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Paese Vivrai maggio 2015 .pdf



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Anno XV - Numero 167 - Maggio 2015

Periodico di notizie e cultura fondato da Giuseppe Giacovazzo

Bonus malus
Piergiorgio GIACOVAZZO

N

o, non è un paese per
vecchi e neanche un
paese per giovani.
Questa Italia delle pensioni
sembra sempre di più il paese
di un maldestro Robin Hood
al contrario, che ruba ai poveri per dare ai privilegiati.
I nostri giovani alla pensione ci hanno già rinunciato
da un pezzo, tra disoccupazione record, contratti precari
e la fine del posto fisso ribattezzata jobs act. Ma che debbano rinunciarvi anche quelli
che hanno versato i contributi
di una vita è veramente diabolico.
La sentenza della Corte Costituzionale dice che la
legge Fornero sul blocco delle
pensioni è illegittima e bisogna restituire il maltolto ai
pensionati. Tutto: 18 miliardi
circa. La parola della Consulta non è un consiglio per gli
acquisti e neppure un suggerimento. È la legge nella sua
più alta espressione, punto.
Non si può aggirare o interpretare, si può solo applicare.
Renzi ha fatto male ad annunciare la restituzione di soli
2 miliardi di euro una tantum,
perché così ha messo la faccia
sulla sottrazione degli altri 16.
E ha fatto male a chiamarla
“bonus”, perché tutti hanno
pensato al malus.
Sia chiaro, non è la Corte
Costituzionale ad aver inguaiato il Governo. La colpa
è dell’ex premier Monti e di
tutto l’arco delle grandi intese
che ha votato la legge Fornero, uno dei provvedimenti più
iniqui di tutti i tempi. Una
legge mostruosa che ha fatto
piangere sin dall’inizio, a cominciare dalla ministra che
alla parola “sacrifici” inondò di lacrime la conferenza
stampa. Subito dopo hanno
cominciato a piangere i circa 350 mila esodati in parte
ancora oggi senza lavoro e
senza pensione. Poi quelli che
sono rimasti al lavoro qualche
anno di più, infine i pensionati
che hanno subito il blocco della cosiddetta indicizzazione.
Una legge che ha scatenato
una guerra tra pensionati
“buoni” e pensionati “catti-

vi”, come se avere una pensione superiore ai 1200 euro fosse
un crimine e non il diritto acquisito con una vita di lavoro.
Tutto questo con i voti di quelli
che oggi si indignano, renziani
compresi.
Gli stessi che non riescono a
rinunciare ad uno dei privilegi
più offensivi della casta: i vitalizi. Un incrocio tra il Super
Enalotto e l’appropriazione indebita che va soltanto abolito.
In Italia ci sono oltre 10 milioni di poveri, sei milioni sotto
la soglia di povertà assoluta.
Chi glielo spiega a questi che un
loro rappresentante può sedere
anche un solo giorno in Parlamento, versare 4 anni di contributi e riscuotere senza limiti di
età e senza limiti di condanna,
una rendita a vita da 3/5 mila
euro al mese pagata dal contribuente?
Lo ha capito per primo il
Presidente della Repubblica
Mattarella, che appena salito al
Quirinale ha rinunciato all’unico vitalizio che percepiva dalla pubblica amministrazione,
quello da professore universitario. Gli altri prendano esempio, subito. Non è demagogia.
E’ l’esasperazione di un popolo
che a furia di tirare la cinghia
non inspira più ossigeno mentre i suoi governanti pasteggiano a champagne.
I 220 milioni di euro che
lo Stato butta ogni anno per i
vitalizi non basterebbero a coprire il danno della legge For-

nero. Ma i soldi ci sono: nella
spending review di Cottarelli
inspiegabilmente cestinata,
almeno 15 miliardi di euro;
nell’inutile acquisto dei caccia
F35 che neppure funzionano,
altri 12 miliardi; poi le spese
militari in guerre varie dove
continuiamo a inviare truppe; e le tante opere pubbliche
inutili come Tav, terzo Valico
o l’alta velocità sotterranea a
Firenze, che devastano il territorio e arricchiscono le cricche.
L’elenco sarebbe lungo. Bisogna vedere se c’è la volontà
politica di cambiare verso veramente. Senza hashtag, fuori
da twitter.

foto Emanuele Colabello

«Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di
andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa
di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti ».
(Cesare Pavese “La luna e i falò”)

Noi non ci pieghiamo

L’

Amministrazione
guidata da Tommaso Scatigna ha voluto caparbiamente chiudere la
Biblioteca popolare di cultura
moderna “Paese Vivrai”. Per
quale motivo? Ve lo spieghiamo subito. Il Gal Valle d’Itria
ottiene un finanziamento dalla
Regione Puglia di 53.020 euro
per ristrutturare l’ultimo dei
mercatini comunali adiacenti la chiesa dell’Addolorata,
messo a disposizione dall’Amministrazione comunale, per
la creazione di un centro di
informazione turistica e di valorizzazione della biodiversità.
A fine novembre dello scorso
2014, quando è tutto pronto, l’intera giunta Scatigna
cambia idea. Ai nostri giovani
amministratori la cultura non
piace. Preferiscono spostare il
centro promosso dal Gal Valle

Angelo GIOTTA
d’Itria a fianco della Pro Loco,
per cancellare vergognosamente
un decennale ed importante centro culturale dalla piazza-salotto
del paese.
È bene ricordare alla Giunta Scatigna, che nell’aprile del
2004, 11 anni fa, la saletta attigua alla sede della Pro Loco fu
affidata in comodato, dall’Amministrazione Amati all’Associazione di promozione sociale
“Paese Vivrai”, in seguito alla
donazione che Giuseppe Giacovazzo fece al Comune, e alla
cittadinanza, di una racconta
di oltre 2500 libri di cultura prevalentemente umanistica per
l’apertura di una Biblioteca popolare destinata principalmente ai giovani. E siccome nella
Biblioteca fu ospitata anche la
redazione del periodico Paese
Vivrai, all’Amministrazione comunale fu messa a disposizione

Si vota il 31 maggio. Sono sette i candidati alla presidenza della Regione Puglia. Nella foto, da sinistra: Michele Emiliano (centrosinistra), Antonella Laricchia (Movimento 5 Stelle), Francesco Schittulli
(centrodestra), Adriana Poli Bortone (centrodestra). In lizza anche Michele Rizzi
(Alternativa comunista), Riccardo Rossi (L’Altra Puglia) e Gregorio Mariggiò (Verdi).

una intera pagina “autogestita”
per ciascun numero pubblicato.
La saletta dell’Associazione
di promozione sociale “Paese Vivrai”, indipendente e apartitica,
volta esclusivamente alla crescita culturale della comunità, col
passare degli anni diviene centro
di incontri e dibattiti culturali.
Non solo. Grazie alle amicizie
di Giuseppe Giacovazzo si fa
promotrice di tantissimi eventi
culturali di alto livello, offerti
gratuitamente alla cittadinanza.
Che l’Amministrazione Scatigna avesse deciso di sbatterci
fuori dalla sede lo capimmo da
quando smise di mandarci gli articoli per la pagina autogestita.
E facendoci intendere che le notizie che riportavamo sul giornale non erano di loro gradimento.
Povera Amministrazione Scatigna, perché non riesce a comprendere che la critica sulla cattiva gestione del nostro Comune
è sacrosanta ed irrinunciabile
per “Paese Vivrai”. Altrimenti
che giornale sarebbe? E’ vero, la
saletta di piazza Vittorio Emanuele è stata ridata al Comune
con una stretta di mano, ma
soltanto dopo aver ottenuto lo
spostamento dei libri nel primo
piano della Biblioteca comunale.
Comunque non sarà certamente questa scelta dell’Amministrazione Scatigna in sfregio
alla cultura a scoraggiare i redattori di Paese Vivrai. Che promettono di continuare più di prima ad informare i cittadini nel
segno della verità e della libertà.
A raccontare con obiettività la
storia quotidiana di questo nostro amatissimo paese.

2

Maggio 2015

numero 167

Un progetto firmato Loco 2020

La caserma torni ai cittadini
N

on sono soltanto etici,
morali o immateriali i valori comuni di
cui dispongono i cittadini di
Locorotondo: esistono anche
valori fatti di beni materiali,
dei quali noi tutti siamo idealmente proprietari, ma che
non possiamo utilizzare. Uno
di questi beni è l’ex caserma
dei carabinieri in via Martina Franca. L’amministrazione comunale persiste nella
volontà di disfarsi di questo
immobile per fare cassa, nonostante un considerevole
avanzo di bilancio, mentre
sarebbe possibile, con un po’
di creatività, buona volontà e
capacità progettuale, renderlo un luogo utile e fruibile per
molteplici attività accessibili
sia ai cittadini che ai viaggiatori e turisti. Ecco perché di
fronte all’ennesima asta relativa all’area dell’ex caserma,
il team di LOCO 2020 ha deciso di dimostrare come con
idee semplici, ma fortemente
calate nella realtà, si possano risolvere concretamente i
problemi che i locorotondesi
affrontano ogni giorno e creare nuove opportunità di sviluppo per l’intero territorio.
Immaginare nuove soluzioni
che possano non solo creare
nuovi servizi, ma anche generare un circuito economico vantaggioso per il settore
pubblico è possibile; basta
volerlo!
Come si è arrivati a questo
progetto? Per associazione di
idee, facendo una sintesi tra le
diverse istanze provenienti da
gruppi eterogenei di persone:
studenti e pendolari che ogni
mattina si recano a scuola o a
lavoro, operatori del settore turistico, associazioni di categoria, gruppi di cittadini, ognu-

I

no di essi portavoce di realtà
sociali anche molto distanti
tra loro.
Nel corso di alcuni incontri,
sia propedeutici che casuali,
sono emerse priorità in merito
alla carenza di servizi ed è così
che alla mancanza di spazi attrezzati per l’associazionismo

te l’immobile vero e proprio.
Vista la vicinanza della fermata degli autobus Sud-Est
con la caserma, si è pensato di
poter convertire lo spazio antistante l’immobile in un’area di
sosta attrezzata per accogliere
studenti e pendolari in attesa
dell’autobus. I vantaggi relati-

tadini, all’area attrezzata per
i cicloturisti in transito) si alternano a spazi dedicati alle
associazioni e agli eventi. Il
pubblico si affianca al privato
per garantire nuovi servizi ai
locorotondesi e a tutti coloro
che transitano in uno dei punti
nevralgici del nostro paese.

locale e di infrastrutture adeguate alla mobilità, promozione e accoglienza turistica,
si sono affiancate riflessioni
riguardanti i disagi e lo stato
di insicurezza che i più giovani,
per lo più studenti delle superiori in trasferta fuori paese, riscontrano ogni giorno in quella
che dovrebbe essere l’attuale
fermata degli autobus della
Sud-Est, ma che non è altro
che un marciapiede di 80 centimetri.
Il progetto si articola in
due principali categorie di interventi: la prima riguardante
l’area esterna dell’ex caserma,
ovvero lo spazio antistante il
fronte stradale in via Martina
Franca; la seconda riguardan-

vi alla sicurezza dei viaggiatori
e allo sblocco della viabilità in
Piazza Marconi risultano essere considerevoli: non solo si
tolgono le persone dalla strada
riducendo la pericolosità per
pedoni e mezzi in circolazione, ma si libera anche l’incrocio di via Alberobello, a volte
completamente bloccato dagli
autobus.
L’idea dello spostamento
della fermata della Sud-Est
si associa a quella di inserire all’interno della struttura
servizi integrati alla mobilità,
promozione e accoglienza turistica. Luoghi di accoglienza
multi servizi (dal ristoro per i
pendolari in attesa al punto
informativo per turisti e cit-

Ecco il motivo per cui per
poter coprire i costi di ristrutturazione dell’immobile e
renderlo multifunzionale si è
ipotizzato innanzitutto di destinare una parte di esso a scopi commerciali o parzialmente
residenziali, capaci di generare
flussi di cassa. La collaborazione tra pubblico e privato, se
ben ponderata e controllata,
non deve essere demonizzata,
ma utilizzata a beneficio della
collettività, in modo trasparente, misurabile e fruibile dal
maggior numero di persone in
ogni periodo dell’anno.
Si può fare, basta volerlo e
focalizzarsi sulle reali esigenze
dei cittadini, senza pregiudizi,
ma soprattutto con la volontà

Mille firme contro la vendita

l gruppo di lavoro che
si è autodefinito LOCO
2020 è nato casualmente, al termine di un evento
tenutosi a Villa Mitolo a
fine gennaio. Ne è emersa
la condivisione di visioni e
la volontà di un impegno
concreto, non solo per il
cambiamento, ma anche e
soprattutto per lo sviluppo
di progetti e iniziative volti
al rilancio culturale, sociale
ed economico di Locorotondo. Il recupero dell’esistente,
la partecipazione e la valorizzazione del patrimonio
comunale sono solo alcuni

dei punti alla base del modo di
operare del Team di Loco 2020.
L’ennesimo bando per
la vendita della caserma ha
dato lo spunto e la possibilità
al gruppo, aperto a tutti i volenterosi, di elaborare concretamente alcune idee di base,
sintetizzandole in un progetto
che rende fruibile l’immobile,
lo rivitalizza e lo trasforma da
costo in beneficio a disposizione dell’intera comunità.
A supporto dell’iniziativa è
stata lanciata una raccolta firme, proprio per sensibilizzare i
cittadini e coinvolgerli direttamente nelle scelte, rendendoli

protagonisti e non spettatori
della vita pubblica; la reazione
è stata più che positiva ed in
brevissimo tempo sono state
raccolte oltre 1.000 firme.
Il progetto LOCO2020,
quindi, non si limita all’idea
di trasformazione dell’ex caserma, ma cerca di avviare un
processo aggregativo che porti
gli abitanti dell’intero Comune
a partecipare attivamente alle
scelte politiche che riguardano
i beni della collettività, di cui
lo stabile in via Martina è soltanto un esempio, un punto di
partenza concreto.
Dire sempre di no è molto

semplice, ma non offre – di
solito - soluzioni alternative
misurabili
nell’immediato.
Ciò che si è voluto ipotizzare,
invece, è che ascoltando e analizzando le problematiche e le
difficoltà manifestate dai cittadini, si possano individuare
soluzioni vincenti per tutte le
parti in causa.
Loco 2020 vuole essere la
dimostrazione di quanto progetti tarati sulle effettive esigenze dei Locorotondesi possano effettivamente rendere
il nostro paese più bello, più
competitivo e più efficiente.
Loco 2020

di discutere soluzioni che perseguono come unico obiettivo
quello di migliorare le condizioni di vita dei locorotondesi
e di tutti coloro che a Locorotondo abitano, lavorano o vengono per turismo.
Sarebbe troppo lungo spiegare qui nei dettagli l’articolazione del progetto nelle sue
diverse aree, soprattutto in
mancanza di un sopralluogo
all’interno della caserma che
abbia consentito di valutare
attentamente le condizioni
dell’immobile ed i lavori imprescindibili per la sua completa agibilità, ma anche in
assenza di tali elementi il team
di LOCO 2020 ha voluto agire per dimostrare che ci sono
idee progettuali concrete che
interessano la cittadinanza
e possono realizzate solo ed
esclusivamente con il supporto
di quest’ultima. Ci vuole una
visione lungimirante per progettare e proteggere il futuro
di una comunità a partire dai
beni comuni come l’ex caserma dei carabinieri. Loco 2020
vuole dimostrare che è possibile farlo, con competenza, concretezza ed assoluta vicinanza
alle problematiche che ognuno
di noi ogni giorno potrebbe incontrare. Perché i locorotondesi se lo meritano. Perché i locorotondesi valgono!
*Il Team di Loco 2020

Asta
deserta

Non c’è tre senza quattro. Bisogna cambiare il
proverbio per spiegare la
vicenda dell’ex caserma dei
carabinieri, di proprietà del
Comune, per la quarta volta
messa all’asta. L’Amministrazione se ne vuole proprio
disfare, ma sembra che a
nessuno interessi acquistare
l’immobile. Il prezzo iniziale, quello della prima asta,
era stato fissato dal Comune
a 660 mila euro. Poi, di asta
in asta, l’importo è sceso
ogni volta del 10%. Le prime
tre vendite all’incanto sono
andate deserte. Ma l’Amministrazione ci ha provato
ancora. La nuova asta, fissata al 20 maggio con importo di base di 481 mila euro,
è andata ancora una volta
a vuoto. Una quinta eventuale asta, ancora da fissare,
porterebbe il prezzo della
caserma a 433 mila euro. Per
contrastare questo progetto,
l’associazione Loco2020 ha
già raccolto circa mille firme.
val. conv.

numero 167

Maggio 2015

3

Intervista a Michele Emiliano

“Valle d’Itria da valorizzare”
di Andrea Tarquilio

M

ichele Emiliano è ormai una figura di spicco nel mondo politico
regionale e nazionale. Dopo
dieci anni da Sindaco di Bari,
nel 2014 ha lanciato la sua candidatura alla Presidenza della
Regione Puglia dopo aver vinto le primarie del centrosinistra.
Dott. Emiliano, su quali
direttrici intende promuovere
la crescita della Valle d’Itria?
Agroalimentare, turismo e...?
“La Puglia custodisce un
patrimonio paesaggistico e
culturale che ci invidiano nel
mondo. La Valle d’Itria in particolare è uno dei luoghi più
suggestivi e autentici, che va
tutelato e valorizzato. Il nostro
programma di governo mira
a migliorare la qualità dell’accoglienza e dei servizi turistici,
attraverso la formazione agli
operatori, l’accessibilità alla
rete internet veloce, il controllo dei prezzi, la lotta all’abusivismo. Dobbiamo garantire un
equilibrio tra rispetto dell’ambiente e fruizione e dunque la
tutela dell’ambiente deve integrarsi con l’economia dei territori in armonia”.
Il nostro è un territorio a
forte vocazione agricola. Come
verrà gestito il fenomeno del
“ritorno alla terra”?
“Puntiamo a una migliore definizione delle funzioni di
programmazione, attuazione
e gestione, riconducibili alle
filiere produttive. Sarà importante operare una semplificazione amministrativa e delle
procedure per ridurre i tempi e
le modalità di accesso ai fondi
del Piano di Sviluppo Rurale.

di Valerio
Convertini

U

n esercito di 950
candidati è pronto a
sfidarsi per ottenere
uno dei 30 scranni disponibili in Consiglio regionale.
Si vota domenica 31 maggio
dalle 7 alle 23. In Puglia la
battaglia sembra ormai decisa. Secondo gli ultimi sondaggi, il candidato del centrosinistra Michele Emiliano
gode di un vantaggio più che
rassicurante sui suoi avversari. L’ex sindaco di Bari si
avvantaggia della lotta fratricida all’interno del centrodestra, lacerato da divisioni
interne insanabili.
Vediamo nel dettaglio
chi sarà ai nastri di parten-

Così come sarà utile anche la
promozione sul mercato internazionale del regime di qualità
europeo “Prodotti di Qualità
di Puglia”. Prioritario sarà infine favorire la multifunzionalità dell’agricoltura attraverso

sprechi, puntando a riconvertire l’esistente. Più che per nuove infrastrutture, bisognerà
operare nella prossima legislatura per alcuni completamenti
funzionali, raccordi, ripristini,
avvio di lavori già finanziati,

verno. La prima proposta che
porterò all’approvazione del
prossimo Consiglio regionale,
in caso di vittoria delle elezioni, sarà una legge sulla Partecipazione. I pugliesi devono
avere per legge la possibilità

riaperture.
In tema di sanità intendo
eliminare la cattiva politica
dalla gestione della sanità, istituendo un consiglio superiore
che premi il merito e non l’appartenenza politica; inoltre
ritengo necessario un sistema
unico regionale e valutazione
delle performance e un investimento in medicina preventiva
e assistenza domiciliare. Circa i
rifiuti, nei prossimi anni saranno fondamentali la chiusura
del ciclo e una legge di prevenzione dai rifiuti”.
Quale sarà il tratto distintivo della sua presidenza?
“La partecipazione dei
cittadini come metodo di go-

di esprimersi sulle grandi scelte da compiere e di controllare
l’operato dell’amministrazione, anche valutando l’azione
amministrativa degli assessori
e dei dirigenti. Questa campagna elettorale è stata l’occasione proprio per sperimentare
questo metodo attraverso la
scrittura del nostro programma di governo in maniera partecipata”.
Intende rinnovare gli uffici
regionali con più coraggio di
quanto tentato da Vendola?
“Ognuno ha il suo metodo
di governo e sinceramente non
posso fare paragoni, non essendomi mai misurato con un
compito complesso come quello

Gianluigi D'Onofrio

il recupero dei terreni incolti,
il riutilizzo produttivo-sociale
e turistico delle strutture agricole storiche e il sostegno delle
buone pratiche agronomiche
tradizionali”.
Trasporti, sanità e gestione dei rifiuti sono servizi
prioritari per i nostri cittadini. Come si muoverà la sua
Giunta regionale?
“Lo sviluppo economico
è fortemente connesso al sistema delle infrastrutture e
dei trasporti. Per stabilire le
priorità occorre una capillare
attività di pianificazione partecipata che coinvolga i territori, al fine di evitare conflitti
tra ambiti locali, duplicazioni,

di governare una regione. Se diventerò presidente agirò come
sempre fatto finora, studiando
molto, dando ascolto ai territori, ai sindaci, ai cittadini, cercando sempre di dire una cosa e
poi farla, rispettando le leggi e
tenendo i conti in ordine”.
È soddisfatto del potenziale
delle liste che la supportano?
Come risponde a chi l’accusa di
aver “imbarcato” candidati dal
percorso politico non chiaro?
“Il percorso dei candidati
è chiarissimo. Abbiamo messo
in campo una squadra di quattrocento candidate e candidati,
consolidando la nostra coalizione di centrosinistra che va
da Sel e dai Comunisti Italiani
sino ai moderati di centro. La
stessa composizione che ha garantito di governare per dieci
anni la città di Bari, la regione
e molte altre amministrazioni
locali. Le persone che provengono da un passato recente nel
centrodestra sono solo due su
400, e in entrambi i casi hanno
aderito totalmente al nostro
programma di governo, esattamente come tutti gli altri candidati”.
In caso di vittoria, lascerà la
carica di Segretario del Partito
Democratico pugliese?
“Si, perché per lo statuto
del partito la carica di segretario è incompatibile con quella
di presidente di regione”.
Per concludere, l’1 giugno
sarà soddisfatto solo se...?
“Se i pugliesi daranno fiducia al nostro progetto di governo e se avranno il desiderio e
la pazienza di accompagnarci
nel difficile compito di risolvere i problemi della Puglia con
la stessa passione civile con la
quale ci hanno aiutato a scrivere il programma”.

Maggioranza in ordine sparso
za. Michele Emiliano conta sul
sostegno di otto liste: Partito
democratico, La Puglia con
Emiliano, Emiliano sindaco
di Puglia, Noi a sinistra per la
Puglia (il movimento del governatore uscente Nichi Vendola),
Partito comunista d’Italia,
Popolari, Popolari per l’Italia,
Pensionati.
La destra si divide tra l’ex
presidente della Provincia di
Bari, Francesco Schittulli, e la
senatrice Adriana Poli Bortone.
A sostegno di Schittulli corrono
Fratelli d’Italia, il Movimento
Schittulli-Area popolare e “Oltre con Fitto”, il gruppo guidato dall’ex ministro in rotta con i
vertici di Forza Italia.

La Poli Bortone avrà invece al suo fianco quattro liste:
Puglia Nazionale, Forza Italia
(quella ufficiale di Berlusconi
e del segretario regionale Luigi
Vitali), Noi con Salvini e Partito liberale italiano.
Tutti gli altri hanno una
sola lista: Movimento 5 Stelle
(candidata presidente Antonella Laricchia), L’altra Puglia
(candidato Riccardo Rossi), i
Verdi (candidato Gregorio Mariggiò), Alternativa comunista
(candidato Michele Rizzi).
La divisione del centrodestra
coinvolge anche la maggioranza guidata a Locorotondo da
Tommaso Scatigna. Il sindaco
ha tentennato per diverse setti-

mane, poi ha deciso: sosterrà la
Poli Bortone, candidata ufficiale
di Forza Italia. Scatigna ha più
volte ribadito la sua acrimonia
nei confronti dei vertici del partito di Berlusconi, ma alla prova
dei fatti si è messo in riga. Per
dirla con De Andrè, Scatigna ha
“tradito” il suo affezionato Don
Raffaè (Fitto): il sindaco “si costerna, si indigna, s’impegna,
poi getta la spugna con gran dignità”. Una scelta di cuore più
che politica, in sostegno del suo
amico Domenico Damascelli,
candidato in Forza Italia.
Posizioni diverse nella maggioranza. Il consigliere Vito
Speciale, che tra l’altro è a capo
del gruppo Pdl-Forza Italia, si

libera dai vincoli di partito e
in questa campagna elettorale
sostiene i dissidenti Schittulli e
Fitto. In ordine sparso anche
gli altri consiglieri di maggioranza. “Non ci sono imposizioni né spaccature – sostiene
Speciale – i consiglieri sono
liberi di sostenere tutti i candidati del centrodestra”.
Infine, una chiosa sui candidati locali. Non c’è nessun
locorotondese in lista. Uno in
verità ci sarebbe ed è l’assessore uscente alla Sanità Donato
Pentassuglia, ma si presenta
in provincia di Taranto. Il suo
impegno per il nostro territorio, come sempre, non mancherà.

4

Maggio 2015

numero 167

Poche idee per il futuro

Palazzetto, una storia inagibile
di Andrea Tarquilio

I

n questi ultimi anni sono
state diverse le realtà sportive locorotondesi di livello
ormai regionale a porre la questione della carenza di strutture in cui allenarsi e ospitare gli
incontri casalinghi, sottolineando le difficoltà logistiche ed
economiche che atleti e tifosi
sono costretti ad affrontare
ogni settimana.
Da più parti la soluzione
della vicenda Palazzetto dello
sport di contrada Caramia è
stata indicata come la panacea dei mali per chi fa attività
sportiva a Locorotondo, eppure gli anni sono passati senza
che il problema fosse debitamente affrontato con una prospettiva di risoluzione.
Claudio Antonelli, vicesindaco del Comune di Locorotondo nonché assessore allo
sport, ha cercato di ricostruire
la vicenda in modo da ipotizzare una proposta d’azione:
“La struttura non è mai stata
formalmente agibile” spiega.
L’iter di costruzione del Palazzetto è iniziato nel 1992 con
progetto dell’ing. Eligio Mutinati, che fu anche direttore
dei lavori eseguiti dall’impresa
Valentini Giuseppe. L’opera fu
ultimata in poco tempo e venne utilizzata per qualche anno
fin quando, tra il finire degli
anni novanta e l’inizio dei duemila, emersero le prime lacune
nelle procedure di autorizzazione all’uso della struttura.
I documenti raccontano
una vicenda paradossale, che
conferma i peggiori luoghi comuni sulla pubblica amministrazione italiana.
Primo paradosso: la procedura per la concessione dell’agibilità che avrebbe dovuto
essere avviata subito dopo la
fine dei lavori non è cominciata se non diversi anni dopo. È
illuminante, a questo propo-

di Angelo
Giotta

P

er assicurare sport
e relax, nel bosco di
Caramia (“Papacidde”) e nella pineta “Basile-Caramia” sono stati
installati attrezzi ginnici,
parchi giochi per bambini, panchine e tavoli da
pic-nic. Il bosco di “Papacìdde” è frequentato già
da molti, ma sembra abbandonato. I cestini dei rifiuti sono colmi di bottiglie
di plastica e cartacce che
nessuno si cura di svuota-

sito, uno stralcio di una missiva datata 2001 dell’allora
capo servizio Lavori pubblici,
geometra Luigi Curigliano,
indirizzata al sindaco Giuseppe Petrelli e agli altri uffici
comunali competenti in cui
si legge che “Il professionista incaricato (Mutinati) non
ha mai trasmesso gli atti alla

stati regolarmente erogati i
compensi sia per prestazioni
professionali, sia per i lavori”.
Dunque, la procedura di concessione dell’agibilità fu gestita con totale approssimazione.
“A distanza di oltre
vent’anni la spesa per la messa a norma della struttura
sarebbe ingente proprio per-

ziamento) ed anche perché
buona parte di queste risorse possono essere erogate per
strutture già agibili. Dunque,
l’incuria del passato continua
a produrre enormi danni ancora oggi.
Ciò che però appare difficile
da comprendere è il fatto che
come già avvenuto per altre

Il Palazzetto dello Sport in contrada Caramia

Commissione di Vigilanza sui
pubblici spettacoli, atti dovuti
per legge, tant’è che il sottoscritto ha trasmesso a posteriori gli atti, sia ai Vigili del
Fuoco, sia al Genio Civile, sia
alla Commissione provinciale
di Vigilanza”.
Tra gli atti tecnici mancanti quelli riguardanti “l’impianto di messa a terra, l’impianto
parafulmine e l’impianto elettrico”. Come sia stato possibile
tutto ciò è davvero incredibile.
Secondo paradosso: la
documentazione mancante,
seppur formalmente richiesta nell’aprile del 2000 tanto
all’ing. Mutinati che alla ditta
costruttrice, non è mai stata
prodotta “nonostante siano

ché intanto la normativa in
materia di impiantistica si è
notevolmente evoluta e perché
sono sopraggiunti dei problemi strutturali al solaio”, afferma Antonelli. Il vicesindaco
smentisce la diversità di vedute nella maggioranza circa
il futuro di quell’area “che è
e deve rimanere dedicata allo
sport, vista anche la vicinanza
alla pista di atletica e ai campi
da tennis”.
Antonelli spiega poi che
non è stato possibile accedere
alle forme di finanziamento
statali e regionali per via della
compartecipazione che sarebbe toccata all’Amministrazione comunale (circa il 30%
dell’importo oggetto di finan-

strutture pubbliche lasciate
al degrado, l’Amministrazione comunale non provveda a
verificare le effettive condizioni dei luoghi e quantificare le
spese necessarie al ripristino
della fruibilità da parte dei cittadini per evitare un impegno
di spesa pure minimo (tra i 10
e i 12 mila euro). Com’è possibile valutare le forme di finanziamento e i relativi aggravi
economici se non si conosce
con precisione l’entità e il costo dei lavori necessari?
Se è realmente sentita la
necessità di restituire alle società sportive la loro casa naturale, che l’Amministrazione
impegni le risorse oltre ai buoni propositi.

Boschi abbandonati
re. Si vedono alcuni rami del
sottobosco tagliati e lasciati
sparsi fra le erbacce. In giro
nessuno che sorvegli. Eppure
l’Amministrazione Scatigna,
nel marzo del 2014, affidò
la gestione del parco giochi
alla cooperativa sociale “Alba
Lavoro” con l’impegno di realizzare un chiosco e relativi
servizi igienici ed organizzare eventi vari: cinema all’aperto, sagre gastronomiche,
gare di mountain bike, tiro
con l’arco, visite naturalisti-

che e, per i più piccoli, cacce
al tesoro. A distanza di più di
un anno, purtroppo, non si è
fatto niente.
La pineta “Basile Caramia” è letteralmente invasa
dalle erbacce. Si ha paura di
entrarvi tanto sono alte. A lavori forse non ancora ultimati e collaudati, alcuni attrezzi
già installati sono fuori uso
per atti vandalici.
Il sottovilla comunale è
così pieno di erbacce che le
serpi la fanno da padrone.

Così come pure gli spiazzi
comunali delle varie contrade.
Se è vero che i privati
cittadini, a proprie spese, sono obbligati a ripulire dalle erbacce le aree
che separano le strade
comunali dai muretti dei
poderi di loro proprietà,
perché mai l’Amministrazione Scatigna ritarda a
ripulire dalle erbacce ciò
che è di propria competenza?

Gas in
campagna
Sono iniziati da poco
più di un mese i lavori di
metanizzazione che interesseranno le contrade a
nord est di Locorotondo,
per la precisione Francescone, Monachessa, Caporizzo, Nardelli, Mancini, Pentimone, Semeraro
e Serralta. In totale saranno circa 7 chilometri
di tubazioni per poco
meno di 200 nuovi allacci. L’opera giunge dopo
anni di promesse e ritardi. Alcuni cittadini esasperati, nel frattempo,
hanno dovuto trovare
per forza di cose soluzione alternative, tipo l’installazione delle caldaie
a pellet.
La spesa per il nuovo
impianto di metanizzazione ammonta a circa un
milione di euro, ripartita
tra la Gas Natural, il Comune e i cittadini privati
che attiveranno i contratti di fornitura del gas
metano. I fondi comunali
rivengono per gran parte
da risorse accantonate
dieci anni fa dalla giunta Amati per ampliare
la rete del gas. Risorse
vincolate e mai utilizzate negli scorsi anni dalle
amministrazioni che si
sono succedute. Un “tesoretto” spesso vantato
da Amati e che oggi si è
rivelato essenziale per avviare il progetto.
La vecchia convenzione tra il Comune e la Gas
Natural imponeva alla
concessionaria, a proprie
spese, l’estensione della
rete, purché fosse raggiunta la densità di un
utente per ogni 10 metri
di tubazione principale.
Ma questa condizione è
impossibile da soddisfare in alcune zone rurali
scarsamente abitate. Il
Comune è stato dunque
obbligato a intervenire
economicamente.
I lavori sono stati affidati all’impresa
“Fiume”. La speranza è
che si concludano entro
l’estate, così da dare la
possibilità ai cittadini di
affrontare il prossimo inverno con più tranquillità per il rifornimento
energetico.
val.conv

numero 167

Maggio 2015

5

Approvato il bilancio comunale
di Valerio Convertini

I

l Consiglio comunale, nell’ultima seduta, ha approvato il
rendiconto di gestione 2014.
La discussione sul bilancio, come
spesso accade, finisce per dipanarsi su tutti gli aspetti della vita
amministrativa.
Iniziamo col dire che il
Comune, anche per quest’anno, ha rispettato il patto di
stabilità. Ne va orgoglioso
l’assessore al bilancio Michele
De Giuseppe: “Il dato politicamente più rilevante del rendiconto riguarda la gestione
di competenza che si attesta
su di un risultato economico
positivo di 775 mila euro”.
Cresce il patrimonio netto del
Comune: “Tale dato tecnico
contabile è indice della buona
salute dei conti pubblici, sempre garantiti negli ultimi anni
di consiliatura di questa Amministrazione”, prosegue De
Giuseppe. Nell’ultimo anno
– si legge nella relazione del
revisore dei conti – i debiti del
Comune sono scesi di oltre un
milione di euro.
Ma le tasse locali sono aumentate. De Giuseppe se la
prende col governo centrale: “I
sindaci sono costretti a comportarsi come boia fiscali, affinché
lo Stato possa appropriarsi di
una quota significativa delle
imposte comunali. Il nostro Comune presenta un’architettura
contabile veritiera e coerente,
che ci mette al riparo da rischi
di fallimento”.

Il revisore dei conti fa notare lo squilibrio tra entrate e
uscite di certi servizi pubblici.
Se la mensa e lo smaltimento
dei rifiuti sono coperti quasi
interamente con le tasse versate dai cittadini, lo stesso non
può dirsi per il servizio di trasporto scolastico. A fronte del
costo complessivo di 329.944
euro – spiega l’assessore - il
contributo delle famiglie che
ne usufruiscono ammonta a 67

“sprechi” e l’incapacità di programmare un “bilancio pluriennale”. Poi un appunto sul
cospicuo avanzo di amministrazione: “Un dato di questo
tipo risalta ancora di più nel
momento in cui i cittadini hanno visto aumentare l’addizionale Irpef e l’Imu sulla seconda
casa”. Smaltino attacca sui lavori pubblici incompiuti e sulla
“disastrosa manutenzione delle
strade urbane ed extraurbane

Da qualche mese, su queste colonne, evidenziamo lo stato di abbandono del sottovilla. Ma l’Amministrazione comunale è sorda ad ogni appello. Il sottovilla è diventato una selva inestricabile, tra sterpaglie e rifiuti. Alcuni lettori allarmati ci hanno segnalato la presenza di serpenti che, facendosi largo
fra l’erba alta, giungono perfino in villa, dove giocano i bambini. Può dirsi buona un’Amministrazione
che lascia nel completo degrado uno dei luoghi più caratteristici di Locorotondo?

mila euro. Ovvero, al 20,31%
dei costi, rispetto al 100% della copertura di ogni servizio,
preteso dagli indirizzi economici del governo centrale e
dalle raccomandazioni della
Corte dei Conti”.
Non ci sta l’opposizione.
Ubaldo Amati denuncia gli

che costringe poi il Comune a
far fronte ai risarcimenti”. Per
Vittorio De Michele “la difesa
dell’amministrazione
suona
sempre come uno scaricabarile
verso il Governo, quando invece
ci sono responsabilità di questa
Giunta”.
L’assessore Santoro difen-

Deroga sull’ecotassa

U

no degli aspetti più
controversi del decennio di governo
regionale guidato da Nichi
Vendola è certamente quello della gestione dei rifiuti.
Nonostante negli ultimi
sette anni la performance di
raccolta differenziata regionale sia migliorata di oltre
il 16%, il dato ufficiale del
2014 (27,59%) è ancora largamente al di sotto della soglia minima del 40% fissata
per legge.
Locorotondo sta compiendo piccoli passi sulla
strada della differenziazione dei rifiuti, avendo
chiuso il 2014 al 19,85%,
con un miglioramento
del 2,5% sul dato medio
del 2013.
È ormai opinione comune che con le continue
deroghe concesse ai Comuni per l’adeguamento
alla normativa che istituiva la ”ecotassa”, la

de la sua compagine: “Il Comune è stato parsimonioso.
Ci sono delle criticità, è inutile
negarlo, ma sono criticità dovute soprattutto alle imposizioni che vengono dall’alto”.
Il sindaco Scatigna tenta
di rintuzzare ogni colpo: “Per
il sottovilla stiamo aspettando
la manifestazione di interesse
che ci consenta di preparare il
bando, perché lì c’è stato un finanziamento monco, sbagliato

Regione Puglia non abbia
affrontato con sufficiente
fermezza il dato complessivo di raccolta differenziata. L’ultima modifica che
consentirà a molti Comuni
pugliesi di evitare l’ecotassa è dello scorso marzo,
quando la V Commissione
ha ulteriormente concesso
di non pagare un costo superiore ai 5,17 euro per tonnellata conferita in discarica ai Comuni che a giugno
2015 avranno migliorato
del 5% la performance del
novembre 2014. L’obiettivo in realtà è alla portata
di tutti i comuni pugliesi:
Locorotondo ad esempio
dovrà aver raggiunto a
giugno 2015 il 24,45% di
raccolta differenziata per
centrare il nuovo obiettivo,
dunque solo l’1,16% in più
del 23,29% del novembre
2014.
Dall’Amministrazione
trapela sicurezza sul fatto

che il risultato sia ampiamente alla portata,
anche in vista della strategia di sensibilizzazione
che partirà con l’avvio
dell’appalto ARO.
A chi convenga questa
situazione è facile intuirlo, visto che il carente
sistema di gestione del
ciclo dei rifiuti regionale favorisce grandi guadagni di diversi soggetti
privati (il Gruppo Marcegaglia su tutti) proprietari di discariche private
ed inceneritori.
La via maestra è senza alcun dubbio quella
dell’aumento delle quote
di differenziazione dei rifiuti solidi urbani. C’è da
augurarsi che questo sia
uno degli obiettivi primari del prossimo Consiglio
regionale nell’interesse
(anche economico) di Comuni e cittadini pugliesi.
Andrea Tarquilio

in partenza”. Capitolo strade:
“Abbiamo investito 300 quintali di asfalto e quasi non si è percepito. E nonostante questo, le
nostre strade, e sfido chiunque a
dire il contrario, sono le migliori
in assoluto del circondario”. Il
bilancio è “passato” con il voto
compatto della maggioranza.

Torna il
Locus Talent
L’Associazione culturale “Locus Round”
di Locorotondo, con il
Patrocinio del Comune,
indice la quinta edizione del concorso per
band emergenti “Locus
Talent”.
Il
concorso, una
vera e propria vetrina
musicale dedicata ai
più giovani, ospiterà
otto band che presenteranno un repertorio
inedito con la possibilità di portare un solo
brano cover tra quelli
presentati.
Le serate di selezione saranno quattro
e si terranno, come lo
scorso anno, nei locali
e pub di Locorotondo.
L’appuntamento è per
ogni giovedì dal 2 Lluglio al 23 luglio.
In ogni serata di
selezione si esibiranno
due band. Le esibizioni saranno valutate da
una giuria di qualità e
dal pubblico. La finale
del concorso si svolgerà il 30 luglio presso
il Docks101. Il termine per le iscrizioni è
fissato al 13 giugno
prossimo.

Lavori in corso
Dovrebbero essere quasi
terminati i lavori in piazza
Moro. Usiamo un doveroso
condizionale perché, se le
promesse degli amministratori fossero state rispettate,
la piazza sarebbe stata ultimata almeno da un anno.
Questa volta vogliamo crederci. Gli operai hanno sistemato i nuovi cancelli per
la chiusura del parcheggio
sotterraneo. Siamo dunque
ai dettagli prima dell’inaugurazione definitiva. Resta
da capire come sarà gestito il
parcheggio da circa 70 posti.
Finora non se ne è parlato,
eppure non è un aspetto insignificante. Verrà concesso liberamente ai cittadini oppure diventerà un’area di sosta
a pagamento, similmente a
quella su corso XX Settembre? In passato si era anche
ventilata l’ipotesi di riservare alcuni posti ai residenti
della zona. È giunto comunque il momento di parlarne,
vista l’imminente apertura.
L’opera di abbellimento

della piazza, proseguita nei
mesi scorsi con l’installazione
di panchine e fioriere, si vanta
oggi di un nuovo elemento: la
vecchia ringhiera del balcone
del Municipio, ormai corrosa
dal tempo, è stata sostituita
con una nuova, anche per ragioni di sicurezza.
Un ultimo appunto sulla fontana, sempre in piazza
Moro. Si sta cercando una
soluzione per evitare che l’acqua, specie durante i giorni
con ventilazione sostenuta,
fuoriesca dalla vasca. Pare
esista un congegno – utilizzato per esempio a Monopoli –
che, in base al vento, modula
la potenza del getto d’acqua.
Intanto buone nuove
giungono dall’istituto scolastico Marconi. Nei prossimi
giorni verranno montati gli
infissi e saranno smontate le
impalcature che si affacciano
sullo “stradone”. I tempi per
la riapertura della scuola a
settembre dovrebbero essere
dunque rispettati.
val.conv.

6

Maggio 2015

numero 167

Urbanistica e conflitti

Zona Floriana senza via d’uscita
Un quartiere “segregato” in un labirinto di strade tortuose

di Geppy Conte

C

onsiderate due o tre o
forse quattro imprenditori edili tra quelli
più noti del paese. Considerate, poi, due o tre o forse
quattro tecnici tra ingegneri
ed architetti, tra quelli più
attivi
professionalmente.
Considerate anche qualche
amministratore che, in evidente conflitto d’interessi,
per ovvie ragioni, segue molto da vicino il mondo delle
costruzioni edili.
Provate a pensare, a questo punto, che cosa sia in
grado di fare una “squadra”
così variegata e composita.
Mettete tutti questi signori alla prova di progettare
e poi di realizzare un quartiere in una delle zone di
espansione del nostro centro
urbano. Provate ad immaginare quale possa essere
il risultato prodotto: forse
un’area attrezzata in cui siano saggiamente distribuiti
alloggi per civile residenza e servizi infrastrutturali
annessi? O forse alloggi immersi magicamente in aree
di verde urbano servite da
strade larghe, piste ciclabili
e parcheggi?
No, purtroppo. Niente di
tutto questo. La realtà nuda
e cruda che smentisce ogni
minimo tentativo d’immaginazione è invece un’altra.
Gli illustri signori di cui sopra hanno realmente realizzato un quartiere, uno dei
tanti del nostro paese, nel
quale gli abitanti, forse senza saperlo o forse lo sanno
ma non vogliono crederci,
vivono letteralmente come

di Valerio
Convertini

P

rende vita il progetto “Locorotondo
città wireless”: la
rete internet a disposizione (quasi) di tutti, con un
risparmio notevole specie per Comune e scuole.
Il traffico telefonico degli uffici pubblici viaggia attraverso la rete e
non genera più spese di
chiamata, grazie all’utilizzo della tecnologia
Voip. “Con questo progetto – spiega il consigliere
Antonio La Ghezza, promotore dell’iniziativa abbiamo voluto superare
ogni problema legato alla

“segregati”. E’ veramente
roba da non credere: che le
menti e direi anche gli affari
di imprenditori edili, di tecnici, di amministratori siano
capaci di arrivare a tanto.
Il quartiere in questione
è la lottizzazione “Floriana”

che raddoppiati. Sarebbero
stati superati abbondantemente i limiti delle previsioni teoriche e praticamente la
volumetria reale risulterebbe superiore a circa 65.000
mc con una capacità insediativa di oltre 700 abitanti.

cessariamente percorribile
a senso unico. Questi che ho
appena indicato sono gli unici veri accessi o sbocchi verso l’esterno. Altri due accessi o uscite sarebbero su via
Verdazzo, strada già di per
sé stessa stretta e tortuosa

Si badi: queste sono stime
notevolmente approssimate
per difetto. Ma quel che è veramente ignobile è che tutta
questa abnorme area abitativa non ha praticamente
sbocchi o accessi dall’esterno. Si accede solo ed esclusivamente da via Alberobello
tramite via G. Gentile che si
deve percorrere a senso unico e si sbuca sempre in via
Alberobello attraverso via
G. Prezzolini, anch’essa ne-

con accessi o sbocchi dall’area in questione strettissimi
come tratturi di campagna,
difficilmente praticabili anche per un automobilista
esperto.
Non si esagera se, stando così le cose, definiamo il
quartiere come “segregato”.
Una volta dentro, si può girare intorno e come in un
labirinto non riuscire a trovare la via d’uscita.
Non è assolutamente

Zona Floriana

iniziata circa un ventennio
fa ed ancora oggi in corso di
ultimazione. Questa zona di
espansione insiste su un’area
di circa 16 ettari e le previsioni del vigente PRG erano
quelle di realizzare una volumetria complessiva di circa 31.090 metri cubi per un
totale di circa 330 abitanti.
Attualmente, nella fase di
ultimazione della lottizzazione, i numeri precedenti a
parità di superficie sono più

pensabile insediare oltre 700
persone in un’area con due
sole strade di cui una ed una
soltanto di accesso ed una,
una soltanto, di uscita, per
giunta entrambe a senso
unico. Tra l’altro, la strada
di sbocco, ossia via G. Prezzolini, ha un andamento
tortuoso e dimensioni tali
da rendere la sua percorrenza, sia a piedi, sia con l’auto,
estremamente pericolosa.
Tutto questo si spiega
perché in quest’area si è costruito e si sta continuando
ancora a costruire dappertutto anche dove evidentemente non spetterebbe.
Si stanno occupando tutti
gli spazi possibili che invece avrebbero dovuto essere
concessi almeno alla viabilità che, pertanto, risulta
assolutamente inadeguata
ed insufficiente per una tale
densità abitativa.
Basti pensare che se per
un imprevisto qualsiasi, una
di queste due vie dovesse
essere ostacolata, un mezzo
di soccorso non potrebbe né
accedere, né uscire. Questa è
una vera e propria vergogna
urbanistica!
Di tanto sono stati capaci
costruttori, tecnici ed amministratori del nostro paese.
A questo conducono anche
i conflitti d’interessi mai risolti di qualche amministratore o consigliere comunale.
Dovevano essere costoro i
primi a reagire contro una
tale nefandezza urbanistica
e invece sono gli ultimi che
stanno completando l’opera scellerata, come ciliegina
sulla torta, nell’indifferenza
generale.

La rete wireless in città

connessione ad internet, potenziando la banda larga del
comune di Locorotondo”.
I lavori, cominciati a
gennaio, hanno trovato
compimento nei giorni scorsi. Il progetto ha un costo
di 120 mila euro spalmati
in sei anni con il contributo
di soggetti privati, coinvolti
poi nella gestione della rete.
Intanto, in diverse aree della città, cittadini e turisti
possono già collegarsi ad internet in maniera gratuita.
Basta registrarsi per avere
diritto a due ore giornaliere
di traffico gratuito.
“Non è il solito aggancio

wifi – continua La Ghezza
- come quelli che vengono
promossi da altri Comuni
a noi limitrofi dove bisogna registrarsi o autenticarsi. Con questo progetto
abbiamo voluto superare
ogni problema legato alla
connessione ad internet,
potenziando la banda larga
del comune di Locorotondo.
Già da 15 giorni il traffico
telefonico viaggia attraverso la rete e non genera più
un costo di chiamata analogica. Abbiamo munito
anche le scuole di telefonia
Voip. Ciò consente non solo
di abbattere i costi, ma an-

che di eliminare i problemi
di connessione limitata per
le nostre strutture scolastiche che rendeva impossibile
l’utilizzo delle lavagne multimediali al massimo delle
proprie potenzialità”.
Queste le aree dove sono
state installate le antenne che rilanciano il segnale
internet: Palazzo comunale;
Biblioteca comunale in via
Morelli; Sala don Lino Palmisano in via Almirante; Ufficio
del cimitero; edifici scolastici
in piazza Mitrano, zona Cinquenoci e contrada San Marco; piazza Marconi; piazza V.
Emanuele e Villa comunale;

rotatorie circonvallazione in via Fasano e in via
Martina Franca.
Con la rete wireless,
conclude La Ghezza, “potremo aumentare i punti
di videosorveglianza, includendo anche quei luoghi difficilmente raggiungibili con rete via cavo,
ma possibile da raggiungere grazie alla tecnologia
wifi. Saranno così installate delle nuove telecamere nei presidi scolastici e
nelle rotatorie che monitoreranno e renderanno
ancora più sicuro il nostro
territorio”.

numero 167

Maggio 2015

7

L’impegno del Centro di Ricerca

Xylella, il killer degli ulivi

di Luigi De Michele

D

a quando si sono notati ulivi i cui rami si disseccavano rapidamente nel Salento si è capito che
succedeva qualcosa di serio e si
è subito temuto che migliaia di
alberi potessero essere eradicati o tagliati e ridotti a tronchi
morti. L’epidemia che ha colpito gli ulivi salentini continua a
far discutere in termini accesi
Su come sia avvenuta l’infezione è in atto un’azione della
procura di Lecce che ha perquisito alcuni laboratori della
Facoltà di Agraria di Bari ed i
Centri di Ricerca che s’interessano del problema. Si nutrono
dei dubbi sulla data di infezione del batterio e sui trattamenti con fitofarmaci che sono stati
effettuati.
L’uso dei pesticidi è pericoloso e tutti lo vogliono evitare.
Qualcuno avanza l’ipotesi che
essi possano avere causato o
contribuito al disseccamento
degli alberi. Al Centro di ricerca B. Caramia di Locorotondo,
ove analizzano i campioni di
piante infette di Xylella Fastidiosa, stanno per organizzare
un convegno per chiarire con
gli agricoltori i termini del problema. Anch’esso ha ricevuto
la visita della Guardia di Finanza per spiegare come avviene il lavoro di analisi.
Non esiste una cura per le
piante attaccate dal killer che
arriva dal Centro America. Gli
interventi consigliati rischiano
di mettere in ginocchio la produzione di olio salentino, ma
la malattia si può estendere
sull’intera zona degli ulivi del
Mediterraneo.
La Giunta Comunale di

di Valerio
Convertini

G

li scrutatori per le
prossime
elezioni
regionali sono stati
decisi con il sorteggio. Una
vittoria per molti cittadini che avevano protestato
sui social network contro il
Comune. La commissione
elettorale, in un primo tempo, aveva infatti stabilito
di nominare gli scrutatori.
Vale a dire che, senza alcun
sorteggio, ogni consigliere
comunale avrebbe potuto “segnalare” tre nomi di
sua conoscenza. Un metodo che, pur rispettando la
legge, a molti è sembrato
insopportabile. Da qui la
protesta e poi il lieto fine.
Il lavoro di scrutatore ga-

Locorotondo, con delibera del
23/4/2015, ha posto all’ordine
del giorno il problema dell’emergenza, prevenzione e controllo del patogeno Xylella,
emanando direttive inerenti
le buone pratiche agricole da
compiere secondo l’orientamento proposto a livello nazio-

nada (Ontario), su piante anche diverse dalla vite. Il ceppo
presente in Puglia pare sia di
tipo ipovirulento, non in grado di procurare danni su viti e
agrumi. Ha la forza di attaccare, però, anche oleandri e mandorli.
Il meccanismo di infezione

Puglia si è scoperto che esso è
uguale a quello presente in Costa Rica. Un viaggio davvero
lungo, se si pensa che l’insetto
vettore al massimo vola per un
centinaio di metri o poco più,
sfruttando i venti.
Il batterio è conosciuto da
più di un secolo, ma non sono

Sono finalmente iniziati i lavori di impianto del vigneto sulle scarpate del “Lungomare”

nale e regionale.
Il patogeno è endemico
nella vegetazione spontanea,
abbondano i vettori che lo trasportano, l’inverno mite assicura una buona sopravvivenza
del batterio, le temperature in
primavera ed estate ne favoriscono la rapida crescita.
Negli Stati Uniti la malattia si è diffusa sulla vite nelle
contee della California (oggi
Xylella è presente in 28 delle
58 contee della California ed in
alcune aree della California del
Sud la coltivazione della vite
è praticamente preclusa) e poi
anche ad altri 28 Stati degli
Stati Uniti e in alcuni del Ca-

sulle piante è simile per tutte
le varietà del batterio: si moltiplica nei vasi conduttori della linfa delle piante ospiti, li
ostruisce nel loro trasporto di
acqua e di elementi nutritivi
dalle radici al fusto e alle foglie,
creando una sorta di tappo che
impedisce il regolare flusso del
fluido. Le piante infette seccano completamente.
Il batterio si trasmette attraverso insetti vettori, in particolare la cicala sputacchina
(homalodisca vitripennus), che
si nutrono succhiando dai vasi
linfatici delle piante grazie al
loro apparato boccale. Studiando il batterio presente in

state ancora attivate terapie
che curino le piante malate.
L’unico modo per contenerlo è
la difesa indiretta sul vettore,
attuata con le pratiche agronomiche tradizionali come le
lavorazioni del terreno, il taglio
dell’erba per eliminare le larve
degli insetti giovani e un trattamento chimico.
Visto che le piante infette
non si possono curare, l’unica
maniera per contenere il serbatoio d’infezione è quello di
abbattere le piante malate.
Di fronte a questa evenienza
si sono levate le proteste degli
agricoltori e dei vivaisti pugliesi. A seguito di due ricorsi il

TAR del Lazio ha deliberato di
sospendere gli interventi contro
Xylella, una presa d’atto in attesa che Bruxelles predisponga
una nuova decisione; la vecchia
ormai deve ritenersi superata,
così come il piano governativo.
Ricordiamo che la nuova
decisione di Bruxelles si baserà
inevitabilmente anche sulla
decisione assunta in seno al Comitato per la salute delle piante Ue nello stabilire che, nelle
aree di contenimento, vadano
eradicati gli olivi infetti e tutte le piante ospiti nel raggio di
100 metri.
L’impatto della malattia
delle piante sui coltivatori locali è psicologico ancor più che
economico. Alcuni di questi
ulivi erano alberi centenari e la
loro coltivazione trascende la
fonte alimentare ed economica pure importante: sono oltre
2000 anni di storia e cultura,
simbolo dell’identità italiana e
pugliese.
Per ora, in Italia, il focolaio
è concentrato in Salento, per lo
più nella zona di Gallipoli-Nardò. L’analisi di Xylella fastidiosa, prelevata dai tessuti vegetali delle piante infette, viene
effettuata presso il laboratorio
del Centro di ricerche Basile
Caramia di Locorotondo, con
un protocollo dell’Istituto di
virologia vegetale, del Cnr e
dell’Università di Bari.
Comunque qualche preoccupazione si diffonde anche
fuori dal Salento, per i frutticoltori e per i vivaisti, dopo che
la Francia ha vietato l’importazione di piante dalla Puglia,
dall’ulivo alla vite, ma anche
fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio, gelso e
numerose piante ornamentali.

Elezioni, polemica scrutatori
rantisce di un compenso di circa 100 euro, somma che non
cambia la vita ma che farebbe
comodo a molti.
La vicenda si è aperta e
chiusa rapidamente. La commissione, presieduta dal sindaco Tommaso Scatigna, aveva deciso all’unanimità: “Gli
scrutatori saranno nominati e
non sorteggiati. I criteri sono
età, non occupazione e iscrizione all’albo”. In un paese
che conta oltre 800 disoccupati, la scelta è apparsa subito arbitraria. A Locorotondo
esistono dodici seggi elettorali
per un totale di 48 scrutatori.
Insomma, ci sarebbero stati
“poveri” di serie A e di serie B,
con i primi più fortunati solo

per essere amici di qualche
consigliere comunale.
Nonostante le proteste su
Facebook e su Twitter, il sindaco non sembrava retrocedere:
“E’ una scelta politica. Come
sempre mi assumo la responsabilità del risultato”. Intanto il
clima attorno a questa decisione si faceva incandescente, tra
accuse di “scarsa trasparenza”
e clientelismo, fino a commenti
poco riferibili.
Una protesta che ha accomunato tantissimi cittadini
in poche ore e che ha sortito
l’effetto sperato. La commissione elettorale è stata convocata d’urgenza e ha fatto retromarcia. Un passo indietro
salutato con soddisfazione dai

contestatori del giorno prima.
È il sindaco in persona a dare
la notizia: “La commissione
unanimemente ha deciso di
procedere al sorteggio degli scrutatori come lo scorso
anno, previa presentazione
modulo”. Una procedura che,
secondo Scatigna, sarebbe a
rischio di ricorsi: “Siamo al
limite della legge con l’indicazione di specifici requisiti, ma
siamo dalla parte dei cittadini
che ci hanno chiesto a gran
voce di perseguire la strada di
favorire coloro che si trovano
in difficoltà economica”.
I disoccupati hanno dovuto presentare un modello
in cui dichiaravano il proprio stato di disoccupazione

e offrivano la disponibilità
come scrutatori. Tra questi è stato poi effettuato un
sorteggio pubblico. Scatigna gongola, chissà perché.
Dopo aver preso un abbaglio è tornato sui propri
passi: “Il buon senso e la ragione asfaltano la faziosità,
sempre! Il sindaco di Locorotondo ascolta tutti i cittadini, tranne chi fa polemica
per mestiere e professione”.
Evidentemente la polemica
non era così campata per
aria, se egli stesso ha fatto
ammenda. Un consiglio al
primo cittadino: dopo aver
“asfaltato la faziosità”, se
resta un po’ di catrame, si
occupi di asfaltare le strade.



8

Maggio 2015

numero 167

Una bella notizia

Calamaio digitale per l’Unitalsi
di Giancarlo Carbotti

S

i è aggiunto qualche
giorno fa un tassello importante nell’ambito del
progetto “Alzatevi, andiamo!”
per la creazione di una struttura per persone disabili, che
la Onlus “Giovanni Paolo II”
sta realizzando presso la ex
scuola statale dell’infanzia di
via Solferino a Locorotondo.
Infatti lo scorso 13 maggio,
presso il Dipartimento della
Gioventù della Presidenza del
Consiglio dei Ministri a Roma,
il presidente dell’associazione
Ilario Smaltino ha firmato la
convenzione che ufficializza
l’assegnazione di un co-finanziamento per il progetto “Calamaio Digitale”, elaborato
e presentato dalla “Giovanni
Paolo II” al fine di realizzare
un laboratorio multimediale
e musicale per persone con disabilità cognitive, sensoriali e
motorie presso le aule ristrutturare del nascente Centro.
Tale progetto fu presentato
nel gennaio 2013 nell’ambito
del Bando Nazionale “Giovani per il sociale” emanato dal
Dipartimento della Gioventù
e Servizio Civile Nazionale,
risultando idoneo e successivamente ammesso a finanziamento a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
del 07/03/2014, classificandosi
al 149° posto sulla graduatoria

di Ettore
Carneade

H

o regalato a mio figlio di 16 anni una
copia di “Elogio
della Follia” di Erasmo da
Rotterdam. Nelle impegnative chiacchierate in cui
provo a fronteggiare la sua
preparazione da studente
e la sua fame di sapere da
adolescente, era forse fatale
imbattersi in questa lettura.
Avevo poco più della sua
età quando don Peppino Micoli, mio direttore spirituale
cui sono profondamente grato, ne prese in mano un’altra
copia e mi disse “per come
sei tu, questa è una lettura
perfetta”. Divorai quel libro
e scoprii che pulsava della
mia stessa voglia di verità.
Successivamente, conoscendone l’importanza per me,
una persona che adesso non
c’è più me ne fece dono, come
segno di quanto apprezzasse
di me l’irrefrenabile urgenza di libertà. E, insieme, mi
comprò un disco di Edoardo Bennato che, fingendo di
raccontare la storia di Peter

nazionale emanata dal Governo e composta da circa 800 soggetti proponenti candidati.
È per tutti i soci, per i volontari, per gli operatori e tutto il personale socio educativo
della “Giovanni Paolo II”,
ma soprattutto per tutti gli
amici “speciali” e le rispettive
famiglie, motivo di soddisfa-

particolari disabilità motorie
o cognitive come autismo, dislessia, tetraparesi al fine di
migliorare lo sviluppo della
loro autonomia. È una ulteriore e importante speranza che
accendiamo per tante persone
del nostro ambito territoriale.
È per tale ragione, tra l’altro, che il progetto “Calamaio

dal piano di azione e coesione,
risorsa sociale della Puglia”,
organizzato dal Dipartimento
della Gioventù in collaborazione con la Regione Puglia per
confrontarsi sulle iniziative
attivate dalla pubblica amministrazione al fine di integrare
sul territorio i vari interventi
finanziati

Digitale”, che ci auguriamo
possa essere avviato contemporaneamente con la fine dei
lavori del Centro nei prossimi
mesi estivi, sarà presente al
workshop che si terrà a Bari
il 21 maggio dal titolo “Le
imprese giovanili valorizzate

Il 13 maggio sta divenendo
sempre più per la nostra realtà
una data piena di significati:
infatti è stato nel giorno della memoria della Madonna di
Fatima, in cui ricorre l’anniversario dell’attentato a Papa
Giovanni Paolo II nel 1981

Il presidente Ilario Smaltino
firma la convenzione presso
il Dipartimento della
Gioventù della Presidenza
del Consiglio dei Ministri

zione e orgoglio essersi aggiudicati questo finanziamento,
in quanto si potrà allestire
un laboratorio di eccellenza
tecnologica, dove poter sperimentare l’applicazione di
nuovi ausili informatici verso
giovani e bambini affetti da

in piazza San Pietro, che lo
scorso anno demmo avvio ufficialmente ai lavori di riqualificazione della scuola, non
immaginando quanto sarebbe
accaduto. Questa nuova iniziativa del laboratorio è stata
formalizzata, guarda caso,
proprio il 13 maggio a Roma.
Nei prossimi giorni, per
dare ulteriore impulso al progetto e continuare la raccolta
fondi per ultimare i lavori nel
breve periodo, sarà inaugurata in via Cesare Battisti, nei
pressi della Chiesa Madre, “A
pettièche di uagnùne”, una
bottega solidale permanente
in cui saranno esposti e venduti i prodotti artigianali frutto
del lavoro dei nostri ragazzi ed
in modo particolare la bambola “a pùpe de pézze” e la
t-shirt “I love Locorotondo”,
articoli che caratterizzeranno
fortemente l’attività del percorso sociale e riabilitativo
che stiamo portando avanti.
Vogliamo dare l’opportunità
di mettere alla prova qualcuno
dei nostri amici speciali al fine
di far sperimentare loro l’esperienza della vendita al pubblico, come vera e propria forma
di inclusione sociale.
Ancora una volta sentiamo
il dovere di rinnovare a ciascuno l’invito: Alzatevi, andiamo!. “Non smettere mai di sognare: solo chi sogna, impara
a volare”.

Con gli occhi folli di Erasmo
Pan, si ispirava proprio agli insegnamenti di Erasmo.
Paradossalmente, mentre
scrivo, casualmente ascolto
Gianna Nannini che ha riproposto nell’ultimo disco la canzone “Dio è morto” di Guccini,
altro pezzo che mi ha aperto la
mente. Si tratta delle stessa ricchezza che mi hanno dato altri
incontri quali, nell’ordine: Carlo Carretto, Papa Luciani, don
Tonino Bello.
Dicevo a mio figlio che la
grandezza di “Elogio della follia” è il suo essere attuale. Un
filosofo, tutto sommato secondario, è passato alla storia per
un’opera che aveva scritto per
un amico e per divertimento.
Le sue altre opere, quelle serie,
non sono comunemente ricordate. E l’attualità del libro, che
ho riletto anche di recente, sta
nel fatto che sembra si rivolga
alle figure del nostro tempo.
Non c’è molta differenza fra le
parole di Erasmo ed i tentativi
di moralizzazione della Chiesa
e della società da parte di Papa
Francesco.

Ecco, nella lista dei grandi incontri intellettuali della
mia vita avrei messo anche lui.
Lo amo come tanti al mondo,
anche non cattolici. Ma me
lo immagino triste o, meglio,
consapevole che nemmeno lui
scardinerà i mali della Chiesa.
Quando lo ascolti fai fatica a
non sognare ed immaginare
che riesca davvero a smantellare le contraddizioni dell’istituzione che governa.
Ma basta vederlo durante le
celebrazioni ufficiali e si vedono le stesse figure che Erasmo
sbeffeggiava secoli fa. Fra le
docce aperte per i barboni in
Vaticano e l’attico del Cardinal
Bertone, la Chiesa ondeggia
nelle sue contraddizioni.
Ai miei tempi a sedici anni
avvertivo già la necessità
dell’impegno sociale, pur non
credendo alla politica attiva.
C’era la sinistra, più o meno
estrema, che illudeva i giovani
con pensieri rivoluzionari, salvo vedere che nel mondo non
abbia poi lasciato un segno
sensibile. Ma, insomma, ci cre-

devamo e l’impegno messo nella società ci rendeva più “fighi”
addirittura con le ragazze.
Il pensiero che mi assilla
è che i miei tre figli vivono in
un mondo che ha attutito la
sete di vita che provavo io,
l’ha anestetizzata, rendendo
tutto facile e raggiungibile e,
comunque, tutto relativo. Per
cui, quando ascolto mio figlio
liceale parlarmi con passione
di Boccaccio, sento che anche
lui, come me al suo tempo,
ammira dell’autore la coerenza e la capacità di mostrare i
difetti della società in cui viveva. Ma, poi, la sua crescita
come uomo è affidata a questo sistema che tollera e giustifica tutto, che non ascolta
nessuno ed abitua tutti ad un
confronto fatto di urla e prevaricazione, ben rappresentato
da quelle trasmissioni tv che
fanno così tanto ascolto.
E, devo essere sincero, gli
propongo con pudore l’esempio paterno, di cui discutiamo
spesso. I miei figli ammirano i
risultati che ho raggiunto con

sacrifici che non accennano
a diminuire. Ma sanno benissimo che a loro toccherà un
diverso tipo di scommessa ed
altri sacrifici.
Io sono partito a venti
anni e, dopo un lungo cammino, mi confronto ogni giorno
con manager tutti più giovani, con percorsi professionali
importanti che sono partiti
da titoli di studio in università di prestigio (e genitori più
facoltosi). In proporzione loro
dovranno fare lo stesso cammino e, forse, la loro Siena (intesa come sede di lavoro) sarà
all’estero. E se oggi faremmo
l’ipotesi di Londra o New
York, potrebbe anche essere
una città cinese, est asiatica o,
al meglio, nord europea.
Bisogna però che vedano
il mondo che li circonda con
gli occhi di Erasmo, che provino lo stesso scandalo, che si
aspettino di cambiare qualcosa. E che sappiano che
nessun cambiamento potrà
avvenire senza il loro contributo.

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Parlano tre docenti

È davvero una buona scuola?
di Erminia Ruggiero

M

artedì 5 maggio,
piazza Aldo Moro:
ecco la manifestazione dei docenti di Locorotondo nell’ambito dello sciopero nazionale della scuola.
La piazza, resa ancora più
bianca da un sole accecante,
comincia a colorarsi verso le
9 di mattina. I docenti arrivano alla spicciolata. Sono
ben riconoscibili: sui vestiti
neri spicca un fiocco verde
acqua. Le scuole di ogni ordine e grado del paese, con poche eccezioni per l’Infanzia,
sono vuote. E allora bambini
e ragazzi, accompagnati dai
genitori, si uniscono alla protesta pacifica, le cui ragioni
sono impresse su striscioni e
cartelloni.
Una protesta silenziosa,
ma forte e consapevole contro
il DDL della “Buona Scuola”. Ma perché? A parte l’uso di aggettivi che alludono
a una realtà positiva (buona
appunto), poco e male si dice
dei suoi contenuti sostanzia-

S

li. Non c’è informazione plurale. Non c’è stato e sembra
non si voglia il dialogo con
le parti sociali. La scuola: da
“organo centrale della democrazia” (Piero Calamandrei)
a oggetto di una riforma che
non ha nulla di democratico.
Da vent’anni ormai la scuola
pubblica italiana, con il pretesto dell’autonomia, viene
spogliata di risorse umane
e materiali. I fondi d’Istitu-

to delle scuole sono sempre
più esigui, tanto da danneggiarne la progettualità e il
funzionamento. Spesso si è
costretti a rivolgersi ai genitori e al territorio. È questo
che s’intende per autonomia?
Una scuola-impresa a caccia
di finanziamenti privati? Eppure da anni lo Stato dà un
contributo alle famiglie che
iscrivono i propri figli a costose scuole private. Eppure

La protesta in piazza Moro a Locorotondo

Soluzioni costruttive

e sento la necessità
di dire anche la mia
sul delicato momento che la scuola italiana
sta attraversando (riforma Renzi, contestazioni, minaccia blocco degli
scrutini, prove Invalsi
boicottate ecc.) è perché
penso di essere portatore,
in seguito alla trentennale esperienza di docente,
di una posizione un po’
fuori dal comune, almeno
a giudicare da ciò che si
sente in questi giorni tra
gli addetti ai lavori.
È bene talvolta decentrarsi sforzandosi di osservare le questioni dai diversi punti di vista, anche
dalla parte dei genitori,
degli studenti e dell’opinione pubblica in generale. Non dico nulla di nuovo
affermando che le annose
problematiche che investono le scuole di ogni ordine e grado sono talmente tante da non sapere da
dove iniziare. Sinceramente sono curioso di vedere
come l’aitante Renzi gestirà quella che si sta profilando come una clamorosa rottura con i sindacati
e le varie componenti della
scuola. Fa riflettere come
le varie riforme che si sono

l’Invalsi costa ai contribuenti
diversi milioni di euro, destinabili ad altro.
La scuola, in un Paese democratico, deve offrire a tutti le stesse possibilità perché
non confeziona prodotti, ma
forma i futuri cittadini. Un
ruolo di grande responsabilità
è dunque quello del docente.
Con la riforma, invece, dopo
anni di studi e precariato,
concorsi vinti e specializzazio-

succedute negli ultimi anni
(Berlinguer, Moratti, Gelmini e quest’ultima) abbiano
puntualmente
registrato,
dalle suddette componenti,
contestazioni e bocciature,
apparendo agli occhi dell’opinione pubblica in preda al
conservatorismo.
Eppure, come dicevo,
i problemi sono tanti, ne
prendo uno a caso: la valutazione dei docenti. È letteralmente un tabù, guai
a parlarne. Riflettendoci
però, sembra che abbia
sempre fatto comodo ai
vari governi ed ai sindacati
non affrontarlo seriamente e quindi non risolverlo.
Trovare i modi giusti per
valutare i docenti significherebbe poi premiare economicamente le eccellenze
(come succede in altri paesi
europei) ed avere il coraggio di saper cosa fare verso chi non è all’altezza di
esercitare una professione
tanto delicata. Basterebbe
chiedere ai principali fruitori (genitori e studenti)
esperienze dirette in merito... se ne sentirebbero delle belle! Certo, non è facile.
Eppure ho letto di regioni
a statuto speciale, come il
Trentino Alto Adige, che
con intelligenza e profes-

sionalità applicano da anni
metodi di valutazione dei
docenti senza suscitare le
polemiche degli interessati.
Accennavo anche qualche critica verso i sindacati. Sono iscritto anch’io ad
uno di essi ma questo non
mi porta, per onestà professionale, ad essere tenero
verso di loro quando ci sono
da rilevare comportamenti
timidi (per paura di perdere iscritti?). A parte gli
slogan, raramente ho letto
proposte alternative, concrete e fattibili per migliorare quanto prospettato
dai governi di turno. Se negli anni è cresciuto lo scetticismo nei confronti delle
azioni sindacali, montando
un certo malcontento nei
loro confronti, un motivo
ci sarà. Ora, dopo tanto
tempo (e spero non sia una
parentesi) sono riusciti a
ricompattarsi e a sedersi
insieme intorno ad un tavolo per discutere problemi
comuni. È già qualcosa! Ma
oltre che contestare devono fare un passo avanti e
coraggiosamente proporre,
dal loro punto di vista, soluzioni costruttive per affrontare questioni annose
ormai improcrastinabili.
Giovanni Serinelli

ni, la professionalità docente
diventa merce di scambio nel
mercato degli ambiti territoriali. Come negli anni del
fascismo, il Dirigente scolastico “individua” (non si sa con
quali criteri) i docenti per la
“propria” scuola, dopo aver
stabilito i contenuti del POF
(Piano dell’offerta formativa),
non proposti ma solo approvati dal collegio.
I docenti, ormai per la società, sono quelli che hanno
2 mesi di vacanza all’anno,
che lavorano 4 ore al giorno.
Sì, perché nessuno considera
le ore di lavoro svolte a casa,
spesso in orari improponibili,
per preparare lezioni, correggere compiti, produrre documenti. Il presidente Renzi
ha scelto di “spiegare” la sua
riforma davanti alla lavagna
di ardesia, armato di gessetti colorati, come un docente.
Per immedesimarsi davvero
in questo ruolo, però, rinunci all’atteggiamento di chi
tutto sa, ma nulla ascolta. È
dall’ascolto dei bisogni che
parte il vero docente.

Perché lo sciopero

Il mondo della scuola è
in subbuglio ogni giorno di
più. La riforma proposta dal
governo non piace a tanti, a
troppi. E così, anche chi solitamente non aderisce allo
sciopero, il 5 maggio ha deciso di fare un'eccezione e di
rinunciare al proprio compenso economico al fine di
protestare contro l'ennesima
manovra politica sull'Istruzione. Da Locorotondo è
partito il pullman della Cisl,
che si è coalizzata con le altre organizzazioni sindacali
come non faceva da tempo.
Insieme, per dire no in modo
pacifico ma convinto ad un
decreto legislativo che contiene punti inaccettabili per
chi vuole proteggere il senso
di una scuola pubblica, libera
e democratica. Una protesta
che ha visto coinvolti tutti,
dal personale Ata ai docenti,
dagli studenti agli stessi dirigenti che non amano questo
eccessivo potere decisionale.
Un successo di presenze in
tutte le grandi piazze italiane, di cui hanno dovuto parlare anche i mass media, nonostante il tentativo silente
di nascondere il malessere di
questi mesi. Eppure, il premier Renzi non vuole sentire
e continua a proporre e disporre. Non si è ancora reso
conto del fango che gli sta
cadendo addosso.

Le riforme continuano ad
essere avanzate da chi nella
scuola non vive; da chi, della
scuola, conosce davvero poco.
E non si guardano i muri fatiscenti di edifici, che cadono a
pezzi, in cui le macchie di umidità si fanno di anno in anno
più visibili. E non si guardano
i corridoi sempre più insicuri
per mancanza di collaboratori
ai piani. Né si pensa a gratificare il lavoro dei docenti con
il giusto aumento dovuto agli
scatti di anzianità. Si presume
che gli 80 euro mensili e poi i
500 annuali per i corsi di aggiornamento siano sufficienti.
Peggiore la situazione per i neo
immessi in ruolo, i perdenti posti e per chi chiede trasferimento: tutti inseriti nell’organico
dell’autonomia, utilizzabili in
ambito regionale senza una
scuola di appartenenza. Come
potranno partecipare alla
squallida gara che incita a fare
sempre di più per rientrare nel
nugolo prezioso dei premiati
dal dirigente?
Sicuramente, non ci deve
essere spazio per chi la scuola
la vive come ripiego, né per
chi nella scuola non crede, ma
lasciamo che la libertà d'insegnamento sia tale da far volare tutti verso un unico grande
obiettivo: stimolare il gusto di
imparare e la passione della
conoscenza.
Antonella Girolamo

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Un evento eccezionale

San Luigi Guanella tra di noi

Nel centenario della morte, l’urna del Santo a Locorotondo

di Grazia Gigante

R

icorrendo il centenario
della sua morte (19152015), l’urna di San
Luigi Guanella ha visitato le
Case guanelliane del Centro Sud
dell’Italia. Nel pomeriggio del 4
maggio, l’urna è giunta a Fasano e, dopo essere stata accolta
calorosamente dalle autorità
e dai fedeli, ha proseguito per
l’Istituto Sacro Cuore per un
omaggio e infine verso Pozzo
Faceto, dove Sua Eminenza,
mons. Domenico Padovano ha
celebrato una solenne funzione eucaristica e subito dopo è
iniziato un via vai di pellegrini
giunti dalle zone limitrofe per
venerare il Santo.
Dopo la veglia nel Santuario, nel pomeriggio del 5 maggio
l’urna è stata accolta con molto entusiasmo a Locorotondo e
ha sostato nell’atrio dell’Ospedale vicino alla chiesetta che
da cinquant’anni è servita dai
sacerdoti guanelliani. Per me,
che sono una cooperatrice guanelliana da tanti anni, prostrarmi davanti all’urna del Santo
fondatore è stata un’emozione
indescrivibile. Chi sono i cooperatori? Dei laici che dopo aver
seguito per tre anni dei corsi
di formazione al carisma guanelliano e condividendolo, il 24
ottobre, giorno della sua festa,
durante la celebrazione eucaristica fanno la promessa che si
rinnoverà ogni anno. Essi, in-

C

sieme ai sacerdoti “Servi della
Carità” e alle suore “Figlie di
Santa Maria della Provvidenza” fanno parte della Famiglia
Guanelliana. Che cosa mi ha
colpito di S. Luigi Guanella?
Innanzitutto la sua grande in-

quando fu ordinato sacerdote
manifestò sempre la sua dedizione verso gli umili, gli ultimi,
i disabili che chiamava bonariamente “buoni figli”. Quando
iniziò a fondare le prime case
d’accoglienza e si trovava in dif-

L’urna di S. Luigi Guanella a Locorotondo

dole caritatevole, innata già da
piccolo, quando giocando con la
sorella Caterina, in una ciotola
impastava terra con acqua e
diceva: “Stiamo preparando la
minestra per i poveri”.
Durante la sua vita, sin da

ficoltà economiche non perdeva
mai la speranza, ma confidava
nella Divina Provvidenza, alla
quale si è sempre affidato. Oltre
all’immane fiducia nella Divina Provvidenza, al suo infinito
amore verso l’Eucarestia e al

Cultore del dialetto

on espressioni dialettali che abbiano un
forte colorito locale si
entra più facilmente nell’animo della gente del luogo.
Papa Francesco, qualche
mese fa, nel congedarsi dai
napoletani accorsi sul meraviglioso lungomare Caracciolo a conclusione della Sua
visita pastorale a Napoli,
pronunciò ad effetto: “A Maronne v’accumpagne”, per
salutare col cuore soprattutto la popolazione più umile.
Attraverso il dialetto la gente del borgo è più autentica
e genuina. Il nostro Pietro
Massimo Fumarola lo sa da
tanto tempo. Lui mastica il
dialetto locorotondese dalla
nascita. A partire dal 1985
cominciò a scrivere articoli,
sempre con particolare riferimento al dialetto, su “Locorotondo”, la Rivista di

Sacro Cuore, che gli permetteva di vedere nell’ammalato, nel
povero, nel disabile, il volto di
Gesù Cristo.
San Luigi Guanella è il
santo della Carità e il Patrono
dell’Unitalsi. Il pellegrinaggio

economia, agricoltura, cultura
e documentazione della Banca
Cooperativa di Locorotondo.
Dopo 30 anni, questa stessa
Rivista raccoglie encomiabilmente in un volume monografico tutti gli articoli già pubblicati da Fumarola sotto il titolo:
“Nel paese del cuore / nel cuore del paese”. “Si tratta – dice
l’ Autore nella Prefazione – di
due brevi espressioni metaforiche, una invertita rispetto
all’altra. La prima confessa un
legame affettivo (mai interrotto nonostante una lunga residenza altrove) col borgo natio;
la seconda dichiara lo stimolo
a individuare la specificità. Voler entrare nel paese del cuore
configura un fatto personale,
un impulso dell’anima… Voler
entrare nel cuore del paese, invece, comporta il desiderio di
comprensione; che esorbita dalla sfera individuale per aprirsi e

allargarsi alla memoria collettiva, alla identità storica
di un’intera comunità”.
Questo volume racchiude
anni di studi attenti e meticolosi. Buona base di partenza per chi vuol imparare
a scrivere e pronunciare correttamente il dialetto curdunnése. Bene farebbero gli
insegnanti delle nostre scuole a tenere una copia nella
biblioteca di classe quale testimonianza viva e palpabile
del nostro passato.
Nel porgere, grati, i nostri complimenti a P.ietro
Massimo Fumarola per la
sua dotta opera, ricordiamo
ai nostri lettori che il volume “Nel paese del cuore /
nel cuore del paese” è in distribuzione gratuita presso
la Biblioteca comunale e la
sede della Pro-Loco.
Angelo Giotta

della sua urna, non solo per i
guanelliani, ma per tutti, ha
rappresentato un evento unico ed eccezionale e accoglierlo
a Locorotondo è stato emozionante. Al suo arrivo nell’atrio
dell’ospedale c’erano in tanti

ad accoglierlo: sacerdoti, autorità, semplici cittadini, tutti
i rappresentanti dell’Unitalsi,
infermieri, medici. Ho notato
gli occhi umidi di tutti coloro
che, intorno alla sua urna gli
rendevano omaggio e per un
momento siamo stati coinvolti da quest’atmosfera di santità. Grazie San Luigi Guanella
per avere con il tuo passaggio
benedetto tutti noi e Locorotondo. La tua santità sia
testimonianza e monito per
tutti, di qualsiasi ceto sociale, culturale e religioso, a non
trascurare mai “l’altro”, ma a
rispettarlo nella sua dignità di
uomo e ad amarlo come Dio,
Padre Misericordioso, ama i
suoi figli.
Cito alcuni suoi motti: “Le
vie della Provvidenza sono infinite”, “Il bene non fa rumore”,
“Il paradiso! Ecco la casa del
Padre. Non è come la reggia dei
sovrani di questa terra, ma è
palazzo più ricco, più bello, più
ampio, più ordinato. Pensate, è
la casa del Signore! Ringraziamo Dio che quella casa sia destinata ad essere la nostra casa”.
Concludo con le sue parole: “Chi ti regge e ti consola è
il Signore, il quale ti ha creato.
Spera in Dio e vivi lieto”. Con
queste parole, mi auguro che
ciascuno di noi ne esca fortificato nel cuore e nella mente e che
sia pronto a vivere la propria
vita, anche se con difficoltà, con
fiducia e speranza.

Bandiera Arancione
Accoglienza e ospitalità:
sono questi i punti di forza
che hanno consentito a Locorotondo di confermare
l’ambita “Bandiera Arancione” per il triennio 20152017. Il riconoscimento è
stato assegnato nei giorni
scorsi dal Touring Club italiano. Il diploma di merito assegnato è siglato dal
presidente Franco Iseppi e
dall’assessore regionale al
Mediterraneo Silvia Godelli.
Esprime soddisfazione
il sindaco Tommaso Scatigna: “In questi anni abbiamo lavorato per mantenere
la bellezza del nostro centro
storico e migliorarla. Di
questa bellezza merito va
dato, come sempre sottolineato, a tutti gli abitanti
del borgo antico che con
pazienza quotidiana puliscono, abbelliscono ed arricchiscono le nostre viuzze
che colpiscono tutti i visita-

tori, anche nomi importanti
dello spettacolo”. Non solo
centro storico. L’obiettivo,
sostiene il sindaco, “è quello
di proporre ai turisti anche
la la visita nelle nostre contrade, tutte molto belle, ben
curate e vissute nel pieno
rispetto dell’ambiente circostante”.
La Valle d’Itria conquista il bottino pieno. Insieme
a Locorotondo, nell’esclusivo albo del Touring Club
sono presenti anche Alberobello e Cisternino. Ora bisogna superare i campanilismi e lavorare insieme per
uno sviluppo comune: “La
presenza di altri due centri
come Alberobello e Cisternino – conclude Scatigna - non
può che rafforzare la proposta turistica della Valle d’Itria ed offrire tanti motivi in
più affinché da noi i turisti
trascorrano buona parte delle loro vacanze”.

12

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Lavori a Sant’Anna
di Manuela Palmisano

L

o scorso 2012 la Regione Puglia, emanava un bando sulla
tutela, valorizzazione e
gestione del patrimonio
culturale con particolare
riferimento ai sistemi museali. L’azione di intervento nello specifico la 4.2.1
mirava a sviluppare interventi di riqualificazione e
potenziamento del sistema legato all’offerta culturale regionale attraverso operazioni di recupero,
fruizione, valorizzazione e
messa in rete del patrimonio culturale.
Il finanziamento regionale, vinto dal Comune di
Locorotondo in occasione
del bando per la istituzio-

ne di nuovi musei, aveva
incentrato la progettualità, a cura degli architetti
Guida e Palmisano, con il
supporto dell’arch. Fuzio,
sulla istituzione del Museo
archeologico e della Civiltà contadina, che avrebbe
previsto sia la raccolta di
reperti archeologici di cui
sopra che una raccolta di
oggetti legati al mondo
della civiltà contadina.
Il progetto, potenziato
nei contenuti inoltre grazie
all’introduzione di strumenti software ed hardware, permetterà una migliore fruizione del patrimonio
conoscitivo e del museo
stesso, e renderà accessibile i locali interrati grazie ai
nuovi lavori di restauro.
Sono dunque partiti

Olimpiadi della scienza

Lo studente locorotondese
Simone Perrini, che frequenta il secondo anno del
liceo scientifico “Galileo-Da
Vinci” di Noci, ha festeggiato un importante traguardo personale. Durante
le “Olimpiadi” regionali di
scienze naturali, Simone si
è classificato ottavo sugli
oltre 50 selezionati studenti
provenienti dalle sei provin-

ce pugliesi. Per il giovane
studente una bella esperienza formativa: “Ho avuto
modo di confrontarmi con i
coetanei provenienti da circa quaranta licei pugliesi,
facendo tesoro di quanto
appreso a scuola”. Simone è stato premiato presso
l'aula magna del Palazzo
di Scienze della Terra del
Campus universitario di Bari

lo scorso aprile i lavori di
ristrutturazione dell’immobile storico che era già
stato oggetto di restauro
nel 2009 con la ditta Imer
Service di Paolo Bottoni,
la stessa che aveva curato
il restauro degli arredi pittorici e degli stucchi presenti nella Chiesa Madre.
L’ attuale vincitrice
della gara, l’Impresa Garibaldi, di Bari, aggiudicataria del secondo stralcio di lavori della Scuola
elementare Marconi, in
via di completamento,
provvederà alla messa a
norma dell’impianto elettrico e del rifacimento del
piano sottostante da adibire a museo archeologico
con i resti rinvenuti dagli
scavi in contrada Grofoleo

in occasione dei lavori per
la realizzazione del primo
tronco della circonvallazione.
Attualmente una parte
del Complesso di Sant’Anna
ospita l’Associazione Ecomuseale di Valle d’Itria, che
ne ha fatto, nelle proprie
possibilità, sede di mostre e
laboratori didattici.
L’auspicio, da parte
della cittadinanza, è che
finalmente questo immobile, dalle grandi potenzialità, viva finalmente ed
interamente di luce propria e possa inserirsi in un
circuito turistico e culturale tra i più bei “affacci”
sul lungomare e come porta d’ingresso per i turisti
di uno dei Borghi più belli
d’Italia.

Rifiuti sulla Serra, presi i vandali
Avevano depositati rifiuti ingombranti in contrada Serra ma sono stati scoperti. Il Comune, giovedì
14 maggio, ha poi provveduto a ripulire l’area. “Coloro che si sono resi autori
di questo deplorevole gesto sono stati individuati e
sanzionati secondo quanto
previsto dalle disposizioni
nel caso di abbandono di
rifiuti”, afferma l’assessore all’Ambiente Giusi Convertini che poi ricorda le
modalità di smaltimento
dei rifiuti: “Per gli ingombranti c’è un numero a cui
telefonare per il ritiro gratuito (080/4315518) e per
lo smaltimento della differenziata c’è il Centro comunale di raccolta, aperto
sia di mattina che di pomeriggio per le utenze domestiche. Evitiamo di abbandonare i rifiuti per strada
o nei pressi dei cassonetti,

al fine non solo di tutelare il paesaggio ed il nostro
patrimonio agricolo, ma
anche per evitare esborsi
inutili per il Comune che
si ripercuotono, inevitabilmente, sulle tasche dei cittadini. Favorire la raccolta
differenziata, invece, ci evita ecotasse ed aumento di
imposte”.
Intanto sono iniziati gli
interventi di disinfestazione antilarvare ed antialare
(dall’una di notte) e la derattizzazione (dalle 5 del
mattino)
Di seguito i prossimi
interventi in calendario:
25 maggio, 6 giugno, 24
giugno, 8 luglio, 23 luglio,
5 agosto, 21 agosto, 10 settembre, 14 ottobre. Si raccomanda alla cittadinanza di tenere ben chiuse le
porte e le finestre e di non
esporre all’esterno derrate
alimentari.

Nuove regole per i dehors

Nuove regole per i
“dehors”. La parola, mutuata dal francese, descrive
lo spazio esterno dei locali
pubblici, segnatamente ristoranti e bar. Dopo anni di
occupazione selvaggia del
suolo pubblico, finalmente
il Consiglio comunale ha
approvato all’unanimità il
nuovo regolamento che disciplina la sistemazione di
arredi, tavoli, ombrelloni e
fioriere. Vale per tutto il paese, ma è specialmente nel

centro storico che troverà
reale applicazione, visto il
crescente numero di attività che in questi anni stanno
aprendo i battenti.
Rispetto alle norme precedenti vi sono modifiche
sostanziali. In primis la
possibilità per gli esercenti
di creare uno spazio chiuso
all’esterno del locale, grazie
all’uso dei paraventi in vetro
trasparente. L’ambiente potrà essere riscaldato per consentirne la fruibilità anche

nei mesi invernali. Il vecchio
regolamento non prevedeva
questa opportunità, per cui
la somministrazione di cibo
e bevande all’esterno poteva avvenire solo nei mesi
caldi, da maggio ad ottobre.
Le norme approvate, pur
andando nella direzione di
facilitare il commercio, pongono dei limiti alle superfici
da occupare nel centro storico. In passato non poche
erano state le lamentele da
parte dei residenti, costretti

a compiere uno slalom fra
sedie e tavolini per poter
rincasare.
Cambia anche la procedura amministrativa e si
velocizzano i tempi. Dopo
aver acquisito i pareri favorevoli di Asl, Polizia municipale e Comune e aver
pagato la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, gli esercenti potranno
montare gli arredi esterni
già dal giorno successivo.
Valerio Convertini

Locorotondo
su Rai Uno
Tutti in piazza, domenica mattina 17 maggio,
per promuovere il territorio
della Valle d’Itria. A Locorotondo sono giunte le telecamere di Rai 1 per registrare una puntata del nuovo
programma “Mezzogiorno
italiano” che andrà in onda
dal primo giugno in diretta
dall’Expo di Milano e sarà
condotto da Arianna Ciampoli e Federico Quaranta.
All’interno della trasmissione verrà ritagliato uno spazio per esaltare le eccellenze
dei paesi italiani. La puntata con le riprese effettuate
in piazza Vittorio Emanuele andrà in onda probabilmente a metà giugno.
Locorotondo
intanto
sarà presente all’Expo dal
25 al 31 maggio nello stand
dei Borghi più belli d’Italia. Le aziende locali che
intendono promuovere la
loro attività con materiale informativo possono far
pervenire la loro richiesta al
Comune.

Bimbi in bici
Domenica 10 maggio, la festa della mamma è stata festeggiata in modo originale
dalle famiglie che hanno deciso di aderire al progetto organizzato dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della
Bicicletta) Locorotondo, sulla scia dell’evento nazionale
che ha coinvolto circa 200
Comuni. Gli allegri ciclisti di
Bimbinbici si sono mossi da
viale Olimpia, hanno attraversato le varie stradine del
paese solertemente guidati
dai vigili, per poi tornare al
punto di partenza, dove allegri palloncini e ricchi premi
attendevano tutti. Ad allietare la passeggiata, colazione e aperitivo messi a disposizione dal bar Gran Caffè,
nonché fragole e albicocche
offerte da Giacovelli srl.
Un’esperienza indimenticabile, tanto per i bambini
che raramente possono aggirarsi per il paese in sicurezza, quanto per i genitori che
hanno saputo regalare una
bella e genuina fetta del proprio tempo ai figli.
ant. gir.

numero 167

Maggio 2015

13

Furto durante le nozze

di Angelo Giotta

B

rutta sorpresa dopo il
lieto evento. Furto da
professionisti, in pieno
centro urbano, senza forzare
porte e finestre. Ladri dal fiuto
fine aprono i tiretti e rubano oggetti in oro senza mettere nulla
a soqquadro. Il furto è stato
perpetrato il 14 aprile, presumibilmente dalle ore 13.30 alle ore
24, nell’abitazione al primo piano di Piazza Marconi del dottor
Giuseppe Petrelli e nel sottostante negozio della moglie collegato con un scaletta interna
alla prima. I ladri hanno agito
in tutta tranquillità. Sapendo
che quel giorno si univa in matrimonio la figlia Francarita del
dottor Petrelli, tra cerimonia
religiosa in chiesa e ricevimento nessuno li avrebbe disturbati
prima della mezzanotte.
Il dottor Petrelli è persona
amata e stimata nel paese. Oltre alla sua professione di medico si è dedicato nel sociale e alla
politica. Questo furto commesso nel giorno del matrimonio di
sua figlia ha destato molto scalpore in paese.
Il giorno successivo il furto
viene denunciato ai Carabinieri. I malviventi hanno portato
via oggetti in oro per un valore di circa 20 mila euro e 800
euro in contanti. I Carabinieri
indagano.
Mentre transita in mountain bike in via Fasano, intorno alle ore 20.30, di martedì 12
aprile, un uomo di 60 anni viene travolto da una Punto rossa
guidata da un 38enne. Con l’autoambulanza del pronto soccorso il ciclista viene trasportato all’ospedale di Monopoli.
Non avendo riportato fratture
viene dimesso con prognosi di
10 giorni. Il ciclista che procedeva con una bici priva di fa-

nale in direzione Fasano è stato
investito dall’auto nel mentre
svoltava a sinistra per immettersi sulla strada che porta alla
propria abitazione.

Un premio a
Chiodo Fisso

Lunedì 18 aprile un autocarro che trasporta una palameccanica nello svoltare sul
rondò di contrada Pergolo della
circonvallazione di Locorotondo, inavvertitamente aggancia
i cavi della linea telefonica sfilando dal terreno alcuni dei pali
di sostegno. Con il pronto intervento della Polizia locale è stato
assicurato il normale andamento del traffico ed effettuati i rilievi del caso.
Un albanese di 43 anni, residente a Locorotondo per motivi di lavoro, il 30 aprile scorso,
alle ore 20, su denuncia della
moglie e dei figli, per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, minacce e atti persecutori,
viene arrestato. Il Giudice per
le indagini preliminari, il dott
Francesco Pellecchia, ha emesso un’ordinanza di custodia
cautelare, da scontare agli arresti domiciliari in altra abitazione, in attesa di processo.
Il Comandante della Stazione Carabinieri avvisa tutti
i possessori di armi, che non
hanno più rinnovato il porto d’armi o che le detengono
con il nullaosta della Questura, che dopo 10 anni dal loro
rilascio devono obbligatoriamente consegnare alla locale
Stazione Carabinieri la certificazione comprovante l’idoneità psico-fisica rilasciata
dalla ASL di competenza e il
certificato anamnestico rilasciato dal medico curante. Le
certificazioni vanno prodotte
in carta semplice.

Il 9 maggio, anniversario della mor te di Aldo Moro, alcuni
cittadini hanno voluto commemorare il mar tire democristiano con la deposizione di una corona d’alloro sulla lapide a
lui dedicata

Sicurezza stradale
Nella prospettiva di
uno stile educativo e formativo, che prepari la sua
utenza al senso di cittadinanza attiva e responsabile, il nostro Istituto
comprensivo “Marconi-Oliva”, in collaborazione
con l’Amministrazione comunale ed il Comando di
Polizia Municipale, organizza per giovedì 4 giugno
una lezione sulla “Sicurezza stradale”.
Tale sinergia, quale
segno di attenta e fattiva
presenza delle isituzioni
nel territorio, si tradurrà
in una attività specifica,

Sabato 25 e domenica 26 aprile, nella piscina comunale di
Modugno, si sono svolti i campionati regionali “Esordienti A”
di nuoto, con 36 società iscritte e ben 331 atleti. Tra questi
il nostro giovane concittadino
Walter Mangini, classe 2002,
tesserato per la Asd Nuoto
Castellana, ha fatto incetta di
medaglie. Ha infatti conquistato due ori e tre argenti. Nei,
100 stile libero, Walter ha fatto
registrare il tempo di 59’’55,
diventando il secondo atleta
pugliese di categoria ad aver
abbattuto il muro del minuto.
Il giovane nuotatore è adesso
in attesa di una convocazione
per i prossimi campionati italiani a squadre.

rivolta agli alunni delle
classi quinte della Scuola Primaria e delle classi
terze della Scuola Secondaria di primo grado e si
terrà presso l’Auditorium
comunale di Locorotondo,
a partire dalle ore 9. Gli
alunni avranno l’opportunità di confrontarsi con
i corretti comportamenti
da assumere, quali fruitori
della strada e dello spazio
pubblico, allo scopo di salvaguardare se stessi e gli
altri.
Teresa Turi
Dirigente scolastico

Fervono le attività
nell’Istituto Comprensivo “Marconi-Oliva” di
Locorotondo, diretto dalla prof.ssa Teresa Turi.
Il 15 maggio, si è svolto
il concorso didattico culturale “Green Game” per
la Regione Puglia. Un’occasione per promuovere,
in modo coinvolgente e
innovativo la cultura del
rispetto dell’ambiente e
le regole per una corretta raccolta differenziata,
aspetti irrinunciabili per
l’educazione a una cittadinanza attiva e responsabile. Questa è la finalità
prevista anche dall’Erasmus Plus, progetto che
vede Locorotondo protagonista in Europa. I ragazzi delle seconde classi
dell’Oliva, già proficuamente coinvolti in questo
progetto, si sono dati battaglia sulle pulsantiere
per rispondere nel minor
tempo possibile a domande sui corretti comportamenti ecologici.
Inoltre, il 29 maggio, il giornale d’Istituto “Chiodo Fisso” sarà
premiato perché tra i
vincitori del concorso
nazionale “Il miglior
giornalino scolastico Carmine Scianguetta”,
XV edizione, a riprova
dell’impegno dei ragazzi
per le attività loro proposte.

Divingustando
E’ trascorsa splendidamente la seconda edizione
di Divingustando, evento
enogastronomico organizzato per il secondo anno consecutivo
dall’associazione
culturale “I Briganti” con
il patrocinio del Comune di
Locorotondo. Il pomeriggio di burrasca ha impedito
a tanti forestieri di essere
presenti, ma l’evento si è
svolto comunque nel migliore dei modi. Due percorsi
da scegliere per degustare
i piatti tipici preparati sapientemente nei ristoranti
più caratteristici del paese e
per bere i vini migliori prodotti dalle aziende vinicole

del territorio. Un viaggio
nel mondo dei sapori e degli
odori, allietato dalla presenza di musicisti cistranesi che
fra un vicolo e l’altro hanno
stimolato la voglia di un ballo. Un’esperienza che esula dai soliti eventi fatti per
strada, poiché ha consentito
ai visitatori la possibilità di
accomodarsi all’interno dei
locali per avere il tempo di
pasteggiare e sorseggiare in
assoluta tranquillità. Non il
solito marasma, ma il piacere dell’essere accolti all’interno di locali di pietra e calce
che danno lustro al nostro
angolo di paradiso.
ant.gir.

14

Maggio 2015

numero 167

Grande musica black per l
di Valerio Convertini

U

ndici anni di grandi
successi per il Locus
Festival. La manifestazione si terrà a Locorotondo dal 24 luglio al 10
agosto con il meglio della
musica internazionale. Sul
palco del Locus saliranno
leggende della musica mondiale insieme ai talenti più
raffinati del panorama musicale odierno.
Il Locus Festival si apre
alla globalità artistica e al
turismo consapevole. Negli
anni, il Locus ha attirato un
pubblico esigente ma si è anche aperto al rinnovamento
attraverso una scelta artistica fondata sul linguaggio
della black music americana
e del jazz, brodo primordiale della musica di qualità.
L’undicesima edizione
del Locus Festival è organizzata da Bass Culture con il
sostegno di Regione Puglia,
Provincia di Bari, Comune
di Locorotondo, Banca di
Credito Cooperativo e con
la straordinaria presenza di
Audi come main sponsor. La
direzione artistica è affidata
sin dalla prima edizione a
Ninni Laterza e Gianni Buttiglione.
Ai grandi concerti sul
palco, si affiancano iniziative di valorizzazione della
tradizione enogastronomica
nel territorio, incontri letterari e di cultura musicale, azioni di contenimento
dell’impatto ambientale.

Da sottolineare, anche
quest’anno, la presenza di
Ashley Kahn, grande giornalista e produttore, che nel
centro storico di Locorotondo
terrà conferenze su tre grandi della musica: Miles Davis,
John Coltrane e Santana.
24 LUGLIO
Piazza Moro - Bilal

Uno straordinario ritorno
al Locus Festival, dopo l’apparizione nel 2013 insieme a
Robert Glasper.
Nato a Philadelphia, Bilal
si trasferisce poi a New York
dove entra in contatto con artisti storici come The Roots,
Q-Tip, Common, Mos Def e
Erykah Badu. “Volevo cantare Jazz, suonare Jazz, scrivere
Jazz”, diceva di sé.
Riesce così ad affinare le
sue già grandi qualità di musicista jazz. Entra nel gotha
della musica black e avvia diverse collaborazioni con grandi musicisti e produttori, tra
cui Jill Scott, Common, Dr.
Dre, Dre & Vidal.
Presto giunge la consacrazione definitiva che lo porterà
ad essere considerato oggi uno
dei guru mondiali della musica black. Con Bilal si è coniato
il genere nu-soul americano.
Al Locus Festival, unica
data italiana, Bilal presenterà
il suo nuovo album.
25 LUGLIO

Masseria Ferragnano, concerto
a pagamento De La Soul

De La Soul rappresentano la storia dell’hip hop
americano che ha fatto scuola per aver innovato lo stile
jazz rap.
I De La Soul hanno rivoluzionato il genere alla

Robert Glasper

fine degli anni Ottanta con
il loro album di debutto “3
Feet High and Rising”, un
disco che ottenne un enorme successo di critica e
pubblico e che ancora oggi
rappresenta un classico del
genere hip hop.
Pur rimanendo fedeli al
genere, l’evoluzione dei De
La Soul ha portato il gruppo al top della scena hip
hop mondiale, con singoli di
grande successo, tra cui spicca “Feel Good Inc.”, realizzato con i Gorillaz.
Sul palco del Locus sarà
presentato in anteprima il
nuovo disco dei De La Soul
che vede la collaborazione di artisti del calibro di
David Byrne e Damon Albarn.
I De La Soul saranno al
Locus Festival in esclusiva
per l’Italia.

26 LUGLIO
Piazza Moro
Robert Glasper Trio

Dopo essersi esibito
nell’edizione 2013 del Locus
con il progetto Experiment,
e dopo aver vinto per la seconda volta consecutiva il
Grammy Award, Robert
Glasper ritorna a Locorotondo in forma di trio jazz
acustico. Glasper si conferma uno dei pianisti più ricercati al mondo con un altissimo profilo nella black music
e nel jazz moderni. Fra i suoi
recenti impegni la colonna
sonora dell’attesissimo film
su Miles Davis “Miles Ahead” e la partecipazione al
capolavoro di Kendrik Lamar “To Pimp a Butterfly”.
Accompagnato da Vincent
Archer al basso e Damion
Reid alla batteria, in questo
nuovo progetto il piano di

Glasper offrirà inedite trasfigurazioni jazzistiche di artisti
come Joni Mitchell, Radiohead, John Legend, e molti altri.
Glasper presenterà al
Locus Festival il suo nuovo
album “Covered”, in uscita
a giugno per Blue Note Records.
31 LUGLIO

Piazza Moro, Bcc Locus Award

Prima edizione di un Premio sponsorizzato dalla Banca di Credito Cooperativo di
Locorotondo. Musicisti della
Valle d’Itria si contenderanno
sul palco del Locus il “Bcc Locus Award”.
Il Festival punta a valorizzare i talenti locali. Il vincitore del concorso avrà il privilegio di suonare accanto a uno
dei grandi artisti presenti in
questa edizione del Locus.

Edizione da ricordare
Quest’anno, mi verrebbe
da dire, abbiamo “esagerato”: l’undicesima edizione del
Locus Festival sarà ricordata
a lungo. Il primo weekend,
ad esempio, ci concentriamo,
non per caso, sulla scena musicale newyorchese, attualmente tra le più importanti
al mondo. Tutti i più grandi
produttori di New York si
sono formati fondamentalmente sulla musica afroamericana.
Il nostro è un percorso
che viene da lontano. Siamo
partiti da una dimensione
locale e negli anni abbiamo
raggiunto un’eco nazionale.
Il Locus Festival oggi ha un
profilo internazionale di ampio respiro. Il nostro obiettivo? Alzare sempre la qualità

artistica senza cadere nel
“popolare”. Una missione
che ci appassiona e che, di
anno in anno, trova sempre
più riscontro nel nostro pubblico.
Il Locus Festival è espressione del territorio, di Locorotondo, della Valle d’Itria.
Dobbiamo per questo ringraziare la comunità locorotondese, l’Amministrazione
comunale, gli operatori commerciali e la Banca di Credito
Cooperativo.
Questo territorio, il suo
clima, la sua bellezza, è diventato il luogo del cuore dei
tanti artisti che negli anni
sono giunti al Locus Festival.
Gianni Buttiglione
Direttore artistico

numero 167

Maggio 2015

15

la Città del Locus Festival
Cartellone eccezionale
L’undicesima edizione
del Locus Festival raggiunge livelli mai toccati con un
cartellone davvero eccezionale. Ci siamo ispirati alla
musica black, stella polare
del nostro concetto di musica. Una visione moderna
che eleva la straordinaria
tradizione black americana
a musa ispiratrice della migliore musica di oggi.
Poi c’è l’impronta del
Locus Festival che punta
tutto sulla qualità. Esiste
musica buona e musica cattiva, diceva Miles Davis.
Noi abbiamo scelto da che
parte stare. Spesso in questi
anni abbiamo “scoperto”
grandi artisti in anticipo
rispetto alla loro successiva
popolarità mediatica».

1 AGOSTO

Piazza Moro
Sly& Robbie meets Nils Petter
Molvaer

In esclusiva nazionale, il
trombettista norvegese Nils
Petter Molvær, pioniere del nu
jazz, incontra la leggendaria
sezione ritmica giamaicana
formata da Sly Dunbar (batteria) e Robbie Shakespeare
(basso), freschi di nomination
ai Grammy 2015 fra i Best
Reggae Album. Dagli anni
70 ad oggi, la loro sezione ritmica ha collaborato con i più
grandi artisti internazionali.
Un’alchimia musicale unica
fra reggae, jazz ed elettronica.
Un set completamente inedito, composto appositamente
per questo tour. La band com-

Un altro importante
annuncio: per la sua XI
edizione, il Locus Festival
si arricchisce della partecipazione di Audi come main
sponsor. Questo ci gratifica
e allo stesso tempo ci responsabilizza perché Audi
ha legato il suo brand alla
nostra qualità. La partnership con Audi ci ha consentito di elevare ancor di più il
prestigio del Locus Festival.
Mi piacerebbe, infine,
che all’ingresso di Locorotondo fossero installati cartelli con su scritto “Città del
Locus Festival”. Il nostro
futuro, il nostro sviluppo,
passa anche da questo Festival, ormai riconosciuto
anche all’estero.
Ninni Laterza
prende il norvegese Eivind
Aarset alla soundscape guitar
ed il finlandese Vladislav Delay al live-sampling
2 AGOSTO

Masseria Ferragnano, concerto
a pagamento
George Clinton & Parliament
Funkadelic

George Clinton, leader dei
Parliament Funkadelic negli
anni settanta e ottanta, è una
vera e propria leggenda della
musica black mondiale. Un
maestro della musica funk e
della sua contaminazione con
psichedelia e rock, oltre che
padre ispiratore della scena
elettronica di Detroit.
Con successi come Atomic
Dog, Flashlight e Knee Deep

De La Soul

si è ritagliato un pubblico sia
tra gli amanti del funk, del
rock, ma anche dell’hip hop
più moderno, che ha preso
spunto dalle sue composizioni
per realizzare i nuovi successi.
Tra gli artisti moderni in cui è
più evidente l’ispirazione funkadelica ricordiamo Snoop
Dogg, Dr Dre e la nuova stella
di Compton Kendrick Lamar.
8 AGOSTO

Piazza Moro, Lamb

Da Bristol (UK) arrivano
al Locus Festival i Lamb, pionieri del trip hop che si mescola ai suoni più caldi del black
and soul.
Il duo è composto dal produttore Andy Barlow, cono-

sciuto anche con lo pseudonimo di “Hipoptimist”, e dalla
cantautrice Lou Rhodes. La
musica elettronica si lascia
contaminare dal trip hop, dalla techno e dal drum and bass:
un genere unico che ha fatto
di Lamb una delle band più
ricercate della scena musicale
inglese. Celebre il loro brano
“Gabriel”, una hit in tutto
il mondo. Nell’ottobre del
2014 esce il loro sesto album
“Backspace Unwind”.
9 AGOSTO

Mavù Club, concerto
a pagamento, Nils Frahm (con
Gianluca Petrella, M+A, Jolly
Mare, Populous, Godblesscomputers, Mordecai, Z.I.P.P.O)

Nils Frahm, 33 anni, è un

Locus George Clinton & Parliament Funkadelic

musicista e compositore tedesco di Berlino. È riconosciuto
dalla critica come uno dei più
ricercati pianisti sulla scena
europea contemporanea. Il
suono del pianoforte si mescola all’elettronica delle tastiere
in combinazioni visionarie e
raffinate. Con l’utilizzo di pianoforte verticale, orizzontale,
rhodes e sintetizzatori, Frahm
abbatte le barriere musicali
passando dai suoni elettronici
a quelli della tradizione classica. Frahm è diventato presto
noto per sue performance dal
vivo. Ispirato dal luogo e dal
pubblico, il musicista tedesco
si lancia nell’improvvisazione di nuove composizioni. Gli
spettatori diventano così parte integrante dei suoi straordinari live.
L’esibizione live di Nils
Frahm al Locus sarà il momento di punta dell’Elita
Summer Session: una serata
in cui, fra live e dj set, sarà
dato spazio alle più interessanti realtà della scena musicale elettronica italiana. Tra
questi spicca il nostro concittadino Giuseppe Maffei, in
arte Z.I.P.P.O, vent’anni e una
carriera in continua ascesa.
10 AGOSTO

via Nardelli
Locus Visual Party

Nella notte di San Lorenzo, tutte le luci della Valle d’Itria verranno spente. Un happening finale, un momento di
festa di grande suggestione
scenografica. Sullo skyline del
centro storico di Locorotondo
verranno proiettate immagini e giochi di luce. Un video
mapping sarà accompagnato
da musicisti che suoneranno
fra le “cummerse” e le scarpate che si affacciano sulla Valle
d’Itria.

16

Maggio 2015

MATERIALE EDILE
ARREDO BAGNO
CERAMICHE

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numero 167

numero 167

Maggio 2015

17

Aspettando la fusione nucleare

Il futuro è nel gas metano
di Francesco Mirizzi

A

ttualmente, parlando
di energia, siamo in una
fase di transizione.
Il prezzo del petrolio si è dimezzato rispetto a quello che
era poco più di un anno fa, ma,
secondo gli analisti, riprenderà
inevitabilmente a salire perché
il picco di produzione di petrolio e gas è stato ormai superato
e di conseguenza le restanti riserve mondiali “convenzionali”
si potranno sfruttare a costi
sempre più alti.
Gran parte dei Paesi produttori di petrolio si trova in
aree geografiche (Medio Oriente e Paesi Arabi) politicamente
instabili e sotto la minaccia del
radicalismo islamico, e questo
rende incerti i futuri approvvigionamenti.
Il gas metano ci arriva
prevalentemente dalla Libia,
dall’Algeria e dalla Russia, Paesi politicamente non proprio
affidabili che, da un momento
all’altro, potrebbero chiudere i
rubinetti lasciandoci al gelo.
Le fonti rinnovabili forniscono energia in modo discontinuo (quando c’è sole o quando
soffia il vento) e con rendimenti
ancora molto bassi, per cui per
sfruttarle al meglio si devono
occupare notevoli estensioni di
territorio.
Gli sprechi dei Paesi tecnologicamente avanzati e l’aumento delle popolazioni e delle
necessità energetiche dei Paesi
emergenti, come Cina e India,
portano a una crescita esponenziale dei consumi di energia.
Aspettando l’energia che
verrà dalla fusione nucleare
nella seconda metà di questo
secolo, su quale fonte energetica si potrà nel frattempo fare
affidamento?
Molti Paesi si rivolgono a
riserve di combustibili fossili
finora non utilizzate a causa
degli elevati costi e difficoltà
di estrazione, ma che stanno
diventando sempre più economicamente convenienti. Esaminiamone alcune delle più
importanti.

Metano da giacimenti
di carbone
Conosciuto in inglese come
“coal-bed methane” (CBM),
è metano accumulato nelle
porosità e nelle fratture dei
giacimenti di carbon fossile ed è considerato una fonte
rinnovabile di energia perché
continuamente riprodotto dai
batteri che vivono in queste
porosità. La sua esistenza era
tristemente nota già nel passa-

to perché il metano è uno dei
costituenti principali del “grisou”, il gas che tante disgrazie
ha provocato nelle miniere. Per
evitare che questo gas, accumulandosi nelle gallerie, provocasse problemi durante lo
sfruttamento delle miniere, in
passato si foravano gli strati di
carbone dall’esterno e lo si lasciava disperdere liberamente
in atmosfera, ignorando che il
metano è un gas serra i cui effetti sul riscaldamento globale
sono circa settanta volte più
intensi di quelli dell’anidride
carbonica (CO2).

degli strati di carbone riduce
l’attività dei batteri metaniferi, impoverendo il giacimento
stesso.

“Shale oil” e “Shale gas”
In tempi geologicamente
remoti grandi quantità di petrolio e gas sono rimaste intrappolate in particolari formazioni
rocciose note come scisti (in
inglese “shale”), che si trovano
intorno ai mille metri di profondità.
Notevoli riserve di idrocarburi da scisto si trovano in

Stati Uniti è già successo che,
nelle regioni interessate da queste estrazioni, dai rubinetti delle case sia uscita acqua mista a
gas metano che ha preso fuoco.
Inoltre, in zone sismicamente instabili, la frattura
degli strati rocciosi profondi,
alterando gli equilibri geologici naturali, può provocare
terremoti di intensità non
prevedibile. Un recente studio
della United States Geological
Survey ha infatti rilevato che
in Oklahoma, uno degli Stati
in cui il “fracking” è intensamente utilizzato, gli eventi siFoto Gianluigi D’Onofrio

metano “convenzionali” sono
stimate in poche centinaia di
migliaia di tonnellate.
Rimane per ora irrisolto il
problema di come portare i clatrati in superficie perché, man
mano che si risale, la riduzione di pressione e l’aumento di
temperatura rispetto a quelle
delle acque profonde dissocia i
reticoli e il metano in essi contenuto si disperde nell’acqua e
nell’atmosfera aumentando la
concentrazione di gas serra.

Metano dall’aria
Ultimamente la Ricerca
energetica si sta concentrando
sul recupero della CO2 dall’atmosfera tramite distillazione
frazionata dell’aria. Facendo
reagire chimicamente la CO2
con l’idrogeno (reazione di Sabatier) si generano metano e
acqua. Bruciando il metano
così ottenuto per ricavare energia si riforma la stessa quantità
di CO2 in precedenza sottratta
dall’aria. Con questo sistema,
attualmente in fase di perfezionamento, non solo la quantità
di CO2 nell’atmosfera non crescerebbe più ma, statisticamente parlando, almeno una metà
di questa si troverebbe immagazzinata nei nostri serbatoi
sotto forma di purissimo metano e l’aria sarebbe più pulita.

Idrogeno
Per l’estrazione del CBM si
perforano gli strati di carbone
a profondità tra i 100 e i 1500
metri incamiciando il foro così
ottenuto con tubi di acciaio. Il
metano è spinto nel tubo dalla
sua stessa pressione e quindi
può essere recuperato in superficie e immesso nei gasdotti.
Spesso il CBM si trova mescolato ad altri gas per cui sono commercialmente sfruttabili solo
giacimenti in cui la percentuale
di metano è maggiore del 90%.
Le principali riserve di CBM
si trovano negli Stati Uniti, stimate in circa ventimila miliardi
di metri cubi, di cui però solo
tremila miliardi utilizzabili
commercialmente. In Canada
si stimano riserve di CBM per
circa settemila miliardi di metri cubi e in Australia per circa
mille miliardi di metri cubi.
Purtroppo durante l’estrazione non tutto il CBM è
recuperato, ma una parte si
disperde in atmosfera. Spesso,
insieme al gas, in superficie arriva anche acqua in cui sono
disciolti sali minerali e altre
sostanze che la rendono nociva
per l’ambiente. Inoltre la fuoriuscita di acqua dalle porosità

USA e Canada, nell’America
del Sud, nell’Europa del Nord,
in Sud Africa, in Cina e in Australia. Da sole queste riserve
potrebbero fornire energia per
alcune centinaia di anni.
Per estrarre petrolio e gas
dagli scisti è necessario frantumare queste rocce porose con una tecnica chiamata
“fracking”, cioé iniettando al
loro interno acqua ad altissima
pressione, purtroppo mista a
solventi e altre sostanze chimiche altamente inquinanti. Gli
idrocarburi sono quindi portati in superficie tramite le stesse
tubazioni usate per immettere
acqua.
Con il CBM e gli idrocarburi
da scisto gli Stati Uniti hanno
ridotto considerevolmente le
loro importazioni di petrolio
e gas determinando, in parte,
l’attuale crollo dei prezzi del
greggio.
Il “fracking” può generare
seri problemi ambientali. Le sostanze chimiche immesse negli
scisti insieme all’acqua, come
pure una parte degli idrocarburi del giacimento, si possono
disperdere nel terreno inquinando le falde acquifere. Negli

smici sono diventati “centinaia di volte più frequenti” che
in passato.

I clatrati
La parola “clatrato” deriva dal latino “clatratus”, che
significa “chiuso con un’inferriata”.
In chimica il clatrato è un
reticolo (una gabbia) di molecole di acqua che racchiude al suo
interno delle piccole quantità
di gas.
Le condizioni di bassa
temperatura e alta pressione
che si trovano in acque profonde favoriscono la formazione di clatrati che racchiudono
complessivamente una grande
quantità di metano generato
dalla decomposizione di organismi acquatici. Le stime più
recenti parlano di una quantità approssimata per difetto
di circa diecimila miliardi di
tonnellate di metano intrappolato nei clatrati, che sono
uniformemente
distribuiti
negli oceani intorno ai continenti fino ai duemila metri di
profondità e nei laghi profondi. Per confronto le riserve di

Le riserve di metano “non
convenzionali” sarebbero quindi in grado di risolvere il problema energetico della Terra per
qualche centinaio di anni. Ma
bruciare “tout court” queste riserve di gas significa immettere
in atmosfera quantità insostenibili di gas serra. Per evitare
questo “inconveniente” la soluzione è separare i due elementi
chimici che costituiscono il metano: l’idrogeno e il carbonio, e
usare solo l’idrogeno per produrre energia elettrica con le
celle a combustibile, nelle quali
esso, reagendo chimicamente
con l’ossigeno, genera acqua. Il
carbonio può essere invece utilizzato, sotto forma di fibre, per
produrre materiali strutturali
molto robusti e leggeri.
L’uso dell’idrogeno richiede
però notevoli precauzioni perché, se venisse accidentalmente
a contatto con l’ossigeno contenuto nell’aria, esploderebbe
immediatamente.
In conclusione il futuro
prossimo dell’energia è nel gas
metano, da utilizzare però in
modo da non aumentare la
quantità di gas serra nell’atmosfera.

18

Maggio 2015

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Sotto le Cummerse

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numero 167

Maggio 2015

19

La riforma delle banche

Bcc, crescono utili e patrimonio
di Luigi De Michele

B

asta cancellare pochi
articoli di legge per
provocare una vera e
propria rivoluzione nel sistema
bancario italiano. È ciò che è
accaduto con la conversione in
legge del decreto che contiene
l’Investment Compact, cioè un
pacchetto di misure per favorire
gli investimenti nel nostro paese.
Tra queste, c’è anche un provvedimento che elimina alcune
norme del Testo Unico Bancario
(Tub), cambiando per sempre i
connotati ai vecchi istituti popolari.
Con la conversione in legge
del decreto n. 3 del 24 gennaio 2015 è entrata in vigore la
riforma delle banche popolari
che impone ai dieci maggiori
istituti, con un attivo superiore
agli 8 miliardi di euro, la trasformazione entro 18 mesi in società
per azioni.
Sulle banche di credito cooperativo, pur non rientrando
esse immediatamente nel raggio
d’azione del decreto, potrebbero
incidere le direttive della Banca
centrale europea (BCE) relative
ai costi, le modalità di gestione
della raccolta e sulla gestione
bancaria.
Quindi, prossimamente, le
banche popolari dovranno per
forza di cose cambiare pelle, trasformandosi appunto in SPA,
abolendo il sistema del voto
capitario. Si tratta del meccanismo che consente ad ogni socio
di esprimere nell’assemblea de-

di Lillino
Suma

L

a strada compresa tra
Via Madre Teresa di
Calcutta e Via Padre
Pio è intitolata a Massimo
Troisi, attore, regista, sceneggiatore. Troisi nacque a
San Giorgio a Cremano il 19
febbraio 1953 e morì ad Ostia
il 04 giugno 1994. Scomparve
prematuramente a 41 anni
per un attacco cardiaco conseguente a febbri reumatiche
di cui soffriva fin dall’età di 12
anni.
Figlio di Alfredo, un macchinista ferroviario e di Elena
Adinolfi crebbe in una famiglia molto numerosa: abitò
infatti nella stessa casa con
i genitori, 5 fratelli, 2 nonni,
gli zii e i loro 5 figli. Dell’atmosfera familiare Troisi lasciò alcune testimonianze
anche nei suoi due primi film
“Ricomincio da tre” e “Scusate il ritardo”.
Dopo aver ottenuto il di-

gli azionisti un solo voto (ogni
testa, un voto), indipendentemente dal numero di quote possedute.
Queste novità rappresentano senza dubbio una svolta epocale. Come tutte le svolte, però,
la riforma delle Popolari può
essere vista da due prospettive
diverse. C’è chi la considera un
cambiamento salutare, atteso
da anni. Alcuni sostengono che

re il movimento cooperativo.
Altri economisti hanno
spezzato più di una lancia a
favore del modello della Banca cooperativa e, in difesa
delle Banche popolari, hanno
ricordato l’esistenza di una
serie di ricerche che dimostrano come il sistema del voto
capitario non impedisca una
gestione efficiente.
Il problema che si pone per

competenza territoriale ridotta
(14 comuni) con un numero di
soci di 1.545. Il suo patrimonio
netto è salito nel 2014 ad euro
79.506.828 (+11,4% rispetto
all’anno precedente) con un utile di gestione di 5.677.331 euro.
Il suo utile di esercizio, in
fase ascendente, rivela anche
che il rapporto impiego/depositi è del 51,78%, mentre era del
59,29% nel 2011. Negli ultimi
Foto Gianluigi D’Onofrio

nelle Banche popolari la struttura cooperativa e il voto capitario sono serviti soltanto per
perseguire le ambizioni di piccoli
gruppi di controllo.
Affermano anche che nei
grandi istituti di credito popolare era infatti rimasto ormai ben
poco di quello spirito mutualistico che dovrebbe caratterizza-

la Bcc di Locorotondo, come
ha confermato il suo presidente
nella relazione di bilancio, è la
necessità di favorire l’aggregazione tra istituti, oggi troppo
piccoli per camminare con le
proprie gambe.
La nostra Banca, che ha
svolto la sua assemblea ordinaria il 17 maggio scorso, ha una

due anni i conti economici delle
Bcc sono stati sostenuti prevalentemente con i proventi derivanti dalla gestione dei portafogli di titoli di Stato. A giugno
scorso, i proventi del comparto
titoli hanno rappresentato oltre
il 60 per cento del risultato lordo
di gestione.
Le difficoltà delle piccole

banche si notano nella loro
contrazione. Se alla fine del
2011 si contavano 411 Bcc, le
operazioni di aggregazione, finalizzate a risolvere situazioni
di problematicità che la fase
recessiva ha aggravato, ne
hanno ridotto il numero fino a
376 a dicembre 2014. In esse
l’incidenza dei crediti anomali
sul totale dei prestiti è salita
dal 10 al 17,5 per cento tra
giugno 2011 e giugno 2014.
L’accelerazione ha riguardato
principalmente le sofferenze,
più che raddoppiate (dal 4 al
8,4 per cento).
Proprio per soddisfare le
nuove esigenze di servizi le Banche di credito cooperativo sono
impegnate in un programma
di autoriforma, con il quale intendono darsi una nuova organizzazione. Il nuovo soggetto
bancario dovrebbe darsi un input della base sociale interessata
alla massimizzazione dei benefici, ma anche delle agevolazioni
per i destinatari dei servizi (per
lo più famiglie e imprese del territorio), insieme alla turnazione
dei vertici (con periodi fissati di
massima permanenza).
I motivi dell’aggregazione
fra banche è la risposta all’evoluzione dei mercati e del sistema
bancario. Un adeguamento della dimensione operativa è indotto anche dal pressing della normativa e della vigilanza europea
che, nonostante la crisi, chiede
alle banche maggior capitale e
la necessità di rafforzare la presenza territoriale.

Una via per Massimo Troisi
ploma di geometra nel 1977,
scrisse poesie per diletto ispirandosi a Pasolini (il suo autore preferito). Aveva già iniziato a recitare dal 1969 nel
Teatro Parrocchiale della Chiesa di Sant’Anna insieme ad un
gruppo di amici d’infanzia tra
cui Lello Arena. Nel 1972 gli
venne diagnosticata l’anomalia
cardiaca che lo obbligò nel 1976
a recarsi negli Stati Uniti per un
intervento alla valvola mitralica.
Nel 1972 il piccolo gruppo
si stabilì all’interno di un garage nella città natale di Troisi, si
chiamò Centro Teatro Spazio
ed iniziò con recite pulcinellesche tipiche della tradizione teatrale napoletana. Nel 1974 nel
gruppo degli amici-attori entrò
il chitarrista Vincenzo Purcaro
che assunse il nome d’arte di
Enzo Decaro. Nel 1976 il trio
Troisi–Arena–Decaro
venne
chiamato “I Saraceni”, l’anno
seguente diventò “La Smorfia”:

spettacolo teatrale che ottenne
notevole successo sia a livello
locale che nazionale.
Troisi diventò il leader del
trio, proiettato al ruolo di nuovo interprete della tradizione
partenopea. Con la sua gestualità e mimica facciale ed il suo
linguaggio farfugliante ed afasico, a tratti quasi incomprensibile, esprime un’ironica critica
nei confronti del vecchio e tradizionale teatro napoletano.
Durante la registrazione di
uno spettacolo televisivo Troisi
fece un incontro che incise profondamente nella sua carriera: conobbe Anna Pavignano,
studentessa universitaria che
divenne la sua compagna e soprattutto la sua collaboratrice
per diverso tempo. Il rapporto
con la Pavignano fu per Troisi
fondamentale per lo sviluppo
della tematica delle relazioni di
coppia ricorrente quasi sempre
nelle opere dell’attore–regista.

Il primo film di cui Troisi fu
regista, sceneggiatore ed attore
protagonista fu “Ricomincio
da Tre” che oltre ad un enorme
successo di pubblico ottenne
due Nastri d’Argento (migliore regia esordiente e migliore
soggetto) e due David di Donatello (migliore film e migliore
attore). Da notare anche che la
colonna sonora composta da
Pino Daniele fu di particolare
effetto.
Seguirono numerosi altri
film sempre accompagnati da
grande successo tra i quali ricordiamo: “Morto Troisi Viva
Troisi”, “Scusate il Ritardo”,
“Le vie del Signore sono finite”,
“Pensavo fosse amore invece
era un calesse”.
Nel 1984 uscì il film “Non
ci resta che piangere”, unico a
fianco di Roberto Benigni da
lui molto lontano per lingua e
gestualità. L’ultimo film prodotto fu “Il postino” (1994)

diretto da Michael Radford
tratto dal romanzo “Ardiente
Paciencia” di Antonio Skarmeta.
Troisi riuscì a terminare questo suo ultimo lavoro
cinematografico con molta
fatica e con il cuore stremato. Morì nel sonno nella casa
della sorella Annamaria, ad
Ostia, dodici ore dopo aver
terminato le riprese del suo
ultimo capolavoro.
La breve vita di Troisi fu
attraversata da uno spiccato senso della modestia e da
un profondo sentimento di
umanità. In un’ intervista a
Gigi Marzullo, alla domanda:
“Come si fa a rimanere semplici dopo aver avuto tanto
successo?”, Troisi rispose: “Ci
si nasce. Il successo è solo una
cassa di amplificazione. Se eri
imbecille prima di aver successo diventi imbecillissimo, se eri
umano diventi umanissimo”.

20

Maggio 2015

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numero 167

Maggio 2015

21

Un Paese che invecchia

Pensioni, rischi per il futuro
di Domenico Liantonio*

L

a motivazione, per lo
sconvolgimento in atto
nelle prestazioni pensionistiche, era e resta quella
dell’invecchiamento della popolazione e della conseguente
necessità di assicurare risorse
sufficienti ai futuri ex-lavoratori da pensionare.
Sì, perché se un Paese invecchia, l’età media avanza,
il numero dei pensionati cresce a discapito della popolazione in età lavorativa attiva,
c’è poco da dire (e molto da
fare), questa tendenza è molto più preoccupante e concretamente pericolosa persino
dell’attuale stato di crisi economica.
Recenti studi e ricerche
confermano infatti che in Italia, che insieme al Giappone è
il Paese al mondo ad avere il
più alto tasso di crescita anagrafica, le famiglie tendono a
essere sempre meno numerose, e se nel 1971 la media era
di tre componenti ogni nucleo familiare, nel 2011 la media era già diminuita a due.
Una tendenza, questa, che si
è registra in tutto il territorio
nazionale. Altre statistiche,
questa volta dell’Onu, confermano il preoccupante dato
secondo il quale entro il 2060
il Bel Paese, più delle altre
grandi economie occidentali,
avrà una popolazione over 80
che costituirà il 22% del totale della nazione, contro il
10% (un livello di per sé già
alto) che si è registrato invece
con l’inizio del secolo.
Si tratta, dunque, di una
vera e propria emergenza demografica, di cui ancora poco
si parla, e di cui per forza di
cose, data l’ineluttabilità
contingente del problema,

di Valerio
Convertini

A

rriva l’Art bonus.
Approvato all’unanimità dal Consiglio
comunale, l’Art bonus è
un incentivo fiscale per chi
finanzierà la cultura. Un
tempo si definivano mecenati ed erano figure indispensabili per sponsorizzare
le arti, laddove lo Stato non
riusciva a intervenire. Non
è cambiato molto da allora.
Tanti, troppi i beni pubblici
sparsi sul territorio, alcuni
di grande valore artistico,
che soffrono il passare degli anni e necessitano di re-

ogni Stato dovrà farsi carico.
I principali motivi di preoccupazione per gli studiosi
sono facile da dedurre: innanzitutto il forte e progressivo sbilanciamento demografico verso la ‘terza età’,
necessariamente comporterà
una crescita anche della spesa previdenziale e sanitaria,
con inevitabili ricadute nei

40 anni la spesa sarà destinata quindi ad aumentare sia in
Italia, che a livello mondiale,
tranne che in Messico e in India. Anche altri Paesi in via di
sviluppo come Brasile e Russia vedranno accrescersi la
spesa assistenziale e previdenziale di circa il doppio rispetto
a quanto già fanno oggi, raggiungendo nel 2050 una spesa

pensionistica, sfavorendo in
tal modo naturalmente il ricambio generazionale.
A ciò si aggiunga inoltre
le conseguenze che investono
la ‘produttività’ come tale;
se ovviamente la forza lavoro
impiegata nella produzione,
tanto manifatturiera, quanto ‘intellettuale’, avanza per
età anagrafica, non ci vuole

Foto Gianluigi D’Onofrio

bilanci dello Stato.
Un documento redatto
nel 2010 conferma infatti che
nel panorama internazionale è proprio il nostro Paese a
spendere già la quota maggiore del proprio prodotto interno lordo (PIL) per le spese
previdenziali, circa il 16%,
seguita dalla Francia con il
14%, Germania e Spagna ferme al 11%, e, nonostante ci
sia a fianco per età media, dal
Giappone con una spesa del
10%. Se questa è la situazione
di oggi, la valutazione porta a
determinare che nei prossimi

di circa il 17% del Pil, mentre
l’Italia si piazzerà a quel tempo “solo” al terzo posto.
Lo sbilanciamento della
popolazione verso una classe di età più avanzata comporterà, come già possiamo
abbondantemente osservare,
una inevitabile contrazione
della partecipazione delle
classi più giovani al mercato
del lavoro. La ragione è semplice da dedurre: proprio per
evitare un rialzo della spesa
previdenziale ed assistenziale, le politiche, sbagliando,
infatti tentano ad alzare l’età

poi Archimede per capire che
ineluttabilmente, nonostante
l’impiego delle tecnologie che
saranno sempre più potenti
(che a ben vedere rappresentano un altro rischio concreto
per l’incapacità di assorbire
forza lavoro) la produzione
sarà più lenta, dunque e ‘crescerà’ di meno. Non solo, ma
considerando i punti appena
sopra analizzati, non è difficile poi prevedere una contrazione anche delle attività
imprenditoriali, di cui normalmente sono i più giovani
ad essere portatori, così come

della tendenza al risparmio,
coinvolgendo in tal modo anche il sistema bancario, impoverito per l’appunto dalla
riduzione dei depositi.
Se questi accenni rappresentano solo le implicazioni
economiche che il progressivo
invecchiamento della popolazione comporta per un Paese, come l’Italia, interessante è anche dare uno sguardo
alle conseguenze sociali. Tra
queste, ad esempio, l’aumento delle famiglie con un solo
componente, che in Italia
sono già una su tre, e il conseguente aumento del numero
di anziani che vivono da soli,
con tutti i bisogni legati alla
salute e alla cura della persona che ne conseguono.
Un recente rapporto dell’Istat conferma infatti che con
il mutamento della popolazione, uno dei settori nel panorama del mercato del lavoro che ha mostrato maggiore
vitalità rispetto agli altri, un
po’ depressi, è proprio quello dell’assistenza sociale, con
una crescita tra il 1992 e il
2010 di quasi il 96%. Gli anziani assistiti a domicilio, nel
primo decennio del nuovo secolo, sono infatti cresciuti dal
2 al 4% della popolazione. Ma
paradossalmente persino i più
giovani rimarranno soli; le
famiglie oggi formate da una
sola persone sono già quasi 7,7
milioni, più del 31% rispetto
al 2011, e 2,4 milioni in più rispetto al 2001,con un aumento del 41% in soli 10 anni. Se
questa è la società del benessere, allora si può ben dire che
globalmente esaminata, siamo
sul piano della perfetta contraddizione.

*Segretario Generale
della Federazione Territoriale
dei Pensionati Cisl di Bari

Mecenati con l’Art bonus

stauro. L’Art bonus, nei buoni propositi, servirà proprio
a questo: salvare la cultura
partendo dal basso, dai piccoli
tesori di paese spesso dimenticati.
Come funziona in concreto? Dopo il via libera del
Consiglio comunale (che ha
adottato una legge nazionale
in merito), il compito dell’Amministrazione sarà quello di
compilare un elenco di siti di
interesse pubblico. A questo
punto entrano in gioco i privati, persone fisiche, associazioni
o imprese che potranno effet-

tuare erogazioni a sostegno
della cultura. Sarà possibile
donare una quota per diversi
interventi: opere di manutenzione, protezione e restauro
dei beni culturali pubblici di
proprietà comunale; sostegno
degli istituti e dei luoghi della
cultura pubblica (musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici e complessi
monumentali); realizzazione
di nuove strutture a favore
di enti o istituzioni pubbliche
che senza scopo di lucro svolgono attività nello spettacolo.
Ma siccome non esistono

più i ricchi mecenati di un
tempo, c’è pure un ritorno
economico per chi deciderà di
“adottare” la cultura. Chi effettuerà una donazione avrà
un credito d’imposta pari al
75% per quest’anno e al 50%
per gli anni a venire. Più la
gratitudine della cittadinanza, dettaglio non monetizzabile ma di sicuro orgoglio.
Ora tocca al Comune indicare il percorso. “Con l’Art
bonus – spiega Vito Speciale,
capogruppo di maggioranza – l’Amministrazione vuole
continuare il percorso di ri-

generazione dei beni a disposizione. Un percorso di rivalutazione di alcune aree che
abbiamo avviato già dal nostro insediamento e che continueremo a fare sostenuti da
questo decreto”. Presto sarà
approntato l’elenco dei siti
da salvaguardare. I cittadini
finanziatori dovranno solo indicare quale bene intendono
recuperare e la cifra che mettono a disposizione. “Sarà poi
il Comune – prosegue Speciale
– a formulare il piano di recupero e a seguire passo passo il
progetto”.

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Imprenditori del gusto

I nostri panzerotti a Milano
di Valerio Convertini

A

Milano un panzerotto
così non l’avevano mai
mangiato. Si chiama
“Il Panzerotto del Senatore” il
locale aperto appena un mese
fa in via Arena, di fronte alle
Colonne di San Lorenzo, nel
cuore della movida meneghina.
L’idea parte da un gruppo di amici di Locorotondo,
gli stessi che hanno messo
in piedi il Docks 101, il locale che ha dato nuova vita
al “Lungomare”. Decidono
che il segreto della bontà dei
panzerotti locorotondesi non
poteva restare custodito qui,
fra i trulli e le case bianche
del centro storico. Doveva
emigrare, farsi conoscere e
apprezzare altrove, al Nord.
L’idea ormai è inarrestabile nella mente di questi
imprenditori del gusto: “Dovevamo condividere questa
bontà con il resto dell’umanità”, dicono adesso. Da allora
sono passati due anni. Perché
per la ricerca della perfezione
ci vuole tempo, la qualità è
frutto di un’alchimia perfetta di ingredienti straordinari.

Panzerotti semplici e caserecci: acqua, farina di grano
tenero e duro, pomodori biologici pugliesi, fiordilatte della Valle d’Itria. Fritti rigorosamente in olio d’oliva che
spicca per la sua resistenza
al deterioramento ossidativo.
“Proprio come si fanno nelle
nostre case. Abbiamo imparato l’arte del panzerotto dalle
mamme: naturali e genuini”.
La farina di grano duro selezionata è quella “Senatore
Cappelli”, una varietà che ha

fatto la storia del nostro Paese
e che contiene percentuali più
elevate di lipidi, aminoacidi,
vitamine e minerali, risultando
così più digeribile. “Ci siamo
subito innamorati del gusto
unico di questa farina tanto
da dedicarle il nome del nostro
panzerotto”. Sembra quasi superfluo sottolineare l’assenza di
conservanti, additivi ed esaltatori di sapidità. Il sapore della
terra pugliese non ha bisogno
di sofisticazioni.
“Il Panzerotto del Sena-

tore” sta riscuotendo un successo quasi inaspettato nelle
misure. È diventato meta
prediletta di personaggi dello spettacolo e dello sport.
Paola Barale è cliente fissa,
così come Luca De Gennaro,
Fabio Volo, Linus e Nicola Savino. Il panzerotto locorotondese ha più volte solleticato il
palato del centrocampista del
Milan Giacomo Bonaventura. Nel nuovo punto vendita
lavorano ragazzi di Locorotondo: “Vogliamo che anche
l’accento parli della nostra
terra”.
Ma la ricerca del gusto non
si ferma qui: “Stiamo lavorando ad altri varianti”, promettono gli artisti del panzerotto.
Per adesso sono in vendita il
panzerotto classico e quello
“del Senatore” che in più ha
nel ripieno la scamorza della
Valle d’Itria, affumicata in camini che bruciano corteccia di
fragno.
La Puglia a Milano è un
marchio in forte crescita. C’è
voglia di prodotti tipici pugliesi, di sapori ineguagliabili.
“Negli ultimi anni – sostengono i soci del Panzerotto – il

salto di immagine della Puglia
è stato formidabile. A Milano
abbiamo trovato terreno fertile”. Il futuro non si ferma qui.
Nei progetti a medio termine,
il panzerotto del Senatore intende sbarcare nelle capitali di
tutta Europa per far conoscere
questa cultura gastronomica
che affonda le radici nelle tradizioni di ogni famiglia. Da Milano è partito uno slogan che
promette di aprirsi al mondo:
“Mangia pugliese. Senza pensieri”.

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Monica De Mitri

Un grande talento al palleggio
di Walter Bagnardi

M

onica De Mitri, locorotondese, anno di
nascita 2002, ha una
grande passione per la pallavolo. Suo padre Raffaele la
definisce un vero e proprio peperino. Mentre noi parliamo,
lei è impegnata in allenamento.
In questa stagione con la sua
società, la Polisportiva Centro
Storico Locorotondo, ha disputato il campionato di serie
“D”, l’under 16, l’under 14 ed è
impegnata nel campionato under 13. Non è l’unica sportiva
in famiglia, ha un fratello più
grande che gioca a calcio.
Oltre alla pallavolo, Monica
ha qualche altra passione: le
piace cantare ed è molto brava
nel fare le imitazioni. Ha solo
tredici anni, ma ha già una capacità di farsi sentire in campo
e di guidare le compagne, dote
importante per chi fa la palleggiatrice. Dopo l’esperienza
del progetto Piramide, che le
ha regalato uno stage a Locorotondo con Marco Bonitta,
l’allenatore della nazionale italiana di volley femminile, ha

di Antonello
Posa

G

rinta, passione e nervi saldi, sono state le
tre caratteristiche
principali che hanno accompagnato la squadra e la
società, l’Asd Volley Club
Locorotondo, alla fine di
un campionato che ha permesso la permanenza nella
serie B2. Tante sono state
e continuano ad essere le
difficoltà, come conferma anche la dirigenza, ma
l’impegno nel voler riuscire
a mettere su nuovamente
una squadra e a mantenere
una società che ha già fatto
in questi anni grandi passi
è notevole.
“Il campionato complessivamente è andato
bene. Gli obiettivi sono
stati raggiunti, le promesse
fatte sono state mantenute
ed il torneo si è concluso
con la salvezza che speravamo’’, sostiene il dirigente Giovanni Sicilia che poi
aggiunge: “I problemi non
nascono solo all’interno del
campo. La società ha dovuto lottare anche prima
dell’inizio del campionato.
Innanzitutto poiché era
impensabile riconfermare
lo stesso organico dell’anno precedente e in secon-

A sinistra, la palleggiatrice Monica De Mitri

vissuto una nuova interessante
esperienza. E’ stata invitata,
e quindi ha trascorso qualche
giorno, presso una società plurititolata, l’Orago Volley, praticamente una Accademia del

volley che ha conquistato 12
titoli di Campione d’Italia negli ultimi anni, tra le categorie
under 14, under 16 ed under 18.
Tra i propri tecnici, questa società può annoverare il

professor Giuseppe Bosetti,
già allenatore della nazionale
italiana di pallavolo e Franca
Bardelli, che da giocatrice ha
vestito per una ottantina di
volte la maglia azzurra. Sono
i genitori delle sorelle Lucia e
Caterina Bosetti, atlete azzurre anche loro. Mentre Monica
continua il suo allenamento, il
padre Raffaele ci conferma che
è stata una esperienza positiva.
L’impressione è stata quella di
avere a che fare con una ottima organizzazione che ha una
grande attenzione nei confronti delle atlete. Una realtà che
è coinvolta in diversi progetti
con altre società del territorio
lombardo. Prima del rientro a
Locorotondo la società varesina ha confermato tutto l’interesse per la giovane atleta e la
richiesta di poterla allenare ad
Orago, appena possibile. Ma
proprio la giovane età comporterebbe qualche sacrificio anche da parte della famiglia.
Lei almeno per ora, sembra
non curarsene, frequenta la
terza media e deve prima affrontare gli esami, poi si vedrà.
A soli tredici anni due esperien-

ze del genere potrebbero far
montare la testa. Monica, invece, ha fatto solo qualche imitazione in più e speriamo non
stia studiando anche quella di
Bonitta.
Per lei, questa intensa stagione non è ancora finita. Con
la rappresentativa provinciale
di Bari, ha vinto il torneo delle province, trofeo Meschini
edizione 2015 e quindi disputerà anche il torneo dei Tre
Mari in programma a Barletta il 23 e 24 maggio. In questa
manifestazione saranno protagoniste le prime classificate
nei tornei delle province, svoltisi nelle Regioni Basilicata,
Campania, Calabria, Molise
e Puglia e le seconde classificate nelle Regioni, Campania,
Calabria e Puglia. La scelta di
accettare, rinviare o declinare
questa opportunità, offerta
dall’Orago volley, sarà presa definitivamente nell’immediato futuro. Di sicuro la
passione per la pallavolo, non
potrà essere “schiacciata” da
nessuno, anche perché Monica, almeno per ora, ha il ruolo
di palleggiatrice.

Salvezza per il Volley Club

do luogo per la questione
degli sponsor, inesistenti per
la maggior parte delle volte.
Siamo comunque soddisfatti
dell’annata e dei nuovi giocatori, i risultati sono arrivati,
la salvezza nella serie B2 c’è
stata, addirittura con due
giornate d’anticipo e i riflettori sono stati puntati soprattutto sui giovani, punto cardine per noi”.
Il resoconto di un anno
sportivo è importante da parte della dirigenza quanto, ap-

punto, da parte dei protagonisti in campo. “Le difficoltà
quest’anno sono state molte’’
ammette il laterale Giulio
Giunta. “Si comincia col dire
che eravamo una squadra
‘nuova’, che non si conosceva in campo, ma la pallavolo
è uno dei massimi giochi di
squadra e col tempo, anche
grazie a mister Murri, siamo
riusciti a rendere un buon
gioco in campo con il giusto
feeling. Le migliori prestazioni le abbiamo ottenute

soprattutto nel girone di ritorno, ad esempio la vittoria
in casa con la seconda in classifica. Annata, comunque,
positiva”.
Un anno pieno di emozioni, una passione che prende
vita, la salvezza che fa sperare. I dubbi principali, quelli
che non mancano mai, sono
soprattutto riguardanti le
strutture sportive. Uno dei
massimi intoppi è quello relativo al Palazzetto. La società,
anche per il prossimo anno,

sarà costretta ad allenarsi
nella palestra dell’Istituto
agrario poiché le trattative. Ma i nostri pallavolisti
hanno ancora voglia di rivivere le stesse emozioni:
“Sono certo che la voglia,
da parte della società, di
mantenere la categoria è
alta’’, conclude Giunta.
“Si spera soprattutto in un
sostegno delle aziende e di
altri eventuali sponsor per
permettere alla squadra di
proseguire in tranquillità il
campionato di serie B2”
Come si sta preparando
la prossima stagione? “Per
quanto riguarda le prospettive dell’anno prossimo
- afferma Giovanni Sicilia ancora è tutto in alto mare.
Rifare un campionato di B2
è, in questo momento, veramente difficoltoso. I problemi economici persistono e
la società deve fare i conti
con il budget. Ci prendiamo qualche settimana per
riflettere e successivamente, col presidente e gli altri
membri, vedremo sul da
farsi. Certo è che ci dev’essere collaborazione da parte
dell’Amministrazione comunale e degli sponsor. Non
sarà facile”.

26

Maggio 2015

numero 167

numero 167

Maggio 2015

LETTERE
Un parco verde
in pieno centro

Siamo i soliti abitanti di
via Martiri della Libertà e
di via Montello e dintorni
che tempo fa avevano denunciato al vostro giornale
il degrado in cui versava e
versa tuttora la suddetta
zona. Diamo atto che, dopo
parecchi mesi dalla nostra
richiesta, è stato ripulito lo
stabilimento che credevamo
fosse proprietà del Comune
ma in effetti pare essere del
signor Pietro Scatigna, padre del nostro sindaco. Ci è
stato riferito che presto costruirà e, conoscendone le
capacità, ci auguriamo che
realizzi qualcosa di bello nel
giro di poco tempo.
Ora ci rivolgiamo a lui
perché possa esaudire il
sogno di tutti noi di avere
uno spazio verde dove po-

ter passeggiare indisturbati
dal traffico e a chiederlo sono
soprattutto gli anziani che per
gli acciacchi dell’età non possono più raggiungere la villa
comunale.
Siamo certi, anzi certissimi, che il signor Scatigna,
nonno generoso e innamorato
del suo paese e dei suoi concittadini, esaudirà questo nostro
legittimo desiderio.
Per quanto riguarda la
vecchia caserma siamo pienamente d’accordo che venga
realizzato un centro utile per
la comunità e non il solito palazzo. Una volta tanto accantoniamo gli interessi economici e pensiamo alle persone che
fanno “enormi” sacrifici per
pagare le tasse.
Maria Rosato
Francesco Oliva

Paese Vivrai non chiude
Spettabile redazione,
sono rimasto molto deluso
nel vedere l’ormai storica
biblioteca in piazza Vittorio Emanuele, il Centro
lettura Paese Vivrai, con
i battenti chiusi. Era una
presenza discreta in piazza
e quelle luci facevano compagnia anche nelle fredde
sere invernali, quando il
centro storico si trasforma
in un deserto.
Mi sono informato della vicenda e ho sentito
versioni diverse. Penso è
che questa Amministrazione comunale abbia preso questa decisione forse in
seguito a qualche articolo
che ha ritenuto sconveniente. E se così non è, così
sembra. Spero solo che

il

PERSONAGGIO
di Linuccio
Don Pietro Trisciuzzi,
fasanese di nascita, fu parroco della contrada più popolosa di Locorotondo. Sacerdote di grande umanità
e forte spiritualità. Astuto
pedagogo. Impartiva lezioni di vita a volte con metodi
semplici e parlando sovente
in dialetto. Non si risparmiò nel portare a termine
un agognato progetto. Nei
pressi della storica chiesetta
di San Marco, ormai poco
capiente, ne fece costruire
un’altra più grande, con cupola a trullo. Insomma Don

tutti quei libri, che spesso ho consultato anche io,
non facciano una brutta
fine. Sarebbe davvero un
peccato perdere un patrimonio del genere.
Paese Vivrai non deve
chiudere. Spero che non vi
facciate intimidire in alcun
modo! Continuate nel solco
della vostra tradizione, un
giornale libero e sempre a
difesa dei cittadini.
a.c.
Caro lettore, vogliamo
rassicurarla. Paese Vivrai
non chiude. Gli amministratori di oggi e di domani
si mettano l’animo in pace:
l’amore per la verità non può
essere sopraffatto.
val.conv.

Un bel sogno
Maria: “Sei già sveglia?”. Tonino: “Si. E da
un po’. E mi sento proprio bene, stamattina”.
Maria: “Son contenta. E
come mai?”. Tonino: “Ho
fatto un sogno... Un bel
sogno!”. Maria: “Che...
chi hai sognato?”.
Tonino: “Aspetta...
Provo adesso a ricordare.
Ho sognato che... in paese c’era, nella villa comunale, una raccolta di
tutti i cittadini. Marì...
un’assemblea, che sembrava più una festa”.
Maria: “E allora?! Dai
continua...”.
Tonino: “Aspetta...
la solita tua fretta. Il ricordo è un po’ vago. Si,
ci sono. Il motivo di tanta gente era che eleggeva per le cose del paese,
acclamati, i più intelligenti, i più buoni, i più
onesti! E così è stato”.
Maria: “Va beh... vai
avanti, fuori i nomi!”.
Tonino: “A gran voce,
tutti insieme hanno detto Mario, Mario che ci
faccia dei giardini nella
parte bassa del paese e
poi Giacomo, Giacomo
che ci faccia delle scuole
senza spender tanti soldi. A Michela, a Michela
il compito più difficile e
coraggioso: far capire a
tutti noi che non si può
più usar cemento qua e
là, dove ci pare, per accontentare e arricchire
pochi”. Maria: “E alla
fine?”. Tonino: “Alla
fine? Alla fine hanno
mangiato, bevuto e poi
ballato. Ed erano felici.
Perché, questo conta,
Marì, esser felici e far esser felici gli altri! Tutti
quanti!”.
Aura Lei

La vignetta di Pillinini

Asfalto
Caro Paese Vivrai, vorrei segnalare alla vostra attenzione la situazione delle
strade di Locorotondo. Sia
in paese che in campagna le
condizioni del manto stradale sono disastrose. Certamente hanno contribuito la tanta
pioggia e la neve di questo
inverno. È una parziale giustificazione che non esime il
Comune dagli interventi di
manutenzione; interventi
che, negli ultimi anni, sono
stati limitati a riempire i buchi più grandi con sacchi di
catrame, talvolta a freddo.
Inutile dire che questa specie di asfalto è molto labile
e, non appena piove o c'è una
gelata, il buco salta di nuovo
fuori. Bisognerebbe risolvere
quindi il problema in maniera più definitiva. Il Comune
eviterà così di riempire sempre i buchi e, inoltre, non
dovrà fare fronte ai ricorsi
legali dei cittadini che magari cadono oppure rompono le
proprie automobili.
f.p.

Direttore Responsabile
Valerio

CONVERTINI

Direttore Editoriale
Angelo Andrea

GIOTTA

Redazione

Arianna
Ettore
Geppy
Luigi
Michele
Piergiorgio
Antonella
Rosanna
Roberto
Francesco
Manuela
Federica
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ARGESE
CARNEADE
CONTE
DE MICHELE
GENTILE
GIACOVAZZO
GIROLAMO
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LACARBONARA
MIRIZZI
PALMISANO
PERRINI
RECCHIA
RECCHIA

Editrice
Associazione di Promozione Sociale

Paese Vivrai
Piazza Vittorio Emanuele, 26
70010 Locorotondo (Ba)
redazione.paesevivrai@gmail.com
Presidente: Angelo Andrea Giotta
Autorizzazione N.1506 del 5-2-2001
del Tribunale di Bari
Impaginazione: Valerio Convertini
Stampa: Grafica Meridionale
Via Martiri della Libertà, 6
70010 Locorotondo (Ba)
Abbonamento

Ordinario
Sostenitore
Benemerito
Estero

I cioccolatini di Don Pietro

Pietro si dedicò, fino alla sua
scomparsa, con umiltà e sacrificio alla contrada e ai suoi
parrocchiani. Una cura particolare la riservò ai ragazzi. Li
riuniva in canonica anche per
aiutarli nei compiti scolastici,
per fargli vedere la televisione, un lusso per quei tempi.
La televisione funzionava a
gettoni e il buon Don Pietro
non si tirava mai indietro
quando sul più bello i ragazzi
esaurivano i loro spiccioli.
Don Pietro, per premio,
addolciva spesso la gola ai ragazzi. Un pomeriggio in canonica, terminata la lezione di
catechismo, per premiare la

buona condotta dei suoi discepoli, tirò fuori da un cassetto
la scatola dei cioccolatini e
l’aprì. Siccome i cioccolatini li
contava sempre, gli bastò uno
sguardo per constatare che
dalla scatola ne mancavano
due. Certo che il ladruncolo
era tra i presenti, chiese loro
chi fosse arrivato per primo in
canonica. I ragazzi si guardarono in faccia l’un l’altro. Per
Don Pietro non fu difficile individuare il colpevole dall’improvviso rossore che inondò
il viso di costui. Chiamò in
disparte il piccolo peccatore
e gli fece il predicozzo. Cercò
di fargli capire che bisognava

27

imparare a vivere onestamente da subito. Gli disse che nel
Vangelo c’è scritto “Chiedete e
vi sarà dato” e che il settimo
Comandamento di Dio vieta di rubare. Poi alzò il tono
della voce. Fissò quel viso paonazzo e chiese: “Sei stato tu
a rubare due cioccolatini dalla
scatola?!”. Il ragazzo negò.
Don Pietro s’infastidì: “Lo sai
che chi ruba commette peccato grave e perde la grazia
di Dio? Se tu, in questo momento, dovessi crepare andresti dritto dritto a penare nelle
fiamme dell’inferno!”.
Il ragazzo istintivamente
cercò con una mano di toc-

40 euro
50 euro
100 euro
80 euro

carsi nella parte bassa del
ventre. Don Pietro corrugò
la fronte e disse: “Che fai?”
Il povero ragazzo, frastornato, bloccò quella
mano sullo stomaco e infilò
l’altra nei capelli e cominciò
a grattarsi la testa.
Don Pietro, che non si
aspettava, dopo il suo dire,
quel gesto irriverente, non
perse la serenità. Con un
mezzo sorriso, arrossendo
un poco pure lui, si lasciò
scappare un piccante rimprovero in dialetto: “Uagliò, ce t’azzarde a tuccarte
n’ota volte sotte, u diaule te
può accògghje sùbete”.

28

Maggio 2015

Filiale di Locorotondo
P.zza Marconi, 28
70010 Locorotondo (BA)
Tel. +39 080 4351311

numero 167

Filiale di Martina Franca
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Cirillo,
Via Domenico
Pietro Gentile
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Tel. +39 080 4447574

Filiale di Pezze di Greco
Via Pastrengo, 12
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