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Il.Corriere.Della.Sera.21.06.2015.By.PdS.pdf


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DOMENICA 21 GIUGNO 2015

Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 62821
81
Roma, Via Campania 59/C - Tel. 06 688281

Le idee

Oggi

Gli applausi al tenore
durano 50 minuti

Da Borges a Garrone
30 anni nel Labirinto
Ci ha salvato la Rete

di Giuseppina Manin
a pagina 36

di Emanuele Trevi
nel supplemento

Migranti Intervista al capo di Stato maggiore della Difesa. Mattarella: serve più aiuto dall’Europa

«No al blocco navale in Libia»

LA SVOLTA
CHE RENZI
DEVE FARE Il generale Graziano: l’emergenza si può controllare, noi siamo pronti
di Ernesto Galli della Loggia

La manifestazione Contro unioni civili e gender

«S

L’

La crisi Summit europeo in bilico. Juncker chiama Tsipras

Family day, folla e polemiche
Ieri a Roma il Family day a sostegno della famiglia tradizionale e contro
alle pagine 4 e 5
le unioni civili. Gli organizzatori: siamo un milione.

IL FRONTE
INASPETTATO
DEL RIFIUTO

P

arte del mondo cattolico ha manifestato la
sua disperazione culturale per un modo di
vedere le cose, il demonizzato «gender», che
sradica l’umanità da se stessa. È stata fornita
un’immagine implicitamente polemica verso
l’atteggiamento «accomodante» del Papa.

di Pierluigi Battista

G
9 771120 498008

ecstasy circola ancora, eccome. Come continuano a
prosperare, più potenti di prima le «vecchie» droghe, come
eroina, cocaina e cannabis. Ma
gli spacciatori sono al passo
con i tempi e seducono sempre
di più i ragazzi dando nomi
«simpatici» rassicuranti o divertenti alle nuove droghe: Spice, Meow Meow, Yellow Submarine, Facebook. Una lista infinita, perché si rinnova ogni
giorno, grazie al costo sempre
più basso di ingredienti che
vengono mischiati nei modi più
svariati. Peccato che queste pasticche, incensi, fumi, liquidi di
simpatico abbiano proprio solo
il nome. A scorrere i possibili
danni a breve e a lungo termine
che possono procurare vengono i brividi.
continua a pagina 29

a pagina 29

L’ultima offerta alla Grecia
Varoufakis: patto possibile
Sono in tre a spingere perché il summit sulla Grecia dei
capi dell’eurozona domani si
chiuda con un compromesso.
Ma sono tre nomi che pesano:
la cancelliera tedesca Merkel, il
numero uno Bce Draghi e il
presidente Usa Obama. Il ministro delle Finanze Varoufakis è
possibilista: sì all’intesa se arrivano da Merkel «segnali significativi». La via è però strettissima. Atene e i suoi creditori dovranno trovare un’intesa in pochi giorni su un esborso per
permettere alla Grecia di scongiurare la chiusura delle banche. Più arduo ancora il confronto fra i governi dell’area euro, Tsipras e l’Fmi per un terzo
grande piano di sostegno ad
Atene da 40 o 50 miliardi.
alle pagine 6 e 8 Caizzi, Fubini
Nicastro, Tamburello

di Aldo Grasso LA SIMULAZIONE
● PADIGLIONE ITALIA
Cosa rischia
CASSON E IL PIEDE SBAGLIATO IN DUE SCARPE il centrosinistra
ià si fatica a tollerare i mato le carte. Per me l’ordinanza è ne pubblica e alla fine è tornato ai ballottaggi
gistrati scrittori, figuriafatta bene, è lineare e corretta». a fare il magistrato. Credo che

50 6 2 1>

Quei pericoli
(trascurati)
delle vecchie
e nuove droghe
di Luigi Ripamonti

● GIANNELLI

continua a pagina 28

moci quelli «prestati» alla
politica. E sono tanti. Prendiamo Felice Casson. Il sogno di diventare sindaco di Venezia è miseramente svaporato: al ballottaggio ha perso per strada i suoi
elettori e i grillini gli hanno fatto
marameo. Si starà leccando le
ferite alla Giudecca? Per niente.
Tornato a Roma, come membro
della Giunta delle Immunità in
merito all’arresto del senatore
Azzollini, ha dichiarato: «Non
c’è fumus persecutionis. Ho let-

L’INCHIESTA

di Aldo Cazzullo
ugli sbarchi si può assumere il controllo della situazione — dice al Corriere il generale
Graziano — ma senza un blocco navale, atto di
guerra e controproducente». a pagina 3 Montefiori
a pagina 2 Iossa, Sarcina

JPEG FOTOSERVIZI / BENVEGNÙ-GUAITOLI-LANNUTTI

D

opo la battuta
d’arresto elettorale
il problema che
Renzi ha davanti è
chiaro: capire il
segnale proveniente dalle urne
e cambiare. Verosimilmente
solo così potrà superare con
successo lo scoglio delle
prossime elezioni politiche
(quando ci saranno), senza di
che, egli lo sa bene, la sua
carriera politica sarebbe
virtualmente finita. Cambiare,
dunque. E infatti pare che egli
abbia detto «Tornerò a fare
Renzi», cioè, sembra di capire,
tornerò ad essere quello che
nel giro di un anno, di slancio
e senza fare compromessi,
conquistò a suo tempo la
segreteria del Pd e il governo
del Paese.
Non è detto, però, che
proprio questa sia la ricetta
giusta. Il cattivo risultato
elettorale del Pd sta a indicare,
infatti, che forse proprio quel
Renzi lì, quel personaggio e
quei modi che hanno
funzionato egregiamente nella
fase della conquista del potere
— un aspetto simpaticamente
spigliato, capacità di trovare
formule sintetiche per
comunicare, una diversità
accattivante rispetto al resto
della classe politica, un piglio
sbrigativo — quel personaggio
e quei modi, dicevo, risultano
forse assai meno utili quando
si tratta di governare (non
sarebbe del resto la prima
volta). Si può ragionevolmente
dubitare, ad esempio, che
tuittare in misura frenetica o
frequentare i talk show di ogni
risma affidando i propri
messaggi politici a Barbara
D’Urso sia il modo migliore
per sostenere l’azione di
governo.
Insomma, ciò che in questo
anno al presidente del
Consiglio non è riuscito
troppo bene è il passaggio dal
Renzi outsider «fiorentino» al
Renzi «italiano» di Palazzo
Chigi.

ANNO 140 - N. 146

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FONDATO NEL 1876

Sette bis alla Scala

Dopo il voto

In Italia EURO 1,50

Senatore pd
Fallito
il sogno
di diventare
sindaco
torna
politico
giustizialista

In poche parole, sì all’arresto.
Sia chiaro, a Casson non si può
imputare nulla, le sue scelte sono garantite dalla Costituzione.
Ma dovrebbe almeno aiutarci a
uscire dall’equivoco dei magistrati che fanno politica.
E dire che nel 1995, dopo l’esperienza fallimentare in Spagna
del giudice Baltasar Garzón, aveva confessato a Gian Antonio
Stella: «Esperienza assolutamente negativa. Ha visto crollare la sua immagine nell’opinio-

occorra decidere: o si fa il giudice o si fa il politico». Bene, bravo. O l’uno o l’altro. Il potere giudiziario andrebbe sempre tenuto separato dal legislativo e dall’esecutivo, come suggerisce lo
Stato di diritto. E invece troppi
magistrati si buttano in politica
senza smettere l’abito giustizialista, magari con il paracadute
dell’aspettativa. Un piede in più
scarpe. Ma sempre con il piede
sbagliato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Nando Pagnoncelli

E

cco gli orientamenti di voto
degli elettori nel caso di elezioni politiche con la nuova legge elettorale, l’Italicum. Al secondo turno, che prevede il ballottaggio tra le prime due forze
se nessuna supera quota 40%, il
Pd si affermerebbe di misura
sul M5S: 51,2% contro il 48,8%.
Ma perderebbe contro il centrodestra unito in un’unica lista.
a pagina 10

IL DEGRADO DI ROMA

Le case in affitto a 7 euro
di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

S

caricabarile del sindaco di Roma: «La mia giunta non ha assegnato neppure una casa: si trova
a gestire le sciagurate vergognose
e lottizzatorie pratiche che avvennero nei tempi passati». Direte:
uffa, il solito Ignazio Marino, brava persona però...
Macché: lo sfogo è di Francesco Rutelli. Esattamente venti anni fa: 1995. Ed è questo che fa montare il sangue alla testa: passano gli anni, passano i
sindaci, passano le stagioni politiche di destra e di
sinistra e il patrimonio immobiliare del Campidoglio resta sempre e comunque lo stesso colabrodo. Ed è sempre colpa di quelli venuti prima.
continua alle pagine 14 e 15