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La.Gazzetta.Dello.Sport.21.06.2015.By.PdS .pdf



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domenica 21 giugno 2015 anno LXXI - numero 25

euro 1,50

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www.gazzetta.it / GazzettaTv canale 59

LA CASA DELLA

COPA AMERICA

URUGUAY, SOLO PARI
IL CILE PERDONA VIDAL

Il Brasile (23.30)
su GazzettaTv
Deve vincere
senza Neymar

L’1-1 qualifica il Paraguay e Cavani (ancora a secco) che va ai quarti col 3° posto
Anche la presidente Bachelet si schiera con lo juventino osannato dai tifosi
DI FEO, MANCINI, RICCI ALLE PAGINE 14-15-16-17-18

Duello aereo nel corso di Uruguay-Paraguay AP

RICCI A PAGINA 17

SORPASSO A MONTECARLO: IL PRIMO DERBY È NERAZZURRO

INTER SCATENATA

Soffia ai rossoneri il talento del Monaco Kondogbia per 40 milioni
E Thohir può regalare a Mancini pure Imbula (Marsiglia)

Giannelli Imbula, 22 anni, dal 2013 gioca nel Marsiglia

Jackson Martinez, 28 anni, va verso l’Atletico IPP

BREGA, GRANDESSO, TAIDELLI DA PAGINA 2 A PAGINA 4

6

INCUBO MILAN:
JACKSON SCIPPATO
DALL’ATLETICO
ORA CERCA BACCA

L'ANALISI di Paolo Condò
21

50 6 2 1>

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

TANTI SOLDI, MA BEN SPESI
Non ha molto senso chiedersi se Kondogbia
valga la montagna di euro che l’Inter ha
investito su di lui, perché un giovane non si
acquista soltanto per ciò che ha già fatto, ma
anche e soprattutto per le aspettative di crescita.
La domanda giusta è un’altra? Può diventare il
perno di un’Inter competitiva? La risposta è sì.

LAUDISA, GOZZINI A PAGINA 6

L'ARTICOLO A PAGINA 21

w

IL RETROSCENA

Matrimonio amaro per Llorente. Durante
la cerimonia al momento di baciare
la sposa gli è subentrato Morata

Il denaro di MrBee non arriva
Per adesso ci pensa Fininvest

7

IL ROMPIPALLONE di Gene Gnocchi

Geoffrey Kondogbia, 22 anni, 188 centimetri e 80 chili di potenza e tecnica. Ha giocato con Lens, Siviglia e Monaco

22

F.1 IN AUSTRIA

Super Hamilton
ancora in pole
poi Rosberg
Ma Vettel è lì

8

LA TRATTATIVA

La Juve in pressing 1 Seppi in finale ad Halle
grazie al k.o. di Nishikori
su Jovetic
Oggi ritrova Federer
Se dice sì avrà la 10
GRAZIANO
A PAGINA 8

ALLIEVI, CASADIO, PERNA PAG. 22-25

9 771120 506000

12
26

SUPERBIKE

Biaggi parte 5° a Misano
Va a caccia del podio
GOZZI A PAGINA 26

DA NON
PERDERE

EUROPEO

COCCHI A PAGINA 30

2 Contador in forma Tour
vince alla Route du Sud
E Quintana polemizza

BASKET

Dyson show
Sassari riapre
la serie scudetto
Con Reggio è 2-2

GHISALBERTI A PAGINA 27

Sturaro stangato
L’Under si gioca tutto 3 Baseball: riecco A-Rod
il campione «sporco»
col Portogallo
che incanta New York
BIANCHIN, D’ANGELO
ALLE PAGINE 12-13

28

LOPES PEGNA A PAGINA 33

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CANFORA, CHIABOTTI
ALLE PAGINE 28-29

PAGLIARA, PASOTTO A PAGINA 7

Primo piano R Mercato

2

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Kondo d’oro
SCATTI DEL DUELLO DI MONTECARLO

L’ARRIVO DI GALLIANI A MONACO
Venerdì pomeriggio l’amministratore delegato
rossonero, accompagnato da Nelio Lucas, arriva
nel Principato per dare il via agli appuntamenti
con i manager di Kondogbia e il Monaco

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE
All’ora di cena, al ristorante Cipriani, si incrociano
tutte le parti: Galliani e Lucas in un tavolo, Ausilio,
Fassone, i procuratori del giocatore e Vadim
Vasilyev, vice presidente del Monaco in un altro

LA FIRMA DI KONDOGBIA
Marco Fassone, direttore generale del club
nerazzurro, siede di fianco a Kondogbia
per l’autografo sul contratto quinquennale
che legherà il giocatore all’Inter

Il derby all’Inter
per 40 milioni
Milan k.o. in volata
Matteo Brega
Alessandra Gozzini
MILANO

L

a notte porta consiglio,
mentre di giorno si firmano
i contratti: nel pomeriggio
di ieri Geoffrey Kondogbia è diventato un giocatore dell’Inter,
affare da ottanta milioni di euro.
La cifra include anche i bonus e il
consistente stipendio del centrocampista, ora legato per i prossimi cinque anni. Il principesco accordo è stato stilato a Montecar-

LE TAPPE
DELL’ULTIMA
FRENETICA GIORNATA

lo: già prima di cena il francese
poteva considerarsi nerazzurro.
Colpo con cui Thohir e Mancini si
augurano di aver dato dimostrazione della volontà di costruire
una super Inter, desiderio a cui
dovrà seguire l’impegno in campo dei giocatori: prima di concedere l’autorizzazione all’affare
Thohir si è sentito più volte con
Moratti, evidentemente altrettanto entusiasta. L’incontro decisivo tra l’Inter e Kondogbia era
intanto iniziato poco prima delle
dieci del mattino, per entrare nel
vivo intorno all’ora di pranzo,

quando Mancini completava la
sua opera di convincimento via
cellulare. Il resto lo hanno fatto
altri argomenti: Geoffrey guadagnerà quattro milioni di euro netti all’anno più bonus (potrà aggiungere più o meno 500 mila
euro a stagione). Firma avvenuta
alle 18 e 30, quando Kondogbia
si è presentato nell’hotel dei dirigenti nerazzurri, accompagnato
dal suo staff (domani le visite
mediche a Milano). Poi ecco l’ennesimo vertice tra il d.g. Fassone
e il d.s. Ausilio con il Monaco,
necessario per sistemare i conSI RIPARTE
Alle dieci di mattina Ausilio e Fassone
ripartono con una serie di incontri
per chiudere definitivamente l’affare
Kondogbia: in mattinata i due dirigenti
nerazzurri ricominciano a parlare con
gli agenti del centrocampista,
prima di incontrare di nuovo i vertici
del club francese

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tratti tra i due club. L’Inter aveva
intenzione di puntare sul prestito con obbligo di riscatto, mentre da Monaco spingevano per
una cessione definitiva (esigenza legata al bilancio). Il punto
d’accordo è stato poi trovato sull’acquisto a titolo definitivo per
35 milioni di euro più 5 di bonus:
l’intesa è arrivata dopo lunghissime discussioni solo alle 23 e 10
(complice un inserimento del
Tottenham, mentre al Milan arrivavano notizie di certi malumori
per via della diffusione della foto
della firma senza ancora l’ok del
Monaco).

LA GIORNATA Già all’ora di pranzo Kondogbia si sentiva milanese,
ma l’ingresso in città era
avvenuto dall’altra porta:
«All’una e mezzo era tutto
fatto. Il Monaco ci aveva dato
l’ok per la vendita a quaranta
milioni di euro con pagamento
biennale, venti e venti. E l’accordo con Geoffrey, già sistemato la
sera prima, ci era stato confermato in tarda mattinata da lui
stesso e dal papà. Dopo lo scambio di documenti, all’una e mezzo tutti spariti, evidentemente
hanno cambiato idea o gli altri

1Giornata di colpi di

scena: Kondogbia dice sì
a Galliani e poi sceglie
il club di Thohir.
Domani le visite
mediche

KONDOGBIA CAMBIA IDEA
All’ora di pranzo Adriano Galliani,
a.d. del Milan, ha l’ok di Kondogbia e
quello del Monaco per chiudere
l’affare: l’intesa con il centrocampista
era già stata raggiunta nella notte,
con il club d’appartenenza la trattativa
veniva invece definita per 40 milioni
pagabili in due anni

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

hanno offerto di più». Non che il
pranzo di Adriano Galliani, a cui
è affidato il racconto, sia andato
troppo di traverso: un po’ si, ma
come sarebbero stati indigesti i
milioni da mettere in preventivo.
HOTEL La notte era stata decisiva perché di giorno sorgesse la
nuova Inter: conclusa la cena da
Cipriani, i dirigenti nerazzurri
(Ausilio e Fassone) si erano chiusi all’hotel Metropole con Vadim
Vasiliyev, vice presidente del
Monaco, e il gruppo rappresentante del calciatore: Harold, il
fratello Evans e un altro amico
italiano. Altre due ore e mezzo di
colloquio, tempo evidentemente
non sufficiente a chiudere l’accordo: Evans e l’amico alle tre
del mattino si sono infatti infilati
al Fairmont, altro lussuoso hotel
del centro. Qui, seduti ma sveglissimi attendevano Galliani e
Nelio Lucas: stavolta bastavano
ventiquattro minuti di colloquio
sui divani del bar per ricevere
l’ok dall’entourage del giocatore
(«tutti noi vogliamo il Milan!»),
l’intesa sulle commissioni e un
programma di massima sulle visite mediche da sostenere a inizio settimana. Passate le tre e
mezzo il gruppo si salutava con
una solida stretta di mano: il Milan aveva il sì di Kondogbia per
quattro milioni di euro più uno
di bonus all’anno. Mancava il via
libera del Monaco (punto su cui
l’Inter si era in effetti portata in
vantaggio) ma l’arma rossonera
era Dimitri Rybolovlev, ricchissimo patron del club con una decisa preferenza per la cessione del
giocatore in rossonero (pure con
sconto di un paio di milioni). La
tensione milanista poteva così
alleggerirsi e aprirsi alla rivisitazione degli eventi: in attesa del
nuovo summit nella hall dell’hotel era scattata un’operazione
della polizia francese, blitz
che aveva portato all’arresto di un gruppo di
ragazzi appena

usciti dal casinò; più tardi a informarsi con l’a.d. sulle ultime
della trattativa era scesa anche
Ivana Spagna. La cantante si era
sincerata sugli sviluppi dell’operazione. Più seriamente era arrivata al telefono di Galliani la telefonata di Berlusconi, a cui era
più urgente fornire indicazioni.
Un’altra chiamata aveva avvertito il dirigente rossonero che il
prezzo di Kondogbia si era nel
frattempo ampiamente impennato (40 milioni la base più i bonus per Champions ed Europa
League per un totale di 43-44),
così Galliani spiegava a Lucas:
«Nelio, in certe trattative bisogna comportarsi come coi figli. È
più difficile un “no” che un “sì”,
ma a queste cifre non possiamo
accettare. A volte serve più coraggio ad alzarsi dal tavolo che a
rimanere, dunque andiamocene!». La visita dei procuratori
aveva riportato la calma. Di nuovo perduta durante il pranzo di
ieri, quando il derby Kondogbia
si era di fatto chiuso e Galliani
già pensava ad aprirne un altro:
«Se risparmiamo i 40 milioni di
Kondogbia e magari i 35 di Jackson Martinez, ne avremmo 75 da
spendere, con oculatezza, da qui
a fine mercato. E se sarà un bene
o un male sarà solo il tempo a
dirlo...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA CIFRA

I SUOI NUMERI
In campionato

In Champions

TOCCHI PER ZONA
Il colore è più intenso nelle zone in cui
ci sono stati più tocchi di palla
ATTACCO

6 22 48 105 57 91 43 13

6

3 27 72 159 144 134 64 12

5

7 48 134 80 72 60 11

8

3 10 43 61 76 42 32

6

5

1

2 23 53 23 28 14

6

3

1

3

5

4

1

2

9

9

15

9

PALLE RECUPERATE*

6,39

Ancora shopping
E per Mancini
è pronto Imbula
1Con il francese chiusura vicina. Poi affari in uscita:
Kovacic e due tra Guarin, Hernanes e Juan Jesus

9,63
Matteo Brega
Alessandro Grandesso

PASSAGGI POSITIVI*

47,39

38,38

OCCASIONI CREATE*

0,39

0,5

TIRI NELLO SPECCHIO*

0,3

0,63
*Media a partita

33

Le partite ufficiali
disputate da Kondogbia
nella scorsa stagione
con il Monaco tra
campionato e coppe

TALENTO
Geoffrey Kondogbia,
22 anni, era arrivato
al Monaco nel 2013
dal Siviglia REUTERS
NUOVO VERTICE
I dirigenti dell’Inter continuano
la serie di appuntamenti, rivedendo
stavolta anche i vertici del club
francese. La trattativa a oltranza
comincia ad andare verso la definitiva
definizione con Kondogbia che
si appresta a raggiungere Ausilio
e Fassone per la firma sul contrato

3

LA FIRMA NERAZZURRA
Geoffrey Kondogbia accompagnato
dal suo staff si lega all’Inter per
i prossimi cinque anni, in attesa delle
visite mediche già programmate
dall’Inter per domani a Milano.
Restavano solo da definire i dettagli
dell’accordo tra i due club sulla
formula del pagamento

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G

iovedì scorso l’ultima
telefonata del Mancio a
Giannelli Imbula e
sempre giovedì l’ultimo aggiornamento tra entourage
del giocatore, Inter e Marsiglia. Accordo fino al 2019 a 2,5
milioni l’anno per il centrocampista, 18 milioni più uno
di bonus al club francese. Poi,
da quel giovedì, i telefoni hanno smesso di suonare. In mezzo è spuntato l’acquisto di
Kondogbia con un prezzo forse non previsto per le casse interiste. Ecco allora che qualche dubbio dalle parti del giocatore (in vacanza fino a domani) è sorto. Invece ieri,
durante la trattativa per il collega del Monaco, alcuni sms
rassicuranti sono partiti in direzione Imbula. I documenti
per chiudere l’operazione sono a disposizione di tutti da un
paio di giorni. Operazione
pronta quindi in attesa di capire se continuano a esistere due
presupporti cardine per depositare il contratto: l’intatta volontà di Mancini e la disponibilità a spendere ancora.

IMBULA Sulla prima si può
aprire il dibattito sulla coesistenza fra Imbula e Kondogbia, due centrocampisti mancini in grado di giocare insieme in una mediana a due davanti alla difesa, sulla seconda
invece il ragionamento è più
da piani alti della società. I numeri parlano chiaro: al giocatore andrebbero 2 milioni di
euro più bonus per i prossimi
quattro anni, invece al Marsiglia 18 milioni più uno di bonus. Sarebbe un acquisto a titolo definitivo, espressa volontà del club marsigliese che deve dare una raddrizzata al
bilancio entro la fine del mese.
Vista la rigidità sulla formula,
l’Inter starebbe tentando di inserire un giocatore nell’affare.
I club hanno parlato di Obi e
Nagatomo (il giapponese piace anche alla Sampdoria) che
andrebbero ad alleggerire il

Giannelli Imbula, 22, ha giocato 39 gare col Marsiglia nell’ultima stagione IPP

monte ingaggi ma soprattutto a
liberare una casella da extracomunitario (quella che servirà per
Miranda). Domani è previsto un
nuovo contatto tra Mancini e Imbula, mentre oggi saranno Ausilio
e Fassone (dopo aver parlato con
il presidente Thohir) a decidere
se accelerare e inviare i documenti per chiudere definitivamente
una trattativa ormai impostata da
giorni grazie anche all’intermediazione del manager Federico
Pastorello. Così avanti che sottovoce si pensa che martedì potrebbe essere un giorno buono per le
visite mediche. Sullo sfondo, molto interessato, il Milan osserva.
MELO O MOTTA Una volta sistemata la questione Kondogbia, si
valuterà se fare o meno il passo
verso Imbula. Le alternative low
cost ci sono e sono avviate da un
po’ di tempo. Una porta a Thiago
Motta che ha interrotto i colloqui
per il rinnovo con il Psg qualche
giorno fa. L’altra invece conduce a

Felipe Melo che con il Galatasaray ha un accordo fino all’anno
prossimo. Lui e Mancini si sono
sentiti anche recentemente.
KOVACIC Intanto servirà vendere. Il primo nome sulla lista è
quello di Mateo Kovacic per cui il
Liverpool ha fatto più di una telefonata. I Reds hanno mostrato la
possibilità di arrivare oltre i 20
milioni, ma non alla base interista
di 25. Oltre al croato, l’Inter vorrebbe fare cassa cedendone almeno un paio tra Guarin, Hernanes e
Juan Jesus. Su Kuzmanovic invece vanno registrati gli interessi
dalla Premier di Watford e West
Ham e dalla Bundesliga di
Schalke, Werder e Borussia Mönchengladbach. Il mercato in entrata rimane aperto anche per il
capitolo esterno basso sinistro
(oppure Montoya che dirotterà
Santon a sinistra) ed esterno alto
con Salah idea concreta da portare avanti a fari spenti.
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4

Primo Piano R Mercato

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fLA NUOVA INTER

Adesso Kondogbia
fa rima con Yaya
Ecco il nuovo Tourè

TRA CERTEZZE E OBIETTIVI
LA NUOVA INTER

Handanovic

4-2-3-1

Obiettivi di mercato
Nuovi acquisti

Santon
MIRANDA

KONDOGBIA

MURILLO
A
MONTOYA

IMBULA
(Kovacic)

SALAH

Palacio
Shaqiri

Icardi

1Mancini lo utilizzerà come perno davanti alla difesa
L’eventuale coesistenza con Imbula è da verificare
LA GUIDA
● Roberto Mancini, 50, è subentrato
a Mazzarri nel novembre 2014 BOZZANI

Matteo Brega
Luca Taidelli

K

on…dogbia l’Inter raggiunge un triplice
obiettivo: illuminare il
globo calcistico per dire che la
v
voglia
di riscatto è concreta,
portarsi a casa il nuovo Yaya
Tourè in potenza e mettere a
disposizione di Roberto Mancini un elemento che ti rende
il centrocampo più dinamico e
qualitativo.
IL NUOVO YAYA Nella testa di
Mancini l’Inter dovrà essere
più «europea» nell’atteggiamento e nel sistema di gioco.
In attesa di arrivare a un esterno offensivo (Salah?) che possa offrire al tecnico l’opportunità di optare per il 4-3-3, il
punto di partenza è il 4-2-3-1.
E Kondogbia sarà il punto focale davanti alla difesa, uno
dei due guardiani e menti della squadra. Giocherà lì il francese, così come faceva al Monaco. Nel Principato aveva al

suo fianco Toulalan (altro pallino del Mancio) che gli garantiva la possibilità di lasciar
partire l’estro giovanile. Tanto
lì vicino aveva la saggezza e
l’equilibrio di Jeremy che gli
consentiva di prendersi certe
libertà. A Milano per ora un
giocatore di esperienza come
Toulalan non c’è. Per adesso.
Perché i dirigenti dell’Inter
confidano anche di trasformare Kondogbia in una calamita per gente come Thiago
Motta o Felipe Melo nel caso
decidessero di lasciare a Marsiglia Imbula. Obiettivi sensibili e complicati, ma comunque economicamente più accessibili rispetto al francese
del Monaco che potrà anche
crescere dal punto di vista caratteriale. Il Mancio lavorerà
molto su questo aspetto per
aiutarlo nella crescita, un po’
come fece con Tourè quando
si trovarono al City. Qualità
eccelse l’ivoriano, vero, e occhio allenato quello del tecnico di Jesi nel vederlo anche
duttile. Kondogbia, mancino,

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MOVIMENTO
GDS

LA CHIAVE

2

I gol segnati
da Kondogbia nell’ultima
stagione con il Monaco:
uno in campionato e uno
in Champions League
Si parte dal 4-2-3-1, ma
nei pensieri di Mancini
c’è anche l’ipotesi
del 4-3-3 una volta preso
almeno un esterno

giocherà davanti alla difesa e
lo farà o con Medel o con Brozovic. Sono due soluzioni interessanti. Con il cileno Mancini potrà liberare di più Kondogbia perché gli equilibri saranno mantenuti dal Pitbull.
Con il croato invece bisognerà
lavorare di più sui meccanismi tra i due. Vero che Marcelo è abituato ad avere di fianco in nazionale uno come Modric, non proprio un ruba-palloni. Questa esperienza lo
aiuterà a giocare con Kondogbia. Il quale, nel caso di uno
sviluppo in un 4-3-3, diventerebbe l’interno mancino del
centrocampo. In tutto questo
assumerà un ruolo ancor più
fondamentale Palacio. L’argentino sta trascorrendo
un’estate finalmente tranquilla dal punto di vista fisico visto che la caviglia ora è a posto. Riposo che era necessario
per tornare a essere il vero Rodrigo. Dalla sua parte Mancini
si aspetta il lavoro di raccordo
e sacrificio che l’argentino è in
grado di sostenere.

GIANNELLI E GEOFFREY Il vero interrogativo è se Kondogbia e Imbula possono coesistere in mezzo al campo. Giannelli è qualche centimetro più
piccolo e meno potente del
collega monegasco. Però i due
condividono il piede preferito,
quello sinistro. E anche la posizione in campo, davanti alla
difesa o interno sinistro. Insomma, un’eventuale acquisizione di Imbula metterebbe
Mancini nella (forse invidiabile) posizione di poter sperimentare un nuovo duo. Chiaro
che una mediana completamente mancina sarebbe atipica. Semmai un esperimento
interessante sarebbe quello di
vedere Kovacic al fianco di
Kondogbia, con la forza e i muscoli del francese a disposizione delle geometrie del croato.
Un quadro che rischia di rimanere nella mente del pittore vista l’intenzione della società di
cedere Mateo di fronte a un’offerta degna del talento (non
meno di 25 milioni di euro).
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Primo piano R Mercato

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E per il Milan è un sabato nero
L’Atletico gli soffia Jackson
1Con un blitz in Cile i Colchoneros strappano il sì del colombiano. Ora l’accordo

col Porto. In discussione l’alleanza col fondo Doyen: i dubbi sono sul ruolo di Lucas

Carlo Laudisa
MILANO
@carlolaudisa

I

n Cile il Milan ha perso le
tracce di Jackson Martinez. Invece l’Atletico Madrid, con una missione super
segreta, ha raccolto la firma
del centravanti che il presidente del Porto, non più tardi di
una settimana fa, aveva ceduto
(con tanto di annuncio) al club
rossonero. La partita non è ancora chiusa del tutto, visto che
il club spagnolo deve ancora finalizzare l’intesa con quello
portoghese, attestato sul prezzo di 35 milioni concordato
con la società di Silvio Berlusconi.

Rossi hanno invano provato a
chiedere alla federazione colombiana il permesso per le rituali visite. Il medico sociale
Tavana era pronto a partire per
i check-up indispensabili prima della finalizzazione di un
affare. E Galliani non ha raccolto le firme proprio per evitare brutte sorprese dai test sanitari: Biabiany docet.

LA SPERANZA Ora Miguel Angel Gil pagherà anche i 35 milioni della clausola? Le residue
speranze del Milan poggiano
proprio su un possibile intoppo
con la società di Pinto da Costa. In realtà un patto già esiste: Gil pareggerà l’offerta milanista, ma vedrà scontato il
costo dalle possibili cessioni ai
portoghesi delIL VIAGGIO Ma
l’attaccante Raul
quel blitz di AnI MOTIVI
Jimenez, di Olidrea Berta (re- I cattivi rapporti
ver Torres già in
sponsabile del
prestito al Porto,
tra
Lucas,
advisor
mercato estero
o del difensore
di
Bee,
e
Mendes
per i colchoneManquillo. I rapros) in Sud Ame- hanno pesato
porti tra Atletico
rica rischia di ese Porto sono cesere determi- Il no a Mandzukic, la mentati da anni
nante in questa
grazie a una miintricata vicen- sponda sbagliata su
riade di affari
da. Adriano Gal- Kondogbia: le pecche gestiti in sintoliani è deciso a del guru del Fondo
nia, spesso con
far valere le sue
la regia di Jorge
intese, corredate dalla stretta Mendes, il famoso proprietario
di mano con Luis Henrique di Gestifute. L’agente di
Pompeo, agente del colombia- Mou&co. tempo addietro ha
no. L’amministratore delegato avuto rapporti anche con il
rossonero è in contatto con lui fondo Doyen, ma da un po’ le
già dalla scorsa estate, quando relazioni si sono raffreddate.
ha provato ad agganciare il In particolare in occasione delcentravanti del Porto prima di l’approdo di Falcao all’Atletico,
sterzare su Fernando Torres. quando Doyen ha provato ad
Evidentemente, però, ha pre- assicurarsi la procura del covalso il volere del calciatore, lombiano.
che preferisce giocare in
Champions League. Tant’è ve- DIALOGO Il Milan (senza volerro che la società madrilena ha lo) s’è trovato al centro di un
potuto tener buono l’accordo intrigo che ha portato a un’aueconomico già stretto con i ros- tentica dimostrazione di forza.
soneri a 3,5 milioni annui. Sen- Nelio Lucas, manager di Doyen
za bisogno di rialzi.
Sports, da settimane ormai
compagno di viaggio di GalliaIL PERMESSO La stranezza è ni nei suoi blitz in Europa, è
che, dopo la solenne promessa chiaramente l’alter ego del
della scorsa settimana, dall’en- connazionale Mendes. In quetourage di Martinez al Milan sta partita ha accompagnato
non sono più arrivati segnali. E l’a.d. milanista a Oporto con le
dire che i vertici di via Aldo credenziali del miglior amico

1

2

3

4

5

1. Jackson Martinez, 28 anni, punta del Porto REUTERS 2. Adriano Galliani,
70, a.d. rossonero FORTE 3. Nelio Lucas, 36, manager della Doyen 4. Jorge
Mendes, 49, procuratore 5. Mario Mandzukic, 29, punta dell’Atletico EPA

JACKSON HA
DECISO DI
LASCIARE IL PORTO
PER IL MILAN
PINTO DA COSTA
PRESIDENTE PORTO, IL 12/6

IO ROSSONERO?
SONO SOLO VOCI,
IO NON NE SONO
SICURO...
JACKSON MARTINEZ
ATTACCANTE PORTO, IL 15/6

del padrone di casa. Galliani,
annusando il pericolo, ha coinvolto Mendes nel dialogo per
Jackson, ma evidentemente
non è bastato. La versione più
accreditata è che Pompeo abbia assecondato l’Atletico all’insaputa dell’agente di CR7.
Tuttavia troppi interessi contrappongono le forze in campo
per liquidare questa storia come una semplice bega di procure e percentuali.
LA COPPIA Nel giorno in cui il
Milan perde anche la battaglia
per Kondogbia fa discutere
l’operato del duo Galliani-Lucas. Da quando l’advisor tecnico di Mr. Bee è diventato anche
il partner dell’esperto manager
rossonero, sono cambiate un
bel po’ di cose nelle strategie di
casa Berlusconi. Tanto per dirne una, un mese fa Galliani

aveva bloccato Mandzukic,
tanto da ottenere anche il sì di
Ancelotti sull’operazione. Ed è
beffardo ora vedere l’Atletico
che va su Jackson con i soldi incassati per il croato passato alla Juve. La verità è che l’avvento di Doyen ha portato sì l’entusiasmo e l’appoggio del socio
thailandese per operazioni di
grido, ma per chiudere affari
così delicati ci si attendeva ben
altro apporto dal nuovo alleato
e il suo tanto decantato knowhow.
STRADE DIVERSE Al di là delle
polemiche sui numerosi viaggi
coi voli privati di Doyen, e i più
o meno opportuni selfie pubblicizzati sui social network, si
pone un dubbio di fondo: questa coppia è ben assortita? Nella vicenda Jackson le entrature
di Lucas hanno dato per scon-

tato l’assenso del giocatore,
senza un reale approfondimento. E il Galliani di sempre
queste ingenuità non le ha mai
commesse. Aggiungiamoci che
nella vicenda Kondogbia il potente Nelio ha consigliato di
concentrarsi sul padre del giocatore e di ignorare il suo agente. Peccato (per il Milan) che
Ausilio, con successo, abbia
scelto la strada opposta.
PROSPETTIVE Adesso al Milan
restano (potenzialmente) un
bel po’ di soldi in cassa e il problema di ridisegnare la campagna acquisti. Ma con quali strategie operative? Il duopolio sul
mercato, lo dicono i fatti, va
quantomeno ricalibrato. Questa duplice batosta non passerà
inosservata ad Arcore e dintorni. Ci saranno dei correttivi?
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA NUOVA STRATEGIA

Doppia beffa, ecco il piano B:
Bacca, Luiz Adriano e Witsel
1Il fallito assalto a Kondogbia e il colpo di scena nella trattativa per il colombiano
obbligano Galliani al cambio di rotta: è sfida alla Roma per la punta, piace il belga

Alessandra Gozzini
Marco Pasotto
MILANO

E

adesso sotto col piano B.
Un’esigenza imprescindibile, visto come sono andate le ultime trattative di mercato. Occorre che il Milan inizi
al più presto la campagna di rafforzamento, dal momento che
gli obiettivi inseguiti fino a questo momento non sono più disponibili.

CONDIZIONI Per quanto riguarda il centravanti, il nome che
torna ai primissimi posti della
lista di gradimento è quello di
Carlos Bacca, centravanti del
Siviglia. Attaccante dai grandi
numeri (49 gol in 108 partite
nelle due stagioni in biancorosso) che peraltro presenta un paio di problematiche: la prima è
una clausola da 30 milioni di
euro, la seconda è che sul ragazzo c’è anche la Roma. Il club
giallorosso, che ha nel centravanti la priorità di mercato, lo

segue con estrema attenzione
da almeno sei mesi, periodo
lungo il quale ci sono stati diversi contatti e incontri con gli
agenti del colombiano (sul versante italiano se ne occupa l’ex
interista Cordoba). La Roma ha
con Bacca un accordo sulla parola per un pluriennale da tre
milioni a stagione, ma ovviamente resta il durissimo scoglio
della clausola. L’unico modo
per infilarsi un minimo e strapparlo a una cifra inferiore è sperare nei buoni rapporti fra gio-

Sostieni il mio lavoro. scaricando. da www.dasolo.info

catore e club (cosa che ovviamente vale per la Roma come
per il Milan): fra Bacca e Siviglia ci sarebbe infatti una sorta
di gentleman agreement, trovato l’anno scorso al momento del
rinnovo contrattuale (2018), in
base al quale il club andaluso gli
ha promesso che eventualmente l’avrebbe liberato a condizioni più favorevoli (20 milioni?).
Insomma, anche in questo caso
le incognite non mancano, ma è
facile che il Milan in queste ore
aumenterà il pressing.

Nella foto più in alto Carlos
Bacca, 28 anni. Qui sopra
Axel Witsel, 26 AFP/LAPRESSE

CARTELLINO Restando in attacco l’altro nome buono sul taccuino è quello di Luiz Adriano,
che ha il contratto in scadenza
con lo Shakhtar l’anno prossimo. L’idea di partenza del Milan
sarebbe quella di portarlo a casa gratis a gennaio. E’ evidente
che se il tentativo fosse invece
per questa estate, lo Shakhtar
chiederebbe il costo del cartellino. C’è poi sempre la pista Jovetic, che però al momento è tutta
in salita: Jo-Jo è nei piani della
Juve, favorita sui rossoneri. Infine, perso Kondogbia, per la
mediana torna d’attualità Witsel, 26enne belga dello Zenit.
Anche in questo caso occhio alla Juve, il cui interesse si concretizzerebbe però solo nel momento in cui dovesse partire un
pezzo grosso a centrocampo.
Resta forte il fascino di Bertolacci: il Milan proverà a cercare
un’intesa con la Roma. E a breve
si riaggiornerà il discorso Baselli, da tempo sui radar rossoneri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Primo piano R Le strategie societarie rossonere

DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

fIL RETROSCENA

Il tesoretto è di Fininvest
Aspettando i milioni di Bee

1Galliani può pianificare il mercato con un budget stanziato dalla holding

I soldi del thai ancora non ci sono: dovrebbero arrivare entro sei settimane

Mario Pagliara
Marco Pasotto
MILANO

L

a differenza che più balza all’occhio – al di là
degli esiti dei vari blitz, fin qui improduttivi –
è che fino a sei mesi fa Adriano Galliani da
Arcore non veniva nemmeno autorizzato a partire.
Se non per rivolgersi, nella maggior parte dei casi,
a prestiti o parametri zero. Poi il sipario si è spalancato di colpo e ciò che prima nemmeno si osava
pensare, è diventato improvvisamente a portata di
mano. Cartellini da decine di milioni? Nessun problema. Ingaggi da «vecchia repubblica» rossonera?
Nessun problema. Merito dell’apertura verso
Oriente. Ovvero di un affare che, proprio come
Jackson Martinez, si è dato per virtualmente chiuso. E, per certi aspetti, scontato. Ma che forse così
scontato ancora non è.

DUBBI Gli ampi orizzonti che il Milan è tornato a
darsi sul mercato in entrata, infatti, partono dal
presupposto che a breve il cino-thailandese Bee Taechaubol infilerà nelle casse rossonere un siringone di denaro fresco. O almeno, dovrebbe. Condizionale d’obbligo, se è vero che all’interno dell’universo rossonero c’è ancora più di un dubbio sulla figura di Mr Bee e sul denaro che dovrebbe trasferire sui
conti di Fininvest per acquistare il 48% del Milan.
Dubbi che ad esempio riguardano i rapporti fra il
broker e la Doyen (destinati ad aumentare dopo gli
ultimi flop di mercato), che di Taechaubol è l’advisor sportivo. Ma dubbi anche – e soprattutto – sul
flusso di denaro in senso stretto. Per capirsi: a oggi
Taechaubol non ha ancora versato un euro. Questo
non equivale a fare deduzioni affrettate e a dire che

7

ne delle 8 settimane che Berlusconi e Bee si sono
dati per firmare il contratto e arrivare al «closing».
Un accordo da 500 milioni per il 48%. Milioni che
però non dovrebbero arrivare tutti insieme: prima
è previsto un (sostanzioso) acconto, non ancora
pervenuto. Ecco allora che l’attuale potere d’acquisto rossonero poggia ancora su Fininvest. Che ha
acconsentito ad erogare un anticipo per le prime
«urgenze» di mercato, ma che intende poi rientrare
dell’esborso quando s'incasseranno i soldi di Bee.
Dalla cassaforte della famiglia Berlusconi sono già
usciti, a marzo, i primi 60 milioni, immessi nel club
rossonero per un primo intervento di ricapitalizzazione. E non finirà qua. Nel giro di poche settimane,
Fininvest potrebbe ricapitalizzare ancora, immettendo nel bilancio del Milan un altro pacchetto di
risorse, stimato intorno ai 90 milioni: i 60 di marzo
più i 90 in arrivo compongono un tesoretto da 150
milioni che equivale al budget individuato da Berlusconi tra la fine di aprile e i primi di maggio (prima che la trattativa con Bee entrasse nel vivo) per
avviare sul mercato quegli interventi necessari alla
ricostruzione di un
Milan capace di torLA CHIAVE
nare in alto nella
prossima stagione. Berlusconi è pronto
Che, fattore non affatto casuale, coinci- a ricapitalizzare
derà con il trenten- per altri 90 milioni
nale del governo mi- dopo i 60 di marzo
lanista di Silvio.

Gli ultimi flop di

Silvio Berlusconi, 78 anni, numero 1 del Milan ANSA

scoppierà tutto come una bolla di sapone, ma è
semplicemente un dato di fatto: ciò che il Milan
avrebbe speso in questo periodo per Kondogbia e
Jackson Martinez, sarebbe stato denaro proveniente da Fininvest. D’altra parte era stato lo stesso Berlusconi a spiegare che durante il tempo occorrente
per concludere la trattativa, se fosse stato necessario i finanziamenti sarebbero arrivati da «casa».
RISORSE Manca una quarantina di giorni al termi-

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Bee Taechaubol, 41 anni, broker thailandese EPA

500

● milioni per il 48% del Milan: sono i termini
dell’accordo su cui Fininvest si è resa disponibile a
trattare con Mr. Bee per un periodo di 8 settimane

STADIO Ma da dove
arrivano questi 150 mercato aumentano
milioni? Sono un fet- i dubbi sul ruolo
ta dei 373 incassati del fondo Doyen
da Fininvest a febbraio quando riuscì a cedere in Borsa il 7,79% delle
quote di Mediaset. Tre mesi e mezzo fa la holding
dei Berlusconi spiegò che questo incasso consentiva, tra l’altro, di «proseguire nel rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale della società
e di agevolare eventuali investimenti in un’ottica di
diversificazione del portafoglio azionario». Aspettando Bee, è sulla base di questa promessa di nuovi
investimenti che Galliani ha pianificato la prima
parte del mercato. Un pezzo-chiave nella trattativa
con Bee è senza dubbio rappresentato dallo stadio
di proprietà: Fondazione Fiera Milano giovedì 25
riunirà il suo Comitato esecutivo – una sorta di Cda
– in mattinata (nel pomeriggio ci sarà il Consiglio
generale). Fondazione è proprietaria dei suoli al
Portello dove il Milan vuole costruirsi lo stadio urbano: sarà il primo match point per incassare il sì.
Ma non è escluso che il verdetto slitti al 6 luglio.
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8

Calcio R Mercato

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

1

2

IL GENIO E L’APACHE

Pirlo ci pensa:
negli Usa solo
a gennaio 2016
3

● 1 Stevan Jovetic, 25 anni, con il Manchester City dal 2013. In precedenza era nella Fiorentina. ● 2 Paul
Pogba, 22 anni, nella Juve dal 2012. ● 3 Mario Mandzukic, 29 anni, arriva dall’Atletico ACTION IMAGES, REUTERS, EPA

Jovetic, se dice sì
alla Juventus
avrà il numero 10
1Fissato in settimana l’incontro con il manager
del montenegrino. Il City pressa ancora Pogba
Alessandra Gozzini
Mirko Graziano
MILANO

J

uventus e Milan sono sulle tracce di Stevan Jovetic,
ma i bianconeri possono
contare ancora oggi su un vantaggio piuttosto importante.
L’agente del ragazzo è stato infatti contattato telefonicamente dai campioni d’Italia per fissare un incontro a metà settimana. Fanno sul serio a Torino,
e si parla oltretutto di un accordo già raggiunto fra i club, sia a
livello economico sia a livello di
modalità del pagamento. Insomma, ora toccherebbe proprio al 25enne talento montenegrino decidere fra il bianco-

nero e il rossonero.
IL PROGETTO... La Juve sarebbe
pronta a offrire cinque anni di
contratto a 3,5 milioni più bonus a stagione. Per nulla trascurabile, poi, l’appeal tecnico: c’è
la Champions League (il Milan
è fuori dall’Europa) e c’è soprattutto una squadra nettamente
avanti a tutti in campo nazionale. Infine, un ultimo particolare: è probabile infatti che a Jovetic, in caso di trattativa positiva, venga consegnata la «dieci»
lasciata libera da Tevez. D’altronde era proprio questo il
progetto pensato per Jo-Jo già
nell’estate del 2013, quando poi
tutto sfumò per gli allora pessimi rapporti fra Fiorentina e Juve e soprattutto perché il City

calò un assegno spaventoso sul
tavolo della dirigenza viola.
FANTASIA E GOL Piace molto
Jovetic, che nel nostro calcio di
fatto ci è nato. Giocatore duttile, intelligente tatticamente,
piedi educati. Là davanti è in
grado di ricoprire ogni ruolo:
trequartista, attaccante esterno, anche prima punta, come
negli ultimi tempi con la Fiorentina. Jovetic più Mandzukic: ecco, così sì che non ci sarebbero
più rimpianti fra i tifosi per la
partenza di Carlos Tevez. L’arrivo del montenegrino farebbe
felice il Sassuolo, che vedrebbe
salire notevolmente le possibilità di trattenere per un altro anno (in prestito) Domenico Berardi. Juve e Sassuolo parleran-

Andrea Pirlo, è nato a Flero (Brescia) il 19 maggio 1976

no del calabrese e di Zaza proprio in queste ore: Marotta
staccherà un assegno da 25-27
milioni per riportare alla base
due dei migliori talenti del calcio di casa nostra. Poi, appunto,
per Berardi molto dipenderà
dall’affare Jovetic. Praticamente fatta anche la lista dei partenti. Fra prestiti e potenziali
cessioni definitive, giocheranno altrove i vari Llorente, De
Ceglie, Marrone, Storari, Coman e Pepe, quest’ultimo è in
scadenza di contratto.
MANDZUKIC IN ITALIA Forse
già questa sera Mario Mandzukic e i suoi agenti sbarcheranno in Italia, a Milano o a Torino. Domani sono previste le
visite mediche, poi blitz in sede
per mettere tutte le firme del
caso che precederanno l’annuncio ufficiale sul sito della
Juventus.
POGBA E IL CITY... Intanto, dall’Inghilterra rimbalzano nuove
indiscrezioni sull’assalto City a
Paul Pogba. Il club inglese che è
già arrivato a offrire 80 milioni
di euro per il gigante di Lagnysur-Marne, avrebbe nuovamente sondato Mino Raiola, e
l’agente del centrocampista
avrebbe fatto capire che servono come minimo 100 milioni di
euro per il cartellino, altri 100
per ingaggio e diritti d’immagine, senza dimenticare l’inevitabile commissione per il potente
agente italo-olandese.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

1Il Boca in Italia
per Tevez: la
Juve chiede
5-6 milioni
o Bentancur

MILANO

U

ltimi giorni di riflessione per Andrea Pirlo, combattuto fra il
restare un ultimo anno in
serie A (anche se non più
centrale nel progetto tecnico della Juve) oppure lasciare subito l’Italia per
campionati più ricchi ma
meno consistenti dal punto
di vista fisico e tecnico. La
Juventus aspetta senza particolare fretta, il 36enne
fuoriclasse bresciano è però
ormai vicino alla decisione
definitiva. E l’impressione è
che si vada verso un Pirlo
bianconero fino a gennaio
2016, poi via all’avventura
statunitense, con la maglia
del New York City, club nel
quale milita lo spagnolo David Villa. Questa soluzione
garantirebbe di fatto al giocatore la possibilità di rientrare nei piani di Antonio
Conte per l’Europeo dell’anno prossimo. «Sì, non voglio
mollare l’azzurro fino all’appuntamento in Francia», aveva detto il ragazzo

subito dopo la trasferta in Croazia. E lo stesso c.t. della Nazionale aveva chiarito che «Andrea è molto importante per
questo gruppo, può dare ancora parecchio e io spero che possa restare con noi a lungo».
TEVEZ, SI TRATTA Domani
l’a.d. bianconero Beppe Marotta incontrerà i vertici e i legali
del Boca Juniors. C’è da definire concretamente la cessione
dell’Apache. Occhio, non si
tratta di semplici dettagli. La
Juve, infatti, punta a portare a
casa non meno di 5-6 milioni di
euro, prezzo comunque di favore per un giocatore pagato
due stagioni fa 9 milioni più sei
di bonus. Marotta apre anche
all’ipotesi di una contropartita
tecnica. E sul taccuino degli
uomini mercato di corso Galileo Ferraris è bene evidenziato
il nome Rodrigo Bentancur,
classe 1997, centrocampista
uruguaiano che lo scorso gennaio ha esordito in prima squadra. Ma non è da escludere che
vengano vagliate le posizioni
anche di altri giovani del club
di Angelici. Intanto, a Buenos
Aires sale l’attesa del popolo
del Boca che non vede l’ora di
riabbracciare uno dei «figli»
più amati di sempre dopo Diego Maradona. Tevez, però, è
attualmente impegnato con
l’Argentina in Copa America,
competizione che vivrà il suo
ultimo atto il 4 luglio.
m.gra.
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IL COMPLEANNO

I 60 anni di Platini: una vita di sfide e successi
1Il St.Etienne e la Juve, l’Avvocato e

menticabili nei quali vince due
scudetti, una Coppa Campioni,
una Coppa Coppe, un’Intercontinentale, una Supercoppa, una
Coppa Italia e tre Palloni d’oro
di fila, record che resiste fino a
Messi. Nell’87, a 32 anni, invece
di cercare contratti miliardari,
dice basta. Protagonista di
grandi sfide con Maradona e di
grandi battute che lo fanno
amare anche ai non juventini.
Per ricordarle servirebbe un libro, ce n’è una che rende l’idea
del personaggio: a chi gli rimprovera di fumare risponde che
«è Bonini che non deve fumare
perché è lui che deve correre».

Trap, i duelli con Diego e le battute:
sempre le «roi», sempre in prima linea

Fabio Licari

«I

o ero il “vizio” dell’Avvocato, poi è arrivato
Platini...», confessa anni fa Omar Sivori, un po’ geloso
che qualcuno avesse preso il suo
posto nel cuore di Gianni Agnelli. L’Avvocato aveva preteso quel
francese dal sinistro magico e
dall’eleganza unica: «L’abbiamo preso per un tozzo di pane
— dirà — poi lui ci ha messo il
caviale». Un tozzo di pane da
880 milioni di lire: cifra da saldi, o da grande affare, anche nel
1982. Pensare che nel ‘78 l’Inter
gli aveva fatto firmare un precontratto, aspettando la riapertura delle frontiere, e poi l’aveva abbandonato temendo non
fosse fisicamente a posto. Così è
Juve. E Michel riscrive la storia
del calcio, non solo italiano, in

quei favolosi anni 80. Oggi le
«roi», presidente dell’Uefa,
sempre in prima fila — calciatore, allenatore, dirigente —,
compie 60 anni. Sarà la Fifa la
prossima sfida?
ITALIANO Tutta la sua vita è
una sfida, fin da piccolo. Fin da
quando questo giovane francese di origini italiane — nonno
Francesco era di Agrate Conturbia, Novara — mira la porta del
garage di casa in cerca del gol,
obbligando i suoi a comprare
ogni tanto un vetro nuovo. Nasce il 20 giugno 1955 a Joeuf, in
Lorena, zona di miniere di carbone, figlio di Aldo e Anna Piccinelli, gestori del Cafè des
Sportifs. Chiamato «razzo» dagli amici («dribblavo tutto, anche gli alberi»), Michel vince
anche la sfida con il suo fisico:
da bambino aveva il complesso

Platini e il gol in bianconero: saranno 104 in totale AP

dell’altezza, quando comincia a
giocare gli trovano un’insufficienza respiratoria.
MICHEL E ZIBÌ Gioca nel Nancy,
diventa grande nel St.Etienne
dove vince lo scudetto nell’81, e
si prende la Francia. Nel ‘78
l’Italia lo conosce suo malgrado
in amichevole. Michel segna il
2-2 su punizione. Perderà 1-2
con gli azzurri al Mondiale ar-

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Michel e l’Avvocato che lo aveva voluto alla Juventus

gentino, per poi rifarsi nell’86
quando chiuderà il ciclo di Bearzot. Vince l’Euro 84. Intanto
passa alla Juve di Trap nell’82,
costringendo Brady a lasciare
perché sono ammessi due stranieri ed è già arrivato Boniek
con il quale comporrà una delle
più grandi coppie di sempre.
SCUDETTI E BATTUTE In bianconero sono cinque anni indi-

RDopo il campo,

la politica,
la presidenza
Uefa, le riforme.
E adesso la Fifa?

C.T. E POLITICO Lasciato il campo, sarà c.t. della Francia dall’88 al ‘92 e poi entrerà in politica, organizzatore di Francia 98,
«consigliere» calcistico di Blatter, membro Uefa e Fifa e infine
presidente a Nyon dal 2007. La
nuova Champions, il fair play finanziario, l’Euro a 24, l’Europa
League portano la sua firma.
Auguri, per il compleanno e per
le decisioni che verranno.
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Serie A R Il personaggio

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

Totti è già al lavoro
per stare al centro
della nuova Roma

MERCATO

Nainggolan:
oggi Sabatini
può chiudere

chiesto un centravanti, Sabatini ha puntato Bacca, Dzeko è il
sogno, Higuain sarebbe il top:
ecco, Totti ne vorrebbe uno così
alla Roma. Per giocarci insieme. Per vivere meglio i suoi
prossimi 39 anni. Per vincere
un secondo scudetto. Per regalare alla Roma bollicine da
champagne millesimato, annata 1976: non si beve spesso, solo nelle grandi occasioni.

● ROMA La vita è adesso.
L’ora è arrivata, per il riscatto
di Radja Nainggolan: primi
approcci già ieri sera a
Milano, con il d.s. Walter
Sabatini al lavoro. E oggi
potrebbe essere il giorno
della fumata bianca. A Milano
è presente anche il d.g.
Baldissoni, l’uomo delle firme:
ufficialmente non per motivi
di mercato, ma è evidente
che se la distanza di un
milione tra Roma e Cagliari
dovesse essere colmata, il
suo intervento sarà
necessario. La Roma è
arrivata a offrire 16 milioni di
euro per la metà del
cartellino del belga, il Cagliari
non scende sotto i 17.
Dall’affare è uscito Astori, le
contropartite non
interessano: si ragiona solo
sul cash.
E Sabatini per il week end
aveva in programma anche di
limare gli ultimi dettagli per il
doppio affare con il Genoa:
Bertolacci e Iago Falque. Su
Gervinho si aspetta solo il
viaggio dell’ivoriano in
direzione Abu Dhabi. L’altro
ivoriano, Doumbia, può
tornare a Mosca, sponda
Spartak. E per uno strano
gioco di incastri, alla Roma
torna a interessare l’uomo
che scartò a gennaio per
prendere Doumbia: Salah
non è mai uscito dall’agenda
di Sabatini. Questione terzino
sinistro: Adriano del
Barcellona resta un nome
d’attualità.
stop

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1Il capitano tra corse a Sabaudia e dieta a Merano.
Vuole un nuovo centravanti, uno sprint e il rinnovo

Davide Stoppini
ROMA

M

ari e monti, perché è
giusto così. Perché
Francesco Totti ha
sempre messo d’accordo tutti.
Sempre, tranne l’ultima stagione, quando le critiche per un
rendimento al di sotto dei suoi
standard si sono sprecate. Vallo
a dire che ne ha gestito il minutaggio in maniera un po’ così. E
pure a chi non poteva piazzarlo
in panchina perché a guardare
le alternative — sempre che
fossero a disposizione — c’era
da mettersi le mani nei capelli.
E allora mare e monti. Per un
altro sprint. Per allontanare il
rischio che l’aggettivo «ultimo»
accompagni tutti i prossimi
passi di Totti nella Roma: l’ultimo ritiro, l’ultimo campionato,
l’ultima Champions, l’ultimo
derby.

L’AGENDA Niente ultimo, Totti
già corre. Corre al mare, in Grecia: rientro in Italia oggi, dopo
aver festeggiato in beata solitudine i 10 anni di matrimonio
con Ilary Blasi. Corre a Sabau-

dia, dove trascorrerà i prossimi
giorni, prima di un’altra settimana al mare in Italia (Sardegna?). E prima dei monti, uno
dei segreti per presentarsi a
Pinzolo, il 6 luglio, più avanti
dei suoi compagni. Il programma è fissato: tre giorni pieni a
inizio luglio, 72 ore nel Palace
hotel di Herni Chenot e Merano, lì dove il capitano si depura,
ricarica le batterie, fa il pieno di
energia. Il tutto, come al solito,
affiancato a una dieta che più
passano gli anni più deve essere scrupolosa: carne bianca in
abbondanza, pesce idem, pasta
poca, dolci neppure a parlarne.
Gli strappi alla regola? Sì, siamo pur sempre in vacanza. Ma

AL LAVORO

Dieta attenta anche in
vacanza e il pit stop
programmato a inizio
luglio, prima del ritiro
Il contratto? Solo se
capirà di non essere un
peso. Intanto il suo selfie
conquista i...videogiochi

con moderazione. Perché per
programmare uno sprint, una
partenza lanciata, i particolari
faranno per forza di cose la differenza.
CON UN BIG E la differenza Totti vuole continuare a farla ancora, che una cosa in testa ce
l’ha ben chiara: non vorrà mai
smettere di giocare a calcio rischiando di essere considerato
un peso per la Roma. Vuole
smettere da calciatore vero. E
oggi sente ancora di poter dare
qualcosa di concreto nella rincorsa al secondo scudetto in
maglia giallorosso, impresa
che non è riuscita a nessuno. A
quel punto, il rinnovo di contratto sarà una naturale conseguenza. Di fronte a una partenza lanciata, in virtù del rapporto con il presidente James Pallotta, la chiamata per allungare
oltre giugno 2016 l’accordo sarà scontata. Perché se i ragionamenti di Totti si fermano al
campo, quelli della società vanno anche oltre. Vanno a un personaggio che è ancora di gran
lunga quello che fa vendere più
maglie in giro per il mondo. È il
più richiesto nelle tournée esti-

L’INIZIATIVA FIGC

KickOff a Cesena
In 250 per ripensare
il mondo del calcio
1Si discute di stadi,

merchandising
e turismo sportivo.
Tavecchio: «Siamo una
federazione dinamica»

Marco Iaria
INVIATO A CESENA
twitter @marcoiaria1

C’

è il parlamentare Francesco Boccia che si
chiede se sia possibile
trovare un equilibrio economico-finanziario in un sistema così eterogeneo. C’è il docente
della Bocconi Carlo Alberto
Carnevale-Maffè che propone
di offrire il prodotto a costo zero in modo da attrarre 1-2 miliardi di utenti profilati sulle
piattaforme digitali. C’è l’avvocato Giulia Bongiorno che denuncia le storture della responsabilità oggettiva. C’è Marco
Bogarelli di Infront che guarda
ai «3,5 miliardi di euro sul mercato delle pay tv» a cui il movimento potrebbe puntare se eliminasse alcune inefficienze. È
da questa contaminazione di
esperienze che la Federazione
spera possa nascere una nuova
piattaforma programmatica
per il calcio italiano. Per questo
motivo ha lanciato KickOff, il
pensatoio stile Leopolda che
oggi si concluderà a Cesena.
METODO Undici gruppi di lavoro, radunati sul manto erboso

del Manuzzi. Undici gruppi di
lavoro che mettono assieme il
dirigente sportivo e l’attore,
l’imprenditore dello spettacolo
e l’arbitro, la calciatrice e il prof
universitario, l’allenatore e il
critico d’arte. «Il calcio è la più
grande community del Paese —
spiega Michele Uva, d.g. della
Figc, che ha ideato l’iniziativa
trovando subito la sponda del
presidente Carlo Tavecchio —.
Abbiamo messo assieme 250
persone, la maggior parte estranee al nostro mondo, perché in
questi anni siamo stati troppo
autoreferenziali». I temi scelti
sono quelli da cui passa il rilancio del sistema: dall’efficienza
organizzativa al merchandising, dagli stadi all’intercultura, dal turismo sportivo alla sostenibilità. «Siamo usciti dal palazzo per entrare in un campo
da gioco. Questa è una Federazione in movimento, molto più
dinamica di come viene dipinta. Mi aspetto tante idee, anche
irrealizzabili, purché siano da
stimolo», chiosa Tavecchio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Carlo Tavecchio, 71 anni GETTY IMAGES

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9

OCCHIO ALLA BILANCIA Poca pasta, dolci ancor meno, frutta e
verdura in quantità: così Francesco Totti, 39 anni a settembre, prepara
la stagione. E a inizio luglio tre giorni di clausura da Chenot LAPRESSE

ve — in Australia e in Indonesia
già lo aspettano —, è l’icona di
un club che mondiale vuole diventare ma mondiale al momento è solo grazie al faccione
di Francesco. Al suo selfie, ad
esempio, che entrerà nelle
esultanze di Pes 2016 e Fifa
2016, i videogiochi di calcio più
famosi del mondo. Totti c’è. C’è
oggi, alla prima estate in cui la
Roma si immagina senza il numero 10 da titolare. Garcia ha

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10

Serie A R Tutte le trattative

DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

ATALANTA HJL

BOLOGNA HJL

ALLENATORE REJA
4-3-3

ALLENATORE D. ROSSI
4-3-3

SPORTIELLO

CIGARINI

MIGLIACCIO

MBAYE

CARMONA

DJOKOVIC

ZUCULINI

CHIEVO HJL

ALLENATORE CASTORI
4-4-1-1

STOJANOVIC

CECCARELLI GASTALDELLO ROSSETTINI MASINA

ZAPPACOSTA BENALOUANE A. MASIELLO DRAMÉ

CARPI HJL

LETIZIA
PASCIUTI

4-4-2

BRUNELLI
S. ROMAGNOLI
BIANCO

EMPOLI HJL

ALLENATORE MARAN

POLI

GAGLIOLO

PORCARI

DI GAUDIO

FREY

CASTRO

ALLENATORE GIAMPAOLO
4-3-1-2

BIZZARRI
DAINELLI

IZCO

CESAR

ZUKANOVIC

RADOVANOVIC

HETEMAJ

LAURINI

BASSI
BARBA

LOLLO

ESTIGARRIBIA

PINILLA

ACQUAFRESCA

A. GOMEZ

ACQUISTI ● Brivio (d, Verona FP), Capelli
(d, Cesena FP), Nica (d, Cesena FP), Giorgi
(c, Cesena FP), Marilungo (a, Cesena FP),
Suagher (d, Carpi FP), Molina (c, Carpi FP),
Caldara (d, Trapani FP), Cazzola (c, Cesena
FP), Scozzarella (c, Trapani FP), Almici
(d, Avellino FP), M. Koné (c, Avellino FP),
Gagliardini (c, Spezia FP), De Luca (a, Bari
FP), Ardemagni (a, Perugia FP), Canini
(d, Fc Tokyo FP), Bentancourt (a, Defensor
FP), Suagher (d, Carpi FP).
CESSIONI ● Bianchi (a, Bologna FP),
Avramov (p, svinc.), Emanuelson (c, svinc.),
Rosseti (a, Juventus FP).
OBIETTIVI ● Bassi (p, Empoli), Defrel
(a, Cesena), Belotti (a, Palermo), Bjarnason
(c, Pescara), Valzania (c, Cesena), Sepe
(p, Napoli).

BOLOGNA: DIFESA BLINDATA
● Luca Rossettini, 30 anni, primo
acquisto dei rossoblù LAPRESSE

FIORENTINA HJL FROSINONE HJL
ALLENATORE SOUSA
4-3-3

TOMOVIC

ALLENATORE STELLONE
4-4-2

TATARUSANU
GO. RODIRGUEZ

SAVIC

MATI FERNANDEZ BADELJ

PASQUAL

BORJA VALERO

ZANON

RUSSO

PAGANINI

BLANCHARD

GORI

GUCHER

GENOA HJL

INTER HJL

ALLENATORE GASPERINI
PERIN
IZZO

BURDISSO

M. GOMEZ BERNARDESCHI

ACQUISTI Roncaglia (d, Genoa FP),
Brillante (c, Empoli FP), Vecino (c, Empoli
FP), Hegazy (d, Perugia FP), Iakovenko
(a, Den Haag FP), Capezzi (c, Varese FP).
CESSIONI ● Neto (p, svinc.), Richards
(d, Aston Villa via Manchester City FP),
Diamanti (c, Guangzhou FP), Gilardino
(a, Guangzhou FP), Salah (c, Chelsea FP),
El Hamdaoui (a, svinc.), Pizarro (c, svinc.),
Kurtic (c, Sassuolo FP), Rosi (d, Genoa FP),
Lazzari (svinc.).
OBIETTIVI ● Salah (c, Chelsea), Xhaka
(c, Borussia Moenchengladbach), Danilo
(c, Sporting Braga), Borini (a, Liverpool).

LAZIO HJL

DE MAIO

SANTON

MURILLO

BASTA

PAROLO

4-3-1-2

GENTILETTI

BIGLIA

ACQUISTI ● Frabotta (d, Lupa Roma FP),
Formato (d, Ischia FP), Regolanti
(a, Gubbio FP), Altobelli (c, Ascoli FP),
Gessa (c, Pescara FP).
CESSIONI Cosic (d, Pescara FP), Pamic
(d, Sparta Praga FP).
OBIETTIVI ● Mendes (d, Parma), Leali
(p, Juventus), Feddal (d, Parma), Verde
(a, Roma), Brienza (c, Cesena), Falco
(a, Trapani), De Col (d, Spezia), Dell’Orco
(d, Ascoli), F. Rossi (c, Juventus),
Magnusson (d, Juventus), Cofie (c, Genoa),
Ma. Alhassan (c, Udinese), Faraoni
(d, Udinese).

PANDEV

ACQUISTI ● Lazovic (c, Stella Rossa),
Gakpé (a, Nantes), Pandev (a, Galatasaray),
Improta (a, Bologna FP), Pasini (d, Carpi
FP), Sampirisi (d, Vicenza FP), Rosi
(d, Fiorentina FP), Cofie (c, Chievo FP),
Fetfatzidis (c, Chievo FP).
CESSIONI ● Bertolacci (c, Roma), Iago
(c, Roma), Niang (a, Milan FP), Ariaudo
(d, Sassuolo FP), Bergdich (d, Valladolid
FP), Roncaglia (d, Fiorentina FP), Edenilson
(d, Udinese FP), Lestienne (c, Al-Arabi FP).
OBIETTIVI ● Pavoletti (a, Sassuolo),
Cissokho (d, Nantes), Buffarini
(c, San Lorenzo), Cigarini (c, Atalanta),
Ekdal (c, Cagliari).

RADU

LULIC

ALEX

POLI

DE JONG

KLOSE

F. ANDERSON

ACQUISTI ● Hoedt (d, Az Alkmaar), Patric
(d, Barcellona), A. Gonzalez (c, Torino FP),
Morrison (c, Cardiff via West Ham).
CESSIONI ● Ledesma (c, svinc.), Ciani
(d, svinc.), Sculli (a, svinc.).
OBIETTIVI ● Geis (c, Mainz), Guidetti
(a, Manchester City), Borini (a, Liverpool),
Balaj, (a, Rijeka), Kavlak, (c, Besiktas),
Andreolli (d, Inter).

MAGGIO

MONTOLIVO

GARGANO

4-3-3

EL SHAARAWY

ACQUISTI ● Birsa (c, Chievo FP), Gabriel
(p, Carpi FP), Matri (a, Juventus FP), Niang
(a, Genoa FP), Nocerino (c, Parma FP),
Vergara (d, Avellino FP), Gabriel (p, Carpi
FP), Ely (d, Avellino FP).
CESSIONI ● Armero (d, Flamengo),
Bocchetti (d, Spartak Mosca FP), Destro
(a, Roma FP), Essien (c, svinc.), Robinho (a,
svinc.), Van Ginkel (c, Chelsea FP).
OBIETTIVI ● Bacca (a, Siviglia), Bertolacci
(c, Roma), Ibrahimovic (a, Psg), Jackson
Martinez (a, Porto), Jovetic (a, Manchester
City), Luiz Adriano (a, Shakhtar Donetsk),
Pjaca (a, Dinanmo Zagabria), Salah
(c, Chelsea), Witsel (c, Zenit).

ALLENATORE DI FRANCESCO

VIVIANO

4-3-3

CACCIATORE SILVESTRE MOISANDER REGINI

VRSALJKO

VALDIFIORI

SORIANO

PALOMBO

DUNCAN

MURIEL

ETO’O

EDER

ACQUISTI ● Moisander (d, Ajax), Barreto
(c, Palermo, svinc.), Bonazzoli (a, Inter),
G. Sansone (a, Bologna FO), Krsticic
(c, Bologna FP).
CESSIONI ● Acquah (c, Torino
via Hoffenheim), Obiang (c, West Ham),
Bergessio (a, svinc.), Frison (p, Catania FP),
Muñoz (d, Palermo FP).
OBIETTIVI Mirante (p, Parma), Andreolli
(d, Inter), Fernando (c, Shakhtar Donetsk),
Cassano (a, svinc.), Destro (a, Roma),
Ujkani (p, svinc.).

BIONDINI

BERARDI

CANAVARO

PELUSO

MAGNANELLI MISSIROLI

FLOCCARI

EVRA

POGBA

MANDZUKIC

ACQUISTI ● Rugani (d, Empoli FP), Dybala
(a, Palermo), Khedira (c, Real Madrid),
Mandzukic (a, Atletico Madrid), Buchel
(c, Bologna FP), Rosseti (a, Atalanta FP),
Spinazzola (a, Vicenza FP), Mattiello
(d, Chievo FP), Boakye (a, Atalanta FP),
Leali (p, Cesena FP).
CESSIONI ● Pepe (svinc.).
OBIETTIVI ● Berardi (a, Sassuolo), Zaza
(a, Sassuolo), Donsah (c, Cagliari), Danilo
(c, Sporting Braga), Witsel (c, Zenit),
Jovetic (a, Manchester City), Salah
(c, Chelsea), Oscar (c, Chelsea).

IL RITORNO IN SERIE A
● Goran Pandev, 31 anni, è
arrivato dal Galatasaray REUTERS

PALERMO HJL
ALLENATORE IACHINI
3-5-2

KOULIBALY GHOULAM

HIGUAIN

G. GONZALEZ ANDELKOVIC

RIGONI

JAJALO

ROMA HJL
ALLENATORE GARCIA
4-3-3

SORRENTINO

VITIELLO

HAMSIK

CHOCHEV

LAZAAR

TORINO HJL
ALLENATORE VENTURA

N. SANSONE

ACQUISTI ● Laribi (c, Bologna FP),
Falcinelli (a, Perugia FP), Pavoletti
(a, Genoa FP), Manfredini (d, Vicenza FP),
Vita (Vicenza FP), Ariaudo (d, Genoa FP),
Gliozzi (a, Forlì FP).
CESSIONI ● Brighi (svinc.), Polito (svinc.),
Bianco (svinc.), Taider (c, Inter FP),
Lazarevic (c, Chievo FP), Donis
(a, Juventus FP).
OBIETTIVI ● Paloschi (a, Chievo),
D. Zapata (a, Napoli), Defrel (a, Cesena),
Politano (a, Pescara), Bjarnason
(c, Pescara).

MAKSIMOVIC

GLIK

UDINESE HJL

VERONA HJL

3-5-2
MORETTI

QUAGLIARELLA

AVELAR
MAXI LOPEZ

ACQUISTI ● Avelar (d, Cagliari), Acquah
(c, Sampdoria via Hoffenheim), Verdi
(c, Empoli FP), Parigini (a, Perugia FP),
Larrondo (a, Tigre FP).
CESSIONI ● A. Gonzalez (c, Lazio FP),
Ichazo (p, Danubio FP).
OBIETTIVI ● Jorginho (c, Napoli), Cigarini
(c, Atalanta), Ekdal (c, Cagliari), D. Zapata
(a, Napoli), Eder (a, Sporting Braga),
Mbakogu (a, Carpi).

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WIDMER

ALLENATORE MANDORLINI
4-3-3

KARNEZIS

HEURTAUX

ACQUAH GAZZI EL KADDOURI
DARMIAN

BELOTTI

ACQUISTI ● Benali (c, Brescia), Cassini (a,
Corinthians), Trajkovski (a, Zulte Waregem),
Velasquez (d, Gaz Metan Medias FP),
Troianiello (a, Bologna FP), Struna (d, Carpi
FP), Bamba (d, Leeds FP), N’Goyi (c, Leeds
FP), Muñoz (d, Sampdoria FP).
CESSIONI ● Dybala (a, Juventus) Barreto
(c, Sampdoria, svinc.), Ujkani (p, svinc.), Joao
Silva (a, Bari FP), Ortiz (d, Cerro Porteño FP).
OBIETTIVI ● Calleri (a, Boca Juniors),
Carrillo (a, Estudiantes), Nico Lopez
(a, Udinese), Simeone (a, River Plate), Viviani
(c, Roma), Bjarnason (c, Pescara), Ekdal
(c, Cagliari), Tonelli (d, Empoli), Caldirola
(d, Werder Brema), Duarte (d, Club Brugge),
Campagnaro (d, svinc.), Perucchini
(p, Lecce), Brignoli (p, Juventus), Stoyanov
(p, Ludogorets), Da Costa (p, svinc.).

ALLENATORE COLANTUONO

PADELLI

VAZQUEZ

GABBIADINI

ACQUISTI ● Valdifiori (c, Empoli), Sepe
(p, Empoli FP).
CESSIONI ● Colombo (p, svinc.), Mesto
(d, svinc.).
OBIETTIVI ● Reina (p, Bayern Monaco),
Hysaj (d, Empoli), Darmian (d, Torino),
Vrsaljko (d, Sassuolo), Allan (c, Udinese),
Soriano (c, Sampdoria), Saponara
(c, Empoli), Immobile (a, Borussia
Dortmund).

UN’ALA PER IACHINI
● Aleksandar Trajkovski, 22 anni, già
nella nazionale macedone dal 2011 EPA

3-5-2

CONSIGLI
ACERBI

CHIELLINI

MARCHISIO
DYBALA

RISPOLI

MENEZ

BONUCCI

MORATA

ANDUJAR
ALBIOL

BUFFON

DE SANCTIS

FLORENZI MANOLAS A. ROMAGNOLI HOLEBAS
PJANIC

DE ROSSI

NAINGGOLAN

ITURBE

TOTTI

LJAJIC

INSIGNE

SAMPDORIA HJL SASSUOLO HJL
ALLENATORE ZENGA

PALACIO

ALLENATORE SARRI

ANTONELLI

LICHTSTEINER
VIDAL

ACQUISTI ● Murillo (d, Granada),
Miranda (d, Atletico Madrid), Kondogbia
(c, Monaco), Botta (a, Chievo FP),
Schelotto (c, Chievo FP), Biraghi (d, Chievo
FP), Taider (c, Sassuolo FP), Crisetig
(c, Cagliari FP), Bessa (c, Bologna FP),
Krhin (c, Cordoba FP).
CESSIONI ● Jonathan (d, svinc.),
Campagnaro (d, svinc.), Felipe (d, svinc.),
Podolski (a, Arsenal FP).
OBIETTIVI ● Imbula (c, Marsiglia),
Felipe Melo (c, Galatasaray), Thiago Motta
(c, Psg), Zukanovic (d, Chievo), Salah
(c, Chelsea), Jovetic (a, Manchester City),
Montoya (d, Barcellona), Duda (a, Legia
Varsavia).

BONAVENTURA
CANDREVA

JUAN JESUS

ICARDI

4-3-1-2

MEXES

4-3-1-2

NAPOLI HJL

DIEGO LOPEZ

ABATE

ALLENATORE ALLEGRI

KONDOGBIA

HERNANES

PEROTTI

ALLENATORE MIHAJLOVIC

MARCHETTI
DE VRIJ

LAZOVIC

DIONISI

PUCCIARELLI

ACQUISTI ● Dermaku (d, Melfi).
CESSIONI ● Rugani (d, Juventus FP),
Valdifiori (c, Napoli), Vecino (c, Fiorentina,
FP), Sepe (p, Napoli FP), Verdi (c, Torino
FP), Somma (d, Roma FP).
OBIETTIVI ● Skorupski (p, Roma),
Ceppitelli (d, Cagliari), Biraghi (d, Inter),
Crisetig (c, Inter), Bjanarson (c, Pescara),
Krunic (c, Borac Cacak), Viviani (c, Roma),
Galano (c, Bari), Catellani (a, Spezia),
Giannetti (a, Spezia), Rosseti (a, Juventus),
Memushaj (c, Pescara), Brugman
(c, Pescara).

JUVENTUS HJL

MIRANDA

BROZOVIC

RINCON KUCKA TINO COSTA MARCHESE

MILAN HJL

ALLENATORE PIOLI
4-3-3

CIOFANI

ACQUISTI ● Castro (c, Catania), Gobbi
(d, Parma), Provedel (p, Perugia FP),
Edimar (d, Cordoba FP), Pucino (d,
Pescara FP), Kupisz (c, Cittadella FP),
Bellomo (c, Bari FP), Bentivoglio
(c, Brescia FP), Mangani (c, Angers FP),
Sestu (c, Brescia FP), N. Rigoni
(c, Cittadella FP), Inglese (a, Carpi FP),
Lazarevic (a, Sassuolo FP), Gatto
(c, Carpi FP), Inglese (a, Carpi FP), Farias
(a, Cagliari FP).
CESSIONI ● Schelotto (c, Inter FP), Bardi
(p, Inter FP), Botta (a, Inter FP), Biraghi
(d, Inter FP), Birsa (c, Milan FP), Mattiello
(d, Juventus), Fetfatzidis (c, Genoa FP),
Cofie (c, Genoa FP), Pozzi (a, Parma FP).
OBIETTIVI ● Kurtic (c, Sassuolo),
Marchese (d, Genoa).

HANDANOVIC

SHAQIRI
ILICIC

MACCARONE

ALLENATORE MANCINI
4-2-3-1

HYSAJ
CROCE

SAPONARA
PALOSCHI MEGGIORINI

MBAKOGU

ACQUISTI ● Boron (d, Grosseto FP),
Forte (p, Vigor Lamezia FP), Ridolfi
(c, Santarcangelo FP), Cognigni (a, Ancona
FP).
CESSIONI ● Gabriel (p, Milan FP), Struna
(d, Palermo FP), Molina (c, Atalanta FP),
Suagher (d, Atalanta FP), Laner (c, Verona
FP), Modolo (d, Parma FP), Pasini
(d, Genoa FP), Gatto (c, Chievo FP), Inglese
(a, Chievo FP), Maurantonio (p, svinc.),
Dossena (p, svinc.).
OBIETTIVI ● Gavazzi (c, Ternana),
Memushaj (c, Pescara), Parigini (a, Torino),
Marrone (c, Juventus), Improta (a, Genoa),
Sampirisi (d, Genoa), Markovic (a, Cska
Sofia).

CRIVELLO

SODDIMO

MANCOSU

ACQUISTI ● Rossettini (d, Cagliari),
Diawara (c, San Marino), Stojanovic
(p, Crotone FP), Djokovic (c, Livorno FP),
Yaisien (c, Arezzo FP), Riverola (c, Aaltach
FP), Bianchi (a, Atalanta FP), Pulzetti
(c, Cesena FP).
CESSIONI ● Perez (c, svinc.), Casarini
(c, svinc.), Pazienza (c, svinc.), Da Costa (p,
svinc.), Matuzalem (c, svinc.), G. Sansone (a,
Samp FP), Krsticic (c, Samp FP), Coppola
(p, svinc.), Buchel (c, Juve FP), Bessa (c,
Inter FP), Laribi (c, Sassuolo FP), Improta
(a, Genoa FP), Troianiello (a, Palermo FP).
OBIETTIVI ● Storari (p, Juve), Pjaca (c,
Din. Zagabria), Pazzini (a, Milan), Borini (a,
Liverpool), Cigarini (c, Atalanta), De Ceglie
(d, Juve), Agazzi (p, Milan), Sau (a, Cagliari),
Destro (a, Roma), Pellè (a, Southampton).

3-4-3

ZAPPINO

CACIA

TONELLI

RONALDO

SIGNORELLI

DANILO

ALLAN

THEREAU

PINZI

PIRIS

KONE

G. SILVA

DI NATALE

ACQUISTI ● Adnan (d, Rizespor), Brkic
(p, Cagliari FP), Faraoni (d, Perugia FP),
Jaadi (c, Latina FP), Ma. Alhassan
(a, Latina FP).
CESSIONI ● nessuno.
OBIETTIVI ● Guidetti (a, Manchester
City), D. Zapata (a, Napoli), Mitroglou
(a, Fulham), Benalouane (d, Atalanta),
Britos (d, Napoli), Carbonero (c, Roma).

MARTIC

RAFAEL
MARQUEZ

MORAS

E. PISANO

IONITA

GRECO

HALLFREDSSON

JANKOVIC

TONI

J. GOMEZ

ACQUISTI ● Zampano (d, Pescara FP),
Laner (c, Carpi FP), Ale. Gonzalez
(d, Cagliari FP), Nenè (a, Spezia FP),
Bianchetti (d, Spezia FP).
CESSIONI ● Benussi (p, Udinese FP),
Brivio (d, Atalanta FP), Agostini (svinc.),
Sørensen (d, Juventus FP), Campanharo
(c, Bragantino FP), Obbadi (c, Monaco FP),
Tachtsidis (c, Genoa FP), Valoti
(c, AlbinoLeffe FP), Nico Lopez
(a, Udinese FP), Saviola (svinc.),
Fernandinho (c, Gremio FP), Marques
(d, svinc.).
OBIETTIVI ● Tachtsidis (c, Genoa), Valoti
(c, AlbinoLeffe), Siligardi (a, Livorno),
Jorginho (c, Napoli).

ACQUISTI ● Bertolacci (c, Genoa), Iago
(c, Genoa), A. Romagnoli (d, Sampdoria
FP), Destro (a, Milan FP), Somma
(d, Empoli FP).
CESSIONI ● Gervinho (a, Al Jazira),
Balzaretti (d, svinc.), Curci (p, svinc.), Spolli
(d, Catania FP).
OBIETTIVI ● Bacca (a, Siviglia), Dzeko
(a, Manchester City), Begovic (p, Stoke
City), Ryan (p, Bruges), Szczesny
(p, Arsenal), Salah (c, Chelsea), Thauvin
(a, Marsiglia), Digne (d, Psg), Adriano
(d, Barcellona), Carrasco (a, Monaco).

LE DATE

Entro il 25 giugno
le comproprietà
Stop il 31 agosto
● Il primo appuntamento
importante del calciomercato è
rappresentato dalla risoluzione
delle comproprietà: c’è tempo
fino alle ore 19 del 25 giugno.
Il giorno stesso, a partire dalle
20.30, apertura delle buste. In
questi giorni in ballo anche
l’esercizio dei diritti di riscatto e
contro riscatto. Quindi martedì 1
luglio aprirà ufficialmente la
sessione per i trasferimenti che
si concluderà lunedì 31 agosto
alle ore 23. Per quanto riguarda
invece la sessione invernale di
riparazione, l’inizio è previsto
per lunedì 4 gennaio 2016,
mentre la chiusura sarà lunedì
1 febbraio 2016, sempre alle 23.

Serie A R Mercato

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

11

«Ho conquistato il Napoli
qui mi prenderò l’Europa»

1Valdifiori firma e festeggia: «Bello ritrovare Sarri. Arrivo in una grande
a 29 anni, dopo tanti sacrifici: non bisogna mai smettere di crederci»
Nicolò Schira

«È

uno dei giorni più
belli della mia carriera. Nessuno mi ha
mai regalato nulla e mi sono
conquistato un grande club
come il Napoli scalando tutte
le categorie. Sono fiero del
mio passato e felice di arrivare
in una piazza importante e in
una città così calorosa. I tifosi
mi hanno inondato di messaggi». Se fosse un film avrebbe i
connotati della pellicola di
successo, con il più classico
degli happy end. Valdifiori,
dopo una lunga gavetta, è un
giocatore del Napoli. Sono
passate da poco le 23 di un caldo venerdì sera di giugno: Mirko cena insieme all’agente
Giuffredi e mancano poche
ore alle firme, arrivate ieri, sul
contratto. La voce tradisce
l’emozione per il grande traguardo.

90

● le occasioni da gol create da
Valdifiori in campionato.
Nessuno come lui. Seguono
El Kaddouri (71) e poi Hamsik,
Vazquez e Pjanic (69)

Dalla provincia alla metropoli
Napoli: nello spogliatoio troverà tanti campioni.
«Insigne e Gabbiadini ho avuto l’opportunità di incrociarli
in Nazionale. Mi affascinano
campioni come Hamsik e Higuain: che emozione poterci
giocare insieme. Solo due anni

fa ero in B e loro facevano la
Champions».
Cosa conserva dei sette anni
vissuti con l’Empoli?
«È stata una bella vetrina. I dirigenti e i miei compagni sono
i primi a essere stati orgogliosi
del mio trasferimento al Napoli. Porterò sempre nel cuore gli
anni in Toscana».
Lei è stato per settimane al
centro di una trattativa estenuante. Come ha vissuto gli ultimi giorni da protagonista del
calciomercato?
«Da tempo si parlava del Napoli: credo nel destino e sono

In azzurro ritroverà Sarri, che
ad Empoli l’ha allenata per tre
anni. Pronti ad imporvi anche
al San Paolo?
«La presenza di un tecnico che
già mi ha allenato rappresenta
un vantaggio. Conosco bene le
sue idee di gioco e questo mi
aiuterà nell’ambientamento.
Sono felice di ritrovarlo, mi
conosce e sa cosa posso dare.
Non vedo l’ora di iniziare di
questa nuova avventura insieme».
Quest’anno ha conquistato anche la Nazionale: con il Napoli
crede di avere più possibilità di
arrivare agli Europei?
«Napoli mi permetterà di giocare in Europa: un’esperienza
che mi potrà far maturare ancor di più in chiave azzurra,
per puntare ad essere convocato per gli Europei. È il mio
obiettivo».

ALTRI AFFARI

Visite per Mirko
E in settimana
c’è il ritorno
del portiere Reina
● NAPOLI Per il suo battesimo
in maglia azzurra, Mirko
Valdifiori ha avuto un padrino di
eccezione: Aurelio De Laurentiis.
Il presidente del Napoli ha
accompagnato il suo primo
acquisto al centro tecnico di
Castel Volturno, dove ieri
Valdifiori ha sostenuto i test
fisici e le visite mediche sotto lo
sguardo del dottor De Nicola.
Con Valdifiori c’era l’agente
Mario Giuffredi, al fianco di De
Laurentiis il neo d.s. Giuntoli.
REINA CERCA CASA Il prossimo
colpo sarà il ritorno di Pepe
Reina, che tra martedì e
mercoledì sosterrà le visite
mediche. Dopo un anno di
panchina al Bayern, lo attendono
ora tre anni da titolare a Napoli.
Reina ha spalmato il suo
ingaggio per la durata dell’intero
contratto e quindi dovrebbe
guadagnare sui 2,5 milioni a
stagione. E in difesa in arrivo
altre novità: a destra il sogno è
Darmian, ma il costo è proibitivo,
così restano vive le piste Hysaj e
Vrsaljko. In mediana c’è ancora
distanza tra domanda e offerta
con l’Udinese per Allan.
Gianluca Monti

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contento che alla fine sia arrivato l’accordo. Il mio agente
per venti ore al giorno si è prodigato affinché l’operazione
andasse in porto, permettendomi di approdare in una
grande squadra».
I tifosi napoletani pensano allo
scudetto...
«Sarebbe un sogno. Voglio fare bene a Napoli e raggiungere
grandi obiettivi. E’ giusto essere ambiziosi e cercare di lottare per traguardi importanti».
Per molti lei è diventato l’emblema della meritocrazia. Dagli
anni in Lega Pro con Pavia e Le-

Mirko Valdifiori firma il contratto con il presidente De Laurentiis @SSCNAPOLI

gnano alla scalata in A con
l’Empoli. Ora la grande chance
col Napoli. E’ un modello da seguire per molti suoi colleghi?
«Mi sento un po’ un simbolo
per tanti ragazzi che giocano
nelle categorie inferiori e desiderano di poter arrivare in un

grande club. Io ce l’ho fatta a
ventinove anni. So da dove sono partito e non dimentico i
sacrifici fatti in questi anni.
Non bisogna mai smettere di
credere in se stessi e continuare a inseguire i propri sogni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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12

Under 21 R Europeo in Repubblica Ceca

Italia, silenzio e Berardi
«Ci crediamo, vinceremo»

1Con il Portogallo ci giochiamo l’Europa aggrappati al nostro 10 che
trema solo quando parla, perché in campo segna quanto Neymar

I PIÙ GIOVANI
CON 30 GOL DAL 2014

Luca Bianchin

GIOCATORE
BERARDI
ICARDI
NEYMAR
LACAZETTE
GRIEZMANN

D

(DATA DI NASCITA)
(1/8/1994)
(9/2/1993)
(5/2/1992)
(28/5/1991)
(21/3/1991)

GOL
31
31
31
42
38

I PIÙ GIOVANI
CON 30 GOL IN A
GIOCATORE
(ETÀ)
PARTITE
PATO (20 ANNI, 2 MESI, 20 GIORNI) 67
BERARDI
(20 A, 9 M, 16 GG)
59
CASSANO
(21 A, 7 M, 17 GG)
120
GILARDINO
(21 A, 9 M, 13 GG)
110
ADRIANO
(21 A, 11 M, 0 GG)
60

GOL UNDER 21
NEL 2014-15
GIOCATORE
ICARDI
NEYMAR
KANE
BERARDI
ROLAN

SQUADRA
INTER
BARCELLONA
TOTTENHAM
SASSUOLO
BORDEAUX

GOL
22
22
21
15
15

INVIATO A UHERSKE RADISTE
Twitter @lucabianchin7

omenico Berardi in conferenza stampa ha la voce
che trema: si capisce che
non è abituato, si emoziona. C’è
Italia-Portogallo, mezza Europa
ci vede a casa ma abbiamo un
vantaggio: in campo non si parla
e Domenico lì non ha paura.
L’Italia ha le spalle al muro ma è
abituata: è già successo mille
volte, tra il 2013 e questa estate.
Se vince riabilita il suo Europeo,
cambia umore, attacca le semifinali. Se perde rischia di essere
fuori da Europeo e Olimpiade,
scenario che trasformerebbe
l’ottimo biennio di Di Biagio nell’ennesimo momentaccio all’italiana dopo il Mondiale, l’Europeo Under 17, la fase élite Under
19. Italia-Svezia però ha aperto
la scatola dei dubbi, ha mandato
in diretta nazionale una squadra
troppo nervosa e aumentato le
convinzioni dei tifosi che si chiedono perché Sportiello, Romagnoli, Cataldi e Bernardeschi
fossero fuori. Fortunatamente
su due cose sono tutti d’accordo:
Uherske Hradiste, la città dello
stadio di stasera, è impronunciabile e in attacco si comincia dal
numero 10.

30 E LODE Berardi a livello in-

L’AVVERSARIO PIU’ FORTE

ternazionale rischia di essere
addirittura sottovalutato. Di
Biagio ha detto che Domenico è
il miglior giocatore del torneo e
le cifre degli ultimi due anni in
effetti impressionano. Nelle ultime due stagioni ha segnato 31
gol in Serie A e sono tanti. Va
bene, sono compresi i rigori ma
pochi si spingono così in
alto. Tra gli attaccanti
arrivati al 30 nei due
anni, Berardi è il più giovane.
Icardi ha un anno e mezzo in
più, Neymar è chiaramente più
forte ma gli regala 30 mesi. Vogliamo guardare al passato?
Ok, Pato è arrivato ai 30 gol prima di Berardi – il Papero aveva
20 anni, 2 mesi e 20 giorni, Domenico sette mesi in più – ma
poco dopo ha sbagliato strada.
Domenico invece per rapidità
batte Cassano, Gilardino,
Adriano e tutti i giovani attaccanti degli ultimi vent’anni di
Serie A.
IL CARATTERE I numeri alla
lunga stufano, meglio le parole.
«Conte sarà in Repubblica Ceca
e avere il c.t. dell’Italia in tribuna è uno stimolo in più – ha
detto Berardi –. La partita
sarà importantissima, vogliamo giocarcela fino
alla fine e restare in
questo torneo». Il Portogallo però è favorito
e potrebbe mandare in

difesa ed è stato
titolare in Champions
con lo Sporting, che
lo valuta tantissimo

tornato in vacanza».

RICARDO
PEREIRA
JOAO MARIO

PASSAGGIO

LA MOSSA 2
BERARDI

INVIATO A UHERSKE H. (R. CECA)

O

gnuno ha i suoi gusti.
Il play, ad esempio. A
qualcuno piacciono i
maghetti alla Pirlo… e fa
niente se hanno il fisico dell’impiegato. Il Portogallo
Under 21 ha altre idee: davanti alla difesa gioca William Carvalho e con lui conviene portare al campo la
constatazione amichevole.
Un frontale con il 6 rosso lascia segni sulla carrozzeria
e anche per questo William
è uno dei giocatori chiave
di Rui Jorge. Ha detto un telecronista: «Non ci litigherei neanche al telefono».
Ha scritto Record: «E’ un
muro a forma di essere
umano». Viene da una stagione da titolare in Champions League con lo Sporting Lisbona e si dice costi
25-30 milioni.
Quanto resta delle origini
angolane?
«Sono nato lì ma sono arrivato in Portogallo quando
avevo soltanto due anni di
età. Non ricordo molto dell’Angola, anche se ci sono

MOVIMENTO

LO SVILUPPO OFFENSIVO DEL PORTOGALLO

Invece quali sono le prime 5
parole che vengono in mente pensando all’Italia?
«Lavoro. Solidità. Aiuto reciproco. Solidarietà. Forza.
L’Italia è sempre stata una
squadra solida in difesa e
con qualità in attacco».
Giocatori italiani preferiti?
«Non ho un preferito in Serie A, anche se vedo molte
partite. Però mi piace molto
Verratti, anche se ormai
gioca in Francia».

VIVIANI

PASSAGGIO
DRIBBLING

ZAPPACOSTA

MOVIMENTO

LO SVILUPPO OFFENSIVO DELL’ITALIA

Ter Stegen, Kane, Berardi,
Fischer, Volland, Guidetti.
Chi è il miglior giocatore del
torneo?
«Ci sono giocatori eccellenti ma vedo il calcio come
sport collettivo. Certo, Kane può diventare il migliore».
Quale sarà il futuro del
calcio da un punto di vista
tecnico e tattico? Forse un
giovane di qualità può dirlo.
«Penso che il gioco abbia
margini per evolversi tatticamente. Ci sarà ancora
meno spazio per giocare il
pallone: negli ultimi anni è
diminuito molto e secondo
me continuerà ad andare
così. Sarà sempre più duro
giocare ad alto livello e la
tecnologia inciderà sempre di più».
l.b.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA MAGLIA E L’ORGOGLIO Domenico ieri si è allenato e al solito ha fatto coppia con Benassi,
il compagno di camera, l’amico
numero uno in Under. Quando
Domenico ha segnato alla Svezia è corso verso la panchina e ha festeggiato soprattutto con lui: abbraccioni e pacche sulla testa.
Di Biagio ci ha scherzato in conferenza
stampa però stasera
potrebbe metterli
insieme, sulla stessa fascia, perché Benassi potrebbe giocare
al posto di Baselli nel
triangolo di destra. B&B,
con Zappacosta, sarebbero la
nostra arma migliore. «Avremmo festeggiato chiunque nella
stessa maniera – ha detto Berardi –. Vestire la maglia dell’Italia è un orgoglio, avevo
questo sogno e piano piano lo
sto realizzando». L’Europeo invece va veloce veloce: tra una
settimana l’Italia sarà in finale,
alla partita per l’Olimpiade o a
casa. Di Biagio a inizio mese ha
detto che il Portogallo si può
prendere in velocità e Berardi è
il giocatore che lo fa meglio.
Se segnasse due volte, sarebbe la prima volta in Under. Nel caso, risparmiategli i colpi sulla testa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

PORTOGHESI AI RAGGI X

LA MOSSA 1

Carvalho il colosso
da 25-30 milioni
«Mi piace Verratti»
1Gioca davanti alla

Domenico
Berardi, 20
anni, 10
presenze e due
gol in Under 21

campo sei-sette giocatori che in
stagione hanno fatto solida
esperienza tra Champions ed
Europa League. William Carvalho è un camion da 30 milioni
parcheggiato davanti alla difesa e Bernardo Silva un 10 in
grande crescita, ma Berardi è
consapevole: si può fare. «Noi ci
crediamo alla grande però il
Portogallo è un’ottima squadra,
ha un ottimo palleggio, sa giocare a calcio. Io caratterialmente sto crescendo molto, nella
prima partita sono stato corretto, spero di continuare così».

Fumagalli: «Vanno in
difficoltà sui cambi
di gioco, poi bisogna
pressare il portiere»
Abbiamo chiesto a tre video
analisti, responsabili della
preparazione tattica di tre
grandi squadre, di studiare
le avversarie dell’Italia a
Euro 2015. Marco Fumagalli, chief analyst del Galatasaray dai tempi di Mancini e
Prandelli, presenta il Portogallo.

I

William
Carvalho, 23
anni, gioca
nello Sporting
Lisbona GETTY

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l Portogallo è un Portogallo 2.0: aggiunge fisicità e atletismo alla storica tecnica. Ha vinto sempre:
11 gare su 11 dalle qualificazioni. Gioca un 4-3-1-2 simile al 4-3-3: le punte Ricardo Pereira e Ivan Cavaleiro (indisponibile oggi)
giocano larghe e il trequartista Bernardo Silva si inserisce centralmente. Molti lo
avranno visto in campo anche con il Monaco contro la
Juve. La caratteristica principale della squadra è il palleggio con il rombo di centrocampo, passando per William Carvalho davanti alla
difesa. Attenzione a una giocata che tendono a ripetere:
l’interno spesso si allarga e il
terzino può servirlo o lanciare per la punta (mossa 1). All’Italia conviene cercare il re-

PIERLUIGI
ORLANDINI

CAMPIONE D’EUROPA U21

«Nel ’94 il mio gol
decisivo contro
Figo, Rui Costa
e Joao Pinto...»
Mercoledì 20 aprile 1994,
Italia-Portogallo finale
dell’Europeo Under 21. Loro
avevano Figo e Rui Costa, ma
decise Pierluigi Orlandini col
primo golden gol della storia.
● Che ricordi restano?
«Il Portogallo era fortissimo,
stra-favorito. E Joao Pinto era
più forte di Figo e Rui Costa».
● L’Italia che squadra era?
«Cesare Maldini era un papà.
Era sempre una gioia andare
in Nazionale, mentre ora mi
pare non sia così. Anche nei
club, un giovane portava i
palloni ai grandi: forse non
era giusto, però...».
● Che fa oggi Orlandini?
«Alleno nel settore giovanile,
vicino a Brindisi. Forse avrei
potuto fare di più».
l.b.
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LA GUIDA

Fisicità e tecnica,
due punte larghe
e un falso nove
1Il video-analista

3 DOMANDE A...

cupero proprio quando la
palla arriva a uno degli interni o in verticale agli attaccanti. Fase difensiva: il Portogallo ha preso gol soprattutto
quando l’avversario ha saputo cambiare gioco, cioè passare rapidamente da una fascia all’altra attraverso il play
(mossa 2). L’Italia così può liberare un’ala, soprattutto
Berardi, e sfruttare la sovrapposizione del terzini. L’altra
opportunità è per il centravanti: i centrali difensivi portoghesi lasciano spazio per le
giocate ai lati di William Carvalho. Sugli angoli, invece, il
Portogallo tende a restare a
zona con 5-6 uomini in linea
in area: dovrebbe esserci spazio per colpirli con uno schema che liberi un giocatore
per il tiro da fuori. Due notizie alla fine. La buona: il portiere José Sá se pressato va in
difficoltà. La cattiva: la panchina, Rafa Silva su tutti, è di
qualità.
Marco Fumagalli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

In semi e a Rio
vanno le prime due
di ogni girone

Jan Kliment, attaccante ceco
Ecco la situazione dei gironi: le
prime due vanno in semifinale e
all’Olimpiade di Rio 2016. Se una
delle quattro fosse l’Inghilterra ci
sarà uno spareggio tra le due
terze dei gironi per stabilire
l’ultima qualificata (ai Giochi la
Gran Bretagna non sarà
rappresentata né da una squadra
unica, come a Londra 2012, né
dalle singole nazionali britanniche).
GRUPPO A
Le partite giocate
Repubblica Ceca-Danimarca 1-2
Germania-Serbia 1-1
Serbia-Repubblica Ceca 0-4
Germania-Danimarca 3-0
Il programma
Martedì 23
Repubblica Ceca-Germania (ore
20.45)
Danimarca-Serbia (ore 20.45)
Classifica
Germania 4, Repubblica Ceca e
Danimarca 3, Serbia 1.
GRUPPO B
Le partite giocate
Italia-Svezia 1-2
Inghilterra-Portogallo 0-1
Il programma
Oggi
Svezia-Inghilterra (ore 18)
Italia-Portogallo (ore 20.45)
Mercoledì
Inghilterra-Italia (ore 20.45)
Portogallo-Svezia (ore 20.45)

Il trequartista Bernardo Silva

Classifica
Svezia e Portogallo 3; Italia e
Inghilterra 0.

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

Tre turni
a Sturaro
Di Biagio
l’ottimista
1Il c.t. «Arriveremo in finale. Tocca
a Cataldi titolare». In tribuna Conte
Vincenzo D’Angelo
INVIATO A UHERSKE HRADISTE

S

palle al muro. E non è la
prima volta in questa
sua avventura con l’Under. Gigi Di Biagio sa che non
c’è domani senza un risultato
positivo contro il Portogallo.
«Oggi sarà la dodicesima gara
del biennio. E dalla seconda è
sempre stata una sfida da dentro o fuori per noi – dice il c.t.
-. Siamo abituati, sappiamo
soffrire e nel momento di difficoltà abbiamo sempre trovato qualcosa in più, per assurdo
questo ci può avvantaggiare».
E avrà un tifoso d’eccellenza.
A Uherske Hradiste è atteso il
c.t. azzurro Antonio Conte e la
sua presenza caricherà gli azzurrini. Non ci sarà invece il
presidente Tavecchio, che ieri
da Cesena è andato dritto al
punto: «Siamo nelle mani dei
nostri ragazzi e nelle mani di
Dio. Non passare il turno e

non andare all’Olimpiade sarebbe un grave colpo». Carico
da novanta di responsabilità
ora che anche l’obiettivo minimo – Rio 2016 – sembra lontano. Tavecchio ha poi chiuso il
caso Sturaro: «Ai giovani va
data la possibilità di sbagliare.
Lui si è scusato e non è il momento di fare polemiche».
DUBBI Sturaro è stato squalificato per tre turni. Di Biagio
commenta lapidario: «Ce ne
aspettavamo due, deciderà la
federazione se fare ricorso. Io
sono concentrato solo sul Portogallo». E allora sotto con la
formazione. Il c.t. si sbottona e

RTavecchio: «Non
qualificarsi per
l’Olimpiade
sarebbe un
grave colpo»

COSÌ A UHERSKE HRADISTE (20.45)
ITALIA 4-3-3
3
BIRAGHI

PORTOGALLO 4-3-1-2

21
CATALDI

18
BATTOCCHIO
21
RICARDO PEREIRA

6
ROMAGNOLI
7
VIVIANI

1
BARDI

22
ZAPPACOSTA

11
IURI MEDEIROS
15
BENASSI

10
BERARDI

ALLENATORE Di Biagio
PANCHINA: 20 Leali, 14 Sportiello,
2 Sabelli, 12 Barba, 5 Rugani
17 Izzo, 4 Crisetig, 16 Baselli,
11 Bernardeschi, 19 Trotta, 23 Verdi
SQUALIFICATI: Sturaro (3)
DIFFIDATI: nessuno
INDISPONIBILI: nessuno

MONDIALE UNDER 20

MONDIALE FEMMINILE

Serbia campione Partiti gli ottavi
il Brasile k.o.
Oggi il Brasile
ai supplementari e il Canada
● La Serbia è campione del
mondo Under 20. Si è concluso
ieri il torneo in Nuova Zelanda
con la nazionale balcanica che
ha battuto 2-1 ai supplementari il
favorito Brasile. Di Maksimovic a
due minuti dai calci di rigore la
rete decisiva che ha regalato alla
Serbia il titolo. Al 90’ la gara era
finita 1-1 con i gol di Mandic e
Pereira tra il 25’ e il 28’ del
secondo tempo. Terzo posto al
Mali che ha battuto 3-1 il Senegal
nel «derby» africano. La
prossima edizione del Mondiale
Under 20 si terrà nel 2017 in
Corea del Sud.

● Sono iniziati nella notte gli
ottavi di finale del Mondiale
femminile in corso in Canada. Le
prime due gare sono state
Germania-Svezia e CinaCamerun. Oggi altre tre sfide:
Brasile-Australia (ore 19 italiane),
Francia-Corea del Sud (ore 22) e
Canada-Svizzera (all’1.30). Tra
domani e martedì gli ultimi tre
incontri degli ottavi con
Norvegia-Inghilterra, Stati UnitiColombia e Giappone-Olanda. I
quarti sono in programma 26 e
27 giugno, le semifinali 30 giugno
e 1 luglio, la finale domenica 5
luglio a Vancouver.

ALLIEVI

OGGI SU GAZZETTA TV

Supercoppa
Alle 17.30
Roma-Novara

L’Asma Dakar
batte il Partizan
Lo Scirea è suo

● Questo pomeriggio allo stadio
Campolivi di Abbadia San
Salvatore (Siena) alle 17.30 si
assegna la Supercoppa Allievi
tra i vincitori del campionato A e
B e i vincitori del campionato
Lega Pro. In campo la Roma
(campione d’Italia dopo il 2-1
nella finale con l’Empoli) e il
Novara (3-0 alla Reggina nella
finale che assegnava il titolo per
le squadre di Lega Pro). La
Supercoppa, voluta dal Settore
Giovanile e Scolastico della Figc,
si assegna dal 2011-2012 e finora
è stata vinta da Frosinone,
Parma e Inter.

● MATERA Superando 2-0 il
Partizan (gol nella ripresa di Pape
Habib Diagne e Kone), l’Asma
Dakar ha vinto - alla prima
partecipazione - la Coppa Scirea,
arrivata alla XIXa edizione. Nella
«finalina» la Roma (che si
aggiudicò l’edizione del 2014) ha
conquistato il 3° posto, battendo la
Juve ai rigori (4-3, dopo l’1-1 nei
tempi regolamentari). La
telecronaca di Partizan BelgradoAsma Dakar di Giuseppe Calvi con
il commento tecnico di Franco
Selvaggi, campione del mondo
con gli azzurri nell’82 - oggi in
differita su GazzettaTv alle ore 18.

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Tris di Kliment
nel poker ceco
Germania ok

(4-4-2)

OGGI ore 18
1
CARLGREN

3
TIAGO ILORI

5
2
17
4
LINDELOF BAFFO HELANDER AUGUSTINSSON

8
SERGIO
OLIVEIRA

8
7
6
20
KHALILI HILJEMARK LEWICKI QUAISON

5
RAPHAEL
GUERREIRO

10
GUIDETTI

ALLENATORE Rui Jorge
PANCHINA: 12 Fernandes, 22 Varela,
13 Cancelo, 14 Figueiredo, 15 Venancio,
7 Rafa Silva, 16 Ruben Neves, 20 Tozé,
9 Gonçalo Paciencia, 11 Medeiros,
19 Ricardo Horta, 23 Carlos Mané
SQUALIFICATI: nessuno
DIFFIDATI: João Mario, Bernardo Silva
INDISPONIBILI: nessuno

RCS

NOTIZIE TASCABILI

GRUPPO A

Guidetti-Kane
È una sfida
tra bomber
INGHILTERRA (4-2-3-1)

1
JOSÉ SÀ

ARBITRO Marciniak (Polonia) GUARDALINEE Sokolnicki e Listkiewicz (Pol)
METEO nuvoloso, 13 gradi
TV diretta su Raiuno
INTERNET www.gazzetta.it

annuncia: «Cataldi giocherà,
ha fatto molto bene contro la
Svezia e onestamente è in
gran forma. E giocherà anche
Bardi». Ma restano altri dubbi.
Di Biagio ammette: «Indipendentemente dal risultato della
Svezia avevo già messo in preventivo alla viglia due, tre o
quattro cambi per il secondo
match. Devo mettere chi è più
fresco. E’ una gara decisiva,
ma voglio ragionare sulle cinque gare. Sono convinto che
questi ragazzi mi porteranno
fino alla finale». Tra i freschi,
dovrebbe partire titolare Romagnoli al centro della difesa

L’ALTRA PARTITA

SVEZIA

4
PAULO OLIVEIRA

10
6
BERNARDO WILLIAM
SILVA CARVALHO

9
BELOTTI

13
BIANCHETTI

2
23 RICARDO
ESGAIO
JOÃO
MARIO

con uno tra Bianchetti (favorito per lo stato di forma) o Rugani, a sinistra torna Biraghi
per Sabelli, con Zappacosta a
destra. In mezzo con Cataldi ci
saranno Viviani e uno tra Baselli e Benassi; davanti dovrebbe esser confermato il tridente Berardi-Belotti-Battocchio con Bernardeschi che
scalpita: «Fede ora sta bene ed
è pronto. Poi se parte titolare,
entra o sta fuori lo decido prima del match». Dice Di Biagio,
che valuta anche Verdi. Tanti
dubbi e una certezza: serve
un’impresa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

13

7
PRITCHARD

11
THELIN

9
KANE
17
INGS

11
REDMOND
14
8
CHALOBAH WARD-PROWSE

3
GARBUTT

6
GIBSON

20
2
MOORE JENKINSON
1
BUTLAND

SVEZIA
PANCHINA 12 Rinne, 23 Linde,
18 Holmen, 21 Pa Konate, 13 Zeneli,
15 Olsson, 16 Tibbling, 19 Larsson,
22 Gustafson, 9 Hrgota, 14 Ishak
ALLENATORE Ericson
SQUALIFICATI Milosevic
DIFFIDATI Helander, Guidetti,
Hiljemark
INDISPONIBILI nessuno
INGHILTERRA
PANCHINA 12 Bond, 13 Bettinelli,
5 Stones, 15 Keane, 21 Chambers,
22 Targett, 4 Forster-Caskey,
10 Carroll, 16 Lingard, 19 Hughes,
23 Loftus-Cheek, 18 Afobe
ALLENATORE Southgate
SQUALIFICATI nessuno
DIFFIDATI Jenkinson, Gibson
INDISPONIBILI nessuno
ARBITRO Estrada (Spa)
GUARDALINEE Martinez (Spa) –
Sobrino (Spa)
TV Rai Sport 1
INTERNET www.gazzetta.it

SERBIA

0

REPUBBLICA CECA

4

PRIMO TEMPO 0-2
MARCATORI Kliment al 7’ e al 21’
p.t.; Kliment all’11’, Frydek al 14’ s.t.
SERBIA (4-2-3-1) Dmitrovic;
Stojkovic (dal 1’ s.t. Petkovic),
Spajic, Pantic, Petrovic; Causic (dal
18’ s.t. Kovacevic), Brasanac; Jojic
(dal 40’ s.t. Milunovic), Djuricic,
Srnic; Pesic. (Peric, Stevanovic,
Cosic, Filipovic, Cirkovic, Mijailovic,
Ivanic, Cavric, Trujic). All. Dodic.
REPUBBLICA CECA (4-2-3-1)
Koubek; Kaderabek, Brabec, Kalas,
Hybs; Petrak, Zmrhal; Skalak (dal
30’ s.t. Masopust), Kadlec (dal 29’
p.t. Travnik), Frydek; Kliment (dal
37’ s.t. Prikryl). (Reichl, Pavlenka,
Takacs, Baranek, Jugas, Hanousek,
Janos, Houska, Krejci). All. Dovalil.
ARBITRO Turpin (Fra).
NOTE ammoniti Djuricic (S),
Brasanac (S), Masopust (RC).

GERMANIA

3

DANIMARCA

0

PRIMO TEMPO 1-0
MARCATORI Volland al 32’ p.t.;
Volland al 3’, Ginter all’8’
GERMANIA (4-4-2) Ter Stegen;
Korb, Ginter, Heintz, Schulz;
Bittencourt (dal 35’ s.t. Gnabry),
Can (dal 32’ s.t. Geis), Kimmich,
Younes; Meyer, Volland (dal 38’ s.t.
Klaus). (Leno, Horn, Knoche, Malli,
Leitner, Demirbay, Arnold,
Hofmann). All. Hrubesch.
DANIMARCA (4-2-3-1) Busk;
Scholz, A. Christensen,
Vestergaard, Knudsen; Jonsson
(dal 32’ s.t. Norgaard), L.V.
Christensen; Poulsen (dal 16’ s.t.
Bech), Thomsen, Sisto (dal 27’ s.t.
Fischer); Brock-Madsen. (Ronnow,
Jensen, Sorensen, Banggard,
Durmisi, Remmer, Hojbjerg, Falk,
Berggreen). All. Thorup.
ARBITRO Karasev (Rus).
NOTE ammoniti Knudsen (D) e
Poulsen (D).

14

Calcio R Gruppo B

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1

LE PAGELLE

di FILIPPO MARIA RICCI

MUSLERA SUPER
CAVANI FANTASMA
BARRIOS OK
BRAVO VILLAR
URUGUAY

5,5

IL MIGLIORE
RIOS

6,5

2

È la dinamo del centrocampo,
spegne gli avversari e accende i
suoi. Offre a Gimenez l’assist del
gol e non si stanca mai. Peccato
che l’Uruguay non abbia altre armi.
MUSLERA 6 Salva il pareggio nel
finale.
M. PEREIRA 6 Ottima spinta sulla
fascia di competenza.
GIMENEZ 6 Il pari porta la sua firma:
brillante nel colpo di testa del
vantaggio, distratto in quello del
pareggio.
COATES 5,5 Titolare per la squalifica
di Godin, non pare all’altezza del
capitano.
A. PEREIRA 6 Inizia col freno tirato,
migliora nella ripresa. Ammonito e
squalificato.
SANCHEZ 6 Combina bene con Maxi
Pereira e Gonzalez: la fascia destra è
roba uruguaiana.
RODRIGUEZ 6 Offre a Stuani una
gran palla gol.
GONZALEZ 5,5 Per il torinista un’altra
buona prestazione. Corsa e qualità.
ROLAN 5,5 Schierato esterno a
sinistra al posto di Rodriguez, incide
meno del previsto.
CAVANI 5 Una paio di fugaci
apparizioni. Per i suoi standard,
irriconoscibile.
HERNANDEZ 5 Un gran sbatter d’ali
senza alcuna produttività, subito
ammonito, fuori nella pausa.
STUANI 4,5 Gioca la ripresa sbaglia
due gol facili facili.
ALL. TABAREZ 5 A difesa del Maestro
una rosa con pochissima qualità. Però
l’ha confezionata lui.

PARAGUAY

6

IL MIGLIORE

● 1 Ci pensa Gimenez a saltare più in alto di tutti per il vantaggio
dell’Uruguay ACTION ● 2 L’1-1 del Paraguay arriva con Barrios, ancora di
testa AP ● 3 Il paraguaiano Da Silva in contrasto con Alvaro Pereira AP

Uruguay e Paraguay
pari e avanti insieme

1Tutto nel primo tempo: alla rete di Gimenez risponde Barrios

La Celeste davanti non punge, male Cavani e Stuani sbaglia troppo

Giulio Di Feo
INVIATO A VIÑA DEL MAR (CILE)
@fantedipicche

BARRIOS

6,5
Preferito a Santa Cruz, ripaga la
fiducia di Ramon Diaz con un altro
gol pesante dopo quello nel finale
all’Argentina. Si fa male nella
ripresa.
VILLAR 6,5 Recuperato dopo
l’infortunio, esordisce in Copa
diventando il più vecchio a giocare
col Paraguay nel torneo. Partita
senza sbavature.
CACERES 6,5 Controlla bene Rolan.
DA SILVA 5,5 Frenato dalla sua
stessa zavorra sul gol di Gimenez,
che gli schiaccia in testa.
B. VALDEZ 6,5 Bene su Cavani ed
Hernandez, più attento del
compagno di reparto.
PIRIS 6 Inizia faticando con Maxi
Pereira ma non affonda.
BOBADILLA 5 Un altro con il fisico
abbondante. E il piede impreciso.
GONZALEZ 6 Crea uno dei pochi
pericoli della gara.
MOLINAS 5 Fisicamente
impresentabile, soccombe di fronte
al dinamismo avversario.
ORTIGOZA 5 Vedi sopra:
sovrappeso e superato. Si stira
dopo un’ora.
ORTIZ 5,5 Mezz’ora per rimediare
un giallo e la squalifica.
BENITEZ 6,5 Poveretto, merita un
monumento: è circondato da gente
appesantita, prova uno spunto,
corre e serve a Barrios l’assist del
gol.
H. VALDEZ 5 Sbaglia un gol che
sembra fatto, di testa da pochi
passi.
SANTA CRUZ 5,5 Venti minuti
scarsi, nulla da segnalare.
ALL. DIAZ 6,5 Con quello che ha in
mano, il suo Paraguay è un
miracolo.
GARCIA
Ammonisce
subito un
giocatore per parte e controlla
senza problemi una partita dura
ma senza episodi controversi.
CAMARGO 6,5-TORRENTERA 6,5

6,5

C

i sono fantasmi e fantasmi in Copa America.
Uno non esiste, perché se
tanti davano per calcisticamente morto Lucas Barrios e pensavano che la sua zampata contro
l’Argentina fosse frutto del caso, serve che si ricredano. Un
altro invece aleggia tra le fila
dell’Uruguay ed è quello di Luis
Suarez. Il Pistolero è ancora
squalificato dal morso a Chiellini, posta su Twitter foto delle
sue vacanze ma un po’ di rabbia
per non esserci la starà covando. Senza di lui l’Uruguay lì davanti non trova il bandolo della
matassa, diventa prevedibile e
poco ficcante. E tra una stella in

solitudine, punte reinventate e
altre che non pungono, la Celeste finisce per pareggiare col
Paraguay una gara che avrebbe
potuto tranquillamente fare
sua. E che potrebbe costarle cara, perché finire seconda o prima (l’Argentina ha giocato nella notte) le avrebbe consentito
di evitare un probabile accoppiamento con i padroni di casa
del Cile ai quarti.
MEDIANE DIVERSE Ramon
Diaz invece sorride e difende il
punto in più che aveva, nonostante gli schieramenti iniziali
gli evidenzino un punto debole.
L’ex tecnico del River Plate infatti sceglie Molinas come partner di Ortigoza a centrocampo:
coppia di peso, pure troppo.
Piedi e cuore ci sono, lentezza e
poca propensione a pressare

anche. Specie Ortigoza, che
nella ripresa si fa male e le telecamere sono impietose nell’indugiare sulle maniglie dell’amore. E anche Bobadilla e Da
Silva non sembrano al top della
forma. Insomma, schieramento
non consigliabile, specialmente
contro due corsari con caratteristiche opposte. Rios e il Tata
Gonzalez, soprattutto il primo,
se li mangiano con la conseguenza che l’Uruguay arriva
sempre primo sul pallone e può
controllare il ritmo. L’unico a
metterci dinamismo è Benitez,
ma non lo seguono granché.
Sembrerebbe tutto pronto per
un’abbuffata Celeste, ma l’attacco di Tabarez pare tornato
indietro di una gara. Con gli argentini contenere e ripartire è
strategia che esalta i levrieri
uruguaiani perché il tuo gioco

RPrivo di Suarez,

Tabarez fatica
ancora a trovare
il partner adatto
per il Matador

te lo creano gli errori altrui,
quando invece c’è da creare, come contro Giamaica e Paraguay, iniziano i problemi.
A SECCO Il Matador che non
mata inizia a essere un bel grattacapo: che sia un bomber che
ha bisogno di supporto per essere letale si sa, che in nazionale glielo possano dare peggio di
quanto facciano a Parigi pure
(Rios è encomiabile ma non è
Verratti), però l’impressione è

che dopo una stagione lunga e
faticosa abbia il serbatoio in
rosso. Si muove poco, la vede
meno, e quando capita non è
preciso. L’impegno c’è, gambe e
lucidità meno. Come nel ballo,
magari è colpa del compagno:
assodato che Suarez non c’è e
che Rolan, 15 gol al Bordeaux
in questa stagione, è visto meglio a faticare in fascia, Tabarez
comincia con Hernandez, vede
che la Joya è in giornata negativa e nella ripresa mette Stuani.
L’ex reggino si mangia due gol
incredibili, e la questione per
ora resta irrisolta.
BOTTA E RISPOSTA Se una non
corre e l’altra non punge, meno
male che ad animare la partita
ci sono i calci d’angolo e soprattutto Gimenez. Il centrale dell’Atletico Madrid prima salta
addosso a Da Silva su corner di
Diaz e schiaccia dentro l’1-0,
poi un quarto d’ora dopo è ingenuo a farsi passare attorno da
Barrios che pareggia, sempre su
palla dalla bandierina. Per l’ex
punta del Borussia Dortmund è
il 2° gol del torneo e la conferma che su di lui si può contare a
occhi chiusi. Diaz prova a dare
una scossa con Derlis Gonzalez:
scatti, merce rara ieri, e un’occasione nel finale che Muslera
spedisce in angolo. Post-it in vista dei quarti: la velocità paga.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PERSONAGGIO

Non c’è papà Godin e allora fa tutto Gimenez
1Prima segna e poi si distrae sul gol del
pareggio, ma è ormai un punto fermo
dell’Atletico che ha ceduto Miranda
INVIATO A VIÑA DEL MAR

F

a tutto lui, Jose Maria Gimenez. Perfetto nel dare
il vantaggio all’Uruguay,
distratto nel concedere il pareggio al Paraguay in due azioni identiche: calcio d’angolo e
testata vincente. Un peccato di
gioventù quello del centrale
dell’Atletico che a soli vent’anni è titolare fisso, e con un
Mondiale alle spalle, nella nazionale di Tabarez e ha grandi

chance di prendersi la maglia
anche nell’11 del Cholo Simeone. Che crede talmente tanto
in lui che dopo averlo schierato
dal primo minuto in metà delle
38 giornate della Liga chiusa
un mese fa ha dato l’ok ai dirigenti per l’eventuale vendita di
un totem difensivo come il brasiliano Miranda. Il futuro biancorosso è suo.
SEMPRE DECISIVO Ieri Gimenez aveva Coates al fianco, e
non il «papà» Godin. Uno col

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quale s’intende a meraviglia e
che è arrivato in Cile in grandissima forma. Godin, compagno di Gimenez anche all’Atletico, era squalificato e con Coates il giovane difensore ha perso un po’ della sua sicurezza. E
forse anche per questo non ha
marcato come doveva Lucas
Barrios nell’azione del pareggio del Paraguay. Poco prima
Gimenez aveva portato in vantaggio la squadra di Tabarez.
PARAGONI Pensi a un gol di un
difensore uruguaiano e subito
la mente va a Godin. Il collegamento è corretto per quanto riguarda le reti di capitan Diego
con l’Atletico, ma in nazionale i
numeri dicono un’altra cosa:

3

● Le reti di Gimenez in 20
presenze con la Celeste: le altre
due le ha segnate contro la
Corea del Sud e la Costa Rica

con l’Uruguay Godin ha fatto 4
reti in 91 partite, Gimenez è
già a 3 in appena 20 apparizioni. In questa Copa America il
deludente Uruguay ha fatto
appena 2 gol in 3 partite. Gimenez ha offerto al «Cebolla»
Rodriguez la rete che ha portato 3 punti contro la Giamaica e
ieri sera ha segnato direttamente lui: ha partecipato al
100% delle reti della squadra
di Tabarez. Nel grigiore diffuso
di una nazionale che soffre da
morire per l’assenza di Luis
Suarez, il ventenne Gimenez è
una delle poche note positive.
Nonostante la sbavatura di ieri.
f.m.r.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

3

15

fIN GIRO PER LA COPA

COME SONO STATI RIBATTEZZATI DAL CAMPO
1

2

3

● 1 Sergio «Ciquito» Romero, 28 anni, portiere
dell’Argentina AP ● 2 Alejandro Chumachero, 24, detto
«Pablo Marmol», il Barney dei Flinstones boliviani AFP
● 3 Fernando Gago, 31, «el Pintita» per il vizio di
sistemarsi i capelli, quando li portava lunghi ACTION

URUGUAY

1

PARAGUAY

1

PRIMO TEMPO 1-1
MARCATORI Gimenez (U) al
29’, Barrios (P) al 45’ p.t.
URUGUAY (4-4-2) Muslera; M.
Pereira, Gimenez, Coates, A.
Pereira; Sanchez (dal 22’ s.t. C.
Rodriguez), A. Gonzalez, Rios,
Rolan; Cavani, Hernandez (dal 1’
s.t. Stuani).
IN PANCHINA Munoz, M. Silva,
Corujo, De Arrascaeta, Fucile,
Lodeiro, G. Pereira, J.
Rodriguez, G. Silva.
ALLENATORE Tabarez.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Hernandez, Coates
e A. Pereira per gioco
scorretto.
PARAGUAY (4-4-2) Villar; M.
Caceres, Da Silva, B. Valdez,
Piris; Bobadilla (dal 23’ s.t. D.
Gonzalez), Ortigoza (dal 18’ s.t.
Ortiz), Molinas, Benitez; Barrios
(dal 27’ s.t. Santa Cruz), N.
Valdez.
IN PANCHINA A. Aguilar, Silva,
P. Aguilar, Aranda, Balbuena, V.
Caceres, Martinez, Romero.
ALLENATORE Diaz.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Ortigoza, Ortiz e
Molina per gioco scorretto.
ARBITRO Garcia (Mex).
NOTE Spettatori 18mila circa.
Tiri in porta 6-5. Tiri fuori 7-4.
Angoli 5-7. In fuorigioco 1-0.
Recuperi: 1’ p.t.; 3’ s.t.

Pintita, Ciquito e Marmol
Se il soprannome è di casa

1Gago il vanitoso, Romero il piccoletto e «Barney» Chumachero
In Sudamerica, la patria dei nomignoli, ogni calciatore ha il suo

Giulio Di Feo
INVIATO A VINA DEL MAR (CILE)

N

ei paesi latini ti battezzano due volte. La
prima tocca a tuo padre, la seconda alla strada. Il
soprannome, l’«apodo» in
Europa è una curiosa eccezione ma in Sudamerica è
una regola. Non te lo scrivono sui documenti ma te lo
danno una volta e resta per
sempre, specie se giochi a
calcio. Tanti sono comuni
(El galgo per quelli secchi e
veloci, El tanque per quelli
grossi e pugnaci, La Joya per
quelli che ti fanno impazzire), altri con una genesi più
complessa. Questa Coppa
America offre ottimi esempi
al riguardo.

CIQUITO Sergio Romero. Come
si fa a dare del piccolino a uno
di 1.92? Motivi familiari. A Comodoro Rivadavia il piccolo
Sergio era sovrastato dai fratelli Oscar (1.95), Marcos (1.96) e
Diego (2.08). Pure quest’ultimo è stato albiceleste, ma di
pallacanestro, e un giorno confessò: «Se Sergio si fosse dato al
basket sarebbe diventato molto
meglio di me».
EL PINTITA Fernando Gago. Di
quelli carini in Argentina si dice
che hanno «Pinta» e da qui le
varie sfumature del termine per
chi è troppo devoto al culto di se
stesso. Nello specifico, il piccolo Fernando Gago aveva il vizio
di sistemarsi i capelli mentre
giocava e Ramon Maddoni, guru delle giovanili del Boca, un
giorno gli urlò: «Piantala di pin-

tar, e corri!». Da lì i compagni
immortalarono il soprannome.
PABLO MARMOL Alejandro
Chumachero. Qui c’entra anche
la traduzione internazionale
dei cartoni. I Flinstones in spagnolo sono Los Picapiedra, e il
biondo Barney è Pablo Marmol.
Bene, prendete un suo disegno
e guardate il motorino del centrocampo della Bolivia: due
gocce d’acqua. Conosciuto anche come Chumasteiger, che
chiarisce anche bene il suo modo di giocare.
PALMATORIA Jean Beauseajour. Ancora cartoni, solo meno conosciuti. Se in Italia tre generazioni sono cresciute con
Holly e Benji, in Cile vanno forte i Barrabases, una squadra di
ragazzi che tra mille guai vince

sempre. Tra questi c’è un brasiliano, Palmatoria appunto, che
appioppano subito a Beauseajour che è molto scuro di carnagione. Altra caratteristica di
Palmatoria: partiva dalla panchina. E qui l’esterno di Sampaoli gradisce meno: «Palmatoria
era la riserva di Pirulete, io voglio giocare titolare».
EL ELEGANTE Frickson Erazo.
Nome strano per un centrale di
1.90 che ci dà dentro di roncola, ma Erazo è così: elegante nel
marcare il prossimo, elegante
nel tentare l’avventura in Brasile, elegante nel parlare, elegante anche quando si veste. In
Ecuador le riviste lo fotografano in smoking.
EL ANTI MESSI Carlos Sanchez.
Sartori, uno che ci vede lungo,

per due estati ha cercato di portarlo al Chievo. Allora giocava
mediano al Valenciennes ed era
La Roca, la roccia. Il nuovo nome se l’è guadagnato alla scorsa
Coppa America: Argentina-Colombia 0-0, doveva marcare
Messi e tornò a casa con lo scalpo. A fine gara gli chiese pure di
scambiare la maglia: «La custodisco gelosamente. Ma anche
lui ha la mia, eh…».
EL DEPREDATOR Paolo Guerrero. Appena sufficiente in 8 stagioni di Bundesliga, semidio in
Perù. Il nome viene dalle sue
doti da realizzatore, ma un
giorno il Corinthians ha fatto
un collage video con tutti gli
spot dei prodotti che ha pubblicizzato, dal latte ai videogiochi.
E l’ha fatto diventare El depredator de las propagandas.
DI CAPRIO Maximo Banguera.
Istrionico portiere ecuadoriano
che tre mesi fa in Libertadores
abbatte fuori area un attaccante dell’Atletico Nacional. Espulsione secca, l’arbitro si avvicina
col cartellino ma lui non si alza:
resta a terra immobile. Il concetto è: se esco per infortunio
magari non mi espelle. Niente,
alla fine il rosso arriva. Così anche il nuovo nomignolo e le ripetute richieste di dargli un
Oscar da parte della rete.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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16

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

Il Cile è con Vidal
Anche Bachelet
perdona Arturo
1Grande accoglienza dei tifosi per lo juventino

ma la leader degli studenti attacca la presidente

Giulio Di Feo
INVIATO A VINA DEL MAR (CILE)
Twitter @fantedipicche

E’

finita come nel Vangelo: figliol prodigo perdonato e per festeggiare
ucciso il vitello grasso, buona
metafora per un 5-0. Ma il giorno di Cile-Bolivia l’importanza
della partita va oltre il risultato. Primo posto nel girone, rivalità storica coi verdi, amor di
patria: tutto dopo Arturo Vidal
e la sua accoglienza da parte
della gente dopo lo schianto in
Ferrari. Già all’arrivo del bus
della squadra solo cori per lui,
sugli spalti del Nacional un ragazzo tiene alto un cartellone:
«L’atto più nobile è quello di riconoscere un errore e mettercela tutta per rimediare. Un re
deve rialzarsi, grande Arturo».
Al suo ingresso in campo applausi, lui entra, saluta, e canta
l’inno con gli occhi chiusi e la
mano sul cuore. Pare quasi un

giuramento di fedeltà, un apprezzamento verso la seconda
chance che il paese e la Roja gli
hanno concesso.
UN TEMPO E VIA Sampaoli lo
fa giocare un tempo solo, spiegherà poi, per paura di un secondo giallo e di una squalifica
in vista dei quarti. Quarantacinque minuti poco vistosi, ma
di grande impegno in una partita già indirizzata fin dall’inizio. Roba facile per l’uomo delle grandi imprese. I giornali del

LE REAZIONI

Il c.t. Sampaoli:
«Con Vidal abbiamo
risolto la questione
in dieci minuti»
Valdivia: «Il mister
ha preso la decisione
e noi l’abbiamo accettata
senza interferire»

GRUPPO A

Cinque gol
alla Bolivia
Gioia Ecuador

TUTTI PER VIDAL Sopra i tifosi con le maschere di Vidal, sotto il centrocampista
col presidente Michelle Bachelet e Patricio Walker, presidente del Senato

giorno dopo ratificano la volontà di gran parte del paese di
mettersi il fattaccio alle spalle.
«Fiesta de redencion» titola La
Tercera che poi propone anche
un test sull’incidente. Prima
domanda: che macchina ha
schiantato Vidal martedì? a)
una Porsche; b) una Lamborghini; c) una Ferrari; d) una Lada. La Cuarta usa una metafora
ardita: «Fue un paseo de Ferrari», il titolo in prima pagina con
i calciatori che si abbracciano.
PERDONO La presidentessa Michelle Bachelet è allo stadio, in
camiseta roja come le altre volte, e dopo la gara si fa fotografare coi calciatori. Con Sanchez, e soprattutto con Vidal e
il presidente del senato Patricio
Walker. Immagini che comunicano sostegno, anche se c’è chi
le vede come propaganda. «La
premura che ha avuto nel manifestare solidarietà a Vidal
vorremmo la avesse anche nel
rispondere agli studenti, ai pro-

fessori che manifestano, ai lavoratori», aveva detto due giorni fa su El Mercurio Marta Matamala, leader del movimento
studendesco di Santiago.
SOSTEGNO La vittoria e gli applausi rinsaldano anche l’ambiente interno alla Roja, dilaniato da mille voci negli ultimi
giorni. Le tv immortalano Vidal
e il presidente federale Jadue
che si abbracciano dopo la gara. Sampaoli pare sereno: «Con
Arturo abbiamo risolto la que-

stione in 10 minuti». Nonostante la gran vittoria, in zona mista
i cileni sembrano avere tutti
una gran fretta. Si ferma il mago Valdivia: «Sampaoli ha preso la decisione e noi giocatori la
rispettiamo, non l’abbiamo influenzato». Pizarro: «Sono situazioni difficili, ma ora voltiamo pagina». Intanto ieri al centro Duran allenamento mattutino, visite dei familiari
concesse nel pomeriggio. I
giorni liberi sono un ricordo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

CILE

5

BOLIVIA

0

MARCATORI Aranguiz (C) al 3’, Sanchez
(C) al 37’ p.t.; Aranguiz (C) al 21’, Medel
(C) al 35’, aut. Raldes (B) al 41’ s.t.
CILE (4-3-1-2) Bravo 6; Isla 6,5, Medel 7,
Jara 6 (25’ s.t. Pizarro 6), Beausejour 6;
Vidal 6 (1’ s.t. Fernandez 6,5), Diaz 6,5,
Aranguiz 7,5; Valdivia 7; Vargas 7,
Sanchez 7 (1’ s.t. Henriquez 6,5). All.
Sampaoli 6,5.
BOLIVIA (4-2-3-1) Quinonez 5,5;
Rodriguez 5,5 (1’ s.t. M. Bejarano 5,5),
Raldes 5, Coimbra 5, Morales 5;
Chumacero 6, Veizaga 5 (1’ s.t. Miranda
5,5); Pedriel 5,5, Escobar 6 (16’ s.t. Lizio
6), Smedberg-Dalence 5; Martins 6,5.
All. Soria 5,5.
ARBITRO Cunha (Uru) 6.
NOTE nessun espulso, ammoniti
Morales , Coimbra e Chumacero (B).

MESSICO

1

ECUADOR

2

MARCATORI Bolanos (E) al 26’ p.t.;
Valencia (E) al 12’, Jimenez (M) su
rigore al 18’ s.t.
MESSICO (5-3-2) JJ Corona 6,5;
Flores 6, Valenzuela 5,5, Ayala 5, J.
Dominguez 5, Velarde 5,5 (1’ s.t.
Aquino 6); Medina 4,5, Guemez 5 (7’
s.t. Fabian 5), JM Corona 6 (18’ s.t.
E. Herrera 5); Jimenez 6,5, Vuoso
6. All. Herrera 5,5.
ECUADOR (4-4-1-1) A. Dominguez
6; Paredes 6,5, Achilier 5, Mina 5,5,
W. Ayovi 6; Ibarra 6 (30’ s.t.
Cazares s.v.), Noboa 6,5, Lastra 6,5,
Montero 6 (47’ s.t. Martinez s.v.);
Bolanos 7,5, Valencia 7,5. All.
Quinteros 6.
ARBITRO Argote (Ven) 5,5.
NOTE espulso l’allenatore Herrera
(M) al 25’ s.t.; ammoniti Ayala,
Bolanos, Ibarra, Fabian, E. Herrera.

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

Non c’è Neymar
Il Brasile di Dunga
in mano a Coutinho

COSÌ A SANTIAGO, ORE 23.30
BRASILE 4-2-3-1
6
FILIPE LUIS

Filippo Maria Ricci
INVIATO A SANTIAGO
Twitter @filippomricci

N

eymar insultava, l’arbitro cileno Osses contava
con la mano aperta mostrandogliela come un arbitro
di pugilato. Pollice, indice, medio e anulare. Uno. Due, tre e
quattro. Le volte che il 10 del
Brasile, con la presa salda sulla
maglia del fischietto all’altezza
del petto ha dato a Osses del
«Hijo de puta». E a intercalare:
«Vuoi diventare famoso a spese
mie». Finché non è arrivato David Luiz che ha portato via di
peso un Neymar infuriato e ormai fuori controllo.
RICORSO E VERDETTO Ieri il
Brasile ha fatto ricorso sperando di ottenere almeno uno
sconticino: se la squalifica pas-

sa da 4 a 3 turni Neymar potrebbe rientrare nell’eventuale finale. Altrimenti la sua Copa si è
chiusa con i reiterati insulti a
Osses. La squalifica, comunque, non vale per le qualificazioni mondiali per cui se il Brasile sarà eliminato prima della
finale le giornate restanti Ney le
sconterà nella prossima edizione della Copa. Il verdetto è atteso per oggi. Intanto, Dunga ha i
suoi pensieri, etici, psicologici e
tattici. In poche ore deve ricostruire gruppo e squadra, decidere come giocare ed evitare i
danni collaterali del caso Neymar. Ieri ha difeso il suo capitano, però l’ha anche invitato a
prendersi le sue responsabilità
soprattutto in caso di conferma
delle 4 giornate di squalifica:
che farà Neymar? Resterà con
la squadra o andrà in vacanza?
PRIMA LA DIFESA «Neymar è

QUINDI L’APPELLO «La decisione se restare tocca a Neymar.
Quando siamo arrivati in Cile
abbiamo detto ai giocatori che
li consideriamo uomini, con le
loro responsabilità. Ora bisogna analizzare se la permanenza di Neymar è positiva per la
squadra. E tocca a lui capire in
che forma può rendersi utile in
una posizione differente, visto
che è abituato a giocare, a focalizzare l’attenzione generale. O
se invece è meglio andar via per
non trasmettere al gruppo
l’amarezza che ha dentro. Non
vogliamo ragazzini, vogliamo
uomini: sono professionisti che
rappresentano il Brasile».
L’ASPETTO TATTICO In attesa di
sapere cosa deciderà il giudice
sportivo e cosa farà Neymar,
Dunga per la gara di oggi col
Venezuela (in un gruppo in cui
hanno tutti 3 punti) ha scelto
l’ex interista Coutinho per sostituirlo: «Ogni giocatore entra
con le caratteristiche proprie.

7
DOUGLAS COSTA

18
ARANGO

16
ROSALES

13
SEIJAS

3
TUNEZ

ICA!

AhS,UDAMER

9
RONDON

14
THIAGO SILVA
21
11
COUTINHO FIRMINO

1
JEFFERSON

1
BAROJA

3
MIRANDA
5
FERNANDINHO

interista: «O Ney deciderà se restare in Cile»

Robinho, 31 anni e Coutinho, 23 scherzano in allenamento AP

VENEZUELA 4-4-2

8
ELIAS

1Il c.t. per la sfida al Venezuela sceglie l’ex

un grandissimo giocatore, e le
sanzioni rispecchiano il suo status, sono forti anche loro. Gli
hanno fatto 20 falli e nessuno è
stato ammonito, e invece lui è
stato ammonito per un fallo di
mano. Non dico che i grandi
giocatori debbano essere protetti, però sappiamo che ci sono
giocatori predisposti a fare falli
per impedire ai grandi calciatori di giocare».

4
VIZCARRONDO

15
GUERRA

6
CICHERO

10
VARGAS

19
WILLIAN

2
DANI ALVES

8
RINCON

ALLENATORE Dunga

ALLENATORE Sanvicente
PANCHINA: 12 Hernandez, 23 Farinez,
2 Angel, 20 Perozo, 11 Gonzalez,
17 Martinez, 14 Lucena, 22 Murillo,
19 Acosta, 7 Fedor, 21 Rivas
SQUALIFICATI: Amorebieta (1)
INDISPONIBILI: nessuno

PANCHINA: 12 Neto, 23 Grohe,
13 Marquinhos, 15 Geferson,
16 Fabinho, 4 David Luiz, 9 Tardelli,
17 Fred 18 Everton Ribeiro,
22 Casemiro, 20 Robinho
SQUALIFICATI: Neymar (4)
INDISPONIBILI: nessuno

ARBITRO E. Caceres (Par) GUARDALINEE Aquino (Par) e C. Caceres (Par)
QUARTO UOMO Aguilar (Sal)
TV GazzettaTv
INTERNET www.gazzetta.it

M

PASSAGGIO D’AUTORE
di Filippo Conticello

Se uno dovesse pensare di giocare come un altro perderebbe
la sua essenza». Filosofia spicciola per cercare di sostituire
l’insostituibile e proteggere il
presunto salvatore della patria
Coutinho: «È solo con un collettivo forte che possono emergere le individualità». Dunga deve
anche scegliere tra Firmino e
Tardelli come punta centrale,
col primo in vantaggio, e data
per certa la presenza di Willian
e Coutinho deve assegnare una
maglia a uno tra Fred (più difensivo e sinora pessimo), Douglas Costa (brillante primo
cambio in questa Copa) e la sorpresa Robinho, portato in Cile
per fare gruppo ma stimato dal
ct. Il secondo sembra favorito. E
tutti insieme dovranno superare la sindrome da «Mineirazo»:
la catastrofe con la Germania
arrivata senza Neymar.

LA LETTERATURA
È UNA CONDANNA.
QUANDO HAI UNA
PALLA TRA I PIEDI,
INVECE, PENSI
CHE TE L’ABBIA
MANDATA DIO
PER CONTEMPLARE
LA FELICITÀ
FRANCISCO MASSIANI
SCRITTORE VENEZUELANO
CONVERSAZIONE DEL 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Colombia, qui Falcao ha il posto fisso
col Perù il c.t. Pekerman rinnova ancora
la fiducia al neo acquisto del Chelsea
INVIATO A SANTIAGO

F

alcao gioca male. Falcao
sembra l’ombra del grandissimo giocatore visto fino a due anni fa. Falcao è titolarissimo nella Colombia. Falcao è appena passato dal Manchester United al Chelsea, non
esattamente due squadrette.
Paradossi legati a un grande
campione in difficoltà.
UNICO FISSO In nazionale alla
voce attaccanti la Colombia ha
iscritto, in ordine alfabetico:
Bacca, Falcao, Gutierrez, Ibarbo, Jackson Martinez e Muriel.
L’ultimo non si è ancora mai visto in campo. Jackson Martinez ha giocato 8 minuti, Ibarbo
ne ha avuti a disposizione 23.
Bacca ha iniziato la gara contro
il Venezuela, Gutierrez quella
col Brasile. E sarà di nuovo titolare oggi contro il Perù, accanto a Falcao, l’unico titolare fisso: 90’ contro il Venezuela, 68’
col Brasile. E titolare pure nel-

l’amichevole con la Costa Rica,
dove ha fatto un gol. Così come
aveva segnato in marzo a
Bahrein e Kuwait, altre amichevoli facili facili che avevano
portato un raggio di sole nell’oscuro inverno «mancuniano» di Falcao, acciaccato, depresso e umiliato da Van Gaal
che lo ha spedito a giocare con
le riserve dello United.
LA FIDUCIA DI PEKERMAN
Pekerman non ha mai perso la
fiducia nel suo centravanti, così come ha fatto con anche con

Radamel Falcao, 29 anni ACTION

Zuniga, Zapata, Armero e Valencia tutta gente che quest’inverno per un motivo o per un
altro ha giocato pochissimo.
Ed evidentemente questo assegno in bianco attaccato alla
maglia di Falcao funziona anche per José Mourinho che lo
ha chiamato a Stamford Bridge convinto di poter rilanciare
la carriera del colombiano.
Che da quando ha abbandonato l’Atletico in lacrime, al termine di una conferenza stampa nella quale non riuscì a
spiccicare parola per la tristezza, il groppo in gola e l’ansia
che lo assaliva nel passaggio
dal Calderon al Principato di
Monaco, non è più stato lo
stesso. Complice ovviamente il
grave infortunio subìto in
un’assurda partita di Coppa di
Francia contro i semipro dello
Chasselay. Falcao ha forzato
per arrivare al Mondiale, missione fallita, e si è scontrato
contro la durezza di Van Gaal
una volta sbarcato a Manchester. Ora prova a rilanciarsi,
prima con la Colombia, poi col
Chelsea. Al momento è ancora
fermo ai blocchi di partenza:
la partita col Perù potrebbe essere un buon trampolino.
f.m.r.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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VENERDÌ

Terremoto
di magnitudo 6.4
Nessun danno
● Paura in Cile nella serata di
venerdì. Un terremoto di
magnitudo 6.4 è stato infatti
registrato al largo delle coste
della città cilena di
Concepcion. Il sisma ha avuto
il suo epicentro in mare a
circa 75 chilometri dalla città
costiera di Talcahuano, la zona
colpita nel febbraio 2010 dal
potente terremoto (magnitudo
8.8), e il conseguente tsunami,
che provocò 521 morti.
L’Ufficio nazionale di
emergenza ha riferito che non
ci sono stati danni o vittime.

GDS

L’ALTRA GARA

1Nonostante le difficoltà degli ultimi mesi,

17

COSÌ A TEMUCO, ORE 21
COLOMBIA 4-4-2
7
ARMERO

PERÙ 4-4-1-1
10
RODRIGUEZ

8
CUEVA

17
ADVINCULA

21
BALLON

22
ASCUES

19
GUTIERREZ
22
MURILLO

5
VALENCIA

2
ZAPATA

6
SANCHEZ

9
10
GUERRERO FARFAN

1
OSPINA

1
GALLESE
16
5
LOBATON ZAMBRANO

11
CUADRADO

ALLENATORE Pekerman
PANCHINA: 12 Vargas, 23 Bonilla,
3 Franco, 4 Arias, 13 Andrade,
14 Valdes, 15 Mejia, 8 Cardona,
16 Ibarbo, 20 Muriel, 21 Martinez
SQUALIFICATI: Bacca (2)
INDISPONIBILI: nessuno

20
SANCHEZ

«Messi numero 1
basta paragoni
con Maradona»
● Lionel Messi è il miglior
giocatore al mondo e basta
paragoni con Diego Armando
Maradona. Intervistato da
Tyc Sports, Diego Simeone
esalta il fuoriclasse del
Barcellona e mette in chiaro
che «Messi e Maradona
hanno giocato in epoche
diverse e in posizioni diverse.
Leo è molto più attaccante,
Diego era più a tuttocampo.
Messi ha poi vinto quattro
Champions e non so se
qualcun altro è mai riuscito a
farlo».

DOPO L’ELIMINAZIONE

Messico, il c.t.
ironico: «Grazie
a questi arbitri»
● «Molte grazie eh,
molte grazie». Ironico ma
decisamente imbufalito: così
l’allenatore del Messico
Miguel Herrera, dopo il k.o.
dei suoi con l’Ecuador costato
l’eliminazione dalla Coppa
America, si è rivolto all’arbitro
che gli passava in fianco
durante un’intervista postpartita. Espulso nel secondo
tempo per proteste, Herrera
ha rincarato poi la dose: «Non
capisco gli arbitri! Non sanno
fare il loro lavoro e ci
impediscono di fare il nostro».

DOPO 9 MESI

Dinho saluta
il Querétaro
È risoluzione

9
FALCAO
18
ZUNIGA

SIMEONE

6
VARGAS

ALLENATORE Gareca
PANCHINA: 12 Penny, 23 Libman,
2 Cespedes, 3 Riojas, 4 Requena,
15 Ramos, 19 Yotun, 7 Hurtado,
13 Retamoso, 18 Carrillo, 11 Reyna,
14 Pizarro
SQUALIFICATI: nessuno
INDISPONIBILI: nessuno

ARBITRO Pitana (Arg) GUARDALINEE Maidana (Arg) e Belatti (Arg)
QUARTO UOMO Vera (Ecu)
TV GazzettaTv
INTERNET www.gazzetta.it
GDS

● (m.can.) Dura 9 mesi con
25 partite (18 da titolare), 8
gol, 4 assist e un secondo
posto al campionato
messicano il matrimonio di
Ronaldinho col Querétaro
(risoluzione del contratto).
L’ex milanista annuncia sui
social l’uscita di scena,
ringraziando e dicendo che
ora si godrà le vacanze
pensando al futuro. Varie le
voci: si parla di Turchia, Stati
Uniti e persino Francia come
futura destinazione.

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Calcio R La guida

18

DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

«Amisci», Altafini commenta la Seleçao

1Su GazzettaTv c’è Brasile-Venezuela. «Tutti daranno il massimo per vincere anche senza Neymar»
Gabriella Mancini

L

ui, che ha giocato con Pelé, famoso non soltanto per i suoi gol, ma anche per i golazi, la
Copa America la osserva con un occhio speciale. José Altafini oggi sarà a GazzettaTv, nel nostro Diario Cileno e nel commento di Brasile-Perù, alle 23.30, al fianco di Franco Dassisti. E’ l’ultima partita della prima fase, preceduta da Colombia-Perù, nel girone più granitico.
NEYMAR «E’ una Copa America un po’ strana —
racconta José con il suo accento strascicato e simpatico — perché il Venezuela ha battuto la Colombia che a sua volta ha sconfitto il Brasile. Di
solito i venezuelani prendevano sempre un sacco
di gol e i miei amisci brasiliani vincevano nettamente, i valori si sono equilibrati. Purtroppo è un

GRUPPO A
CILE
MESSICO
ECUADOR
BOLIVIA

GRUPPO B
ARGENTINA
URUGUAY
PARAGUAY
GIAMAICA

PARTITE
Cile-Ecuador
Messico-Bolivia
Ecuador-Bolivia
Cile-Messico
Messico-Ecuador
Cile-Bolivia
PARTITE
Uruguay-Giamaica
Argentina-Paraguay
Paraguay-Giamaica
Argentina-Uruguay
Uruguay-Paraguay
Argentina-Giamaica

Brasile tra i peggiori della storia. Come finiranno
le due partite? Per me vince la Colombia, e speriamo, il Brasile». Verdeoro senza Neymar, genio
e sregolatezza, squalificato l’altra sera per la rissa. «Sono d’accordo con Ronaldo — continua Altafini — un capitano non può fare queste sceneggiate. Il fatto è che certi giocatori, come lui e Messi, prendono sempre una caterva di botte perché
cercano di non farli giocare: Messi ha più pazienza, Neymar molta meno. E’ vero che i fuoriclasse
dovrebbero essere più tutelati — Fulvio Bernardini prima di un’amichevole contro il Santos disse ai suoi della Sampdoria “il primo che dà un
calcio a Pelé lo tolgo” — ma è anche vero che Neymar deve imparare a contare fino a dieci e anche
venti. Chi mi piace di questo Brasile? Oscar, Thiago Silva che non si discute, e Willian. Penso che
senza Neymar giochi meglio perché tutti vorranno dimostrare di essere forti anche senza di lui».

VIDAL Una Copa strana anche per il caso-Vidal,
eroe nazionale in prigione per una notte. «Non so
come si comporti fuori, ha commesso un grande
errore, si può dire di tutto, ma per me vale il campo. Giusto che giochi. L’importante è che un’esperienza del genere gli serva da lezione. Meglio lui
di Balotelli, almeno rende e ottiene risultati».

Così le partite della Copa America su Gazzetta Tv che
presenta anche spazi di approfondimento. Oggi termina la
fase a gironi che qualifica ai quarti di finale 8 formazioni.
Le dirette riprenderanno nella notte fra mercoledì e
giovedì.

ore 14.30 DIARIO CILENO
ore 15 Argentina-Giamaica
ore 20.30 DIARIO CILENO
ore 21 Colombia-Perù (in diretta)
ore 23.30 Brasile-Venezuela (in diretta)

OGGI
ore 7 Uruguay-Paraguay
ore 9 Argentina-Giamaica

DOMANI
ore 8 Gazzetta News Copa America
ore 9 Colombia-Perù

(ora italiana)

2-0
0-0
2-3
3-3
1-2
5-0

QUARTI DI FINALE

7 3 2 1 0 10 3

CILE

BOLIVIA

4 3 1 1 1 3

7

ECUADOR

3 3 1 0 2 4

6

ore 14.30 DIARIO CILENO
ore 15 Brasile-Venezuela
ore 20.30 DIARIO CILENO
ore 21 Brasile-Venezuela
MARTEDÌ
ore 8 Gazzetta News Copa America
ore 14.30 DIARIO CILENO
ore 20.30 DIARIO CILENO

-

SEMIFINALI

25/6 ore 1.30
1ª miglior 3ª

-

-

Santiago

CLASSIFICA PT G V N P GF GS

26/6 ore 1.30

PARAGUAY

5 3 1 2 0 4

3

2ª C

ARGENTINA

4 2 1 1 0 3

2

Temuco

URUGUAY

4 3 1 1 1 2

2

Vincitore B

GIAMAICA

0 2 0 0 2 0

2

25/6 ore 1.30

-

30/6 ore 1.30

5
BOLIVIA

1-0
2-2
1-0
1-0
1-1
Giocata nella notte a Viña del Mar

● ESEGUIRE LE SEGUENTI PROCEDURE
Se possiedi Tv o Decoder Digitale Terrestre
1. Premere il tasto MENU sul telecomando
2. Selezionare Impostazioni/Avanzate
3. Posizionarsi sulla Sintonizzazione automatica
4. Impostare modalità di sintonia dei canali su DTV
5. Posizionarsi sul pulsante Avvia scansione e
premere il tasto OK per avviare la ricerca
Se possiedi una Sky Digital Key
1. Premere il tasto MENU del telecomando Sky e
premere OK per accedere al digitale terrestre
2. Premere il tasto rosso (Ricerca) e lasciare
invariata la configurazione
3. Premere due volte il tasto rosso (Avvia ricerca)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CILE

2 3 0 2 1 4

ECCO COME SINTONIZZARE IL CANALE 59

PARAGUAY Giovedì entreremo nel vivo della Copa America, che GazzettaTv trasmette in esclusiva, con i quarti di finale. «Per me la favorita è
l’Argentina, ha un buon attacco e c’è equilibrio
con la fase difensiva. E poi Messi ci tiene tanto,
meriterebbe un successo con la sua nazionale. In
genere nessuno vuole incontrare il Paraguay,
squadra dura, rognosa, un ostacolo sempre difficile da superare. Ma oggi sono concentrato sul
mio Brasile. Buona Copa, amisci».

CLASSIFICA PT G V N P GF GS

MESSICO

clic

-

-

-

FINALE

Santiago
-

-

-

4/7 ore 22
-

-

-

Santiago
-

-

2ª miglior 3ª
PARTITE
CLASSIFICA PT G V N P GF GS
FINALE 3° posto
Viña del Mar
0-1
Colombia-Venezuela
1/7 ore 1.30
BRASILE
3 2 1 0 1 2 2
2-1
Brasile-Perù
Vincitore C
COLOMBIA
PERÙ
3 2 1 0 1 2 2
0-1
Brasile-Colombia
4/7 ore 1.30
27/6 ore 23.30
Concepción
1-0
Perù-Venezuela
PERÙ
COLOMBIA
3 2 1 0 1 1 1
2ª B
Colombia-Perù
Oggi ore 21 a Temuco
VENEZUELA Brasile-Venezuela
VENEZUELA
3 2 1 0 1 1 1
Oggi ore 23.30 a Santiago
Concepción
Concepción
Quarti e semifinali non hanno i supplementari ma subito i rigori (in finale, supplementari come sempre). Nei gironi se nell’ultima gara le 2 in campo sono a pari punti, differenza reti, reti fatte e scontri diretti si va ai rigori per stabilire classifica e accoppiamenti

GRUPPO C
BRASILE

NOVE STADI IN OTTO CITTÀ

L’ALBO D’ORO

ANTOFAGASTA
4.300 km

Stadio: Regionale

21.170 spettatori

CAPACITÀ

LA SERENA
La Portada

Gironi
Quarti di finale
Semifinale
3-4° posto
Finale

18.243

VALPARAĺSO
Elías Figueroa

21.113

1916
1917
1919
1920
1921
1922
1923
1924
1925
1926
1927
1929
1935
1937
1939

URUGUAY
URUGUAY
BRASILE
URUGUAY
ARGENTINA
BRASILE
URUGUAY
URUGUAY
ARGENTINA
URUGUAY
ARGENTINA
ARGENTINA
URUGUAY
ARGENTINA
PERU

1941
1942
1945
1946
1947
1949
1953
1955
1956
1957
1959
1959
1963
1967
1975

I MARCATORI
ARGENTINA
URUGUAY
ARGENTINA
ARGENTINA
ARGENTINA
BRASILE
PARAGUAY
ARGENTINA
URUGUAY
ARGENTINA
ARGENTINA
URUGUAY
BOLIVIA
URUGUAY
PERU’

1979
1983
1987
1989
1991
1993
1995
1997
1999
2001
2004
2007
2011

PARAGUAY
URUGUAY
URUGUAY
BRASILE
ARGENTINA
ARGENTINA
URUGUAY
BRASILE
BRASILE
COLOMBIA
BRASILE
BRASILE
URUGUAY

VINA DEL MAR

3 gol Vidal (2 rigori, Cile), 2 gol
Aguero (Arg), Vargas (Cile), Vuoso
(Mes), Aranguiz (Cile), Barrios (Par),
Bolanos, Valencia (Ecu), R. Jimenez
(Mes) 1 gol Messi (1 rigore, Arg),
Neymar, D. Costa (Bra), Valdez,
Benitez (Par), Cueva, Pizarro (Perù),
Rodriguez (Uru), Rondon (Ven),
Raldes, Smedberg, Moreno (1 rigore,
Bol); Murillo (Col); Sanchez, Medel
(Cile); Gimenez (Uru)
1 autorete Raldes (Bol)

Alexis Sanchez,
26 anni LAPRESSE

Sausalito

22.360

SANTIAGO
Nacional

48.745
Monumental

47.347

RANCAGUA
El Teniente

13.849

UN AMORE FUORI... DI CRESTA

CONCEPCION
Ester Roa

30.448

TEMUCO
Germán Becker
100 km

Ancora tanto Cile
Doppietta Aranguiz
e si sblocca Sanchez

18.413

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Amore per il proprio paese e per il calcio. E cosa c’è di meglio che
condividere questi sentimenti in uno stadio in compagnia di un altro
amore, questa volta in carne e ossa? Di certo questi due innamorati
cileni, sugli spalti prima del match della Roja contro la Bolivia, non
fanno mistero dei propri sentimenti, sia con il look decisamente
colorato, sia con i gesti. E tanta passione è stata ricambiata dalla
truppa di Sampaoli: 5-0 e tutti a casa contenti. E innamorati EPA

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

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19

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20

Serie B e Lega Pro R Il caso

DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

Brescia: «Noi pronti
a denunciare la Figc»
Tavecchio rassicura

MERCATO

Melchiorri ok
per il Cagliari
Baroni-Novara
Maddaluno-Schira

I

1Sagramola: «Inflessibili col Parma o facciamo causa»
Il presidente della Federcalcio: «Nessun favoritismo»
Marco Iaria
Gian Paolo Laffranchi

I

l Brescia crede nel ripescaggio ed è pronto a dare battaglia. «Niente contro il Parma, ma la stessa inflessibilità
utilizzata con noi deve essere
adoperata con tutti», il pensiero
di Rinaldo Sagramola, 61 anni
compiuti ieri, amministratore
delegato del nuovo corso, targato Profida & Bonometti. «Il Brescia si sarebbe salvati direttamente, se non fosse stato per
quel -6 maturato durante la gestione Corioni. Appena subentrati noi abbiamo subìto un -1
per un precedente ritardo di un
mese nel pagamento di 59mila
euro. Abbiamo sanato le inadempienze e adesso chiediamo
solo che le regole valgano per
tutti. Altrimenti siamo pronti ad
adire le vie legali. Speriamo non
ce ne sia bisogno».
ALL’ATTACCO Per questo il Brescia ha scritto alla Figc, alla Covisoc e alle Leghe di A e di B una
lettera di diffida. «Capisco che i
curatori fallimentari abbiamo
tentato di rendere vendibile il
Parma riducendo al minimo il
debito sportivo, ma non si può
farlo in spregio alle norme – dice

Sagramola –. In base alle Noif,
all’art. 52, l’unica competenza
in campo è quella della Figc: al
giudice compete ciò che riguarda il fallimento in sé, da art. 96,
non l’ambito sportivo. Affermare il contrario è un errore giuridico». Il debito sportivo è stato
«fotografato» dal giudice delegato Rogato in 22,6 milioni di
euro. Per Sagramola «i primi a

clic
CON I VECCHI CRITERI
DEL RIPESCAGGIO
LOMBARDI IN POLE
● Al 21 giugno la Figc non ha
ancora ufficializzato i criteri
dei ripescaggi, lo farà in un
prossimo Consiglio federale.
L’unica novità rispetto al
passato è la reintroduzione
del compenso a fondo
perduto che dovrà versare la
squadra ripescata. Se, come
sembra quasi certo, i vecchi
criteri saranno confermati
(50% classifica dell’ultima
stagione, 25% tradizione,
25% media spettatori), il
Brescia sarà in pole position.

contestare devono essere i rappresentanti dell’Aic, nel momento in cui vengono lasciati
fuori dall’importo gli incentivi
all’esodo e stralciati crediti mettendo in dubbio la data di contratti depositati. La Lega, poi, ha
rivendicato la natura di credito
sportivo dei 5 milioni dati al
Parma perché potesse terminare
il campionato. Per quanto riguarda il paracadute, quel diritto è in capo alle società che partecipano al campionato di A, retrocedono e si iscrivono alla B. Il
nuovo Parma sarà un soggetto
giuridico diverso da quello che
ha partecipato allo scorso torneo di A».
LA REPLICA «La Federazione
assicura il totale rispetto delle
regole, non ci sarà nessun favoritismo per nessuna società ai fini delle iscrizioni ai campionati». Così parla dal KickOff di Cesena Carlo Tavecchio, presidente della Figc. Il tema è quello
relativo ai 22,6 milioni di debito
sportivo, che va pagato dal nuovo proprietario per mantenere
in vita il club gialloblù. La Figc
considera gli incentivi all’esodo
alla stessa stregua degli emolumenti, quindi i pagamenti reclamati dai calciatori mai scesi in
campo col Parma e stralciati dai

LA STORIA/1

IL DEBITO SPORTIVO
NON PUÒ ESSERE
RIDOTTO IN SPREGIO
ALLE REGOLE
RINALDO SAGRAMOLA
A.D. DEL BRESCIA

giudici fallimentari sono debiti
federali a tutti gli effetti. Il nuovo Parma dovrà saldarli per potersi iscrivere al campionato di
serie B (l’obbligo di pagare i debiti con l’estero scatta dal 201617)? Questo è da vedere. È presumibile che la Covisoc faccia
una valutazione del caso specifico studiando le motivazioni che
hanno spinto il Tribunale fallimentare a non conteggiare una
quota consistente dell’indebita-

mento. Ma il problema, per ora,
è un altro.
OSTACOLI Il Parma si salverà
davvero? In pista ci sono le cordate guidate da Piazza e Corrado, con il primo che disporrebbe
di maggiori coperture finanziarie: entro domani alle 14 vanno
presentate le offerte. I due pretendenti hanno le stesse perplessità: non ci sono solo i debiti
sportivi da pagare, ma anche i
probabili contenziosi con i creditori rimasti alla porta. E soprattutto, come spiega Tavecchio,
“gli impegni contrattuali per il
prossimo anno”. Quali? Al momento il monte stipendi del Parma, pur dimezzato, è di 21 milioni. Insostenibili in B, a meno
di non raggiungere un accordo
coi giocatori per il taglio di un
altro 15%. Ci si sta già provando.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LEGA PRO Per la panchina del
Rimini volata a due fra Pane e
Braglia. La Lupa Roma ha l’intesa con l’Avellino per Pozzebon. Cambio di proprietà al
Mantova (Sdl Centrostudi di
Brescia, con Sandro Musso designato presidente) e all’Akragas (maggioranza alla cordata
che fa capo all’intermediario
Peppino Tirri).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Federico Melchiorri, 28 anni

LA STORIA/2

Varese, il console è finto
ma i progetti sono veri:
«Tre scuole calcio in Iraq»
Filippo Brusa
VARESE

D
La notizia data dal sito del Varese

In alto Rinaldo Sagramola, 61 anni, a.d. Brescia. Sotto da sinistra Carlo
Tavecchio, 71, n°1 Figc e Giuseppe Corrado, in lizza per il Parma LAPRESSE/ANSA

l Cagliari dopo Fossati è
pronto a chiudere il colpo
Melchiorri: al Pescara 2,5
milioni più bonus. Per la punta
700 mila euro a stagione sino
al 2019. Il Pescara spinge per
Dezi (Crotone) e Molina (Atalanta, era a Carpi). Il Novara
ha scelto Marco Baroni: contratto di un anno più opzione
per il secondo a 150 mila euro
più bonus. La Ternana lavora
al rinnovo di Meccariello (ci
prova la Salernitana) e vuole
De Vena (Aversa). Anche il Perugia in corsa per Minala. Giovani: a Cesena arriva Varano
in prestito dall’Atalanta (era a
Venezia), Trapani e Avellino
vogliono il milanista Mastalli.

oveva essere un messaggio
per rafforzare la reputazione di Alì Zeaiter, neopresidente del Varese con ancora due
anni di pena da scontare per truffa,
e invece la foto della stretta di mano al console onorario iracheno,
apparsa sul sito del club, è diventata un caso. Nell’immagine non c’è

nessun console, come fanno sapere
dall’ambasciata irachena a Roma,
che domani dovrebbe divulgare
una nota al riguardo. Si potrebbe
gridare alla bufala, ma Alì Al Rubeai, il personaggio ritratto insieme a
Zeaiter, chiarisce l’equivoco con
una carta dell’ambasciata in cui si
legge che «verrà a breve nominato
console onorario in Italia per meriti». Resta la leggerezza del Varese
di avergli già assegnato la carica
ma, come spiega Silvio Papini, consigliere biancorosso, «Alì Al Rubeai
è fidato e l’anno scorso ci ha accompagnato in Iraq per aprire una collaborazione». «Avvicinerò – sostiene Al Rubeai – imprenditori del mio
Stato al Varese, che potrà disputare
un torneo in Iraq, dove apriremo
tre scuole calcio biancorosse».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Pisa in vendita a 1 euro
L’iscrizione è a rischio,
può finire nei dilettanti
Alessio Carli
PISA

I
Carlo Battini, 76 anni FOTOPRESS

l calcio a Pisa rischia di rimanere al buio a un anno dal mancato ripescaggio in B per una
questione di lampadine dei riflettori. Serve un milione da qui al 30 giugno per non far sparire la squadra.
Sarebbe la seconda volta in 7 anni,
la terza nella storia. Il presidente
Carlo Battini dopo un incontro col

sindaco Filippeschi ha fatto sapere
che per «il disastro sportivo-finanziario della stagione appena conclusa si farà il possibile per onorare
le prossime scadenze, ma non si garantisce più il sostentamento della
società, che resta in vendita al prezzo simbolico di 1 euro». Fu Battini a
rilevare il Pisa dopo la retrocessione
dalla B e il fallimento del 2009, insieme a Camilli. Poi l’addio del presidente del Grosseto, le difficoltà e
un anno fa un grande esborso per
ottenere la B, con ingaggi altissimi
per il tecnico Braglia, il d.g. Pino Vitale e i vari Morrone, Paci e Iori.
Una strategia bocciata dal campo,
con il Pisa nemmeno qualificato per
i playoff. Ora eventuali acquirenti
sarebbero costretti a ripianare un
rosso di bilancio fra 3 e 3,5 milioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

OPINIONI
La vignetta

www.gazzetta.it

TUTTE LE NOTIZIE SUL NOSTRO SITO

Twitter

di Stefano Frosini

FILIPPO MAGNINI
Azzurro di nuoto
● Finalmente dopo tanti anni
torno a #Pesaro a
gareggiare! 100free!
@viverepesaro
@FiloMagnini

RED BULL
Team di Formula 1
● Forza ragazzi, prendete
le posizioni e mettetevi
comodi a guardare!
#AustrianGP #F1
@redbullracing

CAROLINA KOSTNER
Azzurra del Ghiaccio
● Italia sto tornando!!
Backhome!!
#italybackhomehappy
@msKOSTNER

Il colpo di mercato dell’Inter

ammirato nel Monaco proprio nei due
quarti di Champions contro la Juve ha
lo stesso mix di tecnica e potenza del
suo illustre compagno di nazionale (e
i due hanno trascinato assieme la
Francia Under 20 al titolo mondiale di
categoria del 2013).

email: pcondo@rcs.it
cs.it
twitter: @PaoloCond
ond

N

on ha molto senso chiedersi se
Geoffrey Kondogbia valga la
montagna di euro che l’Inter ha
investito su di lui, perché un giovane
non si acquista soltanto per ciò che ha
già fatto, ma anche e soprattutto per
le aspettative di crescita che suscita. I
pieni da casinò come il tesseramento
di Pogba a costo zero, riuscito a suo
tempo alla Juve, avvengono una volta
ogni dieci anni. La normalità è
pagarli, i grandi giocatori, che siano
conclamati (e allora li prendono Real
e Barcellona) o che siano in
prospettiva; noi siamo convinti che
Marotta abbia speso molto bene i suoi
denari per Dybala, ma 40 milioni non
sono pochi nemmeno in quel caso. La
domanda giusta è quindi un’altra:
Kondogbia può diventare in tempi
ragionevoli il perno di un’Inter
nuovamente competitiva? La nostra
risposta è sì, perché il centrocampista

Per dirla tutta, ci convince assai di più
questo esborso rispetto a quello minore per il cartellino ma superiore
nell’ingaggio - che era stato ipotizzato
per il 32enne Yaya Touré, un
campione sicuro ma fatalmente
avviato alla curva discendente della
sua parabola. Il francese ha dieci anni
di meno, e arriva in una squadra che
con Icardi ha già risolto a lunga
gittata il problema del centravanti.
Senza nulla sapere delle strategie
societarie e delle offerte realmente
arrivate, al posto dell’Inter ora
tenteremmo di fare cassa con Guarin
ed Hernanes, non con Kovacic che
completerebbe una spina dorsale di
grande prospettiva. Fatichiamo a
immaginare che il gap dalla Juve
possa venire colmato in una sola
stagione; giusto quindi lavorare per
tornare subito in Champions con un

telaio ricostruito, e al quale
aggiungere poi le gomme da gara per
vincere.
La conclusione dell’affaire-Kondogbia
segna una nuova sconfitta del Milan,
a meno di credere che la
partecipazione di Galliani al grand
prix di mercato monegasco avesse
l’esclusivo e un po’ micragnoso
obiettivo di alzare il prezzo del
giocatore. Lo vedremo presto, perché
le cattive notizie in arrivo sul fronte di
Jackson Martinez finiscono di
disegnare uno scenario di
depressione: o i soldi di Mr. Bee non
stanno arrivando - e bisognerebbe
capire perché - o siamo all’interno di
un enigma avvolto in un mistero. Dei
movimenti di mostruosa portata che
da due settimane stanno riempiendo
le prime pagine, dalla missione
suicida per Ancelotti allo strano
tentativo per Ibra, non si sta
realizzando nulla. E se l’Inter
necessitava del rinnovamento
profondo ormai avviato, il Milan
continua ad aver bisogno di
un’autentica rivoluzione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La grande notte del Foro Italico

SCHIACCIATE D’ITALIA, LA MAGIA CONTINUA
internazionale, caso quasi unico nel
globo delle schiacciate.

LO SPUNTO
di GIANLUCA PASINI
ASINI
email: gpasini@rcs.it

«A

ve Cesare, ma
dimenticate Spartacus e
il Colosseo, i nuovi
gladiatori a Roma giocano al
centrale del Foro Italico, una partita
memorabile fra Italia e Brasile e
incantano nella notte romana gli 11
mila e passa tifosi nello stadio del
tennis». La didascalia è fornita della
federazione mondiale delle
schiacciate che grazie all’ausilio dei
video e delle fotografie ha
contribuito a rendere virale il
fenomeno mediatico della partita di
World League dell’altra sera, vinta
dagli azzurri (in volata) sui
vicecampioni del mondo del Brasile
nello scenario incantevole del Foro
Italico rendendo magica una notte
per l’azzurro e il tricolore. E
diventando un evento di portata
non solo nazionale, ma addirittura

Un successo che ha fatto innamorare
di nuovo (o ancora di più, a seconda
delle teorie sull’argomento) il
pubblico italiano di questa squadra
che attraversa un momento
certamente delicato dal punto di
vista dei risultati e della sua
esistenza dopo il 13° posto al
Mondiale dello scorso anno in
Polonia. Ma le vittorie, specialmente
come quelle del Foro Italico, hanno
fatto scatenare di nuovo entusiasmi
e passione (basta leggere i giornali o
farsi un giro sui social per avere
un’idea più precisa), soprattutto nel
popolo dei giovani che da sempre
attribuisce consensi a questa
squadra. Un calore che si rinnoverà
questa sera a Firenze, dove non a
caso i 6000 e oltre biglietti del
Nelson Mandela sono andati esauriti
da diverse settimane per la seconda
partita contro il Brasile. E per quello
che si è visto finora l’assalto per un
selfie o un autografo (più vetusto,
ma ancora di moda) a Vettori,

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
andrea.monti@gazzetta.it
VICEDIRETTORE VICARIO
Gianni Valenti
gvalenti@gazzetta.it
VICEDIRETTORI
Pier Bergonzi
pbergonzi@gazzetta.it
Stefano Cazzetta
scazzetta@gazzetta.it
Andrea Di Caro
adicaro@gazzetta.it
Umberto Zapelloni
uzapelloni@gazzetta.it
Testata di proprietà de “La Gazzetta
dello Sport s.r.l.” - A. Bonacossa © 2015

ARIANNA FONTANA
Azzurra di short track
● Gelato a Sondrio
Mmm... Troppo buono!
Yummy... Delicious!
#Fragole voglia d’#estate!!!
@AryFonta??

LAKERS GIRLS
Team di supporto Nba
● Siamo pronte ad aprire
le porte per il Workshop
delle Lakers Girls! Volete
venire a vedere?!
@LakerGirls

Hackett, Sandoval dei Red Sox e lo sport ai tempi dei social

KONDOGBIA, TANTI SOLDI MA BEN SPESI
L’ANALISI
ONDO’
di PAOLO CONDO’

21

PRESIDENTE
Maurizio Costa
AMMINISTRATORE DELEGATO
Pietro Scott Jovane
CONSIGLIERI
Gerardo Braggiotti,
Laura Cioli,
Paolo Colonna,
Teresa Cremisi,
Dario Frigerio,
Tom Mockridge,
Stefano Simontacchi

DIRETTORE GENERALE DIVISIONE MEDIA
Alessandro Bompieri

Zaytsev e agli altri azzurri di
Berruto è garantito anche se Bruno
e soci dovessero prendersi la
rivincita. Questa squadra piace
come piace quella femminile di
Marco Bonitta che ha conquistato il
cuore degli italiani nella cavalcata
mondiale dello scorso anno da
Roma a Milano, che regalò un
quarto posto celebrato quasi quanto
una vittoria. Ci sono diversi fili rossi
che uniscono le notti magiche del
Forum a quella dell’altra sera al
Foro Italico: i protagonisti, bravi
ragazzi/e della porta accanto e
l’eccezionalità dell’evento.
Organizzazioni spettacolari (che in
Italia possono essere ripetute in
molte piazze italiane da Nord a Sud)
conquistano la fantasia e abbinano
al tifo per la squadra italiana anche
il piacere stesso di essere parte di un
evento per certi versi eccezionale e
non replicabile settimanalmente. Un
patrimonio che i dirigenti italiani
dovrebbero/potrebbero sfruttare per
allargare ulteriormente i confini di
questo sport.
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di FAUSTO NARDUCCI
ARDUCCI
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I

l potere dei social network
è talmente crescente e
totale da farci pensare che
niente potesse più
sorprenderci. Neanche che
un giocatore come Daniel Hackett,
per fare l’ultimo esempio sportivo
eclatante di casa nostra, scegliesse
Instagram per diffondere un
saluto all’Olimpia Milano e
anticipare sul tempo l’Emporio
Armani su una notizia che era già
nell’aria ma toccava alla società
comunicare: la risoluzione
consensuale del contratto. Eppure
l’America, all’avanguardia anche
qui, è riuscita a prenderci in
contropiede anche stavolta.
La storia che arriva dai Red Sox di
baseball ha il pregio di essere
inedita e di aprire una nuova
frontiera sull’uso sconsiderato di
questi benedetti «social».
Protagonista il ventottenne
venezuelano Pablo Sandoval,
terza base della franchigia di
Boston che, tanto per intendere il
suo valore, ha firmato un
contratto di 5 anni per
complessivi 95 milioni di dollari
dopo aver giocato per sette
stagioni ai San Francisco Giants.
Un investimento fin qui non certo
produttivo per i Red Sox visto che
la squadra plurititolata, che
costituisce un mito per tanti
appassionati anche italiani,
veleggia in fondo all’East Division
dell’American League. E’ stato un
tifoso perennemente collegato
proprio a Instagram, quindi
neanche qualche avveduto
dirigente che lo ha colto sul fatto,
a scoprire quello che ha
combinato mercoledì sera il buon
Pablo mentre i Red Sox erano
sotto 5-2 (punteggio rimasto
invariato fino alla fine) ad Atlanta
contro i Braves. Con la scusa di
andare in bagno, come spinto da

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un irrefrenabile desiderio,
Sandoval ha percorso tutto il
tunnel che porta allo spogliatoio e
una volta davanti al suo
armadietto ha tirato fuori il
cellulare per cliccare un veloce
«Mi piace» sulla foto postata della
procace «diva legacy».
Disamorato, intempestivo e anche
stupido visto che c’è bastato poco
perché un tifoso segnalasse alla
società che l’improcrastinabile
esigenza che aveva portato
Sandoval lontano dalla panchina,
a partita in corso, riguardava un
bisogno «fisico» di tipo
particolare. Certo fa meno notizia
che lo stesso Sandoval si sia
sempre professato un «cattolico
romano» e che attribuisca i suoi
successi sportivi alla fede in Dio
che concede a tutti di «cogliere le
occasioni». Sarà un caso, ma dopo
la sospensione di Sandoval,
giovedì sullo stesso diamante di
Atlanta i Red Sox hanno ribaltato
il 5-2 a proprio favore.
Resta il fatto che ormai nessuno, e
in nessun momento, riesce ormai
più a stare lontano dagli
smartphone e dai relativi social.
Chissà fino a quando resisterà il
divieto di portarli in panchina o
sul campo di gara ma, andando
ben oltre il famoso selfie di Totti,
dobbiamo prepararci forse a un
cellulare che squilla nella tasca
dell’arbitro o all’annuncio di un
gol con un sms dello stesso
realizzatore. Ma attenzione
perché il mondo dell’informatica è
sempre davanti a tutti e ha già
trovato la soluzione adatta per
amanti fedifraghi e giocatori di
baseball desiderosi d’affetto. E’ il
servizio di messaggistica Snapchat
(Snapcash la versione che
consente di effettuare anche
pagamenti) che in America dalla
fine dell’anno scorso consente di
inviare messaggi che vengono
cancellati dopo 10” dalla visione
da parte del destinatario. Geniale:
gli emuli di Sandoval in futuro
non lasceranno più traccia.

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Huf. 700; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.

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22

Formula 1 R GP Austria

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FRECCE SEMPRE DAVANTI MARANELLO INSEGUE
1

2

3

● 1. Il podio delle qualifiche: da sinistra, Nico Rosberg (2°), Lewis Hamilton (1°) e Sebastian Vettel (3°)
● 2. la McLaren-Honda di Fernando Alonso, costretto anche ieri al rientro anticipato ai box ● 3. Il team
principal della Ferrari Maurizio Arrivabene, 58 anni, controlla con lo sguardo la corsia dei box COLOMBO

Lewis li suona tutti, Seb non molla
1Hamilton dominatore delle pole (7 su 8). Vettel è 3° e mette pressione alle Mercedes
DELUSIONE Su una pista da scarso carico aerodinamico, per giunta insidiosa di suo, la Ferrari ha
convinto. Sinora. Ma solo con Vettel, perché
Raikkonen scatterà nelle retrovie, essendo rimasto fuori in Q1 per una delle sue solite indecisioni. Ovvero, quando la pista si è asciugata e tutti
hanno montato le Pirelli Super Soft, Vettel ha subito fatto il tempo per passare il turno e Raikkonen, più lento di 1’’7 di Seb, è stato costretto a
rallentare prima di rilanciarsi. Nel frattempo si è
abbassata la bandiera a scacchi. Errore pesante,
nel momento in cui si parla di una sua sostituzione. Il che non lo aiuta a ritrovare la tranquillità.
Basterà Marchionne oggi a rinfrancarlo o sarà
ulteriore motivo di tensione?

Pino Allievi
ZELTWEG (AUSTRIA)

T

emperatura quasi invernale, una spruzzata
di neve sulle montagne che avvolgono il
circuito in uno scenario da fiaba, gente intirizzita in tribuna, la pista con tante macchie di
bagnato e una Mercedes (quella di Rosberg) che
torna ai box sul carroattrezzi. È la fotografia delle qualifiche del GP d’Austria, in cui Lewis Hamilton e Nico Rosberg, 1° e 2°, sono finiti fuori
nel giro conclusivo senza però perdere la leadership, in una giornata in cui tanti «grandi» hanno
sbagliato. Salvo uno: Sebastian
Vettel. Il quale, con la Ferrari, ha
IL NUMERO
ottenuto il 3° tempo sprizzando
gioia come se avesse vinto. Due i
motivi. Il primo è che la rossa c’è e
potrebbe vincere. Il secondo è che
i piloti Mercedes, ai quali conta di
mettere pressione al via, potrebbero sbagliare pure in gara. Fanta- Le vetture con
sia? Sì, ma Vettel ha spesso realiz- motore della Stella
zato progetti impossibili, con branei primi 6 posti
vura e anche fortuna.

SPERANZA Vettel sostiene che la
Mercedes sia ancora in vantaggio.
Però, da stratega, sa che se riuscisse a transitare secondo alla prima
curva, la corsa potrebbe prendere
una piega tutt’altro che scontata.
Quindi il via sarà decisivo. Accanto a lui ci sarà il formidabile Massa
sulla Williams, più indietro due
candidati al Cavallino, l’ecceziodella griglia
nale Hülkenberg (solo lui poteva
portare al 5° posto la Force India!)
CERTEZZA È uno che crede alle a Zeltweg
e il flemmatico Bottas. Quindi una
sue visioni, le coltiva, le materializza. La Ferrari, rivitalizzata dal motore, con lui coppia di giovani bravissimi: Verstappen strepiè andata fortissimo anche nei pochi giri del mat- toso 7° con la Toro Rosso e Kvyat 8° con la Red
tino sul bagnato. Così, pur avendo totalizzato Bull. Poi ancora Nasr e Grosjean.
meno chilometri per i guai di venerdì, Seb non
ha avuto problemi a prendersi la seconda fila, PENALITÀ Ma ora passiamo alle penalità, ovvero
con un distacco di 4 decimi da Hamilton e 2 da al ridicolo della Fia. Riassumiamo: le due Red
Rosberg. Una prestazione notevole, arpionata Bull (Ricciardo è 14°) scatteranno 10 posizioni
con sicurezza nelle condizioni peggiori di ade- più indietro per il nuovo motore, le McLarenrenza, senza errori. Quelli fatali a Hamilton che Honda di Alonso (15°) e Button (17°) arretrerancercava l’exploit e soprattutto a Rosberg, che ne- no di 25 posizioni per aver cambiato ogni cosa,
gli intermedi stava battendo il compagno, salvo come dire che partiranno da…Vienna. Ma poipoi fallire sul più bello. Un colpo duro al morale. ché la griglia è troppo corta, sconteranno le posi«Ho spinto troppo», ha detto Lewis. «È stato un zioni residue con soste ai box. La Fia ha dimentiazzardo», ha spiegato Nico. «E io non sono riu- cato una flagellazione pubblica e un rogo purifiscito a scavalcarli perché i piloti coi motori Mer- catore, poi c’è tutto. Grottesco. E ci si chiede percedes hanno sempre qualcosa in più, ma in gara ché la gente non ama più la F.1?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
posso essere molto vicino», ha chiuso Vettel.

5

Lewis Hamilton, 30 anni: il leader iridato ha messo a segno la 45a pole position della sua carriera EPA

CENTRATO UN ALTRO RECORD

L’inglese re delle qualifiche: 45 volte 1° in 21 circuiti
● Con la pole ottenuta ieri al
GP Austria, la 7a stagionale,
Lewis Hamilton mette a
segno un nuovo record:
salgono infatti a 21 i differenti
GP in cui l’inglese è riuscito
ad ottenere almeno una pole

position (con quella di ieri sono
45 in carriera). Stacca così Alain
Prost e Sebastian Vettel a 20,
mentre Michael Schumacher è
un gradino sotto, a 19, e più in
basso ancora (con 18) c’è Ayrton
Senna. Degli altri piloti in attività

Alonso staziona a 14 dal 2012,
Raikkonen e Rosberg si trovano
a 13, Massa a 11 e Button a 7. In
questa stagione Hamilton ha
sfatato tre tabù: Bahrain,
Monaco e Austria.
Giovanni Cortinovis

GLI IMPREVISTI

Doppietta, ma con errori...
Nico: «Dovevo rischiare»
1Entrambi i piloti

di Stoccarda k.o.
nel finale. L’iridato
fuori per colpa del
brake by wire

Mauro Casadio
INVIATO A ZELTWEG

«U

na situazione surreale» secondo Toto
Wolff. «Una cosa mai
vista» per Niki Lauda. I tifosi
chiedono più spettacolo e la
Mercedes risponde presente,
suo malgrado. Stoccarda mette
in cascina l’ennesima doppietta
dell’era ibrida, ma entrambi i
piloti finiscono k.o. nel finale.
Lewis Hamilton, alla pole numero 45 in carriera (eguagliato
Vettel), si gira alla prima curva.
Nico Rosberg, per non essere da

meno, va dritto all’ultima. Traditi da un circuito veloce quanto difficile, dove sbagliare è
molto semplice.
RISCHIO Rosberg si mangia le
mani per l’occasione persa:
«Semplicemente ho frenato
troppo tardi. Peccato, perché
ero perfettamente in linea col
tempo di Lewis. Dovevo rischiare, è andata male. Domani (oggi; n.d.r.) dovrò partire alla
grande, altrimenti sarà dura
sorpassare». Le statistiche arrivano in soccorso di Nico: solo il
venticinque per cento delle volte chi è partito davanti nel GP

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Nico Rosberg, 29, esce di pista dopo aver cercato il giro veloce in Q2 COLOMBO

d’Austria ha poi vinto la gara.
STATO DI GRAZIA Dall’altra
parte, a Hamilton sta andando
davvero tutto bene: anche se
sbaglia si ritrova in pole: la 7a
del 2015 (su 8). L’anno scorso
qui in Austria aveva fatto un errore simile e si era ritrovato 9°
in griglia… «Sono stato fortu-

nato — ammette Lewis —, ma
anche bravo a piazzare prima
un buon giro. L’errore? Dobbiamo capire da cosa è stato causato». C’è chi ipotizza un problema al sistema frenante brake by
wire. Ma la sostanza non cambia: 45 pole, come Vettel.
«Avrei preferito rinunciare a
qualche sabato davanti e avere

gli stessi titoli mondiali». Nel
mirino ora c’è Senna (65). Se
continua così, è molto probabile che in meno di due anni lo
raggiunga. Intanto può dire di
essere il primo inglese, 39 anni
dopo James Hunt, ad aver firmato la pole in Austria. Se Hamilton sta attraversando un periodo d’oro (in tutti i sensi, visto
il contratto appena firmato),
cosa dovremmo dire della Mercedes? Impressionante: 26a pole su 27 nell’era ibrida, 19 partenze consecutive davanti (il record di 24 della Williams 199293 è sempre più vicino). Però la
gara è la gara, e potrebbe non
essere completamente in discesa. Lo sanno bene a Stoccarda.
Wolff avverte che «la Ferrari ha
un gran passo», Lauda aggiunge che «la Williams è al livello
della rossa, ed entrambe sono
da tenere d’occhio».
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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

23

IL VIA ALLE 14 DIRETTA SU SKY SPORT F1 HD, DIFFERITA ALLE 18.35 SU RAI2
3ª FILA

4ª FILA

HAMILTON

1ª FILA

VETTEL

2ª FILA

HÜLKENBERG

VERSTAPPEN

GROSJEAN

ERICSSON

PEREZ

KVYAT*

STEVENS

ALONSO***

Mercedes

Ferrari

Force India-Mercedes

Toro Rosso-Renault

Lotus-Mercedes

Sauber-Ferrari

Force India-Mercedes

Red Bull-Renault

Manor Marussia-Ferrari

McLaren-Honda

5

44
1 1’08’’455

33

27

3 1’08’’810

5 1’09’’278

7 1’09’’612

5ª FILA

6ª FILA

8

7ª FILA

9

9 1’09’’920

8ª FILA

11

15 1’09’’694

10ª FILA

14

28

26

13 1’12’’522

11 1’10’’426

9ª FILA

17 1’15’’368

19 1’10’’736

Media:
227,501 km/h

ROSBERG

MASSA

BOTTAS

NASR

MALDONADO

SAINZ

RAIKKONEN

MERHI

RICCIARDO**

BUTTON****

Mercedes

Williams-Mercedes

Williams-Mercedes

Sauber-Ferrari

Lotus-Mercedes

Toro Rosso-Renault

Ferrari

Manor Marussia-Ferrari

Red Bull-Renault

McLaren-Honda

19

6
2 1’08’’655

77

4 1’09’’192

6 1’09’’319

12
8 1’09’’713

13
10 1’10’’374

55

7

12 1’10’’465

14 1’12’’867

98
16 1’14’’071

22

3
18 1’10’’482

20 1’12’’632

*5° motore: retrocesso di 10 posti ** 5° motore: retroc. 10 posti più 5” penalità al pit stop ***5° motore, Mgu-H e turbo: retroc. 25 posti più drive-through **** 5°motore, 6°turbo ed Mgu-H: retroc. 25 posti più 10” stop and go
METEO: NUVOLOSO, TEMPERATURA DI CIRCA 17°

«Sono imprendibili
Ma li attacco al via
e spero in un aiuto»

I TEMPI
QUALIFICHE 1
1. ROSBERG
2. SAINZ
3. VETTEL
4. VERSTAPPEN
5. HÜLKENBERG
6. MALDONADO
7. GROSJEAN
8. MASSA
9. BOTTAS
10. RICCIARDO
11. NASR
12. KVYAT
13. HAMILTON
14. ERICSSON
15. ALONSO
ELIMINATI:
16. PEREZ
17. BUTTON
18. RAIKKONEN
19. MERHI
20. STEVENS

1Vettel: «Ascolto “Help” dei Beatles, ne ho bisogno...

Per la gara, in generale, sono contento della Ferrari»
Luigi Perna
INVIATO A ZELTWEG (AUSTRIA)

A

vrebbe bisogno di un aiuto. Magari divino. E infatti ci scherza su. Gli
chiedono quale canzone stesse
ascoltando per caricarsi, quando indossava le cuffie prima di
salire in macchina, e lui risponde: «Help dei Beatles. Ne ho bisogno, visto che questi due – indicando i piloti Mercedes – sono
sempre troppo veloci». E sì che
Sebastian Vettel, per chi non lo
sapesse, è davvero un fan sfegatato della musica dei quattro favolosi ragazzi di Liverpool, ma
quella di ieri era solo una battuta per fotografare il momento.
Un altro sabato da seconda fila,
senza poter rompere le scatole
ai rivali di Stoccarda, nonostante la bravura e gli sforzi. «Mi sarebbe piaciuto infilarmi fra le
due Mercedes, ma per ora il divario è ancora troppo grande»,
ammette il quattro volte iridato
della Ferrari, riuscito nell’«impresa» in Malesia e Bahrain.
MARTELLO Un pizzico di disappunto e niente da rimproverarsi. Vettel ha messo insieme

un’altra qualifica perfetta – lui
che sul giro singolo ha una velocità seconda forse solo a quella
di Lewis Hamilton, ma una freddezza maggiore – finendo a soli
3 decimi dalla pole position.
Mentre il compagno Kimi
Raikkonen si perdeva subito,
vittima delle sue amnesie, il tedesco ha inanellato prestazioni
sempre più veloci, fino all’ultimo tentativo in cui è sceso a
1’08”810. Non abbastanza però,
contro lo strapotere delle Frecce
d’argento. «Abbiamo provato
tutto, ma il terzo posto era il
massimo possibile per noi –
spiega Vettel –. Loro, ancora
una volta, hanno tirato fuori
qualcosa in più. Dobbiamo cercare di essere più vicini, se vogliamo batterli, c’è ancora del
lavoro da fare. Ma in generale

IL TERZO POSTO
IN QUALIFICA ERA
IL MASSIMO PER NOI:
C’È ANCORA DEL
LAVORO DA FARE
SEBASTIAN VETTEL
PILOTA FERRARI

sono contento della macchina
per la gara».
POLTRONA PER DUE Al suo fianco, mentre parla, c’è Hamilton
che si crogiola per la pole numero 45, con la quale eguaglia proprio il tedesco. E Seb, scherzando, gli dà una spallata, come per
dire: «Ehi, fatti più in là». Ma
Lewis ammette che preferirebbe avere gli stessi Mondiali del
ferrarista. «Io invece voglio avere entrambi – replica divertito
Vettel –. Perciò, anche se ora mi
ha raggiunto, mi sto dando da
fare per tornare davanti». Nel
frattempo c’è una gara da correre al Red Bull Ring, tempio dei
suoi ex tifosi, e una speranziella
da coltivare per Seb, che ieri è
andato in visita nel motorhome
del suo vecchio pigmalione Dieter Mateschitz, perché l’amore
per la rossa non fa dimenticare
di colpo quattro titoli. Si può ripetere la vittoria della Malesia?
«Noi siamo sempre pronti, sempre in lotta, e crediamo nelle nostre possibilità. Finora è stato
difficile, perché loro (la Mercedes; n.d.r.) sono terribilmente
veloci. Ma ci riproveremo – assicura Vettel –. Di solito, come abbiamo già visto quest’anno, le

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1’10”976
1’11”158
1’11”184
1’11”307
1’11”319
1’11”661
1’11”821
1’11”830
1’11”894
1’11”973
1’12”001
1’12”092
1’12”218
1’12”388
1’12”508
1’12”522
1’12”632
1’12”867
1’14”071
1’15”368

QUALIFICHE 2
Sebastian Vettel, a caccia della 1a vittoria in carriera in Austria COLOMBO

qualifiche sono un’altra cosa rispetto alla gara, speriamo di essere più vicini e potergli mettere
pressione. La partenza sarà fondamentale. E io attaccherò».
BLITZ? A guardarlo potrebbe
esserci anche il presidente Sergio Marchionne, che aveva già
fatto un blitz due domeniche fa
in Canada. Conferma di un momento importante della stagione per la Ferrari. E Vettel, che
ieri mostrava orgoglioso ai meccanici una Kawasaki d’epoca appena acquistata, spera che miss
Eva, come ha ribattezzato la sua
SF15-T, oggi gli faccia un regalo: «La macchina mi dà fiducia,
questo ci aiuterà». Mentre
Raikkonen, che partirà 14° per
le retrocessioni di Kvyat, Ricciardo, Alonso e Button, è obbligato a una rimontona. Servirebbe a riscattarsi e forse a tenersi
stretto il sedile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

clic
L’ULTIMO SFIZIO DI SEB
UNA KAWASAKI H1 500
CHE INCANTA I BOX

1. ROSBERG
2. HAMILTON
3. VETTEL
4. BOTTAS
5. HÜLKENBERG
6. VERSTAPPEN
7. NASR
8. MASSA
9. GROSEJAN
10. KVYAT
ELIMINATI:
11. MALDONADO
12. ERICSSON
13. SAINZ
14. RICCIARDO
15. ALONSO

1’08”634
1’09”062
1’09”392
1’09”598
1’09”604
1’09”631
1’09”652
1’09”719
1’09”920
1’10”187
1’10”374
1’10”426
1’10”465
1’10”482
1’10”736

QUALIFICHE 3
● Il nuovo ingresso nel
garage di Sebastian Vettel?
Una Kawasaki H1 500 del
1973. Si tratta di una delle
moto più performanti e
«cattive» di tutti gli anni ‘70.
La Mach III dalla livrea verde
va a fare compagnia nel
garage di Seb alla BMW R 100
dei primi anni ‘80.

1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.

HAMILTON
ROSBERG
VETTEL
MASSA
HÜLKENBERG
BOTTAS
VERSTAPPEN
KVYAT
NASR
GROSEJAN

1’08”455
1’08”655
1’08”810
1’09”192
1’09”278
1’09”319
1’09”612
1’09”694
1’09”713
-

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24

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

Formula 1 R GP Austria

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

Kimi, così proprio non va
Ora dà la colpa al muretto

1Raikkonen sbaglia e sbotta
dopo le qualifiche: «Che sabato
di m... I tecnici mi hanno
mandato in pista troppo tardi»

25

TACCUINO
MONDIALE ENDURO

E2, Salvini terzo
● (d.a.) Nella prima giornata
della 5a prova del Mondiale
Enduro a Rovetta (Bg) vittoria
in E1 con Eero Remes (TM). In
E2 doppietta francese con
Pela Renet (Husqvarna) su
Antoine Meo (Ktm). Nella E3 1°
Matthew Phillips (Ktm). Alex
Salvini (Honda) 3° in E2.

GP2

Domina Vandoorne
● (an.gat.) Stoffel Vandoorne
domina gara-1 a Zeltweg
davanti a Sirotkin e Lynn ed è
leader con 143 punti. Solo 15°
Raffaele Marciello. Oggi alle
10.35 in programma gara-2
(diretta Sky Sport F1 HD).

GP3

Doppietta italiana
● (an.gat.) Luca Ghiotto
primo in GP3 a Zeltweg. Gran
giornata per gli italiani con
Antonio Fuoco che è arrivato
secondo: il calabrese della

al finlandese, in un momento
delicato per il suo futuro con la
Ferrari. Pur sottolineando con
durezza: «Potevamo essere in
seconda fila con due piloti. Ma
non mi sento di dire chi abbia
sbagliato e chi no».

Luigi Perna
INVIATO A ZELTWEG (AUSTRIA)

D

ormita del pilota o errore
del box? La cosa strana è
che i guai capitano sempre a Kimi Raikkonen. Mentre il
compagno di squadra Sebastian
Vettel azzanna un’altra seconda
fila in qualifica dietro alle Mercedes, con il solito giro perfetto,
lui si perde negli attimi finali di
una prima sessione cominciata
sull’umido e terminata su una
pista che andava sempre migliorando, rimanendo subito
escluso dai giochi. «Pensavo di
avere un altro giro a disposizione, invece non era cosi. È un sabato di merda», ha reagito a caldo Raikkonen. Il quale negli ultimi tempi sembra più Fireman
che non Iceman.
DISTRATTO Il rinnovo del contratto che slitta può essere un
elemento di nervosismo, ma
non è tutto. In realtà Kimi ha già
dimostrato in molte occasioni
quest’anno di non essere abbastanza scaltro nei momenti decisivi delle qualifiche. Per esempio in Malesia, quando rimase
indietro ad alcune vetture più
lente, ritrovandosi fuori dal Q3.
Oppure a Montecarlo, quando il
team principal Maurizio Arrivabene ebbe a notare: «Kimi si distrae troppo. Come compito a
casa gli farò scrivere cento volte: “Devo migliorare nelle qualifiche”». Quello di ieri a Zeltweg sembra l’ennesimo episodio della serie. Stavolta, almeno ufficialmente, Arrivabene
non ha voluto tirare le orecchie

DELUSIONE ROSSA
Kimi Raikkonen, 35 anni, al termine
delle qualifiche: è solo 14° EPA

NERVI Raikkonen, al contrario,
se l’è presa decisamente con gli
uomini al muretto. Lamentandosi di un errore di comunicazione. «Il team mi aveva detto
che avrei avuto a disposizione
tre giri cronometrati – ha spiegato il finlandese nel suo linguaggio criptico –. Ma mi hanno mandato in pista troppo tardi, perciò non c’era più tempo
per farli. Nessuno però mi ha
avvertito. E quindi ho perso un
giro completamente. C’è stato
uno sbaglio che ha fatto una
grossa differenza». Kimi, pensando di avere un giro in più, ha
rallentato nel suo secondo tentativo, trovandosi fregato.

MUSO CORTO MCLAREN,
IL DEBUTTO È POSITIVO
(g.p.) Debutto positivo del muso corto della
McLaren. Con la sola versione disponibile,
Fernando Alonso è approdato in Q2. La soluzione
sembra una fotocopia del muso corto adottato
dalla Red Bull sulla RB11 in Spagna. A Silverstone,
poi, arriveranno un telaio più leggero e una
nuova ala anteriore. Novità anche da Williams e
Toro Rosso: la prima con cofano motore, fondo
scalinato e ala posteriore nuovi, la seconda con
un’inedita sospensione posteriore e prese dei
freni. In casa Red Bull, bocciata la nuova ala
anteriore di scuola Mercedes provata da Kvyat.

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RIl rinnovo slitta,

Iceman è nervoso.
Arrivabene: «Non
mi sento di dire chi
ha fatto l’errore»

Quando se n’è reso conto, ha
chiesto via radio: «Allora?». La
risposta è stata: «Sei diciassettesimo». Al che si è infuriato:
«Ma come c…o è possibile?».
KIMI FAI? Si vede che Raikkonen, alla fine 18°, fatica ancora
a capirsi con i tecnici di Maranello. E dire che quest’anno gli
hanno messo accanto, come ingegnere di pista, l’inglesissimo
Dave Greenwood. Ma evidentemente non basta. L’ermetico Kimi tritura tutti: ci sono già passati Antonio Spagnolo e David
Lloyd. Tuttavia, nonostante Ki-

mi si difenda, le colpe principali
restano sue. Perché non ha fatto
subito il tempo come Vettel?
Possibile che al 1° giro si sia beccato 1”7 dal compagno, nonostante la pista fosse più veloce?
E perché non ha provato comunque a tirare anche nel suo
2° giro, visto che rischiava
l’esclusione? La reazione nei
confronti del team è il segnale
di una spaccatura. È chiaro che
il sedile di Raikkonen non è più
così saldo, dopo il testacoda costato il podio in Canada, seppure per ora resti favorito per il
2016. Certo non sarà facile ripetere l’operazione Vettel, liberando Daniel Ricciardo dal contratto a lungo termine che lo
blinda con la Red Bull. E neppure portare in rosso Valtteri Bottas, pupillo di Toto Wolff in orbita Mercedes. Finirà che la Ferrari scommetterà su un pilota a
sorpresa, magari del vivaio?
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonio Fuoco, 19 anni IPP
Driver Academy martedì
girerà con la Ferrari SF15-T
nei test F.1.

MONDIALE TURISMO

Muller davanti a tutti
● (an.gat.) Yvan Muller
(Citroën C-Elysee) in pole
(2’03”736) allo Slovakia Ring
che ospita il sesto round del
Wtcc. Secondo il compagno di
team Josè Maria Lopez,
leader del Mondiale.

EURO F3

Leclerc 1° a Spa
● (an.gat.) Charles Leclerc
vince gara-1 dell’Euro F3 a Spa
e strappa la leadership ad
Antonio Giovinazzi costretto al
ritiro. Nella seconda manche
vince Dennis con Giovinazzi 9°.

F4 TEDESCA

Schumi jr. è 15°
● A Spa Joel Eriksson vince
gara-1. Mick Schumacher è 15°
nonostante la frattura alla
mano rimediata nell’incidente
in gara-2 a Zeltweg.

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26

Superbike R Mondiale a Misano

DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

Maestro Max fai la storia

1Biaggi ottimo 5° in una Superpole da record: oggi proverà a salire sul podio

Sykes risorge e beffa l’Aprilia di Haslam e la Ducati di Giugliano. Il leader Rea è 4°
1

2

LA GUIDA
Alle 10.30 si parte
Diretta su Italia1
ed Eurosport

3

Paolo Gozzi
MISANO ADRIATICO (RIMINI)

I

l ritorno del vecchio leone ha messo il sale
sulla coda a tutti. L’Aprilia è tornata magicamente a volare, la Ducati ha acciuffato la
prima fila con il dolorante Davide Giugliano e
perfino Tom Sykes già fuori dai giochi Mondiali
ha ritrovato la vena acciuffando la 27a Superpole balzando dall’11a posizione della qualifica.
7 CENTIMETRI A 44 anni Max Biaggi ha già vinto
prima di partire. Dominando le sessioni del venerdì e acciuffando la seconda fila sta dimostrando che la classe non evapora, i ragazzotti di
oggi hanno ancora tanto da imparare da questo
campionissimo dal fisico d’acciaio. Biaggi, mai
stato un drago nel giro tutto-o-niente, ha superato di slancio lo scoglio più difficile del week
end arrivando ad appena 249 millesimi dallo
specialista Sykes. Che costretto a passare dalla
Superpole 1 ha pure avuto il (grande) vantaggio
di saggiare in anticipo la copertura speciale.
Max ha «rischiato» di fare lo scherzetto perfino
al cannibale Jonathan Rea che sta dominando il
Mondiale dall’alto di 10 vittorie (e 4 secondi...)
in 14 gare: appena 4 millesimi tra i due, pari a 7
centimetri di pista.

MISSIONE PODIO Max scatterà dal centro dello in contropiede la Ducati, che resiste col solo Daschieramento, senza il rischio di trovarsi imbot- vide Giugliano attaccato coi denti alla prima fitigliato alla partenza. Il podio è un ragionevole la. «La botta di venerdì mattina è stata più doloobiettivo, ma a questo punto niente è impossibi- rosa di quanto mi aspettassi, ho molto dolore alle. Rea e soci dovranno spingere allo spasimo la coscia destra e all’inguine, ogni cambio di diper evitare l’onta di un trionfo del nonnetto da rezione è una sofferenza» racconta il 25enne
corsa. Tra un giro record e l’altro Biaggi sta dan- romano come Biaggi. «Dobbiamo risolvere qualdo una spinta decisiva allo sviluppo Aprilia. Le- che problema tecnico che ci assilla. Qui è con
on Halsam si era spento dopo il successo al de- noi anche Gigi Dall’Igna (direttore delle corse,
butto in Australia, qui ha ritron.d.r.), sono convinto che ci favato slancio copiando le indiremo trovare pronti». L’altra
cazioni del papà della RSV4:
rossa si è fermata per un guaIl Corsaro a un
Max appunto. «Il suo ritorno ci
sto al sensore del cambio, imsoffio
dai
primi:
i
sta dando una mano a risolvere
pedendo a Chaz Davies di lansuoi rivali costretti ciarsi nel giro buono (11°, 4° fii problemi che stavamo soffrendo» ha ammesso il figlio
la). Il gallese è dietro all’ottimo
a spingere
d’arte britannico, 2°. Sono
Michele Pirro, tester MotoGP
al
massimo
spuntate le ali anche all’acerbo
subentrato in corsa alla wild
spagnolo Jordi Torres, 6° in
card Luca Scassa, fuori causa
scia al capobranco. «Al via cerper la frattura della clavicola
cherò di seguire Biaggi così potrò migliorare nei destra già dopo venerdì mattina. Le italiane produe-tre punti della pista dove sento di pagare veranno a fermare la corsa della Kawasaki che
ancora qualcosa». Romano Albesiano, direttore finora ha lasciato le briciole, 12 centri contro
di Aprilia Corse, pensa in grande «È stata una uno a testa di Aprilia e Ducati. Ma più di Sykes
qualifica spettacolare, bravissimi i nostri tre pi- preoccupa il solito Rea, implacabile come ritmo.
loti. Biaggi ha un buon passo, può stupire anche Se fosse una domenica normale il pronostico sain gara»
rebbe scontato, ma oggi c’è Biaggi che può cambiare la storia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
SOFFERENZA Nel derby italiano, Noale ha preso

R

● 1. Max
Biaggi, 43
anni, in sella
all’Aprilia
RSV4 RF sul
circuito di
Misano: per lui
un ottimo 5°
posto ● 2.
Tom Sykes, 29
anni: il pilota
della Kawasaki
partirà dalla
prima
posizione ● 3.
Il podio delle
qualifiche: da
sinistra
Haslam (2°),
Sykes e
Giugliano (3°)
ALEX PHOTO/IPP

DOPO LE QUALIFICHE

CROSS IN GERMANIA

«Gap minimo, un tempo mi sarei arrabbiato»
1Il romano: «Ho perso all’inizio quel mezzo

cinque-sei avessero forato,
adesso ne basterebbero quattro. Non penso alla vittoria, solo all’aereo che devo prendere
dopo la gara per tornare a casa».

decimo che valeva la 1a fila. Non penso alla
vittoria, ma all’aereo per tornare a casa»
MISANO

A

i suoi tempi, cioè tre anni fa, c’erano due gomme supersoffici per la
qualifica, adesso con una sola
ogni errore è una sentenza.
Max Biaggi è stato perfetto. O
quasi. «Avrei dovuto fidarmi
subito della gomma, non dopo
3-4 curve» racconta il vecchio
campione accerchiato da una
selva di microfoni, come ai bei
tempi. «Ci ho lasciato quel
mezzo decimo che mi avrebbe
portato in prima fila. Il distacco da quelli davanti è davvero
infinitesimale, quando correvo
mi sarei un po’ arrabbiato.
Adesso non più, va bene anche
così». Con 38 millesimi in meno sarebbe stato 2°: pazienza.
«Venerdi è stata una giornata
che non scorderò, sabato è an-

COSÌ AL VIA-SBK
1. Sykes (GB-Kawasaki) 1’34”214;
2. Haslam (GB-Aprilia) 1’34”428;
3. Giugliano (Ita-Ducati) 1’34”442;
4. Rea (GB-Kawasaki) 1’34”459;
5. Biaggi (Ita-Aprilia) 1’34”463;
6. Torres (Spa-Aprilia) 1’34”551;
7. A. Lowes (GB-Suzuki) 1’34”811;
8. Badovini (Ita-Bmw) 1’34”881;
9. Guintoli (Fra-Honda) 1’35”061;
10. Pirro (Ita-Ducati) 1’35”139;
11. Davies (GB-Ducati) 1’35”473;
12. Baiocco (Ita-Ducati) 1’35”862;
13. Mercado (Arg-Ducati) 1’35”285;
14. Canepa (Ita-Ducati) 1’35”464;
15. Van der Mark (Ola-Honda)
1’35”642; 16. Reiterberger (GerBmw) 1’35”658; 17. Ramos (SpaKawasaki) 1’36”205; 18. Camier
(GB-MV Agusta) 1’36”247; 19. De
Puniet (Fra-Suzuki) 1’36”282; 20.
Salom (Spa-Kawasaki) senza
tempo.
MONDIALE PILOTI
1.Rea (GB-Kawasaki) 330 punti;
2. Sykes (GB-Kawasaki) 206;
3. Haslam (GB-Aprilia) 199;
4. Davies (GB-Ducati) 184;
5. Torres (Spa-Aprilia) 131,
6. Guintoli (Fra-Honda) 113;
7.Baiocco (Ita-Ducati) 88;
8. Vd Mark (Ola-Honda) 85;
9. Mercado (Arg-Ducati) 85;
10. A. Lowes A (GB-Suzuki) 80;
11. Giugliano (Ita-Ducati) 73;
12. Badovini (Ita-Bmw) 63.
MONDIALE COSTRUTTORI
1. Kawasaki 340 punti; 2. Ducati
232; 3. Aprilia 216; 4. Honda 139;
5. Suzuki 90; 6. Bmw 73;
7. MV Agusta 40; 8. EBR 4.
COSÌ AL VIA-SUPERSPORT
1. Cluzel (Fra-MV Agusta) 1’37”482;
2. Sofuoglu (Tur-Kawasaki)
1’37”955; 3. Jacobsen (Usa-Honda)
1’38”066; 4. Zanetti (Ita-MV
Agusta) 1’38”658.
IL PROGRAMMA
8.40-8.55 warm up; 10.30
Superbike gara-1; 11.40
Supersport; 13.10 Superbike gara2; 14.15 Coppa del Mondo
Stock1000.
IN TV
Diretta Italia1 ed Eurosport: ore
10.30 gara-1 Sbk; 11.40 Supersport;
13:10 gara-2 Sbk. Su Italia2 ore
14.15 Coppa del Mondo Stock1000

data comunque molto meglio
di quanto mi aspettassi». Ventisei anni dopo il debutto, Max è
tornato un pilota vero che sa
ancora emozionarsi: «Un po’
si, lo ammetto. E dire che sono
sempre stato un tipo freddo. La
Superpole è stato il momento
più teso, una piccola sbavatura
poteva mandare tutto in fumo.
Ce l’abbiamo fatta.»
OGGI Adesso arriva l’esame
più duro, le due gare da 21 giri
(88 km ciascuna). «Al via vedrò la pista in ripidissima salita, non sarà facile tenere il ritmo. Poi il finale potrebbe essere in discesa, ma solo per quelli
davanti...». Biaggi finge di non
sapere che l’intervallo è stato
accorciato, ci sono solo 50’ tra
il primo arrivo e la ripartenza.
«Davvero? Mica ci avevo pensato. Da commentatore tv ci

Biaggi ai box con Romano Albesiano (a destra) capo di Aprilia Racing ALEX PHOTO

6

● i Mondiali vinti da Biaggi
in carriera: quattro (1994, 1995,
1996 e 1997) nella classe 250
cmc e due in Superbike
(2010 e 2012).

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avevo fatto poco caso, tra una
gara e l’altra mi facevo una
passeggiata nel paddock. Stavolta tocca a me, ci sarà pochissimo tempo per tirare il fiato». Max continua a non sentirsi in gioco per la vittoria: «Venerdi avevo detto che avrei
potuto farci un pensierino se

Caviglia rotta
per Nagl
Cairoli è 11°

PREVISIONE Su come andrà
non ha il minimo dubbio. «C’è
uno storico che parla. Rea le ha
vinte quasi tutte, ha un vantaggio abissale in classifica ma si
sta impegnando sempre al
massimo. Cade, si rialza, recupera e vince. E’ anche il più
bravo come strategia, corre
con la testa. Comunque tanti
hanno un passo velocissimo, si
sono svegliati adesso...». La
Superbike nel 2015 sta impazzendo coi grandi ritorni: il primo è stato Troy Bayliss (a 46
anni) per due gran premi ad
inizio stagione da riserva Ducati. «Erano sette anni che non
correva, ma è andato forte. In
gara era vicino ai primi, poi è
crollato fisicamente». Biaggi si
è preparato con il solito puntiglio, non gli accadrà.
p.g.

● (m.z.) Doveva essere
l’occasione per allungare in
classifica e invece per Max
Nagl il GP di casa è stato
disastroso già nella prima
giornata. Nelle prime battute
della manche di
qualificazione il leader della
MXGP è stato urtato da un
concorrente che gli ha
procurato la frattura della
caviglia destra, che lo ha
costretto al ritiro e che
probabilmente avrà bisogno
di essere ridotta a livello
chirurgico. Un duro colpo
per il tedesco, che anche lo
scorso anno ha
compromesso il campionato
con un incidente, che lascia
un’altra porta aperta nella
corsa al titolo. Antonio Cairoli
(Ktm) ha superato l’esame in
pista dopo le intense cure a
cui si è sottoposto per
risolvere al meglio
l’infortunio a mano e braccio
sinistri, riuscendo a chiudere
11° la manche vinta da Evgeny
Bobryshev (Honda).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Ciclismo R In Francia

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

27

Contador in formato Tour

1Alla Route du Sud duello vibrante sui Pirenei con Quintana: il re del Giro accelera
in salita e sferra il colpo decisivo in discesa, il colombiano sconfitto polemizza
Claudio Ghisalberti

Così il 2015
dei Fab Four

Q

uestione di classe...e di
lingua. A due settimane
dal via del Tour de France, sabato 4 luglio da
Utrecht, il faccia a faccia pirenaico tra Alberto Contador e
Nairo Quintana fa rumore: prima e durante, ma ancor più dopo la tappa. Un rumore che sicuramente si farà sentire anche
nella Boucle. Lo spagnolo re del
Giro attacca e vince. Il colombiano controlla e insegue, perde e poi fa polemica.

ALBERTO CONTADOR
Nel 2015 conta 43 giorni di
gara con 3 vittorie, tra cui il
Giro d’Italia

FLASH BACK La terza tappa
della Route du Sud, l’unica di
vera montagna di questa breve
corsa a tappe, 181 km tra Izaourt e Bagnères-de-Luchon, era
molto attesa. Tre gran premi
della montagna di prima categoria, l’ultimo dei quali il Port
de Balés. Una montagna che
Contador conosce alla perfezione. Quindicesima tappa del
Tour 2010: Andy Schleck è in
maglia gialla con 31” su Alberto. Lo spagnolo attacca, Andy
contrattacca ma quando ormai
è quasi in cima sbaglia una
cambiata, la catena scende,
s’aggroviglia. Errore. Contador
va. La tappa se la prende Voeckler ma lui per 8 secondi strappa
la maglia al rivale. Però molti lo
criticano, l’opinione pubblica è
divisa: episodio di corsa, no
mancanza di fair play. La verità
è la prima, ma quello che più
conta è che Contador trionfa a
Parigi, anche se poi il Tas cancellerà tutto per la vicenda
clenbuterolo.
INTENZIONI CHIARE Che anche qui, in una corsa di avvicinamento al Tour, Contador voglia vincere, a dispetto delle dichiarazioni pubbliche dei giorni scorsi, si capisce abbastanza
presto. Le maglie giallofluo della Tinkoff sono ben schierate in
testa al gruppo lanciato verso la
salita finale. Rogers con una
trenata devasta il gruppo all’inizio del Port de Balés, ma al
traguardo mancano ancora 30
chilometri: 10 di salita, 20 di discesa. Tantissimo, ma ormai la
sfida è lanciata. A 27 dal traguardo il primo affondo di Contador. Quintana lo affianca. Lo
spagnolo prima della vetta accelera altre sei volte, Nairo non
molla un centimetro. Non sta a
ruota, si piazza di lato, ma non
concede mai neppure un cam-

NAIRO QUINTANA
Nel bilancio 35 giorni di corsa
e 2 vittorie: tappa e classifica
della Tirreno-Adriatico

per lunghi tratti sui pedali e indurisce il rapporto, si siede e alleggerisce. Una volta si gira verso sinistra e dice qualcosa al rivale. In cima passa in testa lui:
per coprire i 19,7 km di ascesa
ha impiegato 48’56” (1’10” più
del 2010, ndr), quasi 24 orari e
circa 380 watt medi. Non poco
comunque per non essere lì il
traguardo. Nairo scollina incollato ad Alberto, ma in discesa tira un pochino i freni e ciao.
Nairo Quintana e, sopra, Alberto Contador: lo spagnolo ha
attaccato in discesa e ha vinto con 13” sul colombiano BETTINI

bio. Il giovane francese Latour
prova con coraggio ad andarsene, ma contro quei due non è
giornata.
SUPER ALLENAMENTO Le azioni di Contador non sono veementi, veri e propri scatti per
cercare il colpo del k.o., ma
azioni di allenamento: si alza

RAlberto vince, va in
testa e replica a
Nairo: «Non gli ho
promesso nessuna
vittoria»

GIRO DI SVIZZERA

VINCENZO NIBALI
È il solo dei quattro big a non
aver ancora vinto: ha nelle
gambe 36 giorni di corsa

CHRIS FROOME
È quello che ha corso di meno
(27 giorni) ma ha vinto 5
volte, l’ultima al Delfinato

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA NONA TAPPA

Lutsenko vola
Pinot, altro errore
Oggi crono decisiva

C

on un’impressionante finale il kazako Alexey Lutsenko ha vinto la 7a tappa
del Giro di Svizzera. Il 22enne
dell’Astana non è un corridore
qualunque, tanto che nel 2012,
a soli 20 anni, vinse il mondiale
Under 23 su strada. Ieri in volata non ha avuto nessun problema a battere il belga Jan Bakelants che nei chilometri conclusivi era già in evidente difficoltà a tenergli la ruota. I due
facevano parte di un gruppo di
fuggitivi tra i quali c’erano anche Bennati (poi 5°), Trentin

SCARAMUCCE Contador va, attacca in corsa; Quintana insegue, contrattacca nel dopocorsa. Alberto vince e balza in testa
alla generale, Nairo gli arriva a
13” e polemizza. «La squadra
aveva fatto un gran lavoro —
spiega lo spagnolo — e io volevo rifinirlo». «Ho avuto belle
sensazioni — ribatte lo sconfitto —. Contador ha attaccato
molto forte e io ho potuto rispondere con efficacia. Duran-

te la salita m’ha detto che se
avessi collaborato e gli avessi
dato qualche cambio lui mi
avrebbe lasciato la tappa. Gli ho
risposto che non gli davo il cambio e che nemmeno avrei attaccato. Poi in discesa l’asfalto era
molto rovinato e non valeva la
pena giocarsela, così ho preferito tenere un ritmo più sicuro.
Contador invece ha rischiato
molto scendendo». «No, non è
così — ribatte il vincitore —. Ho
chiesto a Quintana di collaborare, come sarebbe stato giusto
perché c’era Latour in fuga da
andare a prendere, ma non gli
ho promesso nessuna vittoria in
cambio. In discesa ho visto che
perdeva terreno e ho capito che
stringendo un po’ i denti potevo
farcela. Così è stato».
Oggi l’ultima tappa, Revel-Gaillac di 166 km, con 17” a separare Alberto e Nairo: difficile che
la classifica cambi.

Thibaut Pinot, 25 anni EPA

(7°) e Rebellin. Ma le cose più
interessanti, sia in ottica vittoria finale, sia in ottica Tour de
France, sono successe alle loro
spalle. Il francese Thibaut Pinot, leader della generale, per
il terzo giorno consecutivo ha
perso secondi negli ultimi metri. Questione di buchi e di disattenzioni, fatto sta che Pinot
ha lasciato sul piatto altri 3”,
per un totale di 13” scialacquati
in tre giorni. E oggi a Berna c’è
la crono conclusiva, terreno sul
quale il francese non è certo un
drago. Il gallese Geraint Thomas ora è a soli 34” e lo sloveno
Simon Spilak, che ieri ha superato Domenico Pozzovivo, è a
47”. Bruttissimi clienti per Pinot. E 38,4 km sono tantissimi
in una prova contro il tempo.
Per la vittoria di giornata, invece, la lotta dovrebbe essere tra
Cancellara e Dumoulin.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Mareczko bis
in Venezuela
Chicchi battuto
● Un’altra vittoria per Jakub
Mareczko alla Vuelta del
Venezuela. Il neopro’ della
Southeast, già a segno sabato
scorso, si è aggiudicato ad
Altagracia de Orituco la 9a
tappa (191 km) allo sprint su
Francesco Chicchi (AndroniSidermec) e il venezuelano
Enrique Luis Diaz.
● ALTRE GARE Al Giro di
Slovenia la tappa regina va al
beniamino di casa Primoz
Roglic (Adria Mobil), nuovo
leader, davanti a Nieve: 4°
Finetto a 14”, 6°Ulissi a 25”, 7°
Bongiorno a 37”. A La Gileppe,
in Belgio, l’olandese Moreno
Hofland (Lotto NL) vince in
volata la 3a tappa dello Ster
Toer. Guida il tedesco Greipel.

E NIBALI SUDA SULLE DOLOMITI
Mentre Contador e Quintana sono alla Route du Sud, Vincenzo
Nibali in vista del Tour de France ha scelto la stessa tappa di
avvicinamento dello scorso anno. Il siciliano si trova da giovedì
con i compagni dell’Astana in ritiro al Passo San Pellegrino, il
valico a 1908 metri sul livello del mare che divide la Val di Fassa
(Trentino) dalla Valle del Biois (Belluno). Resterà in quota sino a
venerdì, vigilia del campionato italiano con arrivo a Superga,
nel quale sarà al via col chiaro intento di conservare la maglia
tricolore vinta lo scorso anno. FOTO REMO MOSNA

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28

Basket R Finale scudetto: gara-4

1

LE PAGELLE

2

3

di CHIABO

ENERGIA LAWAL
BOMBER SANDERS
LAVRINOVIC DECIDE
NEL BENE E NEL MALE
SASSARI

7
IL MIGLIORE
JEROME
DYSON

8,5
Si può discutere il q.i. cestistico,
ogni tanto fa volare degli Sputnik in
tribuna, ma dà 6 assist nel 1° tempo
e, quando Reggio rimonta, fa 25
punti nella ripresa, 10 nell’overtime.
LOGAN 6L’eroe di gara-3 è
subito carico al tiro ma perde
subito 3 palloni. Finisce con 5
una gara non indimenticabile
che lascia giustamente invece
nelle mani di Dyson.
SOSA 6 Una buona scarica di
adrenalina nonostante i crampi
di gara-3, 7 punti e 2 assist nei
suoi primi 10’. Si ferma lì, poi dà
una mano.
SANDERS 7,5 Quando tira così
è una macchina da guerra: 11
con 3/3 da 3 e 5 rimbalzi al
riposo, ma si fa male a rimbalzo
e non c’è quando Sassari rischia
di perdere la partita. Chiude
anche con 7 rimbalzi
DEVECCHI 6,5 Fa lo stopper,
stavolta su Kaukenas, con
giudizio, e alla fine su Silins
lasciando perdere l’attacco.
LAWAL 7,5 Se non c’è
Lavrinovic davanti domina,
gioca con grande energia, fa il
primo break, la sua presenza a
centro area nel supplementare
è decisiva. 3 stoppate, 6 rimbalzi
offensivi, una energia costante
SACCHETTI N.G. Messo
quando Reggio passa a zona,
gioca solo 5 minuti
BROOKS 6 L’equilibratore
tattico prende 7 rimbalzi ma si
fa rubare quella palla da
Cinciarini che porta, di fatto, la
gara al supplementare
KADJI 6,5 Parte con 5 punti da
ala, poi forza da tre, si riprende
anche difensivamente e poi
sparisce... Comunque 7 rimbalzi
e 3 assist, la gara migliore della
serie.

REGGIO EMILIA 7
IL MIGLIORE
DARJUS
LAVRINOVIC

7,5
Parte con 12 punti in 13’, poi deve
giocare troppo perché senza di lui
non c’è speranza. Gioca 34’ , con lui
il plus minus è +12. Un antisportivo
che lo è solo per il regolamento.
CHIKOKO 6Ci mette voglia ma
stavolta Reggio non può fare a
meno di Lavrinovic e nei suoi
minuti in campo la sua squadra va
sotto di 16.
POLONARA 7 Anche la sua
energia, soprattutto difesa non è
la stessa delle altre partite (vedi la
prestazione di Kadji) ma in attacco
fa il suo dovere come sempre e
alla fine chiude con 6 assist e 7
rimbalzi.
DELLA VALLE 6,5 Soffre in difesa
ma soprattutto non gli entrano i
tiri che avrebbero potuto stendere
Sassari come era stato in gara-3.
Però alla fine fa anche lui cose
importanti nonostante lo 0/7 da
tre.
PINI N.G. Pochi secondi in
campo.
KAUKENAS 6 Sembra il meno
brillante poi però quando c’è da
riaprire la partita, corre come
ragazzino, dà 6 assist, poi chiude
con un tecnico.
SILINS 7 Inizio molto negativo,
poi cresce con la partita ed è un
fattore nel rientro di Reggio con 17
punti tra ripresa e supplementare
compresa la tripla che manda le
squadre al supplementare.
DIENER N.G. Fa una comparsata
dopo l’infortunio ma va ad una
marcia in meno rispetto al resto
della truppa
CINCIARINI 7 Commette degli
errori ma è epico nel momento in
cui Reggio risale da -22 a -7
Prende 7 rimbalzi, ruba la palla
che riapre la gara, è stanchissimo
ma non molla e non fa fallo a 30”
dalla fine su Dyson...

Shane Lawal, 28
anni, con Amedeo
Della Valle (22). Il
pivot della Dinamo
ha chiuso con 10
punti e 14 rimbalzi
CIAMILLO/CASTORIA

1 Cinciarini protesta dopo il fallo fischiatogli su Dyson nel supplementare 2 La delusione di Polonara 3 Sanders: 18 punti poi l’infortunio CIAMILLO

Dal +22 alla paura
Poi Sassari festeggia
con i siluri di Dyson
1La tripla di Silins porta Reggio Emilia al supplementare
dove il playmaker è decisivo e spinge la Dinamo sul 2-2
Luca Chiabotti
INVIATO A SASSARI

B

isogna rassegnarsi, questa finale è così, non finisce mai. Non bastano
vantaggi abissali per chiuderla,
ci vogliono eroismi cestistici per
deciderla, come quelli di Jerome Dyson, in una staffetta ideale con gara-3 decisa da David
Logan, che segna 17 punti negli
ultimi 15’, 10 nel supplementare al quale la Dinamo si costringe dopo aver buttato un +22,
ancorata al suo gioco d’azzardo
fatto di canestri difficili e alley
oop anche in momenti dove si
dovrebbero calmare i ritmi e
vendere cara la palla. Ma va
presa così e Sacchetti non ne fa
un dramma, con molto pragmatismo: «Eravamo 5 punti avanti
con la palla in mano pur essendoci un po’ spenti dopo un break importante prima di due errori madornali: abbiamo perso
palla sulla rimessa e concesso il
tiro da tre a Silins. Il supplementare era sicuramente difficile, c’era un po’ di scoramento,
invece bene o male lo abbiamo
portato a casa. Dyson è stato
bravo ad approfittare del fatto
che Reggio ha raddoppiato
sempre Logan togliendo dalla

partita chi ha deciso gara-3».
PIVOT Sassari è più pronta a ripartire per l’ennesima sfida,
Reggio ha subito bisogno di Lavrinovic per colmare il gap iniziale ed è in grado di passare in
vantaggio (20-21) con Polonara
dopo il 2-9 iniziale. Sanders lascia l’impronta sul primo quarto, Sacchetti cerca di evitare a
Lawal il confronto diretto con
Lavrinovic ed è l’energia del nigeriano a scavare il primo solco
(30-23). Il ritorno al totem lituano viene ammortizzato dalla
Dinamo con un’ottima percentuale da tre (9/16 all’intervallo)
fino al +14 mentre Reggio appare atleticamente meno brillante rispetto a gara-3. Viene
messa sotto a inizio ripresa, ormai per Sassari sembra tutto facile, tocca il +22 quando Dyson
segna anche da 10 metri e sembra che la sfida sia finita al 25’
ma Cinciarini si aggrappa alle
residue energie e Silins si iscrive
alla partita passata la sbornia di
Sanders. Menetti mischia anche
un po’ le zone e come al solito
Sassari ci capisce pochissimo.
Subisce un 12-2 e la Dinamo
pensa di risolvere il problema
lanciando la palla per aria per i
canestri al volo e adesso la Grissin Bon, che sembrava non stare

SASSARI

94

REGGIO EMILIA90
(25-21, 48-36; 68-56, 80-80)
D.T.S.
BANCO SARDEGNA SASSARI:
Dyson 28 (5/10, 5/10), Logan 11
(1/4, 2/7), Sanders 18 (3/6, 4/5),
Kadji 10 (2/5, 1/6), Lawal 10 (4/8);
Sosa 7 (1/3, 1/3), Devecchi 3 (1/1 da
3), B. Sacchetti (0/1, 0/1), Brooks 7
(2/3). N.e.: Formenti, Chessa,
Vanuzzo. All.: R. Sacchetti.
GRISSIN BON REGGIO EMILIA:
Cinciarini 14 (6/15, 0/3),
Kaukenas 9 (4/5, 0/1), Silins 17
(5/6, 2/6), Polonara 16 (4/5, 2/6),
Chikoko 4 (2/3); Lavrinovic 20
(7/11, 1/6), Della Valle 10 (3/5, 0/7),
Pini, Diener (0/1). N.e.: Cervi,
Lavacchielli, Casu. All. Menetti.
ARBITRI: Lamonica, Vicino, Rossi.
NOTE - T.l.: Sas 16/31, RE 13/17. Rim.:
Sas 50 (Lawal 14), RE 40 (Polonara,
Cinciarini 7). Ass.: Sas 15 (Dyson 7),
RE 25 (Cinciarini 8). Prog.: 5’ 13-11,
15’ 36-25, 25’ 63-46, 35’ 76-67. Usc.
5 f.: Kaukenas (con tecnico) 35’48”
(76-69). Ant. Lavrinovic 44’53” (9190). Spett. 5000.

più in piedi, buca gli avversari
con canestri facili in transizione. Dyson si mette in proprio penetrando nell’area intasata, con
Sanders fuori per un problema
alla caviglia. Silins va a prendersi un rimbalzo offensivo, Cincia-

rini toglie la palla dalle mani di
Brooks per il -3 e a 21” dalla fine, ancora Silins pareggia. La
legge del campetto dice che Dyson, che ha segnato gli ultimi 7
punti della Dinamo, vada a fare
l’ultimo tiro, si butta dentro, subisce fallo da Polonara ma non
c’è alcun fischio. E’ overtime.
ANTISPORTIVO Lawal blinda
la sua area, Dyson segna la tripla del +4 al 44’. Ma è solo di
uno il vantaggio della Dinamo a
8” dalla fine sull’ultima rimessa,
Lavrinovic per mandare in lunetta Brooks lo tira per la maglia, è antisportivo, la serie è 2-2
dopo due gare incredibili. «Siamo stati nuovamente incredibili, fantastici - dice Menetti - . Dispiace un po’, i ragazzi hanno
una grande rabbia dentro e va
benissimo: anche se torniamo
da Sassari pari ci fa credere ancora di più in noi stessi. Sono
semplicemente dispiaciuto che
un campione come Lavrinovic
sia stato punito con un tecnico
in gara-3 e oggi con un antisportivo che avete visto tutti: è un
campione vero che al massimo
alza un sopracciglio... Io credo
molto di più alla vittoria di
quando sono partito da Reggio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

fIL PROTAGONISTA

JEROME DYSON

Quando il gioco si fa duro
ci pensa il Pistolero
1Chiude con 28 punti, 25 dopo il riposo (di cui 10 all’overtime)

«Ci eravamo fermati, dovevamo ripartire. E su quell’ultimo tiro...»
Mario Canfora
INVIATO A SASSARI

C’

è poco da scervellarsi
su teorie, disquisire
sull’eccentricità dei
giocatori o altro. La Dinamo è
una squadra totalmente pazza,
fuori controllo, difficile da tenerla a bada, se vogliamo. Non
avendo una condotta di gioco
lineare ha quindi bisogno di
fiammate, di gente che basandosi sull’illuminazione di qual-

che secondo, è capace di tutto
nel bene o nel male. Si tratta di
killer instinct, per dirla all’americana. Non è certo una dote
che si costruisce, o la hai o pazienza. In gara-3 è toccato a
David Logan «ammazzare» la
partita nel momento del baratro, ieri sera sempre quando la
serata sembrava potesse indirizzarsi verso Reggio Emilia,
ecco spuntare Jerome Dyson,
da pistolero vero. Tre punti all’intervallo lungo (frutto di una
tripla nei primi 10’), prima del

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suo crescendo pazzesco, da leader vero e anche un po’ pazzerello. Proprio come Logan,
quando la luce si fa fioca si esalta. Diciotto punti al termine dei
tempi regolamentari, 28 al 45’.
Per un totale, quindi, di dieci
punti (con due pesantissime
triple iniziali, alla fine saranno
5 su dieci tentativi) nel supplementare col pubblico che a fine
gara, nel consueto giro di campo, faceva quasi a botte per abbracciarlo o ricevere da lui il
classico cinque alto.

Jerome Dyson, 28 anni: i 28 punti
massimo stagionale ai playoff CIAM

ESCAPE NBA In Italia, Jerome è
arrivato lo scorso anno. Lo prese Brindisi dall’Hapoel Holon,
in Israele, come ultima firma
stagionale per volontà del g.m.
pugliese Alessandro Giuliani
che ne era rimasto impressionato nei tanti anni di D-League.
«Fisicamente era devastante
ma un mio collega dopo che lo
presi disse che con lui in play sarei retrocesso»: lo stesso Giuliani ricorda sempre quest’aneddoto riguardo quel giocatore
che prima di dire sì a Brindisi
chiese l’escape Nba. Fu uno degli ultimi tagli degli Hornets: da
allora, non solo è stato protagonista di una signora stagione a
Brindisi ma nel suo secondo anno italiano qui a Sassari ha già
vinto due trofei (Supercoppa
italiana e Coppa Italia) e fatto
impazzire un bel po’ di avversari. Il trio Sardara-Pasquini-Sacchetti, insomma (g.m., presidente e coach del Banco di Sardegna) ha visto più che giusto
in estate nel dargli le chiavi di
una squadra che avrebbe avuto
non solo la possibilità di giocare
in Eurolega per la prima volta,
ma di lottare fino alla fine in

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Giochi Europei R

DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

29

Cristofori, l’argento
è una promessa
«Posso fare meglio»
1A 18 anni è secondo nei tuffi dal trampolino

Skeet show: argento Bacosi e bronzo Cainero
to il massimo nel ritornato carpiato, posso fare meglio». Desideri. «Entrare in un’Arma».
Mondiali a Kazan? «Direi che è
impossibile». E Rio? «Beh...».

Adriano Ruslan Cristofori, 18 anni, vive a Roma da due anni GETTY

Gennaro Bozza
INVIATO A BAKU (AZERBAIGIAN)

A

ltre due medaglie dal
tiro a volo, che non
tradisce mai: Diana
Bacosi argento e Chiara Cainero bronzo nello skeet. Ma
nemmeno i tuffi fanno mancare il loro tradizionale sostegno alle fortune azzurre,
stavolta con un ragazzo che
appare già come qualcosa
più di una semplice promessa: Adriano Ruslan Cristofori è argento nel trampolino
3 metri. Questi podi bilanciano qualche prova sfortunata e alcune delusioni: medaglia sfumata nella ginnastica, con una emozionata
Ugrin nelle parallele asimmetriche, quarto posto nel
beach volley, male nella
prova femminile di ciclismo
su strada.

LA SITUAZIONE
Italia su tutti e tre fronti.
LIBERI Jerome sorride, ha il
volto di chi la sa molto lunga.
«Abbiamo giocato un’ottima
partita, sulla scia di gara-3 ci
siamo portati fino al +22, prima di fermarci - racconta -: loro
sono bravi, c’è poco da dire, non
mollano mai. Dobbiamo sistemare qualche dettaglio in difesa, ma la problematica più grossa è rappresentata dai tiri liberi,
ne sbagliamo troppi e non sempre ti riesce di vincere quando
vai poco oltre il 50%. Quando ci
hanno rimontati, comunque, il
nostro errore è di esserci fermati senza spingere il contropiede,
ci siamo messi a camminare.
Nell’ultima azione dei regolamentari, Polonara mi ha fermato fallosamente, ma l’arbitro
non è stato dello stesso avviso...». Due a due, si riparte. «Si
tratta di un punteggio che ci
consente di andare a Reggio
con la possibilità di non fare più
gli errori delle prime due gare:
serve più difesa e non andare
subito sotto di tanto nel punteggio», conclude il Pistolero.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Domani gara-5
a Reggio Emilia
alle ore 20.45
● Domani si torna in Emilia per
gara-5. Alle 20.45, al Palabigi,
c’è Reggio Emilia-Sassari
(diretta Rai Sport 1, arbitri:
Taurino, Lanzarini, Sabetta).
Così la serie. Gara-1: Reggio
Emilia-Sassari 82-63.
Gara-2: Reggio Emilia-Sassari
84-71. Gara-3: Sassari-Reggio
Emilia 80-77. Gara-4: SassariReggio Emilia 94-90 (dts). Gara5: domani a Reggio Emilia. Gara6: mercoledì a Sassari. Ev. gara7: venerdì a Reggio Emilia.
UNDER 20 L’Italia di Pino
Sacripanti ha superato la
Polonia 75-72 (Laquintana 19,
Fontecchio 13, Spatti 9) nel
Torneo di Roseto, in
preparazione dell’Europeo di
categoria in programma a
Lignano Sabbiadoro (7-19 luglio).
ESTERO Dopo 28 anni, il Pinar
Karsiyaka torna campione di
Turchia. Venerdì sera ha
espugnato l’Ipekci Arena per
uno storico 4-1 contro l’Efes.

TUTTO
MERCATO
Pistoia-Esposito: sì
Domani l’annuncio
● (cam.ca.-m.c.-f.l.) Domani è il
giorno di Enzo Esposito sulla
panchina di Pistoia. Il club vuole
prima sistemare gli italiani:
rientrerà Saccaggi, ma con
Filloy, Amoroso e Daniele
Cinciarini le parti sono distanti.
In arrivo Antonutti e Michelori
da Caserta? Venezia riparte da
Peric, Goss, Jackson, Ress,
Ortner, Viggiano e forse Ruzzier.
Piace Owens, ex Trento. Anche
Pesaro vuole prima completare
il gruppo italiano: confermato
Nicolò Basile, si dovrebbe
chiudere a breve con Candussi e
Ceron, entrambi in prestito da
Venezia. L’altro lungo da
rotazione sarà quasi certamente
Tessitori, Musso verso l’addio.
L’ex Cremona Ed Daniel va alla
Fortitudo Bologna in A-2.

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GRANDI ESEMPI Ma la copertina è per Cristofori, 18 anni, il
cui primo nome, Ruslan, tradisce la sua origine: nato in
Ucraina, a 4 anni viene adottato da una famiglia italiana che,
per motivi di lavoro, in quel
momento vive in Spagna. Ed è
lì che Cristofori comincia a tuffarsi, quando ha solo 5 anni. I
suoi idoli: Klaus Dibiasi, Giorgio e Tania Cagnotto. Dal 2013
vive a Roma con la madre e la
nonna. I tecnici italiani notano
subito le sue grandi doti tecniche. Ad allenarlo sono Oscar
Bertone e Laura Schermi. I risultati sono subito confortanti,
tanti podi internazionali. Quest’anno, al Sette Nazioni Giovanile a Stoccolma è primo nel
trampolino 1 metro e secondo
in quello 3 metri. A Baku è 7°
da un metro, «ero stanco, non
mi ero riposato, potevo prendere una medaglia», dai 3 metri va fortissimo, «e non ho da-

SKEET Lo skeet femminile riserva le emozioni più forti, anche se c’è un pizzico di rimpianto per l’oro sfuggito a Diana Bacosi. Dopo il record del mondo
in qualificazione, 75 su 75, la
Bacosi ne fa 16 su 16 in semifinale, come la Hill. Chiara Cainero prende il bronzo contro la
slovacca Bartekova, 16-15. Nella finale, Bacosi e Hill si fermano a 15 su 16 e poi vanno avanti
nello shoot out senza sbagliare
fino al 28-28. Sugli ultimi due
piattelli l’errore decisivo della
Bacosi. Che sa accontentarsi:
«Sono contenta. L’Olimpiade?
E’ la gara della mia vita, di
quella di qualsiasi atleta, però
prima ci sono Europei e Mondiali». Il record del mondo in
qualificazione. «La prima volta
che faccio 75. Non lo avevo mai
fatto nemmeno in allenamento! Vuol dire che sto lavorando
nella giusta direzione». Stessi
obiettivi per Cainero: «C’è il
Mondiale in Italia, non l’ho mai
vinto, quindi è l’obiettivo più
importante quest’anno. E poi
naturalmente l’Olimpiade».
RISULTATI TIRO A VOLO. Skeet
donne: 1. Hill (Gb); 2. Bacosi; 3. Cainero.
PALLANUOTO. Donne: 1. Russia; 4.
Italia.
BEACH VOLLEY: 1. Eiholzer-Betschart
(Svi); 4. Toti-Giombini.
CICLISMO. Strada donne: 1. Amialiusik (Bie); 5. Ratto; 6. Scandolara; 11.
Cecchini; 27 Guderzo; 35 Fidanza.
GINNASTICA. Parallele asimmetriche donne: 1. Mustafina (Rus); 6.
Ugrin.
TUFFI. Uomini 3 m: 1. Heatly (Gbr)
541.65; 2. Cristofori 523.30. Donne
sincro 3 m: 1. Stawczynski/Oettinghaus (Ger) 284.07; 6. Granelli/Catalano Gonzaga 235.50.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rugby R Mondiale under 20 e Nazionale

I Baby Blacks sono imbattibili
Azzurrini salvi, Italia al lavoro

B

aby Blacks campioni,
Italia salva. Si è chiuso così il Mondiale di
rugby Under 20, con lo stadio Zini di Cremona che ha
visto prima il soffertissimo
successo degli azzurrini
del c.t. Alessandro Troncon su Samoa, e poi quello
della Nuova Zelanda, che
ha piegato per 21-16 l’Inghilterra nella finale per il
primo posto, tornando così
campione a 4 anni di distanza dall’ultima volta:
anche nel 2011 i Baby
Blacks trionfarono in Italia
(a Padova), per quello che
era il loro quarto titolo di
fila. Scende dal trono invece l’Inghilterra, che aveva
vinto le ultime due edizioni. Vittoria neozelandese
firmata dalle mete di Aso e
Ioane, dalla trasformazio-

Maicol Azzolini, 19 anni GETTY

ne e dai 3 piazzati di Black.
Nella finale per l’undicesimo
posto, da vincere per non retrocedere nel Trophy (la seconda divisione), l’Italia ha
piegato per 20-19 Samoa grazie a due mete tecniche (la seconda, quella del sorpasso, a
7 minuti dalla fine) e al piede
di Azzolini (un piazzato e 2
trasformazioni) e Minozzi
(un piazzato).

ACCORDO Sempre nel pomeriggio di ieri, Fir e Gira (l’associazione giocatori) hanno ufficializzato la firma sull’accordo
(su riconoscimenti economici,
premi e altri aspetti legati all’attività degli atleti) che permetterà da stasera la ripresa
del ritiro di Villabassa, con i 40
giocatori inizialmente convocati, il primo sulla strada della
preparazione per la Coppa del
Mondo di settembre. Oggi invece l’Italia Emergenti affronta l’Uruguay nell’ultimo impegno nella Tbilisi Cup (in Georgia).
Roberto Parretta
RISULTATI 11° posto Italia-Samoa
20-19; 9° posto Argentina-Giappone
38-21; 7° posto Irlanda-Scozia 17-9; 5°
posto Australia-Galles 28-23; 3° posto
Sudafrica-Francia 31-18; 1° posto
Nuova Zelanda-Inghilterra 21-16.
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30

Tennis R Il torneo di Halle

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

Seppi, l’erba porta fortuna. Ora Federer

1Dopo Monfils nei quarti, si ritira anche Nishikori in semifinale: oggi Andreas in finale col fenomeno
1

Federica Cocchi

2

4

L’

ottava finale in carriera
arriva nel modo più insolito: praticamente senza
giocare quarti e semifinale. Andreas Seppi andrà a caccia del
terzo titolo oggi sull’erba tedesca di Halle contro Roger Federer e sarà piuttosto riposato.
Nei quarti contro il francese
Gael Monfils, l’altoatesino era
davanti 6-1 1-0 (30-15) quando
Monfils si è arreso per un infortunio alla gamba destra. Questa volta, in semifinale contro
Nishikori, il copione è stato lo
stesso: il numero 5 al mondo si
è presentato con una fasciatura
al polpaccio sinistro e da subito
si sono notate le difficoltà del
giapponese a muoversi. Sul 2-0
Seppi, Nishikori è riuscito a
portare a casa il game, per cedere subito dopo il servizio nel
quinto game. Sul 4-1 Seppi, al
cambio campo, Nishikori ha
perso ancora la battuta e, al
cambio di campo, ha gettato la
spugna.

11-1

● Il bilancio dei precedenti tra
Federer e Seppi. L’unico
successo dell’azzurro risale a
quest’anno: ha piegato Roger al
3° turno degli Australian Open
1 Andreas
Seppi, 31 anni.
2. Kei
Nishikori, 25
anni, n.5 al
mondo ritirato
in semifinale.
3 Gael Monfils,
avversario di
Seppi nei
quarti, ritirato
anche lui
4 L’avversario
di Seppi, Roger
Federer,33
anni AFP/EPA

rischiare prima di Wimbledon».
RE ROGER E così oggi (in diretta
alle 13 su SuperTennis) va in
scena la sfida numero 13 tra
Andreas Seppi e Roger Federer.
I precedenti sono 11 a 1 per il
fuoriclasse svizzero, ma l’ultimo k.o. di Roger contro il nostro risale appena a quest’anno.
E’ successo agli Australian
Open, terzo turno, con Seppi
trionfatore alla Rod Laver Arena in quattro set con un ultimo
punto spettacolare. Federer,

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che per raggiungere la finale
numero 10 ad Halle ha battuto
il gigante croato Ivo Karlovic in
due set entrambi al tie break,
conosce bene Seppi: «Ho giocato contro di lui diverse volte e
per un certo periodo ci siamo
anche allenati spesso. Andreas
colpisce la palla molto bene da
entrambi i lati, in particolar
modo i colpi incrociati» racconta il numero due al mondo, che
poche settimane dopo il k.o.
con l’azzurro aveva non troppo
carinamente ammesso di «aver
bevuto champagne col mio te-

Queen’s, Anderson in finale
Murray fermato dalla pioggia
● La pioggia londinese scombina i piani di Andy
Murray che gioca questa mattina la semifinale del
Queen’s contro il serbo Troicki. Il vincitore
giocherà subito dopo la finale con il sudafricano
Risultati, semifinali: Anderson (Saf) b. Simon (Fra)
6-3 6-7 (6) 6-3.
A BIRMINGHAM Va alla Kerber il derby tedesco
nelle semifinali di Birmingham (Gb, 665.000 euro,
erba). Risultati, semifinali: Kerber (Ger) b. Lisicki
(Ger) 6-3 6-3; Pliskova (R. Cec) b. Mladenovic (Fra)
6-2 7-6(6).

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Risultati a Halle , semifinali: Federer
(Svi) b. Karlovic (Cro) 7-6 (3) 7-6 (4);
SEPPI b. Nishikori (Giap) 4-1 rit.
Oggi, finale: Federer (Svi) c. SEPPI .
In tv: SuperTennis dalle 13
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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SORPASSO Intanto Andreas,
con la finale agguantata ad
Halle, la seconda della stagione
dopo Zagabria a febbraio (dove
è stato battuto da garcia Lopez), può già festeggiare la sua

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Alloggi

IMBARAZZO Quasi imbarazzato Andreas Seppi è rientrato
per la seconda volta consecutiva da vincitore negli spogliatoi.
Nulla di grave comunque per
Nishikori che conferma la sua
presenza a Wimbledon tra dieci
giorni: «Ho sentito dolore già
nei quarti, ma non ho dato
troppo peso alla cosa. Poi, durante il riscaldamento, ho avvertito ancora dolore. Ho provato a giocare - ha detto l’allievo di Chang - ma il fastidio aumentava e non ho voluto

am: grazie alla sconfitta abbiamo potuto riposare». Per RogerExpress Seppi resta comunque
un avversario tosto, anche perché negli ultimi due turni ha potuto risparmiare molte energie.
La radiografia dell’avversario
poi prosegue, per Federer: «Forse Seppi non ha una gran seconda di servizio ma mi sembra che
sia migliorato anche su questo
aspetto e la sua palla piatta può
dar fastidio sull’erba».

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Atletica R Europei a squadre in Russia

DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

31

Baseball R

BRILLANO ANCHE PEDROSO E LA MANTIA: TERZE

Addio
a Glorioso
braccio d’oro
da Dolce Vita

Giulio Glorioso aveva 84 anni

Stefano Arcobelli

Sopra: Marco Fassinotti, 26 anni, con 2.28 si è piazzato secondo nell’alto conquistando 11 punti. A destra: in alto Yadisleidis
Pedroso, 28 anni, terza nei 400 hs con un ottimo 55”18; sotto Simona La Mantia, 32 anni terza nel triplo con 14.22 COLOMBO

L’Italia regge: è settima
Fassinotti si ferma a 2.28

1Marco, secondo e battuto dal russo Tsyplakov, punge il presidente
federale Giomi: «Non è vero che sono venuto qui perché obbligato»
Andrea Buongiovanni
INVIATO A CHEBOKSARY (RUSSIA)

M

arco Fassinotti è secondo nell’alto con
2.28 e l’Italia, dopo la
prima giornata dell’Europeo a
squadre, è al 7° posto, il piazzamento finale delle due ultime edizioni. In casa azzurra
manca l’acuto, ma la prestazione complessiva, considerando le tante assenze per infortunio, va anche sopra le attese. Fassinotti a parte, i migliori piazzamenti (tutti
preziosi terzi posti), arrivano
da Leonardo Capotosti nei
400 hs (49”93), dalla 4x100
maschile (38”71), da Libania
Grenot nei 400 (52”81), da
Yadis Pedroso negli stessi 400
hs (55”18) e da Simona La
Mantia nel triplo (14.22). La
Russia guida con 5 punti sulla
Germania (186 a 181) e terza
è la Francia (175.5). L’Italia
oggi, puntando su Fabrizio
Donato e Alessia Trost, potrà
inseguire l’Ucraiana (a
150.5). In assoluto, intanto, i
risultati più prestigiosi di una
giornata calda (30°), arrivano
dal martello, con l’81.64 del
polacco Fajdek e dal triplo, col
14.87 regolare (+1.7) e 14.98
ventoso (+2.3) della russa Koneva.

FASSINOTTI Fassinotti, battuto dal russo Tsyplakov, oro europeo indoor che fa 2.33, è deluso. Il torinese, a 2.18, 2.22,
2.25 e 2.28, è perfetto. Poi
commette due errori a 2.31 e
l’ultimo proprio a 2.33. «Sono
arrabbiato – dice – mi è mancata la necessaria libertà di
espressione. Già questa manifestazione ti sottopone a stress
particolari, non serviva che
qualcuno alla vigilia sostenesse davanti a tutta la squadra
che sono venuto qui perché obbligato. Non corrisponde al vero. Ho gareggiato per scelta
mia e del mio allenatore». Il riferimento è al presidente fede-

rale Alfio Giomi e alla tradizionale riunione del venerdì sera
alla quale Marco s’è presentato
in ritardo: da lì una battuta forse mal riportata o mal interpretata. «In ogni caso – prosegue –
la non capacità di gestire determinati aspetti è un limite sul
quale devo lavorare». Il ragazzo ha carattere: non si accontenta di un risultato che, seppure non all’altezza della più
recente prestazione, non è affatto da buttare.
BRAVI RAGAZZI Capotosti,
26enne ternano, centra finalmente l’obiettivo: abbatte il
muro dei 50”00, «quello che

separa l’atletica di un certo livello dall’altra», sostiene. Migliora il personale di 8/100 e si
regala un piazzamento inaspettato. La 4x100 di Massimiliano Ferraro (già quarto nei
100 con 10”56 e un muro di
vento contro, -3.4 m/s), Enrico
Demonte, Davide Manenti e
Delmas Obou, con 38”71, fa un
piccolo passo avanti verso i
Mondiali di Pechino, come
quella femminile di Jessica Paoletta, Irene Siragusa, Anna
Bongiorni e Giulia Riva, quinta
con 43”72. Buoni i cambi in
ambo i casi.
CUBANE D’ITALIA La Grenot si

Schippers, solo 11”12 sui 100
nella First League in Grecia

Tricolori allievi a Milano
Peso e disco alla Giampietro

● (si.g.) A Heraklion (Gre), nella prima
giornata della First League (la serie B degli
Europei a squadre), 11”12 di Dafne Schippers
nei 100 (e 42”88 con la 4x100). Più veloce di lei
Ivet Lalova (11”11) a Stara Zagora (Bul) nella
Second League, dove c’è stato un 14.85 ventoso
nel triplo di Gabriela Petrova. A Heraklion
(First League). Uomini. 400: Maslak (R. Ceca)
45”57. 1500: Ozbilen (Tur) 3’38”03. 400 hs:
Magi (Est) 49”59. Alto: Baba (R. Ceca) 2.30.
Donne. 100 (-0.3): Schippers (Ola) 11”12. 400
hs: Hejnova (R. Ceca) 55”11. Asta: Kiriakopoulou
4.65. Giavellotto: Spotakova (R. Ceca) 62.56.
4x100: Olanda 42”88. Squadre: 1. R. Ceca.

● La seconda giornata dei campionati italiani
allievi all’Arena di Milano è stata caratterizzata
dalla doppietta di Sydney Giampietro, lanciatrice
della Pro Patria Milano che in poche ore ha
conquistato il titolo del disco (45.57) e quindi
quello del peso (16.84). L’atleta più attesa, Marta
Zenoni ha vinto facilmente il titolo degli 800 in
2’11”60, con un secondo giro in 61”8. Oggi sarà
in gara sui 1500 metri. Nei 400 hs Linda Olivieri
ha concluso sotto il minuto chiudendo in 59”05,
terzo tempo di sempre Under 18. Nei 200
maschili stesso tempo per Michele Rancan e
Christian Bapou, 21”75 (-1.5). I campionati si
concludono stamane: gare dalle 9.30 alle 13.20.

esprime sullo standard del
momento: guida fino a metà
della seconda curva e poi subisce la rimonta della francese
Guei (51”55) e della russa
Mikhailyuk (51”59). Panterita, con 51”82, resta a 10/100
dallo stagionale. «Dovevo vincere – ammette – mi è mancato
il finale. Ma non cambio tattica». La Pedroso, altra italocubana, sorprende. Corre senza
timori. Addirittura, entra nel
rettilineo finale appaiata alla
britannica Child, l’oro europeo
di Zurigo 2014 (vincerà con
54”46). Sull’ultima barriera
pasticcia ed è superata anche
dall’ucraina Titimets (54”75),
ma il suo 55”18, terzo crono
personale all-time e quinto
continentale dell’anno, vale.
«Ho trovato una ritmica perfetta – commenta – peccato
per l’errore, ma un risultato
così in Nazionale mi riempie di
orgoglio».
SIMONA C’E’ Simona La Mantia sfrutta il vento e centra tre
salti (14.10/+2.0, 14.22/+2.0
e 14.05/+0.8) che la proiettano al terzo posto e quindi tra le
quattro ammesse a un ultimo
tentativo. La sua classifica non
muta (13.65/+2.2), ma il risultato resta. La palermitana
non saltava così lontano dagli
Euroindoor di Göteborg 2013
quando, con 14.26, fu splendido bronzo. «Da allora – racconta – ho sofferto ai tendini
d’Achille, ma non ho mai mollato. Ho piazzato il primo salto
di sicurezza, per la squadra, gli
altri per me stessa». Il 14.22 vale (per due cm) il minimo per i
Mondiali. Tra le poche controprestazioni, quella di Sonia
Malavisi. La 20enne romana,
nell’asta, entra a 3.95 e commette tre nulli. Sarebbe stato
opportuno cominciare a 3.75,
se non a 3.50.
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I RISULTATI
Capotosti 3°: 49”93. Oggi Donato e Trost

LA CLASSIFICA
1. RUSSIA
PUNTI 186
2. GERMANIA
181
3. FRANCIA
175.5
4. GRAN BRETAGNA
166.5
5. POLONIA
153
6. UCRAINA
150.5
7. ITALIA
143
8. SPAGNA
123.5
9. BIELORUSSIA
108
10. SVEZIA
101
11. FINLANDIA
88
12. NORVEGIA
60
REGOLAMENTO: LA SQUADRA PRIMA
CLASSIFICATA È CAMPIONE D’EUROPA,
LE ULTIME TRE CLASSIFICATE
RETROCEDONO IN FIRST LEAGUE.

UOMINI 100 (classifica compensata):
1. Lemaitre (Fra) 10”26 (v. -1.7 m/s);
2. Kilty (Gb) 10”35 (-1.7); 3. Knipphals
(Ger) 10”50 (-1.7); 4. Ferraro 10”56
(-3.4).
400 (compensata): 1. Dunn (Gb)
45”09; 2. Anne (Fra) 45”26; 3. Linnik
(Bie) 45”43; 9. Manenti 46”84.
1500: 1. Smirnov (Rus) 3’52”03;
2. Lewandowski (Pol) 3’52”06;
3. Aitchinson (Gb) 3’52”33; 9. Bussotti
3’53”06.
5000: 1. Amdouni (Fra) 14’04”63;
2. Espana (Spa) 14’05”09; 3. Vernon
(Gb) 14’05”85; 5. Chatbi 14’16”54.
400 hs (compensata): 1. Kudryavtsev
(Rus) 48”66; 2. Dobek (Pol) 49”04;
3. Capotosti 49”93.
Alto: 1. Tsyplakov (Rus) 2.31; 2.
Fassinotti 2.28; 3. Przybylko (Ger) 2.25
Lungo: 1. Menkov (Rus) 8.26 (+2.0); 2.
Gomis (Fra) 8.26 (+0.4); 3. Camara
(Ger) 8.11 (+2.1); 10. Catania 7.39 (+0.6).

Peso: 1. Storl (Ger) 21.20; 2. Kajewski
(Pol) 20.23; 3. Lyzhyn (Bie) 20.15;
8. Secci 18.68.
Martello: 1. Fajdek (Pol) 81.64; 2. Miller
(Gb) 75.91; 3. Vynohradov (Ucr) 75.91;
5. Lingua 72.98.
4x100: (compensata): 1. Gran
Bretagna 38”21; 2. Francia 38”34;
3. Italia (Ferraro, Demonte, Manenti,
Obou) 38”71.
DONNE 100 (compensata): 1. Philip
(Gb) 11”27 (-1.4): 2. Pohrebnyak (Ucr)
11”29 (-1.4); 3. Swoboda (Pol) 11”48
(-1.4); 6. Paoletta 11”76 (-1.4).
400 (compensata): 1. Guei (Fra) 51”55;
2. Mikhailyuk (Rus) 51”59; 3. Grenot
51”82.
800: 1. Lamote (Fra) 2’00”19; 2. Joznik
(Pol) 2’00”30; 3. Tkachuk (Ucr)
2’00”72; 11. Baldessari 2’04”23.
3000: 1. Ennaoui (Pol) 9’20”39;
2. Kock (Ger) 9’20”82; 3. Korobkina
(Rus) 9’20”93; 5. Magnani 9’24”81.
3000 sp: 1. Krause (Ger) 9’46”49; 2.
Waite (Gb) 9’59”75; 3. Oudiou (Fra)

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Leonardo Capotosti, 26 anni COLOMBO
10’01”02; 10. Roffino 10’18”10.
400 hs (compensata): 1. Child (Gb)
54”46; 2. Titimets (Ucr) 54”75;
3. Pedroso 55”18.
Asta: 1. Spiegelburg (Ger) 4.75;
2. Sidorova (Rus) 4.70; 3. Bengtsson
(Sve) 4.60; Malavisi n.c.
Triplo: 1. Koneva (Rus) 14.98 (+2.3);
2. Gierisch (Ger) 14.46 (+3.5); 3. La
Mantia 14.22 (+2.0).
Disco: Robert Michon (Fra) 62.24; 2.

Glanc (Pol) 58.92; 3. Kamarainen (Fin)
58.53; 9. Aniballi 52.79.
Giavellotto: 1. Obergfoll (Ger) 61.69;
2. Khaladovich (Bie) 61.08; 3. Kangas
(Fin) 55.33; 4. Jemai 54.86.
4x100 (compensata): 1. Ucraina
42”50; 2. Russia 42”99; 3. Germania
43”21; 5. Italia (Paoletta, Siragusa,
Bongiorni, Riva) 43”72 .
OGGI Orario e azzurri in gara. Ore 14
disco (Kirchler). 14.02 3000 (La Rosa).
14.05 asta (Stecchi). 14.10 peso D
(Rosa). 14.25 100 hs (Carmassi). 14.40
triplo (Donato). 14.51 110 hs (Fofana).
15.15 800 (Benedetti). 15.25 martello
D (Salis). 15.27 1500 D (Magnani).
15.45 200 D (Riva). 15.55 alto D
(Trost), 16 200 Demonte. 16.25 lungo
D (Vicenzino). 16.27 5000 D
(Weissteiner). 16.25 giavellotto
(Bonvecchio). 16.55 3000 sp
(Floriani). 17.15 4x400 D. 17.45 4x400.
TV Diretta RaiSport 1 dalle 13.50 alle
15.30 e RaiSport 2 dalle 15.30 alle
18.20. Eurosport dalle 14.30 alle 18.30.

C

apoccione se n’è andato, in silenzio. Giulio
Glorioso muore a 84 anni: ma le sue imprese, i suoi
aneddoti, le sue contese statistiche (288 vittorie sul monte
come diceva lui o 243?) e persino la città di nascita (Udine,
non Roma come da biografie)
resteranno per sempre. Una vita da film, non solo sul diamante: dove collezionò 7 scudetti tra Lazio (la sua prima ed
ultima squadra), Nettuno (dove lo soprannominarono Capoccione), Milano (dove non
perse mai in 2 stagioni), Parma e Roma, un titolo europeo
nel 1954 in 68 volte azzurre,
una no-hit all’Olanda nel ‘60,
una Coppa campioni nel ‘65. Il
miglior lanciatore del campionato (ed europeo), da partente
e da «pompiere», tra il ‘59-66,
il re degli strike out dal ‘53 al
‘64 con 218 nel ‘61, un totale di
2884 ed una media pgl-vita di
1.90, nonché leader dei battitori nel ‘60-61 ed una media di
287 (con 45 fuoricampo e 512
hit). Quando non lanciava,
batteva. Fuori dal diamante lavorava al Ministero delle poste, relazioni internazionali: lo
provarono, diciannovenne, a
Cleveland, ma preferì tornare.
GILDA E BRIGITTE Negli anni
della Dolce Vita romana, le riviste di gossip lo inseguivano:
pare, per scoprire, un flirt
nientemeno che con Brigitte
Bardot. La sua prima squadra
si chiamava «Gilda», in omaggio a Rita Hayworth: aveva sedici anni, faceva l’interbase
nel softball. Un pioniere che si
raccontava così: «Ho iniziato
con un manico di scopa come
mazza e per smettere dovrei
vivere in un Paese dove il baseball non esistesse». Gli avversari lo etichettavano così:
«Aveva una enorme volontà di
vincere». Provò pure da calciatore, poi da giavellottista, ma
nel diamante si sentiva davvero Glorioso. Avrebbe voluto
fare il c.t. azzurro: ma lasciò
presto, incompreso, a 42 anni.
Prestò il suo carisma alla Lazio. «Addio ad un simbolo del
movimento» commenta il presidente Riccardo Fraccari. Un
minuto di silenzio in tutti i
campi ieri e oggi. I funerali domani alle 14 nella Chiesa Nostro Signore Gesù Cristo, in
via Flaminia 732 a Roma. Inimitabile Giulio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, il Segretario Generale, Roberto Fabbricini, i membri di
Giunta e Consiglio Nazionale, profondamente addolorati piangono la scomparsa di

Giulio Glorioso
grande uomo di sport, pioniere del baseball italiano. - Roma, 20 giugno 2015.
Dirigenti, tecnici, giocatori, ex atleti, amici di Milano Baseball 1946 United piangono la scomparsa
di

Giulio Glorioso
stella ineguagliabile del baseball italiano, due volte campione d’Italia con la nostra squadra.
- Milano, 21 giugno 2015.

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

AMERICA AMERICA

A-Rod
IL CAMPIONE «SPORCO»
INCANTA NEW YORK
I NUMERI

LA STORIA di MASSIMO LOPES PEGNA
CORRISPONDENTE DA NEW YORK @PEGNAROL

3000 L
● le valide di Alex Rodriguez, 29°
a riuscirci (Pete Rose 1° con
4256) ma 3° ad abbinare 3000
hit e 600 fuoricampo dopo Hank
Aaron (3771+755) e Willie Mays
(3283+660)

667

● i fuoricampo (il record di 762)
è di Barry Bonds) di Alex
Rodriguez, unico in Mlb con
3000 valide, 600 fuoricampo,
2000 pbc e 300 basi rubate.

275

● E’ di 275 milioni di dollari il
contratto decennale (il più alto)
di Alex Rodriguez con i NY
Yankees: l’interno è stato anche
squalificato (doping) 162 partite

tegorie regali sono appena in 2: lui e Hank Aaron.
Ma Alex Rodriguez è un campione con la faccia
sporca, non un angelo. Negli Usa accanto al suo
nome ci sarà per sempre un piccolo asterisco, in
verità, una macchia gigantesca: A-Rod si è dopato.
E non ha solo barato, in barba a regolamenti fin
troppo permissivi, ha ingannato i tifosi con ciò che
in America è considerato il peggiore dei crimini: la menzogna.

o Yankees Stadium è tutto in piedi, non uno
stadio qualunque. Alex Rodriguez ha fatto il giro delle basi,
dopo aver sparato «fuoricampo»
la sua battuta valida numero
SOSPETTI Quando nel 2007
3000. Ha rotto gli indugi al primo
emersero i primi sospetti su di lui
turno in pedana, il colpo per cui
per aver fallito 5 anni prima un
quasi cinquantamila persone
test antidoping, andò a difendersi
avevano pagato il biglietto venerai microfoni della giornalista Kadì sera. Il tabellone ha fatto lamtie Couric e negò ripetutamente
peggiare quel numero magico,
di aver fatto uso di anabolizzanti.
che lo piazza al 29° posto di una
Nel 2009, però, un articolo di
lista di giocatori mitici. Nessuno
Sports Illustrated portò prove
arrivava a quota 3000 dal 2011,
certe e fu allora che per la prima
quando c’era riuscito il suo ex
volta venne costretto ad ammetcompagno di squadra, Derek La pagina del NY Post celebra
tere parte delle sue colpe. Disse:
Jeter. Ora quella pallina è in ma- l’impresa di A-Rod con 3 siringhe...
«Fra il 2001 e il 2003 (gli anni in
no a Zack Hample, un fan di 37
cui ancora non c’erano sanzioni
anni che non ha nessuna intenzione di restituirla e disciplinari, ndr) ho fatto uso di steroidi perché la
ha scritto un libro sull’arte di come arpionarle in pressione era insopportabile. Ma da quando gioco
tribuna: un successo perché a casa ne ha più di con gli Yankees sono pulito». Stava raccontando
8000.
l’ennesima bugia. A-Rod non aveva mai smesso di
aiutarsi con fiale e siringhe. Era cliente abituale di
RECORD Poche settimane fa Rodriguez aveva toc- una clinica a Miami, la Biogenesis of America, che
cato altre pietre miliari di questo sport secolare: invece di prodotti anti-invecchiamento gli iniettapiù di 2000 punti battuti a casa (2004), sorpassato va roba proibita. Nel 2013, venne finalmente puun altro degli eroi di mazza e guantone, Willy nito, una squalifica esemplare: sospeso per 211
Mays, a 660 fuoricampo (ora è a 667). Per capire, partite più eventuali playoff, di cui ne ha scontate
nella storia del baseball con quelle cifre nelle 3 ca- 162, l’intera stagione del 2014.

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33

CONTENUTO
PREMIUM

UN ANNO DI STOP PER
DOPING E TANTE MENZOGNE
ORA IL RITORNO SHOW. DOPO
LE 3000 VALIDE, RODRIGUEZ
CERCA IL GRANDE PERDONO

RIENTRO Questo era il campionato del suo ritorno. Gli avevano consigliato di non farlo. Ma è
dura rinunciare agli ultimi anni di un contratto
da 275 milioni di dollari, che all’epoca della firma, nel 2007, era fra i top in assoluto. Quando si
presenta in ritiro senza farsi annunciare, gli
Yankees sono in chiaro imbarazzo. Non sanno
come gestire quel rientro ingombrante. Quando
il 7 maggio sorpassa Mays con il fuoricampo n°
661, lo schermo s’illumina con la cifra storica,
che si spegne prima che Alex abbia terminato il
giro delle basi. Un affronto. Chiede umilmente il
permesso al suo allenatore, Joe Girardi, di uscire
dalla panchina per il rituale che si fa in queste
occasioni: togliersi il cappellino per rispondere
all’applauso del pubblico. E’ l’attimo in cui capisce di aver ricucito con i tifosi. Perché la gente
dimentica in fretta e agisce d’istinto.
Sui social sono quasi tutti d’accordo: l’importante è che Rodriguez produca e faccia vincere la squadra, tutto il resto è il
passato. E Rodriguez produce,
il suo unico modo per riscattarsi: inventa prodezze, stavolta
autentiche. Statistiche migliori rispetto all’ultimo campionato (2013) prima della
squalifica. Lui stesso se ne stupisce: «Un
anno fa non avrei mai pensato che giorni
così sarebbero tornati». Con gli occhi lucidi, venerdì sera gli è uscita una frase bellissima: «Tremila è un numero magico. Ma sono
felice di poter condividere questa gioia con
le mie due figlie laggiù in tribuna». Perché
era a loro che aveva schioccato una serie di
baci durante il giro delle basi. Ora anche la
famiglia Steinbrenner, proprietaria degli
Yankees, ha rotto gli indugi e twittato: «Congratulazioni Alex per le 3000 valide». Ma
l’asterisco non verrà mai cancellato: difficile
che lo lasceranno entrare nella Hall of Fame.
I dubbi restano e il New York Post non gli fa
sconti. In prima pagina scrive: «Mr. 3000». Ma
in mezzo agli zeri stampa tre siringhe.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Rodriguez,
39 anni, internodesignato dei NY
Yankees, il più
giovane con 600
fuoricampo:
oltre a Cameron
Diaz (foto)
avrebbe flirtato
con Madonna e
Kate Hudson

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34

Pallavolo R World League, stasera alle 20

DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

L’Italia fa il «pieno» d’entusiasmo
1Il Nelson Mandela di Firenze sold out per gli azzurri che puntano al bis contro il Brasile

Il c.t. Berruto: «Qui grande chiusura della fase italiana. Ho visto una squadra di carattere»
1

Valeria Benedetti

2

«L

a cosa più difficile a
Firenze è sempre stata uscire dal palazzetto. Giocare qui è il modo migliore per chiudere la nostra
fase italiana della World League». Parola di Mauro Berruto
che, dopo essersi rigenerato
con la vittoria sul Brasile propiziata dalle stelle di Roma è già
pronto a fare un tuffo nel sold
out del Nelson Mandela dove
l’anno scorso alle finali gli azzurri conquistarono una medaglia di bronzo. Roma e poi Firenze. Per le ultime due gare
italiane della World League gli
azzurri si sono regalati due
piazze da brividi. E i brividi e le
emozioni serviranno a ritrovare la carica per un’altra grande
prestazione dopo il tie break
vinto sul Centrale del Foro Italico. «Il recupero in 48 ore di
energie e lucidità è un classico
della World League - ammette
il c.t. azzurro -. Il tema ora è
dare continuità, sia tecnica che
nella volontà di restare attaccati alla partita, a quello che
abbiamo mostrato a Roma».
PENSIERI POSITIVI Sono
quelli che hanno popolato la
notte del tecnico piemontese
che nel clima festoso di Roma
ha visto, caratterialmente, la
squadra che sperava di vedere:
«Partite di questo genere ti fanno fare un salto di qualità a livello individuale, per chi ha la
fortuna di giocarle. Esserci in
campo a risolvere le difficoltà
fa crescere e mi fa piacere averli visti uniti fino alla fine». Poi
ci sono anche i progressi tecnici, ovviamente, e, anche se c’è
da lavorare, il c.t. distribuisce
complimenti a partire da Ivan
Zaytsev, impegnato a riconvertirsi a schiacciatore per amore
della maglia azzurra: «Conosco i suoi timori che sono comprensibili ma la partita di Roma ha dimostrato che anche in
quel ruolo può fare la differenza. Col Brasile, nelle condizioni forse peggiori, è stato il ricettore più stabile. È la sua decisione che fa la differenza. Io
sono convinto poi che nella ricezione in palleggio, se vuole,
può essere il n.1. Poi è ovvio
che ci sono altre situazioni su
cui deve ancora lavorare». Non
solo Zaytsev nella gloria della
serata romana: «Stiamo inserendo giocatori nuovi, abbia-

3

● 1. Il Foro Italico sold out per Italia-Brasile TEDESCHI
● 2. Un’immagine del Nelson Mandela durante le
finali di World League 2014 TARANTINI ● 3. L’esultanza
degli azzurri per la vittoria del bronzo 2014 FIVB

I NUMERI

21

● (a.a.) Le gare di World League
giocate dall’Italia a Firenze da
quando è iniziata la
manifestazione, di cui ben
diciassette vinte

2

● (a.a.) Le partite contro il
Brasile giocate a Firenze dalla
Nazionale, entrambe perse: il 30
maggio 2003, 1-3, e il 19 luglio
2014 (semifinale), 0-3

1963

● (a.a.) L’anno in cui per la
prima volta l’Italia ha disputato
una partita a Firenze. Era la
Coppa Primavera, gara contro
la Francia persa per 3-2

mo vinto 5 gare su sette cambiando quasi sempre. Voglio
che questa sia la World League
di Anzani che sa dimostrando
quanto vale. E di Colaci, che ha
fatto una stagione di club straordinaria e ha bisogno di accumulare esperienza internazionale. Ma voglio che alla fine
più giocatori possibili abbiano
acquisito la percezione di essere utili o poterlo essere. Come
Botto e Giannelli». E l’ultima
parola è per Vettori: «Luca non
ha avuto una gran serata in attacco ma con il lavoro in difesa
a muro e a servizio ha dimostrato la volontà di rimanere
attaccato alla gara».
A FIRENZE il c.t. quindi chiede
un’altra serata per sorridere. E
il sold out del Mandela è già un
buon viatico in una città (e una
regione) che, nonostante la
grande tradizione, a livello di
club maschile, non vede la serie A (nel femminile c’è il Bisonte). In Toscana c’è ora la
neopromossa in A-2 Chiusi
(che andrà a giocare a Siena).
Ed è strano per una terra che di
giocatori di alto livello ne ha

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prodotti tanti, a cominciare da
Marco Bracci, tricampione del
Mondo, che il prossimo anno
guiderà in B-1 la storica Lupi
S.Croce e che stasera sarà a vedere l’Italia: «Ho visto la partita di Roma in tv - racconta l’ex
schiacciatore di Parma, Modena e Roma - e dal punta di vista
caratteriale è stata bellissima.
Tecnicamente è normale che a
inizio stagione ci sia da lavorare». Bracci è stato vice di Barbolini in Nazionale femminile,
prima di dedicarsi per un paio
di anni al settore giovanile dei
Lupi. Compiti che affronta con
la professionalità e l’entusiasmo di quando giocava, cercando di trasmettere ai ragazzi
la sua mentalità: “La Toscana
ha un bacino enorme e una
passione per il volley. Il mate-

R«Zaytsev fa la

differenza anche
da schiacciatore,
ne deve essere
convinto pure lui»

riale c’è per costruire una realtà di alto livello, mi auspico che
prima o poi ci sia anche la collaborazione necessaria». Orgoglioso dell’accoglienza che
aspetta gli azzurri anche Agostino Pantani, attuale consigliere federale ma per anni
presidente proprio dei Lupi
S.Croce in serie A. «La risposta
di Firenze è sempre calorosa promette il dirigente -. In Toscana c’è molta passione e molta richiesta per questi eventi e
riempire il Nelson Mandela è il
risultato anche del lavoro del
comitato regionale. Il volley di
club? Purtroppo è questione
soprattutto economica. Firenze, come tutte le grandi città,
ha troppe “distrazioni” negli
altri sport, calcio soprattutto il
calcio, per riuscire a convogliare le risorse necessarie ad avere una squadra in A. S.Croce è
un fenomeno particolare, dove
il volley ormai è nella quotidianità del paese e quindi riesce a
rimanere sempre a livello nazionale. Sarà comunque domani (oggi, ndr) un altro grande
spettacolo per il movimento».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA GUIDA
Russia, altro k.o.
è già fuori
dalla Final Four
La Russia perde anche la 2a sfida con
la Polonia ed è fuori dalle finali.
Girone A: a Roma Italia-Brasile 3-2 si
replica oggi a Firenze (20 diretta
Raisport); a Novi Sad e Belgrado
Serbia-Australia 3-0. Classifica: Brasile
15; Italia 13; Serbia 11; Australia 3. Gir.
B: Russia-Polonia 1-3, 2-3 (25-19, 21-25,
24-26, 25-20, 14-16); Iran-Stati Uniti 30 (25-19, 29-27, 25-20). Class. Usa 17;
Polonia 16; Iran 10; Russia 2. Gir. C:
Cuba-Canada 1-3 (14-25, 25-20, 21-25,
21-25); Argentina-Bulgaria. Class.
Canada 21; Bulgaria 10; Argentina 9;
Cuba 5. Gir. D: Giappone-Sud Corea
3-0 (25-17, 25-17, 25-17); Rep.CecaFrancia 0-3, 1-3 (17-25, 25-23, 22-25, 1425). Class. Francia 24; Giappone 10;
Sud Corea 7; Rep.Ceca 4. Girone E:
Olanda-Portogallo 3-0, 2-3 (25-15, 2125, 23-25, 25-21, 11-15). Class. Belgio 19;
Olanda 17; Finlandia 8; Portogallo 4.
FORMULA Alla finale di Rio de Janeiro
(Bra) del 15-19 luglio si qualificano
oltre al Brasile, le prime 2 dei gironi A
e B e la vincente della final four di
Varna (Bul) del 10-12 luglio con la
Bulgaria e le vincenti di C, D ed E.

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

TUTTENOTIZIE
NUOTO

Phelps è solo 3°
nei 200 sl
Le Campbell
volano nei 100 sl
A Santa Clara, Michael Phelps è
solo 3° nella finale dei 200 sl in
1’49”03 dietro Jaeger ed il
russo Lobintsev e con Mitch
D’Arrigo 7° (meglio in batteria).
Phelps centra poi il 3° tempo
nei 200 farfalla in 1’58”90
dietro Smith 1’58”22 e Kalisz
1’58”64. Nei 400 sl, D’Arrigo si
qualifica in 3’52”92.
A Santa Clara (Usa). Uomini,
200 sl Jaeger 1’48”66,
Lobintsev (Rus)1’48”85, Phelps
1’49”03, 7. D’Arrigo in 1’49”92 (b.
1’49”69); 50 do Koga (Gia)
25”02; 100 ra Miller 59”41 (3° t.
2015), Lima (Bra) 1’00”66; 100
fa Shields 52”22, Smith 52”27;
400 mx Bentz 4’17”73. Donne,
200 sl Heemskerk (Ola) 1’55”68
(56”55), Hosszu (Ung) 1’56”88
(56”92), Franklin 1’57”02; 50 do
Coughlin 27”51 (r.n., 3° t. 2015);
100 ra Efimova (Rus) 1’06”13,
Hardy 1’07”53; 100 fa De Paula
(Bra) 58”98; 400 mx Hosszu
4’34”04 (b. 4’31”07, 1° t. 2015).
A Townsville (Aus). Uomini,
50 sl M.Abood 22”81; 200 sl
McEvoy 1’47”73, Hackett 1’49”23;
800 sl Horton 7’59”61; 200 do
Larkin 1’57”04; 100 ra Sprenger
1’02”47; 100 fa Hadler 52”62;
200 mx Fraser Holmes 2’01”30.
Donne, 100 sl C.Campbell
53”14, B.Campbell 53”50,
Wilson 54”57; 400 sl Ashwood
4’08”55; 100 do Seebohm
59”59; 200 ra Wallace 2’24”51;
200 fa Groves 2’08”43.

HOCKEY PISTA

Mondiali partiti
Per gli azzurri
c’è la Colombia
● (m.nan) Debutto oggi per
l’Italia al 42° campionato del
mondo di hockey su pista
iniziato ieri a La Roche Sur
Yon (Fra): gli azzurri del c.t.
Massimo Mariotti scendono in
pista stamattina alle 11,50 con
la Colombia (diretta web sul
sito Raisport). Sedici squadre
partecipanti suddivise in
quattro gironi, una settimana
di gare fino a domenica 28. La
nazionale italiana arriva
all’appuntamento iridato da
campione d’Europa in carica,
titolo conquistato lo scorso
anno ad Alcobendas in
Spagna. Queste le altre gare
degli uomini di Mariotti nella
prima fase, tutte in diretta su
RaiSport 1: Sudafrica-Italia
lunedì alle 17,40, Cile-Italia
martedì alle 17,40; passano le
prime due che se la vedranno
con le prime due del girone C,
verosimilmente Portogallo e
Brasile. Quattro i successi
nella storia della competizione
per l’Italia: nel 1953 a Ginevra,
nel 1986 a Sertaozinho in
Brasile, nel 1988 a La Coruna
e nel 1997 a Wuppertal in
Germania. Ultimo podio
conquistato l’argento del 2003
ad Oliveira de Azemeis in
Portogallo, nel 2013 in Angola
gli azzurri chiusero al 5° posto.

Il c.t. Massimo Mariotti, 51 anni

1Football: semifinali con derby (m.l.) Si giocano oggi le semifinali playoff di Ifl con il

derby milanese Rhinos-Seamen. Oggi: Panthers Parma-Giants Bolzano (ore 16); Rhinos
Milano-Seamen Milano (18). Playout: Giaguari Torino-Briganti Napoli (18).

BOXE / AL PRINCIPE

Soro devastante:
re europeo dei medi
Blandamura k.o.
1Il francese vince all’8 ripresa: combinazione
a

destro-gancio sinistro. Scarpa resta tricolore

Emanuele Blandamura, 35 anni, romano nato a Udine, record 23-2 ACTIVA

Riccardo Crivelli
MILANO

U

n destro-gancio sinistro fulminante a metà dell’8° round: così
Michel Soro, francese con la
dinamite, si impossessa del
campionato europeo vacante dei pesi medi, battendo
per ko un coraggiosissimo e
bravissimo Emy Blandamura, che fino a quel momento, contando molto sulla rapidità di gambe e sulle doti

di anticipo, era riuscito a tenere a bada l’avversario, piazzatosi fin da subito a centro ring
per cercare la soluzione definitiva, pur senza forzare. Si conoscevano le doti del transalpino, pugile intelligente e con il
colpo che spacca, ma il romano
va accomunato nell’applauso
per la sagacia e l’abilità con cui
si è mosso, arrendendosi un avversario più forte e completo.
FULMINE Metà dell’incasso del
Principe viene devoluto per la
costruzione di una scuola in

IPPICA: LA CHIUSURA

Nepa e agli appassionati che
ancora una volta preferiscono
il sabato del pugilato alla movida, il campione d’Italia Andrea
Scarpa, foggiano trapiantato a
Torino, regala una vittoria fulminante. Mancano infatti 10”
al suono del gong del primo
round quando, in un’azione
ravvicinata, il detentore centra
con un velocissimo gancio sinistro il mento di De Prophetis, il
friulano già tricolore nella stessa categoria, e poi lo finisce
con un corto gancio destro. Lo
sfidante crolla pesantemente a
terra di faccia, si rialza, ma in
equilibrio decisamente precario perché possa continuare e
infatti l’arbitro Marzuoli interrompe correttamente il match.
PRIMO STOP Nel sottoclou,
prima sconfitta per il massimo
leggero milanese Rondena, sostenuto come sempre a gran
voce da una rumorosa claque
personale. Stavolta però Matteo tiene uno standard inferiore al suo valore, al netto della
ferita all’occhio sinistro che lo
costringe alla resa all’inizio del
quarto round. Un match mel
quale, nonostante una fiammata a metà terzo round, l’idolo di casa subisce troppi colpi.
Una lezione salutare per una
nuova ripartenza.
Risultati. Medi, Europeo vacante:
Soro (Fra, 27-1-1, kg 72) b. Blandamura
(23-2, 71.9) ko 8; arbitro O’Connor
(Gb), giudici Alexander (Gb),
Jankowiak (Pol), Djajic (Ser); superleggeri, titolo italiano: Scarpa (campione, 18-2) b. De Prophetis (16-8) ko
2’50” 1° t.; superwelter: Prodan (Ucr,
2) b. Kebet (Cro, 0-2) kot 3; welter:
Dabrowski (Pol, 7-1) b. Leskovic (Cro,
2-5) p. 6; massimi leggeri: Martinjak
(Cro, 5-13-2) b. Rondena(4-1) kot 4

GOLF

Royal Ascot casa Italia
con Dettori e Demuro jr

Dettori, 44, premiato dalla Regina Elisabetta dopo le Diamond Jubilee
● Si chiude il Royal Ascot
senza una vittoria di Ryan
Moore, rimasto a 9 (record) e
indiscusso top jockey del
meeting. Scintille italiane
invece, ancora una volta con
Lanfranco Dettori e per la
prima con Cristian Demuro in
una listed (Chesham Stakes m
1400) a 14/1 in sella a Suits
You, beffando per una corta
testa proprio Ryan Moore in
sella Ballydole. Di ben altro
peso la terza vittoria (52 in
totale nella storia del Royal
Ascot) di Dettori che si porta
a casa il suo bel gruppo 1, le
Diamond Jubilee Stakes (m
1200) a 14/1 in sella
all’americano Undrafted,
appartenente all’ex giocatore
di football Wes Welker.
Frankie, ha atteso a centro
gruppo prima di chiedere
l’allungo al sauro, lasciando a
mezza lunghezza Brazen Beau
con Astaire al terzo posto. Per
Dettori GP n. 537 in carriera.
Nelle Hardwicke (gr 2 m
2400) Snow Sky (Smullen) ha
battuto Eagle Top e Posponed
(Dettori).
● NAPOLI GRAN SERATA (lu.
migl.) Notturna straordinaria

35

(inizio ore 20) per Agnano con
un’edizione interessante del Città
di Napoli, classica per i tre anni
privi di un vero e proprio leader
della generazione. Ben 15i al via
con tanti possibili protagonisti: da
Timone Ek, discontinuo, ma di
mezzi indiscutibili, a Tony Gio che
era stato il primo protagonista
della leva 2012, passando però
per Tinamo Jet, beniamino locale,
vincitore dello Stabile ad Aversa
o per Tresor Zs che si è
aggiudicato l’altro gruppo 1 di
questa primavera, il Giovanardi.
Thor di Girifalco è un po’ l’ultimo
grido, mentre Tarim quello che
potrebbe finalmente emergere
dopo qualche prova non proprio
fortunata. Tra le femmine del Filly,
sul miglio, attenzione alla brillante
Tessa Ob Sonic e a Tessy D’Ete
reduce da prestazione “monstre”
alla Maura, ma in seconda fila.
● ANCHE Gal.: Merano (14.45),
Milano (15.35), Livorno (21.10). Tr.:
Roma (15), Modena (20.50).
● IERI GROSSIETO QUINTE’ (m
1750): 1 Pretzhof (Migheli); 2
Bringmetothemoon; 3 Asincity; 4
Fix It; 5 Sole MArino; Tot.: 6,27;
2,37, 4,20, 2,31 (69,23) Quinté 8-72-51 euro 1194,47. Quarté 1104,93.
tris 666,16.

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Quanti big cadono
US Open giovane
con Spieth e Reed
● Dopo due giri, lo U.S. Open
è nelle mani di due ragazzini
americani, Jordan Spieth, 21
anni e Patrick Reed, 24,
entrambi a -5. Insieme hanno
fatto coppia all’ultima Ryder
Cup e sono imbattuti. Spieth è
il re del Masters, vinto a suon
di record. E se conquistasse
anche lo U.S. Open sarebbe il
primo a impossessarsi dei
primi due Major dell’anno dal
2002, quando ci riuscì Tiger
Woods. Tiger non ha saputo
riscattarsi dopo il disastroso
primo giro e non ha superato
il taglio, così come, fra le
vittime eccellenti ci sono il
campione uscente Martin
Kaymer, Rickie Fowler e
Bubba Watson. Mentre
Francesco Molinari (2° round
con 5 bogey, 2 birdie e +3)
scende in 21a posizione a +1.
Momento drammatico
quando l’australiano Jason
Day si è accasciato colpito da
un attacco di vertigini
all’ultima buca. E’ comunque
riuscito a concludere il giro al
9° posto a -2.
Dopo due giri. 1. Reed (Usa
66, 69), Spieth (Usa 68, 67)
-5; 3. D. Johnson (Usa 65, 71),
Grace (Saf 69, 67) -4; 21. F.
Molinari (68, 73) +1.

Jordan Spieth, 21 anni AFP

GHIACCIO
BASEBALL
IL BOLOGNA È AI PLAYOFF
(m.c.) Bologna è ai playoff (15a
volta consecutiva) dopo aver
battuto il Rimini in gara-1 del 14°
turno: i campioni d’Italia chiudono
i conti tra il 2° e il 6° inning.
Padova risponde ai 2 punti del
Parma con un tris al 3°, poi un
temporale costringe a rientrare in
anticipo negli spogliatoi. San
Marino risolve gara-1 con Nettuno
al primo attacco con 3 punti; poi
Rodriguez e Cubilan difendono il
vantaggio. 12° turno, gara-1:
Parma-Tommasin Padova 2-3 (6°,
v. Quevedo, p. Jimenez), T&A San
Marino-Città di Nettuno 4-1 (v.
Rodriguez 4bv-6so, p. Estrada),
UnipolSai Bologna-Rimini 5-1 (v.
Fleming 4bv-7so, p. Richetti), Angel
Service Nettuno2-Godo Knights 2-1
(v. Gonzalez 3bv, p. Uviedo). Class.:
Bologna 783 (18-5); Rimini 652 (158); Tommasin Padova 609 (14-9);
T&A San Marino 565 (13-10);
Citta di Nettuno 522 (12-11); Godo
Knights 348 (8-15); Angel Service
304 (7-16); Parma 217 (5-18).

BEACH VOLLEY


WORLD TOUR (c.f.) Occasione
persa nel Grande Slam di St.
Petersburg (Usa) di World Tour, a
soli 5 giorni dal Mondiale, per
Nicolai-Lupo, quinti dopo la vittoria
2-1 su Walkenhorst-Windscheif
(Ger) e il k.o. nei quarti (alle 7 della
mattina) con Doppler-Horst (Aut).
Finale tra Gibb-Patterson (Usa) e
Nummerdor-Varenhorst (Ola). Tra
le donne le azzurre Menegatti-Orsi
Toth, completata a punteggio
pieno la pool con il 2-0 a
Laboureur-Sude (Ger), negli ottavi
hanno affrontato (nella notte
italiana) Holtwick-Semmler (Ger).

BOXE


CADE CASTELLUCCI (r.g.) A
Sora (Fr) il superwelter locale
Stefano Castellucci (24-5) è stato
sconfitto kot al 4° round dal
brasiliano Carmelito De Jesus (154) per il vacante internazionale Ibf.
Allo stop, Castellucci era in chiaro
vantaggio: il ginocchio sinistro, già
operato, ha ceduto all’improvviso
e il brasiliano lo ha colpito in quel
frangente, mandandolo al tappeto.
Risultati. piuma: Gemini (4) b.
Davide Latini (0-4-1); medi: Marino
Bucciarelli (8-4) b. Adrian Sandu
(Rom. 1-21) 4 t; mediomassimi:
Giovanni Rossoni (4) b. Remo
Tatangelo (10-5-2) 4 t.
● FINALE WSB (r.r.) Gli Arlans
kazaki vincono 3-2 la prima finale
delle World Series contro i
detentori cubani ad Astana, dove
stasera si assegnerà il titolo.
● RUSSO A MILANO (r.g.) Si
disputerà a Milano l’11 luglio
l’incontro che assegna il pass per i
Giochi di Rio, nei massimi, tra
Clemente Russo e il kazako Anton
Pinchuk, finalisti del Cycle 1 Apb.

CANOA


SLALOM (a.fr.) A Praga, nella 1ª
prova di Coppa del Mondo slalom,
nel K1 in semifinale esce De
Gennaro, 11°, mentre l’olimpionico
Molmenti passa con il 10° tempo e
chiude la finale (2 penalità) 7° in
1’37”26 a 8”52 dal vincitore
Prskavec (R.Ceca). Nel C1 out in
semifinale sia Cipressi, 12° in
1’36”72 a 4”91 da Jezek (R.Ceca),
vincitore finale, che Ceccon 29° a
18”57. Oggi in semifinale nel K1
donne Horn e Giai Pron.

CANOTTAGGIO
VARESE, FINALE PER CINQUE
Sono cinque le barche olimpiche
azzurre che oggi sul Lago di
Varese disputeranno la finale nella
seconda tappa di Coppa del
Mondo. Al 4 senza senior
qualificato venerdì si sono aggiunti
il doppio pl di Micheletti e Ruta, il
doppio senior argento iridato di
Fossi e Battisti e i due senza
senior di Abbagnale (figlio di
Beppe)-Abagnale e di MontroneAgamennoni, impegnati nella
stessa semifinale: gara autorevole,
premiato Montrone per una
punta. Eccellente il doppio pl,
dominatore della sua semifinale,
che oggi prova a rendere difficile
la vita ai favoriti francesi. Delude il
4 di coppia, brillante a inizio
stagione, e i due 4 senza leggeri:
un piccolo campanello d’allarme
cui rispondere subito.

Cappellini
e Hotarek sposi
a Como

● Separati in pista, uniti nella
vita: ieri a Como fiori
d’arancio per Anna Cappellini
e Ondrej Hotarek, leader
azzurri del pattinaggio di
figura. Lei, nella danza (anche
iridata) con Luca Lanotte, lui
(nelle coppie) con Valentina
Marchei. Auguri!

HOCKEY PRATO


AZZURRE (g.l.g.) Una Italia
concentrata e determinata fa il
suo esordio positivo nella terza
fase di World League pareggiando
1-1 contro la Corea del Sud,
campione d’Asia. Rete iniziale di
Mihyun Park su azione all’11’ e
Italia che reagisce ed attacca
trovando il pari a due minuti dalla
fine con Giuliana Ruggieri, sugli
sviluppi di un corner corto.
Mercoledì 24 sfida alla Francia.

NUOTO
100 SL, LE CLOS SU MAGNINI
(al.f.) Il sudafricano Chad Le Clos
vince i 100 sl al meeting Rossini di
Pesaro in 50”22 davanti a Magnini
(50”39) e Maglia (50”49). Uomini:
400 sl Brown (Saf) 3’49”59,
Paltrinieri 3’56”94.
● RUFFINI TERZO (al.f.) Simone
Ruffini, campione italiano della 10
e della 25 km, è terzo nella tappa
di coppa del Mondo 10 km del lago
Balaton (Ung) in 1h41’47”: è il 3°
podio stagionale nel circuito di
acque libere, battuto allo sprint dal
britannico Burnell e dal greco
Giannotis; 7° Vanelli. Tra le donne
vince la brasiliana Cunha su Riztov
(Ung) e Payne (Gb), Rachele Bruni
è 4a al fotofinish; 8a Ponselè.

PALLANUOTO


SETTEBELLO A Rovereto, in
amichevole col Brasile, ultimo test
prima della World League al via
martedì a Bergamo, il Settebello
vince 12-3 (1-1, 4-0, 1-2, 6-0) con
reti di Gallo (3), Baraldi (2),
S.Luongo (2), F.DiFulvio (2),
Giorgetti, Aicardi, Renzuto.

OLIMPIADI

Martedì Parigi
si candida
per i Giochi 2024
● È attesa per martedì, in
coincidenza della giornata
mondiale olimpica e non più il
14 luglio, la formalizzazione
della candidatura di Parigi
per l’Olimpiade 2024 nella
sede del comitato olimpico
francese. Il dossier parigino
ricalca la strada tracciata dal
Cio con l’Agenda 2020, con
un progetto non faraonico (6
miliardi di euro), che riutilizza
le strutture esistenti (Stade
de France, palazzo di Bercy) e
zone di riferimento della città
(Campi Elisi, Grand Palace),
contando sul potenziamento
della rete di trasporti. I siti
degli impianti sono già stati
identificati, tranne il villaggio
olimpico, la sede della vela e
gli stadi di calcio. Per il 2024
hanno presentato la propria
candidatura Roma, Boston e
Amburgo, in arrivo Budapest.
La scadenza per le domande
è il 15 settembre. La vincitrice
sarà decisa nell’estate 2017.

36

AltriMondi R

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

IL FATTO
DEL GIORNO
CORSA CONTRO
IL TEMPO

di GIORGIO DELL’ARTI
gda@gazzetta.it

Domani è il giorno fatale per la
Grecia: dentro o fuori, con tutte le conseguenze del caso. Le
banche greche, a secco (i cittadini stanno ritirando i loro soldi dai conti correnti al ritmo di
un miliardo al giorno, i depositi rispetto all’anno scorso si sono più che dimezzati), avevano chiesto alla Bce un prestito
straordinario di tre miliardi.
Draghi gli ha concesso un miliardo e sei, quanto basta per
arrivare a domani sera.

1

Uno dei bancomat presi d’assalto ad Atene: in Grecia i cittadini ritirano soldi ormai alla media di un miliardo al giorno

Cosa accadrebbe
se la Grecia
alla fin fine
dovesse fallire?
1 Nel caso di default per Atene banche al collasso

e conseguenze sociali incalcolabili. Il ministro apre:
«Accordo possibile con segnali positivi dalla Merkel»

NOTIZIE TASCABILI
LA FIRST LADY IN VISITA A VENEZIA

Michelle Obama conquistata
dalla Biennale e dai vetrai
● Una giornata dedicata all’arte tra le luci e riflessi magici di Venezia.
Michelle Obama e le figlie hanno continuato ieri il loro viaggio in Italia
in una delle nostre città più famose nel mondo. La first lady ha fatto
tappa al Padiglione Americano della 56a Esposizione d’Arte della
Biennale, lasciandosi scappare un sonoro «amazing!»: oltre allo
spazio del suo Paese, con le installazioni della visual artist Joan Jonas
particolarmente amate dalle più giovani della famiglia, ha voluto
visitare anche quelli di Serbia, Egitto e Polonia. Quindi il gruppo si è
trasferito in motoscafo a Murano per ammirare il lavoro artigianale
delle vetrerie («L’estro artistico dei vetrai è unico», ha detto lei),
mentre il maltempo ha negato la visita a Burano, l’isola del merletto.

2

Che cosa pensa Goldman
Sachs? Il default ci sarà?
Il Wall Street Journal,
sempre citando Goldman Sachs, riferisce quanto segue:
«La Grecia non può semplicemente reintrodurre una moneta nazionale. Anche se le
trattative con i creditori dovessero fallire e la Grecia de-

3

Mamma mia.
A questo scenario da incubo si contrappone la

PER I TURISTI
Quattro consigli
per chi va in vacanza
sulle spiagge della Grecia
Partire con
il contante
necessario per
evitare eventuali
tetti di prelievo
al bancomat

Stipulare una
polizza di viaggio
che contempli
l’eventualità del
default del Paese

15653265566666

Se la Grecia uscisse
dall’euro, i negozi
e gli hotel
potrebbero
preferire
i pagamenti cash

L’ipotesi di uscita
della Grecia
dalla Ue è distante
ma viaggiare con
il passaporto
è preferibile
GDS

stranezza di fondi americani
che investono allegramente
in Grecia, come se sapessero
qualcosa che noi non sappiamo. Cioè questi ricconi americani hanno l’aria di credere
che all’ultimo secondo l’Europa tirerà fuori i soldi, la Grecia sarà salva e quello che i
furboni hanno comprato a 1
sarà rivenduto come minimo
a 2.

4

Chi sono questi qui?
Ma per esempio il fondo
di Wilbur Moss ha investito 1,3 miliardi di dollari in
Eurobank Ergasias, la terza
banca greca (lui ci ha messo
30 milioni, i suoi clienti il resto). Ross è un famoso contrarian ossia, come si dice un poco volgarmente in Borsa, uno
che ama andare controvento,
quando tutti vendono lui
compra. Ha rastrellato roba
della Bank of Ireland di Dublino quando l’Irlanda pareva
cadavere, e ne ha tratto un
margine del cento per cento.
Idem con la Bank of Cyprus.
In questo modo ha accumulato in 15 anni un patrimonio di
tre miliardi di dollari. Suo ragionamento, fatto ai microfoni della Cnbc: «Quella greca è
una crisi sopravvalutata, senza alcun senso. Guardiamo i
numeri: Atene vale il 2 per
cento del Pil europeo. I suoi
scambi con l’Europa arrivano
a 50 miliardi di euro. Insomma una goccia nel mare». Non
è il solo a pensarla così: hanno scommesso sul salvataggio greco anche Daniel Loeb
col suo fondo Third Point (ha
già guadagnato con Alpha
Bank e Piraeus Bank, al tempo della crisi precedente: titoli comprati a 17 euro e rivenduti a 36), oppure John Paulson (4 miliardi di dollari guadagnati sui subprime) o
anche David Einhardt. Gente
che crede al salvataggio e ci
mette i soldi.

5

Quindi potremmo essere
ottimisti.
Non lo so. Ieri Juncker e
Tsipras dovrebbe essersi telefonati. Adesso, però, Juncker
non conta più troppo. La palla
è in mano ai greci che devono
dire se accettano o no le condizioni poste loro dai creditori. Varoufakis in un’intervista
ha detto che la Grecia sarebbe
pronta a un compromesso se
arrivassero «segnali significativi» da parte della Merkel.

BANDO SHOCK ONLINE

LE INDAGINI DELLE FIAMME GIALLE

Il concorso Isis
sul Corano: in palio
c’è «una schiava»

Fisco, bilancio nei primi 5 mesi del 2015
«Appalti irregolari per 600 milioni»

● In Libia l’Isis ha lanciato un
bando online per un concorso di
recitazione di versetti coranici
rivolto «ai soldati dello Stato
islamico e a tutti i responsabili
della Provincia della Cirenaica».
La cosa più grave sta nel premio
che sarà consegnato alla fine del
Ramadan: ai primi tre classificati
andrà infatti «una schiava».

Michelle Obama a Murano è stata 40 minuti nella vetreria Ars Cenedese ANSA

Potrebbe essere un modo
per costringere Tsipras e
Varoufakis a cedere.
Ci sono alcuni indizi. È vero
che domani sera alle 19 si riuniranno i capi di governo o di
stato della zona euro, convocati dal presidente del Consiglio Tusk. Ma è anche vero
che nel pomeriggio siederanno intorno al tavolo i ministri
delle Finanze (Eurogruppo) il
cui compito principale sarà di
studiare una strategia per affrontare il default. Si suppone, in base a quello che venne
fatto a Cipro, che le banche
greche verrebbero chiuse per
parecchi giorni, che sarebbe
vietato esportare capitali oltre a una certa cifra, naturalmente niente bancomat, la
gente dovrà cavarsela con gli
euro che ha in casa. Si darà
quindi avvio alla preparazione di una moneta parallela...
Sa che la versione italiana del
Wall Street Journal online, citando Goldman Sachs, ha sostenuto che i greci non avrebbero neanche i soldi per stamparsi le dracme? Il conio di
una moneta, sul mercato, costa 0,0166-0,0895 dollari. La
stampa di una banconota
0,049-0,123. A gennaio in
Grecia dovrebbero aver circolato poco più di 300 milioni di
banconote e un paio di miliardi di monete... Faccia lei i conti di quanti soldi ci vorrebbero.

cidesse di uscire dall’euro e di
non onorare i debiti, le sue
passività non potrebbero essere facilmente convertite in
dracme. Gli arretrati dovrebbero essere ripagati prima
che la Grecia possa avere la
possibilità di riaccendere ai
mercati finanziari» e ad Atene non verrebbe consentito di
«emettere una valuta scambiata a livello globale». I prestiti ricevuti finora sono il risultato di trattati internazionali con scadenza fino a trent’anni. Sessantasei miliardi di
debito sono stati emessi secondo normative non-greche.
«Sarebbe difficile convincere
gli stessi greci a detenere
dracme. Il governo potrebbe
pagare dipendenti, pensionati e fornitori in dracme, ma
poi le dracme non potrebbero
essere utilizzate per acquistare beni all’estero. Gli esportatori non vorrebbero essere
pagati in dracme. L’economia
rimarrebbe largamente azzerata e senza la risorsa naturale della liquidità in euro».

La Finanza è nata nel 1774 LAPRESSE

● Risorse pubbliche per 100 milioni al mese finite in mano a soggetti
che non ne avevano diritto, appalti irregolari per 600 milioni, redditi
evasi all’estero che aumentano del 72% rispetto allo stesso periodo
del 2014: ma anche 3.250 evasori totali scoperti e sequestri per 420
milioni a chi non aveva pagato le tasse. Denunciate 5.523 persone per
reati fiscali, 37 arrestate. Sono i dati relativi all’attività svolta nei primi
cinque mesi del 2015 dalla Guardia di Finanza, che ieri ha celebrato il
suo 241° anniversario. Ma «occorre contrastare l’evasione fiscale e la
criminalità organizzata in modo più efficace», ammette il ministro
dell’Economia Pier Carlo Padoan: non bastano quindi «modalità
procedurali e amministrative più semplici ed efficienti», bisogna
piuttosto «potenziare gli strumenti esistenti e costruirne di nuovi».

OGGI RADUNO A PONTIDA STAMATTINA A TORINO

MOTIVI DI LAVORO

Salvini rottama
il senatur Bossi
«Contano i voti»

Il Papa insiste:
«Tenetevi lontani
dalla corruzione»

Livorno, litiga
per il ristorante
e uccide il fratello

● Martedì vedrà Berlusconi,
anche per parlare del candidato
sindaco di Milano ma intanto
Matteo Salvini modifica lo statuto
e ridimensiona il ruolo di
Umberto Bossi, che reagisce: «Mi
tolgono i poteri perché hanno
paura». Salvini replica: «In
politica contano i voti e noi
siamo pronti a governare». Oggi
il raduno a Pontida (Brescia).

● Papa Francesco, ieri mattina,
nell’incontro con i Cavalieri del
Lavoro, è tornato a richiamare
tutti all’etica: «Solo se radicata
nella giustizia e nel rispetto della
legge, l’economia concorre a un
autentico sviluppo, che non
emargini individui e si tenga
lontana da corruzione e
malaffare». Il Pontefice oggi
partirà per Torino, blindatissima

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La «sua» Torino è pronta alla visita
già da ieri, in cui si fermerà
due giorni: la sua agenda,
ricchissima di appuntamenti,
prevede la visita alla Sindone,
l’incontro con rom e immigrati e
con la sua famiglia piemontese (il
Papa ha radici astigiane).

● Dopo l’ennesimo litigio per
motivi di lavoro, Nicola Guidotti,
59 anni, ha estratto una pistola e
sparato quattro colpi al fratello,
Mario, 51. L’omicidio è avvenuto
nel tardo pomeriggio di ieri
davanti al loro ristorante a
Livorno. Prima di sparare, Nicola
avrebbe detto ai dipendenti: «Ora
camminate da soli», si pensa
quindi volesse lasciare l’attività.

AltriMondi R

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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

martedì in Cdm di sei decreti legislativi per «cambiare il rapporto tra lo Stato e i cittadini»
alle altre riforme, senza dimenticare una strigliata al Pd, colpevole di aver perso un po’ di vista la sua missione, «Deve parlare ai cittadini non alle sue correnti. Urlare e insultare riesce a
tutti, cambiare e costruire invece tocca a noi», ha ammonito il
premier-segretario.

Una recente manifestazione di precari della scuola a Roma: martedì ci saranno sit-in in tutta Italia ANSA

Bufera sulla scuola
Renzi: «Assunzioni
solo con la riforma»
1Il premier: «Bloccano il ddl, poi accusano il governo»
I sindacati in piazza martedì: «Non gli daremo tregua»
Filippo Conticello
@filippocont

S

empre la Buona scuola, la
più traballante delle riforme su cui Renzi ha deciso
di giocarsi parecchie fiche nel
momento di massima difficoltà.

E in ballo restano sempre 100
mila precari che da una vita
aspettano un posto sicuro. Di
loro, del mondo dell’istruzione
e di tanto altro ha scritto ieri
sulla sua newsletter. Un messaggio ben scolpito a ogni opposizione e declinato su vari temi:
dal fisco con la presentazione

100

● Le migliaia di professori
precari che sarebbero assunti
con la riforma renziana.
Ma i sindacati vogliono separare
le stabilizzazioni dal ddl

NIENTE PACE Nonostante le turbolenze nel governo e nella
maggioranza, Renzi ha caricato
in particolare sulla scuola: nel
mirino chi «blocca con migliaia
di emendamenti e poi accusa il
governo di non voler fare le assunzioni». Più nel dettaglio, sulle migliaia di prof in bilico:
«Non vogliamo fermarci, ma
per far assumere va cambiato il
sistema scuola». Ribaditi ancora una volta gli assi di questa rivoluzione: «100 mila persone in
più, più soldi agli insegnanti,
merito nella valutazione e una
diversa organizzazione basata
sull’autonomia». Fumo negli
occhi per i sindacati, che promettono di «non dare tregua»:
dopo la «protesta degli scrutini», il temporaneo «stop» all’esame del ddl al Senato, le polemiche sull’eventuale mannaia
della fiducia, l’obiettivo è costringere l’esecutivo a convocare un incontro. La proposta,
scorporare in un decreto le 100
mila assunzioni, verrà ribadita
ad alta voce martedì: nel giorno
in cui in Commissione Cultura
al Senato si torna a esaminare il
testo, è convocata una manifestazione a Roma con aggiunta
sit-in di protesta nel resto del
Paese. «Il governo rifiuta il confronto, è una presa in giro», ha
tuonato il leader Cgil Susanna
Camusso. Pare che nessuno, né
i sindacati né il governo, tirerà
indietro la gamba sulla scuola.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

AL FAMILY DAY
IL NO CATTOLICO
ALLE NOZZE GAY
«Siamo un milione», ha detto
Massimo Gandolfini, che ha
organizzato il Family Day a
Roma: piazza San Giovanni
piena (foto Ansa) per dire no
alle unioni civili e difendere la
famiglia tradizionale. Martedì
torna in Commissione al
Senato il ddl Cirinnà su coppie
gay e convivenza in genere.

LA TRAGEDIA A GRAZ

Austria, un Suv sulla folla
Tre morti e decine di feriti
1Alla guida 26enne

con problemi psichici
Escluso il terrorismo
E tra le vittime
c’è un bimbo di 4 anni

F

ra le tre persone morte in
un pomeriggio di ordinaria follia a Graz, Austria, ci
sono pure un bimbo di quattro
anni e una donna che andava in
bici. Vittime ieri di un Suv lanciato a velocità assurda in una
piazza del centro: oltre ai cadaveri lasciati a terra, si contano
pure 34 feriti di cui dieci gravi e
almeno uno in pericolo di vita.
Il gesto è stato voluto, come
conferma il fatto che l’uomo,
26enne austriaco di origine bosniaca affetto da «psicosi con
risvolti familiari», avrebbe minacciato con un coltello la gente, dopo aver interrotto la sua
corsa in auto sbattendo contro

L’auto che ha investito la folla a Graz guidata da un ragazzo di origine bosniaca

RLo squilibrato

di origine bosniaca
voleva uccidere
Il sindaco per poco
è scampato all’urto

un negozio. Poi gli agenti l’hanno bloccato senza che opponesse alcuna resistenza.
IN LUTTO Voleva uccidere, anzi
aveva preso la mira. Ma è stata
esclusa con decisione dalle autorità un’eventuale matrice terroristica. Pare che lo squilibra-

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to, un conducente sposato e
con due figli, avesse ricevuto a
fine maggio un’ingiunzione di
stare alla larga dalla famiglia
per comportamento violento:
sarebbe stata probabilmente
questa la molla che ha fatto
scattare il raptus. E la ricostruzione dei media del posto lascia
sgomenti: l’uomo ha attraversato la folla volando in auto tra
i 110 e i 150 chilometri orari, in
un punto della città riempito da
decine di persone, visto che si
stava tenendo un evento legato
al Gran Premio di Formula 1 a
circa 70 chilometri dalla città.
Avrebbe «volontariamente» investito i passanti, alcuni scaraventati contro le vetrine dei negozi, altri sbalzati al di sopra
del Suv. Lì a qualche metro
c’era pure il sindaco della città,
che da quelle parti chiamano
borgomastro: «Mi trovavo lì
con la mia Vespa, l’assassino ha
prima buttato a terra una coppia, uccidendo sul colpo l’uomo – ha precisato Siegfried Nagl –. Ho pensato che si sarebbe
fermato, ma invece ha preso di
mira me e un altro passante». Il
sindaco ha poi annunciato che
tutti gli eventi pubblici saranno
cancellati e verrà proclamato il
lutto cittadino.
al.mo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

37

L’EMERGENZA

Dramma sbarchi
Mattarella all’Ue
«L’Italia non può
più fare da sola»
1Appello del capo

dello Stato. E tra
Boldrini e Salvini è
lite. I centri sociali
sfilano a Ventimiglia

I

l flusso di migranti in arrivo dalla Libia sta calando perché, dal 1° gennaio, sono stati sequestrati o
mandati alla deriva 421 barconi. Ma gli sbarchi continuano: 738 migranti recuperati da una nave lussemburghese approdano oggi a Crotone e saranno distribuiti fra
10 regioni. Il Viminale calcola che le persone arrivate
sulle nostre coste nel 2015 siano (al 16 giugno) 58.659 . E
il tema resta centrale, anche
perché ieri si è celebrata la
Giornata mondiale del rifugiato, condizione che interessa una persona ogni 122
nel mondo: ogni mese, sono
5.500-6.000 i migranti che,
sbarcati in Italia, domandano il riconoscimento dello
status di rifugiato.
SCOGLI Ne parla il capo dello Stato Sergio Mattarella
(«Il nostro Paese continuerà
a fare quanto necessario» ma
serve «l’auspicabilmente
crescente contributo della
Ue») mentre il premier Renzi
attacca la demagogia: «I numeri sono gli stessi dello
scorso anno, il dato del 2014
era 58.200 (ma il Viminale
indicava 57.628, ndr). L’enfasi politica e comunicativa,
no. Dalle recenti elezioni danesi fino all’ipotesi di costruzione di un muro tra Serbia e
Ungheria, proprio nel cuore
dell’Europa, che doveva essere la patria di chi i muri li
abbatte: la discussione sull’immigrazione è accesa». E

«l’Italia non può fare tutto da
sola». Renzi ne parlerà oggi con
Hollande, leader della Francia
che chiude le porte. E la polemica si arroventa tra la presidente
della Camera Laura Boldrini e il
capo della Lega Matteo Salvini:
«Nessuna invasione, l’emergenza non è in Italia, ma dove c’è la
guerra», ripete la Boldrini, «ricoveratela, in Italia non c’è spazio per tutti», la stronca Salvini.
Ultima parola alla ex portavoce
dell’Alto commissariato Onu
per i rifugiati: «È mia abitudine
non fare polemiche ma collaborare alle soluzioni. Ritengo che i
cittadini di Milano, così come
quelli di Roma e Ventimiglia,
abbiano dato prova di capacità
di rimboccarsi le maniche». A
proposito di Ventimiglia, restano sugli scogli da 7 giorni 170
persone che vorrebbero entrare
in Francia e per le vie della cittadina ligure ieri è sfilato il corteo
di solidarietà con gli immigrati
organizzato dai centri sociali,
senza incidenti. Oggi si teme arrivi, però, il Fronte Nazionale di
Le Pen. Mentre i social rilanciano le immagini del talk di una tv
locale in cui Leonardo Muraro,
presidente della provincia di
Treviso, riesce a dire: «Volete
portare gli uomini di colore qui
per bastardare la nostra razza».
Ieri l’ex-leghista ha tentato di rimediare: «Era una accezione
dialettale...».
f.riz.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Laura Boldrini ha 54 anni ANSA

OBAMA TORNA AD ATTACCARE LE ARMI FACILI

Charleston, deliri razzisti
Il killer: «Non avevo scelta»
● «Mi rifiuto che quanto
accaduto possa essere
considerato la normalità».
Così Barack Obama è
intervenuto ieri alla
conferenza dei sindaci a San
Francisco a proposito dei
tragici fatti di Charleston.
«L’apparente movente del
killer ci ricorda che il
razzismo rimane ancora
come una ruggine che
dobbiamo combattere
insieme», ha detto il
presidente degli Stati Uniti
tornando poi a spingere per
leggi più severe nel controllo
delle armi: «Mi rifiuto di
accettare che qualsiasi
riferimento a quello che
possiamo fare per impedire
cose del genere appaia una
strumentalizzazione
politica». Intanto emergono
inquietanti novità su Dylann
Roof, il 21enne che ha
ucciso nove afroamericani.
Ieri, sul sito Internet
lastrhodesian.com è apparso
il manifesto razzista del killer,
con tanto di foto che lo
vedono imbracciare fucili e

bruciare la bandiera americana.
«Ho scelto Charleston - si legge
- perché è la città più storica del
mio Stato e ha avuto il più alto
rapporto tra neri e bianchi nel
Paese. Non abbiamo skinhead,
nessun vero KKK, nessuno fa
niente se non parlare su
Internet. Bene, qualcuno deve
avere il coraggio per portare
questo al mondo reale e credo
che debba essere io. Non c’era
scelta». Secondo la stampa
americana Roof aveva pensato
inizialmente di attaccare il
campus universitario, ma era
stato poi scoraggiato dagli
impianti di sicurezza.

Il killer 21enne Dylann Roof AFP

38

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AltriMondi R

DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

Ferro guarda tutti dall’alto
«Ora volo sulle mie paure»

1Ieri a Torino, in un Olimpico strapieno, la prima del tour negli stadi

con uno spettacolo di luci, tecnologia e capriole a 20 metri di altezza
mezza di concerto. Si tratta di
uno spettacolo tecnologico, ma
il fulcro rimangono la musica e
la mia band, che mi ha dato
emozioni pazzesche». E d’altronde nel formare il collettivo
ha scippato i musicisti a Usher,
Pink e Zucchero, tra gli altri.
Appassionato e potente in tutto
quello che fa, dal palco dedica
anche un messaggio a Papa
Francesco, che oggi sarà qui a
Torino: «Spero possa essere lui
il cambiamento. Stimo tutti
quelli che, come lui, fanno le
cose per amore».

Tiziano Ferro è stato due mesi in Belgio per imparare a «volare» come ha fatto ieri sera all’Olimpico di Torino

Daniele Vaira
INVIATO A TORINO
@danvaira

N

on poteva presentarsi al
suo pubblico se non planando da 20 metri d’altezza con una capriola. Un angelo bardato in smoking in
mezzo a migliaia di persone urlanti, in un boato di luci e palloncini mentre dietro diciannove schermi disegnavano immagini, formavano palazzi scomposti e collage digitali. Una
marionetta che sconvolge il ritmo. Troppa l’attesa nata su Facebook, troppe le promesse fatte ai fan anche postando immagini dei lavori in corso. La pedana, il palco, “le sorprese”.
Tiziano Ferro ha scelto Torino e
il suo primo successo Xdono
per dare il via al suo tour negli

stadi. Ha scelto l’Olimpico per
uno spettacolo tecnologico, futuristico e d’impatto. Ha scelto
di fare piroette imbragato nell’aria, di volteggiare in diagonale, di usare il laser mapping,
e così il suo corpo è diventato
una tela in balia dei puntini in
Senza scappare mai più, Il sole
esiste per tutti o è sembrato prigioniero di una gabbia virtuale
in Stop! Dimentica. Ma la decisione più grande è stata quella
di superare le sue paure, come
ha spiegato poco prima del suo
show. «La mia prima esperienza in uno stadio, all’Olimpico
di Roma nel 2012, era stata un
azzardo. Non ero pronto, non
sapevo gestirmi». Ora è tutto
diverso. «Ho capito che dovevo
solamente essere me stesso in
una nuova situazione. Mi sono
allenato fisicamente in Belgio e
vocalmente per fare due ore e

LE RICETTE DI EATALY

È UNO SPETTACOLO
RICCO, MA IL FULCRO
RIMANE LA MUSICA
E QUESTA BAND
CHE MI EMOZIONA
IL PAPA OGGI SARÀ QUI
A TORINO, SPERO SIA IL
CAMBIAMENTO. STIMO
CHI COME LUI FA
LE COSE PER AMORE
TIZIANO FERRO
CANTAUTORE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLI

21/3 - 20/4
ARIETE

21/4 - 20/5
TORO

21/5 - 21/6
GEMELLI

22/6 - 22/7
CANCRO

23/7 - 23/8
LEONE

24/8 - 22/9
VERGINE

7,5

5,5

7+

7

8

6

Vi giunge l’aiuto
della Luna, oggi,
nel lavoro,
in amore,
in fatto di quattrini
e di rapporti
(ma stasera don’t
romp). Ormoni
all’assalto, briosally!

Intralci e, forse,
ansie finanziarie
minacciano
di rovinarvi la
domenica: state su.
Confronti suini
tamponano
la cupezza, stasera
specialmente.

Si creano affinità
giuste con
le persone attorno.
E tutto procede
fruttuosamente,
anche se stasera
lo zebedeo, forse
cadrà o girerà. Ma
l’ormon strabilia.

Arriva il solstizio
d’estate. Insieme
al mese dei
compleanni. Auguri!
Il lavoro premia,
voi siete meno
liofilizzazebedei
e più suini,
l’amor vi candisce.

Vi aspetta
una domenica
da protagonisti.
Svaghi, sport,
lavoro procurano
soddisfazioni,
le vostre energie
corroborano
il sudombelico. Uau.

Non sentitevi
sfigati, cambiate
registro
e impegnatevi:
in autonomia
riscuoterete
successi. Grava
tuttavia un cicinìn
di carestia suina.

23/9 - 22/10
BILANCIA

23/10 - 22/11
SCORPIONE

23/11 - 21/12
SAGITTARIO

22/12 - 20/1
CAPRICORNO

21/1 - 19/2
ACQUARIO

20/2 - 20/3
PESCI

7+

6-

7,5

6

6-

6-

Il lavoro
di squadra, il relax
con gli amici
e la vostra forma
fisica sono i favoriti
della Luna.
Il sudombelico si
diverte espletando,
anche in viaggio.

Impedimenti
giungono. Non
crepate gli zebedei
altrui con
aggressività
e lagne, tutelatevi
dai fallocefali.
Fornicazione rude,
ma gaudiosa.

La Luna vi fa
vincere in ogni
circostanza e
agevola viaggi, vita
sociale e shopping.
L’economia
migliora, ma la
felicità suina latita.
Per poco, tranqui.

Le vostre paranoie
allietano come
martellate
sul ginocchio.
Ma se duole l’altrui
rotula, rutila
il vostro ormon.
Ok soldi e spese,
serata sgarzola.

L’umoraccio
incombe:
non lasciatevi
disorientare da una
rivelazione, né
cedete alle stizze.
Lavoro faticoso,
ma suinamente
v’impegnate bene.

C’è qualche
giramento
di zebedei dovuto
a rogne sia di vita
domestica sia di
lavoro. Rimediabili.
Il sudombelico
è impeditino.
O privo di consensi.










Avvistato un X-Men a Taormina. Ieri al Festival, insieme a
Rupert Everett, c’era anche James Marsden (foto Ansa), il
famoso Ciclope della saga di Bryan Singer, che ha incontrato il
pubblico per parlare dei suoi progetti. La rassegna, conclusa
ieri sera, ha visto trionfare nel concorso internazionale il film
«Krisha» di Trey Edward Shults, mentre il doc italiano «SanBa»
di Valentina Belli si è aggiudicato la sezione TaoEdu.

SU SKY ATLANTIC

I NUOVI PALINSESTI

True Detective
La stagione 2
al via domani

Su Rai 3 torna
«Rischiatutto»
versione Fazio

● L’appuntamento per i
cultori è per le 3 di domani
mattina: in contemporanea
con gli Usa, su Sky Atlantic
debutta (sottotitolata)
la stagione 2 di «True
Detective», con un nuovo
cast guidato da Colin Farrell
e Vince Vaughn, chiamati a
sostituire Woody Harrelson e
Matthew McConaughey. Per
chi non può permettersi la
levataccia, la replica arriva
domani sera alle 22.10. In
ogni caso il momento è
atteso dai cultori di serie tv
americane, per scoprire se la
seconda stagione saprà
confermare le qualità della
prima. Al centro della
vicenda l’indagine sulla
morte di Ben Caspar,
consigliere corrotto trovato
ucciso nei giorni in cui
lavorava a un affare legato
alla rete di trasporti pubblici
in California. Vengono
incaricati di indagare tre
agenti da città diverse.

● Adesso c’è la conferma. Nel
2016, subito dopo Sanremo,
torna il «Rischiatutto» e a
condurlo sarà Fabio Fazio,
che già qualche tempo fa
aveva espresso questo suo
desiderio di ritorno alle
origini. La nuova versione del
quiz diventato mitico con
Mike Bongiorno all’inizio degli
Anni 70, verrà trasmesso il
giovedì in prima serata su Rai
3. In un primo tempo si era
pensato di farlo partire molto
prima, ma la data di inizio è
stata spostata a causa di
diversi problemi legati alla
definizione dei diritti con la
vedova di Bongiorno. La
notizia è emersa dalle
anticipazioni di quelli che
saranno i palinsesti Rai della
prossima stagione, da cui
emergono soprattutto
conferme (a partire da Carlo
Conti e Antonella Clerici)
e poche rivoluzioni. Si
rischia davvero solo col
«Rischiatutto».

LA SETTIMA USCITA “CARNE” È IN EDICOLA A 7,90 EURO*

OROSCOPO LE PAGELLE di ANTONIO CAPITANI




UNA FESTA Il pubblico sul prato e sugli spalti è rapito e non
smette di cantare, di regalare
urla di sorpresa ad ogni cambio
d’ambito di Ferro (ben 7 lungo
30 canzoni). Le macchine fotografiche e i cellulari sembrano
lucciole che ondeggiano tra i
ritornelli e gli abbracci. E d’altronde il concerto offre grandi
numeri, oltre 35 mila biglietti
venduti, 852 metri quadrati di
effetti scenici, 120 persone che
lavorano nelle retrovie. Ma
quel che resta impresso sono la
musica e l’energia dell’artista.
Sere nere, Rosso relativo, Ed ero
contentissimo, Non me lo so
spiegare sono accolti da un’autentica ovazione. Nemmeno il
tempo di iniziare a cantare
quest’ultima e Ferro riappare
su un ponte mobile tre metri
“sopra il suo pubblico”. Preludio ad un finale che è simbolico
e d’affetto. Il cantante filma i
suoi musicisti e si scatta un selfie dando le spalle ai suoi fan.
La canzone è Incanto. E l’attimo è magico: «Siete voi i protagonisti» sembra mimare. Ma è
forse un verso di Stadio quello
che più spiega questo tour.
«Qui c’è la musica tutta la notte». Le note, gli accordi e le sorprese proseguiranno per altre 7
date. Con due bis allo stadio
Olimpico di Roma (26 e 27 giugno) e a San Siro a Milano (4 e
5 luglio).

A TAORMINA ANCHE GLI X-MEN
































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LO SPORT IN TV


LO SPECIALE
PIÙ CHE LOGICO

CREMONINI
TRA CURIOSITÀ
E RETROSCENA
Una speciale prima volta
per Cesare Cremonini.
Su Italia 1 oggi va in onda,
in collaborazione con Radio
Italia, «Più che logicoSpeciale Cremonini»,
l’evento che trasmette per
la prima volta le immagini
del concerto al Palaolimpico
di Torino del «Logico Tour
2014», che ha radunato
120 mila fan in un mese.
Il cantautore bolognese si
racconterà a Daniele Bossari
tra retroscena e curiosità.
DA VEDERE STASERA
SU ITALIA 1 ALLE 23.20


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DOMENICA 21 GIUGNO 2015 LA GAZZETTA SPORTIVA

39

DOLCE & GABBANA Polo dai richiami orientali e pantaloni comodi HOGAN
Doppiopetto e sneakers blu elettrico COSTUME NATIONAL Pantalone in
pelle da biker e giacca EMPORIO ARMANI (Sotto) Gilet e cappottino in pelle

Fantasie Dolce & Gabbana
L’Oriente parla siciliano
1Giacca doppiopetto per andare in vespa, tutto griffato Emporio Armani
Mentre Hogan va in discoteca a New York con la sneaker punk rock

Fabrizio Sclavi

S

ulle passerelle di Milano
per la moda primavera
estate 2016, l’Oriente incalza.
Tanti cinesi per le strade, tanti
cinesi che si accaparrano le
aziende italiane e tanta voglia
di Cina nelle collezioni dei nostri stilisti. Da Dolce & Gabbana
un Oriente nostrano, basta fare
una visita alla Palazzina Cinese
di Palermo per apprezzare questa collezione. La palazzina tappezzata di tessuti a disegni colorati all’orientale e incorniciata a motivi geometrici giapponesi si trasforma in carretto
siciliano-orientale. Un misto
caleidoscopico. Il mondo in una
camicia e in un paio di pantaloni stampati con romantici motivi di ciliegi in fiore. Camicie e
giacche in fiore, ben convivono
vicino alle rappresentazioni degli ex voto.

I PESCATORI Altro spirito, sempre però con uno sguardo alla
Cina nella passerella Emporio
Armani. Qui il Far East ha ispirato una collezione metropolitana. Giovani uomini orientali
sfilano con passo elegante e
leggero, indossano anche i
pantaloni larghi e trattenuti in
fondo come quelli dei pescatori di Hong Kong. Tanta pelle accoppiata al cotone per
dare un effetto croccante.
Pelle lavorata al laser sia per
le giacche che per i sandali e
gli zaini. Abiti doppiopetto
con giacca corta e sneakers
colorate, perfetti per chi vuol
cavalcare la nuova Vespa 946
firmata Emporio Armani, o meglio non solo firmata ma progettata e studiata in tutti i dettagli come un capo da indossare: nera, aggressiva e very trendy.

lezione presentata da Ermenegildo Zegna. In una sala tutta
bianca avanza l’uomo vestito di
nero. Nera la giacca morbida,
neri i pantaloni molto larghi e
nera la camicia, un’eleganza di
oltralpe e rigorosamente eccentrica. Sfilano poi tessuti
plaid con cui Zegna ha realizzato comodi trench e spolverini con cintura annodata in vita. Le camicie sempre in tessuto da giacca, con due tasche come casacche da tenere fuori dai
pantaloni.
IL TRENCH Ed ecco da Corneliani come tutte le donne vorrebbero vestiti i loro fidanzati.
Giacca, camicia e bermuda color ghiaccio portati con sciarpetta al collo. Trench ampio,
lungo e sfoderato con l’interno
gommato. Giacche e maglie
leggerissime abbinate a pantaloni corti al ginocchio.

NERO Classico moderno potrebbe essere il titolo della col-

CARMELO ANTHONY
OSPITE DA ZEGNA
Il gigante dei New York Knicks Carmelo
Anthony con Gildo Zegna ieri prima della
sfilata: in passerella ampi pantaloni in voile,
giacche di popeline e trench scozzesi.

Rigore nella collezione di Co-

stume National. Abiti tre pezzi
gessati, non il gessato da banchiere ma il gessato con cui si
vestono i cantanti rock. Niente
camicia sotto alla giacca portata a pelle. Trench corto annodato stretto in vita. Giacchini di
pelle nera morbida anche se
sembra quella da biker. E il finale tutto rosso.
LA VESTAGLIA Donatella Versace vuole un uomo bello e sostanzioso, con tutti i muscoli in
bella vista, quando indossa la
vestaglia con meduse stampate.
Forte e sicuro di sé quando si
mette l’abito gessato grigio con
sotto un grembiule come fanno
in India. Un capitolo a parte la
lezione di stile di Marni, tessuti
preziosi che sembrano riciclati.
Finti stropicciati, semplici camicie a maniche corte con colletto da collegiale. I colori composti in un’armonia perfetta
con solo qualche intervento
rosso fuoco. Sandali e scarpe
sembrano calzari abituati alle
intemperie dei paesi nordici.
RICORDI Gran finale in casa
Hogan dove le scarpe prendono
ispirazione da quelle degli anni
80,quando a New York pullulava la vita notturna in discoteca.
Una collezione punk rock come
quella che indossavano tutti i
compagni di scorribande di Andy Warhol. Taglio e forme sartoriali per i capi che si adattano
al corpo come tute da ginnastica. Sneakers sportive a doppia
fibbia e mocassini classicamente inglesi in vernice, stampe
animalier e in pelle lavorata a
motivi olografici.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

PRESENTAZIONI

Gli anni ‘70 di Iceberg e la middle cut di Zanotti
1L’uomo moderno di Cucinelli ha il pullover

1

2

sotto l’abito, Hollywood ispira Ralph Lauren
e le nuove Car Shoe sono personalizzate

Luca Roscini

L

a variegata platea di giornalisti, buyer, blogger e influencer del panorama internazionale si riunisce da ieri a
Milano, capoluogo lombardo
che per 4 giorni diventa epicentro della moda maschile: 39 sfilate e oltre 37 presentazioni a
raccontare ciò che indosseremo
nell’estate 2016 tra tendenze,
certezze, ottimismo e novità in
questo periodo di (ex?) crisi del
settore. È una sinergia tra due
mondi, quello formale e quello
sportivo, l’eleganza di Brunello

Cucinelli che nella sua
showroom presenta un uomo
dal look divertito e moderno,
capace di mescolare elementi
diversi del proprio guardaroba;
le giacche e gli abiti si accompagnare a felpe e pull-over colorati, polo e denim lavati in accostamenti mai stridenti.
Ralph Lauren presenta la linea
Purple Label nell’headquarter
milanese che da novembre diventerà anche punto vendita di
lusso dedicato al su misura. I divi della Hollywood di una volta
sono ispirazione per la parte più
formale della collezione: abiti

4

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3 ● 1) Brunello
Cucinelli Il
classico si
mescola al
casual
● 2) Ralph
Lauren Il
nuovo casual
colorato
Purple Label
● 3) Iceberg
Gusto anni ‘70
● 4) Giuseppe
Zanotti
Design
Homme Il
modello
middle-top
5 sneakers
● 5) Car Shoe
Le driving
shoe
fluorescenti

sartoriali Made in Italy si affiancano a meno ortodossi smoking
color cioccolato o moka. A Portofino invece passeggia l’uomo
Ralph Lauren in vacanza, tra le
intramontabili polo colorate ed
elementi del guardaroba sportivo come le tute da ginnastica in
pregiato cashmere.
La California è la meta del viaggio di Iceberg per la primaveraestate 2016. Un omaggio ai paesaggi dello stato americano e a
Zabrinsky Point, pellicola di Michelangelo Antonioni che funziona da riferimento estetico alla collezione. I modelli si presentano su piattaforme di libri
sfoggiando polo e camicie in
maglia rigata, pull di cotone
dall’aspetto vintage e blouson in
pieno stile anni ‘70 con tasche a
toppa in cuoio. Da Car Shoe veri e propri artigiani della calza-

tura realizzano dal vivo le classiche driving shoes per celebrare il lancio della linea Made to
Order. Il cliente potrà scegliere
in negozio tra diversi pellami
pregiati come struzzo o coccodrillo e tra più di 30 varianti di
colore. Un mix tra classico e tendenza, formale e sportivo. Questo è il mondo esplorato da Giuseppe Zanotti Design Homme,
marchio di calzature specializzato in tendenza ma non solo.
Modello di punta è sneaker middle cut declinata in colori metallizzati e con la suola in gomma
abbinata con colore del pellame. La libertà a cui si ispira il
marchio si contestualizza in
espadrillas di coccodrillo e sandali di cuoio decorati da elementi metallici. Il classico cow
boot è preso all’iconografia western e reinterpretato tramite il
pellame color argento e frange.

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