File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



odg e cig delegazione europea .pdf



Nome del file originale: odg-e-cig-delegazione-europea.pdf
Autore: Ilenia Bernardini

Questo documento in formato PDF 1.3 è stato generato da Writer / Mac OS X 10.7.5 Quartz PDFContext, ed è stato inviato su file-pdf.it il 09/07/2015 alle 00:56, dall'indirizzo IP 87.12.x.x. La pagina di download del file è stata vista 682 volte.
Dimensione del file: 89 KB (3 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


AC 3123
ORDINE DEL GIORNO

In sede di esame della
Delega al governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti
dell'unione europea - legge di delegazione europea 2014

La Camera,
Premesso che
Con l'emanazione del Decreto Legislativo 188 del 2014, in vigore dal 1°gennaio 2015, ed il
successivo provvedimento dell'Agenzia delle Dogane e dei monopoli n. 394/2015, in vigore dal
successivo 20 gennaio, si è introdotta, ex articolo 62-quater, comma 1-bis del Decreto legislativo
504/1995 come modificato dal suddetto decreto, un'imposta di consumo pari a euro 0,373 (al netto
dell'IVA) per millilitro di liquido da inalazione per le sigarette elettroniche, con e senza nicotina.
L'applicazione dell'imposta ha avuto effetti negativi molto consistenti sull'intero comparto. A causa
di un aumento dei prezzi pari al 150% per la vendita al pubblico e al 300% per la vendita
all'ingrosso, si è generata una corrispondente perdita della concorrenzialità delle aziende italiane,
stimata in un crollo delle vendite del 70% rispetto al 2014. A ciò si poi aggiunto un preoccupante
fenomeno di importazione irregolare, sia intracomunitaria che estera, cresciuta grazie alla
possibilità, per le aziende estere che commercializzano su siti web senza obbligo di nominare un
rappresentante fiscale in Italia, di importare tali prodotti senza versare l'imposta, con conseguente
opportunità di poter abbattere i prezzi fino al 60% in meno. Anafe Confindustria, Assifel e Fiesel
Confesercenti hanno infatti stimato che circa l'80% degli acquirenti si sia spostato sul mercato
telematico, la maggior parte con acquisti dall'estero, ed hanno altresì rilevato un preoccupante
incremento del mercato nero, grazie anche alla totale assenza dei controlli.
Parallelamente, si è notevolmente diffusa la produzione "fai da te" dei liquidi da inalazione, poiché i
consumatori riescono a reperire autonomamente le sostanze da comporre acquistando facilmente i
diversi ingredienti, che sono in libera vendita, su siti online o presso farmacie.
Una tale situazione, unitamente alla mancanza di controlli fiscali e amministrativi, ha generato,
innanzitutto, una sostanziale mancanza del gettito fiscale previsto: lo Stato, infatti, in luogo dei 117
milioni di nuove entrate previste per il 2014 incasserà, in via prudenziale, soltanto 7 milioni di euro
e, presumibilmente, non arriverà neanche a raggiungere il gettito previsto per il 2015, pari a 130
milioni di euro.
Sul piano imprenditoriale, poi, le aziende italiane che si sono adeguate alla nuova normativa, molte
delle quali rischiano il fallimento, hanno subìto una considerevole contrazione del volume di affari,
nonostante il mercato in questo settore sia in forte espansione: Anafe Confindustria ha calcolato una
sensibile diminuzione del fatturato che è passato da 450 milioni del 2013 a 300 milioni del 2014
fino ad arrivare ai 60 milioni del primo semestre del 2015, con un abbattimento di oltre il 50%
rispetto al 2014. Una simile congiuntura ha quindi causato, di rimando, la perdita di migliaia di
posti di lavoro: gli addetti del settore sono passati da 8.000 nel 2013 agli odierni 2.500 e il numero

di punti vendita al dettaglio è crollato dai 3.000 punti di giugno 2013 ai 1.600 dell'aprile 2014 agli
attuali 1.000.
Inoltre, la produzione autonoma dei prodotti da inalazione, oltre a non rispettare gli standard
igenico-sanitari minimi, permettere di eludere l'imposta di consumo in quanto questa è applicabile
soltanto sui liquidi pronti all'uso.
La mancanza di controlli sulla distribuzione dei prodotti online, infine, permette a produttori e
negozi di commercializzare prodotti non conformi agli standard.
Considerato che:
La delega contenuta nell'articolo 6 che prevede il recepimento della direttiva 2014/40/UE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 aprile 2014, sul ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla
presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati, mira a migliorare il
funzionamento del mercato interno del tabacco e dei prodotti correlati, tra cui le sigarette
elettroniche, per la protezione della salute dei consumatori, ma non prevede sistemi di garanzia e di
tracciabilità per i liquidi delle sigarette elettroniche uguali a quelli già previsti per i prodotti del
tabacco, che contrasterebbero i fenomeni di elusione ed evasione della recente imposta al consumo
stabilita sui liquidi, oltre a garantire una maggiore tutela del consumatore.
La delega, tantomeno, prevede una rimodulazione dell'iniqua imposta come introdotta dal D.lgs. n.
188 del 2014, fissata in euro 0,37344 il millilitro dal successivo provvedimento dell'AAMS n.
394/2015, che è stata calcolata con un complesso procedimento di calcolo dell'equivalenza di
consumo tra sigaretta tradizionale e sigaretta elettronica, mentre sembrerebbe più idonea un'imposta
di consumo parametrata alla quantità di nicotina contenuta nei medesimi liquidi fissandola secondo
la relazione euro/chilogrammo di nicotina.
L'imposta, così strutturata, costituirebbe un'imposta di consumo semivariabile, ossia formata da una
componente fissa in base alla quantità di liquido introdotto in commercio (euro/ml) e da una
componente variabile in base alla nicotina contenuta nel prodotto (euro/mg). Una tale imposta, oltre
ad essere rispettosa dei principi indicati dalla Consulta e dalla direttiva 40/2014, sarebbe di facile
applicazione e garantirebbe un maggiore controllo perché i produttori conserverebbero i documenti
contabili in merito all'acquisto di nicotina e si potrebbero meglio tracciare eventuali tentativi di
elusione dell'imposta.
La Corte, nella sentenza n. 83 del 2015 - riguardante il vecchio sistema impositivo delineato dal d.l.
28 giugno 2013, n. 76 - ha infatti evidenziato le criticità relative all'indiscriminata sottoposizione
ad imposta di qualsiasi prodotto contenente "altre sostanze" diverse dalla nicotina, l'irragionevole
estensione del "regime amministrativo e tributario proprio dei tabacchi anche al commercio di
liquidi aromatizzati i quali non possono essere considerati succedanei al tabacco" e l'eccesso di
discrezionalità amministrativa. Il provvedimento dell'AAMS sembra quindi essere uscito dal
tracciato della delega del Parlamento esercitata con il d.lgs. 188/2014.
Impegna il governo, attraverso la predisposizione di opportuni provvedimenti:
a) prevedere, anche per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide,
contenenti o meno nicotina, esclusi quelli autorizzati all'immissione in commercio come medicinali
ai sensi del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, specifiche disposizioni in materia di

rintracciabilità di tali prodotti e di legittimazione della loro circolazione nei confronti dei
consumatori conformi a quelle della direttiva comunitaria 2014/40/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 3 aprile 2014, al fine di contrastare più efficacemente i fenomeni di elusione,
elevando i livelli di garanzia della tracciabilità;
b) prevedere, per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti
nicotina, esclusi quelli autorizzati all'immissione in commercio come medicinali ai sensi del decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219, un'imposta di consumo parametrata alla quantità di nicotina
contenuta nei medesimi liquidi secondo il rapporto euro/chilogrammo di nicotina, mediante
espressa modifica del comma 1-bis dell'articolo 62-quater del Decreto legislativo 26 ottobre 1995,
n. 504;
c) prevedere l'inibizione dell'accesso ai siti web offrenti prodotti da inalazione senza combustione
costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina ex articolo 62-quater, comma 1-bis del Decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, in difetto di autorizzazione di cui al Decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze del 29 dicembre 2014 ex articolo 62-quater, comma 4 del Decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, in violazione delle norme di legge o di regolamento e in
violazione dei limiti o delle prescrizioni definiti dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;
d) introdurre nell'ordinamento nazionale nuove fattispecie di illecito amministrativo relativi alla
fabbricazione clandestina, intendendosi per clandestina quella fabbricazione posta in essere in modo
che il prodotto sia sottratto all'accertamento, di sostanze liquide contenenti nicotina di cui all'
articolo 62-quater, comma 1-bis del Decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, esclusi quelli
autorizzati all'immissione in commercio come medicinali ai sensi del decreto legislativo 24 aprile
2006, n. 219, da punire tramite sanzione amministrativa pecuniaria;
e) prevedere, altresì, una nuova fattispecie di illecito amministrativo relativo al contrabbando
finalizzato all'introduzione, alla vendita, al trasporto e all'acquisto, da e verso l'estero, di prodotti da
inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti nicotina, esclusi quelli
all'immissione in commercio ai sensi del Decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219.

Filippo BUSIN


odg-e-cig-delegazione-europea.pdf - pagina 1/3
odg-e-cig-delegazione-europea.pdf - pagina 2/3
odg-e-cig-delegazione-europea.pdf - pagina 3/3

Parole chiave correlate