

17.06
17.06
17.06

7,029 -0,31
5,267 0,25
6,080 -0,07

tel.800-893989
AAM AcomeA America A1
AAM AcomeA America A2
APA AcomeA Asia Pac. A2
APA AcomeA Asia Pacifico A1
OEB AcomeA Breve Term. A1
OEB AcomeA Breve Term. A2
FLE AcomeA Etf Attivo A1
FLE AcomeA Etf Attivo A2
OEM AcomeA Eurobb. A1
OEM AcomeA Eurobb. A2
AEU AcomeA Europa A1
AEU AcomeA Europa A2
AIN AcomeA Globale A1
AIN AcomeA Globale A2
AIT AcomeA Italia A1
AIT AcomeA Italia A2
MAE AcomeA Liquidita' A1
MAE AcomeA Liquidita' A2
AEM AcomeA Paesi Em. A1
AEM AcomeA Paesi Em. A2
FLE AcomeA Patr. Aggr. A2
FLE AcomeA Patr. Aggr.A1
FLE AcomeA Patr. Dinam.A1
FLE AcomeA Patr. Dinam.A2
FLE AcomeA Patr. Prud. A1
FLE AcomeA Patr. Prud. A2
OMI AcomeA Perform. A1
OMI AcomeA Perform. A2

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

19,163
19,926
5,703
5,504
14,910
15,121
5,018
5,189
17,570
17,848
14,827
15,350
12,829
13,457
22,976
23,829
8,954
8,955
7,144
7,432
4,258
4,086
5,437
5,595
6,265
6,445
22,058
22,512

-0,03
-0,03
-0,33
-0,33
-0,01
-0,01
-0,18
-0,15
-0,05
-0,05
-0,40
-0,40
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-0,26
-0,50
-0,50

0,01
0,15
0,15
-0,07
-0,07
-0,06
-0,05


-0,01
-0,01

tel.02-620808
FLE Alarico Re
FLE Fondo Antelao #
FLE Macro F.o.
OFL Ritorni Reali

17.06
17.06
17.06
17.06

4,981
5,404
4,520
6,618

-0,34
-0,13
-0,04
-0,21

tel.02-00651
FLE Amundi Accumulaz. Att. 2
FLE Amundi Accumulaz. Fles.
FLE Amundi Accumulaz. Fles.2
FLE Amundi Accumulaz. Fles.3
FLE Amundi Accumulazione Att.
AEU Amundi Azionario Europa #
OEC Amundi Corporate 3 anni m
OFL Amundi Div.Attiva 18
OFL Amundi Div.Attiva 18 4
OFL Amundi Div.Attiva 18 Due
OFL Amundi Div.Attiva 18 Tre
OFL Amundi Div.Attiva 19
OFL Amundi Div.Attiva 20
FLE Amundi Eu Brasile 2016
FLE Amundi Eu Bric 2017 m
FLE Amundi Eu BRICT Pr.17
FLE Amundi Eu Cr.Ar.Euro 19
FLE Amundi Eu Cr.Az 2017
FLE Amundi Eu Cr.Az II 2017
FLE Amundi Eu Cr.Cina 2017
FLE Amundi Eu Cr.Fin 2015
FLE Amundi Eu Cr.Fin 2017
FLE Amundi Eu Cr.Ita 2015
FLE Amundi Eu Cr.Ita 2018
FLE Amundi Eu Cr.Set.Imm17
FLE Amundi Eu Cr.Tai 2018
FLE Amundi Eu Cr.Val. 2017
FLE Amundi Eu Cr.Val. 2018
FLE Amundi Eu En.DpOp18 m
FLE Amundi Eu Eu Em.Rip.17 m
FLE Amundi Eu Italia DopOp19
FLE Amundi Eu Ma.In.DpOp18
FLE Amundi Eu Merc. Em. 18
FLE Amundi Eu Sv.Gr.Cina18
FLE Amundi Eu Sv.It-Fr-Sp18
FLE Amundi Eu Sv.Mat.Prime16 m
FLE Amundi Eu Svil. Russia18
FLE Amundi Eu Svil. USA 2016
FLE Amundi Eu Svil. USA 2018
FLE Amundi Eu Svil.Energia16
FLE Amundi Eu Svil.Germa18
FLE Amundi Eu Svil.Merc.Em17
FLE Amundi Eu Utilit.DopOp18
FLE Amundi Eureka Cina 2015
OEC Amundi Eureka Or 2015
FLE Amundi Eureka Sett.2016 G
FLE Amundi Flessibile #
OFL Amundi Meta 19 Prem. Due
OFL Amundi Meta 2018
OFL Amundi Meta 2018 Due
OFL Amundi Meta 2018 Premium
OFL Amundi Meta 2018 Quattro
OFL Amundi Meta 2018 Tre
OFL Amundi Meta 2019 Premium
OFL Amundi Meta Opp. 2017
OFL Amundi Meta Plus 19 AE
OFL Amundi Meta Plus 19 AE Due
OFL Amundi Meta Plus 19 AE Tre
OFL Amundi Meta Plus 19 Mer Sv
OFL Amundi Meta Plus 19 Usa
FLE Amundi Meta Plus 20 AE Usa
FLE Amundi Meta Plus 20 Mer Sv
FLE Amundi Meta Plus Din 20 AE
FLE Amundi Meta Plus Din 20 MS
FLE Amundi MetaPlusDin20AE Us
FLE Amundi Multiasset 2020
OEB Amundi Obbligaz. Br.Ter. C
BOB Amundi Obbligaz. Br.Ter. D
OAS Amundi Obbligaz. Ob.Ced.
OFL Amundi Oriz.19 Ced e Div
OFL Amundi Oriz.19 Ced e Div 2
BOB Amundi Oriz.20 Alpha Ita
BOB Amundi Oriz.20 Globale
BOB Amundi Oriz.20 Italia
BOB Amundi Oriz.20 Mer.Emer
BOB Amundi Oriz.20 PeM Imprese
BOB Amundi Oriz.20 Silver Age
BOB Amundi Oriz.Pl.20 Ris.Glo
FLE Amundi Oriz19 MarcGlLus
FLE Amundi Piu' #
OFL Amundi Traguardo 3%

ADVAM SGR S.p.A. ________________________

tel.06-68809919
FLE Agora 4 Invest
MAE Agora Cash
FLE Agora Dynamic
AAE Agora Equity
OEM Agora Income
FLE Agora Selection #
FLE Agora Valore Protetto
FLE Agoraflex Q m
FLE Agoraflex R

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

tel.800-337602
FLE Gestielle Absolute R
FLE Gestielle Best Sel.Eq 20 #
FLE Gestielle Best Sel.Eq.50
FLE Gestielle Best.Sel.Eq.20 E
OEB Gestielle BT Cedola Cl.A
OEB Gestielle BT Cedola Cl.B m
FLE Gestielle Ced. Best Sel.
FLE Gestielle Ced.Dual Brand
FLE Gestielle Ced.Em.Mkts.Op
FLE Gestielle Ced.EuroItalia
OFL Gestielle Ced.Fissa II A
OFL Gestielle Ced.Fissa II B m
FLE Gestielle Ced.For.Opp Usd
FLE Gestielle Ced.Ita.Opp
OMI Gestielle Ced.Multi Tar
OMI Gestielle Ced.Multi Tar2
FLE Gestielle Ced.MultiAss II
FLE Gestielle Ced.MultiAsset
OFL Gestielle Cedola Fissa
OFL Gestielle Cedola O.B.E.
OFL Gestielle Cedola Più
OMI Gestielle Cedola Più Ita
FLE Gestielle Dual Brand Eq30
OPE Gestielle Em Mkts Bo Cl.A
OPE Gestielle Em Mkts Bo Cl.B
OEM Gestielle MT Euro Cl.A
OEM Gestielle MT Euro Cl.B
FLE Gestielle Mult.A.R. Plus #
FLE Gestielle Mult.Ab.Ret #
FLE Gestielle Ob. America
FLE Gestielle Ob. Brasile
FLE Gestielle Ob. Cina
FLE Gestielle Ob. East Europe
FLE Gestielle Ob. Em. Mkt
FLE Gestielle Ob. Europa
FLE Gestielle Ob. India
FLE Gestielle Ob. Internaz.
FLE Gestielle Ob. Italia
FLE Gestielle Ob. Piu' P
FLE Gestielle Ob. Risp A
FLE Gestielle Ob. Risp B
OAS Gestielle Obbl. Corp. A
OAS Gestielle Obbl. Corp. B
OIG Gestielle Obbl. Intern. Cl.A
OIG Gestielle Obbl. Intern. Cl.B
FLE Volterra Absolute R
FLE Volterra Dinamico

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
11.06
11.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

5,194
5,863
5,315
4,461
5,499
4,175
6,975
7,581
7,304

15,800
5,849
5,459
5,841
6,095
6,198
5,000
5,151
4,918
5,928
5,269
5,449
4,983
4,938
5,298
5,125
5,124
5,043
5,565
5,218
5,489
5,513
5,274
12,962
13,878
16,670
17,312
5,970
5,615
10,526
4,037
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13,589
15,640
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5,907
21,566
13,900
5,709
8,332
8,549
9,820
10,171
7,241
7,684
6,096
5,995

0,04

0,32

0,11
0,22
0,16
0,25
0,26

-0,06
-0,03
-0,11
-0,05
0,03
0,03

0,06
0,06
0,15
0,09
0,11
0,04
0,02
0,15
-0,06
0,10
0,10
0,11
-0,02
0,07
0,05

-0,05
-0,04
0,13
0,13
-0,10
-0,11
0,11
-0,22
0,46
0,01
0,28
-0,30
0,48
-0,22
-0,18
-0,02
0,06
0,05
-0,05
-0,05
-0,01
-0,01
-0,08


tel.0230370513
FLE Alkimis Cap Ucits Acc.
FLE Alkimis Cap Ucits Coup.

12.06
12.06

tel.02-87047000
AIT Allianz Az. Ita. All Stars
AEM Allianz Az. Paesi Emer
AAM Allianz Azioni America
AEU Allianz Azioni Europa
APA Allianz Azioni Pacifico
FLE Allianz Global Strategy 15
FLE Allianz Global Strategy 30
FLE Allianz Global Strategy 70
MAE Allianz Liquidita' A
MAE Allianz Liquidita' B
BOB Allianz Multi20 #
BBI Allianz Multi50 #
AIN Allianz Multi90 #
AEU Allianz MultiEuropa #
OFL Allianz Obbligaz. Flessibile
OEM Allianz Reddito Euro

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

6,048 -0,07
5,193 -0,10

Allianz Global Investors __________________
5,767
12,085
24,100
27,379
7,503
5,925
5,945
35,980
5,716
5,935
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5,868
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17,247
39,956

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17.06 4,994

17.06 5,235 0,06
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17.06 4,997

17.06 8,511

17.06 5,025

17.06 6,559 -0,06
16.06 5,504 -0,33
16.06 5,512 -0,34
16.06 5,269 -0,70
16.06 5,318 -0,30
16.06 5,215 -0,72
16.06 4,840 -0,37
16.06 5,444 -0,96
16.06 5,660 -0,47
16.06 4,998

16.06 5,517 -0,29
17.06 5,992 0,10
16.06 5,339 -0,39

tel.800-388876
FLE Active Discovery Flex m
FLE Active Global Flex m
FLE Active Income Flex m
FLE Active Opport. Flex m
FLE Anima Active Curr. Flex m
FLE Anima Alto Pot. Globale A
FLE Anima Alto Pot. Globale F
AAM Anima America A
AAM Anima America F
OEM Anima Cap. Piu Obbl. A #
OEM Anima Cap. Più Obbl. F #
OEM Anima Cap. Più Obbl. N #
BOB Anima Capitale Più 15 A #
BOB Anima Capitale Più 15 F #
OMI Anima Capitale Più 15 N #
BOB Anima Capitale Più 30 A #
BOB Anima Capitale Più 30 F #
BOB Anima Capitale Più 30 N #
BAZ Anima Capitale Più 70 A #
BAZ Anima Capitale Più 70 F #
BAZ Anima Capitale Più 70 N #
BOB Anima Ced. A. P. 2021
BOB Anima Ced. A. P. 2021 II
BOB Anima Ced. A. P. 2021 III
BOB Anima Ced. A. P. 2022 I
AEM Anima Emergenti A
AEM Anima Emergenti F
AEU Anima Europa A
AEU Anima Europa F
FLE Anima Evoluzione 2017 I
FLE Anima Evoluzione 2019 I
FLE Anima Evoluzione 2019 II
FLE Anima Evoluzione 2019 III
FLE Anima Evoluzione 2019 IV
FLE Anima Evoluzione 2020 I
FLE Anima Evoluzione 2020 II
OAS Anima Fix Emergenti A #
OAS Anima Fix Emergenti Y #
OEB Anima Fix Euro A
OEB Anima Fix Euro I
OEB Anima Fix Euro Y m
OEH Anima Fix High Yeld Y
OEH Anima Fix High Yield A
OEC Anima Fix Imprese A
OEC Anima Fix Imprese Y
OEB Anima Fix Obbl. BT A
OEB Anima Fix Obbl. BT Y
OIG Anima Fix Obbl. Glob A
OIG Anima Fix Obbl. Glob Y

Alkimis SGR SpA ___________________________

-0,60
0,21
-0,02
-0,37
0,12
0,03

-0,12

0,02
0,27
0,33
0,53
0,70
-0,12
0,09

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
12.06
12.06
12.06
12.06
17.06
17.06
17.06
17.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

PENSIONE APERTI
m
m

m

m

m

m

15.06 21,800
15.06 17,697
15.06 13,779

Allianz _________________________
Insieme
Linea Dinamica
Linea Serena
Linea Sicura X
Linea Tranquilla
L.A. Previdenza
L.A. Previd. Bilanciata
L.A. Previd. Garantita X
L.A. Previd. Internaz.
L.A. Previd. Protetta m
Previras
Linea 1 Obbligaz. X
Linea 2 Obb. Mista m
Linea 3 Bilanciata
Linea 4 Az. Int.

SecondaPensione F.P.A.
SP Difensiva
SP Espansione
SP Garantita m
SP Progressiva
SP Sicurezza
SP Sviluppo

Arca Previdenza
Linea Alta Crescita
Linea Alta Crescita C
Linea Alta Crescita R
Linea Crescita
Linea Crescita C
Linea Crescita R
Linea Garanzia m
Linea Garanzia C m
Linea Garanzia R m
Linea Obiettivo TFR m
Linea Obiettivo TFR C m
Linea Obiettivo TFR R m
Linea Rendita
Linea Rendita C
Linea Rendita R

17.06
17.06
17.06
17.06

14,821
15,548
13,053
15,304

17.06
17.06
17.06
17.06

17,185
17,609
18,084
19,145

17.06
17.06
17.06
17.06

14,204
17,790
18,527
17,774

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

15,222
12,060
12,179
16,079
16,027
14,740

25,108
25,393
26,102
21,510
21,693
22,291
14,415
14,485
14,810
12,578
12,683
13,026
21,656
21,842
22,441

Assimoco Vita _________________
F.P.A. Il Melograno
Linea Dinamica
Linea Equilibrata
Linea Garantita
Linea Prudente

10.06
10.06
10.06
10.06

11,139
11,964
12,197
12,769

Aviva __________________________
Aviva
L.Inv. Azionaria
L.Inv. Bilanciata
L.Inv. Gar.Rend.Mn.Pres
L.Inv. Gar.Rest.Capitale
L.Inv. Obbligazionaria
Aviva Ass. V. UBI Prev.
Comparto Aggressivo Cl.C
Comparto Aggressivo Cl.I
Comparto Capital.Sicuro m
Comparto Dinamico Cl.C
Comparto Dinamico Cl.I
Comparto Garantito
Comparto Moderato Cl.C
Comparto Moderato Cl.I
Comparto Prudente Cl.C
Comparto Prudente Cl.I

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

19,660
17,815
14,267
15,366
17,022

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

15,807
13,591
11,048
14,373
13,576
11,169
12,820
13,257
11,922
12,970

AXA Assicurazioni ____________
Comparto Conservativo
Comparto Dinamico
Comparto Equilibrato
Comparto Garantito X
Comparto Prudente

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

12,126
10,524
12,155
11,054
14,721

0,04
0,04
0,02
0,04
0,04
-0,19
-0,18
0,23
0,23


-0,02
0,10
0,10
0,12
0,23
0,23
0,23
0,27
0,26
0,27
-0,21
-0,13
-0,01
-0,17
0,49
0,49
-0,46
-0,49
-0,06
-0,13
-0,14
-0,14
-0,14
-0,16
-0,14
-0,03
-0,03
0,03
0,03
0,03
-0,08
-0,07
-0,10
-0,10
0,06
0,06
-0,12
-0,12

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
12.06
17.06
17.06
17.06
17.06
12.06
12.06
12.06
12.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
12.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

7,005
7,228
16,019
16,502
5,700
5,701
5,837
5,533
5,535
5,700
6,165
6,165
6,443
6,200
6,200
6,528
5,844
5,840
6,215
8,457
9,376
8,730
9,724
36,856
40,887
17,508
19,440
44,213
49,102
19,085
21,125
6,135
6,824
11,390
11,663
5,620
20,260
20,635
6,912
6,959
6,947
9,070
8,844
9,182
7,190
7,011
7,277
7,675
7,904
21,508
20,276
22,073
9,780
7,110
7,280
11,648
11,786
4,855
5,000
5,273
5,030
5,788
5,966
5,595
5,640
5,632
5,320
5,357
5,112
5,152
7,381
7,231
7,379
5,283
12,174
12,274
9,877
5,326
12,221
12,235
12,432
2,901
3,053
6,488
6,787
6,776
10,000
5,486
5,743
5,143
5,530
5,254
5,231
5,946
5,230
5,128
5,214
5,250
5,313
5,342
5,322
5,305
5,116
5,304
5,623
5,610
5,407
5,329
5,273
5,126
5,227
5,481
5,475
5,228
5,348
5,308
5,225
5,331
5,751
6,097
6,302
36,476
36,954
44,057
44,132
44,646

0,03
0,04
-0,19
-0,18
-0,02
-0,02
-0,02


0,02
0,05
0,05
0,05
0,06
0,06
0,06
0,10
0,10
0,11
0,20
0,20
-0,01
-0,01
-0,35
-0,34
-0,43
-0,42
-0,18
-0,18
-0,43
-0,43
0,52
0,53
-0,36
-0,32
-0,30
-0,48
-0,48
0,01
0,01
0,03
-0,11
-0,10
-0,10
-0,04
-0,03
-0,04
0,04
0,03
-0,08
-0,08
-0,08
-0,16
-0,06
-0,08
-0,12
-0,11
0,06
-0,09

-0,03
-0,02


0,02
-0,13
-0,11
-0,08
-0,10
-0,01
-0,01
-0,01
0,08
0,03
0,03
0,02
0,13
-0,10
-0,11
-0,10
-0,45
-0,42
-0,09
-0,09
-0,09

-0,02
-0,05
-0,06
-0,05
-0,10
-0,08
-0,17
-0,19
-0,16
-0,23
-0,25
-0,23
-0,30
-0,30
-0,34
-0,12
-0,13
-0,16
-0,16
-0,20
-0,19
-0,19
-0,27
-0,34
-0,18
-0,18
-0,21
-0,19
-0,24
-0,19
-0,17
-0,03
0,25
0,24
-0,12
-0,14
-0,27
-0,27
-0,27

Anthilia Capital Part Sgr __________________
tel.02-97386101
FLE Anthilia Yellow

17.06

tel.02-480971
OFL Arca 19 Red. Multiv. P
OFL Arca 19 Red. Multiv. R
OFL Arca 19 Red. Multiv.II P
OFL Arca 19 Red. Multiv.II R
OFL Arca 19 Red.Multiv.III P
OFL Arca 19 Red.Multiv.III R
FLE Arca 20 Red.Multiv.IV P
FLE Arca 20 Red.Multiv.IV R
FLE Arca 20 Red.Multiv.V P
FLE Arca 20 Red.Multiv.V R
AAM Arca Azioni America
AEU Arca Azioni Europa
APA Arca Azioni Far East
AIN Arca Azioni Internaz.

6,662 -0,09

17.06 5,069 -0,16
17.06 5,071 -0,16
17.06 5,058 -0,16
17.06 5,060 -0,16
17.06 5,070 -0,18
17.06 5,071 -0,18
17.06 4,820 -0,25
17.06 4,820 -0,27
17.06 5,000

17.06 5,000

17.06 32,327 0,20
17.06 14,278 -0,62
17.06 8,253 -0,12
17.06 19,555 -0,08

m

m

m

m

m

AIT
AEM
BBI
OEC
FLE
OIG
OPE
OPE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
AIT
AIT
FLE
FLE
OEB
BAZ
BBI
OMI
OEM
FLE
FLE
BOB

Arca Azioni Italia
Arca Azioni Paesi Emerg.
Arca BB
Arca Bond Corporate
Arca Bond Flessibile
Arca Bond Globale
Arca Bond P.Em. Val. Loc
Arca Bond Paesi Em.
Arca Cash Plus
Arca Ced. Bond Glob Eur
Arca Ced.18 Ob.Att.III P
Arca Ced.18 Ob.Att.III R
Arca Ced.18 Ob.Att.IV P
Arca Ced.18 Ob.Att.IV R
Arca Ced.18 Ob.Attiva II
Arca Ced.18 Obb.Attiva
Arca Ced.18 Paesi Em.VL P
Arca Ced.18 Paesi Em.VL R
Arca Ced.18 Paesi Em.VL2 P
Arca Ced.18 Paesi Em.VL2 R
Arca Ced.18 Paesi Em.VL3 P
Arca Ced.18 Paesi Em.VL3 R
Arca Ced.19 Ob.Att. VI P
Arca Ced.19 Ob.Att. VI R
Arca Ced.19 Ob.Att.V P
Arca Ced.19 Ob.Att.V R
Arca Ced.19 Ob.Att.VII P
Arca Ced.19 Ob.Att.VII R
Arca Ced.19 Ob.Att.VIII P
Arca Ced.19 Ob.Att.VIII R
Arca Ced.20 Ob.Att.IX P
Arca Ced.20 Ob.Att.IX R
Arca Ced.20 Ob.Att.X P
Arca Ced.20 Ob.Att.X R
Arca Ced.Bo.2015 Alto Pot
Arca Ced.Bo.2015 Alto Pot.2
Arca Ced.Bo.2016 Alto Pot.3
Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.4
Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.5
Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.6
Arca Ced.Bond Glob.Eu II
Arca Ced.Bond Glob.Eu III
Arca Ced.Bond Paesi Em.
Arca Eco. Reale Eq. It I m
Arca Eco. Reale Eq. It P
Arca Form EuStoxx (R)2015
Arca Form II EStox (R)2015
Arca MM Bond Euro Sh. T.
Arca Multiasset Aggressive
Arca Multiasset Balanced
Arca Obbligaz. Europa
Arca RR Bond Euro
Arca Strat.Gl.Crescita
Arca Strat.Gl.Opportun.
Arca TE

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
12.06
12.06
12.06
12.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

26,674
11,029
42,695
8,914
4,962
15,597
5,660
16,803
9,706
5,226
5,313
5,323
5,195
5,199
5,350
5,319
4,737
4,743
5,039
5,048
5,243
5,251
5,042
5,043
5,094
5,095
5,040
5,041
4,935
4,936
4,913
4,913
5,000
5,000
5,318
5,527
5,919
5,614
5,556
5,244
5,367
5,223
5,026
5,039
5,035
6,621
6,465
17,745
5,061
5,004
11,028
11,193
6,111
6,452
21,657

-0,61
0,46
-0,26
-0,13
-0,04
-0,07
-0,14
0,04
0,01
0,02
-0,02



0,02

-0,04
-0,04
-0,10
-0,10
-0,10
-0,10






-0,02

-0,12
-0,12



0,02
0,02
0,02

-0,06
0,02
0,02
0,02
-0,63
-0,63
-0,14
-0,11
0,03
-0,12

-0,02
-0,02
0,03
0,11
0,09

FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
AEU
AEU
AEU
BBI
FLE
FLE
AIN
AIN
AIN
FLE
FLE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
BAZ
BAZ
FLE
FLE

Consult Opport C #
Consult Reddito B
Consult Reddito B1
Consult Reddito C
Consult Reddito C1
Consult Valore C
Consult Valore C1
Consultinvest Azione A
Consultinvest Azione C
Consultinvest Azione I m
Consultinvest Bil A
Consultinvest Flex A #
Consultinvest Flex C #
Consultinvest Global A
Consultinvest Global C
Consultinvest Global I m
Consultinvest Plus A
Consultinvest Plus C
Consultinvest Plus I m
Consultinvest Reddito I m
Consultinvest Valore B
Consultinvest Valore B1
Consultinvest Valore I m
IGM FdF Bilanciato Az. Cl.A #
IGM FdF Bilanciato Az. Cl.B #
IGM FdF Flessibile Cl.A #
IGM FdF Flessibile Cl.B #

17.06 5,403 -0,15
17.06 5,352 0,17
17.06 5,210 0,15
17.06 8,477 0,17
17.06 7,761 0,15
17.06 6,323 0,06
17.06 5,862 0,05
17.06 5,497 -0,56
17.06 11,226 -0,56
17.06 5,576 -0,55
17.06 5,652 -0,09
17.06 5,742 -0,10
17.06 5,218 -0,11
17.06 5,924 -0,15
17.06 5,779 -0,14
17.06 6,149 -0,13
17.06 5,203 -0,04
17.06 6,263 -0,05
17.06 5,022 -0,06
17.06 5,406 0,17
17.06 5,114 0,04
17.06 4,819 0,06
17.06 5,037 0,04
17.06 6,565 -0,14
17.06 6,864 -0,15
17.06 4,470 -0,18
17.06 4,660 -0,15

Duemme SGR ______________________________
tel.02 85961.311
BOB San Patrignano Cl. C
BOB San Patrignano CL. I m

17.06
17.06

4,975
4,976




tel.02-88102070
FLE Epsilon All. Tattica 06/20
FLE Epsilon All.Tattica 02/20
FLE Epsilon All.Tattica 04/20
FLE Epsilon All.Tattica 09/19
FLE Epsilon All.Tattica 11/19
FLE Epsilon DLongRun
FLE Epsilon Fle Forex C 02/19
FLE Epsilon Fle Forex C 02/20
FLE Epsilon Fle Forex C 04/19
FLE Epsilon Fle Forex C 04/20
FLE Epsilon Fle Forex C 06/20
FLE Epsilon Fle Forex C 07/19
FLE Epsilon Fle Forex C 09/18
FLE Epsilon Fle Forex C 09/19
FLE Epsilon Fle Forex C 11/19
FLE Epsilon Fle Forex C 12/18
OBI Epsilon Italy Bo.Sh.Term A
OBI Epsilon Italy Bo.Sh.Term B
OBI Epsilon Italy Bo.Sh.Term I
AAE Epsilon QEquity
OEM Epsilon Qincome
FLE Epsilon QReturn
AEU Epsilon QValue

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

4,985
4,860
4,882
5,322
5,180
7,481
5,117
4,887
5,155
4,886
4,989
5,057
5,153
4,982
4,966
5,118
6,598
6,652
6,679
6,419
9,250
8,410
8,543

0,02
-0,29
-0,22
-0,39
-0,38
-0,07
-0,23
-0,16
-0,35
-0,49
-0,16
-0,16
-0,25
-0,26
-0,30
-0,25
0,03
0,05
0,03
-0,86
0,09
-0,28
-0,30

tel.011-5520306
BBI Fondersel
OEM Fondersel Euro
AEU Fondersel Europa
OIG Fondersel Int. #
APA Fondersel Oriente #
AIT Fondersel P.M.I.
OEB Fondersel Reddito
OAS Fondersel Sh. Term Asset
FLE Fondersel World All. #
AIN Talento Global Equity #

17.06 58,546
17.06 9,996
17.06 20,206
17.06 17,327
17.06 9,276
17.06 25,852
17.06 16,057
17.06 100,775
17.06 118,642
17.06 185,404

0,06
0,10
-0,55
-0,05
0,03
-0,54
0,09
-0,01
-0,33
0,06

tel.02-67071422
AIN Etica Azionario E
AIN Etica Azionario I E
BBI Etica Bilanciato E
BBI Etica Bilanciato I E
OEB Etica Obb. Breve Ter. E
OEB Etica Obb. Breve Ter. I E
OMI Etica Obbligaz. Misto E
OMI Etica Obbligaz. Misto I E

17.06 8,939 -0,19
17.06 9,198 -0,18
17.06 10,700 -0,12
17.06 11,024 -0,11
17.06 6,205 0,05
17.06 6,268 0,05
17.06 7,530 0,04
17.06 7,682 0,03

Epsilon _____________________________________

Ersel A. M. __________________________________
tel.02-88981
FLE Azimut Dinamico
ODM Azimut Reddito Usa
FLE Azimut Scudo
OBI Azimut Solidity
FLE Azimut Str. Trend
FLE Azimut Trend
FLE Azimut Trend America
FLE Azimut Trend Europa
FLE Azimut Trend Italia
FLE Azimut Trend Pacifico
OAS Azimut Trend Tassi
FLE Formula 1 Absolute
FLE Formula Target 17 Eq.Opt.

tel.02-430281
OAS Aureo Cedola I - 2016
OAS Aureo Cedola II - 2017
OAS BCC Ced. Att. Dicembre 18
OAS BCC Ced. Att. Marzo 19
OAS BCC Ced. Dicembre 18
OAS BCC Ced. Marzo 19
FLE BCC Ced. Piu' Dicembre19
OAS BCC Ced.Att. Dicembre19
OAS BCC Ced.Att. Settembre19
FLE BCC Ced.Più Settembre19
FLE BCC Ced.Piu' Marzo 20
OAS BCC Ced.Reale Dicembre19
OAS BCC Ced.Reale Mazo 20
OAS BCC Ced.Reale Settemb.19
OAS BCC Cedola III - 2017
OAS BCC Cedola III Op - 2017
OAS BCC Cedola IV - 2018
OAS BCC Cedola IV Op - 2018
OAS BCC Cedola V - 2018
OAS BCC Cedola V Op - 2018
FLE BCC Crescita Bilanciato
FLE BCC Investimento Azion.
MAE BCC Monetario
OFL BCC Risparmio Obbligaz.
FLE BCC Selez. Crescita #
FLE BCC Selez. Investimento #
FLE BCC Selez. Opportunità #
FLE BCC Selez. Risparmio #

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

28,687
7,215
9,379
9,286
7,142
34,054
16,192
15,440
21,613
8,818
10,163
8,242
7,309

-0,14
-0,10
-0,12
0,15
-0,06

0,05
-0,31
-0,45
-0,49
-0,07
-0,47
-0,10

17.06 5,669 0,04
17.06 5,543 0,02
17.06 5,041 -0,06
17.06 4,950 -0,02
17.06 5,105

17.06 5,029

17.06 4,822 -0,14
17.06 4,905 -0,04
17.06 5,035 -0,02
17.06 5,143 -0,17
17.06 4,918 -0,20
17.06 4,930 0,22
17.06 4,958 0,16
17.06 5,071 0,20
17.06 5,377 0,02
17.06 5,276

17.06 5,500 0,02
17.06 5,414 -0,02
17.06 5,350 -0,02
17.06 5,228 -0,04
17.06 7,045 -0,10
17.06 11,207 -0,19
17.06 5,781 0,03
17.06 6,579 0,11
17.06 5,127 0,16
17.06 4,868 0,10
17.06 5,280 -0,08
17.06 5,806 0,07

BNP PARIBAS Inv.Partners SGR SpA _____
tel.800-900900
FLE BNL Assetto Comfort
FLE BNL Assetto Dinamico #
AAM Bnl Azioni America
AEM Bnl Azioni Emerg.
AEU Bnl Azioni Europa Div
AIT Bnl Azioni Italia
OPE Bnl Obbl. Emergenti
OAS Bnl Obbl. Globali

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

tel.02-7622.1
AIN Capital Italia

17.06 127,220 -0,20

tel.059-221311
FLE Consult Alto Div A
FLE Consult Alto Div A1
FLE Consult Alto Div C
FLE Consult Alto Div C1
OFL Consult Alto Rend B
OFL Consult Alto Rend B1
OFL Consult Alto Rend C
FLE Consult Alto Rend C1
OFL Consult Alto Rend I m
BBI Consult Bilanciato C
OEB Consult Breve Termine C
FLE Consult Flex I m
FLE Consult Mercati Em A
FLE Consult Mercati Em C
FLE Consult Multi High Vol A #
FLE Consult Multi High Vol C #
FLE Consult Multi Low Vol A #
FLE Consult Multi Low Vol C #
FLE Consult Multi Low Vol I m
FLE Consult Multi Med Vol A #
FLE Consult Multi Med Vol C #
FLE Consult Opport A #

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

5,549
5,156
31,482
10,669
3,548
20,983
32,601
8,714

0,02
0,12
0,27
0,38
-0,34
-0,45
-0,09
-0,13

Capital Italia _______________________________
Consultinvest A. M. ________________________
5,643
5,462
4,284
3,615
5,636
5,408
7,357
6,680
5,653
6,598
5,588
5,424
5,724
5,019
5,566
5,521
5,086
5,078
5,226
5,216
5,195
5,401

-0,04
-0,04
-0,02
-0,06
0,05
0,06
0,04
0,04
0,05
-0,11
0,04
-0,11
0,47
0,48
0,07
0,07
0,04
0,02
0,04
0,12
0,10
-0,13

Etica _______________________________________

tel.02-88101
AAM Eurizon Az.America
AAE Eurizon Az.Area Euro
APA Eurizon Az.Asia Nuove Eco.
AEN Eurizon Az.EnMatPrime
AEU Eurizon Az.Europa
AFI Eurizon Az.Finanza
AAS Eurizon Az.Int. Etico E
AIN Eurizon Az.Internazionali
AIT Eurizon Az.Italia
APA Eurizon Az.Pacifico
AEM Eurizon Az.Paesi Emer
AAM Eurizon Az.PMI Amer.
AEU Eurizon Az.PMI Europa
AIT Eurizon Az.PMI Italia
AIF Eurizon Az.Tecn.Avanz
ASA Eurizon Azioni Salute
BBI Eurizon Bil.Euro Multi. #
ODB Eurizon Br.Ter.Dollaro
ODB Eurizon Br.Ter.Dollaro $
FLE Eurizon Ced. Doc 02/19
OFL Eurizon Ced. Doc 04/19
FLE Eurizon Ced.Att + 04/20
FLE Eurizon Ced.Att + 05/18
FLE Eurizon Ced.Att + 05/19
FLE Eurizon Ced.Att + 06/18
FLE Eurizon Ced.Att + 07/19
FLE Eurizon Ced.Att + 12/19
FLE Eurizon Ced.Att. + 10/19
FLE Eurizon Ced.Att. 04/20
FLE Eurizon Ced.Att. 05/18
FLE Eurizon Ced.Att. 05/19
FLE Eurizon Ced.Att. 06/18
FLE Eurizon Ced.Att. 07/19
FLE Eurizon Ced.Att. 10/19
FLE Eurizon Ced.Att. 12/19
FLE Eurizon Ced.Att.Top 04/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 04/22
FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/22
FLE Eurizon Ced.Att.Top 06/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 06/22
FLE Eurizon Ced.Att.Top 07/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 07/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 10/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 10/21
FLE Eurizon Ced.Att.Top 12/20
FLE Eurizon Ced.Att.Top 12/21
OMI Eurizon DiversEtico E
FLE Eurizon Ges.At.Cla 02/18 #
FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/18 #
FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/20
FLE Eurizon Ges.At.Cla 05/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 05/20
FLE Eurizon Ges.At.Cla 06/20
FLE Eurizon Ges.At.Cla 07/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 10/18
FLE Eurizon Ges.At.Cla 10/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 11/17 #
FLE Eurizon Ges.At.Cla 12/18
FLE Eurizon Ges.At.Cla 12/19
FLE Eurizon Ges.At.Cla 6/18 #

17.06
17.06
17.06
17.06
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17.06
17.06
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17.06
17.06
17.06
17.06
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17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

17,654
33,214
14,376
10,565
11,585
28,246
10,027
12,814
15,601
5,370
9,873
43,038
13,350
6,678
7,393
32,611
49,522
14,560
16,355
5,495
5,495
5,039
5,222
5,096
5,179
5,094
5,115
5,126
5,027
5,194
5,070
5,168
5,093
5,103
5,096
5,337
4,958
5,506
5,315
4,836
5,545
4,953
5,552
5,241
5,463
5,257
5,447
5,102
9,724
5,358
5,351
5,200
4,941
5,146
4,852
4,989
5,126
5,265
5,063
5,443
5,233
5,049
5,386

0,14
-0,85
0,71
-0,05
-0,46
-0,43
-0,21
-0,18
-0,62
-0,13
0,42
0,04
-0,39
-0,60
0,26
-0,10
0,36

-0,01
-0,09
-0,11
0,06
0,10
0,06
0,08
0,04
0,06
0,06
0,06
0,08
0,08
0,08
0,04
0,06
0,06
-0,06
-0,08
-0,02
-0,06
-0,08
-0,09
-0,02
-0,11
-0,11
-0,11
-0,13
-0,09
-0,12
0,01
0,06
0,04
-0,02



0,04
0,04
0,02
0,04
0,07
0,04
0,02
0,06

FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
OAS
OAS
OPE
OAS
OEM
OEB
OEB
OEC
OEC
OEH
OIG
OBI
OBI
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
OMI
OMI
OFL
FLE
FLE
FLE
FLE
OMI
BBI
BBI
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
MAE
MAE
AEU
OEB
OEM
OEB
OEB

17.06
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17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

5,496
5,299
5,468
5,633
5,606
5,460
4,959
5,412
4,758
4,988
5,349
5,600
5,909
5,538
5,180
5,660
5,647
5,938
5,997
5,862
5,875
5,686
5,605
5,767
6,119
5,799
5,896
5,851
6,107
6,162
5,389
5,284
5,795
5,914
5,195
4,944
5,150
5,134
5,248
5,076
5,234
5,056
4,849
4,764
4,982
5,102
5,012
6,810
6,074
13,647
5,929
17,800
16,172
14,888
6,696
8,420
9,559
10,301
7,992
8,306
8,989
5,946
6,136
6,569
5,691
6,055
6,743
6,403
4,965
4,821
4,889
4,840
4,892
7,841
8,359
34,021
5,422
5,436
5,913
5,621
6,142
6,394
6,458
6,198
6,278
5,410
5,564
4,823
4,983
4,987
5,179
7,974
8,136
8,799
6,181
6,791
7,683
8,131

0,05
0,04
0,05
0,02
0,02
0,04
0,02
0,06
0,02
0,02
0,06
0,09
0,05
0,07
0,04
0,02
0,07
0,05
0,05
0,02
0,02

0,02
0,03
0,02
0,03
0,03
0,05
0,03
0,03
0,07
0,06
0,03
0,05



0,02
0,02
0,04
0,04
0,02
0,04
0,04
0,04
-0,02
0,04


0,01
0,02
0,09
0,04
0,03
-0,09
-0,02
-0,03
-0,08
0,06
0,06


0,03
0,12
0,02
0,07
-0,12
-0,12
0,06
0,04
0,10
0,06
0,10
0,10
0,22
0,29
0,04

0,07
0,04
0,10
0,02
0,02


0,07
0,07
0,02
-0,02

0,02
0,01
0,02
-0,51
0,03
0,06
0,03
0,04

OIH Fondit Bond HY Short S
OIH Fondit Bond HY Short T
ODM Fondit Bond US Plus RH
ODM Fondit Bond US Plus TH
OAS Fondit Core Bond S
FLE Fondit Diver.Real Asset R
FLE Fondit Diver.Real Asset S
FLE Fondit Diver.Real Asset T
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. R
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. RH
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. S
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. T
OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. TH
ASE Fondit Eq Gl High Div R
FLE Fondit Eq Gl High Div T
AEM Fondit Eq Glb Em Mkt R
AEM Fondit Eq Glb Em Mkt T
APA Fondit Eq Pacif ex Japan R
APA Fondit Eq Pacif ex Japan T
AAS Fondit Eq.Gl.High Div. S
OFL Fondit Ethical R
OFL Fondit Ethical T m
OEM Fondit Eur Bd Lng Term S
OEB Fondit Eur Bond Defe. S
OEB Fondit Eur Bond Defen R
OEB Fondit Euro Bond Defen T
FLE Fondit Flexib Strategy R
FLE Fondit Flexib Strategy S
FLE Fondit Flexib Strategy T
FLE Fondit Global Income S
AAM Fondit. Eq. Usa Blue Ch R
AAM Fondit. Eq. Usa Blue Ch T
BOB Fonditalia Core 1 R
BOB Fonditalia Core 1 T
BBI Fonditalia Core 2 R
BBI Fonditalia Core 2 T
BAZ Fonditalia Core 3 R
BAZ Fonditalia Core 3 T
AEU Fonditalia Eq. Europe R
AEU Fonditalia Eq. Europe T
AIT Fonditalia Eq. Italy R
AIT Fonditalia Eq. Italy T
APA Fonditalia Eq. Japan R
APA Fonditalia Eq. Japan T
OEM Fonditalia Eu B. Long T R
OEM Fonditalia Eu B. Long T T
OEC Fonditalia Eu Corp Bnd R
OEC Fonditalia Eu Corp Bnd T
OEB Fonditalia Eu Currency R
OEB Fonditalia Eu Currency T
ASE Fonditalia Eu Cyclicals R
ASE Fonditalia Eu Cyclicals T
ASE Fonditalia Eu Defensive R
ASE Fonditalia Eu Defensive T
AFI Fonditalia Eu Financials R
AFI Fonditalia Eu Financials T
OAS Fonditalia Eu Yield Pl R
OAS Fonditalia Eu Yield Pl T
OEM Fonditalia Euro Bond R
OEM Fonditalia Euro Bond S
OEM Fonditalia Euro Bond T
FLE Fonditalia Fl Risk Par R
FLE Fonditalia Fl Risk Par T
ASE Fonditalia Flex Em. Mkts T
ASE Fonditalia Flex Em.Mkts R
OFL Fonditalia Flexib Bond R
OFL Fonditalia Flexib Bond S
OFL Fonditalia Flexib Bond T
FLE Fonditalia Flexib Growth R
FLE Fonditalia Flexib Growth T
OAS Fonditalia Glob Conv. R
OAS Fonditalia Glob Conv. S
OAS Fonditalia Glob Conv. T
ASE Fonditalia Glob Income R
ASE Fonditalia Glob Income T
AIN Fonditalia Global R
AIN Fonditalia Global T
OAS Fonditalia Inflat Linked R
OAS Fonditalia Inflat Linked T

16.06 9,535
16.06 10,109
16.06 9,777
16.06 10,047
16.06 10,620
16.06 10,579
16.06 10,158
16.06 10,683
16.06 9,558
16.06 8,227
16.06 8,922
16.06 9,678
16.06 7,954
16.06 9,793
16.06 9,788
16.06 13,173
16.06 13,798
16.06 4,588
16.06 4,775
16.06 9,137
16.06 10,305
16.06 10,321
16.06 10,037
16.06 8,367
16.06 8,455
16.06 8,644
16.06 8,158
16.06 7,309
16.06 8,391
16.06 5,086
16.06 15,838
16.06 16,503
16.06 12,371
16.06 12,772
16.06 12,596
16.06 13,080
16.06 13,085
16.06 13,642
16.06 13,459
16.06 14,023
16.06 16,376
16.06 17,065
16.06 3,852
16.06 4,015
16.06 10,476
16.06 10,768
16.06 10,003
16.06 10,258
16.06 8,073
16.06 8,228
16.06 16,360
16.06 17,154
16.06 15,691
16.06 16,454
16.06 6,895
16.06 7,210
16.06 9,635
16.06 9,876
16.06 13,274
16.06 12,981
16.06 13,622
16.06 10,094
16.06 10,476
16.06 2,778
16.06 2,679
16.06 8,635
16.06 8,070
16.06 8,849
16.06 9,680
16.06 9,940
16.06 11,176
16.06 10,794
16.06 11,317
16.06 5,403
16.06 5,612
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16.06 175,289
16.06 16,066
16.06 16,480

-0,02
-0,01
0,15
0,15
-0,19
-0,06
-0,05
-0,07
0,20
0,04
0,19
0,21
0,04
0,72
0,72
-0,22
-0,22
-0,28
-0,31
0,72


0,14
-0,01
-0,01
-0,01
0,10
0,11
0,12
-0,16
0,76
0,76
-0,18
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-0,11
-0,10
-0,02
-0,02
0,45
0,44
0,20
0,20
-0,54
-0,52
0,14
0,14
-0,11
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-0,02
-0,01
0,26
0,27
0,52
0,53
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-0,03
-0,02
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0,04
0,05
-0,25
-0,20
0,03
0,03
0,03
-0,15
-0,16
0,19
0,19
0,28
0,27

tel.800-546961
BBI Fideuram Bilanciato
AIT Fideuram Italia
MAE Fideuram Moneta
OEM Fideuram Rendimento
OEB Fideuram Risparmio
FLE FMS - Absolute Return #
BBI FMS - Balanced # I
ASE FMS - Eq.Glob.Resources #
APA FMS - Equity Asia #
AEU FMS - Equity Europe #
AEM FMS - Equity Gl Em Mkt #
AEM FMS - Equity New World #
AAM FMS - Equity Usa #

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

-0,18
-0,53
0,02
0,11
0,02
0,03
0,10
0,26
-0,77
0,34
0,55
0,71
0,42

tel.0438-360407
FLE Finint Absolute Ret Euro
FLE Finint Equity-I m

12.064950,353 0,22
12.066244,054 0,01

tel.0112309029
OEB Fondaco Euro Cash m
OEB Fondaco Euro Cash B m
OEM Fondaco Eurogov Beta m
OEM Fondaco Eurogov Beta B m
FLE Fondaco Global Opport. m #
FLE Fondaco Global Opport. B m
FLE Fondaco Income Classic B
FLE Fondaco Income Instit. A m #
FLE Fondaco Income Instit. B m #
FLE Fondaco Income Profes. B m
OIG Fondaco World G ABNoE I
OIG Fondaco World G ABNoE B m

17.06 124,336
17.06 122,974
17.06 154,931
17.06 136,421
17.06 114,156
17.06 109,716
17.06 112,778
17.06 112,413
17.06 112,695
17.06 112,611
17.06 121,809
17.06 111,451

tel.02-60765711
OMI Alleanza Obbligaz.
AAM Alto America Az.
AAE Alto Azionario
BBI Alto Bilanciato
OFL Alto Euro Flessibile Ob.
OEB Alto Euro Governativo B/T
AIN Alto Internaz. Azionario
OIG Alto Internaz. Obbligaz.
APA Alto Pacifico Azionario
OEB GI Focus Euro Gov. BT
OFL GI Focus Obbligazionario

17.06 5,605 0,05
17.06 8,364 0,19
17.06 17,358 -0,66
17.06 19,214 -0,20
17.06 9,462 0,07
17.06 7,787 0,03
17.06 5,622 -0,11
17.06 7,111 -0,28
17.06 7,611 -0,77
17.06 17,708 0,05
17.06 6,438 -0,14

tel.00352-262076651
OEH Ifu Bond Gl. High Yield
ODM Ifu Bond US Plus
ASE Inter.Int.Sec.New Ec
OPE Interf. Bond Glb Em Mkt
OAY Interf. Bond Japan
FLE Interf. Crescita Prot.80 m
OPE Interf. Em.Mkt Loc.Cur H m
OPE Interf. Em.Mkt Loc.Curr
AEM Interf. Eq. Glb Em Mkt
APA Interf. Eq. Japan H
APA Interf. Eq. Pacif. ex Japan
APA Interf. Eq. Pacif. ex Japan H
AAM Interf. Eq. USA H
AAM Interf. Eq.USA
AEU Interf. Equity Europe
AIT Interf. Equity Italy
APA Interf. Equity Japan
AAM Interf. Equity Usa Adv
OEM Interf. Euro Bond Long T
OEM Interf. Euro Bond Med. T
OEC Interf. Euro Corporate Bd
OEB Interf. Euro Currency

16.06 9,840
16.06 9,848
16.06 75,658
16.06 13,368
16.06 5,286
16.06 10,630
16.06 8,905
16.06 10,675
16.06 9,980
16.06 3,920
16.06 7,339
16.06 5,666
16.06 9,394
16.06 12,002
16.06 8,595
16.06 12,626
16.06 4,022
16.06 101,222
16.06 12,223
16.06 10,615
16.06 5,969
16.06 6,932

Fideuram Investimenti ____________________
15,680
34,720
15,033
10,396
17,126
9,243
11,240
9,975
12,701
14,458
14,448
20,393
16,439

Finanziaria Internazionale Inv. SGR ______
Fondaco Sgr _______________________________

tel.02-62041
FLE Euromob. Az. Internaz.
AIT Euromob. Azioni Italiane
OFL Euromob. Cedola 2018
OFL Euromob. Cedola 3 - 2017
OEB Euromob. Conservativo
OFL Euromob. Crescita Attiva
OFL Euromob. Emerg Mkt Bond
OEC Euromob. Euro Aggregate
OFL Euromob. F2
FLE Euromob. F3
BOB Euromob. Fle Alloc.Glob
FLE Euromob. Flex Stars
OEM Euromob. Reddito
FLE Euromob. Rising Stars
FLE Euromob. Science 4 Life
FLE Euromob. Seven Stars

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

16,808
26,337
4,990
5,272
11,665
5,007
7,738
9,110
6,858
4,904
35,641
4,947
18,853
5,269
5,588
5,178

0,44
-0,71
-0,06
-0,04
-0,02
-0,02
0,10
-0,02
-0,04

-0,06
0,06
0,06
0,25
-0,07
0,12

tel.00352-262076651
OEH Foi Bnd Gl. High Yield T m
OEH Foi Bond Gl.High Yield S
ODM Foi Bond US Plus R
ODM Foi Bond Us Plus S
ODM Foi Bond Us Plus T m
OEH Foi BondGlobHigh Yield R
OAS Foi Core Bond R
OAS Foi Core Bond T
APS Foi Eq Brazil R
APS Foi Eq Brazil T
APS Foi Eq China R
APS Foi Eq China T
APS Foi Eq India R
APS Foi Eq India T
OEC Foi Eu Corp Bnd S
OAS Foi Eu Yield Pl S
FLE Foi Flex Europe R
FLE Foi Flex Europe T
FLE Foi Flex Italy R
FLE Foi Flex Italy T
OFL Foi Global Bond R
OFL Foi Global Bond S
OFL Foi Global Bond T
OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt R
OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt S m
OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt T
OIH Fondit Bond HY Short R

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06

17,951
14,844
11,376
10,747
11,823
17,337
10,980
11,175
5,815
5,979
12,415
12,727
10,710
10,969
8,973
9,196
8,825
9,078
13,523
13,841
10,282
9,271
10,495
13,171
12,272
13,424
10,039

-0,14
-0,13
0,31
0,32
0,31
-0,13
-0,18
-0,19
0,97
0,98
-1,76
-1,75
0,17
0,17
-0,11
-0,02
-0,23
-0,23
-0,07
-0,06
-0,02
-0,02
-0,02
-0,20
-0,21
-0,20
-0,01

Fideuram Asset Management (Ireland) __

SPECULATIVI AUTORIZZATI
di DIRITTO ITALIANO

Eurizon Ges.At.Cla 7/17 #
Eurizon Ges.At.Cla 7/18 #
Eurizon Ges.At.Cla 9/17 #
Eurizon Ges.At.Din 02/18 #
Eurizon Ges.At.Din 04/18 #
Eurizon Ges.At.Din 04/19
Eurizon Ges.At.Din 04/20
Eurizon Ges.At.Din 05/19
Eurizon Ges.At.Din 05/20
Eurizon Ges.At.Din 06/20
Eurizon Ges.At.Din 07/19
Eurizon Ges.At.Din 10/18
Eurizon Ges.At.Din 11/17 #
Eurizon Ges.At.Din 12/18
Eurizon Ges.At.Din 12/19
Eurizon Ges.At.Din 6/18 #
Eurizon Ges.At.Din 7/18 #
Eurizon Ges.At.Din 9/17 #
Eurizon Ges.At.Din. 7/17 #
Eurizon Ges.At.Opp 02/18 #
Eurizon Ges.At.Opp 04/18 #
Eurizon Ges.At.Opp 04/19
Eurizon Ges.At.Opp 05/19
Eurizon Ges.At.Opp 10/18
Eurizon Ges.At.Opp 11/17 #
Eurizon Ges.At.Opp 12/18
Eurizon Ges.At.Opp 6/18 #
Eurizon Ges.At.Opp 7/18 #
Eurizon Ges.At.Opp 9/17 #
Eurizon Ges.At.Opp. 7/17 #
Eurizon Gest.At.Cla 12/17 #
Eurizon Gest.At.Din 10/19
Eurizon Gest.At.Din 12/17 #
Eurizon Gest.At.Opp 12/17 #
Eurizon Guida Att. 04/19
Eurizon Guida Att. 04/20
Eurizon Guida Att. 05/19
Eurizon Guida Att. 07/19
Eurizon Guida Att. 10/18
Eurizon Guida Att. 10/19
Eurizon Guida Att. 12/18
Eurizon Guida Att. 12/19
Eurizon MAsset Red. 04/20
Eurizon MAsset Red. 05/20
Eurizon MAsset Red. 06/20
Eurizon MAsset Red. 10/19
Eurizon MAsset Red. 12/19
Eurizon Obbl. Cedola A
Eurizon Obbl. Cedola D
Eurizon Obbl. Emergenti
Eurizon Obbl. Etico E
Eurizon Obbl. Euro
Eurizon Obbl. Euro BT A
Eurizon Obbl. Euro BT D
Eurizon Obbl. Euro Corp.
Eurizon Obbl. Euro Corp. BT
Eurizon Obbl. Euro HY
Eurizon Obbl. Internaz.
Eurizon Obbl. Ita BT A
Eurizon Obbl. Ita BT B
Eurizon Obiettivo Rend #
Eurizon Profilo Fle Dif. #
Eurizon Profilo Fle Equi #
Eurizon Profilo Fle Svil #
Eurizon Rend.Ass 2anni #
Eurizon Rend.Ass 3anni #
Eurizon Rendita A
Eurizon Rendita D
Eurizon Riserva 2 Anni
Eurizon Sol.Ced + 05/20
Eurizon Sol.Ced + 06/20
Eurizon Soluz.Ced 05/20
Eurizon Soluz.Ced 06/20
Eurizon Soluzione 10
Eurizon Soluzione 40
Eurizon Soluzione 60
Eurizon Stra Pro 1tri13 # G
Eurizon Stra. Flessib 15 G
Eurizon Stra.Pro 1tri12 # G
Eurizon Stra.Pro 2tri12 # G
Eurizon Stra.Pro IIITr11 # G
Eurizon Team 1 Cl A #
Eurizon Team 1 Cl G #
Eurizon Team 2 Cl A #
Eurizon Team 2 Cl G #
Eurizon Team 3 Cl A #
Eurizon Team 3 Cl G #
Eurizon Team 4 Cl A #
Eurizon Team 4 Cl G #
Eurizon Team 5 Cl A #
Eurizon Team 5 Cl G #
Eurizon Tesor.Euro A
Eurizon Tesor.Euro B
Malatesta Azionario Eu
Malatesta Breve Termine
Malatesta Obblig. Euro
Passadore Breve Termine
Teodorico Breve Termine

0,03
0,03
0,11
0,11
-0,02
-0,02
0,15
0,15
0,15
0,15
-0,18
-0,18

Generali Investments Europe SGR ________

Interfund __________________________________
-0,15
0,32
0,63
-0,21
0,25
0,25
0,04
0,22
-0,22
-0,71
-0,10
-0,18
0,34
0,52
0,26
0,22
-0,52
0,78
0,14
0,02
-0,12
-0,01

Axa MPS Previdenza in Azienda
Linea Combinata
29.05
Linea Equilibrio
29.05
Linea Sicura m
29.05
Linea Sviluppo
29.05
Linea Tenuta
29.05
Axa MPS Previdenza per Te
Linea Crescita
29.05
Linea Garantita m
29.05
Linea Mista
29.05
Linea Moneta
29.05
Linea Stabilità
29.05

20,583
20,572
13,614
24,604
15,291
23,039
13,454
20,686
16,415
19,383

m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m

%

M

M
M
M
M
M

m
m
m
m
m

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

29.05
29.05
29.05
29.05

12,317
12,367
13,389
13,429
11,639
10,977
10,973
12,282
12,310

29.05
29.05
29.05
29.05

10,697
11,198
10,296
10,911
10,443
10,920

15,170
16,114
14,381
13,109

m

Taro
Taro Cl.A
Taro Cl.B
Ticino X
Ticino Cl.A
Ticino Cl.B
Trebbia
Trebbia Cl.A
Trebbia Cl.B

31.05
31.05
31.05
31.05
31.05
31.05
31.05
31.05
31.05

m
M

m
m
m

M

X

a V a

m

Na ona e Su

17.06 14,574
17.06 17,737
m

Gene a
m
m
m
m
m

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eV a

P onee nve men M SGR

m

m

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M
M
M
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m
m
m
m
m
m
m
m
m
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m

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X

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X

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m

nve men Eu ope SGR SpA
M

m

m
m
m
mM
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mM
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m
m
m
m

m
X
m
X
m
X
m
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X
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X
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X
m
m
m
m M
m M
m M
m
m m

G oba Se e on
M
M
M
M
M
M
M
M

tel.800-107107
FLE Mediolanum Fle Obb Glo LA
OFL Mediolanum Fle Obb Glob L
FLE Mediolanum Fle Strateg L
FLE Mediolanum Fle Strateg LA
FLE Mediolanum Fle Svi Ita LA
FLE Mediolanum Fle Val.Att LA
FLE Mediolanum Flex Glob LA
FLE Mediolanum Flex Italia LA
FLE Mediolanum Flex Svi Ita L
FLE Mediolanum Flex Val.Att L
OEB Mediolanum Risp Dinam L
OEB Mediolanum Risp Dinam LA

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

tel.02-7645121
BBI Nextam Part. Bilanciato
OMI Nextam Part. Obbl. Misto

17.06
17.06

tel.800-551-552
OAS Pioneer CIM EuroFixIncome
AIN Pioneer CIM GlobalEquity

17.06 19,956 0,15
17.06 57,903 -0,06

tel.800-551-552
OEB Pion. Eur Gov BT (ex Mon.) A
OEB Pion. Eur Gov BT (ex Mon.) B
AAM Pioneer Az. Am. A
AAM Pioneer Az. Am. B
APA Pioneer Az. Area Pacif A
APA Pioneer Az. Area Pacif B
AIT Pioneer Az. Crescita A
AIT Pioneer Az. Crescita B
AEU Pioneer Az. Europa A
AEU Pioneer Az. Europa B
AEM Pioneer Az. Paesi Em. A
AEM Pioneer Az. Paesi Em. B
AEU Pioneer Az. Val Eu Dis A
AEU Pioneer Az. Val Eu Dis B
OEM Pioneer Eu Gov MT Dis A
OEM Pioneer Eu Gov MT Dis B
FLE Pioneer Innovaz.Att. B #
MAE Pioneer Liquidita' Euro
ODC Pioneer Ob Co Am Dis A
ODC Pioneer Ob Co Am Dis B
OEC Pioneer Ob Eu Co Et Dis A E
OEC Pioneer Ob Eu Co Et Dis B E
OPE Pioneer Ob Paesi Em Dis A
OPE Pioneer Ob Paesi Em Dis B
OMI Pioneer Ob. Piu' Dis A
OMI Pioneer Ob. Piu' Dis B
OBI Pioneer Ob.Sist.It Dis A
OBI Pioneer Ob.Sist.It Dis B
OEM Pioneer Obb. Euro Distr A
OEM Pioneer Obb. Euro Distr B
OIH Pioneer Obb. Glo HY Dis A
OIH Pioneer Obb. Glo HY Dis B
FLE Pioneer Target Controllo A
FLE Pioneer Target Controllo B
FLE Unicr. Evol. Eco Reale A #
FLE Unicr. Evol. Eco Reale B #
OMI Unicr. Evol. Reddito A #
OMI Unicr. Evol. Reddito B #
FLE Unicr. Evol. Trend A #
FLE Unicr. Evol. Trend B #
FLE UniCredit Sol. Pa. Em. A
FLE UniCredit Sol. Pa. Em. B
FLE UniCredit Soluzione 20A #
FLE UniCredit Soluzione 20B #
FLE UniCredit Soluzione 40A #
FLE UniCredit Soluzione 40B #
FLE UniCredit Soluzione 70A #
FLE UniCredit Soluzione 70B #
FLE UniCredit Soluzione BTA
FLE UniCredit Soluzione BTB

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

13,980
5,102
13,947
8,733
4,589
6,807
15,933
8,382
20,980
7,532
12,225
5,961
10,178
7,709
5,579
5,549
5,133
5,227
5,923
5,891
5,159
5,577
10,992
5,530
9,323
5,577
6,089
6,048
7,315
5,643
6,118
6,158
5,445
5,450
5,977
5,922
5,422
5,393
5,869
5,816
5,349
5,254
5,601
5,498
6,063
5,939
6,666
6,517
5,124
5,020

0,04
0,04
0,10
0,07
0,02
0,01
-0,51
-0,50
-0,49
-0,52
0,24
0,32
-0,55
-0,54
0,23
0,23
0,02
0,02
-0,10
-0,10
-0,12
-0,11
-0,08
-0,07
0,05
0,05
0,35
0,35
0,12
0,12
0,02
0,05


-0,02
-0,03
0,02
0,02
0,17
0,15
0,13
0,13
-0,09
-0,09
-0,08
-0,07
-0,19
-0,20
0,02
0,02

tel.800-102010
FLE Gestnord Asset Allocation
AIN Gestnord Az Trend Set
APA Gestnord Az. Pacifico A
APA Gestnord Az. Pacifico C m
AAM Gestnord Az.America A
AAM Gestnord Az.America C m
AEU Gestnord Az.Europa A
AEU Gestnord Az.Europa C m
AIT Gestnord Az.Italia A
AIT Gestnord Az.Italia C m
AEM Gestnord Az.Paesi Em A
AEM Gestnord Az.Paesi Em C m
BBI Gestnord Bil. Euro A
BBI Gestnord Bil. Euro C m
OMI Investimenti Sostenib.A E
OMI Investimenti Sostenib.C m
MAE Nordfondo Liquidità A
MAE Nordfondo Liquidità C m
OEC Nordfondo Ob.Euro Corp A
OEC Nordfondo Ob.Euro Corp C m
OEM Nordfondo Ob.Euro M.T. A
OEM Nordfondo Ob.Euro M.T. C m
OPE Nordfondo Ob.Paesi Em A
OPE Nordfondo Ob.Paesi Em B
OPE Nordfondo Ob.Paesi Em C m
OEB Nordfondo Obbl. B.T A
OEB Nordfondo Obbl. B.T B
OEB Nordfondo Obbl. B.T C m
OAS Nordfondo Obbl. Conv. A
OAS Nordfondo Obbl. Conv. C m
ODM Nordfondo Obbl. Dollari A
ODM Nordfondo Obbl. Dollari C m
FLE Star Coll 6 Dinamico A #
FLE Star Coll 6 Dinamico C m #
FLE Star Coll 6 Dinamico E #
AIN Star Coll Az.Inter. A #
AIN Star Coll Az.Inter. C m #
AIN Star Coll Az.Inter. E #
BBI Star Coll Bil.PaesiEm A #
BBI Star Coll Bil.PaesiEm C m #
BBI Star Coll Bil.PaesiEm E #

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

5,733
4,166
9,664
9,817
20,456
20,768
13,054
13,245
14,740
14,954
10,631
10,782
17,942
18,222
7,556
7,583
6,455
6,472
9,577
9,655
19,203
19,350
12,479
11,462
12,624
9,554
10,027
9,599
6,531
6,612
18,203
18,361
4,922
4,928
4,918
7,233
7,332
7,236
5,442
5,526
5,449

-0,02
-0,12
-0,18
-0,16
0,20
0,20
-0,39
-0,38
-0,55
-0,55
0,44
0,46
-0,37
-0,37
-0,07
-0,05
0,02
0,02
-0,15
-0,14
0,04
0,03
0,06
0,07
0,07
0,04
0,03
0,03
-0,26
-0,26
-0,01
-0,01



0,44
0,44
0,28
0,13
0,14
0,15

Mediolanum Gest. Fondi __________________
9,455
9,282
6,623
6,752
10,511
9,937
18,753
22,588
10,510
9,772
5,258
5,301

-0,05
-0,05
-0,03
-0,01
-0,09
-0,01
-0,17
-0,58
-0,09

0,10
0,09

Nextam Partners __________________________
7,715 0,01
7,919 -0,01

Pioneer Invest. Management Sgr _________

Sella Gestioni _____________________________

tel.055-263331
AIN Soprarno Esse Stock A
AIN Soprarno Esse Stock B m
FLE Soprarno Inflaz. 1,5% A
FLE Soprarno Inflaz. 1,5% B m
FLE Soprarno Orizzonte Attivo
OEB Soprarno Pronti Termine A m
OEB Soprarno Pronti Termine B
OFL Soprarno Redd.& Cresc. A
OFL Soprarno Redd.& Cresc. B m
FLE Soprarno Relat. Value A
FLE Soprarno Relat. Value B m
FLE Soprarno Rit. Ass A
FLE Soprarno Rit. Ass. B m
FLE Soprarno Tar.4% Fle Cl.B
FLE Soprarno Targ.4% Fle Cl.A

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

7,026
7,209
6,429
6,530
5,008
5,023
5,467
5,035
5,051
6,596
6,812
6,455
6,687
4,890
4,879

-0,57
-0,57
-0,08
-0,06

0,06
0,05
-0,08
-0,06
-0,38
-0,38
-0,28
-0,30
-0,08
-0,08

tel.800-614614
FLE Symphonia Asia Fles.
AIT Symphonia Az. Sm.Cap It.
AAE Symphonia Azionario Euro
AAM Symphonia Azionario Usa
FLE Symphonia Fortissimo
FLE Symphonia Mult Emer Fle #
OFL Symphonia Obb. Alto Pot.
OEB Symphonia Obb. Breve Ter.
OEC Symphonia Obb. Corp.
OFL Symphonia Obb. Din. Val.
OEM Symphonia Obb. Euro
OEB Symphonia Obb. Rendita
FLE Symphonia Patrim. Attivo
OMI Symphonia Patrim. Redd.
AIT Symphonia Selez. Italia
FLE Symphonia Tematico
MAE Symphonia Tesoreria

17.06 8,971 0,07
17.06 8,334 -0,77
17.06 7,602 -0,46
17.06 11,212 -0,02
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17.06 6,432 -0,28
17.06 8,293 0,05
17.06 8,378 0,06
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17.06 8,597 -0,07
17.06 9,193 -0,44
17.06 3,913

17.06 5,220 0,02

tel.02-430241
OFL UBI Pra. Active Duration
AEU UBI Pra. Az. Europa
AEM UBI Pra. Az. Merc. Emerg.
AAE UBI Pra. Azionario Etico E
AAE UBI Pra. Azioni Euro
AIN UBI Pra. Azioni Globali
AIT UBI Pra. Azioni Italia
APA UBI Pra. Azioni Pacifico
AAM UBI Pra. Azioni Usa
BOB UBI Pra. B. Euro Ris. Cont.
FLE UBI Pra. Capital Growth P
OEB UBI Pra. Euro BT
MAE UBI Pra. Euro Cash
OEC UBI Pra. Euro Corp.
FLE UBI Pra. Euro Eq Risk Cont
OEM UBI Pra. Euro M/L Term.
BBI UBI Pra. Europe Multifund
FLE UBI Pra. Gl. Multif. 50
OEH UBI Pra. Gl.High Yld Euro H
BOB UBI Pra. Glob. Multiasset
FLE UBI Pra. Inflat. Shield P
FLE UBI Pra. Mult.Vol.Target
BOB UBI Pra. Multiasset IT
OAS UBI Pra. Obb. Dollari
OIH UBI Pra. Obb. Gl. Alto Ren.
OIC UBI Pra. Obb. Glob. Corp.
OIG UBI Pra. Obb. Globali
OFL UBI Pra. Obb. Ob. Valore
OEC UBI Pra. Obb.Eu.Corp.Etico E
BAZ UBI Pra. Port. Aggressivo
BBI UBI Pra. Port. Dinamico
BOB UBI Pra. Port. Moderato
OMI UBI Pra. Port. Prudente
FLE UBI Pra. Protez. Mkt Euro P
OFL UBI Pra. Tot Ret Pr
FLE UBI Pra. Tot. Ret. Din.
FLE UBI Pra. Tot.Ret. Moderato A
FLE UBI Pra. Tot.Ret. Moderato B

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17.06 8,371 -0,44
17.06 12,824 0,57
17.06 6,850 -0,54
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17.06 8,045 -0,11
17.06 6,861 -0,62
17.06 9,832 -0,20
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17.06 8,175

17.06 5,713 0,37
17.06 7,540 0,24
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17.06 5,304 -0,06
17.06 4,837

17.06 5,449 -0,04
17.06 5,312 -0,13
17.06 7,030 0,07
17.06 12,001 0,05
17.06 8,549 -0,04
17.06 6,809 -0,09
17.06 4,947

17.06 4,846 -0,06
17.06 7,797 -0,26
17.06 7,504 -0,16
17.06 7,204 -0,10
17.06 6,886

17.06 5,024 -0,32
17.06 11,096 0,01
17.06 4,986 0,08
17.06 4,948 0,02
17.06 5,011


tel.02-806071
OEB Zenit Mc Breve Ter Cl.I
OEB Zenit Mc Breve Ter Cl.R
FLE Zenit Mc Evoluzione Cl.I
FLE Zenit Mc Evoluzione Cl.R
AIN Zenit Mc Megatrend Cl.I
AIN Zenit Mc Megatrend Cl.R
OMI Zenit Mc Obbligaz. Cl.I
OMI Zenit Mc Obbligaz. Cl.R
FLE Zenit Mc Parsec Cl.I
FLE Zenit Mc Parsec Cl.R
AIT Zenit Mc Pianeta It Cl.I
AIT Zenit Mc Pianeta It Cl.R

17.06 8,344 0,06
17.06 8,145 0,07
17.06 6,267 -0,02
17.06 5,837 -0,02
17.06 5,357 0,19
17.06 5,138 0,20
17.06 9,657 0,11
17.06 9,348 0,11
17.06 4,884 0,12
17.06 4,695 0,13
17.06 13,722 -0,51
17.06 12,987 -0,52

Soprarno ___________________________________

Zenit _______________________________________

INDICI FIDEURAM
Indici
Generale
Fondi Azionari
Az. Italia
Az. Area Euro
Az. Europa
Az. America
Az. Pacifico
Az. Paesi Emergenti
Az. Internazionali
Az. Settoriali
Fondi Bilanciati
Bilanciati
Bil. Obbligazionari
Fondi Obbligazionari
Ob. Italia
Ob. Euro Governativi BT
Ob. Euro Governativi M/L Term
Ob. Euro Corporate Inv. Grade
Ob. Area Dollaro
Ob. Dollaro Govern. M/L Term
Ob. Internaz. Governativi
Ob. Paesi Emergenti
Ob. Altre Specializzazioni
Ob. Misti
Ob. Flessibili
Fondi Mercato Monetario
Monetario Area Euro
Flessibili
Indici Lussemburghesi

%

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M mM
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M W
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m
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m
m

Tage Cap a SGR
m
m

UBS G oba A e Mgm

a a SGR

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Un o une
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di DIRITTO ESTERO
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M

INDICI E CERTIFICATI

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V o a o mu a Lavo o

m
m

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Tenax Cap a L d

X

m

17.06
Provv.
126,95
131,95
135,64
123,15
146,85
155,67
163,85
290,30
138,37
116,59
143,48
120,81
132,97
153,49
111,70
140,89
167,53
137,88

123,60
150,17
302,60
157,08
154,37
133,08


116,80
920,63

16.06
Defin.
126,96
132,17
136,40
124,01
147,53
155,47
164,11
289,06
138,56
116,58
143,62
120,83
133,23
153,45
111,51
140,84
167,46
138,02
172,99
123,66
150,31
302,68
157,05
154,35
133,10
131,17
131,24
116,80
920,91

Var.
%
-0,01
-0,17
-0,56
-0,69
-0,46
0,13
-0,16
0,43
-0,14
0,01
-0,10
-0,02
-0,20
0,03
0,17
0,04
0,04
-0,10

-0,05
-0,09
-0,03
0,02
0,01
-0,02



-0,03

%
M m
M
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17.06 6,691 -0,03
17.06 10,850 0,12

0,15
-0,45
-0,36
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-0,51

m M

Symphon a SGR

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tel.02-777181
FLE Kairos Income
FLE Kairos Selection

7,183
7,107
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5,504

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0,09
0,09
0,09

mm

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Duemme Hedge

m

Pen P an nve SGR

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

5,234
5,296
5,216
5,861
5,911
5,865
5,372
5,423
5,371

Star Coll Multi As.Gl A #
Star Coll Multi As.Gl C m #
Star Coll Multi As.Gl E #
Star Coll Ob Inter. A #
Star Coll Ob Inter. C m #
Star Coll Ob Inter. E #
Star Coll Ob M/L Ter A #
Star Coll Ob M/L Ter C m #
Star Coll Ob M/L Ter E #

M

Ca

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Creditras Vita _________________
Unicredit
Linea Dinamica
Linea Serena
Line
X

u a on

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An ma

tel.02-72162500
AAM Investitori America
AEU Investitori Europa
APA Investitori Far East
FLE Investitori Flessibile
FLE Investitori Piazza Affari

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

FLE
FLE
FLE
OAS
OAS
OAS
OAS
OAS
OAS

M
M

m
m
m
m
m
m

X

15,994
16,595
17,347
17,762
10,878
10,846
17,927
18,071
19,887
20,549
20,803
14,742
15,193
15,460
18,946
19,605
19,668

Rea e Mu ua A

m

Nex am Pa ne

M

m
m
m
m M
m

m
m
m
m
m
m
m

M
M

17,670
15,176
15,252
17,365

Crédit Agricole Vita ___________

A p ond SGR SpA

M
M

m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m

m
m

m

Credemprevidenza ___________
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05
29.05

X
X

m
m

M

31.05 14,614
31.05 12,821
31.05 13,528

Comparto Azionario A
Comparto Azionario B
Comparto Bilanciato A
Comparto Bilanciato B
Comparto Flessibile A
Comparto Flessibile B
Comparto Obb. Gar. A X
Comparto Obb. Gar. B X

m

m

Cassa Centrale Raiffeisen ____
Raiffeisen F.P.A.
Linea Activity
Linea Dynamic
Linea Safe

M
M
M
M

m

BIM Vita _______________________
Bim Vita Bil. Globale
Bim Vita Bond
Bim Vita Equilibrio
Bim Vita Equity

Akm

X
X
















m

u a on

X
M
Aureo comparto az.
Aureo comparto bil.
Aureo comparto gar.
Aureo comparto obbl.

m

X

BAP Vita e Previdenza ________
Bap Pensione 2007
Linea Equilibrio
Linea Equilibrio A
Linea Investimento
Linea Investimento A
Linea TFR X
Linea TFR A X

Ge e e
M

Popo a e V a
X
X
X
X
X

Hd A
Comparto Crescita
Comparto Crescita Cl.C
Comparto Equilibrato
Comparto Equilibrato Cl.C
Comparto Garantito X
Comparto Obbligaz.
Comparto Obbligaz. Cl.C
Comparto Protetto
Comparto Protetto Cl.C

Ae

16.06 12,731 -0,02

Investitori _________________________________

%

M

16.06 9,987 -0,01
16.06 7,455 -0,04
16.06 13,379 -0,08
16.06 16,466 0,29
16.06 11,433 -0,12

www ilsole24ore com/indicienumeri

m

8a+ nve men

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m
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m
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MAE Interf. Euro Liquidity m
OEM Interf. Euro Short Term 1-3
OEM Interf. Euro Short Term 3-5
OAS Interf. Inflation Linked
FLE Interf. System Evolution
ODM Interfund Bond Us Plus H m
OAS Interfund Glob.Convert
FLE Interfund System 100

ETFplus - Mercato Telematico

M

Alleanza Assicurazioni _______
AlMeglio Azionario
AlMeglio Bilanciato X
AlMeglio Obbligaz. X

4,961
4,961
5,173
4,961
4,961
16,831
17,127
18,185
18,591
5,985
6,091
5,973
6,046
6,176
6,038
6,063
6,218
6,056
7,061
7,280
7,048
10,599
10,601
10,397
9,960
11,104
11,374
5,998
6,118
5,056
5,185
5,093
5,112
5,068
4,962
4,964
14,851
15,921
8,733
8,933
8,941
11,721
10,946
8,210
8,587
10,765
11,023
10,767
11,221

Anima Fix Obbl. MLT A
Anima Fix Obbl. MLT Y
Anima Fondo Trading A
Anima Fondo Trading F
Anima Forza 1 A
Anima Forza 1 B
Anima Forza 1 Y
Anima Forza 2 A
Anima Forza 2 B
Anima Forza 2 Y
Anima Forza 3 A #
Anima Forza 3 B #
Anima Forza 3 Y #
Anima Forza 4 A #
Anima Forza 4 B #
Anima Forza 4 Y #
Anima Forza 5 A #
Anima Forza 5 B #
Anima Forza 5 Y #
Anima Geo America A
Anima Geo America Y
Anima Geo Asia A #
Anima Geo Asia Y #
Anima Geo Euro Pmi A
Anima Geo Euro Pmi Y
Anima Geo Europa A
Anima Geo Europa Y
Anima Geo Globale A
Anima Geo Globale Y
Anima Geo Italia A
Anima Geo Italia Y
Anima Geo PaesiEm. A #
Anima Geo PaesiEm. Y #
Anima Iniziativa Europa A
Anima Iniziativa Europa F
Anima Iniziativa Ita PMI m
Anima Italia A
Anima Italia F
Anima Liquidita Euro A
Anima Liquidita Euro F
Anima Liquidita Euro I
Anima Obbl. Corporate A
Anima Obbl. Corporate AD
Anima Obbl. Corporate F
Anima Obbl. Emergente A
Anima Obbl. Emergente AD
Anima Obbl. Emergente F
Anima Obbl. Euro A
Anima Obbl. Euro F
Anima Obbl. High Yield A
Anima Obbl. High Yield AD
Anima Obbl. High Yield F
Anima Obiettivo Ced 2022
Anima Pacifico A
Anima Pacifico F
Anima Pianeta A
Anima Pianeta F
Anima Pr Dinamico 2022
Anima Pr Dinamico 22 II
Anima Prog Eur. 2021 Ced
Anima Prog Glob. 2022 Ced
Anima Rend.Ass.Obbligaz. A
Anima Rend.Ass.Obbligaz. Y
Anima Riserva Dollaro A
Anima Riserva Dollaro F
Anima Riserva Dollaro I
Anima Riserva Emerg. A
Anima Riserva Emerg. F
Anima Riserva Globale A
Anima Riserva Globale f
Anima Risparmio A
Anima Risparmio AD
Anima Risparmio F
Anima Russell Multi-Asset
Anima Salvadanaio A
Anima Salvadanaio F
Anima Sel. Dinamica 2020
Anima Selection
Anima Sforzesco A
Anima Sforzesco AD
Anima Sforzesco F
Anima Star Eu AltoPot A
Anima Star Eu AltoPot Y
Anima Star It AltoPot A
Anima Star It AltoPot Y
Anima Star It AltoPot YD
Anima Target Cedola 2022
Anima Trag. 2016
Anima Trag. 2016 CED.3
Anima Trag. 2017 CED.4
Anima Trag. 2017 CED.4 II
Anima Trag. 2017 CED.4 III
Anima Trag. 2017 MultiCed
Anima Trag. 2018
Anima Trag. 2018 Alto Pot.
Anima Trag. 2018 Ced. Sem.
Anima Trag. 2018 Eu. A. P.
Anima Trag. 2018 Eu. A. P. II
Anima Trag. 2018 Eu. A. P. III
Anima Trag. 2018 IT. A. P.
Anima Trag. 2018 IT. A. P. II
Anima Trag. 2018 IT. A. P. III
Anima Trag. 2018 MultiCed II
Anima Trag. 2018 Target Ced.
Anima Trag. 2019 Cre. Sost.
Anima Trag. 2019 Cre. Sost. II
Anima Trag. 2019 Flex
Anima Trag. 2019 Flex II
Anima Trag. 2019 Globale
Anima Trag. 2019 Globale II
Anima Trag. 2019 MultiAss
Anima Trag. 2019 Plus
Anima Trag. 2019 PLUS II
Anima Trag. 2021 Globale
Anima Trag. Ced. America
Anima Trag. Ced. Europa
Anima Trag. Cre. Italia
Anima Trag. Dinamico
Anima Trag. II 2016
Anima Tricolore AD
Anima Tricolore F
Anima Valore Globale A
Anima Valore Globale F
Anima Visconteo A
Anima Visconteo AD
Anima Visconteo F

www.ilsole24ore.com/fondi24

m

m
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6,160 -0,50
7,653


OEM
OEM
FLE
FLE
OAS
OAS
OAS
OAS
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OAS
BOB
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BOB
BBI
BBI
BBI
BAZ
BAZ
BAZ
AAM
AAM
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AEU
AEU
AEU
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AEM
AEU
AEU
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MAE
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OEC
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BOB
BBI
BOB
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ODB
ODB
ODB
OAS
OAS
OAS
OAS
OFL
OFL
OFL
FLE
OEB
OEB
FLE
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OMI
FLE
FLE
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FLE
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BOB
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OFL
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OMI
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OMI
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OMI
OMI
OMI
OFL
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AIN
AIN
BOB
OMI
BOB

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M
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38 Risparmio gestito

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

FONDI ASSICURATIVI UNIT LINKED
Alleanza Assicurazioni ___________
Alleata Azionaria P
Alleata Bilanciata P
Fix
Garantita Alleanza 06-16
Garantita Alleanza 06-21
Garantita Alleanza 06-26
Garantita Alleanza 06-31
Mix
Stock
Top

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

10,740
12,144
6,511
11,279
11,892
11,647
11,699
7,024
5,717
5,943

AIV Global Private 10
AIV Global Private 30
AIV Global Private 50
AIV Rainbow 10
AIV Rainbow 4
AIV Rainbow 7
AZ Azionario
AZ Best in Class
AZ Best in Class A
AZ Flex I01
AZ Obbligazionario
AZ Orizzonte 10
AZ Orizzonte 10 cl.A
AZ Orizzonte 10 cl.B
AZ Orizzonte 10 cl.C
AZ Orizzonte 20
AZ Orizzonte 20 cl.A
AZ Orizzonte 20 cl.B
AZ Orizzonte 20 cl.C
AZ Orizzonte Azionario
AZ Orizzonte Azionario cl.A
AZ Orizzonte Azionario cl.B
AZ Orizzonte Azionario cl.C
AZ Orizzonte Azionario cl.D
AZ Orizzonte Bilanciato
AZ Orizzonte Bilanciato cl.A
AZ Orizzonte Bilanciato cl.B
AZ Orizzonte Bilanciato cl.C
AZ Orizzonte Bilanciato cl.D
AZ Orizzonte Flessibile
AZ Orizzonte Flessibile cl.A
AZ Orizzonte Flessibile cl.B
AZ Orizzonte Flessibile cl.C
AZ Orizzonte Flessibile cl.D
AZ Orizzonte Monetario
AZ Orizzonte Monetario cl.A
AZ Orizzonte Monetario cl.B
AZ Orizzonte Monetario cl.C
AZ Orizzonte Obblig.B.T.
AZ Orizzonte Obblig.B.T. cl.A
AZ Rendimento Italia 2015
AZ Rendimento Italia 2018
AZ Rendimento Italia 2020
AZ Rendimento Italia 2030
AZ Selezione Reddito
AZ Squadra Vincen.M.Stanley
AZ Squadra Vincente AGI
AZ Squadra Vincente BlackR.
AZ Squadra Vincente Pictet
AZ Squadra Vincente Pimco
AZ Sviluppo
AZ Sviluppo cl.A
AZ Sviluppo cl.B
AZB Monetario
AZB Rendimento Italia 2015
AZB Rendimento Italia 2018
AZB Rendimento Italia 2020
AZB Rendimento Italia 2030
AZS Obbligaz.Protetto
Exclusive 25
Exclusive 50
Formula Attiva
Formula Attiva Cl.A
Formula Equilibrata
Formula Equilibrata Cl.A
Formula Moderata
Glob. Assic. GPA 14
Glob. Assic. GPA 15
Glob. Assic. GPA 7
Glob. Assic. GPA 8
Glob. Assic. GPA 9
Glob. Assic. GPA B Glob.
Glob. Assic. GPA b10
Glob. Assic. GPA b30
Glob. Assic. GPA b50
Glob. Assic. GPA b70
Glob. Assic. GPA b90
Glob. Assic. GPA Gz
Glob. Assic. GPA S Em.
Glob. Assic. GPA S Glob.
LA BilanciatoPiù
LA Capitale Prudente
LA GarantitoPiù
LA InternazionalePiù
LA ProtettoPiù
LA Vita Avanzato
LA Vita Bilanciato
LA Vita Cash
LA Vita Convertibile
LA Vita Focus
LA Vita Integro
LA Vita Ponderato
LA Vita Prudente
LA Vita Scudo
Linea Equilibrio
Linea Risparmio
Linea Sviluppo
Ras Obblig.Protetto
Ras Oriente
RB Vita America
RB Vita Bilanciato
RB Vita Capital - Unit 30
RB Vita Capital - Unit 60
RB Vita Capital - Unit 90
RB Vita Europa
RB Vita Forza 1
RB Vita Forza 2
RB Vita Forza 3
RB Vita Forza 4
RB Vita Forza 5
RB Vita Forza 6
RB Vita Globale
RB Vita Obbl. Protetto
RB Vita Oriente
RB Vita Settoriale

16.06
5,733
16.06
5,866
16.06
6,022
16.06
5,466
16.06
5,274
16.06
5,423
17.06
19,60
17.06
9,722
17.06
9,994
17.06
10,960
17.06
11,343
17.06
10,201
17.06
10,245
17.06
10,295
17.06
10,382
17.06
11,008
17.06
11,315
17.06
11,370
17.06
11,443
17.06
13,089
17.06
13,296
17.06
13,313
17.06
13,463
17.06
13,618
17.06
12,189
17.06
12,303
17.06
12,338
17.06
12,448
17.06
12,586
17.06
11,931
17.06
12,101
17.06
11,557
17.06
11,719
17.06
11,765
17.06
9,907
17.06
9,939
17.06
9,962
17.06
10,053
17.06
9,991
17.06
10,147
17.06
10,896
17.06
12,282
17.06
13,093
17.06
16,342
17.06
10,368
17.06
12,784
17.06
12,211
17.06
12,189
17.06
11,486
17.06
10,687
17.06
11,611
17.06
12,119
17.06
12,255
17.06
9,855
17.06
10,860
17.06
12,059
17.06
12,772
17.06
15,604
16.06
6,505
16.06 1315,701
16.06 1235,003
17.06
6,261
17.06
11,193
17.06
6,229
17.06
10,965
17.06
6,017
16.06
3,366
16.06
5,558
16.06
5,809
16.06
5,522
16.06
6,092
16.06
5,111
16.06
5,750
16.06
5,836
16.06
6,009
16.06
6,068
16.06
5,207
16.06
5,134
16.06
10,717
16.06
5,930
17.06
15,693
17.05
14,214
17.06
13,705
17.06
15,855
17.06
15,672
17.06
11,117
17.06
12,794
17.06
12,057
17.06
9,406
17.06
12,029
17.06
13,175
17.06
11,305
17.06
10,854
17.06
12,412
16.06
6,466
16.06
6,561
16.06
5,222
16.06
6,335
16.06
7,038
16.06
4,890
16.06
6,661
16.06
12,726
16.06
12,306
16.06
11,256
16.06
7,045
16.06
7,542
16.06
7,897
16.06
7,359
16.06
6,116
16.06
6,845
16.06
5,722
16.06
6,279
16.06
6,425
16.06
8,077
16.06
6,755

Allianz Strategy 15
Allianz Strategy 50
T4L Asia Pacific ex Jap Eq.
T4L Asian Equities
T4L Commodities
T4L Convertibles
T4L Em. Market Bonds
T4L Em. Market Equities
T4L Em. Market Short Term
T4L EMU Corporate Bonds
T4L EMU Gov. Bonds
T4L EUR Cash
T4L European Equities
T4L European High Yield B.
T4L Fixed Inc. Medium Term
T4L Fixed Inc. Short Term
T4L Global Equities
T4L High Yield Bonds
T4L Japanese Equities
T4L Multistrategy
T4L US Equities
T4L US High Yield Bonds
T4L Volatility

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06

149,270
171,720
10,000
10,000
10,000
10,000
9,948
10,587
10,000
9,738
10,000
9,866
10,000
10,000
9,656
9,878
10,970
10,031
10,000
10,037
10,000
10,000
10,000

Armonico
Armonico 2007
Attivo
Attivo 2007
Az. Specializzato
Azion. Globale
Azionario
Bilan. Globale
Bilanciato Euro
Dinamico
Equilibrato
Euromoneta
Monetario
Obblig. Euro
Obblig. Misto
Obbligazionario
Protetto
Protetto 2007
Sicuro
Trend
Trend Dinamico
Trend Equilibrato
Trend Plus
Trend Protetto

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

14,236
12,658
15,630
11,742
16,574
11,890
18,787
14,856
14,328
18,374
18,329
12,165
12,637
14,905
14,273
14,458
14,381
12,011
14,985
18,028
10,927
11,698
10,748
11,716

Aggr. classe Sprint
Aggressive
AV Total Return
Bal. classe Moderate
Balanced
Capital Tutor
Cons. classe Comfort
Conservative
Dyn. classe Fast
Dynamic
Flex. classe Active
Flexible
Gold Fund
MultiAzionario
MultiMonetario
Pension Control
Pension Medium
Pension Power
Percorso 18 Cl. A
Percorso 40 Cl. A
Percorso 61 Cl. A
Percorso 83 Cl. A
R.Est. classe D. Property
Real Estate
SinergiKa Azionario
SinergiKa Oro

16.06
16.06
17.06
16.06
16.06
15.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
17.06
17.06
17.06
29.05
29.05
29.05
17.06
17.06
17.06
17.06
16.06
16.06
17.06
17.06

5,090
9,699
12,214
6,761
8,126
12,037
6,926
7,316
5,245
8,665
6,353
9,035
7,508
12,585
11,423
14,232
15,402
14,403
13,379
14,029
14,091
13,639
11,277
12,051
15,665
5,853

Em. Mkt Equities
Euro Bonds
Europ. Equities
Force 25
Force 50
Force 90
Internat. Bonds
Japan Equities
Money Box
UK Equities
US Equities

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

18,787
14,038
10,397
12,308
11,190
8,833
12,579
5,261
11,481
9,314
7,852

Allianz ____________________________

Allianz Global Life Limited _______

Antonveneta Vita _________________

Arca Vita __________________________

Arca Vita International ___________

Area Life __________________________
Balance 2001
Balance 2001 - PIP
Best World
Best World - PIP
Brick & Share
Brick & Share - PIP
Bull & Bear
Bull & Bear - PIP
Bull & Bear Equity
Dynamic
European Defensive
Saving Units Note
Trend 2001
Value 2001
Value 2001 - PIP
World Bond

11.06
10.06
10.06
12.06

10,290
6,600
7,880
7,890
6,560
9,720
5,680
7,370
5,680
4,100
9,910
10,990
9,820
10,510
8,710
5,640

Aspecta Assurance Intern. _______
Multichance Allegro
Multichance Moderato
Multichance Vivace

12.06
12.06
12.06

84,370
85,100
92,800

European Equity FP

12.06

5,470

Euroquota Aggress.
Euroquota Equilibrata
Euroquota Prudente
Option Trend
Raiffplanet Aggress.
Raiffplanet Equilibr.
Raiffplanet Prudente

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

5,996
6,489
6,690
5,000
6,761
7,100
6,806

Aviva D Az. Pacifico
Aviva D Bond Mix
Aviva E Az. Am. Latina
Aviva E Az. America
Aviva E Az. Europa
Aviva E Az. Internaz.
Aviva E Az. Pac. e Giapp.
Aviva E Az.Em. EU e Med.
Aviva E Azionario Cina
Aviva E Azionario India
Aviva E Inflazione Più
Aviva E Obblig. Euro 1-3
Aviva E Obblig. Euro Corp.
Aviva E Obblig. Euro Oltre 3
Aviva E Obblig. Misto
Aviva E Obblig. US
Aviva E Strategia 20
Aviva E Strategia 30
Aviva E Strategia 40
Aviva E Strategia 50
Aviva E Strategia 70
Aviva F Inflazione Stars
Aviva Life Active 1
Aviva Life Active 2

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06

5,220
6,130
6,630
12,070
10,400
10,310
10,140
8,590
11,990
11,870
6,780
5,150
5,850
6,220
6,070
6,520
5,650
5,790
6,390
6,980
7,760
4,960
5,560
5,860

Assicurazioni Generali SpA ______
Assimoco Vita ____________________

Aviva ______________________________

Aviva Life Active 3
Aviva Life Flessibile
Aviva Obiettivo Inflaz.3/2018
Aviva Oppurtunità Az.
Aviva Pip Azionario
Aviva Pip Bilanciato
Aviva Pip Flessibile
Aviva Pip Obbligazionario
Aviva Prev. Equity Pip
Aviva Smart 08 Plus
Aviva UniAttiva 06/2017
Aviva UniAttiva 12/2017
CU A Bilanciato
CU A Bilanciato Più
CU A Cauto
CU A Dinamico
CU A Flessibile
CU A Mix
CU A Monetario
CU A Prudente
CU A Prudente Più
CU A Total
CU A1
CU A2
CU A3
CU A4
CU A6
CU Credit Alfa II
CU Credit Beta IV
CU Credit Delta VIII
CU Credit Gamma VI
CU Credit Garanzia
CU Credit Omega X
CU CRT B1
CU CRT B3
CU CRT B4
CU CRT B6
CU CRT D1
CU CRT D10
CU CRT D2
CU CRT D3
CU CRT D4
CU CRT D5
CU CRT D6
CU CRT D7
CU CRT D8
CU CRT D9
CU CRT Euro 10
CU CRT Euro 2
CU CRT Euro 5
CU CRT Euro 6
CU CRT Euro 8
CU CRT Fip 2
CU CRT Fip 5
CU CRT Fip 6
CU CRT Fip 8
CU CRT G2
CU CRT G5
CU CRT G6
CU CRT G8
CU D Az. America
CU D Az. Europa
CU D Az. Internazionale
CU D Obbligaz. Internaz.
CU D Prudente
CU D Prudente Più
CU Diamante
CU Equity Growth
CU Giada
CU Mixed Growth
CU Moderate Growth
CU New Rubino
CU New Smeraldo
CU New Zaffiro
CU Rubino
CU Smeraldo
CU Vita Balanced
CU Vita Cronos 1
CU Vita Cronos 2
CU Vita Cronos 3
CU Vita EB Dollar Bond
CU Vita EB Dutch Equity
CU Vita EB Emu Bond
CU Vita EB European Eq.
CU Vita EB I. T. Fund
CU Vita EB Japanese Eq.
CU Vita EB NorthAm. Eq.
CU Vita Eurofinancial Eq.
CU Vita Europe Click
CU Vita European Eq.
CU Vita Global Bond
CU Vita Global Equity
CU Vita Japan Click
CU Vita Liquidity Fund
CU Vita Mosso
CU Vita Prestige Equity
CU Vita Protected 70
CU Vita Protected 80
CU Vita Protected 90
CU Vita Technology Eq.
CU Vita Usa Click
CU Zaffiro
Equity Growth Plus
F. Az. America Stars
F. Az. Emergenti Stars
F. Az. Europa Stars
F. Crescita Stars
F. Obbl. Euro BT Stars
F. Obbl. Euro Stars
F. Obbl. US Stars
F. Reddito Stars
F. Strategia Stars
F.I.I. 102
F.I.I. 109
F.I.I. 110
F.I.I. 111
F.I.I. 115
F.I.I. 116
F.I.I. 117
F.I.I. 138
F.I.I. 148
F.I.I. 161
F.I.I. 162
F.I.I. 163
F.I.I. 164
F.I.I. 173
F.I.I. 195
Mixed Growth Plus
Moderate Growth Plus
RV CRT Azione
RV CRT Bilancia
RV CRT Euro Azione
RV CRT Euro Bilancia
RV CRT Euro Moneta
RV CRT Moneta

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
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16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
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16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
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16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06

5,800
5,250
5,310
7,970
4,960
5,990
5,210
6,270
6,400
5,720
5,250
5,410
6,730
6,800
5,730
6,970
5,410
6,810
5,080
6,440
6,680
5,460
6,29
5,970
7,73
8,58
10,03
8,450
9,160
10,050
10,070
7,100
10,180
6,330
7,100
7,330
7,250
6,490
6,990
5,640
7,340
6,210
6,060
10,610
6,180
6,280
6,820
5,520
6,360
6,430
6,110
5,560
6,280
7,100
7,370
7,780
7,130
7,320
7,060
6,400
6,680
5,720
5,690
6,030
6,340
6,600
6,150
6,790
6,930
6,370
5,750
6,550
6,300
5,720
17,020
19,050
7,120
7,500
7,280
7,520
7,340
4,640
8,860
5,950
2,420
4,010
5,690
5,430
31,890
8,490
6,150
7,630
29,580
5,390
7,050
8,730
5,760
5,890
6,000
3,520
30,760
14,740
6,160
7,250
5,550
6,630
6,030
5,030
5,310
5,720
5,530
5,690
8,440
6,670
5,930
6,630
9,780
9,790
9,760
8,170
7,150
7,860
7,250
9,140
9,400
6,950
5,500
6,280
5,880
8,200
8,330
5,630
7,010
7,920
7,740

AXA MPS VP 01 Germania
AXA MPS VP 02 U.K.
AXA MPS VP 03 Svizzera
AXA MPS VP 04 Sel. Ger.
AXA MPS VP 05 Stati Uniti
AXA MPS VP 06 Eurozone C.
AXA MPS VP 07 UK CH SE
AXA MPS VP 08 Nord America
AXA MPS VP 09 Am. Latina
AXA MPS VP10 P. Euro Core
AXA MPS VP11 Opp Europa
AXA MPS VP11 Salute
AXA MPS VP11 U. Europee
AXA MPS VP12 Imp Eurozona
AXA MPS VP15 Resp. Soc.
AXA MPS VP16 Progresso
AXA MPS VP17 Ob.Europa
AXA MPS VP18 Ba.Comunic.
AXA MPS VP19 Targ.Europa
AXA MPS VP20 Foc.Globale
AXA MPS VP21 Italia Spagna
AXA MPS VP22 Mix Europa
AXA MPS VP23 Small Caps Eu
AXA MPS VP24 Strat. Glob.
AXA MPS VPB90 Eu Div.
AXA MPS VPB90 Eu Oil&Gas
AXA MPS VPB90 Eu Utility
AXA MPS VPB90 Eu Utility 2
Az. Internazionale
Azionario Top Ten
Balanced 2.0
Balanced Plus A
Balanced Plus B
China Equity
Commodiities B
Commodities
Defensive 2.0
Defensive A
Defensive B
DPI - Large Caps 2019
DPI Asia 2018
DPI Emerging Mkts 2018
DPI Health Care 2019
DPI Real Asset 2018
DPI U.S. High Div. 2019
Dynamic 2.0
Dynamic A
Dynamic B
Em. Mkt Debt
Emerging Markets Eq. A
Emerging Markets Eq. B
Euro Credit
Euro Govern.Bonds A
Euro Govern.Bonds B
European Equity A
European Equity B
Global Bond
Global Real Estate
Global Real Estate B
Liquidity 2.0
Liquidity A
Liquidity B
Obbligazionario Top Ten
Pacific Equity A
Pacific Equity B
Secure 2.0
Secure A
Secure B
Secure Plus
Usa Equity A
Usa Equity B
World Bonds Opportunities

10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
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10.06
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10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
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10.06
10.06
10.06
10.06
17.06
17.06
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17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

116,560
110,450
119,360
116,410
111,750
111,690
120,930
107,100
110,720
106,360
109,980
116,260
116,770
102,800
103,610
103,160
101,930
100,230
100,780
97,810
100,110
98,510
100,300
96,020
88,740
91,800
93,570
93,530
17,324
18,245
10,767
16,072
15,720
12,428
9,497
13,038
10,452
14,277
14,069
121,870
115,070
113,170
143,100
112,360
123,600
11,031
17,411
17,875
10,428
26,844
17,269
9,929
12,385
12,287
22,889
22,163
9,839
23,384
11,423
9,924
9,843
9,641
14,186
18,005
17,269
10,117
15,300
12,180
9,931
11,333
25,065
14,987

Arianna 2003
Attivo Europa
Base 75
Base 8
Base 85
Base Progressiva
Conservativo
Coupon 8%
Dinamico
Double Engine Aggressivo
Double Engine Aggressivo B
Double Engine Difensivo
Double Engine Difensivo B
Double Engine Equilibrato
Double Engine Equilibrato B
Equilibrato
Flessibile
Opera 13
Previdenza Aggessivo
Previdenza Equilibrato
Progr. Europa
Quadrifoglio 7+7
Sereno Europa
Suite II
Target 48
Trend Globale

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
15.06
15.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

143,137
14,501
11,764
15,199
122,439
12,585
14,751
13,179
10,022
12,357
18,375
12,866
14,210
13,010
15,585
12,637
9,222
13,681
16,804
14,488
10,638
15,645
14,995
20,376
12,614
12,596

Alcyone
Atlante
AZ STYLE Blue 1
AZ STYLE Blue 2
AZ STYLE Blue 3
AZ STYLE Blue 4
AZ STYLE Blue 5
AZ STYLE Red 1
AZ STYLE Red 2
AZ STYLE Red 3
AZ STYLE Red 4
AZ STYLE Red 5
Elettra
Maia
Merope
Navigator Bal. Flex.
Navigator Equity Din.
Navigator Low Vol.
Private Selection
Quasar
Star B Equity
Star Dynam. Balanced
Star Dynam. Growth
Star Dynamic Conserv.
Star F Equity
Star J Bond
Star Money Market
Star P Bond
Star T Bond
Star T Equity

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06

5,728
5,607
5,737
5,940
6,323
6,676
6,843
5,615
5,669
6,176
6,424
6,631
5,655
7,178
5,780
5,507
5,417
5,316
5,360
5,085
6,445
5,083
4,781
5,157
7,204
5,292
5,355
5,310
5,643
6,677

E-Link Evoluz. 2005
E-Link Increm. 2005
E-Link Stabilità 2005
E-Link Sviluppo 2005

16.06
16.06
16.06
16.06

14,740
14,040
12,570
14,970

BFI Euro Target Vol 5%

11.06

105,750

Bap Azionario
Bap Conservativo
Bap Dinamico
Bap Flessibile
Bap Moderato

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

151,971
110,490
132,020
126,066
130,850

Aviva Assicurazioni Vita _________

Aviva Life _________________________

Armonia
Av. New BDM Corallo
Av. New BDM Stella Marina
Av. New BDM Tritone
Aviva BNI Balanced Trend
Aviva BNI Bond
Aviva BNI Flexi Dynamic
Aviva BNI Flexi Equity
Aviva BNI Flexi Moderate
Aviva BNI Trend
CU Azimut Accr.Int.
CU Azimut Accr.Italia
CU Azimut Conserv.
CU Azimut Equilibrato
CU BDM Conchiglia
CU BDM Corallo
CU BDM Giove
CU BDM Marte
CU BDM Mercurio
CU BDM Stella Marina
CU BDM Tritone
CU BDM Urano
CU Bond
CU BPL Azionario
CU BPL Bilanciato
CU BPL Futuro Az.
CU BPL Futuro Bil.
CU BPL Futuro Obbl.
CU BPL Gemini
CU BPL Lyra
CU BPL Obbl.
CU BPL Orion
CU BPL Pegasus
CU BPL Taurus
CU Cash
CU Equity
CU New Gemini
CU New Lyra
CU New Taurus
CU Previd. Cronos 1
CU Previd. Cronos 2
CU Previd. Cronos 3
Ouverture

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06

25,800
5,600
6,130
6,590
4,030
4,680
5,550
4,550
4,530
3,850
6,280
6,590
6,780
6,870
6,310
5,580
7,710
8,660
7,900
6,500
6,480
8,260
11,580
5,140
5,400
6,030
5,980
5,760
7,010
6,860
5,400
5,720
6,450
6,470
8,310
13,420
6,040
5,500
6,070
5,780
5,760
5,760
20,660

Aviva BPU 1
Aviva BPU 10
Aviva BPU 11
Aviva BPU 2
Aviva BPU 3
Aviva BPU 4
Aviva BPU 5
Aviva BPU 6
Aviva BPU 7
Aviva BPU 8
Aviva BPU 9
Aviva Sol. Inv. Glb M.Manager
Aviva Str.Gl.M.ManagerUbi Ed.
Aviva Strategy UBI Edition
Aviva UBI 1
Aviva UBI 2
Aviva UBI 3
Aviva UBI 4
Aviva UBI Aggressivo A
Aviva UBI Aggressivo B
Aviva UBI Dinamico A
Aviva UBI Dinamico B
Aviva UBI Moderato A
Aviva UBI Moderato B

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
19.12
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
08.05
08.05
08.05
08.05
08.05
08.05

5,870
6,190
6,040
6,470
6,730
6,760
6,000
6,110
5,800
6,200
6,280
10,000
5,590
5,880
6,220
6,320
6,570
6,640
4,960
4,950
4,940
4,940
4,890
4,890

AXA Azionazio Italia
AXA Exclusive Azionaria
AXA Exclusive Progressive
AXA Exclusive Prudente
AXA Investimento Assoluto
AXA Investimento Europa
AXA Investimento Internaz.
DM Euro Small Cap
DM Megatrend
Easy Plan Az. High Dividend
Easy Plan Obb. Dinamico
Gestiplus
Linea Dinamica
Linea Equilibrata
Linea Globale
Linea Innovazione
Linea Italia
Linea Prudenziale
Previdenza Assoluto FIP
Previdenza Euro Small Cap
Previdenza Europa FIP
Previdenza Internaz. FIP
Previdenza Megatrend

16.06
15.06
15.06
15.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
16.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06

19,931
14,560
13,456
11,501
12,147
15,248
14,602
12,066
10,874
10,469
8,343
16,842
11,887
10,542
11,906
13,096
15,327
8,554
12,174
11,780
13,835
14,889
10,666

AXA Excellence Azionaria
AXA Excellence Progressive
AXA Excellence Prudente
AXA Global Ass. b30
AXA Global Ass. b50
AXA Global Ass. b70
Life Absolute Value
Life Az. Innovazione
Life Az. Internazionale
Life Az. Nord America
Life Az. Paesi Emerg.
Life Azion. Giappone
Life Azionario Asia
Life Azionario Europa
Life Azionario Italia
Life Azionario Svizzera
Life Monetario Euro
Life Multif. Flessibile
Life Obbligaz. Europa
Life Profilo Dinamico
Life Profilo Equilibrato
Life Profilo Prudente

12.06
12.06
12.06
11.06
11.06
11.06
11.06
02.03
16.06
16.06
02.10
16.06
16.06
16.06
16.06
30.12
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06

10,042
9,983
9,347
11,865
12,293
12,966
9,290
13,038
7,796
10,640
13,415
8,486
14,369
12,053
14,458
10,000
9,665
7,934
15,290
11,180
10,546
9,228

Accumulator Best Mix
Accumulator Best Perform.
Accumulator Best Save

16.06
16.06
16.06

13,689
13,026
13,638

AXA MPS Vita _____________________

Baloise Luxembourg _____________
BAP Vita e Previdenza ___________

Azionario Gl. Flessibile
Equity America
Equity America PIP
Equity Asia
Equity Asia PIP
Equity Europa
Equity Europa PIP
Obbligazionario Gl. Flessibile
World Global Bond
World Global Bond PIP

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06

4,868
10,614
9,553
7,976
7,304
7,237
6,491
4,873
6,300
5,934

Bim Vita Allegro
Bim Vita Andante
Bim Vita Moderato
Bim Vita Plus

17.06
17.06
17.06
17.06

12,600
14,450
14,030
10,770

Azionario B
Bilanciato B
Fondo Fortune 33
Fondo Fortune 36
Fondo Fortune 7
MF 10036200
Obbligazionario B

16.06 206,981
16.06 244,584
16.06 1723,502
16.06 235,506
16.06 231,670
16.06 141,152
16.06 245,920

BIM Vita __________________________

Cardif Vita ________________________

Carige Vita Nuova ________________
Gestilink Aran. Dinamica
Gestilink Blu Moderata
Gestilink Verde Prudente
Rosa dei Venti F.Levante
Unitpiù Deciso
Unitpiù Equilibrato
Unitpiù Misurato

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06

6,178
7,231
8,096
5,965
6,228
5,770
5,295

Aviva Vita _________________________

AXA _______________________________

AXA Interlife _____________________

AXA Life Europe __________________

Alternative Strategies
Alternative Strategies 2.0
AXA MPS Balanced
AXA MPS Conservative
AXA MPS Dynamic

17.06
17.06
16.06
16.06
16.06

9,484
10,280
12,669
12,705
12,637

Carismi Bil. Prudente
Carismi Bilanciato
Carismi Conservativo
Carismi Flessibile
Carismi Vivace
Cattolica Azionario
Cattolica Bilanciato
Cattolica Obbligazionario
Duomo Unit Moderate
Formula L In seconda
Formula Life Az.
Fuoriclasse Balanced
Ges. Obbligazionario
Gestivita Azionario
Gestivita Bilanciato
Linea Azionaria Globale
Linea Flessibile
Linea Obbligaz. Globale
Nuove Rotte
Previdenza Azionario P
Previdenza Bilanciato P
Progetto Attivo Equity
Protezione Valore
R&P 1000059

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
16.06
16.06
16.06
16.06
12.06
16.06
16.06
12.06
12.06
12.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
12.06
27.03

12,730
11,212
8,582
15,498
9,052
5,727
5,742
5,715
6,109
14,009
5,861
6,285
13,711
12,661
14,765
10,628
1,677
11,719
6,930
13,509
12,153
5,492
10,000
13,620

Duet Azionario Europa
Duet Monetario
ETF Bilanciato & Prudente
ETF Conservativo
ETF Dinamico
ETF Vivace
Flex Azionario Europa
Flex Monetario
Guida Life America
Guida Life Brillante
Guida Life Commodities
Guida Life Dinamico
Guida Life Europa
Guida Life Flex Active
Guida Life Flex Defensive
Guida Life Forex
Guida Life High Yield
Guida Life Pacifico
Guida Life Paesi Emergenti
Guida Life Prudente
Guida Life Tesoreria
Guida Life Wealth
Life Bilanciato & Prudente
Life Conservativo
Life Dinamico
Life Protezione III/2018
Life Vivace
New Life Aggressivo
New Life Bilanciato
New Life Dinamico
New Life Monetario
New Life Prudente
Priv. Insurance Linea Azzurra
Protezione I/2016
Protezione I/2017
Protezione I/2018
Protezione I/2019
Protezione I/2020
Protezione I/2021
Protezione II/2016
Protezione II/2017
Protezione II/2018
Protezione II/2019
Protezione II/2020
Protezione II/2021
Protezione III/2016
Protezione III/2017
Protezione III/2019
Protezione III/2020
Protezione IV/2017
Protezione IV/2018
Protezione IV/2019
Protezione IX/2018
Protezione V/2017
Protezione V/2018
Protezione VI/2017
Protezione VI/2018
Protezione VII/2017
Protezione VII/2018
Protezione VIII/2017
Protezione VIII/2018

15.06
15.06
17.06
17.06
17.06
17.06
15.06
15.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
30.04
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

14,001
10,330
4,911
4,915
5,615
5,959
14,194
10,440
10,148
7,683
4,832
6,995
9,686
5,548
4,432
5,075
6,617
8,360
5,632
6,576
5,309
10,167
10,555
10,270
12,219
10,207
14,266
5,242
6,549
5,864
7,004
7,098
5,575
11,403
10,446
9,552
10,971
11,083
10,159
11,911
10,017
9,875
9,382
10,586
9,499
10,373
10,492
9,378
10,707
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11,117
10,640
10,826
10,406
10,084
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10,931
11,447
11,693
13,180

Cattolica Life Limited ____________

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Protezione X/2018

17.06

10,472

Cp Flex Garantito 2020
Cp Flex Garantito 2025
Cp Flex Garantito 2030
Cp Flex Garantito 2035
Cp Unico Aggressivo
Cp Unico Bilanciato
Cp Unico Prudente
Ev Strategia Int.le P

11.06
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12.06

12,042
14,679
14,594
13,717
13,952
13,368
13,345
16,190

Blue E.M.
CNP A Bilanciato
CNP A Bilanciato Più
CNP A Cauto
CNP A Dinamico
CNP A Flessibile
CNP A Monetario
CNP A Prudente
CNP A Prudente Più
CNP D Az. America
CNP D Az. Europa
CNP D Az. Internazionale
CNP D Az. Pacifico
CNP D Bond Mix
CNP D Prudente
CNP D Prudente Più
CNP E Az. America Latina
CNP E Az. Internazionale
CNP E Az.Em.Eu Mediterraneo
CNP E Az.Pacifico e Giappone
CNP E Azionario America
CNP E Azionario Cina
CNP E Azionario Europa
CNP E Azionario India
CNP E Inflazione più
CNP E Obblig. Euro 1-3
CNP E Obblig. Euro Corp.
CNP E Obblig. Euro Oltre 3
CNP E Obbligazionario Misto
CNP E Obbligazionario US
CNP E Strategia 20
CNP E Strategia 30
CNP E Strategia 40
CNP E Strategia 50
CNP E Strategia 70
CNP F Az. America Stars
CNP F Az. Emergenti Stars
CNP F Az. Europa Stars
CNP F Crescita Stars
CNP F Inflazione Stars
CNP F Obbl. Euro BT Stars
CNP F Obbl. Euro Stars
CNP F Obbl. US Stars
CNP F Reddito Stars
CNP F Strategia Stars
CNP Life Income 360
CNP Obiettivo Inflaz.03/2018
CNP Opportunità Az.
CNP Previdenza Equity
CNP Smart 08 Plus
CNP Uniattiva (scad.06/2017)
CNP Uniattiva- scad 12/2017
Equilibria 110 Bis
Green G.E.
L. Dinamica
L. Dinamica Plus
L. Protetta 01 Gennaio
L. Protetta 02 Febbraio
L. Protetta 03 Marzo
L. Protetta 04 Aprile
L. Protetta 05 Maggio
L. Protetta 06 Giugno
L. Protetta 07 Luglio
L. Protetta 08 Agosto
L. Protetta 09 Settembre
L. Protetta 10 Ottobre
L. Protetta 11 Novembre
L. Protetta 12 Dicembre
Profilo Artemide 15
Profilo Attivo
Profilo Bilanciato
Prog. Equilibria 110
Prog. Equilibria 90
Prog. Opportunity
Progetto Azionario
Progetto Medium
Progetto Obbligazion.
Progetto Smart
Progetto Sprint
Red I.E.
Risparmio Attivo
Risparmio Bilanciato
Risparmio Obbligaz.
Yellow E.B.

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15,410
6,739
6,814
5,780
7,015
5,311
4,850
6,468
6,729
7,878
5,539
6,063
5,927
6,089
6,427
6,726
4,048
8,289
4,257
7,435
10,094
8,247
8,152
7,022
5,827
5,071
5,850
6,064
5,748
6,365
5,348
5,434
5,899
6,186
6,680
7,291
5,479
6,689
5,920
4,958
4,999
5,349
5,669
5,555
5,676
5,565
5,276
8,244
6,459
5,677
5,245
5,396
12,714
10,003
7,258
5,374
5,470
5,497
5,541
5,533
5,485
5,378
5,464
5,327
5,336
5,565
5,640
5,508
11,735
7,103
9,895
12,443
10,729
11,890
14,483
12,336
13,591
11,604
11,032
13,004
6,286
8,411
11,651
14,208

Crescendo+Base
Crescita
Global View 2018
Global View 3
Global View 4
Global View 5
Risparmio
Sicurezza
Soluzione 97

15.06
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04.08
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12,577
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10,791
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10,995
12,669
10,453
14,281
10,772

Do
Fa 2006
Fa 2009
Flex EZ
Flex FT
Flex JP
Flex PT
Flex SC
La 2007
Mi
Mi 2006
MI 2009
PIP Progetto Previdenza 2025
PIP Progetto Previdenza 2030
PIP Progetto Previdenza 2035
PIP Progetto Previdenza 2040
PIP Progetto Previdenza 2045
Progetto Domani 2015
Protezione 90 Marzo 2022
Protezione Agosto 2019
Protezione Agosto 2021
Protezione Aprile 2020
Protezione Dicembre 2019
Protezione Maggio 2021
Protezione Ottobre 2021
Protezione Settembre 2020
Re
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Re 2007
RE 2009
Si 2007
Sol 2006
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10,870
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10,660
9,950
11,150
10,880
11,290
9,400
9,710
9,010
12,090
14,100

2RV B1
2RV B3
2RV B4
2RV B6
2RV D1
2RV D10
2RV D2
2RV D3
2RV D4
2RV D5
2RV D6
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2RV D8
2RV D9
2RV Dinamica
2RV Eurounit 1
2RV Eurounit 2
2RV Eurounit 3
2RV Eurounit 4
2RV Eurounit Plan 1
2RV Eurounit Plan 2
2RV Eurounit Plan 3
2RV Eurounit Plan 4
2RV Fip2
2RV Fip5
2RV Fip6
2RV Fip8
2RV Invest 1
2RV Invest 2
2RV Invest 3
2RV Invest 4
2RV Invest 5
2RV Plan 1
2RV Plan 2
2RV Plan 3
2RV Plan 4
2RV Serena
2RV Sicura
2RV Tranquilla
2RV VPP Daniela
2RV VPP Riccardo
2RV VPP Sequoia
2RV VPP Vitiano
CGV Futuroro Azione
CGV Futuroro Bilancia
CGV Futuroro Euro Azione
CGV Futuroro Euro Bilancia
CGV Futuroro Euro Moneta
CGV Futuroro Moneta
Creditras A Bilanc. Più
Creditras A Bilanciato
Creditras A Cash
Creditras A Cauto
Creditras A Dinamico
Creditras A Flessibile
Creditras A Mix
Creditras A Monetario
Creditras A Prudente
Creditras A Prudente Più
Creditras A Total
Creditras A2
Creditras China Equity
Creditras D Az. America
Creditras D Az. Europa
Creditras D Az. Intern.
Creditras D Az. Pacifico
Creditras D Bond Mix
Creditras D Obbl. Intern.
Creditras D Prudente
Creditras D Prudente Più
Creditras E Az. America
Creditras E Az. CIna
Creditras E Az. Em.EU e Med.
Creditras E Az. Giappone
Creditras E Az. India
Creditras E Az.Am.Latina
Creditras E Azion. Europa
Creditras E Azion. Internaz.
Creditras E Inflaz. Più
Creditras E Obbl. Euro 1-3
Creditras E Obbl. Euro Corp.
Creditras E Obbl. Euro Oltre 3
Creditras E Obbl. Misto
Creditras E Obbl. US
Creditras E Strategia 20
Creditras E Strategia 30
Creditras E Strategia 40
Creditras E Strategia 50
Creditras E Strategia 70
Creditras Em. Economy Eq.
Creditras Em.Europe&Med.Eq
Creditras Euro B. Enhanced
Creditras Euro B. Over 3
Creditras Euro Bond 1-3
Creditras Euro Cash
Creditras Europe Equity
Creditras Income
Creditras Income Clock
Creditras India Equity
Creditras Intern. Equity
Creditras LatinAmerica Eq
Creditras Life Active1
Creditras Life Active2
Creditras Life Active3
Creditras Life Az. America
Creditras Life Az. Europa
Creditras Life Az. Internaz.
Creditras Life Az. Pacifico
Creditras Life Bond Selec.
Creditras Life Dinamico
Creditras Life Flessibile
Creditras Life Prudente
Creditras M1
Creditras M10
Creditras M2
Creditras M3
Creditras M4
Creditras M5
Creditras M6
Creditras M7
Creditras M8
Creditras M9
Creditras North A. Equity
Creditras Opportunità Az.
Creditras Pacific Equity
Creditras Smart08 Plus
Creditras Total Return
Creditras Us Bond
CRV 2K
CRV 4K
CRV 5K
CRV 6K
CRV 8K

16.06
6,314
16.06
7,109
16.06
7,332
16.06
7,475
16.06
6,000
16.06
7,317
16.06
5,893
16.06
6,998
16.06
6,291
16.06
6,709
16.06

16.06
6,243
16.06
6,060
16.06
6,058
16.06
6,092
16.06
6,109
16.06
6,343
16.06
6,274
16.06
5,414
16.06
6,218
16.06
6,263
16.06
6,078
16.06
5,367
16.06
6,710
16.06
7,167
16.06
7,543
16.06
7,493
16.06
6,211
16.06
6,288
16.06
6,140
16.06
5,514
16.06
5,943
16.06
3,055
16.06
5,449
16.06
5,783
16.06
4,690
16.06
6,556
16.06
6,790
16.06
6,699
16.06

16.06 1256,963
16.06 1270,817
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16.06
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16.06
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16.06
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16.06
6,820
16.06
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16.06
8,116
16.06
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16.06
6,712
16.06
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16.06
5,810
16.06
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16.06
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16.06
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16.06
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16.06
5,564
16.06
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16.06
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16.06
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16.06
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16.06
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16.06
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6,082
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6,374
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6,621
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12,336
16.06
11,833
16.06
8,309
16.06
10,305
16.06
11,604
16.06
6,997
16.06
10,548
16.06
10,458
16.06
6,733
16.06
5,121
16.06
5,873
16.06
6,210
16.06
6,135
16.06
6,472
16.06
5,683
16.06
5,836
16.06
6,505
16.06
6,960
16.06
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16.06
4,567
16.06
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16.06
6,340
16.06
6,987
16.06
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16.06
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16.06
5,455
16.06
5,804
16.06
8,313
16.06
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16.06
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16.06
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16.06
5,713
16.06
5,812
16.06
6,083
16.06
7,102
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5,820
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6,038
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16.06
7,410
16.06
11,180
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16.06
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16.06
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16.06
5,718
16.06
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16.06
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16.06
7,180
16.06
7,402
16.06
6,989
16.06
6,624
16.06
5,735

Cattolica Previdenza _____________

CNP UniCredit Vita _______________

Credemvita _______________________

Crédit Agricole Vita ______________

Creditras Vita _____________________

CRV A1
CRV A3
CRV A4
CRV A6
CRV B1
CRV B3
CRV B4
CRV B6
CRV Balanced
CRV Bond
CRV D1
CRV D10
CRV D2
CRV D3
CRV D4
CRV D5
CRV D6
CRV D7
CRV D8
CRV D9
CRV Equilibrio
CRV Equity
CRV Euro 10
CRV Euro 2
CRV Euro 5
CRV Euro 6
CRV Euro 8
CRV Eurodue
CRV Eurotre
CRV F Az.America Stars
CRV F Az.Emergenti Stars
CRV F Az.Europa Stars
CRV F Crescita Stars
CRV F Inflazione Stars
CRV F Obbl.Euro BT Stars
CRV F Obbl.Euro Stars
CRV F Obbl.US Stars
CRV F Reddito Stars
CRV F Strategia Stars
CRV Fip2
CRV Fip5
CRV Fip6
CRV Fip8
CRV Five
CRV Four
CRV G2
CRV G5
CRV G6
CRV G8
CRV Income 360
CRV Large
CRV Medium
CRV Ob.Inflazione 03/2018
CRV One
CRV Previdenza Equity
CRV Sicurezza
CRV Small
CRV Sviluppo
CRV Three
CRV Two
CRV Uniattiva(scad. 06/2017)
CRV Uniattiva(scad. 12/2017)
Exclusive Beta
Exclusive Cauchi
Exclusive Cisles
Exclusive F40
Exclusive Fusine
Exclusive Futuro
Exclusive Giuliano
Exclusive Granata
Exclusive Michele
Exclusive Romano

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
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29.09
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6,255
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10,036
6,574
7,082
7,255
7,211
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6,374
6,851
8,296
5,579
5,793
6,528
6,587
6,385
5,762

5,160
7,194
5,549
6,660
5,974
4,970
5,038
5,322
5,678
5,540
5,678
7,002
7,443
7,727
7,705
7,533
8,164
5,544
7,116
7,124
6,504
5,623
4,537
6,351
5,308
7,291
6,365
6,963

8,043
8,194
8,062
5,240
5,404
1858,617
1206,613
1001,142
1001,138
1863,281
1218,994
1184,077
1219,580
1233,135
1776,097

Advam Alarico Re
AGI Capital Plus
AGI Fund Strat
AGI Strategy Plus
Agora Dynamic
Alkimis Capital
Ch F Flex Bond
Ch F Megatrend
Ch OT Equity
Ch OT New Talent
Ch OT USD
Ch Q Gold
Ch Q-Selection
Ch Q-Stone
Ch Tg Ret Bond
Chal. Formula Pimco Authy
Challenge Formula SRI
China CSOP HY Bond
Darta Ch Team Invesco
Darta Challenge OpenTeam
Darta Challenge Tesoreria
Darta ChallengeFormula100
Darta ChallengeFormula15
Darta ChallengeFormula30
Darta ChallengeFormula70
Darta Special Open Team
Darta Special Pimco
Darta Target Diamond
Darta Target Emerald
Darta Target Gold
Darta Target Platinum
Darta Target Silver
Darta Target Stone
Darta Target Titanium
Darta Team Blackrock
Darta Team Carmignac
Darta Team JPMorgan AM
Darta Team Morgan Stanley
Darta Team Pictet
Darta Team Pimco
Darta Team Schroders
Darta Team Swiss & Global
Darta Team Templeton
Darta Total Return100
Darta Total Return50
OT Em Mkts
Selezione Reddito
T Ret Bond US HY
Team Allianz Gl. Investors
Team Kairos
Team Pioneer
TR Bond EM
X Agi Eur Eq.Select
X Agi Inc&Gr.
X Agi Strat 50
X Bgf Eur Eq.Inc.
X Bgf Fix Inc. Gl.Opp.
X Bgf Glob.All.
X Carm Gl.Eq.
X Carm. Flex Bal.
X Carm. Stab.
X Inv. Eur Corp. Bond
X Inv. Ibra
X Inv. Paneur HI
X Jpm Eur Eq.Plus
X Jpm Glob.Inc.
X Jpm Inc.Opp.
X Kairos It.
X Kairos Multi Strat.
X Kairos Sel.
X MS Dap
X MS GBaR
X MS Glob. Quality
X Pict. Eur Sh.T. HY
X Pict. Mago
X Pict. Megatrend
X Pimco Div. Inc.
X Pimco Gmaf
X Pimco Tot.Ret.
X Pioneer Abs Ret. Bond
X Pioneer Strat.Inc.
X Pioneer Top Eur Pl.
X S&G Abs Ret.
X S&G L/S Eq.
X S&G Lux
X Schr. Eur Divid.Max
X Schr. Front.Mkts
X Schr. MA Inc.
X Templ. Africa
X Templ. GF Strat.
X Templ. Gl.Tr.
XT AGI Agricultural
XT AGI Big Japan
XT AGI Conv
XT AGI EM Def
XT AGI Intellectual
XT AGI Strat 15
XT Algebris Allocation
XT Algebris Fin. Cred.
XT Algebris Fin. Eq.
XT Algebris Fin. Income
XT BGF Gl Ma Inc
XT BNY EM Debt
XT BNY Gl Opp
XT BNY SmallCap Eur
XT BSF Fix Inc Str
XT Carmignac Conserv
XT Carmignac Gl Bond
XT DNCA Eurose
XT DNCA Evolutif
XT DNCA Miuri
XT Fidelity China Cons
XT Fidelity Glb Div
XT Fidelity GMAI
XT INV America
XT INV Fless
XT INV PiazzAffari
XT Invesco Gl Tgt Ret
XT Invesco PanEur Eq Inc
XT Janus Bal
XT Janus Gl Flex Inc
XT Janus Gl Life Sc
XT JPM EM Strat Bond
XT JPM Gl Bond Opp
XT Kairos Bond Plus
XT Kairos Key
XT MS Frontier EM Mkts
XT MS Gl Fixed Inc Opp
XT Pictet Em Loc Debt
XT Pictet High Div
XT Pimco Cap Sec
XT Pimco Div Inc&Build
XT Pimco Gl B
XT Pimco Income
XT Pimco Strat. Income
XT Pioneer Eur Eq Inc
XT Pioneer Multi Asset Inc
XT S&G EM Opp
XT S&G Health Innov
XT Schroder Alpha Abs
XT Schroder Italian Eq
XT Templeton Gl Inc
XT Templeton Str Inc

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
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16.06
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16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
15.06
15.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
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16.06
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16.06
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16.06
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16.06
16.06
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16.06
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16.06
16.06
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16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06

9,825
10,000
10,077
10,000
9,994
9,946
10,303
12,920
13,124
11,850
10,715
10,009
11,125
11,796
11,309
10,887
11,867
10,000
11,612
12,812
9,971
8,399
11,282
11,179
10,225
11,609
11,221
7,503
6,213
7,314
7,025
6,700
7,095
5,997
13,875
13,394
13,502
15,892
13,348
13,110
13,305
12,696
13,030
5,943
5,558
10,220
10,511
10,020
13,580
12,151
11,508
9,695
12,654
10,512
11,849
12,210
10,154
10,275
12,452
11,450
10,108
10,433
10,343
10,749
12,277
10,665
9,814
11,168
10,280
10,127
9,153
11,515
10,521
9,967
10,825
10,798
10,280
11,179
10,089
9,704
12,144
12,143
9,653
10,083
11,684
10,777
11,656
9,934
10,468
12,188
9,924
10,000
13,082
10,587
9,572
10,000
10,000
10,000
10,000
10,000
10,000
9,884
9,766
10,377
12,168
10,074
9,943
10,622
10,509
10,975
10,543
12,985
10,776
11,611
11,855
10,372
11,624
10,112
11,777
10,099
9,437
12,991
9,728
10,020
11,160
11,290
10,471
9,778
8,394
10,756
10,128
10,000
10,000
10,151
10,366
11,083
11,865
9,263
15,079
10,198
11,932
9,965
9,747

Fondo Attivo
Fondo Azionario
Fondo Bilanciato
Fondo Dinamico
Fondo Dinamico Cl. A
Fondo Prima Base
Fondo Seconda Base
Fondo Terza Base

11.06
11.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

14,74
15,19
14,01
14,307
13,543
13,98
18,23
23,51

Darta Saving Life A. ______________

Ergo Previdenza __________________

Euresa-Life _______________________
Ifis G.Dynamic Allocation
Ifis G.Selective Allocation

11.06
11.06

118,101
104,107

Life Dinamico
Life Obbligazionario

10.06
10.06

4,678
4,185

Az. Globale(Augusta)
Az.Globale(Toro,L.Italico)
Bilanciato Globale
Cash
Dynamic
Euro Blue Chips
European Equity P
Fondo Ina Valore Attivo
Fondo Valore Azione
Fondo Valute Estere
Global Bond
Global Equity
Il Meglio Azionario
Il Meglio Bilanciato
Il Meglio Obbligaz.
INA F. Blunit Forza5
INA F. Blunit Forza6
INA F. Blunit Forza7
Italian Equity
Nuovo Fondo Ina
Target 2010 - 2025
Target 2011 - 2021

17.06
17.06
17.06
12.06
12.06
12.06
12.06
16.06
16.06
16.06
12.06
12.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
12.06
16.06
12.06
12.06

12,499
15,441
15,007
6,586
3,402
7,803
5,289
4,701
14,293
1,169
8,048
7,418
5,853
6,520
6,294
11,839
13,365
12,532
10,722
9,557
7,050
6,443

Fata Vita di Genertellife __________
Generali Italia ____________________

Genertellife ______________________
Adria Equilibrio
Aptus I
Aptus II
Aptus III
BG 2011-2015
BG 2011-2016
BG 2011-2017
BG 2011-2020
BG 2011-2021
BG 2011-2022
BG 2011-2025
BG 2011-2026
BG 2011-2027
BG 2011-2030
BG 2011-2031
BG 2011-2032
BG A 2018
BG A 2023

11.06
12.06
12.06
12.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06

6,906
5,366
5,368
4,758
10,602
11,003
11,473
12,465
12,438
12,933
13,577
13,814
13,936
14,179
13,944
13,791
12,935
15,711

BG A 2028
BG A 2033
BG Azionario I
BG Azionario II
BG Bilanciato I
BG Bilanciato II
BG Dinamico
Espansione
Espansione Duemila
GT Bond 2023
GT Bond 2028
GT Bond 2033
GT Bond 2038
LVA Az. Previdenza P
LVA Din Previdenza P
LVA Din. Azionario
LVA In Azione
LVA Ob. Obbligazion.
Stg Model Portfolio
Sviluppo
Sviluppo Duemila
Tirreno Unit Equilibrio
Tirreno Unit Protezione
Tirreno Unit Sviluppo
Valore

11.06
11.06
12.06
12.06
12.06
12.06
11.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
11.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

16,254
16,117
3,120
3,509
4,724
5,620
10,489
3,854
3,699
13,025
13,729
14,547
16,243
6,922
10,783
4,817
4,900
3,685
11,340
4,940
4,588
7,258
5,743
6,954
6,535

Groupama Bilanciato I
Groupama Bilanciato N
Groupama Dinamico I
Groupama Dinamico N
Groupama Prudente I
Groupama Prudente N
ValorePiù Azionario Cl.A
ValorePiù Azionario Cl.B
ValorePiù Azionario Prev.
ValorePiù Bilanciato Cl.A
ValorePìù Bilanciato Cl.B
ValorePiù Obbligazionario

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06

71,390
13,810
72,790
12,130
71,410
18,100
13,863
15,157
10,061
14,953
13,026
12,631

ING ClearFuture Euro Sh.T
ING Global Bonds
ING Pioneer Corp. Bonds
ING Pioneer Eur. Equities
ING Pioneer Euro Bonds
ING Pioneer Glb Equities
ING Pioneer Jap. Equities
ING Pioneer US Equities

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

99,460
164,850
135,960
133,550
136,170
170,430
137,750
216,920

Groupama Assicurazioni _________

ING Life Luxembourg ____________

LV Cap, Att. Base Reddito
LV Cap. Att. Base
LV Cap. Att. Plus
LV Cap. Att. Standard
LV Cap. Att. Standard Redd.
LV Prosp. Prot.2010 Val.Corr.
LV Prosp. Prot.2010 Val.Prot.
LV Prosp. Protetta Val.Corr.
LV Prosp. Protetta Val.Prot.
LV Prospettiva Conservativa
LV Prospettiva Dinamica
LV Prospettiva Moderata
Medio Termine
Multiasset Flex 10
Mutiasset Flex 15
Obbligaz. Blue
Obbligaz. Plus
Obbligazionario
Obbligazionario Flex
ProtezAttiva 2010 val. corr.
ProtezAttiva 2010 val. prot.
ProtezAttiva set05 val.corr
ProtezAttiva set05 val.prot
ProtezAttiva val.corrente
ProtezAttiva val.protetto
SPV P.Protetta 2010 val.corr.
SPV P.Protetta 2010 val.prot.
Total Return
Unit Linea 1
Unit Linea 2
Unit Linea 3
Unit Linea 4

16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
15.06
18.06
18.06
16.06
16.06
16.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

97,173
107,799
119,900
116,534
102,182
111,941
93,186
104,328
95,928
122,449
149,048
134,934
11,163
9,692
9,682
145,781
252,078
225,939
9,711
11,552
9,640
9,958
9,617
12,308
11,744
11,534
9,576
9,418
14,272
14,867
13,855
10,295

EV Strategia 15 P
EV Strategia 30 P
EV Strategia 40 P
EV Strategia 55 P
EV Strategia 70 P

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

12,004
11,734
11,282
11,291
10,858

Azionario Internazionale
Bilanciato Euro
Conservativo
Dinamico
Equilibrato
Obbligazionario Euro
Specializzato
Valore Aggiunto

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

13,303
14,168
13,966
11,444
12,971
14,340
10,844
152,788

Global Equity
Global Equity Plus
Global Equity Previ P

15.06
15.06
15.06

17,238
14,968
13,450

Azionaria Indici
Conservativa
Dinamica Protetta
Dinamica Protetta 2
Investire Emergenti
Investire Italia
Investire Mondo
Italiana Linea Equilibrio P
Italiana Linea Futuro P
Italiana Linea Prudente P
L. Bilanciata Aggressiva
L. Bilanciata Vivace
L. Garantita
L. Obbligazionaria
L. Trasformazioni

15.06
15.06
15.06
15.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

13,719
11,537
16,867
16,30
14,425
10,087
10,137
11,571
10,021
14,928
12,888
12,249
10,548
12,786
9,999

Formula Bilanciata
Previ Bilanciato
Previ Dinamico

16.06
16.06
16.06

10,000
13,451
15,969

Adb Dyn.Asset Allocation
Alba Prof. Balanced
Alba Prof. Dynamic
Alba Prof. Prudent
Asfalia Custodia-Crescita
Bgb Flex Alpha
Bgb Multistrategy
Bgb My Fund
ELF Absolute Ret. Bond C
Marigian Fund
Neul Az. Europa
Neul Az. Giappone
Neul Az. Globale
Neul Az. Tattico-Eur.
Neul Az.Nord-America
Neul Azionario UK Growth
Neul Obblig. Europa
Neul Obblig. Globale
Neul Prof. Bilanciato
Neul Prof. Dinamico
Neul Prof. Prudente
Ser Uk Equity Growth F. A
Ser. American A
Ser. Euro Bond
Ser. Europe Tactical A
Ser. Global Balanced
Ser. Global Bond
Ser. Global Equity
Ser. Japan A
Ser. Prof.Conservative
Ser.Cash Fund

05.06
12.06
12.06
12.06
05.06
05.06
05.06
05.06
05.06
17.04
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06

1274,050
8,537
7,356
10,533
1103,070
1103,930
971,120
1223,360
1104,200
730,980
4,857
3,111
3,657
4,149
4,179
6,175
9,179
6,988
5,853
4,622
5,824
6,282
4,038
10,984
4,245
10,148
10,877
9,372
3,252
8,636
5,835

Alto Potenz. 03/2011
Bilanciato
Diapason II
Dinamico
Moderato
Obiettivo Performance
Top Brand 06/14
Val. Aprile 2013
Val. Gennaio 2013
Val. Marzo 2012
Val. Rend. 01/2011
Val. Rend. 04/2011
Val. Rend. 05/2010
Val. Rend. 05/2011
Val. Rend. 06/2010
Val. Rend. 08/2011
Val. Rend. 08/2012
Val. Rend. 12/2010
Val. Rend. Plus
Val. Rendimento

15.06
17.06
30.04
17.06
17.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06

10,680
17,737
8,173
16,909
16,834
10,050
10,990
11,080
11,010
11,670
10,270
10,360
10,290
10,230
10,590
10,630
11,050
10,300
10,640
10,320

Euro UL Bond A
Euro UL Equity A
Euro UL PP Bond A
Euro UL PP Bond B
Euro UL PP Equity A
Euro UL PP Equity B
Eurolife Perf. Plus ric.A
Eurolife Perf. Plus ric.un.B
Eurolife Perf. Plus un. A
Eurolife Perf. ric.A
Eurolife Perf. un.A
Eurolife Perf. un.ric.B
MultiManager UL A un.A
MultiManager UL E un.A
Myr Capital Increase

28.05
28.05
28.05
28.05
28.05
28.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
27.05
16.06

5,680
6,980
1,710
6,940
2,100
8,530
1,970
7,080
5,900
1,561
4,672
5,609
9,542
8,090
13,728

Direz. Futuro Prima
Direz. Futuro Seconda
Direz. Futuro Terza
FLP Bond Plus Serie II A
FLP Bond Plus Serie II B
FLP Dynamic serie II A
FLP Dynamic serie II B
Linea Alpha Accumulo
Linea Lybra Ob.2025
Linea Maxima Ob.2025
Lombarda Vita 450097
LV Aggressivo Cl. A
LV Aggressivo Cl. B
LV Dinamico Cl. A
LV Dinamico Cl. B
LV Moderato Cl. A
LV Moderato Cl. B
LV Strategy Ubi Edition
MultiBalanced A
MultiBalanced B
MultiBond
MultiFlex A
MultiFlex B
Previnext Balanced P
Previnext Dynamic P
S.I. Globale Multimanager
Terza 2002 A
Terza 2002 B
Unit Private 450.103

12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
05.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
05.04
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
12.06
29.05

12,330
6,415
8,555
12,345
12,617
11,673
12,073
9,794
11,714
8,855
10,757
10,000
9,687
9,839
9,830
9,939
9,890
11,733
14,605
15,066
10,683
15,030
15,453
13,219
14,549
10,336
11,464
11,900
10,856

Alternative Fund 1
Alternative Fund 2
Alternative Fund 3
Mediolanum Più 2012 Fund
Mediolanum Più 2012 P Fund
Mediolanum Più 2012/1 Fund
Mediolanum Più 2013 P Fund
Premium Plan I
Premium Plan II
Premium Plan III
Premium Plan IV
Synergy 3Years 2011/11 Fund
Synergy 3Years 2012 Fund
Synergy 4Years 2011 Fund
Synergy 4Years 2011/1 Fund
Synergy 4Years 2011/10 Fund
Synergy 4Years 2011/2 Fund
Synergy 4Years 2011/3 Fund
Synergy 4Years 2011/4 Fund
Synergy 4Years 2011/5 Fund
Synergy 4Years 2011/6 Fund
Synergy 4Years 2011/7 Fund
Synergy 4Years 2011/8 Fund
Synergy 4Years 2011/9 Fund
Synergy 4Years 2013 Fund
Synergy Double 2010 Fund
Synergy Double 2010/1 Fund
Synergy Double 2010/2 Fund
Synergy Double 2010/3 Fund
Synergy Lock-In 2012 Fund
Synergy Lock-In 2012/1 Fund
Synergy Memory 2010 Fund
Synergy Memory 2010/1 Fund
Synergy Power 2009 Fund
Trio Fund 1
Trio Fund 2
Trio Fund 3

15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
15.06
30.03
18.06
18.06
18.06
18.06
05.02
07.05
21.05
21.05
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
08.06
15.06
15.06
15.06

5,609
5,982
6,277
5,424
5,254
5,362
5,433
8,176
7,650
7,225
6,631
5,392
5,391
5,092
5,102
5,334
5,127
5,176
5,217
5,252
5,383
5,745
6,054
6,074
5,524
5,497
5,733
5,905
5,640
5,779
6,105
5,375
5,438
6,302
4,592
4,157
2,870

Az. Dinamismo
Az. Dinamismo bis
Az. Fedeltà (m)
Az. Intraprendenza
Az. Intraprendenza bis
Az. Protezione
Balanced
Balanced bis
Country
Country bis
Dynamic
Dynamic bis
E.Bond B.Term. *
E.Bond Opport. *
E.Bond Sviluppo *
E.Equity Opport. *
E.Equity Protez. *
E.Equity Sviluppo *
Moderate
Moderate bis
Obb. Breve Termine bis
Obb. Crescita
Obb. Crescita bis

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

5,327
6,062
3,931
4,854
5,922
6,343
6,322
6,319
5,418
6,321
5,931
6,446
6,940
7,739
7,190
6,589
7,239
7,139
6,135
6,157
5,611
7,534
5,

Intesa Sanpaolo Vita L.Fideuram

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

9,722
9,919
9,538
1,106
1,183
1,101
2,365
2,010
1,055
1,553
1,085
10,597
10,684
0,676
0,989
1,064
1,155
0,866
1,177
0,962
1,363
1,067
9,322
9,988
10,412
11,188
10,883
1,491
1,457
1,217
14,508
12,992
12,716
10,819
12,170
11,718
9,510
12,076
14,192
13,081
18,497
12,756
9,458
10,300
9,562
11,517
1,589
1,440
1,334
0,989
1,279
1,096
2,330
0,962
1,012
0,978
1,030
10,562
10,155
10,175
1,139
1,433
1,410
11,377
11,651
11,833
12,840
1,126
1,103
1,293
1,267
1,385
1,413
1,199
1,199
1,180
0,837
1,160
1,031
1,722
1,279
0,994
1,137
1,153
0,825
1,233
0,612
1,411
1,582
1,164
1,153
1,644
2,004
1,799
1,543
1,675
0,662
0,744
1,259
2,455
1,696
1,808
10,788
10,800
11,021
10,586
10,927
11,109
10,722
11,123
11,348
10,903
12,335
10,711
10,652
1,375
1,495
1,537
1,545
1,454
10,491
1,147
1,329
11,639
1,026
1,044
10,973
18,180
13,732
13,867
15,336
13,365
11,904
10,383
10,222
12,130
15,108
13,261
1,261
1,441
1,290
1,845

Accumulazione
Anni 40
Anni 50
Anni 60
Anni 70
Anni 80
Azionario
Azionario Blue
Azionario Flex
Azionario Green
Azionario Plus
Bilanciato
Bilanciato Plus
Crescita
Dinamica
Eurounit Azionario
Eurounit Dinamico
Eurounit Equilibrato
Eurounit Prudente
Fondo Antonietta
Fondo BIA11
Fondo Brunello
Fondo Ponti
Fondo Tito
Fourten Fund
GpA Accordo
GpA Accordo 2
GpA Acuto
GpA Acuto 2
GpA Armonia
GpA Armonia 2
GpA Motivo
GpA Motivo 2
GpA Private Bond
GpA Private Global Guar.
GpA Private Global High
GpA Private Global Low
GpA Private Global Medium
Intesa Vita Az Cina
Intesa Vita AzAmerGrowth
Intesa Vita AzAmerValue
Intesa Vita AzEuropa Gr.
Intesa Vita AzEuropa Value
Intesa Vita Monet Dollaro
Intesa Vita Monet Euro
Intesa Vita Obblig Euro
ISV CapAttivoBase
ISV CapAttivoBaseReddito
ISV CapAttivoPlus
ISV CapAttivoStandard
ISV CapAttivoStandardRedd.
ISV Prosp. Az. America
ISV Prosp. Az. Europa
ISV Prosp. Az. Giappone
ISV Prosp. Az. Internazionale
ISV Prosp. Az. Italia
ISV Prosp. Az. Pacif. ex Giapp.
ISV Prosp. Az. PaesiEmergenti
ISV Prosp. Dinamica
ISV Prosp. Mon. Euro
ISV Prosp. Obblig. Corporate
ISV Prosp. Obblig. Dollaro
ISV Prosp. Obblig. Euro
ISV Prosp. Protetta val.corr.
ISV Prosp. Protetta val.prot.
ISV Prosp.Conservat.Reddito
ISV Prosp.Conservativa
ISV Prosp.Moderata
ISV Prosp.ModerataReddito
IV Prosp. Protetta2010 v.corr.
IV Prosp. Protetta2010 v.prot.
Lungo Termine

12.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
18.06
16.06
16.06
16.06
16.06
12.06
12.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
10.06
23.04
23.04
23.04
23.04
23.04
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
15.06

6,683
146,339
170,275
160,260
180,623
153,399
170,242
86,922
9,794
88,809
210,055
206,861
242,673
7,031
6,323
4,902
6,461
6,559
7,009
122,149
119,873
127,072
118,773
129,425
127,159
749,610
711,410
649,310
539,620
712,390
621,250
752,260
696,870
843,140
730,740
578,700
838,400
750,430
37,621
19,006
20,794
20,218
17,348
10,705
10,682
14,144
10,841
9,796
12,172
11,709
10,331
17,706
13,612
13,121
14,737
9,181
13,131
11,751
14,133
10,002
12,754
14,715
12,887
10,338
9,494
10,600
12,206
13,142
11,088
11,493
9,547
12,602

An onvene a V a

M

M
M

M

Av va

m





Av va L e
m

M

W
W
W

Po e V a
m
M

Rea e Mu ua A
m

m
m
m

M
M
M
M
M
M

u a on





m

m

m

P
P

M

M
M

Intesa Sanpaolo Vita L.Sanpaolo

P

M

M
M

m

P

AXA MPS V a

P

M
M
M
M
M

S P n e na ona
M
M

M
M

M

m
m
m




M

Ca ge V a Nuova
M

M













C éd Ag

m

m

m
m

m

P
P

M






















m
m
m
m
m
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Alpha Mix7-Classe Deluxe
Alpha Mix7-Classe Exclusive
Alpha Mix7-Superior
Az. America
Az. America MM
Az. America SPIF
Az. Econ. Em. MM
Az. Econ. Em. SPIF
Az. Euro
Az. Europa MM
Az. Europa SPIF
Az. Flessibile
Az. Flessibile 7 anni
Az. Giappone
Az. Internazionale
Az. Italia
Az. Italia MM
Az. Italia SPIF
Az. Pacifico MM
Az. Pacifico SPIF
Az. Settoriale MM
Az. Settoriale SPIF
Base Target 04/2022
Base Target High Divid.
Cap. Attivo Base 2
Cap. Attivo Plus 2
Cap. Attivo Standard 2
Dinamico
Dinamico MM
Dinamico SPIF
EL Base 24
EL Base Piu'
EL Base Piu' Bonus
EL Capitale Attivo Base
EL Capitale Attivo Plus
EL Capitale Attivo Standard
EL Prosp. Az. Italia
EL Prosp. Conservativa
EL Prosp. Dinamica
EL Prosp. Moderata
EL Prosp. Ob. High Yield
EL Prosp. Obblig. Corpor.
EL Prosp. Prot. Val. Prot.
EL Prosp. Protetta
EL Prosp. Prot.V.Prot.2010
EL Prosp. Protetto 2010
Equilibrato
Equilibrato MM
Equilibrato SPIF
Extra
Extra MM
Extra SPIF
Far East
Forziere Dinamico
Forziere Equibrato
Forziere Prudente
Forziere Quota 90
Inv. con Me Att.Forte
Inv. con Me iFlex
Inv. con Me Obbl.Fless.
Invest Dinamico
Invest Equilibrato
Invest Prudente
Invest. Private 0-15
Invest. Private 0-30
Invest. Private 0-40
Invest. Private 20-60
ISPL Power
ISPL Power 2
Linea Conservativa
Linea Dinamica
Linea Equilibrata
Linea Moderata
Linea Molto Dinamica
Liquidita SPIF
Monet.
Monet. America SPIF
Monet. Euro SPIF
Multinvest Az. America
Multinvest Az. Econ. Em.
Multinvest Az. Europa
Multinvest Az. Italia
Multinvest Az. Pacifico
Multinvest Az. Settoriale
Multinvest Obb. America
Multinvest Obb. Euro
Multinvest Obb. Giappone
Multinvest Obb. Merc. Em.
Obb. America
Obb. America MM
Obb. America SPIF
Obb. Corpor. MM
Obb. Corpor. SPIF
Obb. Euro
Obb. Euro MM
Obb. Euro SPIF
Obb. Giappone MM
Obb. Giappone SPIF
Obb. Internazionale
Obb. M. Emerg.
Obb. Merc. Em. MM
Obb. Merc. Em. SPIF
Obb. Mercati Emergenti
Optima 12 - Classe Deluxe
Optima 12 - Classe Exclusive
Optima 12 - Superior
Optima 5 - Classe Deluxe
Optima 5 - Classe Exclusive
Optima 5 - Classe Superior
Optima 8 - Classe Deluxe
Optima 8 - Classe Exclusive
Optima 8 - Superior
Private Style Equity
Private Style Flexible
Private Style Income
Profilo 15
Profilo 30
Profilo 50
Profilo 70
Profilo 90
Profilo Base
Profilo Monetario
Profilo Obbligazionario
Profilo Plus
Profilo Protetto10-01/2017
Profilo Protetto10-09/2016
Profilo Standard
Prosp. Az. America
Prosp. Az. Europa
Prosp. Az. Giappone
Prosp. Az. Globale
Prosp. Az. Pac.exGiap
Prosp. Az. Paesi Emer.
Prosp. Monetario Euro
Prosp. Obbl. Corp. Cl.A
Prosp. Obbl. H.Y. Cl.A
Prosp. Obblig. Dollaro
Prosp. Obbligaz. Euro
Protetto
Prudente
Prudente SPIF
Small Caps

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Risparmio gestito 39

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

FONDI COMUNI E SICAV ESTERI
ARMONIZZATI UE
Cat. Fondo

Data

www.animasgr.it Tel. 800.388.876
Anima Funds
FLE Am.Lat.Ced.Plus2017Silver 15.06
FLE An. Ced.BRIC2018 Silver
15.06
FLE Anima Att.Ced.Plus2018 I 15.06
OEC Anima ShortT.Corp. Bd I(7) 17.06
17.06
APA Asia Pacific Eq. I(7)
APA Asia Pacific Eq. Prest.
17.06
APA Asia Pacific Eq. Silver
17.06
OAS Bd 2015 Multic. Din. Silver 17.06
MAE Bd 2015 Multic. Silver
17.06
OAS Bd 2016 Multic. 2 Silver
17.06
OAS Bd 2016 Multic. Silver
17.06
OAS Bd 2017 Crescita Imprese 17.06
ODMBond Dollar I(7)
17.06
ODMBond Dollar Prest.
17.06
ODMBond Dollar Silver
17.06
FLE Ced.P.Scandin.2017Silver 15.06
FLE Cedola Italia 2017 Silver
15.06
--- Credit Opportunities I(7)
17.06
FLE Crescita Europa Silver
17.06
17.06
AEM Emerging Mkts Eq. I(7)
AEM Emerging Mkts Eq.Prest.
17.06
AEM Emerging Mkts Eq.Silver
17.06
FLE Euro Equity I
17.06
--- Euro Government Bomd I(7) 17.06
17.06
AEU Europe Eq. I(7)
AEU Europe Eq. Prestige
17.06
AEU Europe Eq. Silver
17.06
FLE Flex 50 I(7)
12.06
OIG Global Bond I(7)
17.06
OIG Global Bond Prest.
17.06
OIG Global Bond Silver
17.06
OAS Global Currencies I(7)
17.06
OAS Global Currencies Prest.
17.06
AIN Global Equity I(7)
17.06
AIN Global Equity Prest.
17.06
AIN Global Equity Silver
17.06
FLE High Potential Europe A
17.06
--- HybridBondFD I
17.06
OEB Life Short Term Silver
17.06
MAE Liquidity A
17.06
MAE Liquidity I(7)
17.06
MAE Liquidity Prestige
17.06
MAE Liquidity Silver
17.06
OEM Medium Term Bd I(7)
17.06
OEM Medium Term Bd Prest.
17.06
OEM Medium Term Bd Silver
17.06
FLE Pro 100 Cedola BRIC/2
17.06
FLE Pro 100 En. Pulita Silver
17.06
FLE Protetto 100 Az.Gl. Silver
16.06
FLE Protetto 100 BRIC Silver
17.06
FLE Secure World Eq.2Silver
29.07
OEB Short Term Bd I(7)
17.06
OEB Short Term Bd Prest.
17.06
OEB Short Term Bd Silver
17.06
--- SmartVolatilityEurope I
17.06
--- SmartVolatilityGlobal I
17.06
--- SmartVolatilityItaly I
17.06
--- St High Pot Glob Classic A
17.06
--- St High Pot Glob Silver
17.06
--- St High Pot Ita Silver
17.06
--- St High Pot Ita Classic A
17.06
--- St High Pot Ita Prestige
17.06
--- Star Bond Classic A
17.06
OFL Star Bond I
17.06
OFL Star Bond Prestige
17.06
OFL Star Bond Silver
17.06
--- Star High Poten Eur.cl B
17.06
--- Star High Potent. Glb I(7)
17.06
--- Star High Potent. Italy I(7) 17.06
AEU Star High Potent.Eur.I(7)
17.06
AEU Star High Potent.Eur.Prest. 17.06
AEU Star High Potent.Eur.Silver 17.06
--- Star High Potential Cl B
17.06
FLE Star Mkt Neutral Eur.I(7)
17.06
FLE Star Mkt Neutral Eur.Prest. 17.06
FLE Star Mkt Neutral Eur.Silver 17.06
--- Tesoreria Imp. Prestige
12.06
OFL Traguardo III 2016
17.06
OFL Traguardo2017Gl.Bd Silver 17.06
17.06
AAM U.S. Equity I(7)
AAM U.S. Equity Prest.
17.06
AAM U.S. Equity Silver
17.06
--- Var Rate Bond I
17.06

Gruppo Azimut
Cl. AZ Fund (ACC)
FLE Active Selection
17.06
FLE Active Strategy
17.06
OIG Aggregate Bond Euro
17.06
OIH Alpha Manager Credit
17.06
FLE Alpha Manager Equity
17.06
FLE Alpha Manager Thematic
17.06
FLE American Trend
17.06
FLE Asia Absolute
17.06
BOB Asset Plus
17.06
BBI Asset Power
17.06
BBI Asset Timing
17.06
FLE Bd Target 2018 Eq. Opt.
17.06
OFL Bd Target Giugno 2016
17.06
OFL Bd Target Settembre 2016 17.06
OFL Best Bond
17.06
OFL Best Cedola
17.06
FLE Best Equity
17.06
OFL Bond Target 2015
17.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 17.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 17.06
OFL Bond Target Dic.2016
17.06
FLE Carry Strategies
17.06
MAE Cash 12 mesi
17.06
MAE Cash Overnight
17.06
FLE Cat Bond Fund
12.06
OMI Cgm Opport. Corp. Bond
17.06
FLE Cgm Opport. European
17.06
FLE Cgm Opport. Global
17.06
OMI Cgm Opport. Gov. Bond
17.06
OMI Cgm Opportunistic Corporate Bond
FLE Cgm Opportunistic European
FLE Cgm Opportunistic Global
FLE Cgm Opportunistic Government Bond
BOB Conservative
17.06
AEU Core Brands
17.06
FLE Corporate Premium
17.06
FLE Dividend Premium
17.06
AEM Em. Market Asia
17.06
AEU Em. Market Europe
17.06
AEM Em. Market Latin America
17.06
BBI European Dynamic
17.06
FLE European Trend
17.06
FLE Formula 1 - Absolute
17.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 - Conservative
17.06
FLE Formula Com. Trading
17.06
FLE Formula Macro Dyn.Trading 17.06
FLE Formula Target 2015
17.06
AIN Gl. Growth Sel.
17.06
OFL Global Currencies&Rates
17.06
FLE Global Macro
17.06
OPE Global Sukuk
17.06
OAS Hybrid Bonds
17.06
OEM Income
17.06
FLE Institutional Target
17.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 17.06
FLE Italian Trend
17.06
AEM Lira Plus
17.06
AIN Long Term Value
17.06
FLE Macro Volatility
17.06
FLE Market Neutral
17.06
AEU Opportunities
17.06
FLE Pacific Trend
17.06
OEM Patriot
17.06
FLE QBond
17.06
FLE QInternational
17.06
FLE QProtection
17.06
FLE QTrend
17.06
OAS Real Plus
17.06
OAS Renminbi Opp. Hedge
17.06
OAS Renminbi Opp.Fix.Inc.Hdg 17.06
OAS Renminbi Opp.NoHdg
17.06
OAS RenminbiOp.Fix.Inc.NoHdg 17.06
MAE Reserve Short Term Euro
17.06
OIH Short Term Glb High Yield 17.06
OBI Solidity
17.06
FLE Strategic Trend
17.06
BOB Top Rating
17.06
FLE Trend
17.06
OIG US Income
17.06
Cl. AZ Fund (DIS)
FLE Active Selection
17.06
OFL Bd Target Giugno 2016
17.06
OFL Bd Target Settembre 2016 17.06
OFL Best Cedola
17.06
OFL Bond Target 2015
17.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 17.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 17.06
FLE Bond Target 2018 Eq. Opt. 17.06
OFL Bond Target Dic.2016
17.06
FLE Carry Strategies
17.06
FLE Cat Bond Fund
12.06
AEU Core Brands
17.06
FLE Corporate Premium
17.06
FLE Dividend Premium
17.06
BBI European Dynamic
17.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 Absolute
17.06
FLE Formula Target 2015
17.06
OFL Global Currencies&Rates
17.06
OPE Global Sukuk
17.06
OAS Hybrid Bonds
17.06
OEM Income
17.06
FLE Institutional Target
17.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 17.06
FLE Italian Trend
17.06
AEM Lira Plus
17.06
OEM Patriot
17.06
OAS Real Plus
17.06
OIH Short Term Glb High Yield 17.06
OBI Solidity
17.06
BOB Top Rating
17.06
Cl.D AZ Fund (DIS)
FLE Bond Target 2018 Eq.Opt. 17.06
Cl. Azimut (ACC)
FLE Active Selection
17.06
FLE Active Strategy
17.06
OIG Aggregate Bond Euro
17.06
OIH Alpha Manager Credit
17.06
FLE Alpha Manager Equity
17.06
FLE Alpha Manager Thematic
17.06
FLE American Trend
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FLE Asia Absolute
17.06
BOB Asset Plus
17.06
BBI Asset Power
17.06
BBI Asset Timing
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OFL Bd Target Giugno 2016
17.06
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OFL Best Bond
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OFL Best Cedola
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FLE Best Equity
17.06
OFL Bond Target 2015
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FLE Carry Strategies
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MAE Cash 12 mesi
17.06
MAE Cash Overnight
17.06
FLE Cat Bond Fund
12.06
BOB Conservative
17.06
AEU Core Brands
17.06
FLE Corporate Premium
17.06
FLE Dividend Premium
17.06
AEU Em. Market Europe
17.06
AEM Em. Market Latin America
17.06
AEM Emerging Market Asia
17.06
BBI European Dynamic
17.06
FLE European Trend
17.06
FLE Formula 1 - Absolute
17.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 - Conservative
17.06
FLE Formula Com. Trading
17.06
FLE Formula Macro Dyn.Trading 17.06
FLE Formula Target 2015
17.06
AIN Gl. Growth Sel.
17.06
OFL Global Currencies&Rates
17.06
FLE Global Macro
17.06
OPE Global Sukuk
17.06
OAS Hybrid Bond
17.06
OEM Income
17.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 17.06
FLE Italian Trend
17.06
AEM Lira Plus
17.06
AIN Long Term Value
17.06
FLE Macro Volatility
17.06
FLE Market Neutral
17.06
AEU Opportunities
17.06
FLE Pacific Trend
17.06
OEM Patriot
17.06
FLE QBond
17.06
FLE QInternational
17.06
FLE QProtection
17.06
FLE QTrend
17.06
OAS Real Plus
17.06
OAS Renimnbi Opp. Hedge
17.06
OAS Renminbi Opp.Fix.Inc.Hdg 17.06

Nav
Risc.

5,110
5,289
107,490
5,594
12,259
14,155
8,809
5,170
5,247
5,213
5,421
5,630
6,946
6,880
6,996
5,802
5,7381
4,878
6,028
5,795
5,688
5,523
7,547
4,861
11,745
8,815
7,674
5,330
6,292
7,249
6,302
4,813
4,728
10,630
7,677
8,508
5,979
4,857
4,948
6,473
5,727
5,106
5,532
6,809
8,996
6,711
5,118
5,091
5,124
5,096
6,236
5,664
6,254
5,757
5,151
5,009
5,083
5,286
5,345
5,218
5,176
5,314
5,116
5,495
5,530
5,480
4,963
5,390
5,286
7,456
8,477
6,178
4,987
5,465
5,316
5,253
5,248
5,425
5,56
13,294
10,404
8,054
5,114

Cl. A
5,817
5,218
6,918
5,390
5,945
4,235
4,161
4,791
5,731
5,870
4,959
4,907
5,710
5,941
5,442
5,521
5,678
6,029
5,672
5,364
5,682
5,080
5,416
5,304
5,309
6,223
7,441
7,365
5,699




6,797
6,150
5,742
6,404
8,386
3,000
4,581
5,621
3,828
6,204
5,634
5,322
3,251
6,577
6,333
7,385
4,584
4,903
6,036
5,374
6,359
5,962
4,797
4,130
4,687
8,810
4,667
4,754
5,957
5,158
7,233
5,428
5,368
5,368
5,531
4,654
5,316
5,427
6,033
6,185
6,305
5,172
6,326
6,572
5,303
7,487
6,418
Cl. A
5,813
5,083
5,396
4,846
5,331
5,201
5,150
4,853
5,238
5,056
5,235
6,061
5,299
5,424
5,516
5,526
6,068
5,611
4,170
5,711
5,076
5,740
5,799
4,344
4,093
4,241
6,307
4,654
4,933
5,690
5,255
Cl. D
5,117
Cl. A
5,816
5,218
6,918
5,390
5,945
4,235
4,161
4,791
5,731
5,870
4,959
5,710
5,942
5,442
5,521
5,678
6,029
5,672
5,364
4,907
5,682
5,079
5,416
5,304
5,308
6,797
6,150
5,742
6,404
3,000
4,580
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5,621
3,827
6,205
5,634
5,322
3,251
6,577
6,333
7,385
4,584
4,903
6,036
5,374
6,359
4,797
4,130
4,687
8,809
4,666
4,754
5,957
5,158
7,233
5,428
5,368
5,368
5,531
4,654
5,316
5,424

Emis.





















































































Cl. B
5,817
5,218
6,918
5,390
5,945
4,235
4,161
4,791
5,731
5,870
4,959
4,907
5,710
5,941
5,442
5,521
5,678
6,029
5,672
5,364
5,683
5,080
5,416
5,304
5,308
6,223
6,548
6,501
5,658




6,797
6,150
5,743
6,404
8,385
3,000
4,581
5,621
3,827
6,205
5,634
5,322
3,251
6,577
6,333
7,385
4,584
4,903
6,035
5,374
6,360

4,797
4,130
4,687
8,810
4,667
4,754
5,957
5,158
7,233
5,428
5,368
5,368
5,531
4,654
5,316
5,424
6,033
6,185
6,305
5,171
6,326
6,572
5,303
7,486
6,418
Cl. B
5,813
5,083
5,396
4,846
5,331
5,201
5,150
4,853
5,238
5,056
5,235
6,061
5,300
5,424
5,516
5,526
6,069
5,611
4,170
5,711
5,076
5,740

4,344
4,093
4,241
6,307
4,654
4,933
5,690
5,255

Cl. B
5,817
5,219
6,917
5,390
5,945
4,235
4,161
4,791
5,731
5,870
4,959
5,710
5,941
5,442
5,521
5,678
6,029
5,672
5,364
4,907
5,683
5,080
5,416
5,304
5,308
6,797
6,150
5,743
6,404
2,999
4,581
8,385
5,621
3,827
6,205
5,634
5,322
3,251
6,578
6,333
7,385
4,584
4,903
6,035
5,374
6,359
4,797
4,129
4,687
8,809
4,667
4,754
5,957
5,158
7,233
5,428
5,368
5,368
5,531
4,654
5,316
5,424

OAS Renminbi Opp.NoHdg
17.06
OAS RenminbiOp.Fix.Inc.NoHdg 17.06
MAE Reserve Short Term Euro
17.06
OIH Short Term Glb High Yield 17.06
OMI Solidity
17.06
FLE Strategic Trend
17.06
BOB Top Rating
17.06
FLE Trend
17.06
OIG US Income
17.06
Cl. Azimut (DIS)
FLE Active Selection
17.06
OFL Bd Target Giugno 2016
17.06
OFL Bd Target Settembre 2016 17.06
OFL Best Cedola
17.06
OFL Bond Target 2015
17.06
FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 17.06
FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 17.06
FLE Bond Target 2018 Eq. Opt. 17.06
OFL Bond Target Dic.2016
17.06
FLE Carry Strategies
17.06
FLE Cat Bond Fund
12.06
AEU Core Brands
17.06
FLE Corporate Premium
17.06
FLE Dividend Premium
17.06
BBI European Dynamic
17.06
FLE Formula 1 - Alpha Plus
29.05
FLE Formula 1 Absolute
17.06
FLE Formula Target 2015
17.06
OFL Global Currencies&Rates
17.06
OPE Global Sukuk
17.06
OAS Hybrid Bonds
17.06
OEM Income
17.06
OFL Int. Bd Target Giugno 2016 17.06
FLE Italian Trend
17.06
AEM Lira Plus
17.06
OEM Patriot
17.06
OAS Real Plus
17.06
OIH Short Term Glb High Yield 17.06
OBI Solidity
17.06
BOB Top Rating
17.06
Az Multi Asset
OEM BTPortfolio
17.06
OEM BTPortfolio dis
17.06
OAS CGM Valor Bd Strateg.F.(7) 17.06
BBI CGM Valor Flex. Strat.F.(7) 17.06
FLE Flex
17.06
FLE G.T.A.A.
17.06
OAS Renminbi Opportunities
17.06
FLE World Trading(7)
17.06
Az Multi Asset
FLE Sust. Abs. Return A Euro
17.06
FLE Sust. Abs. Return A Euro Ret 17.06
FLE Sust. Abs. Return A Euro Ret Dis 17.06
FLE World Trading
17.06

6,033
6,185
6,305
5,172
6,326
6,572
5,303
7,487
6,418
Cl. A
5,813
5,083
5,396
4,846
5,331
5,201
5,150
4,853
5,238
5,056
5,235
6,061
5,300
5,424
5,516
5,526
6,069
5,611
4,170
5,711
5,076
5,740
4,34
4,093
4,241
6,307
4,654
4,933
5,690
5,255
Cl. A
5,470
5,062
5,047
5,102
5,030
5,267
5,507
5,661
Cl. A Ret
5,580
5,583
5,483
5,592

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/fondi24
6,033
6,185
6,305
5,172
6,326
6,572
5,303
7,487
6,418
Cl. B
5,813
5,083
5,396
4,846
5,331
5,201
5,150
4,853
5,238
5,056
5,235
6,061
5,299
5,424
5,516
5,526
6,069
5,611
4,170
5,711
5,076
5,740
4,34
4,093
4,241
6,306
4,654
4,933
5,690
5,255
Cl. B
5,473
5,333




5,474

Cl. B Ret



5,539

BG Selection Sicav ________________________________________
OPE Aberdeen EM Bd&CurrOpp
AEM Aberdeen Lat Am Eq
AEM Africa&Middle East Eq
AIN Alliancebernstein Eq. 3D
FLE Anima - Club
AIT Anima - Italy Equities
FLE ARC
FLE ARC 10
FLE Black Rock - GL MA
FLE BlackR- Multi A.Infl F
FLE Deutsche E.Mkts Concept
AEM Eastern Europe Eq
FLE Edmond de R. - S. Alpha
FLE Eurizon - Concerto
BBI Franklin T. - Multi Alpha F.
BAZ Global Dynamic
FLE Global Real Assets
FLE Global Risk Managed
AEM Greater China Eq
BAZ HSBC - Em. Mkts Solution
AEM India&So.East Asia Eq
APA Invesco - Asia Gl. Opps
AEU Invesco - Europe Eq.
FLE Invesco - Real Ass Ret
FLE JPM - Best Ideas
FLE JPM Global MultiAsset Inc.F
FLE Kairos - Blend
FLE Kairos Real Return
FLE Lemanik - Glocal Investor
FLE Leonardo - Navigator
MAE Liquidity
FLE Morgan Stanley - Act.All.
FLE Morgan Stanley Real A.Port
AAM Morgan Stanley-N.Am.Eq.
AEM Next 11 Equities
AEU Oddo AM Expertise Eu
--- Pictet - Dynamic Advisory
ASE Pictet World Opportun.
FLE Schroder Multi Asset
FLE Short Strategies
AIN Smaller Companies
FLE Swiss&Global Flex.Strat.
AIN T-Cube
FLE Threadneedle-Glob. Themes
FLE UBS - Top Em Mark Fund
AIN Vontobel - Gl. Elite

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06

Cl.A
95,91
88,02
95,10
109,35
120,56
76,15
112,40
127,41
133,92
107,98
95,91
47,95
116,37
116,60
123,28
128,25
106,58
130,01
113,17
101,85
122,85
178,65
111,73
99,68
123,22
96,59
119,83
98,43
94,04
122,50
107,22
138,82
113,24
146,56
102,65
131,07
104,11
192,60
108,61
43,96
130,22
121,73
122,42
97,39
102,27
141,63
















































BG Sicav ___________________________________________________
FLE Amundi Absolute Forex
18.06
OAS Amundi Glob Inc Bond
18.06
OFL BlackRock Glb Opp Bd
18.06
FLE Controlfida Global Macro
18.06
AEU Controlfida Low Vol Eur Eq 18.06
FLE EurizonMult.OptimalDiv.Appr. 18.06
OEM Euro Debt
18.06
OFL Euro Income Bond
18.06
AEU European Equities
18.06
FLE Flexible Global Eq
18.06
AEU Gen Inv Eur Eq Recovery F 18.06
OIG Global Supranational
OAS HSBC Euro Credit Opportun 18.06
OAS Invesco Fin. Credit Bond
18.06
AAS MS Gl Real Est&Infr Eq
18.06
APA Pictet Japanese Eq
18.06
OAS Schroder Conv Bond Opp
18.06
AEU Schroder High Div Eu
18.06
FLE Short Equities
18.06
AAE Small Mid Cap Eu Eq
18.06
OIG Swiss&Glb Strat Glob.Debt 18.06
AIN Tenax Gl F Eq Long Short
18.06
AIN Thread Gl Eq Long Short
18.06
OIH UBS Dyn Cred High Yield
18.06
OFL UBS Glob Inc Alpha
18.06
AAM US Equities
18.06
OPE VONT New Front Debt
18.06
OFL Vontobel Glb Active Bd
18.06
FLE Vontobel Pure Strategy
18.06

www.bnpparibas-ip.it - tel. 800009944
OEC Bond Euro Corp
17.06
OAS Bond Europe Plus
17.06
ODH Bond USA High Yield $
17.06
OAS Bond USD $
17.06
OAS Bond World Plus
17.06
OAS Conv Bd Best Sel Eur
17.06
OMI Convertible Bond World
17.06
BBI Diversified World Balanced 16.06
BAZ Diversified World Growth
16.06
BOB Diversified World Stability 16.06
AAE Equity Euro
17.06
AEU Equity Europe
17.06
AAM Equity USA Core
17.06
AEM Equity World Emerging $
17.06
BOB Sustainable Active All
17.06
Fondi comuni di diritto francese
OFL BNPP ABC3
17.06
ASE BNPP Aqua
17.06
FLE BNPP Rend. 1 Anno
17.06
FLE BNPP Rend. Cedola C
17.06
OFL BNPP Seicedole
17.06
OFL Euro Flexi Bond Inc
17.06
OFL FQ Bond Opp.
16.06
FLE FQ Patrimoine
16.06

Cl. D
100,60
103,39
101,17
100,54
103,89
97,13
128,00
108,46
93,08
121,81
103,94

104,78
111,46
123,32
88,40
103,07
108,75
54,62
105,22
95,50
100,58
100,50
95,79
96,64
177,29
103,67
106,87
95,33































105,61
435,88
100,55
103,48
1676,77
81,66
114,36
195,65
206,30
188,33
339,21
596,82
214,78
102,94
408,48

















101,17
280,76
100,02
95,25
99,51
98,47
1369,76
108,15










BPVN Strategic Inv. Fund _________________________________
AEU Europ. Flex. Dyn. A EUR
AEU Europ. Flex. Dyn. B EUR(7)
FLE VIS in EUR

18.06
18.06
16.06

12,07
12,49
12,62





CoRe Series _______________________________________________
AEU CoRe All Europe E
FLE CoRe Alternative E
BOB CoRe Bal. Cons. E
BOB CoRe Bal. Opport. E
MAE CoRe Cash E
BBI CoRe Champ. Em. Mark. E
BBI CoRe Champions E
OMI CoRe Coupon E
OMI CoRe Coupon E Dis
AIN CoRe Dividend E
AIN CoRe Dividend E Dis
OPE CoRe Em. Mark. Bond E
OPE CoRe Em. Mark. Bond E Dis
AEM CoRe Em. Mark. Equity E
OIG CoRe Global Curr. E
OFL CoRe Global Opp. E
OMI CoRe Income Opport. E Dis
AAM CoRe US Strategy E

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

7,750
5,003
5,236
5,874
5,046
5,806
6,505
5,185
5,189
6,405
6,752
5,531
4,411
6,073
5,266
4,937
5,005
8,263




















Credit Suisse ______________________________________________
www.credit-suisse.com
CS Invest (Lux)
AIN IndexBlink B(7)
AIN Londinium Global Bds B
AIN Londinium Global Eq B

17.06
17.06
17.06

130,62
24,65
14,90





Duemme Sicav ____________________________________________
FLE Alkimis
AIN Alpha C
AIN Alpha I(6,7)
OEM Bond Euro C
OEM Bond Euro I(6,7)
OPE C-Quadrat Asian Bd Op.(6)
OPE C-Quadrat Asian Bd Op.I(6)
BOB C-Quadrat Effic. Cl. I(6,7)
BOB C-Quadrat Efficient Cl. C
OEC C-Quadrat Eu I. Plus Cl. C
OEC C-Quadrat Eu I.Pl. Cl. I(6,7)
OMI C-Quadrat Gl. C. Pl. Cl. I(6)
OMI C-Quadrat Gl. C. Plus Cl. C
OMI Corporate Bd Euro C
OMI Corporate Bd Euro I(6,7)
AAE Euro Equities C
AAE Euro Equities I(6,7)
MAE Money Market C
MAY Money Market I(6,7)
AIN Private Eq.Strat C
AIN Private Equity Str.I(6,7)
AAS Russell Global Equity C
AAS Russell Global Equity I(6,7)
FLE Strategic Portfolio I(6,7)
FLE Syst. Diversific. C
FLE Syst. Diversific. I(6,7)
FLE Total Return C
FLE Total Return I(6,7)

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06

116,31
111,350
112,13
155,63
116,44
101,39
102,06
128,57
121,45
130,32
138,10
114,39
111,59
147,90
128,59
121,14
172,78
110,16
104,06
155,83
208,93
143,59
183,31
144,45
121,94
122,06
110,17
110,79






























Ersel Gestion Internationale _____________________________
FLE Globersel Active Strategies
OEC Globersel Corp. Bond
AIN Globersel Equity A
AIN Globersel Equity B
AEN Globersel Pact Nat Res A
AEN Globersel Pact Nat Res B
AAM Globersel US Eq. Sel. Cl.A
AAM Globersel US Eq. Sel. Cl.B
BBI Leadersel Balanced
AAS Leadersel Commodities
AEN Leadersel Diver.Strategies
AEM Leadersel Em. Market Mult.
OPE Leadersel Em.Bond Opp.
FLE Leadersel Flex Mult.
OMI Leadersel Total Ret
FLE Systematica Global Trend

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
12.06
17.06
12.06
17.06
17.06

107,22
283,19
632,06
139,84
92,81
89,85
137,120
151,87
115,85
50,86
103,18
161,42
112,38
100,36
119,62
108,03


















Help desk c/o Eurizon Capital Sgr; Gruppo Intesa Sanpaolo; tel. 02
88101
Eurizon Focus Capitale Protetto
Cl. R
FLE Protezione 03/2017
17.06
124,78

FLE Protezione 06/2016
17.06
121,50

FLE Protezione 09/2016
17.06
119,34

FLE Protezione 12/2016
17.06
122,05

Eurizon Focus Formula Fund
Cl. R
FLE Formula Azioni 2014
12.06
158,89

FLE Formula Azioni 2015-1
12.06
129,58

FLE Formula Azioni 2015-2
12.06
126,73

FLE Formula Azioni 2015-3
12.06
124,45

FLE Formula Azioni 2015-4
12.06
123,24

FLE Formula Azioni 2015-5
16.06
120,25

Eurizon Focus Riserva Doc
Cl. RD
OFL Obbligaz.Corp.06/2015
17.06
105,07

Eurizon Manager Selection Fund
Cl. R
OMI MS 10
17.06
144,31

BOB MS 20
17.06
145,05

BBI MS 40
17.06
142,34

BAZ MS 70
17.06
154,65

Eurizon MM Collection Fund
APA Daiwa Eq. Japan Cl.I
17.06
184,23

OPE G. Rmb FixInc Cl.I
17.06
126,50

OPE G. Rmb FixInc Cl.IS
17.06
128,05

OPE G. Rmb FixInc Cl.R
17.06
124,81

OPE G. Rmb FixInc Cl.RD
17.06
119,15

OPE G. Rmb FixInc Cl.RU
17.06
111,97


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Eurizon MM Stars Fund
FLE Private Style Equity
FLE Private Style Flexible
FLE Private Style Total Return

17.06
17.06
16.06

FLE Private Style Flexible

17.06

FLE Private Style Income

17.06

FLE Private Style Income
Eurizon Opportunità
OFL Obbligazioni Flessibili
Eurizon Opportunità
FLE Sparkasse Prime Fund cl R
Epsilon Fund
OFL Em. Bond Total Return
FLE Enhanced C.Risk Contr.
OEM Euro Bond
MAE Euro Cash
AAE Euro Q-Equity
AEU European Q-Equity
FLE Q-Flexible

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

MAE Euro Cash
17.06
Eurizon Strategia Flessibile
OFL Obbligazioni 03/2016
17.06
OFL Obbligazioni 06/2016
17.06
OFL Obbligazioni 12/2015
17.06
Investment Solutions by Epsilon
OFL Cedola x 4 02/2012
17.06
OFL Cedola x 4 03/2012
17.06
OFL Cedola x 4 06/2011
17.06
OFL Cedola x 4 07/2011
17.06
OFL Cedola x 4 09/2011
17.06
OFL Cedola x 4 11/2011
17.06
OFL Cedola x 4 12/2011
17.06
OFL Cedola X 4 Ind.05/2012
17.06
OFL Cedola X 4 Ind.07/2012
17.06
OFL Cedola X 4 Ind.09/2012
17.06
OFL Cedola x 4 Ind.10/2012
17.06
FLE Equity Coupon 02/2014
11.06
FLE Equity Coupon 04/2014
11.06
OFL Flexible Eq.Coupon 2017-1 16.06
OFL Forex Coupon 2016
16.06
OFL Forex Coupon 2017
16.06
OFL Forex Coupon 2017-2
16.06
OFL Forex Coupon 2017-3
16.06
OFL Forex Coupon 2017-4
16.06
OFL Forex Coupon 2017-5
16.06
OFL Forex Coupon 2017-6
16.06
OFL Forex Coupon 2017-7
16.06
OFL Forex Coupon 2018-1
16.06
FLE Glb Dyn. Multitrender 06/2015 11.06
FLE Global Coupon 06/2014
11.06
FLE Global Coupon 10/2013
11.06
FLE Global Coupon 11/2014
11.06
FLE Global Div. Allocation 02/2015 11.06
FLE Soluzione Attiva Pr12 2017 17.06
FLE Soluzione Attiva Pr5 2017 17.06
FLE Soluzione Attiva Pr6 2017 17.06
FLE Soluzione Attiva Pr7 2017 17.06
FLE Soluzione Attiva Pr9 2017 17.06
FLE Soluzione Fless. Pr2 2014 17.06
FLE Soluzione Fless. Pr4 2014 17.06
FLE Valore Cedola Globale 02/2015 16.06
FLE Valore Cedola Globale 04/2015 16.06
FLE Valore Cedola X5 02/2013 16.06
FLE Valore Cedola X5 02/2014 16.06
FLE Valore Cedola X5 04/2013 16.06
FLE Valore Cedola x5 04/2014 16.06
FLE Valore Cedola X5 06/2013 16.06
FLE Valore Cedola X5 07/2013 16.06
FLE Valore Cedola X5 10/2013 16.06
FLE Valore Cedola X5 11/2014 16.06
FLE Valore Cedola X5 12/2012 16.06
FLE Valore Cedola X5 12/2013 16.06
Rossini Lux Fund
AAE Az. Euro
17.06
APA Az. Giapp.
17.06
AIN Az. Internat.
17.06
AAM Az. N. America
17.06
BBI Bilanciato
17.06
MAE Euro Monetario
17.06
OIG Obb. Dollari
17.06
OEB Obb.Euro B-T
17.06
OEM Obb.Euro L-T
17.06
OEM Obb.Euro M-T
17.06
OEB Obbligaz. TV
17.06
Soluzioni Eurizon
OFL Cedola DOC 05/2017
17.06
OFL Cedola DOC 07/2017
17.06
OFL Cedola DOC 09/2017
17.06
OBI Cedola DOC It. 07/2015
17.06
OBI Cedola DOC It. 09/2015
17.06
OBI Cedola DOC It. 11/2017
17.06
FLE Strategia I 02/2020
16.06
FLE Strategia I 08/2019
16.06
FLE Strategia I 10/2019
16.06
FLE Strategia I 12/2019
16.06

Cl. R
130,01
112,28
109,26
Cl.R1
113,63
Cl.RD1
102,56
Cl.RD
101,80
Cl. RD
105,93
Cl. R
98,38
Cl. R
130,22

159,35
110,64
107,58
123,82
137,21
Cl. RA
100,27
Cl. RD
107,59
110,31
108,65
Cl. R























100,00




137,83
122,19
125,84
129,62
126,16
102,01
100,93












Cl. R
134,86
123,45
170,50
186,83
147,28
117,99
156,63
123,59
156,11
137,41
123,27
Cl. RD
111,000
110,920
108,640
105,780
105,710
110,810





Cl. I


113,18
Cl.R2
113,05
Cl.RD2
103,33

Cl. I
108,61

Cl. I
135,02
104,22
164,51
111,66
114,08
131,13
145,99




Cl. RD
106,08
108,72
108,82
107,09
108,36
107,24
104,90
106,55
105,41
105,19
104,90
108,40
106,53
138,97
96,11
91,94
94,63
93,96
96,37
92,08
90,79
93,45
94,63
100,00
103,75
111,32
102,50
96,67







97,260
99,75
103,50
102,67
105,82
102,09
106,65
106,07
107,13
97,89
104,85
105,54
Cl. I
145,40
133,00
183,76
201,34

120,74
164,59
127,58
162,89
141,90
126,18
Cl. R






119,180
127,900
126,250
123,680

Eurizon EasyFund _________________________________________
CL. A
MAE Cash EUR
17.06
116,42

Limited Tracking Error
CL. R
CL. Z
OAS Bond EUR Float.Rate LTE
17.06
130,50
136,15
OEM Bond EUR Long T. LTE
17.06
219,24
236,40
OEM Bond EUR Medium T. LTE
17.06
336,31
364,20
OEB Bond EUR Short T. LTE
17.06
143,48
154,20
OAS Bond GBP LTE
17.06
174,96
190,82
OAS Bond International LTE
17.06
148,78
157,35
OAY Bond JPY LTE
17.06
97,35
105,97
ODMBond USD LTE
17.06
172,89
188,70
MAE Cash EUR
17.06
113,34
119,53
ABC Eq. Cons.Discretionary LTE 17.06
278,94
311,82
ABC Eq. Consumer Staples LTE 17.06
234,48
262,38
AEM Eq.Em.MktsN.Frontiers LTE 17.06
118,84
139,29
ATE Eq.Telecommunication LTE 17.06
82,30
92,08
APS Equity China LTE
17.06
129,08
139,74
AEM Equity Em. Mkts Asia LTE
17.06
192,15
213,89
AEM Equity Em. Mkts EMEA LTE 17.06
152,32
169,62
AEM Equity Em. Mkts LTE
17.06
215,68
232,06
AEN Equity En. & Materials LTE 17.06
154,97
173,56
AAE Equity Euro LTE
17.06
109,16
122,20
AEU Equity Europe LTE
17.06
124,97
139,63
AFI Equity Financial LTE
17.06
74,38
83,38
AIF Equity High Tech LTE
17.06
101,25
113,25
AID Equity Industrials LTE
17.06
229,17
256,16
AIT Equity Italy LTE
17.06
85,54
96,01
APA Equity Japan LTE
17.06
80,07
89,07
AEM Equity LatinAmerica LTE
17.06
287,46
321,80
AAM Equity N.America LTE
17.06
117,51
131,57
APA Equity Oceania LTE
17.06
242,97
274,32
ASA Equity Pharma LTE
17.06
160,63
179,60
APU Equity Utilities LTE
17.06
129,53
144,84
MAD Treasury USD
17.06
111,88
118,17
Active Market cop.rischio cambio
CL. RH
CL. ZH
OPE Bond Emerging Mkts
17.06
323,18
348,82
Active Market
CL. R
CL. Z
OPE Bd Em.Mkts Local Curr
17.06
90,03

OFL Bond Corporate EUR
17.06

122,12
OPE Bond Emerging Mkts
17.06
313,28
338,90
OFL Bond Flexible
17.06
99,85
100,59
OAS Bond High Yield
17.06
202,85
219,93
OAS Bond Inflation Linked
17.06
133,41
142,20
OMI BondCorp.Eur ST
17.06
68,39
73,92
AEM Equity Eastern Europe
17.06

112,74
AEU Equity Europe
17.06
154,53
163,64
AIT Equity Italy
17.06
98,45
105,04
AEU Equity Small Cap Europe
17.06
637,97
702,64
CL. Z
CL. Zu
OPE Bd Em.Mkts LocalCurr
17.06
94,54
79,55
CL.RD
CL.ZD
OFL Bond Flexible
17.06
99,89
100,80
Active Strategy
CL. R
CL. Z
FLE Absolute Attivo
17.06
119,74
128,51
OFL Absolute Prudente
17.06
118,48
124,90
FLE Azioni Strategia Flessibile 17.06
144,05
153,69
FLE Dynamic Asset All.
17.06
97,31
595,16
FLE Equity Absolute Return
17.06
100,02

FLE Flexible Beta Tot.Return
17.06
109,50
754,35
FLE Focus Az.StratFlessRL
17.06
146,54

FLE GT Asset Allocation
17.06

104,57
FLE Multiasset
17.06
102,23
102,75
FLE Orizzonte Pr. 12 (a) P
17.06
131,69

FLE Orizzonte Pr. 24 (b) P
17.06
138,39

FLE Orizzonte Pr. 6 (c) P
17.06
114,03

FLE Trend
17.06

109,24
Cl.RD
FLE Multiasset
17.06
103,66

Linea LTE cop. rischio cambio
CL. RH
CL. ZH
OAS Bond GBP
17.06
166,73
182,44
OAS Bond International
17.06
154,98
163,87
17.06
155,84
207,24
OAY Bond JPY
ODMBond USD
17.06
208,55
227,41
ABC Equity Cons.Discretionary 17.06
250,61
282,56
ABC Equity Consumer Staples
17.06
218,75
246,01
AEN Equity Energy & Materials 17.06
133,36
150,28
AEU Equity Europe
17.06
114,63
130,61
AFI Equity Financial RH
17.06
66,34
74,41
AIF Equity High Tech
17.06
93,67
105,15
AID Equity Industrials
17.06
215,09
239,96
APA Equity Japan
17.06
111,86
124,90
AAM Equity North America
17.06
142,08
158,50
APA Equity Oceania
17.06
179,53
204,43
ASA Equity Pharma
17.06
152,30
170,72
ATE Equity Telecommunication 17.06
79,36
88,91
APU Equity Utilities
17.06
121,94
136,69
Le Classi I, Z e ZH sono riservate a investitori istituzionali
(a) NAV Obiettivo Eur 116.74, scadenza 15.06.15;
(b) NAV Obiettivo Eur 118,24, scadenza 15.06.15;
(c) NAV Obiettivo Eur 107.76, scadenza 15.06.15.

Eurizon Investment Sicav ________________________________
FLE Flexible Beta 1 I1
FLE Flexible Beta 2 I1
FLE Flexible Beta 4 I
FLE Flexible Duration 1 I1
FLE Flexible Duration 2 I1
FLE Flexible Duration 5 I
FLE Flexible Eq.Strategy I1
OEB Ins Unit Euro Sht Trm I1
OEB Ins Unit Euro Sht TrmTwoI
MAE Ins Unit Euro ShTmThreeI
OEM Ins Unit Europe Bds I
OEB Ins Unit Europe S/Trm I
OFL Ins Unit Tot Ret ID

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

AEU
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
FLE
FLE
FLE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OIC
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OBI
OEC
FLE
OFL
OFL

21.05
17.06
17.06
03.10
17.06
03.10
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
16.06
17.06
17.06
17.06
17.06

Europe Equities I
Flexible Beta 3
Flexible Bond
Flexible Bond 2
Flexible Bond Plus
Flexible Bond Plus 2
Flexible Duration 3
Flexible Duration 4
Flexible Plus
Flexible Plus 2
Ins. Unit Bond Strategy 1
Ins. Unit Bond Strategy 2
Ins. Unit Bond Strategy 3
Ins. Unit Bond Strategy 4
Ins. Unit Bond Strategy 5
Ins. Unit Bond Strategy 6
Ins. Unit Bond Strategy 7
Ins. Unit Bond Strategy 8
Ins. Unit Bond Strategy 9
Ins. Unit Corp Bond 2022
Ins. Unit High Yield 2018-1
Ins. Unit High Yield 2020-1
Ins. Unit High Yield 2020-2
Ins. Unit High Yield 2022-1
Ins. Unit Inv.Grade 2018-1
Ins. Unit Inv.Grade 2020-1
Ins. Unit Inv.Grade 2020-2
Ins. Unit Inv.Grade 2022-1
Ins. Unit Italian Bond 2022
PB Bond Corporate EUR
PB Flexible Macro
PIP Flexible 1
PIP Flexible 2

Eurofundlux
OFL Alto Rendimento 2017 A
18.06
OFL Alto Rendimento 2017 B
18.06
OFL Alto Rendimento 2019 A
18.06
OFL Alto Rendimento 2019 B
18.06
OFL Alto Rendimento 2019 Plus B 18.06
OFL Alto Rendimento 2019 Plus D 18.06
AAM American Eq AH
18.06
AAM American Eq. A
18.06
AAM American Eq. B
18.06
OFL Cedola 2017 B
18.06
OFL Cedola 2017 D
18.06
AIN Dynamic Multimanager A
18.06
AIN Dynamic Multimanager B
18.06
OPE Emerging Mkt Bond B
18.06
FLE Equity Returns Absolute A 18.06
FLE Equity Returns Absolute B 18.06
FLE Equity Returns Absolute P 18.06
MAE Euro Cash A
18.06
MAE Euro Cash B
18.06
AAE Euro Equity B
18.06
AAE Euro Equity D
18.06
OEM Euro Govern. Bond B
18.06
OEC Europe Corp. Bond B
18.06
FLE Flex High Vol B
18.06
OFL Global Bond D
18.06
OFL Multi Income F4 A
18.06
OFL Multi Income F4 B
18.06
OFL Multi Income F4 D
18.06
OFL Multi Income I4 A
18.06
OFL Multi Income I4 B
18.06
OFL Multi Income I4 D
18.06
OFL Obiettivo 2017 A
18.06
APA Pacific Eq. A
18.06
APA Pacific Eq. B
18.06
OFL QBond Absolute return A
18.06
OFL QBond Absolute return B
18.06

641,79
566,05
473,86
562,56
568,96
509,06
517,32
658,64
538,11
592,83
565,60
554,56
533,07
Cl.A


































11,210
11,315
9,833
10,150
11,007
10,591
11,380
9,820
11,503
8,648
8,062
12,015
13,200
11,318
12,700
10,476
10,000
11,978
12,331
12,761
9,799
10,844
10,702
9,820
10,822
9,859
10,949
9,773
11,168
10,951
10,505
11,423
23,207
25,721
11,804
12,466














Cl.I
15,76
686,37
593,17
579,95
602,81
592,56
588,78
505,05
707,68
561,23
510,03
502,93
508,74
504,73
534,37
527,77
484,63
476,53
494,45
478,48
593,26
662,98
612,45
475,37
562,42
627,96
575,78
473,95
470,43
582,93
507,48
669,46
563,95






































FLE
FLE
FLE
FLE
FLE

TR Flex 5 A
TR Flex 5 B
TR Flex Aggressive A
TR Flex Aggressive B
TR Flex Aggressive P

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06

12,651
13,951
9,869
10,054
9,878







European & Global Investments _________________________
FLE Diadema Algorithmic R
17.06
OMI Diadema Cap. Plus P
17.06
OMI Plurima Apuano Fl.B.RPlus 11.06
OMI Plurima Apuano FlBond R
11.06
OMI Plurima Apuano FlBondI(7) 11.06
FLE Plurima City Fund I Pr.(7)
FLE Plurima City Fund I(7)
04.03
FLE Plurima City Fund Retail
04.03
BAZ Plurima Eur AbsRet Inst(7) 17.06
BAZ Plurima Eur AbsRet Ret
17.06
BAZ Plurima Eur AbsRet S2
17.06
BAZ Plurima EurAbsRet NL
17.06
FLE Plurima Fra.AlphaStr I(7)
11.06
FLE Plurima Fra.AlphaStrat
11.06
FLE Plurima Fra.AlphaStrChf
11.06
FLE Plurima Fra.AlphaStrNL
11.06
FLE Plurima Fra.AlphaStUsd
11.06
FLE Plurima Fra.AlphaStUsdI(7) 11.06
FLE Plurima MC Cap Inst(7)
17.06
FLE Plurima MC Cap Ret CHF
17.06
FLE Plurima MC Cap Ret EUR
17.06
FLE Plurima MC Cap Ret USD
17.06
MAV Plurima MC Capital Dyn Inst(7) 17.06
MAV Plurima MC Capital Dyn Ret 17.06
MAV Plurima MC Capital TR Inst(7) 17.06
MAV Plurima MC Capital TR Ret 17.06
MAV Plurima MC Capital TR RetP 17.06
BBI Plurima MultiAlphaPlusI(7) 17.06
BBI Plurima MultiAlphaPlusR
17.06
MAV Plurima Orwell Inst Eur(7) 08.06
MAV Plurima Orwell Prem Eur
05.06
FLE Plurima Pairst. Selection R 17.06
FLE Plurima Pairst. Tot Ret R
17.06
MAV Plurima Pairstech Strategy Ret 17.06
FLE PLURIMA ROCA RetPrem
17.06
OMI Plurima Unif. Flexible C(7) 17.06
OMI Plurima Unif. Flexible D(7) 17.06
OMI Plurima Unif. Flexible F
17.06
OMI Plurima Unif. Flexible H
26.05
FLE Plurima Unifortune GS E(7) 17.06
AEU Plurima Unifortune TR E(7) 17.06
AEU Plurima Unifortune TR H
14.04

OFL Abs Ret Credit Strat
FLE Abs Ret Multi Strat
OPE Asian Bond
OPE Central&East Eur. Bonds
AEM Central&Eastern Europ. Eq
OEM Euro Bonds
OEB Euro Bonds 1/3 years
OEM Euro Bonds 3/5 years
OAS Euro Convertible Bonds
OEC Euro Corporate Bonds
OEC Euro Covered Bonds
OEB Euro Short Term Bonds
OEH Europ. High Yield Bonds
AAE European Recovery Eq.
AEU European SRI Equity
AAE Eurozone Equities
FLE Garant 1
FLE Garant 2
FLE Garant 3
FLE Garant 4
FLE Garant 5
APS German Equities
FLE Global Equity Allocation
AEM Greater China Equities
AEU High Convinction Europe
AAM NorthAm Eq Fund of funds
OEC Short Term Euro Corp Bds
AAE Small&Mid Cap Euro Eq
ODMUS Bonds

18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06
07.04
18.06
18.06
18.06
18.06
18.06

84,373
99,709
102,726
103,786
104,257

8,079
8,355
6,515
7,969
6,491
5,884
6,151
4,793
5,388
5,983
6,025
5,363
9,740
9,696
9,429
9,265
9,335
9,304
9,696
9,677
9,664
10,286
10,213
10,274
9,906
11,544
3,148
9,616
94,768
5,596
5,529
4,927
4,813
5,476
4,809
4,901

Cl. D
107,66
112,38
88,94
165,47
220,30
154,73
117,64
128,91
109,86
150,57
121,99
122,41
198,65
95,47
163,74
108,51
118,57
110,21
116,42
103,22
103,51
130,88
118,66
127,75
122,03
153,38
112,23
121,69
142,38












































Cl. E
105,62
109,94
87,94
162,04
208,29
150,96
115,98
127,84
111,48
147,10
122,28
119,45
175,35
94,73
154,55






143,63
111,31
127,67
115,06
206,36
110,95
117,39
140,08

Gestielle Inv. Sicav _______________________________________
Banco Popolare Società Cooperativa; www.bancopopolare.it
OEM Bond Euro (I)(7)
17.06 155,680
OEM Bond Euro (R)
17.06 144,220
OFL Cedola Europlus
17.06
5,280
OFL Cedola Plus
17.06
5,480
OFL Cedola Sicura
17.06
5,270
OFL Cedola Sicura II
17.06
5,490
AEU Value Equity Europe (I)(7) 17.06 141,290
AEU Value Equity Europe (R)
17.06 128,300










Hedge Invest _____________________________________________
------FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
OFL
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE
FLE

Hi Africa Opp Fund Eur D(7) 12.06
Hi Africa Opp Fund Eur DM(7) 12.06
Hi Africa Opp Fund Usd DM(7)
Hi Core Ucits F. Eur DM
12.06
Hi Core Ucits F. Eur I
12.06
Hi Core Ucits F. Eur R
12.06
Hi Core Ucits F. Usd I
27.02
Hi Core Ucits F. Usd R
27.02
Hi Numen Cr. F. Eur I Initial 12.06
Hi Numen Credit F. Eur D
12.06
Hi Numen Credit F. Eur DM(7) 12.06
Hi Numen Credit F. Eur DM2(7) 12.06
Hi Numen Credit F. Eur Fof 12.06
Hi Numen Credit F. Eur I
12.06
Hi Numen Credit F. Eur I2
12.06
Hi Numen Credit Fund Chf R 27.02
Hi Numen Credit Fund Eur R 12.06
Hi Principia Fund Chf R
14.05
Hi Principia Fund Eur DM(7) 17.06
Hi Principia Fund Eur Fof
17.06
Hi Principia Fund Eur I
17.06
Hi Principia Fund Eur R
17.06
Hi Principia Fund Usd I
03.11
Hi Principia Fund Usd R
14.05
Hi Sibilla Macro F. Chf DM(7) 27.02
Hi Sibilla Macro F. Chf R
27.02
Hi Sibilla Macro F. Eur DM(7) 12.06
Hi Sibilla Macro F. Eur FOF(7) 12.06
Hi Sibilla Macro F. Eur R
12.06
Hi Sibilla Macro F. Usd DM(7) 30.01
Hi Sibilla Macro F. Usd R
27.02

AIT KIS - America D(7)
AAM KIS - America P
AAM KIS - America P Usd
AAM KIS - America X(7)
OAS KIS - Bond D
OAS KIS - Bond P Usd(7)
OAS KIS - Bond P(7)
OFL KIS - Bond Plus D
AIT KIS - Bond Plus D Dist(7)
OFL KIS - Bond Plus P Dist
OFL KIS - Bond Plus P(7)
AIT KIS - Bond Plus X(7)
AIT KIS - Bond Plus Y(7)
AIT KIS - Bond Y-USD(7)
FLE KIS - Dynamic D
FLE KIS - Dynamic P Usd
FLE KIS - Dynamic P(7)
APA KIS - Em. Markets D
APA KIS - Em. Markets P
APA KIS - Em. Markets P Usd
AEU KIS - Europa D
AEU KIS - Europa P
AEU KIS - Europa X(7)
AIT KIS - Europa Y(7)
OAS KIS - Global Bond P
AIT KIS - Global Bond P Usd(7)
AIT KIS - Italia D(7)
FLE KIS - Italia P
FLE KIS - Italia X
AIT KIS - Italia X Dist(7)
AIT KIS - Italia Y(7)
AIT KIS - Key D-Dist(7)
AIT KIS - Key D(7)
AAS KIS - Key P Dist
AIT KIS - Key P(7)
AAS KIS - Key X
AIT KIS - Key Y(7)
FLE KIS - Liquidity D
FLE KIS - Liquidity P(7)
FLE KIS - Multi-St.UCITS D
FLE KIS - Multi-St.UCITS P
FLE KIS - Multi-St.UCITS P Usd
AIT KIS - Real Return D(7)
AIT KIS - Real Return P(7)
AIT KIS - Risorgimento D(7)
AIT KIS - Risorgimento P(7)
AIT KIS - Risorgimento X(7)
FLE KIS - Selection D
AIT KIS - Selection P Usd(7)
FLE KIS - Selection P(7)
FLE KIS - Selection X(7)
AIT KIS - Selection Y Usd(7)
AIT KIS - Selection Y(7)
AEU KIS - Small Cap D
AEU KIS - Small Cap P(7)
AIT KIS - Small Cap X(7)
AIT KIS - Small Cap Y(7)

16.06
16.06
16.06
16.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
16.06
16.06
16.06
17.06
17.06
17.06
17.06
16.06
16.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
16.06
16.06
16.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

94,810
94,970

113,280
112,110
109,560
111,070
109,540
122,99
100,93
114,73
101,67
117,32
118,87
100,92
111,63
116,65
115,45
115,93
112,80
114,49
114,36
105,68
116,61
95,46
94,39
100,07
98,42
98,59
96,89
95,22

211,33
214,16
305,09
216,56
125,32
176,40
130,37
133,64
100,33
123,23
136,94
101,85
101,47
100,83
121,59
174,29
124,16
132,66
135,66
181,49
137,31
141,41
144,18
113,08
103,42
140,84
107,99
147,99
147,93
108,63
112,16
111,86
111,85
153,67
160,59
160,46
114,98
101,35
105,06
118,51
122,09
161,38
99,03
99,17
108,01
141,92
143,29
125,01
176,13
127,99
128,54
104,09
104,11
105,55
111,58
113,88
113,99

Website - www.mandgitalia.it. Email - info@mandgitalia.it
M&G Dynamic Allocation Fund
FLE Dynamic Allocation ¤A
18.06
14,81
M&G Investment Funds (7)
FLE Episode Defensive F. A-H
18.06
10,16
M&G Investment Fund (14)
BBI Income Allocation Fund A
18.06
11,68
M&G Investment Funds (3)
OPE Emerging Market Bond F. A 18.06
13,29
M&G Global Macro Bond Fund
OFL Global Macro Bond ¤A
18.06
13,00

































































































Mediolanum International F. _____________________________
www.bancamediolanum.it; tel. 800 107107
CH - Challenge Funds - Classi Mediolanum
ASE Counter Cycl Eq L
18.06
5,359
ASE Counter Cycl Eq S
18.06
11,152
ASE Cyclical Eq L
18.06
6,582
ASE Cyclical Eq S
18.06
13,335
AEM Emerg. Mkts Eq. L
18.06
8,667
AEM Emerg. Mkts Eq. S
18.06
19,350
AEN Energy Eq. L
18.06
7,451
AEN Energy Eq. S
18.06
14,518
OEM Euro Bd L-A
18.06
9,833
OEM Euro Bd L-B
18.06
6,602
OEM Euro Bd S-A
18.06
17,201
OEM Euro Bd S-B
18.06
12,518
OEB Euro Income L-A
18.06
7,420
OEB Euro Income L-B
18.06
4,893
OEB Euro Income S-A
18.06
13,127
OEB Euro Income S-B
18.06
9,521
AEU European Eq L cop
18.06
7,924
AEU European Eq S cop
18.06
15,406
AEU European Eq. L
18.06
5,856
AEU European Eq. S
18.06
10,020
AFI Financial Eq. L
18.06
3,835
AFI Financial Eq. S
18.06
7,470
FLE Flexible L-A
18.06
4,657
FLE Flexible S-A
18.06
8,996
APS Germany Eq. L
18.06
5,985
APS Germany Eq. S
18.06
11,485
OIG Intern Bd L-A
18.06
6,133
OIG Intern Bd L-A Cop
18.06
8,641
OIG Intern Bd L-B
18.06
5,822
OIG Intern Bd L-B Cop
18.06
6,618
OIG Intern Bd S-A
18.06
12,106
OIG Intern Bd S-A Cop
18.06
14,844
OIG Intern Bd S-B
18.06
11,506
OIG Intern Bd S-B Cop
18.06
12,473
OIG Intern Inc L-A
18.06
5,446
OIG Intern Inc L-A Cop
18.06
6,923
OIG Intern Inc L-B
18.06
5,303
OIG Intern Inc L-B Cop
18.06
5,203
OIG Intern Inc S-A
18.06
10,754
OIG Intern Inc S-A Cop
18.06
12,167
OIG Intern Inc S-B
18.06
10,480
OIG Intern Inc S-B Cop
18.06
10,230
AIN International Eq L
18.06
8,165
AIN International Eq L cop
18.06
8,653
AIN International Eq S
18.06
10,558
AIN International Eq S cop
18.06
16,904
AIT Italian Eq. L
18.06
5,105
AIT Italian Eq. S
18.06
8,854
MAD Liquid. US$ L
18.06
4,736
MAD Liquid. US$ S
18.06
9,490
MAE Liquidity Euro L
18.06
6,753
MAE Liquidity Euro S
18.06
12,495
AAM North Amer Eq L cop
18.06
9,482
AAM North Amer Eq S cop
18.06
18,843
AAM North Amer. Eq. L
18.06
8,285
AAM North Amer. Eq. S
18.06
10,801
APA Pacific Eq L cop
18.06
7,286
APA Pacific Eq S cop
18.06
14,307
APA Pacific Eq. L
18.06
6,919
APA Pacific Eq. S
18.06
9,161
FLE Solidity& Return S-A
18.06
11,638
FLE Solidity& Return S-B
18.06
10,370
APS Spain Eq. L-A
18.06
8,457
APS Spain Eq. S-A
18.06
18,437
AIF Technology Eq. L
18.06
3,524
AIF Technology Eq. S
18.06
8,453
Legenda proventi: A = accumulazione; B = distribuzione




































































Mediolanum Best Brands
AIN BlackRock Glb L
18.06
7,307

AIN BlackRock Glb L cop
18.06
6,085

AIN BlackRock Glb S
18.06
14,191

AIN BlackRock Glb S cop
18.06
11,804

OEM Convertible Strat Col LA
18.06
6,065

OEM Convertible Strat Col LB
18.06
5,884

OEM Convertible Strat Col LHA
18.06
5,767

OEM Convertible Strat Col LHB
18.06
5,595

OEM Convertible Strat Col SA
18.06
12,057

OEM Convertible Strat Col SB
18.06
11,699

OEM Convertible Strat Col SHA
18.06
11,457

OEM Convertible Strat Col SHB
18.06
11,123

FLE Coupon Strat. Coll LA
18.06
6,682

FLE Coupon Strat. Coll LA cop
18.06
6,013

FLE Coupon Strat. Coll LB
18.06
5,594

FLE Coupon Strat. Coll LB cop
18.06
5,017

FLE Coupon Strat. Coll SA
18.06
13,147

FLE Coupon Strat. Coll SA cop
18.06
11,788

FLE Coupon Strat. Coll SB
18.06
11,008

FLE Coupon Strat. Coll SB cop
18.06
9,855

AIN DWS MegaTrend Sel L
18.06
6,767

AIN DWS MegaTrend Sel L cop 18.06
6,323

AIN DWS MegaTrend Sel S
18.06
13,258

AIN DWS MegaTrend Sel S cop 18.06
12,341

BBI Dynamic Coll L
18.06
6,998

BBI Dynamic Coll L cop
18.06
6,931

BBI Dynamic Coll S
18.06
12,076

BBI Dynamic Coll S cop
18.06
13,482

AEM Em Mkts Coll L
18.06
10,972

AEM Em. Mkts Coll S
18.06
17,886

AAS Eq. Power Coup. Coll L
18.06
7,039

AAS Eq. Power Coup. Coll L cop 18.06
6,196

AAS Eq. Power Coup. Coll S
18.06
10,964

AAS Eq. Power Coup. Coll S cop 18.06
11,889

AAS Eq. Power Coup. Coll. L B
18.06
5,761

AAS Eq. Power Coup. Coll. LH B 18.06
5,369

AAS Eq. Power Coup. Coll. S B
18.06
11,381

AAS Eq. Power Coup. Coll. SH B 18.06
10,623

OFL Equilibrium LA
18.06
4,858

OFL Equilibrium LAH
18.06
4,899

OFL Equilibrium LB
18.06
4,858

OFL Equilibrium LBH
18.06
4,894

OFL Equilibrium SA
18.06
9,710

OFL Equilibrium SAH
18.06
9,788

OFL Equilibrium SB
18.06
9,710

OFL Equilibrium SBH
18.06
9,789

OEM Euro Fixed Income L A
18.06
4,711

OEM Euro Fixed Income L B
18.06
5,998

OEM Euro Fixed Income S A
18.06
9,169

OEM Euro Fixed Income S B
18.06
11,597

AEU European Coll L
18.06
7,052

AEU European Coll L cop
18.06
7,295

AEU European Coll S
18.06
10,585

AEU European Coll S cop
18.06
13,800

FLE F.Templeton EM Sel L
18.06
5,672

FLE F.Templeton EM Sel S
18.06
11,115

OAS Financial Inc Strat LA
18.06
4,960

OAS Financial Inc Strat LB
18.06
4,960

OAS Financial Inc Strat SA
18.06
9,915

OAS Financial Inc Strat SB
18.06
9,915

OIH Glb High Yield cop L A
18.06
7,502

OIH Glb High Yield cop L B
18.06
5,136

OIH Glb High Yield cop S A
18.06
14,463

OIH Glb High Yield cop S B
18.06
9,881

OIH Glb High Yield L A
18.06
11,359

OIH Glb High Yield L B
18.06
5,682

OIH Glb High Yield S A
18.06
16,842

OIH Glb High Yield S B
18.06
8,982

AIF Glb Tech Coll L
18.06
2,662

AIF Glb Tech Coll L cop
18.06
8,898

AIF Glb Tech Coll S
18.06
7,964

AIF Glb Tech Coll S cop
18.06
17,211

AAS Infrastruct Opp Col LA
18.06
6,097

AAS Infrastruct Opp Col LB
18.06
5,872

AAS Infrastruct Opp Col LHA
18.06
5,815

AAS Infrastruct Opp Col LHB
18.06
5,595

AAS Infrastruct Opp Col SA
18.06
12,095

AAS Infrastruct Opp Col SB
18.06
11,651

AAS Infrastruct Opp Col SHA
18.06
11,533


AAS Infrastruct Opp Col SHB
18.06
11,105
AIN JPMorgan Glb L
18.06
7,510

AIN JPMorgan Glb L cop
18.06
6,275

AIN JPMorgan Glb S
18.06
14,584

AIN JPMorgan Glb S cop
18.06
12,187

FLE Med Carmignac Str Sel LA
18.06
5,981

FLE Med Carmignac Str Sel SA
18.06
11,889

FLE Med Invesco B Risk CS LA
18.06
5,607

FLE Med Invesco B Risk CS LB
18.06
5,328

FLE Med Invesco B Risk CS SA
18.06
11,146

FLE Med Invesco B Risk CS SB
18.06
10,591

FLE Med Pimco Inf Str Sel LB
18.06
4,867

FLE Med Pimco Inf Str Sel SB
18.06
9,675

AIN MStanley Glb L
18.06
8,274

AIN MStanley Glb L cop
18.06
7,201

AIN MStanley Glb S
18.06
16,070

AIN MStanley Glb S cop
18.06
13,960

FLE New Opportunity C. LAcop 18.06
5,673

FLE New Opportunity C. SAcop 18.06
11,187

FLE New Opportunity Coll. LA
18.06
6,193

FLE New Opportunity Coll. SA
18.06
12,222

APA Pacific Coll L
18.06
6,788

APA Pacific Coll L cop
18.06
6,317

APA Pacific Coll S
18.06
9,842

APA Pacific Coll S cop
18.06
12,043

FLE Pimco Inflat Strat Sel L
18.06
5,562

FLE Pimco Inflat Strat Sel S
18.06
10,955

BOB Premium Coup.Coll L
18.06
6,472

BOB Premium Coup.Coll L B
18.06
5,383

BOB Premium Coup.Coll L cop
18.06
6,143

BOB Premium Coup.Coll LH B
18.06
5,141

BOB Premium Coup.Coll S
18.06
12,687

BOB Premium Coup.Coll S B
18.06
10,754

BOB Premium Coup.Coll S cop
18.06
12,019

BOB Premium Coup.Coll SH B
18.06
10,212

AIN Socially Resp Coll LA
18.06
4,803

AIN Socially Resp Coll LAH
18.06
4,866

AIN Socially Resp Coll SA
18.06
9,599

AIN Socially Resp Coll SAH
18.06
9,703

AAM US Collection L
18.06
5,786

AAM US Collection L cop
18.06
6,429

AAM US Collection S
18.06
9,131

AAM US Collection S cop
18.06
12,277

Portfolio Fund - Classi Mediolanum
OMI Active 10 S
18.06
10,517

AIN Active 100 S
18.06
11,748

BOB Active 40 S
18.06
11,000

BBI Active 80 S
18.06
10,590

AIN Aggressive Plus S
18.06
12,505

AIN Aggressive Plus SH
18.06
11,443

AIN Aggressive S
18.06
12,300

AIN Aggressive SH
18.06
11,074

BBI Balanced S
18.06
11,813

BBI Balanced SH
18.06
11,437

BAZ Dynamic S
18.06
11,955

BAZ Dynamic SH
18.06
11,222

MAE Liquidity S
18.06
11,076

MAE Liquidity SA
18.06
11,213

BOB Moderate S
18.06
11,401

BOB Moderate SH
18.06
11,156

Le quote esposte si riferiscono ai prezzi di chiusura del giorno
lavorativo precedente quello sopra indicato

Morgan Stanley Bank International Limited Milan Branch; Tel. 02
76331; www.morganstanleyinvestmentfunds.com
Cl. A
Cl. B
OFL Absolute Returm FI
17.06
25,30
25,06
APA Asia-Pacific Equity
17.06
23,47
22,51
APA Asian Equity
17.06
42,14
35,16
APA Asian Property
17.06
17,29
15,18
FLE Div Alph Pl LowVol Fd
17.06
23,79
23,52
FLE Diversified Alpha Plus
17.06
31,55
29,42
AEM Emerging Leaders Eq.
17.06
23,71
23,04
OPE Emerging Mkts Corp Dbt
17.06
27,75
26,59
OPE Emerging Mkts Debt
17.06
68,22
57,06
OPE Emerging Mkts Dom. Debt 17.06
25,93
23,88
AEM Emerging Mkts Equity
17.06
33,42
28,41
AEM EmEurop,M-East&Africa Eq 17.06
69,88
62,58
OEM Euro Bond
17.06
15,46
12,99
OEC Euro Corporate Bond
17.06
46,75
40,76
OEM Euro Strategic Bond
17.06
42,85
35,87
OEC EuroCorp.Bd (XFin.)
17.06
28,62

OEH Europ.Curr. HighYield Bd
17.06
21,72
18,30
AEU European Equity Alpha
17.06
46,83
39,14
AEU European Property
17.06
33,97
28,68
AAE Eurozone Equity Alpha
17.06
12,04
10,35
AEM Frontier Emerg. Mkts Eq.
17.06
26,97
26,38
AIN Global Advantage
17.06
28,73
28,05
FLE Global Balanced RC
17.06
35,65
34,41
OIG Global Bond
17.06
34,26
28,54
AIN Global Brands
17.06
86,15
74,48
OAS Global Convertible Bond
17.06
39,17
34,44
OIC Global Credit
17.06
23,41
22,81
OFL Global FI Opport.
17.06
27,44
26,48
OIH Global High Yield Bond
17.06
31,11
30,02
AAS Global Infrastructure
17.06
45,45
43,22
OAS Global Mortgage Sec.
17.06
24,38
23,74
AIN Global Opportunity
17.06
40,29
38,50
OIC Global Premier Credit
17.06
21,72
21,19
ASE Global Property
17.06
25,23
23,10
AIN Global Quality
17.06
25,35
24,88
AEM Indian Equity
17.06
31,39
28,83
APS Japanese Equity
17.06
32,11
33,18
AEM Latin American Equity
17.06
42,46
35,31
OEB Short Maturity Euro Bond
17.06
20,41
17,31
AAM US Advantage
17.06
49,86
45,35
AAM US Growth
17.06
59,90
50,14
AAM US Property
17.06
58,59
48,76
Cl. AH
Cl. BH
APA Asia-Pacific Equity
17.06

24,65
OPE Em.Mkts Domest.Debt
17.06
21,99
19,16
AEM Emerging Leaders Eq.
17.06
26,44
25,70
OPE Emerging Mkts Corp Dbt
17.06
31,03
29,71
OPE Emerging Mkts Debt
17.06
56,23
26,97
AEM Frontier Emerg. Mkts Eq.
17.06
30,21
29,54
OIG Global Bond
17.06
24,81
23,78
AIN Global Brands
17.06
60,33
53,50
OAS Global Convertib. Bd
17.06
37,65
33,07
OFL Global FI Opport.
17.06
29,12
28,21
OIH Global High Yield Bond
17.06
31,54
30,55
AAS Global Infrastructure
17.06
49,72
47,34
OAS Global Mortgage Sec.
17.06
27,27
26,58
AIN Global Opportunity
17.06
44,10
42,14
OAS Global Premier Credit
17.06

23,58
ASE Global Property
17.06
31,73
30,32
AIN Global Quality
17.06
28,40
27,89
FLE Liquid Alpha Capture
17.06
25,58
25,28
FLE Liquid Alternatives
17.06
24,68
24,41
AAM US Advantage
17.06
40,53
67,04
AAM US Growth
17.06
46,58
44,73
Cl. C
Cl. CH
OFL Absolute Return FI
17.06
25,14

FLE Div Alph Pl LowVol Fd
17.06
23,58

FLE Diversified Alpha Plus
17.06
29,61

OPE Em.Mkts Domestic Debt
17.06
20,71
20,55
AEM Emerging Leaders Eq.
17.06
23,17
26,00
OPE Emerging Mkts Debt
17.06
29,42

AEM Emerging Mkts Equity
17.06
21,06

OPE Emerging MktsCorpDbt
17.06
26,89
26,10
OEM Euro Bond
17.06
35,01

OEC Euro Corporate Bond
17.06
36,50

OEM Euro Strategic Bond
17.06
30,13

OEH Europ.Curr. HighYield Bd
17.06
45,45

AEU European Equity Alpha
17.06
39,70

AEM Frontier Emerg. Mkts Eq.
17.06
26,61
29,80
OIH Glb High Yield Bond
17.06
25,78
28,74
17.06
28,18

AIN Global Advantage
FLE Global Bal. Risk Control
17.06
31,97

OIG Global Bond
17.06
26,03

AIN Global Brands
17.06
38,03
37,17
OAS Global Convertib. Bd
17.06

29,56
OIC Global Credit
17.06
23,02

OFL Global FI Opport.
17.06
24,02
26,83
AAS Global Infrastructure
17.06
43,66
33,80
OAS Global Mortgage Sec.
17.06
24,01
26,86
AIN Global Opportunity
17.06
38,85

ASE Global Property
17.06
28,33
30,55
AIN Global Quality
17.06
24,97
27,97
APS Japanese Equity
17.06
33,47

AEM Latin American Equity
17.06
14,12

FLE Liquid Alpha Capture
17.06

25,36
FLE Liquid Alternatives
17.06

24,46
OEB Short Maturity Euro Bond
17.06
26,37

AAM US Advantage
17.06
47,33

AAM US Growth
17.06
41,95
43,05

OPE Em Local Bd E Acc($)
OPE Em Local Bd E($)
OPE Em Mkts Bd E Acc($)
OPE Em Mkts Bd E Eur hdg Acc
OPE Em Mkts Bd E($)
OPE Em Mkts Corp Bd E
OPE Em.Mkts.Cur.E ($)
OPE Em.Mkts.Cur.E Acc
OPE Em.Mkts.Cur.E Acc unh
AEM EqS Em Mkts Fd E unh
AEU EqS Pathfinder Eu E
AEU EqS Pathfinder Eu E(6)
AIN EqS Pathfinder F E(6)
AIN EqS Pathfinder Fd E
AIN EqS Pathfinder Fd E($)
OEM Euro Bond E
OEM Euro Bond E Acc
OEC Euro Credit E
OEC Euro Inc. Bd E
OEC Euro Inc. Bd E
MAE Euro S.-Term E Acc
OIG Glb Advantage E PH
OIG Glb Advantage E($)
OIG Glb Bd E Acc CE ($)(6)
OIG Glb Bd E Acc hdg
OIG Glb Bd E Acc($)
OIG Glb Bd Ex-US E($)
OIH Glb H.Y Bd E($)
OIH Glb H.Y. Bd E Acc($)
OIH Glb H.Y. Bd E hdg Acc
OIC Glb InvGrCr. E Acc hdg
OIC Glb InvGrCr. E Acc($)
OIC Glb InvGrCr. E hdg
OIC Glb InvGrCr. E($)
BBI Glb Multi-Asset E Acc hdg
BBI Glb Multi-Asset E Acc($)
BBI Glb Multi-Asset E hdg
BBI Glb Multi-Asset E($)
OIG Glb RealRet E Acc hdg
OIG Glb RealRet E Acc($)
OIG Glb RealRet E Dis($)
OIG Global Bond E($)
OIG Global Bond E($) unh
ODB Low Avg Durat. E Acc hdg
ODB Low Avg Durat. E Acc($)
ODB Low Avg Durat. E($)
AAM StocksPLUS E($)
ODMT.R. Bd E Acc hdg
ODMT.R. Bd E Acc($)
ODMT.R. Bd E($)
OFL Unconstrained Bd E
OFL Unconstrained Bd E($)
OFL Unconstrained Bd E($)
ODH US Hi.Yi. Bd E Acc($)
ODH US Hi.Yi. Bd E Dis($)
ODH US Hi.Yi. Bd Ehdg Acc

17.06
17.06
17.06

5,120
6,136
5,664





OEC Augustum Corporate Bond
OEB Augustum High Qual. Bond
OBI Augustum Italian Div. Bond
--- Augustum Mkt Timing
BOB Balanced World C.
OEB Euro Bonds Short Term
AAE Euro Equities
--- Extra Euro HQB
AIN Global Equities (Eur Hdg)
OEM Inflation Lkd Bd Eur.
OEC Large Europe Corporate
AIN Q7 Active Eq.International
FLE Q7 Globalflex
FLE Total Return Flexible
FLE VolActive

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
30.01
12.06
12.06
17.06

Cl.A
193,92
148,23
114,21
110,19
142,20
139,34
53,02
106,85
77,87
106,13
137,39
46,62
110,69
124,66
92,90

CommRealRe.E Acc($)(6)
CommRealRe.E Dis($)
Divers Inc E Dis($)
Divers Inc E Eur hdg Acc E
Divers Inc E hdg
Divers Inc E($)
Em Local Bd E Acc unh

17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06
17.06

6,34
4,47
12,72
13,87
11,56
18,09
13,73

www.pioneerinvestments.com; tel. 800551552
Pioneer Funds
FLE Absolut Ret. Bond E
17.06
5,233
FLE Absolut Ret. M.Str. E
17.06
6,124
FLE Absolut Ret. M.Str.Gr. E
17.06
6,495
OFL Absolut Return Curr. E
17.06
5,555
OFL Absolut Return Curr. F
17.06
5,314
FLE Absolute R.Eur.Eq. EH($)
17.06 100,240
FLE Absolute Ret. As. Eq. E
17.06
5,849
FLE Absolute Ret. Eur. Eq. E
17.06 104,628
FLE Absolute Ret. M. Str. F.
17.06
5,455
APA Asia (ex Japan) Eq. E
17.06
8,898
APA Asia (ex Japan) Eq. F
17.06
7,937
APA China Eq. E
17.06
15,461
APA China Eq. F
17.06
13,579
FLE Commodity Alpha E
17.06
3,493
FLE Commodity Alpha E Hed
17.06
3,024
FLE Commodity Alpha F
17.06
3,307
AEU Core Europ. Eq. E
17.06
10,677
AEU Core Europ. Eq. F
17.06
9,464
AEM Em. Eur. Med. Eq. E
17.06
16,294
AEM Em. Eur. Med. Eq. F
17.06
13,828
OPE Em. Mark. Bond E DT
17.06
5,784
OPE Em. Mark. Bond F DT
17.06
5,749
OPE Em. Mark. Bond LC E
17.06
6,428
OPE Em. Mark. Bond LC E D.
17.06
4,531
OPE Em. Mark. Bond LC E DT
17.06
4,478
OPE Em. Mark. Bond LC F
17.06
6,213
OPE Em. Mark. Bond LC F D.
17.06
4,503
OPE Em. Mark. Bond LC F DT
17.06
4,468
OPE Em. Mark. Bond ST E DT
17.06
5,009
OPE Em. Mark. Bond ST F DT
17.06
5,009
OPE Em. Mark. Cor. HY B. E
17.06
6,394
OPE Em. Mark. Cor. HY B. E DT
17.06
5,916
OPE Em. Mark. Corp. B. 2016 E
15.06
5,241
OPE Em. Mark. Corp. B. 2016 F
15.06
5,206
OPE Em. Mkts B.E Hed.
17.06
11,684
OPE Em. Mkts Bond E
17.06
14,854
OPE Em. Mkts Bond F
17.06
13,092
AEM Em. Mkts Eq. E
17.06
8,319
AEM Em. Mkts Eq. F
17.06
7,234
OAS Euro Aggr. Bond E
17.06
7,641
OAS Euro Aggr. Bond E D.
17.06
5,754
OAS Euro Aggr. Bond F
17.06
7,420
OAS Euro Aggr. Bond F D.
17.06
5,735
OAS Euro Aggreg. Bond E DT
17.06
5,804
OEM Euro Bond E
17.06
9,911
OEM Euro Bond E DT
17.06
5,402
OEM Euro Bond F
17.06
9,172
OAS Euro Cash Plus E
17.06
65,681
OAS Euro Cash Plus E DT
17.06
5,052
OEC Euro Corp. Short T. E
17.06
6,099
OEC Euro Corp. Short T. F
17.06
5,858
OEC Euro Corpor. Bond E DT
17.06
5,998
OEC Euro Corporate Bond E
17.06
9,333
OEC Euro Corporate Bond F
17.06
8,249
OEH Euro H. Y. E
17.06
10,048
OEH Euro H. Y. F
17.06
9,041
OEH Euro H. Y. F DT
17.06
5,613
OEH Euro High Yield E DT
17.06
6,199
MAE Euro Liquidity E
17.06
5,125
OAS Euro Short T. E
17.06
6,439
OAS Euro Short T. F
17.06
6,133
OFL Euro Strat. Bond E D.
17.06
5,108
OFL Euro Strat. Bond E DT
17.06
5,657
OFL Euro Strat. Bond F D.
17.06
5,075
OFL Euro Strat. Bond F DT
17.06
5,345
OFL Euro Strategic Bond E
17.06
10,305
OFL Euro Strategic Bond F
17.06
8,765
AAE Euroland Equity E
17.06
7,205
AAE Euroland Equity F
17.06
6,346
AEU Europ. Eq Income ED
17.06
6,963
OAS Europe Rec.Inc. 2017 E
15.06
5,518
AEU European Eq. Value E
17.06
7,148
AEU European Eq. Value F
17.06
10,720
AEU European Potential E
17.06
8,052
AEU European Potential F
17.06
7,442
AEU European Research E
17.06
6,470
AEU European Research F
17.06
5,724
AIN Glb Eq. Tar. Income E
17.06
7,750
AIN Glb Eq. Tar. Income F
17.06
7,379
5,685
AIN Glb Eq.Tar. Income ED
17.06
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bd E DT 17.06
4,694
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bd F DT 17.06
4,692
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bond E 17.06
4,694
OIG Glb GDP Weig. Gov. Bond F 17.06
4,692
FLE Glb M.Asset TI E Hed. DS
17.06
4,934
FLE Glb Multi Asset TI E DS
17.06
4,404
OAS Global Aggr. Bond E
17.06
8,046
OAS Global Aggr. Bond E DT
17.06
5,401
OAS Global Aggr. Bond F
17.06
7,814
ASE Global Ecology E
17.06
6,578
ASE Global Ecology F
17.06
6,168
OIH Global High Yield E
17.06
10,362
OIH Global High Yield E DT
17.06
6,172
OIH Global High Yield F
17.06
9,051
OIH Global High Yield F DT
17.06
5,847
OPE Global High Yield F DT
17.06
5,891
BOB Global Multi Asset Cons. E 17.06
5,521
BOB Global Multi Asset Cons. F 17.06
5,029
BAZ Global Multi Asset E
17.06
9,329
BAZ Global Multi Asset F
17.06
8,884
AIN Global Select E
17.06
6,834
AIN Global Select F
17.06
6,395
OAS HY&Em.M.BdOpp.2015E
15.06
5,202
OAS HY&Em.M.BdOpp.2015F
15.06
5,175
AEM Indian Equity E
17.06
7,967
AEM Indian Equity F
17.06
7,561
AIT Italian Equity E
17.06
7,771
AIT Italian Equity F
17.06
6,957
APA Japanese Eq. E
17.06
2,862
APA Japanese Eq. E Hed
17.06
9,893
APA Japanese Eq. F
17.06
2,558
AEM Latin Am. Equity E
17.06
3,680
AEM Latin Am. Equity F
17.06
3,519
AAM North Am. Bas. V. E Hed.
17.06
6,379
AAM North American Bas. Val. E 17.06
8,438
AAM North American Bas. Val. F 17.06
7,830
FLE Real Assets TI E
17.06
4,311
FLE Real Assets TI F
17.06
4,502
FLE Real Assets TI E Hed DS
17.06
4,865
APS Russian Equity E
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M
M

M
M

m
m
m

M
M

P
P
P
M
m

P
P
P
m
P
P
P
P

m
m
































































































































































ALTRIARMONIZZATIUE

m

M m

m

m
m













m









m
m

W
W





m

m

m

m
m






M






m
m

m
m
m





































M
M
M
m

m

m

m
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M

mM
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M
M
M
M
M
M
M
M
M
M

m
m

P
P

P

M

P
P
P
P
P
P
P


































M

M

M

m
M
m

M

M

M

m

M
M

m
m


















M
M












m
m
m




M
M





















m

m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m

M

M
mm

m










m

m





















m

M

m
M
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M

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m

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m

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m M
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m W

M

m

m
m

m






M

m
m
m
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m
m

M
M
M
M

m

M
M
M
M
M
M
M

m
m
m
m

M
M
M

M
M
M

m

M
M
M

M
M

M
M
M
M

m

m
m
m


















































































m
m

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m

M

m

W

m

m

@



m
m

m

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m

m

M

m










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M

m
M

m m




m

m

m
m






M

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M
m

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m
m

m




M
m

m
M






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m
M m
M

M

M
M

m

m

M

M
M

M
M








m

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M

M

M

M

M
M

M



M
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m

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m
M m

M
M

M

M m
m
m m

m
m






m
m
m

m

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M

M
M
M
M
m
m
m
M

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M
m
m

M











M
M

M

m

m
m
m

m

M



m
m

m






















m
M
M
M



































m

M

m

m

m

m






m

M
m
M

@

M

m

M

M
m



m

NONARMONIZZATIUE







































m







M

M





m

M m
m
m m
mM










M





M







m m

WM



M










w

m

m




M

m

M
MM
M W
M W
M m
M m
M

m
m

M



m

m
m






























mM

m

W
mM
mM

m

m

mm















m

m
m























W

m

mm
m

M

m


M








Cl.I
201,69
151,95
117,36
112,22
148,66
142,12
55,89
106,95
82,00
109,04
141,59
49,73
114,60

94,43

































































P

m

Pimco Funds: Global Investor Series plc _________________
OAS
OAS
OMI
OMI
OMI
OMI
OPE




























































New Millennium Sicav ____________________________________
Banca Finnat Euramerica; tel. 06 699 33 1

11,19
8,08
35,96
32,74
11,05
12,26
10,13
11,84
12,69
11,02
14,52
15,31
14,10
13,98
13,71
11,13
20,39
12,29
10,42
12,42
11,46
11,620
10,180
11,75
23,07
25,23
14,03
10,90
18,73
20,85
15,85
15,59
10,75
13,32
14,00
14,06
9,93
9,85
16,06
16,58
12,99
12,65
10,83
9,14
12,23
11,09
21,97
19,22
24,87
12,59
11,670
10,36
10,65
25,94
10,68
22,83

m

myNEXT ___________________________________________________
OFL myNEXT Bond E
AAS myNEXT Equity E
BBI myNEXT Multi Asset E

17.06
17.06
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m

m




&

m








Q


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40 Mercati azionari in Italia

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

MERCATO AZIONARIO

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BORSA ITALIANA
Media Media
2014-2015
30 gg 30 gg
Min ¤
Max ¤ prezzo quant.

A

0,680
7,900
9,860
0,980
0,700
0,715
1,744
2,300
0,348
3,952
3,560
6,435
0,005
1,630
4,304
9,040
16,330
4,868
14,280
15,649

B

1,180
13,140
23,700
1,480
5,900
2,800
3,070
4,050
0,709
7,350
8,450
9,545
0,008
2,466
8,550
13,423
25,630
9,415
19,270
29,580

ZAzioni

1,098 212465 1621 LC A2A 1X
12,364 1239 1512 MD Acea 1X
11,330
24 1094 m Acotel 1X
1,378 515 1566 SM Acsm-Agam 1X
2,057 2892 1005 SM Aedes 1X
2,272 3894 1836 m Aeffe 1X
2,841 197 1617 SM Alba Private Eq. 1X
2,944 628 1434 SM Alerion Cleanpwr 1X
0,496 462 1579 SM Ambienthesis 1X
7,098 4523 1049 m Amplifon 1X
7,963 9998 1011 MD Anima Holding 1X
9,424 18682 1212 LC Ansaldo Sts 1X

— 1528 SM Arena
2,178 3350 1035 m Ascopiave 1X
7,892 3603 1146 m Astaldi 1X
12,206 802 1020 MD ASTM 1X
22,996 22680 1338 LC Atlantia 1X
8,273 20380 1574 LC Autogrill 1X
18,287
15 6135 MC Autostrade M. 1X
26,351 21814 1398 LC Azimut H. 1X

5,335 8,740 7,304
66 6020 SM B&C Speakers 1X
1,516 28,780 5,242 115470 1506 MD B. Carige 1X
11 1280 B. Carige r
72,850 215,000128,159
1,999 3,584 3,182 614 1514 SM B. Desio 1X
1,986 3,212 2,723
59 1349 B. Desio r nc
0,320 0,620 0,501 2041 1292 m B. Finnat 1X
17,600 33,440 32,028 2509 1197 MD B. Generali 1X
11,160 20,800 19,226 827 1268 m B. Ifis 1X
2,942 3,720 3,489 658 1397 MD B. Intermobiliare 1X
4,704 8,867 7,755 34611 6014 LC B.P. E.Romagna 1X
0,352 1,079

— 1474 m B.P. Etruria e L.
0,379 0,989 0,932 522877 1472 LC B.P. Milano 1X
2,840 4,630 4,363 10023 6028 MD B.P. Sondrio 1X



— 1548 MC B.P. Spoleto 1X
0,199 0,495 0,305 14062 1533 MD B. Profilo 1X
9,270 12,290 10,677
22 1029 SM B. Sard. r nc 1X
8,710 16,410 15,030 32754 1143 LC B. Popolare 1X
5,780 7,965 6,574 138 1537 B. Santander 1X
5,020 6,850 5,687 187 1007 Banzai 1X
2,056 4,090 3,870 1788 1582 SM BasicNet 1X
0,821 4,000 1,989
77 1033 SM Bastogi 1X
109,000 338,800277,616
78 1325 m BB Biotech 1X
0,256 0,687 0,568 3416 1103 m BE 1X
0,377 0,720 0,446 1873 1610 SM Beghelli 1X
0,468 0,774 0,675 38594 1569 MD Beni Stabili 1X
1,465 2,500 2,266 101 6043 SM Best Union 1X
0,220 0,990 0,547 1338 1874 SM Bialetti 1X
0,415 0,882 0,469 470 6035 m Biancamano 1X
4,900 17,500 15,871 1507 1048 m Biesse 1X
0,216 0,748 0,538 7480 6018 Bioera 1X
18,012 23,569 19,388
2 1040 Boero 1X
2,450 4,198 3,598 146 1092 m Bolzoni 1X
22,040 39,000 24,952
11 1041 SM Bon. Ferraresi 1X
0,700 0,975 0,742
40 6115 MC Borgosesia 1X
0,740 1,270 0,813
52 6120 Borgosesia rnc
18,480 39,800 38,316 1880 1516 m Brembo 1X
0,077 0,152 0,094 5566 1045 SM Brioschi 1X
14,200 26,500 16,927 1021 1025 B. Cucinelli 1X
9,450 15,200 13,801 10549 1556 LC Buzzi Unicem 1X
5,565 9,075 8,550 614 1557 Buzzi Unic. r nc

C

INDICI
Pr. Chiusura (3)
Var.% Vwap Apert.
¤
¤ Var.% annua ¤ (6)
(¤) Min.¤ Max¤
18.06 17.06 (4)
(5) 18.06 18.06 18.06 18.06

1,118
12,000
10,500
1,390
0,772
1,932
2,950
2,760
0,468
6,555
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Contr.
N.ro Quant. tot. in
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15
1587
16
98
27
73
1840
405
221
2985

3747
878

114
17
2881
18
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240
8
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192
45
1248
5
15
28
629
97

15
11


1105
17
494
2607
178

3
2443

51
8
76
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65
261
4079

47736
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491
3
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12
8
105
3
10
461
102
6275
3
85
47
126
256

7
1


121
89
72
1322
48

112

19
14
3472
29
689
14
187
3
142
557
6

819
155
2936
196

2
133
5451
31
1078

p/mez.
Capit.
p/u propri Div/p in mln
(7)
(8) ¤ (9)

neg.
15,68
neg.
18,97
3,62
74,08
8,93
neg.
neg.
31,63
26,80
23,23

13,37
9,16
10,25
24,20
76,26
24,05
37,58

Div.
lordo
¤ (2)

1,34
1,78
1,64
0,68
0,78
1,56
1,25
1,04
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3,32
3,21
3,27

1,17
1,30
0,68
2,75
4,18
0,70
5,43

3,30
3,76

2,59



1,64

0,66
2,20
1,60

7,39
2,63
3,87
3,69

2,24
0,41

3449
2547
45
104
183
203
30
120
44
1470
2274
1873

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1023
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1915
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129

27
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4592
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374

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— —
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— —
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neg.-291,30
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neg. 0,77
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neg. 1,14
— —
90,00 2,58
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— —
— —
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4,63


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2,51

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1,04

3,51



2,48


0,97
0,21


1,59

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137


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1074
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1

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1
918
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41
2012


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neg.
6,73
neg.
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neg.
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neg.
neg.

neg.
neg.
23,70
neg.

neg.
15,16
neg.
8,33
neg.


6,05

2,39

1,17

5,05
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1,74
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3,18





2,65



2,17

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15
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108
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229
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2,090
3,500

4,400
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1,046
0,985
7,933
0,490

0,341
7,496
1,215
1,538
1,722

46 1327 m Cad It 1X
2040 1066 m Cairo Comm. 1X
296 6021 SM Caleffi 1X
251 1306 Caltagirone 1X
243 1058 MC Caltagirone Ed. 1X
20640 1061 LC Campari 1X
663 1527 SM Carraro 1X
8204 1333 MD Cattolica Ass. 1X
133 1580 m Cembre 1X
1289 1067 m Cementir Hldg. 1X
332 1329 m Cent. Latte To 1X
2676 1053 Cerved Inf. 1X
9252 1042 SM Chl 1X
899 6023 SM Cia 1X
— 1087 Ciccolella
9050 1070 MD Cir 1X
4408 1317 SM Class 1X
32882 1475 LC CNH Industrial 1X
1883 1073 MD Cofide 1X
— 6034 SM Cogeme )
348 6038 SM Conafi Prestitò 1X
1462 1100 MD Credem 1X
43935 1454 MD C. Valtellinese 1X
503 1570 SM Csp Int. 1X
20010 1312 CTI Biopharma )


4,482
1,180
2,180
0,865
6,845
2,048
6,945
13,600
5,765
3,600
6,400
0,043
0,253

0,969
0,844
7,620
0,446

0,323
6,930
1,165
1,340
1,895

4,406
4,450
1,150
2,088
0,870
6,810
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7,000
13,560
5,850
3,600
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0,980
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0,320
6,940
1,163
1,348
1,830


0,72
2,61
4,41
-0,57
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3,55


-9,10
-14,52
12,00
3,44
32,43
8,15
21,05
29,66
15,26
31,77
47,21
10,87
9,50

12,02
-12,06
12,39
3,49

27,52
10,14
46,10
-4,18
-3,54


4,461
1,180
2,095
0,861
6,818
2,030
6,925
13,449
5,738
3,562
6,450
0,042
0,249

0,972
0,827
7,553
0,450

0,320
6,921
1,148
1,340
1,866


4,490

2,088
0,860
6,815
2,060
6,995
14,020
5,885
3,630
6,510
0,043
0,244

0,985
0,829
7,570
0,454

0,319
6,950
1,167
1,343
1,835


4,412
1,180
2,020
0,850
6,680
2,016
6,830
13,070
5,640
3,534
6,370
0,041
0,244

0,964
0,810
7,410
0,446

0,319
6,835
1,128
1,301
1,804


4,500
1,180
2,180
0,865
6,885
2,060
6,995
14,020
5,885
3,630
6,655
0,043
0,253

0,985
0,854
7,620
0,456

0,323
6,990
1,176
1,355
1,898


296
1
45
14
2103
33
1117
91
380
13
441
39
8

344
173
2336
79

5
313
1521
63
913

0,328
2,252
1,073
17,230
12,870
7,425
11,720
1,004
1,172
26,000
2,150
2,000

0,760
4,400
1,800
26,940
18,130
13,150
22,470
1,681
2,500
44,000
8,350
4,884

0,593
2,875
1,361
19,963
14,614
12,143
21,242
1,553
2,252
41,886
6,864
2,169

13081 1355 m D'Amico 1X
185 1047 m Dada 1X
169 1676 Damiani )
734 1089 MD Danieli
1267 1090 Danieli r nc
775 1018 m Datalogic 1X
1252 1072 MD De' Longhi 1X
3827 1003 m Dea Capital 1X
876 1024 DeLclima 1X
884 1598 MD Diasorin 1X
969 1326 m Digital Bros
59 1351 m Dmail Gr.

0,576
2,574
1,300
18,670
13,800
12,500
20,910
1,466
2,146
41,420
7,980
2,128

0,580
2,844
1,269
18,330
13,850
12,630
20,390
1,515
2,122
41,700
7,740
2,090

-0,69 24,82
-9,49 4,76
2,44 4,92
1,85 -9,70
-0,36 -0,73
-1,03 41,99
2,55 37,74
-3,23 8,49
1,13 6,19
-0,67 24,10
3,10 145,91
1,82 -1,78

0,573
2,665
1,282
18,522
13,746
12,551
20,691
1,479
2,113
41,249
7,860
2,162

0,578
2,740
1,225
18,430
13,850
12,740
20,530
1,520
2,128
41,630
7,795
2,100

0,566
2,574
1,225
18,200
13,610
12,500
20,180
1,460
2,066
40,650
7,695
2,100

0,582
2,860
1,300
18,840
13,910
12,790
20,960
1,520
2,146
41,680
8,000
2,196

132
82
17
794
220
245
471
367
231
1622
308
24

0,675
0,814
0,062
33,200
15,500
1,401
0,577
3,116
1,602
3,110
34,720
12,980
8,055
0,061
4,980
0,618
1,390
26,620
0,621

1,057
2,086
0,580
57,450
42,440
2,346
1,099
4,500
2,188
6,180
60,900
20,460
13,100
0,200
10,450
1,208
2,660
45,920
1,033

0,747 2734 1275 Edison r nc 1X
1,041 6615 1099 MD Ed. Espresso 1X
0,096 6749 1138 SM Eems )
54,731 626 1359 m EI Towers 1X
36,985
77 1346 m El.En 1X
2,082 664 1188 m Elica 1X
0,908 916 1613 m Emak 1X
4,276 527560 1575 LC Enel 1X
1,738 118697 1128 LC Enel Green Power 1X
3,689
46 6048 MC Enervit 1X
58,327
92 1347 m Engineering I.I. 1X
16,426 202210 1525 LC Eni 1X
11,371 2049 1576 MD Erg 1X
0,107 1600 1154 SM Ergycapital 1X
7,970 2352 1104 m Esprinet 1X
1,009 100 6025 SM Eukedos 1X
1,853 903 1088 m Eurotech 1X
43,395 4928 1627 LC Exor 1X
0,778 593 1081 m Exprivia 1X

0,715
0,916
0,074
52,600
35,900
1,937
0,900
4,206
1,720

55,650
15,840
10,550
0,093
7,345
0,986
1,716
42,340
0,766

0,720
0,928
0,062
52,350
35,000
1,902
0,885
4,122
1,704

56,400
15,740
10,610
0,094
7,365
0,966
1,707
41,820
0,768

-0,69
-1,29
19,35
0,48
2,57
1,84
1,69
2,04
0,94

-1,33
0,64
-0,57
-0,75
-0,27
2,12
0,53
1,24
-0,33

0,714
0,916
0,071
52,426
35,296
1,916
0,885
4,150
1,707

55,899
15,797
10,510
0,092
7,217
0,964
1,706
41,817
0,754

0,730
0,937
0,062
52,650
35,470
1,935
0,895
4,124
1,708

56,200
15,770
10,610
0,093
7,355
0,965
1,710
41,900
0,753

0,700
0,907
0,062
51,800
34,210
1,902
0,868
4,056
1,690

55,300
15,570
10,320
0,091
7,110
0,963
1,670
41,120
0,748

0,731
69 142 101 1,96 0,01 — 79 0,0500
0,937 242 437 400 44,18 0,67 — 377 0,0629
0,074
99 1428 101 neg. -0,06 —
3

52,950 362
78 4089 39,18 2,50 2,10 1482 1,1000
37,350
81
3 111 10,31 1,19 2,83 170 1,0000
1,947
26
24
46 46,82 1,10 1,48 121 0,0284
0,900
55
59
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1,720 2314 11500 19626 23,77 1,09 1,88 8533 0,0320




— — —
— 0,0450
56,400 160
7 377 16,74 1,71 2,94 699 1,6452
15,870 10096 31852 503163 44,47 0,96 7,09 57408 1,1200
10,680 577 144 1518 33,08 0,95 4,76 1580 0,5000
0,094
21 122
11 neg. 1,11 — 15

7,355 606 180 1297 13,99 1,39 1,73 378 0,1250
0,986
6
4
4 355,41 0,64 — 17

1,748
69
61 103 neg. 0,59 — 61

42,370 2084 642 26826 31,88 1,29 0,84 10297 0,3350
0,766
22
19
15 11,17 0,55 3,71 39 0,0280

0,841
0,462
6,570
2,352
5,200
7,440
0,603
3,512
5,395
1,551

1,510
0,715
16,290
9,665
9,320
10,400
0,864
7,235
12,380
3,250

1,184 5887 1124
0,625 4577 6066
13,969 126445 1111
7,171 443 1335
5,992 411 1211
9,634 145 1071
0,750 8505 1062
6,811 11375 1056
11,571 35384 1259
1,929
46 1077

D

E

F

G

Falck Renew 1X
1,100 1,130 -2,65 19,03 1,102 1,133 1,079 1,133 408 525 578
FNM 1X
0,544 0,557 -2,34 -1,71 0,542 0,552 0,532 0,556 100 222 120
FCA-Fiat Chrysler 1X 13,530 13,510 0,15 38,53 13,370 13,450 13,120 13,550 10124 13430 179538
Fidia 1X
5,895 5,995 -1,67 105,83 5,844 5,985 5,725 6,000 117
18 108
Fiera Milano 1X
5,440 5,460 -0,37 -14,85 5,389 5,420 5,320 5,440 126
32 175
Fila 1X
9,900 9,880 0,20 31,60 9,894 9,830 9,830 9,900
9
26 254
Fincantieri 1X
0,679 0,701 -3,21 -11,58 0,684 0,710 0,672 0,710 523 1638 1120
FinecoBank 1X
6,415 6,460 -0,70 36,84 6,378 6,420 6,245 6,455 1375 717 4576
LC Finmecc. 1X
11,020 10,910 1,01 40,09 10,866 10,900 10,580 11,040 5122 6247 67864
SM FullSix 1X
1,846 1,848 -0,11 10,16 1,846
— 1,846 1,846
2



1,630

I

0,554
25,020
0,432
0,300
0,312
0,401
8,750
1,781
1,451
0,390
1,650
0,824
1,360
1,130
1,308
4,054
17,000
11,860

2,462 2,373 25178 1251 MD Hera 1X
1,106
49,900
0,822
1,059
0,510
0,673
15,840
3,376
2,964
0,880
2,380
1,368
2,450
1,889
2,726
8,838
35,000
23,000

0,832 17285 1036 MD Imm. Grande Dis. 1X
46,351 1088 1515 m Ima 1X
0,629 3634 1001 SM Immsi 1X
0,464 188 6031 MC Industria e Inn. )
0,354 2805 1269 SM Intek Group )
0,561 2178 1270 Intek Group r nc
14,923 1827 1554 m Interpump 1X
3,2551315137 1186 LC Intesa Sanpaolo 1X
2,859 57290 1187 Intesa Sanp. r nc
0,458 351 1361 SM Inv. e Sviluppo )
1,996 132 1555 m Irce 1X
1,304 16752 1339 MD Iren 1X
1,753 199 1301 m Isagro 1X
1,228 177 1050 m Isagro Az. Svil. sp
2,011
88 1054 m It Way 1X
6,176 12023 1148 Italcementi 1X
29,174
86 1152 MD Italmobiliare 1X
17,060 198 1153 Italmobiliare r nc

0,970
3,700
3,164
16,340
3,482
0,725

0,778
42,660
0,609
0,475
0,346
0,561
13,968
3,138
2,737
0,407
2,011
1,295
1,597
1,219
1,887
5,853
26,384
16,468

0,967
3,790
3,150
16,240
3,458
0,780

0,798
42,840
0,620
0,439
0,346
0,562
14,030
3,124
2,722
0,394
2,020
1,295
1,631
1,219
1,841
5,860
27,760
16,590

0,929
3,630
3,032
15,980
3,386
0,716

04.05.15
21.05.12
21.05.12
04.05.15
04.05.15
18.05.15
18.05.15
13.04.15
05.05.08
18.05.15
11.05.09
18.05.15
18.05.15
09.05.11
04.05.15
11.05.15
23.05.11
14.04.15
18.05.15
20.03.15
25.05.15
25.06.12
04.05.15
04.07.11
18.05.15
21.07.14
11.05.15
18.05.15
18.05.15
04.02.08
18.05.15
19.05.03
18.05.15
18.05.15
18.05.15
11.05.15
11.05.15
19.05.14
18.05.15
21.05.12
18.05.15
05.05.08
18.05.15
18.05.15
18.05.15
04.05.15
11.05.15
11.05.09
24.05.01
21.05.12
10.05.10
20.04.15
21.05.12
06.05.13
18.05.15
07.05.12
08.06.15

0,0620
0,0130
0,0900
0,2500
0,2000
2,0000

0,2000
0,4100


14.04.14
21.05.12
18.05.15
25.05.15
25.05.15
01.06.15
23.06.14
18.05.15
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18.05.15
18.05.15
11.05.15
23.06.14
27.04.15
11.05.15
09.06.14
18.04.11
11.05.15
07.05.12
01.06.15
27.04.15
23.05.11

0,763
42,080
0,603
0,439
0,341
0,559
13,760
3,058
2,682
0,390
2,002
1,267
1,582
1,180
1,840
5,715
25,900
16,030

0,800 480 1568 1220
43,240 1258
95 4074
0,620
74 149
91
0,485
14
8
4
0,350
53 321 111
0,564
39 320 180
14,110 886 251 3505
3,180 13757 136908 429645
2,788 1052 3020 8266
0,420
53
71
29
2,020
2
2
4
1,313 1220 2750 3562
1,632
22
16
25
1,230
17
24
29
1,906
3
1
2
5,935 1123 899 5260
27,760 171
11 289
17,100 199
29 472

80,61
31,03
neg.
neg.
0,88
1,43
26,71
42,09
36,72
0,56
14,91
19,26
neg.
neg.
neg.
neg.
neg.
neg.

0,62
15,50
0,77
3,07
0,31
0,50
3,30
1,18
1,03
1,39
0,41
0,94
0,65
0,50
1,42
0,66
0,56
0,35

4,82
3,16




1,29
2,23
2,96

1,49
4,04



1,54
0,95
2,37

589
1600
208
11
120
28
1521
49725
2553
3
57
1530
39
17
15
2044
585
269

0,0375
1,3500
0,0300

0,0110
0,0724
0,1800
0,0700
0,0810
0,0362
0,0300
0,0523
0,1000

0,1300
0,0900
0,1500
0,2552

IVS Gr. A 1X

7,445 7,520 -1,00 0,70 7,445 7,450 7,445 7,450

0,205

0,349 0,290 33604 1116 SM Juventus FC

0,265 0,270 -1,89 20,24 0,264 0,270 0,260 0,270

0,810
0,730

2,750 1,177
1,986 0,845

0,999 1,008 -0,89 14,48 0,983 0,986 0,972 1,018
0,815 0,808 0,87 -6,70 0,810 0,815 0,801 0,815

K
L

M

0,082
1,451
10,500
11,060
0,720
2,424
5,740
4,752
0,077
3,873
1,068
0,325
0,950
10,010
0,574
0,468
0,270
1,581
0,024
3,918

N

0,171
2,978
18,120
11,850
2,510
4,894
9,585
8,475
0,195
7,300
1,850
0,733
1,750
18,110
1,572
4,128
0,649
11,109
0,110
8,685

885 1253 Kinexia 1X
554 1358 SM K.R.Energy 1X
La Doria )
Landi Renzo 1X
Lazio
Luxottica 1X
LVenture Group 1X

0,116 957 1245 SM M & C 1X
2,776 15915 1821 MD Maire Tecnimont 1X
16,678 1099 1019 m Marr 1X
11,352 2415 1060 M.Zanetti Beverage 1X
1,182 284 1052 Mediacontech )
4,426 94676 1543 LC Mediaset 1X
9,128 46546 1173 LC Mediobanca
7,800 26715 1539 LC Mediolanum 1X
0,160 975 1706 MC Meridie 1X
6,585
50 1039 MC Mid Industry Cap )
1,582 422 1178 SM Mittel 1X
0,421 27612 1010 SM MolMed 1X
1,432 2943 1004 m Moleskine 1X
17,042 16105 1037 LC Moncler 1X
1,077 3686 1014 MD Mondadori 1X
2,949 3231 1046 m Mondo TV 1X
0,318 576 1095 SM Monrif 1X
1,972 558567 1500 LC Monte Paschi Si 1X

— 6017 SM Moviemax
7,310 244 1451 m MutuiOnline 1X

2,560
3,426
0,690

3,694 3,017
6,500 5,805
1,250 0,841

0,310
3,932

0,574 0,387 1777 1529 SM Olidata 1X
5,445 4,856 5326 1065 OVS 1X

O
P

1,070
2,320
1,930
0,495
2,902
1,410
9,605
8,625
4,950
0,206
0,242
0,134
9,165
12,340

2,528
2,398
2,916
0,848
4,712
1,653
15,394
15,218
6,751
0,286
0,416
0,214
18,040
20,315

18.05.15
25.05.15
21.05.12
09.05.11
09.05.11
11.05.15
18.05.15
18.05.15
18.06.01
25.05.15
23.06.14
28.05.12
02.02.09
18.05.15
23.06.14
23.06.14

Contr.
N.ro Quant. tot. in
Cont. (mlg) ¤(mlg)

6

1

5 180,27 1,07

241 2029
74
6

12,130
0,921
0,589
59,500
0,786

12,250
0,928
0,592
59,300
0,774

-0,98
-0,81
-0,51
0,34
1,55

50,67
-7,17
17,35
32,00
9,52

12,150
0,917
0,580
59,118
0,767

12,300
0,923
0,592
59,400
0,771

11,800
0,911
0,574
58,200
0,763

12,350
0,928
0,592
59,600
0,786

0,117
2,842
15,740
11,350

4,150
8,655
7,195
0,154
6,250
1,513
0,390
1,310
16,760
1,000
2,424
0,282
1,829

7,060

0,115
2,730
15,700
11,350
1,012
4,136
8,615
7,215
0,155
6,770
1,528
0,398
1,317
16,480
0,996
2,512
0,278
1,870

7,200

1,74
4,10
0,25


0,34
0,46
-0,28
-0,52
-7,68
-0,98
-1,91
-0,53
1,70
0,35
-3,50
1,40
-2,19

-1,94

29,57
54,50
7,16
-2,93

18,65
27,45
35,33
51,82
16,85
30,42
4,33
30,23
49,08
12,70
48,15
-0,27
-4,97

48,58

0,115
2,838
15,738
11,331

4,100
8,598
7,153
0,149
6,256
1,505
0,390
1,298
16,467
0,984
2,441
0,279
1,823

7,053

0,113
2,804
15,800
11,250

4,140
8,605
7,215
0,150
6,750
1,513
0,399
1,309
16,520
1,014
2,480
0,283
1,856

7,090

0,113
2,750
15,500
11,220

4,020
8,445
7,015
0,148
6,250
1,492
0,380
1,279
16,010
0,955
2,360
0,279
1,790

7,000

0,117
30
2,898 2098
15,800 375
11,410 151


4,152 3761
8,695 3693
7,220 1439
0,155
13
6,750
9
1,529
18
0,399 340
1,312 308
16,840 2844
1,014 155
2,546 695
0,283
13
1,868 12750


7,215
54

40
5

450
108
75
3108
14

2,830 2,820 0,35 4,24 2,826 2,830 2,774 2,842
5,850 5,945 -1,60 26,44 5,769 5,990 5,610 5,990
0,910
— — 12,95 0,904 0,900 0,900 0,910

16
20
3

0,375 0,377 -0,56 13,37 0,368 0,371 0,359 0,384
5,280 5,170 2,13 29,45 5,263 5,080 5,080 5,330

59
1049

p/mez.
Capit.
p/u propri Div/p in mln
(7)
(8) ¤ (9)

Div.
lordo
¤ (2)



290 0,1200 23.06.14

Contratti Totali:
268.179

536

neg. 6,25



266 0,0120 04.11.02

40
4

neg. 0,94
neg. 0,93




55 0,0100 02.06.14
27


79
9
3107 8816
63 999
75 852


8103 33222
5671 48762
1967 14069
13
2
1
5
11
17
2120 826
225 292
1376 22658
208 205
690 1684
5
1
69638 126957


9
66

neg.
17,24
20,49
30,63

204,33
16,04
16,46
neg.
5,87
neg.
neg.
16,67
31,60
416,41
37,54
neg.
neg.

31,00

0,72
9,40
4,12
1,90

2,08
0,95
2,91
0,74
0,60
0,47
13,59
3,09
9,82
1,00
2,14
2,82
0,08

8,03



3,94


0,49
1,74
3,77




2,54
0,73





1,70

22 21,23 1,61 1,68
8 neg. 2,72 —
3 neg. 11,74 —

74
27
434 2281

neg. -3,42
neg. 2,93

55
867
1047
389

4843
7456
5276
8
26
132
164
275
4119
257
64
42
466

279

0,6200
0,0580
0,6200

0,6000
0,0200
0,1500
0,2700

0,5000
0,1000

0,0330
0,1200
0,1700
0,3500
0,0240
0,0245

0,1200

23.06.14
23.05.11
18.05.15
29.04.02
10.08.09
16.05.11
25.05.15
22.04.02
18.05.15
24.11.14
20.04.15
01.06.15
28.02.11
20.04.15
18.05.15
23.05.11
10.05.04
22.05.06
23.05.11
11.05.15

328 0,0475 25.05.15
44

12 0,0200 04.06.07

— 13 0,0440 10.05.04
— 1195


2,442
2,398
2,964
0,768
4,478
1,599
15,270
15,010
6,285
0,275
0,362
0,196
16,880
19,930

2,436
2,370
2,960
0,772
4,522
1,580
15,240
14,970
6,300
0,260
0,369
0,199
17,250
19,560

0,25
1,18
0,14
-0,52
-0,97
1,20
0,20
0,27
-0,24
5,69
-1,90
-1,51
-2,14
1,89

94,57
0,26
22,22
8,30
40,49
13,43
36,11
49,47
8,56
12,21
33,39
13,45
25,91
29,01

2,430
2,389
2,939
0,764
4,414
1,617
15,221
14,997
6,296
0,260
0,359
0,192
16,892
19,563

2,460
2,370
2,952
0,787
4,448
1,620
15,250
14,920
6,300
0,265
0,369
0,190
17,490
19,610

2,414
2,370
2,908
0,757
4,390
1,586
15,130
14,900
6,285
0,258
0,354
0,190
16,640
19,140

2,460
2,406
2,970
0,787
4,490
1,649
15,290
15,040
6,300
0,282
0,369
0,198
17,490
19,930

37
11
26 neg. 0,75 — 110
457 871 2082 21,58 1,36 0,67 4384
1174 1096 3222 66,07 2,58 2,45 1061
77 127
97 neg. -2,38 — 36
75
23 104 neg. 4,77 — 133
43
41
66 22,92 2,55 1,24 81
2137 3298 50204 23,26 2,91 2,41 7241
74
42 626 22,92 2,87 2,87 184
2

1 256,68 7,75 — 54
27
33
9 14,69 1,07 — 34
208 644 231 neg. 2,46 — 182
10
33
6 neg. 0,37 — 36
185
17 286 18,14 1,48 1,18 177
2408 1432 28022 36,87 3,69 2,15 4240

2,910 4,550 4,344 2870 1027 MD Rai Way 1X
2,102 2,794 2,561
36 1342 SM Ratti 1X
0,810 1,837 1,192 16129 1564 MD RCS Mediagroup 1X
10,100 19,780 18,977 2407 1221 MD Recordati 1X
0,255 0,433 0,384 6586 1238 m Reno De Medici 1X
47,700 96,800 91,186
77 1345 m Reply 1X
0,466 0,799 0,610 2364 1085 SM Retelit )
0,179 0,430 0,258 856 1549 SM Ricchetti 1X
0,082 0,247 0,162 5065 1228 Risanamento 1X
0,415 0,897 0,533 4986 1028 SM Roma A.S.
1,113 1,670 1,280
91 6047 SM Rosss 1X

4,104
2,576
1,136
18,280
0,343
89,750
0,569
0,246
0,134
0,521


4,198
2,550
1,116
18,570
0,350
89,300
0,578
0,249
0,135
0,521


-2,24
1,02
1,79
-1,56
-2,00
0,50
-1,64
-0,96
-0,89
-0,10


30,63
6,62
19,74
42,23
24,71
49,47
-3,10
7,95
36,31
-4,00


4,154
2,559
1,109
18,372
0,341
89,873
0,564
0,238
0,133
0,519


4,178
2,550
1,116
18,460
0,346
91,000
0,579
0,249
0,130
0,520


4,104
2,550
1,076
18,160
0,336
89,250
0,559
0,237
0,130
0,515


4,200
2,576
1,144
18,570
0,346
91,000
0,579
0,249
0,137
0,521


467 149 617 45,84 7,35
3

1 25,56 1,73
1116 2788 3090 neg. 2,16
1261 307 5634 23,84 4,88
85 364 124 23,47 0,91
160
8 713 17,55 3,34
97 268 151 neg. 0,72
19
17
4 neg. 0,17
38 348
46 1,17 0,79
51 111
58 neg. -2,53



— —

10,240 14,520 12,501 192 1590 m Sabaf 1X
5,515 8,930 7,672 142 1481 m Saes G. 1X
4,510 7,890 6,122 105 1505 m Saes G. r nc
9,130 19,300 12,974 1441 1091 MD Safilo Group 1X
7,085 21,000 11,457 64789 1247 LC Saipem 1X
15,300 20,990 17,235
1 1248 Saipem r
2,072 4,980 4,012 16123 1075 LC Salini Impregilo 1X
9,000 13,150 9,735
17 1076 Salini Impregilo r nc
17,610 32,550 27,976 5597 1057 LC S. Ferragamo 1X
0,660 1,910 1,547 48591 1222 MD Saras 1X
11,560 13,850 12,434
90 1008 MC Save 1X
0,002 0,210 0,0044040739 1256 SM Seat P. G. 1X
47,997 174,900165,240
— 1257 Seat P. G. r nc
3,580 5,700 4,734 135 6037 m Servizi Italia 1X
11,360 17,370 15,631
44 1068 m Sesa
7,195 11,090 9,917 2014 1123 MD Sias 1X
0,048 0,131 0,062 980 6044 SM Sintesi )
1,061 2,310 1,531 1173 1297 SM Snai 1X
3,756 4,872 4,484 159207 1115 LC Snam 1X
1,860 5,015 2,799 2799 1276 m Sogefi 1X
5,510 8,915 7,588 201 1618 MD Sol 1X
0,550 1,426 0,755 1041 1032 SM Sole 24 Ore sp
1,633 3,066 2,627 7937 1315 MD Sorin 1X
0,031 0,195

— 6041 SM S.S.B.T.-Screen S.
0,230 0,485 0,317 754 1283 SM Stefanel 1X
145,000 147,000

— 1550 Stefanel r nc
4,894 9,600 7,397 47494 1596 LC STMicroelectr. 1X

11,940
7,240
5,870
12,560
9,215

3,752
9,700
27,250
1,575
12,600
0,004

4,332
14,640
9,390
0,050
1,360
4,312
2,528
6,660
0,690
2,528

0,309

7,120

12,200
7,315
5,880
12,460
9,700

3,750

26,680
1,573
12,540
0,004

4,300
14,900
9,550
0,052
1,389
4,294
2,522
6,960
0,695
2,510

0,308

7,200

-2,13
-1,03
-0,17
0,80
-5,00

0,05

2,14
0,13
0,48


0,74
-1,74
-1,68
-3,28
-2,09
0,42
0,24
-4,31
-0,72
0,72

0,29

-1,11

6,63
16,99
10,31
16,75
4,95

25,39
-3,87
31,68
88,04
-4,74
35,03

7,96
13,16
16,42
-2,48
6,88
4,63
21,16
1,70
17,22
30,68

1,91

14,43

11,980
7,176
5,806
12,503
9,209

3,742
9,700
26,836
1,566
12,519
0,004

4,318
14,672
9,374
0,051
1,361
4,305
2,524
6,810
0,689
2,492

0,304

7,080

12,170
7,440
5,820
12,270
9,600

3,738
9,700
26,710
1,550
12,640
0,004

4,268
14,930
9,440
0,051
1,378
4,306
2,536
7,015
0,719
2,474

0,310

7,205

11,880
7,100
5,755
12,220
9,030

3,700
9,700
26,240
1,516
12,360
0,004

4,262
14,200
9,245
0,050
1,352
4,254
2,472
6,660
0,683
2,436

0,300

6,980

12,170
70
11 136 16,57 1,25 3,34 138 0,4000 25.05.15
7,440
60
6
45 32,72 1,40 1,67 105 0,1200 04.05.15
5,900
13
2
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12,720 575 108 1347 20,05 0,81 — 782 0,0850 12.05.08
9,610 16444 14481 133354 neg. 0,98 — 4064 0,6800 20.05.13




— — —
— 0,0500 18.05.15
3,798 2332 2319 8679 19,71 1,66 1,07 1842 0,0400 25.05.15
9,700
2

2 51,08 4,32 2,68 16 0,2600 25.05.15
27,300 1971 456 12240 28,93 9,72 1,57 4530 0,4200 18.05.15
1,593 1892 3443 5394 neg. 2,26 — 1490 0,1700 18.05.09
12,640
49
4
51 25,32 3,25 4,31 693 0,5402 04.05.15
0,004
62 229629 896 0,18 1,44 — 251 0,0070 21.05.07




— — —
— 0,0015 19.05.08
4,394
40
5
20 9,37 1,11 3,71 122 0,1600 27.04.15
14,930
39
3
42 11,11 1,63 3,07 230 0,4500 15.09.14
9,500 508 145 1357 14,90 1,28 3,41 2133 0,3200 18.05.15
0,053
24
68
31242,98 -0,42 —
2 0,0078 18.03.93
1,378
44
51
70 neg. 3,30 — 159 0,0387 24.07.00
4,326 3872 14310 61602 12,58 2,10 5,81 15069 0,2500 18.05.15
2,562 354 218 550 82,27 1,86 — 299 0,1300 29.04.13
7,015
91
22 151 21,17 1,51 1,62 618 0,1100 18.05.15
0,719
39
64
44 neg. 0,27 — 30 0,0980 04.05.09
2,536 692 671 1674 22,96 1,86 — 1193





— — —
— 0,0220 28.02.11
0,310
3
2
— neg. 2,42 — 26 0,0400 08.05.06




— — —
— 0,0750 08.05.06
7,215 4136 4520 32004 61,16 1,57 5,03 6448 0,0891 15.06.15

2,100
0,329
0,705
0,821
0,171
0,559
11,010
3,536
1,352
0,555
0,039
64,200
10,560
1,960
6,136

3,410
0,480
1,155
0,875

0,938
12,420
4,182
1,720
0,700
0,055
86,700
16,020
1,970
7,195

3,398
0,488
1,110
0,879
0,455
0,895
12,490
4,144
1,700
0,705
0,055
86,000
16,220
2,024
7,190

0,35
-1,68
4,05
-0,40

4,80
-0,56
0,92
1,18
-0,71
-0,72
0,81
-1,23
-2,67
0,07

29,16
23,35
28,16
-7,90

31,88
0,51
9,39
19,98
19,13
1,53
19,15
21,06
-29,39
1,29

3,381
0,473
1,135
0,881

0,916
12,421
4,138
1,697
0,698
0,054
85,674
16,222
1,990
7,072

3,418
0,488
1,115
0,878

0,898
12,490
4,152
1,725
0,717
0,055
86,000
16,250
2,024
7,070

3,328
0,465
1,091
0,860

0,882
12,310
4,080
1,680
0,678
0,053
84,200
16,020
1,963
6,960

3,440 479 295 999 18,10 1,73 1,80 485 0,0610 25.05.15
0,488
5
2
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1,165 13947 248639 282364 16,40 1,22 — 15294 0,0200 22.04.13
0,920
97
21
18 neg. -1,46 — 91 0,1643 24.04.06




— — —
— 0,1679 24.04.06
0,940 5320 57811 52959 13,23 0,98 3,00 5520 0,0275 22.04.13
12,550 3184 3354 41655 13,25 1,39 2,98 14663 0,3706 18.05.15
4,182 3200 8815 36479 15,28 2,69 4,83 8318 0,2000 23.06.14
1,725
27
17
29 10,73 0,91 3,83 64 0,0650 18.05.15
0,717
58
90
63 15,23 1,55 3,29 75 0,0230 25.05.15
0,055 358 12321 665 neg. -0,60 — 101

87,000 2317 239 20445 27,00 3,24 2,33 2622 2,0000 18.05.15
16,250
7

3 71,90 4,53 2,43 302 0,3940 04.05.15
2,024 953 1192 2371 13,43 0,51 3,52 328 0,1300 07.07.14
7,210
67
14
99 22,04 3,17 3,54 92 0,2500 18.05.15

7,105 7,015
6,035 5,975
8,285 8,180
4,380 4,382
4,408 4,408
2,390 2,362
2,424 2,438
226,900 226,100

1,28
1,00
1,28
-0,05

1,19
-0,57
0,35

17,80 7,029 7,030 6,905 7,130 4010 7513 52806 neg.
11,81 5,985 5,965 5,880 6,040 15120 69552 416306 17,80
4,82 8,373 8,200 8,200 8,415
16
1
11 24,89
5,66 4,347 4,368 4,298 4,402 1156 1405 6108 16,22
6,93 4,364 4,362 4,304 4,418 461 286 1248 16,28
5,21 2,364 2,364 2,332 2,390 2678 14483 34232 8,48
6,86 2,404 2,428 2,378 2,442 289 636 1528 8,63
17,45 225,946 228,500 221,800 229,000
99
1 237 810,93

1,24
-4,06
0,22
-0,92

56,43
-4,83
22,37
13,05

S

T

U

3,700
0,683
1,205
2,170
0,921
0,960
18,290
4,398
2,400
0,927
0,086
121,800
17,550
5,869
11,191

3,513 1988 6022 MC Tamburi Inv. 1X
0,493 125 1031 Tas 1X
1,1201223067 1193 LC Telecom Italia 1X
0,968 581 1647 MD Telecom I. Media 1X
0,525
35 1648 Tel. I. Media r nc
0,899 303133 1260 Telecom It. r nc
13,214 28061 1194 LC Tenaris 1X
4,254 95336 1360 LC Terna 1X
1,794 353 6049 m TerniEnergia 1X
0,747 3109 1038 m Tesmec 1X
0,062 119877 1553 SM Tiscali 1X
84,060 1775 1331 LC Tod's 1X
16,299
14 1837 Toscana Aeroporti 1X
2,251 9865 1511 MD Trevi 1X
7,858 290 1063 m Txt e-solutions 1X

4,824 7,735 7,365 79250 1287 LC UBI Banca )
4,822 6,885 6,334 567992 1082 LC Unicredit 1X
7,400 9,500 8,739
67 1083 Unicredit r nc
3,248 5,790 4,732 20614 1352 Unipol 1X
3,024 5,450 4,737 7575 1303 Unipol priv
1,916 2,804 2,446 91645 1243 LC UnipolSai 1X
1,847 2,812 2,483 3408 1242 UnipolSai rsp B
173,097 281,133233,334
52 1244 UnipolSai r nc

V

9,700
1,061
4,450
8,015

29,900
1,594
6,850
10,870

6,050

11,400 10,106 11223 1476 LC World Duty Free 1X

W
Y

25,326
1,209
6,568
9,767

104 6032 MC Valsoia 1X
240 1308 MC Vianini I. 1X
848 1309 SM Vianini L. 1X
453 1310 m Vittoria 1X

23,700
1,110
6,805
9,700

Z

4,800
0,044
0,132

6,610 5,303 452 1239 m Zignago Vetro 1X
0,150 0,050 9395 1314 SM Zucchi
0,313 0,148 271 1340 Zucchi r nc

23,410
1,157
6,790
9,790

23,793
1,115
6,791
9,687

23,790
1,140
6,795
9,870

23,570
1,110
6,790
9,495

24,000
1,150
6,805
9,870

63
24
61
87

10,060 10,050 0,10 26,68 10,055 10,050 10,040 10,070

6
19
47
15

0,65
0,72
1,01
0,55
0,55
1,00
1,01
95,26

30,900 30,360 1,78 64,81 30,467 30,400 29,810 31,080

2017

5,140 5,125 0,29 1,87 5,182 5,145 5,100 5,250
0,044 0,045 -1,33 -16,30 0,045 0,045 0,044 0,046
— 0,144 —






312
20


698 21268 137,08 11,95
88
398


11.05.09
18.05.15
20.04.15
23.05.05
28.07.14
18.05.15
18.05.15
08.05.00
21.05.07
14.04.08
20.06.11
27.04.15
20.04.15

2,97 1130 0,1234 18.05.15
3,91 70 0,1000 18.05.15
— 579 0,1100 19.05.08
2,72 3842 0,5000 20.04.15
— 129 0,0165 13.05.02
0,95 841 0,8500 04.05.15
— 93

— 19 0,0300 19.05.08
— 240 0,1030 19.02.06
— 206





1,14
2,00
12,72
3,91
4,35
7,40
8,50
2,88

136 23,25 5,62 1,26
22 130,07 0,32 1,79
322 8,39 0,45 1,47
146 9,02 1,06 1,96

747 1442 14495 73,32 5,35

0,0300
0,0160
0,0720

0,3400
0,0200
0,3670
0,4310
0,3615
0,2634
2,0600
0,0300
0,2000
0,4200

6338 0,0800
35715 0,1200
21 1,0650
1930 0,1615
1194 0,1815
5379 0,1956
907 0,2250
288 19,6413
249
34
297
653

0,3000
0,0200
0,1000
0,1900

— 2559



— 1892



454 19,13 3,41 3,86
18 neg. 2,74 —

— — —

18.05.15
18.05.15
18.05.15
19.05.14
19.05.14
19.05.14
19.05.14
19.05.14
04.05.15
18.05.15
18.05.15
04.05.15

456 0,2000 11.05.15
17 0,2500 24.05.04
— 0,0300 19.05.08

Elaborazione a cura de Il Sole 24 Ore su dati forniti da Proquote

WARRANT

CONVERTIBILI
Prz

2014-2015
Min ¤ Max ¤

Prz

Prz

Contr

Z Azioni

vwap ¤ vwap ¤ chi. ¤ Min ¤ Max ¤
18.06 17.06 (1) 18.06 18.06
0,074 0,070 0,070 0,074 0,074

Quant. tot.in
totali mlg¤

Prz
Data
Scad.

Rap.

Val.

Date

eserc.
di Delta teorico
¤ (4) (WxA)
(2) ¤(3)

God.

Titolo

01-01

Agronomia 14-19 8% (*)

29-07

Chl 14-18 6%

15-07
21-03

Pr.Chi.

Rend.

18.06

18.06

Eff.ld
7,85

Pr./Sc.

Qt ¤

(1) % (mlg)





100,00

100,06

175,05



— 1074,41

14

Comp. della Ruota 14-19 6,5% (*)



100,70

6,40

51,74

51

Digitouch 15-20 6% (*)





4,52

35,62



01-01

Energy Lab 14-19 7% (*)





4,57

28,25



30-04

Enertronica 14-16 7,5% (*)





8,21

61,11



0,054

0,128 1064 D'Amico 16 (F)

21000

2 31.01.16

0,460

3

0,008

0,031 1366 Ergycapital 16

— 0,009 0,011







— 15.12.16

0,600

1

0,729

2,479 1074 Fila 18

— 2,038 2,022







— 19.12.18

7,590 0,667

1,00 3,435

0,062

0,500 1030 IVS Group 16

0,081 0,089 0,089 0,080 0,098

7815

1 27.01.16

9,300

1

0,27 0,304

11-06

Eukedos 12-16 3%





3,06

44,86



0,074

0,430 6030 Noema L.15 (C)





— 30.10.15

6,430

1

0,09 0,024

18-10

Frendy Energy 13-18 (*)





0,54

-36,80



1,314

1,537 1109 Parmalat 15

1,362 1,336 1,360 1,360 1,370

17485

24 31.12.15

1,000

1

1,00 1,370

18-03

Hi Real 14-19 (*)





9,76

449,53

05-12

Mod.Brambrilla 14-19 7%(*)





6,98

-28,19





0,002 1362 Seat Pg. 16

0,001 0,001 0,001 0,001 0,001

3470400

2 29.04.16



1

0,31

23-12

Sias 05-17 2,625%

109,80

109,80

-2,07

20,72

132

0,235

0,528 6036 Servizi It. 15 (E)





— 31.10.15

3,000

4

1,00 0,250

08-07

TE Wind 13-18 6% (*)





6,15

111,64



23-09

Valore IT 14-19 2,5%(*)





2,50

233,33



0,323

1,574 6016 Tamburi 15 (B)

1,351 1,373 1,374 1,302 1,410

59845

81 30.06.15

2,000

1

1,00 1,398

— 0,200 0,200

— 0,320 0,320





0,85 0,043

P.Vwap









(*) Titoli quotati al mercato AIM.

Fonte: Thomson Reuters

FTSE ITALIA MIB STORICO E SCAMBI
Indice Ftse Mib Storico
01/01/75 = 1000

Titoli trattati:
1.235.179.456
Controvalore Euro:
3.832.726.927

90 1096 15,09 2,36 — 377 0,1200
132 121 neg. 0,96 — 103 0,0550
204 118 5,56 2,50 — 39

763 45084 44,39 5,80 1,12 28527 1,4400
15
11 neg. 1,69 — 14 0,0500

8
1
4

Data
stacco

496 1013 m Panariagroup I.C. 1X
4358 1110 MD Parmalat 1X
11812 1180 MD Piaggio 1X
4385 6029 SM Pierrel 1X
653 1206 SM Pininfarina 1X
334 6045 SM Piquadro
24706 1208 LC Pirelli & C. 1X
539 1209 Pirelli & C r nc
19 1567 m Poligrafica S.F. 1X
363 1213 SM Poligr. Ed. 1X
5422 1151 SM Prelios )
536 1465 SM Premuda )
283 1558 m Prima Ind. 1X
15624 1353 LC Prysmian 1X

R

2,786
2,580
3,178
1,069
6,290
2,450
15,810
16,000
8,490
0,470
0,780
0,430
20,290
21,130

84 1236 m Nice 1X
28 6027 MC Noemalife 1X
81 6136 Nova Re 1X

13,870 35,090 29,672 7478 1284 LC Yoox 1X

1458 5108 12145 21,49 1,53 3,79 3541 0,0900 02.06.14

21,76
17,23
12,60
27,29
5,26
-4,16
19,89
28,74
30,85
-14,29
14,45
42,02
12,11
1,64
30,39
18,20
40,34
12,73

0,953
3,695
3,097
16,244
3,454
0,751

321
236
17179
30
227
305
1157
3868
6282
21

9,595 7,465

3,874 18,260 13,163 1138 1524 m
0,911 1,610 0,990 2477 1430 m
0,481 0,930 0,673 5115 1594 SM
34,311 62,300 59,820 7073 1344 LC
0,403 1,566 0,819 641 1503 SM

2,390 2,370 0,84 21,78 2,377 2,382 2,334 2,394
-0,44
-0,37
1,07
-4,74
0,29
1,45
-0,57
1,73
1,83
-1,39
-0,89
0,46
-0,94
1,65
-0,16
-0,42
-4,97
-3,00

18,00
5,90
4,12
-4,70
28,39
-34,49

5,63
2,59

4,28

20,21

3,14



140 1302

Pr. Chiusura (3)
Var.% Vwap Apert.
¤
¤ Var.% annua ¤ (6)
(¤) Min.¤ Max¤
18.06 17.06 (4)
(5) 18.06 18.06 18.06 18.06

6,000

15.06.15
11.06.12
18.05.15
18.05.15
18.05.15
24.07.00
11.05.15
11.05.15
25.05.15
18.05.15
21.05.12
20.04.15
18.05.15

80
86
81 neg. 4,55 — 42 0,0700 15.05.06
28
6
21 9,83 0,75 2,71 166 0,1000 25.05.15
18
6
18 neg. 0,68 — 45 0,1500 30.04.12
7434 12264 199224 15,14 1,09 3,69 25290 0,6000 18.05.15
561 317 1096 neg. 2,40 — 895 0,0600 20.05.13
118 126
95 neg. 0,07 —
3 0,0300 07.04.08

0,792
42,840
0,609
0,485
0,349
0,551
14,030
3,126
2,738
0,397
2,020
1,300
1,597
1,210
1,909
5,900
27,590
17,000

0,67
-5,32
0,44
0,80
-1,08
-9,15

0,69
0,70
1,62
2,16
13,33
4,58
0,88
7,00
1,79
7,75

Azioni

J

0,973
3,800
3,168
16,390
3,520
0,793

0,789
42,680
0,616
0,462
0,350
0,559
13,950
3,180
2,788
0,392
2,002
1,306
1,582
1,230
1,906
5,875
26,220
16,490

0,964
3,908
3,150
16,210
3,520
0,798

95,77
11,18
38,34
10,34
neg.
neg.
17,28
25,81
neg.
neg.

Z

23.06.14
23.06.14
26.05.03
25.05.15
07.05.07
18.05.09

582 333 neg. 0,88 — 242 0,0120 07.04.14
60 160 neg. 0,89 — 44

9
11 neg. — — 106

95 1766 9,81 0,97 1,62 757 0,3000 10.11.14
34 472 7,28 0,72 2,33 556 0,3207 10.11.14
78 976 23,77 3,04 1,43 734 0,1800 11.05.15
44 917 24,45 3,95 1,98 3093 0,4100 20.04.15
471 697 neg. 0,69 17,09 454 0,3000 11.05.15
86 182 neg. 1,47 2,75 316 0,0580 04.05.15
109 4503 27,45 4,77 1,45 2308 0,6000 18.05.15
68 537 57,62 4,37 0,89 111 0,0700 08.12.14
4
10 neg. -0,15 —
3 0,1000 19.05.08

m
SM
LC
m
m

0,713 2,305 1,123 2136 1369 SM Gabetti Prop. S. 1X
3,380 5,225 3,916
42 1332 SM Gasplus 1X
2,720 4,340 3,265
69 1607 m Gefran 1X
14,400 19,210 17,347 98109 1131 LC Generali 1X
2,152 3,730 3,375 3881 1006 MD Geox 1X
0,704 1,968 0,906 488 1622 SM Grandi Viaggi 1X

H

-16,90
-4,40
-58,55
26,91
33,28
14,54
3,40
11,91
-2,12

48,36
8,43
12,74
2,64
26,14
2,16
5,98
22,57
7,09


2,77
1,39
0,26
0,18
2,51
2,43
0,61
1,91
0,88
0,88
2,10
18,22
2,24

0,70
1,21
3,42
0,61

0,49
0,97
0,63
0,62
10,61

Data
stacco

Media Media
2014-2015
30 gg 30 gg
>Min ¤ Max ¤ prezzo quant.

20200

Dati Aggregati:
Titoli Quotati 275
In rialzo
125
In ribasso
119
Invariati
8
Non rilevati
23

Scambi
Milioni di euro

18/5

18/6

4800

19700

3600

19200

2400

18700

Var Var %
Indice
18.06 % annua
FTSE MIB STORICO 2.1.75 = 1000
Generale
18773,76 -0,55 17,42
Settoriali
18734,99 0,32 9,68
Energia
Materiali di Base 33532,86 -0,69 -0,21
11557,94 -4,06 0,75
Chimico
Risorse di Base
33518,17 -0,55 -0,24
28924,87 0,88 19,64
Industriali
Costruzioni/Mater. 26339,93 -0,15 20,35
Prodotti/Serv.Ind. 29831,55 1,02 19,56
Beni di Consumo 87114,25 0,47 33,71
Auto/Componenti 107459,63 0,13 38,14
Prodotti Alimentari 46565,47 0,60 22,18
Beni Person./Fam. 74983,55 0,80 31,52
77181,74 -0,85 33,45
Salute
25132,67 0,52 21,94
Servizi
Commercio
121451,72 0,99 40,89
Media
14488,46 0,15 19,32
Turismo/TempoLib. 28726,02 0,58 1,43
Telecomunicazioni 20254,64 4,01 30,61
23043,79 1,42 12,02
Utilities
18048,01 0,96 20,05
Finanziari
16778,94 1,03 25,15
Banche
Assicurazioni
16789,63 0,65 0,17
Servizi Finanziari 87789,40 1,12 35,28
29427,64 -0,78 18,75
Tecnologici

1200
ALTRI INDICI
FTSE It. Micro Cap 19042,12
FTSE It. Small Cap 18917,18
Caboto Bca Intesa 2212,27
Sole 24Ore
1551,74
Comit Glob.R
1229,89
Comit Gl.+R
1187,31
Comit Gl.R 10/40
78,04
Comit Per. R
4611,57
Comit Per.+R
4486,75
Comit Per.R 10/40
99,05
Comit NM R
51,58
Comit S.Cap R
92,89
Comit (1972=100)
Bancario
930,64
Finanziario
581,54
Assicurativo
4432,38
Comunicazioni
1464,88
Immobiliare
128,61
Industriale
670,91
Trasp.-Tempo lib. 2212,27
Mediobanca (2006=100)
Total Return
94,41
Assicurazioni
55,65
Banche
36,53
Industriale
83,26
30 maggiori
61,59

-0,61
-0,49
-0,04
0,70
0,85
0,84
0,83
0,85
0,83
0,83
-0,67
-0,13

-4,62
16,92
9,17
14,78
18,80
18,87
19,60
20,76
20,83
20,97
27,17
19,56

-0,82
-0,91
-0,40
0,19
-0,43
-0,73
-0,04

23,69
28,72
2,34
14,29
14,93
19,18
9,17

-0,44
-0,27
-0,81
-0,29
-0,40

19,79
-1,01
23,66
17,33
16,30

70 medie
Minori
Az. senza voto
Star

98,40
32,40
99,69
143,42

INDICI ORA PER ORA
FTSE MIB
Apertura
22224,11
10:30
22110,06
11:30
22030,13
12:30
21923,58
13:30
22100,08
14:30
22122,04
15:30
22170,65
16:30
22239,67
17:30
22386,40
18:30
22415,46
11:00
22177,64
12:00
22019,16
13:00
22013,59
14:00
22151,72
15:00
22156,74
16:00
22191,02
17:00
22329,86
18:00
22378,65
Massimo
22460,02
Minimo
21855,05

-0,82
-1,31
0,31
-1,11

MID Cap
31531,70
31324,25
31261,15
31066,99
31281,38
31255,93
31359,23
31385,11
31568,20
31589,41
31433,08
31188,09
31163,29
31302,30
31307,82
31344,63
31489,53
31598,34
31656,96
31000,20

25,59
15,67
26,05
27,31

All Share
23716,35
23595,81
23513,78
23394,73
23574,25
23587,96
23646,39
23697,31
23862,02
23895,51
23660,87
23492,85
23494,41
23611,32
23628,55
23666,95
23803,51
23861,65
23931,76
23324,05

AIM ITALIA
Azioni
Agronomia
Ambromobiliare
Axelero
Bio On
Biodue
Blue Note
Caleido
Clabo
Cover 50
Digital Magics
Digitouch
Ecosuntek
Elettra Invest
Energy Lab
Enertronica
Expert System
Fintel Energia r
First Capital
Frendy Energy
Gala
Giorgio Fedon
Go Internet
Green Power Gr
GreenItaly1
HI Real
Ikf
Imvest
Ind. Stars of Italy
Iniziat. Bresciane
Innovatec
It Wine Brands
Italia Independent
KI Group
Leone Film Gr
Lucisano Med Gr
Mailup Spa
Mc-Link
Methorios
Mobyt
Modell. Branbilla
Mondo TV France
Mondo TV Suisse
MP7 Italia
Net Insurance
Neurosoft
Notorius Pict
Plt Energia
Poligrafici Printing
Primi sui motori
Rosetti Marino
Ruota
Safe Bag
Soft Strategy
Softec
Sunshine Cap.
TBS Group
TE Wind
Tech Value
Tecnoinvestimenti
Triboo Media
Valore IT Hp
Visibilia
Vita
Vrway
WM Capital

Pr. Chiusura ¤
Var.
Attuale Prec. Var.% Anno% Vwap Apert.
Min.
Max
0,445 0,459 -3,05 -32,27 0,445 0,455 0,420 0,459
5,800 5,880 -1,36 2,93 5,850 5,850 5,600 5,850
4,996 4,996
— -9,16 4,996



15,750 16,300 -3,37
— 15,750 16,190 15,400 16,470
8,320 8,495 -2,06 72,61 8,320 8,470 8,220 8,735
2,990 2,970 0,67 6,41 2,990 2,868 2,822 2,990
3,108 3,108
— -33,30 3,108



2,406 2,406
— -5,28 2,406



18,350 18,350
— -5,56 18,350



5,600 5,600
— 19,81 5,600 5,595 5,500 5,630
2,360 2,358 0,08 -0,84 2,360 2,276 2,276 2,360
9,200 9,200
— -32,35 9,200



6,000 6,000
— -2,76 6,000



1,800 1,800
— -11,33 1,800



3,600 3,698 -2,65 -1,96 3,600 3,620 3,550 3,620
2,238 2,232 0,27 18,66 2,238 2,230 2,200 2,238
4,152 4,152
— 13,07 4,152



0,937 0,937
— 10,74 0,937



0,840 0,854 -1,64 -11,58 0,840 0,866 0,840 0,869
9,445 9,375 0,75 -22,58 9,445 9,445 9,210 9,580
18,300 18,200 0,55
— 18,300 18,000 16,670 18,400
3,168 3,200 -1,00 6,67 3,168 3,228 3,164 3,228
5,100 5,100
— -16,39 5,100



9,470 9,470
— -0,21 9,470



0,027 0,028 -3,64 -25,35 0,027 0,028 0,026 0,028
0,089 0,088 0,57 11,13 0,089 0,088 0,085 0,090
0,490 0,490
— -8,41 0,490



11,630 11,690 -0,51 20,52 11,630 11,630 11,630 11,630
22,200 22,000 0,91 -3,39 22,200 22,200 22,200 22,200
1,777 1,770 0,40 37,75 1,777 1,733 1,727 1,777
9,850 9,700 1,55 -8,88 9,900 9,900 9,500 9,900
31,800 32,300 -1,55 -7,15 31,800 31,800 31,800 31,800
2,840 2,970 -4,38 -9,71 2,840 2,950 2,840 2,950
2,880 2,880
— 6,27 2,880



2,190 2,190
— -10,90 2,190



3,040 3,008 1,06 7,19 3,040 2,950 2,950 3,040
5,260 5,375 -2,14 2,14 5,260 5,265 5,260 5,265
0,496 0,492 0,81 -23,34 0,496 0,499 0,474 0,499
2,200 2,208 -0,36 -7,87 2,200 2,126 2,100 2,200
4,276 4,220 1,33 55,27 4,276 4,230 4,120 4,276
0,171 0,174 -1,72 41,21 0,171 0,170 0,170 0,172
2,780 2,790 -0,36 -13,13 2,780 2,720 2,662 2,894
1,980 1,980
— 1,96 1,980



19,890 19,890
— -1,29 19,890



1,805 1,846 -2,22 34,69 1,805 1,805 1,805 1,805
2,928 2,928
— 14,55 2,928



2,030 2,000 1,50 -5,14 2,030 1,990 1,990 2,030
0,202 0,199 1,51 34,58 0,202 0,205 0,202 0,205
3,300 3,640 -9,34 -68,38 3,300 3,636 3,300 3,728
36,980 36,980
— 3,01 36,980



0,730 0,730
— -12,52 0,730



1,117 1,091 2,38 17,89 1,117 1,090 1,080 1,117
2,800 2,800
— -15,15 2,800



9,300 9,300
— -10,58 9,300



— 0,795
NaN





1,560 1,645 -5,17 -3,17 1,560 1,597 1,549 1,597
0,737 0,759 -2,90 -21,23 0,737 0,743 0,737 0,769
2,380 2,428 -1,98 -41,95 2,380 2,380 2,380 2,382
3,716 3,716
— 16,13 3,716



3,872 3,838 0,89 -0,46 3,872 3,800 3,662 3,998
0,018 0,018
— -72,73 0,018



0,400 0,393 1,75 -59,38 0,400 0,393 0,381 0,410
0,106 0,106
— -9,93 0,109 0,109 0,101 0,119
1,233 1,235 -0,16 -15,55 1,233 1,270 1,210 1,270
0,990 1,000 -1,00 -2,94 1,010 1,010 0,956 1,010

OPZIONI
Dati al 18.06
Base Mese T

FTSE MIB
Vol.tot. 25389
22000 Giu C
22000 Giu C
22100 Giu C
22200 Giu C
22250 Giu C
22300 Giu C
22300 Giu C
22400 Giu C
22500 Giu C
22500 Giu C
22600 Giu C
22700 Giu C
22750 Giu C
22800 Giu C
22900 Giu C
23000 Giu C
23250 Giu C
21500 Lug C
22000 Lug C
22500 Lug C
23000 Lug C
23500 Lug C
24000 Lug C

Prez. Vol.

Num.
Contr.
Cont. Quant. Tot.¤
80 161000 70000
6 3000 18000



189 59000 931000
99 56000 469000
5 7000 20000









15 11000 62000
4 6000 14000









3 2000 6000
12 26000 58000






18 19000 16000
11 3000 25000
31 8000 146000
10 7000 21000






23 676000 18000
20 432000 38000



1
— 2000
1 1000 22000
4 4000 7000
27 9000 84000
3
— 10000
2
— 1000






3 2000 5000
2
— 2000
28 85000 42000
9 7000 16000
4 2000 10000
5 65000 11000
68 50000 139000






2 3000 5000



3 4000 8000
2 20000 4000
56 19000 64000






4 6000 7000









6 11000 17000
7 16000 12000
3 1000 3000



77 67000 257000



61 92000 37000
18 208000 23000
7 11000 14000
5 11000 10000

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/indicienumeri
Open
Int.

Op.Int. 486362
693 123
3
491 444 4933
403 143 108
319 119 107
281 399 568
512 200
28
242 173 145
176 212 135
406 70
76
122 961 2740
79 157 162
48 66 274
38 215 1221
28 266 277
16 134 133
8 755 5699
2 98 470
1303 61
94
981 148 604
708 151 707
485 395 1937
317 316 1487
195 169 7571

DIRITTI
I Grandi Viaggi
Nr. 10 nuove azioni ordinarie (godimento regolare), prive di valore nominale, ogni 1 azione
ordinaria posseduta (ovvero ogni 1 diritto d'opzione posseduto) al prezzo di Euro 0,462
Operazione dal 15/06/15 ( giorno dal quale il titolo quota “ex diritto di opzione” ) al 30/07/15
inclusi.Trattazione dei diritti in Borsa dal 15 al 29/06/15 inclusi.
Fattore di rettifica AIAF: 0,21159875
Quotazione diritti: 0,8500 ¤ che corrisponde ad un valore dell’azione di 0,5470 ¤ contro una
quotazione odierna di 0,7250 ¤

Banca Carige
Nr. 7 nuove azioni ordinarie (godimento regolare 01/01/2015), prive di valore nominale,

ogni 1 azione ordinaria e/o di risparmio posseduta (ovvero ogni 1 diritto d'opzione
posseduto) al prezzo di Euro 1,17 Operazione dal 08/06/15 ( giorno dal quale il titolo quota
“ex diritto di opzione” ) al 25/06/15 inclusi. Trattazione dei diritti in Borsa dal 08/06/15 al
19/06/15 inclusi.
Fattore di rettifica AIAF: ord. 0,30764942; risp. 0,96595943
Quotazione diritti: 2,4900 ¤ che corrisponde ad un valore dell’azione di 1,5257 ¤ contro
una quotazione odierna di 1,5540 ¤

Aedes

Nr. 8 nuove azioni ordinarie (godimento regolare 01/01/2015), prive di valore nominale,
con abbinati 8 warrant gratuiti ogni 1 azione ordinaria posseduta (ovvero ogni 1 diritto
d'opzione posseduto) al prezzo di Euro 0,46. Ciascun warrant attribuisce il diritto di
sottoscrivere n.1 azione di compendio ogni 3 warrant al prezzo di 0,69. Operazione dal
08/06/15 ( giorno dal quale il titolo quota “ex diritto di opzione” ) al 25/06/15 inclusi.
Trattazione dei diritti in Borsa dal 08/06/15 al 19/06/15 inclusi.
Fattore di rettifica AIAF: 0,30350877;
Quotazione diritti: 0,5305 ¤ che corrisponde ad un valore dell’azione con warrant di
0,5263 ¤ contro una quotazione odierna di 0,7715 ¤

LEGENDA
BORSA ITALIANA
Z Codici per la consultazione dei titoli:Invia un SMS al 49696 con
scritto MIB ON seguito dal codice del titolo scelto (es. MIB ON 1512):
riceverai ogni giorno 2 sms con i valori di apertura e chiusura. Servizio
in abbonamento in esclusiva per i clienti TIM. Costo del servizio:
0,3098€ Iva inclusa per sms ricevuto. Costo dell'sms di attivazione:
0,1240 ¤ Iva inclusa. Per disattivare invia MIB STOP ed il codice del
titolo. Per info chiama il 119.
CALENDARIO DI BORSA: Giugno 2015: Venerdì 19 (ore 8,45):
scadenza futures su azioni e opzioni; scadenza futures su indice;
revisione/ribilanciamento indici S&P/Mib, Midex, All Star. Giorni di
Borsa chiusa: 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27, 28.
ORARI: per tutti gli strumenti sul mercato MTA (inclusi quelli negoziati
nel segmento STAR e MTA International): 8,00-9,00 Asta di apertura;
9,00-17,25 Negoziazione continua; 17,25-17,30 Asta di chiusura.
NOTE: In neretto i titoli appartenenti al paniere dell’indice S&P/Mib.
Dividendi: i dividendi di STMicroelectronics, Tenaris e BB Biotech,
sono espressi in Euro al cambio Euro/US $ ed Euro/Franco Svizzero
alla data di chiusura del bilancio o, in caso di chiusura dei mercati,
dell’ultimo giorno lavorativo precedente. Le medie mobili sono
calcolate tenendo conto solo dei giorni in cui sono stati effettuati
scambi sul titolo. Per le quantità i valori si intendono in migliaia. Il
numero di azioni dei titoli in fase di aumento di capitale
(contrassegnati dalle apposite note) resta invariato fino all’avvenuta
pubblicazione del nuovo numero sul Listino Ufficiale della Borsa
Italiana. Il numero delle azioni considerato nel calcolo degli indicatori
di cui alle note (4) (5) e (10) è dato dal totale delle azioni che
compongono il capitale sociale.
LEGENDA: I prezzi esposti nella pagina sono arrotondati alla terza cifra
decimale. (1) Minimi e massimi: calcolati a partire dal 2.1.2012, fino
all’ultima seduta, sui prezzi minimi e massimi assoluti di
contrattazione. In grassetto se si sono verificati nell’ultima seduta. (2)
Dividendo lordo: l’ammontare percepito dal possessore di ogni azione
inclusi gli eventuali acconti e l’eventuale parte straordinaria di
dividendo. (3) Prezzo di chiusura ovvero Closing Price. (4) Variazione
percentuale del prezzo di chiusura rispetto a quello della seduta
precedente. (5) Variazione percentuale del prezzo VWAP rispetto a
quello dell’ultima seduta dell’anno precedente. In grassetto se il titolo
è entrato nel listino dopo l’inizio dell’anno, in tal caso come prezzo
base viene utilizzato quello di collocamento o quello teorico. (6)
VWAP: Volume Weghted Average Price, il prezzo medio ponderato
calcolato sui dati dell'intera seduta di negoziazione, comprese le fasi
di asta. (7) Prezzo/Utile per azione. L’utile considerato è il risultato
d’esercizio dopo le imposte. Il bilancio preso in considerazione è
l’ultimo approvato dall’assemblea degli azionisti. (8)
Dividendo/Prezzo. Il dividendo utilizzato è quello dell’esercizio
precedente fino al giorno di annuncio del dividendo relativo al nuovo
bilancio. Da tale momento il calcolo viene effettuato sulla base del
dividendo annunciato (provvisorio) sino allo stacco della cedola per
l’esercizio appena chiuso, da allora verrà utilizzato il dividendo
ordinario definitivo; per le società che hanno effettuato aumenti di
capitale il dividendo viene rettificato; per quelle che distribuiscono
dividendi riferiti a più anni, viene utilizzata la quota riferita all’ultimo
esercizio. Allo stesso modo viene considerato il solo dividendo
ordinario per le società che hanno distribuito una quota di dividendo
straordinario dal punto di vista "borsistico". Per i titoli contrassegnati
con (st) è stato messo in pagamento anche un dividendo straordinario
(di qualunque natura esso sia) che viene incluso nel dividendo lordo di
cui alla nota (2). (9) Capitalizzazione in mln ¤: La capitalizzazione
viene calcolata utilizzando il prezzo VWAP. I ratio di bilancio sono
calcolati utilizzando i prezzi non arrotondati.
SIMBOLI: (1) Multipli di bilancio calcolati su dati approvati dal Cda
ma non dall’Assemblea. | i rapporti borsistici: p/u, p/mez. propri,
Div/p, sono stati calcolati utilizzando i dati annunciati nei vari CdA.
Nelle colonne Dividendo Lordo e Data Stacco, l’ultimo dividendo –
storicamente – distribuito. X : Dati di bilancio 2014. 1 : bilancio
consolidato. z : dati di bilancio post fusione. # : L’importo distribuito

è relativo ad un acconto per l’anno successivo. neg.: L’ultimo bilancio
è in perdita. LC: Titolo appartenente all’indice FTSE MIB. m: Società
appartenente al "segmento titoli con alti requisiti (STAR)". MD: Titolo
appartenente all’indice FTSE Mid Cap. SM: Titolo appartenente
all’indice FTSE Small Cap. MC: Titolo appartenente all’indice FTSE
Micro Cap. d: Dividendo. Il calcolo della var. % rispetto al giorno
precedente e di quella annua non tiene conto del dividendo
distribuito; f: Frazionamento; g: Assegnazione gratuita; o: Stacco
diritto opzione; r: Raggruppamento; s: Scissione; st: Dividendo
straordinario; sp: azioni di categoria speciale, per maggiori dettagli
consultare il sito www.gruppoilsole24ore.com. Abbreviazioni: c,
conv: convertibile; p, priv: privilegiata; r, risp: risparmio; r nc:
risparmio non convertibile; n.r.: non rilevato; n.s.: non signific.
quando il rapporto supera mille.
WARRANT: (1) Prezzo di chiusura: Closing Price. (2) Il delta è la
variazione del valore nel prezzo del warrant dovuta ad una variazione
di un centesimo di Euro nel prezzo dell’azione sottostante. (3) Valore
teorico è il valore del warrant che si ottiene in base al modello
probabilistico adottato (modello binominale per il calcolo di
un’opzione di stile americano) e che tiene conto del livello dei tassi di
interesse, dividendi e variabilità registrata dai prezzi del titolo
sottostante negli ultimi 9 mesi. Il valore teorico viene inoltre calcolato
nell’ipotesi di esercizio del warrant alla data di scadenza. (4) Prezzo
d’esercizio riferito alla singola azione. (B) Prezzo di esercizio: 1,50 se
esercitato in giugno 2011 (1° periodo), 1,65 se esercitato in giugno
2012 (2° periodo), 1,80 se esercitato in giugno 2013, 1,90 se
esercitato in giugno 2014, 2,00 se esercitato alla scadenza (giugno
2015). (C) Prezzo di esercizio: ¤6,033 se esercitato in ottobre 2013;
¤6,433 se esercitato in ottobre 2014; ¤6,933 se esercitato alla
scadenza. (D) Prezzo di esercizio pari alla media aritmetica dei prezzi
ufficiali delle azioni ordinarie, ponderata per i quantitativi, rilevata
nel periodo di rilevazione, scontata del 15%. Il periodo di rilevazione
decorre dal ventesimo giorno lavorativo antecedente l’inizio del
periodo di esercizio e termina il sesto giorno lavorativo antecedente
l’inizio del periodo di esercizio. (E) Prezzo di esercizio: ¤2,70 se
esercitato in ottobre 2013; ¤3,00 se esercitato in ottobre 2014; ¤3,30
se esercitato alla scadenza. (F) Prezzo di esercizio: ¤0,36 se esercitato
in gennaio 2014; ¤0,40 se esercitato in gennaio 2015; ¤0,46 se eserc.
in gennaio 2016.
CONVERTIBILI: Valuta di regol.: 3 giorni. Rendimento effettivo a
scadenza della componente obbligazionaria, inteso come rendimento
"to worst", ossia se callable il rendimento è calcolato alla data di
esercizio CALL più prossimo. (1) Il premio di conversione indica lo
svantaggio, lo sconto rappresenta il vantaggio derivante dalla
conversione immediata in azioni. mneg: molto negativo. n.s.: non
significativo.
OPZIONI: La tabella delle opzioni include una selez. dei contratti più
scambiati. A parità di volumi i contratti vengono scelti sulla base del
numero delle pos. aperte (open interest). Base: prz di esercizio (strike)
dell’opzione; nel caso dei contratti su indice di Borsa è espresso in
punti indice, nel caso di contratti su azioni è espresso in Euro. T:
tipologia dell’opzione, C (call) se è un diritto a comprare; P (put) se è
un diritto a vendere. Prez: prezzo di chiusura, è espresso in punti
indice nel caso di opzioni sugli indici e in Euro nel caso di opzioni su
azioni. Viene calcolato sulla media dei prezzi, o quotazioni, degli
ultimi minuti di contrattazione. Vol: volume. Numero dei contratti
standard scambiati nel corso della seduta. Open Int.: open interest. É il
num. dei contratti in essere (ancora aperti) dello stesso tipo. Il numero
di titoli sottostanti ad ogni contratto è il seguente: Buzzi Unicem, Exor,
Generali, Italcementi, Gtech, Prysmian, Tod’s 100; Acea, Ansaldo,
Atlantia, Autogrill, Azimut, Enel, Eni, Erg, Diasorin, Fiat, Finmeccanica,
Geox, Luxottica, Mediobanca, Mediolanum, Pirelli C., Saipem, S.
Ferragamo, STMicroelectronics, Tenaris, Ubi Banca, Unipol 500; B.ca
Popolare Em. Romagna, B.co Popolare, Campari, Enel Green Power,
Fondiaria-Sai, Intesa-Sanpaolo, Intesa-Sanpaolo r, Mediaset,
Mondadori, Parmalat, Saras, Snam Rete Gas, Telecom It., Telecom It. r,
Unicredit 1000; A2A, B.P. Milano, Monte Paschi, Terna 5000.

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BUONI FRUTTIFERI POSTALI (BFP)
BFP INDICIZZATI ALL’INFLAZIONE ITALIANA
INDICE ISTAT FOI ex­TABACCHI Aprile 2015: 107,10
Per conoscere il Coefficiente di Indicizzazione e i Coefficien Complessivi di Rimborso Lordi e Ne€ per
ciascuna serie di Buoni è possibile consultare il sito Internet di Cassa deposi e pres www.cdp.it

BFP INDICIZZATI A SCADENZA E BFPPremia e BFPEuropa
“Serie X02, X14; P10, P22, P34, P46; P57 e P58 di Luglio 2013, P66 e P67 di Luglio 2014, P70 di Maggio 2015”

MEDIA INDICE EURO STOXX 50: 3501,252
La media è pari alla media aritme ca dei valori ufficiali di chiusura dell'Indice Euro Stoxx 50 rileva nei giorni 8,
9, 10, 11 e 12 Giugno 2015. Maggiori informazioni sul meccanismo di indicizzazione e sugli eventuali premi sono
disponibili presso tu€ gli uffici postali e sul sito Internet di Cassa deposi e pres www.cdp.it

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1053767
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registro delle imprese
di Roma 80199230584
• Par ta IVA
07756511007

I Buoni serie P66 (luglio 2014) riconoscono al termine del primo anno un premio aggiun’vo del 2.60% lordo
I Buoni serie P67 (luglio 2014) riconoscono al termine del primo anno un premio aggiun’vo del 2.30% lordo
I Buoni serie X02 (luglio 2010) riconoscono alla scadenza un premio aggiun’vo pari a circa il 2.16% lordo

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tutte le novità

LUNEDÌ: Edilizia e ambiente, Il merito, Autonomie locali e Pa
MARTEDÌ: Condominio
MERCOLEDÌ: Diritto dell'economia
GIOVEDÌ: Giurisprudenza / Il merito
VENERDÌ: Incentivi e agevolazioni

Servizi u pagina 44

Codice della strada. La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità degli strumenti di controllo che non sono sottoposti a verifiche periodiche

Autovelox bocciati, multe «irregolari»
Censurati i rilevatori usati dalle pattuglie - A rischio centinaia di migliaia di contravvenzioni
Maurizio Caprino
Gianni Trovati

pLe multe prodotte dagli au-

tovelox che non vengono controllati periodicamente sono illegittime. A dirlo è la Corte costituzionale, che nella sentenza
113/2015 depositata ieri (presidente Criscuolo, relatore Carosi) ha bocciato le regole del Codice della strada nella parte in cui
non prevedono che tutti gli apparecchi «siano sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e
taratura»: un’altra sentenza ricca di effetti sui conti pubblici,
questa volta in termini più di
mancate entrate che di maggiori
uscite, che si redistribuiranno
però in buona parte sui bilanci
dei Comuni più attivi sul versante autovelox. In gioco ci sono
centinaia di migliaia di verbali
non ancora pagati (per quelli già
pagati la partita è chiusa), fetta rilevante di una voce, quella delle
multe, che solo ai Comuni frutta
circa 1,2 miliardi all’anno.
Attenzione, però, prima di
stracciare la multa appena notificata (o, più probabilmente, prima
di fare ricorso, perché difficilmente le amministrazioni si fermeranno da sole), perché la bordata dei giudici delle leggi non
cancella tutti i verbali. Per capire
meglio l’ambito colpito dalla
nuova sentenza bisogna dividere
gli autovelox in due famiglie: la
prima è rappresentata dagli apparecchi “accompagnati” dalla pattuglia, mentre la seconda abbraccia quelli che vengono piazzati
sulle strade e lasciati lì a funzionare in automatico. Questo secondo
gruppo, in genere, dovrebbe essere sottoposto alle verifiche periodiche, perché lo prevedono i
principi fissati dal ministero delle
Infrastrutture nel 2005 a integrazione del decreto ministeriale del
29 ottobre 1997. Questo decreto,
ricorda la sentenza della Consulta, esclude la necessità di verifiche periodiche per gli strumenti
«impiegati sotto il controllo costante degli operatori di polizia
stradale». A finire sotto la tagliola, quindi, sarebbero le centinaia
di migliaia di verbali che ogni anno nascono dalle fotografie degli
apparecchi presidiati.
Le multe nate dagli apparecchi
presidiati, interessati dalla sentenza, si possono riconoscere
perché sul verbale ci sono scritte
frasi del tipo «l’infrazione è stata
accertata da pattuglia composta
dagli agenti X e Y», mentre in
quelle generate dagli apparecchi
senza pattuglia c’è scritto prima
di tutto il riferimento alla legge

che le autorizza (l’articolo 4 della
legge 168 del 2002) oppure, fuori
dalle autostrade e dalle strade
extraurbane principali, al decreto del Prefetto che individua il
tratto come assoggettabile a controlli automatici.
La Corte costituzionale, accogliendo la tesi della «palese irragionevolezza» della norma (articolo 45, comma 6 del Codice della
strada) che non prevede l’obbligo di verifica periodica per tutti
gli autovelox e quindi muovendosi in senso contrario a parecchie pronunce della Cassazione,
ha respinto al mittente la fondatezza di questa ripartizione fra
autovelox “automatici” (controllati periodicamente) e apparecchi usati direttamente dalle
pattuglie (esentati dai controlli).
Tutti gli apparecchi, tagliano
corto i giudici, devono essere
sottoposti a verifica.
Fino a oggi, invece, il riferimento è stato di fatto ai manuali
d’uso degli apparecchi, che possono prevedere verifiche (in genere annuali). Un principio fissato nel 2005 dal ministero per “turare la falla” aperta da molti giudici di pace, che accoglievano molti
ricorsi legati alla taratura.
All’epoca non c’erano abbastanza laboratori accreditati per
“tarare” tutti i misuratori di velocità attivi in Italia, quindi si
scelse di diminuire la platea. La
motivazione era che, quando un
apparecchio viene presidiato da
un agente, questi può accorgersi
se qualcosa non va. Tesi smontata dalla Consulta.
D’altra parte, dubbi li aveva lo
stesso ministero, che per il modello all’epoca più utilizzato dalle
pattuglie (Autovelox 104 C2) di
fatto prescrisse le verifiche anche
in caso di uso presidiato. La Polizia stradale fa verificare anche gli
Autovelox usati dalle pattuglie,
ma non anche le pistole laser puntate di volta in volta dagli agenti
sui veicoli in avvicinamento.
Più variegata la situazione
presso le polizie locali, che effettuano la maggior parte dei controlli di velocità. Occorre in ogni
caso vedere se l’apparecchio utilizzato è stato sottoposto a verifica. A volte ciò è riportato nel verbale. Altre volte occorre chiedere
al corpo di polizia l’esibizione del
documento. Alcuni richiedono di
esibirlo direttamente al giudice
di pace, perché presentano subito ricorso e non di rado questa
strategia premia perché le amministrazioni non sono in grado di
portare il certificato in udienza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il quadro

L’ANALISI
Maurizio
Caprino

IL PRINCIPIO

CHI HA PAGATO

CHI NON HA PAGATO

LEGGE DA CORREGGERE

Tutti gli autovelox devono
essere soggetti a una verifica
periodica perché il loro
malfunzionamento può
pregiudicare «la fede pubblica
che si ripone in un settore di
significativa rilevanza sociale,
quale quello della sicurezza
stradale». Fino a oggi il Codice
della Strada non prevede
quest’obbligo, e la prassi ha
introdotto le verifiche
periodiche solo per gli
autovelox “automatici”, senza
la pattuglia

Per chi ha già pagato, la
sentenza depositata ieri dai
giudici della Corte
costituzionale non modifica
nulla, e non permette di
sperare in rimborsi anche in
caso di multe prodotte da
autovelox non verificati
periodicamente. Il
pagamento, infatti, chiude
definitivamente la partita, e la
sentenza ha effetto
esclusivamente sui rapporti
giuridici aperti al momento
della sua pubblicazione

Chi è stato raggiunto da un
verbale e non ha ancora pagato,
deve prima di tutto controllare
quale tipo di apparecchio lo ha
“fotografato”. I verbali degli
apparecchi gestiti
direttamente dalla polizia
stradale o locale, infatti, in
genere riportano diciture come
«l’infrazione è stata accertata
da pattuglia composta dagli
agenti X e Y». In ogni caso, è
l’ente a dover provare che la
verifica periodica
sull’autovelox è stata effettuata

Per superare le obiezioni della
Corte costituzionale deve
intervenire anche il
Parlamento, inserendo nel
Codice della strada l’obbligo
di verifica periodica dei
misuratori di velocità. La
sentenza, infatti, ha
dichiarato l’illegittimità
costituzionale dell’articolo
45, comma 6 del Dlgs
285/1992 «nella parte in cui
non prevede» in modo
espresso questo tipo di
obbligo

di istruzione per quanto riguarda
la taratura, con delega dell’obbligo di verifica agli organi di polizia
stradale che le utilizzano. Di conseguenza, il semplice rispetto del
manuale di istruzioni, dovrebbe
essere ritenuto sufficiente per
quanto riguarda l’affidabilità dell’apparecchiatura.
Merita di essere menzionato il
precedente costituito dalla sentenza del Tribunale di Cassino
del 15 novembre 2010, che ha annullato un verbale per eccesso di
velocità in considerazione che
l’apparecchiatura non era stata
sottoposta a verifica secondo
quanto previsto dal manuale di
istruzioni al quale faceva riferimento il ministero competente
nel decreto di omologazione. La
situazione si prospetta davvero
magmatica. Diverso, e senza speranza, il caso di chi avesse già pagato la sanzione: per la giurisprudenza, il pagamento definisce in
maniera irreversibile l’obbligazione derivante dalla violazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per i verbali il ricorso è a ostacoli
Silvio Scotti

stituzionale è di quelli davvero
incisivi, le cui conseguenze sono
non solo destinate a protrarsi nel
tempo, ma altresì a generare, prevedibilmente, una nutrita serie di
disparità applicative.
Proviamo a porci nell’ottica
del trasgressore colpito da un
verbale per eccesso di velocità.
In primo luogo dobbiamo considerare che l’interessato spesso
non è in grado di ricavare dal verbale se e quando l’apparecchiatura di rilevamento dell’infrazione sia stata sottoposta a verifica
periodica o meno. Tale osservazione, assolutamente banale, diviene fondamentale se si pensa
alla possibilità di impugnare il
verbale di violazione e proporre
un ricorso. Infatti, rivolgendosi
alla prefettura competente per
territorio, il rischio è quello di
trovarsi a pagare una sanzione
quantomeno doppia rispetto a
quella originaria, mentre di fronte al giudice di pace è previsto il

preventivo esborso del contributo unificato oltre al rischio, evidentemente, di subire una condanna. Si tratta quindi di capire
come procedere laddove vi fosse
il sospetto di aver ricevuto una
sanzione amministrativa incongruente rispetto alla velocità effettivamente tenuta nel momento del rilevamento, ritenendo che
l’apparecchiatura non fosse stata
controllata da tempo e, pertanto,
risultasse starata al momento
della rilevazione della velocità.
Premesso che azzardare un ricorso sulla base di sensazioni non
è certamente consigliabile, l’informazione sulla taratura del rilevatore di velocità è in possesso
esclusivamente dell’organo di

PER CHI VUOLE IMPUGNARE

Richiesta di chiarimenti
da fare entro 30 o 60 giorni
Nessuna possibilità
per chi ha già pagato
la sanzione

polizia che ha proceduto al controllo. Di conseguenza, il destinatario del verbale potrà richiedere
tale informazione direttamente,
avendo tuttavia cura di muoversi
con celerità, al fine di non far scadere i termini di proposizione dei
ricorsi (30 giorni di fronte al Giudice di pace, 60 nel caso di ricorso
al Prefetto, a partire dalla data di
notificazione o contestazione del
verbale) che, anche in caso di richiesta di delucidazioni, non subiscono interruzioni o sospensioni di alcun tipo. Tuttavia, il fatto che le apparecchiature non siano state sottoposte a verifica sia
sufficiente a determinare l’archiviazione o l’annullamento del
verbale, allo stato attuale, è ancora dubbio. La Consulta ha sancito
l’illegittimità costituzionale di
una lettura dell’articolo 45, che rimane orfano di una previsione
regolamentare specifica riguardante i misuratori di velocità; è
pur vero che, nei decreti di approvazione delle apparecchiature, si
fa riferimento ai relativi manuali

Comuni. Per Corte conti necessario dare priorità agli esuberi delle province fino a esaurimento

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aleggedistabilitàhaimposto ai Comuni di destinare
tutte le risorse per le assunzioni agli esuberi delle Province,oltrecheaivincitorideipropri
concorsi, e la Corte dei conti, nella delibera 19/2015 della sezione
Autonomie, chiarisce che il vincolo va letto in chiave nazionale e
non territoriale. In altre parole,
primacheunComunepossabandire nuovi concorsi o di “pescare” dalle graduatorie di un ente
vicino, occorre che tutti gli esuberi delle Province italiane siano
stati ricollocati, e non basta esaurire il bacino della Provincia in

cui il Comune si trova.
I magistrati contabili, insomma, scelgono la via più rigorosa
nell’applicazione della corsia
preferenziale per gli ex provinciali aperta dal comma 424 della
legge 190/2014; una scelta coerente con l’obiettivo della norma, nata per evitare che il personale “di troppo” negli enti di
area vasta resti senza posto
mentre gli enti locali bandiscono nuovi concorsi, ma che determina più di un problema applicativo. Per due ragioni.
La prima è legata al fatto che
l’elenco degli “esuberi” provin-

ciali è ancora di là da venire, dal
momento che molte Regioni
continuano a essere in ritardo
nella redistribuzione delle funzioni, e quindi degli organici. In
secondo luogo, per un Comune
ad esempio piemontese o lombardo è molto più semplice indirizzare la lettera di assunzione al
vincitore del concorso di un ente
confinante, piuttosto che a un
«soprannumerario» di una Provincia lontana. Di conseguenza,
il principio fissato dalla legge di
stabilità rischia di tradursi per
molti enti in un blocco sostanziale delle assunzioni.

L’unica deroga è prevista per i
profili «infungibili», cioè per
quelle professionalità che sono
necessarie al Comune ma che in
Provincia non si trovano perché
estranee alle funzioni dell’ente
di area vasta. Anche in questo caso, l’eccezione prevista dalla
stessa legge di stabilità è interpretata in modo rigido dalla magistratura contabile: la deroga
scatta solo per le professionalità
«specifiche e legalmente qualificate», attestate da titoli di studio
quando lo prevede la legge. In
questi casi, l’ente può effettuare
assunzioni “libere” dopo aver
constatato l’inesistenza di una
professionalità analoga fra il personale di tutte le Province.
G.Tr.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

QUOTIDIANO DEL CONDOMINIO

Lavori costosi,
non sempre serve
la maggioranza speciale
SulQuotidianodelcondominio
tuttigliaggiornamentidelle
problematichecondominiali,a
partiredall’offertadellepubblicazionidelSole24Ore.Traicontenuti
esclusividioggilesentenzedella
Cassazionesullamaggioranzaper
approvarelespeseperlavoridi
notevoleentità(acuradiAlessandroGallucci)edelTarCampania
sullalegittimitàdiunparcheggio(a
curadiGianLucaBallabio).

M

a gliautoveloxsono
affidabiliono?La
Consulta,conla
sentenzadiieri,pareessersi
sbilanciatanonpoco,spandendo
scetticismoapienemani.Ma
quelledeigiudicidelleleggisono
soloargomentazionilogichee
giuridiche;larealtàtecnica,
invece,èpiùcontroversa.
La Consulta afferma che non
basta un agente di presidio per
capire se un misuratore di
velocità sta funzionando
correttamente. E ha ragione, se si
pensa che il presidio spesso si
traduce in una svogliata
presenza e che comunque anche
l’essere umano più attento
difficilmente può accorgersi di
un errore di misurazione. A
favore di questa tesi, un test di
confronto tra vari apparecchi
effettuato sulla tangenziale di
Padova per ordine di un giudice
di pace (ma la metodologia
seguita non è stata chiarita fino in
fondo): per lo stesso veicolo
sarebbero state misurate
velocità diverse nel giro di pochi
metri. La tecnica dice invece che
le misurazioni avvengono più
volte in pochi istanti e, se uno dei
valori rilevati non è compatibile
con gli altri, l’intera lettura viene
annullata e quindi il veicolo
“dubbio” non viene multato.
Inoltre, la lettura spesso diventa
impossibile quando i raggi
emessi dal misuratore (quando
funziona col laser o simili) non
sono perfettamente allineati.
Sono condizioni verificate dal
ministero delle Infrastrutture
durante prove sul campo. Certo,
anche qui le polemiche non sono
mancate e la sicurezza totale non
esiste. Però probabilmente i
margini di errore reale sono
diversi da quanto lo scetticismo
della Consulta potrebbe far
credere.

Le conseguenze. La «taratura» dei meccanismi è nota solo al controllore

pL’intervento della Corte co-

Consulta
scettica
sull’affidabilità
delle rilevazioni

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-unarticolodiRobertaGiuliani
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42

Norme e tributi

Il Sole 24 Ore
Venerdì 19 Giugno 2015 - N. 167

FISCO

www.quotidianofisco.ilsole24ore.com

Dichiarazioni 2015. Dati disponibili per favorire l’assolvimento spontaneo degli obblighi fiscali

Il problema aperto. L’invio «fai-da-te» dribbla lo slittamento nell’erogazione

Studi di settore, 190mila «alert»
In arrivo le lettere che invitano i contribuenti a mettersi in regola

La precompilata «taglia»
l’attesa per i rimborsi
Giovanni Parente

FOCUS

Mario Cerofolini

pNel cassetto fiscale del contri-

buente saranno rese disponibili
una serie di informazioni aventi a
oggetto principalmente gli studi
di settore che potranno essere valutate dagli utenti al fine stimolare
l’assolvimento spontaneo degli
obblighi tributari e favorire
l’emersione spontanea delle basi
imponibili; i medesimi dati saranno trasmessi su supporti elettronico anche alla Guardia di finanza.
Sono queste le principali indicazioni che scaturiscono dal provvedimento protocollo n. 83317 che
è stata varato ieri dall’agenzia delle Entrate al fine di dare attuazione
a quanto previsto dal comma 636
della legge di stabilità 2015 nell’ambito della quale veniva prevista la
riforma dell’istituto del ravvedimento operoso in abbinata al rin-

novato spirito di collaborazione
fisco/contribuente. L’opera di
convincimento dell’amministrazione finanziaria parte dalla trasmissione di inviti a presentare i
modelli studi di settore ai soggetti
che seppure potenzialmente obbligati non vi hanno provveduto

L’OBIETTIVO

Le Entrate puntano
a fornire le informazioni
per favorire
i corretti adempimenti
e il ravvedimento
per la scorsa annualità; quest’anno
i contribuenti interessati saranno
circa 190mila. Sarà, inoltre, possibile verificare la presenza di eventuali anomalie emerse in fase di
trasmissione della dichiarazione
tra i dati presenti in Unico e quelli
indicati nei modelli Studi di settore, nonché di segnalazioni aventi a

oggetto le cause di giustificazione
di situazioni di non congruità/coerenza, nonché di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi. Consultabile online anche un
prospetto su base pluriennale dell’andamento dei dati dichiarativi
relativi agli studi di settore applicati, nonché un documento di sintesi dell’esito dell’applicazione
degli studi di settore (sulla base
dell’ultima versione del software
Gerico pubblicata sul sito dell’Agenzia) comprensivo del posizionamento degli indicatori di coerenza e di normalità e dell’indicazione sull’accesso al regime premiale ex Dl 201/2011. I contribuenti
e gli intermediari abilitati che hanno ricevuto delega potranno altresì consultare i citati dati in forma
diretta accedendo al cassetto fiscale. Restano invece legate al ricevimento di una specifica comunicazione le informazioni su anomalie nei dati dichiarati che continueranno ad essere comunicate
direttamente al contribuente ov-

QUOTIDIANO DEL FISCO

Dogane, aumenta
la tolleranza
sui carburanti

SulQuotidianodelFiscotuttii
giornil'offertainformativadel
GruppoSole24Oreinmateria
tributaria.Nell’edizioneonline
oggi:lacircolare6delleDoganeela
nuovaBlacklistdellaUe
www.quotidianofisco.ilsole24ore.com

vero all’intermediario qualora
quest’ultimo abbia ricevuto delega. Sul sito dell’Agenzia saranno,
inoltre, pubblicate e rese disponibili con consultazione libera e gratuita le statistiche relative agli studi di settore. L’intenzione del Fisco è dunque quella di giocare
d’anticipo mettendo a disposizione del contribuente una serie di informazioni che dovranno essere
opportunamente analizzate da
quest’ultimo al fine di valutare la
congruità della propria posizione.
Ricorda infine il provvedimento
che l’eventuale regolarizzazione
spontanea delle violazioni tramite l’istituto del ravvedimento operoso potrà prescindere dalla circostanza che la violazione sia già
stata constatata ovvero che siano
iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative
di controllo; il tutto in piena sintonia con lo spirito del nuovo ravvedimento operoso introdotto dalla
legge 190/2014.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’opportunità. Benefici legati ai nuovi indici di coerenza

Il regime premiale è «selettivo»
Lorenzo Pegorin
Gian Paolo Ranocchi

al regime premiale selettivo sugli indicatori
di coerenza. I soggetti che da
quest’anno potenzialmente
possono usufruire dei benefici
previsti dall’articolo 10 del decreto legge n. 201/2011 (157 studi di settore sui 204 approvati), scontano non poche difficoltà quando si devono rapportare con i nuovi indici di
coerenza previsti con le approvazioni delle revisioni agli studi (Dm 29 dicembre 2014).
La norma che disciplina
l’accesso al regime richiede
una regolarità complessiva su
tutti gli indicatori previsti. Basta il mancato allineamento
anche su uno solo degli strumenti di controllo approvati
per sbarrare l’accesso al sistema. Il proliferare di questi in-

pAccesso

dici, previsto dalle nuove note
metodologiche di approvazione degli studi di settore,
crea così un ulteriore impedimento all’ingresso al regime.
Si prenda ad esempio lo
studio WG31U «Manutenzione e riparazione di autoveicoli, motocicli e ciclomotori» che fa parte di uno dei 41
studi di settore che da quest’anno possono accedere ai
benefici del premiale.
Per questo studio sono previsti 6 indici di normalità economica, altrettanti di coerenza, a cui vanno aggiunti anche
quelli di «coerenza/anomalia» approvati con Dm 24
marzo 2014 contraddistinti
dalle lettere da A a F che seppur risalenti a un provvedimento dell’anno precedente
si applicano anche per i revisionati nel 2014; il tutto per un

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totale complessivo di ben 18
indicatori fra normalità, coerenza e anomalia.
Si va dall’indicatore ricavo
medio per revisione, a quello
che misura la plausibilità fra i
mq di locali destinati a officina
e il numero di ponti sollevatori
dichiarati, fino ad arrivare a
quelli più classici riguardanti
l’indice di copertura del costo