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REGOLAMENTO POLIZIA URBANA BAGNARA .pdf



Nome del file originale: REGOLAMENTO POLIZIA URBANA BAGNARA.pdf
Titolo: Microsoft Word - REGOLAMENTO POLIZIA URBANA BAGNARA
Autore: manago_francesco

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REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA
NORME DI SICUREZZA URBANA
PER LA CIVILE
CONVIVENZA IN CITTA'

ALLEGATO PARTE INTEGRANTE
DELLA DELIBERA DI CONSIGLIO
N. _____ DEL _______

1

SOMMARIO
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art.1 Oggetto e ambito di applicazione
Art.2 Definizioni
TITOLO II
NORME DI COMPORTAMENTO
Capo I Sicurezza urbana e pubblica incolumità
Art.3 Sicurezza urbana e pubblica incolumità
Art.4 Prevenzione dei danneggiamenti
Art.5 Lancio di sassi e altri oggetti, di liquidi, e uso di mezzi recanti molestia
Art.6 Pericolo di incendi, esalazioni moleste
Art.7 Accensioni pericolose e lancio di oggetti accesi
Art.8 Precauzioni per talune attività a contatto con i luoghi pubblici
Art.9 Trasporto di oggetti pericolosi
Art.10 Sicurezza degli edifici e delle aree private - rimozione della neve
Art.11 Cautele per oggetti sospesi, liquidi e polveri
Art.12 Conduzione sicura e custodia di cani e altri animali
Art.12 bis – Detenzione dei cani all’interno di abitazioni e di aree private
Art.13 Frequentazione di spazi pericolosi per l'incolumità individuale
Capo II Convivenza civile, vivibilità, igiene e pubblico decoro
Art.14 Convivenza civile, vivibilità e igiene, pubblico decoro
Art.15 Comportamenti contrari al decoro e al quieto vivere
Art.16 Attività proibite e uso del suolo pubblico
Art.17 Esecuzione giochi in luogo pubblico
Art.18 Recinzione e manutenzione terreni
Art.19 Tende, luci, insegne, mostre, vetrine, targhe e monumenti
Art.20 Decoro dei fabbricati scritte sui muri
Art.21 Giardini, parchi, aree verdi e fontane
Art.22 Zona balneare e marina
Capo III Pubblica quiete e tranquillità delle persone
Art.23 Pubblica quiete e tranquillità delle persone
Art.24 Rumori e schiamazzi nei luoghi di ritrovo
Art.25 Rumori o schiamazzi per le strade
Art.26 Disturbo alla pubblica quiete procurato da animali
Capo IV Mestieri, attività lavorative e mercati
Art.27 Decoro nell'esercizio dell'attività lavorativa
Art.28 Mercato Coperto
Art.29 Obbligo di vendita merci esposte e dell’uso dei bagni
Art.30 Modalità di esposizione merci, oggetti fuori dai negozi o per strada e occupazioni
del suolo pubblico
Art.31 Divieto di uso di contrassegni, stemma e gonfalone del Comune
2

Art.32 Mestieri ambulanti
Art.33 Pubblici trattenimenti, circhi e spettacoli viaggianti
Art.34 Raccolta stracci
Art.35 Locali di noleggio di velocipedi, cavalli, imbarcazioni
Art.36 Conduzione di veicoli a trazione animale
Art.37 Volantinaggio e distribuzione di oggetti
TITOLO III
MEDIAZIONE SOCIALE, EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’
ASSISTENZA ALLE PERSONE
Art.38 Mediazione sociale e educazione alla legalità
Art.39 Accompagnamento di persone in difficoltà
Art.40 Trattamenti sanitari obbligatori e accertamenti sanitari obbligatori

E

TITOLO IV
SANZIONI, PROVVEDIMENTI RELATIVI AI TITOLI AUTORIZZATORI
E PROCEDURA DI RIMESSA IN PRISTINO
Capo I Sanzioni e provvedimenti relativi ai titoli autorizzatori
Art.41 Sistema sanzionatorio
Art.42 Sanzioni
Art.43 Provvedimenti relativi ai titoli autorizzatori e ai locali ove si esercitano le attività
autorizzate
Art.44 Segnalazioni o reclami
Capo II Procedura di rimessa in pristino
Art.45 Rimessa in pristino o rimozione delle opere di immediata attuabilità
Art.46 Rimessa in pristino o rimozione delle opere di non immediata attuabilità
Art.47 – Norme finali

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TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI
Art.1 - Oggetto e ambito di applicazione
1 - Il presente regolamento disciplina, nel rispetto della legge e dei principi costituzionali
e generali dell’ordinamento, l’insieme delle misure volte ad assicurare la serena e civile
convivenza ed a prevenire attività illecite all'interno del territorio comunale, al fine di
tutelare la tranquillità sociale, la fruibilità ed il corretto uso del suolo pubblico e dei beni
comuni, il decoro ambientale, la qualità della vita dei cittadini. Esso è espressione della
funzione di polizia amministrativa locale attribuita al Comune dall'art.158 c.2 del
D.Lgs.31/03/1998 n.112.
2 - Per polizia amministrativa locale si intende l'insieme delle misure dirette a consentire
a tutta la popolazione cittadina di “vivere la città”, di esercitare i propri diritti nonché di
quelle misure atte ad evitare danni o pregiudizi a persone fisiche e giuridiche ed alle cose
nello svolgimento delle attività relative alle materie nelle quali il Comune esercita le
competenze attribuite dalla legge, senza che siano lesi o messi in pericolo i beni e gli
interessi tutelati in funzione dell'ordine pubblico e della sicurezza pubblica come definiti
all'art.159 c.2 del D.Lgs.31/03/1998 n.112.
3 - Il presente regolamento, per il perseguimento dei fini di cui al comma 1 e 2, detta
norme, autonome o integrative di disposizioni generali o speciali, in materia di:
a) sicurezza urbana e pubblica incolumità;
b) convivenza civile, vivibilità e igiene, pubblico decoro;
c) pubblica quiete e tranquillità delle persone;
d) disciplina dei mestieri e delle attività lavorative;
e) mediazione sociale, educazione alla legalità e assistenza alle persone.
4 - Il presente regolamento si applica su tutto il territorio comunale.
5 - Quando, nel testo degli articoli, ricorre il termine “regolamento” senza alcuna
specifica, con esso deve intendersi il presente Regolamento di Polizia Urbana.
Art.2 - Definizioni
1 - Ai fini del perseguimento degli scopi di cui all'articolo 1 del presente Regolamento, si
definisce:
a) sicurezza urbana e pubblica incolumità: l'insieme delle precauzioni adottate per
preservare la collettività cittadina da situazioni anche di potenziale pericolo, danno,
malattia, calamità, nonché l’insieme delle misure atte a prevenire i fenomeni di illegalità
diffusa e di degrado sociale;
b) convivenza civile, vivibilità e igiene, pubblico decoro: tutti i comportamenti e le
situazioni che danno luogo all'armonioso vivere comune dei cittadini, nel rispetto
reciproco, nel corretto svolgimento delle proprie attività e del civile impiego del tempo
libero, nonché l'insieme degli atti che rendono l'aspetto urbano conforme alle regole di
decenza comunemente accettate;
c) pubblica quiete e tranquillità delle persone: la tranquillità e la pace della vita dei
cittadini, anche singoli, sia nel normale svolgimento delle occupazioni che nel riposo;
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d) disciplina dei mestieri e delle attività lavorative: la disciplina dei mestieri ambulanti di
qualsiasi tipo, delle attrazioni, dei trattenimenti e degli spettacoli viaggianti, di alcuni
aspetti relativi alle attività commerciali, artigianali e industriali, nonché ogni altra attività
lavorativa esercitata in qualsiasi forma, fatte salve le norme statali, regionali e comunali in
materia. E' mestiere ambulante l'attività effettuata su area pubblica e consistente in un
servizio ai passanti, che può comprendere la custodia o il noleggio di cose o animali, la
piccola estetica che non comporti alcun rischio per la salute e l’incolumità fisica,
l'abbigliamento e la pulizia della persona e delle cose, ovvero le dimostrazioni e
l'esercizio d'arte, di ballo e di recitazione, di abilità, di piccolo intrattenimento o
spettacolo anche musicale tramite esibizione personale e produzione di opere
dell'ingegno a carattere creativo, a scopo di lucro con raccolta di offerte o tariffa, ma
senza vendita di merce; è inoltre attività di strada quella svolta da astrologi, da fotografi e
da coloro che realizzano video e DVD;
e) mediazione sociale, educazione alla legalità e assistenza alle persone: per mediazione
sociale si intende l'attività volta a favorire l’integrazione, la convivenza civile e la bonaria
risoluzione dei conflitti; per educazione alla legalità si intendono le azioni che il comune
intraprende per affermare la cultura del rispetto delle norme di convivenza, informando i
cittadini soprattutto in giovane età e prevenendo la commissione degli illeciti negli spazi
pubblici; per assistenza alle persone s'intende il sostegno delle persone malate o disperse,
indigenti o in situazioni di marginalità, ovvero l’attività volta al sostegno dei minori non
accompagnati.
TITOLO II - NORME DI COMPORTAMENTO
CAPO I - SICUREZZA URBANA E PUBBLICA INCOLUMITÀ'
Art.3 – Sicurezza urbana e pubblica incolumità
1 - Il Comune garantisce l'equo esercizio dei diritti individuali, la tutela della sicurezza e
l'incolumità dei cittadini, la libera fruizione degli spazi pubblici ed il diritto di accesso ai
medesimi.
2 - Ferme restando le disposizioni contenute nelle leggi statali e regionali, nonché le
attribuzioni spettanti agli organi dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza, è
fatto divieto a chiunque, col proprio comportamento nei luoghi pubblici come nelle
private dimore, di causare pericolo per l’incolumità delle persone, per le loro attività o la
loro libera e tranquilla circolazione, essere motivo di spavento o turbativa per le stesse, o
renderle vittime di molestie o disturbo.
3 - I gestori dei locali pubblici o aperti al pubblico, ove si determini l’aggregazione di un
numero considerevole di persone all’interno dei locali stessi, che causano disturbi, disagi
o pericoli col loro comportamento, hanno l’obbligo di porre in essere tutte le cautele e le
attività possibili atte a scoraggiare tali comportamenti, anche intervenendo sul nesso di
causalità fra l’attività lavorativa interna ed eventuali disagi in strada, ad esempio tenendo
accostate le porte di accesso per limitare i contatti fra interno ed esterno del locale,
ovvero facendo opera di persuasione attraverso proprio personale che assolva a questa
funzione o ancora esponendo al pubblico degli avvisi idonei all’interno del locale. E'
fatto obbligo ai gestori dei locali suddetti, al termine dell'orario dell'attività nelle eventuali
occupazioni di suolo pubblico concesse al locale e nelle immediate adiacenze dello
stesso, di eliminare ogni causa di sporcizia o di imbrattamento nelle immediate adiacenze
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del locale stesso, riconducibile ai propri avventori o clienti (mozziconi di sigarette,
bottiglie vuote, carte etc.).
4 - L’amministrazione comunale, a seguito di violazione rilevata e contestata dagli organi
di vigilanza, può ridurre l'orario di apertura di singoli locali e, in caso di persistenza di
fenomeni di disagio e reiterazione delle violazioni, può applicare il disposto di cui
all'art.43.
5 – Ferme restando le norme del Codice della Strada, è fatto inoltre divieto a chiunque di
intralciare o mettere in pericolo, in qualsiasi modo, la libera e sicura circolazione di
persone con ridotta mobilità occupando gli spazi destinati ai disabili, le rampe e gli
scivoli per le carrozzine, i corrimano delle gradinate, i percorsi per non vedenti. Gli uffici
pubblici, nell’autorizzare o consentire attività, eventi, spettacoli, impongono prescrizioni
che tengono conto di quanto sopra.
Art.4 – Prevenzione dei danneggiamenti
1 - Ferme restando le disposizioni contenute nelle leggi statali e regionali, ogni
frequentatore di luoghi pubblici ha l’obbligo di non imbrattare, diminuire la funzionalità
né recare danno, col proprio comportamento anche colposo, alle strade e alle aree e
spazi comuni, agli edifici, ai ponti, alle attrezzature e arredi o veicoli pubblici, ai
monumenti, e quant’altro sia posto alla fruizione della comunità o lasciato esposto alla
pubblica fede.
2 - E’ proibito entrare o salire sui monumenti, superare le recinzioni apposte
dall’Autorità, introdursi nelle aree verdi negli orari di chiusura, entrare anche
parzialmente nelle vasche e nelle fontane o gettarvi o immergervi oggetti.
3 - Ferme restando le disposizioni del vigente Codice della Strada relativamente alla
collocazione di segnaletica o di tabelle pubblicitarie, è comunque proibito dal presente
regolamento collocare su muri, lampioni, recinzioni, barriere di protezione di
monumenti o altri elementi di arredo urbano, oggetti di ricordo, fotografie, manifesti,
scritti e disegni, striscioni e simili, segnali di qualunque genere, tranne nei casi
espressamente autorizzati.
Art.5 - Lancio di sassi e altri oggetti, di liquidi, e uso di mezzi recanti molestia
1 - E’ fatto divieto di lanciare sassi o altri oggetti, sostanze o liquidi in luogo pubblico o
aperto al pubblico, anche al di fuori delle strade, mettendo in pericolo o bagnando o
imbrattando le persone o le aree pubbliche recando fastidio a chiunque.
Art.6 – Pericolo di incendi, esalazioni moleste
1 - In tutto il centro abitato è fatto divieto di bruciare foglie, sterpi e qualsiasi altro
materiale che possa causare fumi ed esalazioni moleste. Al di fuori del centro abitato è
possibile effettuare tali accensioni solo nell’esercizio di attività agricole, secondo le
specifiche disposizioni emanate dalle Autorità Forestali o locali e comunque in
condizioni di sicurezza tali da non costituire pericolo di incendio.
2 - E’ fatto inoltre divieto a chiunque, nell’esercizio di qualsiasi attività, lavorativa o
meno, di produrre esalazioni moleste verso luoghi pubblici o privati.
Art.7 – Accensioni pericolose e lancio di oggetti accesi
1 - E’ fatto divieto per chiunque, non autorizzato dall’Autorità di P.S., di effettuare
accensioni pericolose di fuochi o in altro modo, esplodere petardi, gettare oggetti accesi,
in luoghi pubblici o privati.
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2 - E’ vietata l’accensione di fuochi pirotecnici dalle ore 01.30 e le ore 07.00.
Art.8 – Precauzioni per talune attività a contatto con i luoghi pubblici
1 - Le verniciature fresche di cose prospicienti la pubblica via o aree frequentate dal
pubblico, qualora siano potenzialmente a contatto con i passanti, dovranno essere
eseguite in orari serali e adeguatamente segnalate con cartelli o protette in modo da
creare meno disagi e non recare nocumento ad alcuno.
2 - Gli offendicula ed ogni manufatto o attrezzatura esposta al potenziale contatto con il
pubblico dovrà essere installata o posizionata o protetta in modo da non causare
pericolo per la collettività.
3 - Ferme restando le responsabilità civili e penali derivanti dagli eventuali danni
cagionati a persone o cose, al fine di prevenire l’insorgere di situazioni di pericolo è
proibito dal presente regolamento eseguire sulle soglie delle abitazioni e dei fondi, o sui
davanzali delle finestre, o su terrazze e balconi, lavori o comunque altre opere che in
qualsiasi modo rechino molestia a chiunque o mettano a rischio la pubblica incolumità.
Art.9 - Trasporto di oggetti pericolosi
1 - Fatte salve le disposizioni previste da leggi statali e regionali, è fatto divieto di
trasportare, caricare e scaricare anche a mano, senza le opportune precauzioni, vetri,
ferri, bastoni appuntiti, spranghe ed ogni altro oggetto in condizioni di pericolo per la
collettività.
Art.10 – Sicurezza degli edifici pubblici o privati – edilizia residenziale pubblica
1 - Ferme restando le disposizioni di legge statale, è fatto obbligo di mantenere ogni
edificio, pubblico o privato, e le sue pertinenze, in buono stato di manutenzione e
pulizia, in ogni sua parte, in modo da prevenire pericoli, cadute, allagamenti.
2 - Gli edifici privati devono essere mantenuti in sicurezza per quanto riguarda il peso
degli arredi e dei depositi e la tipologia degli oggetti detenuti, dal punto di vista igienico e
della prevenzione incendi e della stabilità degl’immobili.
3 - L’installazione di macchinari a motore a scopo lavorativo deve essere fatta a regola
d’arte e secondo la normativa vigente, anche al fine di non produrre vibrazioni o rumori
fastidiosi per i vicini.
4 - E' fatto divieto dimorare in locali con destinazione d’uso ad attività lavorative e
quindi in modo promiscuo con attrezzature e macchinari.
5 - In caso di non utilizzo degli edifici, gli stessi dovranno essere comunque mantenuti in
sicurezza e secondo i principi di decoro, ivi comprese le facciate nel centro storico. Si
dovranno inoltre attuare tutti gli accorgimenti possibili al fine di evitare indebite
intrusioni, occupazioni abusive e danneggiamenti, chiudendo efficacemente tutte le zone
di accesso.
6 - La Polizia Locale effettua i controlli richiesti dagli uffici competenti o d’iniziativa, per
verificare il corretto uso e la titolarità degli occupanti gli alloggi di edilizia residenziale
pubblica, perseguendo in termini di legge gli abusivi ed eseguendo i provvedimenti di
decadenza o sgombero. Ferme restando le eventuali violazioni penali, chiunque non
consenta l’accesso alla Polizia Locale per i controlli di cui sopra è soggetto alla sanzione
amministrativa di cui all’articolo 42 c.6.

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Art.11 - Cautele per oggetti sospesi, liquidi e polveri nelle abitazioni private
1 - E’ fatto obbligo di fissare adeguatamente e con tutte le debite cautele, infissi, vasi e
ogni altro oggetto sospeso su aree pubbliche o private, al fine di garantire la sicurezza
per tutte le persone.
2 - Nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, è fatto inoltre divieto di sversare acqua o altri
liquidi, con eccezione per le aree agricole e i giardini, ovvero causare la caduta di terra o
l’emissione di polveri, anche sbattendo tappeti, tovaglie e simili.
Art.12 – Conduzione sicura e custodia di cani e altri animali
1 - Fatte salve le norme penali e le norme statali e regionali in materia di animali, nonché
le Ordinanze comunali per la tutela e la conduzione degli animali, in luogo pubblico o
aperto al pubblico o di pubblico uso o passaggio condominiale è fatto obbligo ai
detentori di cani di utilizzare il guinzaglio e, qualora gli animali possano determinare
danni o disturbo o spavento, anche apposita museruola. In ogni caso i cani devono
essere tenuti in modo da non aggredire o recare danno a persone o cose, né da poter
oltrepassare le recinzioni invadendo, incustoditi, luoghi pubblici o privati. Si considerano
come privi di museruola i cani che, sebbene ne siano muniti, riescano a mordere.
2 - Il possesso e la conduzione di cani pericolosi, appartenenti alle razze elencate in
provvedimenti appositi emanati da autorità nazionali, regionali, provinciali e comunali, è
vietato ai soggetti elencati negli stessi provvedimenti, nonché ai minorenni, ai soggetti
sottoposti ad amministrazione di sostegno, agli interdetti e agli inabilitati per infermità.
E’ parimenti vietato l’addestramento dei cani suddetti inteso ad esaltare il rischio di
maggiore aggressività, ovvero sottoporli a doping, così come definito all’articolo 1
commi 2 e 3 della legge 14 dicembre 2004 n° 376. Chiunque possieda un cane di cui
sopra ha comunque l’obbligo di stipulare un’adeguata polizza assicurativa specifica per
danni causati a terzi dal cane stesso. Per la conduzione dei cani sopra descritti in luogo
pubblico o aperto al pubblico e luoghi condominiali dove non sia disposto altrimenti, è
fatto obbligo di utilizzare sempre il guinzaglio di lunghezza non superiore a 2 metri e la
museruola integrale, ad eccezione dei cani appartenenti agli organi di polizia e di
protezione civile.
3 - E' vietato impedire o intralciare in qualsiasi modo gli addetti all'accalappiamento di
cani nell'esercizio delle loro funzioni e operato secondo le leggi vigenti leggi statali e
regionali da personale dipendente dei Servizi Veterinari delle A.S.P. ovvero da ditte con
queste convenzionate.
4 - Chiunque detiene a qualsiasi titolo animali, di qualsiasi razza o specie, ha l'obbligo di
adottare tutte le cautele affinché non procurino disturbo o danno o spavento a persone o
cose, e siano sottoposti in ogni momento alla sua custodia.
5 - Chiunque detenga cani, in ossequio alle leggi statali e regionali e con i tempi e
modalità da queste previsti, ha l’obbligo di iscrizione all’anagrafe canina dei Servizi
Veterinari delle A.S.P. e l’obbligo di registrazione mediante l’inoculazione di microchip.
In caso di nascita di cucciolate i detentori dell'animale madre devono provvedere, entro
30 giorni dalla nascita o da quando se ne entra in possesso, alla identificazione del
cucciolo tramite il microchip ai fini della registrazione nella banca dati dell'apposito
ufficio preposto alla gestione dell'anagrafe canina del competente Servizio Veterinario.
5 bis - Sono obbligati alla identificazione tramite microchip anche coloro che
acquistano, vendono o detengono cani a scopo di commercio, prima della loro cessione.
6 - In luogo pubblico o aperto al pubblico o di pubblico uso è vietato condurre cani o
altri animali non detenendo le attrezzature o gli strumenti opportuni per contenere o
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rimuovere gli escrementi, ovvero omettendo di raccogliere immediatamente gli
escrementi stessi qualora vengano depositati in luogo pubblico o aperto al pubblico o di
pubblico uso, ad eccezione dei non vedenti con cani guida. Quanto raccolto dovrà essere
depositato negli appositi contenitori per rifiuti.
7 – All’interno dei parchi e giardini pubblici attrezzati frequentati da bambini può essere
fatto divieto, mediante apposita segnaletica, di accedervi con animali anche se custoditi
ed al guinzaglio.
8 – Le norme del presente articolo non si applicano ai cani guida al servizio degli
ipovedenti, ai cani delle forze dell’ordine, Polizia Locale e della protezione civile
nell’esercizio di attività istituzionali.
Art.12 bis – Detenzione dei cani all’interno di abitazioni e di aree private
1- I cani devono essere riforniti dell’acqua e del cibo necessari e devono essere tenuti in
spazi adeguati alla loro razza ed alla loro mole pari ad almeno 8 mq per ogni cane fino a
kg 5 di peso e proporzionatamente maggiori per cani di taglia più grossa. Gli spazi
destinati devono essere sottoposti a periodica e frequente pulizia.
2- Se tenuti all'interno di abitazioni, devono essere rispettati i regolamenti condominiali,
così come modificati dalla legge 11 dicembre 2012, n. 220, “Modifiche alla disciplina del
condominio negli edifici”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17/12/2012.
3- È fatto comunque divieto di lasciare il cane su terrazze o balconi, nei quali siano
piccoli gli spazi di movimento, per più di 3 ore giornaliere, o di isolarli in cantina.
4- Se tenuti in area aperta adeguatamente delimitata (cortile, giardino, ecc.) il luogo deve
essere provvisto di idoneo spazio riparato (cuccia), coperto e rialzato di almeno 5 cm da
terra, dove gli animali possano adeguatamente proteggersi dalle intemperie e dal sole
diretto. La copertura della cuccia deve essere coibentata. I cani, all’interno di dette aree,
ove vi sia pericolo che possano raggiungere altre aree private o pubbliche, devono essere
tenuti alla catena, che deve essere sufficientemente robusta (del tipo
“antiattorcigliamento”) ed avere solido e proporzionato ancoraggio con una lunghezza
non inferiore a mt.5 se fissa ovvero a mt.3 se ancorata a cavo aereo e tale comunque da
consentire all’animale di raggiungere senza problemi lo spazio riparato nonché l’acqua ed
il cibo e nello stesso tempo impedirgli di raggiungere altre aree private o pubbliche.
5- Lo spazio aperto può essere delimitato anche con rete metallica o cancellata. La
perimetrazione deve però avere altezza da terra tale da non risultare facilmente
scavalcabile (minimo 220 cm per cani di taglia grossa). La consistenza e la struttura della
rete o della cancellata devono essere tali da impedire che l’animale possa uscirne
autonomamente o possa far sporgere fuori il proprio muso. I cani tenuti all’interno di
proprietà privata non adeguatamente delimitata devono essere portati al guinzaglio o
tenuti alla catena. I cani tenuti all’interno di proprietà privata adeguatamente delimitata e
nella quale non vi sia il pericolo che raggiungano altre aree private o pubbliche, possono
essere tenuti liberi.
7 - In una civile abitazione, al fine di preservare l’igiene e la salute pubblica, è vietata la
detenzione di un numero di cani superiore a 4, con esclusione dei cuccioli lattanti, che
non debbono essere separati dalla madre prima dei due mesi di vita. In caso di effettivo
ed insistente disturbo della pubblica quiete o del vicinato, documentato e comprovato,
fatte salve le relative sanzioni e responsabilità anche penali, il Sindaco, con apposito
provvedimento, può ordinare l’allontanamento del cane che lo provoca ed il
trasferimento dello stesso presso struttura convenzionata e riconosciuta dall’A.S.P., con
spese di mantenimento a carico del proprietario.
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Art.13 – Frequentazione di spazi pericolosi per l’incolumità individuale
1 - E’ fatto divieto di salire su inferriate, cancellate, e altri luoghi dai quali si possa essere
causa di fastidio o danno ai passanti.
2 - E' vietato salire, sostare o camminare, collocare oggetti di qualsiasi specie, senza
giustificato motivo, su tetti, cornicioni, inferriate, cancellate e simili, spallette di fiumi e
torrenti, pigne dei ponti, o ogni altro luogo che costituisca pericolo per la propria o altrui
incolumità.
CAPO II - CONVIVENZA CIVILE, VIVIBILITA', IGIENE E PUBBLICO
DECORO
Art.14 – Convivenza civile, vivibilità e igiene, pubblico decoro
1 - Il Comune garantisce la civile convivenza attraverso l'attività di prevenzione e
controllo del territorio e di tutela dei necessari requisiti di igiene e pubblico decoro che
rappresentano presupposti indispensabili per consentire ad ogni cittadino eguali
condizioni di vivibilità. La Polizia Locale, nei casi di contrasto o conflitto sociale, ricerca
e propone soluzioni di mediazione tra le diverse esigenze.
2 - Ferme restando le disposizioni contenute nelle leggi statali e regionali, nonché le
attribuzioni spettanti agli organi dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza, è
fatto divieto a chiunque, col proprio comportamento, nei luoghi pubblici o aperti al
pubblico, di causare turbamento all’ordinata convivenza civile, recare disagio o essere
motivo di indecenza.
3 - Ferme restando le disposizioni contenute nelle leggi statali e regionali, nonché nei
Regolamenti comunali di igiene e smaltimento dei rifiuti, è fatto divieto a chiunque
pregiudicare in qualsiasi modo l’igiene pubblica, nonché di qualsiasi area o edificio
pubblico o privato. In particolare, salvo specifiche prescrizioni attinenti il servizio di
raccolta, è vietato abbandonare o depositare rifiuti urbani, ingombrati o speciali sul suolo
pubblico, aperto al pubblico o privato di uso pubblico.
3 bis – Le aree di uso comune dei fabbricati nonché le aree scoperte private devono
essere tenute pulite a cura dei rispettivi conduttori, amministratori o proprietari, ce
devono inoltre conservarle libere da materiali di scarto anche se abbandonati da terzi.
3 ter – I soggetti di cui al precedente comma sono tenuti ad attrezzare le aree con idonee
opere (recinzioni etc.) al fine di impedire l’accesso ad estranei per l’abbandono di rifiuti,
fatte salve specifiche norme o autorizzazioni.
4 – E’ altresì vietato gettare o disperdere carte, bottiglie, lattine, involucri, mozziconi di
sigarette e qualsiasi altro oggetto anche di piccolo volume sul suolo pubblico, aperto al
pubblico o privato di uso pubblico.
5 - E' fatto divieto di tenere animali in modo da causare sporcizia, odori nauseanti o
qualsiasi altro pregiudizio all'igiene e al pubblico decoro a luoghi pubblici o aperti al
pubblico.

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Art.15 - Comportamenti contrari all’igiene, al decoro e al quieto vivere
1 - Fatte salve le maggiori sanzioni del Codice Penale, in luogo pubblico o aperto al
pubblico o di pubblico uso sono vietati i seguenti comportamenti:
a) compiere atti che possano offendere la pubblica decenza tra cui soddisfare le esigenze
fisiologiche fuori dai luoghi deputati, compiere atti di pulizia personale, esibire parti
intime del corpo o assumere atteggiamenti non rispondenti ai canoni della pubblica
decenza;
b) esercitare il campeggio o dimorare in tende, veicoli, baracche o ripari di fortuna, su
terreni pubblici o privati, o comunque in qualsiasi luogo non espressamente destinato a
tale scopo. La Polizia Locale può allontanare i trasgressori, ferma restando la possibilità
di sequestrare i veicoli e le attrezzature utilizzate, ai sensi dell’articolo 42; può, nei casi
essi siano da ritenersi “rifiuti” e quindi non rilevanti sotto il profilo giuridico della
disciplina urbanistica, far abbattere e rimuovere le occupazioni o i ripari di fortuna
utilizzati;
c) sdraiarsi sul suolo pubblico, sui gradini dei monumenti e dei luoghi destinati al culto o
alla memoria dei defunti tranne che nei casi previsti dalle singole ordinanze, sulle
panchine, sulla soglia degli edifici prospicienti la pubblica via, ovvero bivaccare,
mangiare, bere o dormire in forma palesemente indecente o occupando, con sacchetti,
oggetti o apparecchiature il suolo pubblico;
d) avere atteggiamenti e comportamenti fastidiosi o pericolosi nei confronti degli altri
nelle strade pubbliche o ad uso pubblico, recando intralcio o pericolo al flusso pedonale
o veicolare, come sdraiarsi per terra sul marciapiede o avvicinarsi ai veicoli in
circolazione, ovvero causando disturbo alle persone presenti presso le abitazioni o vicino
agli ospedali; tutto ciò anche effettuando questua con o senza raccolta firme e vendendo
merci di qualsivoglia natura o offrendo servizi quali la pulizia o il lavaggio di vetri. E' in
ogni caso vietato utilizzare animali di qualsiasi specie ed età per la pratica
dell'accattonaggio: gli animali rinvenuti nelle suddette circostanze, soprattutto se
mantenuti in condizioni di stenti, anche a giudizio del Servizio Veterinario della A.S.P.,
potranno essere o sequestrati a cura degli organi di polizia ed affidati a strutture
comunali o convenzionate;
e) vendere o offrire merci o servizi con grida o altri comportamenti molesti;
f) lavare i veicoli, lavare o strigliare animali;
g) abbandonare alimenti destinati ad animali randagi;
h) far bere animali direttamente dall’erogatore di fontane pubbliche ad uso potabile;
i) spostare, sporcare o rendere inservibili i cassonetti e le campane per la raccolta
generica o differenziata dei rifiuti urbani.
Art.16 – Attività proibite e uso del suolo pubblico
1 - Ogni occupazione del suolo e dell’area pubblica, anche nelle aree di pubblico uso,
deve essere autorizzata dal preposto ufficio comunale, fatte salve le disposizioni
contenute nel Codice della Strada e nell’apposito Regolamento delle occupazioni degli
spazi e aree pubbliche, e deve essere svolta nel rispetto delle prescrizioni stabilite.
2 - Sul suolo e sull’area pubblica o di pubblico uso, è proibita ogni attività che lo
deteriori o ne diminuisca il decoro, ovvero rechi disagio o pericolo alla collettività, come
ad esempio:
a) il commercio su aree pubbliche avviene nel rispetto del Regolamento approvato con
deliberazione del C.C.nr.4/2002 e ss.mm.ii.;
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b) effettuare qualsiasi mestiere o attività, professionale o non, come riparare o provare
veicoli, spaccare legna o compiere altre attività simili, senza specifica autorizzazione;
c) pulire gli utensili, attrezzi, o altri oggetti.
Art.17 - Esecuzione di giochi in luogo pubblico
1 - Sul suolo e sull’area pubblica o di pubblico uso è consentito eseguire giuochi con
espresso divieto di recare pericolo a cose o persone. La Polizia Locale può intervenire e
impartire prescrizioni nell'interesse della sicurezza dei partecipanti, della collettività e per
la tutela delle cose pubbliche e private. E’ sempre consentito giocare negli spazi
appositamente predisposti.
2 - I giochi organizzati da più persone, con o senza l'utilizzo di strutture fisse o mobili,
sono consentiti solo previa autorizzazione nella quale siano inserite le prescrizioni
relative all'uso del suolo pubblico e ad ogni altro accorgimento ritenuto opportuno.
Art.18 - Recinzione e manutenzione terreni
1 - Ogni terreno deve essere tenuto in ogni momento in condizioni tali da non recare
danno alla pubblica igiene.
2 - I proprietari di terreni all'interno del centro abitato come delimitato ai sensi del
Codice della Strada hanno l'obbligo di recintarli solidamente e completamente in modo
tale da inibire l'accesso agli estranei e lo scarico dei rifiuti.
3 - Fatto salvo quanto previsto dal Codice della Strada, è fatto obbligo di evitare che
siepi o piantagioni fuoriescano dalle recinzioni causando danno o pericolo.
4 - E' fatto inoltre obbligo di mantenere l'eventuale manto erboso a un livello di altezza
tale da non essere potenzialmente causa di incendi o di depositi di rifiuti.
5 - Ai fini di salvaguardare la pubblica incolumità nelle recinzioni, i proprietari devono
evitare l'uso di materiali pericolosi in sé o per come sono utilizzati.
Art.19 - Tende, luci, insegne, mostre, vetrine, targhe e monumenti
1 - Fatto salvo quanto previsto dalle norme edilizie e dal Codice della Strada sui mezzi
pubblicitari e le insegne, nonché dalle apposite ordinanze, la collocazione o la
modificazione di fari, luci, lanterne, tende, targhe, bacheche, bandiere e simili, non
costituenti mezzo pubblicitario, è soggetta ad autorizzazione comunale.
2 - E’ vietato lasciare in stato di fatiscenza o sporcizia gli oggetti e arredi di cui sopra, che
dovranno essere puliti e mantenuti in buono stato. In caso di inosservanza del presente
obbligo decade il titolo autorizzatorio.
3 - Ogni monumento, tabernacolo, targa o lapide commemorativa deve essere
appositamente autorizzato dal Comune.
4 - L'Amministrazione comunale potrà apporre ai fabbricati, anche di proprietà privata,
impianti per l'illuminazione pubblica, cartelli per la denominazione delle vie o per la
circolazione stradale o altri oggetti di pubblica utilità nei luoghi ritenuti più convenienti o
adatti.
Art.20 - Decoro dei fabbricati e scritte sui muri
1 - Ferme restando le disposizioni previste dalle norme edilizie riguardo al decoro degli
edifici e quanto previsto dall’articolo 19, nel centro storico e immediate adiacenze è
vietato esporre sulle facciate visibili dal suolo pubblico panni stesi.
2 - E' vietato effettuare scritte o disegni sugli edifici pubblici o privati, sulle loro
pertinenze, porte, muri, manufatti o infrastrutture.
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3 - L'amministrazione comunale provvederà alla copertura in via d'urgenza delle scritte
abusive a contenuto politico o comunque blasfeme o contrarie alla pubblica decenza.
4 - E’ consentita l’applicazione di materiali trasparenti che impediscano di tracciare
scritte o favoriscano la ripulitura delle stesse.
Art.21 - Giardini, parchi, aree verdi e fontane
1 - Nei parchi, nei giardini e nelle aree verdi pubbliche e' vietato:
a) cogliere i fiori, strappare fronde e recare in qualsiasi modo danno alle piante, alle siepi,
alle recinzioni, alle panchine, ai lampioni, alle fontane, alle vasche ed a qualsiasi altro
oggetto ivi posto a pubblico uso od ornamento;
b) calpestare le parti erbose, entrare nelle aiuole, nei recinti ed in qualunque altra parte
non destinata a pubblico passaggio, ove tale divieto è espressamente segnalato;
c) transitare o sostare con veicoli a motore fatti salvi i veicoli elettrici autorizzati nei
luoghi del punto b) nonché sui i viali interni dei pubblici giardini, su quelli riservati ai
pedoni e in genere fuori dei viali e delle strade appositamente destinati, ove si applica il
Codice della Strada;
d) accedere con animali al di fuori degli spazi a ciò destinati laddove vietato da
segnaletica specifica;
e) al di fuori dei casi e dei luoghi autorizzati, allestire tavoli, panche o altre attrezzature
per fare merende o feste, accendere fuochi o bracieri;
f) salire sugli alberi, appendervi od affiggervi qualsiasi cosa, scuoterli, scagliar loro contro
pietre, bastoni e simili;
g) salire o comunque usare le attrezzature e i giochi destinati ai bambini in modo non
corretto o comunque da soggetti palesemente al di fuori della fascia di età cui sono
destinati.
h) rimuovere la ghiaia e spargerla;
i) scagliare la ghiaia o altri oggetti presenti nei giardini e nelle aiuole.
2 - All'interno dei parchi, giardini e aree verdi pubbliche sono consentite attività di
noleggio, previa autorizzazione, di carrozzelle, velocipedi, macchinine per bambini,
pattini o altre attrezzature.
3 - I gestori delle attività di cui al comma 2 hanno l'obbligo di vigilare sul corretto uso
delle attrezzature noleggiate, di impedire l’utilizzo di quadricicli o comunque velocipedi a
più posti ai minori non accompagnati da adulto, di pulire lo spazio usato per l'attività, di
riporre le attrezzature al termine dell'attività, di indicare e rispettarne l'orario, di esporre e
rispettare i prezzi relativi al noleggio di ciascun mezzo in rapporto al periodo d'uso.
4 - E' vietato fare il bagno o gettare cose o immergere oggetti o animali nelle fontane,
nelle vasche e in genere in qualsiasi superficie acquea, ovunque presenti.
Art. 22 – Zona balneare e marina
1 - Fatte salve le norme di legge statali e regionali, al di fuori dei casi espressamente
autorizzati e fatte salve le maggiori sanzioni penali, nelle zone balneari e marine è vietato:
a) installare manufatti di qualsiasi tipo se non espressamente autorizzati;
b) esercitare attività ricreative o di trattenimento e svago senza specifiche autorizzazioni;
c) svolgere attività ludiche o sportive agonistiche, tranne l'esercizio della pesca secondo
la normativa specifica, senza specifica autorizzazione;
d) impiantare e gestire stabilimenti balneari senza autorizzazione;
e) accatastare oggetti di qualsiasi tipo;
f) gettare rifiuti di qualsiasi tipo;
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g) esercitare l’attività di parcheggiatore in assenza di specifica autorizzazione;
h) impiantare o gestire chioschi o bar, anche in forma temporanea, senza specifiche
autorizzazioni urbanistiche e commerciali;
CAPO III - PUBBLICA QUIETE E TRANQUILLITA’ DELLE PERSONE
Art.23 - Pubblica quiete e tranquillità delle persone
1 - Il Comune tutela e assicura la quiete e la tranquillità delle persone quale presupposto
della qualità della vita in città.
2 - Ferme restando le disposizioni contenute nelle leggi statali e regionali, è fatto divieto
a chiunque, col proprio comportamento o attraverso la propria attività o mestiere, nei
luoghi pubblici come nelle private dimore, di disturbare la pubblica quiete e la tranquillità
delle persone, anche singole, in rapporto al giorno, all’ora ed al luogo in cui il disturbo è
commesso, secondo il comune apprezzamento.
3 – Ferme restando le disposizioni di legge generali, è particolarmente tutelata la fascia
oraria che va dalle ore 24,00 alle ore 07,00 (alle ore 08,00 dei giorni festivi) e dalle 01:30
alle 08:00 nel periodo estivo, e ogni comportamento si deve conformare a questo
principio. Gli uffici pubblici, nell'autorizzare attività, eventi, spettacoli, impongono
prescrizioni che tengano conto di quanto sopra.
4 – Nei cantieri edili l’inizio delle attività lavorative è fissato alle ore 7.00. L’uso di
macchinari rumorosi (martelli pneumatici, betoniere, ecc.), nel rispetto delle emissioni
previste dalla legge 447/1995, è vietato:
• per il periodo 16 settembre – 31 maggio, dalle ore 19,00 alle ore 7,00;
• per il periodo 1 giugno - 15 settembre, dalle ore 19,00 alle ore 8,00 (ovvero alle
ore 9,00 per la zona turistica) e dalle ore 13,00 alle ore 16,00;
Qualora si configuri l’urgenza di portare a compimento lavori di pubblica utilità, il
Responsabile del Settore Lavori Pubblici può concedere deroghe al rispetto degli orari
sopra determinati.
Art.24 – Rumori e schiamazzi nei luoghi di ritrovo
1 - I gestori dei locali e dei luoghi di ritrovo di cui al precedente articolo 3 comma 3 sono
altresì tenuti a porre in essere tutte le cautele e le attività possibili atte a scoraggiare i
comportamenti che causano schiamazzi e rumori. Ferme restando le norme statali in
materia di pubblici spettacoli, anche la propagazione di suoni con strumenti musicali,
radio, televisione o strumenti elettronici o altri mezzi di diffusione non deve recare
disturbo ai sensi dell’art.23. L’uso di amplificatori sul suolo pubblico deve comunque
cessare dalle 24:00 alle 7.00 nel periodo invernale e dalle 02:00 alle 07.00 nel periodo
estivo salvo specifica deroga.
2 - Così come previsto dall’articolo 3 comma 4, l’amministrazione comunale, a seguito di
violazione rilevata ai sensi del comma 1, può ridurre l'orario di apertura di singoli locali e
in caso di reiterazione di fenomeni di disagio può applicare il disposto di cui all'art.43.
Art.25 – Rumori e schiamazzi per le strade
1 - Al di fuori delle attività di ritrovo di cui all’art. 24, è fatto divieto a chiunque di recare
disturbo, ai sensi dell’art. 23, con rumori, schiamazzi, strumenti musicali o altri mezzi di
diffusione. L’uso di amplificatori non connesso ad attività commerciali autorizzate e nei
luoghi pubblici o aperti al pubblico è vietato. La Polizia Locale, in caso di trasgressione,
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può procedere al sequestro amministrativo delle attrezzature atte alla commissione
dell’illecito.
2 - Durante il trasporto, il carico e lo scarico o lo spostamento di oggetti o materiali per
le strade pubbliche e private, nei cortili e nelle pertinenze, è fatto obbligo di attuare tutte
le cautele per evitare frastuono o rumore.
Art.26 – Disturbo alla pubblica quiete procurato da animali
1 - E' fatto divieto di detenere cani o altri animali che rechino disturbo alla pubblica
quiete e al riposo, anche di persone singole.
CAPO IV - MESTIERI E ATTIVITÀ LAVORATIVE E MERCATI
Art.27 - Decoro nell'esercizio dell'attività lavorativa
1 - Fatta salva la specifica normativa e le specifiche competenze in campo sanitario,
dell'igiene degli alimenti e bevande e della prevenzione e protezione dei lavoratori, ogni
mestiere esercitato su strada ed ogni altra attività lavorativa esercitata in locali, anche da
una sola persona, deve essere effettuata garantendo le condizioni igieniche.
2 - I locali visibili dalla pubblica via e gli esercizi accessibili al pubblico dovranno essere
in ogni momento perfettamente puliti, ben mantenuti e tinteggiati per non recare
pregiudizio al decoro cittadino.
Art.28 – Mercato
1 – Per la disciplina delle vendite nei mercati si rinvia alle specifiche discipline di settore
ed Ordinanze comunali.
Art. 29 - Obbligo di vendita delle merci esposte e dell’uso dei bagni
1 - Fatta salva la disciplina della pubblicità dei prezzi di vendita, in nessun caso può
essere rifiutata la vendita delle merci che comunque a tale fine siano esposte al prezzo
indicato.
2 - Qualora s'intenda soltanto esporre merce od oggetti, è obbligatorio segnalare che non
sono in vendita.
3 - E’ fatto obbligo agli esercenti dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e
bevande di mantenere i bagni in buono stato di manutenzione e di consentire
l’utilizzazione dei bagni a chiunque ne faccia richiesta.
Art.30 - Modalità di esposizione merci, oggetti fuori dai negozi o per strada e
occupazioni del suolo pubblico
1 - Ogni merce esposta per la vendita non dovrà sporgere di oltre 10 centimetri dalla
soglia dell'esercizio e comunque non dovrà costituire pericolo od ostacolo, per forma,
materiale e posizionamento, per i passanti in particolare ipovedenti o non vedenti o in
carrozzina.
2 - L’occupazione temporanea del suolo pubblico (o privato assoggettato ad uso
pubblico) per la realizzazione di dehors ad uso ristoro annessi ad attività di pubblico
esercizio di somministrazione di alimenti e bevande può essere concessa con specifiche
modalità indicate nelle leggi di settore e negli appositi Regolamenti.
3 – L’occupazione del suolo pubblico per l’esercizio del commercio temporaneo o
stagionale su aree pubbliche può essere concessa con specifiche modalità indicate nelle
leggi di settore e negli appositi Regolamenti.
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4 – Per i rimanenti esercizi di vicinato la richiesta deve essere inoltrata al competente
Ufficio Attività Produttive che ne cura l’iter richiedendo i prescritti pareri e, ove
meritevole di accoglimento, fornisce il nulla-osta per il pagamento della relativa tassa e
successivamente l’autorizzazione.
5 - L’area concessa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell’esercizio e
l’impresa concessionaria è tenuta ad assumersi la responsabilità della gestione.
6 - L’esposizione può essere effettuata:
a) Per mezzo di bacheche aventi profondità massima di cm 40 installate, in maniera
facilmente amovibile, sulle pareti dell’esercizio;
b) Per mezzo di espositori mobili, costruiti in ferro e tinteggiati con colorazioni
sobrie, collocati a ridosso della parete dell’esercizio aventi altezza massima di cm.
170 e profondità massima di cm. 40;
c) Qualora l’edificio formi angolo, gli espositori devono lasciare almeno cm.60 di
spazio dallo spigolo stesso;
d) Deve essere sempre consentito il transito dei pedoni ed il rispetto delle norme del
D.lgs 285/1992 (Codice della Strada) e successive modifiche ed integrazioni;
e) In caso di attività di vendita operanti nel settore alimentare, dovrà essere sempre
garantito il rispetto delle norme igieniche di cui al regolamento (CE) n. 852/2004
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull’igiene dei prodotti
alimentari.
f) Le occupazioni di cui al presente comma possono essere limitate, su valutazione
del S.U.A.P., nelle aree del centro di particolare pregio storico-artistico
7 - L’esposizione è consentita soltanto per l’orario di effettiva apertura al pubblico
dell’esercizio e durante la chiusura il suolo deve rimanere libero e sgombero;
8 - Qualora siano posti in vendita oggetti appuntiti, taglienti o comunque pericolosi, essi
dovranno essere esposti in modo da non causare alcun danno.
9 - E' vietato esporre alla vista dei passanti qualsiasi oggetto o merce che possa recare
offesa al decoro pubblico.
10 - E vietato esporre merce o oggetti che possano facilmente sporcare il suolo pubblico
o i passanti, ovvero emanare odori nauseanti o molesti.
11 – La sosta prolungata di veicoli cassonati e/o furgonati aperti adibiti al trasporto di
merci sugli stalli di sosta riservati al carico e scarico delle merci e/o nelle immediate
adiacenze dell’esercizio di vendita per oltre 60 minuti, tale da far ritenere che lo stesso
veicolo venga utilizzato per esposizione delle merci riconducibili all’esercizio, sarà
considerata quale occupazione abusiva di suolo pubblico e sanzionata ai sensi dell’art.42
del presente Regolamento.
Art.31 - Divieto di uso di contrassegni, stemma e gonfalone del comune
1 - Al di fuori di quanto previsto dalla disciplina dell'uso dello stemma del Comune e del
gonfalone, è vietato usare lo stemma del Comune e la denominazione di uffici o servizi
comunali, per contraddistinguere in qualsiasi modo attività private.
Art.32 - Mestieri ambulanti
1 - Fatte salve le norme per il commercio su area pubblica, è vietato esercitare mestieri
ambulanti nell'ambito del territorio comunale, con o senza scopo di lucro, senza
specifica autorizzazione. Tutti i mestieri ambulanti non previsti da tali disposizioni sono
considerati vietati. L’amministrazione comunale, in occasione di particolari eventi o per
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determinati luoghi o situazioni, può impartire specifiche disposizioni per l’esercizio o la
sospensione temporanea delle attività di cui trattasi.
Art.33 - Pubblici trattenimenti, circhi e spettacoli viaggianti
1 - Fatte salve le norme statali, regionali e comunali in materia, gli allestimenti, le
baracche e i loro annessi, e ogni altra simile costruzione permessa temporaneamente
dovranno essere mantenute pulite e in perfette condizioni igieniche anche in base alle
prescrizioni che potranno volta per volta essere stabilite dal comune; in particolar modo
le aree adibite a questo scopo dovranno essere dotate di un congruo numero di
contenitori di rifiuti.
2 - Il suolo pubblico dovrà inoltre essere tenuto pulito e libero da ogni ingombro
intorno allo spazio occupato.
3 - A coloro che svolgono l'attività di spettacolo viaggiante è fatto obbligo di tenere il
pubblico, con particolare riguardo ai bambini, ad una distanza dall'attrazione tale da
impedire che allo stesso sia procurato danno o pericolo.
4 - Ai soggetti che svolgono l'attività di spettacolo viaggiante e di pubblico
intrattenimento è vietato:
· a) di attirare il pubblico con richiami rumorosi e molesti;
· b) di tenere aperti gli allestimenti oltre l'orario consentito dalla singola autorizzazione e
comunque oltre le ore 23,00.
5 - L’amministrazione comunale, in occasione di particolari eventi o in determinati
luoghi o situazioni può, con specifica ordinanza, impartire disposizioni o specificazioni.
Art.34 - Raccolta rifiuti
1 - Chiunque svolge l'attività di raccolta rifiuti, deve aver cura che durante le operazioni
di raccolta o sgombero non vengano a crearsi situazioni di pericolo o di ingombro
prolungato del suolo pubblico, nonché di disagio per il traffico veicolare o fastidio per la
cittadinanza, svolgendo tali incombenze prevalentemente nelle prime ore del mattino.
Art. 35 - Locali di noleggio di velocipedi, cavalli, imbarcazioni
1 - Fuori dall'esercizio di mestieri ambulanti, è vietato effettuare attività di noleggio di
acceleratori di andatura, velocipedi, cavalli, imbarcazioni senza la prescritta
autorizzazione comunale e senza rispettare le prescrizioni contenute nella stessa.
2 - Fatte salve le norme statali e regionali in materia, i mezzi concessi in noleggio devono
essere di costruzione solida e sicura, e mantenuti sempre in buono stato; i cavalli devono
essere in buono stato di salute.
3 - E’ vietato far salire sui mezzi e sulle imbarcazioni un numero di persone superiore a
quello che dovrà essere indicato in modo ben visibile sulle stesse, in ragione della loro
portata; è vietato inoltre affidare imbarcazioni e cavalli a persone che siano incapaci di
condurle.
4 - Tutti i mezzi concessi in noleggio devono essere dotati di polizza assicurativa di
responsabilità civile e per danni a terzi.
5 - Le passeggiate a cavallo nel centro storico sono vietate, salvo specifiche deroghe o
autorizzazioni.
Art.36 - Conduzione dei veicoli a trazione animale
1 - Fatte salve le norme statali e regionali in materia, i veicoli a trazione animale devono
essere mantenuti sempre puliti.
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2 - I conducenti dei veicoli a trazione animale devono dotare la carrozza di apposito
contenitore atto a consentire la raccolta delle deiezioni prodotte dal cavallo evitandone la
dispersione sul suolo pubblico.
3 - I conducenti di veicoli a trazione animale, qualora utilizzino la frusta non devono
recare danno o molestia all’animale stesso, alle persone e alle cose.
Art. 37 - Volantinaggio e distribuzione di oggetti
1 - Fatte salve le norme statali, regionali e comunali sulla pubblicità o specifiche
autorizzazioni, sul suolo pubblico o nei locali aperti al pubblico e nelle pubbliche vie, è
vietato distribuire o depositare per la libera acquisizione qualsiasi oggetto, depliants,
volantini.
2 - Il volantinaggio può essere effettuato solo mediante deposito nelle apposite cassette
per la pubblicità ove presenti nelle abitazioni. E’ vietata la distribuzione su veicoli in
sosta, sulle soglie e sui gradini degli edifici prospicienti marciapiedi e aree pubbliche.
3 - E' vietato depositare materiale pubblicitario nelle cassette postali o all'interno di spazi
condominiali, laddove i proprietari degli edifici abbiano esposto visibile cartello di non
gradimento o abbiano installato apposito raccoglitore.
TITOLO III - MEDIAZIONE SOCIALE, EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’
E ASSISTENZA ALLE PERSONE
Art.38 – Mediazione sociale e educazione alla legalità
1 - Il Comune favorisce la mediazione sociale intesa come integrazione tra persone,
convivenza civile e bonaria risoluzione dei conflitti, ponendo a disposizione dei cittadini
specifico servizio svolto da personale dei Servizi Sociali e dagli appartenenti alla Polizia
Locale.
2 - L'attività di mediazione sociale di cui al presente articolo è svolta in quei conflitti che
non vedano il concretizzarsi della commissione di un reato, anche punibile dietro
presentazione di querela.
3 - Gli addetti al servizio suddetto possono in particolare convocare le parti o i soggetti
che recano o subiscono conflitto e cercano di ricomporre le situazioni di disagio,
verbalizzando le conclusioni dell'incontro.
4 - Nel caso in cui la mediazione venga svolta da personale appartenente alla Polizia
Locale che riscontri l'esito positivo dell'incontro, verbalizzando gli impegni presi dalle
parti in questione, possono non essere rilevate le eventuali violazioni amministrative
previste dal presente regolamento commesse dai soggetti e direttamente ricollegabili al
conflitto.
5 - Qualora le parti non ottemperino agli impegni presi nel verbale di cui al comma
precedente, sono soggette alla sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art.42 c.2.
7 - La Polizia Locale pone alla base della sua azione la prevenzione degli illeciti e dei
conflitti sociali, educando al rispetto delle norme di convivenza. Collabora con gli istituti
scolastici e le famiglie per l'educazione alla legalità ai giovani, anche informando circa i
principi contenuti nel presente Regolamento. L’amministrazione comunale può stipulare
convenzioni con le associazioni di volontariato per realizzare collaborazioni rivolte a
favorire l’educazione alla convivenza, al senso civico e al rispetto della legalità.
Art.39 – Accompagnamento di persone in difficoltà
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1 - In casi di emergenza e urgenza sociale che vedano coinvolte persone indigenti, sole,
incapaci, anziane o minorenni o comunque soggetti in situazioni di gravi difficoltà, il
personale della Polizia Locale interviene anche secondo quanto stabilito nei protocolli
operativi che definirà con altri uffici o servizi comunali, altre pubbliche amministrazioni
e strutture convenzionate.
2 - Nel caso di interventi effettuati sulla base del presente regolamento che comportino
situazioni di disagio sociale e perdita dei mezzi minimi di sussistenza, la Polizia Locale
affiancherà i competenti Servizi Sociali per valutare, in relazione alle condizioni
economiche e sociali, l'individuazione di alternative consone e idonee sistemazioni.
3 - Per la soluzione delle situazioni di cui al comma 1 il personale della Polizia Locale,
rilevata la situazione, può provvedere all'accompagnamento della persona presso un
centro di accoglienza o altro locale indicato dai Servizi Sociali.
Art.40 - Trattamenti Sanitari Obbligatori e Accertamenti Sanitari Obbligatori
1 - In occasione di Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) o Accertamenti Sanitari
Obbligatori (ASO) ai sensi della legge statale gli operatori sanitari e il personale della
Polizia Locale svolgono gli adempimenti inerenti il proprio ruolo istituzionale.
2 - Gli operatori sanitari intervengono sul posto e attuano il provvedimento di TSO o
ASO ponendo in essere iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione da
parte di chi vi è obbligato nel rispetto della dignità della persona e dei suoi diritti.
3 - Il personale della Polizia Locale, durante le operazioni di cui al presente articolo,
tutela l'incolumità delle persone e l'integrità dei beni pubblici e privati, concorre alle
iniziative volte ad assicurare il consenso ed interviene nei confronti del soggetto da
sottoporre al provvedimento solo qualora questi metta in atto un comportamento di
resistenza attiva o passiva ovvero sia causa di pericolo o danno per se stesso, per altri o
per le cose, o sia necessario accedere con la forza dentro locali chiusi o dimore,
garantendo la piena attuazione del provvedimento stesso.
4 - Il personale della Polizia Locale, nello svolgimento delle operazioni di cui al comma
3, nelle traduzioni dell’infermo, può recarsi anche fuori del territorio comunale
considerandosi in servizio.
TITOLO IV - SANZIONI, PROVVEDIMENTI RELATIVI AI TITOLI
AUTORIZZATORI E PROCEDURA DI RIMESSA IN PRISTINO
CAPO I - SANZIONI E PROVVEDIMENTI RELATIVI AI TITOLI
AUTORIZZATORI
Art.41 – Sistema sanzionatorio
1 - Nei casi di conflitto sociale e degli altri casi in cui ciò sia appropriato e possibile, la
Polizia Locale è tenuta ad esperire tentativi di mediazione e conciliazione prima di
erogare le sanzioni del presente capo.
2 - Ai fini dell'accertamento ed irrogazione delle sanzioni previste dal presente
regolamento, si applicano le disposizioni della Legge 24 novembre 1981, n. 689 e
successive modifiche ed integrazioni in materia di somme edittali, dell'art.7 bis del D.Lgs.
18 agosto 2000 n.267 e della L.R.28 dicembre 2000 n.81.
3 - Tutti i soggetti nei confronti dei quali siano state accertate violazioni al presente
regolamento possono proporre ricorso amministrativo nelle forme di cui al comma
seguente.
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4 - L’autorità competente a ricevere gli scritti difensivi e ad emanare le ordinanze di cui
all'art.18 della L.689/81 è individuata nel Comandante della Polizia Locale. I proventi
sono destinati al Comune.
5 - Competenti ad accertare le violazioni alle norme del presente regolamento sono tutti i
soggetti che rivestono la qualità di ufficiale o agente di polizia giudiziaria.
Art.42 –Sanzioni
1 - Chiunque viola le disposizioni di cui all'art.8 c.1, 11 c.2, 17 c.1 del presente
Regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una
somma da euro 25,00 a euro 500,00 (P.M.R. euro 50,00).
1 bis – Salvo che non costituisca reato ai sensi del T.U. D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii.,
chiunque viola le disposizioni di cui all'art.14 c.3 del presente Regolamento, in materia di
abbandono di rifiuti, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di
una somma da euro 200,00 a euro 3.000,00 (P.M.R. euro 400,00)
2 - Chiunque viola le altre disposizioni del presente Regolamento o delle ordinanze ad
esso riferibili è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una
somma da euro 80,00 a euro 500,00 (P.M.R. euro 160,00).
3 - Chiunque viola le prescrizioni dei titoli autorizzatori previsti ai sensi del presente
regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una
somma da euro 80,00 a euro 500,00 (P.M.R. euro 160,00). Alla medesima sanzione, in
assenza di specifica disposizione, è soggetto chi viola le prescrizioni di altri titoli
autorizzatori di competenza del Comune.
4 - Qualora ai sensi del presente regolamento sia richiesto un titolo autorizzatorio, esso
deve sempre essere ostensibile agli agenti accertatori che ne facciano richiesta durante lo
svolgimento dell'attività. Chiunque non ottemperi al presente obbligo è soggetto alla
sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 80,00 a euro
500,00 (P.M.R. euro 160,00).
5 - Il trasgressore che non ottempera al provvedimento di diffida di cui all'art.46 o non
vi ottempera nei termini previsti, o che, in caso di ripristino o rimozione di opere di
facile attuabilità, si sia rifiutato di eseguirla immediatamente, è soggetto alla sanzione
amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 250,00 a euro 2.500,00
(P.M.R. euro 500,00).
6 - E' sempre consentito il sequestro amministrativo ai sensi degli articoli 13 e 20 della
Legge 24 novembre 1981, n. 689 e del D.P.R. 29 luglio 1982 n.571. Ai sensi dell'art. 13
Legge 24 novembre 1981 n.689 è inoltre sempre possibile agli agenti accertatori
procedere ad ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora. Chiunque
impedisca, anche temporaneamente, l'accesso agli agenti accertatori all'interno dei luoghi
diversi dalla privata dimora, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del
pagamento di una somma da euro 80,00 a euro 500,00 (P.M.R. euro 160,00).
7 – Nei casi di violazione dell’art.30 in materia di occupazione abusiva di suolo pubblico
ovvero di recidiva nella violazione delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione,
commessa da esercenti attività commerciali, si potrà procedere, mediante Ordinanza
dell’Autorità competente sopra individuata, alla sospensione dell’attività di vendita
disciplinata dal D.Lvo 114/98 per un periodo fino a giorni 5 (cinque). La recidiva si
verifica quando la stessa violazione è stata commessa per due volte nel corso dell’anno,
anche se si è proceduto al pagamento della sanzione mediante oblazione. In caso di
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inosservanza dell’Ordinanza di chiusura dell’attività di vendita di cui sopra, l’esercente
sarà denunciato all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art.650 c.p.. Nel caso di
recidiva reiterata nelle violazioni anzidette ovvero di denuncia all’Autorità Giudiziaria,
l’Autorizzazione per l’esercizio dell’attività potrà essere REVOCATA con apposito
provvedimento (ex art.22 co. 4 e 5 D.Lgs 114/98).
Art.43 – Provvedimenti relativi ai titoli autorizzatori e ai locali ove si esercitano le
attività autorizzate.
1 - L’amministrazione comunale, per motivi di pubblico interesse, può sospendere o
revocare con apposito provvedimento motivato qualsiasi titolo autorizzatorio di
competenza del Comune ed eventualmente chiudere i locali senza che il titolare del
medesimo abbia diritto a indennità o compensi di sorta.
2 - Qualora espressamente previsto nel provvedimento di sospensione o revoca la
Polizia Locale applicherà appositi sigilli ai locali ove venivano esercitate le attività il cui
titolo autorizzatorio sia stato sospeso o revocato.
Art.44 – Segnalazioni o reclami
1 - Chiunque desideri presentare segnalazioni o reclami relativamente ad eventi o
comportamenti rientranti nell'ambito di applicazione del presente regolamento ed essere
informato degli esiti, può farlo rivolgendosi al Corpo di Polizia Locale.
CAPO II - PROCEDURA DI RIMESSA IN PRISTINO
Art.45 – Rimessa in pristino o rimozione delle opere di immediata attuabilità.
1 - Qualora a seguito della violazione di una delle disposizioni del presente regolamento
sia necessario provvedere a ripristinare il precedente stato dei luoghi o a rimuovere le
opere abusive, l'agente accertatore ne fa espressa menzione nel verbale di accertamento
imponendo tale obbligo al trasgressore, menzionando altresì se il ripristino o la
rimozione siano di immediata attuabilità. Se il ripristino o la rimozione vengono
immediatamente eseguiti, l'agente accertatore ne dà atto nel verbale di accertamento.
2 - Qualora il trasgressore rifiuti di attuare immediatamente il ripristino dello stato dei
luoghi o la rimozione è soggetto alla sanzione di cui all’art. 42 c.5. In caso di mancata
ottemperanza si può provvedere comunque al ripristino dello stato dei luoghi o alla
rimozione delle opere a cura del Comune che addebiterà le spese all’interessato.
3 – Nei casi di abbandono di rifiuti di cui all’art.14, ove il responsabile non sia
immediatamente individuato o vi siano più responsabili e questi vengano
successivamente identificati mediate attività d’indagine o sistemi di videosorveglianza,
l’ente potrà avviare le procedure di recupero coattivo delle spese sostenute per le
operazioni di bonifica dei siti inquinati.
Art.46 – Rimessa in pristino o rimozione delle opere di non immediata
attuabilità.
1 - Qualora il ripristino del precedente stato dei luoghi o la rimozione delle opere
conseguenti la violazione di una delle disposizioni del presente regolamento sia di non
immediata attuabilità, l'agente accertatore ne fa espressa menzione nel verbale di
accertamento imponendo al trasgressore un termine entro il quale ottemperare, decorso
il quale, rilevando la mancata ottemperanza, invierà rapporto al Sindaco ovvero al
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funzionario da egli delegato che emanerà una Ordinanza di rimozione coatta con
addebito delle spese a carico del trasgressore.
2 - Il trasgressore che non ottemperi a quanto diffidato o vi ottemperi oltre i termini
previsti, è sempre soggetto alla sanzione di cui all'art.42 c.5.
Art.47 – Norme finali
1 – Tutte le precedenti norme regolamentari o ordinanze in contrasto con il presente
Regolamento vengono abrogate.
2 – Per quanto non espressamente contemplato si rinvia alle leggi generali, agli appositi
Regolamenti comunali o ordinanze vigenti.

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